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Universit degli Studi di Pisa

Facolt di Ingegneria



Impianti geotermici
Franco Donatini, Pasquale Salza

Anno 2010

2
3
Indice

1. Generalit sullenergia geotermica
1.1 Una fonte rinnovabile diversa
1.2 I giacimenti geotermici e la loro formazione
1.3 Tipologia delle sorgenti geotermiche
1.4 Storia dellenergia geotermica

2. Cicli termodinamici degli impianti geotermici
2.1 Premessa
2.2 Richiami di termodinamica
2.3 Impianto
2.4 Impianto a vapore dominante
2.5 Impianto ad acqua dominante con ciclo a flash di vapore
2.6 Impianto ad acqua dominante con ciclo binario
2.7 Ottimizzazione termodinamica dei cicli

3. Sistemi e componenti presenti negli impianti
3.1 Condensatore
3.2 Eiettore
3.3 Compressore
3.4 Torre di raffreddamento
3.5 Altri componenti


4
4. Il contenimento delle emissioni
4.1 Il processo AMIS

5. Cicli avanzati
5.1 Cicli combinati
5.2 Impianti ibridi
5.3 Rocce calde secche

6. Considerazioni economiche
6.1 Costo medio livellato dellenergia

5
1. Generalit sullenergia geotermica

1.1 Una fonte rinnovabile diversa
Lenergia geotermica appartiene alla cosiddetta categoria delle fonti rinnovabili anche
se con caratteristiche abbastanza particolari.
Le fonti rinnovabili derivano essenzialmente dal sole, che pu essere considerato la
fonte primaria di tutte le forme di energia (fig.1.1). Lenergia solare pu essere
direttamente sfruttata nei sistemi di conversione energetica sia sotto forma di calore
nella cosiddetta conversione termodinamica, sia sotto forma di luce mediante leffetto
fotovoltaico.













Ma il sole anche lorigine delle altre fonti primarie. La fonte eolica deriva dal vento
che determinato dallo spostamento di grandi masse daria determinato dalle
differenze di temperatura indotte dal riscaldamento solare. La fonte idrica si basa
sullaccumulo di acqua in alta quota, che reso possibile dalle precipitazioni
meteoriche, che a sua volta derivano dalla evaporazione dei mari, determinata
Sole
Biosfera
Fonti fossili
Conversione
fotovoltaica
Fonte
Eolica
Fonte Idro
Maree
Fonte Geo
Biomasse
Conversione
meccanico-
elettrica
Combustibili
Conversione
termo- elettrica
Sole
Biosfera
Fonti fossili
Conversione
fotovoltaica
Fonte
Eolica
Fonte Idro
Maree
Fonte Geo
Biomasse
Conversione
meccanico-
elettrica
Combustibili
Conversione
termo- elettrica


Fig. 1.1 - Origine delle fonti energetiche

6
proprio dal sole. Le biomasse sono prodotte attraverso il processo di fotosintesi che
utilizza proprio lenergia solare per convertire lanidride carbonica e lacqua nelle
sostanze organiche che costituiscono le piante e pi in generale lintera biosfera. Le
stesse fonti fossili si possono considerare una specie di biomassa, che attraverso
trasformazioni di tipo chimico e fisico avvenute durante le ere geologiche, ha dato
luogo a giacimenti di carbone petrolio e gas.
Lenergia geotermica non deriva invece dal sole, ma piuttosto dal calore endogeno
presente nella profondit della terra, che attraverso meccanismi di scambio termico
viene reso disponibile negli strati pi superficiali della crosta terrestre. Tuttavia una
parentela col sole anche in questo caso esiste, in quanto secondo teorie astrofisiche
il pianeta terra levoluzione di un frammento del sole, prodotto nel corso della
formazione del sistema solare.
Anche dal punto di vista delle caratteristiche intrinseche lenergia geotermica
presenta alcune particolarit che la contraddistinguono rispetto alle altre forme di
energia rinnovabile.
Le fonti rinnovabili sono risorse praticamente inesauribili e la loro utilizzazione in
genere caratterizzata da un basso impatto ambientale. Gli aspetti negativi di queste
fonti consistono in una disponibilit nel tempo di tipo discontinuo, in una bassa
densit di potenza rispetto allo spazio, che determina un elevato impiego del
territorio per realizzare uno sfruttamento significativo, in una elevata complessit
degli impianti che le utilizzano ed in genere in una bassa efficienza di conversione
energetica.

Fig. 1.2 - Aree di potenziale sfruttamento della risorsa geotermica
Ring of fire
7
Al contrario la fonte geotermica ha una disponibilit continua nel tempo e concentrata
nello spazio in quanto i giacimenti geotermici sono disponibili in misura significativa
in particolari zone della terra. Le tecnologie impiegate per la conversione energetica
sono essenzialmente di tipo convenzionale, anche se rese critiche dallambiente
ostile di applicazione. Infine, contrariamente alle altre fonti rinnovabili, il suo
sfruttamento presenta problematiche di impatto ambientale simili a quelle degli
impianti che impiegano fonti fossili. Infatti nei giacimenti geotermici sono contenute
notevoli quantit di gas prodotte dalle reazioni chimiche che hanno luogo al loro
interno, in particolare anidride carbonica e sostanze inquinanti quali idrogeno
solforato, cloro, mercurio che fuoriescono allatmosfera insieme al vapore attraverso
pozzi costruiti appunto dalluomo per lo sfruttamento dellenergia geotermica. Il
contenimento di questi inquinanti costituisce un aspetto critico, da cui dipendono le
prospettive di utilizzo di questa fonte di energia.

1.2 I giacimenti geotermici e la loro formazione
Come abbiamo detto lenergia geotermica presente sotto forma di calore allinterno
della terra. Il termine "geotermia" deriva dal greco "g" e "therms" ed il significato
letterale "calore della Terra".
Lorigine di questo calore legata alla natura stessa del nostro pianeta ed ai processi
di chimico-fisici che in esso hanno luogo.
Il calore interno si trasferisce verso la superficie della terra; la sua esistenza
manifestata dall'aumento progressivo della temperatura delle rocce con la profondit;
il gradiente geotermico in media di 3C ogni 100 m di profondit, ossia 30C ogni
km.
Esistono tuttavia nella crosta terrestre zone privilegiate ove il gradiente nettamente
superiore a quello medio: ci dovuto alla presenza, non lontano dalla superficie (5-
10 km), di masse magmatiche fluide o gi solidificate in via di raffreddamento (fig.
1.2). Tali zone si localizzano in ben precise regioni dove le placche tettoniche
confinano tra di loro, e dove le forze geologiche spostano in superficie le masse
magmatiche: in queste zone si possono vedere manifestazioni vulcaniche, geyser,
fumarole, hot spot ed altri fenomeni.
8


Fig. 1.3 - La risorsa geotermica in Italia
L'energia termica accumulata in queste zone pu essere resa disponibile a
profondit accessibili da vettori termici presenti nella crosta terrestre e denominati
fluidi geotermici. I fluidi geotermici sono essenzialmente composti da acqua
meteorica che penetra nel sottosuolo e si riscalda a contatto con le rocce calde. Si
formano cos degli acquiferi cio degli strati di materiale permeabile saturo di acqua,
che pu raggiungere anche a temperature molto elevate (oltre 300C). Generalmente
tali acquiferi, oltre all'acqua in fase liquida, possono contenere acqua sotto forma di
vapore ad elevato contenuto energetico. E il caso dellItalia, in cui nella zona di
Larderello e nelle aree marine del centro sud sono presenti giacimenti di vapore di
elevata potenzialit (fig. 1.3).
Gli acquiferi sono costituiti da rocce permeabili sature di acqua, formando cos i
giacimenti geotermici. I fluidi contenuti in un giacimento geotermico possono talvolta
raggiungere spontaneamente la superficie, dando luogo a manifestazioni
geotermiche naturali, quali i geyser, le fumarole, le sorgenti calde, ecc..
Se i fluidi caldi rimangono entro il serbatoio per effetto di una copertura di terreni
impermeabili, si possono avere concentrazioni di energia termica di interesse
industriale a fini di produzione di energia.
9
La figura 1.4 schematizza in maniera semplificata la formazione di un giacimento
geotermico, che come abbiamo detto legata ai processi ed alle trasformazioni che
sono avvenute ed avvengono allinterno della terra














La terra allatto della sua creazione costituita da una massa di liquidi e di gas, con
un 5 - 10% di vapore. Quando i fluidi si raffreddano, perdendo calore dalla superficie,
si forma una crosta esterna solida di spessore medio di 32 km e nelle depressioni di
essa si condensa il vapore formando laghi e oceani. Al disotto della crosta esiste una
massa fusa detto Magma, ancora in fase di raffreddamento.
I forti terremoti avvenuti nella prima fase del periodo Cenozoico (60 milioni di anni fa)
determinano la salita del Magma attraverso le fessurazioni prodotte. Il Magma venuto
in prossimit della superficie terrestre provoca la formazione di vulcani ed in
presenza di acqua di Geyser e fumarole.
Il Magma caldo in prossimit della superficie terrestre si solidifica formando rocce
ignee o vulcaniche.


Fig. 1.4 - Schema di un giacimento geotermico


10
Il calore del Magma si trasferisce per conduzione attraverso le rocce ignee o per
trasporto di gas attraverso le fessurazioni presenti in queste rocce, riscaldando
lacqua presente in uno strato sovrastante di tipo poroso e permeabile.
Un ulteriore strato di roccia solido e impermeabile copre lo strato precedente
intrappolando lacqua calda o il vapore come in un serbatoio (serbatoio geotermico)
La roccia solida ha tuttavia fessure, che funzionano come sfiati di una gigantesca
caldaia, dando luogo a fumarole o bacini di acqua calda.
Si possono quindi realizzare pozzi che prelevano il vapore dalle fessure per
trasformarlo in elettricit mediante un ciclo termodinamico.
Lacqua delle precipitazioni meteoriche pu in alcuni casi reintegrare il serbatoio
sotterraneo. In alcuni casi lacqua totalmente assente e si parla di giacimenti
secchi.
In ogni caso i giacimenti geotermici rappresentano sorgenti di calore, che possono
essere opportunamente sfruttate ai fini energetici anche se le modalit di
sfruttamento possono essere pi o meno complesse a seconda delle caratteristiche

1.3 Tipologia delle sorgenti geotermiche
Le sorgenti geotermiche hanno caratteristiche diverse che dipendono sia dalle
modalit di formazione dei giacimenti, che dalla loro evoluzione nel tempo.
Nel caso in cui il giacimento si trovi a profondit non eccessivamente elevate (fino a
1000, 2000 metri) e sia presente acqua la sorgente si definisce di tipo idrotermico. In
esse lacqua viene riscaldata dal contatto con le rocce calde ed a seconda della
pressione, si trova allo stato di vapore od allo stato liquido; nel primo caso si parla di
sorgenti a vapore dominante, nel secondo ad acqua dominante.
Quando il giacimento si trova ad elevata profondit (da 3000 a 10000 metri) ed
presente acqua, ovviamente a pressioni molto alte, la sorgente si dice di tipo
geopressurizzata; lacqua contenuta nel giacimento si trova a pressioni oltre 1000
atmosfere e temperature intorno a 160 C
Infine vi sono giacimenti molto profondi costituiti di rocce calde a temperature
comprese tra 150 e 300 C, prive di acqua; sorgenti di questo tipo si definiscono
11
petrotermiche. Costituiscono l85% delle risorse geotermiche terrestri, ma sono di
difficile sfruttamento proprio per lassenza di acqua.
In termini energetici le risorse disponibili nelle tre ipologie di sorgenti sopra descritte
sono quantificate in figura 1.5.

Attualmente le uniche sorgenti effettivamente sfruttate sono quelle idrotermiche
essenzialmente per la loro minore profondit e per la maggiore presenza di vapore
che rende pi semplici e pi efficienti i processi di conversione dellenergia in
elettricit.









Il vapore geotermico tuttavia un fluido che presenta problemi per un efficiente
sfruttamento industriale, per cui i cicli geotermoelettrici hanno una configurazione
differente da quelli alimentati da fonti fossili.

Idrotermiche
Geopressurizzate
Petrotermiche
10
21
J
10
22
J
10
25
J



Fig. 1.5 - Disponibilit di energia nei tre tipi di sorgenti geotermiche

Propriet termodinamiche
Temperatura 150 - 220 C
Pressione 5 - 20 bar
Composizione
Vapore 95 %
Gas 5 %
CO
2
98,4 %
H
2
S 1,0 %
CH
4
0,4 %
H
2
0,1 %
N
2
0,1 %


Fig 1.6 - Caratteristiche del vapore geotermico
12
Il vapore geotermico contiene infatti gas ed impurezze che hanno un impatto sul
sistema di generazione elettrica; una composizione tipica riportata in figura 1.6.
A parte le propriet termodinamiche che sono nettamente inferiori rispetto a quelle
tipiche dei sistemi di generazione termoelettrica, il vapore, dopo la fase iniziale di
sfruttamento del pozzo in cui le concentrazioni di gas sono molto pi elevate,
contiene a regime circa il 5% di gas incondensabili per cui si deve opportunamente
provvedere alla loro estrazione durante la fase di condensazione. I gas
incondensabili, pur essendo essenzialmente costituiti di anidride carbonica,
contengono anche idrogeno solforato, che costituisce un problema sia di tipo
ambientale legato alla sua emissione nellatmosfera, sia di tipo tecnologico in quanto
rende il vapore notevolmente aggressivo nei confronti delle parti meccaniche che con
esso vengono a contatto.
Le sorgenti geotermiche attualmente sfruttate sono essenzialmente quelle contenenti
vapore, che si dicono a vapore dominante. Vengono tuttavia sfruttate anche sorgenti
che contengono acqua come fluido geotermico, che si definiscono ad acqua
dominante.
Gli impianti progettati per sfruttare rispettivamente i due tipi di sorgenti, differiscono
notevolmente tra loro sia per quanto riguarda la configurazione del processo che per
le prestazioni termodinamiche. In particolare la complessit impiantistica molto
maggiore nel caso di impianti per sorgenti ad acqua dominante e le prestazioni sono
nettamente inferiori. Il capitolo successivo analizzer in dettaglio le caratteristiche di
queste due tipologie di impianto.

1.4 Storia dellenergia geotermica
Fin dall'antichit lacqua geotermica stata usata dalle popolazioni. L'uso pi antico
e diffuso stato, naturalmente, quello termale. Solo ben pi tardi fu utilizzata anche
per altri scopi. Greci, Etruschi e Romani impiegavano le acque calde che sgorgavano
naturalmente alla superficie per la balneoterapia e per il riscaldamento degli
ambienti, ma gi gli Indiani d'America la usavano per cucinare, oltre che per scopi
medicinali, cos come facevano i Maori della Nuova Zelanda. Gli Etruschi
utilizzavano l'acido borico associato alle manifestazioni naturali per la preparazione
degli smalti con cui decoravano i vasi.
13



Tab. 1.1 Attuale produzione geo-termoelettrica in Italia (Enel 2007)
14
La produzione geotermica italiana ha una lunga tradizione e per molti anni costitu un
primato mondiale; ancor oggi la zona di Larderello, in Toscana, considerata la culla
della geotermia. Nel 1904, proprio a Larderello, il principe Piero Ginori accese cinque
lampadine mediante una dinamo trascinata da un motore alternativo utilizzante
vapore endogeno. L'anno seguente fu costruita la prima centrale sperimentale da 20
kW.
La prima vera centrale geotermoelettrica, Larderello 1, entr in servizio nel 1913 con
un primo gruppo a turbina da 250 kW di costruzione italiana (Tosi); in seguito la
centrale fu potenziata con tre unit di 2500 kW. Nel 1944 la potenza raggiunse i
127000 kW, ma gli eventi bellici distrussero gran parte degli impianti.
Oggi larea di Larderello, insieme a quella dellAmiata ha una potenza geo -
termoelettrica installata di 843 MWe con una produzione complessiva di elettricit di
oltre 5000 GWh (Tabella 1.2).

Tab. 1.2 Potenza geo-termoelettrica installata nel mondo
15
Esistono anche altri parti del mondo in cui avviene lo sfruttamento dellenergia
geotermica e che hanno addirittura superato lItalia per quanto riguarda la quantit di
elettricit attualmente prodotta (Tabella 1.2).
Negli Stati Uniti un primo tentativo di sfruttamento dellenergia geotermica effettuato
nel 1922 non ebbe successo per problemi di criticit del fluido geotermico sui
materiali.
Nel 1956 la Pacific Gas e la Electric Power acquisiscono unarea geotermica da
Magma Power e Thermal Power e realizzarono nel 1960 la prima centrale
geotermica da 11 MWe; i problemi di criticit sui materiali vennero superati con
limpiego di acciai inossidabili.
Nel settembre del 1982 entr in servizio una grande centrale da 109 MWe,
raggiungendo una potenza complessiva installata di quasi 1000 MWe
Altri paesi che possiedono giacimenti geotermici ed utilizzano lenergia geotermica
per la produzione di elettricit sono la Nuova Zelanda, il Giappone, il Messico, le
Filippine, la ex Unione Sovietica e lIslanda.
16

17
2. Cicli termodinamici per impianti geotermici

2.1 Premessa
Nel capitolo precedente sono state definite due tipologie di sorgenti geotermiche
attualmente sfruttate ai fini della produzione di energia elettrica; si tratta delle
sorgenti a vapore dominante e di quelle ad acqua dominante.
Gli impianti geotermici basati su questi due tipi di sorgente hanno configurazioni tra
loro piuttosto diverse.

Impianti
convenzionali
Flash
singolo
Flash
Doppio
Flash
Triplo
Ciclo
Binario
Altro
% Unit
(~ 500)
17 29 10 0.2 39 5
% MWe
(8700)
23 45 24 0.1 4 4
MWe
(tot 8700)
2001 3915 2888 8.7 348 348
MWe/unit
medi
22 25 38 10 2 14

Tab. 2.1 Impianti geotermici nel mondo

Gli impianti a vapore dominante hanno un ciclo termodinamico abbastanza semplice
basato su una turbina a vapore senza rigenerazione, che pu essere a
condensazione o a contropressione; nel primo caso il vapore in uscita dalla turbina
subisce una fase di condensazione, mentre nel secondo caso il vapore viene
scaricato direttamente allatmosfera. Attualmente gli impianti geotermici impiegano di
solito un ciclo a condensazione; questo consente sia di reiniettare il fluido
geotermico, migliorando la resa del pozzo, sia di controllare le emissioni di gas
inquinanti allatmosfera.
Gli impianti ad acqua dominante necessitano di produrre vapor a partire dallacqua
pressurizzata, per poter alimentare un ciclo termodinamico. Questa operazione pu
essere realizzata essenzialmente i due modi. Il primo consiste nel depressurizzare
lacqua producendo vapore, mediante un processo cosiddetto di flash. Il secondo
modo consiste nel trasferire il calore dellacqua ad un fluido a bassa temperatura di
ebollizione, che evolve in un ciclo chiuso a condensazione; in questo caso si parla di
18
ciclo binario. La convenienza dellapplicazione di un sistema rispetto allaltro dipende
dalle condizioni termodinamiche della sorgente geotermica. In particolare per
pressioni elevate risulta conveniente il ciclo a flash, mentre per pressioni pi basse
pu essere pi idoneo il ciclo binario. Il ciclo binario ha inoltre una maggiore
compatibilit ambientale, in quanto il fluido geotermico perfettamente confinato e
non vengono rilasciati allambiente le sostanze inquinanti in esso contenuto.
La tabella 2.1 riporta la potenza installata nel mondo per le diverse tipologie di
impianto sopra descritte.
Prima di analizzare le soluzioni impiantistiche, vengono richiamati, nel paragrafo
successivo, alcuni concetti fondamentali della termodinamica applicata ai sistemi di
conversione dellenergia.

2.2 Richiami di termodinamica
Quando si ha a che fare con impianti di produzione di energia elettrica basati sulla
conversione termomeccanica dellenergia, la metodologia di analisi basata, come
per tutti i sistemi termodinamici, sulla impostazione e risoluzione delle seguenti
equazioni:

Conservazione della massa
Conservazione dellenergia
Conservazione della quantit di moto
Equazioni costitutive
Propriet di stato dei fluidi
Scambio termico
Turbolenza
Altri fenomeni di trasporto

19
Queste equazioni dovranno essere impostate, di volta in volta, per un preciso
sistema termodinamico (lintero impianto, una apparecchiatura, un componente).
E utile quindi richiamare alcune definizioni per tali sistemi:
Sistema isolato: non scambia n massa n energia con lambiente (
luniversoil sistema dei fisici)
Sistema chiuso: Scambia solo energia con lambiente, ma non massa ( il
beckeril sistema dei chimici)
Sistema aperto: scambia massa ed energia con lambiente ( la realt
delluomo, sia naturale che tecnologicail sistema degli ingegneri)




Fig. 2.1 Schematizzazione concettuale di un Sistema Aperto


Assumendo per i vari simboli di figura 2.1 il seguente significato:

.
m
= portata massica
h = entalpia specifica
M (massa)
E (energia)
S (entropia)
N
i
(frazione i-esima)
Volume
di
controllo
Superficie di
controllo
T temp. superf.
/T Q , Q
. .

.
W
h , m
.

Ambiente T
0
, P
0




Stato Morto N
i0

Processi fisici
Processi chimici
20
M = massa
E = energia interna
S, S
&
,s = entropia, flusso di entropia, entropia specifica
N = frazione massica

.
Q= potenza termica

.
W= potenza meccanica
T = temperatura
c, c = velocit (modulo), velocit (vettore)
g = accelerazione di gravit
z = quota relativa
F = forza (vettore)
v = volume specifico
A = superficie

Questi i bilanci che possibile scrivere secondo la schematizzazione proposta in
figura:
Bilancio di massa:

= i
.
m
dt
dM

Bilancio di energia:
. .
i
2
i
.
W Q gz)
2
c
(h m
dt
dE
+ + + =


Bilancio di quantit di moto:
i
_ .
i
_
_
) c m ( F
dt
c) d(M

+ =
Bilancio di entropia: gen
.
.
i
i
.
S
T
Q
s m
dt
dS
+ + =


In particolare, per un sistema aperto allo stato stazionario, con un solo ingresso e
una sola uscita (Figura 2,2), possibile scrivere:
21


Fig. 2.2 Conservazione dellenergia per un sistema aperto stazionario
0 c A p - c A p W Q ) E E (U m - ) E E (U m
1 1 1 2 2 2
. .
p2 c2 2
2
.
p1 c1 1
1
.
= + + + + + +
Considerando poi che
pv U H
pv m pv(Ac/v) pAc
.
+ =
= =

si ha infine:
0 W Q ) E E (H m - ) E E (H m
. .
p2 c2 2
2
.
p1 c1 1
1
.
= + + + + +
Si consideri adesso un processo di conversione dellenergia che agisca secondo la
schematizzazione illustrata in figura 2.3:


Fig. 2.3 Processo di conversione dellenergia

1 1 1 1
1
.
A , c , v , p , m
1 2 2 2
2
.
A , c , v , p , m

.
W
.
Q
Q
1
T
1

Q
0
T
0

W
Stato di riferimento e
stato morto
Stato corrente
22
Dalla conservazione dellenergia e dalla conservazione dellentropia, sar possibile
scrivere:
0
S
g
S
1
S
W
0
Q
1
Q
= +
+ =

Sommando la prima equazione alla seconda moltiplicata per T
0
:
g
S
0
T )
0
S
0
T
0
(Q )
1
S
0
T
1
(Q W =
Ponendo poi:
) ilit" Irreversib " (definita
g
S
0
T I
) Exergia" " (definita S
0
T Q E
=
=

si ottiene:
I )
0
E
1
(E W =
che, in parole, vuol dire: la variazione di exergia rappresenta il massimo lavoro
teorico ottenibile dal processo in assenza di irreversibilit.
Lexergia in realt la somma di pi componenti:

Sempre sulla base di quanto schematizzato nella precedente figura, possibile
definire, per il processo di conversione, due differenti rendimenti:
[ ]
( )
(
(

|
|

\
|
|
|

\
|

|
|

\
|
=
=
0 0
p 0 0 p
0 0 0 ph
p
p
ln R
T
T
ln c T T T c m
) s (s T ) h (h m E
S T H E
0 ch
=
|

\
|
=
T
T
1 Q E
0
th
|
|

\
|
+ + = h g
2
v
m L E
2
m
EXERGIA CHIMICA
EXERGIA TERMICA
EXERGIA MECCANICA
+
+
+
EXERGIA FISICA
23
Rendimento di primo principio:
1
Q
W
I
=
Rendimento di secondo principio:
CARNOT
I
0 1
1
I

T T
T

1
S
0
T
1
Q
W
1
E
I
1
1
E
W
II
=

= = =
avendo infatti associato alla sorgente ad alta temperatura una exergia di tipo termico.
Nel caso in cui nel processo di conversione si utilizzino combustibili, si pu ad
esempio scegliere di caratterizzare lexergia termica col calore di combustione e la
temperatura adiabatica di fiamma, oppure si pu esprimere lexergia del combustibile
come
1 k
1
Q k
Nel caso la sorgente fosse invece energia solare, si pu pensare di utilizzare come
temperatura calda la temperatura di corpo nero del sole, ovvero circa 5760 K,
ottenendo
1
Q 0,93
1
E =
E interessante adesso confrontare, attraverso gli schemi proposti, le differenze che
emergono dalle analisi dei flussi energetici ed exergetici di una centrale a vapore
tradizionale (Figura 2.4) e una centrale geotermica, nel caso specifico a vapore
dominante (Figura 2.5).
24

Fig. 2.4 Centrale a vapore tradizionale





Fig. 2.5 Centrale geotermica a vapore dominante

Dagli schemi proposti emergono alcune interessanti osservazioni. Si nota ad
esempio come, a livello globale, rendimenti di primo e secondo principio coincidano
nel caso di centrali a combustibile fossile, mentre nel caso di centrali geotermiche il
rendimento exergetico sia maggiore di quello energetico (Figura 2.6). Nel primo
caso, infatti, oltre alloutput (W), le analisi energetica ed exergetica hanno in comune
Caldaia
92 %
Ciclo termico
45 %
Aux
3 %
660 MW
40 %
1650 MW
Carb. 212 t/h
Olio 141 t/h
1518 MW
Vap. 1612 t/h
683 MW
BILANCIO ENERGETICO
Caldaia
60 %
Ciclo termico
69 %
Aux
3 %
660 MW
40 %
1650 MW
990 MW 683 MW
BILANCIO EXERGETICO
Fumi
Olio 2200 t/h
Carb. 2500 t/h
Ciclo termico
21 %
Aux
3 %
20 MW
20 %
100 MW
Vap. 126 t/h 21 MW
BILANCIO ENERGETICO
Ciclo termico
57 %
Aux
3 %
20 MW
54 %
37 MW
Vap. 126 t/h

21 MW
BILANCIO EXERGETICO
25
anche linput (come detto, si pu porre E
1
=k Q
1
Q
1
). Nel secondo caso, invece,
loutput coincide, ma non linput:
1 0 1
1
Q S T H E
H Q
< =
=

Inoltre, interessante notare come, nel caso di centrali a combustibile, siano
diversamente ripartite le perdite tra i vari componenti: nellanalisi energetica, il
componente responsabile delle perdite maggiori il condensatore (allinterno quindi
del ciclo termodinamico), che immette nellambiente una grande quantit di calore (e
quindi una grande quantit di energia), seppur a bassa temperatura (e quindi a
bassa exergia), mentre analizzando i flussi exergetici la situazione si ribalta: il
componente percentualmente pi coinvolto nella distruzione di exergia la caldaia,
responsabile della degradazione dallenergia chimica del combustibile a quella del
calore della fiamma e da questa ad alta temperatura allenergia a temperatura pi
bassa del vapore.




Fig. 2.6 Confronto dei rendimenti di primo e secondo principio



0
10
20
30
40
50
60
0 100 200 300 400 500 600 700 800
Temperatura del vapore (C)
R
e
n
d
i
m
e
n
t
o

(
%
)
Ciclo a vapore
geotermico
Ciclo a vapore a
fonte fossile
rendimento di primo principio
rendimento di secondo principio
26
2.3 Impianti a contropressione (o a scarico libero)

Fig. 2.7 Impianto geotermico a contropressione

Concettualmente un impianto di questo tipo il pi semplice: il vapore
(eventualmente previa separazione della fase liquida) viene inviato direttamente in
turbina e da questa scaricato a pressione ambiente in atmosfera (Figura 2.7).
Impianti di questo tipo sono utilizzati generalmente per fluidi geotermici con
percentuale di incondensabili superiore al 1015% in peso del vapore, o quando la
durata temporale della risorsa incerta: i costi di installazione di questi impianti sono
infatti contenuti, mancando nellimpianto lintera sezione di condensazione e
raffreddamento. Altri utilizzi sono quelli per la realizzazione di impianti pilota, impianti
di stand-by, piccole riserve da pozzi isolati e per la generazione da pozzi di collaudo
durante lo sviluppo del campo geotermico.
Leffetto dellassenza di un sistema di condensazione influisce sul salto entalpico
utilizzabile per la produzione di potenza in turbina, come si vede qualitativamente in
figura 2.8 sul piano h-s: fissate le condizioni di temperatura e pressione in ingresso
alla turbina T
1
, P
1
, un sistema a scarico libero far terminare lespansione alla
pressione atmosferica (1 bar, 100C), mentre in pre senza di un condensatore ci si
potr spingere alla pressione di vapore corrispondente alla temperatura minima
compatibile col sistema di raffreddamento.


27




Come si vedr, tuttavia, in alcuni casi pu essere energeticamente conveniente
optare per un sistema a scarico libero piuttosto che a contropressione.



2.4 Impianto a vapore dominante a condensazione
Un impianto a vapore dominante a condensazione costituito da un semplice ciclo
termico a condensazione (ciclo Rankine) senza rigenerazione al fine di massimizzare
la potenza estraibile dal vapore. Un tipico schema di questo impianto riportato in
figura 2.9.



Fig. 2.8 Effetto della presenza di un condensatore sullespansione in turbina
1 bar
100C
0,07 bar
40C
H
sc.lib.
H
cond.
28

Il vapore estratto dal pozzo passa attraverso un separatore centrifugo che abbatte le
particelle solide in esso contenute, quindi entra in una turbina dove si espande fino
alla pressione del condensatore. Qui il vapore viene condensato tramite un
condensatore e lacqua prodotta viene reiniettata nel pozzo geotermico.
Il tipo di condensatore in generale a miscela invece che a superficie come nei cicli
degli impianti a combustibili fossili. Ci dovuto essenzialmente a due fattori:
- la contaminazione del vapore per effetto dellacqua di raffreddamento in
genere di bassa purezza, in quanto prelevata da corpi idrici naturali, presenti
nel sito dellimpianto, non costituisce un problema in quanto il condensato non
prosegue il suo percorso nellimpianto, ma viene reiniettato nel pozzo;
- il vapore geotermico contiene sostanze che lo rendono corrosivo nei confronti
dei materiali metallici, rendendo li condensatore a superficie meno
conveniente, sia per quanto riguarda la durata, che il costo di realizzazione.

La presenza di gas in condensabili in seno al vapore rende necessaria la loro
estrazione durante il processo di condensazione. Lestrazione degli incondensabili
pu essere effettuata mediante le seguenti tecniche:

Turbina
Condens.
Torre di
raffredd.
Compr.
GE
Separatore
centrifugo
Serbatoio geotermico
Terra
Vapore
Acqua
Gas
Turbina
Condens.
Torre di
raffredd.
Compr.
GE
Separatore
centrifugo
Serbatoio geotermico
Terra
Vapore
Acqua
Gas


Fig. 2.9 Impianto geotermico a vapore dominante con compressore

29
- aspirazione dei gas mediante un compressore, che opera tra la
pressione del condensatore e quella atmosferica, azionato dallalbero
meccanico della turbina, come illustrato in figura 2.9;
- estrazione degli in condensabili mediate un eiettore alimentato con
vapore geotermico in ingresso alla turbina, come illustrato in figura 2.10











La soluzione con leiettore in genere meno costosa di quella che impiega il
compressore, tuttavia la seconda pi efficiente in termini energetici specialmente
se si impiegano compressori multistadio interrefrigerati come sar mostrato nel
capitolo successivo.
Il calore prelevato al condensatore dallacqua di raffreddamento viene ceduto
allambiente esterno di solito mediante una torre evaporativa. Infatti generalmente gli
impianti geotermici sono installati in luoghi privi di corpi idrici di potenzialit adeguata
ad evitare limpiego di torri di raffreddamento, che determinano sia un incremento del
costo di installazione che una penalizzazione in termini di efficienza. La torre di
raffreddamento asporta il calore dellacqua condensatrice in maniera preponderante
per leffetto di evaporazione indotto dallaria che si trova in condizioni di umidit al di
sotto di quelle di saturazione. La sua efficienza viene quindi molto penalizzata da
condizioni di elevata umidit dellaria; unanalisi accurata delle prestazioni di questo
componente sar svolta nel prossimo capitolo.

Turbina
Condens.
Torre di
raffredd.
GE
Separatore
centrifugo
Serbatoio geotermico
Terra
Vapore
Acqua
Gas
Turbina
Condens.
Torre di
raffredd.
GE
Separatore
centrifugo
Serbatoio geotermico
Terra
Vapore
Acqua
Gas


Fig. 2.10 Impianto geotermico a vapore dominante con eiettore
30












In figura 2.11 mostrato il diagramma termodinamico del ciclo geotermico a vapore
dominante. Si tratta essenzialmente di un ciclo Rankine, in cui la fase di
riscaldamento ed evaporazione (4-6) del fluido di lavoro effettuato allinterno del
pozzo, cio direttamente dalla natura, invece che da un generatore di vapore come
negli impianti alimentati da combustibile fossile. Il vapore in uscita dal pozzo viene
sottoposto ad una fase di laminazione (6-1),con lo scopo di eliminare la riduzione
della portata di vapore per effetto della condensazione indotta dalle perdite termiche
che si verificano lungo la tubazione di adduzione del vapore allimpianto. Il vapore
subisce una fase di espansione in turbina (1-2), producendo potenza meccanica, che
viene convertita in elettrica mediante limpiego di un alternatore. Quindi il vapore
viene condensato (2-3) e trasformato in acqua che viene reiniettata nel pozzo tramite
una pompa (3-4).
Valutiamo ora la potenza elettrica prodotta dal ciclo geotermico riportato in figura
2.11.
La potenza meccanica prodotta dalla turbina data da:
( )
.
1 2
V
M m
P m h h =
Produzione di vapore
nel pozzo
Espansione
in turbina
Laminazione
Condensazione
Re-iniezione
Riscaldamento
nel pozzo
Produzione di vapore
nel pozzo
Espansione
in turbina
Laminazione
Condensazione
Re-iniezione
Riscaldamento
nel pozzo



Fig. 2.11 Diagramma termodinamico di un ciclo a vapore dominante

T
s
31
Parte della potenza meccanica della turbina viene utilizzata per alimentare il
compressore per lestrazione dei gas dal condensatore.
La potenza assorbita dal compressore data da :
( )
.
U I
V
C I
m
h h
P m f

=
dove
I
f rappresenta la frazione dei gas incondensabili contenuti nel vapore
geotermico.
Il compressore opera una compressione adiabatica tra la pressione del condensatore
e quella dellambiente esterno dove vengono scaricati i gas incondensabili.
Nellipotesi di considerare gli incondensabili come gas perfetti, per la compressione
isoentropica vale la seguente relazione:
1
, ,
K
K
U IS U IS
U
I I I
h T
p
h T p

| |
= =
|
\

Introducendo il rendimento isoentropico come rapporto tra il salto entalpico
isoentropico e quello reale, la potenza assorbita dal compressore pu essere
espressa nel modo seguente:
1
.
1
K
K
V
U I P
C I
IS m I
p m f C
P T
p

(
| |
(
=
|
(

\
(


La potenza elettrica complessivamente prodotta dal ciclo data quindi da:
( ) ( )
1
.
.
1 2
1
E
P
K
K
V
U I P
V
E M C E m I
IS m I
p m f C
P P m h h T
p

| | (
| |
|
(
= =
|
|
(

\
|
(

\

Come viene mostrato in figura, in casi in cui si abbia una elevata percentuale di
incondensabili, la spesa energetica necessaria alla loro estrazione (in termini di
potenza elettrica o di vapore, nel caso di eiettore) diventa tale da far preferire la
soluzione di impianto a scarico libero: il minore salto entalpico sfruttabile in turbina
(vedi paragrafo precedente) viene compensato infatti dalla spesa energetica evitata a
causa del fatto che gli in condensabili vengono immessi direttamente in atmosfera.
Nel grafico di figura 2.12 viene riportato il lavoro estraibile dal fluido geotermico
32
(kJ/kg) in funzione della frazione di CO
2
presente nel fluido. Le curve parametrizzano
diversi valori di temperatura a cui la risorsa disponibile.

Fig. 2.12 Confronto tra impianti a scarico libero e a condensazione


Esercizio 2.1
Calcolare la potenza, il rendimento ed il consumo specifico di vapore di un ciclo
geotermico che utilizza una portata di vapore di 100 t/h, ad una pressione di 20 bar e
ad una temperatura di 200 C e con un contenuto di gas in condensabili del 5 %.
Si assumano i seguenti dati:
pressione di condensazione = 0,1 bar
rendimento isoentropico della turbina = 80 %
rendimento isoetropico del compressore = 80 %
Impianto a
Condensazione
Scarico Libero
33
rendimento meccanico delle macchine = 99 %
rendimento elettrico dellalternatore = 98 %
calore specifico dei gas incondensabili = 1,2 kJ/kgK
Dalle propriet di stato dellacqua si ottiene:
entalpia del vapore in ingesso alla turbina = 2822 kJ/kg
entropia del vapore in ingresso alla turbina = 6,386 kJ/kgK
entalpia dellespansione isoentropica al condensatore = 2022 kJ/kg
temperatura di condensazione = 45,8 C
Sulla base dei dati precedenti possibile valutare la potenza meccanica della
turbina
( )
100
2822 2022 0, 8 0, 99
3, 6
M
P = =
17.600
e la potenza meccanica assorbita dal compressore di estrazione degli in
condensabili
( )
1,4 1
1,4
100 0, 05 1, 2 1
273,16 45, 8 1
3, 6 0, 8 0, 99 0,1
C
P

(
| |
(
= +
|
(

\
(


La potenza elettrica prodotta al ciclo quindi data da:
( ) 0, 98
E M C
P P P = =
17,200

Il rendimento elettrico del ciclo dato dal rapporto tra la potenza elettrica e quella
termica del vapore geotermico:
17, 2
100
2822
3, 6
E
= =

0,22
Il consumo specifico di vapore quindi dato da:
100.000
17.200
V
C = =
5,8
34

2.5 Impianto ad acqua dominante con ciclo a flash di vapore

Come abbiamo detto, quando il fluido geotermico costituito da acqua allo stato
liquido occorre produrre vapore per utilizzarlo in un ciclo termodinamico anche
questa volta di tipo Rankine.
La produzione del vapore viene realizzata riducendo la pressione dellacqua,
attraverso un processo cosiddetto di flash.
Lo schema di un impianto di questo tipo riportato in figura 2.13















Il ciclo termodinamico nel diagramma T,S corrispondente allimpianto mostrato in
figura 2.13, mostrato in figura 2.14.

Turbina
Condens.
Torre di
raffredd.
GE
Serbatoio geotermico
Terra
Acqua
calda
Acqua
Gas
Separatore
Condensa
Turbina
Condens.
Torre di
raffredd.
GE
Serbatoio geotermico
Terra
Acqua
calda
Acqua
Gas
Separatore
Condensa



Fig. 2.13 Impianto ad acqua dominante con flash di vapore

35
Espansion
e in
turbina
Flash
Condensazione
Re-iniezione
Riscaldamento
nel pozzo
Laminazio
ne
Re-iniezione
Espansion
e in
turbina
Flash
Condensazione
Re-iniezione
Riscaldamento
nel pozzo
Laminazio
ne
Re-iniezione






Lacqua pressurizzata proveniente dal pozzo geotermico viene sottoposta ad un
processo di laminazione che la trasforma in una miscela bifase, il cui titolo tanto
maggiore quanto pi elevata la riduzione di pressione.
Dalla miscela viene estratto vapor saturo in un separatore di vapore, che viene
utilizzato in un ciclo Rankine per produrre potenza meccanica e quindi elettricit;
lacqua separata viene reiniettata nel pozzo geotermico.
Unaltra possibilit quella di utilizzare lacqua separata per produrre ulteriore
vapore mediante un secondo processo di flash; il vapore prodotto viene quindi
introdotto in turbina ad un livello intermedio di pressione.
Un impianto di questo tipo, detto a doppio flash, mostrato in figura 2.15.



Fig. 2.14 Ciclo termodinamico di un impianto ad acqua dominante con flash di
vapore

T
s
36












Esso consente un miglior sfruttamento energetico del fluido geotermico a spese di
una maggiore complessit impiantistica.
Analizziamo ora la produzione di vapore attraverso il processo di flash dellacqua,
scrivendo i bilanci di massa ed energia:
w l s
w w l l s s
m m m
m h m h m h
= +
= +


da cui si pu ottenere la frazione di vapore prodotto rispetto allacqua:
s w l
s l
w
m h h
x
h h
m

= =


dove:
portata di acqua dal pozzo geotermico
w
m =


portata di liquido condensato
l
m =


portata di vapore prodotto
s
m =


BP
Condens.
Torre di
raffredd.
GE
Serbatoio geotermico
Terra
Acqua
Gas
Separatori
Condensa
AP
Acqua
calda
BP
Condens.
Torre di
raffredd.
GE
Serbatoio geotermico
Terra
Acqua
Gas
Separatori
Condensa
AP
Acqua
calda


Fig. 2.15 Impianto ad acqua dominante con doppio flash di vapore

37
entalpia dell'acqua dal pozzo geotermico
w
h =

entalpia del liquido saturo alla pressione di flash
l
h =

entalpia del vapore saturo alla pressione di flash
s
h =

Dalla relazione precedente emerge come la portata di vapore prodotto cresca al
diminuire dellentalpia del liquido e quindi della pressione di flash. In figura 2.16 sono
riportati gli andamenti della frazione di vapore prodotto al variare della pressione di
flash per diversi valori della pressione dellacqua geotermica.
















Tuttavia al diminuire della pressione di flash diminuisce anche lentit del salto
entalpico sfruttabile in turbina, per cui esiste per ciascuna condizione di pressione
dellacqua geotermica un valore ottimale della pressione di flash, come risulta dal
grafico di figura 2.17.
0
0,1
0,2
0,3
0 5 10 15 20
Pressione di flash (bar)
F
r
a
z
i
o
n
e

d
i

v
a
p
o
r
e
15 bar
20 bar


Fig. 2.16 Andamento della frazione di vapore prodotto in funzione della pressione
di flash



38













La ricerca dei valori ottimali di flash diviene pi complessa quando si introducano pi
livelli di pressione; la trattazione matematica di questo problema sar illustrata nel
paragrafo 2.7.

Esercizio 2.2
Calcolare la potenza prodotta dalla turbina di un ciclo ad acqua dominante a flash
singolo, in cui la sorgente geotermica costituita da acqua alla pressione di 20 bar in
condizioni di saturazione, con una portata di 1000 t/h. Si effettui il calcolo per tre
livelli di pressione di flash, pari rispettivamente a 10, 5 e 0,5 bar.
Per quanto riguarda la turbina si assumano i dati utilizzati nellesercizio 2.2
Alla pressione di 20 bar, dalle propriet di stato si ottiene unentalpia di saturazione
dellacqua di
Per il primo livello di flash di 10 bar, dalle propriet di stato di ottengono i seguenti
dati:
Entalpia di saturazione del liquido = 762,8 kJ/kg
0
20
40
60
80
0 5 10 15 20
Pressione di flash (bar)
P
o
t
e
n
z
a

s
p
e
c
i
f
i
c
a

(
k
W
/
(
k
g
/
s
)
)
15 bar
20 bar


Fig. 2.17 Andamento della potenza specifica in funzione della pressione di flash
39
Entalpia di saturazione del vapore = 2778 kJ/kg
Entropia di saturazione del vapore = 6,586 kJ/kgK
Entalpia di espansione isoentropica alla pressione del condensatore = 2086
kJ/kg
Sulla base dei precedenti dati possibile determinare la portata di vapore prodotto
nel processo di flah:
908, 8- 762, 8
1000 72, 45
2778- 762,8
t/h
s
m = =


e la potenza generata dalla turbina:
( )
72, 45
2778 2086 0, 8 0, 99 11030
3, 6
kW
M
P = =

Per il secondo livello di flash di 5 bar, dalle propriet di stato di ottengono i seguenti
dati:
Entalpia di saturazione del liquido = 640,2 kJ/kg
Entalpia di saturazione del vapore = 2749 kJ/kg
Entropia di saturazione del vapore = 6,821 kJ/kg
Entalpia di espansione isoentropica alla pressione del condensatore = 2161
kJ/kg
Sulla base dei precedenti dati possibile determinare la portata di vapore prodotto
nel processo di flah:
908,8 640, 2
1000 127, 37
2749 640, 2
t/h
s
m

= =


e la potenza generata dalla turbina:
( )
127, 37
2749 2161 0, 8 0, 99 16476
3, 6
kW
M
P = =

Per il terzo livello di flash di 0,5 bar, dalle propriet di stato di ottengono i seguenti
dati:
Entalpia di saturazione del liquido = 340,5 kJ/kg
40
Entalpia di saturazione del vapore = 2646 kJ/kg
Entropia di saturazione del vapore = 7,594 kJ/kgK
Entalpia di espansione isoentropica alle pressione del condensatore = 2407
kJ/kg
Sulla base dei precedenti dati possibile determinare la portata di vapore prodotto
nel processo di flah:
908, 8 340, 5
1000 246, 50
2646 340, 5
t/h
s
m

= =


e la potenza generata dalla turbina:
( )
246, 50
2646 2407 0, 8 0, 99 12961
3, 6
kW
M
P = =



2.6 Impianto ad acqua dominante con ciclo binario
Nel caso di sorgenti geotermiche ad acqua dominante, una soluzione possibile per la
conversione dellenergia geotermica in elettricit fornita dallimpiego del ciclo
binario.
Un ciclo binario si basa sullimpiego di un fluido con temperatura di saturazione
notevolmente inferiore a quella dellacqua a parit di pressione; attraverso lo
scambio termico con lacqua quindi possibile vaporizzare questo fluido che viene a
sua volta utilizzato in un ciclo Rankine a vapor saturo od Hirn a vapore surriscaldato.
Questa soluzione, rispetto a quella dellimpianto a flash di vapore, particolarmente
adatta nel caso di sorgenti di acqua a pressione e temperatura piuttosto bassa, infatti
in tal caso, dovendo ulteriormente ridurre la pressione in maniera significativa per
produrre unadeguata portata di vapore, la potenza specifica della turbina
scenderebbe a valori troppo bassi. Invece utilizzando un ciclo binario sempre
possibile adottare un fluido di lavoro diverso dallacqua, con idonee caratteristiche di
pressione e temperatura.
41
Il fluido di lavoro pu essere un fluido organico con basso punto di ebollizione come il
propano, lisobutano, il freon o lammoniaca.
In figura 2.18 viene riportato lo schema di un impianto geotermico a ciclo binario.















Lacqua geotermica cede calore in uno scambiatore al fluido di lavoro che viene
portato alle condizioni di saturazione, quindi viene fatto evaporare e
successivamente surriscaldato fino alla temperatura di ingresso della turbina.
Il fluido di lavoro si espande in turbina producendo energia elettrica mediante un
alternatore e quindi viene condensato in un condensatore a superficie. In questo
caso, rispetto ai precedenti, si deve impiegare necessariamente un condensatore a
superficie, trattandosi di un ciclo chiuso.
Un ciclo di questo tipo ovviamente pi pulito dei precedenti, in quanto con si hanno
emissioni di gas in condensabili dal condensatore.
Il ciclo termodinamico, corrispondente allpianto binario mostrato in figura 2.19.
Turbina
Cond.
Torre di
raffredd.
GE
Scambiatore
Serbatoio geotermico
Terra
Acqua
calda
Acqua
Ciclo a
fluido
organico
Turbina
Cond.
Torre di
raffredd.
GE
Scambiatore
Serbatoio geotermico
Terra
Acqua
calda
Acqua
Ciclo a
fluido
organico



Fig. 2.18 Impianto ad acqua dominante con ciclo binario

42













Analizziamo ora lo scambio termico che avviene nello scambiatore di calore tra
acqua geotermica e fluido organico (figura 2.20)
Detti:
1
3
,
portata dell'acqua geotermica
temperatura dell'acqua geotermica all'ingresso dello scambiatore
temperatura dell'acqua geotermica al pinch point dello scambiatore
calore specifico dell
w
w
w
p w
m
T
T
C

'acqua

4
3
2
portata del fluido organico
entalpia di liquido saturo del fluido alla pressione del condensatore
entalpia di liquido saturo del fluido alla pressione di evaporazione
entalpia di vapor sa
f
f
f
f
m
h
h
h

1
,
,
turo del fluido alla pressione di evaporazione
entalpia del fluido surriscaldato in ingresso alla turbina
entalpia di fine espansine isoentropica nella turbina
temperatura di saturazione de
f
f i
f s
h
h
T l fluido alla pressione di evaporazione
salto termico tra acqua e fluido al punto di inizio evaporazione ("pinch point") T



Espansione
in turbina
Evaporazione
Condensazione
Re-iniezione
Laminazione
CICLO A FLUIDO
ORGANICO
SCAMBIO
TERMICO




Fig. 2.19 Ciclo termodinamico di un impianto ad acqua dominante di tipo binario

T
s
43

Si ha:
( ) ( )
( )
( )
( )
3 ,
.
.
, 1 3 1 3
.
.
, 1 3
1 3
1 ,
da cui si ottiene la portata del fluido di lavoro :
Si pu cos calcolare la potenza elettrica generata :
e il r
w f s
w
p w w w f f f
w
p w w w
f
f f
E f f f i i m e
T T T
m C T T m h h
m C T T
m
h h
P m h h

= +
=

=

=
.
, 1
endimento di sfruttamento della sorgente geotermica:
E
w p w w
P
m C T
=


Un limite di cui tener conto in fase di progettazione di un impianto binario, la
minima temperatura raggiunta dal fluido geotermico (T
4w
): si dovr infatti controllare
che tale temperatura non sia tale da far precipitare i sali disciolti nel fluido in maniera
Fig. 2.20 Scambio termico tra acqua geotermica e fluido organico
1w
2w
3w
4w
1f
2f 3f
4f
44
non compatibile con i componenti dellimpianto, cos da evitare rischi di corrosione e
danneggiamento dei vari apparati in cui il fluido stesso evolve. Tale temperatura di
reiniezione dipender quindi dalle caratteristiche chimiche del fluido, ma in ogni caso
difficilmente potr scendere sotto i 70C.


Esercizio 2.3
Calcolare la potenza e il rendimento di un ciclo binario ad ammoniaca con un
surriscaldamento, che sfrutta una sorgente geotermica ad acqua dominante con
temperatura di 150 C ed una portata di 1000 t/h. S i consideri che le condizioni di
raffreddamento esterne allimpianto, siano in grado di mantenere una temperatura al
condensatore di 38,7 C e che lo scambiatore acqua ammoniaca sia progettato con
un pinch point di 20 C. Inoltre si assuma un valor e di 0,8 per il rendimento
isoentropico della turbina e di 0,98 per il rendimento elettrico dellalternatore.

Assumiamo le condizioni termodinamiche dellammoniaca al suo ingresso in turbina
pari a 130 C e 80 bar a cui corrisponde dalle pro priet di stato una entalpia di 1502
kJ/kg ed una entropia di 4,352 kJ/(kgC)
Sempre dalle propriet di stato si ottengono le seguenti condizioni di saturazione
dellammonia a 80 bar:
Temperatura di saturazione 113 C
Entalpia del liquido saturo 791 kJ/kg
Entalpia del vapore saturo 1371 kJ/kg

Si pu quindi calcolare la portata di ammoniaca che evolve nel ciclo:
( )
( )
3 ,
.
.
, 1 3
1 3
80 20 100
1000/ 3, 6 4,186 (150 100)
81, 77
(1502 791)
C
kg/s
w f s
w
p w w w
f
f f
T T T
m C T T
m
h h
= + = + =


= = =


45
La pressione al condensatore corrispondente alla temperatura di 38,7 C pari a 15
bar, a cui corrisponde una entalpia del liquido saturo di 365 kJ/kg ed una entalpia di
fine espansione isoentropica di 1305 kJ/kg.
Si possono cos calcolare la potenza elettrica ed il rendimento di sfruttamento della
sorgente geotermica
( )
1 ,
.
, 1
81, 77 (1502 1305) 0,8 0, 99 0, 98 6156
6156
0, 035
1000/ 3.6 4,186 150
kW
E f f f i i m e
E
w p w w
P m h h
P
m C T

= = =
= = =



Dallesercizio precedente emerge come il rendimento del ciclo binario sia abbastanza
basso, solo 3,5 %, rispetto ai cicli a vapore dominante che possono raggiungere
rendimenti vicina al 20 %.
Questo dovuto al fatto che i cicli binari si applicano come in questo caso a sorgenti
geotermiche ad acqua dominante ed aventi entalpie molto basse, quando anche
lapplicazione di cicli a flash diviene problematica per il basso livello di pressione
necessario a produrre quantit significative di vapore.
Lutilizzazione del ciclo binario infatti particolarmente adatta allo sfruttamento di
sorgenti a massime entalpia, in quanto lutilizzo di un fluido basso bollente diverso
dallacqua consente di operare con pressioni relativamente molto pi elevate e quindi
con macchine termiche pi compatte e meno costose.
Si tratta quindi di una motivazione di scelta, di tipo essenzialmente tecnologico e non
di efficienza energetica, anzi la presenza dello scambiatore tra lacqua geotermica ed
il fluido di lavoro introduce una ulteriore irreversibilit termodinamica con
conseguente effetto sul rendimento.
Esistono tuttavia soluzioni impiantistiche che consentono di aumentare i rendimento
di impianti a concezione binaria. Una di queste soluzioni quella di pensare ad un
ciclo con rigenerazione, in cui il fluido di lavoro, prima di ricevere calore dal fluido
geotermico, viene preriscaldato dal flusso in uscita dalla turbina: tale soluzione si
presta in particolare per cicli con surriscaldamento, in cui il fluido deve viene
maggiormente pre-raffreddato prima di essere condensato.
46




Fig. 2.21 Impianto binario con rigenerazione: ciclo termodinamico e schema di
impianto
47

Unaltra soluzione poi quella dei cosiddetti cicli Kalina, idonei per lo sfruttamento di
risorse con temperature comprese tra i 100ed i 20 0C. Grazie allutilizzo di una
miscela H
2
O/NH
3
a composizione non costante si ottengono efficienze di primo
principio maggiori fino al 40% rispetto ad un ciclo Rankine convenzionale. Lutilizzo di
una miscela consente infatti di condurre gli scambi termici in fase di evaporazione e
condensazione a T inferiori, diminuendo le perdite exergetiche ed ottenendo
incrementi di secondo principio maggiori del 20% a cicli binari convenzionali.


Fig. 2.22 Ciclo Kalina: condensazione (sinistra) ed evaporazione (destra)


2.7 Ottimizzazione termodinamica dei cicli
I cicli ad acqua dominante, sia del tipo a flash che binario hanno in comune, dal
punto di vista termodinamico, la particolarit di sfruttare in maniera indiretta una
sorgente termica finita, per produrre il fluido di lavoro da utilizzare nella turbina.
Questo fatto fa s che il rendimento di sfruttamento energetico della sorgente dipenda
dalla scelta delle condizioni di pressione e temperatura del fluido di lavoro.
Infatti nel caso che la temperatura del fluido di lavoro sia scelta pari a quella della
sorgente, si massimizzerebbe il rendimento termodinamico del ciclo, ma non si
avrebbe alcun prelievo di calore dalla sorgente per cui la potenza generata sarebbe
nulla. Nel caso opposto in cui si adottasse la minima temperatura possibile del fluido
di lavoro, il prelievo di calore dalla sorgente sarebbe massimo, ma il rendimento
termodinamico del ciclo sarebbe nullo, per cui non si avrebbe alcuna generazione di
48
potenza.E quindi pensabile che esista od esistano condizioni intermedie (nel caso si
adottino cicli a pi livelli termici), che massimizzino lo sfruttamento della sorgente.
Si tratta quindi di risolvere un problema di ottimizzazione in cui la funzione obiettivo
la potenza meccanica o elettrica prodotta dal ciclo a parit di calore disponibile nella
sorgente geotermica e le variabili di decisione sono i livelli termici adottati per il ciclo
stesso.
Per semplicit adottiamo le seguenti ipotesi:
Il ciclo termico costituito da un insieme di cicli di Carnot operanti tra i diversi
livelli termici e la temperatura dellambiente
Si trascurano le differenze di temperatura tra i livelli termici dei cicli di Carnot e
le corrispondenti temperature della sorgente calda.
Sotto queste ipotesi lo schema di riferimento quello mostrato i figura 2.23, che
mostra due situazioni, corrispondenti rispettivamente al caso del ciclo a flash di
vapore ed al ciclo binario.










Fig. 2.23
Schemi di riferimento per lottimizzazione termodinamica

Con riferimento alla figura 2.23 si ha:
T
G
T
0
T
i
Ciclo con flash di vapore Ciclo binario
Q
i
, P
i
T
G
T
0
T
i
Ciclo con flash di vapore Ciclo binario
Q
i
, P
i
49
1
0
dove la potenza prodotta dall'i-esimo ciclo di Carnot
dove il calore utilizzato dall'i-esimo ciclo di Carnot
i
i
i
i
i
i
i i
i
G
P P
P
Q Q
Q
T T
Q Q
T T
+
=
=


0 1 0 1 0
1 0
0 0
( ) ( )
Le condizioni di temperatura che masimizzano la potenza si possono ottenere
uguagliando a zero l'espressione della potenza in f
i i i i i
i i i i
i G i G i
T T T T T T T T Q Q
P Q T T T
T T T T T T T

| |
= = = +
|

\
0
unzione della temperatura
i
P
T


Applichiamo ora le formule precedenti al caso di un ciclo con un unico livello termico.
0
0 1
0 1
0
2
1 0 1
1
2
max 0
1 0
max
0 0 max
0
max
1
1 0
2
1
1
Massimiziamo P:
Il rendimento del ciclo di temperatura T dato da:
G
G
G
G
G
G G
G
G G
G
T T Q
P T T T
T T T
T T P Q
T T T T
T
T T T T
T
T T T T
P
Q T T
P
Q

| |
= +
|

\
| |
= =
|

\
| |
= =
|
\
+
= =

= =
0 0
1
1
G
T T
T T
=

Si ottiene quindi che nel caso di un ciclo con un unico livello termico, la temperatura
ottimale data dalla media geometrica della temperatura della sorgente calda e di
quella dellambiente (sorgente fredda).
Estendiamo ora lanalisi al caso di un ciclo con due livelli termici. Sempre con le
ipotesi precedentemente assunte, si ha:
50
0
1 0 1
0 1
1 0
2 1 0 2
0 2
0 1 0
1 2 0 2
0 1 2
2
G
G
G
G
G
G
G
T T Q
P T T T
T T T
T T Q
P T T T
T T T
T T T T Q
P P P T T T
T T T T
| |
= +
|

\
| |
= +
|

\
| |
= + = +
|

\

0 0
2
1 0 2 1
1 0
2
2 0 2
1
3
max 0
1
2
3 1
max max 0 0
2
max
0
0
1 0
1
Massimiziamo P:
da cui la formula generale :
G
G
G
G
G
i
n
G i G
G G
G
T T T P Q
T T T T T
T T P Q
T T T T
T
T T
T
T T
T T T T
T T
T
T T

+
| |
= =
|

\
| |
= =
|

\
| |
=
|
\
| | | |
= =
| |
\ \
=

2 1
3 3
0 0
0
1 2 1
G
G G
T T
T
T T
( | | | |
| | | |
( | |
+
| |
( | |
\ \ | |
(
\ \

Il rendimento calcolato in questo caso maggiore di quello precedente e cresce
introducendo ulteriori livelli termici.
Il massimo rendimento della sorgente geotermica si ottiene con un ciclo con infiniti
livelli termici; il calcolo del rendimento pu essere effettuato in maniera semplice nel
seguente modo:
0 0 0
0 0 0
0
0 0
0
max 0
0 0
1 1 1
ln
1 ln
T T T
G G G
p
T T T
G
G
p G G
G
G
T T T Q
P dQ dT m c dT
T T T T T
T
m c T T T E
T
T T P
Q T T T

| | | | | |
= = =
| | |

\ \ \
( | |
= =
( |
( \

| |
= =
|

\


Dagli sviluppi matematici emerge il fatto ovvio, ma interessante, che la massima
potenza ottenibile da un ciclo con infiniti livelli di pressione, coincide con lexergia
della sorgente calda, E
G
riferita allambiente. Questo dovuto al fatto che con infiniti
51
livelli di temperatura si annullano le irreversibilit legate allo scambio termico tra la
sorgente calda ed il fluido di lavoro. Dal punto di vista fisico un ciclo ad infiniti livelli di
pressione pu essere realizzato soltanto attraverso limpiego di un fluido di lavoro
operante in condizioni ipercritiche.
E interessante confrontare gli andamenti del rendimento in funzione della
temperatura della sorgente calda per cicli con diverso numero di livelli di pressione;
questo confronto riportato in figura 2.24.












Fig. 2.24 Rendimento in funzione della temperatura e del numero di livelli termici

Dalla figura si nota che lincremento di rendimento passando da uno a due livelli di
temperatura abbastanza significativo, per cui la complessit impiantistica sconsiglia
di andare oltre tre livelli termici, almeno che non si operi con fluido di lavoro in
condizioni ipercritiche (infiniti livelli termici). Dalla figura emerge che il rendimento
sempre notevolmente inferiore a quello del ciclo di Carnot che opera alla temperatura
massima corrispondente a quella della sorgente calda. Purtroppo anche ipotizzando
nulle le irreversibilit interne, un ciclo di Carnot di questo tipo irrealizzabile in
queste condizioni a causa della non infinita potenzialit della sorgente calda.
R
e
n
d
i
m
e
n
t
o
0
0.1
0.2
0.3
0.4
0.5
0.6
0.7
0.8
0 200 400 600 800
Temperatura della sorgente calda (C)
1 livello 2 livelli
infiniti livelli Carnot
52


Tab. 2.2 Caratteristiche di alcuni impianti geotermici reali: a vapore e a flash (tabella
sopra) e a ciclo binario (tabella sotto)
Impianto
Second Imperial
Geothermal Co
Mammoth Pacific unit
1 Amedde
Luogo Herber CA Mammoth CA Wendel CA
Anno di avviamento 1993 1985 1988
Tipo doppio livello base base
Potenza nominale (MW) 40 10 2
Potenza netta (MW) 32 7 1,6
Vapore/acqua (kg/s) 999 220 205
Temperatura (C) 168 169 103
Turbina assiale radiale assiale
Pressione di ingresso (bar) - 34 10
Pressione uscita (bar) - - 2,8
Temperatura di ingresso (C) - 138 83
Portata di ingresso (kg/s) - 92 101
Fluido di lavoro isopentano isobutano R-114
Velocit di rotazione (Gpm) 1800 11050 3600
Condensatore
Tipo a suprficie a superficie evaporativo
Calore scambiato (MWt) 270 80 -
Refrigerante acqua aria acqua
Evaporatore
Temperatura fluido geotermico
Ingresso (C) 168 169 104
Uscita (C) 71 75 71
Calore scambiato (MWt) 413 87 29
Prestazioni
Consumo specifico (kg/MWh) 85049 113399 462669
Rendimento lordo (%) 44,5 32,4 17,4
Rendimento netto (%) 35,6 22,7 13,9
Impianto Valle secolo, unit 2 Miravalle, unit 1 Beowawe
Luogo Larderello, Italia Guanacaste, Costarica Beowawe, Nevada
Anno di avviamento 1992 1994 1985
Tipo Vapore diretto Singolo flash Doppio flash
Potenza nominale (MW) 57 55 16,7
Potenza netta (MW) 52,2 52 16
Vapore/acqua (kg/s) 111,1 759,5 157,5
Temperatura (C) 204 230 215
Turbina
Pressione di ingresso (bar) 5,5 6 4,2
Pressione secondaria (bar) - - 1
Temperatura di ingresso (C) 210 159 146
Temperatura secondaria (C) - - 22
Portata di ingresso (kg/s) 111,1 114 22,3
Portata secondaria (kg/s) - - 12,2
Pressione al condensatore (mmHg) 60 94 33
Altezza dell'ultimo stadio (mm) - 584 635
Velocit di rotazione (Gpm) 3000 3600 3600
Condensatore
Tipo miscela miscela miscela
Calore scambiato (MWt) 245 243 72
Portata di acqua (kg/s) 2785 4234 1474
Estrazione incondensabili
Eiettore a vapore no si si
Stadi - 2 1
Portata di vapore (kg/s) - 4 -
Compressore si si no
Stadi 2 4 -
Potenza (MW) 1,4 0,4 -
Prestazioni
Consumo specifico (kg/MWh) 7666 52572 35437
Rendimento lordo (%) 62,9 31,2 48,7
Rendimento netto (%) 57,6 29,5 46,7
53
3. Componenti di un impianto geotermico

3.1 Generalit
La configurazione base di un impianto geotermico stata descritta nel capitolo
precedente ed simile, per quanto riguarda la tipologia dei componenti presenti,
quella delle centrali a combustibili fossili. Tuttavia esistono differenze che devono
essere sottolineate.
In primo luogo non presente la caldaia, in quanto essa gi resa disponibile dalla
natura; infatti il giacimento geotermico altro non che una caldaia naturale che
trasferisce il calore endogeno allacqua presente, trasformandola in vapore od in
acqua calda pressurizzata.
Limpianto geotermico quindi essenzialmente costituito da un turboalternatore, da
un condensatore e da un sistema di rimozione del calore, quando limpianto non a
scarico libero.
Tuttavia questi componenti, apparentemente convenzionali, presentano alcune
particolarit legate alle specifiche condizioni di applicazione.
Una prima specificit legata alle condizioni termodinamiche della sorgete
geotermica, che essendo piuttosto basse, di solito vapore in condizioni di
saturazione, comportano limpiego di macchine che operano quasi integralmente in
regime bifase; inoltre le impurit contenute nel fluido di lavoro richiedono particolari
attenzioni sia nel progetto fluidodinamica, sia nella scelta dei materiali.
Una seconda specificit riguarda il sistema di condensazione del vapore. Infatti
poich in questo caso il condensato non deve essere riciclato nellimpianto come
nelle centrali fossili, si tende ad adottare condensatori a miscela, che eliminano
anche i problemi di incrostazioni e corrosione del fluido geotermico, che si
verificherebbero sulle superfici di scambio, nel caso di condensatore a superficie.
Inoltre, poich il vapore geotermico contiene una certa quantit di gas incondensabili,
necessario prevedere un adeguato sistema di estrazione, che pu essere
realizzato, sia mediante un compressore di aspirazione, che attraverso un eiettore.
54
Infine una terza specificit riguarda il sistema di rimozione del calore al
condensatore. Come visto, infatti, il rendimento termodinamico di un impianto
geotermico decisamente pi basso di quello di un impianto a vapore
convenzionale: questo significa che, a parit di potenza elettrica prodotta, la quota di
calore da dissipare in atmosfera maggiore. Per questo motivo, la progettazione del
sistema di dispersione del calore in atmosfera dovr essere effettuata con particolare
cura.

3.2 Condensatore

Fig. 3.1 Condensatore a superficie (in alto) e a miscela (in basso)

Per il dimensionamento di massima del condensatore a superficie, si pu fare
riferimento alla teoria degli scambiatori di calore. In particolare, utilizzando il metodo
della temperatura media logaritmica, valgono le seguenti relazioni:
) T (T c m Q
i u p
w
. .
=
H m Q
lat
v
. .
=
Vapore
Vapore
Uscita
Acqua
Ingresso
Acqua
Acqua ingresso
raffreddamento
Condensato
Condensato
Estraz. gas
Estraz. gas
Acqua uscita
raffreddamento
55

T T
T T
ln
T T
US Q
u c
i c
i u
.

=
dove con T
i
e T
u
si intendono le temperature di ingresso e uscita dal condensatore
dellacqua di raffreddamento, con T
c
la temperatura di condensazione, con U il
coefficiente globale di scambio termico e con S la superficie di scambio.
Con alcuni passaggi algebrici possibile scrivere:
k -
k -
i
k -
u
k
p
w
.
v
.
u
k
k
i u
k
k
i
k
u
c
e - 1
e
h T
e - 1
h
T
) e (1 c m
h m
T
e 1
e T T
e 1
e
T
e 1
T
T + = + =

+ =

avendo posto
p
w
.
c m
US
k = e
p
w
.
v
.
c m
h m
h = .
In particolare, nel limite di = S , si ha
u c
T T = : questo il caso del condensatore a
miscela, in cui lacqua condensatrice, polverizzata in minute goccioline realizza una
superficie di scambio molto elevata, avvicinando la temperatura di condensazione a
quella dellacqua condensatrice.
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
50
10 15 20 25 30 35 40
Tin (C)
T
c
o
n
d

(

C
)
0,5 1 1,5 2 2,5 3

Fig. 3.2 Curve di funzionamento del condensatore

K
56
In un normale impianto termoelettrico, un condensatore a superficie presenta per
alcuni svantaggi:
- Il condensato non pu essere rimesso in ciclo a meno che la purezza
dellacqua condensatrice sia la stessa del vapore
- E richiesto un notevole consumo di energia per estrarre dal condensatore,
insieme al condensato, anche lacqua condensatrice, la cui portata circa 50
volte quella del condensato
Negli impianti geotermici questi svantaggi non valgono perch lacqua non viene
recuperata nel ciclo termico ma viene reiniettata nel pozzo geotermico, per
incrementare la produzione di vapore. Nel grafico, landamento della temperatura di
condensazione in funzione della temperatura di ingresso dellacqua di
raffreddamento, per un prefissato valore di h e diversi valori di k.


3.2 Compressore per gli in condensabili


Fig. 3.3 Schematizzazione del processo di compressione

Si gi visto come la potenza necessaria per estrarre gli incondensabili portandoli
da una pressione p
1
e da una temperatura T
1
(condizioni di condensazione) ad una
m, p
1
, T
1

m, p
2
, T
2

W
T
S
T
2

T
2is

T
1

P
2

P
1

57
pressione p
2
(pressione ambiente), con il significato dei simboli illustrato nei
precedenti capitoli, possa essere cos espressa:

( ) ( ) 1

T mC
T T

mC
W
T T
T T

T
T
k
1 k
e
p
p
e
is m
1 p
1 2
m
p
1 2
1 is 2,
is
1
is 2, e
1
2
= =

=
=

= =




Se si pensa di frazionare la compressione in due stadi interrefrigerati, caratterizzati
da rapporti di compressione
1
e
2
, tali che
1

2
=, ipotizzando di avere anche per
il secondo stadio una temperatura di ingresso T
1
, vale che:
( ) ( )
|
|

\
|
+ = + = 2 K 1

T C m
1

T C m
W
e
1
e
e
1
e
2
is m
1 p
.
e
1
is m
1 p
.


avendo posto
is m
1 p
.

T C m
k = .

Fig. 3.4 Compressione interrefrigerata
E possibile quindi calcolare il valore ottimale di
1
(e quindi di
2
) tale da minimizzare
il lavoro di compressione:
T
S
58
( )

= =
|
|

\
|
= =


opt , 1
e 2
1
e
1 e
1
e 1 e
1
1 e
1
1
0 1 ke e e K
W

La minima potenza si riesce ad ottenere, quindi, quando il rapporto di compressione
totale viene equamente ripartito tra i due stadi, ovvero quando i due rapporti di
compressione sono uguali alla radice quadrata del rapporto di compressione totale.
Generalizzando, possibile dimostrare che, nel caso di n stadi interrefrigerati:
n
1
opt , i
=
Nel grafico, landamento della potenza di compressione minima per compressori a
diverso numero di stadi interrefrigerati:


Fig. 3.5 Compressione a pi stadi interrefrigerati

3.4 Eiettore
Leiettore un sistema di estrazione degli incondensabili dal condensatore che, a
differenza del compressore, non ha bisogno di energia elettrica come input, ma di
una determinata portata di vapore, da sottrarre al flusso da espandere in turbina. In
pratica, leiettore un condotto convergente-divergente che sfrutta lentalpia di un
100
200
300
400
500
600
700
10 15 20 25 30 35 40
Rapporto di compressione
P
o
t
e
n
z
a

s
p
e
c
i
f
i
c
a

(
k
J
/
k
g
)
1 2 3 4 5
59
fluido motore (il vapore), cos da creare una depressione e richiamare il fluido da
aspirare (gli incondensabili).

Fig. 3.6 Eiettore, principio di funzionamento
Si possono distinguere tre fasi:
- Espansione dinamica (aumento di velocit, riduzione della pressione) del
fluido motore
- Richiamo del fluido trascinato e miscelamento
- Ricompressione dinamica ed estrazione della miscela
Formulando le equazioni di bilancio (massa, energia e quantit di moto) per le tre
fasi, possibile calcolare la portata di vapore necessaria ad estrarre la portata di
incondensabili.

Fase 1: Espansione dinamica
Con riferimento alla numerazione in figura, si pu scrivere la conservazione
dellenergia in forma termodinamica, che per un condotto, con le ipotesi di assenza di
Fluido
motore (b)

Espansione

Miscelazione


Compressione

Scarico

Pressione
(b)
(a)
(a)+(b)
0
1
3
2
Fluido
trascinato (a)
60
scambio di calore e di lavoro meccanico, e trascurando i termini potenziali, si riduce
a:
1 b
2
1 b
0 b
2
0 b
h
2
c
h
2
c
+ = +
Ipotizzando trascurabile il termine cinetico nello stato 1, e ipotizzando per semplicit
che per il vapore surriscaldato valga:
e
bo
1 b
0 b
1 b
0 b
1 b
P
P
T
T
h
h
|
|

\
|
= = con
k
1 k
e

=
con alcuni passaggi si pu scrivere:
e
0
1
b0 b1
p
p
1 2h c
|
|

\
|
=
Fase 2: Richiamo del fluido trascinato e miscelamento
Il bilancio entalpico del miscelamento:
3
b
.
a
.
b1
b
.
a1
a
.
)h m m ( h m h m + = +
Mentre la conservazione della quantit di moto:
2
b
.
a
.
b1
b
.
a1
a
.
c ) m m ( c m c m + = +
Introducendo poi
a
.
b
.
m
m
m = , si calcolano le due incognite h
3
e c
2
, ponendo c
a1
=0:
m 1
h m h
h
b,1 a,1
3
+
+
=
b1 2
c
1 m
m
c
+
=
Fase 3: Ricompressione
Trascurando lenergia cinetica allo scarico, il bilancio energetico risulta:
2
c
h h
2
2
2 3
+ =
In maniera analoga a quanto scritto per la fase 1, si potr scrivere che:
61
e
3
2
3
2
3
2
p
p
T
T
h
h
|
|

\
|
= =
ponendo allora
a0
b0
h
h
h = , si ottiene:
e
0
1
e
3
2
e
3
2
p
p
p
p
p
p
1
mh
|
|

\
|

|
|

\
|
|
|

\
|

=
Per quanto riguarda i vari termini:
- il termine h noto una volta note le condizioni termodinamiche iniziali dei due
fluidi
- p
0
la pressione del vapore in entrata allentrata delleiettore
- p
3
la pressione allo scarico, assumibile circa pari alla pressione atmosferica
- p
2
, p
1
possono essere in prima approssimazione uguagliate alla pressione del
condensatore, dove si trovano gli incondensabili da estrarre
E quindi possibile calcolare il termine m, e quindi la portata di vapore necessaria.
0
1
2
3
4
5
6
20 40 60 100 120 140 160 200
Pressione fluido motore/Pressione fluido trascinato
P
o
r
t
a
t
a

f
l
u
i
d
o

m
o
t
o
r
e
/
P
o
r
t
a
t
a

f
l
u
i
d
o

t
r
a
s
c
i
n
a
t
o
1 1,2 1,4 1,6 1,8 2
Entalpia fluido motore/Entalpia fluido trascinato

Fig. 3.7 Curve di funzionamento di un eiettore
62
3.5 Torre di raffreddamento
La torre di raffreddamento il componente dellimpianto atto alla rimozione del calore
dal condensatore e alla sua dispersione in atmosfera. Si possono avere tre tipologie
di torri di raffreddamento:
- Ad umido a tiraggio naturale
- Ad umido a tiraggio forzato
- A secco















Nelle torri di raffreddamento ad umido il calore viene sottratto in parte dallaria ed in
prevalenza per evaporazione dellacqua (80%). Il vantaggio in termini di consumo di
acqua rispetto ad una refrigerazione a ciclo aperto pu essere quindi stimato in prima
approssimazione:
ciclo aperto: T c m Q
p
ca
.
cond
.
=
Fig. 3.8 Torre evaporativa a tiraggio naturale (in alto) e a tiraggio forzato (in basso)
63
torre a umido:
lat
tu
.
cond
.
H m Q 8 , 0 =
dove:
Q
cond
= calore da asportate dal condensatore
m
ci
= portata dacqua in ipotesi di scambio termico con corpo idrico esterno
c
p
= calore specifico dellacqua (4,2 kJ/kgK)
T= salto termico dellacqua di raffreddamento (es: 10C)
m
tu
= portata dacqua in ipotesi di torre a umido
H
lat
= calore latente di evaporazione (circa 2400 kJ/kg)

per cui:
70
1
H
T c 8 , 0
m
m
lat
p
ci
.
tu
.

=
Nelle torri a umido a tiraggio naturale il moto dellaria che deve attraversare la torre
non indotto da nessun tipo di ventilazione artificiale, sfruttando quindi lo stesso
fenomeno di evaporazione e la diversa densit della miscela daria umida. Al
contrario, nelle torri a tiraggio forzato la movimentazione dellaria affidata ad
apposite macchine operatrici alimentate da potenza elettrica, sottratta alla
produzione dellimpianto. Nel primo caso si ha quindi un rendimento netto
dellimpianto pi elevato, nel secondo caso, a fronte di una riduzione nellefficienza si
hanno dimensioni della torre decisamente pi contenute.
Diverso invece il funzionamento delle torri a secco: in questo caso, il flusso di
calore dal condensatore disperso in atmosfera utilizzando solo aria secca come
fluido termovettore: il consumo di acqua quindi nullo, ma notevole il consumo
degli ausiliari necessari alla movimentazione dellaria, a causa dellelevata portata da
elaborare. Inoltre, anche i costi legati alle superfici dello scambiatore acqua-aria per
realizzare lo scambio termico sono notevoli, a causa dei bassi coefficienti di scambio
convettivo lato aria. Nel raffreddamento con torre a secco, la refrigerazione pu
avvenire in maniera diretta (in pratica, condensatore e torre coincidono, e sono
costituiti da uno scambiatore liquido-aria) o indiretta (con circuito intermedio).
64

Fig. 3.9 Torre a secco Refrigerazione diretta e indiretta

In ogni caso, si ricorda che la potenza elettrica assorbita da un sistema di
movimentazione dellaria W
mov
pu essere cos stimata:
m aria
aria
.
mov
1 p m
W



=
dove:
m
aria
= portata daria da elaborare
p= caduta di pressione dellaria nellattraversamento del componente

aria
=densit dellaria

m
= rendimento meccanico/elettrico

Tale potenza deve quindi essere sottratta, nel computo del rendimento, dalla potenza
generata dallespansione in turbina. E quindi fondamentale, per il calcolo della
potenza assorbita, conoscere la portata daria da elaborare. Si dovr poi avere cura
di progettare le apparecchiature in modo da minimizzare le perdite di carico (caduta
di pressione) che inevitabilmente occorrono nellattraversamento delle stesse.
Nel caso della torre a secco, la portata daria pu essere stimata da un bilancio del
tipo:
Q
cond
=m
aria
c
p,aria
T
aria
fissando un opportuno valore del salto termico,ad esempio:
T
aria
= T
max
- T = T
cond
- T - T
amb
aria di
raffreddamento
vapore
aria di
raffreddamento
circuito
intermedi
o
condensato
vapore
condensato
65
avendo indicato con T
cond
la temperature di condensazione, con T
amb
la temperatura
ambiente dellaria, e con T un opportuna differenza terminale (si ricorda che un T
nullo comporterebbe superfici di scambio infinite).
Pi complesso il calcolo della portata daria (e della portata dacqua di reintegro)
necessaria nel caso di una torre evaporativa ad umido.

Per limpostazione del problema, sono note:
ingresso m
iw
(dal bilancio sul condensatore)
T
iw
(temperatura in uscita dal condensatore)
T
ia
(temperatura ambiente)

Viene poi fissata la temperatura di uscita dellacqua T
uw
a partire dalla temperatura di
bulbo umido T
bu
dellaria in condizioni ambiente. T
bu
pu essere ricavata dal grafico
dellaria umida: si individua il punto con le coordinate corrispondenti alla temperatura
di bulbo secco e allumidit relativa dellaria ambiente (es 50%), si risale lungo la
linea di saturazione adiabatica fino alla curva di umidit relativa 100%: la
temperatura di bulbo umido la temperatura letta in ascissa. Si pu poi fissare T
uw
=
T
bu
+ A, con A pari a circa 5C.
E poi possibile calcolare lentalpia specifica dellaria in ingresso h
ia
:
iw
uw
ri sp
ia
ua
ev
tr
ia = ingresso aria
ua = uscita aria
iw = ingresso acqua dal condensatore
uw = uscita acqua di ritorno al
condensatore
ri = acqua di reintegro
sp = acqua di spurgo
ev = acqua evaporata
tr = acqua trascinata
66

h
ia
= c
p,a
( T
amb
T
0
) + x
ia
(H
lat
+ c
p,w
(T
amb
T
0
) ) = x
ia
H
lat
+ c
s
( T
amb
T
0
)

indicando con
c
s
= c
p,a
+ x
in
c
p,w
x
ia
= umidit specifica (ricavabile anchessa dal diagramma dellaria umida,
leggendo il valore, per la data coppia di temperatura e umidit specifica,
sulla relativa asse delle ordinate)
T
0
= temperatura di riferimento, 0C

Fig. 3.10 Determinazione della temperatura di bulbo umido e dellumidit specifica
sul diagramma dellaria umida

Questo il bilancio entalpico sullintera torre (considerando che m
ia
=m
ua
=m
a
e
m
iw
=m
uw
=m
w
, e trascurando il contributo delle altre portate):

m
a
( h
ua
h
ia
) = m
w
c
p,w
( T
iw
T
uw
)

Si hanno per due incognite: m
a
e h
ua
. Si consideri ora il bilancio per una sezione
generica della torre:
Tbu Tamb
sat. ad.
67



equazione della retta di lavoro sul piano (h T):

m
c m

) T - (T
) h - (h
a
.
w p,
w
.
uw
ia
=

E possibile tracciare la retta di lavoro sul piano h T: la pendenza data dal
secondo membro della precedente equazione, inoltre passante dal punto (h
ia
, T
uw
):
in particolare, la pendenza della retta tangente alla curva dellentalpia dellaria satura
corrisponde alla portata daria minima necessaria:

Fig. 3.11 Retta di lavoro della torre evaporativa

Una volta individuato per via grafica il punto di tangenza (h, T), possibile
determinare la portata daria minima:
w p,
w
.
ia
uw
min a,
.
c m
) h - (h'
) T (T'-
m =
Si sceglie poi una portata daria m
a
= 1,5 m
a,min
.
m
w

T
m
a

h
m
w

T
uw
m
a

h
ia
T
uw
h
ia
h

T

68
A questo punto, dallequazione di bilancio sullintera torre, scritta in precedenza,
possibile ricavare lentalpia dellaria in uscita h
ua
.
Ipotizzando di essere in condizioni di saturazione, poi possibile, per via grafica,
determinare lumidit specifica dellaria in uscita:

Fig. 3.12 Determinazione dellumidit specifica dellaria alluscita dalla torre

E quindi possibile determinare la portata dacqua che evapora:
m
ev
= m
a
( x
ua
x
ia
)

Mentre la portata dacqua persa per trascinamento pu essere stimata
indicativamente come lo 0.2% della portata dacqua in ingresso alla torre.
Restano da determinare le portate dacqua di reintegro e di spurgo. La portata
dacqua di spurgo necessaria per contenere il livello di sali disciolti, evitando
accumuli nella torre. Indicando con Y le concentrazioni dei sali, possono essere
scritti i seguenti bilanci di massa:
m
iw
+ m
ri
= m
uw
+ m
tr
+ m
ev
+ m
sp
Y
ricircolo
m
tr
+ Y
ricircolo
m
sp
= Y
reintegro
m
ri
le cui uniche incognite, stabilite le concentrazioni, sono m
ri
e m
sp
.

h
ua
x
ua
69
Fig. 3.13 Diagramma termodinamico dellaria umida

80
82
84
86
88
90
92
94
0 20 40 60 80 100
UR (%)
Q
l
a
t
/
Q

(
%
)
20 C
25 C
30 C

Fig. 3.14 Curve di funzionamento di una torre evaporativa, a portata daria prefissata,
per diversi valori di temperatura di bulbo secco e di umidit relativa


70
3.6 Ulteriori componenti dellimpianto

Pozzi di estrazione
Per poter avere i processi di trasformazione dell'energia del fluido in
energia elettrica si deve opportunamente "estrarre" ed incanalare il
fluido geotermico (acqua o vapore) dal suolo; si effettua tale
estrazione (anche se spesso i fluidi geotermici
tendono ad uscire spontaneamente dal suolo)
mediante i cosiddetti pozzi di estrazione. I pozzi di
estrazione che vengono perforati oggi hanno una profondit che pu
variare tra i 60 ed i 4000 m

Vapordotti
Dai pozzi di estrazione
partono le tubazioni in
acciaio, vapordotti, che
trasportano il fluido caldo
all'edificio della centrale
geotermoelettrica. Sono
realizzati in lamiera di
acciaio inox ed hanno
sezione circolare; si usa
l'acciaio inox per garantire
una lunga durata delle tubazioni, anche considerando il fatto che i fluidi geotermici
sono spesso costituiti da acqua (sotto forma di vapore o liquido) con in sospensione
altre sostanze.

Turbina a vapore
La turbina il componente meccanico che consente la trasformazione dell'energia
potenziale del vapore (pressione) in energia meccanica.
71
Si usano solitamente turbine ad "azione" realizzate completamente in acciaio
inossidabile per garantirne una lunga durata (il fluido geotermico non costituito
solamente da acqua).
La turbina costituita essenzialmente da una parte mobile e da una parte fissa.
La parte mobile la girante, formata dal rotore a cui sono attaccate le pale; le pale
sono gli elementi pi sollecitati di una turbina (forza centrifuga, azione del fluido,
fenomeni di fatica e di risonanza) ed il loro profilo deve garantire un ben preciso
percorso al flusso del fluido.
La parte fissa il guscio che racchiude tutti gli organi interni della turbina. Come noto
dagli insegnamenti di Macchine:
- Stadio ad azione: lespansione avviene tutta nello statore, cos da consentire
la parzializzazione della portata
- Stadio a reazione: lespansione parzializzata tra statore e rotore; ha un
miglior rendimento di quello ad azione ma la riduzione di portata pu essere
fatta solo laminando, il che determina un peggioramento di prestazioni ai
carichi parziali



Fig. 3.15 Schema di una turbina a vapore con stadio ad azione in testa a stadi a
reazione
Stadio ad azione Stadio a reazione
72

Fig. 3.16 Diverse modalit di funzionamento di turbine a vapore

Pompa
Operando il processo inverso delle turbine, le pompe
consentono di trasformare l'energia con cui sono
azionate in energia potenziale idraulica sollevando
l'acqua a un livello superiore a quello di alimentazione.
Negli impianti geotermici vengono usate per riportare i
fluidi ricondensati nel terreno.

Generatore di corrente
Il generatore di corrente (o alternatore)
quell'elemento del sistema che trasforma
l'energia meccanica di rotazione della
turbina in energia elettrica; solitamente si
usano alternatori di tipo sincrono, che
forniscono direttamente corrente
alternata (AC) trifase. L'alternatore
presente nei gruppi unificati ENEL fornisce corrente elettrica alla tensione di 6 kV.
Espansione ideale
isoentropica

Espansione reale in
turbina a reazione al
massimo carico

Espansione reale con
stadio ad azione in testa
alla turbina a reazione al
massimo carico

Espansione reale in
turbina a reazione a
carico ridotto

Espansione reale con
stadio ad azione in testa
alla turbina a reazione a
carico ridotto
H
S
Pressione
vapore
Pressione ruota al
carico massimo
Pressione ruota a
carico ridotto
Pressione allo
scarico
73
Quadri di controllo
I quadri di controllo servono per monitorare il corretto funzionamento dell'impianto; in
particolare le parti elettriche, meccaniche e idrauliche dell'impianto (ad esempio la
pressione nelle tubazioni, l'azionamento delle valvole, le temperature dei vari fluidi
ecc...). Per quanto riguarda la parte elettrica, si installano tra i morsetti del
generatore e la linea elettrica dei dispositivi che controllando il funzionamento della
macchina, la proteggono, la mettono in parallelo con la rete o la staccano dalla
stessa in caso di guasto. Il controllo si realizza mediante apparati pi o meno
sofisticati che misurano la tensione, l'intensit e la frequenza della corrente in
ognuna delle tre fasi, l'energia prodotta dal generatore ed altri parametri.

Trasformatore
Il trasformatore ha la funzione di innalzare la tensione
della corrente in uscita dall'alternatore al livello della
tensione della linea (che pu essere a media od alta
tensione, ad esempio 132 kV); il trasporto della
corrente elettrica avviene infatti ad alta tensione per
ridurre le perdite per effetto Joule lungo la linea.
74


75

4. Il contenimento delle emissioni

Si pi volte parlato, in precedenza, della presenza di gas incondensabili misti al
fluido geotermico: in particolare, si sono illustrate le possibile soluzioni atte alla loro
estrazione dal condensatore.
Si forniscono ora alcuni elementi riguardo al loro trattamento prima della immissione
in atmosfera. In particolare, ci si soffermer sul processo, sviluppato da ENEL, per
labbattimento dellidrogeno solforato (H2S) e del mercurio.

4.1 Il processo AMIS
Il processo AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) stato sviluppato
dallENEL al fine di ridurre limpatto ambientale delle centrali geotermiche con ciclo a
condensazione presenti sul territorio toscano. Viene trattato quasi interamente il
mercurio presente nel fluido geotermico e la parte dellH
2
S solfidrico presente nel
gas incondensabile (che rappresenta la percentuale maggiore).
Nel 2003 questo processo ha ricevuto il premio allinnovazione amica dellambiente
da parte di Lega Ambiente.
LH
2
S un gas corrosivo e riducente, pericoloso quindi a livello tecnologico. In realt,
i limiti imposti dalla legge sulle sue emissioni non comportano quasi mai un problema
per gli impianti in questione: il vero problema ambientale dato dal cattivo odore (di
uovo marcio) che tale gas emana, e il basso limite della percezione olfattiva (0.7-
14 ug/m
3
). Tale problema tanto pi consistente se si pensa che la quota di H
2
S
presente nel gas incondensabile (e che viene quindi trattata dallAMIS) rappresenta
circa l80% del totale: il restante 20% si dissolve nellacqua in uscita dal
condensatore, e pu quindi essere immesso in atmosfera attraverso la torre
evaporativa.
La tipica composizione del fluido geotermico la seguente:
- Rapporto Gas/Vapore: 3 - 5% (sono possibili rapporti G / V fino a 20-30%)

76

- Composizione del gas da trattare:
CO
2
80 - 90 % H
2
O 10 - 25 %
H
2
S 0,5 -1,5 % O
2
2 - 3 %
CH
4
3 - 5 % Hg Tracce
H
2
2 4 % As Tracce

Questi i limiti di legge sui principali inquinanti di interesse nella geotermia
(D.M.12/07/90):

- Acido Solfidrico (H
2
S) : 70-100 mg/m
3
, per un flusso di massa superiore a 170
kg/h
- Arsenico (As) (come sali disciolti nellacqua trascinata): 1-1,5 mg/m
3
, per un
flusso di massa superiore a 0.5 g/h
- Mercurio (Hg) (come sali disciolti nellacqua trascinata): 0,2 0,4 mg/m
3
per
un flusso di massa superiore a 1 g/h

Il processo di abbattimento dellH
2
S e del Hg si svolge in tre stadi:

- Adsorbimento del mercurio presente in fase gas su un letto fisso: supporto
ceramico imbevuto di selenio (temperatura operativa 60 80C), talvolta si
usa anche carbone attivo
Hg+Se HgSe

- Ossidazione catalitica di H
2
S ad SO
2
: il catalizzatore utilizzato ossido di
titanio TiO, la temperatura di funzionamento intorno ai 420C, leccesso daria
del 3%. Questa la reazione di riferimento:
H
2
S + 3/2 O
2
SO
2
+ H
2
0
77
- Assorbimento in acqua della SO
2
prodotta in una torre a riempimento,
secondo lequilibrio:
SO
2
+ H
2
O SO
3
-
+ H
2
+

L'equilibrio della reazione tanto pi spostato a destra quanto pi l'acqua
destinata all'assorbimento ha pH basico. A seconda delle caratteristiche del
fluido geotermico, possibile ottenere l'abbattimento senza aggiunta di alcali,
grazie all'NH
3
naturalmente presente, altrimenti per evitare poi che si abbassi
eccessivamente il valore del pH delle acque di condensa destinate alle re-
iniezione, necessario aggiungere una base forte (NaOH) con considerevole
aumento dei costi di esercizio.

Queste le efficienze tipiche delle varie sezioni di trattamento:

FASE Efficienza
Adsorbimento di Hg oltre il 99%
Ossidazione catalitica di H2S oltre il 95%
Assorbimento di SO2 oltre il 90%

Il sistema AMIS presenta tuttavia alcuni problemi. In particolare, sono allo studio
sistemi innovativi, ad esempio per effettuare anche il trattamento delle code di H
2
S
contenute nel liquido del condensatore a miscela, lutilizzo di un processo del tipo
Claus per lossidazione parziale dellH
2
S a zolfo elementare, in modo da evitare
eccessi di acidit dellacqua di raffreddamento.

In figura 4.1 viene riportato lo schema a blocchi del processo AMIS integrato
nellimpianto geotermoelettrico:
78

Fig. 4.1 Impianto geotermico con sistema di abbattimento degli inquinanti AMIS
G
Hg H2S
SO
2

SO
2

UNIT AMIS
VAPORE PROVENIENTE DAL POZZO GEOTERMICO
INCONDENSABILI
CONDENSATO
ACQUA DI TORRE
1
2
4
3
5
6
7 8
9
10
1 Turbina 6 Interrefrigeratore
2 Condensatore a miscela 7 Adsorbitore
3 Pompa 8 Reattore di ossidazione catalitica
4 Torre di raffreddamento 9 Colonna di assorbimento
5 Compressore a 2 stadi 10 Pozzo di reiniezione
79
5. Cicli avanzati

5.1 Cicli combinati
Gli impianti combinati utilizzano:
- Impianto a flash che sfrutta il vapore
- Ciclo ORC (bottoming) che utilizza il liquido separato
Lottimizzazione dei parametri TD chiave (Pflash) deve tener conto dellintegrazione
dei due cicli: una pressione di flash bassa riduce sia la portata che la temperatura del
fluido riscaldante del ciclo ORC.


Fig. 5.1 Ciclo combinato flash-binario

5.2 Impianti ibridi
Lobiettivo degli impianti ibridi quello di integrare gli impianti geotermici a bassa
entalpia con altre fonti energetiche allo scopo di incrementare la potenza e il
rendimento. Vengono illustrate tre possibili soluzioni impiantistiche dintegrazione:
80
- Topping di impianti geotermici con combustione di biomasse
- Topping di impianti geotermici con solare termodinamico a specchi
parabolici lineari
- Integrazione di fonti geotermiche in cicli combinati

Topping con combustione di biomasse


Fig. 5.2 Impianto combinato biomasse-geotermico

I vantaggi di uno schema di questo tipo sono dati dallincremento dellefficienza e
della potenza da fonte rinnovabile. Esistono tuttavia criticit legate alle emissioni e
alla disponibilit del combustibile.





C
GE
T
Biomasse
Aria
Fumi
C
Ciclo
geotermico
Combustione
biomasse
81
Topping con solare a specchi parabolici

Fig. 5.3 Impianto combinato solare termodinamico-geotermico

Anche in questo caso possibile ottenere un incremento sia dellefficienza che della
potenza prodotta da fonte rinnovabile. Le criticit sono invece legate alla non
continuit della fonte solare e al fabbisogno di vaste aree per linstallazione degli
specchi.
0
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
150 170 190 210 230 250
Temperatura della fonte geotermica (C)
I
n
c
r
e
m
e
n
t
o

r
e
l
a
t
i
v
o

d
e
l

r
e
n
d
i
m
e
n
t
o
Serie1
Serie2
Serie3

Fig. 5.4 Effetto dellincremento di temperatura da fonte esterna sul rendimento
C
GE
T
Ciclo
geotermico
Impianto
solare
DT=100 C
DT=150 C
DT= 50 C
82
Nel grafico, vengono mostrati i possibile incrementi di efficienza e di potenza in
funzione della temperatura a cui disponibile la risorsa geotermica, e per vari valori
di aumento della temperatura massima del ciclo.

Integrazione della fonte geotermica nel ciclo combinato

Fig. 5.5 Impianto geotermico in parallelo a un ciclo combianto
Come si vede nella figura, in questo caso la fonte geotermica posta in parallelo
allimpianto a ciclo combinato: una configurazione in serie non avrebbe senso in
quanto un eventuale preriscaldamento dellacqua del ciclo di bottoming allentrata del
generatore di vapore a recupero comporterebbe la perdita di parte dellenergia dei
fumi di scarico del turbogas. In questo caso, quindi, leffetto quello di un aumento
della potenza da fonte rinnovabile in un impianto originariamente a fonte
completamente fossile: lefficienza termodinamica del ciclo viene per ridotta:
GEO . in CC , in
GEO GEO , in CC CC , in
GEO CC
Q Q
Q Q
+
+
=
+





C
CC
C T GE
GE
T
Ciclo
combinato
Fonte
geotermica
83
5.3 Rocce calde secche




I sistemi geotermici a rocce calde secche (in inglese HDR Hot Dry Rock) sono
sistemi geotermici caratterizzati da unadeguata temperatura ma da assenza di
acqua e da una bassa permeabilit della roccia. Lo sfruttamento di questi giacimenti
reso possibile attraverso lidrofratturazione. Il primo progetto Rocce Calde Secche
(HDR Project) stato avviato negli Stati Uniti nei primi anni 70: attraverso un pozzo
appositamente perforato, acqua ad alta pressione viene pompata in una formazione
di roccia calda compatta, provocando la sua fatturazione idraulica. Lacqua penetra e
circola nelle fratture prodotte artificialmente ed estrae il calore dalle rocce che
funzionano come un serbatoio naturale. Questo serbatoio viene poi raggiunto ed
intersecato da un secondo pozzo usato per estrarne lacqua, che ha acquistato
calore. Il sistema costituito dal pozzo (i) usato per la fratturazione idraulica,
(i)
(i)
(ii)
(iii)
(i)
(ii)
Fig. 5.3 Sfruttamento di un sistema geotermico a rocce calde
secche
84
attraverso il quale acqua fredda iniettata nel serbatoio artificiale (ii) e dal pozzo (iii)
per lestrazione dellacqua calda. Lintero sistema, comprendente anche limpianto di
utilizzazione in superficie, forma un circuito chiuso, evitando ogni contatto tra il fluido
e lambiente esterno. Lo sfruttamento dellacqua calda prelevata avviene attraverso
lo scambio termico con un ciclo organico a bassa entalpia.
Lo sfruttamento a fini energetici di siti HDR presenta al momento una serie di criticit,
cos riassumibili:
- Difficolt nella perforazione di pozzi con notevole deviazione rispetto alla
verticale necessaria per via della notevole estensione del giacimento
sotterraneo
- Necessit di effettuare perforazioni in rocce di maggiore durezza e
compattezza rispetto alle perforazioni petrolifere
- Necessit di perforazioni a notevole profondit per avere temperature della
roccia superiori a 200C; a temperature inferiori l a tecnologia non fattibile
in termini economici
- Difficolt di intercettazione corretta del giacimento nella perforazione del
pozzo di estrazione
- Rischio di sismicit indotta dalla idro-fratturazione e dal passaggio
dellacqua
- Consumo di acqua legato alle perdite nel giacimento sotterraneo; nei primi
progetti in USA si sono raggiunte perdite quasi del 30%
85
6. Considerazioni economiche

6.1 Costo medio livellato dellenergia
Uno strumento molto utile per effettuare valutazioni di carattere economico sulla
fattibilit economica di un investimento in campo di produzione energetica, e per la
valutazione comparativa (sempre dal punto di vista economico) di differenti
tecnologie di produzione, il cosiddetto costo medio livellato dellenergia (in inglese
LEC Levelized Energy Cost, oppure LCOE Levelized Cost Of Energy).
Dalla teoria dellanalisi degli investimenti, possibile schematizzare come proposto
in tabella i flussi finanziari legati ad un certo progetto di investimento:
Flusso
Flusso
attualizzato
Anno 0 Investimento I I
Anno 1
Costo del personale
Costo del combustibile
Ritorno dalla vendita di elettricit
Cp
Cc
N*S
Cp/(1+i)
Cc/(1+i)
N*S/(1+i)

Anno k
Costo del personale
Costo del combustibile
Ritorno dalla vendita di elettricit
Cp
Cc
N*S
Cp/(1+i)
k

Cc/(1+i)
k

N*S/(1+i)
k


Anno n
Costo del personale
Costo del combustibile
Ritorno dalla vendita di elettricit
Cp
Cc
N*S
Cp/(1+i)
n

Cc/(1+i)
n

N*S/(1+i)
n


Tab. 6.1 Tabella per lanalisi di un investimento
Avendo indicato con n gli anni di vita stimata per linvestimento, con N il quantitativo
annuo di energia vendibile prodotta dallimpianto, con S il prezzo di vendita, con i il
tasso di sconto (generalmente pu essere preso pari al 5%), viene definito VAN
Valore Attualizzato Netto (in inglese NPV Net Present Value) la seguente quantit:
86
n
n n
1 k
k
i) i(1
1 1) (i
S) N Cc - (-Cp -I
i) (1
1
S) N Cc - (-Cp -I VAN
+
+
+ + =
+
+ + =

=

ricordando che:

=
n
1 k
n
k
1 q
) 1 q ( q
q

Risolvendo rispetto a S dopo aver posto VAN=0, si ottiene:
LEC
N
Cc Cp A I
S =
+ +
=
con
n
) i 1 ( 1
i
A

+
= (fattore di attualizzazione)
In pratica, il LEC rappresenta il prezzo di vendita che si dovrebbe realizzare per
avere il pareggio (break even) alla fine della vita dellinvestimento.

Tab. 6.2 LEC di varie tecnologie a confronto
87

Nella tabella, sono riportati (in $/MWh) i costi medi livellati per diverse tecnologie a
confronto, secondo uno studio del DoE (Department of Energy) degli USA. In tale
studio, come si vede, i costi sono suddivisi in costi dinvestimento (capital cost), in
costi fissi di gestione e manutenzione (fixed operation and manteinance), costi
variabili di gestione e manutenzione, compreso il combustibile (fixed operation and
manteinance including fuel). Non sono inclusi, nei valori riportati, eventuali incentivi
(quali ad esempio possibili agevolazioni fiscali).
Oltre che per un confronto diretto tra le tecnologie, la stima del LEC, confrontata con
quello che il prezzo medio di mercato dellenergia elettrica, pu essere utile per
caprie se una tale tecnologia capace di auto sostenersi o se ha bisogno di
incentivi per poter sopravvivere.
Nella tabella successiva, i costi di massima per diverse tipologie di impianto
geotermico:



Tab. 6.3 Costi per diverse tipologie di impianto geotermico
Tipo
Costo del pozzo
geotermico (E/kWe)
Costo dell'impianto
(E/kWe)
Costo complessivo di
installazione (E/kWe)
Costo annuo di esercizio
e manutenzione (%
costo installazione)
Vapore diretto 400 600 1000 3
Singolo Flash 400 2000 2400 3
Doppio Flash 400 1800 2200 3
Binario 400 2600 3000 3