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Lezioni di macrofotografia: la macro con le compatte digitali

March 6, 2011 | Filed under: Approfondimenti,Livello avanzato,Scuola di fotografia | Posted by: Antonio Lo Torto

This entry is part 2 of 4 in the series Lezioni di Macrofotografia


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Lezioni di macrofotografia (seconda parte)

foto n.1: M. Plonsky, 2002 (http://www.mplonsky.com)

Errata Corrige (echi dinfinito). Vorrei iniziare questa seconda parte dedicata alla macrofotografia scusandomi e facendo una precisazione. Infatti, nel primo capitolo di questa nuova serie di posts, ho accennato al concetto di distanza allinfinito senza spiegare di cosa si tratta. Perci chiedo venia e riparo immantinente a questa mia mancanza. In fotografia si dice che un oggetto si trova allinfinito quando la sua distanza uguale o superiore a 200 volte la lunghezza focale utilizzata in quel momento (pi o meno). Ex.: se stiamo scattando con un 100mm, il nostro infinito incomincer a circa 20 mt da dove ci troviamo. Che significa tutto questo? Che i raggi di luce provenienti da un distanza uguale o superiore allinfinito si considerano tutti paralleli tra loro (e allasse ottico) e perpendicolari allobiettivo con tutte le conseguenze geometriche che la cosa comporta. Infatti, per la seconda propriet delle lenti convergenti che abbiamo visto proprio lultima volta, tutti i raggi paralleli allasse ottico vengono rifratti dalla lente fino ad incontrare lo stesso asse ottico nel punto di fuoco F e, pertanto, risultano tutti a fuoco! Quindi, tutto ci che c allinfinito e oltre, nellimmagine finale risulter a fuoco chiaro?! Ora andiamo avanti.

Riassuntino su messa a fuoco e ingrandimento nella macro

Tabella riassuntiva legge di formazione dell'immagine (www.theredeer.it)

Il modo migliore per ingrandire unimmagine allungare lobiettivo in avanti, allontanandolo dal sensore. Nelle normali fotografie questo metodo viene di solito utilizzato per la messa a fuoco. Tuttavia, nel passare da un metro allinfinito, gli elementi dellottica si spostano solo leggermente. Per mettere a fuoco a distanze ravvicinate, gli obiettivi necessitano di un allungamento maggiore (e, in base a quanto abbiamo detto, ci dipende dalla relazione che intercorre tra le due coniugate S1 e S2 di cui parla la legge di formazione dellimmagine). Pertanto, quando la distanza tra lente e oggetto (S1) supera di pi di dieci volte la lunghezza focale, la coniugata dellimmagine (S2) non subisce variazioni rilevanti. Quando inferiore, le dimensioni della coniugata dellimmagine (S2) aumentano considerevolmente. Quando S1 = S2 lingrandimento pari a 1:1 e limmagine sul sensore ha le stesse dimensioni del soggetto. Nella tabella qui accanto abbiamo riportato lo schema riassuntivo delle relazioni che intercorrono tra le distanze coniugate (S1 e S2), la lunghezza focale (f) caratteristica dellobiettivo che stiamo utilizzando ed il rapporto dingrandimento di cui tanto abbiamo detto nella prima parte di queste lezioni di macrofotografia. Spero che possa tornarvi utile. Tutto ci comporta problemi non irrilevanti per le case produttrici poich molti obiettivi lavorano meglio quando il soggetto si trova ad una certa distanza e peggio quando vicino. Anche modificando la lunghezza focale , non possibile impedire che la definizione complessiva ne risenta e che gli effetti di alcune aberrazioni aumentino. Non ci addentreremo nello specifico (vi ho annoiato anche troppo con le mie manfrine), ma vi basti sapere che persino gli obiettivi pi moderni, progettati per risolvere tali complicanze, non sono efficaci a distanze molto ravvicinate.

foto n.2: Qualche volta si pu scendere a compromessi anche con una "compattina". A patto di non pretendere chiss che cosa... - Canon PowerShot S1IS, ph.: A. Lo Torto, 2006

La macro con le compattine digitali


Le macchinette digitali compatte, con obiettivo fisso, spesso hanno una funzione di messa a fuoco macro (o una modalit primo piano, o roba del genere) con la quale magari possibile mettere a fuoco oggetti anche molto vicini. Tuttavia la qualit dellimmagine, in questi casi pi che mai, dipende dalla qualit delle lenti usate per fabbricare lobiettivo la parola magica macro non garantisce risultati certi. In commercio esistono dei veri e propri obiettivi macro (li vedremo presto), ma naturalmente sono appannaggio di sistemi fotografici ben pi

sofisticati, SLR con obiettivi intercambiabili tanto per incominciare. Per le fotocamere con obiettivi fissi la soluzione pi semplice quella di aggiungere delle lenti addizionali. Si montano davanti allobiettivo, proprio come i filtri, e possono essere usate per ottenere un rapporto di riproduzione massimo di 1:5. A quanto si sente dire in giro, oltre questo limite, la qualit dellimmagine risulta compromessa. Comunque sono facili da usare e si trovano in diverse gradazioni, misurate in diottrie. Una lente da una diottria ha una lunghezza focale di un metro, ovvero sposta il punto di fuoco dallinfinito a 1 mt; una lente da 2 diottrie ha una lunghezza focale da 0.5 mt e sposta il fuoco dallinfinito a 0.5 mt e cos via. Per ottenere ingrandimenti maggiori possibile usare pi lenti addizionali contemporaneamente (una lente da una diottria e una da due funzionano come una lente da tre), ma per non inficiare la qualit dellimmagine finale sempre meglio non usarne mai pi di due contemporaneamente. NOTA: ricordarsi sempre di fissare la lente graduata con pi diottrie allobiettivo della macchina fotografica.

foto n.3: Cicale molto poco a fuoco..., Canon PowerShot G10 - ph.: A. Lo Torto, 2009

Ok, bisogna ammettere che oggi il mercato delle fotocamere digitali compatte ha fatto passi da gigante e scegliendo i modelli di punta delle principali case produttrici ci si pu dotare di strumenti in grado di realizzare immagini eccezionali anche a distanze molto ravvicinate. Se diamo retta a quello che ci dice Canon a proposito dei modelli G10, G11 e G12 della serie PowerShot, con queste fotocamere possibile mettere a fuoco un soggetto a una distanza di 1 cm (!). Io non sono un macrofotografo, lo ammetto, ma il massimo che sono riuscito ad ottenere in termini di messa a fuoco da una PowerShot G10 il particolare di queste cicale che fanno lamore che potete vedere nella foto qui accanto tuttaltro che a fuoco! Comunque sia, dando per un attimo risolte le magagne legate alle ottiche, il problema principale delle compattine quando si vuole scattare a distanze ravvicinate resta la dimensione ridotta del loro sensore. Infatti, a causa di questo limite, questo genere di fotocamere saranno sempre destinate ad avere un rapporto di riproduzione piuttosto modesto. In ogni caso, Canon in particolare ha in catalogo un adattatore specifico per i modelli appena citati, che secondo noi molto interessante. Consente di montare sugli obiettivi delle PowerShot filtri e lenti addizionali di 58mm di diametro, per cui praticamente di tutte le marche. E agevolmente reperibile on-line.

foto n.4: M. Plonsky, 2002 (http://www.mplonsky.com)

Per concludere, vorrei mostrarvi alcune immagini realizzate da un prof. dellUniversit del Wisconsin, appassionato di fotografia, che smentiscono tutto quello che ho detto finora! Orbene, partendo dal presupposto che non ci stia raccontando una vagonata di balle, il prof. M. Plonsky pubblica a questo indirizzo web alcune fotografie entomologiche a distanza ravvicinata che hanno davvero dello stupefacente (vedi foto n.1 e n.4). Il punto che costui sostiene di averle realizzate con una PowerShot G1! Ad ogni modo, oltre che i nostri complimenti il professore si merita anche tutta la nostra ammirazione. Per chi fosse interessato, ho trovato la traduzione in italiano del sito del prof. Plonsky al seguente indirizzo. Ci sono anche un mucchio di consigli interessanti.