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Università degli studi di Roma

Sapienza

Facoltà di Ingegneria

Progetto e ottimizzazione di un’antenna


a singolo riflettore
Tesina per il corso di “Antenne II mod”

Studente Professore

Roberto Patrizi Frank S. Marzano


INDICE

Indice
1 Specifiche di progetto 3

2 Definizione della geometria 3

3 Ottimizzazioni 5
3.1 Diametro del riflettore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3.2 Focale del riflettore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
3.3 Paraboloide a sezione rettangolare . . . . . . . . . . . . . . . . 9
3.4 Feed . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

4 Analisi finali 13

5 Appendice 14

2
Tesina di Antenne 2◦ mod

1 Specifiche di progetto
Si richiede di progettare e ottimizzare un’antenna a singolo riflettore
con l’ausilio di un programma di simulazione dedicato. Il progetto consiste
nel determinare le caratteristiche geometriche di un riflettore parabolico in
grado di soddisfare le seguenti specifiche:
• Banda di frequenza: ν = 9.6GHz;

• Diametro riflettore principale Da < 80cm;

• Distanza focale f < 30cm;

• Larghezza del lobo principale a metà potenza Θ3 < 3◦ ;

• Guadagno massimo GM > 30dB;

• Livello del primo lobo laterale L1 < −25dB;

• Illuminazione con antenna a tromba rettangolare a polarizzazione oriz-


zontale.
Dalla frequenza di lavoro ν si ricava la lunghezza d’onda λ:
c
λ= ≈ 3.12 [cm]
ν
in cui c è la velocità della luce, pari circa a 3 · 108 [m/s]. Il progetto è svilup-
pato con Grasp, versione 9.3.01-SE e segue una procedura per successive
ottimizzazioni dei parametri. Si simula, cioè, il campo ottenibile con una
delle possibili geometrie che soddisfano le specifiche; dai risultati di simu-
lazione si estrapolano le caratteristiche radiative dell’antenna dalle quali si
determina come intervenire sulla geometria.

2 Definizione della geometria


Cosideriamo in primo luogo un riflettore le cui dimensioni sono le mas-
sime consentite dalle specifiche, cioè f = 30 e Da = 80. Per definire tale
geometria in Grasp è sufficiente accedere al menu Design > Single reflector
> New object ed inserire i parametri del riflettore.
L’angolo formato tra il bordo esterno del riflettore ed il suo asse, con
vertice il fuoco è pari a
Da
ϑM = 2 arctan = 67.38◦ (1)
4f
3
2 Definizione della geometria

Tale angolo viene calcolato automaticamente dal programma la prima vol-


ta che si definisce la geometria, ed è utilizzato per definire l’angolo di
illuminazione del feed (vedi figura 1).
Il feed si caratterizza tramite le ca-
y ratteristiche del campo irradiato, il qua-
le per default è polarizzato linearmente
ϑM in direzione x0 , con ampiezza di forma
f gaussiana che perde 12dB di intensità
(Taper ) sul bordo, cioè per ϑ = ϑM
x (Taper angle). La versione SE di Gra-
Da sp non permette di utilizzare feed di ti-
po a tromba rettangolare, per cui per
le simulazioni sarà utilizzato il feed di
default, con la sola correzione del ta-
Figura 1: Sezione della parabola per portato a -10dB. Le motivazioni di
definita questa scelta sono descritte nel paragra-
fo 3.4.
É possibile simulare immediatamente la geometria appena creata, dal
menu cmds > command list, nella finestra dei comandi così richiamata,
occorre eseguire (tasto Submit) i comandi:

1: PO_Calc_1 < Get Currents < Feed_1


2: Field_Cuts_1 < Get Field < PO_Calc_1

Il primo calcola le correnti equivalenti a partire dal campo irradiato dal


feed, il secondo calcola il campo dalle correnti precedentemente calcolate.
La simulazione genera un file .cut contenente i valori delle componenti dei
campi irradiati. Per avere un grafico dei risultati occorre aprire il menu
cmds. > Plot commands > Plot 2D cut e successivamente, tenendo attiva
questa ultima finestra, è possibile aprire il file di simulazione generato per
avere il grafico della simulazione.
In alternativa è possibile utilizzare un altro programma per leggere i
dati di simulazione, elaborarli e creare grafici. Utilizzando Matlab con lo
script riportato in appendice, ad esempio, è stato possibile misurare auto-
maticamente le caratteristiche radiative del fascio ottenuto. In particolare,
per questa prima simulazione, si ottiene un’ampiezza del lobo principale a
metà potenza di 2.68◦ , un guadagno del lobo principale in direzione z 0 di
36.92dB, ed il primo lobo laterale risulta attenuato di 30.59dB rispetto al
massimo del lobo principale. La curva tracciata è mostrata nella figura 2.
La caratterizzazione così ottenuta rientra ampiamente in tutte le specifi-
che, ma le dimensioni geometriche del riflettore sono le massime consentite.

4
Tesina di Antenne 2◦ mod

Campo E sul piano φ= 0 ed H


40

30

20
dB

10

−10

−20
−10 −5 0 5 10
θ (gradi)

Figura 2: Modulo del campo irradiato a grande distanza (regione di


Frauhnhofer per Da = 80cm, e f = 30cm.

Occorre dunque vedere se è possibile ridurre le dimensioni fisiche del ri-


flettore. Per modificare il progetto in Grasp occorre utilizzare la finestra
Navigate project, nella quale sono elencati, con struttura gerarchica, tutti gli
elementi che compongono il progetto. Cliccando due volte su un elemento è
possibile modificare tutti i parametri da una finestra che viene visualizzata,
contenente tutte le proprietà dell’oggeto di interesse.

3 Ottimizzazioni
I parametri di maggior interesse del progetto sono la lunghezza focale ed
il diametro del riflettore. Modificando uno di questi due parametri cambia
l’angolo ϑ che ha per vertice il fuoco della parabola e per bordi il bordo
della parabola ed il suo asse, secondo la formula (1). Occorre dunque ag-
giornare tale angolo in Grasp per avere dei risultati uniformi tra le diverse
simulazioni con geometrie differenti.

5
3.1 Diametro del riflettore

3.1 Diametro del riflettore


Proviamo ad agire in primo luogo sul diametro del riflettore: mi aspetto
che la direttività si riduca, il guadagno decresca, e si innalzi il livello dei
lobi laterali; mi aspetto cioè che il diagramma di radiazione diventi più
schiacciato e largo e la potenza irradiata si distribuisca su un angolo più
ampio.

Campo E sul piano φ= 0


40

30

20
dB

10

−10

−20
−10 −5 0 5 10
θ (gradi)

Figura 3: Modulo del campo irradiato a grande distanza (regione di Frauhn-


hofer) per f = 30cm, con Da = 80cm in blu, Da = 76cm in rosso, Da = 72cm
in verde e Da = 68cm in magenta.

Infatti ricordando che la direttività è:


P∞ (r, ϑ, ϕ)
D(r, ϑ, ϕ) ≡ , (2)
Piso
in cui P∞ (r, ϑ, ϕ) per antenne molto direttive può essere approssimato in
direzione parassiale da:
1 1
P∞ (r, ϑ, ϕ) ≈ 2 2
|FT (κT )|2 , (3)
2ζ λ r

6
Tesina di Antenne 2◦ mod

in cui ζ è l’impedenza caratteristica del mezzo, e FT è la funzione di radiazio-


ne su un piano trasverso (la bocca dell’antenna) e che Piso = WT /4πr2 , si ot-
tiene, sostituendo la precedente equazione (3) nell’equazione della direttività
(2) ed effettuando alcune semplificazioni:
2
D(r, ϑ, ϕ) = |FT (κT )|2 (4)
ζλ2 WT
Per antenne ad apertura circolare la FT assume la forma:
Da 2
Z
F (κT ) = F (ϑ, ϕ) = fa (κT ) (5)
2
Tralasciando la funzione fa nell’integrale che descrive l’andamento delle cor-
renti equivalenti sull’apertura, si osserva il termine moltiplicativo che deter-
mina la dipendenza dal diametro. Come è intuitivo quindi, aumentando il
diametro cresce la direttività.
Il grafico del diagramma di radiazione dell’antenna in figura 3 per va-
ri diametri conferma tali ipotesi. Per ciascuna simulazione si riportano i
principali parametri ricavati nella tabella 3.1 La specifica più critica da ri-

Diametro [cm] Fuoco [cm] ϑM Θ3 GM SLL


80 30 67.4 2.68 36.92 30.59
76 30 64.7 2.80 36.50 29.87
72 30 61.9 2.95 36.05 29.17
68 30 59.1 3.12 35.57 28.54
3 30 25

Tabella 1: Parametri delle differenti geometrie di riflettore simulate.


Nell’ultima riga in grassetto i paramtri di riferimento

spettare è quella sulla direttività. Portando il diametro del riflettore dagli


80cm di partenza ai 68cm dell’ultima simulazione, si ha un incremento del-
l’angolo del fascio principale a metà potenza che raggiunge i 3.12◦ , contro i
2.68◦ che si hanno con un diametro di 80cm. Il guadagno massimo raggiun-
to supera ancora di 5.57dB il guadagno richiesto dalle specifiche ed anche
il primo lobo laterale presenta un ampio margine di 3.54dB.

3.2 Focale del riflettore


Per recuperare direttività sarebbe necessario, in linea di principio, au-
mentare la lunghezza focale del riflettore sfruttando il margine ancora dispo-
nibile sul livello dei lobi laterali che, in questo modo, vengono ad aumentare.

7
3.2 Focale del riflettore

Tuttavia, poiché la lunghezza focale è già al valore massimo consentito dal-


la specifica, cioé di 30cm, non sarà possibile scegliere una lunghezza focale
maggiore per il progetto!

Campo E sul piano φ= 0


40

30

20
dB

10

−10

−20
−10 −5 0 5 10
θ (gradi)

Figura 4: Modulo del campo irradiato a grande distanza (regione di Frauh-


nhofer) per Da = 68 cm, con f = 30cm in verde, f = 36.24cm in blu e
f = 39.36cm in rosso.

Simulando con Grasp, modificando semplicemente la geometria del pro-


getto esistente, in particolare Geometrical Objects > Surface > Paraboloid >
Refl_Surface_1 per la lunghezza focale ed il taper angle del feed, si ottiene
una curva irregolare spesso completamente priva di direttività e con un gua-
dagno dei lobi laterali maggiore del guadagno del lobo centrale, anche per
variazioni di appena qualche cm rispetto alla lunghezza focale di partenza.
Viceversa, creando un nuovo progetto con la geometria definita immedia-
tamente in modo corretto, la simulazione restituisce risultati attendibili, in
linea con le aspettative. Non mi è stato tuttavia possibile comprenderne
il motivo. Da un confronto dei parametri, infatti, sembrerebbe che i due
progetti (quello ricreato da zero, e quello modificato) siano identici. La dif-
ferenza dei risultati di simulazione può dipendere quindi da un’impostazione

8
Tesina di Antenne 2◦ mod

dei file ausiliari utilizzati dal programma o da un bug dello stesso, se non
per altri motivi.
É stata variata la lunghezza focale aggiungendo dei multipli della lun-
ghezza d’onda λ = 3.12cm, i diagrammi di radiazione ottenuti sono riportati
in figura 4. Si osserva una bassa dipendenza del diagramma di radiazione
dalla lunghezza focale nei casi considerati, con f > 10 · λ. Le misurazioni
effettuate sulle curve sono riportate nella tabella 3.2. Si osserva che con un

Diametro [cm] Fuoco [cm] ϑM Θ3 GM SLL


68 30 59.1 3.12 35.57 28.55
68 36.24 50.3 3.08 35.60 26.74
68 39.36 46.7 3.07 35.65 29.17
3 30 25

Tabella 2: Parametri delle differenti geometrie di riflettore simulate.


Nell’ultima riga in grassetto i paramtri di riferimento.

aumento di quasi 10cm della lunghezza focale si ottiene un esiguo aumento


di direttività che non raggiunge neppure un decimo di grado, a discapito
di un incremento dell’ampiezza dei lobi laterali di quasi 2dB! Posso quindi
pensare di ridurre la focale a scapito di un’esigua perdita di direttività da
recuperare in seguito.

3.3 Paraboloide a sezione rettangolare


Un’ulteriore soluzione, che potrebbe portare ad un aumento di direttivi-
tà, consiste nell’incrementare la superficie utilizzando un riflettore a sezione
quadrata, di lato pari al diametro del cerchio, come il riflettore mostrato in
figura 5. In tali√condizioni, l’antenna ha una superficie maggiore, ma la sua
diagonale sarà 2 più grande della dimensione massima di un riflettore a
sezione circolare.
É proprio l’aumento di area così ottenuto che mi permette di avere una
direttività maggiore, come sarà confermato dai risultati delle simulazioni.
É possibile simulare un riflettore a sezione rettangolare in Grasp inse-
rendo dal menu Geom. Obj. > Rim > Rectangular Rim > New object un rim
quadrato ed impostando poi per il riflettore il rim appena creato.
Mantenendo invariate le caratteristiche del feed e lanciando la simula-
zione, si osservano le curve in figura 6, ottenute allinendo il rim agli assi
cartesiani o ruotandolo di 45◦ . Come si vede dal confronto con la curva in
blu ottenuta da un riflettore a sezione circolare, si ha un effettivo aumento
di direttività, in particolare per il riflettore a sezione rettangolare allineato

9
3.4 Feed

Figura 5: Utilizzando una barabola a sezione quadrata, posso ottenere,


rispetto ad un riflettore circolare di diametro pari al lato del quadrato,
una superficie riflettente maggiore, mantenendo invariati gli ingombri nelle
direzioni x 0 , y 0 .

agli assi cartesiani (di colore verde in figura, il solo che verrà cosiderato).
L’ampiezza del fascio a metà potenza inoltre si riduce a 2.83◦ , con un gua-
dagno massimo di 36.39dB, mentre il primo lobo laterale ha un livello di
26.6dB inferiore.
In questo modo si riesce a riportare Θ3 entro le specifiche. Rispetto al
riflettore a sezione circolare si ha inoltre un lieve aumento del guadagno,
mentre ci si avvicina maggiormente alla specifica sul livello del primo lobo
laterale per via della riduzione del margine di circa 2dB rispetto ai 28.55dB
che si avevano col riflettore circolare. La diagonale del riflettore di lato pari
a 68cm è di 96cm.

3.4 Feed
Un’ultima considerazione riguarda la funzione di radiazione del feed.
Un’illuminazione uniforme del feed permette di ottenere un’antenna para-
bolica con un diagramma di radiazione più direttivo. Nella pratica però è
impossibile realizzare una funzione di illuminazione rettangolare. Se cerco
un’illuminazione più uniforme, pertanto, sarò costretto ad utilizzare un feed

10
Tesina di Antenne 2◦ mod

Campo E sul piano φ= 0


40

30

20

10
dB

−10

−20

−30

−40
−10 −5 0 5 10
θ (gradi)

Figura 6: Modulo del campo irradiato a grande distanza (regione di Frauhn-


hofer) per un riflettore circolare con diametro Da = 68 cm e fuoco f = 30cm
(in blu) a confronto con un riflettore a sezione quadrata di lato L = Da = 68
pari al diametro del cerchio, allineato agli assi x, y (in verde), e ruotato di
45◦ (in rosso).

meno direttivo che irradia su un angolo molto più ampio rispetto a quello
coperto dal paraboloide, disperdendo una quantità considerevole di poten-
za, cioè con un ampio spill over. Viceversa, per avere uno spill over nullo,
dovrei avere un feed con funzione di illuminazione raccolta all’interno del-
l’angolo ϑM coperto dal paraboloide, con un’ illuminazione, pertanto, meno
uniforme. Esiste quindi un compromesso ottimale tra le due soluzioni, ot-
tenibile dalla funzione di illuminazione del feed, che tipicamente si realizza
quando l’illuminazione decresce dal centro fino ad avere sul bordo del riflet-
tore una perdita di 10dB. Per tutte le simulazioni fino ad ora presentate è
stato utilizzato proprio questo valore.
La versione SE di Grasp non permette di simulare feed a tromba ret-
tangolari, disponibili solo nella versione completa del programma, permet-
te comunque di simulare feed a tromba circolare alimentati da una guida

11
3.4 Feed

Campo E sul piano φ= 0


40

30

20
dB

10

−10

−20
−10 −5 0 5 10
θ (gradi)

Figura 7: Tre simulazioni del campo |E |2 a grande distanza con differenti


configurazioni accumunate dalla lunghezza focale f = 30. La curva in blu si
ottiene con un riflettore a sezione circolare con Da = 68cm e feed gaussiano,
nella curva un rosso il riflettore è a sezione rettangolare di lato L = 68cm,
infine nella curva in verde ho il riflettore rettangolare ed il feed a tromba
circolare con apertura da = 1.56cm.

d’onda in cui si propaga il solo modo fondamentale. Il risultato di tale si-


mulazione è tracciato nella curva verde in figura 7, mentre le caratteristiche
radiative nei tre casi sono riassunte nella tabella 3.4
Con il riflettore a sezione quadrata è possibile rispettare ampiamente
tutte le specifiche, pur senza utilizzare un feed a tromba rettangolare. L’an-
golo a metà potenza del lobo principale ΘM è di 2.9◦ , appena sufficiente
quindi, probabilmente però, con un feed a tromba rettngolare di dimensioni
opportune, sarebbe stato possibile ottenere un fascio più uniforme sulla su-
perficie del riflettore, quindi un fascio più direttivo, similmente con quanto
ottenuto dal feed gaussiano ideale.
Il guadagno ottenuto, di 36.05 dB, ed il livello del primo lobo laterale
di 30.08dB, sono superiori a quanto richiesto dalle specifiche di più di 5dB.

12
Tesina di Antenne 2◦ mod

Dimensione Sezione Feed Θ3 GM SLL


[cm]
68 Circolare Gaussiano 3.12 35.57 28.55
68 Rettangolare Gaussiano 2.83 36.39 26.60
68 Rettangolare Tromba 2.90 36.05 30.82
3 30 25

Tabella 3: Confronto tra riflettori a sezione circolare e rettangolare.


Nell’ultima riga in grassetto i paramtri di riferimento.

Del resto in nessuna simulazione si è scesi al di sotto dei valori richiesti


per entrambi i parametri, la difficoltà del progetto infatti risiede proprio
nell’elevata direttività, che comunque è realizzabile, specialmente potendo
tollerare un valore di spill over relativamente elevato.

4 Analisi finali
Per completare, caratterizziamo il riflettore progettato, calcolando i pa-
rametri di principale interesse. Per prima un riepilogo: la geometria del
riflettore è una curva parabolica di lunghezza focale f = 30cm, con sezione
rettangolare di lato L = 68cm allineata agli assi x y. Il feed è una guida a
tromba circolare di apertura da = 1.56cm posta all’estremità di una guida
d’onda in cui si propaga il modo fondamentale.
É possibile calcolare l’area equivalente del riflettore costruito, in dire-
zione di puntamento a partire dai risultati delle simulazioni. Infatti l’area
equivalente è legata alla direttività dalla relazione:

λ2
Ae (ϑ, ϕ) = D(ϑ, ϕ) (6)

La direttività massima si ha nella direzione di puntamento, cioè per
ϑ = 0 e ϕ qualunque, e può essere ottenuta per antenne nolto direttive
(come quella considerata) dalla formula approssimata di Kraus:
41253
DM = D(0, 0) ≈ = 4905 (7)
Θdeg 2

L’area equivalente, per un’onda che incide sull’antenna in direzione di


puntamento dunque, sostituendo la 7 nella 6, è pari a:

Ae = 3799c2 m (8)

13
5 Appendice

Nota l’area equivalente è possibile calcolare l’efficienza d’apertura ηa e


l’angolo solido di radiazione Ωp :
Ae 4π
ηa = = 0.82 Ωp = = 0.0025 sr (9)
A DM

5 Appendice
Infine si riporta il seguente script, utilizzato per tracciare i grafici e per
eseguire le misure sulle curve riportate nel testo, in particolare l’ampiezza
del lobo principale a metà potenza, il guadagno ed il livello del primo lobo
laterale
1 % antennne .m
2 % Script per l ’ elaborazione di dati provenienti dalla simulazione di
3 % antenne con Grasp .
4 % I r i s u l t a t i della simulazione sono memorizzati su un f i l e . cut , in cui la
5 % prima riga è un’ intestazione , la seconda contiene alcune informazioni
6 % s u l l a simulazione , i n f i n e ho una tabella con l e componenti del campo.
7
8 % Percorso dei f i l e di simulazione :
9 path=’D:\ studio\Antenne␣modulo␣ I ␣e␣ I I \Tesina\Prova\sph_1. cut ’ ;
10 f i d=fopen(path, ’ r ’ ) ; % Assegno un i d e n t i f i c a t o r e al f i l e aperto
11
12 % Leggo la prima riga
13 data=textscan ( fid , ’%f␣%f␣%f␣%f␣%d␣%d␣%d ’ , 1 , ’ headerlines ’ , 1);
14 thetain=data{1}; % angolo teta i n i z i a l e
15 dtheta=data{2}; % distanza angolare ( teta ) tra 2 misure
16 N=data{3}; % Numero di misure effettuate
17 phi=data{4}; % Piano phi sul quale sono eseguite l e misure
18 % I l f i l e contiene N righe ciascuna di 4 numeri r e a l i , che s i r i f e r i s c o n o
19 % a l l e componenti immaginarie e complesse dei campi n e l l e d i r e z i o n i
20 % ortogonali a l l e direz di propagazione (c0 e cx secondo la def di Ludwig)
21 data=textscan ( fid , ’%f␣%f␣%f␣%f ’ , N) ;
22 Fsq=data{1}.^2 +data{2}.^2+data{3}.^2+data{4}.^2; %modulo quadro del campo
23 Fdb=10∗log10(Fsq ) ; % modulo in decibel del campo
24 for i =1:N % calcolo t u t t i g l i angoli per i quali ho una misura del campo
25 theta ( i)=thetain+dtheta∗( i −1);
26 end;
27 plot ( theta ,Fdb, ’ r ’ )
28 t i t l e ( [ ’Campo␣E␣sul␣piano␣\phi=␣ ’ ,num2str( phi ) ] )
29 grid
30 xlabel ( ’\theta␣( gradi ) ’ )
31 ylabel ( ’dB’ )
32
33 %% −− Calcolo di Half Power Beam Width (HPBW)
34 [Fm, im]=max(Fdb) ; % trovo i l max del guadagno in db ed i l r e l a t i v o i
35 F3=Fm−3; %Valore del campo a meno 3 dB dal picco

14
Tesina di Antenne 2◦ mod

36 dFmin=4; % var d ’ appoggio che conterrà i l deltaF


37 for i=im : length(Fdb) % ricerca dell ’ indice in cui F=FMax−3dB
38 dF=abs(Fdb( i)−F3) ;
39 i f dF<dFmin
40 dFmin=dF;
41 i3=i ; % i3 è l ’ indice del campo più prossimo a −3dB
42 end;
43 end;
44 %% −− Per una migliore accuratezza interpolo linearmente attorno a −3dB
45 i f Fdb( i3)>F3
46 theta3 = 2∗ ( theta ( i3 ) − ( ( theta ( i3+1)−theta ( i3 ) ) . . .
47 ∗dFmin/(Fdb( i3+1)−Fdb( i3 )) ) ) ;
48 else % F( i3)<F3
49 theta3 = 2∗ ( theta ( i3 ) + ( ( theta ( i3)−theta ( i3 −1))...
50 ∗dFmin/(Fdb( i3)−Fdb( i3 −1)) ) ) ;
51 end;
52 %% Ho trovato Half Power Beam Width, cioè theta3−−−−−−−−−−−−−−−−−−−
53
54 %% Calcolo dell ’ ampiezza del primo lobo l a t e r a l e
55 i s l l=length(Fdb)−2;
56 i=i3+2;
57 while (Fdb( i)<Fdb( i −1))|(Fdb( i)<Fdb( i +1))
58 i=i +1; % Quando trovo i l l i v e l l o del lobo secondario esco dal c i c l o
59 end;
60 SLL=Fm−Fdb( i ) ;
61 %% Riepilogo dei r i s u l t a t a t i
62 fprintf ( ’\n\nRISULTATI␣OTTENUTI␣PER␣IL␣CAMPO␣ELETTRICO␣SUL␣PIANO␣phi=0\n ’ )
63 fprintf ( ’Ampiezza␣del␣lobo␣principale␣a␣metà␣potenza : ␣␣%f ◦ \n ’ , theta3 )
64 fprintf ( ’Guadagno␣del␣lobo␣principale␣in␣direzione␣Z0: ␣%f␣dB\n ’ ,Fm)
65 fprintf ( ’ Attenuazione␣del␣primo␣lobo␣ l a t e r a l e : ␣␣␣␣␣␣␣␣␣%f␣dB\n ’ ,SLL)

15