Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing.
Esposito Renato
Albero intagliato con una gola sollecitato a torsione:
Definizione del problema
Viene analizzato in questo caso, attraverso il metodo degli elementi finiti FEM (con il
codice ANSYS) un albero scanalato sollecitato a torsione.
Mt Mt
D
d
Dati del problema
Diametro albero Di = 0,4m
Diametro della sezione ridotta d = D − 2r = 0.34m
Momento torcente M t = 0.216 ⋅ 10 6 N ⋅ m
Modulo di Poisson v = 0.3
Modulo di Young o modulo di elasticità N
E = 2.1 ⋅ 1011
m2
Raggio della gola r = 0.03m
Lunghezza complessiva dell’albero L = 10 D = 4m
Analisi della struttura con il codice agli elementi finiti
(ANSYS)
Analizzando la struttura si nota che ci stiamo riferendo ad un albero snello. Ciò
significa dire che una dimensione prevale rispetto alle altre e, soggetto ad un
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
momento torcente, può ritenersi valida per il sistema la teoria del De Saint Venant
(permette di conoscere gli stati di tensione e deformazione in un punto di una sezione
di una trave in equilibrio).
Lo stato tensionale che si instaura nella struttura dipende dal momento e la presenza
della gola scanalata fa si che il valore della tensione nominale, che dipende dal
coefficiente d’intaglio, aumenta. Per questo motivo è stata scelta come lunghezza L =
10D in quanto la modellazione teorica è valida in alberi snelli.
L’albero ha una struttura geometrica assialsimmetrica, e quindi possibile analizzare
solo uno spicchio. In questo modo si riducono il numero complessivo di nodi e quindi
i tempi dei risultati da parte del calcolatore. Avremo quindi una modellazione più
snella però, dovremo collocare di emisimmetria che tengono conto dell’azione
esercitata dalla restante parte del materiale.
Per discretizzare l’albero, viene utilizzato
l’elemento Plane membranale (tutto nel
piano) PLANE 82 che è un elemento
bidimensionale piano con 8 nodi ognuno
dei quali ha due gradi di libertà che sono le
traslazioni nel piano.
Tale elemento, utilizzato per realizzare
una delle sezioni assiali dello spicchio,
consente di ottenere una buona
discretizzazione della scanalatura di gola
dove, si attendono gradienti di tensione
più elevati.
Per la discretizzazione dei volumi invece è
stato scelto l’elemento SOLID95 a 20 nodi
che si adatta al tipo di geometria della
nostra struttura.
Per la discretizzazione dei volumi si è
operato per estrusione mediante rotazione del profilo di 10° rispetto all’asse y.
Preprocessor
Element Type
Add/Edit/Delete
Add
Solid 82
Apply
Solid 95
Ok
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Mi definisco il materiale e suppongo che sia acciaio:
Preprocessor
Material Models
Structural
Linear
Elastic
Isotropic
Introduco quindi il modulo di Young e quello di Poisson.
A questo punto comincio la modellazione. Definisco la geometria e quindi: i
keypoints, le aree e le linee. Creo più linee in modo da avere infine una mesh più
fitta. Per creare questo spicchio di albero esistono vari metodi, uno di questi è:
Mi creo i keypoints relative alla lunghezza ed al diametro dell’albero:
Preprocessor
Modeling
Create
Keypoints
In active CS
Unisco i keypoints con le linee:
Preprocessor
Modeling
Create
Lines
In active coord
Mi creo adesso la scanalatura, realizzando un cerchio all’estremità destra:
Preprocessor
Modeling
Create
Areas
Circle
Solid circle
Elimino le aree e le linee in eccesso:
Preprocessor
Modeling
Delete
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Lines Only
Area Only
A questo punto partiziono le linee:
Preprocessor
Modeling
Operate
Booleans
Partition
Lines
Elimino le linee in eccesso
Preprocessor
Modeling
Delete
Lines Only
Per avere una modellazione 3D mi copio i keypoints e le linee create, in questo modo
li creo sulle altre viste:
Preprocessor
Modeling
Copy
Keypoints
Ok
Lines
Mi creo le aree:
Preprocessor
Modeling
Create
Area
Arbitrary
By lines
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Rappresentazione dell’area
Rappresentazione dell’area 2
Faccio l’estrusione per il volume, impostando nell’opzione come numero di elementi
pari ad 8; il comando è:
Preprocessor
Modeling
Operate
Extrude
Elem Ext Opts
Metto prima le opzioni: VAL 1 No. Elem =8
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Extrude
Area
Rappresentazione del volume
Rappresentazione del volume 2
A questo punto passo alla discretizzazione del mio problema ovvero faccio una mesh.
Per una migliore visualizzazione dei risultati, faccio una mesh manuale
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
suddividendola in un numero finito di elementi. Faccio più fitte quelle che mi
interessano, sulla gola e le linee vicine, dove si aspettano gradienti di tensione più
elevati verrà realizzata una mesh più fitta, cioè si disporrà di un numero di elementi
di dimensioni più piccole.
Preprocessor
Meshing
Size controls
Manual size
Lines
Picked Lines
Rappresentazione della discretizzazione
Preprocessor
Meshing
Mesh
Areas
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Rappresentazione della mesh
Rappresentazione della mesh 2
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
A questo punto schematizzo i carichi ed i vincoli.
I vincoli di emisimmetria vengono disposti lungo le facce laterali e lungo la zona
inferiore del solido in modo che tenga conto della continuità del materiale.
Preprocessor
Loads
Define loads
Apply
Structural
Displacement
Anisymmetry
On lines
Per applicare la coppia esistono vari metodi: uno di questi è quello di applicare una
forza di estremità in corrispondenza della frontiera della sezione di applicazione.
Questa forza risulta ortogonale al raggio ed agente nel piano di coppia parallelo al
piano coordinato xz.
Poiché abbiamo considerato solo uno spicchio di estensione pari a 10°, l’intensità
della forza da applicare sarà uguale a 1⋅ 10 6 N :
Preprocessor
Loads
Define loads
Apply
Structural
Force/Moments
On nodes
A questo punto risolvo.
Solution
Solve
Current LS
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Rappresentazione dei vincoli dei carichi e delle reazioni
Rappresentazione dei vincoli dei carichi e delle reazioni 2
Riporto adesso in figura i risultati della simulazione, ovvero: la deformata della
struttura, la deformata in presenza della gola, ed il profilo di distribuzione delle
tensioni del materiale secondo la direzione principale, ovvero quella tangenziale. Per
la lettura della sollecitazione tangenziale massima lungo il piano di torsione yz,
ovvero in corrispondenza dell’intaglio, è necessario escludere parte degli elementi
collocati in prossimità del punto di applicazione del carico. In questo modo è
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
possibile effettuare una lettura corretta e non falsata del reale stato tensionale e della
relativa sollecitazione massima che si ha in corrispondenza della gola.
General PostProc
Plot Results
Deformate Shape
Rappresentazione della deformata
Rappresentazione della deformata 2
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
General PostProc
Plot Results
Contour Plot
Nodal solut
Stress
1st Principal stress
Rappresentazione delle tensioni
Analisi dei risultati ottenuti
Dal diagramma mi leggo la sollecitazione massima e vedo che si ottiene in
corrispondenza della gola dell’intaglio. Per un albero snello sottoposto a coppie
torcenti applicate, si instaura sull’albero uno sforzo tangenziale che risulta massimo
in corrispondenza delle fibre più esterne.
Possiamo quindi procedere alla stima di errore confrontando i risultati ottenuti con
quelli teorici ricavabili mediante tabelle in base al tipo di struttura analizzata.
Nel nostro caso il confronto lo faremo con il coefficiente di intensificazione degli
sforzi legato all’effetto d’intaglio k t.
N
Dall’analisi FEM si ha che la sollecitazione massima è pari a : τ max = 0,44 ⋅ 1010 2 ; è
m
un risultato ottenuto per via numerica e quindi a rigore inesatto.
Avendo applicato un momento torcente M t = 0.216 ⋅ 10 6 N ⋅ m
M t 16 ⋅ M t 7 N
La tensione nominale è: t nom = = = 2, 79 ⋅ 10
Wt π ⋅d3 m2
Fondamenti di Progettazione Meccanica Assistita – Prof. Ing. Esposito Renato
Per ottenere la soluzione esatta teorica sul k t, si utilizzano dei diagrammi in cui tale
parametro è funzione solo del rapporto tra due grandezze geometriche caratteristiche
r D
della piastra, ovvero del rapporto e .
d d
Si ottiene che: K t = 1,55 .
N
Da cui: t max = K t ⋅ t nom = 0,438 ⋅ 1010 2
m
Si può ottenere una stima dell’errore tra la soluzione inesatta e quella esatta.
L’errore percentuale è:
[(0,44 − 0,438) ⋅ 100] = 0,45%
0,438
Risulta quindi essere inferiore all’1% quindi molto contenuto e sicuramente
accettabile per i nostri scopi.