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Le origini del totalitarismo di Antonino Cascione

Riassunto dell'opera dell'Arendt per l'esame di "Storia culturale del XX secolo". La Arendt sostiene che la caratteristica saliente del totalitarismo non tanto una concezione filosofica, quanto lesistenza di campi di concentramento. Nessun governo totalitario, infatti, pu sussistere senza terrore, e il terrore non pu essere edificato e mantenuto senza tali campi. Lopera individua le premesse del totalitarismo nellantisemitismo studiato nel periodo fra 800 e 900, specialmente in Francia con laffare Dreyfus, e nellimperialismo.

Universit: Facolt: Corso: Esame: Titolo del libro: Autore del libro:

Universit degli Studi di Roma La Sapienza Psicologia Psicologia Storia culturale del XX secolo Le origini del totalitarismo H. Arendt

Antonino Cascione

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1. Hannah Arendt: vita e opere


Hannah Arendt nasce nel 1906 a Hannover (Germania), in una famiglia benestante appartenente alla borghesia ebraica, ma che non aveva legami particolari con il movimento e con le idee sioniste*. Quando inizi a frequentare luniversit incontr un giovane docente destinato a diventare uno dei pensatori pi importanti del XX secolo: Martin Heidegger; col quale intrattenne un rapporto personale intenso, che la coinvolse sotto diversi aspetti (anche sentimentale) per tutto larco della vita. Dopo lavvento al potere del nazionalsocialismo e linizio delle persecuzioni nei confronti delle comunit ebraiche, Hannah fu costretta ad abbandonare la Germania (1933). Passando per Praga, Genova e Ginevra, giunse e si stabil a Parigi. Gli sviluppi storici del secondo conflitto mondiale portarono Hannah Arendt a doversi allontanare anche dal suolo francese: internata nel campo di Gurs dal governo Vichy in quanto straniera sospetta e poi rilasciata, dopo varie peripezie, riusc a salpare dal porto di Lisbona alla volta di New York che raggiunse insieme al coniuge nel 1941 e dove nel 1951 le venne concessa la cittadinanza statunitense. Nel 1951 pubblica il fondamentale The origins of Totalitarism (le origini del totalitarismo), frutto di unaccurata indagine storica e filosofica. Il 4 dicembre 1975 muore a causa di un arresto cardiaco nel suo appartamento di New York.

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2. L'opera "Le origini del totalitarismo"


La Arendt ne Le origini del Totalitarismo sostiene che la caratteristica saliente del totalitarismo non tanto una concezione filosofica, quanto lesistenza di campi di concentramento. Nessun governo totalitario, infatti, pu sussistere senza terrore, e il terrore non pu essere edificato e mantenuto senza tali campi, nei quali gli individui sono ridotti a entit superflue. Per questo aspetto, esistono, secondo la Arendt, profonde analogie tra nazismo (totalitarismo di destra) e stalinismo (totalitarismo di sinistra). Lopera le origini del totalitarismo apparsa in un periodo politico-culturale piuttosto particolare: il periodo della guerra fredda. Lopera individua le premesse del totalitarismo nellantisemitismo* (studiato nel periodo fra 800 e 900, specialmente in Francia con laffare Dreyfus) e nellimperialismo*. Dal confluire delle conseguenze dellantisemitismo e dellimperialismo in un preciso momento storico (la crisi successiva alla prima guerra mondiale) nato il totalitarismo, con caratteri comuni sia nella Germania nazista sia nellUnione sovietica stalinista. Il totalitarismo un fenomeno essenzialmente diverso da altre forme conosciute di oppressione politica come il dispotismo, la tirannide e la dittatura. Dovunque giunto al potere, esso ha creato istituzioni assolutamente nuove e distrutto tutte le tradizioni sociali, giuridiche e politiche del paese. A prescindere dalla specifica matrice nazionale e dalla particolare fonte ideologica, ha trasformato le classi in masse, sostituito il sistema dei partiti non col la dittatura del partito unico, ma con un movimento di massa, trasferito il centro del potere dallesercito alla polizia e perseguito una politica estera apertamente diretta al dominio del mondo.

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3. Gli elementi del totalitarismo


Secondo la Arendt, quindi, il totalitarismo composto da elementi che si sono sviluppati precedentemente e si sono cristallizzati in un nuovo fenomeno dopo la prima guerra mondiale. Lo stato-nazione fu fortemente messo in crisi dallimperialismo. Lo stato-nazione unistituzione creata da individui, una struttura civilizzata che fornisce un ordine legale e garantisce diritti, tramite i quali lindividuo pu essere legislatore e cittadino. Fin dalla nascita dello stato-nazione, questo fatto cre difficolt con gli ebrei. Quello che il destino delle persone senza patria (ebrei) ha dimostrato che i diritti umani universali, che sembravano appartenere agli individui, potevano solo essere reclamati da cittadini di uno stato. Pertanto, per chi era fuori da questa categoria, i diritti inalienabili della persona erano senza significato. La plebe era un prodotto diretto della societ borghese e quindi non separabile da essa; era costituita dagli scarti di tutte le classi e di tutti gli strati, non credeva a nulla e poteva, anzi, indursi a credere a ogni cosa. La spregiudicata politica di potenza pot essere attuata solo con laiuto di una massa di persone prive di principi morali e perfettamente manipolabili.

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4. Lantisemitismo e il buon senso


Prima ipotesi confutata: identificazione dellantisemitismo con il nazionalismo. lantisemitismo crebbe nella misura in cui il nazionalismo tradizionale perse dintensit, e raggiunse il suo apice proprio al momento del crollo del sistema europeo di stati nazionali. Il nazionalismo* dei nazisti viene di solito sopravvalutato; agli effettivi militanti non mai stato concesso di perdere di vista i fini sopranazionali del partito. Il fatto che il declino dello stato nazionale e lantisemitismo siano contemporanei pu difficilmente essere ricondotto a una sola causa. Raramente risultano insopportabili loppressione e lo sfruttamento in quanto tali, molto pi irritante la ricchezza senza funzione visibile (senza,cio, potere), dato che nessuno si spiega perch debba essere tollerata. Lantisemitismo raggiunse il punto culminante quando gli ebrei avevano ormai perso ogni funzione e influenza (quindi potere) e non possedevano altro che la loro ricchezza. Lo stesso vale per laffare Dreyfus che non esplose durante il Secondo impero, quando gli ebrei francesi erano al culmine della loro potenza e autorit, ma durante la Terza Repubblica, quando essi, pur essendo presenti sulla scena politica, avevano gi perso tutti i posti pi importanti. Seconda ipotesi confutata: gli ebrei come capri espiatori. Unaltra ipotesi particolarmente frequente nella letteratura relativa allantisemitismo prende spunto dallimpotenza degli ebrei, che li renderebbe particolarmente adatti a servire da capri espiatori. Ci deve pur avere le sue ragioni. Il terrore moderno, di cui si servono costantemente per governare le forme totalitarie, ha come vittime persone perfettamente innocenti anche dal punto di vista del persecutore. Ci a prima vista potrebbe sembrare una conferma della teoria del capro espiatorio, ma non bisogna dimenticare che soltanto nellultimo stadio del suo sviluppo il terrore si manifesta come la forma di potere del regime, e che questo stato necessariamente preceduto da una serie di tappe in cui esso deve giustificarsi ideologicamente. Prima di diventare le principali vittime del terrore moderno, gli ebrei furono al centro dellideologia nazista Terza ipotesi confutata: leterno antisemitismo. Se vero che lumanit ha sempre continuato ad ammazzare ebrei, vuol dire che luccisione di ebrei una normale occupazione umana e lodio per essi una reazione che non occorre neppure giustificare. La nascita e lo sviluppo dellantisemitismo moderno viene a coincidere col processo di assimilazione ebraica, di secolarizzazione ed estinzione dei vecchi contenuti religiosi e spirituali del giudaismo. In questa situazione di sfaldamento dei principi originari, a quelli che ne erano preoccupati venne la curiosa idea che si potessero servire dellodio antisemita per una forzata conservazione del patrimonio tradizionale. Lantisemitismo eterno avrebbe assicurato leterna esistenza del popolo ebraico. Cos spesso furono gli ebrei stessi a diffondere tale pericolosa idea. La coincidenza del declino dello stato nazionale e dello sviluppo dellantisemitismo, la contemporaneit dello sfacelo di unEuropa organizzata per nazioni e dello sterminio degli ebrei, indicano quali sono le

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origini del movimento antisemita. Lantisemitismo si sviluppato pienamente soltanto nel processo di disgregazione dello stato nazionale, in un epoca in cui limperialismo era gi in primo piano nel divenire politico.

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5. Lambiguit dellemancipazione e il banchiere ebreo


In una popolazione omogenea (stato nazionale) gli ebrei rappresentavano indubbiamente un elemento estraneo da assimilare subito e possibilmente fare scomparire, in quanto una nazione nella nazione non poteva essere tollerata. Il processo di emancipazione, che doveva assicurare eguali diritti a tutte le comunit ebraiche dellEuropa occidentale, si svolse con tanta lentezza e ritardo. Non furono i pregiudizi antisemiti a ritardare cos sorprendentemente lemancipazione generale, bens i privilegi goduti gi in precedenza da singoli ebrei. Verso la fine del XVII secolo, il bisogno di credito statale aveva assunto proporzioni senza precedenti. Nessun gruppo della popolazione aveva mostrato la capacit o la disposizione a finanziare quello che stava diventando lo stato nazionale, a eccezione degli ebrei, che gi nei tempi addietro avevano assunto la posizione di prestatori di denaro e curato gli affari finanziari dei principi europei, ricevendone in compenso protezione e privilegi. La contraddittoriet dellemancipazione risiedeva dunque nel fatto che certi privilegi, accordati dapprima a singoli ebrei (per i loro servizi) e poi a un gruppo pi numeroso di individui agiati e utili allo stato, erano stati infine estesi a tutti indistintamente (eguali diritti a tutte le comunit). Verso la met del XVIII secolo (quindi prima della formazione degli stati nazionali) si era diffusa la figura dellEbreo di corte, i quali godevano di numerosi privilegi. Quelli che non erano ebrei di corte, vivevano invece in povert in comunit di campagna e trovavano nellebreo di corte il loro protettore, attraverso il quale potevano fare direttamente appello al principe per gli abusi locali. Nel quadro dello sviluppo dello stato nazionale, lemancipazione venne cos a significare eguaglianza e privilegio, distruzione delle vecchie autonomie comunitarie e consapevole preservazione degli ebrei come gruppo separato, abolizione di speciali restrizioni e diritti ed estensione di tali diritti a tutti. Nel sistema dello stato nazionale la condizione dellindividuo non era determinata dal suo rapporto con lo stato, che era uguale per tutti, bens dalla posizione allinterno della sua classe e dalla relazione con le altre. Lunica eccezione a questa regola generale era costituita dagli ebrei: essi no formavano una classe a s e neppure appartenevano a una delle classi del paese in cui abitavano. Senza dubbio linteresse economico dello stato nazionale a impedire lassimilazione coincise con quello ebraico a mantenere la propria identit di gruppo. Nel corso del XVIII e XIX secolo gli ebrei divennero lunico gruppo che derivasse la sua funzione dal rapporto col corpo politico e non dalla posizione nella societ.

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6. Stati nazionali ed Ebrei Europei


1. Durante il XVII E XVIII secolo, mentre andavano lentamente sviluppandosi gli stati nazionali sotto la tutela delle monarchie assolute, nacque la figura di ebreo di corte, che finanziava le attivit statali e curava gli affari economici del principe 2. Dopo la rivoluzione francese, apparvero degli stati nazionali in senso moderno che avevano bisogno di un volume di capitale e credito notevolmente superiore a quello fornito dagli ebrei di corte al principe. I privilegi che fino ad allora erano stati prerogativa solo degli ebrei di corte, ora vennero estesi alla classe ricca (ebrea). 3. Nel XIX secolo lemancipazione venne accordata in ogni paese evoluto. Ne rimase esclusa lEuropa orientale, dove non si erano sviluppati stati nazionali. 4. Lo stretto legame tra ebrei e stati nazionali ebbe termine alla fine del XIX secolo, con lascesa dellimperialismo. Gli ebrei persero la loro posizione d monopolio nel credito statale e divennero oggetto di odio universale per la loro inutile ricchezza e palese impotenza. Nel XVIII secolo gli ebrei (arricchitesi e godenti di privilegi) si diedero da fare per impedire il progetto di emancipazione, perch li avrebbe posti sullo stesso piano degli ebrei non privilegiati. Gli ebrei privilegiati erano riluttanti ad accettare lestensione agli altri di una libert che essi avevano pagato coi loro servigi e non poteva quindi diventare un diritto di tutti. In ogni caso, anche con lavvento dellimperialismo, gli ebrei, senza un proprio territorio e senza un proprio governo, rimasero un elemento intereuropeo. Lo stato nazionale aveva accuratamente preservato questo internazionalismo, perch esso era alla base dei loro servizi finanziari e, inoltre, tornava estremamente utile nei rapporti fra gli stati, specialmente in tempo di guerra. Gli ebrei avevano servito i monarchi e li avevano riforniti in tempo di guerra, ma non avevano mai preso parte personalmente alle operazioni belliche. Non pi richiesti come banchieri di stato e fornitori di guerra, aveva conservato la loro importanza come consiglieri finanziari. Linteresse che lebreo provava per il proprio signore era quello che un commerciante provava per un socio daffari, non aveva nessun interesse politico. Nonostante questo, una certa forma di antisemitismo liberale ne trasse spunto per affermare che ebrei e aristocrazia avessero stretto unallenza contro la borghesia in ascesa. Ritornando alla faccenda dellinternazionalismo degli ebrei, bisogna sottolineare che tale caratteristica si rivela utile solo finch i conflitti bellici venivano condotti mantenendo consapevolmente intatte le possibilit di pace futura. Una volta fissato, invece, come obiettivo il completo annientamento del nemico, questa sorta di internazionalismo non serviva pi a nulla. Gli ebrei non avevano tradizioni o esperienze politiche e ignoravano le tensioni fra societ e stato. Avevano imparato a dipendere dalle massime autorit dello stato e che leffettivo pericolo era costituito dal popolaccio. Non capivano che la progressiva democratizzazione rendeva insicura una protezione del genere. Gli ebrei non sapevano che cosa fosse il potere e non provavano nessun interesse per esso. Essi non si alleavano mai con un governo specifico, bens con i governi in quanto tali, con lautorit in quanto tale. Se talvolta mostrarono una marcata preferenza per la monarchia, fu soltanto perch le

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repubbliche erano pi legate alla volont popolare, verso cui essi nutrivano unistintiva diffidenza. Ogni classe sociale che era venuta a trovarsi in conflitto con lo stato in quanto tale, era diventata antisemitica perch lunico gruppo sociale che sembrava rappresentare lo stato erano gli ebrei. Va per tenuto presente che era avvenuto un mutamento decisivo nei rapporti degli ebrei con lo stato quando il posto degli ebrei di corte era stato preso dai banchieri del diciannovesimo secolo. Il mutamento simboleggiato dallascesa della famiglia Rothschild.

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7. La Famiglia Rothschild
I Rothschild avevano iniziato la loro spettacolare carriera al servizio del principe elettore dAssia, uno dei pi noti prestatori di denaro del suo tempo, che li aveva istruiti negli affari procurando loro molti clienti. Avevano avuto lenorme vantaggio di vivere a Francoforte, lunico centro urbano da cui gli ebrei non fossero mai stati espulsi durante tutto il medioevo. Essi salirono alla ribalta durante gli ultimi anni delle guerre napoleoniche, e quando, dopo la sconfitta di Napoleone, i governi europei ebbero bisogno di grossi crediti per riorganizzare le amministrazioni pubbliche e creare strutture finanziarie secondo il modello della Banca dInghilterra, i Rothschild godettero quasi un monopolio nei prestiti statali. Fu il monopolio del Rothschild sullemissione dei prestiti statali a creare la possibilit, e insieme al necessit, di attingere al capitale ebraico in genere, di incanalarne una grossa percentuale verso gli investimenti pubblici, e a fornire cos la base materiale per una collettivit ebraica dellEuropa centrooccidentale. Per lesterno i Rothschild vennero a rappresentare in modo tangibile linternazionalismo ebraico in un continente organizzato per stati nazionali.

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8. Origini dellantisemitismo
Nella forma in cui lantisemitismo si manifestato nellEuropa centro-occidentale ha avuto cause politiche piuttosto che economiche, mentre in Polonia e in Romania sono state le complicate condizioni di classe a suscitare contro gli ebrei un violento odio popolare. La prima fiammata di antisemitismo si ebbe in Prussia, subito dopo la sconfitta di Napoleone nel 1807, quando i riformatori diedero al paese una nuova struttura politica, che fece perdere allaristocrazia molti dei suoi privilegi e apr la via allo sviluppo delle classi medie. Il decreto di emancipazione del 1812 riguard, quindi, principalmente quei gruppi di ebrei ricchi privilegiati che, in seguito alla generale abolizione dei privilegi, avrebbero subito un grave peggioramento nella loro condizione. Fra le aspre reazioni dellaristocrazia, la classe pi duramente colpita, vi fu unimprovvisa esplosione di antisemitismo, che aveva tra i massimi esponenti Ludwig von der Marwitz, il quale sosteneva che gli ebrei sarebbero stati lunico gruppo a godere di speciali vantaggi. Lantisemitismo aristocratico non ebbe conseguenze politiche. (ricordiamo inoltre che gli ebrei erano stati alleati dallaristocrazia a tal punto da esseri perseguitati dallantisemitismo liberale). Lantisemitismo moderno prese inizio dappertutto negli ultimi trentanni del XIX secolo. Laristocrazia feudale, bench ancora potente per influenzare lopinione pubblica, non aveva tuttavia in s la forza necessaria per promuovere un vero movimento antisemitico.

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9. I primi partiti atisemitici


Un altro gruppo, oltre allaristocrazia, che venne colpito dalla crisi degli ultimi ventanni del XIX secolo, fu la piccola borghesia, che di colpo divent antisemitica. La piccola borghesia era costituita dai discendenti dei membri delle corporazioni di artigiani e commercianti. Per loro linizio di ogni sventura era stato il sistema manchesteriano*, e poich una caratteristica del secolo fu laccesso degli ebrei a tutte le professioni, furono portati a vedere in essi i rappresentanti del sistema di Manchester portato allestremo. Tale risentimento ricevette un forte impulso quando la gente (della piccola borghesia) dovette ricorrere allaiuto del banchiere (ebreo), che assunse laspetto dello sfruttatore e dello strozzino. Inoltre la borghesia inizi a sospettare che i banchieri ebrei, attraverso lemissione di prestiti pubblici, stessero per mettere la mani anche sul potere statale. Iniziarono cosi a nascer le prime organizzazioni antisemitiche che si distinsero subito dagli altri partiti e si schierarono contro la nobilt terriera e i prestatori di denaro. I partiti antisemitici, si proponevano, oltre alleliminazione degli ebrei, la liquidazione del corpo politico dello stato nazionale. Attaccando gli ebrei, essi potero attaccare apertamente lo stato. Solo in Germania queste nuove correnti si cristallizzarono attorno alla questione ebraica. Unaltra caratteristica dei partiti antisemitici fu lorganizzazione sopranazionale. Gli ebrei erano lunico elemento intereuropeo e sembrava quindi logico che i loro nemici pensassero di organizzarsi secondo lo stesso principio. Gli antisemiti, dunque, miravano a creare una superstruttura che dominasse e distruggesse tutte le strutture nazionali.

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10. Lantisemitismo di sinistra


In Germania, il partito liberale tedesco, sotto la guida di Schonerer, fu fin dallinizio un partito della piccola borghesia, senza legami con la nobilt e con un deciso orientamento di sinistra. Esso non riusc mai a darsi una vera base di massa, ma durante gli anni ottanta ebbe un notevole successo con un programma decisamente antisemitico. Lantisemitismo di Schonerer era dapprima diretto quasi esclusivamente contro i Rothschild. Questo movimento non si ferm alluso dellantisemitismo come arma propagandistica, ma diede vita ben presto a quellideologia pangermanica che avrebbe influito sul nazismo in maniera pi profonda di qualsiasi altra corrente del genere. Bench alla lunga vittorioso, esso fu temporaneamente sconfitto da un altro partito antisemitico, i socialcristiani di Lueger. In Austria. I socialcristiani erano un partito cattolico e cercarono sin dallinizio di allearsi con le forze conservatrici reazionarie. Essi sopravvissero, coi socialdemocratici, al crollo della monarchia e divennero il gruppo pi potente nellAustria del dopoguerra. In realt, il loro antisemitismo rimase senza conseguenze e gli anni in cui Lueger amministr Vienna furono una specie di et delloro per gli ebrei. In Francia, invece, laffare dreyfus fu il culmine dellantisemitismo. Lantisemitismo francese non ebbe alcuna influenza sulla formazione del nazismo e non contribu come fattore storico attivo alla catastrofe finale. I gruppi antisemitici francesi, bench violenti sulla scena interna, non avevano aspirazioni sopranazionali. Durante e dopo la rivoluzione francese, il clero e laristocrazia avevano aggiunto le loro voci alla diffusa animosit antiebraica, sia pure per altre ragioni, pi materiali: avevano accusato il governo rivoluzionario di aver ordinato la vendita dei beni ecclesiastici per pagare gli ebrei e i mercanti con cui esso era indebitato. Prima che lambiente clericale (storico nemico del socialismo e della sinistra in genere) fornisse unappoggio allantisemitismo, le sinistre avevano mostrato chiaramente le loro antipatie per gli ebrei. Louis Ferdinand Celine , lunico antisemita francese che avesse pienamente compreso la portata e la radicalit della nuova arma politica, in un suo scritto (Ecole des Cadavres) arriv a sostenere che gli ebrei avevano impedito lunit dellEuropa, provocato tutte le guerre che vi si erano succedute dall843 in poi e cercato di rovinare la Francia e la Germania attizzando la reciproca ostilit. Arrivando al nocciolo della questione, egli richiedeva il massacro di tutti gli ebrei.

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11. Let aurea della sicurezza


Appena due decenni separarono il temporaneo declino dei movimenti antisemitici dallo scoppio della prima guerra mondiale. Questo periodo stato adeguatamente descritto come unet aurea della sicurezza, perch solo alcune delle persone vissute in esso avvertirono lintrinseca debolezza di una struttura politica palesamente antiquata. LEuropa era troppo impegnata nellespansione economica perch una nazione prendesse le questioni politiche sul serio. Gli ebrei si lasciarono ingannare pi degli altri dalle apparenze dellet aurea della sicurezza. La crescente influenza del grande capitale (si sviluppa il capitalismo) sullamministrazione pubblica e la superfluit dei servigi tipicamente ebraici per lo stato, minacciarono di far scomparire la figura del banchiere ebreo. Un numero sempre maggiore di ebrei lasci la finanza pubblica per dedicarsi ad affari privati. Ci non significa che cessarono del tutto le relazioni coi governi, ma esse assorbirono un numero minore di individui. Di modo che alla fine di questo periodo abbiamo pressappoco lo stesso quadro che allinizio: alcuni ebrei arroccati in solide posizioni finanziarie. I figli dei ricchi commercianti e quelli dei banchieri abbandonarono le professioni dei patri per dedicarsi allattivit intellettuale; nacque una forma di intelligencija ebraica, che lo stato nazionale aveva tanto temuto. I figli degli ebrei presero la guida di giornali, editoria, musica e teatro, emancipandosi dalla protezione dello stato e accomunando il proprio destino con quello del resto della popolazione. Mentre gli statisti e i pubblicisti seri tendevano a occuparsi della questione ebraica meno che in passato dopo lemancipazione, e lantisemitismo scompariva quasi completamente dalla scena, essi diventarono il simbolo della societ in quanto tale, il bersaglio dellodio di tutti coloro che la societ respingeva.

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12. Gli ebrei e la societ


Mentre lantisemitismo politico prendeva spunto dal fatto che gli ebrei formavano un corpo separato, e pi o meno compatto, in seno alla nazione; la discriminazione sociale si sviluppava col crescere delleguaglianza degli ebrei con gli altri gruppi. Quanto pi le condizioni si avvicinano alleguaglianza, tanto pi difficile spiegare le differenze che in realt esistono. Questa conseguenza apparentemente paradossale viene il luce non appena leguaglianza cessa di essere uguaglianza di fronte a un Dio onnipotente o alla morte come comune destino umano, e diventa principio organizzativo terreno nellambito di un popolo. Le moderne societ di massa offrono innumerevoli esempi della facilit con cui si scambia leguaglianza per una qualit innata di ciascun individuo, che viene definito normale quando come gli altri e anormale quando se ne differenzia. Gli aspetti pericolosi di tale avventura si manifestano anzitutto nellodio razziale, perch esso riguarda una di quelle differenze naturali che nessun mutamento o livellamento di condizioni pu attenuare. Il razzismo la reazione allesigenza, posta dal concetto di eguaglianza, di riconoscere ogni individuo come un mio pari. Quanto pi le condiziono ebraiche si avvicinarono alleguaglianza, tanto pi sorprendenti apparvero le differenze; questa constatazione produsse nellambiente circostante sia antipatia che attrazione verso gli ebrei.

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13. Ebrei fra paria e parvenu


Posta di fronte alleguaglianza politica, economica e giuridica per gli ebrei, la societ rifiut loro leguaglianza sociale a meno che non si trattasse di individui eccezionali. La societ voleva che il nuovo venuto fosse istruito come i suoi membri e che, pur comportandosi come un ebreo comune, fosse e producesse qualcosa fuori del comune poich, dopotutto, era un ebreo. Da essi si pretendeva addirittura che fossero eccezionali campioni di umanit: essi erano la prova vivente che tutti gli uomini sono uomini. Gli ebrei fecero del loro meglio per non deludere lattesa. Il pi rappresentativo dei salotti berlinesi fu quello di Rahel Varnhagen, la quale riuniva una societ veramente mista, aristocratici illuminati, intellettuali borghesi e attori, tutti coloro, insomma, che come gli ebrei, non appartenevano alla societ rispettabile. Il salotto ebbe fine nel 1806 quando gli aristocratici e gli intellettuali divennero antisemiti e, bench ci non significasse da parte loro labbandono di tutti gli amici ebrei, linnocenza e lo splendore svanirono. Due anni dopo la disfatta della Prussia, nel 1808, il governo eman la legge municipale che accordava agli ebrei pieni diritti civili, se non politici. Con tali decreti erano venuti a mancare loscura povert e larretratezza da cui si erano distinti gli ebrei eccezionali per ricchezza e cultura; avevano perso lo sfondo originario contro il quale avevano fatto la figura di eccezioni. Non solo le classi contrarie al governo e quindi apertamente ostili verso gli ebrei, ma tutti gli strati della societ si indussero a vedere negli ebrei di loro conoscenza non tanto delle eccezioni individuali, quanto piuttosto i membri di un gruppo in favore del quale lo stato era pronto ad adottare misure straordinarie. Dora in poi ciascuno di essi dovette dimostrare che, pur essendo un ebreo, non era un ebreo. Vennero a delinearsi due gruppi di ebrei: gli ebrei ricchi e gli ebrei intellettuali. Gli ebrei eccezionali per ricchezza si sentivano tali rispetto al comune destino del loro popolo ed erano ritenuti eccezionalmente utili dai governi; gli ebrei eccezionali per cultura si sentivano anche creature deccezione, e tali erano riconosciuti dalla societ. Tra i due gruppi i svilupp un conflitto; questo conflitto si manifest per in tutta la sua portata soltanto in Germania e cess col sorgere dellantisemitismo. Gli ebrei invece di essere caratterizzati dallorigine etnica o dalla religione, si trasformarono per lambiente circostante, come per la propria coscienza, in uomini dotati di certi attributi psicologici e reazioni, la cui somma si suppose costituisse lebraicit. In altre parole, il giudaismo divenne una qualit psicologica e la questione ebraica un intrigato problema individuale. Lebreo degli apologisti (lerede dei profeti ed eterno sostenitore della giustizia sulla terra) era provvisto di qualit che sono invero privilegio di tutti i paria, e che certi ribelli ebrei ai margini della societ effettivamente possedevano: umanit, gentilezza, libert dal pregiudizio, sensibilit allingiustizia. Per contro, lebreo in genere, comera descritto dagli antisemiti di professione, presentava quelle qualit che i parvenu deve possedere se vuole arrivare in alto: inumanit, avidit, insolenza, strisciante servilismo e determinazione di farsi strada. Nella problematica individuale degli ebrei ebbe un peso determinante il dover a un certo momento decidere se rimanere paria escluso dai contatti sociali o diventare un parvenu e ottenere laccesso alla societ. Le vie del paria e del parvenu furono entrambe vie di estrema solitudine. Lebreo medio, invece, n parvenu n ribelle, poteva soltanto accentuare una vuota diversit. Lebraicit, dopo essere stata distorta e trasformata in qualit psicologica, poteva facilmente esser fatta passare per vizio, misteriosamente immorale o segretamente perverso.

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14. Benjamin Disraeli: il potente mago


Il grande uomo degli ebrei deccezione fu Benjamin Disraeli. Egli cap che era molto pi eccitante per s e per gli altri e molto pi utile per la sua carriera, fari risaltare la sua condizione di ebreo, vestendosi in modo diverso, adottando una strana pettinatura e usando forme strane di espressione ed eloquio. Cerc di farsi ammettere nellalta societ con passione e sfacciataggine. Disraeli veniva da una famiglia completamente assimilata; tanto che il padre, un gentiluomo illuminato, laveva fatto battezzare perch voleva assicurargli la possibilit dei comuni mortali. Egli aveva scarsi rapporti con la societ ebraica e non sapeva nulla della religione e dei costumi del suo popolo. Si rese conto pi degli altri ebrei che la condizione di ebreo poteva essere di vantaggio oltre che dostacolo. Sapeva anche che in nessun altro luogo gli ebrei avrebbero avuto buone carte da giocare come nei circoli che avevano pretese esclusiviste e discriminatorie: proprio perch i circoli dei pochi, daccordo con la folla, consideravano lebraicit un delitto, questo delitto poteva essere trasformato in qualsiasi momento in vizio attraente. Fu il suo virtuosismo nel gioco sociale che gli fece scegliere il partito conservatore, che gli guadagn un seggio in parlamento, il posto di primo ministro e, non meno importanti, la duratura ammirazione della societ e lamicizia di una regina. Nella sua qualit di battezzato, non fu mai naturalmente il portavoce ufficiale di una comunit, ma in ogni caso fu lunico ebreo della sua specie e del suo secolo, che cerc, per quanto sapeva, di rappresentare politicamente il popolo ebraico. Quando Disraeli fece appello a un orgoglio di razza da contrapporre a un orgoglio di casta, sapeva bene che la condizione sociale degli ebrei, qualunque cosa se ne potesse dire, dipendesse esclusivamente dal fatto della nascita, e non da unattivit. Il giudaismo, lappartenenza al popolo ebraico, degener in un semplice fatto di nascita; in origine esso aveva implicato una religione, una nazionalit, un bagaglio di memorie e di speranza. Lidea di un potere mondiale ebraico accompagn Disraeli per tutta la vita, solo che le forme da lui attribuite a tale potere mutarono col crescere della sua esperienza politica. Nel suo primo romanzo (Alroy) egli espose il piano di un impero ebraico in cui gli ebrei avrebbero assunto la posizione di casta dominante. Nel romanzo Coningsby, egli abbandon lidea dellimpero ebraico e tracci un fantasioso quadro del mondo, in cui il denaro ebraico decide dellascesa e della rovina di dinastie e imperi e domina sulla diplomazia. Disraeli si convinse che il gruppo di banchieri ebrei costituisse una societ segreta che, allinsaputa d i tutti, teneva in pugno i destini del mondo. Enoto che la credenza in una congiura ebraica, ordita da una societ segreta, ebbe il massimo valore propagandistico per lantisemitismo. Disraeli odiava leguaglianza politica alla base dello stato nazionale e temeva per la sopravvivenza degli ebrei in tali condizioni. Non fu in fondo colpa di Disraeli se la tendenza che aveva contribuito alla sua genuina popolarit, la disposizione della buona societ come della folla a lasciarsi entusiasmare da idee razziste, condusse nello spazio di poche generazioni allimmane catastrofe del suo popolo.

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15. Faubourg Saint-Germain


Parigi stata giustamente chiamata la capitale del XIX secolo, la nation par excellence. Lantisemitismo del XIX secolo raggiunse comunque il suo culmine in Francia e venne sconfitto perch rimase una questione interna; le sue caratteristiche essenziali riapparvero in Germania e in Austria dopo la prima guerra mondiale. Disraeli aveva scoperto che il vizio non era altro che il corrispondente riflesso del delitto nella societ Se accettata da questa, la malvagit umana si trasforma da atto volitivo in qualit psicologica intrinseca,che lindividuo non pu scegliere o respingere perch gli imposta dallesterno. Il Faubourg Saint-Germain ammetteva nella sua cerchia gli invertiti perch si sentiva attratto da quello che giudicava un vizio, la societ non dubitava affatto che gli omosessuali fossero dei delinquenti e gli ebrei dei traditori, semplicemente aveva modificato il suo atteggiamento verso il delitto e la slealt. La differenza tra il Faubourg Saint-Germain e, che aveva improvvisamente scoperto lattrattiva degli ebrei e degli invertiti, e la folla che gridava morte agli ebrei era che i salotti non si erano ancora apertamente associati al delitto. Da un lato essi non desideravano ancora partecipare direttamente alluccisione, dallaltra continuavano a manifestare apertamente antipatia per gli ebrei e orrore per gli invertiti. Ci dava luogo a una situazione equivoca in cui i nuovi venuti non potevano confessare francamente la loro identit, ma neppure nasconderla. Quanto pi lorigine ebraica perdeva il suo significato religioso,nazionale, socio-economico, tanto pi lebraicit diventava ossessiva; gli ebrei ne erano ossessionati come un difetto o una dote fisica, e attaccati a essa come a un vizio. Gli ebrei, o gli invertiti, sentivano che avrebbero perso la loro prerogativa in una societ di ebrei, o di invertiti, dove lebraicit, o lomosessualit, sarebbe stata la cosa pi naturale e pi banale del mondo. La trasformazione del delitto del giudaismo nellelegante vizio dellebraicit fu estremamente pericolosa. Un delitto era colpito con la punizione, un vizio non poteva che essere estirpato. Lantisemitismo si mostr in Europa come un inestricabile miscuglio di motivi politici e di elementi sociali.

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16. Laffare Dreyfus: i fatti


Verso la fine del 1894, Alfred Dreyfus, un ufficiale ebreo dello stato maggiore francese, venne accusato di spionaggio per la Germania e condannato. La sentenza, deportazione a vita nellisola del Diavolo, venne adottata allunanimit. Nel luglio 1895, il colonnello Picquart venne nominato capo dellufficio informazioni dello stato maggiore. Nel maggio 1896 egli comunic a Biosdeffre, capo dello stato maggiore, di essersi convinto dellinnocenza di Dreyfus e della colpevolezza di un altro ufficiale, il maggiore WalsinEsterhazy. Nel novembre del 1897 Clemenceau inizi sullAurore la sua battaglia per la revisione della sentenza. Quattro settimane pi tardi, in dicembre, Zola si schier coi dreyfusards: il suo Je accuse venne pubblicato dal giornale di Clemenceau nel gennaio successivo. Picquart venne arrestato e Zola processato per calunnia. Nellagosto del 1898 Esterhazy venne congedato con infamia. Quella stessa sera dichiar a un giornalista inglese che lui, e non Dreyfus, era lautore del bordereau: laveva contraffatto per ordine del colonnello Sandherr, suo superiore e allora capo dellufficio delle informazioni. Qualche giorno dopo un altro membro del controspionaggio. Il colonnello Henry, confess di aver falsificato parecchi documenti del dossier segreto di Dreyfus e si suicid. Nel giugno 1899 la corte di cassazione annull la sentenza del 1894. in dicembre tutte le cause connesse con laffare furono liquidate con unamnistia generale. Nel 1903 Dreyfus chiese una nuova revisione. La sua domanda fu accolta soltanto nel 1906, dopo che Clemenceau era diventato primo ministro. In luglio la corte di cassazione annull la sentenza di Rennes e prosciolse Dreyfus da ogni accusa, cosa che non aveva autorit di fare, perch avrebbe dovuto invece ordinare la riapertura del procedimento. Dreyfus quindi non vide confermata la sua innocenza legalmente e laffare non si concluse mai veramente. Ancora oggi laffare Dreyfus un punto dolente della politica francese. Dellaffare Dreyfus rimasero soltanto due elementi politici, lodio contro gli ebrei e il disprezzo per la repubblica, il parlamento e lintero apparato statale, che un grosso settore dellopinione pubblica continuo a identificare con linfluenza ebraica e il potere delle banche. Il termine anti-dreyfusard venne usato per indicare tutto ci che antirepubblicano, antidemocratico e antisemitico. Laffare Dreyfus ha il suo eroe non i Dreyfus ma in Clemenceau, e non comincia con larresto dellufficiale israelita dello stato maggiore, bens con lo scandalo di Panama.

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17. Gli ebrei e la terza repubblica


Fra il 1880 e il 1888 la Compagnia per lapertura del canale di Panama, diretta dallingegner Lesseps, il costruttore del canale di Suez, riusc a compiere scarsi progetti pratici. Ciononostante in quegli otto anni raccolse in Francia una considerevole somma di denaro sotto forma di prestiti privati. La chiave dellenigma sta nel fatto che i rinnovati prestiti pubblici della compagnia venivano invariabilmente appoggiati dal parlamento. La costruzione del canale era generalmente considerata pi unopera pubblica nazionale che un affare privato. Quando la compagnia fall, fu quindi la politica estera della repubblica a subire le conseguenze del rovescio. Solo qualche anno dopo apparve chiaro che la conseguenza pi grave era la rovina di mezzo milione di francesi del ceto medio. La compagnia era gi da anni in uno stato fallimentare e Lesseps per far approvare i nuovi prestiti era stato costretto a corrompere la stampa, oltre met parlamento e tutti gli alti funzionari. Non cerano ebrei n fra i parlamentari corrotti n nel consiglio di amministrazione della compagnia; ma Jacques Reinach e Cornelius Herz (ebrei?) si erano contesi lonore di distribuire le bustarelle fra i membri della camera. Naturalmente cera tutta una schiera di piccoli affaristi ebrei che lavoravano per Herz e Reinach. Il disgustoso imbroglio era finito disastroso per Reinach; perseguitato dai ricatti di Herz, egli aveva preferito suicidarsi. Poco prima della morte aveva consegnato alla Libre Parole, il quotidiano antisemitco di Drumont, il suo elenco di parlamentari corrotti. La libre parole e, con essa, la stampa e il movimento antisemitico diventarono una forza pericolosa nella terza repubblica. Lo scandalo di Panama mise in luce due fatti: 1. i parlamentari e i funzionari statali si erano trasformati in affaristi 2. gli intermediari tra liniziativa privata, in questo caso la compagnia, e lapparato statale erano quasi esclusivamente ebrei. Gli antisemiti poterono ingigantire la parte degli ebrei nella faccenda per affermare che il loro parassitismo era lunica vera causa del dissolvimento generale. Gli ebrei potevano rimanere un gruppo compatto, separato dalla societ, fin quando unamministrazione pubblica se ne serviva e aveva interesse a proteggerli. Il decadimento dellammnistrazione caus quindi limmediato allentamento dei vincoli che avevano tenuto unita la comunit ebraica. Gli ebrei erano ora divisi in cricche fra loro nettamente ostili, ma tutte egualmente occupate ad aiutare la societ ad arricchirsi alle spalle dello stato.

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18. Esercito e clero contro la repubblica


Apparentemente lontano da questi maneggi era lesercito, che subiva profondamente linfluenza del clero, il quale fin dai tempi della rivoluzione si era fatto un dovere di appoggiare i movimenti reazionari e antirepubblicani. La rinuncia dello stato a democratizzare lesercito e a sottoporlo alle autorit civili ebbe gravi conseguenze. Gli uomini politici cattolici, per laltro verso, commisero un grave errore supponendo di poter usare per la propria politica europea lesercito francese semplicemente perch si mostrava antirepubblicano. La grande maggioranza del clero cattolico si adegu a questa esigenza e si lasci coinvolgere nelle manovre politiche; tale intervento assunse proporzioni scandalose nel corso dellaffare Dreyfus. La politica reazionaria della chiesa cattolica in Francia, in Austria e in Spagna, lappoggio da essa dato alle correnti antisemitiche a Vienna, a Parigi e ad Algeri erano per probabilmente una conseguenza immediata dellinfluenza dei gesuiti; questi avevano sempre rappresentato la tendenza antisemitica del clero. Man mano che gli ebrei si adeguarono allaristocrazia francese, entrando a far parte del Faubourg SaintGermain, cercarono di lanciare i loro figli nella carriera militare, una delle professioni pi ambite dei figli degli aristocratici (nuovi amici degli ebrei). Ma quando gli ebrei cominciarono a cercare leguaglianza nellesercito, si trovarono di fronte alla decisa opposizione dei gesuiti. Ein questo contesto che appare per la prima volta sulla scena linfame maggiore Esterhazy. Esempre rimasto oscuro se larresto e la condanna di Deyfrus fossero semplicemente un errore giudiziario avvenuto per caso, che avesse fornito latteso spunto per la battaglia politica, o se invece lo stato maggiore avesse tirato fuori il falso bordereau unicamente per bollare un ebreo come traditore. Si deve altres ricordare che era ancora viva limpressione dello scandalo di Panama nellopinione pubblica e la diffidenza nei confronti degli ebrei era notevolmente aumentata.

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19. Il popolo e la plebe


La plebe composta da tutti i declassati; in essa rappresentata ogni classe della societ, perci cos facile confonderla col popolo, che pure comprende tutti gli strati. Mentre nelle grandi rivoluzioni il popolo lotta per la guida della nazione, la plebe reclama in ogni occasione luomo forte, il grande capo. Esso odia la societ, da cui esclusa, e il parlamento, dove non rappresentata. Uno fra i pi intelligenti anti-dreyfusards, Deroulede, propugnava, a esempio, una repubblica plebiscitaria. Mentre la plebe aggrediva gli ebrei per strada e prendeva dassalto i loro negozi, il linguaggio dellalta societ faceva apparire la violenza fisica come un innocente gioco di ragazzi. Agli occhi della plebe gli ebrei impersonavano tutto quanto essa odiava: la societ, che li tollerava; e lo stato, che per secoli li aveva protetti dalla societ e con cui essi erano facilmente identificabili. Tutto filava pi o meno liscio fin quando si scopr che nellufficio informazioni sedeva un alto ufficiale che, pur essendo un buon cattolico e avendo eccellenti prospettive di carriera, persino il giusto grado di antipatia per gli ebrei, non aveva ancora adottato il principio che il fine giustifica i mezzi. Tale ufficiale Picquart (vedi affare Dreyfus. Lui quello che fa notare che forse dreyfus non colpevole). La cosa divenne seria quando anche Clemenceau sostenne linnocenza di Dreyfus. In questo contesto la plebe si mise in moto: ogni colpo dei dreyfusards fu seguito da un tumulto di piazza pi o meno violento. In tutto il paese risuonava il grido Morte agli ebrei!. Sotto la guida di Guerin la plebe si organizz militarmente; era dappertutto palese la complicit della polizia. Oltre Guerin, un affarista fallito e fondatore della Ligue Antisemite, unaltra figura di spicco di questo periodo fu Max Regis, che propose di annaffiare lalbero della libert col sangue ebraico. Chi erano i sostenitori di Dreyfus? Essi non formavano un partito o un gruppo omogeneo,vengono da partiti politici e comunit religiose che non hanno nulla in comune, che sono addirittura in conflitto tra loro.

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20. Gli ebrei e i dreyfusards


Il caso dello sfortunato Dreyfus aveva mostrato al mondo che in ogni aristocratico e multimilionario ebreo rimaneva qualcosa dellantico paria, che non aveva patria, che la societ volentieri poneva fuori dalla legge, per cui non esistevano diritti umani. Gli antisemiti vedevano nel parvenu ebreo un paria, nel ricco continuavano a disprezzare il merciaiolo, in ogni merciaiolo temevano un Rothschild, in ogni pitocco il parvenu. Solo Clemenceau, nella sua ardente passione di giustizia, continuava a vedere nei Rothschild, come nei Dreyfus, i membri di un popolo calpestato.

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21. La grazia e il suo significato


Per via dellEsposizione mondiale di Parigi del 1900, che si temeva potesse essere boicottata, lo stesso parlamento che un anno prima aveva respinto allunanimit la revisione del processo, approv ora con maggioranza di due terzi una mozione di sfiducia nei riguardi di un governo ostile a Dreyfus. LEsposizione pot essere inaugurata in un clima di felici prospettive commerciali e di fraternizzazione generale. Per Clemenceau era una sconfitta e fino allultimo egli denunci lambiguit della grazia. Qualche mese pi tardi, nel maggio 1900, quando il successo dellEsposizione era ormai assicurato, salt fuori la verit. La pacificazione si era svolta a spese dei Dreyfusards. La sconfitta di Clemenceau non implic una vittoria per la chiesa e per lesercito. La conclusione dellaffare dreyfus segn anche la fine della breve turbolenta storia dellantisemitismo clericale. Cos si chiuse un episodio che aveva portato le forze sotterranee del XIX secolo alla ribalta della storia scritta. Esso non ebbe altra conseguenza visibile che la nascita del sionismo, lunica risposta politica che gli ebrei seppero trovare al movimento antisemitico.

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Indice
1. Hannah Arendt: vita e opere 2. L'opera "Le origini del totalitarismo" 3. Gli elementi del totalitarismo 4. Lantisemitismo e il buon senso 5. Lambiguit dellemancipazione e il banchiere ebreo 6. Stati nazionali ed Ebrei Europei 7. La Famiglia Rothschild 8. Origini dellantisemitismo 9. I primi partiti atisemitici 10. Lantisemitismo di sinistra 11. Let aurea della sicurezza 12. Gli ebrei e la societ 13. Ebrei fra paria e parvenu 14. Benjamin Disraeli: il potente mago 15. Faubourg Saint-Germain 16. Laffare Dreyfus: i fatti 17. Gli ebrei e la terza repubblica 18. Esercito e clero contro la repubblica 19. Il popolo e la plebe 20. Gli ebrei e i dreyfusards 21. La grazia e il suo significato 1 2 3 4 6 7 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23