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I1 collezionista e la natura

Il respiro pi lungo del1'aforisma KARL KRAus


Una collezione di aforismi ha sempre qualcosa di tautologico; giacch una 'collezione' sempre e comunque una 'raccolta' di aforismi, e all'aforisma in quanto genere si addice la collezione. Non altrimenti intendeva Walter Benjamin quando instituiva una connessione tra lo 'sguardo' del Collezionista e quello d e l l ' A l l e g ~ la cui scrittura raggelante si serve del frammento, prelevato dal contesto, per ricostruire sempre nuove ed ermetiche costellazioni di senso. Allo stesso modo il Collezionista, vero angelo del nascondimento, strappa 1"oggetto' al suo ambiente, alla sua funzione originale, per ricondurlo al suo 'simile', agli altri 'oggetti' della collezione, laddove il criterio della 'somiglianza' in realt l'arbitrario 'cerchio magico' del su^ Io. Solo la collezione d dunque senso all'oggetto collezionato a prescindere dalla sua funzione originaria, dal suo senso 'naturale'. Per questo ogni collezione collezione di aforismi, i quali, nella loro mera esistenza, si costituiscono ad 'encicle pedia' del sapere. Di un sapere per che non soggiace pi alla schiavit dell'attribuzione autonale, l il Collezionista si trasformerebbe in Capitalista, ma d'ordine della 'vetrina', in cui l'oggetto si espone ad un mondo carico di passato, ma soprattutto di presente e di futuro.

Non un caso che Jcinger e Leistikov ci presentino questa 'magica enciclopedia' secondo un ordine tematico e non secondo gli autori. Come non un caso che il 'gioco' consista nell'ordinare questa collezione secondo orizzonti di senso che dipendono solo dal giocatore. I mantra raccolti, sono - conformemente all'etimo della parola - 'forrnule magiche', strumenti di relazione tra l'uomo e ci che lo trascende (non semplicemente la trascendenza), il loro senso non sta nella loro sostanza letterale ma nella loro funzione relazionale, nel loro mettere in gioco l'uomo e ci che lo circonda (persino Dio). Essi sono perci, come gli 'oggetti' del Collezionista, i 'lemmi' di un dizionario segreto, cifrato, di un'enciclopedia il cui piano sta nello sguardo senza dimensioni del Melanconico, del Collezionista, l'unico che pu dare un senso alla loro sequenza. Ed dalla giustapposizione e dalla sinossi dei mantra che il senso scaturisce quale 'commento' di un testo che non c' e che forse non c' mai stato, ma le cui tracce invadono il nostro presente. I1 vero metodo del Collezionista - scriveva ancora Walter Benjamin - quello dell'attualizzazione dell'oggetto nel nostro spazio e nel nostro tempo. Ma non saranno tanto gli oggetti giustapposti e ordinati in collezione a dare il senso, quanto la giustapposizione stessa, lo spazio, il vuoto, la differenza tra un aforisma e l'altro, tra un mantra e l'altro. in questi spazi che accade il futuro. L'invito a rendere produttivi, a collezionare secondo nuovi lessici, tali spazi, non occultandoli, ma facendoli parlare nelle interruzioni del testo, il vero obiettivo di questo gioco; in gioco la nostra capacit non di ricucire gli strappi semantici del testo della metafisica, ma di indi-

care tali intervalli, magari parlando d'altro, citando gli oggetti e i 'pezzi' della nostra collezione, costruendo tra essi relazioni 'magiche', di una magia che per atto di profanazione. In gioco appunto la nostra capacit di creare senso al di l delle dittature autonali o del Testo in quanto con-Testo. Manipolare gli aforismi, usarli come 'oggetti' sottratti alla loro aura, creare nuove collezioni, nuovi lessici, questo il destino, per niente 'giocoso', a cui questo gioco introduce. MICHELE COMETA

MANTRANA
Un gioco condotto da Ernst Junger e Klaus Ulrich Leistikov

Mantrana u n domino con i mantra. I mantra esprimono sotto forma di brevi sentenze esperienze e convinzioni. Che i mantra siano adatti al gioco lo decide solo la lorof m . Ogni mantra - in quanto massima - in s autonomo; tuttavia pu essere considerato come tema o motivo e stimolare alla conferma o alla contraddizione, come pincipio dunque. Dapprima il gioco conduce ad una raccolta di mantra che pu essere completata con massime tratte dalla letteratura mondiale. Questa collaione viene presa in esame e ordinata secondo temi scelti liberamente dal complesso delle massime: i mantra o le massime cheforniscono i temi si intenderanno come tracce, i rimanenti, conformemente alla h o afinit, come spunti. La traccia sar di seguito indicata con cipe romane, gli spunti con quelle arabe. Ogni gaocatore disporr i rnantra a proprio piacimento. Potr dare agli altri la precedenza nei tempi, trovare relazioni tra i mantra, allinearli diversamente o pervenire a spunti che si ramijcano. Il gioco vive di pesto. Se durante la raccolta dei mantra importante la variet, durante la composizione dovr prevalere la sinossi. Si dar f m a ad una casa, ad una sala o solo ad u n bovindo; forse sar s u . ciente anche u n vademecum ad uso personale. Mantrana u n gzoco come u n gioco cercare delle conchiglie sulla spiaggia, disporle secondo motivi e scompigliarle di nuovo.

I Da Dio nulla di nuovo

1 Dio tutto in una volta e ci si mostra a poco a poco.

2 Dio povero e sino ad una certa ora impotente.


3 Dio, il mio martire e il mio martirio.

4 Sei d impieg Dio nella sua onnipotenza per creare il mondo. Quanto avr impiegato per se stesso?

5 Non impossibile descrivere Dio.


6 Se noi fossimo certi della bont di Dio, l'anarchia sarebbe la nostra forma durevole.

7 Dio ha nel suo giardino animali e mostri, uomini e bruti, ed ha anche i loro guardiani.
8 Dio morto* - A che quindi ancora sonniferi? 9 L'uomo un incognito che Dio non usa pi.

10 Se il diavolo depone le proprie spoglie, perde anche il nome.

I1 Noi siamo gli embrioni di uno stadio superiore e allo stesso tempo coloro che lo portano in grembo

1 L'uomo, la levatrice di se stesso.

2 L'uomo non solamente il proprio Io.


3 Le orecchie dell'uomo sono mal custodite; a quanto pare i vicini non erano previsti.

4 Come si detesterebbe meno gli uomini, se solo non avessero tutti un viso.
5 Ogni uomo porta in volto un certo fascino: a qualcuno finisce per piacere.

6 Dapprima si disse che gli uomini erano uguali davanti a Dio, poi: davanti alla Legge. Oggi sono completamente uguali e tutto gli uguale.

7 Gli uomini diventano pi civili e muoiono a poco a


poco, alla fine saranno del tutto civili e moriranno tutti in una volta.

8 Chiunque riesca, o per distrazione o per incapacit, a fermare per un po' l'umanit nella sua marcia, ne il benefattore.

9 The philantropist is a lover of mankind, but does he (or


she) loue you ?

10 Dopo aver letto gran parte delle utopie si diventa scettici sulla capacit dell'uomo d'immaginare forme di vita che siano diverse da cima a fondo da quelle date.
11 I1 flusso dell'accadere incrocia solo una parte dell'uomo, la pi piccola del migliore.

12 Ogni uomo sano per quelli malati gi una medicina.


13 L'uomo libero di ammalarsi dove preferisce, e se gli tolgo questa libert non pi in salute.

14 Si pu dire che ogni uomo ha, come Prospero, un proprio Ariel, ma non tutti lo lasciano libero.

15 La dignit nell'uomo qualcosa di antico ed aumenta con l'et.

I11 La creazionefu il p i m o atto di sabotaggio

1 I1 mondo - un prodotto di decomposizione?

2 Questo mondo deve essere stato un contrattempo per


il suo Creatore.

3 <<I1 mondo una mia rappresentazione* - bene, ma da questo non segue che sia io a condurre il gioco.
4 Questo mondo non merita di esser riconosciuto.

5 Forse un'altra stella pi degna delle forze migliori dell'uomo.

6 Forse che la nostra terra una femminella?

7 La terra non pu essere vinta senza la propria luna.


8 Lo spazio non ha ancora esaurito il cosmo. 9 Nel caos si radunano gli ordini.

IV La vita ha contorni sfocati

1 La vita: filisteismo della materia.

2 La vita determinata non solo dalla durata, ma anche


dal contenuto. Contenuto e durata si corrispondono come quadro e cornice in un'opera d'arte.
3 Se nostra madre si fosse unita ad un altro uomo, non saremmo venuti al mondo - o non proprio cos come siamo. Ma per questo non esisteremmo forse?

4 Chi crede di poter ancora perdere la propria vita, l'ha gi anche persa.

5 La nostra vita, un sonno turbato troppo spesso.

6 L'esistenza della terra sembra, relativamente all'atrnosfera terrestre, un miscuglio di componenti che prese per s hanno un effetto mortale.

7 I1 vivente: la posizione perduta dall'ente.

V La mode un arciere che sfioraappena la vita

1 La morte illumina il bosco melanconico della vita.

2 La morte non appare rosea a chi ha un cuore cieco ai


colori. 3 Talvolta il pensiero della morte ha qualcosa di comico. Ed , allora, un attimo di consolazione.
4 Tramite la morte di un amico stringiamo amicizia con la morte.

5 Quando la morte si avvicina con la velocit del fulmine, crediamo che la vita non possa sfuggirle. Ma non questione di velocit.

6 La morte ha sempre raggiunto la vita, come il riccio la lepre nella favola. Ma senza il riccio la lepre non correrebbe.

7 Dove c' vita non pu esserci morte. Questa ci colma


come l'acqua colma la bottiglia, ma solo quando l'aria fuoriuscita.

8 Nessun incontro sembra cos casuale come quello con la morte, eppure bisognava aspettarselo. 9 Ci sono cose che una parte del nostro essere deve tenere nascoste all'altra. La conoscenza dell'ora fatale vi appartiene.

10 Solo l'ingresso della morte ci meraviglia, non la morte in s.

11 Quando muoriamo, seguiamo un istinto.

12 Non muori perch sei malato, muori perch vivi.


13 I1 morire lo si pu ancora vivere, la morte si pu solo morire.

14 I1 sonno una morte goduta.

15 I1 morente fa terra bruciata.


16 Dalla Vera -a non giungono notizie.

17 Riguardo alla sepolt~ira e ai suoi riti non si deve prendere in considerazione solo la possibilit di una morte apparente, ma anche che il morto, dopo un primo momento di stordimento, rimanga ancora un po' con il proprio cadavere.

18 I1 desiderio di venir sepolti sotto gli alberi deriva dal nostro ricordo di quei tempi in cui il fogliame sul nostro capo era il nostro unico tetto. 19 I1 diritto alla sepoltiira diritto all'ospitalit.

20 I1 &ssert per il verme

VI Mostrare pi che essere

1 Testimoniare pi che essere.

2 L'aver testimoniato pi dell'esser stato.


3 L'essere produce esistenze diverse.
4 L'essere non ammette alcun proprio.

5 Nel naufragio riconoscere l'essere.

VI1 Al nulla manca per giunta uno c h l 'osservi

1 I1 nulla dappertutto non valido.

2 L'eccedente equivale a niente.


3 Un segreto dello Zero sta nel modo in cui viene scritto. Se, per esempio, si mette al posto di O 1 diviso 00 esso acquista l'aspetto di qualcosa di imponente.

VI11 Rendere coltivabile il tempo

1 I1 tempo ha spessori pi grandi e pi piccoli come la materia, profondit ed abissi come il mare. Ci sono secondi ai margini dell'eternit che controbilanciano millenni. L pu ancora accadere l'infinito.

2 Quando gioco con il mio gatto chiss se lui a passare


il tempo con me o io con lui.

3 Tempi di crisi sono tutti quei tempi di cui abbiamo coscienza in quanto tempo.
4 L'orologio non arresta il tempo.

5 Se l'orologio non andasse avanti, il ricordo non andrebbe indietro.

6 Quando tutti i ricordi si spengono, rimane pur sempre il tempo in cui cominciano.

7 Stiamo seduti insieme e parliamo e ci agitiamo, e gli


occhi si illuminano e le voci si fanno pi sonore: mille anni fa altri sedevano allo stesso modo: era lo stesso, erano gli stessi: e allo stesso modo sar tra mille anni. Ci che fa s che non ce ne rendiamo conto il tempo.

8 I1 tempo stesso si accanisce contro ci che richiede tempo. 9 I1 poeta coglie il tempo cos come si pu parlar di cogliere una sorgente.

IX Nell'io l'eternit in simil modo che la luce nel sole

1 In. noi c' un advocatus diaboli. lui a trovare ragioni, soluzioni e mezzi contro l'indistruttibile. Questo il suo compito.

2 Anche il cattivo d valore alla propria individualit e


al mantenimento di essa; rispetto a ci non lo spaventa nemmeno la minaccia del fuoco. 3 L dove si spengono le individualit, non v' n pena n ricompensa.

4 Come un cavaliere cambia i cavalli, cos Ci che ritorna cambia gli individui.

5 Si trova altrettanta differenza tra noi e noi stessi, che tra noi e gli altri.

6 Sentieri di caccia lungo i quali si ha visione della pi rara selvaggina: se stessi.

X In ogni religione si trova un elemento che pi antico del


suo rito

1 C' molto di vero nell'invisibile, molto inganno nel visibile. Ma se uno dice: Credo solo a quel che vedo, allora crede allo stesso tempo troppo e troppo poco.

2 Chi si considera solamente ragionevole, crede appunto questo.

3 Le preghiere non hanno alcun effetto, confermano. Da ci deriva la loro efficacia.

4 Siamo simili a fanciulli che una cianfrusaglia rende gi felici e non immaginano d'esser gli eredi di grandi propriet.
5 Ridere del padre permesso solo agli eunuchi.

6 Ci che bestemmi con pi impeto potrebbe divenire la tua salvezza.

7 Per quanto riguarda sia la teologia che gli alberi da


fi-utto: la marza migliore nell'arbusto pi selvaggio.

8 I1 figliuol prodigo pu scegliere tra l'esser pianto dai porci o l'esser invidiato dai suoi. 9 La Chiesa un eremo sovraffollato.

10 Di tutti gli amministratori di denaro, Giuda Iscariota era il pi vicino a Dio. l 1 Se nessuno fosse pi realista del re, nessuno sarebbe allora re.

12 Depuis h x mille ans, Jsus se venge sur nous de ne ;tre pus mort sur u n canap.
13 Cristo disse al buon ladrone: Oggi stesso sarai con me in paradiso. Egli tacque sul destino del cattivo ladrone. Questa una mossa pedagogica.

XI Nascosto alla folla sta Socrate al mercato

1 saggio non fidarsi dei saggi.

2 1 pi saggi sono spesso solo saggi in quello che non


sanno.

3 Chi ignorante, sia ignorante.


4 Solo chi vuol apprendere anche il falso, pu apprendere.

5 Chi affida i propri bambini agli insegnanti avrebbe


fatto meglio a lasciarglieli procreare. 6 Le nostre deficienze sono i nostri migliori maestri: ma si sempre ingrati verso i migliori maestri.

7 In una testa buona lavorano pi levatrici.

XII La libert pi piccola &lla singola cella

1 La libert solo difficilmente si lascia limitare; le libert sono limitabili.

2 Tutte le prigioni si fanno dentro pi spaziose.


3 Si pu certo dire che una rete un sistema di prospettive, ma queste non sono ci che irretisce.

4 I1 compenso della libert il silenzio.

5 L'apparenza della libert si pu significativamente aumentare regalando subordinati agli schiavi.


6 Ci sono etichette che inebriano pi del vino.

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7 Una schiavit rende maturi per l'altra.


8 La necessit per ognuno diversa. 9 Nell'era del consumo la libert direttamente proporzionale alla mancanza di bisogni. Alla fine la povert diverr libertinaggio sociale e sar quindi proibita. Lo stato si rafforzer grazie a delle irrecusabili opere di bene.
10 Inaccessibile povert.

11 La ricchezza il raggio d'azione della vita.

12 Le donazioni oggi vengono quietanzate come i contri


buti. Cos tanto si teme la sovrabbondanza di propriet.

13 Dovizia orientale: ~Deliziarsidi ci di cui ci si vorrebbe liberare..

XIII Nel contrasto riconosci che il diritto diviso

1 Chi nel giusto vuole avere tutto come si deve, chi nel torto passa sopra a molte cose di buon grado.

2 Un diritto, nella misura in cui non posso fame uso a


mio piacimento, gi un dovere.

3 I governi vivono del giusto.

XIV Si deve biasimare il fallo quando visibile, punirlo quando ha delle conseguenze

1 Questo sei tu.. Per questo ogni omicidio implica un suicidio. La pena capitale ne il simbolo.

2 Ogni punizione che migliori il giudice legittima.


3 Quando il volume di affari aumenta, quando si costruisce molto, quando gli assassini rimangono in vita si tratta di presagi ammonitori.
4 L'assassino pu essere assolto per grazia, non per legge - cio abbondando e non economizzando.

5 Se il re ha il diritto di concedere una grazia, il delinquente ha il diritto di rifiutarla.

XV Invano l'occidente cerca una fmma d'agonia degna del


suo passato

1 Europa fu rapita su un toro. Questo non lo si pu fare con l'occidente.

2 Stiamo in un edificio in cui c' corrente da tutti i


tempi.
3 L'ora del crimine non batte contemporaneamente per i popoli: cos si spiega la durata del mondo storico.

4 L'ombra della mania di migliorare il mondo e la mania di distruzione.

5 La tassa sul macello si paga in guerra.


6 I1 bene comune ci che solamente rende appetibili i beni.

7 I1 buon vicino non si avvicina troppo.


8 Sotto il pelo del lupo si sta a proprio agio.

9 I1 juste milieu assomiglia ad una vita devota fatta di soli peccati veniali.
10 Nel linguaggio dei pidocchi leone equivale a pascolo.

11 I1 'non andar troppo per il sottile' fa i martiri e i carnefici.

12 Basta che siate dei martiri e sarete sicuri del fatto vostro.
13 pi facile strappare i morti alle loro tombe, che i vivi alle loro abitudiqi. 14 Persino delle idee scarsamente esplosive hanno un effetto distruttivo dcyo che le si represse a dovere.

15 Le porte dei grandi sono corpulente.


16 Si awerte con maggior preoccupazione il vacillamento delle fondamenta in soffitta che il crollo del tetto in cantina.

17 Tutte le rivoIuzioni sono state finora relativamente conservatrici.


18 Ammutinamento: ribaltamento dell'equipaggio.

19 Dato che non esiste altra forma di governo che quella dispotica, si hanno per despoti ora re, ora le guardie dei blocchi, infine i blocchi stessi.
20 Oggi il Messia si attende come classe.

21 Che il pesce ha opposto resistenza non lo si nota pi


quando lo si serve.

22 Il vero censore apprezza il passo che cancella.


23 Quando lo Stato costringe all'erudizione, degli scemi volontari tengono all'erta lo spirito.

24 Muoversi nel sottosuolo non significa ancora smuovere il sottosuolo. 25 Da dove vengono le grandi epoche? Devono essere nascoste nelle piccole, per quanto strano possa apparire.

26 La nobilt concessa dal poeta pi duratura d i quella


concessa dai re. Aiace e Diomede sono principi ancor oggi.

27 Di alcuni eroi non esiste leggenda, ma le spade schiantate dei tiranni testimoniano della loro esistenza.

28 Trionfo e successo vanno distinti.


29 I buoni non son forti perch mancano i cattivi, ma proprio perch ci sono.

XVI Alcuni amici sono in debito, altri in credito

1 Se certi accompagnatori rimangono indietro, vuol dire che si sulla giusta via.

2 Ai grandi seguiti si addicono i folli e i buontemponi.


3 Si precipit come una locomotiva senza vagoni.

4 Se tutti sono dalla nostra parte, siamo in grande pericolo.

5 Non ci si salva dal pericolo che tramite il pericolo.

XVII Definiamo nemico colui che giudichiamo da ci che temiamo di lui

1 Oltre a tutte le altre forme di paura, anche terrorizzati scientificamente.

2 Si capitola davanti a se stessi prima di capitolare davanti al nemico.


3 Pavoneggiarsi con le armi.

4 La volpe Reinecke: La porta sempre aperta nel retro del mio castello (non sempre la stessa) il suo lato pi forte..

5 Non c' alcun punto da cui non ci si possa pi ritirare.


6 Odiando il nemico gli confermiamo una tremenda statura.

7 Problme touareg: Transforrnerb soleil en haine.


8 Colui che si ostina ad odiare chi sofie simile a quello che a teatro ride al momento sbagliato.
9 L'odio non conosce mimetismo.

10 I1 tecnico combatte senza dare nell'occhio, e a vittorie apparenti segue una pace poco appariscente.

XVIII I l cannibalismo come servizio d'amore, abolito

1 Non ci cibiamo l'uno dell'altro, ci scanniamo soltanto.

2 Penso che sia una barbarie peggiore divorare un


uomo da vivo che da morto.

3 Due tipi awersari del cannibalismo: al primo rincrescono soprattutto i preparativi, all'altro il gusto.
4 Tutti i cibi rivelano qualcosa del passato da cui proveniamo.

5 I fondaton della scuola stoica pensavano certamente che non ci fosse nulla di male nel servirsi in qualche modo dei nostri cadaveri secondo i nostri bisogni e nell'utilizzarli come nutrimento.

6 I medici non esitano ad adoperare in qualche modo il corpo umano a vantaggio della nostra salute, sia internamente che esternamente.

7 Talvolta non ingoiamo anche durante l'amore un


ornino?

XIX Sulk strade cresce l'erba del mi

1 Ad ogni strada la terra diventa sempre pi impraticabile.


2 Stolti che di tutto fanno piazza pulita.
3 Un edificio nel quale i costruttori non lasciassero qualcosa di aperto sarebbe inabitabile.
4 C' un record per le trivellazioni nel minor tempo possibile. Pi difficile fare di tre zolle uno strato di humus.

5 I1 progresso si affatica contro i suoi stessi regressi.


6 Viaggiare in discesa un modo di frenare.

7 Si fatto in modo che le annate di buon raccolto fossero anche annate di topi.

X X ll sogno della felicit il pi feroce nemico del successo

1 I1 dado ha 21 punti, ma il lancio gi solo 6.

2 Ognuno non solo artefice della propria fort~ina, ma


anche incudine, martello, tenaglia, materia prima, fuoco e mantice.
3 I1 nostro contante solo una parte di ci che ci appartiene ma non stato ancora coniato. Di esso non s a p piamo neppure se ci appartiene, per non parlare poi di dove si trova o di come ne verremo in possesso. Cos anche per il fondo di felicit che non conosciamo e per i casi fortunati che potremo contare solo in seguito.

XXI Scuola peripatetica: variando i problemi

1 Un principio solo un salto nel non-vero.

2 Non possiamo pensare nulla che non sia almeno pensabile.

3 Leibniz: Le monadi non hanno finestre.. Questo si pu dire anche di una casa che ha pareti di vetro.

4 Quanti alberi formano un bosco, quanti fili d'erba un prato? Dove finisce la collina e dove comincia il monte? Questi sono i nostri concetti e la loro esattezza.
5 Alcuni credono che tutto sia spiegabile, altri che nulla lo sia, altri ancora ritengono che alcune cose siano spiegabili e altre no. Tutte queste menti vagano come ombre su un paesaggio. La Sfinge non risponde.

6 Prendiamo la nostra eco per la risposta della Sfinge. In questo non c' solo qualcosa di perdonabile, ma anche qualcosa di giusto.

7 Della verit in realt non se ne pu neppure parlare.


8 Verso il mezzo, i mezzi si allontanano. 9 I mezzi migliori sono quelli che mancano.
10 Tra causa ed effetto sta molta terra di nessuno.
11 Dove c' un utile, non c' alcuna causalit.

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XXII Le nostre parole sono solo u n 'eco della parola

1 Strappare all'eco l'ultima parola.

2 Locuzione laconica con una parola attica.


3 Se la tua parola fosse sterco da spargere sui campi vorrei onorarla.
4 Prendere in parola ma non alla lettera.

5 I lfaut oblig-er les mot fenner.


6 Chi ascolti, la lettera o il lettore? Ascolta la lettera!

7 Cos come le lingue derivano dalla lingua, cos le nazioni dalla patria.
8 La voce dei senza voce senza padroni.

9 Le cose giungono alla parola nel loro sfacelo.


10 Dove tutto si pu dire, tacere bene. 11 Se tacessero i morti, tacerebbero anche i poeti.

12 Una poesia non si tradisce mai con parola alcuna.


13 Nel tacere Orazio e Platone si contendono l'un l'altro il rango.
1 4 L'immediato anche il non mediabile.

XXIII Lapidan'a davidica

1 Si pu appiattire l'oro sino alla trasparenza, ma non la trasparenza a dar valore all'oro.
,

2 I1 poeta di enigmi affida la soluzione all'ascoltatore


per darle pi forza.

3 Chi ha l'udito troppo fine sente troppi rumori.

4 La finezza dell'allusione sta nel suo nascondiglio.

XXIV Tutte le arti contribuiscono alla pi grande delle arti, l 'arte della vita

1 Porre correttamente un problema significa risolverlo nell'arte.

2 La giustizia artistica la pi dura: infligge pene capitali a nostra consolazione.


3 La torre viene completata con frammenti.
4 Completato, anche se non compiuto.

XXV Fenice, chi d fuoco alle cenai

1 Tifone pu certo essere superato, ma non spazzato via.

2 Orfeo anima grazie al sonno il dio della morte.


3 Dove manca il focolare, Estia si accontenta del cuore.

X X V I La metafisica altrettanto fuori posto nella scienza naturale dellhcqua i n una nave

1 Una pseudoscienza fu l'inizio di ogni scienza.

2 Tra l'altro anche riguardo alla natura le scienze descrittive osservano sempre pi spesso il suo carattere sperimentale, il suo creare forme che vengono subito di nuovo distrutte. 3 Su un astro sommerso dal mare sapremmo cos' la tempesta e cosa sono i flutti, ma non cosa sono le isole o le coste. Tuttavia ci si formerebbe una vaga idea, una teoria di cosa la terraferma.

XXVII La freschezza del mattino un'eredit della notte

1 L'albero si copre di foglie, ma gli vengono tolte.

2 L'estremo si sviluppa per primo.


3 Il luccichio il piacere della luce alle superfici levigate.
4 I1 valore delle pietre preziose sta nel nostro stupore.

5 Argento come anima del piombo.


6 L dove c' l'oscurit, tutte le ombre coincidono.

7 La definizione: 41 sole una stella opaca. getta luce


sul lato oscuro della fisica.

8 Due monocoli non assomigliano ad un binocolo e non vedono neanche come lui. 9 Quando una chimera diviene visibile questo non accade in quanto genere che si incarna, ma in quanto genere tout-court.
10 La mezza luna un ibrido?

11 Sebbene il guscio dell'uovo sia fatto di calcio l'uccello ricoperto di un manto di piume e non di porcellana. 12 Anche tra i virus infuriano degli 'ignoti sowersivi'.

XXVIII Uno strumento a fiato dall'aspetto ripugnan5 &e essere prima suonato

1 Chiunque sa soffiare, ma ci si inceppa nella posizione delle dita.

2 Visitatori che pur di essere invadenti fanno una vera


invasione.

3 Non si issa la bandiera per via del vento, ma il vento fa la sua parte.
4 Una banderuola non sventola, si volta.

5 I1 serpente non s'inchina davanti a nessuno.


6 L'allodola non s'innalza pi in alto del proprio canto.

7 I1 veleno un pasto pnncipesco.


8 I1 cavaliere deve montare a cavallo a piedi.

9 Alare anche navigazione.


10 Si ara pi in profondit di quanto si semini. 11 Una cipolla pu muovere alle lacrime pi di una guerra. Dipende a che distanza dagli occhi si tengono le cose.

XXIX Preso in giro ma non per giullare

l Nessuno viene giudicato da un proprio pari.

2 Tutte le particolarit stanno dalla stessa parte.


3 Chi non ha garbo, non ha neanche posto.

4 Sistema la propria malattia imposta a tutto.

5 Fa che il cinque diventi pari e il quattro diverr dispari.


6 Che grado di compiutezza raggiungeremmo se solo ci lasciassimo un po' andare.

7 La costanza dei tedeschi non conosce limiti, persino


nella follia: Nietzsche la sopport undici anni, Holderlin quaranta.
8 In una nave a tre alberi nel tifone dell'inconscio.

9 La filosofia dei naufraghi comincia con il naufragio di un filosofo.

10 L'ordinario come maschera di una nobksse sofferente.


11 Un delitto sessuale, una casa di piacere, una dissoluta i ubriaconi: ci sono livelli nel piacere che sono orgia d simili alle pene dei dannati. Tuttavia anche nella conversazione tra due saggi l'errore irrompe come da una flebo.

12 Non con il nostro corpo ma tramite il corpo godiamo.

13 Non si pecca con il sesso ma contro di esso.


14 I divertimenti hanno meno bisogno di giustificazione di ogni altra cosa. 15 La paura di non essere amati madre di molti piccoli.

16 Ci che si pu aspettare non bisogna pretenderlo. 17 Ci che gratis nessuno lo accetta in regalo.
18 Frenarsi e stordirsi. Due chiavi: la prima apre, l'altra chiude.

19 Abbandono, una qualit della speranza.

20 L'awenenza un'audacia che non conosce se stessa.


21 L'astuzia trae origine dall'indigenza perci le volpi del deserto sono pi furbe delle altre.
22 Mancare il bersaglio muove al riso a seconda di quanto lo si manca. 23 Per poter esagerare come si deve bisogna prima giudicare con esattezza.

24 La grandezza una sconosciuta.

X X X Sic et non

1 Que sais-je?

2 Je m 'engage d @ c h t .
3- Io sono pio e perci capace di tutto.
4 Via da me.

5 Mihi mori lucrum .


6 Se la mia consolazione non mi fosse sconosciuta, sarei inconsolabile.

7 Se riposassi mi armerei.
8 La mia stella tramonta per gli altri ma non per s. 9 Anche da perdente contribuisco alla gloria.

IV, 7 Tradiiciamo rlnr Seiendc con ente. V, 2 Traduciamo farenblinrles Hen, che nell'uso comune significa more daUonico,letteralmente con more C1GM ai colori perch non andasse perdiita la ricchezza semantica dell'apposizione. VI, 1 e 2 Nella traccia e nei primi due Mantra troviamo i seguenti verbi: m'gen (mostrare, indicare, dimostrare, dar prova, segnare); zeugen (dime strare, dar prova, testimoniare, ma anche procreare, generare, concepire); h g t hnen (aver testimoniato, attestato). owiamente impossibile rendere la rete di significati diretti e le associazioni semantiche e fonetiche che si ottengono dalla giustapposizione di questi tre verbi e dei Mantra nella loro interezza. Ne proponiamo dunque una traduzione che, pur riferendosi direttamente ai campi semantici tedeschi, innesca ulteriori associazioni semantiche in italiano. VI, 4 Abbiamo tradotto Scin con essere per quanto significhi anche suo e stia in relazione con tigm (proprio). entrambe le possibilit ci sembrano significative. Forse potr aiutare un aforisma di Kafka: .La parola 'sein' s in tedesco significa le due cose: essere e appartenerGli*. XV, 2 Gioco di parole dove al posto di Seiten (lati) sta Zeiten (tempi).

I numeri tra parentesi indicano i Mantra che hanno subito tagli e variazioni di rilievo

Abelardo P., XXX. Abel W., XVIII; XVIII (3), 7. Anonimo 1, XXVIII 7. Anonimo 2, I11 7, (8); XIX 1, 2; XXII 4; XXIII 3; (XXIV 3) ; XXVII; XViII 1, 2, 3, 5, 6, 7, (8), 10, 11, (12); XXVIII 5,8, 9, (10); XXIX 5. Bachofen J. J., XXV 1. Benn G. XXVI 2; XXIX 8. Berner W., 15. Bloy L., I; I 2. Braatz K, (XX 3). Brecht B., VI; XXW, XXIX 14. Bnnkrnann O., VI1 2. Carossa H., X 6; XII 7; (XVI 1). Chemnitz W., (X); XV 4. Cioran E. M., I1 8; 111; I11 4; IV 1; V 2; X 12; W,XV 3; XXIX 7. Closs A., I1 9. Conrad J. Vi 5; XViI 1; XXIX 23. Cousin R., V 3. Dunker H., XX 2; XXIX, XXIX 1, 2,3,9. Egarten B., I1 2; IV 4; X (7), 9; XIX 3. Ehlfeldt &, (I11 9); XXI 10. Freund U., VI 1,2. Gebhardt J., XXI 8,3. Gide A., XXIV 1. Giebelhausen H., XXIX 15.

Gross J., (I1 6) ; XII 9; (XIII 2) ;XV 1. Hanisch E., V 8; XI 5; XXIV 2. Hebbel F., I1 5; V 14; XXII 1. Helwig P., (V 13). Helwig W., (XV 2). Hennig W., (I1 1); XXIX 19. Jouhandeau M., I 3; (XXX 9). Jiinger E., 1 6 , 7; 11; I11 3. IV2, (3); (V); V5, 7, 9, 10, ( I l ) , 15, 16, 17, 20; VI11 1, 6; IX 1, 2, 3, 4; X 1, 3, 13; XII 11; XW, XIV 1, 3, 4; XV 5, (6), (26), 28; XVI 2, 3, 4; XIX 7; XXI 3, 4, 5, 6; XXII; XXVI; XXVI 3; XXVII 9; XXIX 11, 12, 18. Jiinger F. G., (I 1); I1 12, 13, (14), 15; VII; VI11 3, (8); XI (2), 7; XII 8; XIII; XV 25, 29; XIX 4; XXI 11; XXII 3, 6, (lo), 14; (XXIII 4); XXIV 4; XXVIII 6; XXIX 6, 13, 20, 21,22; (XXX 3). Kammerer G., XV (7), 15. Kleinschmidt K-, I1 11. Kranz G., (X 4). Landwehr H., XVII 6. Leistikov K U., (I 9); I11 2; IV 5, (7); V 1, 4, 19; VI 4; VI11 5; IX 6; (XI); XI 4; XII 10; XVI; XVII 5; XXI; XXII 2, 7,8, 11; XXIII. XXV; xxv 2, (3); XXVIII 3,4; XXIX 24; XXX 7,8. Lichtenberg G. Ch., I11 6; VIII; XVIII 1; (XIX). Lindemann F., (VI 3); XXI 2, (7); XXVI 1. Machiavelli N., XVI 5. Mansfeld P., XVII 9.

Meidinger-Geise I., XXVII 4. Metternich C. principe di, XII 1. Michaux H., I1 3, 4; XVII 7; XXII 5. Montaigne M. de, V 12; VI11 2; IX 5; XVIII 2, 5, 6; XXVIII 1; XXX 1,2. Muller W., W. Muller-Payer H. G., I1 10. Nietzsche F., I 10; XI 6; XIV 2, 5; XV 12; XVIII 4; XXVIII; XXX 1,2. Obergottsberger H., XIII 1; (XV 27). Paolo, apostolo XI 3; (XXX 5). Piontek H., (V 18). Prussen J., (VI11 9) ; (IX) . Rudow H., XVII 8. Schopenhauer A., VI11 7. Schroers R., (XII 12). Schwabe G. H., XXIII 2. Seel O., XXII 13; (XXIX 10). Seifert J., X 2; (XI 1); XII 6; XV 8, 11, 20; XX, XXI 1; XXII 9, ( l ) ; XXIX 4. Shaw G. B., VI11 4. Siemerling R., (I1 7). Thelen P., XXVIII 11. Tober M., 1 4 , (8); I11 1; ( W 6), VI1 3; X 5, 8, 10, 11; XII; X I I 2 , 3 , 4 , 5 , 13; ( X I I I 3 ) ; X V 9 , 10, 13, 14, 16, 17, 18, (19), (21), 22,23, 24; XVII; XVII 2,3,4, (10); XIX 5,6;

XX l; (XXIII 1); XXVIII 2; XXIX 16; XXX 6. Wilder Th., I11 5. Witt E., VI1 1; (XXIX 17). Wolff-Windegg Ph., V 6.

Indice

7 ll 53 55

Il collezionista e la natura Mantrana, un gioco Note Referenze

I CARATTERI

1. Manlio Sgalambro Contro la musica 2. Gabriele D'Annunzio Su Nietzsche 3. Giuseppe Raciti Feste Segrete 4. Jacques-Benigne Bossuet Trattato della concupiscenza 5. Giuseppe Frazzetto Museo. Aporia dell'immagine 6. Alexandre Koyr6 Riflessioni sulla menzogna politica 7 . Giuseppe Tornatore Una pura formalit 8. Ornella Rota Acqua, olio, cotone

STAMPATO DALLA TIPOLITOGRAFIA P.M. DI CATANIA FEBBRAIO MCMXCV