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GIOVANNI PAPINI

Fot.

Nunes-Vais.

GIOVANNI PAPINI (W3)

ci Cb

^Ttot*

GIUSEPPE PREZZOLINI

DISCORSO
su

GIOVANNI PAPINI

PUBBLICATO DALLA LIBRERIA DELLA VOCE. FIRENZE I9I5

Propriet Letteraria

Firenze. 1915

Stab. Tip. Aldino, Via dei Renai,

li -

Tel. 8 85.

Perch provo tanta

difficolt

a scrivere di Papini amici

Vi ho
or
cile.

promesso
e
d'

questo

quaderno,

della Voce

un anno
Pi

non avrei pensato mi

fosse cos diffi-

ogni altro libro che

scrissi,

mi

tiene esi-

tante.

Se non conoscessi che poco di Papini forse avrei pi


coraggio.

Ma

conosco troppo.

buttarmi nei ricordi

me

la caverei bene.

Conobbi Papini un giorno grigiastro di fine d' anno e verso il crepuscolo. Credo che nel mio diario d'allora l' incontro non figur, come accade sempre delle cose veramente importanti, che la vita presenta con un'aria
indifferente e celano poi
[Il

un gomito

del nostro destino.

destino

le condizioni sulle quali stessi].

dobbiamo

la-

vorare per fare noi

Accanto
d'

alla pepaiola del Battistero le solite

pozze
tutto

acqua,

che

nessuno

di

noi

schivava

bene,
;

pieno della discussione.


vale
il

tal
Il

La Spagna moderna che cosa romanziere lo traduce la Revue des Deux


;

mondes.
dello

primo aspetto

di Papini fu per
cos' era

me

quello

studioso.

Mi insegn che

una scheda.


[Per

molto tempo dopo noi


:

giustiziava qualcuno

dicendo
Si

non sa nemmeno che cosa sia una scheda]. scambiaron due lezioni, io di latino a lui, lui a me
Pi non
si

di spagnolo.

and avanti. Cominci quella scoperta


che
ci

del

mondo

ideale

condusse

al

Leonardo.

Mio padre, che doveva poco dopo morire, ebbe forse qualche consolazione dalla mia amicizia per quel giovane che studiava, la prima del genere che mi vedesse dopo un periodo di ribellioni, di sconforti, di dissipazioni nel quale la spoglia d' adolescente mi si staccava al primo cocior di vita. Mio padre voleva che Papini somigliasse a un pensatore italiano, di cui non gli sovveniva pi il nome, per la malattia che gi gli insidiava la memoria e, pi tardi, doveva togliergli la vita. N ho mai saputo a chi somigliasse. Ho avvicinato questo amico e questo padre perch, cos dissimili ho imparato ad amarli quando dal primo le idee, dall' altro la morte mi avevan staccato. Il mio affetto e la mia riconoscenza per loro sono un frutto di maturit e radicano nei ricordi. Molti giovani, come me, sono in debito verso Papini. Anch' io fui svegliato da lui alla vita delle idee. Mi parl dei grandi che ignoravo, mi fece passare le
!,

alpi della letteratura nostrana e

confini di tutte le

letterature,

Ma

il

mi present primi problemi. mio caso, anche a parte la lunga comunione,


i

speciale.

Tante volte in quella dura alleanza che fu la nostra prima compagnia, retta da' taciti patti di un esteriore

temmo
che
1'

infantile,

egoismo e di un utilitarismo buffo e


sul serio

discudi

della propriet delle idee


all'

quel

uno doveva
di

altro

e ci

si

present la posci

sibilit

staccarci per
sull' altro

sempre

se

fossimo sentiti

vivere

un

parassiti.

Io sopratutto,

ultimo

venuto nel gruppetto che avvicinava Papini, mi sentivo pi umile ma orgoglioso nello stesso tempo
;

avrei rotto ogni legame se

mi
;

fossi

scoperto una spu-

gna. Alla intelligenza e al libero sviluppo individuale

avremmo
specie
di

tutto sacrificato
civetteria

intransigente,

nascondevamo per una sotto un velo di


che
ci

egotismo, ogni

azion

generosa

fosse

reciprole

camente
nerezze,

sfuggita.

Stoicismo

senza

piet

per

te-

troppo
braccio.

amore per la maniera forte, pudore fin spinto ci impedivano ogni lacrima, ogni ab-

Cos pass questa prima vicinanza.

E
in

non ho mai
giorno in cui
cui

saputo quel che dovevo a Papini sono stato idealmente lontano da


tuto giudicarlo da

fin al
lui,

ho poper

un punto

di

vista

superiore,

me,

al

suo,

nella

macerazione e neh" attrito della

vita mi son reso

meno coriaceo all' umanit sua. L' ho veduto pi grande, lontano. Ma nei suoi errori, pentimenti, delusioni, dolori 1' ho -pi amato. N mi sono
mai
sentito cos stretto a Papini

come
il

in questi anni
:

in cui le idee

discordi scavavano

terreno fra noi


i

sopra,

il

ponte

restava.

Perde van contatto


gli

cervelli

ed acquistavano fratellanza
sciavo per strada

spiriti

e le carni.

La T
tro-

un compagno

di battaglia,

mi

vavo a braccetto un amico.


cizia.

IO

Come
di

Ricordi, dunque, finch volete.

sorse

un amimentre

Ma

dovrei seguitar

parlare

me

voglio parlare di Papini.

stesso.

vero che a parlare

ci

ha pensato tanto Papini


Il

Un uomo

finito

un' autobiografia.

cre-

puscolo dei

filosofi

pure un' autobiografia intellet

tuale. I Ventiquattro cervelli

son stati raccolti per

far conoscere lui attraverso quello che degli altri pen-

sava.

Le sue novelle

di

Parole e sangue

sono un
Nelle sue
i

ingrandimento
liriche

stilizzato del

suo

io.

I suoi articoli raclui.

contano, confessano, descrivono, dipingono

troveremo
la

la

sua donna,
il

le

sue bimbe,
la

suoi

amici,

sua campagna,

suo fiume,

sua strada.
Io

continua.

Ma

questo non prova ancora nulla.

non ho

nessuna intenzione di parlare di Papini uomo, che forse la cosa che pi interessa gli altri e sembra pi inressare anche
lui.

debole di Papini.
gli
l'

La vita , in un certo senso, il lato Come a molti artisti del suo stampo,
e
l'

piacerebbe renderla attraente e grande, pi del;

opera stessa

opera invece mettere a servizio

della vita, ora per servirle di specchio, ora di sfogo,

ora di complicazione.

Ma
si

la

vita di Papini, soltanto

a leggere
scarsa,
zita di

suoi scritti

sente, in fondo povera e

incolore e comunale.
i

Una

fanciullezza

avviz-

fra

libri,
;

un' adolescenza isterilita in tentativi

azione

soltanto la ripresa della virilit presenta,

con

la riscoperta della

Toscana, un certo elemento di

sensibilit e di intuizione che

ravviva

le

note di co-

lore di

una tavola

cos grigia.


Ora

il
;

II

un
ci
arti-

in

questo duro sviluppo ci che pi colpisce

crescere, in tanta solitudine di senso, di


e

sta

in
1'

questa

indifferenza

verso

l'arte,

che

preme

affermarsi d'
;

a se stesso

e in tanta

uno stile sempre pi attento abbondanza di atteggiamenti,


la

di ricerche, di volubilit, di velleit (cos dolorose per


l'

uomo, che viene a considerarle come


si

sua pi

preziosa cosa, di cui

vanter con
il

gli

uomini), in

fondo unicamente importante


stessa
linea
di

mantenersi sopra una


che finisce col

sviluppo

lo

scrittore,

predominare a tutto.
Papini ha un bel raccontare se stesso, non ci

che racconta che vale


complicate.
tutti
i

ma

il fili

modo con
cosi

il

quale di tal
e
reti

piccolo bozzolo sa filare

delicati
le

cos
di

Mettete
libri,

insieme

tutte

avventure
d'

suoi

e sola

una settimana
vostro,

un

qualsiasi

povero diavolo
bilancia.

alle
l'

prese con la vita, paregger su

Corra

occhio

come una navetta,


le

su e gi per la serie delle sue, pi che creazioni, invenzioni


;

e trover

che tanto diminuiscono


edifici fantastici,

dimensioni
ultime

apparenti dei primi


acquistano,
nella
casettine. Soltanto

e tanta sodezza
le

loro

umilt pi onesta,

imparando a rinunziare

Papini ha

trovato la via di quella grandezza che credeva acciuffare facendo grossa.

pochi,
(n,

come

lui,

hanno avuto

pi pericoli da schivare

per merito suo va detto,

sempre li ha schivati, che, cascatovi dentro e giudicato perduto da quasi tutti ha giudicato finito

saputo cavarsi di

l)

la

siderio di gloria, la scoperta d'

mezza fama taglia-ali al deun genere al quale il


di

12

pubblico abbocca e tende sempre la ciotola gridando


quello

ancora

!,

il

gruppetto che separa avvilisce

e allontana gli eguali,

ed

istinti

naturalmente
:

callosi

pesanti.

Sostengo che quel che

d'

un

libro di Papini bello,

bello cos senz' altro e sarebbe bello

non

si

sapesse

anche nulla di lui. Ma pi bello mi pare se lo penso suo pi d'arte pi miracolo pi premio. Dico che lo vedo come un fiore sur una concimaia.
:

la

Papini notoriamente
s'

uomo

brutto.

Il

ritratto e

caricatura

incaricano di dirlo a chi non lo coil

nosce.

Ma

il

fotografo e

caricaturista

non saprebbelli.
i

bero dire perch possa essere pi bello dei

Bens

qualche donna. L' epidermide olivagnola


scosti

denti di-

mal
;

assiepati

all'

ingresso
;

d'

una fessura a
;

sciabolata

il

naso schiacciato

capelli arruffati

la

virgolatura
occhi,

una ruga frontale che guizza fra gli che non vedono sono gli elementi pi comuni
d'
:

che cita

la

pubblica voce, che parlano nella

pittura

romantica di Costetti, nella caricatura plebea di Sacchetti, nello schizzo leonardiano di Spadini, nella foto-

grafia aulica di

Nunes Vais
il

ma

che sono muti se deb-

bono spiegarci

segreto del suo fascino ora di apo-

stolo ora di elegiaco

quando
li

in essi risplende qualche


li

cosa di superiore che

unifica e

confonde in un
falsi

palpito di genialit: in quello stesso palpito che nelle

sue pagine pi belle investe


brutti

rozzi

bruti'

ed

elementi

capisco

di

tanta

col

cervello

sua
la

anteriore

attivit.

Io

repulsione di taluni di

fronte a questa faccia segnata da natura

come ban-

'l/^\ Al/flAS^Q

/Jffo

*k

/u <^s\a^

^x^jsC^

A^Av^

Dalle Cento Pagine di Poesia-

troppo pericolosa

13

insulti,

diera per dire agli uomini di guardarsi dall' avventura

(turbamento,

sconvenienze)

pu nascere per certe caricate grossolanit d' alcune prose quanto ogni altro. Ma dico che non bisogna fermarsi l. Trovo male che lo abbandonino dopo il primo contatto, che elettrico e v' eccita sempre alla contradizione. Il bi1'

come sento

antipatia che

glietto d' ingresso

a gustare Papini, se nella conver-

sazione, per lo pi,

una disputa, dove bisogna


nella

sentirsi

dire

spiacevoli

cose,

lettura

spesso spesso

esercizio di superiorit che

non

vuol, disgustata, trar

via

primo saporaccio e puzza. Apprezzar Papini un premio, quando non un castigo ai superficiali voglio dire che gli ammiratori di Papini posson distinguersi in due schiere, di coloro che 1' han conquistato vincendo certa naturale ostilit e scegliendo, e di coloro che tutto T insaccano, senza mai
il

libro

al

abburattarlo. Alla quale ultima, forse, va ascritto lo


stesso Papini.

Non

so,

non credo

negli ultimi

tempi
le
;

ma

fin

ora

quasi la soddisfazione di Papini per


era spesa con

sue creature

mano egualmente bucata oppure l' insoddisfazione. Non v'era un regime di scelta. Leggendo Un uomo finito vi sarete accorti eh' egli o tutto arcicontento o tutto disgustato di s. Non sa,
in

fondo,

quando ha

fatto

bene e quando ha fatto


filo

male.

Non cammina

sopra un

solo dell' opera sua,

e ogni tanto lo si trova che lavora a raccogliere, in

un

articolo

apologetico,

qualcuna
le

delle

tante

false

unit della sua vita, secondo

quali sempre positi-

H
vista,

sempre pragmatista, sempre nazionalista, sempre

futurista, sarebbe stato.

Oppure mai,

si

potrebbe dicre-

mostrare egualmente. Papini un

uomo che ha

duto

d'

aver

il

centro d' equilibrio da per tutto salvo

dove

lo aveva.
:

Cosa di cui va tenuto conto


che reca prima dolore per

perch non pu esser

chiaro ad altri quel che a lui stesso


lui
;

non

il

dolore

e gli urti che rice-

viamo

confusione. Perch

il suo male e la sua non gli si ficchi gli occhi in fondo. Leopardi ha una maschera eroica. Papini una maschera plebea. Hanno ambedue una vita poverissima

ci

son dati per mascherar

di sensi.
il

La materia

della loro arte scarsa.

tutto

loro

progresso artistico consiste in una ripulitura


di stoppa

degli elementi che

ad avvolger

tendevano a inzeppir quel vuoto, quelle scarnate membra. Son pessimisti ma Leopardi aristocratico e nobile volge la sua condanna di dolore in una aspirazione di grandezza morale Papini dove non si ferma in se stesso fa scendere il pessimismo a qualche cosa di tremendamente
;

volgare, che

s'

alzer

come
(1'

barriera fra noi e


il
1'

lui.
:

Mi pare
pardi), se

essenziale avvertenza per

lettore

non

credere al Papini eroico

armi, qua

armi, di Leo-

non come una causa di disguido artistico, come una sorta di mezza coscienza volutamente creata per paravento d' un cuore elegiaco e d' un intelletto
buonsensaio.

Come

gli

che ha con tanta

felicit

andrebbe bene quel costume di spunto fatto indossare


:

a Nietzsche sul principio d' uno dei pi gustosi saggi

15

Con quante drappeggiature, con quanti paraventi,


suo
triste

con quante trine graziose Federico Nietzsche ha cercato


di nascondere
il

segreto
al

Con quale involon-

taria malizia

ha dato per sfondo

suo pensiero un grande

scenario di proporzioni eroiche, con valli profondissime e

montagne
dici
!

altissime,

con caverne oscure

animali aral-

quale diabolico accompagnamento in tempo acdi


!

celerato 'di ruggiti di leoni,

gemiti di venti, di rombi

di vulcani e di risate convulse

Ma
e

tutto ci

non ha
delle

servito a nulla.

Malgrado
orizzonti

le

immagini

e le allegorie, mali

grado

gli
il

ampi

scenografici

crescendi

sinfonie

secreto di Nietzsche stato scoperto.


sola e piccola parola

In una

parola

in una
nella

Nietzsche,

parola
?

debolezza /

sta

il

secreto di
?

Perch sorridete

Perch vi meravigliate

Forse perch Nietzsche ha fatto

l'apoteosi della potenza e

ha innalzato

degli inni alla forza

Ma
fu

precisamente per questo eh' io son sicuro eh'

egli

un debole

in tutta la malinconica estensione della pa-

rola....

perch non sarebbe questo

il

segreto anche di Papini

Qualche cosa di
vit,

simile,

certo.

Queir ansito

di no-

quella ricerca continua del pi oltre,

quel mi-

schiarsi ai pi repellenti composti della

morbosit e

del

putridume

letterario, quel gittarsi ai pi disperati

partiti,

queir incapacit di posare col corpo sempre


quella
gioia
infantile

proteso,

appena toccata una

nuova posizione e quel calare di tono appena questa


accenna ad assodarsi, non vi dicono dunque con quanta
angoscia abbia bussato alla porta del

mondo

per chie-

plici

i6

dere queir umile realt immediata e sicura che

sem-

posseggono, senza dubitare del tesoro che hanno,


i sani fanno della salute, il cui sapore ignorano, a quando la malattia vien loro, per contrasto,

come
fino

a rivelarlo.

Come

in

Un uomo

finito

ci

ha racconlibri,

tato la sua storia di ragazzo avvelenato dai


nei suoi racconti

cos
fu-

ha simboleggiato spesso queste


finissimi
:

ghe di vita passata per vasi zione nel dominio dell' irreale

di
il

comunica-

Demonio, Don Giovanni, il Prigioniero, il Gentiluomo malato, la Principessa di Thule son immagini pallide e scolorite che un malessere libresco ha generato come nel torpore d' una indigestione premono la mente sogni. Sono le novelle che formano il nucleo coloritore del
Amleto,

Tragico quotidiano

che disceso

al

Pilota

Cieco

si

abbassa in

Parole e Sangue per inabissarsi nelle

Buffonate

man mano

che viene allungato sempre

pi da elementi di troppo scarso realismo per essere


forti

ma

al confronto di quelle immaginazioni letterarie, troppo anche astratti e resi tipo pur partendo sem-

pre da

un dato

di vita o

da una ipotesi fondata


pi
esplicito,

sulla

quotidiana

esistenza

[vedremo,

dopo].

Scendon dai libri per prestarsi a lui figure letterarie, con le quali gi intere generazioni di poeti fornicarono 1' Ebreo Errante, Don Giovanni Tenorio, Il Demonio, Amleto, la regina di Thule [perch manca Faust? ma c': sotto altre spoglie], letteratura della
:

un letterato riprende, morboso, come da un peccato che vorrebbe schivare e vi ricade pentendo e volendo insieme, imprecando alletteratura che
attirato

1'

17

giurando di non buttarle

amante che

lo trascina e

pi al collo

le braccia.
si

Moralits lgendaires,

Oh, come Laforgue, quel delle ritroverebbe qui dentro (ma


:

Papini lo conobbe dopo


tesserebbero su,
plagio
;

dico per
il

gli

oziosi,

che vi per

altrimenti,

solito

processetto

e poi altro,

ben

altro), e

d V acqua da un' altra

della fontana del nostro

come questa bocca tempo e rivolta


fine

parte,

non getta poi

in

altrimenti
le

che Aldo Palazzeschi e Guido Gozzano, pur con


smorfie e le sue grinze che dovrebbero dare
e
il
il

sue

tragico

grave, mentre quelle degli altri due vorrebbero

essere

stanche o comiche

e sono,

tutte e tre,

tra-

giche e comiche, perch la loro tragedia non sangui-

nosa
cui

ma

verbale e la loro disperazione di letterati


sotto
il

manca
Sono
le

piede
i,

il

terreno della realt.


4,
5,

novelle

2,

3,
f,

6,

8,

9,

io,

12 del

Tragico

Quotidiano

il

vi,

vii

zione del
del libro

Pilota cieco ha, per

elegie per

non
l'

contatto

gli fa difetto.

Ecco Don Giovanni


che volle
essere

amare),
lettore,

uomo
una

prima edil'azione che l'uomo con gli uomini che (colui che non pot imperatore (tu, o
della

fai

vita vigliacca, perch credi di vivere

leggendo i libri, ed io ti assomiglio.... quell' uomo che volle essere imperatore fond la dinastia di coloro che
si

fabbricano

mondi

di carta),

Amleto

(l'eroe

malinconico di quella famiglia d' uomini che pensano a quello che vorrebbero e dovrebbero fare, invece di
fare), la Profezia del prigioniero
(al

di l di te stesso

non

e'

nulla,

il

mondo

un

deserto), la Preghiera
ti

dePpajarnbaro (dimmi, angosciosamente

prego, per-


che non sono
il

Il

?), il Gentiluomo malato (io sogno di un altro), lo Specchio che fugge (viviamo per il futuro ossia per l' immaginazione e trascuriamo la realt), 1' Elegia per ci che non fu (tutte le possibilit che lasciammo vergini), non voglio pi essere ci che sono (perch non possibile un cambia-

amo

gli

uomini

mento
del

radicale di

me

stesso

?).

Figure che vedremo

tradurre e tentar di sciogliere in

Leonardo

senza

resultato

Marta e Maria questo vuoto non lo

riempie neppur la ragione.

Noi
ci

ci

muoviamo, dunque, verso


sentiti

l'

azione.

Un

bel

giorno

siamo

prendere
ci

dall'

acedia

dell' intellet-

tualismo fine e superfine,


fra le quattro
e di carta e

siamo

sentiti troppo ristretti di fotografie delle parole


i

mura

delle nostre
ci

camere piene

stampata,

siamo seccati a leggere


I

a scrivere delle parole.

nostri

cenobi di sognatori,
le

nostri

romitaggi di buddisti

sofistici,

nostre torri

non
delle

eburnee di poeti dalla strana melanconia, tutti quei luoghi

che considerammo

volemmo
asili

rifugi

inviolati
ci

nostre anime sdegnose e dei nostri spiriti adoranti,

paiono

ora delle gabbiuzze variopinte,

di

cantori sedentari,

ma
al

nemiche dei grandi

voli.

E abbiamo
e

aperto

gli

occhi

imbambolati dai sogni, noi giovani,


di
l
e'

abbiamo
e

visto che

delle

nostre piccole camere e dei nostri piccoli

libri

un mondo, un mondo vasto


ineleganti
esciti

clamoroso come

un' agora in festa, che noi conosciamo soltanto attraverso


i

neri

caratteri

tipografici....

Ma

per

ora....

non siamo

dalla letteratura.

Facciamo ancora

delle

parole per dire che

non vogliamo pi parole

e teorizziamo


la

ip

sull' azione....

nostra bramosia antiteorica. Invece di agire veramente,


fogli

Noi siamo non ci cadono di dosso neppure a scuoterle con rabbia. Siam condannati, ormai,
riempiamo dei
per scrivere
tutti malati di ulissismo e la parole
alla

perpetua letteratura,

al

carcere duro del dizionario

sioni

Di quanta luce irrompente v' irradiano queste confesil pragmatismo, inteso principalmente da Papini
filosofia della

come

potenza sopra

le

cose e quei suoi

apostolati, rinsecchiti al

primo

sole d' agosto, la

cam-

pagna per
sul

il

forzato risveglio d' Italia

partita e finita

Leonardo e sul Giornale


Nazionalismo,

d' Italia, e le

sue adesioni

al Modernismo, e al Futurismo e al quel suo sonare a stormo ogni tanto per la rivoluzione, per la guerra, per qualunque movimento di masse, insomma, che trascinasse lui pure a credere, a sentirsi con gli uomini, a toccare la realt. Dalla sua tragedia di letterato non escir mai pi se non il giorno in cui chiamer la letteratura a guarirlo, o per dir preciso, 1' arte. Dal male delle parole non guarir che onestamente trattando le parole. Nella lirica pura sar la sua epifania. In fondo egli il primo a dubitare di ci che so-

stiene,

questi

suoi

appelli

non danno mai

quella

immediatezza in blocco di fede magari disordinata che trovate negli uomini d' azione. In generale Papini ragiona, dice perch si deve fare, come si deve fare, per primo, secondo e terzo, quasi si preoccupa
di ci

che mezzo pi di ci che

fine.

In queste sue
della

missioni,

dai pi stupefacenti scopi

(sottotitoli

20

Campagna per

il

forzato

qualche cosa di importante


ogni rettorica deve morire
terribili tutti,
!),

osate cerchiamo
quei

risveglio

Bisogna fare
!

essere pazzi
i

di

problemi

ci

si

sente

l'

uomo

che vuole,
via

prima
vai
1'

persuadere se stesso, e comincia a mettere in


tutte
quelle
riflessioni,

pubblico
spirito

dello

davanti allo spettacolo di un atto, che


:

hanno
Pa-

condotto a una decisione

alla soglia

dell' atto.

pini un eccellente programmista. I suoi programmi hanno tutti una ouverture, un seguito di pezzi logicamente disposti, una chiusa ed addio. Con essi tutto il suo impeto sembra sfogato. Fatto il programma,
alle

prime

difficolt,

alle

prime freddezze e repulse,

alla

sordit circostante

che lo stancheggia, non op-

pone altro gesto che quello di chiudere il programma a riaprirlo un giorno per dimostrare che in una data direzione lui pure aveva camminato. Prendiamo lo schema dell' articolo La nefra le sue carte, salvo

cessit della rivoluzione

(Lacerba,

I,

8):

A.

i. 2.

Lacerba rivoluzionaria.
Rivoluzione e conservazione, legittime am-

bedue purch in
3.

equilibrio.

Ma

in

Italia,

la

conservazione

ha

il

so-

B.

pravvento.
4.

Dimostrazione
dall' Italia.

nessuna

rivoluzione

parte

5.

Il

carattere
ci

italiano
stati

6.

Per

son

dei

non rivoluzionario. movimenti rivolu-

zionari.


c.

21

7. 8.

Storta di


di
le

22

montagne
di

russe,

che avete sorpassato una dopo

altre trascinati

gendo

con la forza vostra giuncima in cima. Questo tipo di articolo di Papini

ma non

ma non convince. una esposizione di motivi non una presa di spiriti. Vi pu anche dilettare (per altre ragioni) e vi pu destare una commozione artistica (per certi movimenti lirici) ma sentite che stato prima sulla carta come schema, poi nel cervello come raziocinio e non arrivato al cuore che da ultimo
ragiona
per trarne quei pochi sussulti di passione, di satira,
di indignazione,
di

affetto

che pur sentite qua e l

sparsi e che starebbero

antologia degli odi e

bene anche isolati, in una degli amori di Giovanni Papini .


se

Come
fossero
della

diventare

rivoluzionari

colui

che vuole
ci

persuadersi di ci, vi dice che non lo sarebbe se


rivoluzionari
italiani
?

Non
non

perch

convinto
di
ri-

rivoluzione

ma
gli

perch un criterio astratto


v'

equilibrio sociale gli dice che

abbastanza

voluzione
iniziano

Cos

apostolati di Papini cadono.


stesso

Non
del

nulla.

Egli

nella

sua confessione

Pilota

cieco

tragica sorte d'

ha simboleggiato in questo titolo la un uomo che invita a partire e, sulla


i

nave, non sa poi dove condurre

suoi compagni.
d' azione
si

per sfogare donde,

la

sua arsione

butta,

neofita ogni
d' altri

due o tre anni, in qualche movimento appena il disagio lo disincanta del primo miraggio, insofferente delle toppe d' ombra dell'

azione, e cieco per le sue aurore lontane,

si

toglie.

Perci stato detto


ghi e
spiritisti,

un

dilettante

ma

praticando ma-

sfregatosi

a teosofi ed a modernisti,

- n
imbarcatosi con
tici,

futuristi

avvicinatosi
la

matema-

del dilettante

non ha mai avuto

pieghevolezza

di spirito n la soddisfazione di partecipazione, mai V abbandono della critica o il basso contento, roso nel fondo da qualche cosa di dolente che lo salvava di caduta in caduta. Qui la tragedia e la nobilt di

Papini.

Come

il

Mois di
in s,

De

Vigny, destinato a rimaner

sempre

chiuso

a correre dietro ad

una

reale

partecipazione di vita, n poterla mai abbrancare.

Non

minori

doni dei difetti che hanno assiepato


spirituale forse

la via artistica di Papini. L' aridit

nulla spalla a spalla con la facilit oratoria, diluitiva,


logica [in tono minore], della sua penna.

La sua poha
dare

tenza,

non meno temibile


presto
le

della

sua

impotenza,

minacciato di chiuderlo in un' abitudine, alla quale

ben

necessit

economiche

potevan

di chiave. Papini scrive con una spontaneit scorrente e improvvisa, senza mai un intoppo, da quando ha aperto la sua cateratta fino ad esaurimento. In queste sue abbondanti piovute egli

un

definitivo giro

stesso costretto a
varsi

porre

qualche
argini.

palo

per

ritro-

ma

la schiera

compatta
gli

delle sue parole

continua
scritti

sciogliersi

gi gi per

In questi
il

bizzarri, paradossali, buffi talora, per


e'

tema

non
Gli

mai, artisticamente parlando,

qualche improv-

visata di tono. Gli articoli freddi svolgono da oratore.


articoli

buoni
finire

caldi,

disciolgono

uno spunto.
scrit-

Se riesco a

questo lavoro, spero di far vedere


la

che la forza, la bellezza,

grandezza di Papini

tore nei suoi tempi primi fin quasi

ad

oggi, sta in quei

stioi

spunti

lirici

specie di esordi

balzanti per

un

impeto musicale intimo, che si sente, son sbocciati impetuosi come la piena da un nevaio che dimoia al

ha arginato. Papini che momenti, in grande parte degli altri momenti, un uomo di ingegno. Ora uomini di ingegno vedono bene soltanto fino a un certo punto. E Papini ha veduto bene fino a un certo limite che dopo
primo
sole
;

e poi Papini

uomo

di genio, nei suoi

andava lavorando un non semplice di po' economia un trascurando nulla, con un' periodo, sferrandosi a moltiplicare gli aggettivi sinonimi dove occorreva rafforzare il solo esatto che ci fosse e dando le sue battute regolari di piede, un due
capitatogli lo spunto in
lo

mano

po' da oratore, aggiungendo qui e l per equilibrio,

ad ogni affermazione o negazione che voleva incassar nella testa del lettore. Pi tardi, nei tempi qui vicini a noi, tutta questa roba stata messa allo spogliatoio. Papini si ripulito. Ma non ha potuto rimediare al passato e, dove ha tentato, nelle sue setre!,

conde edizioni, del

Tragico quotidiano

in

ispecie,

ha tradito

il

segreto.

Ho
lo

corretto
stile

ad ogni pagina forme e parole per renletterario


e

dere

meno

pi

d'

accordo

coi miei

gusti di oggi
tal

ma non

sempre son dovuto

riuscito a togliere

una

quale patina di lirismo


toglierla del tutto avrei

enfatico

che m' indispettisce.


riscrivere

Per

daccapo

il

libro e allora

quel

che avrei

guadagnato

in

sobriet e
.

semplicit

1'

avrei perduto in foga e spontaneit

-ci

E certamente Papini scrivendo cos ha indicato veramente la linea generale del suo progresso ma quando si esaminano con una scrupolosa lente le sue correzioni si vede che ha dovuto reagire contro imperfezioni di lingua, approssimazioni di termini, zeppe, ed ha cancellato molte parole nebbiose, dai limiti poco precisi come monete lise. Sono difetti dell' improvvi-

sazione e in tutto
finito

il

periodo che arriva fino

all'

Uomo

domina F improvvisazione un po' patetica, come d' una zecca, per tornare all' immagine della moneta, che desse prodotti consunti prima che. nuovi. Alcuni esempi del consunto nel nuovo del termine
;

vago e pretenzioso nel preciso, ed umile, eccoli monete soldi tomba nr fossa la favola di Alessandro z=: il colloquio di Alessandro cielo crepusco-

prima sera la vittima che io volevo suggere fino al fondo dell' anima la vittima da sfruttare bevendo =: sorseggiando divinato zr indovinato danzavo =r ballavo folle Eq pazzo e cos
lare )zz cielo della
;

tutto

il

resto.

Bene

Nel 1913 cos correggeva un suo libro del 1905-6. ? S, a prima vista. pi sodezza, non vero ?

Certi termini, certe frasi (eccone un' altra, calzante

era di primavera

dice la i a edizione

gi nei prati nascevano alcuni

fiori

gialli

26

che nella 2 a edizione diventer

era di marzo

[sostituendo

il

mese

alla

stagione]

gi nei prati venivan su

primi

fiori

gialli

dove quel banale nascevano ben cancellato per quel verbo pi attivo, pittorico, del venir su, e il vago alcuni da i primi che ripennelleggia la primavera, quasi soltanto con la sua radicale) ebbene questi termini e queste frasi sono, con le loro sdentature, pi intonati allo spirito del libro. Come poteva 1' artista del
1914, portare quei suoi progressi, eh' erano conquiste
del suo spirito,

abbandonata
1'

la posizione lettero-mori

bosa del 1906, sopra


cisione

abito d' allora, rappezzando


?

velluti teatrali col fustagno

si

dica che

l'

impredei

sempre dannosa

in arte, sarebbe confonderla

con
che
di
Il

l'

impropriet.

Quella

vaghezza del confine


si

termini sta

bene in cotesto volume dove non


di
le

sa in

mondo
antico ha

leggenda,

tra

figure e di

Tragico quotidiano

nel

moderno e antico, che moderno i sensi, si viva. nucleo almeno che stiamo

esaminando, rassomiglia un poco a quei teatri di provincia dove, mancando i travestimenti, greci romani
crociati e cavalieri del '600 attingono allo stesso fondo

incoerente

di

vecchiume,
allora,

confusi

nelle

nebbie

del

passato
?

come

precisare, in questa

atmori-

sfera

non

sta meglio la moneta dei soldi (che vi

porta,

27

l'

brutalmente, alla vita quotidiana),

elegiaco

crepuscolare invece del troppo secco


divinato

Prima

sera, e

quel
trovi

non

vi

d un tono
il

di mistero che

non
?

nel borghese indovinato,- e

danzare non forse pi

adatto del ballare a un personaggio del mito

[Dan-

nano

le

ninfe

le

contadine ballano]
forti
gli

Certamente, uno degli strappi pi


di Papini sta in
turali, nella

dello stile

quei contrasti, che

vengono nanell' arti-

sua ironia e nella sua brutalit, talvolta.

Li vedremo.
ficio

Ma non

ci

deve essere contrasto

stesso

dell' arte,

sotto pena di cadere infranto,

come colonna non

diritta.

Quando Papini comincia


col

In tutta

la

mia vita ho parlato


*

Demonio

sol-

tanto cinque

volte....

1'

accento di tutta la frase, iniziale d' una novella,

gravita inesorabilmente su quel soltanto dove la possibilit

di stare un numero infinito di volte a colloquio col Demonio indicata come cosa cos naturale

da essere appena cennata. Oppure quando pure cominciando un' altra novella vi colpisce col

Quattro giorni or sono, mentre stavo scrivendo, con


irritazione, alcune fra le

una leggera

pi

false

pagine delle

mie memorie.... perch


vi

impudenza e il cinismo dello scrittore che inganna sono un buon gioco per attirarvi entro il racconto. Son questi i contrasti di Papini, e legittimi.
l'


Ma
invece
quelli
delle

28

postume

rappezzature

non
fer-

hanno ragione artistica.


Altri contrasti in queste novelle che ci

hanno

mato come

la

miglior dimora della via che

mena a
reali-

Un uomo
stici e

finito

stanno in

Certi

particolari

coloristi,

ma non

internati nel seno stesso del

pericolo.

Sono piccole

scenette, che paiono punti morti

del racconto, e ipnotizzano

un momento, poi piacciono


:

sempre di pi. Eccone due dopo il colloquio con Giovanni Tenorio e Y Ebreo Errante, al tavolo d' una birreria moderna, il cameriere passa si chiude.
:

Don Giovanni

trasse dalla sua borsa

una larga moe la rifiut.

neta d' oro

ma
di

il

piccolo

uomo

la

guard

Era

un doblone
pratico,

Spagna del -1662. Giovanni Buttadeo, pi


di

cav

tasca

una monetina

di

argento, la fece

suonare sul tavolo e tutti e tre uscimmo sulla piazza gi


deserta, ridendo

rumorosamente senza alcuna ragione

Un

finale di novella

pur quello

Una bambina
pido suicidio

timida e bionda

si

era accorta del ra-

ma non

parve che la meravigliasse molto e


.

continu la sua strada mangiando delle nocciole

Lo

scrittore

che

ti

aveva
il

trattenuto

fino

ad

al-

lora in

un mondo
ti

di affannosi misteri e di torturanti

possibilit,

attorniando

tuo

essere

di

dubbi,
reale, in

con

uno strappo

riconduce gi, nel

mondo

un

episodio qualsia
della
:

29

di

la

moneta
sono

Buttadeo,
correzioni

la nocciola

bimba,

ma

in quello strappo sta la sua arte.


quelle
l,

D' altro
denti,

ordine

pi

pru:

che limano qui e

alcune zeppe di enfasi

sopratutto la ripetizione dei


i a edizione

pronomi
:

io

ed

egli.

Nella

una stura

di io

io credo, io
!

mi son messo

a scrivere, io sono, io voglio. Quanti io Non ne salva nemmen uno. Nella 2 a edizione son crocioni contiscompare. E con lui scompaion molti di l' io nui
:

quei

dei,

di,
1'

scorretti, credo,
:

secondo

la

buona gram-

matica e

uso degli autori

Godr

di bianche

donne su

letti di color del mare....

diventa

Godr bianche donne su

letti

color del mare....

cos qualche o vien seppellito, attenuando, nella a 2 edizione, il soffio d'organo occorrente a questi vocativi.

Ma

tali

correzioni

se

non

possono
principali.

alterare

il

valore lirico di questo nucleo di racconti

non ne

di-

minuiscono
ricerca
d'
d'

difetti

artistici

Anzitutto

quello che per molti anni perseguiter Papini, cio la

un

effetto

di

forza mediante la ripetizione


nelle varie

un aggettivo o d'un verbo

forme dei suoi

sinonimi,

preferibilmente in tre volte o in due- cop-

_
pie
;

3o

che
si

nel

quale V artista incompleto,

cerca,

artista

un

po'

da strapazzo, che non studia,


te,

si rivela.

Sentisti

in.

dentro

le
s'

tue

viscere,

qualcosa

che

fermentava, che bolliva, che


voleva
uscire,

agitava, che fremeva, che


il

traboccare,
?

inondare

mondo come un

lago di fiamme

nel qual periodo confonde V astratto e

il

concreto in
effetto,

un' ansia
prio per

di

colpire,

che

fallisce

il

suo

pro-

V esagerata copia dei mezzi messi


sente pi
il

in opera,
:

dove
rola.

si

disordine che la forza

1'

artista

vero, arriva di colpo, o con studio, e basta

una pa-

Papini,
ci

pi tardi (talvolta anche allora,


si

ma
:

di

getto)

mostrer come
si

deve

fare.

Sentite qui

Amleto

volse e sorrise. Poi colla

fredda e lieve quella sua

mano

mano

com' era
sotto
si

mi condusse
negli occhi
e

un

fanale.

innanzi a

E quando fummo nel me in piena luce, mi


:

cerchio rossastro
fiss

pose
disse

piano

Guardami

mi
il

somigli.

E da

quel

momento
.

non ho pi riveduto

viso del principe

Amleto

Questi pochi tocchi sobri, commuovono. L' intima ar-

monia

di suoni leggeri, di tasti delicati che


ci

il

periodo

contiene

rivela che

siamo proprio
si

al

centro lirico

puro del racconto. Tutto questo


sforzare,

potrebbe facilmente
pi rive-

ma

quella

mano

e la rapida sparizione di

Amleto (neppur detta


duto
)

ma

indicata in quel

dicono

assai

pi che

molte

frasi

direbbero,


come

3i

quelle enumerazioni fredde e che san di lucerna,

che trovate pi tardi nello stesso racconto


progetto non forse

Il

il

th,

il

caff,

V oppio, Vhadella

schich

[non

ci
il

fa

grazia,
il

nemmen

d'

uno

!]

vita

Non
lato

forse

sostituto,

surrogato, la caparra della realt


t'

Dolcissimo e benignassimo Dio, quanto


e

ho amato
!

cul-

accarezzato nel segreto


le

della

mia anima

Chi can-

ter

mai

tue

lodi, chi far

per te un' apologia con proe-

mio, note e appendici ?

Il

quale ricordo, di note e di appendici, vien


il

come
queste

con ironia a rivelar tutto


lorire

fittizio libresco di

invocazioni e di questi paragoni, che vorrebbero coe confondono tutto in una mistura di grigio. Che Papini non abbia perduto interamente questo vizio di accatastio sinonimo rilevasi pur dalla spiri-

tosa caricatura che in casa sua ne fece qualcuno, forse


lui stesso
?,

ponendogli in bocca
il

il

seguente discorso
:

alla societ

Cupolone

(Lacerba, i agosto 1914)

....

nate,

Ma voi errate, ma ma voi avete torto

voi sbagliate,

ma

voi v' ingan-

marcio,

molto pi marcio del

troppo celebre marcio danese. Voi non siete abbastanza intelligenti,

abbastanza coraggiosi, abbastanza geniali per co-

noscermi, per toccare con


volubile

mano il mio fondo instabile e come Nostra ex Signora Filosofia. Voi non mi conoscete perch nessuno mi conosce. Deve ancora nascere chi
scer.

mi conoscer. Non

ancora nato chi mi cono-

Potrei sbasire, sbertire, scaccare, morire e nessuno

32

mi conoscer.... per questo, non per altra ragione, appunto perci, che io sono sceso dalla Pieve, dalla mia montagna, dal mio volontario esilio, dalla mia cella francescana, dalla

mia nietzscheana

solitudine....

ecc.

ecc.

Caricatura che arrivava in ritardo, ormai, mentre

Papini gi curato del male in


rito l

Un uomo

finito

gua

se

ne mostrava nelle
i

Cento pagine di poesia

dove

piccoli tratti di realismo delle

prime novelle,

posti
turiti

per incidente,

ondeggianti sul nulla,

non

sca-

da un

istinto preciso,

corpo a corpo con parole


si

di imprecisione letteraria e misteriosa,

erano

tra-

sformati in una sodezza e sobriet di osservazione e


di lingua, senza quasi pi vibrazioni sentimentali, se

non quel tanto


Il

che. ogni edifizio comporta.


lirico

nucleo

pi

del

Tragico

quotidiano

invece tutto scosso da una nervosit e da una instabilit

uomo
tre

morbosa. La grandezza di certe pagine di Un finito e di tutte le Cento pagine di poesia

menva una ha bisogno d' diluito in ragionamenti o ogni tanto ripresa, d' un po' di fiato, oserei dire d' un po' d' aria
sta nella

calma dirittura

dello slancio lirico loro,

nel

Tragico quotidiano

o lo spunto lirico

nativa, salvo, forse,

La

profezia del prigioniero

pi

fusa di tutte le altre, in


siero
filosofico

un

solo getto.

Come

il

pen-

mostra la sua grandezza nel reggersi dello sforzo mentale sopra il suo oggetto, ingrandisce
su di
lui,

cos la potenza poetica sta in questa resiil

stenza che

lirismo offre alla stanchezza prosastica

che tenta trarlo in gi.

Non

e'

quasi inizio di que-


ste novelle che
carsi a volo

33
l'

impressione d' uno stacdi

non

vi dia

da una proda

monte

Una

sera senza stelle mentre


il

andavo lungo
principe

il

fiume

pensando a un sogno bizzarro,


fianco e disse
lato fradicio

Amleto che mi

onora da molto tempo colla sua amicizia, si pose al mio Amico, tu incominci ormai ad essere ma:

prigione di carne veniamo al

Da una cupa

mondo,
edificare

amico e fratello mio. E appena liberati vogliamo una prigione nuova una prigione pi terribile, una
;

car-

cere di spirito

il

Solo per rivedere

mio viso

in

una vasca morta,


sterile,
?

piena di foglie morte, in

un

giardino

mi fermai

dopo tanto tempo nella piccola capitale


Subito
cente.

primo principio, con quella prosa numerosa e battente, ci butta sulle sue ali nell' aria compiail

C
il

nel piacer del volo,

qualche po' di verti-

gine e

gusto delle cerchiate discese.

Ed

infatti

un

volo,

un

gesto improvviso che d

origine a questi racconti e confessioni.


scrittore

Papini uno
cose,

di

estro.

veramente in queste sue


lui

V uomo

di genio

come

ce lo rappresenta nei suoi


scritti,

34

penna in mano dello Spirito, bocca romantico missionario della poesia. Non e' un perch o un progetto. Qualche ora prima di scriinspirato, di Dio,

verle

non sapeva che


la

le

avrebbe
lunga

scritte.

Non

sono

nemmeno
tratto.

maturazione

che

scoppia
e

Son come
cielo.

finestre che si

aprono
il

d' un danno un

pezzo di
gli

Si capisce quindi
1'

facile

sprezzo per

stentaparole,
le
gli

odio per la letteratura che sa di

candela,
tia

sue apologie dello scriver male, la simpascrittori furibondi e invasati


:

per

teorie sopra

se stesso mondializzate. Si capisce

anche come Papini

non sappia spesso d' avere scritto bene, che cosa valga pi o meno, ed il paterno amore per le creature sue pi infelici e una certa tal quale indifferenza per tutte, che gli sembrano buone a l' incirca lo stesso. Egli pu
trovar pagine di poesia anche in
e radunar le

Parole e sangue

Buffonate

che non sono importanti se

non per
tisi

gli

ultimi tre pezzetti che raccoglie, rialzan-

d'

improvviso sulla bassura discendente anteriore,


le

formanti come un avancorpo collinoso della montagna


che deve venire,

Cento pagine di poesia

Il

signor

Ci tutto da citare, quadrettino pieno di finezze,


di sottintesi, di malizie, di nostalgie, di

una simpatia
:

umana che combatte con

1'

antipatia della razza

Le mani

grinzose, di gi, del signor Ci son distese

sulla tovaglia
usati.
si

come due guanti


mia
destra.

gialli

un

po' sudici e molto

Una

di

queste mani, dopo uno scatto del polsino,

avvicina

alla

Ecco
il

il

mio primo contatto

carnale col Celeste Impero.

Ma

signor Ci

non

punto


allegro. Si

35

vestiti
Il

vede troppo bene che quei


lui.

non sono

suoi per quanto fatti apposta per

tubino tende a
i

scendere sugli orecchi e


simi.

il

colletto a salire verso

medee

La giubba

si

vergogna del suo colore sale

pepe

appena spruzzato
le

di verde.

Tutto

troppo largo

anche

scarpe nere che sembrano nascondere dei piedi gi cocalzati.

modamente
s'

Il

signor Ci

ha

lo

sguardo di chi

aspetti

ad ogni momento

d' essere arrestato. Egli

guarda
gli

ansiosamente fuori dei vetri come se ognuno di noi


fosse nemico.

la

sua bocca tenta continuamente


di

di far

sparire con

un

sorriso

bambino
quanto
il

la

piega dolorosa dei


lo ricon-

suoi labbri screpolati. Per


soli

mio amico

a forza di simboli ben disegnati, la sua faccia rimane


l'

ostinatamente nostalgica. Gli chiedo se studia

italiano.

Oui mi risponde, arrossendo


Ed
s'

j'ai

une maitresse.

io

non oso indagare, per paura

di

turbarlo troppo,
.

egli

ha una padrona, una maestra o un' amante

Papini ha imparato a dire


accorgete che
raria

il

le

cose sotto voce. Vi


la

difetto suo,

quando

materia lette-

non
?

lo trattiene

con

la forza dei suoi ricordi nel

Tragico quotidiano

dare

Che
il

sarebbe

non saper spesso che gribuon gusto in Papini, egli primo a confessarlo, a farsene un vanto.
di
ci

sia

poco

accetteremmo plebeo volentieri, se talvolta, per reazione, m' imma gino, a tanta parte di letteratura italiana che in lui stesso tuttora ha un certo potere, non diventasse manierato alla rovescia. In lui pure, torturato da problemi, incerto di s, senza pienezza di vita,
1'

Ma

deficiente

d' azione,

non

si

trova dunque

noi di-

remo
:

36

di quel petrarchismo col

per fortuna

un po'

nome

ratura italiana

ha voluto condannare mezza lettes, anche Papini complicata e disfatta coscienza moderna ha assorbito il veleno della cidel quale quale
?

Eh,

vilt e per rincontadinarsi si sforzato di dir parolacce.

Non
pato.

gli

Non

pareva mai di essere abbastanza forte e peacuto che lo soddisfacesse. Ed e' era

sfuggito per

un

di quei suoi colpi miracolosi

al diven-

tar grave e pesante.


Il

gusto del gridar pi forte del necessario


il

si

rivela

in quella serie di stroncature che


filosofi
.

Crepuscolo dei
fi-

Si sa
si

com'

egli

fraintenda la storia della

losofia

tratta per lui prima di tutto d'

una

psico-

logia degli individui, in generale, per

una sua

inclina-

zione al pungente, maledica e coloritrice d'ogni azione

con bassi o

ridicoli

parazione alla critica,

moventi e questa psicologia, presi forma con lo scopo, pi o


;

meno
idee
libro

relativamente pedagogico,
o sostenerne
altre.

di

buttar gi certe

comincia infatti col

Con chiarezza papiniana il dir di non essere in buona

fede

libro

di

passione

di

ingiustizia....

ineguale,

par

ziale,

senza scrupoli, violento, contraddittorio, insolente....

pi avanti con la solita mania sinonimica

un massacro, un
.

macello,

una

strage,

un pubblico

mattatoio


In realt
il

37

sentimento che

libro

abbastanza diseguale perch se ne


il

leggano tuttora certe parti con vero piacere, tal altra

con noia, nessuna con stizza per


s'

ha

della sua inefficacia a colpir ci che preme.

Ogni

saggio,

anzitutto,

ha

la

sua

trovata

che consiste
:

da massacrare Kant borghese onesto e ordinato, Hegel un romantico che vuol escire dal romanticismo, Schopenhauer che ha scritto la
nella definizione del filosofo

grande opera buffa

dalla

filosofia

tedesca,
filosofia,

Spencer
Nietz-

un meccanico disoccupato che scrive sche, 1' abbiam visto, un debole. Ma


in di

ci che colpisce

questo libro

1'

ordine col quale questa passione

Papini
ogni
I,

si

esprime, la disposizione militare con la


definizione
si

quale
rica,

sviluppa.

Introduzione

li-

II,

III

capitolo,
efficaci.

conclusione

riassuntiva in

formule brevi ed
rale
si

questa disposizione genedi

riproduce in ogni aggruppamento


di

periodi.

L' efficacia
ironici,

questa

prosa,
di

tutta
piccoli

ricca

di episodi

di

bisticci

arguti,

scandaletti,

di

osservazioni piene di brio [che sono poi la vera forza


di tutto
si
il

libro, la
si

sua materia duratura, che tuttora

gusta e

assaggia con piacere] grandissima.


lieve.

Ha

anche un valore mnemonico non

Guardate questi periodi del saggio su Hegel, con quanta arte dei contrapposti sono stati costruiti. Son tutti doppietti
chiaritivi,

paradossali,

che

si

imprimono

nella

me-

moria

- 3 8DOPPIETTI CHIARITIVO-PARADOSSALI-MNEMONICI
Ai
ribelli autentici

troppo

borghese,

apparve
ai

conservatori sedentari

troppo agitatore.

sembr
Il

suo romanticismo non lo salv

A V
A V B
fu

dalle preoccupazioni ordinatrici e

2 dalle paure scettiche,


il

e d'altra parte
i

suo

filistei

di essere

un poeta

mo non gli impedi < > dei concetti e


dell'immaginazione
tutti

un avventuriero
scacciato

< >

Per aver voluto abbracciare

da ognuno.
e la pi grave
:)

(Aggiungiamo una cosa

per aver voluto spiegare ogni cosa,

non spieg Non solo non riesci a liberare ma non riesci neppure

Note
nulla.

d'aspetto.

a illuminare

Chiusura.
Ribattuta

quello che ci rimane a vedere

annuncio del tema che segue


e

Nelle chiuse lo stesso sistema

si

ritrova
male

Cos in
i

tutti e

due

casi

Kant ha

visto

ha negato ci che esisteva,

2 ha scoperto quel che


3

non

e' era,

Andante.
del lin-

ha dato
guaggio.

all'

a priori quel

eh'

Egli

non poteva cominciare

in

modo meno
Scherzoso
lento.

critico la sua Critica, [doppietto di parole]

Volendo mettere in chiaro le cose i ha cominciato col non vederle ed 2 ha finito coli' imbrogliarle.


C
i

desideroso (introduzione air arietta)


di liberarsi

da tante tradizioni, da tanti legami

2 di superare tante vedute,


5

di emanciparsi

(Batt. di aspetto)

s' trascinato dietro allegramente


i

il

pi antico pleonasmo,

2 la pi vecchia contraddizione,
3

la pi ridicola superstizioue

(che abbia

mai
vero,

fatto strage in filosofia)


finale

II

mondo

che annuncia

il

2 la cosa in se,
3
il

pi rapido
sen^a introduzione

tema

seguente.

noumeno
ci resti

rappresenta l'ultima e pi clamorosa sconfitta del pensiero

kantiano che

a vedere.
Crepuscolo dei
Prima
ediz.

filosofi

pag. 38

si

1'

abilit del

mot de

la fin

che hanno

gli arti-

colisti francesi,

che non manca a Papini,

ma

in

lui

complica con certi suoi scrupoli di pedagogo e di


Ci che

logico.

gini

d vivacit a questa prosa sono le immacontinuamente innestate nella trattazione psiconon

il

logica. Agli scopi satirici di essa

mondo

della

campagna che
veduto per
il

soccorre,

ma

pi spesso

astrazioni e di letteratura, anche questo,

un mondo di come abbiam

e privo di realt personale.

appunto
dei

dall'

un poco astratto Lo sprazzo di luce nasce accostamento dei nomi dei filosofi e

Tragico quotidiano

loro
e

concetti,

con

Heine

Taine

ci

le immagini materiali e gi avevano abituato con maggior ma


:

lizia
il

46

primo, con pi concentrazion d' ironia il seche Papini per conduce a questo assalto con una irruenza maggiore. Ecco, a proposito di Kant, condo,
:

il

venerabile guardaroba filosofico

il

noumeno
albergo

definito

come
ove

l'

misterioso

Kant ha

il

fatto

nascondere
contro

fuggiaschi della

metafisica

domicilio

sicuro

ogni indiscrezione razionalista

l'

azzurro

del

cielo

che scompare quando

ci

si

av-

vicina

ma
l'

azzurro che non quello del poeta, badate bene,


quello del libro di
di
fisica,

ma

quello veduto dal

libro

scuola

che avverte che la colorazione deldalla distanza e


;

aria

un fenomeno provato
dell'

che non

tro

l'azzurro

occhio

lirico

commosso.

Un

al-

immagini poi cavato direttamente dall' armamentario della letteratura, non senza una certa curiosa punta di ostentazione da erudito novizio, che
tipo
d'

scrive

Don

Quijote invece di

Don
la

Chisciotte

perch

sa lo spagnolo.

Ma quando

in

questi

saggi

spontaneit dello

scrittore la vince sul proposito ostile dello stroncatore


e
si

4*

esce dallo

schema volutamente angoloso frecciante


si

verso la conclusione negativa del libro, la partecipazione spirituale zione


gliata
fin
si
:

fa
i

maggiore e tremanti di commocerchi della sua sensibilit sve-

allargano

cos per Nietzsche, nel quale Papini allora intuire e, troppo, vagheggiare

da

ha dovuto un destino
il

fratello.

Gi questa

lissimo spunto lirico,

commozione che citato prima


:

detta

bel-

Con quante drappeggiature, con quanti paraventi,


il

con quante trine graziose Federico Nietzsche ha cercato


di nascondere

suo

triste

segreto

ecc.

ecc.

si

ritrover pi pura di intento pi fraterna di pene-

trazione pi sobria e sana di lingua in quella sorta


di

commemorazione nietzscheana che

dalla Voce passa

nei

Ventiquattro cervelli
per Dostoiewski

e l ritrova,

un

po' distanti

di impaginazione,
stoi e

ma allacciate
:

di spirito, quelle per Tol-

affetto,

dove il Papini traboccante di appena appena trattenuto sulla scesa delle sue confessioni contagiose da qualche frenatina di ironia,
si

tutto

dona.

quegli scritti, quand' escirono, susciostili

tarono,

pur negli

a Papini e a Nietzsche, un
sarebbe bello che Papini

movimento
dete

di cuori.

Come

sapesse di scrivere meglio in questi

questo volume di
facile

saggi

momenti Se prennon critici ai quali


!

sarebbe
nella

aggiungerne

parecchi

altri

pescando

numerosa messe
e

d' articoli, troverete alcune sber-

tucciate

sbertonate

(Ardig,

Spencer)

che potreb-

bero venir subito dopo,

ma

nessuno accanto, salvo

.4*

~
tempo leonardesco
pri-

forse uri gruppetto di tre, del

mo, Buddha, Dante, Leonardo, ed una alata commemorazione del Don Chisciotte, dove appare, credo la prima volta, il motivo lirico dell' amore per la pazzia, che pi tardi dovr carezzare e sedurre Papini. E certamente saremo indulgenti alle ragioni di luogo e di tempo che fecero da timone agli altri saggi ma chi non sentir tuttavia fastidio di quella mezza erudizione ravvivata da qualche tocco di malizia o di
paradosso, che
si

trova in quelli su Locke, su Ber?

keley, su Hegel, su Vico, su Ferri

Riescir sorpren-

la freddezza del saggio su Whitman, amore si sfoga in una raccolta di passi del poeta intesi ad antologizzarne il pensiero come che le pessime teorie posson confondere un artista

dente,

per,

dove tanto

a vederlo gingillarsi con


e

l'

individualismo,

il

misticismo
ci
si

l'ottimismo di quell'Omero dei nuovi barbari


si sia

domanda dove
In
queste
sta proprio
le

arrenato
di

il

suo tumulto di cuore.


e
di

alternative

frigidezza

vampa
v' di

uno

dei maggiori interrogativi di chi guarda


;

opere di Papini

e fino all' ultima,

nessuna

cui possa dirsi totalmente male, nessuna che tutta si


salvi,

inscrepolata, alla
,

lente

e,

troppo spesso,
si

all'oc-

chio nudo.
.

Spesso

l'

insostenibile

sostiene

per un

tratto vivo sopra

autore stesso. Nelle sue novelle,


livello

dove pi
sotto

la

curva ha teso ad abbassarsi ad un


dell' arte,

quello

ci

che

conserva

una certa
di-

forza la raffigurazione ideale di Papini stesso, la falsificazione

eroica in cui Papini

si

compiaceva di

pingere se stesso. Eroismo di conio tutto nuovo, che


consiste nel vantare
odiose,
i

43

le

peggiori difetti,

abitudini pi

ma

dotati di forza d' animo, in


si

modo
1'

che la

loro volgarit

faccia

perdonare per

energia. Gi

nel

Tragico quotidiano

cominciava ad affacciarsi que:

sta che chiamer autodiffamazione incensatoria


pini che
si

Pa-

fa brutto per piacere

pi propriamente,

per interessare, giacch questo genere di racconti


tutto fondato
sull'

interesse del lettore.

La
nucleo

novella
del

di

Papini da quello che era nel primo

Tragico

quotidiano

cio

poesia

dei

sentimenti di un
sofici,

il

uomo civettante con i problemi filodiventata man mano un racconto straordi-

nario

cui schema generico consiste nella esageraun caso della vita reale fino a limiti tali da turbare e far tragica una esistenza, e uno scherzo,

zione d'

sotto forma pi o
satireggia

meno

attraente di narrazione, che


corbella

qualche

mania,

qualche

persona,

suggerisce un' idea nuova. Nella 2 a edizione del


gico quotidiano

Tra-

le tre

penultime aggiuntevi stuonano


l'

con

il

resto,

per questi loro caratteri,

ultima poi,

che per eccellente, appartiene a tutt' altra ispirazione ed una perfetta rappresentazione del Papini
eroico, di cui sopra parlavo. lettere d'

amore

da uomo freddo quale


;

Egli figura di avere 453 si vanta, non

sa dir altro di esse che sono 453 le conta, ne numera le pagine, le parole le pesa ne calcola il valore come
; ;

carta usata
piccicato la

vi sa dire

quanti francobolli
le
;

ci

ha ap-

donna che

scrisse

quante ore in me-

dia ci vollero a scriverle

e cos via,
:

come
:

ritornello,

che non un sentimentale

ma

chiude

Sento di essere immensamente idiota con tutti questi


e

calcoli

queste

riflessioni.

Io son fatto cos.

Non
i

sono

un

sentimentale. Sono

un osservatore
l'

delle cose.

Quando
parenti
sal-

vedo un morto penso a quanto avranno speso


per tutte quelle medicine che non

hanno potuto

vare e quando una madre piange cerco d' indovinare quanti


decilitri di

lacrime verser in una giornata, compresa an-

che

la

notte.

Cosa volete

un

sentimentale.

Io son fatto cos

non sono

queste

quattrocentocinquantatre

amore chiuse a chiave nell' ultima cassetta del mio cassettone mi danno un po' noia. Non vorrei averle e non le vorrei bruciare. E ho fatto di tutto per levarmele
lettere d'
dall'

anima.

Ho

contato e ho calcolato tutto eppure

e'

qualcosa in fondo ai cuore che mugola e


disfatto.

Ma non

ci

bado. Io

geme e non sodnon sono un sentimentale

Queste

453

lettere

sono

un

piccolo

capolavoro,

una perfezione
che piace pi
effetto
il

di sottinteso continuo, senza

una bat-

tuta di pi, che gravi ed offenda.


al

Non

per quello

pubblico.

Su questo deve aver pi


:

Papini che tira la corda fino a strapparla

con quei suoi cinismi di maniera


stavo scrivendo alcune fra
le

mie memorie
gio
fisico

la

pi false pagine delle

la

mia completa mancanza di coragcorruzione segreta dell' anima mia

talmente profonda

ho tanto disprezzo per me

stesso

e con quei suoi atteggiamenti di villano, di stradi

fottente,

uomo

senza tenerezze


il

45

il

solo

che abbia avuto


simili

coraggio di consigliare la

morte a molti dei suoi

un

e col rappresentarsi

come uno

stuzzicatore di ragazze,

egoista spaventoso, punto timoroso di sopprimere

una persona incomoda,

consigliere di morte, creatore avido di stranezze e di pepate novit, marito felice

quando
avere
le

la-

moglie se ne va, padre contento di non

bimbe dintorno. Nelle

453 lettere

il

dua-

lismo di Papini, quel suo pudore che, troppe volte,


gli

toglier la soddisfazione d'

un abbraccio

e d'

una

lacrima, delineato con delicatezza da maestro. Nelle


altre

novelle

costruzione di
finisce

non un

e'

pi,
,

si

semplicizzato

nella
poi.

tipo

del

tipo Papini

quale

per vederlo la gente


duro, bastonatore
;

Papini grossolano,

vil-

lano,

Papini quale anche pu es-

sere nei suoi

momenti,

ma non
fuori

sempre n a fondo.

se no,

come ne verrebbe

Un uomo

finito ?

Com'
sia gi

curioso che in questa

mia lunga

analisi

mi

imbattuto in questa creatura e sempre abbia

preferito dare addietro


strare,

come dubitoso
giuntura,
l'

di poterne

mo-

giuntura

per

organismo.

Finora

eravamo stati con un Papini or artista ora no, sempre velata la sua vita da una mussolina di
teratura
;

ma
let-

ora ce lo troviamo dinnanzi, a vita nuda.


d' arte.

si

la

sua confessione oltre che un' opera

Non
?

sa

come

criticarlo

chi

pi

di quel che abbia

fatto lui stesso in questo libro,


chi pi bene
?

ne ha detto male

La

lode

si

raffrena, al paragone,

non

volendo batter quel passo.

Ma

forse la strada que-

_
sta
:

46

finito non come un' autocome un romanzo Papini che si dipinge come avrebbe voluto essere non com' stato. E non ci siamo forse mossi a scrivere questo libro con la persuasione che Papini non aveva ben capito se

di vedere

Un uomo

biografia

ma

quasi

stesso,

e che le descrizioni innumerevoli di s, erano

sprazzi di immaginazione lirica

pi che luci di foto-

grafo

Ma, ancora un passo

indietro.

Non

mento
rano,
la

di

Un uomo

finito

se

moprima non avremo


giunto
il

colta la posizione esatta di talune opere che lo prepa-

come

L' altra

met

Ecco un

libro

che ha

tristezza

dell' ultim' ora,

della

cosa che non pu


costo di ripetermi

oltre procedere.

Qui

1'

esasperazione papiniana ha rag-

giunto

1'

suoi confini estremi.

ora triste di Papini come

Buffonate

n'

1'

ora
filo-

stanca.
sofia,

l'

ultimo tentativo che conosciamo di

e la

mia

bibliografia in fondo a questo volume,

pone in relazione col tempo della rivista Anima . [Come sono curiosi questi accoppiamenti di Papini, dai quali nasce una rivista Leonardo il Papini Prezzolini, Anima Papini Amendola, Lacerba Papini Soffici). Questa filosofia che sta sempre in agla
:

guato nella vita


sacrificare

di Papini, e alla quale

deve ogni tanto


preleva ogni

un anno

suo,

mi sembra una vecchia amante

che valendosi di ricatto e di nostalgia


tanto la decima su Papini.
L' Altra

met

risponde

da una parte a quel bisogno


nifesta nel

di eroicizzarsi che si
dall' altro

madi

sentimento di Papini,

serve di

sfogatoio a molte letture accumulate

ammorbanti

pessimismo.
tiste

47

dalle

Dovrebbe

escire

bassure

pragma

e sente pesare la rinuncia al sogno della Divi:

nit
fino

allora,
all'

unica strada,

1'

esagerazione dei concetti


di-

accettazione di tutti quelli che negano,

ventare una specie di fattore del


pi tardi, rivoluzionario perch
vatori e pronto

mondo

per via ro-

vescia costringendo a costruire col distruggere (come,


ci

sono troppi conserci

ad

essere conservatore se

fossero

troppi

rivoluzionari).
l'

Ma

invece

di
il

\Y impossibile,

inutile, la pazzia,

un non

libro

eroico
il

fare sono

contrario dell' eroismo,

che su sodezza di vita reale


libro di paradossi piut-

accettata

si erige]

abbiamo un

tosto ghiacciati e simili, curioso, a quelli di certi acca-

demici del cinque e del seicento, dove


pi strambe ed opposte cose del

si

sostenevano,
le
i

per scherzo e far prova di lingua ricca e sicura,

mondo

vedansi

Paradossi d' Ortensio Land e


tesche.

le

molte cicalate secenle

a queste somiglia anche per


senz' ordine
di

citazioni,

abbondanti,

valore, astratte

da ogni

congiuntura di tempo e di contesto, usa{e a mo' dei


sofisti

greci con
il

Omero.

L' altra

met

prova, evi:

dente,

Shakespeare,
Erigena,
Boole,
liani,

grande e vario esercizio di lettura di Papini Bergson, Lamennais, Fredegiso, Scoto

De Wulf,
Brentano,
S.

Cinelli,

Hebbel,

Hegel,

Leibnitz,

Goethe,

GaAgostino, Leopardi, Voltaire, AckerVailati,

Leonardo

da

Vinci,

mann, Rousseau, Novalis, Hlderlin,


tutto

Sonici, nelle sole

diciotto pagine del capitolo terzo. Esse ci illuminano

uno

strato

remoto

della
il

formazione papiniana,

perch in gran parte, per

loro colorito,

devono

esser

_
state fatte al

48

Non
si

tempo
cos

del suo pessimismo.


le

pu
bot-

pensare che,
tino naturale

abbondanti,

facesse
1'

o rifacesse

in vista del libro, ed

han piuttosto
le

aria d'

un

durante

sue vaste letture che, con

qualche aggiunta, stato pi tardi usato per riempire quelle scatoline con sorpresa che sono i capitoli ed i
paragrafi de L' altra met . La quale, di buono, non contiene insomma che due capitoli, la prefazione
e la conclusione,
paradossi,
dalle

dove, sortendo dai giochetti e dai


citazioni e dalle

stiracchiature,

vien

fuori lui, Papini, a salvare la situazione.


di autobiografia

Uno

scorcio

non

e'

la

neve

degli
la

anni

ma

e'

il

freddo

nel

cuore

allora

venne

caduta

e fosse stata ca-

duta

Scesa lenta, lenta


d'

come un

trasporto, lenta
si

come

P ultimo giro

una

giostra nella fiera che

chiude....

che ritroveremo, da note fatto sinfonia, in Un uomo finito , e una confessione della scontentezza eh' egli
sente del libro stesso, appena finito, e del quale ha rimorso. Qui la tragedia intima di Papini, la sua in-

capacit di credere,

il

suo scontatto dalla


:

realt,

si

palesa con parole di cui va tenuto conto


disperato.

libro di

un

Ma

chi

non crede

chi

non ha fede in

nulla,

fuor

che in se stesso e in un certo suo istinto che lo porta a cercare una vita morale pi alta, bench non possa o non
sappia giustificarla razionalmente

chi

ha buttato

nel-

P acqua ogni faro e ha spento

fuochi di bengala d' ogni

ideale, e vede l'inganno sotto l'illusione degli altri, e la

Fot.

Nunes Vais.

GIOVANNI PAPINI
(J9J3)


buffonata
zati,

49

degli

sotto

la
?

rettoricaia

ubriachi

ideologiz-

come fan tanti ? Deve inginocchiarsi dinanzi agli Dei cui pi non crede o intonare i salmi che per lui non hanno pi senso ?
che deve fare

Deve

far viste di credere

S' io credessi

a qualcosa di serio

io sarei serio

pi profon-

damente
debbo
dere,

di tanti altri

moltissimo
fare

e di

non poter credere mi duole,


(a nulla)
a'

ma

s'

io

non credo a nulla


rispettabile,

cosa

Per esser

almeno

miei occhi,

per esser sincero bisogna eh' io faccia vedere di non cre-

bisogna eh' io non sia


seriet consiste

serio

nel senso solito.


essere serio a

La
quel
.

mia

modo
Escire

appunto nel non

per esser veramente serio io debbo scherzare

da questo stato con una esaltazione eroica le disperazione, pur vivendo, cosa pi da parola che da fatto n si vedr bene,
capace di accettare
;

in seguito, che cosa n' abbia cavato Papini.

La strada
finito

era senza escita e soltanto ritornando indietro, sopra


di s, e' era la possibile redenzione.

Un uomo

il

tentativo di questo esame di coscienza fatto in

pubblico, con evidente intonazione, fin dal titolo, di

umilt e di dolore.

A
le

chi

tuttor nell' orecchio


allegre

le
si

sinfonie

gloriose

fanfare

del

Leonardo,

urtasse di questa
:

gravit maggiore di tono, risponderemo soltanto


anni.
finito

dieci

Tanti ne corrono dal Leonardo a

perch

il

Leonardo vero,
solo.

fin

Un uomo nel 1908 ma

di

Leonardo non ve ne fu uno

Come

tutte le

ri-

vistefla continuit del

nome non deve ingannare


e,

sulla

continuit dello spirito

come abbiamo veduto,

in

due anni, almeno

tre

Laeerba

(la

prima, trinomio


Papini
Soffici

50

infuturisteggiata,

Palazzeschi con pretta predominanza dei

due primi,

la

seconda Lacerba

pi

e pi pencolante di zavorra squilibrata, la terza Lacerba guerriera) cos di Leonardo (e questo gi indi-

cato pur nel variar di formato) se ne contano vari.

Ma

il

primo, quello dei primi nove numeri su carta a

l'

immediata creazione di Papini, quella prima gioiosa affermazione e quel primo afferrar del mondo, che inebria 1' adolescente e, quando questo ha poter

mano,

poetico,

rispecchiato nelle mille faccette brillanti del


l'

suo

spirito,

illumina e spande

il

suo sole sopra


si

tutti.

Avete mai visto come una donna, appena


mora, diventa pi bella
rispondenza d'
affetti,
?
i

inna-

Cos

il

poeta che trovi cor-

cando

la

compagni, sui quali trabocgenerosit del suo sentimento, egli trasforma

ed

e fa suoi eguali.

debolezze di
colleghi e

[Quanta generosa illusione in certe Papini per uomini nulli, fatti compagni
sue imprese.
.

zavorra di
li

Non
il

far

dovere, e poi tutti

conoscono] Questo
i

nomi primo Leo-

nardo per Papini. Pi di tutti


in questa creazione
si

libri

di quel periodo,

affermato.
(e

Rimarr sempre, anche

se

non
il

lo

leggeranno pi
?)

gi chi pi lo legge, quel

Leonardo introvabile
fatto

rimarr sempre colui che ha


si

Leonardo.

Non

potr pi cancellare. NpSquillo di

pur

lui
1'

potr cancellarlo.
Italia
i

ziale

nova

tromba annunfu subito senL',

queir Italia che deve ancora

tirar tutti

suoi conti col

mondo
il il

tito da' giovani e arrivo-Tanche a' vecchi.


i

odiarono
ro-

pedanti, immediate. In Papini


l'

fermento

dell' ideail

lismo, tra

inglese e

il

tedesco,

conoscitivo e


quassatore di tutte
riori
le

51

_
le

mantico, agiva in un senso prettamente poetico. Scon-

apparenze e

stabilit

este-

poneva

lo spirito in

uno stato

di ebbrezza e di

vibrazione

rinnovatore, e gi battente

un

ritmo che
durezze

domandava
razionali
Il

poesia

non soddisfatto
della

delle

passava apertamente nel campo del mito.

nono numero, ultimo gi una favola di Papini. danza poetica che nasce

prima serie, contiene da una crisi di sovrabboncos dal primo Leonardo il


stacco cos improvviso di
italiana,

Tragico quotidiano
nel

Uno

forze,

mondo

dell' intelligenza
Il

non era
in pieno

avvenuto senza preparazione.


possesso
anni,
gli

lato bello di Papini

di aver cominciato subito in di

grande

stile,

quelle

virt

di

scrittore

che,

per molti
un' in-

sono state
altri si
1'

sufficienti

ad

esercitare

fluenza.

Di

vede un lento progresso, su su dalla

recensione a
versi

articolo e
il

da questo

al libro, dai
alle

primi
liriche

riecheggianti

poeta pi in voga
lati

originali.

Papini una rivelazione immediata. Si po-

trebbe dire, piuttosto, che per certi


suoi toni di oro antico,
se
si

vada perdendo,
e intellettuale,

durante alcuni anni, smorzando e mortificando quei

un poco snob
i

vuole.

Il

periodo di preparazione sconosciuto

al pubblico,

e soltanto lo rivelano
finito
.

primi capitoli di
di Papini per

Un uomo

Perci questo Leonardo che non


[1'

assomigliava a nessuna rivista


il

amore

nuovo

magari esteriormente soltanto, ha qual-

cosa di morboso] e questo Papini di cui si sussurrava [scriveva allora col pseudonimo Gian Falco] misero alla prova gli ingegni italici
;

ed certo un gran

52

gli

merito del Croce, averci posto su


tra le persone serie, riconosciuto
glio,
le
il

occhi

e,

primo
di

valore di quel focaratteristica

doti

di

quello

scrittore,

la

quel movimento che, anche anni dopo [1909], sebbene da quello pi che mai diviso, doveva incisivamente

chiamare

un

istituto educativo

penna una del nota con istintiva necessit, mio taccuino e d' uno spiacevole compito da adempiere. La questione Croce-Papini si pu tacere in una biografia di Croce non in una di Papini. Ed io mi voglio bene a Papini, ho per Croce trovo fra i due reverenza. Ma non posso esci re di qui senza parlare del loro dissidio e preferisco farlo subito, non serbarmi questo peso per la fine, quando forse non sarebbe il suo tempo e il suo posto, ed allora, essendomi tolte di mezzo tutte le pi sgradite cose, discorrere a mio agio di Papini artista maturo e sicuro. Cos mi raccomando a te, o mio spirito di giustizia, che credo di portar dentro, ferreo, anche contro me stesso, a te mi affido e la mia penna. L'urto era inevitabile. Tempere, vite, tradizioni, culquesto
del

Ma

nome

Croce, venutomi alla

mi

ricorda

d'

ture divaricanti profondamente. In Papini verso Croce

non poteva
lore,

esser simpatia, mai. Papini stato

sempre

in-

giusto, verso Croce.

Pur di attaccarlo, si ha adottato ogni calibro, dalla piccola

fatto d'ogni cofucileria al

colpo di mortaio.
nista
;

stato

scettico, pragmatista,
la religione la religione

moder-

un giorno ha difeso un altro giorno ha attaccato

contro Croce, contro Croce.

Ha

citato di lui,

abbondantemente, in uno sciocchez-


zaio,

53

dal loro
contesto,
finta di

linee

frasi

astratte

conte-

nenti verit che


pire,

non capiva o faceva


pubblico grossolano,

non

ca-

ma

che

il

evidentemente,

prendendole a quel modo, non poteva far a meno di


trovare idiote.

Batteva Croce e lasciava che Sonici,


citasse,

pi
sue,

ingenuo,

senza

farne

il

adottandole, imperniandovi

su,

nome, massime non soltanto il


per Sonici chi

proprio sistema di estetica, ma, addirittura, la valutazione dell' intelligenza degli uomini
:

non era crociano era


prio
l'

imbecille.

E, questo, gomito a

gomito con Papini. Quella di Papini

ingiustizia cieca, grossa, sorda, che


1'

dunque pronon ha nemnon pu


n
la

meno
quel

abilit di

andare dove dovrebbe e di evitare


Papini evidentemente,
:

che

dovrebbe.

soffrir nulla di

Croce

la precisione erudita,

prosa calma e un po' corbellatrice, talora, n la soddisfazione ottimista che ne sgorga, n la chiarezza in-

tima.

Ma

tutto questo naturale in


le

lui,

che non solo

sente fortemente
progetto,

antipatie

ma

che, per di pi, e di

non mette nessun freno alle sue ingiustizie. Noi sentiamo questa ostilit come un lineamento del
complesso carattere di Papini. Ci dispiace, ogni volta
che

ma

troviamo di fronte ad una sua manifestazione non possiamo far altro che, reagendovi volta per
ci

volta,

accettarlo com' nella funzione che

essa

ha in
difetto,

tutta la formazione spirituale di Papini.

un

insomma,
Papini.
l' l'

grave

ma
ci

connesso con altre qualit di

Se noi ne penetriamo lo spirito ne sentiamo

inevitabilit e

non

turba pi di quel che

ci

turbi

ingiustizia dei pensator

e dei poeti del passato fra


di loro, proporzioni

54

di

a parte,

un Manzoni o

di

un

Tommaseo per un
Manzoni
canza.
;

Leopardi, di un Carducci per"*un


verso

e pi

non citiamo per brevit non per man


l'

Papini

artista

irascibile

il

filosofo,

con

1'

aggravante di non esser


filosofia
s'
?
;

riescito nei suoi

amori
bella.

con
colui

la
"

1'

amante sfortunato che bersaglia


legittimo" sposo
della

che

fatto

sua

Che

farci

Si pu essere urtati, e io ho^ dimostrato di questi episodi di ira

di esserlo,

da taluno

ma

si fini-

sce col capirli, collocarli a loro posto, attenderli persino

come

inevitabili

quasi pi non curarsene.

Da
se

parte del Croce la

cosa un po' differente. Perch


di

Papini radicalmente incapace


ci

capire

Croce,

noi

siamo formati
la giustizia

l'

idea che
l'

Croce debba poter

capire Papini.
stizia
:

Papini

mi

ingiustizia,
sia

Croce la giuil

permesso

bisticcio

anche per l' ingiustizia. Papini non sereno, Croce dovrebbe esserlo, anche con Papini. Ora in ci che Croce ha detto di Papini nei primi tempi quella giunegli ultimi stizia che da lui si aspettava, ci stata no. E non gi perch ci che Croce ha detto delle edizioni di Papini, e di quella del Campanella in modo
;

particolare,

non

fosse giusto

anzi era pi che sacro-

santamente giusto.
di

Ma

l'

ingiustizia stava in ci che

cato in base ad una edizione di

Papini Croce taceva. Papini non pu essere giudiclassici. Diciamolo


:

pure

domani Papini potr

esser
le

lui

un

classico,

vi sar

qualcuno che ne curer


del

edizioni. Papini

un

artista e

edizioni

come tale si salva, mondo, prendesse

facesse le pi sporche
i

pi

falsi

atteggia-


pini

55

si

menti del mondo. In una rivista in cui


benevoli per alcuni letterati non
si

stati cos

doveva

fustigare Pa-

dove

giusto,

s,

che sia battuto

ma

col patto

anche di incoronarlo per il resto. E quanto Croce avrebbe guadagnato in grandezza se, tagliando ai piedi i falsi orgogli di Papini, ne avesse, fosse pur con un cenno, riconosciuto le grandi qualit. Oh,
Croce non diminuito, anzi tanto ingrandito ne sarebbe
stato,

pi grave

che Papini ne avrebbe avuto un castigo assai di quello che non abe pi giovevole

bia avuto.
v'

vero, in ci che Papini ha scritto di Croce


;

una
l'

specie di acredine che duole

si

distanti

dalle

cordiali

buffonate

di

un

Soffici

ma
!

per ci

Si

ha

impressione che,
e

umano
scritto
gli

del resto

Croce

si sia

risentito

non abbia
si

gli solita e

che cos bene

con quella altezza che s'addice. Ed ora aggiungo

esamina questa polemica, che dura da 1' uno tanti anni, se ne vede la completa inutilit 1' ben delineamenti altro escono intatti, con i loro e finiti, cos diversi che ogni contatto impossibile, salvo
che quando
;

nel

sce,

contemporanei che li riconoe fa s che nel futuro, essi andranno, estinta ogni eco di polemica fuor che per gli eruditi, nostri messi rappresentativi del tempo che
nostro spirito di
consacra,
li li

celebra

fu loro e nostro.

Certamente
zire.

la

polemica papiniana pu fare


1'

stiz-

Papini,

come possiede

arte di mettere uomini,

relazioni
si

ed argomenti sotto 1' aspetto pi odioso che possa immaginare, ha un vero ingegno tutto fioreni

tino nello scoprire

difetti di

un uomo

[o nell'

inven-

tarne dove non

56

ci sono], ed una potenza di epiteto mordace concentratore di sarcasmo pur nel suono o nel doppio significato che una parola pu assumere
;

arte,

ingegno e potenza che conserva intatti nelle sue

varie incarnazioni dal primo


1'

numero

del Leonardo a

ultimo di Lacerba,

attraverso Anima, Il Regno, la

Voce e che, espandendosi naturalmente piuttosto nei


che nei

permettono il commento immediato anche in questi qui e l si mostra, e magari in purissime liriche dove e' il volo dell'aquila ma anche l'artiglio. Insieme col novelliere era forse questo uno
periodici che gli
libri,
:

dei lati pi noti universalmente di Papini catore, fino a che la

lo stron-

fama non
stroncatura

gli

venisse per quel


al

Discorso di
1'

Roma
da

massima,
le

quale,

pi

occasione e lo scandalo, che


lui in articoli,

idee,

gi tante

volte manifestate

dettero diffusione.

Dalle

schermaglie

leonardiane alla

sedia elettrica
si

lacerbesca questa aggressivit di


alla stessa altezza e,

Papini

mantiene
percen-

su per gi, con

le stesse

buone trovate e di sforzi, di buoni colpi e di fu composto e impaginato il primo numero del Leonardo mancava una mezza colonna da riempire, che Papini scrisse l sul marmo del tipotuali di
inutili.

Quando

grafo

e le

Schermaglie
1'

furono
tutti

la parte
i

pi vi-

vace del giornale,


solleticante

ambizione di tutti
di
i

giovani, la

prima scorsa

lettori.

Alcune

meritano di restare, e resteranno, addosso Guido Mazzoni delle loro vittime


:

alla schiena

spolveratore di parole vecchie

- # la

Lectura Dantis
sfogo periodico di vanit celebri e oscure

pretesto

di

sottigliezze

che puzzan di lucerna e

di

esclamazioni

che sanno di rancido

Edmondo De
gentile]

Amicis [aveva allora pubblicato

l'

Idioma

l'

idiota

gentile

Altre toccano

una corda pi commovente, come quella


fsica di

per la morte

Teodoro Mommsen, per esempio,

o per quella spirituale di Anatole France.

Teodoro

sono amare.

Mommsen era di Non rispondeva al

quei tedeschi che


tipo del

si

pos-

barbaro e dotto

teutonico che ha foggiato la nostra fantasia latina.

Schopenhauer, come Heine, come Nietzsche


di

egli era

Come uomo
entu-

vita

d' ardore.

Autoritario,
di

beffardo,
:

ironico,

siasta,

artista,

amante
pi

contraddizioni

epigrafista
;

che

faceva

della

storia

viva della

vissuta
:

democratico
d'

che adorava Cesare e


la

il

Cesarismo
spirito,

latino
il

animo, per

sua vivezza, per

il

suo

per

suo amore, e nello

stesso
arte.

tempo spregiatore della nostra razza e della nostra Era un nemico d'Italia che ha esaltato la romanit,
e

ha creato
antichi,

rinnovato lo studio dei nostri linguaggi pi


ricercate
le

ha

nostre
e

memorie pi lontane, ha
si

scritto la storia pi

viva

colorita che

conosca

E
la fine di quella

5B

su France

Io non. sono ancora andato a Parigi e non ho par-

lato

con Anatole

France

dell'Accademia
ci

Francese.

Ag-

giungo, con dolore, che


essere

non

parler mai. Egli


egli

non pu
lasciato
il

pi amico mio.

Da

qualche anno

ha

ci che lo faceva caro al

mio cuore. Egli ha imparato,


di

delicatissimo scettico, la virt della fede e della fede pi

nemica
France

di

ci che alto,

quella democratica. Anatole

divenuto

socialista, scrive nei giornali del signor


Italia,

Jaurs e viene in
lismo.
dire,
i

Roma,

a fare

dell' anticlerica-

Per una coincidenza eh' io non


suoi
libri

voglio
assai

approfonpeggiori.
s'

sono divenuti peggiori,

Ho
tola
fare

letto in questi giorni la raccolta di novelle che

inti-

da Crainquebille. Sono
Dreyfus,
giustizia,

delle ultime e risalgono all' af-

poich
dei

e'

in
e

molte
degli

una preoccupazione
errori

della

giudici

giudiziari

eh'

nuova nell'opera

sua. Io desidero per

ardentemente che
In una

non siano
sola,

di lui.

Perch non potrebbe averle compilate,


?

per sua commissione, qualche sorella compiacente


in
Putois,

ho ritrovato

1'

amico

qualcosa mi dice

eh' essa sia pi antica delle altre.

lo

In ogni

modo una
lui.

sola

novella

non basterebbe a

riconciliarmi

con

In

questi giorni Anatole France a


si

Roma

e forse,

tornando,
di

fermer ancora a Firenze.

Ma

prego vivamente
.

non venire a cercarmi. Non

lo potrei ricevere

Quando Papini
grappino non
si

arriva

all'

Anima
:

la

sua

facolt
1'

di

spuntata

chi

non

ricorda, se

ha

m letto,

inizio della

polemica con

il

Troilo, dal simbolico

titolo

Troilate

il

sign.

prof.

E. Troilo, dopo la strigliatura


scalcettare,

dell' al-

tra

volta,

ha ricominciato a
.

nella sua stalla

romana....

Di queste paginette di Papini innumerevoli solcano


riviste

le

che

gli

lasciavano

pi libero

il

braccio

da
di-

queste una messe di odi e di simpatie. Oltre


sinteressate,
le

le

interessate.
il

Non

si

ha idea
i

di quanti

aspettassero da Papini
sari.

colpetto contro

loro avver-

Ho

visto accademici gongolanti per le graffiature


pericoloso,

ad un concorrente

dimentichi
le

di

quelle

ricevute o ingenui al punto

da ignorare

venture.

Altri cercavano di eccitarlo contro questo o quello, che

non osavan,
l'
l'

aperti, combattere.

N da

tali spettacoli

Papini deve aver riportato una buona impressione del-

Molte sue recensioni devon avere avuto immancabile stesso effetto, che se poi, picchiare provoca inimicizie, la maggior parte degli spettatori sopratutto se picchia con una sta per chi picchia

umanit.

vescica, senza fare male, beffeggiatore. Il tono di queste recensioni

non era punto


;

in disaccordo

con quello

delle

schermaglie
:

son

recensioni

brevi,

sommarie,

pungentissime

Dinanzi a questo libro [A. Agresti

La

filosofia nella

letteratura
della

moderna]

io

povert della lingua italiana.

mi sono persuaso definitivamente Non e' una parola

la

quale possa indicare

il

genere speciale, particolare, in-

definito al quale appartiene questo libro.

Manca un

agget-

tivo in cui siano riunite le idee di ignoranza,

disordine,

presunzione, equivoco, pseudocultura, ciarlatanismo,


fusione,
et

con-

mancanza
.

di gusto,

di

tatto,

di senso dei

tempi

similia

Libro

discretamente

imbecille,

come

tutti
:

quelli
I

che escono di casa Lombroso.... [Gina Lombroso


taggi della degenerazione]

van-

Giacch molti

si

ostinano ancora a confonderci con

neo-idealisti o neo-spiritualisti uso Cervesato e

Ci afferriamo
questo

anche questo opuscoletto del Chiappelli per


fermare, proclamare, gridare,

dire, ripetere, af-

dichiarare, urlare che


il

nuovo Idealismo non


cenna
spiritismo uso
e

il

nostro. Infatti

Chiappelli acallo

al cristianesimo ritinto

uso Coppe
,

Huysmans,

Luce ed ombra

al socialismo roseo uso suo

non fa per noi. Anche se vorremo chiamarci idealisti non saremo idealisti del tipo di quei signori, i quali parlano, come il Chiappelli qui, di mistero
tutta questa roba
di ideale, di fede, ecc. senza dir risolutamente ci che vo-

gliono

[A. Chiappelli: Verso

il

nuovo idealismo].

la

Ci
cui

che colpisce,
Papini porta

attrae,
il

soddisfa

rapidit

con

suo

colpo scendendo da
e

quella

parte

che

meno
.

si

aspetta,

tanto

meglio

quanto

meno

brutale

Si sente che son cose pensate e scritte


1*

immagine dell' avversario olil libro, ed hanno il colore di quelle fritture arrabbiate con le quali un oste in campagna ti prepara l per l un galletto tiglioso. La corbellatura di ogni
via via, con di faccia
tre che

6i

aggettivo
giudizio

efficacissima

spesso

estetico

giustissimo,

simo

ritinto
il

di

Coppe e
il

contiene in s un come quel cristianeHuysmans, dove senti il


il

vecchio,

bellimbusto,

falso,

teatrale,

il

puzzo
ri-

di cosmetico e,

insieme, di sacrestia. Altrove la

sonanza del giudizio, che per cerchi s' allarga a dimensioni pi vaste come queir imbecille libro che
subito diffonde su tutta
libri,

una

famiglia,

fabbricante di

la

sua buiezza

ma
i

che deve la sua particolare


discretamente

intonazione beffarda a quel


catogli accanto.

appicci-

Anche

titoli

hanno
o

delle

vere tro:

vate
titoli

di

indicazione

punitrice

corbellatrice

ed

ai

Papini deve non poco del suo successo.


il

Il titolo

di

Papini sovente

tentativo di romperla con la


il

statica,

che sembra essere

destino del titolo


:

indi-

cazione immobile. Per esempio


gli

Odiatevi

gli

uni con

altri

Non

rispondo

a
.

Gabriele

D'Annunzio
in

Accuso soltanto

me

stesso
il

C' spesso

un
si

titolo

solo concentrato tutto

brillare geniale

che

ritrova

diffuso nell' articolo o nel capitolo. Allo scintillo che

il

cozzo di due parole opposte


.

si

deve
la

il

Pilota

Cieco

Alla brutalit attirante


.

24 Cervelli

le

100 Pagine di Poesia

Ma

anche

letteratura ci
e nel

lasci la sua

preda in
,

Parole e sangue

Cre-

puscolo dei Filosofi


far nel

dantesco e wagneriano. [E chi


delle

futuro una raccolta


o

sue dediche, im-

banco d' un libraio, beffarde, malinconiche, sentimentali, sempre piene di spirito ?]. Se non sempre riescito certo sempre ambito in
provvisate alla scrivania
sul

Papini questo bisogno di stracciare la quietudine abituale


delle espressioni

62

non avendo la calma forza di penetrarle pian piano con un nuovo concepimento che protraendosi fuori di
quelle
si

faccia

accettare sul principio


il

da
di

tutti e meravigli poi tutti per

vedersi condotti
;

pi in l di dove credevano. Papini, no

ha bisogno

dare un pugno negli occhi

far vedere le stelle del

cielo a occhi chiusi per lui lo stesso che farle vedere a occhi aperti. Ed tale la sua smania del pi oltre che ci che pi meraviglia nella sua avventura futu-

rista

non

gi che si sia fatto futurista


le

ma

che, acsi

cettando a scorciatoie

trovate futuriste non

sia

messo in mente
questo
senso,
le

di sorpassarle senz' altro.

Invece, in

sue

timide,

assai

timide rinnova-

zioni della grafica [tipo coraggio,

coraggioo,

CORAGla

GIOOO] sono
esempio,
del

state

molto meno rivoluzionarie, per


di
il

suo

modo
riun
tre

concepir nuovamente

prefazione,

quando

Tragico quotidiano

quale non una,


sofi

ma

ne

scrisse,

ai poeti

al

ai filo-

agli eruditi
al

o quando lo chiam,
[Buffonate]. Ogni
fa,

con vocaogni

bolo preso
ficato
libro,

gergo dei saltimbanchi e di cinico signirivista,

imbonimento
quasi

ogni articolo che

una

sorpresa

per

il

lettore

sembra che mediti ed uno dei periodi pi


falsariga,

stanchi di lui forse quello che coincide con tante


novelle della

Stampa

scritte sulla stessa


:

senza uno sforzo per escirne


pini finito.

era allora che

si

diceva Pa-

questa smania lo
nei

muove

spesso a rinno-

vamenti
all'

sbalzo,

quali

aria tutto o quasi ci

mente

nei

segni

esterni,

manda, esteriormente, che aveva fatto e, specialsi compiace di farsi veder

tutto

63

nuovo
il

vecchia nostalgia del


si

non voler pi

essere ci che

Papini sembra talvolta un di quei

ragazzi che

i gennaio scrivono sul loro diario

Anno
che

nuovo vita nuova


Papini
lo
ci

con

la

sola

differenza

forse

scrive

voglio esser discolo


il

come mai non


si

sono stato

e quelli

contrario.

Ma

assomigliano

nel fatto che la differenza tra


poi tanta e
il

un anno

Y altro non

progresso delle birichinate

come
i

delle
esi-

bont minimo. La spezzatura, per esempio, che


ste in

Un uomo

finito

verso

tre quarti, anzi

quat-

tro

quinti, l dove comincia il finale Allegretto dovuta certamente a l' insorgere in Papini di uno di questi stati d' animo di rinnovamento interiore, che

rotta la lastra di ghiaccio della depressione di prima,

trabocca a
rito di

fiotti

caldi e dissolve quella rigidezza.

Di

questa intima continuit e immutevolezza dello spiPapini, tra


gli

alti

e bassi della

marea
finito
lui,
,

senti-

mentale racconto e prova


a significare non la fine

Un uomo

che,

per un contrasto naturale nella storia di

venuto

ma

la ripresa di Papini.

Un

uomo finito nasce ed esce durante il periodo vociano. La collaborazione di Papini a La Voce stata di
vario tipo

articoli di coltura,

come

Lo

stato editore

Studi galileiani

Universit e biblioteche

L' edi-

zione di Leonardo

note polemiche
la verit

Abbasso

Roma
qu

Per Farinelli e per

Per la cattedra a Gu

glielmo Ferrer

o corbellatici
di
scritti,

La riforma
o
di

del

ed

infine

una

serie

pi papinjani propriacaratteri-

mente,
stiche

specie
di

di

fantasie-esortazioni

personaggi,

tutte suggellate dai gusti

suoi

64

fermezza, sodezza, coni

personali, lodi della durezza,

tro la vita di societ, le parrucche,


rari,
le

cicisbeismi lette-

svenevolezze,

miteggianti

ingenuamente
la

le

cose della natura

ad esprimere queste sue


quasi
parlare

passioni,
il

facendo vivere e
miele e la pietra
gli

campagna
il

la

querce e i funghi

fiume

campagna. Sono nella stessa atmosfera lirica il genio alla fiera l' anima in poltrona sincerit preghiera per Leone Tolstoi la tradizione italiana le due tradizioni letterarie dacci
amici

di

oggi

la

nostra poesia quotidiana


plebei

l'

diventar genio
imbecille

sonetti

preghiera

per

di

questi alcuni, ripubblicati nelle Cento pagine di poesia


i

miei amici
:

la

mia strada

Anche qui
e
1'

e'

un

Papini eroico

V eroico plebeo. L' artista pi caldo


si

nel sogno che

presenta di se stesso

efficacia

della sua prosa maggiore.

Gi

pulizia

di

lingua maggiore.

e' da per tutto una scomparso il tritume

Qui e l, anzi fa bella mostra qualche termine che sa di terra, cavato allora di bocca al villano della Vernia, qualcheduno ritagliato da un classico. Papini s' messo a rileggere quei letterati italiani dei quali, consule Leonardo, non
e la corrosione dei primi anni.

diceva che corna


per
le letterature

es'

spogliato delle sue predilezioni

nordiche. Forza e necessit di cose,


assai
ristretta,
l'

una

vita

di

campagna
il

obbligo

di

Carabba di Lanciano, V han rimesso a contatto con la buona lingua ed ha preso ad amarla. Le parole, che erano il suo assillo, son
certe edizioni per
:

diventate la sua passione

senza accorgersene, salvo

Soffici
Caricatura di G. Papini

tirete

65

Nel Trasi

che, di tratto in tratto, sintomo indubitabile, lo sen-

pi soddisfatto della sua scrittura.

gico

quotidiano

lo

spunto

lirico

eccellente

arre-

stava spesso per un accesso di prosa e pedagogia gra-

vante su

ali

non troppo

solide. In questi articoli

1'

ar-

armonia suona tra quell' impeto del plebeo e quella maschiezza di verbo. Le sdolcinature d' un tempo sono finite. Semmai, il
tista pi libero, e tutta un'

pericolo
farlo

un

altro,

che perseguiter Papini, fino a


quale
progresso

addirittura cadere, nei suoi articoli di Lacerba,


l'

cio

oratorio.

Ma

Esso viene a
titolo
,

dare un significato a quelle raccolte di classici e di


pensatori

vari

che escon

dal

Scrittori nostri

e di
gli

Coltura

Carabba col dell' anima


di

di
il

oltre

naturale che tutti


di

danno

di rispondere al bisogno
.

coltura

del

nostro decennio e

far

guadagnar

qualche cosa ad autori e direttore. La collaborazione


di

Papini

queste

collezioni

predominantemente

italiana e letteraria,

ma

di quella letteratura che ve-

dremo aver avuta maggior importanza nella rivestitura di Papini. Le lettere del Buonarroti, che hanno
dell' artigiano,

pi che
:

dell' artista,

nel senso troppo


le

squisito della parola

son

a testimoniar

volont

dantesche di Papini
critico,

come
:

quella Leggenda di Dante,

imperfettamente compilata, certo, dal punto di vista

ma

significativa

che

sia pi vero di quel dei

il Dante della leggenda commenti, un Dante spesso

plebeo, a tu per tu con


tadini,

signori,

cortigiani,

concit-

capace di male parole e di azioni dure. // pecoSer

rone

di

Giovanni Fiorentino,

che porta la sua

66
lingua di novelliere sboccato.
di

La

strega e

La

sibilla

Anton Francesco Grazzini, che non ha la grandezza di Dante e di Michelangiolo, ma piace a Papini per quel suo vispo ingegno scherzoso arguto e un tantino maiale. Poi le dure Poesie di Tomaso Campanella, da opporsi alle sdolcinature del petrarchismo. Tutta
pietra,

usando

il

linguaggio di Papini, e punto miele.

Ma
l'

pi evidente questa direzione nella


scelti

Coltura del-

Galileo, di dove trovate pensieri anche qui son toscani Machiavelli, di Guicciardini di quei membruti e sono preponderanti contro le traduzioni, del Boutroux, del Bergson, del James, una ristampa del Verri e un' edizione, infelicissima sotto

anima

di

1'

aspetto del pensiero non


Sarpi.

meno che

della esattezza,

del

Ma, del
:

resto,

Papini non poteva essere


la pazienza, certa coltura

un buon

editore
e

gli

manca

[greco-latina],

la

vista

stessa.

io

preferisco che

abbia lasciato scappar molti errori anzi


rovinato
le
gli

occhi di pi. Quelle edizioni

che essersi
che, fra

non

sue,

alcune buone
utili

ci

abbastanza
d' essere in

sono tutte

sono,

e,

nel complesso,

ricevon la loro ragion


:

un motivo superiore

nella ripresa creasi

zione di Papini che di queste letture obbligatorie

giover
pare,

vero che, per leggere, non era mestieri stamma le strade della provvidenza artistica son
:

tante
si

e,

se per avere

un paio

di

buoni

libri

moderni

poi
i

son dovute guastare alcune ristampe, non trovo il danno tanto grave. Ma oltre i ripubblicati ci sono
;

letti

chi sa quanti

vien fatto di esclamare, ripenlibri ,

sando

al

passato di questo divoratore di

senon-

di
curiosit,
le le

67

le

che qui conviene andar cauti e distinguer


scorrerie
d' audacia,
le

letture

scorse

orgo-

gliose,

razzie

rabbiose,
l'

con

le
,

quali
dalla

ultimamente
gustante
e

aveva compilato

altra
coi

met

studiosa consuetudine

classici.

Soltanto a leggere

quelle prefazioni sue, e taluni articoli letterari,

come

pel centenario del Boccaccio

si

trovano tanti giu-

dizi artistici che una rielaborazione accurata ne caverebbe forse fuori una storia della letteratura italiana

assai

singolare,

con quei due schienali che vi pone


il

a reggerla, dantesco e petrarchesco, facendo portare


dall'

uno tutto
i

maschio,

dall' altro

tutto

il

femmi-

nile della nostra letteratura.

Non devono

esser

dunque
col

moltissimi
quale, fin

classici letti

bene da Papini.

Ma uno

da ragazzo, ha avuto lunga ed intima dimestichezza, e dal quale, pur abbandonando molto, non s' mai tutto staccato, il Carducci. E difatti
nel piglio e nel taglio di quegli articoli della Voce che
ci

hanno condotti
i

qui, e' del carducciano


i

quel

modo

di trattare
i

mediocri e

pusillanimi,

cristianucci e

pudibondi

quel gusto del satanico e del rivoluzio-

nario

son carducciani sputati. La prosa lucida, secca,

interrotta
presso,
il

da qualche accenno
porre
le

di

sentimento tosto re-

vicende proprie in prima linea anche vuoi tedeschi o professori,

a proposito della critica d' un poeta, certi odi collettivi

per nazioni e per

classi,

pure tutto carducciano.

Ma
;

con

le

analogie non

si

pu procedere molto avanti

e se a Papini

mancano

tante cose che Carducci aveva, e che lo facevano forte,

mancano

poi

tante

altre,

che lo rendevano debole.


Sicch per certi
lati

68

pu
dirsi,
s'

Papini, se cos
rispetto

av-

vantaggia dei suoi


tabilmente,
del

difetti

a Carducci

e,

no-

difetto

di
il

quel paludamento or eru-

dito or professorale, onde

meglio del lirismo carducstesso di rado


si

ciano fu coperto, e

1'

uomo

salv.

Vero

poi che anche Papini ha la sua erudizione e questa, in

un

uomo

di

minor

coltura,
finito

non
il

digerita,

pi opprime.

Un uomo

punto

di

convergenza di
si

tutte queste forze e debolezze papiniane. Tutte vi

fondono, nel caldo crogiolo della -confessione.


teratura elegiaca del
razione suprema de

La

let-

Tragico quotidiano

la

dispe-

L' altra

met
la

1'

erudizione in-

gombrante,
guta,
l'

1'

oratoria che amplifica, la toscanit ar-

eroismo dispregiatore,

polemica pungente,

tutte vi contribuiscono
finito

una

purificazione.

ma nessuna pi esiste. Un uomo D molto tempo si aspetmolto tempo queir arrovellio,


quella
insistente

tava qui,
quel
di

Papini.

Da

dolorante

ricercare,

domanda
a
chi

certezza,

queir orgoglio
il

che

era

fastidioso

non ne comprendeva

martirio,

vare altra via di soluzione che in

non potevano trouna confessione di


in quelle con-

umilt e in un' opera d' arte


fessioni d'

non pi

un tempo dove Papini amava


nell' intimit rivestirsi di

coprirsi di

una

corazza e

paludamenti

eroici,

non pi
d' escire
s'

in quelle opere d' arte


di
s'.

dove Papini cercava


il

Il

rimedio alla malattia delle parole


rimedio alla
crisi

era trovato nella cura delle parole,

solitudine nel ritornare sopra di s.


pini

Le
:

di

Pa-

eran

venute

sempre

dall'

esterno

perci
dall'

non

V avevano mai rinnovato; questa nasceva

intimo.

perfetta.

Ora non dico che Un uomo Siamo gi stati su l'orlo


si

finito
'di

sia

opera

quella frattura,

che

apre verso la
dal
resto
del

fine,

e separa gli ultimi sette ca-

pitoli

libro.

Andremo a

visitarla.

Ma

poniamo intanto un segno di riconoscimento su qualche capitolo abbandonato a se stesso, come il xxiv,

L' ingegno

il

xli
di

Il

buffone

sorta

di

improv-

visazioni

letterarie

bravura
del libro.

ma

senza un intimo

collegamento col
fare effetto, e

filo

C
a

Papini che vuol


riescite
:

da questo punto son cose


che

L' in-

gegno

poi migliore, in queir inizio corbellatore di

questa
birboni,

qualit

riconosciamo

tutti,

ciarlatani,

chiacchieroni,

imbroglioni,

che
si

tutti

hanno
si-

ingegno, e in quella parentesi, dove


gnificato

parla del
della

toscano

di

ingegno,

ordigno

chiave

che serve a girar nella toppa, simbolico per lui di queir altro ingegno che fa passar da per tutto.

Ma non
Il

questo
di

il

carattere di

Un uomo

finito

grande dono
il

questo libro consiste nel fatto che


freddezza

Papini
tutto

confessando la sua
L'

ha dato
si

fuori
diter-

suo calore, narrando la sua sconfitta

mostrato grande.
ribile

uomo

finito

ha avuto una

passione di grandezza, della massima grandezza,


:

una grandezza che nessun grande aveva sognata ma una grandezza ed una potenza desiderata in astratto, per s, senza un punto d' appoggio e un luogo di applicazione. La conquista della grandezza ha da esser spontanea e non egoistica. Il fallimento
d'

di

Papini

viene
I

dall'

aver

pensato

astratto

guar;

dando a

s.

santi

non hanno desiderato

la santit


nei grandi

7d

grandezza astratta,

non

la passione della

ma

la passione di

qualche resultato concreto, stata


gli

causa di loro grandezza. Lo schiaffo della caduta

ha fatto bene,
con
le

1'

ha costretto a ritornar sopra


i

se stesso,

a rattrarsi, a sentir

propri limiti, a prendere contatto

sue vere forze, fino ad allora o trascurate o

disperse in compiti a loro superiori.

Un Dio di meno, uno scrittore di pi. Ed proprio in stoffa di scrittore che Un uomo finito . Senza quasi mai enfasi
tature,
sobria,

tagliato

o merletil

soda,

precisa,

gustosa

come

pan
che

nero, questa prosa di Papini dice tutto direttamente,

senza una perifrasi o un

giro.

Non

e'

in essa,

raramente, gioia, brillare e colorir di parole.

un

poco
ville

color ferro e ruggine, dura, silicea, sprizzante fa-

qui e
e

ai
si

contrasti.
fa

Non

e'

felicit di tro-

vata,

mentre

sentire

che ogni suo elemento

1' ha colto per s, non a caso, suo posto che calzasse bene, metterlo a ha atteso a ed

vivo e che lo scrittore

in quel che periodo ed organismo di capitolo resta

sempre

di

una certa monotonia. Non

ci

sono quelle

scappate di sghembo che storcendo tutto un groppo di immagini, te ne allungano infinitamente la prospettiva

sono
bassa,

mai scorcio potente. Non ci pagine da citare. Anche dove il tono si abcome a me pare di certi capitoli della prima
;

non

e'

quasi

parte, descrizione di studi e di conquiste intellettuali,


storie
d' enciclopedie
ecc.

per questo abbassamento

eguale,

Certo,

non

appena uno scalino sotto, senza rotture. pi la meccanica semplice, 1' organetto

delle chiuse che

7t

vedemmo

nel

Crepuscolo dei

filosofi

o la sventagliata apertura d' uno schema che, un per


uno, vi dice a svolgimento
tico pensare.
i

momenti

di

un

didat-

eloquenza calda e naturale

ma non

insolita nelle lettere nostre.

nel

tempo

nostro.
terre.

Non

e'

Siamo ancora in paese e una mano protesa ad oc

cupar nuove

Dico questo pensando

alle

Precipitazioni
di

finale

grumoso
ignoti

rattratto

di

fantasia,

sensibilit,

di

espressione

acutizzata
delle

fino

punti

assolutamente

Cento pagine di poesia . Papini presente che mi fa vedere Papini passato. lui che mi conduce a questa critica. Attraverso le Cento

da

noi,

pagine
quale
peto,

di

poesia

si

guarda

con

occhio
finito

viziato

quella confluenza che stata


il

Un uomo

dalla

corso di Papini ha ripreso una sua unit d' ime

pur avendo ricchezza da sperdersi

persino

impigrirsi.

Un uomo

finito

non chiude come dovrebbe. Non


altri

che mi piacciano meno degli


di Allegretto

quei sette capitoli

pi

ma non sono a loro posto. Non e', uomo finito. la risurrezione. Il tono di scondi

fitta,

confessione,

di

umilt

[relativa]

del

libro

scompare.

Un uomo

finito

era concepito appunto

come
lese,

la storia d' una fine, che molti davano per panon come quella d' una ripresa, in cui pochi
Il

speravano.

libro

stato
gli

almeno due anni,


scritti

ma

ultimi

lungamente in cantiere, capitoli sono stati

in

un momento
di
spirito

in cui quello stato funereo e

rassegnato

scompariva per dar luogo ad


pitoli,

7*

E
in questi cadi es-

Un' affermazione di vitalit, di fronte sopratutto alle

sorde mormorazioni dei pi giovani.


salvo certi accenti pi
forti,

quando dice
della

ser

tutt' altro

che

finito

parla

sua lingua e

un po' di ritorno al programmatico freddo e la ricerca d' una chiusa che le opere di vita non hanno, una di quelle chiuse che pi non si trovano nelle Cento pagine di poesie
della sua Toscana, e'
:

se crederete lo stesso....

eh' io sia
eh' io

davvero un uomo
son
finito

finito
volli

dovrete

almen confessare

perch

incominciar troppe cose e che non sono pi nulla


volli

perch

esser tutto

una chiusa che sa d' affrettato e ha del bisticcio, poco degna del movimento lirico che e' in tutto il libro, che dovrebbe terminar con il capitolo la fine del corpo . Abbiate la compiacenza di porre in risguardo
gli

ultimi periodi delle

Cento pagine
vanit
di

chiusa anche

questa, di
orgoglio
l'

una melanconia per che varr pi giusto


V orgogliosa
queir altra,
al-

de
:

autore

A me

soltanto fu negata, fin da principio,


nel giro

una

tra-

sfigurazione

quotidiano
io,

dall'

una
e
te,

all'

altra

mez-

zanotte. Potessi anch'


gati coloro che
si

segati canapi

ormeggi, rinnecarrozza libera


lei,

dicon miei, partire con

o con

te,

barca di corsa o piuttosto con


il

colonnello

che accende

sigaro

prima

di rimuoversi al passo. Potessi,

rimandando ogni ritorno, spremer me stesso nella vivente comunit come il grappolo nero sparisce nelP afrore schiu-

mante

del

tino

il

pace. Scale di sonatrici

Tamburi di guerra non ho saputo


:

non ho
salire all'

la

mia

umana

armonia. Finch avr sulle tempie queste ciocche in disordine sar aperto
sulla nitidezza
seria
.

mio

libro. Il libro
il

dove vado gocciando,

del

bianco,

nero della mia sconcia mi-

Tutto quest' ultimo e bellissimo libro ho avuto


lungo e disillusrio per coloro che da
un' apologia,
canti
:

di-

nanzi scrivendo questo mio discorso, non so se troppo

me

si

aspettano

uno scandalo, o
!

ricordi e rivelazioni pic-

portieri

bozze in
cartelle, e

mano

di

Anzi ora ricordo che proprio con le questo sentii zampillare le prime
di averle

mi par una meta, giunto

avute sempre in vista come

alla quale avrei potuto, finalmente!,

togliere
1'

ogni freno e lasciar ogni compasso.


si

Perch
:

ultima parte non


elementi

misura che con se stessa


oratori,

qui

Papini ha dato davvero se stesso, sveltosi da tutti quegli

incidentali,

pedagogici,

enume-

ratori, amplificatori, caricaturali,

che lo curvavano. anche in queste Cento pagine vorrei dir subito perch, come ho affermato, il pi sostanzioso midollo mi sembri essere in quelle di fondo se prima non do-

Ed

vessi far
l'

cenno della pi clamorosa avventura e delil

ultimo rischio di Papini, voglio dire


Chi mi ha seguito
fin

futurismo e

Lacerba.
d'

qui con

un

briciolo

attenzione sapr di gi che non annetto a questo


particolar importanza nello sviluppo di
forse

momento una
Papini,
salvo

per

la

sua

igiene,

alla

quale

un
mai

po' di vita in

movimento ha
crisi

fatto del bene. Ora-

anche questa

passata e se Papini resta

futurista per
il

74

di

grosso del pubblico non lo pi nemincartapecoriti nel futurismo


le profezie

meno

per

futuristi

Milano. Si pu dunque dire che

nostre su

questo punto non


Il

potevano realizzare pi a pieno. futurismo ha avuto per lui il fascino della cosa
si

estrema, della assurdit non provata, della vita [ap-

to di vita

Un uomo non troppo espercome Papini naturale si lasci accivettare da quel brusio da quello sgargiante da quei guizzi che ha il futurismo. Papini vi si buttato dentro con la fede disperata di chi cerca una fede. I professoroni non hanno mai capito perch Papini non si rivolgesse
parentemente] multiforme.
ai

loro metodi per avere la verit

gli

che pi

di

una

verit

cercava un

consenso umano,

una
;

riso-

Mfcnza piena ai suoi gridi di dolore e di audacia.


relazioni

Le

Papini-Futurismo sono state curiose


i

chi

stato pi illuso,

futuristi

accettando Papini o Pa-

pini aggregandosi ai futuristi

che, se avete finezza,

? e, sotto un altro aspetto, non contraddice punto a questo ?

esaminato

chi stato miglior mercante

Papini ha

un' intelligenza
saia, facile

lucida
i

se

non

profonda,
:

buonsen-

a scoprire

difetti altrui
ai

e gli articoli che

scrisse

sul

Futurismo

primi contatti coi futuristi,

sebbene ricchi di simpatia e desiderosi di non farsi confondere con quelli ostili al Futurismo, dimostrano
che
delle

insufficienze,

pretese

superiori

alle

forze,

crepe interiori, albagie, vecchiumi del futurismo egli

aveva piena coscienza. I futuristi non hanno egual fiuto e possiamo giurarlo, fin agli ultimi tempi, e ancora !, non hanno capito nulla di Papini. Abituati ad

accogliere
qualsiasi

75

pur
.

persona,

che
lo

s'

infiocchete

tasse di due

o tre luoghi comuni del futurismo, por-

tarono in
scintillante
forza.
Soffici,

trionfo
di
il

Papini

che aveva
Sentirono

specchietto

un

nome.

soltanto

una

Per

resto erano in maggior

comunione con
1'

artista

pi rotto
[il

alle

complicazioni che essi


escre-

rappresentavano
scenza che
il

futurismo essendo, da noi,

contatto europeo, pi avanzato di noi,

che non una interna nostrana produzione]. Essi guadagnarono


sulla nostra epidermide, piuttosto

produceva

con Papini quella forza di penetrazione popolare che non avevano mai avuto. Papini si aggiunse con quella
sua formidabile abilit a semplificare, a volgarizzare, a render lucide le cose astruse [impoverendole, ma non
il caso]. Lacerba motore del futurismo fu letta T articolo di Papini, e la concezione di futurista per divent popolarmente quella di uno che diceva cose

qui

enormi, con un segreto motivo di vero che carezzava


il

fondo d'ogni uomo. Senza Papini

le

serate futuriste

sarebbero state soltanto buffonate e accademie noiose.

N hanno

tardato a diventarlo completamente


i

il

giorno

in cui senza Papini vi introdussero


e la pagliacciata fu completa.

costumi
i

le

maschere
dettero

Ma

futuristi

a Papini una cattedra dalla quale arrivare a quella massa che non aveva mai toccato. I suoi paradossi eran sempre restati nel cerchio delle persone colte.
Il Discorso di Roma che ebbe quattro edizioni, lo port da un cerchio di duemila a un cerchio di duecentomila lettori. Da quel giorno Papini ebbe una fama, i suoi libri si sberciarono, i suoi articoli furono

- 7 6Pi spaventose erano le cose che scriveva e pi incontravano. Il massacro delle donne stato forse il suo pi grande successo.
ricercati.

Una
niamo.

lista

dell'

aver-dare fra

due sarebbe abbafini

stanza lunga e non importante ai


Coli'

che

ci

propo-

entrata nel futurismo Papini sarebbe stato


finito

un uomo davvero

per quel che riguarda la sua


1'

efficacia pubblica, se

non

avesse salvato la sua arte.

La
e
il

quale,

non

si

pu

dire che del futurismo abbia diil

gerito gran cosa, durante

tempo

in cui fra Papini

Futurismo pi intima fu 1' unione ma, cosa non curiosa a chi conosca bene la psicologia di certi artisti, mostr di essersene un po' giovata proprio quando
cominci
il il

distacco.

Segno

la

data di questo verso

marzo

del 1914

iosa e la
ci

a far

quando in Lacerba V invadenza nointolleranza non critica dei futuristi cominscrepolare la mal cementata appiccicatura

gruppo fiorentino col milanese, e Lacerba inzavorrata di tremende parole in libert meccanicamente concepite minacciava di colare a fondo fra l' indiffedel

renza del pubblico seccato. Curioso

proprio in quel
:

punto appare di Papini la prima scrittura pi libera mezz' ora . Che cosa aveva scritto fin' allora Papini in Lacerba ? Cose che dal punto di vista dell' arte rappresentavano un passo indietro. Sono gli articoli sensa discorso di Roma morte tion . Eccone una serie
:

ai

morti

la necessit della

rivoluzione

cari ge-

nitori
altri

il

Ges peccatore odiatevi gli uni con gli ricco come debitore accidenti alla seriet

77

freghiamoci

della

politica

la

vita

nori

sacra

contro Firenze passatista

il

massacro

delle

donne

viva il maiale chiudiamo le scuole gli amici . Appartengono quasi tutti al primo^anno di Lacerba e seguono al discorso di Roma . I primi scritti di
Papini ne Lacerba erano concezioni frammentarie, un
po' torre
d' avorio

intellettuale,

in

una clausura che


le
Il

dir

senz' altro

aristocratica
di
le

malgrado
protesta.

parolacce

sebbene,
di
la

certissimamente,

Discorso

Roma

viene a mutare
dell'
:

cose

Papini imbrocca

quintana

oratoria e Lacerba penetra nel folto


di qui la stura alle

della gentucola

bombe papiniane

e quella senzazione di trionfo che viene poi, finch, afflosciata

anche questa
e
si
il

nel

nuovo anno, ricomincian


i

l'autocritica

pensiero a riprendere
,

loro

diritti,

col

Cerchio

chiude

turismo,

con

lo

scoppio

con l'allontanamento dal fudella guerra, agguantato a

volo per mutar direzione, smagrire Lacerba e scappare


alla

pesantezza
libert.

dell'

ingombrante futurismo di parole


primi articoli di Papini uno che
gli

in

fra

cotesti

specialmente ha urtato e spiaciuto, anche fra

amici

Ges peccatore

Dico subito che io non lo trovo pi


altri ma riconosco che tipico mezzana, di cui Papini si confessa

straordinario

degli

di quella sofistica in

certe

pagine

d'

Un uomo
i

finito
Il

abile

per

gli

inesperti e furba per


ticoli

corbelli.

difetto di questi ar-

essere
i

sostenere tesi scandalose ma di non Sono articoli mediocri. Vanno contro luoghi comuni ma, o ne sostengono altri o li arrove-

non

di

grandi.

velano un fondo
filisteico.

78

ti

sciano senza invenzione. Paiono antiborghesi e


Sfiorano
gli

risi

argomenti e

fermano

al

momento buono
Usano
di

conclusione.

per trarre davvero una sghembo e con una sottigliezza

documenti che sono validi soltanto per gli ignari. Sono freddi, e non di quella freddezza voluta con cui Swift pone avanti ipotesi atroci per

da

leguleio freddo

farvi
alla

commuovere

di

rabbia

nemmeno
le

pessimisti

Leopardi, che senti credere a tutte

cose che
co-

nega.

del

fiorentino,

un

po' bizzarro

[luogo

mune
cio.

questo, ma, ahim, troppo vero per poter esser

dimenticato] un po' arguto, un po' vespino

ma

ghiac-

Ricordo

ancora
di

scritto per

amor

Ges peccatore . proprio azzardo come un elogio del pitale

o della mosca, quali usavasi nel seicento.


sere in solo
sibile

Ma invece

d'es-

quartine o in ottave a paragrafi.

Non un
ad

argomento che regga,


Il

ma una

gradazione insendai doci

di sospetti porta alla fine d' ogni paragrafo

un' accusa.
dici
ai

paragrafo 3 per esempio, dice trent' anni nessuno degli evangelisti


;

dice

dunque evidente che ha male perch se avesse fatto del bene ce lo avrebbero detto. Oppure gli evangeli apocrifi (cio falsi per la Chiesa, e risalenti ad almeno due o tre che cosa mai si potr secoli dopo la nascita di Ges

che cosa ha fatto Ges

fatto del

raccontar di Papini fra due secoli


delle brutte
cose.

?) ci narran su lui Cosa fa Papini ? In un periodo fa vedere che sa benissimo che conosce il loro nessun va-

lore,

e nel seguente^mette" la conclusione


.

come cosa

ferma e

sicura.

Gli
dall'

79

narrati

stssi

fatti

vengon
e

con poca diversit,

Evangelo

di
il

Tommaso

ci

dimostrerebbero, se fostutt' altro


ci

sero veri, che

bambino Ges era

da quel pari

goletto

sorridente e amoroso che

presentano

quadri

di chiesa e le

immagini sacre a un centesimo V una. Cera


tempio

gi in quel piccolo messia permaloso colui che butt all'

aria le scarabattole dei mercanti del

Ecco
la

il

passaggio dal dubitativo a

1'

affermativo
veri,

tutta

questione starebbe in quel se fossero

pini

non prosegue
ci si

sulla via difficile, volta


ci casca.

ma Paed assicura

c'era gi. L'

ignorante

E quello

che non conosce


al-

Papini

arrabbia. L' intelligente che lo conosce tollera,

aspetta e sa che questa tristezza passer. Perch non


tro che

una

specie di nerezza intellettuale che lo porta


:

a scrivere queste cose


di vera ironia,

mai

ci senti

dentro un balzo

un

sussulto di risa ventrali, n lo scop-

pio di

saltellante di Voltaire o quella

una passione che bestemmia, n la leggerezza un poco ebbra di Nietzpedagogia mortificante, scienza per tutti ap-

sche.

pena colorita da una velatura popolare di scandalo. Si potrebbero intitolare il decadentismo messo alla portata di tutti o il vangelo degli scettici.... Sono

una
,.''";

cosa,

non

dir

di

cattivo

gusto,

che potrebbe

aver la sua forza,

ma

senza gusto.
si

Discorso pi lungo

potrebbe tenere

ma, perch

Ripetere, a proposito di parecchi articoli, le stessissime osservazioni sarebbe 1' effetto. Intanto che questi articoli continuavano, il futurismo faceva sentire
:

la sua pressione

sempre pi

forte.

Per Papini era que-

8o
stione

d' essere

inghiottito

o di inghiottire
egli

dico

artisticamente.

Che,

dal lato intellettuale,

cerc

di alzare la sua critica contro la creantesi


[cos

accademia
Artistica-

vedeva]
gli

di

Boccioni

di

Marinetti.

aveva dato un esempio pi ardito del suo l'amico Soffici adottando le parole in libert in modo che riescissero ad essere null'altro che un poema ritmico come quelle prose che prima scriveva, ed alle quali poco sottraeva, se non qualche membro di congiunzione e, sacrifcio sull'altare dell'amicizia futurista, le virgole e
i

mente

punti

e che cos' era poi tutto questo se


tativi di
?

eseguiti
escire

non ripresa dei tenMallarm ma italianamente Certo che Papini sent la nuova esigenza,

Rimbaud
solita

di

dalla

cornice

della

sua prosa oratoria


proprio
si

arrivata alla pulitezza

perfetta,

quando dal
gli

futurismo amicizia e movimento


d' la

sentiva staccare
altri

come un ramo *che, piegandosi, un albero accanto, dopo un po'


sua via verso
la
1'

incontrati

di contatto, riprende

aria

ed

il

sole,

ma

raddrizzato dalla

opposizione di quelli.

La

pressione artistica del futuil

rismo e
loro
lit

vicinanza di

Soffici,

lavoro intimo della

domanda

di creare in

Italia

un' arte di sensibi-

acuta e di rapida espressione, ha cominciato a

palesarsi in Papini con la

Mezz' ora

pubblicata in

Lacerba del giugno.

Papini ha diviso
in tre parti,

le sue Cento pagine di poesia apparentemente logiche, in realt artisti

camente separate. La prima,


scritti dal

Propriet

comprende
senza

pi al

meno

concepiti ancora italianamente,


:

carduccianamente,

dirittamente

svolgimento,


superfluit,
lineo.

81

d' un movimento lirico ascendente, rettiLa seconda un gradino sotto, Confidenze , meno curata nella forma e solenne, un poco aneddo-

tica
(p.

e
es.

persino con ripresa di spunti tipo Tragico

Un

fratello nel

tram

).

La

terza

un

salto
:

nel nuovo,

qualcosa di non mai sentito in Papini


di

non qualcosa
parte.
Il

portato a perfezione,

come

nella
scelto

prima
benis-

sottotitolo

Precipitazioni
l'

simo per rappresentare

essenza

di

questo scaturir

nuovo in Papini [sottotitolo che potrebbe, profeticamente pi che prospetticamente, aver sapore di illuminazioni rimbaudiane]. Qui Papini riescito a dare
un' arte
torio.

pura

d'

ogni

elemento

pedagogico
di

od ora-

Una

fantasia

libera,

che balza

spunto in

spunto, senza curarsi pi di sciogliere, uno ad uno,


i

nodi di immagini ed
;

pensieri in scorcio che lascia


l'

dietro di s

e che di

d quindi

idea d' una ricchezza

veramente poetica . Questo distacco continuo, rapido, d una profonda impressione di libert, di gran forza crea-

non

curante

sfruttamento,

generosa,

trice.

Un

angolo

d'

immagine,

uno

spigolo

d'

una

parola appena permette al poeta di riprender lo slancio

per un nuovo volo, per posarsi leggerissimo equilibrista

sopra acutezze maggiori.

la

poesia del non-svolto,

del pregnante, ogni espressione singola contenendo degli

orizzonti assai pi lontani di quelli che apparenla

temente

limitano.

Quell'

amico

quell' orologio

mai separati

innic-

chiati nel solido possibile dei banchi e dei registri

mai


fuori

82
e

d'orario

cervello

lancetta

cronometro odioso
.

di tutta la ragionevolezza di questi ultimi confini

l'

inizio

della

descrizione

di

una

serie

d' affreschi

moderni

Manichini

Anima
questi laghi

disancorata,
tranquilli

pronta a tutte
l'

le

partenze in
dell'

dove

astro

centrale
.

abbon-

danza

si

riflette

a piombo senza spezzarsi

Oppure

se stesso, dinanzi alle vicende guerriere, solo,


:

inutile, legato

Sentirsi senza quattrini e senza poteri


il

con tanti im-

pegni scalati per


la

mondo, a ogni nodo


l'

di ferrovie.

Tutta

carta

tagliata

che aspetta e

inchiostro
si

che non fu

ancor fabbricato.
dispense d'

la

storia

che

sta

continuando a
.

un

soldo assieme alle rimodernate geografie

puro poeta, mediante un tocco, di dare quella sensazione intiera che avrebbe dato, prima, soltanto con e, quindi, non quella. Ha raggiunto inun quadro

Papini non mai stato cos forte, cos

cos capace,

somma
sembra
fetto

il

mistero

di

ogni arte

potente,
il

che non
suo
ef-

esaurirsi

pur dando a pieno tutto


altre

e
:

riserba

sorprese

per uno studio pi

pareva negato ad un artista troppo logico, esteriore, di voce grossa, senza finezze (se dobbiamo dir tutto a sciabolate). Davvero,
attento
quel

mistero

che

questo

libro

una sorpresa, una cara sorpresa per

gli

83

inguaribilmente
lirici,

amici di Papini
quello
fra

esso ci dimostra che poteva gua-

rire,

che
i

si

credeva
suoi

sospeso
e

sempre
le

suoi
fra
i

estremi logici e
apostolati,

razionali

sentimentali,

le

sue pdagogie,

sue freddezze. Che Papini abbia ancora a tornare

indietro, talvolta e
babile, perch

magari spesso, cosa pi che pro:

non si tiene a lungo a certa altezza ma non e' neppur dubbio per me che sapr riprendere il canapo buono e tirarsi su ancora e progredire di quel progresso massimo per V artista che il rinnova:

mento.
Io

non voglio

peraltro diminuire

pregi delle altre

pagine del libro, che anzi questo

libro,

rompendola
tutto,

con

gli altri di

Papini,

non ha che cose buone,

da cima a fondo, eccellente. E nella prima serie, per esempio, quante cose da notare. la prima volta che troviamo Papini calmo 1' arte gli ha dato il benessere di guardar tutto con una profondit nuova e di
:

livellare

ogni cosa

all'

altezza

voluta,

senza sussulti.

La potenza artistica di Papini d alle impressioni immediate una risuonanza lontana un rimbalzare di immagini e di pensieri sopra acutezze di sensa;

zione.

Ecco

la

bottega del tappezziere che ricuce

le

mate-

rasse in silenzio, collo sguardo turbato, conte se nella lana


fosse
lui,

nascosto

il

cadavere

d'

un
si

assassinato.

accanto a

da un portone spalancato,
livida, in

legge in fondo, sul

muro
stri-

d'

una corte
bianca
:

grandi lettere nere sopra una


io

scia

Falegname. Questo falegname eh'

non ho

casse

84

so perch, che faccia soltanto

mai visto mi fa pensare, non da morti .


stessa

Nella

Mia strada
:

la

descrizione

del

Ponte

vecchio la sera

Da

tutte e due le parti

gli

ori di

rame

e gli argenti
ri-

di

nichel covati e riscaldati


il

dalle

perettine elettriche
fulgori d' occasione.

schiarano
raggi

mio cammino
dell'

coi loro
riflessi

solari

oro

e
i

ghiacciati

dell'

argento
occhi

feriscono

rapidamente
i

vetri

delle

automobili,

gli

dei forestieri,
dati.

campanelli delle

biciclette, le stelle dei sol-

Un

incrocio di luci,

una

zuffa di scintille,

una gara

di splendori

occupa

e riempie lo stretto corridoio di fuoco

vivo e morto. Gli


dinanzi
a'

orefici,

in fondo alle botteghine vuote,

banchi verdi,
l

seggono calmi e beati come se


per
il

quella ricchezza fosse


strico

loro piacere.
nell' altre

Anche

il

la-

sembra pi prezioso che

strade e appena

fa notte luccica

qua

e l

come
.

se le scarpe dei passanti

fossero risuolate d' argento

Tutto esatto e netto, ma, subito dopo

Le

pietre false delle vetrine sforzano le loro traspad? oriente


fila

renze per dare ai pi poveri V illusione dei tesori


e dei

diademi

delle

madonne.

mille orologi esposti in

segnano tutti un' ora diversa per far capire che son
a
tutte le vite e

adatti

che ognuno pu scegliere la sua ora. Al

sommo
.

dell' arco,

gi calante dal nero,


il

una candida

sfera elettrica

fa pensare che

ponte abbia una luna tutta per se

Il

85

non
limitato a quella

piacere della prosa di Papini


d' la

schiettezza

impressione e a quella sobriet di di-

zione

che

persone asciutte e magre,


zione d' altri

rendon simpatica ed austera come le ma da un potere di evocauniversi, raro, ed in lui ultimo, ma buon
:

residuo delle sue fantasticherie filosofiche

Un

amico mi rimane, che non n bestiale n umano


la

neppur divino. In queste nottate che


e' , il cielo

luna

si

leva tardi

o non
zonte.

pieno di

stelle fino agli

estremi dell'oriz-

Non

ne avevo mai viste tante. Sembra che ogni


fuori delle

sera ne
le

vengan

nuove tanto son

fitte

da tutte

parti, grosse e piccine, placide e tremanti, accostate le


alle

une

altre

quasi a toccarsi eppure cos stranamente


sull'

solitarie.

Io

mi stendo
e .di e

erba e m' inebrio con loro di

spazio,
d' esser

di

silenzio

solitudine.
sulla

sento pi che mai

solo

abbandonato

terra

come

la

terra

sola
l'

abbandonata in questa lontana moltitudine

del-

universo.

forza di fissare in alto


le

mi sembra che
si

poco a poco

stelle
il

si

moltiplichino e

stringano as-

sieme e che tutto

cielo

non
;

sia

pi che

un gran velo
lampi
nei
e di

ardente, pi chiaro del giorno


noso;
luci

un

infinito fremito lumi-

un oceano
senza confine

tranquillo
;

ondeggiante

di

un diamante unico, calmo

suoi

mille fuochi.

Non

sento e non vedo la terra in questo me-

riggio stellare n v'

ombra

di

buio in questa illumina-

zione celeste.
vidire questo

se

il

freddo non facesse scuotere e rabbril

mio corpo forcuto vorrei aspettar


1'

quella

vera notte che

alba


Che pezzo magnifico,

86

l'

come

accettatura

di

quel

corpo forcuto

che par

quasi di vederlo lavorato

a colpi di roncola in un ramo di noce o di faggio, resta come quel velo ardente impressa nella mente
;

quell'

infinito

fremito

luminoso

ti

danno pi che
di

una rievocazione

di notti estive

un rinforzamento
ti

tutte le impressioni gi avute, e

trasformano quelle
alla

tue serate in qualche cosa di immensamente pi vasto


;

come
e

senti

il

poeta che dona


col
!

natura delle
dell' arte,

cose,
le

toccandole

bastoncello

fatato

fa

divine ed eterne
nelle

Anche

Confidenze

son di bei particolari.

misura di tempo. Non e' la graMa e' vit delle prime. Papini, l' innamorato delle stelle (bellissima la stella che esce su dalle macchie di Roti,
un' altra

pi grande di tutte

le altre),

si

fa

veder qui in veste


:

da camera.

Ci

sono

dei

bei

quadretti

la corona di teste attorno alla tavola tonda col lume


a petrolio nel mezzo e
il

fiasco sboccato e

il

pane spezzato
dalla sega-

nel cestino e la minestra che

fuma benedetta

tura del parmigiano

o nella bottega del mereiaio


marito, slavato e spelato, leggeva
degli
stitici
;

il

il

giornale con
l'

la

seriet

il

soriano obeso fissava


alla

infinito

sulla

seggiola

imbottita

vicina

porta

l'

indiano dagli

-8,

occhi di antracite spaccata

ma manca
e' e'

nella

V atmosfera di solennit e di affetto che Propriet 1' aria di libert artistica che
.

in

Precipitazioni
1'

Manca,

unit di queste due correnti che

si

trova,

mi

pare, in

Un

giorno soltanto

questo

giorno

presente

che la

calma circolare dei


d' alto

mondi rinchiude
perch
sia

come uno specchio


i

riposo

l'

ho
fin

scelto staman-, fra tutti

miei giorni che furono e saranno

mio

fino alla notte. di gioia

mia vita perduta

qui senza pagamenti


state
fatta,
!

e senza

propriet inconte-

Orma", se
il

ti

guardo distesa come una strada gi


di

ricordo supera
la

troppo
di

la

speranza e non ho
.

riscosso ancora

mia razione

felicit

gi,

verrebbe da citarlo tutto.

Ieri

domani nascer senza


Chi
forse
ci

come un' opaca morte dietro il mio consenso .


?

le

mie

spalle

trattiene

Ma

questa ultima parte del mio

discorso minaccia di diventare un' antologia, e


l'

antologia gi una specie di critica,

il

non primo

resultato della critica, almeno, se non, per taluni, Y ul-

timo ed

il

pi efficace
io so

Adesso

veramente perch tutto questo anno

non potei scrivere questo discorso che cos facile ora m' sgorgato dalla penna. N le preoccupazioni, n

-&
gii

obblighi,

gli ozi,

il

troppo o
letto
di cui
il

il

poco sapere

L' ora scoccata

quando ho

pi bel libro di

potevo dire veramente bene e salutare come la salvezza completa di Papini. Non avrei scritto un libro che sarebbe stato
Papini,
il

libro bello-tutto,

soltanto di vaglio, in cui


lui

non una pagina


riserva.

intiera

di

doveva passare senza


Poi,

finalmente,
si rivela.

ecco

un

libro

dove Papini pi

sincero

Non Y

eroe interessante
il

ma

lui,

1'

uomo

che non fu amato abbastanza e

buon ragazzo che

a quattr' occhi sa essere eccellente amico, quello che noi conosciamo pi del pubblico, ed abbiamo veduto,
nostro, in

poesia

campagna e in citt. Le Cento pagine di non sono soltanto un bel libro d' arte, sono una bella confessione per chi sa leggere. Bravo Papini ci ha fatto bene anche a noi, sapere le speranze non vane, le scommesse vinte sopra un uomo outsider, ci ha confortato del nostro fiuto e della nostra amicizia, ci ha innalzato un po' tutti. Si diceva che eravamo degli sciocchi, giocando su Papini ora sappiamo che ci sono degli sciocchi ma che non siamo noi. Ma

:
: :

noi desideriamo che questo libro nuovo, per


egli

il

quale

arrivato

a.

se stesso,

pi e pi comunichi alla

gente la nostra convinzione.


conforto
del

pubblico.

dello scandalo,

ma

la

Far bene a Papini il non pi l' interesse solida ammirazione.


Sentir

$0

Questo discorso durato abbastanza a lungo. Non so se abbia dato, via via, il promesso per strada, ma mi pare che un filo ci sia. Avrei potuto in aneddoti

abbondare

o dipingere la figura di Papini, nata strana

e fatta stramba.- Ci sono nella sua vita,

come

nella

vita di tanti, cose a suo onore e a suo danno.

Ma non

tocca certo a me, e non ancora tempo per nessuno


stringere
i

conti.

Gli uomini

forza. Io credo d' aver fatto sentire

come Papini sono una come sia torbida,

come

in fondo

ad essa

sia istinto volgare spesso e de-

bolezza,

ma mi

pare anche di aver fatto intendere


sia
1'

bene come pi alta perci


e

altezza da lui raggiunta,

pi straordinaria la creazione.

In mezzo a tante
(e

ragioni di scendere, fra tante cadute

chi

1'

ha

aiu-

tato, si faccia avanti), e' stato in lui

un

progresso.

un uomo
rato.

libero

Quel che certo, un


e

uomo
di

libe-

In se stesso ha trovato la forza per ascendere.

Raramente tanta disperazione


si

mancanza

fede e

naturale freddezza e facile media fortuna di scrittore

trovavano

uomo ha

ma

riunite raramente anche un male a se stesso come Papini per questo appunto bisogna rispettarlo ed amarlo.

insieme

fatto tanto

Forse tardi per


tati dalla famiglia

ci.

Papini un
:

uomo che

si

abi-

tuato a non esser amato

come quei

ragazzi maltrat-

che finiscon per temere una carezza,

sarebbe capace di sospettare e di offendere.


e'

Ma

in lui

sempre questo fondo inappagato. Cercate nei suoi


e
lo

libri

troverete

suoi stessi articoli pi odiosi

Ed

forse

abb'amo veduto insieme]. Nei non manca quel motivo. per questo che li ha scritti.
[1'

Il mio discorso finito. Lo riprenderanno altri, quando il nostro amico avr percorso ancora un po' di cammino. Perch soltanto da oggi si pu veramente parlare di lui prima erano profezie. Ma sono ora contento di averlo finito. Sono debiti, certi, che non si pagano, ma come alle volte basta un fiore per un
:

palazzo donato, cos sia di questo

libro.

Papini non ha nessun bisogno d' aiuto.


di consiglio,
artisti
s,

forse

parecchio, se la saggezza intima degli


cos intraducibile per noi che a vosi

non

fosse

lerla

metter nella nostra lingua,

storpia,

inevita-

bilmente.

Ma

anche

la nostra
lasciarli

saggezza cos saggia


le

che ha imparato a

andare a prender

loro
il

capate, a gettarsi per le strade senza escita, a fare

doppio del cammino, e


posto dove devono

li

aspetta tranquillamente al

riescire,

senza neppure impartir

loro la necessaria lezioncina del

te

1'

avevo detto

Basta, cos per soddisfazion personale,


lino

un

certo riso-

a pena accennato, discreto discreto.


io

novembre

1914.

BIBLIOGRAFIA

DEGLI SCRITTI DI
(1902-1914)

G.

PAPINI

Credo
esser

che

alla

presente

bibliografia

manchi poco per


per
la
difficolt

completa. Ci che

pu

esser sfuggito

di ricerche in collezioni di giornali e di riviste spesso scomplete anche nelle

R. Biblioteche del Regno non certo imalla

portante. Quanto

disposizione,

che

pu parer stramba,
:

ho avuto la mia buona ragione di farla cos

ed questa,

che Papini ha saputo quasi sempre intonarsi a V ambiente

dove scriveva, cosicch ogni rivista o giornale che aveva la

sua collaborazione presentava ai


pini
tutto

lettori

un

filone solo di

Pa-

dello stesso tipo.

V interessamento
visione della

di

Papini per
in dati

vari ordini di questioni si dunque disposto


bienti piuttosto

amacco-

che

scaglionarsi progressivamente per anni.


vita,

Quando rompeva con una data


ch

si

stava ad un' altra rivista o ne creava

una nuova. Ecco pered

non ho dato una

bibliografia

cronologica e neppur per


;

materie, ma, novit credo nel genere, per collaborazioni

ho intercalato a queste

le

raccolte

di

articoli,

di novelle o

di liriche che a queste collaborazioni, subito o qualche tempo

dopo,

davano
i

il

suggello

la

stabilit

del libro.
difficili

Mancano
a rintrac-

totalmente

giudizi sui libri di Papini,

ciare nei quotidiani


resse
le

pi

vari.

Ho

creduto di maggior intedella

traduzione,

alone estero

fama

interna,


Archivio

94
e

~
V Etnologia, Firenze, 1902,

per

V Antropologia
2.

voi.

XXXII,

La
[id.

teoria psicologica della previsione

in estratto].
Paris.

Revue
5

Scientifique,
juillet

1902.
italien (M.

Les ides d'un psychologue


pag. 273].

G. Reglia)
cer-

[tradotto in italiano e ripubblicato in


velli,

V entiquattro

The Monist, Chicago.


voi.

XIII, N. 4; july, 1903. Philosophy in Italy


in estratto].

[id.

La

Critica,

Napoli

1904, 63.

Orestano

F.

Le

idee fondamentali di

Fed. Nietzsche

nel loro progressivo svolgimento.

Leonardo,
n.
I,

Firenze

4 genn.

1903.

Programma
L' ideale

sintetico [senza firma].

imperialista
:

[Gian Falco].
Il

Schermaglie
Vinci
n.
II,

Guido Mazzoni.
firma],

Circolo

Leonardo da

[senza

14 genn.

1903
Falco].

Me

non me [Gian
:

Schermaglie

Il

nostro

programma. Appello

ai

gio-

vini. I dieci n.

grandi uomini del

mondo

[senza firma],

Ili,

27 genn. 1903


Verso.,
il

95

Falco].

Buddha Siddharta [Gian


:

Schermaglie

Ai persecutori dei morti. Lectura Dantis.

Offese a Giosu Carducci [G. F.].


n.

IV, 8 febb.

1903

Piccoli e grandi giuochi [Gian Falco].

Schermaglie

Al Circolo

filologico

fiorentino [G.

F.].

n. V, 22 febb. 1903

Chi sono
Falco],
n.

socialisti

I.

Socialismo e Borghesia

[Gian

VI,

8
i

marzo 1903
socialisti
?

Chi sono
Falco].

II.

Socialismo e Religione [Gian

Schermaglie
n.

Guglielmo Marconi [G.

F.].

VII, 29 marzo 1903


l della vita
:

Al di

[Gian Falco].
e

Schermaglie

Fatti

commenti

di

H.

Spencer.

Le

invasioni barbariche [G. F.].


n.
Il

Vili,

19 apr. 1903

segreto di Leonardo [Gian Falco],


cervelli,

[ristampato in Ventiquattro
n.

pag.

25].

IX, io maggio 1903


favola del Sole e dell' Unico [Gian
serie)

La
n.

Falco].

Leonardo (nuova
io,

io nov.

1903.

La

filosofia

che muore [Gian Falco].

Risposta a Benedetto Croce [Gian Falco].

Schermaglie

Il

centenario
F.].
:

di

Masaccio.

Teodoro

Mommsen

[G.

Alleati e nemici

A. Aliotta,

La misura

in psicologia

sperimentale. A. Aliotta, Scetticismo antico e scet-

q6

1'

ticismo moderno. Diego Garoglio, Versi d' amore e

prose di romanzi. P. Mastri, Su per


loni,

erta.

B. TeSull'

Letteratura assira. Giovanni Vailati,


dei concetti
di

ap-

plicabilit

causa e di effetto nelle


subje-

scienze storiche. Benedetto Croce, L' attitude


ctive
et
l'atti tude

objective

dans

la

composition

historique.
n.

[G.
die.

F.].

11-12,

20

1903

Morte

e resurrezione della filosofa

[Gian Falco].
1].

[ristampato in Sul Pragmatismo, pag.


Alleati e nemici
:

Reglia e la legge del dolore. Leo-

pardi

esteta

degenerato

(R.

Giani,

L' estetica

negli scritti di G. Leopardi. R. Nazari,

leopardiana e G. Leopardi). E. Clodd,


mitivo.

La polemica L' uomo pri-

B.

Croce,

L' umorismo

[G.

F.].

Herbert Spencer [senza firma],

anno Marta

II,

marzo 1904
Maria
(Dalla

contemplazione

all'

azione)

[Gian Falco].

Un

pittore dell' abbattimento (E. Zoir) [Gian Falco].


:

Alleati e nemici
pini,

La

filosofia

in Italia (Giovanni Pa-

Philosophy in
al

Italy.

Giovanni Gentile,

Dal
al

Genovesi

Galluppi).

La vendita
l'

di Nietzsche

minuto

(Fouille, Nietzsche et

immoralisme. Frandi

cesco Orestano,

Le idee fondamentali
puissance.

F. Nietz-

sche nel loro progressivo svolgimento. F. Nietzsche,

La volont de
pent)

Enrico
Bourdel,

Corradini,

The eagle and the Le sette lampade d'


et la

ser-

oro.

Ch.

La

science

philosophie.

The

work

of Botticelli [G. F.].


con G.
il

97

Notizie meravigliose. Quarta pagina filosofica (in coli


S.).

Lettera a G. A. Borgese (in

coli,

con G.

il

S.).

anno
Il

II,

giugno 1904
del

teologo

positivismo

(Roberto

Ardig)

[Gian

Falco]

[ristampato in Ventiquattro

cervelli,

pag. 187].

Un
[

donatore di sogni (Carlo Doudelet) [Gian Falco].


:

Schermaglie
G.
F.].

Un
:

amico

perduto

(Anatole

France)

Alleati e nemici

A. Agresti,

La

filosofia
Il

nella lettedi

ratura

moderna. Augusto Fo,


Goethe.
J.

Faust

Wol-

fango

Mark

Baldwin,

L' intelligenza.

Arnaldo Cervesato, Primavera


selli,

d' idee.

Enrico Mor-

In morte di E. Spencer. Erminio Troilo, La


Spencer. prodotti

dottrina della conoscenza in H.


bini,

A.

Bar-

Gli

studi

psicofisici

ed

dell'arte.
F.-

Giuseppe Vannicola, Sonata patetica. [G. F.] G.

Ramuz, A. Bouvy, A.
Les pnates
[senza
lante,
d'argile.

Cingria, A. D'Aigues-Belles,

Essais de littrature
individualista

romande
(G.
l'

firma].

L' equivoco
l'

Pades

Combat pour

individu. V. Basch,

indivi-

dualisme anarchiste).

G.

Gaillard,
leur

De

l'tude

phnomnes au point de Andr Gide, Saul, Le anno II, nov. 1904


Cosa vogliamo
?

problme particulier.
(G.
F.].

roi

Candaule.

(risposta a E. Morselli) [Gian Falco].

Contrasti individualisti [Gian Falco].

Le cause
Falco].

dell'
I

azione
a

(Risposta a

E.

Reglia)

[Gian

filosofi

Ginevra [Gian Falco].

Schermaglie:

98

del

Le avventure

Leonardo.

Lo

scan-

dalo padovano [Gian Falco].


Alleati e nemici
Aureli,
cialista.
:

Fred Max, Ritorno

dell'

anima. Tito

La

vita e la morte. A. Menger.


I

Lo

stato so-

Gina Lombroso,

vantaggi della degene-

razione.
spirito
II.

Ludovico Limentani,

La

larghezza

dello

come

idealit

sociale.

Giorgio del Vecchio,


dichiarazione
nella

sentimento
dell'

giuridico,
e e

La

dei

di-

ritti

uomo
Diritto

del

cittadino

rivoluzione
nella
storia
in-

francese,

personalit umana,

del pensiero.

Mario Panizza, Gnoseologia come

troduzione alla Psicologia fisiologica. A. Chiappelli,

Verso
lution

il

nuovo idealismo. Ricciotto Canudo, L'vola vie


F.].

du sens de

chez G. D'Annunzio, Les

mtamorphoses [G.
anno
III,

febk 1905
Faust (Saggio
[Gian Falco].
di

Athena

una metafisica

delle

me-

tafisiche)

[ristampato in Sul Pragmatismo, pag. 21].

La

Bilancia (Viesy) [Gian Falco].


:

Schermaglie
[G.
Alleati
F.].

Esportazione

importazione

di

rifiuti

nemici

Come
1905

sta

di

salute

il

positivismo

(Per R. Ardig e G. Tarozzi) [Gian Falco].

anno

III,

aprile
agli

Avvertimenti

psicologi [Gian Falco).

La psicologia in Italia [senza firma]. Non voglio pi essere ci che sono [Gian
[ristampato nel Tragico Quotidiano,
2 a ed.
i

Falco],

a ed.,

pag.

127,

pag.

101].


Schermaglie
:

99

Augusto
F.].
filosofia
dell'

L' idiota
agli

gentile,

Conti,

Dal

Leonardo
Alleati
lotti,

Etruschi [G.
:

nemici

Storici
criteri

della

(G.

Barzel-

Di alcuni

direttivi

odierno

con-

cetto della storia.


filosofia

Giuseppe Zuccante, Storia della


della

storia
dell'

cultura. A.

L.

Martinazzoli,
S.

La

teorica

individualismo

secondo

Mill.

E. Rignario,
sitiva
di

La

sociologia nel corso di filosofia poIl

A. Comte. G. Evans,
L' entusiasmo

libro

della via e

della
cola,

virt).

musicale
te),

(G.

Vanni-

De
und

profundis clamavi ad
die

Karl Joel, Nietzfinzioni

sche
dell'

Romantik. G. Marchesini, Le
la

anima. E. Le Roy, Sur


gi.

logique de Pinvention.

anno

III,

ago.

1905
a ed. pag. 223,

Friedrich Nietzsche [Gian Falco]


[ripubblicato nel Crepuscolo dei filosofi,
2* ed.,
173].
i

La
Gli

logica di B. Croce [Giovanni Papini].

Psicologi a
della

Roma

[Giovanni Papini].
sulla

Influenza
Papini].

volont

conoscenza

[Giovanni

Sempre
glieri

le

cause
:

dell'

azione [G.
i

Falco].

Schermaglie
,

Rispettate

grandi uomini.

Ai consi-

del Leonardo. Per la cultura e per la borsa.


di
:

Le cattedre
Alleati
e
:

psicologia [G.

F.].

nemici
Il

Mazzini stato tradito (G. Salve-

mini
zini).

pensiero religioso politico sociale di G. MazF.].

Ultime notzie sul Pragmatismo [G.


ott. die.

anno

III,

1905

La

coltura e la vita italiana [Gian Falco]


Intorno
I

IOO

[ristampato nella Coltura italiana, pag.


alla
'

5].

Logica
degli

[G.

Papini].

sette

peccati
:

occultisti
I

[Giovanni

Papini].

Schermaglie
tismo.
luce.
I
Il

Trombettieri.

confonditori del PragmaIl

dispregiatori del Pragmatismo.

patto di

banchetto funebre [G.


:

F.].
calci.
'

Alleati e nemici

Il

positivismo tira

Il

Santo

[Giovanni

Papini]

Giuseppe

Melli,

La

filosofia

di

Schopenhauer. G. Vannicola,

Da un

velo.

Ricciotto

Canudo, La

IX Symphonie

de Beethoven [G. F.].

anno IV, febb. 1906


Agli amici ed ai nemici [Gian Falco].

L'

Uomo Dio [Giovanni Papini]. Uomo tra uomini [Gian Falco].


[ripubblicato nel
II ed. 109].
:

Tragico Quotidiano,

ed.

pag.

137,

Schermaglie

Si

torna

al

medio evo. La fortuna

di
F.].

Leonardo.

Un

moribondo per un moribondo [G.


:

Alleati e nemici
pini].

Cronaca pragmatista [Giovanni Pa1906


era
filosofo
viziosi.
al
?

anno IV, aprile-giugno


Schermaglie
:

Leonardo

La Germania
Leonardo
.

allevatrice di genii.

Circoli

Alleati e nemici

Gli ultimi

commenti
la

H. Hffding, Histoire de

philosophie moderne.

anno IV, agosto 1906

Campagna per
Noi
tutti

il

forzato risveglio [Gian Falco].


Papini].

abbiamo promesso [Giovanni


Baruffe fra dantisti.

[ristampato nel Pilota Cieco i a ed. pag. 99, 2 a ed. 197].

Schermaglie

Vecchi cattolici

IOI

nuovi protestanti. Carducci


smo.
Alleati
I

solo.

Il

menefreghi[G.
e
F.].

piccoli

maldicenti.
:

L' abdicazione

nemici

Hermes,
1906

Rivista

dell' arte

del

pensiero

moderno [Giovanni
ott. die.

Papini].

anno IV,

Che senso possiamo dare a Hegel [Giovanni Papini]


[ristampato in Ventiquattro Cervelli, pag. 115].

In quante maniere non ha capito d'Italia [Gian Falco].

Schermaglie
fessori
?

Congresso

di filosofi o

congresso di pro.

L'Accattone
I

malgr
si

lui

La

gioia

degli

ex-servitori.

dantisti

giustificano.

Poeti

che

finiscono [Gian
Alleati
e

Falco].
:

nemici

Miguel

de

Unamuno. Le ultime

mode

in biologia
J.

(Ren Quinton. Ugo de Vries, R.


Otto Effertz. [Giovanni Papini]

Semon.

Loeb).

Prose. Riviste nuove. [Senza firma].

anno V, febbraio 1907 Introduzione al Pragmatismo [Giovanni Papini].


[ristampato in Sul Pragmatismo, pag.
59].

Schermaglie
nedetto

Non

rispondo a G. d'Annunzio.

A
Il

Bece-

Croce.

Le

processioni
di

anticlericali.

nobio

laico.

Ai piagnoni
:

Carducci [Gian Falco].


filosofi

Alleati e nemici

Collana dei

moderni [G.

F.].

anno V,
tualista

aprile

giugno 1907
(a

Franche spiegazioni
e
:

proposito di
[G.

rinascita

spiri-

di

occultismo)
letterati.
la

Papini].
dei
biologi
lettera-

Schermaglie
[G.
F.].

Ai

La tremarella

Croce e

previsione [G. P.].

La

tura suina.
scriver

La

resistenza cattolica.
F.].

La

necessit di

male [G.

102
Alleati e nemici

L' Italia dal '15 al '30


1'

(J.

Luchare,

Essai sur revolution intellectuelle de

Italie

de 181

1830). Letture Fogazzaro [Giovanni Papini].

Anno V, agosto 1907 La fine [G. Papini].


Schermaglie
[senza
:

Il

firma].

pragmatismo secondo un industriale Le paure di Rmy de Gourmont.

L' originalit di
Alleati
e

Prose

[G. F.].
:

nemici

H.

Bergson

L'volution cratrice

[G.

Papini].

LA COLTURA ITALIANA
in

collaborazione
F.

con G. Prezzolini.
184.
Il

Firenze,

Lumachi, 1906, pag.


i

[sono di Papini
tismo,

capitoli

I.

Introduzione, VI.

Dan-

Vili.

Il

D'Annunzianismo, XIV. Gli scien-

ziati celebri].

Hermes, Firenze, 1904


n.
2,

febb.

1904.

La

profezia del prigioniero

[ripubblicato nel
2a ed. pag. 21].
n.
5,

Tragico Quotidiano,

a ed.

pag. 27,

ott.

1904

I consigli di

Amleto
Tragico Quotidiano,
i

[ripubblicato nel

a ed.

pag.

11,

2* ed. pag.
n.
6,

9].

maggio 1905
Tragico Quotidiano,
a ed.

La

preghiera del Palombaro


i

[ripubblicato nel
2 a ed. pag. 51].

pag. 63,


n.

103
genn.

1906
a ed. pag.

io-ii,

die.

1905,

Una

visita del

Gentiluomo malato
i

[ripubblicato nel Tragico Quotidiano,


2 a ed.
n.
12,

101,

pag.

81].

luglio

1906
in

Due immagini
pag.
//

una vasca
Pilota
Cieco,
i

[ripubblicato nel
123].

ed.

pag.

5,

2* ed.

Campo, Torino
15
Il

ottobre

1905.
disse

demonio mi
2a ed.

[ristampato nel
pag.

Tragico
31].

Quotidiano,

a ed.

pag.

39,

Prose,
n.

Roma, 1907
1

gennaio.
vicario
d'

Dante
n.

Iddio
Cervelli,

[ristampato in
3

Ventiquattro

pag.

17].

aprile- maggio

L' orologio fermo


[ripubblicato nel Pilota Cieco,
i

a ed. pag.

89,

2 a ed.

pag.

187].

IL

TRAGICO QUOTIDIANO.
Firenze,
F.
:

Lumachi, 1906, pp. xx-156.


Ai poeti. Ai
filosofi.

[Prefazioni

Agli eruditi.
III.

I.

L'Uomo
profezia

che non pot essere imperatore.


del

La

Prigioniero.

IV.

Il

Demonio mi

disse.

V.

Il

Demonio
VII.
Il

tentato. VI.
d'

La

preghiera del Palombaro.

mendicante
IX.

anime. Vili. Colui che non


visita

pot

amare.

L' ultima

del

Gentiluomo


malato. X.
pi
essere

104

Non
fra
i

Lo
ci

specchio che fugge. XI.

voglio

che sono.

XII.

Uomo

uomini.
biblio-

XIII. Elegia per ci che non


grafi].

fu.

Nota per

IL

PILOTA CIECO.
Napoli, R.
Ricciardi,
al
titolo.

1907,
I.

pag.

152.

[Commento
II.

Due immagini

in
III.

una vasca.
Chi
sei
?

Storia

completamente assurda.
in due. V.
la

IV.

Una

vita

Un
alle

giorno non restituito.


di Thule. VII.
sette.
I

VI. Intervista con


Vili.
L' orologio

Regina
X. Una
XII.

muti.
tutti

fermo
!

IX.

Noi

abbiamo
XI.

promesso
tre

citt

per una risata.

Le

lettere.
!.

Perch

vuoi

amarmi

XIII Pi presto

Nota].
e
il

IL

TRAGICO QUOTIDIANO
Firenze, Libreria
della

PILOTA CIECO,
pag.
le
il

2 a ed. accresciuta e corretta.

Voce,

1913,

vili,

280.

[Contiene

due precedenti, salvo


i

Prefazioni e la

Nota per
tolo

bibliografi del

T. Q.,

Commento

al ti-

e la

Nota

del P. C. Inoltre sono state tolte le

novelle IV, VI, X,


altre quattro
Il
:

XI del P. C. e sostituite con Una morte mentale, La zia di tutti,

suicida sostituto, 453 lettere d' amore].

//

Regno, Firenze,

1904- 1906.

29 novembre

1903

La
13

piccola scienza di

un gran demagogo

(G.

Ferri)

[ristampato in Ventiquattro Cervelli, pag. 213].

dicembre 1903


Herbert Spencer.
20 dicembre 1903

ios

Per
3
I

la vita

contro la vita.

gennaio
delitti
s.]

1904

di

un

criminalista (E.

Ferri),

[e.

24 gennaio
L' Italia

1904

rinasce,
e

[ristampato in Vecchio
14 febbraio 1904

Nuovo Nazionalismo, pag.


(colloquio
col

125].

Quel che

si

fa

in

Eritrea

Dott.

Gino

Bartolomei-Gioli)

28 febbraio

1904
(Siena)

L' insegnamento d' una citt

marzo 1904 Leon Battista Alberti


13

[ristampato in Ventiquattro 20 marzo 1904


Pescatori d' uomini.
*3

cervelli,

pag. 45].

aprile

1904
cristiana.

La democrazia
17 aprile
II

1904

Congresso del dissolvimento.

maggio 1904 Augusto e Ges


8 15

(Il

processo di Ges di G. Rosadi).

maggio 1904
scandalo della miseria
proposito di Nasi).

Lo
(a

29 maggio 1904
Crispi


pag.
ioi].

io6

[ristampato in parte in Vecchio e nuovo nazionali smo,

12 giugno 1904

La
3

festa

dell'

energia

(il

Concorso ginnastico di

Fi-

renze).
luglio

1904

La

invasione germanica.

17 luglio 1904

Vergogne
7 agosto

della nostra cultura.

1904
o la Nazione
e

O
21
F.

la classe

[ristampato in Vecchio

nuovo nazionalismo, pag. 11 7].

agosto 1904

D. Guerrazzi.

4 settembre 1904 Siamo reazionari ?


[ristampato in Vecchio
25 settembre 1904
Il

nuovo nazionalismo, pag. 107].


proposito del libero pen-

Congresso dei Giacobini


siero).

(a

23 ottobre 1904

Intorno

ai

Murri.

27 novembre 1904
Distinguo.
.

il
Il

dicembre 1904
diritto della pigrizia.

i gennaio

1905

La
8

politica del

due pi due.

gennaio

1905
?

Cos' caduto a Port Arthur

io7
29 gennaio 1905 Russia e rivoluzione.
12

maggio 1905
di

Qualche aspetto
3

Perugia.

giugno 1905
delle

La vendetta
La La

scimmie.

22 agosto 1905
citt sepolcro

(Ravenna)
(Venezia)

22 settembre 1905
citt malata.

20 ottobre 1905

Per Dante

contro

dantisti

[ristampato in
16 dicembre
Il

La

Coltura italiana, pag. 59].

1905
libri

cinquecento italiano nei

di Pierre

Gauthiez

20 gennaio 1906

La
Le

rivoluzione francese.

22 aprile

1906

belle arti di quest' anno.

Inoltre moltissime note, firmate e non,

che per la loro

scarsa importanza,

si

sono omesse.

VECCHIO E NUOVO NAZIONALISMO


(in

collab.

con G. Prezzolini).
191
5,

Milano,

Studio editoriale lombardo,


:

pag.

136.

[Di Papini contiene


scorso.
Crispi.

Un programma
?

nazionalista, di-

Siamo reazionari

O
.

la

classe
il

la

nazione.
articoli

L'Italia
del
Regnai],

rinasce. Tutti,

salvo

primo,


V Idea
31
liberale,

108

Milano.

gennaio 1904
spenceriana.
e
l'

La leggenda
I.

L' unit

individuo.

13

marzo 1904
spenceriana.
:

La leggenda

IL L' individuo
[ristampato in
i

il

gruppo
Cervelli,

Ventiquattro
l'

pag. 93].

maggio 1904
battaglia per

Una

individuo.

12 giugno 1904

L' individualismo dei


3
Il

socialisti.

luglio

1904

centenario di

Don

Chisciotte

[ristampato in Ventiquattro Cervelli, pag. 45].

24 luglio 1904 Per Giovanni Locke.


[ristampato in Ventiquattro
14 agosto
cervelli,

pag.

53].

1904
d' Italia.

Ai lockiani

4 settembre 1904 Il mito inglese.


6 novembre 1904
Cos'
I.
il

socialismo.

Le

fonti.

27 settembre
Cos'
il

1904

socialismo.

IL Le armi.
24 dicembre 1904
Cos'
il

socialismo.


III.
I
fini.

109

28 maggio 1905
Il

pragmatismo

partiti

politici,

[ristampato in Sul Pragmatismo, pag.


2 luglio 1905
I

141].

padroni

di

domani.

6 agosto 1905
Gli psicologi a
3

Roma.

settembre 1905

Gli eredi del cristianesimo.

30 aprile 1905
I

socialisti

non dovrebbero

esser

contro

1'

esercito.

17 settembre 1905

La

marginalit e la vita italiana.

i ottobre

1905

Un
5

governo in formazione.

novembre 1905
il

Se finisce
3
II

domicilio finisce

il

governo.

dicembre 1905
d'

annunzianismo

[ristampato nella Coltura italiana, pag. 79].

24 dicembre 1905
L' avvenire dell' intelligenza.
15 febbraio 1906

Le

rivoluzioni son delle copie.

15 maggio 1906 Le citt producon


Critica e Azione,

selvaggi.

Milano,

25 febbraio 1908.

Roma.

nolo

marzo 1908.
dall'

Corrispondenze

Interno

Viaggiando in una piazza.

VENTIQUATTRO CERVELLI
Ancona, G. Puccini
[Contiene
4.
7.
:

F.

191 3,

pagg.

358
3.

1.

La Vita
5.

d' Ignoto. 2.

Buddha.
6.

Dante.

Leonardo.
G. Locke.
il.

L.

B.

Alberti.
9.

D.

Chisciotte,

8.

Berkeley.
12.

Spencer,

io.

F. C.

S.

Schiller,
14.

Hegel.
14.

Nietzsche.

13. 16.

Eucken.

Michelstaedter.

G. B. Vico.

R. Ardig.

17. E. Ferri. 18.

G. Vailati. 19. A. Farinelli, io. E. Re-

glia, 21. E.
stoi.

Bergson. 22.

W. Whitman.

23. L. Tol-

24. T. Dostoevskij.
I.

Revue du Nord, Firenze, 1905- 1906, anno


n.
1,

dee.

1904

L' Italie et l'me romantique.


n.
3,

fev.

1905

Le russe moi.
n.
5,

avr.

1905
la

Platon et Wagner mprisaient


n.

musique.

7-8,

juin-juill.

1905

Le congrs de psychologie.
n.

9-10, aot-sept.

1905

Le monde
n.

se retourne.

io(sic)-n, ott. de.

1905

Les extrmes de

l'activit thorique.

anno
n.
1,

II,

1906

janv.

Le pragmatisme
[id.

in estratto].


anno
III,

II

1907

marzo-aprile

Dante

vicaire de

Dieu.

mai-sept.

Mon

plus grand tonnement.

Comptes-rendus du Il.eme Congrs International de Philosophie, Genve,

Septembre 1904 (Kiindig, Genve).


1'

Les extrmes de
[id.

activit thorique

in

estratto].

Numero

unico a P.

B.

Shelley,

Spezia,

ottobre 1907

Un
Gazzetta

po' di sincerit a proposito di Shelley.

deW Emilia, Bologna.

25 dicembre 1906

L' indipendenza della Gallia.

16-17 dicembre 1907

Risposta

al

.referendum per

il

monumento

Giosu

Carducci.
Varietas,

Milano, 1904.

Domenico Trentacoste.
Vita d'Arte,
Siena,

gennaio 1908
Alberto Martini,

marzo 1908
Oscar Ghiglia.

Nuova
i

Antologia,

Roma.
G. Prezzolini

marzo 1908

77 cattolicismo rosso di


1.6

112

luglio

Walt Whitman
[id.

in estratto]

[ripubblicato in Ventiquattro Cervelli, pag. 303].

gennaio 1909

Rodolfo Eucken
[ripubblicato
Lettura,

in

Ventiquattro

Cervelli,

pag.

147).

Milano,

maggio 1908 L' uomo di mia propriet


[ristampato in Parole
e

sangue, pag. 51].

Illustrazione Italiana, Milano.

2 febbraio 1908

Un
3

giovanotto italiano in Inghilterra (Marcello Prati)

maggio 1908 Perch non piace


12 luglio 1908

la

filosofia

La
8

filosofia

neh" imbarazzo.

novembre 1908 Ci che non esiste.


14 febbraio 1909

La

nostra sorella morte.

Giornale d' Italia,

Roma.

16 agosto 1904
Il

mistero del pittore Des Groux.

14 settembre

1904
filosofi.

Un

congresso di

19 agosto 1906
L' Italia

non ha un' idea

fissa.


25 agosto

H3

(Lettera

1906

L' Italia d' oggi e di


Marni).
3
1

domani

aperta

a M.

agosto
mestiere
sione.
d' Italia e
il

Il

sogno

d'

una grande mis-

7 settembre 1906

La

coltura delle virt.

22 ottobre 1906
Pensieri di
11

un poeta

(Novalis).

gennaio 1907
religione francese.

La nuova
Gli italiani

9 febbraio 1907
si

mettono a pensare.

9 aprile 1907
Lettera sopra una intervista con R. Murri.

9 settembre 1907
Lettera a G.

De

Frenzi sulla fine del

Leonardo

[con G. Prezzolini].
23 settembre 1907
Intervista con

uno

spirito
1).

[ristampato in Buffonate, pag.


5
Il

novembre 1907

mondo

tuo.

gennaio 1908

Elogio della prigione.


15 gennaio 1908

In casa degli scomunicati. Gli studi e


tolici

la

fede dei cat-

rossi.


copatologia,

M-4

Rivista di Psicologia applicata alla Pedagogia ed alla Psi-

Bologna,
a.
I,

maggio-giugno 1905,
in estratto],
a.

n.

Agire senza sentire e sentire senza agire


[id.

marzo-aprile 1906,

II,

n.

La volont
[id.

di credere

in estratto].

Atti

del

Congresso Internazionale di Psicologia,

Roma

1906
L' influenza della volont sulla conoscenza.
Rinascimento, Milano.

20 gennaio 1906
Colui che

non pot amare


Tragico
Quotidiano,
i

[ristampato nel
2 a ed.

ed.

pag.

87,

pag. 69].
Psichiatria,
al

Ricerche
e

Studi di

Nevrologia,

Antropologia
Morselli
nel

Filosofia,

dedicati

prof.

Enrico

XXV
lardi,

anniversaiio

del

suo

insegnamento

(Val-

Milano, 1906).

Non
[id.

bisogna essere monisti [Giovanni Papini, diret-

tore del Leonardo]


in estratto].
della

Avanti

Domenica, Roma,

io giugno 1906

Nel

clan

del

Leonardo
1906.

La muova
luglio

parola,

Roma,

F. C. S.

Schiller,

1906

Novalis.


IL

M5

XVI, 296

CREPUSCOLO DEI FILOSOFI.


Milano. Libreria Editrice lombarda, 1906, pag.
[contiene
I.
:

necessario leggere questa prefazione.

Kant,

II.

Hegel, III.

Schopenhauer, IV. Comte,


VII.
Licenzio la
filo-

V.

Spencer,

VI.

Nietzsche,

sofia].

2a

ediz.

Firenze,

Lacerba,

1914,

pag.

xiv,

204

[contiene n pi Prefazione alla seconda edizione.


Licenzio la filosofa].

Manca

SUL PRAGMATISMO.
(Saggi e ricerche)

1903-1911.

Milano, Libreria Editrice Milanese, 191 3, pagg. xn-163.


(contiene
II.
:

I.

Morte

resurrezione
Dall'

della

filosofia.

Unico

e diverso.
al

III.

uomo
V.
Il

a Dio. IV. In-

troduzione

Pragmatismo.

Pragmatismo
esser

messo in ordine. VI.

Non

bisogna

monisti.

VII. Volont e Conoscenza. Vili. Agire senza sentire e sentire

senza agire. IX.


e
i

La volont
politici.

di credere.

X.
rit

Il

Pragmatismo

partiti

XI. Le ve-

per la verit].

Riviera Ligure, Oneglia.

dicembre 1906
Storia

completamente assurda
nel

[ristampata

Pilota

Cieco

ia

ed.

pag.

17,

2* ed.

1351 dicembre 1907


Il

P a g-

tre di

settembre
in

[ristampata
agosto 1908

Parole e

Sangue,

pag.

9].

u6
L' ultimo desiderio

[ristampato in Parole e Sangue, pag. 41].

L'

novembre 1908 uomo che ha perduto


e

s stesso

[ristampato in Parole

Sangue, pag. 137].

giugno 1909
Chi mi

ama muore
e

[ristampato in Parole

Sangue, pag. 121].

gennaio 1910

Le anime barattate
[ristampato in Parole
luglio
e

Sangue, pag. 101].

1910

Senza nessuna ragione


[ristampato in Parole e Sangue, pag. 151].

gennaio 191
Il

prigioniero di

medesimo

[ristampato in Parole e Sangue, pag. 73].


ottobre
191
1

453 lettere d' amore [ristampato in Tragico Quotidiano, 2 a ed. pag. 265].

marzo 191 2
Il

ritratto profetico
e

[ristampato in Parole
luglio

Sangue, pag. 229].

191 2

Una morte mentale


[ristampato in Pilota Cieco, 2 a
ottobre 191
ed.,

pag.

219].

Noemi

Milano
in].

[ristampato in Buffonate, pag.

gennaio 191 4


Legittima difesa

ii7

[ristampato in Buffonate, pag 153].


aprile

1914

La mia donna
[ristampato in Cento pagine di poesia, pag.
23].

maggio 1914
Il

mereiaio, L' indiano


6y~\.

[ristampato in Cento pagine di poesia, pag. 63,

settembre 191

Congedo
[ristampato in Cento pagine di poesia, pag. 97]. dicembre 191

La mia

stella.

La

sala

dei

manichini
105].

[ristampati in Cento pagine di poesia, pag. 49,

PAROLE E SANGUE.
Napoli, F. Perrella, 191 2, pag. 276.

[Osservazioni su questi racconti.


bre. 2.
rio.

1.

Il

tre

di settem-

La prima
L'

e la seconda. di
6.

3.

L' ultimo deside5. Il

4.

uomo
8.

mia propriet.

prigioniero
7.

di se

medesimo.

Le anime
io.
12.

barattate.

Chi mi

ama muore.
9.

L'

uomo

che ha perduto se stesso.


Speranza,
il.

Senza nessuna ragione,

Quat-

tro cani fecero giustizia.


13.
Il

La buona
Il

educazione.

ritratto

profetico.

14.

vero cristiano].

Rinnovamento, Milano, 1908.


Giorgio Berkeley,
[id. in estratto]

2,

pag.

235

[ripubblicato in

Ventiquattro Cervelli, pag. 63].


fonti della ricchezza, pag. 382.

Ruskin John

Le


La
[id.

118

religione sta

da

s,

pag. 45

in estratto].
di religione e filosofia 1908,

Ancora
1909.

V-VI, pag. 415.


pag. 83.

Alcuni

pensieri

filosofici

di

Paolo

Sarpi,

la

prefazione a una scelta del volumetto


Pensieri
].

Paolo

Sarpi,

inediti

nella

collezione

Coltura

dell'anima

Nova

et

Vetera,

Roma.
la

10-25 agosto 1908

Dove mettete

morale

La

Cultura Contemporanea,
15 aprile

Roma

1910
Italia

Schopenhauer in
aprile-maggio 191 1

La Toscana
(id.

e la

filosofia

italiana

in estratto].

Resto del Carlino, Bologna.


13
I

agosto
liberi

1910

cristiani

21
II

ottobre 19 io
ritorno a Galileo.

novembre 1910
suicidio metafisico

Un

[ristampato col titolo


quattro
cervelli,

C.

Michelstaedter

in

Venti-

pag.

155].

27 novembre 1910

Angelo Mosso.
15

settembre

191

Nein ladro.

iig

[ristampato in Buffonate, pag. 137]. 28 ottobre 191 2

Hebbel

Farinelli.

20 novembre 191 2

Bisogna studiare

gli

arabi.

24 novembre 191 4

Quattro mesi

di

vita.

27 novembre 1914

D'Annunzio
24 dicembre,

il

frullone.

1914 Mario Calderoni.

Anima, Firenze,

1911
191 2).

(ma

1'

ultimo fascicolo esci alla fine del

gennaio

Avvertimento.

Le

verit per la Verit.

[ristampato in

Sul Pragmatismo,

pag.

1.49].

Lettera molto aperta ai positivisti.

Un

antipragmatista inglese.

febbraio

Seconda lettera a un
Cavalli e filosofia.

positivista.

marzo

La

legge

de' contrari

[ristampata ne
Troilate.
aprile

U Altra

Met, pag.

17].

Arturo Farinelli
[ristampato in Ventiquattro Cervelli, pag. 263]. Risposta di Ginn Falco.

20

maggio (numero speciale consacrato a Giovanni Vailati


:

863-1909).

La La
Il

vita.
filosofia

secondo Vailati.

volume

degli scritti.

giugno
Il

non sapere

1'

[ristampato col titolo


pag. 91].

Ignoranza

ne

V Altra

Met,

Sulla legge de' contrari.


luglio

W.
La

James.
novit di Vico

settembre

[ristampato col titolo


cervelli,

G.

B.

Vico

in

Ventiquattro

pag. 163].

novembre
Il

genio inconoscibile.
Firenze

Bollettino della Biblioteca Filosofica,

1^10.

L' inutile
[id.

in estratto]

[ristampato ne L'Altra Met, pag. 163].

UALTRA META'.
Ancona, G. Puccini, 191 1, pag. 192. [Prima di tutto. I. La legge de' contrari.
tra met.
bile.
II.

L'al-

II. Il

nulla. IV. Il

diverso. V. L' impossi-

VI. Ignoranza. VII. L' errore.

Vili.

La pazL' inutile.

zia.

IX.

Il

non

fare.

X.

Il

male.

XI.

Rimorsi].

121

MEMORIE
Firenze,

iy IDDIO.
Casa editrice
italiana,
n.

1912,

pag.

86.

(Quaderni della Voce,

li).

LA VITA DI NESSUNO.
Firenze,

Baldoni,

191 2,
,

pag.
3).

32.

(Collezione

Prose

n.

La

Voce, Firenze.

20 dicembre 1908
L' Italia risponde.
L' ignoranza degli specialisti.

27 dicembre 1908

Complimento

agli

italiani.

14 gennaio 1909

Le

inchieste religiose.

Carducciani traditori.
21 gennaio 1909

Noi troppo odiammo.

Edgar Poe.
18 gennaio 1909
Il

giovane scrittore italiano.

18
Il

marzo 1909
carduccianismo.

8 aprile 1909
Il

genio alla

fiera.

22 aprile 1909

Nazionalismo.
3

giugno 1909
la scuola

elementare

17 giugno 1909

122
Noi,
gli

ingiuratori.

i luglio 1909
Il

Risorgimento.
sorella e quell' altra [firm.

La nazione
8
1

La

Voce].

luglio

1909
1'

signori Piaggio e

Italia

[firm.

La

Voce],

Lo
5

stato editore.

agosto

1909

La campagna.
2

settembre 1909
classici.

Per una collezione di


9 settembre 1909
L' anima in poltrona. 7 ottobre 1909

Per una, anzi per due collezioni


25 novembre 1909
Sincerit.

di

classici.

9 dicembre 1909 Al Cimento e


20 gennaio 1900

alla

Difesa dell'Arte

Preghiera per Federigo Nietzsche


[ristampata in Ventiquattro
3 febbraio 1910
cervelli,

pag. 137].

Abbasso
All'

Roma

accademia

della Crusca.

io febbraio 191 o

Mantegazza
[ristampato

il

sessualista

in
6].

La

questione

sessuale,

Opuscoli

della

Voce,
2 giugno

n.

19 io


Per
la

123

Ferrer
[insieme

cattedra

Guglielmo

con

G. Amendola]. 9 giugno 1910 Per la cattedra a Guglielmo Ferrer


il

[e.

3.].

agosto

1910

Miele e Pietra.
8 settembre 1910

William James.
6 ottobre 1910

La querce

funghi.

io novembre 1910

Una
Boll.

lettera a G. Prezzolini.
Bibl.

io nov.

1910.

Studi galileiani.

24 novembre 1910
Preghiera per Leone Tolstoi

[ristampata in Ventiquattro Cervelli, pag. 337].


15

dicembre 1910
libro sull'Austria.

Un

29 dicembre 1910
L' edizione nazionale di Leonardo.
19 gennaio 191
1.

Universit e biblioteche.-

26 gennaio 191
L' accademia della Crusca.. 23 febbraio 191

La
2

riforma del
191

qu qu

marzo

La

riforma del

30 marzo I911


Giovanni Vailati

124

cervelli,
1.

[ristampato in Ventiquattro
Boll.
bibl.

pag.

243].

del

13 aprile
al

191

L' Italia dal 1657


15 giugno 1914

1750.

Le speranze
13 luglio 191

di

un

disperato.

Carducci in cattive mani,


[ristampato in
G.

Mazzoni],

14 settembre 191
Il

ministero libero

19 ottobre 1911

La guerra
Ancora
il

vittoriosa.

26 ottobre 191 1.
ministero libero.
1

9 novembre 191

Amore
Sempre

di
il

Spagna lontana.
ministero libero.

14 dicembre 191

La

tradizione italiana.

4 gennaio 191 2

Le due

tradizioni letterarie.
la

Per Farinelli e per


18 gennaio 191

verit.

La

questione Farinelli.

4 aprile 191 Dacci oggi la nostra poesia quotidiana.


li

aprile 191
morto.

Giovanni Pascoli
18 aprile 1912


Le Moine Bourreau. 23 maggio 191 2

125

di
Soffici).

(Sul

Lemmonio Boreo

La
Il

cattedra di Carducci, Pascoli e Barbi.

30 maggio 191
buffone
il

capitolo

XLI

di

Un uomo Jlnito,

a ed. pag. 243,

2 a ed., pag. 243].

26 settembre 191 2
Il

fiume.
Il

[ristampato col titolo


di poesia,

mio fiume

in Cento pagine

pag.

31].

io ottobre 191 2

Diventar genio.
Boll.
bibl.

novembre
in
Italia

191 2.
(G.

La

religione

Reinach,

Orpheus,

trad.

con app. di A. Della Torre).


14 novembre
Sonetti plebei.
191

9 gennaio 191 3

Puzzo
All'

di cristianucci.

6 marzo 191 3
Idea Nazionale
.

27 marzo 191 3

Preghiera per

l'

imbecille.

29 maggio 191 3
Il

professor Guido Mazzoni


:

[ristampato in
7 agosto 191
I

Guido Mazzoni,

Una

stroncatura].

miei amici
13].

[ristampato in Cento pagine di poesia, pag.


il
Il

T2

settembre

191

centenario del Boccaccio.


191

2 ottobre

Presentazione di Tristan Corbire.


23 ottobre 191

La mia
15l

strada
39].

[ristampato in Cento pagine di poesia, pag.

dicembre 1914
2 a poesia.

a e

30 dicembre 1914.
a

poesia.

ALMANACCO DELLA
Sospiri di

VOCE,

Firenze,

191

Negro.

UN UOMO

FINITO.
191 3, pagg.
304.

Firenze, Libreria della Voce,

(Quaderni della Voce XVIII-XIX, genn. 191 3).


[Andante.
libri.
I.

III.

Un mezzo ritratto. II. Un centinaio di Un milione di libri. IV. Dal tutto al nulla.
di

V.

L' arco

trionfo.

VI.

Miseria.

VII.

La mia
del-

campagna.

Appassionato. Vili. La scoperta del


altri.
Il

male. IX. Gli


l'

X. Lui. XI. La scoperta


io.
;

unit. XII.

mondo son
XI.
discorso

XIII. Nulla vero

tutto permesso.

Ribollimento
notturno.

Tempe-

stoso.

XV.
XIX.
Io e
1'

Il

Davanzati. XVII. La sortita. XVIII.


realt.
I

XVI. Palazzo La fuga dalla


I

fratelli

morti.

XXI.
Irae.

amore.

Solenne.
della

XX.

piccoli ivivi.

XXII. La
il

missione.

XXIII.

Il perfetto, XXIV. XXVI. Fare! XXVII.

L'ingegno.
Verso

XXV.

Dies

nuovo mondo.

XXVIII. La conquista

divinit.

Lentis-


simo.

127

XXIX. La discesa. XXX. Accuso soltanto stesso. XXXI. Giornate vergognose. XXXII. Cosa volete da me XXXIII. La gloria. XXXIV. E se anche XXXV. Sono un imbecille XXXVI. e un ignorante. XXXVII. Non conosco gli uomini. XXXVIII. L'ispirazione. XXXIX. I miei debiti. XL. Il buffone. XLI. Un po' di certezza. XLII. Vome
?
?
!

glio

il

male

XLIII. La

fine del corpo.

Allegretto.
XLVI.
L. Alla

XLIV. La
Il

morte.

XLV. Appunto
XLVII. Chi

per questo.
sono.

ritorno alla terra.


stile.

XLVIII. Di-

chiarazione di

XLIX. Non
.

son

finito.

nuova generazione].
id.

seconda edizione.
1914, pag.
).

Firenze, Libreria della Voce,

304

(ma non
Fieramosca,

nei

Quaderni della Voce

Firenze.

19 dicembre 191

La

pietra.

Novissima, Napoli.

marzo 191 Troppa critica.

La Stampa,
3
Il

Torino.

maggio 1907
pericolo buddista.

18

maggio 1907
filosofia

La La

del

cinematografo.

15 settembre 1907 vita d' ignoto


cervelli,

[ristampato in Ventiquattro

pag.

1].

24 agosto 1907

Due uomini

in

uno.


19

128

novembre 1907
che viaggiano.

Citt

24 gennaio 191 Notizie arabe sul diavolo.


29 gennaio 191
Il

suicida sostituto

[ristampato nel Tragico Quotidiano, 2 a ed. pag. 253].


16 febbraio 191

La

zia

di

tutti

[ristampato in Tragico Quotidiano, 2 a ed. pag.


22 marzo 191
Il

241].

pensiero di Napoleone.

29 maggio 191
Il

genio satanico.

[ristampato in Buffonate, pag. 75].


23 luglio 191

L'
5

uomo

solo.

settembre 191

L' anatomia degli angioli.


2 ottobre
11

191

nemico del sonno


19].

[ristampato in Buffonate, pag.


23

ottobre

191 2.

La

conquista delle nuvole,


9].

[ristampato in Buffonate, pag.


12 ottobre 191

Ecce Deus.
21

dicembre 191

Un

nemico

della

donna (Weininger)

30 dicembre 191


Fine
d'

129

anno.

20 febbraio 191
Il

triste

far niente.

29 marzo 191

Don

Chisciotte preso sul serio (sopra

Unamuno).

29 aprile 191
Estetica scolastica
i luglio 191
Il

(su

Croce).

mascolinismo.

6 settembre 191

La

rivolta dei ragazzi

[ristampato in Buffonate, pag. 41].

n
15

ottobre 191

L' importanza di Schopenhauer.

novembre 191

La gatta pensante
[ristampato in Buffonate, pag. 123].

24 novembre 191
Gulliver in Italia, (su
18 giugno
Swift)

1914

Libri da scrivere.

(Inoltre:

L'astemio

La

legge contro

poeti.

Ri-

stampati in Buffonate, pag. 87, 29).

BUFFONATE:
Satire e fantasie.

Firenze, Libreria della Voce,

1914,

pag.

vili,

208.

[Imbonimento.

La conquista delle nuvole. Il nemico del sonno. La legge poeti. La rivolta dei ragazzi. La riforma contro
Intervista

con uno

spirito.


del

130
del

far

galateo.

L' eroe

niente.

Il

genio satae

nico.

L' astemio.

Uno

scherzo.

Noemi
del

Milano.

La

gatta pensante. Nein ladro. Legittima difsa. L' intervallo


del

no.

G' inconvenienti

buon cuore.
Il

La. signora Antonietta.


Ci.
Il

Buono

tutto.

signor

povero esemplare].
3.

Lacerba, Firenze, 191


1 gennaio

Introibo (non firmato).


Il

giorno e la notte.

15 gennaio
I

cattivi.

Jean Christophe.
i febbraio
II

significato

del
//

futurismo,

[ristampato in
15 febbraio

mio futurismo, 1914].

Le
i
Il

parolacce.

marzo
discorso di

Roma.

[id.

in opuscolo].

15

marzo
il

Contro

futurismo

[ristampato in // mio futurismo, 1914].

La

risposta dei romani.

1 aprile

Morte

ai morti.

Cercansi nemici intelligenti (non firmato).


15
aprile

131

La
I

necessit della rivoluzione.

15 maggio
cari genitori.

i giugno

Ges Peccatore.
I

miei conti con Croce.

i luglio

Lacerba

sotto processo.

i agosto

Odiatevi
1

gli

uni con

gli

altri.

agosto

Accidenti alla seriet.


1 settembre.
II

ricco

come

debitore.

15

settembre
gli imbecilli.

Franchezza con
Schegge.
i ottobre

Freghiamoci della
15

politica.

ottobre
al

Postilla

programma
sacra.

politico

futurista.

La
i

vita

non

novembre
novembre
?

Marcia del coraggio.


15

Esistono cattolici
i

dicembre

Perch son futurista


[ristampato in // mio futurismo, 1914].
15 dicembre

9*


Ai Fiorentini.
1914
15 gennaio
Il

132

Contro Firenze passatista

passato non

esiste.

Quattro begli occhi


[ristampato in Cento pagine di poesia col titolo

Le

mie

figliole

pag. 25].

i febbraio

Ora basta
Il

15 febbraio
cerchio
si

chiude

marzo
all'

Inno
15

Intelligenza

marzo

Cerchi aperti.
i aprile
Il

massacro

delle donne.

15 aprile

Anch'

io

son borghese
in Cento pagine di poesia, pag.
53].

[ristampato
i

maggio
al

Dichiarazione

tipografo.

Mezz' ora.
[ristampati in Cento pagine di poesia,
15

pag.

69,

89].

maggio
il

Viva
i

maiale

giugno
le

Chiudiamo
15 giugno

scuole.

133

fatti di giugno.

1 luglio
Volubilit.
i agosto

Gli amici.

15
II

agosto

dovere

dell' Italia.

i settembre

Ci che dobbiamo alla Francia.


15 settembre

Contro

la neutralit.

20 settembre

Finiamola
i ottobre

Amiamo
Chi non
i

la

guerra

15 ottobre
la vuole.

novembre
novembre
nostro impegno.

L' Antitalia.
15
Il

i dicembre

Lacerba

il

Futurismo
con
Soffici].

Lacerba

[in collab.

DISCORSO DI ROMA.
Firenze, Lacerba,

191 3, pag. 32.

[ristampato da Lacerba, i marzo 1913, pi un Commento].

GUIDO MAZZONI,
Firenze,

34

pag.

una stroncatura.
191 3,
48.
II.
Il

Libreria della Voce,


I.

[Umilissime scuse.
professore
zoni].

Guido Mazzoni non poeta.


III.

Guido Mazzoni.

Carducci

Maz-

IL

MIO FUTURISMO.
Firenze, edizioni di Lacerba,
1914, pagg.
II.

61.

(contiene
fesa.

I.

Benevola Aspettativa.
Affettuosa

Simpatica Di-

III.

accettazione.

IV.

Contro Fi-

renze

passatista].

ALMANACCO PURGAI IV'0,51914.


Sestine per
1'

anno 1914.
pensieri di scrittori e certamente quelli

Quasi tutti
di

Villari,

Hegel,

Platone,

Raiberti,

Shakespeare,
ecc.

Voltaire,

Schopenhauer, Mazzini, Marx, Swift

Primavera.
Estate.

Autunno.
Inverno.
Corriere universitario, Torino.

20 aprile 191
5

maggio.
rivoluzione universitaria.

La

Tavola Rotonda, Napoli.

6 aprile 191 3.
Il

discorso di

Roma

[ristampa da Lacerba i marzo 1913].


18 maggio 19 1.3

135

Nuovo Fieramosca, Firenze.


Guido Mazzoni non poeta
[ristampato in Guido Mazzoni,
Il

una

stroncatura].

Commento, Milano.
16 febbraio

L'ozio obbligatorio.
tito

economico.

postumo
zatti.

processo Nasi, par La gramigna L. Luzcavaliere. Tiro


Il

1908

Il

filosofica.

Il

ai piccioni.

Gli ultimi sospiri delle riviste.

Giornale del mattino, Bologna.


12 settembre 1914

La

nostra Parigi

18 settembre 1914

Quel che

la

guerra insegna.

25 settembre 1914
Libri e granate.
'

//

Popolo

d' Italia,

Milano.

19 novembre

1914

Rispondo a Benedetto.
25
1

novembre 1914 tedeschi della Banca Commerciale.


dicembre 1914
la

Viva

contraddizione.

12 dicembre 1914

Non
18
Il

se ne

pu

fare a

meno.

dicembre

1914

romanzo

della guerra.


Libreria della Voce,

36

CENTO PAGINE DI POESIA.


Firenze,

[Contiene
2. la
5.

Precauzione.

Propriet
mie
la

1915, pag.
:

132.
I
il

1.

miei amici,

mia donna,

3. le

figliole,

4.

mio fiume.
Confidenze
l'
:

la

mia

strada,

6.

mia
8.
il

stella.

7.

anch' io son borghese,


dichiarazione
e'

mereiaio, 9.

indiano,
nel

io.

al

tipografo,

n. un
di

fratello

tram, 12.
zioni
:

un canto dentro
14.

me.
15.

la

Precipitasala
dei

13.

mezz'ora,
16.

congedo,
soltanto,

manichini,
18.

un giorno

17.

partenza,

arrivo].

137

TRADUZIONI
INGLESI.

What Pragmatism
Monthly,
october,

is

Like
1907).

(in

The Popular Science

Croce's Esthetics (in Florence Herald, jan. 25, 1910).

Finished
1914).

Man

(in

The

New

Statesman, february 28,

The Return

to the

Land
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