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Perch il rapporto tra la struttura ed il soggetto una questione? Se la pone lo stesso Lacan a pag.

. 802 degli scritti, per esempioUna volta riconosciuta la struttura del linguaggio dellinconscio quale sorta di soggetto possiamo concepire? Si evince quindi che il rapporto tra la struttura ed il soggetto, lungi dallessere un rapporto disteso, un rapporto problematico. Nel primo dei nostri incontri dellanno scorso io ho scritto sulla lavagna una dicotomia: parola e linguaggio. Vi ho detto che lungi dallessere sinonimi, vi ho mostrato come fossero addirittura unantinomia, unopposizione. Perch lordine del linguaggio che abbiamo caratterizzato come ordine morto lordine che riconduce alla struttura mentre lordine che abbiamo definito vivo riconduce al soggetto! Il linguaggio un sistema dotato di leggi intrinseche, cio di un suo automatismo, che vive di una sua vita propria, che non ha il bisogno di chiedere il permesso per esistere e per muoversi (Les. di una macchina che pu muoversi automaticamente senza bisogno di un essere umano che la azioni). Dallaltra abbiamo il soggetto. Ancor prima che in psicanalisi (p.a.) tale contrapposizione culturale, giacch tutta la storia del pensiero degli anni 60 stata impegnata a risolvere la questione. La contrapposizione tra struttura e soggetto la stessa che c tra linguaggio e parola. talmente problematica tale coesistenza tra struttura e soggetto che nella filosofia, tutte le volte che la si affrontata la si risolveva con unopzione netta per luno o per laltro dei due versanti. In che cosa consiste loriginalit e spessore di Lacan se vogliamo dare a Lacan un posto nella storia del pensiero?: che lui concepisce una soluzione di compromesso tra le due. Per capire cosa vuol dire una struttura articolata con un soggetto occorre capire precedentemente che la struttura fa piazza pulita del soggetto. La struttura non fatta per il soggetto, tanto che lo strutturalismo stato definito come quel capitolo del pensiero che faceva piazza pulita delluomo. Perch non c bisogno di chiamare in causa nessuna umanit quando si chiama in causa la struttura. La struttura lordine puro della determinazione. Loriginalit di Lacan di aprire una beanza dentro questa struttura per articolarci il soggetto; vero che la struttura determina il soggetto eppure al tempo stesso questa struttura ha un anello mancante che fa s che essa non sia del tutto struttura, e questo anello mancante in grado di ospitare il posto dove viene a questa dimensione soggettiva che invece fa appello ad una forma, se pur residuale di decisione, di libert e di scelta che sono i residui della vecchia soggettivit. Ecco perch la struttura di Lacan questa struttura con questa famosa mancanza. La mancanza da dove viene fuori? La mancanza che troverete incessantemente dal 53, da dove viene fuori? La mancanza viene fuori da questa breccia che Lacan apre dentro la struttura per consentire al soggetto di prender posto. Questa questione del rapporto tra soggetto e struttura ritenuta da Lacan come lessenza del suo lavoro. Questanno dobbiamo andare oltre. Quale pu essere lavanzamento? il godimento: il rapporto tra la struttura e il godimento.

Devo subito fare una precisazione: il comune vezzo quello di presentare il godimento come qualche cosa che ha statuto autonomo. Come se da una parte ci fosse la matassa simbolica, questo dedalo di significanti che si rielaborano, si intrecciano, e dallaltra il godimento. Questo non Lacan. E non lo per una ragione molto semplice: perch il godimento non pensabile se non in quanto cascame delloperazione del significante. Si dice per esempio che lultima clinica di Lacan del reale; e da ci viene spontaneo che tutto quello che riguarda il significante lo possiamo un po trascurare a beneficio di questa prospettiva del reale, come se questo reale fosse qualche cosa di indipendente. Se voi leggete Lacan vedete che il reale sempre in uno statuto di dipendenza dal simbolico; dipendenza pi o meno serrata, per inconcepibile un reale sguinzagliato dal simbolico, al punto che se andate a vedere lultima clinica, quella dei nodi, si vede che lessenza del nodo che nessuno dei tre registri pu viaggiare sconnesso dagli altri due. Un secondo punto importante (questanno parleremo di alienazione/separazione) che questo reale che cosa ? Limmaginario lo sappiamo, ha a che fare con una dialettica speculare, tutto parte dallo stadio dello specchio, ecc., il simbolico pure lo conosciamo, e il reale, che cosa ? Voi mi rispondereste il godimento. Il che non errato. Per bisogna capire che il reale per Lacan non immediatamente il godimento! Il reale diventa il godimento per Lacan nel seminario VII (1960), prima di quella data il godimento esisteva o non esisteva? E dove stava? Lacan parla gi di reale nel 53 (linsegnamento di Lacan incomincia con seminario I Funzione e campo e una conferenza inaugurale Il mito individuale del nevrotico e una terza conferenza non tradotta che si intitola Simbolico, immaginario e reale) per solo nel 1960 Lacan dir che il reale il godimento. Ma allora il reale che cosa ? E il godimento c? (sappiate che nel seminario III e IV il reale non ha nulla a che fare con il godimento). Anche il godimento presente fin dallinizio ed allocato sul registro immaginario. Facendo riferimento al testo di Miller I 7 paradigmi del godimento si pu dire che tra il primo e il secondo paradigma c una mutazione sostanziale ma ci non intacca il fatto che sia nel I che nel II paradigma limmaginario il regno del godimento. Nel seminario VII vi questa grande migrazione, la migrazione del godimento dallimmaginario al reale. Questo il punto saliente di questo seminario. Che cosa questo reale? Nel nostro ragionamento siamo soliti dire che il simbolico esiste da sempre. Il grande altro un codice, una sintassi ma anche un discorso. Discorso introduce una particolarit dentro questo universo anonimo, c una storia in cui poi lei il punto dintersezione. Che cosa intende Lacan per incarnazione. Teologicamente il verbo che si fatto carne. Lacan ritrova in questa grande teoria teologica lanticipazione di una porta della struttura. Se vogliamo sapere come funziona la struttura dobbiamo andarlo a chiedere ai teologi, perch loro senza saperlo, tutto ci che hanno elaborato su Dio una elaborazione della struttura. Alla nascita, vi una carne palpitante che non pu non fare i conti con questa dimensione che la precede.

Il reale ci su cui si va ad innestare il simbolico che lo precede. Nel mondo umano il reale il fulcro vivente su cui si va ad innestare questo universo simbolico che normalmente lo precede. Questa operazione comporta una perdita, infatti segniamo una barra su questo reale, per dire che questo corpicino vivente quando viene alla luce essendo un corpicino vivente della specie umana destinato sempre ad impattare contro questo universo simbolico che lo precede, e che da quel momento fregato: il reale barrato significa immettersi nel circuito della parola, significa che lessere vivente si sottomette alle leggi preminenti del simbolico. Siamo un organismo vivente completamente asservito alle leggi del linguaggio. quindi come se fossimo annichiliti da questo universo. Per questa barra non colpita perch come sappiamo, cosa succede? Succede che una parte di questa vita colpita inesorabilmente dalla morte residua sotto forma di resto. In modo didattico: 1) il linguaggio esiste da sempre; 2) c lincarnazione (il tuffarsi del vivente nel discorso e viceversa il prender forma della carne in un discorso che preesisteva alla carne); 3)questa operazione si traduce in un annullamento delle propriet del vivente con un resto. Cio non tutto il vivente viene subordinato alle leggi simboliche. Da ci si evince 1) che il reale pieno stato ineludibilmente colpito, 2) ma che al tempo stesso un residuo di questo reale (del vivente) sopravvive. E di questo reale cosa possiamo dire. Questo reale supposto dal nostro ragionamento ma non lo possiamo mai vedere, giacch, gi al suo apparire, soccombe al simbolico. allora un reale mitico, primigenio. 3)il resto ci che ordinariamente abbiamo a che fare. Quando parliamo del reale siamo obbligati a chiamare in causa due dimensioni del reale: una dimensione piena e di brandelli di reale. Il ragionamento che volevo svolgere che quando questo reale dopo il 1960 diventa godimento lo stesso ragionamento si rapporta al godimento. Quando utilizziamo il simbolico J (jouissance) va riportato a questa dimensione secondo del reale mitico, questo godimento pieno colpito dal simbolico, e che quando parliamo delloggetto piccolo ci riferiamo a ci che ne di questo godimento originario in quanto colpito dalla scure del simbolico. Il godimento originario lo possiamo solo immaginare ma ci con cui abbiamo a che fare solo un residuo. Prima che Lacan desse spazio alloggetto piccolo vi era sempre un resto ma in fondo lidea di Lacan era che di questo godimento non sopravviveva niente. Questo un punto complicato che ci porterebbe a complicarci la vita. Quando parliamo della cosa la j il reale inesorabilmente perduto. Loggetto piccolo il resto. Per parlare del resto dobbiamo parlare della forbice che lo ha reso resto. Non possiamo saperne nulla di questo resto se non a partire dalla forbice che lo ha reso resto. Non possiamo parlare delloggetto piccolo se non a partire dal significante, il grande altro che lo ha reso resto. (Si pu pensare che nel caso della psicosi si ha a che fare con il godimento pieno. Mai. Anche nella psicosi si tratta di un resto di godimento, semplicemente che nella psicosi questo resto di godimento (oggetto piccolo ) articolato con il grande altro in modo diverso nella nevrosi e nella psicosi).

Quello che succede che il godimento se ne va ad abitare la casa del reale e quindi colpito dal simbolico come lo era il reale. Come Lacan chiama questa barra che colpisce il reale o il godimento (Piccolo salto per cambio lato cassetta) che cosa il fatto che il reale irrimediabilmente perduto? La castrazione. La castrazione freudiana che come tale, e lo dico sillabando, non risparmia nessuno, tanto meno lo psicotico; anche se fuori dalla metafora paterna. La castrazione lazione del simbolico sul reale. Ci apre semmai unaltra questione: che ne della castrazione nevrotica e della castrazione psicotica? chiaro come noi non possiamo dir nulla su questo oggetto se non il modo in cui stato ottenuto; e che quindi per parlare di questo oggetto dobbiamo parlare esattamente dello strumento che lo ha riservato, cio del significante. Cio che noi delloggetto piccolo tutto ci che possiamo dire : attraverso quale strumento, quali vie simboliche, quale metodo esso stato ottenuto. Voi vorreste un esempio clinico di questo perch vi sembra un po astratto questo, no? Sono sicuro che avete gi in mente un esempio clinico.. Se voi vi rendete conto che questa nozione la prendo un po alla larga: tutte le volte che era chiesto il godimento nei nostri casi clinici, facciamo queste scivolate, quando parliamo del godimento ne parliamo sempre in relazione a, vi ricordate la frase canonica, Un bambino viene picchiato, che come sapete la frase fantasmatica, non diciamo tutti che in qualche modo il fantasma ha a che fare con il godimento; e quando si tratta di ritagliare un fantasma, di definire un fantasma, come lo definiamo, a che cosa ricorriamo? Ricorriamo ad una frase; non diciamo questo? Non diciamo che il fantasma ha unimpalcatura, unossatura squisitamente simbolica? Cio riducibile ad una frase? Allora, se vero che dentro quella frase c del godimento.quella frase che una frase assoluta, non ulteriormente riducibile, non ulteriormente traducibile; quella frase l che cosa se non un significante che si porta attaccato alle suole il resto di godimento che esso ha prodotto. Lesempio che porta Lacan nel seminario 17 quello dello schiaffo. Lo schiaffo in fondo che cosa ? un evento suscettibile come tale di esserne significato: lo schiaffo mio padre mi ama, mio padre mi odia a seconda della significazione che pensiamo; lo schiaffo in quanto colpo che agisce sullorganismo, sulla carne, comporta, produce ineludibilmente un effetto sulla carne, che sar di arrossamento e di tutta una serie di fenomeni collaterali che possono essere di dispiacere ma da buoni psicanalisti anche di sottile godimento. Va da se che questa semplice operazione dello schiaffo, o anche di una frase, una frase da pap che dice ma guarda come sei sporca alla bambina di 4-5 anni che si tutta impettita per far piacere al pap, quella frase come un colpo di frusta, un significante che si impone in quel momento su di lei. E quel significante che si compie porter con s il sentimento di vergogna o di compiacimento, immaginiamo tutta la gamma possibile delle significazioni; va da s che questo ma come sei sporca un significante che nel momento in cui stato enunciato ed stato raccolto dal ricevente si legato indissolubilmente ad un risultato, una sensazione di piacere/dispiacere, godimento che da quel momento diventa indissolubilmente legato a quel significante. E possiamo immaginare che il destino di quel significante, rimaneggiato, rimosso, elaborato, metonimizzato, metaforizzato, sar quello di andare a finire

nellinconscio e di andarci a finire con il suo oggetto piccolo , quelloggetto piccolo che ha ritagliato come una forbice che lascia cadere il suo cascame nel momento in cui andato impresso. Avete capito? Insomma loggetto piccolo (questo resto di godimento) sempre legato a una parola detta e quindi noi non possiamo isolare il godimento se non a partire da una parola detta. Abbiamo fatto un po un cortocircuito, adesso torniamo al problema. Rimane aperta una grande questione. Va bene, il simbolico agisce sul reale producendo un resto e questo resto in qualche modo, per il fatto che il risultato di questa operazione in un certo senso articolato con questo simbolico da cui proviene. Ora tutto il problema, croce e delizia di Lacan, in qualche modo questo: questa parola articolato che cosa vuol dire? O per meglio dire, voi non avete tutti i torti a pensare che il simbolico ed il reale siano due ordini che assolutamente perch il simbolico ed il reale non hanno nulla a che vedere luno con laltro. Avete fatto bene a pensare che il simbolico ed il reale sono al limite eterogenei, tanto da andarsene a spasso ognuno per i fatti suoi; e che quindi logico poter immaginare in un caso clinico di identificare da una parte il godimento e da unaltra il simbolico. Tuttavia non esisterebbe psicanalisi se non esistesse il postulato della loro articolazione: sono due ordini disomogenei eppure sono articolati. Se vero che il sintomo, facciamo un po un salto in avanti, qualche cosa dellordine di un reale e se vero che loperazione psicanalitica si serve di parole, come pu la parola, il linguaggio, andare a modulare questo nucleo di godimento se parola/linguaggio e godimento fossero cos completamente eterogenei da essere impenetrabili lun laltro. Da un lato il reale, dallaltro il simbolico, sono disomogenei per in qualche modo devono avere un legame, devono in qualche modo toccarsi, lambirsi, articolarsi, se vero che attraverso lintervento analitico in qualche modo, e bisogna specificare quale, attraverso le circonvoluzioni del linguaggio riusciamo a toccare questo reale, riusciamo a modificarlo, riusciamo a cambiarne la configurazione. Come fa uno strumento cos radicalmente diverso dal reale, strumento principe ed esclusivo delloperazione analitica, ad incidere, ad agire su questo ordine inerte, ripetitivo, immobile, statico che lordine: la psicanalisi nata proprio dallassociazione casuale che la parola ed il linguaggio erano in grado di mobilizzare assetti di reale/godimento. Quindi per noi si tratta non di trovare il modo per agire sul reale ma stante che la parola agisce sul reale, come spieghiamo che questa parola agisce sul reale? Noi in analisi utilizziamo esclusivamente il badile della parola e lo scalpello del linguaggio. Quindi qual , e se c, questo rapporto tra questo reale ed il linguaggio? PAUSA Il punto in cui eravamo rimasti era: insomma questa psicanalisi (p.a.) pretende di incidere sul reale, inteso come modalit di godimento, e pretende dincidervi attraverso la parola: quindi come si articolano parola/linguaggio e godimento? Siccome sono stati evocati i sei paradigmi del godimento, lintendimento di questanno di presentarvi in particolare uno di questi paradigmi, il IV, cio il paradigma proprio degli anni 64-67, 64-70, ed in questo paradigma che rientra la teoria dellalienazione/separazione ed quanto Lacan svolge nel seminario XI a cui rinvio ed in pi in uno scritto che uno scritto coevo del seminario XI e che si intitola Posizione dellinconscio.

Prima di parlare di questo paradigma far una brevissime premessa che vi prego per di tener presente e che riguarda il seminario VII, in quanto il seminario VII (possiamo dire: sem. I al sem. III sono il I paradigma, sem. IV al VI il secondo paradigma, VII al X il terzo paradigma, sem. XI al XVI questo paradigma , sem. XVII al sem. XX il quarto, dal XX al XVII il sesto). Miller ha intitolato il paradigma di cui ci vogliamo occupare, paradigma del godimento normale. Perch normale? Normale; per spiegare questo aggettivo ci metteremo un po tutto questo anno. Per dovete tener presente quale era il titolo del paradigma precedente, dove Miller lo chiama paradigma del godimento forzato o trasgressivo: tanto qui si evoca una realt di tutto riposo quando nel paradigma precedente si evoca unattivit forzata. Lacan nel sem. VII, propone ad esempio del raggiungimento del godimento tutto ci che ha a che fare con lesperienza perversa il grande sem. della perversione. Il sem. VII il seminario che celebra De Sade, Classowski, Battaille, tutti grandi maestri libertini e soprattutto di quella parentesi francese tra il quaranta ed il sessanta, quella letteratura un po perversa, un po trasgressiva che ebbe in questi personaggi della letteratura e del cinema i loro antesignani. Quale era lidea di Lacan: lidea di Lacan era che c il simbolico e limmaginario, (coppia sulla quale fino a quel momento aveva appoggiato lasse della sua riflessione); con il sem. VII Lacan scopr il reale: o per meglio dire non che lo scopre, ma rianima questo reale, che gi presente, lo rianima per il semplice fatto di immettervi dentro il godimento: lallocazione del godimento dentro il reale ha leffetto di rianimare questo reale, che rivive a tutta prima come separato dal simbolico, in fondo il primo e il secondo paradigma erano stati tentativi di Lacan di instaurare una relazione tra limmaginario e il simbolico. No che non ci fosse una relazione tra simbolico e reale nel I e II paradigma, ma questa relazione serviva alla funzione molto circoscritta ed eccentrica che il reale aveva con il simbolico. Ma ora che questo reale si rianima, per il fatto di ospitare al suo interno il godimento, questo reale diviene improvvisamente una presenza. Lacan lo chiama, in questo seminario, la cosa. questa presenza ingombrante diventa per Lacan un problema: cio, come si pu fare visto che il reale il godimento e che il godimento lessenza di un essere vivente: come pu fare un uomo, un essere vivente, che condannato nei meandri del simbolico e dellimmaginario a raggiungere il cuore di se stesso che il godimento. Come pu fare questo salto visto che tra simbolico e reale vi uno iato. Vedete che nellimpostazione del problema cos come lho impostato si vede chiaramente tutta la difficolt del rapporto tra simbolico e reale: non un rapporto di tutto riposo. Tutto il sem. ruota attorno a questo impossibile: come fa luomo a raggiungere il cuore di se stesso; come fa luomo ad uscire dal senso di colpa (questo un altro tema portante del sem.VII) dovuto al fatto di rimanere relegato allinterno del palazzo simbolico ed immaginario; ed il senso di colpa per aver abdicato alla sua vocazione di godimento? Come fa? Occorre unetica del godimento, occorre che luomo riesca ad essere capace di quel coraggio, di forzare, di varcare i confini angusti del simbolico per marciare con determinazione verso il godimento. Non si pu raggiungere il godimento se non nella trasgressione, se non nella forzatura dei limiti. (Ovviamente ci va capito, Lacan non ci dice che dobbiamo tutti fare il marchese De Sade!).

Non si pu raggiungere questo nucleo di verit se non forzando i limiti della legge: infatti qual il personaggio che campeggia nel sem. VII? Antigone: che era al di l della legge per seguire . Il godimento pu essere raggiunto solamente nella forzatura, nella trasgressione, andando al di l della legge. letica del godimento; il sem. sulletica della p.a. vuol dire semplicemente questo: che luomo non deve dimenticare che c unetica, lunica vera etica alla quale deve sottomettersi che il raggiungimento del suo godimento. Letica della p.a. il contrario delletica comune. Letica comune esattamente ci che risospinge luomo al di l di questa barriera. Bisogna essere come Antigone che senza nessun compromesso viola la legge della citt anche a costo della.la vocazione dellessere umano la seconda morte (non sono sicuro dellespressione messa tra virgolette). Il godimento qualche cosa che significa il dramma. Vedete che vi questa forza drammatica. Luomo non pu liberarsi dal senso di colpa. Che cosa la colpa? Ricordate come la definisce Lacan? La colpa la colpa di aver ceduto sul proprio desiderio. Quindi se non bisogna cedere, non bisogna cedere anche al costo di sorpassare i confini della legge: un seminario sovversivo. Lacan porta questi esempi di personaggi che giganteggiano e ne estrae una logica: ogni cura analitica, in un certo senso, deve fare in modo che il soggetto possa essere un antigone a modo suo. Dunque, chiaro questo punto? Il godimento si raggiunge soltanto nella forzatura. Detto questo il IV paradigma non pu non colpirci stante che tutta questa drammaticit viene improvvisamente a stemperarsi, e come dice Miller, siamo in un godimento che si raggiunge in una certa naturalezza, dove tutto marcia secondo un ordine, di cui dovremmo occuparci questanno. Cio attraverso quale ordine, attraverso quale regolarit possibile raggiungere il godimento (la pulsione)? Come attraverso la parola/linguaggio si pu toccare il reale/godimento/pulsione: sem. VII attraverso la trasgressione, paradigma IV non c bisogno della trasgressione. Questo il grande sogno di Lacan: quello di movimentando una logica, come pescare il pesce, con la rete della logica, del godimento. Questo il punto da cui dobbiamo partire per la lettura di questo paradigma. Tutta la teoria dellalienazione e della separazione esattamente la teoria che risponde della modalit con cui si pu toccare attraverso la parola ed il linguaggio la pulsione. Cio come se, in fondo per Lacan, questa teoria, rappresentasse il ponte che sta faticosamente costruendo per collegare le due rive del linguaggio e del godimento. Vediamo di entrare cominciando a leggere un pezzettino del testo (pg. 832 Posizione dellinconscio). Praticamente questo testo riassume lultima parte del seminario undicesimo. Il seminario XI stato suddiviso da Miller in 5 parti: inconscio e ripartizione, sguardo, il transfert, il campo dellaltro, e ritorno sul transfert. Lettura Dunque al soggetto non si parla; c chi parla. Ed l che egli si apprende. E tanto pi in quanto prima di sparire come soggetto sotto il significante. Che vuol dire? Perch Lacan dice: l che egli si apprende? Siamo sicuramente nellanticamera dellalienazione. Perch Lacan usa questa frase cos arzigogolata?

Ricordatevi che Lacan chiede un esercito di lettura. Non lasciava nulla al caso. Si tratta di spiegare prima di sparire come soggetto sotto il significante Torniamo allo schema iniziale che vi ho proposto allinizio: momento 1) discorso dellaltro che esiste prima che la carne, nascendo, vi si tuffi. Se il significante da sempre e in un certo senso la carne viene ad esistere in un certo momento, ci possiamo domandare: e il soggetto dov? Perch faccio questa domanda? Perch se voi ci riflettete bene vero che questo ordine preesiste ed vero anche che questo storicamente viene alla luce. Per possiamo anche immaginare il contrario. Possiamo liberamente invertire la priorit di questi termini, ma n luno n laltro sono il soggetto. Come che Lacan pensa il soggetto. Lacan pensa il soggetto come figlio del significante. Che vuol dire? Voglio precisare che vero, voi potreste essere indotti a pensare il soggetto secondo lo schema per cui il simbolico che incide sul reale e si forma il soggetto vivente. Non c pi dopo lincontro con il simbolico, non possiamo parlare pi di organismo vivente, ma dobbiamo parlare di soggetto. Questo non sbagliato, per adesso vi invito con la calma a radicalizzare il nostro ragionamento e cio a pensare come il soggetto scaturisce dal simbolico senza tirare in causa il reale. un altro ragionamento, poi riincontreremo il reale. Per ora dobbiamo considerare un universo popolato di simboli (significanti) e come da questi simboli esce fuori il soggetto. Lacan pensa che il soggetto nasce nel momento stesso in cui appare il significante nella sua dimensione di essere disgiunto dal significato. Se tutto il ragionamento Soussuriano/Jakobsoniano regge, vuol dire che un significante come tale non significa nulla. Vuol dire che si porta attaccato con se potenzialmente un punto interrogativo. Ma questo punto interrogativo, perch ho detto che se lo porta potenzialmente? Perch questo punto interrogativo in giacenza, si illumina quando questo significante incrocia sulla sua strada un vivente, lunico vivente in grado dinnanzi ad un significante di chiedersi che cosa vuol dire. una carne-vivente predestinata ad avere un certo rapporto con il simbolico. Che cosa succede? Che questo significante che per un tempo x ha vagato senza alcuna conseguenza, nel momento in cui incontra un vivente, quel significante ha la virt di indurre nel vivente la domanda: che cosa vuol dire? Intendete bene: il che cosa vuol dire? il significante se lo porta con se da sempre,ma questo punto interrogativo inizia a lampeggiare, comincia a costituire un enigma per chi lo incontra, a partire dal momento in cui questo essere vivente lo incontra. Con la domanda che cosa significa precisamente il momento in cui appare il soggetto. Quindi, che cosa il soggetto? Il soggetto il sorgere della domanda nel vivente che cosa vuol dire? a partire dallincontro col significante che come tale ha la virt di farla sorgere. Il significante, se vero che separato dal suo significato, non significa nulla, appena io essere vivente ha lavventura di incontrare un significante, questo significante in me non pu non indurre in me la domanda che cosa significa. Se questo ragionamento vero io devo presupporre che c un tempo mitico iniziale in cui

sono soltanto un vivente e non un soggetto, sono un semplice punto interrogativo, un animale che cammina; un secondo tempo in cui incontro un significante che ha la propriet di fare sorgere spontaneamente in me una

domanda a partire dalla quale posso affermare di essere un soggetto. C' poi anche un terzo momento in cui il soggetto retroattivamente diventa esso stesso il significante che ha fatto sorgere la domanda "che cosa esso significa?". Scrive Lacan a pagina 838: "al soggetto non si parla" perch non il soggetto della specularit ma un effetto di linguaggio. E continua: " l che si apprende prima di sparire come soggetto sotto il significante che diviene per il solo fatto che c'chi si rivolge a lui". E' solo nella terza fase che il soggetto comprende di essere l'insieme dei significanti provenienti dall'Altro, comprende che ci di cui si tratta questo S1 in gioco nella sua esistenza. Ma un paradosso! Il significante fa sorgere il soggetto per poi annullarlo! Come spieghiamo tutto ci? L'effetto di linguaggio il punto interrogativo che il significante si porta attaccato a s, la domanda che dopo la nascita risuona incessantemente nella testa di un soggetto. Cos, il soggetto non causa di se stesso perch causato dal significante per ne risulta diviso, il significante per lui causa di divisione. in quell'S1 che lo ha fatto nascere che si apprende: sparisce come soggetto per diventare lui stesso un significante. prima di questo momento non era niente. Questa fase definita ipstasi. Fuerback disse che Dio un'ipstasi, un elemento che si ottiene spostando su una entit il massimo delle qualit umane. Dio solidale con l'annullamento della soggettivit umana chiedendo all'uomo il sacrificio delle sue pulsioni. L'ipstasi di Feuerback assomiglia all'algoritmo di Lacan: . L'ipstasi adattata dalla filosofia alla psicoanalisi lacaniana il momento in cui il soggetto nasce annullato, soverchiato dal significante: il soggetto il significante che diventa. Questo corrisponde al matema dell'identificazione del soggetto che per non si esaurisce nel significante che lo ha causato. "Sono il grande avvocato che era mio nonno": ipotizziamo che questo sia l'S1 che caratterizza un soggetto; possiamo dire che, anche se il soggetto che parla in realt non il grande avvocato che ritiene di essere, oltre il reale ci che importa questa identificazione.