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ASL PE - .n. 738 - 2

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Regione Abruzzo

Linea progettuale n. 2 - F LA NON AUTO SUFFICIENZA - Malattie Neurodegenerative Progetto "Realizzazione Rete di assistenza a pazienti affetti da malattie neurologiche degenerative ed invalidanti" Referente:
Dott. Vincenzo Scorrano
ASL PESCARA Te!. 0854252884 - 320 4680748 Fax. 085 425 2880

E-mai!: v.scorrano@alice.it Durata del progetto:

naesi 12,prorogabili
Finanziamento finalizzato: € 120.000,00

Premessa Scopo del presente progetto è quello di migliorare l'assistenza domiciliare di pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica, Distrofie Muscolari progressive e Atrofia Muscolare Spinale. Si tratta di pazienti che, nell'evoluzione della malattia, patiscono una progressiva distruzione della muscolatura segmentale a causa di degenerazione nervosa o muscolare. Superata la fase diagnostica, l'evoluzione delle precitate malattie comporta una progressiva ed inesorabile riduzione delle capacità motorie, una incapacità ad articolare il linguaggio, una incapacità ad alimentarsi e una difficoltà degli atti respiratori. Per questi malati occorre preventivare un intervento di riabilitazione neuromuscolare nel tentativo di combattere le possibili complicanze del decubito forzato a letto (piaghe) ed i blocchi articolari; con il progredire della malattia insorgono problemi legati alla incapacità respiratoria e all'impossibilità ad alimentarsi per l'inevitabile disfagia. Ambito di intervento Un progetto, quale il presente, che preveda una assistenza domiciliare appropriata dovrebbe avvalersi, in prima linea, di consulenti specialisti, prevalentemente ospedalieri, per le varie discipline interessate e in particolare: • un medico fisiatra per la programmazione della riabilitazione neuromotoria con un gruppo di fisioterapisti della riabilitazione appositamente addestrati e dedicati; • un medico pneumologo per la valutazione della capacità respiratoria residua e per l'eventuale decisione di praticare una tracheostomia e il passaggio all'assistenza respiratoria meccanica; • un medico rianimatore per la gestione dell'eventuale cannula endotracheale e delle sue possibili complicanze;

• un medico gastroenterologo per la valutazione della disfagia e per decidere
1

• •

l'eventuale alimentazione parenterale o con PEG; un medico nutrizionista per la programmazione alimentare, di particolare importanza in questo tipo di malati; un medico neurologo per il controllo deWevoluzione nel tempo della malattia.

E' di tutta evidenza che detti pazienti debbono essere seguiti per tutte le patologie intercorrenti non legate, o indirettamente legate, alla patologia oggetto del presente progetto. Il progetto deve prevedere, ovviamente, la possibilità di contattare in tempi appropriati i diversi specialisti per la risoluzione dei problemi che a mano a mano si venissero a presentare. Appare, inoltre, indispensabile, per la corretta programmazione del progetto, una stretta coordinazione con l'esperienza svolta negli anni dalla D.O. di Assistenza Domiciliare (ADI) , allo scopo di evitare inutili doppioni in ambito diagnostico e terapeutico specifico. Nella dinamica operativa del progetto di assistenza vanno tenute presenti le fasi e/ o le situazioni che seguono: • il ruolo del medico Neurofisiopatologo nella gestione di questi malati è fondamentale nella fase iniziale quando, con esami dedicati (EMG), è possibile definire criteri di malattia per l'inquadramento diagnostico (SLA sospetta - SLA possibile - SLA probabile - SLA certa); • con l'avvenuta diagnosi di malattia, si inizia un trattamento farmacologico a base di riluzolo al dosaggio di 50 mg x 2/ die; • il progressivo decorso della malattia porta ad una progressiva atrofia della muscolatura segmentale, con necessità di riabilitazione motoria, che gradualmente coinvolge anche i muscoli respiratori e della deglutizione con necessità di una assistenza ventilatoria e di nutrizione parenterale e/ o con stomia gastrica percutanea (PEG); • uno dei problemi delle fasi avanzate della malattia è la difficoltà nella deglutizione della saliva, con comparsa del fenomeno della scialorrea, che può ottenere un significativo miglioramentç> con l'infiltrazione delle ghiandoleparotidi con tossina botulinica; • la progressiva disartria rende impossibile l'espressione verbale; in ogni fase di malattia è conservata, peraltro, la motilità oculare che può essere sfruttata per la comunicazione mediante l'utilizzo di un puntatore ottico, che permette la formulazione di parole e quindi una buona espressività verbale. Si procederà pertanto attraverso il seguente programma: • visita neurologica di controllo in numero di almeno quattro/anno, in occasione delle quali potrebbe essere eseguita un'infiltrazione con tossina botulinica (Botox 50um in ciascuna parotide - Dysport 200um in ciascuna parotide) per ogni singolo paziente; • acquisto di sistemi informatici che sfruttino la motilità oculare per la comunicazione verbale nei malati collaboranti e idonei; • adeguata informazione e formazione dei pazienti e dei familiari, allo scopo di accrescere il livello qualitativo della vita dei soggetti interessati.

2

Destinazione fondi assegnati Acquisizione attrezzature Acquisizione materiali, farmaci e presidi Incentivazione personale medico Euro Euro Euro 20.000,00 10.000,00 90.000,00

T O T A L E costi

Euro

120.000,00

Indicatori .:. Riduzione ricoveri ospedalieri pazienti affetti da malattie neurodegenerative .:. Riduzione complicanze pazienti affetti da malattie neurodegenerative

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Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 2 - G LA NON AUTOSUFFICIENZA ASSISTENZA A MALATI AFFETTI DA DEMENZA Progetto Assistenza ai pazienti con demenza nel territorio della ASL di Pescara: interventi di stimolazione cognitiva, psicoeducazionali e formativi per la Malattia di Alzheimer"
U

Referente:
Dott.ssa Maria Letizia Del Re
ASL PESCARA

Tel. 085 425 2928 - 338 3294927 Fax. 0854253135 E-mai!: marialetizia.deIre@ausl.pe.it Durata del progetto: D1esi12/prorogabili Finanziamento finalizzato: € 120.000/00

DATI IDENTIFICATIVI DEL PROGETTO: Linea progettuale regionale 2 - La non autosufficienza - Attività G Interventi di prevenzione, diagnosi e cura, formativi, sanitari e sociali, farr~.acologici e non farmacologici, che possono anticipare la diagnosi di demenza e ritardare la progressione della malattia di Alzheimer migliorando la gestione della vita dell' anziano e dei familiari. CARATTERISTICHE DEL PROGETTO: Definizione e finalità Il progetto "Assistenza ai pazienti con demenza nel territorio della ASL di Pescara: interventi di stimolazione cognitiva, psicoeducazionali e formativi per la Malattia di Alzheimer " è un percorso di presa in carico globale, integrata e multi disciplinare, rivolto ai pazienti affetti da malattia di Alzheimer, ai loro familiari e agli operatori formali e informali che si occupano di tale patologia. Si propone di: 1. offrire uno strumento "guida" per la gestione della malattia cronica, sfida del XXI secolo per coloro che si occupano di salute; 2. favorire lo sviluppo delle competenze degli operatori preposti per garantire una diagnosi adeguata e tempestiva attraverso la formazione specifica;

l

3. prendersi cura del paziente affetto da Demenza di Alzheimer, in base alle sue caratteristiche di personalità e compatibilmente al grado di malattia, fin dalla prima comunicazione della diagnosi con l'obiettivo minimo di adesione al trattamento e obiettivo massimo di sviluppo della capacità di self management; 4. prendersi cura dell'intero nucleo familiare attraverso un percorso psicoeducativo, volto alla conoscenza e alla comprensione della malattia per favorire l'accettazione della malattia del parente, per sostenere 1'adesione al trattamento del paziente, per supportare la capacità di sviluppo di seli-management se il livello di malattia del familiare lo consente, per educarsi a gestire lo stress e permettersi l'attivazione del processo di resilienza prevenendo e contenendo i disturbi del comportamento del familiare; 5. passare l'informazione corretta per l'accesso alle richieste delle risorse esistenti sul territorio a supporto delle malattie cronico-degenerative attraverso la predisposizione di brochure dedicate e sviluppate dagli operatori del nostro centro.

Il progetto ha tre finalità rispettivamente termine :

a breve termine, a medio termine e a lungo

A BREVE TERMINE Nei confronti degli utenti favorire la diagnosi precoce e trattare con completezza (come da letteratura) le demenze di grado lieve-moderato massimamente rispondenti al trattamento farmacologico associato alla stimolazione cognitiva per rallentare il processo degenerativo. Nei confronti degli operatori porsi come formatori presenti sul territorio in caso di necessi tà. A MEDIO TERMINE Monitorare gli effetti dei farmaci. Prevenire ej o contenere i disturbi comportamentali dei pazienti insegnando ai familiari le modalità corrette con cui approcciare il proprio caro. Tale attività pedagogica può avvenire attraverso le attività di counseling individuale ej o attraverso la partecipazione a gruppi psicoeducativi. A LUNGO TERMINE Garantire la possibilità di una diagnosi tempestiva con l'obiettivo di applicare i protocolli terapeutici farmacologici e non farmacologici riconosciuti in letteratura come massimamente efficaci se attivati all' esordio della malattia. Favorire lo sviluppo della cultura della prevenzione e della anticipazione diagnostica anche per l'Alzheimer favorendo l'acquisizione della consapevolezza della possibilità di gestione della patologia organica, cronica e degenerativa.

Contesto d'attuazione
Il progetto verrà effettuato presso gli Ambulatori del CDCA ubicati nell' ospedale civile di Pescara per quanto concerne l'attività clinica e psicoeducativa. L'attività formativa per gli operatori avrà luogo presso le aule formazione della ASL di Pescara

2

Target di riferimento
Rientrano nel progetto tutti i pazienti afferenti al CDCA di Pescara per riferiti disturbi della memoria che dopo processo valutativo di I e II livello vengono diagnosticati come affetti da malattia di Alzheimer secondo i criteri NINCDS-ADRDA e DSM IV TR. Rientrano nel progetto i familiari ej o le figure di supporto che gravitano nelle rete sociorelazionale dei pazienti. Per la formazione si prevede di raggiungere i medici di base, gli operatori socio-sanitari, gli operatori familiari e le associazioni che entrano in contatto con tale patologia.

Articolazione e metodi
GRUPPI DI STIMO LAZIONE COGNITIV A Alzheimer Fase di accoglienza Colloquio informativo. Counseling individuale. Fase di reclutamento ed inclusione MMSE tra 14 e 26 (corretto per età e scolarità) Possibilità e volontà di recarsi in maniera costante presso gli ambulatori Assenza di deficit sensoriali non correggibili Assenza di disturbi del comportamento Fase di valutazione in entrata Abilità cognitive: MMSE; ADAS -COG Abilità funzionali: ADL e IADL Comportamento e affettività: NPI e CORNELL SCALE for depression in Dementia Fase di trattamento STIMOLAZIONE COGNITIVA: verrà utilizzato un protocollo codificato di ROT formale attraverso il quale verranno stimolati la memoria visiva e verbale, la fluenza verbale, la categorizzazione, 1'attenzione uditiva e visiva attraverso attività ecologiche, utilizzo di materiale carta-matita, uso di schede stimolo per 1'orientamento (personale, temporale, spaziale) e per tutte le funzioni cognitive. Inoltre verrà applicata la reminescence therapy, con un protocollo codificato, utilizzando informazioni, raccolte attraverso interviste cliniche ai familiari, sulla vita dei pazienti e dei loro cari al fine di poter stimolare la memoria autobiografica, e fotografie che ritraggono il paziente in situazioni significative (cerimonie, ricorrenze, viaggi), con persone significative (parenti, amici). 45 MINUTI al giorno per 3 mesi per 5 giorni a settimana per gruppi omogenei max 4 persone per pazienti con diagnosi di M. di

3

Fase di valutazione del trattamento in uscita Abilità cognitive: MMSE; AD AS -COG Abilità funzionali: ADL e IADL Comportamento e affettività: NPI e CORNELL SCALE for depression in Dementia

GRUPPI PSICOEDUCATIVI

per i familiari di pazienti affetti da AD

Fase di accoglienza Colloquio informativo. Counseling individuale con colloquio motivazionale e indagine delle aspettative. Fase di reclutamento ed inclusione al gruppo Possibilità e volontà di recarsi in maniera regolare presso gli ambulatori Assenza di deficit sensoriali non correggibili Assenza di psicopatologia Fase di valutazione Carico familiare: CBI Stress affettivo: BSI Stress familiare: ZBI in entrata

Gruppo - struttura e tecnica 90 MINUTI a gruppo con cadenza quindicinale per un numero totale di 8 incontri. Max. 8 partecipanti per gruppo con caratteristiche di omogeneità per grado di malattia del familiare. Max. 2 familiari con grado di malattia del familiare superiore al resto del gruppo. I gruppi psicoeducativi per i caregivers sono degli interventi direttivi, strutturati e caratterizzati da tre fasi processuali, quali: 1. l'informativa 2. l'educativa 3. la formativa Queste tre fasi sono consequenziali, propedeutiche e interconnesse l'una con l'altra. La fase informativa consiste nella trasmissione di dati oggettivi di carattere medico (caratteristiche della malattia, elementi di diagnosi e di cura), psicologico (stati affettivi, reazioni emotive, disturbi cognitivi,disturbi del pensiero), infermieristico (gestione di presidi terapeutici e farmacologici) legati alla malattia. Il passaggio di informazioni avviene anche tramite l'utilizzo di materiale cartaceodivulgativo e/o audiovisivi. La fase educativa si identifica nella consapevolezza individuale di utilizzare la conoscenza di questi dati oggettivi per favorire l'acquisizione di modelli nuovi di comportamento. La fase formativa è caratterizzata nell'integrazione di quanto appreso nella programmazione e nell' attuazione di piani operativi quotidiani finalizzati alla gestione 4

adeguata della malattia del proprio parente tutelando comunque la propria. salute per il miglioramento della qualità della vita. Il gruppo psicoeducativo è uno strumento terapeutico attraverso il quale i membri iniziano a costruire un luogo di identità e differenziazione, di scambio e di reciprocità, di interdipendenza e di coesione, di socializzazione e di confronto. All'interno del gruppo il familiare esce dall'isolamento favorendo la diminuzione della sensazione di solitudine attraverso il senso di appartenenza.

Fase di valutazione Carico familiare: CBI Stress affettivo: BSI Stress familiare: ZBI

in uscita

Spesso accade, che al termine del gruppo psicoeducativo, soprattutto se i familiari dei caregivers sono in fase moderata-severa, i partecipanti abbiano bisogno di procedere con gruppi con valenza esplorativa ed interpersonale che si configurano come gruppi di supporto.

FORMAZIONE
Verranno organizzati incontri di formazione con le categorie interessate (Medici, operatori sanitari e socio-assistenziali) finalizzati alla acquisizione di conoscenze sui processi diagnostici (in particolare diagnosi precoce, diagnosi differenziale) e sui percorsi e modalità assistenziali e di gestione dei principali problemi dei pazienti affetti da demenza nelle diverse fasi della malattia.

MATERIALE INFORMATIVO
Verranno definite ed approntate brochure informative su aspetti clinici, assistenziali, amministrativi ed etici nelle demenze e predisposto uno spazio informativo adeguato sul sito internet aziendale.

Schema preventivo spese
Per 1'attuazione del progetto occorre costituito da un medico geriatra a indeterminato full-time ed uno a tempo di psicologo finora disponibile in modo le seguenti figure professionali: integrare il personale del CDCA attualmente tempo indeterminato, un infermiere a tempo indeterminato part-time, stabilizzando una figura irregolare con contratti a tempo determinato, con

• 1psicologo con specializzazione quadriennale per 20 ore settimanali dipendente a tempo determinato o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per

12 mesi
5

1 terapista occupazionale o figura equivalente per 30 ore settimanali per 12 mesi

dipendente

a tempo determinato

1 medico geriatra con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato contratto di collaborazione coordinata e continuativa per 12 mesi

o con

Capitolo di spesa
Acquisizione personale Stampa materiale didattico Varie ed eventuali informativo, materiale

Costo presunto
100.000 euro 10.000 euro

10.000 euro

6

Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 3 "LA PROMOZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI E ASSISTENZIALI IN PAZIENTI IN STATO DI PARTICOLARE GRAVITÀ: STATO VEGETATIVO (S.V.) E STATO DI MINIMA COSCIENZA (SMC.) NELLA FASE DI CRONICITÀ." Progetto: "Attivazione trattamento domiciliare curativo e riabilitativo per pazienti in stato vegetativo efo in stato di minima coscienza in stabilità clinica" Referente:
Dott.ssa Mirella Scimia Responsabile Ufficio Coordinamento "Cure Domiciliari"
ASL PESCARA

Te!. 0854253025/3145 - 3207156327 Fax. 085 425 3080 E-mai!: mirella.scimia@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi 12,prorogabill Finanziamento finalizzato: € 176.025,45

Finanziamento anno 2011 STRUTTURE COINVOLTE:
DISTRETTI SANITARI DELLA AUSL DI PESCARA

Il presente progetto si sviluppa in continuità con il progetto elaborato per il finanziamento pertanto di seguito vengono riproposte le stesse azioni.

2010;

Verranno coperti tutti i costi delle attività sotto descritte fino alla contingenza di € 176.025,45 PERSONALE COINVOLTO:
Operatori socio-sanitari dei distretti Medici specialisti Medici di medicina generale Psicologi Infermieri Fisioterapisti.

PREMESSA:
L'approccio assistenziale e riabilitativo alle persone in condizioni di bassa responsività, dovuta ad un danno delle strutture cerebrali, rappresenta un problema di grande rilevanza medicosociale poichè il numero e l'aspettativa di vita degli individui in tale stato stato è in progressivo aumento.

1

Il numero dei pazienti che vivono in una condizione di stato vegetativo o di mmlma responsività in Italia non è del tutto noto. Sommariamente l'incidenza dello stato vegetativo, in Italia è stimata in 0.7-1.1/100.000 abitanti, la prevalenza è di 2.5-3.5/100.000 abitanti. Circa 1/3 degli stati vegetativi è di origine traumatica; dei 2/3 di origine non traumatica, quasi il 50% è costituito dalle anossie cerebrali. Si tratta in ogni caso di persone che non sono in grado di provvedere autonomamente ai bisogni primari della vita e che necessitano di essere sostituite e accudite in tutte le loro funzioni, anche le più elementari. La domiciliarizzazione di questi pazienti rappresenta la soluzione ideale e la più auspicabile, ma si deve confrontare con importanti problematiche familiari, abitative e sociali. Quando queste risultano soddisfatte, la presa in carico domiciliare deve presupporre un'assistenza domiciliare altamente efficiente. Questi pazienti pongono problematiche assistenziali a basso contenuto tecnologico, ma ad elevato impegno umano e assistenziale, mirate alla prevenzione dei danni terziari (decubiti, retrazioni muscolo-tendinee, infezioni bronco-polmonari ed urinarie, etc) e all'eventuale recupero funzionale. Le problematiche sollevate da queste patologie non coinvolgono solo i pazienti colpiti, ma anche tutto l'ambiente familiare, pertanto è un dovere fondamentale considerare i bisogni delle famiglie dei pazienti, necessitando esse di adeguate forme di sostegno e d'intervento per evitare il rischio che le stesse possano, a loro volta, essere disgregate dal carico assistenziale ed emotivo.

OBIETTIVI DEL PROGETTO: • attuare la continuità assistenziale in tutti i casi di S.V. e S.M.C. che presentino una stabilità clinica sufficiente da consentire il proseguimento dell'iter curativo e riabilitativo a domicilio. • migliorare un sistema integrato specifico di assistenza a carattere socio sanitario. • migliorare la qualità della vita del paziente. • migliorare la qualità della vita dei familiari. • Fornire, oltre ad un ausilio assistenziale diretto, atto ad alleviare il carico assistenziale, la formazione adeguata, l'addestramento ai membri del contesto familiare.

ATTIVITA': La prima fase attuativa del progetto prevede le seguenti attività: • la ricognizione dei pazienti in SV e in SMC nell'ambito della popolazione afferente ai .. Distetti Sanitari rivelando la prevalenza e l'incidenza degli stessi sul trend della popolazione totale della AUSL di Pescara: • l'individuazione dei reclutabili da gestire tramite progetto. • l'assegnazione delle risorse economiche previste ai relativi Distretti Sanitari che provvederanno a fornire: • cure adueguate nella fase di acuzie • diagnosi accurata e precoce • interventi riabilitativi specifici, intensivi, mirati al massimo recupero funzionale. • assistenza e terapie qualificate, appropriate e proporzionate in tutte le fasi di malattia. • continuità delle cure nelle diverse sedi d'intervento, compreso il domicilio.

2

Il rientro a domicilio deve essere laddove possibile, incentivato. L'assistenza in favore di tali pazienti deve prevedere, inoltre, progetti specifici di assistenza domiciliare integrata. Attività programmate: L'avvio dell'assistenza deve essere effettuato attraverso l'esame del caso da parte dell'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), in base a quanto stabilito nel vigente PSR, l'Organo competente è quello di residenza dell'utente. Al momento del trasferimento del paziente presso il proprio domicilio deve essere garantito il passaggio di competenze ed il trasferimento di tutte le informazioni necessarie alla relativa presa In CarICO. L'UVM provvede alla valutazione sociale e psicologica del nucleo familiare, alla valutazione del domicilio e all'indicazionme dei necessari adattamenti, inoltre stabilisce la definizione del programma socio-assistenziale. La valutazione da parte dell 'UVM deve essere effettuata almeno con cadenza annuale in modo da adeguare le prestazioni assistenziali alla situazione dell'utente ed eventualmente modicare il programma socio-sanitario. Il Distretto di residenza, in collaborazione con la struttura dalla quale proviene l'assistito provvede: • al coinvolgimento del Medico di Medicina Generale dell'assistito • all'informazione rivolta ai familiari su tutti i servizi territoriali oltre sull'esistenza nell' ambito territoriale di residenza di eventuali Associazioni di supporto • all'identificazione dell'infermiere incaricato all'attività di assistenza domiciliare • alla prima formazione dei familiari • alla fornÌtura di ausili e sussidi indispensabili secondo il giudizio dell'UVM

L'assistenza domiciliare deve prevedere: • la presenza di personale infermieristico almeno un' ora al giorno • la presenza di personale socio-sanitario almeno due ore al giorno • il controllo fisiatrico periodico per eventuali interventi di riabititazione e mantenimento con il coinvolgimento del personale tecnico necessario • le visite periodiche del medico di medicina generale a cadenza stabilita o su richiesta del familiare di riferimento. Nell'ambito di tale assistenza deve essere prevista la presenza periodica e la partecipazione di personale con adeguata formazione psicologica che provvede a: • verificare la condizione sociale e psicologica del contesto sociale, pertanto: • attivare meccanismi di supporto • segnalare l'eventuale impossibilità familiare a sopportare il carico assistenziale per consentire di modificare le misure assistenziali. La gestione dei pazienti in SV e in SMC, comporta la redazione della Cartella domiciliare integrata.

3

Risultati attesi:
• • • il numero di persone in SV e in SMC che possa beneficiare di assistenza domiciare integrata stabilità/miglioramento delle condizioni degli assistiti con possibità di prosecuzione del mantenimento della forma di assistenza domiciliare miglioramento della qualità di vita nel contesto familiare, sollievo del carico assistenziale, accrescimento delle capacità di gestione e di accudimento del familiare di riferimento.

Indicatori:
• • • • numero numero numero numero dei pazienti in SV da sottoporre ad assistenza domiciliare dei pazienti in SMC da sottoporre ad assistenza domiciare di progetti terapeutici, trattamenti personalizzati per pazienti in SV di progetti terapeutici, trattamenti personalizzati per pazienti in SMC

Sarà compito dei Distretti Sanitari coinvolti:
• stilare relazioni analitiche all'Ufficio Coordinamento Cure Domiciliari sui costi dell'assistenza con specificazione delle tipologie di organizzazione previste e attuate in riferimento al quadro clinico e alle necessità individuali, sociali, familiari dell'assistito. descrivere criticità del progetto qualora presenti.

alla Direzione aziendale in merito a quanto previsto dal progetto, all'utilizzo delle somme previste e con le indicazioni degli interventi effettuati e dei risultati conseguiti.

Sarà cura dell'Ufficio Coordinamento Cure Domiciliari relazionare

4

Regione Abruzzo
Linea progettuale LE CURE PALLIATIVE n. 4 E LA TERAPIA DEL DOLORE

UVerso un Abruzzo senza dolore"
Progetto
Il

Attivazione

Hospice

ed Hospice

a domicilio

nella ASL di Pescara"

Referente: Dott. Valerio Cortesi Ufficio Programmazione e Pianificazione Strategica - ASL PESCARA
Tel. 085 425 3075 - 335 1434630 Fax. 085425 3073

E-mail: segreteria_ds@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi 12, prorogabili Finanziamento finalizzato:

€ 766.760,83

Premesse. Problema ancora irrisolto del dolore cronico e della umanizzazione delle cure di fine vita. Fenomeno diffusissimo e di natura non solo sanitaria ma anche sociale, che investe il nucleo familiare, il contesto lavorativo e le relazioni sociali. Conseguenze invalidanti, anche gravi, se non affrontato in tempo e in modo adeguato. Esistono farmaci ed altre misure in grado di eliminare e/ o ridurre in grado sensibile il sintomo. Occorre predisporre un sistema completo che si faccia carico del paziente con dolore sia a livello ospedaliero che territoriale che domiciliare. Necessario l'impegno di tutti gli operatori sanitari a qualsiasi titolo coinvolti. Occorre acquisire e diffondere una cultura che imponga ogni sforzo per eliminare o ridurre il dolore, specie cronico. Ugualmente è necessario un approccio globale e condiviso circa l'assistenza del malato terminale, specie oncologico, anche alla luce della, purtroppo, elevata incidenza di tale forma di malattia. di intervento. Promuovere la cultura del non-dolore e l'impegno di tutti ad operare perché il dolore sia impedito o eliminato o ridotto a livelli sopportabili. Potenziare i servizi di cure palliative e di terapia del dolore, favorendo l'accesso alle prestazioni ai pazienti con dolore, specie cronico, e implementando un circuito virtuoso che si faccia carico del paziente, soprattutto se oncologico, in tutti i suoi bisogni. Favorire il lavoro del Comitato per l'Ospedale senza Dolore (COSD) per garantire prestazioni mediche e chirurgiche nelle quali il dolore non venga accettato come inevitabile ma, al contrario, sia risparmiato in ogni modo e con ogni mezzo, a qualsiasi paziente, adulto o pediatrico. Attivare l'Hospice, quale Centro residenziale dedicato a malati di cancro inguaribili in fase avanzata, che necessitano di protezione e assistenza continua sanitaria e/ o sociale, temporanea o permanente. Ambito

l

La ASL di Pescara è dotata di una tale struttura, ottenuta mediante riconversione di parte di uno stabile dell'ex-ospedale di Pescara e utilizzando i fondi della L. n° 39/1999 e successivo D.M. Sanità 20.9.1999. La struttura, dotata di 10 posti letto e di tutti i servizi di supporto, risulta di importanza fondamentale per garantire 1'assistenza adeguata e specifica ai malati oncologici terminali, sempre in aumento, senza affollare inutilmente i reparti ospedalieri.
Obiettivi.
Attivazione in tempi brevi dell'Hospice mediante affidamento della sua gestione complessiva ad un soggetto terzo, di documentata esperienza e capacità, risultando impraticabile una forma di gestione diretta in conseguenza delle limitazioni insuperabili in tema di spesa di personale e di beni e servizi. Il finanziamento del progetto si palesa, di fatto, al riguardo irrinunciabile e garantisce, in linea di massima, la gestione complessiva per un periodo di almeno un anno oltre a permettere un incremento, fortemente necessario, delle attività di Hospice a domicilio. Il soggetto predetto, individuato a seguito di selezione ad evidenza pubblica, dovrà assicurare la gestione dell'Hospice in termini di personale (medico, infermieristico, di supporto e professionale), procedure assistenziali, formazione del personale,dei pazienti e dei familiari, documentazione clinica ed amministrativa, informatizzazione, pur in costante rapporto con le strutture della ASL, cui compete il coordinamento complessivo dell'Hospice stesso. Parallelamente, alla luce della probabile insufficienza della struttura ad esaudire le richieste da parte dell' utenza, si ritiene di dover attivare una forma di "Hospice a domicilio", utilizzando una quota parte del finanziamento, attraverso cui garantire un'assistenza medica ed infermieristica qualificata ed adeguata ad almeno 5 pazienti terminali sia in fase pre-ricovero che in fase postdimissione dall'Hospice, come irrinunciabile continuità nelle cure ed evitando inutili criticità assistenziali in pazienti fragili. Tale forma di "Hospice a domicilio" sarà garantita dallo stesso soggetto che gestisce 1'Hospice per una evidente opportunità operativa e gestionale ma anche per uniformare ed integrare i trattamenti, medici, infermieristici e psicologici, erogati e permettere infine un utilizzo ottimale del personale, evitando possibili fenomeni di "burn out". Le procedure di gara sono ormai in via di attivazione ed è possibile prevedere, a questo punto, una gestione almeno triennale, tenuto conto anche dei finanziamenti relativi alle annualità precedenti.

Indicatori.
'" '" Riduzione dei ricoveri ordinari di pazienti oncologici terminali. Riduzione delle complicanze e degli accessi ambulatoriali mediante assistenza domiciliare ai pazienti oncologici terminali.

Destinazione fondi finalizzati
Gestione Hospice Assistenza Domiciliare (~ 7 pazienti terminali) € €

530.000,00 236.760,83

2

Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 5
INTERVENTI PER LE BIOBANCHE DI MATERIALE UMANO

Progetto"

BIOBANCHE DI SANGUE CORDONALE" Referente:
Dott. Antonio Iacone ASL PESCARA TeI. 0854252609 - 329 3269770 Fax. 0854252607 E-mail: antonioiacone@virgilio.it

Durata del progetto:
nrresi12, prorogabili

Finanzianrrento finalizzato:
€ 650.000,00

ASSEGNAZIONE DELLE QUOTE VINCOLATE AGLI OBIETTIVI DI PIANO SANITARIO NAZIONALE SCHEMA PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DA PARTE DELLE REGIONI

I GENERALITA'

I
ABRUZZO

REGIONE PROPONENTE DELIBERA REGIONALE (DATA E NUMERO) LINEA PROGETTUALE TITOLO DEL PROGETTO DURATA DEL PROGETTO REFERENTE

Interventi per le bio banche di materiale umano Biobanche di san ue cordonale 12 mesi dall'ero azione del finanziamento Doti.ANTONIO IACONE

I ASPETTI

FINANZIARI

I
Euro q50.000,OO Allegato B Tabella 2 - Accordo Stato Regioni 2011, Der il Dro2etto è Drevisto almeno il 67% del finanziamento comDlessivo

COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO IMPORTO ASSEGNATO A VALERE SULLA QUOTA DEL FSN 2011 QUOTA EVENTUALE DELLA REGIONE

1

I IL

PROGETTO

I

CONTESTO DESCRIZIONE OBIETTIVI TEMPI DI ATTUAZIONE (CRONOPROGRAMMA) INDICA TORI (di struttura, di processo, di risultato) RISULTA TI ATTESI

Vedi Alle~ato 1
Vedi Allegato 1 Vedi Allee;ato 1 Vedi Allegato 2 Vedi Allegato 3

Vedi Alle~ato 3

Allegato 1 CONTESTO Attualmente il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE) prelevate dal midollo osseo o dal sangue venoso periferico, rappresenta una procedura terapeutica largamente impiegata nel trattamento di numerose patologie. La difficoltà a reperire per alcuni pazienti un donatore compatibile o la necessità di un intervento terapeutico rapido, ha spinto a ricercare delle fonti alternative di CSE rispetto al midollo. L'identificazione di CSE nel sangue cordonale e la possibilità di effettuare trapianti con queste cellule ha indotto la costituzione di vere e proprie "banche", dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte. In Italia sono attive 19 banche di sangue cordonale distribuite su tutto il territorio nazionale; al 31/12/2010 24.250 unità sono disponibili per trapianto ed esposte attraverso l'IBMDR di Genova. Recentemente sono state meglio definite le linee guida per il network di banche italiane che prevede un innalzamento della soglia cellulare di bancaggio ed un miglioramento del livello di tipizzazione del sistema HLA, tale da consentire una maggiore probabilità di rilascio. Inoltre, da un punto di vista scientifico, studi recenti hanno dimostrato evidenze biologiche sul possibile utilizzo clinico di altre componenti cordonali/placentari, in particolare di tessuti mesenchimali cordonali.

DESCRIZIONE La rete di sangue di cordone ombelicale della Regione Abruzzo ha come obiettivo strategico quello di incrementare il numero delle unità bancate effettivamente disponibili all'uso trapiantologico per il fabbisogno nazionale ed internazionale garantendo i livelli di qU;alità e sicurezza previsti dalle disposizioni normative nazionali e comunitarie vigenti e dagli standard internazionali. Il progetto prevede di riesaminare l'organizzazione del programma e di sviluppare un modello organizzativo che fornisca evidenze di una migliore efficienza, mediante: 1. analisi delle criticità (grado di informazione delle madri donatrici, modalità di comunicazione, organizzazione del percorso idoneità e del percorso donazione, organizzazione raccolta,informatizzazione, volumi di stoccaggio, tipizzazione delle unità bancate), . 2. proposta di interventi e messa a disposizione di risorse (valutazione dei fattori predittivi per la raccolta, educazione degli operatori, inserimento di facilitatori, organizzazione della raccolta e del trasporto con la massima efficienza, acquisizione di attrezzature per abbattimento volumi stoccaggio, adozione di metodiche molecolari per la tipizzazione HLA), 2

3. valutazione di esiti (raccolta dati e analisi della qualità dei prodotti raccolti e bancati e dell' efficienza dell' organizzazione). Il progetto prevede, inoltre, uno studio di fattibilità per il bancaggio di fonti tissutali accessorie di derivazione cordonale/placentare: cellule cordonali rpesenchimali. Queste cellule trovano applicazione nella terapia rigenerativa, nei programmi di ingegneria tissutale e nei programmi di immunoterapia, in parte complementari al trapianto emopoietico, in parte di nuova applicazione.

OBIETTIVI

a. Istituzione di un tavolo di coordinamento tecnico regionale per le politiche relative al funzionamento della rete. b. Reingegnerizzazione del percorso donazione e raccolta mediante: - revisione del percorso donazione, - introduzione di una piattaforma informatica documentale per la gestione dell' apparato documentale, formazione e aggiornamento del personale dei centri di raccolta; - progressiva introduzione di selezione delle raccolte in base ai fattori favorevoli di predittività della qualità. c. Adeguamento risorse umane all'indice di attività e introduzione di figure professionali specificamente formate e inserite nel processo in qualità di facilitatori. d. Estensione dei tempi di accettazione da parte delle Banca, finalizzata ad eliminare le limitazioni orarie e giornaliere della donazione. e. Allestimento di sistema coordinato per il trasporto delle unità raccolte, atto a garantire la conservazione delle proprietà biologiche delle unità trasportate e la massima efficienza del trasferimento delle stesse. f. Adozione di metodiche molecolari per tipizzazione HLA. g. Realizzazione di campagne di informazione, comunicazione e sensibilizzazione anche in modalità alternativa tramite il web, con l'obiettivo di informare e rendere consapevoli i cittadini in generale e le giovani coppie in particolare, del valore della donazione solidaristica del sangue cordonale e sull'utilizzo appropriato del sangue cordonale; h. Realizzazione di adeguamenti strutturali, all'applicazione di requisiti di qualità e sicurezza
1.

tecnologici,

organizzativi

finalizzati

Realizzazione di studio pilota finalizzato a valutazioni biologiche, tecniche e organizzative per il bancaggio e l'utilizzo di tessuti cordonali mesenchimali.

3

Finanziamento richiesto per la Banca Regionale del Sangue di Cordone Ombelicale della regione Abruzzo l. Adeguamenti infrastrutturalildotazione 2. Adeguamento personale 3. Materiali di consumo 4. Informazione e spese generali tecnologica/logistica
350.000,00 150.000,00 50.000,00 50.000,00

5. Studio pilota per valutazioni di bancaggio e di utilizzo dei tessuti mesenchimali
50.000,00

Totale finanziamento 2011

euro

650.000,00

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Allegato 3 INDICATORI a. Indicatori di struttura: o o o Realizzazione degli adeguamenti strutturali, tecnologici (Lab. Processing classe D) Application per accreditamento NetCord FACT. Adeguamento risorse umane

b. Indicatori di processo: o Incremento qualità dei prodotti raccolti e bancati

c. Indicatori di risultato: o Incremento dell' efficienza organizzativa

RISUL TA TI ATTESI a. incremento del 10% della cellularità media delle raccolte rispetto all'anno 2010; b. incremento del 10% della cellularità media delle bancate rispetto all'anno 2010, c. incremento capacità di stoccaggio criobiologico del 30%.

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Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 6 LA SANITÀ PENITENZIARIA Progetto " Macro progetto interregionale per livelli assistenziali omogenei e condivisi in ambito penitenziario e progetto obiettivo per un approccio proattivo alla promozione della salute fisica e mentale dei detenuti nella Regione Abruzzo" Referente: Dott. G. Ricci - Dott.ssa D. Arcieri ASL PESCARA
Te!. 0854254960 - 338 7065599 Fax. 085 425 4961

E-mali: aurelio.merla@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi 12, prorogabili Finanziamento finalizzato:

€ 100.000,00

Progetto Aziendale di Esecuzione in ottemperanza a nota prot. RA/81954 del 12.04.11 della Regione Abruzzo tale trasmessa dalla Direzione Sanitaria Az.le della ASL di Pescara con nota prot. 261/DS/PO dell' 11.05.11. RIFERIMENTI NORMATIVI Accordo Conferenza Stato-Regione del 25.03.2009 : accordo ai sensi dell'art. 4 del Decreto Legislativo del 28.08.1997, n.281, tra il Governo e le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano sulle linee progettuali per l'utilizzo da parte della Regione delle risorse vincolate ai sensi dell'art.1 , comma 34 e 34bis, della legge 23 Dicembre 1996 n. 662 per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l'anno 2009 nella seduta del 29.10 2009; • Intesa Conferenza Stato-regioni rep. Atti n. 32/CSR del 26.02.2009; • L. 833/78 • D. Lgs. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni; • DPCM 14/02/2001; • DPCM 1/04/2008 • Piano Sociale Regionale "007/2009 (Verbale Consiglio Regionale n. 57/1 del 28712/2006); • Piano Sanitario Nazionale2003/2005; • Piano sanitario Nazionale 2006/2008; Piano sanitario regionale 2008/2010( L.R. n. 5/2008). •

1

Premesse I nostri progetti hanno l'ambizione di coniugare l'impegno professionale con la qualificazione dei servizi, cosi da sospingere il carcere verso obiettivi di umanità e di civiltà. La riforma della Medicina Penitenziaria è una risposta di civiltà per garantire il diritto alla salute dei detenuti, è un adempimento coerente con i principi della stessa Costituzione. Considerata, comunque, la specificità della situazione detentiva ed in particolare la privazione del diritto costituzionale della libertà di scelta in materia di assistenza sanitaria dei detenuti, che non possono accedere a strutture sanitarie esterne per usufruire di prestazioni sanitarie non specificamente previste nei L.E.A., è necessario che la Regione Abruzzo individui dei percorsi specifici per erogare aH'interno degli Istituti di pena le prestazioni suddette. Alla luce di quanto detto si propone un progetto che individua le seguenti aree di intervento: a) Mediazione culturale degli Istituti di pena b) Protesi odontoiatriche c) Prestazioni di fisioterapia d) Fomitura di farmaci in fascia C e H

In considerazione della esperienza maturata nel corso della esecuzione progettuale

2009-2010 Cl° Progetto) e della imminente prosecuzione del medesimo progetto nel corso del 2010-2011 (2° Progetto) la presente predisposizione del progetto esecutivo che, per la tempistica in ritardo sarà attivato, quale 3° Progetto nel corso del 2012-2013, si intendono apportare modifiche alle entità economiche degli obbiettivi subordinatamente all'approvazione della Direzione Sanitaria Az.le e dell'Organo Regionale.

Infatti è imminente il quasi raddoppio della Popolazione Detenuta nella Casa Circondariale di Pescara per effetto della riapertura della Sezione Penale con circa n. 250 detenuti in più rispetto alla popolazione precedente.

Finanziamento: Frazionamento:

€ 100.000,00 l) € 9.000,00 2) € 20.500,00 3) € 62.600,00 4) € 7.500,00

Totale € 99.600,00

Prima Frazione

MEDIAZIONE CULTURALE Questo progetto regionale nasce dalla constatazione dell'evoluzione della situazione carceraria negli ultimi anni. Il carcere, come tutti gli altri ambiti della società, ha vissuto un mutamento di natura antropologica con l'arrivo degli immigrati. La presenza dei detenuti stranieri è notevolmente aumentata in questi anni ed è rappresenta da una larga fetta della popolazione carceraria complessiva. Naturalmente la possibilità di comunicare nel linguaggio di appartenenza etnica serve ad attenuare il disagio della ristrettezza offrendo non solo la possibilità di interloquire nella lingua madre nella
2

esposizione dei problemi di salute, ma anche ad accedere alle informazioni trasmesse a mezzo stampa. Il sistema, quindi, della "mediazione culturale" può e deve necessariamente validato quale mezzo accessorio di sostegno psicologico, ad aprire una finestra sul mondo libero, quindi a meglio sopportare il periodo detentivo. Quindi: - Attivazione di uno servizio di mediazione rivolto ai detenuti immigrati all'interno della Casa Circondariale. il servizio svolge 4 funzioni: l) funzione informativa: rispondere alle domande poste direttamente dai detenuti nel corso dei colloqui ( sui propri diritti, sulle procedure di regolarizzazione, sui documenti, sulle opportunità di reinserimento) 2) funzione di orientamento: orientare il detenuto attivando una rete di contatti con i servizi socio-sanitari e le agenzie socio-lavorative del Territorio 3) funzione di analisi: osservazione dell'evoluzione della popolazione immigrata e dei suoi bisogni 4) funzione di sostegno-accompagnamento: i colloqui sono anche momenti comunicativi positivi dove il detenuto immigrato può parlare di sé anche nella propria lingua. Il lavoro è svolto da 2 mediatori culturali, l di lingua araba e 1 rumena (i due gruppi linguistico culturali più presenti in carcere con maggiori difficoltà con la lingua italiana) nonché da un coordinatore italiano. Gli operatori, oltre a svolgere le funzioni di interpretariato, decodificando i comportamenti, le abitudini, i modi di fare. Orientano sulle possibili risorse dopo la dimissione dal carcere attraverso la messa in rete di servizi del Terzo Settore e Istituzionali e aiutano ad avvicinarli alle rappresentanze dei loro Paesi. Soggetti interessati Soggetti di sesso maschile con scarsa conoscenza della lingua italiana, di lingua madre araba o rumena o altro, di tutte le età, detenuti nell'Istituto di detenzione di Pescara. Criteri di inclusione Non conoscenza della lingua italiana. Obiettivi Favorire la comunicazione dei detenuti immigrati al fine della raccolta di una corretta anarnnesi e comprensione dei loro bisogni. Fornire sostegno psico- socio-sanitario consentendo di comunicare nella propria lingua. Figure organizzative 2 mediatori culturali: uno di lingua araba e uno di lingua rumena 1 coordinatore italiano Metodologia Intervento del mediatore ad ogni nuovo accesso al carcere di detenuti di lingua araba o rumena.

Presenza di almeno due volte la settimana per 2 ore consecutive. Disponibilità di presenza su chiamata per urgenze.

3

Indicatore di verifica/valutazione del Progetto
Numero delle richieste di intervento dei mediatori nei 12 mesi Numero degli interventi effettuati nell'arco dei 12 mesi

Durata del progetto: 12 mesi
Interlocutore: Associazione Territoriale già utilmente sperimentata nei precedenti Progetti

Seconda frazione

REALIZZAZIONE Premesse

DI PROTESI DENTARIE

La presente frazione progettuale risponde a una domanda di cure odontoiatriche parzialmente coperta dal SSN. Le malattie del cavo orale, assieme alle malattie cardiologiche, sono quelle che colpiscono di più i detenuti. Queste, associate alla scarsa igiene dentale, a stili di vita non salutari e alla presenza di malattie infettive e croniche, influenzano la qualità della vita della popolazione detenuta. Anche per i carcerati, dunque, è stato avviato un percorso agevolato di cura all'interno della struttura di detenzione, in questo caso anche per ovviare all'evidente complessità organizzativa che comporta lo spostamento di un paziente carcerato: autorizzazione da parte delle magistratura, mobilitazione delle guardie carcerarie per l'accompagnamento e varie misure di sicurezza. Migliorare la qualità della vita dei reclusi attraverso questo Progetto è un passo importante nell'attuazion~ del D.1gs 230/1999 che sancisce il diritto dei detenuti all'erogazione di prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci e appropriate. Il progetto ha l'obiettivo di garantire il recupero della funzionalità dentale dei detenuti con l'impianto di protesi dentarie parziali o totali attuando,così, un percorso di riabilitazione dentaria. La gran parte della popolazione detenuta ristretta presso la C.C. di Pescara ha, inoltre, redditualità tale da non poter far fronte personalmente agli oneri derivanti da fornitura di protesi, causando una ulteriore difficoltà al reinserimento nella società civile da tutti auspicato. La Regione Abruzzo ha dato, quindi, la disponibilità ad assumere l'onere di contribuire, destinando apposito contributo, alla necessaria implementazione delle prestazioni della specialistica, compresa quella odontoiatrica. La collaborazione fra Direzione della Casa di Reclusione, l'Amministrazione Penitenziaria e le Istituzioni regionali Sanitarie conferma che è possibile realizzare programmi di sanità pubblica nelle carceri ipotizzando di poter estendere a livello regionale questa iniziativa di riabilitazione odontoiatrica.
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Riferimento normativo e finalità

Visto il DPCM del IO aprile 2008 che ha sancito in maniera definitiva il passaggio delle funzioni di assistenza sanitaria in carcere dal Ministero della Giustizia a quello della Salute. Visto il D.lgs 230/1999 che sancisce il diritto dei detenuti all'erogazione di prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci e appropriate. La Regione Abruzzo ha realizzato un intervento di riabilitazione protesica odontoiatrica rivolto ai detenuti di Pescara con una grave compromissione della funzione masticatoria. Obiettivo principale del programma è quello di fornire ad una popolazione particolarmente "fragile" un intervento di promozione della salute orale realizzato attraverso l'integrazione fra gli specialisti odontoiatri della AsI e quelli operanti nella Casa Circondariale allo scopo di migliorare le condizione di salute orale di quei detenuti che potranno usufruire del progetto obiettivo. E' noto che la popolazione carceraria rappresenta una comunità con condizioni di salute maggiormente compromesse rispetto alla popolazione generale con una alta percentuale di malattie infettive quali RIV, HCV e HBV. Tale condizione è in parte dovuta a stili di vita a rischio e patologie preesistenti l'ingresso nell'ambito carcerario e in parte è la conseguenza della condizione di restrizione della libertà e delle attività della vita quotidiana. In questo contesto, le malattie del cavo orale, spesso associate alla scarsa igiene, ad una alimentazione non corretta, a stili di vita non salutari nonché alla presenza di malattie croniche e non, influenzano significativamente la qualità della vita della popolazione detenuta. Numerosi studi sulla salute orale della popolazione carceraria hanno infatti mostrato che i detenuti hanno una salute orale peggiore della popolazione generale e che nelle carceri c'è un forte bisogno di sviluppare programmi di salute orale.

INQUADRAMENTO

NOSOLOGICO

La mancanza di uno o più denti viene definita edentulia parziale, la perdita di tutti gli elementi dentali si definisce edentulia totale.

Estrazione carie non curata Cattiva igiene orale Infiammazione gengivale Altro (uso stupefacenti) Mancanza controlli Estrazione altro motivo Trauma

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LIMITAZIONI FUNZIONALI
Difficoltà a pronunciare parole Senso del gusto peggiorato

DOLORE FISICO
Dolore alla bocca Difficoltà a mangiare

DISAGIO PSICOLOGICO
Disagio con gli altri Tensione

DISBILITA' FISICA
Dieta insoddisfacente Interruzione pasti

DISABILITA' PSICOLOGICA
Difficoltà a rilassarsi Sentirsi in imbarazzo

DISABILITA' SOCIALE
Irritabile con altre persone Difficoltà nello svolgere i compiti di routine

Metodologia del programma

Soggetti interessati Soggetti di sesso maschile, di tutte le età, detenuti dell'Istituto di detenzione di Pescara, con pena residua non inferiore a sette mesi al momento della prima visita e presenti nell'istituto alI gennaio 2009. Criteri clinici di inclusione 1. Mancanza di almeno 4 denti tra canini e incisivi
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2. Insufficienza masticatoria per assenza almeno di due coppie di molari o due coppie tra molari e premolari, con ingranaggio in occlusione. 3. Protesi vecchie da rifare, ove sussistano all'esame obiettivo i requisiti 1 e 2 4. Assenza di manifestazioni allergiche al metil-metacrilato

Organizzazione dell 'attività Tutta l'attività di visita odontoiatrica, realizzazione e impianto protesi, viene svolta nella C.C. L'Istituto, infatti, ha le risorse logistiche necessarie per realizzare l'impianto delle protesi (presenza di un ambulatorio odontoiatrico). Sono stati individuati nella Asi di Pescara due odontoiatri, uno come coordinatore e supervisore del progetto e l'altro che si occuperà dell'attività di prescrizione, impianto e controllo della protesi. Vista la collaborazione già esistente con un-laboratorio odontotecnico, vincitore della gara d'appalto per la fornitura di protesi odontoiatriche per la Asi di Pescara, laboratorio in possesso di autorizzazione del Ministero della Sanità, sentito il titolare, si è concordata la collaborazione odontotecnica anche per la presente iniziativa. I pazienti saranno preparati a ricevere le protesi dall' odontoiatra già in servizio presso l'ambulatorio odontoiatrico dell'Istituto di Pena che espleterà prestazioni di igiene, conservativa, terapia endodontica, trattamento parodontale e le avulsioni necessarie, come sua normale competenza e verranno sottoposti, dallo stesso odontoiatra, allo screening per valutare la loro accessibilità al progetto. La Direzione della C.C. si impegna infine a organizzare e far pervenire presso l'ambulatorio odontoiatrico interno, nei giorni prestabiliti, i soggetti cui saranno forniti i manufatti protesici rimovibili già preparati a ricevere il manufatto protesico (con cure ed avulsioni completate da almeno 30 giorni). L'intervento ha previsto una prima visita di screening, offerta ai detenuti utile a selezionare i soggetti con i requisiti richiesti per la riabilitazione protesica. Nell'ambito della prima valutazione è stata verificata l'idoneità del soggetto a ricevere immediatamente, o successivamente ad un trattamento di igiene dentale e/o cure odontoiatriche (ad esempio estrazioni dentali), il trattamento di protesi. Al fine di verificare il buon funzionamento della protesi sono state effettuate due visite di follow-up a distanza di un mese e sei mesi dall'impianto della protesi. I dati principali dell'attività saranno raccolti in un archivio informatico appositamente realizzato. Nel corso dell'intervento, con scadenza bimestrale, sarà svolta la supervisione dell'attività clinica da uno specialista odontoiatria della ASL di Pescara recentemente inquadrato nell' A.C.N. per gli Specialisti.
I

Verranno realizzate circa 50 protesi, a titolo gratuito, per un costo complessivo da pagare per il laboratorio odontotecnico di 8.000,00 Euro, per le supervisione e l'attività clinica il costo previsto è di 14.000,00 Euro per un totale dei costi di 22.000,00 dell 'intero progetto odontoiatrico.

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Personale medico e paramedico Spese di laboratorio

13.000,00 Euro . 7.500,00 Euro Totale 20.500,00 Euro

Descrizione manlf[atti protesici

dei

Le protesi saranno realizzate con la base in resina di metilmetacrilato . La base protesica è solo 'appoggiata' sul supporto osteomucoso se il paziente è totalmente edentulo o fornita di ganci a filo in acciaio, che si ancorano agli elementi dentali residui, in caso di edentulia parziale. La base protesica è costituita a sua volta da due parti: una parte interna, che non deve essere lucidata, a contatto con le mucose, ed una parte esterna o superficie lucida che ospita i denti artificiali che vi sono inseriti. I denti artificiali sono posizionati sulla base protesica in maniera da garantire un buon aspetto estetico ed una soddisfacente fonetica ed efficienza masticatoria. I materiali utilizzati nel confezionamento delle protesi saranno a nonna CEE, i manufatti saranno rispettate le

accompagnati dalla Dichiarazione di Confonnità rilasciata dal Fabbricante e saranno nonnali nonne igieniche. Il progetto prevede la rilevazione dello stato di salute orale "percepito"

dalla persona prima

dell'inizio del trattamento ed a sei mesi dalla sua conclusione (lo strumento utilizzato è la versione italiana del questionario Oral Health Impact Profile -OHIP, Slade e Spencer, 1997). Il questionario contiene domande volte a misurare l'impatto della salute orale sulla vita quotidiana, con particolare riferimento a : limitazioni funzionali; dolore fisico; disagio psicologico; disabilità sociali e handicap. QUESTIONARIO Durante l'ultimo mese quanto spesso ha avuto i seguenti problemi a causa della sua situazione orale? disabilità psicologica;

Rispondere

in uno dei seguenti modi: Quasi mai

Molto spesso Mai

Abbastanza

spesso

Occasionalmente
Limitazione funzionale Difficoltà a masticare cibi

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Difficoltà a pronunciare alcune parole Più tempo per completare un pasto Disconfort psicologico

Essere preoccupato per il dolore Essere infelici Sentirsi teso Inabilità fisica Non è stato chiaro nel parlare La gente non ha capito alcune sue parole Non ha potuto lavarsi bene i denti Ha evitato di mangiare alcuni cibi Ha avuto difficoltà a fare i lavori di casa Ha dovuto interrompere i pasti Ha avuto difficoltà nel mangiare alcuni cibi Inabilità psicologica Il suo sonno è stato disturbato E' stato scombussolato/disturbato Ha trovato difficoltà a rilassarsi Si è sentito depresso La sua concentrazione è stata alterata Si è sentito in imbarazzo Inabilità sociale Ha evitato di uscire E' stato meno tollerante nei confronti del coniuge o di altri familiari Ha avuto difficoltà nelle relazioni con altre persone Ha evitato di mangiare con altre persone
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Ha evitato di sorridere Non ha potuto divertirsi in compagnia di altre persone Ha pensato che la vita in ~enerale è meno soddisfacente Si è sentito totalmente inabile nelle sue funzioni Si è sentito inabile a lavorare nel pieno delle sue capacità

Terza Frazione PRESTAZIONI DI FISIOTERAPIA E MASSOTERAPIA

La Medicina Fisica e Riabilitazione è una particolare Sezione Sanitaria già attivata presso la Casa Circondariale di Pescara che funge non solo quale Presidio Sanitario a disposizione della Popolazione Detenuta Locale, ma che offre la possibilità di interventi terapeutici anche su Detenuti provenienti da altri Penitenziari della Giurisdizione del Provveditorato al fine di evitare "traslochi quotidiani di detenuti" negli ambiti ambulatoriali territoriali con impegno dell'Organo di Polizia Penitenziaria. Tale Branca Specialistica si riferisce alla branca della Medicina che si occupa della diagnosi, terapia e riabilitazione della disabilità conseguente a varie malattie invalidanti o a traumi. Si tratta soprattutto di malattie che comportano una limitazione dell'attività e restrizione della partecipazione attraverso la riduzione della funzione motori a, cognitiva o emozionale. La disabilità può conseguire a malattie del sistema nervoso, osteo-articolare, cardiaco, respiratorio ma può riguardare anche la sfera intellettiva e relazionale ecc. In particolare i programmi riabilitativi, per gli ambiti della motricità, vengono effettuati dal fisioterapista. Le terapie riabilitative mirano al recupero funzionale dopo episodi di: • • • • • • • • • • • • • distorsioni lesioni tendinee tendiniti e borsiti esiti di traumi ossei e legamentosi distrazioni osteoarticolari acute e recidivanti artralgie croniche di varia eziologia contratture, stiramenti e strappi muscolari miositi capsuliti articolari processi artrosici lombalgie e lombosciatalgie cervicalgie e cervicobrachialgie programmi riabilitativi post chirurgici 10

attraverso prestazioni strumentali quali elettroterapia, TENS, ultrasuoni , laser terapia, ecc. per migliorare o risolvere la sintomatologia infiammatoria acuta e cronica, patologie che rispondono in modo particolare alla laser terapia. Tali prestazioni mirano a correggere i diversi squilibri muscolari muscolo-tendine i e capsulari che creano la singola patologia e a restituire l'ampiezza articolare normale e la lunghezza fisiologica della catena posteriore muscolare (muscoli antigravitari). Questo risultato si ottiene attraverso l'adozione di posture di stiramento assiale mirate (in funzione delle caratteristiche del paziente), associata ad una respirazione diaframmatica che agevola il rilasciamento muscolare ed alla terapia strumentale. retto.

I trattamenti manuali sono rivolti a tutti i pazienti con problematiche relative all'apparato locomotore: problematiche di natura articolare( distorsioni, lussazioni, sublussazioni, artralgie, artite reumatoide, periartiti, artosi, ecc ..), di natura muscolare, miofasciale e tendinea(mialgie, contratture muscolari, stiramenti muscolari, distrazioni muscolari, tendinopatie, tendiniti, ecc ..) e di natura legamento sa (lesioni parziali o totali, innesti tissutali). Il massaggio decontratturante é un vero e proprio trattamento terapeutico per i soggetti con dolore muscolare localizzato in distretti specifici a seguito di posizioni posturali scorrette, sforzi fisici inadeguati, ovvero dovuti ad eventuali patologie della colonna e dell'apparato locomotore, tali diagnosticate dallo Specialista Ortopedico, Fisiatra e Tecnico della Riabilitazione. La tecnica consiste in manovre di pressione pura, di sfregamento superficiale e profondo, di impastamento per scollare e rendere piu elastici i tessuti, di percussione o battitura per avere effetto stimolante e vasodilatatorio; durante il trattamento vengono, pertanto, stimolate innumerevoli terminazione nervose sia a livello cutaneo che dei distretti piu profondi. La massoterapia, come tra l'altro tutti i trattamenti terapeutico-riabilitativi, possono essere effettuati solamente da professionisti laureati in Fisioterapia come disciplinato dal D.M. 741/94, ovvero da Figure Professionali equipollenti. Metodologia Attraverso la visita medica verranno individuati quei detenuti destinatari di un ciclo di trattamento di massoterapia e laser terapia di cui al C.C. attualmente è sfornita. Il trattamento prevede 6 trattamenti di 15 minuti ciascuno da eseguire mediamente 3 volte la settimana, eventualmente ripetibili, da parte del fisioterapista presso la Casa Circondariale di Pescara.

Figure organizzative -1 fisioterapista dipendente Asl -1 fisioterapista dipendente Asi presso la D.O.M.P. di Pescara. N.B. E' stata lamentata la carenza strumentale per esef;!uire laserterapia. pertanto. si richiede di validare l'acquisto con i fondi del presente Progetto di laser per fkt e di ecografo . Indicatore di progetto
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Numero dei detenuti trattati nei 12 mesi Tipologia delle prestazioni erogate nei 12 mesi Durata del progetto: 12 mesi

Spese per personale sanitario + personale amministrativo 19.000,00 Euro c uisto di M6 Laser er MLS Tera ia 11.60000 Iva com resa

Terza Frazione

Con sonda lineare + convex ed orto edico

er utilizzo internistico cardiolo ico

Totale € 32.000.00 Iva compresa Totale 62.600,00 Iva compresa fascia

Fornitura farmaci CeH

di in

Una considerazione, a parte, va fatta sul tema comune a tutti gli Istituti di d.etenzione sulla spesa farmaceutica . La spesa farmaceutica è regolata da apposita convenzione aziendale con le Case Circondariali; L'Azienda garantisce i Farmaci considerando, per convenzione, gli Istituti come se fossero ospedali aziendali per cui oltre ai fannaci di fascia A e H sono forniti anche alcuni prodotti di fascia C cosÌ come sarebbe se il detenuto fosse degente in ospedale. Le Aziende Sanitarie forniscono l' erogazione di farmaci di fascia A e H nonché di alcuni farmaci di fascia C ritenuti indispensabili, quali , per esempio, le benzodiazepine disponibili di più basso costo, il paracetamolo, e l'acido acetilsalicilico secondo la classificazione indicata nel Prontuario Terapeutico. Vista l'elevata richiesta da parte dei detenuti di farmaci in fascia C ed alcuni di fascia "H" non disponibili nel prontuario della Asl era stato ideato di fomirli attraverso un progetto regionale, concordato con le farmacie ospedaliere per una spesa complessiva di 30.000,00 Euro . I farmaci presenti nel prontuario farmaceutico vengono suddivisi in farmaci di fascia A (dispensati dal S.S.N), di fascia H (ospedalieri dispensati dal S.S.N.) e di fascia C (a totale carico del cittadino). Quelli in fascia A sono indispensabili per la salute e comprendono antibiotici, farmaci per la cura del diabete, delle malattie cardiovascolari, delle patologie dell'apparato respiratorio, dell'apparato gastrointestinale ed altri. I farmaci in fascia H sono gli antiretrovirali per la cura dell'HIV e quelli per la cura dell' epatite B e C, antitumorali ed altri. Quelli in fascia C comprendono gli psicofarmaci (es. Valium, Lexotan), gli antipiretici (es. Tachipirina), gliantistaminici, gli antiemetici (es. Plasil), sciroppi per la tosse, paracetamolo, acido acetilsalicilico etc. richiesti continuamente. Sono frequenti le dermatiti, anche di tipo allergico, tanto che il consumo di
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antistaminici è particolarmente elevato. Occorre precisare che i farmaci in fascia C, anche fuori dall'istituto, vengono pagati da tutti i cittadini indipendentemente dal reddito ed anche dagli invalidi al 100%. Le situazioni economiche precarie che colpiscono duramente i detenuti;. il lavoro all'interno dell'Istituto, peraltro previsto dal Regolamento penitenziario, è scarso e spesso si ricorre alla rotazione dei detenuti e, salvo situazioni dovute soprattutto all' iniziativa delle Direzioni, il lavoro esterno non è molto diffuso, vi sono quindi detenuti, spesso senza più contatti con la famiglia, che si trovano in una posizione economica assolutamente misera, per cui, l'accesso ai farmaci di fascia C risultava assai oneroso. L'esDerienza maturata nelle Drime fasi Droeettuali ha dimostrato. invece. un ridotto accesso a tali Drestazioni. Dertanto. si richiede. Der tale voce. una riduzione dell'imDeeno economico.

Metodologia L'approvvigionamento avverrà attraverso la farmacia ospedaliera di riferimento a seguito di richiesta redatta dai medici operanti all'interno della C.C. Figure organizzative - 1 operatore sanitario del carcere Indicatore di progetto Numero delle richieste nei 12 mesi Tipologia di farmaci richiesti nei 12 mesi Qualità della spesa complessiva sostenuta Durata del progetto: 12 mesi

Spese Personale e Farmaci di fascia C e H 7.500,00 Euro Totale 7.500,00 Euro

PROGETIO ESECUTIVO V.O. MEDICINA PENITENZIARIA CASA CIRCONDARIALE di PESCARA
RISORSE IMPEGNATE NEL PROGE'ITO

della ASL di Pescara presso la

Per raggiungere gli obiettivi, il progetto dispone di un gruppo di professionisti con competenze specifiche, organizzati in modo da rispondere ciascuno a obiettivi specifici, ma altresì in stretta collaborazione reciproca nello svolgimento di tutto il progetto.

I

PERSONALE

I

Compiti

13

Daniela Arcieri Mastromattei

Responsabile di progetto in toto e odontoprotesista 7".000,00

del progetto €

Associazione NILSA

Per il supporto nella mediazione culturale, con impegno a modificare il personale a disposizione della c.c. in base alle necessità emergenti. Spesa prevista 9.000,00 Euro Odontoiatra presso la c.c. per esecuzione dello screening, dei controlli e del questionario da sottoporre ai detenuti. Spesa prevista 3.000,00 Euro annuale Laboratorio odontotecnico, già vincitore digara clo Asi di Pescara, per la forni tura di circa 50 protesi parziali e totali in resina per un totale di 7.500,00 Euro in 12 mesi Infermiere di collegamento tra il servizio di FKT e l'ambulatorio odontoiatrico per favorire le riabilitazioni di quei pazienti con DCCM. Spesa prevista € 3.000,00 annuale Fisioterapista per massoterapia e laserterapia , il servizio verrà fornito secondo necessità per una spesa globale annuale di € 7.000,00 (n. 50 ore mensili). Fisioterapista dipendente c.c. per individuazione e organizzazione delle prestazioni da eseguire. Spesa prevista € 4.000,00 annuale. Amministrativo necessario all' espletamento di tutte le procedure amministrative aggiuntive legate allo svolgimento del progetto. Spesa prevista € 4.000,00 annuale. Responsabile Provveditorato Asi € 4.000,00.

Molisana Walter

Dental Project di Walter Leone

Gaetano Colangelo

Primavera Alessandro

Stefania

Palmieri

Aurelio Meda

Wilma Rosa FARMACI Mario Tiberio fasce C ed H

Spesa prevista € 3.000,00. Infermiere incaricato dei rapporti tra la ASL e la c.c. per la fornitura dei farmaci e infermiere di riferimento del progetto in toto. Spesa prevista € 4.500,00 annuale.

CRONOPROGRAMMA

DEL PROGETTO

Il progetto si svolge in un arco temporale di 12 mesi presso la C.C di Pescara.

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Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 8 TUTELA MATERNITA' E PROMOZIONE DELLA APPROPRIATEZZA DEL PERCORSO NASCITA Progetto "Programma di continuità assistenziale territorio-ospedale per la mamma e il bambino" Referente:

Dott.ssa Maria Carmela Minna Coordinamento Attività Consultoriale ASL PESCARA
Tel. 0854253978 - 346 3513990 Fax. 0854253979

E-mai!: mariacarmela.minna@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi12,prorogabili Finanziamento finalizzato:
€ 100.000,00

PROGETTO PER L'APERTURA

DI UN CENTRO DI ASCOLTO PER IL

PUERPERIO PRESSO I CONSUL TORI DELLA ASL DI PESCARA

PREMESSA Le iniziative di promozione della salute nell' ambito dell' ostetricia hanno un ruolo delicato e di notevole importanza. In particolare, favoriscono 1'acquisizione e l'impiego, da parte delle donne, di competenze utili alla gestione ottimale della propria salute e di quella dei figli. Con la sempre più precoce deospedalizzazione della puerpera, i genitori,

specie se alla prima esperienza, si trovano a dover affrontare una situazione del tutto nuova e sconosciuta senza un sostegno da parte di operatori competenti e, soprattutto, senza aver ricevuto una completa informazione/formazione sulla

gestione delle difficoltà che si presentano nel puerperio. Peraltro, nella nostra realtà, ancora oggi, è maggiormente seguito l'evento nascita rispetto alla fase del puerperio. Esiste, dunque, la forte necessità di un' organizzazione più attenta alle esigenze di

ogni singola donna e di proseguire concluso all' atto della dimissione.

un rapporto

che non può intendersi

come

Come è noto, 1'evento nascita mette in gioco un complesso di esperienze, sentimenti ed emozioni personali con cui le strutture di assistenza sanitaria devono sapersi sintonizzare. promuovano puerpera A taJ fine è quanto mai urgente che territorio e ospedale

un approccio congiunto" all' evento nascita", in grado di garantire alla completa, inclusiva di quella psicologica. Si tratta di un

un' assistenza

impegno ancor più auspicabile considerata la presenza cospicua nel nostro Paese, di persone culturalmente L'immediato svantaggiate, di minorenni e immigrate. specie per le primipare, è diffusamente a

periodo post-partum,

rischio di sintomatologie depressive, come sappiamo. I timori rispetto al nuovo ruolo genitoriale tendono a consolidarsi, in una combinazione minacciosa causata

dall' inesperienza delle puerpere. In estrema sintesi, in questa fase, la mancanza di un contenimento conseguenze neonato. adeguato dell' ansia può sfociare in una franca depressione, con serie sia sulle possibilità di allattamento che sulla comunicazione madre-

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Gli obiettivi del progetto consistono nell' in-formare i genitori in merito alle problematiche del puerperio e alle modalità per affrontarle, nonché nel sostenere le

competenze materne al fine di tutelare la salute della donna e della sua famiglia. In particolare il progetto mira a: • favorire opportunità di confronto esterni all' ambito familiare, coadiuvati da e condivisione esperienziale con altre

esperti, vale a dire la comunicazione donne nel fase post-partum • •

dare risposta ai bisogni espressi dalle neomadri rafforzare la fiducia nelle competenze materne.

2

DESTINAT ARI DEL PROGETTO

Il progetto è rivolto a tutte le puerpere, in particolare a quelle che partoriscono presso l'ospedale civile di Pescara.
STRUMENTI E METODI

Fase preliminare: • Incontro del Responsabile dei Consultori con il Primario e le Ostetriche dell' ospedale per informarli circa le finalità e la modalità di svolgimento del progetto;

Fase attuativa: 1. istituzione di uno servizio di consulenza telefonica, con una linea dedicata, a cui, in particolare le neomadri, possono rivolgersi per la risoluzione problemi eventualmente presenti nel corso del puerperio 2. attivazione di un help form per consulenze online 3. realizzazione di un apposito momento formativo rivolto alla puerpera e al suo partner per affrontare alcuni aspetti del puerperio solitamente posti in di

secondo piano dagli operatori. Il servizio di consulenza telefonica sarà operativo dal lunedì al venerdì dalle 11,30 alle 13,30; gli incontri formativi, invece, sono previsti per due ore circa, una volta alla settimana. Saranno condotti da un'Ostetrica con la collaborazione di altri operatori per temi specifici. I gruppi saranno suddivisi in base al trimestre di esogestazione. Nel primo trimestre dell' esogestazione i temi trattati saranno: 1. 1'allattamento 2. l'accudimento del neonato 3. la cura di se stesse. Il secondo trimestre è caratterizzato da una condizione di benessere generale e dall' empatia tra madre e bambino. I temi sviluppati saranno: 1. l'allattamento e lineamenti sul futuro svezzamento 2. le vaccinazioni 3. il gioco con il bambino, la lettura delle fiabe e l'educazione 4. la contraccezione

3

5. la rielaborazione dell' esperienza del parto. Il terzo trimestre prepara al momento della separazione della diade madre-

figlio/ a. Dopo i primi nove mesi di vita, il/la bambino/ a comincia ad allontanarsi dalla madre e sperimenta la propria autonomia nell' esplorazione del mondo

circostante. La madre ricomincia l'attività lavorativa. Pertanto, saranno discussi i seguenti temi 1. lo svezzamento e la separazione 2. la ripresa del lavoro da parte della madre 3. 1'atteggiamento educativo nel favorire l'autonomia del/la bambino/a.

Allo stato attuale, purtroppo,

l'esiguo numero di operatori

e le innumerevoli

attività svolte dai consultori non consentono di offrire un servizio più ampio, che preveda anche un' assistenza domiciliare alle donne e ai loro neonati dopo la

dimissione dall' ospedale.

Verifica dell'intervento:
• attraverso 1'uso di questionari si provvede a valutare l'efficacia, il gradimento dell' intervento svolto e a raccogliere eventuali suggerimenti e proposte da

parte delle donne/coppie • attraverso una rilevazione statistica opportunamente valutare: 1. il numero delle puerpere o coppie di neogenitori che hanno fruito del servizio (anche telefonico) offerto 2. le caratteristiche piano d'intervento. socio-demografiche utili per un ri-orientamento del strutturata si provvede a

Consultori coinvolti: Città Sant' Angelo; Montesilvano; Penne; Pescara nelle sedi di: viale Bovio, Via Pesaro e Via Milli; Scafa.

4

Operatori impegnati nel progetto: Assistenti Sociali,Ostetriche,Infermiere j Vigilatrici, Psicologi, .

Ripartizione dei costi:
• 20% del totale per l'arredamento l'acquisto di: 1. poltrone relax per tecniche di rilassamento 2. fasciatoi a muro salvaspazio 3. libri per l'infanzia e DVDjCD musicali per il rilassamento e il baby massage 4. stickers o quadri da arredo 5. cuscini per l'allattamento 6. tela cerata salvapipì 7. tappetini ad incastro 8. presidi per il sostegno all' allattamento (tiralatte elettrico di tipo ospedaliero, • il 5 % del totale per: 1. attivazione linea telefonica centralizzata e dedicata (con numero verde per gli utenti) 2. attivazione di un help form per consulenze online • • Il 20 % del totale per la formazione del personale 45 % per l'incentivazione del servizio • 10% del totale per la pubblicizzazione del servizio con brochure, manifesti ..... del personale impegnato all' istituzione e attivazione tettarelle .... ) degli" spazi d'ascolto", che prevede

Tempistica $e,tt~mbre 2011 - Dicembre 2012 J. predisposizione del progetto d'intervento;

2. istituzione nei consultori individuati degli" spazi di ascolto"; 3. attivazione del numero verde e del dell'help form; 4. Realizzazione di un piano di monitoraggio informatico del servizio

5

Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 9 MALATTIE RARE Progetto Attivazione percorsi dedicati clinico - diagnostici e implementazione registro aziendale delle malattie rare"
Il

Referenti:
Dott. Valerio Cortesi - Dott.ssa Tiziana Di Giampietro PLS
Tel. 085 425 3075 - 335 1434630 - 335 8135095 Fax. 0854253073

E-mai!: segreteria_ds@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi 12, prorogabili Finanziamento finalizzato:
€ 220.000,00

Premesse Il progetto ha come obiettivo quello di definire una struttura assistenziale che crei una rete di interventi attorno ai malati, che presentino patologie rare di particolare complessità con problemi clinici che richiedono assistenza plurispecialistica integrata tra strutture ospedali ere, strutture riabilitative e medicina del territorio. Questo al fine di evitare ricoveri incongrui che comportano un aumento della spesa sanitaria, disagio per i malati e per le loro famiglie o per chi li assiste. Utile a tal fine risulta la quantificazione e la qualificazione delle patologie a maggior incidenza nella Regione, per poter promuovere interventi mirati alla complessità della disfunzione e alle necessità delle richieste onde costruire percorsi diagnostico-assistenziali condivisi, validati scientificamente da esperti o già adottati e approvati in altre realtà regionali più avanzate nel settore.

Ambito di intervento

A) RE<;,ISTRO MALATTIE

RARE.

Il censimento delle Malattie Rare richiede il continuo aggiornamento dello specifico Registro, che al momento avrà valenza Aziendale con obiettivo di convogliare dati sul Registro Regionale, strumento essenziale alla quantificazione e previsione dei bisogni in maniera mirata sulla cui base stanziare periodicamente fondi atti a soddisfare gli stessi.

Per tale motivo sarà implementato un unico Registro che raccolga i malati rari pediatrici e
1

adulti. Infatti poiché il 70% delle Malattie rare interessa la fascia pediatrica e il 30% l'età adulta, appare inutile istituire due elenchi separati. L'intero progetto potrà essere realizzato: - individuando il Centro Aziendale che cura la raccolta, l'aggiornamento dei dati dei Malati Rari e la suddivisione per classi di patologia allo scopo di quantificare gli interventi da programmare. Poiché da tempo l'U.O. di Pediatria del Presidio Ospedaliero. detiene tale compito, si assegna a tale Centro la responsabilità del mantenimento del Registro MR. di Pescara e Provincia che dovrà ovviamente fare da punto di riferimento per pazienti non solo pediatrici ma di tutte le età; - identificando altresì le figure professionali ed i Centri specialistici che danno supporto al progetto, sia a livello ospedaliero (Genetista, Neonatologo, Pediatra, Neurologo, Endocrinologo, Ematologo, Riabilitazione) sia a livello territoriale (PdF ed MMG). Per l'aggiornamento del registro deve essere attivata una modalità informatica che preveda la trasmissione dei dati del paziente. Allo scopo di garantire la segnalazione di tutti i casi di malattie rare esistenti, si ritiene opportuno prevedere una forma di incentivazione per i medici territoriali (PdF ed MMG) direttamente corre lata al numero di segnai azioni effettuate. Questo compenso potrebbe essere quantificato in 50,00 euro per segnalazione effettuata tramite riempimento del modulo ed invio al Centro aziendale. La trasmissione potrebbe avvenire tramite una delle seguenti modalità: - e-mail delle schede riempite - sistema informatico protetto attraverso la realizzazione di una rete informatica regionale - t!asferimento al Centro Servizi del programma gestionale informatico SOSEPE (dove si predispone una scheda da compilare direttamente coi dati del paziente scaricati dal suo profilo) che provvederebbe, con trasferimento protetto, a recapitare i dati direttamente al Registro Abruzzese preventivamente collegato. Tuttavia, alla luce della attuale situazione insufficiente delle reti informatiche regionali ed aziendali e tenuto, altresì, conto della estrema importanza della sicurezza della trasmissione dei dati, si ritiene che il sistema più sicuro e, pertanto, da preferire sia quello utilizzante il SOSEPE.

B) PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI.
Più della metà delle Malattie rare non viene diagnosticata alla nascita e viene affidata alle cure del PdF o la patologia si manifesta in età di competenza del MMG . Il MMG e il PdF diventano dunque gli intermediari tra il Paziente, la sua famiglia e il sistema di cure, trasformando il proprio ruolo, fino ad oggi di coordinamento trasversale con la struttura di II livello e/o di supporto della fase acuta, in quello di individuazione e segnalazione dei casi non diagnosticati alla dimissione (più del 70%) riconosciuti attraverso segni emergenti di MR prendendo inoltre in carico le complicanze e le riacutizzazioni dei loro assistiti. Pertanto sarà necessario un progetto di Formazione continua anche per il Medico/Pediatra del Territorio che si trovino di fronte a patologiead aItacomplessità assistenziale onde acquisire la conoscenza e le competenze sulle potenzialità raggiunte in campo preventivo, diagnostico e terapeutico. Per tale compito verranno adeguatamente formati attraverso i corsi "Conoscere per
2

assistere" nell'ambito del progetto finanziato da Ministero della Salute, Farmindustria e UNIAMO (Famiglie dei Malati Rari) Paralleli incontri formativi coinvolgeranno tutte le figure interessate, sia territoriali che di diagnosi, cura e riabilitazione, dovranno essere rivolti alla ottimizzazione delle risorse, alla focalizzazione degli obiettivi primari e secondari, alla comunicazione tra i soggetti operanti nelle diverse strutture assistenziali comunque coinvolte nei percorsi diagnostico-terapeutici dedicati (PDTD). Andrà inoltre prevista una specifica attività di formazione destinata al paziente di malattia rara o a chi assiste tale paziente, allo scopo di ottenere, grazie all'intervento integrato sulle figure che ruotano interno al malato, una diminuzione dei ricoveri incongrui, dei disagi e della spesa sanitaria garantendo una migliore gestione della disabilità a domicilio. Le attività di formazione saranno gestite da soggetti specificamente preparati in collaborazione con l'Ufficio di Formazione Aziendale.

C)

Questo progetto intende inoltre implementare: l) realizzazione di reti assistenziali, composte da centri di riferimento sia universitari che ospedalieri, strutture di riabilitazione e medici del territorio, che dovranno garantire al malato raro la possibilità di ottenere in modo corretto, coerente e corrente tutte le prestazioni necessarie alla gestione completa della sua patologia; 2) predisposizione di ulteriori percorsi diagnostico-terapeutici rare ricomprese nei seguenti principali gruppi: - neurologiche connatali - ematologiche - endocrinologiche. dedicati (PDTD) per malattie

Si ritiene opportuno prevedere di intervenire sulle strutture ricomprese nella rete, stimolandole ad adottare sistemi di previsioni della spesa in rapporto alle risorse disponibili ed all'oggettiva richiesta prestazionale da parte dell'utenza, allo scopo di ripartire equamente e proporzionalmente le risorse stesse, minimizzando i rischi. Si prevede altresì l'attivazione di un sistema di misurazione della performance e di verifica delle prestazioni erogate, allo scopo di valutare l'effettivo miglioramento della qualità di vita del malato raro e della sua famiglia; all'uopo andranno individuati e utilizzati specifici indicatori di risultato.

D) 3 4 5 6 7

Per quanto riguarda gli aspetti economici, si ritiene di finalizzare la somma disponibile come segue: € 60;090,00 per la realizzazione dei percorsi dedicati cIinico-diagnostici; € 50.000,00 per incentivazione dei medici territoriali per segnalazione casi di MR;

€jO.OOO,OO implementazione reti assistenziali;
€40.000,00 attività di formazione sia per medici che per pazienti; € 20.000,00 per implementazione ed aggiornamento Registro aziendale Malattie Rare.
3

Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 10
VALORIZZAZIONE DELL' APPORTO DEL VOLONT ARIATO

Progetto "Strategie di valorizzazione e sostegno per il volontariato sanitario e socio assistenziale per implementare, aggiornare e rendere fruibili gli strumenti della comunicazione" Referente:
Dott.ssa Maria Assunta Ceccagnoli ASL PESCARA Tel. 0854253203/01/02/04/05 - 348 0456272 Fax. 0854253200 E-mail: info.urp@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi 12, prorogabili Finanziamento finalizzato: € 50.000,00

"LA CARTA DEI SERVIZI SANITARI DEI DISTRETTI E DELLE RSA AZIENDALI redatta con l'aiuto del volontariato"

VALORE ECONOMICO DEL PROGETTO
Il Finanziamento Regionale immediatamente disponibile per lo svolgimento del progetto ammonta a € 50.000,00

PARTNERS COINVOLTI
• • • URP Comitato della comunicazione Associazioni di Volontariato iscritte all'Albo regionale ed operanti nell'Azienda rappresentati nell' Assemblea del Comitato ConsultivoMisto USL di Pescara

PREMESSA
E' ormai universalmente riconosciuto che il flusso informativo organizzato e pianificato è parte integrante del processo di produzione dei servizi aziendali. Già con la Direttiva del Presidente CIAMPI del 1995 ha preso corpo e forza un nuovo modo di intendere il rapporto con i cittadini, siano essi i dipendenti o i pazienti fruitori di prestazioni sanitarie, assumendo il punto di vista degli utenti come elemento rilevante per orientare l'organizzazione aziendale e l'erogazione dei servizi. Cresce l'esigenza per le Amministrazioni di essere "CASE DI VETRO" con cui avere rapporti paritari e di reciproca fiducia, tanto con i singoli cittadini che con le loro associazioni ed organizzazioni di

volontariato.
La Regione Abruzzo sin dal 2004 ha pubblicato "LINEE GUIDA REGIONALI" per le CARTE DEI

SERVIZI delle ASL d'Abruzzo - Informazione e comunicazione al Cittadino per la tutela della salute, ove delinea con precisione il percorso da seguire per strutturare il servizio di COMUNICAZIONE

ISTITUZIONALE.
Nell' ottobre 2006 la nostra Regione ha emanato una Direttiva Regionale - Guida alle Aziende Sanitarie Locali d'Abruzzo per l'adozione degli Atti Aziendali e nella Sezione Organizzazione e funzionamento degli "Organismi Aziendali" ha rinnovato l'indicazione costituire il COMITATO DELLA COMUNICAZIONE. Nel dicembre 2010 sono state approvate le più recenti LINEE GUIDA REGIONALI in tale materia.

OGGETTO
Il progetto" Redazione della Carta dei Servizi dei Distretti e delle RSA Aziendali" della durata di 12 mesi ha l'obiettivo di valorizzare l'apporto del volontariato, promuovere e sviluppare il lavoro di rete umana ed informatica, necessaria per mantenere vivo il dialogo con i nostri clienti interni ed esterni, implementare, aggiornare e rendere fruibili gli strumenti della comunicazione.

OBIETTIVO
Il progetto si connota come un tipico Work in Progress, per la cui realizzazione dovranno essere svolte le seguenti attività, che per la loro mole e contenuti innovativi sarebbe auspicabile sviluppare nel triennio 2011 - 2013: • • • • • • • Individuazione di una rete di collaboratori indicati dalle associazioni ed organizzazioni di volontariato rappresentate nell' Assemblea del Comitato Consultivo Misto; Individuazione di una rete di collaboratori all'interno delle Unità Operative Complesse/Unità Operative Semplici/Distretti/RSA; Adozione di schede raccolta dei dati elementari delle strutture; Elaborazione della Flow Chart di processo; Individuazione del "CHI FA CHE COSA" - "QUANDO" -"COME" e "DOVE" dei servizi sanitari di distretti ed RSA; Elaborazione, stampa, divulgazione delle Carte dei Servizi di Distretto/RSA; Organizzazione di evento per la presentazione alla stampa e alla cittadinanza delle Carte dei Servizi realizzate.

PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO
I fondi saranno utilizzati per:

S esa Presunta
• URP /CUP

PERSONALE

Comitato Comunicazione integrato
con le Associazioni di Volontariato

€30.000,OO

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CRONOPROGRAMMA
PERIODO: Luglio/Settembre 2011

Il periodo può variare a seguito della data di approvazione del progetto.

PRIMA FASE -

Costituzione del Comitato della Comunicazione Integrato con Associazioni ed Organizzazioni dei Cittadini. • Individuazione da parte delle organizzazioni ed associazioni di volontariato di propri rappresentanti da impegnare nell~ rilevazione ed elaborazione delle attività dei Distretti/RSA.

PERIODO: OttobrelNovembre 2011

Suscettibile di variazione (vedi sopra).
SECONDA FASE - Raccolta dati -

Entro il mese di novembre il Comitato della Comunicazione Integrato provvederà all' adozione delle schede standard e alla raccolta dei dati, le schede validate raccolte saranno utilizzate per la redazione delle Carte dei Servizi di Distretto/RSA.
PERIODO: OttobrelNovembre 2011 TERZA FASE - Redazione delle Carte dei Servizi di Distretto/RSA

suddivisa in quattro parti: • • • • Principi fondamentali - Diritti e Doveri dei Cittadini Presentazione dell' ASL e descrizione dei servizi Fattori e Standard di qualità - Impegni e Programmi Meccanismi di tutela e verifica

PERIODO: Dicembre 2011/Marzo 2012 QUARTA FASE - Divulgazione delle Carte dei Servizi di Distretto/RSA

Le Carte dei Servizi dei Distretto/RSA verranno stampate in numero congruo per ogni struttura e diffuse: • • sul web in volumi. cartacei, stampato in n.30.000 copie destinate alla consultazione presso gli URP , sportelli del cittadino aziendali, nelle sedi distrettuali, nelle RSA, nei CUPo

Oltre alla pubblicazione si prevede la realizzazione di un convegno pubblico per presentare alla cittadinanza il lavoro svolto e di mettere i testi sul sito internet aziendale.
PERIODO: Aprile/Luglio 2012 I RISULTA TI ATTESI

• • • •

rispondere alle aspettative di trasparenza dei cittadini sempre più consapevoli dei propri diritti acquisire credibilità e dare fiducia; dare visibilità alle proprie attività; diventare competitive con altre istituzioni;

• in tema di informazione/comunicazione

con i cittadini;
3

essere in linea con la normativa europea. DI RISULTATO Indicatori di Qualità Standard di Qualità

INDICATORI

Impegni e Programmi Miglioramento della disponibilità e della qualità delle informazioni presso gli URP e sportelli polifunzionali Diffusione dell' informazione tramite Carte dei Servizi di Distretto/RSA Aggiornamento Sito Internet Aziendale

Messa in rete dei dati

Attuazione Entro il 31 Marzo 2012

Carta dei Servizi consultabile nelle strutture erogatrici Sito web aziendale consultabile nelle strutture erogatrici

Entro Giugno 2012

Attuazione entro Luglio 2012

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Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 11 RIABILITAZIONE

Progetto "Sviluppo di un percorso riabilitativo per i pazienti di età compresa tra i 65 ed i 75 anni affetti da esiti di recente ictus cerebri", Referente Dott.ssa Mariateresa Desiderio
ASL PESCARA Te!. 085 989 8444 - 3338551000 Fax. 085 9898440

E-mail: santillidesiderio@tin.it Durata del progetto: mesi 12, prorogabili Finanziamento finalizzato:
€ 150.000,00

Modalità di esecuzione del percorso assistenziale: 1. E' necessaria l'organizzazione di un turno di ambulatorio per effettuare la prima visita di accettazione per i pazienti o per i controlli di coloro che già in trattamento devono essere rivisti per continuazione cure o dimissioni. Ad ogni turno ambulatoriale saranno presenti l Dirigente Medico ed l infermiere. 2. I pazienti per prima visita potranno essere prenotati direttamente preVla telefonata

all'ambulatorio per evitare eccessive attese ed ottimizzare le prestazioni. L'ambulatorio avrà cadenza settimanale dalle ore 15 alle ore 18 al di fuori dell'orario di servizio. In prima applicazione si possono prevedere un complessivo di 64 giornate di ambulatorio. 3. La riabilitazione del paziente sarà effettuata in regime di convenzione ma con personale sempre al di fuori dell' orario di servizio, con turni interni di 2 volte alla settimana. In prima applicazione si possono prevedere un complessivo di 120 giorni di prestazioni di riabilitazione. Ad ogni turno di giornata riabilitativa prenderanno parte due terapisti, infermiere ed l personale di supporto (ota/oss). 4. E' possibile prevedere visite domiciliari e trattamenti riabilitativi domiciliari da effettuare occasionalmente per pazienti temporaneamente impossibilitati a recarsi in ambulatorio durante tutto il periodo di applicazione del progetto. l

l

5.

Verrà individuata la figura di un coordinatore che si occuperà della organizzazione dei mezzi e del personale sanitario infermieristico.

6. 7.

Verrà altresì individuata la figura di un coordinatore per il personale fisioterapico. Sarà necessario prevedere la stampa di una cartella ambulatoriale dedicata e di uno stampato per la descrizione del percorso riabilitativo da distribuire per conoscenza esterna.

Personale che prenderà parte al progetto:
• • • Dirigenti Medici Personale sanitario infermieristico Terapisti per la riabilitazione del paziente

Tutte le attività svolte dovranno essere al di fuori dell'orario di servizio.

Costi del personale e dei mezzi indispensabili all'espletamento del progetto
l.

Dirigente Medico: Euro 400,00 per ogni giornata di ambulatorio. (Costo complessivo per 64
sedute

= Euro

25.600,00)

2.

Infermiere

di ambulatorio

: Euro 100,00 per ogm giornata di ambulatorio
6.4000,00)

(Costo

complessivo per 64 sedute 3. Infermiere

= Euro

di palestra: Euro 100,00 per ogni giornata di palestra durante

trattamenti

riabilitati vi (costo complessivo per 120 sedute Euro 12.000,00) 4.

Terapisti

della

riabilitazione:

Euro

200,00 per ogni giornata

di trattamenti.

(Costo

complessivo per le 120 giornate per 2 terapisti presenti Euro 48.000,00)
5.

Personale Ota/oss : Euro 80,00 per ogni giornata. (costo complessivo per 120 giornate per 1 persona presente = Euro 96000,00)

6.

Dirigente Medico per visita domiciliare: Euro 200,00 per visita (costo complessivo massimo Euro 8000,00)

7.

Terapista per trattamento

domiciliare: Euro 100,00 per trattamento domiciliare (costo

complessivo massimo Euro 9000,00)
8.

Coordinatore dei Mezzi e dell'organizzazione del personale: verrà corrisposta una spesa
forfettaria di Euro 3500,00 .

9.

Coordinatore dei fisioterapisti: verrà corrisposta una spesa forfettaria di Euro 3000,00 e di trattamenti e di opuscoli per la

lO. Spese per la stampa di cartelle ambulatoriali

d~scrizione del percorso ambulatoriale: Euro 3500,00. Il. Spese per l'acquisto di 2 computer, con programma dedicato alla gestione dei pazienti afferenti al progetto, completo di stampante per archiviazione dei pazienti e delle prestazioni e di nO3 Ipad per immediata consultazione. (circa euro 7000,00)
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12. Acquisto di nO6 carrozzine e nO lO deambulatori per una spesa complessiva di euro 5000,00
13.

Acquisto di materiale per la terapia occupazionale per una spesa complessiva di euro 3.400,00

14. Acquisto di materiale di palestra (tappetini,rulli, pedane, bastoni, palle ecc.) per una spesa di euro 6.000,00

Indicatori di Risultato: • • Numero delle giornate di ambulatorio Numero delle giornate di trattamento riabilitativo

Durante il primo anno non è possibile effettuare una previsione del numero di pazienti che potranno essere visitati e messi in terapia.

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Regione Abruzzo
Linea progettuale n. 12

SALUTE MENTALE AUTISMO
Progetto "Progetto regionale sperimentale per la riabilitazione e il trattamento dell'autismo e del disturbo generalizzato dello sviluppo nell'ambito dell'assistenza prevista nella casa della salute" Referente: Dott. Enrico Di Fonzo Direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL PESCARA Tel. 0854252430 - 348 0456272 Fax. 0854253200 E-mail: enrico.difonzo@ausl.pe.it Neuropsichiatria Infantile Responsabile Dott.ssa Elena Gennaro tel 085 4252842 - fax 085 4252962 Ufficio amministrativo D.S.M. Tel. 0854252826 - fax 0854252894 lucia.eusebio@ausl.pe.it Durata del progetto: mesi 12, prorogabili Finanziamento finalizzato: € 350.000,00

"Progetto regionale sperimentale per la riabilitazione e il trattamento dell' autismo e del disturbo generalizzato dello sviluppo nell'ambito dell'assistenza prevista nella casa della salute"
V.O. di Neuropsichiatria Infantile "Dr. G Di Berardo"

Ospedale Santo Spirito Pescara
In collaborazione con la Fondazione Papa Paolo VI e l'Associazione A.L.B.A.(Associazione Liberi Bambini dall'Autismo con l'ABA)

l) Premesse: il progetto autismo per l'anno 2011-2012 si prefigge di proseguire nella presa in carico integrata dei bambini più piccoli, che quindi proseguiranno il trattamento psicoeducativo e l'intervento riabilitativo ed usufruiranno di uno spazio presso la NPI dedicato alle famiglie, nonchè di una supervisione del lavoro didattico nella scuola. Inoltre, quest'anno il progetto prevede un intervento specifico per i bambini di età pre-

adolescenziale. A fronte, infatti, della necessità di garantire un intervento intensivo, specifico ed
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individualizzato ai bambini che ricevono la diagnosi in età precoce, per favorire lo sviluppo adeguato di competenze comunicative e cognitive, la nostra realtà ci impone una riflessione sulla presa in carico di ragazzi più grandi e ad alto funzionamento cognitivo. Questi ragazzi hanno effettuato per anni il trattamento riabilitativo tipico di logopedia e psicomotricità, conseguendo buone capacità cognitive, linguistiche e di apprendimento; in alcuni casi frequentano la scuola, senza necessità di sostegno didattico e comunque sono bene adattati sul piano comportamentale. Tuttavia, manifestano grave inibizione sociale, dispongono del linguaggio ma presentano difficoltà comunicative, esprimono degli interessi personali che difficilmente condividono per la bizzarria degli stessi o per la difficoltà nel proporli al contesto dei pari. 2) Ambito di intervento: l'intervento per i bambini piccoli consiste in un trattamento educativoabilitativo per un totale di 9 ore settimanali da svolgere o presso la Fondazione Paolo VIo oppure con metodologia ABA- VB a domicilio, con personale educativo fornito dall'associazione di genitori A.L.B.A. Le famiglie di questi bambini usufruiscono di un supporto psicoeducativo presso la NPI con supervisioni periodiche da parte di uno psicoterapeuta familiare esperto. Inoltre, le scuole frequentate dai bambini del progetto, usufruiscono della consulenza da parte di una psicopedagogista su aspetti didattici, educativi e di integrazione nel gruppo dei pari. Tali consulenze non escludono i periodici gruppi H che il servizio di NPI effettua per tutti i bambini disabili. Per specifiche situazioni sono previsti incontri ulteriori tra tutti gli operatori e in presenza della famiglia, con la finalità di affrontare per step le difficoltà espresse dal bambino. Per l'anno 2011-2012 il progetto si arricchisce di un intervento che consiste in piccoli gruppi di lavoro di ragazzi omogenei per età e con problematiche cliniche diverse, sebbene accomunati da una difficoltà nelle abilità sociali. Ci si prefigge quindi di promuovere lo sviluppo di capacità metacognitive sulla propria disabilità e di competenze di autonomia sociale, mediante gruppi di lavoro che si incontreranno 2 volte a settimana per 2 ore ogni volta e saranno coordinati da uno psicologo e da un terapista occupazionale, con la supervisione di uno psicoterapeuta esperto di dinamiche di gruppo. 3) Obiettivi qualitativi e quantitativi: per i bambini più piccoli, il principale obiettivo è quello di favorire l'integrazione tra gli operatori che interagiscono con il bambino nei vari ambiti di intervento (famiglia, scuola, riabilitazione). L'intervento è rivolto a 47 bambini, di cui 15 che usufruiscono dell'intervento educativo secondo ABA-VB e 32 che effettuano un trattamento educativo con metodo TEACCH presso la fondazione Paolo VIo. Per i ragazzi di età preadolescenziale l'obiettivo è favorire la socializzazione e lo sviluppo di capacità di autonomia. L'intervento è rivolto à. 10 ragazzi, divisi in due gruppi di lavoro per 4 ore settimanali per gruppo. L'intervento presso le scuole da parte della pedagogista è rivolto a tutti i soggetti presi in carico dal progetto. La fase valutativa presso l'V.O. di NPI è rivolta ai bambini che afferiscono al nostro Servizio in prima osservazione e necessita di n. 3 ore settimanali.

4) Cronogramma

delle azioni:

·la prima fase prevede la presentazione del progetto alle famiglie ed agli operatori scolastici. .La seconda fase prevede l'attivazione dell'intervento educativo per i bambini più piccoli, dell'intervento psicoeducativo con le famiglie e dei gruppi di lavoro per gli adolescenti. In questa fase sono previste anche supervisioni mensili, sUtutti e tre gli ambiti di intervento . .La terza fase, infine, prevede la rivalutazione di bambini e ragazzi e la verifica degli obiettivi mediante test standardizzati.

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5) Indicatori: gli indicatori utilizzati sono:
·ADOS, PEP-3, CBCL, Vineland per la valutazione del comportamento adattivo del bambino e della gravità dél quadro autistico; ·WISC III e Prove Mt e AC-MT: per la valutazione del funzionamento intellettivo e scolastico del bambino; ·LTPc, PSI: per la valutazione delle competenze genitoriali e per il monitoraggio del trattamento psicoeducativo della famiglia.

6) Quadroeconomico
Il progetto è destinato a 51 bambini residenti nel territorio AUSL di Pescara afferenti al servizio di Neuropsichiatria Infantile territoriale di Pescara e individuati dallo stesso servizio, secondo criteri di età (precedenza per i bambini più piccoli) e caratteristiche cliniche ed a un gruppo adolescenti di 10 ragazzI. Ad ogni bambino viene garantito un trattamento educativo/abilitativo per 46 settimane all'anno. La definizione analitica della destinazione della somme assegnata al D.S.M. per l'anno 2011 pari ad € 350.000,00 viene formalizzata come di seguito specificato:

·Borse lavoro ( € 5.000,00) metodo ABA per 15 bambini per 47 settimane l'anno ·Borse lavoro (€ 4.500,00) metodo TEACCH per 32 bambini per 47 settimane l'anno

€ 75.000,00

€ 144.000,00

·Borse lavoro gruppo adolescenti per 10 ragazzi per 46 settimane l'anno ·Supervisioni: ·Lavoro con i genitori:

€ 13.000,00 € 25.000,00

Psicoterapeuta per 20 ore settimanali Psicologo Clinico per 14 ore settimanali ·Lavoro con la scuola: Pedagogista per 10 ore settimanali ·Lavoro di valutazione: terapista della neuropsicomotricità per 6 ore settimanali · Lavoro di coordinamento: NPI per 6 ore settimanali ·Costi gestionali

€ 20.000,00 € 11.000,00 € 9.000,00 € 6.000,00 € 12.000,00 € 35.000,00

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