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LEPORE LEZIONE 1

I piani che dividono il nostro corpo sono 3:

 Sagittale mediano: divide il corpo in 2 metà simmetriche


 Frontale (coronale): perpendicolare al precedente, parallelo alla fronte, divide il nostro corpo in
una porzione anteriore e una posteriore
 Orizzontale (assiale o trasversario): perpendicolare ai 2 piani precedenti

Non si parla più di TAC (tomografia assiale computerizzata) ma di Tomografia Computerizzata perché la TAC
creava ricostruzioni del corpo solo su piani assiali, mentre ora lo studio principale viene fatto sul piano
assiale ma vengono fatte delle ricostruzioni anche negli altri piani.

Oltre a questi piani fondamentali esistono dei piani che sono paralleli ad essi che sono:

 I piani sagittali paramediani: paralleli rispetto al piano sagittale mediano, e che sono costituiti
(ognuno di essi) da 2 facce: mediale (faccia che “guarda” verso il piano sagittale mediano) e laterale
(faccia che “guarda” dal lato opposto). I termini “mediale” e “laterale” sono importanti per definire
la posizione di una parte del corpo rispetto ad un’altra (lo zigomo si trova lateralmente al naso, la
clavicola si trova medialmente rispetto alla spalla).

Per l’articolazione della spalla che non è posta su un piano coronale, ma è posta su un piano obliquo
inclinato di 30° rispetto al piano frontale; questo piano si chiama “Piano Scapolare” che si utilizza per
studiare tutti gli elementi della spalla (es. il movimento di abduzione della spalla dal punto di vista clinico
prevede il parallelismo del braccio rispetto al piano scapolare e non a quello sagittale).

La conoscenza di questi piani è necessaria sia per comunicare con altri operatori sanitari, sia per
interpretare ciò che scrive il radiologo.

Mentre con la TAC si ha una visione maggiore dell’osso rispetto alle altre componenti di un’articolazione,
con la risonanza magnetica si riesce ad ottenere una visione molto particolareggiata di tutte le componenti
(ossa, muscoli, cartilagine, tendini).

I termini di posizione sono utilizzati rispetto a i tre assi principali:

 Asse trasversale: sul quale avvengono i movimenti di flessione ed estensione


 Asse antero-posteriore: sul quale avvengono movimenti di abduzione e adduzione (quando si parla
del tronco non si parla di adduzione e abduzione ma di flessione laterale dx. o sx.
 Asse verticale: sul quale avvengono movimenti di rotazione (esterna: quando il segmento si
avvicina al piano frontale; interna: quando il segmento si avvicina al piano sagittale) (per il tronco
non è “rotazione” ma “torsione”)

Oltre a questi movimenti principali ci sono altri tipi di movimenti detti “combinati” che non avvengono solo
su un asse e su di un piano ma sono movimenti che hanno assi e piani variabili a seconda delle diverse fasi
del movimento
LE OSSA

Classificate a seconda della loro forma (classificazione morfologica):

 Lunghe: quando c’è la prevalenza di un diametro sugli altri 2


 Piatte: 2 diametri sono prevalenti sul terzo
 Brevi: quando i diametri sono pressoché uguali

OSSA LUNGHE

Hanno un corpo allungato tubulare (nelle ossa lunghe la diafisi è assimilata ad un tubo). Il fatto che le diafisi
siano tubulari è molto importante perché è per questo motivo che si sono trovati i modi di stimolare
un’osteosintesi adeguata per riparare una frattura diafisaria:

 L’inchiodamento endomidollare: si arma il tubo diafisario con un tubo metallico più piccolo in modo
che le forze di compressione che agiscono sull’osso stimolano la formazione di callo osseo in modo
omogeneo perché vengono distribuite in maniera concentrica.
 Placche con viti.
 Fissatori esterni: sistema che blocca tramite delle fish poste a monte e a valle della diafisi (sopra e
sotto la frattura) e tramite una barra esterna che collega le fish si porta a compressione la frattura
stimolando la generazione di callo osseo; questo metodo è meno efficace rispetto
all’inchiodamento endomidollare poiché la barra esterna rende minori le forze che vanno sul
focolaio di frattura. Il fissatore esterno viene applicato quando ci sono fratture esposte perché
bisogna cercare di inserire il meno possibile materiali estranei in una zona a rischio di infezione;
quindi il fissatore esterno viene utilizzato prevalentemente come strumento temporaneo che dovrà
essere sostituito quando è passato il rischio dell’infezione.

La cavità interna della diafisi dell’osso lungo è chiamata “Canale Midollare” poiché contiene midollo osseo

Le due estremità terminali vengono chiamate epifisi (prossimale e distale a seconda della vicinanza al piano
trasversale).

Le ossa lunghe sono costituite da un’organizzazione variegata del tessuto osseo: la diafisi è costituita
prevalentemente da tessuto osseo corticale che ha delle caratteristiche biomeccaniche che offrono una
grossa resistenza alle sollecitazioni, le epifisi e il canale midollare sono costituiti da un tessuto osseo che ha
un’organizzazione trabecolare detto “spugnoso”.

LE OSSA PIATTE

Sono costituite da 2 lamine periferiche di tessuto osseo corticale tra le quali è interposto un sottile strato di
tessuto osseo spugnoso.

LE OSSA BREVI

Blocchetti di forme variabili che hanno una massa centrale di tessuto osseo spugnoso circondato da uno
strato sottile di tessuto osseo corticale.
Le ossa possono essere pari (e si troveranno sia nella porzione destra che in quella sinistra del corpo) o
impari (e si troveranno nella porzione mediana).