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TRIBUNALE DI ALESSANDRIA

ILL.MO GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI


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OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Proc. n. 4536/11 5398/13
***
LINO BALZA, nato ad Alessandria il 2 marzo 1948, residente in Alessandria in
Via Dante n. 86, in qualit di parte offesa nel procedimento penale in epigrafe,
anche in qualit di rappresentante di Medicina Democratica Movimento di Lotta
per la Salute, con esposto in 90 pagine del 17/12/2007 e successivi supplementi e
integrazioni (compreso cd-rom),
propone opposizione ex art. 410 alla richiesta di archiviazione avanzata dal
Pubblico Ministero dott. Giancarlo Vona, notificata in data 19/1/15 presso la Casa
Comunale di Alessandria, in quanto infondata. Richiesta darchiviazione ex art.
408 c.p.p. in merito al procedimento penale nei confronti di FABBIO
PIERCARLO nato il 27/4/1955 a Alessandria residente in Via Canina n 4
Alessandria per ipotesi di reato commesse in data 2007 e permanenti sino al 2012
in Alessandria.
Tale richiesta appare infondata anche alla lettura della perizia (Alberto Maffiotti e
Laura Erbetta, 2 dicembre 2014) ordinata dal Giudice per le Indagini preliminari
Enrica Bertolotto il 19 febbraio 2014.
La prima parte del quesito occupa sei capitoli delle conclusioni dei Periti
impropriamente riassunte dal P.M. In realt i Periti confermano linquinamento
atmosferico in Alessandria nel periodo 2007-2014, cio i superamenti ripetuti dei
limiti annuali/giornalieri di PM10 e PM2,5 e dei livelli estivi di ozono. Ci
malgrado le anomalie statistiche (piovosit) di due anni (2010 e 2013) che non
possono essere considerate per valutare gli andamenti del periodo. Infatti il limite
di legge giornaliero di 50 microgrammi/m3 da non superare per pi di 35 volte
lanno ampiamente superato in entrambe le stazioni Alessandria Volta e
Alessandria dAnnunzio. Questi ripetuti picchi sono nefasti per la salute. Le
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stesse medie evidenziano linfluenza del traffico elevato (stazione dAnnunzio)


sul fondo urbano (stazione Volta). Tali conclusioni valgono tanto per le polveri
sottili PM10 PM2,5 che per il biossido di azoto. Aggiungiamo nel cocktail
benzene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli (piombo, cadmio,
arsenico, nichel): che non sono assenti, semmai in diminuzione ma sempre
sommamente micidiali per la salute di chi vive in citt. In estate aggiungiamo
anche lozono al vaso gi traboccato dei veleni.
Dunque tutti gli anni sono stati negativi intesi come disastrosa violazione dei limiti
di legge. Tutti. Compresi il 2010 e il 2013 (anomalie statistiche) che sono stati
meno negativi. Per il P.M., con curiosa inversione logica, gli anni 2010 e 2013
risultano essere gli anni pi positivi in una tendenza generale -che Egli vede- di
miglioramento. Ma quale miglioramento? Nel cocktail i limiti di legge sono
violati come e pi di prima. La popolazione si ammala e muore pi di prima: veda
il P.M. i dati epidemiologici. Il P.M. afferma che Lefficacia dellazione della
Giunta Fabbio non pu che essere equiparata a quella della Giunta Rossa. Vero?
Non vero? Non so di quali dati sia in possesso il P.M. che avvalorino tale
affermazione. Se fosse vera, inquisisca anche la sindaco Rossa! Non una
giustificazione. Un reato se commesso da pi persone non cessa di essere reato. Se,
per ipotesi, Fabbio e Rossa fossero addirittura in compagnia della maggioranza dei
sindaci: forse una giustificazione di legge? I sindaci (e sono tanti in classifica di
Legambiente) che hanno preso provvedimenti ecosanitari avrebbero fatto
semplicemente il proprio dovere o andrebbero commemorati benefattori
dellumanit?
Il P.M. afferma che Contrariamente a quanto ritenuto da altre Procure della
Repubblica, il delitto di cui allart. 328 c.p. non si attaglia al caso in esame. Il
P.M. attribuisce agli amministratori comunali la titolarit di una competenza
esclusiva e insindacabile in materia (di inquinamento e salute n.d.r.) non
potendo il giudice penale entrare nel merito dellesercizio della discrezionalit
amministrativa. Il P.M. sostiene infondatamente che loperato dei singoli
amministratori sarebbe insindacabile e discrezionale, indifferente se sia rivolto ad
evolvere in senso migliorativo o peggiorativo il rispetto della qualit dellaria e
conseguentemente della salute. Insomma sarebbe indifferente ad es. instaurare o
meno unestesa isola ciclo-pedonale (provvedimento invece adottato da molte
amministrazioni per tutelare proprio la salute dei cittadini). Chi scrive non in
grado di disquisire in punta di diritto. Per gli risulta che con decreto 2 aprile 2002
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il nostro Paese ha recepito la direttiva UE in materia di concentrazioni che


illegalmente superano i valori limite. Dunque non capisce come e perch lart.328
dovrebbe gravare come imputazione Esclusivamente sullo Stato italiano e al pi
sulle Regioni. Mentre per le Amministrazioni comunali sarebbe solo
Teoricamente ipotizzabile perch il giudice penale non pu entrare nel merito
dellesercizio delle discrezionalit amministrative. Discrezionalit? Il sindaco
Fabbio non ha impedito, o cercato di impedire, anzi ha aggravato, in qualit di
garante della salute dei cittadini (art. 40, comma 2 c.p.), le emissioni inquinanti
dovute al traffico veicolare superiori alle soglie stabilite dalle normative
comunitarie nazionali regionali. Le quali emissioni hanno provocato gravi danni
alle persone. Il sindaco Fabbio non gode di alcuna discrezionalit a danneggiare la
salute altrui. Anzi, avrebbe dovuto esaminare costantemente il referto
epidemiologico di Alessandria.
Orbene, quali sono gli atti dovuti omessi dal sindaco Fabbio? Siamo ovviamente
il linea con i Periti che affermano pi volte e pi volte che Il traffico ovunque il
maggior contribuente allinquinamento atmosferico in ambito urbano e dunque le
strategie devono primariamente concentrarsi su questo. Dunque concordiamo
con le azioni di intervento da loro sollecitate (quelle omesse da Fabbio):
1) Creazione di Zone a traffico limitato.
2) Miglioramento dellofferta di trasporto pubblico.
3) Realizzazione di piste ciclabili e promozione delluso della bicicletta.
4) Fluidificazione del traffico e mobility management.
5) Abbassamento dei limiti di velocit.
6) Investimenti tecnologici per ridurre le emissioni dei trasporti pubblici.
A questo riguardo, prima di arrendersi al fatalismo assolutorio di questa Societ (lo
scaricabarile dellinquinamento urbano su quello agricolo, da questo a quello
industriale, da questo al tabagismo, ai cambiamenti climatici, allinquinamento
globale, cosmico, tutto e tutti colpevoli nessun colpevole, sono tutti ladri e corrotti,
non cambia niente, non serve a niente denunciare e condannare) lo stesso
Pubblico Ministero si produce contro Fabbio in una implacabile requisitoria sulla
situazione di sicura emergenza rappresentata dallinquinamento atmosferico e
lindubbia inadeguatezza delle scelte dellamministrazione in materia di
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contenimento dellemissioni nocive. Scrive il P.M. che tale amministrazione


dellex sindaco Fabbio si caratterizzava infatti per avere, sin dal suo
insediamento apertamente svalutato le politiche di limitazione del traffico
veicolare, tanto da revocare, riducendone la portata le misure di contenimento in
forma stabile e continuativa dellemissioni inquinanti da traffico veicolare
mediante una parziale riapertura del traffico del centro-citt. Tale impostazione
aveva peraltro dovuto scontrarsi con una politica europea, nazionale regionale
tuttimprontata alla progressiva limitazione del traffico urbano, originando scelte
nellamministrazione a dir poco incoerenti, quale quella di garantire-in ossequio
alle direttive regionali- la copertura del 20% delle strade dei centri abitati
assoggettati a limitazioni totali (zone pedonali) o parziali del traffico (zone a
traffico limitato) individuando strade esterne al perimetro della citt, in zone
periferiche o addirittura ad uso prevalente se non esclusivo dei residenti (per i
quali la circolazione era comunque consentita), misura evidentemente del tutto
inefficace rispetto allo scopo perseguito. Nellapprofondire tale tematica, si
apprendeva (attraverso lacquisizione di documenti e lassunzione di siti) che il
Comune, nel tentativo di non scontentare i titolari di esercizi commerciali in aree
periferiche aveva addirittura incaricato la societ Systematica s.p.a. di
verificare strada per strada la presenza di eventuali punti commerciali, in modo
da escludere tutte le vie ove vi fosse la presenza di negozi e da rendere cos,
evidentemente, del tutto inutili le restrizioni del traffico. Inoltre, il Comune di
Alessandria nonostante la concessione di numerose proroghe da parte della
Provincia e dopo vari ripensamenti, non aderiva (sostanzialmente lunico dei
comuni della Provincia a compiere tale scelta) al programma di assegnazione di
contributi regionali per la realizzazione dellestensione delle zone di limitazione
totale o parziale del traffico in attuazione dello stralcio di piano per la mobilit,
rinunciando cos ai relativi incentivi. Ancora, alla Giunta alessandrina poteva
imputarsi di non aver assunto misure in grado di addivenire, immediatamente o
quantomeno progressivamente, alla chiusura del traffico, totale o parziale, del
perimetro centrale della citt di Alessandria (misure che necessariamente
presuppongono una chiusura al traffico del centro cittadino), di aver ritardato
oltre il dicembre 2010 limposizione del divieto di circolazione ai residenti nelle
zone a traffico limitato per i veicoli non EURO3 con aggiunta per i DIESEL
dellobbligo di dotazione dei sistemi di contenimenti del particolato.

La conclusione di questa implacabile requisitoria del P.M. sorprende chiunque:


quelli di Fabbio sono errori. Errori anche macroscopici e censurabili in tale
senso da parte delle amministrazioni locali non hanno rilievo penale. Imputabile
sono solo lo Stato italiano, al pi le Regioni. Accidenti, non si tratta di errori
anche macroscopici e censurabili bens di rifiuto-omissioni di atti di ufficio
rilevanti per la salute della popolazione, dunque di reati continuati.
Prevale il fatalismo assolutorio, vere e proprie ammissioni di impotenza anche di
chi chiamato a far rispettare la legge. Di conseguenza prevale la convinzione di
impunit da parte di chi eletto e pagato per tutelare la salute, la salute prima di
tutto, prima delle buche sullasfalto e dei ponti faraonici. Ogni sindaco pu quindi
nascondersi dietro il predecessore. Asti, Pavia, Vercelli, Novara, di cui i Periti non
sono riusciti a raccogliere un minimo di informazioni specifiche che documentino
se quanto come quando stato ridotto il traffico (a parte la stupidaggine della
pavimentazione assorbente polveri sottili), queste citt, di cui i Periti non sono
riusciti a disporre di elementi di paragone oggettivi, portano gli sconsolati Periti a
concludere: Questo sembrerebbe indicare che n Alessandria, n gli altri
capoluoghi abbiano adottato misure in grado di incidere in maniera tangibile ed
evidente sulla qualit dellaria. Dunque li assolviamo tutti i sindaci? Diamo la
colpa alla pianura padana? Nella pianura padana ci sono invece citt in vetta alle
classifiche di Legambiente, a Ferrara si circola in bicicletta, a Bergamo si respira
grazie ai sindaci, eccetera. Restando nelle vicinanze, in provincia Acqui Terme e
gli altri centri zona non sono nei termini di Alessandria, i Periti saggiamente sono
andati ad abitare a Vignale Monferrato. Restando ad Alessandria: smettiamo di
parlare della citt come di un territorio omogeneo dal punto di vista
dellinquinamento. Il centro cittadino ben diverso dai sobborghi. Che paragone
c tra il Centro e Valmadonna o Valle San Bartolomeo? A Spinetta Marengo cosa
pu incidere lo smog automobilistico in un contesto di disastro industriale?
Alessandria stessa suddivisa in quartieri, ed sugli abitanti del quartiere Centro
che si scarica la concentrazione dellinquinamento veicolare. Esaminiamo i dati
epidemiologici disaggregati che riguardano gli abitanti del Centro, in particolare
dei soggetti pi deboli, bambini e vecchi. Il P.M. provveda a farsi consegnare il
referto epidemiologico di Alessandria.
Dunque li assolviamo tutti i sindaci? Diamo la colpa alla pianura padana? No,
rispondono i Periti: esistono azioni di risanamento ambientale su scala locale,
come quelli di intervento sulla mobilit urbana, che possono avere anche effetti
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immediati su corto raggio, a livello di quartiere ad esempio. Ad esempio, via


Dante: un corridoio a gas, con i tubi di scappamento ad altezza di carrozzine. La
giunta Scagni laveva chiusa al traffico, la giunta Fabbio lha riaperta. La giunta
Rossa sta studiando di chiuderla, studiando ovvero sottoponendosi alla lobby
miope dei commercianti che ottusamente (i negozi stanno chiudendo uno dietro
laltro) si sono sempre opposti allisola pedonale. Se si chiude via Dante, il traffico
si concentrerebbe su altre strade, sostiene il P.M. Niente affatto. Se insieme a via
Dante la sindaco adotta lisola pedonale alle vie limitrofe. Il centro della citt,
piazza della Libert, comodamente raggiungibile a piedi, in bicicletta, con i
mezzi pubblici elettrici, le navette. Non c bisogno dellauto per andare alle Poste
o allAnagrafe o alla gelateria. Bens, nellambito di un adeguato piano di mobilit
urbana, dentro una vasta isola pedonale interna agli spalti, piazza della Libert con
le bancarelle fra gli alberi non utopia. E salute. Come hanno sempre rivendicato
le associazioni ambientaliste e dei consumatori, come hanno realizzato quelle citt
che non stanno in fondo alle annuali classifiche di Legambiente, come hanno
provveduto quei sindaci sospinti dal timore della Giustizia e/o dalla propria
coscienza.
Gli interventi omessi dal sindaco Fabbio erano dunque possibili. I Periti, dopo
averli elencati, infatti concludono con affermazioni ovvie: Per ottenere un effetto
sensibile e misurabile a livello comunale del miglioramento della qualit dellaria,
nellottica del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente, occorrerebbe
sommare una molteplicit di interventi su scala locale e poi valutarne lefficacia.
Ovvero la semplice limitazione del traffico (che peraltro Fabbio ha omesso, N.d.A.)
senza un piano articolato della mobilit urbana che tenga conto dellaspetto
ambientale (che Fabbio ha omesso, N.d.A.), e comunque senza interventi su altre
fonti emissive (che peraltro Fabbio ha omesso, N.d.A.), non si ritiene possibile, dal
punto di vista della riduzione della quantit di inquinanti attualmente presenti in
atmosfera, osservare significative variazioni. I Periti espongono studi che mettono
a confronto le politiche di risanamento della qualit dellaria in ambito urbano, in
particolare settore commerciale e residenziale, di alcune citt europee (con
dimensioni e problematiche ben pi massicce di Alessandria), tra cui Milano, e la
loro efficacia. Ebbene insistono a concludere che Due aspetti fondamentali che
emergono dagli studi sono anzitutto che il traffico ovunque il maggior
contribuente allinquinamento atmosferico in ambito urbano e dunque le strategie
devono primariamente concentrarsi su questo La conclusione del P.M. invece
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disarmante: Pertanto, si deve ribadire che non appare possibile contestare allex
sindaco di Alessandria linosservanza di obblighi che avrebbero dovuto e potuto
(sic) essere assolti nellarco della durata della sua amministrazione: interventi
quali la chiusura al traffico del centro cittadino o del 20% delle strade urbane non
avrebbero pacificamente condotto ad un effettivo miglioramento dellaria in tutto il
Comune di Alessandria. In tutto il Comune magari no, a Spinetta Marengo
arduo, ma nel Centro cittadino senzaltro s, per decine di migliaia di cittadini
senzaltro s. A Spinetta Marengo sono stati aperti procedimenti penali nei
confronti della Solvay: non che la si assolve perch, prima, bisogna risolvere
linquinamento urbano. N viceversa. Ognuno faccia la sua parte. Altrimenti tutto
uno scaricabarile sulla pelle delle popolazioni.
E lasci il P.M. stare il bacino padano che complessivamente unarea
particolarmente critica ma non omogenea, ma, come gi evidenziato, con
differenze abissali tra pianure e campagne e colline, e tra le citt della pianura: cio
tra gli obblighi di legge assunti o omessi dai sindaci. E anche la CEE: non ci sono
deroghe sul valore limite giornaliero (50 microgrammi//m3 e annuale (35 giorni)
per archiviare lart. 328 c.p.!
E profondamente errato lassunto del P.M. che Si esclude sul piano scientifico un
nesso di causalit tra interventi dellamministrazione e la qualit dellaria.
Dunque della salute. Infatti lo studio dello IARC, Centro Internazionale di Ricerca
sul Cancro, di Lione, la pi autorevole Agenzia specializzata dellOrganizzazione
Mondiale della Sanit (OMS), ha stabilito che lo smog fa parte del gruppo 1
della lista degli agenti cancerogeni pi pericolosi per luomo. Conferma dunque,
come provati, gli effetti deleteri sulla salute causati dallinquinamento atmosferico
responsabile del cancro in particolare ai polmoni e alla vescica, oltre alle allergie,
patologie respiratorie, problemi cardiaci, ipertensione eccetera. Classificare
linquinamento atmosferico come cancerogeno, conferma lo IARC, dimostra che
sono per le Amministrazioni obbligati in quanto esistono i mezzi efficaci, cio
le politiche attive, per ridurre questinquinamento e tutelate la salute. Annoveriamo
anche gli alessandrini fra le 223.000 vittime del cancro ai polmoni provocato dallo
smog (soprattutto bambini e anziani, come evidenzia lo studio sulla rivista
britannica The Lancet). Dal lontano 1972 le monografie scientifiche dello IARC
orientano quelle che dovrebbero essere le scelte politiche e ambientali delle
Amministrazioni, e proprio le emissioni degli autoveicoli sono le principali

accusate: di incidere almeno per il 50% sulle patologie derivanti dallinquinamento


dellaria.
Oltre ai danni sanitari, si conta che linquinamento dellaria (PM10, PM 2,5,
Ozono,

Monossido

di

carbonio,

Biossido

di

azoto,

Nichel,

Benzene,

Benzo[a]pirene eccetera) causi danni economici enormi alla collettivit (tra i 50 e


i 151 miliardi di Euro in Italia allanno). Come emerge dai dati del Rapporto 2013
sulla Qualit dellAria in Europa pubblicato dallAgenzia Europea per lAmbiente
(EEA).
Il Rapporto dellEEA ricorda che le evidenze scientifiche dimostrano la gravit
dellimpatto sanitario a livelli anche molto inferiori a quelli normativamente
previsti e traccia una classifica sconsolante per Alessandria che si ritrova sempre
fanalino di coda. A questi dati si aggiungono quelli che indicano, validi anche per
Alessandria, il conseguente costo sanitario legato allinquinamento dellaria (in
Italia si attesta fra 50 e 151 miliardi di Euro annui e 65.000 morti premature ogni
anno). I dati del Rapporto EEA sono infatti confermati da quelli pi recenti che
vedono le popolazioni che risiedono nelle aree urbane italiane, esposte ad
inaccettabili livelli di inquinanti dellaria.
Nellesposto avevamo appunto documentato come le centraline di Alessandria
abbiano continuativamente misurato il superamento dei limiti di legge per il PM10,
biossido di azoto, ozono eccetera. Unampia porzione della popolazione
alessandrina, per responsabilit penale delle Amministrazioni, dunque esposta a
un letale areosol che interferisce con lo sviluppo del feto, riduce lo sviluppo dei
polmoni dei bambini, causa linsorgenza di tumori al polmone e aumenta
lincidenza di morte cardiovascolare e respiratoria, nonch danni nervosi e
cognitivi per i nuovi nati.
Ripetiamo. E profondamente errato lassunto del P.M. che Si esclude sul piano
scientifico un nesso di causalit tra interventi dellamministrazione e la qualit
dellaria.

Dunque della salute. I Periti danno ben altro valore alle indagini

scientifiche anche da loro citate che il P.M. invece snobba come Caratteristiche
dellambito accademico o di istituti specializzati. E noi con loro, ancor prima
dellesposto del 17/12/2007. Infatti nel presente procedimento penale sono
documentati

gli effetti sulla salute dell'inquinamento atmosferico per traffico

urbano da polveri sospese, precursori di particolato secondario quali ossidi di azoto


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e composti organici volatili eccetera, sono dimostrati con elevato rigore scientifico
da un gran numero di studiosi di molti Paesi (OMS, APAT ecc.), compreso il
nostro; e che tutte le indagini testimoniano di un effetto certo delle particelle fini su
morbilit e mortalit (effetti cardiovascolari, angina, infarto, recidive di infarto,
cancro, bronchiti, asma, danni genetici, ecc.) con morti premature e malattie
croniche ed acute; con diminuzione dell'attesa di vita e della capacit produttiva;
ed infine con ricadute per perdite di giorni di lavoro e sui sistemi sanitari in
termini di costi di migliaia di ricoveri ospedalieri.
Sono documentati gli studi statistici che stimano le morti e le malattie dovute a
PM10, biossido di azoto N02, ossido di carbonio CO, anidride solforosa S02,
ozono 03 eccetera, evidenziando cos le implicazioni di possibili e auspicabili
politiche di riduzione del traffico che assicurino alle citt aria di qualit.
Dai dati emerge che, se anche in Alessandria il limite previsto dall'Unione Europea
(Direttiva UE 1999/30/CE, Direttiva UE 2002/3/CE) fosse gi stato rispettato, si
sarebbero potuti risparmiare tutti i morti in eccesso da PM10 e due terzi dei morti
da N02.
Sono documentati nella citt di Alessandria i dati rilevati ARPA sulla qualit
dell'aria riguardo alle concentrazioni di Polveri Sottili PM10 mg/m3 emesse dal
trasporto urbano, che di gran lunga superavano (e superano) illegalmente i valori
limite consentiti dalle direttive UE in materia, recepite nel nostro paese con decreto
2 aprile 2022 n. 60, sia per quanto riguarda il valore limite giornaliero (50 mg/m3)
sia per quello annuale (35 giorni).
In conclusione, il sindaco di Alessandria aveva il potere dunque il dovere di
intervenire con ordinanze di necessit e urgenza per la tutela della salute pubblica e
della salute personale, garantite dalla Costituzione come da precise norme di legge.
Visto lArt. 50, T unico enti locali, n. 267/2000; visto il d.lgs. l52/2006 agli articoli
271 e seguenti; visto l'Art. 40 del codice penale - Rapporto di causalit - Non
impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a
cagionarlo; visto l'Art. 674 del codice penale: Getto pericoloso di cose. Chiunque
getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o
di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei
casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a
cagionare tali effetti; visto lArt. 328 - Rifiuto di atti di ufficio. Omissione; ovvero
non aver ottemperato alla normativa vigente e in specifico al terzo comma
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dell'articolo 7 del Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 351 compresa la


sospensione di tutte le attivit che contribuiscono al superamento dei valori limite e
delle soglie di allarme; compreso non aver ottemperato alle disposizioni di cui
all'articolo 11 Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 351. Informazione al pubblico;
visto l'Art. 81 del codice penale - Concorso formale. Reato continuato (punito con
la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione pi grave aumentata fino al triplo
chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero
commette pi violazioni della medesima disposizione di legge; alla stessa pena
soggiace chi con pi azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno
criminoso, commette anche in tempi diversi pi violazioni della stessa o di diverse
disposizioni di legge. Confermiamo perci formale denuncia querela contro tutti i
responsabili perch si proceda nei Loro confronti.
Appare del tutto infondata la tesi del P.M. che sono imputabili solo Stato e
Regioni: Per le amministrazioni comunali viceversa non possibile stabilire
obblighi in senso stretto n di singoli atti dovuti, secondo i termini concettuali
delineati dallart. 328 c.p. se non con riferimento ai provvedimenti emergenziali
prescritti dai casi di allerta. Appare altres del tutto priva di fondamento
scientifico la dottrina ambientalista e sanitaria opinabilmente conclusa dal
P.M., in una lettura particolare delle consulenze tecniche, per la quale sarebbe
escluso su un piano scientifico un nesso di causalit tra interventi
dellamministrazione e la qualit dellaria; ci in quanto, salve ipotesi attualmente
solo purtroppo teoriche, interventi che riguardino una modesta porzione di
territorio molto raramente hanno effetti significativi in un contesto come quello
della Pianura Padana.
Insistiamo con forza presso il Giudice delle Indagini Preliminari nel sostenere che
il P.M., avendo escluso aprioristicamente lincidenza causale delloperato dellex
sindaco Fabbio nel rispetto delle norme che tutelano la qualit dellaria, non ha
preso in esame gli effetti sulla sanit pubblica e individuale e non ha proceduto di
conseguenza alle indagini epidemiologiche sulle quali aveva particolarmente
insistito il nostro esposto denuncia. In parole povere: avr pure un significato
(ambientale e penale) se le patologie mediche sono diverse fra due quartieri, o tra
un centro urbano e un suo sobborgo, o tra due centri urbani collocati nella stessa
area geografica, e ci per conseguenza degli atti compiuti dai rispettivi
amministratori.

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Nellopporci alla richiesta di archiviazione, infondata,


chiediamo alla luce degli elementi esposti e vista la potenziale
gravit del fatto contestato, di avviare le INDAGINI
COMPLETAMENTE

ASSENTI

NELLISTRUTTORIA

DEL P.M. Cio indagini epidemiologiche (morbilit e


mortalit) disaggregate sulla popolazione a rischio di
Alessandria, combinando i quattro fattori principali: dati
demografici, sanitari e ambientali ed evidenze scientifiche.

Alessandria, 21 gennaio 2015


Lino Balza

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