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Osservatorio Popolare della Val DAgri

COMUNICATO STAMPA

8 domande sul futuro della Val DAgri, terra di velENI


Dopo lincidente al COVA restano gli interrogativi sui rischi ambientali e sanitari. Le
comunit residenti inviano agli enti preposti una lista di domande su cui pretendono
riscontro: la Regione ha il dovere di risponderci

A poche settimane dalla riapertura del COVA di Viggiano, scattata a soli tre mesi dalla sospensione
delle attivit disposta dallautorit regionale a seguito dellincidente che ha portato allo sversamento di
400 tonnellate di greggio nei terreni adiacenti limpianto, lOsservatorio Popolare della Val dAgri ha
organizzato un incontro di discussione ed informazione aperto alla cittadinanza sulla situazione attuale
del territorio, sulle responsabilit dellaccaduto e sui rischi ambientali e sanitari che permangono.
Liniziativa, tenutasi il 2 agosto nel comune di Moliterno presso i locali della Biblioteca comunale, ha
posto sul tavolo alcune importanti questioni, sotto forma di quesiti diretti agli enti pubblici preposti alla
tutela del territori e della salute pubblica, sulle quali i cittadini hanno bisogno di risposte. Le
preoccupazioni della cittadinanza si concentrano in particolare sulla mancata osservanza di tutte le
misure cautelative necessarie a garantire la piena tutela dei diritti alla salute e alla salubrit
ambientale. Nello specifico, leggendo gli atti della Regione Basilicata riguardanti lincidente avvenuto
presso il COVA ed in particolare la delibera n.733 del 17 luglio scorso, riguardante la riapertura
dellimpianto, numerose sono le incongruenze e le contraddizioni riscontrabili nel testo.

LE OTTO DOMANDE

1. (IN)TEMPESTIVO INTERVENTO

Perch ci sono voluti BEN tre mesi per chiudere il COVA (mentre continuavano ad affluire barili e barili
di petrolio ogni giorno dai pozzi ai serbatoi bucati) e SOLO tre mesi (senza adeguata bonifica) per
riaprirlo?

2. RIAPERTURA ANTICIPATA

Come mai si deliberata la riapertura del COVA anche se a quantit di petrolio sversata di 400
tonnellate e al momento della riapertura (come si legge nella relazione di accompagnamento) sono
stati recuperate circa 290 tonnellate di prodotto contaminato soltanto? Da quale ente e in che modo
stato verificato tale dato?

3. QUESTIONE DI DIAMETRO
Se vero, come si legge nei documenti presentati dallENI, che il foro sul serbatoio era pari a 24 mm,
quanto tempo c voluto affinch ENI se ne accorgesse e ne desse notizie, calcolando che la perdita
complessiva dichiarata dallimpresa di 400 tonnellate?

4. MESSA IN SICUREZZA?

Come mai si deciso di riaprire il COVA a lavori non terminati, visto che linstallazione del doppio
fondo sui serbatoi di stoccaggio olio programmata entro il prossimo agosto 2017? E gli altri due
serbatoi saranno adeguati? Quando? Perch non immediatamente e contestualmente alla riparazione
e alladeguamento del serbatoio forato?

5. LE CONDOTTE SONO SICURE?

C certezza del fatto che siano solo i serbatoi a destare allarme oppure andrebbero controllate anche
le condotte dai pozzi al COVA e dal COVA a Taranto? Da quanto tempo non viene verificato lo stato
delle tubature?

6. INCIDENTE (IR)RILEVANTE

Perch non si sono attivate le procedure di sicurezza per gli incidenti rilevanti, nonostante sia fatta
menzione nella su citata delibera n.733 che il Ministero dellAmbiente ha comunicato che sussistono i
presupposti per considerare lemissione di idrocarburi riscontrata nello stabilimento quale incidente
rilevante?

7. BONIFICA INTEGRALE

Per la Regione Basilicata e per lENI le procedure di bonifica sono state effettuate con successo. Ma
tecnicamente possibile non solo drenare tutto il greggio disperso nellambiente ma addirittura
bonificare integralmente larea interessata in meno di tre mesi? Quali analisi specifiche sono state
condotte? Quali matrici ambientali sono state analizzate? Con quali risultati?

8. MAGISTRATURA

La magistratura avr avviato o no le dovute verifiche circa lesistenza di condotte dolose o colpose da
parte di ENI per lincidente e gli evidenti ritardi nellammetterlo?

Su queste domande lOsservatorio Popolare della Val DAgri chiede alla Regione Basilicata, agli
enti democratici di prossimit e agli altri enti di controllo immediate ed effettive risposte,
rendendosi disponibile a ogni possibile occasione di confronto.

OSSERVATORIO POPOLARE DELLA VAL D'AGRI

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