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La notizia di quelle bomba: la Francia - lo scrivono tutti i quotidiani borghesi italiani di gioved venti

luglio - ha deciso di prendersi una pausa di riflessione sulla nuova linea ad alta velocit/alta capacit
Torino-Lyon; questo significa che Emmanuel Macron ed i suoi tirapiedi sono perplessi circa i benefici
che la loro nazione potr trarre da questo insensato progetto.

La ministro dei trasporti, Elisabeth Borne, ha dichiarato al quotidiano ecologista Il presidente della
Repubblica ha annunciato che, dal momento che gli impegni che sono stati presi, e i bisogni essenziali
in termini di manutenzione e rigenerazione superano di dieci miliardi le entrate prevedibili in questa
fase, siamo obbligati a fare una pausa per riflettere sul modello di mobilit e dare priorit ai progetti; in
seguito andremo verso una legge di programmazione nella quale non saremo pi tra promesse non
finanziate: avremo anno per anno, con una visione su dieci anni e nel corso dei cinque anni del periodo
quinquennale, spese e ricette equilibrate.

Sembrerebbe una chiara ammissione di possibile se non probabile cancellazione dell'opera, ma i


sostenitori della devastazione ambientale - la Repubblica in testa - sostengono che le riserve
riguardano soltanto il tratto francese: non anche quello internazionale, che va da Susa a Saint Jean de
Maurienne, pensando cos di giustificare l'atteggiamento delle istituzioni italiane qualora queste
decidessero di proseguire i lavori nonostante questo.

Quando fu pensata, la nuova ferrovia fu giustificata, e ritenuta strategica, dal fatto che il tracciato
storico non era adatto a far passare i necessari collegamenti superveloci tra quella che fu la prima
capitale d'Italia e la citt transalpina capoluogo della regione dell'Auvergne-Rhne-Alpes; soltanto che,
per essere ritenuta imprescindibile, una qualunque cosa che coinvolga due soggetti deve essere vista
come tale da ambedue le parti: se una delle due si sfila, all'altra non resta che fare altrettanto.