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Il Cansiglio nuovamente in forte pericolo, purtroppo questo accade periodicamente

ed il nostro non un allarmismo infondato.


Trenta anni fa e per oltre 25 anni, il pericolo pi grosso stato il collegamento con
impianti per lo sci da discesa tra il Pian Cavallo ed il Cansiglio veneto : un primo
impianto avrebbe poi dato il via alla creazione del comprensorio Sciistico del Cavallo-
Cansiglio che avrebbe snaturato per sempre un paesaggio rimasto pressoch intatto per
millenni.
Ora invece il pericolo incombente la vendita delle propriet regionali, il cosiddetto
demanio, a cominciare dallex albergo San Marco e non dobbiamo farci ingannare dalla
apparente trascurabilit di questo evento: vero che il San Marco un rudere, anche
vero che la sua rimessa in funzione come struttura alberghiera potrebbe rivitalizzare un
po leconomia locale, ma a questa prima cessione al privato pi che ragionevole
sospettare che molte altre parti del Cansiglio verranno messe in vendita: il San Marco
venduto sarebbe la rottura di un principio, cio della inalienabilit del Cansiglio, che
dura da oltre 1000 anni. Ma non si tratta nemmeno di difendere un principio: col
Cansiglio interamente pubblico si pu sperare di andare avanti con una selvicoltura
sempre meno di sfruttamento economico e sempre pi naturalistica, si pu sperare che la
Foresta diventi unarea naturale protetta, ad esempio una Riserva Regionale, oppure che
sia accettata la sua designazione a Riserva della Biosfera Unisco, ma se vincer la
privatizzazione si parler solo di economia, di soldi, di sfruttamento a costo di qualsiasi
sacrificio ambientale, come ora sta avvenendo per le colline del Prosecco.
Ecco perch inizieremo il digiuno a catena da sabato 9 settembre ed ecco perch ci
ritroveremo nel maggior numero possibile domenica 17 settembre in Cansiglio, grazie
allaiuto degli amici di Radio Gamma 5, per tentare il salvataggio in extremis di questo
grande patrimonio storico e naturalistico, visto che proprio in settembre partir il quarto
ed ultimo bando per la vendita del San Marco che, in caso di assenza di acquirenti,
permetter alla regione di procedere a trattativa privata o addirittura alla cessione non
onerosa purch chi accetta la propriet si impegni a rimettere in piedi lalbergo
ristrutturandolo.
Noi non siamo daccordo, lo abbiamo sempre detto, piuttosto che vendere solo per avere
un albergo in pi, ma con un costo ambientale altissimo oltre che una perdita storica e
culturale, meglio demolire e fare sparire ogni traccia del rudere attuale e ricreare al suo
posto uno spazio verde.

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