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MARCO STEVANIN (Amministratore unico TERRA srl S.

. DONA DI PIAVE) CONSELICE, ASSEMBLEA POPOLARE - CASTA-NO MATRIX (26 febbraio 2014) Entrer nel tema del progetto. Innanzitutto vorrei dire che il problema che abbiamo in questo momento un problema di schizofrenia italiana perch siamo di fronte, questa sera, a un processo partecipativo, di comunicazione, di informazione per capire perch una regione abbia approvato un progetto di questo tipo. Non perch un privato si sia svegliato una mattina, sia diventato matto e abbia presentato un progetto folle. Si tratta di un progetto industriale. Io posso vedere la questione da tutte due le angolazioni, nel senso che circa un anno e mezzo fa un consulente di Officina dellambiente mi ha contattato tramite un amico chiedendomi cosa pensavo del progetto e del prodotto e quello che dico questa sera, che sembra che sia completamente dallaltra parte, esattamente quello che ho detto loro un anno e mezzo fa. E cio che in Italia, soprattutto su questi progetti, pi che un problema ambientale abbiamo un problema sanitario. Immagino che se questa sera siete qua non perch vorreste entrare nellazionariato di Officina dellambiente ma forse perch avete un po di preoccupazione su quello che respirate o mangiate, in un territorio che non il deserto dei Tartari ma gi molto stressato sotto il profilo ambientale e quindi anche sanitario. Questa regione, lEmilia-Romagna io sono veneto di origine ma vivo con la mia famiglia a Imola e mi rendo conto delle schizofrenie che ci sono - una regione ricca di inceneritori, 8-9, una regione che spende milioni di euro in progetti internazionali come Moniter, come Sentieri, che potete trovare in rete e fanno delle valutazioni anche molto attente su cos la problematica dellincenerimento, e dove ci sono operatori economici, con azionariato pubblico o privato, quotati in borsa, che cercano soluzioni per fare profitto. Una delle soluzione per fare profitto gestire nel miglior modo possibile, con le tecnologie che queste aziende hanno, i cosiddetti residui, gli scarti. E se uno scarto diventa un prodotto da posizionare nel mercato diventa una risorsa, passa da rifiuto a risorsa. Il problema capire se una risorsa solo economica, o se anche una risorsa ambientale e sanitaria, o se una risorsa economica che diventa una minaccia ambientale sanitaria e, quindi, profitti per pochi e danni per molti. Questo il concetto fondamentale che dobbiamo approfondire. Ci siamo visti con alcuni consulenti e io ho fatto una proposta scritta nero su bianco, dicendo che per questo tipo di impianti era necessario fare prima una valutazione dei rischi. Se non c rischio bene, se c rischio bisogna fare una valutazione di impatto sanitario. E una valutazione che non fanno gli ingegneri della nostra societ ma che fanno enti come il CNR, le strutture sanitarie etc., che secondo me essenziale, come contenuto minimo da presentare con un progetto di questo tipo, con un processo partecipativo fatto in un certo modo. Non vero che non si deve fare un processo partecipativo: obbligatorio per progetti che sono sottoposti a valutazione di impatto ambientale. E poi fare anche degli studi fatti bene. Io mi sono analizzato il progetto, ho qui anche una bozza di relazione: non solo non esiste la valutazione di impatto sanitario, non ci sono nemmeno i contenuti minimi sulla via; questo progetto ha dati scarsi per poterlo giudicare! (come diceva Einaudi, per giudicare bisogna conoscere). Qui non si conosce il progetto fino in fondo, mancano un sacco di cose che non vi elenco ma che saranno fatte valere in sede di ricorso. Quindi non un progetto che nasce da unindustriale pazzoide, un progetto assolutamente allinterno di un programma industriale: la Regione Emilia-Romagna ha un sacco di ceneri; questa una tecnologia a freddo, non c combustione, e non si tratta solo di scorie da incenerimento. Qui si sta parlando di codici specifici CER (Catalogo Europeo Rifiuti), su un quantitativo di 62.000 tonnellate circa di rifiuti speciali pericolosi e poi di rifiuti non pericolosi per la quantit che serva ad arrivare a 150.000 tonnellate lanno. Cosa diciamo in termini generali, dopo aver ascoltato i comitati sui rifiuti: prima di tutto abbiamo la materia prima per gestire queste aziende? Si, qui in Emilia-Romagna, c. Forse in Veneto no: sei mesi fa un inceneritore stato chiuso e quello che si voleva fare di Ca del Bue forse non si far.

Che cosa dice lEuropa? Da poco uscita la nuova direttiva europea sulla questione dellimpatto ambientale. Labbiamo scritto con alcuni colleghi per un europarlamentare italiano, lon Zanoni, capo relatore della legge nella quale stato inserito un tema fondamentale che la prima voce di spesa di questo paese, e cio la salute. Noi spendiamo, lo Stato Italiano spende, l80% del suo bilancio per curare le persone che si ammalano, e sono sempre di pi. Andate a vedere lo studio Moniter sugli inceneritori dellEmilia-Romagna ed abbastanza palese come lesposizione, cio quello che mangiamo e quello che respiriamo, in crescita e quindi dobbiamo avere una grandissima attenzione sulla salute. Non possibile che una regione come questa approvi un progetto di questo tipo, con una tale la carenza di contenuti minimi. O ci sono delle lobbies fortissime, oppure non possibile approvare progetti simili (applausi). Qui abbiamo circa 28 bilici al giorno che trasportano questi rifiuti, pericolosi o non pericolosi, e non ci sono nemmeno le indicazioni che si devono fare quando si costruisce un piccolo impiantino a biogas: da dove vengono i mezzi, come si muovono, quali possono essere gli incidenti. E poi da l a scendere su tutte le problematiche: manca lopzione zero. Sto parlando di leggi che in un tavolo di trattative devono essere fatte rispettare. Io quando lavoravo al Ministero richiedevo assolutamente questo tipo di considerazioni, anche perch poi in sede di ricorso queste cose qui pesano. Ci sono mancanze sostanziali nel progetto, come la totale assenza della valutazione degli impatti ambientali di tipo cumulativo. Cio come se calassimo questo progetto nel vuoto cosmico, come se non ci fosse nulla attorno, senza tener conto dellattuale esposizione di questi paesi. Attenzione, questo un progetto regionale, non di Conselice; le sue strategie sono regionali, infatti assorbe ceneri, non solo quelle degli inceneritori. Se voi prendete i codici CER dei materiali trattati in questi impianti, il 190111 [ceneri pesanti e scorie contenenti sostanze pericolose] e il 191212 [altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti] ci sono pagine intere di quello che pu arrivare qui, di rifiuti speciali. Non c una caratterizzazione chimico-fisica minima di quello che entra, si parla di ceneri in termini generali. Limpostazione dello studio e degli impatti su alcuni punti anche decente ma poi non si analizza dal punto di vista quantitativo la questione, quindi uno studio di questo tipo fuorviante, ve lo dico nel modo pi onesto possibile ed quello che facevo presente anche a questi signori quando dicevamo: vi facciamo la nostra proposta perch se voi andate avanti in quella direzione, senza valutazione di impatto sanitario, diventer un problema di tipo industriale e poi sociale perch ci sar la gente che se ne accorger: 500 persone qui presenti questa sera forse se ne sono accorte ma anche altre se ne accorgeranno. Quindi: contenuti minimi assenti, la salute i problemi medici sono quelli visti e noi ci occupiamo dal 2003 di impatto sanitario, al CNR con gli studi di biologia clinica. Ci stiamo battendo perch non esista pi la parola valutazione di impatto ambientale. Non esiste pi; in Europa si fa la valutazione integrata ambiente salute. Il recettore fondamentale non il chirottero, cio il pipistrello, ma luomo, i bambini soprattutto, che hanno maggiore problematica di assorbimento e di metabolismo su questo. Sulle leggi e sulle disposizioni di questi progetti, anche fare uno studio tarato in maniera corretta semplicissimo, basta andare a trovare la documentazione per fare le cose abbastanza bene. Costa un po di pi e c il rischio - in Italia molto spesso non valutato - che lo studio di impatto ambientale possa dire di no. Io lavorando anche in Europa, posso dire che in Germania, in Francia, in Svizzera dove abbiamo anche uffici, molti studi arrivano a dire: non si pu fare. In Italia non esiste: se ti pago mi devi dire di si per forza.

Trascrizione dellintervento a cura di Francesco Pertegato, 15.03.2014