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VIAGGIO AL TERMINE DEI RIFIUTI


(Ravenna, 11.5.2014)

Larticolo 35 del Dlg Sblocca Italia (n. 133 G.U. 11.11.2015), prevede che
tutti gli inceneritori divengano insediamenti strategici di preminente interesse
nazionale, di conseguenza cadranno i vincoli di bacino e gli impianti
potranno incenerire: rifiuti urbani, rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a
solo rischio sanitario, prodotti non soltanto localmente, ma nellintero territorio
nazionale fino a saturazione del carico termico.
ALBERTO BELLINI Assessore allambiente, energia e mobilit del Comune di Forl
(intervento registrato e trascritto a cura di F. Pertegato)

Claudio, [Claudio Mattarozzi, Legambiente Ravenna] riferendosi a s, ha parlato di


solitudine. Io sinceramente non mi sento solo, vado in giro in molti posti della nostra
regione e trovo sempre persone molto interessate e attente e questo lo dico da professore
della facolt di ingegneria: per me una grande sorpresa; io so di fare discorsi noiosi di
trattare temi molto freddi, quindi vedere la disponibilit per me un grande piacere, per
questo non mi sento solo. So di essere in grande minoranza, ma credo sia necessario che
qualcuno faccia la minoranza e porti delle idee innovative.
Ho lavorato con Roberto Balzani [sindaco di Forl nel precedente mandato] che forse molti
di voi conoscono e che per me la persona di riferimento: lui mi ha insegnato che quello
che proviamo a fare un riformismo radicale; e quando uno fa il riformismo radicale non
si deve aspettare applausi, non deve aspettarsi di essere ringraziato, di avere le folle della
maggioranza. Per questa una cosa che si sa prima: io so di essere una minoranza e
cerco di farlo evitando larroganza intellettuale che, per Roberto come per me, pu essere
una tentazione. Per questo vivo questi incontri con lo spirito di cogliere lopportunit di

stare tra le persone, perch stare con la gente ti insegna che non come quando stai a
casa a scrivere libri, e vi ringrazio anticipatamente di tutti i contributi che mi darete.
Io provo a trattare tre punti che sono: il primo la mia idea della gestione dei rifiuti che ho
definito post-incenerimento e che ha bisogno di un po di spiegazioni; il secondo
perdonate un po di orgoglio territoriale lesperienza che abbiano fatto a Forl con il
porta-a-porta e i progetti che abbiamo in corso, solo per raccontare qual stata la nostra
esperienza e quali risultati abbiamo ottenuto; infine unanalisi dei dati economici e di
produzione dei rifiuti a livello non forlivese o romagnolo ma regionale e nazionale.
Parto col primo punto che quello pi politico, cio che cosa intendo con postincenerimento. Dico subito e su questo vengo spesso molto criticato che non vi
parler di aspetti sanitari, di impatto ambientale, perch quelli li conosciamo tutti, ritengo
siano cosa nota. Vi parlo invece di politiche economiche; per me quando si parla di
politiche ambientali il primo punto di vista deve essere quello economico.
Voi sapete che la sostenibilit ha tre aspetti, economico ambientale e sociale. Questa
sera tratto l'aspetto economico il quale ci dice una cosa di cui non si parla spesso:
aumentando di 15 punti il riciclo di rifiuti in Italia si otterrebbe un risparmio di 630
milioni di euro di spesa pubblica, tutti gli anni. 15 punti di aumento nel riciclo di
materia non sono un risultato impossibile (in Italia siamo al 36%; aggiungere il 15% vuol
dire arrivare al 51%, un risultato raggiunto da Germania, Danimarca, Olanda etc.).
Vi presento uno studio di Ambiente Italia che mostra alcuni risultati interessanti. Ad
unanalisi pi approfondita quei 630 milioni di risparmio sono composti: per 230 milioni, di
riduzione dei costi di approvvigionamento energetico; per 250 milioni, di riduzione dei costi
di servizio perch il servizio quando aumenta la quota di differenziata costa meno in
quanto si riduce la quota di materiale che va a smaltimento mentre aumenta quella a
recupero. Per andare sul concreto: a Forl e a Ravenna lo smaltimento con incenerimento
costa 128 euro a tonnellata. Se una tonnellata di materiali non va a smaltimento i cittadini
risparmiano 128 euro, se va a recupero di carta si ha un introito di 64 euro che quanto
vale una tonnellata di carta sul mercato. La terza componente costituita dagli impatti
ambientali che gli economisti chiamano esternalit, costi di emissione sullambiente etc.,
che danno origine ad altri 150 milioni di risparmio.
Partiamo dai 250 milioni di risparmio energetico. Quando si fa lincenerimento - che viene
definito correttamente recupero di energia - si prende del materiale e lo si trasforma in
energia; negli inceneritori di buona qualit si recupera il 65% della sua energia in quel
momento. Ma per produrre quel materiale serve almeno cinque volte lenergia che lui
possiede in quel momento, quindi quando lo mando allincenerimento in realt recupero in
media un settimo dellenergia richiesta per produrlo e distribuirlo. Questo non
conveniente perch potrei utilizzare lo stesso materiale per fare domani altri oggetti;
conviene cio riutilizzarlo come materia, perch vero che anche qui ci sono delle perdite
(il costo di raccolta, il costo di trattamento, il costo delloperazione di riciclo), ma queste
possono costituire la met della sua energia; col riutilizzo della materia si recupera il
50% della sua energia invece del 14% ottenuto con lincenerimento.
Stiamo parlando di una differenza importante in termini energetici: lenergia denaro: un
Kwh vale 0,2 euro. Questo il motivo per cui facendo pi riciclo di materiale si
risparmiano 230 milioni di euro; in Emilia-Romagna il risparmio sarebbe pari a 70 milioni. I
dati economici mostrano cio che col riciclo si riduce del 70% il consumo
energetico per la produzione di nuovi prodotti. Questa una differenza che in termini
economici pesa 230 milioni di euro sul bilancio nazionale.

Io ho una mia idea molto semplice (c chi la considera una polemica): quei 630 milioni
di euro risparmiati sono, per Hera [e gli altri gestori], un danno economico. E infatti
abbastanza chiaro che quelle tre voci di costo, che sono un risparmio per la comunit, per
il gestore sono un danno, tutte e tre. E ovvio che un gestore di servizio, se orientato al
profitto come naturale che sia - per i soci lobiettivo il massimo profitto e il massimo
profitto significa incenerimento provoca un danno per la comunit. Perch
lincenerimento la filiera industriale che d il massimo margine economico. Per
intenderci: portare ad incenerimento una tonnellata di materia d al gestore un margine
economico di 100 euro a tonnellata, anche per scelte errate sui certificati verdi che
probabilmente conoscete; invece portare a recupero la materia comporta per il gestore un
margine economico che varia tra 20 e 40 euro a tonnellata. E chiaro che un gestore non
orientato dallinteresse generale del riciclo di materia ma da unaltra gestione del servizio,
lo affermo serenamente. Qualche mese fa ho fatto la presentazione che sto facendo a voi
con al mio fianco Tiziano Mazzoni, Direttore Generale Ambiente di Hera, che la pensava
diversamente da me (su you tube trovate il video di questo confronto). Di fronte alle cose
che dico a voi, che sono razionali, non ha potuto che prenderne atto.
Un altro aspetto che vorrei sottolineare sono le tante contraddizioni di un gestore che ,
ovviamente, orientato al profitto. Una di queste che il confronto si fa solo sui termini
economici. Facciamo un esercizio: confrontiamo la raccolta porta a porta con quella
stradale. Come ragiona il gestore? Io qui vi presento i dati di uno studio, effettuata da una
societ di ricerca con reputazione mondiale, voluto e finanziato da Federambiente, il
sindacato dei gestori di servizio di cui presidente il presidente di Hera. La societ ha
fatto la stima dei dati di costo e di produzione a livello italiano ed giunta a conclusioni
molto interessanti: se io faccio la raccolta porta a porta per gli imballaggi il servizio costa
di pi, cio 245 euro a tonnellata, mentre la raccolta in strada ne costa solo142. Ma
questa maggiore onerosit della raccolta ha un vantaggio molto importante in termini di
raccolta differenziata: mentre il porta a porta in grado di intercettare in media il 31% dei
rifiuti di imballaggio, lo stradale ne intercetta solo il 12%. Quindi dal punto di vista della
efficienza nella raccolta differenziata c una differenza del 60% a favore del porta a porta.
In base a questo studio risulta evidente che lindice di merito pi interessante non leuro
speso a tonnellata ma leuro speso a tonnellata per punto di intercettazione, cio quanto
mi costa intercettare l1% di imballaggio da destinare al riciclo. Perch vi ricordo
linteresse generale non spendere meno in una fase del ciclo, ma aumentare di 15 punti
percentuali la frazione che va al riciclo. E cosa ci dice questo confronto? Ci dice che il
porta-a-porta costa 8 euro per tonnellata di rifiuto riciclato, lo stradale ne costa
11,5. Cio, a parit di quantit di rifiuto riciclato, si spende di pi con lo stradale che col
porta-a-porta. Questi sono dati di Hera. La faccia di Tiziano Mazzoni quando presentavo
questi numeri merita di essere vista. Ogni discussione che si pu fare troncata se si
mettono questi dati a confronto.
Io ho allora cominciato a ragionare su come si supera questa situazione, che io chiamo
conflitto di interessi tra un gestore, che orientato al profitto, e la comunit che
orientata al massimo recupero di materia. Qual la soluzione? Per me la soluzione
chiara: la separazione proprietaria tra il gestore del servizio di raccolta e il gestore
del servizio di recupero e smaltimento. Devono essere due cose diverse: qualcuno che
raccoglie e seleziona correttamente i rifiuti e qualcuno Hera per esempio che fa le fasi
industriali di recupero e smaltimento. Queste cose non le dico solo io, le dice per esempio
il professor Pitruzzella presidente dellAntitrust il quale al Senato ha detto uno dei rischi
maggiori nella gestione dei rifiuti lestensione del monopolio dalla fase della
raccolta a quella del recupero e dello smaltimento. E ha aggiunto: Chi si trova

nella condizione di avere il controllo dellintero ciclo (come Hera, Acea etc.) un
monopolista naturale che tende a rendere inefficiente il sistema. Lui lo vede dal
punto di vista economico, io dal punto di vista ambientale, ma la conclusione la stessa.
Quindi il ragionamento che stiamo facendo a Forl quello di affidare ad una societ
interamente pubblica il pezzo del servizio della raccolta in modo da realizzare una
separazione proprietaria tra raccolta e recupero/smaltimento.
In giro si dice: Tu esci da Hera. Non sto dicendo questo, sto dicendo: faccio la
separazione proprietaria del ciclo, cio da un lato sfrutto lefficienza di un gestore
industriale come Hera per fare il massimo di servizio sul recupero e smaltimento e,
dallaltro, sfrutto la qualit del pubblico per gestire i beni comuni. Questa la proposta
che stiamo portando avanti a Forl e che troverete raccontata in modi e forme molto
diverse; volevo che aveste la versione autentica che quella che ho appena esposto. In
estrema sintesi: il ciclo composto di molte fasi, noi vorremmo rendere pubblica
quella di raccolta e selezione, mentre il resto, che sono attivit industriali, pu
andare a mercato.
C unaltra questione importante. Io penso che il tema vero non sia il pubblico contro il
privato; questa una visione ideologica. Il tema molto pi complesso. Io credo che il
bene comune e ritengo che i rifiuti lo siano, come lacqua, i servizi essenziali, listruzione
etc. devono essere sottoposti al controllo della piccola comunit, come quella di Forl,
pur riconoscendo che la gestione industriale che fa Hera una gestione importante, ma
solo per alcune fasi del servizio che sono quelle industriali.
La seconda parte della mia presentazione riguarda la mia citt. A Forl facciamo il porta a
porta integrale che funziona cos: ci sono 4 frazioni carta-cartone, plastica-lattine,
organico e indifferenziato, con due modalit: nelle case singole o nelle bi-familiari diamo 4
contenitori piccoli di colori diversi, da 25-40 litri; nei condomini con pi di 6 unit abitative
diamo quelli grandi da 120, 240 e 360 litri. Il vetro lo raccogliamo in strada. Abbiamo
inoltre cercato di prestare attenzione alle fasce deboli, ad esempio con contenitori per
pannolini e pannoloni, contenitori per ipovedenti e per altre fasce deboli che hanno un
problema. Il servizio sta andando abbastanza bene: il rifiuto indifferenziato che viene
mandato allincenerimento era di 58.000 tonnellate allanno, oggi sono 35.000, cio
22.000 tonnellate in meno. Nel 2014 la percentuale di differenziato stata del 61,5 %,
invece del precedente 32%. Si anche ridotta la quantit di rifiuti per abitante.
Met della citt fa il porta a porta, laltra met fa lo stradale. I numeri pi importanti sono
questi: nella met della citt che fa lo stradale si ottiene il 30% di raccolta
differenziata, nella met che fa il porta a porta si arriva al 67%. Dico questo perch
alcuni sostengono che per aumentare la quota di differenziato basta la comunicazione,
basta linformazione. I cittadini di Forl sono gli stessi, sia che facciano il porta a porta sia
che facciano lo stradale. Abbiamo anche stabilito dei vantaggi economici: chi supera il
70% di differenziata come quartiere non siamo ancora in grado di fare una verifica
puntuale, ma io tengo fede al ragionamento che la comunit che deve raggiungere il
risultato, non solo i singoli ottiene uno sconto del 10%, se raggiunge il 65 prende il 5%.
Naturalmente lazione continua e il nostro obiettivo raggiungere il 70% di differenziata in
tutta la citt entro la fine del mandato iniziato un anno fa.
Lultima parte sono un po di numeri. Io ho preso il dato di riferimento della societ
internazionale di ricerca che secondo me il pi importante, cio il costo in euro per una
tonnellata di rifiuto effettivamente riciclato. Vorrei fare qualche commento su come si pu
giocare con i numeri: Hera si vanta di avere i costi euro/tonnellata pi bassi, altri operatori
si vantano di avere i costi euro/abitante pi bassi. Perch questo? Perch Hera opera in

un territorio in cui si fa molta assimilazione, cio si trasformano in rifiuti urbani anche quelli
dovuti alle attivit produttive; quindi a parit di bacino si hanno pi rifiuti e il costo euro/t
gode di uneconomia di scala. Viceversa chi non assimila, come Veneto e Lombardia, ha
dei costi euro/abitante pi bassi perch minore la quantit di rifiuti per abitante. E chiaro
che entrambi gli indici non sono oggettivi. Il parametro oggettivo, come vi ho mostrato,
quanto mi costa riciclare una tonnellata di vetro o di plastica. Da questo punti di vista i
valori sono molto diversi, tra le multiutility e le societ pubbliche, in giro per il mondo:
sicuramente non si pu dire privato bello e pubblico brutto o viceversa.
Alla fine vi faccio vedere un dato che per me estremamente interessante. Io insieme a
Guido [Guido Guerrieri, assessore allambiente e allo sport, Comune di Ravenna] ho
sentito dire dal Direttore Generale della Regione Emilia-Romagna che portare a 700.000
le tonnellate che vanno allincenerimento nel 2020 sarebbe un risultato enorme, che non
si potr migliorare. Io gli ho risposto facendogli vedere che in Veneto, dove ci sono 5
milioni di abitanti, cio pi di noi, ogni anno mandano ad incenerimento 216.000
tonnellate di rifiuti e avviano a discarica 107.000 tonnellate. Noi invece ogni anno
mandiamo ad incenerimento 670.000 tonnellate e a discarica 465.000. Continuo
pertanto a sostenere che la nostra Regione deve darsi come obiettivo, per il 2020, almeno
i risultati ottenuti dal Veneto, non fossaltro che per orgoglio territoriale, cio di arrivare al
massimo a 200-300.000 tonnellate avviate ad incenerimento. E un obiettivo necessario e
possibile, da tutti i punti di vista.
Vediamo adesso come sono le tariffe in Italia in base a quanto rilevato da Cittadinanza
Attiva: i costi per nucleo famigliare non sono molto diversi. Ma il dato che spicca che
Treviso fa l84,96% di raccolta differenziata e manda solo 5.000 tonnellate ad
incenerimento. Questo lobiettivo del riformismo radicale. Lassunto di fondo della
nostra posizione che i rifiuti, in quanto risorsa, sono beni comuni e pertanto
devono essere gestiti in forma pubblica, cio affidati ad enti che devono possedere
la propriet ed esercitare le funzioni di pianificazione e controllo. E questo si fa
affidando allente pubblico la raccolta, allo scopo di rendere massimo il riciclo di
materia che pu portare ad un risparmio potenziale di 630 milioni di euro.
E lo Sblocca Italia? E chiaro che do per scontato che quando a Forl avremo raggiunto
le 5.000 tonnellate, nellinceneritore, che ha una capacit di 120.000, se ne vorranno far
arrivare 115.000 da Napoli. Quindi sono assolutamente contrario alla soluzione dello
Sblocca Italia. Non perch sono leghista e non voglio i rifiuti di Napoli: il contrario,
perch voglio il bene di Napoli. Se Napoli continua a mandare a Forl i suoi rifiuti non
differenziati, perde il vantaggio economico della sua quota dei 630 milioni di euro; quindi
non sar stimolato a pratiche virtuose per il suo proprio interesse. Far viaggiare rifiuti
per mille Km tra la Campania e Forl per trattarli nel nostro inceneritore,
continuando a fare l una raccolta differenziata del 14 %, vuol dire sprecare una
risorsa economica importante, per la regione e per il paese. Quindi io sono contrario
allo Sblocca Italia; e non poco, molto, per le ragioni che vi ho detto. E penso che per il
partito democratico, di cui io sono fiero di essere amministratore, ci sia una linea molto
netta: bisogna decidere se si sta di qua o si sta di l. Quella linea si chiama il
profitto sui beni comuni; io sto dalla parte del no: non si fa profitto sui beni comuni.
E, pur essendo consapevole di essere una minoranza di riformismo radicale, credo che
questa sia una battaglia che si pu e si deve vincere; e che il PD si deve tenere al di qua
di quella linea, stabilendo che su acqua, rifiuti, istruzione, sulla gestione delle cose comuni
non si fa profitto. Questa deve essere una linea precisa che se si superasse non mi
vedrebbe pi parte di questo partito.

REPLICA AGLI INTERVENTI


Rispondo alle domande. Sulla separazione proprietaria avete capito che con Guido non
voglio fare il difensore della patria: una persona che stimo con cui lavoriamo veramente
bene e credo che anche questa sera abbia dimostrato come ragiona e perch ci troviamo
bene. Per politicamente si possono avere idee diverse.
Sulla separazione proprietaria le mie idee sono molto diverse da quelle di Guido, come
avete sentito. Provo a spiegare perch la separazione proprietaria fondamentale. La
questione molto semplice: se noi lasciamo ad una societ di capitale il monopolio di un
servizio - perch questo facciamo se non facciamo la separazione proprietaria - come
dice il prof. Pitruzzella lasciamo a quella societ il servizio di un mercato regolato, dove
cio non c rischio imprenditoriale, c qualcuno che fissa le tariffe. E sapete dove sta
linghippo? Che le tariffe vengono fissate dal gestore, sulla base dei costi, quindi la
battuta che facciamo spesso in Atersir - se Hera ci mette in rendiconto il costo di una
Jaguar, mentre basterebbe una Panda a metano, noi gli riconosciamo il costo della
Jaguar, perch la legge dice riconoscimento pieno dei costi. Allora mettere un
monopolista in un mercato regolato, una cosa sbagliata, prima di tutto per le cose che vi
ho appena detto. Ma c un altro elemento ancora pi significativo. Il nostro obiettivo
credo siamo daccordo tutti deve essere la riduzione del materiale non riciclabile e
laumento della raccolta differenziata. Per il monopolista - che tra laltro una societ di
profitto essendo quotata in borsa per cui ha lobbligo di fare profitto e di aumentarlo questo un danno: per i suoi bilanci lobiettivo aumentare la quantit di rifiuti in quanto il
suo margine proporzionale alla produzione. I due obiettivi non stanno insieme. Per
questo io dico che mi dispiace ma non ci sono altre soluzioni se non la separazione
proprietaria del ciclo.
Il modello del controllo da parte del pubblico sul gestore, proposto da Guido,
semplicemente impossibile. Prima di tutto per la ragione che vi ho appena spiegato.
Secondo perch in che cosa si realizza praticamente il controllo che possono esercitare
gli enti? Nellandare a verificare se il gestore ha comprato la Jaguar o la Panda, questo

lesercizio del controllo che a noi rimane. E secondo voi 12 persone che sono i dipendenti
del mio consiglio di amministrazione di Atersir possono controllare un bilancio di 4 miliardi
di euro, andando a distinguere la Jaguar dalla Panda? Io credo che a questa domanda
dobbiamo dare una risposta seria, che no. Per questo sostengo che la separazione
proprietaria del ciclo indispensabile, lunica soluzione: per poter arrivare agli obiettivi
che tutti vogliamo le altre soluzioni non possono farcela, inutile che ci raccontiamo ldea
del controllo perch purtroppo irrealizzabile. Questo il mio pensiero.
C un altro argomento che credo serva a chiarire quello che penso. Non abbiamo parlato
della maggioranza pubblica di Hera, che una questione pesante. Io ho avuto marted
scorso in Consiglio Comunale la folla che protestava con cartelli perch vendevo le azioni
di Hera. Mi sembra un tema che merita due minuti di attenzione.
Il Comune di Forl uscito dal patto di sindacato di Hera, lunico comune capoluogo, da
Modena a Trieste ad averlo fatto e naturalmente Guido molto gentile e non lo dice
dovunque si vada si sente dire: quel pazzo dellAssessore Bellini, quei criminali del
Comune di Forl etc. perch siamo usciti dal patto di sindacato. Bisognerebbe spiegare
perch e se mi consentite lo faccio adesso. A dicembre io e il sindaco Drei abbiamo scritto
una lettera a tutti i comuni soci del patto dicendo che per noi erano pregiudiziali, affinch il
Comune di Forl sottoscrivesse il patto di sindacato, una serie di cose; ve ne dico due:
primo che si mantenesse il 51% di maggioranza pubblica (avevano gi deciso di andare al
35-38); secondo che si vincolasse il rinnovo del patto ad obiettivi industriali.
Mi spiego meglio: io partecipo al patto di sindacato, ci sono sempre andato in
rappresentanza del Comune, e mi trovo davanti ad un management che mi presenta in tre
minuti un piano industriale e mi dice: non te lo puoi portare a casa perch siamo una
societ quotata in borsa, quindi lo guardi qui e poi ti esprimi. Voi ve limmaginate dodici
sindaci, oppure sindaci e assessori, che vedono un piano industriale di 4 miliardi di euro;
che tipo di controllo e dinterazione possono fare? Allora noi abbiamo detto: lo dobbiamo
decidere prima, cio quando io firmo il patto di sindacato voglio mettere alcune righe
dritte: prima di tutto luniversalit del servizio, cio garantire il servizio a tutti,
anche a scapito del profitto; secondo le priorit dellazienda sono gli obiettivi
ambientali riduzione dei rifiuti, riduzione delle perdite del servizio idrico, aumento
della qualit dei servizi - poi viene il profitto, in questordine. Se non siamo stati in
grado di metterci daccordo su questo, secondo voi che valore ha la maggioranza del
51%? La maggioranza del 51% ha un valore se il patto di sindacato condivide degli
obiettivi politici. Siccome non li ha condivisi noi siamo usciti.E sapete qual la cosa pi
bella? Che veniamo offesi pubblicamente ma nessuno dice che alla lettera che abbiamo
inviato, formalizzando le nostre richieste, non mai stata data risposta. E la lettera
terminava dicendo: il Comune di Forl, qualora venissero assecondate queste richieste,
entrer nel patto di sindacato.
Anche oggi, 14 maggio 2015, se i Comuni soci decidono di aderire a queste scelte, il
Comune di Forl pu entrare nel giro; noi non siamo isolati o fuori del coro, siamo convinti
che questa sia lunica direzione possibile. E sapete come viene affrontato il problema di
scendere al 38%? La risposta che non un problema perch poi i dividendi tornano ai
cittadini. Quindi anche se ci sono delle dinamiche finanziarie non bellissime per con i
dividendi rientrano in giro e io mi copro gli asili etc. Qual il problema del 38%? Che mi
rientra solo il 38% e dopo aver fatto questa scelta la dinamica di profitto esplode.
Gi oggi noi non riusciamo a metterci daccordo e a controllare le politiche industriali;
domani, a quel 62% che ha le azioni (come se noi comprassimo un fondo in Cina),
interessa solo il margine delle proprie azioni, non gli interessa che ci sia a Faenza
la raccolta porta a porta piuttosto che a Ravenna o a Brisighella. Questo il

problema. E sapete perch sono cos accalorato? Perch gli unici che hanno avuto le
proteste dei cittadini con bandiere e forconi in Comune siamo stati noi. Allora mi dico:
forse vero che io non sono capace di spiegarmi, per ragazzi siamo in un mondo
strano; non sar che anche i sindacati un qualche accordo da una parte che non proprio
la mia ce lhanno?. Ecco io credo che questa sia una domanda che bisogna porsi, perch
chi viene a protestare con i forconi solo da me dopo che successo quello che vi ho
spiegato forse qualche domanda dovrebbe porsela.
Cerco anche di spiegare il tema della universalit. Io faccio spesso lesempio delle
telecomunicazioni: noi le telecomunicazione le abbiamo privatizzate: avevamo la SIP che
era completamente pubblica, inefficiente, ci stato detto che tutto doveva andare a
mercato. Oggi vediamo le conseguenze: se io voglio collegare con una linea ADSL il
Comune di Forl con quello di Tredozio mi viene rifiutato il collegamento perch
loperatore, che privato, mi dice: sai, per tirare il filo da Faenza a Tredozio sono 45 Km,
il costo della posa superiore agli introiti che avrei in mille anni per quei pochi clienti che
si collegano, quindi non lo faccio. Questa vuol dire luniversalit del servizio! A volte ci
viene chiesto di dire qualcosa di sinistra; questa una cosa di sinistra secondo me. Io
voglio luniversalit del servizio, voglio che il cittadino di Tredozio abbia il servizio,
anche se non riesce a remunerarlo. Vuol dire che Forl, Faenza e Ravenna si
faranno carico come comunit di quei costi. E questo pu farlo una societ
pubblica; una societ privata non lo pu fare perch i suoi soci, che sono fondi pensioni
olandesi, inglesi, tedeschi, etc. pretendono legittimamente che i loro soldi vengano
investiti al massimo profitto.
Quando prima dicevo che il partito democratico deve tracciare una linea e decidere se sta
di qua o di l intendevo questo. Poi qualcuno dice: guarda che il partito democratico lha
gi superata. Allora io vengo alla domanda politica: vi ricordo che noi, parlando di queste
cose, abbiamo preso il 40% alle primarie per le regionali, non il 2%. Io questa sera ho
cominciato dicendo siamo minoranza, per non mi sento proprio solo, quindi vorremmo
sperare la prossima volta di non essere il 40% ma un numero maggiore.
Rispondo ad unaltra domanda politica: per vi siete fatti da parte, siete deboli. E qui
onestamente accetto la critica e racconto cos successo. Il problema del riformismo
radicale sono i principi: io non sono disposto ad entrare in giunta Bonaccini dove la prima
domanda che mi viene fatta: per tu smetti di dire quelle cose, cio le cose che ho detto
questa sera. Io non lo accetto. Il 20 dicembre la giunta stata nominata il 22 Roberto
Balzani andato da Bonaccini per lennesima volta e gli ha detto: qual il nome che mi
fai per la giunta? E lui gli ha risposto: Alberto Bellini, e Bonaccini continuava a dirgli
quel nome l non lo posso mettere, tu lo sai. E chi mi ha sentito questa sera sa perch
Alberto Bellini non poteva entrare nella giunta regionale. Allora Roberto Balzani qui
viene la questione di in che cosa si realizza praticamente in che cosa si realizza
praticamente principio non ha accettato di dire: bene per ci sono altri nomi miei che tu
puoi prendere. Non lo ha accettato e secondo me ha fatto bene: non perch cera il mio
nome sul piatto, ma perch su queste scelte valgono i principi. Noi crediamo che le
elezioni ci saranno unaltra volta, e che le idee devono rimanere tali. Le nostre idee sono
rimaste, sono coerenti e sono idee oggi di minoranza. Speriamo le elezioni ci sono
continuamente che la prossima volta saranno di maggioranza; se siamo qui questa
sera, e vi ringrazio di nuovo di avermi dato lopportunit, perch vogliamo far capire
questo.