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PER CHI AMA VIAGGIARE

ANNO XIII | NUMERO 4 | APRILE 2021 | www.fsitaliane.it

L’ABBIAMO A CUORE
VIAGGIO INTORNO ALLA TERRA
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EDITORIALE

IL FUTURO DELLA TERRA


NELLE NOSTRE MANI
L o è da anni, ma mai come in
questi ultimi mesi, non di-
sgiunta dalle considerazioni
e dalle più o meno sincere prese di
coscienza mosse dalla pandemia, l’at-
portamento individuale e collettivo
sembra essere tornata a occupare un
posto di rilievo nell’agenda di governi
e partiti politici.
L’arrivo di un nuovo inquilino alla Casa
dicasteri del nuovo esecutivo italiano
sono segnali di un possibile cambio di
passo nelle scelte di politica energe-
tica, industriale, sociale. Nonché negli
stili di vita individuali e nella sensibili-
tenzione alla sostenibilità economica, Bianca, il piano per la ripresa Next Ge- tà pubblica, alle quali dovrà prestare
sociale e ambientale di ogni com- neration EU e persino il nome di alcuni sempre più attenzione anche quella

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politica, troppo spesso occupata a che possono non ripagare in termini mentazioni sulla trazione a idrogeno.
guadagnarsi un facile quanto effimero di successi o consensi immediati, ma Saldi principi etici tradotti in norme
consenso cavalcando umori e bisogni sanno guardare lontano. Il Gruppo FS e policy rigorose contro corruzione
contingenti. Italiane con tutte le sue società ha e pratiche di mala gestione, poi una
Serve innanzitutto vincere quei latenti incardinato sul principio della soste- rinnovata sensibilità all’inclusione e
egoismi generazionali che si concen- nibilità nella sua triplice accezione alle pari opportunità, al tessuto so-
trano sull’oggi e sul domani perdendo la propria strategia di sviluppo, che ciale in cui l’azienda opera con poli-
di vista il dopodomani. E rischiano di o è sostenibile, o sviluppo non è. In- tiche di attenzione alle emergenze e
farci dimenticare il sano ammonimen- frastrutture resilienti ai cambiamenti di sostegno al terzo settore, ponendo
to che dovrebbe guidare ogni nostra climatici, ricerca continua di una mag- sempre la persona al centro. Ossia gli
azione, traducendola nell’impegno giore efficienza energetica e idrica stakeholder di oggi, ma anche quelli
di lasciare a chi verrà dopo di noi un nelle stazioni come negli impianti di di domani, e di dopodomani. Perché il
mondo migliore di quello che abbia- manutenzione, utilizzo sempre mag- futuro della Terra, non dobbiamo mai
mo trovato. O, almeno, non peggiore. giore di fonti energetiche rinnovabili, scordarlo, è nelle nostre mani. In quel-
Serve coraggio, per compiere scelte elettrificazione di nuove linee, speri- le di tutti noi.

© rangizzz/AdobeStock

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MEDIALOGANDO

LA NUOVA ECOLOGIA
TRA INFORMAZIONE,
SCIENZA E DIVULGAZIONE
A CONFRONTO CON IL DIRETTORE
FRANCESCO LOIACONO
di Marco Mancini marmanug

I n un numero in gran parte dedicato alla Giornata mon-


diale della Terra, e alle riflessioni che l’appuntamen-
to sollecita, Medialogando ospita una testata storica
dell’ambientalismo italiano, La Nuova Ecologia.
A presentarla è il suo direttore Francesco Loiacono, un pre-
destinato, per chi crede alle coincidenze del fato. Loiacono
nasce infatti lo stesso giorno in cui dall’azienda Icmesa di
Meda fuoriesce una nube tossica di diossina che colpisce
in particolare Seveso, nella bassa Brianza, provocando uno
dei più gravi disastri ambientali della storia, con centinaia
di intossicati e sfollati, 80mila animali morti o abbattuti. Era
il 10 luglio 1976 e tre anni più tardi esce il primo numero de
La Nuova Ecologia, “dal 1979 dalla parte del pianeta”.
Così Loiacono racconta i primi passi del mensile: «Il pri-
mo numero esce a Milano nel gennaio 1979, a fondarlo un
gruppo di giovani ricercatori e universitari con la passione
per la divulgazione e il giornalismo. Il primo direttore è sta-
to il professore Virginio Bettini, scomparso lo scorso anno.
Con lui c’era, tra i suoi studenti, quello che poi gli sarebbe
succeduto, Andrea Poggio, figura storica del movimento
ambientalista italiano e ancora oggi dirigente di Legam-
biente. L’intero comitato di redazione era allargato a perso-
nalità del mondo scientifico e dell’ambientalismo, da Mas-
simo Scalia a Gianni Mattioli, da Antonio Cederna a Enzo
Tiezzi, da Marcello Cini fino a Laura Conti. Il numero 100
della rivista ha voluto omaggiarli con una foto di copertina
che li ritrae tutti insieme, in una villa romana».
Uomini e donne di scienza uniti dal desiderio di trasmet-
tere la loro passione fuori dalle aule universitarie. È così?
Sì, alla ricerca di uno strumento che glielo consentisse. In-
fatti, nel primo editoriale, Bettini scrisse: «Adesso abbiamo
la barca, facciamola navigare». Erano scienziati prestati al
giornalismo con l’obiettivo di rendere fruibili le loro cono-
Francesco Loiacono, direttore de La Nuova Ecologia
scenze a un pubblico più ampio. La loro storia si intreccia
con quelle della rivista, di Legambiente e del suo comitato nea dopo l’incidente di Seveso, quando da consigliera re-
scientifico. Ti ho citato non a caso Laura Conti, una delle gionale riuscì a stare vicina alla gente, a parlare e spiegare
fondatrici dell’associazione. Il 31 marzo è stato il centena- cosa era accaduto.
rio della nascita e sul numero di aprile le dedichiamo un Un evento che, oltre a coincidere con la tua data di nasci-
servizio speciale, perché da 20 anni la nostra cooperativa ta, segnò un discrimine netto per l’ambientalismo.
editoriale organizza un corso di giornalismo ambientale in- Laura Conti scrisse anche due libri su Seveso, dimostrando
titolato proprio a lei: donna di scienza, medico, scrittrice, quanto sia importante informare e sensibilizzare. Infatti, il
divulgatrice, partigiana, confinata per alcuni mesi, a 23 anni, corso di giornalismo a lei intitolato è stato frequentato negli
in un campo di concentramento a Bolzano. Fu in prima li- anni da centinaia di ragazzi, tra i quali io stesso, nel 2002.

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Primo passo di un percorso che un paio di anni fa mi ha del digitale. Per smuovere la politica, che cerca il consen-
portato alla direzione. so rispondendo alle sollecitazioni dell’opinione pubblica
Quindi da scienziati ambientalisti con la passione per il e ai suoi bisogni reali o fittizi, occorre agire su quest’ulti-
giornalismo a giornalisti con la passione per l’ambiente ma. Voi come vi state muovendo?
e la scienza. Intanto è bastato essere sul web per moltiplicare i contat-
Credo che questo sia un po’ quello che è accaduto a tut- ti e, con una semplice ricerca su google, intercettare tanti
to il giornalismo ambientale in questi 40 anni. Negli ultimi lettori che altrimenti non avremmo mai raggiunto. Poi ab-
15, il turnover ha portato nelle testate ideate da quei pre- biamo frazionato la comunicazione su più canali, aperto
cursori una generazione di giornalisti con la passione per una pagina facebook, twitter e instagram. E nel 2020 un
l’ambiente. Tra questi, rimasto alla direzione de La Nuova canale podcast dove riversiamo soprattutto i contenuti
Ecologia per una decina d’anni, anche Paolo Gentiloni, oggi della nostra sezione Gaia, quelli un po’ più scientifici, sul
commissario europeo per l'economia. Lavoriamo tutti a mondo animale e sugli ecosistemi, tradotti in un linguaggio
stretto contatto con i ricercatori scientifici, le università, gli semplice. E poi negli anni abbiamo dedicato tanto impe-
istituti di ricerca pubblici, penso all’Istituto superiore per la gno alle dirette in streaming, oggi diventate una normalità.
protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Perché trattare «In streaming prima di Beppe Grillo», scherzava un nostro
l’ambiente significa trattare la complessità e, come gior- ex direttore, dimostrando che a volte in piccole realtà si
nalisti, rendere semplice la lettura di elementi e fenomeni hanno intuizioni che anticipano veri e propri trend. Ecco, noi
complessi. le facciamo da dieci anni, per illustrare i rapporti dell’as-
Ma significa anche altro… sociazione, lanciare ogni mese la rivista, presentare eventi
Significa costruire le informazioni su fonti solide e verificate: sull’economia circolare, l’energia da fonti rinnovabili o l’effi-
è necessario e deontologicamente dovuto. Per questo, e cientamento energetico. Dirette streaming che poi restano
anche per conferire al proprio lavoro maggiore sicurezza e disponibili on demand.
padronanza, qualche competenza scientifica aiuta. Tutto questo riesce a scuotere l’opinione pubblica? Oltre
La pubblicistica di questi 40 anni ha contribuito a far cre- al medium valgono i contenuti.
scere l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità? Ce ne sono tanti che incidono sulla vita quotidiana delle
Secondo me sì. L’opera di informazione e di educazione persone e mostrando i vantaggi di alcuni comportamen-
ambientale, nata su alcune riviste o su giornali come il no- ti virtuosi sull’ambiente inducono i singoli consumatori a
stro, è senz’altro arrivata ai cittadini. Quello che ancora a cambiare stili di vita. Ma il risultato più grande lo ottieni
volte difetta è la capacità di incidere sull’agenda politica. quando con le tue inchieste riesci a far cambiare le politi-
La vostra però è una testata di nicchia, un “verticale” che e gli investimenti. Quando bonifichi, per esempio, i ter-
come si dice in gergo: vi cerca chi coltiva già una perso- ritori. E in Italia ce ne sono tantissimi da bonificare.
nale passione per i temi trattati. Ecco, parliamo d’inchieste e approfondimenti, sale del
È vero, in tanti sono mossi da una propria sensibilità, che giornalismo e pungolo forte anche per amministratori,
aiutiamo a consolidare in coscienza e responsabilità civica. locali e nazionali.
Però, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo saputo usci-
re dalla nicchia, e i nostri media si sono aperti al digitale.
Lanuovaecologia.it, nell’ottobre del 2002, è stato il primo
quotidiano dedicato all’ambiente a sbarcare sul web. Alla
fine, anche i media mainstream hanno finito con l’occuparsi
sempre di più di questo argomento. Fino ad arrivare ai gior-
ni nostri, quando la nascita addirittura di un ministero per la
Transizione ecologica li ha costretti a farlo. E noi, nell’occa-
sione, siamo stati tempestati di domande.
Insomma, i temi legati all’ecologia sono diventati, o torna-
ti, d’attualità, nonostante la pandemia monopolizzi anco-
ra, e inevitabilmente, l’attenzione mediatica.
Sì, ma ancora non abbastanza per l’importanza che hanno
per il futuro nostro e delle nuove generazioni. Il bicchiere
resta mezzo vuoto finché, ribadisco, non riusciamo a inci-
dere più profondamente nell’agenda politica.
Però il nuovo ministero che hai citato, e il cambio del
nome per quello che oggi è il ministero delle Infrastrut-
ture e della mobilità sostenibili, indicano un cambio di
passo.
Un’accelerazione lodevole. Sebbene sarebbe stato giusto
e salvifico, anche per il pianeta, accelerare qualche anno
fa, perché il tempo veramente stringe.
Se il tempo stringe, vanno sfruttate le enormi potenzialità

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MEDIALOGANDO

Noi dedichiamo sempre tanto impegno alle inchieste, che vivono in aree a rischio. E qui l’informazione può e
concentrandoci in particolare su quelle legate ai macro- deve fare di più.
problemi ambientali: le bonifiche, l’inquinamento, l’abu- Come?
sivismo edilizio, il dissesto idrogeologico. Da redattore Ti faccio un esempio. Nel novembre 2018 la cronaca ha
ne ho fatte molte, con un’attenzione particolare, da ta- raccontato il caso di un’intera famiglia, a Palermo, travol-
rantino, all’ex Ilva. Ecco, in Italia abbiamo tanti territori da ta dalla piena di un torrente mentre era a casa a festeg-
bonificare, siti di interesse nazionale dove esistevano in- giare un compleanno. Siamo rimasti tutti, per più giorni,
dustrie pesanti, e il piano nazionale per sistemare questi sconvolti per l’immane tragedia. Ma non si è trattato di
siti va avanti, ma a rilento. Poi penso all’amianto. una fatalità: il cancello di quella casetta si trovava sul let-
Altra questione delicatissima, che ha provocato ferite e to di un torrente, che può essere in secca anche per 350
lutti in molte famiglie. giorni all’anno ma prima o poi si riempie d’acqua. Ecco, il
E continuerà a mietere vittime, soprattutto per meso- giornalismo deve essere più costante nel denunciare gli
telioma pleurico. Oggi se ne calcolano seimila all’anno, scempi che portano i cittadini a vivere queste situazioni
ma il picco arriverà tra il 2025 e il 2030. Il 28 aprile è la di pericolo.
giornata dedicata alle vittime dell’amianto. A più riprese In sostanza, dici che troppo spesso è l’attualità a dare
La Nuova Ecologia ha denunciato i rischi e chiesto una l’input a un approfondimento, del tutto estemporaneo,
bonifica di tutti quei manufatti che contengono ancora che dovrebbe invece essere più costante e incalzante,
amianto in Italia. se davvero il giornalismo vuole essere il cane da guar-
Poi citavi l’abusivismo. dia del potere, in tutte le sue declinazioni. Oggi il gior-
Sì, è un altro dei nostri temi forti. Perché è una piaga senza nalismo, e non solo, si riempie la bocca di un termine di
fine e non circoscritta solamente al Sud. Si fatica a fare gran voga: la resilienza. Solo una moda? Aiutaci a capire.
prevenzione e persino a far rispettare la sentenza di un La resilienza è la capacità di sapersi adattare in maniera
giudice che ordina un abbattimento. Non si capisce che la positiva a un evento, anche drammatico. Vale anche per
questione è strettamente connessa al dissesto idrogeolo- le infrastrutture che, ad esempio, per rispondere bene ai
gico, altro problema tipicamente italiano. terremoti devono essere capaci di assorbire il colpo, fa-
Perché? cendo degradare la sollecitazione meccanica nell’arco di
Perché abbiamo reso ancora più fragile, costruendo spazio e tempo. Però sì, il concetto di resilienza è un po’
abusivamente e in aree dove non si doveva costruire, un abusato. A dover essere veramente resiliente è il terri-
territorio dall’equilibrio già delicato per le sue particolari torio.
caratteristiche geomorfologiche. Il problema del disse- Perché?
sto idrogeologico merita, come per le bonifiche, un im- Perché viene sempre di più sollecitato da eventi meteo-
pegno costante in risorse finanziarie e umane. Sebbene rologici estremi, che cambiano anche repentinamente. Si
negli ultimi anni qualcosa si sia mosso e alcune risorse può passare nel giro di poco tempo dalla siccità all’ecces-
siano state stanziate, sono ancora troppi i cittadini italiani so di piogge. E più un territorio è cementificato, meno è
“naturale” e meno resiste e si adatta a questi eventi.
Quindi?
Dobbiamo riappropriarci della sapienza che per secoli ha
permesso all’uomo di gestire l’equilibrio tra la pietra, la
terra, l’acqua, facendo nascere e preservando splendidi
borghi in contesti naturali complessi, tra Alpi, Appennini
e colline. Complice forse un’eccessiva fiducia negli stru-
menti del progresso tecnologico, questo equilibrio è di-
ventato precario e l’uomo ha pensato addirittura di poter-
lo spezzare. Ma in realtà non ce lo possiamo permettere.
Oggi ancor meno che 40 anni fa.
E poi c’è il capitolo a noi caro della mobilità e la venten-
nale liaison tra FS Italiane e Legambiente con il Treno
Verde.
Il treno deve essere al centro della riorganizzazione degli
spostamenti, soprattutto delle persone che per lavoro e
studio si muovono ogni giorno verso le grandi aree ur-
bane: i pendolari. La mobilità è strettamente legata alla
qualità della vita e alla salute dei cittadini, ecco perché
dobbiamo ridisegnare le città dando spazio a quella so-
stenibile.

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6
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SOMMARIO
APRILE 2021

IN COPERTINA 74 42
VIAGGIO INTORNO UN VULCANO DI SCIENZA
ALLA TERRA 49
STOP GLOBAL WARMING
52
IL SUONO DELL’OCEANO
54
NEL SEGNO DELL’ACQUA
35 56
UN TRENO DI LIBRI ECOLOGIA DIVINA
Invito alla lettura di Alberto Brandani, 62
che questo mese propone ai lettori
della Freccia il nuovo romanzo di Marco SFIDE ESTREME
Balzano, Quando tornerò 66
46 SOSTENIBILE CON STILE
UN PIANETA DA SALVARE 68
12 Il 22 aprile si celebra la 51esima Giornata IL BELLO DELLA NATURA
RAILWAY HEART mondiale della Terra. Una maratona
16 online che coinvolge
74
MONDO FS oltre un miliardo di persone CITTÀ DA CAMMINARE
20 78
70
L’ITALIA CHE FA IMPRESA INEDITA USSITA
FIUMI DI PEDALATE
28 Dalla Dora Baltea all’Isonzo, itinerari 82
GUSTA & DEGUSTA green da raggiungere in treno e LA VIA DEL CIOCCOLATO
30 percorrere in bicicletta seguendo il
WHAT’S UP rumore dell’acqua 86
CILENTO INCANTATO
32 102 90
IL GREEN SI FA LOCALE
93
UN CAPOLAVORO DI BOTTE
96
IN MEMORIA DEL 25 APRILE
102
TRAIETTORIE LIQUIDE
70 110 108
ABBRACCIARE LA NATURA
114
OCCHI SU ROMA
116
LE RADICI DEL PASSATO
128
PRIMA DI SCENDERE

LE FRECCE NEWS//OFFERTE E INFO VIAGGIO

119
SCOPRI TRA LE PAGINE LE PROMOZIONI E LA FLOTTA DELLE FRECCE
i vantaggi del programma CartaFRECCIA e le novità del Portale FRECCE

8
Tra le firme del mese I numeri
di questo numero PER CHI AMA VIAGGIARE

MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI


DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE
21 ANNO XIII - NUMERO 4 - APRILE 2021
REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA
le postazioni per i pazienti N° 284/97 DEL 16/5/1997
sul treno sanitario CHIUSO IN REDAZIONE IL 24/3/2021

di FS Italiane Foto e illustrazioni


Archivio Fotografico FS Italiane
[pag. 17] FS Italiane | PHOTO
Adobestock
Copertina: © rosewind\Adobestock

27 Tutti i diritti riservati


Se non diversamente indicato, nessuna parte della
CESARE BIASINI SELVAGGI le bottiglie di plastica rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa
senza il consenso espresso dell’editore
Critico d’arte, curatore e saggista. necessarie per realizzare ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA
Da marzo 2017, direttore editoriale
di Exibart.com ed Exibart on paper.
una felpa in pile SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE
LICENZA CREATIVE COMMONS
È anche co-direttore del festival [pag. 20] BY-NC-ND 3.0 IT
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i giorni che il velista EDITORE
Giancarlo Pedote ha
trascorso da solo in mezzo
all’oceano Direzione Centrale Comunicazione Esterna
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[pag. 64] fsitaliane.it
Contatti di redazione
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Responsabile Editoria
Marco Mancini
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FS Italiane, pubblica ogni giorno Coordinamento Editoriale Sandra Gesualdi, Cecilia Morrico,
Giornalista enogastronomica, redattrice di Francesca Ventre
VdGmagazine.it ed esperta di food & restaurant notizie, approfondimenti e interviste, Caposervizio Silvia Del Vecchio
marketing. Insegna comunicazione alla Nosco accompagnati da podcast, video In redazione Gaspare Baglio
Segreteria di redazione Francesca Ventre
Academy di Ragusa ed è docente nei corsi e immagini, per seguire l’attualità e Coordinamento creativo Giovanna Di Napoli
Onav. Collabora come food shopper con alcune raccontare al meglio il quotidiano. Con uno Ricerca immagini e photo editing Michele Pittalis, Claudio Romussi
agenzie di viaggio sguardo particolare ai temi della mobilità, Hanno collaborato Serena Berardi, Cesare Biasini Selvaggi,
a questo numero Valerio Birindelli, Alberto Brandani,
della sostenibilità e dell’innovazione nel Gianna Bozzali, Francesco Bovio, Peppone
settore dei trasporti e del turismo quali Calabrese, Viola Chandra, Claudia Cichetti,
Fondazione FS Italiane, Alessio Giobbi,
linee guida nelle scelte strategiche di un Valentina Lo Surdo, Flaminia Marinaro, Luca
grande Gruppo industriale Mattei, Enrico Procentese, Andrea Radic,
Elisabetta Reale, Gabriele Romani, Flavio
Scheggi, Filippo Teramo, Mario Tozzi

REALIZZAZIONE E STAMPA

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE)


VALENTINA LO SURDO Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com
Conduttrice radiotelevisiva Rai, Coordinamento Tecnico Antonio Nappa

pianista classica con anima rock, presentatrice,


speaker, attrice. Trainer di comunicazione, da 20 PROGETTO CREATIVO
anni è reporter di viaggi all’ascolto del mondo.
Le sue destinazioni preferite?
Ovunque ci sia da mettersi in cammino Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello,
Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli

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La carta di questa rivista proviene


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e da materiali riciclati
FLAMINIA MARINARO
Giornalista e conduttrice radiofonica. Scrive
su diverse testate, tra cui Il Foglio e L’Osserva- On Web
La Freccia accompagna il tuo viaggio. La Freccia si può
tore Romano, di costume, attualità, cinema e
letteratura. È l’ideatrice di @scrittorinsalotto, Cerca nei vestiboli dei treni il QR code sfogliare su fsnews.it
piattaforma editoriale in cui si alternano le per scaricare il numero di aprile e e su ISSUU
penne più brillanti d’Italia quelli dei mesi precedenti. Buona lettura

9
10
FRECCIA COVER

Mario De Biasi, Messico (1968)

LO STUPORE ALL’IMPROVVISO

di Sandra Gesualdi sandragesu

Si è spinto in ogni dove per raccontare il mondo. Con Da corrispondente estero della storica rivista documen-
la curiosità del fotografo, il realismo del reporter e la ta i grandi eventi del secolo breve come la rivolta po-
poesia di chi crede che «dovunque s’incontra la vita, s’in- polare ungherese e la repressione sovietica degli anni
contra la bellezza». A Mario De Biasi, tra i grandi della ‘50. E poi ci sono gli scatti nei paesi esotici, i ritratti ai
fotografia italiana, la Casa dei Tre Oci di Venezia dedica personaggi famosi o ai volti della gente comune incon-
un’approfondita monografica aperta fino al 31 agosto e trata per strada, le scene di vita quotidiana e le immagini
curata da Enrica Viganò in collaborazione con l’archivio che attestano il suo amore per la natura e i suoi feno-
intitolato all’artista. meni. Dalle celebrità immortalate alle eruzioni dell’Etna,
Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003 è una carrellata di fino agli orizzonti di ogni continente, quella di De Biasi è
oltre 200 scatti, molti dei quali inediti, che ripercorre stata una ricerca continua della bellezza, perché – ne era
l’intera produzione del fotoreporter, dagli inizi della sua convinto – «basta guardarsi attorno per vederla: anche
collaborazione con la rivista Epoca fino agli ultimi lavori. in una foglia, in un sasso, in un balcone fiorito. Anche nei
Dieci sezioni suddivise per temi raccolgono tutte le de- riflessi in una pozzanghera».
clinazioni presenti nello sguardo del maestro milanese. treoci.org

11
RAILWAY heART

PHOTOSTORIES
PEOPLE
In viaggio con Carletto

© Bruna Marsili
bruna_whi_is

IN VIAGGIO
Treno merci verso Firenze

© Frank Andiver
frankandiverfoto

12
Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it.
LE PERSONE, I LUOGHI, LE STORIE L’immagine inviata, e classificata secondo una delle quattro categorie rappresentate
(Luoghi, People, In viaggio, At Work), deve essere di proprietà
DELL’UNIVERSO FERROVIARIO IN UN del mittente, priva di watermark, non superiore ai 15Mb. Le foto più emozionanti
tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri
CLICK. UN VIAGGIO DA FARE INSIEME della rubrica. Railway heArt un progetto di Digital Communication, Direzione
Centrale Comunicazione Esterna, FS Italiane.
a cura di Enrico Procentese enricoprocentese

LUOGHI
Stazione Napoli Afragola

© Giovanni De Angelis
giovannideangelis

AT WORK
Asia, addetta customer service
a Milano Centrale

© Asia D.
asia.dvt

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RAILWAY heART

A TU PER TU
a cura di Alessio Giobbi - a.giobbi@fsitaliane.it

P atrizia, 41 anni, lavora nella Divisione Passeggeri


Regionale di Trenitalia in Sicilia, ma ha anche espe-
rienza come tutor per la formazione tecnico-pro-
fessionale dei capitreno.
Quando è cominciata la tua carriera nel Gruppo FS?
Sono entrata in azienda nel 2002 e il mio percorso si è subito
proiettato verso incarichi che coinvolgevano il personale in
viaggio, dalle attività di capotreno all’assistenza a bordo. Nel
corso della mia carriera, sempre in Trenitalia, ho ricoperto
anche incarichi di assistenza commerciale a terra. Poi, circa
quattro anni fa, mi sono specializzata nella formazione dei
colleghi capitreno, assumendo il ruolo di tutor e coronando
il mio sogno lavorativo.
Come hai ottenuto questo ruolo?
Attraverso un percorso di studi che prevede una selezione
e un esame finale per diventare istruttore. Oltre a occupar-
mi di formazione, insieme al team con cui lavoro gestisco la
valutazione periodica delle competenze per il personale in
servizio sui treni Regionali e Intercity della Sicilia. Seguo i
nuovi assunti nella preparazione iniziale e i colleghi con più
esperienza per i corsi di aggiornamento, spesso di natura
normativa e commerciale. Ho fatto tesoro delle precedenti
esperienze a bordo per trasmettere in maniera ottimale tutti
gli insegnamenti utili a chi vuole diventare capotreno.
Come si svolge il tuo lavoro?
L’aumento dei nuovi assunti ha intensificato le attività. Ulti-
mamente ho seguito un gruppo di colleghi coinvolti in un
corso di formazione a Messina, dove si trova la mia base
operativa, ma mi muovo spesso tra più sedi. Far crescere e
seguire le risorse, che è il principale compito del tutor, richie-
de capacità di interazione continua: bisogna far conoscere i
meccanismi e i regolamenti che governano la circolazione
ferroviaria, ma anche aiutare a comprendere le esigenze dei
viaggiatori per poterle soddisfare al meglio.
Il primo suggerimento che daresti a un nuovo capotreno?
Prendere consapevolezza di appartenere a una solida realtà
aziendale in cui si può contare sulla squadra in qualunque
situazione, ordinaria e straordinaria, in aula come sul campo.
Il sostegno del team è sicuramente un punto di forza per
chi inizia a percorrere questo itinerario formativo e profes-
sionale, dove il tutor diventa giorno dopo giorno una figura
di riferimento.
Cosa ti piace del tuo lavoro?
Le relazioni che si creano con ogni componente del gruppo,
dal neoassunto al dirigente, e con le strutture interne con
cui ci rapportiamo per muovere questa complessa macchi-
na organizzativa. Un processo che stimola la necessità di
confrontarsi su ogni passaggio decisionale e ha contribuito
a rafforzare il mio senso di appartenenza a questa grande
famiglia.

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LE STORIE E LE VOCI DI CHI, PER LAVORO, STUDIO O PIACERE,
VIAGGIA SUI TRENI. E DI CHI I TRENI LI FA VIAGGIARE

F rancesco Conte, 39 anni, videomaker e giornalista


freelance, è tra i fondatori di Termini TV, canale onli-
ne dedicato al mondo degli scali ferroviari. E ha una
passione antica per tutto ciò che ruota attorno alle stazioni.
Da cosa nasce questo interesse?
Da sempre sono state la vera meta dei miei viaggi, in Italia e
all’estero. Sono una bussola con cui orientarsi, il termometro
di un centro urbano, l’opposto di semplici aree di passaggio,
perché attraggono, affascinano, ti trattengono e, quando
vuoi, ti lasciano andare. Nei miei ricordi di bambino occupa
un posto particolare quella di Ancona, la prima finestra sul
mondo nella città dove sono cresciuto.
Che cosa rappresentano per la comunità?
Sono punti di osservazione privilegiati per cogliere le ten-
denze della società e i cambiamenti delle abitudini, messe
a dura prova da un anno di pandemia. Ciononostante, le sta-
zioni rimangono poli attrattivi d’incontro in continuo fermen-
to. Non sono, quindi, “non luoghi” destinati a svanire, come
spesso vengono definite, ma “iper-luoghi” che, a differenza
degli aeroporti, rappresentano il cuore pulsante della vita
urbana ed extraurbana.
Raccontaci qualcosa in più sulla tua professione.
Lavoro come producer nello studio romano di una tv pub-
blica tedesca. Dal 2015 seguo il progetto Termini TV, cana-
le online e laboratorio multimediale focalizzato su storie di
viaggio e migrazione che gravitano attorno alle stazioni e al
loro interno, con un occhio di riguardo al principale scalo fer-
roviario italiano. Cerchiamo di raccontare l’unicità e le espe-
rienze delle persone con lo strumento della web tv senza
ricorrere a stereotipi, classificazioni o categorie di alcun tipo,
ma cavalcando l’autenticità dei protagonisti.
Un ingrediente di Termini TV?
Per noi è indispensabile raccontare gli scali ferroviari e le
loro evoluzioni attraverso le voci e i volti delle persone an-
ziane. Come quando, agli inizi della nostra esperienza, un ex
facchino degli anni ‘70 ci descrisse il suo incontro con Totò
a Roma Termini. Vogliamo documentare i cambiamenti delle
città anche attraverso questo tipo di testimonianze.
Come immagini le stazioni del futuro?
Stanno diventando sempre di più anelli di congiunzione tra
la mobilità e le esigenze della collettività, veri e propri hub
dove si incontrano diverse modalità di trasporto in una logi-
ca di integrazione e sostenibilità. Quando sarà di nuovo pos-
sibile, vorrei che si tornasse a investire sulle stazioni italiane
per trasformarle in veri e propri centri di aggregazione cul-
turale. Dovrebbero diventare contenitori di iniziative capaci
di contribuire in modo positivo al tessuto sociale e urbano
delle aree circostanti, valorizzandole e tutelandone il patri-
monio storico, architettonico e artistico.

termini.tv

15
MONDO FS

INSIEME PER LA RIPARTENZA

Il treno sanitario di FS Italiane

UN TRENO
SANITARIO PER
LA CURA E IL
U n treno sanitario, primo
convoglio in Europa per
il trasporto e la cura dei
malati in Italia e all’estero, e un hub
nella stazione di Roma Termini dove
gliari, Firenze Santa Maria Novella,
Milano Centrale, Napoli Centrale,
Palermo Centrale, Reggio Calabria
Centrale, Torino Porta Nuova e Ve-
nezia Mestre. A pieno regime, l’ini-
TRASPORTO DEI poter somministrare ogni giorno ziativa consentirà di effettuare fino
PAZIENTI E UN HUB fino a 1.500 dosi di vaccino contro a 540mila test antigenici gratuiti in
DEDICATO ALLE il Covid-19. Questa la doppia inizia- sei mesi su tutto il territorio nazio-
tiva, presentata l’8 marzo dall’am- nale.
VACCINAZIONI ministratore delegato Gianfranco UN OSPEDALE MOBILE
NELLA STAZIONE Battisti, con cui FS Italiane vuole far Realizzato a Voghera (PV), nelle
fronte alla pandemia. Un piano per Officine manutenzione ciclica di
DI ROMA TERMINI. la ripartenza del Paese che preve- Trenitalia, in collaborazione con il
L’IMPEGNO DI de anche di mettere a disposizione dipartimento della Protezione civi-

FS ITALIANE PER della Croce rossa italiana diversi le e l’Agenzia regionale emergen-
spazi nei principali scali ferroviari za urgenza (Areu), il treno sanitario
CONTRASTARE IL dove allestire tensostrutture per le può trasportare i pazienti verso altre
COVID-19 attività di screening alla popolazio- zone d’Italia o all’estero per alleg-
ne. Tra questi ci sono Roma Termini, gerire la pressione sulle strutture
di Francesco Bovio
Foto FS Italiane Bari Centrale, Bologna Centrale, Ca- ospedaliere. Ma rappresenta anche

16
un’integrazione al servizio sanita-
rio territoriale per la gestione delle
emergenze, in caso di utilizzo come
Posto medico avanzato.
Progettato per offrire un livello di
assistenza che arriva fino alla tera-
pia intensiva, il convoglio medico
comprende due locomotive per ve-
locizzare le fasi di avvio e otto car-
rozze. Tre di queste sono attrezzate
per accogliere i pazienti e prevedo-
no in tutto 21 postazioni equipag-
giate con altrettanti ventilatori pol-
monari e sofisticate strumentazioni
mediche tra cui un ecografo, due
emogasanalizzatori e 21 fra moni-
tor, aspiratori e altre attrezzature. I
Una delle 21 postazioni equipaggiate per i pazienti all’interno del treno sanitario
convogli sono gestisti da personale
sanitario specializzato, addetti tec-
nico-logistici e di direzione per un alle persone con disabilità, sono di- compresi servizi igienici, fornitura di
massimo di 45 operatori. Altre due sponibili anche nel primo hub ferro- acqua, elettricità e pulizie, per un’in-
carrozze sono necessarie per il fun- viario per i vaccini contro il Covid-19 stallazione in tempi record. A pieno
zionamento delle apparecchiature allestito a Roma Termini. Quasi due- regime qui si prevede di effettuare
medicali e, in particolare, per ospi- mila metri quadrati nel parcheggio circa 1.500 vaccinazioni al giorno.
tare i gruppi elettrogeni capaci di in piazza dei Cinquecento ospitano Infine, sempre nell’ottica del ri-
alimentare in modo indipendente tre giganti tende mobili della Croce lancio, il Gruppo sta attivando una
gli strumenti in dotazione. Quelle rossa italiana destinate alle ope- serie di treni Covid-free che preve-
che rimangono sono a disposizione razioni di accettazione, anamnesi, dono un test per personale e pas-
per il riposo del personale, il co- vaccinazione e attesa post vaccino. seggeri prima di salire a bordo. Il
ordinamento tecnico-sanitario e il Si aggiungono un presidio sanitario primo è partito ad aprile sulla tratta
magazzino per il trasporto dei far- attivo e un’ambulanza sempre pre- Roma-Milano. Seguiranno i colle-
maci. Insomma, un vero e proprio sente. gamenti con le città d’arte, Firenze,
ospedale su rotaia sempre pronto a FS Italiane ha messo a disposizio- Venezia e Napoli, a cui si aggiunge-
intervenire. ne l’area, di proprietà di FS Sistemi ranno, in estate, le principali desti-
HUB FERROVIARIO PER I VACCINI Urbani, e con Grandi Stazioni Rail nazioni turistiche del Paese.
Ventuno postazioni, due dedicate ha fornito tutto il supporto logistico, fsitaliane.it

L’hub vaccinale allestito alla stazione di Roma Termini

17
MONDO FS

RIPENSARE
IL FUTURO
DALLA PRODUZIONE DI MASCHERINE IN HOUSE AL SELF CHECK-IN.
COSÌ IL GRUPPO FS AFFRONTA LE COMPLESSITÀ DELLA PANDEMIA.
NELL’OTTICA DI UNA MOBILITÀ SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE
di Valerio Birindelli

N el difficile contesto del


2020, il Gruppo FS Italiane
ha affrontato l’emergenza
© FS Italiane | PHOTO

sanitaria cercando di dare tempesti-


ve garanzie di sicurezza al personale
e ai viaggiatori, ma trovando anche il
modo per avviare una riflessione stra-
tegica su una ripartenza solida e so-
stenibile.
Oltre al potenziamento degli interven-
ti di igienizzazione e sanificazione dei
mezzi, delle stazioni e degli ambienti,
sui quali Trenitalia ha ottenuto la Bio-
safety Trust Certification, sono state
diverse le misure intraprese per con-
tinuare a garantire la mobilità in sicu-
rezza di persone e merci.
Con l’avvio della seconda fase dell’e-
mergenza sanitaria, i passeggeri dei
Frecciarossa e Frecciargento sono
stati accolti con un safety kit gratuito
composto da mascherina, gel igie-
nizzante per mani, guanti in lattice,
poggiatesta monouso e una lattina La produzione di mascherine nello stabilimento Onae di RFI a Bologna
d’acqua. Mentre sulla nuova app di
Trenitalia è stato lanciato il self check- e materiale medico sanitario – hanno Lise sono diventati sede di ospedale
in, capace di facilitare il sistema di permesso il costante rifornimento di da campo. Mentre a Roma, presso
controlleria e il counter digitale, spe- beni su una catena logistica a limitato l’Help Center della Stazione Termini,
rimentato sui treni regionali, che usa rischio di contagio. i volontari dell’associazione Binario
un sistema a tre colori per consentire Inoltre, FS Italiane ha messo a dispo- 95, in collaborazione con l'Istituto San
ai viaggiatori di conoscere in tempo sizione e riadattato le proprie strut- Gallicano, hanno eseguito tamponi
reale il numero dei posti disponibili ture per far fronte all’emergenza e gratuiti per le persone senza dimora.
ed evitare così situazioni di sovraffol- contribuire alle necessità del Paese. Insomma, la discontinuità generata
lamento. La riconversione dello stabilimento dall’emergenza sanitaria ha mostrato
Sin da marzo 2020, medici, infermieri Onae di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) a la necessità di essere preparati alle
e operatori sociosanitari reclutati dal- Bologna, dove solitamente si costru- complessità. La volontà di ripartire
la Protezione civile per l'emergenza, ivano apparecchiature elettriche, ha e di guardare al futuro è ben definita
hanno viaggiato gratuitamente sui consentito di produrre da luglio 2020 nella strategia del Gruppo FS Italiane,
treni per raggiungere le aree colpi- oltre 13 milioni di mascherine protetti- che continua a puntare su una mobi-
te dall’epidemia. Mentre oltre cinque ve destinate ai dipendenti del Gruppo lità multimodale, sostenibile e sicura,
milioni di tonnellate di merci traspor- ma anche ad altre realtà. A Cosenza che metta al centro i bisogni delle
tate sui binari durante i mesi del lock- i diecimila metri quadrati del piazza- persone e crei valore per il Paese.
down – soprattutto alimentari, farmaci le merci nello scalo ferroviario Vaglio fsitaliane.it

18
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

19
L’ITALIA che fa IMPRESA

RIFIUTI ZERO
DARE NUOVA VITA AGLI IMBALLAGGI IN PLASTICA È LA MISSIONE
DEL CONSORZIO COREPLA, CHE SI OCCUPA DI RACCOGLIERE,
RICICLARE E RECUPERARE QUESTI MATERIALI. PER TRASFORMARE
IN RISORSA GLI SCARTI INQUINANTI
di Silvia Del Vecchio - s.delvecchio@fsitaliane.it

«C
on 67 bottiglie in PET si nazionale per la raccolta, il riciclo e il nella filiera del packaging, dai produt-
può realizzare l’imbotti- recupero degli imballaggi in plastica tori ai riciclatori, Corepla garantisce
tura di un piumino ma- (Corepla), prova a quantificare gli infi- che gli imballaggi raccolti in modo
trimoniale, con 32 una giacca tecnica, niti modi in cui è possibile riutilizzare differenziato siano recuperati e rici-
con 27 una felpa in pile». Così Giorgio questi materiali. clati con efficienza, efficacia ed eco-
Quagliuolo, presidente del Consorzio Con più di 2.500 imprese associate nomicità. Riceve i rifiuti dai Comuni,

20
Prodotti realizzati grazie al riciclo
degli imballaggi in plastica

«Corepla promuove
nuove soluzioni aiutando
chi progetta imballi a
fare scelte sostenibili:
più che di plastic free, ci
piace parlare di plastic
free nell’ambiente»

riconoscendo loro un corrispettivo re», specifica Quagliuolo. Sono 7.345 i alla carenza degli impianti italiani, po-
e assicura il corretto avvio del pro- Comuni che hanno avviato il servizio tremo contribuire al raggiungimento
cesso, facendosi carico dell’invio del di raccolta con Corepla, posizionando degli obiettivi che l’Unione europea
materiale raccolto alle imprese che l’Italia tra i primi Paesi d’Europa nel ri- pone per il 2025.
se ne occuperanno. Supporta inoltre ciclo degli imballaggi in plastica. Il vero problema è la dispersione de-
le istituzioni, fornendo strumenti di in- Presidente, quali sono i vostri obiet- gli imballaggi nell’ambiente o il ma-
formazione ed educazione ai cittadini tivi? teriale di cui sono composti?
per poter migliorare e massimizzare Mantenere i risultati raggiunti e mas- È la loro non corretta gestione. Nes-
le possibilità di riciclo. simizzare la valorizzazione dei rifiuti sun tipo di imballaggio si degrada da
«Nel 2019, dei 2.083.880 di tonnellate raccolti, evitando la dispersione degli solo: è indispensabile che tutti ven-
di imballaggi in plastica immessi sul imballaggi nell’ambiente. Proseguire- gano avviati in impianti in grado di
mercato in Italia ne abbiamo recu- mo poi a sensibilizzare tutti gli attori valorizzarli. Corepla promuove nuove
perati ben 1.917.614, ovvero il 92%. Di coinvolti nel processo e a sviluppare soluzioni aiutando chi progetta imbal-
questi, il 43% è stato avviato a riciclo nuove tecnologie per vincere la sfi- laggi a compiere scelte sostenibili: più
e il 49% a recupero energetico, contro da dell’economia circolare. In questo che di plastic free, ci piace parlare di
solo un 8% impossibile da riconverti- modo, nonostante le difficoltà legate plastic free nell’ambiente. La soluzio-

21
L’ITALIA che fa IMPRESA

Carte da gioco dal kit Riciclala

ne è utilizzarli sempre correttamente, viamo, garantiamo che gli imballag- tadini, soprattutto gli studenti, al cor-
riducendoli e riutilizzandoli dove pos- gi accumulati attraverso la raccolta retto smaltimento dei rifiuti.
sibile e riciclandoli e recuperandoli differenziata siano appunto avviati al Crediamo che informare sia fonda-
quando arrivano a fine vita. È una que- riciclo. Con il contributo fornito dalle mentale. Per le scuole primarie stia-
stione di responsabilità individuale e aziende sosteniamo i Comuni o i de- mo realizzando nuovi video online
collettiva, a tutti i livelli. legati ai servizi di raccolta differenzia- con pillole di magia sulla trasforma-
Come lavora Corepla? ta (come l’Ama a Roma) in base alla zione della plastica e la versione di-
Le imprese che producono e utilizza- quantità e qualità della plastica che gitale del kit Riciclala. Per le medie,
no imballaggi in plastica versano la ci arriva, attivando un circolo virtuoso. invece, c’è Idea plastica: un fascicolo
propria quota di contributo ambien- Nel 2019 abbiamo riconosciuto ai Co- dedicato agli studenti, a cui è asso-
tale attraverso il Consorzio nazionale muni circa 400 milioni di euro. ciata una guida per i docenti, con un
imballaggi (Conai). La cifra è modulata La consapevolezza sul tema sta cre- racconto che ha come protagonista
in base alla quantità di materiale lavo- scendo e, con essa, anche la raccolta un detective alle prese con un’inda-
rato ma anche alla sua riciclabilità, differenziata. Ci fa qualche esempio gine sul ruolo delle materie plastiche
nel rispetto del principio “chi inquina di nuova vita per bottiglie, flaconi e nell’inquinamento del pianeta.
paga”. Grazie alla somma che rice- bicchieri di plastica? Il mese scorso, inoltre, abbiamo lan-
Con 67 bottiglie in PET si realizza l’im- ciato Coreplay, una challenge su
bottitura di un piumino matrimoniale, instagram per i ragazzi delle scuo-
con 32 una giacca tecnica, con 27 una le superiori, che permetterà di ve-
felpa in pile, con 20 una coperta dello rificare le conoscenze da loro ac-
stesso materiale. Con mille bottiglie si quisite dopo le lezioni svolte sulla
può produrre addirittura un’intera cu- base del materiale digitale messo a
cina. Da 11 flaconi in polietilene ad alta disposizione da Corepla. Il mecca-
densità (HDPE) nasce un annaffiatoio, nismo premiante stimolerà la parte-
da 24 bicchierini da caffè in polistirolo cipazione e la viralità dei contributi.
una ciotola per i nostri amici a quattro In più, dal 16 marzo partecipiamo a
zampe e con sette portauova si può #NonCiFermaNessuno, un ciclo di
tenere accesa una lampadina da 60 dieci incontri in streaming con Luca
Watt per un’ora e mezza. Sono vera- Abete (inviato di Striscia la notizia, ndr)
mente tantissimi i modi in cui è possi- rivolto agli universitari.
bile utilizzare la plastica riciclata. Davvero tantissime iniziative…
Corepla è presente anche sui social Sì, siamo molto soddisfatti perché i
uo
lo network e svolge un’intensa attività ragazzi partecipano sempre con en-
agl i
Giorgio Qu di comunicazione per educare i cit- tusiasmo, fanno molte domande e

22
diventano parte attiva nella raccolta e famiglie. Un altro bell’esempio di E i fiumi italiani come se la passano?
domestica, controllando addirittura economia circolare. Nel 2018 abbiamo installato barriere
i genitori. Spieghiamo loro cose che Corepla dà anche un contributo im- acchiappa-rifiuti in tre diverse zone
non sanno, per esempio che non oc- portante nella pulizia di mari e fiumi. lungo il Po. È andata bene, nel senso
corre separare il tappo dalla bottiglia Sì, a dicembre 2020 è partito Mare che a Pontelagoscuro (FE) sono sta-
di plastica perché i macchinari divido- pulito, un progetto biennale promos- ti raccolti soltanto 93 kg di plastica.
no i materiali in base alla tipologia di so dal ministero dell’Ambiente – oggi Successivamente, invece, durante
polimero. Anzi, consigliamo di non to- ministero per la Transizione ecologi- una sperimentazione di otto mesi pro-
glierlo per poter schiacciare meglio e ca – per la raccolta dei rifiuti presenti mossa dalla Regione Lazio, sono stati
ridurre il volume della bottiglia. Biso- lungo le coste italiane, in particolar trovati 2.300 kg di rifiuti, di cui il 35%
gna invece eliminare quelle etichette modo nelle acque davanti alle foci dei composto da plastica, nel Tevere, un
che ricoprono tutta la superficie dei fiumi e nelle aree marine protette, at- fiume meno in salute del Po.
flaconi, così da facilitare le operazio- traverso l’impiego di 19 unità costiere Con la Regione Lazio e la Regione
ni di suddivisione degli imballaggi, e della flotta speciale antinquinamento Puglia, poi, abbiamo inaugurato l’ini-
svuotare piatti e bicchieri di plastica guidata dal consorzio Castalia. I rifiuti ziativa Fishing for litter, che prevede
dai residui di cibo, ma senza lavarli. galleggianti recuperati vengono poi un accordo con i pescatori di Molfetta
Tutto il materiale raccolto, infatti, vie- stipati in cassoni nei porti coinvolti (BA), Fiumicino e Civitavecchia (RM)
ne pulito da apposite macchine prima dall’operazione (Imperia, La Spezia, per la raccolta dei rifiuti sui fondali du-
di essere avviato al riciclo. Un’altra Castellammare di Stabia, Fiumicino, rante le battute di pesca a strascico.
iniziativa che mi piace ricordare è la Piombino, Vasto, Porto Torres, Croto- Le valutazioni sono in corso, la via in-
Casetta rifugio realizzata da Corepla ne, Gallipoli, Otranto, Vibo Valentia, trapresa per pulire le acque marine e
con i rifiuti raccolti nel fiume Po e tra- San Benedetto del Tronto, Chioggia, fluviali è quella giusta, ma siamo solo
sformata in opera d’arte contempora- Cagliari, Oristano, Termini Imerese, all’inizio.
nea dagli street artist Atomo e Teatro Marsala, Augusta, Pozzallo e Licata) e,
durante la Milano Design Week 2019. una volta portati nei centri autorizzati corepla.it
La Casetta è stata poi donata all’Ora- per verificarne tipologia, composizio- Corepla
torio dei Padri Sacramentini (Orpas) di ne e stato di conservazione, si proce- Corepla_Riciclo
Milano, centro di aggregazione e cir- de alla selezione degli imballaggi in corepla_consorzio
colo polisportivo per circa 400 ragazzi plastica riciclabili. Corepla Video

La raccolta dei rifiuti sul fiume Po, in zona Sacca di Colorno (PR)

23
L’ITALIA che fa IMPRESA

GOCCIA A
GOCCIA

CON GLI IMPIANTI DI IRRIGAZIONE ANTI-SPRECO TARGATI


IRRITEC, L’IMPRENDITRICE SICILIANA GIULIA GIUFFRÈ VINCE
IL NOBEL ITALIANO PER LA SOSTENIBILITÀ
di Elisabetta Reale

«E
ssere donna in Sicilia è an- che le è valso il riconoscimento di Su- concluderà a luglio 2021. Una bella
cora una dura sfida quoti- stainable Development Goals (SDG) occasione: è soddisfatta?
diana, soprattutto se si Pioneer 2020 dal Global Compact Come imprenditrice, questo ricono-
sceglie di fare la madre ma anche l’im- Network Italy. Il premio è una sorta scimento ha per me un significato
prenditrice in un settore tipicamente di Nobel italiano per la sostenibilità prezioso e mi richiama a una grande
maschile come quello agricolo». Una e rientra nella più ampia campagna responsabilità, nella speranza che
sfida che Giulia Giuffrè, sustainabili- di sensibilizzazione sull'importanza di la mia esperienza rappresenti uno
ty ambassador e direttore marketing raggiungere gli obiettivi Onu dell’A- stimolo per tutte le donne del sud e
del Gruppo Irritec – azienda leader a genda 2030. d’Italia. Averlo ottenuto in piena pan-
livello internazionale negli impianti Come vincitrice del round nazionale, demia mi spinge a essere ancora più
di irrigazione a goccia – affronta ogni rappresenterà l’Italia nella compe- motivata nel mio impegno ambientale
giorno con passione, promuovendo tizione globale per il titolo di Global e sociale. Soprattutto perché è stata
progetti green e inclusivi. Un impegno Compact Sdg Pioneer 2020, che si affermata l’importanza del nostro

24
settore – l’irrigazione di precisione Essere donna ha rappresentato un
– per la salvaguardia del pianeta. Il ostacolo o un valore aggiunto?
raggiungimento degli obiettivi dell’A- Nella filiera dell’agroalimentare
genda 2030 fa parte della mission di un’impresa su tre è guidata da una
Irritec e sono molto orgogliosa che donna e il 70% degli occupati del set-
sia stata premiata un’azienda sicilia- tore di sesso femminile. Sono numeri
na, modello d’eccellenza a livello in- importanti che devono essere con-
ternazionale. Per noi la sostenibilità è siderati uno stimolo, ma non un tra-
un impegno costante. E non significa guardo. Sento forte la responsabilità
rinunciare al profitto ma applicare un di contribuire a diffondere una cultura
modello di business responsabile le- che promuova i diritti delle donne e
gato al perseguimento dei parametri contrasti stereotipi e discriminazio-
di sostenibilità, che si dimostrano un ni di genere. Per questo, ho scelto di
efficace strumento di competitività entrare a far parte dell’associazione
nel rispetto e nella tutela di ambiente nazionale Le donne dell’ortofrutta e
e risorse. diventare membro del direttivo sici-
Come è nata l’azienda? liano della Confederazione italiana
La storia di Irritec comincia nel 1974 della piccola e media industria priva-
a Capo d’Orlando (ME), quando mio ta (Confapi) con delega alle Pari op-
nonno Rosario Giuffrè, insieme al fra- portunità. Ho potuto così contribuire
tello Cono e al figlio Carmelo, costitui- all’avvio del progetto 6come6, osser-
sce la società, inizialmente specializ- vatorio digitale contro le violenze e le
zata nella produzione di avvolgibili in molestie sul luogo di lavoro che vuole
PVC. Poi, grazie alla visione pionieri- incoraggiare le donne a denunciare
stica di mio padre Carmelo, l’azienda ogni maltrattamento, promuovendo
sceglie di convertire la produzione la diffusione di una cultura etica e in-
per realizzare sistemi di irrigazione clusiva nelle aziende. Sono convinta
a goccia (microirrigazione) per favo- che occorra un’attenzione maggiore
rire il risparmio idrico e promuovere su questi temi, per abbattere certi
un modello di agricoltura sostenibi- retaggi culturali che tendono ancora
le. Una scelta vincente che, in breve oggi a sminuire il ruolo e la professio-
tempo, ci ha portato a diventare lea- nalità delle donne.
der a livello internazionale con 14 sedi Sfide da vincere?
produttive e commerciali, una rete Dal 1974 Irritec si impegna a sempli-
globale di circa 15mila esperti e oltre ficare la vita di chi cura le piante e la-
800 collaboratori. L’impresa ha oggi vora nei campi, anche in Paesi in via di
sedi produttive e commerciali in Ita- sviluppo come l’Africa, dove l’agricol-
lia, Algeria, Brasile, Cile, Germania, tura è uno dei settori con le maggiori
Messico, Senegal, Spagna potenzialità. La sfida è continuare così
e Stati Uniti e si appre- e garantire a tutti, non solo alle donne,
sta a inaugurare una di potersi esprimere al meglio.
nuova sede in Perù Tra le vostre attività, che ruolo ha la
e un hub logisti- formazione?
co di 12mila m2 È un tassello importante: per dif-
a Bologna. A fondere la cultura dell’agricoltura
marzo abbia- sostenibile abbiamo creato Irritec
mo inaugura- Academy, che mira a promuovere il
to anche una risparmio idrico attraverso convegni,
filiale com- seminari, corsi e incontri in collabo-
merciale in razione con enti, istituzioni, università,
Senegal. Così centri di ricerca e rivenditori in tutto il
si interviene mondo. Inoltre, sosteniamo progetti di
dove ce n’è più alternanza scuola-lavoro con le uni-
bisogno e si met- versità e gli istituti tecnici per favorire
te a disposizione l’ingresso dei giovani nel mercato del
ul dell’economia locale lavoro.
G

ia
i

Gi l’esperienza maturata ne-


uff

gli anni. irritec.it

25
L’ITALIA che fa IMPRESA

LA SOSTENIBILITÀ
È UN G I O C O
L’APP AWORLD PREMIA CHI SI IMPEGNA A RIDURRE IL PROPRIO
IMPATTO AMBIENTALE. E VIENE SCELTA DALL’ONU PER SUPPORTARE
LA CAMPAGNA ACTNOW CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
di Flavio Scheggi mescoupsdecoeur

N ella vita ci sono momen-


ti o eventi che possono
cambiarne il corso e farti
ripensare a quello che stai facendo. Ad
Alessandro Armillotta, piemontese di
serie di studi e tentativi non andati su-
bito a buon fine, ha creato l’app AWorld,
disponibile per iOS e Android. Uno stru-
mento che punta a promuovere uno sti-
le di vita sostenibile attraverso il gioco.
ultimi 20 anni e si stima che nel 2050 il
mondo sarà abitato da nove miliardi di
persone. Malgrado nascano nuove idee
per affrontare queste sfide, c’è ancora
tanto da fare.
34 anni, è successo quattro anni fa. «La- In breve tempo, la start up fondata dai La tecnologia può aiutarci?
voravo negli Stati Uniti per un’azienda tre giovani è diventata una struttura con Sicuramente, ma la cosa più importante
di moda», racconta, «e un giorno sono 14 collaboratori e sedi a Torino e New è la consapevolezza. Dobbiamo ricor-
andato a Guangzhou, in Cina, per visi- York. E non è tutto: la loro applicazione darci sempre che ci troviamo in mezzo
tare alcune fabbriche che produceva- è stata selezionata dall’Onu come di- a una crisi climatica indotta dall’uomo:
no jeans e magliette. Ho visto persone spositivo per supportare la campagna sono state le nostre azioni, nel tempo,
in condizioni precarie, che faticavano globale ActNow contro il cambiamen- ad aver creato danni enormi.
dentro immobili fatiscenti per pochi to climatico. Oggi chi apre il sito delle Com’è nata l’idea dell’app?
dollari al giorno. Quando ho chiesto Nazioni Unite la trova direttamente in Volevamo sensibilizzare le persone
quale fosse il colore della nuova col- homepage. Un grande successo per un sul tema della sostenibilità mostran-
lezione, mi hanno risposto di guardare giovane imprenditore con la passione do l’impatto di ogni singola azione. Chi
le sfumature del fiume dove finivano i dell’e-commerce partito dalla provincia compra una maglietta a Milano non sa
prodotti di lavorazione delle industrie. di Vercelli. che è stata prodotta dall’altra parte del
In quel momento ho capito che quello Alessandro, come sta la Terra? mondo, da un individuo pagato pochi
che stavo facendo non rispecchiava il In molti pensano che il lockdown abbia dollari al giorno che vive in un contesto
mio modo di essere». dato una grande mano all’ambiente, ma precario.
Così insieme a due amici, Marco Armel- in realtà il pianeta non sta bene. Abbia- Perché il nome AWorld?
lino e Alessandro Lancieri, dopo una mo perso il 40% della biodiversità negli Noi viviamo nel mondo A, l’unico che

Da sinistra, Alessandro Armillotta, Marco Armellino e Alessandro Lancieri, fondatori di AWorld

26
abbiamo a disposizione perché non È vero. Vogliamo far capire che basta molto attente al risvolto ambientale.
esiste un pianeta B. Vogliamo bene a veramente poco per generare un im- Un libro che ti ha ispirato?
questa Terra e dobbiamo preservarla. patto positivo. Una doccia che dura cin- La nazione delle piante di Stefano Man-
Come funziona? que minuti anziché dieci fa risparmiare cuso, pubblicato da Laterza. Mi ha fatto
È come un “Frankenstein” che unisce 47 litri d’acqua. Non bisogna per forza capire l’importanza di alberi, erba e fo-
tecniche di vendita cinesi e conoscenza smettere di mangiare carne, ma prova- glie e la loro trasformazione avvenuta in
delle Nazioni Unite con un’anima italiana. re a fare un pasto vegetariano una volta milioni di anni. Ho scoperto che il nostro
Ci siamo mossi con l’obiettivo di creare a settimana. Il punto vincente sono le pianeta è in vita grazie a pochi elemen-
una maggiore consapevolezza utilizzan- piccole azioni compiute dalla colletti- ti fondamentali: il sole e le piante che
do il sistema del gioco a punti, come ab- vità. ogni giorno fanno il miracolo di trasfor-
biamo imparato in Cina. Più azioni compi Anche nei trasporti dobbiamo fare mare l’anidride carbonica in ossigeno.
e più ottieni punti che si tradurranno in scelte green. Come vedi il futuro?
buone pratiche per la Terra. Tra le buone azioni c’è quella di prende- Viviamo in un mondo dove un albero,
Spiegaci meglio… re il treno e non l’aereo. Per noi il viaggio dal punto di vista finanziario, vale più
AWorld sfida la community a entrare in Milano-Roma si fa solo così, è diventato da morto che da vivo. Lo stesso acca-
azione per raggiungere alcuni obiettivi, uno stile di vita. Il treno è il trasporto del de per un elefante: sono più preziose
per esempio risparmiare in due mesi futuro, magari da affiancare a un veicolo le sue zanne che la sua salute. Fino a
200 tonnellate di CO2. Per ogni target elettrico o un monopattino per raggiun- quando l’economia ragionerà così e
raggiunto un partner mette in palio un gere la stazione da casa e viceversa. non ci saranno regole precise per la
premio destinato alla Terra, come la Aziende e governi stanno facendo ab- salvaguardia del pianeta, lasceremo un
piantumazione di alberi, l’acquisto di un bastanza? mondo peggiore alle prossime genera-
pozzo o di boe che raccolgono la pla- Sono convinto che questa sensibilizza- zioni.
stica in mare. zione parta dal basso per andare verso
Peccato che una vita sostenibile sia l’alto. Molte persone, soprattutto i gio- aworld.org
spesso vista come una vita di rinunce. vani, nelle loro azioni quotidiane sono aworld.actnow

27
GUSTA & DEGUSTA

di Andrea Radic Andrea_Radic andrearadic2019

ANTONIO CHIODI LATINI


UN CUOCO CHE PARTE DALLA TERRA

D opo 50 anni di onorato mestiere di cuoco secon-


do i dettami degli chef francesi Georges Auguste
Escoffier e Marie Antoine Carême, Antonio Chiodi
Latini ha ribaltato il paradigma. Lasciata la cucina onnivora,
ha tratto nuova ispirazione dal nutrizionista statunitense Co-
lin Campbell e il suo libro The China Study e dalla Trilogia del
teosofo Rudolf Steiner, fino alle teorie sul biologico e la per-
macultura del divulgatore scientifico Dario Bressanini. Tecni-
ca, scienza e passione per trasformare i prodotti della terra in
piatti di alta cucina, rendendo una patata o una cipolla prota-
goniste del fine dining.
«Non ritengo la mia cucina vegana ma olistica, tradizionale:
parte dalla terra, forma più sincera del gusto primordiale, per
raccontare storie e cambiamenti climatici. Un piatto è uno
Antonio Chiodi Latini
scopo, un coinvolgimento, una teatralità. Molti segnali mi
spingevano verso questo cambiamento, mi ritengo fortunato sione siano in grado di generare gusto e soddisfazione. Come
ad averli colti», spiega Chiodi Latini guardando avanti. «Gli ali- in Dedicato A. Parmantier: piatto di patate e intingoli vari dove
menti non avranno più una componente animale e si partirà Antonio gioca con le mani “sanificate” dal rosmarino affinché il
dal seme per giungere al piatto, spettacolarizzazione del pro- profumo della pianta aromatica resti sulle dita e accompagni
dotto vegetale, frutto di profonde conoscenze agronomiche». il boccone, o in Ère Noir, sublimazione della cipolla, massima
Per vivere la piacevolezza della sua cucina, occorrono un tre- esasperazione della terra.
no per Torino e la voglia di scoprire quanto la tecnica e la pas- antoniochiodilatini.com

ALESSANDRO ROSSI
ELEGANZA DI UNA CUCINA CHE SCEGLIE L’AMBIENTE

«S
ono cresciuto sul confine tra Umbria e Toscana, pochi mesi fa. Sull’acqua del porticciolo turistico si affaccia-
in una famiglia dove l’orto era la principale fon- no i tavoli del Gabbiano 3.0, ma è a pochi chilometri nell’im-
te di cibo. Arrivato a Marina di Grosseto, quella mediato entroterra maremmano che Rossi ha proseguito il
realtà mi è mancata». C’è un profondo rispetto per la natura sogno interrotto. «Un appezzamento di terra dal quale trarre
e per la terra alla base del talento del giovane chef Ales- prodotti e idee per declinare al meglio il gusto della stagio-
sandro Rossi, confermato dalla stella Michelin assegnata nalità vegetale. Il pomodoro pesca con la pelle pelosa e il
tomatillo sudamericano sono solo due delle 300 varietà di
pomodori del mio orto. E poi ci sono verdure come le foglie
di senape bicolore, tutta la varietà che ci piace a partire dal
seme».
Un orto coltivato a mano, senza utilizzo di prodotti chimici,
concimi sintetici o diserbanti. Frutta, verdura e piante aroma-
tiche saranno protagoniste dei nuovi menù del ristorante nel
pieno rispetto della materia prima e della natura. «Andrò io
stesso a raccogliere le verdure la mattina prima di andare in
cucina dove, per la prima volta, proporremo tre menù degu-
stazione: di carne, di pesce e vegetariano». Rossi, insieme ai
cugini e soci del Gabbiano 3.0, Marco e Riccardo Tomi, non
segue le mode del momento, ma solo il desiderio di dimo-
strare quanto la terra possa essere artefice della nostra sod-
disfazione gastronomica.
Alessandro Rossi ilgabbianotrepuntozero.it

28
ANDREA DI FABIO
QUANDO LE PERSONE FANNO LA DIFFERENZA

«L’
anno scorso abbiamo fatturato 37 milioni di Brut Reserve, di bel corpo e pienezza, Brut Rosé, intenso e
euro, prodotto 12,5 milioni di bottiglie e colti- verticale, Cuvée Noble Vintage, potente e vellutato, e il su-
vato 2.700 ettari di vigneti tra Abruzzo, Puglia perbo Blanc de Blanc Millésimé sono le quattro etichette di
e Molise». Questi i numeri di Cantina Tollo sciorinati dal diret- Haton. Declinano champagne di grande equilibrio olfattivo
tore generale Andrea Di Fabio, a cui si aggiungono le 12mila tra pienezze floreali e delicatezze dei frutti. Pieni e generosi
bottiglie vendute della maison Champagne Jean Noel Ha- al palato, complessi e di elegantissima struttura, con lunghi
ton, un’azienda familiare indipendente fondata nel 1928 con finali da apprezzare totalmente.
sede a Damery, in Francia, e proprietaria di vigneti con i mi- cantinatollo.it | champagne-haton.com
gliori cru di champagne. «Abbiamo deciso di dare alla no-
stra rete di venditori un’ulteriore opportunità per aumentare
il portafoglio prodotti formato da Cantina Tollo, Auramadre
(marchio di vini biologici multiregionali dal Primitivo al Lam-
brusco, ndr) e Feudo Antico. Uno champagne scelto con i
medesimi principi della nostra impresa, altissima qualità e
ottimo rapporto qualità prezzo, e con la professionalità di
Pascal Tinari, sommelier del ristorante Villa Maiella di Guar-
diagrele (CH) che lo conosceva e sapeva essere in linea con
le nostre aspettative, scelte qualitative e coerenza stilistica».
Le bottiglie molto buone vanno anche vendute e su que-
sto Di Fabio ha idee molto chiare: «Nonostante il successo
dell’online, mi viene difficile pensare a un futuro del vino
senza il ruolo dell’agente, vero ambasciatore sul territorio».
Sono donne e uomini a fare la differenza, sia quando si pro-
duce sia quando si vende. Andrea Di Fabio

LAURA GATTI
PER FERGHETTINA LA QUALITÀ È BIO

U na storia di passione e determinazione quella


della famiglia Gatti e della loro azienda agricola
Ferghettina, ad Adro (BS), nel cuore della Fran-
ciacorta. In 200 ettari lavorati con capacità e visione, le loro
bollicine si distinguono per eleganza e raffinato equilibrio.
moda ma per profonda convinzione. «Una scelta morale,
che neppure scriviamo in etichetta. Anche i vini hanno tro-
vato più rotondità, equilibrio e complessità con la coltiva-
zione bio in vigna, perché le viti devono imparare a vivere in
modo indipendente», spiega Laura.
Nel 2014, i Gatti scelgono di passare al biologico non per L’avventura vinicola inizia nella vendemmia del 1991 con
Roberto Gatti e sua moglie Andreina. Oggi, con loro, i figli
Laura e Matteo, entrambi laureati in enologia. Matteo ha
inventato e brevettato la bottiglia a base quadrata, i cui lati
più ampi e piatti consentono una maggiore permanenza
del vino sui lieviti.
Una linea stilistica, quella di Ferghettina, che declina equi-
librio, carattere e originalità: «Dipende dalla tipologia del
prodotto e dall’identità che vuoi dare», aggiunge Laura.
«Nel Saten è molto forte, legata al territorio, Chardonnay
al 100%. Altre tipologie uniscono questa eleganza alla forza
del Pinot Nero, un vitigno che ha bisogno di tanta cura e
che adoro al punto di aver creato Eronero, prodotto solo
in alcune annate». Un Blanc de Noir nel quale gli aromi di
frutta rossa e scura si sposano con brillante freschezza e
solenne eleganza in una bollicina di perfetta struttura e go-
dibilissima lunghezza. «La soddisfazione più bella? Vedere
con quale rapidità un calice di Ferghettina diventa vuoto»,
conclude brindando con una vecchia annata, un 2005 stap-
pato à la volée.
Laura e Matteo Gatti ferghettina.it

29
WHAT’S UP

NATURALMENTE
LUCA BARBARESCHI PRESENTA
IL NUOVO TALK SHOW, IN BARBA
A TUTTO, DAL 19 APRILE SU RAI3.
E SPIEGA COME RILANCIARE IL
TEATRO DOPO LA PANDEMIA
di Gaspare Baglio gasparebaglio

S e c’è un personaggio che riesce sempre a risve-


gliare l’attenzione quello è Luca Barbareschi. Un
uomo dalla carriera esplosiva: attore, regista, pre-
sentatore, produttore e direttore artistico del Teatro Eliseo
di Roma. Dopo aver sperimentato se stesso in ogni
ruolo, torna in tv su Rai3 con In barba a tutto, talk
show pop destinato alla seconda serata del lunedì,
in onda dal 19 aprile. Al centro del format, interviste
trasgressive, zeppe di autoironia e sense of humor,
nello stile del conduttore che abbiamo imparato a
conoscere con Il grande bluff su Canale 5 e Barbare-
schi Sciock su La7.
Cosa caratterizza il suo nuovo programma?
Una satira leggera con temi alti, importanti. Cer-
cherò di provocare un po’ e rompere questa
omertà del politically correct che addormenta il
cervello del mondo.
Effettivamente la satira sembra mancare da un
po’…
Manca da quando molti comici, invece di fare il
loro lavoro, hanno cominciato a parlare di po-
litica. La satira deve essere laica, anarchica.
Se invece per dieci anni te la prendi con Giulio
Andreotti e poi con Bettino Craxi, Silvio Berlu-
sconi o Matteo Renzi non è satira.
© Assunta Servello

E che cos’è?
Un gioco che, come dice la grande poetes-
sa Cristina Campo, fa rima con nulla. Adesso
tutto è sfociato nel pensiero politicamente
corretto: si crea un tribunale morale su
qualsiasi artista e questo rappresenta la
fine, è l’imposizione di una lingua artifi-
ciale, la neolingua orwelliana.
Anche il giornalismo ha perso la sua
funzione dirompente. Io amo quan-
do mi mettono in difficoltà, però è una
chiave che non vedo mai nei talk italiani.
Come si traduce questo suo pensiero
nel nuovo show?

30
SCORRETTO
Ci saranno diversi faccia a faccia
molto veloci e divertenti. Vorrei gio-
nel tentativo di tirar fuori qualcosa e
permettere all’ospite di esprimersi
degli attori dello Schauspiel Stutt-
gart, che sanno alternare spettacoli
care come fanno i colleghi ameri- superando i cliché. di repertorio e novità. Quale con-
cani, tipo il conduttore tv Jay Leno, Lei è anche un uomo di teatro. Che tinuità industriale può esserci se
con un filo d’ironia costante anche su ne pensa di questa chiusura per la non si può programmare? All’estero
temi delicati. O anche come ho visto pandemia? stanno pensando già alla stagione
fare in un programma tedesco molto Credo si debba sfruttare il Covid-19 2023/2024. Bisogna investire in for-
divertente sul tema della disabilità: come un’opportunità per resettare il mazione, eccellenza degli spettacoli
ho cercato di portarlo qui, ma nes- sistema teatrale italiano che è falli- e continuità creativa.
suno ha voluto farlo. to, morto, da 30 anni. Non crea più Soluzioni per uscire dall’impasse?
Come mai? eccellenze e quando ci sono – come Smettere di piangersi addosso e
Perché è uno show in cui le persone per esempio la Carrozzeria Orfeo – lavorare sull’industria dello spetta-
con disabilità si prendono in giro. Si non hanno una residenza, le nomine colo. La politica e le commissioni
tratta l’argomento con sensibilità ma delle direzioni artistiche sono poli- vanno istruite portando soluzioni ai
senza il pietismo del finto dolore. Chi tiche e non di merito, qualità o sa- problemi e non chiedendo solo sol-
vive la disabilità ha elaborato la cosa pienza. Manca un sistema industria- di. Puntiamo sui più bravi, su chi sa
e ci scherza sopra. le alla base. fare questo mestiere.
Che tipo di ospiti avrà? Quindi? Lei fa questo lavoro da anni e ha
Astronauti, scienziati, persone che Invece di fare l’elemosina e cadere una carriera solida. Come se l’è co-
hanno qualcosa da dire, ma anche nella retorica del “non interrompe- struita?
spiritose. Il programma è posiziona- re l’emozione”, prendiamo esempi Con umiltà, passione e scegliendo
to dopo Report per intercettare un virtuosi come quello tedesco, in cui collaboratori bravi.
pubblico che ha ancora bisogno di il 2% del Pil va al teatro dal vivo. E
elaborare. L’obiettivo è intervistare chiediamoci come possiamo com- lucabarbareschi.com
ministri o attori nel rispetto dei ruoli, petere con la qualità interpretativa barbareschiluca

Luca Barbareschi con Massimo De Lorenzo nello spettacolo teatrale Cyrano de Bergerac

31
WHAT’S UP
© Filiberto Signorello

DESTINAZIONE
ESTATE
DOPO SANREMO, IL CANTAUTORE INDIE FULMINACCI
PUNTA AL SUMMER TOUR. PER POTER PRESENTARE
FINALMENTE LIVE IL NUOVO ALBUM TANTE CARE COSE
di Gaspare Baglio gasparebaglio

È una delle più belle rivelazioni


indie degli ultimi anni. Non
è un caso, quindi, se la sua
Santa Marinella è arrivata fino al palco
più importante, quello dell’Ariston, du-
ama le feste , ma preferisce una birretta
con gli amici.
Come se la passa la musica oggi?
Finché non torniamo ai live con la gente
appiccicata che canta non possiamo vi-
Nei tuoi testi è sempre molto presente
la sera. Perché?
È il momento della riflessione, quando
gli impegni sono conclusi e arrivano le
preoccupazioni per i giorni successivi, i
rante la 71esima edizione del Festival di verla. Ci arriva alle orecchie solo con di- pensieri su ciò che si poteva fare meglio,
Sanremo. Subito dopo è uscito il nuovo spositivi e piattaforme, e meno male che ma anche le idee per le canzoni. La sera,
album Tante care cose che, oltre al brano esistono. Anche se, in Australia, i Tame in particolare quella estiva, ha una gran-
presentato nella Città dei Fiori, contiene Impala hanno fatto finalmente un con- de potenza.
le hit Canguro e Un fatto tuo personale. certo sold out senza problemi, notizia Effettivamente nel disco si sente il sa-
La chiacchierata con Filippo Uttinacci vissuta come una piccola luce in fondo pore dell’estate…
(questo il suo vero nome, ndr) avviene al tunnel. L’ultima in particolare è stata una fine-
rigorosamente tramite videochiamata. Nell’album c’è un brano curioso: Miss stra che ci ha permesso di respirare: si
Allora, com’è andata a Sanremo? Mondo Africa. Ce lo spieghi? è potuto fare qualcosa in più, con meno
Mi sono divertito come un pazzo e ho È lo spin-off di Le ruote, i motori!: quattro preoccupazioni. Ho capito l’importan-
imparato il linguaggio televisivo, una le- ragazzi bighellonano su un muretto del za di stare con gli amici, la cosa che mi
zione importante per il mio lavoro. Oltre lungotevere, il sabato pomeriggio dopo commuove di più al momento.
che una grande occasione per farmi co- la scuola. Un giovane senegalese si av- Prossimo viaggio?
noscere. vicina e racconta la sua vita ripetendo In tour, all’arrivo della bella stagione,
Eppure non è stato il classico festival... la filastrocca: «Africano bianco, bello quando si potranno realizzare live all’a-
Ho avuto la fortuna di non averlo vissu- abbronzato, Miss Mondo Africa, play- perto, anche se distanziati e con la ma-
to prima. Me ne parlavano come di un boy Africa». Ho pensato la canzoncina scherina. E per fortuna, altrimenti questo
gigantesco luna park di eventi e diverti- su uno standard soul, cambiando linea disco quando lo suono?
mento. Quest’anno è stato diverso ma io melodica: è la fotografia di un momento
sono comunque un sedentario che non di coesione e sorrisi. fulminacci

32
VITA DA INFLUENCER
GIULIA DE LELLIS INTERPRETA UNA STAR DEI SOCIAL NEL NUOVO FILM
DI MICHELA ANDREOZZI, DAL 4 APRILE SU SKY CINEMA E NOW TV
di Gaspare Baglio gasparebaglio

I primi passi nello showbiz li ha mossi col programma Uomini e donne di Maria De Filippi, su Canale 5. Poi è arrivata
la partecipazione come concorrente al Grande Fratello Vip e la consacrazione a star dei social network, con più di
cinque milioni di follower su Instagram. Giulia De Lellis è uno dei personaggi del momento. Il 4 aprile, su Sky Cinema
e NOW TV, debutta nel film Genitori vs influencer di Michela Andreozzi, con Fabio Volo, Nino Frassica e Paola Minaccioni.
Che personaggio interpreti?
Ele-O-Nora, una giovane influencer con un bel caratterino, un po’ simile a me. È un’eterna ro-
mantica, entra delicatamente nella vita di Paolo – un professore di filosofia vedovo di cui
si innamora – e della figlia Simone (alla francese, ndr), fino a stravolgerla.
Com’è stata la prima volta da attrice?
La ricorderò per sempre. La notte prima delle riprese ho dormito pochissimo
e ho continuato a ripassare la parte. Ero emozionatissima, nonostante fossi
molto preparata. Poi, sul set, quando la regista Michela Andreozzi ha gridato
«Azione!», è come se fossero sparite tutte le persone intorno a me e ho fatto
del mio meglio. Nonostante sia molto severa con me stessa, sono soddi-
sfatta: ho ricevuto complimenti anche da esperti del settore.
Difficoltà sul set al tempo del Covid-19?
Intorno a un film lavorano tante persone. Facevamo i tamponi molecolari
ogni 48 ore e quelli rapidi più di una volta al giorno quando cambiavamo
location. Il team è stato straordinario, super organizzato e non ci ha fatto
pesare la situazione. Si sono presi cura di noi senza sottovalutare niente.
Da influencer, che tipo di comunicazione hai scelto per questo periodo?
Cerco di dare messaggi di positività, leggerezza e gioia visto che siamo
bombardati da notizie che generano ansia. Il mio obiettivo è non perdere
la serenità e regalarla anche a chi mi segue.
Senti una certa responsabilità, quindi…
Sì e cerco di dare l’esempio, tirando fuori la parte migliore di me. A vol-
te sbaglio, ma sono umana, può capitare. Però resto me stessa, con i
miei valori: chi mi conosce sa che sono sincera.
Presto condurrai su Real Time il reality Love Island, che vede uo-
mini e donne single vivere insieme in una villa, nella speranza di
trovare l’amore.
Dopo essere andato in onda in 18 nazioni, finalmente questo for-
mat arriva anche da noi: sono contenta ed emozionata di essere
il volto della versione italiana.
Dove andrai appena si potrà viaggiare senza problemi?
Vorrei andare al mare con le mie nipotine, non aspettano
altro.

giuliadelellis103

STAZIONI D’ITALIA
Il tour degli scali nazionali prosegue su Rai Radio Live
ogni venerdì, alle 9 e in replica alle 16, con il racconto
delle grandi e piccole Stazioni d’Italia. Il programma
condotto da Valentina Lo Surdo ha superato le 30 puntate
e ospitato sindaci, musicisti, storici, esperti di turismo e
cittadini appassionati del mondo ferroviario. All’inizio della
trasmissione viene lanciata una canzone scelta tra le tante
ispirate a treni e binari. Gli ascoltatori possono suggerire il
brano preferito scrivendo a radiolive@rai.it.
raiplayradio.it/programmi/stazioniditalia

33
WHAT’S UP

CHI RIDE È FUORI


IL COMICO ANGELO PINTUS, STAR DI AMAZON PRIME VIDEO, SI
DIVIDE TRA IL COMEDY SHOW CONDOTTO DA FEDEZ CON MARA
MAIONCHI E UNA SITCOM SULLA SUA VITA PRIMA DEL SUCCESSO
di Gaspare Baglio gasparebaglio

D ieci comici molto famosi chiusi in uno studio per una sfida
senza precedenti: non ridere alle battute altrui per sei ore
consecutive. Ecco il comedy show LOL - Chi ride è fuori, dal
1° aprile su Amazon Prime Video. Condotto da Fedez e Mara Maion-
chi, il format ha per protagonisti Elio, Caterina Guzzanti, Lillo, Frank
Matano, Katia Follesa, Ciro e Fru dei The Jackal, Michela Giraud,
Luca Ravenna e Angelo Pintus.
Il comico e imitatore triestino, lanciato dal programma di Italia1
Colorado e consacrato dallo spettacolo teatrale record di sold out
50 sfumature di Pintus, ha deciso di partecipare allo show dopo aver
visto la versione messicana. «Mi sono detto: “Perché no?”. In fondo si
trattava di stare chiuso in uno studio, con persone che già conosce-
vo, senza preparare esibizioni».
Cosa ti fa ridere oggi?
Ultimamente mi sono fatto grasse risate quando hanno detto che
avrebbero riaperto i teatri dal 27 marzo...
Come vive la pandemia chi, per lavoro, deve fare divertire gli altri?
Dal primo lockdown ho cominciato a utilizzare un po’ di più
facebook e instagram e, per assurdo, ho vinto un premio
come comico sui social per il 2020. Questo fa capire il
livello dello stress mentale di tutti. A parte gli scher-
zi, senza i live non è facile. Si fatica a trovare energia
positiva in giro. Anche girare la sitcom per Prime Video
Before Pintus è stato difficile.
Dicci qualcosa di più su questo progetto.
Racconta la mia vita prima di fare il comico: mi sono
improvvisato cameriere e ho vissuto a scrocco da un
amico. Nel cast ci sono Maurizio Casagrande e un sac-
co di ospiti. Un progetto carino che, in questo momen-
to, mi fa bene. Vorrei tornare presto a esibirmi dal vivo:
le persone hanno bisogno di uscire e farsi due risate.
La cosa più divertente in tempo di pandemia?
Il modo tutto italiano di prendere le cose. Ogni giorno ti
svegli e ti chiedi: «Ma oggi che colore è? Rosso? Aran-
cione?». O la prendi così o la prendi male. Poi vorrei
sapere cosa passa nella testa di quelli che sono da
soli, in macchina, con la mascherina. A livello di fa-
stidio per me hanno superato quelli con il mono-
pattino (ride, ndr). È un igienismo che non ha senso,
anche perché conosco gli uomini: sono gli stessi
che mangiano le noccioline in un bar dopo aver fatto
la pipì e non essersi lavati le mani (ride, ndr).
Prossimo viaggio?
Da mio papà, a Trieste, con un bel Frecciarossa da Mi-
lano. Ci manca la libertà di muoversi liberamente per
l’Italia.

PintusOfficial
pintus21may

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UN TRENO DI LIBRI

Invito alla lettura di Alberto Brandani


[Presidente giuria letteraria Premio Internazionale Elba-Brignetti]

In viaggio con il Prof

QUANDO TORNERÒ
LA “SOSTENIBILITÀ” DEGLI AFFETTI
E L’EPOPEA DELLE BADANTI DALLA ROMANIA ALL’ITALIA

U na nuova prova d’autore


per Marco Balzano, anche
se il titolo di questo libro si
lega simbolicamente all’ultimo gran-
de successo, Resto qui. D’altronde,
avrebbe accomodato la mansarda,
prima crolla nell’ozio e poi improvvi-
samente decide di fare il camionista
in Siberia. Per sempre.
Nonostante l’anaffettività, i figli pensa-
di Radu, il fidanzato, del suo lavoro a
Berlino, del matrimonio subito, senza
più curarsi delle miserie giornaliere. Le
scene del matrimonio sembrano tratte
dal cinema muto sovietico in bianco e
l’attenzione alle tradizioni si coglie no: «Almeno lui ci ha avvertito». Sullo nero.
anche nei due bellissimi versi del sot- sfondo, sempre solide e serene le fi- Daniela resta inchiodata dall’amore
totitolo: «Passa sotto la nostra casa, gure dei nonni. per i figli e dal mal d’Italia dovuto a un
qualche volta / volgi un pensiero al La vita e gli anni scorrono così: Ma- lavoro che la obbliga alla “sostenibili-
tempo ch’eravamo ancora tutti» (cfr. nuel è solo e depresso, beve e beve tà” di tanti, forse troppi affetti, materiali
Mario Luzi, Il duro filamento). (e forse anche di più) e purtroppo sco- e immateriali.
Balzano inizia questa sua opera con pre l’ebrezza della velocità in sella al E così Balzano, che ha iniziato questa
lo spirito di un archivista: ha visitato in motorino di un compagno. In una not- sua opera con lo spirito scrupoloso e
Romania comunità e istituti di orfani te senza luce ha un terribile inciden- quasi notarile di un archivista, la con-
bianchi, quei figli non più tali, affidati te che lo getta in un coma profondo. clude invece come amanuense di
ai nonni e spesso alla strada e alla so- Daniela, a quel punto, lascia Milano esistenze, sentimenti e dilemmi uni-
litudine dell’alcolismo. E dà forma allo e comincia a passare notte e giorno versali.
svolgersi della storia. ininterrottamente nella stanza d’o-
Daniela parte dalla Romania per Mi- spedale del figlio, infrangendo regole
lano, lasciando soli il figlio Manuel, la e divieti. Riuscirà a risvegliarlo e a ri-
sorella Angelica e il marito. A nessuno svegliare il suo grande amore per lei?
di loro dice nulla, di lei resta solo un Il tema centrale di tutto il libro è la
biglietto lapidario: «Ho trovato lavoro “sostenibilità” dei propri affetti. Tutti i
in Italia, devo andare, altrimenti non protagonisti vorrebbero sostenerne
potrete più studiare e nemmeno man- il più grande numero, ma la vita agra
giare come si deve». del villaggio non lo permette.
Emerge potente il mondo di sofferen- Per Manuel, affetto significa essere
ze e privazioni di una madre, non leni- accudito da nonna Rosa, che sferruz-
te dai moderni strumenti tecnologici; za eterni maglioni, e da nonno Michai,
l’ossessione del risparmio, per procu- che lo porta a pescare le trote. «Ma-
rare alla propria famiglia una lavatrice gari si può fare», è la sua frase ma-
nuova, un tetto solido sopra la testa, gica, diventata il perno del mondo di
un liceo internazionale per Manuel; le Manuel, fatto della sua terra e della
telefonate e le videochiamate sono natura, un microcosmo dentro il quale
sempre più compulsive, in un cre- vorrebbe soffocare di affetto sua ma-
scendo di fredda ostilità che i due figli dre.
provano per Daniela. Mentre il padre Diversa la visione di Angelica, la fi-
si ubriaca sistematicamente e, dopo glia più grande. Nel piccolo villag-
aver annunciato trionfalmente che gio ormai le manca l’aria, ha bisogno Einaudi, pp. 208 € 18,50

35
UN TRENO DI LIBRI

BRANI TRATTI DA pingere la nostra famiglia come fossi- do a lei, e dopo averla ascoltata ogni
QUANDO TORNERÒ mo animali: Moma cavallo, papà lupo, cosa diventa chiara perché Angelica
io gatto. Per mia sorella, invece, avevo ha un’idea della vita, ragiona sui fatti.
«Tu non dovevi nascere». scelto un corpo d’asino, perché Ange- Io invece no, sono istintivo. Altrimenti
Questa frase Moma me la ripete da lica è così, tira la carretta finché non non sarei in questo stato.
sedici anni. Moma è mia madre, la stramazza. «Stai in guardia da quelli Partiamo dall’inizio. Quel mattino ci
chiamo così fin da bambino. Qualche che sgobbano senza mai lagnarsi, siamo svegliati come al solito alle sei
tempo dopo la prima gravidanza l’a- perché un giorno si stufano e tagliano e ci siamo messi a cercare Moma per
vevano operata all’utero e le avevano la corda», diceva nonno Mihai. Prima tutta la casa. A un certo punto abbia-
detto che poteva scordarsi di avere al- Angelica mi stava più simpatica, an- mo persino spostato i mobili, come
tri figli: per evitare che s’illudesse glie- davamo quasi sempre d’accordo. Gio- se Moma fosse un anello o un mazzo
lo scrissero anche sul foglio di dimis- cava, scherzava, correva con me tra i di chiavi. Quando papà ha capito che
sioni. Forse proprio per questo Moma girasoli… E soprattutto rimaneva al suo sua moglie se n’era andata davvero,
mi ha sempre amato come una pazza, posto. Dopo che Moma se n’è anda- ha cominciato a prendere a calci le
perché da desiderio senza speranza ta, invece, ha iniziato a trattarmi come porte e a tirare pugni contro il muro. Io
sono diventato carne e ossa. un’educatrice e questa cosa mi face- invece sono uscito sul pergolato, gri-
Intesi, non che Moma non voglia bene va saltare i nervi. «È vero, hai otto anni davo così forte il suo nome che dopo
a mia sorella. Angelica, poi, è impossi- in più, e allora?» le ribattevo a muso un po’ anche mio padre mi ha ordinato
bile non volerle bene: se con me non duro. Angelica non rispondeva. Quan- di piantarla.
va d’accordo è solo perché preten- do si arrabbia mai che risponda, pren- [...]
de ogni minuto di dirmi cos’è giusto de la bicicletta e se ne va per campi. – No, sarà sufficiente tenere steccata
e cosa no. Pensa di poter disporre di In questo è identica a Moma: quelle la spalla. Il neurologo crede che sia
me, ma io ormai so cucinare e lavarmi due si sfogano sempre altrove e non questione di tempo, come se il corpo
i vestiti. Non ho bisogno di nessuno. ti dicono la verità neanche se piangi avesse subito un trauma troppo gran-
Angelica è organizzata e generosa. in cinese. de da cui potrebbe riaversi soltanto
Se c’è da lavorare non si tira mai in- Insomma, mia sorella è un somaro ma dormendo. Potrebbe, – sottolinea al-
dietro. Anzi, è una che si sacrifica. Un ha cervello da vendere e, come tut- zando la testa.
giorno stavo disegnando in cucina ti quelli che ne hanno, ascolta tanto – Adesso cosa succederà?
con Moma, che da sempre sogna una e parla poco. Quando per esempio – Riposerà per tutto il tempo che gli
stanza tutta sua da riempire con caval- non capisco i comportamenti di mia occorre, – dice chiudendo il fascicolo
letti e tavolozze, e le ho chiesto di di- madre o i silenzi di mio padre chie- e incrociando le braccia sotto il petto.
© catalinbalau\AdobeStock

In questa pagina e nella successiva, ragazze rumene in abiti tradizionali

36
Un assaggio di lettura

– Lei pensa che non sia stato un in-


cidente? – domando con occhi vuoti.
– Non lo so, signora. Era solo un dub-
bio che ci pareva sensato sottoporle,
– dice con una voce più calda.
– In ogni caso, credo che le farà bene
parlare con uno psicologo. Qui in
ospedale la può assistere il dottor Al-
bescu.

© alexandrulogel\AdobeStock
– Non penso di averne voglia.
Lui rimane sorpreso e prima di parlare
allarga le mani: – L’importante è non
aspettarsi comprensione dai chirur-
ghi. Noi siamo solo dei macellai in ca-
mice bianco.
[...]
Ero stufa di fare gli straordinari e di
andare a pulire la casa di quella del
piano sopra, così affettai la carne,
aggiunsi i crauti e in un piatto prepa-
rai dei piccoli panini che poi avvolsi
nella carta stagnola. Misi tutto dentro
una busta di stoffa e andai al parco.
Mi suonava in testa quella parola che Certe volte, durante quelle passeg- guire mio padre. Lo rincorro talmente
aveva detto Clarissa: emancipata. giate, ti mandavo delle foto e tu ri- veloce che a un certo punto il fiocco
A pensarci bene non l’avevo mai usa- spondevi che volevi essere con me. nei capelli che mi ha fatto mamma si
ta. In passato mi era capitato di dire Allora mi sedevo sulla panchina e scioglie e vola via. Io continuo a cor-
libera, indipendente, ma emancipata ti scrivevo lunghi messaggi pieni di rere a perdifiato, e quando finalmente
mai. Cercai il significato preciso su in- promesse che però poi cancellavo mi accorgo di averlo perso mi dispe-
ternet e arrivai alla conclusione che io all’istante: non aveva senso portar- ro rifiutando i suoi abbracci. «Bumba,
non dovevo emanciparmi né dai miei ti in Italia, almeno finché non potevo non è colpa mia», mi ripete ossessi-
genitori, né da mio marito e nemme- permettermi un appartamento in affit- vamente lui.
no dal posto dove ero nata. Io dovevo to. Dopo aver messo a letto Giovanni Alle cinque siamo andate in cucina a
emanciparmi soltanto da me stessa, perdevo ore a guardare gli annunci, prepararci il caffè e abbiamo trova-
e siccome durante il giorno sgobba- ma solo facendo due conti c’era da to nonna Rosa che stava glassando
vo, avevo il diritto di uscire di casa e toglierselo dalla testa. Avremmo do- i dolci col miele. Aveva già il ferro da
di svagarmi senza sentirmi in colpa vuto andarcene in provincia, tirar fuori stiro caldo per dare un’ultima passata
per voi, perché era soltanto per voi i soldi per i mezzi, tenere d’occhio le al vestito.
che facevo quella vita. Clarissa aveva spese condominiali, fare attenzione a La cerimonia in chiesa è stata lunga
ragione: potevo curarmi e vestirmi un cosa comprare al supermercato. Non e quel prete, a dir la verità, non mi è
po’ meglio senza paura di divertirmi sarei riuscita a mettere via più niente e parso poi così originale. I nostri testi-
per qualche ora. Il corpo di Giovanni, non ti avrei potuto portare nemmeno moni erano due amici, hanno letto
che dovevo maneggiare di continuo, a mangiare una pizza. una poesia e il testo di una canzone.
mi faceva pensare a quando ero io a [...] Erano venuti anche i bambini dei vicini
scegliere chi toccare e da chi essere Al mattino sembrava che doves- a cantare e Mario, di fianco all’altare,
toccata. Invece lui voleva che gli pu- se piovere e io, all’idea che il pranzo dirigeva col dito quel piccolo coro.
lissi il naso come fosse una cosa do- all’aperto si sarebbe trasformato in Il pergolato era irriconoscibile, mam-
vuta, e se gli rispondevo di farselo da un imbarazzante buffet in piedi pigiati ma aveva pulito anche i mattoni e tira-
solo brontolava in dialetto: «Eh, ma io nella nostra sala, stavo per avere una to a lucido le piastrelle. Aveva fodera-
sono il tuo cliente!». crisi di nervi. Avevo dormito dalla non- to i tavoli con delle tovaglie fiorate che
Vagabondai per il parco, guardavo na con Natalia e Tania, che si era da coprivano le sbucciature del legno,
la luce del sole tra gli alberi e sopra poco laureata in Medicina col mas- ghirlande e foglie di vite scendevano
il cielo di cristallo. Sembrava che la simo dei voti. Siamo rimaste tutta la dal soffitto e dondolavano sotto il cie-
primavera fosse arrivata a liberarmi e notte sedute sul letto a parlare, ogni lo coperto che c’era quel giorno. Sono
di nuovo mi veniva in mente Rădeni, tanto uscivamo fuori dalla porta per arrivata a casa piena di riso nei capelli.
coi bucaneve e i fiori selvatici che ad fumare una sigaretta. In quell’oretta Ad accoglierci sulla soglia c’erano le
aprile sbocciano ai margini del bosco, che mi sono appisolata ho fatto un nostre nonne coi fazzoletti colorati in
sotto gli alberi pieni di gemme. sogno: sono bambina e gioco a inse- testa. Io baciavo chiunque e bevevo i

37
Un assaggio di lettura
UN TRENO DI LIBRI

bicchierini di grappa che il fratello di domandarmi se Manuel stava bene e Radu siamo entrati in casa a darci una
Radu continuava a riempire prima di ripeteva che era contenta che ci fosse sistemata.
proporre brindisi e canti. un suo amico. Io le davo corda e le ag- – Non ci posso credere, tra poco sa-
Dopo l’aperitivo ci siamo seduti a ta- giustavo il vestito che le scendeva lar- remo a Berlino, – ho detto prenden-
vola. Tutti tranne Manuel. Se ne stava go sui fianchi. Non c’era ragione che dogli le mani mentre lui mi baciava sul
sul marciapiede che costeggia il fian- le raccontassi quello che non sapeva. collo.
co della casa con un piatto di pastic- Lo aveva detto anche lei, la memoria La torta, il papanași e i biscotti al mie-
cio di carne e una lattina di Coca-Cola è meglio che bruci. le erano buonissimi ma non riuscivo
appoggiata per terra. Non era venu- Sono tornata tra gli invitati che aveva- a mandare giù nemmeno l’aria, ave-
to nessuno dei suoi amici di scuola, no fatto cerchio attorno a due ragazzi vo solamente voglia di sciogliermi i
nemmeno quei due che avevano coi violini. Erano zingari, con la carna- capelli, levarmi i fermagli e stare con
detto che si sarebbero fatti accom- gione olivastra, alti e baffuti, i capelli di Radu. Invece mi è toccato ballare fino
pagnare dai genitori. C’era solo Petru un nero lucido e il fisico scolpito sotto al tramonto e fare sorrisi mentre guar-
Popa, che a stento mi ha salutata con le camicie bianche e i panciotti aper- davo nella macchina fotografica e
un’alzata di ciglia. Aveva un cappelli- ti. Li aveva chiamati il fratello di Radu. nelle telecamere dei telefoni. Anche
no nero che si tirava continuamente Ci siamo messi a ballare, e a furia di mamma sorrideva, in posa con una
sulla fronte e anche lui mangiava il walzer e polche siamo lentamente mano sul fianco e l’altra appoggia-
pasticcio di carne bevendo Coca-Co- usciti dal pergolato fino ad arrivare ta alla spalla di Manuel. Vorrei avere
la. Guardavano l’orto e l’aia del vicino, sulla strada di ghiaia. I vicini si sono meno paura dell’amore che mi lega a
con le galline e i conigli che razzola- uniti alle danze sempre più vorticose, lei, del destino che potrebbe assomi-
vano, e a turno cambiavano canzone roteavano gonne e volavano sguar- gliare al suo. Vorrei avere meno paura
sul cellulare che tenevano a tutto vo- di accesi. Soltanto quando l’ultimo del mio viso che col tempo diventerà
lume appoggiato alle lattine. degli amici aveva il fiatone gli zingari sempre più uguale al suo viso scavato.
[...] hanno posato i violini e finalmente è Verso le sette la nonna è venuta col
Mamma veniva ogni dieci minuti a arrivata la torta. Prima di tagliarla io e fazzoletto in testa a dirmi che rientra-
va. Non l’ho mai abbracciata così forte.
Una scena del film Mar Nero (2008) di Federico Bondi A parte quelle brevi passeggiate con
Manuel usciva solo per fare un po’
di spesa al mercato. Non era venuta
neanche una volta in ospedale, né
durante la riabilitazione aveva volu-
to restare con noi a Iași. Nonna Rosa
era rinsecchita, con le gote pallide e
gli occhi acquosi, ma quel giorno il
sorriso non aveva mai lasciato le sue
labbra sottili e negli occhi riconosce-
vo lo stesso sguardo tenace che ave-
va quando ero bambina. Ho baciato
a ripetizione le sue guance, finché lei
mi ha scostato dicendo di conserva-
re i baci per mio marito. Subito dopo
se ne sono andati i genitori di Radu,
con l’altra nonna che da qualche ora
se ne stava in disparte vicino all’uscio.
Petru ha salutato Manuel con una di
quelle mosse da rapper, e in fretta ha
raggiunto lo zio che lo era venuto a ri-
prendere in macchina.
Gli amici allora hanno annunciato
che ci aspettavano al bar in piazza,
© ANSA/DRN

si erano portati un cambio e prima di


andarsene sono andati a turno in ba-
gno a togliersi la giacca e l’abito per
rimettersi jeans e magliette. Io e Radu
li avremmo raggiunti per un ultimo
bicchiere.
[...]

38
Lo scaffale della Freccia
a cura di Alberto Brandani

STAI ZITTA LA DISCIPLINA DI PENELOPE LA CAREZZA DELLA MEMORIA


Michela Murgia Gianrico Carofiglio Carlo Verdone
Einaudi, pp. 128 € 13 Mondadori, pp. 192 € 16,50 Bompiani, pp. 224 € 17
A volte si utilizzano parole che fanno Penelope si sveglia nella casa di La memoria è una scatola. Aprirla,
sparire le donne dai luoghi pubblici, uno sconosciuto, dopo l’ennesima guardare, ricordare, raccontare: è il
dalle professioni, dai dibattiti e dalle notte sprecata. Va via silenziosa e disordine delle immagini che arrivano
notizie. E di parole ingiuste si muore solitaria, attraverso le strade livide dal passato ad accendere la narrazione
anche nella vita quotidiana, dove il dell’autunno milanese. Comincia così di Carlo Verdone. Uno sguardo acuto,
pregiudizio che passa per il linguaggio un’appassionante investigazione che si partecipe, a tratti impietoso a tratti
uccide la possibilità di essere snoda fra le vie inesplorate della città. melanconico, su Roma e sulla sua
pienamente se stesse. Questo libro è Una scrittura che non lascia scampo gente. Si ride, ci si commuove, si riflette;
uno strumento che evidenzia il legame e illumina una figura femminile dai si incontrano celebrità e persone
mortificante tra i soprusi vissuti e le tratti epici, durissima e fragile, carica di comuni, ugualmente illuminate dallo
parole pronunciate e ascoltate. rabbia e di dolente umanità. sguardo dell’artista e dell’uomo.

LETTERE TRA DUE MARI FRECCIA VERDE: ANNO UNO FLOWER POWER
Siri Ranva Hjelm Jacobsen Andy Diggle, Jock Alessandra Viola
Iperborea, pp. 334 € 14 Panini Comics, pp. 152 € 19 Einaudi, pp. 176 € 16,50
In principio il nostro pianeta era Giovane, bello e miliardario. Oliver Una riflessione per promuovere i diritti
un’unica e felice distesa d’acqua. Queen ha tutto quello che si può e ridurre le ingiustizie nel mondo delle
La terraferma squarciò la coltre desiderare. Il tradimento di un amico piante. Il popolo verde, silente e mite,
primigenia in mari e oceani, che da e un tentato omicidio lo mettono in è sempre più vilipeso e falcidiato dagli
allora cospirano un ingegnoso piano crisi. Su una sperduta isola deserta, esseri umani, con migliaia di specie in
per sommergere tutto e tornare a contatto con la natura, fa un via d’estinzione, nonostante offra loro
all’unità perduta. Una narrazione viaggio dentro sé stesso. E capisce ossigeno e sopravvivenza. Occorre una
epistolare che, attraverso la voce di cos’ha realmente bisogno per Dichiarazione universale dei diritti delle
delle acque, protagoniste dei tornare nella sua Star City da (super) piante, sorelle verdi che assistono e
cambiamenti climatici, racconta eroe. La versione moderna delle provvedono senza chiedere niente in
nascita e declino dell’umanità. G.B. origini dell’arciere di smeraldo. G.B. cambio. S.G.

39
Lo scaffale ragazzi
a cura di Claudia Cichetti cichettic

’45 UNA PARTIGIANA DI NOME TINA QUEI SEI CONTRO L’INQUINAMENTO


Maurizio A. Quarello Anselmo Roveda, Sandro Natalini Squadra CCM
Orecchio Acerbo, pp. 32 € 19 (da 11 anni) Coccole books, pp. 72 € 9,90 Giunti, pp. 96 € 7,90 (da 8 anni)
Un libro senza testo fatto di immagini (9-11 anni) Chiusi nelle loro stanze durante il primo
che raccontano la Liberazione. Tra La storia un po’ romanzata di Tina lockdown, 12 ragazzini cominciano a
le pagine si intrecciano le vicende Anselmi e delle ragazze che durante scrivere la cronaca delle loro emozioni.
dell’inverno del ’45 – i rastrellamenti, la Resistenza hanno avuto un ruolo Nasce così una storia sull’inquinamento:
le rappresaglie dell’esercito, le azioni nell’azione partigiana, opponendosi sei piccoli eroi finiscono in un
partigiane contro i repubblichini e i all’oppressione e alla violenza. Una mondo lontano dal nostro, distopico,
tedeschi – con la storia privata di una giovane Tina, nome di battaglia dove vivono mostri infestanti. I sei
donna qualunque, Maria, e le sue Gabriella, poi più volte ministra della protagonisti, però, riescono a salvare
apprensioni per il marito combattente Repubblica, in un racconto che parte quel pianeta contaminato e a tornare nel
e il figlio alpino in Russia. Fino al dalla scelta di lotta, prima individuale nostro, felici e in sintonia con la natura.
momento cruciale dell’insurrezione e e poi collettiva, compiuta da molti Un eco-racconto per aiutare i bambini a
del ritorno a casa. giovani della sua generazione. tenere a distanza le loro paure.

IL VIAGGIO SEGRETO DEI VIRUS GALILEO GALILEI. IL MESSAGGERO 100 COSE DA SAPERE PER
Ilaria Capua DELLE STELLE SALVARE IL PIANETA
De Agostini, pp. 176 € 13,90 Francesco Niccolini, Massimiliano AAA. VV.
(da 11 anni) Favazza Usborne, pp. 128 € 13,50 (da 9 anni)
Abbiamo imparato a conoscerla per Becco Giallo, pp. 128 € 17 (da 13 anni) Dai batteri mangia-plastica
i suoi approfondimenti sul Covid-19. La vita di Galileo Galilei, padre della che riducono l’inquinamento (e
Ilaria Capua, scienziata da oltre 30 scienza moderna e della rivoluzione contribuiscono a salvare gli oceani)
anni, con questo libro dedicato ai scientifica, narrata da strisce e disegni a ai maglioni di lana in aiuto dei
più giovani intraprende un viaggio matita. Con il lancio di due satelliti parte la pinguini in pericolo. Un libro pensato
alla scoperta di 11 virus che hanno costruzione della Costellazione Galileo, per sensibilizzare ed educare i
inciso sulla storia degli esseri umani. che permetterà l’aggiornamento del GPS più piccoli alla sostenibilità e alla
Un approfondimento sul mondo europeo. Da questo evento prende spunto salvaguardia del nostro Pianeta. Dati
naturale perché la conoscenza il racconto dell’astronomo, matematico e curiosità sono presentati e spiegati
è fondamentale per prevenire e ricercatore di stelle che, tra il ‘500 e in maniera semplice, accompagnati
un problema, ma soprattutto per ‘600, ha ribaltato la visione geocentrica e da efficaci infografiche adatte alla
vincere la paura. S.G. rimesso il sole al centro dell’universo. S.G. lettura dei più piccoli. G.B.

40
IN VIAGGIO CON

UN VULCANO
FISICO E SISMOLOGO del basket, ma al canestro ha preferito mentazioni sperimentali nel settore.
la fisica. E oggi dirige il laboratorio di Quando ti è caduta in testa la mela
ALL’UNIVERSITÀ DI Sismologia del dipartimento di Fisica della scienza?
NAPOLI, ALDO ZOLLO all’Università Federico II di Napoli. Nel corso della tesi di laurea: era il

STUDIA LA TERRA E Ma lo sport resta attaccato all’anima, 1980, anno del terremoto in Irpinia,
così le partite di basket amatoriali in- che mi coinvolse emotivamente. Da
I SUOI MOVIMENTI. sieme ai compagni di allora non man- ragazzo di queste terre, cominciai a
PER INTERCETTARE cano mai nell’agenda del professor lavorare sulle ragioni dell’evento si-
Aldo Zollo, che vive nella zona vulca- smico, analizzando i dati per capire i
SEGNALI E nica dei Campi Flegrei, quasi casa e motivi di tanta devastazione, dolore
ANTICIPARE bottega. e morte. Fu in quel momento che mi
Perché hai scelto la scienza e attra- accorsi di poter diventare un ricerca-
SOLUZIONI verso quale percorso formativo? tore, parte di un ingranaggio utile per
di Andrea Radic
Fin dal liceo mi interessava il pianeta, la società. Scattò la passione per il
Andrea_Radic andrearadic2019
con i suoi processi interni ed esterni. Un laboratorio, poi il dottorato a Parigi e,

U
carissimo amico, professore di geo- al rientro in Italia, l’inizio della carriera.
no scienziato capace di logia, mi suggerì la laurea in Fisica, Riesci a mantenere un distacco
applicare con chiarez- per acquisire, diceva, le necessarie scientifico nel tuo lavoro o il coinvol-
za alla vita reale i principi capacità di analisi. Ma anche quel ri- gimento emotivo è comunque pre-
studiati in laboratorio, diminuendo gore scientifico che oggi mi consente sente?
drasticamente la distanza tra teoria e di guardare alla Terra con capacità di Difficile sdoppiare i due aspetti, i ri-
pratica. Da giovane era una promessa predizione e di mettere a punto stru- cercatori sono persone che vivono

42
DI SCIENZA
anche emotivamente le emergenze. evacuare. D’altronde vivo ai Campi hanno origine i terremoti è limitata.
Durante campagne di studio e analisi Flegrei, il vulcano della parte occi- Sono fenomeni che si formano a 20-
sul Vesuvio e ai Campi Flegrei per ca- dentale di Napoli. 30 chilometri di profondità e il pozzo
pire dove si trovasse il magma, sono Esistono lacune nel monitoraggio più profondo mai realizzato dall’uomo
stato per diversi giorni a contatto con dei vulcani? non è andato oltre i 12. Quindi usiamo
la popolazione. In quei momenti mi No. Dal punto di vista del controllo, in l’osservazione indiretta, come un’eco-
sono accorto dell’importanza del mio Italia viviamo una situazione felice ri- grafia al corpo del pianeta.
lavoro e della necessità di comuni- spetto ad altri Paesi. Possediamo tec- Il Viaggio al centro della terra rac-
care informazioni corrette, mi sono nologie e capacità osservative molto contato da Jules Verne nel 1864 re-
sentito coinvolto nell’impegno verso il avanzate, paragonabili a quelle di sta un romanzo di fantasia?
progresso scientifico. Dobbiamo por- Stati Uniti e Giappone, siamo in grado Direi di sì, anche se il progresso scien-
re grande attenzione a ogni piccolo di intercettare i seppur minimi segnali tifico delle ultime due decadi ha com-
segno di pericolo, perché il Vesuvio tellurici, geochimici o di deformazione piuto passi inimmaginabili. Quindi non
causerebbe un’eruzione di tipo esplo- del suolo. poniamo limiti alla strada della cono-
sivo, a differenza di quella recente e La scienza oggi ha il controllo della scenza. I fenomeni che studiamo sono
spettacolare dell’Etna, di tipo effusivo. Terra o molto è ancora ignoto? molto vicini alla teoria del caos e ac-
Tu abiteresti mai alle pendici del Ve- Molto è ancora da scoprire. Nell’e- cadono per variazioni minime rispetto
suvio? splorazione dell’atmosfera possedia- a un trend. Il magma, per esempio,
Sì, laddove consentito dalle regola- mo mezzi per essere al centro dei fe- non risale dalle profondità in silenzio

© jul14ka/AdobeStock
mentazioni e con la consapevolezza nomeni naturali. Nel caso della Terra, geofisico e l’obiettivo dei ricercatori è
di essere in una situazione a rischio, invece, la capacità di penetrazione percepire in anticipo ogni segnale. È
quindi pronto a dovermi trasferire o con sonde dirette nelle regioni dove necessario, inoltre, accorciare la di-

lol
Zo
do

Al

Il Vesuvio dall'alto (NA)

43
IN VIAGGIO CON

che condividono qualcosa e poi col-


leghi. Innanzitutto, possediamo il mi-
sterioso sodalizio del calcio: il Napoli
ci accomuna a tutti i livelli, senza di-
stinzione alcuna. Poi mi piace il cibo,
il mare e soprattutto il modo in cui si
pone la gente di questa città. Oltre
alla nostra grande apertura nei con-
fronti di tutti.
Ripensando a quando eri bambino,
qual è il profumo della tua infanzia?
Quello della campagna nel beneven-
tano, con i miei nonni e i miei zii agri-
coltori, apicultori e vignaioli, durante i
momenti gioiosi della vendemmia e
della pigiatura. I profumi della terra
Il professor Aldo Zollo in laboratorio sono quelli che ho portato con me.
Anche tuo fratello Massimo Zollo è
stanza tra le scoperte scientifiche e porterà problemi in futuro. Trovo che uno scienziato, professore all’Uni-
la vivibilità e sostenibilità dei territori: la cultura ambientale sia troppo poco versità Federico II, uno dei massimi
questo è un compito della politica, diffusa: la classe politica dovrebbe esperti nella ricerca sulle malattie
che dovrebbe aiutare la popolazione avere maggior visione e volontà di genetiche. Dna di famiglia?
a conoscere e comprendere ciò che investire in azioni di mitigazione am- Ci accomuna la caparbietà, necessa-
viene fatto per il bene comune. Ser- bientale a lungo termine. Forse sono ria a supportare il talento, affrontare le
vono cultura del territorio e addestra- investimenti poco “elettorali”, ma vedo sfide più difficili e accettare le scon-
mento all’applicazione dei protocolli segnali positivi da parte della popola- fitte per arrivare ai massimi obiettivi.
di sicurezza. zione riguardo al risparmio energetico Anche perché sono carriere che pre-
Conoscere per proteggere, quindi. e alla raccolta differenziata dei rifiuti. tendono grandi sacrifici, non si smette
Il mio gruppo di ricerca in Sismologia Percepisci nei tuoi studenti un inte- mai di studiare, approfondire, aggior-
all’Università di Napoli sta lavorando resse che va oltre la moda di essere narsi.
con il settore ponti e infrastrutture green? E i tuoi figli?
di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) sulla Sì, nei giovani vedo una profondità Margaux si è da poco laureata in Inge-
possibilità di utilizzare sistemi capaci che invece manca alle persone più gneria chimica, Simon gioca a basket
di individuare in anticipo onde sismi- adulte. Come l’estrema attenzione a livello professionistico.
che che potrebbero avere impatto alla vita sana, che dimostrano anche Come si dice, hanno seguito le orme
sulla rete ferroviaria, così da adottare i miei due figli ventenni. del padre.
tutte le misure di sicurezza necessa- Com’è fare lo scienziato a Napoli? Passioni di famiglia.
rie. Un progetto di altissima innovazio- Il lavoro è più piacevole perché prima
ne, unico a livello europeo. Dopo due di tutto siamo un gruppo di persone aldozollo
anni di lavoro siamo giunti alla fase
sperimentale, abbiamo lasciato la
Il giornalista Andrea Radic con Aldo Zollo alla stazione di Napoli Centrale
piramide di cristallo del laboratorio e
siamo usciti sul campo con un obiet-
tivo importante e delicato: proteggere
la vita di migliaia di viaggiatori.
Ti piace viaggiare in treno?
Moltissimo, perché mi infonde un
senso di serenità e tranquillità che
con altri mezzi di trasporto non provo.
Sulla mia tratta più frequente, Napo-
li-Roma, mi dedico a ciò che ho la-
sciato indietro, sfruttando quel tempo
guadagnato che il treno mi regala.
Abbiamo sufficiente rispetto della
Terra?
Le attività umane impattano sulla
natura, è nostra responsabilità com-
prenderne rischi e benefici. Lo sfrut-
tamento indiscriminato delle risorse

44
EARTH DAY

UN PIANETA
DA SALVARE
IL 22 APRILE SI za per la tutela del pianeta. Un evento di non saper gestire un tema così forte.
epocale che indusse le Nazioni Unite Dallo storico accordo sul clima di Parigi
CELEBRA LA a riconoscere l’Earth Day come mo- nulla è cambiato, se non i giovani che
51ESIMA GIORNATA vimento globale a tutela della Terra», sono tornati alla ribalta con movimenti
spiega Pierluigi Sassi, presidente del di protesta e che vanno da tutti noi so-
DELLA TERRA. UNA network italiano. stenuti. Earth Day lo fa con passione e
MARATONA ONLINE Poi, anche grazie al web, la protesta guarda alle nuove generazioni in que-

CHE COINVOLGE ha coinvolto il mondo intero. Quali sta prospettiva perché solo loro, senza
obiettivi sono stati raggiunti da allora? sovrastrutture, possono cambiare il
OLTRE UN MILIARDO La più grande missione del movimento mondo. Per la prima volta quest’anno
DI PERSONE. CE NE è stata quella di creare una coscienza e su iniziativa dell’Italia, la Conferenza
ambientale collettiva. In 50 anni l’or- sul clima sarà preceduta da una ses-
PARLA PIERLUIGI ganizzazione si è moltiplicata in modo sione interamente dedicata ai giovani.
SASSI, PRESIDENTE esponenziale con 75mila partner nei Un passaggio epocale se consideria-

DI EARTH DAY ITALIA 193 Paesi membri dell’Onu, diventando


la realtà più impattante al mondo. Oggi
mo l’importanza del dialogo tra le ge-
nerazioni su un tema che è più di chi
di Flaminia Marinaro
la sfida è molto più complessa e l’Ear- verrà dopo che nostro. Anche grazie ai

«D
th Day si sta organizzando per andare media, sono state combattute le spe-
obbiamo crescere nel- ben oltre la sensibilizzazione. In Italia i requazioni sociali e frantumate quelle
la coscienza della cura tre grandi temi riguardano l’alfabetiz- camere stagne che tenevano lontani
della casa comune. Ab- zazione climatica, perché tutti devono chi ha molto e chi non ha niente: oggi
biamo peccato contro la Terra. Dio per- sapere cosa sta succedendo, l’educa- siamo tutti vasi comunicanti. Ancor più
dona sempre, noi perdoniamo alcune zione ambientale e l’innovazione per con il Covid-19 ci siamo resi conto di
volte ma la Terra non perdona mai». sviluppo sostenibile. La cosa più im- essere una sola famiglia umana in un
Sono le parole di papa Francesco in portante e urgente è cambiare il nostro pianeta che ha bisogno di ognuno di
occasione della celebrazione della modello economico dall’interno. Dob- noi. È stata una presa di coscienza col-
Giornata mondiale della Terra 2020, biamo formare le nuove generazioni a lettiva e lo stesso virus, a suo modo, ha
la 50esima, che si è tenuta il 22 aprile un approccio climatico corretto e dare “parlato” in senso ambientale, perché
dello scorso anno in piena pandemia, a tutti la piena consapevolezza delle le ricerche scientifiche hanno dimo-
durante la quale ha espresso profondo sfide che ci troveremo davanti: secon- strato che il contagio è stato accelerato
apprezzamento verso i movimenti in- do gli ultimi dati delle Nazioni Unite, in modo molto significativo dall’inqui-
ternazionali che lottano e lavorano per purtroppo, gli impegni presi dagli Stati namento.
risvegliare le coscienze. alla Conferenza di Parigi vengono pun- Lo scorso anno, nell’impossibilità di
Cinquanta più uno sono gli anni di vita tualmente disattesi. celebrare la Giornata della Terra nello
di Earth Day, l’organizzazione che pri- Il mondo intero è stato colpito dalla spazio fisico e simbolico di Villa Bor-
ma di tutte sembra avere incarnato in pandemia: si è detto che la Terra abbia ghese, il web si è rivelato fondamen-
modo profetico i principi dell’enciclica reagito agli attacchi dell’uomo. Il cam- tale. Qual è stato il bilancio?
Laudato si’. «È nata in Usa nel 1970, biamento climatico e lo sfruttamento Avevamo scelto il cuore verde della
dopo l’esplosione di una piattaforma delle risorse hanno probabilmente Capitale come ombelico del mondo.
petrolifera a Santa Barbara che distrus- fornito terreno fertile al virus. In che Ma il web ci ha aperto una grande op-
se un intero ecosistema costiero. Il se- modo possiamo cambiare il futuro? portunità: la maratona mediatica del
natore democratico Gaylord Nelson Dobbiamo pensare ai giovani e puntare 2020 ha prodotto migliaia di contatti e
riuscì a mobilitare l’opinione pubblica su di loro. Hanno tutto il diritto di riven- dato voce a organizzazioni e persone
facendo leva sugli studenti, già molto dicare un pianeta sano e di contrastare che normalmente non ce l’hanno. La
attivi contro la guerra in Vietnam. Oltre modelli economici predatori. Purtrop- scorsa edizione è stata spettacolare:
20 milioni di americani scesero in piaz- po, i governi hanno dimostrato finora ad aprirla, uno strepitoso Zucchero

46
47
© jyugem/AdobeStock
EARTH DAY

davanti a un Colosseo illuminato di tivo giovani, in cui faremo


blu. Solo, al centro della piazza, come collegamenti con le scuo-
lo era stato papa Francesco in una San le e interviste in vista
Pietro deserta, in preghiera per il per- dell’evento alle Nazioni
dono universale. Le note di Let your Unite; Obiettivo Agen-
love be known, composta da Bono Vox da Onu 2030, in cui
e interpretata in italiano dall’artista, parleremo dei 17 goal
sono state il ringraziamento a quel ge- da raggiungere con
sto meraviglioso. interventi di esperti e

It al ia
Due immagini fortemente evocative di chi si impegna ogni
che hanno provocato 150 milioni di giorno per migliorare

Day
contatti in pochi giorni. E altrettanti ne il mondo; Innovazione e

r th
ha portati a casa la nostra campagna

Ea
sviluppo sostenibile, per

di
di comunicazione. Risultati importanti capire che bisogna innovare

te
en
che danno la misura della partecipa- per migliorare la qualità di vita s id
p re
zione e della condivisione collettiva. e non per aumentare i profitti; Very s i,
as
iS
Il servizio pubblico televisivo ha rico- important planet – la parte più diver- lu i g
Pi e r
perto un ruolo importantissimo, senza tente – con musicisti, sportivi, artisti e
la Rai non avremmo potuto raggiun- celebrità per contagiare i cuori di tutti è poi alla base di larga parte dei feno-
gere tanta gente. Abbiamo avuto tanti gli ascoltatori. meni migratori. Dobbiamo cominciare
testimonial e molti ne avremo anche C’è anche un’altra piaga, ancora poco a parlare di ecologia integrale. La de-
quest’anno. conosciuta, che affligge la nostra so- sertificazione da una parte e l’innal-
La maratona online del 22 aprile ve- cietà: quella dei migranti ambienta- zamento del livello del mare dall’altra
drà coinvolte oltre un miliardo di per- li. Di cosa si tratta e come possiamo costringeranno gli abitanti di molti
sone. Come sarà strutturata? combatterla? territori e città a modificare le proprie
Il canale digitale RaiPlay ci offre la pos- Le persone non si spostano più solo abitudini, se non addirittura a evacuare.
sibilità di essere visti da tutto il mondo. perché sono povere ma per l’incapaci- Non si può pensare di fermare l’immi-
Tredici ore di diretta su temi ambientali tà della loro terra di sfamarle a causa grazione senza affrontare il cambia-
su un canale gratuito sono il migliore di guerre, alluvioni, fenomeni climatici mento climatico.
esempio possibile di servizio pubblico. devastanti o sfruttamento da parte di
Sarà una staffetta di voci e di cuori – colossi multinazionali che devastano earthday.org
cosi amiamo definirla – una maratona le microeconomie locali. La mappa EarthDayNetwork
con artisti, giornalisti esperti e scienzia- delle crisi ambientali e quella delle earthdayitalia.org
ti, uno spazio virtuale ricco di contenuti guerre sono drammaticamente simi- EarthDayIta earthdayitalia
ma anche di momenti di leggerezza. li. La questione ecologica è diventata onepeopleoneplanet.it
Quattro i blocchi fondamentali: Obiet- anche una questione di sicurezza che villaggioperlaterra

Zucchero canta davanti al Colosseo per l’Earth Day 2020


© Carlo Landucci

48
STOP GLOBAL
WARMING
© Francesco Ditria

Immagine creata per la open call di Zooppa a sostegno dell'iniziativa StopGlobalWarming.eu

UNA RACCOLTA DI FIRME PER SPINGERE LA COMMISSIONE


EUROPEA A TASSARE LE EMISSIONI DI CO2 .
A PARLARNE MARCO CAPPATO, UNO DEI PROMOTORI,
E STEFANIA SPAMPINATO, TRA I VIP SUPPORTER
di Serena Berardi - s.berardi@fsitaliane.it

T assare le emissioni di anidri-


de carbonica per fermare il
riscaldamento globale. E poi,
con le risorse ricavate, ridurre le impo-
ste sul lavoro. Un’idea da Nobel. Per
sione Ue di varare una normativa per
disincentivare il consumo dei combu-
stibili fossili e favorire l’uso di energie
rinnovabili, con l’obiettivo di contra-
stare i cambiamenti climatici e limitare
politica. A maggior ragione in un mo-
mento come questo, con la pandemia
che distrugge posti di lavoro e le emis-
sioni che devastano il pianeta», spiega
Marco Cappato, tesoriere dell’Asso-
la precisione un'idea di 27 premi No- l’aumento della temperatura terrestre. ciazione Luca Coscioni, fondatore del
bel. Ed è la proposta alla base di Stop «Abbiamo semplicemente pensato di movimento di cittadini europei sullo
Global Warming, l’Iniziativa dei cittadini tradurre la dichiarazione di alcuni eco- sviluppo sostenibile Eumans e promo-
europei (Ice) che chiede alla Commis- nomisti premi Nobel in una proposta tore dell’iniziativa.

49
EARTH DAY

L’Ice, infatti, è uno strumento di demo-


crazia partecipativa che consente di
proporre modifiche ai trattati europei.
Se la petizione Stop Global Warming
raggiungerà l’obiettivo di un milione di
firme entro luglio, verrà presentata alla
Commissione Ue e discussa in Parla-
mento.
«Abbandonare i combustibili fossili
deve essere conveniente dal punto di
vista economico. Fare i moralisti dell’e-
cologia non serve. Non possiamo illu-
derci di poterci salvare solo attraverso
comportamenti individuali virtuosi,
come fare la raccolta differenziata,
mangiare meno carne e spostarsi in bi-
cicletta. Se non si trasforma profonda-
mente l’intero sistema economico, gli
sforzi personali non basteranno. I cam-
biamenti culturali, da soli, sono troppo
lenti», sostiene Cappato.
Anche Stefania Spampinato, volto del-
L'attrice Stefania Spampinato, tra i supporter dell'iniziativa Stop Global Warming
la serie tv Grey’s Anatomy e tra le deci-
ne di vip che hanno scelto di suppor- consumatori i soldi che perdono in ter- che e di sottoporle alle valutazioni di
tare Stop Global Warming, è convinta mini di minor potere d’acquisto. E lo si altri colleghi. Senza il metodo scientifi-
che una misura di questo genere sia deve fare abbassando le altre tasse, in co l’uomo non sarebbe mai arrivato alla
necessaria, altrimenti si continuerà a particolare sui redditi più bassi», spiega democrazia. Più che perdere tempo a
inquinare senza remore. «Tutto ciò che Cappato. convincere chi si rifiuta di capire, oggi
è nocivo o pericoloso per il prossimo Se l’urgenza di agire diventa sempre è importante smuovere chi a parole è
viene punito o scoraggiato. Se vai trop- più palese, c’è ancora chi nega i cam- d’accordo ma poi non è disposto a fare
po veloce con la macchina, ti fanno la biamenti climatici: «Ognuno può pen- nulla di concreto. Per questo abbiamo
multa. Se parcheggi in seconda fila e sarla come vuole, ma per conoscere attivato la raccolta di firme», prosegue
intralci il traffico, ti rimuovono l’auto. come stanno le cose bisogna ascoltare Cappato.
Serve, quindi, un meccanismo che fun- la comunità scientifica. Gli studiosi non Anche secondo Spampinato è impos-
zioni da deterrente anche per le emis- sono mai del tutto unanimi, ma hanno sibile continuare a girare le spalle, si
sioni di anidride carbonica», afferma l’obbligo di pubblicare le proprie ricer- tratta di dimostrare coscienza e senso
l’attrice ambientalista.
L'attivista Marco Cappato, tra i promotori di Stop Global Warming
L’adozione della carbon tax potrebbe
causare un aumento dei prezzi, per
esempio di elettricità e benzina. Tutta-
via, genererebbe un dividendo fiscale
che potrebbe essere sfruttato a soste-
gno non solo dell’ambiente ma anche
del lavoro. «Bisognerebbe restituire ai

«Non possiamo
illuderci di poterci
salvare solo attraverso
comportamenti
© Davide Bozzalla

individuali virtuosi.
Se non si trasforma
profondamente l’intero
sistema economico,
gli sforzi personali non
basteranno»

50
© Davide Bozzalla
L'Acquario di Genova, struttura che ha aderito alla campagna

di responsabilità: «La stragrande mag- Covid-19», dice preoccupato Cappato. occorrerà intervenire in maniera decisa
gioranza della comunità scientifica Dall’altro capo dell’oceano Stefania, per invertire la rotta».
concorda sul fatto che il riscaldamento che vive e lavora a Los Angeles, ha Nel caso la petizione online centri
globale abbia cause antropiche. Ma, ol- constatato in prima persona come il l’obiettivo del milione di firme entro
tre a questo, gli effetti negativi tangibili virus abbia travolto tutte le altre que- luglio, la Commissione Ue sarà obbli-
sono sotto gli occhi di tutti. Così come stioni: «Avevo esternato ai produttori gata a dare seguito alla proposta. «Ho
manteniamo un ambiente salubre tra le di Grey’s Anatomy che ero disposta a fiducia che a quel punto potranno ac-
mura domestiche, la stessa cosa deve destinare una parte del mio compen- coglierla e studiare una legge europea.
valere per il pianeta che ci accoglie». so per rendere più ecosostenibile il set. Il problema è che non resta più molto
Se da una parte la pandemia ha ca- Li avevo trovati d’accordo a prescin- tempo, non solo per le firme, ma per
nalizzato tutta l’attenzione e spostato dere dal mio impegno e ci eravamo mantenere una condizione di vita de-
in secondo piano le altre problemati- riusciti. Adesso, però, la situazione si è cente sulla Terra», conclude Cappato.
che, dall’altra ha fatto emergere una complicata: prima delle riprese, attori Il pianeta, già malato e con la tempe-
consapevolezza: «Bisogna rivedere il e staff devono sottoporsi al tampone ratura alta prima del Covid-19, non può
rapporto tra l’essere umano e l’ecosi- e per effettuarlo viene gettata via ogni aspettare ancora per essere preso in
stema. Se si continua a non intervenire giorno un’enorme quantità di plastica, cura.
sulle emissioni di CO2 e l’inquinamen- tra mascherine, guanti e altri disposi-
to, le conseguenze in termini di salute tivi monouso. Ovviamente, quello che stopglobalwarming.eu
e vite umane saranno molto più gravi conta ora è non far ammalare le perso- stopglobalwarming.eu
e durature di quanto è accaduto con il ne. Ma, appena superata l’emergenza, sgw_eu

Una volontaria impegnata a promuovere la campagna


© Michael Braha

51
EARTH DAY

IL SUONO
DELL’OCEANO

L'installazione Answer to the Call alla mostra The Soul Expanding Ocean #1: Taloi Havini

DISTESE D’ACQUA DA ASCOLTARE. A VENEZIA, UNA PERSONALE DI


TALOI HAVINI TRASPORTA IL VISITATORE IN UNA PICCOLA ISOLA
DEL PACIFICO ATTRAVERSO UN'INSTALLAZIONE IMMERSIVA
di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
Foto gerdastudio

U na visione dell’oceano
diversa e stimolante che
usa il suono come stru-
mento per misurare lo spazio. È que-
sto il senso dell’opera di Taloi Havi-
L’artista utilizza fotografie, scultu-
re, videoinstallazioni immersive e
tecniche miste per affrontare temi
come la rappresentazione, l’eredità
e gli habitat dell’Oceania. Il suo la-
all’Ocean Space di Venezia fino al 17
ottobre, salvo cambiamenti dovuti
alle restrizioni per contrastare il Co-
vid-19.
La mostra, commissionata e prodot-
ni, nata nell’isola di Bougainville, in voro viene esposto per la prima vol- ta da TBA21–Academy e a cura di
Papua Nuova Guinea, e attualmen- ta in Italia nella personale The Soul Chus Martinez, è progettata proprio
te residente a Sidney, in Australia. Expanding Ocean #1: Taloi Havini, per questo centro planetario, situato

52
all’interno della Chiesa di San Loren- dell'Australia nord-orientale. Un pro-
zo, che si propone di contribuire alla getto che ha unito artisti e scienziati,
ricerca sugli oceani e all’alfabetizza- nell'ambito del programma Artist-
zione sul tema. L’artista utilizza di- At-Sea dello Schmidt Ocean Insti-
versi strumenti sensoriali per invitare tute, coproduttore della mostra, per
il pubblico a riflettere sull’evoluzione un’esplorazione interdisciplinare dei
del mondo, con sequenze di suoni mari. In particolare, Havini ha cercato
che nella testa dei visitatori si tra- di misurare la velocità del suono per
sformano in un ricordo interiorizza- produrre inedite mappature ad alta
to. L’installazione Answer to the Call risoluzione dei fondali oceanici.
evoca il mare intorno a Bougainville, Oltre a questa esposizione, nell’Oce-
la terra natale di Havini, attraverso an Space veneziano è ospitato an-
22 diffusori acustici a tre livelli d’in- che il secondo capitolo di Territorial
terazione e un set teatrale dalle tinte Agency: Oceans in Transformation, a
indaco e blu oltremare. cura di Daniela Zyman, commissio-
Lo spettatore è invitato a raccogliersi nato e prodotto da TBA21–Academy.
per ascoltare l’oceano, come se fos- La mostra, aperta fino al 29 agosto –
se seduto proprio sulla piccola isola salvo cambiamenti legati alle misure
del Pacifico. Nel creare queste sin- anti Covid-19 – intende affrontare i
golari armonie, Havini utilizza la sua pericoli causati dall’innalzamento
lingua Hakö, alcuni canti di viaggio delle acque, dalla devastazione
locali e un pezzo strumentale com- ecologica degli oceani e dalla fra-
posto da Ben Hakalitz, musicista gilità e volatilità dell'economia deri-
noto a Boungainville. Infine, aggiun- vanti dalle imponenti trasformazioni
ge delle registrazioni subacquee dell'ambiente marino.
frutto di una mappatura sonar cattu- ocean-space.org
rate a bordo della nave R/V Falkor, tba21.org/academy
durante un viaggio nelle acque oceanspace.org

Una veduta della mostra Territorial Agency: Oceans in Transformation

53
EARTH DAY

NEL SEGNO
DELL’
ACQUA

CON IL MOTTO REFILL YOUR BOTTLE, BRESSANONE CELEBRA


QUESTA PREZIOSA RISORSA. E A MAGGIO PROMUOVE UN FESTIVAL
PER RIFLETTERE SUL SUO CONSUMO CONSAPEVOLE
© Pierluigi Orler

di Silvia Del Vecchio - s.delvecchio@fsitaliane.it

A lla confluenza tra il fiume


Isarco e il Rienza, Bressa-
none (BZ) ha un rappor-
to viscerale con l’acqua. Quella che
sgorga dalla vicina sorgente della
che 1,8 miliardi di persone sul piane-
ta possono solo sognare», dice Karl
Michaeler, amministratore delegato
dell’Asm (Azienda servizi municipa-
lizzati) di Bressanone. Dall’estate 2019
Prader, responsabile sostenibilità del-
la cooperativa Bressanone Turismo.
Come si svolge il Water Light Festi-
val?
Artisti locali e internazionali trasfor-
Plose è ritenuta la più leggera e pura, viene promossa la campagna Refill meranno i punti d’acqua di Bressa-
in Europa, tra quelle di alta montagna. your bottle per incentivare il consumo none e dintorni in luoghi luminosi e
E la cittadina della Valle Isarco vanta della potabile di qualità contro l’acqui- magici, grazie a installazioni e idee
anche la più alta densità di fontane sto di acqua in bottiglie di plastica. E creative. Più di 20 fontane, il punto di
con acqua potabile in un centro stori- dal 7 al 30 maggio, Covid permetten- confluenza tra i fiumi Isarco e Rienza
co dell’arco alpino. do, la città altoatesina rilancia con il e altri tesori storico-culturali saranno
Tutto, qui, sembra sottolineare l’im- Water Light Festival, che trasforma i reinterpretati per diffondere un uso
portanza di questo bene prezioso. principali luoghi urbani in un mare di sostenibile delle risorse idriche at-
«Quest'anno abbiamo voluto parte- luci. «Un’occasione per insegnare a traverso il motto Acqua è vita - luce
cipare agli eventi organizzati intorno bere con attenzione, vivere l’acqua è arte.
alle fontane del centro storico e lungo consapevolmente e renderne meno Qualche nome tra gli artisti che par-
i fiumi, proprio per ricordare un lusso scontato il consumo», spiega Lidia tecipano quest’anno?

Luminéoles by Porté par le vent, Water Light Festival 2019

54
L’altoatesina Petra Polli, residente in tra i fiumi Isarco e Rienza. autobus urbani ed extraurbani. Inoltre,
Germania, che con il progetto The right Nonostante le 48 fontane di Bressa- favoriamo i prodotti locali e i fornitori
to choose riflette sull’impatto ambien- none, nel centro di riciclaggio cittadi- regionali, e dall’estate 2019, abbiamo
tale del processo di tintura dei tessuti, no vengono smaltite ogni giorno circa lanciato la campagna Refill your bott-
spesso inquinante perché le acque di 4.300 bottiglie di plastica. Soluzioni? le insieme ai gestori delle baite e dei
scarico delle industrie non vengono Speriamo di raggiungere sempre più rifugi del monte Plose, per dire no alla
adeguatamente filtrate. persone attraverso campagne di sen- plastica monouso. Le fontanelle sono
Così, un video proietta su strisce di sibilizzazione, progetti e festival come state censite e contrassegnate con la
cotone naturale le immagini di un fiu- questi. Possiamo rompere le cattive targa Refill e abbiamo realizzato una
me diventato del colore di moda della abitudini solo grazie a una gestione borraccia in acciaio inossidabile, eli-
prossima stagione. Lo studio creativo consapevole e a un’attiva prevenzione minando anche le bottiglie di plasti-
Ocubo metterà invece in primo pia- dei rifiuti. Tocca a ognuno di noi fare la ca dietro i banconi. Il progetto è stato
no la bellezza e la fragilità dei ghiac- differenza: siamo sani quando lo sono esteso poi a tutta la città di Bressano-
ciai con l’opera luminosa immersiva anche la natura e l’ambiente. ne. Inoltre, abbiamo misurato la no-
Glacier, mentre The Global Warning del Quali progetti sostenibili avete in- stra impronta di CO2 e lavoreremo per
trentino Stefano Cagol invita a riflette- tenzione di promuovere nel corso ridurla, utilizziamo carta ecologica e
re sul mosaico di cause ed effetti del dell’anno? prestiamo attenzione alla prevenzio-
cambiamento climatico. Ancora, l’o- Il valore della sostenibilità è salda- ne e alla separazione dei rifiuti, orga-
landese Ivo Schoofs propone l’instal- mente ancorato nella strategia di nizzando per esempio il mercatino di
lazione interattiva Inverse frequency Bressanone Turismo e del nostro Co- Natale plastic free. La sostenibilità è
controllata da una leva che può essere mune. Nel campo della mobilità, con- un processo e spesso l’effetto si vede
mossa dai visitatori mostrando possi- segniamo gratuitamente agli ospiti dopo molti anni, ma è tempo di ripen-
bili ripercussioni sul clima, e il finlande- delle strutture ricettive convenzionate sare ogni cosa in tal senso.
se Kari Kola tingerà con le sue luci blu il la Brixen Card, che consente di utiliz-
Forte di Fortezza e il punto confluenza zare in modo illimitato treni regionali, brixen.org

55
EARTH DAY

ECOLOGIA
DIVINA
© Giorgio Galano/Adobestock

TUTELARE LA NATURA E DIFENDERE GLI ANIMALI È ANCHE UN


ATTO DI FEDE. DA SAN FRANCESCO A SAN BENEDETTO, STORIE E
LUOGHI DI RELIGIOSI AMBIENTALISTI
di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it

La Basilica di san Francesco ad Assisi (PG)

56
«G
uardate gli uccelli del zione per la natura e gli animali. per proteggere il pianeta.
cielo: non seminano, SAN FRANCESCO L’ECOLOGISTA E se san Francesco fu nominato
non mietono, non rac- In primis san Francesco d’Assisi, da Giovanni Paolo II il patrono dei
colgono in granai e il Padre vostro che nel suo Cantico delle creatu- cultori dell'ecologia, la sua città
celeste li nutre. Osservate come re chiama fratelli il sole, il fuoco e – immersa nella verde Umbria – è
crescono i gigli della campagna: il vento e considera sorelle la luna, simbolo della bellezza del creato
essi non faticano e non filano; ep- le stelle e «nostra matre terra». Non e di attenzione alla sua tutela. Tutti
pure io vi dico che neanche Salo- a caso papa Francesco ha scelto di conoscono la Basilica nella piazza
mone fu vestito come uno di loro» chiamarsi proprio come il religio- principale, affrescata da capolavo-
(Matteo 6, 25-34). so, da cui ha appreso l’attenzione ri di Giotto, ma per ripercorrere le
L’ammirazione verso il creato e per l’ambiente e si è ispirato per orme del Poverello bisogna arrivare
l’interesse per la sua tutela sono l’enciclica del 2015 Laudato si’. Da anche al Santuario della Porziun-
presenti dovunque nella Bibbia e quell’anno, ogni 1° settembre si ce- cola, dove era solito raccogliersi in
sottolineati nel Vangelo. L’eredità lebra la Giornata mondiale di pre- preghiera. O fare tappa al Santua-
spirituale della conservazione della ghiera per la cura del creato, una rio di San Damiano, la chiesa che il
Terra è stata raccolta nei secoli suc- ricorrenza che va avanti fino al 4 santo trovò in stato di abbandono e
cessivi da diversi santi, che hanno ottobre per sensibilizzare i creden- decise di ricostruire pietra su pietra
dimostrato una particolare atten- ti sulle buone pratiche da adottare dopo che, durante una preghiera,

La statua con san Francesco e il lupo, Gubbio (PG)

© lcphoto80/Adobestock

57
EARTH DAY
© JooRoberto/Adobestock

Il Santuario di san Damiano ad Assisi (PG)

Cristo sembrò invitarlo dal crocifis- pianeta, avvenne nella zona dove gennaio, nel pieno dell’inverno, per
so a «riparare la sua casa in rovina». è sorta poi la piccola Chiesa di san propiziare l’arrivo della primavera.
Lungo il suo cammino in missione Francesco della pace. Sono tante quel giorno le tradizioni
di povertà, Francesco si fermò an- NATURA E ANIMALI AL CENTRO religiose che si celebrano in tutta
che a Gubbio. È commovente l’in- Molto sensibile nei confronti della Italia, con protagonisti i piccoli ami-
contro con il lupo che il Santo riuscì natura e dei suoi abitanti era anche ci dell’uomo, per l’occasione bene-
ad ammansire tanto da portarlo a sant’Antonio Abate che, nel III seco- detti davanti ai luoghi di culto.
poggiare il muso sul suo ginocchio. lo d.C., visse per 80 anni in solitu- Anche il romano san Filippo Neri,
Il prodigio, dovuto a doti straordi- dine in Egitto. Considerato il protet- vissuto nel ‘500, non sopportava
narie di sintonia con le creature del tore degli animali, si festeggia il 17 che le bestie fossero maltrattate:

58
i suoi atti di canonizzazione testi- sorgere un agnellino a cui era molto viaggio sulla terraferma.
moniano che non poteva passare affezionato e auspicava per tutti un In sintonia con la natura aspra ed es-
vicino ai macelli, perché soffriva nel ritorno alle origini, quando ci si nu- senziale, viveva anche san Girolamo,
vedere gli animali che sarebbero triva solo dei prodotti della terra. Un spesso ritratto con poche vesti in
stati soppressi con crudeltà. Era un altro prodigio, nel 1464, consolidò il mezzo al deserto. Nel dipinto con-
vegetariano ante litteram san Roc- suo legame con gli elementi natu- servato nelle Gallerie degli Uffizi a
co, raffigurato spesso con un cane rali. Il Santo avrebbe dovuto attra- Firenze, Giovanni Bellini lo mette
al suo fianco, pronto a leccargli le versare con altri due frati lo Stretto al centro di un paesaggio scarno e
piaghe della peste. di Messina, ma non avendo denaro selvaggio in fondo al quale si apre
Mentre San Francesco di Paola, ve- non trovò nessuno che li traspor- la veduta di una città, emblema
nerato nella cittadina in provincia di tasse. Così, sostenuto da una solida della contrapposizione fra natura e
Cosenza, dove si trova un santuario fede, stese sulle onde il suo mantel- civiltà.
a lui dedicato, è stato protagonista lo, legandolo al bastone e creando TRA ORTI E PREGHIERE
di alcuni miracoli legati agli animali così una sorta di barca, tanto sicura A inseguire l’obiettivo di una rela-
e all’armonia con la natura. Fece ri- da portare lui e i suoi compagni di zione armonica tra uomo e natura

© Francesco Bonino/AdobeStock

45x31 cm 300DPI

Veduta del Santuario di san Francesco di Paola, Paola (CS)

59
EARTH DAY
© misterbike/Adobestock

L’Abbazia delle Tre Fontane, Roma

Giovanni Bellini, San Girolamo nel deserto (1480 circa), Gallerie degli Uffizi, Firenze
sono anche molti consacrati al Si-
gnore, tra frati e monache, che si
dedicano ancora oggi a coltivare
orti e curare giardini per ottenere
prodotti a chilometro zero. A poca
distanza dal centro di Roma vivono

© Claudio Giusti
i frati trappisti dell’abbazia delle Tre
Fontane, seguaci di san Benedetto
e della sua regola ora et labora, che
prevede un’alternanza quotidiana
tra ore di preghiera e tempo dedi-
cato al lavoro della terra. Dai loro
orti, in un’oasi di pace, provengono
frutta e verdura di stagione, olio ex-
travergine, miele, birra e la rinomata
cioccolata. Mosse dallo stesso spi-
rito di comunità, sono le monache
cistercensi di Nostra Signora di Val-
serena a Guardistallo, in provincia di
Pisa. Il loro lavoro manuale è dedi-
cato soprattutto alla raccolta delle
olive per produrre l’olio e, in tempi
di pandemia, venderlo online.
Il modo migliore e più umile di se-
guire il messaggio di papa Bene-
detto XVI: «Una parte della vita
monastica, insieme alla preghiera,
è anche il lavoro, la coltivazione
della terra in conformità alla volon-
tà del Creatore. Così in tutti i secoli
i monaci, partendo dal loro sguardo
rivolto a Dio, hanno reso la Terra vi-
vibile e bella».

60
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SCALARE LE MONTAGNE PIÙ ALTE DELLA TERRA IN PIENO
INVERNO. O ATTRAVERSARE TRE OCEANI IN BARCA A VELA.
COSÌ L’ALPINISTA SIMONE MORO E IL VELISTA GIANCARLO PEDOTE
SI CONFRONTANO CON LA POTENZA DELLA NATURA
di Flavio Scheggi mescoupsdecoeur

Simone Moro durante una spedizione sul Manaslu, in Nepal


© Archivio Simone Moro

62
L e montagne più alte della
Terra, da scalare in inverno,
sono la passione di Simone
Moro. L’alpinista bergamasco, 53 anni,
è l’unico uomo ad aver raggiunto nel-
la stagione più fredda e senza ossi-
geno quattro cime di oltre ottomila
metri, Shisha Pangma, Makalu, Ga-
sherbrum II e Nanga Parbat, tutte ap-
partenenti alla catena dell'Himalaya,
delle spedizioni invernali non si riesce
a raggiungere la vetta. Malgrado tut-
to, è affascinante: vedi le montagne
com’erano mille anni fa, ti senti un
esploratore.
conquistando record assoluti. Come stanno i ghiacciai?
Sempre pronto ad accettare l’insuc- Purtroppo, non bene. Non ci siamo
cesso e a ripartire ogni volta più accorti in tempo di quanto fosse rapi-
forte di prima: «Le mie capa- do il loro scioglimento. Vado in Hima-
cità sono nettamente infe- laya da 30 anni, ma negli ultimi 15 si
riori rispetto alle difficol- è verificato un importante assottiglia-
tà che ho incontrato in mento e, da un anno all’altro, metto i
montagna. Accettar- ramponi sempre più in alto anziché a
lo mi ha consentito cinquemila metri. I ghiacciai adesso
di ragionare con la sono solo sulle vette oltre i seimila.
testa e non con il Nelle tue spedizioni quali accorgi-
cuore e di soprav- menti prendi per tutelare la natura?
vivere ai miei so- Durante l’ultima ascensione eravamo
gni», ha dichiarato in 15 al campo base, abbiamo prodot-
a fine febbraio dopo to energia elettrica usando i pannelli
aver tentato per la solari. E tutti i rifiuti, sia biologici sia
terza volta di scalare in compostabili, sono stati riportati a
inverno il Manaslu, l’ot- valle.
tava vetta della Terra. Cosa possiamo fare nel quotidiano
Ci riproverai? per contrastare il cambiamento cli-
o
S im on e M or Ho già in programma di farlo. Voglio matico?
arrivare i primi di dicembre nella valle Il pianeta può essere salvato solo mo-
dell’Everest, e acclimatarmi scalando dificando il nostro stile di vita. Ci stia-
qualche cima di seimila metri. Poi alla mo lamentando invece di agire, fa-
fine del mese o a inizio gennaio 2022 cendo docce più brevi, abbassando il
proverò per la quarta volta l’impresa riscaldamento in casa, usando meno
su questa montagna. l’ascensore e muovendoci con mezzi
Come è l’inverno a ottomila metri? non inquinanti. Se tutti iniziassimo ad
Pone tre problemi. Innanzitutto il avere queste piccole attenzioni, ci sa-
freddo, perché non c’è mai un luogo rebbe uno stravolgimento planetario
dove riscaldarsi. Poi ti costringe alla in favore dell’ambiente.
pazienza, perché devi stare anche 15- Il Covid-19 ci ha spinto a riscoprire la
20 giorni dentro la tenda ad aspettare montagna?
una finestra di bel tempo per iniziare La scorsa estate in tanti hanno scel-
la scalata. Infine, ti obbliga all’auto- to le nostre vette e quest’inverno c’è
nomia, poiché in pochissimi possono stato un boom nell’acquisto di rac-
venire ad aiutarti o a portarti i viveri. chette da neve e attrezzature per
Anche le normali attività quotidiane lo sci alpinismo, che permettono di
diventano difficili… esplorare la grande oasi di libertà che
È vietato lamentarsi. Bisogna rimuo- è la montagna.
vere dal vocabolario espressioni Esce proprio in questi giorni il libro
come “ho fame”, “ho freddo”, “quanto che hai scritto con la tua manager
manca”. Nell’ultima spedizione non Marianna Zanatta, Il team invisibile,
mi sono lavato per 51 giorni. Le sal- edito da Rizzoli.
viettine umidificate con 40° C sotto- Con Marianna siamo compagni di
zero diventano dure come il cemen- cordata da 20 anni. Abbiamo deciso
to. Devi sciogliere la neve e usare un di raccontare quello che c'è dietro a
thermos di cinque litri se vuoi farti una spedizione in montagna, riflet-
una doccia. tendo su come affrontare le sfide del
E poi c’è sempre l’insuccesso da mondo che sta cambiando.
mettere in conto.
Certo, devi essere allenato a fallire. SimoneMoroOfficial
Le statistiche dicono che nell’85% iamsimonemoro

63
SPORT

F are il giro del mondo in bar-


ca a vela, in solitaria e senza
scali, non è da tutti. Per que-
sto la regata Vendée Globe è la sfida
di ogni velista d'altura. Considerata
globo attraverso gli oceani Atlantico,
Indiano e Pacifico. Un viaggio di circa
tre mesi per esplorare i confini liquidi
del mondo e le profondità del proprio
essere.
aver percorso oltre 24mila miglia
(45mila chilometri) e vissuto 80 giorni
in mezzo agli oceani a bordo della sua
Prysmian Group, è entrato nella storia
della vela italiana. Con un ottavo posto
l’Everest del mare, viene disputata Giancarlo Pedote, fiorentino di 45 anni ha stabilito il miglior risultato di sem-
ogni quattro anni con partenza e arri- laureato in Filosofia, è l’unico italiano pre nel settore per un tricolore.
vo a Les Sables-d'Olonne, in Francia. che ha partecipato a questa edizione. Dopo quasi tre mesi in mare, come ti
In mezzo c’è la circumnavigazione del Alle 13.02 del 28 gennaio 2021, dopo sei ricaricato?

Giancarlo Pedote a bordo della Prysmian Group


© Martina Orsini

64
È stato sufficiente incontrare la mia calda, un letto comodo che non si branda, un secchio e un fornelletto
famiglia, passare del tempo con i miei muove, una coperta asciutta e la pos- che, con un po’ di immaginazione, si
bambini e rivedere gli amici. Mettere sibilità di dormire a sazietà. trasformano in letto, bagno e cucina. Il
i piedi a terra dopo quasi tre mesi di Quali condizioni atmosferiche hai do- resto dello spazio è occupato da vele,
mare è già riposo. E poi ritrovare le vuto affrontare? attrezzi e strumentazione di bordo.
cose normali della vita: una doccia Trentacinque gradi all’equatore con Hai accarezzato la tua imbarcazione
un’aria irrespirabile per il gran caldo. all’arrivo. Perché?
Sotto il 50esimo parallelo, invece, La abbraccio sempre quando finisco
ho navigato con temperatu- una regata: è il mezzo che mi permet-
re vicine allo zero e acqua te di compiere l’impresa. Ho un senso
gelata a sei gradi che di gratitudine verso la mia barca, sof-
mi arrivava addosso fro con lei, vivo in costante ascolto di
a secchiate. A Capo tutti i rumori che fa. Prysmian è stata la
Horn, il punto più mia fedele compagna per 80 giorni, ha
meridionale del sopportato le onde e il brutto tempo.
Sudamerica, tirava Il Covid-19 ci sta aiutando a riscoprire
un vento fino a 50 la natura?
nodi. Difficile parlare per tutta l’umanità. Ma
Come hai trovato probabilmente questa pandemia ha
la salute del mare? obbligato ognuno di noi a guardarsi
Il nostro percorso dentro. Durante la prima passeggiata
non prevedeva la zona dopo il lockdown della scorsa prima-
delle isole di plastica. vera, ho osservato il mondo e capito
Ma mi sono sorpreso per le davvero quanto era prezioso. L’avevo
isole di alghe, dovute al riscal- davanti agli occhi tutti i giorni senza
G iancarlo Pedote damento globale, nella zona dell’e- rendermene conto.
quatore. Quanto è importante tutelare l’am-
In che modo hai tutelato l’ambiente biente?
durante la regata? L’attenzione verso la salvaguardia del-
Ho riportato a terra tutti i rifiuti non la Terra è fondamentale. La questione
biodegradabili, imballaggi e conteni- ecologica è un problema che dob-
tori vari. Quando sono arrivato a Les biamo affrontare subito, altrimenti lo
Sables-d'Olonne avevo accumulato lasceremo ancora più grande ai nostri
otto sacchi grandi di spazzatura. figli. Come in mare, le criticità vanno
Rimanere da solo per 80 giorni è sta- risolte sul momento e non quando di-
ta anche un’esperienza introspetti- ventano ingestibili.
va… Cominciando, per esempio, a sce-
Tutte le avventure in solitaria sono un gliere mezzi di trasporto green.
viaggio interiore, soprattutto quelle Sono sempre stato un grande uti-
in mare. Quando navighi per settima- lizzatore del treno, per quello che
ne in mezzo all’oceano hai sempre lo rappresenta dal punto di vista della
stesso paesaggio: cielo, acqua e nu- sostenibilità. Tra Firenze e Roma im-
vole. È lì che l’uomo inizia a incontrare piego meno tempo che in auto e ho
se stesso. l’opportunità di relazionarmi, leggere
Com’erano scandite le tue giornate? e lavorare.
Attraverso due momenti cruciali legati Cosa farai adesso?
allo studio del meteo, a inizio e a fine Inizio a costruire le basi per il prossimo
giornata. In base alle previsioni face- giro del mondo. Sto cercando un altro
vo il cambio delle vele e regolavo la grande sponsor da affiancare a Pry-
barca. Mi preparavo tre pasti al giorno smian Group per avere un budget im-
con cibo liofilizzato o cucinato con la portante che mi permetta di realizzare
pentola a pressione. Il sonno, invece, un progetto ambizioso per il Vendée
si riduceva a micro sonnellini di 40 mi- Globe 2024.
nuti al massimo.
E la vita a bordo? giancarlopedote.it
Un monoscafo di 18 metri è una sca- giancarlopedote75
tola di carbonio praticamente vuota. Il GiancarloPedote
massimo del comfort è affidato a una giancarlopedote

65
MODA

SOSTENIBILE CON STILE


CAPI ECO-FRIENDLY E
A CHILOMETRO ZERO.
LA MODA GREEN
I l rispetto dell’ambiente è un va-
lore imprescindibile per la de-
signer Laura Strambi. Con voce
pacata, ma determinata, ci raccon-
ta che per le sue collezioni utilizza
Vengo dal Monferrato, sulle colline
piemontesi, un luogo che ha saputo
trasmettermi l’amore per la natura.
Certo vivo a Milano, dove lavoro e
costruisco le mie relazioni, ma lì ho le
DELLA DESIGNER solo materiali tracciabili, organici ed mie radici. Che mi hanno consentito di
LAURA STRAMBI eco-friendly. Il brand nato nel 2012, ragionare sul mio lavoro di fashion de-
che porta il suo nome, è una realtà signer e capire che la moda avrebbe
CHE UTILIZZA in espansione che comprende anche dovuto andare oltre l’estetica. È nor-
SOLO TESSUTI una linea accessori e una di essenze male che alla base del lavoro di uno

ORGANICI E AD ALTA per la casa – i cui proventi supportano stilista ci sia la bellezza, ma questa va
le donne in difficoltà – oltre che diversi supportata con un messaggio che per
TRACCIABILITÀ store all’estero e un sito per la vendita me è il rispetto per l’ambiente. Il mio
di Cecilia Morrico online. sforzo più grande a livello professio-
MorriCecili morricocecili Come nasce la sua filosofia green? nale riguarda la ricerca dei materiali.

Laura Strambi Primavera-Estate 2021

66
Utilizzi solo tessuti biologici, natura- per chi ne parlava dieci anni fa. L’Italia,
li e ad alta tracciabilità. Quali sono i come sempre, è leader in questo am-
tuoi preferiti? bito di ricerca e le aziende produttrici
Il mio primo amore è il cotone orga- sono le prime a proporre questi tes-
nico che, a differenza di quello non suti.
organico, cresce in un terreno non I tuoi capi sono anche a chilometro
trattato con prodotti chimici: una me- zero, visto che vengono prodotti in
todologia che giova sia all’ambiente due fabbriche a Milano e a Biella.
sia a chi è impiegato in queste pian- Ho scelto due aziende con una filiera
tagioni perché non viene esposto ai interna certificata, dove c’è il giusto
pesticidi. Essere sostenibili significa rispetto per i lavoratori. Ma anche vi-

bi
anche rispettare la filiera produttiva e cine, per evitare l'impatto energetico

m
ra
St
chi ci lavora. Uso questo tessuto per del trasporto e della distribuzione. ur
a
La
la maggior parte dei prodotti: abiti, Mi stupisco ancora di come in Italia si
camicie e pantaloni. Poi il lino o il ra- continuino a preferire gli spostamenti
miè per i capi estivi, mentre per quelli su strada, quando con la rete ferrovia- saggio incoraggiante. Anche i colori
invernali scelgo la lana da economia ria si potrebbero ridurre notevolmen- scelti sono molto naturali: il sabbia,
circolare e quindi riciclata. te le emissioni di CO2. l’azzurro, il celeste e il verde, che non
Sulle fibre tessili stiamo facendo un La tua collezione primavera-estate si manca mai e uso sia d’inverno sia d’e-
grande lavoro di ricerca: siamo stati intitola Mother Earth. Qual è il suo fil state.
tra i primi a usare il pinatex, ricavato rouge? Qual è il futuro di Laura Strambi?
dalle foglie di ananas. Con questo Nasce da un lavoro meraviglioso: Nell’immediato, lo showroom direzio-
tessuto, al Met Gala del 2017, abbiamo l’abito-opera realizzato con l’artista nale a Milano e a Düsseldorf per ap-
vestito Livia Firth, fondatrice di Eco Franco Gervasio ed esposto fino a procciarsi al mercato tedesco: penso
Age, il primo negozio sostenibile ed gennaio al Museo Salvatore Ferra- che sia pronto ad accogliere il mio
etico a Londra. gamo di Firenze nell’ambito della progetto sostenibile. E poi vorrei aprir-
Quanto è difficile reperire questi ma- mostra Sustainable Thinking. In esso ne uno in Giappone. All’interno del
teriali? sono racchiusi tutti gli elementi della brand, invece, abbiamo lavorato su-
Anni fa avrei risposto molto, oggi in- Terra: il mare, il cielo, le montagne, i gli accessori: per la primavera 2021 è
vece è più facile. La sostenibilità è di- campi. L’abbiamo pensata durante il stato realizzato uno stivale completa-
ventata importante per tutti, non solo lockdown e volevamo dare un mes- mente in cotone organico, con tacco
di gomma riciclata e rivestito in legno.
L’abito-opera Inoltre, abbiamo aperto l’e-commer-
realizzato con
ce e lanciato la nostra prima fragran-
l’artista Franco
Gervasio ed za per la casa. È un’essenza dalle note
esposto al agrumate che può essere usata negli
Museo Salvatore
ambienti ma anche sul corpo. Viene
Ferragamo di
Firenze venduta online e parte del ricavato
è destinato alla FIVE onlus - Fonda-
zione internazionale verso l’etica per
realizzare comunità di accoglienza
dedicate alle donne in difficoltà.
Fragranza Home
& Body Laura Moda e ambiente. Che cosa c’è da
Strambi fare ancora?
Bisogna iniziare ad adottare un meto-
do progettuale sostenibile. Dall’elimi-
nazione degli sprechi alla ricerca sui
tessuti. Il lockdown ci ha insegnato a
capire meglio che cosa ci serve dav-
vero. La Terra è un dono e non va pen-
sata solo come un bene di cui usu-
fruiamo. Se la consumiamo e basta
finiremo per portarla alla distruzione,
dobbiamo invece preservarla per le
generazioni future e insegnare loro
come prendersene cura.
laurastrambi.com
laurastrambi

67
MODA

IL BELLO DELLA NATURA


L’ART DIRECTOR
SIMONE GUIDARELLI
FIRMA DUE PROGETTI
ARTIGIANALI
CHE PUNTANO A
RICOPRIRE GLI ABITI E
LA CASA DI ANIMALI,
PIANTE E FIORI
di Cecilia Morrico
MorriCecili morricocecili

I ncontriamo, telefonicamente, Si-


mone Guidarelli durante un set
fotografico, mentre sta scattando
© Cosimo Buccolieri

un servizio per il magazine Vanity Fair,


di cui è fashion editor.
L’art director visionario e amante del-
la natura non si riposa mai e firma una
collezione dall’animo green con Cuoio
di Toscana, casa che vanta l’eccellen-
za di una pelle conciata al vegetale
unica in Italia. Con lo stesso spirito in-
novativo, ha cominciato una collabo-
razione con Officinarkitettura, giovane
brand emiliano specializzato in carte
da parati e rivestimenti sostenibili.
Com’è nato il progetto con Cuoio di Simone Guidarelli e una delle sue grafiche

Toscana?
Tutto è partito dal mio canale insta- stampati all over e poi l’intera collezio- Sì, il gallo. Volevo che fosse il loro bi-
gram, dove ho pubblicato i servizi per ne, chiamata Twenty21. glietto da visita. Cuoio di Toscana mi
Vanity Fair e i miei wallpaper onirici. Il Come è avvenuta la trasformazione aveva chiesto un animale, magari della
mio lavoro è piaciuto e così mi hanno del materiale? giungla. Ma per me il gallo sottolinea
contattato per creare un’opera prima Il cuoio viene tagliato in fette sempre l’italianità, mi ricorda Firenze, il Rinasci-
con me. Quando ho visto i bancali di più sottili, poi viene immerso nelle bot- mento e la campagna di questa regio-
cuoio bianco e durissimo come il le- ti e infine ammorbidito a mano. È un ne splendida.
gno, con cui creare gli abiti, ho pensato processo lungo ed ecosostenibile, se Quanto è importante oggi il rapporto
che fosse una bellissima sfida. Ci ab- si procede con i ritmi giusti e rispettan- tra artigianalità e sostenibilità?
biamo lavorato un anno intero, andan- do i prodotti. Quando mi sono approc- Abbiamo cercato di mettere insieme
do nelle concerie storiche d’Italia per ciato a questo lavoro pensavo di poter questi due mondi lavorando con un
capire come portare questo materiale realizzare un articolo a settimana, ma materiale ecosostenibile e stando at-
complicatissimo da sotto la suola delle poi l’artigiano mi ha spiegato che per tenti alla sua provenienza. La filiera e la
scarpe a sopra, per realizzare magari fare un pezzo bisognava aspettare un tracciabilità sono importantissimi per
una giacca o un cappello. E qui si vede mese. Questi sono i tempi per i grandi chi vuole definirsi green. E, in questo
la bravura e la sapienza del made in brand del lusso. Ora stiamo portan- caso, lo è ogni passaggio.
Italy, la capacità di sedersi a tavolino do avanti tantissime prove sui colori e La natura è sempre presente nel tuo
e trovare soluzioni originali. Abbiamo sulla loro tenuta. I disegni sono fatti a lavoro, soprattutto nelle stampe.
iniziato con gli occhiali, dove la rigidità mano, incredibilmente dettagliati, poi È l’elemento fondamentale. Ho sem-
del cuoio poteva essere ben sfruttata vengono passati allo scanner e digita- pre voluto inserire animali, piante e
e pian piano siamo riusciti a renderlo lizzati. fiori sulle stampe e le carte da parati.
più morbido creando stivali cuissard Avete scelto un motivo iconico? Io vengo dalla campagna marchigiana

68
e mi è stato trasmesso fin da piccolo
il rispetto per la natura. Ormai corria-
mo sempre, mentre per avere il tempo
giusto dovremmo seguire il ritmo cal-
mo ed equilibrato delle stagioni.
Anche il progetto con Officinarkitet-
tura riprende le tue grafiche per i ri-
vestimenti interni. Un’altra collezione
che guarda all’ambiente.
Partiamo dal fatto che ciò che rende
rare le carte parati è il disegno. Nel mio
caso è sempre realizzato a mano, da
solo o con il mio team. Officinarkitettu-
ra offre tantissime soluzioni nel pano-
rama del wallcovering, dalla carta da
parati ecologica o in Tnt (tessuto non La capsule collection Twenty21 di Simone Guidarelli per Cuoio di Toscana
tessuto) alle lastre in kerlite decorata
a mano che mantiene invariati i colo- Le nuance sono molto forti, dal nero simoneguidarellihome.com
ri brillanti. Il processo costa un po’ di luminosissimo al giallo, dall’arancio al cuoioditoscana.it
più, ma consente diverse soluzioni e rosa. Vorrei che le mie creazioni pre- officinarkitettura.it
garantisce la tracciabilità dei tessuti e scindessero dal tipo di persona che le simoneguidarelli
dei colori, oltre alla certezza di sapere acquista. Spero che siano capaci di in-
dove vengono smaltiti. nescare un ricordo, come la casa della
A cosa pensi quando realizzi i tuoi nonna o un bel giardino rimasto nella FEDEZ PER SEVEN
wallpaper? memoria. Zaini, easy backpack, astucci, quaderni
e anche un diario realizzati con tessuti
Me li immagino sulle pareti di una casa: Cosa dovrebbe fare la moda per ri-
di poliestere ricavato da bottiglie in
il proprietario è seduto sul divano, un spettare sempre di più l’ambiente? PET e carta riciclata. È la capsule per
po’ annoiato o assorto nei suoi pen- Innanzitutto, bisogna capire che non la scuola di Seven ideata da Fedez, in
sieri, e si ritrova le mie stampe davanti basta prendere un vecchio vestito vendita da giugno 2021. Un progetto che
agli occhi. Ecco, vorrei che in quel mo- dall’armadio, tagliarlo e dipingerlo a punta alla salvaguardia dell’ambiente e
all’educazione dei cittadini, come spiega
mento riuscisse a stupirsi dei piccoli mano per farlo diventare un capo gre-
il rapper: «Ho voluto realizzare una linea
dettagli. en. Bisogna partire dai tessuti e dalla pulita, minimal e dall’anima urban, in
Per i disegni scelgo sempre fiori dai tracciabilità dei processi. Fino a qualche tendenza con lo stile contemporaneo.
colori vivaci da cui fuoriescono diversi anno fa si pensava che il cuoio non fos- Ma, allo stesso tempo, ho cercato di
animaletti. Anche la disposizione della se sostenibile, ora invece sappiamo che sensibilizzare le giovani generazioni a
riflettere sul rapporto con il pianeta, uno
carta non avviene mai in modo stan- una sneaker realizzata con questo ma-
dei temi più urgenti del nostro tempo.
dard per evitare il classico effetto a co- teriale è assolutamente green. Il mondo Con Seven sono riuscito a dare una forma
lonne. Così non stanca mai: è bellezza della moda dovrebbe studiare un po’ di a tutto questo».
del classico con un tocco moderno. più e darsi regole chiare e condivise. seven.eu
© Officinarkitettura

Simone Guidarelli per Officinarkitettura

69
TRAVEL

FIUMI DI
DALLA DORA BALTEA ALL’ISONZO, ITINERARI
GREEN DA RAGGIUNGERE IN TRENO E
PERCORRERE IN BICICLETTA SEGUENDO IL
«A
lmeno una volta l’anno,
vai in un posto dove non
sei mai stato prima». È il
buon consiglio del Dalai Lama – che
tutti speriamo di poter seguire pre-
RUMORE DELL’ACQUA sto, liberi dal Covid – ad aprire il travel
di Silvia Del Vecchio book Ciclovie di Trenitalia: un invito a
s.delvecchio@fsitaliane.it
scoprire itinerari green, con la bici e il
treno regionale, anche costeggiando
i principali corsi d’acqua del nostro
Paese.
Camminare lungo le rive di un fiume
accompagnati dai suoni e i profumi del
bosco, scoprendo capolavori natura-
li e luoghi incontaminati, è una delle
opportunità più rilassanti e rigeneranti
che la primavera possa offrire.
© Albert Ceolan/GettyImages

In bicicletta lungo l’Adige (BZ)

70
PEDALATE
LA DORA BALTEA E I SUOI GIOIELLI
Si può partire da Aosta, pedalando (o
passeggiando) fino alla stazione fer-
iris, castagne d’acqua, pellicani e airo-
ni bianchi e rossi. E non manca il bike
park per chi vuole affittare una due
la Basilica di San Michele, capolavoro
romanico-longobardo e luogo delle
incoronazioni imperiali, e la Basilica di
roviaria di Verrès lungo le anse della ruote. Un ultimo tratto pianeggiante San Teodoro, dedicata al protettore di
Dora Baltea. Attraverso 50 chilometri porta poi a Ivrea. Attraversata sempre pescatori, barcaioli e commercianti.
di piste ciclabili ben mantenute e stra- dalla Dora Baltea, che dal Monte Bian- Percorrendo il Ponte Coperto, antica
de a bassa intensità di traffico s’incon- co confluisce dolcemente nel Po, que- porta della città, si raggiunge Borgo
trano splendidi castelli, come quelli di sta cittadina gode di bellezze naturali Ticino, dove le piccole case dei fiuma-
Fénis e Issogne, ma anche ponticelli, come l’Anfiteatro Morenico, un rilievo roli sono a pochi passi dalla riva. Ap-
vigneti e boschi, con un’unica salita di origine glaciale creato dal traspor- pena oltrepassata la porta sull’argine,
impegnativa che porta a Saint-Vincent. to di sedimenti nel bacino del fiume. A ci si ritrova immersi nel lussureggiante
Un altro itinerario, di media difficoltà dominare il paesaggio, su una collinet- Parco del Ticino. Da sempre legato in
ma per lo più pianeggiante, corre pa- ta, il Castello Sabaudo dalle caratteri- modo inscindibile al fiume, nel borgo
rallelo alla Dora Baltea nel cuore del stiche torri rosse. il tempo scorre placido come l’acqua.
Canavese, in Piemonte. Da Chivasso DAL TICINO AL PO Meritano una visita le riserve naturali
(TO) si raggiungono le frazioni di Bet- Un altro itinerario da non perdere par- Bosco Negri e Bosco Grande, ricche di
lemme e Mandria percorrendo vie te da Pavia, la città delle 100 torri, una specie vegetali e animali tipiche degli
secondarie e poi un saliscendi fino al delle località lombarde più ricche di ambienti fluviali e paludosi.
lago di Candia, il cui parco è una del- storia. Catturano lo sguardo i pittore- Per osservare il gioco delle correnti
le zone umide più importanti della schi vicoli del centro storico, la mae- nel punto in cui il Ticino confluisce
regione. Qui si possono ammirare la stosità del Castello Visconteo, i chio- nel Po, e si mescola a lui per due chi-
flora e la fauna lacustri, come ninfee, stri universitari ricchi di storia e cultura, lometri, si va sul Ponte della Becca,

71
TRAVEL

che congiunge i comuni di Vacca-


rizza e Tornello. Seguendo il grande
fiume, lungo la ciclopista del Po e la
Via Francigena, si arriva a Piacenza,
tra paesaggi dimenticati e luoghi
ricchi di curiosità e aneddoti legati
ai popoli che da millenni ne abita-

© cosca/AdobeStock
no le rive. Il Po scorre sotto i ponti
piacentini, si insinua nelle lanche
dell’Isola de Pinedo e si allunga ver-
so Isola Serafini dove, dalle grandi
spiagge bianche che il fiume crea e
disfa continuamente, si assiste allo
spettacolo dell’Adda alla fine del
suo viaggio. Il sito visitporiver.net
raccoglie tutte le informazioni sulle
ciclovie e i consigli di viaggio per Dora Baltea (AO)
esplorare al meglio il più importan-
te corso d’acqua italiano. Che nasce
torrente dal Monviso, poi cresce e ché le possibilità sono due: seguire famiglie con bambini, con una di-
si gonfia con i primi affluenti fino al il percorso verso il Lago di Caldaro, vertente sosta al Parco dei cervi di
suo ingresso trionfale a Torino: qui è il bacino d’acqua naturale più gran- Sompunt. Chi vuole può proseguire,
d’obbligo una visita al Castello e al de, basso e caldo delle Alpi, dove sempre lungo il Gadera, fino a Cor-
Parco del Valentino che si specchia- ci si immerge già da maggio, o pas- vara o, verso est, per San Cassiano.
no nelle sue acque calme. seggiare fino in paese. I più allenati SULLE RIVE DEL SILE
IN SELLA LUNGO L’ADIGE possono pedalare da Trento a Bol- In Veneto, il tracciato della ferrovia
Un’altra ciclabile ben descritta nel zano per 60 chilometri lungo l’Adige, dismessa che collegava Treviso a
travel book di Trenitalia è quella mentre per chi vuole semplicemen- Mantova porta a scoprire verdi cam-
dell’Oltradige, 20 chilometri da Bol- te godersi l’aria di primavera, in sella pagne ricche di gioielli architettonici
zano a Caldaro, realizzata recupe- o a piedi, c’è il Tru do l’Ega, sentie- tra cui Villa Badoer, Villa Cornaro e
rando il tracciato di un’ex ferrovia di ro lungo l’acqua. Si parte dal paese Villa Pisani. Gli ultimi chilometri del
fine ‘800. Il primo tratto fino a Castel di Badia (BZ) seguendo il torrente tratto padovano della Treviso-Osti-
Firmiano segue e incrocia il corso Gadera, su strada sterrata fino a La glia passano per Piazzola sul Brenta,
dei fiumi Isarco e Adige, passando Villa e ritorno. Solo dieci chilometri dove non può mancare una tappa
attraverso vigneti e gallerie, dopodi- con poco dislivello, adatti anche alle alla barocca Villa Contarini. La ci-

Parco del Valentino, Torino


© lorenzobovi/AdobeStock

72
© dianacrestan/AdobeStock

La Riviera Garibaldi del fiume Sile, Treviso

clabile è attualmente percorribile vincia di Udine s’incontrano Buja, cittadina dai molti luoghi d’interes-
da Treviso a Grisignano di Zocco Osoppo, Gemona e Venzone, uno se culturale – offre la visione del
(VI), per una sessantina di chilome- dei borghi più belli d’Italia, con le Natisone che corre verso l’Isonzo. In
tri, mentre a Badoere (TV) si incro- sue imponenti mura medievali e ce- sella si percorre facilmente la strada
cia la pista del Sile. Da non perdere lebri monumenti come il Duomo di principale che collega Cividale con
l’Oasi di Cervara, dove madre natura Sant’Andrea e la Cappella di San Mi- la Valle dell’Isonzo, costeggiando
è regina, bagnata dai fiumi Sile e Si- chele. Lungo la Val Canale s’incro- Monte Matajur lungo il Natisone, go-
letto, con ingresso dal trecentesco cia diverse volte il fiume Fella, che dendo di scorci meravigliosi come la
mulino circondato anche dalle ac- confluisce nel Tagliamento vicino veduta del santuario della Beata Ver-
que del torrente Piòvega. Qui, dove Venzone, in un paesaggio bucolico gine di Castelmonte, della chiesa di
un tempo era attiva la peschiera, quasi fiabesco. Superando Ponteb- Sant’Antonio con la cima del Krn sul-
oggi si ammira il sistema di cattura ba e Tarvisio si giunge al confine di lo sfondo o del ponte di Napoleone
dei pesci ben ricostruito nell’Oasi, Coccau, dove la ciclovia Alpe Adria nella stretta dell’Isonzo, sconfinando
mentre la ruota di legno gira ancora prosegue per altri 234 chilometri in Slovenia fino a Tolmin.
azionata dall’acqua limpida. Un am- fino a Salisburgo, in Austria. Vicino a trenitalia.com/it/treni_regiona-
biente naturale intatto, classificato Udine, invece, Cividale del Friuli – li/i_nostri_travel_book
come sito di interesse comunitario
per il rifugio della fauna selvatica e
Una bici lungo il Delta del Po
la conservazione della flora sponta-
nea del Sile.
DAL TAGLIAMENTO ALL’ISONZO
In Friuli-Venezia Giulia a spiccare è
il Tagliamento, con i suoi 170 chilo-
metri di acque verdi e turchesi che
attraversano le montagne. Ha una
bellezza algida, come le Alpi Carni-
che da cui nasce. È possibile seguire
il suo corso compiendo un viaggio
all’insegna della natura selvaggia,
grazie ad antiche vie di pellegrinag-
gio lungo le quali ammirare deliziosi
© alessandrogiam/AdobeStock

paesini.
C’è poi la tratta italiana della ciclovia
Alpe Adria, 176 chilometri da Grado
(GO) a Tarvisio (UD). Si parte dalla cit-
tà lagunare collegata alla terraferma
con un ponte ciclabile di sei chilome-
tri, direzione Aquileia-Palmanova-
Udine. Pedalando verso nord, in pro-

73
TRAVEL

CITTÀ DA CAMMINARE
© robertonencini/AdobeStock

LA PRIMA È UN GIOIELLO ETRUSCO NELLA VALDICHIANA. LA SECONDA


È CONSIDERATA L’ATENE DEL TRENTINO. ALLA SCOPERTA DI CORTONA
E ROVERETO, DOVE IL VIAGGIO (A PIEDI) È A MISURA D’UOMO
di Valentina Lo Surdo valentina.losurdo.3 ValuLoSurdo ilmondodiabha ilmondodiabha.it

C hi vuole scoprire l’Italia al


ritmo lento dei propri passi,
ad aprile può visitare due
magnifiche città, crocevia di cammini
in più tappe o anche solo di passeg-
giate da compiere in giornata: Corto-
na e Rovereto. Due suggerimenti di
viaggio perfetti in tempo di Covid-19
visto che, per le loro caratteristiche
urbane e territoriali, entrambe non
risentono delle criticità tipiche dei
grandi centri abitati e offrono diverse
opportunità di turismo outdoor.
CORTONA: SINFONIA ETRUSCA
Situata al confine con l’Umbria, af-

74
Cortona (AR)

facciata sulla Valdichiana e sul Lago suo centro storico pedonale a misu- archeologiche più a valle, dove spic-
Trasimeno, la nota cittadina in pro- ra d’uomo e i magnifici sentieri che ca la presenza di due impressionan-
vincia di Arezzo appare incastona- la circondano. Un luogo dove viene ti tumuli. Al Maec, dal 23 aprile al 12
ta in un territorio collinare, protetta naturale trascorrere la maggior par- settembre, è in programma la mostra
dalla cinta degli Appennini. Da secoli te del tempo all’aria aperta e che da Luci dalle tenebre, dai lumi degli Etru-
Cortona attrae i visitatori offrendo febbraio è ancor più facilmente rag- schi ai bagliori di Pompei. Mai finora
un’immersione totale nel suo patri- giungibile grazie al Frecciarossa che era stata realizzata un’esposizione
monio storico-artistico a contatto lo collega ai maggiori centri del nord consacrata alle antiche tecniche di
con la natura, senza dimenticare Italia. illuminazione e ai rituali connessi e il
l’eccellente tradizione enogastro- All’interno delle sue mura scopriamo museo su questo tema gioca un ruo-
nomica. Già la scorsa estate questa innanzitutto perché sia considerata lo fondamentale custodendo il cele-
cittadina si è dimostrata capace di zona etrusca per eccellenza: sugge- bre Lampadario etrusco, un unicum
ospitare il flusso turistico in comple- stioni indelebili di una civiltà antica si a livello mondiale. La mostra è inoltre
ta sicurezza e tuttora Cortona offre scoprono visitando il Museo dell’ac- arricchita dai prestigiosi prestiti con-
l’opportunità di vivere in modo ideale cademia etrusca e della città di Cor- cessi dal Mann di Napoli e dal Museo
la dimensione del buen retiro, con il tona (Maec) e le sorprendenti aree archeologico di Firenze.

75
TRAVEL
© fabriziomunicchi/AdobeStock

Eremo Le Celle, Cortona (AR)

IN CAMMINO PER LA RIPRESA il Parco archeologico del Maec. Fra gli La seconda città protagonista del no-
Oltre alla possibilità di ammirare i resti appuntamenti in programma, tra il 15 stro reportage è situata al centro della
etruschi, secoli di storia e cultura han- luglio e il 26 settembre è previsto Cor- Valle dell’Adige, adagiata tra colline e
no forgiato la fama di Cortona: sono tona on the move, intitolato quest’anno vigneti: è Rovereto, la porta del profon-
molti infatti i palazzi, le chiese e i mu- We Are Humans, festival internaziona- do nord. Con il suo centro storico-pal-
sei che esaltano gli splendori dell’ar- le della narrativa visuale realizzato nei coscenico, che l’ha portata a essere
te medievale e rinascimentale – tra i palazzi del centro storico e alla Fortez- definita l’Atene del Trentino, è nota a
nomi più celebri legati alla cittadina ci za del Girifalco. livello mondiale come Città della pace,
sono Pietro da Cortona e Luca Signo- C’è poi il rapporto straordinario che grazie alla presenza dell’imponente
relli – e persino futurista. Ma va segna- questo territorio intesse con i cammini, Campana dei caduti. Fusa con il bron-
lato anche il successo di Cortonanti- rappresentando una tappa obbliga- zo ricavato dai cannoni delle nazioni
quaria, in programma dal 20 agosto al ta per chi percorre la lunghissima Via che parteciparono alla Prima guerra
5 settembre, la più longeva mostra di Romeo-Germanica, che in 2.200 chilo- mondiale, diffonde ogni sera un mes-
settore a livello nazionale. Dal 21 al 23 metri dalla Germania raggiunge Roma, saggio universale di pace con i suoi
maggio, poi, si accendono le luci sulle o la Via Lauretana Toscana, antico asse 100 rintocchi.
eccellenze enogastronomiche con la etrusco-romano che in 108 chilome- Ma, soprattutto, Rovereto è una cit-
tre giorni intitolata La rinascita riparte tri collega Cortona a Siena, il sentiero tà da scoprire a piedi percorrendo le
dalla speranza, che valorizza la carne della Bonifica, 62 chilometri tra Arezzo vie del centro come un viaggio ideale
chianina Igp e il Syrah dei vignaioli cor- e Chiusi, e il percorso B (130 chilometri) attraverso diverse epoche. Dal Me-
tonesi protagonisti insieme a rinomati dei Cammini di Francesco, da La Ver- dioevo che corre lungo le mura dei
chef ed enologi. A salutare l’arrivo del- na (AR) ad Assisi. D’altronde Cortona è Castelbarco alla dominazione della
la bella stagione, il 18 giugno passe- meta storica del turismo francescano, Serenissima riflessa nella Casa del Po-
ranno poi le auto della Mille Miglia e, grazie alla presenza dell’Eremo delle destà, fino al Primo conflitto mondiale
sempre in tema di motori, il 20 è fissato Celle fondato proprio da San France- raccontato nelle sale del Castello, Ro-
l'arrivo della Colonna della Libertà, la sco, raggiungibile in tre chilometri dal vereto riflette la sua storia in percorsi di
carovana di veicoli storici militari risa- centro con una piacevole passeggia- tale ricchezza che sono stati suddivisi,
lenti alla Seconda guerra mondiale, ta. Per gli appassionati dell’outdoor, si in collaborazione con l’Associazione
mentre il 18 settembre sarà il turno del segnalano ancora una ventina di ulte- guide e accompagnatori turistici del
Gran Premio Nuvolari. riori percorsi, tra sentieri e itinerari ci- Trentino, in quattro itinerari tematici
L’estate è all’insegna della musica e clo-pedonali, alcuni specifici per il trail che vanno in staffetta di sabato in sa-
della fotografia con un cartellone di running e la mountain bike, distribuiti bato fino alla fine dell’anno.
appuntamenti in cui la fanno da pa- in montagna e a fondo valle. Il primo è consacrato al cosiddetto
drone i teatri naturali all’aperto, come ROVERETO E I CAMMINI URBANI Chilometro delle meraviglie: con par-

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tenza dal ponte Forbato, attraversa il realizzate molte opere di Ambrogio, Mart Giovanni Boldini. Il piacere, già
quartiere di Santa Maria per prosegui- quindi ci si inoltra nella Rovereto del pronta e in attesa di poter essere vi-
re verso Palazzo Pretorio. La narrazio- secolo dei Lumi, passando in rassegna sitata, Picasso, de Chirico, Dalí: dialogo
ne, che trova dettagli nelle sontuose Palazzo Fedrigotti, il Teatro Zandonai e con Raffaello, con oltre 70 opere che
decorazioni esterne, tocca anche lo i palazzi Alberti Poja, dell’Istruzione e raccontano come i maestri del ‘900
splendido castello, sede del Museo dell’Annona. guardarono all’arte del grande urbina-
storico italiano della guerra, via della La terza opportunità di esplorazione a te, e Botticelli. Il suo tempo e il nostro
Terra, la chiesa e la porta di San Mar- piedi trova il suo titolo nella Città della tempo, che parte da 20 capolavori del
co, il bastione Basadonna, fino a rac- seta. Si parte stavolta da piazza Pode- sommo pittore fiorentino proseguen-
contare i passaggi di Mozart, del conte stà e si viene poi introdotti all’econo- do attraverso le opere di artisti e sti-
di Cagliostro e del giovane Fortunato mia della Rovereto tardo-medievale listi contemporanei che rileggono la
Depero. L’itinerario continua tra piazza e rinascimentale, scoprendo le rogge, sua iconografia.
delle Oche, via Valbusa e piazza Ro- il primo filatoio cittadino, piazza Erbe, Ma arrivare a Rovereto, da aprile a ot-
smini, Palazzo Del Ben, corso Rosmini, Palazzo Todeschi, il filatoio Tacchi e tobre, significa anche mettersi sulle
il Boulevard di Rovereto, e corso Bet- Palazzo Masotti, dove termina l’itine- tracce dei dinosauri: gli esperti della
tini, dove la passeggiata si conclude rario. Fondazione Museo civico di Rovereto
nell’agorà del Mart, il celebre Museo Mentre la quarta passeggiata ci porta sono pronti ad accompagnare il pub-
di arte moderna e contemporanea di a scoprire i luoghi di Depero, partendo blico nella visita di un sito tra i più im-
Trento e Rovereto, presieduto da Vit- proprio dalla celebre casa d’arte futu- portanti d’Europa, in località Lavini di
torio Sgarbi. rista dell’istrionico talento, roveretano Marco, a sud della città, dove è stato
Il secondo percorso ritrae questa città d’adozione. La visita prosegue verso scoperto un giacimento paleontologi-
come punto di riferimento dell’avan- via Rialto con un focus sulle prime co con centinaia di orme lasciate da
guardia, dai lavori nella seconda metà esperienze dell’artista, concludendosi questi rettili preistorici. Infine, per gli
dell’800 all’apertura del Boulevard di in piazza Rosmini dove furono esposte amanti della musica c’è il festival Set-
corso Rosmini, approfondendo l'im- le sue prime opere. tenovecento, che dal 17 al 21 giugno
portanza storica dell’Accademia ro- LA CULTURA NON SI FERMA offrirà la condivisione di percorsi mu-
veretana degli Agiati e di Palazzo Ro- Nel rispetto delle norme anti Co- sicali differenti, in nome dell’incontro
smini, casa natale del filosofo Antonio vid-19, anche Rovereto propone un tra i diversi generi. Con Rovereto sem-
Rosmini e dello zio e architetto Ambro- ricco cartellone di eventi per la pri- pre più al centro dell’arte.
gio. Si va avanti lungo il viale che vede mavera-estate, come le mostre del cortonamia.com | visitrovereto.it

Rovereto (TN)

© Chiara Zeni/AdobeStock

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TRAVEL

INEDITA
U S S I TA
UNA GUIDA “NONTURISTICA” PER SCOPRIRE
LA CITTÀ SUI MONTI SIBILLINI, COLPITA DAL SISMA DEL 2016-2017,
ATTRAVERSO LE STORIE DEI SUOI ABITANTI
di Cesare Biasini Selvaggi - cesarebiasini@gmail.com

Un ussitano mentre legge la guida nonturistica


© Cristiana Rubbio

78
«L
a gente di un posto non di Macerata che, colpita dagli even-
si orienta con le mappe, ti sismici del 2016-2017, si è rialzata
si orienta con le storie», con fatica e orgoglio.
scrive Wu Ming 2 per la guida “non- Come mai avete scelto Ussita?
turistica” Ussita (Monti Sibillini), edi- Mi sono avvicinato a questo pae-
ta da Ediciclo Editore. Un testo dove se quando mi sono chiesto quale
scrittori, artisti, sociologi e fotografi contributo potessi dare alle comu-
dialogano con gli abitanti del paese nità del centro Italia straziate dalle
per raccontare itinerari inediti ca- ferite del terremoto, come potevo
paci di rappresentare lo spirito più aiutarle a ricostruirsi. Con questa
autentico del luogo. domanda, grazie all’intuizione di
In un momento in cui si parla sem- Paolo Piacentini, scrittore e grande
pre più spesso di ridisegnare final- esperto di cammini, ho incontrato
mente la vocazione e il modello di C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitia-
sviluppo turistico del Paese all’in- mo, ndr), un’associazione locale di
segna della responsabilità, della ragazze e ragazzi che hanno scelto
sostenibilità e della lentezza, Fede- di tornare a vivere in montagna, o Ediciclo Editore, pp. 160 € 16
rico Bomba, presidente di Sineglos- restarci dopo il sisma, per suppor-
sa, ha inaugurato una collana edi- tare i territori in modo costante. At-
toriale di guide definite, appunto, traverso questa realtà sono riuscito dal desiderio di conoscere meglio
nonturistiche. Partendo da quella di a conoscere Ussita da nonturista, in se stesso attraverso le scoperte
Ussita, piccola cittadina in provincia un’esperienza immersiva. che fa durante il percorso, seguen-
Che cosa significa? do le deviazioni disegnate dagli abi-
È il passaggio a una dimensione più tanti dei luoghi che visita.
totalizzante dell’esperienza di viag- A Ussita quali sono gli itinerari
gio, meno connessa all’acquisto di meno noti e le digressioni indica-
un servizio. È un cambio di paradig- te dalla gente del posto che avete
ma nel modo di intendere il nostro scoperto?
tempo libero: più che da una rac- Quelli nonturistici sono due e, al
colta di foto e dalla compilazione di loro interno, includono diversi per-
una check list, il nonturista è mosso corsi. Il primo, chiamato Vivere Qui,

Frontignano, frazione di Ussita (MC)

© Luca Tombesi (C.A.S.A.)

79
TRAVEL

vie di comunicazione e intersecano allevate le trote per il Papa.


il torrente Ussita tra mulini e vec- Mariano e suo padre vi racconte-
chie centrali idroelettriche, fino a ranno questa e altre storie, anche
indagare lo sviluppo urbanistico più recenti, come quella del pro-
delle frazioni più alte, tra modernità getto Life Trota, che ha consentito
e abbandono, attraversando tracce di conservare le ultime popolazio-
e simboli a cui la comunità attribui- ni esistenti di trota mediterranea,

© Cristiana Rubbio
sce i significati più inaspettati. unico esemplare originario dell’Ita-
Il secondo itinerario, Dalla valle lia centro-meridionale. Al Bar due
alle vette, è lungo 30 chilometri ed monti, poi, si fanno sempre incontri
è diviso in quattro parti, tra andata speciali: è il punto di ritrovo per chi
e ritorno: un’ascesa dal fondovalle ha voglia di scambiare due chiac-
al Monte Bove, appartenente alla chiere, anche con altri viaggiatori.
zona settentrionale della catena Basta sedersi per un caffè o un ape-
dei Sibillini e simbolo del territorio. ritivo, per entrare, in breve, nel vivo
Si tratta di un’esperienza spirituale della politica locale dell’Alto Nera.
a guidata dalle parole dello scrittore Salire al Valico delle Arette, uno
mb
Federico Bo
aquilano Alessandro Chiappanu- dei punti più panoramici dei Sibilli-
voli e accompagnata dai lavori del ni, offre invece la possibilità di ab-
fotografo Antonio Di Cecco, in cui bracciare l’intera valle con un unico
raccoglie i racconti degli abitanti l’immaginazione del viaggiatore è sguardo. Da lassù si possono imma-
sotto forma di punti di interesse in- l’elemento imprescindibile per dare ginare pastori e pecore transumanti
castonati in otto cammini ad anello, corpo alle suggestioni e agli acca- che, a inizio estate, dal fondovalle si
adatti a tutti. Un modo per coinvol- dimenti storici narrati dalle parole e spostano in carovana verso le verdi
gere il viaggiatore nella vita della dalle immagini. praterie d’alta quota. Le mucche al
comunità, guidandolo in un’esplo- Cosa fare a Ussita? Come passare il pascolo di razza marchigiana sono
razione urbano-naturalistica dei tempo in maniera nonturistica? di una famiglia di allevatori della
luoghi che caratterizzano la nuova Sono infinite le cose da scoprire, valle e ogni giorno salgono e scen-
quotidianità̀ post sisma e la storia oltre a quelle che ho appena rac- dono dalla località di Vallestretta.
del territorio. Sono cammini che ri- contato. Si può andare a trovare Ma- Alzando lo sguardo al cielo, nelle
percorrono ricordi e memorie degli riano che ogni giorno lavora al tro- ore più calde della giornata, si può
abitanti per scoprire le tante frazio- tificio di famiglia, lungo il torrente incrociare la coppia di aquile reali
ni della cittadina. Ricalcano vecchie Ussita, laddove in passato venivano che abita la parete nord del Monte

Monte Bove Sud, vista verso Monte Vettore


© Antonio Di Cecco

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© Mauro Pennacchietti
Punto panoramico in località Le Arette

Bove, intente nella caccia quotidia- la terra e al lavoro in alta montagna. procedimento di accudimento dal
na. Ma, soprattutto, è suggestivo All’interno della guida non sono sapore antico, a cui il pane faceva
osservare come cambiano i luoghi contenute delle vere e proprie ri- da base. Piatti semplici legati alla
e le persone in un territorio in forte cette – quelle vanno scoperte diret- vita umile di un tempo, fatta di dol-
mutamento, dove la ricostruzione tamente sul campo – ma narrazioni ci come la fregnaccia o il torciglio-
sta finalmente ripartendo, insieme che intrecciano gastronomia e per- ne, alcuni persino cotti al camino, o
alle speranze degli abitanti. sonaggi. Le descrizioni dei sentieri scandita dalla spremitura del mosto
Che ruolo ha la cucina in questo sono intervallate da curiosità sulla durante la vendemmia, come una
tipo di ricettività? Quali le pietanze vita di un tempo, come l’uso del “ta- bevanda piuttosto “spiritosa”, detta
da assaggiare? scapane”, borsa nella quale i pastori acquarello.
Molti territori si raccontano proprio si portavano dietro pane, formaggio Tre parole con cui promuoveresti
tramite la loro tradizione culinaria, e salumi. Un piatto tradizionale è si- l’Italia attraverso il tuo nuovo ap-
dietro alla quale spesso sono rac- curamente la pezzata: per utilizzare proccio nonturistico?
chiusi tutti gli usi e i costumi che il pane secco si iniziava a cuocere Una storia vera.
fanno di un luogo “quel” luogo. E una pecora nel brodo, lessata e a
Ussita non è sicuramente da meno, pezzi, poi venivano aggiunte le pa- nonturismo.sineglossa.it
con una cucina legata ai sapori del- tate. Una preparazione lunga e un #cosaaccadeseabitiamo

Presentazione della guida nonturistica in piazza dei Cavallari, a Ussita


© Cristiana Rubbio

81
TRAVEL

L A VIA DEL
CIOCCOLATO
DA TORINO A MODICA, PASSANDO PER PERUGIA, UN VIAGGIO
NELLE CITTÀ DELL’ORO NERO. TRA SPECIALITÀ ARTIGIANALI E
CREATIVITÀ DEI MAÎTRE CHOCOLATIER
di Gianna Bozzali - a cura di vdgmagazine.it
© rh2010/AdobeStock

Torino

82
V i sono città dove il cioccola-
to non è solo un buon cibo
ma un bene prezioso, al pari
di un monumento o un’opera d’arte,
capace di attirare sia gli amanti del
cibo degli dèi sia chi desidera avvici-

© Rosario Scalia/AdobeStock
narsi a una tradizione millenaria.
Esistono percorsi di viaggio tra le ca-
pitali europee dove il cacao è un bene
da tutelare e tramandare: qui i turisti
vengono presi per la gola e restano
incantati dalla bravura dei maître cho-
colatier. Bruxelles, Vienna, Parigi sono
le tappe principali di un meraviglioso
itinerario tra praline, tazze di cioccola-
ta fumanti e bonbon, alla scoperta di
laboratori e bar storici che rimandano
all’uso antico del cacao degli Aztechi
e dei Maya ma, attraverso il costante
amore degli artigiani, ci proiettano
verso un uso più moderno e creativo
di questo prodotto.
In Italia, il viaggio parte senza dubbio
da Torino, la terra del gianduiotto. Nel
1560, per festeggiare il trasferimento
della capitale ducale da Chambéry
alla città sabauda, Emanuele Filiber-
to di Savoia offrì agli abitanti, in modo
simbolico, una tazza di cioccolata
calda. E fu amore al primo sorso. La
cicolaté (così è chiamata in dialetto Gli 'mpanatigghi, tipici dolci al cioccolato di Modica
torinese), magari sormontata da tanta
panna montata, è perfetta in inverno grande qualità. Il risultato principale e Il cioccolatiere Guido Castagna sor-
ma non va disdegnata neppure in pri- più apprezzato del suo lavoro sono le prende invece per i suoi Giuinott,
mavera, insieme al caffè in tazzina di tavolette monorigine bean to bar, che gianduiotti rivoluzionari nati dall’unio-
vetro con sopra uno strato di ciocco- partono direttamente dai semi senza ne perfetta tra la Nocciola Piemonte
lato caldo. subire processi industriali: un viaggio Igp e il cacao Chuao del Venezuela,
In alternativa, c’è il gianduiotto. Nato sensoriale nei principali Paesi produt- ma anche per il vermouth ’L Türinèis,
nel 1865 da Michele Prochet, un ar- tori di cacao, dalla Repubblica Do- nato dalla collaborazione con il bar-
tigiano che unì il cacao alla nocciola minicana all’Ecuador, passando per tender Michele Marzella, dove il dol-
delle Langhe, fu il primo cioccolatino Bolivia, India e Madagascar. Straordi- ce corteggiamento tra il cioccolato e
a essere incartato. Ma l’arte torine- nario è anche il suo Uovo di Colombo il liquore regala una delicata infusio-
se del settore è saputa andare oltre, realizzato con cacao monorigine su- ne di assonanze e riverberi.
differenziando i prodotti: basti citare perior Venezuela Sur del Lago e zuc- Da Torino ci spostiamo a Perugia, il
l’alpino, ripieno di una crema liquoro- chero grezzo di canna, decorato con cui nome è strettamente legato alla
sa, il boero, con guscio di cioccolato e granella di nocciola Piemonte Igp. storica fabbrica Perugina che nel 1915
morbido cuore alcolico, e il cremino, Un altro nome che ha contribuito a iniziò a lavorare il cacao in polvere. Tra
composto da tre strati, quelli esterni scrivere la favola dell’oro nero torine- i suoi prodotti, il più rinomato e sen-
di gianduia e quello interno di pasta se è Guido Gobino. Dietro il suo suc- za tempo è il famoso Bacio, nato nel
alla nocciola. Tappa imprescindibile cesso c’è una famiglia che dal 1964 1922 da un’idea di Luisa Spagnoli.
per i chocolate lovers è la bottega inventa costantemente nuovi prodot- Per chi desidera una full immersion
di Davide Appendino, nel centro di ti, migliorando il gusto dei cioccolatini nella tradizione, qui ci sono il Museo
Torino: un autentico piccolo tempio tradizionali. Da assaggiare i suoi Tou- del Cioccolato e i corsi con i maestri
del cioccolato, che si completa con rinot, dove la potenza del fondente della Scuola del Cioccolato, entrambi
una serra botanica dove ammirare incontra la morbidezza del gianduia: allestiti nell’edificio della Perugina.
le piante di cacao. Il maestro del gu- una storia racchiusa nel libro 5 gram- È merito di uno di loro, il pastry chef
sto cerca le migliori fave, le macina a mi di felicità, di Giuseppe Culicchia Alberto Farinelli, la torta Dantedì,
pietra e le trasforma in un prodotto di (Slow Food, pp. 192 € 18). un omaggio a Dante Alighieri nel

83
TRAVEL

700esimo anniversario della sua mor- se dagli spagnoli. Ingredienti semplici che quest’anno per Pasqua ha rea-
te. Composta da tre strati di pan di dall’inconfondibile aroma prendono lizzato una colomba con crema al
Spagna e altrettante mousse, richia- forma, durante il trattamento a fred- Cioccolato di Modica Igp dove il sof-
ma gli ambienti delle cantiche in cui do della pasta di cacao, in una bar- fice impasto incontra una copertura
è suddivisa la Divina Commedia. La retta dove brillano all’interno i cristalli di croccante fondente con granella di
crema scura è realizzata con Peru- di zucchero. A chi lo gusta, diceva lo frolla.
gina GranBlocco fondente extra 70% scrittore Leonardo Sciascia, «sembra A promuovere gli itinerari tra i mi-
aromatizzato alla liquirizia e raffigura di essere arrivato all’archetipo, all’as- gliori produttori di cioccolato d’Euro-
l’oscurità dell’Inferno. Il Purgatorio soluto e che il cioccolato altrove pro- pa ci pensa The Chocolate Way, un
presenta una mousse più chiara con il dotto – sia pure il più celebrato – ne network per il turismo culturale del
fondente extra 50% e pistacchi salati. sia l’adulterazione, la corruzione». settore che unisce i distretti storici
Il viaggio dei sensi termina con l’ulti- Diverse le botteghe che accolgono i del continente, tra i quali spiccano,
mo strato, il Paradiso, dove una crema visitatori in un abbraccio di cannella appunto, quelli italiani di Modica, Pe-
al burro bianca ricopre la parte supe- e vaniglia e, oltre alla classica barret- rugia e Torino.
riore della torta. Qui si raggiunge il ta, propongono dolci come le ‘mpa- Al momento i percorsi proposti sono
massimo della dolcezza con un com- natigghie, mezzelune di pasta frolla 30, tra Belgio, Francia, Germania,
posto di cioccolato al latte Perugina ripiene di carne trita e cioccolato. Da Italia, Spagna e Regno Unito: veri e
GranBlocco 30% e caramello. provare quelle che Michele Spadaro propri pacchetti turistici che, appena
Proprio nel capoluogo umbro si svol- dello storico Bar Fucsia produce ogni sarà possibile, offriranno l’occasione
ge tutti gli anni Eurochocolate, il più giorno all’interno del suo laboratorio, di incontrare i maestri artigiani, ma
grande festival europeo a tema che nel rigoroso rispetto della ricetta ori- anche di degustare e acquistare i pro-
trasforma il centro storico in una gran- ginaria. dotti delle aziende. Inoltre, il Comitato
de cioccolateria all’aperto. L’edizione Tappa d’obbligo per gli amanti del scientifico dell’associazione sta la-
2021, se non ci sono cambiamenti do- cioccolato modicano è anche Cio- vorando all’elaborazione delle linee
vuti alle restrizioni per il Covid-19, è mod, azienda storica dove il titolare guida per la presentazione di un dos-
prevista dal 15 al 24 ottobre. Prima di Innocenzo Pluchino produce le clas- sier che consentirà il riconoscimento
continuare il viaggio verso sud, si può siche tavolette Igp partendo dalle dell’Itinerario culturale europeo La
fare una sosta nei dintorni a Brufa di fave di cacao colombiano, che ven- via del cioccolato. Un modo per pro-
Torgiano, dove il Borgobrufa Resort gono utilizzate come ingrediente an- teggere l’eredità culturale, artistica e
offre trattamenti di benessere a base che in diversi liquori. Davvero origina- storica di questa delizia valorizzando
di cioccolato e nocciola. le il cioccolato modicano ideato con la creatività dei maître chocolatier.
Il tour può proseguire scendendo fino il produttore toscano Claudio Corallo davideappendino.it
in Sicilia, a Modica, nel Ragusano: è e realizzato con cacao crudo all’80%. guidogobino.it
qui che la secolare tradizione ciocco- Partecipare, poi, alle lezioni di Pluchi- guidocastagna.it
latiera oggi vanta il marchio Igp, l’u- no apre le porte a un mondo incantato perugina.com
nica denominazione europea per un di colori, aromi e suoni. La specialità fucsiamodica.it
cioccolato che ancora conserva i gesti siciliana è stata adocchiata anche da ciomod.com
e le tecniche di lavorazione trasmes- grandi firme industriali come Bauli, thechocolateway.eu

Le uova di Pasqua di Guido Gobino e i cioccolatini di Davide Appendino

84
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C I LE NTO

ALLA SCOPERTA DI CERASO E PALINURO CON DANIELA FEROLLA,


EX MISS ITALIA E CONDUTTRICE RAI. TRA MERAVIGLIE DELLA
NATURA, PIATTI TIPICI E RISPETTO DELLE TRADIZIONI

di Peppone Calabrese PepponeCalabrese peppone_calabrese


[Conduttore Rai1, oste e gastronomo]

Q ualche anno fa sono sta-


to catapultato nel mondo
della televisione e uno dei
primi incontri è stato quello con una
lucana, versante Cilento: Daniela Fe-
che alimentava il motore delle sue
passioni più vere.
Un giorno, dopo aver capito il mio
amore per il cibo (non che dovessi
dire molto per farlo capire, è una chia-
prenotato il solito posto a sedere, per
intenderci uno di quelli con il tavoli-
no, perché mi piace sistemare l’acqua
nell’apposito stallo e appoggiare il li-
bro e il telefonino. La verità è che ado-
rolla, ex Miss Italia e conduttrice Rai. ra evidenza corporea), durante una ro il treno perché amo chiacchierare
Daniela è una ragazza timida, riserva- colazione in una terrazza d’albergo con gli sconosciuti. Per me il viaggio
ta, e sono sicuro che la mia irruenza e fronte mare, cominciò a raccontarmi non è mai un trasferimento veloce.
festosità in principio l’abbiano un po’ del suo paese di origine e di quanto Sono l’incubo di quelli a cui non piace
stordita. Girando insieme a lei per un fosse brava la sorella a cucinare. parlare.
anno intero tutta l’Italia, abbiamo avu- Potete immaginare quanto sia monta- Nel mio vagone ci sono poche perso-
to l’occasione di stare spesso da soli, ta la mia curiosità nel tempo. Finché ne, attraverso il corridoio alla ricerca
lontano dalle telecamere, durante non è giunto finalmente il momento di del mio posto e vedo due ragazzi che
interminabili viaggi in macchina o in compiere questa missione. dormono, un militare che gioca con il
treno. Ho riconosciuto in lei una dol- Parto con il Frecciarossa delle 7.17 telefonino e una signora anziana con
cezza sincera, la discreta difesa di un dal secondo binario di Potenza Cen- due valigie enormi, che probabilmen-
mondo privato e tutto famigliare che trale, direzione Ceraso, ma con prima te starà andando dai figli al nord. Il
capivo essere la sua vera forza, ciò tappa Palinuro, nel Salernitano. Ho viaggio prosegue così fino a Salerno,

86
INCANTATO

Palinuro (SA)

© Iurii/AdobeStock
dove devo cambiare treno. Sul regio- di Centola, in provincia di Salerno, ed zona. Arriviamo vicino al mare e c’è
nale mi colpisce una signora con un è una delle località balneari più rap- una barchetta che ci aspetta. In bre-
cappotto verde, la gonna verde, le presentative della Campania e del vissimo tempo entriamo in una grotta
calze e le scarpe verdi. Cilento. La biodiversità che la circon- e, da quel momento in poi, le parole
Mi avvicino e le dico che sarebbe la da è emozionante, ha una ricchezza non bastano a esprimere quello che
testimonial perfetta del mio program- di vegetazione tra le più importanti gli occhi stavano vedendo. Un ombe-
ma Linea Verde e lei risponde imme- del Mediterraneo. L’alto promonto- lico del mondo, un manto blu cobalto
diatamente che in quella zona vive rio si tuffa d’improvviso nelle limpide dove sembra possibile immergersi e
già la regina di quella trasmissione. acque con rocce che cadono a picco vivere anche solo per un attimo una
Sorrido e le dico che sto andando ap- anche per cinquanta metri, offrendo seconda vita. Ce ne sono ben trenta-
punto a trovarla. I complimenti per lei l’habitat ideale a numerose specie di due di grotte, una più bella dell’altra.
si sprecano e io non vedo l’ora di co- uccelli nonché alla rarissima primula Scendiamo dalla barca e Daniela mi
noscere la sorella cuoca. di Palinuro. chiede se me la sento di fare trenta
Daniela mi ha dato appuntamento a Ecco Daniela: arriva prima il suo sor- chilometri in bicicletta. Non si è alle-
Palinuro e precisamente alla pista di riso e poi la sua bellezza. Senza ne- nata oggi per aspettarmi e quindi c’è
pattinaggio dove da ragazza incon- anche farmi fare colazione mi invita solo da assecondarla: chiaramente,
trava gli amici per trascorrere le se- a seguirla. Mentre camminiamo mi scelgo una bici a pedalata assistita.
rate. Palinuro è una piccola frazione parla di un tesoro nascosto nella La macchia mediterranea del Parco

87
GENIUS LOCI

nazionale del Cilento ci accompagna


nel nostro tragitto e immediatamente
comprendo perché qui la qualità del-
la vita è tra le più alte al mondo.
Immagino Ancel Benjamin Keys, nu-
trizionista statunitense considerato il
padre della dieta mediterranea, cam-
minare per queste strade e razionaliz-
zare la sua idea. Così da concludere
definitivamente che l'alimentazione
della popolazione locale era l’emble-
ma della dieta perfetta per apporta-
re benefici fondamentali alla salute.
Attraversiamo odori e colori, siamo in
completa armonia con la natura e la
sua magnificenza. Dopo circa due ore,
finalmente si intravede Ceraso, gra-
zioso paese immerso nel verde. Con Daniella Ferolla, ex Miss Italia e conduttrice Rai
una scusa mi fermo e faccio una pic-
cola sosta per cogliere gelsi bianchi e Il racconto delle serate si intreccia posto sicuro dove ritrovare se stessi e
tornare un bambino intento a racco- sempre con un ricordo della casa in vivere in serenità e armonia con l’am-
gliere dolcezze. campagna della nonna dove si riuniva biente.
A Ceraso attraversiamo la frazione di sempre tutta la famiglia e si consu- L’amore per la natura e gli animali è
Santa Barbara, la più attiva cultural- mavano i riti della domenica. Profu- evidente dalla luce che ha negli occhi
mente, dove vivono i cugini di Daniela mo di pane caldo, pizza al pomodoro mentre ne parla. E lo capisco quan-
e si organizzavano sempre serate da e ragù in pentola dalle prime ore del do arriviamo nella casa della nonna,
ballo o canore. La immagino cantare mattino. La nonna era la regina della oggi ristrutturata da lei e il suo com-
e ballare con il suo sorriso contagioso, casa, preparava la pasta a mano e la pagno. Ad aspettarci ci sono tutte le
lo stesso che ho visto una sera duran- sorella Gabriella sempre attenta a ru- sorelle. Mi presento e l’accoglienza è
te una trasferta in Calabria, dove ab- bare i segreti della cucina. Colazione di quelle che conosco bene, essendo
biamo coinvolto tutti in un karaoke a insieme davanti al camino e poi tutti anche io lucano. La prima ad arrivare
perfidiato. a messa. Insomma, Ceraso come il è Giusi, che immediatamente marca

Ceraso (SA)
© Antonio Ferolla

88
il territorio ricordando di essere la più
grande: quando Daniela era piccola
la controllava sempre, anche se poi
crescendo sono diventate complici,
tanto che uscivano e Daniela poteva
rientrare più tardi rispetto alle amiche
proprio grazie alla sorella maggiore.
Dopo poco arriva Miriam, la più pic-
cola, che già conosco. Ci salutiamo
affettuosamente e mi racconta di una
scenata di gelosia che le fece Danie-
la su un aereo di ritorno da Milano
perché si era già organizzata le gior-
nate a Ceraso senza contemplarla.
Poi mi porta a vedere cosa bolle in

© JonShore/AdobeStock
pentola.
La cucina è grande proprio come nei
racconti ricevuti e ai fornelli c’è Ga-
briella, la sorella appassionata di cu-
cina, grembiule di ordinanza e mani
all’opera per il piatto della tradizione
della famiglia Ferolla: fusilli fatti con il
ferretto. La tradizione si ripete, il rito è
sempre quello.
Come da bambine, quando tutte e
quattro le sorelle provavano a impa-
Una delle grotte di Palinuro (SA)
rare dalla nonna l’arte della pasta di
casa, oggi sono tutte vicine intente a La più brava è ovviamente Gabriella. ripete negli anni di quanto sia impor-
ripetere questo rituale. Mi fermo a parlare con lei e le comu- tante stare insieme a tavola, seduti
nico che la sua fama la precede. Ma a chiacchierare e a ricordare eventi
Da sinistra, Daniela Ferolla con le sorelle anche la mia fame mi precede. Mi familiari. Oltre ai fusilli al ferretto c’è
Gabriella, Giusi e Miriam
racconta di aver trascritto e conser- un altro assaggio di primo, il piatto di
vato tutte le ricette della nonna, mo- cui Daniela mi aveva sempre cantato
strandomi con orgoglio il suo libro. le lodi: le rondelle in bianco al forno
Ho sempre sognato di averne uno con besciamella, prosciutto cotto e
tutto mio, scritto da me: lo trovo un formaggio. Mi sento a casa, sorrido
modo romantico per conservare le con loro celebrando questa giornata
tradizioni di famiglia, rivivere i mo- di festa e rifletto su quanto sia im-
menti insieme e far partecipare an- portante la famiglia e il rispetto delle
che chi non c’è più. tradizioni.
Giusy è attenta a ogni dettaglio, una
perfetta cuoca. Conosce i tempi per
fare una buona cucina, ha esperien-
za e si vede. Mi dice che è semplice
k
oc

mangiare bene se hai a disposizione


St
be

prodotti buoni, frutto di una cultura


do
i/A

di tutela del territorio come il Cilen-


© Cl a u d i o C a r i d

to. Ha ragione, ma sono sicuro che


sappia bene anche quanta dedizio-
ne e amore ci vuole per assemblarli
e prepararli a regola d’arte. Ammiro
molto chi decide di presidiare il ter-
ritorio conservandone l’identità più
profonda.
È quasi ora di pranzo, c’è fermento. La
tto
rre

e
tavola è imbandita, tutto è pronto per lf
li a
offrire ancora una volta questo dono sil
Fu
a tutta la famiglia. È il segno che si

89
INCLUSION

IL GREEN
SI FA LOCALE
NELL’EX DEPOSITO MERCI DI RFI, A POTENZA, NASCE SCAMBIOLOGICO.
UNA STRUTTURA AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA CHE OFFRE
PRODOTTI A CHILOMETRO ZERO E UNO SPAZIO EVENTI
di Serena Berardi - s.berardi@fsitaliane.it

A l piano terra, tra gli scaffali in


legno chiaro dalle venature
calde, si possono comprare
frutta, verdura, latte, cereali, ma anche
olive infornate di Ferrandina, peperoni
al primo piano, invece, si può assistere
alla presentazione di un libro o impara-
re a riparare una bicicletta.
Nell’ex magazzino merci della stazio-
ne di Potenza Superiore, concesso in
Italiana (RFI), Legambiente Basilicata
ha inaugurato Scambiologico, la prima
green station d'Italia con un supermer-
cato a chilometro zero e uno spazio
per eventi e formazione. La sua anima
cruschi, bottiglie di Aglianico. Salendo comodato d’uso da Rete Ferroviaria sostenibile, infatti, parte dalle fonda-

90
menta e arriva fino al tetto: «Grazie ai locali selezionate. Due volte alla setti- organizzare due corsi di formazione
finanziamenti stanziati da Fondazione mana il furgoncino di Scambiologico nell’ambito del progetto Ecco-Econo-
con il Sud abbiamo ristrutturato l’im- fa il giro di agricoltori e allevatori della mie Circolari di Comunità, con preno-
mobile, risalente ai primi anni del ‘900, zona e rifornisce il punto vendita. «In tazione e ingressi contingentati».
che è stato convertito in un edificio di questo modo sosteniamo l’economia Il primo laboratorio è stato realizzato in
classe energetica A4. Abbiamo isolato locale e contribuiamo a ridurre l’inqui- collaborazione con Ri.Plastic, società
termicamente la struttura e le fonda- namento e le emissioni di CO2. E poi con sede a Baragiano (PZ) leader nel
zioni. Non abbiamo l’allaccio al gas e adottiamo la politica del giusto prez- Sud Italia per il recupero delle appa-
produciamo più energia di quella che zo: le piccole aziende lo stabiliscono recchiature elettriche ed elettroniche,
consumiamo attraverso un impianto e noi applichiamo lo stesso ricarico su e Bitwo, azienda di Muro Lucano (PZ)
fotovoltaico a pannelli solari. Insomma, tutta la merce». Accanto ai prodotti del che opera nel settore del ricondiziona-
siamo a impatto zero», afferma soddi- territorio, ci sono quelli del commercio mento di pc e tablet. I partecipanti han-
sfatto Marco De Biasi, ex presidente di equo-solidale: a Pasqua, per esempio, no imparato a rigenerare computer.
Legambiente Basilicata e attualmente saltano all’occhio sugli scaffali le uova «Siamo partiti dalla raccolta di pc usati
amministratore unico di Energaia srl, di cioccolato bio che nascondono og- e li abbiamo rimessi in funzione. Ora
l’impresa sociale che gestisce Scam- getti lavorati e decorati a mano da ar- verranno distribuiti a chi ne ha bisogno,
biologico. tigiani nepalesi, cingalesi, peruviani, in particolare alle famiglie con più figli
«Prima del supermercato avevamo già bengalesi. impegnati nella didattica a distanza».
creato un gruppo di acquisto. Siamo Al piano superiore, le capriate in accia- Il secondo corso, interrotto dal pas-
partiti da quell’esperienza ampliando io esaltano il fascino di un’architettura saggio in zona rossa, prevedeva la ri-
la rete dei fornitori, che oggi sono cir- industriale rimasta pressoché intatta: parazione di biciclette: «Ora sono tutte
ca un centinaio», prosegue. Nel nego- «Prima del Covid-19 qui si tenevano parcheggiate nel mio ufficio, mi ritrovo
zio si trovano prodotti sfusi, freschi, da eventi, feste, presentazioni, spettacoli sommerso da ruote e manubri. Ma ap-
forno e da banco provenienti da realtà e concerti. Di recente siamo riusciti a pena sarà possibile regaleremo anche

© Attilio Bixio

91
INCLUSION

Il supermercato a chilometro zero

queste o le utilizzeremo per le nostre Per i pasti, oltre alle tovagliette com- altri posti. Ma la nostra attività non può
attività». Se da una parte la paralisi del postabili, sono stati utilizzati piatti in diventare un franchising: abbiamo un
nuovo lockdown ha azzerato gli eventi melamina, bicchieri in policarbonato, legame troppo forte con il territorio e
in presenza, dall’altra ha aperto nuove posate in acciaio e brocche al posto relazioni strette con chi lo abita», con-
opportunità: «Con la pandemia abbia- delle bottigliette di plastica. Alla fine, tinua De Biasi. Non si punta al mero
mo iniziato a spedire generi alimentari, abbiamo potuto ritirare e lavare tutto, guadagno, quindi.
quelli che vanno a riempire i famosi eliminando quasi totalmente la produ- «Dopo la fine del progetto pilota siamo
pacchi che i genitori del Sud spedisco- zione di rifiuti», spiega De Biasi. Questa diventati una società a responsabilità
no ai figli emigrati. I lucani sono dovun- buona prassi è stata promossa nelle limitata, ma il socio unico è sempre
que. Così, per Pasqua o subito dopo, scuole e ora è adottata anche dalla Legambiente. Siamo rimasti fedeli ai
vorremmo inaugurare un e-commerce mensa dell’Università della Basilicata. valori con cui siamo nati. Perché vole-
per consentire ai clienti di acquistare Scambiologico è stato addirittura vamo dimostrare che è possibile fare
online». un caso di studio per i ragazzi della impresa in maniera sostenibile».
Davanti alla stazione green è parcheg- Luiss di Roma, nell’ambito di un corso E l’anima green di Scambiologico, no-
giata anche una lavapiatti mobile per di Economia e gestione delle imprese. nostante le zone rosse e le difficoltà
eventi a rifiuti zero: una sorta di roulotte «Qualche anno fa, alla fine delle lezio- del periodo nero, non è mai sbiadita.
dotata di due lavastoviglie e una lava- ni, gli studenti sono venuti a trovarci.
bicchieri. «Ora è ferma, ma l’abbiamo Abituati ad analizzare i soliti modelli scambiologico.it
usata più volte per sagre e concerti, di business, non capivano perché non greenstationpz
come quelli di Mannarino e Caparezza. avessimo puntato a lavorare anche in ScamBioLoGiCo

Nel tondo il laboratorio di rigenerazione di pc, a destra la lavapiatti mobile


© Rocco Casaletto

92
UN CAPOLAVORO
DI BOTTE
LE BARRIQUE DI CANTINE TINAZZI DIVENTANO OGGETTI
D’ARTIGIANATO GRAZIE A UN PROGETTO SOLIDALE CHE
COINVOLGE I RAGAZZI DI CASA DON BOSCO DAB
di Luca Mattei lucamattei1 ellemme1
Foto Silvio Gioia

C e lo ha insegnato Carlo
Collodi alla fine dell’800,
creando il personaggio di
Pinocchio: dal legno può nascere la
vita. Ma un progetto avviato tre anni fa
botte, crea un capolavoro, iniziativa
sostenibile capace di coniugare eco-
nomia circolare, inserimento lavora-
tivo e rispetto per la natura. L’idea è
frutto dell’incontro tra Tinazzi, gruppo
dall’origine del nome: i tinazzi, nell’an-
tica tradizione locale, erano recipienti
in cui si inseriva l’uva pigiata a fermen-
tare. Oggi l’azienda produce Amarone
e Ripasso della Valpolicella, Lugana,
sul lago di Garda è andato oltre, con di cantine con sede a Lazise (VR), e Soave e altri vini dell’area veronese,
la convinzione che dal legno possa Bottega Tettoia Pinardi, laboratorio di ma ha terreni anche in Puglia dove
prendere forma persino una seconda arte e artigianato della Casa don Bo- mette in commercio Primitivo di Man-
esistenza, grazie all’impegno di ado- sco Dab, attiva ad Albarè, frazione di duria, Negramaro e Malvasia nera.
lescenti con difficoltà comportamen- Costermano sul Garda. Quando le barrique usate per la fer-
tali e familiari. Per la famiglia di viticoltori il legame mentazione non servono più, vengo-
Sono loro i protagonisti di Salva una con il vino e le botti è evidente fin no spedite ad Albarè, dove i ragazzi

93
INCLUSION

che lavorano nella falegnameria sa- «Le botti nuove», spiega Gian Andrea zi
in az
lesiana utilizzano il legno di cui sono Tinazzi, il titolare delle cantine, «co- re aT
And
costituite per realizzare piccole ope- stano tra i 700 e gli 800 euro l’una. G ian
re d’arte che poi vengono vendute o Sono in quercia, rovere di Slavonia o
date in omaggio. Si producono giochi rovere francese: legni buonissimi che, i 150 e i 200 euro l’una». Ma l’aspetto
che stimolano l’intelligenza, come il se trattati bene, durano nel tempo e economico viene messo in secondo
picchio o il rompicapo giapponese non marciscono pur avendo ospitato piano: «Siamo contenti di donarle ai
tangram, articoli di oggettistica e idee a lungo il vino». Un valore che non ragazzi della Bottega affinché trovino
regalo, mobili per vari usi come sedie, diminuisce neanche dopo il primo uti- uno scopo nella vita. Sono in condi-
tavolini, appendiabiti, orologi a muro, lizzo: «Quelle usate si possono ven- zioni difficili e la solidarietà ci sembra
portariviste, portaspezie, lampadari e dere a chi ne ha bisogno per affinare opportuna», precisa l’imprenditore.
lampade da scrivania. il cognac o la grappa, a una cifra tra Oltre a essere aiutati da un falegname
professionista con esperienza ultra-
Il responsabile di Casa don Bosco Dab, don Paolo Bolognani, con i ragazzi di Bottega Tettoia Pinardi trentennale, gli adolescenti sono se-
guiti da Emil Nobis, un educatore che
si occupa anche della parte operativa
del progetto. «I ragazzi hanno tra i 14
e i 19 anni, arrivano da noi volontaria-
mente o perché segnalati dalle Asl o
dai servizi sociali del territorio. Non
presentano patologie particolari, ma
difficoltà comportamentali o educati-
ve che li portano spesso ad abbando-
nare la scuola», chiarisce Nobis.
L’iniziativa coinvolge anche gli studen-
ti delle classi quarte e quinte del liceo
artistico Nani-Boccioni di Verona che
mettono a disposizione know-how e
creatività, proponendo alla Bottega
progetti da realizzare. «Noi ne abbia-
mo scelti alcuni», spiega l’educatore,
«e li portiamo avanti. Utilizziamo di-
versi utensili, sia manuali, come se-
ghe, raspe, scalpelli, sia elettrici, pial-
le, trapani, torni a legna per realizzare

94
L’esterno della falegnameria Bottega Tettoia Pinardi

oggetti tondi e una sega a banco per i sano e renderli onesti cittadini. Un per trasformarli in un orto a chilome-
tagli dritti e obliqui» insegnamento formulato nell'800 tro zero. In cambio di una donazione
Lavorazioni complesse al termine adattato ai nostri giorni». Ad Albarè, la spontanea, le famiglie locali possono
delle quali la soddisfazione è alta: settecentesca Villa Torri Giuliari ospi- ricevere i frutti del lavoro agricolo: pe-
«Completare una commessa di oltre ta i Salesiani dalla metà del secolo peroni, zucche, angurie, meloni, po-
200 ombrelli per le cantine Tinazzi è scorso. Attivi nel campo dell’ospitalità modori, lattuga, patate, melanzane,
stato impegnativo. Ma in ogni proget- e dell’educazione, sono ormai un rife- zucchine. «Offriamo a queste persone
to teniamo alta l’attenzione dei ragaz- rimento per le famiglie del territorio un modo per sentirsi impegnate nel
zi per far sì che lavorino nel migliore che cercano supporto nella crescita corso della giornata così che non si
dei modi. Partecipare alla creazione dei figli. «Siamo un villaggio educa- perdano per strada», conclude Tinaz-
di oggetti di ottima qualità aumenta la tivo. Abbiamo una comunità residen- zi, «perché per noi è fondamentale il
loro autostima». ziale nella zona della falegnameria, legame con il territorio e la possibilità
L’attività lavorativa è infatti un prete- sopra la quale c’è una torre in cui sono di costruire relazioni con chi si occupa
sto per raggiungere un obiettivo più ospitati quattro adolescenti che com- di inclusione sociale».
ampio: «La falegnameria è uno spazio piono un percorso in comunità. In un tinazzi.it | donboscodab.it
dove, oltre a lavorare il legno, è pos- altro spazio abbiamo un ostello per CantineTinazzi cantine.tinazzi
sibile condividere le proprie difficoltà giovani stranieri che hanno difficoltà a casadonboscodab
e parlare di sé. Un luogo di crescita a trovare lavoro e alloggio. Infine, c’è la
360°, non solo individuale». comunità diurna, che seguo io, in cui
In questo modo i ragazzi portano abbiamo messo in piedi una serie di
avanti una sorta di arte-terapia, come attività, tra cui un percorso di studio
spiega Ester Albanese, l’educatrice per arrivare al diploma», conclude Al-
che ha ideato il progetto iniziale La banese.
reciclofficina, a cui si è poi agganciata Salva una botte, crea un capola-
l’iniziativa di Tinazzi: «È come una te- voro non è l’unica iniziativa mes-
rapia psicologica, solo che si comuni- sa in piedi da Tinazzi e Casa
ca attraverso creazioni artistiche». don Bosco Dab. Dall’amicizia
Un approccio a cui viene collegato tra il titolare delle cantine
un metodo pedagogico utilizzato dai e il responsabile salesiano,
Salesiani: il sistema preventivo nell’e- don Paolo Bolognani, è nato
ducazione dei giovani di don Giovanni anche il progetto Piana degli
Bosco. «Religione, ragione e amore- Orti, che vede coinvolte due
volezza», spiega Albanese, «ne sono associazioni, Città in Fiore e
i termini fondanti. don Bosco riteneva Oltre il Confine, che forniscono
che l’allegria, il teatro, la clownerie e alloggi ad adulti con disagi e rifu-
s

le arti in generale fossero un modo giati richiedenti asilo. Le due realtà


bi

o
per attirare i ragazzi, alimentare la hanno preso in gestione terreni incolti il N
Em
loro autostima, farli divertire in modo nei pressi di Cavaion Veronese (VR)

95
25 APRILE

RICORDI PARTIGIANI
TERESA VERGALLI RACCONTA LA SUA RESISTENZA
DA STAFFETTA, ATTRAVERSO LE FOTO DI UN TEMPO,
SCELTE DAL SUO ARCHIVIO PERSONALE
di Claudia Cichetti cichettic
Foto courtesy Archivio Teresa Vergalli

«S
apete cosa vuol dire vi- nione, di spostarti da una città all’altra, un traguardo privilegiato che ai miei
vere senza la libertà? La di avanzare diritti nei confronti dei pa- tempi era riservato a pochi? Ecco, il 25
libertà di leggere un libro droni su trattamento e paga al lavoro. aprile è il simbolo di queste piccole e
che ti piace, di esprimere la tua opi- O senza la libertà di andare a scuola, grandi conquiste ed emancipazioni».

96
Teresa Vergalli, classe 1927, staffet- mano episodi del passato che di so- ste di quel pezzo di biografia italiana,
ta partigiana durante la Resistenza, li lito si leggono sui manuali di scuola, della Liberazione ma anche dell’e-
chiama ancora così: i padroni. Traden- arricchiti da dettagli privati che hanno mancipazione femminile. Ancora oggi
do la consapevolezza antica di chi, già contribuito a costruire la storia. Dopo il suo viso asciutto, evidenziato da un
da giovanissima, si sentiva nata dalla l’8 settembre 1943, data che sugella filo di rossetto rosso, esprime deter-
parte sbagliata della storia, quella vis- l’armistizio tra l’Italia e gli Alleati, se- minazione. Rosso è anche lo smalto
suta dai contadini della Val d’Enza, in gue un periodo durissimo per il nostro sulle unghie, il maglioncino di lana
Emilia-Romagna, una comunità fatta Paese che ebbe l’illusione di una pace che indossa e il suo colore preferito. I
di miseria in cui l’unico sostentamento immediata ma poi fu costretto a orga- racconti procedono come istantanee,
era il proprio raccolto. «Allora c’erano nizzarsi nella lotta partigiana per usci- affondano indietro negli anni e appa-
i padroni e i poveri. Le donne invece, re dall’oppressione fascista. E Teresa iono come lampi, sorretti da foto in
come diceva mia madre, contavano se li ricorda bene quegli stenti. Osser- bianco e nero custodite in una scatola
meno dei gatti», racconta. vandola, dall’alto dei suoi 94 anni, si e in una pennetta USB. Ne prende in
Parlare con una testimone diretta capisce subito che lei ha e ha avuto la mano una in cui è ritratta insieme alle
di quegli anni significa toccare con stoffa per essere una delle protagoni- sue amiche di studi e si scioglie in un
fiume di parole: «Un giorno, all’im-
I partigiani e le partigiane a Reggio Emilia liberata (22 aprile 1945)
provviso, mi hanno detto che non
potevo più andare a scuola. C’erano i
bombardamenti, io frequentavo il se-
condo anno dell’istituto magistrale e,
da un momento all’altro, non ho potu-
to più rivedere nessuno. Mio padre mi
diceva di restare a casa e di continua-
re a studiare perché uscire era perico-
loso. Ma io, a 16 anni, volevo contribu-
ire a cambiare il mondo in cui vivevo,
non pensavo ad altro, con le scuole
chiuse e il rumore delle bombe in
sottofondo. Avevamo impressa sulla
pelle l’avversione per quella violenza
e le angherie che stavamo subendo, i
rastrellamenti, i saccheggi, gli incen-
di, le uccisioni pubbliche. La nostra
coscienza era alimentata da queste
sensazioni, ed era normale essere
sfacciatamente antifascisti».

Ter
e sa Ve
rgalli oggi
97
25 APRILE

Teresa prende tra le mani un’altra im- provincia di Reggio Emilia: oltre 20
magine e il nastro del tempo sembra chilometri al giorno, andata e ritorno».
riavvolgersi in un attimo: «Ognuno si Furono mesi sui pedali lungo la Pia-
rendeva utile come poteva, io diven- nura Padana per Teresa la staffetta,
tai staffetta senza pensarci un attimo. nome di battaglia Annuska. «Portava-
Con la mia bicicletta azzurra facevo mo anche informazioni a voce, ordini
da tramite con le formazioni partigia- operativi e notizie sugli spostamenti
ne nascoste in montagna, costituite dei distaccamenti partigiani. Su pez-
anche da ragazzi che non volevano zettini di carta, invece, scrivevamo
arruolarsi nella Repubblica di Salò e l’elenco delle spese, le richieste di ri-
vivevano con documenti falsi, inse- fornimenti o i rapporti sull’esito di un
guiti dal regime e in estremo pericolo. agguato. Li ripiegavo e li nascondevo
Li accompagnavo in montagna, an- nelle trecce. A volte trasportavo an-
ticipandoli nel percorso per evitare che un giornaletto che le formazioni
loro posti di blocco o persone sospet- garibaldine riuscivano a stampare,
te che avrebbero potuto fare la spia. nascosto in una sporta insieme alle
Andavo da Bibbiano a Canossa, nella patate».

Teresa Vergalli con le trecce (fine ‘4 4)

Le donne ebbero un ruolo importante


nella Resistenza: collaboravano con i
combattenti e raccoglievano medici-
nali, vestiti e cibo per i partigiani. Altre
si occupavano di nascondere i ricer-
cati. «Tra il ‘43 e il ‘4 4 avevamo orga-
nizzato una fittissima rete di donne»,
spiega Teresa, «che arruolavamo tra
le nostre amicizie, pur con la paura
che qualcuna parlasse e ci facesse
scoprire. Poi c’erano anche le gappi-
ste armate, che partecipavano agli at-
tentati e catturavano prigionieri, pro-
prio come gli uomini.
Se ci siamo salvati è proprio grazie
alla solidarietà di coloro che non han-
no fatto la spia. Abitavamo fuori città
perché mio padre era stato segnala-
to: finì in carcere e, per un periodo, fu
condannato a morte.
La nostra casa era un rifugio per i par-
tigiani che avevano bisogno di prote-
zione o di un pasto caldo. Mia mamma
preparava lo gnocco fritto a chiunque
arrivasse, c’era sempre il fuoco ac-
ceso. Mio fratello Orio aveva 12 anni
e anche lui si dava da fare, si chiama
così perché mio padre leggeva spes-
so La Stampa e apprezzava il giorna-
lista Orio Vergani. Eravamo poveri, ma
La partigiana Piera Bertolini amica di Teresa Vergalli (1945) non analfabeti».

98
un’ultima foto che ritrae i primi gruppi
partigiani arrivati in una Reggio Emilia
liberata. «In questa foto del 22 aprile
1945 manchiamo solo io e mio padre:
che eravamo ancora nascosti sulle
montagne. Scendemmo due giorni
dopo per raggiungere Reggio e Bib-
biano (paese natale di Teresa, ndr), di-
ventate città libere. Che gioia! A guer-
ra finita cominciammo la militanza
politica vera e propria: il lavoro con le
donne, le assemblee con le operaie,
le battaglie per i diritti, l’accoglienza
dei prigionieri. Fu un periodo di gran-
de impegno. Il 1° maggio di quell’anno
parlai in pubblico.
Subito dopo ripresi in mano le dispen-
se politiche di Giuseppe Dossetti che
leggevo a scuola. Insomma, fu un’e-
mozione così forte che decisi di torna-
re a studiare».
teresavergalli.wordpress

Mario Grisendi, detto Folgore (1942)

Prende fiato Teresa, rimette le mani


affusolate nella scatola e tira fuori la
foto di un ragazzo su una moto. La fis-
sa a lungo come se i ricordi si faces-
sero più appuntiti e acuti. «Lui è stato
il primo soldato che ho visto morto: si
chiamava Mario Grisendi, ma il nome
di battaglia era Folgore, aveva com-
battuto in Africa dove, a El Alamein,
perse una gamba. Quando fu dimesso
dall’ospedale decise di lasciarsi alle
spalle ciò che aveva visto in guerra e
di stare dall’altra parte. Fu ucciso du-
rante un’azione notturna organizzata
per catturare un gerarca. Al suo fu-
nerale un compagno si alzò e disse:
“Folgore, sarai vendicato! A morte il
fascismo”. Il giorno dopo i fascisti fe-
cero comunque circondare la casa di
Folgore ma non poterono far altro che
arrestare sua madre, una donna an-
ziana e straziata dal dolore».
Anche Prospero, il padre di Teresa, da
civile ebbe un ruolo attivo e in prima
linea durante la lotta antifascista. Fu
più volte manganellato, fu arrestato e
si salvò da una condanna a morte. Per
sua figlia divenne un grande esempio.
Dall’archivio privato di Vergalli esce Nilde Iotti e Teresa Vergalli (1946)

99
25 APRILE

LA MEMORIA DELLA RESISTENZA

© Federico Neri/AdobeStock
Chiesa di Sant'Anna di Stazzema (LU)

DALLE FOSSE esecuzioni subite durante la ritirata nizzati furono 560, soprattutto minori.
dell’esercito tedesco. Secondo l'anali- Scavallando l’Appennino tosco-emi-
ARDEATINE A si riportata nell'Atlante delle stragi na- liano c’è Marzabotto (BO), adagiato
MARZABOTTO. ziste e fasciste in Italia, a cura dell’Anpi ai piedi di Monte Sole, dove si è con-
e dell’Istituto nazionale per la storia sumato uno dei più gravi crimini di
L’IMPORTANZA del movimento di liberazione in Italia, guerra contro la popolazione durante
DI VISITARE E le vittime furono oltre 23mila e circa la Seconda guerra mondiale. Tra il 29

RICORDARE 5.550 gli episodi di violenza, tra il ‘43 settembre e il 5 ottobre ‘4 4 oltre 800
e ‘45, mappati su una gran parte del abitanti di quella provincia bolognese
I LUOGHI territorio nazionale, soprattutto tra il furono giustiziati. Questo “solo” per ci-
DEGLI ECCIDI Lazio, la Toscana, l’Emilia-Romagna e tare le stragi più importanti. Ma in ogni
il nord Italia. paese, città o sentiero nel bosco c’è
NAZIFASCISTI Alle Fosse Ardeatine, le cave estrat- una lapide, un cippo, un monumen-
di Sandra Gesualdi sandragesu tive lungo l’omonima via di Roma, fu- to che ricorda quei giorni di atrocità

L
rono trucidate 335 persone tra civili, e impegno. I ragazzi e le ragazze del
a Resistenza all’oppressione militari, ebrei, detenuti. Una strage ‘43-‘45 sono sempre meno, ecco per-
nazifascista fu un fenomeno esemplare per dissuadere il popolo ché è importante raccogliere e diffon-
complesso che, dopo l’ar- da intenti ribelli a sostegno della Re- dere testimonianze vive come quella
mistizio dell’8 settembre ’43, oltre ai sistenza. Era un giorno di inizio prima- di Teresa Vergalli. La memoria funge
gruppi partigiani coinvolse larghe fa- vera, il 24 marzo ‘4 4. da monito e rende visibile ciò che non
sce di società civile. Donne e uomini, Salendo lungo la Toscana, Sant’Anna lo è più e, come sostiene la senatri-
spesso giovanissimi, si impegnarono di Stazzema (LU) si ricorda per una ce Liliana Segre, «coltivarla è ancora
per la liberazione del nostro Paese. E delle carneficine più raccapriccianti, oggi un vaccino prezioso contro l'in-
la popolazione pagò un prezzo altissi- il 12 agosto dello stesso anno: quella differenza e ci aiuta in un mondo così
mo in termini di brutalità, violenze ed dei bambini. I civili fucilati e carbo- pieno di ingiustizie».

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© LATTE CREATIVE
PHOTO

TRAIETTORIE
LIQUIDE

Federica Brignone con la Coppa del mondo generale conquistata nella scorsa stagione

102
COSÌ SI CHIAMA
IL PROGETTO DELLA
SCIATRICE FEDERICA
BRIGNONE, CHE
PUNTA I RIFLETTORI
SULL’INQUINAMENTO
DEI MARI E LO
SCIOGLIMENTO DEI
GHIACCIAI
di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
Foto Giuseppe La Spada

P arco naturale dello Stelvio,


ghiacciaio vallivo dei For-
ni: 20 km2 di superficie nel
1800, la metà nel 2021. È il secondo
più grande d’Italia e si scioglie alla
velocità di 100 metri l’anno, perché
le temperature si alzano, gli inverni
sono brevi e le estati si allungano.
La campionessa di sci alpino Fede-
rica Brignone, che a giugno 2020 è
salita lassù per godere di uno scena-
rio straordinario, ha notato con ram-
marico la riduzione del manto bian-
co. L’atleta, pluripremiata tanto da
raggiungere Deborah Compagnoni
come l’italiana più vincente di sem-
pre, è l’unica donna nel nostro Pae-
se ad aver conquistato la Coppa del
mondo generale di sci. E ora investe
le sue energie per affrontare la sfida
contro i danni provocati dai cambia-
menti climatici.
Dal 2017, infatti, Brignone porta avan-
ti il progetto Traiettorie liquide per
combattere tutto ciò che contribui-
sce all’inquinamento dell’acqua. «In
ognuno di noi esiste una piccola par-
te dell’oceano primordiale e proprio
per questo siamo chiamati a preser-
varlo»: è questo il messaggio che ri-
assume il suo impegno nella campa-
gna di sensibilizzazione sui problemi
dovuti allo scioglimento dei ghiacci e
all’invasione della plastica nel mare.
Ecco, quindi, che la campionessa si
tuffa in acqua con tuta e sci, come se
fosse in gara, in uno scatto realizza-
to dal fotografo Giuseppe La Spada,
suo compagno di viaggio in questa
battaglia per salvare il pianeta. O si
presenta davanti all’obiettivo su un La sciatrice al ghiacciaio dei Forni, nel Parco nazionale dello Stelvio

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PHOTO

Brignone con la Coppa del mondo generale

104
La campionessa immersa nelle acque di Lipari (ME) con la tenuta di gara

ghiacciaio «bellissimo e struggen- italiani, dove plastica e scarti si ac- più le bottigliette monouso con le
te», come descrive lei stessa, con un cumulano da anni. Immagini intense borracce».
abito bianco prodotto in materiale di con cui ha voluto trasmettere un sen- Finita la stagione agonistica, in pri-
scarto, un mantello tricolore e la Cop- so di claustrofobia e soffocamento, mavera, la sciatrice parte con una
pa del mondo in mano. «Il ghiacciaio quasi a immedesimarsi con pesci, nuova iniziativa. La missione 2021 è
è molto cambiato negli anni a causa tartarughe e altri esseri viventi che indirizzare i consumatori verso l’uso
del darkening, lo scurimento dovuto popolano il mare. Nel 2019, per la di prodotti dermocosmetici biode-
all’inquinamento industriale, ai detriti terza esperienza ecologica, aveva re- gradabili, con packaging ecologici e
e alla plastica. È più nero rispetto al alizzato una staffetta subacquea nel riciclabili a tutela della biodiversità.
passato e quindi riflette poco le ra- Lago di Garda con l’obiettivo di recu- Con gli occhi puntati sull’inquina-
diazioni solari. Inoltre, a causa dell’in- perare bottiglie, lattine e sacchetti da mento dei fiumi che riversano enormi
nalzamento delle temperature, qui consegnare ai bambini che hanno in quantità di rifiuti nel mare. Traguardo
gli accumuli si sono notevolmente ri- mano il futuro. «Per fortuna, differen- finale: curare il mondo per vivere in
dotti: ormai piove invece di nevicare». ziare i rifiuti è diventata ormai la nor- un ecosistema più sano.
In precedenza, nelle prime due Tra- malità», precisa la campionessa, «ed federicabrignone.com
iettorie del 2017 e 2018, Brignone si è aumentata la sensibilità sugli spre- federica.brignone.3
era immersa con gli sci nelle acque chi. Si utilizzano meno contenitori di fedebrignone
siciliane di Lipari (ME) e in altri mari plastica e si sostituiscono sempre di federicabrignone

105
PHOTO

La campionessa immersa nell’acqua invasa dalla plastica

106
Brignone durante la staffetta di pulizia al Lago di Garda

107
PHOTO

ABBRACCIARE LA

108
NATURA L’ elegante pelliccia ramata
indossata con stile su una
fisicità monumentale, la te-
sta possente e le zampe larghe con cui
camminare anche sulla neve. È la tigre
siberiana, tra i felini più spettacolari e
rari del pianeta, immortalata da Ser-
AL FORTE DI BARD LE FOTOGRAFIE DEL WILDLIFE gey Gorshkov mentre abbraccia, con
PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2020 PER aria sognante, il tronco di un abete del-
la Manciuria, regione nord-orientale
RIFLETTERE SULLA SALVAGUARDIA DEL PIANETA dell’Asia. The Embrace, lo scatto lungo
di Sandra Gesualdi sandragesu dieci mesi ottenuto dal fotografo russo
Foto courtesy Wildlife Photographer of the Year 2020
grazie a macchine con sensore di mo-
vimento e lunghi appostamenti, ha vin-
to il Wildlife Photographer of the Year
2020, il più importante riconoscimento
dedicato alla fotografia naturalistica.
Fino al 31 agosto, al Forte di Bard (AO),
è allestita l’anteprima italiana della
56esima edizione del concorso che
documenta con le migliori immagini la
bellezza e la varietà, ma anche la sem-
pre maggiore fragilità, della natura. E
sottolinea la priorità, non più riman-
dabile, di difendere e salvaguardare la
Terra.
Il report annuale 2020 del Wwf par-
la chiaro: l’uomo sta distruggendo il
mondo. Flora e fauna globali sono in
depressione a causa delle continue
deforestazioni, le abitudini di vita inqui-
nanti, le diete non proprio eco-friendly
e i continui sprechi. In 50 anni è stato
perso il 68% della popolazione totale
degli animali selvatici, un numero che
continua a crescere provocando la di-
struzione di molti ecosistemi. Eppure,
la vita dell’uomo dipende da quella
della natura: se perisce lei sparisce la
nostra specie. Le foto al Forte di Bard
vogliono stimolare proprio questa ri-
flessione. Occorre ripartire dalla cura
di ogni battito d’ali, salvaguardare ogni
colpo di pinna nei fondali, riconosce-
re il più flebile dei ronzii o ascoltare
cinguettii e voci dei boschi, inspirare i
profumi del più comune fiore di campo
e assecondare le leggi ancestrali del
regno animale, rispettando tutti i biosi-
stemi. Esattamente come sembra fare
la grande tigre, specie in estinzione di
cui è rimasto solo qualche centinaio
di individui. Abbandonata in un’estasi
ecologica in mezzo alla foresta russa
pare sussurrare alla natura: «Se esisti
tu, esisto anche io».
fortedibard.it
The Embrace, di Sergey Gorshkov, è la foto vincitrice del Wildlife Photographer of the Year 2020 fortedibard forte_di_bard

109
PHOTO

Perfect balance, un piccolo uccello posato su uno stelo di fiore fotografato da Andrés Luis Dominguez Blanco

110
The Fox That Got the Goose, di Liina Heikkinen, ha ricevuto il premio Young Wildlife Photographer of the Year 2020

The pose, una giovane scimmia proboscide immortalata da Mogens Trolle sull’isola del Borneo, Malesia. Vincitore della categoria Ritratti

111
PHOTO

A mean mouthful, un pesce pagliaccio con un parassita in bocca ritratto da Sam Sloss, durante una vacanza subacquea in Indonesia

Luciano Gaudenzio, con lo scatto Etna’s River of Fire, è il vincitore nella categoria Earth’s Environments

112
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

QUANDO SANIFICARE DIVENTA UNA NECESSITÀ


ANCHE IN AMBITO PROFESSIONALE
Disponibile in Italia il nuovo sanificatore SHU con tecnologia IoT, dispositivo che consente di sanificare l’aria indoor in
modo pratico e sicuro contribuendo all’eliminazione di virus, batteri e muffe negli ambienti.

Pureairion ha introdotto in Italia il suo nuovo dispositivo di riusciti a raggiungere risultati eccezionali aumentan-
sanificazione dell’aria e delle superfici con tecnolo- do la conservabilità di alcuni frutti da 20 a 90 giorni.
gia EHG (electrons and holes generator) dotato di mo-
dulo IoT. Spesso si pensa che i virus siano tra i microrganismi più
La tecnologia wireless utilizzata è quella di Astrel, leader nel difficili da debellare ma non è così. Seppur vero che questi
settore della domotica, che consente la ricezione di para- possono essere molto pericolosi per la salute, la loro resi-
metri sulla purezza dell’aria e sulla sicurezza dell’ambiente. stenza è inferiore ai batteri ma soprattutto alle muffe che
affrontiamo in ambito alimentare. Per questo le nostre tec-
In questo periodo di pandemia, molte aziende si sono ri- nologie sono straordinariamente efficienti.
volte al mercato, con dubbi risultati, cercando di produrre
dispositivi più o meno efficienti per combattere i microrga- Con la tecnologia wireless all’interno di SHU possiamo
nismi che minano la nostra salute negli ambienti domestici, monitorare costantemente l’attività del dispositivo e attuare
sul posto di lavoro e nei locali pubblici. modifiche correttive quando l’ambiente lo renda necessa-
L’offerta per il consumatore è talmente vasta che è difficile rio.”
fare una corretta valutazione basata sulle caratteristiche e
non unicamente sul prezzo. La serie Pro di SHU è nata proprio per adattare la poten-
za di sanificazione ai parametri rilevati e alle caratteristiche
Pureairion ha un background alle spalle fatto di anni di dell’ambiente permettendo di trovare soluzioni reali ai pro-
ricerca sulla sanificazione in ambito professionale blemi dei clienti.
grazie alla quale può dare soluzioni realmente efficaci an-
che al consumatore privato. L’innovazione di questi prodotti, sta nella customizzazione
mediante l’associazione di moduli in parallelo grazie ai quali
“Le prove che siamo riusciti a superare in ambito industria- si raggiungono potenze di sanificazione mai viste prima,
le e commerciale ci hanno dato il know-how per risolvere fino a 120.000 metri cubi, posizionando Pureairion al pri-
facilmente ed efficacemente problemi di sanificazione do- mo posto al mondo in termini di volumi di sanifica-
mestica.” zione.
Afferma Bruno Spoladore, CEO di Pureairion.
Pureairion, tramite la proprietà, nella persona di Bruno Spo-
“Abbiamo contribuito ad eliminare muffe e batteri nei ca- ladore, la direzione scientifica del prof. Giovanni Mastro-
seifici più importanti d’Italia e abbiamo avuto ottimi risultati vito e la direzione commerciale, nella persone di Romeo
anche in ambito ortofrutticolo aumentando la shelf-life dei Moretto ed Andrea Fiesoli, sta dando vita ad un piccolo
prodotti freschi. In un set- miracolo italiano che si sta realizzando e concretizzando,
tore, come quello food, nel nel migliorare la qualità dell’aria che respiriamo in ogni am-
quale la sicurezza microbio- biente, sia pubblico che privato.
logica è fondamentale, un
prodotto che non presenta Pureairion non si ferma e continua la sua ricerca e a breve
le caratteristiche richieste introdurrà sul mercato nuove tecnologie e soluzioni rivolu-
dal mercato, viene imme- zionarie nell’ambito della sanificazione.
diatamente scartato con
un conseguente enorme
danno economico per pro-
duttori e distributori. Per ci-
tare un esempio, mediante
la nostra tecnologia siamo

www.pureairion.com info@pureairion.com
via Chiesa 61/2 30039 Stra (VE)
113
PHOTO

OCCHI
AL MATTATOIO
CINQUE FOTOGRAFI
INTERNAZIONALI

SU
RACCONTANO LA
CITTÀ ETERNA IN
OGNI SUA LUCE E

ROMA SFACCETTATURA
di Sandra Gesualdi
sandragesu

Tommaso Protti, Untitled (2019)


Dal progetto Bordi

114
C inque fotografi immortala-
no e presentano la Capitale
attraverso il loro sguardo
artistico, inoltrandosi oltre il visibile e
l’evidente. Roma – che festeggia i suoi
al Mattatoio (ex Macro Testaccio) fino
al 16 maggio (salvo slittamenti su-
scettibili dovuti alle misure per con-
trastare il Covid-19), nell’ambito delle
residenze d’artista 2019 e le cui opere
pica città coesistono, si intrecciano,
si guardano in cagnesco pur sapendo
che sono tasselli dello stesso immen-
so centro urbano, che cambia volto,
luce e odori da un quartiere all’altro.
2.774 anni di storia il 21 aprile – è tante andranno a implementare l’Archivio Kander, Majoli, Moon e Protti elabora-
metropoli in una. La si ama e la si odia fotografico del museo capitolino. no con realismo documentale l’oggi,
senza compromessi, come se fosse Nadav Kander, Martin Kollar, Alex o presentano volti antichi riemersi da
le due facce di unico sentimento. Un Majoli, Sarah Moon e Tommaso Prot- secolari anamnesi. Kollar, invece, ha
connubio di luce materica, quella con ti propongono la Capitale attraver- raggiunto Roma a piedi partendo da
cui si veste tutto l’anno, ma anche di so una cronaca iconografica varia e Bratislava e percorrendo le antiche
quel buio profondo di certe sue peri- multiforme in cui l’eredità sassosa vie imperiali. Ne è nato un diario visivo
ferie. Eloquenti le circa 130 immagini e archeologica dell’Impero romano con 42 scatti, uno per ogni giorno di
dei cinque autori internazionali sele- si mischia al caos dei graffiti sui muri cammino.
zionati dal curatore Francesco Zizola dell’hinterland. Memorie, desideri mattatoioroma.it
per la mostra Fotografia. Nuove pro- e linguaggi diversi – per citare Italo mattatoioroma
duzioni 2020 per la collezione Roma, Calvino – di una stessa caleidosco- mattatoio

Martin Kollar, Untitled (2019)


Dal progetto Long stroll: all roads lead to Rome

115
PHOTO

LE RADICI
DEL PASSATO
TRA COLONNE ROMANE E ROVINE EGIZIE, MEMORIA DELLA
CULTURA MEDITERRANEA. IN MOSTRA A ROMA 100 SCATTI
DELL’ARTISTA CECO JOSEF KOUDELKA
di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili
Foto Josef Koudelka/Magnum Photos

R estituire un valore attua-


le alle rovine del passato.
Questo l’ambizioso pro-
getto del fotografo Josef Koudelka,
in mostra, nell’unica tappa italiana,
al museo dell’Ara Pacis di Roma fino
al 16 maggio.
Dalle colonne romane ai templi gre-
ci, dalle sfingi egiziane ai resti di
Pompei, oltre 100 spettacolari scatti
in bianco e nero raccontano il viag-
gio dell’artista ceco. Intitolata Radici.

116
Evidenza della storia, enigma della resta nascosto, tra enigma ed evi- «Le rovine non sono
bellezza, l’esposizione è la testimo- denza.
il passato, sono il
nianza dei risultati ottenuti dopo 30 Non ama parlare della sua opera,
anni di lavoro nei più rappresentati- ma preferisce lasciare lo spettatore futuro che ci invita
vi e importanti siti archeologici del libero davanti ai rettangoli che gli all’attenzione e a
Mediterraneo. propone, perfettamente integrati
godere del presente»
Immagini panoramiche, alcune di nella cornice dell’Ara Pacis. Esposti
Josef Koudelka
grande formato, realizzate tra Euro- accanto a uno dei monumenti più si-
pa, Africa e Medio Oriente, accom- gnificativi della prima età imperiale,
pagnano il visitatore in un’inedita e gli scatti acquistano ancora di più il c’era tutta l’attualità della nascita
personalissima riflessione sull’anti- valore di immagini memorabili, in un dell’Europa, dei suoi valori fondanti,
co, il paesaggio e la bellezza. Sce- rapporto intenso di rimandi ed echi l’attualità dei rischi della loro morte.
nari senza tempo, ricchi di anima e di una memoria che a Roma più che L’Europa delle rovine è quella in cui
fascino, caratterizzati da prospettive altrove diventa presente. la mente fa dialogare la ragione e la
instabili, inaspettate, ambivalenti, La retrospettiva è accompagnata fede, la libertà e la legge, quella di
ben rappresentano il lessico visuale dal volume Radici, pubblicato da cui, per dirla come Jacques Berque,
e la cifra stilistica dell’artista ceco. Contrasto, dove il curatore francese “portiamo dentro di noi le macerie
Rifuggendo la semplice illustrazio- Bernard Latarjet evidenzia la poetica ammucchiate e l’instancabile spe-
ne e documentazione delle rovine, dell’artista: «Le rovine fotografate da ranza”».
Koudelka sceglie di dare respiro a Koudelka sembravano l’allegoria di arapacis.it
ciò che resta delle antiche civiltà, un’attualità di cui lui, con la sua arte, MuseoAraPacis
rappresentandole in un’eterna ten- restituiva il senso nel nostro presen- museiincomune
sione tra ciò che è visibile e ciò che te: sulle sponde del “mare comune” museiincomuneroma

Roma, Italia (2000)

117
PHOTO

Il Cairo, Egitto (2012)

Amman, Giordania (2012)

Pompei, Italia (2012)

118
119
BASE ECONOMY SUPER
LIBERTÀ DI VIAGGIO CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ ECONOMY
E CAMBI ILLIMITATI Offerta a posti limitati e soggetta
Biglietto acquistabile fino alla par- a restrizioni. Il biglietto può esse- MASSIMO RISPARMIO
tenza del treno. Entro tale limite re acquistato entro la mezzanotte Offerta a posti limitati e soggetta
sono ammessi il rimborso, il cam- del secondo giorno precedente il a restrizioni. Il biglietto può esse-
bio del biglietto e il cambio della viaggio. Il cambio prenotazione, re acquistato entro la mezzanotte
prenotazione, gratuitamente, un l’accesso ad altro treno e il rim- del decimo giorno precedente il
numero illimitato di volte. Dopo la borso non sono consentiti. È pos- viaggio. Il rimborso e l’accesso ad
partenza, il cambio della preno- sibile, fino alla partenza del treno, altro treno non sono consentiti.
tazione e del biglietto sono con- esclusivamente il cambio della
sentiti una sola volta fino a un’ora data e dell’ora per lo stesso tipo di
successiva. treno, livello o classe, effettuando
il cambio rispetto al corrispon-
dente biglietto Base e pagando
la relativa differenza di prezzo. Il
nuovo ticket segue le regole del
biglietto Base.

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le Frecce a prezzi fissi, differenziati in base alle relazioni e Frecciargento, Frecciabianca e Intercity nei livelli Business,
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veniente per gli spostamenti di lavoro oppure per visitare i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggioren-
le città d’arte senza stress e lasciando l’auto a casa 1. ne, in gruppi composti da 2 a 5 persone 2.

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Si può scegliere quello da 15 viaggi con la riduzione del 30% lizza, in un unico viaggio, un treno Notte e un treno Frec-
sul prezzo Base, da 10 viaggi (-20% sul prezzo Base) oppure ciarossa o Frecciargento. La promozione è valida per i
il Carnet 5 viaggi (-10% sul prezzo Base). Riservato ai titolari viaggiatori provenienti con un treno notte dalla Sicilia, dalla
CartaFRECCIA, il Carnet è nominativo e personale. L’offerta è Calabria o dalla Puglia che proseguono sulle Frecce in par-
disponibile per i treni Frecciarossa, Frecciargento, Freccia- tenza da Napoli, Roma o Bologna per Torino, Milano, Vene-
bianca e Intercity 3. zia e tante altre destinazioni, e viceversa 4 .

NOTE LEGALI
1. Il numero dei posti è limitato e variabile, a seconda del treno e della classe/livello di servizio. Acquistabile entro le ore 24 del
terzo giorno precedente la partenza del treno. Il cambio prenotazione/biglietto è soggetto a restrizioni. Il rimborso non è
consentito. Offerta non cumulabile con altre riduzioni, compresa quella prevista a favore dei ragazzi.
2. I componenti del gruppo che non siano bambini/ragazzi pagano il biglietto al prezzo Base. Offerta a posti limitati e variabili
rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni.
Acquistabile entro le ore 24 del secondo giorno precedente la partenza.
3. Il Carnet consente di effettuare 15, 10 o 5 viaggi in entrambi i sensi di marcia di una specifica tratta, scelta al momento
dell’acquisto e non modificabile per i viaggi successivi. Le prenotazioni dei biglietti devono essere effettuate entro 180 giorni dalla
data di emissione del Carnet entro i limiti di prenotabilità dei treni. L’offerta non è cumulabile con altre promozioni. Il cambio della
singola prenotazione ha tempi e condizioni uguali a quelli del biglietto Base.
Cambio biglietto non consentito e rimborso soggetto a restrizioni.
4. L’offerta Notte&AV è disponibile per i posti a sedere e le sistemazioni in cuccetta e vagoni letto (ad eccezione delle vetture
Excelsior) sui treni Notte e per la seconda classe, o livello di servizio Standard, sui treni Frecciarossa o Frecciargento.
L’offerta non è soggetta a limitazione dei posti. Il biglietto è nominativo e personale.

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logica e tanto altro sui principali Una selezione programmi vario genere
a disposizione di fatti quotidiani di serie e per i piccoli anche per
grandi e piccoli aggiornate ogni ora programmi tv viaggiatori bambini
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puntualità, fermate, WiFi contemporanea l’inglese libri ed estratti di
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CARTAFRECCIA

PREMI DA CAMPIONE

NEL CATALOGO CARTAFRECCIA COLLECTION


È DISPONIBILE LA NUOVA COLLEZIONE
ESCLUSIVA DUCATI-FRECCIAROSSA
Trenitalia è orgogliosa di presentare l’esclusiva Ducati Capsule Limited Edition
di CartaFRECCIA Collection, nata dalla collaborazione tra Frecciarossa e Ducati Corse.
È possibile scegliere uno dei prodotti della collezione, disponibile fino al 30 aprile,
su cartafrecciacollection.it. Con Frecciarossa e Ducati le emozioni viaggiano ad alta velocità.

123
FLOTTA

FRECCIAROSSA

FRECCIAROSSA

FRECCIARGENTO ETR 700


Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze | 3 livelli di Servizio Business, Premium,
Standard | Posti 500 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIARGENTO ETR 600


Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 432 | WiFi
Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIAROSSA ETR 1000


Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze

124
FRECCIARGENTO ETR 485
Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 | WiFi
Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIABIANCA
Velocità max 200 km/h | Velocità comm.le 200 km/h | Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 603
Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

FRECCIABIANCA ETR 460


Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 479
Presa elettrica al posto | Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica al posto
Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio

125
PRIMA DI SCENDERE
FONDAZIONE FS

RICONVERTIRE
LA STORIA
DUE AUTOMOTRICI DIESEL VIAGGERANNO PRESTO A METANO
LIQUIDO GRAZIE AL PROGETTO DI TRASFORMAZIONE GREEN
DEI TRENI DI FONDAZIONE FS ITALIANE
© Archivio Fondazione FS Italiane

Automotrice Leggera diesel ALn 668 in servizio sulla linea Fortezza-San Candido (1988)

L a Fondazione FS Italiane
promuove un modello di
turismo sostenibile, alla ri-
cerca di destinazioni lontane dai tra-
dizionali circuiti turistici per riscoprire
Hitachi Rail con l’obiettivo di trasfor-
mare una parte dell’attuale parco ro-
tabile di Fondazione FS Italiane.
Il progetto pilota di Rimini rappre-
senta un primo step per eliminare
to, una serie di monografie iconiche
consultabili sull’archivio online di
Fondazione FS Italiane.
Le ALn 668 furono migliorate nel
tempo, tanto che la terza generazio-
il patrimonio culturale ed enogastro- le emissioni di particolato e ridurre ne fu prodotta nel biennio 1982-83, e
nomico della provincia. di circa il 20% quelle di anidride car- costituirono per anni la spina dorsa-
Al fascino esercitato dai treni d’epo- bonica. Le automotrici scelte appar- le del trasporto regionale sulle linee
ca, si sta cercando di affiancare l’uti- tengono alla terza generazione delle non elettrificate. Questa evoluzione
lizzo di combustibili e risorse rinno- ALn 668: la loro particolarità è nella le colloca tra i migliori esempi di per-
vabili. Dallo scorso novembre, infatti, posizione del motore, progettato sot- fezionamento ferroviario italiano, che
nelle Officine manutenzione ciclica di to il pavimento per garantire il massi- oggi vive un nuovo momento ecce-
Trenitalia, a Rimini, sono in corso i la- mo spazio disponibile ai viaggiatori e zionale grazie al lavoro delle Officine
vori di conversione a metano liquido ai servizi. Trenitalia di Rimini.
di due storiche automotrici alimenta- Una soluzione che non aveva egua- fondazionefs.it
te a diesel. L’attività rientra nell’ambi- li nell’ingegneria dei trasporti negli archiviofondazionefs.it
to del Memorandum d’intesa siglato anni ’50 e ben descritta tra le pagine FondazioneFsItaliane
a marzo 2019 da FS Italiane, Snam e dei Quaderni delle Ferrovie dello Sta- fondazionefsitaliane

126
PRIMA DI SCENDERE
FUORI LUOGO

di Mario Tozzi
mariotozziofficial mariotozziofficial OfficialTozzi
[Geologo Cnr, conduttore tv e saggista]

ANTICA N on lontano da Roma, il pa-


ese abbandonato di Mon-
terano si staglia nei pressi

MONTERANO
del Lago di Bracciano, residuo del
grande vulcano Sabatino, attivo qui
centinaia di migliaia di anni fa per lun-
go tempo. È un paese fantasma quan-
Monterano (RM) to resta del più importante centro abi-
tato sabatino, patria di famosi capitani
di ventura del XV secolo, prima che
la città di Bracciano ne spodestasse
l’autorità. Monterano fu definitivamen-
te abbandonato dopo la distruzione
perpetrata dall’esercito francese nel
1799, ma ha acquistato un fascino par-
ticolare grazie al tempo che si è fer-
mato, lasciando monumenti, palazzi,
fontane e facciate in piedi in mezzo
alla vegetazione intenta a riappro-
priarsi dei luoghi.
Andando alla ricerca di set cinemato-
© ValerioMei/AdobeStock

grafici famosi come Brancaleone alle


crociate e Il marchese del Grillo non
dovrebbe sfuggirci che, in realtà, fu la
malaria negli ultimi decenni del XVIII
secolo a fiaccare questa comunità
e a ricordare agli uomini quanto non
sia saggio colonizzare ogni luogo sfi-
dando le regole che presiedono alle
epidemie e agli equilibri ambientali. Il
pianeta ci ricorda da tempo che il vac-
cino migliore lo abbiamo già in casa,
ed è la tutela del mondo naturale.

IL RITORNO DI SAPIENS
La divulgazione scientifica e ambientale
riprende a partire dal 24 aprile, il sabato
in prima serata su Rai3, con Sapiens - Un
solo pianeta. Un programma che pone
domande sull’uomo, la natura, lo spazio, la
Terra e il futuro dei Sapiens, cercando le
risposte con accurate indagini sul campo.
La scienza diventa un racconto avvincente
e spettacolare grazie alla narrazione di
Mario Tozzi, divulgatore e appassionato
esploratore. Anche Monterano sarà
palcoscenico di una puntata che tirerà
le somme degli aspetti naturalistici della
pandemia.
raiplay.it/programmi/sapiensunsolopianeta

127
PRIMA DI SCENDERE
FOTO DEL MESE

a cura di Silvia Del Vecchio - s.delvecchio@fsitaliane.it

Il Gigante di Curinga – così lo chiamano amabilmente i suoi compaesani – è un platano orientale originario
dell’Armenia. La leggenda vuole che sia stato piantato più di mille anni fa da un monaco basiliano sulle ripide
sponde di un ruscello proprio quando, a Curinga (CZ), fu costruito l’eremo di Sant’Elia, un altro monumento
capace di rendere misterioso e affascinante questo luogo.
E fu, probabilmente, il profumo di sacralità a difendere questo albero, dandogli la possibilità di crescere
meravigliosamente maestoso. Il suo fusto, quasi totalmente cavo alla base e largo più di tre metri, può ospitare
tranquillamente una decina di persone. Con una circonferenza di 14,75 metri e un’altezza di 31,5, risulta il platano più
imponente del nostro Paese, oltre a essere il più longevo. È stato infatti misurato scientificamente in arrampicata
dall’agronomo Andrea Maroè, il più famoso cacciatore italiano di grandi alberi e direttore scientifico della Giant
Trees Foundation, onlus che cerca, studia e difende questi esemplari a livello nazionale e internazionale e organizza
il concorso Italian Tree of the Year, stravinto nel 2020 proprio dal Gigante di Curinga. Ma il platano calabrese ha
difeso brillantemente il tricolore guadagnandosi anche il secondo posto al contest European Tree of the Year, che il
17 marzo scorso ha assegnato il titolo alla millenaria Carrasca di Lecina, in Spagna.
gianttrees.org | treeoftheyear.org
GiantTreesFoundation giant_trees_foundation Giant Trees Foundation

Il platano di Curinga (CZ)


© Antonio Bretti

128

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