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L' IPPARCO di platone di platone

L' IPPARCO
L'autenticit dell'Ipparco stata spesso messa in dubbio sia dagli antichi sia dai moderni . Il dialogo si
svolge tra Socrate ed un amico , in un'epoca ed in un luogo lasciati imprecisati . Molto insolita per
Platone l'intitolazione del dialogo ad un personaggio che non partecipi alla discussione . Si tratta di
Ipparco , figlio di Pisistrato , che domin !tene con il fratello Ippia dal "#$ al "%& a.c. , anno in cui
venne ucciso dai fratelli . Platone , l'autore del dialogo , scrive una vera e propria apologia di Ipparco ,
stimandolo grande politico e protettore delle arti . 'ccorre per ricordare che in molti sostengono che
l'Ipparco sia una scherzosa rielaborazione della leggenda con carattere senz'altro
ironico . Socrate esordisce domandando all'amico che cosa sia la cupidigia e chi siano gli avidi di
denaro . (uesti risponde affermando che per lui gli avidi sono coloro che credono di trarre profitto da
cose di nessun valore . Interviene Socrate ) ma essi sanno che *uelle cose sono prive di valore o lo
ignorano + Perch, se lo ignorassero sarebbero degli stolti - L'amico dice che non sono affatto stolti ,
anzi sono scaltrissimi . cercano di trarre profitto da cose che non hanno valore . !llora Socrate dice che
l'uomo avido consapevole del valore di ci da cui fa conto di trarre vantaggio . /n cavaliere , pur
sapendo di dare al proprio cavallo della biada di nessun valore , ignora forse di rovinarlo in *uesto
modo + 0 un pilota di barche , e*uipaggiando la sua nave con vele e timoni di nessun valore , non sa di
esserne danneggiato e di correre il rischio di morire , di perdere il carico e la nave + (uindi non
penser di trarre vantaggio da attrezzi di nessun valore . (uindi gli avidi di guadagno non sono n, i
cavalieri , n, i piloti n, nessun altro uomo ) nessuno infatti pensa di trarre profitto da cose prive di
valore . 1i significa che l'avido pensa di guadagnare da cose che ritiene di valore , ma che non lo
sono ) egli ignora che *uelle cose non abbiano valore . 2li avidi amano il guadagno , che contrario
alla perdita . 3on vi nessuno per cui perdere sia un bene ) la perdita un male , di conseguenza il
suo contrario , il guadagno , un bene . 4un*ue gli avidi , che mirano solo al guadagno , mirano al
bene . !llora non sono certo stolti - 5utti gli uomini , dice Socrate , amano il bene 6 il guadagno 7 ed
odiano il male 6 la perdita 7 , di conseguenza tutti gli uomini sono avidi . Ma in base al ragionamento
precedente 6 gli avidi sanno che le cose di cui sono avidi sono prive di valore 7 , nessun uomo avido ,
perch, mira alla perdita . Socrate e l'amico arrivano poi a dire che la cupidigia consista nel trarre
vantaggio da ci che gli onesti rifiutano . 3el bel mezzo del dialogo , Socrate fa un elogio di Ipparco ,
protettore delle arti e della cultura 6 a differenza del fratello Ippia 7 . Poi i due amici ritornano a dare
definizioni di cupidigia ) arrivano a dire che ci sono guadagni buoni e guadagni cattivi . per son pur
sempre guadagni , come il cibo , che sia buono o che sia cattivo , sempre cibo . Ma il guadagno mira
all'utile di chi vuole guadagnare . L'utile indubbiamente un bene , ne consegue che il guadagno pu
solo essere un bene e non un male . 5utti gli uomini buoni desiderano il bene , che guadagnare , i
cattivi vogliono il guadagno . 5utti gli uomini , buoni e cattivi , mirano dun*ue a guadagnare ,
dice Socrate .(uindi *uando si accusa *ualcuno di essere avido non ci si comporta bene . !nche chi
muove la critica , infatti , si trova nella medesima condizione dell'accusato .