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QUALE VALORE HANNO I SOLDI PER UN

PRATICANTE?
di Aurobindo e Mre
Alcuni insegnamenti raccomandano il rifiuto del denaro, altre lo considerano uno
strumento del male.
Di seguito, alcuni brani tratti da vari testi e dalle risposte date da Sri Aurobindo e
Mre ai discepoli.
Il denaro il segno visibile di una forza universale; questa forza, nella sua
manifestazione sulla terra, lavora sui piani vitale e fisico ed indispensabile alla
pienezza della vita esteriore. Nella sua origine e nella sua azione reale, essa
appartiene al Divino. Ma, come le altre potenze del Divino, essa delegata quaggi
e, nell'ignoranza della Natura inferiore, pu essere usata malamente per le
soddisfazioni dell' ego o detenuta dalle influenze asuriche e distolta per i loro fini.
Essa veramente una delle tre forze (il potere, il denaro e il sesso) che esercitano
la pi forte attrazione sull' ego umano e sull' asura, e che in genere sono mal
possedute e male impiegate da coloro che le detengono...
Per questa ragione la maggior parte delle discipline spirituali... dichiarano che una
vita di povert e indigenza l'unica condizione spirituale. Ma questo un errore
che lascia il potere tra le mani delle forze ostili. Riconquistare il denaro per il Divino,
al quale appartiene, e utilizzarlo divinamente per la vita divina, tale la via
supermentale per il sadhaka..
(Sri Aurobindo, La Madre)
...il potere del denaro ora sotto l'influenza o tra le mani delle forze e degli esseri
del mondo vitale. per via di questa influenza che non si vede mai il denaro
confluire, in somme considerevoli, verso la causa della verit. Sempre viene
fuorviato, perch sotto gli artigli delle forze avverse ed uno dei loro principali
mezzi per mantenere il loro dominio sulla terra. Il controllo delle forze ostili sul
potere del denaro potentemente, totalmente e accuratamente organizzato, ed
un'impresa difficilissima tentare di ottenere una qualsiasi somma da questa
organizzazione cos compatta. Ogni volta che si cerca di togliere un po' di denaro ai
suoi attuali guardiani, bisogna ingaggiare una feroce battaglia.
( Mre Conversazione del 10 marzo 1929)
"Come sapere se la propria maniera d'impiegare il denaro conforme alla volont
divina?"
Anzitutto bisogna sapere qual la volont divina. Ma c' un mezzo pi sicuro, ed
sottomettere il denaro all'opera divina, se non si sicuri di s. Divinamente vuol

dire al servizio del Divino - vuol dire non utilizzare il denaro per la propria
soddisfazione personale, ma metterlo al servizio del Divino.
"Sri Aurobindo parla di un vincolo di debolezza per le abitudini create dal
possesso delle ricchezze."
Quando si ricchi, quando si ha molto denaro da spendere, in genere lo si spende
per cose piacevoli; si prende l'abitudine a queste cose, ci si attacca ad esse e, se
un giorno il denaro ci lascia, se ne sente la mancanza, ci si sente disgraziati e
infelici e del tutto smarriti perch non si ha pi ci a cui si era abituati. un vincolo,
una schiavit dovuta a debolezza. Per colui che completamente distaccato,
vivere fra queste cose va bene, e va altrettanto bene quando queste cose lo
abbandonano, cio gli del tutto indifferente. l'atteggiamento giusto: quando le
cose ci sono, lui se ne serve; quando non ci sono, ne fa a meno. E per la sua
coscienza interiore ci non fa alcuna differenza. Questo vi stupisce, ma cos.
"Se si ha il potere di guadagnare molto denaro, vuol forse dire che si ha un certo
controllo sulle forze terrestri?"
Dipende da come lo guadagnate. Se lo guadagnate con mezzi disonesti, non si pu
dire che abbiate un controllo. Ma se una persona fa scrupolosamente il proprio
dovere e vede affluire ad essa il denaro, evidente che esercita un controllo su
quelle forze. Vi sono infatti persone che hanno il potere di attirare il denaro senza
aver affatto bisogno di fare cose disoneste. Altre, per guadagnare anche solo pochi
soldi, devono trovare ogni sorta di sistemi pi o meno puliti. Allora non si pu
proprio dire... Quando si vede un uomo ricco, si pensa che senz'altro eserciti un
controllo sulle forze del denaro - no, non necessariamente. Ma se un uomo rimane
perfettamente onesto e fa ci che considera essere il suo dovere senza
preoccuparsi di guadagnare denaro, e il denaro gli arriva, evidente che ha una
certa affinit con quelle forze.
"Si dice che non si pu fare un mucchio senza fare un buco, che non ci si pu
arricchire senza impoverire qualcuno. vero?"
Non esatto. Se si 'produce qualcosa, invece di un impoverimento un
arricchimento; semplicemente, si mette in circolazione nel mondo qualcos'altro che
ha un valore equivalente a quello del denaro. Dire che non si pu fare un mucchio
senza fare un buco, va bene per coloro che speculano, che fanno affari in Borsa o
nella finanza; in tal caso il detto vero, poich, ,infatti, impossibile che una
persona abbia un successo finanziario in affari di pura speculazione senza che ci
vada a detrimento di un'altra. Tutto qui. Altrimenti, un produttore non fa un buco se
ammucchia denaro in cambio di ci che produce. Certamente, c' la questione del
valore della produzione, ma se la produzione veramente un guadagno per la
ricchezza umana in generale, non si fa affatto un buco, anzi si aumenta quella

ricchezza. E questo vale non soltanto in campo materiale, ma la stessa cosa


anche per l'arte, per la letteratura o la scienza, e per qualsiasi produzione.
"Quando mi occupavo di import-export avevo sempre l'impressione di derubare il
prossimo."
vivere a spese degli altri, perch si moltiplicano gli intermediari. Naturalmente, ci
forse comodo, pratico, ma da un punto di vista generale, e soprattutto per il modo
in cui praticato, vivere a spese del produttore e dei consumatori Ci si fa
intermediari, non certo con l'idea di servire gli altri (infatti, non c' una persona su
un milione che lo faccia con questo intento), ma perch un modo comodo di
guadagnare denaro senza fatica. Tuttavia, fra i modi di guadagnare denaro senza
fatica, ve ne sono di peggiori di questo! Essi sono innumerevoli.

Certi amici di fuori mi hanno spesso posto questa domanda: Quando si costretti
a guadagnarsi da vivere, si deve semplicemente adeguarsi al codice di onest
corrente oppure si dev'essere ancora pi rigorosi?
Dipende dall'atteggiamento che il vostro amico ha preso nella vita. Se vuole essere
un sadhaka, indispensabile che non dia alcun valore alle regole della morale
corrente. Ora, se un uomo comune che vive la vita comune, una questione
puramente pratica, cio bisogna che si adegui alle leggi del paese in si vive per non
avere noie! Ma tutte queste cose che nella vita comune hanno un valore molto
relativo e che possono essere considerate con una certa indulgenza, cambiano
totalmente dall'istante in cui si decide di fare uno yoga e di entrare nella vita divina.
In tal caso tutti i valori cambiano totalmente; ci che onesto nella vita comune non
pi affatto onesto per voi. D'altronde, c' un tale capovolgimento di valori che non
si pu pi usare il linguaggio comune.
Se ci si vuole dedicare alla vita divina, bisogna farlo veramente, cio darsi per
intero, non fare pi nulla nel proprio interesse, dipendere esclusivamente dalla
Potenza divina alla quale ci si affida. Tutto cambia totalmente, tutto, tutto, un
capovolgimento. Ci che ho appena letto in questo libro si applica unicamente a
coloro che vogliono fare uno yoga; per gli altri non ha senso, un linguaggio senza
senso, ma per coloro che vogliono fare uno yoga imperativo. Si tratta sempre
della stessa cosa in tutto ci che abbiamo letto negli ultimi tempi: bisogna stare
attenti a non tenere un piede qua e uno l, a non essere in due barche diverse,
ciascuna delle quali segue il proprio percorso. ci che diceva Sri Aurobindo: non
bisogna condurre una doppia vita. Bisogna abbandonare una cosa oppure l'altra
- non si possono seguire entrambe.
D'altronde, ci non vuol dire che si sia costretti ad uscire dalle proprie condizioni di
vita: solo l'atteggiamento interiore deve cambiare completamente. Si pu fare ci
che si ha l'abitudine di fare, ma farlo con un atteggiamento del tutto diverso. Non
dico che sia necessario abbandonare tutte le cose della vita e andarsene in un

eremo, o necessariamente in un Ashram, per fare lo yoga.


Ora, vero che se si fa lo yoga nel mondo e nelle circostanze del mondo pi
difficile, ma anche pi completo, poich in ogni minuto bisogna far fronte a
problemi che non si presentano a colui che ha lasciato ogni cosa ed andato a
vivere in solitudine; per lui i problemi sono ridotti al minimo.
Invece, nella vita, si incontra ogni sorta di difficolt, a cominciare
dall'incomprensione di coloro che ci circondano e con i quali si ha a che fare;
bisogna essere pronti a questo, essere armati di pazienza e di una grande
indifferenza. Ma, nello yoga, non ci si deve pi preoccupare di ci che pensa n di
ci che dice la gente; un punto di partenza assolutamente indispensabile.
Bisogna essere del tutto immunizzati contro quello che la gente pu dire e pensare
e contro il modo in cui si viene trattati.
La comprensione pubblica dev'esserci del tutto indifferente e non deve neppure
sfiorarci. per questo che in genere molto pi difficile rimanere nel proprio
ambiente abituale e fare lo yoga, che lasciare tutto e ritirarsi in solitudine; molto
pi difficile, ma non siamo qui per fare delle cose facili -le cose facili le lasciamo a
coloro che non pensano alla trasformazione.
"Se un uomo ha guadagnato molto denaro con mezzi disonesti, si pu
chiedergliene per il Divino?"
Sri Aurobindo ha risposto a questa domanda. Egli dice che il denaro in s una
forza impersonale: il modo in cui guadagnate il denaro conta solo per voi
personalmente. Pu farvi un male enorme, pu far male anche agli altri, ma ci non
cambia nulla alla qualit del denaro, che una forza del tutto impersonale: il
denaro non ha colore, non ha sapore, non ha coscienza psicologica. una forza.
come se diceste che l'aria respirata da un briccone pi guasta dell'aria respirata
da un galantuomo- non lo credo! Credo che l'effetto sia lo stesso.
Si pu, per motivi di ordine pratico, rifiutare del denaro rubato, ma per motivi del
tutto pratici, non per motivi di ordine divino. un concetto puramente umano.
Possiamo dire praticamente: Ah, no, il modo in cui avete guadagnato questo
denaro mi ripugna, di conseguenza non voglio fame offerta al Divino, perch
abbiamo una coscienza umana.
Ma se prendiamo un uomo (pensiamo al peggio), che sia un assassino, che abbia
ottenuto del denaro con il suo assassinio ma che, improvvisamente, sia preso da
scrupoli e rimorsi spaventosi e dica a se stesso: Posso fare solo una cosa di
questo denaro, cio darlo perch venga utilizzato nel modo migliore e pi
impersonale, mi pare che ci sia preferibile ad utilizzarlo invece per la propria
soddisfazione personale.
Ho detto che le ragioni che potrebbero impedire di accettare del denaro male
acquisito possono essere ragioni di ordine puramente pratico, ma vi possono
essere anche ragioni pi profonde, di ordine (non voglio dire morale) spirituale, dal
punto di vista della tapasya; si pu dire ad un uomo: No, non potete davvero

acquistarvi dei meriti con quella ricchezza che vi siete procurata in modo cos
terribile; ci che potete fare restituirla; si pu considerare, per esempio, che la
restituzione farebbe fare a quell'uomo progressi maggiori che passare
semplicemente il denaro a un'opera qualsiasi.
Si possono vedere le cose in questo modo, non si possono stabilire delle regole.
quello che non finir mai di dirvi: impossibile stabilire una regola. Per ogni caso le
cose sono diverse. Ma non si deve credere che il denaro venga contaminato; in
quanto forza terrestre, esso non contaminato dal modo in cui stato guadagnato,
questo non pu in alcun caso contaminarlo.
Il denaro resta lo stesso, la vostra banconota resta la stessa, la vostra moneta d'oro
resta la stessa, e in quanto essa contiene la sua forza, la sua forza rimane. Ci
nuoce solo alla persona che ha agito male, evidente. Allora rimane la domanda:
con quale stato d'animo e per quali ragioni l'uomo disonesto vuole dare il suo
denaro a un'opera che egli considera divina? per misura di sicurezza, per
prudenza e per mettersi a posto la coscienza?
Evidentemente non un buon motivo e non lo si pu incoraggiare, ma se egli prova
una sorta di pentimento e di rimpianto per ci che ha fatto e ha l'impressione che ci
sia un solo modo di agire, cio privare se stesso di ci che stato male acquisito e
utilizzarlo, per quanto sia possibile, per il bene comune, non c' nulla da dire contro
questo.
Non si pu decidere in modo generale, dipende proprio da caso a caso. Ma, se
capisco bene ci che volete dire, che nel caso in cui si venga a sapere che un
uomo ha guadagnato del denaro con i mezzi pi ignobili, allora, evidentemente,
non sarebbe bene andare a chiedergli del denaro per u,n'opera divina qualsiasi,
poich sarebbe come riabilitare il suo modo di guadagnare denaro. Non si pu
chiederlo, non possibile. Se, invece, spontaneamente e per una ragione
qualsiasi, lui lo d, non c' allora motivo di rifiutarlo. Ma davvero impossibile
andare a chiederglielo, perch sarebbe come legittimare il suo modo di guadagnare
denaro. Questo fa una grande differenza. E in genere, in quei casi, coloro che
vanno a chiedere denaro a dei furfanti, si servono di mezzi intimidatori: li
spaventano - non fisicamente, ma riguardo la loro vita futura, su ci che pu loro
accadere - mettono loro paura. Non una bella cosa. Sono metodi dei quali non ci
si deve servire.
"All'infuori del denaro, quali altri poteri divini sono delegati quaggi?"
Tutti. Tutti i poteri divini sono qui manifestati e qui deformati: la luce, la vita, l'amore,
la potenza - tutto - l' armonia, l'ananda tutto, tutto, non c' nulla che non sia divino
nella sua origine e che non esista qui sotto una forma completamente deformata,
camuffata. L'altro giorno abbiamo parlato a lungo del modo in cui l'Amore divino si
deforma nella sua manifestazione qui; la stessa cosa.
"Come riconquistare il denaro per la Madre?"

Ah!... Qui c' un'indicazione. Tre cose sono interdipendenti (Sri Aurobindo lo dice
qui): il potere, il denaro e il sesso. Credo che le tre cose siano interdipendenti e che
si dovrebbe aver conquistato tutte e tre per poter essere sicuri di averne una quando si vuole conquistarne una, bisogna avere le altre due. A meno che non si
siano dominate queste tre cose, cio il desiderio del potere, il desiderio del denaro
e il desiderio del sesso, non si pu veramente possederne nessuna in modo
definitivo e sicuro.
Ci che d tanta importanza al denaro nel mondo qual attualmente, non tanto il
denaro in s, poich (a parte qualche pazzo che ammucchia denaro, felice di
poterlo ammucchiare e contare), in genere esso desiderato e raccolto per le
soddisfazioni che procura. E praticamente le tre cose sono legate: ognuna di esse
non ha soltanto il proprio valore individuale nel mondo dei desideri, ma si appoggia
sulle altre due. Vi ho raccontato quella visione di quel grande serpente nero che
custodiva le ricchezze del mondo, le ricchezze terrestri: esso chiedeva il dominio
dell'impulso sessuale.
Infatti, secondo certe teorie, il bisogno stesso del potere trova la sua realizzazione
in quella soddisfazione e se la si dominasse, se la si abolisse dalla coscienza
umana, gran parte del bisogno di potere e del desiderio di denaro scomparirebbe
automaticamente. evidente che questi sono i tre grandi ostacoli della vita umana
terrestre e, a meno che non vengano superati, non c' alcuna possibilit che
l'umanit cambi.
(Mre Conversazione del 3 maggio 1951)