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PAROLE DAGLI SCRITTI DI MRE E SRI AUROBINDO

Sri Aurobindo e Mre

parlano di Loro stessi

SRI AUROBINDO SU SE STESSO

Solo io potrei parlare degli avvenimenti del mio passato dando loro vera forma e vero significato.

N voi n nessun altro sapete alcunch della mia vita; essa non si svolta in superficie cos che gli uomini potessero vederla.

Credo fermamente che voi siate un'Incarnazione Divina. Ho ragione? Seguite la vostra fede; improbabile che vi induca in errore.

Solo l'Amore divino pu sostenere il travaglio che devo affrontare; lo deve sopportare chiunque abbia sacrificato ogni altra cosa al solo scopo di innalzare la terra oltre la sua oscurit verso il Divino.

Naturalmente, chiunque voglia modificare la natura terrestre deve in primo luogo accettarla per poterla cambiare. Cito da una mia poesia:

Chi vuole portare qui il paradiso deve anch'egli discendere nel fango e sopportare il travaglio della natura terrena e percorrere il doloroso cammino.

Non avevo in me alcuna spinta verso la spiritualit, ho sviluppato la spiritualit. Ero incapace di comprendere la metafisica, sono divenuto un filosofo. Non avevo sensibilit per la pittura, l'ho sviluppata con lo Yoga. Ho trasformato la mia natura da ci che era in ci che non era. L'ho fatto in un modo speciale, non per mezzo di un miracolo, e per mostrare cosa poteva essere fatto e come poteva essere fatto. Non l'ho fatto per me una mia necessit personale o con un miracolo senza alcun procedimento. Sostengo che se non fosse cos, allora il mio Yoga sarebbe inutile e la mia vita un errore, un'assurda anomalia della natura senza senso o effetto. Voi tutti sembrate credere che sia un grande complimento dirmi che ci che ho fatto non ha alcun significato per altri al di fuori di me. E' la critica pi distruttiva che possa essere rivolta al mio lavoro. Inoltre, non l'ho fatto da me stesso, se per me stesso vi riferite all'Aurobindo che fu. Egli ag grazie all'aiuto di Krishna e della Shakti divina. Ho anche avuto aiuti umani.

**** Non so nulla degli Avatar. Praticamente ci che conosco che quando cominciai non possedevo tutti i poteri necessari, dovetti svilupparli per mezzo dello Yoga, per lo meno molti che non erano attivi quando cominciai, e quelli che lo erano dovetti affinarli per portarli ad un pi alto livello. La mia personale opinione sulla questione che la vita e le azioni dell'Avatar non sono miracoli. Se lo fossero, la sua esistenza sarebbe del tutto inutile, una superflua anomalia della natura. Egli accetta le condizioni di vita terrestri, ne usa i mezzi e mostra la via all'umanit mentre l'aiuta. Altrimenti quale sarebbe la sua utilit e perch si troverebbe qui? * Voi pensate, quindi, che in me (non chiamo in causa la Madre) non vi siano mai stati dubbi o disperazione, cos come attacchi di ogni genere. Ho sopportato ogni attacco che gli uomini hanno sopportato, altrimenti sarei stato incapace di assicurare qualcuno che: "Anche questo pu essere conquistato". Almeno non avrei il diritto di dirlo. La vostra psicologia terribilmente rigida. ripeto, il Divino, quando si assume il fardello della natura terrestre, lo prende completamente, sinceramente, senza trucchi da prestigiatore o pretesa alcuna. Se ha qualcosa dietro di s che emerge sempre dalle apparenze, questa la stessa cosa in essenza che vi dietro agli altri esseri, anche se ad un pi grande livello, ed per risvegliarla che egli qui.

L'essere psichico agisce allo stesso modo per tutti coloro che sono destinati al cammino spirituale, non necessario che gli uomini siano esseri straordinari per seguirlo. Questo l'errore che state facendo, insistendo sempre sulla grandezza come se solo i grandi potessero essere spirituali.

Stavo evidenziando che, fondamentalmente, ogni cosa possibile, quindi non dovreste dire che il Divino non pu fare questo o quello. Tuttavia, allo stesso tempo, sottolineavo anche che il Divino non obbligato a mostrare senza senso o ragione la sua onnipotenza, quando sta operando di sua propria volont entro determinate condizioni. Giacch, argomentando che il divino non pu, che impotente, che non pu fare ci che non ancora mai stato fatto ecc., voi negate la possibilit di cambiare le cose e di conseguenza l'evoluzione, la realizzazione di ci che irrealizzato, l'azione del potere divino, della grazia divina, e riducete tutto ad una questione di rigido e inalterabile status quo, che un'insolente sfida sia ai fatti che alla ragione! E alla super ragione. Capite adesso? Riferendosi a me stesso e alla madre, vi sono persone che dicono: "Se la supermente deve discendere, pu discendere in tutti, allora perch in loro per primi? Perch non potremmo riceverla noi prima di loro? Perch attraverso di loro e non direttamente?" Suona molto razionale, logico, molto sostenibile. La difficolt sta nel fatto che questo ragionamento ignora le condizioni, presume insensatamente che si possa far discernere la supermente in se stessi senza avere la minima cognizione di ci che la supermente sia e cos supporre un miracolo bislacco; chiunque cerchi di farlo destinato a scivolare nella pi rovinosa caduta, come finora capitato a tutti coloro che vi hanno tentato. E' come pensare di non aver bisogno della guida, ma che sia possibile raggiungere la cima della montagna per lo stretto sentiero che si sta seguendo sul bordo di un precipizio, semplicemente con un balzo nell'aria. Il risultato inevitabile. * Non ho intenzione di raggiungere la supermente per me solo, non sto facendo nulla per me stesso, poich non ho alcuna necessit personale, n della salvezza (Moksha), n della supermentalizzazione. Se sto cercando la trasformazione supermentale perch una cosa che deve essere realizzata per la coscienza della terra e se non viene fatta in me stesso non pu essere fatta in altri. La mia supermentalizzazione solo la chiave per aprire le porte della supermente alla coscienza terrestre; ottenerla per se stessa sarebbe del tutto futile. Tuttavia non ne consegue neppure che se o quando diverr supermentale, ognuno diverr supermentale. Altri che sono pronti potranno cos diventarlo, quando saranno pronti a riceverla, sebbene, naturalmente, il raggiungimento in me stesso sar per loro un grande aiuto. E' perci alquanto legittimo avere l'aspirazione alla trasformazione a patto che: 1) Non se ne faccia una questione troppo personale o egoistica trasformandola in un'ambizione nietzschiana o d'altro tipo per diventare un superuomo. 2) Si sia pronti ad affrontare le condizioni e i passaggi necessari per il raggiungimento dello scopo. 3) Si sia sinceri e si guardi al processo come ad una parte della ricerca del Divino e il conseguente culmine della volont divina in noi. Non si insista in nient'altro che non sia il raggiungimento di questa volont, qualunque possa essere, trasformazione psichica, spirituale oppure supermentale. Tutto questo dovr essere considerato come il compimento delle opere di Dio nel mondo, non come una possibilit o una conquista personali. *

Non sono scoraggiato da ci che sta accadendo perch so e ho sperimentato centinaia di volte che oltre la pi nera oscurit, per chi uno strumento divino si trova la luce della vittoria di Dio. Non ho mai avuto un forte e persistente desiderio perch qualcosa dovesse accadere nel mondo (non sto parlando di questioni personali) che alla fine non sia accaduto, anche dopo un ritardo, una sconfitta o persino un disastro. Ci fu un momento in cui Hitler vinceva dovunque e sembrava certo che il nero giogo dell'Asura sarebbe stato imposto al mondo intero; ma dov' ora Hitler e dove il suo regime? Berlino e Norimberga hanno segnato la fine di quell'atroce capitolo nella storia umana. Altre ombre minacciano di oscurare o perfino di inghiottire l'umanit, ma anch'esse finiranno come finito quell'incubo. Non posso scrivere ampiamente in questa lettera di tutto ci che giustifica la mia fiducia; un giorno, forse, sar in grado di farlo. * Avete espresso in una delle vostre lettere la percezione della presente oscurit nel mondo che ci circonda e questa deve essere stata una delle cause che hanno contribuito al vostro essere cos malamente turbato e incapace di respingere immediatamente l'attacco. Per quanto mi riguarda, le condizioni oscure non mi scoraggiano n mi convincono della vanit della mia volont di "aiutare il mondo", poich sapevo che sarebbero venute; erano presenti nella natura del mondo e dovevano manifestarsi per poter essere esaurite o espulse e un mondo migliore, liberato da esse, potesse instaurarsi. Dopo tutto, nel campo esteriore qualcosa stato fatto e ci pu aiutare o preparare l'ottenimento di qualcosa anche nel campo interiore. Ad esempio, l'India libera e la sua libert era necessaria se il lavoro divino doveva essere compiuto. Le difficolt che la circondano ora e che possono aumentare per un certo periodo, specialmente riguardo al pasticcio del Pakistan, erano fatti che dovevano venire alla luce ed essere risolti. Anche in questo caso vi la certezza di una completa risoluzione del problema, sebbene, sfortunatamente, una gran quantit di sofferenze umane sia inevitabile nel corso degli eventi. In seguito, il lavoro per il divino diverr pi possibile e pu anche darsi che il sogno, se si tratta di sogno, di condurre il mondo verso la luce spirituale, possa anche diventare una realt. Perci non sono disposto, neppure adesso in queste condizioni oscure, a considerare la mia volont di aiutare il mondo condannata al fallimento.

LA MADRE SU SRI AUROBINDO

Madre, avete parlato della nascita di Sri Aurobindo come eterna nella storia dell'universo. Cosa intendevate esattamente per eterna?

La frase pu essere compresa in quattro modi diversi su quattro piani ascendenti di coscienza:

1) Fisicamente, le conseguenze di questa nascita saranno di portata eterna per il mondo. 2) Mentalmente, una nascita che sar ricordata eternamente nella storia universale. 3) Psichicamente, una nascita che ricorre sempre di epoca in epoca sulla terra. 4) Spiritualmente, la nascita dell'eterno sulla terra.

Non ha alcuna importanza se vi sono centinaia di esseri immersi nella pi densa ignoranza. Colui che abbiamo visto ieri sulla terra: la sua presenza sufficiente a provare che verr un giorno in cui l'oscurit sar trasformata in luce, in cui il tuo regno sar infine stabilito sulla terra.

Ci che Sri Aurobindo rappresenta nella storia del mondo non un insegnamento, neppure una rivelazione: un'azione decisiva direttamente dal Supremo.

Nell'eternit del divenire ogni Avatar solo l'annunciatore, il precursore di una pi perfetta realizzazione futura. E tuttavia gli uomini hanno sempre la tendenza a deificare l'Avatar del passato in opposizione all'Avatar del futuro. Ora di nuovo Sri Aurobindo venuto per annunciare al mondo la realizzazione del domani; e ancora una volta il suo messaggio incontra la stessa opposizione come tutti quelli che lo hanno preceduto. Ma il domani prover la verit di ci che egli ha rivelato e il suo lavoro sar compiuto.

Sri Aurobindo venne a dirci: "Non necessario lasciare la terra per trovare la verit, non necessario lasciare la vita per trovare l'anima, non necessario abbandonare il mondo o

avere solo credi limitati per entrare in contatto col divino. Il divino ovunque, in ogni cosa e se nascosto lo perch non ci diamo la pena di scoprirlo".

Sri Aurobindo ha incarnato in un corpo umano la coscienza supermentale e non ci ha solo rivelato la natura del cammino da seguire e il metodo da usare per giungere alla meta, ma ce ne ha anche dato, grazie alla sua personale realizzazione, l'esempio; ha fornito la prova che l'opera pu essere fatta e che il tempo arrivato.

Sri Aurobindo ha dato la sua vita perch noi potessimo nascere nella coscienza divina.

Non dobbiamo essere disorientati dalle apparenze. Sri Aurobindo non ci ha lasciati. Sri Aurobindo qui, vivo e presente come mai e sta a noi realizzare la sua opera con tutta la sincerit, tutto l'ardore e la concentrazione necessari.

Sri Aurobindo non appartiene al passato e neppure alla storia.

Sri Aurobindo il futuro in via di realizzazione. Perci dobbiamo rivestirci di un'eterna giovinezza per essere in grado di avanzare con la necessaria rapidit e non essere pigri sul cammino.

L'uomo la creazione di ieri.

Sri Aurobindo venne ad annunciarci la creazione di domani: la venuta dell'essere supermentale.

Il messaggio di Sri Aurobindo una luce solare immortale che si irradia sul futuro.

Sri Aurobindo venuto sulla terra dal Supremo per annunciare la manifestazione di una nuova razza e il mondo nuovo, il mondo supermentale. Prepariamoci per il suo avvento in tutta sincerit e ardore.

Sri Aurobindo venne per parlare al mondo della bellezza del futuro che deve essere realizzata. Non venne per dare una speranza, ma una certezza dello splendore verso cui il mondo muove. Il mondo non uno sfortunato accidente, una meraviglia che muove verso la sua espressione. Il mondo ha bisogno della certezza nella bellezza del futuro e Sri Aurobindo ci ha dato questa assicurazione.

Il loto rosso il fiore di Sri Aurobindo, ma in particolare per il suo centenario sceglieremo il loto azzurro, che il colore della sua aura fisica, per simbolizzare il centenario della manifestazione del supremo sulla terra.

Per esprimere la nostra gratitudine a Sri Aurobindo non possiamo fare niente di meglio che essere una dimostrazione vivente del suo insegnamento.

Perch voi o Sri Aurobindo non avete fatto un pi ampio uso del miracolo per conquistare le resistenze della coscienza umana esteriore? Perch questo genere di evasione nei confronti dell'esteriore, questo non intervento o discrezione? Per quanto riguarda Sri Aurobindo so soltanto quello che mi disse pi volte. Le persone chiamano "miracolo" solo gli interventi nel mondo materiale o vitale. Questi interventi sono sempre frammisti con movimenti d'ignoranza e di arbitrariet. Il numero di miracoli nella mente che Sri Aurobindo ha fatto incalcolabile; naturalmente, se solo si avesse una chiara, sincera, pura visione si potrebbe percepirlo, e molti l'hanno percepito. Egli rifiut, questo lo so, rifiut di compiere qualsiasi miracolo di natura vitale o materiale, a causa della mescolanza. La mia esperienza questa: nello stato in cui attualmente il mondo un miracolo diretto, materiale o vitale, deve necessariamente tenere conto dei molti elementi di falsit che non possono essere accettati. Questi sono necessariamente falsi miracoli e non possono essere ammessi. Ho visto ci che le persone chiamano miracolo; un tempo ne ho visti molti, che davano il diritto di esistere ad un mucchio di cose che per me non sono accettabili. Ci che attualmente gli uomini chiamano miracolo quasi sempre compiuto da esseri del piano vitale o per mezzo di uomini che sono in relazione con gi esseri del piano vitale ed una cosa mista, accoglie la realt di certe cose, la verit di certe cose che non sono vere. E' su questa base che agisce. Di conseguenza inaccettabile. Non ho ben compreso cosa intendete dicendo che Sri Aurobindo compiva miracoli nella Mente. Avveniva quando metteva la forza supermentale nella coscienza mentale. Egli inseriva nella coscienza mentale (la coscienza mentale che governa tutti i movimenti materiali) una formazione supermentale o un potere una forza che ne cambiavano immediatamente l'organizzazione. Ci produceva effetti immediati apparentemente illogici, perch non seguiva il corso dei movimenti in accordo con la logica mentale. Egli stesso soleva dire che quando era in possesso e poteva usare a volont il potere e la forza supermentali, e quando li poneva in un determinato posto con uno scopo definito in vista, il risultato era irrevocabile, inevitabile, l'effetto era assoluto. Questo si pu chiamare un miracolo. Ad esempio, prendiamo qualcuno con una malattia, un dolore; quando Sri Aurobindo era in possesso di questo potere supermentale (vi fu un periodo in cui diceva che era completamente sotto il suo controllo, vale a dire, che poteva usarlo come voleva, poteva metterlo dove voleva), poneva questa volont, diciamo, in qualche disordine naturale nel fisico, nel vitale o nella mente, portava questa forza supermentale, questa forza di una pi alta armonia, di un ordine superiore e la metteva l e questa agiva immediatamente. E costituiva un ordine, creava un ordine, un'armonia pi alta di quella naturale. Ossia, se era una cura, ad esempio, la cura risultava essere pi perfetta, pi completa di ogni altra ottenuta attraverso gli ordinari mezzi mentali e fisici.

Vi fu un buon numero di questi casi. Ma le persone sono cos cieche, cos indurite nella loro coscienza ordinaria che danno sempre delle spiegazioni, possono dare sempre una spiegazione. Sono solo coloro che possiedono fede e aspirazione, qualcosa di molto puro in loro, vale a dire qualcosa che vuole veramente conoscere, che sono in grado di percepirlo. Quando c'era il potere di farlo, era solito persino dire che avveniva senza sforzo, doveva fare solo questo, mettere il potere di ordine e di armonia supermentale e poi istantaneamente il risultato desiderato era ottenuto.

L'INSEGNAMENTO DI SRI AUROBINDO

L'insegnamento di Sri Aurobindo parte da quello degli antichi saggi dell'India che sostenevano che dietro alle apparenze dell'universo vi la realt di un essere e della coscienza, un s di tutte le cose, uno ed eterno. Tutti gli esseri sono uniti in quell'unico s e spirito, ma divisi da una certa separativit di coscienza, un'ignoranza del loro vero s e realt nella mente, nella vita e nel corpo. E' possibile, per mezzo di una disciplina psicologica, rimuovere questo velo di coscienza separativa e divenire consci del vero s, della divinit in noi e in tutto.

L'insegnamento di sri Aurobindo stabilisce che questo unico essere e coscienza involuto qui nella materia. L'evoluzione il metodo grazie al quale libera s stesso; la coscienza appare in ci che sembra essere incosciente e, una volta apparsa, automaticamente spinta a crescere sempre pi in alto e allo stesso tempo ad ampliarsi e a svilupparsi verso una sempre pi grande perfezione. La vita il primo passo di questa liberazione di coscienza; la mente il secondo; ma l'evoluzione non termina con la mente, attende di rivelarsi in qualcosa di pi grande, una coscienza che sia spirituale e supermentale. Il prossimo passo dell'evoluzione deve essere verso lo sviluppo della supermente e dello spirito come il potere dominante nell'essere cosciente. Perch solo allora la divinit involuta nelle cose riveler se stessa interamente e sar possibile alla vita manifestare la perfezione.

Ma mentre i primi passi dell'evoluzione furono intrapresi dalla natura nella pianta e nella vita animale senza una volont cosciente, nell'uomo la natura diviene capace di evolvere grazie alla volont cosciente nello strumento. Non tuttavia per mezzo della volont mentale nell'uomo che questo pu essere fatto compiutamente, perch la mente giunge solo fino ad un certo punto e dopo questo pu solo muoversi in tondo. Deve essere attuata una conversione, un rivolgimento della coscienza con il quale la mente deve essere cambiata in un principio superiore. Questo metodo da ricercarsi attraverso l'antica disciplina psicologica e la pratica dello yoga. In passato, era stato tentato con un allontanamento dal mondo e una scomparsa nelle altezze del s o dello spirito. Sri Aurobindo insegna che possibile una discesa del pi alto

principio, che non riveler semplicemente il s spirituale fuori del mondo, ma lo riveler nel mondo, rimpiazzer l'ignoranza della mente o la sua limitatissima conoscenza con una verit coscienza supermentale. Questa sar uno strumento sufficiente del s profondo che render possibile all'essere umano scoprire se stesso dinamicamente cos come interiormente e svincolarsi dalla sua umanit ancora animale in una razza pi divina. La disciplina psicologica dello Yoga pu essere usata a questo fine, aprendo tutte le parti dell'essere verso una conversione o una trasformazione attraverso la discesa e l'operare di un pi alto principio supermentale ancora celato. Questo cambiamento, tuttavia, non pu essere fatto all'improvviso o in breve tempo o per mezzo di una trasformazione rapida o miracolosa. Molti passi devono essere intrapresi dal ricercatore prima che la discesa supermentale sia possibile. L'uomo vive, per lo pi, nella sua mente, vita e corpo superficiali, ma vi un essere profondo in lui con pi grandi possibilit al quale deve risvegliarsi, perch ora egli riceve da questo essere un'influenza assai ridotta ed questa che lo spinge verso una costante ricerca di una pi grande bellezza, armonia, potere e conoscenza. Il primo sviluppo dello Yoga perci quello di aprire le distese di questo essere interiore e di vivere da l verso l'esterno, di governare la sua vita esteriore per mezzo della luce e della forza interiori. Nel fare questo egli scopre in se stesso la sua vera anima che non la commistione esterna di elementi mentali, vitali e psichici, ma qualcosa della realt che sta dietro a loro, una scintilla originata dall'unico fuoco divino. Deve apprendere a vivere nella propria anima e a purificare e orientare, per mezzo di questa guida verso la verit, il resto della natura. A quel punto pu esserci un'apertura verso l'alto e la discesa di un pi alto principio dell'essere. Ma persino allora non si tratta della piena luce e forza supermentali, giacch vi sono parecchi campi di coscienza fra la mente ordinaria e umana e la verit coscienza supermentale. Questi campi di coscienza intermedi devono essere aperti e il loro potere fatto discendere nella mente, nella vita e nel corpo. Solo in seguito il pieno potere della verit coscienza potr lavorare nella natura. Lo sviluppo di questa autodisciplina, o Sadhana, di conseguenza lungo e difficile, ma persino una piccola parte di esso un grande guadagno perch rende la realizzazione e la perfezione ultime pi possibili. Vi sono molte cose che appartengono a sistemi pi antichi che sono necessarie sulla via: un'apertura della mente a pi grandi comprensioni e al senso del s e dell'infinito, un emergere in ci che stata chiamata la coscienza cosmica, il controllo sui desideri e sulle passioni; un ascetismo esteriore non essenziale, ma sono indispensabili la conquista del desiderio e dell'attaccamento e un controllo del corpo e delle sue necessit, le sue bramosie e i suoi istinti. Vi una combinazione dei princpi dei vecchi sistemi: la via della conoscenza attraverso il discernimento della mente fra la realt e l'apparenza, la via del cuore, della devozione, dell'amore e del dono di s, e la via delle opere che volge la volont dagli interessi egoistici verso la verit e il servizio di una pi grande realt che non sia l'ego. Per questo, l'intera natura deve essere esercitata affinch possa rispondere e venire trasformata ogniqualvolta una pi grande luce e forza operi in essi. In questa disciplina l'ispirazione del maestro e il suo controllo e la sua presenza nei momenti di difficolt sono indispensabili, perch sarebbe altrimenti impossibile superarli senza un gran numero di ostacoli ed errori che impedirebbero ogni possibilit di successo. Il maestro qualcuno che ha raggiunto una coscienza e uno stato d'essere pi alti ed

spesso visto come la loro manifestazione o il rappresentante. Egli non aiuta solo grazie al suo insegnamento e in misura maggiore con la sua influenza ed esempio, ma con il potere di comunicare agli altri la sua propria esperienza.

Questo l'insegnamento e il metodo d'azione di Sri Aurobindo. Non suo scopo sviluppare alcun tipo di religione o di amalgamare le religioni pi vecchie, o di fondare alcuna nuova religione, poich ciascuna di queste cose allontanerebbe dal suo scopo centrale. La sola meta di questa Yoga un autosviluppo interiore per mezzo del quale chiunque lo segue possa col tempo scoprire l'unico s in tutti ed evolvere una pi alta coscienza di quella mentale, una coscienza spirituale e supermentale che trasformer e divinizzer la natura umana.

IL MESSAGGIO DI SRI AUROBINDO PER IL 15 AGOSTO 1947

Il 15 agosto 1947 il giorno della nascita dell'India libera. Segna per lei la fine di una vecchia era e l'inizio di un nuovo periodo. Ma possiamo anche farne una data importante nello schiudersi di una nuova era per il mondo intero, per il futuro politico, sociale, culturale e spirituale dell'umanit, con le nostre vite e le nostre azioni di nazione libera.

Il 15 agosto il mio compleanno ed per me naturalmente gratificante che abbia assunto un cos vasto significato. Accolgo questa coincidenza non come un incidente fortuito, ma come la sanzione e il sigillo della forza divina che guida i miei passi sul lavoro col quale iniziai a vivere, l'inizio della sua piena fruizione. In verit, in questo giorno, posso guardare giungere a realizzazione o sulla via del compimento quasi tutti i movimento del mondo che ho sperato di vedere adempiuti nella mia vita, sebbene apparissero allora come sogni inattuabili. In tutti questi moti l'India libera pu ben giocare una larga parte e assumere una posizione guida.

Il primo di questi sogni riguardava un movimento rivoluzionario che avrebbe creato un'India libera e unita. L'India oggi libera, ma non ha raggiunto l'unit. In un determinato momento sembr quasi che sarebbe ricaduta, al punto cruciale della liberazione, nel caos degli Stati separati che precedettero la conquista britannica. Ma, fortunatamente, sembra ora probabile che questo pericolo venga evitato e che una larga e potente, seppure non ancora completa unione verr stabilita. Anche la saggiamente drastica politica dell'Assemblea costituente ha reso probabile la soluzione del problema delle classi depresse senza scisma o separazioni. Tuttavia la vecchia divisione della comunit fra Ind e Mussulmani sembra essersi ora indurita in una divisione politica permanente della nazione. C' da sperare che questo fatto non venga accettato

come stabilito per sempre o come qualcosa che non sia pi di un espediente temporaneo, perch se persistesse l'India potrebbe essere seriamente indebolita, persino storpiata: la lotta civile pu rimanere sempre possibile, possibili persino una nuova invasione e la conquista straniera. Lo sviluppo interno e la prosperit dell'India possono essere impediti, la sua posizione fra le nazioni indebolita, il suo destino menomato o persino frustrato. Questo non deve avvenire; la divisione deve cessare. Auguriamoci che possa accadere naturalmente per mezzo di un sempre maggiore riconoscimento della necessit non solo della pace e della concordia, ma dell'azione comune, con la pratica di atti comuni e la creazione dei mezzi per ottenere questo scopo. In questo modo l'unit pu infine avvenire sotto qualsiasi forma, la forma esatta pu avere un'importanza prammatica, ma non fondamentale. Ma con qualunque mezzo, in qualsiasi maniera, la divisione deve finire; l'unit deve essere e verr raggiunta, perch necessaria per la grandezza dell'India futura.

Un altro sogno riguardava la rinascita e la liberazione dei popoli dell'Asia e il suo ritorno al suo grande ruolo nel progresso della civilizzazione umana. L'Asia si levata; larghe parti sono ora completamente libere o stanno in questo momento per essere liberate; le sue altre parti ancora assoggettate o parzialmente assoggettate si stanno muovendo verso la libert con qualunque mezzo. Solo un poco ancora deve essere fatto e lo sar fra non molto. In questo quadro l'India ha la sua parte da giocare e ha cominciato a giocarla con un'energia e un'abilit che indicano gi la misura delle sue possibilit e il posto che pu occupare nel concilio delle nazioni.

Il terzo sogno riguardava un'unione mondiale formante la base esterna di una vita pi equa, luminosa e nobile per tutta l'umanit. Questa unificazione del genere umano in facimento; vi un inizio non perfettamente organizzato, ma che combatte contro tremende difficolt. Vi lo slancio e deve inevitabilmente crescere e conquistare terreno. Anche qui l'India ha iniziato a giocare una parte preminente e la sua presenza potr fare tutta la differenza fra uno sviluppo lento e timido ed uno coraggioso e rapido, se sapr sviluppare quella pi ampia arte di governo che non limitata dai problemi presenti e dalle possibilit immediate, ma guarda nel futuro e lo avvicina. Una catastrofe potrebbe intervenire o distruggere quello che si sta facendo, ma persino in questo caso il risultato finale sicuro. L'unificazione una necessit della natura, un movimento inevitabile. La sua necessit per le nazioni altrettanto chiara, perch senza di essa la libert delle piccole nazioni pu essere in ogni momento messa in pericolo e perfino la vita delle grandi e potenti rimane insicura. L'unificazione perci un interesse di tutti e solo la stupidit e lo sciocco egoismo umano possono prevenirla, ma non possono frapporsi per sempre alle necessit della Natura e della Volont divina. D'altra parte una base esteriore non sufficiente; deve formarsi uno spirito e un modo di vedere internazionali, devono apparire forme ed istituzioni internazionali, probabilmente sviluppi che considerino duplici o molteplici diritti di cittadinanza, scambi voluti o fusioni volontarie di culture. Il nazionalismo avrebbe soddisfatto se stesso e persa la sua militanza e non troverebbe pi queste cose incompatibili con la propria preservazione e l'integralit del proprio modo di vedere. Un nuovo spirito di unit prender possesso della razza umana.

Un altro sogno, il regalo spirituale dell'India al mondo gi cominciato. La spiritualit dell'India sta entrando in Europa e in America in misura sempre maggiore. Questo movimento crescer; sempre pi occhi si volgono verso di lei con speranza fra i disastri del tempo e vi persino un'aumentata richiesta non solo dei suoi insegnamenti, ma della sua pratica psichica e spirituale. Il sogno finale era un passo nell'evoluzione che avrebbe innalzato l'uomo ad una coscienza pi alta e pi ampia ed iniziato la risoluzione dei problemi che lo hanno turbato e angustiato fin dalla prima volta che cominci a pensare e a sognare una perfezione individuale e una societ perfetta. Questa resta ancora una speranza personale ed un'idea, un ideale che ha iniziato a fare presa sia in India che in Occidente sulle menti lungimiranti. Le difficolt sul cammino sono ancora pi formidabili di quelle che si possono trovare in qualsiasi altro campo d'azione, ma le difficolt sono state create per essere superate e se c' la volont suprema saranno vinte. Anche in questo caso, poich deve procedere attraverso una crescita dello spirito e della coscienza interiore, se questa evoluzione deve avere luogo, l'iniziativa pu venire dall'India e, sebbene la portata debba essere universale, il movimento centrale pu essere suo.

Tale il contenuto che pongo in questa data della liberazione dell'India; dipende dalla nuova e libera India se e quando questa speranza sar giustificata.

ALCUNI PASSAGGI DA 'SAVITRI'

Oh, di sicuro un giorno egli risponder al nostro richiamo Un giorno creer la nostra vita di nuovo e pronuncer la magica formula di pace e porter perfezione allo schema delle cose. Un giorno egli scender alla vita e alla terra, lasciando il segreto delle porte eterne, in un mondo che invoca il suo aiuto, e porter la verit che libera lo spirito, la gioia che il battesimo dell'anima, la forza che il braccio disteso dell'amore.

Un giorno egli sollever il tremendo velo della sua bellezza, imporr la delizia al cuore pulsante del mondo e denuder il suo corpo segreto di luce e di gioia.

Duro il pesante fardello del redentore del mondo; il mondo stesso diviene il suo avversario, i suoi nemici sono gli esseri che egli viene a salvare. Coloro che egli vuole salvare sono i suoi antagonisti:

Questo mondo innamorato della sua propria ignoranza, la sua oscurit si volge via dalla luce del redentore, offre la croce in pagamento per la corona.

Uno ancora potr venire, armato, invincibile; la sua volont immobile affronta l'ora che passa; i colpi del mondo non possono piegare quel capo vincitore; calmi e sicuri sono i suoi passi nella notte che avanza; la meta recede, egli non affretta il suo incedere, non si volge alle alte voci nella notte. Non chiede aiuto alle divinit inferiori; i suoi occhi sono fissi alla meta immutabile. L'uomo devia o sceglie cammini pi facili; egli resta sull'unica alta e difficile via che sola pu portare ai picchi dell'eterno; i piani ineffabili hanno gi percepito il suo passo; ha reso suoi strumenti la terra e il cielo,

ma i limiti della terra e del cielo cadono da lui; egli trascende la loro legge, ma l'utilizza come suo mezzo. Ha afferrato le mani della vita, ha dominato il proprio cuore. Le finte della natura non deviano la sua visione, inflessibile il suo sguardo rivolto alla lontana met della verit; la sorda resistenza del fato non pu spezzare la sua volont. Nei terrificanti passaggi, nei sentieri fatali, invulnerabile la sua anima, non ucciso il suo cuore, egli vive attraverso l'opposizione dei poteri della terra

e le imboscate della natura e gli attacchi del mondo. Trascendendo dolore e gioia con la statura del suo spirito fronteggia il male e il bene con occhi calmi e uguali. Anch'egli deve lottare con la sfinge degli enigmi e immergersi nella sua lunga oscurit. E' entrato nelle profondit dell'incosciente che velano se stesse perfino al loro proprio sguardo.

Egli deve chiamare la luce in quegli oscuri abissi, altrimenti la verit non potr mai conquistare il sonno della materia. E la terra intera guardare negli occhi di Dio. La sua conoscenza deve ridare splendore a tutte le cose oscure, il suo potere deve sciogliere tutte le cose perverse; egli deve passare sull'altra spiaggia del mare della falsit, deve penetrare la tenebra del mondo per portarvi la luce. Il cuore del male deve essere smascherato ai suoi occhi,

egli deve comprendere la sua cosmica tenebrosa necessit, le sue vere e orrende radici nel terreno della natura. Deve conoscere il pensiero che muove l'azione del demone e giustifica il traviato orgoglio del titano e la menzogna latente nei contorti sogni della terra: deve entrare nell'eternit della notte e conoscere l'oscurit di Dio come conosce il suo sole. Per questo deve scendere nel fondo dell'abisso, per questo deve violare le immensit dolorose. Imperitura e infinito e saggio, ancora deve viaggiare nell'inferno per salvare il mondo.

Egli emerger nella luce eterna ai confini del punto d'incontro di tutti i mondi; l, al margine dei passi pi alti della natura la legge segreta di ogni cosa compiuta. Tutti i contrari sanano il loro lungo disaccordo. L gli eterni opposti s'incontrano e si abbracciano, l la sofferenza diviene un'acuta ardente gioia; il male ritorna al suo bene originale, e il dolore giace sul seno della beatitudine: essa ha appreso a versare liete lacrime di felicit; il suo sguardo carico di estasi piena di desiderio. Allora qui la legge del dolore sar finita. La terra sar trasformata nella casa della luce del cielo, un veggente nato dal cielo albergher nei petti umani; il raggio supercosciente toccher gli occhi degli uomini e il mondo cosciente della verit scender sulla terra

invadendo la materia col raggio dello spirito risvegliando il suo silenzio a pensieri immortali risvegliando il cuore muto alla parola vivente. Questa vita mortale ospiter la beatitudine dell'eternit, il s del corpo assaporer l'immortalit. Allora l'opera del redentore del mondo sar compiuta.

Quando l'oscurit s'infittisce strangolando il petto della terra e la mente corporea dell'uomo l'unica lampada, come di un ladro nella notte sar il passo furtivo di uno che entra non visto nella sua stessa casa. Una voce a mala pena udita parler, l'anima ubbidir,

un potere nella camera interiore della mente si insinuer, un fascino e una dolcezza apriranno le porte chiuse della vita e la bellezza conquister il mondo che resiste, la luce di verit catturer la natura di sorpresa, un atto furtivo di Dio forzer il cuore alla beatitudine e la terra crescer inaspettatamente divina. Nella materia sar acceso l'ardere dello spirito, di corpo in corpo si animer la sacra nascita; la notte si risveglier all'inno delle stelle, i giorni diverranno una felice marcia di pellegrinaggio, la nostra volont una forza del potere dell'eterno, ed il pensiero i raggi di un sole spirituale.

Pochi vedranno ci che nessuno ancora comprende; Dio crescer mentre i saggi parlano e dormono; perch l'uomo non sapr ci che viene finch non accadr e non vi sar fede fino a quando il lavoro non sar compiuto.

FINE