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Politecnico di Torino Corso interfacolt di architettura

Atelier composizione e storia del progetto: Smart working good living

Docenti: Rachele Michinelli (Composizione e progetto) Michela Comba (Storia e progetto)

Studente: Mauro Fontana 194688

PAPER FINALE

La qualit urbana e gli spazi del lavoro nello sviluppo economico


TEMA 3: ANNI CINQUANTA: SOM E IL MODELLO DAYLIGHT. Rockfeller Center a New York, Equitable Building a Buffalo, Lever House a New York, Torre Pirelli a Milano

Larchitettura sempre la volont di un epoca tradotta in spazio, nientaltro.


Mies van der Rohe

SEAGRAM BULDING committente Hoseph E. Seagram & Co progetto Ludwig Mies van der Rohe consulenza strutture: Severud-Elstad e Krueger localizzazione 375 Park Avenue / 52nd Street e 53rd Street, New York, USA dati dimensionali altezza 159,9 metri piani 38 cronologia 1954: progetto 1855-1958: realizzazione 1988: denominazione ad Architectural Landmark

GRATTACIELO PIRELLI committente Pirelli progetto Gio Ponti consulenza strutture Pier Luigi Nervi localizzazione Piazza Duca DAosta, Milano, Italia dati dimensionali altezza 127,1 metri piani 38 cronologia 1956 1960: realizzazione 1978: acquisto da parte della Regione Lombardia 2002: incidente aereo 2003-2004: lavori di restauro

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Tra New York e Milano: il modello daylight


Dopo la seconda guerra mondiale, lo scenario socio-economico-culturale si modifica: sono i rigogliosi anni 50 e 60, gli anni in cui molti paesi, tra cui gli Stati Uniti e lItalia, vedono una rinascita che non investe solo il fattore economico, ma anche quello sociale e culturale. Si parla di anni del benessere: i salari aumentano e la disoccupazione diminuisce. Nelle case entrano oggetti fino a quel momento sconosciuti e considerati addirittura fantascientifici; cambia il modo di spostarsi nelle citt (nascono le utilitarie, i motoscooter. Con la trasformazione dei valori economici e delle condizioni ambientali, la sede del terziario si modifica, riflettendo quasi con immediatezza i principali cambiamenti della societ. Nellepoca del boom economico, il modello architettonico di riferimento, che prevale anche nella maggior parte dei paesi europei, in unottica di standardizzazione degli spazi, dei componenti edilizi e dei procedimenti costruttivi, la torre americana per uffici. E lo studio SOM (Skidmore, Owings e Merrill) a dare alledificio per uffici a torre un riferimento, conosciuto come modello daylight. Condizione principale della trasformazione delledificio per uffici limpiego dellascensore, tanto da far divenire questa generazione di edifici come elevator building. La separazione delle tre funzioni tradizionali del muro esterno (sostegno, tamponatura, isolamento), porta anche ad un notevole uso del curtain wall che, oltre che esser simbolo standardizzato della riduzione formale dellarchitettura, da leggerezza alledificio e permette lilluminazione con luce naturale degli ambienti. Gli edifici per uffici del secondo dopoguerra, inoltre, segnano laffermazione delle grandi corporate multinazionali che progressivamente vanno a sostituire il singolo eroe capitalista. Nascono cos, da fattori prettamente sociali ed economici, nuovi modi di concepire larchitettura, che faranno nascere capolavori dellarchitettura moderna, come il Seagram Building di New York e il Grattacielo Pirelli di Milano.

I committenti e gli architetti


Uno dei documenti pi preziosi per la ricostruzione della vicenda del Seagram Building una lunga lettera1 inviata da Phyllis Bronfman Lambert al padre e committente Samuel Bronfman (magnate daffari e filantropo, 1889-971) in cui, indignata per la proposta progettuale fatta dagli architetti Pereira & Luckman, esorta il padre ad immaginare un edificio che esprima al meglio la societ in cui vivi e contemporaneamente, la tua speranza di migliorare questa societ. Phyllis invita il padre a riflettere riguardo alla responsabilit legata alledificio che costruir, per chi ci abiter e per New York come al resto del mondo. La ricerca della famiglia Bronfman, di un artista che possa realizzare una grandiosa architettura degna dei tempi, cerca di seguire le orme della famiglia Medici e dei magnifici monumenti che fecero

Phyllis Bronfman Lambert scrive da Parigi boiling with fury al dearest daddy, lettera datata 28 giugno 1954

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erigere. La loro attenzione si rivolge cos ad uno dei contemporanei maestri dellarchitettura che possa realizzare un edificio nobile che dia piacere alla gente e alla societ democratica. Si cerca un artista che realizzi un edificio per uffici che perda di anonimato, ma che anzi sia pi vicino alla scala umana. Viene cos istituito un ufficio a tre, composto da Mies van der Rohe, Phyllis Lambert e da Philip Jonhson, che supporter la vicenda per quanto riguarda gli aspetti logistici del cantiere. La collaborazione tra Phyllis Bronfman e Mies van der Rohe arrivata ad una comprensione della loro epoca tale da esser riusciti a trasformare, come si legge sulle riviste del tempo, la tecnologia in poesia.2 La stretta collaborazione tra architetto e committente sta alla base di ogni opera architettonica. Nel 1950 Alberto Pirelli, presidente dellomonima societ, decise di costruire un nuovo polo direzionale in cui trasferire la sede dellazienda. Tra le possibili aree, venne scelto lisolato di piazzale Duca dAosta, in cui gi sorgevano vecchi stabilimenti della Brusada di propriet della Pirelli. Inoltre, per tale area vi erano imposti pochi vincoli architettonici. Nonostante ci, la vicenda risulta essere cos complessa tanto da far passare sei anni dallidea del nuovo centro direzionale alla posa dell a prima pietra, avvenuta il 12 luglio 1956. Complicazioni a parte, la collaborazione tra la Pirelli e Gio Ponti ha prodotto un edificio ancora oggi recepito come moderno per diversi aspetti. Lo stesso Ponti, parlando del suo grattacielo, amava citare Picasso: quando si giovani si giovani per sempre, e il Grattacielo Pirelli giovane da oltre cinquantanni. 3

Dove la tecnologia raggiunge il limite delle proprie possibilit, si trasforma in architettura . L. Mies van der Rohe, Architecture and technology, in Arts and Architecture, n. 10, 1950 3 Monica Colombo (a cura di), I maestri dellarchitettura. Gio Ponti, Hachette Fascicoli, Milano, 2009
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La scala urbana
La vicenda del Seagram si inserisce nella radicale trasformazione che investe Park Avenue. In un periodo di tempo sorprendentemente rapido si costruisce una vera e propria arteria di grattacieli per uffici, un nuovo polo a carattere direzionale che dovr ospitare i quartieri generali delle maggiori societ in seguito alla ripresa economica. Ci che distingue il Seagram Building larretramento il fronte principale di 27 metri dallallineamento edilizio, una cosa inaspettata per New York, in un periodo in cui, a causa dellelevato costo della superficie fondiaria, si cerca di sfruttare al massimo i lotti. Nonostante ci, Mr. Bronfman accetta subito tale proposta, in virt del prestigio di rappresentanza che avrebbe dato allazienda. Viene cos creata uno spazio aperto che costituisce una vera e propria piazza progettata in armonia con il grattacielo e divenuta oggi frequentatissimo luogo di incontro. Il grattacielo Pirelli sorge nei pressi della Stazione Centrale di Milano, sullarea delledificio della Brusada, inserendosi in modo vitale nello sviluppo di una grande e moderna citt come Milano. Ledificio non si trova al piano strada, ma raggiungibile attraverso una rampa che come un ponte gettato in mezzo al verde fra la strada e la parte sopraelevata del piazzale.4 La torre, per, non parte dal piazzale sopra elevato, in quanto sarebbe stato un errore di espressione progettare un elemento massiccio su di uno spalto massiccio. Esso, invece, sorge dietro e sotto il piazzale, separato da un sorta di trincea atta a illuminare i locali inferiori della torre e del piazzale. La torre sorge come un albero radicato nel suo terreno. 5 Due edifici che, nonostante le loro dimensioni, si inseriscono in modo organico nel tessuto urbano di due citt che vedono in quel periodo la loro massima espansione. Interventi atti non solo alla realizzazione dei tipici spazi per uffici, ma che vogliono lasciare un segno forte nella citt, un segno indelebile degno di ammirazione.

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Espressione delledificio Pirelli in costruzione a Milano , in Domus, n316, mar. 1956 Espressione delledificio Pirelli in costruzione a Milano , in Domus, n316, mar. 1956

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Le piante e lorganizzazione degli spazi


Ledificio di Pak Avenue diventato il culmine di un ideale di architettura e di perfezione che, anche se imitata innumerevoli volte, mai stata eguagliata. Sulla base dei tipi di spazi che occorrevano allazienda, Mies van der Rohe stabil le dimensioni di un modulo base con il quale organizzare lintero edificio, altezza del grattacielo compresa. Nonostante limpressione generale sia di una unit geometrica, le piante mostrano una verit pi complessa. Si tratta di due geometrie a T congiunte. Ai quattro piani inferiori la torre arretra in un bocco che occupa lintera larghezza del lotto. La torre non un semplice prisma a base rettangolare, ma contiene una risega posteriore di proporzione 3:1, anche detta bay spine, che funga da collegamento con il volume a sei piani. Sopra questo blocco, il corpo centrale, continua in altezza fino al decimo piano formando invece una T rovesciata. La torre ha una pianta rettangolare di proporzioni 5:3, disposta parallelamente alla Avenue. Il piano tipo della torre, a partire dal decimo piano, presenta un corpo centrale contenente i collegamenti verticali ed i servizi, per consentire lilluminazione totale degli ambienti lavorativi. Per quanto riguarda la sistemazione degli spazi interni, a causa dei pilastri e del blocco scale-ascensori, sono possibili solamente due organizzazioni: lungo il unorganizzazione perimetro open plan. oppure Viene
Seagram Building. Pianta dei piani tipo dei livelli intermedi (dal primo al quarto piano) e della torre (dal decimo piano).

cellulare

unorganizzazione

utilizzato, sia per la planimetria che per il controsoffitto, un modulo di 142 cm.
Planimetria del decimo piano, in Eric Peter Nash e Norman Mc Grath, Manhattan Skyscraper, Princeton Architectural Press, 2005, p. 106.

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Nel concepire la pianta del grattacielo Pirelli, Gio Ponti segue un percorso progettuale che lo porter verso la pianta a lente e la forma finita. stata raggiunta una semplicit che riguarda non solo la struttura, ma principalmente le piante, per la disposizione esatta degli spazi e dei servizi, e per lassenza di spazio inutilizzabile. La semplicit discerne dallelasticit di divisione dello spazio, attuabile in tutti i sensi con pareti mobili corrispondenti ad una trama predisposta di modulo di 95 cm. Gio Ponti parla di onore al lavoro. Questo un risultato progettistico-tecnico di spazio dato alla agevolezza del lavoro, e non sfruttamento di spazio per addensarvi il lavoro. Nel palazzo Pirelli lo spazio stato calcolato con grande larghezza perch il lavoro si potesse svolgere con agio, e perch oltre tutte le pi moderne attrezzature tecniche per lo svolgersi del lavoro, esso avesse anche tutte le provvidenze di comodit e di igiene per chi lavora. Le tre piante in basso, del 1, del 15 e del 30 piano, sono lemblema della torre, in quanto rappresentano lo splendido connubio che avviene fra architettura e struttura. Le pilastrate sono larghe due metri alla base e trenta centimetri in alto. Fra le strutture portanti vi sono campate libere di 13 metri agli estremi ed una centrale di 24 metri. La rastremazione della pianta, e quindi degli spazi dedicati alla circolazione, verso gli estremi corrisponde funzionalmente al diminuire del traffico interno, ed questo particolare che da alledificio una forma senza precedenti. Al centro della pianta sono disposte le torri ascensori, mentre delle due estremit le scale. Lo spazio libero ottenuto permette, attraverso il modulo di 95 cm, un ordine che permette di avere, anche su uno stesso piano, sia uffici cellulari che open space.

Planimetria del primo, quindicesimo e trentesimo piano, in Grattacielo Pirelli, Paolo Cevini, Nis, 1996

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Gli arredi
Come si potuto notare, larchitettura di Mies punta molto sulla rappresentativit e Mies presto molta attenzione anche agli arredi previsti per i suoi spazi. Negli edifici e negli arredi da lui progettati la proporzione premessa della bellezza e dellarmonia, mentre luomo ne la misura.6 Per comprendere bene questa ricerca della bellezza e dellarmonia, basti pensare al fatto che Mies, nel progettare gli oscuranti delle finestre, prevede solo tre modalit di apertura: completamente aperta, completamente chiusa o a met. Lintento quello di un controllo totale dellimmagine delledificio, che appunto non seve solo passare per il suo aspetto esteriore, ma anche negli allestimenti interni. Per quanto riguarda larredamento, si nota subito come il presupposto di Mies fosse il concepire la forma come
Foto di ufficio dirigenziale, in Brooks Pfeiffer, Mies van der Rohe at work, London, Phaidon, 1974

risultato delloperare della tecnica. Notevole successo ebbero i mobili tubolari in acciaio, elogiati per la notevole resistenza e solidit nonostante il loro peso esiguo. Presente negli arredi del Seagram Building anche licona del disegno industriale prodotto dal movimento moderno, la poltrona Barcellona, che con la sua semplice eleganza incarna il celebre motto di Mies van der Rohe Less is more. Anche lo stesso Mr. Lambert si dimostra

molto attento ai particolari per gli arredi. Infatti, durante il periodo di costruzione, egli stesso comincia ad acquistare opere darte di pregio, come ad esempio quadri di Pablo Picasso (1881-1973) e dello sculture di Constantin Brancusi (1876-1957). Ancora oggi, lelegante ristorante Four Seasons, conserva gli arredi e gli allestimenti del maestro Mies van der Rohe, oltre che il quadro Le Tricorne di Picasso. Ledificio di Mies van der Rohe ormai, oltre che un pezzo di storia, un pezzo di New York.

Un angolo della hall del ristorante (Poltrona Barcellona, puff Barcellona, tavolo Barcellona)

WERNER BLASER, Ludwig Mies van der Rohe. Gli arredi e gli spazi, Electa, Milano, 2008

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Gli arredi per gli uffici, in questo periodo, sono visti dagli italiani per porre insieme le esigenze funzionali con i requisiti di efficienza e modernit di immagine. Tutto disegnato secondo quello che viene definito standard Pirelli, in cui la struttura architettonica a dettare la geometria degli spazi: Pi che di arredamento, nel caso del Centro Pirelli dobbiamo parlare di una progettazione degli interni in relazione e in continuit con larchitettura. Gli arredi originali del Grattacielo Pirelli, di propria o di diversa mano (Saarinen, Nagashima, Albini e altri), scelti fra le maggiori produzioni internazionali ed italiane (Knoll International e Arflex per sedie e poltrone, Rima e altre ditte per tavoli e scrivanie, Pozzi per i circa trecento apparecchi sanitari in ceramica e materie plastiche messi in opera), sono stati, pochi decenni dopo la costruzione, irrimediabilmente asportati e dispersi. Vennero progettati due tipi di tavoli: una versione per gli impiegati, con un piano da m 0,75x1,50 finito in linoleum e bordato con profilo di alluminio, e una versione per dirigenti, con un piano da 0,85x1,90, questo pure bordato di alluminio ma finito in legno naturale.

Scrivania per dirigenti, in Gio Ponti. Interni oggetti disegni, Laura Falconi, Electa, 2004

Scrivani per impiegati, in Grattacielo Pirelli, Paolo Cevini, Nis, 1996

Struttura a elementi scatolari di acciaio, piani di lavoro, cassettiere e cassetti di vario tipo in lamiera smaltata, eventuale supporto laterale per macchina da scrivere, tutto studiato per una facile scomponibilit ai fine del trasporto e del magazzinaggio.

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Docenti: Rachele Michinelli (Composizione e progetto) Michela Comba (Storia e progetto)

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Bibliografia
IMMA FORINO, Uffici. Interni arredi oggetti, Einaudi, Torino, 2011

MONOGRAFIE PAOLO CEVINI, Grattacielo Pirelli, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1996 LAURA FALCONI, Gio Ponti. Interni oggetti disegni. 1920-1976, Electa, Milano, 2004 EZRA STOLLER, The Seagram Building / photographs by Ezra Stoller; introduction by Franz Schulze, Princeton Architectural Press, New York, 1999 JEAN-LOUIS COHEN, Ludwig Mies van der Rohe, Hazan, Parigi, 1994 WERNER BLASER, Ludwig Mies van der Rohe. Gli arredi e gli spazi, Electa, Milano, 2008

PERIODICI Espressione delledificio Pirelli in costruzione a Milano, in Domus, n316, mar. 1956 Nuova sede Pirelli: forma e struttura tipica delle Piante, in Rivista Pirelli, n3, giu. 1955