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Sartoria Adolfo Caucino di Biella tecnica/materiali scheda


Tre costumi della Commedia dell’Arte costumi cuciti e composti di varie Maura Picciau
parti; velluto di seta, raso di seta,
(Arlecchina; Cantatrice; Magnifico) saia di cotone, pizzi, passamanerie
restauro
1909-1911 Lucia Nucci, con Sara Corsoni,
e decorazioni in metallo dorato,
Giusi Cusimano, Laura Folli,
feltro, pelle, cuoio
Barbara Santoro
dimensioni
con la direzione di Maura Picciau
varie
indagini
provenienza
Lucia Nucci, Sandro Sardelli
Roma, Istituto Centrale per
per Labormoda, Prato
la Demoetnoantropologia,
già Museo Nazionale delle Arti
e Tradizioni Popolari
collocazione
Roma, Istituto Centrale per la
Demoetnoantropologia (deposito)

I tre costumi teatrali (per la cui artificiale che abbelliva i giardini


descrizione si fa riferimento alla dell’Esposizione (S. Baldinotti,
scheda di restauro), espressione in La festa delle feste 2011, p. 74).
della Commedia dell’Arte italiana, La volontà di documentare e rap-
fanno parte del vasto repertorio presentare l’universo della masche-
di maschere italiane appartenenti ra, carnevalesca o teatrale, si deve
all’Istituto Centrale per la De- a Lamberto Loria, etnografo di
moetnoantropologia, già Museo vaglia e curatore generale di tutta
Nazionale delle Arti e Tradizioni l’Esposizione Etnografica, da lui
Popolari: un corpus di oltre cento concepita come un festoso raccon-
costumi completi, riunito al princi- to degli usi e tradizioni del popolo
pio del Novecento con la volontà di italiano, e pensata già in vista della
rappresentare la grande tradizione successiva realizzazione di un mu-
teatrale del nostro Paese. L’insieme, seo.
che colpisce per bellezza e ampiez- Grazie a una rete di corrispondenti
za della documentazione, fu sele- e raccoglitori disseminata su tutto
zionato per la Mostra di Etnografia il territorio nazionale, Loria, su in-
Italiana del 1911, l’esposizione che carico del Ministro per la Pubblica
si tenne a Roma, in Piazza d’Armi, Istruzione Ferdinando Martini,
nell’area dell’attuale quartiere Pra- raccolse in pochi anni (ufficial-
ti, per celebrare il cinquantenario mente dal 1908, ma aveva comin-
dell’Unità d’Italia. ciato in proprio anni prima) decine
La collezione di cimeli teatrali fu di migliaia di oggetti, immaginan-
esposta integralmente solo in quel- done una presentazione vivace e
la occasione, così da oltre un secolo dinamica a Roma, con figuranti
le maschere attendono di rincon- e ambientazioni che avrebbero ri-
trare il pubblico: piace pensare che chiamato le atmosfere e i paesaggi
i tre costumi che oggi riprendono delle regioni italiane. A Roma si sa-
vita grazie al restauro siano non un rebbe potuto fare un viaggio lungo
episodio, ma il primo risultato di lo ‘stivale’ e visitare anche le isole:
un programma conservativo or- un’Italia in miniatura per racconta-
ganico e completo, che richiederà re i modi e le usanze degli Italiani
anni. agli Italiani stessi.
Nel 1911 il corpus delle masche- Tra i tanti corrispondenti che par-
re era ospitato proprio nel Palazzo teciparono alla grande raccolta na-
delle Maschere e dei Costumi, no- zionale, alcuni furono più assidui e
to anche come Palazzo dei Cimeli, fedeli al progetto scientifico di Lo-
un edificio effimero di gusto classi- ria e del suo compagno di lavoro
co, progettato dall’architetto Mar- Francesco Baldasseroni: tra questi Arlecchina (incisione di A. Manceau, da M. Sand, Masques et Bouffons, Paris
cello Piacentini vicino al laghetto certo va ricordata la figura esube- 1862, tomo I).
Dopo il restauro, Arlecchina, fronte e retro
Durante il restauro, Arlecchina, gonna, smontaggio e numerazione delle toppe
triangolari

Prima e dopo il restauro, Arlecchina, scarpe e fiocchi

rante di Alessandro Roccavilla, pie- fica furono ricostruiti gli altri, in


montese, professore di liceo a Biella particolare nella bottega di Adolfo
e sindaco di Sarre, raccoglitore dei Caucino di Biella, le cui etichette
costumi tradizionali delle valli pie- sono ancora oggi visibili all’interno
montesi e valdostane. A lui, e su dei manufatti storici: tra i quali i
suo stimolo, Loria affidò nel 1909 nostri. Lydia Predominato, esper-
la ricerca storica sulle maschere ta di storia tessile, ha ben espresso
italiane della Commedia dell’Arte questo procedimento di riprodu-
e il compito di reperire concreta- zione attenta di manufatti antichi,
mente i costumi: reperimento che secondo metodi il più possibile
da subito si rivelò arduo, poiché al analoghi a quelli originali, cioè a
principio del Novecento, ormai, la regola d’arte: falso d’autore (Pre-
Commedia dell’Arte, vanto della dominato 1994, pp. 5-23, p. 6).
tradizione comica teatrale italiana, Va detto che Adolfo Caucino fu
era spenta da lungo tempo. Co- ben disposto a tale singolare colla-
sì, oltre al ritrovamento di alcuni borazione, e anzi si propose qua-
costumi antichi, sulla base di una le esperto, avendo egli cucito un
Dopo il restauro, Arlecchina, gonna attenta indagine storico-iconogra- gruppo di maschere della Com-
Durante il restauro, Arlecchina, giacca, rimontaggio Durante il restauro, Arlecchina, giacca, smacchiatura con solventi a tampone

Durante il restauro, Arlecchina, giacca, smontaggio dei vecchi rammendi Dopo il restauro, Arlecchina, giacca

Prima e dopo il restauro, Arlecchina, cappello


Prima e dopo il restauro, Cantatrice, fronte
Durante il restauro, Cantatrice, corpetto, manica in raso smontata

Durante il restauro, Cantatrice, corpetto, rimontaggio dei ricami

Cantatrice (incisione di A. Manceau, da M. Sand, Masques et Bouffons, Paris


1862, tomo II)

media dell’Arte, nel 1908, che si questo ‘indice’ della Commedia


erano aggiudicate il primo premio dell’Arte: Roccavilla si confrontò
al concorso di Ivrea e che si rive- – con viaggi a Milano, Bologna,
larono in ottime condizioni, tanto Venezia – con fonti iconografiche
da stabilirne l’acquisto da parte varie (quadri e pitture, incisioni
di Loria (Fiorenzi 1981-1982, I, ecc.), consultò i testi più impor-
p. 65, II, Le lettere, fasc. 963, let. tanti sulla storia della commedia Durante il restauro, Cantatrice, corpetto, aspirazione della fodera; si noti l’etichetta
num. 42 (14 /11/1909), p. 63): è all’italiana, cercò le stoffe più adat- di Adolfo Caucino
questo dunque il primo nucleo del- te, sempre informando, in tante
le maschere del futuro Museo delle lettere, Loria e Baldasseroni dei tratti di vero entusiasmo – capace ti iconografiche storiche (Watteau,
Arti e Tradizioni Popolari, come si suoi dubbi di metodo, e argomen- di riflessioni originali, che finirono Callot, Tiepolo ecc.): egli giunse a
chiamerà infine. tando le scelte. Proprio in questa per orientare nettamente, riguardo fare fotografare le incisioni di Ale-
A partire da questa prima, corag- ricerca anomala, non essendo tanto a questo tema, lo stesso Loria. Fu xandre Manceau che illustrano il
giosa, acquisizione, lungo tutto il etnografica quanto storica, Rocca- Roccavilla a insistere per una ripro- celebre volume Masques et bouffons
1910 Roccavilla e Caucino pro- villa si rivelò un interlocutore non duzione, nei costumi da realizzare di Maurice Sand (Sand 1862; per
cedettero a studiare e a realizzare passivo, ma anzi un erudito – con ex novo, quanto mai fedele alle fon- Arlecchina e Cantatrice, cfr. tomo
Prima e dopo il restauro, Cantatrice, corpetto

Prima del restauro, Cantatrice, gonna, lacerazione del fondo in raso Dopo il restauro, Cantatrice, gonna, il fondo in raso

I, pp. 205-236, 355, tomo II, pp. che era in aperta contraddizione ciale della mostra: suddivise per pe- zione romana – la morte di Loria
53-76, 370), letterato marito della con il principio generale ordina- riodi di origine, «nella loro storica nel 1913, l’assenza di un edificio
più celebre George, per guidare il tore dell’Esposizione: selezionare evoluzione» come recita la guida, atto a ospitare il museo che doveva
sarto Caucino nel lavoro di re-in- e rappresentare soltanto oggetti e le maschere erano montate su bei nascere dalla Mostra, un certo di-
venzione della tradizione sartoriale costumi ancora in uso, le tradizioni manichini di legno modellati dallo sinteresse dei governi seguenti fino
della commedia all’italiana. Nel viventi del popolo italiano. Proprio scultore fiorentino Aristide Aloisi e all’apertura del Museo delle Arti
commissionare la produzione delle per evitare un’idea di ‘costumanza’ organizzati in gruppi scenografici e Tradizioni Popolari nell’attuale
maschere, cui si affiancava la ricer- defunta, Roccavilla chiese che «le a cura dei pittori Galileo Chini e sede dell’EUR, ormai nel 1956 –
ca sul campo di quelle ancora repe- maschere abbino manichini con Giovanni Costantini, che disegna- certo non giovarono a questi ar-
ribili tra le comunità – specie quel- atteggiamenti diversi per non ge- rono fondali prospettici di gusto tefatti tessili, delicati ed eleganti
le carnevalesche – Roccavilla nulla nerar noia e per significar coll’at- rinascimentale. nell’apparenza, fragili e deperibili
tralasciò, indicando a Loria anche teggiamento della persona, fino a Sgargianti nelle sete e nei velluti nella sostanza. Eppure ancora nel
l’allestimento preferibile per la mo- certo punto, anche la psicologia più lussuosi, variopinte, allegre, 1939, quando si studiava la nuova
stra, suggerendo il tipo di manichi- del personaggio» (Fiorenzi 1981- organizzate a gruppi e atteggiate in Mostra Universale che nel 1942
no da adottare e come articolare i 1982, II, fasc. 964, let. num. 18, frizzi e motti, i cortei di maschere avrebbe celebrato i fasti dell’Italia
vari gruppi di maschere. Roccavilla p. 96). del Roccavilla dovettero riscuote- imperiale, l’Esposizione Universale
optò, avendo scelto di riprodurre le Gli esiti delle fantasie e delle richie- re un bel successo tra i visitatori Roma EUR 42, il comitato scien-
maschere storiche a partire da fonti ste del Roccavilla circa la mostra del 1911! E certo Lamberto Loria tifico della mostra a più riprese nei
letterarie e visuali, per un semplice delle maschere si possono vedere dovette tenere in gran conto que- verbali di riunione cita le maschere
ordinamento cronologico, moti- nelle rare foto dell’epoca: alcune sto tesoro di costumi teatrali che tra i cimeli che vi avrebbero dovuto
vandolo con il ragionevole timore furono pubblicate nel n. 3 della è probabilmente un unicum, per trovare degno spazio; esprimendo,
che il pubblico degli studiosi, gli Rassegna Illustrata della Esposizione completezza, nel panorama nazio- come già Roccavilla tanti anni pri-
etnografi, potesse commentare del 1911 (Catalogo della Mostra... nale. Ma le complesse vicende, le ma, «una concorde avversione al
negativamente una scelta culturale 1911, pp. 129-144), organo uffi- traversie che seguirono l’Esposi- manichino che fu ammesso solo in
Dopo il restauro, Magnifico, fronte e retro
Prima del restauro, Magnifico, giacca, passamaneria in cui sono evidenti Durante il restauro, Magnifico, giacca, passamaneria dopo la pulitura a tampone
le ossidazioni

Prima del restauro, Magnifico, manto, ricamo della manica destra Durante il restauro, Magnifico, manto, ricamo della manica destra, ritaglio
del supporto in tulle dopo la fermatura ad ago

Dopo il restauro, Magnifico, manto, ricamo della manica destra Durante il restauro, Magnifico, giacca, bottoni e alamari, pulitura
via di eccezione» (Massari 2004, giusto – dove la luce aveva colpito gli atti e illeggiadriva lo spettacolo Bibliografia
p. 360; anche p. 367). I fatti bellici, i colori la cromia era totalmente al- mentre intratteneva il pubblico, Sand 1862, tomo I, pp. 205-236, 355,
com’è noto, posero fine al sogno di terata – si è deciso di restituire alla colpisce per la ricercata eleganza tomo II, pp. 53-76, 37; Catalogo della
un’Italia alata che si sarebbe svela- maschera la sua corretta parvenza. del corsetto arabescato che si allun- Mostra di Etnografia 1911, pp. 132-
ta al mondo nella sua maestosa e Si sono riprodotte le toppe in seta, ga sulla gonna con pannelli ricama- 133; 138; 140; Premoli 2000, p. 238.
fallace grandezza. Le maschere del tingendo la stoffa del colore cerca- ti. Un costume sontuoso.
1911 rimasero ancora nelle casse to, e le si sono sovrapposte a quelle Particolare il caso del Magnifi-
lignee, piccole e inadatte, con cui originali, che dunque accompa- co, antesignano e progenitore del
sono giunte sino alla fine del No- gnano, come preziosi documenti Pantalone veneziano, l’anziano
vecento. storici, l’abito. Un precedente re- mercante burbero e un po’ tirchio,
stauro, inoltre, aveva contribuito facile a pericolosi innamoramenti
Oltre un secolo ci separa ormai a danneggiare le pregevole seta non ricambiati e quand’anche ri-
dalla realizzazione, grazie alle mani avorio alla base di tutto il costume: dicoli. Roccavilla in alcune note si
operose del Caucino di Biella e alla punti stuoia posati con filo troppo mostra preoccupato di non sapere,
ricerca umile e tenace di Roccavil- grosso avevano creato una ragnate- poiché le fonti letterarie non lo di-
la, di questa gran parata di buffoni, la di crepe e sdruciture pericolose, cono, quale età debba avere davve-
zanni, cantanti e servette, padroni che via via strappavano la gonna e ro il Magnifico: suggerisce a Loria
avari e capitani spocchiosi, conta- il corpetto i quali, così lisi e precari, che una barba lunga potrebbe fa-
dini innamorati e vecchie bron- più non reggevano le toppe. Mesi e cilmente invecchiare la maschera,
tolone. Essi non attendono che di mesi di un’opera di scucitura delle al bisogno. Come nel caso di Ar-
tornare in scena. suture precedenti, con un’azione di lecchina, anche per il Magnifico la
Oggi Arlecchina, la Cantatrice e il ripresa con fili di seta chiara molto lunga esposizione nella vetrina del
Magnifico aprono le danze: un re- più sottili di un capello, ci conse- museo ha gravemente nuociuto al
stauro certosino, come si suol dire, gnano un’Arlecchina solida, nuova costume, e particolarmente al ricco
lungo e laboriosissimo ce li restitui- per certi aspetti, e godibile nella mantello purpureo, che ha virato al
sce splendenti e luminosi, nella loro storica bicromia. La scelta di rifare marrone, specie sul davanti dove la
natura di oggetti destinati a un’arte in materiale incoerente e ricono- luce arrivava diretta: il risvolto del-
performativa, fatta di gestualità e scibile, in resina, i bottoni dorati, le maniche in seta rossa ricamata ci
intonazioni di voce, di improvvi- è stata conseguente: l’abito tutto, fa appena intuire quale maestosità
sazioni, di movenze. Arlecchina e la già all’origine opera di una sartoria doveva esprimere il personaggio
Cantatrice – elegante ma sobria la teatrale e mai indossato sul palco- all’epoca della mostra. Figura di
prima, abbagliante nella decorazio- scenico, doveva riconquistare il suo luce e di comando, ispirata nel
ne la seconda – sono nelle loro fog- aspetto d’origine. modello alla ritrattistica della pit-
ge citazioni testuali delle omologhe Sulla scorta dei problemi di meto- tura veneta del Cinquecento, la
incisioni che corredavano il libro di do che Arlecchina ci aveva posto da guida dell’Esposizione del 1911
Sand. Queste due maschere sono subito – mantenere solo ogni parte riporta, riguardo al Magnifico: «qui
quindi raffigurazioni colte, quali si originale, sacrificando la godibilità ha il manto rosso, in omaggio alla
presentavano al pubblico francese del manufatto, oppure interveni- tradizione secondo la quale il cam-
della Comédie d’Italie; perfino nei re con opportuni rifacimenti per biamento di colore del manto sa-
colori esse ripropongono il dettato ritrovare la forma visiva più vici- rebbe avvenuto dopo che Venezia
del Sand, le indicazioni cromatiche na all’originale – con le altre due perdette Negroponte» (Catalogo
e sartoriali che l’autore francese po- maschere si è proceduto con più della Mostra 1911, p. 132).
ne a fine testo. facilità, e in relativa tranquillità, Tre figure del passato, parti di un
Arlecchina, maschera notissima considerando il generale migliore tutto che forse un giorno rivedrà la
che succede a Colombina, la ser- stato di conservazione, che rende- luce, ci rallegrano nei colori ritro-
vetta graziosa e di lingua sciolta, è, va quindi meno necessari gli in- vati, in attesa di riavere la voce e
nella forma in cui la vediamo, con terventi integrativi. Si sono pulite ritrovare i salti, i balzi e gli sberleffi
la veste contraddistinta da cento e con microaspirazioni le stoffe; le si che dovevano animarle un tempo.
cento toppe triangolari colorate a è distese e reidratate se necessario;
contrasto, un’immagine settecen- si sono colmate le eventuali lacune Un particolare ringraziamento è do-
tesca, cortese, galante. con inserimenti di tessuti di soste- vuto al dottor Paolo Guarrera, regi-
Una lunga esposizione nella vetrina gno; si sono staccati e riposizionati strar del Museo, a Roberta Scoponi,
del museo aveva irrimediabilmente i pizzi e le trine; pulite le passama- restauratrice, a Laura Ciliberti per il
compromesso il colore delle toppe nerie: ogni azione è stata volta a supporto organizzativo, nonché alla
nel tradizionale verde petrolio e ritrovare, fin dove possibile, l’unità dottoressa Anna Sicurezza e a Valerio
rosso corallo: dopo lunga riflessio- e l’armonia dell’insieme. Lazzaretti per le puntuali ricerche
ne, avendo constatato l’impossibi- La Cantatrice, maschera secente- bibliografiche.
lità di recuperarle al tono di colore sca che entrava negli intervalli tra
Bibliografia di riferimento

1862
M. Sand, Masques et bouffons (Comédie
italienne). Texts et dessins, 2 tomi, A.
Lévy fils, Paris 1862.

1911
Catalogo della Mostra di Etnografia Ita-
liana in Piazza d’Armi, Bergamo 1911.

1981-1982
S. Fiorenzi, Il carteggio Roccavilla-Lo-
ria per l’Esposizione Universale di Roma
1911, Roma 1981-1982.

1994
L. Predominato, Il ‘falso d’autore’ nella
raccolta Roccavilla, Torino 1994 (I ma-
teriali del Piemonte e della Valle d’Aosta
nella Mostra di Etnografia Italiana di
Roma del 1911. Quaderno di ricerca n.
6).

2000
B. Premoli, Geografia del profano, in
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni
Popolari. Guida, a cura di S. Massari,
Venezia 2000.

2004
S. Massari, Arti e tradizioni. Il Museo
Nazionale dell’EUR, Roma 2004.

2011
S. Baldinotti, Palazzo delle scuole. Pa-
lazzo delle Maschere e dei Costumi, in La
festa delle feste. Roma e l’Esposizione Inter-
nazionale del 1911, a cura di S. Massari,
Roma 2011, p. 74.

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