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Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23

SISTEMA LINFATICO

Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23

Ogni giorno il corpo umano soggetto a collisioni, interazioni con oggetti esterni che possono provocare lesioni, tagli, bruciature rappresentano un ingresso preferenziale per virus, batteri e microorganismi. Mantenimento di uno stato di salute soddisfacente azione di organi appartenenti a diversi apparati, tra cui sistema linfatico.
Sistema linfatico: traliccio di vasi linfatici che trasportano la linfa, dal tessuto linfoide e dagli organi e tessuti linfoidi che controllano e modificano la composizione della linfa. Vasi linfatici incominciano in periferia e convogliano la linfa nella circolazione venosa. Linfa: liquido interstiziale (simile al plasma, ma con meno proteine), linfociti (per la risposta immunitaria), macrofagi. Vasi linfatici durante il loro decorso attraversano stazioni linfonodali contenenti linfociti, macrofagi e talvolta cellule staminali.

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Funzioni del sistema linfatico:


1. Produrre, mantenere e distribuire i linfociti
(per i meccanismi di difesa prodotti e accumulati negli organi linfoidi)

Organi linfoidi primari


Organi linfoidi secondari
zone soggette ad infezioni batteriche)

TIMO, MIDOLLO OSSEO (contengono


LINFONODI, TONSILLE (si trovano in

cellule staminali, indifferenziate, che si dividono per produrre linfociti B, T, NK).

2. Aiuta a mantenere lequilibrio dei fluidi nei tessuti


(Pressione sanguigna 35mmHg, tende a forzare acqua e soluti fuori dal plasma, ad essa si oppone la pressione colloidosmotica, dovuta alle proteine 25mmHg, la forza risultante 10mmHg. Se si abbassa sotto i 25mmHg acqua e soluti vengono riassorbiti. Rottura di un vaso linfatico principale caduta della volemia).

3. Aiuta ad assorbire grassi dal tratto intestinale, eliminare sostanze di scarto e trasportare ormoni 4. Difesa

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Vasi linfatici

trasportano linfa

1. liquido interstiziale 2. linfociti 3. macrofagi

Periferia

linfa

circolazione venosa

1. Capillari linfatici o terminali linfatici


Rispetto a quelli sanguigni: diametro maggiore, parete pi sottile, no lamina basale, profilo irregolare, le cellule epiteliali hanno filamenti collagene di ancoraggio (dalla lamina basale al connettivo mantenere aperti i vasi) le cellule endoteliali si sovrappongono, la sovrapposizione agisce come valvola, favorisce lentrata del fluido, ma non la fuoriuscita. Cellule endoteliali spesso fenestrate, con pori e giunzioni fra le cellule, che facilitano il passaggio di fluido e soluti, ma anche virus, detriti e batteri. Si trovano in quasi tutti i tessuti ed organi. Mancano nei tessuti non vascolarizzati (cartilagine, cornea, midollo osseo, SNC).

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Dai capillari la linfa passa a vasi di calibro sempre maggiore fino ad arrivare ai tronchi linfatici. 2. Vasi linfatici simili alle vene per composizione e presenza di valvole. - valvole dei vasi linfatici impediscono il reflusso della linfa. I grandi vasi presentano muscolatura liscia, la cui contrazione ritmica spinge la linfa verso i dotti linfatici. Contrazione della muscolatura scheletrica e respirazione favoriscono il movimento della linfa. Se si ostruisce un vaso il drenaggio rallenta o cessa, il fluido passa attraverso i vasi e non viene rimosso linfedema (aumento di pressione e volume).

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Vasi linfatici associati a quelli sanguigni, riconoscibili per calibro e aspetto: Arterie rosso brillante, vene rosso scuro, vasi linfatici colore oro pallido.

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Linfedema Prodotto dal blocco del drenaggio linfatico in un arto. Si verifica un accumulo di liquido interstiziale e gli arti diventano pi grandi e distesi. Se persiste questa situazione il connettivo perde elasticit e la dilatazione diventa permanente. Non dolorosa e non compromette la salute dellindividuo. Si pu verificare uninfezione incontrollata, il liquido interstiziale stagnante pu portare ad accumularsi tossine e patogeni. Ostruzione di un vaso della coscia o stazione eretta prolungata linfedema temporaneo piedi e caviglie. Possono essere causati da traumi, infezioni o interventi chirurgici. Linfedema cronico terapia antibiotica o utilizzo di fasce elastiche che spremono il tessuto.

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La linfa dai capillari viene raccolta in due gruppi di vasi:


- Superficiali decorrono parallelamente alle vene superficiali, - nel tessuto sottocutaneo, - nel connettivo lasso della mucosa degli apparati digerente, respiratorio, urinario e riproduttivo, - nel connettivo lasso sottosieroso di pleure, pericardio e peritoneo. - Profondi grossi vasi, accompagnano arterie e vene profonde, raccolgono linfa dalla muscolatura scheletrica, collo, arti, tronco,

visceri della cavit addominale e addominopelvica.

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Linfatici superficiali e profondi convergono in vasi di maggior calibro: TRONCHI LINFATICI


3. Tronchi linfatici (lombari, intestinali, broncomediastinici, succlavi e giugulari).

A loro volta terminano in 2 grossi vasi collettori: DOTTI LINFATICI, che convogliano la linfa nel circolo venoso.
4. Dotto toracico raccoglie la linfa da tutta la porzione sottodiaframmatica del corpo e dalla met sinistra sopradiaframmatica. Inizia da L2 con una porzione espansa CISTERNA DEL CHILO che riceve linfa dalla regione inferiore delladdome, dalla pelvi, dagli arti inferiori attraverso tronchi lombari destro e sinistro e quello intestinale.

Dotto linfatico destro diametro ridotto raccoglie linfa dalla met destra del corpo superiore al diaframma, riceve la linfa da piccoli vasi.

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Linfociti, cellule principali del sistema linfatico, deputate allimmunit specifica. Attivazione in seguito al riconoscimento di: virus o batteri, cellule somatiche anomale (infettate da virus e cellule cancerose), proteine estranee (tossine batteriche). Intervengono per eliminare agenti estranei o per renderli inoffensivi attacchi fisici o chimici. Vengono trasportati dal sangue a tutti i tessuti e poi ritornano al sistema linfatico. Tempo di permanenza minuti, ore, anni.

Linfociti risposta immunitaria.

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Linfociti T timo dipendenti 80% di quelli circolanti. T citotossici, attaccano cellule estranee o infettate immunit cellulo mediata. T helper (produzione di plasmacellule) e T suppressor (di regolazione) (inibizione della produzione) regolano e coordinano la risposta immunitaria, controllando attivazione e attivit dei B. T di memoria, prodotti dalla divisione dei T attivati in seguito allincontro con un antigene, rimangono silenti per un tempo variabile.

B bone marrow-derived dal midollo osseo, 10-15% dei circolanti. Se attivati si differenziano in plasmacellule e producono anticorpi. Attivano la risposta antigene anticorpo. Si generano dei linfociti B memoria che agiscono in un tempo successivo.

NK natural killer, 5-10% dei circolanti. Attaccano le cellule estranee e le normali infettate.

La risposta immune pu essere: Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 Attacco ad opera dei linfociti T attivati (immunit cellulo-mediata). Attacco ad opera degli anticorpi prodotti dalle plasmacellule derivate dai linfociti B attivati (immunit anticorpo mediata).

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Rapporto B e T variabile nei diversi tessuti. B rari nel timo, nel sangue T:B=8:1, 1:1 nella milza, 1:3 midollo osseo. I linfociti si spostano continuamente, T relativamente veloci, B lenti. Linfociti vita pi lunga degli elementi figurati del sangue.

80% vive 4 anni, alcuni per 20 anni

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Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 TESSUTO LINFATICO

Tessuto connettivo contenente linfociti. Tessuto linfatico diffuso apparato respiratorio e urinario Noduli linfatici stipati nel connettivo lasso della lamina propria della mucosa degli apparati digerente, respiratorio, urinario e riproduttivo. Linfonodo tipico 1mm di diametro, non circondato da una capsula, il centro presenta una zona pallida (CENTRO GERMINATIVO ) contenente linfociti attivati.

Insieme dei noduli linfatici dellapparato Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 digerente MALT (mucose-associated lymphatic tissue). Noduli linfatici della faringe TONSILLE linfociti per rimuovere agenti patogeni dellaria e del cibo. 5 tonsille: Faringea 1, adenoide parete del rinofaringe. Palatine 2 confine tra faringe e palato molle. Linguali 2 alla base della lingua.

Placche di Peyer: aggregati di noduli


linfatici localizzati nellultimo tratto dellintestino tenue e nellappendice, ammasso di tessuto linfoide. I linfociti presenti non sono sempre in grado di debellare virus e batteri quindi si sviluppano infezioni.

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I linfociti dei noduli linfatici non sono sempre in grado di distruggere i patogeni virali o batterici, i germi possono quindi diventare patogeni. Tonsillite infezione di una tonsilla, spesso quella faringea (febbre e leucocitosi). La tonsilla diventa gonfia e infiammata, spesso occlude lingresso della trachea. Diventa difficile la respirazione. Negli stadi precoci si interviene con antibiotici. Se linfezione prosegue, si sviluppa un ascesso e i batteri invadono il torrente ematico tonsillectomia. Appendicite erosione dellepitelio dellappendice. I batteri che colonizzano il lume intestinale attraversano lepitelio ed entrano nei tessuti circostanti, determinando infiammazione e restringimento del lume appendicolare. Si verifica aumento della secrezione appendicolare e inoltre si ingrandisce e si distende. In alcuni casi si rigonfia e pu perforarsi PERITONITE, fuoriuscita di batteri. E necessaria lappendicectomia.

Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 Organi linfoidi separati dai tessuti circostanti da una capsula fibrosa connettivale: linfonodi, milza, timo. LINFONODI piccole masserelle ovali con un diametro tra 1 e 25 mm. Rivestiti da una capsula connettivale che invia allorgano dei setti fibrosi: TRABECOLE. NellILO penetrano i vasi sanguigni e i nervi. Ad ogni linfonodo sono collegati vasi linfatici afferenti (dal lato opposto dellilo) e vasi efferenti (escono dallilo). La linfa circola lentamente in un traliccio di seni: Seno sottocapsulare (contiene reticolo di fibre reticolari, macrofagi e cellule dendritiche) Corticale esterna (linfociti B e centri germinativi) Corticale profonda (linfociti T) Midollare (linfociti B e plasmacellule organizzate in CORDONI MIDOLLARI), poi prende la via dei linfonodi efferenti.

Filtri che rimuovono il 99% degli antigeni, purificano la linfa prima che arrivi al sangue. Linfonodi di maggiori dimensioni: LINFOGHIANDOLE si trovano dove i linfatici periferici si connettono con tronco, base del collo, ascelle e inguine. Ingrossamento delle linfoghiandole: Infezioni delle strutture periferiche.

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Linfonodi: piccole strutture


rotondeggianti od ovoidali a forma di fagiolo distribuiti lungo il percorso dei vasi linfatici.

- Risposta alle stimolazioni antigeniche mediante linfopoiesi - Filtrazione di infezioni e antigeni - Attivazione macrofagi - Esposizione antigeni - Differenziamento plasmacellule - Secrezione anticorpi

Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 LINFONODI CERVICALI: controllano la linfa che si forma nella testa e nel collo.

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Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo al 23 tronco dagli arti LINFONODI ASCELLARI: filtrano la linfa che giunge superiori, nelle donne anche quella proveniente dalla ghiandola mammaria.

Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 Linfocentro ascellare


Gruppo pettorale

Tronco linfatico succlavio Linfocentro ascellare Linfonodi inter retro peritoneali

Linfocentro ascellare Gruppo centrale

Linfonodi sternali

Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo 23 da apparato urinario LINFONODI ADDOMINALI: filtrano la linfa cheproviene e genitale.

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LINFONODI POPLITEALI filtrano la linfa che giunge alla coscia dalla gamba.

INGUINALI filtrano la linfa proveniente dagli arti inferiori.

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Martini, Timmons Anatomia Umana Capitolo E 23 MESENTERIALI PLACCHE DEL PEYER, LINFONODI INTESTINALI ricevono la linfa dallapparato digerente.

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Un insulto di grado lieve provoca un modesto ingrossamento dei linfonodi che deriva dallincremento dei linfociti e dei macrofagi presenti nel linfonodo. Cronicizzazione o ingrossamento eccessivo dei linfonodi LINFOADENOPATIA. I capillari linfatici offrono scarsa resistenza al passaggio delle cellule tumorali e permettono la rapida diffusione del tumore. I linfonodi rappresentano stazioni di passaggio per le cellule cancerose migranti, lesame del linfonodo pu fornire informazioni sulla diffusione di un tumore e permette la messa a punto di una terapia adeguata.

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MILZA
Organo linfoide di dimensioni maggiori, lungo 12cm, pesa 180 gr e 140 gr . Dalla IX allXI costa di sinistra lungo il margine laterale dello stomaco.

Rimuove le cellule anomale del sangue per fagocitosi. Accumula ferro derivato dal riciclo dei globuli rossi. Avvia la risposta immunitaria mediata da linfociti B e T in presenza di antigeni circolanti nel sangue.

Delimitata da una capsula connettivale fibre collagene Martini, Timmons contenente Anatomia Umana Capitolo 23 ed elastiche. Parenchima splenico POLPA; polpa rossa aree ricche di eritrociti, polpa bianca aree simili ai noduli linfatici.

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Patologie della milza


Urto nella parete addominale di sinistra danno alla milza, frequente in sport in cui previsto contatto fisico come nellhockey e nel football. La milza si strappa, la rottura della capsula pu provocare sanguinamento e shock circolatorio. Danno grave splenectomia (rimozione). Infezione porta al suo ingrandimento ad esempio nella mononucleosi (il virus si trova nella saliva). Da anche febbre e mal di gola, linfoadenopatia diffusa, aumento dei linfociti nel sangue e anticorpi circolanti. (15-25 anni) pu produrre danni alla milza, non c cura. Soggetto senza milza pi incline a infezioni.

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TIMO: Posteriormente allo sterno, consistenza nodulare e colorito rosaceo. Nei neonati e nei bambini relativamente sviluppato, dalla base del collo al cuore. Raggiunge la grandezza massima a 2 anni e continua ad accrescersi fino alla pubert (3040g). Dalla pubert comincia la sua involuzione (50 anni 12 g), le cellule vengono sostituite da connettivo fibroso.

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TIMO: Rivestito da una capsula fibrosa che lo divide in 2 lobi, da essa partono dei setti che suddividono il parenchima in lobuli. Allinterno di ogni lobulo corticale esterna e midollare interna. Le staminali della corticale si dividono e producono cellule figlie che maturano in linfociti T che migrano nella midollare Sparse troviamo le cellule epiteliali che producono gli ormoni timici che promuovono il differenziamento dei linfociti T.

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