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ISSN: 1125-6834

B IOLOGICA
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Spedizione in a.p. - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Milano

LA

MEDICINA
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SPERIMENTAZIONE RICERCA STUDI CLINICI TERAPIA DIDATTICA CONGRESSI

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PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE RISERVATA AI MEDICI ANNO XVIII n 2 APRILE-GIUGNO 2000
GUNA EDITORE - Via Vanvitelli, 6 - 20129 MILANO

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RIVISTA ITALIANA DI OMEOPATIA, OMOTOSSICOLOGIA E MEDICINE INTEGRATE

ANNO

XVIII

SOMMARIO

del

n.

APRILE-GIUGNO

DUEMILA

B IOLOGICA
Pubblicazione trimestrale riservata ai medici Registrazione del Tribunale di Milano n 423 del 10/9/83. Spedizione in abb. postale comma 26 art.2 legge 549/95 Abbonamento annuo (4 numeri) L. 30.000. I versamenti vanno effettuati con assegno bancario non trasferibile intestato a Guna S.r.l. oppure con accredito sul conto corrente postale n 27310200 intestato a Guna S.r.l., via Vanvitelli, 6 20129 Milano. LEditore si riserva la facolt di rifiutare a suo insindacabile giudizio qualsiasi inserzione che ritenesse non consona al genere della pubblicazione. Linserzionista terr sollevati ed indenni lEditore e la Direzione da qualsiasi responsabilit derivanti dalla pubblicazione di inserzioni pubblicitarie contenenti violazioni ai diritti dautore, ai brevetti, al codice di lealt pubblicitaria. Tutti i diritti di propriet artistica e letteraria sono riservati. Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. La responsabilit di quanto espresso sugli scritti pubblicati rimane esclusivamente agli Autori.

LA

MEDICINA

Organo Ufficiale dellAssociazione Medica Italiana di Omotossicologia (A.I.O.T.) Organo Ufficiale dellAssociazione Medica Italiana di EAV (A.M.I.D.E.A.V.)

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SICUREZZA CLINICA DI ARNICA COMP.-HEEL


S. Arora, T. Harris, C. Scherer

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5 11 21 29 35 39 43 51 64 67 71 74

LA VISIONE SISTEMICA DELLA VITA


F. Franco

MINERALIZZAZIONE POLIFASICA LEGATA ALLA PATOLOGIA CARTILAGINEA E PARZIALE REVERSIBILIT INDOTTA FARMACOLOGICAMENTE
M. Rossi

NUOVI STUDI SUI FARMACI OMEOPATICOOMOTOSSICOLOGICI PLACENTA SUIS E FUNICULUS UMBILICALIS SUIS
G. King, D.S. Riley, W. Stock

Direttore scientifico Leonello Milani

Direttivo Scientifico I. Bianchi, M. Corgna, M. De Bellis, S. Matarese, L. Milani, M.P. Ricciardi, E. Riva Sanseverino, N. Tamburlin Redazione Via Vanvitelli, 6 - 20129 Milano Tel. (02) 70165.1 E-mail: guna@stelnet.com Segretaria di Redazione Laura Lulli Traduzioni Nadia Mondi Copertina G. Camillucci Fotocomposizione e Stampa Kaleidograph. s.r.l. Via Wildt, 19/4 - 20131 Milano Responsabile DTP Alessandro Paesanti Guna Editore s.r.l. Via Vanvitelli, 6 - 20129 Milano

Direttore responsabile Adriana Carluccio Pizzoccaro

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M. Stegagno

RUOLO DELLA POSIZIONE MANDIBOLARE NELLINSORGENZA DELLA TIPOLOGIA PSICOLOGICA ROCK ROSE
E. Bernkopf, V. Broia

INTOLLERANZE ALIMENTARI ED IPERTENSIONE ARTERIOSA

Homoeo- LE COSTITUZIONI OMEOPATICHE pathicum PARTE PRIMA


S. Matarese

NOTIZIE DALLE ASSOCIAZIONI LETTERE AL DIRETTORE ABSTRACTS DALLE MB BIBLIOFLASH BREAKING NEWS

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

BASIC RESEARCH
S. Arora, T. Harris, C. Scherer

SICUREZZA CLINICA DI ARNICA COMP.-HEEL

is a homeopathic drug containing 12 botanical and 2 mineral substances. Its commercialized in Germany since 1937, and its available world-wide as an anti-inflammatory, analgesic, antioedematous and antiexudative drug. The indications for its use include temporary relief of symptoms associated with inflammatory, exudative and degenerative processes due to acute thrauma, repetitive or overuse injuries, and minor pain from osteoarthritis, rheumatoid arthritis, gouty arthritis and ankylosing spondylitis. The objective was the evaluation of the clinical safety of Arnica comp. -Heel oral tablets by measuring changes from baseline to posttreatment in: complete blood cell count, liver profile, serum chemistry, bleeding time, coagulation time, and presence of occult blood in the stool. The four weeks study was performed with one group of 20 volunteers. Baseline measures included case history, physical examination, vital signs, haematology, urine test and clinical chemistry. Volunteers received two Arnica comp.-Heel tablets sublingually daily. Selected Iaboratory tests were performed once a week. Each subject was required to keep a daily log of drug intake and report any adverse symptoms following drug ingestion. A final examination of each study participant was performed during the fourth week of the study. Statistical evaluation of the Iaboratory data revealed no significant (P>.05) difference from baseline to posttreatment in this study. All adverse events experienced by the subjects were mild to moderate in severity, transient, and subsequently resolved without intervention despite continued use of Arnica comp.-Heel. Some symptoms reported by subjects were: headache, diarrhoea, dizziness, nausea, insomnia and arm/leg pain. Arnica compositum Heel is well tolerated and safe in healthy subjects. There was no significant gastrointestinal toxicity in the form of symptoms or gastrointestinal blood loss. Conventional nonsteroidal anti-inflammatory drugs cause gastrointestinal ulceration and bleeding in some patients and are hazardous especially for patients taking medications that interfere with normal coagulation. Arnica compositum Heel has anti-inflammatory and analgesic effects and does not inhibit the arachidonic acid pathway or prostaglandin synthesis. It deserves consideration as a safer alternative for high risk patients suffering from gastrointestinal bleeding with conventional NSAIDS. Key words: ARNICA COMP.-HEEL, CLINICAL SAFETY, HOMOEOPATHY, HOMOTOXICOLOGY.

Summary. Arnica comp. -Heel

un farmaco omeopatico composto da 12 sostanze vegetali e 2 sostanze minerali. commercializzato in Germania dal 1937 ed prescritto in tutto il mondo come antiinfiammatorio, analgesico, antiedemigeno ed antiessudativo. Le sue indicazioni comprendono i sintomi associati ai processi flogistici, essudativi e degenerativi secondari a traumi acuti e cronici ed algie secondarie ad osteoartrosi, artrite reumatoide, artrite gottosa e spondilite anchilosante. Scopo di questo studio quello di valutare la sicurezza clinica di Arnica comp.-Heel compresse, attraverso la misurazione delle variazioni (dopo trattamento) dei parametri ematochimici: emocromocitometrico + formula leucocitaria completa, SGOT, SGPT, GT, tempo di Quick, sangue occulto nelle feci, etc.. Lo studio, durato 4 settimane, stato effettuato su un gruppo di 20 volontari sani. I parametri di valutazione comprendevano: anamnesi, esame ispettivo, analisi delle urine, parametri ematologici, parametri ematochimici. Ai volontari sono state somministrate due compresse sublinguali al giorno di Arnica comp.-Heel. Gli esami di laboratorio sono stati eseguiti una volta alla settimana. A tutti i soggetti inclusi stato richiesto di registrare su di un diario giornaliero lassunzione del farmaco e tutti gli eventuali effetti collaterali negativi che ne fossero derivati. Alla quarta settimana avvenuta la valutazione di tutti i soggetti inclusi nello studio. La valutazione statistica dei dati non ha rivelato differenze significative (P>.05) tra prima e dopo il trattamento. Tutti gli effetti collaterali negativi sono stati di lieve entit, temporanei e, conseguentemente, risolti senza intervento, nonostante la mancata interruzione dellassunzione di Arnica comp.-Heel. I disturbi riferiti dai soggetti inclusi sono stati prevalentemente: cefalea, diarrea, vertigini, nausea, insonnia e dolori agli arti superiori ed inferiori (tutti di lievissima entit). Arnica comp.-Heel ben tollerato e sicuro. Non emersa alcuna tossicit gastrointestinale significativa. I farmaci anti-infiammatori convenzionali (cortisonici, FANS) possono provocare ulcerazioni a livello gastrointestinale (in alcuni pazienti si osserva sanguinamento della mucosa) ed il loro utilizzo particolarmente rischioso per i pazienti che presentino alterazioni della crasi ematica o che assumano farmaci che interferiscono con la coagulazione. Arnica comp.-Heel presenta marcata attivit anti-infiammatoria ed analgesica e non inibisce il metabolismo dellacido arachidonico, n la sintesi delle prostaglandine: potrebbe, conseguentemente, essere considerato come una valida e sicura alternativa per i pazienti ad alto rischio di sanguinamento gastrointestinale secondario ad assunzione di FANS. Parole chiave: ARNICA COMP.-HEEL, SICUREZZA CLINICA, OMEOPATIA, OMOTOSSICOLOGIA.

Riassunto. Arnica comp.-Heel

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CLINICAL SAFETY OF ARNICA COMP.-HEEL

LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

Componenti di Arnica comp.-Heel compresse.

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rnica comp.-Heel un farmaco omeopatico composto (sostanze di origine vegetale e minerale), anti-infiammatorio ed analgesico ad ampio spettro, dotato di attivit anti-edemigena ed anti-essudativa: viene usualmente utilizzato nel trattamento dellinfiammazione e per patologie etio-patologicamente diverse, in particolar modo per favorire la cicatrizzazione di ferite, alleviare il dolore, arrestare il sanguinamento, migliorare il tono muscolare, oltre che per il suo potenziale effetto anti-virale. Rappresenta, quindi, unalternativa sicura ai farmaci antiflogistici non steroidei (1). Arnica comp.-Heel costituito da 12 sostanze vegetali e 2 minerali: Arnica montana, radice (arnica montana); Calendula officinalis (calendula); Hamamelis virginica (amamelide); Achillea millefolium (achillea); Atropa belladonna (belladonna); Aconitum napellus (aconito); Chamomilla nobilis (camomilla); Synphitum officinale (consolida maggiore); Bellis perennis (margherita); Echinacea angustifolia (cone flower dalle foglie strette); Echinacea purpurea (cone flower rosso); Hypericum perforatum (erba di S.Giovanni); Hepar sulfuris calcareum (solfuro di calcio, polisolfuri, tiosolfati, etc.); Mercurius solubilis (nessun nome comune). Lo scopo di questo studio stato quello di focalizzare la natura degli effetti collaterali negativi provocati da Arnica comp.-Heel e di trovare le possibili interazioni di questo farmaco con le funzioni biologiche e/o con il sanguinamento del tratto gastrointestinale. Lobiettivo primario stato quello di documentare gli eventuali effetti collaterali; lobiettivo secondario stato quello di documentare tutte le variazioni significative dei parametri fisiologici. Lo studio stato ideato e progettato per valutare la sicurezza clinica di Arnica comp.-Heel, proponendo ad un

gruppo di soggetti sani lassunzione del farmaco e valutando, successivamente, linsorgenza di eventuali effetti collaterali negativi e le variazioni dei parametri fisiologici. Questo studio stato approvato, secondo il protocollo, dallo Human Research Review Committee dellUniversit del New Mexico (USA), nel mese di aprile del 1998.

MATERIALI E METODI

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b Popolazione di studio

Per questo studio sono stati reclutati 20 volontari sani, provenienti dallOspedale dellUniversit del New Mexico (USA). Ai volontari sono state fornite dettagliate informazioni (consenso informato scritto) sul farmaco oggetto di studio e sulla dinamica e procedure del trial ; tutti i volontari sono stati informati da un sanitario sugli eventuali possibili rischi. I volontari sono stati informati, inoltre, che avrebbero potuto ritirarsi dallo studio in qualsiasi momento, a loro discrezione. La riservatezza di tutti i dati raccolti stata garantita dalle normative e dalle leggi federali e statali. Potevano partecipare allo studio maschi e femmine sani di et compresa tra i 18 ed i 75 anni. Sono stati esclusi soggetti in et pediatrica, donne in gravidanza o allattamento, soggetti con allergie note al farmaco oggetto di studio e soggetti che avessero assunto farmaci nelle 4 settimane precedenti linizio dello studio stesso. Altri criteri di esclusione sono stati: impossibilit a rispettare il protocollo sperimentale, malattie concomitanti, effetti collaterali negativi provocati da anticoncezionali orali o da sostanze illegali. Ai soggetti che assumevano farmaci con effetti similari o eventuali interazioni con il farmaco oggetto di studio o che assumevano medicinali di sintesi o fitoterapici, stato chiesto di inter-

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rompere lassunzione almeno 4 settimane prima di prendere parte al trial. b Farmaco Il farmaco oggetto della presente sperimentazione stato somministrato la prima volta durante la visita iniziale. Ai soggetti stato richiesto di assumere 2 compresse sublinguali di Arnica comp.-Heel (300 mg ciascuna), alle 8 e alle 17 di ogni giorno, per 28 giorni consecutivi. Il coordinatore della ricerca ha rammentato a tutti i partecipanti di assumere il farmaco esattamente allora indicata e almeno 10 minuti prima di assumere qualsiasi alimento solido o liquido. Per verificare che il protocollo fosse stato rispettato fedelmente, sono state contate le compresse rimanenti e valutati attentamente i diari giornalieri dei partecipanti. Per tutta la durata dello studio non sono stati consentiti trattamenti farmacologici concomitanti, ad eccezione degli anticoncezionali orali. b Valutazione Durante la prima visita stata raccolta lanamnesi, tenendo in particolare considerazione le positivit anamnestiche per patologie cardiovascolari, neurologiche, oculistiche, otorinolaringoiatriche, polmonari, gastrointestinali, endocrinologiche, osteoarticolari, renali, epatiche e psichiatriche. Sono state ricostruite anche storie cliniche di reazioni allergiche, abuso di alcool o stupefacenti; sono state accuratamente annotate tutte le terapie in atto. Allinizio ed alla fine del trattamento stato effettuato un esame fisico e dei parametri vitali. Durante la stessa visita sono stati raccolti anche un campione di sangue per la determinazione del PT (tempo di protrombina) e del PTT (tempo parziale di protrombina), emocromocitometrico + formula leucocitaria completa, SGOT, SGPT, GT, elettroforesi serica, creatinemia ed altri parametri ematochimici. stato raccolto

anche un campione di feci e, a tutti i soggetti di sesso femminile, stato effettuato un test di gravidanza. Sempre nel corso della prima visita stato anche discusso e sottoscritto il consenso informato. I partecipanti dovevano essere a digiuno da almeno 8 ore prima delle visite mediche del 7, 14, 21 e 28 giorno (follow-up settimanale individuale). Ad ogni visita di follow-up sono stati raccolti campioni di feci e urine per la valutazione delle variazioni dei parametri fisiologici che fossero dovute allassunzione del farmaco in studio. Inoltre venivano eseguite le seguenti misurazioni: pressione arteriosa (sistolica e diastolica), frequenza cardiaca in ortostatismo, frequenza respiratoria, temperatura corporea orale. Le analisi di laboratorio sono state eseguite nel laboratorio dellOspedale Universitario del New Mexico (Albuquerque, NM, USA). Ad ogni visita sono stati valutati: emoglobinemia, ematocrito, conta degli eritrociti, leucociti (con conta differenziale) e piastrine; sono stati, inoltre, valutati anche i seguenti parametri: creatininemia, glicemia (a digiuno), natriemia, kaliemia, albuminemia, -glutamiltransferasemia, alanina-aminotransferasemia, aspartato-aminotransferasemia, fosfatasemia (alcalina), bilirubinemia totale e frazionata. PT e PTT sono stati valutati solo alla visita iniziale, alla seconda settimana ed alla visita di controllo dopo il trattamento. Per individuare linsorgenza di effetti collaterali e per valutare la compliance del farmaco sono stati presi in considerazione e valutati i diari giornalieri individuali. Durante la visita finale, stato effettuato un esame obiettivo di controllo. Non si sono registrati abbandoni, n interruzioni del trial. b Effetti collaterali negativi Sono stati considerati effetti collaterali negativi tutti i disturbi dello stato di salute generale, i sintomi patologici

Componenti di Arnica comp.-Heel compresse.

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Tab. 1: Parametri ematologici prima e dopo trattamento*.

Parametro
Ematocrito, % Emoglobina, g/dL Neutrofili, x109/L Piastrine, x109/L Eritrociti, x1012/L Leucociti, x109/L

Pre-trattamento
42.8 3.3 13.9 2.6 3.56 1.1 259.9 50.2 4.98 0.44 5.9 1.3

Post-trattamento
42.7 3.2 14.3 1.3 3.68 1.4 255.4 44.7 4.92 0.47 5.0 1.5

t di Student
0.19 0.92

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4.06 0.25 64.0 14.6 31.4 9.6 24.6 11.9 9.12 0.27 0.20 0.0 0.88 0.30 67.5 45.7 87.2 8.6 4.00 0.20 2.9 3.9 140 1.5 3.2 0.58 5.0 1.5

Tab. 2: Parametri ematochimici prima e dopo trattamento*.

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Pre-trattamento
4.05 0.22 61.8 15.2 29.7 8.4 21.3 8.3 9.04 0.24 0.895 0.16 0.20 0.0 0.96 0.41 50.2 22.4 32.2 18 88.2 12.6 4.05 0.25 2.0 0.14 140 1.8 4.6 6.3 4.8 1.1 0.910 0.14 1 34.7 27.4

* I dati si riferiscono alla Media Deviazione Standard.

Albumina, g/dL Fosfatasi alcalina, U/L

Parametro

Post-trattamento

Alanina aminotransferasi, U/L Calcio, mg/dL Creatinina, mg/dL

Aspartato aminotransferasi, U/L

Bilirubina diretta, mg/dL Bilirubina totale, mg/dL Gastrina, pg/mL

-glutamiltransferasi, U/L Glucosio, mg/dL Potassio, nmol/L Magnesio, mg/dL Sodio, nmol/L Fosforo, mg/dL Acido urico, mg/dL

* I dati si riferiscono alla Media Deviazione Standard. I puntini indicano che non stato calcolato il t di Student.

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0.52 0.99 1.83 0.94

t di Student
0.18 0.79 0.94 1.68 1.22 0.77 1.36 1.81 0.98 0.33 0.71 1.02 0.48 0.89 1.28

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soggettivi e oggettivi (incluse ovviamente le variazioni rilevanti dei parametri monitorati), le malattie intercorrenti osservate nel corso dello studio, anche se indipendenti dalla somministrazione del farmaco. Tutti i soggetti hanno riportato gli eventuali effetti collaterali sul diario giornaliero che era stato fornito loro dai ricercatori. La presa visione del diario stata effettuata al 7, 14 e 21 giorno. Indipendentemente dal rapporto causale, tutti gli effetti collaterali negativi riportati dai soggetti, o osservati dai ricercatori, sono stati riportati sullAdverse Events Data Sheet (Registro dei Dati degli Effetti Collaterali Negativi) . La gravit degli effetti collaterali stata valutata con una scala di valori da 1 a 4: 1 = modesti; 2 = moderati; 3 = gravi; 4 = potenzialmente letali. La relazione degli effetti collaterali con lassunzione del farmaco in studio stata valutata sulla base di una scala di valori da 1 a 5: 1 = nessuna correlazione; 2 = remota possibilit di correlazione; 3 = possibile correlazione; 4 = probabile correlazione; 5 = sicura correlazione. Le contromisure prese per contrastare gli effetti collaterali sono state classificate sulla base di una scala di valori da 1 a 4: 1 = nessuna contromisura; 2 = sospensione della somministrazione del farmaco; 3 = necessit di terapia; 4 = necessit di ricovero ospedaliero. Infine, lesito degli effetti collaterali stato classificato come segue: 1 = risoluzione; 2 = persistenza. In caso di insorgenza di effetti collaterali particolarmente gravi, i ricercatori avrebbero provveduto immediatamente a riferirli al Dipartimento Scientifico della Casa produttrice di Arnica comp.-Heel.

b Analisi statistica La variabile indipendente era il trattamento con il farmaco oggetto di studio per un periodo di 28 giorni. Le variabili dipendenti erano i valori degli esami di laboratorio, gli effetti

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RISULTATI
Secondo il protocollo, tutti i soggetti sono stati assegnati al gruppo di trattamento e sono state somministrate 2 compresse sublinguali al giorno di Arnica comp.-Heel per 28 giorni. I segni vitali dei partecipanti allo studio sono stati monitorati ogni settimana per tutta la durata dello studio e contemporaneamente sono stati controllati anche la pressione arteriosa, la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, il peso e laltezza. I segni vitali di tutti i soggetti sono rimasti stabili per tutta la durata dello studio. b Analisi di laboratorio I valori dei parametri ematologici prima e dopo il trattamento sono indicati nella Tab. 1. I valori dei parametri ema-

collaterali e loro gravit, la correlazione di tali effetti con la somministrazione del farmaco in studio, le contromisure prese per contrastare gli effetti, lesito degli effetti collaterali. Le condizioni di studio sono state standardizzate per tutto il gruppo. Lo studio non era randomizzato, n a cieco. Tutti gli effetti collaterali sono stati raccolti ed elencati con le informazioni relative ad esordio, durata, gravit, correlazione con il farmaco in studio, contromisure prese ed esito. Per ciascuna di queste informazioni stata calcolata la frequenza statistica e, per la valutazione delle variazioni dei parametri fisiologici prima e dopo il trattamento, stato utilizzato il t di Student a campioni accoppiati. La valutazione biometrica stata effettuata con il software statistico SPSS (SPSS Inc., Chicago, Illinois). La modalit di studio era conforme ai principi della Dichiarazione di Helsinki ed alle Leggi Etiche vigenti in Germania.

tochimici prima e dopo il trattamento sono indicati nella Tab. 2. I valori di PT e PTT prima e dopo il trattamento non hanno mostrato differenze significative per nessuno dei soggetti ( t 19=1.18; P>.05). I campioni di feci di tutti i soggetti non hanno presentato sangue occulto per tutta la durata dello studio. b Effetti collaterali negativi Un totale di 11 soggetti su 20 ha riferito 36 effetti collaterali dopo lassunzione del farmaco oggetto del presente studio. Leffetto collaterale riferito pi frequentemente stata la cefalea (n=15). Altri effetti collaterali sono stati diarrea e disturbi addominali (meteorismo) (n=6), nausea (n=2). Gli effetti collaterali meno frequenti (n=1) sono stati: algie allarto superiore, subedema palpebrale, insonnia e vertigini. La gravit di tutti questi effetti collaterali stata valutata modesta nell83.3% dei casi o moderata nel 16.7% dei casi. Non stata presa alcuna contromisura per contrastare gli effetti collaterali dichiarati, che si sono, peraltro, risolti spontaneamente in tutti gli 11 soggetti, nonostante la somministrazione del farmaco in studio non fosse stata sospesa. Per la maggior parte degli effetti collaterali (n=22; 22.1%) la possibilit di correlazione con il farmaco in studio stata considerata remota, mentre per il 33% degli eventi era possibile ipotizzare una qualche correlazione. In solo due casi non stato possibile ipotizzare alcuna correlazione con il farmaco in studio. In nessun caso la correlazione stata giudicata probabile o certa.

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DISCUSSIONE

Scopo di questo studio stato quello di valutare la sicurezza clinica di Arnica comp.-Heel, farmaco anti-infiammatorio ed analgesico omeopatico di largo uso. Tutti gli effetti collaterali (ad-

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

LETTERATURA

1. PDR 53a edizione, 1999. Arnica comp. -Heel pagg. 1287-88.

Ringraziamenti

Questo studio stato realizzato grazie alla collaborazione ed assistenza scientifica dei Dottori M. Weiser e R.T. Clment, con la supervisione del Dottor D. Riley.

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Per ulteriori approfondimenti clinici su Arnica comp.-Heel (Arnica comp.Heel fiale: risultati di uno studio multicentrico su 3241 pazienti; Trattamento delle distorsioni acute dellarticolazione dellastragalo) consultare: DOSSIER ORTOPEDIA, TRAUMATOLOGIA, REUMATOLOGIA SERIE CLINICA E FARMACOLOGIA OMOTOSSICOLOGICA. Guna Ed., 1999. Per riferimento bibliografico: ARORA S., HARRIS T., SCHERER C. Sicurezza clinica di Arnica comp. -Heel. La Med. Biol., Aprile Giugno 2000: pagg. 5-10. Indirizzo dellAutore: Dr. Sanjcev Arora Department of Medicine Health Service Science Center University of New Mexico New Mexico - USA Ottobre 1999

verse side effects) sono stati valutati di gravit modesta o moderata, non correlati o possibilmente correlati allassunzione del farmaco oggetto di sperimentazione e pertanto spontaneamente risoltisi nonostante la continuazione della somministrazione del farmaco. In conclusione, secondo i dati raccolti, Arnica comp.-Heel ha mostrato ottima tollerabilit. Non sono stati osservati effetti tossici gravi, n sanguinamento gastrointestinale. Gli anti-infiammatori convenzionali, non steroidei (FANS), possono provocare sanguinamento ed ulcerazioni gastrointestinali e sono particolarmente controindicati e pericolosi per coloro che presentino patologie o che assumano farmaci in grado di interferire con il fisiologico processo di coagulazione. Arnica comp.-Heel ha propriet anti-infiammatorie e analgesiche e non inibisce il metabolismo dellacido arachidonico o la sintesi delle prostaglandine, potendo essere considerato, a pieno titolo, una valida e pi sicura alternativa terapeutica.

Sul farmaco omotossicologico Arnica comp.-Heel,di particolare interesse, sono stati pubblicati sulla Rivista La Medicina Biologica (gi Rivista Italiana di Omotossicologia): A.A.V.V. Dossier Traumeel. Riv. It. di Omotossicologia. 1984; 3: 4-12. (Traumeel disamina statistica su 3.561.710 casi di medicia umana e su 124.272 casi di medicina veterinaria; Traumeel, alcune considerazioni; Traumeel negli edemi traumatici delle parti molli; Traumatologia degli sciatori; Esperienze di terapia delle artralgie da artrosi o preartrosi delle articolazioni del ginocchio e dellanca). CONFORTI A., BERTANI S., RUSSIGNOLI S., BELLAVITE P. Effetti di farmaci omotossicologici sulle infiammazioni acute e croniche. La Med. Biol., 1999, 1, 21-25.

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SCIENCE PHILOSOPHY
F. Franco

LA VISIONE SISTEMICA DELLA VITA


THE SYSTEMIC VISION OF LIFE

INTRODUZIONE
Per tre secoli il metodo cartesiano ha rappresentato i fondamenti della fisica classica e di tutti i settori dello scibile occidentale ad esso correlati. Il metodo aveva come scopo quello di analizzare il Mondo scomponendolo nelle sue singole parti costitutive, ricomponendole, successivamente, secondo leggi lineari di causa ed effetto. Da ci deriva una visione deterministica che lo stesso Cartesio paragon ad un Grande Orologio. In fisica atomica questa visione non pi proponibile. Gli eventi atomici e subatomici sono condizionati da incognite distrettuali ed universali. Questa loro ultima peculiarit rende del tutto aleatoria una previsione deterministica del loro comportamento, legato, dalle proprie connessioni, al Tutto. Limprevedibilit, laleatoriet delle interconnessioni, anche quelle sideralmente pi lontane dalla stratosfera, rendono gli esperimenti subatomici sempre e solo probabili. In questo senso al rapporto deterministico causa-effetto dobbligo sostituire il concetto statistico di probabilit.

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Un elettrone pu saltare da unorbita atomica ad un altra senza nessuna causa apparente che spieghi il fenomeno; o una particella, disintegrarsi. Sono fenomeni costanti dellintero UniCartesio (Ren Descartes, 1596-1650).

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verso, compreso quello biologico. Miriadi di processi di ionizzazione strutturano infinite costellazioni di fotoni che illuminano e ricreano dai primordi la vita molecolare e cellulare. Ma essi, che sono lorigine e la chiave della vita, non sono suscettibili di predizione e previsione secondo rapporti lineari di causa-effetto: sono solo eventi di probabilit e causalit statistica. La non circoscrizione dei rapporti, il probabilismo legato alla indissolubilit dei rapporti universali, limmaterialit delle particelle subatomiche indussero Bohm a formulare speculazioni analogiche fra processi fotonici e processi mentali, s da fargli esprimere laffascinante paradigma: lUniverso comincia a sembrare sempre pi simile ad un grande pensiero piuttosto che ad una grande macchina. I fisici fanno rilevare che i processi mentali dello sperimentatore possano condizionare i comportamenti e le propriet fisico-energetiche dei fenomeni osservati. Questi possono essere compresi solo se correlati ad osservazioni e misurazioni concatenate nel mentale dellosservatore: non solo per osservare le propriet di un fenomeno atomico ma, al limite, per causarle.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

Se losservatore formuler allelettrone un quesito corpuscolare, ricever una risposta particellare. Se la domanda sar ondulatoria, ricever una risposta ondulatoria. Lelettrone non ha propriet indipendenti da quelle mentali dellosservatore. In fisica atomica la separazione cartesiana tra spirito e materia non pi proponibile: insignificante. Fra Osservatore e Osservato la coniugazione coerente. Il Mentale della Natura ed il nostro Mentale sono assolutamente speculari. I modelli mentali della Natura sono correlati ai paradigmi mentali degli Sperimentatori; questi condizionano quelli coinvolgendone, di conseguenza, la responsabi-

Localizzazione dei Chakras: le radici di questi centri-plessi derivano dallasse cerebrospinale.

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MATERIALE

SOPRACOSCIENTE

VITALE

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"PRANAS" COSMICO RESPIRATORIO NUTRITIVO FISICO SUBCOSCIENTE

lit anche morale, oltre che tecnica, di ogni esperimento. Allinterconnessione dei rapporti elettromagentici che fa dellUniverso un tutto unico ed indivisibile corrisponde il suo secondo grande complemento: il Dinamismo Interiore. Tale dinamismo si realizza attraverso il moto ondulatorio delle particelle subatomiche e rappresenta il fondamento stesso della Teoria della Relativit , che si fonda sullassunto che la Natura non pu essere scissa dal suo movimento: le particelle subatomiche, elementi ultimi della materia, non possono venir interpretate se non in termini di interazione dinamica e commutativa. Linterazione dinamica stessa tanto pi manifesta quanto pi le particelle (definite modelli di probabilit simili a onde) vengono circoscritte entro spazi progressivamente ristretti. Alla progressiva riduzione dello spazio-contenitore corrisponde un esponenziale aumento della velocit orbitale parti-

cellare (peculiare effetto quantistico). Ne deriva una fondamentale irrequietezza della Materia a livello subatomico. Tali particelle sono prevalentemente circoscritte entro confini molecolari, atomici e nucleari. Allinterno di questi acquistano velocit crescenti fino a raggiungere, in ambito nucleare, velocit prossime a quella della Luce (Ritorno al Sole); poich le molecole, mattoni costitutivi della Materia, non sono che grappoli atomici, ne deriva che materia, pietre, metalli, etc., appaiano struttura inerte e inanimata ad unosservazione superficiale; ma, in realt, pi si indaga sulla e nella materia, pi essa ci svela il proprio moto perpetuo ed universale! Per effetto dellanimazione atomica, tutte le strutture molecolari vibrano in ragione della propria temperatura interna, in dialettica costante con lambiente con cui si confrontano: lOmeostasi dellUniverso, lelettromagnetismo che promana dal Mondo e da ciascuno di noi (effetto pranico? ). b I concetti ora espressi sono la chiave di volta per linterpretazione fisiopatologica e farmacodinamica della Medicina Energetica ed Omeopatica basate su dinamizzazioni submolecolari ed informazioni elettroniche, elettrodinamiche, effetti fotonici che costituiscono il substrato energetico della Materia, la sua anima, la sua Intelligenza: esattamente quello che i chimici veterocartesiani chiamano il Nulla post Avogadro, ritenendo che dopo le molecole ci sia il vuoto assoluto (lo spazio vuoto di Newton). Nel processo di diluizione e dinamizzazione omeopatica, le molecole della sostanza madre entrano in collisione con quelle del diluente. Queste ultime assumono coerentemente con lelettromagnetismo della sostanza madre una specifica configurazione microfisica in grado di tradurre linformazione energetica (elettromagnetismo interagito ed interrelato). Tale induzione informa-

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zionale legata alla peculiarit delle molecole dellacqua o di altri solventi capaci di esprimere dipoli elettrici. La specificit della dinamica elettromagnetica molecolare in azione funzione della specificit informazionale. Il vissuto della materia vivente, anche quello dei sistemi biologici, si esprime attraverso la coerenza delle interazioni ed interrelazioni subatomiche particellari, atomiche, molecolari, diluite nellacqua ancestrale (acqua biologica: 70% del peso di un organismo vivente adulto). Come il campo elettromagnetico cosmico pervade lUniverso in moto perpetuo, cos ogni sistema vivente animato biologicamente da una rete elettromagnetica in costante dialettica con lelettromagnetismo dellHabitat e dellUniverso intero. Indissolubilmente legata e coerente, la nostra omeostasi, intesa come equilibrio dinamico, correlata allomeostasi universale: la salute del cielo e della terra sono la nostra salute, spirituale e fisica. La disarmonia indotta nella nostra atmosfera la nostra prima patologia. Bisogna partire da un concetto, da un Id. La vita fuoco. Acceso 4700 milioni di anni fa dalla fornace solare: una fiamma che esprime luce e calore, che si traduce in vita. Le lingue di questo fuoco si espandono, si contraggono: sono il ventaglio della Vita, scintille di fuoco, quanti di luce. Quanti di Luce, Fotoni, Fotoeffetti: da qui si pu partire per cercare di individuare lanima della Vita, anche biologica. Nulla di tutto questo appartiene al Materialismo, al Meccanicismo, al Positivismo, allIlluminismo. Il concetto della coerenza intrinseca dellUniverso, coerenza totalitaria ed assoluta, destinata ad illuminare la concezione futura dello Spazio-Tempo macroscopico e della stessa struttura della Coscienza. Gi alcuni teorici della Fisica quantistica preco-

nizzano la specularit strutturale tra la Materia delluniverso e quella della nostra Coscienza; che , poi, la Coscienza dell Universo stesso, il suo Mentale. Bohm parla di totalit ininterrotta implicante un Ordine non manifesto, che egli paragona ad un ologramma in cui la struttura del Tutto identificabile in quella di ogni sua singola parte. Struttura dinamica, che suggerisce il termine di olomovimento. Da questo olomovimento discenderebbero tutte le forme delluniverso, i suoi aspetti, le sue immagini, le sue emozioni. Nei Singolari, come nellUniversale. Per Bohm, carattere essenziale dellolomovimento la Coscienza correlata alla Natura visibile in rapporto di interdipendenza. Manifestazione e Coscienza sono proiezioni non causali, parallele, implicate in una dimensione superiore trascendente. La Coscienza si identifica, cos, nellOrdine implicato, non manifesto, dellUniverso, di cui diventa linea portante essenziale per la sua interpretazione in una futura teoria dei fenomeni cosmici universali. La teoria quantistica delle interazioni forti (nota come matrice S ) ha costituito il principio fisico-filosofico che ha condotto alla concezione interpretativa delle interazioni ed interrelazioni ondulatorio-particellari fino a concepire una Filosofia generale della Natura, che si basa sulla coerenza intrinseca delle forze particellari ed ondulatorie, interrelate e interreattive (bootstrap). Questi concetti inducono a formulare, per analogia, tutta una serie di modelli filosofici interconnessi sottintendenti future strutture sociali, economiche e scientifiche. Tutti i modelli culturali saranno intersecati fra loro in perfetta, reciproca consensualit coerente: interrelazioni coerenti del Mondo Vivente in perfetta Simbiosi con lEcologia Universale.

Eraclito (da originale ellenistico. Roma, Museo Barracco).

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Per estensione, nessuna espressione biologica sar preponderante: lUomo e la Farfalla, lAlbero e il Vento, la Pioggia e il Sereno non sono che ologrammi, immagini speculari di un Olomovimento (Bohm), dinamica trascendente del Mentale dellInfinito. Nellarmonia della danza delle Forze elettromagnetiche che realizzano la vita e le vicissitudini del Mondo, si inserisce cos la Coscienza delle Individualit . La Struttura Mentale sta al Mentale dellUniverso come lAtomo al Cosmos. Un aspetto peculiare di questa visione sistemica limpostazione cibernetica del Sistema di Flusso Biologico, gi precedentemente citato. Da questo dipende lo stato di salute degli organismi viventi in inscindibile correlazione con lHabitat che li ospita in interazione endogena ed esogena.

BIOLOGIA SISTEMICA
Lanalisi cartesiana, riduzionistica, si finora sempre concentrata sulle propriet, per altro individuate in funzione

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iva Nat S ja (danzante). Bronzo di .ara ambiente brahmanico, India del Sud, XII secolo.

meccanicistica, delle strutture cellulari e molecolari, prescidendo da qualsiasi approccio sistemico. Lontanissima dallidea di una valutazione sistemica della Biologia si sempre negata lintelligenza della Vita. Come ogni Sistema Integrato, anche quello biologico si esprime in termini di processi dinamici consensuali finalizzati verso espressioni di complessit organismica le cui singole componenti non possono essere analizzate avulse dal contesto globale, pena il dissolvimento della dimensione complessa in cui si realizza il senso stesso dellorganismo, della sua salute e della sua vita. Dai Protozoi ai Metazoi, dalle Monere ai Protisti, dalle piante agli animali, allUomo, siamo in presenza di Sistemi Integrati che definiscono lEcosistema Vivente. Sistemi Viventi sono le Cellule nella intrinseca relazione delle loro componenti (mitocondri-ribosomi, ergastoplasma-nucleo, etc.) e nelle loro estrinseche correlazioni (neuropeptidi).

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Ad ogni livello processionale la complessit raggiunta manifesta una potenza che non rappresenta solo la somma delle singole parti, ma che le correla in espressioni esponenzialmente sinergiche. La scomposizione fisica e teorica in elementi isolati di entit complesse ne dissolve le propriet sistemiche.

Al contrario di quanto affermato dall analisi cartesiana la somma delle singole parti non equivale al Tutto che le comprende.

AUTOORGANIZZAZIONE
DEI SISTEMI VIVENTI

A confutare limpostazione meccanicistica newtoniana che ancora attualmente veste il modello biomedico sta losservazione della capacit che hanno i Sistemi Viventi di autoorganizzarsi al contrario dei Sistemi non Viventi. I caratteri distintivi sono: Gli Organismi Viventi sono processi autonomi di accrescimento. Se osserviamo da vicino un elemento cellulare, possiamo solo impressionare un istantanea per averne un immagine plastica. Laddove, fluendo nel tempo-spazio (quadridimensionale Einsteniana), essa ci

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I Tessuti, gli Organi, gli Apparati, fino allOrganismo completo. Ma, ancora a questo livello, prosegue il processo dinamico di complessit. Il processo integrazionale si evolve e sviluppa nel comportamento sociale (Alveare, Formicaio, Stormo, Branco, Mandria, Trib, Famiglia, Stato, etc.). La Cibernetica di un Ecosistema disposta al sacrificio delle singole parti pur di salvaguardare lInsieme. Non il singolo albero quale entit fine a se stessa, ma la Foresta a cui appartiene; non la singola pianta, ma il Giardino; non il singolo animale, ma il Branco.

appare come un processo complesso, dinamico e continuo. Nulla in esso statico: n la forma, n la struttura, n la funzione. I processi dinamici ne sottendono lorganizzazione. Esattamente il contrario di quanto accade nella Meccanica dove l organizzazione strutturale (esogena) sottende la funzione. La stereotipia delle parti strutturanti un processo meccanico contrapposta alla flessibilit dinamico-funzionale delle parti biologiche. Il terzo carattere riguarda pi da vicino lannoso problema della sperimentalit scientifica. il rapporto lineare di causa-effetto insito nella Meccanica, sia nella funzione che nella disfunzione di una macchina. Al contrario, nelle manifestazioni biologiche, i processi energetici sono strettamente legati alla potenza autoorganizzativa dei Sistemi Viventi (rapporto Sistema di Flusso-Potere Immunitario); il tutto riconducibile a migrazione di elettroni, oscillazioni di cariche elettriche, alternanze fisico-chimiche (Sol-Gel, Acido-Base-pH): la linearit di rapporto causa-effetto solo probabile. Inoltre lo stesso Sistema di Flusso informazionale che guida il funzionamento degli Organismi avviene attraverso anelli ciclici retroattivi noti come feedback loops. In questi un effetto B (prodotto da una causa A) pu a sua volta divenire causa di un effetto C che, resosi manifesto, pu a sua volta agire retroattivamente sulla causa iniziale A. Classico al riguardo il processo di attivazione enzimatica. Questa prodotta da substrati organici sotto lazione di processi essudativi-diluenti-dinamizzanti a determinati livelli esponenziali. La concentrazione dei metaboliti, cos ottenuta, determina, a sua volta, linibizione enzimatica stessa (repressione del prodotto finale).

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Sul concetto di retroazione si fonda il postulato omeopatico della somministrazione di substrati diluiti e dinamizzati per lattivazione degli enzimi corrispondenti e la somministrazione di co-repressori per il blocco dei processi di polimerizzazione continua (per perdita dellequilibrio cibernetico) peculiare dei processi neoplastici. Ideali repressori omeopatici sono i nosodi indicati nelle patologie allergiche, autoaggressive ed autoanticorpali. Le propriet di un repressore sono legate ad una proteina allosterica (deviazione della luce polarizzata, proteine levogire-destrogire). Le concatenazioni retroattive (attivazione-repressione enzimatica e/o anticorpale) rendono del tutto aleatoria la prospettiva di relazione causa-effetto e del tutto improponibile laddebito alla singola causa della manifestazione patologica (cause batteriche, virali, etc.). Lo stesso determinismo genetico dei caratteri somato-psichici non pi proponibile. Nessun gene , di per s, responsabile di una funzione o struttura unitaria, essendo parte integrante ed integrata dellorganizzazione sistemica dappartenenza. Le propriet enzimoattivanti responsabili dei processi metabolici finalizzati al vissuto ontogenetico del Sistema Vivente ed immunoanticorpali deputati alla tutela del vissuto onto- e filo-genetico, preludono al principio dellAutoorganizzazione. L enzimopoiesi e l anticorpopoiesi che si realizzano nel corso filogenetico dei Sistemi Viventi, sono la prova storica della propria capacit organizzativa in opposizione o contrapposizione alla fisiopatologia dellhabitat con cui, nel corso dei tempi, si sono confrontati in costante e progressiva integrazione. LAutoorganizzazione dei Sistemi Viventi si sviluppata nellarco di 3000 milioni di anni attraverso due peculiari modalit: Autorinnovamento e Autotrascendenza.

AUTORINNOVAMENTO E AUTOTRASCENDENZA
Attraverso lAutorinnovamento i Sistemi Viventi rinnovano la propria struttura finalizzata al vissuto conservativo. Con lAutotrascendenza hanno stigmatizzato la propria manifestazione in ragione della scalata, percorsa sul cammino filogenetico, dellEvoluzione: continuo confronto emulativo e trascendentale fisico e metafisico. Nel divenire autotrascendentale dei confini fisici e mentali dei Sistemi Viventi, la Scienza affronta il dilemma del Libero Arbitrio. Dal punto di vista scientifico un sistema libero in quanto autonomo nellhabitat in cui inserito. La propria autonomia , comunque, ristretta al proprio stesso ontogenetico. Quando esso trascenda nel Religo del filogenetico la sua autonomia funzione del proprio destino sopravvivenziale. Lo Spirito, immagine speculare dellUniversale, percorre liberamente le vie trascendentali dellInfinito. Pi alta la vetta raggiunta dalla propria organizzazione sistemica, pi elevato sar il proprio Mentale e pi vasto apparir lorizzonte dellInfinito. Il Sistema, a questi vertici, si spoglia di tutte le proprie sensazioni personali dellIO vicissitudinale e si realizza nella Luce Cosmica dellUniverso. A questo livello lIO diventato Universo. Non ci sono pi influenze esterne. Il volo dellanima ora libero e spontaneo. Eterno.

inserito (intimit ecologica): al contrario di quanto accade per un sistema meccanico che prosegue indisturbato nellambiente (estraneit ecologica). Coerentemente con la seconda legge della Termodinamica il sistema meccanico proseguir (dallordine verso il disordine) disperdendo energia, calore, movimento, fino allesaurimento (stato di quiete). Nel caso del Sistema Vivente esso conserva la propria continuit biologica interagendo con le strutture ordinate dellambiente attraverso il Metabolismo. Scompone le strutture ordinate (cibo) in elementi semplici (catabolismo); ne ricava le energie in esso contenute (fotosintesi-ciclo dellacido citrico-catena respiratoria) e ripristina la propria struttura proteica coniugando gli aminoacidi. Un Sistema Vivente , dunque, in rigenerazione costante. Nel mondo biologico non esiste lo stato di quiete, ma un sistematico movimento interattivo ed interrelato attraverso la configurazione di strutture ordinate, la loro degradazione, il ricavo energetico, la restaurazione delle proprie strutture ordinate (assimilazione-disassimilazione). Il Sistema Vivente non mai in equilibrio, mai chiuso in s: un Sistema Aperto. Ma proprio in questo integrarsi del proprio respiro nel respiro del Mondo sta anche la sua stabilit biologica. Nellinterpretazione del Metabolismo dei Sistemi aperti viventi, un concetto basico stato espresso da I. Prigogine con la teoria delle Strutture Dissipative.

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SISTEMI APERTI
Il sistema aperto unulteriore peculiarit dei Sistemi Viventi. caratterizzato dal fatto che per conservare il proprio equilibrio dinamico, in ultima analisi la propria stabilit biologica, deve necessariamente e continuativamente interagire con lHabitat in cui

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STRUTTURE DISSIPATIVE
Queste strutture vennero identificate da I. Prigogine in sistemi chimici che compongono e sviluppano strutture programmate proprie, scomponendo strutture esogene che poi dissipano sotto forma di rifiuti degradati.

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Sebbene non si riproducano (n generino cellule), presentano, tuttavia, tutte le peculiarit degli esseri viventi e vengono attualmente considerate gli anelli di congiunzione, ovvero le forme di passaggio dalla Materia Inerte a quella Vivente.

AUTORINNOVAMENTO

Mentre una macchina esegue un lavoro seriale in modo ordinato (e preordinato) ed un suo eventuale guasto viene riparato dallesterno, il Sistema Vivente, autoorganizzato, provvede direttamente alla propria autoconservazione vitale attraverso processi endogeni di autorinnovamento. Ci avviene attraverso due modalit: Guarigione e Rigenerazione (spesso intersecanti). In tre settimane lorganismo umano rigenera praticamente tutto il patrimonio proteico delle cellule nervose; le cellule pancreatiche si rinnovano quotidianamente; ogni tre giorni le cellule delomorfe dello stomaco; in dieci giorni i leucociti. Il tutto con finalit conservativa dellinsieme organismico ciberneticamente programmato in un rapporto di coerenza funzionale endoge-

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OMEOSTASI
Un Sistema Vivente un Sistema complesso composto da pi Sottosistemi (apparati, organi, tessuti, cellule, molecole, atomi, particelle, radiazioni).

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Tali strutture creano disordine (entropia) dissolvendo le strutture ordinate interagenti nel corso del Metabolismo. Strutture Dissipative sono le proteine enzimatiche ed anticorpali che destrutturano molecole complesse in elementi semplici (proteine-gruppi carbonilicigruppi aminici, ponti H, etc.) degradandoli ed avviandoli al drenaggio emuntoriale. Tali strutture sono la chiave di volta che permette allorganismo di ripristinare, con i metaboliti assunti, le proprie strutture ordinate. Le strutture dissipative manifestano, a livello elementare, la dinamica dellautoorganizzazione: si attivano, rinnovano e si plasmano continuamente.

na ed esogena (confronto con lhabitat): il potere rigenerativo strutturale declina col divenire di complessit evolutiva sia della Specie che degli stessi organi: ci spiega perch la rigenerazione tanto pi efficace quanto pi li si avvicina alla fase embrionale della vita, sia onto che filogenetica. Polipi e stelle marine sono capaci di rigenerare pressoch integralmente il proprio soma; cos lucertole, aragoste rigenerano la coda o gli arti. Forse, in un contesto cibernetico di rievocazione biologica ancestrale di una potenzialit perduta durante levoluzione, sta il dramma dellarto amputato del mammifero superiore. Tuttavia un Sistema Vivente un Sistema aperto, una struttura dissipativa. Esaurisce nel tempo la propria potenzialit rigenerativa (invecchiamento) e provvede, attraverso la riproduzione, alla rigenerazione di tutto s stesso anzich di singole parti. Ci induce necessariamente il sopraggiungere della morte, divenuta, cos, lombra del Sistema Rinato. E tuttavia, con la morte, nasce il principio di identit, la coscienza di s, lanima individuale, la sublimazione dell Io. Un fibroblasta isolato si riproduce allinfinito. Inserito in un ordine di complessit biologica si riproduce per 48 volte, per poi esaurire la propria potenzialit biologica. Limmortalit del fibroblasta anevolutivo diviene l olocausto sacrificale del proprio destino ontogenetico nel trascendente divenire della complessit evolutiva. La morte il sacrificio dellIO offerto al divenire della vita.

Ognuno di questi sottosistemi ciberneticamente interrelato ed interconnesso funzionalmente con gli altri. Dal momento che ognuno di essi presenta unautonomia vegetativa relativizzata dalle interconnessioni e interrelazioni con i dinamismi funzionali degli altri Sottosistemi, ne deriva che ognuno di questi presenta oscillazioni funzionali di adeguamento che si svolgono entro valori di soglia minimomassimo. Allinterno di questo sistema assorbe stimoli eccitativi, esogeni o endogeni conservando il proprio equilibrio dinamico oscillatorio. Tale equilibrio funzionale definito come Omeostasi. LOmeostasi si altera quando lo stimolo, anzich eccitativo, irritativo. Nel primo caso agiranno dinamismi di retroazione negativa. I sistemi coinvolti, ampliando loscillazione dei propri valori di soglia, assorbiranno lo stress metabolizzandolo e conservando il proprio equilibrio (temperatura corporea, pressione sistemica, variazione della portata idrosalina, oscillazione dellequilibrio Sol-Gel, equilibrio acido-base, peristaltismo-antiperistaltismo, tachicardia-bradicardia, polipnea-bradipnea, etc.). Alla retroazione negativa fa seguito, in successione di adattamento, la retroazione positiva. Questa amplifica organicamente i valori liminari di oscillazione per adattamento fenotipico. Lambientamento omeostatico si realizza coerentemente con lintensit degli stimoli esterni in tre stadi successivi: Nel primo stadio una condizione di stress mette in tensione di oscillazione le variabili collegate funzionalmente. Ai limiti estremi di tensione, ovviamente, il Sistema si irrigidisce: raggiunta la soglia estrema di oscillazione non sar pi disponibile ad assorbire ulteriori stimoli eccitativi. Ad esempio, lapparato muscolo-scheletrico impegnato in una azione sportiva, dopo aver raggiunto la soglia di fatica, per ac-

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Se il surmenage muscolare si ripete in tempi ravvicinati, il Sistema si impegner in un secondo processo di adattamento ampliando ulteriormente i termini liminari di oscillazione attraverso modificazioni anatomofisiologiche che ridurranno proporzionalmente i tempi di reversibilit. Un surmenage muscolare protratto indurr l ipertrofia delle fibre muscolari, ivi compresa la muscolatura cardiaca impegnata a pompare pi velocemente (cuore d atleta). Questo adattamento viene definito col termine di mutamento somatico. Il mutamento cos provocato consentir unulteriore potenzialit muscolare apportando nuove potenzialit atletiche. Il mutamento somatico, pur avendo spostato all esterno gli estremi oscillatori del sistema non ha, tuttavia, recuperato appieno la flessibilit primitiva che ha solo interiorizzato e somatizzato lo stress, determinando, cos, il punto di partenza di corrispondenti patologie (ipertrofia della fibra miocardica, dilatazione tonogena, dilatazione passiva, scompenso cardiocircolatorio).

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La biologia comparata offre quadri mirabili della dinamica rappresentativa, espressiva, energetica, erotica ed infine immunitaria, legata al vissuto della protezione superficiale di tutti i sistemi biologici viventi, dai fiori agli alberi, alluomo. Il regresso neotenico della glabrazione acquisita per adattamento ambientale permise la traspirazione diurna, abbandonando luomo nudo ed indifeso allumido freddo delle notti e delle grotte. Sopraggiunger (salvifica) la scoperta del fuoco, ma la protezione naturale, lautonomia termoregolativa venne definitivamente compromessa.

cumulo di acido lattico, entra in contrattura e non pi disponibile ad assorbire ulteriori stimoli eccitativi. Per linterconnessione con le altre variabili sottosistemiche, il blocco oscillatorio metabolico-muscolare si espander coinvolgendo lintero organismo (tachicardia, polipnea, sudorazione, ipertensione, collasso, etc.). In questo primo livello di impegno oscillatorio (e delle variabili sistemiche) si ha fisiologicamente pronta reversibilit: in pochi attimi di riposo si riattiva il ciclo di Krebs, riprende il funzionamento della catena respiratoria recuperando il ciclo fisiologico: i muscoli si rilassano riacquistando la fisiologica capacit contrattile.

Il terzo tipo di adattamento rappresentato dal Mutamento Genotipico. Esso consegue all adattamento della Specie nel corso dellevoluzione. Consente lacquisizione di nuove flessibilit in mutate condizioni definitive dambiente. Codificati nel DNA cellulare, essi non consentono, nellambito di singole generazioni, attributi di reversibilit. Tipici esempi sono la colorazione scura del manto di animali notturni e di popolazioni equatoriali, lassunzione della stazione eretta nellAustralopithecus, la deviazione dellasse cervicale della colonna vertebrale nellHomo erectus, (nello stesso: lopponenza del pollice e la glabrazione del mantello cutaneo), lipertrofia dei canini nei carnivori specializzati, etc. A questa mutazione genotipica si possono far risalire molte patologie ereditarie. Un caso paradigmatico suggerito dalle patologie paraproteinosiche, autoaggressive, autoanticorpali ed allergiche. Citiamo per tutte la criogel-proteinemia. La gelificazione mesenchimale dellAustralopithecus, peculiare peraltro al suo Genere, risale ad una mutazione neotenica recuperata dagli alberi del Quaternario. Essa fu la conseguenza della migrazione dalla foresta verso la savana infuocata. La migrazione dellAustralopithecus deve necessariamente essere stata diurna, dovendo evitare limpatto con i Felidi ed i Canidi gi dominatori della caccia notturna. Le radiazioni del Sole equatoriale imposero la rievocazione somatica della glabrazione fetale. LHomo erectus sacrific, dunque, sullara dellevoluzione biologica, il proprio mantello naturale, ancorandone la perdita a riti sacro-totemici ed iniziatici (tonsura sacerdotale e delle vergini sacrificali).

Austrolopithecus [British Museum (Natural History). Ricostruzione di M. Wilson da scheletro femminile proveniente da Sterkfontein, Transvaal].

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Il suo mesenchima non avrebbe mai pi conservato il ritmo armonico SolGel del connettivo dei suoi predecessori che vivevano in foresta. I reperti archeologici dei nostri antenati dallultima glaciazione in poi mostrano ossa contorte, sofferte, avvilite dal rheumatismus gelificante. Analogo destino subirono le proteine strutturanti dando vita alla madre di tutte le patologie che avrebbero tormentato il cammino dellevoluzione, ora culturale. Alla radice di queste patologie neoteniche riconosciamo la proteino-poiesi gelificata, l attuale crio-gel-proteinemia responsabile, a livello ontogenetico, del precoce invecchiamento dellHomo sapiens rispetto ai ritmi biologici degli altri mammiferi. Dalla pi banale influenza, alla caverna tubercolare, fino alla degenerazione neoplastica, si pu ravvisare il gelo della termoregolazione. Ontogeneticamente la patologia risale a gelificazioni protratte del Mesenchima, conseguenti a raffreddamenti polmonari (polmoniti specifiche, pleuriti, focolai TBC, etc.) oppure a trattamenti farmacologici protratti inibenti la solubilizzazione connettivale (cortisonici, antiistaminici, etc.). Si stabilisce una gelificazione mutagena delle proteine enzimatiche, con perdita della capacit termoregolativa degli umori circolanti nei confronti di cadute subliminari della temperatura esterna. Si tratta di proteine plasmatiche alterate per adsorbimento di gel-proteine che determinano precipitazioni proteico-molecolari sulla membrana dei globuli rossi (coatings): il risultato unagglutinazione intravascolare del sangue circolante (sludge= melma). Nel caso specifico si tratta di agglutinine da freddo (autoanticorpi). Queste alterano lo strato lipoproteico eritrocitario esterno, determinando tre differenti effetti: a) emoagglutinazione b) emolisi c) opsonizzazione.

Quest ultima responsabile dello strato lipoproteico eritrocitario esterno, con conseguente eritrofagosi da parte del Sistema Reticolo Istiocitario e, talvolta, dei monociti circolanti o degli stessi granulociti. Tali patologie sono legate alle crioagglutinine presenti in un siero normale con titolo 1:16, con indice termico fino a 10. Con laumento del titolo aumenta proporzionalmente anche lindice termico. A 30 si raggiunge il punto critico per la fissazione delle agglutinine agli eritrociti nei vasi delle estremit. Le crioglobulinemie inducono lacrocianosi anche con le temperature calde, ma soprattutto con il freddo. In queste patologie la VES praticamente nulla (gelificazione plasmatica). La gelificazione plasmatica si ritrova, come anticipato, negli esiti di polmoniti virali e TBC polmonare cronica, ereditaria e familiare. Unimportanza particolare assume in patologia iatrogena luso inconsulto e protratto di farmaci immunosoppressori (chemioterapici, cortisonici, etc.) che inducono gelificazioni protratte del Mesenchima. La gelificazione rende incapace il connettivo di transito di assumere una solubilizzazione adeguata allattivazione enzimatica indispensabile per il metabolismo dei cataboliti: si produce, conseguentemente, stratificazione dismetabolica di immunocomplessi nella Sostanza Fondamentale con gelificazione inerte. Le alterazioni enzimatiche indotte si riflettono su una consensuale mutazione genetica responsabile delleredofamiliarit. I soggetti tubercolinici presentano frequentemente mani e piedi freddi (nonch scoliosi rachidea per dismetabolismo disenzimatico del calcio) a causa della loro non infrequente paraproteinosi. Se la criogelproteinemia rappresenta un quadro di patoevoluzione (neotenia pecilotermica), altre mutazioni genetiche presentano spiccato carattere fi-

sioevolutivo, foriero, tuttavia, di ulteriori patologie. Esempio di morfogenesi evolutiva l acquisizione della stazione eretta nellAustralopithecus e, successivamente, nellHomo erectus. Questa evoluzione posturale, verosimilmente indotta dalla necessit comportamentale della caccia diurna in territori equatoriali (lhabitat notturno era gi stato colonizzato da Canidi e Felidi) era finalizzata allaggressione delle prede e allesplorazione del territorio al di sopra della vegetazione. Lassunzione della stazione eretta venne favorita dal precedente ambientamento acquatico fluviale. Permane, ancora oggi ben visibile, la disposizione ad onda di corrente della regione dorsale e lombare umana identificabile nella disposizione della peluria acquisita durante la fase acquatica (calcolata in 500 mila anni) nel corso della quale lAustralopithecus liber le mani dalla coazione posturale. Tutto ci determin ben definite modificazioni scheletriche quali, come accennato, la deviazione dellasse cervicale e laccentuazione delle curve rachidee sulle quali veniva a gravare il peso corporeo (patologie da carico rachideo, cifoscoliosi, discopatie da usura, artrosi ingravescente dei corpi vertebrali, alterazioni dei muscoli delle docce paravertebrali). Inoltre la trasmissione del peso corporeo in movimento sul treno posteriore attraverso il collo chirurgico del femore (gi perfettamente in asse nella stazione quadrupede e quadrumane), risultava precaria nella stazione eretta (fratture traumatiche, fratture spontanee). Da annoverare, inoltre, il percorso direzionale delluretra maschile, perpendicolare in posizione quadrupede, obliqua e tortuosa in posizione eretta. In questo contesto ricordiamo anche le pigmentazioni (popolazioni equatoriali) e depigmentazioni (popolazioni iperboree) plurigenerazionali da ambientamento.

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Chakra radicale.

Chakra splenico.

Chakra ombelicale.

ECOSISTEMA ECOLOGIA DELLA VITA

Se a livello individuale la flessibilit omeostatica funzione delle variabili ondulanti fra i valori di soglia sottosistemici, a livello di intere popolazioni la flessibilit funzione delle proprie capacit di variabilit genetiche in funzione di multiformit evolutive. Quanto sopra esposto riconduce a modelli di adattamento darwiniani. Ma questa solo una delle Forze evolutive della Vita. Forza che chiameremo tellurica in contrapposizione allaltra Forza, capace di creare sempre nuove strutture e dimensioni viventi elevantesi al di sopra ed al di l delladattamento per assumere significati di trascendenza morfogenetica ed esistenziale. Forza che chiameremo uranica. Le due definizioni, tellu-

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Chakra frontale. Chakra coronario.

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Chakra cardiaco.

Tali mutazioni genetiche sono del tutto irreversibili nel corso di singole generazioni e rappresentano un retaggio storico delle patologie di Specie. I tre stadi feno-genotipici sono caratterizzati da progressiva flessibilit e regressiva reversibilit, disperdendosi, infine, nei meandri della Filogenesi (Inconscio Filogenetico).

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Chakra laringeo.

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rica e uranica, che esprimono il significato della Vita, si elevano dalla Terra al Cielo. La coerenza interattiva ed interrelata del mondo fisico, espressa a livello subatomico, trova la sua puntuale corrispondenza nelle Strutture Biologiche. Queste, essendo Sistemi aperti, sono Strutture Dissipative complesse, in costante interazione con il mondo fisico, chimico e biologico. Ne deriva una mirabile Struttura Cosmica Universale. La Biosfera assume dignit di Ecosistema Planetario e, questi, di Ecosistema Galattico ed infine di Ecosistema Universale. Siamo partiti dalle microstrutture dissipative esprimenti nel proprio potere autoorganizzativo i primordi del Mentale della Vita, progredendo in successione verso la morfogenesi evolutiva dei Sistemi complessi che esprimono potenzialit mentali autoorganizzative esponenzialmente pi alte e complesse. Al Mentale autoorganizzativo dei Sistemi fisici subentra il Mentale dei Sistemi chimici e successivamente il Mentale biologico. Qui, al Mentale inteso quale potenziale energetico autoattivante complessit morfogenetiche strutturali e funzionali, subentra la prima grande Mutazione del Mentale: il Sistema, a livelli superiori di complessit diventa Autocoscienza, Emozione, Istinto, Sentimento, Pensiero, Visione Mistica del Mondo, Contemplazione, Libero Arbitrio: interazione ed interrelazione dei Pensieri e visioni che si esprimono nel Pensiero dell Infinito Universale.

Nella grande anima dellUniverso che tutto comprende (Viventi, preViventi e postViventi) palpita lAnima immortale del Mondo.
LAutore dedica questa pubblicazione alla memoria della moglie Aletta.

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Per riferimento bibliografico: FRANCO F. La visione sistemica della vita. La Med. Biol., Aprile-Giugno 2000: pagg. 11-20. Indirizzo dellAutore: Prof. Franco Franco L.D. in Clinica Chirurgica Generale, Patologia Speciale Chirurgica, Semeiotica Chirurgica, Chirurgia dUrgenza gi Direttore della Scuola di Omotossicologia e Discipline Integrate Via Bevano, 37 - Villa Ala I-61032 Fano (PS) Agosto 1999

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Dello stesso Autore sono stati pubblicati, di particolare interesse, sulla Medicina Biologica, gi Rivista Italiana di Omotossicologia: 1. F. Franco Medicina Analogica e Medicina Analitica. Opposizione e Complementariet. Riv. It. di Omotossicologia, 3, 1987; pagg. 5-6. 2. F. Franco Iatrogenia chimica: patologia farmaco-indotta repressiva. Riv. It. di Omotossicologia, 3, 1989; pagg. 15-18. 3. F. Franco lOmotossicologia nella patologia acuta dellalbero circolatorio. Riv. It. di Omotossicologia, 3, 1990; pagg. 42-46. 4. F. Franco Linterpretazione omotossicologica della genesi neoplastica. Riv. It. di Omotossicologia, 3, 1991; pagg. 9-16.

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BASIC RESEARCH
M. Rossi

POLYPHASIC MINERALIZATION DUE TO CARTILAGE PATHOLOGY AND PARTIAL REVERSEBILITY INDUCED BY HOMEOPATHIC DRUGS

Riassunto. Vengono descritti gli elementi salienti di un meccanismo degenerativo

Parole chiave: CARTILAGINE ARTICOLARE, MINERALIZZAZIONE PATOLOGICA, DECADIMENTO FUNZIONALE, DESTRUTTURAZIONE, RISTRUTTURAZIONE TERAPEUTICA

Summary. The Author describes the fundamental points of an additional degenerative mechanism that can affect articular cartilage in every moment of its functional degeneracy. This paper deals with some phases of progressive mineral infarction, depending on a diffuse electrolytic imbalance. This isolated phases are classified according to the saline constituent which is mainly present in every single phase. Its evident that this dismantling component depends on, joins and restarts the nosologic phlogistic moment, which has always been the most considered under the clinicaltherapeutic point of view.

aggiuntivo che pu colpire la cartilagine articolare in ogni momento del proprio fisiologico decadimento funzionale. Si tratta di alcuni stadi di progressivo infarcimento mineralico dipendente da un diffuso squilibrio elettrolitico. Queste fasi isolate sono state codificate in funzione del preponderante costituente salino di volta in volta identificabile. evidente che questa componente destrutturante dipende, si innesta, ed a sua volta reinnesca, in senso patologico, il momento nosologico flogistico che, finora, stato quello pi considerato dal punto di vista clinico-terapeutico.

Key words: ARTICULAR CARTILAGE, PATHOLOGICAL MINERALIZATION, FUNCTIONAL DEGENERACY, DISMANTLING, THERAPEUTICAL RESTRUCTURING

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MINERALIZZAZIONE POLIFASICA LEGATA ALLA PATOLOGIA CARTILAGINEA E PARZIALE REVERSIBILIT INDOTTA FARMACOLOGICAMENTE

el corso delle ricerche che, in pi momenti, sono state condotte sia per la convalida sperimentale dellefficacia farmacologica di un farmaco omotossicologico fondamentale in terapia reumatologica (Zeel T), che per aggiungere conoscenze derivanti dallimpiego strumentale (oggettive) e quantitativamente connotate, a quanto gi noto sul meccanismo di progressiva degenerazione cartilaginea, sono emerse delle situazioni strutturali che, data la loro ripetibilit, possono venir considerate delle vere e proprie tappe percorse dallaggravamento funzionale in presenza di patologia osteoartritica. Sostanzialmente si tratta del riconoscimento di fasi ben circoscritte di mineralizzazione che, di volta in volta, vanno ad infarcire la componente collagenica e proteoglicanica della cartilagine articolare. Riportiamo di seguito la documentazione diffrattometrica e birifrattiva attestante lo svolgimento della progressio-

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ne patologica secondo tre stadi fondamentali. L interpretazione di questi ultimi sar preceduta da esempi di fisiologica perdita di funzionalit e seguita da altri che indicano la possibilit di poter rallentare lo sviluppo della destrutturazione con la somministrazione, in un grado in cui tale fenomeno possa essere ancora reso reversibile, di Zeel T. Si ricorda che il grafico diffrattometrico tipo della cartilagine articolare costituito da tre diversi picchi, o plateau, denominati (da sinistra a destra, in ascissa) con le lettere A, B e C. Il primo rappresenta le strutture a pi larga diffusione e, quindi, pi facilmente rinvenibili; Il secondo, quelle alle quali pi strettamente legata la funzionalit articolare (ancora connotate da elevata riproducibilit nelle tre dimensioni); Il terzo, quelle pi facilmente deteriorabili, nonostante lo scarso indice di replicazione.

frangenza e, conseguentemente, ad assenza di patologia osteoartritica, mentre la progressiva scomparsa di quelle denota un altrettanto progressivo sviluppo della malattia, parallelamente allestensione di una colorazione sempre pi neutra. Dal momento che il tessuto cartilagineo un simil-cristallo (la definizione esatta cristallita), alla perdita delle sue intrinseche propriet si accompagna una amorfizzazione di fondo che non permette la scomposizione della luce in lunghezze donda ben differenziate.

Lascissa viene misurata in valore angolare (angolo 2) dipendente dallangolo di incidenza del raggio x diretto sulla sostanza da esaminare. Con la progressione del valore angolare aumenta la difficolt di riconoscimento di strutture specifiche, in quanto pi spazialmente rarefatte. Lordinata del grafico indica lintensit di picco espressa in impulsi, o counts, per secondo. Tale intensit direttamente proporzionale al grado di strutturazione tissutale presente. Per quanto riguarda linterpretazione dei dati birifrattivi si ricorda che una completa diffusione di tutte le tonalit di colore dello spettro del visibile collegata ad alti indici di biri-

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DIMINUIZIONE FUNZIONALE DIPENDENTE DALLET

ESEMPI DI PROGRESSIVA

I grafici riportati nelle Figg. 1, 2, 3 e 4 sono fortemente esplicativi di un fisiologico decadimento, durante larco vitale, delle caratteristiche di una cartilagine articolare di un soggetto giovane senza unapprezzabile patologia articolare (alta elasticit, elevato grado di strutturazione, pronta capacit di assunzione o eliminazione di acqua ed elettroliti). In progressione possibile seguire: il veloce appiattimento del plateau C, tanto che potrebbe essere considerato, quando presente, un indicatore di freschezza cartilaginea; il consistente abbattimento, fin dalle et pi giovani, del picco A; il pi lento decadimento del picco B, a cui evidentemente collegata la maggior parte dell indice di funzionalit della cartilagine articolare.

Le caratteristiche ottiche delle strutture appena esaminate dal solo punto di vista diffrattometrico, sono ben visibili nelle Figure. Pi specificatamente, lo stesso campione (dotato di una buona strutturazione generalizzata) che in Fig. 1 stato indagato ai raggi x, al microscopio ottico mostra le caratteristiche di Fig. 5: copertura totale della superficie in esame con alti colori di interferenza (colorazione ad arcobaleno), che mostra forti analogie con limmagine ripresa da una sezione sottile di un cristallo (massimo grado possibile di riproducibilit spaziale) (Fig. 6). Lo stesso campione del grafico di Fig. 2, leggermente pi destrutturato di quello precedente, raffigurato dallimmagine riprodotta in Fig. 7. In questultima si pu notare un forte restringimento della superficie del campione coperta da colori di interferenza correlabili ad unalta funzionalit. In progressione negativa, il campione del grafico di Fig. 3 (esame birifrattivo) ha reso limmagine in Fig. 8, mentre quello di Fig. 4 ha evidenziato, in osservazione a luce polarizzata ed a nicols incrociati, quanto raffigurato in Fig. 9. Ad ogni nuova immagine della serie appare evidente il progressivo impoverimento della percentuale di superficie con valori accettabili dellindice di birifrangenza. Le Figg. 10, 11, 12 e 13, infine, bene evidenziano cosa si osserva nel caso in cui, ad un fisiologico grado di debolezza strutturale, si aggiunga anche una sovraimpronta infiammatoria di intensit medio-bassa. In questo caso, alla completa assenza dei colori dinterferenza, seguirebbe la totale distruzione del tessuto con protrusione dalla massa fondamentale proteoglicanica, giunta ad un bassissimo grado di resistenza meccanica e con filamenti collagenici maggiori.

Lassoluta mancanza di picchi aggiuntivi, a morfologia molto appuntita, da mettere in relazione a presenza mineralica diffusa allinterno del graticcio collagenico, comune a tutte e quattro le Figure.

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Fig. 1: Andamento diffrattometrico di una cartilagine articolare in buone condizioni strutturali. Sono indicati i valori di picco.

Fig. 5: Risultato dellanalisi birifrattiva del campione, a buona strutturazione generale, del grafico di Fig. 1.

Fig. 6: Figura dinterferenza di una sezione cristallina indagata a luce polarizzata ed a nicols incrociati. Lanalogia con limmagine di Fig. 5 evidente. Ci conferma lanalogia tra cartilagine articolare (cristallita) e strutture cristalline in senso stretto.

Fig. 3: Evoluzione del fisiologico decadimento strutturale e funzionale, gi evidenziato nella Figura soprastante.

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Fig. 4: Grado elevato di mancanza di funzionalit , non connotato da mineralizzazione aggiuntiva. Possiamo considerare questo grafico come relativo ad una cartilagine di un paziente anziano, privo di significativit patologica infiammatoria.

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Fig. 9: Risultato dellanalisi birifrattiva del campione del grafico di Fig. 4. La maggior parte della superficie presenta valori dindice molto bassi.

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Fig. 8: Risultato dellanalisi al microscopio ottico dello stesso campione del grafico di Fig. 3. Si noti la diffusa frammentazione dei pi alti colori dello spettro di birifrangenza, indicativo di un abbassamento dellindice omonimo.

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Fig. 2: Grafico in cui sono gi apprezzabili, rispetto ai valori propri di una cartilagine sana, notevoli modificazioni strutturali. Siamo, comunque, ancora nellambito del decadimento fisiologico.

Fig. 7: Risultato dellanalisi birifrattiva del campione del grafico di Fig. 2. Si noti il restringimento dellarea a pi evidenti colori di interferenza rispetto all immagine di Fig. 5.

Fig. 10: Esempio di cartilagine articolare con caratteristiche ottiche fortemente influenzate da un diffuso stadio flogistico di media intensit. Il campione evidenzia valori dellindice di birifrangenza molto bassi.

Fig. 11: Esempio di cartilagine articolare in stato di severa sofferenza.

Fig.12: Esempio di cartilagine articolare allo stadio di predeliquescenza. Inizio di protrusione collagenica.

Fig. 13: Stadio estremo di destrutturazione cartilaginea. Totale deliquescenza della massa fondamentale proteoglicanica e protrusione collagenica generalizzata.

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Fig. 14: Inizio della prima fase di aggravamento patologico per mineralizzazione associata a degrado fisiologico. Si noti la presenza, nella zona del grafico propria del plateau C, di alcuni picchi aggiuntivi legati alla neomineralizzazione.

LE TRE FASI
DI MINERALIZZAZIONE NEL DECORSO PATOLOGICO

Fig. 19: Grafico con picchi di neomineralizzazione. Per lidentificazione vedi Figura successiva.

b Prima fase Si innesta, solitamente, sul normale svolgimento del fisiologico decadimento delle caratteristiche proprie di una cartilagine fresca. Dal punto di vista grafico linsorgenza di questo stadio viene evidenziata dalle Figg. 14, 15, 16, 17 e 18. Nei grafici diffrattometrici appare evidente lo sviluppo, alla destra del picco B , di nuove caratteristiche morfologiche. Il computer, collegato direttamente all analizer, evidenzia la corrispondenza con Halite (cloruro sodico) a diversi livelli di concentrazione. Nella Fig. 17 si possono ravvisare, allesame ottico, separazioni e velature sulla superficie cartilaginea ancora ben provvista di allocazioni condrocitarie. Col progredire della presenza salina, tali neoformazioni sono accompagnate da una sorta di gelificazione tissutale (Fig. 18) con incapsulazione condrocitaria.

Fig. 16: Identificazione computerizzata dei picchi visibili nella Figura soprastante: si tratta di Halite (cloruro di sodio).

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Fig. 17: Aspetto della cartilagine articolare nella prima fase di infarcimento mineralico con cloruro sodico.

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Nelle coppie di Figg. 19-20 e 21-22, si evidenziano altri due esempi riconducibili a questa stessa fase, ma ad innesto su gradi diversi (dal precedente) di decadimento fisiologico.
Fig. 18: Stadio evolutivo, rispetto alla Figura precedente, della fase di mineralizzazione (cloruro sodico).

Fig. 15: Grafico indicante il proseguo del fenomeno di neomineralizzazione, gi evidenziato nella Figura soprastante. evidente laumento dei picchi nella zona grafica propria del plateau C.

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Fig. 20: I picchi di neoformazione, gi evidenziati nel precedente grafico, vengono identificati come cloruro sodico. Varia, rispetto allanalogo caso gi esaminato, il grado generale di strutturazione cartilaginea.

Fig. 21: Grafico mostrante picchi di neomineralizzazione. Sono identificati nella Figura successiva. Si noti, inoltre, lo sdoppiamento del picco B.

Fig. 22: I picchi di neoformazione osservati in Fig. 21 sono stati identificati strumentalmente come cloruro sodico.

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Nella seconda coppia, in particolare, si pu notare uno sdoppiamento del picco B di cui comprenderemo il significato in seguito. Per quanto concerne lesame al microscopio (a sola luce polarizzata) la cartilagine di questo campione risulta, oltre che priva superficialmente della presenza condrocitaria, letteralmente incrostata di sale (Fig. 23). b Seconda fase Pu venire scomposta in due sottofasi: a e b. Sottofase a In un qualsiasi momento del fisiologico invecchiamento cartilagineo si possono evidenziare, allesame diffrattometrico, alcuni picchi aggiuntivi, come in Fig. 24. Ad un esame superficiale possono essere confusi con quelli precedenti ed identificati con la presenza di cloruro sodico. In realt si tratta di idrossiapatite (Fig. 25) e rappresentano un pericolo maggiore di destabilizzazione funzionale. Al microscopio si pu osservare come, in una zona ancora dotata di una presenza discreta dei colori di interferenza, si comincino ad innestare delle piccole nodulazioni di mineralizzazione apatitica (Fig. 26). Nei successivi grafici (Figg. 27 e 28) sono raffigurati altri due casi di infarci-

mento apatitico in progressione di gravit. La Fig. 29 si riferisce allesame ottico del secondo di questi ultimi. Si possono notare nodulazioni estese e ravvicinate, a conferma della presenza dei picchi marcati di Fig. 28. Sottofase b Iniziamo la descrizione segnalando, nelle Figg. 30 e 31, la presenza dello sdoppiamento del picco B (veFig. 24: Si pu seguire landamento di un diffrattogramma relativo al momento iniziale della seconda fase di aggravamento patologico per mineralizzazione aggiuntiva. Per lidentificazione di questi picchi vedi la Figura successiva.

Fig. 23: Indagine al microscopio: cartilagine articolare con il grado pi elevato di salificazione con cloruro sodico.

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Fig. 25: I picchi della Figura precedente sono stati identificati, tramite computer, come idrossiapatite. Fig. 26: Lo stesso campione delle due Figure precedenti, indagato otticamente (a luce polarizzata ed a nicols incrociati), evidenzia ancora delle buone caratteristiche strutturali (alti valori dellindice di birifrangenza) accanto a piccole nodulazioni di neoformazione.

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Fig. 27: Esempio di neomineralizzazione (idrossiapatite) impiantatasi su cartilagine con strutturazione interna pi compromessa rispetto a quella relativa al campione delle Figg. 24 e 25.

Fig. 28: Campione ad infarcimento idrossiapatitico. Lo stato di strutturazione generale ancora pi compromesso rispetto al campione di Fig. 27.

Fig. 29: Il prelievo, analizzato nei suoi aspetti diffrattometrici in Fig. 28, mostra, allesame ottico, una estesa presenza di nodulazioni che cancellano ogni traccia di presenza condrocitaria.

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di Figg. 21 e 22); siamo ora in grado di valutare la causa: il fenomeno dovuto (vedi Fig. 32) ad un nuovo tipo di mineralizzazione, che allesame ottico si presenta in strutture ravvicinate a mazza ferrata (Fig. 33) da ricondursi allinfarcimento di idrossiapatite cloridrato. Naturalmente idrossiapatite ed idrossiapatite cloridrato possono essere compresenti; in questultimo caso (vedi Figg. 34, 35, 36 e 37) laggravamen-

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Fig. 30: Esempio di sdoppiamento del picco B come gi osservato nelle Figg. 21 e 22. Il fenomeno viene spiegato nelle due Figure successive.

Fig. 34: Nel grafico sono compresenti sia lo sdoppiamento del picco B che altri picchi aggiuntivi.

to patologico scontato e facilmente ravvisabile anche al microscopio (Fig. 38), per la struttura cartilaginea completamente inglobata nell eccesso salino che si depositato. Con questo tipo di sclerosi tissutale si conclude questa seconda fase degenerativa.

b Terza fase
Fig. 35: Lo sdoppiamento del picco B correlabile alla presenza di idrossiapatite cloridrato. Gli altri picchi, qui molto evidenti, a quella di idrossiapatite. questo, pertanto, un caso di doppia mineralizzazione che conferma laggravamento della patologia in atto.

Fig. 31: Lo stesso grafico della Figura precedente, a scala diversa e con aggancio identificativo operato dal computer collegato al diffrattometro.

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Fig. 33: Il campione di cui abbiamo visto landamento diffrattometrico nella Figura soprastante, quando esaminato otticamente, fornisce immagini, finora sconosciute, di una nodulazione a mazza ferrata di per s stessa ben esplicativa della situazione di infarcimento salino. Fig. 37: Il computer collegato allanalizer segnala la compresenza di idrossiapatite ed idrossiapatite cloridrato, indicativa della notevole compromissione strutturale della cartilagine.

Fig. 32: Comprensione della presenza dei due nuovi picchi legati allo sdoppiamento di quello B : neomineralizzazione con idrossiapatite cloridrato.

Fig. 36: Andamento del grafico analogo a quello della Fig. 34.

In questo stadio finale involutivo la cartilagine supera le proprie capacit di resistenza (o di sopravvivenza, nel senso letterale di tessuto vivente), per cui risultano presenti allindagine alcune componenti interne che derivano unicamente dalla necrosi in atto. Il grafico diffrattometrico appesantito da una notevole quantit di picchi aggiuntivi che sono da ricondursi (vedi Figg. 39 e 40) ad acido sebacico ed urea oltre che alla frazione pi specificatamente salina che, in questo caso, costituita sia da idrossiapatite che da fluo-carbo-apatite. Acido sebacico ed urea sono indicativi di una idrolisi, anche termica, dei mucopolisaccaridi della sostanza fondamentale cartilaginea. Le temperature raggiunte durante la cronicizzazione di stadi flogistici e lattivit secretoria delle cellule immunocompetenti coinvolte, sono sufficienti ad innescare tale idrolisi.
Fig. 38: La presenza di una imponente neoformazione salina produce completa destrutturazione della cartilagine articolare, cos priva di ogni capacit funzionale. Da questo momento in poi non pi possibile ipotizzare una reversibilit indotta farmacologicamente.

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Fig. 39: Questo grafico ed il successivo sono dimostrativi della terza fase degenerativa. Non pi evidente lo sdoppiamento del picco B: evidente, invece, un vero e proprio affastellamento di picchi neoformati.

Fig. 40: Sono stati identificati: acido sebacico, urea, idrossiapatite e fluo-carboapatite a testimonianza di una forte concentrazione salina e di un avanzato stato necrotico.

Fig. 41: Laspetto visibile al microscopio, dello stesso campione delle Figg. 39 e 40, conferma quanto gi esposto. Siamo giunti allo stato di protrusione collagenica di cui si fatto riferimento precedentemente ed, inoltre, possono essere evidenziate grosse sferuliti saline che compromettono ulteriormente larchitettura strutturale.

La scomparsa di idrossiapatite cloridrato (non qui evidente lo sdoppiamento del picco B), che lascia il posto alla pi complessa forma fluo-carbonatica , invece, derivante da un eccesso di elettroliti circolanti, momento terminale della fenomenologia iniziata con il deposito del cloruro sodico. In questa fase di estrema degenerazione non si pu pensare ad un efficace intervento farmacologico in grado di stimolare una pur minima ristrutturazione. Del resto la cosa del tutto evidente anche all esame microscopico (Fig. 41) ove sono riconoscibili isolate sferuliti mineraliche immerse in una avanzata disorganizzazione della struttura organica priva di ogni birifrangenza.

RISTRUTTURAZIONE FARMACOLOGICA ED ELIMINAZIONE DELLO SQUILIBRIO IDROSALINO


Intendiamo segnalare la possibilit di intervenire con appropriate metodiche al fine di indurre non solo una parziale restituzione della originaria funzionalit della cartilagine articolare, ma anche un riassorbimento delle nodulazioni apatitiche qualora l eccessiva presenza delle stesse non abbia ancora definitivamente vanifi-

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Diamo alcuni cenni facendo riferimento solo a due tracciati diffrattometrici che ben evidenziano il fenomeno ricostitutivo (Figg. 42 e 43). La prima Figura mostra lo stesso andamento grafico presentato in Fig. 36 (sottofase b della fase degenerativa, corrispondente allultimo momento utilizzabile per limpostazione di una terapia su di un paziente avviato al terzo, ormai irreversibile, stadio di destrutturazione). La seconda Figura si riferisce allesame strumentale effettuato sullo stesso paziente sottoposto ad un protocollo che prevedeva uninfiltrazione intrarticolare settimanale (Zeel T) per un periodo di tre mesi. Alla fine della terapia i valori di picco, per quanto riguarda A, sono passati da 150 a 190 counts/secondo; quelli relativi a B hanno avuto un notevole innnalzamento (da 520 a 820 counts/secondo) riportandosi verso apprezzabili livelli di funzionalit cartilaginea; anche il plateau C ha avuto un accenno di ripresa. Il dato pi eclatante la completa scomparsa dellidrossiapatite e la ri-

cato ogni possibilit di remissione farmacologica.

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Fig. 42: Campione cartilagineo collocabile al limite della possibilit di reversibilit indotta farmacologicamente. Prelievo PRIMA del trattamento intrarticolare con Zeel T. Fig. 43: Stesso caso della Figura precedente, DOPO trattamento per 3 mesi con Zeel T intrarticolare. Sono completamente scomparsi i picchi legati alla presenza di neomineralizzazione e si prodotto il riaccorpamento dellapice del picco B . Contemporaneamente il grado di funzionalit cartilagineo si notevolmente elevato (innalzamento dei valori (in counts/secondi) dei picchi A e B).

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congiunzione dello sdoppiamento del picco B alla cui morfologia anomala resta legata, come noto, la presenza di idrossiapatite cloridrato. In altre parole, si ottenuto il completo riequilibrio del contenuto ionico del tessuto cartilagineo.

CONCLUSIONI
Si pu concludere che, per il livello patologico massimo sopraindicato e con le relative indicazioni terapeutiche, possibile intervenire per una parziale ristrutturazione della cartilagine articolare affetta dalle pi diffuse fasi degenerative (primo e secondo stadio) con il farmaco omotossicologico Zeel T infiltrato intrarticolarmente una volta alla settimana per tre mesi.

LETTERATURA
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Sul farmaco omotossicologico Zeel,di particolare interesse, sono stati pubblicati sulla Rivista La Medicina Biologica (gi Rivista Italiana di Omotossicologia): BONFIGLIO G. et Al. - Studio clinico in vivo nelluomo per la valutazione dellefficacia e tollerabilit del farmaco omotossicologico Zeel. La Med. Biol. 1999, 2, pagg. 9-30. Dossier Zeel - Rivista Italiana di Omotossicologia, 1984, 3. NAHLER G. et Al. - Terapia della gonartrosi con Zeel versus acido jaluronico. La Med. Biol. 1997, 2, pagg. 11-18. ORLANDINI A. et Al. - Lefficacia di Zeel verificata da nuovi modelli di indagine in vitro. Vedi Letteratura (10). PAUTZHE C. M. - Terapia omeopatica dellartrosi deformante dei cani. Riv. It. di Omotossicologia, 1993, 1, pagg. 33-37. POTRAFKI B. - Somministrazione di Zeel per via periarticolare nei casi di gonartrosi. La Med. Biol. 1997, 1, pagg. 13-16. WEISER M. el. Al. - Terapia della gonartrosi con Zeel. Risultati di uno studio multicentrico. La Med. Biol. 1995, 4, pagg. 2-10. Per riferimento bibliografico: ROSSI M. - Mineralizzazione polifasica legata alla patologia cartilaginea e parziale reversibilit indotta farmacologicamente. La Med. Biol., AprileGiugno 2000: pagg. 21-28. Indirizzo dellAutore: Dr. Mauro Rossi Geochimico Guna Srl, via Palmanova, 71 20132 Milano e-mail: guna@stelnet.com Dicembre 1999

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

CLINICAL
G. King, D.S. Riley, W. Stock

Viene proposto ai Lettori de La Medicina Biologica un articolo di G. King, D. S. Riley e W. Stock sulla raccolta dettagliata e precisa di tutti i sintomi riferiti da individui clinicamente sani inclusi nello studio che avevano assunto Placenta suis granuli CH12 e Funiculus umbilicalis suis granuli CH12. Questo articolo, che rappresenta una vera e propria Materia Medica sui farmaci considerati (come sottolineato dagli Autori), fa parte di una serie di articoli apparsi nella Rubrica Nuovi studi sui farmaci in Medicina Omotossicologica della rivista tedesca Biologische Medizin. Viene qui elencata cronologicamente la serie di farmaci oggetto di studi precedenti.

Tratto per gentile concessione da: Biologische Medizin N 5-1999

NEW HOMEOPATHIC-HOMOTOXICOLOGIC STUDIES: PLACENTA SUIS AND FUNICULUS UMBILICALIS SUIS

Riassunto. Gli studi sui farmaci omeopatici sono da valutare, secondo le attuali normative medico-legali, come studi clinici. Il punto focale di questi studi consiste nella raccolta di sintomi oggettivamente valutabili. La tossicit della sostanza in esame, in questo tipo di studi, non di primaria importanza (argomento di ulteriore approfondimento). Vengono qui presentate le analisi ed i relativi risultati condotti da D. S. Riley (USA) su Placenta suis e Funiculus umbilicalis suis. Si tratta di principi attivi contenuti in farmaci omeopatici omotossicologici di cui finora non erano state effettuate analisi controllate. Parole chiave: MATERIA MEDICA, OMEOPATIA, OMOTOSSICOLOGIA, PLACENTA SUIS, FUNICULUS UMBILICALIS SUIS

Summary. Homeopathic analysis of the drugs are to be evaluated, according to the


current legal regulations, as clinical studies. The core of these analysis consists in the collection of symptoms that can be evaluated by the homeopathic therapy. Less importance is given to the toxicity of the substance (further investigation). The analysis on Placenta suis and Funiculus umbilicalis suis by D. S. Riley and the results are here presented. They are active principles used in homeopathic homotoxicologic drugs which had never been object of controlled analysis before. Key words: MATERIA MEDICA, HOMEOPATHY, HOMOTOXICOLOGY, PLACENTA SUIS, FUNICULUS UMBILICALIS SUIS

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NUOVI STUDI SUI FARMACI OMEOPATICOOMOTOSSICOLOGICI PLACENTA SUIS E FUNICULUS UMBILICALIS SUIS

a.

1998-2 Acidum cis-aconiticum; Acidum citricum. 1998-3 Acidum fumaricum; Acidum ketoglucaricum. 1998-4 Acidum -liponicum; Nicotinamid-adenindinucleotid. 1998-5 Fumaria officinalis; Myosotis arvensis. 1998-6 Coenzym A; Mucosa nasalis suis. 1999-1 Natrium oxalaceticum; Veronica officinalis. 1999-2 Acidum oroticum; Sinusitis nosode. 1999-3 Cartilago suis; Embryo totalis suis. 1999-4 Geranium robertianum; Oxalis acetosella.

b Modello di studio Studio a doppio cieco intra-individuale e contro placebo. I dati sono stati trascritti dai soggetti inclusi su un diario che stato successivamente sottoposto alla valutazione del Coordinatore dello studio.

b Scelta della popolazione di studio I soggetti sono stati arruolati attraverso un annuncio. Tutti i potenziali partecipanti, prima di venire inclusi per lanalisi omeopatica dei farmaci, hanno presenziato ad almeno due sedute di addestramento: una di gruppo ed una individuale, ciascuna della durata di almeno due ore e mezza. I potenziali partecipanti sono stati successivamente selezionati sulla base dei criteri di inclusione ed esclusione prestabiliti. Tutti i partecipanti scelti sono stati sottoposti a visita medica. Sono stati poi istruiti da un gruppo di medici sui principi fondamentali dellomeopatia e sulle caratteristiche di compilazione del diario per tutta la du-

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rata dello studio. Ad ogni soggetto stata fornita una copia di uno studio farmacologico effettuato precedentemente, per una miglior comprensione dello svolgimento dello studio a cui sarebbero stati sottoposti. Tutti i soggetti hanno fornito il proprio consenso informato scritto. b Criteri di inclusione e di esclusione Tutti i criteri di inclusione ed esclusione sono indicati nella Tab. 1.

b Svolgimento dello studio omeopatico del farmaco Questo studio durato almeno 8 settimane per ciascun soggetto (Tab. 2). Durante la prima settimana si sono tenuti i colloqui iniziali con definizione dei criteri di inclusione ed esclusione ed un addestramento dei soggetti inclusi. Le prime due settimane hanno rappresentato una fase preliminare di osservazione (senza trattamento farmacologico). Questa fase servita per stabilire il ritmo circadiano ed un quadro sintomatico generale per ciascuno dei soggetti inclusi. I dati raccolti durante questa fase sono stati successivamente utilizzati per un controllo individuale confrontando i sintomi prima e dopo la somministrazione del farmaco in esame. Fino al termine dello studio, i soggetti inclusi ed il personale spe-

cializzato che ha seguito e coordinato la sperimentazione non erano stati informati sulle caratteristiche o sul nome del farmaco oggetto di sperimentazione. Dalla terza settimana i soggetti hanno iniziato lassunzione del farmaco: erano a conoscenza che si poteva trattare o di uno specifico farmaco omeopatico o di un placebo. I soggetti hanno compilato il diario annotando i singoli dati richiesti durante le settimane da 1 a 6, cio sia durante la fase di osservazione senza assunzione del farmaco (1-2), che durante il periodo di assunzione del farmaco (3-6). A cadenza settimanale era previsto un colloquio con i Coordinatori dello studio. Nelle settimane 7 ed 8, dopo la fine dello studio, i soggetti sono stati tenuti sotto osservazione ed hanno sostenuto un colloquio finale con il Direttore Medico responsabile. b Metodo a cieco I farmaci in esame ed i preparati placebo sono stati forniti dal produttore, (Biologische Heilmittel -Heel GmbH, Baden-Baden, Germania), in forma codificata. Solo dopo la conclusione dello studio e dopo la elaborazione del rapporto conclusivo, il codice stato infranto.

Tab. 1: Criteri di inclusione ed esclusione per lo studio sui farmaci omeopatici.

CRITERI DI INCLUSIONE

Il soggetto gode di buona salute. Il medico ed il soggetto di studio concordano sullo stato generale di buona salute. prevista una visita di routine per confermare questa valutazione

Il soggetto acconsente ad attenersi completamente alle direttive prestabilite per la compilazione del diario. Il soggetto ha osservato e descritto dettagliatamente i sintomi che ha avvertito nel corso dello studio

Il soggetto non ha in programma grandi cambiamenti di vita (trasloco, matrimonio, divorzio, ecc.) ed ha continuato a svolgere le attivit quotidiane secondo le proprie abitudini Il soggetto maggiorenne, in grado di lavorare ed ha sottoscritto il consenso informato

Il soggetto, durante il periodo di studio non ha assunto nessun tipo di farmaco oltre a quello in esame (n stato sottoposto ad interventi chirurgici o odontoiatrici)

CRITERI DI ESCLUSIONE
Terapia farmacologica in corso Intervento chirurgico effettuato nelle 6 settimane precedenti Assunzione di contraccettivi negli ultimi 3 mesi Gravidanza o allattamento Et inferiore ai 18 anni o inabilit al lavoro Compilazione errata del diario

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a.

b Modalit di trattamento Il trattamento stato effettuato secondo uno schema preciso. Sono stati assunti 4 globuli per tre volte al giorno da sciogliere sotto la lingua. Ai soggetti non stato permesso di alimentarsi 15 minuti prima e 15 minuti dopo lassunzione dei globuli. Lassunzione stata interrotta in caso di comparsa di sintomi o, in ogni caso, al pi tardi dopo 3 giorni. Ogni sintomo stato annotato e portato a conoscenza del Direttore della Sperimentazione o del Personale di controllo.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

Tab. 2: Svolgimento temporale dello studio omeopatico del farmaco.


INTERVISTA INIZIALE CRITERI DI INCLUSIONE/ESCLUSIONE VALUTAZIONE INIZIALE ADDESTRAMENTO DEI PAZIENTI

Settimane di osservazione 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

OSSERVAZIONE DOPO LANALISI CONTATTI CON IL PAZIENTE

b Valutazione I soggetti hanno annotato sui propri diari i sintomi comparsi entro un mese in correlazione con la somministrazione del farmaco. I sintomi comparsi dopo la somministrazione sono stati correlati a quelli comparsi durante la fase di osservazione. I sintomi avvertiti dai due soggetti trattati con placebo sono stati riportati nella relazione conclusiva e contrassegnati con la lettera P. Tutti i sintomi trascritti sul diario sono stati di nuovo discussi dettagliatamente dal Direttore con i partecipanti allo studio nel colloquio finale per poter raccogliere eventuali ulteriori informazioni e chiarimenti. Per tutti i sintomi stato specificatamente indicato se si trattava di sintomi nuovi, sintomi vecchi o sintomi modificati. Alcuni individui hanno avvertito un miglioramento di sindromi croniche (p.es. scomparsa di una occlusione nasale cronica). Non sono stati segnalati effetti collaterali indesiderati n durante il periodo di osservazione, n durante lintervista finale.

OSSERVAZIONE DI EFFETTI INDESIDERATI

I sintomi indicati dai soggetti inclusi sono stati raccolti sotto forma di Materia Medica Tradizionale, come utilizzata, per esempio, da Boericke (2). Sulla registrazione dei sintomi nella Materia Medica si sono applicati i seguenti criteri:

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Sintomo unico, caratteristico per un determinato paziente (per es. modalit , sintomi concomitanti, momento della comparsa, localizzazione, specificit ed intensit) Sintomo del tutto nuovo o comunque mai comparso negli ultimi 12 mesi Sintomo comparso dopo meno di unora dallassunzione del farmaco Sintomo presente all inizio e scomparso dopo lassunzione del farmaco omeopatico Sintomo comparso in pi di un paziente. L intensit dei sintomi stata evidenziata mediante diverse modalit grafiche: Sintomi da 3 punti caratteri maiuscoli (almeno 3 pazienti su 15), es. IRRITABILIT * (vedi pag. 32) Sintomi da 2 punti caratteri corsivi (almeno 2 pazienti su 15), es. dolori addominali diffusi ** (vedi pag. 33) Sintomi da 1 punto caratteri normali (almeno 1 paziente su 15), come quelli scritti nei caratteri del testo.

CLASSIFICAZIONE DEI SINTOMI/RELAZIONE CONCLUSIVA

a.
PLACENTA SUIS
Lo studio del quadro farmacologico di Placenta suis stato effettuato dal settembre al dicembre 1994. b Sostanza utilizzata stata utilizzata placenta intera fresca prelevata da suini sani ( Sus scropha domesticus ; Ch. Nr. 29232657). La sostanza viene estratta in condizioni di asepsi da animali sani di et non superiore a 6 mesi sotto costante controllo veterinario ed elaborata secondo la norma 42 della Farmacopea Omeopatica Ufficiale Tedesca (1978). Placenta suis registrata nella Farmacopea Omeopatica Americana con la denominazione Placenta totalis suis (HPUS, dicembre 1998). Il farmaco oggetto di studio stato prodotto sotto forma di globuli (dimensione 3), alla potenza 12CH, secondo la norma 10 della Farmacopea Omeopatica Tedesca (HAB 1978). Il placebo era rappresentato da globuli (dimensione 3) privi di principi farmacologici attivi.

Il Direttore della Sperimentazione ed il Personale di controllo hanno dettagliatamente annotato leventuale comparsa di effetti collaterali indesiderati dopo la somministrazione del farmaco.

OSSERVAZIONE PRIMA DELLANALISI SOMMINISTRAZIONE DEL FARMACO IN ESAME RACCOLTA DEI DATI SUL DIARIO

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b Popolazione In totale hanno partecipato allo studio 17 individui clinicamente sani (3 di sesso maschile e 14 di sesso femminile) di et compresa tra i 23 ed i 58 anni; a 15 soggetti stato somministrato il farmaco, a 2 il placebo. Un individuo ha abbandonato lo studio prima della conclusione dello stesso. b Quadro farmacologico di Placenta suis I sintomi principali osservati durante lo studio sono stati i seguenti: In generale: PERDITA DI ENERGIA. Mancanza di vitalit, sensazione di freddo. Debolezza e tremore. Noia. Umore: IRRITABILIT*, ANGOSCIA. INCUBI. Sogni terrificanti ed angosciosi. Sogni di morte, di cadute, di essere perseguitati, violentati. Sogni agitati. Irrequietezza che peggiora con il risveglio. Vertigini: Vertigini che peggiorano ad occhi chiusi o in posizione orizzontale. Capo: EMICRANIA, SOPRATTUTTO IN REGIONE FRONTALE, come se il capo fosse stretto in una morsa. Cefalea sorda, opprimente. Occhi: Edema palpebrale. Ipersensibilit alla luce. Orecchio: Otalgia persistente, pulsante. Naso: SECREZIONI NASALI. Starnuti. Viso: Eritemi al volto. Bocca: Vesciche di piccole dimensioni sulle labbra e afte endorali e sulla lingua. Prurito alle labbra. Faringe: INFIAMMAZIONE FARINGEA. Gola secca e tendente a ferite, difficolt alla deglutizione. Mal di gola pungente che si estende al tubo digerente. Addome: METEORISMO doloroso legato alla pressione endoaddominale. Algie addominali. Stomaco: ASSENZA DI SETE. DIMINUZIONE DELLAPPETITO. Gastralgia, gastrite urente con pirosi progressiva lungo il tubo digerente.

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FUNICULUS UMBILICALIS SUIS
Lo studio del quadro farmacologico di Funiculus umbilicalis suis stato effettuato dal novembre 1994 al gennaio 1995. b Sostanza utilizzata stato utilizzato il cordone ombelicale fresco prelevato da suini sani ( Sus scropha domesticus ; Ch. Nr. 29232657). La sostanza viene estratta in condizioni di asepsi da animali sani di et non superiore a 6 mesi sotto costante controllo veterinario ed elaborata secondo la norma 42 della Farmacopea Omeopatica Ufficiale Tedesca (1978). Funiculus umbilicalis suis registrato nella Farmacopea Omeopatica Americana con la denominazione Funiculus umbilicalis suis (HPUS, di-

Retto: Stipsi alternata a diarrea. Bruciore e senso di calore durante levacuazione ed immediatamente dopo. Stimolo improvviso alla defecazione. FECI MOLLI ED ACQUOSE alternate a feci composte ed asciutte. Vescica: Dolore durante la minzione. Urina maleodorante (odore molto intenso). Genitali femminili: Eruzioni herpetiche e cisti sulle piccole labbra. Prurito. Laringe, Trachea: Raucedine. Tosse secca con secrezioni nasali. Torace: Senso di oppressione toracica. Esantema al torace. Rachide: Rachialgie che peggiorano da seduti e migliorano in posizione orizzontale. Peggioramento durante le mestruazioni. Arti: Freddo e prurito agli arti. Dolori urenti agli arti inferiori. Sonno: Sonno profondo, risveglio dopo mezzanotte. Sudorazione: Sudore maleodorante durante il sonno. Pelle: Prurito con o senza eruzioni cutanee. Verruche dolorose.

cembre 1998). Il farmaco oggetto di studio stato prodotto sotto forma di globuli (dimensione 3), alla potenza 12CH, secondo la norma 10 della Farmacopea Omeopatica Tedesca (HAB 1978). Il placebo era costituito da globuli (dimensione 3) privi di principi farmacologici attivi. b Popolazione In totale hanno partecipato allo studio 17 individui clinicamente sani (4 di sesso maschile e 13 di sesso femminile) di et compresa tra i 20 ed i 55 anni; a 15 soggetti stato somministrato il farmaco, a 2 soggetti il placebo. Nessun soggetto ha abbandonato lo studio prima della conclusione dello stesso. b Quadro farmacologico di Funiculus umbilicalis suis

a.

I sintomi principali osservati durante lo studio sono stati: In generale: Perdita di energia, soprattutto durante le ore pomeridiane. Sensazione generale di malessere e pesantezza. Esigenza di cibi molto piccanti. PEGGIORAMENTO DURANTE LE ORE POMERIDIANE. Umore: GROSSE DIFFICOLT DI CONCENTRAZIONE. Amnesie, confusione. Sensazione di vivere come in un sogno. Molti sogni. Capo: Pulsazioni al capo, prevalentemente in regione frontale e dopo lingestione di cibo. EMICRANIA, SOPRATTUTTO IN REGIONE FRONTALE. Cefalea nucale e retroauricolare. Occhi: Secchezza oculare, prurito, particolarmente al mattino. Edema e arrossamento palpebrale. Orecchio: Eruzioni cutanee retroauricolari. Prurito nel meato uditivo. Naso: SECREZIONE LIQUIDA E CHIARA DAL NASO. Starnuti che peggiorano nelle ore pomeridiane. Viso: Eruzioni cutanee sul naso e sulle guance. Bocca: Bocca secca con dolori urenti. Patina gialla sulla lingua.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

1. RILEY D. S. - Homopathische Arzneimittelprfungen in der Antihomotoxischen Medizin. Biol. Med. 1998; 27 (1): 23-8. 2. BOERICKE O. E. Materia Medica with Repertory: sides of the body & drug affinities. New Delhi: B. Jain Publishers, Reprint 1976.

BIBLIOGRAFIA

Laringe: Ferite e infiammazione. Raucedine. Oro-faringe: Edema e calore. Linfonodi sensibili alla pressione. Addome: Meteorismo e dolori addominali diffusi.** Senso di saziet. Dolori urenti addominali specialmente in regione periombelicale. Stomaco: AUMENTO DELL APPETITO . NAUSEA. Peggioramento al mattino e dopo pranzo. AUMENTO DELLA SETE. Retto: STIPSI, stimolo alla defecazione. Diarrea. Emorroidi. FECI DURE, di color argilla. Feci scibaliche. Vescica: Urina gialla maleodorante. Genitali femminili: Mestruazioni dolorose. Aumento della libido. Secchezza vaginale. Torace: Eruzioni cutanee con macchie rosse sul torace. Rachide: Rachialgie urenti. Miglioramento alla pressione. Estremit: Freddo, prurito, edemi o insensibilit. Dolore sordo, prevalentemente alle ginocchia e agli arti inferiori. Sonno: Sonno profondo con difficolt alladdormentamento. Sonno agitato. Pelle: Eruzioni cutanee con macchie rossastre senza prurito.

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Per riferimento bibliografico: KING G., RILEY D.S., STOCK W. Nuovi studi sui farmaci omeopaticoomotossicologici Placenta suis e Funiculus umbilicalis suis. La Med. Biol., Aprile-Giugno 2000: pagg. 29-33. Reference: Neue Hompatische Arzneimittelprfungen in der Antihomotoxischen Medizin Placenta suis und Funiculus umbilicalis suis Indirizzo degli Autori: Dr.ssa Gisela King Dr. David S. Riley Dr. Wilfried Stock Dr. Reckeweg Str. 2-4 D-76532 Baden-Baden Germania

a.
33

Di particolare interesse sui farmaci Placenta suis Injeel e Funiculus umbilicalis suis Injeel sono stati pubblicati sulla Rivista La Medicina Biologica, gi Rivista Italiana di Omotossicologia: HIEBER F. Terapia iniettiva intraarticolare con preparati di organo di suino (suis). Riv. It. di Omotossicologia 1988, 1, pagg. 7-12. ENBERGS H. Efficacia di farmaci omeopatici suis ed Arnica comp. Heel sull attivit dei fagociti e dei linfociti. La Med. Biol. 1998, 3, pagg. 5-14. MILANI L. Sottopopolazioni linfocitarie come indicatore di benessere in terapia autoematica omotossicologica. La Med. Biol. 1997, 3, pagg. 9-18.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

SHORT REPORT
E. Bernkopf, V. Broia

Riassunto. Secondo gli Autori lo stato psicologico Rock Rose pu, a volte, essere

times be determined by the respiratory consequences provoked by some clinical patterns of dental malocclusion. In particular, a backward dislocation of the mandible and the tongue can support the manifestation of episodes of sleep apnoea as well as a drastic increase of respiratory morbidity, favouring at the same time feelings of fear and lack of self-confidence typical of the Rock Rose psychologic typology. The Authors therefore think useful to associate structural (i.e. orthodontical and logopaedistic) treatment with Bach Flower therapy. Key words: MALOCCLUSION, OBSTRUCITVE SLEEP APNOEA SYNDROME (OSAS), UPPER AIRWAYS RESPIRATORY SYNDROME

Summary. According to the Authors, the psychological Rock Rose status can some-

determinato dalle conseguenze respiratorie sostenute da alcuni quadri di malocclusione dentaria. In particolare, la dislocazione posteriore della mandibola e della lingua pu favorire linsorgenza degli episodi di apnea durante il sonno ed il drastico aumento della morbilit respiratoria: tutto ci pu incidere notevolmente sulla psiche infantile e causare linsorgenza di insicurezze e paure tipiche dello stato Rock Rose. Secondo gli Autori, pertanto, risulta assai efficace lassociazione del trattamento strutturale (ortodontico e logopedistico) con la floriterapia di Bach. Parole chiave: MALOCCLUSIONE, APNEA NEL SONNO (SAS), MALATTIE RESPIRATORIE OSTRUTTIVE, FLORITERAPIA DI BACH

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ROLE OF THE MANDIBULAR POSITION IN THE ONSET OF ROCK ROSE PSYCHOLOGIC TYPOLOGY

a.

RUOLO DELLA POSIZIONE MANDIBOLARE NELLINSORGENZA DELLA TIPOLOGIA PSICOLOGICA ROCK ROSE

sostenuto da molti Autori, e da noi condiviso, che tra la tipologia psicologica, da un lato, e lo sviluppo strutturale e latteggiamento posturale abituale, dallaltro, esista una reciproca correlazione. In questambito desideriamo sottolineare limportante ruolo della postura mandibolare (individuata dal tipo di occlusione dento-scheletrica presentata dal paziente) nel determinismo della sua abituale postura, ma anche della sua tipologia psicologica, in particolare di quella Rock Rose secondo E. Bach, attraverso linstaurarsi di uno schema respiratorio particolare, da noi considerato lanello intermedio in grado di mettere in relazione la tipologia psicologica con il fenotipo strutturale. Affinch si instauri uno schema respiratorio ideale, nasale per quanto riguarda la via dingresso, costo-diaframmatico per quanto riguarda la motricit e ben equilibrato per latteggiamento posturale abituale, necessaria la presenza di una conformazione cranio-mandibolare adeguata in grado di consentire la normale perviet delle via aeree nasali (Fig. 1).

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

w w
GENIOGLOSSO

w
CO2

Fig. 1: I chemiocettori rilevano la concentrazione ematica di CO2 e O2 e, attraverso il sistema nervoso autonomo, coordinano lattivit dei muscoli faringei che mantengono pervio il faringe. Locclusione fisiologica consente la normale perviet delle vie aeree nasali e, quindi, un corretto schema respiratorio. Il ritmo respiratorio normale.

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CHEMIOCETTORI
O2 S.N.A. MUSCOLI FARINGEI (GENIOGLOSSO) MUSCOLI RESPIRATORI VENTILAZIONE

Ci non possibile se il paziente, in et pediatrica in particolare, presenta un quadro occlusale di morso profondo e retruso. La retrusione mandibolare comporta il contestuale spostamento posteriore della lingua. In presenza di adenoidi e tonsille ipertrofiche e non ostruttive (di per s), la lingua spinge queste ultime allindietro, rendendo lipertrofia ostruttiva di fatto (Fig. 2). Ci trae in inganno lo specialista O.R.L. che non pu esaminare il retrobocca se non a bocca aperta, quando cio la posizione della lingua ed il morso profondo e retruso non sono palesi. In questa tipologia cranio-mandibolare, epidemiologicamente molto frequente, si instaura frequentemente lapnea durante il sonno.

Esiste un meccanismo di feed-back tendente a mantenere normali i livelli ematici di O2 e di CO2. I chemiocettori che rivelano la concentrazione di questi due gas, attraverso il sistema nervoso autonomo, regolano e coordinano sia le contrazioni del diaframma che dei muscoli del faringe (genioglosso in particolare), la cui funzione indispensabile al mantenimento della perviet del faringe stesso, per la mancanza, in questa sede anatomica, di ogni supporto cartilagineo. Nel sonno si assiste ad un calo della sensibilit dei chemiocettori, che comporta una fisiologica diminuzione della ventilazione, ma che pu ulteriormente determinare unincoordinazione tra la contrazione del diaframma e dei muscoli faringei, indispensabili, come gi affermato, al mantenimento della perviet del faringe stesso. Nella zona di minor calibro del lume faringeo, per effetto Venturi, si genera unulteriore caduta di pressione. La somma dei tre fattori elencati (ostruzione adeno-tonsillare, incoordinazione muscolare faringo-diaframmatica, effetto Venturi) pu condurre allinstaurarsi di unocclusione completa, che lulteriore contrazione del diaframma, ed il conseguente aumento della depressione, contribuiscono ad aggravare.

Lepisodio di apnea cessa quando i muscoli faringei tornano al proprio fisiologico funzionamento grazie a stimoli mediati dai chemiocettori, finalmente attivati dallaumento dellipossia, o dai propriocettori faringei, generalmente in seguito ad un brusco risveglio. Questo anomalo pattern respiratorio, oltre a ridurre in quantit ed in qualit il riposo notturno, finisce per peggiorare ulteriormente la sensibilit dei chemiocettori ed alzare la soglia del risveglio, a cui legato frequentemente il fenomeno dellenuresi notturna. Tutto ci incide profondamente sulla psiche del paziente, anche perch la respirazione orale favorisce linstaurarsi del respiro corto, superficiale e costo-diaframmatico, di per s ansiogeno. Infatti a tutti noto il ruolo della respirazione diaframmatica profonda per via nasale nel ripristino di uno stato di calma. Soprattutto, infine, un morso profondo e retruso favorisce, come gi illustrato, la chiusura delle vie aeree nasali nel retrofaringe per il collabimento della radice della lingua con la regione adenoidea. Lapnea durante il sonno, oltre a costituire un momento assai critico, che pu risultare ingravescente nel tempo ed addirittura rischioso per la vita nei casi pi gravi, porta ad un brusco risveglio che il bambino vive in maniera particolarmente angosciosa. Gli istanti della totale mancanza di aria si dissolvono con il risveglio, che immediatamente ripristina la coordinazione fra la muscolatura respiratoria (diaframma in particolare) e la muscolatura che mantiene pervio il faringe (glossofaringeo in particolare). Persiste, tuttavia, il senso di paura per lesperienza vissuta, brevissima ma molto intensa, non strutturata in quanto, proprio perch vissuta durante il sonno, non giunge ad interessare lo stato di coscienza. Spesso il bambino riferisce esperienze oniriche spiacevoli, di vario tipo, scene di guerra, di morte o popolate da animali sgradevoli (zoopsia).

a.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

I risvegli angosciosi portano il bambino a cercare la sicurezza del contatto con i genitori. Dal momento che gli episodi di apnea si verificano sempre durante il sonno, il desiderio di dormire con i genitori diventa un esigenza pressoch costante e vitale. Lo stato di insicurezza psicologica che tutto ci comporta, viene aggravato dalla tendenza di questi bambini ad ammalarsi, proprio perch la respirazione orale, per lintroduzione nelle vie aeree di aria fredda, secca e non depurata dai filtri nasali, porta a frequenti ricadute di patologie respiratorie pi o meno complicate, ma soprattutto reiterate, e pressoch croniche nella stagione fredda. La paura per i medici, ai quali questi piccoli pazienti devono spesso ricorrere, e per le loro pratiche diagnosticoterapeutiche, aggrava ulteriormente lo stato Rock Rose. Se lo specialista ORL decide di intervenire chirurgicamente risolvendo il conflitto tra radice della lingua e la regione adeno-tonsillare con la rimozione di adenoidi e/o tonsille, la decisione, ritenuta senza alternative, non tiene conto del senso di castrazione che il bambino avverte, soprattutto in un distretto (orale), dove risiedono i primitivi apparati di conoscenza, difesa ed aggressivit. Infine, la sommatoria di un atteggiamento pauroso ed insicuro, la salute cagionevole ed il fenomeno dellenuresi, assai spesso collegato allapnea nel sonno, finiscono per simulare quadri primari di regressione e di sofferenza psicologica, che devono essere ricondotti a coinvolgimenti somatopsichici, poich trovano il loro originario determinante substrato nella struttura e non nella psiche. importante sottolineare che il superamento della problematica respiratoria (spesso a favorevole evoluzione con let), non sempre si accompagna al superamento dello stato Rock Rose, che finisce per caratterizzare il paziente per tutta la vita.

MORSO PROFONDO E RETRUSO

a.
CO2 APNEA

it
CHEMIOCETTORI
MUSCOLI FARINGEI (GENIOGLOSSO)

La terapia strutturale rivolta al riposizionamento corretto della mandibola attraverso lapplicazione di dispositivi endorali individualmente progettati e allaumento della perviet nasale grazie allapplicazione di disgiuntori palatini rapidi: il palato, infatti, costituisce la volta del cavo orale ma anche il pavimento del naso ed il suo sviluppo intuitivamente correlato con la perviet delle vie aeree nasali. Contestualmente siamo soliti prescrivere Rock Rose in soluzione idroalcoli-

Fig. 2: Durante il sonno la funzionalit dei chemiocettori diminuisce, rallentando il ritmo respiratorio. La coordinazione tra i muscoli respiratori e quelli che mantengono pervio il faringe pu risultare alterata. Il morso profondo e retruso, dislocando le parti molli retrolinguali, tonsille in particolare, occlude le vie aeree nasali e costringe alla respirazione orale favorendo il russare notturno e gli episodi di apnea.

O2

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EFFETTO VENTURI

S.N.A.

APNEA

MUSCOLI RESPIRATORI VENTILAZIONE

GENIOGLOSSO

w
ca nella classica posologia (4 gocce, 4 volte al giorno). I lusinghieri risultati clinici in 8 anni di esperienza sembrano confermare lefficacia dellassociazione terapeutica floreo-strutturale.

LETTERATURA
1. BATTISTINI A. - Sonno e patologia respiratoria nel bambino. Medico e bambino, 5, 26, 1986. 2. BERNKOPF E. - La placca di riposizionamento mandibolare. Bollettino di informazioni ortodontiche. Anno XVII N 56 Febbraio 1997. 3. BERNKOPF E. - Rapporti tra malocclusione e atteggiamenti scorretti del rachide nel bambino. Il Medico Pediatra. Volume 4, N 1 Febbraio 1995; 19-23.

4. BERNKOPF E., BROIA V., BERTARINI A. - Il lavaggio della mucosa rinosinusale con soluzione idrosalina calda. Il Medico Pediatra. Vol. 7, N 3 Giugno 1998. 5. BERNKOPF E. - Ortodonzia e patologia respiratoria ostruttiva. Medico e Bambino. Anno XVI N 2 Febbraio 1997. 6. BETEL L.- Il tuo corpo ti parla. IV edizione, Ed. Baldini e Castoldi, 1995. 7. BOURDIOL R. J. - Omeopatia e riflessologia. IPSA Editore, 1987. 8. CLAUZADE M. A., DARRAILLANS S. B. - Lhomme, le crane, les dents. SEOO, 1992. 9. CUNDO P. - Espressione di s e comunicazione. Ed. Angeli Milano 1998. 10. FAST J. - Il linguaggio del corpo. Ed. Mondatori, 1971.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

Per riferimento bibliografico: BERNKOPF E., BROIA V. Ruolo della posizione mandibolare nellinsorgenza della tipologia psicologica Rock Rose. La Med Biol, Aprile-Giugno 2000: pagg. 35-38. Indirizzo degli Autori: Dott. Edoardo Bernkopf Specialista in Odontoiatria e Protesi Dentaria c/o Clinica Giancotti Via Tagliamento, 44 I-00100 Roma Email: bernkopf.edoardo@ntt.it Dott.ssa Vanna Broia Specialista in Odontostomatologia Via Petrarca, 3 I-43100, Parma Agosto 1999

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POSOLOGIA: applicare col pennellino poche gocce di SERUM VITAE sulla zona della cute interessata e massaggiare. COMPOSIZIONE: Coenzyme D8 Collagen suis D12 Embryo totalis suis D14 Funiculus umbilicalis suis D14 Labrafil q.b. a 30 ml Flacone da 30 ml, per uso esterno

11. FIBBI A., BLASI S., CASTALDON A. et Al - Espansione palatale rapida (RPE), Visualizzazione radiologica e riscontro rinomanometrico. Progressi in Otorinolaringologia pediatrica. 233, 1987. 12. GUILLEMINAULT C. PELAYO R., LEGER D., CLERK A., BOCIAN R.C. Recognition of Sleep-disordered Breathing in Children. Pediatrics 1996 Nov; 98 (5): 871-82. 13. GUILLEMINAULT C., STOOHS R., SKROBAL A., LABANOWSKI M., SIMMONS J. - Upper airway resistance in infants at risk for sudden infant death syndrome. J Pediatr 1993 Jun; 122 (6): 881-6. 14. RONCHETTI R. - Le componenti strutturali craniofacciali del bambino con ostruzioni delle alte vie e disturbi respiratori nel sonno. Rivista Italiana di Broncopneumologia Pediatrica. Vol. 2N 2-Agosto 1998; 161-164. 15. SCHEFFER M. - Terapia con i Fiori di Bach. Nuova Ipsa Editore, 1990.

SERUM VITAE un rivoluzionario prodotto omeopatico in grado di regolare lequilibrio cellulare di tutto lapparato tegumentario. I principi omeopatici contenuti in questo prodotto vengono veicolati in profondit nellepidermide grazie allazione dellossigeno ionico utilizzato per attivare la miscela omeopatizzata dei componenti. SERUM VITAE complementare in tutti i trattamenti di rivitalizzazione del viso, del collo, del dcollet e del seno, ma pu essere usato su qualsiasi superficie cutanea garantendo una efficace penetrazione e attivit. Lutilizzo del LABRAFIL, gi sperimentato nellAromaterapia dei sistemi, come veicolo biologico del complesso, rende SERUM VITAE perfettamente tollerabile e totalmente anallergico.

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SERUM VITAE

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

SHORT REPORT
M. Stegagno

INTOLLERANZE ALIMENTARI ED IPERTENSIONE ARTERIOSA

Riassunto. possibile ridurre la pressione arteriosa in alcuni pazienti ipertesi eli-

minando dalla loro alimentazione alcuni cibi. Lidentificazione di questi ultimi possibile grazie ad una corretta valutazione delle variazioni posturali dopo contatto perlinguale con tali sostanze. Parole chiave: IPERTENSIONE ARTERIOSA, INTOLLERANZE ALIMENTARI, POSTURO STABILOMETRIA COMPUTERIZZATA

osservazione che eventuali intolleranze alimentari giochino frequentemente un ruolo di forte stress per lindividuo e che lo stress possa essere causa di ipertensione arteriosa, ha stimolato il nostro interesse verso uno studio clinico per la valutazione di una possibile correlazione. Gi da diversi anni attuabile la valutazione delle intolleranze alimentari attraverso una nuova metodica in grado di studiare ogni forma di tale patologia prescindendo dalla via effettrice terminale. noto, infatti, come la via effettrice immuno-mediata sia solo una delle possibili modalit di espressione di una intolleranza. Studi di psico-neuro-endocrino-immunologia, hanno di-

Summary. It is possible to decrease the blood pressure levels in patients suffering from blood hypertension, erasing some foods from their diet.The identification of these foods is possible with a correct evaluation of the change of their postural patterns after a perlingual conctat with these substances. Key words: BLOOD HYPERTENSION, FOOD INTOLLERANCE, COMPUTERISED POSTURO STABILOMETRY

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mostrato come il quadro clinico possa essere dominato da manifestazioni psichiche (le cos dette intolleranze cerebrali), neurologiche, endocrine (squilibri tiroidei, ipofisari, surrenalici, ovarici ecc.) ed immunitarie. Diversi Autori hanno sottolineato come l infiammazione, lo squilibrio neurovegetativo ed altri aspetti possano essere considerati una spia di una intolleranza. In questa sede si vuole porre lattenzione sulla possibile correlazione tra intolleranze alimentari ed ipertensione arteriosa . Studi di fisiologia clinica hanno ben evidenziato come, in presenza di intolleranza alimentare, il contatto del cibo con lindividuo determini una reazione di stress con tutte le va-

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riazioni endocrino-metaboliche correlate. Tutto ci si accompagna, sempre e comunque, ad un calo del tono di tutta o parte della muscolatura scheletrica con conseguente variazione posturale. Ecco, quindi, come la posturo-stabilometria computerizzata assume un valore di grande interesse nello studio delle intolleranze alimentari. Il sistema si compone di una bilancia estremamente sofisticata (denominata pedana), che presenta tre sensori-trasduttori di peso per la valutazione del carico in tre zone del piede (anteriore, laterale e posteriore): il tutto interfacciato con un computer che permette la valutazione della distribuzione dei carichi tra i due piedi e la ripartizione degli stessi su ogni singolo piede. Questi parametri vengono valutati durante una rilevazione continua (un minuto) ed analizzati da un software.

POPOLAZIONE STUDIATA
Sono stati inclusi 364 pazienti di et compresa tra i 35 e i 75 anni (168 M; 196 F) venuti successivamente e ca-

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FOOD INTOLLERANCES AND BLOOD HYPERTENSION

LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

MATERIALI E METODI
La presenza di intolleranze alimentari stata rilevata mediante posturo-stabilometria computerizzata (strumentazione hardware e software Lizard). Per ogni paziente stata effettuata una determinazione stabilometrica di base. Ogni esame stato condotto in condizioni di tranquillit ed a piedi nudi. Nella medesima seduta stata effettuata la misurazione della pressione arteriosa in clinostatismo utilizzando uno sfigmomanometro Riva Rocci dopo aver fatto rilassare il paziente per almeno dieci munuti. Il test stato considerato positivo (intolleranza alimentare presente) qualora si fosse verificata anche solo una delle seguenti condizioni: peggioramento della ripartizione del peso dx sn; modificazione in senso peggiorativo della posizione del baricentro dellorganismo con inadeguata ripartizione dei carichi allinterno dellarea dappoggio podalico quando veniva introdotto nella cavit orale un campione di un determinato alimento opportunamente confezionato in apposite fiale test (GUNA) diluite alla D6 (che rappresenta ancora una diluizione ponderale ).

stata considerata significativa una variazione di almeno il 5% rispetto ai valori di base (concordemente alle os-

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ANALISI DEI RISULTATI
Al termine dello studio (un anno) il 30% dei casi (A) mostrava una normalizzazione dei valori pressori, il 40% (B) un netto miglioramento (riduzione di almeno 20 mmHg di p. sistolica e 15 mmHg di p. diastolica) e variazioni minori nel rimanente 30% (C) (statisticamente non significative). In ogni caso, non sono stati mai osservati peggioramenti. Nei casi di normalizzazione completa dei valori pressori (A) gli ulteriori controlli stabilometrici evidenziavano netto miglioramento e denunciavano una completa assenza di modificazioni posturali negative indotte dal contatto perlinguale con i vari alimentitest; nel gruppo che aveva presentato un netto miglioramento (B) si assisteva o ad una completa assenza di intolleranze o alla scomparsa di quelle vecchie, con comparsa di una o pi nuove intolleranze con maggior frequenza verso cibi non usualmente consumati dai pazienti. Nel terzo gruppo (C) con variazioni minori, si poteva evidenziare una riduzione del numero delle intolleranze e/o una loro minore intensit definita da una minore compromissione dellesame stabilometrico.

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COMMENTI E CONCLUSIONI
I dati su esposti suggeriscono la concomitante origine alimentare di un certo numero di ipertensioni arteriose e della loro conseguente possibile correzione non farmacologica che, nella maggior parte dei casi, stata definitiva. Lassenza di lesioni dorgano importanti dovuta, da un lato, alla relativa recente insorgenza della patologia nei casi studiati e dallaltro, specie nei soggetti in cui linsorgenza datava da pi lungo tempo, alla verosimile minor costanza circadiana degli elevati valori

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sualmente allosservazione, con valori pressori probanti di ipertensione arteriosa (P.A.C. > 140/90 mmHg) non in terapia farmacologica e che non avevano tratto benefici dalle comuni restrizioni dietetiche. I pazienti non erano affetti da altre malattie clinicamente o anamnesticamente rilevabili. Sono stati esclusi i pazienti con significative alterazioni osteo-articolari in quanto non idonei ad una valutazione posturo-stabilometrica ottimale.

servazioni ricavate da studi personali precedenti, in via di pubblicazione). Sono state testate 30 sostanze alimentari diverse scelte tra quelle che pi comunemente determinano intolleranze (latte e derivati, farina, uova, zucchero, carne, pesce, Solanacee, etc.). Dopo ogni determinazione della postura il soggetto veniva invitato a risciacquarsi la bocca in modo da asportare la maggior quantit possibile di sostanza test. La terapia consistita nella eliminazione completa di tutti i cibi che fossero responsabili delle alterazioni dei suddetti parametri; i controlli clinico-strumentali sono stati effettuati a distanza di 1, 3, 7, 15, 30, 60, 90, 120, 180, 240 e 360 giorni.

La normalizzazione della pressione arteriosa documentata nel 30% dei casi (A), stata ottenuta per l 80% in ipertesi lievi e moderati. Il restante 20% era rappresentato da ipertesi gravi. Inoltre l85% dei casi risolti completamente erano affetti da ipertensione da meno di 5 anni; il rimanente 15% presentava valori elevati da un periodo compreso tra i 5 ed i 20 anni. I pazienti con netto miglioramento (B), non presentavano caratteristiche particolari riguardo allepoca di insorgenza della malattia n allentit dei valori pressori (anche se le riduzioni pi consistenti si sono ottenute nei pazienti con i valori di partenza pi alti). Nel gruppo C, le riduzioni ottenute sono state di minor entit e clinicamente di lieve significato, (anche se sempre presenti) tranne in 2 soggetti nei quali i livelli pressori sono rimasti praticamente invariati. Non si sono apprezzate differenze significative fra i due sessi sia tra i responders che tra i non responders. Va sottolineata la mancanza pressoch costante (75% dei casi) di danni d organo (ipertrofia ventricolare allecocardiogramma e/o allECG, retinopatia, nefropatia) negli ipertesi responders, anche tra quelli di pi vecchia data (15%).

LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

LETTERATURA
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pressori. Gli incrementi di tali parametri spesso correlabile allingestione di alimenti verso cui il soggetto manifesta intolleranza. Occorre, altres, considerare che non tutti i soggetti affetti da intolleranza alimentare sono o saranno ipertesi e ci in rapporto al proprio range di tolleranza allo stress ed alla costituzione ed assetto endocrino e metabolico individuale, per cui la via effettrice ultima pu non necessaramente essere rappresentata dallapparato cardiocircolatorio ma da altre funzioni ed apparati (apparato digerente, cutaneo, respiratorio, endocrino, etc.). Oggi , pertanto, possibile identificare un sottogruppo di ipertesi essenziali nei quali lorigine di tale disfunzione identificabile grazie soprattutto alle nuove tecnologie e conoscenze di fisiologia clinica, allergologia e nutrizione. La posturo-stabilometria computerizzata si candida, cos, come strumento complementare di indagine nei pazienti ipertesi, contribuendo alla riduzione del numero dei cosiddetti casi essenziali.

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Dicembre 1999

Per riferimento bibliografico: STEGAGNO M. - Intolleranze alimentari ed ipertensione arteriosa. La Med. Biol., Aprile-Giugno 2000: pagg. 39-41. Indirizzo dellAutore: Dott. Mauro Stegagno Specialista in Medicina Interna e Cardiologia Docente di Kinesiologia Applicata e Massaggio Tradizionale Cinese c/o lIstituto Superiore di Medicina Olistica ed Ecologia - Universit di Urbino Docente A.I.O.T. Via Jussi, 2 I-40068 S. Lazzaro (BO)

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

Homoeopathicum
A cura de

Prof. Salvatore Matarese

PARTE PRIMA

COSTITUZIONI generalit
3 COSTITUZIONI
FOSFORICA 3 GENOTIPI

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LETTURE DIVERSE DELLA REALT FASE STENICA FASE ASTENICA

CARBONICA 3 BIOTIPI 3 COMPORTAMENTI

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FASE REATTIVA

Tab. 1

COSTITUZIONI generalit
MALATTIA ACUTA

COSTITUZIONE
FASE DEGENERATIVA MALATTIA CRONICA

Tab. 2

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FLUORICA 3 CERVELLI DIVERSA REATTIVIT

LE COSTITUZIONI OMEOPATICHE

(Tabb. 1, 2)

SINTOMATOLOGIA DIVERSA

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Homoeopathicum

LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

CALCAREA CARBONICA

(Figg. 1, 2)

Scheda riassuntiva del genotipo C. CARBONICA


ASPETTO FISICO sovrappeso corporeo, carnagione chiara, capelli grossi e ricciuti, addome prominente sottocute molle e muscolatura debole tendenza alla sudorazione (da sforzo e durante il sonno) movimenti goffi ASPETTI CARATTERIALI lentezza, indolenza poca attitudine al gioco, specie alla competizione facile arrendevolezza paura: del buio, della solitudine, di far brutta figura, di essere deriso, ecc. quando sta male diventa nervoso e pauroso SENSAZIONI freddolosit scarsa resistenza fisica

TENDENZE PATOLOGICHE diarrea chiara nella prima infanzia e frequenti raffreddori in et maggiore e adulta ipertrofia tonsillare e dei linfonodi laterocervicali MIGLIORAMENTI nei periodi di stipsi AGGRAVAMENTI sforzi fisici e/o mentali movimenti rapidi dopo lassativi

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Fig. 1

Fig. 2

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gelato, uova cibi caldi e carne

Fisiopatologia del genotipo C. CARBONICA


a livello tiroideo: bassa cinetica ormonale, rallentamento metabolico a livello surrenalico: elevata cinetica ormonale dei corticosteroidi iperinsulinismo sensazione di fame azione anabolizzante aumento della leptina BUONA REGOLAZIONE IMMUNITARIA

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DESIDERI AVVERSIONI

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La C. Carbonica si ricava dal guscio sminuzzato e polverizzato delle ostriche. il farmaco capostipite del genotipo carbonico, tipico dellet pediatrica ed adolescenziale. particolarmente indicata nelle turbe energetiche e metaboliche, dalla prima infanzia alla pubert. Il genotipo carbonico individualizzato da caratteristiche biotipologiche che possono assumere due aspetti: soggetto di carnagione chiara, flaccido con tendenza al sovraccarico ponderale: perde peso con difficolt, anche quando si ciba di alimenti a basso contenuto calorico. soggetto di aspetto scarno e sottile, con viso smunto, coperto da finissime rughe: le rughe sottili si presentano in tratti orizzontali e verticali e configurano piccoli quadrati. Laspetto generale quello di un individuo che abbia sofferto molto. Anche il tipo smunto C. Carbonica, subisce tutti gli stadi tipici della patologia Calcarea, nonostante laspetto non rispetti lo stereotipo classico. interessante sottolineare come una larga percentuale di neonati e bambini necessiti di terapia con C. Carbonica.

b C. Carbonica nel bambino

I bambini C. Carbonica presentano un aspetto abbastanza caratteristico. Generalmente presentano tessuti di consistenza molle e flaccida, di colorito pallido, con tendenza alla sudorazione anche dopo uno sforzo minimo. La sudorazione pi marcata in regione cervicale, poi sul capo e sul viso, ed infine nella parte superiore del dorso. Lamentano scarsa resistenza alla fatica e, conseguentemente, evitano le attivit fisiche. evidenziabile una tendenza al rachitismo con epifisi ossee ingrandite, capo grosso e lenta chiusura delle fontanelle. Ammalano costantemente di nuovi raffreddori. Di atteggiamento riservato, appaiono piuttosto introversi ed abituati a fare affidamento solo sulle proprie capacit. Pigri, preferiscono stare seduti e guardare piuttosto che partecipare attivamente ai giochi con gli altri. Sono soggetti allipertrofia tonsillare, con ghiandole laterocervicali ingrossate ed addome piuttosto voluminoso. Questi bambini soffrono anche di cinetosi (mal dauto e mal di treno). Mancano di resistenza, sono facilmente influenzabili e mancano di iniziativa. Sono molto contenti di starsene seduti e di fare poco o nulla. Nei bambini non vi tendenza alla sudorazione della parte inferiore del dorso, fenomeno evidenziabile, invece, nelladulto. Inoltre, negli adulti, si evidenzia una sudorazione fredda sul palmo delle mani e dei piedi. Usualmente sono costipati (ma non lo notano), oppure non ne soffrono. il bimbo che per tre o quattro giorni non ha nessuno stimolo intestinale: in genere si sentono meglio quando sono stiptici. Quando si manifesta diarrea iniziano a lamentarsi e a manifestare malcontento. Non peggiorano con il tempo umido, come avviene, invece, nel soggetto C. Carbonica adulto.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

Homoeopathicum

I bambini sudano durante il primo sonno per cui, spesso, allontanano le coperte dalla parte superiore del corpo. I bambini C. Carbonica indicano frequentemente particolare preferenza per le uova e per le sostanze zuccherine. Sono intellettivamente validi, ma non sempre brillanti ed intuitivi; piuttosto lenti nellapprendere, sono intolleranti alla fretta. Sono tenaci nel raggiungimento di una meta o di un fine e possono trascorrere intere ore nellesecuzione dei compiti scolastici.

b C. Carbonica nelladulto
Psicologia generale e note fondamentali comportamentali: ben inserito nella realt razionale dominato dal sentimento di ansia associata alla paura lamenta: ansia per il futuro ansia per la salute paura di infezioni paura di malattie cardiache paura del cancro paura della morte paura che gli altri possano notare il proprio stato di confusione impazienza suscettibilit e tendenza ad infastidirsi abbattimento, tristezza, malinconia, inquietudini angoscia.

Questi individui contano principalmente su se stessi per superare le difficolt, per cui sovraccaricano la propria attivit mentale fino a stressarsi intellettualmente. In C. Carbonica lo stato patologico inizia in seguito a stress ed allo sforzo prolungato per superarlo. In normali circostanze sono individui capaci e generalmente sani. Tuttavia lo stress prolungato e laffaticamento conducono al crollo, prima a livello fisico e, successivamente, a livello emotivo e mentale. Il sovraffaticamento, sia fsico che mentale, il grande nemico del soggetto C. Carbonica. A livello fisico il paziente adulto viene dapprima colpito nellapparato muscolo-scheletrico. Reumatismo ed artrite sono le principali manifestazioni. Il peggioramento si manifesta col clima freddo e umido ed il miglioramento con il caldo. La prima regione muscolo-scheletrica colpita, nel paziente C. Carbonica quella lombare. I disturbi si estendono alla regione cervicale ed alle estremit. Ogni volta che si osserva un paziente leggermente obeso, disturbato dal clima freddo e umido e che si lamenta soprattutto di dolori artritici e reumatici, vi sono forti sospetti che il soggetto presenti una biotipologia C. Carbonica. Questi pazienti presentano estremit fredde ed indossano i calzini prima di coricarsi: successivamente, durante la notte, finiscono per toglierseli, perch i piedi cominciano ad es-

sere troppo caldi. come se il sonno producesse calore. Contemporaneamente, sia a livello emozionale che mentale, cominciano a manifestarsi i primi segni di esaurimento. Tendono a fissarsi su piccole cose: sono ossessionati dai dettagli irrilevanti. Un sintomo caratteristico che compare in C. Carbonica durante il crollo a livello mentale, la paura che gli altri possano notare la propria confusione. Sono consci della propria incapacit a mantenere la concentrazione e della confusione che ne deriva. Vivono nel terrore che la propria confusione venga notata e valutata negativamente dagli altri. Questo, comunque, un sintomo che il paziente C. Carbonica non confesser mai spontaneamente. Dovete porgli la domanda direttamente, per averne conferma. Di solito egli risponder con un enfatico S!, e con unenorme espressione di sollievo. Prover molta gratitudine per il fatto che unaltra persona lo possa capire. Durante lo sviluppo della patologia mentale ed emotiva, si potranno osservare la scomparsa di molti sintomi fisici; la prima a scomparire, naturalmente, la sudorazione. Questi pazienti, profondamente sofferenti, potranno soffrire le basse temperature, ma non in maniera evidente come prima. Anche il desiderio di uova e dolci potr scomparire. A questo stadio pu essere facile confondere il soggetto C. Carbonica con quello C. Phosphorica. Se il paziente manifesta la tipica sete per le bevande fredde, il desiderio di gelato e di sale, la diagnosi biotipologica potrebbe essere alquanto difficile. Lansia per la salute, la paura della morte e le suggestionabili paure del cancro e del mal di cuore, possono far pensare a C. Phosphorica quanto a C. Carbonica. Inoltre si pu manifestare paura dei tuoni e del buio. C. Carbonica presenta palpitazioni cardiache simili a quelle di C. Phosphorica. Pochi sono gli elementi differenziativi tra C. Carbonica e C. Phosphorica: C. Carbonica non ha bisogno di compagnia quanto C. Phosphorica. C. Carbonica tende a dormire sul lato sinistro, mentre C. Phosphorica preferisce dormire su quello destro. C. Carbonica preferisce il cibo caldo, mentre C. Phosphorica, prevalentemente, quello freddo. Entrambi possono avere sete di acqua fredda, sebbene questo fenomeno sia molto pi evidente in C. Phosphorica. Infine, laspetto fisico del tutto differente. C. Carbonica di solito obeso e flaccido. Persino il paziente C. Carbonica magro e con rughe non mai delicato nellaspetto, come C. Phosphorica che alto, sottile ed elegante.

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b INDICAZIONI TERAPEUTICHE (Figg. 3, 4, 5)


C. Carbonica trova indicazione: 1. Nel lattante 2. Nelladolescente prepubere 3. Nell adolescente pubere [maschio: (3a); femmina: (3b)] 4. Nelladulto senescente

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FARMACI DI BASE NEL TIPO COSTITUZIONALE C. CARBONICA

CALCIUM CARBONICUM

SULFUR

GRAPHITES

LYCOPODIUM

SEPIA

BARYUM CARBONICUM

PSORINUM

Fig. 3

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NOSODI Psorinum Tuberculinum Medorrhinum SULFUR FEGATO Bryonia Nux vomica Carduus m. Taraxacum Chelidonium Podophyllum

FARMACI INDICATI NELL'INDIVIDUO C. CARBONICA BREVILINEO STENICO

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PANCREAS Senna Iris Momordica RENE Ac. oxalicum Solidago Pareira Ac. benzoicum
Fig. 5

2. Nelladolescente prepubere rachitismo linfatismo diatesi essudativa asma bronchiale allergopatie obesit dermatiti.

3a. Nelladolescente pubere maschio obesit con note cliniche tipo distrofia adiposo-genitale obesit semplice con note anamnestiche di malattie dismetaboliche come diabete e dislipidemie.

CUTE Arsenicum album Sarsaparilla

ARTICOLAZIONI Rhododendron Rhus tox Dulcamara Colchicum

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FARMACI INDICATI NELL'INDIVIDUO C. CARBONICA BREVILINEO ASTENICO
NOSODI Psorinum Medorrhinum PROSTATA Sabal PANCREAS Senna CALCIUM CARBONICUM RENE Berberis Chimaphila FEGATO DIGERENTE Aloe Antimonium c. FEGATO Chelidonium Taraxacum Cynara

INTESTINO RETTO Ruta Aesculus Arnica Paeonia

CIRCOLAZIONE Aesculus Hamamelis

Fig. 4

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HEPAR SULFURIS

1. Nel lattante: intolleranza al latte diarrea acida insonnia spasmofilia mucositi rinofaringiti recidivanti sudorazione profusa, specialmente al capo turbe dellaccrescimento turbe della dentizione turbe digestive eczema del lattante eritema da pannolino.

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3b. Nelladolescente pubere femmina ritardo del menarca per cause funzionali ovariche o ipotalamo-ipofisi-ovariche. 4. Nelladulto Nella femmina adulta: lindicazione principale riguarda il periodo menopausale in cui possibile osservare turbe funzionali del ciclo mestruale quali: menorragia metrorragie utero fibromatoso. Sia nel maschio che nella femmina: turbe vascolari ipertensione arteriosa turbe metaboliche: obesit, gotta, litiasi biliare e renale, artropatia artrosica.

Scheda riassuntiva del genotipo C. PHOSPHORICA


Sovente, nellanamnesi familiare, si ritrova la malattia TBC Ipersensibilt del SNC e del SNA Sintomatologia fisica e psichismo estremamente variabile Iperpiressia o febbricola per patologie "minime" Patologie a localizzazione mucosa o sierosa Demineralizzazione Dimagramento, disidratazione Freddolosit con piacere di stare allaria aperta
Fig. 6

FARMACI DI BASE NEL TIPO COSTITUZIONALE C. PHOSPHORICA


CALCIUM PHOSPHORICUM NATRIUM MURIATICUM SILICEA SEPIA TUBERCULINUM

CALCAREA PHOSPHORICA

b Turbe della dentizione

Il metabolismo del fosforo,soprattutto quello dei fosfati, legato non solo a quello del calcio, ma anche a quello del magnesio, che si fissa nelle ossa e nei denti sotto forma di fosfato. Questi tre metabolismi (del calcio, del fosforo e del magnesio) sono, nel soggetto C. Phosphorica, finemente intercorrelati. La dentizione del soggetto C. Phosphorica non avviene omogeneamente. I denti, specialmente quelli relativi alla seconda dentizione, appena spuntati, si cariano con relativa facilit. Spesso si assiste anche ad un ritardo della dentizione.

Il soggetto C. Phosphorica soffre di turbe della dentizione e dellossificazione (accrescimento), turbe digestive, respiratorie, della circolazione veno-linfatica e del SNC.

La C. Phosphorica un rimedio ad azione molto profonda, con ampio spettro sintomatologico, facile ad essere confuso con altri rimedi comunemente conosciuti come policresti. C. Phosphorica agisce sullorganismo in relazione al metabolismo dei suoi due elementi costitutivi: il calcio ed il fosforo. Il fosfato di calcio presente in tutti i tessuti organici, ad eccezione del tessuto elastico. presente nei seguenti liquidi organici: linfa, saliva, plasma, sangue, succo gastrico, latte, sperma e negli essudati sierosi. presente negli eritrociti ed in particolare nelle emazie giovani. particolarmente abbondante nel tessuto osseo e nei denti.

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(Figg. 6, 7)
Fig. 7

b Turbe dellossificazione

Lossificazione avviene con modalit anomale. Si assiste, a livello delle suture ossee e delle fontanelle, ad una ossificazione ritardata ed insufficiente per cui queste ultime non si chiudono nei tempi fisiologici, rimanendo aperte pi a lungo. Le diafisi ed epifisi ossee si saldano tardivamente. Pertanto il soggetto C. Phosphorica cresce pi della norma, per il ritardo di sutura tra le diafisi e le epifisi in seguito allalterazione del metabolismo del fosfato di calcio. Lindividuo demineralizzato avr pi probabilit di ammalarsi di tubercolosi. Lalterazione del metabolismo calcico, diminuendo il tono muscolare, favorir, come in C. Carbonica, la comparsa della scoliosi, per impossibilit dei muscoli paravertebrali a sostenere adeguatamente la colonna vertebrale. C. Phosphorica un rimedio per il reumatismo. Il paziente demineralizzato accuser dolori nelle sinfisi e nelle articolazioni. Le algie sono aggravate dal freddo, dallumidit e dal movimento. Accuser dolori reumatici al minimo freddo (specialmente quello umido) soprattutto a livello delle articolazioni scapolo-omerali, gomiti e ginocchia. La demineralizzazione del soggetto C.Phosphorica, interessando il metabolismo del calcio, del fosforo e del magnesio aprir le porte allinfezione tubercolare (non solo alla forma ossea e articolare), ma anche dei linfonodi e del polmone. Si potranno anche osservare, a livello anale, la presenza di tragitti fistolosi che rappresentano lespressione periferica della malattia tubercolare.

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b Turbe digestive
La nutrizione e la digestione del soggetto C. Phosphorica saranno necessariamente anomale. La mucosa intestinale necessita di un metabolismo fosfo-calcico equilibrato. Il calcio molto importante nei processi digestivi, particolarmente in quelli del latte. quindi evidente che lindividuo, nel quale questi due metabolismi sono simultaneamente alterati, presenti continuamente disturbi digestivi. Ha fame ogni momento. La fame spesso seguita da scariche diarroiche riflesse, perch non digerisce. Ha una grande sete, provocata dalla diarrea e dall aumento dellemissione di urine. Ha desiderio di sale, per cui il soggetto C. Phosphorica desidera i salumi ed in particolare gli alimenti affumicati e salati: lardo, prosciutto, carni affumicate. Questo desiderio di sale sembra essere una autodifesa reattiva dellorganismo, il cui fine quello di trattenere gli elementi minerali che consuma, eliminandoli in maniera eccessiva con le urine e la diarrea. La diarrea, spesso, causata da alimenti acidi o dallassunzione di frutta acida. Non pu sopportare gli acidi, perch questi peggiorano la sua demineralizzazione e li espelle con la diarrea. il caso delle diarree estive dei bambini, che mangiano troppa frutta: il rimedio , quindi, efficace in tutte le diarree provocate da eccessivo assorbimento di frutta. Spesso accusa coliche addominali prima della diarrea e persino episodi colici subito dopo aver mangiato, seguiti da diarrea postprandiale o poco tempo dopo il pasto. C. Phosphorica , unitamente a China, il medicamento per le diarree postprandiali. La diarrea di C. Phosphorica spesso verdastra, acquosa, a spruzzo, accompagnata da molto gas e da coliche. Pu anche manifestarsi durante la dentizione (soprattutto nella seconda dentizione), momento in cui lorganismo esaurisce la propria riserva di fosfati di calcio sia per la crescita dentale che per quella globale. Con la diarrea si produce anche perdita di fosfati, poich un terzo di questi ultimi vengono eliminati con le feci. Ma questa perdita ancora molto pi accentuata attraverso le urine, che questo paziente presenta estremamente copiose, con abbondante deposito di fosfati. Sem-

bra che lindividuo si demineralizzi, soprattutto attraverso il meccanismo di perdita di fosfati urinari. Le urine, conseguentemente, sono urenti durante tutta la minzione; il paziente ha un frequente bisogno di urinare e (qualche volta) pu accusare incontinenza per mancanza di tono dello sfintere vescicale, dal momento che il calcio uno degli elementi essenziali per il mantenimento del tono muscolare.

b Turbe respiratorie
C. Phosphorica ha un apparato respiratorio estremamente sensibile e reattivo. molto sensibile al freddo e allumidit: un tubercolinico; soffre di reazioni febbrili (spesso febbricole) al minimo abbassamento della temperatura; presenter raffreddori frequenti, riniti croniche, laringiti ricorrenti, con dolori e sensazione urente retrosternale e retroclavicolare. Il torace sar dolente (in particolare la regione inferiore del polmone sinistro) per reazione infiammatoria a carico della pleura. Si spiega cos lefficacia di Calcium phosphoricum (associato ad Apis e a Bryonia) nelle pleuriti. In C. Phosphorica pu manifestarsi una tosse ribelle al momento della dentizione, poich questo periodo particolarmente critico nel soggetto demineralizzato, come abbiamo gi evidenziato. La tosse pu perfino essere soffocante, abbaiante, convulsiva e migliora coricandosi, come tutti i sintomi del rimedio, a causa della debolezza nervosa e muscolare.

STATUS PSICO-MENTALE DEL GENOTIPO C. PHOSPHORICA

Atteggiamento ansioso Depressione Tristezza Ciclotimia Iperreattivit mentale Disreattivit immunologica Alterazione del senso del corpo per calo energetico sul piano somatico

Fig. 8

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b Turbe della circolazione venosa e linfatica


Il soggetto C. Phosphorica lamenta spesso patologie a carico dei gangli linfatici e dei tessuti linfoidi, quali tonsille ed adenoidi. Lappendicite non rara in questi soggetti a causa della grande sensibilit intestinale e dellingorgo linfatico. Anche le mucose e la pelle potranno presentare espressioni patologiche come eczema, herpes, prurito, desquamazione, rugosit. La sudorazione notturna potr essere accentuata. Non raramente potremo osservare anemia, iposideremia, ipotensione, segni peraltro tipici del genotipo fosfo-tubercolinico che possono associarsi a palpitazioni, angoscia e scarsa resistenza allo sforzo fisico e mentale.

b Turbe a carico del sistema nervoso (Fig. 8)


La scontentezza il motivo dominante intorno a cui si sviluppa il tipo psicologico C. Phosphorica. I pazienti C. Phosphorica non sanno quello che vogliono. Sanno che qualcosa si guastato in loro, ma non sanno precisamente cosa, n come porre rimedio al riguardo. La pigrizia affligge tutto l organismo, e ci conduce ad una profonda scontentezza ed insoddisfazione. evidente che lassommarsi della turba calcica alla turba fosforica si rifletta sul sistema nervoso che necessi-

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ta dei buoni uffici di questi due elementi essenziali al suo normale funzionamento. E cos, a dominare la scena, saranno laffaticabilit nervosa, lirritabilit e linstabilit del fosforo. Il tipo C. Phosphorica sar pi vivace di quello C. Carbonica, ma conseguentemente pi ipersensibile ed anche meno resistente. Non sa applicare la propria intellettualit ad un lavoro prolungato. Ha dei lampi ideativi, ma nessuna perseveranza intellettuale. distratto: il lavoro intellettuale lo affatica molto presto. nervoso, brontolone e molto sensibile alle contrariet. Ci fa s che il rimedio possa essere indicato nelle turbe dovute a preoccupazioni, dispiaceri, fastidi e contrariet (come Ignatia), ma con reazioni meno spastiche. Pu presentare note depressive, timori, ansiet; presenta infine una particolare instabilit, non sta bene in nessun luogo, vuole uscire, poi, appena uscito, vuol rincasare: una smania di muoversi, dovuta alla propria instabilit ed incapacit a stare tranquillo. Accuser anche cefalea o emicranie, particolarmente durante lo sforzo intellettuale. il caso degli studenti durante la pubert, che hanno mal di testa ogni volta che entrano in classe e che tornano regolarmente da scuola con lemicrania. Questa cefalalgia si accompagna ai sintomi del rimedio ed in particolare alla tendenza diarroica. Il paziente ha limpressione di avere la testa fredda o di avere un pezzo di ghiaccio sulla sommit del capo. Il primo bersaglio naturalmente il tratto cervicale, la regione toracica superiore (scapole comprese). Possono manifestarsi dolori simili a scariche elettriche, che sembrano esplodere in tutte le direzioni. Questi dolori sono aggravati soprattutto dalle correnti daria e dal clima freddo-umido, come in Rhus tox e Cimicifuga. La regione cervicale, in generale, interessante per lo studio dei rimedi e delle varie cause. A livello mentale-emotivo, in particolare, i dolori in questa zona simboleggiano i conflitti fra le richieste e le perplessit sulla capacit di far fronte a queste richieste. La societ moderna (urbana in particolare), amplifica questi disagi; veniamo sottoposti a numerosi stress ai quali il nostro organismo non sempre preparato: se la reattivit di un individuo non in grado di affrontare questi stress, il meccanismo di difesa crea un blocco in regione cervicale, il tramite che collega gli organi mentali ed emotivi dellorganismo. Questo processo pu manifestarsi anche negli altri rimedi, ma particolarmente evidente nella patologia di C. Phosphorica. la sensazione di una mano che stringa i vasi sanguigni del collo, arrestando la circolazione. Ludito potr indebolirsi per diverse cause: debolezza nervosa, decalcificazione delle strutture ossee uditive, catarro tubarico e catarro nasale ripetuto o cronico. Nel maschio come nella femmina si assiste ad una particolare eccitazione del desiderio sessuale, che pu giungere sino alla ninfomania a causa della ipersensibilit del soggetto. Ne consegue, soprattutto nei giovani, la tendenza allonanismo, che, nel maschio giovane, aggraver la perdita di fosforo, di calcio e di zinco che lo sperma contiene in forte percentuale.

3 GENOTIPI COSTITUZIONALI CARBONICO FOSFORICO FLUORICO

3 strutture neuroendocrine coinvolte Tiroide Ipofisi Surrene

Il soggetto cabonico presenta a livello neuronale un voltaggio normale o basso. Il soggetto fosforico presenta a livello neuronale un voltaggio normale o alto.
Tab. 3

SOGGETTO CARBONICO

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Tab. 4 Tab. 5

a livello tiroideo: bassa cinetica ormonale, rallentamento metabolico a livello surrenalico elevata cinetica ormonale dei corticosteroidi iperinsulinismo < tolleranza ai carboidrati sensazione di fame azione anabolizzante incremento del tessuto adiposo aumento della leptina BUONA REGOLAZIONE IMMUNITARIA SOGGETTO FOSFORICO

a livello tiroideo: elevata cinetica ormonale, aumento del catabolismo a livello surrenalico bassa cinetica ormonale dei corticosteroidi iponatriemia iperkaliemia ipotensione arteriosa possibile disregolazione degli ormoni gonadici ipoinsulinismo scarso appetito magrezza disregolazione della leptina DISREGOLAZIONE DELLA RISPOSTA IMMUNITARIA

SOGGETTO CARBONICO Dismetabolico Ben inserito nella realt Razionale Dominato dal sentimento di paura SOGGETTO FOSFORICO Disregolazione ipotalamo-ipofisaria Turbe dellumore Depressione-ansia Disregolazione immunitaria Autoimmunit

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LETTERATURA

1. BINET C. - LHomeopathie Pratique - Ed.Dangles - Paris, 1972. 2. CHARETTE G. - La Materia Media Omeopatica spiegata - IPSA Editore, 1988. 3. KENT J. T. - Repertorio della Materia Medica Omeopatica - SO WEN ed., 1983. 4. KENT J. T. - Lezioni di Omeopatia - EDIUM - Milano, 1984. 5. MATARESE S. - Appunti di Clinica Medica Omeopatica Costituzionale - Ed. Guna, 1996. 6. VANNIER L. - POIRIER J.: Prcis de Matire Medicale Homeopatique - DOIN, 1964. 7. ZISSU R. - Matire Medicale Homeopatique Costitutionelle - Peyronnet Ed., 1960. 8. ZISSU R., GUILLAUME M. - Fiches Matire Medicale Homeopatique - Ed.Boiron, 1980.

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(1 continua)

C. Phosphorica trover indicazione anche in tutte le affezioni demineralizzanti; nelle malattie acute, che in generale si accompagnano a perdita marcata di fosfati con le urine; dopo ripetute gravidanze in giovani donne che hanno esaurito le proprie riserve minerali; nelle tubercolosi polmonari, che causano sempre deficit minerali; nel corso o dopo diarree dellinfanzia o delladolescenza; nellanemia dei giovani, cresciuti troppo rapidamente; nelle diarree dei tubercolotici; nelle fratture, soprattutto se presentano ritardi di consolidazione. Anche i versamenti sierosi beneficeranno dal medicamento: pleuriti siero-fibrinose, peritoniti tubercolari, polisierositi, versamenti reumatici delle grandi articolazioni. Gli igromi, gli idroceli e in generale tutti gli essudati sierosi potranno beneficiare dalluso di questo rimedio ed essere in relazione con una alterazione del metabolismo del fosfato di calcio. La tendenza emorragica di C. Carbonica come di C. Phosphorica, si ritrova nelle epistassi, nelle emottisi e nelle diarree sanguinolente. Le mestruazioni saranno spesso troppo precoci, a volte con sangue molto chiaro a causa dellanemia. Infine presente una leucorrea incolore e filante. Questultima in relazione con lo stato linfatico delle mucose, gi riscontrato in C. Carbonica e con lo stato ossigenoide del soggetto, che trova una via di eliminazione delle scorie provocate da ossidazioni organiche troppo vivaci. Le differenze tra il genotipo C. Carbonica e C. Phosphorica sono evidenziate nelle Tabb. 3, 4 e 5.

G. ROSSINI (1792-1868). Aspetto somatico caratteristico della costituzione omeopatica calcarea carbonica.

F.F. CHOPIN (1810-1849). Aspetto somatico caratteristico della costituzione omeopatica calcarea phosphorica.

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l a e r e t Let e r o t t e r Di
Roma 9-10-1999 E-mail: gradirei ricevere notizie presunta tossicit senecio in riferimento allarticolo pubblicato sulla Rivista Medicina Naturale, n4 Luglio-Agosto 99 a firma della dr.ssa Campanini. La sottoscritta Medico Chirurgo prescrive preparati Heel contenenti la suddetta sostanza. Grazie. Dr.ssa Marzia Ferrari Roma Milano 14-10-1999 E-mail: Gentile Dr.ssa Ferrari, per poter adeguatamente rispondere al Suo quesito necessario che Lei faccia pervenire, in Redazione MB, la fotocopia dell'articolo in questione. P.S.: se ci invia il quesito scritto in forma circostanziata, potremo inserirlo, con relativa risposta, nella rubrica Lettere al Direttore della Rivista La Medicina Biologica. Molto cordialmente. Prof. L. Milani Roma 18-10-1999 St.mo Prof. Milani, Le invio quanto richiesto in attesa di una cortese risposta. Grazie. Dr.ssa Marzia Ferrari 3. LUniverso delle Piante Medicinali. Riva, Ghedina e Tassotti Ed., 1995. 4. Fitoterapia. Fiorenzuola. Masson Ed., 1993. Il senecio viene segnalato nella terapia del diabete mellito (Funke, 1978) e classicamente come emmenagogo nella terapia delle amenorree e dismenorree: lestratto fluido di senecio rende pi sopportabili i dolori pre e mestruali. Una specie cinese di senecio (Senecio scandens, Buch, Hans) viene utilizzata, nella medicina popolare, per le malattie oftalmiche (310 g).

entile Dr.ssa Ferrari, grazie per avermi inviato il materiale richiesto (fotocopia dellarticolo: Sei piante da prescrivere con prudenza, della Dr.ssa E. Campanini, Medicina Naturale, Luglio-Agosto, 1999, pagg. 72-75). Le specie del Genere botanico Senecio (AsteraceeCompositae) si sono perfettamente adattate in Europa, Asia ed in molte altre parti del mondo: in Italia alcune specie infestanti sono molto frequenti lungo le siepi, nei prati, negli incolti, presso le abitazioni, dalla costa marina fino alle regioni subalpine. Il senecio (volgarmente chiamato senecione, dal latino senex=vecchio, alludendo ai capolini che diventano bianchi come i capelli di un vecchio) una pianta erbacea annua. Dal punto di vista fitoterapico viene utilizzata la pianta intera , raccolta prima della fioritura (Fig. 1). Gli estratti fitoterapici sono: estratto fluido (g1=26 gtt); dosi: g 2-3/die; tintura: estratto fluido (g 20), alcool al 20% (g 80) [10-15 g pro die]; sciroppo (estratto fluido senecio g 5), sciroppo semplice F.U. g 95 (3-4 cucchiai pro die); elisir (estratto fluido di senecio g 5); elisir Garus g 200 [(a bicchierini) g 200]. Il senecio non viene sempre menzionato nei testi di fitoterapia. Fra gli altri: CITAZIONI 1. Trait des Plantes Mdicinales Chinoises. Encyclopdie Biologique XLVII, pag. 315. Ed. P. Le Chevalier, Paris, 1955. 2. Piante Medicinali. Clinica Farmacologica e Terapia. Vol. II, pagg. 1502-1511; Benigni, Capra, Cattorini. Ed. Inverni e Della Beffa. Milano, 1964. 3. Le Piante della Salute. Atlante delle Piante Medicinali, pag. 146; Bianchini, Corbetta. Ed. A. Mondadori, 1975. NESSUNA CITAZIONE 1. Guida alle erbe della salute. Turtula, Armenia Ed., 1975. 2. Tacuinum Sanitatis. Electa Ed., Milano, 1979.

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NECINE

ALCALOIDI PIRROLIZIDINICI (ne sono stati descritti ben 41) fra cui: Senecionina (Granval, 1895; Kenovalova, 1937); Senecifillina [Adams, 1951 (a); Adams, 1951 (b)]; Retrorsina (Shun, 1960) ACIDI SENICI

Soprattutto gli alcaloidi pirrolizidinici del senecio, estremamente tossici, sono esteri di alcammine, comuni a molti altri alcaloidi. Il Genere senecio particolarmente ricco di specie (circa 60) dal momento che praticamente ubiquitario. Cushny e Watt (Lancet, 2, 1089; 1920), pur non impiegando principi attivi particolarmente puri, poterono dimostrare che alcune specie di senecio (S. vulgaris, S. jacobea, S. silvestris) sono tossici provocando gravi alterazioni epatiche nel gatto e nel ratto; successivamente Chene e Chen-Rose (J. Pharmacol Exp. Ther., 1935) poterono evidenziare degenarazione e necrosi epatica nel topo: lesame anatomopatologico rilev una necrosi localizzata attorno alla vena centrolobulare del fegato con infiltrazione leucocitaria e vacuolizzazione del citoplasma delle cellule parenchimatose. Chen, Harris e Rose (J. Pharmacol Exp. Ther., 1940) e Anderson e Chen (ibidem, 1943) dimostrarono che se si iniettava endovena lestratto di senecio in dosi subletali nel topo, nel ratto e nella cavia, si provocavano convulsioni toniche. La pianta, utilizzata come alimento, determina nelluomo sintomi specifici di avvelenamento cronico, simili a quelli che si osservano nel bestiame ali-

Fig. 1

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Le componenti tossiche del senecio sono rappresentate principalmente da:

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Le indicazioni terapeutiche di Senecio fuchsii omeopatizzato sono: amenorrea, dismenorrea, mestruazione irregolare, accompagnata da irritazione vescicale. Tutti i disturbi migliorano dopo linizio della mestruazione. Anche nei casi di leucorrea si osservano degli effetti terapeutici positivi. Senecio fuchsii usualmente utilizzato in combinazione con rimedi omeopatici dallazione similare (da: Materia Medica Omeopatica. H.H. Reckeweg, Guna Ed., 1990). Le indicazioni di Hormeel S sono: Disturbi funzionali del ciclo. Trattamento ausiliario farmacologico della sterilit. Regolazione e stimolazione della funzionalit delle ghiandole endocrine (da: Ordinatio Antihomotoxica et Materia Medica. Guna Ed.).

A parte il fatto che in Hormeel S contenuto Senecio fuchsii e che in Senecio aureus Injeel (farmaco unitario a diluizione scalare) contenuto solo Senecio aureus e non Senecio vulgaris o Senecio jacobea (citati nellarticolo in questione), le diluizioni omeopatiche sono tali da non risultare tossiche, per lassenza completa di strutture molecolari alcaloidi (molto complesse, vedi Fig. 2) e conseguentemente non in grado di legarsi a recettori di membrana e svolgere quindi azione tossico-metabolica. Le diluizioni omeopatiche non sono mai tali da riprodurre gli effetti tossici delle tinture madri dalle quali sono derivate e prodotte. Leffetto omeopatico di natura informazionale, elettromagnetico, capace di innescare, almeno per le basse e medie diluizioni, la reazione immunologica di soccorso (bystander reaction) (Heine, 1998) e non attraverso il ben noto principio farmacologico ligando-recettore delle dosi ponderali.

Le indicazioni terapeutiche di Senecio aureus Injeel D1230-200 sono: Amenorrea, dismenorrea, mestruazioni irregolari, accompagnate da irritazione vescicale: con linizio delle mestruazioni si verifica aumento di tutti i sintomi (da: Ordinatio Antihomotoxica et Materia Medica. Guna Ed.).

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mentato accidentalmente con senecio (effetto paralizzante sui nervi motori ed azione digitalo-simile sul cuore). Per queste ragioni sono rimasto sorpreso nellapprendere dallAbstract in inglese (posto in riquadro) apparso nellarticolo della Dr.ssa Campanini che dallEstratto della Commissione E (1990) lutilizzazione terapeutica del senecio sconsigliabile (sic!) sia a causa della debole e non dimostrata attivit terapeutica fitoterapica, che per la presenza di composti tossici come gli alcaloidi pirrolizidinici e che solo nel 1998, ha riconsiderato 280 specie di 40 Generi botanici differenti contenenti alcaloidi pirrolizidinici, ritenuti tossici con effetti mutageni e cancerogeni a livello epatico. La bibliografia che Le ho segnalato era altamente probante ed esplicativa sulla epatotossicit del senecio gi mezzo secolo fa! Nellarticolo da Lei citato si fa specifico riferimento a Senecio vulgaris L. e a Senecio jacobea L. Senecio vulgaris L. contiene prevalentemente senecionina (C18H25O5N), mentre Senecio jacobea L. contiene prevalentemente senecifillina (C18H23O5N), jacobina (C18H25O6N), jaconina (C18H26O6NCl) e jacolina (C18H27O7N): questo dal punto di vista della fitotossicit. Devo segnalarLe che la Heel (Baden Baden, Germania), a cui fa riferimento nella sua lettera, produce 2 farmaci omeopatici contenenti senecio: 1. Hormeel S (Senecio fuchsii in D6), gocce e fiale; 2. Senecio aureus-Injeel (contenente Senecio aureus in D12-30-200), fiale.

Fig. 2: Senecionina.

Inoltre in alcune pubblicazioni (fra le altre): Johanny J. Notion essentielle de Materie Medicale Homoeopatique. Ed. Lab. Boiron 1976, pag. 366. Binet C. LHomoeopathie pratique. Ed. Dangles. Paris 1972, pag. 154. Duprat H. Materia Medica Omeopatica. F.lli Palombi Ed., III vol., pag. 194. Bianchi I. Repertorio Omeopatico Omotossicologico. Guna Ed. 1993. pag. 562. Reckeweg H.H. Materia medica Omeopatica. Guna Ed. 1990, pag.356. Picard P. Les dysmenorrhes de la jeune fille et lHomoeopathie. Maloine, Paris, 1981. pag. 211. Lathoud S. Etudes de Matire Medicale Homoeopatique (2 vol.). Galles Ed. 1991, pag. 343. Matarese S. Le patologie acute dellapparato genitale femminile. Riv. It. di Omotossicologia, 1990, 3, pagg. 24-30. in riferimento allazione terapeutica del senecio, non si fa nessun minimo accenno agli effetti tossici o collaterali del senecio omeopatizzato. Altri importanti Materie Mediche Omeopatiche (Hodiamont, Vannier, Gibson, McFarlane) non riportano il senecio omeopatizzato nel proprio bagaglio terapeutico. Affermare che il senecio in D6 o in D12-30-200 produca epatotossicit (come nelle dosi ponderali considerate) equivale a definire tossici la quasi totalit dei farmaci omeopatici: sarebbe come dire che prescrivendo Belladonna Homaccord (Atropa belladonna in D10-30-200-1000) o Chelidonium Homaccord (Atropa belladonna in D10-30-200-1000) ci dovessimo aspettare gli effetti farmacologici dellatropina o che dovessimo bandire luso omeopatico di tutti i potenti veleni di origine ofidica (Lachesis, Bothrops, Heloderma, Crotalus, Vipera, Agkistodon, etc.), che al contrario offrono numerose, quanto risolutive, possibilit terapeutiche sia per via sistemica che per via locale. Nel caso in cui, nella Sua pratica clinica, lo ritenesse necessario ed opportuno, prescriva tranquillamente i farmaci contenenti senecio omeopatizzato e ci faccia sapere, magari attraverso un articolo, dei Suoi risultati. Nel ringraziarLa per lattenzione, mi ritenga a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Prof. L. Milani Direttore Scientifico de La Medicina Biologica

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Abstracts dalle MB
A cura del

Prof. L. Milani

Pubblichiamo la traduzione degli Abstracts di articoli interessanti apparsi su alcune riviste europee di Medicina Biologica (MB), per informare il lettore non solo sul contenuto pratico dei medesimi, ma anche per focalizzare i trends di colleghi stranieri sullimpostazione scientifica clinico-sperimentale in Omeopatia e Omotossicologia, a testimonianza dellenorme diffusione e progressivo sviluppo che queste Medicine stanno avendo in tutta Europa e nel mondo.

Oggetto dellarticolo la valutazione dellefficacia dei farmaci composti Arnica comp.-Heel, Echinacea compositum e Lymphomyosot nel trattamento dei pazienti sofferenti di pielonefrite cronica. I tre farmaci sono stati somministrati contemporaneamente, insieme ad antibiotici, nello schema terapeutico utilizzato per 20 pazienti sofferenti di pielonefrite cronica (gruppo Trattamento). I 20 pazienti del gruppo Controllo (praticamente identico al gruppo Trattamento) sono stati trattati solo con farmaci allopatici, secondo la terapia convenzionale per questa patologia. Per tutta la durata dello studio (21 giorni) ai pazienti del gruppo Trattamento sono stati somministrati: Lymphomyosot gocce (10 gocce 3 volte/die), Echinacea comp. e Arnica comp.-Heel fiale (1 fiala per via intramuscolare, 3 volte alla settimana, per un totale di 10 fiale di ciascun farmaco). In seguito alla terapia, nel gruppo Trattamento sono stati osservati miglioramenti pi rapidi rispetto al gruppo Controllo, sia per quanto riguarda la sensazione soggettiva di benessere, che la normalizzazione dei parametri clinici. Non sono stati registrati effetti collaterali negativi, n segni di tossicit o di intolleranza verso i rimedi omotossicologici utilizzati. Gli Autori concludono che lefficacia dei farmaci omeopatici composti e lassenza di effetti collaterali sono a favore di un pi ampio utilizzo di questa metodica terapeutica nella terapia della pielonefrite cronica.
b da BT. Luglio-Settembre, 1999 Edizione in lingua ucraina

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LUSO DI ARNICA COMP.-HEEL, ECHINACEA COMPOSITUM E LYMPHOMYOSOT NEL TRATTAMENTO DELLA PIELONEFRITE CRONICA

POSSIBILIT DI IMPIEGO DI IGNATIA HOMACCORD E IGNATIA HEEL NELLA TERAPIA ASFC-II MODIFICATA PER LA MODULAZIONE NEUROREGOLATORIA DEL RITMO CARDIACO IN PAZIENTI CON DISTONIA NEUROCIRCOLATORIA

Le aritmie secondarie a disfunzioni del sistema nervoso vegetativo rappresentano un problema medico estremamente attuale. Questo articolo propone uno studio sullefficacia della terapia della distonia neurocircolatoria e delle aritmie, con luso dei rimedi omotossicologici Ignatia Homaccord e Ignatia Heel. Il principale gruppo di trattamento era costituito da 53 pazienti di et compresa tra i 14 ed i 26 anni. La diagnosi stata formulata con metodiche tradizionali, quali lelettrocardiografia, lecocardiografia bidimensionale, lelettroencefalografia, la ritmografia e la misurazione dei livelli urinari di catecolamine. Ignatia Heel stata somministrata per os (compresse), mentre Ignatia Homaccord (fiale) stata somministrata alternativamente per os o per via intramuscolare. La valutazione del ritmo cardiaco stata eseguita entro 60 minuti dalliniezione. Il trattamento ha prodotto una riduzione delle alterazioni neurovegetative: nel 73.6% dei casi si potuto ottenere un marcato effetto antiaritmico, accompagnato da una soggettiva sensazione di benessere. In conclusione, il trattamento produce una benefica influenza sulla componente vegetativa del ritmo cardiaco, poich inibisce le reazioni stressorie, previene la deplezione dei depositi di catecolamine e produce un effetto antiaritmico nei pazienti sofferenti di distonia neurocircolatoria.
b da BT. Luglio-Settembre, 1999 Edizione in lingua ucraina

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Kovalchuk, V.V. Strizhak, I.A. N.V. Shkoda Ulanova

V.A. Ionov

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

L.M. Gorlenko, E. Turianitza, N. Brich, N.V. Shkoda Ulanova

TERAPIA OMOTOSSICOLOGICA DELLINSUFFICIENZA EPATICA E DELLEPATITE CRONICA ATTIVA DI VARIO GRADO


Lepatite cronica attiva favorisce linsorgenza di un ampia gamma di patologie, tra cui i disordini del metabolismo proteico, lipidico ed ossidativo. Questo articolo descrive lefficacia di alcuni farmaci omotossicologici nel trattamento dellepatite cronica. Lo studio stato eseguito su 20 pazienti di sesso maschile, di et compresa tra i 20 e i 40 anni, sofferenti di epatite cronica da pi di 5 anni. Sono stati utilizzati farmaci composti prodotti da Heel, in particolare Lycopodium comp., Ubichinon comp., Hepeel ed Engystol. I 20 pazienti del gruppo di controllo (diagnosi e indicazioni iniziali simili) sono stati trattati con la tradizionale terapia allopatica, con acido lipoico, riboxina, duraphloc, acido folico e vitamine A, B ed E. La durata del trattamento stata di 21 giorni per entrambi i gruppi. Il trattamento ha portato a miglioramento della situazione emodinamica del fegato, della pigmentazione e del metabolismo lipidico, come pure dellanabolismo proteico a livello epatico, della pressione osmotica dei fluidi intracellulari e dei livelli ematici di linfociti T-helper, T-suppressor e dei CIC. Sono state inoltre osservate diminuzione dei livelli di IgA e normalizzazione della cascata della fibrinolisi. Pertanto stata verificata lefficacia della terapia proposta dagli Autori per lepatite cronica; dal momento che la terapia omotossicologica favorisce la normalizzazione delle funzioni epatiche ed priva di effetti collaterali negativi, pu essere raccomandata per una pi diffusa applicazione.
b da BT. Luglio-Settembre, 1999 Edizione in lingua ucraina

b da BT. Luglio-Settembre, 1999 Edizione in lingua ucraina

E.V. Zhuravleva
I RIMEDI OMOTOSSICOLOGICI HEEL NEL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE CUTANEE DEGLI ANIMALI DOMESTICI
Le malattie della cute e del pelo degli animali domestici sono tra gli eventi pi frequenti per cui il proprietario si rivolge al veterinario. Queste patologie sono di notevole disturbo sia per lanimale che per il proprietario. In questo articolo vengono esaminati i fattori che favoriscono lo sviluppo di questi disturbi, le sintomatologie maggiori ad essi correlate e la terapia con farmaci omotossicologici

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V. Reus, M. Weiser
TRATTAMENTO OMEOPATICO (HORMEEL S) DELLE PATOLOGIE GINECOLOGICHE
Hanno partecipato allo studio 345 donne, affette prevalentemente da sindrome premestruale o da disturbi associati al climaterio. Senza tenere conto di eventuali terapie associate, lefficacia del trattamento omeopatico stata considerata ottima in pi dell80% dei casi. Un quarto delle pazienti ha ottenuto una completa remissione clinica ed un ulteriore 60% ha mostrato un significativo miglioramento. La durata del trattamento era compresa tra 1 e 3 mesi (75% delle pazienti): avvenuto un significativo miglioramento dal 15 al 60 giorno di terapia, a seconda della durata dei sintomi antecedenti il trattamento.
b da Biologische Medizin. 1999; 28(5): 233-236 Edizione in lingua tedesca

Gottwald R., Weiser M.


TRATTAMENTO OMOTOSSICOLOGICO (VIBURCOL SUPPOSTE) DELLIRREQUIETEZZA INFANTILE CON O SENZA FEBBRE
Sono stati arruolati nello studio 321 bambini, di et media di 1.3 anni. I sintomi sono stati valutati attraverso una scala di valori da 1 a 4, dove 1 corrispondeva ad assenza

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composti. I farmaci pi utilizzati sono Arnica comp.-Heel (fiale e pomata) per le patologie infiammatorie a carico della cute, Engystol, per la stimolazione della reattivit immunitaria, Lycopodium comp. e Hepeel per la stimolazione della funzione di detossicazione epatica, Psorinoheel per il trattamento delle patologie cutanee croniche e delle patologie a carico del fegato, Coenzyme comp. come catalizzatore e Cutis suis per aumentare la reattivit cutanea. I farmaci possono venir somministrati sotto forme differenti e con metodiche diverse, tra cui lomeosiniatria. Nellarticolo vengono presentati 6 casi, raccolti dallAutore in anni di pratica veterinaria: la terapia con rimedi omotossicologici composti efficace e permette di ottenere lunghi periodi di remissione clinica.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

di sintomi e 4 a sintomi intensi. I valori medi dei sintomi sono diminuiti, nellarco di 4 settimane, da 3.2 a 1.3, sebbene un miglioramento sostanziale (da 3.2 a 2) fosse osservabile, nell80% dei piccoli pazienti, gi a partire dalla prima settimana di terapia. Per il 99% dei soggetti considerati, la tollerabilit del farmaco stata valutata ottima o buona.
b da Biologische Medizin. 1999; 28 (6): 308-312 Edizione in lingua tedesca

TITOLO IN LINGUA POLACCA


(non tradotto, nelloriginale, in inglese o in tedesco)

b da Medycyna Biologiczna. Gennaio-Marzo, 1999 Edizione in lingua polacca

b da Medycyna Biologiczna. Gennaio-Marzo, 1999 Edizione in lingua polacca

J. Gaweda, R. Duda
TITOLO IN LINGUA POLACCA
(non tradotto, nelloriginale, in inglese o in tedesco)

La pomata Zeel T stata utilizzata per il trattamento ambulatoriale di 35 femmine (et 40-50 anni) sofferenti di fibromialgia. Le pazienti accusavano dolori articolari soprattutto

Anche se linfezione da citomegalovirus (CMV) durante la gravidanza (frequenza di infezione: 2-7%) provoca solo patologie minori (rinofaringiti o sindromi simili alla mononucleosi infettiva), le conseguenze sul feto sono spesso gravi. Il vero problema rappresentato dalle infezioni acute, poich la frequenza di trasmissione dalla madre al feto di circa il 40%. Nel caso, nel sangue della madre si repertano IgM specifiche per il CMV, oltre ad un titolo elevato di IgG. Il trattamento con farmaci allopatici spesso problematico, a causa degli imponenti effetti collaterali, sia sulla madre che sul feto. 17 donne incinte alle quali era stata diagnosticata uninfezione da CMV (con presenza di IgM ed aumento del titolo delle IgG) sono state trattate con il farmaco composto Engystol per 14 giorni (1 cpr 3 volte/die). Dopo il trattamento, non si sono potute rilevare le IgM nel sangue delle pazienti e le IgG si erano praticamente dimezzate [riduzione da 0.848 (prima del trattamento) a 0.449].

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Woldan ska-Okon ska, M. A. Rykala-Kowalska

TITOLO IN LINGUA POLACCA


(non tradotto, nelloriginale, in inglese o in tedesco)

Limportanza delle metodiche fisiche in terapia sta progressivamente aumentando per la loro efficacia, il basso costo e la significativa accettazione di questo tipo di trattamento da parte dei pazienti. Questo studio stato effettuato su due gruppi di pazienti sofferenti di gonartrosi: 10 pazienti sono stati trattati con Zeel T mediante ionoforesi anodica, una volta al giorno per 10 giorni (con interruzione del trattamento durante il weekend) e 20 pazienti con Zeel T con iniezioni intraarticolari (ginocchio), una fiala alla settimana, per 5 settimane. Per valutare lefficacia del trattamento sono state utilizzate due scale per il dolore: la Scala Visuale Analogica di Huskinsson (VAS) e la Scala a Punti Modificata di Laitinen. La valutazione stata effettuata nel corso del trattamento e a 30 giorni dal termine dello stesso. stato ottenuto un miglioramento statisticamente significativo secondo entrambe le scale di valutazione per entrambe le modalit di trattamento. La comparazione statistica tra i due gruppi dimostra lequivalenza terapeutica dei due tipi di trattamento ed incoraggia ad una pi ampia applicazione degli stessi.
b da Medycyna Biologiczna. Aprile-Giugno, 1999 Edizione in lingua polacca

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W. Tiraspolski, W. N. Kuzmin, I. T. N. Kaszirina, O. W. Busorgina

a livello del ginocchio e rigidit mattutina degli arti inferiori. Le pazienti lamentavano, inoltre, alcuni sintomi psicosomatici, soprattutto ansia e depressione. Dopo un primo periodo, della durata di 20 giorni, durante il quale stato somministrato un placebo, (pomata e gocce), stato effettuato un trattamento con Zeel T pomata e Ignatia Homaccord gocce. Lo studio ha potuto mettere in evidenza che Zeel T possiede marcata attivit analgesica ed antinfiammatoria, come evidenziato dalla minore intensit delle algie somatiche e dalla minore rigidit mattutina degli arti inferiori. La somministrazione di Ignatia Homaccord ha, inoltre, diminuito significativamente i sintomi psicosomatici, tra cui quelli correlati al sistema nervoso vegetativo, come ansia e depressione. Entrambi i preparati omeopatici sono stati molto ben tollerati e non sono stati osservati effetti collaterali indesiderati n locali n sistemici.

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BIBLIOFLASH
A cura del

Prof. E. Riva Sanseverino

Segnaliamo una serie molto selezionata di titoli di articoli riguardanti la ricerca clinica e di base in Omeopatia, apparsi negli ultimi 15 anni su importanti e prestigiose testate scientifiche di facile reperibilit (Lancet, British Medical Journal, Dermatology, International Journal of Immunotherapy, Experientia, British Journal of Clincial Pharmacology, etc.). Riteniamo che questo elenco possa essere particolarmente utile ed interessante per tutti coloro che vogliano approfondire seriamente e scientificamente le tematiche proposte dallOmeopatia attraverso un approccio razionale e documentativo di buon livello e qualit.

RICERCA CLINICA
1. Andrade, L.E.C., Ferraz, M.B., Atra, E., Castro, A. and Silva, M.S.M. (1991) A randomized controlled trial to evaluate the effectiveness of homeopathy in rheumatoid arthritis. Scand. J. Rheumatot. 20: 204-208. 2. Campbell, J.H., Taylor, M.A., Beattie, N., McBharry, C., Aitchison, T., Carter R., Stevenson, R.D. and Reilly, D.T. (1990) Is homoeopathy a placebo response? A controlled trial of homoeopathic immunotherapy in atopic asthma. Am. Rev. Resp. Dis. 141: A24. 3. Doutremepuich, C., Peillet, D., Anne, MC., De Seze, O., Paccalin, J. and Quilichini, R. (1987a) Template bleeding time after ingestion of ultra low dosages acetylsalicylic acid in healthy subjects. Preliminary study. Thrombosis Res. 48: 501-504. 4. Doutremepuich, C., Peillet, D., Anne, M.C., Hariveau, E. and Quilichini, R. (1987b) Platelet aggregation on whole blood after administration 01 ultra 10w dosage acetylsalicylic acid in healthy volunteers. Thrombosis Res. 47: 373-377. 5. Doutremepuich, C., Peillet, D., de Seze, O., Anne, M.C., Paccalin, J. and Quilichini, R. (1988) Variation du temps de saignement aprs administration diffrentes posologies dacide actyl salicylique chez le volontaire sain. Ann. Pharm. Fr. 46: 35-39. 6. Ferley, J.P., Putignat, N., Azzopardi, Y., Charrel, M. and Zmirou, D. (1987) Evaluation en mdicine ambulatoire de Iactivit dun complexe homopatique dans la prvention de la grippe et des syndromes grippaux. Immunologie Mdicale 20: 22-28. 7. Ferley, J.P., Zmirou, D., DAdhemar, D. and Balducci, F. (1989) A controlled evaluation al a homoeopathic preparation in influenza-Iike syndromes. Br. J. Clin. Pharmac. 27: 329-335. 8. Friese, K.H., Kruse, S., Ludtke, R. and Moeller, H. (1997) The homoeopathic treatment of otitis media in children - comparison with conventional therapy. Int. J. Clin. Pharmacol. Ther. 35: 296-301.

9. Gibson, R.G., Gibson, S.L.M., Mac NeiI, A.D. and Buchanan, W.W. (1980) Homeopathic therapy in rheumatoid arthritis: evaluatian by. double-blind clinical therapeutic trial. Br. J. Clin. Pharmac. 9: 453-459. 10. Gibson, J., Haslam, Y., Laurenson, L., Newman, P., Pit, R. and Robins, M. (1991) Double blind trial of Arnica in acute trauma patients. Homoeopathy 41: 54-55. 11. Gosh, A., Roe, P.F., Shipley, M. and English, J.M. (1983) Controlled trial of homoeopathic treatment of osteoarthritis (letter). Lancet 1: 304-305. 12. Hariveau, E., Nolen, P. and Holtzscherer, A. (1991) A study of the effectiveness of ultra 10w doses of copper in the treatment of hemodialysis-related muscle cramps. In: Ultra Low Doses (C. Doutremepuich ed.). Taylor and Francis, London; 145-149. 13. Hart, O., MuIIee, M.A., Lewith, G. and Miller, J. (1997) Double-blind, placebo controlled, randomized clinical trial of homoeopathic Arnica C30 for pain and infection after total abdominal hysterectomy. J. Royal Soc. Med. 90: 73-78. 14. Kainz, J.T., Kozel, G., Haidvogl, M. and Smol, J. (1996) Homoeopathic versus placebo therapy of children with warts on the hands: a randomized, double-blind clinical trial. Dermatology 193: 31 8-320. 15. Kaziro, G.S.N. (1984) Matronidazole (FlagyI) and Arnica montana in the prevention of post-surgical complications, a comparative placebo controlled clinical trial. Br. J. Oral Maxillofacial Surg. 22: 42-49. 16. de Lange de Klerk, E.S.M., Blommers, J., Kuik, D.J., Bezmer, P.D. and Feenstra, L. (1994) Effect of homoeopathic medicines on daily burden of symptoms in children with recurrent upper respiratory tract infections. Br. Med. J. 309: 1329-1 332. 17. Linde, K., Clausius, N., Ramirez, G., Melchart, D., Eitel, F., Hedges, L.V. and Jonas W. (1997) Are the clinical effects of homoeopathy all piacebo effects? A metaanalysis of randomized, piacebo controlled trials. Lancet: 350: 834-843.

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LA MEDICINA BIOLOGICA APRILE - GIUGNO 2000

RICERCA DI BASE

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LIBRI: Leckridge B. Homoeopathy in primary care. Edinburgh: Churchill Livingstone, 1997. Swayne J. The homoepathic methods: implications for clinical practice and medical science. Edinburgh: Churchill Livingstone, 1998.

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18. Lokken, P., Stmaumsheim, P.A., Tveiten, D., Skjeibred, P. and Borchgmevink, C.F. (1995) Effect of homeopathy on pain and other events after acute trauma: placebo controlled trial with bilateral oral surgery. Br. Med.J. 310: 1439-1442. 19. Reilly D., Taylor M.A., Beattie N.G., Campbell J.H., McSharry C.C., Aitchinson T.C. et Al. Is evidence for homeopathy reproducible? Lancet, 1994; 344: 1601-6. 20. Shipley, M., Bemmy, H., Bmoster, G., Jenkins, M., Ciover, A. and Williams, J. (1983) Controlled trial of homoeopathic treatment of osteoarthritis. Lancet 1: 97-98.

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fic and long-lasting suppression of rat adjuvant arthritis by low-dose Mycobacterium butirricum. Eur. J. Pharmacol. 324: 241-247. Cristea, A., Nicula, S. and Dare, V. (1997) Pharmacodynamic effects of very high dilutions of Belladonna on the isolated rat duodenum. In: SignaI and Images (M. Bastide, ed.): Kluwer, Dordrecht: 161-170. Daurat, V., Dorfam, P. and Bastide, M. (1988) lmmunomodulatory activity of low doses of interferon alpha, beta in mice. Biomed & Pharmacother. 42: 197-206. Davenas, E., Poitevin, B. and Benveniste, J. (1987) Effect on mouse peritoneal macrophages of orally administered very high dilutions of silica. Eur, J.. Pharmacol.135: 313-319. Harish, G. and Kretschmer, M. (1988) Smallest zinc quantities affect the histamine release from peritoneal mast cells of the rat. Experientia 44: 761-762. Linde K., Jonas W.B., Melachart D., Worku F., Wagner H., Eitel F. Critical review and meta-analysis of serial agitated dilutions in experimental toxicology. Hum. Exp. Toxicol., 1994; 13: 481-92. Pennec, J.P. and Aubin, M. (1984) Effect of aconitum and veratrum on the isolated perfused heart of the common heel (Anguilla-anguilla). Comp. Biochem. Physiol. 776: 367-369. Poitevin B., Aubin, M. and Benveniste, J. (1986) Approche dune analyse quantitative de leffet dapis mellifica sur la degranulation des basophiles humains in vitro. Innov. Tech. BioI. Med. 7: 64-68. Poitevin, B., Davenas, E. and Benveniste, J. (1988a) In vitro immunological degranulation of human basophils is modulated by Lung histamine and Apis mellifica. Brit. J. Clin. Pharmacol. 25: 439-444. Youbicier-Simo, B.J., Boudard, F., Mekaouche, M., Bastide, M. and Bayle, J.D.(1993) Effects of embrionic bursectomy and in ovo administration of highly diluted bursin on adenocorticotropic and immune responses of chickens. Int. J. Immunother. 9:169-180. Youbicier-Simo, B.J., Boudard, F., Mekaouche, M., Bayle, J.D. and Bastide, M. (1996) Specific abolition reversal of pituitary-adrenal activity and control of the humoral immunity in bursectomized chickens through highly dilute bursin. Int. J. Immunopathol. Pharmacol. 9: 43.51.

Breaking News
Colombia:
LUniversit di Kali ha istituito un Diploma di Specializzazione post-lauream in Omotossicologia e Medicina Biologica della durata di un anno e mezzo.

Spagna:

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Numero di utilizzatori per famiglia Utilizzatori uomini Utilizzatori donne Utilizzatori negli ultimi sei mesi Utilizzatori nellultimo anno

Il 26-27 Febbraio c.a. si svolto a Pisa il V incontro Club dellOmotossicologia riservato a tutti i Diplomati della Scuola di Perfezionamento in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate. Questanno il numero dei partecipanti stato particolarmente elevato: pi di 170 medici hanno seguito con grande interesse le 17 relazioni in programma e le presentazioni ufficiali dei CD-ROMs della Ordinatio Antihomotoxica, della Rivista la Medicina Biologica e del Forum dellAccademia di Medicina Biologica. Moltissime le domande ai Relatori e ai 4 Chairmen, indice del valore ed attualit delle tematiche presentate e sviluppate. Lavori clinici, sperimentali, novit in campo omeopatico, case reports e moderni orientamenti dellomeopatia e omotossicologia si sono succeduti in modo scorrevole e dialettico secondo il programma. Questo successo sancisce lalto interesse dei nostri ex Allievi, oramai divenuti omeopati-omotossicologici esperti, a conferma anche dellindirizzo eminentemente pratico della Scuola, dei Seminari e dei Corsi organizzati da AIOT. Arrivederci, sempre pi attenti e partecipativi, al 2001!

Su Le Scienze 377, gennaio 2000, nella Rubrica Obbiettivo su possibile una verifica delle terapie non convenzionali? di E. Benelli stata pubblicata unimportante statistica, che riportiamo: Ricorso allOmeopatia nelle famiglie italiane
(indagine telefonica su un campione di 6024 famiglie)

Famiglie che hanno usato prodotti omeopatici negli ultimi 3 anni

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LUniversit di Bilbao ha incluso lOmotossicologia nei suoi Corsi di Omeopatia.

Durante la serata di inaugurazione ufficiale della Medizinische Woche (Settimana della medicina) 1999 , il Premio Hans-Heinrich Reckeweg stato assegnato alla Dr.ssa Angelika-Regine Dietz, diabetologa tedesca. Larticolo vincitore stato pubblicato in versione integrale, in lingua tedesca, sul N 1/2000 della rivista Biologische Medizin. prevista in tempi brevi la traduzione e pubblicazione su La Medicina Biologica.

Fascia di et pi rappresentata: da 25 a 44 anni (indagine DOXA, 1999)

I dati sono sicuramente interessanti, soprattutto perch riferiti ad una indagine DOXA, 1999.

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LUniversit di Siviglia ha istituito un Corso di Medicina Biologica post-lauream, nel cui programma sono comprese 600 ore di insegnamento di Omotossicologia. Il Corso ha il valore di 60 Credits.

16.5% 1.7 37% 63% 69% 84%