Quadro storico greco
Età arcaica (VIII secolo - V secolo a.C.)>> è caratterizzata dalla nascita e sviluppo della poleis.
Età classica (V secolo - IV secolo a.C.) dalle guerre persiane ad Alessandro Magno>> compimento massimo
della poleis (in particolare Atene e Sparta)
Età ellenistica (seconda metà IV secolo – I secolo a.C.) dalla morte di Alessandro Magno fino al 30 a.C.,
anno in cui il regno dei Tolomei di Egitto diventa una provincia romana>> l’uomo greco non è più un
cittadino ma diventa un suddito dei regni ellenistici che si sono formati dalla morte di Alessandro in poi.
Età arcaica.
La nascita della poleis. La polis è il luogo dove una comunità di uomini sceglie liberamente le proprie leggi e
il proprio ordinamento. I greci qui diventano cittadini attivi della politica.
La colonizzazione i legislatori e i tiranni. Sono tre figure che caratterizzano questi secoli. La colonizzazione è
il movimento migratorio che portò i greci a sportarsi in tutto il mediterraneo e a fondare nuove città quali
Sibari, Crotone, Taranto… Legislatori e tiranni. I legislatori sono delle figure mitiche perché i loro nomi
rimandano o richiamano la loro azione. Nella storia antica, la tradizione tende a vedere in alcune figure una
tipizzazione di quello che hanno fatto. I legislatori avevano questa particolarità: di riassume un processo di
formazione. Tra i legislatori ricordiamo: Licurgo (Sparta)> il cui nome significa “facitore di luce”. Zaleuco> il
cui nome significa “luminoso”. Chi è il primo legislatore a cui viene associata una legislazione? È Zaleuco di
Locri. Il tiranno è un aristocratico che entra in conflitto con la propria cerchia sociale e assume tutti i poteri
condivisi dalla cerchia degli aristocratici e per farlo si appoggia ala popolo. All’inizio il termine tiranno
indicava un signore ma poi assunse un significato negativo.
Sono dunque i tre momenti principali che danno una risposta alla crisi della democrazia. Essi fanno si che la
società greca del periodo cambi ma che non venga completamente stravolta. Dopo la tirannide si ha una
sorta di democrazia.
Età classica.
Pentecontaetia (478 – 431 a.C.) > si usa per intendere i 50 anni che vanno dalla fine delle guerre persiane,
all’inizio delle guerre del Peloponneso. In questi 50 anni succedono principalmente due cose:
- la città di Atene era uscita vincitrice dalle guerre contro i persiani ed estende il proprio dominio e la
propria forza sulle altre città greche. Sparta ha paura di questo espansionismo ateniese. Quindi
abbiamo due grandi città, con grande potenza che si trovavano a condividere lo stesso spazio. La
principale protagonista di questo periodo è quindi Atene che estende il suo dominio: essa da una
parte continua il conflitto con la Persia, dall’altra inizia a capire che la sua grande nemica non è la
Persia ma è in realtà Sparta. Come fa Atene a realizzare le sue mire espansionistiche? Per
continuare il conflitto con la Persia e continuare a proteggere le città greche sulla costa dell’Asia
minore, Atene costituisce la lega delio-attica (477), di cui fecero parte molte delle città greche che
volevano continuare la guerra contro i persiani. Il tesoro della lega veniva tenuto a Delo e Atene
decideva i tributi che dovevano versare le diverse città. Ogni anno però questo tributo aumentava e
già pochi anni dopo la nascita della lega, alcune città defezionano dalla lega e Atene inizia delle
lotte per costringerle a tornare nell’alleanza. Il conflitto con la Persia procedeva abbastanza bene e
con la battaglia del fiume Eurimedonte la lega esce vincitrice. Qualche anno dopo, la lega attacca
l’impero persiano nell’Egitto e ha una grande disfatta così, nel 454, il tesoro della lega viene
trasferito da Delo ad Atene. Ad un certo punto, gli ateniesi decidono di lasciar perdere il conflitto
con la Persia e stringono la pace di Callia nel 449.
- La pace si fa perché le cose ad Atene iniziano a cambiare, infatti Atene inizia a prepararsi per il
conflitto con Sparta. Per prima cosa viene ostracizzano Cimone, uno stratega ateniese che era stato
il vincitore della battaglia dell’Eurimedonte ma era un grande amico di Sparta. Egli e gli ateniesi,
mentre Sparta combatteva contro i Messeni, avevano intenzione di aiutare gli spartani contro la
Messenia. Ma Sparta non accetta gli aiuti ateniesi e Cimone, che era stato il fautore di questo
intervento, viene ostracizzato. A prendere il suo posto fu Pericle che viene considerato il
protagonista principale della lotta che Atene intraprese con Sparta. Con Pericle inizia un momento
di espansione ateniese in tutta la Grecia. Inoltre, la città continuava ad avere costanti conflitti con le
città che facevano parte della lega. Importante fu il conflitto con l’Eubea che defeziona dalla lega e
viene perciò attaccata da Atene. Gli Spartani vanno in aiuto della città, invadendo l’attica. A questo
punto si decide di trattare la pace tra Sparta e Atene e viene stipulata la cosiddetta pace dei 30 anni
nel 446. Ma appena nel 431 Sparta e Atene entrano in guerra tra loro nella guerra del Peloponneso
che dura ben 27 anni.
Subito dopo la fine della guerra del Peloponneso, Sparta diventa la città egemone della Grecia dal 404 al
379. Tuttavia, Sparta aveva problemi a controllare un potere così esteso e soprattutto ha problemi con i
suoi alleati storici: Tebe e Corinto che credevano di ottenere qualcosa di più dalla vittoria nella guerra del
Peloponneso. Allo stesso tempo continua la lotta contro la Persia. Qui muore il re Dario II e prende il potere
il figlio Artaserse II che aveva un fratello, Ciro il giovane, questi aveva aiutato Sparta durante la guerra del
Peloponneso e voleva prendere il potere al posto del fratello. Sparta appoggia quindi Ciro il giovane nella
sua lotta dinastica e con un esercito si reca in Persia ma a Cunassa, Ciro muore in battaglia e non ha più
senso continuare le ostilità, perciò, l’esercito spartano fa ritorno in Grecia. Negli anni a seguire continuò la
lotta fra gli spartani e Artaserse II che capisce che le alleate di sparta erano scontente del trattamento di
sparta e così inizia a inviare soldi alle città della Grecia. Corinto e Tebe si alleano con Argo e Atene, le loro
nemiche storiche. Inizia così la guerra di Corinto nel 394. Che finisce con la vittoria di Sparta che si
conferma la poleis più potente della Grecia. Alla fine, la guerra si conclude con la pace del Re che detta
delle condizioni tra i greci e i persiani (con cui sparta continuava ancora la guerra). In questa pace (così
chiamata dal re di persia) si decide che le città della Grecia sulle coste dell’Asia Minore finiscano nelle mani
della Persia. Poi viene stabilito che tutte le città della Grecia diventino libere e autonome anche se Sparta
mantiene ancora il ruolo di controllare che tutte le città greche.
Età ellenistica.
Dopo la morte di Alessandro Magno c’era il problema di chi dovesse prendere il suo posto. Perciò, senza
nessun erede, si decide di dividere il regno tra i Diadochi. Questi erano i successori di Alessandro, i suoi
generali che si dividono l’impero. Sostanzialmente ci sono due momenti principali:
- qualche anno dopo la morte di Alessandro, nel 301, si ha la battaglia di Ipso in cui si combattono
tutti i diadochi contro uno solo, Antigono. Questi vincono e si spartiscono il regno di Antigono.
- La battaglia di Curupedio nel 281 a.C. dà un nuovo assetto dei regni ellenistici che resta stabile fino
a quando non interviene Roma. In questa battaglia viene ucciso Lisimaco, che governava la Tracia.
Roma estendeva il suo potere e, vinta Cartagine, ha un potere assoluto nel mediterraneo. Già nel 168 a.C. la
Macedonia finisce nelle mani di Roma che diventa provincia romana. Nel 133 il re di Pergamo, Attalo III
muore e lascia in eredità il suo regno ai romani e il regno di Seleuco finisce nelle mani dei romani con le
guerre siriache e nel 64 a.C. Pompeo Magno vince contro la Siria, che passa nelle mani di Roma. Nel 30 a. C.
l’ultimo dei grandi regni ellenistici, con la battaglia di Azio in cui perdono la vita Antonio e Cleopatra, l’Egitto
diventa provincia romana.