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Comportamento meccanico

dei terreni
Terreni non coesivi

Metodi di analisi
• Non è possibile raccogliere campioni
indisturbati di terreni non coesivi
• Si ricorre a prove in sito per la
determinazione delle caratteristiche di
resistenza
• Prove di laboratorio su campioni ricostruiti
per inquadramento generale del
comportamento del materiale

1
Influenza dell’addensamento
• Comportamento diverso un funzione della
densità: confronto fra un campione di sabbia
densa (indice dei vuoti e = 0.60) ed uno di
sabbia sciolta (indice dei vuoti e = 0.85) .
• I due campioni sono sottoposti alla stessa
prova (triassiale o taglio diretto).
• La sabbia sciolta si addensa col procedere
della prova aumentando la propria
resistenza fino ad un valore critico.
• La sabbia densa presenta un picco
precedente un crollo di resistenza. E’
necessario un aumento di volume per
modificare l’assetto delle particelle.
• Per grandi deformazioni il materiale
raggiunge uno stato critico (deformazione
senza variazione di volume e di resistenza).
• Occorre parlare di angolo di resistenza al
taglio più che di angolo di attrito interno
(attrito + variazione di volume + riassesto
dei grani).
• La tensione di confinamento può alterare i
comportamenti ora descritti: dilatanza
impedita – frantumazione dei grani (ad es.
fondazioni profonde).

Resistenza al taglio
• La densità relativa è il parametro che maggiormente influenza il
valore dell’angolo di resistenza al taglio.
• In molti casi dei casi è possibile utilizzare il valore di resistenza a
taglio di picco (con un adeguato coefficiente di sicurezza).
• In problemi che comportano il raggiungimento di grandi
deformazioni occorre considerare l’angolo di resistenza a taglio a
volume costante.
• Il valore dell’angolo di resistenza a taglio a volume costante è legato
alla mineralogia del terreno, indipendentemente da pressione di
confinamento, densità, dimensione delle particelle (30°-36°,
proprietà del materiale).
• Nel caso di pressione di confinamento elevata la resistenza
diminuisce.
• Formula di Bolton
– φ’ - φ cv = m DI
– DI = DR (10 – log(p’f)) - 1

2
Comportamento meccanico
dei terreni
Terreni coesivi

Terreni coesivi
• Terreni a bassa permeabilità, le sovrapressioni vengono
assorbite dall’acqua interstiziale.
• In un tempo generalmente lungo, la pressione viene
trasferita allo scheletro solido. Il percorso di tensione
dipende da molti fattori.
• Verifiche in condizioni drenate e non drenate.
• Dipendenza dei parametri di resistenza dal valore del
contenuto d’acqua. La componente coesiva diminuisce
in modo esponenziale al crescere del contenuto d’acqua,
mentre l’attrito ne è indipendente.
• Comportamento di picco e di post-picco per le argille
sovraconsolidate.

3
Rappresentazione degli stati
tensionali
• La tensione in un punto del
terreno può essere espressa
tramite un tensore
(scomponibile in un tensore di
tensioni efficaci ed un tensore
sferico).
• Lo stato tensionale è
completamente definito
quando è noto su tre piani
mutuamente ortogonali.
• I piani su cui sono nulle le
tensioni tangenziali sono detti
piani principali.
• I piani sono individuabili
risolvendo un’equazione di
terzo grado avente come
termini degli invarianti.

Rappresentazione degli stati


tensionali
• Nel caso di stato
tensionale piano
l’equazione che
individua le tensioni
principali si
semplifica.
• Lo stato tensionale
può essere
rappresentato tramite
un cerchio di Mohr.

4
Prova triassiale
• La macchina consente di imporre
tre valori indipendenti delle
pressioni principali su di un
provino.
• Usualmente si impone una
tensione isotropa di confinamento
ed una tensione assiale
indipendente.
• La differenza fra la pressione
assiale e quella isotropa
costituisce lo sforzo deviatorico
applicato al provino.
• Si possono realizzare prove di
compressione o estensione,
carico o scarico.
• E’ possibile consentire
l’espulsione dell’acqua interstiziale
o bloccarla e misurarne la
pressione.

Resistenza del terreno


• In laboratorio è possibile misurare
le pressioni totali nel terreno ed il
valore della pressione interstiziale
dell’acqua.
• La resistenza dipende in ogni
caso dal valore della pressione
efficace (pressione totale –
pressione dell’acqua), cioè dalla
quota di pressione sopportata
dallo scheletro solido (dai “grani”
del terreno).
• Sul campo non è possibile
prevedere l’evoluzione delle
pressioni interstiziali perciò
spesso è necessario ricorrere a
verifiche in condizioni non drenate
ed in termini di tensioni totali.

5
Criterio di resistenza in tensioni
efficaci
• Lo stato tensionale in un punto è
rappresentato con un cerchio di Mohr
(note le tensioni su due piani fra loro
ortogonali).
• Nel piano τ-σ è possibile
rappresentare un criterio di rottura che
individua un dominio di resistenza.
• Criterio di Coulomb in termini di
tensioni efficaci: τ = c’ + (σ-u) tan ϕ’
• I parametri c’ e ϕ’ non rappresentano
delle caratteristiche fisiche del terreno
ma sono semplici parametri che
definiscono un comportamento
meccanico.
• L’inviluppo di rottura rettilineo è
un’approssimazione di quello reale
valido entro un certo intervallo di
deformazioni.

Criterio di resistenza in tensioni


totali
• Nei problemi reali è spesso
impossibile determinare il valore
della pressione neutra (influenzato
dalla caratteristiche del deposito e
dalla natura non lineare del
terreno).
• Si ragiona in termini di tensioni
totali, trascurando l’interazione tra
lo scheletro solido e l’acqua
interstiziale.
• La resistenza in condizioni non
drenate è definita in modo
sperimentale.
• Il parametro che definisce la
resistenza del terreno è la
resistenza al taglio non drenata cu.

6
Resistenza al taglio non drenata
• Nel caso di argille completamente sature, se la rottura
avviene senza variazione del contenuto d’acqua, si può
studiare il comportamento del materiale in termini di
tensioni totali.
• In questo caso il terreno si comporta come un materiale
puramente coesivo, con un inviluppo di rottura avente φ
= 0.
• L’angolo ϕ = 0 e la coesione cu non sono proprietà del
materiale ma parametri atti a descriverne il
comportamento.
• Il comportamento del materiale è in realtà ancora
governato dai parametri c’ e ϕ‘, ma è impossibile
descriverlo in termini di tensioni efficaci.
• L’analisi in termini di tensioni totali è un artificio.

Prova edometrica
• Riproduce in laboratorio le
condizioni di consolidazione
monodimensionale.
• Applicazione di carichi (in
progressione geometrica) a un
provino confinato lateralmente,
consentendo deformazioni e
deflusso dell’acqua solo in
direzione verticale.
• Ogni incremento di carico è
mantenuto costante per
consentire la consolidazione.
• Gli assestamenti verticali
vengono misurati per ricavare
le deformazioni verticali.

7
Prova edometrica
• Forma tipica della curva di
compressione edometrica nel piano
semilogaritmico
• Tratto AB (ricompressione):
deformabilità modesta,
comportamento elastico non lineare
• Tratto BC (compressione): la
compressibilità aumenta
sensibilmente, deformazioni di natura
elastoplastica.
• Tratto CD (scarico o rigonfiamento):
vengono recuperate soltanto le
deformazioni “reversibili” di natura
elastica.
• Il terreno ha “memoria” della massima
tensione verticale cui è stato
sottoposto: σ’p è detta pressione di
preconsolidazione
• Grado di sovraconsolidazione OCR =
σ’p / σ’v0

Prova edometrica
• I dati di una prova edometrica possono essere registrati in funzione
dell’indice dei vuoti e della tensione verticale efficace o della
deformazione verticale e della tensione verticale efficace.
• La pendenza dei tratti di ricompressione, compressione e scarico
possono essere definiti in base a differenti parametri.

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Prova edometrica
• RR: rapporto di
ricompressione
• CR: rapporto di compressione
• SR: rapporto di rigonfiamento
• cr: indice di ricompressione
• cc: indice di compressione
• cs: indice di rigonfiamento
• mv: coefficiente di
compressibilità (valido
nell’ambito di un intervallo)
• av: indice di compressibilità
(valido nell’ambito di un
intervallo)

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