Qui giacciono i miei cani - Ottobre 1935
- Forse l’ultima scritta dall’autore
- Pubblicata nel 1982 da Luciano Anceschi
- Testo cupo, funereo; l’inizio è un epitaffio rivolto ai suoi cani
- Rinnega il privilegio poetico precedentemente affermato (es. stirpi canore), creando un
parallelismo cani-uomo: i cani passano la loro vita a rosicchiare ossi, così l’uomo passa il suo tempo
a inseguire il nulla. Dopo la morte fare poesia non servirà a nulla.
- Il gesto di rodere ossi, compiuto dai cani in vita, viene continuato con eterna ossessione nella
morte. Gesto che si rivela perciò presagio, nella vita, della condizione mortuaria.
- Al gesto bestiale dei cani di rosicchiare gli ossi corrisponde quello dell’uomo in culla di succhiarsi il
dito. Questa corrispondenza annuncia che anche per l’uomo è prevista una fine analoga a quella dei
cani.
Il Piacere, 1889
Andrea Sperelli - inizio del Piacere
- Presentazione del protagonista del piacere
- Concentra su di sé tutte le caratteristiche dell’esteta
- Incarnazione dell’autore, alter ego. “Tutto impregnato di arte”, ha il “gusto delle cose d’arte”, è
dotato di una “forza sensitiva” che lo rende incline alla bellezza.
- L’estetismo è quel pensiero, quello stile di vita che mette i valori estetici al vertice della propria vita
spirituale, e quindi in questa si ricerca la bellezza, l’arte.
- Si separa da ciò che può immetterlo nella società come uno dei tanti, infatti è il padre a insegnargli
e non i maestri.
- “Bisogna fare della propria vita, come si fa un’opera d’arte, la superiorità vera è tutta qui”
La conclusione del romanzo - conclusione del Piacere
- Ultimo capitolo del romanzo
- Epilogo sconfortato
- Fallimento del protagonista di “fare la vita come si fa un’opera d’arte”
- Secondo D’Annunzio l’esteta non può che fallire, essendo immerso in una società che è ostile e
indifferente all’arte
- I rozzi mercanti lo circondano e sono simbolo del fatto che la società di massa è superiore a lui, fai
vedere le frasi che li caratterizzano nel testo
- Il palazzo è bello, simbolico, artistico, ed è invaso dai mercanti. Metafora.
Le Laudi, Alcyone
Le stirpi canore - Estate 1902
- Espressione della poesia mimetica, quella capace di cogliere e esprimere i suoni e i misteri della
natura. Identificazione panica di poesia e natura
- Tema tipico nella tradizione simbolista
- Se la poesia nasce dalla natura, le parole sono eventi naturali, e hanno varietà di tutti i tipi, nel
testo si passa dalla profondità della terra alla volta celeste senza continuità
Meriggio – Luglio/Agosto 1902
- Panismo dannunziano
- 4 strofe, nelle prime 2 troviamo in primo piano il paesaggio marino dell’Arno nel meriggio, nelle
ultime 2 l’autore smarrisce la propria identità umana per acquisirne una divina assoluta e
atemporale
- Nelle prime 2 strofe la natura è oggettivizzata, i luoghi hanno un nome, si riconoscono. Nelle ultime
2 la natura è tutt’uno con il poeta, esiste perché D’Annunzio ne fa parte.
- Fusione del soggetto con la natura, c’è contatto fisico tanto che il poeta sente il proprio corpo come
fosse composto da elementi naturali. Il nome non conta più, tutto si fonde in un’unica essenza
temporale.
La pioggia nel pineto - Estate 1902 o 1903
- Sciogliersi del soggetto nel paesaggio grazie al rapporto sensoriale
- L’autore si trovava con l’amata Ermione in una pineta quando inizia a piovere, qui il poeta si
concentra sui suoni, dalla vegetazione, dagli animali
- In questo testo D’Annunzio da una musicalità, con frasi brevi e rime adeguate. Con la brevità
l’autore non cercava come potrebbe sembrare di spezzare il discorso, invece di garantirne la
massima scorrevolezza.
- Simbolismo, poesia mimetica
- Sembra quasi il mito della trasformazione di Dafne.
- Immedesimazione con la natura, tutt’uno
- Panismo, la dona stessa diventa una parte della vegetazione, tutto sparisce rimane solo lui e la
natura
La sera fiesolana - Giugno 1899
- La prima in senso cronologico di Alcyone
- Sera di giugno, dopo la pioggia, insieme alla donna amata il poeta riflette sulla sera accompagnato da
profumi, rumori e odori
- Dedicato a Eleonora Duse
- Le lodi delle creature sono riferite alla donna infatti
- Simbolismo, il poeta non descrive esattamente la natura anzi, lo fa attraverso uno stato d’animo evocato
dalla natura, dai profumi e dal contesto
- Il testo è un continuo di immagini che si susseguono una dopo l’altra
- Si annulla l’identità del poeta
- Scambio tra dimensione naturale e umana: naturalizzazione dell’uomo e umanizzazione della natura
Nella balletta - Non si conosce la data
- Fa parte dei Madrigali dell’estate, una serie di 11 componimenti dedicati al tema dell’estate che
finisce
- Il testo rappresenta una situazione naturale durante un processo di disfacimento, lo notiamo dai
termini: mezze, passe, guasto. Condannati a questo disfacimento e corruzione sono quegli oggetti
solitamente portatori di freschezza come le rose, il miele ecc. Ma anche il caldo stesso “afa di
morte”
- Per il senso di morte, corruzione e disfacimento è un esempio perfetto della poetica Decadente
I pastori
- Estate quasi finita
- Sogni di terre lontane è la sezione dove si trova questo testo, è un momento di apertura verso altri
orizzonti, tentativo di evadere dal malinconico declinare dell’estate
- Primo di queste terre lontane è l’Abbruzzo, dove i pastori hanno i loro greggi
- La struttura è caratterizzata da due momenti: il primo è la partenza, il secondo è l’arrivo al mare
- Il primo è caratterizzato da periodi lunghi e lento, il secondo periodi brevi e veloce
- Questa variazione è dovuta a una variazione che c’è anche nella realtà: familiarità ed estraneità per
i pastori