Project Stretching Parte 2
Project Stretching Parte 2
porre sulla muscolatura dei polpacci. Se si flette la caviglia, portando la punta del piede verso di sé,
l'allungamento verrà percepito sulla muscolatura di gastrocnemio, soleo ed altri flessori plantari. Se
la caviglia non viene flessa ma leggermente estesa i polpacci giocheranno un ruolo più marginale e ci
si potrà concentrare maggiormente sulla muscolatura degli ischiocrurali. In mancanza di tempo,
eseguire la versione con la caviglia flessa in quanto unisce diversi benefici per più muscolature in
un'unica variante.
Appoggiare la mano opposta alla gamba in stretch a terra, afferrando con il braccio della stessa
gamba in stretch il ginocchio di quest'ultima come se ci si volesse abbracciare la gamba da dietro. In
questo modo si assicura il petto attaccato al ginocchio. Cercare di stendere il ginocchio senza perdere
il contatto di quest'ultimo con il petto. Il busto rimane a contatto con la gamba azzerando l'angolo
tra i due. Durante il movimento di estensione del ginocchio della gamba davanti può aiutare, pensare
di spingere il sedere sempre più verso l'alto. Stendere il ginocchio fino ad avvertire la sensazione di
stretch desiderata da ricercare sui muscoli ischiocrurali e glutei. Spesso la gamba di fronte inizia a
tremare per lo sforzo di estendere il ginocchio contro la resistenza degli ischiocrurali. Sentire la fatica
sui muscoli flessori dell'anca, in particolare sui quadricipiti è del tutto normale non preoccupatevi, nel
caso succedesse.
Variante dinamica
Dalla posizione di one leg bent standing pike stendere completamente il ginocchio, cercando di
restare sempre il più vicino con il petto a quest'ultimo. Mentre la gamba è flessa, il petto riesce a
stare a contatto con il ginocchio, mentre quando la gamba si stende il petto può anche perdere il
contatto. L'importante è che vi sia l'intenzione di avvicinarlo. L'iniziale posizionamento a gamba
flessa porta più facilmente le anche ad allinearsi e schiaccia il corpo verso la gamba. Inizialmente si
partirà con la gamba davanti, molto piegata e una quasi impossibilità a stenderla anche di poco. Con
il tempo si andrà a migliorare.
Chiusura gamba busto piede al muro
I muscoli coinvolti sono gli ischiocrurali, glutei, altri flessori del ginocchio, muscoli flessori plantari.
Posizionarsi di fronte a un muro in ginocchio, stendere una gamba e appoggiare la pianta del piede
contro il muro. Per iniziare, consiglio di appoggiarvi solo le punte dei piedi e la prima metà del piede,
lasciando il tallone e l'altra metà del piede un po' distanti dal muro. In questo modo la pianta del
piede non sarà parallela al muro, ma leggermente inclinata. Per chi è più flessibile si può optare per
la versione con l'intera pianta del piede attaccata al muro. La gamba che non è al muro resta in linea
con l'altra. Ha il ginocchio appoggiato a terra, in linea con l'anca e il piede in linea con il ginocchio,
esattamente dietro. Quello che si tende erroneamente a fare è portare quel piede verso l'interno
dietro l'altro gluteo. Questa è una conseguenza di aver ruotato l'anca e aver perso l'allineamento di
queste ultime. Può aiutare pensare a rivolgere il quadricipite della gamba piegata verso avanti.
Tenere le anche una in linea con l'altra. Bacino in antiversione.
Iniziare a flettere il busto in avanti, portando l'addome verso la gamba, rimanendo con il petto
aperto e in contemporanea guidare la testa verso il piede al muro. Ho volutamente riportato di
spingere l'addome verso la gamba perché spesso si tende a voler portare il petto verso di essa,
guadagnando gradi di chiusura solo grazie alla curvatura della zona toracica e lombare. Questo non
è un maggior allungamento degli ischiocrurali, ma un compenso del corpo messo in atto per poter
scendere di più. Rimanendo a petto aperto e a bacino antiverso, il corpo sarà più incentivato a
preservare le fisiologiche curve del tratto lombare e dorsale e l'allungamento potrà essere percepito
in maniera molto più chiara sui muscoli ischiocrurali. Durante la flessione del busto sulla gamba ci
sono due opzioni possibili da tenere in considerazione. 1: Scendere con il busto dritto sulla gamba. 2:
Scendere con il busto lateralmente alla gamba posta in stretch all’esterno. Questa seconda opzione
pone molta più enfasi sulla parte esterna della coscia dove c'è il bicipite femorale, il quale tra i 3
ischiocrurali spesso è quello più rigido.
L'opzione numero 2 dove ci si flette verso l'esterno della gamba favorisce una tecnica più corretta con
meno compensi. Appoggiarsi con le mani sulla gamba posta davanti oppure a terra e flettere il busto
sulla gamba fino ad avvertire la sensazione desiderata di stretch da ricercare sui muscoli ischiocrurali
e polpacci.
Chiusura gamba busto in spaccata sagittale a gamba flessa
I muscoli coinvolti sono gli ischiocrurali, glutei, altri flessori del ginocchio, debolmente muscoli flessori
dell’anca. Per eseguire l'esercizio, posizionarsi in affondo. Sotto il sedere porre un supporto di altezza
variabile a seconda di quanto lo si necessiti, cosa che si stabilirà una volta in allungamento. La
gamba dietro ha il ginocchio appoggiato a terra ed è completamente intraruotata con il quadricipite,
il ginocchio e la tibia che guardano verso il basso. Flettere in avanti il busto fino a toccare il petto con
il ginocchio e abbracciare la gamba davanti, facendo passare il braccio dello stesso lato della gamba
posta in stretch dietro il ginocchio. Mantenere le anche in linea una con l'altra, il bacino in
antiversione e il petto aperto. Appoggiare a terra la mano del braccio che non tiene la gamba
sostenendo il corpo. Iniziare a stendere la gamba davanti facendo scorrere il piede in avanti,
scendendo di conseguenza verso il basso con il bacino. La posizione del bacino è fondamentale per
massimizzare l'effetto di allungamento, visto che se le anche non sono in linea, lo stretch può essere
percepito in maniera molto diversa.
I flessori dell'anca della gamba dietro ruotano il bacino in maniera tale da garantire una curva
lombare e toracica molto dritta, e tutto questo senza nemmeno pensarci, perché è una conseguenza
naturale della posizione. Questi ultimi si trovano in allungamento, quindi di conseguenza tendono ad
antivertere in maniera spontanea il bacino. Scendere fino ad avvertire la sensazione desiderata di
stretch da avvertire sui muscoli ischiocrurali e glutei.
La terza posizione prevede di portare una gamba piegata con il piede all'esterno del ginocchio
opposto. Piegare la gamba che resta a terra portando il piede di quest'ultima verso l'interno e
facendola sempre restare a contatto con il terreno, fino a piegare quasi del tutto il ginocchio.
L'effetto di allungamento sarà ancora più profondo per via di una maggiore rotazione del bacino, in
particolar modo su piriformi, piccolo e medio gluteo. Abbracciare la gamba posta in stretch con
entrambe le braccia e flettere il busto in avanti cercando di aprire il petto e spingere l’anca della
gamba posta in stretch a terra. Quando la posizione si rivela comoda sollevare il busto
posizionandolo perpendicolare al terreno e tirare la gamba posta in stretch verso di sé cercando di
avvicinare il ginocchio sotto la spalla opposta. La cosa che resta fondamentale è che entrambe le
anche non si sollevino dal terreno.
Il ginocchio nella versione più semplice è flesso di 30-45° mentre nella variante più avanzata è flesso
a 90°. È importante che il gluteo sia appoggiato al supporto senza che perda il contatto con esso. La
differenza tra le due posizioni risiede nella rotazione del femore, più il ginocchio sarà esteso, più il
femore verrà ruotato e di conseguenza maggiore sarà l’effetto di allungamento sulla muscolatura
interessata in particolar modo i fasci anteriori del gluteo medio, il piccolo gluteo e il piriforme che
intraruotano l’anca con la gamba in questa posizione. Anche tutto il resto del comparto dei glutei
sarà sottoposto a allungamento in quanto si distanzieranno origine e inserzione di questi muscoli.
Partire sperimentando la versione con ginocchio a 45° poi se comoda passare a quella a 90°. Lo
stretch è creato principalmente da due fattori, flessione del busto in avanti cercando di massimizzare
l’antiversione del bacino ciò promuove un maggiore allungamento della muscolatura che ci interessa.
Inoltre, spinta in avanti dell’anca opposta della gamba posta in stretch come per volerla allineare con
l’altra. Pensare di antivertere il bacino, flettere il busto avanti e spingere l’anca opposta verso avanti,
fino ad avvertire la sensazione di stretch desiderata da ricercare nella zona dei glutei della gamba
posta sopra il supporto. A seconda dell’altezza del supporto la gamba che resta sul terreno potrebbe
assorbire più o meno tensione, l’idea deve essere quella di lasciare che il peso del corpo si trasferisca
quasi unicamente sulla gamba che sta sul supporto in modo tale che l’effetto di allungamento sia
profondo. La caratteristica più difficile da rispettare è quella di spingere l’anca opposta verso avanti
come per voler mettere in linea le anche tra loro. Questo si verifica perché una rotazione del bacino in
quella direzione significherebbe più adduzione del femore della gamba sul supporto e di conseguenza
maggiore allungamento per i glutei.
Non è facile spingere l’anca opposta verso avanti perché l’effetto della forza di gravità non basta e la
sola contrazione del tronco per ruotare il corpo può non essere sufficiente a contrastare l’eccessiva
resistenza da parte dei muscoli. Per questo esistono strategie che facilitano questa manovra come la
rotazione forzata.
Rotazione forzata
Per eseguirla è necessaria una spalliera. Eseguire la stessa posa ma di lato a una spalliera. La
spalliera deve trovarsi sullo stesso lato della gamba posta in stretch. Afferrare con la mano del
braccio opposto della gamba posta in stretch un piolo della spalliera poco più in alto dell’altezza del
supporto e tirare il corpo verso la spalliera. Con la mano dell’altro braccio afferrare un piolo più in
alto e spingere via il corpo dalla spalliera. La tirata del braccio sotto e la spinta di quello sopra
incentivano una rotazione del bacino che consentirà di spingere verso avanti l’anca opposta creando
una forte sensazione di stretch. Questo esercizio è utile anche per i muscoli profondi della schiena che
rispondono bene agli esercizi di allungamento in rotazione. L’esercizio può essere eseguito con il
ginocchio flesso sia a 45° che a 90°.
Se anche in questo caso le spalle e la testa si alzano da terra, utilizzare un laccio da far passare
davanti al ginocchio e tirarlo verso di sé. In questo caso si potrà gestire la lunghezza del laccio in
modo tale che consenta di restare con le spalle e la testa a terra mentre si esegue l'allungamento.
Tuttavia, possono verificarsi casi in cui le proporzioni corporee non consentono un corretto
svolgimento dell'esercizio. In questo caso appoggiare spalle e testa su un rialzo in modo tale da
potercisi rilassare sopra ed eseguire l'esercizio più comodamente. Trattenere tensione sulle spalle e
sul collo non è l'ideale in questa posa per la parte inferiore, che richiede molta attenzione proprio su
quell'area. Le idee per incrementare lo stretch sono due. Tirare di più la gamba verso di sé in modo
tale da massimizzare la chiusura del busto sulla gamba e stretch. Spingere più all'esterno il ginocchio
della gamba posta in stretch. In questo caso si può spingere contro il ginocchio per incrementare
l'intensità della posizione. La manovra di spingere il ginocchio verso l'esterno ha come ragione quella
di promuovere una maggiore extrarotazione dell'anca e di conseguenza porre maggiormente in
allungamento i fasci anteriori del medio gluteo, il piccolo gluteo e il piriforme. Il compenso da evitare
è quello di alzare la bassa schiena da terra mentre si esegue l'allungamento. I glutei si possono
alzare, ma dal momento in cui si alza la bassa schiena ci si trova di fronte a un compenso. Al posto di
incrementare lo stretch portando maggiormente la gamba verso se si diminuisce la vicinanza tra
gambe e busto, solo grazie all'aver sollevato la bassa schiena da terra. Per non alzarla consiglio di
pensare sempre a una forte antiversione del bacino mentre si esegue l'allungamento, oltre a sentire
continuamente il contatto della bassa schiena con il terreno.
Lo stretch si ottiene mettendo in atto due manovre. Si flette il busto in avanti cercando di rimanere
con la schiena il più possibile dritta e il bacino in antiversione. Soprattutto sul lato della gamba posta
davanti. Si spinge l’anca della gamba posta dietro verso il basso, come per voler toccare il terreno
con più superficie possibile della parte frontale di quest'ultima. In questo modo i flessori dell'anca
saranno posti in allungamento, garantendo una schiena piatta e l’antiversione del bacino, senza
doverci pensare troppo. La sensazione di stretch è da percepire nella zona dei glutei della gamba
posta davanti.
Seated internal rotation
I muscoli coinvolti sono gli stabilizzatori dell’anca, glutei, piriformi. L'esercizio si esegue partendo
seduti a terra con le gambe raccolte leggermente separate tra loro ed extraruotate. Le ginocchia
sono flesse con un angolo di circa 90 °. Mantenendo entrambe le anche poggiate a terra, si guida con
controllo un ginocchio verso l'interno e verso il basso. Per mantenere l'equilibrio in posizione, le mani
possono essere tenute dietro di sé. Consiglio, inoltre, di restare con la schiena a qualche centimetro
da un muro per non inclinare eccessivamente il busto all'indietro durante l'esecuzione della posa di
allungamento. La sensazione di stretch si potrà percepire sulla zona esterna dei glutei, per merito
degli extrarotatori d'anca e della sua capsula articolare. Il femore, oltre ad essere intrarotato, sarà
anche spinto in adduzione, motivo per il quale questo esercizio può essere ottimo anche per
l'allungamento dei glutei. Arrivare alla propria massima profondità di allungamento lasciando
sempre l'anca a contatto con il terreno, fino ad avvertire la sensazione desiderata di stretch. Dopo
aver preso confidenza con la variante passiva, si può optare anche per quella dinamica, dove si
muovono le gambe senza l'ausilio delle mani e si scende verso il basso con un ginocchio alla volta e si
torna nella posizione iniziale.
Le mani vengono tenute o a terra dietro di sé per garantire l'equilibrio, oppure non esercitano alcuna
assistenza e vengono tenute libere. La differenza è che se rimangono a terra il peso del corpo grava
meno sulle anche rendendolo l'allungamento più semplice e leggero da eseguire. Entrambe le anche
rimangono ben pressate a terra, con particolare focus su quella della gamba che si manda verso il
basso.
90/90 stretch
Posizionarsi seduti a terra con una gamba davanti a sé con il femore extraruotato, in flessione e il
ginocchio piegato a 90 °, l’anca e il piede poggiati a terra. Una gamba dietro con il femore abdotto a
90 ° con il corpo, il ginocchio appoggiato a terra flesso a 90 ° e il piede anch'esso poggiato a terra. Il
femore in questo caso sarà intraruotato. L'anca potrà e nella maggior parte dei casi dovrà sollevarsi
da terra per appoggiare al suolo ginocchio e piede.
Già questa posizione può dare del filo da torcere a qualcuno, per una mancanza di flessibilità sia della
gamba davanti che di quella di lato. In particolar modo la limitazione più grande deriva quasi sempre
dalla gamba davanti. In quanto la gamba dietro può compensare tantissimo alzando l'anca da terra
e facendo comunque poggiare il ginocchio e il piede. Quella davanti invece no, in quanto il gluteo
deve essere ben a contatto con il suolo. Per questo bisogna agire sull’allungamento della gamba
davanti.
L'anca della gamba a fianco a sé non deve essere obbligatoriamente a contatto con il terreno. Ciò
dipenderà in base alla vostra genetica. Non forzate alcuna posizione e non cercate di spingere
obbligatoriamente l'anca più verso il basso di quanto non vada. La posizione in cui si pone enfasi sulla
gamba dietro potrebbe causare fastidio nella parte interna del ginocchio della gamba posta di
fianco. Se questo è il caso, provare ad allentare lo stretch e, nel caso il dolore persistesse, si può
optare di evitare questo tipo di allungamento.
Variante dinamica
Dalla posizione iniziale ruotare le gambe fino a trovarsi nella stessa posa ma sul lato opposto. Si
mantengono i piedi sempre nello stesso punto, si rivolge il corpo verso la gamba tenuta a fianco a sé,
e la si muove verso l'alto facendola ruotare all'esterno, usando il piede come perno. L'altra gamba si
lascia il più vicino possibile al terreno fin quando si riesce, proseguendo il movimento solo grazie alla
extrarotazione della prima. Vi sarà poi un momento in cui per continuare il movimento sarà
necessario alzare anche l'altra gamba. A quel punto la si alza e si inizia un movimento di
intrarotazione. Si continuano i due movimenti fino a riappoggiare entrambe le ginocchia a terra. I
piedi saranno rimasti nella stessa posizione, ma si saranno invertiti i ruoli delle gambe.
90/90 lifts
Dalla posizione si tiene fisso il ginocchio a terra della gamba davanti e si cerca di alzare il piede
facendo extraruotare maggiormente la gamba. In questo caso, andranno a essere reclutati i muscoli
extrarotatori d'anca. L'esercizio può essere reso più o meno intenso inclinando il corpo all'indietro.
Più ci si sbilancia indietro, più l'esercizio è semplice. Lo stesso concetto può essere applicato per la
gamba tenuta di fianco. Si lascia il ginocchio in posizione e si cerca di alzare il piede da terra facendo
intraruotare maggiormente la gamba. I muscoli ad essere reclutati saranno gli intrarotatori d'anca.
L'esercizio può essere reso più o meno intenso, sbilanciando il corpo sul lato opposto alla gamba,
andando a toccare terra con la mano o anche con il gomito. Altra maniera per renderlo più
complicato è indossare una cavigliera. Una variante per questo esercizio è quella di inserire un peso
inamovibile sul piede in modo tale che la gamba non possa alzarsi.