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Energia dai rifiuti Come si produce energia dai rifiuti.

I rifiuti sono prodotti di scarto del processo produttivo e dei consumi. Pur avendo perso ogni utilit finale i rifiuti sono pur sempre composti da materiali che possono essere recuperati tramite il riciclaggio oppure essere utilizzati per produrre energia termica ed elettrica. Una parte dei rifiuti pu infatti trasformarsi in un ottimo combustibile. Il recupero energetico ha luogo in speciali stabilimenti di termovalorizzazione detti termovalorizzatori. La combustione dei rifiuti nei termovalorizzatori genera calore (energia termica) ed energia elettrica tramite un generatore elettrico a turbina. La termovalorizzazione pu considerarsi come una evoluzione tecnologica dell'incenerimento. Di per s i termovalorizzatori sono inceneritori moderni che valorizzano la combustione dei rifiuti per produrre energia. Va comunque sottolineato che non tutti i rifiuti possono essere inviati alla termovalorizzazione. Possono essere bruciati nei termovalorizzatori soltanto una particolare miscela di rifiuti pre-trattata con processi fisicochimici. Questa miscela prende il nome di CDR (Combustibile Da Rifiuti) ed composta prevalentemente da plastiche, prodotti derivati dal petrolio, gomme, ecc. Tutto ci che non pu essere avviato alla termovalorizzazione deve essere stoccato nelle discariche normali o speciali a seconda della tipologia del rifiuto. Una recente controversia verte sulla collocazione del CDR tra le fonti di energia rinnovabili. In realt, pur essendo una importante via di recupero di energia e di efficienza, l'energia dai rifiuti non pu essere considerata una fonte di energia rinnovabile in quanto il CDR composto da materie derivate dal petrolio che, come tutti sanno, una fonte di energia non rinnovabile. Ecomafie La parola ecomafia un neologismo coniato da Legambiente per indicare le organizzazioni criminali che commettono reati arrecanti danni all'ambiente. In particolare sono generalmente definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico e smaltimento illegale di rifiuti e all'abusivismo edilizio di larga scala. Anche attivit quali l'escavazione abusiva, il traffico di animali esotici, il saccheggio dei beni archeologici e l'allevamento di animali da combattimento possono essere considerate in questo modo. Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente , il giro d'affari sarebbe stimabile in circa 23 miliardi di euro all'anno. Le regioni ove si registrano il maggior numero di reati ambientali sono nell'ordine Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, le stesse in cui sono presenti le principali organizzazioni mafiose italiane.

Ecomafia

Traffico di rifiuti Il ruolo giocato dalle mafie "tradizionali" generalmente molto importante nelle attivit ecomafiose, ma spesso sono imprese private, amministratori locali e organi di controllo corrotti a costituire reti che compiono reati ambientali. Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici o di scorie nucleari da parte di aziende che hanno ricevuto l'appalto per la loro depurazione, gestione e messa in sicurezza considerato da Legambiente il pi lucroso e pericoloso campo di attivit delle ecomafie. In Italia lo smaltimento illegale di rifiuti tossici riguarda in particolar modo la Campania. Storia Questi traffici si sono sviluppati a partire dal 1982, quando entrata in vigore la normativa sul trattamento dei rifiuti speciali. Per la prima volta nel 1991 ("Operazione Adelphi") vennero accertati reati di questo tipo commessi su larga scala. Sei imprenditori ed amministratori vennero condannati dalla Settima Sezione del Tribunale di Napoli per abuso di ufficio e corruzione. Vennero assolti, invece, dal reato di associazione mafiosa. Dal 1994 stato istituito l'"Osservatorio Ambiente e Legalit" da Legambiente in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri e nel 1997 stato pubblicato il primo Rapporto Ecomafia dell'associazione ambientalista, che da allora ogni anno fa il punto sull'argomento. Nel 1995 stata istituita la "Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti". Nonostante l'attenzione e la repressione, secondo l'agenzia governativa Apat in Italia nel 1999 sono stati prodotti 72.5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui 23 milioni da industrie di costruzione e 4 milioni considerati rifiuti pericolosi. Legambiente ha stimato che nello stesso anno siano stati smaltiti

illegalmente 11.2 milioni di tonnellate di questi rifiuti.

Tipi di reati I reati possono avvenire ad ogni livello del ciclo dei rifiuti: produzione, trasporto e smaltimento. Il produttore pu dichiarare il falso sulla quantit o sulla tipologia di rifiuti da smaltire, oppure incaricare dell'operazione imprese che lavorano sottocosto, essendo a conoscenza del fatto che utilizzeranno metodi illegali. A livello di trasporto, possono venire manomessi i documenti di classificazione della merce, in modo da dirottare il carico o farlo scomparire. Nelle operazioni di smaltimento infine la maggior possibilit che avvengano truffe: finte trasformazioni, bancarotte fraudolente degli impianti di trasformazione con il risultato di abbandonare sul posto i materiali, trattamenti inadeguati, abbandono di rifiuti in discariche abusive.

Aree di smaltimento abusivo Il sud Italia l'area dove la maggior parte di questi rifiuti vanno a finire, in particolare lungo le cosiddette "rotta adriatica" e "rotta tirrenica", dal nord verso la Puglia e verso la Campania-Calabria. Parte dei rifiuti viene sotterrata in cave abusive, gi oggetto di reati ambientali di escavazione. Nel nord Italia in pi casi stato accertato lo smaltimento di fanghi tossici come fertilizzanti in campi coltivati. Ma l'Italia anche crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati in Nigeria, Mozambico, Somalia, Romania. Si ipotizza che l'omicidio di Ilaria Alpi sia riconducibile a inchieste che la giornalista stava conducendo su questo tema. Per triangolo della morte si intende la vasta area della provincia di Napoli compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano, un tempo nota per essere tra le pi fertili della Campania, nella quale stato riscontrato negli ultimi anni un forte aumento della mortalit per cancro che per alcune patologie raggiunge livelli molto pi alti della media italiana. La causa dell'aumento di mortalit attribuita all'inquinamento ambientale, principalmente dovuto allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della Camorra.Nel triangolo abitano circa 550.000 persone e lindice di mortalit (numero di morti l'anno per ogni 100 mila abitanti) per tumore al fegato sfiora il 38.4 per gli uomini e il 20.8 per le donne, dove la media nazionale del 14. La mortalit pi alta che nel resto dItalia anche per quanto riguarda il cancro alla vescica e al sistema nervoso, per quanto in maniera pi modesta. Questo a fronte di una mortalit generale per tumori in Campania in generale inferiore della media italiana. L'incremento della mortalit viene attribuito all'inquinamento causato dallo sversamento illegale di sostanze tossiche di varia provenienza, in particolare dalle industrie del nord Italia, operata da parte della Camorra