Seicento rottura rispetto a classicismo: poetica barocca del concettismo estremizzata. Genere lirico, poesia figurata.
Tematica, frammentazione in particolari, dispersione aneddotica o narratività. Meraviglia, effetto di imprevisto.
Ridimensionamento aspetto intimo, esistenziale, psicologico e sentimentale. !Ingegno, non la profondità interiore.
Marino : «Regola è saper rompere regole a tempo e luogo, accomodandosi al costume corrente e gusto del secolo».
1) adeguarsi al pubblico e mode, adattandosi alle attese dei lettori, al bisogno di novità, alla volubilità del gusto;
2) suscitare stupore e meraviglia. Provocare piacere nel lettore, meraviglia che producono metafore e concetti.
GIAMBATTISTA MARINO, Napoli 1569. Da giovane fu ospitato da nobili famiglie napoletane che lo accolsero dopo
che era stato cacciato di casa dal padre. Dopo incarcerazioni in seguito ad accuse di immoralità, fuggì a Roma, poi a
Ravenna e a Torino, al servizio del duca Carlo Emanuele di Savoia: 1609 nomina a cavaliere. Finì in disgrazia e passò
diversi mesi in carcere, per maldicenza e per versi offensivi contro il duca. 1614 La Lira e Dicerie sacre.
A Parigi alla corte di Francia, chiamatovi da Maria de' Medici, vedova di Enrico IV. 1616 Epitalami, poesie per nozze;
1619 La Galeria, liriche dedicate a opere o oggetti d'arte; 1620 La Sampogna, idilli mitologici e pastorali.
1623, L'Adone, dedicato a Luigi XIII. A Napoli morì nel 1625. Postumi: La strage degli innocenti e raccolte di Lettere.
«È del poeta il fin la meraviglia / (parlo de l'eccellente, non del goffo): / chi non sa far stupir, vada alla striglia»
«leggere col rampino», traendo spunto da ogni tipo di lettura, attingendo a piene mani da classici e moderni,
accozzando e variando, senza timore di riprodurre testi altrui o di riprendere motivi da altri autori.
Non imitazione perché l'autore non intende affatto ispirarsi ai valori degli autori classici, ma di metaletteratura,
letteratura che nasce dalla letteratura, ispirandosi a essa e rivelando il proprio carattere di finzione e di costruzione.
La letteratura del passato diventa un enorme serbatoio a cui attingere in modo indiscriminato.
L'Adone fu pubblicato nel 1623, dedicato al re di Francia Luigi XIII. Formalmente genere epico, è un poema di pace.
competizione con Gerusalemme liberata, volutamente più ampio e complesso: poema più lungo della letteratura.
L'opera non segue un ordine narrativo consequenziale, ma procede attraverso digressioni ed episodi secondari.
I venti canti possono suddividersi in quattro blocchi:
- I-IV: Cupido, vendicarsi della madre, che lo ha battuto, la induce a innamorarsi di un mortale, Adone;
- V-XI: Adone viene iniziato alle delizie dei cinque sensi nel giardino del piacere e dell'intelletto, delle arti e scienza
moderna. Nel frattempo Mercurio congiunge i due amanti in matrimonio;
- XII-XVI peripezie di Adone, serie di prove di iniziazione;
- XVII-XX partenza Venere dall'isola di Cipro, morte di Adone, ucciso da un cinghiale reso furioso d'amore, mandato
da Marte, processo al cinghiale, sepoltura del protagonista e i giochi indetti da Venere in onore del defunto.
Allegoria: regno di Cipro luogo antitetico rispetto ai valori della società civile-cortigiana, luogo ideale dove dominano
la non-violenza, amore, gioco e arte. Adone, eroe non-violento rifiuta il potere e sceglie l'amore, «aeroe».
L'Adone vuole essere un inno ai sensi, sensi educati dall'arte, tecnica, scoperte scientifiche e dalla civiltà.
TESTI
- Rete d’oro in testa della sua donna capelli metafora rete che intrappolano il cuore del poeta + rete vera attorno.
Ingegno e acutezza. Studiata anche la struttura visiva, verso centrale racchiuso tra due blocchi da tre versi.
- Donna che cuce motivo umile innalzato dall’utilizzo del mito (Aracne), innalza il quotidiano e innalza il sublime.
L’ago diventa una freccia che colpisce il cuore del poeta e il filo diventa il filo della sua vita. Concretezza.
“mentre il bel lino orna e trapunge, di mille punte il cor mi passa e punge”
- Bella schiava schiva nera, rovescia i canoni di bellezza, mostro = meraviglia, non accezione negativa ma inusuale,
moltiplica le immagini con antitesi ed ossimori: donna schiava ma padrona del cuore del poeta, sole notturno.