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Rivoluzione Scientifica e Illuminismo

Il documento esplora la rivoluzione scientifica e l'illuminismo, evidenziando il ruolo di Galileo Galilei e il suo impatto sulla percezione dell'universo e della scienza. Viene discusso il barocco come movimento artistico e letterario, caratterizzato da originalità e complessità, e il suo legame con la metafora e la meraviglia. Infine, si analizzano le opere di Giovan Battista Marino e il teatro del 600, sottolineando la trasformazione della materia e la teatralizzazione della vita.
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Rivoluzione Scientifica e Illuminismo

Il documento esplora la rivoluzione scientifica e l'illuminismo, evidenziando il ruolo di Galileo Galilei e il suo impatto sulla percezione dell'universo e della scienza. Viene discusso il barocco come movimento artistico e letterario, caratterizzato da originalità e complessità, e il suo legame con la metafora e la meraviglia. Infine, si analizzano le opere di Giovan Battista Marino e il teatro del 600, sottolineando la trasformazione della materia e la teatralizzazione della vita.
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RIVOLUZIONE SCIENTIFICA E

ILLUMINISMO
Siderius nuncius (galileo) = avviso astronomico ai dotti – con l’aiuto del cannocchiale
sulla luna, sulla via lattea, sulle nebulose, sulle innumerevoli stelle fisse e su 4 pianeti
medicei
dalle osservazioni capisce che l’universo è infinito
terra = satellite del sole (con i suoi satelliti crea sistema)
sole e satelliti = uno dei tanti sistemi nell’universo
1610, Galileo = abolito il cielo
Nuova percezione di infinito
1600 = weltanshauung (visione del mondo) cambiata
i sensi umani sono ingannevoli e insufficienti
per questo Galileo usa il cannocchiale
tutto quello che vediamo potrebbe essere diverso da come lo vediamo (non c’è più
criterio di veridicità)
Galileo ha visto morfologia della luna ⟶ simile alla terra
periodo di stupore, meraviglia ma anche angoscia, paura e smarrimento
la luna non è perfetta ed è enorme
si pensa che ci sia un’unica materia di cui tutte le cose sono fatte (materia ovunque)
materia si mescola e unisce dando vita a nuove forme (aggregazione e disgregazione)
universo cinetico dominato da movimento ⟶ non più circolare ma ellittico
trasformazione materia = metamorfosi
deformazione della materia = anamorfosi
cambiano canoni di bellezza ⟶ bello = bizzarro e sproporzionato, che creano
meraviglia
bello = diverso

BAROCCO

deriva dal sillogismo medievale: baroco = complesso


forse da sillogismo portoghese barroco = perla irregolare (imperfezione)
corrente artistica - letteraria dominata dal gusto dell’originalità
i modelli non esistono più perchè non stupiscono
domina l’immaginazione
nel 600 non è importante il contenuto ma la forma
in poesia è molto usata la metafora

ARTI FIGURATIVE

Rottura rispetto ai canoni estetici dell’età rinascimentale


fine primario diventa quello di far emergere una realtà instabile, mutevole e in
perenne movimento, caratterizzata da una inesauribile varietà che contiene in se
anche gli aspetti più anomali o irregolari. Proprio la ricchezza di movimento porta alla
scelta di linee curve e sinuose (le volte dei panneggi, la torsione dei corpi. ex. bernini =
apollo e daphne) di violenti contrasti chiaroscurali e l’esibizione di forme insolite e
imprevedibili, lo sfarzo della decorazione sovrabbondante e le ardite funzioni
prospettiche
Caravaggio, velasquez, rubens, van dyck
facciate degli edifici = con linee curve e riempite di fregi e fronzoli per eliminare
horror vacui
un altro elemento tipico è lo specchio
Colori dominanti oro e bordeaux (tessuto damascato su pareti)
Gli esiti letterari del barocco sono minimali
le tendenze del gusto sono dominate da concettismo che si basa su: collegamenti
insoliti e bizzarri, atti a suscitare meraviglia e sorpresa
strumento cardine = metafora, sempre più ingegnosa e complessa, difficile da
interpretare
la poesia deve essere frutto dell’ingegno (immaginazione) ⟶ medio tra fantasia dei
bambini e ragione
la poesia deve osservare la realtà e trovare somiglianze, relazioni e legami di senso
strani, nuovi e imprevedibili
si cerca ricercatezza e eleganza

CAPELLI COME ONDE DORATE


TESTO PARAFRASI

[1] I capelli erano onde dorate (Onde dorate -


metafora), che un giorno un pettine d'avorio
[1] Onde dorate, e l’onde eran capelli,
stava pettinando (navicella d’avorio un dì
navicella d’avorio un dì fendea;
fendea – metafora fendea è latinismo); una
una man pur d’avorio la reggea
mano bianca come l'avorio lo reggeva attraverso
per questi errori preziosi e quelli;
queste e quelle preziose ciocche di capelli
[5] e, mentre i flutti tremolanti e belli disordinate (errori – latinismo da errare =

con drittissimo solco dividea , vagare - metafora).

l’òr de le rotte fila Amor cogliea,


[5] e, mentre [il pettine] divide in una riga
per formarne catene a’ suoi rubelli.
drittissima le ciocche ondulate e belle (i flutti
[9] Per l’aureo mar, che rincrespando apria tremolanti e belli con drittissimo solco

il procelloso suo biondo tesoro, dividea - metafora), Amore (Amor -

agitato il mio core a morte gìa. personificazione) raccoglieva (cogliea) l'oro dei
fili di capelli spezzati (l’òr de le rotte fila), per
formare trecce con cui imprigionare i ribelli (per
formarne catene a’ suoi rubelli – metafora –
[12] Ricco naufragio, in cui sommerso io
rubelli è un latinismo).
moro,
poich’almen fur, ne la tempesta mia, [9] Attraverso questa chioma dorata (aureo mar
di diamante lo scoglio e ‘l golfo d’oro! – metafora – aureo è un latinismo), che
increspandosi (rincrespando) mostrava (apria)
[12] Io muoio (moro – latinismo - iperbole)
il suo biondo e tempestoso (procelloso –
sommerso in questo innamoramento (Ricco
latinismo da procella = battaglia) tesoro, il mio
naufragio – metafora e ossimoro), [ricco]
cuore (core - latinismo) agitato andava (gìa -
perché almeno furono (fur), nel mio
latinismo) incontro alla morte (a morte).
sconvolgimento amoroso (ne la tempesta
mia - metafora), lo scoglio di diamante e il [12] Io muoio (moro – latinismo - iperbole)
golfo d'oro. sommerso in questo innamoramento (Ricco
naufragio – metafora e ossimoro), [ricco]
perché almeno furono (fur), nel mio
sconvolgimento amoroso (ne la tempesta mia
- metafora), lo scoglio di diamante e il golfo
d'oro.

Onde dorate (raccolta Lira)


dedicato alla sua donna
cuore del poeta batte come nave in tempesta
il poeta incontra ostacoli in amore che lo portano a naufragio
in letteratura il barocco prende vari nomi per la poesia
In italia manierismo, in spagna gongorismo, in inghilterra poesia metafisica, in francia
preziosismo
Emanuele tesauro ⟶ cannocchiale aristotelico
pensa che la metafora sia mezzo per migliorare linguaggio e adattarsi alla nuova
visione del mondo
da metafora nasce meraviglia e spettatore rimane sopraffatto e considera l’acutezza
dell’ingegno ex. prata amoena sunt = i prati sono belli
metafora umanizza la natura
apprezzata da intellettuali in accademie

GIOVAN BATTISTA MARINO

Napoli
va in corte a torino (savoia)
Scrive adone
scrive la lira (raccolta di opere)
Marino spiega come ha composto Adone (poema fantastico di 40000 versi)
pieno di narrazioni secondarie e digressioni filosofiche e scientifiche
storia semplice = amore che per vendicarsi della madre venere la fa innamorare di
adone
adone nato da incesto tra principessa mirra e il padre
venere vede adone addormentato nel bosco e lo conduce nel suo palazzo
Adone entra nel giardino del piacere
5 porte = 5 sensi
Adone viene condotto nel giardino del tatto dove con venere fa supremo atto di
amore (sesso)
marino applica arte della meraviglia
tema = iter di Adone ⟶ per usare e comprendere i sensi (facendosi incantare e
sedurre) ⟶ virtualità afrodisiaca delle cose
esperienze sensoriali sublimi che permettono godimento totale e completo
iter di Adone paragonato a quello di Dante
Tecnica usata = leggere con il Rampino = scegliere come testi base moltissimi testi
poetici e non, trovando stimoli e selezionando tutte le metafore usate e usarle
mescolandole quando necessario
il pubblico deve riconoscere da dove ha preso spunto
tema dominante = esaltazione del piacere estetico

TEATRO

Rappresentazione teatrale diventa luogo in cui l’uomo crea un mondo che viene
definito fittizio ma non è più finto della realtà
teatro mondo = globe theatre
non c’è differenza tra vita e teatro ⟶ il vantaggio del teatro è che viene data una
stessa narrazione sempre
mondo fatto di parole ma visto che tutto cambia, anche le parole lo fanno
la reggia di versailles è una grottesca rappresentazione di maschere
molto ricercata è l’arte di costruire giardini con labirinti e fontane
600 = epoca della teatralizzazione
tema della morte = intesa come trasformazione della materia
consapevolezza che tutto è destinato a perire (metamorfosi / fragilità)

GALILEO GALILEI

Siderius nuncius
lettere copernicane: al Castelli e a cristina di Lorena
benedetto castelli = professore di matematica in università
Problema di galileo = rapporto tra scienza e fede
la scienza è tale solo se fatta nel modo giusto
Galileo dice che scoperte scientifiche non possono essere considerate false solo
perchè contro le sacre scritture
Dio non può dire il falso o sbagliare (solo verità assolute)
Se dio dice la verità e quello che Galileo dice è vero, le sacre scritture sono state
interpretate male (chiesa perderebbe potere)
Nella lettera a Cristina di Lorena, galileo dice che Dio non può sbagliare ma possono
sbagliare i suoi interpreti ⟶ hanno dato senso troppo letterale e umanizzato Dio
Sacre scritture = dettatura dello spirito santo
natura = osservantissima esecutrice degli ordini di Dio
dio comunica con sacre scritture (codice alfabetico) e libro della natura (codice
geometrico e matematico)
Per far comprendere l’universale la bibbia usa linguaggio facile e comprensibile per
tutti
la natura segue la legge di Dio ma non deve essere necessariamente compresa
esperienza galileiana = sensata: usa sensi e sa dove cercare; con necessarie
dimostrazioni arriva a verità certa (anche se la bibbia dice altro, la scienza ha ragione)
Per adattarsi al volgo, la bibbia ha umanizzato Dio
sacre scritture = come si arriva in cielo
scienza = come funziona il cielo
Nella lettera a cristina di Lorena deve obiettare quello che lei gli ha detto (passo di
giosuè, fermati oh sole)
Sacre scritture non possono errare ma interpreti e espositori si ⟶ si sono soffermati
solo al significato letterale
conclusione = in dispute naturali le parole delle sacre scritture dovrebbero essere
tenute all’ultimo luogo (prese in considerazione per ultime)
bibbia = non libro di scienza ma scritta per accomodarsi all’intendimento
dell’universale
La natura non si cura che le sue ragioni e leggi siano conosciute a tutti
sensata esperienza e necessarie dimostrazioni servono per comprendere la natura
sensata = sapere cosa cercare / usare sensi
sono gli espositori a capire quando la bibbia è stata semplificata
Dio ci ha dotati di sensi, discorso (imparare cose) e intelletto (ciò che si capisce) ⟶
dobbiamo usarli per capire autonomamente
Eliminare il concetto di auctoritas e ipse dixit
la scienza si basa su contraddizione e dubbio
se c’è incongruenza tra scienza e sacre scritture bisogna reinterpretare le sacre
scritture
esperienza soggettiva (quando si osserva la realtà) / essenza oggettiva (realtà
riconducibile a rapporti matematici e geometrici
Dio ha dato alla natura un’ordine cinetico
osservando la natura si arriva a realtà assoluta e verità necessaria
2 tipi di conoscenza = sacre scritture (fede) / scienza (conosce come dio in intensità
ma non in estensione)
conoscenza = intensiva (uomo può sapere quando Dio) / estensiva (in quantità, uomo
sa meno di Dio)
uomo deve indagare libro della natura ⟶ per ottenere in un determinato fenomeno la
verità oggettiva (forma, peso, massa) ⟶ per capire funzionamento dell’universo
Galileo usa dubbio, necessario per eliminare false credenze e dogmi ⟶ liberarsi da
eterodirezione
noi siamo intelligenti e intendenti, Dio è intelletto
gli esseri umani possono sapere quanto dio ma solo nel particolare ⟶ uomo non può
avere tutti gli intelleggibili
2 modi di intendere: intensive ed extensive
l’uomo può comprendere come Dio perchè comprende la necessità
Galileo studia il movimento di tutto, di cui deve trovare origine (necessità)
la differenza tra intelletto divino e intelligenza umana è che l’uomo per conoscere
deve fare iter, mentre dio ha conoscenza immediata (intuito)
l’intelletto umano non può essere paragonato a quello di Dio ma non è nullo

LETTERA A CRISTINA DI LORENA

Chi interpreta solo letteralmente la bibbia è eretico


la bibbia è stata scritta in modo semplice per essere capita dal volgo
certe verità della bibbia e di Dio l’uomo non le scoprirà mai
sacre scritture = non scritte con metodo dimostrativo ma come narrazioni
bisogna seguire le sacre scritture perchè danno leggi morali
Dio esiste perchè la bibbia non segue metodo dimostrativo (verità de fides)
Uomo deve cercare di comprendere il libro della natura
per esempio con astronomia
indagare il libro della natura = dovere morale e religioso, perchè dio ha dato intelletto
e sensi all’uomo

IL SAGGIATORE

1618 ca
sono comparse in cielo 3 comete
orazio grassi (gesuita) pubblica disputa sulle comete
trattato in forma di epistola a un amico
oltre a discorso su comete sostiene la necessità di attenersi a dati sperimentali
si può interpretare il libro della natura solo se ci si attiene a esperienza
i fenomeni hanno qualità oggettive (utili per comprendere il meccanismo della natura
ex forma e peso) e soggettive (non utili)
universo galileano = infinito e cinetico (bisogna osservare il movimento della materia)
le qualità soggettive non riguardano la scienza
per farsi comprendere usa linguaggio favolistico
in favola dei suoni galileo fa vedere come funziona il suo metodo
protagonista = ornitologo che cerca l’origine del suono di un uccello e scopre che
esistono diversi suoni ⟶ bisogna cercare con curiositas e non fermarsi a teoria
il saggiatore cap. 6 <<che nel filosofare sia necessario appoggiarsi all’opinioni di
qualche celebre autore, sì che la mente nostra, quando non si maritasse col discorso
d’un altro, ne dovesse in tutto rimanere sterile ed infeconda;>>. <<La filosofia è
scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi
(io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la
lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i
caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è
impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente
per un oscuro laberinto.>>

DIALOGO SOPRA I DUE MASSIMI SISTEMI

pubblicato nel 1632


a venezia, suddiviso in 4 giornate
3 interlocutori: filippo salviati (portavoce di Galileo, Francesco sagredo (amico di
filippo, mantiene atteggiamento di distanza) simplicio (peripatetico convinto = crede
a teoria aristotelica, rappresenta ipse dixit)
giornata 1: si discute rapporto tra terra e astri
giornata 2: si confuta principio di dogmatismo aristotelico
giornata 3: si parla delle maree
giornata 4: si parla ancora delle maree e rotazione della terra intorno al sole

GIORNATA 1

Galileo ⟶ mente umana = opera di dio ⟶ dimostra quanto la mente sia potente nel
decifrare il linguaggio della natura

SAGREDO:

considera presuntuosi coloro che dicono che attraverso intelligenza umana gli ingegni
più capaci possano intendere la natura ⟶ accusa Galileo di essere presuntuoso per
pensare di comprendere l’archè della natura
il sapere per essere vero deve essere fatto di domande e risposte
per quanto si possa sapere l’uomo saprà sempre una minima parte dell’infinito
per ogni approccio alla scienza si deve partire dal fatto di non sapere (liberarsi delle
false opinioni)

SALVIATI:
Gli uomini più saggi sono quelli che capiscono e affermano di saper poco

SIMPLICIO

afferma che quello che ha scritto aristotele è lo stesso che hanno scritto sulle sacre
scritture, quindi bisogna studiare l’organum aristotelico = dove c’è tutto il sapere che
è finito ⟶ Galileo deve dimostrare che gli scritti sbagliano e far capire che bisogna
ripartire da zero con il sapere (come faceva socrate)
se si dice che socrate è il più sapiente ma anche il più ignorante c’è una
contraddizione ⟶ usa principio di non contraddizione di aristotele

SALVIATI:

l’oracolo non giudica socrate il più sapiente; ma il più sapiente degli uomini (sapienza
limitata
socrate afferma di non sapere nulla sulla sapienza assoluta, che è infinita

SAGREDI:

tutto è relativo, quindi la sapienza è relativa e graduata ⟶ se un uomo si crede più


sapiente dell’altro è comunque inferiore alla sapienza di Dio
tutti gli uomini sono in grado di operare, ma in base alle loro capacità

SALVIATI:

prendendo come esempio michelangelo, lui è il migliore a fare le statue, ma non può
dargli vita, tuttavia può imitare la natura

SIMPLICIO:

la natura ci ha dato intelletto per comprendere, ma se noi non possiamo


comprendere tutto, la natura ha creato qualcosa di imperfetto (ha fatto errore, non
possibile perchè la natura deriva da Dio che è infallibile)

GIORNATA 2

discussione su ipse dixit di aristotele


Simplicio dice di non essere d’accordo con le idee di Salviati
discorso su origine dei nervi (da cervello o da cuore)
Sagredi racconta di essersi trovato da un medico molto stimato a venezia
anatomopatologo dice che nervi partono da nuca e arrivano al cuore con
dimostrazione (evidenza)
peripatetico dice che anche se evidenza dice quello, aristotele afferma che partano
dal cuore, quindi è vero
simplicio dice che tuttavia la disputa sui nervi non è ancora finita
spiega come capire aristotele
avere pratica nei suoi libri e avere presente in mente ogni sua frase (accostare passi
diversi per trovare risposte a tutto
comprendere dai suoi libri la verità perchè essa è già tutta contenuta lì
Salviati dice a simplicio di fare ragionamenti sul mondo sensibile e non fare solo
affidamento a quelli di aristotele, poggiati su un mondo di carta

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