ITT “G.
MARCONI” – BARI
CORSO SERALE
DISPENSA DI MECCANICA APPLICATA ALLE MACCHINE
N. 1bis
LA TRASMISSIONE DELLA POTENZA
Ruote di frizione
R U O T E DI FRI ZI O N E
Le ruote di frizione sono così chiamate perché trasmettono il moto grazie all’attrito
che si sviluppa nell’area di contatto fra due ruote. Le ruote cilindriche trasmettono
il moto rotatorio fra alberi paralleli, mentre quelle coniche lo trasmettono fra
alberi incidenti (nelle maggior parte delle applicazioni l’angolo =90°). Affinché
la trasmissione della potenza sia possibile, la forza d’attrito dev’essere sufficiente a
impedire lo slittamento delle due ruote, pertanto queste devono essere premute l’una
contro l’altra da una forza di accoppiamento adeguata. Questi meccanismi hanno lo
svantaggio di non poter trasmettere potenze elevate (il valore massimo è compreso
tra 912 kW) ma hanno diversi vantaggi come la semplicità di costruzione e la
silenziosità di funzionamento. Indichiamo col pedice 1 la ruota motrice e col pedice
2 la ruota condotta.
Ruote di frizione cilindriche
Ruote di frizione coniche
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Ruote di frizione cilindriche
Il dimensionamento di una coppia di ruote di frizione cilindriche consiste nel
determinare i diametri delle due ruote (d1 e d2) e la loro larghezza (l) note la potenza
da trasmettere (P), la velocità angolare ((o il numero di giri al minuto (n)) della
ruota motrice e il rapporto di trasmissione (i). Devono invece essere assunti se non
assegnati il coefficiente d’attrito () e l’interasse (I) fra le due ruote. Limiti da
rispettare sono la pressione lineica massima ammissibile fra le superfici in contatto
(pamm = 80120 N/mm) che, se fosse superata, potrebbe comportare deformazioni,
la velocità periferica massima (vmax = 56 m/s) che altrimenti darebbe dimensioni
eccessive delle ruote e la larghezza massima delle ruote (lmax = 100120 mm) che
diversamente provocherebbe una distribuzione non uniforme della pressione di
contatto. Iniziamo con l’analisi delle caratteristiche geometriche e cinematiche.
Si definisce rapporto di trasmissione il seguente rapporto:
i = 1/2
Se l’aderenza è tale da impedire lo slittamento reciproco delle due ruote, le velocità
periferiche sono uguali, pertanto possiamo scrivere l’uguaglianza seguente:
v1=v2
richiamando ora la nota formula della velocità periferica:
v1 = 1 r1= 2 n r1/60
si ha: 2 n r1/60 = 2 n r2/60 1 d1/2 = 2 d2/2
quindi:
i = 1/2= d2/d1= r2/r1
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ovvero il rapporto di trasmissione è uguale al rapporto fra il diametro (oppure il
raggio) della ruota condotta e il diametro (o il raggio) della ruota motrice.
L’interasse I fra le due ruote deve rispettare la seguente relazione geometrica:
I = r 1 + r2
ma essendo i raggi legati al rapporto di trasmissione si può impostare il seguente
sistema di due equazioni lineari in due incognite (i raggi):
I = r1 + r 2
i = r2/r1
che risolto permette di ricavare i raggi delle due ruote cilindriche:
I = r1 + r2 = r1 + i r1= r1 (i+1)
r2 = i r1
r1 = I/(i+1)
r2 = i I/(i+1)
La determinazione larghezza delle ruote l implica lo studio dinamico del
meccanismo, cioè l’analisi delle forze scambiate.
Dalla formula della potenza si può calcolare la forza tangenziale o periferica Ft che
la ruota motrice applica alla ruota condotta:
P= M1 1 = Ft r1 1=Ft v1
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Ft = P/v1
Come già visto nell’introduzione, la trasmissione della potenza è possibile solo e
soltanto se la forza d’attrito Fa è tale da impedire lo slittamento delle ruote, ma
affinché ciò accada le ruote devono essere premute con una forza N capace di
garantire la giusta forza d’attrito:
Richiamata ora la nota relazione fra forza d’attrito e forza premente:
Fa = N
la trasmissione sarà garantita solo e soltanto se è verificata la seguente disequazione:
Ft Fa
Sostituiamo le rispettive espressioni:
P/v1 N
da cui possiamo ricavare la forza premente:
N P/ v1
Nota la forza premente e la pressione ammissibile di contatto si può ricavare la
larghezza delle ruote dalla seguente disequazione:
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pmax pamm
N/l pamm
da cui ricaviamo la larghezza delle ruote:
l N/pamm
che può essere riscritta sostituendo alla forza premente la sua espressione :
l P/ v1 pamm
Ruote di frizione coniche
Quanto detto per le ruote di frizione cilindriche vale anche per quelle coniche con
alcune precisazioni che tengono conto della particolare geometria di queste ruote.
Il dimensionamento di una coppia di ruote di frizione coniche consiste nel
determinare i diametri delle due ruote (d1, d'1, d2, d'2 ) e la loro larghezza assiale (l1 e
l2) note la potenza da trasmettere (P), la velocità angolare () (o il numero di giri al
minuto (n) ) della ruota motrice, l'angolo formato dagli assi delle due ruote (e il
rapporto di trasmissione (i). Devono essere assunti, se non assegnati, il coefficiente
d’attrito () e la velocità media della ruota motrice (vm1). Le condizioni da
verificare sono la pressione lineica massima ammissibile fra le superfici in contatto
(pamm = 80 120 N/mm), la velocità periferica media massima (vm1 = 5 6 m/s) e
la lunghezza massima di contatto (lmax = 100120 mm). Il rapporto di trasmissione è
definito con la relazione seguente:
i = 1/2
Con riferimento ai diametri massimi dei coni d1 e d2, se l’aderenza è sufficiente a
impedire lo slittamento reciproco, le velocità periferiche v1 e v2 sono uguali,
pertanto vale l’uguaglianza seguente:
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v1=v2
pertanto, rammentando la formula della velocità periferica e ripetendo quanto già
svolto per quelle cilindriche si ricava:
i = 1/2= d2/d1= r2/r1
quindi il rapporto di trasmissione è esprimibile ancora mediante il rapporto fra il
diametro maggiore (oppure il raggio) della ruota condotta e il diametro maggiore
(o il raggio) della ruota motrice.
Introduciamo nella formula gli angoli 1 e 2 formati dagli assi e dalle generatrici dei
due coni. Allo scopo indichiamo con AV il segmento che unisce il punto V
d'intersezione degli assi delle ruote al punto A comune alle generatrici in contatto
delle superfici dei due coni si ha:
r1=V sen ; r2 = AV sen
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da cui
i = r2/r1 = sensen
Perciò il rapporto di trasmissione è uguale al rapporto dei seni dei semiangoli al
vertice dei due coni.
Si può impostare il seguente sistema di due equazioni lineari a due incognite onde
ricavare gli angoli noto l’angolo :
= 1 + 2
i = sensen
dopo alcuni passaggi (vedere la dimostrazione nella dispensa sulle ruote dentate
coniche) si ricavano le seguenti relazioni:
tgsencos
tgsencos
Per determinare i diametri massimo e minimo dei due coni bisogna calcolare la
lunghezza del segmento di contatto l attraverso lo studio dinamico del meccanismo.
Osserviamo che la forza tangenziale che la ruota motrice applica alla ruota condotta
si può immaginare applicata nel punto medio del segmento di contatto. Ora, i punti
della linea di contatto avendo distanze diverse dall'asse di rotazione avranno le
velocità periferiche variabili tra un valore massimo, in d1, e uno minimo, in d'1 ,
tuttavia, qualunque sia il punto che si considera per il calcolo della velocità, il
rapporto di trasmissione sarà parimenti esprimibile in riferimento a tali distanze e
dunque anche in rapporto ai raggi medi delle ruote rm1 e rm2:
i = rm2/rm1
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Quindi, con riferimento al raggio medio della ruota motrice, la potenza da
trasmettere si può così esprimere:
P= M1 1 = Ft rm1 1=Ft vm1
in cui Ft è la forza tangenziale o periferica applicata dalla ruota motrice alla ruota
condotta.
Dalla formula della potenza possiamo ricavare la forza tangenziale:
Ft = P/ vm1
Come già detto nell’introduzione, la trasmissione della potenza è possibile se la
forza d’attrito Fa è tale da impedire lo slittamento delle ruote, ma affinché ciò possa
accadere le ruote devono essere premute con una forza N capace di garantire la
suddetta forza d’attrito:
Ft Fa
sostituiamo le rispettive espressioni:
P/ vm1 N
da cui possiamo ricavare la forza premente:
N P/ vm1
Note la forza premente e la pressione ammissibile di contatto, possiamo ricavare la
lunghezza del contatto l fra le due ruote dalla seguente disequazione:
pmax pamm
N/l pamm
da cui ricaviamo la lunghezza del contatto:
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l N/pamm
Se sostituiamo alla forza premente la sua espressione si ha:
N/l pamm
l P/ vm1 pamm
Nota la lunghezza del contatto l e la velocità media vm1 (max 6 m/s circa) si ricavano
i diametri dm1 e dm2
dm1 = 60 vm1 / n
dm2 = i dm1
quindi possiamo ricavare le dimensioni delle ruote coniche:
Ruota 1
l1 = lcos
d1 = dm1 + l1
d'1 = dm1 - l1
Ruota 2
l2 = l cos
d2 = dm2 + l2
d'2 = dm2 - l2
E S E MPI
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1) Dimensionare una coppia di ruote di frizione ad assi paralleli con interasse I=300
mm. L'albero motore deve trasmettere una potenza di P = 2 kW ruotando a
n1=600 giri/min il rapporto di trasmissione i=2, il coefficiente di attrito fra le due
pulegge vale =0,2.
r1 = I/(i+1) = 300/(2+1)=100 mm
r2 = 300 -100 =200 mm
v=1 r1 = (2 3,14 600/60)100 = 6280 mm/s = 6,28 m/s
assunta pamm = 40 N/mm = 40000 N/m
si ottiene:
l P/( v1 pamm) = 2000/(0,2 6,28 40000) = 0,04 m = 40 mm
2) Dimensionare una coppia di ruote di frizione coniche in acciaio mediante la
quale si vuole trasmettere la potenza di 4000 W alla velocità periferica media di
5 m/s tra due alberi concorrenti formanti un angolo di 105°. L'albero motore gira
a 150 giri/min, l'albero condotto deve girare a 143 giri/min.
Calcoliamo il rapporto di trasmissione i:
i=150/143=1,05
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Calcoliamo il semiangolo di apertura del cono della ruota motrice:
tgsencos i = sen105°/(cos105° +1,05) = 1,22
arctg(1,22) = 50,68°
2 = - 1 = 105°-50,68 = 54,32°
Assunta una velocità media vm1 = 5 m/s e una pamm= 40 N/mm = 40000 N/m si ha:
l P/ vm1 pamm = 4000/0,2 5 40000 = 0,1 m = 100 mm
Nota la lunghezza di contatto l e la velocità media vm1 si ricavano i diametri dm1 e
dm2:
dm1=60 vm1 / n = 60 5/3,14150 = 0,637 m = 637 mm
dm2 = i dm1 = 1,05 637 = 668,85 mm
quindi possiamo ricavare le dimensioni delle ruote coniche:
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Ruota 1
l1 = l cos = 100 cos50,68° = 63,37 mm
d1 = dm1 + l1 = 637+ 63,37 = 700,37 mm
d'1 = dm1 - l1 = 637- 63,37 = 573,63 mm
Ruota 2
l2 = l coscos54,32° =58,33 mm
d2 = dm2 + l2 = 668,85 +58,33 = 727,18 mm
d'2 = dm2 - l2 = 668,85 -58,33 = 610,52 mm
Notare che le due ruote non hanno lo stesso spessore.
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