“SECONDO
IL SISTEMA
DI
GABELSBERGER
*ADATTATO ALLA LINGUA ITALIANA
DA
“ENRICO NOE
VENTUNESIMA EDIZIONE
OURATA DAL CAV,
[Link] DU BAN
5 ae ANONIMA LIBRARIA, ITALIANA
MILANO — SEDE LEGALE
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-AGENZIE: alse s is aati, Aouneidn, Cairo, Malta, Wontgrdeo.Avvertimento alla 194 e
INDICE.
Avvertimento alla 214 edizione
Pagina
i
Mi
‘1
onw
Introduzione. . . . .
PARTE PRIMA.
Formazione delle parole.
A, Alfabeto stenografico.
§ 1. Osservazioni generali
2. Vocali semplici
§ 3. Consonanti semplici
§ 4. Consonanti doppie .
§ 5. Consonanti composte .
§ 6. Divisione dei segni secondo la fore bia
B. Del nesso delle vocali colle consonanti ¢ fra di loro.
§ 7. Osservazioni generali .
§ 8. Vocali finali ‘
§ 9. Voeali medio... .
E media
O media
A media
I media .
U media .
§ 10. Vocali iniziali
§ ll. Dittonghi .
s Trittonghi e Politionehs
Yovali isolate ’
Consonanti apostrofate .
Nomi propri .=) va
PARTE SECONDA.
Abbreviazione delle parole.
AVVERTIMENTO
§ 16. Sigle ed abbreviature
§ 17. Abbreviazione degli arti 5 octane
seller gli articoli, dei sostantivi e degli - ALLA 19* EDIZIONE.
§ 18. Abbreviazione degli aggettivi
a ggettivi comparatiy L
§ 19. Sigle dei pronomi (
§ 20. Abbreviazione dei verbi :
§ 21. Sigle dei verbi ae 1 Lia presente @ una ristampa del Manuale, quale furi-
Ne pubblieato per l'ultima volta nel 1909. Solo nelle tavole @ stata
§ 22. Abbreviazione dell. stil br ae) it ict) See introdotta una innovazione nel senso che vi sono riportati i
§ 25. AUbayBibne “dalle ae prepositive . 40. /.) titoli dei paragrafi nei quali @ divisa la materia trattata nella
arse ea Bale dees di derivazione .-. parte a stampa. Si ha fiducia che questo cambiamento, solo
se degli avverbi, delle. preposiziont e delle congi esteriore, sara favorevolmente accolto dagli studiosi.
bs dae ani aillnitencagtl =: OC oe Dei vari sistemi stenografici italiani, dei quali era in parte
S/26) ePavoleiderivabendalie: siglo’ de: Ue a cenno nella prefazione alla XVI edizione di questo libro, lo
Pa Meta wel ia Be studioso trovera notizia nel “Compendio di storia della steno-
aa ina tenable es cg 3 grafia italiana“ dell’ autore di questo volume.
SRK Acs 2 Sa a Si raccomanda lo studio -di tale opuscolo e della “Storia
PARTE TERZA. generale della stenografia esposta in tavole cronologiche*, come
Abxrautie: y . pure, a chi voglia conoscere pit particolarmente la storia del
. Viazione logica. sistema di Gabelsberger, lo studio dell’ opera ‘Francesco Saverio
§ a Denerariprsl Senarant ciclo aie Ceara te te sua stenografia dai primordi ai di nostri‘,
$30. L Abbreviazione radicale. .........0~.~”, | pubblicata nel .
padicate er cel hpi eins La terza parte del sistema @ esposta in maniera pit
esauriente di quello che non avvenga nel presente libro, nel-
Vopera “L'abbreviazione logica nella stenografia italiana di
ne fi ut 0
ormale delle parole composte . Gabelsberger* della quale ’'Unione stenografica Triestina che
§ 32. IN. Abbreviazione mist:
§ 34. Sigle parlamentari Pt CR a ae 2 editrice pure dei libri gia citati, ha pubblieato nel 1909 la
"$34. Omissione di Ries. ean ea terza edizione.
Mppongicests 1. Maes ti: ae aed ce "aac
SE gem auiRe ts ae i Sa aa Sa aa GRAZ-TRIESTE, nell’ agosto 1912.
eae i ENRICO NOE
GUIDO DU BANAVVERTIMENTO
ALLA 21* EDIZIONE.
Cristaste dalla fiducia del compianto Maestro a continuare la
pubblicazione del Suo Manuale, mi fu possibile farne uscire Ia
yentesima edizione nel Inglio 1917, mentre mi trovayo nel peni-
tenziario militare di Méllersdorf a scontarvi la condanna che il
tribunale marziale austriaco mi aveva inflitta nell’ aprile del 1916.
Non potei allora fare sapere che non m’era stato permesso di rive~
dere le bozze di stampa della parte tipografica del libro, essendo-
visi scoperto il discorso pronunciato da Re Vittorio Emanuele il
5 dicembre 1870, discorso che, invece, era passato inosseryato nelle
tavole stenografiche. Date le mie condizioni di salute di allora,
e il trattamento usato a me, come del resto a tutti i miei com-
pagni di sventura, non avrei osato sperare di uscire un giorno
vivo da quella tomba, né di potere cnrare quando che fosse la
prossima edizione del libro. Fortunatamente snperai la prova: potei
riyedere la famiglia e la mia citti natale che il valore dei nostri
soldati ba restituita alla Patria. E nel terzo anno della nostra
redenzione presento ai, colleghi questa ventunesima edizione del
Mannale, nel quale, naturalmente, nessuna modificazione @ stata
introdotta, Solo. aecogliendo il desiderio tante volte manifestato
da pid parti, la trascrizione degli esempi @ intercalata nel testo.
Tnnovazione che sara certo favoreyolmente accolta e contribuira,
non ne dubito, a diffondere ancora maggiormente nelle scuole l’uso
di questo codice del nostro sistema nel quale si compendia in tutta
la sua bellezza opera geniale di Enrico Noe.
Trieste, nel luglio 1921.
GUIDO DU BAN
4
en eee
INTRODUZIONE.,
La Stenografia 6 larte di scrivere il discorso altrui
ovvero i propri pensieri nel minor tempo e nel pit
ristretto spazio possibile. Francesco Saverio Gabels-
berger (nato a Monaco in Bayiera nel 1789, morto cola
nel 1849) ided a tal uopo segni semplici, scorrevoli e
di facile unione fra Toro, come pure un sistema di ab-
breviazione delle parole o considerate isolatamente o
con relazione a tutta la proposizione, dimodoché lo
stenoscritto possa essere letto da chiunque conosca que-
sto metodo di stenografia.
Il sistema stenografico di Gabelsberger si divide
quindi in tre parti, di cui la prima tratta della forma-
zione delle parole (alfabeto stenografico ed unione
delle singole lettere), la sevonda dell’ abbreviazione
delle parole (per mezzo dell’ omissione od abbrevia-
zione di alcune desinenze di declinazione, coniugazione
e derivazione, come pure per mezzo delle cosi dette sigle)
e la terza dell’ abbreviazione logica (cioé abbrevia-
zione delle parole in riguardo al loro nesso logico nella
proposizione). *
Le prime due parti non possono essere disgiunte
Y una dall’ altra, poiché la loro esatta cognizione 6 in-
dispensabile a chi voglia servirsi della stenografia nella
vita. comune e tener dietro ad un discorso pronunciato
con mediocre prestezza. Il sommo grado perd dell’ arte
stenografica, il quale consiste nel raccogliere in iscritto
le parole del [Link] oratore, non pud essere raggiunto
che coll’ uso dell’ abbreviazione logica.
Noe, Manuale 21a ed. 1
sai ii ta iain mienPARTE PRIMA.
FORMAZIONE DELLE PAROLE,
A, Alfabeto stenografico.
§ 1. Osservazioni generali. :
& uno dei sommi pregi del sistema stenografico di
Gabelsberger che i suoi segni alfabetici in generale
hanno la medesima pendenza e la stessa proporzione
di grandezza della calligrafia ordinaria; quindi anche
la nostea scrittura stenograiica dobbiamo tirare, od
laraieee tirate, quattro linee per indicare l’estremita
superiore ed inferiore delle singole lettere. La terza delle
quattro linee, chiamata semplicemente riga, forma la
base della scrittura stenografica, mentre le altre tre
sono soltanto ausiliari:
fi Tutte le lettere (ad ecebzione del solo o ascendente)
stanno sulla medesima linea che 8 appunto la riga; esse
partono da questa o ci vanno a terminare. Perd nun
tutte le lettere stenografiche hanno la stessa grandezza;
i segni dei suoni pik frequenti, come pure di quelli che
nella pronuncia con maggiore facilité si collegano con
altri suoni (come p. e. di r, 1 8), sono pit piccoli e pit
scorrevoli in confronto ai segni delle letiere meno frequent.
Sara quindi di grandissima importanza il dare ad
ogni segno dell’alfabeto steno; ico la giusta sua
conte e il ocean nella debita sua altezza. In
juest’ ultimo rapporto i diversi segni appartenenti al-
Talfabeto stenografico si dividono in eegal piccoli,
mediani e lunghi, secondoché occupano tutt’ al pit la
meta dello spazio tra la riga e la seconda linea ausiliare,
© comprendono tutto questo. spazio, o lo oceedono.
ea ee
Il principiante* fara bene di scrivere su carta rigata,
ma con un poco d’esercizio @ di attenzione arrivera in
breve tempo a poterne fare a meno.
§ 2. Vocali semplici.
I segni delle vocali sono i pit piccoli e percid i pit:
scorrevoli del nostro alfabeto stenografico. Ma nel mezzo
delle parolo le vocali si esprimono generalmente modi-
ficando la forma o la posizione delle consonanti che le
seguono o precedono, come vedremo nei §§ 9—11.
In quanto ai segni delle vocali riportati. qui sotto
si noti che il primo segno dell’ a non pud essere unito
ad altre lettere, che i primi segni dell’ 1 e dell’ o si
chiamane discendenti, isecondi ascendenti, e chel’o
ascendente non pud adoperarsi che alla fine delle parole,
aM eyes la et aes) ar Ka pee
Qui cade acconcio di osservare che la stenografia,
per distinguere le vocali accentate dalle non accentate,
non si serve dell’ accento della scritiura comune, ma
di altri mezzi che sono esposti al § 8. Anche |’ apostrofo
non si adopera che rarissimamente in quei casi, nei
ali dal!’ omissione di esso poirebbe derivare dif-
jeolta nella lettura, specialmente poi, quale segno di
troncamento, nelle poesie e nei nomi propri (§ 15, 3).
§ 3. Consonanti semplici.
La stenografia di Gabelsberger 8 basata sul principio
di serivere le parole secondo la loro pronuncia,
Questo principio non é perd osservato sempre dal’ orto-
grafia ordinaria, la quale, mentre da un lato adopera
pia segni per indicare lo stesso suono, scrive d’ altra
parte qualche lettera che non -viene mai pronunciata,
ed esprime alcuni suoni semplici per mezzo di pid d’ un
segno. Hd @ percid che la nostra stenografia stabilisce:
a) che comunemente la h non si scriva e che il qu
venga sostituito ordinariamente dalla sillaba ou; 5) che
isegni del oh e gh servano pure per indicare i
i ac e zg avanti le vucali a, o ed u, mentre daltra
parte i segni del ci e gi esprimano anche il ¢ e g
avanti le vocali e ed 4; ¢) che i suoni schiacciati gli,
gn e sci, quali suoni non composti, si scrivano con .
segni semplici loro propri, somiglianti perd a quelli di
ne 8, eche Spe citinentodl laegran'd we a
per sc avanti le vocali eed i. Dalle regole 4) eg) ne
viene che nelle sillabe cia, cio, gia, gio, scia, scio,
Ti si scrivera soltanto quando sia accentata, come p,
e. in magia, stropiccio, e che per esprimere il gli
pronunciato quale suono non schiacciato (p. e. negligente)
e lo sch e Sc avanti a, 0, u, si dovranno adoperare
i segni di gl e sch riportati al § 5. Si noti per altro
che il gli schiacciato, seguito da qualche vocale, viene
sostituito ordinariamente dalla sillaba li (vedi § 11).
Bivch iat beable gs, 2, gal,
a ae
ge: Lavra DL WEL, Tes, YE,
ecg bait a ie tg, LL pied
In quanto ai segni stenografici delle consonanti
semplici abbiamo da osservare: a) che i primi segni
di 1 e, di gli si devono adoperare nel mezzo e alla
fine delle parole, il primo segno di s_soltanto nel
mezzo; che i secondi segni di 1 e di gli ed il terzo
segno di s si devono adoperare sempre in principio,
il secondo segno dis soltarito in fine di parola; 5) che
il t sta sempre sopra, come la f ed il p sempre sotto
la riga, e che queste tre lettere sono o ascendenti
o discendenti, secondoché per necessité od opportunita
vengano tracciate dal basso all’ alto o viceversa; ¢) che
il quarto segno della s, chiamato s inversa, non si mette
che nel principio e nel mezzo delle parole, quando la
8 6 seguita dalla vocale o, ed in aleuni altri casi da
impararsi colla pratica; d) che il secondo segno della z
8 sempre ascendente e non sta mai nel principio delle
parole né sotto la riga.
ete ee
§ 4. Consonanti doppie.
I segni stenografici delle consonanti doppie, cioé
di due consonanti eguali immediatamente congiunte, si
formano: a) col mettere due volte il segno della con-
sonante semplice: och, ff, ggh, Ul, nn; b) col farlo
di doppia grandeza: rr, 88; ¢ coll’ intrecciarlo: bb,
coi, dd, ggi, mm, pp, tt, vv.
Aa), I, -w RANSON, OD} ojahabs [be
Le consonanti qq = cq © 22 si scrivono sempre
semplici, le altre doppie si scrivono sempre soltanto nei
nomi propri. Nelle parole comuni non si scrivono di
aolito che ll, nn, rr e 8s, ma nella terza persona plurale
del futuro dei verbi si scrive soltanto n; bb si scrive
solo ne} condizionale dei verbi; cch, cci, dd, ff, ggh,
ggl, pp, VV, come pure mm e tt nel mezzo delle
parole, si scrivono solo per evitare un doppio senso;
mm e tt finali si scrivono sempre; tutte le consonanti
doppie richieste nelle parole composte con una particella
per semplice ragione ortografica sono espresse sempre
_ col segno della consonante semplice.
§ 5. Consonanti composte.
Due 0 tro consonanti diverse, unite perd immedia-
tamente senza vocale frammezzo (come p. e. spl end
in risplendere), chiamansi consonante composta,
mentre le consonanti semplici che sone congiunte con ~
altre consonanti per mezzo di qualche vocale, si dicono
consonanti sillabiche. B come la voce umana articola
le consonanti composte con una sola emissione di fiato,
cosi anche il nostro sistema stenografico cerca di unire
quanto pit strettamente sia ibile i segni delle singole
consonanti, delle goat le diverse consonanti composte
sono formate, cid si fa nelle seguenti maniere:die ee
a) mediante la fusione dei segni delle singole con-
sonanti in un solo segno: mb, mp, sp, br, gr,
dr, pr, tr, vr, mbr, mpr, spr, rgh, rm; _
ie Cree
2
x
poporafe yp bry
della seconda od a meta dell’ altezza di questa:
Tb, lei, 1d, Igh, lgi, Im, ltr, lv, cl, gl, spl;
nei, nd, ngh, ngi, ntr, nv; rei, rd, rgl, rir;
sb, sbr, sd, sdr, sgi, sgh, sgr, sm, bs, ps, rs;
....9 Fagooreiando inoltre law: Iz, nz, TZ3 "ye
a,b 0,0 bah agle, abo
Z as as
Le bed, a, 28, €, £25; Py B67, 20, A0, 0:
¢} per mezzo della pit stretta unione delle consonant,
attaccando la seconda immediatamente 1a dove
termina la prima o portando Ja prima dove comincia
la seconda: or, fl, fr, Lf (ascend.), 1t, nf (ascend),
nt, pl (ascend), rb, rob, rf (discend. e ascend),
rp, rt, rv, sch, scr, sf (ascend. e discend,), sfr,
st (ascend. e discend.), str, sv, tl;
Sat Aight a ey aon
a ry po pe ble eel ze:
@) unendo le due consonanti per mezzo di un picco-
lissimo filetto: bl, pl (discend.), Ich, If (discend),
In, Ip, la, mbl, mpl, neh, nf (discend), us, rl,
rn, sl, 80, Sr.
bu rps) G1 78> Cpa yi nt By By
Da queste consonanti composte lo sillabiche di regola
si distinguono adoperando un filetto od un filetto pid
lungo per unire la consonante antecedente con la susse-
guente; p. 6. ber, sper, rem, legi, legh, spel, ned,
negh, seb, sem, cher, bel ecc.
po So
Li fa sts ec Ab; Md, Lh, Bly. ry bare
&) mettendo il segno della prima consonante in quello
K, fo As by i, Sea Sa
Pea
Nota. [Link] osservi bene la distinzione tra sp e 8-p,
sf oe s-f, st © s-t, z o t-s, tr e t-r, str o st-r, pre p-r.
Yor? CT, ET CAEL 5
2. Aleune delle consonanti composte servono pure
da consonanti sillabiche (fi, fr, rt ecc.), mentre il
ter ascendente e lo st-r, indicati nella nota 1, si ado-
aia talvolta anche per le consonanti composte tr e str.
’ altra parte, per maggiore prestezza nello scrivere,
si sostituiscono sovente le consonanti composte alle
sillabiche (cr, dr, spr, vr, mbr ecc.), ed alcune di
queste si uniscono dietro le norme stabilite la for-
mazione delle consonanti composte, come si vedra al
§ 9 di ci-r, gi-r, m-r, ch-m, ch-mb, ch-mp ccc.
§ 6. Divisione dei segni secondo la loro
grandezza.
Essendo, come fu detto al § 1, di somma impor-
tanza il dare ad ogni lettera la giusta sua dimensione,
ed essendo nel nostro sistema stenografico le consonanti
quelle che formano la parte principale di i tutte
Ie parole, 6 necessario di osservare molto bene la seguente
divisione dei segni in relazione alla loro altezza:
1, Segni piccoli: a, ©, 1, 0; ch, 1, n, r, 83
2, Segni mediani: u; b, d, dr, gh, gli, m, gn, rr,
88, V, VI, Cr;
8. Segni lunghi: a) lunghi mediani: j, br, mb, mbr,
gr; 0) lunghi superiori: ci, gi, t, st, tr, str, 2;
¢) lunghi inferiori: 2, p, pr, mp, mpr, sci, sp, SPr-
Aa en ae te AlN jee ee FLUS GLEE,
SB 2 eR eG ACL eee Leah
BLELEE CH as Meer dlsrg
B. Del nesso delle yocali colle consonanti e
fra di loro.
§ 7. Osservazioni generali.
Pud una sillaba contenere una sola vocale (Vocali
semplici), pud contenere due o pit vocali Mittonghi,
Trittonghi ecc.), © possono finalmente le vocali formar
parola da sé (Vocali isolate).
Le consonanti sono o antecedenti o susseguenti,
secondoché si trovano dinanzi le vocali o dietro di esse.
Le vocali semplici si dividono in iniziali, medie e
finali, secondoché si trovano al principio, nel mezzo,
o alla fine delle parole.
In gnats al modo con cui la nostra stenografia
rime le vocali, si noti che le vocali isolate, le iniziali
e le finali vengono indicate per lo pit coi loro segni
alfabetici © cho questi, riuniti, esprimono i dittonghi,
trittonghi ecc., mentre all’ incontro le vocali medie si
esprimono ordinariamente in modo simbolico, come si
vedra al § 9. Eccezionalmente qualche vocale pud venir
del tutto omessa.
§ 8. Vocali finali.
Easendo di somma importanza il distinguere le
vocali finali accentate non accentate © non
adoperandosi in stenografia 1’ accento della serittura
ovdinaria, si noti:
1. che le vocali finali accentate non possono essere
giammai trascurate, mentre delle non accentate si
tralascia I’ o in tutte le parole e si omettono anche le
altre, quando non ci sia pericolo d’ ambiguita;
2. che per iscrivere le vocali finali si adoperano in
generale i segni delle vocali semplici, ma colle seguenti
avvertenze: a) il secondo segno della a = a, il terzo
= a; ) il segno della e, raddoppiato di lunghezza =
8; ¢) I’ i discendente =i (come pure i nel dittongo ei,
epee:
e talvelta i o j finale), I’ 1 ascendente = i; d) non
_ esprimendosi mai I’ o finale, ogni qual volta sara scritto
fine delle parole uno dei due segni alfabetici del-
Po, esso si leggera per 0, ©, quando sia necessario segnare
anche I’ 0 finale (cid che ha luogo nei dittonghi e nelle
abbreviazioni logiche), I’ 9 discendente = 0 e | o
ascendente = 6; ¢) fra u ed W non si fa alcuna
ne.
Nota. a) I segni delle vocali finali si uniscono di
solito immediatamente con la consonante antecedente; si
noti perd l'unione dell’ ©, @ ed i col % ascendente nelle
siJabe finali te, té, ti:
Jee
b) Nei monosillabi bisogna indicare sempre le vocali
finali, senza perd distinguere le accentate dalle non
aceentate: p. ©. fa, sta, le, me, re, chi, mi, gru, ne né,
se sé, te ta, i B, si si.
eee Peto has Raae a er
§ 9. Vocali medie.
Le vocali medie si esprimono: ‘
a) Modificando il filetto d’ unione (e, 0) ovvero la
forma della consonante antecedente o susseguente (0, a).
6) Variando la petee della consonante che segue
rispetto a quella che precede la vocale (i, u).
Ordinariamente viene modificata la consonante che
segue la vocale, in via d’ eccezione quella che la precede,
Qualora né la consonante antecedente, né la
susseguente possano modificarsi, la voeale media verrd
indicata col suo segno alfabetico.Uy
E media.
1. Questa vocale viene indicata: ‘
a) dalla semplice unione della consonante anteco-
dente colla susseguente, conservandone la forma e@ la
posizione indicate nell’ alfabeto; p. ©. (Conson. semplici
secondo § 3) bene, bere, cedi, ceno, degno, geme, gelo,
jeri, lego, lena, legno, lese, meno, mele, mesi, meta,
neve, pelo, pena, peri, pert, peso, pepe, pesct, pece, Test,
remo, refe, rete, seno, sera, sedere, segni, scemo, scest,
seegli, tela, teme, vela, venero, zelo; (Conson. doppie
secondo § 4) becchi, feccia, beffe, ceffo, ceppo, legge,
peggio, peszo, mezzi, sebbene, mettete, vereggia, Cenno,
gemme, leggo, ghetto, metta, netti, petto, retto, tetto,
sella, pelle, lesse, messi, tessere, ferri, terra, terrd, terreno;
(Conson. composte secondo § 6) lembo, spesa, spegnere,
febbre, gretto, grembo, lepri, pregio. prete, pretto, presto,
treno, peneiro, feretro, tetro, spetiro, scetiro, tempra,
Spreco, JETGO, VErga, VerMe, SCEVIO; felee, scelgo, melma,
feltro, peliro, veltro, selva, belva, clero, gleba, prence,
ceneio, spendi, vendetta, tremendo, splende, vengo, tengo,
ventre, mercé, perdi, tergi, deterge, sdegno, sgela,
aghembo, smercio, perso, semenza,verzella ; erebbe, crescere,
decreto, fretia, frecce, dente, vento, menta, menti, ment,
precedente, plebe, verbo, cervo, servo, deserto, scheggia,
freschi, sferzo, sfregio, peste, celeste, teste, vests, streito,
strenna, destro, svelto; blenda, felpa, gelso, sberleffo,
penso, terno, perno, spernere, scherno, snello, sete, seppe:
pot Bol COLE Bi thr eye
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fe
Pree ddd beak Aff
tata!
Die of begs. oF ale
ae Bley Ze lah psc Ce, 4, oto But :
Lajos, bb Ale Cedcheny
y i .
Ba Ogee ee
®) attaccandosi la consonante susseguente 1a dove
termina la antecedente, cid che ha luogo nell’ unione
del p discendente, del pr e del t ascendente colle con-
sonanti piecole o medians, e del t anche quando é seguito
da ci, gi, bre st (nel qual ultimo caso il t, cl, gt ©
st si devono un poco accoreiare): serpente, preso, preda,
preme, presento, mettemmo, settenne, smettere, stelle,
metterst, stese, mettesst, preteso, pretesto, festeggio;
tee OL eee en
¢) unendosi le consonanti sillabiche cer, cher, der,
ger, mer, mber, mper, per’), sper e ver‘vome |
Te consonanti composte; p. e. cra, cerebro, cereo, merenda,
gpero, veri, vertebra, recherd, cedere, leggere, gémere,
pretendere, splendere, scenderemmo, prenderete, perdarti,
tergerd, beveresti;
6G 6,06) En bb ad ge:
peed. pe Me: eb: An
la quale unione peed non pud aver luogo, quando
la r formi parte delle consonanti composte rb, roi,
rd, rgh, rgi, rm, rs, rv e rz), quando nelle
3 cher» (ayper ais sillabe desinensiali.
Pioosativot aera itera dalla’ base ©, nemmeno negli ate coal,
trattandosi di sper.desinenze la r sia preceduta da un’ e accentata:
fe
prevedere, temere, quando la r sia seguita da una
o che deve essere see nella r (v. ¢ media: cerotto,
sperd ece.), @ quando cer, cher, der, ger, mer,
per, sper e ver siano precedute da un’ a media wv.
A media 1. a).
2, In aleune parole, per ovviare equivoci, la @ si deve
esprimere col suo segno alfabetico; p. ©. veneto.
ey
O media.
Alla forma che prende la bocca nel pronunciare la
© corrisponde anche il segno caratteristico dato dal
nostro sistema a questa vocale. Si segna dunque la
© nelle seguenti maniere:
a) Nelle sillabe bo, cio, do, gio, lo, mo, no,
gno, po discendente, ro, so (8s inversa), vo, 20 (%
ascendente) si fa pia curvo e piu rotondo il filetto che
unisee le consonanti b, ci, d ece. colle consonanti gus-
seguenti; p. e, (Cons. sempl.) bora, doge, grogo, lode,
geloso, mole, mogli, mogio, moto, noce, note, nome,
polo, rogo, rose, socio, sogno, volo; (Cons. doppie)
vezzoso, loggetia, ciocca, donna, molle, motto, moggio,
notte, poggio, poppa, cerotto, rosso, roccioso, sommosso,
roszi, sezzo ; (Cons. comp.) b0rdo, borsetta, bomba, sbocco,
dolce, dormi, donzella, globo, mondo, mordere, mosca,
monte, monete, mostrerd, morto, nosiromo, sdegnoso,
posto, porte, porrete, polvere, polirone, ponie, ponete,
sepolero, porgere, rospi, romperd, sommerso, sorgente,
sofferto, sostengo, sostegno, soppresso, sopporterd, pen-
8080, svolgere, roseto, sotterra, sotteso, bottega, vomere,
motteggio ;
pasate
ays Bey Ce Cn Nye hr ei, ified ee
Below LiL ees me
hog 5 Kn ioe TT eee Deter
Me C1 er laiae ial oae
Gy Of, —.. Chr, Cram , 26,07, CE EK,
ich bbs wn cbalied eg
we he Se Kp atta, AES, Le
eo ee
nello stesso sno si formano le sillabe nhs mpo,
bro, mbro, dro, pro, mpro, rro, tro, vro;
p.&. bronzo, droghe, profeta, prodotto, propenso, ee
prospero, processo, protetto, progresso, tromba, trom-
bone, troveremo, sirozza.
©.2,0,8,€, @ ee bwetc/egh
ae
Ace, Cahn, Can, on
2) Nella combinazione delle altre consonant colla
© si da alla consonante antecedente una forma pia
rotonda e pit larga, e in tal modo si hanno le sillabe
fo; to nel pune delle parole; tol, tor, tom, tos,
tot, tott nel mezzo e alla fine delle parole; go, rgo, sgo,
gro, sgro, scio, spo, spro, Z0, co, cro, com,
comb, comp, cos, po ascendente (in alcune poche
parole 1); p. e. fodero, fogli, forse, forza, sfogo, pro-
fondo, tomba, torcere, stoppa, setola, rotolo, nottole,
ventola, festoso, ottentotto, Ventotene, godere, vergogna,
sgombro, sgorgo, sgrondo, groppa, grotte, sposi, sprone,
sctogli, zolla, zoppo, correre, coro, corde, corredo, corpo,
ig rt) PR el a ash rpg ie
in parte sta sotto la © quando & precedute da pro o po.a TA net
colgo,collega, colto, coltre, corte,correte, corrette, cortectia,
cose, costole, costoso, cosetia, costretto, scorza, econcio,
scorgere, croce, scrollo, commetiere, commercio, soccom-
bere, complesso, comprenderete, composto, compromet-
tere, popone, polpa, pompo, poscia, posposto, proporre,
pOLMALM:15.9,4.9ayg de
DIN QL We ek pp IIc fo -
Gets Teh DT ee VW, OCINA Amen,
ry raceme dion erdenb.
Ak Ov, Lviv, an cbe eee
BAUM CCOCOEL
@ Nelle sillabe finali toch, toci, tod, togn, ton,
tov si unisce al ¢ ascendente semplicemente l 0
discendente; p. . pretocolo, lettoci, metodo, cotogno,
sentono, montone, monotono, mentova.
ee yee
Nota. Anche I’ 0 finale si deve segnare per lo
pia secondo le regole prescritte per I’ o media; p. e
cid, lodd, tremd, sprond, porrd, mostro, sperd, penetrd,
lego, sgorgo; si eccettuino pero le sillabe finali 0, sd
80, td, tid, che si scrivono unendo/’o ascendente con la
f, 8, 88, t, tt; p.e. fo, 80, pensd, sborsd, professd,
sto, presto, netto.
Cee ak Fy ve
Pe eles
[oo aoe
ay hie
A media
1. Essendo la vocale a la pit sonora di tutte le
vocali, la nostra stenografia ha trovato per essa un
segno caratteristico nel rafforzamento:
a) della consonante susseguente; p. e. (Conson. sempl.)
bagno, canale, caro, cadere, cacio, dado, dama, face,
fava, gas, gala, giace, lago, mano, nasi, nascere,
pari, pace, pagano, papa, rapace, ragno, rascia, sale,
sanare, scialo, tana, taceremo, vaso, vagare, valeie;
(Conson. doppie) canna, zanna, vallo, carro, cadde,
capello, cappello, facce, caccio, caccid, salasso, gazza,
pazzo, paggio, batté, tatto; (Conson. comp.) baleare,
. baldanza, bastone, brando, braccio, calde, calza, can-
zone, classe, cancello, carcere, carteggio, cartoccio,
drappo, fabbro, falce, fanfara, farse, frase, farfalla,
fardello, gamba, lampeggia, magro, mangid, maneggiod,
mantengo, manteca, mantello, mercante, marmotta,
mascheretia, smascherarsi, leggiadro, ladro, ladroneg-
gio, madre, madornale, padre, padronessa, pagoda, pavo-
nazz, sacro, sagoma; sagrestano, paleht, plackeremo,
palpebra, parte, parete, partenza, pargolo, parve, pasto,
pranzd, podagra, sbarco, sbagli; sbranare, scava, seccava,
scalpello, salso, salmi, smalto, sfarzo, sfratto, stagno,
stava, stampa, strapazzo, talpa, tangente, tanfo, tarma,
trama, sapere, speranza, vernale;
pide hate tila x
ten pro ele afr Petes
L, hea, e, Gh, G/; pee, Ge AM ee
food, L00, ee PPL eos Pee,
Lee ae,
ht Pte
ER Re
2, trfiemn, Lh, 0,00, 2, Cemne yh) RO,ag 2
oe eee a
a es + saa
EL GY IOLL A tens
4) della consonante antecedente, quando I’ a é se-
guita da una delle consonanti f, t, e p ascend., le quali
non possono essere rafforzate, oppure da pr, tr, vr!)
© po; p. ©. baffi, caffe, staffa, batiere, bee eee
dato, fratellanea, sfratare, qrattare, lato,
matione, nato, cognato, prato, rata, clone rapt, i
strato, capra, sapro, satrapo, ‘cavretto, sapone;
pth dt obi
eee he |
¢) dell’ una 6 dell’ altra, se i loro segni a mo’ delle con,
sonanti composts possono unirsi in uno solo, cid che ha
luogo nelle sillabe cas, cam, camb, camp, tap, elar,
dar, giar,; mar, mbar, var, car e par(mpar) (le
quattro prime radicali, le ultime due desinenziali), quanto
non sieno precedute “da un’ altra a media, quando la
¥ non appartenga ad una delle consonanti composte
rb, rel, rd, rgi, rm, rs, rv 6 rz*) e quando
ja Fr non sia seguita da una o che deve essere indicata
nella r; p.@ caso, cumoscio, cambellotio, campagna,
tappeto, tappezzare, ciarlo, ciarpame, mareciare, slan-
ciare, dare, sedare, fondare, scaldare, mangiare, maneg-
giare, carteggiare, mare, martello, fermare, vart, levare,
mentovare, provare, seccare, cercare, toccare, varcare,
scopare (pero: recammo, baciare, badare, staceare, la-
vare, zappare, dardo, darcelo, levarmene, fermarsi,
maroso, carta, parente).
1) E naturalmente pro, tro, vro, Vedi anche § 23, anno-
tazione
2) Ossia quando la yr, tormando consonante composte col segno
successivo, non debba spostarsi dalla base.
bed
nO
Ld eae
tray ee Mn mo | ae, o6,réo0k
s Qt os fore,
ev Ad,
Nota, Nei monodillabi s’ adopera pure il rafforza-
mento della consonante antecedente per indicare a
finale: p. ©. da da, gid, la la, ma, sa, ira, va.
ney EO ite a cme
2. L' a media si deve scrivere col suo segno alfa-
betico:
a) quando né la consonante susseguente, né la
consonante antecedente sono atte ad essere rafforzate
(f, t, ep ascend,); p. e. fato, fosfato, paterno, patrono,
patteggiare, prestato, portato, protesiato, tentato, taffeta;
®) quando la consonante che precede le sillabe af e
at non 6 iniziale di parola; p.e. palafreno, salata, oon
carattere, senato, ee pensaio, scansato, gonato.
cl HAYS.
I media.
1. Avendo la 1 il suono pit alto fra le vocali, essa
viene indicata:
a) ponendo al di sopra della riga o della base della
consonante antecedente la consonante susseguente; p. e.
bile, dbirra, carico, cricca, crimine, cristallo, fili, figlt,
fidare, fisso, fingo, filacce, felice, fibra, grigio, ghir-
landa, lino, lirico, matrigna, mistero, midollo, miccia,
nido, plico, pistola, pigro, comprimere, privo, deridere,
derivare, singolo, sintomo, sintassi, sistema, serigno,
Noe, Manuale, 21% ed. rt}
eS aeey oe
stridere, striscia, capisce, spille, scisma, sciroceo, sigillo,
triste, costringere, pitocec, trittongo, stritolare, trafila,
irafiggere, peccaminoso, combinare;
Lena, GCs of a fo, 01 Hla be fo
pAb her, Caf Las as
& maizande fa consonante antecedente, quando la
comodité e la celerité nello serivere lo richiedano,
cid che accade specialmente delle consonanti piccole che
precedono |’ i seguita da qualche consonante mediana
o lunga, e talvolta anche delle consonanti mediane nel
principio delle parole; p. e. lido, libro, libero, lima,
livello, licenza, ligio, linee, lite, lisci, sincero, sinonimo,
nitrire, ribelle, rimarrd, risse, riva, rimbombo, ricevere,
rigettare, rito, ritmo, ritto, rimprovero, rimpolpare,
risplendere, rizzare, schivare, schizzo, simbolo, divenire,
vivere, bimbo, bistorto, bizzarro, bizzeffe, dittongo, dis-
tolto, distretto, mito, mitra.
BAA PNR Ae Aerar A henner,
“Mae, CA, 0,22, L, G ee iy
Koch, 2&4 LI ESOT:
Nota. L'i media di moltissime desinenze di deri-
vazione e coniugazione, quando @ preceduta dal t
ascendente, si riguarda espressa secondo la regola
o unendo semplicemente con questa tla consonante della
lesinenza1); p. e. patibolo, vertice, mantice, pasticcio,
domestict, fatico, portico, profetico, pertica, pratico,
sofistico, matematico, cosmetico, fetido, castigo, prestigio,
vestigio, vertigine, sottile, rettile, caniilena, scintilla,
settimana, mattino, platino, palatino, latino, pettine,
1) Ciod la i, in questi casi, si omette.
Fa NAYS shee
mentire, divertire, partire, compatire, patire, mi pentiro,
martire, dentista, ritrattista, sentissi, sortisse, motivo,
cattivo.
; “fh of Lond Chol fe vorad f
9 pho, LO cH
fp p 1 pl > y C
AO A of yh tel, Perle
uo
2. Colle consonanti ci, d, f, gi, p, t, v 6 z di-
scendente I’ 1 discendente si pud fondere in modo da
formare con un sol tratto di penna le sillabe ci, di,
fi, tf, 9%, pt, tp, ti, it, vi, iz; @ dall’ unione delle sillabe
ci, die gi colle consonanti f, p, r, 8, 8p © Spr Ti-
sultano le sillabe cif, dif, gif, cip, dip, gip, cis, dis, ‘
cisp, disp, diepr e dir (cis, dis e dir soltanto come
sillabe iniziali); p.e. citid, citare, deciso, preciso, diga,
ditale, diletto, difetto, fitto, ree ee sifone,
ifoso, giro, gita, ginepro, gigantesco, piffero, pizo,
eases, polipo, timbrd, timpano, tingere,
atile, stimd, stirpe, stizza, battito, patite, stalattite,
vipera, vincere, vincolo, cifra, cipolla, reciproco, cipresso,
diploma, dipendente, dipingere, dipinto, gipone, ci-
sterna, disco, disagio, disattento, disfida, discorso,
dissipare, distaceo, cispa, cisposo, dispensato, dispaccio,
disporre, dispreszo, diretto, dirigere (ma disonesto,
dissotterrare, dirotio’).
Pejploy bhode:ferf hells tas
Wihicht ye, Op
Lhilen ger fi te Klded Lidld
pid Cotate NEL
y i e dir non si possono adoperare, nemmeno come
aillsbe ini a0 s'@ © 40n0 soguite dao; inoltre ir se a
formando consonante composts segno successivo, deve
dalla base, o se sifonde con una susseguente u (es. dirupe, U media)— 20 —
pint tihifgdily § llleddlit
Nota. Nello stesso modo si gegnal’i finale @ nei
monosillabi anche I’ 3, quando la preceda una delle conso-
nanti suindicate; p.@. servi (servi), sancd, colpt (colpi),.
ci, dé dt, ti, vi.
& (6), 66, wl), Veen: a
3. Nelle sillabe medio e finali it, itt e iz si deve
talvolta esprimere I’ 1 col dare ai segni t, tt e 2 una
posizione verticale; p. ©. finito, delitto, fritto, dritio,
profitto, soffitta, frizzo, drizzare.
AAAI SAT of fob):
4. In alcune poche parole si adopera il segno alfa~
betico dell’ i ascendent uando si vuol fare delle
distinzioni necessarie per evil ambiguita; p. e. patina
(patena), catino (catena), destino (déstino), contino
(cdntino), scaglino (scalino).
AGO: Leas bb) AS GAS), owl (orl).
U media.
1. Avendo I’ w il suono pid basso fra le vocali essa
viene indicata eo] mettere o del tutto (consonanti picsole
e mediane ¢ 2 discendente) od in parte (il pid delle con-
sonanti lunghe) sotto la riga (o sotto la consunante che
precede |’ u):
@) Ja consonante susseguente; p. e. bucht, busto,
budello, bussola, bruno, bruciare, cura, cuna, cumulare,
custodt, cruna, crudo, disubbidire, distruggere, fucile,
fuggire, frusta, fulvo, fulmine, fune, fungo, funesto,
funicolare, funebre, gusto, guscio, grugno, giubba,
giubilare, giusto, giungere, jugero, lume, lungo, lusso,
luce, luminoso, lurido, lusingd, mulo, musa, muscolo,
mungere, nuvolo, nubile, puledro, pulire, punird, pugno,
pungolo,punzone, puleinella, pungere, prugna, prudente,
Ly Sah
ruga, rub0, ruminante, rurale, russare, ruscello, simu-
lacro, scusate, sugo, succulento, sdrucciolo, spumare.
seiupare, zucca, zucchero, merluzzo, spruzz0, cocuzz0lo;
bi tas, tas 2, L pean ae th tennis ob:
BP CBL photo rbartehy drop VY
Pe Ves a.
Bs Ce hoe ECA ¥
(Co ofr feo ge kd
wl rlirpe pede Ki yg: op!
2) la consonante antecedente, quando la necesita
o la comodita lo esiga; p. &. buttare, cute, cupo, duttile,
tutio, lupo, muta, nutrire, nudo, rupe, ruppe, rugiada,
yuszola, subire, subalterno, succoso, succedere, suocinta,
sudare, suffragio, suggerire, sultano, sunto, suppellettile,
superbo, supplica, supremo, supporre, surrogare, susta,
sussistenza, sussulto, susurrone, studente, suffa, zuffolo.
WT, Foo ee gee
SE LES NO:
ee er a a7
2. L’u media si esprime pure mediante la fusione del
segno alfabetico della u con la consonante antecedente
© susseguente in modo da formare le seguenti sillabe:
bu, bru, ciu, du, dru, uf, giu, ug, lu, mu, um, mbu,
mbru, UMb, Pl, UP, MPU, PTU, TU, TTU, US, US, USCt,
ut, tu, stu, tru, vu, ur, bur, ciur, dur, giur, urg, lur,
mur, urm, mbur, pur, urp, mpur, urs, tur, vur: p. e&
bufera, buffone, bufetto, brutto, ciuffo, baruffa, dirupo,
standuffo, stufa, frutto, ee fumo, aan sone a
fuscello, glutine, pupilla, puppattola,
pial ae futela,, distruito, stupendo, struzzo,22
susurro, burlo, ciurma, furto, giuri, giurt, chirurgo,
purgare, plurale, turchino, spergiuro, tamburo, bravura.
Gey 6e:4,5,6 52,25. 8 2 sc? SBD
7 ¥ ¢ Cees Det eee
Zhe, hon OD Seale
ee A pig tp gp fe
PaO Carta fay i gee
_ 3, Qando l u non pud essere indicata né nel
primo, né nel secondo modo, bisogna scriverla col-
Tintiero suo segno alfabetico; p. e. futile, putente, pu-
tredine, betula, sportula. trastullo, cantuecto.
PO pe
§ 10. Vocali iniziali.
B. a) Si ecrive col suo segno alfabetico; p. ¢. ebano,
eocitare, eco, ecco, edera, effetto, egregio, egensa, elce,
otice, elmo, elefante, elettrico, emendare, ente, enigma,
epoca, erto, est, estro, estero, esplicare, esprimere,
eterno, evo;
2) ei omette perd avanti mb, mp, nei, nd, ngh,
ntr, nz, rb, rei, rgi, rgh, rm, rp, rs, rv, rz '), Ir;
p. 2. emblema, empirico, enciclica, endemico, entrare,
erba, ergastolo, ergere, ermellino, erpete, erse, ervo, errare.
Pe ee oe
ove Som lh Cb ae.
3) 0.3, Ker, war, te, 2, 2 12, fade.
1) Cio’ davanti a quelle consonanti composte che non possono
essere lette anche come sillabiche, né senza Ia yocaie dinanzi.
2) Fee
O. Siscrive sompro coll’ 0 discendente; p. ©. obelisco,
oca, ode, offendere, oggt, oligarca, olmo, omettere,
ombra, onda, opposto, opuscolo, opprimere, organo,
origine, oste, ottuso, ostro, ostrica, otre, ovale, ozono.
fy i
Ce, iy ln 0, Adah pr act, Bie y
Ce Re 8 ees
A. a) Si esprime ordinariamente col suo segno
alfabetico; p. ©. abate, abete, abito, accadde, accrescere,
accento, adagiare, affliggere, affitio, agto, aggio,
agnello, ago, amaro, apocrifo, apposto, appartenere,
ascella, aspetto, atterrare, atleta, atroce, avi, avvenire,
aszardo, azeuffarst ;
2) Nelle sillabe iniziali al, agli, an, ar, a8 ed ass
si rafforza la consonante premettendole un_filetto
orizzontale; p, e. alto, alito, alato, altare, allettare,
agli, alleggert, alfine, antera, anitra, annotare, annottare,
arrivare, arcano, arte, arato, aratro, aasegno, asta,
astuccio, astro, astruso, astratto, asbesto, assetato, asset-
tato, asse; basta perd il solo rafforzamento della con-
sonante nelle sillabe iniziali amb, amp, anch, e nelle
iniziali an ed ar, quando sono seguite da b, ci, d, gi,
gh, m, p, 8, tr, V, 29), come pure nelle parole arra ed
anno coi suoi derivati; p. e. ambo, ambra, ampolla,
anche, andare, ancella, angusto, angolo, angelo, angi-
porto, ansa, antro, arcione, ardere, argento, arbusto,
a, armare, arpa, argo, arzillo, anno, arra.
argano, arm
ah adh dot, ny, bd rth, AL bore,
DRC TC aie Cen Wd rde.gé
PTS Totem A
Re) Mate law, TC ane
Raed eo im eh A 2, E Ena d,
Oe,
LZ, Pep dBi pepe awn:
8) Confronta, tenendo conto del rafforzamento, i’ annotazione !),Eee ee
I. Secondo!’ opportunita si segna o coll’ i ascendente
© coll’ i discendente che si Pe fondere con f, p, t, Z
{come fu esposto all’ I media 2); p. ©. tbrido, illibato,
illuminare, immerso, imbarazzo, itmberbe, imbruttire,
imptecio, importo, imprecare, improbo, iride, irto,
irrito, isolo, istmo, istrice, issare, ispido, ivi; icono-
clasta, idolo, igumeno, ignaro, inno, indole; iperbole,
épotest, ippopotamo, tialo, item, izza.
th pr, te, E BY toe / 0.0%
MAD ge JB, Gh 4; rnb eo A
Pi MO Ee, til
U. Si esprime col suo segno alfabetico, scritto
Intiero o tuso con la consonante; p.e. ubbidire, uccello,
ucciso, udire, uggia, ugola, ulivo, ultimo, ungere, unto,
usbergo, utensile, utile, uva; wmile, umbone, upupa, uso,
ussero, utopisia, usci, usct, urbano, urgenza, urlo, urto.
J sc; zw, fn ip, 6 OO, 9 9 Ase lee. ae
§.11. Dittonghi. )
I dittonghi si serivono per lo pid coi segni alfa-
betici delle singole vocali di cui si compongono; queste
seguono perd, quando cid sia possibile, la legge delle
vocali medie. . Nell’ esprimere i dittonghi simbolicamente
si osservi, che la prima vocale viene indicata nella
consonante antecedente, la seconda nella susseguente
(eccettuati au ed ua).
ae: aere, otiaedro, paese; compaesano, maestoso,
saetia, saettante, trae.
ai: laico, ammainare, dai, mai; aire; fidai, giu-
daico, fai, stai, cacciai, pagai, assat, menat, fermai,
saprai, loderai, proverai; atta, aizzare.
2) Combinazioni di due vocali, non dittonghi in senso gram-
maticale.
SDM sah |
ao: caos, laonde; aorta, Paolo.
au: si esprime unendo immediatamente all’ ul’ a:
audace, autunno, augurare, flauto, idraulico; ovvero
col rafforzamento della consonante susseguente, o tal-
volta delia consonante antecedente, posta nello stesso
tempo sotto la riga; p. e. esaudire, applaudire, defrau-
dare, fauci, baule, causa, lauro, taumaturgo; cautela,
lauto; nelle sillabe aus ed aur basta rafforzare l us
el ur; p. e. austero, fausto, esausto, esaurire, paura,
impaurire, urd.
mein, S ipo: the ld L.
Mb: SP, OA,€,U pM, bye, ots
Reitg th
Mh-s: she Jen, heer; ry pple
Cn BL Teh id ear
Mae? , Ca. ace ge
ea: alleato, nausea, idea, platea; creare, leale,
ideale, oceano, beando, leandro, leardo, alveare. .
ee: idee, spontance; nel mezzo delle parole vi si
sostituisce la © semplice: veemenza, lineetta.
ei=el: dei, rei, lei, bei, tornei, deismo, reina,
reiterare; bet.
e0: leopardo, pleonasmo, teorema, argenteo, ateo,
sotterraneo, nucleo, trofeo.
Bhai nge sera. jets Enero ets
fe Bierce a 6 Somes Blags eye sO i
Ota hid, A ae rs CyeG Vt
e©0: ided, cred.
eu: eunuco, ermeneutico; aneurisma, pleura,
reuma, feudo.
BO LEAS = A
Alb: nr, tenis XZ Ly
ja: ha un s9gno particolare (si notino le sillabe
taf fia, pia, tat tia, iaz, ian); p.e. iato, jattanza,
biada. biasimo, stiaffare, bianco, chiaro, chiave, diacono,
diadema, dialetto, fianco, fiasco, fiato, ghiaccio,
ghianda, mentia, meniate, miagolare, miasma, osiate,
ostia, piacere, piaga, piangere, piatto, piastrino, piazza,
schiacciare, schiaffo, cuffia, schiatta, spiaggia, spian-
tare, triangolo, battiate, carestia, prosapia, pia, empia,
bugia, follia, copia, coppia, malattia, nostalgia, furia;
glia = lia: vigliacco, tagliammo, scegliamo, pigliano,
gagliardia, esigliato, foglia, battaglia, briglia, botti-
glia, guglia, pattuglia (si distingua, ove fosse necessario,
malia da maglia).
ie: viene di solito sostituito dalla semplice @, © sol-
tanto nel mezzo di alcune parole, per evitare ambiguita,
nella sillaba glie media accentata (che si scrive lie),
e alla fine delle parole si esprime per mezzo della i
discendente (fusa eccezionalmente col segno precedente)
unita nell’ te finale colla e; p. e. ariete, ciera (cera),
cieco, chiacchiera, chiedere, chierico, chiesa, fiéno, fiele,
hero, lieto, piegare, piede, pietra, pietoso, pievano,
stepe, schiera, schietto, spiedo, cliente, niente, pazienza,
scienziato, carceriere, carriera, levriere, leggiero, pen-
siero, primiero, sparviere, riviera, ciliegia, togliere,
seioglierd; bieco, bienne, bietola, obietto, cielo, dieta,
fieno, lieve, miele, pieno, siero, viene; vie, medie, serie,
sie; bersagliere, scegliemmo, togliendo, biglietto, fo-
gietto, moglie, mantiglie, figlie, scioglie, anticaglie; si
noti il modo speciale di distinguere tier da ter: altiero,
lettiera, costicra, sestiere.
18: empié, pid.
ii: zit, pit, sentit, nati; avviino.
io: colla i ascendente unite la © discendente (si
es
ay)
notino le sillabe fio, pio, tio e glio finale di parola):
p. © biondo, chioma, diocesi, oo eet pe
ptoggia, piombo, schioppo, trionfo, viol viottolo,
Taunton, brio, derehio, corto, arto, resto, bestiola,
sogliono, orgoglioso; scoglio, giglio, taglio, tiglio,
piglio, trifoglio, cipiglio, cespuglio. :
Bae, (eee ale
A nwt ,6-\, CTR, 6 iat aay
(ah
< - 4 i
2 ve an Opa, 22-8 ete tpt
I!
a rete Fey
wind} ela he, 22 ae,
eee Te righ sar).
beir(ypV b(Ob, ~~, are
Z pope NgperlAey a S a
pe: fe tx, HM. ae Wynn ee, ie
ay 1A lon prs Gres Ge Ue; wey sorer Jeol ee
Bg ee eae
ton iy a ue PMG, ME Ls, pepe yl
Lee A Ln ee aesoie OB otha
10: la o ascendente unita colla i ascendente:
cambio, studid, adocchid, sbaraglid, piglid.
iu: s’ incrocia la consonante antecedente colla susse-
guente; p. e. liuto, chiudere, diurno, fiume, riuscire,
oriundo, piuma, spiumare, tagliuzzare.
hO=1> Wr, Ler, te
ide |e, Cy an Ore 7 wee, ft, fete
0a: boa; coatto, oasi, cloaca, soave, proavt
coadiuvare.
00: poesia, poema, poetico, toeletia, coerede,
coerente, coetaneo, eroe.
06: oboe.
oi: la o discendente allargata del doppio: oime,
ibd, eroina, egoista, proibire, gioire, tifoide, noi, por,
vot, cot.
Oi: gioi.
00: z00fito, cooperare.
2b: Ve 2 an 6c, 1G
2820 Gy CPt A
. ‘
O64. DEN Bes set eos te apart
Ran ea Gee
a
ua: viene di regola indicato simbolicamente col
rafforzare e mettere sotto la riga la consonante ante-
cedente; ma nelle sillabe medie o finali gua e qua é
sostituito quasi sempre dalla a; negli altri casi si es-
prime collo stesso segno dell’ au; p. e. dissuaso,
duale, guardare, guancia, guari, guazzo, sguardo,
quaderno, quasi, quattrino, quartetio, quadrupede,
quatto, squadra, squarcio; acqua; eguale, impinguare,
soquace, pasquale, ambigua, attigua, dilegua, lingua,
tregua; ardua, segua, seguano, situato, casuale, ba-
LPM ROG see)
luardo, manuale, usuale.
ue: la e unita colla u; ma si esprime per lo pit
simbolicamente col mettere sotto la rigd la consonante |
antecedente, e nelle due sillabe medie o finali gue e
que viene sostituito ordinariamente dalla ©; p. e. pue-
rile, affluente, mutue; duello, duetto, guerra, querela,
querulo, quercia; acque; mansueto, seguente, frequente,
distinguere, delinquente, nacquero, lian, tears
pingue, estingue, » sangue.
ui: si indica per lo pit simbolicamente mettendo
la consonante antecedente sotto e la susseguente sopra
la riga, ovvero, quando cio non sia possibile, incro-
ciando le due consonanti; nelle sillabe gui e qui medie o
final ’ ui viené sostituito ordinariamente dalla i; p.
guido, guisa, squillo, acquisto, aquila, quintetio,
ruina; qui, lui, sui; fluido, caswistics ; tenui, gratuito,
taccuino, diminuire, genuino, seguito, segui; argutre,
languire, seguire, sanguinoso, anguilla, liquido, tran-
quillo, piacqui, giucqui, nacqui, ambigui, attigui.
ui: la i discendente incrociata colla consonante
antecedente: diminut, segut.
Mess be grote bop Jogtrntoercr ll
DE sik ny tei
VLA 2O; 8,2, Poe, Be O06, tobe, Bore
apr ba, ar hrrabraurty 4 ba, fooje
Mf fiarrobrbet hl inenerenph eee
PE tes oe a
wb, by.
MO: LU”, bh.
uo: a) nel principio e nel mezzo delle parole viene
ordinariamente segnato come © semplice, e soltanto in
qualche parola, per evitare equivoci, si scrive esprimendo— 30
oltre alla o anche lau col mettere la consonante ante-
cedente sotto la riga; p. e. cuore, buono, euoco, cuocere,
- fuoco, giuoco, luogo, muovere, nuovo, nuocere, wopo,
ruota, scuola, suocero, scuote, usignuolo, spagnuolo,
virtuoso, seguono, estinguono; duolo, duomo, muori,
nuoto, nuoce, suole, vuoto, quota, quoziente; b) alla
fine delle parole si indica con unau colla quale si unisce
immediatamente la o discendente in un segno solo:
arduo, vacuo, seguo, proficuo.
ud: estenud.
Mo: WA On Mp A, PK hho
Som hVie At, Crab" isp fd gape
ee Le se lI as S23
MO: 4
§ 12. Trittonghi e Polittonghi,
Sostituendosi in stenografia, come. nell’ ortografia
moderna, la vocale i al j, quando esso si trova fra due
vocali, ne viene accresciuto non solo il numero dei
trittonghi, ma si forma inoltre una serie di polittonghi.
I trittonghi si scrivono unendo i segni dei dittonghi con
quelli delle vocali semplici, mentre i polittonghi si ridu-
cono per lo pit a trittonghi e a quadrittonghi omettendo
lauo lad; p. e.
aca: traea; aia: fioraja, focaja, majale, sdrajarsi,
abbajare, paja; aie: gajezza, fioraje, lavandaje; aio:
acciajo, sajo, pellicciajo, usurajo, candelajo, bottajo;
ald: sdrajo, abbajd; aiu: majuscolo; eal: creai; ela:
pleiade; ele: rejetto; eio: leguleio; iai: cucchiaino,
odiai, obliat, sbagliat; 1u0 (=10): mariuolo, oriuolo,
eapriuolo, piuolo, figliuolo; oia: annojarsi, gioja,
pastoja, scojattolo; oie: gioje, giojello; oio: rasojo,
battitojo, scorsojo, nojoso, macinatojo; 01d: annojo;
wai: estenuai, guat, guaina; ual: guat; ula:
alleluia, seguiamo; wie: abbujera, quiete, requie,
reliquie: Uli: seguii; uio: bujo, ossequio; uid: abbuid;
at
i (01): duos; aiai: vajaj; atuo (=aio): ajuola,
Renae, Sse armajuolo, vaguolo ; iaia (=iaa):
ghiaja, migliaja, vecchiaje, eucchiajata, agghiajare;
iaie: occhiaje, cucchiajetto; ape hema rene!
igliajo, ghiajoso ; atu (= tau): g/ 7 Olad: =
Tae. a ;ualo: guajo: ulal: abbujai, Oe:
quiat; uoia (= ola): muoja, stuoja, cucsame; ae ie
(=oie): stuoje; uoio (= oi0): muojo, cuojo; aig o
(= aijao): vajajo; oialo: strettojajo ; uaiuo ce eae):
acquajuolo; iaiaio (= jaaio): ghiajaio; waoiaio
= obaio): euajajo.
Cup g AAC eye 5 Wiper Be; b, Pa
2 ai, EE Seed 0003 cig Si
Rtg OL EUAN GN Corman pes
BATE Cae thorn
BI trl Py ped hcte ¢ ate coe
el) Ce pe OID CDi Us OH2G07
on te Uae A Ce Bett vy
tae, PA eile CONN Ga
hp cee
FNL Heer a ineene Pel) Er
§ 18. Vocall isolate.
resto nome non comprendiamo soltanto le
spa teas dasole vocali,ma anche quelle che oltre alle
vocali contengono un’ h. Quest’ ultima non si serive mai
nel principio e nel mezzo delle parole, ed alla fine si segna
con un piccolo uncino, simile al segno che serve per
dinotare ! h nei nomi propri, come si vedra al § 16
Distinguiamo in tal modo le seguenti parole: a) a,
+ cccaesTon ae
ha, ah; @, 6, eh; 0, ho, oh; uh; b) ai =hat, ahi (ahimé);
ei, ehi; io; ohi; 6) ajo, aja, e00, eot.
pee} Hp SO: 9: ea Owe), 5,
Le ee pp Oa ay a ae
§ 14. Consonanti apostrofate.
Le consonanti apostrofate sono riguardate come
parti integranti delle pardle che le seguono e si uniscono
con esse in un solo segno, voll’ unica avvertenza che
il gl si unisce colla 1 come il t ascendente colla i
finale; p. e.
ch’: ch’ é, ch’ egli, anch’ to;
c’: ¢’ imbarchiamo, ¢ impone;
d’: d’ accordo, d’ affetto, d’ argento, d’ albero, d’ an-
dare, d’ ebano, d’ elefante, d’ entrambi, d’ erede, d’ eterno,
d’ estremo, d’imbarazzo, d’ occhio, ‘d’ offeso, d’ oggi,
@ ottone, d’ oro, d’ uccello, d’ umido, d’ uva;
TY: Pabito, P aereo, V affanno, agio, ? alga,
P amico, l angustia, ? animo, V ape, U aquila, 0 ardire,
? aspetio, U' astro, ? attestato, 0 aureo, V eccelso, V’ aco,
? edera, l entrare, U esito, U estro, V estero, V eterno, V ibi,
Vimpuro, P isola, V idolo, P indole, V inno, P istrice,
? odio, P offeso, V oncia, V orfano, V uovo, V ostrica,
Vudire, V unghia, P umile, V uscio, P utile, V ultimo;
gl’: gl iconoclasti, gl’ idioti, g? improbi, gV inni,
gf tracondi;
m’: m’ adatto, m’ aggrava, m’ amd, m’ apparve,
m’ arrendo, m’ associo, m’ attendo, m’elevo, m’imbarco,
m’ odia, m’ opprimi, m’ uccidi;
nD’: n’ é, n’ avanza;
3°: 8’ aecorse, s’ affrettd, 8’ aprono, s’ effuse, x’ emendd,
¥# imbaitté, s’ impadroni, 8’ offuscd, 8’ ottenne, s’ uccise;
t: ? abbraccio, ¢ affanni, appoggi, ? impose,
# offro, ¥ opprimera, # uccido;
‘vv’: wv abbandono, v’ arride, v’ importa, v’ offendete.
bln eee
Aen rinwititet hp: dove, [oblav,0%
an, elt, oe, Se Mew), ph, Co C4)
Lf Lebar pos l, W092, i
pesca 1 rh Le.
Bee, le, ame AA Pe Ose
gg io
96,104, 270, wl Uy 26, hr, ce Ge biter,
Nes vara ane iere Oo. | aie, hid
Ok ny
MAb bh dwcect afd
§ 15. Nomi propri.
1. I nomi propri,si scrivono come le voci comuni
secondo la loro pronuncia dietro le regole generali; p. e.
4riosto, d’ Aosta, Dante, Petrarca, Monti, Leopardi,
Muratori, Foscolo, Filicaja, Maffei, Bolaffio, Erzego-
vina, FErzerum, Esau, Trau, Bua, Budua, Giosué,
Plejadi, Vejo, Richelieu, Rousseau, Shakespeare, Vol-
taire, Béranger; Mirabeau, Schiller, Goethe, Riicker!.
wh eh el oom, eS yl heaps
SGP ios Chase: eee fe bth
Ch tenga Penge 7a,
2. Occorrendo scrivere i nomi propri secondo I orto-
grafia loro propria, oltre i segni dell’ alfabeto steno-
grafico italiano, si adoperano, per esprimere alcuni suoni
non conoseiuti dalla nostra. lingua, i segni riportati alla.
pag. 34, coll’ avvertenza, che tutti i segni accessori del-
Noo, Maouale, 21% ed 3we ads
T ortografia ordinaria (punti, accenti circonflessi ece.)
vengono allora adoperati anche in stenografia, e che i
nomi propri scritti in tal maniera di solito vengono
sottolineati; p.e. Alencon, Bach, Cayenne, Rémer,
Vilmar, Welter, Kaulbach, O’Conell, Mires.
AMOR go op ar «ae
8. I nomi propri italiani si scrivono come le parole
comuni con la sola avvertenza che il troncamento di
tali nomi propri 6 da indicarsi con un aprostrofo; p. e.
Bressan, Furlan; Gerin, Magnaron; Pagliamo, Varano,
Arqué, Cavaleabd.
OO, fw Nang, OR Me OL
PARTE SECONDA.
ABBREVIAZIONE DELLE PAROLE
§ 16. Sigle ed abbreviature.
La seconda parte del nostro sistenia stenografico
tratta dell’ abbreviazione delle parole considerate iso-
latamente. Quest’ abbreviazione si estende soltanto a
quelle parole che si trovano di spesso nel discorso, 0
sono composte con particelle molto comuni, o hanno
qualche desinenza di flessione o di derivazione molto fre-
uente. Tali costanti abbreviazioni d’ intiere parole o
di singole sillabe si chiamano sigle, la quale denomi-
nazione, in uso gid presso gli antichi Romani, vuol dire
singole lettere, poiché i segni di tali sigle consistono di
unao pit lettere appartenenti a quelle parole o sillabe.
Se tali abbreviazioni sono formate ad esempio di quelle
adoperate nella serittura ordinaria, ‘esse si chiamang
abbreviature. In quanto alle sigle dello parole intiore
SB
abbiamo ancora da osservare che, se sono formate dalle
sillabe o lettere finali o medie della parola, si devono
mettere ordinariamente al di sopra della riga, in tutti
gli altri casi si scrivono sulla riga 6 talvolta anche al
di sotto della stessa.
§ 17%. Abbreviazione degli articoli, dei
sostantivi e degli aggettivi.
a) Nell’ abbreviazione dell’ articolo determinante,
Je cui forme semplici (ad eccezione di lo) sono scritte
regolarmente, dobbiamo avere speciale riguardo delle
sue combinazioni con le diverse preposizioni, 6 percid
sono da notarsi le sigle delle preposizioni semplici ed
articolate, riportate insiemie coi segni degli articoli nel
segnente ordine:
dia dae Vin! com: Ssaee per Efe citre
il, lo del al dal nel. col sul peril frail trail
Ja deila alia dalla nella colla sulla perla frala tra la
7 dei ai dai nei cotati Sper frad trad
gli degli. agli dagti negh cogti sugti per gli fragli tra gli
Tie delle alle dalle nelle colle sulle perle frale tra le.
€
f . é ‘ ye
3 Se A
Pek fe Beatie tne tate 1k o “ae “er
ele ace Rane nae aN eee / &
ely are - GME yh een a ¢
Ueto nui rele Pea eNO cay chia tie &
7
Pe ea ai ea AW Sa rl ay NR a ay ke
Si noti perd, che le sigle del, al, dal ece. servono
pure per le forme dello, allo, dalio ece. e dell’, all’, dali’
eec., che non si fa distinzione alcuna tra degli 0 deg?’,
dagli e dagl’, e che le forme apostrofate, ad eccezione
di quelle derivate da die da, possono essere unite colle
parole che le seguono come le consonanti apostrofate
ye_ 361
indicate al § 14; p. e. dallo scoglio, dal?’ elmo, nell’ epoca,
coll’ angele, sull’ orma, all’ amico, all’ affetio, coll’ effetto.
ten tty Ob we, fo J
b) Per lV abbreviazione dell’ articolo indetermi-
nante si adoperano le seguenti sigle: uno un, una;
Vuno Pun, V una; gli uni, le une.
S56) HS Ree aay ey
¢) Nell’ unions dei sostantivi e degli aggettivi fra
di loro o coll’ articolo basta indicare nella prima parola
ja desinonza di declinazione, omettendola in quelle che
seguono; p. 6. brava ragazza, belle case, riccht parenti,
i buoni vini, le dolci frutta, gli utili libri, nelle cinque
parti del mondo, nei tugurt dei povert, fra UV ombra det
cipressi. Da questa regola sono perd eccettuati tutti i
sostantivi ed aggettivi che finiscono in voeale accentata
o dittongo.
Uist boro ply Hew be obs eS tal
we, erp AE
Nota. LU’ articolo detorminante pud essere di spesso
del tutto omesso, come vedremo dagli esempi che ser-
viranno per la spiegazione delle abbreviazioni logiche
(§ 34) © a proposito di éutio, -a, -t, -e § 19).
§ 18. Abbreviazione degli aggettivi compara-
tivi e superlativi.
a) Pit =iu (le due vocali incrociate), messo sulla
riga; p. & pi amaro, pit alto, pit elegante, pith ille-
gale, pit lento, pit sottile; in moltissime parole. perd
questa sigla pud essere unita coll’ aggettivo @ coll’ arti-
colo, come pure con aleune preposizioni, e cid in diverse
maniers, come insegnano i seguenti esempi: pit savio,
pit sterile; pit bello, pia brillante, pit caldo, pit celebre,
pit degno, pit fertile, pit galante, pti giusto, piumagro,
Le ale
pit nolo, pit pallido, pit pratico, pit cauto, ptr quieto,
pin tenero, pit stolto, pi valente, pit zelante; pit rozzo,
piioperoso, pit umido, pit. urgente, pit audace; tl pit
amaro, la pit amara, tl pit: savio, la pit sauia, il pit
10220, la pit rozza, il pit bello, i pit aolti; 4 pit, di pit,
pi di, da pit, per pit, per il pit, per lo pit, vieppix
F: KR, 5/, sates, Ff, Ah nel woke. bf,
we li sorigh tales wAiphgfed ol
LO, wl Lh aheg, tabladh tn, $4,
al noel A Be Reane (or oot:
) -issimo =iss: bellissimo, sanissimo, esattis-
simo, Hetissimo, nettissimo, fedelissimo, verissimo (per
analogia: prossimo, pessimo ed anche massimo, quando
non ci sia pericolo di confondere questa parola con massoJ;
-errimo = err: acerrimo, celeberrimo, saluberrimo.
nto lS, P.6¢, 0,00); tr Car, ap.
§ 19. Sigle dei pronomi.
1. aleuno, -a, -i, -e; 2. alquanto, -a, -i, -e; 3, altro,
-a, -¢, -¢, ut; Valtro, U altra, gli altri, le altre, all’ altro,
dagli altri; 4. altrettanto, -a, -t, -e; 5. che, che cosa; |. chee-
chessia, chicchessia; [Link], -a; ciascheduno, -a; 8. cid
che; 9. colui, colei, coloro; costui, costei, costoro;
codesto; cotesto; cotale; cotanto; 10. cui; 11. loro;
12. medesimo, -a, -i, -e; 13. mio, -a, -ei, -e (senza indi-
care il genere e il numero); 14. nessuno, -a; nisswno, -a;
niuno, -a; 15. nostro, -a, -4, -e (senza indicazjone del
genere.e del numero); 16. nwllo, -a; 17. ogni, oynuno;
18. qual, quale, quali, il quale, la quale, ¢ quali, dal
quale, dei quali ecc.;qualehe, qualeosa, qualche coza,
qualcuno, qualcheduno, qualsisia, qualsivoglia; 19,
quanto, -a, -i, -e; 20, quel (==quello), quella, quei
€& quelli), quegli, quelle; 21. questo, -a, -t, -e; 22. solo,
-G, -t, -€; 23. stesso, -a, -t, -e (U istesso); 24. suo, -a, -0i,ae
-e (senza distinguere i] genere e il numero); 25, tal, tale,
tali, il tale, la tale, dei tali; 26. taluno; 27. tanta, -a,
-t,-e; 28. tuo, -a, -oi, -e (senza distinzione di genere e
di numero); 29. tutto, -a, -, -e (I articolo che segue si
omette sempre, p.e. tutte le ecitta, tutta la piazza);
piit di tutto, tutt’ al pix; tutto cid, tutto cid che, tutto _
che, tutto quello che, tutt’ altro che, tutto questo, tutti
questi; 30.-veruno, -a; 31. vostro, -a, -i, -e (senza distin-
zione di genere e di numero).
Gli altri pronomi si scrivono dietro le regole generali
(ad eccezione di quelli in -ungue che vedansi § 246).
Lan, 279, a, a+ RL LL
at ae oh 5.x, Ary 63h ee
hhh ice Ny ELAS Delay
pies
He; Me acer ee 5 18.8 UB A SS ry bag
WS | TE oh ITENALN 10), NI; Ty ee
Se hot LOG Sa. Bi Siok Cae Stew rg tay
SoA EE Shi) 2) SeaClear ea
0,269 6 2,0 cae sap cll Lel, og A 20bb,
ChE R EAL dbo dill
GO, A 7 371.0.
§ 20. Abbreviazione dei verbi.
1. Quando i verbi sono preceduti dal soggetto della
proposizione, si omettono le desinenze indicanti il numero
e la persona, e basta segnare le sillabe caratteristiche
del tempo e del modo; p.e. Vot giocate. Noi andremo.
Se g% secolari leggessero. Teri i nemici assalirono il
campo,
ley vel
eee ine ele, hth 9.
Le desinenze dell’ infinito are, ere, ire, determinate
da parole precedenti,d’ordinario si omettono.
2 Le seguenti desinenze di coniugazione vengouo
pero, abbreviate in modo speciale:
a) -eva, -evate, -iva, -ivano = ea, eate, ia,
lano; -avamo, -avano, -evamo, -evano, -ivamo,
-ivate = amo, ano, eamo, eano, iamo, iate,
adoperandosi perd sempre il segno alfabetico dell’ a;
p. ¢. sedeva, apriva, avvertiva, seguiva, amavamo,
trattavano, stavano, arrischiavano, ridevamo, perde-
vate, mettevano, sentivamo, seguivamo, venivate, sorti-
vano (pero: sentivate, batieva,. mettevate).
iq 0580, 0 be Cit, peeled,
oF , BS Te Pee.
b) Per segnare -vava, -vavi, -vavate s’ in-
treecia la vy invece di scriverla due volte; p. e. evava,
tavava, cavava, covava, coltivavi, trovavate.
By nee tat eee)
¢) -(e)rebbe, -(e)rebbero, -irebbe, -irebbero
= (e)bbe, (e)bbero, ibbe, ibbero, p. e. chiamerebbe,
cederebbe, servirebbe, canterebbe, starebbero, vende-
rebbero, partirebbero.
d) Per segnare -ndendo e -ndando basta in-
trecciare la nd: rendendo, prendendo, offendendo,
andando, riandando, mandando, spandendo, prescin-
dendo, nascondendo, fondendo (pero fondando).
Gey eee Ge Cee).
e) Nelle desineaze -ato (a, 1, e) e-ito (a, 1, e) si
omettono ordinariamente le vocali a ed i; p. e. amato,
cercato, osato, pesati, posate, sposato, spossato, levate,Vagos
lavate, mentovato, fiorito, nutrito, acquisito (in aloune
parole perd fa. d’ uopo indicare la i, talvolta la ae in
rari casi tutte due le vocali per evitare equivoci: fallato,
fallito, salato, salito, assalito, ammonita, scolpato,
scolpito, tornato, tornito, volato, filato, penato, menato,
adulato, avverato; limato, accanito, finito). ’
ALAS fepd pb dedi ol Moll
ee id Ged
f) -uto, -a, -i, -e =u, ua, ui, ue: tenuto, -a, -t, -¢
(tenui, tenue), batiuto, perduto.
Libache, has hi CG pe
Nota. 1. Le forme verbali: unite con qualche
pronome personale affisso o con qualche seetbie si
scrivono secondo le regole generali, ma coll’ avvertenza,
the I’ o finale dei verbi pud essere bensi omesso nelle
desinenze -iamo, -ndo e.-uto, ma deve essere seritto
negli-altri participi, e che il ti si unisce coi pronomi
nella maniera indicata all’ i média, 4; p. ©. sparsosi,
resomi, menatomi, lodutoti, sentitoti; pagatoci, datovi,
perdutane, vendutesi, tenutisi, pentitasi, uditala, distrut-
tagli, trattevi, levatevi, trovativi, prestatici, vestitisi;
andiamoci, portandole, guardandolo, perdutolo.
his Uh de fe clhy ele, fieayp.
2. Nel modo indicato sotto ¢) e f) si scrivono purei
sostantivi e gli aggottivi terminanti in -ito, -ita, -ite, -uto
ediloro derivati; p.e. calamita, cosmopolita, semita,
gradito, granito, limite, fomite, cespite, stipite, tramite,
bicipite, orbita, lecite, vomito, palpito, pulptto, prect-
pitare, militare, merttava, maritato, visitare, apposito,
sguisito, strepitoso, cimitero, primitivo, legittimo,
eld epee
margheritina, astuto, paffuto, irsuto, occhiuto, orec-
chiuto, tributo (riba). La sillaba -it si omette perd
nei verbi restituire, costituire, istituire ecc. e nei loro
derivati, p. ©. istituto, costituto, restitud ecc,
ae ve hp AMG. lf WA babe),
Wy hie Ga
hip rnrab A().b,A by bbb
§ 21. Sigle dei verbi
.
Per facilitare lo studio delle sigle di questi otto
verbi molto frequenti nel discorso, giova notare: a) che
il verbo essere viene abbreviato per lo pit per. mezzo
delle .ultime lettere o sillabe, omettendo le lettere iniziali
s, £, ste 8a; 5) che anche per !’ abbreviazione del verbo
avere si adoperano le sole desinenze, alle quali perd
si premette il v o b, quando potesse nascere uno
scambio con altre sigle, specialmente con quelle del verbo
essere; 6 ¢) che le sigle degli altri sei verbi sono formate
coll’ attaccare le desinenze indicanti il tempo, il modo, i
numero 6 la persona alle seguenti lettere, per. mezzo delle
quali si accennano le sillabe radicali di quei verbi:
1 (vol), 11 (voll), rr (—vorr), t (=pot), ss
{=poss), e (dev, debb), o (~dov, dobb), f di-
scendente(= fac(c)i, fect), la(=lasci), co (= conosc
e conosci).
1. Sono, sei, é, siamo, sieté; era, -i, -avamo, -avate,
-ano; fut, fosti, fu, fummo, foste, furono; sard, -ai, -G,
-emo, -ete, -anno; sia, siate, sieno (stano); fossi, -e,
-imo, -ero; sarei, -esti, -ebbe, -emmo, -este, -ebbero; sit;
essendo; stato, -a, -t, -e; essere.
mene Dee aba a ele 2
ay philip ec eeys
ILM SEE A SEH.
i
'Cala ng
Pete Cina etn
Nota. A uiooeae V unione delle sigle del verbo
essere colle lettere apostrofate e coi pronomi affissi
servano i seguenti esempi: tm* era, e’ era, v’ era, U essere,
d’ essere, furonvi, siati, sonvi, eravi, esserci.
pei i Nee AS Ta ae,
2. Ho, hai, ha, abbiamo, avete, hanno; aveva, -t,
-amo, -ate, -ano; ebbi, avesti, ebbe, avemmo, aveste,
ebbero; avrd, -ai, -G, -emo, -ete, -anno; abbia, -iate,
-tano; avessi, -€, -imo, -ero; avrei, -esti, -ebbe, -emmo,
-este, -ebbero; abbi; avendo ; avente ; avuto, -a, -4, -e; avere.
e2/ Coan bbe face
Oy Rompe oy ents z
Ad wiv te ln, Ghaad
BE CLS OY Ba
Nota Le fous del vate Pavers e quelle del
verbo avere che sono precedute da qualche’eonsonante
apostrofata, con cui si uniscono in una sola parola, si
scrivono secondo le regole generali; pe riaversi, ria-
vutosi, riebbe; l’ ho, ha, v’ ha, m’ ha, ¥ ha, n’ ha, Vab-
biamo, V aveie, m’ aveva, m’ avevano, P avere; havvi.
VO C6, itl jw,e,€, 2, Lee « akoes, age
3. Voglio, vuoi, vuole, vogliamo, volete, vogliono;
voleva, -i, -amo, -ate, -ano; volli, volesti, volle, volemmo,
voleste, vollero ; vorro, -at, -d, -emo, -ete, -anno; vaglia,
tate, -iano; volessi, -e, -imo, -ero; vorrei, -ia, -esti,
-ebbe, -emmo, -este, -ebbero; volendo; volente; voluto;
volere.
Pret Lan, Oo hon Oa A
eae Peng
ee Se Pe «a
o Fi 2
Ve we eM, eal ute
Rimi yo
— 43 °—
4. Posso, puoi, pud, possiamo, potete, possono;
poteva, -evi, -amo, -ate, -ano; potei, -esti, -é, -emmo,
-este, -erono ; potrd, -ai, -a,-emo, -ete, -anno; possa, -iate,
-ano; potessi, -e, ~imo, -ero; potrei, -ia, -esti, -ebbe, -emmo,
-este, -ebbero; potendo; potente; potuto; potere.
O85 FL 0b be hel nf BL ew
AECL OG. 00 bh Mt bn
7
CU wt CMe kik cur
Pp deep np nef cee peep apiece ts
5. Devo, -i, -e, dobbiamo, dovete, devono; doveva,
-i, -amo, -ate, -ano; dovei, -etti, -esti, -é, -ette, -emmo,
-este, -eltero; dovrd, -ai, -d, -emo, -ete, -anno; debba,
dobbiate, debbano; dovessi, -e, ~imo, -ero; dovrei, -esti,
-ebbe, -emmo, -este, -ebbero; dovendo; dovuto; dovere.
at, ee Hom
yey ? oe,
Bee Ae case a! ese
? ’ o
Oe en ne er SEPIA
6. Fo, oe fai, fa, fbn: is Auto: ae
-t; -amo, -ate, -ano; feci, facesti, fece, facemmo, faceste,
fecero; fard, -at, -d, -emo, -ete, -anno; faccia, -tate,
-ano; -facesst, -e, -vmo, -ero; farer, -esit, -ebbe, -emmo,
-este, -ebbero; facendo; facente; fatio, -a, -i, -e; fare
(affatto, assuefatto, disfatto, infaiti, liquefatio, stupe-
fatto, putrefatio, rifece).
tastier tenkors
OE pay yp.
7. Lascio, -i, -ia, -iamo, -iate, -iano; lasciava, -i,
amo, -ate, -ano; lasciai, -asti, -d, -ammo, -aste, -arono;
lascerd, -ai, -a, -emo, -ete, -anno; lascino; lasciassi, -e,
-tmo, -ero; lascerei, -esti, -ebbe, -emmo, -este, -ebbero;
Stytine wis
lasciando; lasciato; iasciare.
mye seGee, ey Nien , Be
CIEL ities
ANAL, 0, Ve, Aads rook
p01 0, aloe, (Pry jUN 01S,ES gg
intervenne, intercalare; intercedere, interdetio, interesse,
disinteressato, interprete, interpellare, interrompo, inter-
‘ruppi, intraprese; 17. intro: introdurre, introito-
18. mal, -a, -e: malcauto, malgrado, malirattare, male-
detio, malacopia; 19. meta: metafisico, metamorfost;
20. orto: ortodosso, ortopedia, ortoepia; 21. para;
parabola, paraninfo, paradosso, parafrasi: 22. per:
percept, percorse, permetiere, persuaso, perseguire, per-
tinace, perfetto, perpetuo, imperterrito, tmpertinente,
imperturbato (pero: perenne, perire, perorare, perdono,
peregrino); 23. peri: perigonio, perifrasi, periferia,
periodo ; 24. poli: poligono, politeismo, politeama,
(perd: poliedro); 25. pre: preambolo, preoccupato,
preesistenza, presepio; 26. preter: preterito, preter-
messo; 27. proto: protoparente; prototipo; 28. ra:
rabbellire, rapporto,; ‘29. retro: retrogrado, retroguar-
dia; 30. ri: rifiuto, riflesso, rilevare, ritenere; 31. rin:
rinchiuso, rinfacciare, rinfresco, rintoccare, rincrescerc,
rinvenire; 32. semi: semicerchio, semivivo, semivocale ;
33.s0ddis: soddisfare, soddistatto, soddisfacente; 34.s0-
pra, sovra: sopraffino, soprannome, sopraggiunto;
sovrastare; 35. sor: sorpassare, sorvegliare; 36. sott(o),
({sotter): sottoporre, sottomesso, sottovoce, sottinteso,
sotterfugio; 37. stra: stralunare, siraripare; 38. super:
superlativo, superstite, superfluo; 39. tra, tras, trans:
tradurre, trapassato, trasandare, trascuro, trasporto,
trascorso, transire, transito, transigere; 40. un, uni:
unanime, unigenito, unisono,
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Hy, i 1 CL: 85.07, ea 86.
VA he eae
LBC LES 3
Nota. 1. Dietro l esempio delle particelle pre-
positive anche nelle altre. ae composte non si-scrive
mai la desinenza della loro prima parte, quando questa
& sostantivo, aggettivo o verbo; p. e. agricolo, andiri-
vient, batticuore, giustacuore, beccamorti, carnivoro,
equivalente, girasole, manomettere, manutengolo, melli- «
fluo, pettirosso, partecipe, rompicollo, segnacaso, spazza-
camino, sacrilego, giurisprudenza,
Ove si dovesse alterare troppo la forma o la po-
sizione della seconda parola.é meglio scrivere le due
parole staccate; p. ©. luogotenente, mezzanotie.
Poh BEL kG ved evokes PAR ourh'
SN dente Saabllh
2. Le particelle prepositive incomincianti da vocali, -
quando sono da unirsi con una delle consonanti apo-
strofate, si scrivono come se con queste formassero una
sola parola, senza adoperare |’ abbreviazione di in =i
(si eccettuino per altro gl’ in e un); p.v. U indiscreto,
? incenso, d’ ingenuo, all’ insaputa, m’ intendo,-
Pinventi, sx’ intrigo, c’ ingannammo, UV interprete, Pintro-
ito, f interrogo, ¢’ interessa, v’ interrompo, t introduca,
(g? incendi, gl inutili, gl interessi, Vv unanime).
4h, they wp hel ol, boron, Uf
SL lle, ip bass alain, rah
740, 2,5 sex.CARs!
§ 23. Abbreviazione delle desinenze di
derivazione.
I Desinenze semplici. Fra le molto desinenze
di derivazione adoperate dalla italiana ve ne
sono parecchie, le quali, perché molto frequenti nel dis-
eorso, vengono abbreviate dalla nostra stenografia per
mezzo di apposite sigle, formate nelle seguenti maniere ;
a) Scrivendosi soltanto le prime lettere delle de-
sinenze:
1. -ico, -ido, -igo =1, quando questa vocale si
ud fondere con la consonante antecedente.!) (secondo
9; I media, 2) e percid anche -(i)fico = fi, -(i)cida
= ci; p. ©. medico, modico, pudico, grafico, traffico,
epico, olimpico, ellittico, stalattitico, benefico, magni-
fico, notifico;. acido, algido, sucido, splendido, impido,
ripido, rapido, stupido (rapt, stupi), ruvido, omicida,
fratricida, patricida; prodigo, litigo.
2. -ore (0, 2) = 0: sonore, decoro, onoro%), fos-
foro; maggiore, miglore, orrore, valore, tepore, stupore,
torpore, dissapore, priore, fervore, rossore, pallore,
languore, squallore, predecessore, incisore, trasgressore,
professore, censore, precursore, memore; porpora, an-
cora, pecora, anfora, canfora, martora, meteora, au-
rora; tore = to: cantore, avventore, consultore, fetore,
ispettore, protettore, pittore, dottore, oratore, zappatore,
epitomatore, creatore, cantatore, conquistatore, mani-
‘fattore, insidiatore, servitore, vincitore, intraprenditore,
mietitore, mentitore, esecutore, contributore.
3. -uno (a) =u (ua): opportuno, fortuna (senza
ensuaaeien? 5 lacuna, laguna, tribuna).
4, -ione, -zione = id, fatto pia rotondo: dige-
lions battaglione, bastione, coestone, professione,
intermissione, decisione, contusione, confusione, con- -
3) Se-tale consonante é precedita da un’ a media, qnesta si-
‘indichera rafforzande, se possibile, la consonante precedente,
*) Non si temafio equivoci scrivendo onoro @ onore, amd @
amore, suid e sudore, calo e calore, miglio e migliore ecc. colto
stesso segno,- perché sara facile il rilevare nella il giusto
sengo di questa parele, trattandosi di differenti parti del discorso.
f
A I NNT Ia
SEE Gr ae
clusione; convenzione, intenzione, finzione, consun-
zione, acclamazione, abitazione, frequentazione, venti-
lazione, interpretazione, confederazione, contrazione,
congratulazione, rielezione, obiezione, insurrezione,
collezione, colazione, coalizione, abolizione, afflizione,
posizione, restrizione, petizione, condizione, commozione,
eruzione, riduzione, istituzione, costituzione, istruzione,
costruzione, dissoluzione, situazione, continuazione.
5. -bile = b: pagabile, stabile, praticabile, in-
evitabile, insopportabile, inappellabile, inseparabile,
ineffabile, flebile, compatibile, inammissibile, inesora-
bile, inesauribile, insoffribile, inintelligibile, mobile,
ignobile, insolubile, maileabile, invidiabile, inconcilia-
bile, insinuabile.
Leg Y$ 7) fede
Meri ope ine Ha
AW~,
HA
CECE fer
24,)\L,94, bt’, 24,
Noe, Manuale, 21% ed,
ht fe 8 ie6. -bondo = bo: vagabondo, errabondo, mori-
bondo, sitibondo.
‘i. -fero, -festo = f: ignifero, frondifero, lucifero,
nocifero, fruttifero, mortifero, legifero; manifesto.
8. -grafo(e) = gr: geografo, bioyrafo, fotografo,
stenografo; epigrafe. :
9. -logo =1: geologo, filologo, dialogo, catalogo,
analogo, (annali), astrologo, epilogo.
10. -mento, - metro = m: aumento, fermenio, ci-
mento, tormento, armento, frammento, testamento, con-
quassamento, elemento, divertimento, avvenimento,
esperimento, nutrimento, pavimento, argomento, fo-
mento, momento, sgomento, documento, monumento;
barometro, termometro, ombrometro, fotometro.
11, -nomo : economo, astronomo.
12. -plice complice, semplice, triplice, supplice,
13. -sofo =s (inversa); filosofo.
14. -stro (e, a) = st: pollastro, rossastro, olivastro,
figliastro; campestre, pedestre, semestre, sequestro,
terrestre, maestro, finestra, orchestra; registro, sinistro;
palustre, lacustre.
. -tro =t: teatro, idolatro, scheletro, arbitro.
15,
eke ppd fhe of, fpry shes
Lhe io? Quip eid olor) C7.
70. «ph, Ch, [Link] Airy hy Sat gh He
Loner, 524, Orne eres wae br fa.
Arnk..2:0.9.G,¢- 7. 2. te [8th
piolhdied le bphb bch
whe eM, el inl,
b) Segnandosi le ultime lettere delle desinenze:
16. -ta (-Ita, -olta, -nta, -erta, -urta, -esta,
-ista), -ieta, -eita, -ita, -(a, i, 0, ujcita, -(a, 1a,
LAA RTS te
ilita, -arieta, -arita, -ivita, -idita = a, messa un
oco pitt in alto (si noti il modo speciale di unire questa
lesinenza col t ascendente): meta, belta, infedelta, umilta,
vilta, facolta, lealta, realta, bontd, libertad, poverta,
sicurta, maesta, podestd, onestd, armista, pieta, serieta,
varietd, caparbield, spontaneitd, deitd, reitd, velleita,
antichita, carita, eredita, verita. castita, identita, san-
titd, ingenuita, vivacita, rapacita, veracita, voracita,
elasticita, felicita, velocita, caducita, fatalita, liberalita,
legalita, frugalita, moralita, mortalita, cordialita,
parzialita, docilita, utilita, solidarieta, volgarita, ilarita,
attivita, festivita, avidita, validita, solidita.
17. -entu, -it =u: gioventi, schiaviti, serviti.
18. -ria, -zia, (precedute da voeali). -cizia, -grafla
=ia: lbreria, biancheria, poltroneria, artigheria,
tapezzeria,- argenteria, materia, batteria, fanteria,
consorteria, fonderia (fondiaria), deleteria, osteria, con-
fetieria, temeraria, avaria, vicaria, secondaria, vete-
rinaria, categoria, signoria, illusoria, gloria, storia,
vittoria, moratoria; facezia, inezia, peripezia, grazia,
primazia (primaria), diplomazia, autocrazia, demo-
erazia, primizia, mestizia, letizia, avarizia, pigrizia,
VO UG LLL DV yt, T5 OGU Gy
ewe oe ean aM, ye ee
Lahn en Cniealr
ore Cnncs,bs.e tsi ie [ffs
oy
eee ue debe Colbie,
Malad lp OPM pi OOS
Lig yer bag tsgiustizia, propizia, fittizia, pastorizia, la milizia, epi-
zoozia, astuzia; amicizia, pudicizia; autografia, orto-
gratia, litografia, ealligrafia.
19. -rie, -zie (precedute da voeali). -cizie, -grafie
=1le: barbarie, storie, trattorie; grazie, spezie (spie),
canizie, mollizie, minuzie; amicizie; fotografie.
20. -rio, -zio (precedute da vocali), -enzio = io:
misterio,refrigerio,imperio, improperio, erario, letterario,
commentario, tepidario, seminario, aequario (acquajo),
feudatario, proletario, sanitario, umanitario, vestiario,
incendiario, censuario, santuario, infusorio, perentorio,
promontorio, purgatorio, interrogatorio, territorio;
dazio, sazio, spazio, vizio, giudizio, indizio, servizio,
patrizio, natalizio, precipizio, edifizio, uffizio, ozic,
meggeio; silenzio.
21. -trice =ice: attrice, adulatrice, incuntatrice,
dominatrice, consultatrice, consultrice, venditrice, vin-
citrice, mietitrice, sovvertitrice, motrice, persecutrice.
22. -icilio = ilio: domicilio.
23. -cinio = nio: latticinio, raziocinio, patrocinio,
tirocinio.
24, -cello, -icello(a), -erello(a), -scello = ell:
bricconcello, leoncello, campicello, reticella; pazzerelio,
vecchicrello, coserella; ramoscello, arboscello.
2b. -vaglia, -viglia=alia, ilia: vettovaglia;
meraviglia, gozzoviglia (perd tovaglia).
26. -gramma = amm: felegramma, epigramma,
monogramma, ;
27. -tura(o) = ur: coltura, sepoltura,: tortura,
lettura, vettura, architettura, dettatura, letteratura,
aguzzatura, fornitura, cucitura, intarsiatura; maturo,
futuro, imperituro, venturo.
28. -tezza =z: compostezza, inesattezea, prontezen,
fortezza, altezza, lautezza, strettezza, svegliatezza, gret-
tezza (grezzo), mitezza, inettezza.
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¢) Serivendosile prime eleultime lettere delle desinenze:
29, -agine, -aggine=a-in: imagine, scioccagyine,
infingardaggine, scempiaggine; -ugine, -uggine
=u-in: albugine, ruggine, lanugine.
30. -agione =aon:; ragione, stagione, carnagione ;
-egione, -igione=ion: regione, legione; pigione,
prigione, guarnigione, religione.
31. -evole = eol: agevole, pieghevole, pregevole,
piacevole, disaggradevole, consapevole, notevole, di-
lettevole, lodevole.
82. -imonia = imia: cerimonia, parsimonia;
-imonio = imio: ‘estimonio, matrimonio, patrimonio.
83, -(i)tudine =uin (tuin): ahitudine, sollecitudine,
attitudine, ingratitudine, vicissitudine, consuetudine.
PE age 7 SL/~, YX, AA. 80, eae
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he, Colts Jit 488: Ae
PL anh iT dl, vF-arabpacnialt
I. Desinenze eomposte. a) Per mostrare come
colle desinenze semplici si uniscono le desinenze di
declinazione, coniugazicne e derivazione, servano i se-
guenti esempi.
1. predica, estetiche, dedichi, mendicante, nevichera,
giudicato, medicabile, radicale, vendicatore, vendica-
trice, rettificava, testified, mortificherebbe, giustificherd,
pontificato, pacificatore, edificatrice, significativo, grati-
ficazione, fortificatorio; sucidume, trepidai, irrigidito,
nitidezza, candidato, cupidigia, lucidazione, intanti-
cidio, micidiale; mitigava, litigante, navigazione, navi-
gatorio, navigatrice, prodigalita; etici, specifici, e
dietro ! analogia di questi esempi: -ice =ie: appen-
dice, giudice, radice, soffice, orefice, erpice, pontefice,
medicina, codicillo, artificiale, munificenza, beneficiata.
2. mormora, t’ innamori, onord, onorario, intimori,
signorino, amoreggiare, memoriale, clamoroso, in-
decoroso, vigoroso, doloroso (doloso), minoriia, peg-
giorativo, miglioramento, incorporazione, lavorante,
lavoratore, amorevole, autorevole, onorevolezza, odorato,
favorire, saporito, dottoressa, pittoresco, petteruto,
pettorale, protettorato, elettorato, autoritd, rigorosita,
rigorista, rigorismo, rettorico, categorico, ancoraggio,
pecorino, pecorella, tortorella, pecorajo, meteorologico.
8. sfortunio, opportunita.
4 menziona, perfeziond, pensionato, affeziona-
tissimo, compassionevole, annotazioncella, orazioncina,
minchioneria, mansionario, stazionario, confessionale,
nazionale, nazionalita, munizioniere. x
5. stabilire, stabili, stabilisce, nobilitare, proba-
bvilita, trascibilita, stabilimento.
6. vagabondo, vagabondaggio.
7. vociferare, -ava, -atore, legiferd, -are; manifesti,
-0, -ato, -azione, mantfestatrice.
8. telegraferemo, fotografato, stenografico, geo-
9. teologia, mitologico, er genealogista,
apologetico; dietro analogia di questi esempi: de-
magogia, pedagogico.
10. fermento, -are, -ato (fermd, -are, -ato), armen-
Sie
tario (armario), tormentatore, awmentatrice, awmen- ‘
tative, alimentazione; geometria, simmetrico.
11. astronomia, economico, economato. -
12. semplicita (perd complicare, supplichevole,
quadruplicd, complicazione).
13. filosofia, filosofico.
14, semestrale, sequestramento, maestria, registra-
zione, magistrale, magistratura, industriale, -ioso.
te rae Gem . ries
Jaf D LODGE DL.
MUbiighree eclrool yey
RtRo, Pray SA Rn PA oe, \
Oho, Crr0 (C0), OF, “Lire, Bey alee)
a eet
Uo igs of. Hae
Si rongeped War aed
een hak ear
Yagi shhh legs
AO forennppr ragpyh
LAS wT. BB, 14, oh,
APE OCISeasy AG ce
15. teatrale, idolatria, arbitrio, -ario, -aggio.
16. caritatevole.
17. gioventude.
18. iniziare, saziava, deliziato, patriziato, giusti-
ziando, negoziante, materiale, spezialita, giudiziario,
negoziazione, propiziatore, propiziatorio, iniziatrice,
iniziating.
19. sazietd, servizievole, spezieria, giustiziere.
20. misteri, dazi, giudizt, propizt, negozt, sazid,
misterioso, glorioso, vittorioso, spazioso, prezioso,
vizioso, ozioso, minuzioso, silenzioco, oziosita, ozio-
saggine, oziosetto.
21. spettatrici.
22. domicilt, domiciliato.
23. latticini, latticinoso.
24. Aumicelli, particelle, vermicellaio.
25. gozzoviglie, meraviglid, -ato, -erebbe, -os0,
vettovagliere.
26. epigrammatario, -atico.
27. naturale, -ezza, avventuriere, vetturino, maturd,
-ato, -itd,
28. fattezze, altezzoso,
29. imagind, -azione, -ativo, -ario, -arie; ruggt-
noso, irrugginito, ferrugginoso,
30. ragionammo, -evolezza, -evolissimo, -amento,
-tere; regtonale, legionario; appigionasi, sprigionarst,
imprigionato, prigioniere, correligionarto.
31. agevold, arrendevolezza.
32. cerimonie, -iale, -iere, -toso; testimont, -ianza,
patrimoniale.
33. valetudinario.
She ye ae 77. ee 2, Scan, ae
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a ee a ee
ALES YALA, 0.08 mm Piven,
; mee ee, OWA
whe vel bbe bo PLES
4) Si notino inoltre le seguenti combinazioni di
desinenze:
34. coll’ omissione della sillaba -er, specialmente
quando non pud essere unita strettamente con la conso-
nante antecedente: anteriore, esteriore, interiore, in-
feriore, posteriore, ulteriore, deteriorare, superiorita,
inalberavano, generato, generale, accelerazione, insi-
perabile, generosita, scelleraggine, considero;
35, coll’ omissione delle sillabe isci e esci: remini-
scenza, adolescenza, escandescente; .
~ 36. coll’ omissione della sillaba izz: organizzare,
autorizeare, elettrizzato, cauterizeazione, realizzazione;
37. derivati delle parole in -ato, -ito, -uto:
ciarlataneria, donativo, gelatina, malaticcio, man-
datario, mereatanzia, soldatesca, sfacciataggine, posa-
tezza; imitazione, meditabondo, meritevole, ospitalita,
penitenziario, vomitivo, speditezza; amputazione, tribu-
tario, acutezza, consecutivo, mattutino, minutaglia, salu-
tazione, vellutaio;
38. premuroso, furioso,
MT ak, Cle Ps
LR perl 88.000 toe, wed. 86..I,
AM faded lf Lf ib yd, ,mise fT a
Nota. Dietro I’ esempio delle desinenze di deriva-
zione si formano [Link] seguenti abbreviazioni di parole:
a) La sillaba radicale dic del verbo "dire, si serive
di: dica, dice, dici, dicevano, diceste, dicendo (perd dico,
dicono); cosi pure vie = Vi in vicenda,
b) Nelle parole terminanti in -tro (a, e, i), -ltro
(ij), -ntro (a, 6, i) e -stro (a, e, i) si omette la r
insieme alla vocale finale e nei loro derivati dinanzi la
desinenza di derivazione, quando tale omissione non pro-
duca equivoco; p. e. metro, gli spettri, scettro, tetro,
feltro, antro, egli entra, centro, centrifugo, centrale,
concentrazione, la lastra, i nastri, io mostro (mostrd),
mi prostro, a destra, dimostrazione.
e) Le parole, la cui radiee termina in ut, si abbre-
viano come i participi in -uto; p.e. disputo, sputava,
confutato, confutabile, reclutamento, computatore, com-
putisteria, riputazione.
d) Si omette la sillaba radicale er in: differente,
-enza e derivati.
¢) Nelle seguenti parole si omettono le lettere ci,
gi e v precedute e seguite da i: vicino, -anza, s’ avvicind ;
vigile, -ante, -ia; civico, -ile, -ilta, divino, -ita, divi-
dere, diviso, -ato, -ore, -0,-ione, individuo, -uale, -ualita.
BALL, ee a Lyi gh, >
lh pb blebrh bedyrfod,
ah elp fr, Me PY Uh
rae ng a
FY a IR
2 060i 0,
§ 24. Sigle degli avverbi, delle preposizioni
e delle congiunzioni. 4
a) Oitre alle sigle delle preposizioni con, contro (a),
Ge age tz
fra, in, per, sopra, sotto, sovra (riportate ai 3 17 © 22)
abbiamo ancora quelle delle seguenti particelle sem-
plici: abbastanza, adesso, avanti, che, circa, dentro,
dietro, dopo, durante, dunque (= qu dei nomi propri),
entro, eziandio, fuori, mediante, mentre, non, oltre, ossia,
presso, prima, quando, quindi, rimpetto, secondo, sem-
pre, subito, spesso, sovente, tosto, troppo, verso.
Ge I pe Tne
Mp A. Ail re ip POV bef Ge
_ b) Particelle derivate: -mente =e, messa so-
pra la radice dell’ aggettivo dal quale !’ avverbio é deri-
vato; p.e. amaramente, lentamente, veramente, .fedel-
mente, essenzialmente, particolarmente, singolarmente,
arbitrariamente, primieramente, furiosamente, fortuna-
tamente, immediatamente, smisuratamente, spropor-
zionatamente, altramente (altrimenti), qualmente, tal-
mente; -anque = qu; adunque, comunque, dovunque,
ovunque, quantunque, (cosi pure chiunque, qualunque).
fhe fori lh, psi plin 05,
AB OMA FOR G1 SMBs B).
¢ Particelle composte, ordinate secondo I’ ultima
parola: dianzi, dinanzi; allorché, ancorché, anziché,
avantiché, benché, cosicché, comeché, conciossiaché, con-
ciossiacosaché, dopoché, finché, fintantoché, fuorcha,
giacché, imperocché, imperciocché, mentreché, nonché,
oltreché, perché, perciocché, potché, pressoché, pri-
maché, posciaché, quasiché, quandoché, secondoché,
senzaché, sempreché, sinattantoché, sicché, talehé, to-
stoché, contuttoché (non so che, non solo che, non meno
che, se non che, per il che, per lo che); incontro; con-
tuttocid, percio, oltraccid; addietro, indietro; nondimeno,
nientedimeno; oltremodo, altronde, d’ altronde; allora,
ancora, finora, ognora, qualora, talora, tuttora, (a
buon’ ora); altrove, @’ altrove; appresso; comepure; dirim-ee BEE cece
petto; allorquando; altrest; di sopra, al di sopra; di
sotto, al di sotto; frattanto, inianto, pertanto, soltanto;
attorno, dattorno, intorno, dintorno; bentosto, ptuttosto;
purtroppo; anzitutto, sovrattutto, dappertutto; attra-
verso; tuttavia; talvolta, tuttavolia.
PU TS UNI FRE ta A natn AT oat
ORS POU O Capa
ava WES Gieene ta Sa mye aka aE
IGN (vm inre navn ern Pn) Mp
EL Di eee
Re poers (0); C,Cs0: Qi Gres
Ue Cee
CHG dG é, a er oe Tou perl
§ 25. Altre sigle ed abbreviature.
a) Sigle: banco, bisogno, breve, camera, certo,
credo, diritto, dubbio (dubito), formo, gente, giorno,
gran, membro, molto, necessario, numero, ordino(e),
patria, persona, piccolo, popolo, principe, proprio,
pubblico, punto, serive, tempo, uomo, volta; Europa,
Italia, Germania, Austria, Inghilterra, tedesco.
bein CM iy 1) noe sol Sam
Coralie nM, oy ff
6b) Abbreviature: gennaio, ‘febbraio, marzo,
aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre,
ottobre, novembre, decembre; Sua. Maesta il Re, 8.
M. V Imperatore, Sua Altezza il Principe; pagina,
capitolo, paragnafo, per esempio, e cost via, ecc.
Pee GAL. se
ces Telit, b) A ot, eb, ay)
Cp Ott
§ 26. Parole derivate dalle sigle.
Le desinenze di declinazione e coniugazione delle
parole che hanno apposite sigle, o di quelle che da esse
derivano, vengono immediatamente unite collé sigle stesse,
eccettoché in aleune parole a scanso di equivoci; p. e.
1. banca (la banca), banche, -etto, -iere; 2. bisognoso,
-evole, abbisognare; 3. brevita, -emente, abbreviare,
~iazione; 4. camere, -ino, -tere; 5. certe (c’ é), -issimo,
~ezza, -ifico, -ificato, -uno, accertare, concerto, concer-
tare, sconcertato, incerto, incertezza, V incertissimo,;
6. circwito, circolo, cireolatore;.7. conoscenza, -itore,
cognizione, recognizione, riconoscimento; 8 contrario
(al contrarie), -aria, -arieta, -asto, incontro, incontrare,
scontro, scontratore; 9. credi, -e, -é, -a, -iamo, -ete, -ono,
=evd, -ei, -erd, -essi, -erei, -ere, -uto, -ibile, -enza, -ito,
-itore, -ulo, -ulita, acereditato; 10. dirittamente (diret-
tamente), dirittura; 11. dubbioso, dubitare (io dubito,
dubito, dubito); \2. facile, -ilita, -ilitare, difficile, -olta,
-oltare, -oltoso, coefficiente, sufficiente, deficienza;
tb Hsthitiel, oe 2.02, 0», fA,306, b>, A-2;
pacnshl bl Yb hobolclod
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Sune LY 70. oO), Cs Pipia Curate Jr Wey,
AXLI AL LOL Dé LLL13. formi, -a, -0, -iaino, -ava, -avemo, -ano,- avano,
-ammo, -aste, -erd, -erei, -ato, -are, -ale, -alita, -azione,
-ola, -oso, -ulario, conforme, deforme, informazione,
riformatore, -abile, uniforme, sformare; 14. gentile,
-uomo, ~izio (giglio), ingentilire, gentilezza; \5. giornale,
-mente, -iero, -ismo, -ista, aggiornare, 16. grande, -i,
-emente, -issimo, -ezza, ingrandire, (ingrandisci,
ingrandy); 17. membrana, rimembranza; 18. molti-
tudine, molteplice, moltiplicare; 19. necessaria, ~te, -i,
necessitd, -are; 20. numerare, -oso, innumerevole; 21, or-
dinario, -ariamente, -atamente, -are, -ava, -6, -azione,
riordinare, contrordine, disordine; 22. patrio, -iota,
-iotico, -iotismo, compatriota; 23. personale, -alitd,
-aggio, -ificare, impersonale; 24. piccolissimo, -ezza;
25. popolare, -azione, -os0, -arita, impopolare; 26. po-
tenza, possanza, -ibile, -ibilita, impossibile, onnipossente,
prepotente; possesso, -ore, -ivo, possedere, possidente,
-enza; 27. principi, -t, -io, -essa, -ato, ~iare, -esco;
28. proprt, -ia, -ie, -ieta, -tetario, appropriare, im-
proprio; 29. pubblicare, -azione, -ita (puberta), repub-
blica, ripubblicare; 30. puntare, -ale, -uale, -ualitd,
-ello, -iglio, appunio (per l’ appunto), appuntamento,
inappuntabile, (interpunzione), punteggiare, -amenio,
-atura,; 31. qualita, qualificare; 32. quantita, quan-
titativo; 33. scrivi, -e, -a, -iamo, -ete, -ono, -eva,
-esti, -emmo, -erd, -essi, -erei, -endo, -ere, scritto,
serivano, coseritto; 34. solitudine, solitario (soletto,
solingo); 35. soprano; 36. sovrano, -ita; 37. statuto,
* wa, ~wire, -wra, ~istico; 38..subitaneo; 39. tempi,
-erare, ottemperare, temperatura, -eramento, -orale,
-oreggiare, -esta, -estoso, -estivo, contemporaneo,
intemperie (tempo fa); 40. wnitd, -ione, -ico, -ire,
riunire, -ione, radunare, adunanza; 41. uomini (? uo-
mo, gli uomini); 42. avverso, di-, in-, per-, conver-
sare, anniversario, universita, -ace, -alita, conver-
sione, -azione; 48. voltare, volteggiare, avvolto, stra-
volto, sconvolto, disinvoltura; 44. voglia, -ioso, volonta,
volontieri, -ario, involontariamente, benevolo, malevolo,
benevolenza, malavoglia; 45. europeo, italiano, ger-
munico, austriaco.
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§ 27. Abbreviazione dei numeri.
da,
Le cifre numeriche sono gid per sé cosi brevi,
poter ete ate come una specie di stenografia;
coniuttocid il nostro sistema offre anche qui aleune
aceonce abbreviazioni.
a ee eet aa
yeaa) | numeri rotondi vengono sempre abbreviati,
indivandosi le decine per mezzo di un piccolo zero posto
sulla riga, le centinaia con un piccolo zero messo pero
in alto, le migliaia con una piccola virgola pure in
alto, le decine di migliaia collo zero delle decine unito
colla virgola delle migliaia; le centinaia di migliaia collo
zero delle centinaia combinato colla virgola delle mi-
gliaia, i milioni con uno ed i bilioni con due uncinetti
messi al di sopra della riga; p. e. 10; 20; 800; 8000;
9009; 30000; 50 050; 700 000; 800300; 1000000;
4000 milioni; 7 biliont.
b) Questi segni si possono adoperare anche in altri
easi; p.e, cento volte, in mille maniere, alcune mi-
gliaia; e, ove fosse necessario, vi si aggiungono anche
le rispettive desinenze per esprimere le parole centinaio,
-aia, miglaio, -aia.
¢) Una 1 unita collo zero delle centinaia dinota la
parola secolo, ed il segno % della scrittura commerciale
viene adoperato anche dalla nostra stenografia, la quale
perd ne omette il secondo zero; p.e. Il secolo d’ oro.
Questo capitale frutta 5%.
ad) Nellé date cronologiche si pud tralasciare
il secolo, quando il fatto é conosciuto, ed i mesi possono
indicarsi con numeri, come si fa talvolta anche nella
serittura ordinaria; p, e. Gabelsberger nacque il 9 feb-
braio 1789 e mori il 4 gennaio 1849.
e) I numeri ordinali, preceduti da un nome pro-
prio o dall’ articolo determinante, si segnano con la
sola cifra che indica il corrispondente numero cardinale;
p-¢. Luigi XIV. B il quinto fra i suoi compagni.,
B) 0 ; 20,39; 8; G9; 3p ; 5p50; T°; EP3°,; 1), 4A, 7,
Doreen eds ule PANO er aaa sal ea Bf
PBT dh) Ud nn» 9/2 09 Ca Ht HO.
eo) Gu. Pea eet aps
PS AIRE 8
Nota. I segni abbreviativi per designare le misure
ed i pesi del sistema metrico, stabiliti dal Comitato
internazionale di pesi e misure di Parigi e prescritti per
gli istituti d’ istruzione e gli uffici d’ amministrazione
pubblica si adoperano anche nella stenografia, sosti-
tuendo pero ai caratteri comuni le lettere del nostro
alfabeto stenografico e cid nel modo seguente: m (metro),
kem (chilometro), um (miriametro), dm (decimetro), em
(centimetro), mm (millimetro), m? (metro quadrato),
m3 (metro cubo); a (aro), ha (ettaro), s (stero);
1 (litro), diel (decalitro), hl (ettolitro), dl (decilitro),
el (centilitro); g (gramma), dkg (decagramma), kg
(chilogramma), dg (decigramma), eg (centigramma),
mg (milligramma), q (quintale), t (tonnellata). S' in-
tende da sé, che queste abbreviazioni, come nella serit-
tura ordinaria, non si adoperano che precedute dai
relativi numeri; p.e. 5 m, 46 em’, 7 ha, 8 hg, 20 t.
2,02, 22,62, 02,6, 2, C2 oe THO Pl fT oe
2,07,°2, 20,6, 00, 7,/ 032, ale, FOS8O7 , 20/.
§ 28. Interpunzioni ed altri segni.
I In quanto ai segni d’ interpunzione abbiamo da
osservare quanto segue:
a) La nostra stenografia adopera i medesimi segni
d’ interpunzione della scrittura ordinaria, omettendo
pero quasi sempre la virgola e facendo seguire, nel
mezzo del discorso, il punto fermo da un piccolo
intervallo per distinguerlo cosi dalla preposizione a,
con cui percid non si deve mai terminare la riga; p.e.
Se tu riprenderai lo stolto, egli t odierd; ma se ri-
prendi il savio, t’ amera. Studiate, o giovani, la
storia: essa é la maestra della vita. Perché piangi?
Oh, quanto é mai bella la virti!
Laos.» As C0; 0200 ehe £6 Cow
Cro 7. Cte ee wt
Noe, Mannale, ala ed.
|
j
q
766 -
2) Il segno d’ uguaglianza fa le veci di parole
© frasi che si ripetono; p.e. Iddio disse: "Sia fatta la
luce, e la luce fu fatta. Aiuto! aiuto! gridd pieno
di disperazione. A poco a poco. Di giorno in giorno.
¢) Delle frasi o sentenze ‘conosciute, come pure dei
proverbi comuni, si scrivono soltanto le prime parole
mettendosi in luogo delle altre‘alcuni puntini; cos! pure,
quando si cita un passo generalmente noto, basta
segnarne le prime e le ultime parole con aleuni putitini
frammezzo; p.e. Molto fumo, poco arrosto, Dante fa
dire w Francesca da Rimini: ”Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice nella miseria,,.
IL I segni °, ‘, “, adoperati nella scrittura comune
per dinotare le parole grado, minuto, minuto secondo,
si mettono orizzontalmente per non iscambiarli coi
[Link] numeri rotondi: ux angolo di 3° 2B
Bey woo ica Pp OPO.
P= 2) 2 ntaln €, lon Behe
Me nie Ie 2a
PARTE TERZA.
ABBREVIAZIONE LOGICA.
§ 29. Osservazioni generali.
L’ abbreviazione delle parole relativamente al senso
dell’ intiera proposizione si chiama abbreviazione
logica. ;
In questa specie d’ abbreviazione, applicabile sol-
tanto alle parole declinabili e coniugabili, si deve par-
tire dall’ osservazione che ogni nome 0 verbo consiste
di due: parti, !’ una materiale @ I altra formale, | La
parte materiale (la radice della parola) esprime un’ idea
generale: che appena per mezzo della parte formale
(desinenze di declinazione, coniugazione & derivazione e@
- 67 — ;
pale prepositive) viene precisata e particolarizzata.
si p.e. nelle parole amo, amore, amorevole, innamorato
la sillaba am quale radice esprime !’ idea generale
dell’ amare, mentre le desinenze -0, -ore, -evole,
-orato insieme alla preposizione in, dinotano la persona
che ama presentemente, |’ amare come concetto, la
qualita. d’ una persona che mostra amore @ quella di
un’ altra penetrata dall’ amore.
Ora in molti casi bastera segnare soltanto i suoni
principali della radice d’ una parola e specialmente le
lettere iniziali della medesima, per rilevare con sicurozza
dal se: dell’ intiera proposizione la parola stessa, ©
questa maniera d’ abbreviazione sara simile a quella
che viene adoperata spesse volte anche nella serittura
comune da chi voglia seriver presto; p. ©. Gli seolart
vanno a scuo(la) per impa(rare) e non per giuofeare).
Dall’ altra parte molte volte il solo soggetto della
‘oposizione destera in noi !’ idea del suo predicato,
pl verbo definito della proposizione rileveremo il suo
getto, |’ aggettivo che esprime una qualita ci accen-
sona o la cosa che la possiede e viceversa. Cosi p. e.
le voci pesce, cane, uccello risvegliano in noi tosto
le idee del nwotare, abbaiare, volare; le parole mura-
tore @ vasa rivordano subito I’ idea del fabbricare, le
parole asino e portare quella della soma, le parole ape
e formica quella della diligenza eec, In questi ultimi
casi, dove con facilité dal senso dell’ intiera proposi-
zione si pud rijevare | idea generale espressa dalla
radice di qualche verbo 0 nome, potremo omeitere del
tutto questa radice; indicandone soltanto le. modifica~
zioni particolari, cioé le particelle prepositive ¢ le
desinenze di coniugazione, declinazione e derivazione,
In base a queste osservazioni P abbreviazione logica
quindi si divide come segue:
a) Abbreviazione radicale, cios abbreviazione
delle parole per mezzo delle lettere ‘principali della lore
sillaba radicale, le quali possono essere o !e consonanti
iniziali 0 le vocali medie di questa sillaba.
‘ ’ ¢
a ot
aa
fer nello stesso tempo il sostantivo indicante la per-.Boggs
b) Abbreviazione formale, quando le parole
si abbreviano per mezzo di quelle sillabe che servono
ad indicare la loro forma grammaticale, cioé per mezzo
delle desinenze di coniugazione, declinazione @ deri-
vazione e delle particelle prepositive.
¢) Abbreviazione mista, accoppiandosi 1’ ab-
breviazione formale alla radicale.
La legge fondamentale dell’ abbreviazione logica &
di abbreviare soltanto quelle parole, le quali con facilita
© sicurezza possono essere rilevate dal senso dell’ intiera
roposizione. Da cid segue che non sono da abbreviarsi
le prime parole della proposizione, poiché nella lettura
dello stenoseritto sara assai difficile rilevare senz’ altro
il loro giusto significato, essendoché appena le parole
seguenti potranno mettere in chiaro il loro vero senso.
Abbreviazioni logiche, per iscriver le quali la mano
dovrebbe percorrere lo stesso pats come per segnare
la parola intiera, sono sempre da evitarsi.
Parole che hanno gia una sigla loro propria, non
ossono essere diversamente abbreviate dietro le norme
tell abbreviazione logica. Accadra perd talvolta che
Yuno o I’ altro dei segni che servono per le sigle, debba
essere adoperato per qualche abbreviazione logica; ma
cid non cagionera difficolté nella lettura, poiché lo
stenografo vedra tosto, se un tal segno sia adoperato
come sigla, ovvero debba esprimere altra parola abbre-
viata giusta le regole dell’ abbreviazione logica e dal-
Yaltra parte egli stesso schiverd tale abbreviazione, ogni
ue volta ne potesse derivare equivoco nella lettura
ello stenoscritto.
Si badi finalmente di non abbreviare una parola
semplice secondo le regole stabilite per )’ abbreviazione
logica delle parole composte 0 viceversa, poiché in tal
caso la lettura riuscirebbe oltremodo difficile e qualche
volta del tutto impossibile.
Nota. L’attento studioso s’ accorgera bentosto, che
le sigle esposte nella seconda parte del sistema sono
formate per lo pia secondo i medesimi principi che
servono per la formazione delle abbreviazioni logiche.
AES MBO tet
Vi sono inoltre alcune frasi avverbiali che si abbreviano
pure molto acconciamente secondo le regole dell’ abbre-
viazione logica, come si vedra dagli esempi aggiunti ai
singoli paragrafi della seguente esposizione.
§ 80. I. Abbreviazione radicale.
Quest’ abbreviazione, che d’ ordinario non pud ado-
perarsi che nelle parole bisillabe o nelle polisillabe com-
poste comincianti das impura, nelle quali questa s rappre-
senta, di solito, i prefissi dis o ex, si fa in due maniere:
1. Per mezzo delle consonanti iniziali, special-
mente quando siano composte ed in esse si possa indi-
care simbolicamente una delle vocali-a, i, 0, uo i dit-
tonghi con u; p.e. Serrate la porta. Ogni fiume ha
due sponde.. Non é tutto oro quello che splende.
Ci accolse a braccia aperte. Venne condannato a
cento lire di mulia. S’ avanzd a capo bassoea
passi lenti. Il delinquente comincid a tremare in
tutto il corpo. Non intrigarti im cose che non ti
spettano. Qui si tratta di tutt’altra cosa. Da
questa collina potrai godere lo spettacolo del sole che
st leva. Sua madre é morta almeno tra le sue brac-
cia e fino all'ultimo. suo respiro pote bearsi nei suot
sguardi pietosi. Il quesito che il professore ci diede
a sciogliere fu molto facile. La pace di Vestfalia
pose fine alla guerra dei trent’ anni. Acerbeinfermita
lo travagliarono nel breve corso della sua vita. Ipesci
nuotano con le pinne. Un carro a due ruote si dice
A Wer ea ang. Ae
ae ie a
ee A. ieee
@
hdA0..~ OO aad) [Link]
¢
Ay tesa. ok be obj slog
“em 0g tod 2g beep ey whe ¢
a cnaabsent ice
baroceio. Per sapere il peso dei eorpt s’ adepera la
bilancia. La navigazione é lV arte di condurre una
nave da un porto all’ altro. Furono inutili tutti gli
sforzt dei medici per far guarire il ferito. Per amici
si devono scegliere soltanto quelle persone che meri-
tano la nostra piena fiducia. Come potremo partire
e laseiarvi in questa desolazione, senzaché 41 cuore ci
si spezzi? Temo, chel’ ammalato da qui ad un mese
sta ancora in vita Vostro cugino cadendo da un
albero: si _ruppe una gamba. Nel dettare la nostra
opera abbiamo avuto di mira tut’ altro scopo. Facil-
mente invidiame quelli che possiedono cid che noi
pure bramiamo di avere: Ragioniamo appunto della
difficolta di stabilire delle leggi che valgano per
ogni caso. Nella battaglia di Ascoli i Romani furono
vinit da Pirro, re degli Epiroti. L’ infermo venne
in tale sfinimento di forze, che non rimase speranza
aleuna di conservarlo in vita. Il cavaliere tird la
spada per difendersi.
Pas donde enya 3703 ae
Pee Ae ibre A
eae SA byw ey py iy aba
yee pes no) ote Pon
an pth Saas $ 2 Lt Cafe LOS
Be O$4.m dondiy tiga
rar Oy tet, ie
BOER une x4 ee be 07 DNR nde.
Pwr Ve) Lfipen (8g nme
es ecm as Portes bow yO:
2. Per mezzo delle vocali e dei dittonghi medi, i
cui segni si mettono perd sempre al di sopra della seconda
ee ie
ausiliare; p. e. Gli scolari devono. ubbidire sempre
at comandi dei loro maestri. Amabile fanciullo,
come ti chiami? Oggi il nostro amico ebbe final-
mente il deereto della sua nomina; immensa era
la. swa gioia. Una dirotta pioggia non ci permise
di uscire, Dietro il desiderio della maggioranza della
camera la seduta venne chiusa alle cingue. Dal
frutto si conoscono le piante. Tu sei sempre la
pietra dello seandalo. UH vostro amico non di-
_ scerne bene le cose, fa d’ ogni erba un fascio. Non
volete prendere una tazza di caffe? In mezzo al
deserto si videro venire incontro una belva con le
faucet spalancate. Fino dalla pit remota antichita
0 alloro era il guiderdone dei capitani e dei poeti.
Fra gli alberi d’ alto fusto + Bietes somministrano
legno utile a diversi lavori.
VO bY) AVE aul! bona
+ ef Se Va; Dovee sal /areg,
Lo Pr Oe a Nei Ogi ONS a
fo
sae eee AA CE Op 05. Bide
ayik a * Bela Ma Sed
vr
Ves Tefen. yeh apphinvel Co
Frasi avverbiali: im maniera, di maniera, in
questa maniera, in tal maniera, in che maniera; di
modo, in modo, in che modo, in questo modo, in tal
modo, per tal modo, in qual modo, di modo che, in
modo da, fuor di modo; poco prima, poco dupo, poco
fa, fra poco; di gran lunga, a bella posta, di buon
grado, in seguito, di seguito, in somma, senza dubbio.
L y
Bt, CANO; PL, VL, NL, Be cr aanar P Ayah
PED OCC CO CAV ite:on
Lan aint se
§ 81. II. Abbreviazione formale,
Le abbreviazioni radicali che sono in generale molto
facili a rilevarsi, offriranno allo stenografo molti van-
taggi ed egli se ne servird di spesso. Ma non indican-
dovisi che i suoni principali della radice delle parole e
omettendovisi le desinenze di declinazione, coniugazione
e derivazione, lo stenografo si trovera molte volte nel
caso di dover prescegliere all’ abbreviazione radicale
l'abbreviazione formale, laquale, consistendo appunto
nel segnare solo le desinenze 6 le particelle prepositive,
gli offre in tal modo il mezzo di distinguere nelle parole
abbreviate il plurale dal singolare, il passato dal futuro
e dal presente, il congiuntivo dall’ indicative ecc, E questa
distinzione sari tanto pili necessaria, inquantochd in
molti casi la radice della parola si rileva dal senso del-
Yintiera proposizione con pit facilita di quello che la
sua desinenza di declinazione, coniugazione o derivazione.
Si forma quindi !’ abbreviazioneformale coll’ omettere
sempre la radice delle parole e col segnare le desinenze
ele particelle prepositive di cui sieno composte. Le desi-
nenze vanno messe sempre sopra la seconda ausiliare, men-
ire le particelle prepositive ovcupano il loro posto naturale,
Nota. Quando avyenga che, per abbreviare formal-
‘mente una parola, siabbiano a segnare le desinenze 0, 0 e
10, si deve adoperare per la prima I’ o discendente, per la
seconda |’ o ascendente e per la terza !’ i discendente unito
coll’ o ascendente. . Si adopera pure I'o ascendente per
le desinenze ore (0, a), quando questa vocale non si unisca
col’ ultima consonante del tema che la precede e tale
consonante sia una di quelle enumerate alla 0 media a).
1. Abbreviazione formale delle parole semplici.
a) I verbi vengono abbreviati d’ ordinario per mezzo
delle sole desinenze indicanti il tempo, il modo, il numero
e la persona; p. e. Zl fuoco arde. I ladri rubano.
Tpesci vivono (nuotano) nell’acqua. Gli aghi servono
per cucire. Il nostro vicino domando allo straniero,
cht fosse, donde venisse, dove andasse. Tostoché il
re fu vinto, i suot alleati presero la fuga. Duranie
ORB et
le notti serene le stelle splendono in cielo. Romolo
e Remo fondarono la citta di Roma. L’ uccisione di
Cesare non portd a Roma la sperata liberta. Gli
Unni vivevano da seluaggi; nutrivansi delle radici di
erbe silestri e di carne cruda. Il generale non volendo
seguire i consigli dei swoi ufficiali, perdette ‘la bat-
taglia. Voleva rispondergli; ma conoscendo la sua
superbia, stimai pit opportuno di tacere. Tutto di-
pende dalla risoluzione che prenderd il minisiro. Le
tombe degli ufficiali caduti nell’ ultima battaglia
erano ornate di fiort. Se non steste cost lontano,
verret pitt spessoa trovarvi. Set un mentitore e per-
etd non posso prestar fede alle tue parole. Le porte
delle fortezze si chiudono di notte.
Zp k™, Go Corn 8 eg (mole
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Nota, Per facilitare la lettura o per distinguere
parole d’ uguale desinenza di coniugazione, oltre a questa
si serivono anche le desinenze di derivazione ed in man-
canza di tali desinenze una o due delle consonanti radi-
cali immediatamente precedenti; p. e. Z’ aria ha in sommo
grado la proprieta di lasciar penetrare la luce. La
regina andava visitando le chiese dedicate alla santa
Vergine. La navigazione in alto mare non si pote
tentare, primaché si conoscesse Vago calamitato.I pit grandi uomini hanno sempre avuto pii fatica
a governare popoli che a guadagnare battaglie. Oggi
sono nove anni che siamo partiti da Milano. Stanchi
dal viaggio ci coricammo tosto. Tutto agitato si
diede a passeggiare per la stanza. I campi alla
riva destra del fiume vengono coltivati colla maggior
diligenza. Mi perto e mi vergogno della mia debo-
- lezza. Scipione fu mandato dal senato in Africa col-~
Vordine di prendere la citta di Cariagine.
Ar 128 er Ps ne Mee gece Oa
Hate Sure weil tlgh Aiea
wp os Baha EN Oo an hee
(PLL OCS GS cue ty ee
feo? ea eolig) Geehrtany
* adn wrt 0 ila
b) Isostantivie gli aggettivi vengono abbreviati
r mezzo delle loro desinenze di declinazione e derivazione;
le desinenze di derivazione non possono essere mai trascu-
rate, e nelle parole non derivate oltre alla desinenza di decli-
nazione si segnano talvolta una o due delle ultime conso-
nanti della radice; p. e, L’womo buono e pacifico volge
al bene tutte le cose. Appena arrivato ne feci parte
ai miei parenti. Dio ered UV uomo a sua imayine,
Sovente dobbiamo ammirare la fedelta dei servi verso
i padroni, mentre vediamo i figh ingrati verso i geni-
tori. La terra. si volge con somma celerita intorno
al proprio asse. Annibale prese piuttosto tl veleno
che venire in balia dei Romani. Lotta contro le tue
passioni; non v’é vittoria, dove non v’é battaglia.
Zl buon pastore da la vita per le sue pecorelle. La
ragione pone U’ uomo al di sopra delle bestie. La vita
umana é il passagio alla vita eterna e noi siamo-
nati pi a sopportare le miserie che a godere delle
delizie diquesto mondo. Quel traditore fu lacagione
oa tires ha
a’ ogni nostra sventura. Questa é la mia opinione;
altri forse ne giudichera altramente. A tale triste no-
tizia cadde a terra privo dei sensi. Napoleone I fu
il pit grande guerriero dei tempi\moderni, come
Annibale quello dei tempi antichi. L’ interno delle
saline di Wieliczka presenta un aspetto veramente
meraviglioso, Nel caso che tu non lo trovassi, ti
prego di lasciare questa lettera sul suo tavolino. Chi
potra descrivere il terrore é Uv angoscia di costei, es-
primere cid che passava nel suo animo? Spalancava
gli occhi spaventati per ansieta di conoscere la sua
orribile situazione e li richiuse subito pel ribrezzo e
pel terrore di quei visacci. Col tempo ecolla pazienza
si superano i pi grandi ostacoli. Beviamo alla vo-
stra salute. Le fanciulle colsero dei fiort e li diedero
alla giardiniera, la quale fattane una ghirlanda,
Sapbintk.y ryt One ROS ee
tre Cary -be. hae pife: 1A
Pai pee OSE U ate 28 OH
vs Oe ee
ad eee teat a ee eg fe
ee
Kia mabe iG eno On. bg ;
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