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La variante dellunicorno di Roger Zelazny

Introduzione
Roger Zelazny (1937-1995) irruppe sulla scena degli scrittori di fantascienza, col gruppo di autori New Wave, nella seconda met degli anni Settanta. I suoi romanzi This Immortal (Io, Nomikos, limmortale) e Lord of Light (Signore della luce) ottennero elogi universali, il secondo vincendo un Hugo per il miglior romanzo. Le sue opere sono notevoli per lo stile lirico e luso innovativo della lingua sia nella descrizione sia nel dialogo. Il suo ciclo pi noto quello di Amber, riguardante un universo parallelo che lunico vero mondo, mentre altri, Terra inclusa, ne sono semplici riflessi. Oltre al premio Hugo per Lord of Light, Zelazny ha ricevuto anche tre premi Nebula, altri tre premi Hugo e due premi Locus.

Prefazione di Roger Zelazny


Questa storia nata in un modo molto particolare. La prima scintilla ci fu quando una sera mi telefon Gardner Dozois, e mi chiese se avessi mai scritto un racconto con un unicorno nella trama. Risposi di no. Mi spieg allora che lui e Jack Dann stavano allestendo unantologia di racconti sugli unicorni, e mi sugger di scriverne una, farla pubblicare da qualche parte e poi darla a loro per inserirla nellantologia. Una storia, due vendite... Mica male! Gli dissi che ci avrei pensato. In seguito, mi fu chiesto da un altro curatore di antologie se avessi mai scritto un racconto ambientato in un bar: nel caso, lavrebbe comprato per inserirlo in una raccolta che stava allestendo. Risposi che non ne avevo scritti. Una settimana dopo, ero ad una degustazione di vini con il grande George R.R. Martin, e durante la sera gli parlai delle antologie, e gli chiesi se avesse scritto storie su unicorni o su bar. Mi rispose di no, ma mi inform che Fred Saberhagen stava mettendo insieme unantologia di storie sugli scacchi, Pawn to Infinity. Perch allora mi disse, non scrivi una storia che abbia un unicorno e una partita a scacchi, ambientata in un bar, e non la vendi a tutti e tre? Ridemmo e bevemmo. Qualche mese dopo, andai a Vancouver (Canada), perch invitato come ospite alla V-Con, una convention fantascientifica locale molto bella. Avevo deciso di portare la mia famiglia con me, per visitare insieme la Inland Passage Alaskan. Poco prima di lasciare il New Mexico avevo letto il romanzo Le citt invisibili di Italo Calvino, e quando avevo letto il capitolo Le citt nascoste n. 4 qualcosa sembr agitarsi in me. Parlava di una citt dove gli abitanti erano stati sterminati da un qualche virus, che aveva reso disabitata la zona, visitata ora solo da visioni di creature che non esistono. In seguito, durante la convention, le cose cominciarono a fluttuarmi nella mente; durante il percorso verso il porto, per imbarcarmi sulla nave Prinsendam, mi fermai in tutte le librerie che trovai, spulciando manuali di scacchi finch non trovai quello che mi serviva, due ore prima della partenza. Comprai il libro e salpai. Scrissi La Variante dellUnicorno nei momenti morti di quella bella crociera. Il mio protagonista si chiamava Martin e il riferimento a George (che un esperto di scacchi) non del tutto casuale. (Parler pi approfonditamente della partita nella postfazione a fine racconto) Pi avanti, quello stesso anno, il Prinsendam bruci ad affond: per fortuna il destino del racconto fu diverso! Lo vendetti un numero sufficiente di volte per pagarmi la crociera... Grazie, George!

La variante dellunicorno
La creatura, bizzarria di fuochi, incunambolo di luce, si mosse con svelta, quasi esigente, ponderatezza, entrando in esistenza e uscendone, come un lembo di sera intriso di tempesta; o forse la tenebra fra i lampi era pi affine alla sua pi vera natura... turbine di nere ceneri unite in baldanzosa cadenza alla mugghiante nota di vento desertico lungo larroyo dietro edifici cos vuoti, eppure colmi, come pagine di libri non letti o silenzio fra le note di un canto. Sparita di nuovo. Tornata di nuovo. Da capo. Potere dite? Si. Occorre una considerevole forza didentit, per manifestarsi prima o dopo il proprio tempo. O tutte due. Mentre sbiadiva e riprendeva colore, la creatura avanzava anche, muovendosi nel caldo pomeriggio, lasciando tracce cancellate dal vento. Cio, nelle occasioni in cui restavano tracce. Una ragione. Dovrebbe sempre esserci una ragione. O ragioni. La creature sapeva perch era l... ma non perch era proprio l, in quel particolare luogo. Prevedeva di saperlo presto, mentre si avvicinava alla linea, delimitata dalla desolazione, della vecchia via. Tuttavia sapeva che la ragione pu anche giungere prima; o dopo. Eppure sentiva che lattrazione era l e che la sua forza era notevole; di sicuro era vicina a qualcosa. Gli edifici erano consunti e deteriorati, alcuni gi ridotti a macerie e tutti polverosi e vuoti e pieni di spifferi. Erbacce crescevano fra le assi dei pavimenti. Uccelli nidificavano fra le travi. Gli escrementi di animali selvatici erano dappertutto e la creatura conosceva tutti quegli animali, come essi avrebbero riconosciuto lei, se si fossero incontrati faccia a faccia. Si immobilizz, perch da qualche parte, pi avanti e sulla sinistra, le era giunto un piccolissimo rumore imprevisto. In quel momento passava di nuovo nella fase desistenza e rivel il proprio contorno che sbiad con la stessa rapidit di un arcobaleno nellinferno: rimase solo la nuda presenza, al di l di ogni possibile sottrazione. Invisibile, eppure esistente, forte, la creatura si mosse di nuovo. Lindizio. Limbeccata. Avanti. A gauche. Al di l della sbiadita parola SALOON, in alto, sulle assi annerite dalle intemperie. AL di l delle porte a vento. (Un battente pendeva, bloccato). Soffermarsi e valutare. Bancone a destra, impolverato. Specchio incrinato, dietro. Borttiglie vuote. Bottiglie rotte. Corrimano dottone, nero, incrostato. Tavolini a sinistra e in fondo. Pi o meno rovinati. Uomo seduto al tavolino in migliori condizioni. Spalle alla porta. Jeans. Scarponi. Camicia blu stinto. Zaino verde appoggiato alla parete alla sua sinistra. Davanti alluomo, sul piano del tavolo, il debole contorno di una scacchiera dipinta, macchiata, graffiata, quasi cancellata. Il cassetto dove ha trovato gli scacchi ancora aperto a mezzo. Quelluomo non sarebbe mai riuscito a passare davanti a una scacchiera senza studiare un problema di scacchi o rigiocare una delle sue migliori partite, un po come non avrebbe potuto fare a meno di respirare, dinterrompere la circolazione sanguigna o di mantenere una temperatura corporea relativamente stabile. La creatura si avvicin e forse lasci dietro di s nella polvere orme fresche, ma nessuno le not. Anche lei giocava a scacchi. Osserv luomo rigiocare quella che forse era stata la sua pi bella partita, alla selezione per i campionati mondiali di sette anni prima. Dopo quella volta, era saltato, sorpreso dessere arrivato cos lontano, perch sotto pressione non riusciva mai a giocare bene. Per era sempre stato orgoglioso di quella partita e continuava a riviverla, come tutte le persone sensibili fanno con certi

momenti cruciali della propria vita. Per venti minuti nessuno avrebbe potuto raggiungerlo. era stato splendente e puro e duro e chiaro. Si era sentito come i migliori. La creatura si sistem davanti a lui e guard la scacchiera. Luomo termin la partita e sorrise. poi dispose di nuovo i pezzi, si alz e and a prendere dallo zaino una lattina di birra. Lapr con uno schiocco. Quando torn, vide che il pedone bianco era stato spostato in e4. Corrug la fronte. Gir la test, scrut i bancone, incontr solo il proprio sguardo perplesso nel lurido specchio. Guard sotto il tavolino. Bevve un sorso di birra e si sedette. Mosse la mano e rispose con pedone nero in e5. Lattimo dopo vide il Cavallo bianco sollevarsi lentamente in aria e posarsi in f3. Fiss a lungo nel vuoto dallaltra parte del tavolino, prima di avanzare in f6 il proprio Cavallo. Il Cavallo bianco cattur il pedone. Senza badare troppo alla novit della mossa, lui mosse in d6 il pedone. Quasi si dimentic dellassenza di un avversario tangibile, mentre il Cavallo bianco tornava nella casella f3. Bevve un sorso di birra, ma aveva appena posato sul tavolo la lattina che questultima si alz in aria, sorvol la scacchiera e si capovolse. Segu un gorgoglio. Poi la lattina cadde a terra, rimbalz e mand un suono vuoto. Scusa disse luomo, alzandosi e tornando allo zaino. Te ne avrei offerta una, se avessi pensato che potesse piacerti la birra. Apr altre due lattine, torn al tavolo, le sistem una nella parte pi lontana, laltra accanto a s. Grazie rispose una voce, bassa e precisa, che giunse da un punto al di l del tavolo. La lattina fu alzata, inclinata leggermente, posata di nuovo sul tavolo. Mi chiamo Martin si present luomo. Puoi chiamarmi Tlingel disse la voce. Avevo pensato che la tua razza si fosse estinta. Sono lieto che almeno tu sia sopravvissuto, in modo da consentirmi questa partita. Eh? si stup Martin. Ceravamo ancora, lultima volta che ho guardato... un paio di giorni f. Non importa rispose Tlingel Di questo mi occuper pi tardi. Sono stato ingannato dallaspetto di questo posto. Oh. E una citt fantasma. Giro parecchio a fare escursioni. Non ha importanza. Sono vicino al punto conclusivo della vostra carriera come specie. Me lo sento. Non ti seguo, purtroppo. Non sono affatto sicuro che ti piacerebbe. Immagino che tu abbia in mente di catturare il pedone. Pu darsi. Si, mi piacerebbe seguirti, invece. Di cosa parli? La lattina di birra si sollev. Linvisibile entit bevve un altro sorso. Be disse Tlingel per usare parole semplici, i vostri... successori... si spazientiscono. Poich il vostro posto nello schema delle cose molto importante, ho avuto sufficiente potere per venire qui e controllare. Successori? Non capisco. Non hai visto dei grifoni di recente? Martin ridacchi. Ho sentito le storie rispose e ho visto le foto di un presunto grifone abbattuto a fucilate sulle Montagne Rocciose. Un imbroglio, naturalmente. E naturale che sembri un imbroglio. Cos succede, per gli animali leggendari. Vuoi dire che era reale?

Certo. Il tuo mondo messo male. Di recente, alla morte dellultimo orso grizzly, si aperta la strada ai grifoni... proprio come la morte dellultimo epiornite caus larrivo dello yeti, quella del dodo larrivo del mostro di LochNess, quella del piccione viaggiatore larrivo del sasquatch, quella della balena azzurra larrivo del Kraken, quella dellaquila americana larrivo del basilisco... Non lo puoi dimostrare, secndo me. Facciamoci unaltra bevuta. Martin allung la mano verso la lattina, si blocc e guard, incredulo. Una creatura di circa cinque centimetri, con faccia umana, corpo da leone e ali piumate, era acquattata accanto alla lattina di birra. Una minisfinge continu la voce. Sono giunte quando avete ucciso lultimo bacillo del vaiolo. Vuoi dire che quando una specie naturale scompare, una specie leggendaria prende il suo posto? In una parola... si. Adesso. Non sempre stato cos, ma voi avete distrutto i meccanismi dellevoluzione. Lequilibrio ora ripristinato da quelli come noi, venuti dalla terra del mattino... noi, che non siamo mai stati veramente in pericolo di estinzione. Noi torniamo, al momento giusto. E tu... qualsiasi cosa tu sia, Tlingel... sostieni che ora lumanit in pericolo destinzione? In grandissimo pericolo. Ma non potete farci niente, no? Continuiamo la partita. La sfinge vol via. Martin bevve un altro sorso di birra e cattur il pedone. Chi saranno i nostri successori? domand poi. La modestia mi vieterebbe di rispondere replic Tlingel. Nel caso di una specie importante come la tua, naturale che a succederle sia la pi bella, pi intelligente, pi importante di tutti noi. E tu cosa sei? Non potrei darti unocchiata? B... si. Se faccio un piccolo sforzo. La lattina di birra fu sollevata, scolata, lasciata cadere a terra. Segu una serie di rapidi tonfi sordi che si allontanavano dal tavolino. In unampia zona davanti a Martin laria cominci a guizzare di barlumi e a scurirsi allinterno del riquadro lucente. i contorni divennero pi vividi, mentre linterno diventava nero come giaietto. La sagoma si mosse, pavoneggiandosi per il saloon, e una moltitudine dimpronte di minuscoli zoccoli fessi segn e graffi le assi del pavimento. Con un ultimo lampo quasi accecante fu in piena vista e Martin ansim nel vederla. Un unicorno nero, con occhi gialli e beffardi, si mise in mostra davanti a lui, alzandosi un attimo sulle zampe posteriori, in posa araldica. I bagliori brillarono ancora per un secondo intorno a lui e svanirono. Martin era arretrato, alzando il braccio in un gesto di difesa. Guardami! disse Tlingel Io, antico simbolo di saggezza, valore e belt, sono davanti a t! Credevo che il vostro unicorno tipo fosse bianco disse martin. Sono archetipo replic Tlingel, ricadendo sulle quattro zampe e dotato di virt fuori dallordinario. Per esempio? Continuiamo la partita. E le sorti della razza umana? Hai detto... ... e riserviamo a pi tardi le chiacchiere. La distruzione della razza umana non mi pare una chiacchiera.

E se hai dellaltra birra... Certo disse Martin e and allo zaino, mentre la creatura veniva avanti, con occhi simili a un paio di pallidi soli. C un po di birra chiara. Qualcosa era scomparso dal gioco. Seduto davanti al corno color ebano sulla testa china di Tlingel , come un insetto sul punto dessere infilzato da uno spillo, Martin si accorse di non poter pi giocare. Aveva sentito la tensione nel momento in cui aveva visto lunicorno... e poi cera quella storia sulla prossima fine del mondo. Se lavesse udita da uno svitato qualsiasi, non sarebbe rimasto turbato, ma provenendo da una fonte singolare come quella... Ormai aveva perso lentusiasmo. Non era pi al massimo della forma. e Tlingel era in gamba. Molto in gamba. Martin si ritrov a domandarsi se sarebbe riuscito a strappare una patta. Dopo poco cap che non ci sarebbe riuscito e si rassegn. Lunicorno lo guard e sorrise. Non giochi poi tanto male... per essere un umano concesse. Ho fatto partite molto migliori. Non una vergogna perdere contro di me, mortale. Anche fra le creature leggendarie, pochi sono in grado di offrire una buona partita a un unicorno. Sono felice che tu non ti sia annoiato troppo replic Martin. Ora mi spieghi cosa dicevi a proposito della ditruzione della mia specie? Oh, quello disse Tlingel. Nella terra del mattino, dove vivo io e le creature che mi somigliano, mi giunta alle narici, come brezza gentile, la possibilit della vostra fine, cosa che promette di aprire la strada a noi... Come dovrebbe accadere? Tlingel scroll le spalle e scosse la testa, muovendo il corpo come se scrivesse nellaria. In realt, non saprei. Ben di rado le premonizioni sono precise. Infatti sono venuto qu proprio per scoprirlo. Dovrei gi essere allopera, ma tu mi hai distratto con birra e divertimento. Non possibile che ti sbagli? Non credo. Questa laltra ragione per cui sono qui. Spiega per favore. C ancora un po di birra? Due, credo. Grazie. Martin and a prendere le due lattine. Accidenti! Si rotta la linguetta! Metti sul tavolo la lattina e tienila ferma. Daccordo. Tlingel cal rapidamente il corno e trafisse il coperchio della lattina. Utile per un mucchio di cose osserv, ritraendolo. Laltra ragione per cui sei qui... lo incit Martin. Sono speciale, ecco tutto. Faccio cose che altri non possono fare. Per esempio? Trovare il vostro punto debole e influenzare gli eventi per sfruttarlo, al fine di... accelerare la faccenda. Cambiare la possibilit in probabilit e poi... Ci distruggerai? Tu in persona?

Non il giusto modo di vedere le cose. Pensa piuttosto ad una partita a scacchi. E questione di sfruttare le debolezze dellavversario, pi che di esercitare la propria forza. Se voi non aveste gi posto le fondamenta, sarei privo di potere. Posso influenzare solo ci che gi esiste. Allora cosa sar? La Terza guerra mondiale? Un disastro ecologico? La mutazione di un virus? Ancora non lo so, in realt, perci preferirei che non me lo chiedessi in questo modo. Ti ripeto che per il momento mi limito a osservare. Sono solo un agente... A me non pare. Tlingel non replic. Martin cominci a raccogliere i pezzi degli scacchi. Non li disponi sulla scacchiera? Per far divertire ancora un poco chi mi distruggera? No, grazie. Non il giusto modo di considerare la faccenda... Inoltre, ho finito le lattine di birra. Ah. Fiss con desiderio i pezzi che finivano nel cassetto, poi disse: Sarei disposto a giocare ancora con te, anche senza i rinfreschi... No, grazie. Sei arrabbiato. Tu come ti sentiresti, al posto mio? Mi attribuisci facolt umane. E allora? Oh, immagino che sarei arrabbiato anchio. Potresti darci una possibilit, sai... almeno, lasciaci fare i nostri errori. Voi per non lavere fatto, con tutte le creature alle quali sono succeduti i miei colleghi. Martin divent rosso. Daccordo. Un punto a tuo vantaggio. Ma non sono obbligato a trovare piacevole la situazione. Sei un buon giocatore. So che... Tlingel, se fossi capace di giocare di nuovo al massimo delle mie possibilit, penso che ti batterei. Lunicorno sbuff, emettendo due minuscoli fili di fumo. Buono, si, ma non fino a quel punto! Precis. Non lo saprai mai. Devo ritenerla una proposta? Forse. Cosa vale per te unaltra partita? Tlingel ridacchi. Vediamo: ora dirai che, se mi batti, vuoi la mia promessa di non intervenire a modo mio sul pi debole anello nellesistenza della razza umana e spezzarlo. Naturalmente. E io cosa vincerei? Il piacere della partita. E quello che vuoi, no? Mi pare che le condizioni pendano un po troppo da una parte. No, se tanto vincerai tu in ogni caso. Continui a dire di non poter perdere. E va bene. Prepara la scacchiera. Prima c unaltra cosa su di me che devi sapere.

Cio? Non gioco bene, sotto tensione. E questa partita sar tesa al massimo. Vuoi che giochi al meglio, no? Si. Purtroppo per non ho modo di regolare le tue reazioni alla partita. Potrei farlo da solo, se fra una mossa e laltra avessi pi del solito tempo. Daccordo. Cio, un bel po di tempo. Coshai in mente di preciso? Mi serve tempo per distrarmi dalla partita, per rilassarmi, per considerare la posizione come se fosse solo un problema di scacchi... Vuoi allontanarti di qui, tra una mossa e laltra? Si. Va bene. Per quanto tempo? Non so. Qualche settimana, forse. Facciamo un mese. Consulta gli esperti. Usa i computer. Cos forse la partita risulter un po pi interessante. A dire il vero non pensavo questo. Allora cerchi solo di guadagnare tempo. Non posso negarlo. Daltro canto, ne avr bisogno.. In questo caso, pongo alcune condizioni. Vorrei che questo posto fosse ripulito, aggiustato, reso pi bello. Cos fa schifo. Inoltre voglio birra in quantit. Va bene. A questo provvedo io. Allora sono daccordo. Vediamo chi muove per primo. Martin prese due pedoni di colore diverso e li mescol. tenendo sotto il tavolo le mani. Poi tese i pugni. Tlingel abbass il muso e scelse. Con la punta del corno tocc la sinistra di Martin. Bene comment poi. Si armonizza con la mia pelle liscia e lucida. Con un sorriso, Martin riordin i bianchi per s e i neri per lavversario. Appena terminato, mosse in e4 il pedone di Re. Il delicato corno color ebano spinse in e5 il pedone nero.

Se ho ben capito disse Tlingel ora vuoi un mese per riflettere sulla prossima mossa, eh? Senza rispondere, Martin spost in f3 il Cavallo. Tlingel mosse immediatamente in c6 il Cavallo

nero. Martin bevve un sorso di birra e avanz in b5 lAlfiere. Lunicorno mosse in f6 laltro Cavallo. Martin si arrocc subito e Tlingel cattur col Cavallo il pedone in e4.

Penso che ce la faremo disse a un tratto Martin se solo ci lasci in pace. Impariamo dai nostri errori, col tempo. Le creature leggendarie non esistono propriamente nel tempo. Il vostro mondo un caso speciale. Voi non commettete mai errori? Quando li commettiamo, hanno una loro poesia. Martin, stizzito, avanz in d4 il pedone. Tlingel rispose immediatamente spostando in d6 il Cavallo. 8

Devo interrompere disse Martin, alzandosi. Sono infuriato e il mio gioco ne risente. Te ne vai, allora? Si. Bene. Lunicorno si alz e batt a terra gli zoccoli. Puntini di luce gli danzarono sul pelame. Allimprovviso avvamparono e schizzarono da tutte le parti, come una silenziosa esplosione. Segu unondata di tenebra. Martin si ritrov appoggiato alla parete, tremante, coprendosi gli occhi. quando abbass il braccio, vide dessere solo, a parte i cavalli, gli alfieri, i re, le regine, le loro torri e tutti i pedoni del re. Se ne and.

Tre giorni pi tardi Martin torn con un camioncino e scaric un generatore, legname, vetri, attrezzi elettrici, colori, vernice, detersivi, cera. Spolver e us laspirapolvere e sostitu il legno marcio. Lucid il vecchio ottone fino a farlo risplendere. Vernici e strofin. Pass la cera e lucid le assi del pavimento. Tapp i buchi e lav i bicchieri. Port via tutti i rifiuti. Impieg quasi una settimana per ridare al locale laspetto di un saloon. Poi and via, restitu tutte le attrezzature prese in affitto e compr un biglietto per il nordovest. La vasta e umida foresta era un altro dei suoi posti preferiti per fare passeggiate, per riflettere. E Martin cercava un totale cambiamento di scena, una completa revisione di prospettiva. La mossa seguente, certo, pareva ovvia, standard addirittura. Eppure lui aveva una fastidiosa sensazione... Non era solo colpa della partita, lo sapeva. Prima di quella, era gi pronto ad andarsene di nuovo, a camminare pigramente fra le ombre, respirando aria pulita. Mentre si riposava, seduto con la schiena contro la radice sporgente di un gigantesco albero, prese dallo zaino una scacchiera portatile e la pos su un sasso che aveva spostato apposta l vicino. Iniziava a cadere una pioggerella sottile, ma per il momento lalbero lo riparava. Martin ricostru la partita fino alla mossa con cui Tlingel ritirava in d6 il Cavallo. La risposta pi semplice era catturare con lAlfiere il Cavallo. Ma lui non la esegu. Fiss per un poco la scacchiera, sent le palpebre farsi pesanti, chiuse gli occhi e sonnecchi. Forse solo per qualche minuto. Non sapeva mai quanto durassero quei momenti, dopo. F destato da qualcosa. Non sapeva cosa. Batt varie volte le palpebre e richiuse gli occhi. Si affrett a riaprirli. Nella sua posizione, testa ciondoloni e occhi verso il basso, vedeva un enorme paio di piedi irsuti e scalzi... il pi grosso paio di piedi che avesse mai visto. Erano immobili davanti a lui, rivolti alla sua destra. Lentamente... molto lentamente... Martin alz gli occhi. Non molto, scopr. La creatura era alta solo un metro e quaranta, pi o meno. Poich guardava la scacchiera e non lui, Martin colse loccasione per esaminare lintruso. Era nudo, ma molto irsuto, con pelliccia marrone scuro, maschio senza dubbio: basse arcate sopracciliari, occhi infossati del colore dei capelli, spalle robuste, mani con cinque dita e pollice opponibile. Si gir allimprovviso e guard Martin, mettendo in mostra un gran numero di candidi denti. Il pedone bianco dovrebbe catturare il pedone nero disse a voce bassa, nasale. Eh? Ma va! replic Martin. LAlfiere cattura il Cavallo. Mi dai il nero e continui con quella mossa? Ti metto sotto i piedi. Martin guard di nuovo le estremit dellintruso. Se no, dammi il bianco disse Martin, raddrizzandosi. Vediamo se sai di cosa parli. Allung la mano verso lo zaino. Vuoi una birra? Cos una birra? Un ausilio ricreativo. Aspetta un minuto. Prima che facessero fuori la confezione da sei lattine, il sasquatch, che si chiamava Grend, fece fuori Martin. Scaten un violento attacco, mise Martin in una situazione sempre meno sicura e lo costrinse ad abbandonare. Una bellissima partita disse Martin. Una bellissima partita disse Martin, appoggiandosi alla radice; esamin le fattezze da scimmione del sasquatch. S, noi Piedoni siamo molto bravi, se devo proprio dirlo. Gli scacchi sono lunico nostro pas-

satempo, ma siamo cos primitivi da non avere grande disponibilit di scacchiere e di pezzi. Nella maggior parte dei casi giochiamo a mente. Non molti possono starci alla pari. Gli unicorni? disse Martin. Grend annu lentamente. Sono quasi i soli in grado dimpegnarci in una bella partita. Un po esigenti, ma astuti. Tremendamente sicuri di s, per, devo dire. Anche nel torto. Non ne ho pi visto uno, naturalmente, da quando abbiamo lasciato la terra del mattino. Un vero peccato. Non avresti ancora un po di quella birra? No, mi spiace. Senti, fra un mese sar di nuovo da queste parti. Ti porter altra birra, se tornerai qui a giocare di nuovo con me. Martin, affare fatto. Oh, scusa! Non volevo darti un pestone. Martin pul di nuovo il saloon e vi port un barilotto di birra che install sotto il bancone e tenne in ghiaccio. Vi port anche alcuni sgabelli da bar, sedie e tavolini comprati a un emporio Goodwill. Mise tendine rosse alle finestre. A quel punto era gi sera. Martin dispose gli scacchi, consum un pasto leggero, srotol dietro il bancone il sacco a pelo e quella notte rimase accampato nel saloon. Il giorno seguente trascorse in fretta. Poich Tlingel poteva comparire da un momento allaltro, Martin non si allontan, ma consum nel locale i pasti e nellattesa si dedic a problemi di scacchi. Quando cominci a fare buio, accese lumi a petrolio e candele. Guard lora sempre pi di frequente. Cominci ad andare avanti e indietro. Non poteva essersi sbagliato. Il giorno era quello giusto. Non... Ud una risatina. Si gir e vide una nera testa dunicorno galleggiare a mezzaria sopra la scacchiera. Sotto i suoi occhi, anche il resto del corpo si materializz. Buona sera, Martin disse Tlingel, distogliendo lo sguardo dalla scacchiera. Il locale sembra migliorato. Ci fosse un po di musica... Martin and dietro il bancone e accese la radio a transistor che aveva portato con s. La musica di un quartetto darchi riemp la sala. Tlingel trasal. Non molto adatta allatmosfera del locale. Martin cambi stazione e trov musica country & western. Ah, no disse Tlingel. Nella trasmissione perde qualcosa. Martin spense la radio. Abbiamo una buona provvista di birra? Martin riemp di birra un boccale di ceramica dipinta, da quasi quattro litri, il pi grosso che avesse trovato in un negozio di articoli da regalo, e lo pos sul bancone. Per s ne riemp uno molto pi piccolo. Era deciso, se possibile, a far ubriacare lunicorno. Ah, molto meglio di quelle piccole lattine disse Tlingel, tuffando per un attimo il muso nel boccale. Ottima. Il boccale era vuoto. Martin lo riemp di nuovo. Me lo porti sul tavolino? Certo. Hai avuto un mese interessante? S, direi. Hai deciso la prossima mossa?

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S. Allora riprendiamo la partita. Martin si sedette al tavolino e col pedone cattur il pedone in e5. Uhm disse Tlingel. Interessante. Fiss a lungo la scacchiera, poi sollev uno zoccolo fesso che si allarg nel portarsi sul pezzo. Con questo cavalluccio prender lAlfiere disse. Immagino che ora vorrai un altro mese per decidere la prossima mossa.

Si spost sul fianco e vuot il boccale. Lasciami riflettere disse Martin. Intanto ti riempio il boccale. Tra i viaggi di andata e ritorno per riempire altre tre volte il boccale, rimase seduto a fissare la scacchiera. In realt non studiava la mossa. Aspettava. Giocando con Grend, aveva risposto prendendo col Cavallo lAlfiere e aveva gi pronta la mossa che aveva fatto a lui il sasquatch. Allora? disse alla fine Tlingel. Che intenzioni hai? Martin bevve un piccolo sorso. Sono quasi pronto rispose. Reggi davvero bene la birra. Tlingel si mise a ridere. Il corno dunicorno un disintossicante. Chi ne dotato, possiede un rimedio universale. Aspetto di sentirmi accaldato, poi uso il corno per bruciare ogni eccesso e tenermi in forma. Oh disse Martin. Bel trucco, questo. Se hai bevuto troppo, tocca per un attimo il corno e ti rimetter in sesto. No, grazie. Va tutto bene. Sposto di due caselle il pedone della Torre di Donna. Ma guarda... disse Tlingel. Mossa interessante. Sai, per questo locale ci vorrebbe proprio un pianoforte... roba da poco, di seconda mano... Riusciresti a procurane ne uno? Non so suonare. Che peccato. Potrei assumere un pianista. No, non mi va che altri umani mi vedano. Se fosse davvero bravo, potrebbe suonare a occhi bendati, immagino. Non pensarci pi. Mi spiace. Sei anche ingegnoso. Di sicuro escogiterai qualcosa, per la prossima volta.

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Martin annu. E poi, questi vecchi locali non avevano di solito uno strato di segatura su tutto il pavimento? Credo di s. Sarebbe grazioso. Scacco. Per un istante Tlingel scrut, frenetico, la scacchiera. un modo per dire: S. Non volevo dire: Scacco al Re. Ho usato unespressione gergale che vale: S, a volte. Ah! Certamente. Bene, gi che ci siamo... Avanz in d6 il pedone nero.

12 Martin rimase sorpreso. Non era la mossa fatta da Grend. Per un attimo pens di continuare di testa sua. Fino a quel momento aveva cercato di pensare a Grend come a un allenatore. Aveva scacciato lidea di contrapporre grossolanamente luno allaltro. Fino alla mossa: pedone in d6. Allora ricord la partita che aveva perduto contro il sasquatch. Sospendo qui disse e mi prendo il mese di tempo. Daccordo. Beviamo ancora una birra, prima di salutarci. Va bene? Certo. Perch no? Rimasero seduti per un poco e Tlingel parl a Martin della terra del mattino, di foreste primordiali e di pianure ondulate, di alte e impervie montagne e di mari violacei, di magia e di animali leggendari. Martin scosse la testa. Non capisco proprio perch siate cos ansiosi di venire qui, con un luogo come quello a disposizione. Tlingel sospir. Tu diresti, immagino, che non vogliamo essere da meno dei grifoni. la moda del momento. Bene. Al mese prossimo. Si alz e si gir. Adesso ho il controllo completo soggiunse. Guarda! La sagoma dunicorno sbiad, ricomparve, sbianc, sbiad di nuovo, svan, come unimmagine residua. Martin and al bancone e si vers unaltra birra. Era un peccato, sprecare quella che restava. Al mattino rimpianse che lunicorno non fosse rimasto l. Il corno, almeno.

Era una giornata grigia, nella foresta, e Martin tenne un ombrello sopra la scacchiera posata sul sasso. Dalle foglie cadevano goccioline che causavano un sordo picchiettio nel colpire la stoffa. I pezzi erano sistemati fino alla mossa di Tlingel, pedone in d. Martin si domand se Grend si era ricordato dellaccordo, se aveva contato bene i giorni... Ciao disse la voce nasale, da un punto dietro di lui, sulla sinistra. Martin si gir e vide Grend sbucare da dietro lalbero e con gli enormi piedi scavalcare lenorme radice. Ti sei ricordato! disse il sasquatch. Ottimo. Confido che ti sia ricordato anche della birra... Ho portato una cassa intera. Possiamo sistemare qui il bar. Cos un bar? Be, un posto dove la gente va a bere... al riparo della pioggia... un po di penombra per fare atmosfera... Ci si siede sugli sgabelli davanti al bancone oppure ai tavolini... e si chiacchiera, a volte ascoltando musica, e si beve. Avremo qui tutta quella roba? No, solo la penombra e la birra. A meno che non conti come musica la pioggia. Parlavo in senso figurato. Ah. Pare per un gran bel posto da visitare. S. Se reggi lombrello sopra la scacchiera, preparo il miglior equivalente di un bar che si possa avere qui. Daccordo. Ehi, pare una variante della partita che abbiamo giocato la volta scorsa. Infatti. Mi domandavo come sarebbe andata se fosse proseguita in questo modo anzich nellaltro. Uhm. Fammi vedere... Martin tolse dallo zaino quattro confezioni da sei lattine e apr la prima. Per te. Grazie. Grend prese la birra, si accoccol, rese a Martin lombrello. Ho sempre il bianco? S. Pedone in e6. Sul serio? S. Ora per me la risposta migliore sarebbe catturare il pedone, con questaltro. Direi. Allora col pedone ti prenderei il Cavallo. Invece finir per ritirare il Cavallo in e7. E io porto in c3 il pedone. Posso avere unaltra birra? Unora e un quarto pi tardi Martin abbandon. La pioggia aveva smesso di cadere e lui aveva chiuso lombrello. Unaltra partita? disse Grend. S. Il pomeriggio pass. La tensione si era dileguata. La nuova partita era solo per divertimento. Martin prov combinazioni insolite, prevedendo con grande chiarezza le mosse, come aveva fatto quellaltro giorno...

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Stallo annunci Grend, molto pi tardi. Per stata una buona partita. Sei migliorato notevolmente. Sono rilassato. Unaltra? Pi tardi, forse. Ora parlami dei bar. Martin gliene parl. Non ti fa effetto tutta quella birra? domand alla fine. Mi gira un po la testa. Ma tutto a posto. Ti straccer ancora nella terza partita. E lo stracci. Non male, per, per un umano. Nientaffatto male. Torni qui il mese prossimo? S. Bene. Porterai altra birra? Finch mi durano i soldi. Oh. Allora porta un po di gesso di Parigi. Ti far delle belle impronte di piedi e potrai ricavarne dei calchi. Mi risulta che si vendono a buon prezzo. Me ne ricorder. Si tir in piedi e raccolse pezzi e scacchiera. Arrivederci. Ciao. Martin spolver e lucid di nuovo, port dentro la pianola e sparse segatura sul pavimento. Sistem un nuovo barilotto di birra. Appese alle pareti alcune riproduzioni di manifesti dellepoca e alcuni orrendi quadri trovati da un robivecchi. Mise in posizioni strategiche alcune sputacchiere. Terminati i lavori, si sedette al bancone e stapp una bottiglia dacqua minerale. Ascolt il gemito del vento del Nuovo Messico e il picchiettio di granelli di sabbia sui vetri. Si domand se il mondo intero avrebbe avuto quel suono secco e lugubre, nel caso che Tlingel avesse trovato il modo di eliminare la razza umana oppure (pensiero inquietante) se i successori della sua stessa specie non avrebbero mutato il mondo in qualcosa di simile alla leggendaria terra del mattino. Quella possibilit lo turb per un poco. Poi Martin si alz e sistem i pezzi, fino a: pedone nero in d6. Quando si gir per ripulire il bar, vide avanzare sulla segatura una fila dimpronte di zoccoli fessi. Buona sera, Tlingel disse. Cosa posso fare per te? Lunicorno comparve di colpo, senza pirotecnici preliminari. Si accost al banco e pos uno zoccolo sul corrimano dottone. Il solito. Mentre Martin spillava la birra, Tlingel si guard intorno. Il locale migliorato, un pochino. Grazie del complimento. Ti va un po di musica? S. Martin frug a tastoni dietro la pianola, trov linterruttore del piccolo computer a batteria che comandava il meccanismo e metteva la propria memoria al posto dei cilindri forati. Subito i tasti presero vita. Ottimo dichiar Tlingel. Hai deciso la mossa? Ho deciso. Allora procediamo. Martin riemp di nuovo il boccale dellunicorno e lo port al tavolino. Port anche il proprio. Pedone in e6 disse, eseguendo la mossa.

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Cosa? In e6. Dammi un minuto. Voglio studiarla. Fai pure con calma. Catturo il pedone disse Tlingel, dopo una lunga pausa e un altro boccale pieno.

Allora catturo il Cavallo. Dopo un poco, Tlingel disse: Cavallo in e7. Cavallo in c3. Segu una pausa notevolmente lunga, prima che Tlingel movesse in g6 il Cavallo.

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Al diavolo le domande a Grend, decise allimprovviso Martin. Laveva gi fatto un mucchio di volte. Spost in g5 il Cavallo. Cambia la musica in quellaggeggio! disse Tlingel, brusco. Martin si alz e lo accontent. Non mi piace neanche questa. Trovane una migliore o spegni! Dopo altri tre tentativi, Martin spense la pianola. E dammi unaltra birra! Martin riemp di nuovo i boccali. Bene.

Tlingel port lAlfiere in e 7.

Impedire larrocco allunicorno doveva essere la cosa pi importante in quel momento. Cos Martin spost in h5 la Donna. Tlingel emise un verso soffocato. Martin vide che mandava fumo dalle narici. Ancora birra? S, per favore. Mentre tornava con la birra, vide Tlingel muovere lAlfiere e catturare il Cavallo. Non aveva molte possibilit, al momento, comunque studi a lungo la posizione. 16

Alla fine disse: Alfiere cattura Alfiere. Naturalmente. Cominci a sentirti accaldato? Tlingel ridacchi. Vedrai rispose. Il vento torn ad alzarsi, inizi a mugghiare. Ledificio cigol. E va bene disse infine Tlingel e mosse in d7 la Donna.

Martin fiss la scacchiera. Cosa sto facendo? si disse. Finora era andato tutto bene, per... Ascolt ancora il vento e pens al rischio che correva. Quest e tutto, gente disse, appoggiandosi alla spalliera. Al prossimo mese. Tlingel sospir. Non scappare. Portamene unaltra. Voglio raccontarti i miei vagabondaggi nel vostro mondo in questo mese. In cerca di anelli deboli? Ce ne sono a bizzeffe. Come lo sopportate? Sono difficili da rafforzare, pi di quanto tu non creda. Consigli? Porta la birra. Parlarono finch il cielo non si schiar a oriente. Martin si scopr a prendere appunti di nascosto. La sua ammirazione per labilit analitica dellunicorno aument col trascorrere della serata. Quando alla fine si alzarono, Tlingel barcoll. Stai bene? Ho dimenticato di disintossicarmi, tutto qui. Un attimo solo. Poi comincer a sbiadire. Un momento! Che c? Ne avrei bisogno anchio. Oh. Afferra il corno, allora. Abbass la testa e Martin strinse fra i polpastrelli la punta del corno. Subito si sent invadere da una sensazione deliziosa, calda. Chiuse gli occhi per godersela. Si sent schiarire il cervello. Sent svanire il dolore sordo che gli cresceva nel seno frontale. Sent scomparire la stanchezza nei muscoli. Riapr gli occhi. Gra... Tlingel era svanito. E lui aveva in mano solo qualche crine. ... zie. Rael mio amico dichiar Grend. un grifone. Lavevo notato disse Martin. Rivolse un cenno di saluto alla creatura dalle ali dorate, munita di becco. Piacere di conoscerti, Rael.

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Piacere mio rispose laltro, con voce molto acuta. Hai la birra? Cosa... ah... s. Gli ho parlato della birra spieg Grend, quasi in tono di scusa. Berr un po della mia. Non dar consigli non richiesti e non interferir in alcun modo. Certo. Daccordo. I tuoi amici... La birra! strill Rael. Bar! Non molto sveglio mormor Grend. Ma un buon compagno. Ti sarei grato se tu lo assecondassi. Martin apr la prima confezione da sei e diede una birra al grifone e una al sasquatch. Subito Rael for col becco la lattina, si scol la birra, rutt e protese lartiglio. Birra! strepit. Ancora birra! Martin gli pass unaltra lattina. Ehi, sei ancora impegnato in quella prima partita, vero? osserv Grend, studiando la scacchiera. Ora, questa s che una posizione interessante. Bevve e studio la scacchiera. Per fortuna non piove comment Martin. Oh, piover. Aspetta solo un poco. Ancora birra! strill Rael. Senza guardare, Martin gli pass unaltra lattina. Sposto in b6 il pedone disse Grend. Scherzi? No, no. Allora tu prendi quel pedone, col pedone dAlfiere. Giusto? S... Martin esegu la mossa. Bene. Ora sposto in d5 il Cavallo. Col pedone Martin cattur il Cavallo appena spostato. Grend port in e1 la Torre. Scacco annunci. S, proprio cos deve andare not Martin. Grend ridacchi. Vincer questa partita in unaltra occasione disse Martin. Non lo riterrei al di l delle tue possibilit. Altra birra? disse piano Rael. Certo. Mentre gli dava la birra, Martin not che ora il grifone si teneva appoggiato al tronco dellalbero. Dopo diversi minuti Martin sospinse il Re in f8. S, pensavo proprio che avresti fatto quella mossa disse Grend. Sai una cosa? Cosa? Da come giochi, sembri quasi un unicorno. Uhm. Grend spost in a3 la Torre. Pi tardi, mentre la pioggia scendeva gentilmente su di loro e Grend vinceva di nuovo, Martin si rese conto che cera stato un prolungato periodo di silenzio. Lanci unocchiata al grifone. Rael aveva messo la testa sotto lala sinistra e, in equilibrio su una zampa sola, appoggiato al tronco, si

era addormentato. Tavevo detto che non avrebbe dato troppo fastidio not Grend. Due partite pi tardi, la birra era terminata, le ombre si allungavano e Rael cominciava ad agitarsi. Ci vediamo il mese prossimo? S. Hai portato il gesso di Parigi? Lho portato. Avanti, allora. Conosco un buon posto abbastanza lontano da qui. Meglio che la gente non venga a frugare tra questi cespugli! Andiamo a farti guadagnare qualche soldo. Per comprare birra? sinteress Rael, guardando da sotto lala. Il mese prossimo disse Grend. Un passaggio? Non ce la faresti a portare tutte due disse Grend. E anche se tu ce la facessi, non so se vorrei un passaggio proprio adesso. Arrivederci, allora strill Rael e balz in aria, sbattendo nei rami e nei tronchi; alla fine riusc a farsi strada tra il fogliame e svan. Ecco che se ne va un simpatico tipo in gamba disse Grend. Vede tutto e non dimentica mai niente. Sa come funziona ogni cosa... nei boschi, nellaria... perfino nellacqua. Generoso, anche, quando ha qualcosa da dare. Uhm disse Martin. Mettiamoci in marcia disse Grend.

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Pedone in b6? disse Tlingel. Sul serio? Daccordo. Il pedone dAlfiere cattura il pedone. Socchiuse gli occhi, vedendo che Martin spostava in d5 il Cavallo. Questa almeno una partita interessante not. Il pedone cattura il Cavallo.

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Martin spost la Torre da f1 a e1. Scacco. S, scacco. La prossima mossa richiede tre boccali. Per favore, portami il primo. Martin medit, guardando Tlingel bere e riflettere. Si sentiva quasi in colpa, a colpirlo avendo alle spalle un campione come il sasquatch. Si era ormai convinto che lunicorno avrebbe perduto. In ogni variante di quella partita giocata col nero contro Grend, era stato battuto. Tlingel era bravissimo, ma il sasquatch era un mago che non aveva niente da fare se non giocare mentalmente a scacchi. Mi comporto slealmente, pens. Ma non in gioco il mio onore, continu a ripetersi. Giocava per difendere la sua razza da una forza sovrannaturale forse in grado di scatenare la Terza guerra mondiale, grazie a chiss quale arcana manipolazione della mente o incasinamento dei computer indotto con la magia. Non osava dare a quella creatura la minima opportunit. Boccale numero due, per piacere. Martin port un altro boccale. Esamin lunicorno che studiava la posizione dei pezzi. Era bellissimo, not per la prima volta. La creatura pi bella che avesse mai visto. Ora che la pressione era sul punto di svanire e che poteva guardare lunicorno senza quel soffocante senso di paura sempre presente in passato, poteva soffermarsi ad ammirarlo. Se qualcosa doveva proprio accadere alla razza umana, cerano possibilit peggiori... Il numero tre, ora. Arriva. Tlingel lo vuot e spost il Re in f8.

Subito Martin si chin a spostare in a3 la Torre. Tlingel alz gli occhi, lo fiss. Non male. Martin si vergogn come un ladro. Era colpito dalla nobilt di quella creatura. Voleva davvero giocare e battere lunicorno, con le sue sole forze, senza aiuti. Non in quel modo. Tlingel torn a guardare la scacchiera e poi, quasi con naturalezza, spost in e5 il Cavallo.

A te. 0 ti ci vuole un altro mese? Martin brontol piano, avanz la Torre e cattur il Cavallo. Naturalmente. Col pedone Tlingel prese la Torre. Non era la mossa dellultima variante giocata da Grend, si disse Martin. Tuttavia...

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Mosse la Torre in f3. Mentre spostava il pezzo, il vento parve iniziare un insolito ululato, in alto, fra gli edifici in rovina. Scacco annunci Martin. Al diavolo, si disse. Sono abbastanza bravo da giocare da me il finale di partita. Andiamo avanti. Guard, in attesa, e finalmente vide Tlingel muovere in g8 il Re.

Mosse lAlfiere in h6. Tlingel spost la Donna in e7.

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Lululato del vento torn, ora pi vicino. Con lAlfiere Martin prese il pedone. Lunicorno sollev la testa come se tendesse lorecchio per un momento. Poi labbass e col Re cattur lAlfiere.

Martin mosse la Torre in g3. Scacco.

Tlingel riport il Re in f8.

Martin mosse la Torre in f3. Scacco. Tlingel spinse il Re in g7.

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Martin riport la Torte in g3. Scacco. Tlingel riport il Re in f8, alz gli occhi e fiss Martin, mostrando i denti.

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Si direbbe che sia una patta disse. Ti va unaltra partita? S, ma senza che ci sia in palio la sorte della razza umana. Lascia perdere. Ci ho rinunciato da un mucchio di tempo. Ho deciso che non mi piacerebbe vivere qui, in fin dei conti. Ho gusti un po pi difficili. Fatta eccezione per questo bar. Tlingel si gir, mentre proprio dietro la porta risuonava un altro ululato, seguito da voci bizzarre. Cos questo frastuono? Non so rispose Martin, alzandosi. La porta si apr ed entr un grifone dorato. Martin! grid. Birra! Birra! Ah... Tlingel, questi Rael e, e... Altri tre grifoni seguirono il primo. Poi entr Grend, con tre della sua razza. ... e lui Grend termin debolmente Martin. Non conosco gli altri. Tutti i nuovi venuti si bloccarono nel vedere lunicorno. Tlingel disse uno dei sasquatch. Ti credevo ancora nella terra del mattino. Sono ancora l, in un certo senso. Martin, come mai conosci i miei ex compatrioti? Be... ehm... Grend il mio allenatore di scacchi. Ah! Comincio a capire. Non sono sicuro che tu capisca davvero. Ma prima lascia che dia una birra a tutti. Martin accese la pianola e serv tutti i presenti. Come hai scoperto questo locale? domand a Grend, mentre riempiva i boccali. E come ci sei arrivato? Be... disse Grend, piuttosto imbarazzato. Rael ti ha seguito. Ha seguito un jet? I grifoni posseggono una velocit sovrannaturale. Oh. Comunque, ne ha parlato ai suoi parenti e ad alcuni della mia razza. Quando abbiamo capito che i grifoni erano decisi a farti visita, ci siamo detti che era meglio accompagnarli per tenerli fuori dai guai. Ci hanno portato loro. Ah... capisco. Interessante... Non c da stupirsi che tu abbia giocato come un unicorno, in quellunica partita con tutte le varianti. Ah... s ammise Martin. Si gir e si spost in fondo al bancone. Benvenuti, tutti quanti disse. Ho un piccolo annuncio. Tlingel, qualche tempo fa hai fatto alcune osservazioni su possibili disastri ecologici e urbani e altri pericoli minori. Inoltre hai espresso alcune idee sulle possibili salvaguardie da alcuni di essi. Ricordo disse lunicorno. Le ho riferite a un mio amico di Washington, che era iscritto al mio vecchio circolo scacchistico. Ho precisato che lo studio non era tutta farina del mio sacco. Me lo auguro. Lui ha suggerito di formare, con chiunque era coinvolto, un centro studi. Allora vedr di farci avere un pagamento per il lavoro. Non sono venuto qui per salvare il mondo disse Tlingel.

No, ma mi sei stato molto utile. E Grend mi ha detto che i grifoni, anche se hanno un vocabolario un po limitato, conoscono tutto ci che c da conoscere sullecologia. Probabilmente vero. Poich hanno ereditato una parte della Terra, andrebbe anche a loro vantaggio, aiutarci a conservarla in buone condizioni. Visto che siamo gi qui riuniti in molti, posso risparmiarmi un bel po di viaggi e suggerisco fin dora di decidere un posto dove trovarci tutti insieme... diciamo qui, una volta al mese... in modo che possiate illustrarmi i vostri particolari punti di vista. Senza dubbio sulle cause che portano allestinzione delle specie ne sapete pi di qualsiasi altro addetto ai lavori. Ma certo disse Grend, agitando il boccale. Anzi, dovremmo chiedere anche allo yeti. Ci penso io, se per te va bene. Questa roba esce dalla grossa scatola musicale? S. Mi piace. Se facciamo questo gruppo di studio, guadagnerai abbastanza da mandare avanti il locale? Comprer tutto il villaggio. Grend si rivolse con rapidi suoni gutturali ai grifoni, che gli risposero a strida. Hai un gruppo di studio disse poi e il gruppo vuole altra birra. Martin si rivolse a Tlingel. Loro erano quelli che osservavi. Cosa ne pensi? Potrebbe essere divertente, fermarsi qui di tanto in tanto disse lunicorno. Poi soggiunse: Cos la salvezza del mondo sistemata. Non parlavi di unaltra partita? Non ho niente da perdere. Grend si assunse il compito di stare al bar, mentre Tlingel e Martin tornarono al tavolino. Martin batt lunicorno in trentuno mosse e tocc il corno proteso. I tasti della pianola continuarono a muoversi su e gi. Delle minuscole sfingi ronzavano intorno al bancone e suggevano la birra colata dai boccali.

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Titolo originale: Unicom Variations 1981 by Davis Publications, Inc. First published in Isaac Asi-movs Science Fiction Magazine. Reprinted by permission of the agent for the authors Estate, Kirby McCauley, The Pimlico Agency, Inc.

Postfazione di Roger Zelazny


La vera partita. Okay, si tratta della Halprin-Pillsbury di Monaco 1901. Pillsbury era il giocatore pi forte; sbaragli parecchi bravi giocatori e si ritrov solo davanti ad Halprin, un giocatore debole. Ci furono per due giocatori, arrivati molto vicino a Pillsbury in graduatoria, che decisero di aiutarlo. La notte prima della partita la passarono con Halprin, allenandolo e insegnandogli la filosofia di gioco del suo avversario. Il giorno successivo, Pillsbury si trov davanti un Halprin molto pi preparato rispetto a quanto lo era stato durante il torneo, ed ormai era troppo tardi. Dopo essere stato colto di sorpresa, per, riusc alla fine a strappare una patta: dopotutto, era un bravo giocatore. Martin, qui, gioca la parte di Halprin, e Tlingel quella di Pillsbury, con la sola differenza che Martin non veramente debole, ma semplicemente nervoso: chi non lo sarebbe?