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Lominazione

Franco Viviani
Lezioni anno accademico 2008/2009
Facolt di Psicologia, Universit di Padova

Il testo base da cui sono stati tratti molti capitoli : Storia evolutiva della
socializzazione umana. UNIPRESS, Padova, 2003.
Per consultare le note a pi pagina, cliccarci sopra.
Lominazione
Alcuni dati geologici.
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)

Di quando incominci la Storia;


Delle ipotesi sullestinzione dei dinosauri;
Di scienziati catastrofisti e possibilisti;
Degli adattamenti subiti dai Mammiferi primitivi;

Le tracce pi antiche suggeriscono che gli inizi dei Primati vadano ricercate nel tardo Cretaceo/primo Paleocene.
M. a. fa
0

Era

Periodo
Quaternario

Epoca
Pleistocene

Eventi
Evoluzione uomo

Terziario

Pliocene
Miocene
Oligocene
Eocene
Paleocene

Radiazione dei Mammiferi

Cenozoico

50
Cretaceo
100

Mesozoico

Ultimi dinosauri
Primi Primati
Prime Angiosperme

150

Giurassico

200

Triassico

250

Permiano

300

Carbonifero

350

Paleozoico

Devoniano

400
450

Siluriano
Ordoviciano

500
550
600

Cambriano

700

Precambriano

Ediacarano

Dinosauri
Primi Uccelli
Primi Mammiferi
Terapsidi dominanti
Principale estinzione marina
Pelicosauri dominanti
Primi Rettili
Alberi con squame
Primi Anfibi
Diversificazione dei Pesci con
mandibola
Prime piante terrestri vascolari
Diversificazione esplosiva della
famiglia dei Metazoi
Primi Pesci
Primi Cordati
Primi elementi scheletrici
Primi Metazoi con corpo molle
Prime tracce di animali
(Celomati)

Tab. - I principali eventi avvenuti negli ultimi 700 m.a. negli organismi pluricellulari, dati basati sui fossili.

Il Cretaceo - lo ricordo per i distratti e gli assenti nei corsi di biologia - fa parte dell'Era Mesozoica (225-65 m.a.
fa: milioni di anni fa) ed ben nota come l'era dei Rettili. Essi sono i veri "divi" dell'evoluzione: ho contato ben
30 supposizioni sulla loro scomparsa. Alcune erano indubbiamente molto ben congegnate; altre risultavano,
diciamo, fantasiose (ad esempio: sviluppo di fattori psicotici portanti al suicidio; "bancarotta" dello ione Ca++ o altri elementi essenziali per la formazione delle loro ossa; fino alla carenza di spazio nell'Arca di No - ! -). La
verit che essi dominarono la Terra per circa 150 m.a. e poi scomparvero. Recenti ritrovamenti ossei (datati 60
m.a. fa) invalidano in parte le ipotesi emesse all'inizio degli anni '80. Secondo una di queste, un asteroide, caduto
circa 66 m.a. fa, avrebbe aperto sulla Terra un cratere di circa 180 Km., la cui polvere, immessa nella stratosfera,
avrebbe bloccato la luce solare per alcuni anni, portando all'estinzione i grandi Rettili, le Ammoniti, molti
1
Foraminiferi e avrebbe favorito il rimpiazzo delle Angiosperme (le piante con i fiori) al posto delle
2

Gimnosperme . Le recenti assunzioni si basavano sul fatto che materiale meteorico, quale l'iridio (molto raro sulla
Terra), fu trovato in depositi del Cretaceo/Terziario in Italia, Danimarca, Nuova Zelanda e altrove. In realt, per i
paleontologi esperti in queste ere geologiche, non vi sarebbe stata unestinzione globale e subitanea, ma il
processo sarebbe avvenuto pi gradualmente a causa di regressioni marine copiose le quali, mettendo a nudo le
piattaforme continentali (il luogo ove si addensa la maggior parte delle specie marine) avrebbe impoverito o
interrotto talune importanti catene alimentari. Quale ne sia stata la causa, conviene riferire la diatriba in atto tra gli
scienziati evoluzionisti, che un qualche riverbero potrebbe averlo anche ai nostri fini. Esistono, come in ogni
branca del fare e del sapere umano, individui portati al catastrofismo e altri, pi ottimisti, che propongono
soluzioni pi fauste. Vige anche tra gli studiosi questa divisione fondamentale, esistono, infatti, scienziati che
vedono le estinzioni come poderosi motori evolutivi e altri, per i quali le estinzioni interrompono il processo
evolutivo. Ci perch esse bloccano le conquiste ottenute per adattamenti che hanno richiesto anche milioni
danni per instaurarsi. chiaro che la diatriba non prontamente risolvibile e che essa ha molte implicazioni pi
per il futuro. calcolato, per esempio, che il dimezzamento della diversit biologica nella foresta amazzonica
(dovuto a deforestazione dissennata), oscilli tra 0.5%1% annuo. Non sembra molto importante se tale
dimezzamento avverr nel 2075 o nel 2025, in realt! Il nodo la previsione degli scenari futuri, esercizio
oltremodo azzardato, anche perch gli orizzonti supposti possono riflettere spesso proiezioni (in senso
psicologico) e paure di chi li fa. Tornando al Mesozoico, i Mammiferi primitivi si "allenarono" alla vita sulla
Terra e perfezionarono le loro caratteristiche (prime fra tutte le capacit di mantenere costante, al contrario dei
Rettili, la loro temperatura corporea). I nostri lontanissimi antenati erano piccoli e con tutta probabilit arboricola:
niente di nobiliare, in realt, nel nostro pedigree.

Ammoniti. Dal dio egizio Ammone, raffigurato con corna di ariete. Si tratta di conchiglie spiralate, di molluschi
cefalopodi orami estinti, che ebbero una grande diffusione nellera mesozoica. Foraminiferi. Protozoi con scheletro
concamerato e di calcite, con dimensioni che variano dai micrometri ai centimetri.
2
Gimnosperme. Dal gr. dal seme nudo. Tutte le piante con semi nudi (es.: pinoli), alle quali appartengono le
coniferopsidi e le cicadopsidi. Pi antiche della Angiosperme, le piante coi fiori.

nell'era successiva, la Cenozoica (da 65 m.a. fa ad oggi), che i Mammiferi radiarono3 e divennero
dominanti rispetto ai Rettili. Ci grazie ad alcune innovazioni di grossa portata adattativa: lomeotermia4, il
perfezionamento della masticazione, l'aumento dell'efficienza riproduttiva e nuove vie comportamentali.
L'omeotermia permette il movimento anche a basse temperature, assicura perci la possibilit di
procacciamento del cibo anche di notte ed alla base della conquista dambienti pi freddi. Richiede per la
presenza di peli oppure pellicce e necessita delle ghiandole sudoripare.
Contrariamente ai Rettili, poi, i Mammiferi sono eterodonti5: i denti non sono pi solo una trappola per le
prede, ma servono per trattenere, tagliare, spaccare, masticare. Essi permettono la diversificazione del cibo:
fattore importantissimo in un animale che richiede maggiore energia per la sopravvivenza, dovendo mantenere il corpo a temperatura costante.
I Rettili sono in genere ovipari, mentre i Mammiferi vivipari6. Ci permette loro di assicurare la
sopravvivenza ad una maggior numero di discendenti, in quanto le uova e prole inetta abbandonate in balia
degli eventi (come accade spesso tra i Rettili), sono facile preda. Nei Mammiferi sinstaura uno stretto
rapporto tra madre e figli grazie all'allattamento, e ci foriero dulteriore evoluzione, in quanto permette di
apprendere i comportamenti tramite imitazione. I cuccioli dei Mammiferi giocano7, e attraverso questo
particolare pattern8, essi apprendono le regole fondamentali che assicurano la sopravvivenza e la possibilit
di riprodursi.
Il quadro, allora, comincia a precisarsi. I primitivi Mammiferi, piccoli in un mondo di giganti, ma meglio
attrezzati a sopravvivere ai cambiamenti ambientali, radiarono nei due periodi del Cenozoico, il Terziario e il
Quaternario.
L'era dei Mammiferi - l'ultima parte del Cenozoico - si configura come un periodo della storia terrestre
caratterizzato da variazioni climatiche notevoli, tendenti talvolta al freddo intenso. Queste variazioni si sono
accentuate durante il Quaternario, da taluni definito come l'et dell'uomo. Il Pleistocene (o era dei ghiacci),
costituisce molta parte del Quaternario: esso arriva fino a circa 10.000 anni fa. un periodo molto importante per la ricostruzione della nostra storia, essendo la sola epoca geologica in cui si ritrovano vestigia
dell'attivit umana. I depositi pleistocenici, quindi, arricchiscono le nostre conoscenze sull'ambiente
preistorico e sulla datazione delle culture umane.
Il trapasso Terziario/Quaternario posto verso 1.6 milioni danni fa e ci coincide con uninversione della
polarit terrestre9. Apparentemente tale inversione torn alla polarit attuale circa 730.000 anni fa. Da allora
si sono succeduti almeno otto cicli glaciali. Il Pleistocene suddiviso in Basso, Medio, Alto, sulla base
dinformazioni di natura paleomagnetica, climatica e fossile. Il Basso P., che includeva anche fauna
pliocenica, divenne gradualmente fresco. Con l'inversione di polarit Matuyama/Brunhes (730.000 anni fa),
3

Nel senso di radiazione adattativa. il fenomeno che porta allo sviluppo di una variet di forme adatte a tipi di ambiente
diversi da un singolo antenato comune. Pi propriamente, lo sviluppo di una variet di forme da un singolo antenato
comune, adatte ai vari tipi di ambiente, come animali camminatori, volatori, arrampicatori, nuotatori, ecc.
4
Omeotermia. Dal gr. uguale e caldo. Capacit dei Vertebrati superiori (Uccelli e Mammiferi) di mantenere una
temperatura corporea costante. Contrapposta a eterotermia. Dato che queste due distinzioni si sono rivelate inadeguate (in
quanto vi sono Mammiferi capaci di variare la temperatura durante libernazione e Invertebrati delle profondit marine che
non sperimentano mai cambiamenti di temperatura), si preferisce oggigiorno distinguere tra animali endotermi ed ectotermi,
a seconda della loro capacit di regolare o meno la loro temperatura corporea mediante processi metabolici interni (endo-) o
modalit comportamentali (come lo spostamenti in luoghi caldi o freddi), tipiche degli ectotermi.
5
Eterodonte. Dal gr. altro, diverso e dente, indica un animale che ha un numero limitato di denti, distinti tra loro
(suddivisi, nei Mammiferi e. in incisivi, canini, premolari e molari). Gli omodonti, invece (es: i cetacei), hanno denti quasi
uguali.
6
Oviparo. Dal lat. tardo uovo e deporre. Animale che depone uova allinterno delle quali si sviluppa lembrione.
Nellovoviviparo le uova non vengono deposte ma permangono negli ovidotti dove si sviluppano e si schiudono, cosicch i
neonati vengono partoriti come negli animali vivipari.
7
La teoria del gioco, in etologia, lo studio quantitativo degli effetti della competizione fra individui, nella quale il
guadagno che ognuno di essi trae dalle differenti azioni dipendente dalle tattiche usate dai rivali della stessa specie o dello
stesso gruppo. (Def. di Alcock).
8
Pattern: modello.
9
Inversione della polarit terrestre. Il campo magnetico terrestre passa alternativamente da normale (vale a dire com
adesso) a inverso, (vale a dire che la direzione della magnetizzazione esattamente opposta a quella odierna). Negli ultimi 76
m.a. stato possibile ricostruire una successione di 171 inversioni magnetiche, per cui ogni periodo normale o inverso ha una
durata media di circa 500.000 anni. Il paleomagnetismo, cio lo studio del campo magnetico terrestre nel tempo, permette di
sapere, per le varie rocce, qual era il campo magnetico esistente nel periodo in cui si sono formate.

si ebbero le glaciazioni menzionate pi su, le due maggiori delle quali sono denominate, in Europa, Elster e
Saale. L'alto Pleistocene cominci con il periodo interglaciale Eemiano (vien posto circa a 128.000 anni fa):
le temperature medie terrestri si rinfrescarono rapidamente 118.000 anni fa e l'ultimo picco glaciale fu
raggiunto circa 18.000 anni fa.
L'Olocene, o periodo post-glaciale, ebbe inizio circa 10.000 anni fa, ma la temperatura si accrebbe ai livelli
attuali circa 7.000 anni fa.
I notevoli cambiamenti dambiente che si sono succeduti nel tempo, hanno fatto arguire che l'evoluzione
senzaltro "limata" e diretta dai cambiamenti climatici, i quali possono avere diversa origine: extraterrestre,
geografica globale e locale. Non tutti gli studiosi dell'evoluzionismo, tuttavia, concordano. Per alcuni di loro,
solo la competizione intraspecifica il motore dell'evoluzione. In ogni caso l'ambiente considerato centrale,
dalla maggior parte degli evoluzionisti, nel determinare i cambiamenti evolutivi. Sia come sia, i geologi
hanno spesso puntualizzato il fatto che, in alcuni periodi di storia della Terra si sono avute estinzioni di
massa e, per altri, ci ricorre ad intervalli regolari (circa 27 m.a.; l'ultima sarebbe occorsa circa 13 m.a. fa).
Esistono in ogni caso notevoli controversie, in materia. Si formulano ipotesi come quella, ad esempio, di
periodici passaggi di corpi celesti, come le comete e gli asteroidi. Questi corpi celesti, nell'impatto con la
Terra, aumenterebbero la quantit di pulviscolo atmosferico presente, diminuendo l'irraggiamento solare e provocando un raffreddamento globale.
Quale sia la causa delle estinzioni di massa, il suo effetto si rivela casuale, nel decidere della sopravvivenza
delle specie. Le quali, peraltro, mostrano in seguito una rapida radiazione adattativa. Ai nostri scopi,
doveroso ricordare che l'estinzione avvenuta nel Cretaceo tra i Placentati10, ha lasciato sulla Terra solo alcune
specie di Mammiferi e che i Primati successivi provenivano solo da queste poche.
La deriva dei continenti ha un altro effetto importante in quanto, unendo o separando i continenti, offre
maggiori o minori possibilit competitive tra le specie.

Domande

A quale periodo risalgono i nostri antenati pi lontani?


I dinosauri si sono estinti rapidamente?
Qual la differenza tra scienziati catastrofisti e possibilisti?
In quali periodi del Cenozoico avvenuta la radiazione dei Mammiferi?
Cosa succede, in genere, dopo un periodo destinzioni di massa?

I Primati
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)
e)

Di scimmie e grandi scimmie (i Primati);


Dellalbero genealogico delle scimmie (e nostro);
Dellutilit dello studio dei Primati ai fini della Storia;
Di ci che diversifica luomo dagli altri Primati;
Delle strategie riproduttive dei Primati, probabilmente uno dei motori della Storia.

Tra i Mammiferi viventi, i Primati rappresentano solo uno dei 18 ordini noti e, in genere, essi risultano
perfettamente adattati a vivere sugli alberi, possedendo mani prensili e piedi atti all'arrampicata. Essi hanno una
visione eccellente e hanno perduto in parte il senso dell'olfatto. In quanto arboricoli, essi risultano genericamente
onnivori perch si cibano di un cocktail di frutta, foglie, insetti e piccoli animali. Da un punto di vista evolutivo
possibile osservare, per i Primati, un particolare trend evolutivo che, in un modo o nell'altro, appartiene a tutti loro
e che li diversifica dagli altri Mammiferi, ed esso indubbiamente legato all'adattamento alla vita arboricola. La

10

Placentato. Dal lat. placenta, focaccia, a sua volta dal gr. che ha forma schiacciata. Vertebrato dotato di placenta,
organo preposto agli scambi metabolici tra madre e feto e alla produzione di numerosi ormoni. Tutti i Mammiferi, eccettuati i
Monotremi (come il famoso ornitorinco), ne sono dotati e ci assicura loro uno scambio pi efficiente tra madre e feto.

nicchia ecologica11 scelta dagli antenati dei Primati, fu l'albero. Probabilmente perch erano in competizione con i
pi prolifici Roditori, i quali avevano invaso buona parte delle nicchie ecologiche disponibili. Da qui deriverebbe
il particolare corpo dei Primati e la possibilit di sviluppare peculiari forme di socializzazione. Sempre da questo
fatto, probabilmente, sarebbe scaturita la possibilit di sviluppare una particolare tipologia encefalica, la quale ha
portato all'uomo. Non tutti concordano con questa visione, naturalmente, ma la maggioranza degli antropologi
l'accetta.
Tradizionalmente, i Primati viventi sono classificati per omologia12, come rappresentato in varie figure e
schemi a tutti noti. Esse rispecchiano praticamente tutti i gradi di evoluzione che i Primati hanno subito nel
corso di circa 70 milioni di anni. Si passa, infatti, da animali Placentati piccoli e viventi sugli alberi a forme
che con qualche difficolt accettiamo - di primo acchito - tra i Primati. I primi portano alla disperazione i
tassonomisti13, ma offrono pur tuttavia un modello vivente strutturale dei Primati pi antichi. Tra queste
ultime forme (Proscimmie), distinguiamo i Lemuri (che vivono solo nell'isola di Madagascar, e come tali
sono dei fossili viventi14); i Lorisi, i quali furono capaci di adattarsi alle aree continentali grazie
all'acquisizione di abitudini notturne e, infine, i Tarsi, confinati in alcune isole del Sud-est asiatico, i quali,
anche loro, hanno fatto scervellare i biologi che volevano classificarli con cognizione di causa.

11

Nicchia ecologica. Prob. der. di nicchiare, dal lat. stare nel nido, fare luovo e ecologico; indica un posto o una
posizione occupata oppure un tipo di attivit sostenuta da un organismo in riferimento ad altri organismi.
12
Omologia. Dal gr. concorde, consenziente, corrispondente. In zoologia e in botanica gli organi omologhi sono quelli
che, pur presenti in specie differenti, hanno in comune lorigine e lo sviluppo embrionale, anche se sono diversi per forma e
funzione (es.: lala di un uccello e larto pinniforme di un cetaceo). Contrapposto ad analogia (dal lat., a sua volta del gr.
relazione di somiglianza, uguaglianza di rapporti, proporzione matematica), la quale si riferisce a organi e strutture che
hanno la stessa funzione ma diversa origine embrionale (es.: le ali degli Uccelli e quelle degli Insetti).
13
Tassonomia. Dal gr. ordine, disposizione, nelle scienze naturali sinonimo di sistematica, indica lo studio teorico della
classificazione dei viventi, attraverso la definizione esatta dei princip, delle procedure e delle norme che la regolano. Basata
inizialmente sulla morfologia dei viventi, si avvale oggi degli apporti della biochimica, della fisiologia e della sierologia.
14
Fossile vivente. Sintagma coniato da Darwin che , in realt, uno tra i pi utilizzati ossimori scientifici. Un fossile non
pu, ovviamente, vivere. Lidea , in ogni caso, indubbiamente efficace. Per i distratti alle lezioni di lettere, un ossimoro, dal
gr. acuto e stupido, una figura retorica consistente nellaccostamento di parole che esprimono concetti contrari.

Tutte queste forme si diversificano in ogni modo dai Primati di "grado" pi elevato, perch questi ultimi
risultano provvisti di: corpi e cervelli pi voluminosi, crani pi arrotondati, visione stereoscopica15
conclamata, due soli incisivi in ambedue le mascelle, sistemi sociali pi complessi, che comprendono cure
parentali pi elaborate e prolungate nel tempo. Finora sono state classificate circa 185 specie di Primati e circa il 70% appartiene alle cosiddette scimmie. La lingua inglese distingue tra scimmie (monkeys) e grandi
scimmie (apes), quelle che noi chiamiamo, invece, Primati antropomorfi. Le scimmie sono suddivise in
scimmie del Nuovo Mondo (Ceboidea16) e scimmie del Vecchio Mondo (Cercopitecoidea17). Le due
superfamiglie sono state divise da eventi geologici lontani e tra loro le differenze evolutive sono pertanto
alquanto spiccate. La pi evidente riguarda la morfologia nasale: si parla di scimmie platirrine (a naso
schiacciato, diciamo cos) e di scimmie catarrine (con le narici rivolte verso il basso, a questa tipologia
15

Visione stereoscopica. Dal gr. fermo, solido e vedere, osservare. Visione acquisita dai Mammiferi arboricoli e dai
predatori che permette di sovrapporre il campo visivo di ciascun occhio grazie al fatto che i globi oculari sono disposti su uno
stesso piano frontale. Essenziale per la valutazione delle distanze.
16
Cebo. Dal lat. scient., a sua volta dal gr. scimmia. Cebidi. Famiglia di scimmie platirrine prevalentemente arboricole,
del Nuovo Mondo, con varie sottofamiglie, di medie dimensioni, palma lunga senza membrane interdigitali, pianta lunga con
tallone stretto e unghie piatte, coda, partoriscono un solo piccolo.
17
Cercopiteco. Dal gr. coda e scimmia. Genere di scimmie cercopitecidi (famiglia di scimmie catarrine con tasche
interne alle guance, che riunisce i generi: macaco, cinopiteco, cercocebo, cercopiteco, eritrocebo, teropiteco, mandrillo). I c.
fanno parte di un genere di scimmie con arti snelli e coda lunga e vivono in gruppi, se ne conoscono circa dieci specie.

apparteniamo anche noi). In realt anche la formula dentaria differente. Le prime hanno tre premolari, le
seconde, due. L'altra caratteristica riguarda la coda, che prensile nelle platirrine. Le scimmie del Nuovo
Mondo vivono nelle zone forestali dell'America Latina tropicale e subtropicale; quelle del Vecchio Mondo
(le catarrine) coprono vari habitat e sono diffuse in Africa ed Eurasia.
Le catarrine presentano tutte le stesse formule dentarie (2-1-2- 3), il che significa che sono provviste di due
incisivi, un canino, due premolari e tre molari. Le scimmie del Vecchio Mondo manifestano vari
comportamenti locomotori, i quali includono: il quadrupedalismo arboricolo (mangabeys) e terrestre
(babbuini e macachi), l'arrampicamento verticale e acrobatico (colobi). Il dimorfismo sessuale18 spesso
accentuato e le femmine presentano il periodo estrale, vale a dire un periodo dintensa ricettivit sessuale
indotto ormonalmente.
Gli Ominoidi includono: i gibboni, i siamanghi, l'orango, il gorilla, lo scimpanz e l'uomo.
Come gi detto, la tassonomia dei Primati si basa sulle omologie dei loro tratti morfologici. Altre notizie
interessanti, per, possono provenire dall'analisi del cariotipo (numero, forma e bande dei cromosomi) e
dall'analisi biochimica delle proteine (che sono un prodotto diretto del DNA). stata sviluppata, ormai da
alcuni decenni, una tecnica sofisticata, chiamata ibridizzazione del DNA19, la quale ha permesso ulteriori
acquisizioni. Con questa metodica (che separa le due catene del DNA in due specie differenti e poi tenta di
ricombinarle in una nuova molecola), possibile stimare se due specie possiedono segmenti simili di DNA e,
in caso affermativo, in quale grado. Le tecniche biochimiche mostrano la stretta vicinanza tra l'uomo e lo
scimpanz (qualcuno propone di ridenominarlo Homo troglodytes), questo perch, secondo le tecniche di
ibridizzazione del DNA, lo scimpanz appare essere pi vicino all'uomo di quanto non appaiano vicine due
specie di gibboni, le quali risultano tra loro pi distanti!
Di l del gioco delle differenze morfologiche e biochimiche, vi sono tratti che ancora demarcano nettamente
l'uomo dagli altri Primati, questi sono i tratti culturali. In un arco di tempo molto breve (30/40.000 anni - un
attimo, geologicamente parlando), "in barba" alle somiglianze con lo scimpanz (DNA = circa 98%), l'uomo
ha cambiato sia la parte abiotica20 sia quella biotica della Terra. Cos', allora che fa l'uomo umano? Un
insieme di caratteristiche, che possono essere riassunte come segue:
Tratti-base che caratterizzano lHomo sapiens
- Bipedalismo.
- Gli uomini vivono in gruppi sociali bisessuali permanenti spesso vincolati alle femmine.
- Gli esseri umani hanno un gran cervello in rapporto al loro peso corporeo e sono capaci dapprendimento complesso.
- Gli esseri umani sono altamente avanzati nelluso del linguaggio simbolico, Ci avvenuto in parte in seguito a
riorganizzazione neurologica.
- In seguito ai cambiamenti neurologi e al bipedalismo, la risposta culturale diventata centrale nella strategia adattativa
degli ominidi.
- Gli esseri umani ottengono il cibo grazie alla cooperazione dei due sessi (divisione del lavoro) e il cibo diviso.
- Le femmine hanno un ciclo mestruale e sono sessualmente ricettive tutto lanno.
N.B.: alcuni di questi tratti possono essere riconosciuti anche in altri Primati. Solo luomo li ha tutti.

Sono state anche formulate alcune costanti biopsicologiche, che riporto:


18

Dimorfismo sessuale. In una data specie vi sono differenze riscontrabili fra individui di sesso maschile e di sesso
femminile
19
Ibridizzazione del DNA. Metodo sviluppato negli anni 60, permette di stimare se due specie hanno segmenti simili di
DNA e, se cos, in quale grado. La doppia catena del DNA di un umano e quella di uno scimpanz, per esempio, vengono
separati in una singola catena col calore (86C). Poi, mediante enzimi un singolo omologo di DNA viene suddiviso in
frammenti di circa 500 nucleotidi. Quando la soluzione in cui sono inseriti i frammenti di due catene singole di DNA umano e
di scimpanz viene raffreddata, si formano legami idrogeno tra le due catene e si forma una doppia elica con dei buchi dove
le basi non sono complementari. possibile stimare la complementariet tra due catene di DNA osservando la temperatura
alla quale due catene di DNA ibrido si separano.
20
Abiotico. Dal gr., comp. di a privativo, quindi senza vita. In ecologia, zona non popolata da organismi viventi.

Costanti biopsicologiche
-

Luomo ha bisogno di mangiare e in genere opter per diete che offrono una quantit maggiore anzich minore di
proteine e calorie e altri principi nutritivi.

Luomo non pu essere totalmente inattivo, ma quando posto dinanzi ad un determinato compito preferisce
portarlo a termine con il minore dispendio possibile di energia.

Luomo fortemente sessuato e in genere ricava un piacere tonificante dal rapporto sessuale.
Luomo ha bisogni di amore e di affetto per potersi sentire sicuro e felice e, a parit di altre condizioni, agir in modo
tale da accrescere lamore e laffetto che riceve dagli altri.

Riferirci alla biologia dei Primati non tuttavia sufficiente per capire meglio noi stessi, in quanto il repertorio
comportamentale dell'uomo lo demarca nettamente dagli altri animali. Qualche notizia utile, per, c offerta dal
comportamento e dall'ecologia degli altri Primati. Attualmente gli studiosi della storia dell'uomo seguono tre
direttrici dindagine, con la speranza che ne scaturisca un modello valido per capire l'uomo alle sue origini.
Innanzi tutto si cercano di identificare le specie che, in qualche modo, siano in grado di sottostare ai modelli che ci
siamo costruiti per i nostri antenati, in quanto essi ci possono fornire notizie utili. La seconda direttrice (la
21
cosiddetta comparazione filogenetica ) ricerca le caratteristiche possedute dai Primati africani, allo scopo di
trovare eventuali tratti comportamentali che accomunassero un ipotetico antenato comune alle scimmie antropo22
morfe e all'uomo. La terza (denominata ecologia comportamentale ), ricerca nei tratti corporei, nei
comportamenti e nelle strutture sociali, spiegazioni utili.
La prima direttrice, quella, diciamo, storica, ha ricercato tra le specie viventi il modello per eccellenza. Senza
troppo successo, in verit. Nel tempo, l'attenzione si soffermata sui babbuini della savana, sullo scimpanz
e, pi recentemente sullo scimpanz pigmeo (o bonobo) il quale, per tutta una serie di caratteristiche, sembra
il Primate che offre pi possibilit esplicative. Il Pan paniscus, infatti, assomiglia molto all'Australopitecus
afarensis, (la famosa Lucy, per intenderci se ne riparler pi avanti) e ha soppiantato in molti studi
comparativi lo scimpanz comune. Come sempre, per, come fidarci dei comportamenti di un Primate molto
prossimo a noi, il quale potrebbe aver evoluto delle strutture sociali proprie e magari ben differenti da quelle
dell'umanit ai suoi albori?
La seconda direttrice, esamina i tratti comportamentali dei Primati africani. In uno studio famoso condotto da
Wrangham (1987), per citare un esempio, l'attenzione fu posta su 14 tratti comportamentali (quali, ad es.:
struttura di gruppo; relazioni tra i sessi; esogamia23 femminile; alleanze maschili e cos via), analizzati su
quattro specie. L'idea che permeava la ricerca era la seguente. Se un comportamento fosse stato ritrovato
nelle quattro specie, era possibile predire che esso (forse) sarebbe potuto appartenere anche ad un antenato
comune. Ma l'antenato comune alle scimmie antropomorfe e all'uomo di Wrangham era ben diverso da ci
che Lovejoy (1982) suggeriva per il probabilmente monogamo e anche poco ostile afarensis. Era infatti,
come da risultanze un essere che viveva in gruppi dominati dai maschi, in una rete sociale chiusa e ostile;
con le femmine esogame, senza alleanze tra loro e con i maschi aventi relazioni sessuali con pi di una
femmina. Le inferenze possibili usando questapproccio si rivelano piuttosto misere, in realt. Pi
promettente (e pi moderno) si rivela il terzo approccio, il quale tenta la ricostruzione delle organizzazioni
sociali a partire dai dati ecologici. In effetti, l'osservazione delle organizzazioni sociali degli altri Primati
offre spunti interessanti. Apparentemente i Primati analizzati vivono in ambienti forestali e hanno una base
filogenetica simile, anche se hanno sviluppato differenze comportamentali a volte sostanziali. Le diverse
pressioni ecologiche possono probabilmente spiegare molto, ma perch taluni praticano la poliginia24
21

Filogenia. Una rappresentazione schematica che mostra le relazioni antenato/discendente, di solito in un telaio
cronologico. Si veda il paragrafo: filogenesi, anche per lorigine del termine.
22
Ecologia comportamentale. Lo studio del valore adattativo delle caratteristiche comportamentali che aiutano
lindividuo a superare, nellambiente dove vive, gli ostacoli che si frappongono al suo successo riproduttivo.
23
Esogama (dal gr: sposare e fuori). In etnologia la consuetudine o anche lobbligo di cercare la compagna fuori del
proprio gruppo sociale. In biologia la riproduzione sessuale che avviene per incrocio tra individui non imparentati tra loro.
24
Poligina. (dal gr. pi e dal lat. gynaeceum, a sua volta dal greco donna). In etnologia lunione matrimoniale plurima
di un uomo con pi donne, contrapposta a poliandria. In etologia la tendenza da parte dei maschi di una specie ad accoppiarsi
con pi femmine nel corso della stessa stagione riproduttiva.

unimaschile (orango), altri quella plurimaschile (scimpanz), altri la monogamia 25 (gibboni)? Perch esiste il
dimorfismo sessuale pi o meno accentuato? (Vale a dire che gli oranghi e i gorilla hanno un corpo doppio
rispetto alle loro congeneri; gli scimpanz sopravanzano del 25-30% le loro femmine, i gibboni e le loro
femmine non differiscono in grandezza corporea). Quali meccanismi scattano, allinterno dei gruppi, per
arrivare a queste cospicue differenze ? In verit, risulta molto difficile rispondere a queste domande. Tra i
Mammiferi, le strategie e le dinamiche individuali e di gruppo differiscono anche molto, specialmente
qualora si analizzino gli animali che vivono in gruppo. Condividere la vita con altri conspecifici fonte di
frustrazione, ma si rivela molto utile, soprattutto in quei casi in cui l'ambiente sia duro; com' ben noto,
l'unione fa la forza. Ci vale sia per i Mammiferi cacciatori, sia per quelli che possono essere predati. Non
solo, ma anche la ricerca del cibo ne agevolata. In realt sembra vi sia un fattore determinante, alla base di
tutto: la strategia riproduttiva. Essa non solo differisce da specie a specie, ma si differenzia anche all'interno
della stessa specie. I due sessi divergono, se si tiene conto del successo riproduttivo26 differenziale. Per un
Primate maschio, infatti, il successo riproduttivo si verifica solo se esso si riproduce molto (se si accoppia al
tempo e a momento giusto con le femmine mature). Per una Primate femmina, invece, risulta pi importante
l'accesso al cibo, perch portare a termine una gravidanza e allattare un cucciolo richiede molta energia. Non
poi cos importante chi rende pregna una femmina. importante che possa crescere un alto numero di figli.
Ne discende che Wrangham ha riproposto la questione ecologica in questi termini: la pressione selettiva sul
comportamento femminile che determina, in ultima analisi, l'effetto delle variabili ecologiche sul sistema
sociale.
Messa la questione in altri termini, chi determina il sistema sociale allinterno di un ambiente il
comportamento delle femmine, indipendentemente dallambiente stesso. stata una bella "picconata" non
c' che dire, ai modelli che assegnavano ai maschi e alle loro strategie per il procacciamento del cibo un
ruolo fondamentale nel determinare l'organizzazione sociale.
Di certo poco sappiamo ancora sulle interazioni complesse esistenti tra le specie e il loro ambiente. L'orango,
tanto per fare un esempio, non necessita della cooperazione con altri maschi perch l'ambiente non lo
richiede; mentre lo scimpanz ne ha un bisogno quasi assoluto. I biologi trovano poi strane relazioni e
tentano di spiegarle in termini evolutivi. Per fare un ulteriore esempio, un alto grado di dimorfismo sessuale
associato alle situazioni di gruppo che rivelano poliginia: si pensa comunemente che la lotta tra maschi per
il possesso sessuale delle femmine richieda un corpo forte, il che pu essere. In realt, potrebbe anche essere
che la selezione operi in un altro senso. Le femmine avrebbero un corpo piccolo perch una minor mole
corporea favorisce uno sviluppo precoce. Ne consegue che possono accoppiarsi prima e quindi - torniamo
ancora al successo riproduttivo - dare alla luce un maggior numero di figli.
Molto occorrerebbe aggiungere ma, in realt, ogni ambiente coercitivo nei confronti di una specie. La
struttura sociale che essa sviluppa sar un compromesso tra il suo bagaglio filogenetico (tipo e grandezza
corporea, ad esempio) e il contesto ecologico. Per l'approccio ecologico-comportamentale, lo scimpanz
offre sempre un modello il quale, anche se non arriva certamente a connetterlo con la radiazione che ha
portato all'afarensis e ai suoi prossimi predecessori recentemente scoperti, apporta per conoscenze non da
poco su comportamenti quali, ad esempio, la manipolazione degli oggetti, la ridistribuzione del cibo, la
caccia e la divisione del lavoro tra i sessi. La probabile organizzazione sociale dei nostri primitivi antenati
africani, insomma, era quella di un gruppo sessuale misto, con i maschi legati assieme da una rete di
relazioni di parentela e le femmine in associazione stabile fra loro. Lo scopo principale, in savana, era quello
di difendersi dai predatori.
Molto, in ogni caso, resta da sapere. E la Storia ne sar avvantaggiata.
Il discorso sui Primati, in ogni caso sar ripreso.

Domande

Qual la nicchia ecologica degli antenati dei Primati ?


Quante sono le specie dei Primati ?
Che differenze ci sono tra scimmie catarrine e platirrine ?
25

Monogama. (Dal gr. uno e sposare. La tendenza a mantenere un unico partner nel corso della vita. Trovata nel 3%
dei Mammiferi, sembra essere una strategia riproduttiva pi sociale che biologica. Insel et al. (1997) suggeriscono che vi sia
un gene per i recettori dellossitocina che la possa determinare.
26
Successo riproduttivo. In etologia, il numero dei figli che sopravvivono generati da un individuo

Chi sono gli ominoidi ?


Cos che fa luomo umano ?
Quali sono le tre direttrici di ricerca utilizzate dagli studiosi della Storia per trovare un modello valido per
capire luomo alle sue origini ?

Cos lecologia comportamentale

I precursori degli ominidi


Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)
e)

Della moltitudine di fossili ritrovati e di come sia arduo classificarli;


Del fatto che, nonostante i ritrovamenti fossili, noi siamo costretti a raccontarci una storia degli inizi ancora piuttosto
mitica.
Di come, in competizione con i Roditori, i nostri primi antenati Insettivori si siano adattati alla vita arboricola;
Degli adattamenti che i nostri antenati hanno dovuto subire;
Delle difficolt che sorgono quando, in un determinato periodo, i fossili ritrovati sono classificati senza un criterio
preciso.

Per forza di cose, i nomi di molti Primati fossili sono degli scioglilingua, perci occorre sforzare la nostra
memoria per tenerli a mente. Hanno, comunque, una loro bizzarra bellezza, a ben vedere. Ognuno di loro il
frutto dannose ricerche (ma anche del caso e della fortuna) e il nome che stato loro assegnato rispecchia, in
qualche modo, la mentalit del/degli scopritori. I paleantropologi sono degli strani personaggi: si accaniscono nella ricerca perch, in fondo in fondo, sanno che, qualora essa sia coronata da successo, i loro nomi saranno
consegnati alla storia. Non si accontentano, insomma, della mediocrit. Alcuni di loro sono, oltretutto, molto proni
al deleterio fenomeno della scienza-spettacolo e, da bravi comunicatori, rinunciano pochissimo al
sensazionalismo. Soffrono poi di un'altra mania (peraltro molto comprensibile, visto lo sforzo cui si sottopongono
quando lavorano sul campo): il loro ritrovamento non sar magari l'anello mancante, ma comunque ci si avvicina
senz'altro. Per cui esso va collocato nell'album di famiglia in buona posizione. Ci ha provocato, fino a non molti
anni fa, una ridondanza dantenati difficilmente collocabili in un percorso degno di un albero genealogico.
Quando ero studente, i personaggi della Storia mi ricordavano "I miserabili" (per il modo in cui erano presentati),
"la Fiera delle Vanit" e il "Circolo Pickwick" (per i nomi, il loro numero e la pochezza di pregnanza individuale
dei personaggi marginali rispetto alla storia). Grazie al cielo, oggi il campo stato ripulito; i personaggi
rimangono, ma appartengono a grandi cicli, facilmente individuabili e in cui (quasi) tutti i personaggi trovano
sistemazione. Di questo parleremo pi avanti.
I resti pi antichi ci hanno lasciato resti di denti e mandibole e risultano perci molto misteriosi. Oltretutto
possibile pensare che i fossili ritrovati siano solo una piccola parte dei Mammiferi "protoproscimmieschi"
viventi all'epoca, per cui le inferenze possibili sono molteplici (e quindi poco probanti). Il Purgatorius, per
esempio, ha lasciato pochi denti che mostrano la tendenza verso la forma cuspidata nei molari, la sua
lontananza nel tempo, in ogni caso, ci permette cos tante illazioni da doverlo lasciare nelle nebbie del
possibile.
TREND EVOLUTIVO DEI PRIMATI
APPARATO LOCOMOTORE
-

Pentadattilia
Unghie invece di artigli
Mani e piedi flessibili
Tendenza alla stazione eretta
Mantenimento della clavicola
DENTATURA E DIETA

Pattern dentale generalizzato


Mancanza di dieta specializzata
ENCEFALO E ORGANI DI SENSO

Riduzione del muso


Enfatizzazione della vista

Aumento della complessit cerebrale


Nutrizione fetale efficiente
COMPORTAMENTO

Altamente flessibile
Dipendenza dallapprendimento
Presenza stabile di maschi nei gruppi

I Primati paleocenici (65-53 m.a. fa) avevano dimensioni che variavano tra quelle dello scoiattolo e quelle del
gatto. Il ritrovamento fossile che meglio li rappresenta il Plesiadapis, trovato sia in Nord America sia in Europa.
Esso assomigliava allodierno aye-aye del Madagascar, perch la sua dentatura frontale, larga e protendente, era
molto specializzata (contrariamente a quella dei Primati moderni). I paleocenici mostrano tendenze primatesche
definite, vale a dire dipendenza dalla visione, polsi e anche flessibili. Mancano per di separazione ossea tra le
orbite e la parte che racchiude il cervello (arcata post-orbitale); erano, quindi, forme pi primitive che qualsiasi
primate vivente.
Ai fini della Storia, possibile forse inquadrarli in un contesto plausibile, tenendo conto per che questo
assume pi una configurazione alquanto romanzesca (ci vale fino all'Eocene).
A loro lo slogan "piccolo bello" si addice proprio. Vivevano, infatti, in un mondo popolato da giganti (i
grandi Rettili) e, se da un punto di vista dimensionale apparivano sfavoriti, essi avevano per delle
opportunit maggiori. La loro "marcia in pi" era costituita dall'omeotermia, la quale assicurava loro la
possibilit di movimento in luoghi e orari nei quali i Rettili non li potevano facilmente raggiungere.
Miniaturizzati com'erano, passavano probabilmente inosservati. Con il loro musetto appuntito e baffuto e i
loro occhi puntuti, scorrazzavano nel sottobosco, cibandosi dinsetti e dogni cosa edibile. Il loro sistema
circolatorio offriva loro la possibilit di muoversi in una gamma estesa di temperature, vale a dire nelle ore
pi assolate e durante la notte. I Rettili, invece, mal tollerano le alte temperature (quelle attorno a
mezzogiorno) e durante la notte il loro metabolismo rallentato. Qualcuno asserisce addirittura che i piccoli
Mammiferi siano stati una concausa nella scomparsa dei Dinosauri: in effetti, orde notturne di affamati
Mammiferi potevano scoprire facilmente i nidi contenenti le uova dei Rettili e banchettare indisturbati. E il
bottino non era da poco!
La Terra manifestava grandi segnali di cambiamento. La distribuzione e il destino delle forme viventi
all'epoca era indubbiamente legato a questi cambiamenti. ben noto che la distribuzione delle terre emerse
non sempre stata quella attuale. L'Europa, per esempio rimase unita con l'America settentrionale fino al
medio Eocene e, con il tardo Eocene (circa 40 m.anni fa), se ne disgiunse e si congiunse con l'Asia. Ecco
perch si ritrovano i Plesiadapis sia in America sia in Europa. L'Asia, invece, non offre resti di Primati fino
al tardo Eocene. Ecco perch, oltretutto, si ritrovano in seguito le scimmie del Nuovo e del Vecchio Mondo
nettamente divise.
I cambiamenti geologici, assieme a quelli climatici, funsero da potente "scure" evolutiva. I Rettili, incapaci
di adattarsi ai climi che divennero meno uniformi e caldi, si estinsero e lasciarono ai Mammiferi nuove aree,
nelle quali i Mammiferi stessi dovettero competere tra loro. Ai fini della Storia, si pensa che la competizione
maggiore avvenisse tra i nostri antenati e i precursori dei Roditori. Questi ultimi avevano un indubbio
vantaggio, erano estremamente prolifici. Per questo motivo furono capaci di invadere nicchie ecologiche
nuove e la competizione avveniva tra il terreno e un ambiente che poi, presumibilmente, i nostri antenati
scelsero un po per ripiego e, probabilmente obtorto collo: l'albero27. Ci perch, all'epoca della radiazione
dei Mammiferi, le temperature si accrebbero e aumentarono le foreste, che avevano caratteristiche tropicali e
subtropicali.
L'albero richiese adattamenti nuovi, rimaneggiamenti globali del corpo e dello schema che lo sottende;
l'albero, a ben vedere, richiede acrobazie.

27
Obtorto collo. Espressione latina presente in Plauto (ma anche in Cicerone: obtorta gula). Significa controvoglia,
perch costretto, malvolentieri.

Esso richiede un cervello a met strada tra quello, grande, degli animali terrestri e quello miniaturizzato degli
Uccelli. L'encefalo degli animali che vivono in un habitat che combina caratteristiche terrestri e aeree
insieme, deve essere leggero, ma non compatto come quello degli animali volatori. Un cervello compatto,
per quanto sia dotato di circuiti mirabili , in genere, poco flessibile: tende a dar luogo a comportamenti
schematici. Il cervello terricolo invece, pu contenere centri regolatori del sistema nervoso che occupano
spazio, ma che si rendono indispensabili, in quanto gli stati dagguato o di difesa richiedono riflessi pronti e,
nello stesso tempo, la capacit di rinviare i movimenti riflessi. I centri inibitori, negli animali terrestri
possono proliferare, dato che non necessario economizzare in volume cerebrale.
L'altra caratteristica che si rese necessario acquisire rapidamente, fu la saldezza nella presa, associata
all'agilit di movimento, il ch richiese la perdita degli artigli, l'allungamento delle dita e lo sviluppo di un
dito (il pollice), che fosse in grado di opporsi alle altre, per favorire una presa anulare.
Con l'aumento della motilit, fu necessario migliorare la vista, la quale divenne stereoscopica, dato che gli
occhi si spostarono su di un piano anteriore. Ci aument la precisione negli spostamenti di ramo in ramo.
L'encefalo fu rimaneggiato, per dar maggiore spazio alla vista, al movimento e alla sensazione. La corteccia
cerebrale fu ingrandita, per organizzare sempre meglio la cospicua mole dinformazioni che arrivava dagli
organi di senso, il pi importante dei quali divenne senz'altro la vista: la parte posteriore del cervello si
ingrand; cos come si modificarono le vie nervose al servizio del movimento e della sensazione.
Naturalmente tutti questi cambiamenti si verificarono in un lasso di tempo molto lungo e bisogna giungere
fino ai resti eocenici (53-37 m.a. fa), per trovare dei fossili di Primati simili agli odierni lemuri, gli Adapidi.

Essi mancano dartigli, possiedono l'arcata post-orbitale e gli occhi posti anteriormente. Un altro
rappresentante notturno il Necrolemur; in realt pi simile ad un tarsio che ad un lemure. Altri
rappresentanti, gli Omomidi, assomigliano ancor pi ai moderni tarsi, mentre altri ancora, dincerta
classificazione (anche loro Omomidi ?), mostrano dentature simili a quelle degli antropoidi del Vecchio
Mondo.
Con l'Oligocene (37-25 m.a. fa), si ebbe un probabile declino delle proscimmie eoceniche. Oppure, molto
probabilmente, gli intensi cambiamenti geologici che interessarono la Terra in quel periodo, non hanno
permesso ai resti fossili di arrivare fino a noi: i ritrovamenti oligocenici sono per lo pi tutti concentrati in
una localit egiziana, El Fayum. Attualmente essa una zona estremamente arida ma, all'epoca, essa si
trovava sulla costa del Mediterraneo di allora. I resti egiziani hanno sollevato enormi dispute per la loro
frammentariet; il loro maggiore studioso, tuttavia, ha riconosciuto sei antropoidi e una proscimmia tra loro.
I loro rappresentanti pi famosi sono l'Apidium, il Propliopitecus e l'Aegyptopitecus, probabili catarrine
primitive. Essi pongono un problema cruciale ai paleontologi, vale a dire quello dei caratteri primitivi e
derivati. infatti cruciale poter valutare se un carattere riscontrato in fossili (e non), sia da considerarsi
derivato (un carattere trovato solo in una particolare linea evolutiva e pertanto indicatore di un qualcosa
evolutosi dopo la divergenza) oppure primitivo (ereditato cio, da un antenato prima della divergenza). Potr
apparire strano, ma si pensa attualmente che l'arrangiamento delle cuspidi dei denti degli ominoidi sia il pi
primitivo, mentre quello delle scimmie del Vecchio Mondo sembra tendere verso il derivato. Senza entrare
nel merito di questa complessa questione, ci che interessa ai fini della Storia il fatto che si assiste ad una
diversificazione notevole dei resti fossili e che le specie precedenti si erano pertanto adattate completamente
alla vita arboricola, forse entrando anche in competizione tra loro.
Il corpo si ingrand, anche se non di molto e l'olfatto perse parte della sua importanza. Il muso si accorci e le
fibre tattili si portarono dai baffi alla mano. La mano divenne manipolativa e gli oggetti assunsero un nuovo
significato: molto di ci che circondava questi animali poteva ora essere esaminato. Il mondo era
"oggettivato". Comparve la visione a colori. Nello stesso tempo, il cervello si rimaneggi, con la creazione di
mappe tattili e daree corticali atte ad includere strutture destinate alla coordinazione veloce dei movimenti
muscolari dei vari distretti destinati alla locomozione.
Il Miocene (255m.a. fa) l'epoca degli ominoidi. I ritrovamenti abbondano in tutto il Vecchio Mondo ma,
nel primo Miocene, essi sono presenti solo in Africa, tra Kenia e Uganda. I paleoantropologi sono propensi
perci a credere che la culla dell'umanit sia l'Africa e ci per una ragione molto semplice. Se i resti
oligocenici sono egiziani e i primi miocenici africano-orientali, presumibile supporre che l'origine degli
ominoidi sia africana28. Da questo continente sarebbero poi radiati con successo verso le altre parti del
Vecchio Mondo.
Il materiale fossile miocenico vario e abbondante e ha lasciato (e lascia tuttora) molto perplessi gli studiosi.
Agli inizi degli anni '60, per esempio, si contavano pi di 20 generi e di 100 specie. La confusione era alle
stelle, tanto che si rese necessario trovare due forme fondamentali alle quali ricondurre tutti i ritrovamenti. Si
parl di due generi-base: quelli simili ai pongidi e quelli simili agli ominidi. In seguito, per, sia dalle
collezioni museali sia dalle ricerche sul campo, i paleoantropologi furono sommersi da una nuova ondata di
fossili, i quali, oltre a ricreare confusione, mostrano per che durante il Miocene la variet era elevata. Le
ricerche paleo-ecologiche in Africa rivelarono che questo continente era ricoperto di foreste e mancava delle
enormi estensioni di savana attuali (ci fino a circa 15 m.anni fa). Non solo, ma la placca africana non era
collegata all'Eurasia. Lo scontro-incontro avvenne circa 16 m.a. fa e, favorendo le migrazioni attraverso la
penisola arabica, rivoluzion completamente la distribuzione della fauna miocenica nel Vecchio Mondo.
Successivamente a questo periodo, il clima africano divenne pi secco, le zone forestali si restrinsero e il
paesaggio si aperse in savane e boscaglie.

28

Ci perch i fossili pi antichi sono stati ritrovati col, anche se nuove datazioni e ritrovamenti cinesi e indonesiani
potrebbero far pensare, per esempio, che lHomo fosse presente in Asia verso i 2 m.a. fa. Anche i dati dellantropologia
molecolare vanno nella direzione africana. sempre possibile, in ogni caso, che i reperti si siano conservati molto bene in
Africa e non in Asia, per quel che ne sappiamo.

Tutti questi vigorosi e rapidi cambiamenti hanno lasciato resti che possono essere ricondotti, in ogni caso e
per semplificare, a due tipologie fondamentali: esemplari adattati al biotopo29 forestale (tipologia
eminentemente africana, ma nel tardo periodo, anche europea), e resti di specie adattati a zone pi aperte
(tipologia essenzialmente eurasiatica).
Questi reperti riflettono, ragionevolmente, la storia delle catarrine e mostrano i trend evolutivi tipici di
gruppi animali che sono sottoposti a radiazione adattativa. Essi presentano corpi e cervelli di dimensioni
maggiori e risultano spesso un mosaico di caratteristiche appartenenti sia alle future scimmie, sia alle future
antropomorfe. Esse mettono in guardia contro le interpretazioni dei dati fossili basate su un limitato numero
di resti scheletrici: il Proconsul, per esempio, mostra caratteri scimmieschi per le ossa del polso e della
mano, ma antropomorfi per le ossa del piede e della gamba. Gli ominoidi miocenici sfidano i tassonomisti,
per il loro numero. Seguir, per il momento il suggerimento di Ciochon (1983), il quale distingue due
morfologie fondamentali: quella driopita e quella ramapita30. Non hanno nessun valore tassonomico, ma ai
fini didattici si prestano molto bene. Le forme driopite sono state denominate dental apes perch mostrano
un arrangiamento delle cuspidi dei bassi molari definito Y5, un tratto riscontrato anche negli ominoidi
moderni.
I ramapiti (il cui rappresentante pi noto e pi studiato il Sivapitecus), possono essere genericamente
descritti come pi definitamente ominoidi nella locomozione, sebbene non manifestino tratti che li possano
nettamente accomunare alle specie moderne. Apparentemente il Sivapiteco probabilmente un antenato
dell'orango. Le tipologie mioceniche, considerate fino ad un paio di decenni fa essenziali ai fini della Storia,
hanno perduto parte della loro importanza quando, dal versante biochimico, l'origine degli ominidi non fu pi
29

Biotopo. Composto di bio- e topo, dal gr. che vive e luogo, il complesso ecologico in cui vive una determinata
specie animale o vegetale.
30
Driopita. Da Dryopithecus, dal gr. quercia e scimmia. Genere scoperto nell800 a Saint-Gudens, a sud di Tolosa in
una formazione argillosa datata alla fine del Miocene medio (13 m.a. fa). Aveva un areale (in biogeografia: area di
distribuzione) che si estendeva dalla Spagna allUngheria. La sua dentatura ricorda quella delle grandi scimmie africane. Il
termine designa forme eterogenee. Ramapita. Da Ramapithecus, da Rama (eroe dellepopea indiana, protagonista del
Ramayana; una delle incarnazioni di Visnu), e scimmia. Fossile vecchio di 15 m.a. fa, di cui si conoscevano frammenti di
mascelle. Rappresentanti in Asia e in Africa. Presentava piccoli canini e un alto ramo della mandibola. I ramapitecidi
presentano una somiglianza con gli oranghi, ma non con gli scimpanz. per questo motivo che i ramapiteci eurasiatici sono
stati esclusi dalla genealogia umana. Il Ramayana il famoso poema epico scritto dal poeta Valmiki. Composto di circa
24.000 distici, descrive la lunga e pericolosa lotta di Rama contro gli asura, sorta di Titani indiani. Questo mito proviene dalla
tradizione che vuole in lotta perenne gli Dei e i Giganti.

posta a 15 m.a. fa, come si pensava. Il problema allora, della provenienza degli ominidi sussiste. Sfortunatamente, vi carenza di fossili per il periodo 105 m.a. fa, ci fa pensare ad alcuni che il bipedismo non
sia un portato della savana, ma che possa anche essersi evoluto in foresta. In effetti, in foresta i resti
animali non fossilizzano, ma sono dilavati, per cui di loro non resta traccia. Vale a dire che si pu anche
supporre che la mancanza di fossili in questo periodo sia dovuta al fatto che vi siano state oscillazioni
climatiche in Africa anche prima dellarrivo del bipedismo. Per quanto ne sappiamo, infatti, lacquisizione
della stazione eretta avrebbe potuto anche affermarsi dapprima in un ambiente arido, per realizzarsi
successivamente con una certa compiutezza in uno umido (foresta) e poi modificarsi, nel senso a noi noto, in
un ambiente di savana. Ritorneremo sullargomento (non una minaccia).

Domande

Quali sono stati i principali cambiamenti corporei che i Primati pi antichi (o, meglio, i precursori dei Primati)
hanno dovuto subire per adattarsi alla vita arboricola ?
Quali sono stati i Mammiferi coi quali dovettero competere ?
Quando cominciamo a trovare fossili di Primati simili alle attuali proscimmie ?
Cosa comport la modificazione della mano ?
Perch si pensa che lAfrica sia stata la culla dellumanit ?
Che differenze ci sono tra forme driopite e ramapite ?

Gli ominidi
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)

d)

Di cosa siano gli ominidi;


Di quando fecero la loro comparsa;
Di cosa succede quando le donne si mettono a studiare in campi dominati dai maschi;
Dei pro e dei contro dellandatura bipede e delle cause che hanno permesso sinstaurasse.

Le sette fasi classiche dellominazione ovvero il complesso di quei processi evolutivi (tra i pi importanti:
lacquisizione di unandatura esclusivamente bipede, lo sviluppo dellencefalo, la formazione del linguaggio
articolato e la capacit di trasmissione culturale) che, a partire da una forma primitiva di primate ominide, ha
condotto allattuale specie umana, sono le seguenti: 1) Preominidi, 2) Australopiteci, 3) Homo habilis, 4) Homo
erectus, 5) Homo sapiens arcaico, 6) Uomo di Neanderthal, 7) Homo sapiens sapiens. Questa suddivisione
attualmente messa in discussione, ma teniamola per buona, per il momento, a scopo didattico.
31

Cos' un ominide , allora ? Da quanto espresso finora, sembrerebbe che l'unica certezza fossile utile ad una
definizione sia di tipo dentario. I denti e le mandibole, proprio perch si conservano meglio di altre ossa, offrono
prove concrete. Ma, chiaramente, dette prove sono insufficienti. Noi e i nostri antenati lontani differiamo non solo
per i denti e le mandibole. Altre caratteristiche, quali l'andatura bipede, il maggior sviluppo encefalico e la
costruzione di utensili si rivelano pi utili. Ma sembra soprattutto lultima caratteristica quella pi importante:
l'ominide il Primate che fabbrica gli utensili (humans as toolmakers, vogliono gli anglosassoni).
Abbiamo visto che il corpo degli ominoidi si era ingrandito e che possibile riconoscere due tipologie, in
diretta connessione con due habitat diversi, uno forestale e uno di boscaglia e/o savana. L'aumento della
mole corporea richiedeva maggiori quantit di cibo, ma favoriva anche la scoperta di nuovi spazi (e, last but
31

Ominide. Dal lat. classico homo minis, il termine indica una famiglia di Mammiferi che comprende anche lattuale
specie umana (Homo sapiens sapiens) e altre specie estinte, note attraverso i resti fossili, tutte caratterizzate da uno scheletro
pi o meno adattato alla posizione eretta e alla locomozione bipede, da differenziazione degli arti, da elevata capacit cranica
e dalla riduzione dei denti incisivi e canini.

not least, rendeva le aggressioni da parte dei carnivori meno facili). Il fatto che in Africa le foreste si fossero
ritirate e avessero lasciato il posto a spazi pi aperti, non di poco conto. probabile che le zone marginali
tra foresta e savana aperta siano diventate il luogo dove l'evoluzione ha lavorato32. L'evoluzione infatti,
compie il suo iter meglio in ambienti di interfaccia. Se un ambiente troppo "molle" (e la foresta lo ), esso
funge da stabilizzatore, nel senso che, qualora una specie si sia adattata ad un ambiente, continua a riprodurre
le medesime modalit fintantoch l'ambiente non muta. Se un ambiente troppo "duro", esso schiaccia ogni
iniziativa. Gli ambienti intermedi, invece, assicurano sia la possibilit di rifugiarsi nel gi noto, sia la possibilit di intraprendere nuove escalation ambientali, per prove ed errori.
L'aumento delle dimensioni fisiche e l'impatto dei cambiamenti ambientali riplasm, ancora una volta, il
cervello. La corteccia cerebrale (grosso modo il crocevia tra i meccanismi di stimolo e quelli di risposta),
dovette rimaneggiarsi, incorporando nuove ramificazioni che contenevano soprattutto nuovi centri inibitori i
quali sottostanno allarte di rinviare l'azione a momenti pi propizi. La corteccia divenne corrugata e la vita
divenne meno automatica perch dipendeva sempre pi dallapprendimento.
Poich d'ora in avanti ci troviamo di fronte ad esseri sempre pi complessi, necessario parlare di evoluzione
bio-culturale. Ci implica che i meri dati fossili risultano manchevoli (in quanto ad informazione), per cui
necessario l'apporto di discipline anche lontane tra loro, che portino cio, conoscenze daltra natura; ne
consegue che la strategia di indagine paleoantropologica diviene multidisciplinare.
L'inizio della differenziazione degli ominidi avvenne quasi sicuramente verso la fine del Miocene. In questo
lasso di tempo l'adattamento alla nuova nicchia ecologica (il suolo) si comp; ma purtroppo, per tutto l'arco
temporale 105 m.a. fa, le informazioni paleontologiche scarseggiano. I reperti fossili ricominciano ad essere
cospicui solo verso i 4 m.a. fa, ed essi sono tutti africani. Sono stati ritrovati nell'est Africa e nell'Africa del
sud. Il "buco" paleontologico ci lascia una miriade di dubbi sull'origine della stazione eretta e sulla
concatenazione di cause che ha portato all'evoluzione culturale. Il problema, tradotto in parole semplici,
quello dell'uovo e la gallina. Ora, qualsiasi biologo sa che la metafora illogica (...prima l'uovo), ma ci che
ha arrovellato per decenni i paleontologi riguarda un fatto, apparentemente paradossale: la costruzione di
strumenti litici sembra essersi originata, per certuni, circa 2.5 m.anni fa, in concomitanza con un significativo
aumento del volume encefalico. I resti dei primi ominidi - quelli etiopi e tanzaniani - mostrano invece un
buon adattamento al bipedalismo e sono stati datati 3.5 circa milioni di anni fa. Attualmente si pensa che la
linea evolutiva che ha portato agli ominidi possa essere collocata all'incirca verso i 6/6.5 m.a. fa, per cui
esiste un gap tutto da colmare. anche possibile che i predecessori dei fossili noti, fossero ominidi a tutti gli
effetti, a parte la deambulazione.
Chiedo scusa al lettore per l'eccesso di semplificazione, ma come dicevo pi su, il quadro piuttosto
pasticciato (elementare per la pochezza dei "segni"; indecifrabile per mancanza di riferimenti plausibili,
insomma, una tavola di Pollock). Il nodo da risolvere allora questo: la stazione eretta il frutto della
liberazione delle mani (che non venivano pi utilizzati per la locomozione, ma che servivano per utilizzare
strumenti), oppure stata l'acquisizione della stazione eretta a "liberare" le mani ?
Analizziamo dapprima i pregi e i difetti della stazione eretta, un modo di deambulare unico tra i Mammiferi
(alcune antropomorfe sono in grado di percorrere tratti anche lunghi, sugli arti inferiori, ma solo in caso di
necessit).
Innanzitutto il bipedalismo non indispensabile per vivere sul terreno, e il babbuino ne un esempio
lampante. Anzi, un bipede facilmente abbattibile, pi visibile e meno agile quando fugge; oltretutto, in
questo frangente, non pu mettere in atto nessun tipo di finta, quale, ad esempio, lo scarto improvviso. La
deambulazione bipede permette per la ricognizione costante del terreno (e ci utilissimo in savana, in
quanto le erbe sono alte) e consente di intraprendere nuove strategie di difesa. Se inseguito, il bipede pu
"aumentare" le sue dimensioni corporee, brandendo rami e frasche, in modo tale da scoraggiare il suo predatore. Un po come fa un gatto quando viene inseguito da un cane: assume pose terrifiche. Come extrema

32
In realt, si tratta di un semplificazione, la realt climatica e quindi ambientale africana alquanto pi complessa.
LAfrica lunico continente speculare, nel senso che, essendo esattamente tagliato in due dallequatore, offre, a sud e a
nord di questo, ambienti simili tra loro: si passa dalla foresta pluviale equatoriale che degrada verso zone in cui prevale la
boscaglia (bush), la quale scema verso la savana. La vegetazione arborea diviene sempre meno fitta a partire dallequatore
fino alla savana, sia a nord sia a sud, per poi arrivare ai deserti. Oltre a questi, sia nella parte mediterranea, sia in quella
sudafricana capense, il clima diventa mediterraneo. LAfrica dellest, oltretutto, per lazione monsonica dellOceano Indiano e
in seguito allapertura della Rift Valley, climaticamente diversa dalla sua controparte occidentale. Nelle stesse savane si
distinguono ambienti molto secchi e ambienti pi umidi: di conseguenza gli adattamenti dei viventi che vi abitano sono
differenti.

ratio33 rizza il pelo, sfodera gli artigli e linseguitore si trova improvvisamente di fronte una preda cattivissima - di dimensioni maggiori rispetto all'atteso. Pu rimanerne sorpreso (e, in tal caso l'inseguito pu
- forse battersela); oppure pu scoraggiarsi e rinunciare allattacco. Poter brandire un bastone pu
diventare anche un buon mezzo di difesa. Non solo, ma la stazione eretta pu demotivare anche quei
predatori, come i felini, che hanno bisogno di un buon piano di appoggio sul quale balzare per atterrare la
preda, vale a dire il dorso. Il bipede non lo offre e quindi non si rende prontamente appetibile a questo tipo di
carnivoro.
Al di l dei pregi o dei difetti, il movente storico della stazione eretta stato sempre quello dell'utensile.
Tuttavia, la lavorazione della pietra documentata molto tempo dopo la conquista del bipedismo, forse
anche pi di un milione danni dopo. Si suppone attualmente che vi fossero due possibili forme di verticalit:
una terrestre a tutto tondo e una in cui vi era ancora la capacit di arrampicarsi sugli alberi. Come poi ci
abbia portato alla caratteristica andatura bipede fonte di notevoli speculazioni.
Fino a non molto tempo fa, come si detto, la nostra storia di famiglia voleva antenati "mitici". Potevano
anche essere scimmieschi, ma erano esseri che, ad un certo punto, avevano imparato a cacciare. La caccia
richiedeva strategie e strumenti, da cui la necessit di liberare le mani per farvi fronte. Negli anni '70, sulla
scia del femminismo, il "mito" fu rimaneggiato. La teoria del maschio cacciatore e procacciatore di cibo,
maschiocentrica com'era, risult indigesta alla maggioranza delle antropologhe e fu - in parte - sostituita
dall'idea che, in realt, fosse stata la parte femminile ad aver dato il maggiore impulso alla stazione eretta. In
maniera molto semplice: la caccia poteva provvedere solo una quota (e neanche la maggiore), del cibo
dell'ominide. L'aliquota maggiore era provvista dalla raccolta itinerante di frutta, radici, semi, bacche e
tuberi. Alla quale erano deputate le nostre lontane antenate. Questa attivit richiedeva il percorso di tratti
anche lunghi con le braccia cariche di vettovaglie e prole. Di conseguenza, l'acquisizione della stazione eretta
stabile avrebbe avuto il suo maggiore impulso grazie alla parte femminile. Come spesso accade, dietro il
successo di un uomo in questo caso un ominide - cherchez la femme. Negli anni '80 fece capolino un'altra
ipotesi, tutt'altro che eroica per noi, nella sua cruda enunciazione, in altre parole quella dell'ominide
opportunista. L'ominide avrebbe semplicemente approfittato dellattivit degli altri animali carnivori,
trasportando le carcasse degli animali uccisi dai predatori, nei luoghi dove occasionalmente pernottava o si
soffermava per periodi pi o meno lunghi. I siti plio/pleistocenici di Olduvai (Tanzania) sembra indichino
proprio questa prosaica tendenza. Questo breve excursus storico, illustra chiaramente un fatto che pu
apparire inquietante: ci che noi pensiamo riguardo al nostro passato (e non solo) un "portato" delle idee
del nostro presente. Chiedo scusa per questa epistemologia spiccia34, ma francamente, chi si occupa di
didattica si ritrova questo problema ad ogni pi sospinto. E l'unico consiglio che pu dare il seguente:
occorre essere critici, con la testa ben adesa al presente (e quindi necessario conoscerlo bene) e con occhi e
orecchi ben aperti alle tendenze in atto. Solo cos la Storia potrebbe essere rimaneggiata, perch no ? anche
da chi legge.
Tornando al bipedalismo e ai dati fossili, ci che appare chiaro una tendenza, quella a ritrovare le novit
che "creano" l'ominide (stazione eretta, riduzione dei denti anteriori e aumento di quelli ai lati, aumento
dell'encefalo, istituzione dei prodromi della cultura materiale) ad intervalli separati nel tempo. Ci fa pensare
che l'evoluzione sia avvenuta a mosaico. possibile pensare che, una volta che l'ominide acquis alcuni dei
vantaggi pi su esposti (percezione pi accurata degli oggetti, loro estrazione dallo sfondo e loro
concretizzazione - oggettivizzazione -), si sia instaurato un dinamismo nuovo tra l'uso degli oggetti come
utensili e la stazione eretta. Ci ha apportato mutamenti selettivi sulla morfologia corporea, e ha sempre pi
perfezionato l'andatura bipede. Si tratta di inferenze, chiaramente. In effetti, il fenomeno del feed-back35 (un
processo in cui i cambiamenti in una componente delle variabili implicate in un sistema, determina
cambiamenti nelle altre componenti di quel sistema, i quali, a loro volta, rinforzano i cambiamenti avvenuti
nella componente di partenza), ben noto, diciamo cos, in natura. Esso pu essere positivo oppure negativo.
Quest'ultimo un meccanismo conservatore, nel senso che in genere mantiene la stabilit di un sistema; il
primo invece lapportatore dei cambiamenti adattativi.
33

Extrema ratio. Espressione latina: ultima soluzione, estremo rimedio. Si veda anche, pi avanti, laltra variante, simile,
ultima ratio per la sua origine.
34
Epistemologia (dallingl. epistemology, a sua volta dal gr. conoscenza scientifica): in questo caso deve intendersi come
lanalisi critica intorno alla struttura e ai metodi delle scienze.
35
Pi avanti verr data una spiegazione pi esaustiva. In questo caso sintenda un processo in cui i cambiamenti in una
componente delle variabili implicate in un sistema, determina cambiamenti nelle altre componenti di quel sistema, i quali, a
loro volta, rinforzano i cambiamenti avvenuti nella componente di partenza.

Gli anatomisti, dal canto loro, sono piuttosto divisi sulle modalit con le quali siamo arrivati al bipedismo
completo. Alcuni pensano che gli ominidi siano passati attraverso una fase intermedia di knuckle walking
(camminata sulle nocche, come quella dello scimpanz); altri propendono invece verso l'ipotesi che non
siano passati attraverso questa fase. In effetti, le ossa del polso e della mano dei resti dell'Australopithecus
afarensis non evidenziano questo adattamento.
Com' ben noto, la specie ominide conosciuta pi conosciuta al grande pubblico (lA. afarensis), etiope ed
stata datata tra i 3.5 e i 2.9 m.a. fa. la famosa Lucy. (Parler pi avanti delle scoperte pi recenti).
I fossili che compongono il suo corpo, rappresentano circa il 40% dello scheletro e solo un altro fossile di
Homo erectus (genere successivo), scoperto recentemente, mostra un cos abbondante numero di ossa.
Bisogner arrivare fino a circa 100.000 anni fa per ritrovare scheletri cos ben conservati. Alcuni
ritrovamenti pi vecchi, simili ma non identici, sono stati ritrovati in Africa orientale, e hanno datazioni che
si aggirano dai 5.5 m.a. ai 3-4 m.a. fa. L'altro reperto coevo di risonanza mondiale quello di Laetoli (pr.
Litoli), in Tanzania, datato oltre 3.5 m.a. fa. Esso consiste di orme fossili di due - forse tre - individui,
incluse in tufo vulcanico. Esse mostrano chiaramente la piena andatura bipede dei camminatori, i quali, a
quanto dato sapere, marciavano a passo breve e si muovevano come se andassero "a zonzo". Su queste due
reperti di importanza capitale, gli addetti ai lavori si sono scatenati, com' ben facile capire.

LA. afarensis ha una capacit cranica oscillante tra i 380 e i 450 cc. Il cranio basso, lungo e simile a quello
di un'antropomorfa. Ancora, la cresta nucale (alla quale erano attaccati muscoli potenti per bilanciare la
testa), la presenza di una piccola parte facciale superiore e di una grande e protrusa parte facciale superiore,
la avvicinano alle antropomorfe; ma la parte craniale basilare e la sua dentatura, la rendono prossima agli
ominidi. L'analisi dello scheletro post-craniale mostra caratteristiche di adattamento arboricolo, ci ha fatto
pensare che, nonostante questo essere fosse capace di deambulazione bipede al suolo, poteva passare parte
del suo tempo sugli alberi. Non tutti concordano ovviamente: come al solito, le spiegazioni tecniche si
rivelerebbero noiose. Altri reperti di A. afarensis mostrano, per riassumere, che la sua morfologia e, di
converso il suo comportamento, dovevano essere intermedi tra quelli delle scimmie antropomorfe e degli
umani. Questi ritrovamenti in ogni caso, proprio perch combinano un cranio piccolo con la deambulazione
bipede, sono da considerarsi come una specie separata dai reperti di Australopitecus pi tardivi, anche se essi
appaiono, per la loro dentatura, un buon modello di antenato degli Australopiteci e dell'Homo.

Domande

Cosa vuol dire ominide ?


Che differenze generali vi sono tra ambiente di foresta e ambiente di savana ?
Cosa significa evoluzione bioculturale ?
Quali sono i pregi e i difetti della stazione eretta ?
Qual stata, nel corso del tempo, levoluzione del mito della caccia ?
Quali sono le caratteristiche tipiche dellAustralopithecus afarensis ?

Gli ominidi e il problema della glasnost


Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)

Di come sia difficile il lavoro dei cercatori di fossili umani;


Di come sia quasi impossibile poter studiare i fossili appena scoperti per i non scopritori;
Quali siano le tappe teoriche per linterpretazione dei fossili;
Come sia possibile incorrere in errori se non vi un lavoro di squadra.

Prendiamo confidenza coi nomi.


Di scimmie parleremo pi avanti. Cominciamo intanto a conoscere, per cenni, gli attori pi importanti della Storia
Australopiteci.
Si pensa siano stati i primi a conseguire la stazione eretta e vissero in Africa a partire da 6 m.a. fa fino a 1 m. a. fa.
Caratterizzati da una grande variabilit (anche allinterno di una stessa specie), fanno parte della famiglia degli
ominoidei (come scimpanz, gorilla e uomo). Si contano 7 specie di A., tutti africani. Sono africane dellest (dallEtiopia
al Malawi), le specie: A. anamensis, afarensis (nota come Lucy), boisei e aethiopicus. Sudafricane sono invece le
specie A. robustus e africanus. Del Ciad lA. bahrelghazali (detto anche Abele), scoperto fuori dalla Rift Valley (per
aver rovinato il quadro avrebbero dovuto battezzarlo Caino). Tre di questi rappresentanti hanno una particolare
morfologia del cranio (robustus, boisei e aethiopicus), per cui vengono anche detti parantropi o australopiteci robusti.
Gli antenati degli A. non sono noti, mancano fossili per un periodo che va da 11 a 5 m.a. fa (periodo, guarda caso
essenziale ai fini della comprensione dellacquisizione della stazione eretta), per cui i loro predecessori possibili sono il
Kenyapithecus (15-10 m.a. fa) e il Proconsul, che visse 25-15 m.a. fa). Alcuni di loro, da brave primedonne, si
contendono la palma dellantichit: afarensis (4.1-3 m.a. fa), anamensis (4.2-3.5 m.a. fa) e bahrelghazali (4-3.5 m.a. fa).
LArdipithecus ramidus, scoperto in Etiopia nel 1992, sembra pi affine alle Paninae (divisione secondaria alla quale
appartengono le scimmie antropomorfe) che alle Homininae (come luomo e le australopitecine), ad ogni modo, il suo
caso al momento sub judice.
I pi robusti parantropi (o A. robusti) compaiono pi tardi (da circa 2.6 m.a. fa), ne fanno parte lA. aethiopicus, il
robustus e scompaiono allincirca 1.4 m.a. fa, con il boisei.
La capacit cranica delle A. varia da 400 cc. nellafarensis, fino a 550 nel boisei. Nella prima forma la statura era di
circa 1.1 m., mentre era di 1.5 m. nei robusti. La loro loro fronte era sfuggente; la faccia massiccia e prognata; lo
scheletro atto alla deambulazione bipede; la mano fa pensare che fosse possibile per loro la presa di precisione. Le
forme pi antiche non possedevano unindustria litica, solo i pi tardi, per esempio il boisei, sono stati rintracciati in
ambiti dove vi erano utensili (dubbi permangono sul fatto che utilizzassero strumenti litici, anche se possibile che
usufruissero di pietre e rami).
Preanthropus.
Letteralmente: essere anteriore alluomo, di cui si faticano a leggere le linee di parentela tra A. e umani.
Homo habilis.
Vecchio di circa 1.8 (forse 2) m. a., un rappresentante estremamente controverso, sorta di contenitore fossile, in
quanto tutti i reperti che non sembrava assomigliassero agli australopitecini venivano classificati all'interno di questa
specie, per cui alla fin fine, esso dovrebbe mostrare una variabilit troppo elevata. I dati che lo riguardano sono
comunque i seguenti: capacit cranica media di 760 cc.; morfologia dentaria pi gracile di quella delle A.; cranio pi
arrotondato, zigomi meno prominenti e faccia pi piatta di quella delle A. Detto habilis perch scoperto sullo stesso livello
in cui erano stati trovati un boisei e degli utensili scheggiati, per cui la palma dellabilit spett a lui, pi evoluto

fisicamente e, si pens, anche intellettualmente. La revisione operata sui fossili di questo H., ha fatto proporre una nuova
specie: lH. rudolfensis, pi vecchio di H. habilis di circa mezzo m.a. Molti autori sono scettici riguardo a questa specie.
Homo erectus.
Si ammette che sia vissuto a partire da 1.7 m.a fa in Africa, dotato di capacit cranica superiore alle forme precedenti
(circa 1000 cc.), con cranio basso e pareti craniche spesse; il cranio lungo e piuttosto appiattito superiormente, con
una carenatura mediana. La fronte sfuggente, la faccia aggettata in avanti, manca il mento. La statura pi elevata di
quella dellhabilis (150170 cm.). Presente dall'Africa orientale fino al Sudafrica e, con le sue forme pi tarde anche in
Marocco e in Algeria e in Europa. Ritrovamenti anche in Asia: Georgia, Cina (detti Sinantropi) e Indonesia
(Pithecanthropus). Vedremo pi avanti le sue caratteristiche salienti.
Homo ergaster.
Secondo alcuni a., questa specie avrebbe coabitato con lerectus. Si tratta, in ogni caso di una forma che non si
diversifica nettamente dallerectus e che ha pochi rappresentanti al suo interno, per cui potrebbe trattarsi di una variante
dellH. erectus.
Homo heidelbergensis
Si tratta di una specie estinta del genere Homo considerata a lungo come lantenato diretto delluomo di Neanderthal. I
resti migliori datano 600-400.000 a. fa e mostrano unindustria litica considerevolmente vicina a quella acheuleana dellH.
erectus. Possedeva probabilmente il linguaggio e, essendo alto e muscoloso, cacciava grandi mammiferi.
Homo floresiensis (?)
Recentemente scoperto nellisola di Flores (Indonesia), vissuto isolato fino a 13.000 anni fa, aveva una statura nana e il
cervello non pi grande di un pompelmo, ma buone capacit tecniche. Per i suoi scopritori assomigliava notevolmente
allerectus, per cui ipotizzarono si trattasse di una specie distinta, derivata per riduzione delle proprie dimensioni
corporee - da questo. Piccolo di statura, differisce dal sapiens per: assenza di mento, faccia relativamente proiettata
verso lavanti, prominenza frontale e appiattimento della scatola cranica. Se di nuova specie dei tratta, sub judice.
H. sapiens neanderthalensis.
Specie vivente unicamente in Europa (e nelle zone asiatiche limitrofe), allinizio dellultima glaciazione (Wrm 8040.000
a. fa; estinta circa 30.000 a. fa), dotata di crani di capacit elevata, ma lunghi, bassi, con fronte sfuggente, toro
sovraorbitario imponente, occipite a forma di chignon. Il corpo era medio-basso, con torace ampio, arto superiore breve
rispetto allinferiore, scheletro robusto con forti inserzioni muscolari. Linsieme fa pensare ad un adattamento al clima
freddo.
H. sapiens sapiens. Luomo anatomicamente moderno compare circa 40.000 a. fa: aumenta il lobo frontale encefalico,
la fronte si fa verticale, il cranio si gracilizza, compare il mento e i denti riducono le loro dimensioni. Ne riparleremo.

Visto che ci siamo, prendiamo anche confidenza coi suffissi

Suffissi utilizzati dai tassonomisti


Suffisso
Esempio
Cercopitecoidea
..oidea = superfamiglia
Cercopitecidae
..idae = famiglia
Colobinae
..inae = sottofamiglia
Australopithecus
..us (pi comune) = genere

Fu necessaria limplosione del comunismo reale e il sacrificio politico di chi ha fortemente contribuito ad
attuarla (Gorbaciov) perch il termine russo glasnost (trasparenza) si affermasse a livello mondiale. Glasnost
ci che taluni paleontologi richiedono, ossia una maggiore accessibilit ai fossili per poterli studiare e
confrontare. Novembre 1998. Un gruppo giapponese sterr i resti fossili mandibolari di Bahinia
pondaungensis, un antico primate. Quindici giorni dopo, un gruppo francese, visitando lo stesso sito,
raccolse i rimanenti resti di mandibola, e il primate fu riconosciuto (e rapidamente pubblicato) come nuova
specie. Il gruppo francese, ovviamente, non sapeva nulla di ci che aveva raccolto quello giapponese (che,
peraltro, deve ancora dare alle stampe i suoi dati, forse perch preso alla sprovvista dalla publicatio praecox
dei colleghi oppure perch, siamo umani, via, per ripicca). Fatti simili non mancano nel teatrino
paleontologico. Attualmente vi sono tre ominidi molto antichi, pi vecchi di 4 m.a., che hanno sconvolto il
panorama sullorigine del nostro lignaggio. LArdipithecus ramidus36, il Sahelanthropus tchadensis37 e
lOrrorin tugenensis38 non sono noti in dettaglio, ma solo perch stato fatto un annuncio iniziale. Fossero
noti del tutto, sarebbe pi semplice compararli tra loro e con altri e ricavare perci ipotesi pi plausibili sulle
nostre origini. Il primo tra i reperti (datato 4.4 m.a.), stato dapprima riconosciuto come Australopithecus
ramidus; dal 1995 invece, diventato nuova specie. Sembra il cosiddetto anello di congiunzione tra le
scimmie antropomorfe africane e lAustralopiteco. Alcuni caratteri lo fanno accostare alle grandi scimmie
africane (arti superiori robusti, smalto dentario poco spesso). Il suo foramen magnum (il luogo dove il
midollo spinale fuoriesce dal cranio e che nelluomo orizzontale al suolo), lo fa assomigliare agli ominidi
pi tardi, ci fa pensare che esso appartenesse ad una fase prossima a quella della separazione delle due linee
evolutive ominidi/scimpanz. Il Sahelanthropus tchadensis stato ritrovato ben 2000 Km. pi ad ovest di
qualsiasi altra australopitecina, dimostrando che luomo non nato nella Rift Valley, perci le teorizzazioni
precedenti sullorigine dellumanit sono andate in frantumi.
E chiaro che il reperto troppo recente, per cui necessita di ulteriori approfondimenti a tutto spettro. I
suoi denti sono molto robusti (facendo propendere per la sua somiglianza con alcune australopitecine),
mentre altri aspetti della dentatura si modificano da quelli delle specie note. Ha il cranio grande come quello
dello scimpanz, incisivi larghi, e orbite distanti tra loro come quelle di un gorilla. La forma e la grandezza
dei suoi canini e la parte bassa della faccia tuttavia, lo fanno assomigliare a quella di un antenato di
rappresentanti pi tardi, nel senso che la sua faccia non protesa in avanti come quella delle grandi scimmie
viventi. Dato che il reperto stato scoperto solo recentemente, come si detto, esso fonte di controversie39.
Unaltra specie cruciale, lAustralopithecus anamensis40 stata descritta in dettaglio solo nel dicembre 2001,
tredici anni dopo che i primi fossili di questo rappresentante del nostro passato sono stati scoperti. I suoi resti
sono composti da varie ossa, tra le quali spiccano le mandibole (i cui tratti la fanno assomigliare a quella di
uno scimpanz, anche se i denti sono pi evoluti), tibie (con estremit superiore allargata, che ha la funzione
36

Vecchio di oltre 4.4 m.a., scoperto in Etiopia dal Middle Awash Research Team.
Il pi vecchio ominide scoperto finora (ma non tutti gli scienziati concordano), ritrovato dopo una decina danni di scavi
in Ciad da Michel Brunet (Universit di Poitiers, Francia), assieme ad un team ciadiano. Questo cranio importante per due
motivi: un cranio pressocch completo di un primate che visse tra i 6 e i 7 m.a. fa (gli antenati pi vicini a noi sono circa 3
m.a. pi giovani); stato trovato sulle rive del lago Ciad, ben lontano dallest Africa (dove fino ad ora i principali fossili erano
stati trovati). E stato soprannominato Touma (dalla locale lingua Goran, che significa speranza di vita) e mostrerebbe
soprattutto un fatto (se gli scienziati riusciranno a mettersi daccordo e ad includerlo tra i nostri antenati): che gli ominidi pi
antichi erano distribuiti molto pi ampiamente di quanto finora previsto. Fonte: Autori vari. (2002) Breakthrough of the Year.
Science 298:2297-2303.
38
Scoperto in Kenia da Brigitte Senut e Martin Pickford.
39
Secondo alcuni, infatti, assomiglia ad un ominide per i tratti facciali (dato che non presenta lo scheletro post-craniale che potrebbe dare indicazioni sul fatto che possedesse la stazione eretta o meno), esso potrebbe essere un antenato del gorilla
o di una grande scimmia estinta. La sua analisi sta incominciando.
40
Vecchio di 4 m.a., il suo nome deriva da anam, parola locale per lago (dati i numerosi specchi lacustri odierni e fossili
dellarea), descritto recentemente in una monografia da Alan Walker e Meave Leakey.
37

di assorbire le sollecitazioni dellandatura bipede) e omeri, che non mostrano lincavo profondo che hanno
gli scimpanz nella parte inferiore, per questo non avrebbe camminato sulle nocche.
La ritrosia a mostrare i fossili appena scoperti non solo una questione dinvidia accademica. Innanzi tutto,
come si detto, il lavoro di un cercatore di fossili professionista estenuante (occorre trovare i fondi
necessari, avere buone doti diplomatiche, creare un team di specialisti con il quale passare mesi o anni in
posti sperduti e pericolosi, e altre amenit), quindi si pu comprendere il desiderio di rivendicare la paternit
di un ritrovamento; poi vi sono implicazioni, diciamo cos, politiche. Il fatto che il pi vecchio ominide sia
per esempio ritrovato in Etiopia anzich in Kenia, getta lEtiopia sotto i riflettori, perch i mass media ne
parlano. Ci scatena sciovinismi e nazionalismi (basti pensare al ritrovamento delluomo di Similaum al
confine tra Austria e Italia e ricordarsi delle lotte per deciderne lappartenenza, alla faccia del fatto che tutta
quella zona va sotto il nome di Tirol). Si assiste talvolta a dei gentlemens agreements41 che qualcuno
definisce, poco elegantemente, mercato delle vacche. Senut (Museo di Storia Naturale di Parigi) e Pickford
(Collegio di Francia) permettono ai colleghi di vedere ma non di studiare lO. tugenensis. Brunet (Universit
di Poitiers) concesse ai colleghi White e Pickford di studiare i resti da lui trovati prima che ne fossero
pubblicati i dati, ma in cambio pretese di studiare alcuni reperti di A. ramidus42. Pi recentemente, Jacob,
decano della paleoantropologia indonesiana, ha ordinato il trasferimento dei fossili dellisola di Flores per
scopi di studio e salvaguardia a Giava, con grandi lai da parte di molti ricercatori. Essendo nota la sua
propensione a non dividere con altri le sue scoperte, alcuni temono che le ossa trasferite non saranno mai pi
studiate. Ne consegue che le attese per conoscere i dettagli dei ritrovamenti fossili sono lunghi e che i
paleontologi umani meno intraprendenti (gli armchair paleoanthropologists43) o quelli meno fortunati,
fremono perch i tempi si riducano e sia fissato un limite ragionevole perch anche ad altri studiosi sia
possibile verificare le loro ipotesi. Ora, spesso accade che le descrizioni originali siano addirittura sbagliate;
ma questo logico, perch occorre un gruppo internazionale desperti e un lungo dibattito, prima che tutte le
implicazioni che nascono da un ritrovamento siano accertate. Le tappe logiche dellinterpretazione di un
resto fossile dovrebbero essere pi o meno le seguenti:
A) selezione di un sito e sua ricognizione.
B) Scavo nel sito, recupero dei fossili.
C) Assegnazione di codici numerici ai fossili, per una rapida identificazione.
D) Studio dettagliato dei reperti.
E) Comparazione con altri fossili, possibilmente in ordine cronologico.
F) Comparazione delle variazioni osservate con i tipi di variazione osservata nelle specie di Primati noti.
G) Battesimo, ovvero assegnazione tassonomica al materiale fossile.
Non sempre queste fasi vengono seguite tutte. Vi poi la paura dei paleoantropologi di confrontarsi con i
colleghi, la quale spesso fa s che molti paleontologi tengano i reperti ad impolverarsi nel limbo dei loro
ossari fossili44. Occorrerebbe creare un database45 simile a quello della GenBank, dove i genetisti depositano
i dati delle sequenze geniche non appena essi sono stati pubblicati. Le tecnologie non mancano. Manca forse
la voglia di glasnost, appunto.
Sia come sia, a parte i resti nominati pi su, il primo sito che ha focalizzato lattenzione sullAfrica dellest
come miniera potenziale doro fossile stata la gola di Olduvai in Tanzania. Situata nella piana di
Serengeti, la gola una riproduzione in miniatura del Gran Canyon. Dopo che per milioni danni si sono
accumulati sedimenti (vulcanici, lacustri, fluviali), circa 70.000 anni fa cominci ad aprirsi una faglia, per
cui i fiumi scavarono dei varchi che tagliarono gli strati accumulatisi, formando una gola di circa un
centinaio di metri, circondata oggigiorno da savana con boscaglia e alberi dacacia. Si pensa che, da un punto
di vista climatico, il sito sia simile a quello di circa due milioni danni fa. La creazione di una faglia ha
esposto i letti geologici che normalmente sono nascosti. Lattivit vulcanica ha causato un rapido processo di
sedimentazione (preservando le ossa e i manufatti) e permesso le datazioni radiometriche. Dopo che Mary
41
Gentlemens agreement: accordo fra gentiluomini. In politica internazionale, accordo tra due paesi fondato sulla
buona fede reciproca. Anche: accordo informale.
42
Gibbons A. (2002) Glasnost for Hominids: Seeking Access to Fossils. Science 297:1464-1468.
43
Traducibile in italiano come paleontologi da tavolino.
44
Occorre anche aggiungere che potrebbe esistere la paura che vengano scoperte manipolazioni pi o meno inconsce e di
dati relativi ad un reperto: accaduto per ben due volte con il cranio KNM-ET-1470, di notevole importanza strategica.
45
Database, ma anche data base. Dallingl., composto di dato e base. Base di dati. Archivio di dati correlati,
organizzati in modo da essere facilmente, rapidamente e selettivamente rintracciabili uno per uno o per gruppi determinati,
mediante un apposito programma di gestione e di ricerca al computer nella cui memoria risiede.

Leakey scopr Zinj, un australopiteco robusto nel 1959, numerosi altri siti dellest Africa sono stati in
seguito esplorati. Le tracce dominide (o simil-ominide) pi antiche sono prima denti e poi mandibole datate
11-10 m.a. (Ngorora). Seguono Lukeino (7-4.5 m.a.), il Lago Baringo e quello Turkana (Kenia). Il sito forse
pi famoso quello di Laetoli, situato ad un cinquantina di chilometri a sud di Olduvai. La datazione46
provvisoria col K/Ar ha dato unet di 3.77-3.59 m.a. Oltre a 24 campioni dominide, il sito famoso per le
impronte di due (forse tre) individui. Per la prima volta abbiamo una certezza sulla locomozione: gli studi
mostrano che questi antenati erano completamente bipedi, vale a dire che la loro andatura era molto simile a
quella moderna. Alcuni autori, tuttavia, non sono completamente daccordo, in quanto le comparazioni
eseguite con luomo attuale (lunghezza e cadenza dei passi, velocit dellandatura), mostrerebbe che gli
ominidi di Laetoli si muovevano con unandatura prossima alla passeggiata (they moved in a strolling
fashion47) con falcata breve.
In Etiopia del nord est, nel triangolo dellAfar sintersecano il Mar Rosso, la Rift Valley e il Golfo di Aden.
In unarea di 42 km2 chiamata Hadar, i paleoantropologi hanno trovato letti geologici ben preservati di un
centinaio di metri. Qui sono stati ritrovati reperti che hanno per lungo tempo impegnato gli studiosi nelle
datazioni, in un caso, per, il reperto pi famoso (lo scheletro di Lucy) sicuramente datato intorno ai 3 m.a.
Come si detto, Lucy (tecnicamente AL 288-1 - AL sta per Afar Locality), presentando circa il 40% dello
scheletro, sicuramente uno dei pi completi reperti mai ritrovati (ne vedremo alcuni dettagli pi avanti48).

46

Datazione. Dal lat. mediev. data, part. pass. di dare, per indicare quando e dove una lettera era stata, appunto,
consegnata. Vari sono i metodi che premettono di sapere quanti anni abbia una roccia o un frammento di roccia. Ne cito
alcuni. La stratigrafia, (dallingl. stratigraphy, composto di strato e grafia), lo studio degli strati geologici e permette di
conoscere i diversi depositi in cui si trovano dei fossili e, nel contempo, d notizie sulla forma di deposizione, la sua sequenza
e la sua et. La geologia utilizza oggi metodi molto pi sofisticati. La dendrocronologia (dal gr. albero, tempo e
discorso su), studia i reperti antichi in legno di una regione, osservando se i loro anelli di accrescimento si allacciano alla
serie di qualche albero vivente. Il metodo delle varve (cos sono denominati in Scandinavia i depositi di argilla lasciati in
genere dai torrentelli che fluiscono dai ghiacciai), studia la successione di straterelli chiari (estivi) e scuri (invernali):
semplicemente si contano. Come il precedente, tale sistema non valido su scala geologica. Conoscendo i ritmi del
decadimento radioattivo di un elemento, misurandone la radioattivit odierna, si pu risalire molto indietro nel tempo. Il
carbonio 14 (un isotopo del C che si forma negli strati alti dellatmosfera e che, sotto forma di CO 2 entra, anche se in quantit
minima, negli organismi viventi), tende a trasformarsi in carbonio 12, per esempio. La sua quantit resta costante fintantoch
un organismo vive, ma alla sua morte si dimezza in circa 5700 anni, dopo altri 5600 si riduce ad un quarto, e cos via. Per cui
se un organismo fossilizza, possibile datarlo. Dopo 35-40.000 anni, per il fatto che il tempo di dimezzamento del 14C
breve, i valori divengono via via meno precisi. Gli altri decadimenti radioattivi usati comunemente e che permettono di risalire
a milioni di anni, sono il decadimento da rubidio a stronzio, quello da uranio a torio, e quello potassio/argo, il quale
influenzato dalla temperatura, per cui i risultati, fino a non molto tempo fa, erano spesso incerti. La biocronologia (dal gr.
vita, tempo e discorso su), studia i resti di piante e di animali ritrovati assieme al reperto fossile allo scopo di stabilirne
la datazione. La palinologia (dal gr. spargere e logia), in questo ambito, studia i pollini fossili e non. Lo studio dei
coproliti (dal gr. sterco e pietra) invece, fatto sugli escrementi fossili, di solito grigio scuro e neri, composti da
carbonati e fosfati, che si trovano in caverne ossifere e terreni sedimentari.
47
To stroll. Passeggiare, ma anche girovagare, andare a zonzo, camminare lentamente.
48
Non ho controllato i dettagli, ma secondo P. Schmid e M. Husler, la nostra bisavola Lucy sarebbe, in realt, un Lucio.
Com ben noto, nessuno perfetto, meno che mai i miti. La citazione indubbiamente datata, ma quanto mai calzante.

La valle scavata dal fiume Omo (in Etiopia del sud, proprio a nord del lago Turkana) altrettanto importante,
con reperti culturali datati 2 m.a. (oltre ai soliti denti 200 mandibole e frammenti di teschio, e persino
unulna completa). Ad est (ma anche ad ovest) del lago Turkana, molti reperti di rilievo sono stati portati alla
luce in seguito. Per dovere di completezza, occorre ricordare che nel primo quarto del secolo scorso si
pensava che lorigine delluomo fosse da ricercare in Asia, dato che forme fossili di un uomo primitivo erano
state ritrovate in Indonesia nel 1890. Anche lEuropa si contendeva la palma di centro dellevoluzione degli
ominidi, visti i numerosi ritrovamenti di Homo sapiens (compresi i Neanderthaliani) trovati cost. Pochi
insomma, credevano alle preveggenze di Darwin, secondo il quale bisognava cercare in Africa49 le nostre
origini. Per cui, quando Raymond Dart scopr grazie ad un suo studente nel 1924 il cosiddetto bambino di
Taung, battezzato Australopithecus africanus, limpressione fu enorme, perch lAsia e lEuropa
perdevano, in qualche modo, un primato. Il Sud Africa si dimostr una fonte notevole di reperti (coi siti di
Sterkfontein, Swartkrans, Makapansgat, cito i pi famosi, studiati anche ai nostri giorni), ma ci volle tempo
perch le australopitecine fossero riconosciute come ominidi primitivi. Con la loro accettazione fu chiaro che
si rese necessario anche riconoscere che il cervello umano ebbe la sua espansione pi grande dopo che vi
furono cambiamenti nella dentizione e nella locomozione. Si afferm lidea che un sistema funzionale si
evolve in modo proprio e che levoluzione umana a mosaico.

49

C. Darwin (1871), in The Descent of Man: probabile che lAfrica sia stata inizialmente popolata da grandi
scimmie estinte prossime ai gorilla e agli scimpanz e queste due specie sono ora i parenti pi prossimi alluomo. Per cui in
qualche modo probabile che i nostri pi lontani progenitori siano vissuti in Africa

Domande

Quali sono le scoperte pi vecchie di 4 m.a. fa che hanno cambiato il nostro lignaggio ?
Per quali motivi difficile accedere alle nuove scoperte paleoantropologiche ?
Quali sono le tappe logiche dellinterpretazione di un resto fossile ?
Quali sono le tracce pi antiche di ominidi (o di simil-ominidi) ?
Quali sono i luoghi africani che hanno offerto la maggior mole di reperti fossili di ominoidi e di ominidi ?

Filogenesi
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)

Di cosa significhi fare una filogenesi;


Di cosa significhi fare un albero genealogico con rami o fronde mancanti;
Di come chiunque possa essere tentato di costruire un albero genealogico;
Dei marchingegni utilizzati per non perdersi tra rami e fronde (genealogiche).

50

Gli alberi evolutivi (le rappresentazioni delle filogenesi ) cui tutti siamo abituati e ai quali diamo in genere
occhiate distratte, possono essere costruiti solo quando una specie stata riconosciuta come tale. Vi sono periodi
ricchi di fossili, altri con notevoli buchi. (La ricchezza non d la felicit, figuriamoci la miseria). Sia come sia, i
paleontologi sono sempre tentati allarborizzazione evolutiva scatenando talvolta notevoli controversie tra loro,
quando farebbero meglio ad indagare su aspetti poco noti come il comportamento o le strategie di sussistenza.
Siccome una nuova scoperta pu sempre essere dietro langolo, pu accadere che i fossili esistenti rappresentino
delle specie che in realt non sono quelle gi riconosciute formalmente. Ora, se noi presumiamo ragionevolmente
che una specie di primate abbia una longevit media di 1 m.a., dovrebbero essere esistite almeno 6000 specie di
Primati. Ne conosciamo 180 circa, il che rappresenta solo il 3% delle specie possibili. come se un numismatico
del futuro, senza documenti cartacei di riferimento, volesse ricostruire la storia delleuro partendo da un paio di
monete da due euro: una finlandese e unitaliana (ramo di quercia e Dante nella faccia non comune), pi qualche
altra moneta da un euro irlandese, spagnola o tedesca, e da alcune altre, precedenti lavvento della moneta unica
europea. Immaginiamo i pasticci di cui sarebbe capace. Vi da aggiungere che negli ultimi 35 m.a. si stima siano
vissute 84 specie dominoidi, di cui solo la met nota dai fossili. Negli ultimi 8 m.a. circa si pensa siano esistite
16 specie dominide, di cui solo una decina o poco pi sono state riconosciute. Quando costruiamo un albero
evolutivo, allora, costruiamo alberi con met delle loro fronde mancanti. Durante la prima met del secolo scorso
veniva assegnato il nome di una nuova specie ad ogni nuovo fossile scoperto, fintantoch, per non perdersi in quel
51
cimitero fossile, non si adott la tecnica del lumping , ovvero si spiegarono le differenze anatomiche tra gli
ominidi fossili non pi in termini di variazioni tra le specie, ma di variazioni allinterno di una stessa specie. La
tecnica ebbe leffetto di ridurre ad una falange di specie quelle note e questo marchingegno, nella sua forma
estrema, voleva che una specie di ominide esistesse solo una volta, facendo lalbero di famiglia una successione di
rami (specie) attraverso il tempo, in cui una seguiva laltra. Lipotesi della singola specie non pi considerata
valida, ma tuttora esiste la tendenza ad interpretare le differenze tra i resti trovati come variazioni intra-specifiche
piuttosto che extra-specifiche. Non esiste, in realt, nessuna guida pratica che ci permetta di riconoscere come
intra- o extra-specifiche le variazioni anatomiche tra due fossili capaci di segnalare lesistenza di due specie
separate. Per la filogenesi degli ominidi, la variet di proposte alta. Per tagliar corto, vi stata unestesa ma
non universale accettazione fino a poco tempo fa, del fatto che lAustralopithecus anamensis fosse il
predecessore dellafarensis, il quale, a sua volta, sarebbe stato il capostipite dal quale gli altri ominidi sono poi
derivati. A questo punto, come spesso, vi divergenza dopinioni: secondo alcuni lafarensis avrebbe dato origine
allA. africanus e poi al genere Homo; secondo altri, avrebbe dato i natali allA. africanus e, da questo, si
sarebbero originati gli altri australopiteci e luomo. Attualmente, con i nuovi ritrovamenti, il quadro pi
complicato; tra i paleoantropologi, soprattutto statunitensi, vige lidea che lArdipithecus ramidus sia lantenato di
tutte le linee ominidi. La visualizzazione che segue illustra tre ipotesi proposte.

50

Filogenesi. Dal gr. caro a, che ha amore per e nascita. Indica levoluzione e la storia dellevoluzione dei gruppi
sistematici dalle origini ai giorni nostri.
51
To lump: raggruppare, ma anche aggrumare.

Ipotesi Senut

I nuovi ritrovamenti hanno


complicato il quadro, e altri ancora arriveranno. La verit che c una sola filogenesi (quella che accadde
veramente) e che gli sforzi ai quali si sottomettono gli studiosi riflettono solo una cosa: la complessit
dellevoluzione.

A partire dal 1975, il metodo cosiddetto cladistico52 ha rivoluzionato la filogenesi degli ominidi. Il metodo si
concentra solo sulle caratteristiche che riflettono la parentela genetica tra le specie53. Si vedano gli esempi
sottostanti.

52

Cladistico. Dal gr. ramo, un metodo che presenta sotto forma di albero (cladogramma) le relazioni di parentela tra
gruppi. Diversamente dagli alberi genealogici classici, in cui ogni predecessore di una o pi specie situato su un ramo, nel
cladogramma non vi sono antenati e tutte le specie sotto confronto sono poste allestremit di rami.
53
La fenetica (dal gr. apparire) e la tassonomia evoluzionistica, sono due altri approcci utilizzati per definire le
relazioni tra organismi. La prima misura tutti gli aspetti riguardanti le somiglianze tra organismi (e quindi magnifica le
somiglianze nelladattamento), la seconda una via di mezzo tra la fenetica e la cladistica.

Domande

Quante sono le specie di Primati che potrebbero essere esistite nel tempo ? Perch?
Cosa significa costruire un albero genealogico ?
Cos la tecnica del lumping ?
Cosa significa variazione intra-specifica e cosa comporta ai fini della filogenesi ?

Lantropologia molecolare

Nel presente paragrafo si discute:


a)
b)
c)

Di cosa sia un orologio molecolare


Di come gli studiosi delle molecole e quelli dei fossili si siano dapprima sfidati e poi siano giunti a far pace.
Di quali siano gli altri metodi utilizzati in biologia molecolare per far luce sul nostro passato remoto

Un modo per ricostruire la filogenesi anche quello molecolare. Si parte dallidea che la storia evolutiva di ogni
specie vivente sia inscritta nei suoi geni. Teoricamente allora, possibile ricostruire ogni albero genealogico se si
ha accesso allinformazione genetica, per eseguire comparazioni tra le specie prossime. Un albero possiede
sempre una forma, la quale nel caso di quello genealogico indica la vicinanza o la lontananza tra le specie. Poi ha
dei rami, pi o meno lunghi. Questi indicano il tempo, ovvero la lunghezza del tempo intercorsa tra le divergenze.

Il cosiddetto orologio molecolare riguarda questo aspetto. Si visto che le differenze anatomiche e morfologiche
sono state per anni il primo movens della ricostruzione filogenetica e, anche se stato fonte di diatribe
appassionate (ma anche rancorose), servito bene allo scopo. Lantropologia molecolare si affermata, a partire
dagli anni sessanta del secolo passato, come la branca che permette di valutare meglio la lunghezza dei rami e la
forma complessiva dellalbero geneaologico di una specie. La sua apparizione ha creato ulteriori discussioni e
controversie, ma orami si tratta di una disciplina conclamata e la sua utilit indiscussa. Essa parte dallassunto
54
che, qualora un lignaggio si sia suddiviso in due taxa , le mutazioni genetiche dovrebbero accumularsi in
maniera indipendente nei due taxa, per cui quanto pi a lungo esse sono stati separati, pi differenti i loro geni
saranno diventati. Ora, non tutti i geni accumulano mutazioni allo stesso tasso, ma ciascun gene lo fa, anche se gli
spostamenti delle lancette hanno tassi differenti. Ora, il dibattito serrato riguarda il fatto che, qualora le mutazioni
genetiche abbiano un tasso costante, lorologio molecolare affidabile. Se invece varia allinterno e tra i lignaggi,
allora non lo pi. Il problema stato solo accennato ( alquanto complesso), ma alcuni risultati hanno
rivoluzionato le nostre idee. Sono poi stati affrontati studi che hanno messo insieme lanalisi morfologica e quella
molecolare; altri che hanno addirittura adottato tecniche miste quali la gi menzionata ibridizzazione del DNA, la
55
comparazione immunologica, lelettroforesi delle proteine , ottenendo risultati molto brillanti. Cito, per esempio,
il fatto che la divergenza ominidi/grandi scimmie africane sia stata datata 5 m.a fa anzich 15; che gli scimpanz
sono pi prossimi a noi che ai gorilla; che tra gli scimpanz esistono differenze pi ampie di quelli esistenti tra le
variet umane. Occorre chiarire che il DNA degli uomini moderni la registrazione di antiche migrazioni,
lapparenza continua di nuove mutazioni, la selezione svolta dai cambiamenti climatici e dalle epidemie, e incroci
tra popolazioni determinati da fattori culturali. Le recenti acquisizioni hanno permesso di ricostruire le origini
africane, le migrazioni fuori da questo continente, i movimenti che si sono succeduti in Eurasia e in Oceania, il
54

Taxa. Plurale di taxon, dal gr. ordine. In biologia il termine indica una categoria sistematica non meglio definita
(specie, genere, famiglia e cos via), che significa entit, o gruppo.
55
Elettroforesi. Dal lat. scient. electricus, a sua volta dal lat., derivato dal gr. ambra, sostanza che ha la capacit, se
sfregata, di attrarre corpi leggeri; e dal gr. trasporto. Fenomeno fisico che comporta lo spostamento unidirezionale di
particelle colloidali (micelle) sotto lazione di un campo elettrico tra due elettrodi, sfruttato per separare la fase dispersa di un
sistema colloidale, come per esempio quello riguardante la composizione proteica del plasma.

56

popolamento delle Americhe . In realt, anche in questo ambito occorre chiarire che non il caso di lasciarsi
andare ai trionfalismi, perch molto spesso gli errori metodologici vi sono, e sono talvolta clamorosi. Purtroppo i
paleoantropologi sono abilissimi nellarte del compromesso. Ricordo un convegno a Torino, avvenuto quando
ancora i primi orologi molecolari faticavano ad imporsi sulla scena, ma sembravano il non plus ultra57 della
sofisticatezza. I dati riguardanti la separazione scimpanz/ominidi provenienti dai fossili indicavano unet di 7
m.a., mentre quelli molecolari di quattro. Ebbene, si opt per un dato compromissorio: 5 m.a. allincirca. Ci, da
un punto di vista scientifico inaccettabile. O hanno ragione i molecolari, per cui i dati paleontologici sono in
qualche modo falsificati (o cos incerti da non permettere predizioni), o viceversa. Ricordo che laccadimento
minfastid molto, non possibile fare una media aritmetica tra 7 corna di cervo e 4 vasetti di caviale. Sarebbe
stato forse pi serio mettersi in cucina, lavorare assieme e cercare di elaborare un piatto comune (che nessuna
fantasia gastronomica, anche sfrenata - dati gli ingredienti - pu rapidamente condurre a qualcosa di edibile)58. In
seguito, in ogni caso, il raccordo avvenuto.
Sia come sia, la stessa origine dellHomo sapiens sapiens stata spostata da 35-45.000 a. fa ad oltre
100.000 a. fa, grazie agli studi sul DNA. mitocondriale, ovvero quello contenuto negli organelli cellulari che
fungono da accumulatori di energia (sotto forma di ATP) per le cellule. Il DNA mitocondriale un
orologio molecolare dal ticchettio rapido. A dispetto di quello nucleare, che eredita met della catena dal
padre e met dalla madre, il DNA mitocondriale, contenuto nella cellula uovo, passa solo attraverso le
femmine (perch quando lo spermio fertilizza un uovo, lascia i suoi mitocondri fuori da esso). necessario
riferire che sono stati compiuti importanti ed estesi studi sul cromosoma Y che si sono rivelati anche pi
attendibili di quelli sul DNA mitocondriale. Il cromosoma Y determina il sesso maschile e le sue mutazioni
neutrali (quelle che non determinano conseguenze letali), vanno a far parte delleredit paterna. Essi
rappresentano una traccia sicura delle nostre ascendenze. I dati sulle variazioni genetiche del cr. Y mostrano
che i viventi di oggi (H. sapiens sapiens) hanno avuto origine da una piccola popolazione africana (orientale)
la quale, da 10.000 a 50.000 a. fa, ha dapprima invaso lAfrica e si poi espansa in Asia, divisa in due grandi
gruppi. Uno di questi ha migrato lungo la costa sud, raggiungendo poi la Nuova Guinea, lAustralia e lest
Asia. Un altro si diretto verso lAsia centrale, raggiungendo ad ovest lEuropa e ad est la Cina e la Siberia.
Un piccolo gruppo, inseguendo probabilmente renne, ha oltrepassato lo stretto di Bering, raggiungendo
lAmerica. Il popolamento del globo si concluso 2015.000 a. fa. (Sintesi da unintervista a Luca Cavalli
Sforza, apparsa su La Repubblica del 19-12-2002).

56

Con laumento delle tecnologie genomiche lanalisi del genotipo ha incorporato nuovi marcatori: i gruppi sanguigni, il
polimorfismo delle proteine, gli aplotipi del cromosoma Y, marcatori altamente variabili dei microsatelliti nucleari; oltre,
beninteso al DNA mitocondriale. Aplotipo (dal gr. semplice e tipo) significa, appunto, tipo semplice.
57
Non plus ultra. Non pi oltre. Secondo la tradizione, questa iscrizione era posta sulle colonne dErcole; Carlo V ne
trasse il motto per una delle sue imprese.
58
Qui ho corso un po troppo. Bisogna intanto dire: a) che la biologia molecolare applicata alla paleontologia non un
sistema di datazione assoluto, b) che il metodo va sempre calibrato su eventi paleontologici noti. Ne discende che, se fossero
accertate specie di ominidi pi vecchie di quelle attualmente note, gli orologi molecolari dovrebbero essere ritarati su
queste. Ci che minfastid al convegno fu il fatto che gli scienziati si fossero messi daccordo subito e non dopo lunghi e
laboriosi approfondimenti.

Grazie agli studi sul DNA mitocondriale e sul cromosoma Y, gli scenari sullorigine delluomo moderno
sono stati cambiati. Permangono, in ogni caso, dubbi sui dati e il trattamenti al quale sono stati sottoposti i
dati forniti.
Gli studi messi in opera con il DNA fossile, sono un po pi attendibili e hanno, per esempio, permesso di
confrontare gli acidi nuclei dei neanderthaliani con quelli degli uomini moderni di diversi continenti; le
conclusioni che sono state tratte riguardano il fatto che il neanderthaliano (vedi oltre) si probabilmente
estinto senza dare particolari contributi genetici alluomo moderno ( da considerarsi addirittura specie a s
stante ?).

Domande

Su quali presupposti teorici si basa lantropologia molecolare ?


Quali tecniche usa ?
Quali rimaneggiamenti ha comportato questa branca disciplinare nel contesto paleoantropologico ?

Parte II I presupposti neurobiologici e la loro evoluzione


Premessa
La parte che segue merita un paio di premesse. Innanzitutto tratta argomenti piuttosto complessi e, anche se
tenter di renderli piani, temo che tali rimarranno per due ragioni. Intanto non vi un consenso generalizzato
su termini come coscienza, S, identit e altri costrutti che user; poi, il periodo che stiamo vivendo (che
alcuni definiscono postmoderno59, ma anche post-postmoderno), caratterizzato da incertezza e pervaso da
un dubbio radicale, quello, cio, che insiste sul fatto che ci che il corpo prende la forma di ipotesi sempre
pronte ad essere riviste e che, pertanto, possono essere ad un certo punto, abbandonate. Seconda premessa: di
solito i testi che trattano di evoluzione delluomo, si affacciano appena ai grandi temi quali la costruzione
della mente, della coscienza e del S60; introducono il discorso sul linguaggio spiegando per lo pi la sua
evoluzione anatomo-fisiologica; trattano a malapena grandi temi sociologici come la relazione
individuale/sociale per esempio, perch levoluzione quasi sempre vista come fenomeno di massa, che
coinvolge grandi numeri e nel quale gli apporti che possono dare i cambiamenti che avvengono nei singoli
individui sono interpretati come gocce dacqua che si diluiscono nel grande mare del divenire61. Senza la
pretesa di mettere in discussione la costruzione evolutiva classica (che rimane centrale, nel nostro discorso),
ritengo invece che si perda qualcosa non considerando il singolo individuo nel contesto sociale (e lapporto
che d) per il semplice fatto noi siamo fatti di corpo e un corpo il primo simbolo del S e il primo
determinante del S, anche sociale (ed anche, fra laltro, ci che di pi pregnante resta a livello fossile:
negli strati geologici rimangono resti di singoli individui che noi consideriamo prototipi. Nei letti geologici
rimane per solo il simulacro62 di ci che era un individuo). Per farla breve, parto dal presupposto che la
Storia sia fatta di singoli individui (questaffermazione lapalissiana63), i quali per, singolarmente, con le
loro emozioni, contribuiscono al divenire di una specie (e questa, forse, la novit per chi non conosca i
59

Postmoderno. Dallingl. postmodern, comp. di post- e moderno. A partire dagli anni 60, si afferm, in
architettura, letteratura, nei movimenti culturali e nelle arti, una tendenza caratterizzata dal rifiuto dellideale di progresso e
dalla negazione del nuovo e dellinedito, con proposte che miravano a superare le istanze razionalistiche del movimento
moderno, il quale, in architettura, fu una corrente del secolo passato che promuoveva larchitettura e la produzione industriale
a fattori di progresso sociale (es.: A. Aalto, Le Corbusier, W. Gropius, F.L. Wright). I postmoderni, allora, sono, in termini
generali, i seguaci di movimenti artistici, filosofici e culturali che hanno assunto questa posizione critica. Moderno. Dal lat.
or ora, recentemente, ci che proprio del nostro tempo e che ne ha gli aspetti, in relazione al progresso e alla rapida
evoluzione che caratterizza la nostra epoca. Tutti si ricordano che a scuola il periodo moderno andava, pur con limiti variabili,
tra la fine del medioevo e il congresso di Vienna del 1815; mentre una letteratura moderna pu essere riferita sia al secolo
XIX e/o XX, ma pu anche tendenze contemporanee.
60
S. Dal lat., forma forte della declinazione del pronome riflessivo di terza persona; indica, in parole semplici, la
rappresentazione mentale che ciascun individuo ha di se stesso; oppure, messa la questione in altri termini, il s rappresenta la
nostra propria conoscenza di noi stessi. quindi un costrutto mentale che assomma percezioni estero- e propriocettive ed
fortemente connesso con la storia (esperienza) individuale di confronto col prossimo. Esso si configura come: a) un concetto,
ovvero un indistinto insieme di s contesto-specifici, forse uniti da un s prototipico oppure da un teoria che ci spiega come
mai noi siamo una persona in un determinato ambito e unaltra in altre situazioni. b) Una storia, ovvero un racconto o una
serie di racconti che ci siamo costruiti e abbiamo provato su di noi in relazione agli altri, che risponde ai quesiti basici: Chi
siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando e ha tutto questo un senso ?. c) Unimmagine, ovvero una rappresentazione
basata su percetti sulle relazioni spaziali e i dettagli visuali delle nostre facce, corpi e gesti. d) Una rete associativa, vale a dire
un affastellamento di proposizioni sui nostri tratti astratti, esperienze specifiche, pensieri e azioni, in cui lautoconoscenza
semantica rappresentata indipendentemente da quella episodica. Gi William James (1890) asseriva: Il fatto conscio
universale il seguente: Io penso e io provo sensazioni e non le sensazioni e i pensieri esistono.
61
Divenire. Dal lat. venir gi. I dizionari filosofici di solito offrono due accezioni: a) contrapposto allessere in quanto
immutabile, vale a dire la serie dei mutamenti; b) il mutamento considerato in quanto tale, cio in quanto passaggio da uno
stato allaltro. E contrapposto agli stati statici che servono da punti di riferimento nel divenire, nel senso a).
62
Simulacro. Dal lat. figura, statua. Parvenza, rappresentazione esteriore non corrispondente alla realt, che riproduce
parzialmente qualcosa. Mi ha sempre colpito la dottrina epicurea dei simulacra, descritta da Lucrezio (I sec. a.C.) nel De
Rerum Natura, (libro IV), secondo il quale dalle cose si staccherebbero dei sottili veli atomici i quali, identici alle cose,
venendo a contatto con i sensi, darebbero luogo sia alla percezione, sia ai sogni.
63
Lapalissiano. Dal nome del capitano francese Jacques de Chabannes, signore di La Palice, al quale i suoi soldati
cantarono, dopo la sua morte, la seguente strofetta alquanto nave (ingenua), ma pungente, per evocarne la vitalit come
combattente: Un quart dheure avant sa mort/ Il tait encore en vie (un quarto dora prima di morire/era ancora in vita).
Inequivocabilmente evidente.

dibattiti interni alla psicologia evoluzionistica). Vale a dire che mi sono convinto , dopo aver insegnato per
anni lantropologia fisica e dopo aver assunto altri insegnamenti legati alle neuroscienze e alla psicologia
evoluzionistica, che alla base dellevoluzione sociale ci siano le emozioni del singolo individuo e che la
sommatoria dei comportamenti messi in atto dai singoli di una specie - sulla base delle loro emozioni determini i cambiamenti che fanno levoluzione (sui quali esiste un corpus teorico sterminato, in continuo
rimaneggiamento, nella bibliografia specialistica). Per troppo tempo si visto il corpo come sostanzialmente
invariante in tempi brevi, ma dobbiamo tenere bene in mente che i nostri corpi contengono cervelli che li
controllano (venendone a loro volta controllati) e che i nostri cervelli sono plasmati dallambiente e
dallinterazione con i conspecifici. Il singolo corpo non solo unidentit fisica che posseduta
dallambiente e dal sociale, ma un sistema dazione. La sua immersione pratica nella vita di tutti i giorni,
ovvero nelle interazioni con lambiente e gli altri, produce un progetto del S individuale che deve sostenere
un coerente senso di auto-identit64 nel contesto in cui un corpo inserito. Ora, noi siamo pi o meno consci
del fatto che il concetto di individuo come soggetto centrale un assunto moderno e occidentale, diciamo
post-illuminista65, e possiamo solo congetturare su come fossero le diverse identit personali dei nostri
antenati, i quali vivevano in ambiti sociali incommensurabilmente meno ampi dei nostri. Fare per una storia
evolutiva della socializzazione umana senza tener conto del singolo inserito nel contesto , a mio avviso
unoperazione monca perch la moderna psicologia evoluzionistica propone diversi significati di
adattamento66, i quali, pur ripresi dalla biologia, sono pi centrati sullindividuo. Vediamoli. 1)
Ladattamento pu essere visto come tratto adattativo. Un tratto a. una particolare caratteristica del
fenotipo, comune a quella dei conspecifici ed ereditaria che permette, grazie ad una sua particolare funzione,
di vivere e riprodursi in un determinato contesto ambientale. E concesso, in questa concezione, un certo
grado di varabilit individuale. 2) Lo stato di adattamento (o idoneit) di una specie quello che posseggono
gli individui che ne fanno parte e che hanno tratti adattativi atti a vivere e riprodursi. Ovviamente i singoli
individui di una specie possono possedere diversi livelli di idoneit allambiente, in conseguenza
dellinsieme di tratti adattativi che hanno. 3) Il processo di adattamento, invece, una modalit con la quale i
singoli o le specie fanno fronte ai cambiamenti ambientali, con lo scopo di ristabilire, mantenere o migliorare
la loro idoneit. A livello di popolazione il processo di adattamento si identifica con quello di evoluzione per
selezione naturale; a livello di singolo individuo il processo riguarda tutta quella serie di tratti adattativi che
un organismo pu mettere in atto per far fronte alle variazioni ambientali e che possono includere processi
fisiologici, psicologici e comportamentali. 4) Adattabilit, ovvero la capacit di restare adattato. Pi che di
una capacit si tratta di una potenzialit, sia individuale, sia di popolazioni allinterno di una specie, ad
affrontare entro certi limiti - una serie di cambiamenti ambientali. Quando, per esempio, si dice che la
nostra specializzazione il nostro cervello, sintende dire che la sua capienza e la sua enorme plasticit67
64

Nel senso di sentirsi a casa nel proprio corpo rispetto a ci che noi ci narriamo sul nostro corpo.
La concezione illuminista individualistica, sociologicamente parlando, era quella che voleva un individuo come una
persona pienamente centrata, dotata di ragione, coscienza e azione. Questo individuo aveva un centro che emergeva fin
dalla nascita e poi restava sostanzialmente lo stesso attraverso tutta la vita della persona. Dopo G.H. Mead e C.H. Cooley, si
affacciato il concetto di S sociologico, il quale vuole che il nocciolo di un individuo non sia autonomo e auto-sufficiente,
ma sia formato in relazione con altre figure significative (significant others). Lidentit individuale, quindi, nasce
dallinterazione tra il S e la societ. Il singolo continua ad avere un nocciolo duro di ci che pensa essere il suo S reale,
ma questo si forma e si modifica in un dialogo incessante coi mondi culturali esterni ad esso e le identit che questi offrono.
66
Adattamento. Dal lat. adattare, indica, in biologia, le modificazioni alle quali sono sottoposti gli organismi al variare
delle condizioni ambientali. Si parla di a. fenotipico in cui vi sono cambiamenti fisiologici o morfologici che non vengono
trasmessi ai discendenti e di a. genotipico, che riguarda intere popolazioni ed associato a cambiamenti genetici che, per
selezione naturale, diventano patrimonio della specie e possono produrre speciazione. In psicologia, la. essenzialmente la
relazione che un individuo stabilisce con lambiente in cui inserito, al fine di ottenere la soddisfazione dei suoi bisogni
psico-fisici.
67
Plasticit. Dal lat., a sua volta dal gr. modellare. Vale per moltissimi aspetti biologici; in neurofisiologia, in
particolare, essa la capacit del SN ad adattarsi alle mutevoli condizioni interne ed esterne, la quale consente, tra laltro, di
ripristinare una funzione perduta per la soppressione del relativo centro per mezzo dellattivit sostitutiva di altri centri; ci
vale per la corteccia cerebrale e i centri sottocorticali. Coinvolge memoria, apprendimento, condizionamento, abitudine. Il
dogma secondo il quale noi abbiamo un corredo di neuroni alla nascita che deve durare tutta la vita (perch i neuroni non si
possono rimpiazzare), stato sfatato. Il termine neurogenesi, coniato recentemente, indica la comparsa di nuovi neuroni nel
cervello in alcune regioni, fenomeno che si manifesta in tutta la vita. Solo che, al momento, i ricercatori non sono affatto
sicuri che i nuovi arrivati contribuiscano ai comportamenti sottesi da quelle regioni cerebrali, che includono il canto, lodorato
e lapprendimento.
65

consentono possibilit di adattabilit superiori rispetto a quelle di altri animali che posseggono
specializzazioni diverse (per esempio proboscidi o artigli), ma non cos plastiche. Come si vede, il concetto
di adattamento passa da costrutti che sono biologici ad altri, che sfumano verso lo psicologico. Come si pu
notare, lindividuo fa sempre capolino, la stessa biologia lo considera importante. A questo punto, una volta
collocato il singolo in una posizione meno marginale, il caso di riferire una sorta di dicotomia che ho
sempre notato in psicologia sociale, vale a dire il fatto vi erano due distinti punti di vista sullindividuo in
rapporto alla cultura. Il primo voleva che il S derivasse dai processi sociali e dalle differenti relazioni nelle
quali un individuo era implicato, agendovi maniera empirica e facendo esperienza; il secondo punto di vista
enfatizzava lapporto del singolo, nel senso che i processi sociali derivavano dai S personali, per cui tanti
singoli tante entit separate producevano il processo e lordine sociale68. La prima concezione ben si
attaglia alle culture tradizionali e, pi propriamente, a quelle non occidentali (lindividuo che si annacqua
nel sociale, il lettore pensi alla vita in Cina, per esempio); laltra concezione appartiene invece al mondo
occidentale. Le scienze cognitive hanno, per certi versi, radicalizzato la cesura tra le due concezioni in
quanto: a) studiano il singolo individuo che, per loro, pu essere decontestualizzato, b) ritengono le societ
non pi come un insieme informe di singoli individui, c) il singolo visto come un elaboratore
dinformazione e ne consegue che, d) gli oggetti sociali non sono oggetti inanimati, privi di pregnanza, ma
potenti elaboratori ed economizzatori di fatti cognitivi. Come pu, tutto questo, non fare evoluzione ?
Io sposo, chiaramente la seconda concezione e, in questottica, pongo laccento sul singolo. Per una
ragione peraltro semplicissima: i nostri lontani antenati vivevano in bande, in gruppi ristretti, per cui
lapporto del singolo era essenziale. Accenner nella parte che segue a concetti (costrutti) quali mente,
coscienza, S, intelligenza, in riferimeno alla loro genesi. Parler del concetto di memoria allargato che si sta
affermando e indicher lo stress come fattore adattativo, perch non possibile, a mio avviso, soffermarsi
sullevoluzione sociale dei primordi senza tentare una sintesi di ci che le scienze cognitive offrono in questo
periodo storico. Alla fine di questa parte tenter una sintesi del mio pensiero. Forse la Storia ne sar
agevolata.

La costruzione della mente

Nel presente paragrafo si discute:


a)
b)
c)
d)

Della capacit cranica degli ominidi;


Di alcune caratteristiche culturali e del loro peso nel determinare i cambiamenti del cervello;
Di quanto sia elusivo il concetto di mente;
Di come essa potrebbe essersi sviluppata, a detta di studiosi di diverse tendenze e competenze.

A questo punto, linizio di una Storia pi umana, viene posto, come abbiamo visto, sui 5 m.a., quando le foreste
dellAfrica dellest si assottigliarono e molti dei loro abitanti dovettero cercarsi nuovi habitat, per cui quelli che
vennero attratti fuori dalla foresta o si adattarono al nuovo ambiente o si estinsero. Tra i 4 e i 3 m.a. abbiamo gli
Australopiteci, con una capacit cranica media di 450 cc. Iniziarono a camminare eretti e questo probabilmente
permise loro di stabilire nuove relazioni tra conspecifici, basate sulla cooperazione sia per il cibo sia per
lallevamento dei figli. Questo accadde di certo per i successivi, gli Homo habilis, che prosperarono tra 2.3 e 1.3
m.a. Vivevano in maniera ancor pi cooperativa, aumentarono i loro cervelli (600-750 cc.) e cambiarono in
69
meglio i loro utensili . Il tema dominante dei primi ominidi sembra essere la spartizione del cibo e degli utensili
e la vita in comune. Ci port alla costruzione dei primi insediamenti mobili e alla caccia in comune. Il cervello
esplose. Secondo Haldane, la trasformazione encefalica degli ominidi quella pi rapida subita da un organo
finora nota in un organismo complesso. Da 75.000 a 125.000 generazioni (un periodo che va da 1 a 1.25 m.a) si
ebbe un cambiamento evolutivo mai riscontrato prima. La versione successiva delluomo primordiale, lHomo
68

E lirrisolta questione dellaspetto storico-sociale. E lessere sociale che determina la coscienza (come voleva K.
Marx) ? Oppure la coscienza a determinare lessere sociale ?
69
Tobias e collaboratori denominarono questa specie Homo habilis nel 1964, partendo dal fatto che il suo ritrovamento
avvenne in prossimit di alcuni strumenti olduvani antichi. Molti tuttora non concordano con questa denominazione.
ritenuto comunque da molti lautore degli utensili litici della gola di Olduvai (otteneva schegge taglienti percuotendo ciottoli
luno contro laltro).

erectus, aument ancor di pi la socializzazione. Alto allincirca 1.5 metri e con uno scheletro simile a quello
odierno dallo collo in gi, aveva per una testa ancora piuttosto scimmiesca. La sua capacit cranica oscillava tra
775 e 1225 cc (la media di tutti i crani 1008 cc.).

La sua fronte tondeggiante era


diversa da quella del suo predecessore, per cui se lo vedessimo di giorno in una stazione della metropolitana in
jeans e maglietta, forse non lo noteremmo (di notte probabilmente s). Migr nel vecchio continente (lo
troviamo dalla Spagna allIndonesia), lavor la selce in maniera avanzata oltre alle pelli, denotando una cultura
alta. Visse anche tra ghiacci e disgeli e costru ripari. Insomma, fece tutto ci che prepara alla vita attuale:
viveva in gruppi, era capace di sopravvivere in nuovi ambienti, era in grado di adattare questi nuovi mondi ai suoi
bisogni. Quando scopr luso del fuoco il suo mondo si allarg (il fuoco allunga il d, permette scambi
interpersonali maggiori, offre la possibilit di cucinare il cibo, per cui diminuisce la masticazione quindi la
70
muscolatura masticatoria ai lati del cranio, favorendone lallargamento; il fuoco allontana poi i predatori ) e,
probabilmente, introdusse il linguaggio. LH. erectus prosper per un milione di anni e cominci ad evolversi
verso lHomo sapiens tra 500.000 e 300.000 anni fa.
Quando i primi sapiens (H. sapiens neanderthalensis) fecero la loro apparizione in Europa, gli erectus
apparentemente scomparvero. I neanderthaliani furono dapprima messi un po a latere della linea evolutiva
umana, in realt essi probabilmente emersero come una delle altre sottospecie di H. sapiens. Con crani
capaci (anche oltre i 1500 cc.), vivevano in societ organizzate, praticavano cerimonie e riti funebri. Dato
che prosperarono in unera glaciale, si adattarono al freddo e costruirono migliori rifugi, abiti e utensili
rispetto ai loro predecessori. Per il fatto che crearono organizzazioni sociali abbastanza avanzate, la guerra e
la violenza divennero elementi normali delle loro vite (non diversamente da noi). I successivi sapiens,
moderni (il pi noto l'uomo di Cro-Magnon71 -

70

LH. erectus cominci ad usare il fuoco pi di un milione di anni fa, secondo molti autori, ma non tutti sono daccordo.
Secondo altri non c chiara evidenza delluso controllato del fuoco fino a 200.000 a. fa, con lH. sapiens. Il problema, in
questo frangente, dato dal fatto che i focolari ritrovati sono spesso in cattivo stato di conservazione e che non per niente
facile provare due dati: la datazione del ritrovamento e se che quel supposto focolare fosse intenzionale e non invece dovuto
ad un fuoco naturale.
71
Cro-Magnon. Localit della Francia sud-occidentale dove sono stati scoperti individui di alta statura, cranio
dolicomorfo (allungato in senso antero-posteriore), faccia bassa e naso simile al nostro, viventi nel pleistocene superiore, a cui
vengono attribuite le civilt aurignaziana e magdaleniana (vedi oltre).

H. sapiens sapiens), presentano differenze craniche strategiche rispetto ai neanderthaliani. I loro crani, della
stessa capacit dei loro predecessori, si elevarono. I loro palati, allargati, diedero loro maggiori abilit
linguistiche, aumentando lefficienza della cooperazione tra loro. Si pensa che, per levoluzione della mente,
larte e il linguaggio, questi tratti siano fondamentali perch permettono astrazione72, simbolismo73 e
inventiva.
Bene. Ricapitoliamo i primordi. 60 m.a. fa nellEocene, nelle proscimmie il cervello si accrebbe
gradualmente, probabilmente per le necessit legate alla vita arboricola (movimento e visione). Alla fine
dellEocene, lencefalo si allarg del 65%. In seguito il cervello aument e nelle scimmie e nelle grandi scimmie
dellOligocene e del Miocene (allincirca tra 35 e 5 m.a.), i cervelli continuarono a svilupparsi, per permettere una
maggiore destrezza e una migliore visione.

72

Astrazione. Dal lat. tardo via da e trarre. Processo mentale mediante il quale una cosa viene isolata dalle altre con
cui si trova in rapporto, per considerarla come specifico oggetto dindagine.
73
Simbolismo. Dal gr. simbolo,, ovvero segno di riconoscimento, formato dalle due met di un oggetto spezzato che si
riaccostano, in questo contesto va inteso come capacit di collegamento. Pi avanti nelle note a pi pagina sar offerta una
definizione pi dettagliata e articolata di simbolo.

Chimpanzee, Gorilla
Sts 5, Stw 53, OH 24, ER 1813
D2700, Java Man, Peking Man, ER 1470
ER 3733, WT 15000, Petralona, Rhodesian Man, modern human
I nostri antenati vivevano in gruppi e ci richiede intelligenza sociale. Essa caratterizzata in parte da una
buona memoria delle interazioni sociali, perch la creazione di associazioni parentali e dinterazioni cooperative
essenziale. La vita di tutti i giorni pu rapidamente cambiare la natura di queste interazioni, per cui il cervello
devessere molto flessibile per tenere a mente tutti gli aggiornamenti possibili. Simpar a diventare elusivi, in
74
qualche modo simpar a fingere. Mendacem memorem esse oportere . Occorre intelligenza per fingere.
Sullintelligenza atta a far fronte alle forze ostili dellambiente naturale, sinstaur anche quella necessaria per far
fronte alle sfide sociali. Ci perch, a poco a poco, il principale avversario delluomo divenne luomo stesso. La
selezione naturale oper sullabilit dei nostri predecessori a mascherare, a sopportare, ad ingannare75, a mettere
in atto tutte quelle finzioni atte a non intaccare o dissolvere il tessuto sociale. Una paleantropologia della
finzione, ancora tutta da scrivere (se mai lo sar, anche perch i comportamenti non fossilizzano)76. In ogni
caso, tutte le manipolazioni necessarie per mantenere integro il corpus sociale dei primi gruppi umani non fecero
altro che aggiungere carburante al fuoco dellevoluzione umana. A parte la corteccia, lanatomia generale del
nostro cervello pi o meno la stessa di quella degli altri Primati. La corteccia si evoluta per sostenere
lapprendimento e la pianificazione. A questo punto occorre chiarire che una volta estesa la teoria di Darwin
allevoluzione del cervello umano (e quindi della mente) si sono levati molti scudi e non solo dal versante
religioso, per cui lapproccio evoluzionistico alle scienze sociali e cognitive proceduto con una lentezza
esasperante. Daltro canto, se il corpo umano stato plasmato dalle pressioni ambientali, perch non pu esserlo
la mente ? La mente umana deve avere la sua storia evolutiva. Ma, allora, sono state selezionate anche le propriet
intrinseche della mente stessa ? A questa domanda paleoantropologi, neuroscienziati, antropologi culturali,
psicologi, archeologi e filosofi hanno tentato di dare una risposta. Senza grande successo, in realt, anche se
possibile affermare che molto si sta muovendo. Dopo che Chomsky, nel 1959, oper una rivoluzione in psicologia
77
78
attaccando Skinner , le prove sulla modularit di molte funzioni e capacit mentali si sono accumulate. In
pratica, si pensava che la cognizione fosse sottesa da una miriade di sistemi innati, canalizzati e specifici, le cui
operazioni sono altamente indipendenti o inaccessibili al resto della mente. In seguito il concetto di modularit si

74

Quintiliano: Il bugiardo deve avere memoria. Ma anche: Omnis homo mendax, tutti gli uomini sono bugiardi. (Salmo).
Lintelligenza necessaria per ingannare deve avere radici molto profonde. Shirley Strum ha riportato il caso di una
femmina di babbuino che savvicin ad un maschio che aveva appena ucciso una giovane antilope. Si mise ad spulciarlo e,
quando questo, deliziato, abbass la guardia, gli soffi la preda. Whiten e Byrne osservarono un babbuino giovane che
savvicin ad una femmina. Questa aveva appena raccolto uno stelo tuberoso (una leccornia per i babbuini), losserv per un
po e poi lanci un segnale di soccorso, nonostante la situazione non lo richiedesse. Sua madre accorse prontamente e scacci
la femmina ingiustamente accusata. Il giovane babbuino si mangi il tubero.
76
Se comunicare significa essenzialmente cercare di entrare nelle menti degli altri per cercare di modificare i loro stati
mentali, fingere significa comprenderli senza far vedere che si sono capiti. Unarcheologia della finzione potrebbe essere fatta
sui Primati, ma non chiaro, al momento, se questi possano riconoscere o meno lesistenza di stati mentali negli altri. E per
probabile, lo scimpanz Sarah potrebbe esserne la dimostrazione (anche se una rondine non fa primavera). Per chi lha istruita,
Sarah possiede i rudimenti di questo riconoscimento. A Sarah venne mostrata una videocassetta in cui vi erano umani di fronte
ad un problema. Dopo che lebbe vista, le vennero mostrate alcune foto che mostravano le soluzioni alle varie questioni. Ogni
volta Sarah fu in grado di trovare la soluzione giusta per i diversi problemi. I suoi istruttori arguirono che Sarah era capace
non solo di comprendere i problemi, ma anche di volerli risolvere allo scopo di aiutare gli umani. Incuriosisce comunque il
fatto che a Sarah alcuni istruttori piacevano, mentre per altri provava antipatia. In alcune sessioni scelse le soluzioni corrette
per gli istruttori a lei simpatici, quelle sbagliate per gli altri. Come altri scimpanz lei amava scherzare. Ma ci non dimostra
comunque che i primati comunichino con lintenzione dinfluenzare le opinioni e le convinzioni altrui come facciamo noi.
77
Skinner era un comportamentista di ferro, per cui lesistenza della mente per lui era relegata nel limbo delle categorie
poco scientifiche. Si veda la nota: comportamentismo.
78
Modularit. Da modulo, dal lat. misura. Relativo ad un modulo, che lunit elementare costitutiva di un insieme,
detto appunto modulare, fatto dalla replica (lineare, superficiale o spaziale) di quellunit secondo determinate regole di
simmetria e scansione. In etologia, i moduli sono linsieme delle azioni che un animale compie in modo stereotipato o
seguendo una precisa sequenza, che si ripete ogni qualvolta si presenta lo stimolo che richiede lo svolgimento di una
determinata funzione. In informatica, un modulo un dispositivo fisico o circuitale o elemento di programma che costituisce
ununit di sistema modulare.
75

79

liberalizzato . Attualmente, un movimento noto come psicologia evolutiva postula che la mente contenga un
intero set di adattamenti modulari. il modello a coltellino svizzero della cognizione (in contrasto con quello che
vuole la mente come una sorta di computer pluriuso). Come accadde per le varie lame del coltellino svizzero,
che furono forgiate sulla base delle esigenze dei militari elvetici, cos le diverse modularit sarebbero state
selezionate in punti diversi della nostra evoluzione e mantenute o per inerzia o attraverso una selezione che le ha
80
stabilizzate. In contrasto col determinismo ambientale dei sociobiologi , gli psicologi evolutivi pensano che i
meccanismi evolutivi generino i nostri desideri e le nostre credenze; ci che noi facciamo alla luce di questi
dipende dalla nostra ragione, dal sociale e dalle preferenze personali. Il problema complesso, anche perch
lapporto di altri studiosi, come gli archeologi (molti dei quali provenienti dalle scienze sociali e, pertanto,
fieramente convinti che le relazioni socio-culturali siano il motore principale dellemergenza e dellevoluzione
della mente), fa spazio non solo al substrato neurale che possibile inferire dalla struttura endocranica81 dei nostri
antenati, ma anche alle sequenze tecnologiche e geometriche osservabili nei manufatti primitivi. Accade anche
che gli archeologi si allarghino anche rispetto al comportamento simbolico, il quale centrale per il pensiero
umano e per il linguaggio. Secondo gli archeologi, le moderne capacit cognitive sono da ascrivere allalto
Paleolitico (circa 35.000 anni fa), periodo in cui fece la sua comparsa larte rappresentativa e decorativa, vale a
dire quando i primi riti funebri si manifestarono e la tecnologia litica si diversific. Alcuni tra loro pensano
addirittura che il linguaggio completo sia un retaggio di questo periodo, anche se i paleoantropologi pongono
lorigine del linguaggio pi indietro nel tempo. In realt, la cosiddetta esplosione culturale dellalto Paleolitico
sembra pi una particolarit dellEuropa, in quanto, in altre parti del mondo, essa avvenuta quasi in
82
contemporanea, ma molto pi gradualmente. Gli stessi antropologi culturali sono divisi, rispetto al problema.
Innamorati come sono della quasi infinit variet dei sistemi relativi alle credenze, i comportamenti e le pratiche
sociali, questi studiosi sono molto propensi, per deformazione professionale, a riportare la mente sotto legida
socio-linguistica. Vi sono quelli che, pur abbracciando spiegazioni darwiniste sulle culture umane, cercano di
spiegare le diversit culturali in modo analogo a quello della selezione naturale in biologia. La trasmissione
culturale stata, per loro, sottoposta a mantenimento selettivo di ci che serviva. Si badi bene che, diversamente
dai sociobiologi, questi studiosi non legano direttamente i comportamenti alla base genetica. Vi sono altri
antropologi culturali che hanno un differente approccio: lasciano perdere le implicazioni evolutive e tentano di
scoprire se vi siano o meno degli universali cognitivi che sottostanno alle diversit culturali e sociali. Un lavoro
non da poco. Mancavano allappello i filosofi. Per forza di cose il loro approccio generale e questi pensatori
cercano per lo pi di fornire appropriate spiegazioni sui contenuti intenzionali (significati). Le deformazioni
professionali alle quali sono tenacemente abbarbicati, sono: lanalisi concettuale, largomentazione a priori e i
79

Chomsky e Fodor erano inclini a pensare che lapparenza dei moduli fosse solo un mero sottoprodotto dellespansione
della neocorteccia.
80
La sociobiologia. Da socio- e biologia, una disciplina sorta nella seconda met del secolo XX e ha per oggetto lo
studio delle basi biologiche del comportamento e dellorganizzazione sociali di tutti i tipi di organismi viventi, uomo incluso.
Per la s. ogni comportamento in relazione alla sopravvivenza dellindividuo o del suo intero gruppo sociale. Levoluzione
della specie procede per evoluzione naturale di quelle che manifestano maggiore idoneit complessiva a riprodursi; tale
idoneit ha le sue basi nel patrimonio genetico individuale ma sarebbe influenzata, specie nelluomo, dallesperienza
individuale e dalladattamento allambiente. Per alcuni s. vi sarebbe una corrispondenza precisa tra geni e comportamento. In
ogni caso, lidea quella di correggere la concezione della natura umana secondo la quale essa sarebbe una tabula rasa
sulla quale la storia, la societ e la cultura scrivono. Questa concezione si era affermata in sociologia, ma anche in
antropologia culturale, come reazione al positivismo naturalistico ottocentesco. Per inciso, per i Romani la tabula rasa era la
tavoletta cerata usata per la scrittura quando veniva erasa dogni segno per renderla disponibile per scrivervi di nuovo. Il
filosofo inglese John Locke (1632-1704), empirista, indicava con questa espressione il paragone tra la mente e un foglio di
carta intonsa (da cui si sarebbero originate tutte le idee attraverso i sensi esterni e interni), riprendendo con ci limmagine di
Aristotele (384-322 a.C.) in cui egli paragonava lintelletto in potenza rispetto agli intelligibili, prima dintenderli in atto.
81
Endocranio (Dal gr. dentro e cranio), indica, in questo contesto, lo studio delle impronte lasciate dalla
vascolarizzazione encefalica sulla superficie interna della teca cranica.
82
Antropologia. Dal gr. uomo e logia. Nel suo senso pi ampio lo studio delluomo dalle origini ai nostri giorni.
Essa si concretizza come una teoria, una concezione, un programma di ricerche sulluomo, sia come singolo, sia come
appartenente a comunit o situazioni. Si diversifica sia per gli orizzonti conoscitivi sia per i metodi dindagine. Esiste intanto
la grande distizione tra a. fisica e a. culturale, la quale, per certi versi ricalca la dicotomia esistente tra scienze dure e
scienze sociali. La prima (che comprende anche quella paleoantropica), studia le caratteristiche morfologiche, fisiologiche
e attitudinali della specie umana nel corso dellevoluzione fino al presente; la seconda volge la sua attenzione allindagine e
allinterpretazione di attivit espressive e creative, di istituzioni e credenze dei popoli primitivi e odierni. Esistono anche
una a. filosofica (che concepita soprattutto in rapporto allautocoscienza e allanalisi introspettiva della soggettivit umana);
e altre (a. descrittiva, storica, comparativa, sociale, psicologica e cos via), le quali hanno per oggetto dindagine la
documentazione e la sociologia oppure la psicologia di costumi e forme di vita.

grandi temi (Ogni evento deve avere una causa?, Cosa diversifica la materia dalla mente? e via ponzando).
Sono indispensabili in questo tipo di ricerca per la loro abilit nel fare distinguo e per il fatto che sanno
districarsi tra le diverse implicazioni delle teorie proposte o perch svelano i punti deboli o le assunzioni implicite
delle stesse teorie. Come si vede, non vi ancora una teoria unificante (se mai ci sar). La mente come propriet
83
emergente del corpo ? la mente che crea il linguaggio, come vuole Pinker ? E cos la coscienza, allora ?

Domande

Ricapitola le tappe dellominazione ?


Cosa comport la vita di gruppo ?
Come sono state rimaneggiate le funzioni e le capacit mentali con la socializzazione ?
Quali sono le ipotesi degli archeologi riguardo allo sviluppo delle moderne capacit cognitive ?
E quelle degli antropologi culturali ?

I sociobiologi, come vedono la faccenda

Mente e coscienza.
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)

Di come i neuroscienziati trattino questi argomenti (a differenza dei filosofi);


Di quali siano le posizioni sulla mente;
Della storia in pillole delle diverse posizioni su mente e mentale.

84

C. Sherrington : come se la Via Lattea si lanciasse in una danza cosmica. Ed ecco, il cervello diviene un
telaio incantato dove milioni di sfavillanti navette tessono un disegno che si dissolve, un disegno sempre fornito di
significato ma che non rimane mai lo stesso; unarmonia fugace di variazioni sul tema.
85

Nel linguaggio comune si usa spesso la metonimia una bella mente, la quale evidentemente mi manca
perch, ben conscio dimpegolarmi in un discorso estremamente complesso, scivoloso e ricchissimo di sfumature,
86
lo faccio lo stesso e inizio affermando riduttivamente che la mente un sistema per elaborare il mondo .
Tralasciando le varie credenze che si sono succedute nellantichit, il filosofo che trasport il pensiero medievale
nel mondo moderno fu Cartesio87, il quale postul che la conoscenza umana non dipendesse da unanima separata
83

Per Steven Pinker (1994) la mente crea il linguaggio. Da un punto di vista evolutivo noi avremmo dapprima elaborato
un mentalese (il linguaggio del pensiero, al di fuori dei vincoli degli organi atti alla fonazione). Questidea sapprossima a
quella di Chomsky (1957), secondo la quale tutti gli uomini hanno una grammatica innata, per cui, da un punto di vista
evolutivo, prima sarebbero venuti dei preadattamenti cerebrali, poi lo psichismo (da intendersi come attivit psichica
scarsamente differenziata, qual quella presente negli animali o quella che si svolge in conseguenza di fenomeni regressivi in
alcuni malati di mente). Il testo di Chomsky (Syntactic Structures, Mouton, lAia, 1957) stabil una prospettiva che ha
dominato la linguistica per circa 45 anni. La linguistica generativa, che Chomsky inaugur, fece la sua ascesa a partire dagli
anni 60 e continua ad essere il telaio dominante, anche se le scienze cognitive stanno aprendo un varco tra le varie discipline
linguistiche e si ha la necessit di ricomporre la frammentazione tra psico e neurolinguisti, modelli computazionali, tipi
fonologici e cos via.
84
Charles Sherrington (1857-1957), inglese, condusse una vasta indagine sui cosiddetti animali spinali (animali il cui
midollo spinale stato disconnesso dal cervello). Egli dimostr che la dimensioni di un riflesso (unit di base del movimento
che S. defin come risposte semplici, altamente stereotipate e non apprese, a stimoli esterni), direttamente connessa con
lintensit dello stimolo. Altri suoi studi fondamentali riguardano i fusi muscolari e gli organi tendinei del Golgi, importanti
recettori per il movimento.
85
Metonimia. Dal lat. tardo, a sua volta dal gr. scambio di nome. Procedimento linguistico espressivo che consiste nel
trasferimento di una parola ad unaltra (es.: bevo un bicchiere).
86
Un qualsiasi dizionario filosofico offre almeno una ventina di diverse definizione di mondo. Buon divertimento.
87
Cartesio (Nome latinizzato di Ren Descartes, filosofo e matematico francese 1596-1650), iniziatore del razionalismo
moderno, questo pensatore liber la filosofia dalla dipendenza medievale dallautorit. Fond un metodo filosofico e
scientifico sul modello di quello matematico, dotato dello stesso rigore formale. Per C., il famoso penso dunque sono il
principio supremo del sapere, cio la certezza del proprio pensiero e della propria esistenza. In base ad esso giunge a
giustificare lessere del mondo e di Dio. C. divise nettamente tra pensiero (sostanza pensante) e materia (sostanza estesa),
creando il famoso dualismo cartesiano di cui parler pi avanti. Il Razionalismo (dal lat. fissare, stabilire), in termini

dal corpo, ma dal cervello e dal sistema nervoso (localizzando la mente, un insieme di abilit che regolano l
automa corpo, nella ghiandola pineale, lepifisi88). Dopo di lui fu possibile suddividere il corpo, studiarlo e
curarlo meglio. Si fecero strada termini nuovi, come mente, mentale e coscienza. Penso, dunque sono, allora.
Quando io penso io esisto, questo, per Cartesio, qualcosa di non fisico. Chiaramente, allodierno stadio di
sviluppo scientifico, ci non ci soddisfa pi perch: a) le funzioni psicologiche, compreso il cogito, sono attivit
del cervello fisico; b) vi sono attivit cognitive come sapere quale il mio posto in una gerarchia che possono
89
non essere consce; c) nessuna esperienza introspettiva del S giace fuori dal corpo (come volle il filosofo Hume
90

91

gi nel Settecento). Come si gi detto, purtroppo misticismo , funzionalismo


92

sempre allopera. Unanalogia di moda vuole che i processi psichici e il software

e resistenza al nuovo sono

di un computer siano prossimi.

93

Il cervello lhardware sul quale il software cognitivo ha lavventura di viaggiare. Non importa capire
lhardware, dato che esso ritenuto un semplice attuatore del software. Si provi ad interrogare un qualsiasi
neuroscienziato e si vedr. Lanalogia intuitivamente debole (un software manipola simboli, un encefalo vi
annette significato) ma radicata. Per cui, per costoro, termini come mente e coscienza giacciono nel limbo delle
cose che resteranno per sempre fuori dalla scienza, un po come accadde a suo tempo con il cosmo, la natura del
fuoco, la materia.

generali, un atteggiamento che riconosce come fondamento della conoscenza, del giudizio e delloperare pratico, la ragione
e la razionalit. Nella filosofia moderna, il termine designa quegli indirizzi che fanno derivare le idee non dallesperienza, ma
da alcuni princip a priori, cio connaturali alla ragione. I sistemi filosofici di Cartesio, Malebranche, Spinoza e Leibniz sono
accomunati dal principio che la ragione, mediante lanalisi delle sue idee, ha il potere di conoscere la realt della sua essenza.
88
Epifisi. Dal gr. sopra, in, di pi e crescere crescere sopra. Ghiandola a funzione neuroendocrina, molto attiva
nei primi anni di vita, localizzata sulla superficie dorsale del mesencefalo, tra le eminenze quadrigemine anteriori, di forma
conica e unita allencefalo da un peduncolo. Innervata dal sistema nervoso ortosimpatico, dal ganglio cervicale superiore, in
risposta allattivit delle cellule di questo ganglio secerne lormone melatonina, secreto quasi esclusivamente di notte. Negli
animali che si riproducono stagionalmente esso controlla se gli animali si trovano nella condizione daccoppiarsi, mentre
nelluomo esso implicato nei ritmi sonno/veglia.
89
David Hume (1711-1776), filosofo scozzese, autore del Trattato sulla natura umana, portando lempirismo alle
estreme conseguenze, sostenne che alla base di ogni conoscenza vi sono le impressioni e le idee, che differiscono solo per
intensit e vivacit; la conoscenza si esplica ponendo in relazione idee oppure impressioni, cose di fatto. La matematica, per
esempio, si fonda sul principio di non-contraddizione; un altro modo di conoscenza, quella empirica, ha come fondamento il
principio di causalit. Lapproccio di H. ai problemi etici, religiosi, politici ed estetici fondato sulla nozione di sentimento,
per cui la religione nasce dalle paure e dalla speranza delluomo; lestetica dal gusto individuale; alla base dei valori politici
sta il sentimento generale dellinteresse comune. Empirismo. Da empirico, a sua volta dal gr. esperienza. In filosofia un
atteggiamento generale del pensiero che pone nellesperienza lunica fonte valida di conoscenza e, negando lassolutezza di
qualsiasi asserzione, riconosce che ogni verit pu e deve essere messa alla prova, controllata ed eventualmente abbandonata.
LE. si oppone quindi sia allinnatismo sia al razionalismo, nonch ad ogni forma di metafisica che postuli entit
sovrasensibili. E. antichi: epicurei e stoici; tra i moderni, oltre a Hume, Bacone e Locke. Nel linguaggio comune, empirica
qualsiasi asserzione priva di validi fondamenti scientifici. Innatismo. Dal lat. nascere dentro. E una dottrina gnoseologica
secondo la quale i princip conoscitivi sono presenti nella mente delluomo fin dalla nascita e non derivano dallesperienza,
ma la precedono e ne costituiscono il fondamento. Sorta con Platone (428-348 a.C.) nel tentativo di dar ragione di concetti
fondamentali quali il bene, lutile e, in genere, quelli matematici. In biologia, ci che presente fin dalla nascita e determinato
geneticamente.
90
Misticismo. Da mistico, voce mediterranea di or. incerta. Indica, in antropologia, ogni interpretazione della realt che
trascenda i fatti sensibili e li metta in rapporto con forze soprannaturali.
91
Funzionalismo. Der. di funzionale, su modello del fr.fonctionnel, indica, in sociologia e in antropologia culturale un
indirizzo (per lo pi anglosassone) per il quale la cultura un insieme organico, costituito da funzioni svolte da entit
istituzionali o materiali che possono, tuttavia, essere sostituite da altre (la funzione il dato costante e la struttura quello
variabile). In psicologia, un indirizzo che attribuisce alle manifestazioni della vita mentale il carattere di funzioni nel generale
problema delladattamento dellindividuo allambiente.
92
Software. S. ingl. composto di soft morbido, soffice e ware merce. In informatica indica linsime dei programmi
impiegati su un sistema di elaborazione dati: il s. di sistema quello relativo al sistema operativo di un elaboratore, il s. di
base linsieme dei programmi di utilit generale; mentre il s. applicativo quello relativo ai programmi che servono ad un
determinata funzione (es.: scrivere). Hardware. S. ingl. composto dal gi citato ware e da hard duro, rigido. Si tratta dei
componenti di base, immodificabili, di un apparecchio o sistema, come i componenti circuitali fissi, gli alimentarori, e cos
via.
93
Cognitivo. Dal lat. cognitus, che concerne il conoscere. I processi cognitivi in psicologia sono quelli implicati nella
conoscenza (percezioni, immaginazione, memoria, le forme di ragionamento), intesi funzionalmente come guida al
comportamento.

Chiedo venia per la digressione, ma se uno studente mi chiede come gli scienziati vedano o definiscano la
mente, di solito taglio corto nei termini che seguono94. Il problema centrale il rapporto corpo/mente e, in
questo ambito esistono posizione diverse95. Intanto si deve citare il dualismo cartesiano, secondo il quale
esiste interazione tra spirito e materia, le quali interagirebbero tra loro in modi tutti da specificare, queste
modalit, in ogni caso, non seguirebbero le leggi naturali classiche96. Per altri autori il mentale un
epifenomeno97, qualcosa collegato al fisico, ma di minor forza. Si manifesta, ma non produce azioni. Per altri
ancora, definibili idealisti98, ci che conta il pensiero e solo il pensiero, vale a dire che esiste la sostanza
pensante. Per i seguaci della teoria del parallelismo psicofisico esisterebbero due sostanze che non
interagiscono fra loro in modo causale, ma variano in modo simmetrico. Per molti scienziati, tuttavia, tutto
ci che deve cadere sotto il manto della fisica (fisicalismo), per cui anche le entit mentali sono
riconducibili ad entit materiali. Ebbene, se questa operazione si rivela impossibile, allora ci significa che le
entit mentali semplicemente non esistono. Si parla di posizioni riduzioniste e (ma anche o) eliminativiste. Il
problema fondamentale, per sintetizzare, riguarda la relazione mondo mentale/realt fisica. Si tratta di
assegnare al mentale una sua autonomia, senza per questo cadere nel dualismo cartesiano (netta separazione
tra fisico e mentale) e nelleliminativismo. Si parla perci di sopravvenienza (supervenience), vale a dire
che le facolt mentali sopravvengono a caratteristiche fisiche. Si parte cio dal presupposto che la mente
sia una caratteristica superiore fissata dal fisico (il livello inferiore) e che il livello superiore sia dotato di
una sua autonomia non riconducibile a quello inferiore. La mente, allora, sarebbe una propriet che
sopravviene al fisico, ma non riducibile ad esso. Il problema, come si vede, complesso e le odierne ricerche
di filosofia della mente studiano alcuni grandi temi, tra i quali lintenzionalit99. Si rimanda, pour en savoir
en plus, a testi specializzati100.

94

In effetti, sintetizzare concetti e idee non mi mai piaciuto, si bignamizza il sapere e si corre sempre il rischio di
tralasciare concetti anche importanti. Daltro canto, gli studenti chiedono, non sono un filosofo (purtroppo) e bisogna
rispondere, anche se dalla prospettiva sguincia dellantropologia, scienza che, con la sociologia, pu cadere spesso nella
tuttologia. I modelli ai quali mispiro per bignamizzare senza banalizzare (e senza peraltro giungere mai ai loro
ineguagliabili livelli), sono: i compianti Isaac Asimov (tutta lopera divulgativa) ed Ernst Gombrich (delizioso il suo
volumetto Breve storia del Mondo - Salani ed., 1997); il vivente Tahar Ben Joullion (LIslam expliqu aux enfants,
Gallimard, 2001). Ma anche, perch no ? Anche la Storia della filosofia occidentale di Bertrand Russell, di cui credo esista
(non ho indagato, chiedo venia), solo unedizione del Paleolitico superiore (1966) a cura di Longanesi.
95
Secondo von Neumann ogni scienza una neuroscienza in quanto studia il cervello del ricercatore, in una
regressione senza fine simile alleffetto che si ha (osservandosi) nel doppio specchio del barbiere.
96
In relat ho semplificato la questione ai minimi termini. Un buon testo per entrare in questa logica per gradi quello del
Nobel J.C. Eccles: Evolution of the brain: Creation of the Self. Routledge, Londra e New York, 1989.
97
Epifenomeno. Composto di epi- sopra e fenomeno. Lepifenomenismo una teoria psicologica per la quale la
coscienza sarebbe la manifestazione di fenomeni fisiologici e nervosi, cio una semplice manifestazione collaterale di
accadementi fisici dellorganismo.
98
Idealismo. Der. di ideale, a sua volta dal gr. idea, aspetto, forma apparenza. In filosofia, ogni concezione che tenda a
risolvere la realt nellidea, intesa o come contenuto soggettivo di coscienza (i. soggettivo), o come suprema forma di
categoria razionale della realt (i. oggettivo o assoluto).
99
Intenzionalit. Dal lat. tendere, rivolgere. Il termine, ripreso dalla filosofia scolastica e precisato da E. Husserl,
filosofo tedesco (1859-1938), fondatore della scuola fenomenologica, indica una caratteristica della coscienza che tende a
qualcosa come a uno specifico oggetto. Per il filosofo tedesco F. Brentano (1838-1917), maestro di Husserl, lintenzionalit
la caratteristica che separa i fenomeni mentali da quelli fisici e solo i primi hanno un contenuto come oggetto proprio. Per il
suo allievo, invece, tutti i fenomeni mentali sono intenzionali. La psicosemantica la disciplina che ai giorni nostri eredita i
problemi sulla tradizionale discussione sullintenzionalit. Il problema dellintenzionalit essenziale ai fini della Storia. Se
infatti, gli animali (privi di linguaggio) mostrano di possedere stati intenzionali, il dualismo cartesiano va definitivamente in
soffitta in quanto una volta la sostanza mentale serviva a demarcare luomo dai bruti; adesso invece, con il riconoscimento
degli stati mentali degli animali abbiamo incluso i bruti allinterno dellumanit. Occorre, come sempre, trovare dei modelli
teorici generali sul problema. Fenomenologia. Dal gr. mostrarsi, apparire e discorso su. Nellaccezione filosofica,
ricognizione ordinata dei fenomeni, descrizione del modo in cui si presenta e manifesta una realt. Un indirizzo della filosofia
contemporanea quello della f. trascendentale, avviato da Husserl, secondo il quale i concetti logico-matematici sono
costruzioni ideali, afferrabili direttamente e intuitivamente, e la coscienza essenzialmente intenzionalit, cio un tendere e un
operare che pu essere reso manifesto e descritto nella sua purezza soltanto se si mette tra parentesi il mondo e si sospende
ogni giudizio riguardo alla sua esistenza.
100
Testi consigliati: W. Betchel - Filosofia della Mente, Il Mulino, Bologna, 1992. M. Di Francesco Introduzione alla
filosofia della mente. Nuova Italia Scientifica, Bologna, 1996. J. Kim Supervenience and Mind. Cambridge University Press,
Cambridge, 1993.

Dopo centinaia di secoli di ponderazione e di indagini, dopo aver focalizzato la natura della coscienza come
problema mente-corpo, la mente (e laltra metafora101 che fa il paio con essa, la coscienza102), in realt,
restano lemmi103 che permangono tuttora nel limbo del linguaggio figurato. Quando poi questi introcosmi 104
si siano instaurati, resta tuttora un mistero. Ora, questi pensieri sono anche sublimi (per cui provo sempre
rimorsi a parlarne in termini cos riduttivi) e mi dispiace di lasciare limpressione che la mente sia tuttora la
scatola nera dellaereo impazzito che ci porta a fare voli pindarici105. Ma tant. Cerco ora di riportare alcune
tra le pi importanti credenze riguardo alla coscienza.
Italo Calvino era convinto che la Terra fosse uno dei luoghi in cui luniverso crea autoconsapevolezza, ma
qui siamo nel letterario. Nel Diciannovesimo e nel Ventesimo secolo molti scienziati erano convinti che la
coscienza non stesse nella materia di per s, ma che essa fosse una propriet fondamentale di tutti gli
organismi viventi, da quelli unicellulari in su. Leggere per coscienza nel comportamento di un protozoo che
sfugge ad un ambiente chimico avverso, proviene pi da noi, da come ci identifichiamo con lunicellulare,
che dallosservazione.
Se i biologi hanno parlato di coscienza come propriet del protoplasma, i fisici sono andati pi in l,
proponendo che la coscienza sia una propriet della materia. Secondo questa soluzione, la successione di
stati soggettivi che avvertiamo durante lintrospezione, ha una continuit che si allarga via via allindietro,
attraverso tutta la nostra evoluzione filogenetica e oltre, allinterno di una propriet fondamentale della
materia. una teoria difficile da digerire e, in realt, essa non tenta di spiegare cosa accade quando ci
dedichiamo allintrospezione, ma piuttosto come noi interagiamo con lambiente che ci circonda.
Unaltra soluzione ha pi a che fare con lapprendimento. La coscienza non sorse, allora, con la materia o
allinizio della vita, ma in un dato periodo dellevoluzione, con la comparsa della memoria associativa.
Lapprendimento, la coscienza e lesperienza sono stati a lungo mescolati insieme, almeno fino alla prima
met del Novecento dagli psicologi, ma attualmente si pensa che lorigine dellapprendimento e quello della
coscienza siano separati. Per cui questa soluzione non ha molto seguito.
Alfred Russel Wallace, che con Darwin scopr la teoria della selezione naturale, non altrettanto famoso
rispetto al padre dellevoluzione, perch era convinto che vi fossero state forze metafisiche che hanno diretto
forzatamente levoluzione in tre momenti differenti: allorigine della vita, allinizio della consapevolezza e
allinizio di quella che lui chiamava cultura civilizzata. Per lui la coscienza era unimposizione metafisica,
arrivata chiss da dove, come il monolito di 2001 Odissea nello Spazio. Il problema, per noi, non sta nelle
imposizioni metafisiche, ma nello tentare di spiegare la coscienza in termini di scienze naturali.

101

Metafora. Dal lat., a sua volta dal gr. trasferimento. un processo linguistico espressivo, basato sulla similitudine
sottintesa. Un vocabolo o una locuzione sono usati per esprimere un concetto diverso da quello che esprimono normalmente.
Per estensione, ogni tipo di linguaggio figurato (e quindi sinonimo di traslato).
102
Coscienza. Dal lat. essere consapevole. In termini generici consapevolezza che il soggetto ha di se stesso e del
mondo esterno con il quale in rapporto, della propria identit e del complesso delle proprie attivit interiori. intesa anche
come consapevolezza del valore morale del proprio operato, con analisi delle proprie azioni per distinguere il bene e il male
compiuto. In psicologia, la conoscenza dei propr atti attraverso la riflessione e lanalisi degli stati psichici. Il discorso, in ogni
caso, dovrebbe essere articolato maggiormente. Secondo Harr, Lamb e Mecacci (The Enciclopedic Dictionary of Psychology,
1986), le definizioni di coscienza sono le seguenti: a) lo stato di vigilanza di un organismo capace dazione, contrapposto allo
stato di incoscienza; b) la proprit di un animale di avere consapevolezza o coscienza degli oggetti dellambiente; c) lo stato di
consapevolezza dei propri pensieri, percezioni, emozioni o coscienza di s; d) la capacit degli esseri umani di possedere una
vita mentale organizzata in cui ogni esperienza individuale viene percepita come dotata di una sua peculiare qualit; e)
linsieme organizzato di stati di coscienza che struttura e coordina i pensieri e le azioni, in contrapposizione allinconscio. Per
Csikszentmihalyi (1988), i sottoinsiemi funzionali della coscienza sarebbero attenzione, consapevolezza e memoria. Lazione
di questi permetterebbe il formarsi dei contenuti della coscienza, che costituirebbero lesperienza soggettiva. Questultima, a
sua volta, nasce dalla somma di tutte le informazioni che entrano dallesterno e che provengono dallinterno in un determinato
momento. Per cui i processi attentivi si focalizzarebbero sulle interrelazioni dei dati presenti nellinsieme dinformazione
cognitiva, motivazionale ed emozionale in grado di produrre cambiamenti di uno stato soggettivo.
103
Lemma. Dal lat. premessa, assunto. In questo caso, voce o articolo di un dizionario o enciclopedia.
104
Introcosmo. Mi si perdoni il neologismo, composto da intro- (dal lat. dentro) e cosmo. Intro-, il primo elemento di
parole composte, indica per lo pi movimento verso linterno, talora con riferimento alla vita psichica, come per esempio
introiezione (dal lat. dentro e gettare). In psicanalisi indica il processo attraverso il quale aspetti, qualit e relazioni del
mondo esterno si trasferiscono nella vita psichica del soggetto.
105
Pindarico. Da Pindaro (518-438 a.C.), poeta lirico greco la cui opera era caratterizzata da una eccelsa fusione del
motivo mitico con lintonazione morale e religiosa. Il termine volo pindarico indica un passaggio rapido, senza apparente
connessione logica, da un argomento allaltro o una digressione dallargomento principale.

In contrapposizione alle speculazioni di natura metafisica, vi sono state anche quelle materialiste106. Huxley:
Noi siamo automi coscienti. La vita cominci la sua evoluzione, apparvero gli animali, i sistemi nervosi
diventarono via via pi complessi e, ad un certo punto, apparve la coscienza. Secondo questa teoria, la
coscienza non influenza i meccanismi interni del corpo. Lesempio quello dellombra. Lombra segue il
passante in un giorno soleggiato, ma non influenza il suo itinerario, gi fissato in precedenza. La coscienza,
per i materialisti, non sarebbe altro che lombra impotente dellazione. Il fischio di un treno non modifica il
suo motore, n dove andr. William James107: Ma perch allora la coscienza pi intensa quando lazione
pi esitante ?.
Altri parlarono di evoluzione emergente. Un precursore della materia (non specificato), la gener. I composti
chimici pi complessi si originarono da quelli semplici e le propriet distintive degli organismi viventi si
organizzarono dallunione di quei composti. La coscienza emerse dagli organismi viventi. Ci perch nuove
unioni, di solito, danno luogo a nuove propriet emergenti. Cosicch la coscienza emerse ad un certo punto
come qualcosa di sostanzialmente nuovo. La teoria, chiaramente, non spiega quando e in che specie ci
avvenne.
Il comportamentismo fu un movimento che occup un posto centrale in psicologia dal 1920 al 1960 e risolse
il problema mente alla radice: si rifiut di parlarne. Occorre aggiungere, a sua discolpa, che dopo la prima
guerra mondiale lo sviluppo della fisica e della tecnologia richiedevano nuove filosofie. La psicologia us
questo movimento per distinguersi dalla filosofia (e ci riusc), anche se fu necessario passar sopra a
bulldozer a tutti gli orpelli idealisti precedenti (pragmaticamente108, venne detto, come solo gli americani
san fare). La rivolta contro il mentale e la coscienza, in ogni caso, non signific che i comportamentisti
pensassero in cuor loro, di non essere consci. Semplicemente si rifiutavano di parlarne, per cui, passata la
sbornia comportamentista, il problema rimase e occorreva esaminarlo ancora.
Si disse, perci, ancor pi pragmaticamente: abbiamo un uomo e se veramente cosciente, la coscienza
devessere in lui, nel suo cervello e ora abbiamo le tecniche per farlo. Nel tempo si parl di formazione
reticolare109 come possibile sede della coscienza, ora non si pi tanto certi, in quanto, con le nuove tecniche
di neuroimmagine a disposizione, dopo aver visto il cervello mentre lavora (mentre si parla, si suona il
pianoforte, si fa di conto), possibile guardare dentro questa scatola nera e scoprire le sedi delle funzioni
alte. Il pericolo che si scopra la sede che ci crea il bisogno di sapere quale sia la sede della coscienza.
Scherzi a parte, occorre innanzitutto chiarire che unipotesi naturalistica fondata su meccanismi semplicistici
mal si attaglia alla vita mentale. Inoltre le strutture cerebrali non sono rigide, ma estremamente plastiche; ne
consegue che i rapporti esistenti tra una data struttura e una data funzione variano nel tempo. Per esempio,
nei violinisti aumenta la mappa cerebrale motoria della mano destra e i tassisti hanno aree spaziali pi o
meno accentuate a seconda dei mesi trascorsi alla guida. Ancor pi plastici sembrano essere i circuiti
cerebrali implicati in funzioni pi complesse e sfumate, come la memoria e lapprendimento. Nel cervello
linformazione viene continuamente rimaneggiata, aggiornata; i processi mentali sono complesse attivit
danalisi di informazioni, per cui diviene fuorviante pensare che una funzione sia esclusivamente localizzata
in una particolare struttura. La coscienza devessere ampiamente distribuita attraverso le varie strutture
cerebrali, coordinata solo quando occorre e articolata in gerarchie allentate e sinuose, non diversamente da
quanto accade per lautoconsapevolezza110. Vi sono neuroscienziati che parlano di due tipi di coscienza:
106

Materialismo. Dallingl. materialism, der. dal lat. tardo materialis, attraverso il fr. matrialisme. Fin dalla fine del
secolo XVII il termine designava quelle teorie filosofiche che, negando lesistenza di sostanze spirituali, interpretavano gli
eventi del mondo attenendosi alla materia come unico principio esplicativo, rinunciando quindi alla spiritualit e
allimmortalit dellanima, allintervento provvidenzialistico divino e quindi a ogni finalismo. Finalismo. Der. di finale, dal
lat. tardo fine. Concezione filosofica secondo la quale la natura e il mondo sarebbero organizzati in vista di una o pi finalit
(che ne sarebbero quindi il principio esplicativo). In biologia, il f. biologico vede i processi vitali orientati a scopi funzionali,
per cui non sarebbero spiegabili con il determinismo meccanicistico, una concezione che attribuisce validit generale alla
causalit meccanica (sviluppatasi con le formulazioni matematiche della meccanica classica).
107
William James, il pi celebrato fra gli psicologi americani (1842-1910), scrisse nel 1890 I Principi della Psicologia,
che demarc per sempre la psicologia americana da quella tedesca. considerato un funzionalista, ovvero un assertore (tra
laltro), del fatto che i processi mentali sono direttamente forniti dallo stesso organismo che esprime i processi biologici.
108
Pragmatismo. Dallingl. pragmatism, a sua volta dal gr. cosa, fatto. In questo contesto da intendersi come un
atteggiamento che privilegia i risultati concreti e i risultati pratici, pi che i princip e gli ideali.
109
Formazione reticolare. Ampia regione del tronco cerebrale, che va dal midollo allungato al talamo, che risulta
implicata nello stato di attivazione.
110
Damasio ipotizza che che alla base della coscienza vi sia la distinzione tra s/non s (ne riparleremo pi avanti a
proposito del s). Questa distinzione, inizialmente supposta essere alla base della coerenza, permetterebbe ad un cervello di

quella primaria (potrebbe essere quella del mio cane), che sembra capace di costruire una scena mentale ma
dotata di abilit semantiche111 o simboliche molto limitate e non di un vero e proprio linguaggio. Su questa
base sinstaurerebbe la coscienza superiore, che sarebbe accompagnata da un senso del s e dallabilit di
costruire scenari passati e futuri nello stato di veglia. Essa richiede un minimo di capacit semantica112 e,
nelle sue forme pi evolute, quella linguistica. A questo punto sorge il problema: Dove cercare le strutture e i
meccanismi della coscienza primaria, che possibile attribuire non solo ai cani, ma a moltissimi altri
animali? Ogni animale, infatti, capace di categorizzare i segnali dallambiente utili per la sua
configurazione corporea (fenotipo). Ricordiamoci che un ambiente ha dei limiti fisici e non contiene le
categorie di un particolare animale. Nei Vertebrati superiori sono state localizzate un gran numero di mappe,
che potrebbero fornire la base (sensoriale) per organizzare i segnali. Poi la coscienza primaria richiede lo
sviluppo di concetti, ovvero la capacit di combinare le categorizzazioni percettive e sensoriali di una scena
o un oggetto. Qui sono coinvolte diverse aree e regioni. Vi sono poi processi ulteriori della coscienza
primaria che hanno a che fare con la memoria e le valutazioni. La memoria la capacit di ri-categorizzare
(ripetere o coartare) un certo atto mentale o fisico. Ora, i neuroscienziati conoscono buona parte dei circuiti e
delle regioni cerebrali che sottostanno alla dinamica dellapprendimento e della memoria, solo che non sono
del tutto daccordo sui modelli che starebbero alla base della coscienza primaria. Si suppone che, con la
comparsa delle aree corticali secondarie, avvenuta nel periodo di transizione tra Rettili/Uccelli/Mammiferi,
un nuovo cervello si sia organizzato e che le strutture cerebrali maggiormente implicate nellemergere della
coscienza siano alcuni nuclei talamici, modulati da quelli reticolari in connessione con la corteccia cerebrale;
il nucleo intralaminare del talamo e i grandi sistemi di fibre cortico-corticali che connettono aree diverse tra
loro113. In seguito, la comparsa di strutture cerebrali pi sofisticate, capaci di contenere le capacit
semantiche e connetterle a livelli superiori, avrebbe fornito le basi perch la coscienza superiore fiorisse, una
volta che le capacit linguistiche si fossero instaurate. Secondo questo modello, la comparsa di capacit
semantiche potrebbe essere avvenuta anche molto presto, tra i precursori degli ominidi. La comparsa delle
abilit linguistiche avrebbe poi costituito nuove connessioni tra la memoria sensomotoria connessa con il
linguaggio e il resto del cervello.
In ogni caso, fintantoch le neuroscienze non saranno in grado di scoprire i principi di base che governano
lintegrazione dellinformazione ai vari livelli dellorganizzazione cerebrale sulla base di successioni
cronologiche, il problema della mente, del mentale e della coscienza rester un nodo gordiano 114
difficilmente scioglibile. Figuriamoci la sua storia evolutiva.

Domande

Perch lidea cartesiana di mente non ci soddisfa pi ?


Quali sono le posizioni riguardo alla mente ?
Come vedono la coscienza i biologi e i fisici ?
Quali sono le differenze tra le speculazioni sulla coscienza di natura metafisica e di natura materialista ?
Cos il comportamentismo ?
Si pensa che nel cervello la coscienza sia localizzata oppure distribuita ?
Che differenza c tra coscienza primaria e coscienza superiore ?

distinguere tra le rappresentazioni del proprio mondo interno da quelle del mondo fuori dal proprio e di costruire un modello
meta-rappresentazionale delle relazioni esistenti tra le entit interne ed esterne. Qualsiasi cervello in grado di farlo avrebbe,
allora, un qualche grado di coscienza.
111
La semantica (dal fr. smantique, a sua volta dal tardo lat. semanticus e dal gr. significativo), studia in linguistica il
significato degli enunciati di una lingua come rapporto tra significante e significato di ciascun elemento e come relazioni
reciproche tra i vari significati di una determinata fase cronologica e i cambiamenti intervenuti nel tempo.
112
Capacit semantica. In questo contesto, la funzione dei segni dal punto di vista del rapporto che hanno con gli oggetti
cui possono essere applicati.
113
Si consiglia di consultare un testo di neuroanatomia per saperne di pi. Si tratta di strutture e connessioni che
permettono le attivit cognitive superiori.
114
Nodo gordiano. Alessandro Magno, nel 334 a.C., tronc con un colpo di spada (ottenendo cos il dominio dellAsia), il
nodo che stringeva il giogo al timone del carro consacrato da Gordio, re di Frigia, a Zeus.

Il linguaggio
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)

Dellapparato della fonazione nelle scimmie e nelluomo;


Degli indizi sullorigine del linguaggio provenienti da altre fonti;
Degli studi sullacquisizione del linguaggio nei bambini.

Quando uno scienziato valuta il linguaggio, costui va incontro ad un notevole conflitto dinteressi, in quanto il
linguaggio umano esiste sia come raccolta di simboli combinati variamente insieme (ed quindi un oggetto del
mondo esterno), sia come fatto incorporato nel cervello stesso. Vale a dire che per rappresentare il linguaggio,
un cervello usa gli stessi meccanismi che usa per elaborare qualsiasi altro oggetto del mondo esterno, solo che il
115
linguaggio lha dentro di lui. La conflittualit
palese e, da questa schiavit, un encefalo di scienziato potr
liberarsi solo quando diventeranno note le modalit con le quali il cervello rappresenta le cose esterne. E ci in
barba al fatto che i suoi colleghi scienziati labbiano eletto studioso del linguaggio. I neuroscienziati sanno che i
concetti sono archiviati nel cervello come registrazioni fissate e che, una volta sbloccate, esse ricreano le
sensazioni e la cascata di azioni collegate con quel concetto. Un osso evoca rappresentazioni riguardanti la forma,
il colore, la materia di cui fatto; il suo posto anatomico in un corpo e anche il percorso che dovrebbe essere
intrapreso per ricollocarlo in uno scheletro mancante. Tutte queste rappresentazioni si formano in luoghi cerebrali
distinti, ma esse vengono ricostruite in modo simultaneo. Se un individuo deve esprimere unidea, usa tre sistemi
neurali diversi. Un sistema elabora i concetti, uno d forma alle parole, un terzo traduce il concetto in parole. Nel
caso del linguaggio, la parola scaturisce dal concetto incorporato nel cervello. Come sar stato incorporato ? Sar
proprio il linguaggio o non sar, per caso, qualcosaltro ? Chiss. Con queste limitazioni sottilmente
116
tautologiche
in mente, procediamo.
Strettamente connesso con il problema mente e coscienza, di cui si parlato pi su, vi quello del
linguaggio. Anche qui vi molta frustrazione tra gli antropologi: il linguaggio non lascia tracce, almeno fino
a quando non si torna indietro fino al 8000 a.C. circa in cui si trovano le primissime forme di scrittura, ma
chiaramente, i nostri antenati hanno incominciato a parlare molto prima. I resti fossili mostrano segni
endocranici e qualche indizio relativo alle strutture della fonazione del collo. Larea del Broca, associata al
linguaggio e pi precisamente nella produzione del suoni, situata a sinistra del cranio, lascia tracce
endocraniche visibili nei moderni umani, nellerectus ma non nelle australopitecine. Sorprendentemente ma
non troppo, il tratto vocale delluomo poi unico nel mondo animale Una particolare disposizione della
laringe nelluomo fa s che laria passi attraverso la bocca quando parliamo. Nelle grandi scimmie e in altri
Mammiferi, invece, laria passa per le narici, e cos il suono che ne risulta nasale. Le modalit di base della
laringe dei Mammiferi sono essenzialmente due. In un primo caso la posizione della laringe molto elevata,
cosicch lanimale pu ingoiare e respirare in simultanea. Nel secondo caso - il nostro - la laringe pi
bassa e il passaggio dellaria deve essere bloccato temporaneamente durante la deglutizione. La laringe, in
questo caso, pi espansa e ci permette a questa di modificarsi di pi e di emettere suoni diversificati.
Laitman scopr che la posizione della laringe si riflette anche nella parte bassa del cranio, il cranio basale.
Pi esso piatto, pi riflette il primo caso; se arcuato, riflette il secondo. Le australopitecine avevano un
basicranio piuttosto piatto, per cui la produzione delle vocali di base di tutte le lingue note era loro
probabilmente impedita. LH. habilis non offre reperti utili per capire come producesse i suoni, mentre il
pattern mostrato dallH. erectus prossimo a quello di un bimbo di otto anni. Solo con le forme arcaiche di
H. sapiens (allincirca 300.000 anni fa), troviamo modalit laringee moderne. Alcuni antropologi, basandosi
su antiche mandibole e teschi, sono invece certi che noi abbiamo avuto una gola scimmiesca fino a 500.000
115

Ho un esempio sottomano di conflitto dinteressi. Non ho mai verificato la fonte (perch giornalistica), ma sembra che,
quando venne chiesto al Primo Ministro thailandese (proprietario di una notevole fetta dei mass media nel sud-est asiatico),
quali soluzioni avesse trovato rispetto al fatto di dover decidere le sorti dei mass media locali (essendo contemporaneamente
proprietario di mass media), costui abbia affermato a va sans dire - che il problema era stato risolto alla radice nel
momento stesso in cui gli elettori lavevano democraticamente eletto.
116
Tautologia. Dal gr. lo stesso e -logia. Nel linguaggio corrente, un ragionamento o un termine che ripeta, in sostanza,
quanto gi detto con unaltra espressione o un altro termine. Se mi chiamassi Franco Libero la tautologia sarebbe evidente,
perch Franco un nome ormai desueto (ma di cui sono fiero), che significa libero, anzi, pi propriamente, uomo libero
del popolo dei Franchi.

a. fa. Ora, tutti gli animali producono rumori e i Mammiferi contraggono muscoli che comprimono la cassa
toracica. Laria passa dai polmoni fino alla laringe e poi raggiunge le corde vocali, le quali sono costrette a
vibrare. Le grandi scimmie producono un grande numero di suoni, che hanno effetti diversi a seconda del
contesto. Se un cucciolo minacciato da un coetaneo o da un adulto, la variazione sonora palese e produce
negli adulti effetti diversi. Addirittura, se la minaccia proviene da un serpente o da un leopardo, il segnale
dallarme significativamente diverso, e vale come avvertimento per il gruppo. Verrebbe da pensare, a
questo punto, che il linguaggio si sia via via affermato dapprima con la produzione di svariati suoni e segnali
e che poi si sia strutturato in parole. Non tutti sono daccordo, perch la sintassi (luso strutturato delle
parole) troppo diversa dalle vocalizzazioni dei nostri cugini. La ricerca comparativa sullevoluzione del
linguaggio (molto complessa e con dati talvolta contraddittori provenienti da fonti svariate) porta a compiere,
per il momento, alcune considerazioni. Pu essere che un tratto che si ritrova negli animali non si sia evoluto
specificatamente per il linguaggio umano, anche se esso poteva essere importante per le facolt linguistiche e
giocare un ruolo determinante nellelaborazione del linguaggio. Potrebbe anche darsi che il tratto si sia
evoluto indipendentemente nelluomo e negli altri animali, anche se questa ipotesi debole.
Ci che emerge chiaramente, a questo punto, la differenza tra i problemi del linguaggio come sistema di
comunicazione e i problemi, diciamo cos, computazionali che sottostanno al linguaggio (es.: tra la
computazione117 astratta e il sistema senso-motorio e le interfacce concettuale-intenzionale). In parole
povere, possibile che le capacit computazionali si siano evolute per altre ragioni rispetto a quelle legate
alla comunicazione ma che, essendosi rivelate utili per la comunicazione, esse siano poi state rimaneggiate
per le restrizioni imposte dal modo di funzionare del nostro encefalo.

Il dibattito sulle origini del linguaggio accesissimo e le posizioni sono spesso divergenti; vi per un
consenso emergente secondo il quale, date le diversit esistenti tra noi e gli animali, ci sarebbe stato un
rimodellamento sostanziale del nostro sistema linguistico a partire da circa 6 m.a. fa. Il problema sapere
cosa sia stato ereditato senza cambiamenti, cosa sia stato modificato di poco e cosa ci sia di qualitativamente
nuovo. Laltra sfida relativa alla determinazione di quali siano state le pressioni evolutive che portarono ai
117

Computazionale. Dallingl. computational, a sua volta dal lat. contare. La linguistica quantitativa, per gli americani,
detta computazionale, per cui il termine indica i rapporti della linguistica con linformatica. In questo caso il termine indica i
procedimenti che utilizzano i computer e i risultati ottenuti grazie a questi; nonch le analogie con il funzionamento degli
elaboratori elettronici.

cambiamenti e quali siano state le limitazioni che hanno canalizzato il sistema durante questo processo
evolutivo. Chomsky e collaboratori hanno ideato due concetti relativi alla facolt del linguaggio, uno ampio
e uno ristretto. Il primo sistema, allargato, include il sistema senso-motorio e quello concettualeintenzionale. La natura precisa di questi sistemi tuttora da definire, fervono infatti discussioni se essi siano
presenti o meno in altri Vertebrati, oppure se essi siano solo un adattamento alle esigenze del linguaggio. Il
secondo un sistema computazionale (sintassi ristretta), che genera rappresentazioni interne e le mappa
allinterno sia dellinterfaccia senso-motoria attraverso il sistema fonologico, sia allinterno di unaltra
interfaccia, quella concettuale-intenzionale, attraverso il sistema semantico formale118. Alla base di questo
sistema vi sarebbe la ricorsivit, ovvero la propriet di essere ricorrente119. In parole pi semplici, questo
sistema, partendo da un numero finito di elementi, d come risultato una potenzialmente infinita serie di
espressioni discrete, come accade per i numeri naturali. Lidea di partenza d per scontato che lunico
animale in grado di fronteggiare rapidamente ogni linguaggio umano senza istruzioni esplicite sia luomo,
per cui se la maggior parte del sistema allargato in comune con altre specie, quello ristretto tipicamente
umano. Tre ipotesi, allora, si fronteggiano, in questo ambito. La prima vuole che il sistema allargato sia
strettamente omologo alla comunicazione animale, per cui esso avrebbe le stesse componenti funzionali che
sottostanno alla comunicazione nelle altre specie. Esso includerebbe anche quello ristretto. La seconda
postula che il sistema allargato sia un adattamento derivato e unicamente umano e che, pertanto, sia stato
selezionato e si sia perfezionato solo nella storia evolutiva recente. La terza vuole che solo il sistema ristretto
sia umano. Tutte e tre le ipotesi sono, in qualche modo, plausibili e sostenute da dati e, per un
approfondimento, si rimanda ad uno splendido articolo di Hauser, Chomsky e Fitch, apparso recentemente su
Science (2002).
Secondo altri antropologi ulteriori indizi provengono dai manufatti litici. Mano a mano che aumentava la
complessit dei manufatti, aumentavano anche, secondo costoro, la capacit di verbalizzazione. La questione
controversa, in ogni caso, anche perch i cambiamenti dei prodotti dellattivit umana di allora potrebbero
riflettere solo cambi sociali. In secondo luogo, i cambiamenti tecnologici dei nostri antenati mostrano due
fasi distinte. Una prima, lentissima, che va allincirca da 2.5 m.a. fa fino a 200.000 a. fa, seguita da unaltra
fase, in accelerazione costante. La relazione esistente tra queste due fasi e i cambiamenti cognitivi ancora
tutta da verificare. Altri valutano allora le produzioni simboliche della mente, ma non si va pi in l di
300.000 a. fa. In effetti, il primo artefatto astratto stato trovato a Pech de lAze (Francia), si tratta di
incisioni curvilinee. A questo punto, il mistero permane. Di fatto, la maggior parte dei cambiamenti in
volume del cervello ebbe luogo ben prima che fossero prodotte patenti espressioni culturali. Vi sono poi altri
grossi problemi, sul tappeto. I meccanismi biologici-chiave necessari per la produzione del linguaggio sono:
a) il tratto vocale sopralaringeo, di cui si detto, ma anche tutti i meccanismi neurali atti a: b) governare le
manovre articolatorie complesse che sottostanno al parlare: c) la decodifica degli indizi acustici utili ad una
corretta informazione linguistica. Da quel che si sa, si suppone che labilit linguistica umana coinvolga un
certo numero di componenti biologiche geneticamente indipendenti, di cui alcune sono specie-specifiche.
Non vi quindi nessuna ragione valida per pensare che le abilit cognitive e quelle linguistiche siano
completamente indipendenti. Per quanto ne sappiamo (anche se unipotesi debole), le esigenze di
comunicazione dei nostri lontanissimi antenati avrebbero poi potuto anche essere espresse per gesti: il
linguaggio gestuale dei sordomuti ha una sua sintassi, una grammatica e una notevole flessibilit, pari a
quella del linguaggio parlato120. Anzi, gli studi sul linguaggio dei segni, ha mostrato che la segmentazione e
118
Semantico. Si vedano le note precedenti. Sintassi. Dal gr. associazione, organizzazione. La linguistica suddivisa in
fonologia, morfologia, lessicologia e sintassi. Questultima studia i fonemi, i morfemi e i vocaboli non presi per s stessi, ma
calati nel contesto di una frase. Studia i procedimenti mediante i quali un parlante pone in mutuo rapporto gli elementi
lessicali per la formazione di unespressione compiuta, frase o periodo che essa sia.
119
La teoria della ricorsivit, in matematica, si propone lo studio, nellambito dei numeri naturali, di tutti i procedimenti
effettivi o finitisti. Nella teoria delle ricorsivit, le funzioni ricorsive primitive sono quelle che si possono ottenere dalle
funzioni iniziali mediante un numero finito di applicazioni delle regole di sostituzione e di induzione. In informatica, gli
algoritmi ricorsivi sono quelli formulati con un esplicito riferimento a se stessi. Finitista. Dallingl. finitist, in matematica e in
logica un procedimento o una dimostrazione che si realizza con un numero finito di operazioni o di deduzioni, e quindi in un
intervallo finito di tempo. Es.: la decomposizione di un numero in fattori primi, i procedimenti elementari per eseguire le
quattro operazioni.
120
Lipotesi non del tutto peregrina: in savana opportuno starsene zitti. Vi sono troppe orecchie fini e indiscrete pronte
a captare segnali, anche impercettibili. Il cucciolo di scimpanz manda borborigmi per pochi mesi e poi li perde. Tacet al
fine, per non attrarre predatori. (Per inciso, lespressione si scrive in uno spartito quando una voce non deve pi intervenire
nellesecuzione).

la sequenziazione sono presenti e vitali in tutti i linguaggi. E, soprattutto, che sono innate e non trasmesse
culturalmente. Di fatto, in ogni caso, gli studi compiuti su soggetti con malformazioni del tratto
sopralaringeo, inducono a pensare che la ristrutturazione del tratto vocale sia stata diretta dalla sua funzione
fonetica. Ricordo che, anni fa, Piero Angela paragon il linguaggio alla proboscide degli elefanti. Mi
sfuggono i dettagli, ma il discorso non difficile da ricostruire. Da un punto di vista evolutivo la proboscide
una protuberanza che solo pochissimi Mammiferi possiedono o hanno posseduto. Si evoluta per la sua
utilit e flessibilit e perch serviva a pi scopi; per questo motivo stata mantenuta e affinata. In modo
analogo il linguaggio, questa protuberanza della mente, stato mantenuto e affinato proprio per la sua
indiscutibile utilit.
Di certo, il linguaggio verbale ha un notevole potere di simbolizzazione. Simbolizzare significa passare da un
fare fisico ad uno ideale, lastrazione. Noi siamo ben fieri di disporre del linguaggio, ma anche il
linguaggio che dispone di noi, perch delimita ci di cui possiamo far esperienza nel mondo. Infatti, solo nel
linguaggio le cose possono apparire e, fra laltro, solo nel modo in cui il linguaggio le lascia apparire. La
lingua uno strumento importante per la comunicazione, perch ci permette di vedere il mondo con un
sistema simbolico che diviene forza socializzante. Gli studi sui bambini hanno mostrato le strategie che
stanno alla base dellacquisizione del linguaggio. I bimbi mappano gli aspetti critici del linguaggio
ambientale un anno prima dessere in grado di parlare. Recenti ricerche mostrano che i lattanti cominciano
ad acquisire il loro linguaggio nativo fin dai tre mesi det121. Lesposizione allambiente fa s che loro siano
in grado di far proprie le propriet statistiche e astratte del linguaggio. Si tratta di acquisizioni che hanno
portato a reinterpretare i periodi critici per lacquisizione del linguaggio e ha stimolato studiosi di differenti
discipline ad indagare a fondo.
Gli antropologi culturali hanno scoperto luniversalit del linguaggio adulto quando esso si rivolge ai bimbi
piccoli. C un parentese, ovvero uno speciale stile adulto-verso-bambino che si ritrova in tutte le culture, e
ci ha provocato un rimaneggiamento delle idee che si avevano sul ruolo degli adulti nellapprendimento del
linguaggio. I neuroscienziati, utilizzando le tecniche di brain imaging, hanno incominciato a rivelare gli
aspetti temporali e strutturali dellelaborazione del linguaggio, rivoluzionando i periodi critici necessari per
lapprendimento. I computer scientists, con le loro reti neurali, dopo aver modellato gli aspetti
computazionali dellacquisizione del linguaggio nei bimbi, hanno ottenuto notevoli successi utilizzando reti
neurali ispirate dalla biologia. I bambini, durante lapprendimento del linguaggio captano dapprima le
regolarit degli ingressi linguistici. Poi sfruttano le propriet statistiche degli ingressi e ci li rende capaci di
cogliere e usare le propriet probabilistiche dei segnali in ingresso. Lesperienza del linguaggio d poi come
effetto una mappatura che provoca lalterazione della loro percezione. Dopo sei mesi dascolto, si provoca
nel bimbo un cosiddetto perceptual magnete effect, vale a dire che la fonetica della lingua parlata a loro
crea dei prototipi che fungono da magneti per altri stimoli della stessa categoria (per esempio, lusignolo
serve da prototipo per la categoria uccelli, ma non lo struzzo). Questi aspetti non valgono solo per il
linguaggio e gli studi futuri dovranno chiarire ci che determina questi vincoli anche in eventi non
linguistici. Gli studi sugli animali mostrano che, dopo intenso allenamento, una qualche struttura per le
categorie linguistiche emerge, ma le scimmie non mostrano il perceptual magnet effect.
Secondo alcuni antropologi, il linguaggio si sarebbe affermato per la costruzione dimmagini mentali (we
need language more to tell stories than to direct actions122 - H. Jarison, comunicazione personale, 1987).
Vi poi da dirimere la questione se che la costruzione della coscienza e del linguaggio vadano di pari passo,
con le relazioni soprattutto temporali tra i due elementi, tutte da verficare. Per finire, nessuna area delle
scienze biologiche ha causato pi controversie dellorigine del linguaggio. Adhuc sub iudice lis est123. In
filosofia della mente in corso un dibattito accesissimo sui contenuti di pensiero e le rappresentazioni
mentali in relazione alla mente, al linguaggio e alla realt. Anche se i primi due elementi del dibattito sono
ormai acquisiti, le discussioni restano accese perch le scienze cognitive da un lato e quelle legate allo
sviluppo dellintelligenza artificiale dallaltro, hanno fatto emergere lidea che le scienze che si occupano di
mente e di linguaggio non possano evitare il problema dellarchitettura interna dei processi cognitivi

121

Dehaene-Lambertz G., Dehaene S., Hertz-Pannier L. (2002) Functional Neuroimaging of Speech Perception in Infants.
Science 298:2013-2015.
122
necessitiamo del linguaggio pi per raccontare storie che per dirigere le azioni
123
Orazio: La questione ancora sottoposta al giudice.

umani124. In ogni caso, levoluzione delle abilit linguistiche e cognitive stanno allinterno della gamma delle
spiegazioni della teoria sintetica dellevoluzione di Darwin.
Interessante, a questo punto, lapproccio integrato utilizzato da Luca Cavalli Sforza e collaboratori.
Secondo questo autore vi una corrispondenza tra lalbero genealogico delle popolazioni umane e quello
delle lingue parlate. Ne riparleremo pi avanti.

Domande

Qual il principale problema che sorge quando si studia il linguaggio ?


Cosa differenzia il nostro apparato della fonazione da quello degli altri Primati pi evoluti ?
Quando si pensa che il nostro sistema linguistico si sia rimodellato ?
Secondo Chomsky vi sono due concetti relativi alla facolt del linguaggio nelluomo. Quali sono ?
Quale importanza assumono i manufatti litici nel farci comprendere le origini del linguaggio ?
Quali sono i meccanismi biologici-chiave per la produzione del linguaggio ?
Quali sono le attuali conoscenze riguardo allapprendimento del linguaggio ?

Aggressivit, competizione e cooperazione


Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)

Dellimportanza degli studi sullaggressivit;


Di come un neurobiologo affronti il problema;
Di come laffrontino, invece, un etologo e un primatologo;
Del concetto di riconciliazione e di come si sia affermato, in contrapposizione a quello di aggressivit;
Di cosa mostrino gli studi sui bambini;
Di come il problema aggressivit venga affrontato dagli scienziati sociali;
Di come le due principali scuole psicanalitiche trattino il problema;
Di come lo affrontino, invece, alcuni sociologi.

Prima di tutto il caso di fare una premessa. Non ho potuto riferire la gran mole di studi sullargomento e ho,
purtroppo, dovuto restringere il campo. Procediamo. Da quando Lorenz125 parl di aggressivit nel 1967, la
leggenda metropolitana - secondo la quale noi ci siamo evoluti grazie anche alla violenza (a base maschile) persiste e permea i dibattiti tra i fautori del first strike (i falchi), che danno per scontato, per esempio, che le guerre
siano ineludibili, e le colombe, che mirano al pacifismo globale, in quanto asseriscono che leducazione pu
modificare queste istanze profonde. Da allora il quadro scientifico sui Primati abbastanza mutato ma, si sa, le
leggende metropolitane sono difficili da abbattere. Il nocciolo non risolvibile il seguente: quanto sono
profondamente iscritte nel nostro bagaglio bio-culturale le tendenze violente? Se la traccia profonda, allora
leducazione pu poco (per cui occorre trovare nuove modalit per aggirare lostacolo); se, invece, il solco
leggero allora leducazione pu far molto per cambiare le istanze violente delluomo.
Sempre a proposito di leggende metropolitane, si sente spesso affermare che luomo lunico animale che
uccide i suoi simili, il che non corrisponde a verit. Per esempio, pur vero che per oltre ventanni i primi
studi sul campo hanno fatto sedimentare lidea che le grandi scimmie vivessero unesistenza basata sul
vivere e lascia vivere. In realt, da non molto tempo si scoperto che i gorilla maschi praticano
linfanticidio126 e che gli scimpanz killer esistono pure loro. Poi, episodi guerreschi sono stati riportati
124
Jerry Fodor stato il caposcuola della teoria rappresentazionale della mente, secondo la quale la mente umana pu
essere intesa come un sistema di manipolazione formale di simboli (le rappresentazioni). Combinando idee antiche
riconducibili a Hobbes e Hume (e cio che pensare sia calcolare e che la mente sia un sistema di rappresentazione), egli
introduce un concetto moderno, la natura simbolica e computazionale dei processi cognitivi, vale a dire che tali processi hanno
un carattere linguistico.
125
Konrad Lorenz (1903-1989), uno dei fondatori delletologia, ricevette il permio Nobel per la fisiologia e la medicina
insieme a Niko Tinbergen e Karl von Frisch nel 1973.
126
Il fenomeno viene spiegato in questi termini. I Mammiferi maschi, come ad es. i leoni, che praticano linfanticidio, lo
fanno dopo aver sopraffatto gli altri rivali maschi e aver assunto il ruolo dominante, per cui uccidono i figli di questi, i quali
potrebbero essere, in futuro, potenziali rivali a loro volta (lo fanno anche per rendere nuovamente ricettive le femmine). Ci,
per certi versi, fa venire in mente la strage degli innocenti narrata nel Nuovo Testamento.

tra gli scimpanz e il cannibalismo, anche se raro, si manifesta anche tra questi nostri supposti cugini
pacifisti. Ora, se triste osservare che le antropomorfe sono molto pi prossime a noi di ci che
pensavamo, queste evidenze fanno pensare che le basi biologiche della violenza siano profonde. Se poi la
competizione violenta sia stato o meno il motore della nostra evoluzione, questo chiaramente non
provabile, anche perch la cooperazione appare come laltra faccia della medaglia. Se si chiedono ad un
neurobiologo lumi sulla violenza sulla base delle sue conoscenze, non avr dubbi: comincer affermando che
le emozioni sono regolate da un circuito cerebrale complesso costituito dalla corteccia orbitale frontale,
lamigdala, la corteccia del cingolo anteriore e altre regioni interconnesse. Poi vi dir che il contributo
biologico e ambientale alla strutturazione di questo circuito vario, ma che qualsiasi malfunzionamento della
rete che regola le emozioni provoca laggressione impulsiva (che diversa da quella premeditata).
Proseguir dicendo che, dato che la corteccia prefrontale fortemente influenzata dal neurotrasmettitore
serotonina, gli individui violenti sarebbero quelli che hanno perturbazioni di questo neurotrasmettitore 127.
Questa visione riduttiva e individualizzata dellaggressione non ci dice gran che, in realt.
Se si chiedono lumi ad un etologo, esso ci sommerger di dati che, apparentemente, mostrano come la
possibilit dinfliggere violenza ai conspecifici sia legata alla sopravvivenza dei rappresentanti del regno
animale. In realt, studi recenti indicano che i fattori che determinano, in molti animali, lesito di un incontro
casuale con un conspecifico (pace o lotta), sono legati alla personalit, al rango, lesperienza e ai livelli
dansia. Alcuni pensano addirittura che la violenza inflitta ad un conspecifico sia una condizione patologica,
legata al fatto che i segnali provenienti dallaltro manchino o siano male interpretati. Questo quadro
generalista e buonista non ci aiuta poi molto. Vi sono altri etologi che osservano un fatto: se i nostri
antenati avessero lottato fra loro per risorse disponibili in quantit limitate con lo stesso accanimento che
hanno mostrato in tempi storici, ebbene, si sarebbero creati i presupposti per dar luogo ad una pressione
selettiva che avrebbe fortemente inciso sulle loro caratteristiche intellettive. Luomo, anche ai nostri giorni,
crea strumenti che hanno una incredibile potenzialit omicida. Secondo Alexander, per esempio, il potenziale
di ostilit presente tra i gruppi umani sarebbe il motore evolutivo dellintelligenza sociale umana, perch
convinto che una banda del passato capace di uccidere o allontanare i rivali, avrebbe creato i presupposti di
quella che va sotto il nome di selezione rapidissima128. Per questo autore, le abilit tecnologiche che sono
state escogitate per la creazione di armi avrebbero messo in moto un meccanismo selettivo che avrebbe
favorito i componenti pi intelligenti (e dotati di alto grado di socialit) di bande rivali, per cui individui
particolarmente dotati avrebbero instaurato un meccanismo competitivo con le loro attivit aggressive, tale
da influenzare la fitness129 delle alternative utilizzate dagli altri membri della popolazione. Gruppi che
fossero stati in grado di prendersi con la forza le risorse dei gruppi vicini, avrebbero scatenato un
meccanismo per il quale anche gli altri gruppi, che non fossero stati completamente sopraffatti, sarebbero
stati costretti a compiere scorrerie. Ad un certo punto, anche se tutti i gruppi avrebbero tratto giovamento
della cessazione delle ostilit, nessuno era pi in grado di fermare un sistema evoluzionisticamente stabile. I
limiti al combattimento sarebbero potuti derivare solo da cambiamenti dovuti ad avanzamenti tecnologici o
sociali130.
127

La storia della serotonina , come sempre, molto pi complessa di quanto non appaia nelle poche righe del testo. Molti
studi hanno mostrato che in molti animali e nelluomo gli individui aggressivi hanno nella media bassi livelli di un metabolita
della serotonina, il che indica che nel liquido cerebrospinale vi sono bassi livelli di questo neurotrasmettitore. Vi sono almeno
14 recettori per la serotonina nel cervello, il che complica il quadro. Se la serotonina coinvolta nellaggressivit, il suo ruolo
non nitido. Per quanto riguarda la corteccia prefrontale, la materia grigia dei soggetti violenti minore, cos come il
metabolismo del glucosio, il che suggerisce che questarea non lavori in maniera adeguata nei violenti.
128
Selezione rapidissima. Un forma di selezione sessuale che si manifesta quando le preferenze di accoppiamento
femminili per determinati attributi maschili determinano un feedback positivo che favorisce i maschi che possiedono questi
attributi e le femmine che li preferiscono.
129
Fitness. Dallingl. essere adatto, idoneo, indica, in etologia, una misura dei contributi genetici di un individuo alla
generazione successiva e a quelle ulteriori, sovente vista come il numero dei figli che sopravvivono provenienti da uno stesso
individuo.
130
Molti lustri fa, ormai, mentre indagavo sulle cerimonie funebri degli Igorot di Sagada (Luzon, Filippine), chiesi alla
mia informatrice (Valentina Reyes) quando e per quali ragioni gli aggressivi cacciatori di teste locali avessero smesso la loro
truce attivit. Grazie al cielo abbiamo avuto linvasione giapponese durante la seconda guerra mondiale mi disse e, lo
ricordo bene, quando il graduato che sinsedi qui saccorse che esistevano ancora, ne fece uccidere un paio e poi li espose
nella pubblica piazza: con ci finirono le scorribande di questi relitti del passato. Mi raccont che tutti i clan locali erano
molto aggressivi e che la raccolta di teste tagliate era un tratto culturale che continuava a sopravvivere anche quando
lacculturazione in senso occidentale era gi un fatto praticamente compiuto con larrivo dei missionari battisti. Da quanto
intuii, prima dellarrivo dei missionari, la pratica aveva lo scopo di diminuire la pressione demografica che derivava dal fatto

I primatologi, invece, sono pi propensi a sbarazzare il campo dallidea che laggressione sia un istinto
antisociale, in quanto essi lo considerano un mezzo di competizione e negoziazione. Dato che nei Primati
sociali la sopravvivenza dipende dalla mutua assistenza, levoluzione avrebbe agito coartando lespressione
dellaggressivit allo scopo di mantenere buone relazioni tra conspecifici. Secondo i primatologi,
levoluzione avrebbe anche prodotto strategie atte a neutralizzare gli effetti distruttivi dellaggressivit, per
esempio tramite riconciliazioni. Dopo aver studiato per anni i conflitti tra i Primati, attualmente molti
primatologi osservano anche cosa succede quando i conflitti non si attuano perch, quando esiste un conflitto
dinteressi tra due opponenti, laggressione pu certamente manifestarsi, ma pi spesso sinstaurano anche
situazioni che inducono tolleranza o, addirittura, lopposizione al confronto. Nella letteratura specialistica,
oltre un centinaio di articoli (che trattano 27 specie di Primati), riguardano un nuovo concetto che si fatto
recentemente strada, quello di riconciliazione. Secondo questa idea, gli individui cercano di diminuire il
danno sociale causato dallaggressione, per cui la violenza si scatenerebbe solo come ultima ratio131.
Chiaramente, si tratta di un capovolgimento delle ottiche classiche, da Lorenz in gi. Questo rivolgimento ci
fa comprendere che forse pi che basarci sulla competizione, per capire come lumanit si sia evoluta,
dovevamo volgerci anche alle basi bioevolutive della cooperazione. Ma si sa, la cooperazione non lascia
tracce sanguinolente sul terreno. E poi, ammettiamolo, via, tra i figli di Abramo, Caino e Abele, il
primogenito molto pi intrigante.
Gli studi sui bambini, ovvero la violenza degli innocenti. Qualsiasi adulto sano di mente perfettamente
conscio del fatto che i nostri pargoli non si uccidono tra loro solo perch non hanno accesso alle armi da
fuoco. La violenza naturale tra i bambini, ma le ricerche mostrano che dallet di due anni essi imparano ad
esprimersi e dirimere le loro contese in modi non violenti. Si calcola che esista un 2% di maschietti affetti da
violenza cronica (le bambine sarebbero meno) ma, nella maggioranza dei casi, un bambino violento non
diviene un adulto violento. In genere, per, gli adulti molto violenti hanno avuto problemi comportamentali
nella prima infanzia e non mostrano danni cerebrali evidenti. Gli studi sui bambini adottati e quelli sui
gemelli monozigoti hanno mostrato che i geni influenzano molti tratti associati al comportamento violento
cronico. Questi tratti sono: limpulsivit, il temperamento di opposizione, la vendicativit, la resistenza al
controllo, il deliberato disturbo del prossimo. Gli studi mostrano che, per una buona met, questi tratti sono
ascrivibili ai geni.
Da un altro versante, gli scienziati sociali focalizzano la loro attenzione su altri aspetti, come le differenze di
genere (maschile e femminile) e le oscillazioni che le societ mostrano, in bilico come sono tra cooperazione
e competizione.
Nei primi testi di psicologia differenziale, si guardava soprattutto alle abilit verbali, spaziali e numeriche. I
maschi superavano le femmine in quelle spaziali e numeriche, mentre invece nelle abilit verbali eccellevano
le femmine. Successivamente, si valutarono altre abilit con risultati spesso contrastanti; attualmente si sono
accumulati tantissimi dati, ma le premesse che permeano questi studi possono essere ricondotte, in definitiva,
a due posizioni (anche pregiudiziali). C chi vuol ricondurre le differenze tra i sessi a basi strettamente
biologiche (accentuando le diversit riscontrate), e chi invece le vuole ricondurre ad eventi storico-culturali
(dando per scontate solo poche differenze). Siamo al solito problema dellarea del rettangolo e di chi ha
contribuito di pi a determinarla, la base o laltezza?
Se, come si voleva una cinquantina danni fa, i maschietti costruiscono torri, le bambine recinti132,
partendo da unopposizione che originava dalla psicanalisi (la quale si basava sulle differenze morfologiche
dei genitali dei due sessi), pur vero che le modalit con cui i due sessi si pongono di fronte al mondo
diversa. Tralasciando le pur interessanti differenze riscontrate dalla psicologia differenziale, ci che importa
ai nostri fini sono le differenze emerse nei due aspetti competizione e cooperazione. Le meta-analisi133

che quei gruppi dovevano competere in un territorio montagnoso con risorse limitate, per cui supposi che tale pratica fosse un
mezzo di contenimento della popolazione. Ai cacciatori di teste, infatti, andava bene chiunque, come preda, lo ricordava bene
Valentina: Quando da piccola lavoravo in risaia, se qualcuno avvertiva che i cacciatori di teste stavano arrivando, fuggivamo
terrorizzati in tutte le direzioni come forsennati, perch loro avevano bisogno di teste, non importa di chi fossero.
131
Caldern de la Barca: ultima razn de Reyes, ultima ragione dei re, furono definite le artiglierie belliche da questo
commediografo del 600. Federico di Prussia fece scolpire la seguente frase ispirata da Caldern sui cannoni prussiani:
ultima ratio regis, per cui lespressione latina viene ripetuta col significato di estremo rimedio.
132
Erikson E.H. (1950) Childhood and Society. Penguin Books, Harmondsworth.
133
Meta-analisi. Tecnica di revisione della letteratura esistente su di un determinato argomento che contiene una
metodologia definitiva e una quantificazione dei diversi studi ad uno standard metrico che permette luso di tecniche
statistiche come mezzo di analisi. Per saperne di pi, si veda: Hunter J.E., Schmidt F.L. (1990). Methods of meta-analysis:

compiute sulle ricerche della psicologia di genere hanno sbarazzato ormai il campo da una gran mole di
differenze di genere date per scontate, ma prive di fondamenti scientifici; la sola dimensione in cui le
differenze emergono laggressione. Nella maggior parte delle culture, a partire da due/tre anni di et, i
maschi sono pi aggressivi delle femmine. Ci non solo da un punto di vista fisico, ma anche verbale. Su
questa base si innescherebbero poi anche una serie elevata di sfumature desumibili pi da indici non verbali
che verbali. Le femmine cercano di pi i rapporti empatici con il prossimo e ci per una serie di ragioni che
sono solo ipotesi. O lo fanno perch sono socialmente pi deboli, oppure perch il loro orientamento
socioemotivo le porta a ci, o anche perch mascherano, sorridendo e avvicinando di pi il prossimo, il
disagio sociale. Se esista una base biologica non , ovviamente, accertabile quale sia (qualcuno diceva: i
geni sono importanti, ma non sono il destino); di certo il modo in cui vengono trattati i due sessi dagli adulti
appare interessante. In uno studio, detto dei baby X, bambini di circa un anno det venivano vestiti con
abiti unisex e a loro veniva assegnato un nome maschile o femminile a caso, che poteva anche non
corrispondere al loro sesso. Ebbene, gli adulti li trattavano in maniera diversa se pensavano davere a che
fare con maschietti o femminucce. Molte ricerche, soprattutto sorte dalla psicologia dello sport, mostrano che
tra maschi e femmine vi un modo diverso di cooperare e di competere. Con questo non si vuol dire che un
sesso manchi di certe caratteristiche o le abbia in misura minore rispetto allaltro: sia i maschi sia le femmine
hanno lo stesso repertorio gestuale, comportamentale e motivazionale. Ci che cambia sono le combinazioni
che, in maniera pi o meno conscia, i due sessi scelgono, e ci dipende da determinate modalit biologiche e
culturali, che hanno senza dubbio le loro basi nel nostro passato profondo.
Da un altro versante ancora, quello psicanalitico, ben noto che il disaccordo tra Freud e Jung nasceva dalla
centralit che Freud assegnava al sesso e alle modalit con le quali linconscio si affacciava durante
levoluzione. Per Jung, le caratteristiche essenziali della psiche erano gi presenti alla nascita; per Freud ogni
individuo acquisiva il suo patrimonio mentale durante lo sviluppo. Jung coni il termine archetipo134 per
indicare gli attributi tipici delluomo gi presenti alla nascita. Essi riguardano tutti gli uomini,
indipendentemente dalla provenienza sociale, storica e razziale e generano pensieri, sentimenti e idee che
sono sempre simili. In realt, lipotesi degli archetipi accettabile da un punto di vista biologico, perch gli
archetipi avrebbero potuto evolversi sulla base della selezione naturale, come molte altre caratteristiche
umane. Jung asseriva che larchetipo non unidea ereditata, ma una modalit ereditaria di
funzionamento. Ci da un punto di vista biologico non fa una grinza. Ai fini dellaggressivit larchetipo del
Nemico essenziale e si manifesta fin dal primo anno di vita, nel quale il bambino mostra circospezione
allavvicinarsi di estranei. In seguito, lindottrinamento culturale (che ci indica quali siano i gruppi ostili alla
nostra trib o alla nostra nazione; ma anche concetti come il Male, Satana e cos via) e la repressione
famigliare (che ci indica quali comportamenti non siano accettabili), fanno sorgere un insieme di idee
associate tra loro da una carica emozionale comune. E larchetipo del Nemico si rafforza. A causa della
repressione famigliare, di ci che giudicato inaccettabile dallambiente famigliare in cui un individuo
cresce, molti aspetti della personalit vengono repressi o lasciati allo stato embrionale nellinconscio. Jung li
chiam complesso dellOmbra, e raramente viene allo scoperto, perch segregato da ci che Freud
chiamava Super-io135 e Jung, invece, complesso morale. Come meccanismo di difesa dellIo neghiamo
Correcting errors and bias in research findings. Sage, Newbury Park. Non mi sono mai cimentato in uno sforzo del genere
perch occorre raccogliere tutta (ma proprio tutta) la letteratura esistente su di uno specifico argomento: una fatica improba !
134
Archetipo. Dal lat., a sua volta dal gr. essere a capo e modello. Nel pensiero di C.G. Jung (1875-1961), psichiatra
e psicologo svizzero, unimmagine primordiale contenuta nellinconscio collettivo, la quale riunisce le esperienze della specie
umana e della vita animale che la precedette, costituendo gli elementi simbolici delle favole, delle leggende e dei sogni.
Inconscio collettivo. Sempre per Jung, lo strato o livello della psiche dove sono contenute le tracce delle esperienze
primordiali dellumanit, che tornano a manifestarsi attraverso immagini ricorrenti (gli archetipi, appunto) dei miti, nelle
creazioni artistiche e nei sogni.
135
Super-Io. Dal ted. ber-Ich. Il concetto, formulato da Sigmund Freud (medico austriaco fondatore della psicanalisi e
delle sue dottrine, 1856-1939), indica listanza psichica che regola il comportamento e presiede alla coscienza morale.
Secondo il suo coniatore, questa istanza sorge nel bambino attraverso identificazioni successive e stabili con aspetti dei
genitori e degli educatori, ed quindi depositaria di valori tramandati di generazione in generazione; essa ha il ruolo di
giudice e censore dellEs, e da essa derivano inibizioni inconsce e bisogno inconscio di punirsi. Es. Dal ted. ci, esso,
indica, per la psicanalisi freudiana, la forza impersonale che ci vive, vale a dire vive noi. Il termine, mutuato dallopera
dello psicologo G. Groddeck (1866-1934), che a sua volta laveva ripreso da Nietzsche, nella tripartizione Es-Io-Super-Io,
designa gli aspetti inconsci (istinti e pulsioni) della personalit, con lavvertenza che se tutto lEs inconscio, non tutto
linconscio Es, risultando infatti inconsci anche taluni aspetti dellIo. Sono tipiche dellEs lassenza di strutturazione e di
organizzazione e lobbedienza esclusiva al principio del piacere. Lo stesso concetto espresso dagli anglosassoni con il
pronome latino id e dai francesi con le a. Per finire, e sovvertendo la tripartizione Es-Io-Super-Io, lIo (dal lat. volg. o, class.

lesistenza del complesso dellOmbra, proiettando lOmbra sugli altri, perch il complesso si accompagna a
sentimenti di colpa, oltre che dalla paura di essere rifiutati qualora esso venisse allo scoperto. Far uscire
lOmbra doloroso, per cui neghiamo la nostra cattiveria proiettandola sugli altri. Alla base di tutte le
forme di pregiudizio verso gli altri vi questo meccanismo inconscio di salvaguardia dellIo. Alla luce di
queste ipotesi, laggressivit (e il suo contenimento), e la stessa cooperazione provengono dallinterno e si
strutturano sviluppando il complesso morale individuale, che nascerebbe pi dalla paura di essere
abbandonati dalla madre piuttosto che dalla paura di essere castrati dal padre per aver espresso desideri
incestuosi verso la madre (come voleva Freud)136. Le ipotesi psicanalitiche, qui rapidamente (e forse
malamente) tratteggiate, vanno nella direzione dellinnatismo dellaggressivit, vale a dire che aggressivit e
cooperazione sono due facce opposte di una capacit innata, dotata di valore adattativo. Non dobbiamo
dimenticare che durante il nostro adattamento evolutivo un nemico era sempre presente, da qualche parte.
Ci che fa riflettere, invece, la contorsione dei meccanismi di difesa dellIo presenti in noi e che debbono
essersi sviluppati molto indietro nel tempo, agli albori della socializzazione.
La sociologia ricerca invece i contesti socio-mentali dellaggressivit, vale a dire come operi la mente nel
contesto sociale e, di riflesso, quale sia il modello mentale che opera nel contesto sociale. Si parte dal
presupposto che lorigine dei nostri comportamenti sia sepolta negli strati pi profondi del nostro essere e
che, conoscendoli, sia possibile migliorare i meccanismi di cooperazione anzich quelli di competizione. La
distinzione che viene operata da alcuni sociologi, per quanto artificiosa, mostra che le nostre tendenze innate
creano due sistemi sociali differenti: quello agonico e quello edonico137. Il primo un sistema rigido,
gerarchizzato, in cui gli individui sono in costante tensione e tendono allautodifesa. La stretta struttura
gerarchica impone la cosiddetta strutturazione dellattenzione tra gli individui, in quanto ogni soggetto
riceve attenzione in base al suo rango e ciascun individuo dirige la sua attenzione al prossimo su questa base.
Gi Freud, per inciso, aveva sottolineato nel suo libro Il disagio della civilt, il fatto che molti individui,
posti in uno stato di sottomissione psicologica, provino stress, il che ben si attaglia alla modalit agonica. Il
secondo sistema pi aperto, cooperante e solidale, basato su rapporti flessibili e di sostegno reciproco. In
questo sistema il livello di attenzione non pi il canale principale attraverso il quale si mantengono i legami
sociali, per cui lattenzione pu essere ridiretta verso altre attivit. Chiunque abbia attraversato prima della
caduta del Muro di Berlino, via terra, le frontiere tra le due Germanie, ha ben chiare le differenze tra
modalit agonica ed edonica (ma anche, per certi versi, chi passi la frontiera tra Stati Uniti e Canada).
Recenti scoperte hanno dimostrato che il semplice fatto di vivere in due contesti diversi, in cui predomini o
luna o laltra delle due modalit, indirizza la formazione della personalit; agisce sulle capacit cognitive;
ma, soprattutto, le ricerche mostrano che le due modalit convivono nella nostra mente e determinano il
modo in cui ci poniamo in relazione con il prossimo. Non difficile trovare ai giorni nostri esempi nelle
organizzazioni sociali classiche. Sono stati identificati quattro tipi principali di cultura delle organizzazioni.
La prima, quella del potere, tipica dei monarchi assoluti, oppure di alcune compagnie che della finanza
hanno una concezione piratesca. Chi conta in questi contesti sono le figure-chiave, dalle quali dipende il
potere dei sottoposti. Il Capo quello che dirige lorganizzazione ed essenziale che i subordinati la
conoscano e vi si adeguino. Si tratta di una concezione chiaramente agonica. La seconda, quella del ruolo,
quella classica della burocrazia, nella quale pi importante il ruolo rispetto allindividuo. Una serie di
regole e procedure delimitano, fino a sostituirlo, il potere personale. Anche se apparentemente non agonica,
le gerarchie contano e tutti debbono conoscere e rispettare le regole. Ci che conta non pi il capo, ma
lorganizzazione, nella quale lindividuo si deve annacquare, perch se dimostra troppa iniziativa
personale viene penalizzato. La cultura dellobiettivo quella delle imprese, al quale i dirigenti aspirano o
dicono di aspirare. Dato che i mutamenti economici e politici sono rapidi, per fronteggiare i cambiamenti si
go), listanza organizzata dellapparato psichico che, nella tripartizione gi espressa, assume principalmente il ruolo di
mediatore tra le richieste dellEs, le regole del Super-Io e le esigenze della realt. Per cui esso lelemento di integrazione e di
organizzazione dellindividuo capace anche di attuare meccanismi difensivi quando le sue funzionalit sono minacciate.
136
In psicanalisi langoscia di castrazione oppure il complesso di castrazione indica il timore che ha un bambino di
perdere lorgano genitale (in genere per attivit sessuali o anche solo per impulsi sessuali). Il complesso si manifesta quando il
bambino scopre le differenze anatomiche tra i due sessi. I due sessi interpretano la mancanza del pene nelle femmine come
unamputazione, per cui le femmine possono sviluppare la cosiddetta invidia del pene. Tale complesso, se non superato in
maniera adeguata, pu permanere negli adulti nevrotici.
137
Agonico. Meglio sarebbe agonistico, dal lat. tardo, a sua volta dal gr. lottatore. Chi prende parte ad un agne, ovvero
chi lotta, compete. Edonico. Dal fr. hdonique, a sua volta dal gr. piacere. Che ha relazione con il piacere; in
psicopedagogia il bisogno, tipico del bambino, di provare emozioni gradevoli, e va soddisfatto con giochi, passatempi, letture,
rappresentazioni piacevoli.

creano gruppi competenti nelleseguire determinati compiti e nel portarli a termine, il che pu durare per
periodi pi o meno lunghi. Si tratta di una modalit flessibile, in cui gli individui sono meno soggetti
allosservanza di regole, e ai diktat di un capo. Si configura come una modalit edonica, in quanto lo spazio
offerto agli individui innovativi ampio. Lultima modalit, ancora edonica, quella della cultura della
persona, non facilmente riscontrabile nelle strutture organizzate, perch vuole che lindividuo persegua i
propri interessi e sviluppi le proprie capacit e lorganizzazione lo assista verso il raggiungimento dei suoi
fini, fornendogli supporto, come fa la famiglia moderna o come fanno le cooperative 138.
A questo punto, occorreva cercare tra le popolazioni non ancora globalizzate degli indizi che dessero
ragione dellaggressivit e delle modalit per contenerla. Gli indizi non mancano, specialmente tra le
popolazioni di cacciatori-raccoglitori (taluni preferiscono chiamarle raccoglitori-cacciatori per la preminenza
quantitativa della raccolta sulla caccia), di cui ho gi fatto cenno a proposito dellapporto della parte
femminile nella dieta di queste popolazioni. Menzioner brevemente fra un po i gruppi di cacciatoriraccoglitori, anche se il processo di deculturazione139 che hanno subito stato cos veloce da impedire che i
gruppi esigui attualmente viventi essi possano fornirci indizi probanti. Di fatto, i documenti storici mostrano
che culture guerriere si sono evolute in maniera indipendente in zone lontanissime tra loro, come quelle
tropicali del Sud America, del Borneo e della Nuova Guinea. Lambiente sembra essere determinante, perch
la difesa di risorse di un certo valore, come le derrate alimentari o quelle ricavabili da un territorio di caccia,
concorrono a determinare se luso della forza (per offesa o per difesa) diventi necessario. Un esempio
quello delle trib indiane degli Shoshoni e dei Paiuti (che vivevano tra Nevada, Oregon e Utah). I primi
vivevano in praterie steppose e secche, per cui le piante che servivano per il loro sostentamento erano
disperse in un vasto territorio. Le trib si frazionavano destate in piccole bande che non combattevano con
altri gruppi famigliari. I secondi ricavavano invece il loro sostentamento da piante che proliferavano lungo i
corsi dacqua, per cui costruivano villaggi che difendevano strenuamente da eventuali incursioni dei vicini.
A questo punto, allora, ci si pu chiedere: solo lambiente che determina se un gruppo opter per soluzioni
aggressive o collaborative ? Il fatto che non sono mai stati effettuati dei test forti per verificare se le ipotesi,
pi o meno deboli (come quello dellapproccio costi/benefici) possano essere verificate. Per cui, come al
solito, vi molto lavoro da compiere.

Ha regione D. Hume (sono le emozioni che dirigono le scelte morali), oppure I. Kant ( la
ragione la forza che dirige)?

Psicologi, filosofi, neurobiologi ed esperti di diritto stanno attivamente cercando di scoprire,


da differenti versanti (ma con il metodo scientifico), se si possano avere indizi su aspetti
che hanno vessato i filosofi per secoli. Larea di notevole interesse quella del gioco
indefesso tra emozione e ragione nel prendere decisioni morali. Ora, siccome molti
condividono lidea che gli individui si affidino a reazioni di pancia per distinguere tra
giusto e sbagliato e che impiegano la ragione per cercare di giustificare le loro
intuizioni dopo che un fatto accaduto (in un museo siamo affascinati da un quadro, ma
fatichiamo a capire perch). Ci farebbe propendere per una sorprendente automaticit
dei nostri giudizi, come se il cervello fosse predisposto, ovvero avesse degli istinti morali
gi pre-confezionati. Per cui alcuni antropologi e psicologi stanno cercando di capire se
non esistano dei principi morali universali, mentre altri stanno cercando come il senso
138

Un populista o un demagogo moderno potrebbe, giocando abilmente su queste quattro culture, crearsi un incredibile
spazio politico. Basterebbe creare unorganizzazione in cui egli il capo indiscusso per ricchezza, carisma o ambedue;
smantellare la burocrazia esistente e crearne una in cui esista linsicurezza della competizione per il potere; avere uno spazio
mediatico sufficientemente ampio per far intuire che i cambiamenti operati (o ai quali mira), vanno nella direzione (vera o
fasulla, non importa), della cultura dellobiettivo e della persona. Gli esempi non mancano.
139
Deculturazione. Il processo che porta alla perdita di una cultura. Acculturazione. Il processo per cui viene alterata una
cultura oppure vengono acquisiti elementi nuovi, nel corso di continui contatti diretti con unaltra cultura. Il termine viene
usato di solito per indicare ai mutamenti culturali che si attuano in una comunit primitiva dipendente, in seguito allinfluenza
esercitata da una civilt molto sviluppata e potente. Inculturazione. Il processo di apprendimento, conscio o inconscio,
mediante il quale gli esseri umani si adattano alla loro cultura e al sistema sociale che li attornia.

morale differisca nelle diverse culture. Per cui usano questionari on-line e tecniche di
neuroimmagine. Il cervello morale sembra esserci un collegamento tra molte regioni: per
esempio, danni alla giunzione temporo-parietale destra (coinvolta nel comprendere le
intenzioni), e alla corteccia pre-frontale ventro-mediale (che processa le emozioni),
possono alterare il giudizio morale. Chi non utilizza le tecniche dindagine di
neuroimmagine, invece, somministra problemi morali e cerca parallelismi con lidea di
Chomsky della grammatica universale (linnata capacit umana per il linguaggio e il fatto
che tutte le lingue condividano principi comuni). I ricercatori cercano, cio, nella direzione
della morale universale, con risultati anche illuminanti. Hauser, per esempio, ha scoperto
che il giudizio morale su alcuni aspetti importanti (es.: ferire intenzionalmente o meno il
prossimo), mostrino tra le diverse popolazioni similarit che vanno oltre le costruzioni
morali delle religioni di provenienza dei soggetti analizzati. Naturalmente, le sfaccettature
della moralit sono molteplici, per cui non assolutamente chiaro, al momento, se ci che
considerato moralmente inaccettabile abbia o meno meccanismi psicologici e
neurobiologici propri. Molti studiosi nel campo, peraltro, sono concordi nellaffermare
(speculare) che, probabilmente, la moralit unelaborazione del comportamento dei primi
primati e che questo aspetto si in parte evoluto perch ha aiutato a promuovere la
coesione nei primi gruppi ominidi, offrendo loro un vantaggio nei confronti di altri gruppi coi
quali erano in competizione. Il problema, asserisce Hauser, questo: come fa il nostro
cervello a sapere ci che morale da quello che solamente sociale ?

Domande

Qual il nodo cruciale da risolvere collegato agli studi sullaggressivit?


Cosa afferma, a proposito di a., un neurobiologo?
E un etologo?
E un primatologo?
Cosa significa il concetto emergente di riconciliazione?
collegato con quello di cooperazione?
Cosa significa differenze di genere? Quali sono?
Qual la visione generale della. da parte delle due principali scuole psicanalitiche?

Quali sono, secondo alcuni sociologi, i due diversi sistemi sociali creati dalle nostre tendenze innate ?

Altri modelli animali


Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)

Di come lo studio dei carnivori sociali possa fornirci alcune indicazioni (non modelli) sul modo in cui avrebbero
potuto organizzarsi socialmente i nostri antenati pi lontani;
Di leoni e lupi;
Di delfini, lontani da noi, ma ritenuti estremamente intelligenti.

I nostri cugini scimmieschi pi prossimi sono per lo pi vegetariani e vivono in spesso in foresta. I nostri antenati
erano invece abitanti di savana e probabilmente cacciavano o si dedicavano alla predazione opportunistica o al
rovistamento di carogne. Per questo motivo, alcuni studiosi si sono volti ad osservare come altri abitanti della
savana (come i leoni) oppure altri carnivori (come i lupi), si organizzino socialmente. Tra i leoni, al pari degli

scimpanz, un sistema gerarchico ben chiaro non esiste, anche se non mancano i ranghi e la dominanza,
questultima si manifesta anche tra le femmine. Quando si muovono in savana una femmina che capeggia il
branco e buona parte della caccia un compito femminile, anche se, una volta abbattuta la preda, i maschi
accorrono e mangiano a volont prima di permettere alle femmine di avvicinarsi. Questo uno dei pochi segni di
dominanza maschile. Le madri non hanno la stessa relazione di notevole attaccamento nei confronti della prole,
per cui il tasso di mortalit dei loro figli raggiunge anche il 60%. La cooperazione per la caccia elevata e ci
permette loro di cacciare prede che, per il singolo, sarebbero difficili. Il leone non un buon modello, anche
perch, essendo un felino, esso una macchina da guerra, abbastanza differente dai nostri antenati. Pur vivendo
in gruppo come i primi ominidi, ha evoluto strategie diverse.
I lupi mostrano aspetti pi prossimi a quelli sviluppati dai primi ominidi, nel senso che essi mantengono la
grandezza del gruppo in relazione alle risorse ambientali e cacciano cooperando. Il cibo viene spartito ed
esistono rituali che controllano laggressivit. I cuccioli vengono allevati dalle madri, ma tutti i membri del
branco mostrano interesse per loro. Un branco di lupi si forma qualora una coppia lasci il suo gruppo
parentale per dar luogo ad una cucciolata, anche se, occasionalmente, molte famiglie si combinano insieme.
Sono territorialisti e, a seconda della scarsit o abbondanza di cibo, i gruppi possono scindersi o riunirsi. Un
altro modello, studiato in concomitanza con gli scimpanz, quello dei cani selvatici africani. Non sono
territorialisti e hanno relazioni molto strette in gruppi di 9-10 individui. Sono cos organizzati che le loro
cacce hanno una probabilit di successo dell89%, di gran lunga superiore a quella dei loro cugini lupi e dei
leoni. Ci per alcuni da ascrivere al fatto che le relazioni tra loro sono strette e amicali e che la prole
estremamente curata (ad esempio, se un cucciolo accompagna gli adulti in una caccia, esso ha la precedenza
completa nelluccisione della preda e pu poi monopolizzare la carcassa).
Lo studio di questi carnivori sociali istruttivo per il fatto che vivono in nicchie ecologiche prossime a
quelle dei primi ominidi, per cui probabile che le forze selettive che hanno plasmato i nostri antenati e
queste specie siano simili. Vale a dire che possiamo congetturare su aspetti come la divisione del lavoro, la
cura della prole, i campi base e la spartizione del cibo.
Vi sono poi modelli che esulano dai Mammiferi terrestri, come i delfini. Essi non ci danno inputs sugli
aspetti materiali e sociali del nostro mondo agli albori, ma offrono spunti per la comprensione delle ACS. Per
esempio, sulle capacit linguistiche dei bonobi non tutti sono daccordo, in quanto questo un terreno
estremamente scivoloso. I cuccioli di bonobo sembrano conoscere alcune semplici regole grammaticali e
altre regole connesse coi simboli che sottendono la produzione del linguaggio. Per sostenere le funzioni di
una conversazione, per esempio quelle riguardanti richieste, essi si comportano in maniera molto simile
alluomo, in quanto imitano come facciamo noi, per cui mostrano molte somiglianze con le modalit con le
quali i bambini apprendono il linguaggio. Chiaramente vi sono ricerche in corso molto sofisticate per
comprendere quello che i bonobi sono veramente in grado di fare, ma un cosa certa: se uno scimpanz
comune e un bonobo vengono cresciuti assieme, il bonobo quello che impara il linguaggio pi
rapidamente. E gli altri animali? I delfini sono noti per essere tremendamente svegli, specialmente il
Tursiops truncatus, che dimostra di avere un linguaggio, dessere sessualmente promiscuo come molti altri
Mammiferi e di usare il sesso per rinforzare le relazioni sociali. Proprio come i bonobi, i delfini mostrano di
possedere un grande cervello, con una corteccia ampia e convoluta, certamente la pi ampia tra i Mammiferi
non umani e di gran lunga pi vasta di quella degli scimpanz. Alcuni biologi sono convinti che la sua
grandezza sia dovuta alle necessit delleco-localizzazione, ovvero labilit di localizzare gli oggetti per
mezzo dei suoni, come fanno i pipistrelli nellaria. I delfini infatti hanno un sonar estremamente sofisticato
localizzato nella loro bocca, che pu produrre non solo gli ultrasuoni, ma pu riprodurre anche suoni umani,
risate comprese. Altri scienziati invece sono convinti che la loro vasta corteccia sia in relazione alle esigenze
della socializzazione, la quale elevata, come quella dei Primati sociali. I delfini cooperano, fanno alleanze e
formano gerarchie. Quando cacciano un solo delfino si fionda sul cibo e gli altri attendono il loro turno.
Chi e cosa decide i turni? Nessuno lo sa, ma questo comportamento richiede comunicazione, come per
esempio accade quando le delfine difendono la loro prole mantenendola al centro del circolo che esse
formano. Qualcuno ha anche classificato i loro suoni, che sono: sbuffi, belati, stridi, schiocchi, cigolii, battiti,
versi danatra, schiamazzi, raschiamenti, squitti, gridi rauchi, urli, fischi. Alcuni di questo suoni sono senza
dubbio utili per localizzare gli oggetti in acqua, ma gli altri? I fischi sono i suoni pi usati e risulta
enigmatico il fatto che, in una percentuale tra il 50 e il 90%, vi sia ripetizione delle loro vocalizzazioni,
chiamate la firma, nel senso che ogni individuo ha i suoi propri fischi, che usa senza ritegno. Per quale
motivo, nessuno lo sa, come se io me ne andassi in giro ripetendo sempre e in continuazione il mio nome.
I problemi dello studio dei delfini sono diversi da quelli incontrati coi Primati, per la semplice ragione che
risulta estremamente difficile osservarli nei mari. Cosicch nessuno convinto dei risultati ottenuti

studiandoli in cattivit. Per esempio, la scoperta dei loro fischi di firma stata compiuta con delfini
dacquario, ma questo comportamento potrebbe essere ragionevolmente dovuto al fatto che un delfino,
ripetendo in continuazione i suoi suoni individuali, cerca di mantenere intatta la sua individualit, dato che si
trova in un ambiente ristretto, non naturale e in presenza di un altro animale, luomo, che lo costringe a
compiere strani movimenti ed esercizi innaturali. Nei mari, grazie alluso di speciali calcolatori capaci di
captare suoni al di fuori dello spettro uditivo umano, si scoperto che i fischi sono prodotti ad alta velocit e
che sono estremamente complessi, vale a dire che essi non sono solo variazioni sui fischi di firma. Cos
pare plausibile che questi animali usino un linguaggio capace di ricombinare i suoni formando parole e
messaggi. Come luomo?. Al momento, in ogni caso, non si hanno certezze. Esperimenti recenti hanno
mostrato che i delfini comunicano gli uni con gli altri scambiandosi informazioni e cooperando tra loro
quando sia necessario eseguire un nuovo compito. Lavorando poi con luomo, possono associare le parole a
ci che si riferiscono, per esempio la parola palla significa tutte le palle possibili, per i delfini. stato visto
che essi possono generalizzare e capire frasi. Proprio per il loro ampio e circonvoluto cervello e per le
supposte capacit linguistiche possedute da questi deliziosi cetacei, per un po di tempo circolata anche
lidea e per fortuna non ha fatto in tempo a diventare leggenda metropolitana - che luomo discendesse da
una fantomatica aquatic ape.

Domande

Perch lo studio di gruppi di leoni ( e di carnivori in genere) non offre un buon modello?
Quali sono le caratteristiche che accomunano i lupi agli ominidi? E quelle che li demarcano?
Come mai alcuni autori hanno addirittura ipotizzato che i nostri pi lontani antenati derivassero da una
fantomatica aquatic ape?

I cacciatori-raccoglitori
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)

Di cosa sintenda per cacciatore-raccoglitore;


Del perch possano offrire un modello utile;
Di come vivevano i !Kung-San, un modello ritenuto valido per decenni;
Dei problemi che scaturiscono quando si osservano i cacciatori-raccoglitori.

Il termine indica popolazioni che cacciano selvaggina e raccolgono piante selvatiche. Questa modalit sembra
essere la strategia fondamentale degli inizi. Ci perch il genere Homo ha avuto 2 m.a. per evolversi, per cui,
140
calcolando che noi non siamo pi n rovistatori di carogne, n cacciatori-raccoglitori (dora in poi: c-r)
solo da
circa 10.000 anni, il 99.5% della storia del nostro genere ha avuto questa strategia come base per il
procacciamento del cibo. Attualmente i pochi c-r sono distribuiti nelle regioni pi disgraziate del pianeta: deserti,
foreste pluviali e zone artiche o subartiche, sospintivi mano a mano dalle popolazioni che vivevano dagricoltura e
dallevamento. In genere, i c-r vivono in bande nomadiche o seminomadiche composte da nuclei famigliari non
141
molto vincolati tra loro e senza strutture come clan e lignaggi . Non vi sono capi politici, religiosi o economici e
140

Come gi detto accennato in un precedente paragrafo, doveroso ricordare che le antropologhe, dopo che le
osservazioni sul campo hanno dimostrato che, in queste popolazioni, la quota parte maggiore di nutrienti era fornita dalla parte
femminile mediante raccolta, hanno proposto dinvertire i termini: raccoglitori/cacciatori. Non ho assunto questa dicitura
semplicemente perch invalso luso di c-r. Auguro alle colleghe di aver maggior forza in futuro e di essere capaci di ribaltare
i termini: da un punto di vista quantitativo hanno ragione.
141
Clan. Dallingl. clan, adattato dal gaelico clann, che significa discendenza, famiglia, trib. In etnologia il termine
indica un gruppo sociale intermedio tra famiglia, in senso ampio, e la trib, il cui carattere fondamentale dato dallesogamia.
Si pu appartenere ad un clan per discendenza materna o paterna e i rappresentanti di un clan si ritengono discendenti di una
persona alla quale attribuiscono un carattere mitico, per cui utilizzano regole comportamentali simili a quelle in uso tra i
consanguinei. Lignaggio. Dal fr. lignage, a sua volta dal lat. linea, nel senso di linea di discendenza. In etnologia indica un
gruppo esogamico dindividui legati da un rapporto di discendenza unilineare (matri- o patrilineare) da una antenata o

neanche gruppi che abbiano queste fisionomie allinterno delle bande di c-r, in quanto listituzione che detiene
questi ruoli la famiglia. Le bande, a seconda della disponibilit delle risorse, si allargano o si contraggono, un
po come succede tra i babbuini. Le risorse sono condivise in un piano di parit tra famiglie e i membri di una
banda possono allearsi tra loro per difendere le risorse se incrociano stranieri. La divisione del lavoro richiede,
ma non tassativamente, che i maschi caccino e le donne raccolgano.
ormai possibile affermare che le popolazioni di questo tipo, a parte qualche rara avis142, negli ultimi
trentanni non vivono quasi pi come volevano le descrizioni degli antropologi e degli etnologi compiute
solo 50 anni fa. Se si sfoglia un qualsiasi libro detnologia, lautore mette subito le mani avanti, con una
frase che il refrain di tutti questi testi: user il presente etnografico. Vale a dire che afferma la violazione
delluso normale dei tempi, con il costante uso del presente. In genere gli etnologi usano il passato per
popolazioni la cui cultura non stata descritta con metodo etnologico, ma stata desunta sulla base degli
archivi storici e archeologici.
La popolazione pi interessante ai nostri fini quella !Kung143 San, perch vive allinterno e intorno
allimmenso deserto del Kalahari, tra Namibia e Botswana. Metto per le mani avanti anchio. Negli anni
60, un progetto dellUniversit di Harvard, denominato !Kung San Project, studi in profondit la vita
socioeconomica di queste genti. Nonostante vivessero in un ambiente marginale, per gli autori della
successiva ricerca i !Kung, lavorando poche ore al giorno, erano in grado di vivere di semplice caccia e
raccolta e la loro vita sociale era caratterizzata da armonia ed egualitarismo. Per ragioni legate probabilmente
al prestigio di Harvard e al fatto che la ricerca era stata condotta in modo mirabile, il !Kung San Project
divenne il modello di riferimento della vita dei c-r, sia nel mondo odierno, sia nella preistoria, nonostante vi
fossero prove evidenti che ci non corrispondeva a verit. Il modello domin fino agli anni 80, quando ci si
rese conto della grande variabilit allinterno dei gruppi di c-r. Ancora, ci si rese conto che molte
caratteristiche fino allora considerate tipiche degli agricoltori (stanzialit, sepolture elaborate, ineguaglianze
sociali, innovazione tecnologica, scambi tra popolazioni, specializzazioni), potevano anche essere riscontrate
tra i c-r. Riporto quindi questo modello pi per motivi storici, a mo desempio, piuttosto che di
opportunit ai fini della Storia.
Lorigine dei !Kung San non nota, di certo erano gli abitanti originari dellAfrica meridionale, assieme agli
Ottentotti, lontanamente imparentati con loro. Prima dellarrivo degli Europei, grandi migrazioni di
popolazioni di lingua bantu, che si spinsero gradualmente verso le parti migliori del territorio sudafricano, li
cacciarono ai margini delle loro terre. Dopo larrivo degli Europei nel 1652, ulteriori usurpazioni avvennero,
come peraltro dappertutto nel mondo. I San sono piccoli (i maschi non arrivano a 1,60 m. e le donne a
1,50m.) e hanno una costituzione esile. Sono glabri e coi capelli molto ricci. Alla nascita hanno un colorito
rosa pallido, che diventa bronzeo nelladulto; la loro faccia larga e appiattita, spesso con la piega
dellocchio di tipo mongoloide, detta epicantica144. La loro lingua appartiene alla famiglia Khoisanica (che in
realt, secondo alcuni linguisti, comprende pi famiglie). Vivevano (non oso utilizzare il presente
etnografico dopo aver visto una serie di documentari che confrontavano la vita dei !Kung San di solo pochi
decenni fa con quella attuale), in gruppi nomadici, con armi, utensili e vestiario ridotti ai minimi termini.
Costruivano delle capanne fatte di erbe ma, a meno che non piovesse, preferivano restare allaperto. I maschi
cacciavano in piccoli gruppi, senza pianificazione, mediante un arco piuttosto piccolo e avvelenavano la
antenato comune di cui si conserva il ricordo. Trib. Dal lat. tribus, in senso antropologico il termine non ha una precisa
connotazione, in quanto lo si fa coincidere con i due di cui sopra, oppure alle famiglie allargate. Letnologia dei primordi dava
a questo termine un significati dispregiativo (es: una trib di barbari). Dominio. Dallingl. chiefdom, dominio del capo.
Lelemento integrante di questa societ il capo. La leadership centralizzata il sistema nervoso centrale di una societ di
questo tipo. un livello pi alto rispetto ai precedenti. Stato primitivo. il livello pi complicato, che racchiude, per gli
etnologi, due tipi radicalmente distinti di societ. Vi sono quelli nati da domin (es.: Zulu e Ashanti), per cui la loro
trasformazione militare fu una conseguenza diretta delle guerre e degli sconvolgimenti operati dalla colonizzazione europea.
Ve ne sono altri, come gli Inca, che allarrivo dei colonizzatori avevano gi edificato la loro civilt, le cui istituzioni furono
distrutte e sostituite con altre, nuove.
142
Giovenale: Rara avis in terris, nigroque simillima cygno, ovvero: uccello raro sulla Terra, quasi come un cigno
nero.
143
Il segno diacritico ! indica uno schiocco che parte del sistema fonetico San. Il suono viene prodotto mettendo la
lingua sullangolo che si trova appena dietro i denti superiori e il resto della bocca, per poi toglierla bruscamente. Provare per
credere. Un tempo gli antropologi denominavano gli abitanti c-r del Kalahari come Boscimani, ora si preferisce chiamarli San.
Il gruppo !Kung (San) ne fa parte. Diacritico. Dal gr. atto a distinguere, si tratta di segni grafici che, sovrapposti, sottoposti,
anteposti o posposti ai segni grafici ordinari, conferiscono loro un significato speciale.
144
Epicanto. Dal gr. sopra, in, di pi e da angolo dellocchio. Piega cutanea palpebrale che scende ad arco dalla
regione orbitale della palpebra superiore, ricopre langolo interno dellocchio e finisce nella pelle della palpebra inferiore.

punta con una sostanza ricavata dalle larve di un coleottero. Costruivano anche trappole ingegnose. Le
femmine, in gruppi di tre/cinque, si recavano due o tre giorni la settimana a raccogliere piante. Conoscevano
circa un centinaio di specie commestibili (radici, bulbi, meloni, noci e frutti vari). Le femmine fornivano dal
60 all80% della quantit totale di cibo consumata. Lorganizzazione sociale dei !Kung San comprendeva
distinti livelli. Al primo vi era la famiglia, diciamo nucleare, composta da marito, moglie (talvolta anche pi
duna) e figli. Alcune famiglie strettamente imparentate potevano spostarsi insieme, formando cos una
banda, che poteva contenere circa 25 individui. Allinterno della banda vi erano regole che evitavano
lincesto. Tra le bande potevano avvenire matrimoni, per cui si creava un terzo livello dorganizzazione, con
un individui che si riconoscevano come parenti o affini. I matrimoni erano a residenza matrilocale145, almeno
per i primi anni. Una volta nati i figli, la coppia poteva accamparsi a proprio piacimento. Vi era predominio
maschile, che per si manifestava pi come protezione che come autorit. Nonostante le donne
contribuissero per la maggior parte delle risorse alimentari, i bravi cacciatori erano molto apprezzati e il
ruolo di predominanza maschile probabilmente derivava da questo fatto. La posizione di capo derivava pi
dalla saggezza e dallabilit, in quanto i !Kung San evitavano la violenza e consideravano qualcuno come
spostato se manifestava un temperamento impulsivo. La cura dei figli era assidua e i bambini erano trattati
con grandissimo affetto, per cui in un ambito ristretto e con regole semplici e coerenti con lambiente (duro),
raramente i bimbi si comportavano in modo tale da ottenere punizioni. Vi erano cerimonie diniziazione,
cos come gli uomini della medicina i quali, entrando in trance (senza luso di droghe), imponevano le
mani sul malato. Se un individuo moriva, significava semplicemente che i parenti morti avevano reclamato
lanima del malato; perch il morire era considerato una sorta di tiro alla fune tra i parenti vivi e quelli morti.
Era consolante, per i vivi, pensare che le anime dei morti avessero desiderato cos tanto quella defunto, da
ottenerla.
A questo punto, non ci sono modelli certi di comportamento (animali o umani) che possano farci ricostruire
la Storia, quella degli inizi. Gli antropologi selezionano da fonti diverse taluni aspetti a scapito di altri,
cercando di arrivare a conclusioni che possano servire a qualcosa. Viene utilizzato il criterio di utilit. Di
sicuro, i primi ominidi avevano acquisito la socialit.

Domande

Cosa significa cacciatori-raccoglitori?


Perch il loro studio utile?
Come vivevano i !Kung-san?
Perch lo studio di questa popolazione ha smesso di avere la rilevanza che ha avuto fino agli anni 80?

Loggettivit in paleantropologia

Nel presente paragrafo si discute:


a)
b)
c)
d)

Del ruolo dei pregiudizi nella ricerca;


Di come sia faticoso il processo che porta all oggettivit
Di come il modo in cui si vede il mondo influisca sul modo in cui si guardano le cose del mondo;
Del perch sia utile usare il sistema diacronico.

Sospendiamo per un paragrafo la Storia e riposiamoci, riflettendo su altre aspetti (connessi per con la Storia).
Che le nostre manie e i nostri pregiudizi inficino i progetti di ricerca non lo pu negare nessuno. Fare ricerca, in
fondo, non significa altro che cercare di capire come stanno le cose rispetto a come potrebbero essere, come si
gi detto. Per arrivare a ci, noi mettiamo in atto tutta una serie di procedure di problem solving. indubbio, per,
che il periodo storico nel quale viviamo influenza queste procedure. Un esempio classico quello dei primi
ritrovamenti paleontologici. Nei secoli scorsi, le ossa dei Rettili erano cos grandi e mai viste, che si parlava di
loro come artefatti, resti danimali mitici, creazioni inorganiche, resti dellarca di No, azioni delle stelle, scherzi.
145
Matrilocale. Dal lat. mater tris, madre e locus, luogo. Gli sposi si stabiliscono nel luogo di residenza della madre
o la coppia ospitata dai genitori di questa.

noto che quando qualcosa esce dallorizzonte conosciuto e dallabitudine, fatichiamo non poco ad accettarne
lesistenza. Se un pigmeo viene portato in savana e gli viene mostrato un elefante in lontananza, dir che quello
un animale poco interessante da cacciare, perch troppo piccolo. In effetti, il pigmeo, adattato a raccogliere e
cacciare il suo cibo in foresta, ha un campo visivo abituato a considerare gli oggetti a pochi metri di distanza, per
cui lelefante lontano gli sembrer piccolo. Si riporta che gli indigeni isolani dAmerica, alla comparsa della
caravelle di Colombo, non le abbiano semplicemente viste, perch una piroga cos grande non era, per loro,
plausibile. Si rifiutavano di considerarle possibili, e quindi non le vedevano146.
Un esempio classico, nelle scienze, quello degli isteroliti, ovvero le pietre che assomigliavano ad una vulva
femminile. Gi Plinio147 nella sua Historia naturalis aveva parlato di pietre che assomigliavano da una parte
a genitali femminili e dallaltra a quelli maschili (anche se, in questo caso, le somiglianze erano piuttosto
vaghe). Durante tutto il XVI e il XVII secolo ci si chiese come mai delle pietre assomigliassero ad una vulva.
Era un lusus naturae148?
Oppure questa morfologia del regno minerale poteva creare corrispondenze utili anche per quello animale?
Fu necessario arrivare a met Ottocento perch la maggioranza degli scienziati le considerassero un calco di
conchiglie fossili di brachiopodi149, per cui lo stesso nome cadde in disuso e non se ne parl pi. Ma per oltre
duecento anni fior di scienziati ci ponzarono sopra, adducendo teorie anche molto, diciamo, fantasiose
(come sempre capita con le cose legate al sesso). La reinterpretazione degli isteroliti, - da replica inorganica
dei genitali umani a calchi dei brachiopodi - non avvenne sulla base delle innumerevoli osservazioni gi
possibili nei secoli precedenti il diciannovesimo, ma da una serie di cambiamenti del modo in cui si vedeva il
mondo, il che permise di mettere una barriera tra ci che organico da ci che inorganico. Per cui, in
qualche modo, i fossili in genere divennero estranei al mondo inorganico e non pi classificati alla stessa
stregua di altri ritrovamenti minerali come geodi, cristalli, stalattiti e concrezioni. Non sto a dilungarmi sul
dibattito, tuttora in atto, sulloggettivit della scienza, anche perch vi sono stati autori come Kuhn e
Polanyi che sono addirittura arrivati a posizioni estreme, quali quella secondo la quale loggettivit della
scienza un mito. Secondo questi autori (anche se con sfumature diverse), a partire dalla formulazione di
unipotesi e poi, via via alla scelta di come utilizzare i risultati, il coinvolgimento dellautore gioca un ruolo
essenziale, tanto da pervadere tutta la conduzione di un esperimento. Ne consegue che i risultati ottenuti sono
lespressione del punto di vista di un ricercatore. Sia come sia, qualsiasi ricercatore che sfogli un libri di
paleontologia sa che deve sempre fare la tara su quel che legge. Non solo, ma sa bene che il tempo ci
che di pi altera una scienza, per cui adotta un sistema diacronico150. Pi va indietro nel tempo, pi i testi
sono imprecisi. Faccio un esempio, levoluzione delle ipotesi sulla natura delle attivit di sussistenza dei
primi ominidi. Vi sono libri bellissimi sulle ipotesi legate alla caccia, considerata lattivit principale negli
anni sessanta del secolo scorso. Si partiva dal presupposto che le societ ominidi avessero unattivit
socioeconomica complessa, sulla falsariga di quelle dei cacciatori-raccoglitori, considerato il modello-base.
Negli anni settanta si fece strada lipotesi della condivisione del cibo, focalizzata sulla raccolta/caccia, per
cui la prospettiva divenne quella di societ con una socioeconomia pi semplice rispetto alla precedente e il
modello non era pi quello dei cacciatori-raccoglitori, ma un modello pi basico, semplice. Negli anni
ottanta il quadro si modific ancora, grazie anche alla tafonomia151, di cui si detto: lipotesi dellominide
scavenger152, che frugava tra i resti di animali uccisi da altri predatori si fece strada, cambiando la
prospettiva, ancora una volta. La nostra sussistenza dei primordi non differiva granch da quella di altri
146

Spunto ulteriore di riflessione: chiss, allora, quante cose noi non riusciamo a vedere. Gombrich: Il semplice fatto di
guardare modifica la realt. Si badi bene che il grande storico dellarte ha usato guardare e non vedere. E tra le due modalit
che sottile relazione c ? Catone: Inter os et offam multa intervenire posse. (Tra bocca e boccone molte cose possono
succedere).
147
Gaio, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), comasco, autore dellenciclopedia delle conoscenze scientifiche pi famosa
dellantichit e zio dellaltro famoso Plinio, di nome vero Cecilio Secondo, detto Plinio il Giovane (61-133 d.C.). Anche
questultimo non scherzava, perch scrisse i dieci laterizi dellEpistolario, in uno dei quali, fra laltro, descrisse leruzione del
Vesuvio in cui mor lo zio. Tout se tient.
148
Scherzo della natura?
149
Brachiopodi. Dal lat. braccio e dal gr. piede. Animali marini, fossili e viventi, che vivono attaccati agli scogli o
infossati nella sabbia, con conchiglia bivalve.
150
Diacronico. Dal gr. attraverso e tempo, coniato in contrapposizione a sincronia dal glottologo svizzero F. de
Saussure.
151
Tafonomia. Dal gr. sepoltura, e nomia, indica lo studio dei processi di trasformazione della materia organica in seguito
a morte degli organismi, inclusi quelli che conducono alla formazione dei fossili.
152
To scavenge: letteralmente, frugare tra i rifiuti.

animali della savana. La scienza procede per approssimazioni che via via portano a perfezionare sempre pi
ipotesi e teorie, potando i rami secchi e curando i germogli. Mi torna sempre in mente, in questi casi, uno
splendido saggio filosofico il quale, solo dal titolo, rende lidea: Dal mondo del pressappoco alluniverso
della precisione153. Tale il procedere di qualsiasi scienza e della tecnologia, anche se il testo in questione
riguarda per lo pi la seconda.

Domande

Perch difficile essere oggettivi nelle scienze (che dovrebbero essere, invece, il luogo eletto
delloggettivit?
Perch alcuni autori sono addirittura convinti che non esista loggettivit nella scienza?
Fai un paio di esempi di come si siano evolute nel tempo le ipotesi paleantropologiche

Ritorno al futuro
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)

Di come fosse affollata la savana africana due milioni di anni fa;


Di come fossero diverse le due forme di australopitecine

Tutti gli antropologi sono stati affascinati dalla serie cinematografica "Ritorno al futuro" perch tutti loro
avrebbero voluto possedere la facolt di tornare indietro nel tempo (in effetti, si pu presumere che essa
piacerebbe a chiunque si cimenti con un libro di storia). Ammettendo per assurdo - che ci fosse possibile, se
noi ci recassimo ora in Africa dellest e avessimo datato la macchina del tempo 1.8 m.a. fa, troveremmo diverse
154
specie di ominidi coesistenti nel medesimo habitat di savana .

153

A. Koyr: Du monde de l -peu-prs lunivers de la prcision. In: tudes dhistoire de la pens philosophique.
Colin ed., Parigi, 1961.
154
Si tratta del Paranthropus boisei (con mascelle possenti, grandi molari, cranio massiccio); dellH. rudolfensis
(caratterizzato da cervello relativamente grande, pi grande dellH. habilis, ma di proporzioni corporee sconosciute); dellH.
habilis (cos denominato perch ritenuto lautore degli utensili scoperti nella gola di Olduvai 1.8 m. a. fa); e dellH. ergaster
(detto anche lerectus africano), con cranio alto, arrotondato e uno scheletro simile a quello degli umani moderni. Tutti
vivevano in prossimit del lago Turkana, anche se non si sa bene come interagissero tra loro.

Grosso modo, le potremmo classificare in due tipologie, ovvero i personaggi a cervello relativamente grande e
quelli a cervello relativamente piccolo. I primi apparterrebbero al genere Homo, i secondi all'Australopiteco.
Ricapitoliamo ancora concetti noti e procediamo con ordine. Innanzitutto dobbiamo imparare a distinguere le
australopitecine dalle altre forme conviventi in savana, quelle simili agli attuali babbuini, cosa peraltro facile,
in quanto le australopitecine camminano. Con un'andatura del tutto particolare, che non possiede la nostra
fluidit, ma pur sempre bipede. Poi, per distinguerle tra loro, qualcosa balza subito all'occhio: esiste una
forma gracile e una robusta. Qualche problema sorge perch il dimorfismo sessuale piuttosto spinto (grosso
modo un maschio pi alto del 30% e pi pesante del 45% della femmina) ma, fortunatamente, si tratta di
animali sociali e i gruppi, non mischiandosi tra loro, sono facilmente riconoscibili. La forma gracile e quella
robusta, in realt, differiscono soprattutto per la statura (leggermente pi grande nella seconda) e la faccia.
Le forme robuste mostrano la classica facies adattata alla masticazione, con denti macinatori, mandibole
possenti e muscoli masticatori cos possenti da far sembrare il loro capo molto grosso.
Chiedo venia se questa descrizione sintetica assume i toni di una descrizione romanzata, ma cerco di spiegare
come mai ho collocato il viaggio nel tempo a due milioni di anni (perch non prima, come mai non poi?) e
perch ho messo assieme le due australopitecine. Si pu pensare che due m.a. fa, vivessero in Africa molte
specie di ominidi. Solo una specie appartenente al genere Homo nota: l'Homo habilis. Altre tipologie di
Homo, ammesso che siano esistite, si sono estinte. Per tutte le altre forme esiste un contenzioso annoso che
ingorga le pubblicazioni da decenni. A scopo didattico si semplificano le cose, parlando di due tipologie
australopitecine fondamentali, ovvero quella gracile e quella robusta. In realt, esiste anche un'altra specie
nota, il boisei. Il problema fondamentale con gli australopiteci, riguarda il fatto che essi avevano invaso
l'Africa dal Mar Rosso fino al Sud Africa e che sono vissuti in un arco di tempo, stimato, di circa 5 milioni di
anni. Data l'estensione temporale e spaziale, essi hanno avuto tutto il tempo di diversificarsi tra loro e di
mostrarci delle morfologie anche apparentemente distanti!

Le differenze tra le forme gracili e robuste sono state per anni fonte di discussioni, soprattutto per quanto
concerne il loro apparato masticatore. Fino a non molto tempo fa si pensava che le specie robuste fossero
eminentemente vegetariane, mentre quelle gracili onnivore con tendenze carnivore. Per cui si pensava che la
prima forma avesse ancora un dialogo con la foresta e laltra con la savana. Ma l'analisi tafonomica
eseguita sulle micro-erosioni della superficie dentaria nelle due specie al microscopio scanner ha mostrato
che ambedue le A. erano, per lo pi, vegetariane. Le differenze riscontrate tra le due A. riguardano
probabilmente la diversit di habitat, che era pi secco per le forme robuste, per cui richeideva una maggiore
masticazione e, quindi, un apparato masticatorio adeguato. Il modo con il quale gli A. camminavano stato
spesso fonte di accese discussioni. Il femore, per esempio, presenta una testa pi piccola e un collo pi
lungo. In base a questo aspetto, si pensava che la deambulazione bipede dell'A. fosse ancora da perfezionare;
la visione recente, invece, vuole che l'A. avesse un altro stile deambulatorio, per alcuni anche pi efficiente
del nostro. Manca, in ogni caso, un set completo delle ossa del piede e, pertanto, non possibile affermare
con certezza se hanno ragione i tradizionalisti oppure i modernisti.
L'osservazione delle ossa della mano, poi, mostra che le A. pi recenti differiscono da quelle pi primitiva, in
quanto le falangi sono meno curve, il pollice pi mobile e pi lungo e le falangette pi ampie. Ci fa pensare
che esse abbiano posseduto buone abilit manipolative.
Per finire, il quadro offertoci dalle A. il seguente:
I resti che ci provengono dall'Africa orientale e meridionale (pi di 500 individui), mostrano forme
chiaramente ominidi e bipedi. A partire da circa 4 m. a. fa distinguiamo le forme pi primitive.
Successive a queste e coprenti un arco di tempo variabile - da circa 2.5 m.a. fa fino a 1 m. a. fa - si
riscontrano forme robuste sia in Africa orientale (A. boisei), che australe (A. robustus). Forme pi gracili
sono state riscontrate in Sud Africa, si stima che anche loro siano databili a partire da circa 2.5 m.a. fa.
Esse convivevano, a partire da circa 2 m. a. fa, con una forma, ritrovata sia in Africa orientale, sia in quella
meridionale, che fa specie a s, in quanto pi cerebralizzata e con dentatura pi minuta, l'Homo habilis. Di
questo rappresentante sono gi state date notizie generali. Date le controversie che suscita, non ritengo di
doverne parlare approfonditamente.

Levoluzione dellandatura bipede e le possibili ripercussioni sullencefalo.

Nel presente paragrafo si discute:


a)
b)
c)
d)

Di come siano complesse le sequenze dellandatura bipede;


Di quali siano stati i cambiamenti pi evidenti che hanno coinvolto lo scheletro degli ominidi in seguito
allacquisizione della stazione eretta.
Di alcuni cambiamenti anatomici e fisiologici seguiti allacquisizione della stazione eretta.
Della radiator theory

Riassumo in questo paragrafo un mirabile articolo di Lovejoy (1982). Un mammifero terricolo deve, per spostarsi,
applicare un forza nella direzione opposta a quella moto sul terreno. Pu farlo se estende le articolazioni degli arti,
vale a dire quelle a met strada tra il suo baricentro e il suolo. Ne consegue che il terreno reagisce, spingendo il
corpo nella direzione che si determina tra il suolo e larto. Nellanimale pronogrado (quadrupede), il baricentro si
situa molto in avanti, per cui la reazione del suolo d luogo ad una componente orizzontale molto forte. La
notevole flessione delle giunture del ginocchio e dellanca provoca un movimento di estensione altrettanto forte e
duraturo.
Nel bipede, invece, la perpendicolare centro di gravit/piano di stazione cade sui piedi. Se un bipede estende
le articolazioni degli arti lavorando di caviglia, il suolo reagir facendolo alzare sulla punta dei piedi. Se
vuole spingere il tronco in avanti, dovr posizionare il suo baricentro pi avanti rispetto a una delle due
gambe. Una gamba sta dietro, (chiamiamola D o quella che insegue), e deve provocare una reazione da
parte del suolo. Laltra deve spostarsi in avanti (A) perch il tronco non cada. La gamba D provoca nel suolo
una reazione debole perch limitata nella sua possibilit di estensione (larticolazione del ginocchio e
dellanca, contrariamente a quanto avviene nei pronogradi, sono quasi del tutto estese) e perch la reazione
diretta in senso verticale e non orizzontale.

Il busto eretto necessitava di essere stabilizzato, per cui il grande gluteo si trasform, diventando il muscolo
pi grande nelluomo (e, per inciso, dando origine al sedere, tratto squisitamente umano, caricato in seguito
di valenze erotiche). Esso collega il dorso con il femore ed stato ritenuto, fino a non molto tempo fa, il
principale motore della reazione suolo/gamba D. In realt, si scoperto che il suo contributo rispetto alla
reazione del suolo piccolo, in quanto quando luomo marcia o corre, larticolazione dellanca quasi del
tutto estesa. La gran mole del gluteo massimo dovuta al fatto che esso impedisce al tronco di cadere in
avanti ogni qualvolta il piede va a contatto col terreno. Le ossa coxali (ileo, ischio e pube) si sono
modificate, creando una sorta di bacile che accoglie i visceri, sormontato dalle ali iliache. Gli stessi ilei si
sono accorciati, il che ha diminuito le dimensioni del tronco, spostato il baricentro vicino alle articolazioni
dellanca, diminuito il braccio di leva del tronco e permesso al grande gluteo di non affaticarsi in maniera
rapida. Lallargamento del bacino ha aumentato la distanza tra le articolazioni dellanca e ha svantaggiato gli
abduttori. Essi devono bilanciare il peso del tronco e quindi, pi ampia la distanza tra le articolazioni
dellanca pi dista dal baricentro pi elevata la forza che questi muscoli devono esercitare,
affaticandosi presto. I loro punti dinserzione si allontanarono dallarticolazione dellanca. Lo schema di leve
fu reso pi vantaggioso anche grazie allaumentata lunghezza del collo del femore. I glutei anteriori (che
nello scimpanz servono per la deambulazione), sono diventati, nelluomo, gli stabilizzatori del bacino. I
muscoli posteriori della coscia non servono pi ad estendere larto, ma a controllarlo. Questi muscoli
decelerano larto quando, grazie allazione dellileopsoas, esso si contrae per far avanzare la gamba.
Alla spinta mediante la reazione sul terreno sono deputati invece due gruppi di muscoli, i quadricipiti (met
anteriore della coscia) e i flessori plantari. I primi si contraggono e permettono lestensione dellarticolazione
della gamba caricata (che senza di questi si piegherebbe). In contemporanea, i flessori plantari si
contraggono per permettere la rotazione del piede attorno alla caviglia.
Naturalmente la modificata anatomia del bacino ha favorito landatura bipede, ma altri cambiamenti
anatomici si sono affermati. Per fare alcuni esempi, langolo tra il femore e la tibia divenuto abbastanza
piccolo, per questo il femore si allungato per compensare langolazione maggiore che esso aveva con il
bacino allargato. Il ginocchio, allora diventato completamente esteso e ci gli ha permesso di sopportare
sollecitazioni maggiori. La caviglia si rafforzata per sopportare il peso corporeo. Il piede ha assunto una
morfologia ad arco edilizio per reggere anchesso un peso notevole. Il piede ha perso la sua funzione prensile
per diventare una leva di propulsione. Lalluce ha perso lopponibilit, si fatto parallelo alle altre dita. Le
braccia e le dita si sono accorciate. Gli adattamenti anatomo-funzionali hanno coinvolto, oltre al bacino,
anche il torace, che divenne appiattito, le scapole si sono portate medialmente e in basso, la colonna
vertebrale ha assunto le curvature (partendo dalla cervicale a convessit anteriore, la dorsale con concavit
anteriore, e le altre, lombare a sacrale, a convessit e concavit alternate), per dar luogo alle compensazioni
necessarie per equilibrare il corpo.

Lo stesso cervello ha subito un


rimaneggiamento. Il cambio dandatura e la dieta mutata, hanno, per esempio, contribuito alla riduzione dei

muscoli masticatori. Il cranio ha, quindi, potuto allargarsi in senso perlaterale155. Per finire, lallargamento
della parte superiore del bacino e il restrigimento di quella inferiore, hanno provocato un altro cambiamento
encefalico, dovuto alla diminuzione del canale del parto.
Le gravidanze si fecero pi difficoltose per due fenomeni antitetici tra loro. Dal un lato lapertura sottopubica
si era ristretta, dallaltro lencefalo si era accresciuto, anche per la mole di circuiti che la conquista di nuovi
ambienti richiedeva, basati sullapprendimento. Si giunti cos, poco per volta, ad un compromesso. Il
cervello non si sviluppava pi quasi del tutto nellutero materno, ma completava il suo sviluppo allesterno.
Ci ha comportato un allungamento dellinfanzia (con la prole che rimaneva inetta a lungo), anche dovuto al
fatto che la mole delle cose da apprendere per inserirsi normativamente nellambiente, era sempre pi
elevata.
Per quanto riguarda lencefalo e le ripercussioni che landatura bipede ha avuto su di esso, il caso di riferire
la cosiddetta radiator theory, secondo la quale lingrandimento del cervello umano non sarebbe altro che il
frutto di bipedismo e stazione eretta156.
Procediamo pertanto per gradi. Un cervello grande come quello umano pu, certamente, servire per i
processi cognitivi alti di cui siamo tanto fieri (le ACS di cui si parlato). Potrebbe, in ogni caso, anche
essere diventato cos grande per altre ragioni. Ha incominciato ad ingrandirsi a dismisura (rispetto a quello
daltri Mammiferi), allincirca un paio di milioni danni fa. Alcuni studiosi hanno incominciato a demolire
lidea che il nostro cervello si sia ingrandito per pensare, sotto la spinta della fabbricazione degli utensili.
Lominide che si andava affermando trov in savana una nicchia ecologica particolare, quella della fuga ad
inseguimento157. Bramble e Lieberman hanno recentemente introdotto, con buone pezze dappoggio,
lidea che la corsa per lunghe distanze possa aver plasmato non solo il nostro corpo, ma anche il cervello, che
avrebbe potuto rimaneggiarsi nel senso di aumentare di volume in conseguenza del fatto che il corpo si
fosse adattato alla corsa di endurance. Lidea di base questa: per gli ominidi antichi, che erano
sostanzialmente rovistatori di carogne, era opportuno raggiungere le carcasse prima degli altri mammiferi
che si cibavano in maniera analoga, come le iene e gli avvoltoi. Chi prima arrivava, prima alloggiava nel suo
stomaco proteine e grassi. Se arrivava dopo, doveva utilizzare strumenti per rompere le ossa ed estrarne il
midollo. Probabilmente le due modalit si sono intrecciate a vicenda. Chiaramente, correre e spostarsi sotto il
sole cocente della savana, rendeva necessario il rimaneggiamento dei circuiti di raffreddamento del cervello.
Occorre ricordare che lacquisizione della stazione eretta priv i nostri antenati della pelliccia assicurando
una migliore dispersione del calore e che, per ridurre lo stress termico, abbiamo il corpo disseminato di
ghiandole sudoripare. La perdita della pelliccia da sola qualcuno ha fatto i conti basterebbe a raffreddare
il cervello, se per non vi fosse eccessivo movimento. Qualche altro fisiologo ha scoperto che il nostro
cervello ha un sistema di raffreddamento supplementare, che non si riscontra nelle altre scimmie. Sotto
lazione dello stress termico (durante una corsa veloce, per esempio), il flusso sanguigno inverte il suo corso
e va nelle vene emissarie, perci al cervello affluisce sangue fresco. Secondo altri autori vi associazione
tra ingrandimento del cervello e la sua termoregolazione. Si potrebbe parlare di serendipicit (serendipity),
per lacquisizione del pensiero, vale a dire che si trovata una cosa mentre se ne cercava unaltra. Il cervello
si sarebbe ingrandito per favorire il suo raffreddamento durante la corsa e, su questa base, si sarebbero poi
successivamente instaurate le sue facolt alte, quali il pensiero. Con buona pace di chi apprezza i filosofi e
disprezza i corridori.

Domande

Cosa succede quando un bipede si muove rispetto al suolo?


Come si modificarono le ossa e i principali muscoli atti a sostenere landatura bipede?
Come si modific il bacino? E il torace?
Come si sono modificati gli arti inferiori?
155

Successivamente a questo periodo, con la scoperta del fuoco e il raggiungimento di un maggior grado di
socializzazione, stato possibile cucinare il cibo, dando probabilmente un impulso ulteriore allaccoglimento di materia
cerebrale intracranica.
156
Altre teorie sono state emesse nel tempo, ovviamente. Martin propose che fosse lalto tasso metabolico delle madri ci
che creava un alto potenziale per la grandezza cranica; per Pagel e Harvey la causa principale era la lunga gestazione. In
ambedue i casi, era necessario un contesto ambientale stabile, con cibo ad alta energia e con scarsa pressione predatoria.
157
Da intendersi come fuga dai predatori e inseguimento di piccoli predatori in caso di necessit.

La riduzione dellapertura sottopubica e laccrescimento del cervello fetale sono antitetici, per il parto. A quale
compromesso si giunti per permettere i parti?
Cos la radiator theory? Cosa tenta di spiegare?

La Storia continua (e si fa sempre pi umana)


Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
g)
h)
i)

Dei punti fondamentali dellominazione (che vengono ricapitolati);


Di chi sia stato lHomo erectus;
Della storia in pillole dei ritrovamenti di erectus;
Dellindustria acheuleana;
Della comparsa dellH. sapiens;
Di neanderthaliani;
Di H. sapiens sapiens;
Della scomparsa dei neanderthaliani;
Delle ipotesi sulla comparsa dellH. sapiens sapiens

Allora. Per non pasticciare ulteriormente il quadro, bisogna pur dire che fino a non molto tempo fa si aveva
dellevoluzione umana una visione sintetica alquanto semplice, ma troppo facile per durare nel tempo.
Ricapitoliamo. La culla dellumanit lAfrica e solo dopo un bel po di tempo i primi rappresentanti dellH.
erectus lasciarono quel continente.

Oltre un milione di a. fa alcuni rappresentanti erano giunti in Asia orientale. Tutti i tipi che vennero dopo
discendevano da questa specie, denominata genericamente come H. sapiens. Se qualcuno differiva troppo da noi,
ci si limitava a chiamarlo H. sapiens arcaico. Sul fatto della nostra origine africana tutti concordano (anche se
ogni tanto immagino il fal di libri che seguirebbe allimprobabile ritrovamento, che so? di unaustralopitecina in
Cina, per dirne una), ma attualmente, dopo la scoperta di ominidi capaci di locomozione bipede a partire da 4.2 a
158
3.9 m. di a. fa
(e, forse, anche pi indietro), il quadro si fatto pi complicato. Ci perch questi nostri lontani
progenitori, a cui stata affibbiata da alcuni la denominazione di scimpanz bipedi, hanno perdurato per circa due
m.a., il che significa che il loro adattamento ebbe successo. Vi poi il fatto che non si sa con precisione quanto gli
strumenti litici cambiassero la loro vita. Infatti i primi strumenti litici sono datati circa 2.5 m.a., anche se a
partire da 2 m.a. che troviamo lassociazione fossile di ominide/strumento litico. Ora, secondo una gi menzionata
tradizione paleoantropologica ormai invalsa, si tende a minimizzare il numero di specie ritrovate e di tracciare una
discendenza che possa procedere in modo lineare.

158
Con lAustralopithecus anamensis e, addirittura, con lArdipithecus ramidus, si potrebbe far arretrare questa datazione
a 4.4 m.a. fa.

Per cui, sotto il nome di H. erectus sono state inserite specie africane, asiatiche ed europee. Lappellativo di
erectus venne dato ad una calotta cranica e ad un femore trovati circa un secolo fa a Giava. Poi si rinvennero altri
fossili in Cina, datati mezzo m.a. fa, di nuovo altri rappresentanti in Indonesia e poi, finalmente in Africa. Questi
reperti si rivelarono per molto pi vecchi. I fossili pi antichi scoperti in Europa non vanno oltre i sette/ottocento
centomila anni fa. Tutti sono stati inclusi nella medesima specie, per cui il termine erectus indica forme con
cervello di modeste dimensioni (tra 900 e 1200 cc.), contenuto in una scatola cranica bassa e allungata, dotata di
arcate sopraccigliari evidenti e creste ben delineate nella parte posteriore. Date le differenze riscontrate tra gli
esemplari asiatici e quelli africani, alcuni classificano questi ultimi come rappresentanti dellHomo ergaster, in
quanto pensano davere a che fare con una specie a s. Le cose si sono complicate con lintroduzione di nuove
metodiche di datazione, le quali hanno fatto schizzare schizzare la vecchiaia dei reperti di Giava a 1.8-1.6 m.a. fa.
La comparazione degli strumenti litici pi vecchi associati ai primi H. ergaster (1.9 m.a. fa), mostrano che questi
non differiscono di molto rispetto a quelli pi antichi (2.5 m.a. fa). Si tratta di nuclei di basalto da cui venivano
staccate schegge molto affilate che potevano fungere da strumenti da taglio. Solo a partire da 1.4 m.a fa si
159
cominciano a ritrovare gli strumenti tipici dellH. erectus, i cosiddetti strumenti dellindustria acheuleana : si
tratta di strumenti a forma di mandorla, lavorati su entrambi i lati, durati fino a 100.000 a. fa. In Asia orientale
mancano i bifacciali, ci potrebbe essere dovuto al fatto che le migrazioni dallAfrica siano incominciate prima
dellinvenzione dei bifacciali. Il problema se le specie africane e quelle asiatiche siano tutte appartenenti allH.
erectus permane, cos come contraddittori rimangono i ritrovamenti dei primi europei. Sembra che lEuropa sia
stata colonizzata al massimo 800.000 a. fa, come si detto, rimanendo quindi marginale, nel Vecchio Continente.
Per quanto riguarda il passaggio dallH. erectus a quello sapiens, un lungo dibattito intercorso tra i fautori del
modello della singola origine e quello della contiguit regionale. Il primo vuole che tutte le popolazioni
umane attuali derivino da una singola popolazione ancestrale, che viveva in una area geografica ristretta fra i 150
e i 100.000 a. fa. Laltro modello richiede che lergaster e lerectus non siano altro che varianti ancestrali del
sapiens e che, dopo i 2 m. a. fa, abbiano colonizzato il Vecchio Mondo, adattandosi alle varie condizioni
ambientali, ma mantenendo la possibilit dincrociarsi tra loro. Per cui la variet di popolazioni attualmente
presenti non sarebbe altro che un portato di un processo estremamente lungo.
Nel 1856, nel giacimento di Feldhofer, vicino a Dsseldorf, entr in scena il primo di un fortunata serie di
attori preistorici: quello che poi divenne luomo di Neanderthal. Nel 1868 un secondo attore inizi a calcare
le scene, luomo di Cro-Magnon, grazie al fatto che si stava costruendo la linea ferroviaria che portava a Les
Eyzies, in Francia. Le due tipologie, cos diverse tra loro (arcaica la prima e moderna la seconda),
sollevarono diversi interrogativi ma, in realt, lEuropa, pur avendo fornito i primi ritrovamenti di antenati
159

Acheuleano. Dalla localit francese di Saint-Acheul, vicino ad Amiens (ma resti umani di questa cultura sono stati
irtrovati in Inghilterra, in Algeria e in Marocco), un cultura del Paleolitico inferiore diffusa in Europa, Africa ed Asia sudoccidentale, caratterizzata amigdale di forma abbastanza regolare e da industria su scheggia.

fossili, rimase a lungo tagliata fuori dalle prime vicende degli ominidi, per una ragione semplicissima: il suo
clima temperato e freddo. In Europa lalternanza di periodi caldi e freddi160, dava effetti pi drastici rispetto
alle zone a clima tropicale o subtropicale. I periodi caldi permettevano le migrazioni, mentre i periodi
glaciali decimavano e isolavano le popolazioni, le quali, probabilmente, subirono cambiamenti che le fecero
diventare neanderthaliane. I neanderthaliani sono il gruppo umano fossile pi conosciuto, dopo i sapiens
moderni. Tozzi, non molto alti, con una massa corporea pi ampia della maggioranza dei gruppi umani
attuali, avevano proporzioni corporee che li fanno assomigliare agli odierni Eschimesi. La loro fronte era
sfuggente, la faccia larga, con potenti arcate sovraorbitarie, le orbite erano di grandi dimensioni, il naso
prominente e le arcate zigomatiche sfuggenti ai lati. Il mento era assente. Il volume cranico non differiva
rispetto a quello attuale, mentre alcuni dettagli anatomici permettono di distinguere i neanderthaliani da
qualsiasi altra linea evolutiva, in quanto i dettagli delle ossa temporali e occipitali sono specifici.

Il loro corpo mostrava il loro adattamento ai climi freddi e, in effetti, i reperti di questi uomini sono stati
riscontrati in livelli sedimentari che si riferiscono alla penultima glaciazione, avvenuta tra 80 e 40.000 a. fa.
Nel periodo interglaciale che la precedette sono stati ritrovati altri neanderthaliani, detti arcaici, per cui
possiamo pensare che essi siano stati presente in Europa a partire da 127.000 a. fa. Quando i nostri antenati
europei siano arrivati in Europa motivo di controversie. Si pu affermare vi sono due scuole di pensiero: la
prima, quella della cronologia lunga vuole che questa propaggine del continente eurasiatico sia stata
popolata oltre il limite Pleistocene inferiore/medio (7-800.000 a. fa, pochissimi sono i siti europei che vanno
oltre questa data) e che la mancanza di siti del Pleistocene inferiore sia dovuta al fatto che le popolazioni
erano poche e che i reperti si sono deteriorati. I fautori della cronologia corta sono convinti invece che
lEuropa sia stata colonizzata in tempi pi prossimi, diciamo non pi di 500.000 a. fa. In realt, in prossimit
160

Com ben noto, la storia della Terra punteggiata da estinzioni di massa, dovute a fluttuazioni climatiche (la pi
famosa avvenne nel Permiano - 220 m.a. fa - in cui il 95% delle specie perirono). Le cause sembrano astronomiche, ma quale
ne sia la causa, gli effetti delle estinzioni sono devastanti. La tettonica a placche gioca poi un ruolo determinante nellisolare le
specie. I cambiamenti nei livelli marini, susseguenti alle fasi alterne periodi glaciali/interglaciali, sono stati importanti nel
determinare le migrazioni e il popolamento della Terra. Osservando i cambiamenti climatici occorsi nella Terra negli ultimi 15
m.a., si notano tre avanzamenti delle calotte antartiche, accaduti circa 5 m.a. fa, 2.4 m.a. fa e 0.9 m.a. fa (allepoca della pi
grande glaciazione pleistocenica). Non sembra che vi sia coincidenza tra espansione delle calotte polari e la diversificazione
degli ominidi. Tra 8 e 5 m.a. fa gli ominoidi si estinsero per in Eurasia, in coincidenza con lavanzamento della calotta
antartica. Allincirca 2.4 m.a. fa, in ogni caso, comparve il bonobo e, per alcuni, si originarono le australopitecine robuste e,
forse, il genere Homo. Le australopitecine robuste si estinsero 1 m.a. fa, che un periodo prossimo a 0.9 m.a.

dellEuropa (Algeria, Vicino Oriente, Georgia), vi sono siti che hanno incontestabilmente fornito antenati
molto antichi, da 1.4 a 1.8 m.a. fa. Probabilmente lEuropa stata colonizzata a partire dal meridione per
ondate successive, anche se la sua penetrazione si rivelata difficile, perch lambiente di foresta temperata
(o di steppa fredda) era ben diverso da quello di savana. Gli studi sulle glaciazioni mostrano poi unEuropa
abitabile solo dalla Spagna al Belgio, con periodi glaciali lunghi e periodi interglaciali in cui si avevano
raffreddamenti brevi, in termini geologici, ma dalle conseguenze catastrofiche. Gli studi sulle popolazioni
pi recenti mostrano, per esempio, che quando si ebbe il massimo glaciale dellultima glaciazione (18.000 a.
fa), le ripercussioni furono tremende: tra Europa orientale e occidentale, a causa dellisolamento, si
diversific la fauna, mentre tra le popolazioni di sapiens viventi allora, emergono differenze culturali e
tecniche di notevole ampiezza. Non vi era, insomma, possibilit di scambio, in quel periodo siberiano. Ci
pu essere accaduto anche tra le prime popolazioni che cercarono di colonizzare lEuropa. In effetti, verso la
fine del Pleistocene medio, epoca in cui compaiono i tratti caratteristici dei neanderthaliani, le fluttuazioni
climatiche si accrebbero. Le fluttuazioni climatiche potrebbero anche dar ragione della scomparsa dei
neanderthaliani. In effetti, a partire da 30.000 a. fa non troviamo pi reperti di questi sapiens. Circa 40.000 a.
fa, durante un periodo interglaciale, fece la sua comparsa in Europa luomo di Cro-Magnon e i due gruppi
coesistettero per un periodo di circa 10.000 anni. Alla vigilia di un nuovo periodo dintensificazione della
glaciazione la competizione tra i due gruppi si accrebbe e probabilmente i nuovi arrivati, meglio attrezzati
tecnicamente e pi organizzati socialmente, li soppiantarono, con modalit supposte - che mi hanno colpito
per la loro fantasiosit. Alcuni hanno postulato loccupazione di caverne e territori da parte dei nuovi venuti
a scapito degli altri; qualcuno, addirittura, arrivato a parlare di veri e propri genocidi perpetrati dagli
ultimi arrivati nei confronti dei primi; certuni hanno parlato di acculturazione degli ultimi neanderthaliani ad
opera degli invasori; qualcuno ha proposto che fossero state le neanderthaliane a preferire i nuovi maschi, pi
prestanti e pi dotati intellettualmente. Ancora una volta, cherchez la femme?
Gli studi di genetica sono spesso contrastanti con quelli paleontologici e rendono le origini delluomo
moderno ancora piuttosto misteriose. Gli studi dei biologi molecolari sul DNA fossile dei neanderthaliani,
mostra che la sua distanza con i moderni elevata, tanto da farlo diventare specie a s stante. Vi sono poi tre
ipotesi, tentativi di spiegazione su come sia potuto accadere che la specie sapiens si sia imposta dappertutto,
fin dal suo apparire (tra i 150 e 100.000 a. fa).

Vi lipotesi arca di No161, secondo la quale lH. sapiens sapiens si sarebbe evoluto in Africa e,
spostandosi poi in tutto il Vecchio Mondo a partire da 400 a 200.000 a. fa, avrebbe rimpiazzato gli erectus, i
sapiens arcaici e i neanderthaliani, senza mai incrociarsi con loro. Vi poi lipotesi del candelabro, secondo
la quale ogni linea di H. sapiens arcaico si sarebbe evoluta nella regione che occupava, per cui quello
europeo sarebbe derivato da una linea del Vicino Oriente, rimpiazzando i neanderthaliani. La linea evolutiva
umana si sarebbe quindi differenziata a partire da un erectus originario, fuori dallAfrica. In questo caso le
popolazioni di erectus locali e quelle di sapiens arcaico si sarebbero mescolate localmente. Una terza ipotesi
(detta dellevoluzione reticolata), vuole che il mescolamento sia stato ancora pi intenso, nel senso che, pur
mantenendosi le linee antiche, gli scambi genetici tra popolazioni avrebbero unificato il patrimonio genetico.
la classica ipotesi in medio stat virtus, per cui scordiamoci lab ovo 162. Purtroppo, una serie di
procedimenti non corretti e logiche rovesciate, nei quali sono spesso caduti i molecolari, non sempre
permettono certezze, da un punto di vista genetico.
Molto interessante si rivelato lapproccio di Cavalli-Sforza e di altri studiosi i quali, dopo aver elaborato
una mappatura delle popolazioni umane viventi sulla base dei polimorfismi genetici 163 (quali, ad esempio,
il sistema Rh), hanno anche notato la corrispondenza con le mappe linguistiche proposte da alcuni linguisti
detti macrocomparativisti. Molti linguisti sollevano dubbi su questidea ma, in ogni caso, una (anche)
parziale corrispondenza tra trasmissione genetica e trasmissione culturale quantomeno utile a far luce su
alcuni aspetti importanti. Innanzitutto le ricerche di questo tipo hanno portato a concludere che la nostra
specie ha unorigine africana. Poi hanno permesso di individuare le tracce di ondate migratorie e, per finire,
hanno permesso di scoprire che, in alcuni casi, una lingua o una famiglia linguistica pu essere utile per
identificare una popolazione in senso genetico.
I linguisti sono scettici sul fatto che vi sia unorigine preistorica comune a tutte le lingue (monogenesi) e il
loro problema anche, se vogliamo, biologico. Da questultimo punto di vista non plausibile pensare che la
serie di mutazioni genetiche che hanno portato allattuale sistema della fonazione si sia instaurata pi volte in
popolazioni diverse e in tale direzione vanno anche le ricerche linguistiche di orientamento biologico e la
teoria dei princip e dei parametri nata dalle ricerche di Chomsky. Per cui, pensare che la nascita delle prime
lingue storiche biologicamente moderne sia avvenuta separatamente come vogliono i fautori della
poligenesi significherebbe che, una volta che sia stato acquisito il sistema della fonazione e quello delle
capacit lessicali e grammaticali, esso non sia stato prontamente messo in essere, ma che si sia attesa la
dispersione dei discendenti di questi fortunati possessori i quali, dopo aver formato comunit indipendenti,
abbiano originato le prime lingue moderne. Come si vede, anche i linguisti hanno le loro gatte da pelare.

161

William Howells stato indubbiamente molto fantasioso con la sua ipotesi dellarca. Non noto se il povero No fosse
stato molto contento di annoverare nella sua imbarcazione, per quanto capiente, un animale cos invadente.
162
La virt sta nel mezzo. Ab ovo: fin dagli inizi.
163
Polimorfismo genetico. La presenza, negli individui di una determinata popolazione, di un carattere che varia in
quanto determinato da due o pi alleli. Il pi raro deve mostrare, per convenzione, una frequenza non inferiore all1%.

Domande

Dove sono stati ritrovati i primi reperti di H. erectus?


Dove sono stati ritrovati i reperti pi antichi di H. erectus?
Qual lindustria litica tipica dellH. erectus?
Quali sono i problemi riguardanti il passaggio H. erectus/H. sapiens?
Quando compaiono i neanderthaliani? Comerano fisicamente?
A quale ambiente si sono adattati?
Come mai si sono estinti?
Come si pensa sia stata popolata lEuropa?
Cosa significano monogenesi e poligenesi?
Quali sono le tre ipotesi che tentano di spiegare il successo dellH. sapiens sapiens?

Piccolo bello ?
Nel presente paragrafo si discute:

a)
b)
c)
d)

DellHobbit, ovvero lHomo floresiensis;


Di quale effetto abbia avuto tra gli addetti ai lavori;
Delle difficolt dinterpretazione dei ritrovamenti di questo tipo;
Delle principali congetture che ha scatenato.

Ebu gogo (la vecchietta, la nonnetta che mangia di tutto), era il nome dato dagli abitanti dellisola di Flores
ad un essere leggendario, di cui si favoleggiava sul vorace appetito e la camminata eretta, ma alquanto
sbilenca. Chi si soffermava sulle storie locali, pensava che la fonte dispirazione fossero stati i macachi. Nel
2004, invece, grazie alla scoperta in una grotta delle ossa di un essere non pi alto di un metro e della
capacit cranica di un pompelmo (prontamente battezzato Hobbit), le cui tracce si perdono 13.000 anni fa, ha
sorpreso un po tutti. Innanzitutto perch si sempre pensato che, dopo la scomparsa del Neanderthal,
luomo moderno non fosse pi convissuto con nessuno dei suoi predecessori, ma anche perch lo scheletro
ritrovato, se confrontato con quello degli uomini attuali di piccola taglia come i pigmei, oppure con quelli
dalle caratteristiche patologiche, non assomigliava a loro per niente. I ricercatori conclusero che
assomigliava ad un erectus, ma in miniatura E ben noto ai biologi il fatto che, quando un mammifero
sinsedia in una piccola isola, esso tende a diminuire le proprie dimensioni, forse perch il cibo scarseggia (e
a Flores vivono pochi predatori). Succede poi che gli animali di piccola taglia, al contrario, tendano ad
aumentare le proprie dimensioni corporee, probabilmente perch un corpo pi grande pi efficiente da un
punta di vista energetico (tra i resti fossili dellisola stato ritrovato un ratto delle dimensioni di un coniglio).
In ogni caso, questa era la prima volta che la regola insulare era fattivamente applicata per un ominide
(anche se in Kenia, pi o meno negli stessi anni, era stato dissotterrato un cranio di erectus alquanto minuto).
Un cervello cos piccolo poneva oltretutto grossi problemi: a partire da 6-7 milioni danni, siamo
progressivamente passati da 350 a 1350 cc. Ora, ammesso e non concesso che un grande cervello sia un
requisito indispensabile per arrivare a tratti culturali progrediti, il piccolo encefalo dellHobbit contrastava
coi dati e le credenze date per certe fino ad alcuni anni fa164. Restano tuttora molti dubbi sui resti dellH.
floresiensis, ma una cosa lascia stupiti: dato che le ossa di questi ominidi coprono un arco di tempo molto
elevato (95.000-13.000), pensabile che gli Hobbit abbiano coabitato sia con lH.erectus (vissuto a Giava
fino a 25.000 a.fa), sia con il sapiens che, nellarea, gi arrivato 40.000 a. fa. Forse i racconti folklorici non
hanno tutti i torti: in Malesia si parla dellorang pendek, un essere simile alluomo, ma molto piccolo, che
sarebbe stanziato a Sumatra. Si pu pensare che popolazioni nane, avvistate in tempi anche molto antichi,
siano vissute a lungo nellarea.

164

Il grande cervello dei Primati correla con molti indici di complessit sociale: grandezza del gruppo sociale, numero di
femmine nel gruppo, lo spulciamento reciproco, la frequenza di coalizioni, le strategie maschili daccoppiamento, la frequenza
dapprendimento sociale. Se la socializzazione ha il compito di ridurre al minimo il rischio predatorio, vivere in unisola i cui
pochi sono i predatori, pu aver ridotto la complessit sociale.

Domande

Cosa dice la regola insulare?


Cosa rimettono in discussione i resti dellHobbit ?

Paleolitico
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)
e)
f)

Di cosa significhi Paleolitico;


Del fatto che i termini Paleolitico e Neolitico sfumano luno nellaltro;
Dellevoluzione della mano
Di industria litica;
Di culture del Paleolitico superiore
Di Homo economicus.

La mano
Non si pu parlare di Paleolitico e di abilit manuali, se non si accenna ad un particolare
strumento corporeo modellato dallevoluzione: la mano. Gi Dante aveva capito la sua
importanza, infatti: La Scrittura e piedi e mano Attribuisce a Dio e altro intende. La
mano essenziale perch linsieme delle tecniche strumentali peculiari della nostra specie
si fonda in realt sulla prensione. Le azioni di prensione manuale, a ben vedere, non sono
appannaggio delluomo (molti roditori e carnivori mostrano attitudini a servirsi
dellestremit appiattita dellarto anteriore), ma talune caratteristiche dellestremit distale
dellarto superiore umano lo rendono unico. Un esempio: se uno scimpanz raccoglie un
oggetto rotondo e piccolo da un tavolo, esso lo stringe tra il pollice e la seconda falange
dellindice; se tale azione viene fatta da un bimbo di diciotto mesi, egli stringer loggetto
tra lestremit del pollice e quella dellindice, il che si traduce in un movimento pi fine. Le

caratteristiche peculiari della mano umana sono: la forma generale, i rapporti palmo-dita, il
rapporto di grandezza tra il pollice e le altre dita, la mobilit della dita sul palmo,
lopponibilt del pollice. Occorre aggiungere, a questo punto, che la mano, in origine, si
associa ad azioni congiunte della faccia. Per capire questo, basta osservare come un
corvo laceri la carne: fissata la carne con una zampa, esso strappa col becco lunghi
brandelli di carne. Tra i Primati si avuta uninversione dei rapporti mano-faccia per cui,
diventando pi attiva la prima nellambiente, la seconda si ridotta. La mano, pur
rimanendo al servizio della regione orale, ha in seguito raggiunto caratteristiche funzionali
diverse. Nelle due figure sottostanti vengono illustrate le caratteristiche salienti
dellevoluzione della mano.

165

Nei libri di testo si parla di Paleolitico


o et antica della pietra e di Neolitico, che allinizio fu inteso come lo
stadio della levigatura della pietra e dellinvenzione della terracotta. In realt, i due termini sfumano luno
nellaltro perch nostri antenati, a tutti gli effetti paleolitici, levigavano la pietra 20.000 a. fa in Australia e
fabbricavano utensili di terracotta in Cecoslovacchia 25.000 a. fa. Luso degli utensili ebbe un grandissimo
impatto nel percorso che ha portato alluomo perch permetteva laccesso a tipi di cibo altrimenti non disponibili.
Si sa molto sui manufatti litici, mentre scorze, cortecce, pelli, tendini e attrezzi di legno, in genere non
fossilizzano e vengono perduti. Tutti conosciamo limportanza delle frecce in legno per gli indiani dei film
western, ma siamo tutti coscienti che questi strumenti non si conservano. Per cui mancano elementi per la
ricostruzione delle tecnologie possedute dai nostri antenati. Ricapitoliamo i tempi noti. I primi strumenti, etiopici,
166
sono datati circa 2.5 m.a. In termini archeologici sono descritti come esempi dellindustria olduvana . Si tratta
167

di rudimentali raschiatoi, di sassi appuntiti (choppers e chopping tools)


e di schegge, ciascuno dei quali il
prodotto di pochi colpi ben assestati con una pietra che serviva da martello. A partire da 1.5 m.a. fa circa, emerge
la cultura acheuleana, unindustria che rappresenta un modesto avanzamento rispetto a quella precedente: si tratta
di strumenti lavorati sui due lati a forma di goccia, dette impropriamente ascie a mano o bifacciali o amigdale.
Queste novit non rimpiazzarono le precedenti, ma le accompagnarono per un arco di tempo lungo mezzo milione
di anni. Circa 150.000 a. fa, in Africa e in Europa, sincominci a rimpiazzare lindustria acheuleana con quella
168
musteriana , i prodotti dellH. sapiens neanderthalensis. Si tratta di una gamma di strumenti pi raffinati i
quali, assieme ad ossa, corna e avorio, divennero importanti materiali grezzi per costruire strumenti via via sempre
pi eleganti e funzionali. La cultura musteriana continu fino a 40- 35.000 a. fa. Lintero periodo in cui dur
questa cultura viene detto Alto Paleolitico. Dato che i neanderthaliani occupavano un vasto territorio che andava
dallEuropa occidentale allAsia centrale, vi erano differenti trib di questi antenati, che esprimevano la loro
identit mediante manufatti stilisticamente differenti (oppure, molto pi prosaicamente, utilizzavano strumenti
differenti in situazioni diverse). Per il momento abbiamo parlato dellEuropa. E lAfrica? Anche lAfrica ha avuto
la sua evoluzione (cos come gli altri continenti), solo che gli equivalenti del Paleolitico superiore e di quello
medio vengono col chiamati Et della pietra tarda (o posteriore) e media. In Africa, circa 200.000 a. fa, sorse una
nuova cultura litica, che permetteva di ricavare molte schegge a partire da un singolo colpo. Questa metodica
consentiva di aumentare la superficie tagliente e fu il preludio degli sviluppi futuri nella tecnologia degli strumenti
litici. Un esempio. Da una libbra (circa mezzo chilo) di selce, le tecniche primordiali ricavavano da 5 a 20 cm di
superficie tagliente. Quelle musteriane, partendo dalla stessa quantit di selce, 10 metri di superficie tagliente,
mentre i moderni sapiens ne ricavavano anche 12 m.

165

Termine coniato da John Lubbock nel 1865, sorto in tandem con quello di Neolitico.
Olduvana. Dalla gola di Olduvai in Tanzania (in ingl. Oldoway), limportantissima industria del Paleolitico inf.
dellAfrica.
167
Dallingl. to chop, tagliare, spaccare, mozzare. To chop off: recidere, staccare; to chop down: abbattere, tagliare
(alberi); to chop up: sminuzzare, fare a pezzetti.
168
Musteriano. Dal fr. moustrien, a sua volta dalla localit di Le Moustier, in Dordogna. La civilt musteriana, del
Paleolitico medio, iniziatasi nellultimo periodo interglaciale e protrattasi anche durante allultima glaciazione (Wrm),
diffusa in Europa, in parte dellAsia e dellAfrica, presenta unindustria litica con manufatti (raschiatoi e punte) dai margini
ritoccati. I rappresentanti di questa cultura sono identificati per lo pi coi neanderthaliani, in grado di seppellire i loro morti e
con pratiche che fanno pensare a forme di culto.
166

Il fatto certo che la ricerca in Europa sui manufatti litici ha avuto un notevole sviluppo, mentre ci non
accaduto con la stessa intensit negli altri continenti. I dati europei, specialmente quelli del Paleolitico
Superiore, hanno fornito la base per conferire letichetta di vere e proprie culture che rappresentavano
specifici periodi del Paleolitico Superiore. Le due principali culture del Paleolitico superiore, quella
aurignaziana169 e perigordiana170, sono convissute da 35.000 a 20.000 a. fa, ognuna con i suoi stili. Alla
cultura perigordiana subentr quella solutreana171, i cui rappresentanti inventarono le crune e i rasoi a foglia
di lauro, fra i vari manufatti. A loro subentrarono i maddaleniani172, i pi grandi artisti dellera glaciale
europea. Alla fine della glaciazione, a partire da 10.000 a. fa, la cultura maddaleniana fu rimpiazzata dalle
nuove attivit che si andavano profilando: quelle relative alla Rivoluzione Agricola. Luomo, da nomade o
seminomade qual era, divenne a poco a poco stanziale: inizi una nuova archeologia173.

Homo economicus ?

Visto che stiamo parlando di socializzazione e di manufatti, prodotti delluomo che hanno
una valenza non solo culturale174, ma anche economica, il caso di aprire una finestra su
questo aspetto perch, come voleva F. Boas: La vita culturale sempre condizionata
economicamente e leconomia sempre condizionata culturalmente175. In effetti
lantropologia culturale ha spesso dimenticato di spiegare, in maniera attendibile, il
rapporto che lega la base economica con le altre componenti di un sistema sociale. Per
cui mi ha molto colpito un volume, di natura per lo pi speculativa, scritto recentemente da
un economista, il quale offre la sua prospettiva. Haim Ofek, in sintesi, dopo aver spaziato
tra simbiosi, teoria dei giochi e antropologia, conclude che i commerci abbiano assunto
una posizione chiave a partire dallet della pietra, diciamo di mezzo. Per lautore,
commerciare diverso dallo scambiare o spartire il cibo, richiede che si operi una
distinzione tra le derrate, che queste abbiano un prezzo e che vi sia un preciso
riconoscimento del loro valore. Per esempio, chi era capace di fabbricare utensili litici
169

Aurignaziano. Dal fr. aurignacien, a sua volta da un centro della Francia meridionale (Alta Garonna), chiamato
Aurignac. una cultura del Paleolitico superiore, caratterizzata da unindustria litica di notevole specializzazione (grattatoi,
bulini, lame sinuose) e da manifestazioni artistiche costituite da bassorilievi e incisioni.
170
Perigordiano. Dal fr. prigordien, da una regione storica della Francia sud-occidentale (Prigord), unindustria
databile ca. 33.000 anni fa, caratterizzata da una graduale diminuzione di manufatti di tipo musteriano e dalla comparsa di
nuove industrie.
171
Solutreano. Dal fr. solutren, derivato da Solutr, nome di un insediamento localizzato nella regione francese situato
nella regione Sane-et-Loire. unindustria sviluppatasi durante lultima glaciazione e diffusasi in Francia e in Spagna, ma
non in Italia. Lindustria continua quella del musteriano ed famosa per le sue punte di ritocco sopraffino, dette a foglia di
lauro o a foglia di salice. Bellissimi i dipinti e i bassorilievi che rappresentano la fauna locale.
172
Maddaleniano. Anche questo termine deriva dal fr. magdalnien, dal nome del sito La Madeleine in Dordogna. una
delle pi importanti culture europee, che si manifest a partire dalla met dellultima glaciazione (in Francia, nella penisola
iberica e in alcune parti della Germania). Lindustria litica, ricca, era affiancata anche da quella su osso (aghi, arponi, punte di
freccia). Notevole la produzione artistica. Si estinse bruscamente poco dopo il suo periodo di massimo splendore.
173
Visto che abbiamo nominato gli strumenti litici, il caso di aggiungere qualche considerazione di ordine, diciamo cos,
psicologico. Innanzitutto gli strumenti litici sono dei manufatti prodotti dalluomo e, in quanto tali, dei memi. Sono enti che
trasportano e replicano informazione. Essi si trovano perci in quella terra di nessuno che sta tra il vivente e il non vivente. In
quanto cose tendono al disordine, in quanto prodotti delluomo essi accolgono le tendenze di chi li ha forgiati, tendono cio,
allordine. Questa loro ambivalenza li rende fortemente rilevanti e fonti dinnumerevoli speculazioni per tutte quelle scienze,
come la psicologia, che sinteressano delle relazioni tra mondo interno, comportamento e mondo inanimato.
174
Ritengo sempre valida, tra le tante, questa definizione di cultura, coniata da T. Tentori: Disposizione che si costituisce
negli individui in quanto membri di una societ storicamente determinata e determinantesi. Essa designa cio quel patrimonio
sociale dei gruppi che comprende conoscenze, credenze, fantasie, ideologie, simboli, norme, valori, nonch le disposizioni
allazione che da tutti questi derivano e che si concretizzano in schemi e tecniche di attivit tipici di ogni societ. (In: Tentori
T. Antropologia culturale, Studium, Roma, 1971, pag. 239). Cultura deriva per influenza dal ted. Kultur, a sua volta dal lat.
coltivare. In termini generali, indica linsieme dei valori, i simboli, le concezioni, ma anche le attivit materiali che
caratterizzano la vita di un gruppo sociale.
175
F. Boas (1938) The mind of primitive man. The McMillan Co. New York, pag. 66.

permetteva al suo gruppo laccaparramento di altre risorse, aumentando cos il numero di


individui che potevano vivere in una determinata area. I commerci primitivi hanno
permesso, secondo lautore, di conoscere altre genti, favorendo contatti e riducendo la
speciazione. Egli interpreta, per esempio, la grande quantit di strumenti litici trovati in
alcuni siti nellalto Paleolitico, come stoccaggio di manufatti pronti per essere utilizzati
quando i prezzi sarebbero saliti. Lautore pensa che il fuoco sia stato il primo bene
economico ad essere messo in commercio. Nel senso che egli immagina vi siano stati
degli specialisti capaci di provocarlo, per cui costoro venivano cos ricompensati. Il
commercio (pi tardo) di animali addomesticati ha permesso alle coltivazioni di estendersi
in aree geograficamente pi lontane, perch gli animali offrivano proteine non ricavabili dai
soli vegetali. Lidea centrale dellautore, tuttavia, la seguente: avere intrapreso il
mercato, con la conseguente competitivit, port allaumento delle capacit craniche.
Unaltra speculazione riguarda il denaro. Inventato per i commerci, esso divenne, per
Ofek, il primo simbolo. In effetti nessuno sa quando i primi simboli siano stati creati,
anche se le visioni odierne presumono vi sia un sistema coerente interno che connesso in maniera pi o meno debole - con il mondo pre-simbolico o non simbolico. Il volume
interessante soprattutto per un fatto: come va studiata la socializzazione degli albori ?
Ofek Haim (2001) Second Nature. Economic Origins of Human Evolution. Cambridge
University Press, Cambridge.

A questo punto, occorre aggiungere che nel Paleolitico vi sono state due grandi espansioni di grande
importanza. Tra 1.7 e 1 milione di a. fa, lerectus si diffuse, come abbiamo visto, nelle aree temperate
dellAsia e dellEuropa. In seguito, un H. sapiens anatomicamente moderno (sapiens sapiens) inizi una sua
espansione in tempi pi recenti, come gi detto. Ora, da un punto di vista biologico, una migrazione da sola
non implica un processo di crescita di una popolazione. I movimenti di individui si attuano perch di solito
uninnovazione tecnologica o biologica favorisce laumento di una popolazione in un determinato luogo e, in
seguito a questo aumento, il carico demografico eccede le possibilit di un territorio, per cui una parte di una
popolazione costretta a cercare nuovi territori. Si parla quindi di espansioni demiche. Innovazioni come
luso del fuoco e, in tempi pi prossimi, quella della navigazione (si presume che zattere e imbarcazioni
fossero in uso gi 60-55.000 a. fa), hanno senza dubbio favorito lesplorazione di nuovi territori, per cui
lAustralia e la Nuova Guinea furono raggiunte in queste date176. Le Americhe offrono un quadro pi
complicato, in quanto vi sono tre mappe geniche distinte, appartenenti a tre gruppi genici: gli Eschimesi del
nord, il gruppo etnico Na-Dene, contiguo e a sud di quello eschimese, e quello degli Indiani americani. Vi
sarebbero state tre successive espansioni demiche dallAsia nordorientale attraverso lo stretto di Bering. Le
Americhe non furono raggiunte prima di 20.-12.000 a. fa (dando luogo alla famiglia amerindia, ovvero la
famiglia che occupava le Americhe al tempo dellarrivo di Colombo); lultima migrazione, avvenuta 4-5000
a. fa, port le lingue antenate delleschimese prima in Alaska e poi in tutto il nord America fino alla
Groenlandia.

Domande

Cosa significano i termini Paleolitico e Neolitico?


Perch sfumano luno nellaltro?
Come si evoluta la mano negli ominidi ?
Cosa significa industria litica?
Quali sono state le successioni temporali delle diverse industrie litiche?
176

Da un punto di vista linguistico, la terra dorigine delle lingue austronesiane viene identificata con lAsia sud-orientale,
per cui in fasi successive lenorme Oceano Pacifico fu popolato in questi termini: Formosa (4000 a.C.), Filippine (3000 a.C.),
Timor (2500 a.C), Sumatra e le Marianne (1200 a.c), Polinesia centrale (200 a.C), Hawaii e isola di Pasqua (3-400d.C.),
Nuova Zelanda (800 d.C.).

Quali sono le due principali culture del Paleolitico superiore?


Cosa comport la fine dellultima glaciazione?
Ha senso parlare di Homo economicus ?

Arte per larte?


Nel presente paragrafo si discute:
e)
f)
g)
h)
i)

Di arte e di artisti primitivi;


Di quale possa essere il/i significato/i dellarte dei primordi;
Delle difficolt dinterpretazione dei ritrovamenti artistici del passato;
Delle principali congetture escogitate nel tempo per inquadrare larte parietale;
Dei tentativi di comprenderci qualcosa studiando i Primati non umani pittori

Gombrich iniziava la sua storia dellarte mettendo provocatoriamente subito in chiaro che non esiste in realt
una cosa chiamata arte. Esistono solo gli artisti: uomini che un tempo con terra colorata tracciavano alla meglio le
forme del bisonte sulla parete di una caverna e oggi comprano i colori e disegnano gli affissi pubblicitari per le
177
stazioni delle metropolitane
e via di questo passo. Laltro grande storico, Hauser, dice che i disegni dei
bimbi e larte dei selvaggi (sic) sono frutto della ragione, non dei sensi; mostrano quel che il bambino e il
selvaggio sanno, non quel che vedono realmente. mentre caratteristica del naturalismo paleolitico la
capacit di rendere limpressione visiva in forma cos immediata, pura, libera, esente da aggiunte o limitazioni
intellettuali, che rimane un esempio unico fino al moderno impressionismo178,179. Perch riporto queste due
citazioni? Per il semplice motivo che generazioni di studiosi, da diversi versanti, hanno tentato di ipotizzare come
larte si sia strutturata nelle differenti caverne dove stata ritrovata. Svariate sono state le domande che gli
180
studiosi si sono posti, ma la preminente era una: cosa significano larte parietale e le pitture rupestri ? Vi un
fatto incontestabile. Quando noi osserviamo una colomba del Beato Angelico con il ramoscello dulivo nel becco,
comprendiamo subito il messaggio, ovvero che la colomba luccello della pace, perch abbiamo tutti i
riferimenti storici per poter comprendere il significato di quel simbolo. Fanno parte integrante della nostra
tradizione simbolica e permeano liconografia del presente. Ma quando vediamo uccelli, pesci, piante, dipinte in
varie combinazioni in una grotta preistorica, cosa mai vorranno dire? Sono scene prese dal vero o rappresentano,
che so, una stagione dellanno? Il fatto che non lo sappiamo, n, verosimilmente, lo sapremo mai. Le pitture
parietali scoperte per prime riguardavano le grotte del nord-ovest francese e quelle del nord della Spagna; solo da
pochi decenni sono state trovate altre forme darte in grotte dislocate in varie parti del mondo. Per questo motivo
le principali congetture sono state operate su opere la cui et coincideva con quella dellarrivo in Europa dei primi
umani moderni, la quale per un periodo oscillante tra 75 e 10.000 a. fa, fu sotto la morsa glaciale del Wrm,
lultimo periodo freddo181. Il punto pi alto dellarte preistorica fissato, per molti studiosi, allincirca 18.000 a.
177

E.H. Gombrich The Story of Art. Phaidon Press, Londra, 1966, pag. 1. Tradotta per i tipi della Einaudi, Torino, col
titolo: La storia dellarte raccontata da E.H. Gombrich. Molte edizioni, nel tempo, a partire dal 1973. Espressamente dedicata
ai non specialisti.
178
Impressionismo. Dal fr. impressionisme (a sua volta dal lat. imprimere), una corrente artistica che rinnov la
pittura del secolo XIX e che ha tra i suoi rappresentanti Renoir, Manet, Monet, Pissarro, Czanne, Degas, ecc. Questi pittori,
in nome di un naturalismo diretto, si affidano allimmediata espressione del vero, rifiutando, per esempio, la pittura nel chiuso
di uno studio e pretendono dusare una maniera rapida e sciolta di fermare nel quadro listante dellimpressione.
Lespressionismo, invece (der. dal lat. esprimere), sorse in Germania allinizio del XX secolo, in contrapposizione allI. e
al naturalismo conformista dellepoca guglielmina e fu influenzato dallarte di Munch, Gaugin, van Gogh e da quella dei
fauves. Gli espressionisti rappresentavano liberamente, fuori da vincoli e canoni, il mondo interiore dellartista, per mezzo di
immagini deformate e colori esasperati. Si risolse in varie correnti. Tra i suoi rappresentanti: Kandinskij, Klee, Kokoschka,
Dix e Grosz, per citare i pi famosi. E necessario citare anche il fauvismo, dal fr. fulvo che sta per bestia dal pelo fulvo;
fu un movimento pittorico francese dei primi anni del XX secolo, che aveva lintento di ritrovare nellarte limpeto e la
schiettezza dei primitivi, tramite la pittura a due dimensioni, un incisivo uso del colore e una notevole violenza espressiva.
179
A. Hauser Sozialgeschichte der Kunst und Literatur. Beck, Monaco, 1955. Varie edizioni italiane a cura dellEinaudi,
col titolo: Storia sociale dellarte.
180
La distinzione, come vedremo, nasce dal fatto che le pitture rupestri sono successive allultima glaciazione.
181
Il lettore vuol visitare un sito stupendo e solo recentemente immesso in NET ? Navighi su
www.culture.fr/culture/arcnat/chauvet/en - Otto anni fa, Jean Marie Chauvet, speleologo, trov nel sud della Francia, nella
regione dellArdche, una grotta (ora denominata Chauvet-Pont-dArc), contenente centinaia di disegni e incisioni raffiguranti
rinoceronti lanosi, mammouth e leoni. Tale sito stato datato 31.000 anni, per cui 15.000 anni pi vecchio del famosissimo

fa, proprio il periodo in cui detta glaciazione raggiunse il suo apice. Le fluttuazioni climatiche durante unera
glaciale erano notevoli e talvolta, piuttosto rapide: per esempio, unarea del sud francese mostra, nellarco di
pochi secoli, il passaggio da un ambiente popolato di querce, ad uno stepposo. Gli artisti dellepoca vivevano
quindi in un ambiente notevolmente mutevole, in cui altrettanto mutevoli erano le migrazioni degli animali che
abitavano i luoghi dove questi artisti vivevano. Costoro hanno lasciato anche altre opere, oltre a quelle pittoriche e
di incisione-scultura (quelle cosiddette mobiliari), ma i manufatti in legno e di altro materiale non fossilizzabile
sono spariti, mentre sono rimaste le opere in pietra (le quali, in ogni caso, sono giunte a noi in numero molto
minore delle pitture e delle incisioni). Probabilmente molte grotte contenevano pitture anche allesterno, ma gli
agenti atmosferici non ne hanno permesso la conservazione. Sono state identificate alcune caratteristiche di base
nelle pitture parietali (europee). I grandi Mammiferi (bisonti, cervi, cavalli, mammouth, stambecchi), sono rari.
Uccelli e piante sono altrettanto rari, cos come lo la figura umana, di solito rappresentata molto
schematicamente (anche se non manca una galleria di 200 piccoli ritratti umani di circa 20.000 a. fa). Il singolo
animale spesso rappresentato nei dettagli, latitano scene naturali dinsieme. Le figure intagliate o scolpite in
pendagli, archi da freccia e bastoni, sono pi dettagliate e forniscono rappresentazioni pi ampie della natura,
mentre la maggior parte delle rappresentazioni umane sono, ancora una volta, molto schematiche. Con la fine
dellera glaciale, termina anche larte cosiddetta naturalistica, perch si fanno pi evidenti le rappresentazioni
geometriche e, apparentemente, pochi dei nostri antenati dallora si recavano nelle profondit delle grotte a
pitturare o incidere le loro pareti. Larte post-glaciale viene detta rupestre e si differenzia per stile e tematiche da
quella paleolitica. Le domande che si sono poste gli studiosi, ovviamente sono molteplici. Un fatto
inequivocabile: queste opere sono state fatte per essere usate, ma allora, quale era e comera strutturato un
contesto sociale che richiedeva la fabbricazione e luso di queste immagini? Ancora: queste rappresentazioni
erano il prodotto di una mente primitiva o quello di una mente ai primordi (in cui, cio, la coscienza si stava
ancora formando)? Accertata, in ogni caso, limpossibilit di rispondere a questi e altri quesiti, cosa significava
larte dei nostri antenati? A questa domanda molti studiosi hanno cercato di offrire delle risposte, anzi si pu dire
che il quadro ricalca, per certi versi, ci che accaduto per la caccia come motore evolutivo, travolta dalle
scoperte tafonomiche. Occorre innanzitutto mettere in chiaro che, non appena si scoprirono le prime pitture
parietali, cos verosimili ed esteticamente valide, si pens ad artefatti moderni. Quando fu finalmente accettata la
nozione di arte parietale, agli inizi del 900, si parl di arte per larte, qualcosa che era, diciamo cos, fine a s
stesso, il prodotto di societ non strutturate. Il primo studio sistematico, compiuto da Henri Breuil (siamo negli
anni Quaranta), fece concludere allautore che quellarte aveva funzioni propiziatorie e che sintravedeva in
queste opere un certo grado di strutturazione delle societ dallora. Negli anni Sessanta, gli studi di Leroi-Gourhan
e di Laming-Emperaire, portarono gli autori a concludere che quel tipo darte rifletteva la societ che la produceva
e che quelle opere riverberavano il dualismo maschile/femminile tipico di quelle societ. Il fatto che le donne
fossero rappresentate al centro e i maschi in periferia, stava ad indicare societ altamente strutturate e, pertanto, le
raffigurazioni erano da intendersi come allegorie sociali. Negli anni 80, Vialou e Delport conclusero, da
osservazioni indipendenti, che non vi quelluniformit di struttura intravista dagli studiosi degli anni 60, ma che
ciascuna caverna deve essere vista come unespressione separata. Attualmente, presso molti studiosi, tornata in
auge lidea dellarte per larte. Anzi, qualcuno si chiedeva se, per caso, etichettando queste opere umane come
arte noi non ci fossimo preclusi altri filoni di ricerca182.
Degli indizi sulla genesi della nostra produzione artistica possono esserci forniti dai nostri cugini
scimmieschi, come spesso accade. Non molti ne sono a conoscenza, ma i primi studi sugli scimpanz pittori
furono svolti a Mosca tra il 1913 e il 1916. Molti altri ne seguirono. I pi interessanti riguardavano ci che
era capace di fare un cucciolo di scimpanz rispetto ad uno umano. Famosa divenne una coppia di psicologi
Lascaux. Lemozionante giro virtuale copre 500 m. di grotta e d dettagli sugli artisti aurignaziani, che sapevano utilizzare
lombreggiatura e la prospettiva. Questa grotta ha fatto vacillare i preconcetti sulla produttivit e labilit degli artisti
dellepoca. Il sito Internet suggerito ricco di links (con la grotta di Lascaux, per esempio).
182
Di cosa si potrebbe trattare ? Conta di animali ? Fissazione dei flussi migratori degli animali ? Scuole primitive dove i
bimbi, al sicuro di una grotta, venivano acculturati ? Qui la fantasia galoppa, di supposizioni se ne possono fare a decine. Se le
rappresentazioni appartenessero al capitolo arte, in ogni caso, la mia (povera) opinione la seguente: le raffigurazioni sono
il prodotto di una profonda empatia con la natura da parte di alcuni soggetti versati nelle tecniche di rappresentazione, i quali
riescono ad esprimere la visione della natura del gruppo di cui fanno parte (il che richiede anche una profonda comunione col
gruppo stesso). Dopo aver indagato sulle pitture rupestri della grotta di Sunpangbita a Sulawesi (Indonesia) ed aver visto
allopera pittori aborigeni australiani moderni e tessitrici guatemalteche di parlata Cakchiquel (e perch no ? anche i docenti e
gli allievi pi dotati dellIstituto darte P. Selvatico dove insegno), mi sono convinto che la teoria della Einflung
(immedesimazione), dello storico tedesco R. Vischer (1847-1933) sia quella pi probabile, in un campo estremamente viscido
come questo, per spiegare il motore di ogni creazione artistica. Einflung. Dal ted. immedesimarsi, tradotto con empatia
o simpatia simbolica. Teoria estetica secondo la quale larte consiste essenzialmente nellimmedesimarsi del sentimento con le
forme naturali, per una profonda consonanza o simpatia tra soggetto e oggetto.

(i Kellogg), che allev il loro bimbo assieme ad un cucciolo coetaneo di scimpanz, riportando poi le
differenze e le somiglianze esistenti tra loro. Naturalmente, da bravi psicologi, utilizzarono tutta una serie di
test. Ad un certo punto si accorsero che lo scimpanz era capace di scarabocchiare se qualcuno gli mostrava
come fare e che, dopo un certo periodo di tempo, egli procedeva in modo spedito per conto proprio, mentre il
bimbo si limitava ad imitare. Altri studi mostrano che gli atti creativi degli scimpanz sono molto semplici
perch mostrano un controllo minimo sulla composizione e la calligrafia. Gli scarabocchi mostrano anche
variazioni estetiche minime. Come spesso accade, il nostro giudizio sospeso. Non siamo capaci di capire se
gli scimpanz artisti stessero imitandoci o se stessero cercando di comunicare con noi usando i loro
artefatti183. In ogni caso, alcuni dei loro disegni si rivelano puro Impressionismo. La ricerca prosegue, allo
scopo di scoprire i principi che regolano labilit pittorica184.
Alla fine della prima decade del presente secolo, tuttavia, molti studiosi cercano di comprendere di
comprendere le radici simboliche dellarte. Non fosse altro perch larte lespressione estetica delle abilit
cognitive nella costruzione di simboli i quali, comunicando significati. Quali che siano: le parole dei nostri
linguaggi, i suoni che scaturiscono da strumenti per convogliare emozioni, o le raffigurazioni artistiche.
Ora sia gli uomini moderni, sia il linguaggio simbolico, sembrano essere originari dellAfrica e le recenti
scoperte di manufatti vecchi di 100.000 anni o pi, intrigano gli studiosi: mostrano essi espressione
simbolica ? E poi: ammesso che si riesca ad arrivare a comprendere qualcosa dellevoluzione del simbolismo
(che deve aver avuto una rapidit estrema, secondo alcuni), qual il suo apporto allevoluzione umana ?
Molti sospettano che i simboli siano stati una sorta di collante sociale, per aiutare i primi gruppi umani a
sopravvivere e riprodursi. Nel 1999 stata scoperta in Marocco, la Venere di Tan-Tan, vicina a manufatti la
cui vecchiaia stimata attorno a 300.000-500.000 a. fa. Forse lHomo heidelbergensis aveva un cranio
sufficientemente ampio per poter dar forma a questa figurina di quarzite dotata di arti rudimentali (molti
archeologi sono tuttavia scettici: potrebbe trattarsi di una coincidenza). Un altro ritrovamento sulle alture del
Golan, datato 250.000 a. fa, assomiglia ad una donna, mentre per altri si tratta di un pinguino (?) o di un
fallo. Ora, in Eurasia, a partire da 30.000 a. fa sono state ritrovate centinaia di ossa e pietre intagliate a
donna (si parla di Veneri) e tutte mostrano un motivo comune. Moltissimi studiosi concordano sul fatto
che esse non sono solo unespressione simbolica, ma vera e propria arte. E allora gli studiosi si rivolgono
allindustria litica: dar luogo a strumenti in pietra sofisticati utili per la sopravvivenza, richiede dimporre
forme basate su un piano mentale. Forse il significati simbolico di queste creazioni quello di mostrare
prestigio e dattrarre membri dellaltro sesso. In ogni caso, lidea che la creazione di utensili sofisticati e che
il pensiero simbolico richiedano abilit cognitive simili, stata testata con le tecniche di brain imaging
oggigiorno disponibili. Mentre tre archeologi, abili nel rifare strumenti pre- e tardo Acheuleani erano
allopera, le loro aree corticali furono studiate con la tomografia ad emissione di positroni e le aree cerebrali
interessate erano quelle motorie e visive. Interessante fu un fatto: solo la manifattura degli strumenti tardo
Acheuleani accese anche i circuiti cerebrali legati al linguaggio. Altri ritrovamenti, come quello zambiano
di Twin Rivers (260.000 a. fa), mostrano luso di ocra e altri coloranti, che potevano non solo essere usati per
dipingere il corpo, ma anche gli strumenti. In ogni caso, la domanda di fondo rimane sempre l: perch ?
Qual il vantaggio selettivo ? Per alcuni scienziati la forma pi sofisticata di comunicazione simbolica solo
il linguaggio, capace dorganizzare caccia e raccolta di cibo, scambiare cibo, insegnare a fabbricare strumenti
e ad educare la prole, scambiare esperienze passate. Esso permetteva non solo lo scambio dinformazioni
concrete, ma anche quello astratto, con possibilit di far piani per il futuro e cooperare in maniera pi
adeguata quando si trattava desplorare nuovi ambienti e far fronte a climi mutevoli. Le forme non
linguistiche di comportamento simbolico (anche la musica, quindi), potevano essere il cemento per tenere
insieme questi legami che il linguaggio creava, esprimendo significati che non potevano essere espressi con
le parole. La forza emozionale dellarte, se vogliamo, sta qui.

Domande

A cosa dovuta la distinzione arte parietale/arte rupestre/arte mobiliare?


Dove sono state scoperte le prime forme darte parietale?
Quali sono le caratteristiche di base dellarte parietale?
183

Di Kanzi, un bonobo, sono stati vendute le opere in pochi giorni, per qualche migliaio di dollari. Niente a che vedere
con la performance di Congo, uno scimpanz, le cui opere hanno raggiunto quotazioni record di 25.000 $.
184
Per saperne di pi, visitare il sito no profit: www.koko.org.

Cosa si pensava rispetto allarte primitiva agli inizi del 900?


Come si modific, in seguito, il pensiero degli studiosi?
Cosa ci dicono i Primati non umani pittori rispetto allabilit pittorica dei primordi?
Come sinserisce il linguaggio in questo contesto?

La rivoluzione neolitica
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)

Degli inizi dellagricoltura e dellallevamento;


Della gradualit con la quale la rivoluzione neolitica si affermata;
Dellinstaurarsi delle prime organizzazioni sociali evolute

A partire da 12.000 a. fa i nostri progenitori, abili cacciatori-raccoglitori in varie forme, iniziarono


laddomesticamento di piante e di animali e ci si verific in maniera indipendente in varie parti del mondo. I
primi esempi si hanno nella cosiddetta Mezzaluna Fertile (attuali Siria, Irak, Iran, Turchia e paesi limitrofi), in cui
sinizi la coltivazione di grano, orzo, farro, lenticchie, piselli. Gli animali addomesticati laggi erano le capre, le
pecore e le vacche. In Cina, a partire da 7000 a. fa, troviamo il riso, il miglio, la soia, il taro e le patate dolci,
assieme al maiale. In America centro-meridionale, a partire da 5000 a. fa, sincontrano il mais, le zucche, il cotone
e, tra gli animali, i camelidi come il lama e il porcellino dindia.
Di sicuro il primo animale ad essere addomesticato fu il cane185, vi sono prove mesolitiche a partire da
14.000 a. fa in Europa settentrionale, e di circa 12.000 a. fa in Israele. Poi vi fu la capra, mentre pecore,
maiali bovini e asini erano di certo allevati con continuit in Egitto a partire da 3000 a. fa. Le renne
sembrano lultimo animale addomesticato, in quanto le sole fonti che ne parlino sono cinesi, del VI secolo d.
C.
possibile che lallevamento si sia instaurato in seguito ad una particolare forma di caccia, riscontrata tra gli
indiani delle praterie, i Bant e usata nelle Cina antica. Gli animali selvatici venivano intrappolati in recinti,
per dilazionare la loro macellazione. pertanto probabile che le femmine gravide abbiano partorito cuccioli
e che si sia sfruttato il fenomeno dellimprinting186, innescando un nuovo rapporto animale-uomo.
La rivoluzione neolitica fu dapprima vista come un cambiamento rapido e drammatico. Per ragioni che si
supponevano legate ai cambiamenti climatici (oppure a pressioni dovute ad aumento delle popolazioni
suddivise in bande), piccole popolazioni iniziarono ad intensificare la produzione del loro cibo, piantando
vegetali e addomesticando animali. Per cui la sedentariet e laumento della complessit sociale venivano
spiegati come conseguenza dellintroduzione dellagricoltura. Le nuove acquisizioni mostrano invece che, in
molti casi, popolazioni diverse divennero stanziali prima dellintroduzione dellagricoltura, per cui essa
viene attualmente vista come un processo graduale che, per ondate successive, si affermato in varie parti
del mondo. Alla sua origine vi sarebbero fattori sociali collegati con la complessit economica e sociale dei
gruppi umani primitivi. Il problema riguardante i motivi che hanno spinto popolazioni per 90.000 anni circa
a vivere di caccia e raccolta e che poi, nellarco di pochi millenni, abbiano mutato vita, , com facile
arguire, fonte di notevoli dibattiti.

185

Dati sul DNA mitocondriale suggeriscono una comune origine sud-est asiatica (circa 15.000 a. fa), dal lupo.
Imprinting. S. ingl., propriamente impressione, stampa. In etologia, quella forma di apprendimento precoce,
irreversibile e durevole, vista in alcune specie animali, per il quale un individuo riconosce e segue i propri genitori o loro
surrogati, che possono anche essere individui di altra specie o oggetti che siano in movimento e cadano sotto il suo campo di
osservazione. Famose sono le oche di Lorenz. In italiano si traduce talvolta con conio o impressione.
186

La complessit culturale, in ogni caso, non nasce da un singolo fattore e molte e differenti possono essere
state le parti che hanno dato luogo ad un insieme. Gli etnologi parlano di complessit strutturale, la quale,
risolta in parole semplici, significa che una complessit sociale maggiore vuole pi parti nellinsieme, pi
specializzazione o differenziazione di queste parti, e una pi salda integrazione di queste parti nellambito
del tutto. Si parla, per procedere per gradi via via pi complessi, di vari livelli: quello di banda, quello di
trib, quello di dominio e di stato primitivo (si veda la nota a pi pagina clan, per avere definizioni corrette
dei diversi livelli). Con la diffusione dellagricoltura, inizi anche lespansione demografica. Si calcola che
nell8000 a.C. vivessero circa 8 milioni di uomini. Essi divennero, nellanno 1, circa 300.000.000, con un
tasso dincremento annuo di 360 per milione (0,36 per mille)187.
In ogni caso, le prime civilt sorsero, in periodi diversi, in luoghi nei quali vi era abbondanza dacqua. Tra il
Tigri e lEufrate (Mesopotamia), in Egitto,lungo il corso del Nilo; nella valle dellIndo e del Gange, nelle
distese di lss188 tra il fiume Azzurro e quello Giallo in Cina; nelle vicinanze del Lago Teotihuacan in
Messico. Chi seppe organizzare le acque e il lavoro degli altri inizi quel percorso di potere che perdura
anche ai nostri giorni.

Domande

187

Dallanno 1 al 1750 la popolazione aument di 500-800 milioni (tasso=0.56 per mille). Dal 1750 al 1800 il tasso
aument al 4.4 per mille. Nel 1850 vi erano al mondo 1.3 miliardi di persone e, verso il 1900, 1.7 miliardi, con tassi
dincremento rispettivi del 5.2 e 5.4 per mille. Nel 1950 la popolazione era di 3.9 miliardi di persone (tasso: 7.9 per mille). Nel
2000 le stime presumono un tasso del 19 per mille.
188
Lss. Dal ted. rado, poroso. Roccia sedimentaria di color giallo chiaro, porosa e tenera, trasportata dal vento e
accumulatasi nelle regioni predesertiche del Fiume Giallo.

Dove si trovano i primi esempi di addomesticamento di piante e di animali?


La cosiddetta rivoluzione neolitica fu un cambiamento rapido o graduale?
Qual era la conditio sine qua non per linsorgenza delle prime civilt?

La scrittura
Nel presente paragrafo si discute:
a)
b)
c)
d)

Del fatto che le prime forme di scrittura vanno inserite nel contesto generale della comunicazione;
Di cretulae e bullae;
Di ragionieri e di burocrati;
Dellalfabeto.

Considero la categoria degli insegnanti molto conservatrice. Nel senso che molti di loro, appiattiti come sono da
un sistema burocratico costantemente in bala delle fole dei politici e dallimpossibilit di avanzamenti di carriera,
sono poco stimolati a rinnovarsi. Tale atteggiamento dovuto a stanchezza, mancanza di incentivi e di
riconoscimento sociale. Per cui molti di loro continuano imperterriti ad offrire ai loro pupilli nozioni che hanno
letto alcuni decenni prima, cambiandole, di tanto in tanto, con schegge, talvolta impazzite, ricavate dalla stampa
e dai giornaletti divulgativi i quali, si sa, devono rendere appetibile anche ai profani ci che scrivono, per cui non
sottilizzano troppo. In genere persiste in molti insegnanti lidea che esista un confine tra storia e preistoria e che la
netta linea di demarcazione tra le due sia data dallavvento della scrittura. Si tratta di una vera e propria leggenda
metropolitana, perch ormai lo studio archeologico delle societ si fa con una moltitudine di mezzi (non bastano
189
pi i soli documenti scritti, i quali, per inciso, possono essere solo agiografici
e quindi sostanzialmente
bugiardi), e perch le diverse civilt hanno storie, diciamo spazio-temporali, molto diverse tra loro. Occorre tenere
presente che la scrittura non sostituisce visivamente la parola, la sua storia pu essere ricavata anche dallanalisi
dei segni che spaziano dalle pitture parietali alle incisioni dei primi contabili. Cercare il legame tra informazioni
per registrare segni e linguaggio non ha pi molto senso, occorre elaborare teorie globali della comunicazione.
in questottica, quella dei sistemi dei segni, che occorre inserire il discorso riguardante i sistemi di scrittura.
Allora. Le prime informazioni registrate atte a conservare informazioni risalgono al Paleolitico superiore.
Tali segni sono vecchi di almeno 35.000 in Europa e, probabilmente, 60.000 anni in Africa, e necessitano di
un linguaggio verbale, il solo modo noto per potersi esprimere in un gruppo e per poter tramandare questi
segni di generazione in generazione. Non solo, ma proprio perch il linguaggio incorporato nel cervello,
come abbiamo visto, esso il solo strumento comunicativo che permette la creazione di codici grafici
simbolici e la loro successiva trasmissione. Naturalmente, non appena si sono scoperti frammenti ossei
recanti incisioni, la fantasia degli archeologi si scatenata. Si trattava di conta degli animali uccisi? Di
metodi per ricordare i canti? (tipo: adesso vi racconto la barzelletta n. 6, e tutti gi a ridere?); o, ancora non si
sarebbe potuto trattare di modalit di conteggio del numero dei partecipanti ad un evento? Cosa
significassero veramente non noto, probabilmente si trattava semplicemente di un modo per annotare
qualcosa, in maniera da non dimenticarlo. Nessuno pu dire, al momento, se una collana di conchiglie
paleolitica non avesse solo la funzione di addobbo, ma fosse anche un sistema di notazione, come, per
esempio, un odierno rosario. In realt gli studi etnografici mostrano che le modalit per registrare, conservare
e recuperare una qualsiasi informazione sono svariate. I cosiddetti sistemi di memoria artificiale sono stati
studiati a fondo, e non si tratta, com chiaro, di semplici nodi al fazzoletto. Buona parte dei sistemi di
memoria artificiale paleolitici sono andati perduti, ma si studia attivamente per cercarli e comprenderli.
Nel Neolitico sincontrano le cretulae, sorta di sigilli con un verso e un recto, che servivano non solo allo
scopo di garantire contro le ruberie, ma anche come elementi per i conteggi e, se conservate, come ricevute
darchivio. Siamo alla ragioneria vera e propria, in quanto in una delle due facce vi era limpronta di un
sigillo, nellaltra quella delloggetto sigillato. Lanalisi delle cretulae dei primi magazzini cretesi e del
Vicino Oriente ha mostrato la loro antichit (fino al VII millennio). Non stupiamoci pi di tanto: anche ai
giorni nostri si usano ancora i piombi e la ceralacca. Si sa, la ragioneria va di pari passo con la burocrazia,
per cui il loro uso, in seguito allaumento degli scambi di merci tra i vari popoli, fu anche amministrativo. Il
189

Agiografia. Dal lat. tardo, a sua volta dal gr. tardo santo e grafo. Inizialmente letteratura relativa ai Santi, poi, per
estensione, il termine indica, pi o meno polemicamente, un atteggiamento sentimentale che tende a svolgere narrativamente
motivi leggendari intorno ad una personalit della politica o della religione. Es.: milioni di italiani hanno ricevuto, in
occasione delle elezioni politiche di qualche tempo fa, un ritratto agiografico del loro futuro premier.

passaggio contabile/scrittore non fu, secondo gli studiosi, meccanico. Si suppone che ignoti inventori ne
abbiano, per gradi, dapprima posto le basi, e poi perfezionato il codice visivo. Il contadino di un piccolo
villaggio siriano, 10.000 a. fa, fece un inventario dei suoi beni per mezzo di gettoni dargilla. Un cono
significava una certa misura di grano, una sfera una misura pi grande e un cilindro un animale. Questi
gettoni rimasero in auge per circa 5.000 anni e poi vennero punzonati, per registrare con maggior precisione.
In seguito vennero inventati nuovi gettoni, di forma diversa. A Uruk, citt sumerica, sinventarono, 5.500 a.
fa, le bullae, palle dargilla cave dove i gettoni potevano essere conservati e che portavano sulla superficie i
sigilli che indicavano quali gettoni fossero contenuti al loro interno. In seguito, sinizi a imprimere sulla
superficie dei sigilli che indicavano il numero di questi gettoni. Il passo successivo fu quello in cui
sincominci ad incidere le forme dei gettoni su una tavoletta dargilla, facendo, in questo modo, a meno dei
gettoni. Alla fine, uno sconosciuto inventore, nel 3.100 a.C. circa, incominci ad usare uno stilo appuntito
per incidere sullargilla i segni, invece di imprimerli sulla creta con uno stampo. Qualcuno semplific
ulteriormente la faccenda usando 1 (cono) per una quantit piccola di grano e 10 (sfera), per una pi
grande. Nel 3.000 a.C., un altro inventore trov il sistema per registrare il nome degli individui a cui erano
associati i beni registrati. Un uomo dalla grande bocca era indicato con lu (figura stilizzata duomo) e ka
quello di bocca stilizzata. Il signor Luka era rappresentato con due simboli: i suoni erano stati associati alla
lingua e la scrittura prese il volo e sallontan dal mondo concreto dei beni. Il passo successivo fu quello di
incidere con un bulino i metalli usati nelle pratiche funerarie (ci si stacc dalla ragioneria). Un altro
avanzamento si ebbe con lincisione del nome degli individui morti su piccole statue, nelle quali vennero
aggiunte preghiere; in seguito (2.000 a.C.) la scrittura fu usata per una numerosa serie di testi religiosi, legali,
storici, letterari
Questo capit in occidente. In Cina, la tradizione vuole che le prime forme di scrittura (ideogrammi) fossero
state inventate da un ministro dellImperatore Giallo (2697-2598 a.C.), il quale, osservando le impronte
lasciate al suolo dagli uccelli e dagli animali, concep un sistema di scrittura basato sui segni della natura. I
reperti archeologici certi sono stati datati solo un millennio circa pi tardi. La scrittura cinese non , quindi,
una traccia della lingua orale, anche se ha poi avuto unevoluzione prossima a quella del cuneiforme della
Mesopotamia e del geroglifico egizio.
I segni dei Maya non costituivano, invece, le lettere di un alfabeto, ma un sillabario, un elenco di sillabe.
Sono oggi noti circa 800 segni i quali, singolarmente, hanno laspetto di un quadrato o di un ovale. Possono
essere riuniti a formare un blocco di glifi. I segni sono figurativi e rappresentano talvolta animali, persone,
parti del corpo, oggetti della vita quotidiana. Si tratta di una scrittura, in ogni caso, legata allaristocrazia,
preoccupata del mantenimento dello status quo.
Per arrivare ad una scrittura alla portata di tutti, occorre attendere la nascita dellalfabeto190, ovvero
allassociazione segno/suono e non segno/oggetto. Questo sistema, che pu adattarsi ad ogni lingua e
dialetto, pu essere stato inventato allincirca nel 1.700 a.C., nel Sinai. Lalfabeto fu uninvenzione di
notevole successo: le scritture principali dellOccidente e del Medio Oriente si svilupperanno da questo. Con
questultimo fatto, la Storia viene anche trascritta. Parafrasando due proverbi latini: Verba movent? Scripta
manent !191 E la Storia continua

Domande

Quando iniziamo a trovare segni che conservano informazioni?


Cosa potevano significare?
Cosa sono le cretulae e le bullae?
Quale fu il passo successivo alla creazione di segni contabili?
Dove pu essere stato inventato il primo alfabeto?

190

Alfabeto. Dal lat. tardo, a sua volta dal tardo gr., una composizione dei nomi delle due prime lettere dellalfabeto,
appunto, greco. un complesso di segni, in cui ciascuno indica un suono consonantico o vocale. I primi a. contenevano
ideogrammi (segni che rappresentano oggetti del mondo reale pittogrammi) o idee astratte (logogrammi), nonch segni
sillabici. Le scritture logo-sillabiche, derivanti da quelle pittografiche, si estesero progressivamente in tutto il Vicino e Medio
Oriente.
191
Verba movent, exempla trahunt: le parole incitano, gli esemp trascinano e il ben noto: Verba volant, scripta
manent.

Note bibliografiche
Buona parte delle definizioni trovate sovente nelle note a pi pagina sono state desunte dal
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Appendice I - Schede succinte sui principali Primati.


Le schede che seguono illustrano le caratteristiche principali dei Primati utili alla Storia.
Proscimmie

Tupaie
Habitat
Fisico
Locomozione
Regime dietetico
Vita sociale

Forestale, sud-est asiatico


Muso a punta, occhi ai lati, dita con artigli, 3
paia di incisivi inferiori, scarsa prensilit
dellarto
Quadrupedalismo arboricolo e terrestre
Onnivoro
Scadente (solitari)

Lemuri
Forestale (Madagascar). Specie arboricole e
habitat
non
Occhi
fronto-laterali,
arti posteriori lunghi,
Fisico
parziale opponibilit del pollice, variabilit
Quadrupedalismo arboricolo e terrestre.
Locomozione
Buoni saltatori
Vegetariano/insettivoro
Regime dietetico
Gruppi ristretti
Vita sociale

Lo risi
Habitat

Regime dietetico
Vita sociale

Forestale (Asia) e boscaglia (Africa).


Specie notturne
Testa arrotondata, occhi grandi ma non
frontalizzati, presa a tenaglia,
arti posteriori allungati
Onnivoro con tendenza insettivora
Coppia monogamica

Habitat
Fisico

Forestale (sud-est asiatico)


Corpo piccolo, occhi larghi e frontalizzati,

Fisico

Tarsi

Regime dietetico
Vita sociale

articolazione della caviglia allungata,


opponibilit del pollice
Onnivoro
Coppia monogamica

Scimmie Platirrine (del Nuovo Mondo)


Forestale e variabile
Habitat
Variabile, da piccolissimo (marmoset) a 9
Fisico
Kg, narici rivolte verso il basso, setto nasale
osseo (sottile). Tre premolari. Coda spesso
prensile. Pollice non opponibile
Basicamente
quadrupedi, ma talune specie
Locomozione
sono capaci di deambulazione a salti con
tutti gli arti
Onnivoro con tendenza insettivora
Regime dietetico
Variabile: specie solitarie e specie che
Vita sociale
formano gruppi ristretti
Classificazione
Ceboidea
Superfamiglia
Callitricidi (marmoset e tamarini)
Famiglia
Cebidae (scimmie urlatrici, scimmie ragno,
scimmie cappuccine, ecc.)
Scimmie catarrine (del Vecchio Mondo, a parte Hominoidea)

Habitat
Fisico

Differenziato (arboricolo e terrestre), ampio


Variabile in grandezza, narici verso il basso,
riduzione della formula dentaria. Buona
destrezza manuale, pollice opponibile.
Possono sedersi sulle callosit ischiatiche.
Nelle specie caudate la coda non prensile,
serve per comunicare
e per lequilibrio
Variabile. Include: quadrupedalismo
Locomozione
arboricolo e terrestre, brachiazione
Onnivoro e foglivoro
Regime dietetico
Classificazione

Superfamiglia
Famiglia
Sottofamiglie

Cercopitecoidea
Cercopitecidae
Cercopitecine (macachi e babbuini)
Colobine (langur, colobo)

Superfamiglia: Hominoidea (Ilobatidi)


Ilobatidi

Habitat
Fisico

Forestale, sud-est asiatico, diurni


Corpo pesante (5kg gibbone, fino a 14 Kg.
siamango). Corpo adattato alla
brachiazione, dita permanentemente curve,
potente muscolatura del cingolo scapolare
Brachiazione, bipedalismo occasionale
Locomozione
Prevalentemente frugivoro
Regime dietetico

Vita sociale

Piccoli gruppi famigliari monogami


Superfamiglia: Hominoidea (Pongidi)

Generi: Pongo (orangio), Gorilla e Pan (scimpanz)


Habitat

Fisico
Locomozione
Regime dietetico
Vita sociale

Orango
Foreste del Borneo e Sumatra

Notevole dimorfismo sessuale ( 70 Kg.,


35). Corpo adattato alla locomozione sugli
alberi
Adattamento quadrumanuale (uso dei
quattro arti per la presa e per sospendersi)
Onnivoro
Animali solitari
Gorilla

Habitat
Fisico

Locomozione
Regime dietetico
Vita sociale

Forestale Africa centrale e zona dei laghi


orientale
Notevole dimorfismo sessuale ( 180/200
Kg. 90 Kg.). Torace largo e appiattito,
colonna vertebrale corta e stabile, clavicole
lunghe, cingolo scapolare flessibile e
potente. Articolazione del polso modificata,
per sostenere il peso del corpo
Postura quadrupedica al suolo
(knuckle walking= andatura sulle nocche)
Vegetariano
Organizzazione complessa ma poco
gerarchizzata
Scimpanz

Habitat
Fisico
Locomozione
Regime dietetico
Vita sociale

Africa equatoriale
(dallAtlantico al Lago Tanganika)
Due tipologie: Sc. comune e pigmeo.
Strutturalmente simili al gorilla,
cervello molto sviluppato.
Sul terreno, semiquadrupedica
Onnivoro, frutta preminente
Organizzazione complessa

Esempi di organizzazioni sociali

Habitat
Struttura
sociale
di base

Territorialism
o
Dimor
fismo
sessual
e

Gibboni e
siamanghi
Foreste
Coppia
monogamica
con prole

Si

Non
accentuato

Oranghi
Foreste
Madre con
prole:
Maschi
solitari.
Poliginia
unimaschil
e

Si

Gorilla

Scimpanz

Foreste
Vario
Gruppi da Comunit
2 a 20
(15-80
individui. soggetti)Ba
Poliginia
silare
unimaschil
femmina
e
con prole.
Poliginia
multimaschile
Esistente
Esistente

Accentuato Accentuato

Presente