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ROBERT BLOCH

L'IRA DI CTHULHU
(Strange Eons, 1979)
Questo libro dedicato a
HPL
che si dedicato ad
altri outsider ed ha
dato loro una chiave
argentea.
I
ORA
Albert Keith non credeva all'amore a prima vista, finch non vide il ritratto.
Non era uno dei soliti faccini graziosi. Per la verit i tratti erano piuttosto canini; occhi rossastri e sfolgoranti, una protuberanza ben poco sporgente che voleva essere un naso, labbra cascanti e bavose, e orecchie a
punta. E il corpo rannicchiato, incrostato di fango, aveva un'aria solo vagamente umanoide, con gli arti superiori che terminavano con degli artigli
ossei ricoperti di scaglie, e i piedi che nella parte di sotto conservavano ancora qualcosa degli zoccoli.
La creatura del dipinto era gigantesca, e la figura dell'uomo stretto tra i
suoi artigli sembrava piccola al suo confronto. Malgrado lo strato di polvere che ricopriva il quadro, Keith not immediatamente che la testa dell'uomo era stata mordicchiata.
Fermo nella semioscurit del tetro retrobottega del negozietto in South
Alvarado Street, Keith cominci a tremare.
Per un momento tent di analizzare la causa di quella sua reazione. Non
era paura... anche se il soggetto della sconfinata tela che stava addossata al
muro era, certamente, davvero spaventevole. Era stato colto dalla tipica
sindrome del collezionista, tremava dall'impazienza e per la pregustazione
del piacere, dal momento che aveva capito che quel quadro sarebbe diventato suo, qualsiasi fosse stato il prezzo.
Keith si gir e lanci un'occhiata al proprietario del negozio che stava in
piedi a fianco a lui.
Quanto costa?, mormor.

Il tozzo omino tarchiato si strinse nelle spalle.


Facciamo cinquecento.
Cinquecento dollari?
La faccia del mercante rimase impassibile.
Guardi solo quanto grande. Se lo ripulissi un po' e ci mettessi una bella cornice allettante, non ne ricaverei meno di un bigliettone da mille.
Per una cosa di questo genere?
Keith aggrott le ciglia ma il mercante non si mosse dalle sue posizioni;
la sua era la tipica faccia impassibile, professionale, dell'uomo che aveva
interpretato quella parte con i clienti per anni e anni.
S, certo un po' selvaggio, ma lei dovrebbe vedere qualcuno dei bizzarri individui che circolano da queste parti. L'unica cosa che dovrei fare
ficcare questo quadro qui, nella vetrina principale, e se lo arrafferebbero
immediatamente... cos, in un battibaleno. Quei finocchi delle gallerie di
arte fantastica, l alla "La Cinega" vanno sempre in giro in cerca di cose
strambe. Basterebbe uno sguardo a questo quadro e gli sembrerebbe di
toccare il cielo con un dito.
Keith continuava a fissare il quadro. S, era proprio come toccare il cielo
con un dito, su questo non c'era alcun dubbio. Quell'opera aveva un potere
tutto suo, un'autorit di esecuzione che andava oltre il suo pur sensazionale
soggetto.
Chi l'autore?, chiese.
L'omino scosse la testa.
Non ne ho la pi pallida idea. Non c' firma. Lanci a Keith uno
sguardo furtivo. Ho la sensazione che possa trattarsi di qualche artista
famoso che non ha voluto firmare un lavoro cos particolare come questo.
Da dove viene?
Non ne so quasi niente. L'ho preso ad un'asta di un grande emporio gi
nell'Est. Stavano tirando gi il magazzino e volevano fare piazza pulita di
tutta la merce invenduta che c'era in deposito. Una parte della roba era abbandonata l da forse quaranta o cinquant'anni. Ho preso anche delle casse
di libri e lettere che ancora non ho finito di mettere a posto.
Non ci sono altri quadri?
No, questo l'unico. Il mercante spost il suo sguardo verso la tela e
annu. Vede: provi a pensarci un po', forse farei davvero meglio a fare
come avevo detto. Pulirlo, trovare una bella cornice ed esporlo in vetrina...
Keith continuava a guardare fisso il quadro: l'immensa figura dall'aspet-

to canino accucciata davanti a lui e, per un attimo, prov la folle sensazione che stesse ascoltando e stesse aspettando che lui parlasse. Gli occhi rossi della figura sembravano interrogarlo, poi si imposero alla sua volont.
Le dar i cinquecento dollari, disse Keith.
Il mercante si gir, cercando di nascondere il suo sorriso di soddisfazione, mentre Keith tirava fuori il suo libretto degli assegni e si frugava nelle
tasche alla ricerca di una penna.
A chi lo devo intestare?
Santiago. Felipe Santiago.
Keith fece un cenno d'assenso e scrisse, strapp l'assegno dal libretto e
lo porse all'altro.
Ecco fatto. Ha bisogno di un documento di riconoscimento?
No, va bene cos. L'omino sollev la tela. Dove ha parcheggiato?
Proprio qui di fronte.
Fuori, nel posto dov'era parcheggiata la vecchia Volvo di Keith, ci furono dei problemi logistici. Il quadro era troppo grande per entrare nel bagagliaio. Furono necessari gli sforzi congiunti dei due uomini per far passare
la tela attraverso la porta e poi spingerla sul pianale, dove rimase appoggiata contro il sedile posteriore. L incombeva minacciosa e lanciava occhiate lascive.
Mentre Keith guidava verso casa tra le ombre del crepuscolo che si addensava, riusciva a vedere gli occhi rossi che lo guardavano dallo specchietto retrovisore.
Quella notte gli occhi di quella creatura canina guardarono Keith attraverso i riflessi delle fiamme del caminetto. Aveva appoggiato la tela sul
grande tavolo del suo rifugio, e, in quell'ambiente, il quadro si adattava
stranamente a perfezione. L'ondeggiante luce del fuoco che passava da una
parte all'altra della gigantesca figura, giocava sulle maschere tribali degli
Ibo che stavano appese alle pareti, e danzava lungo le file di statuette d'avorio e di giada allineate sulle mensole di un mobiletto cinese. Spostata
verso l'alto, al di sopra del camino, la testa avvizzita stava sospesa ad una
cordicella che dondolava sulla mensola del caminetto e faceva rapidi inchini. Keith non era ancora certo che la testa fosse originale, ma quello
strano signore che veniva dall'Ecuador aveva giurato che si trattava di un
pezzo Jibaro autentico, e lui aveva pagato per quell'oggetto una piccola
fortuna.
Ad ogni modo, il quadro era sufficientemente autentico e il mercante

non aveva mentito sulla sua epoca. Gli strati di sporcizia e di polvere che
ricoprivano tutta la sua superficie dovevano effettivamente essersi accumulati nel corso di numerosi decenni. E quindi, prima di prendere in considerazione i problemi dell'incorniciatura e quelli dell'effettivo valore del
quadro, Keith si accinse al duro compito di ridurlo.
Aveva a disposizione vari fluidi e composti chimici che facevano al caso
suo, ma Keith aveva imparato a sue spese che il miglior metodo era quello
di usare acqua e volgare sapone.
Lentamente cominci ad asportare lo sporco servendosi di un panno di
flanella, facendo al contempo attenzione a non strofinare con troppa forza.
A poco a poco la superficie madreperlacea si schiar e si illumin, in
modo che la creatura accovacciata risalt prepotentemente sulle scure ombre del fondo del quadro. I toni delle carni divennero delle livide mescolanze di un color ocra simile a quello delle pustole con un verde tipico dei
mixomiceti, mentre gli occhi rossi brillavano con rinnovata intensit. Dettagli fino allora celati vennero messi in evidenza: i minuscoli acari neri che
stavano avvinghiati agli orribili avambracci, i pezzi di usnea humana sulla
superficie del cranio della vittima, e i minuscoli pezzetti di carne conficcati
tra le zanne banchettanti.
Buon Dio!
Keith si gir spaventato dal suono di quella voce stridula.
Waverly, disse. Come hai fatto ad entrare?
L'uomo che era entrato nella stanza, alto, con la barba, si mosse verso di
lui sorridendo. Almeno Keith pens che stesse sorridendo, anche se la
combinazione degli occhiali con le lenti sfumate nascondeva quasi del tutto l'espressione del suo volto.
Come al solito. Simon Waverly scosse la testa. Dico sul serio, dovresti prendere l'abitudine di chiudere a chiave la porta principale. E dovresti
far riparare il campanello. Sono stato l a bussare per buoni cinque minuti.
Mi dispiace, non ti ho sentito. Keith indic la bacinella con l'acqua e
sapone che stava sul tavolo. Come ti avevo accennato al telefono, sto pulendo un demonio che divora cadaveri. Gesticol in direzione del quadro.
proprio un demonio che divora cadaveri, non ti pare?
Il suo amico scrut la tela attraverso le lenti scure, poi dalle sue labbra
usc un fischio lento e sommesso che indicava tutto il suo stupore.
Non esatto dire che un demonio che divora cadaveri, disse. Questo il demonio che divora cadaveri. Sai cosa hai qui? Il Modello di Pi-

ckman.
Che cosa?
Simon Waverly annu.
Ti ricordi di Pickman, quell'eccentrico artista che dipingeva tutti quadri
misteriosi che avevano come soggetto demoni che scoperchiavano le tombe nei cimiteri di Boston e saltavano fuori dalle fosse per attaccare la gente
nei tunnel della metropolitana? Infine lui scomparve e il suo amico trov
una tela nella sua cantina, un immenso ritratto di una cosa molto simile a
questa. Attaccato alla tela con dei chiodi c'era un quadro che raffigurava la
stessa creatura. Ma non era un disegno... era una foto dal vero.
Dove hai trovato un'idea cos pazzesca?
In Lovecraft.
Chi?
Gli occhiali scuri di Waverly mascherarono la sua sorpresa.
Non mi dirai che tu non sai chi H.P. Lovecraft?
Non l'ho mai sentito nominare.
Che io sia dannato! Waverly tir un lungo sospiro. Continuo a dimenticare che tu non sei un gran lettore di fantasy. La cosa mi ha sempre
sconcertato, soprattutto considerati i tuoi gusti piuttosto morbosi.
Io sono un collezionista, non un bibliofilo. Disse Keith.
Il che vuol dire che hai i soldi per comprare le cose che noi poveri bastardi possiamo permetterci solo di leggere nei libri. Waverly ridacchi.
Eppure con il tuo interesse per la magia e per il soprannaturale, dovresti
davvero conoscere Howard Phillips Lovecraft. Si d il caso che sia uno dei
pi grandi scrittori moderni del genere dell'orrore, e il Modello di Pickman
uno dei suoi migliori racconti. O almeno io ho sempre pensato che lo
fosse. La voce di Waverly era suadente. Ma ora che ho visto questo, non
ne sono pi cos sicuro.
Sicuro di cosa?
Che la sua storia fosse solo pura invenzione. Waverly si mise di nuovo a fissare la tela. Giuro su Dio che questo esattamente il quadro che
ha descritto lui. Qualcuno ha proprio lavorato per riprodurre ci di cui Lovecraft aveva scritto... un lavoro fatto davvero con amore, anche se questo
difficilmente il mot juste, vero? Ridacchi ancora. Gli artisti trovano
ispirazione nei luoghi pi incredibili, ma questo quadro oltrepassa ogni limite. Chi l'ha dipinto?
Non lo so, disse Keith. Non c' firma.
Un'opera magnifica. Waverly allarg le braccia. Il modo in cui quei

toni della carne vengono messi in risalto...


Keith sollev il panno di flanella e cominci a strofinare la base della tela con un movimento circolare. Avr un aspetto ancora migliore quando
avr finito di rimuovere tutta questa sporcizia, disse. Vedi come vengono fuori le zampe? Non aveva fatto caso agli artigli prima. Ed anche il
primo piano diventa pi chiaro. Ora non pi tutto in ombra, si riesce a
vedere...
A vedere che cosa?
Waverly, guarda qui! C' una firma, qui nell'angolo a sinistra.
Waverly guard socchiudendo gli occhi e scosse la testa.
Non riesco a decifrarla. Dannazione a questi maledetti occhiali... dopo
l'operazione di cataratta non riesco a sopportare la luce forte. Che c' scritto?
Upton. E c' un'iniziale. Penso che sia R. Keith fece cenno di s con la
testa. S, proprio cos. R. Upton.
Waverly emise di nuovo quel suono simile a un fischio, e Keith si gir
di scatto.
Che c' che non va?, disse.
Il Modello di Pickman, bisbigli Waverly. Il nome completo dell'artista del racconto Richard Upton Pickman.
Pi tardi, parecchio pi tardi, i due uomini se ne stavano seduti davanti
ad una tazza di caff nella cucina di Keith. Il forte vento di Santana faceva
sbattere le imposte, ma n Keith n Waverly facevano caso al rumore. Il silenzio del pensiero pu disturbare pi di qualsiasi altro suono.
Non saltiamo a conclusioni affrettate, disse Keith. Consideriamo le
varie possibilit.
Del tipo?
Primo, il caso. Upton non poi un nome cos raro. E non sappiamo se
l'iniziale voglia dire proprio Richard: potrebbe essere Roy, Roger, Raymond, Robert, Ralph, o qualsiasi altro nome tra le dozzine e dozzine possibili. Tutto ci che abbiamo noi 'R. Upton' e ci in s e per s non prova
nulla.
Stai dimenticando una cosa, mormor Waverly. Il nome da solo pu
non essere una prova determinante, ma si d il caso che sia inciso su un dipinto... proprio lo stesso dipinto sul quale ha scritto Lovecraft. E questa
combinazione non pu essere dovuta ad una semplice coincidenza.
Allora una mistificazione. Qualche pittore ha letto il racconto e ha

deciso di fare uno scherzo.


Waverly scosse la testa.
In questo caso, perch non ha seguito la storia e non si firmato 'Richard Upton Pickman'?
Keith aggrott le ciglia.
S, questo un punto a tuo favore. E, a ben pensarci, il quadro eseguito con troppa maestria per essere stato buttato gi d'impulso come una cosa
improvvisata. Se non fosse per il soggetto, si potrebbe dire che sia il risultato di una tenera attenzione amorosa.
Al diavolo il soggetto, disse Waverly. un capolavoro.
Allora c' solo una risposta. L'opera stato un omaggio dell'artista, un
tributo sincero. Il dipinto stato ispirato dal racconto di Lovecraft.
Supponiamo che sia avvenuto esattamente il contrario. Profer Waverly con tono lento e suadente. E se fosse stato il racconto di Lovecraft a
trarre ispirazione dal quadro?
Keith si fece scuro in volto.
Stai lasciando correre la tua immaginazione a briglia sciolta. Non che
abbia molta importanza, perch noi non sapremo mai...
Non esserne cos sicuro, disse Waverly. Si lisci la barba pensieroso.
Non hai accennato qualcosa sul fatto che quel mercante avesse delle altre
cose in quei fondi di magazzino che aveva comprato?
S, ma non c'erano altri dipinti. Solo delle casse di libri e lettere che lui
non aveva ancora esaminato.
Bene, vorrei essere io ad esaminarle. Gli occhi di Waverly brillarono
dietro le sue lenti scure. Supponiamo che quelle cose fossero di propriet
dell'artista. Forse potremmo trovare un indizio, qualcosa che sia in grado
di darci la risposta che cerchiamo. Senti, perch non chiami questo tipo e
gli chiedi se possiamo dare uno sguardo al materiale?
A quest'ora? Keith pos la sua tazza di caff sul tavolo. mezzanotte passata.
Domani, allora. Waverly si alz. Devo andare gi alla Acres of Books a Long Beach, ma sar di ritorno prima di sera. Stabiliamo fin d'ora di
cenare insieme e poi di andare da lui. Prendi un appuntamento in serata.
Cercher, disse Keith. Ma forse non vorr rimanere aperto fino a cos tardi.
Hai pagato cinquecento dollari per un quadro, te ne ricordi? Sotto la
barba di Waverly pass l'ombra di un sorriso. Terr pronto il tappeto rosso per darci il benvenuto quando arriveremo.

Il Santana era ancora forte e schiaffeggiava i parabrezza della Volvo


mentre, la sera seguente, Keith guidava sull'autostrada che porta ad Alvarado, sulla rampa d'uscita.
Waverly era al suo fianco e guardava fuori dal finestrino. Quando l'auto
gir e si diresse verso sud, not che il vento aveva spinto la gente della
strada lontano dai suoi rifugi abituali. C'erano poche persone sui marciapiedi e sorprendentemente poco traffico per quell'ora della sera. I negozi
erano chiusi, anzi sbarrati, e cos la South Alvarado era buia e deserta.
E quando l'auto di Keith si ferm accanto al marciapiede che si trovava
davanti al negozietto di Santiago, si accorsero che anche l era tutto spento.
Keith si volt a guardare il suo compagno con fare accigliato.
Non vedo nessun tappeto rosso, mormor.
Waverly si strinse nelle spalle.
Quando ha telefonato, lui ha detto che sarebbe stato qui alle nove. Probabilmente vuole solo risparmiare elettricit.
Ma quando i due uomini scesero dall'auto e si avvicinarono alla porta, la
trovarono serrata con un lucchetto. All'interno della vetrina principale c'era
un grosso cartello che pendeva contro il vetro e sul quale, a grosse lettere,
c'era scritto: Chiuso Chiamate di nuovo.
L'aspetto corrucciato di Keith era segno della sua irritazione, ma Waverly scosse la testa.
Cos solo un po' in ritardo. Diamogli ancora qualche minuto. Le cartacce turbinavano nella strada, danzando al ritmo del vento. Questo non
mi piace, disse Keith. Sono tre giorni ormai che tira questo ventaccio.
normale in questa stagione. La morbida voce di Waverly era del tutto inespressiva, come la sua faccia. Rilassati.
Mi d sui nervi. Keith passeggiava avanti e indietro sul marciapiede di
fronte all'entrata del negozio. L'altra sera mi ha tenuto sveglio per quasi
tutta la notte. Vivere lass sulle colline rende irascibili. Ogni volta che
sbatte un'imposta, io faccio un balzo. E non riesco a far uscire quel quadro
dalla mia mente... il modo in cui la creatura ti fissa e se ne sta l accucciata,
proprio come fosse l l per saltare fuori dalla tela e afferrarti alla gola.
Non quello il motivo per cui l'hai comprato? Pensavo che ti piacesse
questo genere di cose.
Cos pensavo anch'io. Ma questo differente. C' qualcosa in quel quadro che lo fa sembrare... reale.
Ma, mio Dio, Eliot, era una fotografia dal vero.
Che cosa?

Waverly fece una risatina soffocata.


Stavo solo citando l'ultimo rigo del Modello di Pickman. Dovresti leggere anche tu il racconto. In verit faresti bene a leggere tutto ci che Lovecraft ha scritto; e anche ci che stato scritto su di lui. Ricordami di portarti alcuni dei suoi libri.
Non sono sicuro di volere che tu lo faccia.
Su, ragazzo... dov' finita la tua curiosit intellettuale? proprio il genere di libro che va a fagiolo per te.
Non credo proprio, disse Keith. Non con un vento di Santana che soffia cos forte e un mostro che mi aspetta non lontano da qui. Sorrise imbarazzato. Non farci caso, sono solo i nervi. Keith si interruppe e diede
un'occhiata all'orologio. Dove si sar mai cacciato Santiago? Sono quasi
le nove e mezza.
Mentre Keith si girava a scrutare la strada deserta, Waverly si spost di
nuovo verso la porta d'ingresso del negozio.
Aspetta un momento, disse.
Keith alz lo sguardo.
Forse gi qui. Waverly guardava attentamente attraverso i vetri.
Quella porta alla fine del corridoio... deve portare a qualche stanza sul retro. Vedi la luce che si intravede sotto?
Hai ragione. Potrebbe essere entrato da qualche porta sul retro.
Waverly cominci a sbattere l'anello della porta, poi picchi con le nocche sul vetro, ma non ci fu nessuna risposta.
Non ci sente, disse. Facciamo il giro e andiamo sul retro.
Keith gli lanci un'occhiataccia.
Ti ho appena detto che non ho voglia di andare in giro con questo vento.
Mentre sollevava la mano per bussare di nuovo, Waverly si ferm all'improvviso con il pugno ancora aperto, proprio un attimo prima di afferrare l'anello della porta.
aperto.
Mentre lui pronunciava quelle parole, la porta si spalanc da sola.
Keith si diresse verso l'entrata.
Signor Santiago?
Si sporse in avanti per dare un'occhiata dove c'era la luce, poi si gir
verso Waverly con aria accigliata.
Guarda!
La stanza sul retro del negozio era vuota. Ma sotto la luce abbagliante di

una lampadina senza paralume, che si trovava proprio sulle loro teste, agli
occhi dei due uomini si prospett la scena di una recente perquisizione. La
poltrona era capovolta; i cassetti della scrivania rovesciati alla rinfusa sul
pavimento e tutto ci che vi era dentro veniva gi a cascata in bianche onde di carta spiegazzata; gli schedari dell'armadietto, letteralmente messi a
soqquadro, pendevano contro le pareti; un guazzabuglio di scatole vuote e
di scatoloni di cartone stavano ammassati in un angolo: erano tutti segni silenziosi ma inconfutabili di una perquisizione e di un furto.
stato derubato, mormor Waverly.
Ma dov' Santiago?
Mentre parlava, Keith cominci ad attraversare la stanza in direzione
della porta chiusa che portava verso la parte anteriore del negozio. Proprio
appena prima di raggiungerla, si imbatt in un'altra porta, pi piccola, sulla
sua destra. Era leggermente socchiusa, e Keith si arrest con la mano sul
pomello.
Aspetta.
Waverly era ora al suo fianco, indicandogli a gesti di fare attenzione.
Keith not che aveva sollevato da tutta quella roba sparsa sul pavimento
un vecchio tagliacarte di metallo e l'aveva impugnato come un'arma.
Fai andare prima me, disse Waverly.
Spinse la porta e si avvi verso l'interno.
Poi rimase a bocca aperta per lo stupore.
Arrestandosi alle sue spalle Keith lanci un'occhiata alla piccola stanza
da bagno che si trovava al di l. Non c'era luce, ma la finestra che si trovava esattamente all'altra estremit della stanza era aperta.
E sporgendosi silenziosamente oltre la soglia riconobbe la silhouette di
Santiago.
Mettendo bruscamente da parte Waverly, attravers la stanza e diede un
colpetto sulla spalla di Santiago. La figura china si gir, scivolando di lato
sul pavimento mentre Keith lanciava un urlo.
S, perch Felipe Santiago era morto. E, su ci che rimaneva della sua
testa rosicchiata e morsicata, non c'era pi traccia di un volto.
The Lurking Fear, bisbigli Waverly. The Lurking Fear.
Che stai dicendo?
Keith batt le palpebre alla luce dell'alba mentre andava nervosamente
avanti e indietro per lo studio di Waverly.
Una storia di Lovecraft. Un uomo e il suo amico giornalista fanno delle
indagini in un villaggio i cui abitanti sono stati uccisi da qualcosa che ave-

va tutta l'aria di venir fuori dalle tane che si trovavano sotto le colline. Nell'oscurit il giornalista si sporge dalla finestra per guardare la tempesta che
infuria nella notte. Alla fine il suo compagno si accorge che fermo nella
stessa posizione ormai da molto tempo. Lo tocca sulla spalla e... Waverly
si interruppe e rabbrivid. Sai gi il resto.
Io non so proprio un bel niente, disse Keith. Sono sempre del parere
che avremmo fatto meglio a chiamare la Polizia, invece di fuggire via.
Waverly sospir.
Per favore non ripetiamo di nuovo sempre la stessa cosa! Se l'avessimo
fatto, adesso io e te non saremmo qui. Ci troveremmo gi in citt, in prigione, sospettati di omicidio e in attesa di essere interrogati dallo staff del
Giudice Distrettuale. E a quelle domande n io n te avremmo saputo e potuto dare risposte.
Ma certamente la Polizia si sarebbe resa conto che non abbiamo nulla a
che fare con la morte di Santiago!
La Polizia ha la tendenza ad essere molto miope in situazioni di questo
genere. E anche nel caso in cui non avessero trovato delle prove a nostro
carico, saremmo stati costretti a comparire in giudizio in quanto testimoni
oculari. Prima mi hai detto che non ti piacciono i viali ventosi. Bene, io
sono allergico alle celle delle prigioni. Waverly scosse la testa. Quando
troveranno il corpo di Santiago, si scatener un vero e proprio inferno.
Questo il tipo di notizia che fa molto scalpore, e nessuno di noi due ha
bisogno di questo tipo di pubblicit. meglio che noi ne restiamo fuori.
Keith distolse lo sguardo e si mise ad osservare le numerose mensole di
libri allineate alle pareti dello studio.
Ma noi siamo gi coinvolti, disse stancamente. Il problema che non
so in cosa siamo coinvolti. Tu dici che questo tipo, Lovecraft, ha scritto
una storia in cui qualcuno si sporgeva da una finestra e aveva il volto devastato da morsi. E ora questo accade nella vita vera...
Waverly lo interruppe con un gesto d'impazienza.
Non siamo tenuti a supporre una cosa di questo genere. La mia ipotesi
che il Coroner, nel suo rapporto, dimostrer che Santiago stato ripetutamente colpito alla testa con qualche strumento acuminato che ha devastato i suoi lineamenti.
Ma perch? A giudicare dalle circostanze, il movente stato quello del
furto. Chiunque sia stato a perpetrare il crimine, non aveva bisogno di ucciderlo. E anche se rimasto ucciso accidentalmente, non c'era motivo di
infierire cos sul suo volto... o di farlo sporgere dal davanzale della finestra

proprio come nella storia.


Waverly si lisci la barba.
La natura copia l'arte, disse. O l'arte che copia la natura? Ora noi
abbiamo davanti a noi due esempi: la morte di Santiago e il tuo dipinto.
Entrambi strettamente collegati con l'opera di H.P. Lovecraft.
Ma Lovecraft non collegato in alcun modo con Santiago.
Io penso che lo sia.
Wavcrly raggiunse la tasca della sua giacca e ne tir fuori un pezzetto di
carta ingiallito, sgualcito e spiegazzato. Dopo averne appiattite le piegature, lo sistem sul tavolo davanti a lui.
E questo che cos'?, disse Keith.
L'ho trovato sul pavimento della stanza sul retro del negozio quando ho
raccolto il tagliacarte, gli disse Waverly. Non ho avuto occasione di
dargli nemmeno uno sguardo finch non ci siamo messi sulla strada per
venire qui. Tu eri troppo occupato a guidare e troppo sconvolto per farci
caso... e quando ho visto di che si trattava, ho deciso di non dire niente. Ma
ora credo che sia arrivato il momento che tu stesso ci dia un'occhiata.
Spinse il foglio in avanti. Keith chin lo sguardo sulla parte superiore di
quel pezzetto di carta raggrinzito, coperto da una scrittura fitta e minuta.
Era difficile leggere ci che c'era scritto: Keith sollev il foglio verso la
luce e si mise lentamente a decifrare il messaggio.
10 Barnes Street
Providence, R.I.,
13 Ottobre 1926
Mio caro Upton:
Scrivo con una certa preoccupazione. Considerato ci che mi
hai rivelato a Boston verbalmente, e soprattutto a gesti sento che assolutamente necessario che noi ci incontriamo di nuovo il pi presto possibile. Devo anche vedere quell'altro lavoro di
cui mi hai accennato. Mai nelle mie pi selvagge fantasie ho mai
immaginato l'esistenza di tale...
La calligrafia si interrompeva bruscamente sul margine lacerato del
frammento strappato, e Keith guard in alto per incontrare lo sguardo imperturbabile di Waverly.
Mio caro Upton, disse Waverly lentamente. Ora sei convinto?
Lui annu.

C'era un'artista con questo nome, e Lovecraft lo conosceva.


Ma non c' nessuna firma. Come fai a sapere che stato Lovecraft a
scrivere questa lettera?
C' sopra il suo indirizzo. E chiunque abbia visto una volta qualcosa
scritta da lui, riconosce immediatamente la sua scrittura.
Waverly si alz e si diresse verso uno scaffale dietro la sua sedia dove
prese un piccolo volume con una copertina gialla. Keith diede un'occhiata,
lesse il titolo del libro Marginalia e not l'illustrazione della copertina: una vecchia casa messa in evidenza da una cornice; ai lati era tutta soffocata dalle erbacce e sotto c'era una creatura con la barba, accucciata e
che guardava con apprensione verso la casa incorniciata.
Waverly apr il volume ad una pagina dove c'era una riproduzione fotostatica di un foglio di una lettera con delle annotazioni scritte a mano.
Guarda qui, disse. Un piano di lavoro di Lovecraft, datato 2 maggio
1924, di sua propria mano.
Waverly gir le pagine fino alle altre riproduzioni: uno schizzo di una
casa eseguito a penna, con una scritta sotto; una cartolina; una carta geografica disegnata a mano; una pagina campione della revisione di un racconto.
Keith guard il suo compagno con scetticismo.
Ammetto che la scrittura sembra simile, ma tu non puoi eliminare la
possibilit di una contraffazione.
Guarda questo foglio. Waverly mantenne sotto la luce il pezzo di carta
stropicciato. Giallo e spiegazzato. Vedi come si sbiadito l'inchiostro?
Questa lettera stata scritta pi di cinquanta anni fa, quando Lovecraft era
un vero e proprio sconosciuto. Perch quindi qualcuno avrebbe dovuto
contraffare la sua scrittura?
Forse stato fatto di recente, disse Keith. Qualcuno venuto in possesso di un vecchio foglio di carta ingiallita... un giocherellone...
Ma qui non si tratta di uno scherzetto. Non c' niente di divertente in un
omicidio cos feroce e perverso. Non appena Waverly distolse lo sguardo
da quella luce violenta, i suoi occhi sensibili cominciarono a sbattere dietro
gli occhiali scuri. Il killer o i killer avevano uno scopo ben preciso.
Rubare nel magazzino?
Waverly scosse la testa.
Loro non si interessavano di antiquariato... volevano quelle scatole che
Santiago aveva comprato in quel vecchio negozio di Boston. E volevano

sbarazzarsi di lui prima che potesse rivelare ci che aveva o da dove quel
materiale provenisse. Ti ricordi come erano stati messi a soqquadro i suoi
schedari e la sua scrivania? Penso che cercassero degli scontrini di vendita,
il libretto d'assegni, le polizze di carico: qualsiasi cosa che indicasse dove
era stato fatto l'acquisto. E quei cartoni vuoti che abbiamo, dovevano contenere il materiale che stavano cercando.
Che tipo di materiale?
Penso che si trattasse degli effetti personali di R. Upton, che erano stati
conservati e non reclamati da nessuno: i suoi libri ed una raccolta di lettere
che gli erano state indirizzate. Lettere come questa, da parte di H.P. Lovecraft. Waverly sollev di nuovo il pezzetto di carta. Devono aver strappato e lasciato cadere parte di una pagina, fatto di cui non si sono accorti,
perch il tagliacarte caduto e l'ha coperto.
La fronte di Keith si aggrott.
No, quest'ipotesi non mi convince. A che scopo rubare qualche vecchio
libro e la corrispondenza appartenuta ad un artista di cui nessuno ha mai
sentito parlare?
Forse per evitare che se ne parlasse, disse Keith. Troveremo la risposta...
Keith si alz di scatto e si pass velocemente la mano sul volto stanco.
Ho bisogno di riposare un po'.
Vuoi rimanere qui? Posso prepararti il letto nella stanza degli ospiti se
ti va.
No, me ne vado a casa.
Sei sicuro che te la senti di guidare?
Keith guard fuori dalla finestra.
ancora troppo presto per il traffico mattutino. Far in fretta.
Waverly lo accompagn per il corridoio fino alla porta principale.
Chiamami stasera. Poi decideremo la nostra prossima mossa.
Keith scosse la testa.
Io non ho nessuna intenzione di fare altre mosse, disse.
Non possiamo fermarci ora!
Oh, s che possiamo. La voce di Keith era molto decisa. A questo
punto io la faccio finita. Non voglio pi sentire parlare di questa storia,
non ne voglio sapere pi niente. Apr la porta e oltrepass la soglia uscendo fuori nelle prime luci del mattino. La sola cosa che voglio dimenticare tutta questa folle faccenda. E questo proprio quello che far.
Mentre Waverly lo seguiva con lo sguardo, Keith si incammin a passi

veloci verso la sua auto.


C'era una notevole risolutezza nei suoi movimenti mentre metteva in
moto; una decisa determinazione che gli faceva superare la stanchezza
mentre correva lungo le strade vuote della citt e percorreva il tragitto lungo le strade ventose che conducevano in cima alla collina, alla sua casa al
di sopra del canyon. Solo dopo aver parcheggiato la sua Volvo nel garage
ed aver aperto la porta, permise a se stesso il lusso di rilassarsi.
Era piacevole essere di nuovo in quella casa silenziosa. Mentre Keith oltrepassava l'ingresso e si dirigeva verso la stanza da letto, gli eventi delle
ultime dodici ore gli sembrarono solo un brutto sogno, un incubo da cui alla fine si era risvegliato, sano e salvo.
Poi, quando pass davanti al vano della porta, Keith guard nel suo studio, e la sua sicurezza e il suo senso di tranquillit furono duramente scossi.
Lo studio era buio. Niente era stato toccato e la stanza era immobile, ma
il tavolo sul quale la diabolica tela era stata appoggiata era incredibilmente
vuoto.
Il quadro era scomparso.
Il crepuscolo ricopriva le cime delle colline alle loro spalle mentre Keith
indicava la finestra dello studio.
Sono entrati da l, disse. Vedi questi segni sul lucchetto dove hanno
forzato la finestra?
Waverly annu: dietro gli occhiali scuri i suoi occhi avevano un'espressione molto seria.
Sei sicuro che non stato preso niente altro?
Assolutamente sicuro. Keith indic con un gesto del braccio le figurine di giada e di avorio nel mobiletto cinese. Quella roba di valore, vale
una piccola fortuna, ma non ne manca neanche un pezzo. Sono venuti esclusivamente per il quadro. Scosse la testa. Ma chi sono, e come facevano a sapere che il quadro era qui?
Waverly si allontan dalla finestra.
La risposta ovvia. Sono le stesse persone che sono andate da Santiago
e hanno trovato le registrazioni dei suoi conti. Deve aver annotato le sue
vendite giorno per giorno, incluso il quadro. Poi hanno trovato il tuo assegno con sopra il tuo indirizzo.
Keith storse la bocca.
Non hanno davvero perso tempo, non ti pare?
stato un bene che tu fossi ancora a casa mia quando sono venuti qui,

gli disse Waverly. Dopo aver visto ci che accaduto a Santiago... Si


interruppe. Hai visto i giornali?
No, ho sentito le notizie del mattino alla televisione. La Polizia ha trovato il corpo stamattina, dopo che un uomo addetto alla consegna di non so
che cosa ha bussato alla porta di servizio del negozio ed entrato. Il servizio non diceva niente di pi di ci che gi sappiamo, solo che sono in corso le indagini. Keith aggrott le ciglia. Suppongo che controlleranno le
impronte digitali.
Tu non sei mai stato coinvolto in niente che abbia a che fare con l'FBI,
non vero?
Certo che no.
Neanche io. Cos le nostre impronte non sono registrate. Siamo liberi e
insospettabili.
Liberi? Keith fiss il tavolo dove era stata poggiata la tela. Non credo che mi sentir mai pi libero.
Lo farai, quando avrai scoperto ci che c' dietro a questa storia.
Keith scosse la testa.
Ti avevo gi detto che me ne sarei tirato fuori. Lascia che sia la Polizia
ad occuparsene. E sono ancora del parere che dovremmo dire ci che sappiamo.
Dire che cosa? Che ieri sera hai scoperto un omicidio e hai dimenticato
di riferirlo... ma che ora qualcuno ha rubato un ritratto di un demone che
divora cadaveri e tu lo rivuoi indietro?
Allora lasciamo perdere questa storia, proprio come ho suggerito io.
tardi ora. Chiunque sia stato sa chi sei. Waverly tir un lungo sospiro. Non vorrei sembrarti allarmista, ma se fossi in te me ne andrei da qui
per alcuni giorni. Prenditi una stanza in un albergo e cerca di non dare nell'occhio. Non penso che torneranno, ora che hanno il quadro, ma non si
pu mai sapere.
proprio questo il problema. Noi non sappiamo niente di questa gente... o di questa persona, se ce ne una sola coinvolta. E non abbiamo neanche un indizio.
Io penso che potremmo trovarne uno. Waverly si mosse verso una sedia e sollev un pacco che stava poggiato sul cuscino. Mentre lo portava
verso il tavolo tolse la carta che lo avvolgeva e tir fuori una mezza dozzina di libri. Ho portato questi con me, disse. Puoi leggerli nell'albergo.
Ma per favore stai attento: niente macchie di caff. Alcuni di questi sono
dei veri e propri pezzi d'antiquariato ed hanno un grande valore.

Keith si avvicin al tavolo e pass in rassegna i volumi, leggendo i titoli


tra s e s. The Outsider and Others, Beyond the Wall of Sleep...
Le opere complete di Lovecraft, gli disse Waverly. Marginalia, quello con la copertina gialla che hai visto ieri sera. Gli altri sono biografie e
memorie: Lovecraft di de Camp, Il sognatore della Notte, di Long e L'ultimo Lovecraft di Conover. Ti suggerirei di leggere prima i libri di Lovecraft e poi quelli su di lui.
Ma a che servir?
Quelli che sono alla continua ricerca dell'orrido, frequentano posti molto, molto strani, disse Waverly. Questo ci che Lovecraft ha scritto in
una delle sue storie, e credo che tu scoprirai che ha ragione. Da qualche
parte nelle opere di Lovecraft o proprio nella sua vita, possiamo trovare la
risposta che cerchiamo.
Non sono sicuro di voler trovare quella risposta.
Non si tratta pi di una scelta. Il volto di Waverly aveva un'espressione severa. La nostra stessa sopravvivenza potrebbe dipendere dal fatto di
essere capaci di scoprire cosa c' dietro tutto ci. Leggi questi libri, amico
mio. Leggili come se la tua vita dipendesse da loro. Perch in effetti proprio cos.
L'albergo era esattamente il prototipo di tutto ci che Keith pi disprezzava; un simulacro sterile e funzionale fatto di comfort di plastica e modernit impersonale. Ma, durante i tre giorni che seguirono, not a stento
ci che lo circondava, perch con l'aiuto dei libri che Waverly gli aveva
dato, stava esplorando un altro mondo.
Era il mondo del New England negli anni '90 del Diciannovesimo Secolo in cui Howard Phillips Lovecraft era nato, unico figlio di genitori agiati
le cui fortune declinarono. Suo padre mor quando Lovecraft aveva otto
anni, e lui pass gli anni della sua formazione culturale in compagnia di
una madre le cui eccentricit degenerarono col tempo in una vera e propria
malattia mentale. Una salute piuttosto debole lo spinse a rifugiarsi nella
lettura, cos che divenne sostanzialmente un autodidatta. Da ragazzo si
sentiva alienato dalla societ contemporanea e, identificandosi con il passato, assunse l'aspetto e gli atteggiamenti di un uomo del Diciottesimo Secolo. Al suo tempo fu un outsider, dal momento che si interess con molto
fervore alla scienza moderna; pubblic una rivista di astronomia e fu un attivo sostenitore di Case Editrici amatoriali. Ben presto cominci ad intrattenere fitte corrispondenze con altri scrittori.
E quando lo stesso Lovecraft intraprese la sua carriera letteraria, scelse il

campo della fantasy. La sua prima produzione poetica ricalcava i modelli


classici, i suoi primi lavori in prosa contenevano degli elementi che possono essere paragonati all'opera di Dunsany.
Ma negli anni '20, in seguito alla morte della madre, Lovecraft and a
vivere con due vecchie zie, e l'assottigliarsi del vitalizio che ricavava dalla
somma ereditata da sua madre, lo costrinsero ad entrare a far parte di un
mondo molto diverso. Divenne uno scrittore fantasma dal momento che
revisionava i lavori di altri, poi cominci a pubblicare professionalmente
dei lavori originali scritti interamente da lui.
Gradualmente le sue condizioni economiche cominciarono a migliorare.
Il solitario vagabondo notturno delle strade di Providence, viaggiava ora
lungo la costa dell'Atlantico alla ricerca dei segni del passato, e si stabil a
vivere a New York. Ma dopo alcuni anni, durante i quali si spos e si separ da una brillante donna d'affari, si ritir di nuovo a Providence dove continu il suo lavoro di revisione, la sua corrispondenza, e a scrivere finch
la morte, dovuta ad un cancro, stronc la sua carriera nel 1937.
Mentre Lovecraft era ancora in vita, i suoi racconti erano poco conosciuti, dal momento che erano apparsi esclusivamente su delle riviste popolari.
Nessuno degli editori pi importanti si era arrischiato a pubblicare un romanzo o una raccolta delle sue opere, mentre era ancora in vita o anche
dopo la sua morte. Due giovani scrittori, August Derleth e Donald Wandrei, misero s alla fine una Casa Editrice di loro propriet per pubblicare
The Outsider and Others e Beyond the Wall of Sleep in piccole edizioni
vendute su ordinazione per posta. Ma la fortuna continuava a non sorridere
a Lovecraft, anche dopo la sua morte; le vendite procedevano con lentezza
e le recensioni erano scarse.
Ma col tempo i suoi racconti vennero ripubblicati in antologie. Derleth
continu da solo l'avventura editoriale e fece uscire anche dei volumi di altri scrittori che erano stati membri del cosiddetto Circolo di Lovecraft,
cio di artisti che erano stati in corrispondenza con lui, e alla fine il tardivo
riconoscimento arriv. L'opera dell'uomo che i suoi amici chiamavano
HPL crebbe sempre pi d'importanza fino a diventare una sorta di classico dell'underground. Le vecchie riviste e i primi libri che contenevano
dei suoi racconti, arrivarono ad essere pagati prezzi favolosi, e diventarono
dei veri e propri pezzi per collezionisti. Infine, negli anni '60, Lovecraft
acquist una notevole importanza, e negli anni '70 divenne il centro di una
diffusa attenzione critica in patria e all'estero.
Tutto ci Keith lo apprese dalle biografie che, nonostante il consiglio di

Waverly, lesse prima di passare alle opere di Lovecraft. E, una volta che fu
entrato nel mondo privato e personale di Lovecraft, scopr effettivamente
molti elementi con i quali lui stesso sentiva di potersi identificare.
Anche Keith era stato un bambino molto solo che praticamente non aveva conosciuto il padre, anche se la causa di quella circostanza era stata il
divorzio e non la morte. Anche lui era quindi diventato una persona introversa, ed aveva fatto l'esperienza di un breve matrimonio seguito da un'amichevole separazione. Fortunamente la sua salute era buona, e la somma
di denaro che aveva ereditato gli permetteva di vivere come gli piaceva, di
viaggiare molto e di soddisfare la sua passione di collezionare quegli oggetti bizzarri e grotteschi che stuzzicavano la sua fantasia. A quelle stesse
condizioni, forse, la vita di Lovecraft poteva essere paragonata alla sua.
Con il proseguire della lettura, Keith cominci a provare un forte senso di
immedesimazione con HPL.
Ma c'erano altri aspetti della sua natura che non riusciva a comprendere.
Le tre biografie differivano notevolmente l'una dall'altra. William Conover
aveva scritto quello che ricordava di un uomo con cui era stato in corrispondenza, con lo spirito di un giovane ammiratore: la figura di Lovecraft
era quella di un nonno gentile ed erudito. L'ultimo Lovecraft era il Lovecraft degli anni '30.
Il Dreamer on the Night-Side di Long, si concentrava su gli anni '20 e su
gli anni in cui era vissuto a New York e nei quali i due uomini avevano
passato molto tempo insieme. Il suo HPL, magro, alto, quasi macilento, era
una figura paterna disegnata con i caldi ed affettuosi colori del ricordo.
Il lungo libro di de Camp trattava HPL ancora da un altro punto di vista.
I due uomini non si erano mai conosciuti, ma Lovecraft: A Biography era
un intenso studio su tutta una vita e uno stile di vita. Il ritratto di Lovecraft
che aveva tracciato ne includeva anche i lati negativi, senza tralasciare nulla; venivano analizzate tutte le sue eccentricit e affettazioni che si rivelavano come responsabili delle sue fantasticherie.
Presi insieme, i tre libri rappresentavano un paradosso e una contraddizione. E tutti e tre scomparivano davanti al tenebroso splendore delle opere
di Lovecraft.
Keith lesse i primi tentativi poetici, ma ben presto si trov irretito in temi pi tetri: gli orrori della decadenza nelle cittadine del New England e
l'ancora pi spaventosa decadenza dei suoi abitanti.
Lovecraft aveva inventato per le sue storie delle ambientazioni. Particolarmente inquietante era la citt di Arkham infestata dalle streghe, sede

della Miskatonic University. Nella sua biblioteca era conservata una rara
copia del Necronomicon, un libro blasfemo di Magia Nera che conteneva
delle rivelazioni su poteri diabolici che si moltiplicavano e che segretamente ancora controllavano il nostro universo.
Nel fitto dei boschi alle spalle della citt, un bizzarro eremita nato nel
Diciottesimo Secolo prolungava la sua vita innaturale praticando il cannibalismo. Sulle solitarie colline vicino al villaggio di Dunwich, un eccentrico agricoltore che si occupava di pratiche di stregoneria, offriva una fanciulla debole di mente ad un'entit aliena che si perpetuava in una prole orrenda, nella quale l'umano si fondeva al mostruoso.
Altri ibridi stavano in agguato nel porto abbandonato di Innsmouth, i cui
abitanti, esperti navigatori, si erano incontrati ed accoppiati con delle creature che abitavano nelle profondit dell'oceano in Polinesia, dove venivano
adorate dagli abitanti del luogo. L'orrenda progenie nata da queste unioni
contro natura, perse a poco a poco le sue caratteristiche umane e divenne
ictoide o batracica; alla fine svilupparono delle branchie e cominciarono a
vivere nelle profondit marine. Ma nel frattempo si erano celate nelle case
in rovina della citt abbandonata, servendo le bizzarre divinit che avevano
trovato nei mari del sud e sbarazzandosi degli intrusi che capitavano da
quelle parti.
Nel mondo di Lovecraft visitatori alati che provenivano da altri pianeti
frequentavano le deserte colline del Vermont e i picchi delle montagne.
Aiutati da alleati umani, complottavano contro il genere umano. Altri umani formarono un culto universale per servire Cthulhu, uno dei Grandi
Vecchi che nell'antichit governavano la Terra, e che ora dormiva sotto il
mare nella citt sepolta di R'lyeh. Quando l'attivit vulcanica fece sorgere
Cthulhu dalle profondit marine, questi scivol fuori dalla sua tomba di
pietra pronto a regnare e a predare. Quasi per caso venne apparentemente
distrutto, e di nuovo sprofond nella citt di pietra sotto il mare, ma ancora in vita e aspetta il giorno in cui i suoi seguaci riusciranno a trovare la
formula magica per richiamarlo dalle profondit.
Tutte le opere di Lovecraft che seguirono, ebbero come soggetto questa
leggenda; una razza di mostri che un tempo aveva governato la Terra e che
poi era stata scacciata, viveva ancora fuori o sotto la superficie terrestre e
sarebbe ritornata con l'aiuto di alleati umani che adoravano questi mostri
con riti di magia segreta. Il Mito di Cthulhu mette a nudo un mondo in cui
la sua civilt e tecnologia sono effimere e senza senso. L'uomo moderno,
completamente assorbito dall'inutile progresso, non pu sfuggire al potere

dei Grandi Vecchi che un tempo dominavano la Terra e presto avrebbero


ripreso a farlo.
Per tre giorni Keith visse in questo mondo: il mondo confuso e sognante
della vita di Lovecraft e il mondo da incubo delle sue storie.
Poi la telefonata di Waverly lo riport di nuovo a casa sua, nel mondo
della realt.
Bene, che ne pensi di Lovecraft, ora?
Waverly si accomod meglio nella sedia con un bicchierino di cognac
tra le mani. I due uomini guardavano il tramonto dalla finestra dello studio
di Keith.
Keith scroll le spalle.
Aveva una straordinaria immaginazione, su questo non c' alcun dubbio.
Nessuno?
E con questo che cosa vorresti dire?
Supponiamo che non stesse solo scrivendo delle storie di fantasia.
Waverly si chin in avanti. Supponiamo che stesse tentando di metterci in
guardia.
E su che cosa? Non mi dirai che tu credi in demoni che divorano cadaveri?
Qualcuno ci crede. Gli occhi di Waverly si socchiusero dietro le lenti
scure e fece un gesto con il quale indic il tavolo vuoto. Qualcuno ha rubato il tuo dipinto. Qualcuno ha ucciso il mercante che te lo aveva venduto.
questo ci che dice la Polizia?
La Polizia non dice niente. Waverly si lisci la barba. Non c' stato
alcun seguito a questa storia dell'omicidio neanche un rigo in tre giorni
e non credo che ci sar. L'assassino non ha lasciato tracce. Se non avessimo trovato quel pezzetto di carta...
Ma non prova niente. E neanche il quadro. Keith bevve un sorso di
cognac. Molti artisti dipingono dei mostri, ma questo non vuol dire che
essi esistano davvero. A molti piacciono delle forme misteriose di adorazione; e potrebbero persino esserci alcuni misteriosi culti sotterranei, simili
a quelli descritti nelle storie di Lovecraft. Ma ci che essi adorano una
superstizione, pura e semplice.
Non penso che sia pura, e nemmeno semplice. Waverly raggiunse la
bottiglia del cognac e si riemp il bicchiere. Neanche Lovecraft lo pensa-

va... e tutti i suoi biografi sono d'accordo sul fatto che egli era un materialista nel senso pi stretto della parola. Sono convinto che scrivesse lavori
di fantasy solo per mascherare i fatti.
Che genere di fatti?
L'incrocio delle razze. Waverly annu. Lovecraft ha un atteggiamento puritano nei confronti del sesso, e questo tema si intreccia in tutte le sue
storie. Anche nei suoi primi racconti, il suo morboso disprezzo per gli
stranieri allude a qualcosa di diabolico nei miscugli di sangue, qualcosa
che avrebbe degradato le abitudini civili e avrebbe declassato il genere
umano a livelli primordiali.
Ti ricordi di quella razza degenerata che viveva nei sotterranei che lui
ha descritto in The Lurking Fear e in The Rats in the Walls? In Arthur
Jermyn ha parlato della progenie delle scimmie e degli umani, ma penso
che in realt alludesse a qualcosa di peggio. Poi, in Pickman's Model, ha
parlato chiaramente di demoni che mangiano cadaveri, creature che banchettano con i morti e che erano presumibilmente nate da un'unione necrofila.
Ma tutto ci non stato che un preludio all'orrore vero e proprio, e cio
non l'accoppiamento del superiore con l'inferiore, dell'uomo con gli animali, dei vivi con i morti, ma qualcosa di ancora pi orripilante: l'accoppiamento dell'uomo con i mostri.
Considera Wilbur Whateley e il suo fratello gemello in The Dunwich
Horror, figli di Yog-Sothoth e di madre umana. Pensa agli abitanti del villaggio in The Shadow over Innsmouth, che adoravano le divinit Kanaka
della Polinesia con riti sessuali che diedero vita ad una razza di esseri che
abitarono sulla Terra finch non svilupparono l''aspetto di Innsmouth': occhi di pesce, mutazioni che avvicinarono le loro sembianze a quelle delle
rane e che alla fine li fecero strisciare in mare dove, nelle profondit, si unirono al Grande Cthulhu. Waverly trangugi un sorso del suo cognac.
questo ci che Lovecraft stava tentando di dirci con le sue storie: ci sono dei mostri tra di noi.
Keith pos i suoi occhiali sul tavolo.
Se davvero Lovecraft credeva in tali superstizioni, allora perch ha
scritto dei libri di fantascienza?
Waverly contrasse le labbra sotto la barba.
Nelle parole che hai usato c' gi la risposta. Fin dall'inizio dei secoli ci
sono testimonianze dell'esistenza di questi esseri. La mitologia greca e babilonese ci hanno tramandato l'idra, la medusa e il minotauro, e uomini-

drago alati. Nelle credenze africane troviamo gli uomini-leopardo e gli


uomini-leone; gli Eschimesi parlano di creature mezzo uomo e mezzo orso; i Giapponesi hanno le loro donne-volpe; i Tibetani parlano dello Yeti,
il cosiddetto Abominevole Uomo delle Nevi. In Europa c' sempre stata la
credenza del lupo mannaro, il licantropo; i nostri stessi Indiani temono
Grande Piede e le creature-serpente che bisbigliano nelle foreste. Da sempre solo pochi hanno cercato di mettere in guardia contro il pericolo e alcuni ci hanno creduto, ma la maggior parte ha continuato a parlare come
fai tu. Cio con la voce della ragione, che bolla tutto ci come superstizione, e considera quelli che ci credono pazzi ed ignoranti. Lovecraft
conosceva il loro destino e non considerava condividerlo. Ma non poteva
mantenere un silenzio totale; di conseguenza decise di celarsi dietro la maschera della fantasy.
Le mani di Keith formarono la guglia di un tempio della miscredenza.
Continui a sostenere che Lovecraft sapeva, mormor. Nelle tue parole sottinteso che fosse a conoscenza di qualche credenza proibita, e che
abbia trascorso anni e anni ad indagare sull'argomento.
Giusto, disse Waverly.
Ma assurdo! I fatti accaduti nella vita di Lovecraft sono ampiamente
documentati.
Non tutti.
Che mi dici allora delle biografie che ho letto, e delle memorie di Derleth e degli altri?
De Camp non aveva conosciuto Lovecraft di persona. Long lo conobbe
a New York e poi lo incontr in altre occasioni: ma vide solo ci che Lovecraft aveva deciso di rivelare di se stesso. Conover lo vide solo due volte, e Derleth non ha posato gli occhi su di lui neanche una volta. N lo hanno conosciuto la maggior parte dei suoi corrispondenti o dei suoi studiosi
attuali. Tutti si basano su delle dicerie e sulle lettere che ha scritto. Bene, le
dicerie sono del tutto inattendibili. Per quanto riguarda le lettere, qual il
modo migliore a disposizione di un uomo che vuole nascondere la sua vera
persona, se non quello di una marea di lettere? Waverly parlava con molta calma. Ti dico che quell'uomo era coinvolto in qualcosa, mirava a
qualcosa.
Keith si accigli.
Ma come cominciato tutto ci?
Sappiamo che HPL era affascinato dal vecchio New England e dalle
sue memorie storiche. Trascorse molto tempo in compagnia di antiquari e

storici locali nelle varie citt del paese. Probabilmente questi gli rivelarono
delle cose. Lui cominci a frequentare le zone boscose e selvagge, piccoli
villaggi ormai quasi del tutto dimenticati, con le loro case deserte e sprangate di cui ha scritto cos frequentemente nelle sue storie. Ma supponiamo
che non stesse semplicemente andando in giro con il gusto del turista. Forse stava cercando qualcosa. Qualcosa che trov in una vecchia soffitta o in
uno scantinato in rovina... o in un vecchio diario, in un manoscritto, o anche in un libro.
Tu pensi davvero che il Necronomicon sia veramente esistito?
Non mi spingerei cos in l. Waverly scosse la testa. Eppure c'erano
nel New England dei veri e propri culti delle streghe, e si usavano dei testi
della cosiddetta Magia Nera. Se Lovecraft aveva scoperto uno di questi
culti, ci lo port probabilmente a pensare seriamente alle vecchie leggende e a cercare la verit che si nascondeva dietro di loro.
Keith si vers un altro cognac.
Quando pensi che sia successo tutto ci?
Il tutto deve essere iniziato a partire dal 1926, dopo il fallimento del
suo matrimonio, quando lasci New York e torn a vivere a Providence
con le sue due vecchie zie. Ci sono molte cose sulla vita di Lovecraft che
noi non conosciamo e che non sono facili da indovinare. Waverly si
schiar la voce: stava diventando rauco. Tutto ci che stato scritto sul
fatto che Lovecraft fosse un sonnambulo, che si aggirava di notte per le
strade. Pensi davvero che vagabondasse cos, senza uno scopo, o invece
aveva una meta ben precisa? Penso proprio che dovesse avercela. E fu allora, naturalmente, che incontr Upton: il Richard Upton Pickman della
sua storia.
Keith lo interruppe con un gesto.
Ancora non sappiamo con sicurezza se sia effettivamente esistita una
persona che corrisponda a questo nome. Solo perch hai trovato un pezzettino di carta...
Waverly fece una risatina soffocata, ma i suoi lineamenti rimasero immobili.
Partendo da quel pezzetto di carta, io sono stato davvero molto indaffarato in questi tre giorni: ho anche chiamato delle persone che vivono gi
nell'Est. Lascia che ti racconti ci che ho scoperto. Prima di tutto, c'era un
artista che si chiamava Richard Upton. Nato a Boston, nel 1884. Morto
nella stessa citt nel 1926.
Suppongo che ora mi racconterai che scomparso da una vecchia villa

misteriosa nel cuore della notte.


Niente di tutto ci. Secondo quanto riportato dagli articoli di giornale,
il dieci di dicembre ritorn da un viaggio a Providence, ricordtene e
scopr che il suo studio era stato messo a soqquadro e che tutta la collezione dei suoi quadri era stata rubata. Quella sera stessa, dopo aver denunciato il furto alla Polizia, si spar un colpo di pistola alla tempia.
E per quale motivo?
Non ha lasciato scritto nulla. I suoi quadri non sono mai stati recuperati, e se pure la Polizia scopr qualcosa, non mai stato reso noto nulla.
Waverly si sporse in avanti. Ma io ho scoperto qualcosa che loro non sapevano. Una settimana prima, prima che Upton facesse quel suo viaggio a
Providence, lui dipinse un quadro, mise in alcuni scatoloni i suoi libri e
tutta la sua corrispondenza, e sped il tutto alla North End Warehouse and
Storage Company. Tutta la roba stata l in giacenza, non reclamata da
nessuno probabilmente del tutto dimenticata per tutti questi anni.
Finch Santiago non ha comprato l'intera partita.
Come hai fatto a scoprire tutto questo?
Ti ho detto che ho dei contatti. Beckman mi ha suggerito di trovare i
recapiti telefonici di tutte le ditte che si occupano di deposito e magazzinaggio merci di Boston e di chiedere se recentemente avevano venduto
qualcosa a un certo Santiago; cos che sono riuscito ad ottenere quest'informazione.
Beckman?
Un mercante di libri che conosco qui in citt. Specializzato in prime edizioni e pezzi rari. Naturalmente interessato a tutto ci che possa riguardare HPL. Pensa che sia molto probabile che Santiago non abbia preso tutto il materiale di Upton: ci pu essere ancora della roba in quel magazzino,
incluso le lettere di Lovecraft. Lettere come quelle hanno ora dei prezzi
molto alti. In ogni caso, vuole fare un affare con me.
Che tipo di affare?
Waverly si alz.
Sto per andare a Boston a spese di Beckman. Qualsiasi cosa io trovi da
comprare, Beckman la rivender... e poi faremo a met.
Quando partirai?
C' un volo di mattina. Waverly si diresse verso la porta dello studio.
Se pensi di essere a casa, ti far una telefonata domani sera, verso le otto,
e ti dir ci di cui sar venuto a conoscenza.
Rimarr in attesa della tua telefonata, disse Keith.

Venivano fuori dalle tenebre e dagli abissi, facevano capriole, strisciavano, si muovevano sinuosamente seguendo il debole e lugubre zufolo di
un flauto invisibile.
Quelli che facevano capriole erano creature umane, o umanoidi; danzavano all'ondeggiante luce di fuochi accesi in prossimit di antiche pietre
poste sulla cima di colline solitarie, e Keith sent la loro cantilena stridula e
ritmata:
Iaa! Shub-Niggurath! Il nero caprone delle foreste con mille giovani!
E poi arriv la risposta... il ronzante brusio che non era n una voce umana, n un suono umano e neanche un'imitazione della voce dell'uomo.
Ma c'erano delle parole che lui riusc a riconoscere Yog-Sothoth, Cthulhu, Azatoth e la pronunzia di queste parole sorse da queste formefantasma che danzavano e facevano capriole nella notte solitaria, al di l
del cerchio del fuoco.
Nessuna di quelle forme si riusciva a vedere con chiarezza, e di questo
Keith era contento, ma i bagliori delle fiamme davano un'idea di quelle figure massicce e mostruose come montagne. Pesanti montagne vive che
tremavano come scosse da brividi, con movimenti che assomigliavano a
quelli di miriadi di tentacoli vischiosi. Montagne ricoperte di occhi sporgenti e rigonfi, che si aprivano e si chiudevano spasmodicamente, e centinaia di bocche spalancate dalle quali venivano emessi quegli orribili suoni sibilanti e gracchianti, suoni mai articolati da una lingua mortale.
Keith ebbe l'impressione che le stesse colline fossero scosse da brividi
alla spaventevole eco di quel richiamo gutturale, e poi la scena si scolor e
lui si ritrov di nuovo nella sua stanza. Realizz che aveva sognato e che
stava ancora sognando mentre il suo letto era scosso da tremiti violentissimi come se ci fosse in atto un terremoto.
Ora, mentre il suo sogno continuava, il tremore cess, ma il ricordo delle
creature persisteva, e con quello il ricordo di tutto ci a cui Waverly aveva
alluso.
Arriv la paura, e poi la decisione.
Nel sogno Keith immagin di riuscire ad afferrare l'elenco telefonico che
si trovava sul comodino e di cercare febbrilmente tra le pagine fino a che
non individu Beckman, Frederick T., libri rari. Immagin di fare il numero, di udire il suono del telefono che squillava in lontananza, il ricevitore
che veniva alzato dall'altra parte, e la sua stessa voce bisbigliare, Mr. Beckman?

Poi arriv la risposta: profonda, come se provenisse dal vuoto, un suono


non di questa terra, ma distinto. La voce disse, Stupido... Beckman morto!
Proprio in quel momento Keith apr gli occhi e si trov seduto sul bordo
del letto, con il telefono tra le mani, ad ascoltare il click che interrompeva
il collegamento... il click che gli fece capire che non aveva sognato.
Alle 7.30, quella mattina, Keith tir s il suo giornale dalla soglia della
porta principale. In cima alla propria pagina c'era un titolo in grassetto che
attir la sua attenzione:
SCOSSA DEL TERZO GRADO A L.A.
LIEVI DANNI
Quello, almeno, non l'aveva sognato. Keith lesse velocemente l'articolo
si trattava di una storia familiare per gli abitanti di Los Angeles e
not che c'erano i soliti riferimenti alla faglia di Sam'Andrea, e che l'epicentro del terremoto era stato nella zona di Lancaster. I sismologi ripetevano il loro solito avvertimento: che quella scossa poteva essere il segnale
che annunciava un sisma di violenza maggiore, ma che comunque la situazione era sotto controllo.
Keith lesse il tutto quasi con sollievo e solo quando gir la pagina vide
l'articolo che lo lasci letteralmente esterefatto. Anche questo aveva il titolo in grassetto ed era piuttosto breve, come se fosse stata una notizia dell'ultim'ora che erano a stento riusciti ad inserire:
MERCANTE DI LIBRI UCCISO A GLENDALE
La polizia sta investigando sull'assassinio di Frederick T. Beckman di 59 anni, che stato pugnalato a morte ieri notte nella
sua casa, al 1482 di Whitsun Drive, Glendale. Il corpo stato
scoperto dal sostituto dello sceriffo in seguito alla telefonata di
un vicino che dichiarava di aver udito degli strani rumori provenire dall'appartamento attiguo al suo. Presumibilmente l'assalitore di Beckman era entrato da una finestra aperta nella stanza da
letto e l'aveva colpito nel sonno. Beckman, un mercante in libri
rari e manoscritti, teneva la maggior parte della merce in una
cassetta di sicurezza incassata in un muro a casa sua, ma la cassetta sembra non essere stata forzata..

Quando rimise gi il giornale, a Keith tremavano incredibilmente le mani; e gli tremavano ancora mentre faceva il numero di Waverly e ascoltava
l'eco degli squilli che si ripetevano.
Ovviamente Waverly era gi uscito per andare all'aeroporto a prendere il
volo per Boston, ma forse poteva ancora farcela a raggiungerlo l. Keith
chiam l'aeroporto internazionale di Los Angeles per far rintracciare Waverly, ma la cortese voce che gli rispose lo inform che il volo per Boston
era gi partito da mezz'ora.
E cos ora non c'era altro da fare che aspettare.
Come prima cosa, comunque, Keith controll che tutte le finestre fossero ben chiuse e chiuse a chiave le porte. Si sentiva sciocco e imbarazzato
nel compiere quest'operazione nella splendente mattinata di sole di quel
luminoso giorno d'autunno, eppure il rumore metallico di catenacci e chiavistelli che scivolavano al loro posto era rassicurante.
Rassicurante... e fastidioso. Perch il rumore gli aveva ricordato un altro
click: il click del ricevitore in un sogno che non era un sogno.
O invece s?
Passarono alcune ore prima che Keith si facesse forza e prendesse uno
dei libri che Waverly gli aveva prestato: il volume grosso e ben rilegato di
The Outsider and Others.
Sfogli le pagine del libro finch non trov la storia che purtroppo si ricordava molto bene: The Statement of Randolph Carter. Si trattava di un
breve resoconto di una visita notturna in un vecchio cimitero fatta dal narratore e dal suo amico Harley Warren. Lo scopo di Warren era quello di
aprire una vecchia tomba che, a suo dire, conteneva strani segreti: qualcosa
che aveva a che fare con cadaveri che non andavano mai in decomposizione. Era un racconto tipico del suo primo periodo, scritto nello stile
fiorito che Lovecraft usava allora e che certi critici avevano condannato
come troppo pomposo. E tuttavia proprio gli eccessi di quel tipo di immaginazione evocavano un'aura da incubo; la sensazione di trovarsi in presenza di cose pi grandi della vita stessa... o pi grandi della morte. Era un'emozione che Keith aveva provato la notte precedente, ed ora, riprovandola in pieno giorno, si sentiva di nuovo molto a disagio.
Si costrinse a continuare a leggere, fino al punto in cui l'enorme lastra di
marmo che si trovava sopra il sepolcro veniva rimossa, scoprendo una scala di pietra che portava gi nell'oscuro vano che si apriva sotto. Era a quel
punto che il compagno del narratore, Warren, scendeva da solo, dopo aver

sistemato un telefono portatile per comunicare. Warren scomparve nelle


tenebre, tirandosi dietro un rocchetto di filo che partiva dal suo ricevitore,
mentre il narratore aspettava sopra nel cimitero fino a che un click lo invit
a sollevare il suo telefono e ad ascoltare.
Keith scopr che era quasi incapace di andare avanti nella lettura: i bisbigli sconvolti di Warren, che descriveva le terribili scoperte che aveva
fatto nel pozzo sotto la tomba; la sua ansia crescente a mano a mano che
risaliva; e poi, il frenetico avvertimento con il quale ordinava al narratore
di rimettere a posto la lastra e fuggire per salvarsi la vita.
All'improvviso il balbettio di Warren si interruppe. E mentre il narratore
lo chiamava, dal filo gli giunse il rumore di un click e il suono di un'altra
voce... una voce cupa, profonda, non umana che diceva: Stupido, Warren
morto.
Beckman morto.
Era questo ci che la voce aveva detto a Keith, e non era stato solo un
incubo. L'incubo era adesso, nella realizzazione del fatto che lui non aveva
sognato.
Il libro gli scivol dalle mani e Keith rabbrivid. Stupido...
Forse era davvero uno stupido. C'era stata davvero una tale voce, e presumibilmente apparteneva all'assassino di Beckman. Ma Beckman era
morto a causa delle ferite infertegli con un pugnale nel suo stesso letto,
non in un pozzo immaginario sotto una tomba immaginaria, vittima di un
mostro immaginario.
Il suo killer era umano, e le parole che aveva scelto non erano state casuali. Chiaramente l'assassino era qualcuno che aveva familiarit con le
opere di Lovecraft.
Ma che tipo d'uomo aveva potuto uccidere un vecchio commerciante di
libri indifeso a sangue freddo, e poi con calma rispondere al telefono e
pronunziare una frase beffarda presa in prestito da un romanzo? Quale insano impulso aveva ispirato un humor cos demoniaco?
Demoniaco. Pickman's Model. Un culto diffuso in tutto il mondo, per
salvaguardare i segreti di antiche divinit-mostro e dedicato al loro ritorno.
Waverly sembrava crederci, e lui non era uno stupido. Sapeva forse di
pi di quanto non avesse gi detto? E anche Beckman era a conoscenza
delle stesse cose? E questa conoscenza poteva essere cancellata solo dalla
morte?
Se cos fosse stato, se qualcuno avesse sospettato della consapevolezza

di Beckman e per questo l'avesse eliminato, allora, forse, Waverly era in


pericolo. Cosa avrebbe trovato a Boston... o cosa a Boston avrebbe trovato
lui?
Non c'erano risposte a quegli interrogativi; solo silenzio. Il silenzio di
una casa vuota, il silenzio che alla fine Keith cerc di vincere con le stupide chiacchiere degli sceneggiati sentimentali televisivi e la frenesia artificiale degli spettacoli di giochi pomeridiani. I notiziari del pomeriggio non
offrirono ulteriori chiarimenti sul terremoto e non fecero alcun riferimento
alla morte di Beckman.
Di questo Keith fu stranamente riconoscente, proprio come se fosse riconoscente per il puro e semplice suono delle voci degli annunciatori che
prodigiosamente rivelavano gli affari di politici e personaggi dello sport.
La stessa banalit delle loro affermazioni era in qualche modo rassicurante; era qualcosa che ricordava che nel mondo reale la vita stava procedendo secondo i suoi soliti parametri: tre minuti di fatti reali seguiti da tre minuti di pubblicit.
Il tempo pass e arriv il buio. Keith spense il televisore e accese le luci.
All'improvviso realizz che non aveva mangiato nulla durante tutta la
giornata; and in cucina e si prepar la colazione al posto della cena.
Stava proprio per finire quando squill il telefono.
Keith, stai bene?
Quando Keith ud la voce di Simon Waverly, fu come se un peso enorme gli fosse stato sollevato dalle spalle.
S, naturalmente. E tu, come stai?
Sono un po' stanco... sono stato in giro tutta la giornata, ma ora sono ritornato in albergo. Ho fatto bene a venire oggi, perch Oliphant mi ha detto che domani avrebbero cominciato la demolizione vera e propria.
Oliphant?
S, il proprietario del magazzino. Lo ha ereditato da suo zio e non sembra sapere granch sull'affare. stato piuttosto circospetto finch non mi
sono qualificato, ma poi mi ha aiutato. Mi ha preso tutto quello che era rimasto in magazzino oggi pomeriggio.
Hai trovato qualcosa?
Secondo l'inventario della merce, Santiago aveva comprato in blocco
tutto il materiale appartenuto a Upton. Ma come se avessi avuto un presentimento, ho chiesto di vedere il posto dove era stata immagazzinata la merce. Non puoi immaginare quanto fosse sudicio: il vecchio, lo zio, aveva lasciato andare tutto in rovina da anni. E, naturalmente, i topi se ne erano ap-

propriati. Sembrava che avessero usato tutte le carte che c'erano per fare i
loro nidi. Ed l, in un angolo, che l'ho trovato. E se non fosse stato imballato in un telo cerato, probabilmente lo avrebbero distrutto.
Di che cosa stai parlando?
Vedrai. Te l'ho appena spedito, per raccomandata. Ti dovrebbe arrivare
in mattinata.
E non mi dici di che si tratta? Perch tutto questo mistero?
La voce suadente di Waverly si spense in un bisbiglio.
Ho le mie ragioni. Oliphant mi ha detto che aveva ricevuto varie telefonate anonime che chiedevano informazioni sul materiale di Upton per
sapere chi l'avesse acquistato. Naturalmente lui non ha dato nessuna informazione, ma considerando ci che noi sappiamo, qualcuno deve averlo
scoperto.
Gli hai detto quali sono i tuoi sospetti?
Non gli ho detto tutto... tanto quanto basta per fargli capire che i miei
erano motivi legittimi. Lui sosteneva che, chiunque fosse stato a telefonargli, aveva poi tentato di irrompere nel magazzino, ma era passata di l una
pattuglia della Polizia che li aveva messi in fuga. E aveva anche notato degli strani tipi aggirarsi dalle parti del parcheggio in diverse occasioni, come se stessero tenendo il posto sotto controllo. Naturalmente, queste erano
solo sue supposizioni, ma non c' nessuna certezza. Cos, proprio pensando
che qualcuno avesse potuto individuarmi, ho pensato che fosse meglio
spedirti immediatamente il pezzo piuttosto che rischiare di portarlo con
me.
Keith esit per un attimo, poi tir un profondo sospiro.
Forse stata una buona idea, dopo quello che successo al tuo amico
Beckman.
Beckman?
stato ucciso la scorsa notte.
Keith gli raccont dell'omicidio e della sua esperienza.
Quando fin di parlare, ci fu un lungo silenzio dall'altro capo del telefono
finch, alla fine, Waverly riusc a trovare la forza perv parlare.
Parleremo di questo pi in l, non appena sar di ritorno. Ho prenotato
il volo per domani a mezzogiorno, cos sar a casa nel pomeriggio. Ti telefoner.
Va bene.
Intanto, voglio che tu mi prometta due cose. Prima di tutto, non fare
nessun passo prima che io ti chiami,

D'accordo, far come tu dici. Cos'altro?


Quel pacco che ti ho spedito. Firma quando arriva, ma non aprire la busta fino a quando non saremo insieme.
C' qualche motivo particolare?
Ti spiegher quando ci vedremo; allora capirai. E Keith...
S?
Fai attenzione.
Keith fece molta attenzione; controll per ben due volte le porte e le finestre, e fu attento ad ogni minimo rumore sospetto per tutta la notte. Ma
tutto sembrava normale e silenzioso, e quando alla fine, vinto dalla stanchezza, se ne and a letto, dorm tranquillamente senza essere tormentato
da nessun incubo.
La mattina dopo continu ad essere molto vigile, aprendo la porta solo
una volta, a mezzogiorno, per aprire al postino.
Quando firm e prese in consegna la busta di carta grezza che Waverly
gli aveva spedito da Boston, si sent sollevato e immediatamente la ripose
nella tasca della sua giacca. Decise di seguire il consiglio di Waverly, nonostante fosse tentato di rompere il sigillo e di esaminarne il contenuto.
Waverly doveva avere delle buone ragioni per chiedergli di aspettare, e nel
giro di poche ore si sarebbero incontrati.
C'erano molte domande che voleva porgli, e i pensieri che le avevano
suscitate erano molto inquietanti. Keith aveva l'impressione che lui stesso
avesse vissuto per tutti quegli anni sotto una specie di campana di vetro,
godendo nella vita di un trattamento speciale accordato solo a quei pochi
fortunati che avevano i mezzi per isolarsi da rapporti e situazioni spiacevoli. Poi, da una settimana, in un modo o nell'altro il vetro si era rotto e lui si
era trovato improvvisamente esposto a... a che cosa? Certamente non alla
realt. Perch gli ultimi avvenimenti non coincidevano con nessun concetto della realt cos come lui la intendeva. Ma forse la maggior parte della
gente, sia ricca che povera, viveva sotto a delle campane di vetro; strette,
quasi bidimensionali, che limitavano il loro modo di vedere le cose e che
non permettevano loro di affacciarsi sul mondo esterno o di rendersi conto
di ci che stava accadendo loro. Lanciati in una vita quasi meccanica, non
potevano immaginare o comprendere: organizzati e dominati da entit la
cui stessa esistenza non era nemmeno sospettabile, essi viaggiavano attraverso lo spazio e il tempo verso destinazioni imprevedibili.
Ma adesso, fuori dalla protezione della campana di vetro, quella visione
ristretta si era allargata, rivelando prospettive senza limiti, e il sottile foglio

di carta su cui era scritta la parola equilibrio, era esposto ai grandi venti
che soffiano dai golfi al di l delle stelle.
Keith scosse la testa. Quel genere di pensieri non lo avrebbe portato da
nessuna parte; era tempo di affidarsi al buon senso. Ci doveva essere una
spiegazione logica per ci che era accaduto, e lui sperava che Waverly avrebbe potuto fornirla; altrimenti, sarebbe andato alla Polizia.
Una volta presa quella decisione, si sent sollevato. Pass il pomeriggio
a riprendere i contatti con la vita di tutti i giorni: chiam il suo agente di
cambio, controll il suo estratto-conto in banca, prese un appuntamento
per una messa a punto della sua Volvo, chiam un'impresa di pulizie per
far mettere un po' in ordine la casa il venerd successivo.
Poi controll cosa c'era nel frigorifero e nel congelatore, e fece una lista
della spesa.
La natura prosaica di tali attivit ebbe in se stessa un potere calmante, e
a sera Keith era di nuovo l'uomo di sempre.
Prepar la cena, mangi, sparecchi, mise i piatti e le pentole nella lavastoviglie. Poi si premi con un drink e si mise tranquillamente in poltrona
nel suo studio ad aspettare la telefonata di Waverly.
L, alla fioca luce della lampada, le statuette di avorio e di giada sbirciavano silensiose, le maschere tribali facevano le smorfie, e la testa avvizzita
penzolava; le sue labbra sembravano cucite in un ghigno che derideva le
sue pretese di gusti e interessi comuni.
Ma non necessariamente. Dopotutto, non si sentono tutti attratti dagli
aspetti misteriosi e fantastici dell'esistenza? I raffinati artisti che avevano
foggiato quelle forme grottesche; gli artisti delle civilt primitive che avevano intagliato le maschere, persino i crudeli selvaggi responsabili di aver
rimpicciolito una testa umana... tutti erano stati spinti dagli impulsi della
loro immaginazione, che cercava il modo in cui esprimersi. Proprio come
era accaduto anche a lui, che con il collezionare oggetti cos bizzarri, soddisfaceva la sua propensione verso il fantastico.
E tali propensioni non erano ristrette solo agli artisti, agli artigiani e ai
collezionisti. Tutta l'umanit condivideva il bisogno di dare libero sfogo ai
voli della fantasia, anche se i mezzi di evasione erano semplicemente i
film, la televisione e i fumetti. Persino le persone incolte conoscevano il
richiamo dell'ignoto; nessun essere umano, per quanto umile, insensibile
all'eterno enigma della vita e della morte. In ognuno di noi c' un qualcosa
che va in cerca di ci che strano, anormale, inspiegabile. E, cos facendo,
queste bizzarrie s'impossessano delle nostre menti. proprio il realista pi

ostinato e cocciuto, colui che si autoproclama scettico su tutto, il derisore


di ogni mistero, che il pi vulnerabile alla pazzia.
Keith osservava la sua collezione con una nuova consapevolezza. Tutti
quegli oggetti che aveva accumulato non erano solo l'espressione di un gusto eccentrico; rappresentavano il bisogno di circondarsi di simboli spaventosi fino a che la paura non era diventata familiare. Una volta che ci
era stato accettato come una cosa normale, quegli oggetti non lo turbavano
pi. In un certo senso si trattava di magia; un modo per superare le paure
pi intime. Proprio come Waverly che esorcizzava i suoi demoni personali
leggendo libri di fantasy, e Lovecraft il paragone balzava subito agli
occhi l'aveva fatto con lo scrivere i suoi libri.
Keith si stava versando un altro drink quando ud il suono stridulo del
telefono. Sollev il ricevitore e sorrise, rassicurato dalla voce di Waverly.
Ciao. arrivato il pacco?
La busta? S, qui.
Bene. Non l'hai aperta, vero?
No.
Bravo. Mi dispiace di aver fatto tardi a chiamarti... ho avuto qualche
problema.
Sembra che tu sia raffreddato.
A Boston pioveva e, come uno sciocco, non avevo portato il cappotto.
Ma ci non ha molta importanza ora. il mio dannato piede...
Che cos' successo?
Sono inciampato scendendo dalla scaletta dell'aereo, dopo essere atterrati qui. Mi sono rotto la caviglia.
Oh, mio Dio!
Mi sta bene, perch avevo troppa fretta. Gli steward di bordo mi hanno
messo su un'autoambulanza che mi ha portato fino allo studio del dottor
Holton. Mi ha fatto la radiografia e poi mi ha messo il gesso. Mi ha accompagnato a casa lui stesso. Ora non posso camminare senza le stampelle, ma Holton mi mander un'infermiera che bader a me per qualche giorno.
Quindi per stasera non ci vediamo.
Non ti preoccupare, sto bene. Vieni da me e porta la busta.
Non possiamo vederci domani, invece? Hai bisogno di riposarti.
Vedi, penso di aver trovato la risposta a tutto ci, e voglio che tu senta
di che si tratta, prima che io perda completamente la voce. Quanto tempo ti
ci vuole per arrivare?

Dammi un'ora.
Ti aspetto.
L'aria della sera era calda e immobile, dava un senso d'oppressione.
Keith si liber della giacca mentre guidava sulla Melrose, poi gir verso
sud in una strada laterale dove delle vecchie case di legno con la veranda si
alzavano simili a scatole dalle ombre di giardini incolti e infestati dalle erbacce.
La casa di Waverly era pi grande e meglio tenuta di quelle dei suoi vicini ed era tutta circondata da una staccionata; ma nel buio di una notte
senza luna non sembrava pi invitante delle case che la circondavano.
Keith parcheggi davanti ad un furgone bianco e rimase piuttosto perplesso da quella presenza; ma poi si ricord che Waverly aveva accennato all'arrivo di un'infermiera.
Cos era preparato quando, in risposta al suo bussare, la porta principale
si apr e una voce sconosciuta lo invit ad entrare.
Nell'ingresso si trov di fronte un sorridente giovanotto di colore vestito
normalmente.
Il signor Keith?, disse l'infermiere. Io sono Frank Peters.
Piacere di conoscerla. Keith abbass la voce. Come va il paziente?
Un po' sotto tono. Sta prendendo delle pillole per il dolore che gli ha
prescritto il dottore, ma la gola gli sta dando filo da torcere. Ho telefonato
per farmi dire qualche medicina per la tosse che gli possa dare un po' di
sollievo: ora che lei qui, faccio un salto in farmacia per prenderle.
Buon'idea.
La sta aspettando nello studio. Ma cerchi di non farlo parlare troppo.
Keith annu e si avvi per il corridoio mentre il ragazzo usciva chiudendosi la porta dietro le spalle.
Ci vediamo dopo, disse.
Lo studio er in penombra e ci volle qualche minuto prima che gli occhi
di Keith si abituassero alla semioscurit; la lampada sulla scrivania era stata girata verso il basso. Waverly stava seduto in una grande poltrona in un
angolo dall'altra parte della stanza con il piede sinistro poggiato su un cuscino e ricoperto in uno stampo di gesso. Nonostante il caldo soffocante
indossava una vestaglia di lana e aveva una sciarpa al collo, ma la parte del
suo volto pallido che non era ricoperta dalla barba non presentava alcuna
traccia di sudorazione.
Annu quando vide entrare Keith.

Ti ringrazio di essere venuto... mi fa piacere vederti.


Mi dispiace non poterti ricambiare il complimento. Keith squadr il
suo ospite. Hai l'aria molto, molto abbattuta. E hai una voce terribile.
Non ci fare caso: star meglio ora che sei qui. Serviti qualcosa da bere,
se ti va.
No, grazie. Keith si accomod in una poltrona vicino alla scrivania.
Non ho intenzione di trattenermi a lungo: si suppone che tu debba riposare.
Allora sar breve. Waverly ammicc al suo visitatore dietro le sue
lenti scure. Hai portato il pacchetto?
Keith tir fuori dalla giacca la busta marrone.
Bene, Waverly annu con approvazione. Puoi aprirla, ora. Qui siamo
al sicuro.
Prendendo un tagliacarte dal ripiano sulla scrivania, Keith squarci il
lembo della busta ed estrasse della tela cerata ingiallita, sigillata da un lato.
Waverly stava a guardare, inespressivo, mentre il tagliacarte fendeva la tela cerata lasciando scoperto un singolo foglio di carta da lettere, sgualcito e
ripiegato in due.
Mentre posava il foglio sulla scrivania, Keith lo apr e cominci ad esaminarlo.
Allora?, disse Waverly dolcemente.
una specie di carta geografica. Keith aggrott le ciglia. Non riesco
a decifrare i particolari... l'inchiostro sbiadito. Ti dispiace se alzo la lampada?
I particolari non sono importanti. Waverly scosse la testa. Quello che
voglio sapere : riconosci la scrittura?
Keith socchiuse gli occhi, poi alz lo sguardo, attonito.
quella di Lovecraft!
Sei sicuro?
Naturalmente. Nessuno potrebbe imitare il suo modo di scrivere. Ho
visto altri campioni della sua scrittura in quel libro che mi hai fatto vedere,
Marginalia. Non c'era anche l una carta geografica?
S. La cartina stradale di Arkham. Waverly si schiar la voce, poi ridacchi. Ti immagini? Disegnare una cosa simile, inventare i nomi di tutte quelle strade e poi scriverli come se realmente esistessero? Quell'uomo
aveva uno strano senso dell'umorismo.
Pensi che la sua sia stata una messa in scena?
Naturalmente. Waverly scrut Keith attraverso i suoi occhiali scuri.

Ti ricordi della lettera in cui Lovecraft dava ad un altro autore il permesso


di usarlo come personaggio in una storia? Incluse persino le firme di testimoni immaginari, scritte in tedesco, arabo e cinese. Poi rese la contraffazione ancora pi perfetta con lo scrivere una continuazione alla storia dell'altro autore... eliminando il suo personaggio. Utilizz persino come ambientazione la sua casa di Providence, proprio per far sembrare il tutto pi
autentico. Lovecraft era un burlone impenitente e raffinato. Una volta che
hai compreso questo lato fondamentale della sua personalit, riesci a spiegarti tutto.
Non ti seguo, disse Keith. Sollev il foglio di carta da lettere per esaminarlo meglio, ma le parole di Waverly lo distrassero.
Quel quadro che avevi comprato tu... era stato Upton a dipingerlo, ma
non era stato quello ad ispirare la storia di Lovecraft. Penso che sia accaduto esattamente il contrario. Prima stata scritta la storia, e poi HPL fece
illustrare da Upton ci che lui aveva creato. Si sarebbe divertito a vedere
come ci siamo cascati! Per un attimo ci ha fatto quasi credere che davvero
esistessero demoni che divorano i cadaveri e tutte quelle altre morbose
sciocchezze che si ritrovano nel Mito di Cthulhu, che invece lui ha inventato. Waverly ridacchi di nuovo. Capito? stato solo un tiro mancino.
L'aria si era fatta ancora pi pesante. Da qualche parte gi nell'ingresso
giunse un suono indistinto di passi: probabilmente era Peters che ritornava
dalla farmacia con le medicine.
Keith non fece caso a quel rumore in quanto era troppo preso ad osservare la figura che stava seduta di fronte a lui, in penombra.
Stai dimenticando una cosa, disse. Santiago e Beckman sono stati assassinati. Questa non una burla.
S, pu essere. La voce di Waverly si alz all'improvviso e si fece
acuta e stridula. Peters... prendi la carta!
Keith si gir.
L'uomo di colore avanzava verso di lui dalla soglia della porta. Non sorrideva ora, e teneva un revolver tra le mani.
Dammela, disse.
Keith fece un passo indietro, ma Peters lo incalzava, con l'arma puntata
contro di lui e pronta a fare fuoco.
Dammela, bisbigli il negro.
Poi la mano che teneva il revolver cominci a tremare.
Si ud un rumore sordo e rimbombante e tutta la stanza fu scossa da un
tremore violentissimo; le pareti, il soffitto, il pavimento. Keith sent la casa

scuotersi e ondeggiare, il tutto accompagnato dal rumore di uno schianto


improvviso che sommerse l'urlo del negro mentre le travi del soffitto cominciavano a crollare.
Keith si gir, tenendo ben stretta la carta tra le mani, e corse verso la
porta d'uscita.
Poi il rumore aument fino a diventare un vero e proprio ruggito, il soffitto rovin a terra con fracasso, e lui non cap pi nulla.
Quando riapr gli occhi, tutt'intorno c'era silenzio. Un silenzio tombale, e
tutto era buio e immobile.
Il terremoto. Ne avevano previsto un altro, ed era arrivato.
Keith cominci a spostarsi molto cautamente, e si sent incredibilmente
sollevato quando si rese conto che riusciva a muovere le gambe e le braccia senza provare dolore. Si sentiva tutta la parte dietro l'orecchio sinistro
intorpidita: doveva essere rimasto colpito da qualche pezzo del soffitto.
Grandi parti di intonaco gli pesavano sul torace; le spinse lontano da s e si
tir s a sedere. La carta sgualcita era ancora stretta nella sua mano destra.
Ma l'uomo di colore non teneva pi il revolver tra le mani. Era disteso
dietro a Keith, seppellito sotto una trave enorme, con il cranio ridotto in
poltiglia.
Keith si alz e si gir per non essere costretto a guardare quello spettacolo rivoltante. Brancolando tra i detriti sparsi sul pavimento, guadagn l'uscita, cercando anche di capire se c'erano tracce di Simon Waverly dall'altro lato della stanza.
Miracolosamente la poltrona non era rimasta danneggiata. Ma era vuota
ora... o quasi vuota.
Attraverso le tenebre, Keith lanci uno sguardo alle cose che erano rimaste sulla poltrona. Erano precisamente tre; tre oggetti forniti di ganci di
metallo.
Tre oggetti inconfondibili: la faccia e le mani di Simon Waverly.
L'incubo non era ancora finito.
Continu nella strada, dove figure stordite uscivano incespicando da case distrutte o tentavano freneticamente di rientrarci in cerca di quelli che
mancavano all'appello.
Sebbene intontito dallo shock, Keith not che il furgone bianco non era
pi parcheggiato davanti alla casa di Waverly. Ma la Volvo era ancora l, e
apparentemente, non sembrava aver subito danni; Keith gir la chiave dell'accensione e la macchina part immediatamente.

Guid nella notte che ora non era pi n buia n immobile. Le case di
legno andate in rovina erano diventate delle torce, che gli illuminavano la
strada attraverso la citt, da cui si alzava un unico, lacerante urlo di dolore.
Non era solo; il traffico aumentava costantemente mano a mano che altri
tentavano di scappare con le auto dalle conflagrazioni e dalle esplosioni
provocate dalle perdite delle condutture del gas. Le fognature erano scoppiate e avevano inondato Melrose, e quindi Keith costeggi l'arteria finch
non trov un punto sicuro dove attraversarla. Gir a ovest alla Fountain
Avenue, sterzando in continuazione per evitare di urtare contro quelli che
scappavano o camminavano a fatica o che semplicemente se ne stavano
immobili e instupiditi al centro della strada, senza sapersi decidere sul da
fare.
L'Highland Avenue era intasata di veicoli diretti a nord, verso l'autostrada; sulla La Brea gemevano le sirene delle macchine della Polizia, delle
autoambulanze, e dei Vigili del Fuoco che correvano alle varie chiamate
d'urgenza.
Ma, mentre proseguiva verso ovest, c'erano meno segni di una distruzione cos violenta. Sembrava che il terremoto avesse colpito con pi violenza
la parte centrale della citt, e Keith recit una preghiera silenziosa, con la
speranza che il suo quartiere potesse essere scampato alle scosse pi forti.
Quanto tempo gli ci volle per farsi largo attraverso quella giungla di
macchine, non sapeva dirlo; quando la Volvo cominci ad arrampicarsi su
per le colline, lui si trovava in un vero e proprio bagno di sudore. Ma l c'erano ben pochi segni dell'effetto del terremoto: le case erano rimaste tutte
saldamente in piedi sulle pendici delle colline e solo alcuni alberi che erano caduti, bloccavano parzialmente la strada. Keith li aggir e not soddisfatto che l non erano scoppiati incendi, e l'urlo delle sirene era ora diventato solo un'eco che si udiva in lontananza.
Quando alla fine raggiunse casa sua, tir un sospiro di sollievo; la casa
sembrava intatta. Keith parcheggi la Volvo ed entr annusando l'aria per
sentire se c'erano perdite di gas. Non sentendo nessun odore particolare,
fece per accendere la luce dell'ingresso e la trov gi accesa. La strana sensazione di stordimento persisteva, ma si impose di fare un giro di ispezione
per controllare se c'erano stati danni.
Alcuni bicchieri nella credenza della cucina si erano rotti, ma tutti i contenitori che si trovavano nel frigorifero erano intatti. La cucina elettrica
funzionava, il rubinetto del lavello andava bene. Solo la profonda crepa
che si era aperta nel muro della cucina testimoniava il passaggio del terre-

moto.
Nello studio le statuette si erano rovesciate nel mobiletto; Keith non si
preoccup di controllare se si fossero rotte. Parecchie maschere tribali
pendevano storte sul muro e la testa avvizzita non dondolava pi.
Mentre dal pavimento la testa ghignava verso di lui con i suoi occhi ciechi, stretti come fessure, e con la sua bocca beffarda, un'altra immagine, all'improvviso, si sovrappose a quella visione: la flaccida, spaventosa maschera di carne umana che era la faccia di Simon Waverly.
L'intontimento lasci il posto al panico. Keith si gir, apr il mobile bar e
cerc a tastoni tra le bottiglie che erano rimaste intatte finch trov una
bottiglia di brandy.
La port nella stanza da letto e accese tutte le luci per accertarsi che non
ci fossero danni. Dopo aver allontanato le scarpe con un calcio, Keith si lasci cadere pesantemente sul letto, svit il tappo della bottiglia e, per la
prima volta in vita sua, si ubriac e cadde in un pietoso oblio.
Doveva essere quasi mezzogiorno quando si svegli, con la testa pesante
e la bocca secca. L'acqua e un'aspirina lo aiutarono ad alleviare il malessere fisico, ma la sensazione di panico permaneva.
Uscito dal bagno, si diresse subito verso il comodino e alz il ricevitore
del telefono. Aveva gi iniziato a comporre il numero della Polizia, quando realizz che non c'era linea. Evidentemente il terremoto aveva fatto saltare le linee della zona.
Keith si spost nel soggiorno e accese il televisore. Funzionava; e, dopo
pochi secondi di riscaldamento, l'immagine rassicurante di un telecronista
riemp lo schermo. Si congratul con se stesso per aver trovato cos in fretta un notiziario, poi pens che tutte le reti locali stavano verosimilmente
trasmettendo in continuazione informazioni sul disastro della notte precedente.
Nell'ora che segu, apprese un numero sufficiente di cose per mettere insieme un resoconto abbastanza completo della tragedia che aveva colpito
la citt con una scossa di forza 7.1 della Scala Richter.
Gli effetti pi devastanti si erano avuti nella parte bassa della citt, dove
enormi pezzi di vetrate erano rovinati gi dai grattacieli e avevano mandato in frantumi le vetrine dei negozi. Fortunatamente, a quell'ora il cuore
della citt era praticamente deserto, ed erano stati in pochi a rimanere uccisi o feriti nelle strade. Ma il panico si era diffuso nei teatri mentre crollavano le attrezzature e i lampadari; nella ressa per fuggire erano rimaste
calpestate centinaia di persone. Molti ospedali erano stati seriamente dan-

neggiati dalla calamit, e i danni nelle case private erano notevoli. I danni
causati dagli incendi erano stati considerevoli, anche se non veniva data
notizia di nessuna conflagrazione che avesse interessato aree particolarmente vaste. La contea di Los Angeles era stata ufficialmente dichiarata
zona disastrata e la Milizia Territoriale stava collaborando alla ricerca delle vittime, tra i mille pericoli rappresentati dalle fughe di gas e dalle linee
dell'elettricit cadute.
Keith abbass il volume e and in cucina per farsi un caff. La testa gli
faceva di nuovo male, ma probabilmente quel mal di testa era dovuto ai
pezzi di intonaco caduti la sera prima a casa di Waverly.
Quel pensiero gli riport alla mente tutto ci che era accaduto il giorno
prima: una ricostruzione completa degli avvenimenti a casa di Waverly.
E con il ricordo arriv anche la consapevolezza.
Quegli ultimi momenti nello studio di Waverly erano esattamente l'equivalente di ci che succedeva in una storia di Lovecraft. The Whisperer in
Darkness.
Anche la situazione generale presentava delle analogie. Il narratore della
storia di Lovecraft entrava in contatto con Henry Akeley, uno studioso il
quale credeva che delle creature alate, provenienti da un altro pianeta, si
nascondessero nelle solitarie colline del Vermont, vicino casa sua. Avendo
anche lui confidato le sue paure al compagno, lo studioso aveva invitato il
narratore ad andare a casa sua e a portare con s il materiale fotografico e
la registrazione che gli aveva inviato come prova. Quando il narratore arrivava, era accolto da uno sconosciuto che dichiarava di essere un amico di
Akeley e lo faceva entrare in casa dove, presumibilmente, lo stava aspettando lo studioso ammalato per bisbigliargli delle parole rassicuranti nell'oscurit della stanza. Avendo infine realizzato che il presunto amico di
Akeley era un alleato umano delle creature alate, che lo aveva attirato l
per impadronirsi delle prove, il narratore riusciva a scappare. Ma, prima di
uscire dalla stanza, faceva anche lui la sconvolgente scoperta di un volto e
di due mani umane abbandonati sulla sedia che, stando alle apparenze, era
stata occupata dal suo amico.
Naturalmente c'erano delle differenze. Nella storia era sottinteso che lo
studioso morto fosse impersonato da una delle creature alate che in un orribile travestimento era fornita di un volto e di mani umane.
Keith scosse la testa. Era certo di non essere stato ingannato da qualche
mostro che proveniva da un altro mondo e che gli aveva sussurrato delle
cose imitando il modo di parlare degli uomini. Ma volendo usare la storia

di Lovecraft come guida, sembrava fin troppo semplice presumere ci che


realmente era accaduto.
Chiunque stesse sorvegliando il magazzino a Boston, era venuto a conoscenza della presenza di Waverly e della scoperta che aveva fatto l. Il telefono della sua stanza d'albergo era stato messo sotto controllo, cos loro
sapevano che avrebbe spedito ci che aveva trovato a Keith.
Forse Waverly era stato seguito sull'aereo per Los Angeles; pi probabilmente la notizia era stata passata, e qualcuno lo aveva atteso al suo arrivo. Keith si ricord dell'uomo di colore e del furgoncino. Sarebbe stato
davvero facile avvicinarsi alla casa di Waverly senza farsi notare nel retro
del furgoncino in attesa.
Poi la telefonata a Keith: la voce rauca che si spacciava per Waverly,
che inscenava la storia dell'incidente e gli chiedeva di andare a casa sua
con la busta.
Ogni tassello aveva il suo posto: l'uomo di colore che recitava la parte
dell'infermiere, e il suo complice che si era travestito da Waverly per ottenere la busta.
Ma perch non l'avevano ucciso subito? Perch tutto quel complicato
camuffamento, e la falsa spiegazione fornita dall'essere che bisbigliava?
Gli venne in mente un possibile motivo. Keith si ricord che la voce al
telefono aveva parlato di un pacchetto e non di una busta. Sicch loro
non erano sicuri di ci che Waverly aveva trovato nel magazzino; e, cosa
ancora pi importante, non erano a conoscenza di quanto Keith potesse sapere della scoperta. Ecco perch l'uomo di colore se ne era andato, o aveva
finto di andarsene... per dare a Keith la possibilit di aprire la busta e controllare la sua reazione. Prima di ammazzarlo, dovevano essere ben certi
che lui non avesse passato a nessun altro la notizia del ritrovamento.
Una volta che si fossero assicurati di ci, il negro era pronto ad agire.
Ma il terremoto che l'aveva messo fuori combattimento e che aveva stordito Keith, aveva offerto all'individuo che impersonava Waverly l'opportunit di fuggire. Probabilmente lui aveva pensato che anche Keith fosse rimasto ucciso; in ogni caso era fuggito con il furgoncino. Comprensibilmente,
l'improvviso panico che aveva causato la sua fuga gli aveva fatto dimenticare di prendere il contenuto della busta.
Ma che razza di gente poteva aver concepito e compiuto gli omicidi plurimi di Santiago, Beckman e Waverly? C'era davvero una sorta di culto
come quello delle storie di Lovecraft, che adorava qualche presenza diabolica che ancora segretamente sopravviveva sulla Terra?

Keith port la sua tazza di caff nel soggiorno e cerc una risposta pi
razionale.
Supponiamo che fosse solo uno scherzo di cattivo gusto, ma non perpetrato da Lovecraft, come colui che aveva bisbigliato aveva goffamente
suggerito, ma da fanatici e squilibrati ammiratori delle sue opere?
Keith si ricord delle storie di massacri rituali compiuti da adoratori di
Satana che tentavano di far passare le loro atrocit come opera del diavolo
in persona. Sarebbe stato tipico da parte di fedeli cos folli emulare gli elementi presenti nei romanzi di HPL e tramare omicidi per ripetere quelli
dei suoi racconti. Non era stato Waverly una volta ad accennare ad una
specie di Societ chiamata L'Ordine Esoterico di Dagon, il nome adottato dagli orribili cultori dalla faccia di pesce nel romanzo The Shadow
over Innsmouth composta dagli umani che si erano accoppiati con i mostri delle profondit marine e la cui progenie aveva sviluppato poi
l'aspetto di Innsmouth? Il Mito di Cthulhu inventato da Lovecraft sembrava attirare un buon numero di giovani affetti da turbe psichiche; qualche anno prima c'era stato persino un gruppo rock chiamato H.P. Lovecraft. Gli allucinogeni potevano accrescere l'intensit della misteriosa
immaginazione di HPL, e trascinare dei tossicodipendenti squilibrati a tradurla in orribile ed allucinante realt.
In ogni caso, neanche questa soluzione del problema riusciva a svelare il
mistero del dipinto di Pickman's Model o a spiegare l'esistenza di un artista
che corrispondeva al nome di Upton, il vero prototipo del personaggio della storia. Quel quadro era stato dipinto nel 1926: prima che Lovecraft avesse pubblicamente scritto del Mito di Cthulhu, e prima della nascita di
qualunque membro della nostra attuale civilt dei computer.
C'era anche un'altra possibilit. Sia nelle lettere che nelle sue conversazioni, Lovecraft aveva spesso accennato al fatto che lui trovasse ispirazione per le trame delle sue storie nei sogni. Durante tutta la sua vita fu soggetto a incubi molto realistici, ben al di l del muro del sonno.
Cosa c'era realmente al di l di quel muro? Forse HPL aveva vagato in
quel mondo sconosciuto, in altre dimensioni, in un universo parallelo? Era
riuscito nei suoi sogni a viaggiare attraverso il tempo e lo spazio, e nel suo
viaggio era stato testimone di eventi del passato? Aveva realmente visto
delle cose che erano accadute e non aveva fatto altro che riportarle nei suoi
romanzi, cambiando i personaggi e l'ambientazione?
Era un'ipotesi stravagante, eppure, se la scartava, Keith si trovava di
fronte ad un'alternativa ancora pi spaventosa.

Una volta lui aveva paragonato se stesso a Lovecraft. ma supponiamo


che ci fosse un altro paragone da fare? Supponiamo che Keith fosse simile
ad uno dei tipici personaggi delle storie di Lovecraft?
In effetti lui faceva venire in mente proprio i narratori di quei racconti:
introverso, fantasioso, molto nevrotico. Spesso quei personaggi dubitavano
delle loro stesse esperienze... ammettevano che potevano essere stati vittime di allucinazioni, o di essere dei veri e propri alienati.
Qual era la risposta giusta? Il tutto era solo il prodotto della sua paranoica ed errata interpretazione di ci che era avvenuto?
C'era stato un terremoto, su questo non sussistevano dubbi, e lui aveva
subito un colpo alla testa mentre si trovava a casa di Waverly. Ma forse
aveva avuto una commozione cerebrale, nel qual caso poteva essere ancora
disorientato e fantasticare di eventi passati.
Non era un'idea piacevole, ma in fin dei conti era possibile da un punto
di vista clinico... e, se quell'ipotesi fosse stata vera, il suo stato poteva essere alleviato da cure mediche. Molto meglio questo che affrontare un mondo di divinit mostruose e una confraternita di gente di colore dedita a riportarle in vita. Anche se poteva sembrare strano, quella conclusione era
confortante, dava un senso di sicurezza.
Poi la mano di Keith raggiunse la tasca della sua giacca e, quando la ritir, tutto il suo senso di sollievo e di sicurezza svan all'improvviso.
Perch l c'era la prova che ci che era accaduto la notte precedente non
era solo frutto della sua immaginazione: teneva in mano la carta geografica
di Lovecraft del...
Pacifico del Sud...
La frase si ud a malapena mentre veniva pronunciata dall'annunciatore
sullo schermo televisivo. Keith si alz di scatto per alzare il volume e si
mise ad ascoltare.
... dove gli ultimi bollettini danno notizia di un'attivit sismica di uguale o forse maggiore potenza del terremoto che la scorsa notte ha colpito la
nostra citt. Sebbene la scossa sia stata avvertita fino in Australia e Nuova
Zelanda, non c' stato quasi nessun danno. I sismografi indicano eruzioni
di vulcani sommersi situati in una zona dell'oceano a sud dell'isola di Pitcairn e a sud-est di Tahiti, in prossimit della congiunzione del punto di
latitudine sud 45 con quello di longitudine ovest 125...
Keith abbass di nuovo lo sguardo per dare un'occhiata ai margini della
carta dove le cifre indicavano i gradi della latitudine e della longitudine.
Poi, con lo sguardo, and alla ricerca del punto dove si intersecavano le li-

nee segnate.
Ma, ancora prima di trovarlo, sapeva ci che avrebbe visto. Sotto la croce appena abbozzata che segnava il posto, Lovecraft aveva scarabocchiato
un'unica parola: R'lyeh.
La ricchezza offre alcuni vantaggi, particolarmente nei momenti di
stress. Nonostante lo scombussolamento della normale routine della citt
che aveva fatto seguito al terremoto, a Keith furono necessarie meno di
trentasei ore per mettere a posto i suoi affari e salire a bordo del jet dell'Air
France per Tahiti.
Aveva abbandonato casa sua immediatamente, dopo aver velocemente
preparato una valigia con quello che pensava gli sarebbe potuto servire, e
aveva trovato rifugio all'Hotel Bel-Air. L si sent al sicuro da eventuali intrusi mentre prendeva gli accordi necessari con un'agenzia di viaggi e per
le pratiche del rilascio del passaporto. La sua banca gli fece recapitare la
somma che aveva richiesto e, seguendo un suo consiglio, contatt una ditta
che si occupava di immobili per far chiudere la casa e farla mantenere in
ordine durante la sua assenza. Quando arriv il momento della partenza,
Keith si sentiva ormai praticamente al sicuro.
Sembrava che il recente terremoto avesse provocato la cancellazione di
molte prenotazioni per le vacanze e, una volta a bordo dell'aereo, Keith si
ritrov ad occupare lo scompartimento di prima classe insieme ad un solo
compagno di viaggio.
L'altro viaggiatore era un inglese di mezz'et la cui aria scostante sembrava far parte di lui almeno quanto la sua carnagione rosea, la cravatta a
strisce fuori moda, e la copia del catalogo di vendita di Sotheby, sul quale i
suoi occhi rimanevano assolutamente fissi.
Ma l'insistente ospitalit dello steward diede gli inevitabili risultati e,
quando i due uomini furono arrivati a sorseggiare il loro terzo drink, si erano spostati nel comodo bar che si trovava nella parte anteriore dell'aereo
e si erano presentati.
Il nome dell'inglese era Abbott, Maggiore Ronald Abbott; aveva servito
nella Quinta Brigata Fucilieri dell'Esercito Reale nel Northumberland ed
ora era in pensione e risiedeva a Tahiti.
Ma solo per sei mesi all'anno, disse. Non si pu rimanere pi a lungo, altrimenti si viene privati della cittadinanza: i francesi stanno bene attenti a non farsi invadere il campo.
Ha sentito del terremoto?, gli chiese Keith. Pensa che ci siano molti

danni? Abbott scosse la testa.


Non c' di che preoccuparsi. L'epicentro stato in mare aperto a miglia
e miglia di distanza dalla costa. Certo c' sempre il pericolo di un maremoto, ma non stato neanche fatto cenno a niente di simile. Sono certo che a
Papeete non ci sar assolutamente nessun problema per i turisti. Lei in
vacanza, non vero?
Non esattamente.
Keith alz lo sguardo verso la steward, grato dell'interruzione e del nuovo drink che era venuta ad offrire. Ma il bicchierino, unito all'effetto dell'altitudine e della stanchezza, serv a sciogliergli la lingua. Quasi senza
rendersene conto si trov a parlare della missione che lui stesso si era assegnata; e, anche se evit accuratamente di spiegare nei dettagli sia la natura di quella missione sa i motivi che l'avevano originata, parl liberamente
dei frettolosi preparativi della sua partenza.
Sembra che si tratti di qualcosa di grosso, comment Abbott. Con
tutta quella fretta... Lanci a Keith un'occhiata pungente. Non avr per
caso dei guai con la legge?
Keith sorrise.
Non sono un malvivente, se questo a cui sta pensando. Ma ho dovuto
tagliare la corda in fretta quando ho realizzato...
Si interruppe e si mise a scrutare il volto impassibile di Abbott. Aveva
un gran bisogno di confidarsi, ma era meglio essere prudenti. Una cosa per era certa: se voleva realizzare il suo scopo, aveva bisogno di aiuto; e un
uomo come Abbott aveva tutta l'aria di conoscere molto bene le leggi e i
regolamenti locali.
Ma di cos'altro poteva essere a conoscenza?
Infine Keith tir un profondo respiro e salt il fosso.
Lei per caso conosce qualcosa di uno scrittore chiamato H.P. Lovecraft?
Abbott si rigir il bicchiere tra le mani.
Non l'ho mai sentito nominare. un suo amico?
No... ma c' qualcosa che ha scritto, un racconto che spiega ci che io
spero di fare. Se posso approfittare di lei...
Mi faccia dare un'occhiata, disse Abbott.
Ah, dimenticavo. Keith si accigli. Temo di averlo lasciato in valigia.
Non c' problema. Me lo dar dopo che saremo atterrati, e cercher di
leggerlo pi in fretta possibile.

All'aeroporto, dopo aver passato il controllo della dogana, Keith trov in


una delle sue borse The Outsider and Others e gli indic il racconto in
questione.
Il richiamo di... di che?
Abbott si interruppe piuttosto confuso.
Penso che si pronunci 'Cuth-uul-hoo,' gli disse Keith. Comunque, ci
non ha nessun'importanza. Semplicemente... lo legga e mi faccia sapere
che cosa ne pensa.
Abbott annu.
Dov' alloggiato lei?
Al Royal Tahitian.
Bene. La chiamo stasera in albergo.
Il "Royal Tahitian" era un relitto di un'era passata, precedente all'invasione turistica resa possibile dai jet. Vecchio, cadente, ma indicibilmente
affascinante, aveva la struttura principale circondata da ampi spazi dove
sorgevano dei singoli villini. L si ballava il tradizionale tamar e, quando
Keith si mise ad esplorare la zona del giardino, scopr un gigantesco fallo
di pietra, che nell'antichit poteva essere stato tranquillamente oggetto di
adorazione. Sorrise a quella vista, poi si rabbui al pensiero di cos'altro i
Polinesiani avevano adorato a quei tempi... o cosa alcuni di loro potevano
ancora adorare. Non l, naturalmente, in un albergo di Papeete, n nelle vicinanze di quelle strade rimbombanti del traffico delle moto e del suono
delle radio a transistor.
Se le antiche tradizioni e le antiche credenze ancora persistevano, bisognava andarle a cercare nell'interno, dove i cinghiali grufolavano sui fianchi delle colline e gli enormi granchi di terra scappavano sui picchi rocciosi. Pi probabilmente alcune reminiscenze del passato primitivo potevano
ancora sopravvivere nelle isole pi lontane, per esempio Moorea o BoraBora, o a nord nelle solitarie Marchesi. Era difficile credere che quella
gente sorridente e cordiale avesse un tempo fatto parte di una societ bellicosa che praticava l'infanticidio, il cannibalismo inteso come un vero e
proprio rito, e cerimonie dove le pratiche magiche si fondevano con quelle
sessuali. Ma ci riguardava la storia pubblica... comunque ci poteva essere
anche una storia privata.
Keith si ricord dei Kanakas che in The Shadow over Innsmouth si accoppiavano con le creature-pesce. Forse avrebbe dovuto indicare quella
storia ad Abbott, ma c'era un limite alla sua fiducia. Al punto in cui stava-

no le cose, lui aveva corso un rischio calcolato nel sottoporgli l'altro racconto, e dopo cena si trov ad attendere con molta impazienza la telefonata
di Abbott.
E invece Abbott si present di persona. Arriv verso le nove, e Keith si
trov davanti un uomo completamente diverso. Era scomparso l'abito di
tweed, scomparsa la camicia e la cravatta vecchio stile: Abbott indossava
ora dei pantaloncini dai colori sgargianti e una camicia a mezze maniche.
Le sue braccia e le sue gambe nude erano abbronzate e muscolose, e il suo
colorito rubicondo sembrava ora frutto dell'esposizione al sole piuttosto
che del vizio del bere.
Ma il cambiamento pi evidente era quello del suo modo di fare. Tenendo il libro saldamente stretto nella sua mano destra, condusse Keith fuori
dell'atrio nel giardino che si trovava sul retro.
Dov' il suo bungalow?, mormor. Dobbiamo parlare.
Keith lo accompagn l e, una volta dentro, gli chiese se voleva bere
qualcosa.
Non c' tempo per questo. Abbott pos il libro sul tavolino davanti a
lui, poi copr con la mano la copertina. Buon Dio, amico mio... qui c'
sotto qualcosa di grosso.
Vuol dire che ha capito?
Perfettamente. Qui non si tratta di finzione, giusto?
Non ho detto questo.
Non ne ha bisogno. La cosa fin troppo chiara. Abbott apr il libro,
fece scorrere le pagine finch non trov il rigo che cercava. Ne d anche
l'esatta collocazione: latitudine sud 47 9', longitudine ovest 126 43'. E la
data, il marzo del '25. Coincide tutto.
Coincide con cosa?
Da quando sono qui, ho messo il naso in un bel po' di cose. Ho imparato anche a cavarmela con la loro lingua e sono stato sempre cordiale con
tutti. Takita mi stata di grande aiuto.
Takita?
Mia moglie. S, insomma non c' stata nessuna cerimonia religiosa, ma
si pu tranquillamente dire che stata mia moglie. Povera donna... morta
l'anno scorso. Per un attimo Abbott rimase in silenzio, poi continu. Ad
ogni modo, io conosco la sua gente. La sua famiglia vive ancora nelle isole
Rapa. Suo nonno Dio sa quanti anni avr avuto... ma aveva tutta l'aria
di averne almeno novanta raccontava delle storielle davvero strane. Non
le solite superstizioni locali, ma cose che lui giurava fossero vere. Per e-

sempio, quel terremoto di cui parla Lovecraft, c' stato davvero. E ci fu un


gran parlare di una strana creatura, o di pi esseri, che vivevano nelle profondit del mare.
possibile andarlo a trovare?
Direi di no. morto da un bel po' d'anni. Abbott mise di nuovo gi il
libro. Ma non ha importanza: dopo aver letto il libro, mi stato subito
chiaro ci che lei ha intenzione di fare. Lei vuole andare l a dare un'occhiata in giro, giusto?
Keith annu.
pi o meno quello che ho in mente. Pensa che potrei ricevere dell'aiuto dalle autorit locali?
Impossibile. Il territorio fuori della giurisdizione francese. E lei sa
cos' la burocrazia. Immagino che questo sia il motivo per il quale lei non
ha detto a nessuno il motivo della sua partenza.
S, proprio cos. Keith aggrott le ciglia. Ma qualcosa bisogna pur
fare, e in fretta anche. E io ho bisogno di aiuto.
Dica cosa ha in mente.
Pensavo, se si poteva sorvolare la zona...
Abbott scosse la testa.
Non c' un aeroplano che faccia charter sull'isola che potrebbe coprire
la distanza.
E che ne dice di fittare una barca?
Le costerebbe un occhio della testa: c' da pagare l'equipaggio e tutto il
resto.
Questo non un problema.
Ottenere il permesso per salpare potrebbe essere un po' noioso. Abbott
incresp le labbra. Il miglior modo per aggirare l'ostacolo sarebbe quello
di dichiarare Pitcairn porto di scalo, e dire ai francesi che lei sta lavorando
a un libro sui discendenti degli ammutinati del Bounty. Cos, se poi dovesse essere portato fuori rotta, non sar stata colpa sua.
Keith si sporse verso di lui.
C' qualcuno che lei mi consiglierebbe per un viaggio del genere?
Devo chiedere un po' in giro, vedere cosa c' in porto e cosa disponibile. Lei ha bisogno di uno skipper che sappia tenere la bocca chiusa, e un
tipo del genere di solito non fa il capitano di un palazzo galleggiante. Abbott guard Keith dritto negli occhi. Ma, prima di andare avanti, lei far
bene a dirmi anche tutto il resto. Non credo che abbia fatto tutta questa
strada solo per fare un giro d'ispezione. Supponiamo che lei trovi ci che

sta cercando... dopo che succeder?


Keith esit.
Non sono sicuro. Ma se fosse possibile procurarsi dell'esplosivo, bombe di profondit per esempio, forse...
Perfetto. Abbott sorrise. Naturalmente lei non si aspetter di potersi
procurare questo genere di merce al mercato. Ci sono tutti i tipi di armi e
munizioni nell'artiglieria locale, ma fornirsi dalle propriet del Governo
presenta qualche difficolt. Ho bisogno di corrompere un po' di gente.
Keith scosse la testa.
Io non mi aspetto che lei corra un rischio del genere.
Tutta la faccenda rischiosa. Falsificare i documenti di bordo, comprare il silenzio del personale militare, trasportare bombe di profondit. Abbott sogghign. Proprio ci che ci vuole per tonificare un fegato indolente. Con il suo permesso, io vorrei essere arruolato per l'impresa.
Lei verrebbe con me?
Sono stanco di riposarmi e di stare sempre da solo, e lei avr bisogno di
qualcuno che le faccia esplodere quelle cariche, disse Abbott. Ho una
certa esperienza nel campo. Comandavo un'Unit di Dimostrazione che si
esercitava nei porti. Sospir. Inoltre, se c' qualche possibilit che ci
che sospettiamo sia vero, l'impresa va tentata.
Potrebbe essere pericoloso.
Abbott si strinse nelle spalle.
Francamente, credo che lei sia un maledetto stupido. Ma cos siamo in
due. Con il suo permesso, comincer a darmi da fare domani mattina di
buon'ora.
Ci vollero tre giorni per ultimare i preparativi. Per sua abitudine Abbott
evitava di usare il telefono per aggiornarlo sui suoi programmi. Pi d'una
volta invit Keith ad andare a casa sua, nella zona con le spiagge dalla
sabbia nera che si trovava proprio dall'altra parte dell'isola, ma Keith pens
che fosse meglio evitare quell'andirivieni per non dare nell'occhio. E cos
si erano messi d'accordo che Abbott sarebbe yenuto di volta in volta in albergo per tenere Keith aggiornato sulla situazione, e che avrebbe provveduto lui a tutti i preparativi necessari con il denaro contante che Keith si
era procurato con le tratte della sua banca e con i travel cheque.
Al quarto giorno si misero finalmente in viaggio. Il mare era calmo, e
questa si rivel una vera benedizione, perch la Okishuri Maru era una
vecchia carretta, e il Capitano Sato come Abbott aveva predetto non
si dava molta pena di tenere un granch in ordine la sua imbarcazione. Ma

nessuno avrebbe potuto trovare qualcosa da ridire sulla sua arte marinaresca, ed Abbott parve molto soddisfatto di poter lasciare tutto nelle sue mani dopo che fu stabilita la rotta.
Keith vide ben poco gli otto uomini dell'equipaggio e non fece alcun tenttivo di comunicare con loro quando i loro compiti li portavano su in coperta.
Non parlano inglese, aveva detto Abbott. Sono sporchi e trasandati,
ma il meglio che sia riuscito a racimolare in cos breve tempo. Non volevo gente del posto, per ovvie ragioni: questi ragazzi non sono di queste
isole, vengono dalle Tuamotu. Sato ha procurato il cambusiere e il cuoco;
giura che sono affidabili e non possiamo far altro che fidarci. In fin dei
conti il cibo non malvagio.
Quanto sa il Capitano Sato di tutta la faccenda?
Keith fece questa domanda mentre erano seduti a bere caff e cognac la
prima sera del loro viaggio.
Un po' di pi di quello che mi sarebbe piaciuto. Abbott abbass la voce. Non uno stupido: all'inizio deve aver pensato che eravamo dei contrabbandieri, e non ha fatto una piega. Poi, quando ha visto portare a bordo
le cariche, ha fiutato qualcosa. Ho dovuto raccontargli una frottola, cos gli
ho detto che lei un oceanografo e che deve far esplodere quelle cariche
per portare alla luce dei reperti che si trovano sommersi a grandi profondit.
L'ha bevuta?
difficile dirlo. Ma ha capito benissimo che comunque si tratta di
qualcosa di illegale, e ha stabilito il prezzo tenendo questo fatto in debita
considerazione. Quando si render conto di qual la nostra vera missione,
si dovr preparare a sborsare anche di pi di quanto abbiamo pattuito.
Nel caso in cui noi dovessimo davvero trovare qualcosa. Keith diede
un'occhiata fuori dell'obl della cabina e fiss i raggi del sole al tramonto
che striavano di bagliori multicolori l'immobile superficie del mare. Vede, io non mi sono mai illuso che sarebbe stato facile. Certo difficile credere che l fuori ci possa davvero essere qualcosa che rappresenti un pericolo per noi, a parte tutti gli avvertimenti di Lovecraft.
Fu solo la mattina del quinto giorno che la calma di Keith fu scossa.
Quando Abbott buss alla porta della cabina padronale e lo chiam per
farlo salire su ponte, la vista che si offr agli occhi di Keith lo lasci sgomento, senza parole.
Un brivido gli corse lungo la schiena e rimase attonito a fissare ci che

galleggiava al largo della loro prua, a dritta. Era qualcosa di sconvolgentemente familiare, e per un attimo pens di stare vivendo un dja vu. Poi
realizz che davanti ai suoi occhi c'era ci che Lovecraft aveva cos realisticamente ed accuratamente descritto nel suo racconto: l'estremit di una
solitaria vetta fangosa spinta verso l'alto dalle profondit dell'oceano, in
cima alla quale torreggiava una colossale massa di arte muraria che si ergeva fino a un monolite formato da giganteschi blocchi di roccia color
verde limo.
Era R'lyeh, ed era reale.
I membri dell'equipaggio ciarlavano tra di loro e si erano affiancati a lui
in coperta. Il Capitano Sato si un a loro. Aveva un'aria minacciosa e, con
gli occhi socchiusi a causa del sole, fissava quella massa abnorme che si
innalzava su una superficie fangosa, e che su quella superficie si poggiava
e si alzava formando degli angoli talmente distorti da far venire il capogiro
dal momento che sfidavano ogni legge di gravit e ogni pretesa di equilibrio mentale.
Ora, finalmente, Keith riusciva a credere a tutto, perch l, davanti a lui,
c'era la prova definitiva... una prova che si manifestava in una forma ben
pi spaventevole di qualsiasi cosa che si potesse suggerire a parole, o che
si potesse vedere nelle immagini di un incubo.
Fissando quell'orrore delle profondit, comprese il suo potere: il potere
di rendere nota la sua presenza nei sogni degli uomini di quasi tutto il
mondo. Era stato nei suoi sogni che Lovecraft l'aveva visto tanto tempo
prima, e si era destato per mettere per iscritto il suo avvertimento.
E anche la setta esisteva davvero; la setta che con le sue preghiere e le
sue invocazioni aveva propiziato l'avvento del terremoto: la tanto attesa
eruzione che aveva fatto sorgere ancora una volta R'lyeh dalle sconfinate
profondit dove il Grande Cthulhu dormiva immortale ed eterno, inviando
i suoi ordini.
Ordini.
Keith era vagamente consapevole della presenza di Abbott a fianco di lui
che in modo secco e brusco impartiva ordini al Capitano Sato. Doveva essere immediatamente calata in mare la scialuppa.
Si assicuri che a bordo ci siano almeno un paio di cariche, disse Keith.
Se riuscissimo ad aprire quella porta e a lanciarle dentro...
Abbott accenn di s con la testa, poi comunic a Sato le istruzioni necessarie.

Durante le operazioni che seguirono, Keith continu a fissare la ciclopica cittadella che stava a poco a poco prendendo una forma intellegibile;
soprattutto l'imponente scala di pietra dalle folli angolazioni che certamente non era stata progettata e foggiata pensando all'andatura umana, e la
grande porta, ampia quasi quanto un acro, a cui essa conduceva.
Anche da quella distanza riusciva a vedere le sculture dalle strane forme
che correvano lungo tutta la sua superficie: creature dotate di enormi tentacoli, orrendamente contorte e indicibilmente terrificanti. E dietro quella
porta... al di l di quella porta e sotto quella porta... c'era la realt che quelle immagini rappresentavano.
Si sente bene?
Abbott l'aveva preso per le spalle e lo stava scuotendo.
Keith fece di s con la testa; abbass lo sguardo e si rese conto che ora la
scialuppa stava battendo contro il fianco della nave, con degli uomini a
bordo e pronta per partire.
Andiamo, allora.
Abbott si arrampic gi per la scala di corda e Keith lo segu goffamente
fino a che non raggiunse la salvezza, quando tocc la barca che si trovava
sotto. Quindi mollarono la cima che li legava alla nave e partirono con Sato al timone.
Ancora una volta lo sguardo di Keith fu attirato dalla montagna di fango,
ornata di erbe, che si ergeva davanti a loro, e dal mastodontico mostro di
pietra che la sovrastava.
Guardi, disse. Non mentiva... Il modo in cui quelle pietre sono sistemate, tutte di traverso. Eppure reggono.
Abbott annu con impazienza.
Non c' tempo adesso per lezioni di geometria. Si mantenga a poppa.
La scialuppa stava gi rallentando davanti alla base inclinata della bizzarra costruzione. Il Capitano Sato url i suoi ordini e fu dato fondo all'ancora. Keith not che l'equipaggio continuava a chiacchierare e non mostrava di essere minimamente impaurito... ma, in effetti, loro non avevano idea
di ci che c'era l dentro, di ci che stava nascosto in attesa nelle tenebre
dietro quella grande porta che si trovava in cima a quella scala cos stranamente inclinata.
Keith scivol e inciamp all'inizio del pendio mentre seguiva Abbott.
Sapeva che gli uomini dell'equipaggio avrebbero trascinato s le cariche di
profondit e che si trovavano immediatamente dietro di lui, ma non si
guard alle spalle. Il cuore gli batteva e non solo per lo sforzo ma soprat-

tutto per l'ansia dell'attesa.


Alla fine lui e Abbott raggiunsero la grande porta in cima, riccamente
ornata con delle sculture in pietra, che non cedeva ad alcuna pressione e in
nessun punto.
Allora gli venne in mente ci che era scritto nel racconto.
Si ricorda la storia? Mormor Keith. come un pannello, basculante
nella parte superiore.
Abbott pass lentamente la mano lungo tutto il lato intagliato, poi fece
pressione sulla superficie limacciosa dell'architrave di pietra in un punto
posto proprio sulla parte pi alta. La porta si inclin verso l'interno e, mentre lui scendeva i gradini, il passaggio si fece pi ampio e rivel gli abissi
di ebano.
Dall'apertura veniva fuori un odore putrescente che stordiva i sensi, un
fetore cos opprrimente e cos intenso che per poco Keith non svenne.
Anche se faceva fatica a respirare, torn in s e vide che il Capitano Sato
e i membri dell'equipaggio avevano ora raggiunto la sommit della scala e
stavano fermi accanto a lui, a mani vuote.
Si gir accigliato verso Abbott.
Le cariche di profondit... dove sono?
Nel dannato deposito dell'artiglieria di Papeete, disse Abbott. Non
avr davvero creduto che io le avessi prese, vero? C'erano gi abbastanza
problemi cos... se solo lei fosse venuto a casa mia come io avrei voluto,
non ci sarebbe stato bisogno di andare fino in fondo. Si strinse nelle spalle. Ma, del resto, sarei comunque dovuto venire qui per aprire la porta.
Keith rest senza fiato, poi si gir verso Sato. Mentre faceva quel movimento, ud un suono come di qualcosa che si muoveva nel fango, un
suono che proveniva dall'oscuro baratro oltre la gigantesca entrata.
Anche Sato lo ud, ma la sua espressione non si alter assolutamente.
Uno degli uomini dell'equipaggio, un indigeno tarchiato dalla pelle scura,
si avvicin e si mise a scrutare Keith molto attentamente con occhi impassibili piazzati in un volto dalla bocca enorme.
Il Capitano Sato fece un cenno col capo in direzione dell'uomo.
Lui appartiene a Cthulhu, disse.
Gli uomini dell'equipaggio si stavano ora accalcando attorno a Keith, e
lo afferravano con mani appiccicaticce per sollevarlo al di sopra dell'apertura spalancata di quella porta demoniaca dalla quale qualcosa stava salendo e li stava raggiungendo.
Keith non pot sopportare la vista di ci che stava in agguato l sotto; i

suoi occhi si chiusero mentre cadeva in avanti nelle tenebre.


L'ultima immagine che gli rimase impressa fu quella dei volti degli uomini dell'equipaggio che avevano gli occhi come quelli dei pesci. Aveva
riconosciuto troppo tardi le caratteristiche degli abitanti di Innsmouth.
II
POI
Temo che non ci siano dubbi, disse Danton Heisinger. morto.
Kay Keith non rispose. Se ne stava seduta nell'ufficio del direttore della
banca ad esaminare le sue reazioni. Kay era acutamente consapevole del
freddo che arrivava dal condizionatore dell'aria, dell'odore acre del sigaro
di Heisinger, delle rapide occhiate dei suoi occhi astigmatici che si nascondevano dietro la spessa barriera di lenti bifocali, del fruscio dei fogli
di carta che lui gettava alla rinfusa sulla sua scrivania dopo averli velocemente esaminati.
Le sue reazioni ai vari stimoli erano a posto: udito, tatto, olfatto, vista.
Tutto funzionava perfettamente.
Ma la notizia della morte di Albert Keith non produceva nessuna reazione cosciente.
Questo il rapporto inviato dal Consolato, stava dicendo Heisinger in
quel momento. Ci sono le deposizioni dei testimoni oculari, del Capitano
e di alcuni membri dell'equipaggio. Sono stati interrogati separatamente
dalla Polizia e dalle Autorit Governative francesi, e ci che hanno raccontato coincide perfettamente, in ogni minimo particolare! Heisinger spinse
verso di lei i fogli a velo di cipolla delle copie carbone. Se vuole esaminarli...
Kay scosse la testa.
Non c' bisogno. Credo a quello che mi dice. Solo che ubriacarsi e cadere in mare da una barca nel mezzo del Pacifico... questo non da Albert.
Sono sicuri che l'identificazione del corpo giusta?
Assolutamente. Heisinger schiacci il mozzicone del sigaro nel posacenere, con gran sollievo di Kay. Hanno ricostruito tutti i suoi movimenti
a partire da quando ha comprato il biglietto d'aereo qui a Los Angeles.
Kay scosse ancora la testa, poi si pass una mano tra i riccioli biondi,
con un gesto lento e ponderato.
Il problema che non mi sembra proprio il genere di cosa che lui avrebbe fatto. Scappare cos in un posto sperduto. Non riesco proprio a im-

maginarmi Albert che agisce d'impulso.


Heisinger alz le spalle.
Francamente, neanch'io. Il suo ex marito mi ha sempre dato l'idea di essere un uomo molto metodico.
Cos, ci deve essere stata una ragione...
Ne sono pi che certo. Heisinger annu. Il punto , che non sapremo
mai qual stata. Non mi ha consultato prima della partenza. Tutto ci che
posso dirle che annunci la sua decisione immediatamente dopo il terremoto. Stabil di ritirare ventimila dollari in travel cheque, e chiese alla banca di aiutarlo per abbreviare i tempi necessari per il rinnovo del passaporto
e per superare le lungaggini burocratiche della partenza. Lo aiutammo anche a trovare una ditta che si occupa della manutenzione degli immobili
per prendersi cura della casa mentre lui era via. Li pag in anticipo per il
primo mese e non accenn assolutamente al fatto che potesse stare fuori
pi a lungo, cos si pu supporre che intendesse tornare entro quel lasso di
tempo. E questo tutto ci che sono in grado di dirle.
Kay aggrott le ciglia.
Ma perch Tahiti tra tanti posti? E che ci stava a fare su un'imbarcazione giapponese a centinaia di miglia lontano dalla costa? Non era un pescatore. E non era nemmeno un ubriacone. L'ultima volta che l'ho visto, quando ci siamo incontrati per discutere le clausole del nostro divorzio, pranzammo insieme, e lui non bevve neanche un bicchiere di vino.
Questo accaduto tre anni fa, se ricordo bene, disse Heisinger. Le
persone cambiano. Il piccolo funzionario di banca sorrise con aria esitante. Non del tutto, naturalmente. Lei pu sentirsi almeno confortata dal fatto che il suo ex marito non ha mai cambiato il suo testamento. Lei ancora
l'erede della propriet. In qualit di suo esecutore testamentario, sto provvedendo affinch l'inventario di tutti i beni venga approntato il pi in fretta
possibile. Ah, ecco, questo mi fa venire in mente...
Heisinger apr il cassetto superiore destro della sua scrivania e da una
busta di carta da imballaggio tir fuori un portachiavi.
Ecco qui. Il duplicato delle chiavi della casa: porta principale, porta di
servizio, pi un'altra per il garage. Ho pensato che poteva aver voglia di
andare a dare uno sguardo.
Grazie.
Kay mise le chiavi nella borsa.
Devo avvertirla di non spostare o rimuovere nulla senza prima consultarmi.

Naturalmente. Kay spinse indietro la sedia e si alz. C' qualcos'altro


su cui devo essere informata?
No. Per il momento nient'altro. Ho conservato la chiave della sua cassetta di sicurezza, naturalmente. Sembra che non avesse alcuna assicurazione sulla vita.
Doveva aver fatto scadere la polizza dopo l'inizio delle pratiche del divorzio. Kay sospir. In effetti non c'era motivo di continuare a pagarla.
Per la prima volta, mentre pronunciava quelle parole, Kay sent salirle
alla gola un'ondata di sentimento, anche se non era in grado di identificarne l'esatta natura. Dispiacere perch Albert era morto? No, in tutta sincerit, non poteva affermare di stare provando un sentimento cos forte come il
dolore. Forse compassione. S quella era la sensazione che pi si avvicinava alla verit. Compassione per un uomo che era morto cos lontano e cos
tremendamente solo. Ma, in fin dei conti, Albert Keith era sempre stato
lontano e solo, anche quando loro erano stati sposati. Se lei avesse avuto
compassione allora, se fosse stata in grado di comprendere, forse ora avrebbe potuto essere ancora vivo. Al diavolo, ora s che riconosceva qual
era la sua reazione emotiva: si sentiva colpevole! Se la colpa si pu considerare un'emozione. Comunque non aveva importanza, lei non aveva nessun motivo per sentirsi in colpa; ex marito o no, lei non aveva mai veramente conosciuto Albert; non poteva piangerlo n per quello che era stato
n per quello che avrebbe potuto essere.
Con un sussulto Kay realizz che Heisinger stava parlando con lei, e che
stava gi parlando da un bel po' di tempo.
... e quando l'inventario sar completo, far s che il procuratore compili i documenti necessari per la verifica dell'autenticit del testamento. Ci
manterremo in contatto.
Ancora grazie per tutto quello che ha fatto.
Non c' di che. Heisinger si alz e accompagn Kay fino alla porta
dell'ufficio. Siamo sempre qui a sua disposizione.
Le sue labbra sottili si distesero in un fuggevole sorriso; Kay si scopr a
tradurlo in decimi di secondo mentre accennava di s con la testa e usciva
sul corridoio.
Il cinque per cento di un sorriso per il cinque per cento della propriet.
Un giusto rapporto, pens Kay. Le rimaneva comunque il novantacinque
per cento di ogni cosa: inclusa la responsabilit di scoprire cosa poteva essere successo.
Ma lei non era responsabile, ricord Kay a se stessa. Il divorzio aveva

messo la parola fine a tutto, e lei aveva le carte, e i documenti legali che lo
provavano. Se poi i documenti legali possono veramente provare qualcosa.
Dannazione, perch si sentiva cos in colpa?
La cosa pi intelligente che poteva fare era uscire da tutta quella storia.
Lasciare che l'esecutore, il procuratore e gli agenti delle tasse facessero
l'inventario e mettessero tutto a posto, poi prendersi il suo novantacinque
per cento e goderselo. Lei non amava Albert, e lui non la amava. E, anche
se avessero avuto la pi bella storia d'amore dopo Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra, o Sonny e Cher, adesso la cosa non avrebbe avuto pi
nessuna importanza. Albert era morto, lei non poteva fare niente per portarlo in vita di nuovo, e se c'era qualcosa di sospetto nel modo in cui era
morto...
Qualcosa di sospetto.
Oh Ges, ecco cos'era!
Un brivido gelido le corse lungo la schiena. Si affrett ad uscire dall'edificio per potersi scaldare al tepore del sole.
Kay tremava e ricordava.
Si ricordava della bambina di cinque anni che stava in piedi sulla riva
del fiume Colorado davanti agli avanzi del picnic e guardava la Polizia di
Stato che tirava fuori dall'acqua la cosa e la trascinava sulla sabbia. I ganci
della presa avevano lasciato i segni, ma non era quello ci che aveva lasciato il segno nella sua memoria, l'aveva segnata e l'aveva ferita per tutti
quegli anni. Era stata l'assenza di segni che l'aveva tormentata nei suoi incubi; la gonfia levigatezza della cosa che cadde pesantemente sulla riva,
bagnata e gocciolante. La lunga immersione nell'acqua aveva cancellato
ogni somiglianza con un essere umano; la carne era tumefatta e grigia come il fango, le braccia e le gambe era come pinne sgraziate che terminavano con parti senza dita e senza punte, e i pesci ne avevano divorato il volto.
Quella era la cosa veramente orribile; il pensiero dei pesci banchettanti.
La bambina di cinque anni aveva visto quella scena e aveva urlato, ed ora
quell'urlo echeggiava ancora nei lunghi corridoi della memoria.
S, la cosa pi intelligente da fare era uscire da quella storia.
Ma a Kay le gambe tremarono finch non fu al sicuro seduta nella sua
macchina a fare la manovra per uscire dal parcheggio.
Eppure non poteva andar via, non poteva scappare perch non aveva
pi cinque anni non poteva sfuggire al pensiero di Albert. Della morte
di Albert e di come era morto; affogato l in quelle acque profonde dove i

pesci pullulavano e i denti seghettati affondavano nella carne flaccida...


Non riusciva ad andarsene. E neanche a guidare.
All'angolo gir a destra e diresse la macchina verso le colline avvolte
nella nebbia.
Una volta imboccato il canyon, Kay cominci lentamente a riprendersi,
come se il fatto stesso di aver preso una decisione l'avesse liberata sia del
suo senso di colpa, sia dei suoi ricordi. Poi, a un certo punto, fu assalita da
qualcosa di molto simile a un dja vu.
Aveva gi percorso quella strada molte volte nel passato, ma non negli
ultimi anni, e i suoi ricordi erano piuttosto offuscati. Sbagli strada per due
volte nell'incredibile confusione di tratti ciechi e strade che giravano su se
stesse; le ombre del tardo pomeriggio si stavano allungando e stavano
sfumando nel crepuscolo quando finalmente si ferm davanti al luogo che
un tempo aveva chiamato casa.
Ma era davvero cos? Di nuovo quella sensazione di dja vu. Riconosceva quella casa eppure non riusciva veramente ad associarla con la realt
passata. Forse aveva sognato di aver vissuto l; forse si era appropriata dei
ricordi di qualcun'altro e li aveva considerati suoi.
Heisinger aveva ragione. Le persone cambiano.
Albert era cambiato, su questo non c'erano dubbi. Lei si ricordava meglio del suo breve periodo di spavalderia prima del loro matrimonio, una
specie di prepotenza che alludeva alla forza del suo desiderio. Non si trattava, naturalmente, di niente del genere; era solo il bisogno perenne di un
bambino viziato di possedere qualsiasi cosa considerasse di volta in volta
attraente. Ma lei voleva che lui fosse possessivo, lei sentiva il bisogno di
appartenere a qualcuno. Sfortunatamente, la sua esigenza, o istinto o
mania del collezionista, perch forse di questo veramente si trattava si
rivel un fenomeno temporaneo. I bambini si stancano dei giocattoli, per
quanto attraenti, soprattutto quando il possederli comporta delle responsabilit. Albert era presto scivolato nella sua abituale introversione, e questo
era stato il motivo determinante che li aveva portati alla separazione e poi
al divorzio.
Ma anche lei era cambiata. Se l'alienazione di Albert era cresciuta, la sua
stessa tendenza a fare la gregaria si era ingigantita. Al tempo del suo matrimonio con Albert lei era un tipo solitario, timida ed inibita, ben poco sicura della sua abilit di sapersela cavare con le difficolt della vita di tutti i
giorni e nel mondo del lavoro, ed ancora meno sicura della sua sessualit.

Fin da quando era stata un'adolescente, gli uomini avevano trovato Kay
sempre molto attraente, ma l'idea che lei aveva di se stessa era sempre
quella di un brutto anatroccolo. Per essere pi precisi, non aveva mai coscientemente desiderato di diventare un cigno.
E Albert Keith per ironia della sorte, l'aveva risvegliata. I rapporti sessuali dei quali cos in fretta lui era sembrato stancarsi, le avevano fatto
prendere coscienza della sua condizione e avevano fatto nascere in lei il
desiderio di realizzarsi.
Ma Albert non si era mostrato sensibile alle sue esigenze. Il suo interesse verso di lei diminu; lei poteva tranquillamente essere rimasta un brutto
anatroccolo, dal momento che lo stile di vita di Albert non sentiva assolutamente n la necessit, n il desiderio che lei fosse un cigno. Non c'era
quindi nessun bisogno di recitare la parte della donna emancipata, elegante
e alla moda, prodotto falso e artificiale del Movimento di Liberazione delle
Donne.
In ogni caso, per quanto perversa potesse sembrare, quella era esattamente l'immagine di s che Kay voleva costruire. I corsi universitari per
studenti lavoratori che intraprese per sfuggire alla noia portarono a dei corsi per fotomodella, e i corsi per fotomodella a incarichi professionali.
Il resto era stato inevitabile. Da quello al caos pi completo il passo era
stato breve. Non era stato un anno piacevole. Il divorzio, quando arriv,
era stato amichevole questa era la parola che usava Albert; lui era sempre cos bravo a trovare la parola giusta per una cosa sbagliata e ognuno
se ne era andato per la sua strada.
La sua non era stata facile, ma nel corso degli ultimi anni, a poco a poco,
l'aveva condotta alla maturit emotiva. Kay ne era consapevole e ci la
rendeva felice.
Eppure ora si trovava a interrogarsi. Come se ne era andato Albert?
Aprendo la porta, entrando nel soggiorno, Kay si trov di fronte alla risposta.
Pi esattamente pi esoticamente, l tra le tenebre che si addensavano
la risposta si mise di fronte a lei. Dalla finestra alle sue spalle gli ultimi
raggi rosseggianti del sole al tramonto andarono ad illuminare gli occhi
sporgenti e le bocche ringhianti delle maschere appese al muro.
Per un momento rest immobile, stupita, ma non era spaventata da ci
che vedeva; la testa avvizzita che dondolava nella semioscurit e le statuette rovesciate nel mobiletto cinese non le facevano paura.
Quelli erano giocattoli, non erano cose che terrorizzavano. Il genere di

cose che i ragazzini ordinano per posta, pescandole tra gli avvisi pubblicitari delle ultime pagine dei fumetti. Sebbene le maschere fossero autentiche, e non delle riproduzioni di plastica, la minaccia che volevano portare
era del tutto fasulla; la testa avvizzita, qualsiasi fosse la sua origine, non
poteva farle niente di male.
Ma poteva aver fatto del male ad Albert? S, fargli del male, perch il
suo interesse per quel genere di cose era diventato un'ossessione, perch
l'aveva fatto rintanare in un mondo puerile, lontano dalla realt quotidiana?
Io sono cresciuta, Kay disse a se stessa. Albert era diventato pi infantile.
Perch? Che cosa era accaduto? Che cosa aveva fatto s che si ritirasse in
quello strano mondo, lontano dalla realt?
Io gli sono capitata. C' stato il nostro matrimonio. Lui non ha saputo
affrontare quella nuova condizione, cos fuggito. Non si saputo confrontare con me, cos si circondato di cose che non gli ponevano questi
problemi. Maschere che non vedono, che non parlano; occhi e bocche che
non possono criticare o disprezzare. Una testa avvizzita con un cervello
inaridito che non ha pensieri segreti in grado di minacciare l'immagine di
s che si era faticosamente costruito.
Kay scosse la testa. Da quando sei diventata una psicanalista cos esperta? Ma forse vero. Il mondo sembra essere pieno di gente che non
riesce a far fronte ai propri problemi. Le droghe e l'alcool contribuiscono
ad offuscare la distinzione tra sogno e realt, ma non basta. Non basta per
dimenticare le paure, eliminare la rabbia, esorcizzare i demoni quotidiani.
Cos si colpiscono palline, invece che volti, si mandano all'aria palle da
bowling, piuttosto che fracassare teste, e si gode perversamente assistendo
davanti allo schermo alle violenze praticate da altri.
Albert non aveva imboccato quella strada, ma allora non ne aveva avuto
bisogno. Aveva denaro sufficiente per potersi permettere un'eterna
privacy; l, nel suo rifugio, si poteva circondare di tutti i simboli della sicurezza. Se si ha paura di vivere con la gente, allora meglio vivere con gli
oggetti. Cose prive di vita, cose che fanno venire in mente la morte, ma
che non ti minacciano l'esistenza perch possono essere tenute facilmente
sotto controllo. Tu le possiedi, e loro non possono farti nulla di male.
Stai cercando di farlo apparire come un candidato al manicomio, Kay
disse a se stessa. Ma lui non era pazzo.
Ecco cosa gli era successo: era impazzito. Il modo in cui era scomparso,
come fosse svanito nel nulla, il modo in cui era morto.

Eppure ci doveva essere una spiegazione razionale anche per questo; una
spiegazione strettamente collegata con il suo desiderio di fuga. E se fosse
andato a Tahiti in cerca di un posto quanto pi lontano possibile dalla routine quotidiana del cosiddetto mondo civile, in cerca della stessa semplicistica soluzione che aveva attirato Gauguin nelle stesse isole? Probabilmente il terremoto era stato il fattore scatenante che gli aveva fatto prendere l'improvvisa decisione della partenza.
Se cos era stato, il mistero che circondava la sua morte poteva essere
facilmente svelato. Albert, con ogni probabilit, aveva trovato la Tahiti dei
nostri giorni una vera e propria trappola per turisti; aveva quindi deciso di
noleggiare una barca per cercare un'isola pi appartata dove stabilirsi. Per
quanto riguardava il fatto che fosse ubriaco, poteva essere stato semplicemente un antidoto al caldo. Lui non era abituato a bere, questo lei se lo ricordava bene, e l'alcool unito al sole poteva essere bastato a fargli perdere
il controllo.
Perdere il controllo.
Era lei quella che aveva perso il controllo dei nervi e se ne stava l in
quella casa vuota a sognare ad occhi aperti in pieno giorno.
In verit ormai si era fatto scuro, perch il sole era ormai tramontato, e
c'erano ombre dappertutto. Strisciavano fuori dagli angoli, scivolavano
lungo i muri, si trascinavano sul pavimento, si affollavano intorno a lei.
Nell'oscurit, le maschere potevano muovere le loro bocche, le statuette
nel mobiletto guardare attraverso il vetro, la faccia della testa avvizzita
contorcersi in un ghigno spettrale. La logica fiorisce alla luce del giorno
ma, quando scende la notte, appassisce rapidamente al fuggevole tocco
delle tenebre. Poi fioriscono e appassiscono i fiori pi tetri diffondendo
nell'aria il profumo della paura. Fluttuano tra le ombre, e le ombre fluttuano con loro.
Ges, da dove veniva quella?
Kay sorrise impacciata, poi si diresse verso l'interruttore della luce. Tutte
quelle belle parole sulla maturit facevano colpo, ma eccola l, proprio
come un gattino spaventato, impaurita dalla sua stessa ombra.
Solo che non era la sua ombra.
Quell'ombra si muoveva.
Emerse dalla porta d'ingresso e le and incontro.
Buona sera Mrs. Keith, disse l'ombra. Accenda la luce.
Kay premette l'interruttore e l'ombra scomparve. Al suo posto vide un

uomo dalla corporatura robusta di circa trentacinque anni. Capelli corti, zigomi alti, occhi grigi e stretti come fessure, torace ampio che quasi faceva
scoppiare l'abito marrone che indossava. Not tutto questo con una sola
occhiata, ma certo ci non era sufficiente a spiegare quel pungente senso di
apprensione che la presenza dell'uomo aveva destato in lei. Si sforz di
mantenere calma la voce.
Chi lei... che cosa sta facendo qui?
Ben Powers. L'uomo mosse la testa dal basso verso l'alto con fare indifferente. Heisinger non le ha detto nulla?
Dirmi cosa?
Sono della banca. Ufficio beni e propriet.
Si frug in tasca, tir fuori il portafogli, lo apr e mostr il suo biglietto
da visita. Kay lo mise da parte con un gesto impaziente.
Come ha fatto ad entrare?
Esattamente come ha fatto lei, immagino. La mano di Powers sprofond in un'altra tasca della giacca e ne usc tenendo una chiave. Tutti noi
abbiamo il duplicato.
Noi?
Lavoriamo in squadra, Mrs. Keith. Stiamo facendo l'inventario... prepariamo una lista da presentare quando sar registrata la copia autenticata del
testamento.
A quest'ora?
Sono stato qui per quasi tutto il pomeriggio. Di l nelle stanze da letto.
Credo di non averla sentita entrare. Powers fece un largo sorriso. Quando l'ho sentita, mi sono un po' spaventato: ho pensato che fosse un ladruncolo. Ecco perch sono arrivato di soppiatto.
Come fa a sapere chi sono?
Dalle sue fotografie. Ho trovato in uno dei cassetti un vecchio album di
foto.
E cos'altro ha trovato?
Non molto. Il suo ex marito non doveva essere il tipo d'uomo che ama
circondarsi di molti ricordi.
Kay si accigli.
Non capisco. Questo cosa ha a che fare con l'inventario?
Ben Powers indic ai vari oggetti che si trovavano nella stanza.
Ci potrebbe dare un'idea della somma che ha pagato per tutta questa
roba. E che provenienza ha. Lei per caso non sa...
Mi dispiace. Kay scosse la testa. La maggior parte di queste cose so-

no state acquistate dopo che me ne sono andata. Guard l'ora. Il che mi


fa venire in mente... ora devo andar via.
Anch'io. Non mi ero accorto di come si fatto tardi. Il perito si avvi
verso la porta principale. L'accompagno alla sua auto. Spense la luce.
Uscirono nell'oscurit, e Ben Powers chiuse a chiave la porta dietro le
loro spalle. Kay si diresse verso il posto di guida della piccola Honda rossa, poi guard il suo compagno.
Dove ha parcheggiato?, disse.
In fondo alla strada. Lui le sorrise. In questo genere di lavoro meglio essere prudenti. I vicini potrebbero insospettirsi nel vedere un'auto
sconosciuta ferma qui tutti i giorni.
Quanto tempo ancora ci vorr prima che il lavoro sia terminato?
Powers si strinse nelle spalle.
Con un'altra seduta dovremmo aver finito. Con il suo aiuto.
Il mio? Kay pesc la chiave nella borsa. Io non ho alcuna intenzione
di tornare ancora qui.
Non intendevo questo. Solo alcune domande e risposte...
Ma le ho gi detto che non so nulla su ci che Albert ha acquistato durante gli ultimi tre anni.
Ci sono altre cose che lei potrebbe dirmi. Il prezzo della casa stato registrato, ma non il costo del mobilio o di tutte le modifiche che vi avete
eventualmente apportato. Ben Powers sorrise di nuovo. Guardi, ho un'idea. Perch stasera non viene a cena con me e sistemiamo tutto?
In verit, Mr. Powers...
tutto a suo vantaggio. Prima sar in grado di presentare un resoconto
e prima si potr proseguire alla verifica dell'autenticit del testamento.
Suppongo che lei avrebbe piacere che tutto ci fosse sistemato il pi presto
possibile.
Kay esit. Powers le fece un cenno col capo.
Non ci vorr molto, lo prometto. Tra l'altro, lei dovrebbe cenare comunque. Quindi perch non mi segue?
E dove?
C' un posto gi nella Burton Way, Maxwell...
Lo conosco.
Bene. Ci vediamo l.
Ben Powers si gir e scomparve nel buio.
Il parcheggio di Maxwell era ben illuminato, ma all'interno del ristorante

le luci erano molto fioche. Powers socchiuse gli occhi, dopo che ebbero
preso posto, e si accorse che Kay si era accigliata.
C' qualcosa che non va?
Niente. Kay abbass lo sguardo sul men. Avevo dimenticato che
questo posto specializzato in piatti a base di pesce.
Non le piace il pesce?
Non in maniera particolare.
Fanno anche delle buone bistecche qui. E dei buoni drink. Sono proprio
tutti eccellenti: non saprei quale consigliarle.
Per prima cosa arrivarono i drink. E Ben Powers guardava al di sopra dei
bicchieri nella semioscurit del locale.
Il suo ex marito, disse, anche lui detestava il pesce?
Perch mi fa questa domanda?
Cos, solo curiosit. Dal rapporto che ho letto ho dedotto che fosse impegnato in una battuta di pesca quando c' stato l'incidente. Il sorriso di
Powers svan nella penombra. Detestava il pesce, Mrs. Keith?
Non lo so. Io non ho mai preparato piatti a base di pesce quando eravamo sposati, ma naturalmente questo succedeva perch a me il pesce non
piaceva.
Allergia?
No. qualcosa che risale alla mia infanzia... Kay si interruppe, corrucciata. Ma che cosa ha a che fare tutto ci con l'inventario?
Mi scusi. Suppongo che sia perch sono interessato a ci che c'era
scritto nel rapporto. O meglio, a ci che non c'era scritto. Non le parso
strano che in effetti non c' nessuna vera informazione? Nel mio lavoro si
tende ad essere piuttosto pignoli per quanto riguarda i particolari.
Io le posso dare i particolari sul prezzo che pagammo per i mobili, i
tappeti e gli elettrodomestici, disse Kay con voce dura. Che ne dice di
soffermarci su quest'argomento e di lasciare da parte i gusti di mio marito?
Le faccio le mie scuse. Powers tir fuori un taccuino e una penna.
Allora cominciamo prima che venga servita la cena.
Le sue domande erano di routine, e le risposte di Kay meccaniche. A poco a poco la sua irritazione scomparve; ora che aveva la sensazione di averlo messo a posto, non c'erano pi problemi.
Powers si rimise in tasca il taccuino non appena fu servita l'insalata. Il
cibo era buono, e, con sua sorpresa, Kay si accorse che in effetti si stava
divertendo. Ben Powers si rivel un commensale molto piacevole, soprat-

tutto dopo aver smesso i panni dell'inquisitore. Quando finirono di cenare,


continuarono a rimanere seduti per bere un caff e poi un digestivo. A quel
punto Kay si sentiva completamente rilassata. Si sorprese anche a domandarsi se Ben Powers fosse sposato.
Si sente meglio?
Le sorrise nella semioscurit.
S, molto meglio. Grazie.
Grazie a lei per essere venuta! Lei probabilmente mi ha salvato da un
destino peggiore della morte.
Sarebbe?
Powers si strinse nelle spalle.
Non ha mai notato come la nostra societ penalizzi gli individui soli?
Non sposato, si disse Kay; poi concentr di nuovo la sua attenzione sul
suono della voce di Powers, dal momento che lui aveva continuato a parlare.
Prendiamo per esempio quegli annunci della catena di Alberghi Vega.
Prezzi speciali scritto a grosse lettere sulla porta d'ingresso ma, una volta
che sei arrivato alla reception dell'albergo, specificano che le facilitazioni
valgono solo se si occupa una doppia. E quando vai in un ristorante da solo, di qualunque levatura sia, ti danno sempre un tavolino malandato vicino alla cucina.
Questo il motivo per cui evito i posti dove si serve il pesce, disse
Kay. Ogni volta che i camerieri passano per quelle porte oscillanti, arriva
una folata di puzza di pesce fritto.
Anche Lovecraft li odiava, disse Powers.
Chi?
H.P. Lovecraft. Lo scrittore.
Non l'ho mai sentito nominare.
Ne sicura?
Ben Powers si sporse in avanti.
Naturalmente. Perch avrei dovuto?
Pensavo che forse il suo ex marito poteva avergliene parlato. Sembra
che lui e il suo amico Waverly ne sapessero parecchio sul Mito.
Il Mito?
Lasci perdere.
Powers ritorn al suo posto e sollev il suo bicchiere di liquore.
Non finch non mi avr detto di che si tratta. Kay mise gi il suo bicchiere e rimase a fissare il volto dell'uomo che si trovava in penombra.

Come fa a sapere che Albert e Waverly erano amici? E che cosa ha a che
fare con la propriet di mio marito?
Niente. Penso di aver commesso uno sbaglio.
Sono io ad aver commesso uno sbaglio.
Kay si alz afferrando la borsa con un gesto nervoso.
No, aspetti un attimo...
Ben Powers fece per alzarsi ma Kay lo ferm con un gesto.
Non si preoccupi di accompagnarmi, disse. E in futuro non si prenda
il fastidio di volermi rivedere.
Mrs. Keith... la prego...
Ma Kay si stava gi muovendo tra le ombre, e non si gir a guardarsi indietro.
Le ombre percorrevano a gran passi le strade lungo le quali guid, le
ombre stavano acquattate nel buio del garage sotto il complesso dove si
trovava il suo appartamento e volteggiavano nell'ingresso.
Ancora altre ombre l'attendevano nella stanza da pranzo, ma quelle riusc a metterle in fuga accendendo la luce. Ma la luce non disperse le altre
ombre che si annidavano dentro di lei... le ombre del sospetto e del dubbio.
Kay entr nella stanza da letto e scaric alla rinfusa sul letto tutto ci
che c'era nella sua borsa alla ricerca del pezzetto di carta dove aveva segnato l'indirizzo di Danton Heisinger e il suo numero telefonico. Se ricordava bene, lui le aveva dato due numeri telefonici, e il secondo doveva essere quello di casa.
Quando trov ci che stava cercando, fece immediatamente la telefonata.
Mrs. Heisinger?
S. Chi parla?
Sono Kay Keith. Mi dispiace disturbarla a quest'ora...
Non si preoccupi. Cosa posso fare per lei?
Vorrei delle informazioni sul signore che si sta occupando dell'inventario dei beni di Albert.
Chi?
Ben Powers. Era a casa quando sono passata di l nel pomeriggio, e...
A casa? Ci fu un attimo di pausa, e in qualche modo Kay intu che
Heisinger doveva star scuotendo la testa. Poi riprese a parlare. Ma non
possibile.
Come sarebbe a dire?
Sono pi che certo che non si trovasse a casa del suo ex marito perch

io sono andato a vederlo proprio subito dopo che lei ha lasciato il mio ufficio oggi pomeriggio.
E dov'era?
Nella camera mortuaria della Pierce Brothers. morto per un attacco di
cuore due giorni fa.
Nell'appartamento di Kay le luci rimasero accese per tutta la notte, ma le
ombre rimasero. Le ombre del dubbio, che si fecero sempre pi angosciose
quando chiuse gli occhi e tent di dormire.
Le ombre erano ancora l, nei suoi occhi e, cosa ancora peggiore per
una modella professionista, sotto gli occhi quando la mattina dopo si
present all'appuntamento che aveva con Danton Heisinger nell'ufficio della banca.
Per favore non mi guardi, disse Kay mentre si muoveva sulla sedia
con fare imbarazzato. So di avere un aspetto orribile, ma non sono riuscita a dormire molto.
Neanch'io. Heisinger batt la mano sul libretto che aveva davanti a s
sulla scrivania. Ecco, questo l'ho avuto dalla Pierce Brothers. Sembra tutto in ordine. A parte me e poche altre persone della banca, nessun altro ha
firmato il libro dei visitatori. Che loro sappiano, Ben non aveva parenti, e i
suoi effetti personali si trovano ancora nella loro cassetta di sicurezza. Ed
includono il suo portafogli e i suoi documenti di riconoscimento. di fatto
impossibile che qualcuno sia riuscito ad avere accesso alle cassette di sicurezza. sicura di ci che le stato mostrato?
Kay scosse la testa.
La verit che io ho dato, cos, solo un'occhiata al portafogli e al suo
biglietto da visita. Come facevo a sapere che era un impostore?
Lui contava soprattutto sul fatto che lei non lo conosceva, questo
chiaro. In caso contrario non avrebbe rischiato tanto, soprattutto considerato che questa era la sua prima mossa. Dalla descrizione che lei me ne ha
fatto, non c' assolutamente nessuna somiglianza fisica tra quell'uomo e il
vero Ben Powers. Si deve essere sentito molto sicuro di s per giocare questa carta con lei.
Ma perch? Kay aggrott le ciglia. Io non sapevo che fosse l. Se aveva intenzione di svaligiare la casa, non doveva far altro che starsene nascosto finch non me ne fossi andata.
Heisinger annu.
Esattamente. Penso che tutti e due abbiamo subito pensato che quel-

l'uomo fosse l per compiere un furto. Ma quest'ipotesi d adito a qualche


domanda interessante. Come faceva a sapere il suo nome? Che cosa l'ha
spinto ad invitarla a cena? E poi chi questo H.P. Lovecraft di cui continuava a chiederle?
Non so cosa risponderle, disse Kay.
Bene, io ho una risposta. Heisinger abbass lo sguardo sul suo blocchetto per gli appunti. Secondo l'impiegato del settore consultazioni della
Biblioteca Centrale, Lovecraft era uno scrittore di storie di fantasy e dell'orrore. Nato a Providence, Rhode Island, nel 1890; morto sempre l nel
1937. I suoi racconti sono stati raccolti per la prima volta dopo la sua morte nel...
Kay lo interruppe con un rapido gesto della mano.
Ma io non l'ho mai nemmeno sentito nominare! Ed esattamente la
stessa cosa che ho detto all'uomo che si spacciava per Ben Powers.
Heisinger alz lo sguardo e annu.
Probabilmente era proprio ci che lui voleva scoprire.
Non la seguo.
Supponiamo che lui avesse gi organizzato l'intero piano: entrare in casa, presentarsi come un perito stimatore, invitarla a cena. E tutto solo per
sapere quanto lei ne sapesse su Lovecraft.
Perch doveva pensare che io lo conoscessi? Non c' alcun collegamento.
Forse Albert Keith il collegamento. Heisinger si poggi allo schienale della sedia. Gli piaceva leggere o raccogliere libri di fantasy?
Io non ho mai visto libri di questo genere in casa, n lui ha mai parlato
di queste cose con me.
Ma collezionava quelle maschere e quelle statuette.
Non mentre eravamo insieme.
Capisco. Heisinger abbass di nuovo lo sguardo sul blocchetto degli
appunti. Bene, tentiamo un'altra strada. Aveva mai vissuto a Providence?
No.
Era mai stato l?
Se ci fosse stato, sono sicura che me ne avrebbe parlato.
Avevate amici a Rhode Island, qualcuno che avesse potuto scrivergli?
Kay corrug la fronte.
Ho capito cosa sta cercando di fare. Ma non c' assolutamente nessun
legame tra Albert e un uomo che vissuto e morto a tremila miglia di di-

stanza e pi di cinquanta anni fa. Heisinger sospir.


Temo che lei abbia ragione. Sembra che Lovecraft non sia la chiave del
mistero. E a proposito di chiavi...
Kay vide Heisinger prendere un elenco telefonico da uno dei cassetti
della scrivania.
Che cosa ha intenzione di fare? disse.
Trovare un fabbro. Chiunque sia quest'intruso e qualsiasi cosa stia cercando di fare, un cambio di serratura gli impedir di introdursi in casa di
nuovo. E mentre io mi occupo di ci, le consiglio di far mettere una nuova
serratura anche a casa sua.
Non pensa di stare un po' esagerando? Dopotutto non mi sembra di correre alcun pericolo.
Non possiamo esserne certi.
Allora perch non andare alla Polizia?
Heisinger sorrise con aria desolata.
Ho gi tentato questa carta. Stamattina presto ho parlato con il sergente
Schneider. alla Sezione Furti gi in citt. Da dietro le spesse lenti bifocali gli occhi consultarono il suo taccuino degli appunti. Ecco qui... Ralph
Schneider... s, ecco il suo numero 485-2524, se vuole annotarlo. Ha suggerito che lei potrebbe fare un salto alla Stazione di Polizia e guardare le
foto segnaletiche per vedere se riesce ad identificare il sospetto.
Questo tutto?
Francamente non sembrava molto contento di quello che gli ho raccontato. Dal momento che sembra che non sia stato rubato nulla, la cosa non si
pu certo definire un furto. Non c' neanche alcuna prova che la serratura
sia stata forzata per entrare in casa, cos rimane solo il reato di violazione
di propriet e falsa identit.
Quindi loro non hanno intenzione di procedere.
Il sergente inoltrer queste informazioni alla Divisione di Hollywood.
Le auto di pattuglia della Polizia terranno d'occhio la casa. Ed stato lui a
suggerire il cambio di serratura. Dopo che avranno finito il lavoro, far in
modo che lei abbia la nuova chiave.
Grazie.
Kay si alz.
Sta andando gi in citt?
Ci sto pensando. Kay alz lo sguardo per guardare il piccolo funzionario della banca. Non si incomodi ad accompagnarmi alla porta. Ma se
riesce a sapere qualcosa...

Non si preoccupi Mrs. Keith. Mi manterr in contatto con lei.


Il sorriso di commiato di Heisinger scomparve dietro la porta che si
chiuse alle spalle di Kay. Per un lungo momento se ne rimase l seduto ad
ascoltare il ticchettio dei passi che si allontanavano verso l'ingresso.
Poi allung la mano verso il telefono.
Kay sollev la cornetta nel suo appartamento e compose il numero della
sua segreteria telefonica. C'era un messaggio per lei: chiamare l'agenzia
Colbin.
Lei telefon, e Max Colbin aveva il solito tono sicuro di s.
Dove diavolo ti eri cacciata?, la salut. Non perder tempo a darmi
delle spiegazioni: gi mezzogiorno e hai un appuntamento per le due.
Un appuntamento dove?
Al 1726 della South Normandie. Allo Starry Wisdom Temple.
Dove?
Allo Starry Wisdom Temple. S, uno di quei gruppi fricchettoni che si
fanno pubblicit distribuendo volantini per strada. Vogliono qualcuno per
della roba semplice, s modelli senza pretese: niente alta moda, niente
gioielli. Bodard ha gi parlato con loro e, se prendi il lavoro, si occuper
lui delle riprese. Ma prima vogliono vederti.
Kay sospir.
Non potevi solo mostrargli l'album? Sai bene quanto odio questi provini.
Senti piccola, avrai tre bigliettoni per ogni ora di lavoro, pi il normale
pagamento dello straordinario se si va oltre il tempo stabilito. Mi pare che
per un ingaggio cos puoi anche soffrire un po', quindi sbrigati ad andare
laggi. E chiedi del Reverendo Nye.
Erano le due in punto quando la macchina di Kay si ferm e scivol nel
parcheggio completamente deserto davanti al 1726 della South Normandie. Ma esit un attimo prima di mettere la moneta da dieci cent nel parchimetro.
La grande insegna di legno sull'entrata di quell'edificio a due piani, portava a chiare lettere la scritta Starry Wisdom Temple, ma si trattava chiaramente di un'insegna aggiunta di recente, e lo stesso era per i pesanti
drappi rossi che coprivano i finestroni su tutti e due i lati dell'entrata. Kay
intu che la struttura in pietra dell'edificio doveva essere stato in precedenza un tempio dei Mormoni.
Ma qualcuno l dentro aveva trecento dollari da spendere per un'ora di
lavoro. Il dovere la chiamava e Kay lasci cadere la moneta.

Il dovere chiama. Era quello il modo in cui una ragazza squillo considerava il suo compito? Arrivare ad uno strano indirizzo per tener fede ad un
appuntamento con uno strano individuo che avrebbe preso in affitto il suo
corpo per trecento bigliettoni all'ora?
Salendo i gradini che portavano all'entrata, Kay ricord a se stessa che
c'era differenza tra fotografia e pornografia, almeno come livello. Naturalmente anche lei riceveva il suo bel numero di proposte pi o meno oscene; dopotutto si trattava di un rischio del mestiere. Ma lei non posava
per riprese di nudi o di indumenti di biancheria intima, e fino a quel momento non aveva avuto problemi seri. Guardoni e tipi strambi non assumevano pi le modelle, ma si servivano degli istituti di bellezza, dei saloni
per i massaggi o persino delle taverne agli angoli delle strade.
Kay sorrise con aria sarcastica. Come si era assuefatta in fretta al suo
nuovo stile di vita! Se Albert sapesse quello che sto pensando si rivolterebbe nella tomba.
Il sorriso spar in fretta dalle sue labbra. Albert non avrebbe saputo mai
pi niente, e non stava neanche in una tomba. Era a miglia e miglia di distanza, sperduto da qualche parte nelle profondit del mare, e i pesci...
Kay diede con foga uno strattone al battente della porta. Rimase fermo;
la porta era chiusa a chiave. Forse quello era un buon auspicio e lei poteva
andarsene con la coscienza tranquilla. Poi, quand'era gi pronta a voltare le
spalle, si accorse del campanello a fianco alla porta. Il dovere chiama.
Suon il campanello e attese.
Si ud uno scampano debole e indistinto provenire da qualche parte all'interno dell'edificio. Il secco scatto della serratura gli fece eco in risposta.
Kay afferr il pomello; questa volta rispose alla sua sollecitazione e la
porta si apr. Si inoltr in un ingresso buio che portava ad una stanza interna tutta tappezzata di tende. Da l, sulla sua sinistra, partiva la tromba delle
scale inclinata verso l'alto. Da sopra risuon una voce maschile.
Mrs. Keith?
S.
Salga, per favore.
Una luce illuminava debolmente la scala.
Kay si arrampic s, guardando davanti a s per riuscire a distinguere
l'uomo che le aveva parlato. Ma il vano in cima alla scala era vuoto. A destra della scala si vedeva un'altra luce che proveniva da una stanza con la
porta aperta.
Sono qui dentro, disse l'uomo.

Ed era l.
Kay entr nel piccolo ufficio e si meravigli dell'incredibile confusione.
Tutte e quattro le pareti erano tappezzate di librerie e il loro contenuto era
straripato sul pavimento privo di tappeti. Scatoloni pieni di libri dalla copertina rigida e in brossura, riviste e quotidiani, stavano ammucchiati negli
angoli ed erano disposti in ordine sparso da tutti e due i lati della scrivania
al centro della stanza.
Il topo di biblioteca che se ne stava seduto dietro alla scrivania le fece un
gesto di saluto col capo.
Pace e saggezza a lei, disse con tono suadente. La sua voce aveva un
accento cadenzato che non riusciva a classificare.
Il Reverendo Nye?
Lui si alz e le tese la mano ricoperta da un guanto bianco.
Kay la strinse, chiedendosi se la sua sorpresa fosse molto evidente; pareva proprio di s perch lui sorrise.
Il signore dell'agenzia dovrebbe averglielo detto, disse. Lei non si
aspettava che io fossi negro.
Quella, stabil Kay, era un'affermazione troppo modesta, che non dava
un'esatto quadro della situazione. E anche se Max Colbin gliel'avesse detto, lei non sarebbe stata preparata ugualmente... non a quello, almeno.
Perch il Reverendo Nye era il clich del negro, come se avesse fatto un
bagno nel carbone, o tipo campione negro. L'accento poteva essere di un
posto delle Indie Occidentali, probabilmente giamaicano. Ma con quel colore di pelle cos scuro, l'abito scuro e quegli assurdi guanti bianchi, sembrava uno di quei ballerini-cantanti truccati da negri nei vecchi spettacoli
di variet.
Kay riusc a ricambiare il suo sorriso.
Il signore dell'agenzia avrebbe dovuto dire qualcosa a lei, disse Kay.
Si d il caso che anche lui sia negro.
Touch. Il Reverendo Nye fece una risatina soffocata. Bene, si vive
per imparare. Fece il giro intorno alla scrivania e spinse da un lato un
grosso cartone di libri, scoprendo cos un piccolo sgabello munito di cuscino che era rimasto nascosto l dietro. Lo indic a Kay e lei si mise a sedere.
Mi scusi per come la ricevo, disse. Continuo a dirmi che devo dare
una ripulitina a questo posto, ma sembra che non ci sia mai abbastanza
tempo. Sono troppo occupato a vivere e a imparare. Il Reverendo Nye
torn indietro e si mise di nuovo a sedere dietro alla scrivania. un vero

peccato essere costretti a fare questa distinzione. Vivere e imparare dovrebbero essere un'unica cosa, assolutamente imprescindibili, non d'accordo?
Non ci ho mai pensato.
In verit pochi lo fanno. Annu con aria seria. Bisogna essere illuminati, e questo lo scopo del mio ministero. Conosce qualcosa sulla dottrina
della Starry Wisdom?
La domanda colse Kay di sorpresa.
No, veramente no. Voglio dire ci sono cos tanti nuovi movimenti in
questo periodo... gli Har Krishna, la Scientologia...
Si sent di nuovo il riso soffocato dell'uomo.
Le assicuro che non c' nessuna affinit. E la Starry Wisdom non
nuova. La sua antica dottrina antecedente a tutte le altre religioni ancora
praticate. Ma questo il punto: naturalmente ci sono altre religioni che di
fatto non vengono pi praticate, perch non si aggiornano. Sono ormai
morte e seppellite, vittime della tecnologia dei nostri giorni. Che ne sapeva
Buddha dell'elettricit? Ci aveva forse Maometto preparato per l'era spaziale? Poteva Ges tener testa a un computer?
La Bibbia, il Corano, il Talmud, sono ormai diventati tutti antiquati. La
loro dottrina e le loro leggi erano adatte allo stile di vita dei nomadi del deserto che conducevano un'esistenza che si curava solo delle cose terrene
senza essere turbata dal pensiero di realt cosmiche. Oggi noi scorriamo le
pagine di quei libri e non troviamo niente di pertinente ai problemi attuali.
Ecco perch questi nuovi movimenti, come li chiama lei, stanno nascendo. Ma la maggior parte di loro offrono le solite vecchie risposte con
parole diverse. Risposte senza senso. La complessit della vita contemporanea richiede meditazione, ma loro insegnano la meditazione. E tutti i loro
cerimoniali metafisici e gli orpelli psicologici fanno capo al pi noioso e
trito dei luoghi comuni: Conosci Te Stesso. Ma anche se ci fosse possibile
e non lo , almeno in alcun modo ricco di significato qual lo scopo
della presa di coscienza di se stessi? La nostra unica speranza di salvezza
risiede nella conoscenza del mondo esterno, del mondo dello spazio e delle
stelle. Non d'accordo?
Kay annu chiedendosi dove volesse arrivare. Il Reverendo Nye era un
predicatore, su questo non c'erano dubbi, ma perch fare la predica a lei?
Una volta, molto tempo fa, l'umanit sapeva la verit su se stessa, sul
proprio posto nell'universo. Conosce l'ipotesi di Wegener secondo la quale
un tempo tutte le masse emerse della terra formavano un unico continente,

che si suddiviso ed andato alla deriva nel corso dei secoli? Viene considerata una teoria relativamente nuova, ma la Starry Wisdom conosceva la
verit gi da molto tempo. Cos come era gi a conoscenza della realt che
sta dietro al cosiddetto fenomeno degli UFO, e di ci che noi definiamo
impulsi radio da un altro mondo...
Un pazzo che crede ai dischi volanti, pens Kay tra s e s. Quest'uomo
non un predicatore, un fanatico.
Ancora una volta risuon la risata sommessa e soffocata dell'uomo.
Mi dispiace, Mrs. Keith. Tendo a essere portato fuori strada.
Dagli uomini con i camici bianchi. Il pensiero di Kay riecheggi il completamento della frase, ma non era ci che aveva in mente il Reverendo
Nye.
Ma lo faccio solo perch, se si familiarizza con i nostri principi fondamentali, ci le sar d'aiuto nel suo compito, stava dicendo lui.
Mi avevano detto che lei aveva bisogno solo di alcune fotografie, disse Kay. Per degli annunci sui giornali, presumo.
Giusto. L'uomo dietro alla scrivania fece degli ampi gesti con la sua
mano inguainata nel guanto bianco. Ma le necessit sono una cosa; i desideri un'altra. E io voglio qualcosa di pi di semplici fotografie di un volto
sorridente ed affascinante. Io voglio che quel volto rispecchi la sincerit, la
chiarezza, la vera comprensione.
Kay annu, dolorosamente consapevole che il suo volto in quel momento
non poteva assolutamente rispecchiare nessuna di quelle cose. L'odore
stanto di quei vecchi libri si fece sempre pi acuto intorno a lei, e quello
stravagante personaggio con i guanti bianchi cominciava a non piacerle affatto. Ma... il dovere soprattutto.
Al Bedard uno che ci sa fare con la macchina fotografica, disse lei.
Sono sicura che non verr meno alle sue aspettative.
Solo se i suoi occhi saranno aperti e consapevoli, disse il Reverendo
Nye. Si sporse in avanti e cominci a scrutarla. Per questo motivo, avrei
una richiesta da fare. Ci sar una conferenza della Starry Wisdom al Tempio, questa sera alle otto. Lei avr un'opportunit per ascoltare e imparare,
un'opportunit per capire. Torner qui stasera?
Assolutamente no, disse Kay tra s e s, alzandosi in gran fretta.
Ma quando parl ad alta voce, le parole furono differenti.
Certamente, ci sar, disse.
In qualche modo usc dall'ufficio, scese le scale, pass per l'ingresso, e si
ritrov di nuovo in auto. Anche dopo essere partita ed essersi avviata alla

luce del tramonto, tutto continuava a sembrarle sfocato.


Tutto, cio tutto tranne la visione di ci che le aveva fatto improvvisamente cambiare idea: ci che aveva intravisto nel momento in cui si era alzata e aveva abbassato lo sguardo sullo scatolone di libri a fianco alla scrivania.
Il titolo del volume posto pi in alto non voleva dire assolutamente nulla
per lei: The Outsider and Others. Ma il nome dell'autore era H.P. Lovecraft.
Spero che tu non stia facendo sul serio. Al Bedard la guard di traverso con aria stizzita mentre guidava la sua Volkswagen su una strada dissestata che conduceva gi alla South Normandie, con Kay seduta al suo fianco. Trascinarmi in un postaccio del genere quando ormai gi buio. Non
per niente sicuro...
Come per confermare le sue parole, un cumulo di macerie si par all'improvviso davanti a loro, circondato da cavalletti gialli che segnalavano i
lavori in corso per riparare i danni provocati dal terremoto del mese precedente.
Bedard gir bruscamente lo sterzo per lasciare l'ostacolo sulla sinistra,
scuotendo la testa con aria disgustata.
Kay gli sorrise.
Non volevi mica lasciarmi andare da sola, vero?
Io penso che tu non ci saresti dovuta andare e basta, le disse Bedard.
Quanto ti danno per questo lavoro... due, trecento dollari? Ebbene il gioco non vale la candela.
Abbi fiducia in me, disse Kay. Con un cenno del capo gli indic il
marciapiede alla sua destra. Puoi parcheggiare qui.
Non credo che ci sia un'anima viva in tutto il circondario, biascic
Bedard. Smantelleranno l'auto neanche cinque minuti dopo che l'avremo
lasciata.
Ma comunque si apprest a fare la manovra e sistem l'auto dove Kay
aveva suggerito, provvedendo a tirare s i finestrini non appena Kay ne fu
uscita. Dopo aver chiuso a chiave le portiere, la raggiunse mentre se ne
stava immobile a fissare l'edificio che si trovava dall'altro lato della strada.
Le tende erano ancora tirate per nascondere le finestre, ma la porta principale era aperta. Una luce che proveniva dall'interno illuminava l'insegna
sopra all'entrata.
Bedard la osserv con attenzione mentre attraversavano la strada.

Starry Wisdom Temple, disse. Di che si tratta: una specie di riunione


per propiziare la rinascita?
Vedremo. Kay guard l'ora. Andiamo, sono gi le otto passate. Avranno gi iniziato.
Mentre si avvicinava all'entrata, Kay si rese conto che dall'interno non si
diffondeva solo la luce ma anche il suono di una musica... uno zufolio stridulo che le sembrava vagamente familiare. Poi, quando delle note basse
pi profonde si fusero nella melodia, Kay riconobbe il motivo. Era un brano di Holst, La Suite dei Pianeti, il movimento chiamato Urano, il Mago.
Non sembrava proprio il sottofondo musicale adatto per una riunione sulla
rinascita.
Ma poi, dopo che ebbero sorpassato l'ingresso e il varco che si apriva tra
le due file di cortine, fu immediatamente chiaro che quello non era un
normale raduno di Cristiani per la Rinascita.
Kay non si era formata nessun pregiudizio; e anche se l'avesse fatto, non
sarebbe riuscita in alcun modo a presagire ci che c'era ad attenderli all'interno.
La sala delle riunioni era pi grande di quanto ci si potesse immaginare;
si trattava di una stanza interna che si estendeva per tutta la lunghezza dell'edificio, con le pareti completamente dipinte di nero e dei drappeggi di
velluto che dal soffitto arrivavano fino al pavimento. Forse originariamente avevano addobbato una chiesa, cos come le vecchie e pesanti panche di
legno scuro di quercia che dovevano servire per far sedere i fedeli. Certamente dall'arredo di una chiesa dovevano provenire i bracieri di ferro battuto sistemati lungo i muri laterali nei quali bruciava l'incenso, che diffondeva nell'aria un odore nauseabondo e malsano che evocava associazioni
sconcertanti.
Anche Al Bedard lo avvert e arricci il naso.
Puzza come un'agenzia di pompe funebri qui, mormor.
Kay annu e si mise a squadrare gli occupanti delle panche. La presenza
di gente di colore non la sorprese affatto, ma rimase stupita dal gran numero di Latino-Americani e di Orientali; i gruppi etnici si mescolano solo
molto raramente, fatta eccezione che per i riti religiosi.
Nei recessi della sua mente aveva la sensazione che ci fosse un comune
denominatore l, e cerc di identificarlo. Non si trattava della posizione economica, questo era certo: alcuni dei presenti erano decisamente ben vestiti, e anche in maniera molto classica, ed altri erano vestiti in maniera
povera e trasandata. Poi realizz qual'era l'unico attributo che li accomu-

nava tutti, indistintamente: la giovinezza. Un'alta percentuale del gruppo


sembrava essere di teen-agers, e nessuno aveva l'aria di superare i trenta.
Piuttosto stranamente, la folla era dignitosa, e non aveva affatto le caratteristiche della rumorosa agitazione che di solito si associa con un'adunanza di giovani militanti. Sedevano tutti compostamente, ascoltavano con
grande attenzione la musica diffusa dagli autoparlanti, e guardavano alla
fioca luce proveniente da una fila di riflettori che erano allineati lungo tutti
e due i lati del palco sopraelevato in fondo alla sala.
Il palco a sua volta era circondato su entrambi i lati da pesanti tendaggi
che lasciavano intravedere solo una stretta apertura centrale. Ed era l che
si trovava un grande leggo. La zona dietro al leggo era immersa nelle tenebre.
Bedard fece cenno a Kay.
Sediamoci l in fondo, mormor, indicando una fila di panche vuota.
Kay annu e presero posto nelle vicinanze della navata centrale.
Si erano appena seduti, che la musica cambi. Ancora una volta Kay rimase sorpresa di riconoscere il motivo, dal momento che Holst aveva lasciato il posto a Vaughan Williams: il movimento finale della Sesta Sinfonia.
Forse il Reverendo Nye aveva avuto ragione di insistere per farla andare
l per ascoltare e imparare. Cos facendo, aveva gi scoperto di conoscere
abbastanza bene la musica e i suoi effetti. La misteriosa qualit degli strumenti a corda suonati in sordina evocavano immagini di altri mondi, pianeti senza vita, soli morti e distanti, che si muovevano come particelle di polvere nel vuoto infinito di un altro universo, che stava morendo. questo il
modo con cui il mondo finisce: non con una grande deflagrazione, ma con
un bisbiglio. Un bisbiglio che si perdeva nelle tenebre.
Poi, nel silenzio generale, si spensero le luci. Ci fu un fruscio, un mormorio dalla platea. Anche loro si erano sentiti in contatto con il vuoto eterno ed ora, per un istante, erano parte di esso.
Ma solo per un attimo.
Il suono squillante di un gong mand in frantumi l'illusione dell'eternit
e una luce livida divamp all'improvviso al di sopra della piattaforma mentre una figura con una lunga toga rossa veniva avanti dall'oscurit.
Pace e saggezza a voi!
Risuon la voce del Reverendo Nye. Sollev le braccia da sotto il suo
mantello scarlatto e suscit la risposta dell'uditorio.
Pace e saggezza.

Fulgida saggezza!
Fulgida saggezza, fecero eco i presenti.
Invocazione e risposta. Diamine, era vera e propria industria dello spettacolo, si disse Kay.
Ma funzionava.
Funzionava come fosse una magia, perch era magia. Musica e incenso,
tenebre e luce, toghe e rituali: funzionava adesso come aveva sempre funzionato. Maghi e stregoni recitavano le loro formule magiche al Sabbath, i
druidi svolgevano i loro riti magici davanti ai dolmen, gli stregoni-dottori
farfugliavano i loro responsi nella giungla, e la magia aveva luogo.
Il Reverendo Rye, avvolto nella sua toga rossa, non era uno stregone.
Ma quando sollev le sue mani coperte dai guanti bianchi con un gesto
d'altri tempi davanti a un microfono moderno, anche quello fu un avvenimento. I singoli individui si fusero nell'insieme dell'uditorio; l'uditorio si
tramut nei seguaci; i seguaci divennero credenti.
Lui parlava, e Kay vide avverarsi, ud avverarsi le sue parole. Di nuovo,
come era successo dopo la sua intervista del pomeriggio, la vista e l'udito
le sembravano stranamente sfocati.
Ma sebbene spesso le sfuggisse l'esatta sostanza delle parole, il senso era
limpido come il cristallo, evocato in immagini che brillavano a intermittenza nell'offuscamento dei sensi, e reso pi ammaliante dal tono della sua
voce profondo e monotono.
Azathoth. Yog-Sothoth. Shub-Niggurath. Quelle parole erano un insieme
di sillabe senza senso, ma le sillabe senza senso erano dei nomi; nomi formulati da labbra umane nel debole tentativo di identificare le realt che essi rappresentavano.
Le realt dei Grandi Vecchi generati in un altro mondo che erano venuti
a regnare sulla Terra prima che l'umanit si sollevasse dalla melma primitiva... prima che si sollevasse al loro cenno di comando, per servire e assistere i loro desideri. L'uomo era stato creato per venerare e rispettare i
Grandi Vecchi che gli avevano dato il dono della vita, ed esisteva la prova
di questo rapporto.
La prova nelle leggende di tutte le terre, recentemente resuscitata dalla
teoria di Velikowsky degli astronauti che provengono da altri pianeti,
oltre a quella de i carri degli Dei di Von Daniken, simboli dei viaggi dei
Grandi Vecchi attraverso il tempo e lo spazio.
Sopravvivono persino dei brandelli di prove fisiche e possono ancora essere ritrovate, perch fu grazie alla saggezza e alla direzione dei loro im-

mortali maestri, che gli uomini innalzarono i grandiosi Templi di Atlantide, Lemuria, Mu e delle altre perdute terre della preistoria, e la biblica torre di Babele che fu distrutta dal diluvio.
Fu il diluvio provocato dal sollevamento della crosta terrestre che
spacc e sommerse i continenti con delle convulsioni che a loro volta erano state causate dal passaggio di comete gigantesche che mand in rovina i Templi dei Grandi Vecchi, intrappolandoli sotto il peso schiacciato
di oceani in tempesta e masse di ghiaccio polare grandi come montagne.
In qualche modo, una piccolissima parte dell'umanit sopravvisse; sopravvisse in uno squallore bestiale per interminabili ere di detriti glaciali e,
solo molto lentamente, cominci a evolversi in un nuovo tipo di civilt.
Ma tra le nuove culture se ne conservarono anche alcune di quelle del passato che sopravvissero in forma di miti, distorte per creare le basi delle religioni emergenti. Fu conservata anche una parte della dottrina; nozioni
sufficienti per spiegare le forme di Stonehenge, Zimbabwe, i templi dei
Maya, l'Angkor Wat, le grandi piramidi.
Allora governavano nuove caste religiose che avevano travisato l'antica
saggezza per renderla adatta ai loro fini. Negarono l'esistenza stessa dei
Grandi Vecchi, dissimulando la loro memoria sotto le sembianze di demoni: Ahriman, Set, Baal, Satana.
Ma non riuscirono a dissimulare la memoria delle razze, che continuava
ad affiorare nei sogni degli uomini e ancora oggi si riflette nelle loro forme
articolate. L'immaginario collettivo ha sempre serbato delle tracce della
verit che esistono in fogge alterate persino ai nostri giorni. Che cos' l'astrologia se non un'espressione dell'influenza delle stelle... le stelle dalle
quali i Grandi Vecchi sono giunti per governare i nostri destini?
Le varie religioni hanno sempre tentato di screditare la verit, di spacciare la consapevolezza come un peccato. L'uomo era caduto, dicevano loro,
perch aveva provato ci che era proibito: il frutto dell'Albero della Sapienza. Ed erano stati gli dei dei preti, tanti o uno solo, ad inviare come
punizione i diluvi e i cataclismi. E sempre gli stessi portavoce delle nuove
divinit sostengono che la loro l'unica vera saggezza, le loro preghiere e i
loro riti gli unici giusti.
Perci ci sono stati scismi e sono nate sette religiose, guerre e conquiste,
divisioni di nazioni, rivalit tra dottrine che hanno messo a ferro e fuoco
interi paesi: insomma la distruzione di tanti affinch pochi potessero dominare. E poi, di conseguenza, c' stata la persecuzione dei fedeli.
Eppure i fedeli sono rimasti. C' sempre stato un piccolo gruppo partico-

larmente selezionato, gli iniziati, che non si sono fatti ingannare dai travisamenti e dalle calunnie messi in pratica dai loro maestri mortali. Loro custodivano il ricordo dei Grandi Vecchi.
E i Grandi Vecchi si ricordavano di loro.
Perch loro non erano morti. Entit capaci di attraversare la vastit degli
spazi extraterrestri sono immortali. Possono essere seppellite sotto titanici
ammassi di ghiaccio o imprigionate in immense cittadelle di pietra sotto
mari impetuosi: seppellite ma ancora senzienti. Entit addormentate nell'eternit, che per loro non altro che un istante, e che si agitano nel loro
sonno per inviare i sogni. Sogni che invadono le menti dei miscredenti sotto forma di veri e propri incubi... Ma ai credenti quei sogni portano una
rinnovata fede, e una rinnovata speranza nell'avvento del giorno in cui i
Grandi Vecchi sorgeranno e regneranno di nuovo.
A R'lyeh sprofondata, il Grande Cthulhu giaceva in attesa, in attesa del
momento in cui le stelle si sarebbero trovate nella congiunzione propizia e
in cui sarebbe ritornata la potenza per liberarsi. Quel momento era ormai a
portata di mano, il potere era efficacemente salvaguardato, depositato in
scritture segrete che i fedeli avevano custodito nel corso dei secoli. questo potere, questa sapienza, che era rappresentato dalla Starry Wisdom.
Io vi porto l'annuncio, intonava il Reverendo Nye. La faticosa attesa
sta giungendo al suo fine. Le costellazioni si raggruppano nel loro corso
cosmico. Il terremoto del mese scorso stato un segno di ci che stabilito. Le forze prendono forma per foggiare il futuro. Presto le montagne si
ridurranno a granelli di polvere, le barriere di ghiaccio si dissolveranno, il
mare sveler i suoi segreti.
Molti periranno: i preti delle false fedi e i loro falsi profeti che gli uomini chiamano scienziati, insieme a tutti quelli che credono in loro. Saranno tempi terribili per loro, amici miei... e tempi vittoriosi per noi. Quelli
che hanno fede sopravviveranno.
Le mani inguantate si sollevarono e si mossero davanti alla faccia scura
con gesti lenti che facevano da contrappunto alle parole che andava intessendo.
So che per alcuni ci che dico sembra il pi assurdo dei nonsensi. Per
altri suoner come una bestemmia, e, nella migliore delle ipotesi, come
sciocca e insulsa superstizione. E voi direte a voi stessi, chi questo ciarlatano?
L'intonazione della sua voce cambi all'improvviso. O, forse, state pensando: chi questo pallone gonfiato e perch ci sta propinando tutte queste

assurde scempiaggini? Accidenti, noi non gli abbiamo chiesto cosa ci riserva il futuro, e non abbiamo gi abbastanza guai? Il Reverendo Nye
sorrise e si strinse nelle spalle. Bene, comunque la mettiate, un dubbio
rimane sempre un dubbio. Ostruisce il cammino della verit e deve essere
rimosso.
Cos ora venuta l'ora della verit.
Mentre parlava, le mani inguantate si immersero dietro il leggio e poi si
sollevarono di nuovo tenendo stretta una scatola o uno scrigno.
Kay fissava con molta attenzione il contenitore rettangolare; era largo
probabilmente poco pi di trenta centimetri e lungo poco pi di quaranta,
fatto di metallo giallastro ossidato a causa degli anni. Sulla superficie esterna vi erano incisi dei disegni raffiguranti delle figure che si contorcevano, appena visibili nella penombra della sala, e il coperchio era riccamente intagliato.
Il Reverendo Nye piazz la scatola sulla parte superiore del leggo; la
folla fu percorsa da un mormorio e poi tacque di nuovo. Kay avvert la
sensazione come di un bisogno impellente, un'aspettativa, e dal calore della folla accalcata sal una specie di brivido che portava con s il profumo
della paura. Ancora una volta tutto sembr sfocato e confuso.
Poi il Reverendo Nye fece pressione su un lato della scatola. Il coperchio
si spalanc e, nell'oscurit generale, ne usc un raggio di luce... di luce brillante, abbagliante, che veniva fuori dal contenitore di metallo.
Il volto di Nye era soffuso da quella luminescenza mentre lui se ne stava
immobile davanti alla scatola aperta e la fissava. Poi le sue braccia si allargarono e la voce divenne pi forte in sintonia col gesto.
Mirate il dono dei Grandi Vecchi, sorto dal mare, cos come loro stessi
sicuramente risorgeranno! Mirate il dono della verit, inviato dalle stelle
per rendervi liberi!
Inclin la scatola in avanti per mostrare la fonte della luce che si trovava
all'interno: un enorme cristallo, fissato e mantenuto in sospensione da alcune lamine di metallo poste in posizione orizzontale che si allungavano
da un lato all'altro e dalla base dell'interno della scatola, la cui superficie
era intagliata con mirabili sfaccettature, che irradiavano un fulgido splendore negli occhi degli astanti.
Kay tent di distogliere lo sguardo da quella luce accecante, ma non c'era scampo; quel bagliore attirava lo sguardo come una calamita. La luce
aveva invaso tutti gli spazi, e cos pure la voce.
La voce era parte della luce, la luce era parte della voce, e il tutto faceva

parte di un sogno. E nel sogno Kay si sent dispersa, divisa in tanti piccoli
frammenti, numerosi come le sfaccettature del cristallo. Una parte di lei
guardava e una parte di lei ascoltava, e ancora un'altra volta partecipava a
ci che vedeva e a ci che ascoltava.
Perch la voce aveva ora intonato una cantilena, una cantilena in una
lingua bizzarra che suscit, nella folla assiepata sotto la tribuna, una risposta altrettanto bizzarra. Profondi brontolii gutturali che si fondevano in un
rumore simile a un ronzio, che poi si trasform in suoni acuti e sibilanti
che non avevano assolutamente niente in comune con il suono della voce
umana e con il modo di parlare degli uomini. Eppure, in un modo o nell'altro, a lei parve di intuire il significato delle parole, se di parole si poteva
parlare. In effetti era come una voce udita in sogno, una voce che risuonava nella scatola vuota del cranio del dormiente. E, a dispetto della sua bizzarria, era familiare; a dispetto della paura che incuteva, costringeva ad un'attenzione totale, e la forza che rivelava portava con s una promessa
rassicurante.
Ascolta non le parole ma il significato che esprimono; apri i tuoi occhi
alla verit. Abbandona la paura per la fede, dall'ignoto viene la comprensione.
E nell'incubo, nel sogno, nella realt, Kay udiva la voce esortare i fedeli
ad avvicinarsi. Ad avvicinarsi per essere purificati dalla luce eterna del cristallo, ad avvicinarsi per essere sollevati da tutti i dolori e da tutte le sofferenze grazie alla fulgida potenza della verit.
Ci furono un mormorio ed un movimento generali; figure indistinte si
alzarono e confluirono verso la base del palco sotto il cristallo sul leggo.
Lo storpio, il deforme e il cieco erano chiamati a raccolta dalla voce e attirati dal fulgore. Lentamente, zoppicando e procedendo a tastoni, si fecero
strada verso il palco e si fermarono, uno per volta, davanti ai raggi emanati
dal cristallo. Sostavano l per essere immersi nel suono e nello scintillo,
poi si allontanavano con gli arti raddrizzati e gli occhi aperti mentre la folla esultava e si esaltava sempre di pi fino a...
S, andiamo via di qui!
Qualcuno stava scuotendo Kay per le spalle e lei fu costretta ad aprire gli
occhi. Strano, lei pensava che i suoi occhi fossero stati aperti per tutto il
tempo, ma ora batt le palpebre e vide Al Bedard in piedi sopra di lei, che
la guardava con fare preoccupato.
Mormor ancora qualche altra cosa, ma lei non riusc a capire ci che
aveva detto; le parole si erano perse nei lamenti e nelle urla di quelli che le

stavano intorno. E su tutto dominava la cantilena e la luminescenza verdastra che veniva emanata dal cristallo nella scatola.
Bedard le afferr il braccio e l'aiut ad alzarsi. Mentre voltava le spalle
alla folla plaudente, Kay intravide per l'ultima volta i volti immersi nella
luce del cristallo... i volti pallidi, bruni e color dello zafferano, i volti con
la barba, i volti con occhi dalle pupille piccolissime e bocche spalancate,
che si lamentavano e ansimavano e la perseguitavano con le eco del loro
rapimento mistico mentre Bedard la guidava fuori della sala nella quieta
oscurit della strada deserta.
Non era ancora riuscita a rientrare nel pieno possesso delle sue facolt;
c'erano momenti in cui quella sensazione di annebbiamento di tutti i sensi
tornava di nuovo. Il rumore, del motore dell'auto che partiva la fece dissipare, e lei si ritrov seduta a fianco di Al Bedard mentre l'auto usciva dal
parcheggio facendo un'inversione a U e si avviava verso nord sulla Normandie.
Per tutto il tempo lui continu a parlare esortandola a riaversi, a rimettersi in sesto. Lei tent di concentrarsi su ci che Al le stava dicendo.
Un ipnotizzatore, ecco quello che , un dannato ipnotizzatore! Mi ricordo quand'ero bambino, che i miei genitori mi portavano a vedere Sorella Aimee nel suo Tempio. Lei usava un organo e dei lampi di luce, ma anche per lei la cosa funzionava...
Ipnosi di massa, quella era la risposta, si disse Kay. Bedard continu a
parlare.
... una vera pagliacciata con quel cristallo: deve aver installato dietro al
cristallo una luce che funzionava con delle pile...
Molto probabile. Kay annu e accolse con sollievo quella spiegazione
cos ricca di buon senso.
... tutti quelli che pretendono di guarire ogni cosa in nome della fede
fanno affidamento su un'unica cosa: lanciare una corda a un manipolo di
isterici pazzi per dar loro la possibilit di raggiungere Ges e poter gettar
via le stampelle. Naturalmente potrebbe anche aver usato dei fantocci ed
averli piazzati tra la folla. Qualunque sia stato il trucco, sono pronto a
scommettere che stasera se ne andr a casa con un bel gruzzolo dopo averli
abbindolati per bene. Li hai guardati attentamente quei ragazzi? Almeno la
met di loro erano completamente fuori di testa. E quel maledetto incenso
per me aveva proprio l'odore dell'hascisc. Li ha spediti lontano, in un vero
viaggio.
Kay annu di nuovo. Ci che diceva aveva senso, era il tipo di spiega-

zione di cui lei andava disperatamente in cerca. La droga poteva aiutare a


spiegare la reazione della folla e spiegava anche la composizione dei presenti. Si sforz di ricordare ci che aveva visto e sentito, come se brancolasse tra i ricordi sbiaditi di un sogno. E i frammenti e le varie parti le tornavano alla mente come fossero dei flash, con varie sfaccettature come
quelle del cristallo. Occhi fissi. Bocche spalancate. Volti bianchi, neri,
bruni, gialli: volti giovani.
Ma qualcosa ancora le sfuggiva, qualcosa di importante, qualcosa che
sapeva di dover ricordare. Era l in fondo al sogno, in fondo all'annebbiamento dei sensi, in fondo alla cantilena e in fondo alla sala. Una breve apparizione di qualcosa che non aveva niente a che fare con tutti gli altri...
con tutti quei giovani.
Poi realizz di cosa si trattava.
Era stato quando si era alzata e si era avviata verso l'uscita; era stato allora che aveva visto il volto. Il volto nascosto nell'ombra del lato pi lontano della sala... un volto che non era giovane.
Il volto dell'uomo che si era presentato come Ben Powers.
Dopo che Bedard l'ebbe lasciata nel suo appartamento, Kay prese una
delle pilloline rosse.
Normalmente cercava di evitarlo; in verit Kay aveva praticamente nascosto lo scatolino nella parte posteriore dell'ultimo scaffale del suo armadietto delle medicine, proprio per ridurre al minimo le tentazioni. Diavoletti rossi, state lontano da me. Ma c'erano volte in cui il sonno tardava ad arrivare, e quindi diventava necessario cercare il riposo aiutandosi con le
capsule. Tutte le altre modelle che Kay conosceva si comportavano alla
stessa maniera; erano tutte Belle Addormentate la cui stessa vita dipendeva
dal fatto di svegliarsi fresche e riposate dopo un lungo sonno. Senza sonno
la bellezza svaniva, e i segni inequivocabili della stanchezza sarebbero stati messi allo scoperto dalla macchina fotografica. La macchina fotografica
era il Principe Azzurro dei nostri giorni, che sveglia la moderna Bella Addormentata con uno scatto invece che con un bacio.
La notte precedente aveva cercato di affrontare il suo problema dell'insonnia senza ricorrere ad una soluzione chimica, ma non aveva avuto successo. Ripetere l'esperienza era assolutamente fuori discussione. S, non
c'era nemmeno da pensarci: chi era quell'uomo che la spiava e perch, chi
era il Reverendo Nye e che cosa voleva?
Kay prese la pillola e tutte le domande svanirono.

Svanirono nel buio della sua stanza, nell'oscurit crescente del suo scivolare nel sonno, nepente, la piccola morte.
Ma durante il sonno si sent ancora spiata: non dall'uomo che aveva detto di essere Powers, ma da un irlandese pazzo chiamato O'Blivion. Lui se
ne stava immobile a guardare il Reverendo Nepente che le dava da bere
una pozione, la pozione che dona la pace e l'oblio. Solo che lei non dimenticava... lei ricordava. Ricordava il canto ossessivo che echeggiava nelle
tenebre pi profonde.
Non morto ci che pu vivere eternamente. E in strani eoni, anche la
morte pu morire.
Ora sapeva che cosa significava. Significava che Albert non era morto.
Era solo addormentato, come lei, e avrebbe riposato sotto le onde finch la
morte non fosse morta e lui sarebbe risorto. Un diavolo rosso che sorger
dal profondo mare blu quando i Grandi Vecchi usciranno dai sepolcri di
pietra e dalle tombe di ghiaccio per esigere ci che loro. I loro occhi la
guardavano, milioni di occhi che si aprivano per lanciare la loro fame in
uno sguardo. Milioni di bocche che si aprivano per placare quella fame.
Milioni di tentacoli brancolavano per afferrarla, avvicinarla agli occhi affamati e alle mascelle spalancate. Mentre il canto crescenta di intensit, lei
lo soffoc con un grido.
E si mise a sedere nel letto, battendo gli occhi alla luce del mattino.
Kay non aveva bisogno di uno specchio per sapere che non aveva riposato. Un'occhiata alla sveglia, che aveva dimenticato di regolare, fu sufficiente a fornirle un'altra informazione di cui aveva bisogno.
Le dieci. Aveva dormito troppo, ma era un bene. Significava che l'agenzia era aperta e che lei poteva chiamare Max, dirgli di cancellare la seduta
con il Reverendo Nye.
Kay ci pens mentre si lavava, si vestiva e preparava la colazione. Max
avrebbe avuto bisogno di una buona scusa per rompere il contratto, ma lei
che cosa poteva dirgli? Certamente non la verit... la verit era solo un sogno.
Oppure no?
Una cosa era reale: il fatto che lei la notte precedente avesse visto l'uomo che si fingeva Ben Powers. Ma questo non riguardava Max. Quell'informazione doveva essere riferita a Danton Heisinger.
Forse avrebbe fatto meglio a parlare prima di tutto con lui. Nel frattempo
poteva pensare a che cosa dire a Max. Forse Heisinger poteva darle un
suggerimento, qualcosa che lei poteva usare per uscire da quel vicolo cie-

co.
Ma la cosa pi importante per uscire dal vicolo cieco era proprio il telefono.
Kay alz il ricevitore e form il numero della banca, ma senza alcun risultato. La linea era muta. Prov un'altra volta, poi cap che il telefono era
morto. Ma non poteva essere! Non morto ci che pu vivere eternamente...
Riappese il ricevitore, e si accigli ai pensieri che le vennero spontanei
alla mente. L, alla luce del sole, il sogno si dissolse. Il panico non era una
reazione pratica alla realt. La cosa da fare era attraversare il pianerottolo,
vedere se uno dei vicini era in casa e chiedergli il favore di usare il telefono per chiamare il servizio riparazioni della Compagnia dei Telefoni.
Non era la fine del mondo: le linee telefoniche si guastavano tutti i giorni. Era arrivato il momento di fermare quella spirale di paranoia e agire.
Kay si alz e arriv alla porta del soggiorno. Proprio in quel momento
risuonarono i colpi alla porta.
S?, disse lei. Chi ?
La Compagnia dei Telefoni. La vostra linea non funziona.
Come fate a saperlo?
La padrona di casa ci ha segnalato il guasto. Vi dispiace se faccio un
controllo?
Prego.
Kay apr la porta all'operaio dei telefoni.
E lo sconosciuto che diceva di chiamarsi Ben Powers entr nella stanza.
Non c'era il modo di oltrepassarlo. Kay pot solo arretrare mentre l'uomo
chiudeva a chiave la porta.
Non abbiate paura, disse.
Perch mai dovrei?
Kay con uno sforzo riusc a tenere ferma la voce, e intanto gettava occhiate alla borsa degli attrezzi di tela, che l'intruso stringeva nella mano sinistra. O non era una borsa degli attrezzi?
L'uomo avanz verso il tavolino e vi appoggi la borsa rigonfia. Kay fece un altro passo indietro, e si chiese se potesse approfittare dell'occasione
per correre nel bagno e chiudersi a chiave all'interno. Lo sconosciuto la
guard e scosse la testa.
Aspettate, disse, aprendo la chiusura lampo della borsa. Ho qualcosa
per voi.

La sua mano affond nella borsa. Kay inspir profondamente, pronta ad


espellere l'aria in un grido quando l'uomo avesse tirato fuori il coltello.
Ma non era un coltello.
Invece, la mano usc dalla borsa stringendo un libro in edizione economica. Kay non riusc a leggerne il titolo. Pot solo scorgere il nome dell'autore sul dorso del libro.
H.P. Lovecraft?, mormor Kay.
Ecco. Lo sconosciuto le porse il volume. Leggetelo.
Perch dovrei?
Perch imortante che voi capiate che cosa sta succedendo. Le infil
il libro tra le mani. Leggetelo subito.
Kay scosse la testa.
Le risposte di cui ho bisogno non sono in un libro. Chi siete voi? Che
cosa volete? Avete ucciso Ben Powers?
L'intruso sogghign.
Avete fatto le domande giuste, ma nell'ordine sbagliato. Prima di tutto,
io non ho niente a che fare con la morte di Powers: ha avuto un attacco di
cuore e potete assicurarvene se non mi credete. Penso che il resto l'abbiate
gi immaginato da sola. Ho usato il nome di Powers per entrare in contatto
con voi, per capire che cosa sapevate del vostro defunto marito e del suo
coinvolgimento in questa faccenda.
Come avete fatto a sapere che il mio telefono non funzionava, questa
mattina?
Perch ho tagliato i fili. Lo sconosciuto alz una mano per zittire Kay.
Immaginavo che avreste fatto qualcosa di avventato, come cancellare
l'appuntamento con il Reverendo Nye o parlare con il direttore della banca.
Perch non avrei dovuto?
Ne parleremo dopo... dopo che avrete letto quel libro.
Kay esit.
Ancora non mi avete detto chi siete.
Mi chiamo Mike Miller. Ma non importante.
Tanto per cominciare, avreste dovuto dirmelo prima. Perch tutta questa segretezza?
Misure di sicurezza.
Siete una specie di agente segreto?
Non ufficialmente.
Kay incontr il suo sguardo.

Guardate, Miller, se questo il vostro vero nome. Avete ammesso di


avermi mentito. E non ho nessuna prova che ora mi stiate dicendo la verit. Perch dovrei credervi?
Non mi importa nulla se mi credete o no. Dovete solo leggere il libro.
Sollev la borsa di tela, si gir, si avvicin alla porta. Fece un cenno a
Kay mentre l'apriva.
Non perdete tempo. Torner oggi pomeriggio. Riallaccer i fili del telefono dopo che avremo parlato.
Poi se ne and.
Kay guard la porta chiusa, e si costrinse ad aspettare che lo sconosciuto
avesse il tempo di raggiungere la strada. Poi si avvicin alla finestra e
guard gi. Con sollievo, vide che l'auto di Miller si allontanava dal marciapiede, e lo scorse al volante. Almeno le aveva detto la verit sul fatto
che sarebbe andato via. Allora, se avesse agito in fretta...
Kay si gir, gett il libro sul tavolino mentre andava verso il guardaroba.
Prese la borsetta dalla mensola, poi si avvi alla porta di ingresso. La apr
e oltrepass la soglia.
Un uomo le bloccava l'uscita.
Non vide il suo volto nel buio del pianerottolo, ma non era importante.
Tutta la sua attenzione fu attirata dalla piccola automatica dal naso camuso
che sembr materializzarsi all'improvviso nella mano destra dell'uomo.
Mi dispiace, signora, disse a voce bassa.
Kay indietreggi e gli sbatt la porta in faccia. Chiuse a chiave la porta,
appoggi la borsa sul tavolo e prese la copia in edizione economica de
L'Orrore di Dunwich e Altri Racconti. Quando leggere inevitabile, sedetevi e divertitevi.
Si sistem sul divano e guard l'orologio da polso. Le undici.
Poi apr il libro.
Quando guard di nuovo l'orologio erano le due del pomeriggio e qualcuno stava bussando alla porta.
Avete gi letto il libro?, chiese Mike Miller.
Kay annu.
Fino all'ultima parola.
E allora?
Era un bravo scrittore, se questo che intendete. Sinceramente, la fantasy non mi mai piaciuta.
Nemmeno a me.

Allora qual il punto?


E se Lovecraft non fosse stato uno scrittore di fantasy?
Kay aggrott la fronte.
Non vi aspetterete che creda a quelle storie, vero? Ora capisco perch
volevate che le leggessi. Sono la fonte di quel culto folle del Reverendo
Nye. Anche il nome del suo Tempio Starry Wisdom Temple lo ha
tratto da uno dei racconti di Lovecraft.
The Haunter of the Dark.
S. Ed l che ha preso l'idea per quell'aggeggio di cristallo che maneggiava durante il culto. Lovecraft lo chiama il Trapezio Scintillante, non
vero? Nye lo deve aver ideato seguendo la descrizione che nella storia.
Piuttosto efficace, non vero?, disse Mike Miller.
Molto. Si conquistato tutto il pubblico, non c' dubbio.
Qual stata la vostra reazione?
La mia?
Kay esit.
Vi ho guardato durante la cerimonia. Non riuscivate a staccare gli occhi
dal cristallo.
Kay si strinse nelle spalle.
Naturalmente era solo ipnosi di massa.
E che cos' l'ipnosi di massa?
Beh, sapete... come il Trucco della Corda Indiana. Il mago fa vedere
agli spettatori qualcosa che non c'.
In che modo?
Kay fece un gesto di impazienza.
Non Io chiedete a me. Non sono uno psicologo.
Giusto, sorrise Mike Miller. Gli psicologi hanno abbandonato il concetto assurdo di ipnosi di massa gi da molto tempo. Sanno che un mago
pu servirsi di trucchi e di aggeggi meccanici per creare illusioni. Ma sanno anche che nessuno pu ipnotizzare un intero gruppo. L'ipnosi sempre
individuale. Ci sono persone che, per varie ragioni, sono eccezionalmente
sensibili all'ipnosi. Se fanno parte di un pubblico che assiste all'ipnosi di
un soggetto sul palco, possono reagire anche loro nello stesso modo. Ma
persone simili sono delle eccezioni, e reagiscono all'ipnosi solo come individui. Non esiste l'ipnosi di massa.
Allora che cosa successo allo Starry Wisdom Temple ieri sera?
Qualcosa che gli psicologi non sanno spiegare.
E se il Reverendo Nye avesse avuto dei complici tra gli spettatori, falsi

storpi che fingevano di venire guariti?


possibile. Ma allora che cosa dire di quel fenomeno, di quell'offuscamento, quella sensazione di essere afferrati in un sogno? L'avete provata anche voi, non vero?
S. Kay aggrott la fronte. Ma perch voi non ne siete stato colpito?
Perch ero preparato a quello che avrei visto. Perch avevo letto Lovecraft e sapevo che cosa aspettarmi.
Voi volete dire che il Reverendo Nye usava il vero Trapezoedro Scintillante, e che quello che ha scritto Lovecraft era vero?
Non era. .
E tutte quelle follie sui Grandi Vecchi... anche quelle dovrebbero essere
vere? Kay aggrott la fronte. Non ci credo.
Non ci credete, o non volete crederci?
Mi state ingannando.
Siete voi ad ingannarvi. Mike Miller si alz e cominci a misurare la
stanza a grandi passi. Non che vi biasimi. La maggior parte di noi cerca
di evitare le realt sgradevoli. Sappiamo che esiste, ma non vogliamo affrontarla: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Siamo disposti ad ammettere che mangiamo carne, ma preferiamo non
approfondire il concetto. Non vogliamo entrare in un macello e vedere uccidere gli animali per soddisfare il nostro appetito.
Accettiamo la presenza dei disturbi mentali, delle malattie letali e della
morte, ma evitiamo di parlarne e perfino di pensarci. Ci teniamo lontani da
manicomi e ospedali, e ci sono milioni di persone che non andrebbero mai
ad un funerale.
Siamo condizionati ad evitare qualsiasi cosa sia anche lievemente fastidiosa. Preferiamo non ascoltare 'i guai degli altri' o 'le lagne'. Esiste una
scuola di pensiero largamente accettata che respinge i cosiddetti 'pensieri
negativi', inclusa la critica dello status quo. La filosofia panglossiana vince.
Qualsiasi cosa essa sia, mormor Kay.
Scusatemi, Miller si ferm e sorrise imbarazzato. So di essermi lasciato trasportare. Ma sono cos stanco di vedere come voltiamo le spalle a
tutto ci che pu turbarci. Soffochiamo le nostre voci interiori con la stereofonia, le stordiamo con le droghe e...
Inspir profondamente.
Ma inutile discutere. Forse questo il mio modo di evitare la realt.
Mi pare che la vostra idea di realt sia piuttosto bizzarra, disse Kay.

Affermate che qualcuno che scrisse per i pulp magazines cinquant'anni


fa, ha rivelato tutti i segreti della creazione per un penny a parola. Dite che
quel sacerdote fasullo si serve di quei segreti per riempire la sua cassetta
delle elemosine.
Pensate che sia tutto quello che fa?
Che cos'altro potrebbe fare?
quello che dovete scoprire voi.
Perch io?
Perch siete la sola che ha la possibilit di vedere che cosa sta succedendo dietro le quinte.
Kay scosse la testa.
Pensavo che la vostra organizzazione avesse agenti per questo genere
di operazioni.
Li abbiamo. Negli ultimi mesi siamo riusciti ad inserire due nostri agenti nel gruppo di Nye che hanno finto di essersi convertiti alla sua setta.
Che cosa successo?
Vorrei saperlo. Sono scomparsi.
Kay guard Mike Miller.
E vi aspettate che corra lo stesso rischio?
Per voi non sarebbe la stessa cosa. Voi avete il diritto di entrare. E non
siete stata voi ad avvicinare Nye, lui venuto da voi.
Che cosa vi fa pensare che io potrei concludere qualcosa, se andassi fino in fondo a questa faccenda?
Non sto dicendo che potete. Ma almeno c' una possibilit. Prima di
tutto, noi vogliamo scoprire dove Nye ha stabilito il quartier generale.
Non vive nell'appartamento sovrastante il Tempio?
solo una copertura. I nostri agenti sono riusciti a farci qualche rapporto prima di scomparire. Nye li stava indottrinando; disse loro che sarebbero stati portati in un posto speciale per l'iniziazione agli ordini superiori del culto, quando ne sarebbero stati degni. Da quando sono spariti,
abbiamo messo degli agenti di guardia al Tempio, che aspettavano di veder
uscire Nye per seguirlo. uscito una sola volta, la settimana scorsa, ed
stato seguito.
Dov' andato?
Al centro, in un palazzo d'uffici, provvisto di un parcheggio sotterraneo. Due sono le ipotesi: o ha fatto un cambio di auto, o riuscito a sgusciare
non visto dall'edificio. Ad ogni modo, l'abbiamo perso.
Non avete mai pensato di fare un'irruzione nel Tempio?

Che sia dannato se non ci abbiamo pensato, la voce di Miller era aspra. Quando i nostri agenti sono scomparsi, ho dovuto faticare per trattenere i miei uomini dal farlo. Ma l'ultima risorsa. Se facessimo questa
mossa, manderemmo all'aria la nostra copertura. E, a meno che non riuscissimo a spezzare la resistenza di Nye o di qualcuno dei suoi seguaci, ritorneremmo al punto di partenza. Ho il presentimento che non ci sia il modo di far parlare qualcuno di quella setta.
Ma ho letto delle nuove tecniche per il lavaggio del cervello. Se prendete un paio di ragazzi di quel gruppo e li decondizionate...
Vedete, non abbiamo a che fare con un normale fanatico religioso.
L'uomo contro cui lottiamo ha i suoi sistemi per controllare i convertiti.
Deve farlo, perch mira molto in alto.
Kay alz lo sguardo.
Se ne siete tanto sicuro, allora dovete avere qualche idea di quali siano
le loro attivit.
Mike Miller annu.
Perci ho voluto che leggeste quei racconti. Ricordate che cosa scrisse
Lovecraft a proposito del Messaggero degli Dei? Appare dopo terremoti e
disastri per predicare la fine del mondo. Sarebbe un uomo scuro di pelle
con una tunica rossa, che parla di scienza, inventa strani strumenti, e d
dimostrazioni del suo potere. Non vi ricorda qualcuno?
Il Reverendo Nye...
Nyarlathotep.
Aspettate un momento. Questa non la bevo!
Miller scosse la testa.
naturale che non ci crediate. Ma gli altri ci credono. Ovviamente
quell'uomo ha preso deliberatamente il nome di Nye. E sospetto che ai seguaci pi convinti, ai pi devoti, egli dica di essere veramente Nyarlathotep.
Tutte queste assurdit solo per raggirare e togliere i soldi a qualche
spostato?
Vorrei che fosse cos semplice. Mike Miller riprese a camminare.
Ma, per quanto ne sappiamo, i seguaci pi devoti non hanno soldi. In
maggioranza sono giovani che provengono dal barrio e dal ghetto negro,
tutti tossicomani.
Ma se non vuole i soldi, che cos' che vuole?
Potere. Gli occhi di Miller divennero due fessure. Avete mai sentito
parlare dello Sheikh al-Jebal?

Chi?
Il Vecchio delle Montagne. Costru una fortezza chiamata Alamut, ai
tempi delle Crociate. Nessuno osava toccarlo; nemmeno i Crociati e i Saraceni. Essi gli pagavano un tributo e obbedivano ai suoi ordini perch lui
aveva il potere. Il potere della vita e della morte. Forse non avete sentito
parlare di lui, ma il nome dei suoi seguaci passato alla storia. Venivano
chiamati gli Assassini.
una parola che deriva dall'arabo. Hashashin, che ha la stessa radice
della parola hashish, perch i seguaci dello Sheikh erano dediti a questa
droga. Lo Sheikh reclutava ragazzi, li prendeva al laccio con l'hashish, diceva che poteva garantire loro la vita eterna se obbedivano ai suoi ordini.
Poi gliene dava un assaggio.
Li drogava, poi, quando perdevano conoscenza, li trasportava nel suo
giardino segreto che era sulla cima della montagna. Quando si svegliavano, pensavano di essere in paradiso. Li stordiva con luci, musica, profumi,
vino, cibi prelibati e un harem di belle donne e ragazzi. Quando l'effetto
della droga finiva, veniva loro detto che quello era solo un saggio, ma che
se avessero eseguito gli ordini, quel paradiso sarebbe stato loro per sempre, anche dopo la morte.
Coloro che vi credevano diventavano i fedais, i fedeli, e venivano addestrati in tutti i modi all'omicidio segreto. Poi lo Sheikh li mandava ad
uccidere: essi si introducevano nei palazzi o negli accampamenti militari
per accoltellare o strangolare le vittime prescelte nel cuore della notte.
Credetemi, funzionava. Funzionava tanto bene che centinaia di funzionari, principi e ufficiali morirono, e migliaia di altri pagavano il tributo per
salvarsi la vita. Funzionava allora e funziona ancora oggi.
Tutto questo che cosa ha a che fare con Nye?, chiese Kay.
Non siamo sicuri che sia Nye. Ma qualcuno si sta servendo di queste
tattiche. Azioni terroristiche: se sapeste quante persone importanti sono
state colpite negli ultimi mesi...
Come mai non lo so? Leggo i giornali.
Non scritto nei giornali. Se lo fosse, si spargerebbe il panico tra la
gente. Mike Miller aggrott le ciglia. Dobbiamo convalidare i nostri sospetti su Nye con prove solide, e dobbiamo farlo in fretta. Non sarebbe di
nessuna utilit fargli delle accuse false. Abbiamo bisogno di scoprire che
cosa c' dietro questa storia, vedere se c' qualcuno pi in alto ancora. la
cosa pi importante.
Forse per voi, ma non per me. Kay si strinse nelle spalle. Non abba-

stanza importante da rischiare la vita.


Penso che lo sia.
Datemi una buona ragione.
Va bene. Miller la guard. Penso che una delle vittime di quell'uomo
sia stato il vostro ex marito, Albert Keith.
Il telefono di Kay suon alle tre precise.
Kay trasal e alz gli occhi su Miller. Era confusa.
Vi avevo detto che la linea sarebbe stata ripristinata, disse. Fate pure,
rispondete.
Se Nye...
Sapete che cosa dire.
Kay esit, chiedendosi se Miller le avesse detto la verit. O tutta la verit. Poi, visto che il telefono trillava categorico, alz il ricevitore.
Miss Keith?
S.
Buon pomeriggio. Sono il Reverendo Nye.
Kay fece un cenno di assenso verso Miller e silenziosamente sillab il
nome dell'interlocutore. Poi ascolt.
Miller guardava, incapace di interpretare i suoi monosillabi. Quando alla
fine pos il ricevitore, Miller fece un gesto impaziente.
Beh?
Vuole fissare per stasera la seduta fotografica con Bedard. Ho acconsentito.
A che ora?
Alle sette e mezza.
Dove?
Immagino che sia casa sua. L'indirizzo Lampton Drive, 400.
Non l'ho mai sentito.
Dice che una strada secondaria della Pacific Coast Highway, a nord
di Malibu.
Mike Miller si accigli.
Per qualcuno che copre le proprie tracce bene come lui, piuttosto avventato nel dare l'indirizzo di casa. O stato imprudente o sicuro di s
stesso. Miller afferr il telefono. Vediamo che cosa possiamo scoprire.
Form un numero, poi aspett.
Diciotto, disse. Richiesta di informazioni: descrizione di una propriet. Indirizzo: Lampton Drive, 400. Zona di Malibu.

Fu il turno di Kay di guardarlo aspettare, e poi sentire le sue affermazioni concise. Quando riappese il ricevitore, si volt verso di lei e annu.
Come fate a saperlo?
Perch il numero quattrocento di Lampton Drive non una casa. un
museo privato.
Un museo?
Come la Fondazione Getty, a poche miglia pi a sud. Ma questo nuovo di zecca. stato costruito da una certa Probilski Foundation, qualsiasi
cosa sia, e verr aperta ufficialmente il mese prossimo.
Non ci vado.
Ovviamente Nye vi ha dato l'appuntamento in un punto di smistamento. Voi ci andrete e lui vi porter da qualche altra parte. Miller anticip la
reazione di Kay con un sorriso rassicurante. Non preoccupatevi, non lo
perderemo questa volta. Lo terremo sotto stretto controllo, apposteremo
uomini su entrambi i lati della strada, e sar coperta anche ogni possibile
uscita posteriore. Se vi porta via, sar seguito. E voi non andrete sola.
Bedard? Kay scosse la testa. Che cosa vi fa credere che potrebbe essere d'aiuto in una faccenda del genere?
Bedard non sar con voi.
Ma...
Ho gi parlato con Max Colbin, gli ho detto abbastanza da assicurarmi
che tenga la bocca chiusa e collabori. disposto a lasciarmi sostituire Al
Bedard con uno dei nostri agenti. Fred Elstree, penso che l'abbiate gi incontrato.
Dove?
Sul vostro pianerottolo, questa mattina, poco dopo che sono uscito.
Mike Miller fece un gesto verso la porta d'ingresso. Non preoccupatevi,
non un fotografo professionale ma conosce abbastanza la fotografia da
fingere di farvi un servizio. Se esce fuori qualcosa, in grado di affrontarla, ma non voglio anticipare i problemi. Tutto quello che dovete fare tenere occhi e orecchie aperti, stare vicina a Nye, vedere che cosa riuscite a
sapere delle sue attivit.
Questo tutto, mormor Kay. Devo solo fare la parte della piccola
mosca che va dritta nella tela del ragno, senza dimenticare di sorridere per
i fotografi... Lo guard infuriata. Volete che faccia qualcos'altro?
S. Mike Miller annu gravemente. Voglio che ricordiate Albert
Keith.

Era difficile per Kay realizzare che erano passate solo ventiquattro ore
dalla sua visita allo Starry Wisdom Temple con Al Bedard.
Sotto un certo aspetto, il viaggio di quella sera fu quasi una ripetizione
dell'esperienza della notte precedente. Quasi, non del tutto. Quella sera
l'auto si dirigeva ad ovest, verso Santa Monica, e la Coast Highway era al
di sotto. Fred Elstree era alla guida.
Kay era grata della sua presenza, grata che fosse attento, vigile e armato.
Quella sensazione di gratitudine sottolineava la differenza tra il viaggio di
quella sera e quello della sera precedente. Il giorno prima Kay era solo curiosa riguardo alla loro meta e a quello che vi avrebbero trovato. Quella sera aveva paura.
Il consiglio di Miller di ricordare Albert Keith non le era di nessun aiuto.
In un certo senso, peggiorava la situazione. Se il Reverendo Nye in qualche modo era responsabile della morte di Keith, allora quale conforto poteva venirle dal fatto di stare per incontrare l'assassino del suo ex marito?
Trasse tutto il conforto che poteva dal silenzio di Fred Elstree. Faceva
pensare all'esperienza, alla sicurezza di un uomo che aveva un lavoro da
fare e sapeva esattamente come farlo.
Elstree guidava bene. Quando l'auto gir bruscamente per la rampa che
scendeva alla Coast Highway, non ci fu nessun movimento brusco che
spost le borse delle apparecchiature fotografiche che erano sul sedile posteriore. Kay fu improvvisamente sicura che Elstree sarebbe stato altrettanto abile nell'uso di quelle apparecchiature quando fosse arrivato il momento. Probabilmente avrebbe sostenuto il ruolo di fotografo senza alcuna difficolt. Allora che cosa aveva da temere?
La nebbia, disse Elstree, mentre si dirigevano verso nord. Da dove
venuta?
Veniva dal mare, naturalmente, e questo era quello che Kay temeva: il
mare, e ci che generava. Creature affogate che si muovevano sotto le onde, scivolavano alla superficie, camminavano traballanti sulla terra. Creature affogate si nascondevano nella nebbia che si alzava a spirale sulla
strada e formava una cortina ondeggiante di un grigio spettrale. Creature
affogate. Albert Keith era una di loro?
Kay chiuse gli occhi in unisono con i fari dell'auto quando Elstree li abbass e rallent la velocit.
Meglio prendersela con calma, disse.
La donna annu. S, prenditela con calma. Dimentica Albert Keith. Lui
morto e tu sei viva. Questo importante.

L'auto avanz verso nord mentre il traffico diminuiva e la nebbia si infittiva. A destra si scorgevano le sagome delle alte colline, ma non si vedevano le luci delle case che erano sulla cima. Altre abitazioni correvano
lungo la riva del mare, a sinistra, ma le loro luci erano celate dietro quel
grigio sudario. L'aria era gelida e umida. Elstree alz il finestrino che era
dalla parte del guidatore quando not la reazione di Kay. Ma non era l'umidit a farla rabbrividire.
Guard attraverso il parabrezza le file di cottage sulla spiaggia, e pi in
l la distesa che scendeva ripida all'acqua, in quel punto molto lontana dalla strada. Non c'erano case laggi, solo la nebbia, che saliva e si avvolgeva
sul mare tenebroso e silenzioso. E allora, quando ebbero svoltato una curva, davanti a loro si profil una struttura isolata, appollaiata sul bordo del
dirupo come...
La Strana Casa nella Nebbia, mormor Kay.
Elstree le lanci un rapido sguardo.
Che cosa?
Niente.
E non era niente: solo il titolo di uno dei racconti che aveva letto in quel
libro. Uno dei racconti di Lovecraft su un vecchio che in una vecchia casa
intratteneva rapporti con i Vecchi del Mare.
Fred Elstree conosceva quelle storie? Sperava di no. Era meglio che si
preoccupasse solo di eseguire i suoi soliti compiti di sicurezza nel solito
modo. Il disagio di lei avrebbe potuto turbarlo e lei non voleva.
State bene?, stava dicendo.
Certo. Una volta che saremo usciti da questa nebbia.
Eccoci arrivati.
Elstree gir il volante e l'auto svolt a sinistra, in uno stretto viale d'accesso. Parcheggiato ai bordi della strada c'era un camioncino aperto. Non
si vedeva nessuno nella cabina di guida ma, quando l'oltrepassarono, i fari
del camioncino lampeggiarono rapidamente.
I nostri agenti, disse Elstree.
Kay aggrott la fronte.
C' solo un'auto?
Un'auto significa che questa l'unica strada per entrare o per uscire,
Elstree le rivolse un sorriso rassicurante. stato tutto controllato bene. Se
c' un'altra uscita che non conosciamo, Miller la tiene sicuramente d'occhio.
Forse pi avanti, disse Kay.

Ma non videro nient'altro, solo il parcheggio vuoto e avvolto nella nebbia che era all'estremit opposta del viale d'accesso. Quello e la strana casa
sui bordi del dirupo.
Un esame pi da vicino rivel che non era affatto una casa. La bassa
struttura, priva di finestre, di pietra bianca, si fondeva quasi impercettibilmente con la nebbia, e fu solo quando parcheggiarono e scesero dall'auto,
che Kay si accorse che il tetto era a cupola e l'ingresso era sulla sommit di
una fila di scalini. Aveva l'aspetto di un museo, e ogni eventuale dubbio fu
dissipato dalla placca di bronzo affissa al portone di quercia scura.
Elstree prese le due borse con l'attrezzatura fotografica dal sedile posteriore, chiuse lo sportello dell'auto, e si affianc a Kay. Lanci un'occhiata
alla targhetta.
Probilski Foundation, mormor. Che diavolo di nome per un museo.
Sembra una bestemmia in polacco. Il sorriso gli mor sulle labbra quando
lanci un'occhiata a Kay. Scusatemi. Non il momento di fare battute di
spirito, vero?
Kay annu.
Non mi piace l'aspetto di questo posto.
Beh, forse qualche informazione in pi vi aiuter. Abbiamo gi svolto
qualche ricerca. La Fondazione legale, stata fondata nel 1974 da Donald Probilski, un petroliere di Shreveport, per sfuggire alle tasse. morto
due anni fa. La sua vedova, Elsie, ha ereditato e dirige la Fondazione come
amministratrice. Abbiamo saputo quando stata acquistata questa terra e
da chi stata acquistata. Abbiamo esaminato le domande e i permessi di
costruzione per il museo. Al di fuori dei soliti sotterfugi, la faccenda sembra pulita. J.C. Higgins ha diretto i lavori... sono stati effettuati da una
grande impresa di costruzioni di Long Beach. Il museo verr inaugurato
ufficialmente il mese prossimo, e sar aperto al pubblico quattro giorni alla
settimana. Il direttore un tipo che lavorava nella Biblioteca dell'Universit dello Wyoming. Questo vi fa sentire un po' meglio?
C'era qualcosa di molto rassicurante nel tono pratico di Elstree e nel suo
pratico resoconto. Kay gli sorrise grata.
S, grazie. Tra parentesi, che genere di museo ?
Lo scopriremo subito.
Elstree premette il pulsante che era accanto al portone. All'interno echeggi un campanello e l'uomo sussurr:
State calma ora. Ricordate che non c' nulla di cui preoccuparsi.
Tranne Albert Keith e quello che gli accaduto.

Il giovane che apr la porta era una figura familiare. Nel corso degli anni
Kay ne aveva visti migliaia uguali a lui, sui viali del Campus e nelle strade
della citt, abbigliati in jeans e giubbotti, con i capelli lunghi e le barbe folte. Non solo avevano lo stesso aspetto; parlavano lo stesso gergo, rispondevano uniformemente agli stessi stimoli, marciavano allo stesso ritmo
che, nel loro caso, era quello di una chitarra elettrica. E avevano un'altra
caratteristica in comune: ciascuno di loro era orgoglioso della propria personalit unica e originale.
Di conseguenza, sebbene Kay pensasse di aver visto quel particolare ragazzo tra il pubblico del Tempio la sera prima, non poteva esserne certa.
Forse se l'avesse sentito parlare...
Ma non parl, fece solo un cenno col capo e li guid attraverso l'atrio, illuminato e privo di mobili, verso un ampio passaggio.
Ora non c'erano pi dubbi sul fatto che si trovassero in un museo. L'atmosfera dell'atrio comunicava quella freddezza caratteristica derivata pi
dall'architettura che dalla temperatura. Le spoglie pareti di marmo bianco e
le severe colonne creavano un gelido dj vu. Il tocco finale era dato dall'eco dei loro passi che risuonavano sul pavimento privo di tappeto. Kay
aveva udito quel suono in ogni museo che aveva visitato.
Ma una volta all'interno della stanza che era aldil del passaggio ampio,
ogni sensazione di familiarit scomparve. L'enorme camera era illuminata
fiocamente da lampade inserite nelle nicchie che orlavano l'alto soffitto. E
il soffitto non aveva nessuna rassomiglianza con la cupola circolare che
sovrastava l'edificio. Invece, dalle pareti si alzavano quattro lastroni di pietra triangolari, che si inclinavano lievemente fino ad incontrarsi in alto.
Si trovavano in quello che sembrava l'interno di una piramide in miniatura.
Kay lanci uno sguardo ad Elstree, chiedendosi se si fosse accorto di
quel particolare. Evidentemente l'aveva notato, perch sogghign e sussurr:
Peccato che non l'ho saputo prima. Avrei portato con me qualche lametta da affilare.
Il suo involontario sorriso si gel quando vide il contenuto della stanza.
Ogni dubbio sullo stile architettonico svan.
Le bacheche montate su piedistalli di marmo contenevano degli oggetti
di cui Kay aveva conosciuto l'esistenza grazie ad un corso facoltativo di
Egittologia. Parole ed immagini semidimenticate diventarono realt rico-

noscibili.
In una bacheca era conservata una grande stele di pietra che aveva inciso
il simbolo dell'aspide. In un'altra, ad ali spiegate, c'era Bennu, la fenice
simbolo di resurrezione. Altre ancora ospitavano rotoli di papiro, tavolette
di bronzo, urne funerarie. In una vetrinetta c'era il modello in miniatura del
barcone sacro, che portava gli spiriti dei morti negli Inferi per il giudizio
finale. In un'altra era mostrato, a grandezza naturale, quello che i morti lasciavano dietro di s: quattro canopi contenenti il fegato, i polmoni, lo
stomaco e l'intestino dei defunti. I corpi da cui erano stati tolti quegli organi erano nei sarcofagi, con il cuore ancora intatto e la faccia conservata con
cura, in modo che potessero essere riconosciuti quando avrebbero affrontato i Quarantadue Giudici dei Morti.
E contro le pareti triangolari si ergevano grandi statue di ottone, bronzo
e pietra, sculture dalle forme umane e dalle teste d'animali: gli Dei dell'Egitto.
Si scorgevano Apis dalla testa di toro, Hathor dalle lunghe corna, Sebek
dal muso di sauro e Horus con il becco di falco. Bast e Madre Sekhmet erano accucciati e scoprivano le zanne letali. Il profilo di ibis di Thoth e il
muso di sciacallo di Anubis, si rizzavano nella luce fioca. Accanto a loro
la faccia d'avvoltoio di Nekhbet guardava gelida la grande testa d'ariete di
Amon, il cranio da scarabeo di Khepri, l'uomo-serpente Buto e il viso animalesco di Set, Signore del Male. Su tutte torreggiava la statua avvolta
dalla veste di piume, con lo scettro uas e la corona atef: Osiride, Re dei
Morti.
Guardava.
Si mosse.
Kay trattenne il fiato mentre la figura usciva dalle tenebre, poi cap che
non era stata la statua a muoversi, ma l'uomo che aspettava al buio dietro
di essa.
Pace e saggezza a voi, disse il Reverendo Nye. Fece un cenno del capo a Kay, tese la mano guantata di bianco a Fred Elstree.
Kay fece in fretta le presentazioni, strappando un sorriso educato al suo
compagno e un cipiglio fuggevole, quasi impercettibile, al negro. Lanci
un'occhiata interrogativa a Kay.
Non il signore che era con voi al Tempio ieri sera.
No, dovuto partire per San Diego, per un altro servizio. Kay fece un
cenno del capo verso Elstree. Penso che sarete altrettanto soddisfatto del
lavoro di Fred. Quando si tratta di ritratti, veramente un grande fotogra-

fo.
Sono felice di sentirlo. Ma conosce lo scopo di questo servizio fotografico?
S, l'ho messo al corrente.
Bene. Nye fece un gesto verso il giovane barbuto. Puoi andare ora,
Jody. Il ragazzo rimase immobile, con gli occhi fissi sulla collezione di
statue che era contro la parete.
La voce di Nye ordin fermamente.
Jody, fuori!
Gli occhi vitrei diedero un guizzo e la testa del giovane sobbalz. Si gir
e si mosse verso la porta con una strana andatura strascicata, che conferm
i sospetti di Kay.
Sotto l'effetto di qualche droga. Ricorda quello che ha detto Mike Miller
a proposito degli Assassini.
Se Miller aveva ragione in questo, allora forse aveva ragione in tutto il
resto. Il museo era solo un punto di smistamento. Ora Nye avrebbe tentato
di portarli in qualche altro posto.
Beh, cominciamo, stava dicendo Nye. Se volete preparare la vostra
attrezzatura...
Mentre parlava, il Reverendo attravers la stanza e premette un interruttore. Kay batt gli occhi a quell'improvvisa esplosione di luce.
Miller aveva torto sul fatto che saremmo stati portati via di qui. E forse
aveva torto in tutto il resto.
Per un attimo, Kay si arrese alla confusione, ma la luce l'aiut a disperdere tutti i dubbi insieme alle ombre. Il suo bagliore scald la stanza, trasform quelle statue sinistre in innocui esempi di scultura. Erano grottesche, ma non sembravano pi minacciose.
Forse quella era la soluzione di tutto il problema, dopotutto. Grottesca
ma non minacciosa. Tutto faceva parte della droga di Nye: messe in scena
per il suo culto. Anche le fotografie per cui Kay doveva posare erano finalizzate alla pubblicit, finzioni per attrarre i creduloni. Ancora una volta
quel pensiero attravers la mente di Kay: tutta quella messa in scena era
solo un'altra forma di industria dello spettacolo.
Kay lanci un'occhiata a Fred Elstree, chiedendosi che cosa stesse pensando, ma non riusc a capire le sue reazioni. Fred stava gi aprendo le due
borse ed estraeva l'attrezzatura portatile per le luci. Allung le gambe del
cavalletto per agganciarvi i faretti, svolse i fili elettrici attaccati alle lampade e li allung attraverso la stanza per inserire le spine negli attacchi.

Svolgeva il suo lavoro da vero professionista, e le apprensioni di Kay svanirono. Sembrava proprio un'altra seduta fotografica.
Con sua sorpresa, fu quasi esattamente cos.
Il Reverendo Nye fece un cenno di approvazione.
Tutto pronto? Bene. Ora, prima di cominciare, vorrei dirvi perch ho
scelto questo posto. La signora che dirige la Fondazione anche un membro dello Starry Wisdom, ed stata tanto gentile da darmi il permesso.
Penso che possiamo servirci ottimamente di queste statue e, se non vi dispiace, vorrei suggerire qualche posa.
Fate pure, disse Elstree. Io sono qui solo per puntare la macchina fotografica.
Nye prese il controllo della situazione: diede le sue istruzioni a bassa
voce. Quello che voleva, ovviamente, era una serie di primi piani che ritraevano Kay a mezzo busto. Ma ogni posa includeva una statua sullo sfondo:
Buto dalla testa di serpente. Nekhbet l'avvoltoio. Osiride dagli occhi che
vedono tutto. Di nuovo, tutta l'importanza era data all'illuminazione e alla
composizione. La differenza era nel fatto che le sue istruzioni erano per la
modella.
Ricordate la notte scorsa, mormor Nye. Ricordate l'espressione di
quei poveri storpi quando si avvicinavano all'altare. quello che voglio:
l'intensit, la concentrazione assoluta sui misteri dell'Essere e del Divenire.
Voglio che vediate queste statue per quello che sono, simboli degli Dei,
che a loro volta sono simboli di poteri ancora pi grandi. Guardate nell'occhio di Osiride e vedete ci che vede il Dio: il segreto della vita, che il
segreto della morte, che il segreto dell'eternit. Rinnovo e ritorno, ripetuti
senza fine. Nell'occhio di Osiride voi stessa siete solo un riflesso. E quando l'occhio si chiude, voi svanite, per riapparire solo quando il Dio lo riapre.
Kay udiva la sua voce mormorare monotona aldil del cerchio di luce,
attrarla verso le tenebre. Ascoltando, obbediva. Obbedendo, credeva.
Quando guard, poteva quasi avvertire che l'occhio di Osiride le restituiva
lo sguardo con una sua propria coscienza. E, se avesse chiuso l'occhio, lei
avrebbe cessato di esistere.
Silenziosamente, rese grazie per il suono dell'altra voce, la voce che la
riportava alla realt.
Facciamone una di profilo, stava dicendo Elstree. Alzate il mento di
qualche centimetro. Ecco, l'ho fatta...
Quando finirono, Kay si sentiva prosciugata di ogni energia. Fu grata ad

Elstree di aver spento gli accecanti faretti, e a Nye di aver diminuito l'intensit delle luci centrali. La stanza fu un'altra volta fasciata dalle ombre.
Ora Kay non doveva pi guardare quegli Dei grotteschi, guardare nell'occhio di Osiride e vedersi restituire lo sguardo.
Elstree stacc gli attacchi elettrici, riavvolse i fili, smont e ripose nelle
borse l'attrezzatura. Se avessero potuto andarsene da l...
Fred alz le borse e annu.
Tutto pronto, disse.
Grazie per essere venuti.
Il Reverendo Nye li accompagn alla porta.
Le stampe saranno pronte dopodomani, gli disse Elstree.
Ottimo. Nye si gir e buss con forza sul pannello superiore della porta. Jody... apri!
La porta si apr verso l'interno.
Sulla soglia c'era il ragazzo barbuto. Teneva qualcosa in mano e, a quella vista, Elstree infil rapidamente la mano nella tasca della giacca.
Strill qualcosa. A Kay parve che fosse: Attenta! Non poteva esserne
certa, perch la voce rimbomb nell'atrio che era oltre la soglia.
Ma non ci fu nessun'eco quando il giovane barbuto spar col revolver e
stacc la parte superiore della testa di Fred Elstree.
Kay sent la pressione fredda del pavimento di pietra contro la guancia e
la sua prima reazione fu di sorpresa. Non sono il tipo che sviene, si disse.
Poi ricord che cosa aveva visto e le ritorn la debolezza. Ma era successo
senza nemmeno un rumore. Doveva aver usato il silenziatore.
In quel momento, si sent un rumore: il mormorio soffocato di varie voci. Kay apr gli occhi. Dal punto in cui era distesa, sul pavimento nella sala
del museo, vedeva il giovane barbuto parlare con Nye davanti alla porta
socchiusa. Kay non riusc a capire che cosa stesse dicendo n quale fosse
la risposta di Nye. Ma vide il sacerdote annuire e attraversare la soglia, oltrepassando il corpo di Elstree.
Nye chiuse la porta, poi si gir mentre Kay si metteva a sedere. Le si avvicin, con il volto scuro immobile, e con voce inespressiva chiese:
Siete armata?
Kay scosse la testa.
Si ritrasse quando egli tese la mano, ma il sacerdote non fece alcun tentativo di toccarla. Invece raccolse la sua borsetta, che le era caduta accanto.
L'apr e capovolse il suo contenuto sul pavimento. Cipria, penna e matita

caddero a terra con frastuono. Soddisfatto, si gir.


Quando Kay si sollev su un gomito, Nye l'aiut ad alzarsi in piedi.
Prima che potesse ritrarsi, le sue mani guantate si mossero rapidamente sul
corpo della donna con movimenti esperti.
Sono sorpreso che non vi abbiano dato una ricetrasmittente, disse.
Naturalmente, non avrebbe fatto alcuna differenza.
Di che cosa state parlando?
Nye scosse la testa.
Non sprecate il fiato. Siate solo felice di averlo ancora. Jody voleva far
fuori anche voi, come gli altri.
Gli altri?
Quei due nel camioncino parcheggiato qui fuori. Annu. Credo che
fossero troppo occupati ad ascoltare la loro radio ricetrasmittente per notare il suo arrivo. Il silenziatore un'invenzione rozza ma utile.
Sono morti?
Nel gergo attuale, morti stecchiti. Jody ha messo in moto il camioncino
e lo ha fatto cadere oltre il dirupo. Non posso discutere la saggezza di sbarazzarsi di tutte le prove, ma mi sarebbe piaciuto esaminare i corpi e la radio. Visto che non ho l'opportunit, devo dipendere da voi. Era una specie
di operazione di sicurezza, non vero?
Non lo so.
Allora ditemi quello che sapete.
Kay scosse la testa.
Niente. Tutto quello che ho fatto stato venire qui a lavorare...
Anche Elstree era qui per lavorare. La voce di Nye era piatta. Non
lavora per Max Colbin. Qualcuno gli ha ordinato di accompagnarvi. Ora
voglio sapere chi il responsabile.
Vi dico che io...
Anche una mano guantata pu far male. Il dolore attravers la guancia e
la tempia di Kay.
Scusatemi. Nye abbass la mano e il tono della voce. Date le circostanze, forse chiedervi troppo dire la verit. Ma posso immaginare. Qualche organizzazione governativa non identificata mi tiene sotto sorveglianza, in base ad accuse inventate. Spaccio di droga, contrabbando, attivit
terroristiche. Vi hanno chiesto di collaborare, di scoprire tutto quello che
potevate. Beh, vi risparmier ogni ulteriore dubbio. Tutte le accuse sono
vere.
Lo ammettete? Kay si sent di nuovo debole, ma lott contro quella

sensazione. Questo significa che state per uccidermi...


La faccia color ebano era una maschera enigmatica.
Lo ammetto perch non importa. Niente avrebbe potuto salvare quegli
uomini. Sarebbero morti ad ogni modo, come tutti gli altri, compreso Albert Keith.
Sapete di lui?
Naturalmente. Pensate che sia stato un caso che vi abbia rintracciata,
che vi abbia cercata all'agenzia per uno stupido servizio fotografico? Non
ho bisogno di nessuna fotografia per pubblicizzare un culto falso che gi
servito al suo scopo. Fa tutto parte dello schema, del piano...
Quale piano?
Salvarvi la vita.
Non vi credo.
Fermatevi a pensare. A che scopo tutto ci? Se fosse solo per costruire
lo Starry Wisdom, non ci sarebbe bisogno di misure cos drastiche. Ma noi
abbiamo un altro scopo, un fine pi grande. Ammetto che i nostri metodi
sono rozzi, le nostre precauzioni inconsistenti e prive di raffinatezza. Ma
dobbiamo agire rapidamente, perch sta per arrivare il giorno in cui le stelle si troveranno nella congiunzione propizia, il giorno in cui il mondo finir.
Kay aggrott la fronte.
Dite che il culto falso. Ma mi state parlando proprio come parlate a
quella gente del Tempio.
Il culto falso, s, ma i suoi insegnamenti sono basati sulla verit. Il
mondo sta per finire, il mondo cos come lo conoscete, il mondo della ragione, della morale e dell'umanit. I Grandi Vecchi si stanno gi muovendo, e la Terra trema in previsione della loro venuta. Solo gli eletti saranno
risparmiati, e voi siete una di loro, destinata ad avere un ruolo particolare
in quello che accadr. Questo il motivo per cui cerco di salvarvi.
Nye alz gli occhi quando la porta si apr Jody entr con il revolver in
mano. Il giovane barbuto chiuse la porta, poi si spost con Nye verso l'angolo opposto della stanza, dove le statue incombevano nell'ombra.
Conversarono a voce bassa. Poi Jody annu e si avvicin a Kay. Teneva
ancora l'arma in mano.
Giratevi, disse.
Che cosa?
Giratevi verso la porta.
La sua voce rimase inespressiva ma il revolver fu alzato in segno di co-

mando, e Kay obbed.


Rest immobile, avvertendo la presenza di Jody direttamente dietro di
s, poi sent qualcosa di freddo e duro premerle tra le scapole. Sta per uccidermi, si disse.
Improvvisamente la pressione si allevi.
Non state in tensione, signora, disse Jody. Rilassatevi.
Kay si gir mentre il giovane barbuto abbassava l'arma. Guard dietro di
lui per vedere il suo compagno, ma vide solo il semicerchio di statue incombere nell'ombra, lungo il muro pi lontano.
Il Reverendo Nye?
Ha tagliato la corda.
Era ovvio. Ma come se n'era andato? La porta era chiusa a chiave e non
c'era nessun'altra uscita in quella stanza priva di finestre. Lo sguardo di
Kay incontr il ghigno di Jody.
Non preoccupatevi, torner. Non se ne andrebbe mai senza di voi. In
nessun modo.
Nessun modo. Ma doveva esserci un modo. Kay cerc di mettere da parte la paura e di concentrarsi sulla realt. Nye se n'era andato e Jody le avrebbe fatto la guardia fino al suo ritorno. E poi...
Dove andiamo?, mormor lei.
Partiamo per un viaggio. Vi piacciono i viaggi, signora?
Era drogato, non c'era dubbio. Ma lei gli credeva. Nye sarebbe tornato
presto per portarla via. Aveva promesso di salvarla... ma per che cosa?
Kay non voleva sapere la risposta. Ma l'unico modo per evitarlo era agire subito, prima che Nye tornasse. Deve esserci un modo...
Guard in basso, poi si mosse in avanti.
Aspettate, disse Jody. Dove state andando?
La mia borsetta... l a terra. Voglio prendere le mie cose.
Era difficile per Kay tenere la voce calma, era difficile muoversi. Ma
doveva farlo, e lo fece.
Si chin sulla borsa e cominci a raccogliere i suoi averi. Jody le si affianc, la osserv raccogliere gli oggetti che si erano sparsi a terra dalla
borsa: fazzoletto, portacipria, specchio, profumo, portachiavi, penna, matita, agendina. Kay li ficc nella borsa. E, nel farlo, sistem gli oggetti pi
pesanti in alto e sganci con un unghia la chiusura del portacipria. Era evidente che nella borsa non aveva armi e avvert Jody rilassarsi mentre lei
sollevava la borsa e si alzava.
Poi si gir e fece oscillare la borsa aperta in avanti, lanciandola contro la

faccia di Jody. Una pioggia accecante di polvere esplose dal portacipria, e


il braccio di Jody si alz a proteggere gli occhi dal portachiavi e dalle punte aguzze della penna e della matita.
E allora Kay si slanci verso di lui per strappargli il revolver. Tossendo,
Jody l'afferr, con la faccia contorta.
Kay non si era accorta di premere il grilletto, ma doveva averlo fatto,
perch improvvisamente la faccia di Jody scomparve. Al suo posto c'era un
ammasso rosso e zampillante. Il giovane arretr, vacill e cadde a terra.
Kay non era preparata a quella vista, n all'odore, n alla sua propria reazione. Si gir, lo stomaco in subbuglio. Il revolver le scivol dalle dita
quando lei si aggrapp ad una bacheca per non cadere.
Per un momento rest immobile, finch i conati di vomito non si furono
calmati. Poi il panico la spinse verso la porta.
Era chiusa a chiave.
E nella serratura non c'era buco.
Guard, e cominci confusamente a capire. Jody aveva chiuso la porta
quando era entrato. Doveva esserci un meccanismo a scatto che la chiudeva dall'esterno.
Ci deve essere un modo. Evitando accuratamente di guardare il corpo a
terra, Kay si gir a raccogliere il revolver. Si mise da un lato per ripararsi,
prese di mira la serratura e premette il grilletto.
Clic.
Premette di nuovo e di nuovo il grilletto scatt a vuoto. Il revolver era
scarico.
Nessun modo.
Guard dall'altra parte della stanza, fiss le tenebre dove gli Dei dell'Egitto erano accucciati o eretti, e sogghignavano deridendola.
Lentamente si avvicin alle statue. Guard il muso di pietra di Sebek,
Horus dal becco di bronzo, le fauci d'ottone di Bast. E dall'alto, sul suo
piedistallo, Osiride aveva l'occhio fisso su di lei.
Nye era l quando lei l'aveva visto l'ultima volta. L, accanto ad Osiride,
Signore dei Morti.
La parete che era dietro la raccolta di statue era solida e intera. Kay fece
scorrere le dita sulla fredda superficie di pietra, ma non not alcun cedimento. Non c'era nessuna uscita segreta da quella parte. Nessun modo.
Si volt a guardare nell'occhio di Osiride, il Signore degli Inferi.
Gli inferi.
Kay guard in basso, tra le ombre che erano dietro al piedistallo. Per po-

co non inciamp nella sporgenza, prima di vederla. L'anello di metallo


sporgeva dal cerchio di ferro che era al livello del pavimento.
Si chin ad afferrarlo. Il pesante coperchio rotondo era perfettamente
equilibrato, cosicch si sollev rapidamente, silenziosamente, senza sforzo.
Kay si inginocchi e fiss la buia apertura. Era cos che Nye era andato
via, attraverso una botola. Non c'erano gradini, solo una serie di pioli che
formavano una scala.
Ma dove portava?
Kay inspir profondamente, poi afferr il primo piolo in alto. Lentamente cominci a calarsi negli Inferi.
Gi. Gi nelle tenebre, gi nell'umidit. Kay scese cautamente lungo la
scala di metallo. Muoveva una mano alla volta per avere una presa salda su
entrambi i lati, poi abbassava un piede per cercare l'appoggio sul piolo posto pi in basso. I pioli sembrava che fossero ad una distanza di una cinquantina di centimetri, il loro piano di appoggio era pi stretto di quello di
una scala normale. Grazie a Dio non ho i tacchi alti, si disse.
La luce che trapelava attraverso la botola diventava sempre pi fioca,
man mano che lei scendeva. Teneva il conto dei pioli: trentuno, trentadue,
trentatre, e si chiedeva quanti altri ce ne fossero. Ma sapeva che non era
importante quando finivano, ma dove finivano.
Si ferm per un momento, aggrappata alla scala nel fosco silenzio. Non
c'era niente da vedere, niente da sentire, e Kay si sent perduta. Senza n
vedere n sentire, poteva basarsi solo sulle sensazioni tattili. I pioli di metallo erano freddi al tatto, l'aria le soffiava sul volto, e la fronte era umida e
ghiacciata.
Il vento che soffiava a folate dal basso doveva provenire da qualche parte all'esterno del pozzo. Se Nye era andato via attraverso quella strada, le
scale dovevano portare ad un'uscita.
Con lentezza, con calma, Kay riprese la discesa. La luce che veniva dall'alto divenne un puntino luminoso, poi scomparve del tutto. Lei ignor il
buio e si concentr sul tenere il conto dei pioli. Dopo aver raggiunto il sessantaseiesimo piolo, il suo piede destro cal su una solida superficie di pietra.
E questo significherebbe quaranta metri? Ma sono tredici piani! Kay
tent di ricordare l'altezza del dirupo su cui sorgeva la casa. Kay doveva
trovarsi alla base, vicino al livello del mare. E, quando tese le orecchie, le

parve di sentire un lontano rimbombo smorzato, ripetuto ad intervalli regolari. Il rumore delle onde che sbattevano contro la parete rocciosa, in lontananza.
Doveva trovarsi un passaggio, ma non c'era nessun modo di capirne le
dimensioni o la direzione in cui procedeva. Kay poteva solo seguire la corrente d'aria che le arrivava sul volto, seguirla fino alla fonte. E se il rimbombo diventava pi forte, voleva dire che si stava avvicinando all'uscita.
Kay abbandon la presa sul piolo di metallo e se ne pent subito. Ora era
sola nel buio. Una volta che si fosse allontanata dalla scala, non sarebbe
mai riuscita a trovarla di nuovo.
Si gir e tese le mani, nel tentativo di toccare le pareti dell'apertura in
cui si trovava. Il braccio sinistro urt contro qualcosa di solido, che sporgeva verso l'esterno, al livello della spalla, e Kay sent le dita stringersi intorno ad una maniglia o leva. Si mosse in avanti con un lieve scatto, e Kay
chiuse gli occhi perch la luce improvvisa le aveva ferito le pupille.
Una fioca fluorescenza si rivers dall'alto e lei ne vide la fonte: il tetto
del tunnel che le si apriva davanti, l, alla base della scala.
La stretta apertura sembrava tagliata nella solida roccia, misurava circa
un metro e venti in larghezza e un metro e ottanta in altezza. Neon tubolari
erano messi a distanza regolare in un tubo protettivo che si stendeva lungo
il soffitto del passaggio, rivelando le pareti, rozzamente tagliate, che serpeggiavano in avanti. La loro superficie rocciosa era umida e chiazzata da
stillanti macchie verdastre di licheni.
Era una caverna scavata dall'uomo, non c'erano dubbi, ed era evidentemente antica. Ma la luce, altrettanto evidentemente, era un'aggiunta recente, e l'interruttore a leva contro cui aveva urtato era un'installazione moderna.
In quel momento un ricordo le attravers la mente; il ricordo spontaneo
e sgradevole dei passaggi sotterranei nella storia di Lovecraft. The Shunned House.
Kay scosse la testa. Era il momento di concentrarsi sui fatti, non sulle
fantasie, e in quel preciso momento solo l'aria era importante. L'aria che
usciva dall'imboccatura del tunnel e proveniva da una fonte che doveva essere dall'altra parte. Doveva esserci un'uscita alla fine del passaggio.
Avanz senza ulteriori esitazioni. Il tunnel era umido e l'odore del mare
era ovunque. L'eco dei suoi passi si fondeva al rimbombo ritmato delle onde che sbattevano contro le pareti rocciose. Come aveva pensato, il tunnel
serpeggiava attraverso la roccia. Dopo poco Kay non vide pi l'apertura

che le era alle spalle. Di tanto in tanto, incontrava aperture pi piccole su


entrambi i lati, come se tutto il dirupo fosse perforato di caverne e gallerie,
ma lei ignor quelle imboccature secondarie e si concentr sul passaggio
centrale, illuminato. La costante corrente d'aria che le soffiava sul volto era
promettente e lei cominci ad accelerare il passo.
Solo quando le fu addosso, Kay avvert il cambiamento graduale che era
avvenuto nella qualit del suono. L'eco dei suoi passi rimaneva costante,
come il rombo soffocato della risacca, ma ora c'era qualcos'altro, qualcosa
che riempiva gli intervalli tra l'assalto furioso delle onde. Qualcosa si
muoveva, non all'esterno ma all'interno.
Kay si ferm, scrut davanti a s. La galleria, avvolta dalle ombre, era
vuota. Non vide muoversi niente, ma quando il ruggito delle onde invisibili si placava, il silenzio successivo era rotto di nuovo da quell'altro rumore,
pi lieve. Che cosa le ricordava?
Fruscii. Insidiosi rumori di passi. Corse di topi: erano parole di Lovecraft. E il racconto era, The Rats in the Walls.
Qualcosa pigol e trill nel buio, ma il rumore veniva dalle sue spalle.
Kay si gir a guardare la galleria. L'estremit era immersa nel buio. Ma
le ombre non scivolano e non si contorcono. Le ombre non hanno occhi.
Li vide guizzare in lontananza, mille occhietti rossi che brillavano su
una massa in movimento che chiudeva il passaggio alle sue spalle, mille
corpi gonfi e neri che galoppavano in uno sciame uscito da un'apertura laterale per ostruire la galleria centrale. Ora udiva gli artigli affilati grattare
la pietra, sentiva il tanfo di quell'orda che le si avventava contro.
Kay cominci a correre, e quelle ombre vive corsero al suo inseguimento. Minuscoli artigli tintinnavano. Le creature stavano guadagnando terreno, si avvicinavano. Ormai erano solo ad un metro da lei, si preparavano a
balzare. I musi zannuti erano aperti, squittivano all'unisono, strillavano la
loro fame. La fame dei topi, i topi nelle pareti...
Vide l'apertura laterale appena in tempo; il vano della porta era inserito
in una stretta nicchia alla sua sinistra. Quando Kay corse verso il vano,
quelle forme pelose e frenetiche si sollevarono. Kay si gir sulla soglia, e
rimase agghiacciata alla vista di quegli occhietti rossi, dei musi pelosi, dei
denti appuntiti e gialli da cui pendevano filamenti di saliva. Un grande topo grigio balz in avanti, verso la sua gamba destra. Kay scalci, strill,
poi si infil nell'apertura, rote su se stessa e tir la pesante porta, che era
socchiusa contro la parete interna.
Per un momento la porta fece resistenza e Kay lott per tirarla in avanti,

mentre l'orda di topi strillava e saltava verso l'apertura.


Poi la porta si chiuse con uno schianto. Dietro di essa, Kay sent i tonfi
dei corpi, le strida, gli squittii. Ma la porta mantenne. Era una barriera modernissima di metallo robusto, agganciato a cardini scintillanti. Kay la
guard per un attimo. Affannava, si sforzava di ritrovare il fiato e la calma.
Solo quando ci riusc, si gir a guardare la stanza.
E si trovava veramente in una stanza, non una caverna naturale o scavata
dall'uomo. Le pareti squadrate dell'enorme camera rivelavano chiaramente
la mano di operai esperti. La luce fluorescente si spandeva da fessure che
si aprivano simmetricamente sul soffitto. Il ronzio che si sentiva indicava
la presenza di un macchinario che era in funzione da qualche parte.
Aria condizionata? L'idea sembrava assurda, ma quel rumore somigliava
al ronzio continuo, persistente, di un gigantesco condizionatore d'aria in
funzione. E faceva freddo in quella stanza, molto pi freddo che nel passaggio umido che era all'esterno.
Quando ritrov la calma. Kay ebbe la conferma finale dell'attivit di esseri umani in quella stanza. Il lungo passaggio aperto che portava ad un'altra porta all'estremit opposta era coperto su entrambi i lati da file di casse
di metallo. Ognuna era alta un metro e venti, larga sessanta centimetri, e
lunga circa due metri. La parte superiore era piatta e sembrava ricoperta da
un involucro di alluminio. Ad un'occhiata superficiale, sembrava che i contenitori metallici fossero parecchie centinaia.
Quando Kay abbass lo sguardo sul pavimento del passaggio che si apriva tra le due file, not un intrico di tubi che partivano dalla base di ciascuna cassa e le univano l'una all'altra. Il ronzio aument e soffoc il rumore delle creature che erano nel passaggio esterno, ma questo nuovo rumore aveva qualcosa di inquietante. Era una pulsazione ritmica, simile al
profondo pulsare di un cuore gigante.
Kay acceler il passo, e fece del suo meglio per ignorare il rumore che si
alzava da entrambi i lati. Ma non poteva ignorare il gelo crescente e gli involontari brividi che la scuotevano.
Il freddo emanava dalle casse. Centinaia di casse refrigerate, simili ai
contenitori di un enorme cella frigorigera.
L'impulso la spinse a guardare una cassa che era alla sua destra. La curiosit la port a fermarsi e fece afferrare alle sue dita la gelida maniglia
metallica che sporgeva dal sottile involucro di alluminio che copriva il
contenuto della cassa. L'involucro doveva poggiare su guide mobili, perch al suo tocco la copertura scivol all'indietro e rivel quello che c'era al

di sotto.
C'era solo un altro strato protettivo, questa volta di plastica spessa e trasparente. Kay vide che cosa conteneva la cassa.
Un intrico di fili e tubi che si avvolgevano in un liquido torbido, gorgogliante e luccicante. I fili si avvolgevano a spirale e terminavano in morsetti che erano attaccati alla forma galleggiante nel liquido: un cadavere sorridente.
Era il cadavere nudo di un uomo anziano, scarno ed emaciato, messo a
faccia in s in quella soluzione lattiginosa che gorgogliava contro gli arti
rinsecchiti, l'ossuta cassa toracica, la frangia penzolante di sottili capelli
bianchi che incorniciavano le guance scavate.
La cassa conteneva la morte. Avvolto dai fili come una marionetta mostruosa, il corpo ballonzolante ghignava attraverso il turbine ribollente.
E aveva gli occhi aperti.
Kay non url. Rest immobile, lasci che il freddo la penetrasse, inal il
tanfo di ammoniaca, mentre parole insensate le attraversavano la mente.
Non morto ci che pu vivere in eterno.
Una frase di Lovecraft. E, di nuovo, un suo racconto. Cool Air, si chiamava: raccontava dei rozzi tentativi di prolungare e preservare la vita con
la refrigerazione artificiale, avvenuti pi di cinquant'anni prima.
Prolungare la vita: era un tema a cui quello scrittore aveva accennato pi
volte. E poi il tema degli antichi sopravvissuti, risorti o eterni, in He, The
Festival, The Terrible Old Man. E quell'altro uomo, il cannibale di The
Picture in the House.
Ma quel corpo nella cassa non era nutrito con il sangue, o con mezzi
primitivi di conservazione. In quella stanza era presente la moderna realt
della criogenia. Carne congelata, putrefazione interrotta in un'animazione
sospesa, l'ibernazione in attesa del giorno della rinascita.
E nelle altre casse...
Kay scopr a caso gli involucri degli altri contenitori, sapendo che cosa
avrebbe trovato. Ogni cassa conteneva un cadavere. In una c'era un uomo
di mezza et, lustro e sorridente, le guance gonfie di una grassezza oscena,
ancora pi orribile della magrezza. In un'altra, il corpicino di un bambino
che si muoveva tra i tubi che nutrivano le vene congelate, per impedire il
disseccamento e la putrefazione. E una ragazza, molto simile a Kay: le
labbra blu erano atteggiate ad un segreto sorriso. Gli occhi vitrei specchiavano i sogni della morte.
Quante centinaia di morti erano stipati in quel luogo, prigionieri della

criogenia, in attesa del risveglio?


Kay si allontan, si affrett verso la porta che era alla fine del passaggio,
pregando che non fosse chiusa. Qualsiasi cosa ci fosse aldil, non poteva
essere peggio di quello che c'era in quella camera.
Con suo sollievo la porta si apr facilmente e rivel un altro corridoio
fiocamente illuminato. Lei si ferm per un attimo sulla soglia, grata del
flusso di aria pi calda che le colpiva il viso.
E l'aria si muoveva veramente. Il che significava che era di nuovo nella
direzione giusta. Da qualche parte, alla fine del tunnel, c'era l'uscita che lei
cercava.
Kay si avvi lungo la galleria. Le sue dimensioni erano molto simili a
quelle della galleria che aveva appena attraversato e l'illuminazione era
simile. Quando Kay avanz, il ronzio si plac, e non si sent lo scalpiccio.
Si ritrov di nuovo ad oltrepassare nicchie, altre porte che si aprivano nelle
pareti laterali del tunnel. Cerc di non pensare che cosa potesse celarsi aldil, e non si ferm a investigare. Invece Kay concentr la propria attenzione sul vento umido che entrava da qualche parte davanti a lei. Avanzava
in trepida attesa.
Il tunnel curv a destra e lei lo segu, notando che la pendenza del pavimento roccioso saliva gradualmente. Quel tunnel doveva condurre all'uscita, doveva essere la strada verso la libert. Kay acceler il passo, cosciente
del rumore che faceva nel respirare affannosamente. E poi...
L'altro rumore.
In lontananza, l'eco smorzata di un clangore. Il clangore di porte, delle
porte di metallo che si aprivano ai lati del tunnel alle sue spalle.
Kay si gir a guardare la galleria, verso il punto in cui curvava. La distesa rocciosa era vuota, il buio lontano deserto.
Ma da qualche parte, aldil della svolta, il rumore avanzava verso di lei,
trasformandosi. Il clangore era cessato, e al suo posto arrivava l'inconfondibile tonfo di qualcuno che si muoveva. Ma, diversamente dal rumore di
passi o dallo scalpiccio delle zampe di animali, il ritmo era irregolare. Quei
tonfi facevano pensare ad uno zoppicho, accompagnato da strascichii e
stridii che facevano pensare ad una creatura che strisciasse invece di camminare.
E allora, improvvisamente, Kay avvert un odore disgustoso, di pesce;
un tanfo nauseante che le arrivava dalla stessa fonte del rumore, e cresceva
insieme ad esso. Tra pochi istanti i suoi inseguitori sarebbero apparsi nel
rettilineo del tunnel che era alle sue spalle, e Kay si irrigid in attesa di ve-

derli.
Allora la luce se ne and.
Le tenebre l'avvolsero, e dalle tenebre si alz il rumore: tonfi, colpi, stridii provocati da una creatura invisibile che le si avvicinava. Ma questo non
era il peggio.
Il peggio era il nuovo rumore che si stagliava sugli altri, l'inconfondibile
mormorio di voci, che non avevano nulla di umano. Una babele bestiale di
latrati, ringhi e gracchi profondi e gutturali.
Kay si gir e corse, corse alla cieca, con le braccia tese in avanti per ripararsi dagli urti contro le pareti serpeggianti. I piedi battevano contro il
pavimento del tunnel la cui pendenza aumentava sempre di pi. La superficie di pietra era umida e scivolosa, resa infida da rivoletti di invisibile
umidit.
E dal buio dietro alle sue spalle, i rumori incalzavano, i tonfi, i colpi, gli
scalpiccii si frammischiavano alle strida rauche e agli ansiti, che alludevano allo sforzo crescente fatto per raggiungerla. Il frastuono crebbe, l'onda
dell'odore nauseabondo divenne ancora pi intensa.
Ma davanti c'era una luce. Una luce fioca che proveniva da un'apertura
circolare che era in alto: l'uscita del tunnel.
Tendendosi per lo sforzo, Kay si slanci in avanti, corse per raggiungere
l'uscita. Affannando, si arrampic lungo l'ultima salita, E cadde.
Per un momento perse conoscenza per lo shock della caduta, quando il
suo corpo urt contro la roccia scivolosa.
Poi la coscienza torn quando si sent toccare la spalla.
Cerc di sgusciare via, ma il tocco divenne una stretta, la stretta divenne
una morsa ferrea. E, al di sopra del balbettio, degli ansiti, dei gracchi e dei
ringhi selvaggi, arriv il suono di una voce.
Kay, non lottate contro di me, per l'amor di Dio, presto!
Lei apr gli occhi mentre Mike Miller la tirava in piedi e la trascinava attraverso l'apertura.
Il resto fu una serie di impressioni momentanee, confuse. Visioni di luce
frammischiate al buio. Una visione fulminea della stretta sporgenza rocciosa a picco sul mare con cui finiva il tunnel. L'immagine della lancia a
motore che dondolava sul mare. La faccia ansiosa di Mike che la guardava
mentre l'aiutava a scendere nella barca. Le vibrazioni contro il suo corpo
disteso quando il motore sal di giri e la lancia cominci a muoversi rapidamente verso il largo. Un'ultima visione dell'apertura della caverna, man
mano che la costa si allontanava.

Qualcosa riemp quell'apertura, si stagli nell'ombra: si sentirono tonfi,


zoppichii, gracchi e belati. Tra qualche momento sarebbe balzata fuori. Ma
quel momento non arriv mai.
Invece si sent il boato dell'esplosione, che provoc una pioggia di rocce
e pietrisco sull'entrata della caverna mentre tutto il dirupo sembr tremare
in una convulsione cosmica. Un rumore assordante, una luce accecante, e
una torsione, fu quello che Kay vide e sent mentre la barca accelerava. Poi
sent che le braccia di Mike Miller l'accoglievano mentre lei cadeva all'indietro.
Quindi furono solo tenebre.
Passarono ventiquattro ore prima che Kay riprendesse conoscenza, ma
ebbe degli intervalli di coscienza. I ricordi di quei momenti consistevano
quasi esclusivamente di sobbalzi e rumori vagamente identificabili.
Il rumore del motore della lancia che borbottando si avvicinava alla riva.
La sensazione di essere portata, un po' barcollando un po' appoggiandosi a
qualcuno, ad un'auto in attesa. Il calore rassicurante della spalla di Mike
quando Kay le si appoggi nell'auto che correva. La sensazione di essere
portata da quell'auto in un altro posto dove rombavano altri motori. La
pressione che aumentava contro i suoi timpani mentre le pulsazioni aumentavano, e di nuovo la pressione quando la pulsazione divenne un ronzio. Ancora una volta la sensazione di essere portata e di un'altra corsa in
un'auto con Mike accanto. Infine dei passi barcollanti che finirono quando
affond nella morbidezza di un letto. E, poi, inevitabilmente...
Dove sono?
Kay apr gli occhi e alz lo sguardo su Mike che le era accanto, nel cerchio di luce di una lampada.
casa mia, disse. Siete a Washington.
Ma come ci sono arrivata?
Ne parleremo dopo. Il Dr. Lowenquist vuole che riposiate. Mentre
parlava, Mike prese una bottiglia e un bicchiere da un tavolino, e vers il
contenuto dell'una nell'altro. Ecco, bevete questo.
Kay bevve e si arrese al sonno. Questa volta non ebbe pi momenti di
coscienza e, per fortuna, non fece sogni.
Quando si svegli Mike era l: sul tavolino accanto al letto c'era un vassoio con dei piatti coperti. Con sua grande sorpresa, si accorse di avere
fame, e di essere perfettamente in grado di alzarsi a sedere e di mangiare
da sola.

Il cibo la rinvigor e l'aiut ad affrontare la conversazione che segu. Insieme, ricostruirono gli avvenimenti dei due giorni precedenti.
La squadra di sorveglianza di Mike era stata veramente colta di sorpresa
e uccisa, proprio come le aveva detto Nye. Ma, malgrado le sue precauzioni, Nye non aveva pensato che qualcuno potesse controllare l'uscita sul
mare, e perci Mike era riuscito a trovare lo sbocco della caverna con la
lancia e ad andare a salvarla.
E l'esplosione?
Mike si strinse nelle spalle.
Nye doveva aver minato quel passaggio, con dei detonatori che potevano essere attivati con la sola pressione di un piede. Fortunatamente voi li
avete evitati. Quando la caverna esplosa, crollato tutto il dirupo, portando con s anche il museo. L'esplosione ha rotto tutti i vetri da Santa
Monica a Oxnard. Sul posto al lavoro una squadra di operai, ma non riusciranno mai a scavare tra quei detriti abbastanza da trovare qualcosa.
Che cosa accaduto a Nye?
Quando vi ho lasciato deve essere andato direttamente allo Starry Wisdom Temple. Almeno, cos immaginiamo, perch nello stesso momento
in cui il dirupo crollato, si scatenato l'inferno nella South Normandie.
Un'altra esplosione?
Mike scosse la testa.
Un incendio. Ma cos improvviso e cos devastante, che stato indubbiamente doloso. Tutto l'edificio stato distrutto in pochi minuti. E questa
volta ci sono state vittime: sono stati trovati almeno una dozzina di corpi,
secondo le ultime notizie.
Compreso Nye?
Non lo sappiamo. Le vittime erano incenerite, bruciate e rese irriconoscibili. Erano suoi seguaci, non c' dubbio, ma non credo che Nye avesse
intenzione di uccidersi. Si voleva solo assicurare di non lasciare prove dietro di s.
Kay aggrott la fronte.
Prove di che cosa?
Possiamo servirci del vostro aiuto per stabilire questo punto. Mike si
sedette sul letto accanto a lei. Pensate di riuscire a dirmi esattamente
quello che avvenuto la notte scorsa?
Tenter.
Bene.
Mike premette la superficie del cassetto che era sotto il tavolino. Si sent

un lieve scatto.
Che cos'?
Un registratore incorporato. Vi stavamo registrando nel caso aveste
parlato nel sonno. Sogghign. Talvolta questi aggeggi da romanzo di
spionaggio tornano utili. Vi dispiace se comincio con qualche domanda?
Kay annu.
Fate pure. Forse possiamo dare un senso a tutta questa storia.
Ma le domande di Mike e le risposte di Kay non avevano nessun senso.
Non finch la stessa Kay prese le redini dell'interrogatorio: allora le risposte di Mike ebbero un senso che lei non era preparata a sentire, tantomeno
ad accettare.
Il vostro sospetto a proposito del racconto Cool Air, era esatto, naturalmente, le disse. Abbia o non abbia preso l'idea da Lovecraft, sembra
probabile che le installazioni criogeniche facessero parte del grande piano
di Nye. Doveva aver promesso ai suoi convertiti pi ricchi il dono della resurrezione futura quando il Grande Giorno fosse arrivato. Per esempio, gi
sappiamo che Elsie Probilski scomparsa poco dopo aver donato il museo
e la propriet del dirupo alla setta. Abbiamo seguito le sue tracce fino ad
una clinica privata di Mexico City, dove veniva sottoposta ad un trattamento poco ortodosso per il cancro. Ha lasciato quella clinica molti mesi
fa ed scomparsa. possibile che sia stato Nye a farla sparire. Scommetto
che era uno dei soggetti criogenici nella stanza refrigerante che avete visto
voi.
E i topi?
Sono incline ad attribuirli al caso, piuttosto che a Lovecraft. Quei tunnel erano un santuario naturale per loro. Da quello che dite, tutto il dirupo
doveva essere traforato da caverne e gallerie. I seguaci di Nye ne usavano
qualcuna e avevano apportato i miglioramenti necessari ai loro scopi. E
poi, secondo la vostra esperienza, non erano solo i topi ad essersi rifugiati
in quei tunnel. Quegli altri che vi inseguivano...
Vi prego, Kay scosse in fretta la testa. Ci stavo pensando. Forse mi
sbagliavo.
Come possibile?
Vi ho detto quanto fossi spaventata. Forse stata la mia immaginazione
a giocarmi quei brutti scherzi. Quei passi che ho sentito potevano appartenere a qualche seguace di Nye, agli assassini, come li chiamate voi, invece
che a...
Invece che...?

Non ne voglio parlare.


Allora lo far io. La faccia di Mike era truce. Stavate pensando di
nuovo a Lovecraft. Al suo racconto, The Shadow over Innsmouth. E alle
creature che emergevano dal mare per accoppiarsi con gli uomini e generare ibridi semi-umani.
Ma questa solo una leggenda, come quella delle sirene. Nessuno ha
mai visto creature come quelle descritte da lui.
Mike scosse la testa.
Lovecraft diceva che all'inizio quegli ibridi hanno un aspetto abbastanza umano. solo nella maturit che comincia il cambiamento, ed essi sono
costretti ad andare a nascondersi. E se quel dirupo traforato da caverne era
un nascondiglio simile? Un rifugio per creature che saltellano, strisciano e
gracchiano. Voi le avete sentite...
Ho sentito quei rumori, s. Ma non ho visto niente.
Siatene felice.
Kay lo guard.
Significa che voi le avete...?
Forse. Mike annu lentamente. Quell'esplosione non passata inosservata. L'intera parete del dirupo si spezzata ed crollata in mare. Perci la Polizia e i Vigili del Fuoco non hanno potuto fare niente quando sono arrivati, tranne che creare un cordone intorno alla zona. I cutter della
Guardia Costiera sono stati avvertiti immediatamente di pattugliare la costa e ricuperare tutto quello che risaliva a galla. Uno di loro stato fortunato o sfortunato e ha trovato qualcosa.
Ma, prima che cominciassero a circolare strane voci, i nostri agenti sono intervenuti. Hanno requisito la cosa che era stata ritrovata, l'hanno avvolta col ghiaccio secco e l'hanno portata al nostro laboratorio per l'esame
e l'analisi. Sono andato a dare un'occhiata poche ore fa.
Kay si sollev su un gomito.
Che cos'era?
Mike esit, poi inspir profondamente.
Un corpo. Parte di un corpo, per essere esatti. La testa e il busto erano
quasi intatti, ma le braccia e gli arti inferiori mancavano, e la faccia non esisteva pi. Quello che restato sembra umano, ad un primo sguardo.
stato uno dei patologi che ha sottolineato il significato delle formazioni
che sono su entrambi i lati del collo. Le ha identificate come branchie rudimentali, poi si corretto.
Non erano branchie?

Non erano rudimentali. Mike annu. Le analisi indicano che questi


organi erano in uno stato di sviluppo parziale, con i segni evidenti di una
crescita in atto. Altri esami hanno rivelato le caratteristiche del sangue, che
non corrispondono a nessuna classificazione nota.
Il soggetto cos che chiamano quella creatura non annegato,
ma aveva acqua nei polmoni. E gli stessi polmoni non hanno una conformazione fisiologicamente normale. come se si stessero adattando alle
branchie funzionali. C' anche una relazione preliminare dell'ortopedico,
che rivela altri cambiamenti nella struttura ossea. Anomalie, penso che
questo sia il termine tecnico, che riguardano la colonna vertebrale. E qualcosa a proposito dell'atrofia della cassa toracica. Naturalmente si scatenato l'inferno: tutte le persone coinvolte hanno una propria teoria. Grazie a
Dio, la faccia stata distrutta.
Ma sono pronti a procedere all'autopsia e alla dissezione e, una volta
che avranno dato un'occhiata al cuore e agli altri organi, temo che non avranno pi dubbi.
Che cosa accadr allora?
Niente, se possiamo evitarlo. Tutto il personale del laboratorio sar tenuto sotto stretta sorveglianza. Questo ci pu far guadagnare del tempo,
ma non possiamo tenere la storia nascosta per sempre.
Giornali e televisione si sono impossessati della storia dell'esplosione
ed stata una fatica tenere lontane dalla zona le telecamere della televisione. La ricerca della Guardia Costiera viene svolta di nascosto. Le lance
stanno ancora pattugliando la costa, ma finora non emerso niente in superficie. Il prossimo passo sar mandare sul fondo dei sommozzatori, sebbene ho il presentimento che non riusciranno a passare attraverso la frana.
Almeno, cos spero.
Kay annu.
Se riuscirete a non far trapelare la storia, non si creer panico. E anche
se alla fine dovesse trapelare, almeno il pericolo sar finito.
Vorrei che fosse cos facile, disse Mike.
Che cosa significa?
Mike si alz, si avvicin al tavolino, allung la mano e spense il registratore incorporato nel cassetto.
Il Dr. Lowenquist tra poco passer a chiedere come state. Vedete di
riuscire a dormire finch non arriva.
Non rispondete alla mia domanda?
Non appena Lowenquist dir che potete alzarvi, fisseremo un incon-

tro.
Un incontro?
Con i miei colleghi. per questo che vi hanno voluto qui a Washington: hanno anche loro delle domande da farvi.
Ma sono le risposte che a me interessano.
Anche a noi. Mike annu. Il problema che non possono esserci risposte.
La mattina seguente il Dr. Lowenquist diede il suo assenso, e Kay si alz, piacevolmente sorpresa nello scoprire quanto si sentisse bene. Fu ancora pi sorpresa nello scoprire che erano arrivati i suoi vestiti e i suoi effetti
personali, accuratamente piegati nelle valigie, in attesa che le servissero.
Ogni irritazione all'idea che fosse stata invasa la sua privacy scomparve
presto, sostituita dal piacere di scegliere biancheria e abiti puliti e di rendersi presentabile al prossimo incontro. Mike Miller le aveva detto di essere pronta per le sette di quella sera. Egli arriv poco dopo che Kay aveva
finito la cena portatale da uno degli uomini del Servizio di Sicurezza, un'ora prima.
Era strano quanto si fosse abituata in fretta alla loro presenza e a vivere
con quelle strette misure di sicurezza. Era solo grazie a quelle misure che
lei viveva ancora.
Kay si rese improvvisamente conto di non aver mai espresso tutta la gratitudine che sentiva per Mike. Voleva farlo allora, ma avvert che l'uomo
non era nello stato d'animo di ascoltare. Dopo il loro scambio iniziale di
saluti, la condusse al pianterreno, alla sua auto, e immediatamente accese
la radio, come per creare una barriera di suono tra loro. Qualcosa lo turbava, non c'era dubbio, ma qualsiasi cosa fosse, sembrava deciso a tenerla
per s.
Uscirono dalla citt. La pioggia batteva monotona sul parabrezza, e Mike dedicava tutta la sua attenzione al traffico serale che avanzava lentamente sull'asfalto sdrucciolevole dell'autostrada. Kay si appoggi allo
schienale del sedile in un finto abbandono ai suoni sommessi che provenivano dalla radio, e lanci un'occhiata furtiva al suo compagno.
Domande e risposte. Questa era stata la sostanza della loro conversazione precedente. Ma non era la sostanza di tutte le conversazioni, la sostanza,
in realt, di tutti i rapporti? La vita stessa era solo un breve periodo di meditazione tra due grandi domande senza risposta; i misteri della vita e della
morte.

E la conversazione non era un mezzo soddisfacente di comunicazione.


Per esempio, Mike, come la maggior parte della gente, non aveva un solo
tipo di linguaggio. A volte usava il dialetto, come faceva anche Kay. Ma
era capace di servirsi di un vocabolario completamente diverso quando discuteva l'opera di Lovecraft e il rapporto che aveva con Nye.
Nye aveva la stessa versatilit verbale, passava dal gergo della strada all'oratoria evangelica o alla terminologia colta di Lovecraft.
Quanto era diverso il linguaggio delle persone nei drammi e nei film! In
quelle opere, un personaggio veniva identificato dall'uniformit del suo stile di linguaggio. Ma, in realt, il linguaggio di una persona, come i suoi
pensieri, la sua vera personalit, erano infinitamente pi complessi.
Le parole offrivano solo un indizio parziale, ed erano ugualmente utili
come copertura. Il Reverendo Nye era un esempio perfetto, con il ruolo
che si era scelto. Kay non aveva idea di quali fossero le sue vere motivazioni, di quanta verit ci fosse nelle sue parole, di quanto vi credesse egli
stesso. A questo proposito, le stesse domande si applicavano a Mike. Non
l'aveva ingannata quando si erano conosciuti? E dopo, fingendo di essere
sincero, non le aveva tenuto nascosto quello che sapeva sul pericolo costituito da Nye?
Ma, parole a parte, una cosa sembrava certa. Il pericolo esisteva. E la
domanda restava. Ma quale era il pericolo?
Nella sua preoccupazione, Kay non osserv dove si stessero dirigendo.
Quando alz gli occhi, fu sorpresa di vedere che avevano lasciato l'autostrada e stavano correndo lungo una strada di campagna, spazzata dalla
pioggia. Davanti a loro, alla luce dei fari, si stagliava un'area recintata di
rete metallica, dietro la quale era visibile il capannone di una fabbrica.
L'auto si ferm ad un cancello e Mike spense le luci per segnalare la sua
presenza alla guardia che usc da un cubicolo per farli entrare. Quando i fari si riaccesero, illuminarono un cartello di legno su cui era scritto: Pinckard Salon Furniture.
L'auto percorse il viale d'accesso e si and a fermare direttamente davanti all'ingresso del capannone. Mike usc dall'auto e Kay lo raggiunse. Si
avvicinarono alla porta, e l'uomo premette un pulsante. La porta si apr
attivata, comprese Kay, da un controllo elettronico e lui le fece cenno di
entrare prendendola per un braccio.
Di nuovo il pensiero del pericolo le attravers la mente, ma la stretta di
Mike era sicura. Guard davanti a s, irrigidendosi in attesa di uno shock
improvviso.

Con grande sorpresa, Kay si ritrov in una vera fabbrica di mobili, vivacemente illuminata. Non c'era da equivocare sulla natura dei torni e dei
macchinari. Sebbene la catena di montaggio fosse ferma, l'odore di segatura fresca testimoniava che aveva funzionato di recente. Dietro una vetrata
alla sua sinistra, vide il reparto dei tappezzieri, ingombro di ritagli di stoffe. I cubicoli degli uffici erano allineati lungo la parete destra, ma Mike la
condusse oltre. Percorsero il corridoio, fino ad un montacarichi che era inserito nella parete posteriore.
Mi volete dire dove stiamo andando?, mormor lei, quando salirono
sulla piattaforma.
Gi, disse Mike.
la porta si chiuse rumorosamente e il montacarichi cominci a scendere.
Ancora una volta le torn alla mente la domanda: quale era il pericolo?
Cinque piani pi sotto trov la risposta.
La sala delle conferenze era grande, ben illuminata e ampiamente fornita
di ogni mezzo audio-visivo. Kay not sulla parete destra lo schermo per i
film o per la proiezione delle diapositive. Sulla sinistra c'era lo schermo
per guardare la televisione a circuito chiuso. Sulla parete pi lontana era
appesa un'enorme carta geografica del mondo. Al di sotto c'era l'impianto
di registrazione, nel quale un nastro si avvolgeva silenziosamente.
Il lungo tavolo rivestito di plastica, che era al centro della sala, aveva incorporati dei microfoni davanti ad ognuna delle venti sedie che erano sistemate lungo la sua circonferenza. Diciotto di quelle sedie erano gi occupate, le uniche libere erano le due poste ad uno dei due capi. Quando
Kay e Mike sedettero, non restarono pi posti vuoti.
Il brusio delle conversazioni non si interruppe al loro arrivo, n la coppia
sembr essere oggetto di un esame particolare. Non fu fatta nessuna presentazione e Kay pot solo lanciare occhiate curiose ai propri compagni.
Quell'esame aument la sua confusione. Non trov nessuna coerenza
nell'aspetto dei presenti. Andavano da uomini dell'et di Mike a persone
anziane, e c'erano altre due donne, entrambe con i capelli grigi e vestite
piuttosto sciattamente. Il tipo di abbigliamento non offriva alcun indizio.
Se pure qualcuno degli uomini era uno scienziato, non apparteneva al tipo
fumatore di pipa e con il camice bianco, familiare ad ogni spettatore di
film dell'orrore. Parecchi di loro avevano il portamento rigido e l'espressione severa che in genere si attribuiscono agli alti gradi militari, ma non
indossavano uniformi. E almeno tre dei pi giovani erano barbuti quanto i

seguaci del Reverendo Nye. I loro giubbotti e i loro jeans sembravano indefinibili quanto i completi grigi degli altri.
Allora Kay si gir a porre una domanda a Mike, preparandosi ad alzare
la voce al di sopra del brusio delle conversazioni che si svolgevano intorno
al tavolo. Ma improvvisamente il ronzio cess per essere sostituito da un
silenzio denso di aspettativa, rotto solo da qualche nervoso colpo di tosse.
Un uomo alto, calvo, seduto all'altro capo del tavolo, sotto la carta appesa al muro, si alz e diede qualche colpo sul tavolo per richiamare l'attenzione. Ogni incertezza riguardo alla sua posizione di comando fu dissipata
dalla presenza di un imponente schieramento di raccoglitori e di documenti
rilegati ammucchiati sul tavolo, davanti a lui, e le sue parole confermarono
la sua autorit.
La maggior parte di voi non si conosce, disse. E pochi di voi conoscono me. Ma non perder il tempo a fare presentazioni.
L'importante che io vi conosca, dalle vostre relazioni dai verbali, dalle conversazioni registrate, deposizioni e dossier. Fece un gesto verso i
raccoglitori e i documenti ammassati davanti a lui. Questa solo una frazione, una piccola parte di quello che abbiamo esaminato negli scorsi due
anni. La quantit di materiale che abbiamo scartato le piste false, le testimonianze inconsistenti, le beffe, le sciocchezze, i deliri e le assurdit
complete avrebbe probabilmente riempito questa stanza, perfino se ridotta a microfilm. Ma quello che resta stato studiato, analizzato, computerizzato, sottoposto ad ogni possibile prova di autenticit. verificato.
per questo che siete qui. Perch ciascuno di voi ha offerto dati validi
a questa ricerca, una ricerca che molti di voi non sanno nemmeno che esiste.
L'uomo alto guard una per volta le persone intorno al tavolo.
Alcuni di voi hanno una cultura accademica in un'ampia variet di discipline: letteratura, antropologia, archeologia, astrofisica, geologia, parapsicologia avanzata. Ciascuno di voi ha compiuto delle ricerche che hanno
risvegliato l'attenzione di questa organizzazione. A causa della natura di
quella ricerca, un certo numero di voi stato chiamato e interrogato, e invitato a far procedere i propri studi nella stessa direzione. Nello stesso
tempo avete acconsentito a non diffondere o pubblicizzare le vostre scoperte, e ad agire nella massima segretezza.
Ci furono involontari cenni di assenso e mormorii da parte di alcuni degli ascoltatori quando l'uomo alto si ferm: poi riprese.

Ciascuno di coloro che hanno collaborato sente che il proprio lavoro


stato non ortodosso, aperto ai dubbi del cosiddetto establishment scientifico e, soprattutto, unico nel proprio campo.
E cos stato. Ma quello che non sapete che i vostri compagni qui
questa sera altri studiosi e ricercatori, che si occupano di aree interamente diverse e apparentemente non collegate sono stati impegnati in
compiti simili. E che le loro teorie, i loro esperimenti, le loro esperienze,
hanno tutti un rapporto con lo stesso soggetto.
Altri mormoni, questa volta di sorpresa, interruppero l'oratore. Egli fece
cenno di fare silenzio.
Un'altra era la caratteristica comune dei vostri sforzi individuali: la
convinzione di esservi imbattuti, nel corso delle vostre ricerche, in qualcosa che non solo era nuova e senza precedenti, ma anche pericolosa. In una
parola, una possibile minaccia alla sicurezza mondiale.
Avevate ragione.
Si alz di nuovo il mormorio e l'uomo alto batt sul tavolo per richiamare l'attenzione.
Non un giudizio di valore irragionevole, una conclusione determinata
affrettatamente. I vostri dati, cos come ci sono arrivati e sono stati immessi nel computer, formavano uno schema in sviluppo. Ma non era un quadro
n completo n comprensibile. Quello che avevamo, in effetti, erano i pezzi di un puzzle che sembravano combaciare. Ma c'erano dei vuoti, dei pezzi mancanti.
Allora l'operazione stata ampliata, si estesa fino a comprendere la
collaborazione dei militari e dei Servizi di Sicurezza. Quello che loro hanno scoperto sono le connessioni. Connessioni in campi ben lontani dalla
portata della nostra ricerca particolare. Connessioni che riguardano faccende apparentemente disparate come le attivit terroristiche internazionali, gli assassinii politici, le irregolarit geofisiche e i sollevamenti della
crosta terrestre; le epidemie di psicosi, e la nascita di movimenti religiosi
come quelli descritti nella conversazione registrata tra una giovane donna e
uno dei nostri agenti, che avete ascoltato in precedenza.
Kay si sent arrossire quando comprese il riferimento, ma la mano di
Mike sul suo braccio le offriva sicurezza.
Due anni di lavoro di squadra, due anni di sforzi di gruppo, due anni di
lotte politiche e di interferenze burocratiche, ma alla fine i pezzi si sono
uniti e abbiamo il quadro completo. Un quadro tanto sconvolgente, ma cos chiaro e innegabile, che le fonti ufficiali non hanno pi avuto dubbi e

creato ostacoli. Sono pienamente convinti, come noi, che quanto stato loro mostrato la verit. Una verit che deve essere affrontata senza ulteriori
indugi.
Il risultato che voi siete stati convocati qui come membri di una speciale unit operativa, parte di un'operazione pi generale che stata ufficialmente definita Progetto Arkham.
Arkham? Kay si tese al suono di quella parola. Non era il nome...
Un'etichetta stupida. L'uomo alto si strinse nelle spalle. Ma forse no.
Perch simbolizza l'opera di Howard Phillips Lovecraft, il cui nome e i cui
scritti sono noti a tutti voi.
L'oratore si ferm e ci fu di nuovo una reazione sorpresa da parte del
pubblico. Una reazione condivisa da Kay. Era vero che tutti i presenti conoscevano Lovecraft? E se era cos, come e perch?
Fin dall'inizio, qualcuno di voi cui erano gi note le sue opere, ha notato alcune similitudini con i fenomeni che avete sottoposto alla nostra attenzione. Questo ha originato il nostro primo sospetto che tutti i dati facessero parte di un disegno pi generale. Quando la nostra ricerca si approfondita, abbiamo ricevuto altri resoconti da persone che non sapevano
niente di Lovecraft. diventata nostra abitudine far s che l'opera di Lovecraft fosse nota a tutti loro, perch i fatti presentati da loro corrispondevano alle fantasie che egli aveva scritto.
Kay lanci un'occhiata a Mike. Egli annu, con aria indifferente, mentre
l'oratore continuava.
Di conseguenza, sapete tutti che Arkham il nome di una citt del New
England che fa da sfondo a molti dei racconti di Lovecraft. Come altri nomi di luogo nelle sue opere Dunwich, Kingsport, Innsmouth, la Miskatonic University non esiste al di fuori della sua immaginazione.
La stessa cosa vale per il libro di stregoneria e magia nera che viene citato nelle sue storie: il Necronomicon. Lo stesso Lovecraft ne neg l'esistenza. Ma noi non possiamo escludere la possibilit che sia realmente esistito, magari con un altro nome, che Lovecraft tenne nascosto per ovvi motivi. Di una cosa siamo assolutamente certi: Lovecraft non scriveva opere
di fantasia, anche se a quell'epoca cos sembrava.
Durante gli ultimi cinquant'anni sono stati compiuti progressi notevoli
nel campo della fisica. Alcune delle persone responsabili dei progressi e
delle scoperte pi recenti sono sedute qui a questo tavolo. Lasciatemi citare qualche esempio, senza fare nomi.
Nel suo racconto breve, At the Mountains of Madness, Lovecraft de-

scrive una spedizione antartica, che si imbatte nelle rovine di un'antica citt in una zona montagnosa inesplorata, una citt un tempo apparentemente
abitata da creature aliene che venivano dalle stelle.
Quando scrisse questo racconto, l'esplorazione dell'Antartide era appena cominciata, e non c'era nessuna ragione di credere che in quella terra
ghiacciata e desolata fosse mai fiorita un'avanzata forma di vita. Da allora
stato scoperto molto a proposito della deriva dei continenti. Movimenti
massicci che hanno provocato lo spostamento dei poli. Ere glaciali che
hanno apportato mutamenti tremendi nel clima. Periodi di milioni di anni,
durante i quali l'Antartide era una regione tropicale. ormai accertato che
in quella regione devono essere esistite delle forme di vita, in epoche preistoriche, la cui natura era completamente estranea alla nostra. Studi pi recenti hanno rivelato la possibilit che zone pi calde si trovino dietro le
barriere montagnose, forse perfino sotto la calotta polare stessa.
La citt di Lovecraft potrebbe trovarsi l, sotto l'altipiano che si chiamava Leng. La regione inesplorata dell'Australia che lo scrittore descrive
nel libro The Shadow out of Time, pu svelare i suoi segreti. Per quanto riguarda gli alieni che egli descrive, alla luce degli avvistamenti di UFO, inspiegabili ma verificati, non possiamo pi escludere la possibilit della loro presenza, n oggi n in un passato remoto.
Un uomo basso e grassoccio, a cui Kay poteva attribuire solo l'aggettivo
'grosso', per la figura, per i tratti e per l'accento, scosse la testa con impazienza.
Ma Herr Lovecraft da nessuna parte parla di navicelle spaziali, mormor.
Non direttamente, forse, disse l'uomo alto. Ma bisogna considerare le
implicazioni. Si gir ad indicare la carta geografica che gli era alle spalle.
L'enorme cosiddetta meteorite, che teoricamente esplose vicino al fiume
Tunguska sull'altipiano siberiano nel 1908, non cre alcun cratere nel luogo dell'impatto e non furono mai trovate tracce dell'oggetto caduto. Ricerche pi recenti tendono a confermare la teoria che qualche tipo di veicolo spaziale a motore atomico esplose in aria quando entr a contatto con
la nostra atmosfera ad alta velocit. Lo stesso Lovecraft si serv di un meteorite come possibile veicolo per una forma di vita aliena nel racconto
The colour out of the Space, ma forse tentava di proposito di camuffare ci
che sapeva. Altre creature extraterrestri, nei suoi racconti, arrivano in volo
sulla Terra su ali membranose. I loro corpi sono resistenti ai pericoli dello
spazio esterno, le loro menti sono sigillate per gli infiniti anni-luce di

viaggio. Queste creature sopravvivono solo grazie ad un diverso senso


soggettivo del tempo, ad una fisiologia aliena e ad una durata della vita
spaventosamente lunga.
Ma ci sono altri modi di spiegare i viaggi interstellari o intergalattici, e
Lovecraft non li trascur. Scrisse di varchi tra le dimensioni e di passaggi
per tornare a questa dimensione in altre zone di spazio o di tempo. I concetti attuali dell'astrofisica buchi neri, buchi bianchi, antigravit e antimateria furono anticipati nelle sue opere.
E forse Lovecraft non stava anticipando. Il suo racconto, The Dreams
in the Witch House, collega la scienza moderna all'antica stregoneria, e
suggerisce che alcuni incantesimi e formule magiche incarnano realmente i
principi matematici che causano interscambi spaziali e temporali. In altre
parole, le forme di vita aliene che un tempo venivano considerate demoni
sarebbero evocate non dall'inferno ma dallo spazio esterno, da altre dimensioni, altri punti nel tempo, per mezzo di parole magiche rituali finalizzate
ad alterare la frequenza delle vibrazioni, la struttura della materia, e la loro
interrelazione.
Alcuni di voi hanno effettuato delle ricerche avanzate in questo campo.
Altri hanno investigato sui fenomeni parapsicologici perfino sulla cosiddetta Magia Nera e queste indagini hanno portato alla stessa conclusione.
Attraverso alcune fonti, siamo riusciti a stabilire uno scambio di informazioni con i laboratori sovietici impegnati nella stessa ricerca, e le loro
scoperte corrispondono alle nostre.
Questo quanto concerne l'aspetto scientifico del Progetto Arkham. Se
questo fosse tutto, potremmo stringere le spalle e definirlo irrilevante. E,
incidentalmente, fare omaggio all'intuizione brillante di Lovecraft.
Purtroppo c' un altro aspetto di cui ci siamo occupati. Un aspetto che
riguarda i disastri militari, politici e geofisici che ci minacciano oggi, nella
vita reale.
L'uomo alto ignor il mormorio di risposta del suo pubblico, raccolse un
fascio di appunti dal tavolo e si volt verso la carta geografica che gli stava
alle spalle.
Quelle che sto per comunicarvi sono informazioni riservate. Solo una
piccola parte di esse stata riferita dalla stampa negli ultimi mesi, e in tali
casi i particolari sono stati soppressi o falsati. In molti casi, questi particolari sono venuti alla luce solo dopo le nostre investigazioni. Per fortuna,
nessuna agenzia e nessun osservatore esterno hanno ancora scoperto la

connessione tra tutti quegli avvenimenti. toccato a noi stabilire i collegamenti.


Il suo indice ossuto toccava vari punti della carta geografica.
Oggetto: terrorismo. Lesse dai suoi appunti. L'assassinio di Fuentes
in Argentina il 9 luglio, dello Sci dell'Iran il 23, la scomparsa ancora misteriosa dei leaders di tre repubbliche africane tra il 15 e il 27 luglio. In agosto, l'attentato alla vita del Ministro francese della Giustizia il primo del
mese, la morte per affogamento dell'erede putativo al trono di Spagna il
10, la morte accidentale di due membri del Politbur il 18. L'incidente aereo che ha stroncato le vite di cinque Delegati alle Nazioni Unite dei paesi
arabi il 2 settembre, l'11 settembre la notizia della morte improvvisa del
Numero Due del Governo di Pechino. L'assassinio di Hoffman nella Germania ovest il 25 e del Presidente del Salvador il 29. L'omicidio del leader
del Partito Conservatore indiano la settimana seguente, il suicidio del nostro Senatore Portright l'8 ottobre...
Si ferm quando il mormorio del pubblico crebbe, poi si gir a picchiare
il pugno sul tavolo per riportare l'ordine.
Potrei andare avanti, ma penso che questi esempi siano sufficienti. Apparenti suicidi, supposti incidenti mortali, scomparse inspiegabili, omicidi
irrisolti e tentativi di assassinio. In solo quattro degli ultimi casi i colpevoli
sono stati arrestati. Tre sono stati uccisi sul posto e il quarto si ucciso
prima di poter essere interrogato. Nessuno stato identificato con certezza,
e nessun gruppo terrorista si fatto avanti per prendersi il merito o la responsabilit dei crimini. La morte di leaders di importanza mondiale e di
persone che occupavano posti-chiave nei governi, resta un mistero.
Kay lanci un'occhiata a Mike mentre l'uomo alto ritornava a girarsi verso la carta geografica. Mike annu, poi diresse la sua attenzione sull'oratore.
Oggetto: Pacifico del Sud. L'attivit vulcanica riferita od osservata durante gli ultimi mesi nell'area tra l'Equatore e la Latitudine Sud 46, Longitudine Ovest 131 fino a circa 150. Vi risparmier le date e citer solo alcuni degli esempi pi importanti, perch gli eventi sismici si sono succeduti in quella zona ad un ritmo quasi quotidiano. Un terremoto pi grande,
seguito da una tsunami senza precedenti, ha inondato le isole Gilbert ed
Ellice. Eventi simili hanno portato al disastro di Manihiki e hanno dato il
via ad un catena di distruzioni maggiori nella zona di Celebes, Ceram, Timor e Tuamotu. La settimana scorsa, una nuova scossa e una tsunami hanno spazzato via ogni costruzione umana sull'isola di Pasqua, hanno abbat-

tuto tutte le statue, e non hanno lasciato sopravvissuti. Quest'ultimo avvenimento non stato rivelato pubblicamente, come non stata data notizia del tifone che ha colpito Pitcairn due giorni fa. I rapporti delle squadre
di soccorso sono stati, e saranno, soppressi. Pi di met della popolazione
morta, e il resto o gravemente ferito o in uno stato di trauma, che un
ufficiale medico ha assimilato ad una schizofrenia paranoide in fase acuta.
Durante lo stesso periodo di due mesi, altri avvenimenti hanno accompagnato questi fenomeni. Sono scomparsi aerei leggeri, pescherecci, lance
a motore e navi mercantili. Le informazioni in nostro possesso sono ancora
incomplete, ma abbiamo notizia di almeno settantanove di questi casi.
Una delle donne dai capelli grigi alz in fretta gli occhi.
Il Triangolo delle Bermude!, disse.
L'uomo alto scosse la testa.
Sto parlando della stessa zona del Pacifico in cui sono avvenuti i terremoti. Naturalmente, anche i Caraibi potrebbero essere una delle loro tane
segrete.
Tane?
Un uomo anziano e baffuto guard accigliato l'oratore, e socchiuse gli
occhi.
Uso il termine opportunamente. I Caraibi, l'Antartide, l'altipiano siberiano settentrionale, l'Himalaya, le caverne sotterranee del Maine: Lovecraft accenn o scrisse specificamente di tutte queste cose. Ma la sua preoccupazione principale, e la nostra, riguarda il Pacifico del Sud. L'area che
lo scrittore identific con grande precisione nel Richiamo di Cthulhu.
Non avete risposto alla mia domanda. L'uomo con i baffi si era alzato,
e gli occhi gli scintillavano. Quelle tane di cui parlate... 'opportunamente',
come avete detto. Che ne sapete? Dobbiamo presumere che voi credete che
siano veramente abitate? E se cos, da chi? Alieni? Extraterrestri? I mostri di cui Lovecraft scrive nei suoi racconti? Avete detto che la sua maggiore preoccupazione, e la vostra, il Pacifico del Sud. Va bene, e allora
permettetemi di parlarvi chiaramente e voi potrete darmi una risposta chiara. State dicendo che Cthulhu esiste veramente?
Ci fu un momento di silenzio stupito. Tutti gli occhi erano fissi sull'oratore, che incontr lo sguardo dello sfidante.
Non lo sappiamo, disse. Ma per questo che siete tutti qui. Perch lo
dobbiamo scoprire.
Improvvisamente la stanza sembr gelida. Kay avvert i tremiti del proprio corpo. La luce cominci a tremolare, e tutto ondeggi come se fosse

sott'acqua, in profondit, dove i pesci si cibavano della carne putrefatta di


un cadavere, poi scappavano all'arrivo di creature che non erano n pesci
n uomini. Queste, a loro volta, scivolavano via quando le acque si agitavano e il fondo marino si scuoteva all'arrivo del Grande Cthulhu...
Kay lott per concentrare lo sguardo e l'attenzione sull'uomo alto che
aveva ripreso a parlare.
Vi ho fatti venire qui perch ho bisogno delle vostre reazioni, delle vostre valutazioni, dei dati che precedentemente avete potuto ignorare, ma
che possono avere un rapporto con il problema, ora che ne avete compreso
l'ampiezza. Ho bisogno della vostra competenza, della vostra collaborazione, del vostro aiuto, e ne ho bisogno subito.
A tutti voi stato attribuito un ufficiale di collegamento e una protezione. A ciascuno di voi stato assegnato un alloggio di sicurezza in questa zona. Vi chiedo di rispettare questa sistemazione per il momento. Pochi
tra di voi si conoscono, a causa di precedenti contatti professionali nel corso di ricerche comuni. Ma vi prego di non presentarvi a nessun altro presente a questa riunione. Non fraternizzate e non confrontate le esperienze.
Ho programmato interviste individuali per tutti nelle prossime quarantotto ore, e il vostro ufficiale di collegamento sar informato dell'ora a voi
assegnata. Quando ci incontreremo privatamente, confido che ciascuno sar preparato a rispondere ad altre domande e offrir suggerimenti o altri
dati che riterr utili. Durante questo incontro vi potr essere chiesto di continuare a lavorare da soli o, in taluni casi, di unire le vostre forze con altri
dei presenti. In quest'ultima evenienza, le presentazioni necessarie saranno
fatte a tempo debito.
Questo quanto posso dirvi ora. Qualsiasi sia la natura della vostra
particolare funzione professionale, le sue esigenze sono state previste. Abbiamo i fondi, gli uomini e l'attrezzatura, e vi forniremo qualsiasi cosa sia
necessaria a portare avanti le vostre ricerche. Tutte le risorse di questo Governo sono a vostra disposizione.
Ora vi chieder di tornare ai vostri alloggi separati e di aspettare ulteriori istruzioni. Penso che abbiate sentito parlare abbastanza da comprendere le ragioni di queste precauzioni, la necessit di questa segretezza, e
l'urgenza della nostra preoccupazione.
Vi saluter con quest'ultima osservazione. Quello che conosciamo
chiamato scienza. Quello che non conosciamo chiamato magia. E quello
che dobbiamo determinare, al fine di sopravvivere, se magia e scienza
siano realmente un'unica cosa.

Ventiquattro ore dopo, l'uomo alto si rec all'appartamento di Mike per


un colloquio privato con Kay.
La donna non sapeva ancora il suo nome, ma anche allora non ci furono
presentazioni, sebbene le sue maniere fossero amichevoli e dirette. Trasse
una pipa dalla tasca, prese posto in una sedia con i braccioli, e fece un cenno col capo a Kay e al suo ospite.
Tutto sotto controllo? Bene. So che questa sistemazione imbarazzante
per entrambi, ma importante mantenere la massima segretezza. Sorrise
a Kay. Sistemarvi in un albergo avrebbe dato origine a qualche problema.
Non appena qualcuno avesse saputo che avevate una guardia del corpo, la
notizia sarebbe trapelata.
Capisco, disse Kay.
Allora passiamo agli affari. Siete stata per noi di grande aiuto, Mrs.
Keith. Da quanto abbiamo dedotto dalla vostra testimonianza, siamo ora
persuasi che il vostro ex-marito e il suo amico Waverly hanno avuto il ruolo degli spettatori innocenti in questa faccenda. Almeno posso tranquillizzarvi su questo punto. Quelle poche indicazioni che abbiano, sembrano
mostrare che siano stati coinvolti per caso e siano stati eliminati prima che
sapessero troppo.
Mi state dicendo che Nye li ha uccisi?
L'uomo alto accese la pipa.
Abbiamo controllato i suoi movimenti e le sue attivit durante la maggior parte di questo periodo, abbastanza da convincerci che egli non si trovava n a Boston n nel Pacifico del Sud al momento in cui sono scomparsi. Ma ragionevole presumere che Nye abbia dato ordine di farli fuori.
Che cosa avrebbero potuto sapere?
Non ho risposte sicure a questa domanda. Ma sospettiamo che Waverly
si rec a Boston per investigare su qualcosa che riguardava Lovecraft. E
questo lo rese una minaccia potenziale per Nye.
Per quanto riguarda il vostro ex-marito, il suo viaggio nel Pacifico del
Sud indica che egli sapeva o sospettava qualcosa a proposito del Culto.
Ora pensiamo che potesse essere alla ricerca della stessa R'lyeh. E che sia
stato distrutto quando l'ha trovata... proprio come i personaggi di Lovecraft
venivano distrutti quando trovavano tane simili. Mi riferisco a Dagon e al
Tempio.
Ma non riesco ad accettarlo, disse Kay. Pur sapendo che cosa successo a me.

Allora pensate alla mia posizione. L'uomo alto aspir dalla pipa.
Come pensate che mi senta, quando mi trovo davanti a scienziati dalla testa dura e a militari, e devo ammettere le basi reali della Magia Nera? E
non solo ammettere, per Dio, ma insistere perch loro ci credano?
E loro ci credono, mormor Mike. A causa delle loro esperienze personali.
proprio cos. L'uomo alto annu. Tutto combacia. E Nyarlathotep
tiene tutti i fili.
Kay ricord la sua conversazione con Mike.
Pensate veramente che Nye sia Nyarlathotep?
Considerate i fatti. L'uomo alto pul la pipa nel posacenere. Secondo
Lovecraft, Nyarlathotep scuro di pelle, e la profezia dice che verr dall'Egitto. Non conosciamo le origini di Nye, ma non possiamo escludere
questa probabilit. Sappiamo che si adatta alla descrizione. Tuniche rosse,
strani congegni e tutto il resto. Nelle sue prediche parla della fine del mondo e i fedeli se ne vanno senza aver assolutamente capito quello che hanno
sentito.
Allora si adeguato al personaggio descritto nei libri.
Questa la conclusione pi ovvia, e vorrei che fosse vera. Ma che cosa
dire degli altri avvenimenti: terremoti, maremoti, tutti quegli improvvisi
disastri naturali combinati a quei disastri provocati dall'uomo, sotto forma
di terrorismo su scala mondiale? Potrebbe essere una coincidenza, naturalmente, ma somiglia certamente alla descrizione di Lovecraft di quello
che accadr quando apparir il Potente Messaggero.
Allora credete che accadr anche tutto il resto... la fine del mondo?
Non ho detto questo. Quello che dico che dobbiamo considerare contro che cosa prepararci a lottare, anche se questo significa ammettere che i
leggendari Vecchi possono esistere realmente.
Ma io non posso...
Perch no? Pensateci per un momento. L'uomo alto infil in tasca la
pipa. L'umanit ha avuto molte cosmologie, molti dei. Non sto parlando
dei selvaggi, ma delle civilt pi avanzate. I greci e i romani con i loro
pantheon, gli egiziani che si inchinavano ai loro dei immortali dalle teste
d'animale, i fedeli delle centinaia di divinit hindu: bilioni di veri credenti
hanno adorato strane entit. Passiamo ora ad analizzare il monoteismo
moderno. Su che cosa basano le loro credenze i mussulmani? Solo sulla
parola di un cammelliere, che affermava che Aliati era l'unico vero dio e
l'aveva designato come unico vero profeta. Molto simili sono i casi di Gau-

thama e del Buddismo, di Mos e dell'Ebraismo, di Ges e del Cristianesimo. Nella maggior parte dei casi, una persona qualsiasi si promuove a
predicatore, e o lui o i suoi seguaci incorporano la nuova religione in un libro, che dicono sia stato dettato dal dio stesso. E funziona. Gli uomini credono, milioni e milioni di loro.
Ma dov' la prova? Queste grandi religioni sono state accettate quasi
esclusivamente per fede. Noi abbiamo i fatti.
Mike guard l'uomo alto.
Allora qual la prossima mossa?
Ci sono molte mosse. Non ne stiamo trascurando nessuna. Ad una
squadra stato gi assegnato il compito di sbrogliare il problema linguistico: le parole, le frasi, i nomi di luogo, i nomi propri che compaiono in tutte
le opere di Lovecraft. Abbiamo sempre supposto che fossero neologismi di
sua invenzione, ora non ne siamo pi cos sicuri. Stiamo tentando di metterli in relazione alle eventuali similitudini nei grimoires pi diffusi e nei
riti di Magia Nera, nelle formule magiche e negli incantesimi in tutte le
lingue conosciute. Forse esiste un denominatore comune e, se cos , sarebbe di grande aiuto trovarlo. I filologi impegnati in questo progetto si
servono di un computer, perch abbiamo bisogno di risposte rapide.
Fece un cenno a Mike.
I vostri colleghi, naturalmente, stanno conducendo le indagini fisiche,
con la piena collaborazione della CIA, dell'FBI e delle Forze dell'Ordine.
In grande segretezza, abbiamo messo i nostri dati a disposizione dell'Interpol per organizzare una retata dei gruppi terroristici noti o sospetti, qui e
all'estero. Entro stasera faremo piazza pulita dei membri dello Starry Wisdom. Non penso che riusciremo ad acciuffare i capi, ma vale la pena di
tentare. Abbiamo la speranza che qualcuno possa portarci a Nye.
Mike si strinse nelle spalle.
Non riuscirete a tenere nascosta la faccenda, se seguirete questa strada.
Faremo il possibile, ma stiamo lottando contro il tempo. Qualsiasi reazione dell'opinione pubblica alla retata non niente, se confrontata al panico di massa che si originerebbe se non riuscissimo ad evitare quello che
pu accadere in seguito. Se R'lyeh emergesse dalle acque a causa di questi
terremoti e si svegliasse qualcosa che dorme tra quelle pietre, dovrebbe essere fermata.
Come?
Ho appena preso gli accordi con Ermington del Dipartimento della Ma-

rina. L'uomo alto guard l'orologio. Tra esattamente trentotto ore, secondo la nostra stima, un sottomarino nucleare partir da una base del Pacifico. Obiettivo: Latitudine Sud 47 9', Longitudine Ovest 126 43'. Ordini ricevuti: cercare e distruggere.
Mike aggrott la fronte.
Sanno contro chi spareranno?
Il comandante verr informato, naturalmente, ma non possiamo fare
completamente affidamento su di lui. Ho chiesto il permesso di assegnare
un osservatore alla missione con la mansione di consigliere speciale.
Qualcuno di cui potete fidarvi?
Spero di s. L'uomo alto si alz. Partirete per Guam domani mattina.
La sveglia che era accanto al letto smise di suonare.
Kay si stiracchi, poi allung una mano ed esort Mike.
ora di alzarsi, caro, mormor.
Caro. Una strana parola, pronunciata spontaneamente. Ma quando Mike
si gir e le sue braccia la strinsero, la stranezza svan.
Quello che era accaduto la sera prima, ora sembrava inevitabile e giusto.
E quello che stava accadendo quella mattina sembrava giusto, solo che...
Un'immagine nacque improvvisa e spontanea. Il bestiame che si avviava
al macello, un animale dopo l'altro che veniva spinto a forza, ciecamente,
verso la morte che l'aspettava.
No!, sussurr Kay, e si allontan.
Che cosa c'? Mike la guard, sorpreso. Non mi ami?
Lo sai che ti amo. Kay si liber dalla sua stretta e si alz rapidamente,
pettinandosi con le mani i capelli. Non c' tempo.
Lo amo, si disse. E lo ripet mentre cercava a tentoni una vestaglia nella
luce grigiastra, mentre si alzava e andava in cucina a preparare il caff intanto che Mike si radeva e si vestiva. Era un sentimento reale, era molto
pi di uno sfogo puramente fisico, molto pi dell'avventura di una notte
con qualche estraneo conosciuto in un bar. Ma quali erano i sentimenti di
Mike; che cosa significava quel rapporto per lui?
Kay non aveva una risposta, e non ne trov nessuna sul volto di lui,
quando sedettero a tavola per la colazione.
Perch sei cos silenziosa?, chiese. Dimmi che cosa ti preoccupa.
Niente. Sospir. Tutto. Vorrei che nulla di tutto ci fosse mai accaduto, che tu non stessi partendo...

La mano di Mike si allung a carezzare le sue.


Se non fosse accaduto niente, noi non ci saremmo mai incontrati. E sai
che devo partire. Ma tra pochi giorni sar di ritorno.
E poi?
Mike si strinse nelle spalle.
Che cosa vuoi, una proposta di matrimonio formale?
Caro!
Questa volta la parola le venne spontanea e facile. E da allora in poi, fino all'ultimo momento quando lo accompagn alla porta e lui la strinse,
non ci fu pi alcun dubbio.
Ma quando se ne fu andato la paura ritorn. Ritorn e rimase.
Non paura per se stessa: lei era al sicuro l e l'agente che sostituiva Mike
era una presenza rassicurante. Era un meridionale dal dolce accento, di
nome Orin Sanderson, e Mike lo aveva accolto con calore quando era
comparso a prendere il suo posto.
Orin un brav'uomo, le disse. Non farti ingannare dal suo aspetto di
gentiluomo del Kentucky. quel genere di gattino che diventa una tigre
quando se ne ha bisogno.
Era certamente educato e, fortunatamente, discreto. Gli era stato ordinato di stare nell'appartamento ventiquattro ore su ventiquattro, mentre gli altri montavano la guardia all'esterno a turno, ma non ci fu nessun problema
nel mantenerlo a distanza. Sebbene mangiasse con lei, quando arrivavano i
pasti, continuava a starle lontano durante il resto del giorno. La maggior
parte del tempo la passava a leggere seduto sul divano del soggiorno, dove
trascorreva anche la notte. Da quando Kay aveva scoperto una libreria ben
fornita e un televisore portatile nella camera da letto, non ebbe pi bisogno
di raggiungerlo. La sua sola presenza le era di conforto.
Eppure la paura restava e non poteva essere allontanata. Guardava al di
sopra della sua spalla quando lei leggeva, era accucciata al suo fianco
quando lei guardava la televisione. E le sorrideva maligna ogni volta che
guardava un orologio.
Le dieci di sera. Che ora era a Guam? Mike era gi arrivato? Era ancora
l o il sottomarino era gi partito per la missione? Quanto distava la zona a
cui era diretto e dove si trovava esattamente? La latitudine e la longitudine
citate dall'uomo alto durante l'incontro privato non significavano niente per
lei.
Ecco, erano passate trentasei ore e pi da quando Mike era partito, e lei
non sapeva ancora niente. Ma il tempo in qualche modo passava e Kay sa-

peva dove andava. Se ne nutriva la paura, che ingurgitava, ingozzava un


minuto dopo l'altro, e cresceva.
Le parole stampate sulla carta non avevano pi significato, e le immagini sul quadro del televisore erano confuse e sfocate. La seconda sera cominci a rovistare nella libreria e a buttare per aria il contenuto con un'impazienza crescente.
Il rumore che faceva richiam l'attenzione di Orin Sanderson, che raggiunse la soglia della camera da letto.
C' qualcosa che non va, madame?
Stavo solo cercando un atlante o un almanacco. Qualcosa che contenga
delle carte geografiche.
Allora non perdete tempo con questa libreria.
Potremmo farci mandare un atlante?
Sanderson scosse il capo.
Mi dispiace. Consult l'orologio. Forse vi sarebbe d'aiuto, se vi dicessi che ora sono nella zona dell'obiettivo. Se la fortuna dalla loro, tutto
sar finito tra poche ore. Se rispettano il programma, dovrebbero essere di
ritorno alla base domani nella mattinata.
Chiameranno per comunicarci l'arrivo?
Riceveremo la notizia quando sar il momento. Sanderson annu con
gentilezza. Ora calmatevi. Ho preparato del caff...
Kay si sforz di sorridere.
No, grazie. Sto bene ora.
Perch non vi coricate? La cosa migliore per voi una buona notte di
riposo.
Kay and a letto, ma non da sola.
La paura strisci sotto le coperte accanto a lei, e nel buio la sentiva giacere gelida e immobile, in attesa di abbracciarla, di trascinarla nei sogni e
nelle profondit. Le profondit del mare scuro, dove nella sua casa di pietra a R'lyeh, il morto Cthulhu attende.
Kay lott contro la paura, ma i sogni vennero e lei si trov negli abissi, a
galleggiare tra le torri titaniche dei templi crollati, incrostate di alghe fetide
per il tanfo di un icore secolare. In un vuoto millenario e in un silenzio di
infiniti secoli, cerc una presenza svanita, ma non restava niente oltre il
miasma di una paura antica. Poi, davanti, si profil la gigantesca fessura
sul fondo del mare, e aldil l'immenso guazzabuglio di rocce frastagliate
che salivano per penetrare la superficie.
Ora anche Kay saliva: oltrepass le folli configurazioni e raggiunse il

punto dove una parte della cittadella di pietra si ergeva intatta, si librava al
di sopra delle onde nere come l'inchiostro in un cielo grigio-ghiaccio. E la
sua forma continuava a fondersi e a trasformarsi, cosicch Kay non poteva
definire il suo aspetto o le sue dimensioni n scorgere nulla dei suoi portali
tranne il fatto che fossero aperti.
Pi si avvicinava all'enorme ingresso, pi scrutava le tenebre che si spalancavano, pi cresceva la sua paura del pensiero di quello che stava per
vedere. Niente poteva superare quella paura, o almeno lei cos pensava,
anche mentre guardava.
Ma si sbagliava. La paura pi grande doveva ancora arrivare. La assal
quando guard oltre i portali aperti, quando guard nella casa di Cthulhu
che emergeva in superficie, guard nella dimora del male e la trov...
Vuota!
L'urlo esplose dalle sue labbra mentre Kay si svegliava. Si svegli, le luci si accesero improvvisamente nella camera da letto, e Orin Sanderson oltrepass la soglia e avanz verso di lei.
Madame?
Ho avuto un incubo. Kay si sollev su un gomito, e tir le coperte
verso di s con un gesto imbarazzato mentre si sforzava di calmare il tremito. Non preoccupatevi, sto bene ora.
Bene. Stavo per svegliarvi, ad ogni modo. La chiamata appena arrivata.
La chiamata?
Sanderson annu.
tutto finito. Missione compiuta.
Che cosa successo?
Non so i particolari. Ma Mike ve ne potr parlare quando lo vedrete.
Kay non tremava pi. Si alz a sedere in fretta, incurante di mostrarsi.
Quando lo vedr?
L'agente della Sicurezza sorrise.
I miei ordini sono di scortarvi fino a Los Angeles. Mike arriver domani. Credo che il capo delle operazioni sar pronto a riceverlo e ad avere un
resoconto di prima mano, non appena arriver.
Non pensavate invece che sarebbe arrivato direttamente qui?
Sanderson sorrise.
Faccio questo lavoro da dodici anni ormai, madame. Fino ad ora ho
imparato due cose.
Quali?

Non pensare. E non fare domande.


Kay fece del suo meglio per seguire l'esempio di Sanderson, ma non era
facile. Era troppo quello che lei voleva sapere, troppo quello che voleva
capire. Il suo ultimo sogno era stato premonitore o aveva simbolizzato la
realt? La cripta vuota al di sotto di quella spaventosa apertura, significava
che Cthulhu era stato distrutto? Ovviamente era cos, se Mike stava tornando. Ricordava il racconto di Lovecraft: la nave aveva bombardato la
mostruosa creatura, aveva dilaniato il suo corpo, ma la sua sostanza si era
ricomposta. Ma non c'erano armi nucleari all'epoca di Lovecraft. Perfino
una forma di vita aliena non poteva sopravvivere alla disintegrazione atomica.
Non pensare, non fare domande. E poi, non c' tempo.
Kay prepar in fretta i bagagli, mentre Sanderson era occupato al telefono.
Qualsiasi cosa era accaduta, non influiva sulle precauzioni di sicurezza,
not Kay. L'auto di Sanderson era scortata da un secondo veicolo in cui
c'erano altri agenti. Li segu fino al Dulles International. L l'auto di scorta
si ferm mentre Sanderson attraversava un anonimo ingresso di servizio
che era in fondo. Ferm l'auto davanti ad un hangar privo di insegne in cui
lavoravano degli uomini in un'uniforme anonima. Il jet era pronto a partire,
e anche il velivolo era privo di qualsiasi segno di riconoscimento.
Non ci fu nessuna comunicazione diretta con il personale che svolgeva i
servizi a terra. Sanderson fece loro un cenno mentre guidava Kay lungo la
scaletta.
Lo sportello si chiuse immediatamente dietro di loro e la scaletta fu allontanata. Il velivolo vibrava come se fosse impaziente di decollare. Nella
cabina di pilotaggio il pilota, il secondo pilota e l'ufficiale di rotta, stavano
completando il controllo finale, ma lo spazioso settore per i passeggeri era
deserto.
A giudicare dai raffinati accessori cucina, bar portatile, un apparecchio compatto con radio e televisore, un tavolo per conferenze, e perfino
una zona notte nella coda Kay pens che il jet di solito trasportasse gli
alti vertici dell'Esercito e del Governo, serviti da uno staff al completo.
La conferma venne da Sanderson mentre l'aereo rullava lungo la pista.
Peccato che non ci sia il solito equipaggio di servizio, disse. Ma meno persone vengono coinvolte, minore il rischio.
Non vi scusate, gli disse Kay. Sono felice di tornare a casa. Si al-

lung su una poltrona mentre decollavano, e dopo qualche momento l'aereo volava tranquillamente. Quando arriveremo?
Il tempo stimato di volo circa tre ore.
Sanderson soffoc uno sbadiglio e Kay lo guard.
Stanco?
Solo un po' annebbiato. Sogghign. Quel divano nell'appartamento
era pieno di bozzi.
C' una camera da letto nella coda. Perch non vi riposate un po'?
E voi che cosa farete?
Io sto benissimo qui. Fece un gesto verso l'apparecchio radiotelevisivo, poi verso il tavolino che le era davanti. Guardate, ci sono perfino i quotidiani di oggi.
Sanderson ammicc.
Ho disobbedito agli ordini.
Kay scosse la testa.
Non avete disobbedito, li avete solo resi pi flessibili. Andate pure,
prometto di svegliarvi prima dell'atterraggio.
Grazie, Madame.
Sanderson si gir e si avvi verso la zona notte, e questa volta non fece
nessuno sforzo per nascondere lo sbadiglio.
Kay lo guard allontanarsi. Non c'era da stupirsi che fosse stanco. Era
stato in servizio notte e giorno, e la fatica era visibile.
Ora che il pericolo era passato, la sentiva anche lei, ma la fatica era controbilanciata dall'ansia che le dava scariche di adrenalina. Mike era sano e
salvo, e dopo qualche ora sarebbero stati di nuovo insieme. Ora doveva rilassarsi.
Allung la mano verso il tavolino e prese le ultime edizioni del Post e
del Times. Forse vi avrebbe trovato un articolo o almeno una breve notizia,
comunque censurata o camuffata, che la avrebbe dato qualche idea a proposito di quello che era accaduto.
Non trov nulla. Evidentemente l'operazione era ancora segreta, o almeno lo era stata al momento che i quotidiani andavano in stampa.
Kay mise i quotidiani da parte e decise di indagare altrove. Accese la radio, ma quando il programma musicale fu interrotto dalla voce di un annunciatore, il messaggio era indirizzato soltanto ai sofferenti di emorroidi.
E lo schermo tremolante del televisore non offriva nient'altro che l'immagine in bianco e nero dei Bowery Boys.
Kay si appoggi allo schienale, chiuse gli occhi, poi li riapr in fretta

quando si accorse che stava cedendo al sonno. Non aveva senso correre il
rischio.
Non aveva senso. Che cambiamento era avvenuto nel significato di quella frase! Solo una settimana prima niente di tutta quella storia avrebbe avuto un senso per lei, e grazie ai Servizi di Sicurezza governativi la censura, in realt avrebbe continuato a non avere senso per la maggior parte
del mondo. Le persone sarebbero andate avanti come prima, ad ascoltare le
pubblicit per i sofferenti di emorroidi e a guardare i vecchi film dei Bowery Boys, proprio come se nulla fosse accaduto. I Grandi Vecchi non avrebbero mai turbato i loro sogni.
Naturalmente, lei non aveva prove che i suoi sogni provenissero da quella fonte, e nemmeno una teoria che spiegasse come arrivassero. Ma la convinzione restava. In qualche modo, i sogni erano un metodo di comunicazione tra le presenze aliene e il genere umano. Non tutti gli uomini erano
in grado di ricevere ed evocare i loro messaggi. Solo coloro che avevano il
dono o la maledizione di avere una certa forma di creativit.
Non era questo che Lovecraft cercava di comunicare nel racconto Il richiamo di Cthulhu? Quegli artisti sensibili, pittori e scultori, in particolare,
rispondevano a sogni simili e riproducevano i loro ricordi nell'argilla o sulla tela?
E che cosa dire dello stesso Lovecraft? Quei sogni erano la fonte delle
sue conoscenze? Alludeva a questo quando scriveva degli incubi dei suoi
personaggi apparentemente immaginari? Se era cos, questo poteva spiegare tutto.
Kay guard nelle tenebre che erano aldil del finestrino e annu.
Alla luce di quello che lei stessa aveva vissuto, poteva avere un senso.
Perfino nel mondo concreto degli scettici e dei dileggiatori era documentata l'esistenza di individui i cui sogni non erano come quelli degli altri uomini. Erano i cosiddetti sensitivi psichici, come, per esempio, Edgar Cayce. Le loro visioni notturne sembravano in qualche modo collegarli alle
fonti di coscienze aliene.
Lovecraft era stato un uomo del genere? A detta sua, aveva sognato con
chiarezza per tutta la durata della vita. Ed egli stesso aveva ammesso che i
sogni erano spesso la fonte diretta dei suoi racconti.
E se le spiegazioni psicologiche della sua opera erano corrette, ma la
causa e l'effetto erano invertiti? Gli studiosi suggerivano che un'allergia ai
pesci lo aveva portato a scrivere fantasie come L'ombra su Innsmouth. Ma
forse la spiegazione doveva essere capovolta: egli aveva scritto la verit

che gli veniva svelata attraverso i sogni, ed era la sua paura e il suo odio
per le creature marine ad aver provocato la sua avversione per i pesci nella
vita reale.
Kay annu. Se era vero, tutto era anche troppo chiaro. Quegli stessi studiosi avevano tentato di collegare la sua leggenda dell'Atlantico con la sua
reazione fisica alle basse temperature. Ma quella reazione non poteva essere psicosomatica? Non era possibile che quelle visioni oniriche di Kadath
nella Distesa Gelida fossero sfociate in un timore del freddo che si era esteso nella sua esistenza quotidiana?
E del suo discusso odio nei confronti delle infiltrazioni meticce dall'Europa, dall'Asia e dall'Africa, quanto di questo sentimento derivava dai
suoi sogni su ibridi generati dall'unione di uomini e alieni? Quanto derivava dal conoscere gli adoratori delle entit che egli incontrava aldil della
soglia del sonno?
Forse suoi meticci erano simbolici. E se la sua fissazione per le case
antiche, per le rovine e per i cimiteri, da cui emergevano le creature della
superstizione, non era basata sulla paura della morte ma sulla paura di certe forme di vita? Perch i sogni gli avevano detto che la morte non la fine. Ci sono creature che continuano ad esistere in uno stato di eterna stasi
vitale, creature che possono essere evocate. Non morto ci che eternamente vive...
Kay aggrott la fronte. Era cos che era accaduto? I sogni di Lovecraft
erano veri? Lo scrittore aveva accresciuto le proprie conoscenze con uno
studio segreto e con ulteriori ricerche nelle ore di veglia? E le sue storie
erano veramente avvertimenti camuffati? Se era cos, tali avvertimenti erano stati raccolti, appena in tempo.
Il tempo. Kay lanci un'occhiata oltre il finestrino e vide il cielo scuro.
Guard l'orologio e fu sorpresa nello scoprire che erano passate quasi tre
ore. Aveva promesso di svegliarlo prima che si preparasse ad atterrare.
Si alz, e si avvi lungo il corridoio che portava alla zona notte. Il movimento fisico era un richiamo rassicurante alla realt, o a quella che lei
accettava come tale. Come aveva detto Jung? L'individuo l'unica realt.
Il che significa che tutto una questione di interpretazione soggettiva. Eccola, a quarantamila piedi al di sopra della terra, a viaggiare ad una velocit maggiore di quella del suono. Lovecraft l'avrebbe accettata come realt
cinquant'anni fa? Solo con difficolt, e forse quello che lei ora trovava difficile accettare nelle sue opere era altrettanto valido.
Kay apr la porta dello scompartimento e guard nella cabina, dove San-

derson era sdraiato prono sulla cuccetta.


Era cos immobile, che per un momento il suo cuore le balz in petto per
l'improvvisa paura. Poi, con sollievo, sent il lieve ansito di un respiro.
Allung una mano e tocc una spalla dell'agente.
Svegliatevi, mormor.
L'uomo si stiracchi e si gir, sbattendo gli occhi.
Mi dispiace di disturbarvi, disse Kay, ma quasi l'ora.
Grazie.
Sanderson sorrise e poggi le gambe a terra. Si alz, si avvicin alla porta e la segu nella cabina principale.
Kay lo guard sedersi.
Dovremmo atterrare tra poco, disse lei.
C' ancora tempo. Sanderson indic l'altra parte del tavolino. Sedetevi.
Lei annu e accondiscese.
Dovevate essere veramente stanco, Vi sentite meglio ora?
Molto meglio. Che cosa avete fatto mentre io dormivo?
Ho cercato di mettere ordine tra i miei pensieri. Ho pensato a Lovecraft
e ad alcune delle cose che ha scritto.
Lovefraft?
Kay annu imbarazzata.
Scusatemi. Non ne abbiamo parlato, vero? Non credo che sappiate di
che cosa sto parlando.
Sanderson sorrise.
Che cosa volete sapere su Lovecraft? Diceva la verit, naturalmente.
Nye che l'ha distorta.
Kay si sporse in avanti.
Conoscete anche lui?
Abbastanza da capire che quanto predicava ai fedeli dello Starry Wisdom era modificato per adattarsi ai suoi scopi. In realt, il genere umano
non esisteva ancora, quando i Grandi Vecchi vennero a colonizzare la Terra. Pensate alla storia della creazione nelle varie religioni. Quasi tutte affermano lo stesso concetto in vari modi. Dio, o in alcune versioni, un
gruppo di dei, cre l'uomo.
Ed questo che accaduto veramente. I Grandi Vecchi furono i primi
su questo pianeta. Il mondo che essi dominavano doveva essere molto diverso da quello che conosciamo oggi... e quando si trasform, in terremoti
che distrussero continenti, essi scapparono in altre dimensioni. Ma alcuni

restarono, sommersi sotto il mare o intrappolati sotto montagne di ghiacchio. Fisicamente impotenti ma mentalmente potenti.
Fu allora che crearono la vita nella forma che noi conosciamo, sia animale che umana.
Kay incontr lo sguardo di Sanderson.
Ma perch?
La follia solo la reazione dell'uomo ad una realt che non riesce ad affrontare. Ora sapete perch Nye ha tenuto nascoste queste verit alla sua
setta. Se sospettassero qual la vera ragione della loro esistenza, non lo
seguirebbero e non obbedirebbero alla volont dei Vecchi. Ma vero. Azathoth, Yog-Sothoth e gli altri, crearono forme di vita inferiori e gli animali
perch si divorassero gli uni con gli altri, e tutti questi divennero il cibo
per gli uomini. E gli uomini, a loro volta, sono sulla Terra solo per nutrire i
Grandi Vecchi.
Non fisicamente, capite. I Grandi Vecchi non si nutrono di carne, si cibano di emozioni umane.
Questa la fonte della loro forza. E la pi potente, la pi soddisfacente
delle emozioni, la paura.
Gli uomini sono stati allevati per avere paura, proprio come loro stessi
allevano piante ed animali selettivamente per le loro qualit pi desiderabili. Di tanto in tanto, nuove stirpi sono state aggiunte a quella che il genere
umano nella sua vanit chiama la razza umana. Sono stati effettuati accoppiamenti con alcune forme di vita aliene. Le creature del mare, la cosiddetta progenie di Dagon, ne sono un esempio. Ci sono state altre unioni con
gli esseri alati dell'anello esterno della galassia, e talvolta questi esperimenti sono riusciti. La mescolanza di sangue ha dato origine ad ibridi con
una capacit maggiore di risposte emotive.
Naturalmente, la maggior parte degli uomini erano ignari di tutto ci.
Credete che i loro animali sappiano di essere usati come cibo, o perfino di
essere allevati come animali domestici per puro divertimento?
Ma talvolta la verit si fa strada nei sogni degli uomini. Le leggende
degli incubi e dei succubi derivano da visioni da incubo di accoppiamenti
simili. E le mutazioni che ne risultano continuano a vivere, e spiegano i
miti dei vampiri, dei lupi mannari, creature per met animali e per met
umane. Quante volte avete osservato persone il cui volto somigliava a
quello di qualche animale? Non una coincidenza, n lo la brama di crudelt, di tortura, di genocidi, che noi, erroneamente, definiamo un comportamento 'bestiale'.

Tutti questi attributi accrescono la paura, e durante le ere i Grandi Vecchi se ne sono nutriti, accumulando la forza per muoversi, per spezzare le
barriere, per riemergere sulla terra e affermarne il loro possesso.
E pochi uomini hanno intuito o scoperto la verit. Coloro che l'hanno
appresa in parte hanno chiamato la loro conoscenza magia, negromanzia,
stregoneria. E coloro che l'hanno conosciuta appieno attraverso sogni e
ispirazioni inviate loro dai Grandi Vecchi hanno mantenuto viva la fede. La loro adorazione e il loro aiuto avvicinano il giorno in cui i Vecchi
torneranno.
Mai prima il mondo stato cos pieno di paura come ora. Mai gli adoratori sono stati cos potenti e decisi. L'attesa finita, perch i Grandi Vecchi sono di nuovo forti e la loro ora arrivata. Le stelle sono nella congiunzione propizia e la strada finalmente aperta.
Kay ascoltava con uno stupore crescente. Ancora una volta ricord l'incoerenza della lingua, come le persone variassero il loro vocabolario per
adattarsi alle situazioni. Ma non avrebbe mai immaginato che Sanderson,
dalla testa dura e dal dolce accento, potesse parlare in quel modo.
La sua reazione dovette essere evidente, perch Sanderson fece un rapido gesto.
Per favore, perdonatemi. Non avevo intenzione di turbarvi, Mrs.
Keith.
Mrs. Keith.
Sanderson non l'aveva mai chiamata cos. La chiamava sempre
madame. Non c'era motivo di cambiare, a meno che...
Si alz involontariamente, incapace di controllare la propria espressione
o le proprie parole.
Voi non siete Orin Sanderson!
Il suo sorriso silenzioso fu una risposta sufficiente. Kay fece un passo
indietro, con gli occhi spalancati.
Ma come?...
Il cambio avvenuto mentre lui dormiva. Il sorriso non si spense.
Forse ricorderete un altro racconto di Lovecraft...
La cosa sulla soglia!
Kay lo ricordava anche troppo bene. Una strega, una donna il cui sangue
aveva la tara delle creature del mare di Innsmouth, si impossessava del
corpo del marito. Allora vero, tutte quelle leggende sulla possessione
demoniaca...
Il sorriso si allarg.

tutto vero, Mrs. Keith!


Voi chi siete?
Solo uno dei molti che servono.
Kay si gir e corse verso la parte anteriore della cabina e tir con violenza la porta. Non si smosse.
Mentre lei la prendeva a pugni, il corpo di Orin Sanderson si alz.
State sprecando il vostro tempo, disse. Non sono venuto da solo.
Lei si gir, con gli occhi sbarrati. Volete dire che il pilota e l'equipaggio sono?...
Non necessario essere addormentati affinch lo scambio abbia luogo. Annu. Non vi preoccupate. Siamo qui a proteggervi durante il viaggio.
Ma perch? Atterreremo a Los Angeles tra pochi minuti.
Ancora con il sorriso sulle labbra, egli lanci un'occhiata al finestrino
della cabina che era alla sua destra. Kay guard oltre l'uomo, abbass lo
sguardo, ed era l, molto pi in basso, che trov la risposta alla sua domanda.
Stavano sorvolando un'infinita distesa d'acqua.
Quasi infinita.
Kay doveva essere svenuta, perch non si accorse pi del passare del
tempo mentre riposava sulla poltrona. Ad intervalli apriva gli occhi per
trovare la figura familiare di Orin Sanderson seduta accanto a lei, poi li richiudeva al suono delle parole e delle frasi che le labbra di lui pronunciavano.
I frammenti sussurrati filtravano nella sua mente.
Il piano di Nye... voi siete stata la moglie di Keith e lui doveva mettersi
in contatto con voi, per scoprire quanto sapevate... completamente all'oscuro, naturalmente, ma quando avete incontrato Miller era troppo tardi
per lasciarvi andare.
Vi abbiamo seguita... quell'incontro a Washington... fortunatamente
abbiamo saputo della missione del sottomarino in tempo. Ma qualcuno
doveva essere scelto... voi eravate l'ideale, ha detto... impossessarsi dell'aereo... rischio... non trattare con una Lavinia... ha insistito... scritto nelle
stelle... tutte le precauzioni... anche se qualcosa va male, l'essenza sar
preservata...
Quando l'ago della siringa le entr nel brccio, Kay non lo sent. Era svenuta di nuovo: quando rinvenne, l'aereoplano cominci a discendere, vol-

teggiando su una massa rocciosa che emergeva dal mare sottostante.


Stordita, lanci un'occhiata alla figura che le era accanto. L'uomo parl,
anticipando la sua domanda.
Ranu Roraku, disse. Il cratere di un vulcano estinto. Lo vedete? Dietro il promontorio Poike.
Ma dove siamo?
L'Isola di Pasqua.
Era come qualcosa udito in sogno, e lei sembrava far parte di quel sogno
quando si sent rispondere.
Il posto delle statue... ricordo di aver visto delle foto... grandi teste si
ergono e guardano il mare.
Temo che ora non si ergano pi. La maggior parte sono cadute quando
c' stato il terremoto la settimana scorsa, e il maremoto ha fatto il resto. Il
villaggio che era lungo il margine occidentale stato raso al suolo. Centinaia di persone, migliaia di pecore... tutto scomparso, spazzato via.
Ma c' qualcuno laggi! Kay sent che stava per svegliarsi mentre
guardava in basso. Vedo delle luci...
Torce per guidare l'aereo. Le afferr un braccio. meglio sedersi,
Potremmo fare un atterraggio brusco.
Per un attimo Kay fu pienamente cosciente, pienamente sveglia, e terrorizzata.
Perch siamo qui? Ditemi...
L'uomo la costrinse a sedersi, la mantenne. Lei lottava contro di lui, lottava contro la paura. Lo stordimento ritorn. Da molto lontano sent il suono delle proprie grida alzarsi tra il rombo provocato dalle spinte contrarie
dell'aereo. Avvert la collisione, l'urto dell'aereo sul suolo, al momento dell'atterraggio.
Quando l'aereo si ferm, incerto e oscillante, lei affond nella poltrona,
grata di quello stordimento che la isolava dalla paura. Forse era un sogno
dopotutto. Doveva essere un sogno.
Kay era completamente calma ormai, quando Sanderson la guid fuori
dalla cabina e l'aiut a scendere lungo la scala di corda che pendeva dallo
sportello al posto della solita scaletta.
I tre membri dell'equipaggio stavano gi aspettando ai piedi della scala e
Kay fu sollevata nel vedere le loro figure in uniforme e i volti comuni.
Forse Sanderson le aveva mentito: certamente quei giovani non avevano
affatto un aspetto alterato.
Gli altri riuniti sulla pista d'atterraggio, il gruppo di uomini con le torce,

erano ovviamente polinesiani e orientali. Indossavano indefinibili uniformi


da marinaio e la loro lingua era incomprensibile, ma niente nel loro comportamento dava motivo di allarme. Invece, zittirono quando lei entr nel
cerchio di luce delle torce e la guardarono in un modo che suggeriva un rispetto esagerato, quasi reverenziale.
Andiamo ora, disse Sanderson deve essere Sanderson, si disse Kay
Ci aspetta.
E poi la guid oltre l'ampia distesa sdrucciolevole dove era atterrato l'aereo. Oltrepassarono gruppi di massi caduti e sgretolati e grandi fessure nella superficie rocciosa, che inclinava verso i pendii vicini.
Dietro di loto, venivano gli altri, portando le torce. Camminavano in silenzio. Quando si avviarono lungo un sentiero che serpeggiava tra le rocce,
l'aereo che era alle loro spalle scomparve alla vista.
Ormai non c'era nient'altro che la notte. Le tenebre, la desolazione e il
lontano rumore del vento e delle onde che sferzavano le coste rocciose in
basso.
D'improvviso si alz un altro suono; le voci degli uomini che erano dietro. Kay non distingueva n parole n frasi, ma la cadenza era inconfondibile. Stavano cantando. Cantavano mentre si arrampicavano, con le torce
fiammeggianti contro il cielo fosco. Un immagine le venne alla mente:
l'immagine di una processione religiosa. Ecco che cos'era: un rito pagano,
un viaggio ad un santuario segreto dove una presenza segreta aspettava...
Pace e saggezza a voi!
Lei riconobbe la voce mentre la figura usciva dal riparo delle rocce che
le erano davanti.
Il Reverendo Nye guard Kay dall'alto del declivio: il suo alto corpo ondeggiava alla luce tremula delle torce. Era vestito di nero e la sua faccia
era nera. Quando alz le mani in segno di saluto, lei vide che non erano
pi guantate.
Quando l'uomo le sollev verso l'alto e verso l'esterno, Kay vide quello
che i guanti avevano sempre nascosto.
Anche i palmi delle sue mani erano neri. Non rosa, ma neri.
Kay li guard, guard lui.
L'uomo nero.
L'Uomo Nero delle congreghe di streghe, l'Uomo Nero delle leggende.
Nyarlathotep, il Potente Messaggero.
Non era un sogno. L'uomo era reale, lei era l, e Mike...
Kay aveva urlato o lui le aveva letto nel pensiero?

Miller morto, disse.


Allora lei grid, ma lui continu, senza prestarle attenzione.
Tutti coloro che hanno tentato di distruggere R'lyeh sono stati distrutti.
Non importa, visto che siamo venuti qui ad aspettare. Ora voi siete giunta
qui, ed giunta l'ora di liberare il caos.
Non era il modo di parlare dell'uomo comune, il linguaggio dell'assassino politico, e nemmeno della retorica del predicatore roboante, non quando
quelle parole erano pronunciate l in quel luogo di tenebre, non quando erano pronunciate da quelle labbra nere...
E le sue labbra erano nere, comprese Kay. Non le aveva mai notate prima, non aveva mai visto la lingua nera avvolta nella caverna nera della sua
bocca.
Questa l'ora!, grid l'Uomo Nero. Perch ora le stelle sono nella
congiunzione propizia.
Le dita nere si alzarono, puntarono verso il cielo, e Kay guard in alto, i
suoi occhi si fissarono sulle stelle... le stelle che non erano fisse.
Non fisse, ma roteanti. Roteavano, vorticavano, si muovevano e si fondevano, cosicch le costellazioni note si plasmavano in nuove configurazioni di fredda fiamma.
La mano dell'Uomo Nero si tese in avanti per acquietare il mormorio che
si era alzato, e guard oltre Kay, annuendo rapidamente.
Abbott, disse. Tu e Sato la preparerete e la condurrete...
Kay si gir mentre il corpo di Sanderson si allontanava. Ma altri due avanzarono da entrambi i lati e l'afferrarono per le spalle. Uno era alto e aveva il volto rosso; l'altro era tarchiato e scuro di pelle.
Lei lott, ma la loro stretta era ferma e le loro mani le strapparono i vestiti finch la donna non rest nuda nel cerchio di luce delle torce.
L'Uomo Nero alz le braccia.
Guardate la sposa!, cant.
E da dietro Kay si alzarono le voci in risposta.
Guardate la sposa!
Poi, da qualche parte nel buio, un tamburo risuon. Risuon e rimbomb
mentre le stelle ardevano: Mike era morto e lei tremava di vergogna e di
freddo, ma i due uomini la tenevano stretta. L'Uomo Nero fece un cenno, e
si mise alla testa della processione.
La spingevano in avanti, la trascinavano lungo il pendio del Rano Roraku, tra le file di statue rovesciate: le grandi teste di pietra con le basi conficcate nel terreno, guardiane del cratere che era pi sopra. Kay lott e si

contorse, ma non riusc a liberarsi. La tirarono verso l'orlo, mentre le facce


scolpite guardavano da ogni lato. Strane facce con i nasi volti in su, le labbra sprezzanti, e senza occhi. Che cos'era che nemmeno le pietre potevano
guardare?
I tamburi rombarono e le voci si alzarono in un canto. Oltre il cratere,
Kay vide le linee frastagliate del promontorio Poire, che si profilava attraverso un velo di nebbia.
Era nebbia o miasma? L'odore si diffuse, nauseante e soffocante, un tanfo di mare che vortic sul suo corpo nudo e l'avvolse in un puzzo di putrefazione che le appann i sensi. Dietro di lei i tamburi rombavano, i portatori di torce cantavano le loro litanie senza fine.
Guardate la sposa!
Kay barcoll e inciamp, stordita dalle ondate di suono e di odore nauseabondo. Freneticamente chiuse gli occhi, sforzandosi di non sentire e di
non vedere, ma l'eco del canto restava. Guardate la sposa.
E un'altra eco ora: la voce del finto Sanderson che le aveva sussurrato
sull'aereo. Qualcuno doveva essere scelto... voi eravate l'ideale, ha detto...
rischio... non trattare con una Lavinia...
Lavinia?
All'improvviso ricord il nome e la sua origine. Il racconto di Lovecraft,
L'orrore di Dunwich. La ragazza albina, ritardata mentale, di nome Lavinia... che diventa la sposa di Yog-Sothoth.
Kay apr gli occhi e, quando lo fece, la cortina di nebbia che le era davanti cominci ad aprirsi.
Quancosa si muoveva nella nebbia.
Si alz enorme, nero, gorgogliante dall'enorme cratere vulcanico
dove era stato a guardare e ad aspettare. Il suo corpo squamoso cominci a
strisciare verso di lei, dimenandosi, e si stagli contro le stelle.
Lo vide per un attimo e grid cos forte che non sent i tamburi, il canto,
e nemmeno il rumore degli aerei che si avvicinavano.
La spinsero in avanti.
Poi i tentacoli contorti si allungarono ad abbracciarla, e lei non seppe pi
nulla.
III
FRA BREVE

Mark Dixon era nella cabina telefonica che si trovava nell'atrio dell'albergo, e parlava al suo redattore capo, quando cominci la sparatoria.
Aspetta, disse.
Si gir a guardare attraverso la porta di plexiglass, poi si chin involontariamente quando risuon un altro colpo.
La faccia di Heller lo guard truce dallo schermo.
Che cosa sta succedendo?
Il sindaco, disse Mark. appena arrivato... Sollev cautamente la
testa, scrut attraverso il vetro mentre una fucilata esplodeva nell'atrio.
Qualcuno gli sta sparando... dalla balconata... gli Agenti della Sicurezza
sono intervenuti a coprirlo... non riesco a vedere...
Abbassati e fammi guardare!, grid Heller. Stai coprendo lo schermo!
Mark si chin di nuovo, e lasci libero lo schermo. Heller socchiuse gli
occhi nello sforzo di guardare, proprio mentre echeggiava la scarica finale
di spari. Poich la cabina telefonica pubblica era fornita solo di un trasmettitore standard, non aveva n l'obiettivo grandangolare n lo zoom, ed Heller vide solo la folla, che era vicina all'ingresso dell'atrio, ondeggiare e
strillare. Da qualche parte, al centro, c'era il sindaco con le sue guardie del
corpo.
Ma poi, quando l'ultima esplosione di colpi part dal gruppo, tutti alzarono gli occhi e strillarono. Il campo visivo che aveva Heller non includeva il mezzanino, ma egli vide il corpo cadere oltre il parapetto della balconata e urtare il pavimento dell'atrio sottostante.
Poi, quando la folla si avvicin e si alz un tumulto di voci, Heller strill
di alzare il volume.
Non ti preoccupare di videoregistrare: mander una squadra per un servizio completo. Raccogli solo tutte le notizie che puoi e vieni qui subito!
Lo far, disse Mark.
E lo fece.
Dopo mezz'ora entrava rapidamente nell'ufficio di Heller, sulla cima del
palazzo del Times al centro di Los Angeles. L'ometto nerboruto che era
dietro la scrivania stava gi cominciando a premere bottoni quando Mark
entr. Tutto si spense: il videotelefono, gli interfoni, gli schermi televisivi,
perfino lo schermo che era di fronte alla scrivania su cui si avvolgevano
incessantemente le cronache inviate a filo diretto dai computer.
Mark non aveva mai visto quello schermo spento. Non che ne avesse
avute molte opportunit. In qualit di ricercatore junior galoppini,

non era cos che li chiamavano ai vecchi tempi? era entrato in quell'ufficio solo due volte durante l'anno che aveva trascorso l. In quanto a questo, aveva parlato raramente con lo stesso Heller attraverso il videotelefono. Di solito riferiva le notizie ad uno dei ricercatori senior che si trovava
in un ufficio esterno, e dubitava che Heller ricordasse il suo nome.
Ma era tutto cambiato ora.
Siediti, Dixon, disse l'editore capo. Premette il bottone del registratore
e annu. Dall'inizio.
Sono arrivato presto all'albergo, disse Mark. Il banchetto era programmato per l'una, ma alle 12,30 il Sindaco non si era ancora fatto vedere, cos sono state aperte ugualmente le porte. Il banchetto si doveva tenere
nella Sala Dorata, al secondo piano, e gli ospiti erano nel foyer a bere gli
aperitivi. C'era la maggior parte dell'amministrazione comunale... i liquori
erano gratis credo. Ho parlato con Stanley, uno degli addetti dell'Ufficio
Stampa, e lui ha detto Sua Eccellenza stata trattenuta...
Heller fece un gesto brusco.
Taglia corto. Sei sceso nell'atrio a telefonarmi. Perch?
Ci stavo arrivando. Stanley ha detto che il Sindaco non si sarebbe fatto
vedere. Sembra che avesse ricevuto un'altra minaccia di morte stamattina.
Lui te l'ha detto? Heller aggrott le sopracciglia. Come successo?
Credo che fosse sobrio, aveva fatto pochi viaggi al bar. Nessun altro gli
aveva rivolto la parola e quando ho cominciato a insistere, se l' lasciato
sfuggire. Mi sembrato abbastanza importante da comunicartelo subito.
Particolari?
La minaccia arrivata alle nove, quando il Municipio apre. Qualche
segretaria ha preso la chiamata. Hanno chiesto del Sindaco, ma non era ancora arrivato.
Hanno chiesto? Heller si sporse in avanti. Chi erano queste persone?
Era uno solo. Qualcuno che portava un passamontagna.
Si identificato in qualche modo?
Mark scosse la testa.
stato ripreso, naturalmente, e hanno cercato la sua voce nella nastroteca. Potrebbe essere qualcuno che ha gi chiamato, ma non ne sono certi.
Ad ogni modo, il messaggio era lo stesso. Dimettiti o muori.
Ma il Sindaco si fatto vedere ugualmente al banchetto. Heller aggrott le sopracciglia. Motivo?
Ho presunto che la minaccia non fosse precisa riguardo all'ora e al luo-

go. E poich era una manifestazione politica, con tutti i capoccioni del partito pronti a dare il calcio d'inizio alla campagna elettorale, suppongo che
abbia pensato di dover comparire in pubblico. Non sarebbe sembrato un
codardo quando avesse annunciato la sua candidatura per la rielezione...
Taglia corto. Heller punt un dito contro Mark. Sei sceso nell'atrio e
mi hai telefonato. Tu eri nella cabina, Sua Eccellenza entrata attraverso
l'ingresso principale con le sue guardie...
Erano sei, tutte in borghese. Ufficiale di Servizio, il Sottotenente Eduardo J. Morales. Ho gli altri nomi scritti qui.
Heller fece un gesto impaziente.
Dopo. Continua a raccontare.
Erano a met dell'atrio quando cominciata la sparatoria. Senza nessun
preavvertimento. Sulle prime, non hanno capito da dove venivano i colpi.
Morales ha buttato a terra il Sindaco e lo ha protetto con il suo proprio
corpo. Un altro ufficiale, Perez, ha scorto l'uomo sulla balconata e ha aperto il fuoco. Poi gli altri hanno visto il bersaglio e si sono uniti. L'assassino
non ha cercato di ripararsi. Ha sparato altri due colpi contro il Sindaco e
Morales, mancandoli entrambi. Poi stato colpito.
caduto oltre il parapetto ed atterrato sul pavimento dell'atrio, senza
la faccia. Perez era l'uomo che l'aveva colpito, e usava un diffusore ad
ammoniaca. un miracolo che nessuno nell'atrio sia stato ferito.
Passiamo all'assassino.
Sono corso fuori dalla cabina telefonica e mi sono infilato tra la folla.
Due agenti della Sicurezza hanno portato via il Sindaco attraverso un'uscita secondaria e gli altri hanno sgomberato l'atrio. Sono riuscito a dare solo
un'occhiata di sfuggita.
Descrivi.
Maschio, bianco, capelli castani, alto circa un metro e ottanta, magro,
indossava una tuta da operaio. Deve essere sgusciato attraverso i controlli
con una squadra di imbianchini, c'erano macchie di vernice sulla tuta.
Mark Dixon fece una smorfia. E un mucchio di sangue. La parte anteriore
della faccia era saltata via...
Lascia perdere il colore locale, disse Heller. Passiamo all'arma.
Non ho potuto. Qualcuno l'ha raccolta sul mezzanino e ha strillato che
era un'automatica.
Nessun documento di identificazione sul corpo dell'assassino?
Se c'era, non l'hanno ancora trovato. Come ho detto, ho potuto dare solo una rapida occhiata prima che mi mandassero via. L'ufficiale che si

occupato di sgomberare l'atrio era un certo Philip Kaufman. quello che


mi ha dato i nomi delle altre guardie del corpo.
Che cos'altro ti ha dato?
Niente. Solo che sicuro che l'assassino appartenesse alla Fratellanza
Nera.
Judson Moybridge spense il televisore, e lo schermo a parete scomparve
quando Mark entr.
Ho appena sentito il telegiornale della sera, disse Moybridge. Una
faccenda sconvolgente. Sconvolgente. Non c' da meravigliarsi che fossi
tanto turbato. Il corpulento avvocato fece un gesto verso il bar. Posso offrirti qualcosa?
Mark scosse la testa.
Voglio solo informazioni.
In questo caso, andiamo nel patio. una vergogna sprecare una serata
cos bella.
Ed era veramente cos, not Mark, mentre seguiva Moybridge attraverso
le porte-finestre verso la terrazza che circondava la piscina.
L, nella luce dell'imbrunire, si sedette su una poltrona a guardare nella
placida piscina lo scintillo multicolore delle luci che brillavano oltre l'acqua e al di sotto di essa. Era una vista magnifica, e solo un uomo della ricchezza di Moybridge poteva permettersi un simile spettacolo notturno,
guardando la citt dall'alto.
Non che Mark gli invidiasse quel privilegio. Qualsiasi cosa avesse Judson Moybridge, era meritata. Aveva lavorato trent'anni come legale di
una societ prima di raggiungere quella posizione elevata, e aveva poco altro nella vita, n una moglie n una figlia. A meno che Mark non si potesse
considerare come un familiare. Dopotutto, finch non aveva compiuto i
ventun anni, tre anni prima, l'avvocato era stato il suo tutore legale.
Mark alz gli occhi al suono del ghiaccio che tintinnava in un bicchiere.
Il suo ospite si era servito da solo dal bar portatile che era accanto alla sua
poltrona.
Sei sicuro di non volermi fare compagnia?, disse Moybridge.
No, grazie.
Fa' come vuoi. L'avvocato alz il bicchiere e bevve, poi l'appoggi a
terra. Allora. Informazioni. Che genere di informazioni?
Prima di tutto, mi devi aggiornare con le notizie del telegiornale. La radio della mia auto rotta e non ho sentito niente da quando ho lasciato l'uf-

ficio. Hanno scoperto chi era?


Stai parlando dell'uomo che ha fatto quel tentativo di omicidio? Moybridge scosse il capo. Un esame preliminare ha rivelato che i capelli erano tinti, i polpastrelli sono stati staccati con l'acido, e di recente era stato
sottoposto ad un'operazione alla laringe per alterare la voce. Questo, e l'assenza di etichette sui vestiti o di qualsiasi altra cosa che possa aiutare ad
identificarlo, sembra stabilire che si trattasse di un professionista.
Hanno detto qualcos'altro a proposito dell'arma?
S, hanno detto un nome, ma non prestavo attenzione. Mi sembra di aver capito che fosse solo un revolver normale. Esit, notando il cipiglio di
Mark. C' qualcosa che non va?
S.
Moybridge allung un braccio a prendere il bicchiere, e guard il giovane che si aggiustava i capelli neri sulla fronte abbronzata. Un bel ragazzo.
Potrebbe essere mio figlio. Detesto vederlo cos teso. Un altro sorso, e poi,
Qual il problema?
Non capisci? Abbiamo qualcuno che si affaticato a nascondere la
propria identit, un vero professionista, hai detto. Ma, se analizziamo le
sue mosse, ha agito da dilettante. Un assassino di professione avrebbe preso la precauzione di nascondersi. Avrebbe usato un fucile ad alta precisione munito di silenziatore e mirino telescopico, o avrebbe avuto uno di quei
nuovi supersonici. Ma quest'uomo semplicemente salito su una balconata, visibile a centinaia di testimoni e ha fatto fuoco con un fucile manuale,
rumoroso e antiquato. Non ha senso. A meno che...
A meno che?
Forse era quello che intendeva fare. Voleva essere visto e sentito, voleva assicurarsi che sia in caso di fallimento che in caso di successo il
suo attentato non potesse essere ignorato o messo a tacere.
In altre parole, uno psicotico in cerca di pubblicit.
In cerca di pubblicit, s. Ma non uno psicotico. Almeno, non nel senso
comune del termine. Mark annu. Ho parlato con uno degli agenti della
Sicurezza. Pensa che sia stata opera della Fratellanza Nera.
Moybridge ingoi il resto della sua bibita.
Quante volte devo dirti che...
Che non esiste la Fratellanza Nera? Mark si strinse nelle spalle. Conosco la storia: una beffa, un tiro mancino organizzato da qualche burlone, pubblicizzato finch non diventato di dominio pubblico, e poi una
scusa per ogni crimine non risolto. Me l'hai spiegato decine di volte. Ma

quello che voglio ora che tu mi dica la verit.


Ma io ti ho sempre detto la verit. L'avvocato si alz rigidamente,
mentre la faccia e la voce comunicavano una rabbia gelida. Hai letto il
mio libro. Vivevi ancora con me nella vecchia casa quando ho fatto le ricerche per scriverlo.
Mark annu.
Quei viaggi che facevi, gli inviti a Washington, i colloqui con gli Agenti Federali. Mi sono sempre chiesto che cosa ti dicessero.
Moybridge si prepar un'altra bibita.
tutto nel libro, disse. La caduta di Cthulhu. lo stesso titolo a rispondere alla tua domanda. Io ho provato il mio punto di vista, e da allora
decine di altri hanno confermato quei fatti.
Tu non eri ancora nato quando si scaten tutto quel pandemonio sui terremoti, che erano voluti e prodotti dagli adoratori di Cthulhu. Era pura isteria, semplicemente la vecchia teoria del diavolo. La gente cercava un
capro espiatorio. Ma ora sappiamo la verit. L'Isola di Pasqua fu distrutta
per sbaglio durante il test di un'arma termonucleare, questo un fatto registrato nei documenti ufficiali. Per quanto riguarda quel Lovecraft, entrambi conosciamo la risposta. Nei cinque anni trascorsi dalla pubblicazione del mio libro, altri ricercatori sono arrivati alla stessa conclusione. Era
dotato, persuasivo, ed era un classico esempio di schizofrenia paranoide.
Moybridge si ferm per bere e Mark lo guard nell'oscurit che si infittiva.
Ho letto quello che hai scritto. Ma dove sono le prove?
Proprio sotto i tuoi occhi, disse l'avvocato. passato un quarto di secolo da quando sono avvenuti quei terremoti. Ma, nonostante il panico,
nonostante tutte le profezie folli delle religioni stravaganti, non successo
nulla. I terremoti si sono fermati, non vero? E nessun mostro viscido
mai emerso dal mare. Siamo ancora qui, grazie a Dio, sani e salvi come
sempre. E ora che le opere di Lovecraft sono esaurite in tutte le librerie...
Questa un'altra faccenda, disse Mark. Con tutto l'interesse che c'
per il Mito di Cthulhu, si penserebbe che gli editori sfruttassero questa
tendenza del mercato. Ma io non sono riuscito a trovare i suoi libri nemmeno nelle librerie dell'usato. Credi che sia coinvolta una specie di censura
del governo, che compra tutte le copie e le distrugge?
Non credo possibile una cosa del genere.
Che cosa ne stato delle tue copie, quelle che lessi quando cominciasti
a scrivere il tuo libro?

Me ne sono liberato quando mi sono trasferito qui. Moybridge sospir. Guarda, non c' alcuna utilit nel continuare a discutere. Ho fatto del
mio meglio per rispondere alle tue domande...
A tutte tranne una.
Quale?
Mark guard l'avvocato.
Come mai sei stato coinvolto in questa storia? Perch hai abbandonato
il tuo lavoro di legale solo per scrivere un libro che smentiva la teoria del
Mito?
Te l'ho detto, non c' alcuna utilit nel continuare a discutere...
Ma c', invece. Perch mi fido di te. Mi sono sempre fidato di te, pi di
chiunque altro.
Allora fidati di me ora. Moybridge si avvicin a Mark. Nel buio la sua
faccia era una macchia confusa tranne che per gli occhi scuri. Eravamo
tanto vicini fino a qualche anno fa. Non me ne lamento, tu sei un uomo
ormai, era giusto che te ne andassi per tuo conto. Ma ho sentito la tua mancanza, e mi sento ancora responsabile per te. il tuo benessere che mi preoccupa, ora e sempre.
Ecco perch voglio che lasci perdere queste indagini. Non esiste alcuna
Fratellanza Nera, credimi. Ma ci sono fanatici politici, uomini pericolosi,
privi di principi, che sfruttano l'attuale disagio sociale per i loro scopi. Si
sono impossessati di questa vecchia superstizione per razionalizzare la loro
violenza. impossibile fermarli, ed inutile tentare. Se ti metterai sulla loro strada, ti distruggeranno.
Moybridge pos una mano sul braccio di Mark.
Per favore... nell'interesse mio e tuo...
Mark indietreggi.
Non hai ancora risposto alla mia domanda. Perch hai scritto quel libro? Che cosa sai? Dimmi perch sei cos spaventato...
Spaventato? La voce dell'avvocato era stridula. Non ho mai detto...
Non ne hai bisogno. Guarda la tua mano, trema cos forte che farai cadere quel bicchiere. Ho cercato di chiamarti in ufficio questa mattina presto; mi hanno detto che non ci vai da settimane. Perch ti stai nascondendo
quass? Non capisci? Io voglio aiutarti, ma non ne ho la possibilit, a meno che tu non mi dica la verit. La Fratellanza vuole uccidere anche te?
Fuori di qui!
Per favore, ascoltami. Sei in qualche guaio, lo so. Se sei coinvolto in
questa...

Non sono coinvolto. E tu non mi coinvolgerai! La voce di Moybridge


crebbe. Ma tu vattene via e non farti vedere. Sta' lontano da qui, lontano
dalla mia vita, lontano da questa indagine!
Poi rest il silenzio, guard Mark girarsi e attraversare la porta-finestra.
Lo vide passare attraverso il soggiorno e sent la porta d'ingresso chiudersi
alle sue spalle. Moybridge rest immobile finch non sent l'auto di Mark
partire.
Solo allora raccolse la forza necessaria ad attraversare il patio e raggiunse il bar portatile che era accanto alla poltrona. Pens che le mani gli tremavano tanto che non sarebbe riuscito mai a stappare la bottiglia.
Ma ci riusc.
Anche Mark ci riusc, ma non fu facile. Il mal di testa lo stava uccidendo: pulsava e batteva nelle tempie. E anche il collo gli faceva male; dovette sbottonarsi il colletto per respirare.
Che cos'era accaduto? Non era solo un litigio, non aveva senso fingerlo.
Non aveva mai visto il suo ex tutore spaventato, non aveva mai visto qualcuno cos sconvolto da una divergenza di opinioni.
Solo che non era una questione di opinioni. E, nonostante quello che affermava Judson Moybridge, i fatti stavano diversamente.
La Fratellanza Nera non era un'invenzione dei mass media: esisteva veramente. E l'ondata attuale di omicidi e attentati era troppo ampia per essere liquidata come opera di pochi sovversivi politici. Non c'era niente di politico nelle loro minacce o nelle loro previsioni di calamit future.
Le argomentazioni che Moybridge avanzava nel suo libro e che venivano ripetute nei libri di altri scettici semplicemente non reggevano. Nonostante l'improvvisa scomparsa delle opere di Lovecraft dalle librerie e dalle
biblioteche di consultazione, sembrava esserci una diffusione generale dei
loro contenuti. Una diffusione favorita dalle affermazioni della Fratellanza
Nera e dalle rivelazioni che correvano di bocca in bocca.
Secondo queste fonti, i rapporti ufficiali del Governo facevano parte di
una manovra deliberata di copertura. Durante il ciclo di terremoti di venticinque anni prima, Cthulhu si era veramente destato dal suo sonno, quando
la Citt Sommersa di R'lyeh era in parte emersa dal mare. Aveva cominciato un viaggio segnato dalle distruzioni che si lasciava alle spalle: navi e
aerei scomparsi, intere popolazioni di isolette remote erano sparite. Erano
state organizzate missioni segrete: un'esplosione termonucleare aveva distrutto sia l'Isola di Pasqua sia lo squadrone suicida che era stato inviato a

distruggerla.
La storia non era mai stata ufficialmente negata o confermata, ma la cosa
non finiva l.
Secondo queste voci ostinate, Cthulhu non era morto. Nessun'arma poteva distruggere una forma di vita aliena, capace di ricostituire le proprie
componenti atomiche. Quell'entit immortale aveva trovato di nuovo rifugio in una tana segreta sotto il mare.
E anche i vari culti che predicavano la sua venuta erano stati sommersi.
Al loro posto c'era la Fratellanza Nera. L'aggettivo nero richiamava la
magia, non la razza, ricord Mark. Naturalmente il gruppo doveva comprendere una percentuale normale di non caucasici, soprattutto a Los Angeles, dove la popolazione era per il ventidue per cento nera, per il sette
per cento orientale e per oltre il trenta per cento ispanica.
Ma nessuno conosceva i membri di quel culto: quanti fossero bianchi,
quanti fossero neri, quanti fossero attivisti e quanti solo credenti. Probabilmente, i membri effettivi erano pochi, ma la loro influenza si stava allargando e ogni attentato terroristico dava maggiore forza al culto.
Nessuna smentita ufficiale, nessuno sforzo di studiosi come Judson Moybridge, poteva fermare la marea montante di tensione che circondava il
concetto della venuta di Cthulhu. E nessuna azione delle Forze di Polizia
era riuscita a trovare, e tanto meno a distruggere, la setta segreta responsabile di quell'ondata di violenza e distruzione. Non solo l, ma in tutto il
mondo, il disegno era chiaro: bombardamenti, incendi dolosi, sabotaggi,
l'assassinio o la scomparsa misteriosa di cittadini in vista, sia impegnati in
attivit pubbliche sia private, preceduti da avvertimenti chiari, come nel
caso dell'attentato di quel giorno.
Senza dubbio le autorit stavano effettuando ampie indagini segrete, ma
senza risultati. Quello che un tempo era stato un problema minore stava
rapidamente diventando un enorme grattacapo a livello governativo.
Il mal di testa.
Mark batt gli occhi quando il dolore gli puls dietro i bulbi. Abbass il
finestrino in cerca d'aria e il freddo della notte gli ventil la fronte. Dal
mare stava salendo la foschia. Alla propria sinistra vide la nebbia celare la
distesa di alberi e cespugli che era dietro le mura del Parkland Cemetery.
Non amava i cimiteri, ma quella era una vista gradita, significava che era
vicino alla meta. Una svolta a sinistra lo port alla casetta che sorgeva dall'altra parte della strada. Ferm l'auto accanto al marciapiede che era nel
vicolo cieco. Dopo qualche momento suonava il campanello del n 1112 di

Parkland Place.
Si accese una luce alla finestra che fiancheggiava l'ingresso, e poi si sent una voce dietro la porta.
S, chi ?
Mark.
La porta si apr e Laurel Colman lo guard. Indossava una vestaglia e i
suoi capelli erano legati. Era evidente che si stava preparando ad andare a
letto, e la sua faccia aveva ancora qualche traccia del latte detergente. Ma,
anche senza trucco, i tratti fini della minuta brunetta e gli occhi lievemente
a mandorla con la loro luce color zaffiro esercitavano un intenso fascino
esotico.
Gli occhi erano turbati in quel momento.
Che diavolo fai qui a quest'ora?
Fammi entrare.
Naturalmente. Laurel si fece da parte per permettergli di entrare. Ma
dimmi...
Dopo. Hai un'aspirina?
Siediti. Te la porter.
Lo condusse nel soggiorno, poi svan, riapparendo un momento dopo
con due pasticche in una mano e un bicchiere d'acqua nell'altra.
Quando Mark ebbe ingoiato le pillole e bevuto, la ragazza lo guard, aggrottando le sopracciglia.
Che cosa c' che non va?, disse.
Niente. Solo un altro dei miei mal di testa.
Mark dovresti veramente andare da un medico. L'hai promesso, ricordi?
Lo so. Annu. Non ho avuto il tempo.
Mi dovevi telefonare stasera, mormor Laurel. Che cosa successo?
Glielo raccont e lei ascolt attentamente, senza interromperlo.
per Moybridge che sono preoccupato, disse Mark. Sai quanto siamo stati vicini. Fin da quando avevo tre anni, quando lui mi tolse da quell'orfanotrofio, mi port nella sua casa, proprio come se fosse il mio vero
padre...
Laurel alz gli occhi.
Sei sicuro che non lo sia?
Desideravo molto che lo fosse, a volte, ma impossibile. Una volta anni fa, quando avevo quattordici o quindici anni, gliel'ho chiesto apertamen-

te, Mi ci voluto molto coraggio per farlo, ma deve essercene voluto ancora di pi per lui per rispondere.
Omosessuale?
Mark scosse la testa.
Sterile. Qualche malattia infantile, orecchioni o scarlattina. per questo che non si mai sposato. E suppongo sia stato uno dei motivi per cui
diventato mio tutore. Negli anni successivi al grande terremoto, molti
bambini restarono senza genitori: in certi casi, venivano abbandonati davanti alle case. Gli orfanotrofi erano sovraffollati e le autorit lanciarono
questa campagna di adozioni. Moybridge fu uno di quelli che risposero all'appello, e io sono fortunato che scelse me.
Allora, veramente non sai niente delle tue origini?
Nemmeno un vago accenno. Il cognome Dixon era il nome da
ragazza della madre di Moybridge. Divenne legalmente il mio, quando mi
prese in affidamento. Aveva una vecchia casa a Los Feliz a quell'epoca, e
Mrs. Grimes, la sua governante, si prese cura di me. Quelli erano gli anni
in cui era impegnato a fare carriera, ma trovava sempre il tempo per stare
con me. Come ho gi detto, fui fortunato.
Ricordo quanto fu felice quando mi iscrissi alla Facolt di Giornalismo
dell'UCLA. Aveva dei contatti con qualche uomo d'affari e mi aiut ad entrare nel giornale dopo che mi laureai. Poi compr la nuova casa e io mi
trasferii nel mio appartamento. Ma non c'era dell'astio tra noi; lui mi incoraggi a vivere per mio conto. Ci siamo sempre tenuti in contatto e, ogniqualvolta ho avuto un problema, stato sempre pronto ad aiutarmi. Fino a
questa faccenda della Fratellanza Nera...
Laurel aggrott le sopracciglia.
Non ho mai letto il suo libro, ma da quello che mi hai detto deve averci
lavorato molto.
vero. Ha cominciato a compiere delle ricerche quando ero ancora a
scuola. Gli ci sono voluti anni per finire quell'opera.
Capisco. Laurel era pensierosa. Ma che cosa lo ha spinto ad occuparsene all'inizio? Aveva degli amici che se ne interessavano, qualcuno che
gli sugger di scriverlo?
No, che io sappia. Ma mentre lavorava al libro, non parlava pi di nient'altro. Quando era impegnato nella stesura definitiva, non si preoccupava
pi nemmeno del suo studio: se ne presero cura i soci pi giovani. Poi, dopo che il libro fu pubblicato, sembr perdere ogni interesse alla faccenda.
Ritorn agli affari, compr la casa nuova, e vi si trasfer. Penso che nessu-

no di noi abbia pi nominato Lovecraft fino a questa notte. Mark rigir il


bicchiere vuoto tra le dita. Ora, all'improvviso, quest'esplosione. Minacce. Avvertimenti. Ma perch?
Non hai pensato che sia naturale per lui preoccuparsi del tuo benessere?, disse Laurel. Finora non hai avuto niente a che fare con la Fratellanza Nera. Ora ne sei coinvolto, e lui si preoccupa.
Allora perch nega perfino l'esistenza della Fratellanza Nera? Perch
mente su tutto quello che sta succedendo? Sa qualcosa che noi non sappiamo?
Laurel si strinse nelle spalle.
Sono tutti irritabili in questi giorni. E non solo a causa del terrorismo.
Pensa solo a tutte quelle notizie sulla deriva dei continenti, o qualsiasi cosa
sia. Stavo leggendo qualcosa in un quotidiano, appena l'altro giorno, a proposito delle scorie nucleari che inquinano l'atmosfera e cambiano il clima,
quello che si definisce l'effetto serra. Dicono che possiamo aspettarci un'altra serie di terremoti come quella di venticinque anni fa, o anche peggio. Sorrise. Naturalmente, non credo a tutte queste previsioni della fine
del mondo.
Nemmeno io. Mark si alz. Ma forse Moybridge ci crede. Forse conosce un segreto.
Non devi farti prendere in questo modo dall'ansia, caro. Laurel si alz.
Senti, veramente tardi...
Mark appoggi il bicchiere sul tavolino, poi si avvicin a Laurel e la
prese tra le braccia. Le sue labbra avevano il lieve sentore del latte detergente, ma questo non attenu in nessun modo l'improvvisa e sorprendente
ondata di calore che gli invest le reni quando strinse a s lo snello corpo di
lei. Le mani di Mark gi armeggiavano con i bottoni della sua vestaglia.
Mark, fermati: dalla strada possono vederci...
Ma se andiamo in camera da letto...
La guid fino all'altra camera, e questa volta la vestaglia fu tolta.
Quel volto esotico, che rispecchiava la mescolanza di sangue ereditata
da un padre irlandese e da una madre giapponese, lo guard con un'espressione lievemente ironica.
Pensavo che avessi mal di testa.
S. Ma speravo che me lo curassi.
Far del mio meglio, mormor Laurel.
Lo distese sul letto e mantenne la promessa.

Buio. Prima solido, poi liquido e avvolgente. Una cascata di freddo, un'ondata gelida che si frangeva su un mare di ghiaccio. Le acque si increspavano e si andavano a rompere sulla spiaggia della notte, cancellando vista, udito e sensazioni...
Mark... svegliati!
Apr gli occhi e vide oscillare le ombre sul soffitto della camera da letto,
mentre Laurel lo scuoteva per destarlo.
No, non era Laurel. Era la stanza che si scuoteva. E da tutt'intorno echeggiava un rombo che diventava un boato.
Il terremoto!
Si alz rapidamente, poi aiut la ragazza a mettersi in piedi mentre le assi del pavimento tuonavano e gemevano.
Fuori, presto!
Laurel raccolse una vestaglia e un paio di pantofole dalla sedia accanto
al letto mentre Mark afferrava le proprie scarpe e i vestiti maltrattati. Avanzarono quindi con difficolt lungo il vestibolo e nel soggiorno. Dalla
camera da letto arriv il rumore di vetri che si frantumavano. Quando corsero verso la porta, un lampadario precipit al suolo e alcuni quadri si
staccarono dalle pareti ondeggianti per fracassarsi sul pavimento.
Ormai tutta la casa tremava come se fosse stretta nella morsa di un mano
gigantesca. Mark tirava la porta d'ingresso, sforzandosi di socchiuderla.
L'ostacolo cedette. Egli spinse Laurel oltre la soglia e la segu nella notte
nebbiosa.
Dietro di loro, la mano invisibile stringeva e torceva. Si sent un boato
quando una parte del tetto cedette.
Attento!, grid Laurel.
Mark alz gli occhi e vide il globo di un lampione cadere a spirale tra
una pioggia di scintille che svanirono nella nebbia fitta.
Raggiunti l'auto!, strill Mark.
Ma la sua auto non era pi lungo il marciapiede. Guard alla propria destra e la vide conficcata di sghembo contro la banchina di cemento che
chiudeva il vicolo cieco. Il cofano era schiacciato da un palo di telefono
crollato. Una nube luminosa ondeggiava tutt'intorno, rendendo verde la
nebbia. Le linee elettriche ondeggiavano e sferzavano con tentacoli crepitanti il veicolo intrappolato.
D'improvviso, un sibilo minaccioso si stagli sul lontano boato di fondo.
Il bagliore verde divenne rosso e l'auto esplose in una fiammata.

Qualcosa vol in alto, e Mark fece abbassare Laurel. Fissarono quella


foschia cremisi. Rivoletti di benzina si erano allungati sul prato e sull'acciottolato, e si arrossavano man mano che la fiamma li consumava. Presto
avrebbero raggiunto la casa, e poi...
Mark si alz, e si gir verso l'ingresso della strada. L era caduto un albero e le linee elettriche erano impigliate tra i rami. Anche l'albero cominciava a prendere fuoco. Sarebbe diventata una barriera di fiamme.
L'unica via di fuga era davanti a loro, dall'altra parte della strada, dove il
muro del Parkland Cemetery si alzava dietro lo spesso velo di nebbia e
buio.
Senza una parola, Mark si avvi in quella direzione, stringendo una mano di Laurel. Almeno sarebbero stati al sicuro in quello spazio aperto, se
fosse riuscito a scalare il muro di pietra che circondava il cimitero.
Quando tra turbini di nebbia arriv dalla parte opposta della strada, vide
che il problema era scomparso, insieme ad una porzione del muro. Un'ampia breccia si spalancava alla loro destra, dove una sezione del muro era
crollata.
Fece un cenno alla ragazza.
Andiamo, prima che l'incendio si diffonda...
Si arrampicarono sul pietrisco che era al di sotto dell'apertura, poi si
fermarono, esausti e silenziosi, ai limiti del cimitero avvolto dalla nebbia.
Penso che sia finito, mormor Laurel. Senti...
Mark annu. Il rombo stava attenuandosi e le vibrazioni sotto i loro piedi
si erano fermate.
Inspir profondamente, guard Laurel abbottonarsi la vestaglia e stringersi la cintura intorno alla vita. All'improvviso si accorse del gelo che avvolgeva il suo corpo, e del mucchio di vestiti stretto nella mano sinistra. Si
vest in fretta, infli le scarpe nei piedi nudi e graffiati. Dietro di loro risuon il crepito minaccioso delle fiamme che si alzavano, ma Mark non si
gir a guardare dietro. La via di fuga era davanti, attraverso gli alberi avvolti nella nebbia. E ora che il terremoto era finito...
I morti.
Anche Laurel l'avvert, perch la mano le tremava quando gli tocc una
spalla.
Non mi piacciono i cimiteri, sussurr. Usciamo di qui.
Non possiamo rischiare di camminare per la strada ora, disse lui.
Non con quelle linee elettriche a terra. Taglieremo attraverso il cimitero,
fino all'entrata principale che d sul boulevard.

Dobbiamo proprio farlo? Ho paura...


Sii grata di essere riuscita ad allontanarti in tempo, le disse. Almeno
siamo al sicuro qui. Andiamo, prendimi per mano.
Le dita tremanti di Laurel si chiusero intorno alle sue quando si incamminarono. Avanzarono tra gli alberi, lungo un sentiero di ghiaia, avviluppato di nebbia, che serpeggiava tra le tombe e le lapidi cadute. La foschia
era pi fitta l, incombeva sul silenzioso cimitero come un sudario avvolgente.
Ad un tratto, Laurel boccheggi e tir Mark per il polso.
Lui abbass gli occhi e guard nella fossa aperta che gli stava davanti.
La mano invisibile aveva lavorato anche nel cimitero, aveva sradicato le
lapidi e le pietre tombali e aveva ghermito le tombe che erano al di sotto.
Grandi fessure si aprivano in tutte le direzioni nel suolo sabbioso, squarciando la terra in profondit.
Mark guard nella tomba e vide la cassa frantumata, il coperchio di
quercia divelto. Guard ci che c'era all'interno... e, attraverso la nebbia,
un teschio gigante gli restitu lo sguardo. Le orbite vuote erano fosforescenti al buio.
Laurel fece uno strano rumore con la gola, poi si gir e lo tir per la mano. Deviarono per evitare l'apertura e proseguirono.
Quando affrettarono il passo, le scanalature nel terreno li circondarono.
Cocci di urne frantumate erano sparsi tra le pietre tombali rovesciate. Rallentarono di nuovo per aggirate altre tombe sventrate, ma non si fermarono
a vedere che cosa vi era all'interno.
Si erano ormai allontanati dal sentiero di ghiaia, si muovevano tra la
nebbia e i fossi. Mark guard cenotafi caduti e monumenti crollati, poi per
poco non inciamp nella statua di un angelo con le ali spezzate.
Stavano raggiungendo il centro del cimitero, quella zona antica dove i
mausolei di marmo e le tombe di granito erano ancora in piedi. Ma non erano del tutto intatti. In molti casi, il terremoto aveva divelto le grate e i
cancelli di ferro battuto che decoravano le porte. E dalle tombe si irradiavano in ogni direzione le profonde scanalature nella terra.
La tomba spalancata.
Per la prima volta Mark cap il significato di quella frase. Il significato e
la minaccia. Laurel affannava accanto a lui. Saltarono per superare i crepacci, oltrepassarono le fosse che portavano ai domini della morte. Era il
caos. Mark not l'acre tanfo della putrefazione che si alzava dai solchi per
mescolarsi alla nebbia viscida.

Ma la cosa peggiore di tutte era il silenzio, il silenzio mortale della nebbia, della notte e dell'incubo, rotto solo dagli ansiti affaticati di Mark e della sua compagna.
E dall'altro rumore.
Un cane abbaiava in lontananza. I suoi ululati echeggiavano flebili da
qualche parte alle loro spalle. Poi si sent un rumore di passi, uno scalpiccio che rimbombava nella notte, e gli ululati divennero pi forti.
Mark si ferm a guardare indietro attraverso la nebbia. Non vide niente,
ma il rumore divenne ancora pi forte. Anche Laurel lo sent e la sua mano
fredda gli serr il polso.
Sta arrivando qualcosa!, grid lei. E poi, quando si gir a guardare
nella nebbia, Oh, mio Dio...
Mark allora lo vide, o pens di vederlo.
Un'ombra scura si alz dalla terra che era ammucchiata ai bordi di una
scanalatura. Scorse la testa e le spalle stagliarsi contro la nebbia. Si muoveva di traverso, in modo che il muso da cane fu chiaramente visibile. Un
cane gigantesco apparve dalle fessure per guardare, poi scomparve.
Oppure no?
I cani abbaiano, ma il loro abbaiare non si trasforma in risate.
Allora si ud ridacchiare, e qualcosa scivol in avanti, lungo la scanalatura piena di nebbia.
Fermati!, grid Mark. Ma Laurel scomparve di corsa nel buio, in direzione di un gruppo di tombe che stavano su una montagnola da cui si irradiavano le scanalature.
Ma non erano scanalature. Erano tane.
Mark lo cap con chiarezza, e quella chiarezza lo gel. Un terremoto poteva squarciare la terra, ma non poteva creare ci che vi era celato al di
sotto: centinaia di tunnel che si incrociavano secondo uno schema regolare, a due metri al di sotto della superficie del cimitero. Centinaia di tunnel
scavati nell'argilla in un secolo di sforzi, da creature che si muovevano da
una tomba all'altra in cerca di...
Cibo.
Mark si tuff nella nebbia, gridando.
Laurel... aspetta... torna indietro!
Non ci fu nessuna risposta, e nessuna possibilit di scorgere la ragazza
attraverso il buio fitto di nebbia che avvolgeva le aperture delle tombe.
Ma si sent di nuovo ridacchiare. Il rumore veniva da qualche parte davanti a Mark, dalla montagnola su cui convergevano le scanalature. E, per

un istante, scorse il muso da cane alzarsi da terra, seguito da un corpo che


penzol e balz in posizione eretta su due zampe divaricate. Le braccia, o
le zampe anteriori, erano grottesche e lunghe, ed erano stese avidamente.
Poi scomparve, inghiottito dal buio, proprio nel posto dove era stata
Laurel.
Laurel!, chiam a gran voce e, nel farlo, lanci un'occhiata in basso
giusto in tempo per evitare di cadere in una delle aperture del tunnel. Poi
corse verso la montagnola su cui si profilavano le tombe nella notte gelida
e nebbiosa.
Laurel... dove sei?
La risposta fu un urlo che si alz dall'entrata di un mausoleo, che era alla
sinistra di Mark.
Mentre si avviava verso il mausoleo l'urlo si ferm di colpo, ma si alz
l'eco della risata, seguito da un rumore indescrivibile: un miscuglio di ringhi e di gorgoglii.
Mark corse verso il pendio, gli occhi incollati alla porta aperta che gli
stava davanti. Fu cos che non vide la lapide caduta.
Inciamp e cadde in avanti, colpendo con la fronte il granito con una
forza tale che ne rimase stordito. Per un lungo momento vista e udito svanirono mentre Mark si sforzava di non perdere conoscenza. Poi giacque
ansimante, la vista gli si schiar ed avvert l'improvviso pulsare delle tempie, il dolore acuto al collo e alle spalle. Ma non perdeva sangue e riusciva
di nuovo a sentire e a vedere con chiarezza. Barcollando, riusc ad alzarsi.
Guard l'entrata del mausoleo, e si sforz di concentrare l'attenzione su
qualsiasi rumore si potesse udire dal suo interno.
Ma tutto era silenzioso. Mark si avvicin, poi si ferm all'ingresso e si
tese per sentire che cosa vi fosse aldil.
Silenzio e buio.
In qualche modo sapeva che qualsiasi cosa fosse entrata nel mausoleo,
se ne era andata ormai, era svanita quando Mark era caduto sul pendio, rimanendo celato.
Laurel? chiam piano, ma non ci fu risposta.
Mark inspir profondamente.
Poi, con cautela, un passo dopo l'altro, pass oltre quella soglia buia ed
entr in un'oscurit fetida. I suoi passi echeggiarono sul pavimento di pietra del mausoleo. Appoggiando la mano destra contro il freddo marmo della parete per farsi strada, avanz in un regno invisibile di odore nauseante
e freddo gelido. Ancora una volta sussurr il nome di Laurel.

Furono i suoi piedi a trovarla, toccarono la sua vestaglia stesa sul pavimento.
Giaceva immobile e Mark non sussurr pi il suo nome. Invece si chin
rapidamente e prese il corpo floscio di lei tra le braccia. Era cos leggera
che non ebbe nessuna difficolt a riportarla all'ingresso, e poi fuori, nella
notte nebbiosa. Fu l che la guard, che comprese perch gli fosse sembrata tanto leggera.
Qualsiasi cosa l'avesse afferrata nell'oscurit, non le aveva danneggiato
il corpo; arti e busto erano intatti.
Ma non aveva pi la testa.
Per quanto tempo aveva corso?
L'ultimo ricordo chiaro era la visione del moncherino lacero e contorto
di quel collo zampillante. Allora aveva lasciato cadere il suo macabro fardello, e aveva cominciato a correre faticosamente nei reami dell'orrore.
Tutto era frammentato in lampi di coscienza, punteggiato da fitte dolorose alla testa. Un mal di testa da impazzire, non era quello il vecchio modo di dire? Un mal di testa che frantumava la differenza tra la realt e l'allucinazione.
C'era stata una ragazza che si chiamava Laurel ed era morta, ma come
poteva essere sicuro di tutto il resto? Se non esisteva nessun cane mostruoso, allora perch ne conservava il ricordo con tanta orrenda chiarezza: la
visione di quel muso grondante bava, di quelle zampe ansanti orlate di un
pelo argenteo? Poteva essere meno reale della visione di un'armata di creature simili che si muovevano lungo i tunnel del cimitero per cercare ci
che vi era sepolto, e nutrirsene?
O era solo l'evocazione di una delle storie di Lovecraft, qualcosa che
Mark aveva solo letto?
Ma la testa di Laurel era scomparsa.
E lui aveva corso, aveva raggiunto l'uscita del cimitero che dava sul boulevard. Per strada, il silenzio sepolcrale aveva ceduto il posto a rumori stridenti. L'ululato delle sirene in lontananza, il gemito delle voci nelle strade
vicine. Il ruggito delle fiamme nella notte, le strida dei metalli torturati
quando le auto si scontravano nelle loro zigzagate. Il boato delle mura che
cadevano, lo squillo dei megafoni ad una barricata, dove figure in uniforme lottavano contro gli sciacalli che avevano invaso un centro commerciale crollato.
La testa di Laurel era scomparsa.

Doveva recarsi al centro della citt, raggiungere Heller, dirgli che cosa
era avvenuto nel cimitero. Il terremoto era una notizia importante, doveva
essere stato uguale o peggiore di quello di venticinque anni prima, ma anche Mark aveva una notizia da dire, e doveva essere detta.
Nessuna auto.
Allora bisognava camminare, non doveva essere a pi di un miglio di distanza. Bisognava evitare i corpi ammucchiati, i tizzoni ardenti.
Chinatown era in fiamme. Un vecchio correva lungo la strada, con capelli e barba in fiamme. Una conduttura del gas esplose in lontananza e il
vecchio scomparve; la scossa violenta, le onde d'urto, una pioggia di detriti, una parete di fiamme si alz a sbarrargli la strada.
Bisognava aggirarla.
Passare sotto il cavalcavia dell'autostrada, ma in fretta. Il tratto pi avanti era gi crollato, aveva sparso detriti, aveva fatto cadere le auto come
giocattolini rotti e aveva lanciato fuori i passeggeri-bambole. Ma le bambole si contorcevano e strillavano. Il rumore gli fece pulsare le tempie.
Sii felice di avere la testa. La testa di Laurel scomparsa. Bisogna dirlo
ad Heller...
Mark, affannando, risal la Bunker Hill. L il fumo si mescolava alla
nebbia e gli inaridiva i polmoni, gli faceva bruciare gli occhi. Ma, quando
raggiunse la sommit, il centro della citt si stendeva davanti a lui.
Quando guard tra il fumo che si alzava a spirali, vide quella frase incarnarsi mostruosamente.
La citt si stendeva letteralmente davanti a lui. Si stendeva dopo la scossa, la scossa di quel terremoto che aveva raso al suolo i grattacieli, buttato
all'aria le spirali che si innalzavano nel cielo, frantumato il Pavillon e il
Music Center, e staccato la sommit del City Hall.
La testa di Laurel era scomparsa.
E il palazzo del Times era scomparso. Al suo posto si innalzava una colonna di fuoco.
Non poteva parlare con Heller. Non poteva parlare con nessuno. Tranne
che con Judson Moybridge. Era cos, doveva raggiungere Moybridge.
Doveva aver perso il senso del tempo, perch stava gi salendo, non verso il centro, ma verso le colline. Era la realt o l'immaginazione che evocava il vago ricordo di un uomo con un auto, un giovane negro che si era
fermato e gli aveva fatto un cenno?
Siete distrutto... meglio che veniate con me... dove state andando? Io
cerco di raggiungere la Statale 101, se non bloccata. Okay, vi porter fi-

no al fondo del canyon. Poi devo filarmela.


Un mal di testa da impazzire.
Ma doveva essere successo, doveva essere stato accompagnato. Ora saliva lungo la strada, nel buio. Le linee elettriche erano intatte perlopi, ma
nessuna luce era accesa nelle case appollaiate lungo i pendii delle colline e
poche auto erano restate nei vialetti d'accesso. Tutti erano fuggiti, scappati.
Scomparsi: come la testa di Lovecraft.
Capisci ora? Avevi torto, e Lovecraft diceva la verit. Esistono creature
del genere, perch io ne ho vista una. Dio sa quante altre s nascondevano
in quelle tane. Dio sa che cosa si liberato e ora sciama per la citt. Avranno abbondanza di cibo stanotte, si ingozzeranno...
Era questo che stava dicendo a Moybridge. O stava parlando tra s e s
mentre saliva nel buio?
Allucinazione e realt.
Quando raggiunse la cima, il cielo aldil era rosso. Rosso bruciante, rosso ruggente. Rumori di fiamme e sirene, elicotteri che volavano al di sopra.
Le fitte nella testa, il dolore nel collo e nelle spalle, furono eguagliati da
sensazioni dolorose ai polmoni, alle reni e alle gambe. Salire, ancora salire.
Bisogna raggiungere Moybridge, dirglielo.
La casa che era in cima alla collina era buia, ma un'auto era sotto la tettoia e c'era un'altra auto parcheggiata sulla strada.
Mark trov il cancello aperto. Entr e si avvicin alla porta principale.
Non ci fu nessuna risposta allo squillo del campanello, n ai colpi alla porta. Gir la maniglia ma la porta era chiusa a chiave.
Segu il sentiero che fiancheggiava la casa e trov una finestra munita di
imposte. Anche la finestra era assicurata dall'interno. S guard intorno in
cerca di un sasso con cui rompere il vetro.
Nel farlo, si accorse che il cancello alla fine del sentiero era socchiuso.
Lo spalanc ed entr nel patio, che era sul retro. La nebbia era pi fitta l,
saliva dal mare e copriva la zona circostante la piscina.
Ma non era la piscina che gli interessava. Si gir e vide la porta-finestra
che dava sul soggiorno. Era aperta, e dall'interno veniva un ronzio e un
lampeggiare di luci.
Mark guard dentro. Il ronzio e la luce venivano dallo schermo televisivo a parete. La sua superficie spaccata non trasmetteva nessuna immagine,
solo una macchia confusa di luminescenza lattea.

Entr nella stanza, trov e premette un interruttore. Le luci non si accesero. Dopotutto, la casa aveva subito qualche danno. E se era cos, che cosa era accaduto a Judson Moybridge?
Mark lo chiam, poi grid, ma non ci fu risposta.
Si sent di nuovo pulsare la testa e le spalle. Attravers ansimando la
stanza e si avvi lungo il vestibolo che portava alla cucina e alle camere da
letto.
Non c'era alcun segno di confusione, nessun rumore tranne quello dei
suoi passi nel buio. Poi ricord l'accendino che aveva in tasca, e lo prese.
La fiamma si accese e si mantenne costante mentre ispezionava la zona
pranzo e la cucina. Erano entrambe vuote e intatte.
Lentamente si fece strada verso la prima delle camere da letto, si fece
forza e guard dentro. Ma anche l la fiamma dell'accendino non rivel
nessuna presenza, e il bagno annesso non diede alcun indizio.
Poi ricord che una volta Moybridge aveva detto che la seconda camera
da letto era usata come studio.
Mark and alla parte opposta del vestibolo. La porta l era chiusa, ma
non a chiave. La spinse, sollev l'accendino, ed entr.
Oltre la soglia era il caos. Libri erano stati spezzati via dagli scaffali a
muro per ammucchiarsi in cumuli disordinati. Una sedia da scrivania si era
rovesciata tra gli schedari caduti, e il loro contenuto si era capovolto sulla
moquette. La scrivania formava uno strano angolo con la parete, la sua superficie era cosparsa di un miscuglio di carte e schedari.
Mark guard, e aggrott la fronte. Solo un capriccio del terremoto aveva
potuto produrre simili effetti. O no?
I terremoti possono aprire i cassetti, ma non possono riempirli. I terremoti possono gettare a terra gli schedari, ma non possono forzarne le serrature o rovistarne il contenuto. I terremoti non possono aprire una cassaforte
a muro...
Attravers lo spazio che era dietro la scrivania. Si avvicin allo sportello
circolare, d'acciaio, che era aperto.
La cassaforte era vuota.
Si chin a guardare la pila di carte che era ai suoi piedi. Alcune delle
carte erano cadute dalla cassaforte, non c'erano dubbi. La cartella di pelle
delle polizze assicurative, la lunga busta di carta gialla che portava il nome
di un'agenzia di credito, e fasci di banconote, accuratamente legati.
Mark ne raccolse uno e l'esamin. Il fascio era spesso circa otto centimetri, e i biglietti erano tutti da cento. Pi di una mezza dozzina di quei fasci

di banconote erano ai suoi piedi, una fortuna in valuta legale.


Ovviamente, chiunque avesse aperto quella cassaforte non cercava soldi.
Si accoccol, conscio del dolore che ora gli si allargava in petto. Il respiro era affannoso e Mark annaspava in cerca d'aria. Stava male, stava molto
male, ma il dolore avrebbe dovuto aspettare. C'era qualcosa che non andava in quel posto, e doveva scoprire che cosa...
Sul pavimento c'erano altre carte cadute dalla cassaforte: ricevute, titoli,
documenti legali. In fondo al mucchio, c'era una busta che egli ignor finch le dita non toccarono per caso l'oggetto duro che era al suo interno.
Non era un altro documento o una lettera, sebbene chiunque l'avesse gettata da parte l'aveva dovuto pensare. Mark ne lacer un lembo con la mano
libera e il contenuto della busta rotol sul suo palmo.
Era solo una minuscola bobina di microfilm, chiusa in un sacchetto di
plastica sigillato con del nastro adesivo. Sul nastro c'era un'annotazione
scritta a mano.
Estratti Necronomicon.
La vista di Mark si annebbi di nuovo ed egli avvert una fitta di dolore
alle spalle.
Allucinazione e realt.
Il Necronomicon era un'allucinazione. Judson Moybridge diceva che
quel libro esisteva solo nella fantasia di Lovecraft. Ma la bobina di microfilm era reale, e proveniva dalla cassaforte di Moybridge.
Che cos'altro aveva custodito quella cassaforte, e chi era andato a frugarla?
Mark si alz, e lasci cadere in tasca la bobina. L'accendino trem nella
sua stretta e le fitte di dolore divennero pi forti.
Allucinazione e realt. Moybridge aveva giurato che la Fratellanza Nera
non esisteva, ma la Fratellanza Nera aveva preannunciato il terremoto, e la
previsione si era avverata. Moybridge aveva dedicato anni della propria vita per provare che le fantasie di Lovecraft non avevano nessuna base reale,
ma quella notte una di quelle storie si era animata, e a causa di essa Laurel
era morta.
Se Moybridge sapeva la verit, perch aveva mentito? La testa di Laurel
era scomparsa. E dov'era Moybridge?
Mark usc dalla stanza e si fece strada lungo il vestibolo, attento ad ogni
segno o suono che potessero tradire una presenza nascosta. Non vide altro
che le ombre, ud solo il ronzio dello schermo rotto che era nel soggiorno.
Sul patio la nebbia era fitta fino alla soglia della porta-finestra.

Spense l'accendino, poi usc nella notte velata di foschia nella quale echeggiava uno sciabordio e un gorgoglio d'acqua. Il suono lo port ai bordi
della piscina che era aldil. Guard la superficie increspata dell'acqua, nella quale ribollivano ed esplodevano nere bolle.
Qualcosa si muoveva al di sotto della superficie.
Qualcosa si muoveva, si contorceva, risaliva dalle profondit. E poi, lentamente, ritorn in superficie.
Tra le spire di nebbia, Mark guard la cosa che galleggiava al centro della piscina, fiss e vide il corpo ballonzolante e la faccia rigonfia di Judson
Moybridge.
Gli occhi vitrei sporgevano dalle orbite senza vedere, e nessun suono usciva dalla boca spalancata e contorta, perch i morti non vedono e non
parlano. Moybridge era morto.
Mark si chin in avanti e si allung verso il cadavere.
E fu allora che dal bordo dell'acqua si alz rapidamente una mano per
afferrargli le caviglie e tirarlo nell'oscurit gorgogliante che era al di sotto.
Quando si affoga, si rivede tutta la propria vita.
Cos diceva una vecchia storia, ma era falsa.
Mark lo cap, perch stava affogando, stava affogando nella piscina accanto al corpo di Judson Moybridge. Il dolore gli dava fitte alla testa, gli
pulsava nel collo e nel petto. Lott per liberarsi ma le mani invisibili lo tenevano forte, lo tirarono verso il fondo, finch i suoi polmoni brucianti non
furono pieni d'acqua.
Allora doveva essere morto, ma non era ancora la fine. C'era un sogno...
Nel sogno, era ancora vivo quando lo tirarono fuori dalla piscina; bagnato e gocciolante, confuso e indebolito, ma vivo.
Li vide allora, quando lo circondarono, lo misero in piedi, lo trascinarono all'auto che era parcheggiata accanto al marciapiede, poco pi sopra
della casa.
C'era qualcosas di sbagliato nei loro vestiti; non si adattavano alla loro
figura. Quegli abiti erano stati tagliati per seguire i normali contorni umani, ma i suoi rapitori non erano normali. L'andatura zoppicante rivelava la
malformazione delle loro gambe: le schiene curve e i colli gonfi si espandevano e si contraevano al ritmo ansimante del loro respiro. I polsi allungati sporgevano dai polsini per terminare in dita palmate che avvolgevano
e stringevano come artigli. E quello che scorse dei loro volti serv a trasformare il sogno in un incubo.
Grandi occhi sferici senza palpebre. Nasi piatti e larghi con narici allar-

gate. Bocche ampie, prive di labbra, che mostravano file di denti piccoli e
serrati. Pelle squamosa tesa rigidamente sulle teste prive di capelli. Colli
rasposi con dei tagli che si aprivano e si chiudevano in una pulsazione perpetua. Tutto questo faceva parte del sogno.
Ma era il loro odore soffocante di pesce che era veramente repellente. Il
loro odore e le loro voci. I suoni profondi e gutturali sembravano solo l'imitazione di una lingua, ma Mark riusc a comprendere anche troppo bene
quelle parole pronunciate a fatica.
Due delle creature erano sedute o accucciate accanto a lui sul sedile posteriore dell'auto. Altre due erano davanti. Quello che guidava sembrava
conoscere la strada, ed era la sua voce che ora ronzava nel sogno.
Niente costa... l'autostrada non c' pi... tutto portato via dal mare... bisogna percorrere le strade interne... attraverso le montagne...
Poi, misericordiosamente, tutto svan.
Quando la coscienza ritorn, Mark cap che la notte era gelida, ma lui
non sentiva freddo. Erano saliti al di sopra della nebbia, traballando e slittando. Mark apr gli occhi e guard l'orizzonte rossastro che era alle loro
spalle e il cielo tetro e oscuro che era davanti a loro. Sullo sfondo nero si
stagliavano alte cime.
Mentre sobbalzavano lungo le strade dissestate, tagliate nei ripidi pendii
delle montagne pi alte, gli parve che il respiro dei suoi compagni diventasse pi difficile. Ansimavano e si lamentavano, ma il guidatore continuava a scuotere la testa calva e gonfia. Ripeteva di continuo, con voce
monotona: L'unica strada sicura questa... l'unica strada.
Erano al sicuro da ogni interferenza umana, perch non apparve nessun
altro veicolo su quei pericolosi valichi tra le cime. Quando un sole cupo e
cremisi sorse ad oriente, una luminosit rossastra brill oltre le montagne
che erano alla loro sinistra. La fonte di quella luce era il riflesso del sole
sull'acqua che era aldil e al di sotto, ma Mark non ricordava di aver mai
visto l'oceano cos vicino alle catene montuose che erano a nord. Era la
geografia confusa che si incontra solo durante i viaggi nei sogni.
Gli parve di nuovo di abbandonarsi ad un sonno profondo. Si svegliava
solo di tanto in tanto, quando l'auto si fermava per raffreddare il radiatore
in ebollizione. Ma ripartiva sempre, e le ore passavano senza fine, in un silenzio indisturbato perch, malgrado i suoi rapitori lo tenessero fermo per
le braccia, non facevano nessun tentativo di rivolgergli la parola.
I sogni sono senza tempo, e Mark non sapeva dire quando avessero costeggiato la vallata nella quale le acque avevano coperto le case fino alle

cime dei tetti. N sapeva quando avessero guardato dall'alto un torrente


impetuoso e fangoso nel quale i corpi di uomini e animali turbinavano tra
la schiuma rossastra.
Si svegli e scopr che era di nuovo calata la sera, e l'auto stava oltrepassando un segnale stradale pencolante: Los Gatos 30 Km.
Dovevano essere in qualche punto delle montagne di Santa Cruz, o lo
sarebbero stati se cose simili fossero veramente esistite nei sogni. E quello
doveva essere un sogno, si disse, un sogno di morte. La realt era morta in
citt, proprio come egli stesso era morto nella piscina affogato, perch non
aveva mai imparato a nuotare.
Era meglio che fosse andata cos. Meglio essere morto e sognare, piuttosto che essere vivo e essere veramente prigioniero di quelle creature. L'auto riprese di nuovo a salire nel crepuscolo incorniciato dagli alberi.
Si cominciavano a vedere delle case rare, remote e silenziose, buie e
vuote tra le gigantesche sequoie. Scorse un cartello stradale e ne lesse la
scritta: Skyview Tenace. L'auto l'oltrepass, poi gir per una strada stretta e
ripida, in terra battuta, poco pi di un sentiero, che si inerpicava tra un intrico di alberi.
Era un'allucinazione, naturalmente, perch il sogno era l'unica realt.
Quel sogno e quelle creature. Sapeva chi fossero, quegli ibridi simili a pesci. Sapeva da dove venissero e dove stessero andando.
Lo stavano portando ad Innsmouth...
Innsmouth?, disse la voce. Certamente sai che non esiste. E non
mai esistita... almeno, non con questo nome.
Mark apr gli occhi.
La stanza era buia e il cielo notturno che si scorgeva aldil della finestra
era ancora pi buio. Gli sembrava di essere seduto su un divano accanto a
quella finestra, un divano coperto di un panno particolarmente grezzo e ruvido. Poi cap perch gli irritava tanto la pelle; era nudo.
L'aria era umida e gelata, ma questo non gli dava fastidio. Il dolore e il
mal di testa erano scomparsi cosicch si sentiva di nuovo bene. Ma come
era possibile, quando era morto e stava sognando?
Non sei morto, non stai sognando, disse la voce.
Mark si guard intorno, cercandone la fonte. Gradualmente la sua vista
si abitu alla mancanza di luce ed egli cominci a distinguere una sagoma
scura che occupava la sedia accanto alla parete opposta.
La figura era scura, ma il suo portamento eretto, unito all'assenza dell'o-

dore nauseante e alla precisione della sua lingua, rivel a Mark che non si
trovava alla presenza di uno dei suoi rapitori.
Non sei stato rapito, disse la voce. Sei stato condotto qui.
In ritardo, Mark cap di non aver parlato ad alta voce. E questo significava...
Leggere il pensiero? La voce era lievemente divertita. Intuizione. Un
trucco da salotto. Se ne fossi veramente capace, avrei saputo che non ci si
poteva fidare di Moybridge. Cos come stavano le cose, ho sospettato una
possibilit del genere e ho ordinato la perquisizione della sua casa. Quello
che stato trovato nella cassaforte ha confermato i miei sospetti.
Lo avete fatto assassinare, disse Mark.
Una parola troppo aspra. Sarebbe morto in ogni caso, quando si sono
alzate le acque.
Le acque?
Dimenticavo: non sai niente del maremoto che ha seguito le scosse della notte scorsa. Il bacino di Los Angeles non pi vuoto. La linea costiera
da Baja California a San Francisco Bay stata inondata. Perfino qui, tra le
montagne, siamo al sicuro solo temporaneamente. Guarda tu stesso.
Mark guard attraverso la finestra che era alla sua sinistra. Sent il mormorio prima di vederne la fonte. Una distesa ininterrotta di acqua si rompeva contro le rocce, cento metri pi in basso.
E sale ancora, disse la voce. Ci raggiunger molto presto.
Involontariamente, Mark fece il gesto di alzarsi, e il suo movimento fu
accolto da una risata sardonica.
Resta dove sei, disse la voce. Non rimasto nessun posto dove andare. Quello che il terremoto ha risparmiato verr preso dal mare. In tutto il
mondo le orgogliose citt sono cadute, e sono rimaste solo le cime pi alte.
Ma emergeranno nuove terre dagli abissi, terre antiche, in realt, perch un
tempo avevano il dominio su tutta la Terra ed ora emergeranno per dominare di nuovo. Gli Antichi e gli usi antichi verranno ripristinati, e ci
che resta del genere umano avr un ruolo minore. Alcuni diventeranno
schiavi, altri bestiame da allevare per accoppiarsi con le creature che vivono sotto il mare o per nutrire quelle che vivono sottoterra.
No! Mark scosse la testa. Non credo...
Nemmeno all'evidenza dei tuoi stessi occhi? Di nuovo, nell'oscurit
risuon una risata sarcastica. Gli uomini sono sempre stati usati per accoppiarsi con le creature del mare o per essere dati in pasto alle creature
della terra, anche quando l'umanit si riteneva la razza dominante. Il risul-

tato di uno di quegli accoppiamenti ti ha portato qui. Per quanto riguarda le


creature della terra... quello che gli uomini chiamavano il luogo del loro
estremo riposo non era mai tale. Ogni cimitero accessibile da sotto, e tutta le terra trivellata di gallerie che portano alle tombe. Quello che hai visto l'altra notte solo un accenno di quello che si nasconde sotto terra e
nelle caverne sotto le montagne.
Mark guard la sagoma scura da cui proveniva la voce.
Chi sei?
Il mio vero nome non significherebbe niente per te. Ma qui sulla terra,
secoli fa in Egitto, gli uomini mi chiamavano Nyarlathotep.
Il nome echeggi sullo sfondo del mormorio delle acque. Nyarlathotep.
Il Potente Messaggero dei Grandi Vecchi, I racconti di Lovecraft...
Lovecraft sapeva, naturalmente, mormor la voce. Pochi hanno saputo. Alhazred scrisse le sue conoscenze nel Necronomicon, in modo che
gli uomini potessero comunicare con i loro veri Signori. Ma quegli incantesimi e quelle formule magiche potevano essere dannosi se cadevano nelle mani sbagliate. Fu necessario cercare e distruggere tutte le copie del suo
libro e farlo credere pazzo, anche se egli aveva avuto solo l'intenzione di
illuminare l'umanit.
Invece Lovecraft voleva avvertirla, e questo era un grave pericolo. Solo
un caso ferm l'avvento di Cthulhu pi di un secolo fa. Lovecraft ne narr
la cronaca anche troppo chiaramente e previde che il Grande Cthulhu sarebbe sorto di nuovo. L'ampia diffusione che ebbe la sua opera, ci rese impossibile eliminare tutte le copie stampate, e inevitabilmente qualche lettore sospett la realt celata dietro la finzione.
Si rese necessario gettare discredito sui suoi racconti, collegarli a bizzarri culti religiosi come lo Starry Wisdom. Questo accadde un quarto di
secolo fa. Agli iniziati fu affidato il compito segreto di eliminare ogni prova concreta che potesse confermare le rivelazioni di Lovecraft. Documenti
e lettere che gli servirono da fonti furono rintracciati, le pitture di Richard
Upton e i loro proprietari uomini come Albert Keith furono distrutti.
E poi la profezia dell'avvento del Grande Cthulhu fu nuovamente adempiuta, o quasi. Ma in qualche modo le autorit ne furono avvertite e,
per una serie di circostanze, l'ex moglie di Keith ne fu coinvolta.
Una missione fu mandata contro Cthulhu, e io feci quanto era necessario per vanificarla. Ma, a tutti gli effetti, sembr che Cthulhu fosse morto,
e le autorit si sentirono di nuovo al sicuro.
In questo clima di compiacimento, ripresi il mio compito, cominciai a

creare le condizioni che avrebbero distrutto il dominio dell'uomo. Costituii


la Fratellanza Nera, che si serviva del terrorismo e degli omicidi per distrarre l'umanit dalla vera natura di ci che stava per accadere.
Questa volta non furono commessi errori. E quando le stelle si sono
congiunte nella giusta posizione, quando i segni della distruzione della
Terra sono riapparsi, tutto era pronto. E adesso ora che abbia luogo.
Perch dici a me tutto questo? Mark si mosse a disagio. Non capisco...
Capirai.
Si sent un lieve scatto, e improvvisamente si accese una luce con una tale intensit accecante che per un momento Mark non vide pi nulla. Poi,
lentamente, la sua vista si abitu all'intensit della luce ed egli vide fin
troppo chiaramente.
Seduto di fronte a lui, c'era un uomo nero di pelle che indossava degli
abiti neri. C'era qualcosa di strano nell'intensit omogenea del colore della
sua pelle, ma questo particolare non era sconvolgente quanto la fonte di
luce che l'illuminava.
La luce proveniva da una scatola di metallo dorato e opaco che era posata nel grembo dell'uomo. Ai lati vi erano incise delle figure che si contorcevano, tutte occhi e tentacoli. Non somigliavano a nessuna forma vivente
che Mark ricordasse. La scatola stessa non era n quadrata n rettangolare.
Sembrava conformarsi ad una sua propria geometria.
Ma poi fu la luce ad attirare la sua attenzione. Si irradiava da un grande
cristallo montato su strisce di metallo, che erano attaccate alle facce e alla
base dalle mille sfaccettature. Il cristallo sembrava nero, chiazzato di venature rossastre, ma la luce che irradiava era simile ad un fuoco verde.
Mark sbatt gli occhi.
Che diavolo ?
Non sempre stato qui sulla Terra, mormor l'uomo nero. Ma ora
qui per adempiere al suo scopo. Il Trapezoedro Scintillante...
Cos l'aveva chiamato Lovecraft, ricord Mark. Non era in un racconto:
The Haunter of the Dark?
L'uomo nero annu.
La luce evocava l'entit, che uccideva il suo scopritore. Ma ha anche altre propriet. un punto focale, un passaggio che collega le stelle, che apre la strada agli abitanti di altre dimensioni. La luce pu sanare cos come
pu distruggere, e principalmente, pu trasformare.
stato attraverso il Trapezoedro Scintillante che io assunsi le sembian-

ze di un uomo, secoli fa, nell'antica Khem. Ed destinato ad avere un ruolo ancora pi importante.
Mark sbatt di nuovo gli occhi. Gli sembrava che il cristallo emanasse
anche calore oltre che luce... eppure quel calore era freddo. Ricord il sogno che aveva fatto a casa di Laurel, quel sogno in cui c'erano fiamme gelide; anche questo faceva parte di quel sogno?
No, disse piano l'uomo nero. Il tempo per i sogni finito e i sognatori Alhazred, Upton, Lovecraft sono morti. Albert Keith os cercare
la fonte dei suoi sogni e anch'egli morto. E tu...
Che cosa c'entro io in tutto questo?, mormor Mark.
Non lo intuisci? Moybridge sapeva la verit, naturalmente, ma non ha
mai parlato. Ci contavamo perch l'avevamo ricompensato e, quando scrisse quel libro, dietro nostro ordine, ci sentimmo al sicuro. Aiut a gettare
discredito su Lovecraft e non avevamo motivo di credere che avrebbe mai
rivelato la sua alleanza segreta con noi. Ma lui sapeva e conserv le informazioni che gli avevamo fornito, come il microfilm che hai trovato. Gli
promettemmo che sarebbe stato risparmiato in cambio del suo aiuto, ma
quando arrivato il terremoto, ha cominciato a sospettare altrimenti.
Allora stato troppo tardi per raggiungere le autorit, ma c'era ancora
la possibilit che usasse alcuni degli incantesimi e delle formule magiche
contro di noi. E sapevamo che tu lo saresti andato a cercare. Di conseguenza, si reso necessario recuperare il materiale in suo possesso ed eliminarlo.
Il calore freddo era dovunque. Mark sent un formicolio alla testa e alle
spalle.
Perch sono qui?, disse.
L'uomo nero si sporse in avanti.
Ti ho detto che l'ex moglie di Albert Keith fu coinvolta nel tentativo di
distruggere Cthulhu. Ma prima che ci accadesse, fu catturata e condotta
dove il Grande Vecchio aspettava. Quella notte le bombe caddero sull'Isola
di Pasqua e nemmeno il Grande Cthulhu riusc a resistere alle forze che gli
erano state scatenate contro.
Allora morto?
Solo due riuscirono a scampare: la donna, Kay Keith, ed io stesso. La
portai in segreto in un luogo sicuro che era stato approntato allo scopo e la
sorvegliai finch non venne la sua ora. Mor durante il parto, come c'era da
aspettarsi. Ma il figlio visse.
Mark aggrott la fronte.

Quale figlio...
L'unione fu consumata prima del bombardamento. L'uomo nero lo
guard da dietro il raggio di luce ghiacciata, bruciante. Per quanto riguarda il resto... un uomo di nome Heisinger aveva in affidamento la propriet
di Keith. Aveva un nipote, e la faccenda fu sistemata in modo che il bambino venisse allevato come un orfano adottato finch non fosse arrivata l'ora. Perci il figlio di Cthulhu sopravvissuto. Nessuno lo ha mai sospettato, meno di tutti il figlio stesso.
L'uomo nero sorrise a Mark.
E tu non hai sospettato, disse.
Mark tent di alzarsi allora, ma la scatola si inclin in avanti cosicch fu
paralizzato da una colonna di luce livida. L'urlo gli mor in gola e pot solo
guardare. Guardare il raggio di luce che bagnava il suo corpo e bruciava il
suo cervello.
Il figlio di Cthulhu era sopravvissuto. Ereditariet: non c'era da meravigliarsi che non fosse affogato nella piscina. E i dolori, la difficolt nella respirazione, facevano parte di un processo di mutazione, di metamorfosi in
una forma che poteva sopravvivere sott'acqua o volare tra le stelle. Quel
cambiamento non era ancora completo. Ma la luce trasforma...
Gli parve che il cristallo nero, che era dietro il raggio, fosse uno specchio nel quale si vide riflesso, immerso in un imbuto di fiamma.
E poi, in qualche punto della sua cavit cerebrale, uno spillo di luce trafisse il ponte, penetr nel locus coeruleus.
La sua immagine si annebbi, ondeggi. Le membra si sciolsero, poi si
moltiplicarono, spuntarono e si allungarono da una forma senza volto nella
quale la mortalit si fondeva in una forma pi grande di gigantesca divinit. Non c'era pi dolore, solo pulsazione e potenza, pienezza e potere.
Non morto ci che pu vivere in eterno, e il tempo degli strani eoni era
arrivato. Le stelle erano nella giusta posizione, le porte erano aperte, i mari
pullulavano di moltitudini immortali e la Terra aveva spinto in superficie i
suoi immortali.
Presto, da Yuggoth, le creature alate sarebbero discese dal vuoto, e i
Vecchi sarebbero tornati. Azathoth e Yog-Sothoth, di cui egli era il Sacerdote, sarebbero giunti dalle oscure Leng e Kadath sui continenti emersi che
si erano trasformati, come egli stesso si era trasformato.
Si mosse, e le mura che lo circondavano si frantumarono e caddero.
Respir, e Nyarlathotep svan nel nulla, stringendo il Trapezoedro, che
sembrava un giocattolino.

Ondeggi, e le acque che erano al di sotto si alzarono, ribollenti e invitanti.


Si alz, e le montagne tremarono e sprofondarono nel mare.
Il tempo si ferm.
La morte mor.
E il Grande Cthulhu avanz verso il mondo per dare inizio al suo regno
eterno.
FINE