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La DDR: propaganda democratica e regime totalitario

di Magda Martini
documento tratto dal sito Museo delle Intolleranze e degli Stermini www.romacivica.net/amis
Ora canto per tutti i miei compagni
la canzone della tradita rivoluzione
per i miei compagni traditi io canto
e canto per i miei compagni traditori
La gran canzone del tradimento canto
Wolf Biermann
Perch la DDR in un museo dellintolleranza e degli stermini?
Inserire la storia della dittatura tedesco-orientale in un museo delle intolleranze e degli stermini,
accanto al racconto di fenomeni violenti di genocidi, persecuzioni sistematiche e massacri, pu
sem!rare in un primo momento non del tutto giustificato" #ppure, l$esperienza della DDR, pu
fornire un esempio molto significativo di un tipo di intolleranza pi% sottile e meno eclatante di &uella
che caratterizza fenomeni che causarono la morte di numerose persone, ma non per &uesto priva
di gravi conseguenze sui suoi cittadini" In occidente, gi' durante la guerra fredda, la Repu!!lica
Democratica (edesca era rappresentata come uno dei regimi pi% plum!ei dell$#uropa socialista,
oltre che per le uccisioni al confine con l$ovest, anche per il modo in cui i diritti civili e umani furono
continuamente violati nell$arco di tutti i &uarant$anni dell$esistenza della repu!!lica" La particolarit'
risiede da una parte nella presenza di un apparato ideologico continuamente adattato a rispondere
alla necessit' di trovare una giustificazione per ogni atto illegittimo, dall$altra nella forma latente del
terrore e nella sua ar!itrariet'" )er &uesto motivo non * possi!ile suddividere i protagonisti della
storia della Repu!!lica Democratica (edesca in vittime e colpevoli, poich+ molte persone
colla!orarono con il regime senza nemmeno rendersi conto della sua natura totalitaria e, d$altra
parte, alcuni perseguitati decisero di assecondare le richieste del partito per sfuggire alle
repressioni" La storia della DDR, della sua nascita, del consolidamento della dittatura e
dell$incapacit' di opporvi una resistenza decisa sia dall$interno che dall$esterno, dimostra non solo
come certi regimi riescano, con l$aiuto di sistemi repressivi, ad imporre a lungo il loro potere, ma
anche , ed * &uesto il principale contri!uto che lo studio della storia della DDR pu apportare
all$interno del museo , come un regime possa violare i diritti umani dei suoi cittadini mantenendo
una parvenza democratica e un$immagine positiva" La pericolosit' di &uesto genere di intolleranza
risiede &uindi nella sua capacit' di mascherarsi e di insinuarsi anche all$interno di un sistema nato
su principi democratici"
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Da &uesto punto di vista, il caso della DDR non si discosta molto da ci che * avvenuto in -R.. e
negli altri paesi socialisti dell$#uropa orientale" (uttavia la Repu!!lica Democratica (edesca, oltre a
fornire un esempio estremo dei metodi di controllo esercitati sulla popolazione nei regimi socialisti,
presenta alcune caratteristiche che la rendono pi% vicina alla storia dell$#uropa occidentale" La sua
anomala natura di paese monco, met' di second$ordine di un paese capitalista, la presenza del
confine aperto con l$ovest e della Berlino divisa nel cuore del suo territorio, la continua infiltrazione
della cultura e dell$informazione dalla /ermania 0ederale, la resero protagonista di un confronto
con il mondo occidentale che la costrinse a convivere in maniera spesso conflittuale con il dominio
socialista"
Infine, l$esperienza della DDR, completamente dimenticata negli ultimi anni in Italia, non *
priva di legami con la storia della nostra Repu!!lica" Durante la guerra fredda essa aveva
rappresentato uno dei sim!oli dello scontro ideologico tra gruppi opposti, di cui aveva
attirato le simpatie o le critiche" La fine del regime e il crollo del comunismo hanno
spazzato via l$interesse per &uel paese: dopo una prima fase in cui il timore che la
riunificazione potesse dare alla luce un Quarto Reich aveva attirato sugli sviluppi tedeschi
gli occhi dell$opinione pu!!lica italiana, n+ i mass media, n+ gli am!ienti accademici italiani
hanno recepito l$acceso e continuo di!attito che si * svolto in /ermania: le discussioni
accorate e le polemiche, ma anche i risultati delle innumerevoli ricerche storiche degli
ultimi dodici anni sono rimasti del tutto sconosciuti in Italia"
Principi antifascisti e prassi del terrore
1ella sfera d$influenza sovietica dell$#uropa centro-orientale si svilupp, dal dopoguerra fino alla
fine degli anni ottanta, una forma di dittatura nuova rispetto a &uelle gi' esistite in #uropa nei
decenni precedenti" 2aclav 3avel 4352#L: 6787, p"69: ha definito tali regimi ;post-totalitari<,
sottolineando con &uesto termine come essi avessero superato le caratteristiche e sviluppato i
metodi dei totalitarismi degli anni trenta, costringendo al conformismo i loro cittadini" =harles ."
Maier ha invece preferito parlare di ;tardo-socialismo<, descrivendo cos> &uesti regimi come figli
degenerati del programma comunista 4M5I#R: 6777, p"8?:" Le caratteristiche riassunte da
entram!e le definizioni si adattano anche al modello tedesco-orientale" 1ella DDR il regime, che si
era imposto nella parte est della /ermania occupata grazie all$appoggio dell$-nione .ovietica,
giustificandosi con l$ideologia, riusc> a mantenere il potere sui suoi cittadini per &uarant$anni, pur
ricorrendo solo in rari casi all$uso della violenza fisica"
0in dall$avvento al potere il partito socialista unitario tedesco, la .#D, annunci una drastica rottura
nei confronti del passato nazista" )resentandosi come gli attori principali della resistenza tedesca a
3itler, i dirigenti del partito definirono il nuovo stato non ;popolare< come le altre repu!!liche
socialiste, ma ;democratico<, proprio per sottolineare come esso poggiasse su principi umanistici e
antifascisti" 5nche la legislazione garantiva tutti i diritti umani e civili, tra cui il diritto di praticare
secondo coscienza ogni fede religiosa, e il rispetto delle minoranze etniche" Le leggi della DDR
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sem!ravano esprimere intolleranza solo nei confronti di chi, in nome di principi nazisti o militaristi,
metteva a rischio la pace" =on una simile legislazione, che garantiva anche la li!ert' di
espressione, di associazione, di stampa, e tutti i diritti civili fondamentali, il regime pot+ presentarsi,
sia alla popolazione che all$estero, come l$unico paese tedesco che aveva rotto con il passato
nazista" )oich+ secondo la logica della propaganda socialista il nazismo non era altro che la
naturale degenerazione dell$imperialismo prussiano, il governo della /ermania 0ederale, con la
sua politica capitalistica, dimostrava di essere l$erede di &uella tradizione tedesca che aveva
portato al Terzo Reich" .ulla !ase di &ueste considerazioni, il principio dell$antifascismo serv> al
regime come espediente per aizzare l$odio contro il governo di Bonn e per giustificare le
persecuzioni degli oppositori interni, che venivano sistematicamente accusati di operare al servizio
degli occidentali"
.e nei primi anni il mito dell$antifascismo aiut il potere a con&uistare simpatie e consenso tra la
popolazione, ma soprattutto all$interno della classe intellettuale, !en presto esso divenne pura
retorica propagandistica e come tale fu avvertito" Il cosiddetto ;!onus< dell$antifascismo garant> al
partito un$approvazione pi% profonda e duratura di &uella che avre!!e potuto ottenere !asandosi
esclusivamente sui principi dell$ideologia comunista, ma non fu sufficiente a rendere incontrastato
il dominio della .#D"
=onsapevole di non poter !eneficiare del consenso della maggioranza della popolazione, il ;partito
degli operai e dei contadini< priv della li!ert' proprio &uella popolazione di cui si dichiarava il
legittimo rappresentante, negando in un primo momento la possi!ilit' di un$opposizione politica,
per arrivare poi a reprimere ogni forma di dissenso, anche la pi% innocua e a perseguitare i cittadini
sospetti" Il regime fin> cos> per assumere metodi che erano stati tipici di &uel sistema nazista che i
capi del partito avevano avversato e rifiutato"
Il vero garante del potere totalitario della .#D, fu il clima di terrore che, creato gi' nel primo
decennio, si svilupp e si raffin soprattutto negli anni settanta" Il regime, per mano del sempre pi%
sofisticato sistema di sorveglianza della .tasi, la polizia segreta nata per vegliare e difendere la
sicurezza dello stato all$interno e all$estero, riusc> a tenere sotto stretto controllo i cittadini"
1egli anni cin&uanta, gli anni dello stalinismo e della fase pi% acuta della guerra fredda, furono il
periodo pi% violento della storia della DDR" La lotta contro chi si opponeva alla costruzione del
socialismo fu avviata nel primo decennio per mezzo di espulsioni dal partito, licenziamenti, arresti
e processi politici terminati con pene molto severe, solo in alcuni casi revocate negli anni seguenti
durante il periodo del ;disgelo<" Del tutto coerente con la violenza delle epurazioni dei primi anni
cin&uanta, fu la sanguinosa repressione della rivolta del 68 giugno 67@A, durante la &uale la .tasi
fu aiutata dai carri armati sovietici" Buest$azione dimostr tragicamente come l$appoggio della
superpotenza rendesse il potere del partito tedesco-orientale del tutto incontesta!ile" 1el corso dei
decenni il partito al potere a!!andon &uasi completamente i metodi grossolani usati negli anni
cin&uanta" La .tasi affin le sue tecniche e la sua tentacolare rete di informatori, incaricati di
sorvegliare, minacciare, opprimere psicologicamente o arrestare coloro che non accettavano di
conformarsi al cosiddetto socialismo reale, rese perlopi% superfluo l$utilizzo della forza" Rimase
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tuttavia fino al crollo del regime la pratica criminale dell$uccisione dei ;fuggitivi<, cio* di coloro che
tentavano di oltrepassare il confine per a!!andonare la DDR" 5i piedi del muro di Berlino la polizia
di confine comp> 9A7 omicidi"
.oprattutto all$interno delle prigioni per le indagini della .tasi i diritti umani venivano calpestati
continuamenteC dalle testimonianze dei prigionieri politici risulta che non furono tanto le torture
fisiche, praticate con meno fre&uenza a partire dagli anni sessanta, a rendere disumane nelle
condizioni di vita nelle prigioni: essi furono piuttosto vittime di una serie di misure logoranti e
opprimenti dal punto di vista psicologico" Molto spesso i prigionieri venivano arrestati in circostanze
poco chiare, non erano informati sul motivo dell$incarcerazione, erano affidati d$ufficio a avvocati
difensori del tutto servili al partito e costretti a lunghi periodi di isolamento, nell$impossi!ilit' totale
di comunicare con detenuti o con persone all$esterno della prigione, 4organizzata in modo che
nessuno potesse vedere in faccia altri prigionieri di cella o sentirne la voce:" #ssi su!ivano
minacce sull$incolumit' dei congiunti, mentre non venivano informati sulla propria condizione e sui
propri diritti legali e venivano infine processati a porte chiuse" #ra promessa una riduzione della
pena o perfino una scarcerazione, per chi decideva di colla!orare firmando dichiarazioni di
colpevolezza, fornendo informazioni su altre persone, o facendosi assoldare nelle fila degli agenti,
degli informatori segreti o dei colla!oratori informali della .tasi"
Il fenomeno della delazione, parte integrante del sistema del terrore, costituisce uno degli aspetti
pi% in&uietanti della storia della dittatura tedesco-orientale" La .tasi otteneva informazioni pi% o
meno compromettenti sulla popolazione, non solo grazie ai suoi agenti, ma anche per mezzo della
colla!orazione di migliaia di cittadini, disposti a spiare e denunciare i propri vicini o i colleghi di
lavoro, ma anche gli amici e i famigliari" /razie alla fitta rete di colla!oratori e a sofisticati sistemi di
controllo, i movimenti di ogni cittadino potevano essere sorvegliati in ogni istante" La .tasi riusc> ad
infiltrarsi in ogni angolo della societ' tramite l$utilizzo di microfoni e apparecchi fotografici degni dei
pi% fantasiosi film di spionaggio, l$apertura e la censura della posta e il controllo delle linee
telefoniche, ma soprattutto grazie alla colla!orazione di numerosi cittadini" -na simile situazione
contri!u> a diffondere una generale diffidenza che, non solo imped> la creazione di movimenti di
opposizione, ma diede anche vita al fenomeno dell$autocensura, o delle ;for!ici in testa<: &uesto
tipo di terrore latente e diffuso costrinse molti cittadini ad autolimitarsi, a reprimere l$impulso di
protestare e di opporsi alle limitazioni poste dal regime"
1essuno in DDR era immune a &uesta situazione di perenne insicurezza e diffidenza: anche
agenti della .tasi erano controllati dai loro colleghi" )ersino Walter -l!richt rischi pi% volte la
destituzione e fu infine sostituito grazie a un$azione preparata dallo stesso MielDe che fino ad
allora, come capo della .tasi, era rimasto fedelmente al suo servizio"
La questione dellespatrio: reclusione ed esclusione
-na delle &uestioni pi% tipiche della politica della .#D nei confronti dei cittadini, fu la sua posizione
contraddittoria, ma comun&ue repressiva, sul pro!lema dell$espatrio" 0ino al 67E6 la DDR fu
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caratterizzata da un continuo flusso migratorio verso l$occidente" )er la societ' tedesco-orientale,
soggetta in &uei primi anni a condizioni economiche critiche, espropri e collettivizzazione forzata,
discriminazioni, persecuzioni ed epurazioni politiche, la /ermania occidentale offr> una valida
alternativa, finch+ il confine aperto con l$ovest nel cuore di Berlino pot+ svolgere la funzione di
preziosa valvola di sfogo" La popolazione era incoraggiata a scegliere di a!!andonare il proprio
paese dall$opportunit' di sta!ilirsi nell$altra met' della /ermania, dove i profughi erano accolti
calorosamente e ritrovavano la propria lingua e le proprie tradizioni" Il regime in un primo momento
fu incapace di fermare il flusso verso ovest che, privando la DDR di giovani e adulti in et'
lavorativa, ne impoveriva sensi!ilmente l$economia" )er &uesto il partito criminalizz, come delitto
contro lo stato, ci che defin> ;fuga dalla Repu!!lica<" La scelta del regime divent radicale con la
costruzione del muro di Berlino e l$installazione di sistemi di sorveglianza invalica!ili lungo tutto il
confine con la /ermania 0ederale" In &uesto modo il regime rinchiuse ermeticamente tutti i cittadini
nel territorio della DDR, negando il diritto all$espatrio, garantito dall$articolo 6F della =ostituzione" Il
muro di Berlino e!!e conseguenze dirette anche sugli a!itanti della parte occidentale della citt':
essi rimasero assediati all$interno di Berlino ovest, finch+ le trattative tra i due governi tedeschi non
crearono le condizioni per il transito sulle strade che collegavano il settore occidentale con la
/ermania federale" La reclusione dei cittadini orientali dur invece fino alla fine della dittatura" .olo
in casi speciali gli uffici di Berlino est concedevano di varcare il confine, per motivi professionali o
di studio, mentre ai pensionati era permesso di andare all$ovest anche per incontrare i famigliari e,
successivamente anche per le vacanze"
Ogni cittadino che desiderava lasciare il paese poteva presentare richiesta di espatrio, ma se lo
faceva non solo aveva pochissime speranze di ottenere una risposta positiva, ma entrava a far
parte della lunga lista dei sospetti sorvegliati dalla .tasi, e, se la richiesta veniva presentata
ripetutamente e con troppa insistenza, rischiava di essere incarcerato" Di fronte a una simile
situazione ci fu chi non riusc> ad accettare l$idea di sottostare all$ar!itrio del regime e decise di
mettere a rischio la vita preparando ingegnosi ma pericolosi piani per sfuggire alle guardie di
confine e raggiungere il territorio federale"
/i' a partire dai primi anni sessanta i tentativi di fuga riusciti venivano documentati e raccontati ai
visitatori occidentali dal museo del muro del =hecD )oint =harlie di Berlino" Il mondo occidentale,
pur non essendo !en informato sulla realt' e sui pro!lemi interni della Repu!!lica Democratica
(edesca, conosceva la gravit' della situazione per &uanto riguardava gli espatri e i tentativi di fuga,
che, come negli anni precedenti il flusso migratorio, non lasciavano du!!i sul fatto che il ;primo
stato tedesco degli operai e dei contadini< non fosse riuscito a con&uistarsi il favore della
popolazione" Molti cittadini occidentali cercarono di aiutare amici o parenti a fuggire dalla DDR" .i
trattava di un$attivit' molto rischiosa, punita dai tri!unali tedesco-orientali, al pari della ;fuga dalla
Repu!!lica<, con una pena minima di due anni di detenzione" Il ;trasferimento di persone per
finalit' ostili allo stato<, &uesta la definizione del codice penale, era un reato &uanto lo spionaggio,
il tradimento o il terrorismo"
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5mnestG International, che fin dall$inizio della sua attivit' si impegn per il rispetto dei diritti umani
in DDR, si adoper per proteggere coloro che erano stati condannati per aver tentato di espatriare
o di aiutare altre persone a fuggire" In un paese totalitario come la DDR non c$erano molte
possi!ilit' di azione per un$organizzazione internazionale dichiarata illegale dal regime" (uttavia
5mnestG International, oltre a fornire un appoggio morale ai prigionieri e ai famigliari, con le sue
campagne di denuncia costrinse il regime, !isognoso delle materie prime dei paesi occidentali, a
limitare le azioni repressive, che potevano mettere a rischio gli accordi commerciali" 0urono
soprattutto gli scam!i offerti dal governo 0ederale a permettere il rilascio di numerosi prigionieri
politici, i &uali venivano spesso trasferiti nella /ermania dell$ovest in seguito al pagamento di
riscatti in preziosa valuta occidentale o allo scam!io con spie orientali catturate all$ovest"
=on la soppressione del diritto d$espatrio, che doveva salvare la DDR dal dissanguamento
economico, il partito comp> un duplice errore: in primo luogo perse ulteriormente consensi
all$interno e peggior l$immagine della DDR all$esteroC in secondo luogo, e le conseguenze
divennero sempre pi% evidenti col passare degli anni, rinunci a &uel prezioso processo di
autoepurazione che si era verificato finch+ il confine era rimasto aperto e i veri antagonisti del
sistema socialista avevano lasciato spontaneamente la DDR" =on la chiusura del confine
dovettero rimanere in /ermania orientale anche &uelle persone che avre!!ero preferito andarsene
silenziosamente" Il partito poteva decidere di incarcerare coloro che non sottostavano alle regole
del terrore, ma persone conosciute anche all$estero, che godevano di una certa influenza
sull$opinione pu!!lica, non potevano pi% essere grossolanamente condannate come era avvenuto
durante gli anni cin&uanta, mentre d$altra parte, la loro presenza nel paese rischiava di creare
focolai di critica o di protesta" Il partito trov rimedio in una misura che non era nuova alla
tradizione tedesca: la Ausbrgerung, ovvero l$espulsione e la privazione della cittadinanza a coloro
che non erano ritenuti degni di essere cittadini della DDR" 1el 67E? =hrista Reinig fu la prima
scrittrice a essere espulsa" La misura fu portata a termine senza attirare l$attenzione dell$opinione
pu!!lica, in maniera !en diversa da come i dirigenti di partito operarono nel novem!re 678E nei
confronti del pi% conosciuto cantautore Wolf Biermann, &uando la Ausbrgerung divenne, in modo
uguale e opposto al divieto di espatrio, sim!olo della disumanit' del regime tedesco-orientale" 5lle
proteste contro la decisione nei confronti di Biermann il partito rispose con un$ondata di espatri
forzati soprattutto all$interno della classe intellettuale" =i non significa che il partito si fosse
ricreduto sul diritto all$espatrio: rimanevano invariate le disposizioni contro coloro che richiedevano
di lasciare il paese, i &uali divennero particolarmente numerosi a partire dalla seconda met' degli
anni ottanta"
5ll$inizio del 67H7 3onecDer, incurante del processo di democratizzazione introdotto da /or!aciov
e della conseguente distensione internazionale, dichiar che il muro avre!!e diviso Berlino per altri
cin&uanta o cento anni" Il regime della DDR, immo!ilizzato su posizioni radicalmente
antidemocratiche, fu colto di sorpresa dalla decisione del governo ungherese di aprire il confine
con l$5ustria nel maggio 67H7" In seguito a &uesto ;tradimento< da parte dell$-ngheria, il regime
tedesco-orientale non pot+ pi% godere del dominio totale sui suoi cittadini, i &uali raggiungevano la
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/ermania 0ederale attraverso la frontiera ungherese" L$im!arazzo provocato dalle migliaia di
profughi della DDR pronti a varcare il confine, ammassati nelle am!asciate tedesco-occidentali in
)olonia, =ecoslovacchia e -ngheria, costrinse il regime di Berlino est a concedere ai rifugiati il
permesso di espatrio in /ermania occidentaleC nella speranza di poter riac&uistare una certa
dignit', decise di organizzare per i profughi un treno che raggiungesse la Repu!!lica 0ederale
attraversando il territorio della DDR"
Il risoluto slogan ;1oi rimaniamo &ui<, gridato dai cortei che sfilavano per le citt' tedesco-orientali
nell$autunno del 67H7, dovette avere per il regime il tono di una temi!ile minaccia, poich+ era ormai
evidente che, senza l$appoggio dei carri armati sovietici, esso non avre!!e potuto mantenere il
potere nemmeno se fosse riuscito a trovare una soluzione per non rinunciare al ;confine ermetico<"
La logica conseguenza della fine del potere della .#D fu cos> l$apertura del muro di Berlino e la
fine della gestione ar!itraria del diritto all$espatrio"
Tra adattamento, consenso e opposizione
1emmeno nelle fasi pi% !uie della dittatura, la .#D rinunci ad autorappresentarsi come paladina
dei principi democratici e come garante dell$antifascismo" Le azioni contro gli oppositori interni,
mascherate come lotte di difesa contro coloro che i vertici del potere definivano neofascisti
occidentali e contro i loro presunti agenti infiltrati all$interno della DDR, non venivano mai portate a
termine senza una giustificazione ideologica" 5lcune iniziative del regime, come per esempio
&uelle dell$II )lenum del 67E@, venivano persino precedute da campagne di stampa che
preparavano il terreno ideologico per le misure che si intendeva introdurre" La costruzione del
muro di Berlino, che colse di sorpresa gli occidentali, non fu del tutto inaspettata per i cittadini
dell$est che, leggendo gli attacchi dei giornali contro le infiltrazioni degli occidentali tramite il
confine aperto, intuirono che il regime stava tramando &ualcosa per risolvere la &uestione di
Berlino"
Le giustificazioni ideologiche rimasero una costante della politica della .#D, fino al 67H7" -n
composito e onnipresente apparato propagandistico somministrava ai cittadini della DDR regole
sociali e morali, !asate su una versione del marJismo-leninismo semplificata e continuamente
adattata alle esigenze della politica" (utte le fasi della vita dei cittadini, tutte le categorie sociali e
lavorative erano incasellate in associazioni e sindacati strettamente legati al partito e ad esso
vincolati nell$impostazione ideologica" Il partito non si accontentava di indottrinare i giovani durante
le ore di educazione civica a scuola e nelle associazioni giovanili dei pionieri e della 0DK, ma
tentava di mantenere il controllo anche sugli operai, i contadini, i reduci antifascisti, la =hiesa, le
donne, gli artisti, gli scrittori, gli scienziati e numerose altre categorie" .otto l$assidua consulenza di
alcuni funzionari, tra cui primeggiava Lurt 3ager, il partito pretendeva di fornire un$interpretazione
indiscuti!ile per ogni evento e per ogni decisione" La stampa, la radio e la (v, monopolizzate dal
partito, diffondevano notizie parziali e distorte e facevano uso di una retorica, resa insensata dalla
ripetitivit' e dall$usura" I manifesti di propaganda glorificavano le meraviglie del socialismo,
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contrapponevano alla sanguinaria politica dei missili degli .tati -niti una fraterna alleanza con
l$-nione .ovietica, un$impro!a!ile generosa solidariet' con i paesi del terzo mondo o l$idilliaca
immagine dell$esercito tedesco-orientale, pronto a difendere il proprio paese"
)er creare una simile macchina di propaganda il partito arruol al suo servizio moltissimi
professionisti: giornalisti, pittori, poeti, filosofi, storici, musicisti, cineasti, teatranti: tutti coloro che
con le loro competenze potevano in &ualche modo contri!uire all$am!izioso progetto di educare la
popolazione al socialismo e di creare &uello che veniva definito, secondo la formula sovietica,
l$<uomo nuovo<" 5nche gli intellettuali pi% critici produssero talvolta opere che giustificavano le
cosiddette ;contraddizioni< della DDR, cio* i pro!lemi irrisolti del socialismo reale" 5d esempio Il
cielo diviso di =hrista Wolf, pur non essendo nato per scopi propagandistici, fu l$unica opera che
propose una legittimazione plausi!ile della costruzione del muro di Berlino" In realt' molti
intellettuali non accettarono di lavorare passivamente al servizio della propaganda e talvolta con le
loro opere criticarono apertamente la politica del regime anche se, consapevoli dei limiti posti dalla
censura, preferivano mantenere soffusi i propri attacchi al partito, evitando cos> di compromettere
la possi!ilit' di uno spazio minimo di azione e di comunicazione" =hi non si lasciava intimorire
dalla censura e dalle minacce e attaccava pu!!licamente la .#D, veniva escluso dal mondo
culturale ufficiale" 5ll$interno dell$ermetica societ' tedesco-orientale anche i dissidenti continuarono
a svolgere un ruolo attivo: 3avemann e Biermann riuscirono dal loro isolamento a comunicare con
la societ'" Le loro idee, anche se non furono sufficienti a dar vita a un movimento di opposizione,
costituirono una spina nel fianco per il regime, costretto a nascondere e giustificare le misure
illegali con cui esso tentava di li!erarsi di loro"
Dopo la caduta del muro di Berlino la stampa occidentale si * scagliata contro &uegli intellettuali
che, rimasti in DDR fino alla fine, non si opposero mai apertamente al regime" In realt' la divisione
schematica tra colla!orazionisti ed oppositori non ha alcun senso per l$intelligenciMa della DDR,
almeno fino alla met' degli anni sessanta" I veri oppositori infatti e!!ero la possi!ilit' di emigrare
prima della costruzione del muro di Berlino dando vita a &uel processo di autopurazione che rese il
gruppo degli intellettuali pi% omogeneo di &uello degli altri stati socialisti" /li intellettuali rimasti in
DDR hanno avuto la possi!ilit' di scegliere ed hanno scelto consapevolmente di restare, perch+
approvavano il progetto di massima della costruzione del socialismoC ma ci non significa che
condividessero anche tutti i metodi adottati per costruirlo" La linea divisoria tra colla!orazione e
opposizione, tra consenso e dissenso, non passava tra due gruppi di individui diversi, ma
all$interno della personalit' di ogni individuo" 1ell$animo dei singoli intellettuali si com!attevano
molto spesso due aspetti contrapposti: la condivisione del progetto del socialismo da un lato e la
disapprovazione dei metodi per perseguirlo dall$altro" In &uesto conflitto interiore talvolta prevaleva
la speranza di realizzare una societ' socialista, altre volte vinceva l$insoddisfazione verso la
politica in atto" 5 partire dalla seconda met' degli anni sessanta, con l$II )lenum e l$invasione di
)raga, si diffuse all$interno della classe intellettuale un sentimento di delusione, che non signific
tuttavia n+ la rinuncia all$utopia socialista n+ la rottura definitiva con la classe al potere" .i tratt
piuttosto di un processo graduale che sciolse i vincoli con il partito e avvicin timidamente gli
intellettuali alla popolazione" Le loro opere d$arte, le canzoni, ma soprattutto la letteratura
colmarono il vuoto d$informazione e l$esigenza di umanit' lasciati insoddisfatti dalla produzione
giornalistico-letteraria ufficiale" /li intellettuali si emanciparono dalla funzione paternalistico-
didattica affidata loro dal regime e conferirono all$arte, alla prosa e alla poesia la funzione di ;sfera
pu!!lica sostitutiva< 4B5R=L: 6778, p"6F:" La letteratura divenne cos> una delle poche ;mediazioni
fra vita pu!!lica e vita privata< 4B5(3RI=L: 67@@, p"??: all$interno della DDR e svolse un ruolo
sociale !en diverso da &uello, di propaganda, che avevano auspicato i dirigenti politici"
Il sistema della propaganda, ma anche &uello della sorveglianza avevano reso molto la!ili i confini
della vita privata" I singoli cittadini erano costretti a porre rimedio all$invadenza del potere politico
cercandosi spazi dove fosse possi!ile esprimere la propria individualit'" La letteratura fu cos> una
di &uelle preziose ;nicchie< che resero meno disumana la vita nella societ' tedesco-orientale" La
ricerca di spazi privati era tipica di tutti i gruppi sociali" /li stessi funzionari del partito, mentre
elogiavano la vita collettiva e le associazioni di partito, passavano le loro vacanze in ;daccie<
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lontane dai centri a!itati o dedicandosi alla caccia nelle isole del Mar Baltico a loro riservate" La
vita reale si svolgeva il pi% lontano possi!ile dall$invadente presenza del mondo della politica e
della polizia" La famiglia, la stretta cerchia degli amici pi% fidati, e la =hiesa erano le ;nicchie< pi%
sicure" Le istituzioni religiose non rimasero immuni alla politica repressiva della .#D, le comunit'
dei (estimoni di /eova e degli e!rei furono perseguitate e discriminate soprattutto durante gli anni
cin&uanta" Il partito non pot* riservare lo stesso trattamento anche per la =hiesa evangelica, la
&uale aveva un discreto ascendente su larghe fasce della popolazione e manteneva forti legami
con le istituzioni religiose occidentali" )er &uesto la politica di integrazione della ;chiesa nel
socialismo< mirava non tanto a reprimere i gruppi dei cristiani, ma piuttosto a sottoporli a un
processo di assimilazione che li assoggettasse al controllo del partito" (uttavia la =hiesa riusc> a
mantenere una relativa autonomia, godendo del privilegio di mezzi propri e di una certa li!ert' di
riunione e pu!!licazione" )roprio negli spazi semiprotetti della =hiesa evangelica poterono cos>
formarsi lentamente gruppi di opposizione attiva"
.i tratt in realt' di un$opposizione tardiva e moderata, se si confronta a &uella nata in altre
Repu!!liche socialiste dell$#uropa orientale" In DDR, la mancanza di una vera alleanza tra la
classe intellettuale e il resto della popolazione, imped> a lungo la nascita di movimenti di
opposizione" Mentre il 67@E in -ngheria, il 67EH in =ecoslovacchia e .olidarnosc in )olonia furono
sempre caratterizzati dalla colla!orazione tra la popolazione e la classe intellettuale, in DDR
durante l$unica vera azione rivoltosa, nel 67@A, di fronte alla violenta contrapposizione tra la classe
lavoratrice e il regime, gli intellettuali rimasero impotenti o indifferenti" Memori della recente
esperienza sotto il nazismo si dimostrarono a lungo riluttanti a allearsi con &uel popolo che aveva
acclamato 3itler, per voltare cos> le spalle ai dirigenti politici che avevano invece coraggiosamente
lottato contro la dittatura nazista"
La rivolta del 67@A fu l$unica tensione sociale ad arrivare ad una certa maturazioneC essa, a
differenza dei movimenti in -ngheria, =ecoslovacchia e )olonia non fu espressione di un
movimento riformatore, ma fu una protesta contro le istituzioni" La sua radicalit' fu la causa
principale della sua precoce frustrazione" Il trauma del 68 giugno fece s> che il regime dopo
&uell$esperienza vigilasse per prevenire e reprimere prematuramente ogni possi!ile conflitto
socialeC in &uesto senso si pu individuare nella storia sociale della DDR una ;continuit' di crisi
improduttive< 41I#(35MM#R: 677?, pp"669-66A:" /li intellettuali si emanciparono dalla loro
alleanza con il regime solo &uando la maggior parte della popolazione aveva smesso di sperare
nella possi!ilit' di introdurre riforme democratiche nel paese, per &uesto, almeno fino agli eventi
straordinari che nell$estate del 67H7 risvegliarono le speranze di trasformare la dittatura in un
paese dal volto umano, in DDR non si svilupparono movimenti come =arta 88 o .olidarnosc" # gli
intellettuali che nelle manifestazioni dell$autunno auspicavano una riforma del socialismo che
mantenesse l$autonomia della /ermania orientale, furono a!!andonati dai cittadini che
accorrevano festanti aldil' del confine"
1on fu solamente la distanza tra la classe intellettuale e la popolazione a ritardare la formazione di
gruppi d$opposizione: la societ' tedesco-orientale era di gran lunga pi% sorvegliata e controllata
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delle altre societ' socialiste e il clima di diffidenza che vi dominava rendeva ancora pi% difficoltosa
l$organizzazione di iniziative di aggregazione e di protesta" Inoltre i comunisti tedeschi, accusati
persino da .talin di aver ereditato metodi grossolani dai loro antenati teutoni 4.(5RI(N: 677E,
p"98: non introdussero mai fasi di democratizzazione e si rifiutarono anche di aprire la strada alla
perestroMDa di /or!aciov"
Limiti e crollo del sistema totalitario
In /ermania il socialismo reale diede vita a un sistema totalitario pi% monolitico, rispetto a &uanto
avvenne negli altri paesi dell$#st europeo tanto che, secondo 0ranOois 0eMtP il comunismo
militarizzato trov terreno fertile pi% nel temperamento tedesco che non in &ualsiasi altro popolo
sovietizzato 40#K(Q: 677H, p" 6EF:" 0orse pi% che il temperamento tedesco e!!e un ruolo non
indifferente il fatto che la dittatura socialista si instaur in un paese, dove nei dodici anni precedenti
aveva dominato la dittatura nazista: le generazioni che diventarono adulte in DDR non avevano
mai vissuto in una democrazia" Il continuo confronto con la met' del paese appartenente al pi%
prospero sistema occidentale rese pi% radicale la dittatura" Inoltre, il regime della .#D riusc> a
godere di una maggiore sta!ilit' politica, favorita dalle considerevoli con&uiste economiche: il
sistema produttivo tedesco-orientale riusc> a raggiungere notevoli risultati e la Repu!!lica
Democratica (edesca divent il decimo paese pi% industrializzato e perlopi% evit le crisi
economiche che gravavano sugli altri paesi socialisti" Il sistema economico che nell$immediato
produsse i successi che favorirono la sta!ilit' del regime, in realt' nascondeva pro!lemi di fondo
che a lungo termine si rivelarono fatali per il regime" Le produzioni industriali avevano permesso
alla DDR di con&uistare una posizione di prestigio nel mercato internazionale, tuttavia nemmeno
l$economia tedesco-orientale s$avvicinava ai livelli occidentali, soprattutto per &uanto riguardava i
!eni di consumo" Il fatto che l$alta produttivit' andasse a scapito della disponi!ilit' dei !eni di
consumo e della &ualit' della maggior parte dei prodotti, rispondeva, proprio come le vittorie nello
sport perseguite somministrando agli atleti pericolose dosi di ormoni, all$esasperata smania di
prestigio della classe dirigente, oppressa dal continuo confronto con l$altra /ermania" I tentativi di
riformare l$economia rendendola pi% conforme alle esigenze reali della societ', fallirono e furono
a!!andonati nella seconda met' degli anni sessanta, &uando con l$II )lenum del =omitato
=entrale il )olit!Rro ammise che non sare!!e stato possi!ile portare a termine una riforma del
sistema economico, senza democratizzare le strutture produttive e organizzative" -na
democratizzazione avre!!e per messo a rischio l$egemonia del partito" La rinuncia alla riforma del
sistema signific l$inizio della discesa economica tedesco-orientale" 0ino a &uel momento il divario
con l$occidente era rimasto contenuto e poteva essere giustificato con le pesanti riparazioni di
guerra, pagate dai tedeschi dell$#st all$-nione .ovietica" Dalla fine degli anni sessanta l$economia
divent per la DDR un pro!lema serio: fu proprio il disastroso !ilancio economico della fine del
67E7 a costare a -l!richt la perdita del potere" Il deficit economico non fu sanato nei decenni
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successivi: i cittadini erano costretti a lunghe code ai mercati e dovevano iscriversi a intermina!ili
liste d$attesa per l$ac&uisto delle lavatrici e delle ;tra!i<" 5lla fine del 67H7, dopo l$apertura del muro,
furono soprattutto le esigenze materiali a spingere i cittadini tedesco-orientali nelle !raccia del
sistema capitalistico della /ermania occidentale" (uttavia &uesto non significa che se l$economia
tedesco-orientale avesse prodotto maggiore !enessere, i cittadini non si sare!!ero ri!ellati" Le
proteste e le manifestazioni che avevano dato vita alla rivoluzione pacifica avevano anzi preso le
mosse da principi di altra natura: i movimenti per l$ecologia, per la pace e per i diritti umani furono i
veri motori della rivoluzione pacifica che, dopo essersi allargata alla maggior parte della
popolazione, si plac nelle promesse di li!ert' e facili progressi economici offerte dal governo
occidentale"
Il crollo del regime comunista nella /ermania orientale avvenne in maniera del tutto imprevista, sia
per il regime, che per i cittadini" I vertici del partito si ostinarono a non considerare i sintomi di
insoddisfazione, che alla fine degli anni ottanta comparivano sempre pi% spesso, come un pericolo
per il potere della .#D" 1emmeno le dettagliate relazioni sulle ragioni che rendevano in&uieti i
cittadini, redatte dalla .tasi, preoccuparono particolarmente il regime" 3onecDer si illudeva di poter
continuare a mantenere il potere dittatoriale, opponendosi anche al processo di democratizzazione
che stava trasformando i paesi del )atto di 2arsavia" (uttavia, fu presto evidente che senza
l$appoggio dell$esercito sovietico, il regime comunista non avre!!e potuto durare a lungo nemmeno
in /ermania" Il regime in realt' aveva perso tutto il suo potere, &uando i manifestanti diedero vita a
&uella rivoluzione pacifica che costrinse il partito a aprire il muro e rinunciare alla propria
egemonia" Dopo &uarant$anni in cui le elezioni non avevano costituito una vera possi!ilit' di scelta,
nel 677F, le prime votazioni li!ere e segrete nella /ermania orientale posero ufficialmente fine alla
dittatura comunista e decisero l$annessione dei territori della DDR alla Repu!!lica 0ederale
(edesca"
Il passaggio alla democrazia e la memoria della dittatura
)er i tedeschi il tema della memoria storica della dittatura tedesco-orientale presenta alcuni
pro!lemi delicati" Da una parte si avverte la necessit' di non ripetere l$errore commesso nel
dopoguerra, &uando n+ all$ovest n+ all$est il passato nazista fu affrontato con un approccio
o!iettivo e coscienteC dall$altra la consapevolezza che l$analisi della storia della DDR tocca
&uestioni etiche irrisolte, come &uella delle responsa!ilit' dei cittadini, rende talvolta difficile una
;riela!orazione storica< scientifica" Rendere pu!!liche tutte le informazioni raccolte dalla .tasi, che
aveva sotto il proprio controllo non solo la vita sociale della DDR, ma anche la vita privata di molti
suoi cittadini, rischia talvolta di violare la privacG delle vittime del sistema repressivo della .tasi" La
&uestione dell$apertura degli archivi della .tasi, in cui sono conservati i fascicoli sui sorvegliati e sui
colla!oratori del ministero della sicurezza tedesco-orientale, riassume la complessit' di &uesto
dilemma" La consultazione dell$archivio, anche se scrupolosamente regolamentata, * stata
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concessa per ragioni personali o di ricerca scientifica, anche se dispute legali come &uella vinta
dall$eJ-cancelliere federale 3elmut Lohl nel marzo 9FF9, mettono a rischio la consultazione o
costringono a ridefinire continuamente la legislazione in proposito" La documentazione conservata
all$interno degli archivi della .tasi ha un valore insostitui!ile, poich+ negli innumerevoli fascicoli
raccolti dal 67@F sono registrati in modo molto scrupoloso sia l$attivit' e i metodi del sistema di
controllo e repressione della dittatura, che le condizioni in cui erano costretti a vivere i cittadini e le
loro reazioni, testimoniate solo parzialmente dai documenti conservati negli altri archivi"
1onostante i numerosi sforzi dei movimenti civici e degli uffici federali affinch+ rimangano vivi il
ricordo e la consapevolezza dei crimini commessi dalla dittatura della .#D, non mancano tra gli
eJ-cittadini della DDR coloro che, delusi dalla riunificazione e dalle contraddizioni dell$economia di
mercato, mitizzano e rimpiangono il vecchio regime" # se &uesta delusione nella maggior parte dei
casi sfocia in un$innocua passione nostalgica per la musica, l$arte, le uniformi e i sim!oli della
DDR, talvolta diventa giustificazione per auspicare la riedificazione del muro di Berlino"
1on stupire!!e se davvero, come si legge talvolta sulla stampa tedesca, la denigrazione e
il rifiuto dell$intero sistema della DDR avessero suscitato nei cittadini dell$#st una perdita di
orientamento" .em!rano legittime le voci di &uei cittadini tedesco-orientali che
ammoniscono contro il rischio che l$intera realt' della DDR venga seppellita sotto la
definizione di dittatura, e che gli aspetti positivi vengano in &uesto modo dimenticati"
=erto *, che il rapidissimo passaggio dalla dittatura socialista al sistema occidentale non
ha significato istantaneamente la perdita di ogni influenza e conseguenza, negativa o
positiva, del regime della .#D su coloro che avevano vissuto in &uel paese" .olo un
processo lento e graduale render' possi!ile un rapporto pi% sereno, sia ad est che ad
ovest, con il passato ancora troppo recente"
i!liogra"a:
." B5R=L S M" L51/#RM511 S ." LOL5(I., !edes "uch ein Abenteuer#. $ensur%S&stem
und literarische '((entlich)eiten in der **R bis +nde der sechziger !ahre, Berlin,
6778 "
D" B5(3RI=L, The ,owers o( s,eech. The ,olitics o( culture in the -*R,
677@"
0" 0#K(Q, .a (ine delle democrazie ,o,olari. ./+uro,a orientale do,o la rivoluzione del 01213
Milano, Mondadori, 677H"
2" 352#L, Il ,otere dei senza ,otere, Bologna, =.#O, 6787"
="."M5I#R, Il crollo. .a crisi del comunismo e la (ine della -ermania +st, Bologna, Il Mulino, 6777"
L" 1I#(35MM#R, +r(ahrungen und Stru)turen. 4rolegomena zu einer -eschichte der
-esellscha(t der **R, in 3" L5#LBL#, K" LO=L5, 3" NW53R 4a cura di:, Sozialgeschichte der
**R, .tuttgart, Llett-=otta, 677?"
D" .(5RI(N, -eschichte der **R, 0ranDfurt am Main, 677E"
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