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TRADURRE IMPLICA UN RAPPORTO DI SCAMBIO, CONTAMINAZIONE, TRA SISTEMI

LINGUISTICI DIFFERENTI -> TRASFERIMENTO DI PENSIERI, IDEE, CONCEZIONI DEL MONDO

PROCESSO TRADUTTIVO E’ ANCHE UN PROCESSO CREATIVO E NON SOLO MECCANICO


O RIPRODUTTIVO.

TRADURRE ≠ CLONARE

PASSAGGIO, TRANSIZIONE = MUTAMENTO

ANTICAMENTE IL TERMINE LATINO INTERPRETOR, OVVERO TRADURRE DA UNA LINGUA A


UN’ALTRA, ERA USATO SIA SULLA LINGUA SCRITTA CHE SU QUELLA PARLATA.

CON LA FINE DELLA LATINITA’ SI HA LA SCISSIONE TRA L’OPERAZIONE ORALE DUNQUE


INTERPRETARE, E QUELLA SCRITTA, TRADURRE.

SUL PERIODO DELLA TRADUZIONE SI E’ SOLITI FARE UNA DISTINZIONE

TRA UN PERIODO DI LUNGA DURATA - E UN SECONDO PERIODO MOLTO PIU’


PRESCIENTIFICO - CHE VA DALL’EPOCA BREVE DEFINITO SCIENTIFICO - CHE VA
CLASSICO-ROMANA FINO AI PRIMI DALLA META’ DEL 900 AI GIORNI D’OGGI.
DECENNI DEL 900.
NEL QUALE SI VERIFICA UNA SVOLTA
NEL QUALE NON SI PUO’ PARLARE DI FONDAMENTALE POICHE EMERGONO
STUDI DELLA TRADUZIONE NEI NUMEROSI STUDI CHE DANNO IL VIA ALLA
TERMINI DI UNO SPECIFICO AMBITO DI FORMAZIONE DI UNA DISCIPLINA.
RICERCA.

ANNI 50/60 - SCIENZA DELLA


QUESTO PERIODO SI SUDDIVIDE A SUA TRADUZIONE

VOLTA IN DUE FASI.


CHOMSKY

LA PRIMA CHE VA DALL’ETA DI


CICERONE ALL’INIZIO DEL XIX SECOLO 
 ANNI 70 - TEORIA DELLA
TRADUZIONE

E LA SECONDA CHE ARRIVA FINO AGLI


ANNI 40 DEL 900 .
ANNI 80 - CULTURAL TURN /
TRANSLATION STUDIES

CLASSICISMO -

CICERONE, SAN GEROLAMO


ANNI 90- DERRIDA

SUSAN BASSNET - CATFORD - NIDA

POPOVIC
MEDIOEVO - SCUOLA DI TOLEDO

RINASCIMENTO -
- CULTURAL STUDIES / GENDER
BRUNI - DOLET - LUTERO - BELLES STUDIES

INFIDELES
- STUART HALL

ROMANTICISMO -
- COMPETENZA TRADUTTIVA -
CAMPBELL - WILSS - DELISLE

GOETHE - VON HUMBOLDT -


KELLY

SCHLEIERMACHER

- STRATEGIE TRADUTTIVE -

ANNI 20
MALONE

CROCE - BENJAMIN
- FASI DELLA TRADUZIONE -

LANDERS

- TRADUZIONE POETICA

- TRADUZIONE SPECIALISTICA

- DIVERSE TIPOLOGIE DI TESTI

- INGLESE/ITALIANO

 
1PAGINA

HEIDEGGER:
FILOSOFO TEDESCO

SOSTIENE CHE LA TRADUZIONE LETTERARIA E’ UN QUALCOSA DI ILLUSORIO E


INGANNEVOLE.
INOLTRE AFFERMA CHE UN OTTUSA FEDELTA’ NON PUO SOSTITUIRSI AL VERO COMPITO
DEL TRADUTTORE CHE E’ QUELLO DI STRINGERE 1 RAPPORTO COL TESTO E SENTIRSI
PARTE DEL MESSAGGIO.

1 CLASSICISMO:
LA STORIA DELLA TRADUZIONE IN OCCIDENTE VA FATTA RISALIRE ALLA
CLASSICITÀ’ LATINA CHE PER PRIMA SI E’ RIVOLTA VERSO LE CULTURE E LE
LINGUE ALTRUI CON L’INTENZIONE DI CONOSCERLE E DI ASSIMILARLE ALLA
PROPRIA. INFATTI LO SCOPO PRINCIPALE DELLA TRADUZIONE ERA QUELLO DI
ARRICCHIRE LE OPERE ROMANE CON ELEMENTI NUOVI.

I PRIMI PIONIERI DELLA TRADUZIONE SONO LIVIO ANDRONICO, PLAUTO E ENNIO.

CICERONE:

LA SUA OPERA IL DE OPTIMO GENERE ORATORUM RAPPRESENTA LA + ANTICA


RIFLESSIONE SULLA TRADUZIONE, NELLA QUALE VIENE DELINEATO IL PROFILO DEL
PERFETTO ORATORE E L’AUTORE PRENDE POSIZIONE A FAVORE DI UNA
TRADUZIONE CONCEPITA COME ESERCIZIO CREATIVO E LIBERO E CONTRO QUELLA
LETTERALE.

CICERONE DUNQUE FA UNA DISTINZIONE IMPORTANTE TRA QUELLO CHE E’ IL


RUOLO DELL’INTERPRES, CHE OPERA UNA TRADUZIONE LETTERARIA E RISPETTA
RIGOROSAMENTE IL TESTO E QUELLO CHE E’ IL RUOLO DELL’ ORATOR, CHE
OPERA UNA TRADUZIONE LIBERA CHE MIRA A COGLIERE L’EFFICACIA
ESPRESSIVA DELLE PAROLE.

SAN GEROLAMO:
SIAMO NEL IV SEC D.C. E NELLA STORIA DELLA TRADUZIONE OCCIDENTALE LA
TRADUZIONE BIBLICA HA AVUTO UN RUOLO IMPORTANTISSIMO, COSI COME LA
FIGURA DI SAN GEROLAMO.

FU AUTORE DELLA VULGATA, LA TRADUZIONE DELL’ANTICO TESTAMENTO


DALL’EBRAICO E DAL GRECO IN LATINO E VENNE ACCUSATO DI ERESIA PER
ESSERSI DISCOSTATO DALLE VERSIONI ANTICHE.
SI TRATTAVA DI UNA CONSAPEVOLE ROTTURA CON LA TRADIZIONE E IN DIFESA
DELLE ACCUSE RICEVUTE, SAN GEROLAMO SCRISSE IL DE OPTIMO GENERE
INTERPRETANDI. -> UNA EPISTOLA IN CUI SPIEGA IL SUO METODO E LE RAGIONI
DELLA SUA DECISIONE DI ROMPERE CON LA TRADIZIONE ESEGETICA.
QUEST’OPERA PRESENTA UN VERO E PROPRIO CODICE PRATICO E
DEONTOLOGICO NEL QUALE ELENCA QUEL CHE PER LUI RAPPRESENTANO I 4
PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA TRADUZIONE CHE OGNI BUON TRADUTTORE
DEVE TENERE PRESENTE:
1. COMPRENDERE PERFETTAMENTE IL TESTO DI PARTENZA

2. NON TRADURRE PAROLA PER PAROLA

3. MANTENERE TERMINI LATINI GIà ACCREDITATI

1 4. CURARE L’ELEGANZA DELLA LINGUA

NEL MEDIOEVO:
LA CHIESA OPERO’ UN’INVERSIONE TOTALE DELLE INDICAZIONI DI SAN
GEROLAMO.

IN QUELL’EPOCA LA CHIESA SVOLGEVA UN RUOLO DI FORTE CONTROLLO


ASSEGNANDO ALLE TRADUZIONI DEI TESTI SACRI UN VALORE PASSIVO RISPETTO I
TESTI ORIGINALI.

QUESTA NUOVA IDEA DI TRADUZIONE POGGIAVA SULLA SACRALITA’ DELLA


PAROLA INTESA COME VERBUM DEI NEL QUALE LA BELLEZZA DELLA LINGUA E
L’ESPRESSIVITA’ DEL TESTO VENIVANO ACCANTONATE PER DARE IMPORTANZA
AD UN’ASSOLUTA FEDELTA’ ALL’OPERA DI PARTENZA, A SVANTAGGIO DUNQUE
DELLA LINGUA D’ARRIVO CHE VENIVA SPESSO DEFORMATA SENZA TROPPE
PREOCCUPAZIONI STILISTICHE.

L’ETA MEDIEVALE NON HA PRODOTTO OPERE TEORICHE SULLA TRADUZIONE MA


INTENSA E’ STATA LA PRATICA TRADUTTIVA SOPRATTUTTO A PARTIRE DAL XII D.C.
PERIODO IN CUI NASCE LA PRIMA VERA SCUOLA DI TRADUTTORI, LA SCUOLA DI
TOLEDO, CHE CONQUISTO’ INTERESSE DI STUDIOSI DA TUTTO IL MONDO

RINASCIMENTO:
1 NELL’ETA’ UMANISTICA I CLASSICI GRECI E LATINI ACQUISTANO INTERESSE E SI
FA LARGO LA RICERCA FILOLOGICA ATTORNO ALLA TRADUZIONE.

LEONARDO BRUNI:
LA SUA OPERA DE INTERPRETATIONE RECTA (1420) E’ CONSIDERATA IL 1° TRATTATO
SCIENTIFICO SULLA TRADUZIONE NEL QUALE SI DISCUTE DELLA TRADUZIONE
DAL GRECO E DAL LATINO.

BRUNI INOLTRE CI CONSEGNA IL RITRATTO DEL TRADUTTORE COME ARTIGIANO,


DAL GUSTO RAFFINATO, CAPACE DI INSTAURARE UN RAPPORTO EMPATICO COI
TESTI.
ANALIZZANDO LE PRECEDENTI TRADUZIONI DI ARISTOTELE EGLI NOTA COME
NELLA VERSIONE LATINA ESSE APPAIONO COMPLETAMENTE PRIVE DI
QUELL’ELEGANZA TIPICA DELLE OPERE GRECHE. RIMANENDO INDIGNATO DI
QUESTO PROCESSO TRADUTTIVO DETURPANTE, BRUNI SVILUPPA QUELLE CHE
SONO LE 5 REGOLE FILOLOGICHE CHE OGNI TRADUTTORE DOVREBBE
RISPETTARE PER OTTENERE UNA CORRETTA TRADUZIONE:

1. AVERE UNA CONOSCENZA PROFONDA DI QUELLA LINGUA DA CUI SI


TRADUCE
2. AVERE LA MEDESIMA CONOSCENZA DELLA PROPRIA LINGUA PER NON
TRALASCIARE SFUMATURE RILEVANTI
3. SEGUIRE IL SENSO DEL TESTO ORIGINALE RIVOLGENDO LA MENTE, L’ANIMO E
LA VOLONTA’ ALL’AUTORE (TANTO DA INCARNARLO)

4. CONOSCERE A FONDO LO STILE DELL’AUTORE


5. POSSEDERE UN BUON ORECCHIO -> IL TRADUTTORE DEVE AFFIDARSI ANCHE
AL GIUDIZIO DELL’UDITO PER NON ROVINARE O SCONVOLGERE CIO’ CHE NEL
TESTO E’ ESPRESSO CON RITMO.

L’INSEGNAMENTO DI BRUNI HA SEGNATO UN NOTEVOLE AVANZAMENTO TEORICO


SULL’ARGOMENTO, OFFRENDO IMPORTANTI ESEMPI PRATICI CHE HANNO
INFLUENZATO LA DISCUSSIONE SULLA TRADUZIONE ANCHE OLTRE I CONFINI
ITALIANI.

DOLET:
(FRANCIA)

NEL CORSO DEL 500 SI AFFERMANO LE LINGUI NAZIONALI INFLUENZANDO


OVVIAMENTE LE RIFLESSIONI SULLA TRADUZIONE.

IN QUESTO PERIODO SI AFFERMA LA TRADUTTOLOGIA FRANCESE FONDATA DA


ETIENNE DOLET.

RIPRENDENDO LE REGOLE DI BRUNI DEL SECOLO PRECEDENTE, DOLET


AFFRONTA IL PROBLEMA DELLA TRADUZIONE (NON PIU DAL GRECO AL LATINO)
DAL LATINO ALLE LINGUE VOLGARI CERCANDO DI RAGGRUPPARE DEI CRITERI
DELLA TRADUZIONE CHE POSSANO ESSERE APPLICATI A QUALSIASI OPERE E
GENERE.
DA BRUNI RIPRENDE:

1. LA PERFETTA CONOSCENZA DELLE LINGUE INTERESSATE DALLA


TRADUZIONE
2. FAR IN MODO CHE ANIMA E UDITO SIANO RAPITI DAL TESTO PER
APPREZZARNE OGNI DETTAGLIO
E AGGIUNGE:

1. IL DIVIETO DI TRADURRE PAROLA PER PAROLA , POICHE’ DIMOSTREREBBE


SCARSA ORIGINALITA’ E INTRAPRENDENZA DEL TRADUTTORE

2. LA NECESSITA DI USARE LA LINGUA D’USO CORRENTE, SENZA CADERE IN


LATINISMI CHE RISULTEREBBERO DI DIFFICILE ASSORBIMENTO/
INCOMPRENSIBILI

IN QUESTO PERIODO STORICO, ABBANDONARE L’IDEA DI UNA RIGOROSA


TRADUZIONE LETTERALE POTEVA PORTARE A PERSECUZIONI E SCOMUNICHE.
INFATTI DOLET FU ARRESTATO E CONDANNATO PER ERESIA E ATEISMO E
CONDANNATO AL ROGO PER AVER MODIFICATO UNA FRASE SULL’IMMORTALITA’
1 DELL’ANIMA IN UNA TRADUZIONE DI PLATONE.

LUTERO:
(GERMANIA)

PARTENDO DALLE ACCUSE CHE GLI VENNERO MOSSE RIGUARDO LA SUA


TRADUZIONE DELLE PAROLE DI SAN PAOLO, NELLA SUA EPISTOLA SULL’ARTE DEL
TRADURRE, LUTERO PRESENTA LA SUA IDEA DI TRADUZIONE DINAMICA, UNA
TRADUZIONE ATTENTA AI SENTIMENTI CHE SUSCITA NEI LETTORI E CHE
PREDILIGE LA LINGUA VIVA E PARLATA.
INFATTI IN LUTERO E’ FORTE IL DESIDERIO DI AVVICINARE I CREDENTI AL TESTO
SACRO E DUNQUE DI RENDERE QUEST’ULTIMO PIU COMPRENSIBILE.

COSI FACENDO PERO LUTERO RESTRINGEVA I POTERI DELLA CHIESA, CHE DA


SEMPRE MEDIATRICE TRA GLI UOMINI E LA PAROLA DIVINA.

E’ GRAZIE ALLA SUA TRADUZIONE DELLA BIBBIA CHE IL TEDESCO SI AFFERMO’


COME LINGUA LETTERARIA.

BELLES INFIDELES:
NEL 600 LA FRANCIA SI IMPOSE COME CENTRO DEGLI STUDI SULLA TRADUZIONE.

L’INTERESSE MAGGIORE RICADDE SULLA LINGUA D’ARRIVO IN QUANTO CONVINTI


CHE IL FRANCESE FOSSE ESPRESSIONE DI UNA CULTURA SUPERIORE,
PARAGONABILE SOLO AL GRECO E AL LATINO.

I PRINCIPI A CUI DEVONO ATTENERSI LE TRADUZIONI DI QUEST’EPOCA SONO


QUELLI DI UNO STILE ELEGANTE E DELICATO, TRASFORMANDO NOTEVOLMENTE
LE OPERE ORIGINALI.

E’ PER QUESTO MOTIVO CHE TALI TRADUZIONI SONO DEFINITE BELLES INFIDELES

-> ESSE EVIDENZIANO LA LIBERTÀ E LA CREATIVITA’ CHE DOVEVANO GUIDARE IL


TRADUTTORE.
I TESTI TRADOTTI ERANO CONSIDERATI RI-SCRITTURE, NUOVE CREAZIONI DOTATE
DI UNA PROPRIA AUTONOMIA STILISTICA E FORZA ESPRESSIVA.
ERA CONCESSO QUALUNQUE INTERVENTO SULL’ORIGINALE PUR DI GIUNGERE
AD UN’OPERA RAFFINATA CHE ISPIRASSE AMORE PER LA BELLEZZA.

ROMANTICISMO:
DAL 1750 IL DIBATTITO SULLA NATURA DELLA LINGUA SI DIFFERENZIA IN DUE
APPROCCI CONTRAPPOSTI: RELATIVISMO E UNIVERSALISMO.
1 • I RELASTIVISTI INSISTONO SULL’IMPOSSIBILITA’ DI SUPERARE LE
DIFFERENZE LINGUISTICHE CONSIDERANDOLE DUNQUE INTRADUCIBILI.
• GLI UNIVERSALISTI SOSTENGONO CHE ESISTONO DEGLI UNIVERSALI
LINGUISTICI CHE SONO ALLA BASE DI TUTTI GLI IDIOMI

IN QUEST’EPOCA SI AFFERMANO 3 POSSIBILITA’ DI INTENDERE LA TRADUZIONE:


• LA LETTERALITA’ , TRADUCENDO PAROLA PER PAROLA
• LA RIFORMULAZIONE, MISCHIANDO AUTONOMIA E FEDELTA’
• LA RI-CREAZIONE TOUT COURT.

GOETHE, VON HUMBOLDT E SCHLEIERMACHER SONO FIGURE DI GRANDE


RILIEVO IN QUESTO PERIODO.

GOETHE:
TEORIZZA 3 TIPI DI TRADUZIONE, (CHE EQUIVALGONO A EPOCHE DIFFERENTI E POSSONO
INTERSECARSI TRA LORO):
1. LA TRADUZIONE PROSAICA, CHE CI FA CONOSCERE L’ESTRANEO ATTRAVERSO
UNA PROSA CHE NEUTRALIZZA LE PARTICOLARITA’ E RIDUCE L’ENTUSIASMO
POETICO, DEPRIVANDO INEVITABILMENTE IL TESTO DI PARTENZA DELLE SUE
PECULIARITA’ E DEL SUO SPIRITO.
2. LA TRADUZIONE PARODISTICA, CHE MIRA AD APPROPRIARSI DEL SENSO
ESTRANEO PER RAFFIGURARLO ATTRAVERSO I PROPRI PARAMETRI CULTURALI
E LINGUISTICI.

3. LA TRADUZIONE “PARITARIA” E NON CONTRAPPOSTA ALL’ORIGINALE (PER


COLLOCARSI AL SUO POSTO RIPRODUCENDO DIALETTI, PARTICOLARITÀ DEL
RITMO, DELLA METRICA E DELLA PROSA, PER GODERE DELL'OPERA AL
MASSIMO DELLA SUA ORIGINALITÀ.)

SCHLEIERMACHER:
EGLI PARTE DAL PRESUPPOSTO CHE ANCHE ALL’INTERNO DI UNA STESSA LINGUA
SI OPERANO CONTINUE TRADUZIONI

-> TRA LINGUA MADRE/DIALETTI

-> TRA LINGUAGGI PARLATI DA PERSONE DI DIFFERENTI STRATI SOCIALI O DA


PERSONE CON UNA DIVERSA FORMAZIONE CULTURALE

EGLI FA UNA DISTINZIONE TRA

INTERPRETAZIONE, ESSENZIALMENTE ORALE E CHE RIGUARDA LA VITA

1 QUOTIDIANA E IL MONDO DEGLI AFFARI, UN’INTERPRETAZIONE QUASI MECCANICA


(CHE AVVIENE ATTRAVERSO LE CONSUETUDINI DELLA LINGUA ORALE.)

E TRADUZIONE VERA E PROPRIA, SCRITTA E RIGUARDA IL MONDO DELL’ARTE,


DELLA LETTERATURA, DELLA SCIENZA….

EGLI SOSTIENE INFINE CHE CI SONO 2 ERRORI RICORRENTI CHE SVIANO IL SENSO
STESSO DELLA TRADUZIONE: LA PARAFRASI E IL RIFACIMENTO

• LA PARAFRASI DA UN LATO ASSICURA IL TRASFERIMENTO DEL CONTENUTO MA


DALL’ALTRO RINUNCIA ALLO STILE, AL VALORE METRICO E MUSICALE DELLA
LINGUA.

• IL RIFACIMENTO AVVIENE QUANDO IL TRADUTTORE RINUNCIA ALLA POSSIBILITA’


DI DUPLICARE FEDELMENTE L’ORIGINALE E CEDE ALL’IDEA DI CREARE UNA
VERSIONE CHE IMITI IL + POSSIBILE L’OPERA DI PARTENZA.

INOLTRE EGLI POSTULA 2 POSSIBILI VIE DEL TRADURRE BENE:


1. IL TRADUTTORE, AL FINE DI METTERE IN COMUNICAZIONE L’AUTORE CON IL
LETTORE, SOLLECITA IL LETTORE A MUOVERSI VERSO L’AUTORE PER
CONOSCERE L’ESTRANEITA’ CONTENUTA NELL’OPERA ORIGINALE. IN
QUESTO CASO NON VI SONO AGGIUSTAMENTI DA PARTE DEL TRADUTTORE, E
QUEST’ULTIMO CONFIDA NELLA CAPACITA’ DEL LETTORE DI
CONTESTUALIZZARE IL LINGUAGGIO DELL’OPERA.
2. FAR SI CHE L’AUTORE SI FACCIA CAPIRE DAL LETTORE STRANIERO, IN
QUESTO CASO NON E’ RICHIESTO ALCUNO SFORZO DA PARTE DEL LETTORE E
IL TRADUTTORE DEVE RISPETTARE L’ INTEGRITÀ DELL’OPERA.

QUESTA SECONDA IPOTESI RAPPRESENTA UNA PURA ASSURDITA’ POICHÉ


DOVREBBE RAPPRESENTARE UNA TRADUZIONE DI UN OPERA SCRITTA IN UN’ALTRA
LINGUA MA CHE SI PRESENTI COME SE L’AUTORE L’AVESSE SCRITTA
DIRETTAMENTE NELLA LINGUA DEL LETTORE STRANIERO.

VON HUMBOLDT:
SOTTOLINEA IL RAPPORTO INSCINDIBILE DI RECIPROCA DIPENDENZA TRA
PENSIERO E LINGUAGGIO.
SECONDO IL SUO PUNTO DI VISTA, LA TRADUZIONE IMPLICA UN TRANSITO TRA UN
MODO DI CONCEPIRE IL MONDO E UN ALTRO, TRANSITO ESSENZIALE AFFINCHE’
UNA CULTURA POSSA TRARRE RICCHEZZA DA QUESTO SCAMBIO . QUESTO
COMPORTA LA NECESSITA’ DI ESSERE QUANTO PIU POSSIBILE FEDELI
ALL’ORIGINALE, AFFINCHE’ L’ESTRANEO POSSA ESSERE COLTO, RECEPITO E
TRASMESSO.

ANNI 20.
NEGLI ANNI 20 DEL 900 SI SVILUPPANO LE RIFLESSIONI DI BENEDETTO CROCE E
WALTER BENJAMIN.

BENJAMIN:
SOSTIENE CHE AD ESSERE DETERMINANTE IN UN’OPERA LETTERARIA NON E’ IL
SUO CONTENUTO MA LA SUA ESSENZA, ESSENZA CHE IL TRADUTTORE HA IL
COMPITO DI COGLIERE E DI FAR SOPRAVVIVERE.

TALE SOPRAVVIVENZA IMPLICA 1 MUTAMENTO, RINNOVAMENTO, DUNQUE L’OPERA


HA BISOGNO DI TRASFORMARSI PER RESISTERE NEL TEMPO.

LA TRADUZIONE NON SERVE SOLO PER CONNETTERE DUE LINGUE DIVERSE O PER
TRAVASARE IL CONTENUTO DI UN’OPERA, MA SERVE A DARE VITA AL TESTO.

E’ IMPORTANTE SOTTOLINEARE CHE NON SI TRATTA DI UNA RISCRITTURA O


RIELABORAZIONE RADICALE A DISCAPITO DELLA FEDELTA’ AL TESTO ORIGINALE.

IL TRADUTTORE DEVE IN UN CERTO SENSO DISVELARE IL TESTO, QUINDI COGLIERE


L’ESSENZA DELL’OPERA E PORTARE IN SUPERFICIE QUELLA LINGUA PURA CHE SI
CELA IN TUTTE LE LINGUE.

LINGUA PURA? -> LE LINGUE DIFFERISCONO SOLO PER LA VARIETA’ DEI LORO
PARADIGMI, MA RESTANO CONNESSE TRA LORO PERCHÈ IN ESSE È PRESENTE LA
LINGUA UNIVERSALE

LA METAFORA CHE USA “ COME COCCI DI UNO STESSO VASO” AIUTA A RENDERE
L’IDEA

1 IL RAPPORTO TRA OPERA E TRADUZIONE NON SI BASA PIU SUI CONCETTI DI


FEDELTA’ E INFEDELTA’.

TRADURRE DIVENTA COSI UN GESTO FONDAMENTALE AFFINCHÉ LE LINGUE


COMPITO QUELLA RICERCA NECESSARIA PER RIFLUIRE NELL’UNICA LINGUA.

CROCE:
LA FILOSOFIA DI CROCE RUOTA INTORNO ALL’IMPOSSIBILITA’ COME DIRETTA
CONSEGUENZA DELL’ORIGINALITA’ IRRIDUCIBILE DI OGNI ATTO LINGUISTICO.

INFATTI EGLI AFFERMA CHE LE FORME ESPRESSIVE NON POSSONO ESSERE


RICONDOTTE AD ALCUNA SINTESI E DI CONSEGUENZA NON POSSONO ESSERE
SOTTOPOSTE A UN PROCESSO TRADUTTIVO. IL DISCORSO DUNQUE RISULTA
ESSERE INTRADUCIBILE E IRRIPETIBILE. IL TRADUTTORE PUO’ SOLO TENTARE DI
AVVICINARSI IL + POSSIBILE ALL’ORIGINALE, CONSAPEVOLE PERO’ CHE DOVRA’
EFFETTUARE UNA DEFORMAZIONE E DARE VITA AD UNA NUOVA E AUTONOMA
FORMA ESPRESSIVA.
CIO’ CHE ANIMA IL TRADUTTORE E’ IL DESIDERIO DI CAREZZARE QUELLA POESIA
CHE CI HA RECATO PIACERE, COI SUONI DI UNA LINGUA FAMILIARE.

OVVIAMENTE DIPENDE TUTTO DAL TIPO DI TESTO CHE SI VA A TRADURRE. CON LA


TRADUZIONE DI UN TESTO SCIENTIFICO CI SI PUÒ ACCONTENTARE DI UN
VOCABOLARIO SCARNO CHE ESSENDO TECNICO COMUNQUE VIENE ACCETTATO E
COMPRESO. CON UN TESTO LETTERARIO O CON LA POESIA LE COSE SI
COMPLICANO.

ANNI 50/60
SI EBBE UN’IMPORTANTE ACCELERAZIONE E INTENSIFICAZIONE DEGLI STUDI
SULLA TRADUZIONE. -> SI TRATTA DI UNA SVOLTA CHE HA DETERMINATO LA
NASCITA DI UNA NUOVA DISCIPLINA AUTONOMA : LA SCIENZA DELLA
TRADUZIONE.

LA COMPARSA DEI COMPUTER E DEI TRADUTTORI AUTOMATICI HANNO CREATO


NUOVE CONNESSIONI TRA STUDIOSI —> A TAL PUNTO CHE MATEMATICI, LINGUISTI,
INFORMATICI HANNO PENSATO DI POTER AFFRONTARE I PROBLEMI POSTI DALLA
TRADUZIONE RICONDUCENDOLI A SCHEMI LOGICO MATEMATICI.
IL SOGNO DI QUEGLI ANNI ERA QUELLO DI POTER OTTENERE LA PERFEZIONE
NELLE OPERAZIONI TRADUTTIVE AFFIDANDOLE ALLE MACCHINE E SOTTRAENDOLE
ALL’INCERTEZZA DELL’UOMO.

L’AMERICANO CHOMSKY FU UNA FIGURA DI RILIEVO IN QUESTO PERIODO. EGLI


ASSUNSE UN APPROCCIO GENERATIVISTA INTRODUCENDO CONCETTI COME
STRUTTURE PROFONDE SOSTENENDO CHE TUTTE LE MANIFESTAZIONI

1 LINGUISTICHE POSSONO ESSERE RICONDOTTE A UN’UNICA ENTITA’ STABILE E


IDENTIFICABILE.

QUESTO NUOVO APPROCCIO MATEMATICO RICHIESE UN IMPORTANTE


RESTRINGIMENTO DEL CAMPO DI APPLICAZIONE E DI INDAGINE -> INFATTI SI
ESCLUSERO TESTI LETTERARI E SI PASSO’ ALLA TRADUZIONE DI PAROLE O
SEMPLICI FRASI SENZA TENER CONTO DEL CONTESTO TESTUALE.

L’OBIETTIVO ERA QUELLO DI OTTENERE CRITERI OGGETTIVI E DURATURI PER


GIUNGERE A TRADUZIONI CHE MANTENESSERO IL + ALTO GRADO DI EQUIVALENZA
CON L’ORIGINALE.

QUESTA METODOLOGIA PERO’ HA RISCONTRATO DEI LIMITI IN QUANTO


ESCLUDENDO ELEMENTI EXTRA-LINGUISTICI E EXTRA-TESTUALI IL LAVORO FINALE
RISULTAVA ESSERE TROPPO RIDUTTIVISTICO.

ANNI 70
SI ABBANDONO’ L’IDEA DI ELABORARE UNA SCIENZA E SI PASSO’ AD UN’ANALISI
PIU’ ATTENTA A TUTTI QUEI FATTORI COINVOLTI NEL PROCESSO TRADUTTIVO CON
LO SCOPO DI ELABORARE UNA TEORIA DELLA TRADUZIONE. SI INIZIA A PARLARE
INFATTI DI TRADUTTOLOGIA PER EVIDENZIARE CHE LA TRADUZIONE E’
UN’ESPERIENZA PRATICA. SI PRENDE IN ANALISI IL TESTO E I CONTESTI DI ORIGINE
E DI ARRIVO . IL TESTO E’ ORA INDAGATO CON UNO SGUARDO DESCRITTIVO E NON
PIU’ PRESCRITTIVO.

TRA I PIONIERI DI QUESTA GENERAZIONE RICORDIAMO GLI OLANDESI JAMES


HOLMES E ANDRE LEFEVERE E I FRANCESI LADMIRALE E BERMAN.

ANNI 80
IN QUESTI ANNI ASSISTIAMO ALLA SVOLTA CULTURALE DECISIVA, DEFINITA
CULTURAL TURN. DALLA TEORIA DI UNA TRADUZIONE DEL DECENNIO
PRECEDENTE SI PASSA AI TRANSLATION STUDIES CHE INDICANO UN CAMPO DI
RICERCA VASTO E ATTENTO ALLA PRATICA, ALLA DESCRIZIONE E ALL’ANALISI DEL
TESTO TRADOTTO.

L’EQUIVALENZA LINGUISTICA E TESTUALE E LA FEDELTA’ ALL’ORIGINALE VENGONO


ABBANDONATI E SI PONE L’ACCENTO SUL LEGAME TRA LINGUA E CULTURA. AL
TRADUTTORE VIENE RICHIESTO UN COMPLESSO LAVORO DI INTERPRETAZIONE E
MEDIAZIONE TRA VISIONI DEL MONDO, TRADIZIONI, CULTURE E NON PIU UN
LAVORO MECCANICO E IMPARZIALE. IL TRADUTTORE E’ DUNQUE COINVOLTO
ATTIVAMENTE PERCHE’ LE INFORMAZIONI PRESENTI NEL TESTO SI MESCOLANO
INEVITABILMENTE ALLA SUA REALTA’ SOCIOCULTURALE. A TAL PROPOSITO
LEFEVERE PARLA DI SCENES AND FRAMES, UN BINOMIO TRA FRAME, CHE
SAREBBE LA STRUTTURA LINGUISTICA DEL TESTO, E SCENE, OVVERO LO
SCENARIO INDIVIDUALE DEL TRADUTTORE.

QUINDI POSSIAMO AFFERMARE CHE E’ MERITO DEL CULTURAL TURN SE LA


COMPONENTE CULTURALE CON TUTTI I MOLTEPLICI ASPETTI E’ EMERSA
NELL’AMBITO DEL DISCORSO TRADUTTIVO.

ANNI 90
DERRIDA
FILOSO FRANCESE. AFFERMA CHE I PROBLEMI ESISTENTI IN OGNI ESPERIENZA
TRADUTTIVA SONO GLI STESSI CHE SI DANNO TRA CULTURE DIVERSE.

SECONDO LA SUA TEORIA BISOGNA COGLIERE LA RICHEZZA CHE ESISTE TRA UNA
CULTURA O UNA LINGUA E L’ALTRA E TRASFORMARE QUESTA RELAZIONE IN UN
ELEMENTO ESSENZIALE. —> E’ IMPORTANTE CONSERVARE LE DIFFERENZE STESSE
SENZA TENTARE DI ELIMINARLE ATTRAVERSO PROCESSI DI ASSIMILAZIONE O
NEGAZIONE.

RITORNA COSI IL TEMA DELL’INTRADUCIBILITA’ E DELL’IMPOSSIBILITA’ DI


CANCELLARE QUELLA TRACCIA DI DIFFERENZA PRESENTE IN OGNI LINGUA,
DIFFERENZA CHE VA RISPETTATA E CHE VIENE VISTA COME SINONIMO DI
PLURALITA’.

1 SUSAN BASSNETT
CI MOSTRA UNA VISIONE PIU AMPIA E APPROFONDITA DEI PROBLEMI CONNESSI
ALLA TRADUZIONE.

BASSNETT AFFERMA CHE LA TRADUZIONE NON VIENE MAI IN UN VACUUM, BENSI


IN UN CONTINUUM, NON SI TRATTA DI UN ATTO ISOLATO MA E’ PARTE DI UN
PROCESSO DINAMICO DI TRANSFER INTERCULTURALE. UN PROCESSO LEGATO
DUNQUE AL CONTESTO, ALL’EPOCA, AL PUBBLICO E TUTTI I SISTEMI DIVERSI SONO
TRA DI LORO INTRECCIATI E CONTAMINATI.

EQUIVALENZA

TRA LE INNUMEREVOLI RIFLESSIONI CHE CERCANO DI SFORZARE I CONFINI


DELL’ASTRATTEZZA PER RISPONDERE CONCRETAMENTE AI PROBLEMI PRATICI DEL
TRADURRE, C’E ANCHE QUELLA SUL SENSO DA ATTRIBUIRE AL CONCETTO DI
EQUIVALENZA.

BASSNETT INDIVIDUA 4 POSSIBILI TIPOLOGIE DI EQUIVALENZA:

1. L’EQUIVALENZA LINGUISTICA CHE PREVEDE UNA TRADUZIONE PAROLA PER


PAROLA

2. L’EQUIVALENZA STILISTICA CHE IMPLICA UN’ACCURATA RICOSTRUZIONE


DELL’INTENZIONE DELL’AUTORE E DEL SIGNIFICATO DELL’OPERA ORIGINALE

3. L’EQUIVALENZA TESTUALE, SU UN PIANO SINTAGMATICO(FORME DELLE 2 L)

4. L’EQUIVALENZA PARADIGMATICA CHE INDIVIDUA AFFINITA’ GRAMMATICALI


PRESENTI IN ENTRAMBE LE LINGUE COINVOLTE

QUINDI LA TRADUZIONE E’ LONTANA DALL’ESSERE UN GESTO NEUTRALE DI


SOSTITUZIONE DI SEGNI LINGUISTICI CON ALTRI SEGNI LINGUISTICI. LA
TRADUZIONE E’ UNA VERA E PROPRIA RISCRITTURA, UNA MANIPOLAZIONE DEL
TRADUTTORE.

CATFORD
1. EQUIVALENZA FORMALE CHE INDICA UNA RELAZIONE TRA 2 UNITA’
LINGUISTICHE CHE OCCUPANO LA STESSA POSIZIONE NELLE DUE LINGUE
COINVOLTE

2. EQUIVALENZA TESTUALE CHE INDICA LA RELAZIONE TRA 2 UNITA’ TESTUALI


CHE SI DA IN UNA DETERMINATA SITUAZIONE COMUNICATIVA

NIDA
1. EQUIVALENZA FORMALE QUANDO SI UTILIZZA L’ELEMENTO LINGUISTICO PIU
VICINO A QUELLO DELLA LINGUA DI PARTENZA

2. EQUIVALENZA DINAMICA QUANDO SI RIESCE A GENERARE UN MESSAGGIO CHE


OTTIENE SUL LETTORE LO STESSO EFFETTO CHE IL MESSAGGIO DI PARTENZA
HA PRODOTTO SUL PUBBLICO.

QUESTA EQUIVALENZA DINAMICA PREVEDE UNA RICONFIGURAZIONE DELLE


STRUTTURE SINTATTICHE E SEMANTICHE PRESENTI NELLA LINGUA DI PARTENZA E
SI FONDA SULLA CORRISPONDENZA DEL MESSAGGIO.

LA SUA TEORIA TIENE CONTO DEI BISOGNI DEL LETTORE E MIRA A INDIVIDUARE
ESPRESSIONI NELLA LINGUA DI ARRIVO FUNZIONALI ALLA RICEZIONE DEL
MESSAGGIO ORIGINALE.

1
POPOVIC
FA DUE TIPI DIFFERENZE DELL’INTRADUCIBILITÀ E PARLA DI

1. TRADUZIONALITÀ ( OVVERO EVINDENZIARE LE CARATTERISTICHE DI UN


TESTO IN QUANTO “TESTO TRADOTTO”)

2. E CREOLIZZAZZIONE ( INDIVIDUARE UNA FORMA VERBALE INTERMEDIA TRA


TESTO DI PARTENZA E TESTO D ARRIVO)

EGLI AFFERMA CHE PER AIUTARE IL TRADUTTORE OCCORRE RICORDARE CHE :

- L ESPERIENZA PERSONALE È INTRADUCIBILE

- NON SEMPRE DUE LINGUE SONO COMPATIBILI

UNA COMUNICAZIONE SI HA QUANDO SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE IL


PROFILO DEL TRADUTTORE E DELL AUTORE.

CULTURAL STUDIES E GENDER STUDIES


SI INDAGANO RAPPORTI RAZZIALI E DI GENERE E LA TRADUZIONE DIVENTA UNO
STRUMENTO DI POTERE NELLE MANI DI CULTURE E DI GRUPPI DOMINANTI. L’IDEA
DI UNA PUREZZA LINGUISTICA E CULTURALE VIENE ACCANTONATA MENTRE NASCE
LA CONSAPEVOLEZZA CHE I DIVERSI SITEMI SIANO INTRECCIATI E CONTAMINATI.

NELL’AMBITO DELLE TEORIE SUL GENDER RICORDIAMO SHERRY SIMON CHE


AFFRONTA LA QUESTIONE DELLA TRADUZIONE CONDANNANDO IL MASCHILISMO
LINGUISTICO.

SPIVAK E’ UNA STUDIOSA BENGALESE CHE SI FA PORTAVOCE DI UNA CULTURA


INFERIORE E COLONIZZATA MOSTRANDO COME LE LINGUE EGEMONI ESERCITINO
IL LORO POTERE SULLE LINGUE E CULTURE MINORITARIE. QUESTO MOSTRA
QUELLA TENDENZA DI ADDOMESTICARE L’ESTRANEITA’ DELLA LINGUA DELL’ALTRO
E DI ANNULLARE LE DIFFERENZE DI GENERE.

STUART HALL
INTRODUCE IL CONCETTO DI IDENTITY, NON È ESSENZIALISTICO MA
STRATEGICO E POSIZIONALE.

GRAZIE AL CONCETTO DI IDENTITÀ È EMERSA UNA NUOVA IDEA DI TRADUZIONE:

DA UN LATO LA TRADUZIONE CONCEPITA COME LUOGO DI INCONTRO TRA


CULTURE, DALL'ALTRO LATO SI AFFERMA LA CONSAPEVOLEZZA CHE LA
TRADUZIONE PUÒ SIGNIFICARE DISCRIMINAZIONE E PUÒ ESERCITARE
VIOLENZA.

NASCE L'IDEA DI ANALIZZARE LE GERARCHIE CULTURALI CHE VI SONO IN OGNI


PROCESSO TRADUTTIVO.

DA QUEST'ANALISI SI È GIUNTI ALLA CONCLUSIONE CHE ESISTONO LINGUE


EGEMONICHE E PREDOMINANTI E LINGUE MINORI DESTINATE AL SILENZIO E
ALL’ESTINZIONE.
PERTANTO IL DESTINO DI UN IDIOMA È IDENTIFICABILE CON IL DESTINO SI UN
POPOLO

COMPETENZA TRADUTTIVA
È UN’ALTRA DOMANDA CHE NON TROVA UNA RISPOSTA UNIVOCA. LE
DIFFERENZE DI POSIZIONI IN MERITO SI POSSONO NOTARE GIA DALLA
PLURALITA DI ESPRESSIONI USATE PER INDICARE IL TERMINE COMPETENZA. C’E’
CHI PARLA DI TRANSLATOR COMPETENCE PER RIFERIRSI AD UNA
MOLTEPLICITÀ DI COMPETENZE LINGUISTICHE ED EXTRALINGUISTICHE E CHI
PARLA DI UNDERLYING KNOWLEDGE PER INDICARE UNA SORTA DI
CONOSCENZA DI BASE.

LA COMPETENZA TRADUTTIVA E’ UN CONCETTO COMPLESSO E RICCO DI


AMBIVALENZE E SI TENDE A SCOMPORRE E ARTICOLARE QUESTO CONCETTO IN
UN MOSAICO INFINITO DI SOTTOCOMPETENZE E ABILITA’ ,ATTEGGIAMENTI
PRATICI E TALENTI.

NON SI E’ ANCORA STABILITO SE LA COMPETENZA TRADUTTIVA SIA COLLEGATO


A DELLE CAPACITA, ABILITA E TALENTI INNATI O SE SIA POSSIBILE STABILIRE DEI
PERCORSI DIDATTICO-PEDAGOGICI CON LO SCOPO DI ACQUISIRE LA CAPACITA’
E L’ESPERIENZA NECESSARIA.

E’ UNA FACOLTA/COMPETENZA’ IN VIA DI SVILUPPO, CHE SI STA AMPLIANDO E


APPROFONDENDO ED È’ CONDIZIONATA FORTEMENTE DAI CAMBIAMENTI SOCIO
1 CULUTURALI E TECNOLOGICI.

CAMPBELL INDICA TRE APPLICAZIONI POSSIBILI NELL’AMBITO DELLA RICERCA


TRADUTTOLOGICA:

1. LO SVILUPPO DEI MODELLI PSICOLOGICI DEL PROCESSO TRADUTTIVO;

2. LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELLA TRADUZIONE COME PRODOTTO E


FINALIZZATA ALL’ACCREDITAMENTO PROFESSIONALE

3. E LA DIDATTICA DELLA TRADUZIONE.

SECONDO DELISLE LA COMPETENZA TRADUTTIVA SI ARTICOLA IN:

1. COMPETENZA LINGUISTICA,

2. COMPETENZA ENCICLOPEDICA,

3. COMPETENZA DI COMPRENSIONE

4. E COMPETENZA DI RI-ESPRESSIONE.

A QUESTE AGGIUNGE 5 SOTTO-COMPETENZE: LINGUISTICA, DI TRADUZIONE,


METODOLOGICA, DISCIPLINARE E TECNICA.

PER WILSS LA COMPETENZA TRADUTTIVA SI COMPONE DI TRE COMPETENZE


DISTINTE:

1. LA COMPETENZA DI RICEZIONE,

2. LA COMPETENZA DI PRODUZIONE

3. E LA MACRO-COMPETENZA DI TRASFERIMENTI LINGUISTICI E TESTUALI DA


UNA CULTURA DI PARTENZA A UNA DI ARRIVO.

KELLY

RAPPRESENTA LA MACROCATEGORIA DELLA COMPETENZA TRADUTTIVA IN UNA


PIRAMIDE

(ALLA BASE TROVIAMO LE DIVERSE SOTTOCOMPETENZE(COMUNICATIVA E


TESTUALE ,CULTURALE TEMATICA STRUMENTALE, PROFESSIONALE )

AL VERTICE TROVIAMO LÀ SOTTO COMPETENZA STRATEGICA DALLA QUALE


DISCENDONO TUTTE LE ALTRE E CONSISTE NELLA CAPACITÀ DI PRENDERE
DECISIONI AL FINE DI RISOLVERE I PROBLEMI INDIVIDUATI E COMPRENDE TUTTI I
PROCESSI DELLA TRADUZIONE: DALL’ORGANIZZAZIONE, ALLA
REALIZZAZIONE E ALLA REVISIONE DEL LAVORO)

INOLTRE ELEMENTO ORIGINALE CHE CONNOTA ESCLUSIVAMENTE AL PROFILO


DEL TRADUTTORE SONO LE VARIE SOTTO COMPETENZE :

• S.C.COMUNICATIVA E TESTUALE :COMPRENDERE FASI ATTIVE E PASSIVE


DELLA COMUNICAZIONE E LE CONVENZIONI TESTUALI DELLE RISPETTIVE
CULTURE

1 • S.C.TEMATICA :CONOSCENZA DI BASE DEGLI AMBITI TEMATIC—> IL


TRADUTTORE DEVE DOCUMENTARSI

• S.C.PSICOFISIOLOGICA : CONSAPEVOLEZZA DI SVOLGERE LA


PROFESSIONE DEL TRADUTTORE AVERE FIDUCIA IN SE STESSI E UNA BUONA
CAPACITÀ DI MEMORIA

• S.C.INTERPERSONALE : ENTRARE RELAZIONE LAVORARE IN UN TEAM

• S.C.STRUMENTALE E PROFESSIONALE: USO DELLE FONTI PER LA


DOCUMENTAZIONE

A HANDBOOK FOR TRANSLATOR TRAINERS:È UN TESTO RIVOLTO AI DOCENTI


PER ELABORARE PROPOSTE DIDATTICHE CONCRETE: CONSIDERARE IL
CONTESTO SOCIO CULTURALE ISTITUZIONALE IN CUI SI SVOLGERÀ IL CORSO ; IL
PROFILO IN USCITA DEL TRADUTTORE OVVERO COSA IL MONDO DEL LAVORO
RICHIEDE DALLA SUA FIGURA PROFESSIONALE ; LA GRADUALITÀ NECESSARIA
DEL SUO PROCESSO FORMATIVO . UN ALLIEVO DEVE SVILUPPARE DELLE
COMPETENZE : CRITICA E AUTOCRITICA ,SAPER LAVORARE IN GRUPPO ,
MULTICULTURALITÀ .

INOLTRE PER CIÒ CHE CONCERNE LA VALUTAZIONE CHE LI INTRODUCE DELLE


NOVITÀ :IL VALUTATORE NON È SOLTANTO IL DOCENTE MA L'INTERA CLASSE HO
UN COMPAGNO DI CORSO . I CRITERI DI VALUTAZIONE SI BASANO SUL PRINCIPIO
DELLA SIMULAZIONE E SULLA POSSIBILITÀ DI PRESENTARE UN VERO E PROPRIO
DOSSIER LA TRADUZIONE.

LA NOVITÀ STA NEL COSA SI VALUTA : IL GRADO DI APPRENDIMENTO OTTENUTO


DAGLI STUDENTI MA ANCHE L'INSEGNAMENTO IN SÉ QUINDI LE SUE MODALITÀ
AL FINE DI INDICARE IL SUCCESSO O L' INSUCCESSO DEL PERCORSO
FORMATIVO

STRATEGIE TRADUTTIVE

INNANZITUTTO PARTO COL DIRE CHE IL TERMINE STRATEGIA ALLUDE AL MODO


IN CUI IL TRADUTTORE SCEGLIE E DECIDE QUALI NORME ADOTTARE NEL
PROCESSO TRADUTTIVO.

MALONE
INDIVIDUA 9 DIVERSE STRATEGIE TRADUTTIVE, di cui 8 LAVORANO IN COPPIA SUL
PIANO LESSICALE E 1 SUL PIANO SINTATICO: EQUATION E SUBSTITUTION,
AMPLIFICATION E REDUCTION, DIVERGENCE E CONVERGENCE, DIFFUSION E
CONDENSATION E REORDERING.

SI TRATTA DI RELAZIONI CHE OPERANO SUL PIANO GRAMMATICALE, LESSICALE E


STRUTTURALE.

1. LA STRATEGIA DEL REORDERING LAVORA SULLE DIFFERENZE SINTATTICHE,


INFATTI PREVEDE IL RIORDINO DELLA FRASE SECONDO LA SINTASSI DELLA
LINGUA D’ARRIVO ED È UNA PARTE FONDAMENTALE POICHE LA COSTRUZIONE
DELLA FRASE CONDIZIONA IN MODO SIGNIFICATIVO LO STILE E IL SENSO DELLA
FRASE.

2. LE TECNICA DI EQUATION HA 3 COMPORTAMENTI POSSIBILI:

- TRADUZIONE LETTERALE DI OGNI VOCABOLO ,

- RICORSO DI PAROLE PRESE IN PRESTITO DALLA LINGUA DI ARRIVO,

- LA STRATEGIA DI ACQUISIZIONE DI UNA PAROLA STRANIERA, ITALIANIZZANDOLA.

1 3. LA STRATEGIA DI SUBSTITUTION È FREQUENTE QUANDO CI SI RITROVA A


TRADURRE PROVERBI E MODI DI DIRE CHE NON TROVANO CORRISPETTIVI
NELLA LINGUA D’ARRIVO.

4. LA STRATEGIA DELL’AMPLIFICATION CONSENTE AL TRADUTTORE DI AIUTARE IL


LETTORE CON L’AGGIUNTA DI PARTI ESPLICATIVE.

5. L’ANTITESI E’ LA REDUCTION CHE SI HA QUANDO NELLA CULTURA DI P. VI


SONO RIFERIMENTI A FATTI O PERSONAGGI GIÀ BEN NOTI NELLA LINGUA
D’ARRIVO.

6. SI OPTA PER LE TECNICHE DI DIVERGENCE E CONVERGENCE QUANDO SI


TRADUCE UN TERMINE POTENDO SCEGLIERE TRA DIVERSE POSSIBILITA’

7. LA STRATEGIA DI DIFFUSION SI HA QUANDO SI HA BISOGNO DI + PAROLE PER


ESPRIMERE UN CONCETTO CHE NELLA LINGUA DI PARTENZA CORRISPONDE AD
UNA SOLA PAROLA

8. INFINE LA CONDENSATION IMPLICA UNA DIMINUZIONE DI PAROLE NECESSARIE


AD ESPRIMERE UN CONCETTO.

FASI DELLA TRADUZIONE

CLIFFORD LANDERS
E’ UN TRADUTTORE CHE CI HA FORNITO IL SUO PERSONALE ELENCO DELLE
ATTIVITA’ CHE SVOLGE QUANDO E’ ALL’OPERA CON UNA TRADUZIONE
LETTERALE.

8 PASSI

1. LEGGERE ATTENTAMENTE L’INTERA OPERA ALMENO DUE VOLTE

2. IDENTIFICARE LA VOCE DELL’AUTORE

3. ABBOZZARE UNA PRIMA STESURA SEGNALANDO TRA PARENTESI O IN


GRASSETTO LE PARTI DIFFICILI DA TRADURRE E CHE HANNO DUNQUE
BISOGNO DI ESSERE RIVISTE. IN QUESTA FASE NON E’ IMPORTANTE LA
FLUIDITA DEL TESTO, BENSI COGLIERE E RENDERE IL NOCCIOLO SEMANTICO
DELL’OPERA

4. CONSULTARE UN MADRELINGUA PER EVENTUALI DUBBI O CONFRONTARSI


CON L’AUTORE STESSO PER RICEVERE CHIARIMENTI

5. REVISIONARE IL TESTO AFFINCHE RISULTI SCORREVOLE, COME SE FOSSE


STATO SCRITTO DIRETTAMENTE IN QUELLA LINGUA

6. CONSULTARE UNA PERSONA CHE ABBIA COMPETENZE LINGUISTICHE IN


ENTRAMBE LE LINGUE COINVOLTE CHIEDENDOGLI DI LEGGERE IL TESTO
INDICANDO I PASSI DA MIGLIORE

7. LEGGERE RIGA PER RIGA IL TESTO AD ALTA VOCE MENTRE UN’ALTRA


PERSONA SEGUE LEGGENDO IL TESTO SCRITTO

8. APPORTARE LE ULTIME CORREZIONI ORTOGRAFICHE E FAR PASSARE

1 QUALCHE GIORNO PRIMA DI RILEGGERE IL TESTO E SPEDIRE ALL’EDITORE.

NONOSTANTE QUESTI CONSIGLI PRATICI SIANO MOLTO PREZIOSI, EGLI OMETTE


ALCUNE FASI CHE OGNI PROCESSO TRADUTTIVO PREVEDE, AD ESEMPIO LE FASI
PRELIMINARI DI RICERCA E DOCUMENTAZIONE.

QUESTA FASE E’ MOLTO IMPORTANTE POICHE IL TRADUTTORE DECIDERA QUALE


STRATEGIA TRADUTTIVA METTERE IN ATTO.

TRADUZIONE POETICA
LA FEDELTA’ STILISTICA, LA LETTERARIETA’, L’INTRADUCIBILITA’ POETICA, LE
NECESSITA’ INTERPRETATIVE SONO SONO ALCUNE DELLE DIFFICOLTA’ CHE
QUESTO TIPO DI TRADUZIONE PRESENTA.

RISPETTO AL TESTO POETICO VI SONO DIVERSE VIE PERCORRIBILI:

1. LA TRADUZIONE COSIDDETTA D'AUTORE AFFIDA LA TRADUZIONE DI


UN’OPERA LETTERARIA AD UN ALTRO SCRITTORE

2. LA TRADUZIONE INTERLINEARE CON TESTO A FRONTE CHE PUÒ SIA


LIMITARSI AD OFFRIRE UNA TRADUZIONE LETTERALE DEI VERSI POETICI SIA
PROPORRE UNA TRADUZIONE PIÙ LIBERA, TUTTO IN MANIERA TRASPARENTE
COSI DA OFFRIRE DIVERSE POSSIBILITÀ DI LETTURA A SECONDA
DELLENESIGENZE E SENSIBILITÀ DEL LETTORE

3. UNA FORMA TRADUTTIVA POETICA METATESTUALE, FORSE LA + DIFFUSA, E


CHE CERCANDO DI DIPANARE I PROBLEMI LEGATI ALLA FEDELTA’ E ALLA
COMPRENSIBILITA’, DA ACCESSO DIRETTO ALL’ORIGINALE E CONSISTE NEL
DOTARE LA POESIA ORIGINALE DI UN APPARATO CRITICO CHE PERMETTE DI
ACCEDERE ALL’INTERPRETAZIONE DEL TESTO.

4. TRADUZIONE FILOLOGICA CHE PERO’ NON TIENE CONTO DELLA LEGGIBILITA’


DEL TESTO TRADOTTO, MA SOLTANTO DEL RISPETTO FILOLOGICO.

TRADUZIONE SPECIALISTICA
UN TESTO SPECIALISTICO DOVREBBE DEFINIRSI IN BASE ALLA PECULIARITÀ
LINGUISTICA CHE LO CONNOTA E CHE LO DIFFERENZIA DA UNA LINGUA COMUNE E
DAL TIPO DI PUBBLICO AL QUALE SI RIVOLGE.

CARATTERISTICHE PIÙ SIGNIFICATIVE DEI TESTI SPECIALISTICI SONO DATE DAL


CONTESTO SOCIO LINGUISTICO NEL QUALE SI COLLOCANO, SOTTO CODICI
LINGUISTICI CHE STABILISCONO REGOLE FORMALI, CONSUETUDINI ED
ORGANIZZAZIONE DEL TESTO.
LA TRADUZIONE SPECIALIZZATA LAVORA SU TESTI CHIUSI O IMPLICA UN
APPROCCIO PIÙ RAZIONALE AUTOMATICO E COGNITIVO. L'OBIETTIVO PRINCIPALE
È LA FEDELTÀ AL TESTO DI PARTENZA; BISOGNA RIPORTARE INTEGRALMENTE LE
1 INFORMAZIONI IN ESSO CONTENUTE. UN ERRORE COGNITIVO IN UNA TRADUZIONE
SPECIALIZZATA È MOLTO PIÙ GRAVE RISPETTO CONFRONTI DEGLI EFFETTI CHE
PUÒ AVERE LA SUA TRADUZIONE.

ALCUNI STUDIOSI COME SAGER, DUNGOWORTH E MCDONALD SI SONO


PREOCCUPATI DI INDIVIDUARE NELL'AMBITO DEL LESSICO SPECIALISTICO TRE
DIVERSE CATEGORIE DI TERMINI :

- TERMINI ALTAMENTE SPECIALISTICI UTILIZZATI DAGLI ESPERTI

- PAROLE DELLA LINGUA COMUNE RIUTILIZZATE IN AMBITO SPECIALISTICO

- PAROLE DELLA LINGUA COMUNE USATE CON SIGNIFICATO SPECIFICO,


MODIFICATO RISPETTO AL SIGNIFICATO ORIGINALE

CARATTERISTICHE DEI TESTI SPECIALISTICI SECONDO M. GOTTI

● UNIVOCITÀ (MONO REFERENZIALITÀ),

● ASSENZA DI COMPONENTI EMOTIVE/CONNOTATIVE,

● PRECISIONE

● CHIAREZZA

● ECONOMIA (SINTETICITÀ) .


STRATEGIE TRADUTTORE DAL INGLESE ALL’ITALIANO:
OGGI SI POTREBBE DIRE CHE TUTTO PASSA TRAMITE L’INGLESE, LA LINGUA
FRANCA CHE METTE IN COMUNICAZIONE IL MONDO INTERO. SPESSO
TRADUZIONE DA LINGUE MINORI PASSANO TRAMITE L’INGLESE. SIA L'INGLESE
CHE L'ITALIANO PRESENTANO NUMEROSE DIFFICOLTÀ IN FASE TRADUTTIVA,

L’INGLESE AD ESEMPIO PRESENTA ESPEDIENTI GRAMMATICALI CHE NON


ESISTONO IN ITALIANO (QUESTION TAGS, DO NELLE DOMANDE, PHRASAL VERBS,
ETC) COSTRINGONO I TRADUTTORI AD OPERARE DELLE MODIFICHE CON
AGGIUNTE DI PARTI GRAMMATICALI, SOSTITUZIONI O MODIFICANDO L’ORDINE
DELLE PAROLE .

PASSANDO DA UNA SATELLITE-FRAMING LANGUAGES COME L’ INGLESE


( LINGUA CHE INTRODUCE UN SIGNIFICATO ATTRAVERSO L’AGGIUNTA DI UNA
PREPOSIZIONE) AD UN VERB-FRAMING LANGUAGES (ITALIANO, USANO VERBI
SENZA L’AUSILIO DELLA PREPOSIZIONE).

MOLTE DIFFERENZE EMERGONO ANCHE NELL’USO DELLA PUNTEGGIATURA,

1 DEGLI ACRONIMI E DELLE MAIUSCOLE

O ANCORA SUL VOCABOLARIO DELLE DUE LINGUE DOVE SPESSO PER


TRADURRE UNA PAROLA NE OCCORRONO ALMENO DUE COSI COME E’ FACILE
IMBATTERSI NEI FALSE FRIENDS

LE DIFFICOLTÀ CHE SI INCONTRANO SONO MOLTE E PER FAR FRONTE A TALI


PROBLEMI VI SONO ALCUNI CANALI CHE CONSENTONO DI GUIDARE IL
TRADUTTORE NELLA SUA OPERA EVITANDO CHE SI IMBATTA IN ERRORI COME AD
ESEM:

NELLA GLOTTODIDATTICA L' APPROCCIO LINGUISTICO NOTO COME LINGUISTICA


CONTRASTIVA -> STUDIA LE SOMIGLIANZE E LE DIFFERENZE TRA LE LINGUE SU
TUTTI I PIANI, DA QUELLO FONETICO, MORFOSINTATTICO, LESSICALE GRAFICO,
PRAGMATICO. E’ UN RAMO DI STUDI AFFERMATO NEGLI USA A PARTIRE DAGLI
ANNI 40/50 E FORNISCE UNO STRUMENTO MOLTO UTILE AL TRADUTTORE,
ANCHE PERCHE LO SOLLECITA A RAGIONARE SUL TESTO E SUGLI ERRORI
COMMESSI.

UN ALTRO ASPETTO DA CONSIDERARE E’ IL RICORSO AI SISTEMI INFORMATICI DI


TRADUZIONE AUTOMATICA CHE, NONOSTANTE NEI VARI ANNI LE REGOLE E I
METODI SI SIANO AFFINATI, I TRADUTTORI AUTOMATICI RAPPRESENTANO SOLO
UN AUSILIO ALLA TRADUZIONE CHE DEVE ESSERE MONITORATA E VERIFICATA
PER EVITARE DI INCORRERE IN STRAFALCIONI E IN VERI E PROPRI ERRORI
LINGUISTICI.

TERMINE STRATEGIA ALLUDE AL MODO IN CUI IL TRADUTTORE SCEGLIE E


DECIDE QUALI NORME ADOTTARE NEL PROCESSO TRADUTTIVO).

DIVERSE TIPOLOGIE DEI TESTI :


A SECONDA DEL LIBRO CHE IL TRADUTTORE SI TROVERÀ TRA LE MANI, LE
DIFFICOLTÀ DA AFFRONTARE SARANNO PIÙ O MENO ELEVATE ;

I TESTI SI DIFFERENZIANO RISPETTO

- AL CONTENUTO CHE VEICOLANO ,

- AL CONTESTO SOCIALE CULTURALE DAL QUALE EMERGONO ,

- E LO SCOPO PRAGMATICO CHE L'AUTORE INTENDE RAGGIUNGERE .

KATHERINE REISS: (E STATA UNA DELLE PRIME A PROPORRE UNA


CORRELAZIONE TRA FUNZIONI LINGUISTICHE, TIPOLOGIA TESTUALE E
TRADUZIONE) .ED HA D'ISTINTO TRE TIPI FONDAMENTALI DI TESTO, AD
OGNUNO DEI QUALI VIENE ABBINATA UNA STRATEGIA TRADUTTIVA DIVERSA :

1. INFORMATIVI ( INCENTRATI SUL MESSAGGIO). LINGUAGGIO CHIARO ED

1
ESPLICITO

2. ESPRESSIVI ( INCENTRATI SULL’AUTORE) E’ INDISPENSABILE CHE IL


TRADUTTORE SI IDENTIFICHI CON L’AUTORE DELL’OPERA

3. OPERATIVI ( INCENTRATI SUL LETTORE) E’ INDISPENSABILE OPERARE UN


ADEGUAMENTO AL LETTORE DEL TESTO DI ARRIVO

A QST SI AGGIUNGE:

AUDIOVISIVI : È IL RISULTATO DEI CONTENUTI AUDIOVISIVI ABBINATI AGLI ALTRI


TIPI DI TESTO ) SI AGGIUNGONO SUONI E IMMAGINI ALLO SCRITTO

ESISTONO 4 MODELLI DI CLASSIFICAZIONE:


• DISTINGUE I TESTI ATTRAVERSO UN’OTTICA FUNZIONALE. SI PRENDE IN
CONSIDERAZIONE IL CONTRIBUTO CHE IL TESTO PORTA ALLA COMUNICAZIONE
SECONDO LE QUATTRO CATEGORIE DELLA RETORICA: DESCRIZIONE,
NARRAZIONE, ESPOSIZIONE, ARGOMENTAZIONE.

WEIRLICH AFFIANCA ALLA COMPONENTE FUNZIONALE ANCHE LA FACOLTÀ


COGNITIVA CHE NE CONSENTE LA COMPRENSIONE. I TESTI SARANNO ALLORA 5:
DESCRITTIVO, NARRATIVO, ESPOSITIVO, ARGOMENTATIVO E ISTITUZIONALE.

• CLASSIFICA I TESTI A PARTIRE DAL TIPO DI PATTO COMUNICATIVO CHE SI


DÀ TRA EMITTENTE E DESTINATARIO.

SABATINI EVIDENZIA L’IMPORTANZA NELLA FORMAZIONE DI UN TESTO, DALLA


SCELTA CHE OPERA L’AUTORE DECIDENDO DI RIVOLGERSI A UN CERTO TIPO DI
LETTORE E DI OFFRIRGLI UN CERTO GRADO DI LIBERTÀ INTERPRETATIVA. DA QUI
IL GRADO DI VINCOLO. MOLTO VINCOLANTE ( SCIENTIFICI, NORMATIVI, TECNICI),
MEDIAMENTE VINCOLANTE ( ESPOSITIVI, DIVULGATIVI, INFORMATIVI), TESTI CON
DISCORSO POCO VINCOLANTE ( TESTI LETTERARI PROSA E POESIA)

• IL TERZO DEI MODELLI SI ISPIRA AD UNA PROSPETTIVA DIDATTICA E


OPERA UNA CLASSIFICAZIONE IN BASE AL TIPO DI CAPACITÀ LINGUISTICHE E DI
CAPACITÀ CONCETTUALI RICHIESTE PER LA PRODUZIONE DEI TESTI. LA
PROPOSTA PIÙ NOTA È QUELLA DI MANZOTTI , SI PARTE DALL’IDEA CHE LA
CAPACITÀ DI SCRITTURA NON È UNIVERSALE E GENERICA, MA LEGATA A CERTO
TIPO DI TESTO E A UNA SPECIFICA AREA CONCETTUALE. SI PASSA A
DISTINGUERE TESTI AUTONOMI DA TESTI CHE ELABORANO ALTRI TESTI E A
INDICARE UNA TASSONOMIA DI SOTTO-CATEGORIE DIPENDENTI DA QUESTA
DISTINZIONE. LO SPIRITO DI FONDO È QUELLO DI RAGIONARE SULLE VARIETÀ DI
TIPOLOGIE TESTUALI PER INDIVIDUARE E FORMARE LE DIFFERENTI
COMPETENZE NECESSARIE ALLA COMPILAZIONE DI UN’OPERA

• CLASSIFICA I TESTI IN BASE AL TIPO DI CANALE DI TRASMISSIONE USATO.


LA PRIMA DISTINZIONE È DATA DAI TESTI SCRITTI CHE POTRANNO ESSERE
DISTINTI SULLA BASE DELLA VARIAZIONE DIAMESICA, OVVERO SUL TIPO DI
CANALE DI TRASMISSIONE E DAI TESTI ORALI.

CRISTINA LAVINO DISTINGUE:

• TESTI PER ESSERE CONSULTATI ( ELENCHI TELEFONICI, DIZIONARI…)

• TESTI PER ESSERE LETTI INTERAMENTE ( SAGGI, ROMANZI)

• TESTI PER ESSERE LETTI COME NON FOSSERO SCRITTI MA DETTI


( DIALOGHI ENTRO ROMANZI)

• TESTI PER ESSERE RECITATI ( SCENEGGIATURE, TESTI TEATRALI)

• TESTI PER ESSERE DETTI ( COMUNICATI E ANNUNCI TRASMESSI NELLE


STAZIONI…)