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COMUNICARE ÎN LIMBA ITALIANĂ

- SUPORT DE CURS -
I. Noţiuni introductive.

LA PRIMA LEZIONE D’ITALIANO

- Buon giorno a tutti!


- Buon giorno signora!
- Io mi chiamo Gianna e sono la vostra professoressa d’italiano, a partire da quest’anno.
L’italiano è una lingua romanza, nata dal latino, come il romeno. L’italiano è una bella lingua
dolce e molto musicale. Infatti si dice che l’italiano „si canta, non si parla”. Ma, per primo,
voglio che faciamo conoscienza. Per esempio come si chiama Lei?
- Io mi chiamo Bianca.
- Piacere di conoscerLa Bianca. E Lei come si chiama signore?
- Io mi chiamo Giuseppe. Piacere di conoscerLa signora professoressa.
- Per dare l’inizio alla nostra prima lezione d’italiano io vi propongo di vedere che tipo di cose
osserviamo in questa aula. Dunque, che cosa vedete in questa classe?
- Io vedo una cáttedra e dietro a questa vedo la lavagna. Davanti alla cáttedra si trovano i
banchi degli studenti.
- Con che cosa si scrive e si cancella sulla lavagna?
- Sulla lavagna si scrive con il gesso e si cancella con la spugna o con il cancellino, mentre nei
quaderni si scrive con la matita (il lapis), con la penna stilografica, o con la biro e si cancella
con la gomma o con il raschino.
- Che cosa osservate sulle pareti?
- Sulle pareti ci sono bei quadri., la carta geografica d’Italia ed il mapamondo celeste.
- Come è la nostra classe?
- La nostra classe è grande e piena di luce perche ha delle finestre grandi e i muri sono dipinti
in colori giocondi.
- Che cosa c’ è in più in questa classe.
- Sotto le finestre ci sono i termosifoni e vicino alla porta c’ è un attacapanni.
- Che fanno gli studenti durante le lezioni d’italiano?
- Durante le lezioni gli studenti e le studentesse ascoltano le spiegazioni della professoressa,
leggono e scrivono nei quaderni e rispondono alle domande.
- Questa e una buona risposta e con questa la nostra prima lezione d’italiano è finita. Ci
vediamo la prossima volta! Arrivederci!
-
l’attaccapanni cuier il mapamondo celeste harta
l’aula aula, sala emisferelor cereşti
ascoltano asculta la matita creionul
ascoltare a asculta molto foarte
avere a avea musicale muzicalã
il banco banca il muro zidul
bella, bello frumos, frumoasã nascere a se
la biro pixul naşte
cancellare a şterge nata nascutã,
il cancellino ştergatorul provenitã
cantare a cânta la nostra noastrã
la carta harta osservare a observa
la carta geografica harta geografica osserviamo observãm
la cáttedra catedra la penna stilografica stiloul
chiamare a chema la porta uşa
chiamarsi a se numi la professoressa profesoara
la classe clasa, sala de clasa il professore profesorul
il colore culoarea proporre a propune
con cu propongo propun
conoscere a cunoaşte pieno, piena plin, plinã
dipingere a picta il primo, la prima primul, prima
dipinti pictati il quaderno caietul
il quadro tabloul
dire a spune, a zice questo, questa acesta,
dolce dulce aceasta
la domanda întrebarea il raschino guma de
fare a face cernealã
fanno fac rispondere a raspunde
la finestra fereastra rispondono raspund
il gesso creta il romeno limba românã
giocondo vesel scrivere a scrie
la gomma guma, guma de creion il signore, la signora domnul,
grande mare doamna
in în lla spiegazione
incominciare a începe explicatia
incominciano încep lo studente, la studentessa studentul,
infatti de fapt studenta
l’italiano limba italianã il termosifone caloriferul
il lapis creionul trovare a gãsi, a
la lavagna tabla afla
il latino limba latinã trovarsi a se afla
la lezione lectia si cancella se şterge
la lingua limba si canta se cânta
la lingua italiana limba italianã si dice se spune
la lingua latina limba latinã si parla se
la lingua romanza limba romanicã vorbeşte
la lingua romena limba românã si scrive se scrie
leggere a citi si trova se aflã
leggono citesc (sg.)
la luce lumina si trovano se aflã (pl.)
dare l’inizio a da startul, a
începe
davanti a în fata
dietro a în
spatele
dunque deci, aşadar
durante în timpul
mentre în timp
ce
per primo pentru început
per esempio de exemplu
su pe

ESPRESSIONI COMUNI
EXPRESII OBISNUITE
Come stai? // Come state? Ce mai faci? // Ce mai faceti – Voi?
- Grazie, bene. Non c’è male. Multumesc, bine.
Come sta Lei, Signore, Signora? Ce mai faceti Dumneavoastrã, Domnule, Doamnã?
Come stanno loro, Signori, Signore? Ce mai faceti Dumneavostrã, Domnilor, Doamnelor?

Reguli de pronunţie.

Alfabetul limbii italiene:


a (a) e (e) i (i) o (o) s (esse) z (zeta)
b (bi) f (effe) l (elle) p (pi) t (ti)
c (ci) g (gi) m (emme) q (cu) u (u)
d (d) h (acca) n (enne) r (erre) v (vu/ vi)
!!! Obs. Mai exista un număr de 5 litere care apar de regula in cuvinte de origine
străină:
j (i lunga)
k (cappa)
w (doppia vu)
x (ics)
y (ipsilon/ i greca)
Esercizi:
1. Spuneti numele si prenumele vostru litera cu litera în limba italiana.
2. Spuneti numele si prenumele celui mai bun prieten

Reguli de pronunţie:
1. Majoritatea consoanelor limbii italiene se pronunta ca in limba romana:
ex.: nome (nume), lavoro (munca), madre (mama), padre (tata), scuola (scoala), nipote
(nepot), bambino (copil)
2. Grupurile ce, ci, ge, gi, che, chi, ghe, ghi se pronunta ca in limba romana: prietene), parchi
(parcuri), turchi (turci), spaghetti, dialoghi (dialoguri), luoghi (locuri)
3. Consoana h la inceputul cuvantului nu se pronunta:
ex.: verbul avere (a avea) la indicativ, prezent – ho (am), hai (ai), ha (are), hanno (au)
4. Consoana q este intotdeauna urmata de vocala u si se pronunta c :
ex.: questo (acesta), questa (aceasta), quadro (tablou), cinque (cinci), acqua (apa),
quello (acela), quelle (acelea)
5. Consoana s se pronunta diferit, in functie de situatia in care apare in cuvant:
- se pronunta s ca în lb. româna când este la început de cuvânt si este urmata de
o vocala ori de consoanele c, f, q, p, t iar în interiorul cuvântului daca este s dublu
ex.: rosso (rosu), essere (a fi), studio (studiu), sforzo (efort), squadra (echipa), spalle
(spate), superiore,
- se pronunta z când se afla între doua vocale ori când e urmata de consoanele
b, d, g, l, m, n, r, v
ex.: rosa (trandafir), paese (tara, sat), luminoso (luminos), slancio (elan), snello
(sprinten), svenuto (lesinat), smarito (ratacit), sdraiato (întins, culcat)
6. Consoana z (si zz) se pronunta fie dz fie t (ca in romana):
- se pronunta t in cuvinte ca: zio (unchi), lezione (lectie), giustizia (justitie,
dreptate), danza (dans), pizza, prezzo (pret), pazzo (nebun), grazie (multumesc), ragazzo
- se pronunta dz in cuvinte ca: zanzara (tântar), zero (zero), azzurro
(albastru), zoo, mezzo (mijloc), organizzare (a organiza)
7. Consoanele duble apar doar in interiorul cuvintelor si se pronunta mai apasat.
ex.: letto (pat, citit), mamma, pubblico (public), latte (lapte), gatto (pisica)
8. Grupuri de litere:
- grupul sci se citeste si : piscina (piscina)
- grupul sce se citeste se: scendere (a coborî), pesce (peste), scena (scena)
- grupul sci + vocala (a, e, o, u) se citeste s + vocala respectiva (sa, se, so, su) iar
vocala i al grupului sci nu se pronunta (apare doar în scris): lasciare (a lasa), scienza
(stiinta), sciopero (greva), sciupare (a strica)
- grupul gn se pronunta ca n muiat: compagno (coleg), signore (domn), signora
(doamna), signorina (domnisoara), lavagna (tabla)
- grupul gli se pronunta ca li muiat: figlio (fiu), figlia (fiica), famiglia (familie),
sbaglio (greseala), bottiglia (sticla)

Articolul hotărât. Genul substantivelor

II. Să facem cunoştinţă!

Presentazione
1. Come ti chiami?
Nome (+ cognome)
Ex. Come ti chiami?
- Antonio Marchesi. / Sono Antonio Marchesi.
Pentru a relansa întrebarea folosim: E tu?
Ex. Come ti chiami?
- Federica. E tu?
- Carolina.
2. Di dove sei? 3. Sei + aggettivo di nazionalita ?
Di + nome di cittŕ - Si. Sono danese (romeno ….)
Roma
Madrid - No, non sono danese.
Aggettivo di nazionalitŕ - No, sono americano/a.
inglese
italiano/a
tedesco/a
3. Dove abiti? (Dove abita? pentru dvs.) 5. E abiti a Parigi?
in Francia?
a + cittŕ (oras) Si, abito a Parigi/ in Francia.
Ex.: a Parigi
a Roma No, non abito a Parigi.
in + nazione
ex.: in Francia
in Romania
Prezentul verbelor essere (a fi), avere (a avea), abitare (a locui)
essere avere abitare
io sono ho abito
tu sei hai abiti
lui, lei e ha abita
noi siamo abbiamo abitiamo
voi siete avete abitate
loro sono hanno abitano

III. Familia mea.


UNA FAMIGLIA

Mi chiamo Angelo Fabbri. Sono nato a Siracusa, ma mia madre č di Milano e mio
padre di Genova. Sono medico, lavoro al Policlinico di una cittadina vicino Bologna. Mia
moglie č avvocata. Siamo sposati da quattro anni e abbiamo una bambina di due anni e
mezzo, Fabrizia, che ha cambiato la nostra esistenza.
Mio padre faceva l’infermiere, perciň sin da bambino sono stato in contatto con il
mondo della medicina. Mia madre fa la casalinga, ha 72 anni e vive a Roma. Ho tre fratelli e
due sorelle con cui vado molto d’accordo. Purtroppo non li vedo spesso, perché abitano tutti a
Roma. Sono tutti sposati, ma solo una delle mie sorelle e uno dei miei fratelli hanno figli. In
tutto ho cinque nipotini. Mio fratello Gianni, il piů grande, ha 43 anni e fa il commercialista.
Paolo, il secondo, č avvocato. Massimo, il terzo fratello, č piů piccolo di me, ha 32 anni e fa
l’insegnante d’italiano per stranieri da cinque anni. Le mie sorelle: Anna ha 38 anni ed č
casalinga, e Giulia, che ha 37 anni, lavora nel campo della pubblicitŕ. Il marito, mio cognato
Roberto, fa il giornalista. Siamo tutti nati a Siracusa, meno Massimo, che č nato a Roma.
Tra tutti i miei parenti, quello con cui vado piů d’accordo č Lorenzo, il marito di mia
sorella Anna. Lo conosco sin da quando eravamo bambini. Ha la mia etŕ, 39 anni, e siamo
andati a scuola insieme. Ora stiamo scrivendo un libro. Sono contento perché cosě posso
vederlo un po’ piů spesso e chiacchierarci. Hanno due bambini molto simpatici, Nicola e
Daniela. Devo dire che li conosco molto meglio dei figli di Paolo.

Vocabolario:
sono nato/a = sunt nascut/a percio = de aceea
lavorare = a lucra purtroppo = din pacate
una cittadina = un orasel spesso = des
essere sposato/a = a fi casatorit/a perche = pentru ca
mezzo = 1. jumatate; 2. mijloc tutto/i = tot, toti
cambiare = a schimba in tutto = de toti, in total
fare l’infermiere = a fi infirmier/asistent medical meno = mai putin
sin da bambino = de mic copil tra/ fra = dintre, intre
sin da quando eravamo bambini = înca de când eram copii insieme= impreuna
mondo = lume ora = adesso = acum
fare la casalinga= a fi casnica cosi = astfel, asa
vivere = a trai un po’ = putin
vado molto d’accordo = ma înteleg foarte bine meglio = mai bine
vedere = a vedea peggio = mai rau
il piů grande= cel mai mare
piů piccolo di me= mai mic decât mine
commercialista= comerciant potere = a putea
il secondo= al doilea (io) posso = (eu) pot
straniere = strain scrivere = a scrie
meno Massimo= mai putin Massimo
etŕ = vârsta
essere contento/a = a fi bucuros/oasa
chiacchierare = a pălăvrăgi
FORMULE DI SALUTO (Formule de salut):
Buongiorno! - Bună ziua! Buna dimineata!
Buonasera! – Bună seara!
Buonanotte! – Noapte bună!
Ciao!
Arrivederci! – La revedere!
EXPRESII UZUALE:
Prego!
Per favore! Va rog!
Per piacere!
Per cortesia! Permesso!
S’accomodi! – Luati loc! (dvs.)
Avanti! – Poftiti, intrati!
Pronto! – Alo; gata (pregatit)
Volentieri! – Cu placere!, Bucuros!
Buon lavoro! – Spor la treaba!
Buon divertimento! – Petrecere frumoasa!, Distractie placuta!
Buon appetito! – Pofta buna!
Grazie, altrettanto! – Multumesc, la fel!
Buon Natale! – Craciun fericit!
Buona Pasqua! – Paste fericit!
Di nulla/ di niente! – Pentru putin, cu plăcere!

6. Qual’e il tuo indirizzo? 7. Qual’e il tuo numero di telefon?


Il mio indirizzo č via…. numero…. Il mio numero č 425879
Abito in via …. numero …..
8. Quanti anni hai?
Sono residente in via …. numero… Ho ventidue anni.
Numeralul cardinal :
1 uno 6 sei 11 undici 16 sedici 21 vent’uno
2 due 7 sette 12 dodici 17 diciassette 22 ventidue
3 tre 8 otto 13 tredici 18 diciotto 23 ventitre
4 quattro 9 nove 14 quattordici 19 diciannove 24 ventiquattro
5 cinque 10 dieci 15 quindici 20 venti 25 venticinque
26 ventisei 31 trent’uno 60 sessanta 1000 mille
27 ventisette 32 trentadue 70 settanta millione
28 vent’otto …… 80 ottanta
29 ventinove 40 quaranta 90 novanta
30 trenta 50 cinquanta 100 cento
Pronumele personal:
persoana singular plural
I io noi
II tu voi
III lui(masc.), lei(fem.) loro (masc. si fem.)

IV. Cât e ceasul?


Che ora è? (Cat e ora, cat aveti ora, cat e ceasul?)

Sono le 8 e 25.

E’ mezzogiono in punto.

E’ mezzogiono in punto.
Sono le 7 e mezzo/a. Sono le 5
meno un quarto.
è l’una = sono le 13 (tredici) – Este ora 1/13
è mezzogiorno – este miezul zilei/este ora 12
ziua
è mezzanotte – este miezul noptii / este ora 12
noaptea
Sono le 2 (due)
Sono le 3 (tre)
Sono le 4 (quattro)
Sono le 8 meno un quarto.
Sono le 7 e mezzo/a.
ARTICOLUL NEHOTĂRAT:
Alegerea articolului corect se face dupa regulile indicate pentru articolul hotarât: se acorda
atentie – sunetului cu care începe substantivul (consoana, vocala, exceptii)
– ultimului sunet al substantivului (aflam informatiile despre genul si numarul
substantivului)
MASCULIN
FEMININ
UN (vocala + consoana)
UNO (exceptii)
UNA (consoane + exceptii)
UN’ (vocale)
DEI (consoane)
DEGLI (vocale + exceptii)
DELLE (pentru toate subst fem.)
Exemple:
Un ragazzo – dei ragazzi una ragazza – delle ragazze
Un amico – degli amici un’amica – delle amiche
Uno studente – degli studenti una studentessa – delle studentessa
Exercitii:
1. Puneti articolul hotarat pentru urmatoarele substantive:
26
……. albero(copac) ……. donna(femeie)
……. lavoro(servici) ……. finestra (fereastra)
………..gatto (pisica) ………. indirizzo
……….anno(an) ………. astronomo
………..via ………. psicologo
………dottoressa (doctorita) ……… ..telefono
……….uomo (1. om 2. barbat) ………..libro(carte)
………...algeriana ……ombrello
………..monumento ……….spagnolo
……….zio ……….ragazza
…………bambina ………..indiano
………...amica ……….figlio
2. Treceti substantivele de la exercitiul 1 la plural si puneti articolele corespunzatoare
3. Traduceti in italiana
– Buna ziua Marco. Îmi dai adresa ta, te rog? Nu am adresa ta, am doar(=solo) numarul tau
de telefon.
– Da. Locuiesc pe strada Dorobantilor, numarul 17. si am un numar nou(=nuovo) de telefon.
Este 0723562311.
– Multumesc. Atunci (allora), vin azi (=oggi) pe strada Dorobantilor.
Ciao, eu sunt Francesca si am o familie mare(=grande). Mama mea este medic si tata este
inginer. Am doi frati mai mari si doua surori mai mici decât mine. Ei sunt: Luca, Marco,
Cristina si Piera. Luca este student si vrea sa devina (=diventare) profesor. Marco trebuie sa
termine facultatea acest(=questo) an. Cristina si Piera sunt înca (=ancora) eleve.
4. Puneti articolul nehotarat pentru urmatoarele substantive:
27
………albero (copac) ………..donna (femeie) ……..lavoro(servici)
……….finestra (fereastra) ………..gatto (pisica) ………..indirizzo
……….anno (an) ………..astronomo ………..via
……….psicologo ………..dottoressa (doctorita) ……… ..telefono
……….uomo (1.om 2. barbat) ………..libro (carte) ………...algeriana
……….ombrello (umbrela) ………..monumento ………...spagnolo
……….zio ………...ragazza …………bambina
……….indiano ………...amica …………figlio
5. Treceti substantivele de la exercitiul 4 la plural si puneti articolele corespunzatoare

V. Locuinţa mea

UN APPARTAMENTO
La famiglia Verri si č acquistato un appartamento al terzo piano di un condominio in
costruzione. Fra pochi mesi deve fare il trasloco. Ogni domenica tutta la famiglia si reca al
nuovo indirizzo per vedere come procedono i lavori. Niccolino, il piů piccolo della famiglia,
che sa disegnare solo casette dal tetto aguzzo e rosso, con camino, si stupisce quando vede
che al nuovo stabile manca il tetto e, curioso com’č, fa sempre domande:
– Papŕ, non vedi che lo stabile non č pronto?
– Si, si vede che l’esterno č giŕ terminato perň mancano ancora gli impianti dentro gli
appartamenti.
– Manca il tetto, papŕ, non lo vedi? Non č pronto il condominio.
– No, c’č, ma non si vede.
– Perché non si vede?
– Perché ha la forma di un terrazzo.
– E sul terazzo tu potrai mettere l’antenna del televisore?
– Non sarŕ necessario poichč ci sarŕ un’antenna collettiva. O, meglio, il cavo.
– Michele – interviene la moglie – lo so che i muri sono fatti di cemento armato.
– No, niente paura! Vi si č aggiunto uno strato di mattoni lŕ dove saranno collocate le finestre.
– Ma, dimmi, ti piace quel colore verde-mare che ci hanno messo?
– Beh, per me č lo stesso!
– A me, ti confesso, non mi piace affatto.
– E allora?
– Allora pazienza!
– Io sono contento che hanno fatto un buon lavoro con le grondaie e con il parafulmine.
Inoltre so che le fondazioni sono profonde e avremo pure una piccola cantina.
– Per ogni famiglia ci sarŕ la cantina?
– Sě.
– Va bene; cosě non si litigherŕ. E la lavanderia dove sarŕ? Nell’interrato oppure all’ultimo
piano?
– All’ultimo piano, perché ci hanno fatto accanto una specie di soffitta dove si potranno
asciugare i panni.
– Ma papŕ, da dove uscirŕ il fumo?
– Niccolino, nel nostro stabile ci sarŕ il riscaldamento centrale – spiega la mamma.
– Non importa Amalia. Il piccolino ha ragione. Il fumo uscirŕ dai camini che esistono giŕ sul
tetto ma non si vedono, da qua sotto.
– Senti Michele, e dove lasceremo la macchina?
– Eh sě, purtroppo, per il momento gli edili non hanno pensato a ciň.
– Meno male che non mancano i negozzi allestiti a pianterreno.
– Ritornando alla macchina, questa resterŕ al posto di parcheggio che ancora non č pronto,
ma, mi hanno assicurato che fra poco sarŕ asfaltato.
– Credi che fra un mese sarŕ tutto pronto e ci consegneranno le chiavi?
– A detta loro, mi risulta di sě. Comunque, speriamo bene! Abbiamo pagato tanti milioni!
VOCABULAR:
fare il trasloco = a se muta parcheggio = parcare
il camino = horn, cos posto = loc
la cantina = pivnita consegnare = a inmana
l’interrato = subsol a detta loro = dupa spusele lor
l’impianto = instalatia il parafulmine = paratrasnetul
il riscaldamento centrale = incalzirea centrala chiave = cheie
recarsi = a se duce pagare = a plati
procedere = a merge stabile = edificio = bloc, cladire
il tetto = acoperisul
aguzzo = ascutit
comunque = oricum
speriamo bene = sa speram
stupirsi = a se minuna
fare domande = a intreba, a pune intrebari
il terrazzo = terasa
l’antenna = antena
dimmi = spune-mi
č lo stesso = e acelasi lucru, tot aia e, e la fel
ti confesso = iti marturisesc
la grondaia = jgheabul (de la streasina)
la lavanderia = spalatoria
la soffitta = podul
i panni = rufele
da quŕ sotto = de aici de jos
l’edile = constructorul
per il momento = deocamdata
allestire = a amenaja
L’ESTERNO DELLA CASA
Marito (canta): Casa mia, casa mia/ per piccina che tu sia/ tu mi sembri una badia.
Moglie: - Bravo ragazzo! Cosě posso entrare direttamente nell’argomento.
Marito: - Cosa vuoi dire?
Moglie: - Siccome tu sei un ingegnere edile, ti prego di aiutarmi a fare la descrizione
dell’esterno della casa.
Marito: - Ti aiuto senz’altro. Dimmi cosa t’interessa?
Moglie: - Voglio sapere molte cose; per esempio quanto sono profonde le fondazioni, quanto
sono alte le camere di un appartamento moderno ecc.
Marito: - Questa volta non sei molto sicura di quello che vuoi presentare. Secondo me, č
importante parlare del fatto che ogni casa deve possedere nell’interrato una cantina e...
Moglie: - E al pianterreno deve esistere il portone d’ingresso.
Marito: - Cara hai troppa fretta! Accanto alla cantina puň esistere l’autorimessa o il garage.
Moglie: - Sě, ma non sempre. L’autorimessa puň essere anche isolata, costruita nel cortile o
addirittura in un altro posto, piů lontano. Io voglio ricordare solo che, nel caso di un palazzo,
esiste sempre il vano della scala con la scalinata formata di tanti gradini.
Marito: - Allora si puň ricordare anche il pianerottolo.
Moglie: - Perché no? E continuando, ricordiamo il tetto ed i camini. Ma abbiamo dimenticato
le soffitte.
Marito: - Brava!
Moglie: - E che gli appartamenti possono avere ognuno un balcone.
Marito: - E che le finestre possono avere gli avvolgibili.
Moglie: - E di piů le finestre sono fornite di davanzali piů o meno larghi.
Marito: - A proposito cara! Mi puoi dire qual’č il materiale da costruzione di un fabbricato?
Moglie: - Grosso modo potrei ricordare il cemento armato, i mattoni, il ferro, le tegole, la
latta, che ne dici?
Marito: - Anche il pavimento in linoleum, il parquet, la calce. Gli edili costruiscono perň il
fabbricato secondo norme precise: per esempio essi devono fare prima le fondazioni, poi
alzare i muri, piano per piano e finiscono con il tetto. Poi, passano ai lavori all’interno del
palazzo: i muratori lo murano, gli imbiancatori lo imbiancano.
Moglie: - E gli architetti immaginano la pianta del fabbricato. Ma dimmi, non vuoi che
facciamo la descrizione di un appartamento?
Marito: - Possiamo prendere come esempio un appartamento composto di quattro vani –
diciamo la camera da letto, la sala da pranzo, il salottino e la camera dei bimbi.
Moglie: - Devi aggiungere la cucina, il bagno e la dispensa.
Marito: - Ma forse č meglio parlare di ciň un’altra volta e descrivere le stanze una per una.
Moglie: - D’accordo!
VOCABULAR:
Badia – manastire addirittura – de-a dreptul
Siccome – întrucat, deoarece piů lontano – mai îndepartat
senz’altro – fara îndoiala, numaidecat alzare – a ridica
pianterreno – parter piano per piano – etaj cu etaj
l’autorimessa (garage) – garajul i lavori - lucrarile
roba vecchia – lucruri vechi, vechituri palazzo – bloc, cladire
il fabbricato – constructia il muratore - zidarul
per piccina che tu sia – oricât de micuta ai fi murare – a zidi
l’esterno – exteriorul l’imbiancatore - zugravul
il vano della scala – casa scarii imbiancare – a zugravi
la scalinata – scara la pianta del fabbricato – planul constructiei
il gradino – treapta ma dimmi - dar spune-mi
il pianerottolo – palierul il vano - încaperea
inoltre – în plus la camera da letto - dormitorul
la soffitta (fem) – mansarda (podul) la tegola - tigla
il soffitto (masc) – tavan, plafon la latta - tabla
ognuno – fiecare il salottino - salonasul
l’avvolgibile – jaluzeaua, ruloul la cucina - bucataria
essere fornito di – a fi prevazut cu il mattone - caramida
potrei – as putea grosso modo – în mare
la fondazione – fundatia che ne dici? – ce spui?
alto – înalt il pavimento - podeaua
questa volta – de data aceasta il parquet - parchetul
secondo me – dupa mine (dupa parerea mea) la calce - varul
il portone – usa mare il bagno - baia
l’ingresso – intrarea la dispensa - camara
hai troppa fretta – prea te grabesti la cucina – bucataria
secondo norme precise – conform unor norme precise
la sala da pranzo (il soggiorno) – sufrageria

VI. Călătoriile.
Viaggi

I Mezzi di Trasporto
Il traffico è il movimento dei veicoli per persone e merci in un paese, in una città. Il
Traffico rappresenta tutti i mezzi meccanici ed eletrici di trasporto usati per lo spostamento
nella stessa località o fuori.
Oggi con le linee aeree si può andare nei posti più lontani, arrivando in qualsiasi parte
del mondo in solo un paio d’ore.
I mezzi di trasporto urbano sono i veicoli: i mezzi (il
(il carretto, la carrozza, la
bicicletta, la motocicletta)
motocicletta) e gli automezzi:
automezzi: l’automobile (o l’autovettura),
l’autovettura), l’autobus, il
filobus, il taxi.
taxi. Nelle grandi città, il tram ed adesso la metropolitana sono molto comode
perchè assicurano i servizi ideali ed a lunga distanza.
Le auto sono parcheggiate nei parcheggi (posti aperti, opportunamente previsti) o nelle
autorimesse (a casa, ad esempio). Per l’autobus, il filobus, il tram,
tram, ci sono le fermate,
fermate, mentre
invece per il treno e per la metropolitana, le stazioni.
stazioni.

L’autoambulanza si usa per il primo soccorso, il carro funebre e le machine della


polizia,
polizia, dei carabinieri e dei vigili del fuoco nei casi speciali d’emergenza, per salvare vite
umane, per spegnere incendi, per trovare ladri o malfattori, ecc.
I mezzi di trasporto extraurbani sono: l’autocarro, il pullman, il pulmino,
pulmino, e
naturalmente le auto normali.
Il treno è un veicolo ferroviario trainato dalla locomotiva.
locomotiva.
I treni sono di merci e di viaggiatori.
viaggiatori. Questi ultimi sono – secondo la loro velocità: il
rapido, il direttissimo, il diretto e l’accelerato.
l’accelerato. Per le lunghe distanze percorse in pocco tempo
ultimamente si usano i treni speciali “intercity”.
“intercity”.
L’aèreo (l’aereomòbile, o l’aeroplano, o l’idrovolante),
l’idrovolante), a elica, a reazione, o
supersonico, è di diversi tipi: civile, di turismo e militare.
Il trasporto sul filo si fa in montagna, anche con il funicolare o la funivia.
Insomma, per il trasporto sull’acqua – fluviale, lacustre, marino, oceanico – ci sono le
imbarcazioni di diversi tipi e modelli, dalla barca (semplice, od a motore – il motoscafo),
motoscafo), al
battello, alla fregata, al panfilo (yacht),
(yacht), al traghetto ed alla nave cpmmerciale o di crociera.
crociera.
Ma la nave nei nostri tempi può essere anche spaziale,
spaziale, circolando nello spazio
extraterrestre.
Ci sono anche le piccole imbarcazioni leggere a remi condotte da singoli atleti o da
equiapggi, in occasione delle gare sportive, come canòa, o la barca a vela.

Anche la scialuppa di salvaggio è prevista per i casi di primo soccorso. Il


sommergibile od il sottomarino che, come lo dimostra il suo nome, va complettamente
immerso nell’acqua, si usa per la pesca subàcquea, o per la ricerca della flora e fauna dei mari
e degli ocèani. I sommergibili sono anche militari.
L’argomento è molto ricco, inesauribile, ma ora, per riprendere le nostre forze,
andiamo un po’ a fare una passeggiata...a piedi.
l’accelerato tren personal lontano, lontana departe
l’aereo avion lungo, lunga lung, lungã
l’aereo a elica avion cu elice la macchina maşina
l’aereo a reazione avion cu reactie la macchina dei maşina jandarmeriei
l’aeroplano aeroplan carabinieri
adesso acum maşina politiei
aperto, aperta deschis, deschisã la macchina della maşina de pompieri
l’argomento argumentul polizia focul
arrivare a ajunge la macchina dei rãufãcãtorul
assicurare a asigura vigili del fuoco marin
l’atleta atletul il malfattore mecanic, mecanicã
l’autoambulanza ambulanta marino în timp ce
l’autobus autobuzul mecanico, mecanica marfa
l’autocarro autocarul mentre metroul
l’automezzo autovehicul la merce mijlocul
l’automobile automobil la metropolitana militar
l’autorimessa garaj il mezzo modelul
l’autovettura automobil militare muntele
la barca barca il modello mişcarea
la barca a vela barca cu pânzã la montagna motocicleta
il battello vaporaş il movimento motorul
la bicicletta bicicleta la motocicletta barca cu motor
il canòa canoe il motore nava
il caretto cãrucior, faeton il motoscafo nava comercialã
il carro funebre dric, maşina funerarã la nave nava de croazierã
la carozza trãsurã, echipaj, la nave commerciale nava spatialã
la carozza a letti vagon la nave di crociera nava cu pânze
il carabiniere vagon de dormit la nave spaziale în mod natural
il caso jandarm la nave a velo astãzi
circolare cazul naturalmente oceanic
civile circular oggi oceanul
condotto, condotta civil oceanico în mod adecvat,
condurre condus, condusã l’ocèano potrivit
la crociera a conduce opportunamente iahtul
dimostrare croaziera il panfilo a parca
il direttissimo a demonstra parcheggiare parcarea
il diretto tren expres il parcheggio plimbarea
la distanza tren accelerat la passeggita a parcurge
l’elica distanta percorrere prcurs
l’emergenza elicea percorso, percorsa pescuitul
l’equipaggio urgenta la pesca locul
extraurbane echipajul il posto prevãzut, prevãzutã
la fauna extraurban previsto, prevista primul ajutor
la fermata fauna il primo soccorso autocarul
ferroviario statia il pullman microbuzul
il filobus feroviar il pulmino a reprezenta
la flora troleul rappresentare cercetarea
la forza flora la ricerca a relua
la fregata forta riprendere a fura
il funicolare fregata rubare a salva
la funivia funicular, teleferic salvare simplu
fuori teleferic semplice serviciul
la gara afarã il servizio ajutorul
le gare sportive întrecerea il soccorso submarin
l’idrovolante întrecere sportivã il sommergibile submarin
l’imbarcazione hidroavion il sottomarino spatial
immergere ambarcatie, spaziale spatiul extraterestru
îmbarcare lo spazio a stinge
immerso, immersa a cufunda, a afunda, extraterrestre deplasarea, mutarea
a scufunda spegnere statia
l’incendio cufundat(ã), lo spostamento subacvatic
inesauribile scufundat(ã), la stazione taxiul
insomma afundat(ã) subacquea bacul
la lacustra incendiul il taxi a trage, a tracta
il ladro inepuizabil il traghetto tras, trasã
leggero, leggera în sfârşit, în trainare tramvaiul
la linea concluzie trainato trenul
la località lacustra il tram trenul de marfã
la locomotiva hotul il treno a gãsi
uşor, uşoarã il treno di merce vehicolul
linia trovare pompierul
localitatea il veicolo
locomotiva il vigile del fuoco

Pentru a înţelege mai bine!


un paio d’ore – câteva ore riprendere le proprie forze – a–şi reface
fortele
essere previsto – a fi prevãzut

Sinonime:
l’automobile = l’autovettura (automobilul) lontano = distante
(departe)
la barca a vela = veliera (barca cu pânze) lungo = vasto (lung)
condurre = guidare (a conduce) la macchina = l’auto (maşina)
dimostrare = provare (a demonstra) il malfattore = il
malvivente (rãufãcãtor)
la distanza = la lontananza (distantã) la metropolitana = il metrò
(metroul)
l’emergenza = l’urgenza ( urgentã) la mottocicleta = la moto
(motocicleta)
la forza = il vigore, la robustezza (fortã) la nave =
il piróscaffo (nava)
la gara = la concorrenza (întrecere) percorrere = scorrere (a
parcurge)
l’idrovolante = l’idroaéreo (hidroavion) rappresentare =
raffigurare (a reprezenta)
imergere = affondare (a afunda) ricerca = indagine
(cercetare)
inesauribile = inesàusto (inepuizabil) il sommergibile = il
sottomarino (submarinul)
leggero = lieve (uşor) soccorso = aiuto
(ajutor)

VII. LA CUMPĂRĂTURI

Negozi
Le merci che compriamo le vediamo di solito nelle vetrine dei negozi che c’invitano a
fare gli aquisti odierni. Ben messi in valore di giorno, in merito ai disegner ed ai disegnatori di
pubblicità e ben illuminati la sera (quando non sono chiusi a saracinesche), questi negozi ci
fanno ammirare qui il vestito esposto su un manichino, là un libro o un pezzo di mobília, una
macchina, che un giorno forse speriamo di comprare.
Dai grandi articoli commerciali – attrezzi, macchinario, materiali da costruzione,
impianti elettrici, idraulici, mobili per l’appartamento o per l’ufficio – dalle autovetture fino ai
piccoli oggetti d’uso personale, il commercio offre oggi tutte le scoperte della
superproduzione in tutti i campi. Reclami pubblicitari – nei magazzini, sulle strade, sui
giornali, in televisione – ci aiutano a decidere sulla scelta del nuovo profumo, soprabito o
detersivo.
Oltre ai classici negozi con le merci esposte lungo le pareti, nei gran magazzini e nei
supermercati troviamo varietà di prodotti in diversi reparti: d’abbigliamento, di merceria,
d’articoli casalinghi, di tappezzeria, ecc.
Nel reparto di cosmetiche troveremo: profumi, acqua di toletta, di colonia, di lavanda,
cipria, fontondina, latte di pulizia, ecc; crema per il viso (da giorno, da notte, idratante), per il
corpo, gelée, solare, da barba; shampoo, colorante, decolorante, schiuma da bagno; lozione
tonica, per i capelli; sapone (solido e liquido), dentifricio e spazzolino, deodorante, solvente
per le unghie, smalto per unghie, lacca per i capelli, lima e forbici per manicure, pinza, péttini,
spazzole, bigodini, asciugacapelli, rasoio (a mano, elettrico), ecc.
Nel reparto d’elettrodomestici potremmo comprare macchine ed apparecchi per la
casa, come aspirapolvere, frullatori elettrici, forni, fornelli, macchine da stiro ed altri
apparecchi e poi prodotti per la casa e per i locali pubblici.
Dal tabaccaio compriamo le sigarette ed i fiammiferi ed i cerini; alla posta troviamo le
buste, le carte, le cartoline ed i francobolli, mentre in mesticheria i prodotti necessari per
pulire ed abbelire la nostra casa: spazzole, granate, cera, sapone, vernici, penelli, detersivi
liquidi e in polvere per lavapiatti, lavatrici, forni elettrici, fornelli a gas e per lucidare il
pavimento, le pareti, o per imbiancarle o dipingerle.
Le medicine le troviamo in farmacia ed il filo, gli aghi, gli spilli, i bottoni, ecc. in
merceria.
merceria.
Le scarpe, i sandali, gli stivali e le pantofole le compriamo in una calzoleria, mentre
nei negozi di confezioni troveremo abiti già confezionati, se non vogliamo andare dal sarto a
cucirci indumenti a misura.
Per i bambini ci sono tanti negozi di giocattoli, basta solo entrarci con i piccoli per non
poterne più uscire. Ci vorranno comprare tutto: palle, palloni, bambole, trenini elettrici,
macchine ed aerei piccoli, barchette e vaporetti, cámion – tutti meccanici ed automatici,
guidati, matite colorate, animaletti di stoffa o felpa, fucili ed altre armi (che non saranno
dafuoco!), aquiloni, racchete da tennis e da ping-pong, giochi diversi e libri.
Ma i libri li troviamo in libreria, mentre i quaderni, le penne e tutto il necessario per
scrivere troveremmo in cartoleria.
Sfolgoranti sono le vetrine del pellicciaio e del gioielliere.
gioielliere. Una vetrina piena di pietre
preziose: brillanti, smeraldi, rubini, zaffirir, montati in bracciali, anelli, spilli, orecchioni, poi
vezzi di perle e di corallo, catenelle d’oro bianco e tanti ninnoli di ogni specie e qualità fa
vittime tra le donne di tutte l’età: dalla più candida fanciulla fino alla più anziana signora.
Tutte sognerano il mondo delle favole davanti a tali oggetti.
I negozi alimentari sono i più importanti ed i più frequentati dai clienti. Chi non
desidera prendere, quando fa lo spuntino o la merenda, un dolce, un gelato, un cornetto o
almeno una cremonese (una veneziana)? Come sarebbero il Natale senza il “torrone” e la
Pasqua senza il”panettone-colomba”? Cosa farebbero poi i bambini se non fossero la nutella,
le caramelle, i confetti, sli zuccherini od i ciocolatini? E come fare stare tutta la giornata
fermi, senza masticare la gomma (il chewing gum)?
Nel reparto dei prodotti alimentari sono tutte le varietà di cibo.
In panetteria compriamo il pane: integrale, di grano, di ségala, d’orzo, di granturco, di
sémola, biscottato, tostato; condito:all’olio, al burro, al latte.
Dal macellaio compriamo la carne: di vitello, di maiale (o suina), di manzo, equina,
caprina, di coniglio, pollame, di selvaggina.
Il pescivèndolo vende il pesce, le uova di pesce e la frutta di mare, prodotti freschi o
conservati – marinati, sotto sale, in aceto, in baráttoli, ecc.
Il lattaio vende il latte, lo yógurt, la panna, le uova ed i formaggi che sono: salato –
pecorino, caciocavallo, olandese; duro – grana, parmigiano; piccante – gorgonzola; fresco
– mozzarella, ricotta, ecc.
Al salumiere troviamo diversi tipi di salame, prosciutto (cotto, crudo), mortadella,
galantina, soppressata, salsicce e salsiccioti; alla pizzicheria troviamo zucchero, olio (oliva, di
girasole), aceto, riso, semolino, farina, pepe, sale, aromi, e poi la pasta: spaghetti, maccheroni,
tagliatelle, lasagne, rigatoni, tortellini, penne e pennine lisce o rigate, fusili, vermicelli,
buccatini e fettuccine, e tanti altri.
Le bevande si possono comprare in vari negozi alimentari; esse sono: la birra – chiara
o scura, dolce o amara, alla spina, in bottiglia; il vino – bianco, rosso, rosato, frizzante,
spumante, nuovo o vecchio, amabile o asciuto, secco, dolce o aspro, delicato (leggero) o
generoso; questi vini accompagnano – ben scelti – l’antipasto, la carne, il pesce, ed il dessert
(gli spumanti o lo sciampagna). Ci sono vini aromatizzati (vermut, marsala) ed altri tantissimi
liquori che si prendono come aperitivi o digestivi: maraschino, Campari, Cinzano, rum,
fernet...o l’acquavite:
l’acquavite: cherry brandy, silbovitz, vodka, whisky, gin, cògnac, grappa, ecc.
Insomma, le bevande analcoliche sono: calde – latte, caffè, tè, caffelàtte, cappuccino, coccolata,
camomilla, infuso (di tiglio, di menta, ecc.) e fredde (le bìbite) – acqua minerale, gassosa, limonata, aranciata,
spremuta di limone, d’arancia, succo di frutta (albicocca, pesca, pompelmo, mela, pera, uva, ecc.).
Al mercato troviamo ortaggi e verdura che compriamo dal fruttivéndolo.
l’aceto otetul la grappa tãitei
l’affettato şunca, salamul, l’infuso maşina automatã de
mezelurile tãiate felii le lasagne spãlat vase
l’ago acul la lavapiatti pila
l’acquavite rachiu, tuicã a lustrui
l’aquilone zmeul la lima manechinul
apprezzare a aprecia lucidare a lichior de vişine
l’arme arma il manichino gustarea de dupã
l’aroma, le aromi aroma, arome il maraschino amiazã
l’asciugacapelli uscãtor de pãr la merenda magazinul de
attraverso prin la mesticheria vopsele
la bambola pãpuşa la minestra ciorba
il barattolo cutia, borcanul la mozzarella caş proaspãt de
(pentru conserva) il ninnolo bivolitã
il basìlico busuiocul la nutella jucãria, fleacul,
la bìbita bãutura rãcoritoare l’olio zorzoanele
il bigodino bigudiul gli ortaggi tuicã, tescovinã
la birra berea la palla infuzie, ceai
biscottare a coace în formã de il pallone crema de ciocolatã şi
il bottone biscuiti il panettone alune
il brillante nasture il parmiggiano uleiul
il brodo briliantul la pinza zarzavat, verdeturile
i bucatini supa, bulionul la pizzichería mingea
la busta paste mici pentru il pollame balonul
la calzoleria supã pregiare cozonacul
il camomilla plicul la pubblicità parmezanul
le caramelle cizmãrie la racchetta penseta
la carta muşetelul la ricotta bãcãnia
la cartoleria bomboane i rigatoni carne de pui
la cartolina cartea poştalã il ristorante a aprecia
la catenella papetãria rosato publicitatea, reclama
i cerini vedere il rubino racheta
i cioccolatini lãntişorul la salsa urda
la cipria chibrituri din cearã la salsiccia macaroane scurte şi
la colomba bomboane de i salsiccioti groase
condire ciocolatã la selvaggina restaurantul
i confetti pudra il semolino rosé
il coniglio porumbita sfolgorante rubinul
il contorno a condimenta lo smaraldo sosul picant
il cornetto bomboane fondante la soppressata cârnat
il costume iepure de casã cremvuşti
cotto garnitura la spàzzola vânatul
la cremonese înghetata (cornet) lo spillo griş
culinario obiceiul la spina strãlucitor, sclipitor
il detersivo fiert smaraldul
il disegner brioşa la spremuta cârnat din carne şi
gli elettrodomestici culinar lo spuntino creier de porc
il felpa detergentul la stoffa peria
le fettucine designerul il succo ac cu gãmãlie
i fiammiferi articole il tabaccaio cutie metalicã
il filo electrocasnice le tagliatelle (ambalaj pentru
la fontondina pluş il torrone bãuturi)
il forno paste mic pentru supã sucul
il francobollo chibrituri din lemn i tortellini gustarea de
frizzante firul, ata tostare dimineatã
il fruttivendolo fondul de ten il trenino stofa, materialul
il fucile cuptorul valutare sucul
i fusili timbrul la veneziana vânzãtorul de tigãri
la galantina întepãtor i vermicelli tãitei
il giocattolo vânzãtor de fructe il vezzo nuga, prãjitura
la gorgonzola puşca specialã de crãciun
paste mici pentru lo zaffiro coltunaşi
la grana supã gli zuccherini a prãji
aspic, melcişiori de trenulet
gãtit a aprecia
jucãrie brioşa
brânza de gorgonzola paste mici pentru
(lombardia) supã
parmezanul şirul, colierul de
mãrgele, de perle
safirul
bomboane de zahãr

VIII. LUOGHI

Dialogo 1

- Ciao, di dove sei?


- Sono di Pinerolo.
- Dov’è?
- E un paesino del Piemonte.
- Il Piemonte è al nord ovest dell’Italia, vero?
- Si.
- E com’è?
- Ci sono le colline del Monferrato e le Alpi. Ci sono anche molti bellissimi paesini. E una
regione molto bella. Dovresti andarci.
- E com’ è il tempo?
- Bè, è molto variabile. Certe volte c’è bel tempo, altre volte piove. Tu sei di Roma?
- Si, sono del Gianicolo.
- E dov’è Gianicolo?
- E proprio nel centro di Roma.
- E com’è?
- E una zona normalissima, niente di speciale.

VERO? = Nu-i aşa?


C’È UN BEL PAESINO = E acolo un sătuc frumos
CI SONO DEI BELLI PAESINI = Acolo sunt cîteva sătuce frumoase

Dialogo 2
- Voi siete di Venezia, signor Martini?
- Si, siamo di Venezia.
- Dicono che è ena cita belissima.
- Si, lo è davvero. E belissima.
- C’è una belissima cattedrale, se mi ricordo bene.
- Si, la basilica di San Marco.
- Fa bel tempo in questa stagione?
- Certo, in primavera e molto bello. Dovrebbe andarci.
- Mi piacerbbe molto.

Come chiedere dove si trovano i luoghi = Cum întrebăm unde se află un loc.
Dov’è Ferrara? (Unde e Ferrara?)
È vicino (Este lângă) a Milano / alle Alpi / in Toscana / nel Veneto / sulla costa est / sul
Mediterraneo / sull’Adriatico?

Come chidere del clima = Cum se întreabă despre climă.


Che tempo fa? (Ce vreme este?)
Il tempo e bello? (Vremea este frumoasă?)

Fa freddo in primavera.
Fa caldo d’estate.
Fa piove in autunno.
C’è neve in inverno
C’è pioggia d’estate.

la neve = zăpada
la pioggia = ploaia
la primavera = primăvara
l’estate = vara
l’autunno = toamna
l’inverno= iarna
plove = plouă
LA STRADA GIUSTA = Drumul corect

Dialogo 1:

- Mi scusi. C’è una cabina telefonica qui vicino?


- Si. Vada di là e troverà una cabina telefonica sulla destra.
- Quanto è distante?
- Piu o meno duecento metri.
- La ringrazio molto.

Dialogo 2:
- Mi scusi. Potrebbe aiutarmi? Ci sono delle toilette per signore qiu vicino?
- Certo, eccole là.

Locuri depărtate:
eccole là (iată-le acolo) - când se arată cu mîna
eccole li
(per) di li (acolo, de-a lungul, în acea direcţie)
(per) di là

Locuri apropiate:
eccole qua
eccole qui (iată-le aici)
(per) di qui
(per) di qua

Come chiedere se un posto è vicino = Cum să întrebaţi dacă un loc e aproape.


C’è un Ufficio Postale qui vicino? (Exită vreun oficiu poştal în apropiere?)
C’è una stazzione qui vicino? (Există vreo staţie pe aproape?)

Come chiedere la strada = Cum întrebaţi de un drum


Sa dirmi dov’è... (Ştiţi să-mi spuneţi unde e...)
Potrebbe dirmi dove si trova... (Aţi putea să-mi spuneţi unde se găseşte...)

Risposte:
Continui su questa strada (Mergeţi în continuare pe această stradă)
Vada sempre diritto. (Mergeţi tot drept)
Prenda la prima strada sulla Sua sinistra. (Luaţi-o pe prima stradă...)
Giri a destra verso Piazza Roma. (Întoarceţi....către...)
È vicino al cinema. (Este aproape de...)

Comme chiedere quanto e distante un posto = cum să întrebaţi la ce distanţă se află un


loc.

Quanto è distante la banca? (Cât de departe e banca?)

Riposte:
Piu o meno 5 minuti a piedi.
IX. IN ALBERGO

IN ALBERGO

La famiglia Cillerai va a trascorrere un paio di giorni a Caserta, al mare. Quest’anno


vorrebbero passare delle vacanze un po’ particolari, perché festeggiano i loro vent’anni di
matrimonio. E’ un’occasione che non si dovrebbe dimenticare.
Il Signore Cillerai ha già inviato un fax all’albergo “Bella Vista”, che, pensa lui,
potrebbe offrire ai turisti almeno questo: una bella vista.
Ecco il giorno tanto sognato: i Cillerai arrivano in tassi davanti al portone di un
albergo non tanto grande, ma molto carino: le tendine di color rosa alle finestre e gli
ombrellini sulla terrazza del bar – proprio sulla riva del mare, sotto le palme – sembrebbero
farti entrare nel paradiso.
Il garzone attento, che non farebbe mai aspettare i clienti dell’albergo, apre la porta
della macchina, salutando cortesemente la signora ed il signore e chiama subito il facchino per
portare i bagagli.
Ecco ora i nuovi arrivati alla ricezione dell’albergo, per compilare i mòduli richiesti
con gli anagrafici dalla carta d’identità, o dal passaporto.
- Giorni fa Le abbiamo inviato un fax per prenotare una stanza grande, con letto
matrimoniale, una delle
più belle (se possibile) con il balcone sul davanti, verso il mare, dice il Signore Cillerai. Ci
piacerebbe vedere lo spuntar del sole la mattina, presto. Niente di più belo che svegliarsi
accarezzati da un raggio d’oro.
- Si signore. Abbiamo ricevuto il Suo fax. Avremmo una stanza del genere al primo
piano, una grande
stanza con bagno. E’ molto bella e soddisfarebbe i Loro gusti. C’è tutto l’occorente: teléfono,
radio, televisione e frigorìfero. Sul balcone ci sono le poltrone a sdraio ed alla riccezione
potranno chiedere qualsiasi altra cosa che farebbe comodo Loro: giocchi a scacchi, carte ecc.
C’è solo un inconveniente: per ora si lavora all’impianto d’aria condizionata. Dovrebbero
aspettare ancora un po’ prima di essere riparato il guasto. Quanto riguarda la spiaggia, ci sta
tutto: troveranno nell’albergo ombrelloni, sdraie, ecc.
- La ringrazio, Lei è molto gentile. Vorremmo però vedere prima questa stanza e se ci
piacerà, la
prenderemo.
- Dov’è che si mangia di solito? Si potrebbe mangiare anche qui?
- Si signora. La piccola colazione è già inclusa nel prezzo della camera. Per gli altri
pasti potrebbero andare
in qualsiasi ristorante nei dintorni. Nell’albergo c’è un bar, dove troveranno sempre un caffè,
una bibita fresca, però potrebbero consumare anche quello che c’è nel frigorìfero della loro
stanza.
- Va bene. Vorrei sapere se possiamo pagare anche con la carta assegni.
- Si, come no. Lei può pagare anche in contanti, o con assegno turistico. Accettiamo
tutto.
- E per le chiamate telefoniche come si fa?
- Si può parlare dalla ricezione, ma lo si potrebbe fare anche dalla stanza.
- E per parlare all’estero?
- In questo caso dovrebbero chiedere il numero desiderato al centralino.
- Bene, grazie! Andiamo a vedere la nostra stanza!
- Si, Signori. Ecco qui i Loro documenti. Il facchino porterà subito in camera i Loro
bagagli. Speriamo di
non aver problemi e di trascorrere qui delle belle vacanze! Ci piacerebbe averli ospiti anche
l’anno prossimo. A presto e “Buona permanenza”!
accarezzare a mângâia l’incoveniente incovenientul
gli anagrafici datele de stare civilã il matrimonio cãsãtoria
il bagaglio bagajul l’ombrellino umbrela, umbreluta
la bibita bãutura la palma palmierul
il centralino centrala telefonicã il passaporto paşaportul
confortevole confortabil il poltrone poarta de
i contanti (plata) numerar prenotare intrare,portalul
i dintorni împrejurimile la sdraia a rezerva
il facchino hamalul il tassi şezlongul
festeggiare a petrece, a sãrbãtori la tendina taxiul
perdeaua
Per meglio capire!
andare d’accordo - a se împãca col balcone sul davanti - cu balconul
la fatadã
l’aria condizionata - aer conditionat compilare un modulo - a completa
un formular
l’assegno turistico - cecul de cãlãtorii il gioco a scacchi - şah
“buona permanenza” - sejur plãcut il letto matrimoniale - pat dublu
la carta assegni - cartea de credit la poltrona a sdraio - fortoliu
prelungit
la carta d’identità - cartea de identitate quanto riguarda - în ceea ce
priveşte
la chiamata telefonica - apelul, convorbirea telefonicã la riva del mare
- malul mãrii
trascorrere le vacanze - a petrece
vacantele

la carne caprina – carne de caprã le penne rigate – paste încretite


la carne equina – carne de cal le pennine rigate – paste
încretite
la carne di maiale – carne de porc le pipe rigate – paste mici
încretite
la carne suina – carne de porc (pentru supã)
il formaggio peccorino – brânzã de oaie lo smalto per le unghie – lac de unghii
il fornello a gas – aragaz vino amabile – vin dulce
la lacca dei capelli – fixativ pentru pãr vino asciuto – vin sec
le penne lisce – macaroane drepte vino generoso – vin de
calitate
superioarã

Sinonimi:
la cremonese = la veneziana (brioşa) la spremuta = il succo
(sucul)
il parmigiano = la grana (parmezan) la tagliatelle = le lasagne
(tãitei)

X. Al ristorante
Dialogo 1:
- Pronto. Da Antonio. Buona sera.
- Pronto, buona sera. Vorrei prenotare un tavolo per questa sera.
- Va bene, signore. Per che ora?
- Ha un tavolo disponible alle nove?
- Banfi.
- Per quante persone?
- Un tavolo per due.
- Buona sera! Ho riservato un tavolo.
- Si, signore. Che nome?
- Banfi.
- Ah, si. Il signor Banfi. Per di qua, per favore. Le va bene questo tavolo?
- Molto bene, grazie.
VORREI = aş vrea
VORREMMO = am vrea
Antipasto = aperitiv

Come ordinare da bere = Cum să comandaţi băuturi.

Cameriere: Che casa prendete da bere?


Del vino? Della birra? Dell'acqua minerale?
Lei: Del vino./ Un aperitivo./ Un teo
Camerlere: Rosso?/ Un Martini?! Alia menta.
Rose?/ Un Carodino'/ AI tiglio? (tei?)
Bianco?
Lei: Ha del Barola?/ Ha del Campari?/ Ha della verbena?
Cameriere: No. Ho un Chianti./ Bene. No. Ho il Bitter'/ SI.
Lei: Bene. Un bon ChiantL/
Bene. Un Bitter San Pelegrino./
Bene. Una verbena.
Come ordinare da bere = Cum să comandaţi băuturi.

Cameriere: Che casa prendete da bere?


Del vino? Della birra? Dell'acqua minerale?
Lei: Del vino./ Un aperitivo./ Un teo
Camerlere: Rosso?/ Un Martini?! Alia menta.
Rose?/ Un Carodino'/ AI tiglio? (tei?)
Bianco?
Lei: Ha del Barola?/ Ha del Campari?/ Ha della verbena?
Cameriere: No. Ho un Chianti./ Bene. No. Ho il Bitter'/ SI.
Lei: Bene. Un bon ChiantL/
Bene. Un Bitter San Pelegrino./
Bene. Una verbena.

Come chiedere quello che vuole mangiare e bere:

Che cosa prendi da mangiare?


Che cosa prende (Lei) come antipasto?

Prendo …..
Vorrei prendere ……….. …
Per me ……………..
Prendiamo ……………
Mia miglie prende …………………
Il mio amico prende la crème caramel.
La mia amica prende la frutta.

Come prenotare un tavolo al ristorante = Cum să reţineţi o masă la un restaurant.


Vorrei prenotare un tavolo per stasera.

Per che ora?


Ha un tavolo per le otto?
Per quante persone?
(Un tavolo) per due persone.
Che nome, per favore?
E’à nome Banfi.

Menù della Casa

Prosciutto e melone (£ 3.500)


Antipasto misto (£ 3.000)
Primi piatti
Trenette al pesto (£ 5.000)
Rvioli al sugo di carne (£ 6.000)
Lasagne al ferno (£ 5.500)
Cannelloni specialita della casa (£ 5.800)
Minestrone (£ 4.500)
Risotto aile vongole (£ 6.500)
xxx
Secondi piatti
Arroste di vitello (£ 9.500)
Bistecca alia fiorentina (£ 17.000)
Fritto misto di pesce (£ 10.000)
Zuppa di pesce (£ 20.000)
Cotoletta alia milanese (£ 10.000)
Coniglio arrasto (£ 8.500)
xxx
Contorini
Patate fomo (£ 2.500)
Patatine fritte (£ 2.000)
Insalata mista di stagione (£ 2.000)
Piselli in umido (£ 2.000)
Zucchini ripieni (£ 2.500)
xxx
Dolci
Creme caramel (£ 3.000)
Torta di mele (£ 3.000)
Tartula (£ 3.000)
Tiramisu (£ 3.500)
Zuppa inglese (£ 3.500)
Gelato (£ 2.500)
Caffè (£ 1,000)

XI. Meserii, profesii, ocupaţii.

Le Professioni
Abbiamo incontrato già alcune professioni: il maestro che insegna ai piccoli ragazzi,
mentre che l’insegnante (od il professore) insegna agli allievi di scuola superiore e agli
studenti dell’università.
I direttori od i manager (e questa non è una professione, ma una funzione) dirigono le

imprese aiutati da vicedirettori, capiufficio, segretarie e dattilògrafe o programmatori.

Il ragioniere ed il contabile fanno i conti e le operazioni bancarie, in moneta nazionale


e in altre valute, cálcolano redditi, entrate, profitti ed interessi (útili), benefici, tasse e partite
IVA, ecc. Loro fanno anche il bilancio ánnuo e verificano il búdget.
Gli informatici (analisti programmatori) elaborano ed óperano programmi soft con

basi di datti per il funzinamento automatico delle macchine; gli ingegneri elettronici

costruiscono e mantengono i computer (hardware). L’informatica pénetra sempre di più la

nostra vita, le reti dei PC collegati ad un computer principale trasmettendo oggi a gran

distanza le informazioni che adesso tramite l’INTERNET si possono avere in qualche attimo

in tutto il mondo.

I funzionari statali o privati dai trasporti, dalla sanità, dalla rete elettrica, dalla stampa,

radio, TV assicurano la prontezza dei servizi pubblici. Gli impiegati dei diversi ministeri ed

organismi rispondono alle richieste, rilasciano atti, documenti, certificati ed attestati necessari

per la vita sociale.

Il sìndaco ( che è sempre una funzione) controlla l’amministrazione del municipio o

del comune, mentre i deputati, i senatori, i ministri o gli ambasciatori ed i cònsoli, sono

rappresentanti incaricati a livello governamentale o diplomatico.

I militari – soldati dell’esercito, sottufficiali ed ufficiali: maresciallo, sottotenente,

tenente, capitano, maggiore, colonello e generale (ammiraglio) – difendono la patria o sono

pronti a salvare la pace e l’indipendenza del popolo.

L’avvocato difende nel nome della legge i suoi clienti (imputanti ed imputati od

incolpati) nei processi civili e penali, mentre il giudice pronunzia la sentenza nel tribunale. Il

procuratore, il cancelliere ed il notaio sono udualmente rappresentanti della giustizia. Il

comissario asigura insieme ai carabinieri ed ai polizioti la tranquilità della nostra vita

quotidiana. I vigili urbani ci fanno rispettare le regole di circolazione ed i vigili del fuoco sono

pronti a spegnere il fuoco degli incendi. Nelle fabbriche, nele scuole, in tutte le imprese sono i

guardiani che fanno la guardia.


Il medico esamina, cura e cerca di guarire i suoi pazienti nel policlinico, nell’ospedale

o nell’ambulatorio. Lui può essere uno specialista come: il laringoiatra, l’oculista, il

neurólogo, lo psichiatra, il pediatra, il chirurgo, il ginecólogo, il microbiólogo. L’infermiere fa

i trattamenti, le iniezioni, la fisio- e elettroterapia prescritte dal medico. I farmacisti vendono

le medicine, gli anestetici, in base alle ricete ed al consiglio medico. Il dottore deve compilare

anche la scheda del paziente, indicare gli esami da fare ( la verifica della pressione del sangue,

il prelevamento del sangue, le lastre ed altre).

Il pilota, l’autista, la guida e la hostess sono a disposizione dei turisti durante i loro giri

e viaggi.

L’architetto disegna i pianti delle costruzioni (in base alla misurazioni e spartizioni,

secondo le dimensioni e le condizioni del terreno) e l’ingegnere edilizio erige le case ed i

palazzi da abitare ed industriali: fabbriche, officine, imprese, alberghi, costruzioni

socioculturali, come le scuole, i teatri e poi ponti, strade, dighe, termo-, idro- ed

atomocentrali.Gli ingegneri, i tecnici e gli operai svolgono le attività industriali. Loro

lavorano sui cantieri, nei diversi campi dell’industria leggera e pesante: alimentare, di

confezioni, meccanica, elettrica, di costruzioni di machine.

L’artista è un’attore che récita nel teatro o nel cinema, un pittore, uno scultore che
scolpisce la pietra o il marmo, un intaglaitore che lavora il legno, o un musicista (strumentista
o cantante di musica classica o leggera). Il regista ed il direttore d’orchestra, il produttore
dello spettacolo sono quelli che rendono finita l’opera d’arte.
I compositori, i poeti, gli scrittori, i critici, gli editori ed i pubblicisti ci regalano la

bellezza e la purezza della poesia e del canto. Gli scienziati (fisici, matematici, biólogi,

chimici, astrólogi, astrónomi,...) fanno progredire con le scoperte delle loro indagini la scienza

e la tecnica.
Il prete, il vescovo, il párroco della nostra parròcchia, ci danno la benedizione dalla

nascita (con il battesimo e con la prima comunione) fino al matrimonio ed al funerale,

pregando il Signore di voler perdonare i nostri peccati e di salvarci le anime.

Gli artigiani confezionano e riparano oggetti di pellecceria, ottica, gioielleria,

orologeria, ecc. I commercianti ed i commessi vendono al minuto ed all’ingrosso le merci dei

piccoli e gran negozi e dei supermercati. In edícola compriamo giornali, riviste, periodici dal

giornalaio, dal barista prendiamo il caffè, dal macellaio la carne, i salami e le salsicce, dal

panettiere il pane ed il panettone, dal lattaio i prodotti lattìferi (latte, burro, formaggio, panna).

Dagli altri fornitori del mercato compriamo la verdura e la frutta.

Nell’agricoltura lavorano insieme l’agrónomo, lo zootecnico ed il veterinario. I

contadini s’affaticano a raccogliere i prodotti della terra: cereali, legumi, verdure e frutta. In

passato essi usavano l’aràtro tirato dal bue e lavoravano la terra con la zappa, la falce, la pala,

la vanga ed il rastrello. Adesso essi hanno a disposizione macchine ed attrezzi come: trattori,

seminatrici, falciatrici, mietitrici e trebbiatrici per fare l’aratura, la seminagione e la raccolta.

Per il trattamento del suolo sono previste l’irrigazione e la concimazione. L’allevamento del

bestiame, del pollame e delle api, la viticoltura, la pesca, la caccia sono altre attività agricole.

Però, per comprendere queste attività si devono anzitutto conoscere alcuni nomi

d’arnesi, d’uténsili e d’attrezzature richiesti dai primi mestieri dell’uomo. Così, il carpentiere

ed il falegname (od il legnaiolo) lavorano in legno. Per confezionare i diversi oggetti e persino

i mobili loro hanno bisogno del tornio, della pialla, del succhiello e della lima. Anche le

tenaglie sono útili loro.

Il fabbro ferraio, che lavorava i metalli (soprattutto il ferro) usava un martello grande,

l’incúdine e la mazza. Però, oggi il suo lavoro si fa nelle gran fabbriche con sistemi moderni

automatici. Anche l’attività del muratore, attrezzato sempre con il famoso filo a piombo, con

la cazzuòla e la casseruòla è stato cambiata; oggi non lo vedi più con l’archipendolo, con il
frettazzo e con la secchia di calce, perché i muri dei palazzi crescono sotto i nostri occhi.

Pannelli già fabbricati prima vengono montati sul posto. I mattoni non sono più gli stessi, fatti

a mano in terracotta, perché si preferiscono il cemento ed il calcestruzzo od il cemento

armato.

Gli idráulici impintano gli edifici, aggiustano le tubature d’acqua (calda e fredda, per

l’uso domestico e per il riscaldamento), i serbatoi ed i sistemi del termosifone. Poi vengono

gli elettricisti a montare la rete elettrica ed a mettere in funzione il sistema elettrico. Gli

imbianchini (od i pittori) imbiancano o dipingono le pareti, o ci mettono sopra l’intónaco la

carta a diversi colori. Il palchettista pialla e pulisce il pavimento di legno (palchetto), mentre il

ceramista sistema la ceramica o la maiolica del pavimento.

I netturbini, gli spazzaturái e gli spazzacamíno puliscono gli spazi ed i locali pubblici,

le strade, i fumaióli e le ciminiére, i miniatori sottraggono il carbone ed i minerali dalle cave, i

conduttori e gli autisti assícurano il trasporto, i facchini portano i bagagli, i marinài

conducono le navi commerciali e di passeggeri sui mari, i portalettere ci fanno avere in tempo

la corrispondeza (lettere, cartoline), od i vàglia, l’erogazione della pensione.

Che cosa fa il sartro? Il sartro taglia e cuce i vestiti con le fórbici, con l’ago e con il

filo. Il calzolaio confeziona ed aggiusta le calzature: le scarpe (a tacchi alti o bassi), i sándali,

le scarpe alte, gli scarponi, gli stivali. Lui ha bisogno delle tenaglie, di un martello, di chiodi,

di un ago grande (con un filo duro) e del cuoio.

Il barbié, il parrucchiére, l’estetísta ed il creatore di moda ci fanno avere un aspetto


fisico più bello e più piacevole, il cuoco, il pasticiere ed i camerieri ci fanno mangiare cibi
buoni, speciali, nei ristoranti, nelle pizzerie e pasticcerie ed il fioraio ci offre fiori che
compriamo in tutte le occasioni della nostra vita: per un compleanno, un anniversario, per una
festa qualsiasi ma anche per un funerale.
Dall’apprendista al perito, qualsiasi mestiere o professione conosce una lunga strada
che è bene poter percorrere in condizioni di un’ottima salute e di un gran voglia di lavorare.
l’abito haina, îmbrãcãmintea la lastra radiografia, placa
accendere a aprinde il lattàio lãptarul
l’accendino bricheta la lavanderia spãlãtoria
affaticarsi a se obosi, a se la lavatrice maşina de spãlat
aggiustare strãdui la legge legea
l’ago a repara il legnaiolo tâmplarul
l’agrònomo acul la lima pila
l’albergo inginerul agronom il linguaggio limbajul
allevare hotelul il livello nivelul
l’ambasciatore a creşte animale la luce lumina
l’ambulatorio ambasadorul lustrare a lustrui, a curãti, a
l’ammiraglio dispensarul il lustrascarpe şterge
l’analista amiralul il macellaio lustragiu
l’anestetico analistul il magazzino mãcelarul
l’anniversalio anestezic prãvãlia, magazinul,
l’ape aniversarea il maggiore depozitul
l’apprendista albina la maiolica maiorul
l’aratura ucenicul il manager faianta
l’aratro arãtura maneggiare directorul
l’archipendolo plugul mantenere a mânui, a manevra
l’arnese cumpãna la manutenzione a mentine
arroventare scula il maresciallo întretinerea
a arde, a înfierbânta, il marinaio mareşalul
l’artigiano a încinge, a înroşi în il martello marinarul
l’atomocentrale foc il mattone ciocanul
l’attestato artizanul la mazza cãrãmida
l’atto centrala atomicã la medicina barosul, ciocan mare
l’attrezzatura atestatul, certificatul la merce medicamentul
avvezzo actul il mestiere marfa
utilajul la mietitrice meseria
il bagaglio deprins, deprinsã, il minatore maşina de secerat
il barbiere obişnuit(ã) cu ceva il ministro minerul
il barista bagajul la misurazione ministrul
il battésimo bãrbierul la mobìlia mãsurãtoarea
la benedizione barmanul i móbili mobila
il beneficio botezul il negoziante mobila
il bestiame binecuvântarea il negozio comerciantul
la biancheria beneficiul il neurologo magazinul
la caccia animale il netturbíno neurologul
il calcestruzzo lenjeria il notaio gunoierul
la calzatura vânãtoarea l’oculista notarul
il calzolaio beton armat l’officina oculistul
il cameriere incãltãmintea operare uzina, atelierul
il campo cizmarul l’omicída mecanic
il cancelliere ospãtarul ordinario a opera, a elabora, a
il capitano câmpul il palchettista lucra
il capoufficio grefierul il palchetto criminalul, asasinul
il carabiniere cãpitanul la palla obişnuit
il carpentiere şeful de birou il panettiere parchetarul
la carta jandarmul il panettone parchetul
la cava dulgherul la panna lopata
cavare tapetul il pannello brutarul
il cavo mina la parrócchia cozonacul
la cazzeruola a scoate, a obtine il pàrroco smântâna
la cazzuóla cablul il parruchiere panoul
la ceramista mistria la partita IVA parohia
i cerini mistria il pasticciere parohul
il certificato ceramistul il pavimento coaforul
il chiodo chibriturile de cearã il pediatra partida TVA
il cibo certificatul, atestatul la pelle cofetarul
la ciminíera cuiul la pelliccerià podeaua
la cinepresa hrana il pellicciàio pediatrul
coşul industrial penetrare pielea
collegare aparat de filmat, il perito blãnãria
il colonnello camera de luat vederi la pesca blãnarul
il commerciante a lega, a uni la pialla a pãtrunde
il commesso colonelul il pittore specialistul
il commissario comerciantul il poliziotto pescuitul
compenetrare vânzãtorul il pollame rindea
inspector de politie il pompiere zugravul, pictorul
compilare a pãtrunde, a intra în il ponte politistul
il compleano adâncime il portalettere pãsãrile de curte
la comunione a completa il predone pompierul
la concimazione ziua de naştere prescrivere podul
il conduttore împãrtãşania il prete poştaşul
il cònsole îngrãşarea il procuratore tâlharul, banditul,
il cantiere pãmântului il proffito prãdãtorul
confezionare conducãtorul il programmatore a prescrie
consiglio medico consulul progredire preotul
il contabile şantierul procuror
il contadino a confectiona, a lucra proprio profitul
il conto sfatul medicului la purezza programator
il corale contabilul raccogliere a înainta, a avansa, a
corrompersi tãranul la raccolta progresa
cucire contul il ragioniere tocmai
il cuoco coralul il rapporto puritatea
il cuoio a se corupe il rastrello a recolta
difendere a coase recitare recoltarea
la diga bucãtarul il reddito contabilul
il dirretore pielea il reggimento raportul
il dirretore a apãra il regista grebla
d’orchestra digul, stãvilarul regolare a recita, a juca, a
dirigere directorul la rete interpreta
disavveduto, şeful de orchestrã richiedere venitul, renta
disavveduta a conduce la richiesta regimentul
nesocotit(ã), rilasciare regizorul
disegnare nechibzuit(ã), de riparare a regla
il documento nebãgat în seamã riscaldare reteaua
la domanda a desena il riscaldamento a cere, a solicita
l’edícola documentul il salame cererea
l’elettroterapia cererea la salsiccia a elibera
l’entrata chioşcul de ziare la salute a repara
erigere electroterapia i sándali a încãlzi
l’esèrcito câştig, încasare, la sanità încãlzirea
l’esposizione import il sarto salamul
l’estetista a ridica, a construi la scarpa cârnatul
la fabbrica armata le scarpe alte sãnãtatea
il fabbro expunere gli scarponi sandalele
il fabbroferraio cosmetician(ã), scattare domeniul sãnãtãtii
il facchino estetician(ã) la scoperta croitorul
la falce fabrica scoprire ghetele
la faciatrice fierarul segare pantoful
il falegname fierarul ghetele
il ferro cemento hamalul la seminagione a declanşa
la ferrovia coasa la seminatrice descoperirea
la festa maşina de secerat semplice a descoperi
i fiammiferi tâmplarul il senatore a tãia cu fierãstrãul,
il filo betonul armat la sentenza cu joagãrul
il filo a piombo calea feratã il serbatóio semãnarea
il fioraio sãrbãtoarea il sìndaco semãnãtoarea
la fisoterapia chibrituri de lemn sofisticato simplu
le forbici firul il sottotenente senatorul
il frettàzzo firul cu plumb sottrare sentinta
il fumaiólo florarul il sottufficiale rezervorul
fumare fizioterapia la spartizione primarul
il funerale foarfecele lo spazzacamíno sofisticat(ã),
il funzionamento drişca lo spazzaturáio complicat(ã)
automatico coş de casã lo specialista sublocotenentul
il funzionario a fuma spegnersi a extrage
il generale înmormântarea squadrare subofiterul
la gioiellerìa functionarea împãrtire, repartitie
il gioiellière automatã gli stivali coşarul
il giornalàio lo strumentista mãturãtorul
il giro functionarul il succhièllo specialistul
il giudice generalul il supermercato a se stinge
la giustizia bijuteria il tacco a tãia în bucãti, a
la grotta bijutierul la tassa trasa
il guardiano vânzãtorul de ziare la tellecamera forme geometrice
guarire plimbarea, turul cizmele
il guerriero judecãtorul le tenaglie instrumentistul
la guida justitia il tenente burghiu
la hostess grota, peştera la termocentrale supermagazin
l’idráulico paznicul la terracota tocul
l’idrocentrale a vindeca torcere taxa
l’imbianchino rãzboinicul il tornio camera de luat vederi
impiantare ghidul tradire pentru televiziune
l’impianto stewardesa il traduttore cleşte
l’impiegato instalator de apã la traduttrice locotenent
l’impresa hidrocentrala il trattore termocentrala
l’imputante zugravul la trebbiatrice teracota
l’imputato a instala la turchese a suci, a rãsuci, a
inchiodare instalatia l’ufficiale curba
l’incolpato functionarul l’utènsile strung
l’incudine întreprinderea l’ùtile a trãda
l’indagine acuzator la verìfica traducãtorul
l’informatico acuzat, inculpat il vestito traducãtoarea
l’ingegnere edilizio a bate cuie, a prinde il veterinario tractorul
l’ingegnere în cuie il vicedirettore maşina de treierat
elettronico acuzat, inculpat il vìgile urbano turcoazã
l’iniezione nicovala il vìgile del fuoco ofiterul
l’innocente cercetarea, la viticoltura unealta
l’insegnamento investigatia il vómere dobânda
l’intagliatore informatician lo zootecnico verificarea
l’interesse inginerul constructor îmbrãcãmintea,
l’intónaco inginerul electronist haina, rochia
l’irrigazione injectia medicul veterinar
la làmpada inocentul director adjunct
la lampadina învãtãmântul agentul de circulatie
il laringoiatra sculptor (tãietor) în pompierul
lemn brãzdar de plug
dobânda viticultura
tencuiala inginer zootehnician
irigatia
lampa, aplica
lampa micã, becul
electric
laringologul
PER MEGLIO CAPIRE!
al minuto – cu amãnuntul l’industria pesante – industria
grea
all’ingroso – cu ridicata meno accessibile – mai putin
accesibil
la casa editrice – editura i mezzi audiovisivi – mijloacele
audiovizuale
costruzione di macchine – constructia la partita IVA – partida
TVA
de maşini il prelevamento del sangue –
analiza
del genere – de obicei sângelui
l’erogazione della pensione – plata pensiei per ora - deocamdatã
essere pieno – a fi plin persino/perfino – pânã şi,
chiar
essere al completo – a fi plin la pressione del sangue –
tensiunea
il funzionamento automatico – functionarea la scheda medica – fişa
medicalã
automatã la secchia da calce – gãleata cu
mortar
l’industria di confezioni - industria de confectii sul posto – pe loc
l’industria leggera – industria uşoarã la tubatura d’acqua –
conducta de apã
Sinonimi:
l’attestato = il certificato (certificatul) la falciatrice = la mietitrice
(maşina de
secerat)
la casseruola = la cazzeruola (mistria) l’impiegato = il
funzionario (functionarul)
il commerciante = il negoziante (comerciantul) l’imputato = l’incoloato
(inculpatul)
il contabile = il ragioniere (contabil) il magazzino = il negozio
(magazinul)
il cuoio = la pelle (pielea) i móbili = la
mobìlia (mobila)
il direttore = il manager (directorul) il pompiere = il vìgile del
fuoco (pompier)
la domanda = la richiesta (cererea) le scarpe alte = gli scarponi (ghete)
il fabbroferraio = il fabbro (fierarul)

12. Italia: date despre împărţirea administrativă, geografică, cultură.

Con 60.782.668 abitanti (al 31 dicembre 2013)[1], l'Italia è il quarto paese dell'Unione europea
per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito) ed il 23º al mondo. Il Paese ha,
inoltre, una densità demografica di 200,03 persone per chilometro quadrato, più alta della
media europea.[2]

All'indomani dell'Unità, la popolazione italiana ammontava a poco più di 22 milioni. La


crescita della popolazione fu abbastanza lenta negli ultimi decenni dell'Ottocento anche a
causa dell'elevato numero di persone che emigravano all'estero. Nel Novecento, fino agli anni
settanta l'aumento demografico fu invece più sostenuto e, a differenza della Francia, le perdite
umane delle due Guerre mondiali non incisero molto. La popolazione italiana, tuttavia, è
rimasta sostanzialmente invariata tra il 1981 e il 2001 (crescita zero), per poi riprendere ad
aumentare nel primo decennio del III millennio, soprattutto per via dell'immigrazione.

Secondo le ultime rilevazioni dell'ISTAT al 1º gennaio 2011 i giovani fino a 14 anni di età
sono 35.000 in più rispetto all'anno passato e rappresentano il 14% del totale. Le persone con
oltre 65 anni d'età risultano in aumento di 95.000 unità e ormai rappresentano 1/5 della
popolazione.[3] Anche i cittadini stranieri sono in costante aumento e costituiscono, al 1º
gennaio 2013, il 7,4% del totale[4]. Sotto il profilo demografico l'Italia si conferma uno dei
paesi con il più basso tasso di natalità al mondo; nel 2012 il numero medio di nascite per
donna è stimato a 1,42, in calo rispetto all'1,46 2010, che rappresentava il valore più alto dal
1984[5]. La fecondità è dunque in una fase di assestamento. Si mantiene superiore a quella
della metà degli anni '90, in cui si toccarono i minimi storici, ma ancora non ha raggiunto il
livello considerato ottimale per una popolazione, ovvero il livello di sostituzione delle coppie,
pari a circa 2,1 figli per donna.

Nel I millennio a.C. la più grande città d'Italia (e dell'intera Europa Occidentale) era
probabilmente Siracusa.
All'epoca dell'Impero Romano Roma divenne la più grande città d'Italia (e del mondo) con un
milione di abitanti.

All'epoca di Federico II era Palermo la maggiore città d'Italia (e forse di tutta l'Europa
Latina), con 150.000 abitanti.

Viguzzolo (AL): slogan propagandistico fascista a favore della natalità

Nella successiva Età Comunale e Rinascimentale Milano era la più grande città d'Italia, con
150.000 abitanti, ed era la seconda città dell'Europa Latina, dopo Parigi. Seguivano Firenze,
Genova e Venezia con circa 100.000 abitanti ciascuna.

Tra il XVI ed il XIX secolo, le città più grandi si trovavano nel Centro (Roma) e nel Sud
Italia: Napoli (la più grande al momento dell'Unità) e Palermo.

A partire dalla fine dell'Ottocento, con l'avvio del processo di industrializzazione nel Nord
Italia, vi fu un forte aumento della popolazione delle città dell'area (Milano, Torino e
Genova); vi fu invece un forte decremento delle città meridionali.

Durante il periodo fascista il regime mise in campo varie iniziative a supporto dell'espansione
demografica del paese, nonché una forte propaganda volta ad incrementare la natalità.

La tabella seguente riassume l'evoluzione storica della popolazione residente nelle maggiori
città italiane tra il 1800 ed il 1980[16][17]

La crescita delle città costituisce uno dei fenomeni più importanti della nostra epoca: in tutto
il mondo la popolazione tende a concentrarsi negli insediamenti urbani e già oggi più della
metà degli abitanti della Terra vive nelle città, mentre all'inizio dell'Ottocento i cittadini erano
solo 5 persone ogni 100.

Nei paesi sottosviluppati, la popolazione urbana cresce a un ritmo tre volte superiore rispetto
ai paesi sviluppati. C'è però una grande differenza tra quanto accade nei paesi ricchi e in quelli
poveri. Nei paesi ricchi l'urbanizzazione è frutto dello sviluppo: le città offrono posti di lavoro
e un modo di vita per molti più interessante. Dove la società è più ricca ed evoluta si sta anzi
delineando una tendenza contraria: attività industriali, aree commerciali e zone residenziali si
spostano dalla città verso altri luoghi. È il decentramento urbano. Numerose fabbriche sono
sorte in zone agricole, perché le reti telematiche e i trasporti veloci tendono ad annullare le
distanze. In aree extraurbane, talvolta in aperta campagna, sono sorti grandi centri
commerciali e insediamenti residenziali. Nei paesi poveri, invece, le grandi masse che si
accalcano nelle sterminate periferie delle città, inseguono solo la speranza, spesso solo
illusoria, di migliorare la propria esistenza.

Le grandi concentrazioni urbane

Si definisce metropoli quella città che estende la propria influenza a vaste regioni che la
circondano: la metropoli di Houston, in USA, si estende per 1500 chilometri quadrati, quella
di Pechino, in Cina, per 16000. Le metropoli hanno una popolazione elevata, spesso superano
i 10 milioni di abitanti, e un'alta densità di abitanti (per esempio, 14000 abitanti per
chilometro quadrato a Tokyo).
Diversa dalla metropoli è la conurbazione, che si è realizzata dove i centri urbani, con le
proprie cinture di città satelliti, si sono congiunti senza perdere la propria identità e
autonomia. La conurbazione è una configurazione territoriale più vasta e complessa di una
singola città. Nelle regioni in cui diverse conurbazioni si sono saldate, si sono formate le
megalopoli, costituite da serie di città di varie dimensioni, tra cui si allargano anche aree non
edificate ricoperte di boschi e parchi, zone agricole dove si coltivano ortaggi e frutta destinati
al consumo degli abitanti. Il territorio della megalopoli è molto articolato e alterna aree urbane
a spazi agricoli, industriali, ricreativi.

La più grande megalopoli si è formata nel Nord-Est degli Stati Uniti, sulla costa atlantica,
lungo l'asse Washington - Boston. Essa è lunga circa 600 chilometri, larga circa 200. Conta
circa 50 milioni di abitanti, con una densità media di 300 persone per chilometro quadrato.
Comprende altre importanti città come New York, Filadelfia, Baltimora: in totale 30 aree
urbane. La megalopoli chiamata "San San" da San Francisco a San Diego, si affaccia per 800
chilometri di lunghezza sulla costa dell'Oceano Pacifico, in California. La megalopoli di
ChiPitts, da Chicago a Pittsburgh, è disposta invece lungo i grandi laghi centrali. Una grande
megalopoli è quella del Tokaido, in Giappone. Anch'essa è sorta lungo il mare e si sviluppa
per circa 300 chilometri.

In Italia si parla ancora, talvolta, della possibilità di "fondere" in una maniera comparabile con
quella descritta sopra le città di Torino e Milano, che rappresentano due delle aree più
industrializzate e più ricche di servizi del Paese. Infatti, in entrambe le città è in corso un
processo di decentralizzazione, che porta gli abitanti dei due capoluoghi di regione a spostarsi
verso le aree più periferiche, ed in particolare verso i comuni limitrofi che ormai costituiscono
nella maggior parte dei casi un unicum con il comune cittadino; fatto che non si verifica
invece, per esempio, con la città di Roma, i cui confini comunali corrispondono ai confini
dell'agglomerato urbano in maniera molto più spiccata che nel caso delle due città del nord.

Tuttavia, la consistente distanza che separa le due realtà (più di 100 chilometri), sebbene per
di sé potrebbe non costituire una limitazione, unita al fatto che gran parte del territorio
compreso tra esse sia adibito ancora principalmente ad un uso agricolo più tradizionale,
seppur con tutti i vantaggi della modernizzazione delle rispettive tecniche di utilizzo (si pensi
alle risaie vercellesi), con piccole realtà comunali posizionate in ordine relativamente sparso
per la pianura, ma senza grandi centri urbani e senza un sistematico piano di organizzazione
del territorio, rendono questa possibilità più un progetto sulla carta che una possibile realtà
sostanziale, perlomeno nel breve e nel medio termine. D'altro canto la stessa fattibilità del
progetto, così come la sua sostenibilità ecologica e la sua convenienza anche al di là
dell'aspetto economico, possono essere argomento di discussione.

Per quanto riguarda l'Italia meridionale si osservano importanti conurbazioni come quella di
Napoli per la Campania e quella di Catania per la Sicilia, in cui le due città hanno di gran
lunga superato i confini comunali per inglobare parecchie cittadine limitrofe.