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IL CANTO NELLA STORIA MUSICALE

I diversi utilizzi della voce come mezzo espressivo e comunicativo


 

1. Il primo “strumento” musicale è stato sicuramente la voce: nella preistoria come


imitazione dei suoni e successivamente come forma d’arte, di espressione e di
comunicazione.
I popoli antichi cantavano, ma la prima interessante testimonianza ci arriva
dall’ANTICA GRECIA in cui si univano poesia, recitazione, musica strumentale e
musica vocale in una forma d’arte chiamata MUSIKE’.Il canto era monodico ed
all’unisono con gli strumenti come la LIRA che accompagnava il canto, tant’è che
tutt’ora si parla di musica lirica. Un esempio è senza dubbio l’ “Epitaffio di Sicilo”
rinvenuto a Tralles, nell’Asia minore,( II o I secolo ac). Si tratta di un  brano
commemorativo giunto fino a noi grazie ad una notazione alfabetica chiara e ancora
riproducibile.

Nel medioevo (476d.c.-1492d.c.) nella MUSICA SACRA la voce era il mezzo


privilegiato ed unico per fare musica: caratteristiche di questo canto erano la
MONODIA tipica del CANTO GREGORIANO, assenza di strumenti e ritmo, lingua
Latino, argomenti sacri, funzione di preghiera. 

Nel TARDO MEDIOEVO (1200), in particolare  presso la cattedrale di Notre-


Dame a Parigi si svilupparono le PRIME FORME DI POLIFONIA partendo da
melodie gregoriane .  Con le stesse caratteristiche del canto gregoriano ma con
una necessaria evoluzione ritmica al fine di mantenere unite le due voci 
 

Nella MUSICA PROFANA la voce eseguiva canti MONODICI, ma molto ritmici ed


accompagnati da STRUMENTI, che celebravano la vita IN LINGUA VOLGARE,
gli autori e compositori di queste musiche erano poeti e musici dotati di cultura e
gusto. In varie zone d’Europa avevano nomi diversi: in Francia TROVATORI (sud) e
TROVIERI (nord), in Germania MINNESANGER. 

Grazie ai nuovi ordini monastici che vogliono portare la parola di Dio anche al
popolo che non conosce il latino, nasce la LAUDA un CANTO RELIGIOSO ma con
le caratteristiche della musica profana, quindi ritmato, con strumenti, ma soprattutto
in LINGUA VOLGARE 

Tra la FINE DEL MEDIOEVO E L’INIZIO DEL RINASCIMENTO (1400-1500)


nasce e si SVILUPPA LA POLIFONIA, in cui più voci che eseguono diverse
melodie si sovrappongono. I maggiori maestri in questo campo sono i Fiamminghi
che dalle fiandre vengono chiamati in tutta Europa accolti da mecenati e
successivamente ricordiamo Giovanni Pierluigi da Palestrina che , oltre a molti altri
italiani, si distinse per la bellezza delle composizioni polifoniche. In questo periodo
furono scritte MESSE CANTATE E MOTTETTI in latino. 

Nel Rinascimento la musica profana vede una grande evoluzione ed i maestri


fiamminghi scrivono brani polifonici profani anche molto divertenti come “el grillo è
buon cantore” di Josquin Desprez. 

Poeti come Petrarca scrivono testi per un genere musicale che avrà grande successo:
IL MADRIGALE; composizione spesso a 5 parti, dove spesso le voci erano sostituite
interamente o in parte da strumenti. La voce, grazie ai MADRIGALISMI, esprime il
senso delle parole, quindi se si parla di pianto, la musica imiterà un singhiozzo triste
o se si parla di guerra, la musica sarà più concitata. 

NEL BAROCCO (1600-1750) nasce la monodia (MELODIA) ACCOMPAGNATA


in contrapposizione alla polifonia, spesso troppo complessa e poco intellegibile nei
testi. Questa nuova tecnica compositiva si presta al racconto drammatico di storie e
drammi in musica, nasce così il MELODRAMMA o OPERA LIRICA in cui
personaggi, orchestra, ballerini e cori dialogano in una scenografia sui palchi dei
neonati TEATRI. La musica poteva essere ascoltata da chiunque avesse la possibilità
di acquistare un biglietto, e non più solo ad esclusivo privilegio delle famiglie nobili. 

La tecnica vocale si sviluppa con l’affermazione dei cantanti solisti che vogliono
dimostrare la loro bravura e per i quali i compositori scrivono arie dedicate e lasciano
loro grande spazio per esibire le doti vocali. La tecnica vocale richiede ai cantanti di
poter sostenere il volume di suono dell’orchestra e di farsi sentire in tutto il teatro:
nasce il cosiddetto BELCANTO 

Mentre in CAMPO SACRO si sviluppano gli ORATORI (Bach , Haendel) con cori,
solisti ed orchestra, ma senza impianto scenografico e senza costumi, e con ancora
una forte influenza della Polifonia. Nella chiesa protestante si usa il CORALE che è
cantato in lingua volgare in cui la polifonia diviene meno complessa per far cantare
anche i fedeli e per far capire bene i testi. Ascoltiamo il possente Alleluya
dall’oratorio “il Messia” di Haendel 

Nel PERIODO CLASSICO (1750-1800) la VOCE diventa LIRICA ed i cantanti


dimostrano nelle Arie d’opera tutta la loro tecnica e bravura espressiva. Ascoltiamo
l’aria della Regina della notte dal “Flauto Magico” di W. A. Mozart 

Nel periodo ROMANTICO i due compositori maggiori furono sicuramente Giuseppe


Verdi e Richard Wagner che scrissero opere con arie e motivi che sono passati alla
storia 

e cori celebri!! 

La voce ALL’INIZIO DEL 900 viene usata in un modo nuovo creando dissonanze
nella musica ATONALE E DODECAFONICA dando forma musicale al
superamento delle regole dell’armonia seicentesca. 

In AMERICA DEL NORD la mescolanza tra le culture europee (colonizzatrici) e


africana (ridotta in schiavitù) da forma a nuovi generi musicali come lo spiritual, il
blues e più tradi il Jazz. La voce era l’unico strumento che gli schiavi si potevano
portare nei viaggi transoceanici stipati sulle navi. Le scale della musica africana si
incontrarono con gli accordi e le scale europee dando così origine al BLUES già
verso la METÀ DEL 1800. La VOCE intona le note quasi stonate del blues
IMPROVVISA TESTI MALINCONICI con accompagnamento di pochi strumenti ed
adottando la tecnica del CALL AND RESPONSE. 

Il Blues si sviluppa, accelera, diventa elettrico, entra nei locali da ballo e sui dischi e
dall’incontro con il Country nasce il ROCK AND ROLL NEGLI ANNI 50 e LA
VOCE URLA la rabbia dei teenagers di tutto il mondo in cerca di un’identità ed un
ruolo nella società post bellica. 

Negli ANNI 60 la musica per i giovani diventa un fenomeno commerciale e


popolare, nasce cosi la POP MUSIC in cui la voce diventa più MELODICA e più
COMMERCIALE.

Contemporaneamente autori che cantano e scrivono le loro musiche nel genere folk,
danno il via all’epoca dei CANTAUTORI,  nelle cui canzoni il testo diventa
impegnato socialmente e politicamente.. Ricordiamo tra gli atti e altri Fabrizio de
Andrè e Bob Dylan. 

Negli ANNI 70 i giovani si riuniscono nelle discoteche per ballare una musica
spensierata dalla SEMPLICE MELODIA e dai RITMI DANCE. 

Negli ANNI 80 la popolazione afroamericana esprime la rabbia ed il dolore per


una discriminazione sociale ancora marcata inventando un “non canto”,
l’intonazione lascia spazio solo al ritmo delle parole ed al senso di un messaggio
che è più importante della melodia. Nasce così il RAP 
NEGLI STESSI ANNI la rabbia del rock’n’roll si esaspera nell’HEAVY METAL
e nel PUNK e la VOCE è VIOLENTA e aggressiva anche nei testi. 
NEGLI ANNI DUEMILA I GENERI SI CONTAMINANO in una
globalizzazione musicale dove rock, elettronica, dance, pop, hip hop
MESCOLANO TECNICHE VOCALI provenienti da tutto il mondo e da tutte le
epoche.