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nel vuoto.

Uno imbeccava un cigno con chicchi di ta da parte di quei suoi casti padri, ch' egli avreb-
granone, volgendo gli occhi altrove. be controbattuta adducendo prove, invocando Ia
A un nuovo arpeggio del suonatore, un guerriero voce del sangue; ma questa risposta cOSIcalma,
a cavallo rispose alzando i1corno e mandando un che non negava Ia possibilità dei fatti, ma esclu-
lungo richiamo. Quando tacque, tutti quei guer- deva ogni discussione per una questione di prin-
rieri si mossero, fecero alcuni passi ognuno nella cipio, era scoraggiante.
sua direzione, e si fermarono di nuovo. - Non ho altra aspirazione che d'essere rico-
.. _ Cavalieri ... - si fece forza a dire Torrismon- nosciuto figlio di questo Sacro Ordine - provo
o do - scusatemi, forse sbaglio, ma non siete voi a insistere - per il quale nutro una ammirazione
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....1 forse i Cavalieri del Gra ... sconfinata!
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u _ Non pronunciarne mai i1nome! -l'interrup- - Se ammiri tanto il nostro Ordine - disse l' an-
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pe una voce alle sue spalle. Un cavaliere, dal capo ziano - non dovresti avere altra aspirazione che
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canuto, era fermo vicino alui. - Non ti basta es- d' essere ammesso a farne parte. 153
ser venuto a turbare il nostro pio raccoglimento? - E sarebbe possibile, voi dite? - esclamõ Tor-
152 _ Oh, perdonatemi! - gli si rivolse il giovane. rismondo, subito attratto dalla nuova prospettiva.
_ Sono cOSIfelice d' essere tra voi! Sapeste quan- - Quando te ne fossi reso degno.
to vi ho cercato! - Cosa bisogna fare?
-Perché? - Purificar si gradatamente d' ogni passione e
_ Perché ... - e Ia smania di proclamare il suo lasciarsi possedere dall' amore del Gral.
segreto fu piu forte del timore di commettere un - Oh, voi 10 pronunciate, il nome?
sacrilegio - ... perché sono vostro figlio! - Noi Cavalieri possiamo; voi profani, no.
Il cavaliere anziano resto impassibile. - Qui non - Ma ditemi, perché tutti qui tacciono e voi siete
si conoscono padri né figli - disse dopo un mo- il solo a parlare?
mento di silenzio. - Chi entra nel Sacro Ordin - E a me che spetta il compito dei rapporti con
abbandona tutte le parentele terrene. i profani. Essendo le parole spesso impure, i Ca-
Torrismondo, piu che ripudiato, si senti deluso: valieri preferiscono astenersene, se non per lasciar
ma gari si sarebbe aspettata una ripulsa sdegna- parlare attraverso le loro labbra il Gral.
- Ditemi: cosa devo fare per cominciare? valieri andavano ancheggiando, come colti da dol-
- Vedi quella foglia d'acero? Una goccia di ru- ci brividi, e facevano boccucce.
giada vi si e posata. Tu sta' fermo, immobile, e fis- - Sono ancora a uno stadio intermédio. Prima
sa quella goccia sulla foglia, immedesimati, dimen- di sentirsi una cosa sola con il sole e le stelle, il no-
tica ogni cosa deI mondo in quella goccia, finché vizio sente come avesse dentro di sé solo le cose
non sentira i d' aver perso te stesso e d' essere per- piu vicine, ma molto intensamente. Questo, spe-
vaso dall'infinita forza deI Gral. cie ai piu giovani, fa un certo effetto. A quei nostri
E 10 piantõ li. Torrismondo guardo fisso Ia goc- fratelli che tu vedi, 10 scorrere del ruscello,lo stor-
o
z cia, guardo, guardo, gli venne da pensare ai casi mire delle fronde, il crescere sotterraneo dei fun-
suo i, vi de un ragno che calava sulla foglia, guar- ghi comunicano una specie di gradevole lentissi-
do il ragno, guardo il ragno, si rimise a guardare mo solletico.
Ia goccia, mosse un piede che gli formicolava, uffa! - E non si stancano, alla lunga?
era annoiato. Intorno apparivano e sparivano nel - Raggiungono man mano gli stadi superiori, 155
bosco cavalieri che muovevano lentamente i pas- in cui non sono piu soltanto le vibrazioni piu vi-
154 si, a bocca aperta e occhi sgranati, accompagna- cine ad occuparli ma il grande respiro dei cieli, e
ti da cigni di cui ogni tanto accarezzavano il mor- piano piano si distaccano dai sensi.
bido piumaggio. Qualcuno d'essi tutt'a un tratto - Succede a tutti?
allargava le braccia e spiccava una piccola corsa, - A pochi. E in modo completo a uno soltanto
emettendo un grido sospirato. di noi, I'Eletto, il Re deI Gral. -
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- Ma quelli là - Torrismondo non poté tratte- Erano giunti a uno spiazzo dove un gran numero '"
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nersi daI chiedere all'anziano, che era ricomparso di cavalieri facevano esercizi d' armi davanti a una
nei pressi - cosa gli succede? tribuna con baldacchino. Sotto quel baldacchino era
- L'estasi - disse l' anziano - cioe qualcosa seduto, o meglio raggomitolato, immobile, qualcu-
che tu non conoscerai mai se sei cosi distratto e cu- no che pareva, piu che un uomo, una mummia, ve-
rioso. Quei fratelli hanno finalmente raggiunto Ia stita anch'essa con l'uniforme del Gral, ma d'una
completa comunione col tutto. foggia piü fastosa. Gli occhi li aveva aperti, anzi
- E quegli altri? - chies e il giovane. Certi ca- sbarrati, nella faccia rinsecchita come una castagna.
- Ma e vivo? - chiese il giovane.
- E vivo, ma ormai e tanto preso dall'amare
del Gral che non ha piu bisogno di mangiare, né
di muoversi, né di fare i suoi bisogni, né quasi di
respirare. Non vede né sente. Nessuno conosce i
suoi pensieri: essi certo riflettono i1 percarso di
lontani pianeti.
- Ma perché 10 fanno assistere a una parata mi-
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litare, se non vede?
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....l - Cio e nei riti del Gral.
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I cavalieri si esercitavano tra loro in assalti di
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-c scherma. Muovevano le spade a scatti, guardan-
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do nel vuoto, e i loro passi erano duri e improvvisi


come se non potessero prevedere mai cos'avrebbe-
156 ro fatto un attimo dopo. Eppure non sbagliavano
una botta.
- Ma come possono combattere, con quell' aria
da mezz' addarmentati?
- E il Gral che e in noi a muovere le nostre spa-
de. L'amore dell'universo puõ prendere forma di
tremendo furare e spingerci a infílzare amorosa-
mente i nemici. Il nostro Ordine e invincibile in
guerra proprio perché combattiamo senza fare al-
cuno sforzo né alcuna scelta ma lasciando che il sa-
cro furore si scateni attraverso i nostri corpi.
- E Ia va sempre bene?
- Si, per chi ha perso ogni residuo di volontà
umana e lascia che sia soltanto Ia forza del Gral a troppo individuale, di fondersi nella comunione
muovere ogni suo minimo gesto. con l'infinito amore del GraI, stava attento a per-
_ Ogni minimo gesto? Anche adesso che state cepire ogni minimo indizio di quelle ineffabili sen-
camminando? sazioni che mandavano in estasi i cavalieri. Ma i
L'anziano avanzava come un sonnambuIo. - giorni passavano e Ia sua purificazione non face-
Certamente. Non sono io che muovo il mio piede: va un passo avanti. Tutto quello che piu piaceva a
lascio che sia mosso. Prova. Si comincia tutti di li. loro, a lui dava fastidio: quelle voci, quelle musi-
Torrismondo provo, ma - primo - non c'era ver- che, quello star sempre li pronti a vibrare. E soprat-
o so di riuscirci e - secondo - non ci provava nessun tutto Ia vicinanza continua dei confratelli, vestiti in
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...l gusto. C'era il bosco, verde e frondoso, tutto frulli quella maniera, mezzi nudi con Ia corazza e l'elmo
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u e squittii, dove gli sarebbe piaciuto correre, distri- d'oro, con le carni bianche bianche, alcuni un po'
carsi, scovare seIvaggina, opporre a queU'ombra, vecchiotti, altri giovinetti delicati, permalosí, ge-
a quel mistero, a quella natura estranea, se stes- losi, suscettibili, gli diventava sempre piu antipa- 159

so, Ia sua forza, Ia sua fatica, il suo coraggio. Inve- tica. Con Ia storia poi che era il Gral a muoverli, si
158 ce, doveva star li a ciondolare come un paralitico. lasciavano andare a ogni rilassatezza di costumi e
_ Lasciati possedere -10 ammoniva l' anziano pretendevano d' esser sempre puri.
-Iasciati possedere dal tutto. Il pensiero ch' egli poteva esser stato generato
- Ma a me, veramente - sbottõ Torrismondo cosi con gli occhi fissi nel vuoto, senza nemmeno
_ quel che piacerebbe e d' essere io a possedere, badare a quello che facevano, dimenticandosene
subito, gli riusciva insopportabile.
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non d' esser posseduto. '"'"
L'anziano incrociõ i gomiti sul viso in modo da Venne il giorno della riscossione dei tributi. Tutti '"...•
i villaggi intorno al bosco dovevano in ricorrenze '"z
tapparsi insieme occhi ed orecchi. - Ne hai anco- ...•
stabilite versare ai Cavalieri del Gral un dato nu- '"
ra di cammino da compiere, ragazzo.
Torrismondo rimase all'accampamento del Gra I. mero di forme di ricotta, di cesti di carote, di sac-
Si sforzava d'imparare, d'imitare i suoi padri o chi d' orzo e agnellini di latte.
fratelli (non sapeva piu come chiamarli), cercav S'avanzõ un' ambasceria di paesani. - Noi si vo-
di soffocare ogni moto dell' animo che gli pares • leva dire che I'annata, per tutta Ia terra di Curvaldia,

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e stata magra. Neanche sappiamo come sfamare i Torrismondo, spinto nella corsa dei Cavalieri,
nostri figli. La carestia tocca il ricco come il pove- era stravolto. - Ma ditemi, perché? - gridava
ro. Pii cavalieri, siamo qui umilmente a chiedervi all'anziano, tenendogli dietro, come allunico che
che ci perdoniate i tributi, per stavolta. potesse ascoltarlo. - N on e dunque vero che siete
Il Re del Gral, sotto il baldacchino, stava zitto e pervasi dall'amore del tutto! Ehi, attento, investi-
fermo come sempre. A un certo punto, lentamente, te quella vecchia! Come avete cuore d'infierire su
disgiunse le mani che aveva intrecciate sulla pan- questi derelitti? AI soccorso, le fiamme s'appicca-
cia, le levo al cielo (aveva delle unghie lunghissi- no a quella culla! Ma che fate?
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me) e Ia sua bocca disse: - Iiiih ...
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...l A quel suono, tutti i Cavalieri avanzarono a lan-
- Non voler scrutare i disegni del Gral, novi-
zio! -10 ammoni l'anziano. - Non siamo noi a
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ce puntate contro i poveri Curvaldi. - Aiuto! Di- far questo; e il Gral, che e in noi, che ci muove! Ab-
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,..-c fendiamoci! - gridarono quelli. - Corriamo ad bandonati al suo furioso amorel


armarei d'asce e di falei! - e si dispersero. Ma Torrismondo era sceso di sella, si lanciava a 161
I Cavalieri, gli sguardi rivolti al cielo, al suono soccorrere una madre, a ridarle in braccio un bam-
160 dei corni e dei timbri, marciarono sui villaggi cur- bino caduto.
valdi nella notte. - No! Non porta temi via tutto il raccolto! Ho n
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Dai filari di luppolo e dalle siepi saltavano fuori faticato tanto! - urlava un vecchio. :>-
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villici arma ti di forche fienaie e di roncole, cercan- Torrismondo fu al suo fianco. - Molla il sacco,
do di contestar loro il passo. Ma poco poterono con-
tro le inesorabili lance dei Cavalieri. Rotte le sparute
brigante! - e savventõ su un cavaliere strappan-
dogli il maltolto.
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linee dei difensori, essi si buttavano coi pesanti ca- - Che tu sia benedetto! Sta' con noi! - disse- -
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valli da guerra contro le capanne di pietre e paglia ro alcuni di quei tapini che ancora tentavano con ..,Z
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e fango diroccandole sotto gli zoccoli, sordi alle gri- forconi e coltellacci e scuri di attestarsi a difesa
da delle dorme, dei vitelli e degli infanti. Altri cava- dietro un muro.
lieri reggevano torce accese, ed appiccavano fuoco - Disponetevi a semicerchio, diamo loro ad-
ai tetti, ai fienili, alle stalle, ai miseri granai, finché dosso tutti insierne! - grido loro Torrismondo e
i villaggi non erano ridotti a roghi belanti e urlanti. si mise alla testa della milizia paesana curvalda.
Ora ricaceiava i Cavalieri fuor delle case. Si tro- ma Torrismondo già s'allontanava dal villaggio,
võ faceia a faccia con l'anziano e altri due armati dal bosco del Gral, dalla Curvaldia.
di torce. - E un traditore, prendetelo! Riprese il suo vagabondare per le nazioni. Ogni
S'accese una gran zuffa. I Curvaldi ci davano onore e ogni piacere egli aveva sdegnato fin allo-
coi girarrosti, e le donne e i ragazzi con le pietre. ra, vagheggiando come solo ideale il Sacro Ordi-
A un tratto suono il corno. - Ritirata! - Di fronte ne dei Cavalieri del Gral. E ora che quell'ideale
alla riscossa curvalda i Cavalieri avevano ripiega- era svanito, quale meta poteva dare alla sua in-
to in piü punti e adesso sgombravano il villaggio. quietudine?
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z~ Anche quel drappello che stringeva dappresso Sieibava di frutti selvatieinei boschi, di minestro-
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..l Torrismondo, arretrõ. - Via, fratelli! - grido l'an- ne di fagioli nei conventi che incontrava per via, di
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ziano -laseiamoei condurre dove ei porta il Cral! ricci di mare sulle coste rocciose. E sulla spiaggia
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-c - Trionfi il Gral! - fecero in coro gli altri vol- di Bretagna, cercando ricei appunto in una grotta,
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tando le briglie. ecco che scorge una donna addormentata. 163


- Evviva! Ci hai salvati! - e i paesani s'affol- Quel desiderio che l'aveva mosso per il mondo,
162 lavano attorno a Torrismondo. - Sei cavaliere ma di luoghi vellutati da una morbida vegetazione, per-
generoso! Finalmente ce n'e uno! Resta con noi! corsi da un basso vento radente, e di terse giorna- n
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Dicei quello che vuoi: te 10 daremo! te senza sole, ecco che finalmente al vedere quelle >
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- Ormai ... quello che voglio ... io non so piu ... lunghe nere ciglia abbassate sulla guaneia piena e
- balbettava Torrismondo. pallida, e Ia tenerezza di quel corpo abbandonato,
- Neanche noi sapevamo nulla, neppure d'es- e Ia mano posata sul colmo seno, e i molli capel-
sere persone umane, prima di questa battaglia ... E li seiolti, e illabbro, l'anca, l' alluce, il respiro, ora
adesso ci par di potere di volere ... di dover far pare che quel desiderio si acqueti.
tutto ... Anche se e dura - e si voltavano a pian- Chino su di lei, stava guardandola, quando So-
gere i loro morti. fronia aperse gli occhi. - Non mi farete del male
- Non posso restar con voi ... Non so chi sono ... - disse, mite. - Cosa andate cercando tra questi
Addio ... - e già galoppava via. scogli deserti?
- Torna! - gli gridavano quelle popolazioni - Sto cercando qualcosa che sempre mi e man-
'lt 010 ora che vi vedo so cos'e. Come siete CAPITOLO UNDICESIMO
iiunta su questa riva?
..
- Fui costretta a nozze, ancorché monaca, con
un seguace di Maometto, le quali non furono perà
mai consumate in quanto essendo io Ia trecentoses-
santacinquesima un intervento d' armi cristiane mi
porto fin qui, vittima, peraltro, d'un naufragio nel
viaggio di ritorno, cosi come alI'andata d'un sac-
o cheggio di ferocissimi pirati.
z
- Capisco. E siete sola?
- n salvatore e andato giu ai quartieri imperiali
per sbrigare, a quanto ho inteso, certe pratiche.
- Vorrei offrirvi Ia protezione della mia spada, 165
ma temo che il sentimento che mi ha infiammato Carlomagno cavalcavaverso Ia costa di Bretagna.
J64 alla vostra vista non trasmodi in propositi che voi - Ora vediamo, ora vediamo, Agilulfo dei Guil- -
r-

potreste considerare non onesti. diverni, state calmo. Se quel che mi dite e vero, se n
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-c
- Oh, non fatevi scrupolo, sapete, ne ho viste questa donna ha ancora addosso Ia stessa vergini- >
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tante. Benché, ogni volta, quando s' arriva al pun- tà che aveva or sono quindici anni, niente da dire,
to, salta su il salvatore, sempre lui.
- Arriverà anche stavolta?
siete stato armato cavaliere a buon diritto, e quel
giovinotto voleva darcela a intendere. Per accer-
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- Mah, non e mai detto. tarmi ho fatto venire al nostro seguito una coma- ..,"
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- Qual e il vostro nome? re esperta nelle faccende di donne; noi solda ti per ..,z
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- Azira; o suor Palmira. Secondo se nel gineceo queste cose, eh già, non si ha la mano ...
del sultano o in convento. La vecchietta, issata sul cavallo di Curdulu, cian-
-Azira, mi pare d'avervi sempre amata ... d'es- gottava: - SI, SI,maestà, sarà fatto a puntino, an-
ermi già smarrito in voi ... che se nasceranno due gemelli... - Era sorda e non
aveva ancora capito di cosa si trattava.
N lla grotta entrano per primi due ufficiali del - Ci vorrete spiegare - dice Carlomagno.
uito, con torce. Tornano sbigottiti: - Sire,Ia ver- - In verità, Torrismondo non e mio figlio, ben-
gine giace in un amplesso con un giovane soldato. si mio fratelIo, o meglio fratellastro - dice Sofro-
Gli amanti vengono tratti al cospetto dell'im- nia. - La regina di Scozia nostra madre, essendo
peratore. il re mio padre in guerra da un anno, 10 diede alla
- Tu, Sofronia! - grida Agilulfo. luce dopo un fortuito incontro - pare - col Sacro
Carlomagno fa sollevare il viso del giovane. Ordine dei Cavalieri del Gral. Avendo il re annun-
- Torrismondo! eiato il suo ritorno, quella perfida creatura (tale in-
Torrismondo balza verso Sofronia. - Tu sei So- fatti sono costretta a giudicare nostra madre) con
fronia? Ah, madre mia! Ia scusa di farmi portare a passeggio il fratellino,
- Conoscete questo giovane, Sofronia?- chiede mi fece sperdere nei boschi. Ordi un tremendo in-
l'imperatore. ganno al marito che sopraggiungeva. Gli disse che
La donna china il capo, pallida. - Se e Torri- io, tredicenne, ero fuggita per dare alla luce un ba- 167
smondo, 10 crebbi io stessa - dice con un fil di voce. stardelIo. Trattenuta da un malinteso rispetto fi-
Torrismondo balza in sella. - Ho commesso un liale, non tradii mai questo segreto di nostra ma- -
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incesto nefando! Non mi vedrete mai piü! - spro- dre. Vissi nelle brughiere col fratelIastro infante e :>-
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furono anche per me anni liberi e felici, al confron-
na e corre verso il bosco, sulla dritta.
Agilulfo sprona a sua volta. -Non vedrete nep- to di quelli che m' attendevano, nel convento dove -
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pur piu me! - dice. - Non ho piu nome! Addio! fui costretta dai duchi di Cornovaglia. Non conob- -
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- e s'addentra nel bosco, a mano manca. bi uomo fino a stamane, all'età di trentatré anni, e '"
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Tutti sono rimas ti costernati. Sofronia tiene il il primo incontro con un uomo, ahime, risulta es- V>

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volto nascosto tra le mani. sere un incesto ... ..,
S' ode un galoppo a dritta. E Torrismondo che - Vediamo un po' con calma come stanno le '"
torna fuori del bosco a gran carriera. Grida: - Ma cose - fa Carlomagno, conciliante. - L'incesto
come? Ma se fino a poco fa era vergine? Come ho c'ê sempre, perà, tra fratelIastro e sorelIastra, non
fatto a non pensarei subito? Era vergine! Non puõ e poi dei piu gravi ...
s re mia madre! - Non c'e incesto, sacra maestà! RalIegrati, So-
fr nia! - esclama Torrismondo, raggiante in viso. di Corbentraz e Sura, cavaliere di Selimpia Cite-
_ Nelle ricerche sulla mia origine ho appreso un riore e Feeez! E tutto a postooo! Tornaaate! - Gli
segreto che avrei voluto custodire per sempre: colei risponde solo I'eco.
che credevo mia madre, cioe tu, Sofronia, sei nata Rambaldo prese a battere il bosco sentiero per
non dalla regina di Scozia, ma figlia naturale del sentiero, e fuor dei sentieri per dirupi e torrenti,
re, dalla moglie d'un castaldo. 11re ti fece adotta- chiamando, tendendo l'orecchio, cercando un se-
re da sua moglie, cioe da quella che apprendo ora gno, una traccia. Eccoun'impronta di ferri di caval-
essere stata mia madre, e che a te fu soltanto ma- 10. In un punto appaiono marcate piu fonde come
o trigna. Ora comprendo come ella, obbligata dal re se l'animale vi si fosse fermato. Di li Ia traccia de-
z
a fingersi tua madre contro Ia sua volontà, non ve- gli zoccoli riprende piu leggera, come se il caval-
desse l' ora di sbarazzarsi di te; e 10 fece attribuen- 10 fosse stato lasciato correr via. Ma dallo stesso
doti il frutto d'una sua colpa passeggera, cioe io. punto si diparte un' altra traccia, un' orma di passi
Figlia tu del re di Scozia e d'una contadina, io del- in scarpe di ferro. Rambaldo Ia segui. 169

Ia regina e del Sacro Ordine, non abbiamo nessun Tratteneva il fiato. Giunse a una radura. Ai piedi
168 legame di sangue, ma soltanto illegame amoroso d'una quercia, sparsi in terra, erano un elmo ro- -
e-
n
stretto liberamente qui or e poco e che spero ar- vesciato dal cimiero color dell'iride, una corazza >
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bianca, i cosciali i bracciali le manopole, tutti in-
dentemente tu voglia riannodare.
-Mi pare che tutto si risolva per il meglio ... - somma i pezzi dell'armatura di Agilulfo, alcuni
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dice Carlomagno, fregandosi le mani. - Ma non disposti come nell'intenzione di formare una pi- - I.
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ramide ordinata, altri rotolati al suolo alla rinfu- '"
tardiamo a rintracciare quel nostro bravo cavalier
sa. Appuntato all'elsa della spada, era un cartiglio:
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Agilulfo e a rassicurarlo che il suo nome e il suo '"Z
"Lascio questa armatura al cavaliere Rambaldo di
titolo non corrono piu alcun pericolo. >-l

Rossiglione." Sotto c'era unmezzo svolazzo, come '"


-Andrà io, maestà! - dice un cavaliere corren-
d'una firma cominciata e subito interrotta.
do avanti. E Rambaldo.
Entra nel bosco. Grida: - Cavaliereee! Cava- - Cavaliere! - chiam a Rambaldo, rivolto ver-
liere Agilulfooo! Cavaliere dei Guildiverniii! Agi- so l'elmo, verso Ia corazza, verso Ia quercia, verso
lulfo Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli Altri il cielo. - Cavaliere! Riprendete l'armatura! 11vo-
stro grado nell' esercito e nella nobiltà di Francia e
incontestabile! - E cerca di rimettere insieme I'ar-
matura, di farla stare in piedi, e continua a grida-
re: - Ci siete, cavaliere, nessuno puõ piu negarIo,
ormai! - Non gli risponde alcuna voce. L'armatu-
ra non sta su, I'elmo rotola in terra. - Cavaliere,
avete resistito per tanto tempo con Ia vostra sola
forza di volontà, siete riuscito a far sempre tutto
o
z come se esisteste: perché arrendervi tutt' a un trat-
to? - Ma non sa piu da che parte rivolgersi: I'ar-
matura e vuota, non vuota come prima, vuota an-
che di quel qualcosa che era chiamato il cavaliere
Agilulfo e che adesso e dissolto come una goccia
nel mare.
170 Rambaldo ora si slaccia Ia sua corazza, si spo-
glia, infila I'armatura bianca, calza I'elmo di Agi-
lulfo, stringe in mano 10 scudo e Ia spada, salta a
cavallo. Cosi arma to compare al cospetto dell'im-
peratore e del suo seguito.
- Ah, Agilulfo, siete tornato, tutto bene, eh?
Ma dall'elmo risponde un'altra voce. - Non
sono Agilulfo, maestà! - La celata si solleva e ap-
pare il viso di Rambaldo. - DeI cavaliere dei Guil-
diverni e rimas ta solo Ia bianca armatura e questa
carta che me ne assegna il possesso. Ora non vedo
l'ora di gettarmi in battaglia!
Le trombe suonano l'allarme. Una flotta di felu-
che ha sbarcato un esercito saracino in Bretagna. risuona acuta dal fondo della valle. - Ehi, lassu,
L'armata franca corre a indrappelIarsi. - Il tuo de- Agílulfo:
siderio e esaudito - fa re Carlo - ecco l'ora di bat- Un cava1iere sta correndo verso di lui. Sull' ar-
terti. Fa' onore alle armi che porti. Ancorché di ca- matura indossa una sopravveste color pervinca. E
rattere difficile, Agilulfo il soldato 10 sapeva fare! Bradamante che 10 sta inseguendo. - Ti ho final-
L' esercito franco tien testa agli invasori, apre mente ri trova to, bianco cavaliere!
una breccia nel fronte saracino e il giovane Ram- "Bradamante, non sono Agilulfo: son Rambal-
baldo e il primo a farvi impeto. S'azzuffa, colpi- do!" lui le vorrebbe subito gridare, ma pensa che
o
z sce, si difende, un po' ne dà e un po' ne piglia. e meglio dirglielo da vicino, e volta il cavallo per
Dei maomettani molti mordono Ia terra. Rambal- raggiungerla.
do quanti ce ne stanno sulIa lancia, tanti ne infilza - Finalmente sei tu a corrermi incontro, inaffer-
uno dietro l' altro. Già i drappelli invasori ripiega- rabile guerriero! - esclama Bradamante. - Oh,
no, si pigiano intorno alle feluche ormeggiate. In- mi fosse dato di vederti correre appresso a me, 173
calzati dalle armi franche, gli sconfitti prendono il anche tu, l'unico uomo i cui atti non sono butta-
172 largo, tranne quelli rimasti ad inzuppar di sangue ti li come vien viene, improvvisati, faciloni, come
moro Ia grigia terra di Bretagna. quelli della solita canea che mi vien dietrol - E in
Rambaldo esce dalla battaglia vittorioso e inco- cosi dire, volta i1cavallo e prova a sfuggirgli, sem-
lume; ma l'armatura,Ia candida intatta impeccabi- pre perõ girando il capo a vedere se lui sta al gioco m

le armatura di Agilulfo adesso e tutta incrostata di e Ia rincorre. '"


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terra, spruzzata di sangue nemico, costelIata dam- Rambaldo e impaziente di dirle: "Non ti accorgi
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maccature, bugni, sgraffi, slabbri, il cimiero mez- che anch'io sono uno che si muove maldestro, che ...•
zo spennato, l'elmo storto, 10 scudo scrostato pro- ogni mio gesto tradisce il desiderio, l'insoddisfa- '"
z
...•
prio in mezzo al misterioso stemma. Ora il giovane zione, I'inquietudine? Ma anch'io quello che voglio m

Ia sente come I' armatura sua, di lui Rambaldo di e soltanto l'essere uno che sa quello che vuole!" e
Rossiglione; il primo disagio provato a indossarla per dirglielo galoppa seguendo lei che ride e dice:
e ormai lontano: ormai gli calza come un guanto. - Questo e il giorno che avevo sempre sognato!
Galoppa, solo, sul dosso d'una colIina. Una voce L'ha persa di vista. C'e una valle erbosa e soli-
taria. Il cavallo di lei e legato a un gelso. Tutto so- stato possibile! - e si stringe alui, ed in una feb-
miglia a quella prima volta che l' aveva inseguita e bre che e pari da parte d' entrambi, si congiungo-
ancora non sospettava che fosse una donna. Ram- no. - O SI, o SI, ne ero certa!
baldo scende da cavallo. Ecco: Ia vede, sdraiata su Ora che anche questo si e compiuto, e il momen-
un declivio di muschio. S'e tolta I'armatura, veste to di guardarsi negli occhi.
una corta tunica color topazio. Da sdraiata apre le "Mi vedrà" pensa rapido in un lampo di orgoglio
braceia alui. Rambaldo viene avanti nell' armatu- e di speranza Rambaldo "capirà tutto, capirà che
ra bianca. E questo il momento di dirle: "Non sono e stato giusto e bello cosi e mi amerà per Ia vita!"
Agilulfo, l'armatura di cui ti innamorasti guarda Bradamante apre gli occhi. - Ah, tu!
ora come risente della gravezza d'un corpo, ancor- Si stacca dal giaeiglio, spinge indietro Rambaldo.
ché giovane e agile come il mio. Non vedi come - Tu! Tu! - grida con Ia bocca piena di rabbia,
questa corazza ha perso il suo inumano candore ed gli occhi che schizzano lacrime: - Tu! Impostore!
e diventata un abito dentro il quale si fa Ia guerra, E in pie di, brandisce Ia spada, l' alza su Rambal- 175

esposto a tutti i colpi, un paziente e utile arnese?" do, gli dà addosso, ma di piatto, sul capo, 10 stordi-
Questo vorrebbe dirle, e invece sta li con le mani sce, e tutto quel che lui e riuscito a dirle alzando le
che gli tremano, muove passi esitanti verso di lei. mani disarmate forse per difendersi forse per ab- '"'>
<

Forse Ia cosa migliore sarebbe scoprirsi, toglier- bracciarla, e stato: - Ma di', ma di', non era forse >
r-

si 1'armatura, palesarsi come Rambaldo, ora per bello ... ? - Poi perde i sensi, e solo gli arriva con-
esempio che lei tiene chiusi gli occhi, con un sor- fuso 10 scalpito del cavallo di lei che parte. ~
Z

riso come d' attesa. Il giovane si strappa di dosso Se infelice e l'innamorato che invoca baei di cui m
'"
l' armatura, ansioso: adesso Bradamante aprendo non sa il sapore, mille volte piu infelice e chi questo '"...•
m

gli occhi 10 riconoscerà ... No: ha posato una mano sapore gustà appena e poi gli fu negato. Rambal- Z
...•
m

sul viso come non volesse turbare con 10 sguardo do continua Ia sua vita di impavido soldato. Dove
1'invisibile approssimarsi del cavaliere inesisten- piu folta e Ia mischia, là si fa strada Ia sua laneia.
te. E Rambaldo si butta su di lei. Se nel turbinare delle spade, vede un lampo color
_ Oh, SI, ne ero certa! - esclama Bradamante, a pervinca, accorre: - Bradamante! - grida, ma
occhi chiusi. - Ero sempre stata certa che sarebbe sempre invano.
- Dentro quel fiasco?
L'unico a cui vorrebbe confessare le sue pene, e
- 11mio padrone e uno che non c' e; quindi puõ
scomparso. Talora girando per i bivacchi, il modo
non essercitanto in un fiascoquanto in un' armatura.
duna corazza di star eretta sui fiancali, o il solle-
- Ma il tuo padrone si e dissolto nell'aria!
varsi a scatto d'una gomitiera, 10 fanno trasalire,
- Allora, io sono 10scudiero dell' aria?
perché gli ricordano Agilulfo. E se il Cavaliere non
- Sarai il mio scudiero, se mi segui.
si fosse dissolto, se avesse trovato un'altra arma-
Giunsero in Curvaldia. Il paese non si riconosce-
tura? Rambaldo s'avvicina e dice: - Non per re-
va piu. AI posto dei villaggi erano sorte città con
carvi offesa, collega, ma vorrei che alzaste Ia cela-
o
palazzi di pietra, e mulini, e canali.
z ta del vostro elmo.
- Sono torna to, buona gente, per restare con
>-
,..., Spera ogni volta di trovarsi di fronte un cavo
-c voi. ..
u vuoto: invece c'e sempre un nas o che sormonta
- Evviva! Bene!Viva lui! Viva Ia sposa!
due baffi arricciati. - Perdonatemi - mormora
- Aspettate a sfogare Ia vostra felicità alla noti- 177
e va VIa.
zia che sto per darvi: l'imperatore Carlomagno, al
Anche qualcun altro va cercando Agilulfo: e Gur-
cui sacro nome d'ora innanzi v'inchinerete, mi ha
176 dulu, che ogni volta che vede una pentola vuota,
investito del titolo di Conte di Curvaldia!
o un comignolo, o una tinozza, si ferma e esclama:
- Ah ... Ma ... Carlomagno ... ? Veramente ...
_ Sor padrone! Comandi, sor padrone!
- Non capite? Ora avete un conte! Vi difende-
Seduto su di un prato ai margini d'una strada,
rà ancora contro le angherie dei Cavalieri del Gral!
stava facendo un lungo discorso nella bocca d'un
- Oh, quelli e da un pezzo che li abbiamo cac-
fiasco, quando una voce 10interpella: - Chi cer-
ciati via da tutta Ia Curvaldia! Vedete, noi per tanto
chi li dentro, Gurdulu?
tempo si e sempre obbedito ... Ma adesso abbiamo
Era Torrismondo, che celebrate solennemen-
visto che si puõ viver bene senza dover nulla né a
te le nozze con Sofronia alla presenza di Carlo-
cavalieri né a conti... Coltiviamo le terre, abbiamo
magno, cavalcava con Ia sposa e un ricco seguito
messo su delle botteghe d'artigiano, dei mulini, cer-
per Ia Curvaldia, di cui e stato nominato conte
chiamo da noi di far rispettare le nostre leggi, di
dall'imperatore.
difendere i nostri confini, insomma si tira avanti,
_ 11mio padrone, cerco - dice Curdulu.
non ci possiamo lamentare. Voi siete un giovane CAPITOLO DODICESIMO
generoso e non dimentichiamo quel che avete fatto
per noi ... A star qui vi si vorrebbe ... ma alla pari ...
- Alla pari? Non mi volete come conte? Ma e
un ordine delI'imperatore, non capite? E impossi-
bile che vi rifiutiate!
- Eh, si dice sempre cosi: impossibile ... Anche
togliersi di dosso quelli del Gral pareva che fosse
impossibile ... E allora avevamo solo roncole e for-
coni... Noi non si vuole male a nessuno, signori-
no, e a voi meno che a tutti ... Siete un giovane che
vale, avete pratica di tante cose che noi non si sa ...
179
Se vi fermate qui alla pari con noi e non fate prepo-
tenze, forse diventerete 10 stesso il primo tra noi ... Libra, ora sei giunto alla fine. Ultimamen-
- Torrismondo, io sono stanca di tante traver- te mi sono messa a scrivere a rotta di collo. Da
sie - disse Sofronia solIevando il velo. - Questa una riga all' altra saltavo tra le nazioni e i mari
gente ha I'aria ragionevole e cortese e Ia città mi e i continenti. Cos' e questa furia che m'ha pre-
pare piu bella e meglio fornita di tante ... Perché so, quest'impazienza? Si direbbe che sono in
non cerchiamo di venire a un accomodamento? attesa di qualcosa. Ma cosa mai possono at- -
z
- E il nostro seguito? tendere le suore, qui ritirate appunto per star '"
V>

V>

fuori delle sempre cangianti occasioni del mon- ...•


- Diventeranno tutti cittadini di Curvaldia -
do? Cos'altro io aspetto tranne nuove pagine '...•"
z
risposero gli abitanti - e avranno secondo quel-
da vergare e i consueti rintocchi della campa- '"
10 che varranno.
- Dovrõ considerare pari a me questo scudiero, na del convento?
Curdulu, che non sa neppure se c'e o se non c'e? Ecco, si sente un cavalIo venir su per Ia ripida
- Imparerà anche lui ... Neppure noi sapevamo strada, ecco che si ferma proprio qui alla porta del
d'essere al mondo ... Anche ad essere si impara ... monastero. Il cavaliere bussa. Dalla mia finestrel-
Ia non si riesce a vederlo, ma ne intendo Ia voce.
- Ehi, buone suore, ehi, udite!
Ma non e questa Ia voce, o sbagIio? si, e proprio
quella! e Ia voce di Rambaldo che ho fatto tanto
a lungo risuonare per queste pagine! Cosa vuole
qui, Rambaldo?
- Ehi, buone suore, sapreste dirmi di grazia se
ha trovato rifugio in questo convento una guer-
o
z riera, Ia famosa Bradamante?
Ecco, cercando Bradamante per il mondo, Ram-
baldo doveva pure arrivare fin qui.
Sento Ia voce della sorella guardiana che rispon-
de: - No, soldato, qui non ci sono guerriere, ma
solo povere pie donne che pregano per scontare i
180 tuoi peccati!
Ora sono io che corro alla finestra e grido: - Si,
Rambaldo, sono qui, aspettami, sapevo che sare-
sti venuto, ora scendo, partira con te!
E in fretta mi strappo Ia cuffia, le bende claustra-
li, Ia sottana di saio, traggo fuori dal cassone Ia
mia tunichetta color topazio, Ia corazza, gli schi-
nieri, l'elmo. gli speroní, Ia sopravveste pervin-
ca. - Aspettami, Rambaldo, sono qui, io, Brada-
mante!
Si, libro. Suor Teodora che narrava questa storia
e Ia guerriera Bradamante siamo Ia stessa donna.
Un po' galoppo per i campi di guerra tra duelli e
amori, un po' mi chiudo nei conventi, meditando che amavo? quali impreviste età deU'oro prepa-
e vergando le storie occorsemi, per cercare di ca- ri, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori pa-
pirle. Quando venni a chiudermi qui ero dispera- gati a caro prezzo, tu mio regno da conquista-
ta d'amore per Agilulfo, ora ardo per il giovane e re, futuro ...
appassionato Rambaldo.
Per questo Ia mia penna a un certo punto se (1959)
messa a correre. Incontro alui, correva; sapeva
che non avrebbe tardato ad arrivare. La pagina
o
z ha il suo bene solo quando Ia volti e c'e Ia vita
>
-'-c dietro che spinge e scompiglia tutti i fogli del
u
libro. La penna corre spinta dallo stesso piace-
o
-'-c re che ti fa correre le strade. Il capitolo che at-
'"' tacchi e non sai ancora quale storia racconterà
e come l' angolo che svolterai uscendo dal con-
182 vento e non sai se ti metterà a faccia con un dra-
go, uno stuolo barbaresco, un'isola incantata, un
nuovo amore.
Corro, Rambaldo. Non saluto nemmeno Ia ba-
dessa. Già mi conoscono e sanno che dopo zuffe e
abbraccie inganni ritomo sempre a questo chiostro.
Ma adesso sarà diverso ... Sarà...
DaI raccontare al passa to, e dal presente che
mi prendeva Ia mano nei tratti concita ti, ecco, o
futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali
nuovi stendardi mi levi incontro dai pennoni
delle torri di città non ancora fondate? quali
fumi di devastazioni dai castelli e dai giardini