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Dott.

ssa Portalupi Martina

Docente di:
Massaggio svedese
• Il termine «massaggio» deriva dal greco
«masso», che significa «impastare».
• Il medico svedese Per Henrik Ling sviluppò
la scienza della ginnastica, che era una
forma di trattamento che combinava
massaggio ed esercizio. Questo metodo
STORIA DEL era conosciuto come Movimento Svedese
o Cura del Movimento;
MASSAGGIO • In seguito alla sua morte, l’aspetto del
massaggio fu estrapolato dal contesto e
praticato da solo come massaggio
svedese;
• Partendo dalle tecniche di Ling vennero
sviluppate le tecniche di massaggio
utilizzate ancora oggi.
DEFINIZIONE DI
MASSAGGIO

• Per massaggio s’intende una serie di manualità


eseguite sui tessuti molli del corpo umano, a scopo
igienico, sportivo, estetico e terapeutico.
Ogni manualità possiede effetti specifici e
determinate modalità di esecuzione.
• Il massaggio svedese (o igienico o del
benessere) è un tipo di massaggio che ha
lo scopo di migliorare le condizioni di
salute di una persona generalmente sana.
• Gli scopi:
-aumentare l’elasticità dei tessuti muscolo-
MASSAGGIO tendinei
-migliorare la circolazione periferica
SVEDESE -migliorare il reflusso venoso e linfatico
-RIPRISTINARE IL BENESSERE PSICO-FISICO
DEL PAZIENTE.
Indicato per:

-persone che non svolgono una sufficiente attività


fisica;
• che mantengono posture scorrette ed
-persone
obbligate durante l’attività lavorativa;

-persone che svolgono attività stressanti;

-anziani
• Ogni manualità esercita meccanismi
tali da produrre modificazioni
fisiologiche rilevanti nel corpo umano.
• Questo tipo di modificazioni
MECCANISMI fisiologiche dipendono
fondamentalmente da 2 meccanismi:
D’AZIONE DEL -MECCANISMO MECCANICO o AZIONE
MASSAGGIO DIRETTA
-MECCANISMO NEURO-RIFLESSO o
AZIONE INDIRETTA
MECCANISMO MECCANICO
O AZIONE DIRETTA

• L’azione diretta è quella prodotta


direttamente sui tessuti e sugli organi
sottoposti a massaggio e dovuta allo
stimolo fisico imposto dalla manualità
stessa.
• Produce un effetto immediato
• Le principali azioni dirette del massaggio
sono termica, drenante e cinestetica*.
*La cinestesia (nota anche come propriocezione) è la capacità di
percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e
lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto
della vista. E' considerata un sesto senso in quanto è regolata da
una parte specifica del cervello
• L’azione riflessa non provoca solamente
modificazioni nel distretto corporeo sollecitato
dalla manualità, ma determina una
modificazione dello status funzionale di organi
anche lontani dal punto di stimolazione.
Durante il massaggio il ritmo cardiaco, la
MECCANISMO respirazione ed il tono muscolare vengono
globalmente modificati.
NEURO-RIFLESSO • Nella cute, nei muscoli e nei tendini sono
presenti recettori nervosi che trasmettono lo
O AZIONE stimolo ricevuto dal massaggio al Sistema
Nervoso Centrale, il quale a sua volta rimanda
INDIRETTA risposte vaso-motorie* e neuro-vegetative*
che determinano modificazioni fisiologiche
tramite quindi un meccanismo riflesso.
*vaso-motorie: agiscono sugli sfinteri precapillari che regola la
circolazione settoriale
*neuro-vegetative: agiscono sulla frequenza cardiaca e
respiratoria e sulla regolazione del tono muscolare
CONTROINDICAZIONI AL
MASSAGGIO
• Per controindicazione al massaggio si intende ogni
situazione patologica che possa peggiorare
qualora venga effettuata la massoterapia.
1.PROCESSI TRAUMATICI
RECENTI

• Ogni volta che si verifica la rottura di un tessuto


non è possibile massaggiare fino a quando non sia
avvenuta la riparazione dello stesso, in quanto un
massaggio provocherebbe l’aumento dell’edema
locale nonché l’accrescimento della lesione stessa.
• Va fatta particolare attenzione quando c’è il
sospetto di fratture ossee per il pericolo di
scomposizione della stessa.
2.PROCESSI
INFIAMMATORI ACUTI
• Per infiammazione acuta si intende un quadro morboso caratterizzato
da:
-CALOR = aumento della temperatura
-TUMOR = tumefazione locale
-RUBOR = arrossamento
-DOLOR = dolore
-FUNCTIOLESA = limitazione funzionale più o meno importante.
• Questa situazione è caratterizzata da una forte iperemia locale e il
massaggio determinerebbe l’aumento della circolazione sanguigna
locale quindi l’accentuarsi della sintomatologia infiammatoria.
3.FLEBOPATIE*
• Processi infiammatori a carico del sistema venoso, tipo
flebiti o trombo-flebiti, rappresentano una delle
principali controindicazioni al massaggio, sia perché
sono processi infiammatori e quindi controindicati al
massaggio, sia perché sussiste il pericolo di un distacco
trombo-vascolare;
• Nonostante ciò non bisogna pensare che il massaggio
sia controindicato su ogni forma di flebopatia, in quanto
esso risulta una delle migliori terapie per l’insufficienza
venoso-linfatica. Solo la presenza di situazioni varicose
importanti e di processi infiammatori venosi costituisce
controindicazioni al massaggio.
• *Flebopatia=infiammazione di una o più vene.
4.INSUFFICIENZA CARDIACA
CON EDEMI AGLI ARTI
INFERIORI
• L’edema agli arti inferiori è causato dall’incapacità
del cuore di svolgere una normale funzione di
pompa, provocando un ristagno della circolazione
venosa. Ne consegue l’incapacità di riassorbimento
idrico da parte degli arti inferiori. In questo caso il
massaggio provocherebbe un maggior carico
venoso che il paziente cardiopatico non può
sopportare.
5.GRAVI NECROPATIE*
*necropatia= complesso di alterazioni strutturali irreversibili che comportano la perdita di qualsiasi
funzione vitale a carico di gruppi cellulari, zone di tessuto, porzioni di organo.

-In questo caso il massaggio, favorendo la diuresi, può favorire


la perdita di sostanze proteiche già abbondante nei tessuti
necrotici.

6.PROCESSI FEBBRILI
-Il massaggio produce un aumento della temperatura locale
quindi è controindicato nei processi febbrili.

7.NEOPLASIE
-Il massaggio favorisce la circolazione linfatica e quindi
potrebbe favorire la diffusione di metastasi.
8.DERMATITI E
DERMATOSI
• Il contatto manuale del massaggio può
rappresentare irritazione nelle dermatiti e
dermatosi pruriginose e fonte di contagio nelle
dermatiti infettive.
ZONE INTERDETTE AL MASSAGGIO
• Si dicono zone interdette le zone del corpo umano
che non possono essere sottoposte a massaggio.
• Non esistono zone del corpo assolutamente
interdette, tuttavia nella pratica del massaggio per
prudenza è meglio impostare le manualità in
maniera tale da evitare sistematicamente tali zone.
• Le zone interdette per eccellenza sono
rappresentate dalle salienze ossee, ossia quelle
zone di tessuto osseo non sufficientemente
ricoperto da tessuto muscolare e da tessuto
connettivo adiposo.
Il massaggio di queste zone risulta particolarmente
fastidioso in caso di normalità e dannoso in caso di
alterazione del tessuto osseo sottostante.
• Appartengono alla categoria delle salienze ossee:

1)malleoli
2)cresta tibiale
3)rotula
4)gran trocantere
5)cresta iliaca
6)apofisi spinose delle vertebre
7)osso sacro
8)sterno
9)clavicola
10)scapola
11)olecrano
• Un’altra categoria di zone interdette è
rappresentata dai punti di affioramento di organi
vascolari, linfatici o nervosi che potrebbero essere
irritati da un massaggio. Sono:
1)cavo popliteo
2)cavo inguinale
3)cavo ascellare
4)cavo o fossa retro-claveare
• Altre zone interdette sono le sedi degli organi
genitali, per ovvi motivi!!!
ZONE SEMI-INTERDETTE AL
MASSAGGIO
• Si dicono zone semi-interdette al massaggio quelle zone del
corpo umano che possono essere massaggiate, ma con
particolare cautela. Sono:

1)Faccia antero-laterale del collo


2)Zona retro-auricolare
3)Solco tibiale
4)Zona anteriore del gomito.
• Un massaggio di queste zone, specie se energico, oltre che
risultare fastidioso può irritare le pareti delle vene e i linfonodi.
• Va ricordato che esistono tecniche particolari di massaggio per
queste zone ricche di linfonodi e che richiedono una particolare
perizia manuale.
MANUALITA’ ACCESSORIE
LE MANUALITA’ • SFIORAMENTO PIZZICAMENTO

DEL • FRIZIONE
ROTOLAMENTO
SCUOTIMENTO
• IMPASTAMENTO BATTITURA A COPPETTA
MASSAGGIO PERCUSSIONE ULNARE E A
PUGNETTO
VIBRAZIONE
SFIORAMENTO
1)SFIORAMENTO SUPERFICIALE
→Esecuzione:
si esegue con tutta la superficie palmare della mano e delle dita
tenendo il pollice abdotto (aperto). La pressione esercitata è quella
tipica di una carezza.

→Azioni:
• è il primo contatto con la zona da trattare producendo un
contatto mio-rilassante e rassicurante con il paziente;
• Ci permette di distribuire il lubrificante (olio, crema etc);
• Ci permette di rilevare sia le zone interdette sia eventuali
anomalie cutanee e vascolari (es. ferite o nei)
• La lieve vasodilatazione provocata permette di aumentare la
temperatura locale.
2)SFIORAMENTO APPOGGIATO
→Esecuzione:
Del tutto identica alla precedente con una pressione 3 volte
superiore ed un ritmo 3 volte più lento.
→Azioni:
• Provoca l’eliminazione delle cellule morte dello strato corneo
(effetto peeling);
• Continua in maniera più consistente l’azione mio-rilassante
dello sfioramento superficiale;
• Se il ritmo è molto lento e continuo favorisce soprattutto il
drenaggio linfatico e il ritorno venoso;
• Se il ritmo è più veloce favorisce l’iperemia locale e l’aumento
della temperatura nel distretto corporeo interessato;
• Aumenta la vascolarizzazione dei tessuti superficiali e
profondi;
• Favorisce il flusso venoso e linfatico eliminando i cataboliti.
Controindicazioni allo sfioramento
• Presenza di ustioni, ferite, ulcerazioni e alterazioni patologiche della
pelle;
• Varicosità accentuata;
• Aree di iperestesia (=aumento patologico della sensibilità agli stimoli
dolorifici);
• Presenza di edema associato a patologia cardiaca.
FRIZIONE
→Esecuzione:
• Nella frizione la mano NON scivola sulla cute, ma rimane
ferma su di essa con le dita lunghe unite ed il pollice addotto
(chiuso);
• E’ l’avambraccio che fa compiere alla mano movimenti
rotatori, ovoidali, semicircolari e penetranti in profondità.
→Azioni:
• La frizione è la manualità determinante nel riassorbimento dei
gonfiori locali di origine vascolare e linfatica e traumatica.
• Compressione e rotazione determinano il riassorbimento dei
liquidi interstiziali da parte dei capillari sanguinei e linfatici,
favorendo l’eliminazione dei cataboliti (prodotti di rifiuto del
metabolismo cellulare).
Controindicazioni alla frizione
• Strappi muscolari in fase acuta;
• Ematomi in fase acuta;
• Infiammazioni articolari acute;
• Alterazioni patologiche della pelle sulle aree da trattare;
• Infezioni batteriche sull’area da trattare o in sua prossimità.
IMPASTAMENTO
→Esecuzione:
• L’impastamento, o spremitura, si ottiene tramite una
compressione del muscolo, eseguibile in diversi modi:
1. Pressione di una mano e la contro pressione dell’altra
mano;
2. Pressione del pollice di una mano e la contro
pressione delle dita lunghe della stessa mano;
3. Pressione del pollice di una mano e la contro
pressione delle dita lunghe dell’altra mano.
• Esistono due tipi di impastamenti:
1. IMPASTAMENTO SUPERFICIALE, che interessa solo la
cute;
2. IMPASTAMENTO PROFONDO, che sollevando e
rilasciando le masse muscolari interessa anche i tessuti
più profondi.
IMPASTAMENTO
→Azione:
• Mobilizza contratture muscolari;
• Contribuisce a ridurre edemi acuti o cronici;
• Aiuta nella risoluzione di un dolore o di un
affaticamento muscolare;
• Mobilizza aderenze tra tessuti diversi in seguito a
ferite e ad interventi chirurgici.
Controindicazioni all’impastamento
• Strappi muscolari, stiramenti o ematomi in fase acuta;
• Tutte le alterazioni patologiche della pelle;
• Lesioni e malattie dei vasi sanguigni;
• Infezioni batteriche;
• Infiammazioni articolari.
• Con manualità accessorie si intendono
tutte quelle manovre del massaggio
svedese che possono essere eseguite
MANUALITA’ senza un preciso ordine sequenziale;
• Ne fanno parte il pizzicamento, lo
ACCESSORIE scuotimento, il rotolamento, la
battitura a coppetta, la percussione
ulnare e a pugnetto e la vibrazione.
PIZZICAMENTO

• Esecuzione:
si solleva una plica cutanea con le prime tre dita di una mano e ruotando supinamente il
polso si porta verso l’esterno alternando ritmicamente le mani.
• Azione:
l’eccitazione dei recettori cutanei determina un’azione riflessa vaso-motoria con aumento di
circolazione locale ed aumento di sensibilità locale.
SCUOTIMENTO

• Esecuzione:
si afferra con la mano il ventre muscolare tra il pollice e le dita lunghe unite e si imprime un movimento
trasversale di và e vieni rispetto al segmento osseo sottostante.

• Azione:
la trazione esercitata dalla manualità sui tendini del muscolo provoca la stimolazione dei recettori
propriocettivi determinando la caduta del tono muscolare e quindi il conseguente rilassamento del
muscolo e il suo allungamento, aumentando quindi anche le capacità contrattili dello stesso. Risulta
quindi una manualità utile sia nel massaggio pre-gara (solo nelle competizioni di forza muscolare e non
di velocità) sia nel massaggio post-gara e nel massaggio rilassante.
ROTOLAMENTO

• Esecuzione:
si afferra la massa muscolare tra le due mani e si imprime un movimento di va e vieni, torcendo la
muscolatura intorno all’asse scheletrico sottostante. Le mani vanno posizionate con le dita lunghe
iper-estese ed il pollice addotto.

• Azione:
è del tutto simile a quella dello scuotimento con effetti più marcati e con un’azione fibrolitica in
presenza di micro-cicatrici muscolari ed aderenze varie.
BATTITURA A COPPETTA

• Esecuzione:
si percuote la zona da trattare alternativamente con le due mani posizionate con le dita semi-flesse ed il
pollice unito, nel modo simile all’atto di bere da una fontana.

• Azione:
classica manualità ad azione riflessa con aumento della circolazione arteriosa e diminuzione del tono
muscolare.
PERCUSSIONE ULNARE E A PUGNETTO

• Esecuzione:
si percuote la cute con la zona ulnare del quinto dito o con la zona ulnare del quinto metacarpale,
tenendo le dita lievemente semiflesse nel primo caso, o quasi totalmente flesse nel secondo caso,
alternando le due mani.

• Azione:
simile alla battitura a coppetta con un particolare, maggior interessamento di tipo meccanico sui
connettivi lassi sottostanti per effetti vibratòri con modificazione dello stato fisico degli stessi.
VIBRAZIONE

• Esecuzione:
si appoggiano le punte delle dita profondamente sugli organi interessati (muscolatura
volontaria e involontaria) imprimendo un’onda vibratoria dall’alto verso il basso che produce
rilassamento della muscolatura e sull’intestino un aumento della peristalsi*.

* Peristalsi= insieme dei movimenti compiuti dalle pareti di alcuni organi cavi, in particolare del tubo digerente, in modo da
spingere in avanti il contenuto.
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