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30/3/2015 Olio nell’Enciclopedia Treccani

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Olio
Enciclopedie on line

INDICE olio Nome generico di numerose sostanze, liquide


1 O. ANIMALI a temperatura ordinaria, diverse per
2 O. VEGETALI
composizione e proprietà ma somiglianti fra loro
per certe caratteristiche esterne (untuosità,
3 O. DI OLIVA
densità di regola inferiore a quella dell’acqua,
3.1 CLASSIFICAZIONE
insolubilità nell’acqua, consistenza ‘oleosa’ ecc.).
3.2 COMPOSIZIONE CHIMICA E
PROPRIETÀ A seconda della loro natura, gli o. si classificano
ORGANOLETTICHE in: o. minerali, idrocarburi liquidi appartenenti al
3.3 INDUSTRIA DELLE OLIVE E regno minerale (petrolio e derivati; prodotti della
DELL’O. D’OLIVA
distillazione di asfalti; ➔ petrolio); o. essenziali, o
3.4 RESIDUI E LORO eterei o volatili, miscele di terpeni, comprendenti
TRATTAMENTO
le essenze odorose (➔ essenziali, oli); o. grassi (o
CATEGORIE
4 TIPI SPECIALI DI OLI semplicemente oli), che sono, tra i grassi, quelli
4.1 O. D’ASFALTO
liquidi alle temperature ordinarie, suddivisi, a CHIMICA INDUSTRIALE in Chimica
seconda che derivino da animali o da piante, in o. CHIMICA ORGANICA in Chimica
4.2 O. BENEDETTO
animali o vegetali. Da taluni o. si preparano gli o. LUOGHI STRUMENTI E OGGETTI DEL CULTO in
modificati, di caratteristiche diverse da quelle del Religioni

prodotto di partenza; questi a loro volta a seconda dell’impiego si possono Vedi tutte le categorie

suddividere in vari altri gruppi, come, per es., o. lubrificanti, adoperati per la
lubrificazione di macchine; o. combustibili e in particolare o. Diesel; o. isolanti e
TAG
dielettrici, che sono materiali isolanti liquidi, di regola derivanti dalla distillazione
nel vuoto di o. minerali; o. per tempra, usati per i bagni di raffreddamento degli punto di infiammabilita
acciai; o. emulsionabili, o solubili, o. minerali che addizionati con adatti agenti
acido stearico
emulsionanti (per es., saponi) sono capaci di formare con acqua emulsioni stabili,
dette anche saponate. tocoferoli

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1. O. animali torchiatura

pescecane
Sono esteri della glicerina e degli acidi grassi presenti negli animali terrestri o
marini. Mentre pochi sono gli o. estraibili dagli animali terrestri (nei quali biocarburanti

prevalgono i grassi solidi), molti e importanti sono quelli estraibili da pesci e


cresima
animali marini. O. di animali marini Sono quelli estratti da diverse varietà di pesci
(sarde, tonni, aringhe) e da cetacei (balene, foche). Alcuni pesci (merluzzo,
pescecane ecc.) contengono o., in larga misura, solamente nel fegato, dal quale è
ricavato; questi o. di fegato sono ricchi di vitamine A e D e interessano appunto per APPROFONDIMENTI
l’estrazione di esse. Gli o. di pesci e di animali marini sono caratterizzati dalla IN TRECCANI
presenza di grandi quantità di acidi fortemente insaturi. Hanno odore
caratteristico, sapore forte, colore dal giallo al bruno. Alcuni sono stati utilizzati in Olio si trova anche nelle opere

terapia per la loro azione antiaggregante sulle piastrine. In genere, poco usati come
o. alimentari, si impiegano nella concia delle pelli, nella preparazione del degras, UNIVERSO DEL CORPO (2000)

nella tempra, nella preparazione di grassi idrogenati utilizzati poi per ottenere OLI E GRASSI
saponi. Oli e grassi L'olio d'oliva rappresenta, almeno per i
popoli mediterranei, il grasso alimentare di più largo
O. di piedeSono quelli ricavati dalle ossa metacarpiche e metatarsiche, cioè dallo
consumo, anche se si sono ormai affermati nella nostra
zoccolo al garretto, di bovini, ovini, cavalli ecc., provenienti dai macelli delle grandi
dieta quotidiana diversi altri grassi, a volte provenienti
città o dagli stabilimenti di lavorazione delle carni. Queste ossa, lavate, raschiate, da più lontane aree geografiche, tra cui il burro, la
sminuzzate e bollite con acqua, danno un liquido sul quale galleggia un o. che può margarina e vari oli di semi. Appartenenti a uno dei
essere separato, filtrato e raffinato. Questi o. sono molto fluidi e hanno un basso sette gruppi fondamentali di alimenti che devono

indice di iodio; gli acidi grassi che li compongono sono prevalentemente acido essere presenti in un'alimentazione equilibrata, i vari

http://www.treccani.it/enciclopedia/olio/ 1/6
30/3/2015 Olio nell’Enciclopedia Treccani
indice di iodio; gli acidi grassi che li compongono sono prevalentemente acido
palmitico (16-18%), acido stearico (2-3%), acido oleico (ca. 65%) e poco acido tipi di oli e grassi da condimento, pur dovendo essere
usati con moderazione, forniscono importanti principi
linoleico (2-3%).
nutritivi... Vedi tutti i risultati

2. O. vegetali
DIZIONARIO DI MEDICINA (2010)

OLIO
Si ricavano dai semi di numerose piante (sesamo, ricino, colza, lino, arachide ecc.)
o dalla polpa di alcuni frutti (olive), dal germe delle cariossidi di cereali (grano, olio Sostanza di natura lipidica, liquida a temperatura
ambiente. Gli o. sono diversi per composizione e
granoturco ecc.). I semi contengono quantità variabile di o., la cui composizione è
proprietà ma somiglianti fra loro per certe
molto diversa per tenore di acidi saturi o insaturi e anche per la prevalenza nelle
caratteristiche esterne (untuosità, densità inferiore a
singole classi dei diversi termini; a volte si distinguono gli o. in base al tipo di acido
quella dell’acqua, insolubilità nell&#... Vedi tutti i risultati
prevalente (laurico, miristico, palmitico, stearico, oleico, linoleico, linolenico ecc.).

DIZIONARIO DELLE SCIENZE FISICHE (1996)


I semi destinati all’estrazione dell’o. in essi contenuto sono preventivamente
liberati da eventuali sostanze estranee (particelle terrose, sassi, foglie ecc.), e OLIO

quindi privati del guscio a mezzo di sgusciatrici. I semi sono poi macinati e ridotti òlio [Der. del lat. oleum] Nome di varie sostanze di
in farina dalla quale si ricava l’o. per spremitura, mediante presse. Gli o. di semi origine vegetale, animale e minerale, di composizione

per uso alimentare, secondo la normativa vigente, devono: essere sottoposti a diversa ma aventi in comune certe caratteristiche

trattamenti di rettifica; essere definiti con il nome della specie del seme oleaginoso, (untuosità, densità minore di quella dell'acqua, stato
liquido, immiscibilità con l'acq... Vedi tutti i risultati
oppure o. di semi vari nel caso in cui siano costituiti da una mescolanza di o. che
derivano da diversi semi oleosi; avere acidità libera (calcolata come acido oleico)
ENCICLOPEDIA DANTESCA (1970)
non superiore allo 0,5%; non essere addizionati di coloranti; non contenere più del
OLIO
5% di acido erucico, nel caso in cui nella miscela sia presente anche l’o. di colza.
olio. - È nominato come uno dei mezzi di cui ci si
I metodi di analisi e le grandezze che caratterizzano gli o. vegetali sono quelli che si serviva nella difesa contro i nemici, in caso di assedio:
usano per le sostanze grasse; peraltro, alcuni o. vegetali trattati con adatti reattivi Per dare a' suo' nemici mal attratto (" cattiva
danno origine a reazioni cromatiche caratteristiche, largamente usate per accoglienza ") Gelosia mette nel suo castello gran
distinguere alcuni o. tra loro o per individuare la presenza di un dato o. in una saettamento, / e pece e olio e ogn'altro a...

miscela. Gli o. vegetali si distinguono anche in siccativi, semisiccativi e non Vedi tutti i risultati

siccativi, a seconda che il valore del numero di iodio (che esprime la quantità di
iodio in grammi che si addiziona a 100 g di un o. o di un grasso e la cui
ALTRI APPROFONDIMENTI
determinazione è basata sulla capacità degli alogeni di addizionarsi ai doppi legami
dei composti non saturi) sia rispettivamente superiore a 130, compreso tra 90 e
130 o inferiore a 90. I siccativi si usano nell’industria delle vernici, linoleum ecc.
per la loro proprietà di formare prodotti resinosi, elastici e impermeabili. Gli o. VOCABOLARIO
vegetali non siccativi si usano anche nella preparazione di saponi, nella
preparazione di lubrificanti ecc. oliare

oliare (o oleare) v. tr. [der. di olio (e rispettivam. del lat.


Tra le applicazioni non alimentari degli o. quelle energetiche stanno suscitando un oleum «olio»)] (io òlio, o òleo, ecc.). – 1. Ungere,
crescente interesse. In particolare l’idea di utilizzare derivati degli o. vegetali come cospargere di olio; lubrificare con olio minerale: o. un
ingranaggio, una serratura; meno com., condire con olio.
combustibili e come carburanti per motori Diesel viene sviluppata da parte del
2. fig., fam. Corrompere con denaro (con allusione al
mondo agricolo, industriale e motoristico sotto la spinta di diversi fattori, quali la fatto che i meccanismi funzionano meglio se sono
pressione legislativa sulle problematiche ambientali, la volontà di reperire fonti lubrificati): ha oliato a dovere le persone giuste. ◆ È
usato soprattutto all’infinito e nei tempi composti; v.
energetiche rinnovabili e l’esigenza di creare nuovi sbocchi per le produzioni
anche oliato.
agricole (➔ biocarburanti).

3. O. di oliva òlio

òlio (region. òglio) s. m. [lat. ŏleum, dal gr. ἔλαιον]. –


Nome generico di numerose sostanze di origine
3.1 Classificazione vegetale, animale o minerale, liquide a temperatura
ordinaria, diverse per composizione e proprietà ma
. - Le denominazioni e le definizioni dell’o. d’oliva secondo il regolamento CEE
somiglianti tra loro per certe caratteristiche esterne
2568/91 e 183/93, valide in tutti i paesi dell’Unione Europea, sono numerose. La (untuosità, densità generalmente inferiore a uno,
classificazione ufficiale distingue gli o. in: o. di oliva vergini (quattro categorie: insolubilità nell’acqua, ecc.), diversamente classificate
nell’uso a seconda della natura, consistenza, proprietà,
extravergine, vergine, vergine corrente e vergine lampante) e o. di oliva non vergini
impiego, ecc. Con la denominazione di olî s’intendono
(cinque categorie: oliva raffinato, oliva, sansa d’oliva greggio, sansa d’oliva comunem
raffinato, sansa d’oliva). Tra i parametri presi in esame vi sono l’acidità, la quantità
di perossidi e alcuni componenti minori quali gli acidi grassi e gli steroli. Gli o. di
Vedi tutti
oliva vergini sono ottenuti dal frutto dell’olivo mediante processi esclusivamente
meccanici o fisici, escludendo quindi le estrazioni tramite solvente, i processi di
riesterificazione e qualsiasi miscelazione con o. di altra natura. Un’ulteriore
suddivisione si ha in base all’acidità libera espressa in acido oleico: l’o. extravergine
deve avere un’acidità massima dell’1%, quello vergine del 2%, il vergine corrente
del 3,3%, mentre il vergine lampante può avere un’acidità superiore al 3,3%. Gli o.
di oliva vergini, per potersi fregiare di tale denominazione, devono superare
l’esame del panel test; si tratta di analisi sensoriali (valutazione del colore, analisi
http://www.treccani.it/enciclopedia/olio/ 2/6
30/3/2015 Olio nell’Enciclopedia Treccani
l’esame del panel test; si tratta di analisi sensoriali (valutazione del colore, analisi
olfattiva, esame gustativo), dettagliatamente eseguita da esperti assaggiatori, che
consente di determinare (mediante l’assegnazione di un punteggio) le
caratteristiche organolettiche dell’olio. Il punteggio organolettico deve essere pari o
superiore a 6,5 per l’extravergine, a 5,5 per il vergine, a 3,5 per il vergine corrente e
inferiore a 3,5 per il vergine lampante.

Per quanto concerne gli o. d’oliva non vergini, quello d’oliva raffinato, la cui acidità
libera non può eccedere lo 0,5%, è ottenuto dalla raffinazione di o. d’oliva vergini.
Dal taglio di o. d’oliva raffinato con o. d’oliva vergini, diversi dall’o. lampante, si ha
invece l’o. d’oliva, la cui acidità libera non può superare l’1,5%. L’o. di sansa d’oliva
greggio si produce mediante estrazione con solvente dalle sanse d’oliva, escludendo
gli o. ottenuti con processi di riesterificazione e qualsiasi miscela con altri oli. Con
la raffinazione dell’o. greggio si ottiene poi l’o. di sansa d’oliva raffinato, la cui
acidità libera non può superare lo 0,5%, mentre l’o. di sansa d’oliva, la cui acidità
libera non può eccedere l’1,5%, viene preparato attraverso il taglio di o. di sansa
d’oliva raffinato con o. d’oliva vergini, diversi dall’o. lampante.

3.2 Composizione chimica e proprietà organolettiche

. - Composizione chimica e proprietà organolettiche dell’o. di oliva, così come


quelle delle olive, dipendono da numerosi fattori come la varietà della pianta, il
clima, la latitudine, la natura del terreno, il grado di maturazione della drupa, il
periodo e il metodo di raccolta, il sistema di estrazione. I costituenti fondamentali
sono i trigliceridi (98-99%), che rappresentano la cosiddetta frazione
saponificabile; la parte restante rappresenta invece la frazione insaponificabile,
costituita da numerose sostanze, che, pur essendo presenti in percentuali molto
basse, hanno una grande importanza dal punto di vista biologico. La composizione
media in acidi grassi è: oleico (65-86%), linoleico (4-15%), palmitico (7- 16%),
stearico (0,5-3,2%) e quantità minori di palmitoleico, linolenico e arachico. Tra i
componenti della frazione insaponificabile, particolare importanza bionutrizionale
rivestono i carotenoidi, le clorofille, gli steroli e i tocoferoli. L’o. d’oliva, nei tipi
vergini, è l’unico grasso vegetale che si può consumare al naturale: infatti i
trattamenti cui viene sottoposto per l’estrazione non ne alterano minimamente la
composizione.

Nell’o. d’oliva rettificato la composizione triglicerica resta sostanzialmente


invariata, se si eccettuano piccole modifiche determinate da processi di
interesterificazione e dalla formazione di modeste quantità di dieni e trieni.
Differenze molto più significative si hanno invece nei componenti minori, alcuni
dei quali vanno quasi completamente perduti durante le operazioni di rettifica.
Pertanto l’o. rettificato, pur mantenendo quasi inalterato il valore nutrizionale del
vergine, presenta caratteristiche organolettiche e valore biologico decisamente
inferiori.

3.3 Industria delle olive e dell’o. d’oliva

. - Dopo la raccolta delle olive, queste sono portate all’oleificio in recipienti (cestini,
cassette e simili) che le preservino dagli urti onde evitare la perdita di una parte
dell’o. per ammaccature, schiacciamenti ecc. L’estrazione dell’o. dalle olive viene
normalmente effettuata con due sistemi: per pressione e per centrifugazione.

Nel sistema per pressione, che è il metodo più antico di estrazione dell’o., ancora
utilizzato in almeno il 60% dei casi, le olive cadono per gravità dalla tramoggia
nella macchina per il lavaggio, operazione preliminare che serve a liberare le olive
da piccole foglie e altre impurità; le olive passano poi nella frangigramolatrice
(frangitore a cilindri o molino a martelli accoppiati a una gramolatrice) che prepara
la pasta (nei moderni oleifici tale macchina sostituisce spesso il classico frantoio a
macelli); un successivo estrattore centrifugo estrae dalla pasta una prima parte di
mosto oleoso che è avviato direttamente ai separatori; la pasta è disposta in seguito
in gabbie cilindriche di ferro, forate lateralmente, oppure in fiscoli (contenitori a
forma di disco con bordi rialzati, del diametro di 40- 90 cm, fatti con fibre animali
o vegetali intrecciate) i quali, sovrapposti gli uni sugli altri a formare una pila, in
genere di 15-20 elementi, sono caricati su appositi carrelli posti successivamente
fra i piatti di presse idrauliche che provvedono all’energica spremitura della pasta;
questa, ridotta al 40-50% della massa è, a volte, rimacinata nei frantoi e pressata
http://www.treccani.it/enciclopedia/olio/ 3/6
30/3/2015 Olio nell’Enciclopedia Treccani
questa, ridotta al 40-50% della massa è, a volte, rimacinata nei frantoi e pressata
nuovamente (presse di 2° spremitura); in complesso il mosto oleoso ottenuto è
circa il 60% della massa delle olive frantumate mentre il residuo solido (sansa) è
circa il 40% e contiene ancora il 6-12% di o.; il residuo solido è avviato al deposito
delle sanse, mentre il mosto oleoso, insieme a quello proveniente dall’estrattore, è
avviato ai separatori centrifughi per l’eliminazione dell’acqua di vegetazione; l’o.
ottenuto (circa il 20% dalla massa delle olive), viene chiarificato e raffinato per
successive decantazioni; la serie completa di travasi e riposi può durare parecchi
giorni e avviene in conche troncoconiche di terracotta o di banda stagnata. Per
ottenere un prodotto limpido si fa passare l’o. su filtri costituiti da carta asciutta o,
meglio, da più strati di cotone. Oltre ai materiali sospesi vanno anche eliminati
quelli disciolti nell’olio. A tale scopo si operano: la deacidificazione, per
l’asportazione degli acidi liberi, a mezzo di soluzioni di soda caustica; la
decolorazione, a mezzo di un miscuglio di silicati, e successiva filtrazione; la
deodorazione effettuata con una corrente di vapore surriscaldato, che trascina con
sé tutti i prodotti volatili. L’o. così ottenuto viene conservato per un certo tempo nei
magazzini annessi all’oleificio, per consentire il deposito di tutti i materiali ancora
contenuti in sospensione e può essere imbottigliato.

La tecnica di estrazione per centrifugazione, già messa a punto alla fine del 19° sec.,
ha trovato via via larga diffusione grazie alla comparsa sul mercato di impianti a
lavorazione continua. Lo schema di lavorazione non si discosta nelle prime fasi
(pulitura, frangitura, gramolatura) dal metodo tradizionale. Una volta che la pasta
di olive sia stata opportunamente gramolata, viene addizionata ad acqua e immessa
in un estrattore centrifugo da cui fuoriescono, separati, i tre componenti: la sansa
(che viene allontanata mediante una vite senza fine), l’o. (che viene sottoposto a
ulteriore centrifugazione per eliminare le impurezze) e l’acqua di vegetazione
(anch’essa nuovamente centrifugata per recuperare l’o. trattenuto).

Se l’o. così ottenuto (per pressione o per centrifugazione) risponde ai requisiti di


commestibilità previsti dalla legge, esso può essere confezionato e
commercializzato come o. vergine. Nel caso ciò non si verifichi, l’o. deve essere
sottoposto a una serie di trattamenti (raffinazione) che lo rendono idoneo all’uso
alimentare. Queste operazioni di rettifica provocano una serie di modifiche di
natura sia fisica sia chimica in grado di determinare diminuzioni anche sensibili
del valore nutrizionale del prodotto.

3.4 Residui e loro trattamento

. - I residui delle fabbricazioni dell’o. sono la sansa, l’o. d’inferno e la morchia. La


sansa è la parte solida che resta nell’operazione di torchiatura, contenente ancora
dal 6 al 12% di o., che si estrae sottoponendo le sanse a trattamenti meccanici o
chimici. L’o. d’inferno si ricava dalle acque di vegetazione nella misura dell’1-2%
delle olive lavorate, e viene usato in parte come o. commestibile, dopo raffinazione,
e il resto per usi industriali, specie nella fabbricazione di saponi. Le morchie sono
costituite dalle fondate dell’o. in conservazione ancora più o meno ricche di o., che
si recupera con trattamento chimico.

4. Tipi speciali di oli

O. D’ASFALTO
O. minerale ottenuto distillando fuori dal contatto dell’aria rocce asfaltiche; può
essere utilizzato nelle pavimentazioni stradali, come combustibile oppure come
lubrificante; sottoposto a cracking, da prodotti leggeri. O. isolante O. usato come
dielettrico negli interruttori, nei cavi e nei trasformatori (in quest’ultima
applicazione costituisce anche il veicolo di trasporto del calore); è ottenuto per
distillazione sottovuoto di o. minerali. Questo tipo di o. deve soddisfare diverse
esigenze tra le quali: alta rigidità dielettrica, bassa viscosità (tale da consentire i
moti convettivi), resistenza ai fenomeni di ossidazione e polimerizzazione, inerzia

chimica nei riguardi dei dielettrici solidi con i quali è normalmente a contatto, alto
punto di infiammabilità. O. medicato Preparazione farmaceutica ottenuta
solubilizzando con o. principi medicamentosi; si distingue in ‘semplice’ e
‘composto’ a seconda che si sciolgano nell’o. una o più sostanze medicamentose. O.
http://www.treccani.it/enciclopedia/olio/ 4/6
30/3/2015 Olio nell’Enciclopedia Treccani
‘composto’ a seconda che si sciolgano nell’o. una o più sostanze medicamentose. O.
per impianti oleodinamici Costituito da due o più o. minerali con eventuali
aggiunte di additivi, atti a conferire determinate qualità al fluido stesso (per es., per
quanto riguarda la viscosità), deve assumere valori diversi in relazione al tipo di
componente usato, al tipo di circuito e alle condizioni ambientali. Per tale tipo di o.
si richiedono valori molto bassi di compressibilità e infiammabilità, ed elevati
poteri di antischiumosità e di rottura delle emulsioni. O. di resina Prodotto
ottenuto distillando fuori del contatto dell’aria la colofonia; la frazione che distilla
al di sopra di circa 350 °C costituisce l’o. di resina. È un liquido da giallo a bruno,
viscoso, inodore, dal sapore caratteristico. Per il suo elevato grado di penetrazione
nella carta si usa per la preparazione di inchiostri da stampa; per la sua bassa
conducibilità elettrica e termica per impregnare carte per rivestimento di cavi
elettrici ecc. O. soffiato O. (detto anche ispessito o ossidato) reso viscoso mediante
ossidazione per insufflamento di aria o di ossigeno a temperatura compresa fra
quella ordinaria e 120 °C, in assenza o in presenza di catalizzatori (sali di piombo,
di cobalto, di manganese ecc.). Al procedere dell’ossidazione l’o. ispessisce, la
viscosità aumenta mentre diminuisce il numero di iodio, la solubilità negli
idrocarburi ecc. Gli o. che di solito si sottopongono al trattamento di soffiaggio
sono quelli di lino, colza, cotone, pesce ecc., e sono usati nella preparazione del
linoleum, di lubrificanti ecc. Il contenuto di ossigeno di un o. soffiato può divenire
anche doppio di quello dell’o. originario; esso è presente sotto forma di perossidi,
di ossidrili, di carbossili, di carbonili. L’aumento dei gruppi polari quando questi o.
si usano nella preparazione di vernici, provoca un aumento della bagnabilità dei
pigmenti e una più facile macinazione.

O. BENEDETTO
Nella liturgia cattolica, l’o. d’oliva benedetto dal vescovo il giovedì santo (Missa
chrismatis) in tre tipi differenti: crisma, che è usato nel sacramento della
confermazione (o cresima) e dell’ordine (al vescovo viene unta la testa e ai
presbiteri le mani), nei riti di dedicazione della chiesa (se ne ungono le pareti) e
dell’altare (se ne unge la mensa); o. degli infermi (detto correntemente o. santo),
usato nel sacramento dell’unzione degli infermi; o. dei catecumeni, utilizzato nei
riti prebattesimali.

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APPROFONDIMENTI

OLI E GRASSI > UNIVERSO DEL CORPO (2000)


Oli e grassi L'olio d'oliva rappresenta, almeno per i popoli mediterranei, il grasso alimentare di più largo consumo,
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dovendo essere usati con moderazione, forniscono importanti principi nutritivi... Leggi

OLIO > DIZIONARIO DI MEDICINA (2010)


olio Sostanza di natura lipidica, liquida a temperatura ambiente. Gli o. sono diversi per composizione e proprietà ma
somiglianti fra loro per certe caratteristiche esterne (untuosità, densità inferiore a quella dell’acqua, insolubilità
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OLIO > DIZIONARIO DELLE SCIENZE FISICHE (1996)


òlio [Der. del lat. oleum] Nome di varie sostanze di origine vegetale, animale e minerale, di composizione diversa ma
aventi in comune certe caratteristiche (untuosità, densità minore di quella dell'acqua, stato liquido, immiscibilità con

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OLIO > ENCICLOPEDIA DANTESCA (1970)


olio. - È nominato come uno dei mezzi di cui ci si serviva nella difesa contro i nemici, in caso di assedio: Per dare a'

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30/3/2015 Olio nell’Enciclopedia Treccani
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