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Giornalismo Musicale: scrivere un articolo al giorno d’oggi

“Non c’è una vera e propria regola”, racconta Enrico Parola, penna del
Corriere della Sera, esperto in musica classica e sinfonia cameristica, durante
l’intervista telefonica sabato mattina alla Civica Scuola di Musica Claudio
Abbado di Milano nel corso di Giornalismo & Comunicazione Musicale tenuta
dal giornalista Luca Pavanel.
“E’ fondamentale il come si scrive, il modo in cui si attacca, quello che
succede e che è interessante da raccontare”. Al centro della discussione
anche le regole delle 5W (anzi 6 per qualcuno): Chi, Che cosa, Dove,
Quando, Perché, ed eventualmente “come”.
Nel giornalismo (anche musicale), importanza fondamentale sono le fonti
attendibili, le notizie verificate, l’uso di tecniche adeguate ma anche la
passione e la competenza. Non ultimo l’aggiornamento.
Il Titolo, ovvero l’argomento del pezzo, è la partenza, una bussola che guida
chi scrive.
Un articolo non può essere per tutti, ma ogni “modo” di scrivere ha un
pubblico, che sia un articolo di cronaca, una critica musicale, una
comunicazione.
Un articolo giornalistico racconta il “come” è andata, può essere la
presentazione di un evento, l’intervista con un musicista, un direttore
d’orchestra…una critica musicale esprime una visione, o comunque una sorta
di giudizio su un concerto, un evento che il giornalista sta commentando,
anche se, oggigiorno spesso risultano “critiche anfibie”, commenta Parola.
Ruolo fondamentale, rivestono gli uffici stampa, interessate a vendere i loro
prodotti, che forniscono del materiale di partenza che il giornalista utilizza per
l’elaborazione dell’articolo, e grazie ai quali si riescono a muovere grandi
macchine mediatiche.
Ma i nuovi media non faranno prima o poi scomparire la grande arte del
giornalismo, anche musicale? Sicuramente il contesto è in continuo
cambiamento, e nel giro dei prossimi 15 anni probabilmente tutto sarà
relegato al web.
La lettura di un giornale, magari come nell’immaginario collettivo,
comodamente seduti sul divano di casa propria, pian piano verrà sempre più
soppiantata da una lettura in movimento, dinamica, sempre in corsa, come
già sta accadendo, su supporti quali cellulare, tablet, pc. Se da una parte i
nuovi media hanno il pregio di raggiungere un pubblico giovane ben più
ampio, dal punto di vista dei contenuti però, tutti possono esprimere la propria
opinione, aprendo un blog e dicendo la loro, con il rischio di imbattersi in
informazioni falsate e non affidabili.
Il messaggio è di certo non perdere l’entusiasmo, continuare a credere in
questo lavoro e continuare, come già detto, ad aggiornarsi e metterci la
passione.