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Per saperne di più

ERSAF
Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle
Foreste, sede di Erba: Via Adua, 2 – 22036 Erba (CO)
tel. 02/67404.451; 031/6337.451
e-mail: erba@ersaf.lombardia.it
www.ersaf.lombardia.it

Riserva Naturale Sasso Malascarpa


www.parks.it/riserva.sasso.malascarpa

Comunità Montana Triangolo Lariano


via V. Veneto, 16 – 22035 Canzo (CO)
tel. 031/67.20.00
www.triangololariano.it

Gruppo Naturalistico della Brianza ONLUS


C.P. 28 – 22035 Canzo (CO). Tel/fax: 031/68.18.21
sede Milano: tel. 02/64.64.912 - fax 02/66.22.29.28
e-mail: gnbca@tiscalinet.it

Centro Educazione Ambientale di Prim’Alpe


Coop. META 031/684.878; 039/321.900
e-mail: meta.canzo@tin.it Sito: www.metacoop.org

Numeri utili
Agriturismo Terz’Alpe: 031/682.770

Comune di Canzo

La Pietra
e l’Acqua
Via Mazzini, 28 - Tel. 031/674.111

Pro Loco Canzo


Azienda Promozione Turistica
p.zza Chiesa, 4. Tel. 031/68.24.57

Pronto intervento 118

Segnalazione incendi boschivi 1515

Carabinieri di Asso 031/68.13.33

Corpo Forestale dello Stato


Comando Stazione di Asso 031/68.11.67
Comando Stazione di Lecco 0341/49.46.68
Il sentiero
geologico
Giorgio
Achermann
in Val Ravella
Questa pubblicazione
è stata realizzata
con il contributo del
Comune di Canzo, della
Comunità Montana

La pietra
Triangolo Lariano e
dell’ERSAF.

Testi:

e l’acqua
Silvia Fasana, con la
collaborazione di
Sergio Poli,
Gianluca Danini e
Andrea Tintori

Immagini:
Archivio ERSAF. La foto
di Giorgio Achermann è
dall’Archivio del Gruppo
Naturalistico della
Brianza.

Grafica e cartine:
Mottarella
Studio Grafico
www.mottarella.com

Il sentiero
geologico
Giorgio
Achermann
in Val Ravella
Canzo (Como)
I l Sentiero Geologico della Val Ravella a
Canzo (CO) è stato pensato e realizzato
dal nostro fondatore, Giorgio Achermann, per
Q uesto sentiero, voluto e realizzato anche
da ERSAF, traduce in pratica un esempio
di valorizzazione e di fruibilità del patrimo-
A bbiamo tante risorse sul territorio e a volte
ce ne dimentichiamo.
Questa pubblicazione, cui contribuisce anche
I l Triangolo Lariano è un vero e proprio
paradiso per gli appassionati di geologia. Le
rocce sedimentarie calcaree, ricordi di antiche
far conoscere le particolarità geologiche del nio delle Foreste di Lombardia. Percorrere un l’Amministrazione di Canzo, ci offre l’occasione scogliere e di fondali marini, i fenomeni carsici,
Triangolo Lariano. A vent’anni da allora, e sentiero diventa un’occasione per imparare di riscoprire e valorizzare il rinnovato Sentiero le tracce dei periodi glaciali sono affascinanti
a quasi dieci dalla sua scomparsa, il Gruppo rivolta a tutti, giovani e meno giovani, in Geologico che percorre la Val Ravella. testimonianze delle lunghe e complesse vicende
Naturalistico della Brianza è lieto di salutare la modo semplice, divertente e accattivante. In Siamo invitati a conoscere e apprezzare la che hanno interessato la nostra zona.
conclusione dei lavori di risistemazione dell’in- quest’ottica di fruibilità e di valorizzazione, montagna, e a riflettere su come ciò che c’è Percorrere il Sentiero Geologico della Val
tero percorso e la sua dedica all’indimenticato questo sentiero si integra nella vasta rete di oggi è legato alle trasformazioni del passato. I Ravella significa tuffarsi idealmente nella
Achermann. A completamento di quest’opera, interventi che la Regione Lombardia e l’ERSAF cartelli che si incontrano sul percorso tradu- storia remota della Terra: con una camminata
voluta dal Gruppo e dall’ERSAF, esce anche stanno realizzando negli oltre 23.000 ettari di cono, in modo accessibile a tutti, il lavoro di circa un’ora e mezza si ripercorrono le
questo opuscolo illustrativo, curato proprio da foreste regionali, attraverso le manifestazioni scientifico operato da ERSAF e dal Gruppo vicende geologiche del nostro territorio,
chi ha raccolto la sua eredità nella redazione di Foreste da Vivere ed il Programma di Valoriz- Naturalistico della Brianza, sulla spinta iniziale incontrando anche i resti dei suoi antichi
della rivista “Natura e Civiltà”, da lui fondata zazione del Patrimonio Immobiliare di ERSAF. di Giorgio Achermann, che diceva: “Per amare, abitanti come i Coralli e le Ammoniti.
oltre quarant’anni fa per informare, educare, Uno sforzo che rende questo patrimonio sempre rispettare e salvaguardare la Natura, occorre Un’occasione unica per un viaggio nel tempo
sensibilizzare soprattutto le giovani generazio- più apprezzato e conosciuto in Lombardia e in prima di tutto conoscerla a fondo”. che un appassionato conoscitore della natura,
ni al rispetto e all’amore per la Natura. Ci au- Italia. Iniziative come queste si integrano nel Questo libretto ha quindi più valori: è la tradu- circa vent’anni fa, ci ha offerto.
guriamo che questa pubblicazione, nello spirito circolo virtuoso che permette da una parte la zione di una ricerca scientifica; è un invito a Vogliamo ricordare e ringraziare così Giorgio
che ha contraddistinto l’azione di Achermann, conoscenza e il rispetto della natura e dall’altra conoscere il nostro territorio; è uno strumento Achermann, coraggioso pioniere della difesa
aiuti chi percorre i nostri sentieri a guardarsi la fruibilità e la possibilità di sviluppo e soste- di promozione turistica. della natura “di casa nostra”. Continuando
attorno con occhi più attenti e consapevoli nibilità di territori protetti. Al lavoro scientifico si affianca anche il contri- idealmente nella strada da lui stesso indicata,
della bellezza e della complessità della Natura buto della Cumpagnia di Nost, che ha ricercato uno degli impegni principali della Comunità
che li circonda e sentire così l’esigenza della Francesco Mapelli i vecchi toponimi dialettali dei “luoghi” della Montana Triangolo Lariano è proprio quello
sua conservazione. Presidente ERSAF Val Ravella: la collaborazione fra Enti e Asso- di proteggere, tutelare e valorizzare il nostro
Difendiamo oggi il mondo di domani! ciazioni non può che essere positiva, l’unione ambiente naturale, consapevoli della grande
delle forze moltiplica i risultati! importanza e attualità di questo compito.
Cesare E. Del Corno Grazie ancora per questa iniziativa e… buona
Presidente Gruppo Naturalistico della Brianza passeggiata! Costantino Muzio
Assessore all’Ecologia Comunità Montana
L’amministrazione Comunale di Canzo Triangolo Lariano

Il Sentiero Geologico G i o r g i o Ac h e r m a n n Il Sentiero Geologico Giorgio Achermann


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Antica toponomastica lungo
il Sentiero Geologico “G. Achermann”
Partendo da Gaüm (al gaüm in dialetto è il mallo delle noci), ve-
diamo sulla sinistra la Capeleta dala Madona di Sett Duluur (poco
distante c’è il Sass dal Diàul…). Proseguendo, vediamo sulla destra
la val dal Cazüü, che si immette nel fondovalle in corrispondenza
della Calchèra (antico sito di produzione della calce), che ospita
ora il serbatoio dell’acquedotto. Continuando lungo la strada, si
stacca sulla destra il Sentée dala val di Sass che porta al Cornizzolo,
sovrastato dal Ceppo dell’Angua, detto Scalfin dal Diaul (scalfin in
dialetto è la “soletta” della calza, costituita dalla suola e dalla
parte che racchiude le dita, cui questa roccia assomiglia). Salen-
do, lasciamo alla nostra sinistra la selva (castagneto) dal Fiura;
ora abbandoniamo la strada, che sale a destra verso l’eremo di
san Miro, e ci inoltriamo sul sentée da praa Invers: troviamo più
avanti un grande masso erratico (con pannello) che occupa tutto
il letto del torrente, al sass da san Mir, sotto cui tradizione vuole
che dormisse il santo. Proseguendo troviamo a sinistra la val dal
Töf (travertino), mentre più avanti a destra vediamo al cepp dala
Guta, riconoscibile per il persistente gocciolamento dalla roccia.
Raggiungiamo più avanti al zoch (i)scüri, la marmitta dei giganti.
Ci avviciniamo alla meta; dove c’è la struttura di captazione del-
l’acquedotto, siamo sota praa Invers. Un ultimo strappo pone alla
nostra sinistra al camp Növ e a destra la Piana, ampio prato sopra
il quale sorge Terz’Alpe. Abbiamo più volte nominato il lato destro
e sinistro; per correttezza, in dialetto avremmo dovuto utilizzare i
termini a man driza e a man manzina.
Cumpagnia di Nost - Canzo

0 200 400 m

P 1 - Il Sentiero Geologico E 3 - Conglomerato di Sirone “Puddinga” E 7 - Selci E 11 - Serpentinite


P 2 - La Geologia dei Corni di Canzo E 4 - Calcare maiolica E 8 - Rosso ammonitico E12 - Sorgenti pietrificanti
E 1 - Dolomia coralligena E 5 - Rocce metamorfiche E 9 - Verrucano-Valsassina E13 - Conglomerato poligenico
E 2 - Frana sottomarina “Slumping” E 6 - Sedimenti marini pelagici E10 - Granito ghiandone “grandiorite” E14 - Marmitta dei giganti

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Il Sentiero geologico
Giorgio Achermann Giorgio Achermann
Il “Sentiero Geologico” della Val Ravella, Nato a Lucerna (CH) nel 1907, si
uno dei primi percorsi didattici a tema delle
Prealpi e senza dubbio tra i più frequentati,
trasferì a Canzo nel dopoguerra, dove
venne realizzato agli inizi degli anni ’80 dal visse fino alla sua morte, avvenuta
Gruppo Naturalistico della Brianza per far nel 1995. Nel 1960 fondò il “Gruppo
conoscere alcuni dei più interessanti aspetti
geologici del Triangolo Lariano. Il sentiero è Naturalistico della Brianza”, e nel
stato recentemente risistemato e corredato 1962 la Rivista “Natura e Civiltà”.
da nuovi pannelli ricchi di informazioni, a
Fu un precursore dell’ambientalismo
cura dell’ERSAF (Ente Regionale per i Servizi
all’Agricoltura e alle Foreste) di Erba, in in Lombardia. Il suo celebre motto
collaborazione con il Comune di Canzo, la era “Difendiamo oggi il mondo di
Comunità Montana Triangolo Lariano, l’Ammi-
domani”.
nistrazione Provinciale di Como ed il Gruppo
Naturalistico della Brianza.
Il tracciato è stato dedicato al giornalista
svizzero Giorgio Achermann, che ne era stato
l’ideatore, per ricordare la sua grande opera
di sensibilizzazione verso la protezione della
Natura “di casa nostra”.
Il sentiero attraversa una zona di grande
interesse per la ricchezza e la varietà dell’am-
biente naturale e per le numerose testimo-
nianze storico-etnografiche ancora presenti.
La parte alta della Val Ravella è occupata
dalla Foresta Regionale dei Corni di Canzo,
vasto complesso boschivo di 450 ettari, la
cui porzione sul versante idrografico sinistro
è compresa anche nella Riserva Naturale
Sasso Malascarpa, un’area protetta regionale
di primario interesse geologico, geomorfo-
logico e botanico. Il paesaggio qui è stato
modellato dalla lenta e inesorabile azione
di dissoluzione esercitata dall’acqua piovana
sulla roccia calcarea, che ha determinato
il caratteristico aspetto del Sasso (da cui
la Riserva prende il nome), simile ad una
ciclopica muraglia rocciosa e le spettacolari
manifestazioni carsiche dei campi solcati,
fessure strette e profonde, simili alle impron-
te lasciate sul terreno dalle ruote di un carro.
Nell’area del Sasso Malascarpa si segnala

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la presenza di una particolare flora ricca di tuttora dalla roccia sul piazzale antistante e dei vecchi terrazzi agricoli in prossimità L’ambiente naturale
preziose piante endemiche tipiche dell’am- la piccola Chiesa. Inoltre, fino alla prima delle “Alpi”. La proprietà è poi passata nel Il torrente Ravella, affluente di sinistra del
biente rupicolo calcareo e di numerose specie metà del Novecento, in Val Ravella risie- 1980 alla Regione Lombardia, che la gestisce Lambro, nasce a circa 1000 metri di quo-
di pipistrelli. Sia la Foresta Regionale che la devano ancora numerose famiglie dedite tramite l’ERSAF (ex Azienda Regionale delle ta sotto la Colma omonima. Il suo bacino
Riserva sono gestite dall’ERSAF. all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. Foreste). Attualmente nell’antico nucleo di idrografico è delimitato, nella parte alta, a
Non si possono dimenticare le tracce della Tracce di queste attività tradizionali sono Prim’Alpe funziona un Centro Visitatori della nord dalla Cresta di Cranno, dalla Colletta dei
presenza umana nei secoli. Meta tradizionale rimaste nei fabbricati rurali a Prim’Alpe (Alpe Riserva e un Centro di Educazione Ambientale Corni e dai Corni di Canzo, ad est dal Sasso
di pellegrinaggi è il Santuario di S. Miro al Grasso) e Terz’Alpe (Alpe Piotti) e nei ruderi attivi tutto l’anno, con possibilità di ristoro Malascarpa e dal Prasanto, a sud dal Monte
Monte, edificato a partire dal 1643 vicino in località Second’Alpe (Alpe Betulli), Alpe e pernottamento. Attorno alla struttura è Rai, dal Cornizzolo e dal Monte Pesora. Il
all’eremo di San Miro Paredi, nato a Canzo Alto e Alpetto. Alla fine degli anni ’50, presso stato realizzato anche un interessante Per- corso d’acqua riceve alcuni modesti tributari,
intorno al 1336 e morto a Sorico nel 1381. Prim’Alpe, dopo l’acquisizione dell’area da corso Botanico, con oltre 60 specie vegetali tra cui quello proveniente dalla Valle di S.
Numerosi sono i miracoli a lui attribuiti, parte dell’Azienda di Stato per le Foreste De- catalogate. Miro. La Val Ravella è dominata dal Ceppo
legati soprattutto al dono della pioggia: maniali (ASFD), è stato realizzato un vivaio La Val Ravella è anche il punto di partenza di dell’Angua, detto localmente “Scalfin del dia-
secondo la tradizione avrebbe fatto scatu- per produrre le essenze (soprattutto conifere) molti sentieri che interessano il gruppo mon- vul”, costituito da una roccia biancastra, la
rire anche una sorgente d’acqua, che sgorga destinate al rimboschimento degli ex-pascoli tuoso Corni di Canzo – Prasanto – Moregallo. Dolomia a Conchodon. Il torrente ha scavato
profondamente il suo alveo e scorre incassato
fra ripidi versanti fino a Canzo; sulla destra
orografica rimangono notevoli terrazzi more-
nici sui quali anticamente furono costruite le
tre “Alpi”.
Lo storico Fabio Cani, nel suo recente studio
“La toponomastica storica del Triangolo
Lariano”, ipotizza come il toponimo Ravella
potrebbe ricondursi sia a rapa che a rava,
“frana, smottamento”, a sua volta derivato da
grava, termine celtico per “ghiaia”.

La storia geologica
Il Triangolo Lariano è un’area di notevole
Sopra: Prim’Alpe.
interesse per gli appassionati di Scienze
Nella pagina a fronte: l’ultima
OLOCENE della Terra. In particolare il gruppo montuoso
glaciazione nel territorio
lariano. PLEISTOCENE Corni di Canzo-Sasso Malascarpa-Prasanto,
1,8 ma
che delimita la testata della Val Ravella,
Sotto: Geofilo Chiaccherino NEOGENE
rappresenta una delle zone geologicamente
illustra le Ere geologiche. PALEOGENE
65 ma più complesse delle Prealpi. Il territorio è ca-
ratterizzato da formazioni rocciose sedimen-
CRETACEO tarie di origine marina, in cui sono racchiuse
140 ma numerose tracce fossili degli organismi del
tempo. Infatti durante gran parte dell’era
GIURASSICO Mesozoica o Secondaria (250-65 milioni di
202 ma anni fa), l’area era occupata dalla porzione
marginale di un oceano chiamato Tetide, tra
TRIASSICO due grandi “supercontinenti”, uno settentrio-
250 ma nale, il Laurasia e uno australe, il Gondwana.

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Questa particolare posizione faceva sì che alla progressiva chiusura della Tetide e al
i fondali avessero una topografia acciden- conseguente innalzamento delle rocce dei
tata, con alternanze di zone ad alta e bassa fondali marini, che hanno subìto piega-
profondità. Sul fondo marino si andavano menti, sovrascorrimenti, fratture. Ha avuto
via via depositando sedimenti di natura così inizio la formazione delle Alpi e delle
principalmente carbonatica, i quali hanno poi Prealpi (orogenesi alpina), continuata per
costituito le rocce del Triangolo Lariano. l’era successiva, quella Cenozoica o Terziaria
L’era Mesozoica viene convenzionalmente (65 - 1,8 milioni di anni fa).
divisa in tre periodi, caratterizzati da diverse Ma il paesaggio attuale è stato in gran parte
vicende geologiche che hanno determinato determinato da fenomeni geomorfologici
variazioni degli ambienti di deposizione e, di superficiali avvenuti nell’era Quaternaria
conseguenza, diversità delle rocce originate. (1,8 milioni di anni fa – presente). In parti-
Si passa da un mare caldo, poco profon- colare, le grandi colate glaciali provenienti
do, simile a quello delle attuali barriere dalla Valtellina e dalle sue valle laterali a
coralline delle zone tropicali ed equatoriali, più riprese hanno interessato il nostro terri-
nel Triassico (250-202 milioni di anni fa), a torio, spingendosi nei momenti di massima
profondità sempre maggiori nel Giurassico espansione fin quasi a Milano. Il movimento
(202 – 140 milioni di anni fa), fino a quando, del ghiacciaio esercitava un’intensa azione
nel Cretaceo (140 – 65 milioni di anni fa), di abrasione e di escavazione sulle rocce
l’avvicinamento e lo scontro del continente delle Alpi, producendo enormi quantità di
Africano con quello Eurasiatico ha portato detriti, trasportati a valle verso la pianura.

Rocce magmatiche intrusive, stratificate, ovvero deposte in ganismi, animali o vegetali, vissuti
Le rocce

derivate dal consolidamento strati. Le rocce sedimentarie sono in epoche geologiche passate.
molto lento dei magmi all’interno le più comuni in Provincia di Como Rocce sedimentarie chimiche
della crosta terrestre. Sono carat- e costituiscono l’ossatura geologi- derivano dalla precipitazione di
terizzate da cristalli ben formati, di ca del Triangolo Lariano. sali minerali dall’acqua in cui si
grosse dimensioni, che danno loro In base alla loro origine si possono trovano disciolti. Sono general-
una struttura granulare. Esempi dividere in: mente rocce semplici, perché
di queste rocce sono il granito e il Rocce sedimentarie clastiche, formate dall’accumulo di un’unica
ghiandone. formate in seguito alla deposizio- sostanza, come il salgemma ed
Rocce magmatiche effusive, ne e al successivo consolidamento, il gesso.
derivate invece dal raffreddamen- dovuto a processi chimico-fisici, di •Le ROCCE METAMORFICHE
“Le rocce nascondono nel loro in- è formata ed addirittura a quale Tratto da: to e dalla solidificazione veloce dei frammenti di altre rocce (ciottoli, derivano invece da rocce pree-
terno un universo di informazioni temperatura si è solidificata. Luca Ottenziali, Appunti di magmi all’aria aperta, fuoriusciti ghiaie, sabbie o argille), erosi e sistenti più antiche, che hanno
davvero incredibile. Quasi sempre Le rocce, seppur materia inanima- Geologia. Regione Lombardia dai condotti vulcanici o da fessure trasportati da fiumi, ghiacciai, subìto trasformazioni a causa
capita di posare distrattamente lo ta, hanno una loro vita. Nascono – Settore Ambiente ed Ecologia, della crosta terrestre. Queste vento... delle alte temperature e pressioni
sguardo su qualche pietra senza per mezzo di diversi processi Milano 1992. rocce invece hanno cristalli molto In base alle dimensione dei fram- in seguito ai grandi movimenti
renderci conto dell’esistenza di un chimico-fisici, si modellano in piccoli - struttura microcristallina menti si possono avere i conglo- della crosta terrestre. Queste
codice di lettura che ci permette forme diverse in funzione della Le rocce che compongono la - o addirittura vetrosa (amorfa), merati, le arenarie, le argille. trasformazioni ne hanno mutato
di addentrarci in un mondo pieno loro composizione e della loro crosta terrestre possono essere non cristallina. Tipici esempi sono Rocce sedimentarie organo- la struttura originaria. Sono rocce
di segreti e curiosità. È così ubicazione, si trasformano in divise in tre tipi, secondo la loro il porfido, il basalto, la pietra gene formate dall’accumulo e dal metamorfiche lo gneiss, derivato
possibile ricostruire l’ambiente di altre rocce sotto l’azione di forti origine: pomice. consolidamento di resti di animali dal granito; l’ardesia (il materia-
formazione di una data roccia, pressioni, temperature elevate e • Le ROCCE MAGMATICHE • Le ROCCE SEDIMENTARIE o vegetali (gusci, scheletri, conchi- le di cui è fatta la lavagna), origi-
scoprire se in un certo luogo muoiono infine quando sono de- derivano dalla solidificazione per derivano dall’accumulo di sedi- glie). Ne sono esempi le rocce del- nata da argille pressate; il marmo
esisteva in passato il mare oppure gradate e polverizzate dall’azione raffreddamento di magmi, masse menti di diversa natura depositati le Dolomiti, antiche ed imponenti derivato da rocce calcaree
se era presente in vicinanza un erosiva dei corsi d’acqua, dal gelo fuse ed incandescenti (1000° - sul fondo di antichi mari o laghi scogliere coralline costruite da sottoposte ad alte temperature e
vulcano o ancora si può determi- e disgelo o attaccate dagli agenti 1500°C) racchiuse all’interno della o dalla precipitazione diretta di organismi biocostruttori e la selce. la serpentinite, da rocce molto
nare a che profondità nella crosta chimici presenti nell’atmosfera e Terra. In base alle modalità di sostanze chimiche disciolte nel- Spesso queste rocce contengono basiche dette peridotiti.
terrestre quella specifica pietra si disciolti nelle acque piovane”. raffreddamento si distinguono: l’acqua. In genere si presentano fossili, ovvero resti o tracce di or-

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nel tempo dagli agenti atmosferici, ospitano
una flora tra le più singolari e ricche di spe-
cie endemiche della fascia insubrica dei laghi
prealpini, come la Campanula dell’Arciduca
(Campanula raineri), l’Erba regina (Telekia
speciosissima) ed il Raponzolo chiomoso (Phy-
soplexis comosa). Durante le fasi di espan-
sione glaciale, infatti, queste cime, a motivo
della loro altitudine sporgevano dalla massa
di ghiaccio, costituendo un rifugio per molte
specie dell’antica flora ed una zona geografi-
camente isolata che ha favorito nel tempo la
formazione di nuove specie.

La fauna
L’ambiente molto vario presenta una discreta
componente faunistica, in cui prevalgono
specie legate all’habitat boschivo. Spiccano
per ricchezza e varietà i Pipistrelli, soprat-
tutto nella Riserva Naturale Sasso Malascar-
pa. Ben rappresentati sono anche gli Uccelli,
Quando il clima ritornava ad essere più mite, dell’area dei Corni di Canzo – Sasso Mala- della Val Ravella, all’interno della Foresta con il Calandro (Anthus campestris), l’Averla
il ghiaccio fondeva e questo materiale di scarpa - Val Ravella, un’ottima palestra per Regionale dei Corni di Canzo, sono tutte di piccola (Lanius collurio), il Succiacapre (Ca-
diversa granulometria, costituito da massi, i geologi che, nonostante 150 anni di studi, impianto artificiale, effettuato negli anni ‘60 primulgus europaeus), la Coturnice (Alectoris
ghiaie, sabbie ed argille, veniva abbando- nasconde ancora molti segreti. – ‘70 del secolo scorso. graeca), il Nibbio bruno (Milvus migrans), la
nato. Hanno avuto così origine i depositi Le formazioni erbose, localizzate soprattutto Poiana (Buteo buteo), il Gufo reale (Bubo
morenici e gli innumerevoli massi erratici La flora e la vegetazione lungo le aree di crinale e sulle porzioni som- bubo). Per quanto riguarda i Mammiferi, si
o trovanti, singoli blocchi isolati, lasciati Nell’area dei Corni di Canzo - Val Ravella mitali dei Corni, si stanno progressivamente segnalano il Capriolo (Capreolus capreolus), la
dai ghiacciai al loro ritiro. Questi massi, – Sasso Malascarpa si possono distinguere riducendo per l’avanzata del bosco; in molte Lepre comune (Lepus europaeus), il Cinghiale
provenienti dalla Valtellina e dalla Valchia- tre principali ambienti: il bosco, le praterie zone i prati e i pascoli abbandonati sono (Sus scropha) e, di più recente introduzione,
venna, sono costituiti da rocce magmatiche e le rupi. Nei boschi di latifoglie preval- stati diffusamente colonizzati da formazioni il Muflone (Ovis musimon), con una colonia
e metamorfiche, e dunque diverse da quelle gono le formazione mesofile con il Fras- pioniere a Nocciolo (Corylus avellana), Betulla ormai ben insediata sul Monte Moregallo e
sedimentarie su cui poggiano. sino maggiore (Fraxinus excelsior), l’Acero (Betula pendula) e Salicone (Salix caprea). dintorni.
Inoltre, l’abbondanza di rocce locali di natura montano (Acer pseudoplatanus), il Tiglio (Tilia Le praterie calcaree, o prati magri, sono Le acque del torrente Ravella rappresentano
carbonatica ha determinato la presenza platyphyllos) e, salendo di quota, il Faggio ambienti molto preziosi dal punto di vista un ambiente del tutto particolare, ricco di
di rilevanti fenomeni carsici superficiali e (Fagus sylvatica), dominante nelle porzioni botanico per la loro grande ricchezza di pian- vita animale. Si possono ricordare le larve
profondi, dovuti all’azione delle acque meteo- superiori dei versanti. I pendii esposti a sud te rare, come la Peonia (Paeonia officinalis), di alcune specie di Tricotteri o Friganee (i
riche rese aggressive dall’anidride carbonica sono caratterizzati invece da essenze più diverse specie di Orchidee e di Genziane, ed “portasassi”), che si spostano sul fondo in
in esse disciolta. Ne sono esempi eclatanti i termofile (amanti del caldo), come il Carpino endemiche, cioè esclusive di un territorio cerca di cibo, protette dai loro caratteristici
campi solcati del Sasso Malascarpa, nonché le nero (Ostrya carpinifolia), l’Orniello (Fraxinus ristretto, tra cui il Citiso insubrico (Cytisus astucci di sassolini; sono anche presenti nu-
grotte e gli abissi di altre zone del Triangolo ornus) e la Roverella (Quercus pubescens). Le emeriflorus) e l’Aglio di Lombardia (Allium merosi Anfibi come la Salamandra (Salaman-
Lariano, come il Pian del Tivano, il Palanzone conifere - Abete rosso (Picea abies), Larice insubricum). Anche le pareti rocciose calcaree dra salamandra) e la Rana rossa di montagna
e la Valle Bova (Buco del Piombo). (Larix decidua) e Pino eccelso (Pinus excelsa) dei Corni di Canzo e del Sasso Malascarpa, (Rana temporaria), nonché, tra i Pesci, la
Tutte queste vicende spiegano la complessità - che si ritrovano fitte lungo il versante alto create dai movimenti tettonici e modellate Trota (Salmo trutta).

Il Sentiero Geologico G i o r g i o Ac h e r m a n n Il Sentiero Geologico Giorgio Achermann


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Il percorso Evento n. 2 preesistenti smantellate dall’erosione.
Il “Sentiero Geologico” ha inizio a Canzo (CO) in località Gajum, si sviluppa lungo il fondovalle In passato questo materiale veniva utilizzato
“Slumping” per realizzare macine da granaglia.
del torrente Ravella e termina al Rifugio Terz’Alpe, tra prati e pascoli, ai piedi dei Corni di Can-
zo.
frana sottomarina
La formazione sedimentaria affiorante al
La prima parte del tracciato, fino al Santuario di S. Miro al Monte è un’antica mulattiera, il cui Evento n. 4
bordo del sentiero, detta Calcare di Moltra-
fondo, risistemato dal Comune di Canzo, è stato realizzato con ciottoli provenienti dal letto del Formazione della Maiolica
sio, è costituita da calcari e calcari marnosi
torrente; tale pavimentazione è detta nel dialetto locale rìsciol. Il secondo tratto, all’interno Si tratta di una roccia sedimentaria marina,
di colore grigiastro con inclusi strati e noduli
della Foresta Regionale, ha invece fondo naturale, ma rimane comunque di agevole percorrenza. di ambiente piuttosto profondo, originatasi
di selce nerastra. Qui presenta una stratifi-
Il sentiero consente di osservare le rocce calcaree stratificate di origine marina che caratterizza- 145-135 milioni di anni fa tra la fine del
cazione a pieghe, dovuta allo scivolamento e
no il Triangolo Lariano, i massi erratici di serpentino, granito e gneiss trasportati dai ghiacciai e Giurassico e il Cretaceo inferiore. È un calcare
piegamento dei sedimenti in via di consolida-
abbandonati al loro ritiro, nonché interessanti fenomeni legati al carsismo (sorgenti petrifican- compatto bianco, povero di macrofossili, con
mento su un pendio sottomarino, a profondi-
ti) e all’erosione (Marmitta dei Giganti). grana finissima dovuta all’accumulo di mi-
tà abbastanza elevate. Il Calcare di Moltrasio
L’escursionista è accompagnato lungo il percorso da una serie di pannelli su cui compare il sim- croorganismi (nanofossili), con inclusi noduli
risale al Giurassico inferiore (circa 190
patico Geofilo Chiacchierino, un topolino che illustra i 14 “eventi geologici” più interessanti e di selce policroma. La superficie è interessata
milioni di anni fa) e costituisce il substrato
renderà piacevole la visita anche ai più piccoli. da lineature seghettate, che assomigliano a
roccioso della maggior parte del Triangolo La-
L’ERSAF ha in programma di far proseguire il “Sentiero Geologico” fino alla Colma di Ravella e da suture craniali (stiloliti).La Maiolica affiora
riano, tra cui il Monte S. Primo e la Valassina,
lì al Sasso Malascarpa, per far conoscere anche la parte alta della valle, forse la più particolare. con continuità nella porzione meridionale del
da Barni ad Erba.
Triangolo Lariano, dove è ben visibile nella
Evento n. 1 grande cava di Cesana Brianza (LC). Anche
Sentiero Geologico Calcare a coralli la ben nota grotta del Buco del Piombo è
Giorgio Achermann scavata quasi totalmente in questa roccia; la
È un blocco di una roccia sedimentaria
denominazione di tale grotta è da ricondur-
calcarea, costituita prevalentemente da resti
Partenza: Canzo – località Gajum m si molto probabilmente alla caratteristica
fossili di coralli e in particolare da colonie
483 – due pannelli introduttivi patina di alterazione di colore grigiastro che
ramificate di Thecosmilia clathrata. Questa
Tappe intermedie:14 “eventi geolo- si forma sugli affioramenti di Maiolica.
formazione, chiamata dai geologi Calcare
gici”, illustrati con pannelli esplicativi Tale roccia veniva utilizzata come materiale
di Zu, si è originata nel Triassico superiore
Arrivo: Rifugio Terz’Alpe - m 795. da pietrisco e per la produzione di cemento
(circa 210 milioni di anni fa), in condizioni
Prosecuzione: Corni di Canzo, m.1371 di mare caldo, limpido e poco profondo (un Evento n. 3 (cava di Cesana).
Riserva Naturale Sasso Malascarpa, habitat ideale per la vita dei coralli), simile Conglomerato di Sirone
m 1200 Vetta Monte Cornizzolo, m a quello delle attuali barriere coralline nelle “Puddinga”
1.240. zone tropicali ed equatoriali. Si tratta di La macina, proveniente dalle cave di Sirone
Tempi di percorrenza 30 min. fino al una roccia compatta, di colore grigiastro, (LC), è costituita da una roccia sedimentaria
Santuario di S.Miro al Monte facilmente soggetta ad erosione da parte marina, chiamata Conglomerato di Sirone, più
1.30 h fino a Terz’Alpe. delle acque meteoriche acide nota con il nome locale di “ceppo”. Questa
Ritorno: (consigliato) passando per (carsismo). Essa costitui- formazione, di grana piuttosto grossolana,
Prim’Alpe h 1.00 sce il pendio orientale è formata da ciottoli eterogenei e arenarie,
Difficoltà:strada acciottolata fino dei Monti Cornizzolo e cementati da carbonato di calcio. Deriva
a San Miro; sentiero facile fino a
di Pianezzo, nonché dal consolidamento di materiali erosi dagli
parte del Prasanto. agenti atmosferici sulla terraferma (ghiaie,
Terz’Alpe.
Questo masso fu sabbie e limi), trasportati dai fiumi in mare e
Oltre Terz’Alpe: sentiero mediamente
rinvenuto nella depositati a modesta profondità, circa 90 mi-
impegnativo.
valletta sopra il lioni di anni fa, nel Cretaceo. Può contenere
Nel riportare l’elenco degli eventi, si è
santuario di S. Miro al anche alcuni fossili di Molluschi Lamellibran-
usato il termine scientifico attuale. Monte. chi (Hippurites), provenienti da rocce locali

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te in edilizia per la produzione di cordoli e anni fa). nentale, formatasi in clima sub-desertico,
manufatti lapidei. Di colore risalente alla fine del Permiano (l’ultimo
rossa- periodo dell’era Paleozoica o Primaria, circa
Evento n. 6 stro, è 260 milioni di anni fa).
Calcare di Moltrasio ricca di Viene interpretata come il risultato dell’ero-
fossili, sione della antica catena montuosa Ercinica,
Rocce sedimentarie marine soprat- di età Permo-Carbonifera (attorno a 350-300
(sedimenti pelagici) tutto milioni di anni fa) e del successivo deposito
Si tratta di banchi stratificati di calcari e Ammoniti, e consolidamento delle sabbie e ghiaie pro-
calcari marnosi, di colore grigio-biancastro. ov- vero Molluschi dotte dallo smantellamento delle precedenti
Queste rocce, formatesi sul fondo dell’antico Cefalopodi dalla conchiglia a spirale montagne.
mare che occupava la nostra zona durante il piana, estinti alla fine dell’era Mesozoica.
Giurassico Inferiore (circa 202 – 180 milioni Tale formazione affiora discontinuamente Evento n. 10
di anni fa), sono poi affiorate in seguito ai nella porzione meridionale del Triangolo Granodiorite “Ghiandone”
Evento n. 5 movimenti della crosta terrestre durante la Lariano, specialmente nei dintorni del Buco È un masso erratico di trasporto glaciale,
Rocce metamorfiche formazione delle Prealpi e delle Alpi. del Piombo e dell’Alpe Turati. Nella zona proveniente dalla Val Masino.
Le rocce metamorfiche nel Triangolo Lariano dei Corni di Canzo è presente in particolare Si tratta di una granodiorite, roccia magma-
sono rappresentate da massi erratici prove- Evento n. 7 nella parte alta della Valle Ravella: la si può tica compatta che si è raffreddata lentamen-
nienti dalla Valtellina e dalla Valchiavenna, vedere più avanti lungo il sentiero attorno
Selci te in profondità nella crosta terrestre, tra 35
trasportati dai ghiacciai durante le fasi alla “Marmitta dei giganti”, dove forma una e 25 milioni di anni fa. Viene così chiamata
Le selci sono rocce sedimentarie silicee dure
glaciali Pleistoceniche e abbandonati al loro piccola parete. Questo tipo di roccia viene per la presenza di grossi cristalli di feldspato
e compatte, di aspetto vetroso e di colore
ritiro. La loro origine è molto antica: si sono usata come pietra per pavimentazione: un potassico di colore bianco-rosato e di forma
vario (marrone, nero o rosso), di origine
formate presumibilmente 300 milioni di anni esempio si può vedere nella Galleria Vittorio sub-rettangolare, che ricordano le ghiande.
organogena, costituite dai resti dell’involucro
fa, nel Carbonifero, in ambienti profondi Emanuele a Milano, anche se in questo caso Il ghiandone viene usato come materiale
esterno siliceo di Protozoi (Radiolari),
della crosta terrestre per si tratta di Rosso Ammonitico Veneto del lapideo ornamentale per cordoli, colonne.
Spugne e Alghe (Diatomee). Sono
trasformazioni ad elevate Giurassico Superiore.
spesso presenti in straterelli, lenti
pressioni e tempera- o noduli inclusi in rocce calca- Evento n. 11
ture di rocce pree- ree. Per la loro durezza e Evento n. 9 Serpentinite
sistenti. Caratte- lavorabilità venivano Verrucano Si tratta ancora una volta di un masso erra-
ristico delle rocce usate dagli uomini È un masso proveniente dall’alta Valsassina tico di trasporto glaciale proveniente dalla
metamorfiche è primitivi per (zona di Margno), costituito da un conglome- Val Malenco.
l’allineamento dei la produzione rato compatto, di colore rossastro, formato È una roccia metamorfica, compatta e
minerali che le costi- di strumenti soprattutto da ciottoli quarzosi e di porfido. tenace, di colore da verde scuro a nerastro,
tuiscono, a formare litici come bulini, Si tratta di una roccia sedimentaria conti- chiamata così perché il suo aspetto ricorda
degli “strati” lungo raschiatoi, punte di
i quali si possono lance e di frecce.
spaccare (scistosità).
In Val Ravella si possono
trovare micascisti e gneiss
Evento n. 8
del basamento Alpino (rocce a tessitura Rosso Ammonitico
orientata, costituite prevalentemente da Lombardo
quarzo, miche e feldspati chiari) e le serpen- Il Rosso Ammonitico Lombardo è una roccia
tiniti della Valmalenco. sedimentaria marina, calcarea-marnosa, con
Queste rocce, un tempo tagliate in lastre con intercalati livelli e lenti di selce, che risale
filo elicoidale, venivano usate generalmen- Verrucano Ghiandone Serpentinite
al Giurassico Inferiore (circa 190 milioni di

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quello della pelle dei serpenti. erbe, dando così origine ai cosiddetti “tufi “cascata petrificante”, formata dalle acque sabbie e ghiaie trasportate dalle acque sulle
Deriva da trasformazioni di rocce molto basi- calcarei”, con aspetto spugnoso e colore da provenienti dalla sorgente di San Gerolamo, rocce del letto del torrente Ravella (Radio-
che, le peridotiti. avorio a nocciola. sopra Prim’Alpe. lariti). Le pareti di questa cavità mostrano
Lungo il sentiero si vedono diversi blocchi di La genesi di queste rocce è relativamente le tracce del moto dei ciottoli che l’hanno
serpentinite regolarmente tagliati: infatti, recente; si tratta di materiali teneri, per lo Evento n. 13 scavata.
prima della Seconda Guerra Mondiale, una più destinati alla realizzazione di muretti o Conglomerato Altri esempi simili si trovano nella zona lun-
ditta del lecchese “cavava” questo materiale cordoli nei giardini. Una roccia simile, il tra- Si tratta di una roccia formata soprattutto go il torrente Cosia, a Tavernerio, dove sono
per uso edilizio, tagliando questi blocchi vertino calcareo, più compatto e resistente da ciottoli di calcare e dolomia (ghiaie gros- dette localmente “bottini” e costituiscono
quasi esclusivamente a mano nel luogo in cui del “tufo”, è utilizzata come pietra ornamen- solane e sabbie) probabilmente di trasporto degli elementi di grande valore naturalistico
si trovavano, con l’ausilio di seghe e scalpelli tale, soprattutto a Roma. fluviale, cementati da carbonati di calcio. e paesaggistico.
per ricavarne lastre di pregio e beole. Le sorgenti petrificanti sono inserite nell’al- Questo blocco costituisce un curioso “gendar- Sono anche legati alla cultura popolare loca-
legato I della Direttiva del Consiglio della me” a guardia della valle. le, che ne ha tratto storie e leggende, tanto
Evento n. 12 Comunità Europea n. 43/92/CEE del 21 mag- che già Antonio Stoppani ne parla ampia-
Sorgenti petrificanti gio 1992, relativa alla “Conservazione degli mente nel suo “Il Bel Paese”, primo libro di
Le sorgenti petrificanti sono interessanti am- habitat naturali e seminaturali e della flora e Evento n. 14 divulgazione geologica pubblicato in Italia.
bienti umidi, caratterizzati dalla deposizione della fauna selvatiche” (“Direttiva Habitat”), Marmitta dei Giganti
di carbonati di calcio e magnesio, disciolti come tipo di habitat naturale di interesse Viene chiamata “Marmitta dei Giganti” una
nelle acque, sotto forma di concrezioni di comunitario, la cui prioritaria tutela richiede cavità abbastanza profonda, di forma presso-
vario aspetto, che possono inglobare muschi la designazione di aree speciali di conserva- ché cilindrica, dovuta all’erosione meccanica
(tipico è il Cratoneurion), foglie, rametti ed zione. Questa, più che una sorgente, è una esercitata dal moto rotatorio vorticoso di

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Calcare di
Moltrasio

Calcare di Zù

Dolomia a
Conchodon -
Calcare di
Sedrina

Dolomia
Principale

Maiolica e
Selcifero

Calcare di
Sarnico

Calcare del
Domaro

Rosso
Ammonitico

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