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Le grotte nella Riserva Naturale Regionale Orientata Bosco delle Pianelle

Gravina delle Pianelle


Vincenzo Pascali*

* pascalv@libero.it - Gruppo Speleologico Martinese

Il territorio di Martina Franca composto, cos come quasi tutta la Puglia, da roccia calcarea che nel tempo stata sottoposta allazione del fenomeno carsico. Tale attivit naturale, tramite lazione dellacqua meteorica, arricchita durante il suo percorso da elementi chimici e fisici, ha avuto nei millenni la responsabilit di modellare, in concorso con la tettonica, il nostro tipico paesaggio composto di lievi colline, valli, canali, doline, gravine e lame. Lo stesso fenomeno ha generato nel sottosuolo chilometri di cavit, spesso celate agli occhi delle persone ignare, ma che costituiscono parte integrante di un paesaggio carsico, dove si possono riconoscere grotte, caverne, inghiottitoi, capoventi e voragini. Il carsismo, nel territorio martinese oramai in avanzata senilit, e tranne la funzione di assorbimento delle acque meteoriche per alcuni inghiottitoi, lunica azione attiva ancora visibile lo stillicidio e la percolazione di modestissime quantit idriche, che arricchite dal carbonato di calcio hanno contribuito negli ultimi millenni ad adornare di splendide concrezioni le cavit. Le stalattiti, le stalagmiti, le cortine, le colate e le tante altre forme di concrezioni, accresciute nel tempo e magari sommandosi e inglobando le frane di assetto statico, hanno, di fatto, interrotto gli ipotetici percorsi sotterranei al passaggio delluomo. Le grotte, svolgono in natura unimportante funzione di drenaggio delle acque meteoriche, convogliandole alquanto velocemente nella ricca falda sotterranea. Si pu arrivare a comprendere quanto sia facile trasferire con la stessa velocit gli inquinanti nella grande riserva idrica sotterranea e quanto sia importante preservare un territorio carsico per evitare lavvelenamento delle acque sotterranee. Le grotte, se ben tutelate, possono svelare, agli occhi degli esperti, una miriade di utili informazioni scientifiche, come per esempio, su avvenimenti geologici di milioni di anni; sulla vita di animali oramai estinti e con il loro habitat completamente diverso dal nostro attuale; sulla vita e sugli oggetti dei primi esseri umani che le hanno frequentate per migliaia di anni; su nuove e importanti cure mediche seguendo levoluzione delle specie animali che hanno adattato il proprio organismo alla vita in condizioni di buio totale, umido, freddo e con scarsit di cibo. Nel territorio di Martina Franca, a oggi si contano 112 cavit iscritte al Catasto Regionale Grotte Naturali della Federazione Speleologica Pugliese, cio cavit di cui si ha conoscenza documentata. Nel corso degli anni alcune di queste grotte sono state distrutte e altre non sono state mai ritrovate oppure sono state iscritte pi volte, quindi il numero reale suscettibile di piccole variazioni.

Bisogna anche tenere in conto che il nostro territorio, molto antropizzato e con vaste aree ricoperte da folta vegetazione, pu nascondere ai ricercatori, altre decine se non centinaia di cavit che ogni tanto sono fortunatamente aggiunte allarchivio catastale. E in corso, da alcuni anni, in convenzione tra la Federazione Speleologica Pugliese e lEnte Regione, listituzione del Catasto Grotte Naturali e del Catasto Cavit Artificiali della Regione Puglia presso il quale si potranno presto consultare on-line tutti i dati noti. Il Catasto delle due tipologie di cavit, (naturale e artificiale), grazie alla Legge Regionale n 33 del 2009 (sostituisce la pi datata 32/86 oramai abrogata), diviene cos un fondamentale strumento per una corretta gestione e conservazione di questo importante patrimonio, ricco di valori naturali, paesaggistici, storici, archeologici e, non ultimo, per una funzionale tutela delle risorse idriche sotterranee. Nella Riserva Naturale Regionale Orientata Bosco delle Pianelle il fenomeno carsico ben visibile con forme epigee, principalmente gravine e doline, e ipogee quali voragini, inghiottitoi, caverne e ripari. Per la maggior parte, le cavit si trovano concentrate nella Gravina del Vuolo, altre sono localizzate nel bosco sul lato sinistro della strada statale 581 Martina Massafra, alle spalle delle masserie Selvaggi e Piovacqua. Oltre alle cavit note nel catasto ufficiale, ci pare utile in questa relazione, perlomeno menzionare, la presenza di altre cavit non iscritte o perch non aventi i requisiti necessari o perch ancora non completi di tutti i dati occorrenti per lassunzione in archivio. Cavit Gravina del Vuolo

Figura 1: posizione cavit

La Gravina del Vuolo una frattura della bancata calcarea, generata dal movimento tettonico della faglia, corrispondente ora al gradone della scarpata che dalla murgia degrada verso il Mar Ionio. Approfondita per oltre 100 metri e allargata dallazione carsica, lincisione oggi si presenta, immersa nel verde, tortuosa ed a tratti non accessibile sui lati, occupati da imponenti pareti verticali di roccia, nei quali, spesso, si aprono delle cavit carsiche. Si riesce a immaginare come un tempo, il luogo potesse essere inospitale e impenetrabile per via della rigogliosa foresta e delle ripide pareti calcaree. Particolarmente adatta, per i gruppi umani che migliaia di anni fa vi trovavano rifugio e selvaggina da cacciare, cos come i briganti, che un secolo e mezzo fa vi si rifugiavano per sfuggire alle truppe dei piemontesi. Sul versante orografico destro, si concentra il maggior numero di grotte sin ora conosciute. Considerando la folta vegetazione, la difficolt di arrampicata in alcuni versanti, praticamente verticali, non si pu escludere che ci siano altre cavit di cui al momento non si conoscono le dimensioni. Attualmente al catasto delle Grotte Naturali della Federazione Speleologica Pugliese, sono documentate dieci cavit ed in particolare:
PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta PU/Ta 899 1052 1053 1092 1093 1094 1095 1099 1100 1101 Grotta del Vuolo (Grotta del brigante Sergente Romano) Riparo 1 del Vuolo Grotta delle Ossa Grotta del Vuolo 2 Riparo 2 del Vuolo Riparo 3 del Vuolo Riparo 4 del Vuolo Riparo del Vuolo 5 Riparo del Vuolo 6 Riparo del Vuolo 7

A questo elenco si potrebbero aggiungere altre piccole cavit, pi che altro ripari, che si possono facilmente incontrare percorrendo la parte alta dei versanti, restando ai piedi delle pareti. Sempre sul versante orografico destro ne abbiamo contate altre 4 che non hanno i requisiti minimi per essere aggiunte al catasto, anche se, crediamo, si possano tenere nella giusta considerazione, in un quadro dinsieme poich anchesse elementi del fenomeno carsico, della frequentazione umana antica e del certo e fondamentale uso da parte della fauna selvatica. Il percorso consigliato nella Gravina del Vuolo e per le sue grotte quello che parte dalla Masseria Signora, dove inizia lincisione carsica. Seguendo il percorso battuto dai mezzi agricoli e dallacqua, si giunge dopo circa 700 metri alla grande e antica foggia, presso la quale confluisce anche laltra lingua della gravina che parte dai pressi della Masseria Signorella. Dalla foggia, si dovr procedere per circa un chilometro per arrivare ai piedi della parete dove possiamo incontrare le prime cavit. Risalendo, infatti, il pendio detritico del versante orografico destro, ci si potr ritrovare il Riparo del Vuolo 7: Numero Catastale PU/Ta 1101
Note:

Nome (sinonimo) Riparo del Vuolo 7

Quota GPS

Latitudine N

Longitudine E

431

4039'47.32

1710'53.26"

Nella parete, 2 metri sopra la grotta, si apre una nicchia che potrebbe avere qualche sviluppo metrico non noto e che probabilmente utilizzata come sito di nidificazione di qualche rapace. La cavit stata iscritta (credo erroneamente) al C.G. della R .P. con il nome Grotta del Vuolo 7, ma storicamente conosciuta con il nome di Riparo del Vuolo 7

Figura 2: Riparo del Vuolo 7

Descrizione: il Riparo del Vuolo 7 unampia cavit, alla base di una bella parete calcarea, sviluppatasi in interstrato, lunga circa 7metri e alta al suo ingresso circa 4 metri. In fondo, la cavit si chiude, in basso, in una nicchia dalla forma semisferica ed in alto in una stretta feritoia dinterstrato. Da qui, restando sulla stessa quota e tenendo la parete sulla destra, in direzione W, a circa 20 metri si pu trovare la cavit nota come Riparo del Vuolo 6: Numero Catastale PU/Ta 1100 Nome (sinonimo) Riparo del Vuolo 6 Quota GPS 428 Latitudine N 4039'46.50" Longitudine E 1710'53.20"

Note: La cavit stata iscritta (credo erroneamente) al C.G. della R.P. con il nome Grotta del Vuolo 6, ma storicamente conosciuta con il nome di Riparo del Vuolo 6.

Figura 3: Riparo del Vuolo 6

Descrizione: piccola cavit, alla base di una parete calcarea, sviluppatasi in interstrato il cui ingresso, alto poco pi di un metro e largo 2,5 metri, conduce in un ambiente lungo circa 7metri. Il piano di calpestio formato da uno strato di terra e pietrisco che al fondo diviene alquanto spesso. Allesterno, la parete presenta un ampio riparo carsificato che ha interessato anche le stratigrafie pi alte. Alla base della stessa parete, 10 metri verso SE, si apre la cavit denominata Riparo del Vuolo 5: Numero Catastale PU/Ta 1099 Nome (sinonimo) Riparo del Vuolo 5 Quota GPS 426 Latitudine N 4039'46.38" Longitudine E 1710'53.52"

Figura 4: Riparo del Vuolo 5

Descrizione: un basso e alquanto stretto passaggio, largo circa 1,5 metri e alto appena 80 centimetri, immette nella cavit, che se pur guadagna subito dopo lingresso qualcosa in altezza dopo pochi metri si riabbassa e si restringe a tal punto da renderla impraticabile, dopo 7 metri di sviluppo totale. Per raggiungere la cavit successiva, bisogna continuare a seguire la parete calcarea in direzione S e a circa 200 metri in linea daria, nascosta da una folta vegetazione, potremo incontrare la cavit denominata Riparo 4 del Vuolo: Numero Catastale PU/Ta 1095 Nome (sinonimo) Riparo 4 del Vuolo Quota GPS 422 Latitudine N 4039'40.20" Longitudine E 1710'52.09"

Note: La cavit iscritta al catasto della RP, ma sin dal progetto del 2005, le schede riguardanti i suoi dati metrici e le sue coordinate geografiche, sono state confuse con dati e descrizioni di cavit diverse. Questa scheda si attiene ai dati e alla cavit iscritta nel catasto speleologico della FSP nellanno 1979.

Figura 5/6: Riparo 4 del Vuolo

Descrizione: ampia caverna, alta pi di 5 metri, larga poco meno e lunga circa 9 metri. Il piano di calpestio reso caotico dalla folta vegetazione e dai grossi massi che ingombrano lingresso. Gli stessi sono evidenti distacchi dalla volta che hanno messo in luce il piano di campagna sovrastante. Sia sul fondo, sia nei pressi dellingresso, sulla sinistra, si sviluppano dei brevi cunicoli. Quelli nei pressi dellingresso, a un metro e mezzo di altezza, non presenti sul rilievo topografico, sono collegati tra loro. Si segnalano ritrovamenti di frammenti ceramici dinteresse archeologico. Tenendo sempre la parete sulla destra, procedendo in direzione SE, dopo circa 25 metri, ci si ritrova, ai piedi di una bella parete, davanti alla cavit pi nota della Gravina del Vuolo, la Grotta del Vuolo, conosciuta soprattutto come la Grotta del Sergente Romano: Numero Catastale PU/Ta -899 Nome (sinonimo) Grotta del Vuolo (Caverna del brigante Sergente Romano) Quota GPS 416 Latitudine N 4039'39.30" Longitudine E 1710'53.46"

Note: la grotta pi nota della Gravina del Vuolo. Conosciuta per fama, grazie ai racconti che vogliono questa cavit quale riparo del brigante Romano, ex sergente dellesercito Borbonico. La leggenda attribuisce alla cavit in questione una dimensione atta ad ospitare ben 200 cavalli.

Figura 7: Grotta del Vuolo

Descrizione: lingresso della grotta si apre ai piedi di una parete verticale e in cima al versante detritico inclinato che parte dal fondo della gravina. Unampia apertura a semicerchio, larga circa 5 metri e alta poco pi di 2 metri, chiusa nella sua parte bassa da un antico muro a secco alto poco pi di un metro, immette nellampia cavit che si sviluppa in direzione SO per circa 17 metri. Qui, si trova un masso che, salendoci sopra, introduce tramite un foro nella volta, ad un livello superiore, ampio circa 10 metri per 14. In questambiente, sulla volta, si notano abbondanti incrostazioni di manganese. Nellambiente dellingresso, in direzione SSE, dopo pochi metri ci si ritrova sotto un ampio e alto camino. Da questo punto, sempre in direzione SSE, la cavit si sviluppa per altri 12 metri, di cui gli ultimi in interstrato che si restringe fino a rendere impossibile la progressione. Dal lato NNO, sincontra la parete dopo circa 15 metri e nella stessa, a circa 1,5 metri daltezza, si pu osservare lo stretto imbocco di un cunicolo, non riportato nel rilievo topografico noto, che si sviluppa in direzione NO per circa tre metri. Il piano di calpestio della Caverna costituito da uno strato di terra che si assottiglia man mano che ci si addentra verso il fondo in cui emerge lo strato calcareo, a volte concrezionato. In alcuni punti del suolo, si possono notare piccoli scavi che non sembrano di origine animale. Le numerose segnalazioni di rinvenimenti diversi e la caratteristica morfologica e geografica della grotta, la porta a essere considerata dinteresse storico-archeologico e si pu immaginare che detti scavi siano opera di qualcuno dei numerosi appassionati di archeologia che girano nel territorio. C da dire che nessuna ricerca archeologica, a oggi, stata mai compiuta da parte della Soprintendenza per i B.A. della Puglia o da essa autorizzata e pertanto, ogni scavo realizzato da considerarsi clandestino. Nella grotta, sono stati notati alcuni pipistrelli ed essendo una meta frequentatissima di escursionisti necessario porre dei limiti temporali allaccesso, soprattutto nei periodi di letargo e di riproduzione dei chirotteri, animali protetti da Direttive e Convenzioni Europee.

Figura 8: Grotta del Vuolo

Allesterno, sulla parete, in alto, si notano alcune nicchie che potrebbero avere qualche interesse esplorativo e che sono sporadicamente utilizzate come dimora da alcuni rapaci. Pochi metri pi avanti, in direzione ESE ai piedi della parete, si apre la grotta Riparo 3 del Vuolo: Numero Catastale PU/Ta 1094 Nome (sinonimo) Riparo 3 del Vuolo Quota GPS 413 Latitudine N 4039'39.23" Longitudine E 1710'53.90"

Figura 9: Riparo 3 del Vuolo

Descrizione: tramite un basso ingresso, largo 2 metri, alto circa 70 cm e parzialmente ostruito da un piccolo muretto a secco, si accede nella cavit che rimane alquanto bassa ma che si allarga fino a 5 metri ed percorribile per quasi 9 metri, fino ad una fessura impraticabile. Sulla parete esterna, a circa tre metri di altezza, si apre una bassa cavit, non catastata che si sviluppa per circa 5 metri. La parete esterna, dopo pochi metri in direzione E, piega a SSO e seguendola per circa 50 metri, possiamo trovare lingresso della cavit nota come Grotta del Vuolo 2: Numero Catastale PU/Ta 1092 Nome (sinonimo) Grotta del Vuolo 2 Quota GPS 416 Latitudine N 4039'37.35" Longitudine E 1710'53.39"

Note: lingresso della cavit sul bordo meridionale di un ampio riparo non catastato, largo circa 12 metri, alto circa 3 metri e profondo al massimo 5 metri. Detta cavit ed il terrapieno antistante, costituiscono un ampio riparo per i pascoli, dei quali si nota la frequentazione dellarea, per la gran quantit di letame ivi depositato.

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Figura 10: Grotta del Vuolo 2

Figura 11: Riparo non catastato che "ospita" la Grotta del Vuolo 2

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Descrizione: una condotta, di cui lingresso alto circa 80 centimetri e largo lo stesso, si allarga fino a circa 3 metri e si sviluppa per circa 10 metri, di cui i primi 7 in forte salita. Per raggiungere le altre cavit presenti in gravina necessario recarsi sul versante opposto. E conveniente scendere dalla Grotta del Vuolo 2 in direzione Sud verso il fondo del solco, facendo attenzione a non scavalcare il muretto a secco che segna il confine del Comune di Martina F., e risalirlo per circa 150 metri fino a quando la gravina segue unansa verso destra. A questo punto necessario risalire nettamente in direzione E, in forte pendenza, fino ad arrivare, dopo aver scavalcato un muretto a secco con del filo spinato, in unampia radura, dove si nota la presenza di una parete calcarea. Raggiunta la parete sar visibile lampia caverna nota come Riparo 1 del Vuolo: Numero Catastale PU/Ta 1052 Nome (sinonimo) Riparo 1 del Vuolo Quota GPS 427 Latitudine N 4039'39.60" Longitudine E 1711'0.21"

Figura 12: Riparo 1 del Vuolo

Descrizione: ampia caverna, larga circa 7 metri, alta circa 2 metri, che immette in un ambiente dinterstrato che si abbassa subito dopo avere superato un antico muretto a secco. Lo sviluppo totale misura 14 metri. Il piano della cavit costituito, nella parte bassa da sassi e terra, mentre nella parte pi alta, da uno strato di terra abbastanza spesso. Poco pi in alto, seguendo sempre la parete, 30 metri in direzione N, si apre la cavit denominata Riparo 2 del Vuolo:

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Numero Catastale PU/Ta 1093

Nome (sinonimo) Riparo 2 del Vuolo

Quota GPS 429

Latitudine N 4039'40.35"

Longitudine E 1711'0.19"

Figura 13: Riparo 2 del Vuolo

Descrizione: bassa cavit dinterstrato, il cui ingresso, largo circa 4 metri e alto al massimo 1 metro, stato parzialmente ostruito con delle pietre. Un primo ambiente, largo 3 metri, lungo 2,5 metri con unaltezza variabile da 1 metro a 40 centimetri; quando sembra chiudere, in direzione Sud, tra alcuni massi di crollo, si avanza verso lalto, entrando in un altro ambiente, alto fino a 2 metri, largo circa 3 metri, lungo 2 metri. Al termine, iniziando a restringere, si pu avanzare ancora per 3 metri prima di trovare il suo fondo. Da questa cavit, dopo pochi metri di percorso sul pendio, arrivando sul pianoro (attenzione al filo spinato che delimita il passaggio) si dovr proseguire per circa 60 metri, in direzione NNO per arrivare alla Grotta delle Ossa: Numero Catastale PU/Ta 1052 Nome (sinonimo) Grotta delle Ossa Quota GPS 437 Latitudine N 4039'41.98 Longitudine E 1710'59.06"

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Figura 14: Grotta delle Ossa

La grotta sindividua alquanto facilmente, grazie allalbero di fico che folto, cresce dal suo interno. Curioso il tronco della pianta di fico che pare sia germogliato da un noce, oramai secco. Lingresso della cavit, che misura circa 2 metri per 1,5 metri, si generato a causa del crollo della volta e mette in luce, dopo un salto di circa 2,5 metri, un ambiente di circa 8 metri per 5, quasi del tutto ricolmo da scheletri di bovini, equini e altri animali dallevamento, da cui si evince il perch del nome

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Figura 15/16: Grotta delle Ossa - Carcasse animali/Grossi blocchi

In direzione SSE, uno stretto cunicolo immette dopo pochi metri in una serie di ambienti, parzialmente sovrapposti tra loro e ingombri di grossi blocchi, strati questi, collassati dalla bancata calcarea. Tra i blocchi si trova la possibilit di avanzare nella cavit, per uno sviluppo complessivo di metri 77 e scendendo fino a una profondit di metri 22. Lungo il percorso, si nota che la cavit abitata da fauna troglobia e troglofila, tra cui alcuni chirotteri che si possono incontrare anche nelle zone pi profonde.

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Cavit lato sinistro S.S.581 Attualmente, al catasto delle Grotte Naturali della Federazione Speleologica Pugliese, risultano documentate 3 cavit ed in particolare: PU/Ta 401 Grave della Nzirra PU/Ta 1102 Pozzo Pianelle PU/Ta 1604 Grava del Trullo A queste gi conosciute, si deve aggiungere una cavit ancora non iscritta al catasto che per la sua posizione si chiamer Grotta di Piovacqua che descriveremo comunque.

Figura 17: Posizione cavit

Per trovare le cavit carsiche presenti nel bosco a sinistra della S.S.581 consigliabile seguire i sentieri segnati nella Riserva. 15

Partendo dal Centro Visite e percorso interamente il sentiero 1A si prende il sentiero 1C denominato sentiero della grotta , percorrendolo interamente. Prima di arrivare ai ruderi di un trullo (fine sentiero segnalato), sulla destra, al bordo del percorso, si apre la Grava del Trullo:

Numero Catastale PU/Ta 1604

Nome (sinonimo) Grava del Trullo (Grotta del Trullo)

Quota GPS

Latitudine N

Longitudine E

443

4038'29.40"

1714'21.90"

Note: la cavit avrebbe bisogno di unopportuna recinzione per evitare pericoli ai visitatori del parco che potrebbero scivolarci dentro.

Figura 18: Grava del Trullo

Descrizione: la cavit si apre sul piano di campagna praticamente sul sentiero e il suo ingresso misura 1,60 metri per 1 metro circa.

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Da qui, un piano inclinato scende per quasi 3 metri e si pu proseguire per un totale di 13 metri, tra blocchi di crollo, fino al fondo (alquanto concrezionato), 6,5 metri pi in basso. Al suo interno sono stati notati alcuni pipistrelli e ragni. Proseguendo per circa 142 metri in direzione SSE, superando verso la fine del sentiero, il rudere del trullo e un muretto a secco, potremo trovare la cavit nota come Pozzo Pianelle: Numero Nome Quota GPS Latitudine N Longitudine E Catastale (sinonimo) PU/Ta Pozzo Pianelle 1102 (Pozzo Selvaggi o 438 4038'25.73" 1714'25.51" (1617) Pozzo Fiorentino) Note: la cavit stata erroneamente contrassegnata, oltre che con il numero e il nome storico, anche con il nome di Pozzo Selvaggio Pozzo Fiorentino con il numero catastale 1617. Il percorso fino al pozzo alquanto chiuso dalla vegetazione che, oltre a rendere difficoltosa lindividuazione della cavit, rende poco visibile il filo spinato posto intorno al bordo del pozzo: lo stesso andrebbe sostituito con unopportuna recinzione per evitare pericoli ai visitatori del parco.

Figura 19: Pozzo Pianelle

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Descrizione: un pozzo, originatosi per erosione e sprofondamento, largo allimbocco circa 2 metri per 1,5 metri, immette su una verticale di circa 7 metri, al cui fondo vi un cono detritico che occlude ogni possibilit di proseguimento. Per raggiungere le altre cavit trattate in questa relazione,, consigliabile, vista lattuale impenetrabilit di alcuni sentieri, ripercorrere il sentiero 1C fino a incontrare l1B, che continueremo a percorrere sul lato N; quando incroceremo il sentiero 1A, dove, lasciando il percorso con tabelle, continueremo a procedere sulla stradina battuta che, passando a fianco di Masseria Piovacqua, conduce sulla strada statale Martina Massafra. Percorsi circa 400 metri, precisamente sul punto 4038'38.27"N - 1714'5.43"E si dovr scavalcare il muro a secco presente sulla destra, dove potremo iniziare a percorrere il sentiero (250 metri circa), abbastanza chiuso, in direzione E per pochi metri e che poi piega in direzione N fino a incrociare un sentiero pi aperto che prenderemo a percorrere in direzione SE per circa altri 200 metri. Sulla sinistra, potremo scorgere la chioma di una grande quercia che sporge dalla cavit nota come Grave della Nzirra:

Numero Catastale PU/Ta 401

Nome (sinonimo) Grave della Nzirra (Grotta della Nzirra)

Quota GPS 437

Latitudine N 4038'39.40"

Longitudine E 1714'11.80"

Note: la cavit stata erroneamente contrassegnata con il nome di Grotta della Nzirra, ma il nome storico rimane Grave della Nzirra. Il percorso fino al pozzo alquanto chiuso dalla vegetazione, pertanto vi qualche difficolt ad individuare la cavit, la quale recintata da un pericoloso filo spinato che andrebbe sostituito con unopportuna recinzione per evitare pericoli ai visitatori del parco.

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Figura 20: Grave della Nzirra

Descrizione: ampia e spettacolare voragine, la cui bocca, ampia circa 8 metri per 7, permette di vedere una buona porzione della cavit e delle concrezioni che adornano tutte le pareti tra cui alcune di queste, lunghe pi di 10 metri, pendono dal bordo. Il fondo, a 23 metri, ricoperto da un alto cono detritico creatosi in gran parte per il crollo della volta ed costituito da un ambiente abbastanza squadrato di metri 23 per 21. Si possono notare degli scheletri di bovini, di equini e di cani. Dalle nicchie in parete, non lontane dal bordo esterno, sono stati notati uscire, a volte, dei barbagianni. Lultima cavit conosciuta, anche se non ancora iscritta al Catasto Grotte, raggiungibile tornando indietro al punto in cui si scavalcato il muretto a secco. Procedendo in direzione N verso la statale, sincontra, nei pressi di una vecchia sbarra (4038'40.29"N - 1714'3.60"E), un muretto a secco che tangente alla strada si dirige nettamente in direzione W; Seguendolo per 260 metri e tenendolo a destra, ci ritroveremo sulla cavit che chiameremo Grotta di Piovacqua: Numero Nome Quota GPS Latitudine N Longitudine E Catastale (sinonimo) PU/Ta Non Grotta di Piovacqua 443 4038'36.38" 1713'54.03" catast. Note: la cavit stata trovata parecchi anni fa, su segnalazione di un cacciatore. Gli speleologi trovarono lingresso indicato dal quale fuoriusciva una gran quantit di aria, che convinse gli esploratori ad intraprendere un duro lavoro di allargamento dello strettissimo passaggio nella roccia e di rimozione di una discreta quantit di terra.

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Figura 21/22: Grotta di Piovacqua

Descrizione: la grotta situata in una leggerissima depressione ed il suo ingresso verticale, profondo circa 2 metri, misura nel punto pi largo 80 cm per 70 cm che si riduce a 40 per 40 cm, prima di riuscire ad entrare. Al fondo della verticale, un piccolo e basso ambiente ricolmo di terra, misura circa 6 metri di lunghezza in direzione SSE e circa 3 di larghezza. La volta della cavit sempre molto vicina al pavimento ed il punto pi alto non supera il metro. Alcuni cunicoli, ancora ingombri di terra e pietre si vedono continuare, molto stretti, uno verso il fondo ed un paio in direzione WNW. Il forte vento che esce dalla cavit, lascia presumere che ci siano ambienti pi ampi per cui sarebbe auspicabile riprendere il cantiere di scavo.

BIBLIOGRAFIA: Orofino F., 1970 Grotte e voragini di Martina Franca [Itinerari speleologici] /. - Castellana

Grotte : L'Alabastro, 1970. - 38 p.

Laddomada S., 1979 - Note su alcune grotte scoperte in territorio di Martina Franca e Crispiano in: Murgia sotterranea, Martina F., I, 1, 1979; pp. 22/34. Coppola D., 1980 Il popolamento antico e le grotte nel territorio di Martina Franca (Taranto) in: Murgia sotterranea, Martina F., II, 2, 1980; pp. 25/43. Laddomada S., 1980 - Note su alcune grotte scoperte in territorio di Martina Franca e Crispiano (Taranto) in: Murgia sotterranea, Martina F., II, 2, 1980; pp. 45/52. Coppola D., 1983 Civilt preistoriche e protostoriche nel territorio di Martina Franca in: AA.VV. Guida di Martina Franca Alberobello, 1983; pp. 6/15. Pascali V., 1998 Lo stato del patrimonio speleo-archeologico nel territorio martinese in: AA.VV. La tutela e valorizzazione del patrimonio speleo-archeologico di Martina Franca 20

e zone limitrofe Esperienze, proposte Biblioteca Comunale "I. Chirulli", Martina F, pp. 10/17. Giuliani P., 2000 Elenco delle grotte pugliesi catastate al 31 ottobre 1999 in: itinerari speleologici Pascali V., 2000 - Azioni di denuncia e opere di tutela per le grotte di Martina Franca in: Umanesimo della Pietra Riflessioni. Martina Franca, numero unico, 127-139. AA.VV., 2007 - Grotte e carsismo in Puglia Federazione Speleologica Pugliese Regione Puglia Quartulli T., 2010 Contributo allo studio della fauna cavernicola nelle grotte di Martina Franca in: AA.VV. - Atti di XV incontro Regionale di Speleologia Pugliese Spelaion 2010 - Bari . (Pubblicato. in CD )

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