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l\TANOAL!

HOEPU

Pc1· uso tlcgli nl'liciali sanit:ni, clcgli :u;llil':tnti


:Hlni'Hui ncll:t a.mministraziouc sanit:u·ia c\cllo
st,a.t.o c clci (:omnui, clcgli allicvi dei (;ol·si
t:tHlllllemcnt.:ni cti igicnc c tlogli stuclcuti tli
m~dil:iua., farmat:ia c vctcl'illi~l'i:t.

l'EI DOTTOIU

GLH~ENTE TDiü\G GU!DO Q. ROH/,


f,ihr~ro tlo•~t·nh~ d'l;.di'.IH'· tH~lJ:i, lt. llni- LilH:I'o doet~tll,{\ tl' l~i(:llt'. t: :\itt!.rr nd·
v~:rsit.~~ di l';t.tlo\':\, t\ Mc·.rlir:o St\Ol:J.· l'lst;lt.nto d'l.!:itniu dul\;t. lt. \'Hin:r·
:;J,h:o üel Co111ttiW. sit:'t. di J;tJlüg•ra.

CON PHEFAZIONE DEL

r·rq/'essnrc· .L 1
S/~'tt :i i'l:\'1
Dirdtnrc: ddl'J:;t.il-nto cl'fg-ictH: tle\la. lt.. UniYel':->it.i\. •li l'atloY:h

Con 243 incisionl.

EDITOHE-LlBHAIO DELLA HEAL CASA


MfLANO

1907
PROPHIETÀ LETTEHAHIA

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TECNOGRAF(CA .. - Milano.
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IN""DICE

Pa~:.
PnEFAzroNP.: \'[f

AI LETTOIH XL

CAPITOLO I. - Bacteriologia
§ I. - ~[orfologia e biologia gcnerale
§ 2. - Metocli d'osservazione clei·microl>i 11
§ 3. - :\letodi di cultura dei microl>i 26
§ 4. - Innesti . 59
§'5. - I microbi patogeni 68
§ 6. - Esame bacterioscopico dell'acqua . 135
§ 7. - Esame bacterioscopico dell'aria 1<10
§ 8. - Esame l>acterioscopico de! suolo 142

CAPITOLO 11. - Microscopia. J.l4


§ 1. - Aria IH
2. - Acqua 145
3.- Carni 148
4. - Lattc 154
5. - Burro e forrnnggio 157
6. - Vino 158
§ 7. - llirra 160
§ 8. -Aceto 160
§ 9.- Farinc 160
§ 10. - Catre 168
§ 11. - Cacao c cioccolatte 169
§ 12. - Zucchero 170
§ 13. - Droghe . 170
§ 14. - Tessuti . 172

,1
Pag.
CAPITOLO 111. - Chimica 174

1. - Generalità •. 174
2.'- Acqua . 191
3.- Aria 210
4. - Determinazione dei componenti le soslanze
nlimcntnri. 218
5.- Lalte 222
6. - Deriva li del.lalle 236
7. - Carne 243
8. - Fnrine . 244
9.- Pane 246
§ 10. - Paste ·alimenlari 247
§ 11.- Vino ·249
§ 12. - Aceto 262
§ 13. ·- Alcools, acquaviti, liquori alcoolici 263
§ 14. - Ricerca dclla saccarinu c della dulcina 266
§ 15. - Hicerca· dei piombo nellc stoviglic 267
§ 16. - Hicerca dell'nrsenico ' 267
§ 17. - Formularia . 269

CAPITOLO :1v. - Ricerche di fisica applicata ali' igiene 272


§ 1. - Aria atmosfericn . 2í2
· § 2. - S•iolo .292
I
§ 3. - Acqua ed nriu sotterranea '298
§ 4. - ~1aleriali da costruzione . 300,
§ 5. - Abitabiliti< degli ambienti l'ispetlo ali' umidità
delle mura 304
§ G.- Temperatura degli ambienti . 307
§ 7.- Cnbatura degli ambienti . 308
·§ 8. - Quantitú di luce degli ambienti 308
·§ 9. - Ventilazione·. 317

CAPITOLO~V. -:_Vigilanza-sulle carni alimentari :320

§ 1. - .Macelli e sistemi di macellazione. 320


§ 2 -- .Distinzione delle carn i 321
§ 3. - .Carni improprie alia alimentozione 324
. _ § 4. - Esame dei visceri ed organi .. 325
§ 5. - Ispezione della carne nelle macellerie 327
· ~ ~ § 6. - .Son'eglianza sul, 1ne~cato _dei pesç.i 328
·- v
Pag.
CAPITOLO VI. - Disinfezioni. 331
§ J. - Genernlità 331
§ ?.. - ~lcz>.i di disinfezione. 332
§ 3. - Apparecchi per la disinfezionc a vaporc 337
§ 4. - Prova degli apparecchi 341
§ 5. - Stnzioni di disinfezione . 342
§ 6. - Pratica della disinfezione 3•13

CAPITOLO VII. - Statistica sanitaria. 3·!G


§ 1. - Gcneralità 3·16
§ 2. - Hilievi statistici . 316
§ 3 - Tavole statistiche 3-18
~ 4. - Denuncia dei modi 3J9
§ 5. - I n1atrimoni . :)51
§ G - Lc nascite 3Õ·l
~ 7. - Denuncia dellc malattic infetth·e. 355
§ 8. - Modo di esposizionc dei dali statistici 355

APPENDICE- Dingnosi microscopica rlclla rahbia. (H i cerca


dei corpi di :\egri) . 3Gõ

INDICE ALFABETICO 369


PH.EFAZIONE

Jl present.e libro dei dottori Tonzig e Ruata, che furono


per parecchi anni miei aiuti, ha già subito in sost.anza il
giuclizio favorevole ele! pubblico, perchc puo considcrarsi
come la seconcla edizione cotretta, ampliata e correclata di
molte ·- forse troppe - figure, di un !oro manualetto di
metodi per !e riccrche igieniche quali vengono seguiti, in
questo istituto, per gli orclinari bisogni cli laboratorio c insc-
gilati ái laureati che vi frequentano i corsi prat.ici e comple-
mentari cl' igiene. L e riclliest.e, inf;Lt.ti, che nc giungenno
ela ogni parte clovettero subito persuaclere come que! ma-
nualetto fosse stato stampat.o in un numero troppo esiguo
di copie e come fosse ut.ile una sua ristampa simile a
quella, con la quale il comm. Hoepli, tanto benemerito clella
clilfusione della eoltura scientiflca in Halia, lo presenta ora
agli stucliosi.
Questo libro inoltre ha una garanzia cli bontá anche ncl
fatto che, diversament.e ela cio che fra noi suole pur troppo
accadere, clove spesso a compilare un manuale pratico o
- peggio ancora - t.eorico si danno, non consci della dif-
ficoltà de! compito, giovani ancora nuovi ed inesperti nelle
rispettive materie, onde di frequente vi trascrivono cio che
. per la prima volta leggono, vi imbastiscono senza il ne-
. cessaria· discernimento clottrine e pagine di altri libri fra
!oro contradditorie, e vi espongono melotli ela, essi giammai
AI LETTORJ

Nclla prcfazione, con la quale i! chiarissimo nostro mae-


stro pro f. A. Scrafini h a ~voluto presentare questo lavoro,
sono lucidamente- cspost.i gl' int.cnt.i, a cui esso e informato.
Null'aUro quincli noi sapremmo e vorremmo aggiungere.
Ci e grato devere perà cli esprimere a! prof. Serafini la
nostra viva riconoscenza 1iel prezioso interessamento, che
egli ci ha cli cont.inuo addimostrat.o, lieto auspício per !'o-
pera da noi compiuta.
Nel tempo- stesso ringraziaroo il comm. Hoepli dclle sa-
pienti cure poste nel dare alie starnpe il Íll'esente manuale,
e !e case eostrut.trici Koristka di Milano, Aclnet et Fils di
Parigi, U. M. Lautenschliiger cli Berliilo e Genes te Herschcr
di Parigi, !e qual i,· favorcndoci cortcscmente m~lt.i cliches
delle figure corredanti i! volun:ie che ora vede la luce, faci-
lit.arono grandemente !'opera nostra.
Padoua • Bologna, Luglio 1906.
C. TONZIG.
G. Q. RUATA.
CAPITOLO L
Bacteriologia.

§ 1. - Morfologia e biologia generale.


microbi inleressano da vicino l'igienista, sia perche, posli
in detenninate condizioni, sono la causa delle malallie comu-
nettiente conosciute come in fettive, si a per la parte importàn-
tissima che essi nssumono nella produzione e nello svolgimento
di speciali fenomeni (ad esempio, la fermcnlozione e la pulre-
fazione) che hanno stretta nttinenza con. la vita dell'nomo.
Si dit H nornc di mic,·obi o mícro,.ganismi ad esseri piccolis-
sin1i, fonuati di una sola cellula, visibili solun1ente al n1icro-
scopio1 quando non si prcsenlino in varia fonha. riuniti, cotnc
solto quella che inrlicheremo in scguito con i! nome di colonia.
La maggior parte dei microrganismi é di nalut·a vegetale:
taluni di quelli che ci interessano, peró, fanno parte dei pro-
lotai, csscri situati Ira i vegeta li .e gli animali.
Dei microrganismi di natura vegelale furono date molteplici
classifica7.ioni, ncssuna delle quali, lultavia, c surficientcmente
esatta c comprensiva, a cagione della variabilità morfologica e
biologica di essi. Per altt·o si nccella comunemente la seguente
classificazionc, basala sui carntteri di!Terenziali piu spiccati,
che divide i microbi vegelali in Ire grancli categorie:
1. J{omiceli o muffc.
2. Blaslomiceli.
3. Schizomiceli.
lFOM!CETI. - Sono funghi sprovvisti di clorofilln, i! cui or-
gano fondamentale e il miceZio, sistema di fi!amenti che s'ori-·
gina da .un germe iniziale, la·spora: i filamenli micelici sono
formal i alia lor volta di lante cellule nucleate, divise l' una
., dull'altra per mezzo di sepimenli; il micelio di alcune specie,
,'·.
perõ, puà esserc formato di nna sola cellula, senza sepimenti.
Dal micelio partono, in senso perpendicolare, degli altri fila-
ToNzrG e. RllATA. · 1
-2-
menti, gli i(i, che portano alia lo•·o estremità distale gli organi
fruttif•!ri contenenti le spore. Qucste possono cssere endogenc,
ossin contenute entro l'organo fruttifero (sporangi), - OV\'cro
esogene; disposte alia supcrficie de!·
medesimo (conicli).
In altrc spccic la spora si .ge-
ncra nel punto di contatto di duc
fila menti (zigospore); cd in allri
ancora esse si dispongono diret-
tamente lungo il filamento (clami·
dospore o gimnospore). L' iusien1c
dei íilnlncnti micelici ·c degli Hi
si designa ordinarinmentc col no~
me di lallo.

:.il.. :;

.. ·,
Fig. 1.
,.
~.·;_ .
A seconda dei cnratleri morfo-
logici dell' organo frutlifero, gli
ifomiceti si s.uddividono in:
1. Aspergi/li, se esso ha la for-
ma globosa sulla quale stanno di-
sp.ost~ in senso raggiato n1oltc
catenelle di spore come un asper-
sorio (fJg. 1);
2. Penicilli, se invece lc cate·
nel'le di sporc si dispongonó n
pennello (fJg. 2); Fig. 2.
::"' 3: Mucorinee, se !espore si for-
mn.no nell' interno di una cavità sfcrica (fJg. 3);
4. Oidii, se l'ifo frntti fero termina StHldividendosi nel senso
della lunghezza in segmenti che rappresentano nltrettanli
germi (fig. 4). ·

·.:
-~-
.Alcuni ifon1iccli presentano un sol rnodo di sporulazione, e
si dicono porció monomor{i; altri invece possono sporulnrc in
varia guisa, e sono i polimor{i.
Ln molliplicazionc ccllulare degli ifomketi si cffcttua per divi-
sione direita dei nucl~o, e talora per cariocincsi.
Le cellulc dcgli ifomiccti sono coslituitc di un protoplasma
contrattile incoloro, ricl quale sono piccolissimi nuclei c frc-

Fig. 3.

quenti vacuoli, e di unn nzembrana piú o 1neno spessa, avente


camttcri simili alia ccllulosa senza perà essere di natura iclen-
tica ncl essa, poiche trattata .con acido solforico e messa in
prcsenzn di tintura di iodio non assurne, come quclla, la colo-
razione vioJettn.
BLASTO>!ICETI. - La caratteristica principalc di qucsti micror-
ganistni ê la Joro riproduzione per gemmazione (fig. 5). In un
punlo della cellula si ,·iene formando una piccola gibbositit,
rivcstita pur essa delln membrana dclla ccllula primitíva,. chc
-4-

s' ingrandiscc poco a poc"o si no ad nssumcre la forma e I e di-.


mcnsioni delln celluln madre; a svilúppo completo, se ne puó

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Fig. 4.
9

staccnre o p·uó rimnnerc ad essa unila, mcntre da nnibeduc


Fig. G.
~
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o
Jv
.
'

continua la prolifernzione di-nuove celiule sino ad aversi degli

-~: ,:- ~ ; :.
aggrujlpamenli variati di individui, tutli origináti dalhl prima
cellula.
Ai hlnstomiceti nppnrtcngono g1i agcntl cle\Jc cotnuni fci·-
Jnen~azioni come quclle del vino, della birra, d.el pane ccc.,
d'oncle il nome di fermculi chc acl cssi pure c dato. Le fer-
Jnenlazioni sono efTcllunte dai tnicrorganismi stessi o da spc~
ciali prodolti che essi seccrnono, gJi enzimi: spcsso nclla mede·
sima fcru1entazione agiscono c gli uni c gli altri.
L'affczionc dclla mucosa ·orale dei bambini, conosciula sotlo
il nome di mughclto, e pure cagionala da un hlnstomiccte,
l'oidium albicaus, c da· alcuui autori si attribuiscc una fun-
zionc causale alia presenza di parlicolari blastomiceti nclla
produzione delle neoformazioui maligne.
Scmzo>IICETI. - Gli schizomiceli sono quei microbi che si mol-
tipJicano per divisionc, in cui cioê la ccllula nuulre si nllunga,
si segtnenta nel tnezzo c si divide in due ncl seriso trasvcrsalc.
Acl essi appartengono quasi tutti gli ngenti delle comuni ma-
lattie i nfettive.
Quesli esseri sono piccolissimi e pcrció visibili solamente a!
nlicroscopio con forti ingrandiinenti; essi perà si raggruppnno
in ammassi di varia forma - detti colon·ic - che anche l'oc-
chio nudo puà spcsso pcrcepire .
. Gli schizomiceti prescntano delle forme assai <livcrsc: per
praticità di studio, queste vcngono raccultc solto tre princip~li
tipi morfologici: -
1. Cocchi.
2. Bacilli.
3. Spirilli.
Cocchi. - Sono ccllule rotondc o rotondeggianti che vnri:mo
nellc dimensioni secando lc diversc specie e lc condizioni,
nnturali o artificiali, in cui si sviluppano. I piU piccoli si chin-
Jnano micrococchi c ntacrococcl!i i tnnggiori (fig. 6 a c b).
A scconda dei Ioro Inodo di divisione, essi si prcsen!ano Ya-
riamente aggrup.pati: /Jiplococchi'(c), gruppi di clue cocchi, da ti
dalla dh·isione in una sola direzione; lelracocchio tclragoui (g),
gruppi di quattro cocchi risultanti dalla divisione in una stessa·
direzione di due cocchi abbinati; s/rcptococcbi (e), gruppi di nn
vario numero di cocchi, disposti n coronn di rosnrio, in cui la-
divisione ê successivmncnte a\·vcnutn nella stessn direzionc;
sla{ilococchi (d), gruppi irregolari di vari cocchi, n g1·appolo, per
una divisione av':•enutn in di verse direzioni; sarcine(h), gruppi di
cocchi disposti a cubo, su quattro ocl otto cellule per lato, in
modo da ~ssumere l'apparcnza di una baila di cotone legata
nel tnezzo, _quando due cellule si dividllno secando due piani
perpendicolari ecl i prodotti di questa divisione si dividnno
alia lor volla secondo due piani p.erpendicolari ai due primi.
I coce h i posso no presentm·e di verse \'ariazioni di forma: ai-·
lungarsi alie due estremit:\ n guisa di uo,·a, oppúre ad una
cstremilà sola, a ferro di lancin, o restare schiaccinti in 1111
lato per nssumere In forma di un chicco <li cafTe, ed infine es-
sere irregolnrrncnte glohosi.
Bacilli (fig. 7). -Sono ccllule foggialc a hnsloncino. Posso no es-
sere isolati o riuniti in catcne (e) lunghi e sottili (a) o hrevi e ·
tozú(b), curvi o retti, ad cslrcmilit arrotondatc o appiattitc, di
spessore ugual lungo tutta la
I. lunghezza (c) o ingrossati ad·
..
una ovvcro :-~d aznbeduc le C·
..
st<·emitú (d) o inspessili in mo-
• I '· do da presentarc <lelle protuhc-
r.'lnze che _d:lnno Ioro nn aspct-
lo fusiforme o ellittico od an·
ehe qucll:~ speciale forma a
a ó spola che si chiamn clostridio.

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r
p~
c d
ll/ b

Fig. 7. Fig. 8.

Alcuni haeilli per la !oro notevole lunghezza sono indicati


piu propriamente co! nome di filamenti <[),i quali presentano .
spesso delle ramificnzio_ni a T, a<l Y, n mnrtello. Quando lera-
mificazioni sono ,·erc i filamenli formano la classe specinle
delle·slreptolricee, quando i<wcce son_o false, quelle delle cla-
totricee.
Spirilli (fig. 8). - Sono purc <lclle ccllulc a bastoncino, pcrà
varia•nentc incurvate sul proprio asse longitudinale, in guisa
<la .fórmare una spira piu o meno lunga (c, b, d) .
. Quaildo sieno incurvati una volta sola, quasi a prender l'a-
Spe~fç.·di una virgola, si chian1nno v·ibrioni (n).
,:'I~e.cellule degli schizomiceti sono formate di un protoplasma
·. >; ,,,·
·.·'\··.-
ialino, omogenco, rJ!rau~t.,;uu.:; h l a~"'"'
add~nsandosi alia periferia dá luogo ~Íl-; formar..ionc <li nna
membrana avvolgente.
01\re a qucsla, alcuni cocchi c bacilli possicdono piú cslcr-
namente un altro involttcro tnucoso o gelatinoso, chc si pnO
mctlcrc in evidenza con spccinli coloi·!.uioni, cd C detto capsula,
da dislinguerc dagli aloni chiari c non colornhili chc spesso
circondano nnche grannli inorgnnici. lnoltre nlcuni osserYntori
hanno rnnplialo di recente 1:1 conoscenz.a sulla flne slruttnra
dei batlcri mcltcndo in Ince che dentro alio slralo relicolarc
vi sono. ollre ai protopln-
stna ialino otnogeneo an-
chc grat;Si, glicogcne, gra-
nnli albnminoidci da al-
cuni consirlcrnti coine nu-
clci, cd nn pi<:colo cc>rpo
spcciale da! MAYER inter-
prclnlo come nncleo ncl
\'Cro senso <lella pnroln.
Lo spcssore dei microbi
cimo di millesimo di mil-
oscilla in gcnêfc da un dc- b
lilnetro - 111isura che si
chian1a micromilli 1netro c
si csprin1e con lo lettcra fl·
-fino a 1,5 p.. La lungl•e:za
varia in media da un p. a
10-11 p..
. Mentrc quasi tutti i coc-
chi sono immohili o tutt'al
piü prcsentano un movi-
mento di oscillazione detto
browninno, molli bacilli c c
spirilli possiedono un mo- Fig. 9.
vimento piuo meno rnpido
e vivace, rlovuto ngli organi di locotnozione dei quali sono. ll1U·
llili, le ciglia vibratili(fig. 9 ct..); queste si dispongono o alla estremitõ.
I
tli
dclla cellula, o lungo il corpo di essa, c sono od unichc o in
\'Urio numero, a scconda delle specie Inicrobichc. Lo sposta-
l men\o donllo alie ciglia ha luogo general mente lungo la dirc-
zionc dell'asse mnggiore c pu à csscr a volte vivo c \atora dolce,
rellilineo o a spirnle o roleante.
Le cellule microbiche, solto l'influcnza di varie condizioni,
possono subire delle alterazioni morfogiche, che sono deite
forme d'involuzione pe•· lc qunli la cclluln si fa irrcgolare e
prcsenla vescicolc, gibbosit:i c rnggrinznmcnti: qucslc modifi-
cazioni possono rnggiungcre un grado tale da mutarnc total-
mente l'aspctlo primitivo.
-<>-

Oltrc alia moltiplicazione per divisione, chc tnlti gli schizomi•


ccti posseggono, per alcuni di essi si conoscc anchc una ripro-
duzione per sporc, Je quali rnpprcscntnno indh·idui piú re·
sistcnti agli agenti fisici c chimici, natnrali o artificiali. Onde
!c· spore vanno cssenzialmenlc consideratc come esseri desti-
nati alia conservazionc dclla specic: fnfalti le spore, poste in
condizioni acconcic, sono attc a riprodurrc il 1nicrobio prirni-
tivo, che si moltiplichcrà per divisione c produrrá a sua volta
dcllc n uove sporc.
La sporificazionc nvvicne generalmente ncl corpo dcl n1icror-
. ganismo (spore endogcne); il protoplasma di esse perde il suo
carattere di omogcncilú e si fa granuloso in diversi punti che
1

poi conlluiscono a !ormai:e la spora: questn, quando sia giunta


a maturitú, c abitualmente ovalc, e spesso di diametro supc-
riorc a quello trasvcrso dei microrganismo ove si ITO\'a in-
clusa, cui dü pcrció una forma fusata o a capocchia di spillo-
(fig. n. a, b, c) o.- se I c spore sono due - a manubrio di gin-
nastica, a seconda dclla posizionc chc in csso assume. . .
Meno nota, c da alcuni aulori non arnmcssa, é la riprodu-
zione per artrospore, (fig. 9 e) la qual c consiste ncllo ingrandi-
mcnto di una catena di microbi o di uno o piú clcmcnti ccl-
lulari, o ·nell'ispcssilncnto di una parte del corpo Jnicrobico,
avendosi cosi la formnzionc di elcmcnti che vcngono ad as-
stunerc lc funzioni di spore.
11 nutrimento dei microbi c. dato principalmente <la i carbo-
idrati, da cui essi estraggono il carhonio 1 c dall'azoto dei cotn-
postl organici c inorganici; cssi si nvvalgono altresl di vari
corpi inorganici, come lo zolfo, il fosforo, i! potassio, il cal-
cio, ccc.
I n1icrorganisn1i in gencre prospernno rncglio su terrcni nu~
trilivi a reazione alcalina o neutra, pcrà alcnni possono vi\•erc
su dei suhstrali di natura acida.
L'ossigeno ha moita importanza per la vegetozione dei mi-
crobi; alcuni vh:ono so~o in un :Hnhicnte ossigenato, c sono
gli aerobi; altri invcce non si sviluppano che in nsscnza di esso
e si chian1nno perció auaerobi; anaerobi {acoltaiiui sono quelli
sui quali la prescnza o n1cno dcll·ossigcno non ha alcuna in-
lluenza.
Per svilupparsi, i microrgarlistni hanno bisogno di un con-
veniente grndo di temperatura: Je condizioni di temperatura
piú adatle a gran parte di essi sono comprcsc fra 20° e '10° C.,
con nn oltimo di 37° per la ma"ima parte dei patogeni. Talunc
sp~cie microbichc (psicrofili) possono svilupparsi ailche a 0°,
mcntre allre (lermofili) hanno rigoglioso _sviluppo ai disopra
di 50°.
Le alte temperalurc hanno una influcnia fatale sulla vilalità
dei microrganismi; i! .calor secco a 180° c il calor umido a 115°
uccidono tutle !e specie rnicrobichc. Non cosi c delle fcmpe-
-~-

rature hasse; quasi tulli i pntogeni tenuti anchc per Jungo


tempo alia temperatura dell'aria liquida (-490°) e dell'idrogeno
liquido (-250°) non prcsenlano, dopo estratline, alcuna allera-
zione morfologica o biologica, conservando anche la !oro vi-
rulenza (MACPADYEj<, BELLl).
Ollre dcllc fermenta:ioni, che abbiamo. giit vcduto <loversi
all'azionc di varie spccie Inicrobiche, i Inicrorganismi c::ntsano
anchc la pull•efuzione clelle sostanze organichc azotate, ond'cssc
sono scomposte succcssivaJnente in prodolti piú SC'111plici: per
opera di nllri n1icrobi pai, l'ammoniaca, chc si svolgc ncllc pu-
trcfazioni, subirú un nuovo processo, In nilrificazione, per la
quale essa viene ossida!a e trnsforn1atn succcssivaJnenle in
acido nilroso e nítrico; questi, a contallo delle h a si dellerreno
danno Juogo a nitrili e nitrati, solto la quale ultima forma sono
utilizzali nella economia vegetale
Nci processi putrefallivi ''engono allresl Jiberate parecchie
sostanzc grasse ed aromatiche (leucina, lirosina, indolo, fenolo,
scalolo. acido forn1ico, acetico, valerhlnico, ecc.), alcuni gas e
degli spcciali composli, isola li per la prima volta dai SEL~Il
nclle pnlrefazioni cadavcrichc, c percià chiamati da ·lui plo-
mainc. Sono queste degli alcaloidi simili a IJUelli di natura
vegctnle ed hanno in generc proprietà tossichc cospicue.
Esse sono da dislingcrsl da quei prodolti tossici per n1ezzo
dei quali nlcuni microbi patogeni esercitano la loro azione
specificn sull'organismo invaso. Di qucsti prodotti, chc si conl-
portano con1e nlcaloidi o sono di natura chitnica finara inde-
terminala, atcuni come la tossina diflcrica o la tetanica sono
secrezioni batterichc libere, disciolte nei n1ezzi in cui vivono, e
vengono chian1atc propriarnente tossine. Altre invcce, cotnc
qnella tifica, colerica, pneumococcica c forse quclla de! car-
bonchio c clella tubercolosi, sono piu o mcno fortemente lcgale
nlla stessa ccllula ballerica viva da cui poco o nulln sono se-
grcgale in vila e ;i separano solo colla morte onde sono dcllc
endotossine. Cosi lc une come le altre sono di natura speci{ica,
larldove nllre sostanze, pur esse acl c!Tetlo tossico, si possono
ottenere dallo stesso protoplasma ccllularc di laluni bactcri
patogcni e nd esse vcnnc data Ja denotninnzionc di proteine.
Cerli microbi possicdono la proprietà di produrre vari cn-
zimi, la cui azione C sirnile a quella degli cnzirni fisiologici
dcgli orgnnisn1i superiori; si hanno cosi J'enzin1a diaslasico,
il saccarificante, l'inversivo. il proteolilico, ccc. Quesl'ullimo
ha la particolarilil. di peptonizzare la gelatina dei mezzi nutri-
livi, determinandone la lluidillcazione, d'oude la divisione dei
microbi in fondCI!li e non [ondenli la gelatina.
Quando si trovino in circostanze favorevoli di nutl'izione, di
luce c di ossigenazione, parecchi 1nicrobi claborano dei pig-
rnenti di vario colore, spcsso a loni vivacissiini, rossi, vcrdi,
violclti, lurchini, gialli, ccc. Tali n1icrobi perció si chiamano
-lU-

cromogeni. Altri ancora, spccid se riunili in nnunassi, dúnno


fenomeni di fosforescenza che renclono luminose le carni di
maccllo, lc carni conservate, le ncquc de! mare ecc.

Dei protozoi piú particolarmente ci interessano quelle specie


chc ncll'uomo e negli animali producono la malada, e que!
gruppo di allre malallie, di recente in morlo speciale sludiatc
c dettc tripanosomiasi dallo specialc agente, che c una lripa-
nosoma: c di essi di remo trattando di ta li atTczioni, alle quali la
mot'fologia e la biologia !oro strettamente si collcgn.

Dei n1icrohi, taluni si sviluppano c vivono n spesc dcll'or-


ganisnlo aninlnlc dctern1inanrlovi dcllc mnlntlic; con1c già ab-
bianlo acccnnnto, qucstl sono i germi patogeni, carattcrc chc
li distingue da \utti gli allri vivcnti su la sostanza organica
morta e perció chiamati saprofiti.
Per esercitare la !oro azionc, i pntogeni devono penetrare
nell'organismo. La cutc e !e mucose sono rivestite di uno
strato epitcliale che oppone una harricra all'ingresso dei germi
patogeni, i quali possono solo penetrare per questa via quando
vi sia una soluzione di continuo. L'albero respiralorio e i! ca-
nalc diget·entc costituiscono anche delle vic d'ingresso dei mi-
crobi · nell'organisn1o.
Tutto qunnto ne circonda, ftria, acqua, suolo, alitnenti ccc.,
puó servire da vcicolo ai microbi per penetrare nel nostro orga-
nismo.
Dopo che i germi sieno penetra ti, possono agire in corrispon-
denza de! punto d'ingresso ed nvet·si cosi le infczioni locali,
ovvero interessare tutto !'organismo, dando delle' infe,ioni ge-
nerali. Queste possono essere delle sctliccmic, se il germe stesso
si moltiplica rapidamente e si difTonde per la corrente san-
guigna o linfatica a tutti gli organi, o delie lossiccmic se csso
produce dellc toxine che, propagntcsi a l'intero organismo, ne
dcterminino·la malatlin. Della setlicemia é típico esempio i1
cad)onchio cn1nlico, deHa tossice1nia il tetano e la cliftcrHe.
L'azione pntogena di un 1nicrorganisino non si csplica senl-
pre nello stesso 1nodo, rna subiscc varie nlodificazioni a se-
con<la dclla spccie nuimnle su cu i agiscc, c di allre con<lizioni.
Pcrtnrito dei 1nicrobi pntogcni devcsi conosccrc la virulenza,
~· Lerminc csprimcnle il grado di capacità di nuocere agli org3.-
nistni UnitnnH nci qnali essi penctrano.
Ln viru1enza di un tnicrorgnnisrno v iene rnoclificata· da la-
luni fnltori esteriori, come In temperatura, l'essiccnmcnto, la
povcrt:\ o ·l'esauritncnlo dei n1czzi nulr.ilivi) la presenza o rneno
di certc soslanze chimiche ecc. - e talc fenomcno dicesi alie·
nuazione; si trntta invcce di immonilá, quando all'azione i'ni-
crobicn si oppopgano dclle conclizioni insitc nell'orgnnismo
steSSO OYe j} microbio C pcnctrato: 'Jl!Ílldi qllcsta é la pt'O•
prietà che !'organismo animale possiede di resistere nll'attivit:i
patogenn dei germi o dei !oro prodotti. La immunitil puõ es-
sere propria alie cliverse specie o razze e all'indivi<luo. Se si
produce naturalmente nell' organismo si chiam a naturale, e
qucsta puó esserc congenila o acquisita. Dicesi invecc arlifi-
tificiale qunndo vcnga provocata in esso con mezzi arti!idali.
L' immunitn si distingue poi in altiva c passiva. La prima
si ha quando i mezzi di rcsistcnza si fonnano naturalmente od
artificialmente nell'organismo, la scconda quando qucsti vi sono
introdotli già prcfornulii. Cosi tnenlre nclln vaccinnzione ah-
biamo la fortnazione di una itnntunilà altiva, con la sicrote-
rnpia si inocolnno dclle nntitossinc già forntatc chc dnnno
luogo ad una imn1unità passiva Ja qualc durct·ú finchc! lc an-
titossinc si trovano in circolo.

§ 2. - Metodi d'osservazione dei microbi.

!L ~IICHOSCOPIO

Data una rapida sco•·sa alia biologia e morfologia dei .:·d-


crobi, si dcbbono conosce1·e i meto<li usati dai balleriologo per
osse•·varli e studiarli. E innanzi tutto interessa il vederli come
si trovano nelle sostanze o nei 1nczzi in cui cssi vivono e a
questo scopo serve il microscopia (flg. 11).
Esso consta di <lue parti:
I.• Do slaliuo formato da un'astn verticnle poggiata su di
nna stabile base con un piano orizzontale forato nel centro
(lauo/ino) ed un tubo cilindrico verlicnlc, che si puó alzare
ed nbbassnre mediante una vite a pignone dentato e di nnn
cremaglicra. Un' altra vite (micromclriw), collocata ncll' in-
terno della parte superiorc clello stalivo perrnetle di nlznrc ocl
abbnssare i! tubo facendo acl esso compicre dei movimenti in
senso \'erticale appena visibili. AI di solto de! ta,•olino si
trova uno specchio tnobile in tutti i sensi. col quale si rac·
coglie la lucc per faria cadcrc sall'oggctlo da csaminare.
11° 11 sistema di lenli che C composto di due p:nli, l'ocularc,
qucllo chc stn dei no ali' occhio dcll· osscn·atorc c I' obbirtlivo,
qncllo che sta in corríspondenzn ull'oggetto da csnminnre.
L'oculnrc entra a sfrcgamcnto nella parlc superiorc dei tubo
dei microscopia, c l'obbictti,·o si applica alia parte infcriore
n1edianle una vite. Un congeguo setnplicissitno. dctto revolver,
fa si che possa no esser tenuli pronti contempornneamentc <lue
Ire o quattro ohbiettivi, e chc girandolo si possa flssare solto
ai tuho qualunquc di essi senza muovcre l'occhio dall'oculare.
11 tubo dei microscopia deve essere tenulo ad una lunghezza
di centim. 16, misurati da! piano di appoggio c\ell'obbiettivo e
- 1·1
Ai 1nieroscopi da haetcriolngia in gcncrnlc va anncsso i/ mi-
crwttclru. Qncslo pnil esscrc ocul:trc od nhhiettiYo:
L'oc;u/an! t:onsta di 1111 disco di vctro sn cni ú ineiso un Jllil-
limetro diviso in ccnll:simi, eollocnto in un ordinario ocnlarc
· in corríspondcJJza al punlo clo,·c cadc l'in11naginc ~lell . ogl-!:Ctlo.
':\llora hasltl ntollipliearc il numero dcllo graclnzinni occnpnlc
pet· il ,·alorc tnicromclrico ddl'ol>hidtiw> (indicai o dalla t:d.>clla
degli ingrandimeuli) per :tn~rc la granclczza (lcll' immnginc
c:sprcssa jn microtui!limclri.

Fig. 12.

Jl 1HÍCI't11l1Ct.I"O Ob!JicfliiJO llOil Ü chC 1111 \'C(rÍI\0 por(<.lOg';_;-C((j 0


coprioggctli sul qualc é iudso un ntillimelro diviso in dccimi
o ccntcsimi. 'fali gr~Hlazioni dnnno direllamcntc la grandczzn
clcl1a in11naginc c scrvono (111flndo manchi la lahcllu dcgli in-
granrlimcnti a determinare il \'alore dei micrometro oculnJ·c.
11 disco delln vilc mieromclrícn i:. gradualn ecl i suoi nlo,·i-
tn(~nli sono scg-nati da 1111 indicc fisso alio ::dativo: cosl al-
zandn od ahilassando il tuho si puõ conosecre lo spcssorc
dcll'oggctto ncl senso vcrlicalc tcncndo c.alcoio dei limili nci
quali se nc h~ In visione dislinla, lilltiti misurnli dallc grada-
zjoni dcl diseo, eiascuna dcllc quali corrisp01Hlc :Hl una data
l'raziouc di millimclro. Talc misura diJ'Iicilmenlc si usft nclln
praliea do,·cndosi tcncr cnlcnlo dcll'indic.c di rcfrazionc de!
lflCZZO llCJ qllt.liC L! ÍlllllH:I'SO l'oggctto.
11 lllic.roscopio ó unn strumcnto mollo dcli<:nto c dc\'e csscre
sempre Jll:llllenulo puliU>, al copcrto d:llla polvcrC e in un am- 1
12 --
cptnllo delrorlo dt!ll'ocnl:trc. 1'\ci lllitTnseopi chc han:to 1:1 scaln
grndualll incisa nel luho :1 si'J·c~gilnlt~Jllo, 11011 ~i dc,·c c~lrarrc
il tul>o :11 scgno di ecnlintclri 1G 111a a qucllo di :H~G, <JIIU!Hlo

Fig. lO.

si adopct·:t i! rcvoltN!J', misurando qttcslo cctllilltell·i 1,5 in pil't.


Ciú si ril'crisce solo ai micJ·oscopi r:oJJ!iucu/uli.
r..:os~;crvntorc pralieo non ct:rea scn1pre di nvcrc <lnl suo mi-
eroseopio 1111a immaginc wol/n yralldt~, ma pilt spcsso una i1i·1·
Jll:tginc mo/to chiara. Pcrriú non rieorrc c.hc rarc Yoltc ad ocu-
-13-
Jari tnollo fortí nvcnclo cssi il difetlo di 1nettcrc in rilicvo nl-
cunc irrcgol:nitú dc11'immnginc prodottc dai sistema ob}-.;ellivo.
Ma cl'nltra parte nelle osser,·azioni bncterio1ogichc hisognn
arrivarc :ul una certa grnndC7.7.a <lell' immnginc pcrchC essa
possa fare impressione sul1n nostra retina.
Ed é per <]Ltesto clle in IJacterioscopi:l si fa uso nei l'orti in-
grnndimcnti di ohhieltid specinli chc sono ad immcrsinnc.
Questi si fon<lano sul l'cnomeno dimostrato dnll'Awcl, chc 1111
liquido interposto fra robhictlivo c l'oggcllo impcdisce la cli-
spersionc di tnolti <lei rnggi luminosi proYenil!nli dnll'o~w::no
stesso. Unn \'Olln si usn,·n immcrgcrc l'ohbiettiYo in una goccin
di ncqua ma oggidl si aclopcrano invccc gli nhbictlid :tcl im-
mcrsionc omogenen. delta cosi ·pcrchê falto in olio di lcrtiiO t!i
cedro. QuC:ilO invero ha un indicc di rcrrnzionc pralic:uncntc
f'egunlc a qucllo dei vctro cd cvaporanclosi assai difíicilmcnte,
pennctle che una oss<~rvazione possa csscrc continuata per pa-
reccldc o1·c di scguito.
Per riconosccrc se un olio di cedro C huono, hnsia Ílnmer·
gere in esso un bnstonci11o di vctro; se l'olio ha l'indice \'Oiuto
esso nclla parte immersn non si vcdrú.
I migliori obbicttivi sono quclli fabbricati sccon<lo un sistema
di lcnli di cristnllo combinnle in Inodo che vengnno tolti o
granrlemcntc ridotti qnci comtllli dil'ctti cosi chiamati abcrra-
zionc cromatica (quando I' immnginc si vede circondata dn
vnri colori) c di si'cricitú (quand(l l"immnginc C chiara nt:l cen-
tro c conl'usa alia periferia o viccversa). Altri tlifctti dcgli ob-
bicttivi vcngono tolti dn ocul::tri chc sono spccialmcntc a<l cssi
aclnttati.
Ilmicroscopio ela bacteriologia C munito inollrc·cti un nllro ele·
1nento importante, I' apparecchio corulcnsntore tli A HBE (fig. 11). Que-
C un sistema di lcnli n roco corto H qualc raccoglic ttn grande
sto fascio cli raggi luminosi provenienti dali o spccch io sotlostantc
e lo proictta sult' oggctto
da ossenarc. Cosi in <JllC-
sto csscndo to !te !c ombrc
scom parisco no t ullc lc iln-
Jnngini che non sono co-
loratc e lc colorntc si YC-
dono in tutti i contorni.
La lucc vicn modera lu da
npposi li diaframmisopra·
stanti alio specchio, che
posso no csscrc parece li i~ .-;;o.c.o;.""'\'::t"k;:~0,_.·1.J__ _ _ _ _ _ _ _ _..u.o
n diamctro ,·ru·io ed nllorn Fjg. 11.
si dehbono di Yolta in
volta cambiare, oppure uno solo se arl i rifle, cioC f'atlo di una
setic di lnmincttc collc qnaii si puó dilatare o I·cstringcrc i!
foro a volontit (lig. 12).
- 15-
bienle dovc non vi sinno Ynpori ncidi. Quando lo si usi co-
stnntcmcnle ncll'islcssn ·posto l\ lliCglio lencdo fuoi'Í dall:t til·
stodin di n1ogano 111:1. copcrln dn una eampaua o scatol:t di
,·ctt·o. L'obbidtivo [ld immersione omogenca ha i>isogno di
unn cut·:t speciale: non deve ma i esse r l:1sciato lihero~ ma \':1
conscrvalo o nclln scalola npposita, oppure fisso al rcuolDer
del tnicroscopio quando qucsto non si debba trnsporlnrc.
Finila lltl'osscn·nzione eoll'obbicttivo ad immcrsione, si deve
provveden~ sabito alia pulizia de! la lente. A lale scopo rispourlc
assai hcne della carta <la Jillt·o di bnona qunlilú, la <Jltnle sia
slala lcnula ai ripnro de! pulviscolo almosl'crico; con essa si
nsciuga la lente dall'olio di ce<lro. strofin:mdoln c:mlamcnle in
senso circolarc. mui in senso lrwwersale.
Se, per dimc;1licnnzn o pulizia incompleln, una parte <lell'olio
si fosse asciugatn rimancndo aderente nll'ohhieltiYo,lo si asport::l
cou la carta da flllro imhe\'uta di xilolo o benzina purissimn.
Perú deocsi il ]JiÚ JlossilJilmentc cuita.re f liSO di ta li liquirli poi-
1

clld }JOs~·ono IIIIOccrc ulla bliOJICl conscruaziouc tlclle lcnli.

Pc1· gli usi bncleriologici, il 1nicroscopio dc\·c csscre munito


di nlmcno trc obhictti\'i . uno a immcr!->ionc c due n sccco) pc:r i
vnri ingrnndimcnti, dcl rr.ul)locr(fig.13), di di\'Crsi oculnri com uni
(1-luYGJJE.-.:s), degli oculnri eompensatori per l'obhicllivo :ai im-
lncrsionc, (llllllldo 'lucsto lo richicdn, dclrnppnrccchio illnmi-
-16-
n:-ttore (li AHBE, c dei diafr:unmi. ~~ 11!ilc di a,·crr. nnehc 1111
mict·ometro ocul:1re c uno ohbiclliYo.
Ad ouni microscopio c :l1llll!SSa llll:l lahdl:t ÍIHlicnntc i Y:tri
iugr:IIHiimculi che s'ottcn~onn us:1ndn i di\'crsi ohhiclti\·i eou
i diversi ocnlari: la lcllnra di lnlc lahclln i: i'aeilc. n,·cndosi da
una pnrlc la seala dcgli ocnla1·i, dall'allra ljttclln .dcgli ohbicl-
tivi. cd iu eorrispondcnz:l a}Pjncontro dcllc duc il numero <lei
diamctri d'lngraudimento.
Quando si adopcr:1 il microseopio, bisogua collocarlo in 1111
punto dovc sia hcn fisso: d:t\'anli ad una rincstra possihilmcnle
volla n nord, clo1ule entd la Ince dircll:uncnk dnlla volta cc-
leste c mcltcrc lo spcechio in m:1Di1~ra chc la 1ucc Y<~nga da
qucslo proicllata sull'og-g-ctln. C)11indi coll:1 \'itc :1 crcmaiJtier:l
si nblmssa il lttlw Jinchó si vede l'inun:tginc alia sfuggila; ai~
lor:l si cerca i1 funeo girando Ja \'itc micrometrien.

l'llEI'AlL\TI

Per f':1rc i prcpnrati sono ncccssal'ic dc11<~ l:lsirinc di ,·etro,


dcttc C0fJri~o(Jgdli <! JH)I"/Il-O(J(lefli. I primi sono di \':lri:t <iiJncn-
sionc n spcssoJ'(~, lll!l orclinariamcnlc si impicgano quc1li arorm:-t
qundrill:t, con illalo di 18 111111. c In spcssorc di 0.10 ntm.(lig.l:J)
I sccondl sono rcll:tngolari: ahitun1mcnlc c!clle di;Hcnsioni di
mHiimclri 2G x 7G, c dirrerjscono Ira di ]oro soi:nncnlc per la
nwggiorc o 1ninorc clcgau;-:a c bontú dei velro (lig. 15).

/\ONEl PARIS

D Fig. 14. Fig. 15.

Qucslc laslrinc, prima dcll' uso, si in1mcrgono in un:1 so-


luzionc di acidi solforlco o nilric.o ai 5 °{0 per qunlcllc ora;
dn quesla si p!lSS!Ulo ncll' :1lcool a G0° dovc si eonservano
fino at momento <li adopcr~rle. Tu1c praticn non Ya trnscurnla,
pcrché se il vclrino non é hen pulilo c sgrassalo resta cHfi-
eilc In stcnrlcrd il malcrialc. Lc Jastt·inc giú us:tlc spcc.ic se
sporehc d'olio di cedro o di halsamo, si Ltnno hollirc, si puli-
scouo dopo asciullc, cou un p~tHnilino hagnato di trcn1entitHl.
o bc11zinn o xilolo si passano nc1l'nlcnol.
A sceonda dei mez;r.o in cui ~i lrovnno i tuic.rorgnnismi, il
nwlcdalc da csamiuare C liquido o sol ido: per portarJo sul
-17-
vclrino, si impicga rlcl filo di pl:llino monlnlo sn nna hncchcll:l
di Yeli'O; qnantlo lale filo e rcllO lo S(rumenlo SÍ Chiama llrJO
di plalillo; quando invcce i: ripiegato acl anello nlla sua c-
stremil:\ si ha l'a11sa di plalino. E qucslo ""o slmmcnto fon-
dameHtale in bacleriolugia e va ogni Yoltn, prinu1 e dopo l'uso
stcrilizzato nlla finnunn fino ai color hinnco.
I nlicrorg:1nistni si possono ossciTare al tnicroscopio o JWII
colora/i ovvcro colorali.

n) PJ:EPAHATl NOX coLon.\TI.

Ne ahbian1o di dnc spccic: scmplici e in goccia pendente.


Il prepnrnto scnlplicc si fa pone11do sul porla-oggctli o sul
copri-oggetU, se il Inatcriale ê liquido, unn goccia di csso; se
il matcrinle ,; solido lo si slempera prim:l in pocn acqn:1 stc-
rili;1lata e si n1ctte una goccia di questa su uno ctci duc vetrini.
Sul vetrino cosi prcparnto, si ndagia poscia l'altro vctrino con
licve pressione in modo che il maleriale si distriiJllisca in
islralo sollile cd uni!'orme e ,·engano esc! use lc hollc di aria.

Fig. 16.

Si ricnrrc al Jll'CJXIrato in rtoccia penr/enlr. quando sia neccs·


sario stndiarc, oltre i carnllcri morl'oln~ici, nnchc alcnni di
qnclli biolo~ici. A l::tl11opo si adopera un porla-oggelli spccialc,
ncl cui spessore c scm·ata '""' fossetta rotonda, poco profoncla
c a fonclo trnsparcnte (fi~.JG). Dopo di a vere nscingato il vetrino
copri-oggelti con una pczzuola pt:Hta c di avcrlo passa to un paio
di volle alia fiammn, lo si pone sopra una superficie nera; si
spalmn poi !'orlo delln fossctta de! portn-oggetti con vaselina per

Fig. 17.

mezzo d' un piccolo pcnnello cd in fine, deposta sul copri-og-


getto una goccia di Jnatcrinlc da csaminnrc se lirJui<lo 1 ov,·cro
sletnpcralo in una goecia cli brorlo o d'nc<Jtt:l stcrilizznta se C
solido sul velrino cosi prcparalo si posa il porta-oggclli in modo.
1

TONi'.IG e HuATA. 2
-IH-

dH· amhc•duc :ukrisc..:ano per l~t \':tst·lina ,: clie 1:1 goccia ~i tro\'i
ncl centro (lig-. lí).
J),~\·csi :tn~r cura chc la goeei:t deposta sul copri-oggclli ahbia
i1 IJHtrgi11e regolare, chP il suo di:tnH.:I1·o 11011 s11pcri ~-:~ nJI'l-
c che non s:a tanto ri!cvata 'h! lot:rarc colb sua convcssiU il
fo11do dclln fossvii:L
:'\el prcparato scmplicc torne in qtu•.llo a p;occin pendente i
llli<'rorganisllli, JlO!l cs:;('ndo eolorati. sono vhibili ai nostro
<H'('hio solamcnk JH'r il loro indkc di rcfr;Tzioue SliJ>Criorc a
qncllo dcl Illezzo O\'C si lrO\'õll1c); pcrcil) ncll'osscr\'a-rli, l! uc~
<:(!~>sarlo impit·gare poca lun·: :t talc scopn bi..;ogna tog-liere l'ap-
parcechio di .\1~1~1:.. oppurc Jiinli;ll·nc l'aziouc rcslring-cndo ii
di~ll'ra:n111a nd iriclc: in tal nl)';O si usa lo spt;cchio piano.
f..'o:-.ser\'azioJH' dei prcparalo ~cmplirc ;.,i fa in duc tempi:
pri111:1 1 pvr rcndcrsi conlo dei stwi carnllcri !~cncrnli, <'.Oll unn
IPlll<.' a piccolo jngr:nH1imento, c posci:l con la l<'nlc acl int~
111ersioTw che si :d>!Jass:l cmtla11H~IJit~ 1 per mezzo dclla \'ilc a
<'l'eJJI:I:{"Ii!'rn. sino a loccnrc la go('t'i:t d'olio di leg-no di cedro
d<•posln all'uopo sulla supcrlit'ic dei copri-oggelti, andando poi
a ruoco colla \'itc micro!lldricn..
Per osscn·arc il prcp<.lr:llo in ~occia pendente hisogna nnzi-
ltlilo collocnrc il vc~lri110 in !110do clle In. fos~a corrispond:l nl
roro dt'l l:l\'Oliuo; si OSSCl'\':l (:011 piccoJo ÍIJgrnndinH~TllO di
S0-100 di:nnelri, ccrcnndo che il nwrg-inc dei Ia gnccia altr:t\'Cl'Si
11('1 mczzo iJ campo dcl mieroscopio: si t~ si cu ri di csscn: ~ui
lilaJ·~inc dPiln g-oc.cia quando il carnpn dcl nticroscopio appar·
diviso in duc r.onr~ di cui una sclnilnnarc, rospar!:ia di goc~
dolinc di v~tpor :l('.qllen, e 1':1ltra clissoiclc meno luc(~ntc. Le
d11e zone sono di\'isc da unn lirJCa ctn·,·a piú o meno rcgolart•.
Tro\':tto il nwrgiuc, il l)l·cp:tralo ~i fissa coi f'cnnu~li nJ ln-
\'o!ino e si sn~litnisee 1'ohhicllh·o dchoJe c011 qurllo piú forte
:1 scc..:co o <·oul'obhielli\·o ad illlmersionc; si nl>ha~sn il tuho sino
a /oc.c:tr colla lente il copri-oggctli c si cerca i] funcn adopc~
rando la Yilc micrometricn. I JUicrorganismi allora si \'cdono
I'!H'colli :t prcfercnza lungo il nlarghH• c se nc posson not:n·e
oJirc ch<: i c:trnltcd morfologici aneh<~ il Jllovime.nto. se csistc,
<'d in ecrli ~asi, usaudn il l:t\'Olino risealclalo. cziandio il 1nodo
di riproduziOIH'.

b) Pln:I'.\IL\Tl t:OI.OHATL

})oYerHlo osscn·nr(~ con Jllap;gior (~snllczz:l i caratlcri ntorfo~


logici dei l!li('ror·ganisnli, ~i rieorrc ~lln (:olora:inne di cssi.
Soslall:e colurunli c lorn solll:iolli. ·- In hactcrioscopin s'usmro
:-;p<'eiaiiiiCllle ddle soluzioni di colori d'anilinn, tlcrivati daJ
cn.lr:llllC, rhe si disti11guono in culori ncidi fú.rina adt!ct, flllo-
rc.ritla. co.úna- c hasiei -- oiolt:tlo di yew::iarw 1 uioldlo di mclil(',
uiull'llo di IJ~thliu. /tl.rillu hasicu, blctt di Jllciih•lle, liouiua, ccc.
- jQ-

Lc sostanze eoloranti acidc hanllo la proprictú di color:u·c i


tcssnti aninwli: Incntrc qnelle llnsichc eolorano speeialmenlc
i hnclcri. !\c consegue chc colornudo ttn tcssuto r.ontcncnlc
dei microrganismi con una sostanzn hasie:l c facenclo ~gire
poscin sul prep!lrato un lcggcro dccolorantc, qucslo Iascicril
colorati soli i Inicrorganismi, cd il lessulo si potrú pereiô co~
Jornre cli nuovo con un colore d'anilina acido, per t.:SCinpio
colla eosinn, o colJ'ematossilina. Stt tale (('::fone cletliua pci
vnrii colori sono foudatc lc âoppic colora:io11i.
Dellc soluzioni cli sostnnze colornuli usflle in b:-tctcriologin,
·'..,. nlcune sono CO!lltltli a qtwsi tutti i microrgnnismi, altre invccc
sono speciali :l<l alcuni di cssi.
Quasi tntti i colori d'auilina sono solu!Jili ncll' acqna; perô
1e solu:ioni acyuosc si conscrrano ass:1i 1JWlc. giacchi: preci-

Fig. 18.

pila no f[tciimenlc, onde si ri corre :1\Je solu:ioni 'alcoolidir.: <·.hc


si possono conser\'are :1 Jungo. Con qucslc pai, dj \'Olta in
\'Ollu, si fanno le so/11:ioni ir/ro-ulcoolichc. l..c prinll: si f:tnno
scioglicudo 1:1 sostanzn color::mte ncii'aicooJ nssolulo titiO ft sn-
lurazionc (10 a 20 °/ 0 ): di qucstc cosidcllc so/u:ioni mwlri se ne
mescolauo 10 c.c. con \lO c.c. cl'ac<Jl<a distillata pe•· :wcre !c so-
luzioni idro-alcooliche, filtrando ogni volta. Si pul1 :1nchc ag-
giungere ~ :11 momento dcll'uso, qunlchc goccia dei la solu-
zionc madre a dcll'aequn distill:lla contcnnt:1 in nn ,·elrino d:t
oroJogio sino a comparsa di una Jleve irhlcscenzn mct:1llicn
alla sllpcrficic dei li<Jlliclo.
Lc soJuzioni maclri si conscrvano in hottiglie scurc a lappo
smcrigliato 1 da ctd di volta in volta si cslrnggono tnediantc
pipcltc collluni.
Essenrlo in\·ccc lc soluzioni idronlcoolichc 1!0illinu:1mcnte
usale: torna assfli utiic il conserv~1rlc in piccolc holliglie mu-
nitc di tlll conl:lgocc..ie cite SCI'\'C a<l cstrarre il li(ptido (flg. 18).
-20-

Poidh~ }c tniscdc color:lnli finor:l dt~scrilte non sempre co-


lnrnHo !Jenc tutle lc spceic di n1icrorg·:n1ismi. si ril'orrc talora
n spt•.ci::di ngcnti i qnali hanno la propriet:'1 di fat:ilitnrc l':1zione
colorantc delln sosl:1nz:1 h:lsicn :1 cui \'engouo a~giuntc, c si
chia mano pen:iú IJ/ortlenfi.: esse sono gli ulcali in piecoln quan-
titú, l"o/io rli onilinu, i! j'enolo. cllc n.ddi~donntc :tllc sostnnzc co-
loranli rormauo come lc sep;uc11ti soluzioni \'::tl'ic:

JJ!t~ll di mcfilcllr. alcalino di LoEFFLEH;

Potassa (all"l per 10000) . c. c· 100


Solnzionc alcoolien satura di IJlcu di metilcnc c. c. BO

Tale liquido color~t lulli i 111icrorganistni; per/) dcvcsi notare


chc gli nlc:J\i h:lnno unn leg-gcra aziouc derorm:lnlé dei tcssuli
c dei microhi. ·
L'olio di :tnilina si adopern in sohu.ionc acquosn :tl 5 u/ 0 e
forma la cosidcl tn nr'f]llll rfanilinu . ]a qualc si prepara ngil:nHio
hcnc in acqna dis!ill:\ta l'olio di anilin:1 JlllCO solnhilc, c poi
filtrando. ()ue~la soluziouc si allcrn fneilmcnle~ per eiú dcYe
esscre rinnoYala ogni scllitnana c nwnlcnuln in holtiglictla
oseura a tnppo stncriglialo o rnngari prcparata nl nlOnlcnto
dcll'nso.
E11n.r.rcu la impjcg;u per prcpar:tre i\ scgucnlc Hquiclo colo-
rnntc:

Violctlo di gcnzinnu. gr. 1.:,


Aknol assolnto . :{1'. 10
Ac<Jll:l d'nnilina. c.c. no
AI violcl!o di gcnziana si puú soslilnirc la rnxinn (1 gr.)
Tale liquido si puú nllcrnre eol IClllJlO~ onde e consiglinbilc
di p:reparnr\o cslctnporr~nc:uncntc n~rsnndo in 1111 vctrino d'ow
rologio clcll'acqua anilina c a~gil11•gcndo !ante goecic ddln
soluzionc :tlcoolica cotH:cntrnta dei colore sino a J'orrnnzione
d'unn pcllicola iridesccutc.
L':H.:ido fe11ico si ttS~1 in soluzionc :tcqnosa ai G 0/ 0 c serve
pei scgucnti liquidi coloranti:

F11;~.:inn di ZtEirL o fuxinn carbolica:


Fuxinn . . . . . . . gr. 1
i\kool nssoln!o . c.c. 10
Soluzionc fenica 5 °{ 0 . c.c.100

f:fr.ll di 1\i:IINE;

nlcu t1 i mcli1cnc gr. l,!10


J\i<:ool assolulo . c.c. 10
Soluzionc fcnic;.\ ai :) 0/11 c.c. 100
·- 21-
Vfo/cl/0 tfi :-\i<:OLLE:
Violclto di gcnzi:1na . gr. 1.50
Alcool nssol11ln. c.c. lO
Soluziouc l'enica al ~) 1'r'n c.c. 1!10
TiOIIillll tli :\lCOLLE:
Soluzione sc.1lura di linnina in alcool a 50° c c. 10
Actjua fcnicala ai 1 Ofo c.c. !10

Per fnrc qtu;ste soluzioni si scioglic la sostnnz3 coloranlc


ncll'alcool assoluto in un mortaio_. o tneglio lasc.iandola i11 ri-
poso per 2·1-:~ü ore <!d nggiungcndola .poscia alia soluzionc fc-
nica ed infinc filtrando il tullo. Piú scnlpliccmcnlc si aggiun-
gono 10 c.e. di soluzionc madre dei colorantc a !JO c. c. ·cfi ac-
'1"" J'enicala.
Non di ra<lo nv\'icnc <li clo\'erc decolorHrc li prcp:tralo, ~in
per far agire ulteriormente su di essa un nllro colore: sia pc1·
toglicrc l'ccecsso dei pritno .. \ tnlc scopo si usnno l'akool n
varie concenlrazior:d (.; le soluzioni acquosc a vario lilolo di
ucido solrorico, nitrico. cloridricol larl~H·ico, ncdicn.
Si ricorrc nnchc con1c vcdcn1tno, alia so/H:ionc iotlo-ioclurala
di LücoL cool composta:

Jodo gr. 1
Joduro tli polns.<io gr. 2
Ac<JU3 disli!lata . c. c. 300

Tolto ·col lavaggio l'ccccsso dei colore, se occorrc risrhiurare


ossia rendere lrasparcntc il prcp:ll'alo, lo si im1nergc in nku1d
olii od csscllzc spcciali, fra l'lli l'olio di garn-
l'ani c di hcrg~mollo, lo xilolo, i! ercosoto c\i
fnggio c<l a llri.
Tnli sosl:lnzc si conscrvnno in r~pposite hoc-
ccttc ntHnitc di enppuc:cio n smcriglio (lig. 1\l).
Per conservare il prcparnto, lo si ntonla: dopo
nvcrlo disidrntnto, in balsnmo dcl Cnnadú, fa·
ccndo dislcndcrc Ira il poria oggclli cd il copd
oggctti un sottilissin1o slrnlo di quesln soslnnzn;
opf.lurc se il prcpnralo e già iinmcrso in nltri ·.__
1nczzi, cotne 1n glicerina, si <listcn<lc lungo i mar.
gini dei ,·clrino dei hilnme di Giuclca o dclla Fig. 1!1.
YCrnice 1lcl Ginpponc sciolti nclla lrcmcnlina,
O\'\'Cro nno stralercllo tli parnt'finn, i <Jnnli hanno I' nl'ficio di
impedire l'cvnporazionc dei litJnido.
Colom:io11i (ICilei'Cili. - Pc1· farc il prcparalo coloralo si tli-
stcn<le in istralo sotlilissimo, con l'nnsa di platino, sopr:-t un
copri-oggctti lrnttato nel modo prcccdcntctncnte dcsc.rilto: una
piccola (llt:.lntitú llcl tnnterinlc da cS:11ninnrc ; lo si lascia
-22-
qnindi ast.:.iug:n·c all'aria o ln:utlcnendnlo sopra 1111:\ fl:'l.!llllla al-
l'nllczza di Cil'C:l :1{) CCIII. Íll JllOd'l ehc 11011 l"iSt:ll\:l \roppo ror-
1Cil!C!lle razionc dcl calurc. Al1ncdesimo seopo serve assni IH~nc
!':tpparccchio indic:lln <l:tlla lig. 20 (J!litli!ll: t:ltittt/Júlllc), risc:ll-
dato da tlnil piccoln fianllna, su cui si pos:tno i prcparali ad
a sei ugare.

Fig. 20.

Si fiss:t poi il malcrialc sul vclrino passnntlolo, tncdianlc


una pinz~1, per Ire Yoltc att,·n,·crso la fi:unma. Se il tllalcri:llC
(~ solido, de\'·csscrc slempct·ato in acqua slcrilizzaln. In casi
spec..:inli~ inYcce di íiss:IJ'C il prcpnrato su\l:1 li:unma, ]o si jm-
Jncr~~e in alcool assolulo o in nleool cd cterc a parti cgunli
(liquido di "NIKIFOHOFF) per 10 lllinuli. la-.;cio.uHlt> quindi eva-
porare.
11 prcpnralo cosi fissalo si porta a conl:tllo con la sostnnza
colonlnlc sia inuucrgcndo il prcparato in nn vetrino <la oro-

Fig. 21.

logio contcncnte l'ag-cnlc eolorantc, sia tcncrulo orizzontnlc il


velrino eon nnn piuza e ,·crs:nHlo ~Hl cli csso con una pipclla una
gl)t:l:ia dclla snltD·.ione eolorantc. Segucudo i\ sccnndo n1ctodo,
scn·ono ass:ti h CIH: !c }Jill ::c t/(•1 Con~ET (li~. :~1 ), Ic qnal i permcltono
di tcncrc sul lavnlo in posizinuc orizzont;tlc. La suslanza eo-
loraolc dC\'C rimanerc a contntto Gol Jnalcrinlc per un lcrnpo
ehc varia n sccondn <lclla spe('ic dQi bnl'lcri e dclln soslanza
colornute usa ta: tnlorn b;lslano 2 1ninuli se j} colore h a iln!or-
denlc, c :-1 minl;li per I e com uni soluzioni; laLlllra on:orrono
siuo a 21 ore: o hisogna ricorrcrc al riscaldallH~nlo sopra
nnn fiamona <lirctlaoncnlc o meglio snlla JlluliHe chcwf)'<tJJlc.
1'·: hcnc che il prepnrnlo sin mnnlcnnlo in conlntto con il
colore i! minar lccnpo possihile, tl!l evitare che sedioncnli su
esso In sostanza co]ornnte c lo allcri.
Dopo la colorazionc, il preparnlo si lava ahbonclanlemcnlc
in ncqna tcnuta in lllln Yaschctla o YCrsala sul \'C'lrino con
una bolliglia ;1 pissclla: in questo caso il gclto si deve tlirigen~
s11l n1nrgitH! dei prcp:H·alo pcrchC non nc \'l'nga nsportnto il
Jllatcrinlc.
Prepara to cosi il vctrino, non lo si ra ascingnrc. ma lo si po~.;:l
soprn un porta-oggctli apjHl~g:i:nHlo sn qu(~sto la rnccia O\'C t.,
distcso il malcrinlc: itl modo ehe non interceda no hollc tl'aria.
Si nsriug~1 poi 1:1 parte :-iupcriorc dl'l copri-oggetti eon carta hi~
hula r si prt)ccdc ~~u·nsscr\':nione n1ict·oseopic:-t o a scc.eo o :td
immersionc.
fll (jlf('S[<' O)H~nL:io!li c~ IICCi'SIWJ'iO {Clll'l' SCIIIJll'C e/i lllil':t fct SI/~
prrficie de! C<~JH"i-O[J(I!'fti ouc~ ,~ disleso il mutcriulc Íll rstunc•.
J>ovcntlo in\·~ec consen·are il pt·cpn1·ato, si a.st'iuga dopo il
la,·aggio, il ,·eti·ino c lo si lllOlll:l sul porta-nggciti jnkrponcndu
una goccin di bals:uno dei Cnnndú.
11 prcprlr:Ho si pu li farc anchc sul portn-ogg-elli: ecl in \'Crit;'l
queslo Incz~o pt·t'seula dei vantaggi, poichC In tnngg-ior super-
fh.:.ie, pcnncttc <li fare di\'ersi prcparati !'uno nccauto nll'nllro,
e pcrchC il portn-o~gctli ê n1cn frngile c piú nuluc~·gcYole dd
eopri-oggclii. La kcnica non <li!l'eriscc sostanzinllllcnlc da
(JlH'.lla gi:l indicnta.
Co/ora:ioni speciali. - Ollrc alle colornzioui gcnerali <li gi:"1
dcscrille, si usano in bacteriologia :~uchc :tleuni TllCiorli tli co-
lora:ioni SJJCcinli, per n1czzo dei <IUali si pougono in rilícYo
pnrtico1ari cnrnttcri dei 1nicrorgn.nismi.

o) Mcloclo <lei GnA~!.

Con la soluzionc <li LüGOr~ il protoplnsm!l. di ccrli llticrohi


color:J.Io co\ violei to <li gcnziana o con la fuxina fonna una cont-
hina~innc ehc non t~ dceolorntn <lall'alcool: allri microhi invcce,
colorali nello stcsso ruodo, ,·engano dceolorali dnll:1 $Oiuzionc
di LÜGOL.
::-\cl primo caso i 1nir.rohi nppniono colorali in violcllo, uel
sccondo il giallo hntniccio o rosca.
Su questa proprictú. i\ GnA:-.1 ha hns:1.to il suo mctodo, chc
serve di Y:llido ai1tlo alln dingnosi hactcriologica. Essa si praliea
ncl modo scguc1ltc:
1a Cnloraziou(: cotl snlur.iotw di \'iolctto di gcuzian:l in
- 2d-

aequ:1 d'nnilina o con violcttn 1li NtCO!.T.E 1 ela 5 scconcli !Hl un


JllÍIIllio:
2n ]mmcrsionc dcl pn:pnralo IIOJI lnYalo nclla soluzione di
Lüt.;or. per 1.:~ min111i;
:·io L~tv:tggio in akool !)~)o sino a chc sl nsporli de] colort:;
:[ Hischitn<tHtento in xiloJo o olio di garofn11i (uon .sempre
40

ncccssario);
5° Jnclusionc in hnlsnmo cd os~cr\'azionr..
Con qucslo mclodo rcslan colora li jn \·iolclto :Hu..:hc i segucnli
elctncnli dei tcssuli: Ic ccllnlc grnuulose di l~llt\LICII, lo slrnto
l'.ornco dcli't:pidcrmidc: il rivcslimcnlo dclk sicrose~ i nuclci
in L'.nriocincsi. Tulli gli allri dcmcnti dei lessnli non si co-
lor:tno col mclodo di (~nA;\1.
Dei microrgunismi piú imporlanti si eolorano, ossia rcsislfJIW
:'lll:l dccolorazionc eo} lllCLodo di (;nA :'li, i scgucllli:

l~ncillodd cnrhonchio cmatko


dclla lubct·c•>losi
dclla Ichbra
dcl 111:11 l'OSSO dei Sllilli
dei lclauo
dclla dirtcrilc
,. piocianco
SlnJiJococchi piogcui
Slreplococc..hi
Diplococ..co pnetllliOHico (Friinkcl)
i\Iicrocoeco tclr:tgono
Prntco volgarc
Aclinomyt~cs hods.

Si cleeolorano: os~ ia tiO H n:sis/Oiln:


naeil\o de\ CrtrhoneJJio Sill!Oill:llico
<lcl colera dei polli
de! lil'o
dd colon
ielcroidc o dclln fehhrc gial\:1
dcll:I pcslc
piogcnc retido
dclla mon·n
di FricdJ:i,ndci' (pnc!lmoi>acillo)
<lell'e<lellla maligno
dcll'itlflucnza
, clcll'ukcra Ycncrca
Gonococco di Ncisscr
Vihrioni (lei colern asiatico c colcrnsimili
Spirilli dei lifo ricorrcntc.

NtCOLI.E, dopo razione dcl liquido di LÜ<;OL, dccolor:l il prc-


------ ------· ·-· --· --~---------- ---·- --------------------

lNDICE ALFABETICO
(I numeri indicnno la p<1gina).

A Acl!-"nornyccs, nelle ca1·ni, 1119


Aerobi, 8
Aceto. b'same chimt'co, LG2 Aeroscopio di MIQUEL, l H
Aceto. Esame ?JúcroscOJ?ico, 160 Agar-a,gar, 3G
Acq\Ht. Esame baclen'oscopico, 135 Ag:u·~gclatina, 3G
Acqua. Esnme chimt"co~ Hll Agrostemnm, 165
Acido carbonico libera. 1!).1 Alcooi. H.~amc chimicn, 213:3
u :1 q1ta11iil., 209 Aleurometro. 2115
Ar.iJo cloridrico, 194. Amoeba coli, .14:)
Acido fosforico, tn.S
Acido nit.rico. 194 AnaeTohi, 8
Acido nitroso·. 195 Anagmfe, 34G
Acido so!Odrico, 1% Anchylostomum duodcnalc~ 1•12
Acido solforico, 104 Angnillul:t accti, 160
Ammoniaca, l!lli Anophc!Cs. 123
Calct,-195 Apparecchi di conLenzionc~ 61
Cloro q!tanlit., 198 Apparecchi di disinfezione, 3:n
Colore. 193 Apparccchio di HOTKIX. 44
Durezza, 20:1 Apparecchio di KIPP, 42
Mngncsia, 19!\ Apparocchio dlstributore RuA TA, 39
~letalli, 196 Areomet.ri. 18S
Nitrati quan.Ut., 207 Aria. Esante bactcn'oscoJn'co, 140
Odore, 19J Aria. b'same c11imico. 210
Reazione, tn:-; Acido cnrbonico, 211
Rcsiduo sccco, 197 Acido nitrico, 218
Sapore,' 193 Acido nitroso, 218
Solfato quanUt., 20G Acido •olflddco. 218
Sostanze orga.niche, 196 Ammoniaca, 218
11 , qua·nlit., 200 Composi'l,ione chimica.. 210
Sostanze sospcse, l!>í Ossido di carbonio, 217
Temperatura, 193 Aria. Esamc fisico, 272
Trasparenza, 193 Aria. A'samc· microscopr'co, 144
Ac~ua. Esarne mic>·osco)>ico, 145 Aria sot.Lenat~ca, 218
· Acqun. sott.erranea, 298 Arrow-root, 16~
Acqu:wite. Esamo chimico, 263 Arsenico. lUccrca, 2Gi
·- .Aclinomyces, 117 Artrospore, 8
ToNziG e Hu,,TA.
-25-
parato con ttlla misecln di nlcool ns!'ioluto nddízionnlo d'una
sesta parte d'acclonr. Qucstn n1iscela prcsenta il vantnggio di
cvnpornrc rapidamente dopo l'aúonc.
Co! mctorlo di Grnm si puó ottcnere una tloJ>J>ia coloru:io11c
se dopo il lavng~io si trattn il prcpnrato con nnn soluzione ac-
quosn di vesudnn, In <Jll:lle colora il fondo in bruno !'acendo
Inaggionnentc risallnn: il colore dei 1nkroorganisrni.

/>J Coloru:ionc del/c sporc.


Secando i! mclodo di MDELLEH, il prcparalo convcnil:nte-
mentc distcso sul vetrino c íissalo alia liamma si trntt:t ncl
Inodo scgucnlc:
1° lmmcrsionc in clorofonnio per 2 minuli;
2° ln1111ersionc in soluzione di acido cronlico ai :> 0/0 per
5-10 Ininuti;
:1° L..nva~gio con acqun;
4° Colorazione a caldo con fllxinn <li Ziehl per 5 1niuuli:
5° Dccolora,.ionc con soluzionc di ncido solforico :~I 5 °10
per G secondi;
r;o L~1vnggio con :.H~(lttn;
7° Colora:douc di contrasto con sohttdonc acqnosa satura
di bleu di metilenc per 1-2 minuti a l'rcddo.
Lc sporc appaiono colorntc in rosso c il corpo i>acitlare in hlcu.

c) Cu/oru:ionc r/ri/c cigliu.


Per talc colorazionc ê ncccss<lrio anzitullo prcpnrnrc i sc-
gucnti litlltidi spedali, proposli da ~ICOLLE c :\lonA:\:
1° Soluzionc eolor:H1lC:
~oluzione s:1l11r::t di luxinn in acqun (l'nnilina a c ui s· ng-
giungono alt.:unc goece di soluzionc n\l'l ·>f 0 di idrnlo di sodio
Hno a chc compaia un principio d' op~1lcsecnza.

2. Soluzionc mordente (inchiostro di fuxina):


Solu,.ionc acquosa di ncitlo tannieo nl 20 per SO, c c. 10;
Soluzionc aCCfliOsa sntura a l'reddo di solfnto ferroso~ c.c. :);
Soluzionc ~lco'olicn s;Hur:l di ruxina: c.c. 1.
Ad otlenere dei hnoni prcparati, ê indispcnsnhilc n,·cre dcllc
cnlturc assai frcschc e jn secando luogo di <liluirc il nlalcri:.lic
alio scopo che i \':lri microbi rimangano isolnti. Ciú !':ii cfl'Cltlln
ntlopcrando mntcrinlc da poco fatto S\'iluppHrc snlla supcrOcic
(ldl'ng:lr-ngnr c slcmpcrandonc una piceol:~ qunntit~1 in <1cqun
slcrilizznln, enii"O un vctdno d'ol'ologio: fllctttlC goccic di essa
si distrH.>uiscono su \'Clrini t.:opri-oggetti pcrl'cltnmcntc pulili
c passati pnrcGchic ,·oltc alta Jiaiiilll:l. Oppurc, dopo distril>uitc
-:li)-

di\'crst' piecole g-oeei<• di :1eqtta ~l('rilizzal:1 su allrctlanti corpi~


og-gclli 1 si inlorbida una di esse col m:llcriah: Jll'CSC(•.Ho c da
qucsl:t se nc pao.;sa alia sccoJld:l una piccola qtt:lnlilil, di nuovo
llJescolando, d:1ll:1 scc.onda ~11\a tcrz.:1 c cosi di s<~guito per flUflt-
tro o cinquc ,•ctrini.
Qu:llnnque si nsi dei duc mctodi: <~ JH;ccssado dislmHl('rC In
gocd.1 ro11 dclicnla c:.uiiCLL
~i lascin asciugare sponl<ule::tlllCIIIC il prep:1ralo sotlo 1111a
c:unpnna di vctro c quiudi 1 scnz;l tissarlo alia fi:llllitHt, si laseia
eadcre su di <•s:.;o 1111:t gocei:t di soluzionc ntordenlc, scalcl:uulo
n tentte liam ma per !'.' scro1111i: a cO!li)J!II'~;a dei vapor i se nc
versa il lltordcnle c :t!l':lll~Oin d('] ,.<·lrino lcnuto inclinalo si
lasci<1 c:ultTC doiL'l'IIH~IIIC l'arqua da la,·:trl'. Talc opcrazione
si ripclc due o trc \'ollc. In ulli111o si ,·crsa sul pn:parnln una
eerl~t qtWillil:'t di soluziont: di fn:\ina: scnld:uulolo un paio di
\'Olle durante ·J:) S('Couc/i. Si la\'fl di nuoYo eon canlcla c si csa-
min:l in :tL:qu:t: se In co\ora;~.ione (\ riuscita, si l:t">da c~sicnre
c si indttdc in bnlsamo.
1\~r nlletwn~ tlll buon prL:paralo (· twccssario eompirt! lc opc-
razioui descrittc rolla nt:tgginrc cs:tllczzn.
l>i :lltrc colorazioni, aclotlale per a!c.:uni tnicrorgallisnli 1 cli~
n~mo IH.:lla tr:tt!:1zionc !;pCt.:ialc di essi.

~ :;, - Mctodi di cultura dei microtJi.

l.'npcra tlel haderiolog-o non deve limilarsi alia scntplice os~


Sl·n·:lY.ione dl'i mil'rorganis111i, ma dc,·c :tltrc-.;i colli\·arli isola-
lamente in lllCzY.i nulrili\"i adalti. in mauicra chc cssi mantcn-
~~11\0 inlcgrt~ lc lo1·o prnpriet:"t !uorJ'ologichc c biologichc.
])e,·csi pcrdú otlcnerc di ciascun 1nicroho una tttllfll'H pura,
talc ciot·~ da 11011 coutcncJ·c ehc il 1nícrorganisn1n <In slurlüur,
rimnncndone csclusi lntli gli altri nticrobi o gcrmi capaci di
proclurne l"iuquinamculo.
l'cr mczzo dclla cullur:t pura noi polremo slntliarc non solo
lc proprict:i morfologiehc c hiologiehc di ogui singolo Jnicror-
gnnistno 1nrt allresl lt~ c:ualtcristichc dcllrt spccic cui csso ap~
pnrliene 1 come la rcsislcllza agli agcnti eslcrni, In Yirulcnzn e<l
iufinc le sosta11zc ehe csso produec .
.1/e:=:::i di slerili:::.::u::ione. - Ln culltll'~l pnrn uon C possihilc se
11011 su spcciali mezzi stcrili o slcrilizzali 1 contcnnti in rcci-
picnti pur (~ssi stcrilizzati c chc djco11si cotnuncincntc tcrrcni
o me:::i llillriliPi.
Ln sll'l'ili::a::ione si olliene per ntczzo dcl calor sccco c (lei
cnlor ntnido.
Con il l'alor scCl:O si slcrilizz:tno lulli j Jnalcriali chc nou
uc \'engano allerati (vclri 1 rcrri <la aulop:-:.ia, ccc. ccc.). Esso s'iln-
-··~ 27 -

piegn ttll.'l ICn1pcrnlui':1 cli 150°-180° C. all;1 qualc si cspongonn


i 1naleriali }H!r mezz'orn.
A lalc ~copo :;i :Hiopcrn twi laborntori la sluf'a cu/ (ll'ili sr.n:a
(fig. 22), dclla qu:tlc si lroY:U10 in t~ommct·cio Yari modclli; essa so-
stnnzialmcnte si componc di un rcdpiculc mctallieo tl doppia
pnrctc 1 cslernnrnentc ri\'c~;tito o n1cno tli cartonc ll'nminnlo 1
che vicne risca 1clato da llnit Jampada solloslnnlc. Un lermo-
melro inlrodntto dnlla p:1rctc snpcdorc ocgna la tempera-
tura interna <lclla stufa.

Fig. 22.

Non avendosi :1 propria (\isposizione talc nppnrccehio 1 In


sterHá:za7.ione n cnlor sccco si puô fnrc usando una grossa
pcntola di tcrrncotln pcl copcl'chio <lcllu qnnlc si inscrísce nn
tcrmometro. La pcnlol::t si riscalda fino n1ln tempcrntui·a \'O-
luta usando 1no!ln cnutcl:t.
Trntlandosi di poco Jnatcrialc lo si puô nnchc slcriliz.zarc
<lirctlnmcntc sulln finmm<.L
Per i mcz.zi IH11rith·i) per gli oggc1U di go1nmn . per i sasi <li
vctro non rcsistcnli fl<l :lllc tempcrature, G in\'ccc nccessndo
usare il cnlor wnido: chc si olliene tanto in1nwrgcn<lo gli og.
- ~8 ---
gctli ncll"acqua l)()llentc. quanln (!spoJJCndoli :11 Y:lporc d'acqna.
Uueslo alia sua \'Olta puc·, csscre u~ato sin alia lensione nor
Ju:dc e pcreii1 :dia ktnperatura di 100°, si;t a<l 1111a tcnsionc
mnggiorc '~ qui!~di a una m:tggiorc l<:llq>eralttr:l.
Ncl pritno caso si usa ahitnalllH!Itlc la sluj~t cfi Kocu (lig. 2:n,
1:1 <tunlc C. llllU pt:nlola di ramc ;1 rondo piaun, riYcstila cstcrn:t~

mente da un grosso slralo di l'cl!ro, lc cu i pnrclí si conlinunno Íll


alto con un eilindro <li mcl:lllo ri\'Cslilo pur csso <ldla lllC·
desima soslanza coihcule.ll cilindro ú ehinso ela 1111 copcn.:hio
ehc porta~ nltr:n·cn;o 1111 roro ecnlrnlc_, un termotnclro. Quando
l'ncqu:~ t!ntra in chollb:ionc nclln penlola~ il v:tporc chc se nr.
s\·ol~o{c ruoricscc nclla parte superiorc pass:1ndo ncl cilindro in
n1odo dn nvcrsi una corrente: nlla lempc1·~llura di 100°} nlJa
qn:1lc vcngOIJO csposll entro il c.iliudro gli oggctti dn slcrjJiz-
- 2!1-
7.nrsi. A seconda dcll:t qu:1lit:\ di <ptesti Ynria il tempo oppor-
tuuo per la }oro stcrilizznzionc.
Dovcndosi nclopernrc i! v:1porc ::1 pressione, si impicg:ll'rlflfO·
c/(lue (Og.2-l). Qucstn ê una pcntola a parcli grossc c rcsislenli,

Fig. 24.

chiusn superiormente da un robusto copcrchio che si fissa alla


pcntoln :-t chiusurn crmclica n1crliantc gTosse vili. Il copcrchio
C munito di un ruhindlo per l'uscita dcl vapore, di unn vnl-
vola di sicurczzn 1 (li nn lcrmoJnclro o, jn nlcuni Inoclelli, di
nn rnnnomctro. Qnnnclo manca il mnnotnctro, ln vnlvoln di si-
-:W-
curczz:1 Yicn l'<~gnl:lln in n1odo 1li aprirsi sponlancnmcntc :1l1:1
pressione eorrisptHHlcntc alla lemp<:r:JIIll':l che si \'UOlc rag-
gittll;_•;c:rc, scgnala dal termomclro: quando o l'nno o l'allro
lll:lUclliiiO si dedt\Ce l:t ielllpt'I':Jilll':l da! .r:lppnrto rra cssn ~In
p1·cs:..;ione segnala dai tnano tlH.:Iro o vicevcrsa,
in base nlbl tnbeli:l scgucnlc:

0,0" :\llllOSI'CI'C 100° C'


o:2 10!>l':2
o.:. 1111).7
i),7 I!.:/\!)
1.0 1211",1i
1,2;-, l~·l",:l
I. :i() 12/",X
1,7:1 J:-:1",0
:!.0 t:n",D
::.o 1-1·1".0

Ordinari:unente si illlpirgn Ja lctnpcrnlura tli


ll0 11 -1.12°C., eorrispondcnle :1lln prC'ssione di circ:t
111czza nlmost'cra. T:d\'olta ~i giungc n. 120 11 (1 nt-
mos l'cra).
I :uso dc\l'autoclave richicde nlcuJH! prcc:JU-
Fig. :.!..M), zioni :udispensabili, :1\leilü JH~J· evitare dcgli in-
CO!l\'Cllicnli. Bisogn:l anzitutlo aecert:lrsi chc il
J'ondo cencavo si:1 compkt:llllcutc ricmpilo di
acqua in modo chc n.e sia impcdilo l'nrrovenl:uncnto c perciú
la e:llef':1zionc. In S(:eontlo luogo, dopo di <1\'<;r chiuso il co-
pcrcliio ~·~ ncccssario !:1seinr aperto il rnhinclto fino :1. chc il
tcrmomelro 11011 segui 10~) , c l1 vnpon·. l'uorcsen con geuo con-
0

tinuo. per csserl: siCIII'i chc ncll'iulcrno dell'nppnrcccllio non


sieno imprig-ion:1le clelle isole d' :H ia Jc qunli impedlrchhcro la
JH!rl'etla skrilizznzionc. Dopo ehiuso ilrohitwtto. si
:tspclla c li c la tcnlpcralul'a c la pressione sieno gi11nlc f7,,
atl' :lllczza vo!ula. e da tal e momento si ealcola il ·r_. I1

tempo ucccss<1rio per la slerilizzazionc (1;:}->W minuli I.


a scconda dei volume·tlcl liquido nci !';ingoli rcei-
pienti). Tr:lscor~o qncsto tempo, si spc~gnc la Jianlma . ~~I
c si dú esilo nl vaporc aprendo cantamcnte il rohi- ~
netto in Jnodo chc nc csc!l con moita knlezz.:1, :td
.impedire che Ja lumulluari:l fuoruscila di esso pro-
ducn un vuolo nell"aulocla,·c ehc nc dcl'ormi il eo-
~
pcrt:ltio o chc fneeia enlrnre in ebollizioue i liquidi
COllil!IlllliVi. . 1 ~

1\knni moddli d' :tulncl:lve sono llltiiJÍii laier:ll- Fig. 20.


ntcnte d' un li{}(:l/.o d' lll!tJIItt. eostunfc (fi;,;. 2;}), ulilc
quando si vogli:l u:~:ne l':lppnrcechio con1c una stufa a corrente
di vapo.rc. ]n qncsto easo, scnza chiuderc il rol>inclto <le"I co-
. - :n-
pcrchio dopo tnesso in :1zinne l'apparcrchio rt Jh·cl1n si ncecndc
la fiamma a gas chc si :thhas..;n poi al montcnto in cui l'aequa
<•nlru in ehullizio:H': l'osi si lia llll:l corrente di vapore che puú
durnrc parccdlic ore di scguilo.

HEC!PIE:\Tl
In bnctcriolngia si us:1no dei rcr.ipicnti di vl!lro spccinli per
ntnnlcnen~ i llH'ZZi nulrith·i c per fnre svilttpparc i tnicror-
gauistni.

rrL'·
).·;
;~··~ ...
(',, \\ 1
) '

·~

Fig. 27. Fig. 2\J.

Fig. 30.

I piú. con1tu1i sono lc prouelte o lubi (fig. 2ü), i qual i dilfcri-


scono da qudli in chimica per csscrc piú rohusti e r('sb;knti
n lunghi c forti riscaldamcnti senz:n detcrior:nsi. S'adopcrano
ancora <lei p~tlloncini eotnnni o piccoli tnatracci tfig. 27) dclle
hottiglic eonic.lic tl·:nLE:\~fEYEHJ (flg. 2t'); cldlc scatolc di \'elro
roton<1C di \'aria grnndL'ZZfl con il rondo c il copcrchio pbtltn,
1 1

nlle uno o duc ccntintclri f.scutolc di l'ETHIJ (lig. :!DJ; lastrc


di velro reltnugolari tJdllslrc (/i 1\ocu), clcllc grandi scalolc di
vclro rotondc largh1; 20-:.22 em. c :lltcü-7 em. (ct1111JHIIIC di l{ocu
o TY~DALL), ccc. Allri speciali recipicnli sono oggidi quasi ab-
bnndonnti (fig. 30) o s·usnno solamentc per spcci~11i sc.opi.
-32-
Tutli qncsti ulcnsili di vclro e qnclli ehc in scgnito dcscri-
vcrcnto~ dcvono csserc pritna dcll'uso accur:ll:uncntc pulili e,
se t! ncccssarin, slcrilizzati.
Si puliseolln, lavandoJi. se sono 11\IOYi, con dchnlc snlnzionc
acida JH'l' loglii!l'HC i silicali eh6 adcriscono nllc parcli durnntc
In fahbricn.zione, c quindi vnric voHt; con ac,qua COilltltH! c da
ultimo cou aequa <lisUll:lta. Se git'1 ll<.;:tli, si fauno hollirc in
ncqna per nu~zi'.'ora per poi la\·arli copios:llllCiltC con acqua
corrcule c in u11imo con :1cqun dislill:tt:1.
I rcdnicnli da slcrilizzaJ·c de,·ono csscrc nseinlli, c c.iú s'ol-
lienc l:1~scinndoli t~sposli lihcr:uncnlc all"aria: i luhi\ i ma tracei
e tutli i rccipictlli no11 munili di coperc.hio si r.]linclollo quinc'li

Fíg. :11. Fig. 32. Fig. :t~.

con dt~i lappi ci colonc: le provcttc si dispongono in [lpposit0


c:r•sft~ wl'lulfichc (flg. :·u c :t~), c si stcrilizzano nell:t stura a cr~lor
SCl'CO.
Per I;On!-iCJ'\'i\I'C lc cnlturc in tnhi f(lli.'Sii si ehiudonn :Jl di-
soprn dei eotone con dei cnppncei di cnoulchou (fig. 3:3).

TEHHENI NUTHITIVI

Per lo sludio (Lellc propriclú hiologic.hc dei n1icrorgnnismi,


si adopcrnno speeinli substrati nnlritivi di cui dcscrivi:uno i
1110<li di prcparazionc.

a) Liljllidi.

nrodo. - Si tngliuzzn llncmcnlc mczzo chilogrnntma di carne


mngr:t di huona qualil:\ a cui si sono lolli complct:uncntc i
tendi ui, lc aponcurosi c lc zolle di grasso. Si Jncllt~ n tnacernrc
In c:nnc in un litro d' aequa ·, dentro un pallonc cli vctro
- 3:~-

chiuso con t:1ppo di colone. c si lascia l'inf'u-;o in llll lungo


fresco per 24 ore. Si puO, in,·cec di qucstn opcrazionc~ rnr
!Jnlli,·c \:> c;~mc per :1 n 4 ore nclla stcssa quan\itil di acqua.
filtrr~ndo poi n caldo su fillro bagnnto e continuando coll'ag-
giunta de] peptone c doruro di sndio, come ,·cdremo. Ciú vale
~pccinlmclllc per i climi c lc~stagioni caldc in cu i la carne putrer:'l
fncilmente.
L' infuso si pas'i:t in,·ccc n travcrso un pnnno di bucnto dnl
qnalc in u1timo si spremc H resíduo: l'opL~r:-~ziont: <'; resa piú
fncilc se In spn:Illilurn Yienc compil:t a qn:tnlitú frazio11:ttc.
L'inruso eosi lillr:llo deve r:lggiutlgcrc il yo\uinc di tlll litro. a
cui, se ú i\ caso~ si riporl:l coll'aggiunla d'acqu:1 conltlllC. Si
UllÍSCC :JIJ'inruso }'1 °/o di pcptonC SCt'C.O C il O,:l 0/o cli clOI'Ill'O
di sodio e si csponc alln sturn a eorrcnte di vnpore per un
qnnrto d'ora~ pcrl'hC questc sostnnzc ,·cngnllo scioltc: si pnssn
pnscin alia nentrnlizznzione In quali! i' l'opcraziouc piú dclicata.
Se si é "'nln enrnc l'rcscn. In rcazionc dcll'ini'u'o (, l'ortemcntc
ncida e pcrciô dcn!sj agginngcrc :1 piccolc qnantitú nnn solu-
zionc di e~rrhonnto sodicn snturn a l'reddo, sagginndo di Yolla
in volta la renzionc eon dclla earln'cli tornnsolc (su cui si porta
nnn gocd:1 dei liquido con unn hncehctta di vclro) fino n coul-
pnrsã d'una lievc rcnzinnc nlcalinn. Si ri porta l'infnso nlla cor-
rente di Y:l(JOrc per trc qu:nti d'orn per ollencrc In e.ottura dcllc
nlhuminc c quindi. dopo nverc snggi:~ln nuovnmenle la I'Cfl7.iouc,
si filtrn e cnl<lo sul !iltt·o bngnnlo ]Hc,·cnlivnrncnte con ncqun.
Si distribuiscc il bro(lo ncllc provcllc! sterilizzalc c chiusc
con tnppo rli cotone, fino n '"' terzo circn dcll'nllczzn totalc
oppnrc nclle bottiglic di EnLENMEVEH o nei p:tlloncini pnl'i-
mcnti stcrilizznti tino alln mctit dclla allczza, c tappati. Fin:~l­
mcntc i! hrodn, <lnpo distrihnito. si s\crilizza alln corrente rli
,·aporc per un'orn, o a .112° per 1:, minuti.
ll hrodo. cosi ottenuln, dcn"! avcrc 1111:1 rcnzionc licvcmcntc
alcalina o ncutrn c dc,·c CSSCI' <li color giallo pa_glicrino e p!'r-
fettnmcnlc limpiclo. Alcuna voltn act;adc chc dopo la st,~riliz­
znzionc il IH·o,lo si lnlorhidi lcggcrmenle per In prccipil:ti".ionc
di fosfali o per nltrc c.ausc; se il hrodo non ritornn limpido
<lopo il ratrrcddamento ú ncccssnrio nggi1I11gcrvi a freddo il
hianco di un uovo hen shnttnto, csponen<lo\o di nuo\'O per
mczz'orf! :1\la corre11\C di vnpo1·e. Allor:t l'nlhumina dcll"novo
coagulandosi i1npiglia nellc sue mnglic le soslanzc sospese, etl
iJ hrodo filtrato di niiOYO, ricscir;i perfeitamente Jimpido.
Lcrftc, - Si nsa a scopo bactcriologico i\ latlc scrcmnlo, dnpo
nn ri poso di 12 ore iu un luogo fresco, ovvcro dopo la ccnlri-
f'ugnione: lo si prclc,·a dai rccipicnle <lecantandolo <lril fondo
e lo si filtra su filtro b~pwto a frcddo. <Jnindi lo si r!istribui-
scc in tubdti o palloncini come per i! brodo c si stcrilizza a
11G0 per un quarto d'orn: oppnre co]la sleri/i::(l:ione diseouti-
Jifl(L alia TYNDAT.J... Qucsto modo spccialc di stcrilizzrtzionc. con-

TO:'\ZJG e .HUATA. 3
sistc ucllo cspoz-rc un ntczzo qualsinsi conlcncntc forme adultc
dei hntlcri c forn1c n:sislcnli (sporc) alia ·temperatura ncces-.
snria acl uccidcre k rorntc ad ulk (da í0° a 100° per "IG-:!0 mi-
Buli) JH:r Ire volt<', .lasciando inlcrce<lerc dall'una all'alira '"'
intervallo di 2·1 ore, necessnrio, sccondo l'autorc rHiene, a cite le
sporc si sviluppino in fo1·mc rtdultc e pcrciú nggrcdibili d~tlla dett:1
(Cillj)Cr:litll'l\. Qucsla S(CrilÍZZftÚOIH.! l: Jndical:t pr.l' (j\ll:Í 111CZÚ i
Cjll:lli nou possono csscrc cspostiad alla lcmperatur.:1, scnza chc
vc11~ano :tllcr:llc lc loro proprid:·l.
Sicro di lullc. - Si l'a coagulare il lallc con l'aggiunln di
qualclic goccia <l'acido :tcdico c eon un lcggiero riscnldamc11lo.
Si llltz·a pol parccchic volte lino ad ollc!lcrc il sicl'n perfclla-
lllCIJic Jilllpidn. :)i alc.alillizt.a eon ttnn soluzionc satura di em··
h(Ht:tlo sodien e si slcrilizza o eoll'nulodavc a 112°-IJSr, pCl' '1:)
nlinnti o nlln corr(~nle di v:1porc per :20 minuli c per Ire giorni
di scguilo.
fllj"usi ut•ydali. -- Si funno enoecn~ eirc:1 10 grr11nmi di ficno
o di orzu. piselli 1 f;Jgioli, in tlll litro di ncqua, si fillrn Hno a
limpideu.:1, si di!o;lrihuisee nei redpicnli c si stcrilizza per trc
gionti,. ntezz'ora nl giorno a 100°, mcllcndolo ncgli inlcr\'alli
ad una letnpcralura n cui lc spot·c possnno svilupparsi.
Uou11. - Qu:1udo si 11sano coutc ~!1czr.c~ liquido C ucecss:1rin
valcrsi di uo,·a mollo rr.,schc, alie <Jilali si sia ]aY:~lo il g11seio
COlt êll:qua cotTCnlc c t:on ntvida, spazzol:1: se nc disinfdln
flttindl In supcrlicie in11ncrgcndoJe iu uua soluzinne snlit:ilica
:11 :"~ 0/ 00 per ;{ ore, si nsciu~aun con C!lrla dn lillro slcrilizzaln c
se nc spalmn il guscio cou un lcggcro slr:tlo di silicnto di po-
las:-;io. Quando qucslo <': :.\Sc.iull.o, Jc liO\'H si agitn.no COil J'orzn
n n !un~G pc1· ollcnere iJ 1niseuglio dc1l'nlhunie coltuorlo. Per
l'nso, si praliea 1111 l'ot·cllino a un polo dc1l'uo,·o con un ba-
slollcino di ferro nrro\·cntalo. si inocula mediante I' ngo di
pl:tlillo c si ehiudl~ suhilo il fnrcllino cou ccralaeca.
l n~t·ni liqnidi di c<llltll':t ora descrilli sen·ono spcciahncnle
per i 111ierohi chc. dopo isolali, si voglinuo coltivnrc. Ma l'iso-
lamct_tln dei tnicrorganiszui c lo sltttlio di alt:uni loro cnralted
hiolngiei: si puõ S(tlmnrntc pralie:1rt: eollintndoli nci ntczzi
nutrilivi solidi.

I!) So/idi.

(;efutinu. - La gelatina <': un mczzo nulrilj,·o so1ido c lrn-


sp:ln!JJ!t: c h e si pn:par:t uel sc~w.:nlc 1110do: AI sueco di carne
ollcuuto cotllC per illlrodo si nggiungc l't 11 {0 di peplont:, il 0,5°{0
di clontro di sodio <:d il 10n/n e spccialmenle in estale: iJ 12 o
E'> n/o di g-claliua (marca oro): si mel te nclln stul'a :1 corrente
di v:tpore per lS-:W nlinuli c si ne.utruli::a con moita eura, ar.
find1C la gcl:1lina nou sia llÚ :widn. ul: :tlealina ad cvit~rnc
l'inlorhid:11ncnlo. Dopo ciú si riporl:1 per Ire qllal'\i d"orn ~
- 3:i-

1000, poi se ne snggia In renzionc c quincli si filtra per filtro hn-


gnalo e caldo n cui In gelatina si versa a poco a poco.
Si usnno, in tal c scopo, degli imhuti spccinli a doppia parctc di
rnet::tllo i quali vcngon riscaldati in 1nodo (ln nwntencrc ad
eJe,•atn lempcralurn J'acqua conlenula fra le duc pat·eti (lig. :14).
La gelatina deve nscirc dai filtro pcrl"cttamcntc limpida: se
cià non avvienc vi si ri media ng-giungcndovi r alhume d' un
uovo. hcn sbatlulo, faccndo cL<ocerc per mczz'ora e riflllranclo.

Fig. 3L

Ln geb.tinn va clb;lrilntila nci lubi con un ilnhuto a vendo cura


di non sporcnrc il collo <li cssi per c,·itarc chc i tappi <li c.o-
lonc vi ndcriscano.
La gdatina si puú stcriliz.znrc col mctodo discoulinuo. cspo-
nendola cioC ~dia corrente <li vaporc per trc giorni di scgnito.
n 15 minuU per volla, c ciô pcrchC una prolungaln csposiziunc
a forte IC111peralura potrchi>e togliere alla gelatina il polcre di
solidiflcnrsi. (Jualchc ,·olta peru la si slerilizza, <lopo dislriiJuila,
per ttn quarto d'orn a 1Lí 0 .
Qncsto 111czzo nulriti,·o serve solo pci micror;..;nnismi chc si
- :~G-

possono s,·ilupparc al di solto di :2:2°-21° pcrc.lu} la gclalina si


ronde a lemperaturn supcriori.
Allre gclalin1~ si fauno per seopi spcdnli sostiluendo all'iuftlS
di carne degli inftlsi vcgetn\L
..l!flll"-ll[jell". -- t\1 lJrodO fiitr:l(O SÍ ngg·illlll{C 1'1~5 di a~.ptr-flg:lr
(:1lga chc dú un:l snslanzn gcl:!linosa), l:1gliata a pczzelti di circa
2 l'IIL di lt111ghczzn. Si lasc.i:1 gnnliare fino :1 chc lttllo l':tg<tr sia
disccs:t ai fondo c: si t·sponc a 100° per ;)-1) ore. (~~uando l'ngar
sia cnmplclanwntc sciolt:t, si lillr:t. La rlltrazione-dcll'ngnr non
t! fa1:ik c perciú di :-;olito si ricorrc o alia filtrnziollC a pres-
sione quando si disp011ga di spcri:di apparcecld adatti; o purc
nlla fillraziolle ncll:1 rorrcnlc di vapore, dopo d'nver hen riscal-
dnlo e hag-nnlo il fillro. 1·: huona pratica ancl1e per l'agar, ag-
gitJilg'Crc dell'alhumc di l!O\'O dopo d':t,·crln la"ci:llo rnO'rccl-
darc a .:10°-:,sol operando poi eonlC pc1· il hrodo e ln gelali11n.
L':lgar si dislr·ibuisec e si stel'ilizr.a a usn per lO 1niouti. L'a-
gar J'ondc a !)0°-!)~~ 0 c si solidifica a ~wu. A qucslo punlo <·~ hcne
sap<'rC che i f'ranccsi nll'ng:1r-ngar dnnno iJ nome di gelosc.
Ar;ar-!Jf'lalilw - Al hrodo solito si nggiuoge il 5 OJ 0 di gela-
tina; si ra hoJJirc per mczz'orn, si nculralizza c si aggiungc
i! o,~E'l 0/o <H :lgar-ngar. Si In sei a gonfiarc per 'l-0 ore~ si fn hol-
lire per un'altr:l ora ccl inf1nc si fillra. Qucslo HlCzzo nutritivo
ronde a rircn 00"-70'' c risolidificn n una ll:mpcr:tlur:l infcriorc
ai :nu, ciO chc riescc ntilc quando si dchl>nno f:1rc cullurc iso-
1anli cli spccic ntiernhichc, le qunli non rcsistono alla tempc-
ralurn di lroppo sttpcriorc a :~7° e 11011 si svi\uppano henc n<l
tt!l:l lcmpernlurn a qucsta infcriore.
Aleunc volte ai brodo, :tlla gclntinn! all'agar-ng·ar, per spc-
dali scopi t'llllur;tli, lornn nlilc aggiullgcre si:t cle11a glicerinn
(chc <leve C!'5Scrc )Wrfcltamcntc neutra c purissimn) nella pro-
porziou(: dcl :; 0 J0 o dei glucosio nella proporzionc dcll'l Oj 0
od nllrc sostanze chc v:11111o :1ggiuntc poco prima dclln fillra-
zionc) ::t!-isicur:uulosi dopo l':1ggiuntn chc la reazionc deltnezzo
non si:t e:uubinla.
1..:1 gc1atin:l 1 l':1gar ccl il gelosia !-ii Jasciano solidificare ncllc
JHOVdle riempite per un lerzo, o Jnanlcncnclole vcrlicali, op-
pun~ coricandolc obliquamente su una superficie <rualsia::;i: in
qucslo seeonclo caso si avr:'t la solidificazione dcl mczzo oblicrua
o a hecc·o di clul'i110.
Si1•ro di scUl!Jllt:. - Per ol{cnerc il sicro, si nsa comuncmcnt<·,
il s:tll~tle di hove, di cavallo o di montonc c lo si deve rncco-
glierc nellc co11clizioni dclla Jnaggiorc ascpsi possibile; scclto
il e:unpo clclla giugutnrc, se ne raciono accurnlanH·nlc i peli 1

si .l:tva ~~on :lequ:t c snponc, con suhJimalo. eou :1leool cd :nfine


con clc1·e: si ;1pn: la giugularc con 1111:t In ma stcrilizi'.nla, si la-
sehl fuoru:-idrc i! primo gdlo 1 raccoglicndo poi H sangue in un
vaso cilindrico ~l largo collo c :t lappo smeriglialo preventiva~ 1

nlcnle sterilit.zato a 100° per un'ora. ~~ nli]t; impcclir·c l'ndcsionc


-37-
frn il tappo c il collo ele! ,·aso con una carla l>il>nla sterilir.r.ata.
11 snnguc cosi rnccollo si lascia riposnrc sul sito per circn
mczz'ora c si traspnr!a poi in lahorntorio O\'C si dcponc in un
lun;;o frl'sco ed oscuro per 2-J-48 ore sino a chc il coagulo che
si fonn:t si cleposili sul rondo, lasciando libero uno strnto di
sicro. Per facilitnrc ciO e utile, dopo 12 ore circn, staccnrc il
coagulo dnllc parcti dei Y:ISO mediante una i>acchella di \'clro
sterilizzata. Il siero si nspi1·a eon unn. grossa pipclta stcrilc c
si dislril>niscc ncllc pro\'clle slcrilir.z:11c. Se 11011 si el>l>cro in-
quinamcnli durante qucsle operazioni e il sicro sia slcrilc. lo
si puó ndopernrc li<tnido o,·vcro solidificnrlo snbito. ~1,1 tnlc
sicurczza non si puó prnlicmncntc a\·crc, onde l: ncccssurio o

Fig.'35.

provarne la slcrilitú csponcndolo a :3í 0 per :J·G giorni cd eli-


minando i tnl>i intorbiclnli, oppnrc slcrilizznrlo. 11 sicro di
s:-.nguc solidificn a Gil 0 c si inloriJida n tcmpernturc supcriori
a íO": si cle\'c pcrciô stcrilizznrlo cvl mctodo discontiuun per
otlo giorni di scguito scnzn mni supPrarc la tcmpl!ratnra di G0°,
in un bag;no Jnaria, per un'ora al ghnno. Dopo l'otlavo gim·no
si fa solidificare, n1cttcndo ]c pro\'ctte chc lo cont.cngono in
un r~ppnrccchio spcc1nle consistente i11 un l:lvolino ohliquo a
duc pareti trn lc quali l; <lell'ncqn:t chc si porta alia tcmpc-
rnlurn ll1:cess:uin per ott<~ncrc ucll' interno dicsso ]a tempera-
tura tli 65° (r.g. ~:,). 'J'm I e pro,·ctlc si mel te UI! tennomclro ehc
si osscr\'a di tanlo in tanto, togliendo dall'apparecchio i lubi
ovc il sicro si C gi;'l solhlificttlo, naturalmente in forma obliqun.
- RR-
Anchc ui sicro qunlchc volta si ngginngc il !J 0 /n di gliccrinn.
Per cnsi spcc.iali si 1';1 un miscu~lio di h rodo c sicro 1: :; - 4
parti, od ng:1r c siero; il primo tniscuglio si stcrilizr.a cotnc il
siero sctnplicc soliclifknndolo ju ultimo a 90°-~15°, il secando
si fa cnl sicro cd agar gi:'t slcrilizznli c portnti a 40°-50°! In·
seianclolo poi solidifkarc alln lcnlpc.rnlurn nmhicntc.
Pulule. - Si scclgono patate di buona qunlitú, col minor nu·
1ncro di g-crmogli possihilc, a supcrticic liscin e di forma rc-
golarc, si Jav:-tno co11 spazzol:1 cd ncqnn per asportnrnc il
\rrriccio. cott ttn coltcllino se ne tolgono i gcnnogli r~lschi:ln­
donc la C:l\'il:'!, si n1cllono pt>r nn'or:t in una soluzionc di sn-
blimalo nl a OJ 00 , e si cnociono in fine {'SJHlllCndole in ttll reci-
piente ~opcrlo c cnl fondo permcnhilc :ll vnporc nclla slufa n
Hl0° per trc. quarti (ror:l. Per l'uso si iagliano a mctú e si
nH!'.lono in grossc scatolc di 1\ocn ncl cui rondo vn cnlloenlo
un fog-lio di c:trln hihula hngnata o un v:1scllo cnn nc-
qua alio scopo di mnnlc!nerc nclla scalol!.l un certo
grn<lo <l'ttlllidit:'t.
Secondo il mctodo di Es:\IAHCJt. lc pnlntc crudc si
taglinno a piccoli dischi spcssi un ccnlimctro, cscht-
dl!lHlonc la corlccci:l cd i gcrmog·li c si mell:>no dentro
a picco!c scn\olc di vc!ro con coperchio, s!crilizzallllolc
pni n<:lla s!nfa a ,·nporc per lre qnnr!i cror:l.
Houx intpirgn dcllc g-rosse provcllc ehiusc con colo11Cl
:l\·cnti una strozzntura ncl tcrzo inrcriorc (Jig. :HJ) SH
ctli si lasciano poggiarc dei pczzi par:lllclcpipcdi di
Fig. 3{i. pala te cru de: chc si fnnno pari menti cuocerc per Ire
qnarti cl'ora alln corrente di vapore.
S'usnno anche lc palate l:lglinndolc in eilindd con un grosso
fornlappi cilindri chc poi si dividono in duc diagonnltncntc
1

c ehc si tnettono ncllc provdle di Houx.


~c\ fonclo dcllc prCI\'ellc di Houx si lnscin nn poco cli ncqnn
per JnanleJH!l'C una et'rln umidilil alia ~upcrficie dellc patatc.
J>a}Jf)(t di JWne. -Si trilllrano fincnH:Illc 10 g-rmnmi cli pane
bigio fallo essiccarc in fcttc sollili n 1node1·nto c:-~lorcl c si
mcttono con :w c. c. di ncqun, in una i>ollig·Jia EuLE~:'IIYEH,
s!erile c cilius:1 dn 1:1ppo. Si li>llno s!crilizznrc :~\In stuf:~ n cor-
reu te di ,·a pore per:~ giorni <li segui to c per tnczz'ora ai giorno.
J .a reaziouc di queslo 111r.zzo e acida; csso si nsn per fnr svi-
ll>ppn,·c hl:>s!on>iccli ccl iromkcti.' Per eolti\·ani ;li nllri hn-
cleri ê necessario nlcalinizznrlo nella solila nHtnicrn.
Uooa r.otlc. - Dopo prt~p:n·atc ncl modo deito iu prcccclenzn,
si immergono per 10 nlinuti nclracqun bollcntc c si IISHIIO sia
pr~ttic:uulovi un foro ai polo, sia sguseinndolc c facendonc
dclle lislcrc1Jc che si mcltono nc( luhi slcrilL
I~ .spcsso necessnrio in bacteriologia di distrihuirc o i tnezzi
lll!lrilivi liquidi o quclli soli<li Jlui<liticati in qu:llllilú nola c
costanlc.
A tnle sc:opo uno di noi (HUATA) ha costt·uilo l'npp:n·ecchio
rlimostrnto dnlln fig. 37.
Esso consislc Ül un imbulo
n bolln, o in un imbnlo ordi-
nnrio, rnccordnto :1un tubo lu-
ternle gmtlunlo ed n un tubo
distrihutorc nl'fllato pet· meno
<li due tu h i di cnoulchou, chíu-
sí da pin7.C di i\lonn
Jl funzionamcnlo ne l: scm-
plice: ricmpil:l la bolla del
líquido tb dislrihuire, esso lo
si rn passare ncltuho gmtlunlo
nprCntlo la pinza 1'1• aprendo
poi la pinza 1'2 , i! liquido
!>nssn nclln proYctln n c li n
qunntitit \'Olutn, indicaln clnlln
grnduuzionc <lei tubo l;ltcralc.
Tutto I' nppnrccchio e stcri-
lí7.Zahile ali' nutoclnve. onde
pu o sCr\'irc nnche alia· distri-
buzione <li liquidi gi:',. slcrili 1
n1HI1CIHlo gli orifici supcriori
della bolla c dcl luho gr:Hlttnto
d'un baluli'olo di cotonc.
L'npparecd1ío polcndosi
scomporrc in ogni sua parte,
si puô pulirc nssni facilmente.

CULTUHE ISOLANTI

P<'.r coltivnre i nlierorgnni-


smi. ê llCccssnrio nnzitutto di
;,,o/;u-li. Snh'o casí spccínlí, !'i-
solamento si prntica oggidl di-
lucncloH tnnle.t·in1c in un nlcz-
zo solitlo rcso líquitlo, il qunlc
'i J'a solitlíliC:\J'C in istr:<to SO[-
tife c n J:<rgn sup~:rlídc. I gc:r-
tni dill'usi omogcncnmcntc ncl
llll!zzo n1cntrc Cliquido, quan-
do qucsto ·!;i solidifica ,.i rc-
stnno Jmprjg·innnli sepnrnta-
tnenlc: ogni incliYidno poi in
condizioni ra,·ore,·oli di svi- F.ig. ~17.
luppo1 da1·ú Juogo nd una eo-
lon·in1 (la cui si puõ otlencrc: cou mc?.zi di cu i d irem o: una
cultura pura.
-111-

lf) lsoialllenlo dc·ufi al'rold. Isolamento iu gl'lulinu. -Si


fanno foudcrc Ire provdtc di gl'latiun. ~egn:liC con i numcri
1, :Z, ::: (per lllCZZO di un l:1pis dn scrh·er :-;u \'Ciro) in 1111 hngno-
maria alia ten1pcr:llura di ~:)o-:mo. Se si csnmi11a un matcrialc
liquido, lo ~i nH·scola ln'.!IC in 1110do da rcnderlo i1 piú possi-
billllCI11c cnnogcn<·o: il lll:til'ri:lic sol ido Íll\'CCe si slcmpl'ra in
un brodo o in ncqua slcrile. Di qncsli liquidi .si:1 con una pi-
1

pl'ltn slerilc, sin con uu'nn:-.:1 di platino, si Jncllc una piccola


qu:tnlilú nclla pro\'CII:t 11. 1. 1\ tal uopo .si Li<..:nc questn ncl
p~llnto dt:lla p•ano sinistra. fennnndola col pollice c tnanlc-
ucndol:t qtt~tsi oriz;.onlale pf'l' lllodo rht: la catluln dei gcrmi
dctrarin entro il Lul)f) vienc ll piú po~sihilnH~nlc impcdita.
Si cslr.:tc ea11l:llneulc il tappo di cotone chc !-ii pune tra l'in~

Fig. :~s.

dicc cd il media clclla mano sinistra pcl stto capo, c SI 1111-


11\Cttc nclla prove! la ilnwflo.rialc da stucliarc. nclmodo dcscritto.
Chiusn rol lappo la proYella, la si ngita dokclllcnlc, e\'itando
cite .si f'ormino hollc tl'~11·ia o che nc vcn;:,a i:Jti·iso il fnppo. Si
rimette la JH"O\'dla nclla jlO'>izionc dcserilln c accnnto ad essa
.si ponc In JH'O\',,.'tla 11. :!, in ntodn chc iusicnte formi11o li ti V;
se nc C'>tragg-ono i lappi chc si pongono rispdli nuncntc, il
l). 1 tra ranularc c il IltCdio c il lllllllCI'O 2 Ira il JllCdio c l'iu-

dice: inliuc con l'ausa di pl~llino stcrilizzatn si trasportnno Ire


goccc di mntcrialc dal 11. 1 nl n. 2. Si chiudono lc pro\'t~lte, si
rimellc a posto i! n. 1. si mcscola cnutana:nte il n. 2 c la stcssn
opcrnúonc ora dc:)crilta. si pratica fra il n. 2 c il n. :L
Bisogn:t inoJtre 3\'Ct'C prontc trc !-;Calole di PETHf stCI·i-
lizz:lle c contrasscguatc con i uumcri 1, 2, 3. Se la temperatura
dcll':n11hicnlc supera i l,i') o 1G 0 ,si usa un apparcechio speciale
chc serve a t';u· rapid:nncnte solidificare la ~ela! inn (li~. :n.;J. (Jiwsto
constn di un largo Yaso di \'dl"o sostcnuto ela un lrcpicdi con
Jivcllo, cllc si ric111pc di gliiaccio c su t:Ui si nppoggia \lua lnslrn
- •11-
di vcii'O. Livdlalo l'opporccchio, si pon~ono snlla l:1slra lc Ire
scalolc ntimernle c si slerilina poi il coito dellc provcllc pns-
sandolc cnutmnenle c ripetutamcnle sopra la finmma JlnchC
il Lnppo di colonc venga nd csscrc cstcrnamcnte i.lhbruchito.
(Juindi con Ic punlc d'unn pi nz.a stcrilc si cslrne il tappo
quanto b:1sln per polcrlo poi nfTt.!lTnrc con le mani scnza loc-
carc iJ collo dei la provclla. Quando qucslo si e rall'rcddato, le-
ncndo In provclta in posiídonc qunsi orizzonUllc, se nc eslrac
il tappo c alzando il copcrchio della scaloln que! tanto che
basta per passorc solto di csso la bocca dclla provctl:1, se nc
versa rapidamente il conlcnuto su lu lia la supcrflcie: si ri-
chiude la scalola c si cura chc la gelatina si sia unil'orme-
menle dil!'usa. Lc scalolc non si tolgono dali' nppareccldo re-
frigerante se non dopo consolidntn In gelatina.
Jsolamento ill agar. - 11 procedimento e lo slesso che per 1:1
gelatina~ cccello che per la temperatura, In "qunlc per la rusionc
dell'ilgnr deve rnggiungcrc i !J5°-l00° c per cO"ctluarc il trasporto.
deve cssere riportntn c mantcnutn. a ·!0 11 , gincchC una tempe-
ratura n qncsta superiora snrcbhc dannosn ni gcnni da i!-iolare 1

Illt!nlre a una tcmpcrntura infcriorc si ha la solidif1e:1zionc


dell':1gnr la qunlc impcdirchhe l'opcrazionc.
JsnlcuneiiiO ill ngar-gelatinu.- Si procede, anchc per qncsto, ncl
nwclo dcscrilto per 1:1 gelatina: sal\'O c.:he dcn.~ csser fuso a
Ü0°-70o, c riportato, per l'opcrnzionc, a :10o.35o.
- 111\'CCC ddlc scalolc di PETnr si possono usare le piastrc
Kocn, cd in qucsto caso si rieonc sempre al snddcllo la\'olino
a liYello, na:llllcncndo Jc pinstrc, durnntc l'opcrazione, copcrtc
da una hassa cnmpnn:1 di YClro. Su d'cssc si ,·crsa il n1czzo
nulrlti\'o fuso c scminato ncl n1odo dcscritto, curnndo chc i
nwrgini clclla pit1stra IH: rimangano lihcri. Per lo sviluppo, lc
piastrc si collocano in una com une campana di 'l' ,·,..;oALL sostc-
nutc da piccoli sostcgni rctlnngolnri di lcgno o mcgJjo d.i
vctro.
J\lctodo di Es:\IAJH.:n.- Si usa no dei lubi n dia1uetro 1naggiorc
tlcll'ordiunrio, in cu i la gcl:llina c l'ngnl' o i! gelos i o si n1cttouo in
piccola qunntitú. Fuso ilmczzo nutrili\•o nlln tempcraturn voluln 1

lo si inucsla nel tnodo giú dcscrilto, nvendo cur~ di passare il


tappo sulla flamma pri:na <li richitulcre il tuho. 11 mczzo llll-
lrilivo si fa di poi rapidauieulc solidificare in islt·ato sottilc
snllc pareti de! tubo, ruotantlo la provclla fra Jc tlila dclla
111ano. Trattandosi <l'agar, ciô nvvienc anchc alia temperatura
dt.-!ll'amhicnle; mn se si lrntla invcce di agar con gelatina o di
gelatina e ncccssario agire solto una corrente di acqua pel pritno,
oppurc dentro una vascn contcnentc acqun ghiacdntn per !:1 sc-
conda; in qucstn manovra hiso~na H\'Cr cura chc _il lllCzzo
nutritivo non giunga a loccarc il tappo, il qualc ê da prcl'crirsi
di cotonc HOH idrofilo.
1lletodo di PETIWSCUKY. - Qucslo aulorc .impiega dcllc lnrghc
li:1lc rolondc n pnr<'li nppinllilt·. ,\] fondo dclln finb e 1111 po'
cij gd:llinn, chC Si ÍllllCSl:\ CjtlatHlO !-õiit fusa C quindi Ja si fa
distenderc sullc p:ncli, OYC si solidillcn.
11 Jnctodo di PETnt;scnKY si impicga spceinlmenlc ncll'nnnlisi
hilclcriologica dellc neque .
.l!dorlo Úd risl'n/damcnfo. - f~ noto chc i divcrsl Jnierob.i
sono uccisi n difl'crcnll grndi di lcmpcrntur:l: ntilizznndo
quc!':ila proprielú, si pnú rise:1ldan~ 11n tnczzo nutritivo a tclll-
pcrnture fali chc tnlli i mierobi nc :-:;ie11n uccisi, n1cnn nnn spccic
l:t pi1'1 rc~istcnlc, cllc riman<~ c.osi isolnl:l in csso. Talc rnclodo
scr,·e .spccinlmcnlc per isola1·c lc speeic sporig-cnc, pcn:hó lc
':pore :..nno lc piú resistcnti :11 calon~ cd i· CO!Tenlcmcnl.<~ im-
picgnlo ncll'isolnmcnlo ele! hncillo ele! lel:1no.
Jllf'/or/o rlcl/'illnt•slo rh'tJli lllliowJi. - E bast\lO snl J'nllo chc,
inoeulnndo nei eomuni anim:di di Jahoratorio con k nonnc
che s::tranno (:sposle ncll' appo~:ilo parngl':lfo, un malPrialc
inquinillo, l'animalc sarú ueciso dnlla spccic per csso patogcn::t
piú \'irulcnta ehe nel matcrialc era conlcnula, e chc prima
dcllc nllrc si é moliiplicnl~.
All';tnlopsi:l snr;'t fncilc di ollcncrc tnle spccic in cnllurn pnra
da~li oq;nni o dai Uqnicli.
Qucslo tnclodo corrispondc hcne nc11'isolnmenlo dei bacilli
dcllc tul>crcolosi c del c:11"1>onchio cmatico, <lel pncumococco,
c clcl hnci11o dell'cdcmn 1nnligno.
u) lsolumcnlo dcgli lUua•robi. - Poiche i microhi :ul:lct·ohi si
SYilnppnno solo in :1ssenzu di ossigcno nln1osfcrico 1 qncsto
vienc csduso dni nH~zzi nulrilivi in cui si \'ogli:nio isolare.
Ai mczzi nntrilivi: a lnk scopo! si nggiungono del1c soslanzc
riducenti l'ossigcno, come H glucosio (nll' 1 "/ 11 ), l:1 rcsorcin:t
(nl :, "/J, il solfo·indigolnlo rli sadio (nll'l "/,.) il formialo di
sodio (aiS 0 / , ) , e quintli si distribtliscono 11ei tubi: nd (p1alí
s:tr:tnuo impiegnti dircttanwnl(~: o d'ondc poi si pa~seranno
in allri rccipiculi 1 n scconda dei mctndo ilnpiegalo.
:Hclodo di J\ocu. - Ln supcrficic dei mezzo mulriliYo di~·ilcso
suJic piaslre o ucllc sealo1e di PETIII si ricopre con una picw
coln lustra di 111ica slcrilizznln 1 oppurc eon unn lastra di vclro.
I hnnli di qucslc si ri\'CSinno con p:1rarfina ftls~.
<Ju~slo mctodo non d:'l affidamcnto chc l'ossigc11o vcnga
lotniiiH!nlc cscluso dalln ~uperficic dei nH~;.-;zo scminnlo.
Jllctotlo di Fn:\;.;c~o::EL. - Si hnsn sulla sostiluzionc dell'ossi-
~eno conlenuto nci terrcni llltlrili\'i con aHro gas difl'ercntc
al1o sviluppo degli nll:lerobi 1 come l'idrogcno, per n\·ere il
(jllalc <~ nt~ccssario un app:trcccllio di 1\IPP (fig. 40).
Jn qucsto il gas si f'a s,·oigerc per mczzo dcllo zinco e
de li' acido solforico c prinw d'csscre 11s:tlo sj lnvn f'aeeudolo
tmssnrc atlravcrso nd 1111:1 soluzionc nlcalina di piomho chc
ra precipitare l"idi·ogt'llO SOlfOralo, e per IIJirt SO)l!ZÍOIJC di piro~
r;allnto di pol:1ssa il (junlc, csscndo avidissimo d'ossigcno, JlC
-,13-
loglic qualsiasi Lrnccia. Si inncsl[1no, come per colture isolnnti~
lre pro,·cllc <li gela li na o <l'ngnr o <li gelosia; il tnppo di colone
vicnc sosliluito iu cssi <1~ uno di gommn n dnc fori per i quali
snn falli passare cluc tubctli di Yclro; uno qncsli giungc nl fondo
dei tubo l'nltro tcnnin:\ subilo atlrn,·ersnto il tappo (Og. ·111).
Attorno n qucsto si cola del!n par:lf-
finn fusa. per rcndcrlo del lttllo im-
jJcrmcahilc. Cnl\':lppnrccdlio di 1\IPP
si n1cllc in comunicnzionc il tubo piú
lungo, tcncnflo la gelatina in un bagno

Fi:;. 30. Fig. ·10.

a SOo, o J'ngar a -10° c se ne scnccin, Inedinntc l'idrogcno chc si


sYolgc, tutlo rossigt•no: si ô sieuri cite qucsto sin seneeiato
quando :1\'Yicin~ndo un fh11nmifcro :1eccso :11la hoc.cn dei luho
Jihero: l'idrngcno si ncccnclc senz:l cL1re scoppio. 'l'nlc prova
vn cfrettunla con tnol1:1 cautela~ per cvilnrc chc In rormnzionc
<li gns dctouanlc dia ltwgo a disgrazic.
-<H·-
Con uu colpo di finmma si richiude pritnn i] i11!l0 di cl'-
Jlnsso, qnindi, 11cllo slcsso modo, <JUCI!n di MJlusso. Infine si
l'nnnn ruotarc lc prnvctl<~ in modo d:1 distcndcre il n1czzn
nnlrilivo in islralo sollilc COI!IC pcl IIICiodo :dia Es"IAnCH. Si

Fig. 'Jl.

ollicnc lo .slesso scopo nnchc sostitucnclo nll' idrogcno il gns


illttminnnlc o il g;as acclilcnc.
Volcndosi con qucslo mctodo Jarc J'isoJanwnlo Sll pi:lS{re, e
uceessario rk.orn·.rc nd nlcuni nppnrccrhi spccinli. Ui qucstj
iJ piú c.:otnuncmenlc 1~snto c.'; f(llello di BnTtU:'\', H qu:dc consta
d'una lar~:\ v:1sca di Yefro rol onda, entro eui si ponc unn e:un-
pan;l purc di ,-clro (fig·.·tl); dcnl1·o diqucsla si collocano mc<liuulc
adatli soslegni le pinslrc <li !\oca o !c scnltolc di PETnr. Si
interrompe In comunicnzione fra !'interno dctln campana e
rcsterno di essa, mellcndo nel J'ondo de !la vasca dcll' o! i o di
vaselina fino a che qucsto supcri !'orlo de!la cnmpann per :>
o 4 em. Un tubo di piombo ripicgato a triangolo Jllnnticne
soiJC\'atn In e:11npana da! J'ondo dclla Ypscn quanto hasta per
Jnsciar passare duc tuhi di \'Ciro, t;Oil\·enicntcmcnte pjcgati, i
qnn.Ji dai r estcrno penclrnno ncll'intcrno delln campnn:t ler~ 1

Jninando r uno nclln. parte piú alta di essa, c ]'nitro poco sopra
H Ji\'ello dcll'olio cli vaselina. i\Jcttcndo in conn1nic:tzionc H
LLtiJo piú Jnngo con l'npparecchio di 1\JPI\ si f:t scnccinrc. mc-
di:ulte J"idrng-cno~ l'ossigcno conlcnttlo nclln cninp:1na. Va usata
grande Clll'<l ncl nHtncggio di qucsto nppnrccchio, ad evitare
deite csposioni perieolose.
:lleto<lo rli GnünEt<. -Si toglie l'ossigcno dali a cnllnt·n faecndo
ncll' intci·no di cssi il Yuoto n1cdia11tc una pompa nspirantc,
sia n c:Hlnla di mercurio. sin a endutn di acqua o pc1· mezzo
di nna mnccllinn pnctllnatien. Dopo inocnlnto ncll:t soliln
mnnicrn il mezzo nuhili,·o contcnuto in .X pro\'clft~, si prn-
tic:l llll:l Sll'nzzntura nlln flnllllll:l ncl tcrzo suprriore di (jllCSIC.
A1 rondo dclln strozzatur:t si spingc il l~tppo di cotonc cui
si c taglinta la p:trte ccecdente dali' orlo de lia pro,·ciJ:t con
forhicc st~:rilii'.znla. AI collo delln pro,·ctta rimnsln JiiH'ro si
npplica infine 1111 tnppo di gomma fornto ai centro in cui pe-
netra un tuho ela tncttcrsi jn cnmunicnzionc eon I' nppnree-
chio :1Spirafo!'c. Qunndo si C sicuri chc entro nlln pro,·ctt:-~ si
(~ oltcnuto il uwssimo Yuolo po ..;;;sibile . con un colpo di fir11nJna
si chindc In 'trozznturn <li css:t, per poi <listendcme snllc
pareti i! eontcnuto sccondo il mctodo di Es>l,\IICII. Dovendo
:tprire lc cnllnre, si praUca nel tubo un'jntncc:1turn con
unn Jima c lo si tronca cil·colanncntc con un cnrboneino di
Jlr,llzELJUS.
Per le piastre di Kocu o lc scatole di PETIU si monta 1'npp:1-
r,:cchio di BoTc:Jo:'IO in cui nll'oJio di vaselina si sostiluisce la
parafina dura, rusa e poi solidificnt:l, cd adopcr:IIHio per J' c-
strnzione dell'aria: un solo dei tuhi che si ponc in conlunicn-
;donc con ]a Jnacchinü nspiratrice.
lnYece che neil'nppnrccchio di BoTKI~, Je cultu!'c si possono
n1ellere sotto ln campann di una mncehin:l pncumnticn, quando
si possono far sviluppare alJn temper:1turn ordinnria.
Metoilo di LIBOIIJUS. -Si impiegano dclle provctle in cui il
nH:zzo nttlrilivo giunga n qunsi fllic tcrzi ele li' altczza. Dopo
n,·crlo falto hollire per circa mezz' ora alio scopo di scacciarc
tutfo l'ossigeno contcnuto 1 lo si fa ar ri \'are rapi(btneutc :1 una
tempernturn Yicina a quclla di solidificazionc. Quindi si jnne·
stano Ire proYcllc come per atire cullurc isolanti c si fanno
solidificare. Le colonic si svitupperano nci tubi a di\'ersa ai.
tezzn c per stu<liarle C neccssat·io slaccarc con un carbondno
-- 1G-

HEHZELIUS H fonclo <lelhl c. dscaldaudonc lc parcti


pt'O\'Ctia
1e~gt~rmentc, faruc nscirc il cilindro di lC'rrcno nutritivo chc
si laglia a fclle sollili con una !:1111:1 slcrilizzal:l.
Metodo di Buc""""· - Tm provellc prcp:n·:llc per lc cullnre
isolnnli secoudo H nletoclo .EsMAHCIJ, si inlroducono rispcttiva-
tncnle in Ire gt·ossi provclloni H cui fondo contieuc JO cc. di
una soluziont~ di potassa causliea ai .10 °/0 e un 1-{l':tmmo di
:tcido pirogallicorfig.'U). 11 collo di cssi va chiu:;o con 1111 lnppo
di gomma. Un sostcg-no co1localo sul fnnclo nwnlicuc
la pro,·clla fuori dai cool:tllo <lella soluzionc. 11
pirngnllalo di potassa cllt~ si ronn~l ncl rondo dei
luhn, in poco lelltpo nssnrl>c J' ossigcno contcnulo
ncl piccolo :uubicntcJ in n1odo ehc qucsto dopo 2,1
ore snr:'1 :Hiallo :dlo s1·iluppo tlc~li an<~crobi. Qll<'slo
m~todo pcró halo !-iV:tnlaggio <·.hc ucllc prime ~N ore
si possouo S\'ilnppare an~.:llc gli ncrobi i qunli ill\':1-
dono il terreno di cultura. Pc1· o,·,·iarc ~l qucslo in-
conveniente G nccessarin nwnlcncrc prima la cul-
tura per :.H ore circa ad una lcn1pcralura iuferiore
ai 10".
Colture arroto/ate doppie a//11 Es;~Aucu. - Dopo
d'a,·cr proeedtJIO come per lc cullurc nrrotolalc per
gli acrohi, si ricmpie Ja <::lvilh intcrun ehe nc ri-
sulta con gclntina o agar fusi c a tenqlCralnra assai
vicinn a quclla deJia snlidilicnzionc. Cosi Ja supcr-
ficie cl<~l mezzo inocuJnto \'iene toHa dal contallo
dell'ossigeno.

SI'ILUI'I'O JJELLI': CULTUI\E

Lc cultnrc isolanti p1·cparalc con uno di qucsli me-


toei i <k\'OIJO csserc poste in condizioni ftlvorevoli :..1\
Iom svilnppo.
Fi~. 42. Si usauo n tnlc scopo i lerlllosloti, dei qu:lli si
lrO\'rlllO Íll COllllllCJ'ciO Vfll"i mndclli.
Alcuni di quesli sono c.:ostituiti da una cassa di n1e1a1Jo ncl
cul interno h1 tentperatur:l ú nlanlt!nutn cosi:Jnlc da una Ji:unnHl
solloposta. Pc1· i!upcdire lu dispersionc de! calfJrc chc~ ú iul-
magazziualo nell' interno. Ie pnrell snno per lo piú doppic
conlcncndo IJCI1o sp:1zio cOIIlJ>rcso dcll' acqua cd ali' estcrno
sono l'i\'c.stitc da sn.slanza catliva condullricc deJ c:dorico eon1c
fdlrn. lcgno ec<.:. Una fi:IIllin:l sottostante risealdn l':1cqua la
qualc allora oltL·ccchú da corpo coi!Jeutc funzioua come riseal-
dau1c. I tcnnoslali nd q11ali aJI"acqua (·~ slata sostituiln in
Sahbin furOllO dilllOSlrrtli i11adatli.
Dei lermos! ali a doppia parctc conlclli'H!i dcJJ'nequa sono spc-
cialmcnlc usnli queiJo di IIIIPI'IC c queiJo di JJ'Auso\",\1, (lig. ·l:l).
-- tJí-

Fig. 1J3.
- •JS-

li l~nnoslalo di Houx consta di una cass::1 cli I(~g-no :1 grossc


parcli 1 ehiusa pnrc nnlcriorm<'nlc dn uno sportcllo di \'Ciro
coloralo. Lungo lc pareti sono disposti dei tuhi Jncta.lliei tini
(pt:l1i ô irradí:1lo il cal ore fol'nito da una scric di fiantellc sol~
tost:lllli (fig ·H).

Fig. •H.

Un allro tcnnoslalo, di recente id<~nlo da uno di noi (TO:\'ZIG),


consiste d'nna c:ts.sn di legno a grosse pardi :1lfravcrsala lungo
il suo asse nwggiorc d:t nn largo tnbo mclalJico, eontcncntc dcl-
l'ncqtw chc vi cu c •·isc:lldata dnl disotto (fig. 4:)). Q.ucslo termostato
ollre nl perfeito fnnzion~nuenlo, ofl're il vantng-gio di 1111 costa
-49-
non 'upcriorc nllc 30 lirc c<l é pcrciu pnrlicolnrmcnlc n<lnllo

Fig. 45.

ni lnhor:1lori chc non posso no disporrc <li grnncli risorsc. Fnn-


zionn spccinlmcnlc hcne ucll' in,·crno per ollcncrc lcmpc-
To~ZHi- c nu.\TA. '1
-;,o-
r:11tn':\ ft:<S<1 dí ?.0"-2:!.'' per lo svilnppn tlí en\\tii'C. in gclalitW·
L:< \clll]lCr:t\111":1 dei \ennnstnti i: tll:lll\Cillll:·t e.os\;1nlc ol\rco·.hi:

eon~c~ni
,\:\1\:1 st>eei:tle eonfnnnazionc tldl<' p:trelí, dal1:t vari:t-donc
tklr:t\lezz:t dtJl:t li:tnlnt:t rise:tldanlc, pYotloll:t da dGlli
/CJ'Jltl>lT!I'''"/ori í qn:tli poss<Hl<l csSt"'C ,·:tri:nw:\1\C eos\ruili e
SOilO \nlli h:lS:tlÍ 11dl' :1[\Crlur:t lll:l::(l(ÍOl'C O ntiiiOl'C di 1\11 raro.
pcl qn:tlc p:tss:t il ~"" risç:\lt\;1nlr., pro<lolt:t dntla dib\M.ionc
di tln corpo jH'l' opera dcl\:1 \clnpcra\ur::t.
Nd tcotllorc;;olalorc <li St>Xt.F.Tfl U corpo chc si ,\i]al:t<• !'clcrr.
i\ qnaie sposl:\ una piewla t.:olonn:t tli nH:rettrio chc serve ad
itnpc<lir.o pill o lltcuo íl pass:tr;;;io <lcl g:ts.

Fig. 46.

ll lcnnorcgolalore di !~oox invcec r.onsl:t di tlnc :~slt.


mc!nl-
Jichc pit:;:;nlc :ttl \J, !c llr:lllche tlcllc qu:tli p<•.r nzionc <lei ca-
lorc si sposlano piit o mcno prot!ucctHIO \'islCSS<> ell'c!lo sul
pa!-:>sa~g\ü <lcl ~~lS (lig. :lG).
;'1el lcrnH>I't:\,\Olalorc di .1\lóiCliEI\T mcno scnsillilc, il corpo chc

~;tltlralmcnlc
si d\lala i\ il nlcrc,l\rio (lig". ·ti).
per l'nso di qt~csli tc•·•norc~olal•Wi c nce.css~tl'ÍO
:\\'CTC a ,\ispns'.zionc """ contlntlurn tli ~as
illtuninanlc, op-
pnrc conte oggidi i: mcsso in pr:lliert, <li !~''" aecti\cnc.
Se qnesli non si hnuno si nsano spccinli apparecc!ti per rc·
p;olarc la 1ian11nn tli nna I:unt""la o pctrnlio, ma <li qncsli, chc
sono n•cuo pr:tlici, c chc si us:1110 piü spcciahncnlc come in-
-51-
cnl>nlori nclla pratica ostcslriea, non i' il cnso qui di or.cu-
parsene.
Oltrc di csserc nninHi di lennorcgolnlori. .i tcrmoslali \':lnno
colloc:Jti in un :llnhicnlc do,·c Jc osciJlnzioni dclln lcmpcrnlttr:l
sicno piecoli~simc, oppnt·c negli nngoli piú ripnrali dei lahn·
rntorio. e ciú per evitare dtC per <pwnto impcdit;.l da appo·
1

Fjg. -lí. Fig . .JS.

silo rhcslimculo, In dispcrsione tlcl cnlorc ddle pnrcli no11


producn :roppo sensnúli allcrnzioni ndla lcmpt:ratur~t intcrn~l.
Quando i tennnstali sono alinlcntnti da unn fiainnH\ n gns.
una dclle canse dclla var·iazio!le tl<'lln lcmpcrnlurn ,; In dÚTc~
renzn nclln pressione dei gas.
Ad iinpedirc talc inconYcllientc si usnno spcc.i:1Ji npparccchi
dclli rcuolalori del/a ]Jressione de! gas (fig. 4S). Qucsli :dcu_nc
volte si u~nno con \'autaggio, 111n in gcncre .sono lasci:lti· iu
-52-
disparlc potcnclo cssct·c 1:1 en11sa chc ln faamtna dcl ~as si
SJH~H~:\ itllpi'O\'\'iS:llllClliC.
Lc eoltttre in llrodo, ~e\osio, :1g:1.r . sicro di sangue c in tncz.zi
nu I ritivi nllalog-lli, Y:1nno 1\ICSsc nd l.crmostalo a :;?c' quun<lo
II(Hl si tlehb:loo JH'etulcr~~ in considcr:tziont~ spcci:tli <:irco-
sl:tnzc. ()ucllc in ~clatin:1, \'anno n~t·ssc nel icrmostato a 20°.
Di cslate. nci noslri cli1lli, per lo sviluppo dcllc eollurc in
gelatina t': llt:ces-.ario ricorrcre alrall'rctldatnt·nlo dcll':tmi>icnlc
do\·c esse son poste a sdlupparc, ciú ellc ~i J'a sia mcllcnclolc
in una eassa con dei g-hiaccio oppurc J'at:i'IHio pass:tt·c ncll'in-
!(:rno dcl luho di zin~.:n dt.:l tcnuostatn To>:"zu;, una eorrcnlc
di :teipt:t l'redd:1, la qu:de l':t abhass:tn~ l:l lclllp<'r:tlura dei lcr-
Jilosta!o di p:trec.t·l:i gr:Hii.
:\'ei grandi lnhot·alorí si no.;ano lc t'Uillf'l't~ l<'l'ltlo.\{ulo \e qu:di
sono pict·oli :ttllhi<'tlli n doppia p:tn:lc chc eotnprcudt: sosl::tnzc
eoi!Jcnti dei c:llore.
Ln p:trclc illkrnn l·. rh·t·slit:l d:1 llll:l l:lnlivr:l di zinco per
!'acilii:II'C la distrihuzionc dl'l cn.lnn: (:d lla \':tl'i St':lll';lli posti
a di,·t.·rsc altczze.
La temperatura enstnntc di :no t\ daln da unn slufa n gas
la cui fiamnta t! rcgolnla da un tcrnJorcgolalorc n1clallico
gr:uulc modcllo di Houx.
La JHil'\n t\ dnppia per inqJcdirc lrt dispcrsionc dcl calore,
all'cnlrnla di <pwkile pcrson:1.
l.a ilhnninnzionc ~.·: falta d:t un:l fi:lllllllrl :1 :.;as csh•rna alla
1':\IIICI'ellii ('.()\llC lll:Í \':lg"OllÍ fCJTO\·iarii, \;1 VCll\il:li'.iOIIC, d:tl}:l
s\IIJ"a S\C'~lSil ChC \tn llll lllhO mda}\ko l'hC fliOl'ÍCSL'C da} so('-
!ilto c eiH~ rise.a\dandosi, aspira J':tria intcrn:1.

CCLTl'I\E I'L'IIE

{~1ttnntin l1: piaslt'C hanuo H\'ttlo completo s\'iluppo, eio(':


qunndo lttlli i genni chc si sono seminati h:"ltiiiO duto htow~
all:1 J'orlllazione di colonic, ê ncccssario osscrvarc qu<•stc ~l
microsct)pio per trasporlarc il nwlcl·ialc nci di\·crsi tcrreni di
collurn chc abhiamo a noxtra <lisposizionc.
La o~·serPazione del/e colonie si fa prima a scalola chiusa c
~<l occhio nudo, notandone i caratteri microscopici e spccial-
lnCnlt: la lraspnrenza, il cniOJ'C, J'aspcllo luccnk o ruvido o
squa\llosu della supn·licic. nolando se esse spnr!-{nno o mcno
tlal mczzo nulrilivo Sl: a lucc incidt~nte hanno rillessi di colori
vnri, c ncl caso dclla gclalin:1., se la l'ondono.
:\ scalola clliusa si fa anchc il co11lc~g-io dclle colonic, chc
si SOllO s\'ilnppalc, llH•diaulc il COilfllCOlollÍt! di ,\VOLFLIIÜCiEL:
qncsto ô lttla lastra di vctro, po.sala su un suppnrlo ncro, sn
cu i un dccimclro graduato ú Slttldi\'iso in qnadrclli di un ccn··
lilnclro di lato.
Dopo dó si mellc la .<e:~lnln n rovcscin sol lo al miernscnpio
e si notano i c:nntlcri rilcYnbili n piccoln ingrnndilllcnlo c 1

sueeessh·mncntc si :1prc In s~.;atoln c si osserva ad ingradimento


sempre maggiorc fino nlr i11nncrsionc dcll'ohhicttivo nella co-
lonia, per giungcrc eosi :t ,·cdcrc la l'orma clci nticrorganisHti
che Ia compongono: la lnro <lisposizionc cd in parte i !oro
n1ovimcnti.
Dopo ciú si procede nlln pcsea dellc cofonie.
TI·nttandosi di colonic lnollo sviluppnlc oppurc di un mpzzo
nutr-itivo dove c.sse sicno iu piccolo numero, basta imtncr~erc
in esse la punln di llll il~O di platinn !-liCrilizzalo dopo di avcr
alznlo appcna il copcrchio clclla scalob.

Fig. 4!l.

?.la qttnlHlo inn!cc le cnlonic sicno piccole o Jnolln numC'ro.r.;c:


per csscrc sicuri di pescare il Inatcrinlc <lclla colnnia t~hc si
vuo\c, 1! ncccssario usare ele\ microscopia. A talc scopo npel't:1.
1

J::t scalola. l:J. si ponc sul tavolino; c.hiuso il diafrnmnu1 in


l110do d:1 fl\"Cl't! poc:\ Ince c llH!SSO :\ l'noco n sistema, si J'a
entrare ncl c.::unpo tlcl Jllicroscopio la puula di llll ag:o di pia-
tino sollilc e stcrili~zato, appoggianrlo la mano che la sostienc
nllo stntivo in mo<lo da evitare i movimctili naturnli. Fnttala
penetrare nella c.olonia la si rilira cnutmncntc per nem toc-
1

carc con essa n0 l'ohbiclth·o: nC i tnnrgini dclla scatola, e


quintli si trasporta il •nalcrialc ncl mczzo volulo, per otlcncrnc
t!cllc cultnrc.
I Juczzi nutriti d pei C(unli si semi nano lc. collurc pu r c sono
quclli chc ahhiamo in prcceclcnza dcscrillo. l trasporli dcllc
colonil~ isolntc si 1':11\110 qnindi o nci mczzi liquidi, itnmcr-
gcnclo in cssi l'ansa di plntino colla qualc si ú ruccolln il Ina-
tcl'ialc, o nci mczzi ~olidilicnli a lubu vcrtknlc per injissione
- G·l -··
(li;,:. r.)O, eioü 1':1ccndo penetrare l'ngo co! mntcrinle illll~o l'nsse
111Cdiall0de\ 1l1CZZO solit\o, O per slf'iscitfJJICIIfO (\i~~- f> I), l'aecndo
slriscinrc l'ansa sulln superíieie dcl Jnczzo !:iOlidilic:llo nhli-
qtwnle.
Quando i mie.rorg:udsmi cnsl scnlinali sieno w:ro/Ji, hasta
porLnc i tu h i n1 termosl:ilo.

Per i 1nicrohi ctll(tcrohí si adoltano invt·ee difl'crcnli tncto!li,


dO\'CildOSÍ esc\udcrC l"ossigcno daiJe JorO COJlure.
A lak seopo si usano gli stcssi :utifiei rhc g:iú dcscrivcnHllO
a proposilo ddlc coliure isolanli di qucsli J4Crmi. coll:l variante
chc in qucslo easo si puú far 11so di mczzi nutrili"i liqnicli, e
cin(_~ ri correre o alia sotlrazionc cntnplela dcll· ;Iria ( mcloclo
<~twnEt:) coJiun:l pompn n pressione d'ncqu:t od n cn<lutn di tncr-
ctu·io: o :llla sostiluzionc dcll'o~sigcno c:on nn 1-{ns non dnnnoso
alia \'ila dei gcrmi collle idrogeno, gn~ acelilcne, gas illnmi~
nanle, !F.::\«t:IIEL) :lll'assorhilllenlo dell'cn·ia ed alia t'.oniCinpo-
ranc:t soslituzionc di csso con un gas inallivo: cd inline collo
a~sor!Jilncnlo dcll'ossigcno per n1ezzo di sosl;lllzc n,·idc d'csso
(11\.lCIIi'\'EH).
11 I~Oll:\., per le cullure clcgli nnacrohi in lllczzi liqnidi, im-
piegn unn pipeltn a Yarie Slt'OZ\'-3lttrc, munit:~ di cotone fra due
di esse c slerilizzala. Tollnnc la puoln affilata, si aspira i\ li-
quido inncstato sino a ;>oGa
distanza dali a strozzalura iu re-
I"ÍOrc: si salda alia firtllllll<l
il lralln nl'fibto, ~i p1·atica il
\'UOio con una pompn aspit·an-
tc rncconlata all'cstrcmil:'l Sll-
pcriorc c. dopo di ciô. si f'ondc
c si chiudc alb strozzatura
immcdial;nnenle supcriorc <ll
colonc c si porb\ In collura
:Iila slul'::. l'cr esaminar)a, ha-
sta trancare la pipctla nclla
slrozz~liura nl disotto del co-
tonc c loglicrnc il liquido .

..
z
"<

b c
Fig. 52.

Per lc culturc iu mczz:i solidi, lo stcsso aulorc impiegn un


tubo ela snggio cou una strozznturl! nel terzo supcriore c n1tt-
Ílito tli eolone atlra,·crso il quale passa una pipclla piegala
ncl nngolo rctlo: qttc~da vicnc posta in c.omunicazionc con 1111
gcncratorc <l'idrogeno, per il quale il rnezzo nu\rilivo mante-
nulo 11uid<l, vien pri,·ato dcll'aria. Falto poscia rapidamente
solidificare il mezzo nutritivo. si sollcva il lappo. mcnlrc an-
cor:l tlefluiscc J'iclrogcno! e lo si innestn. Si rilirn infine la pi-
pclla c si salda i\ Lubo alia slrozzalura.
Per Ic. cullnrc sn rnczzi Rolidificnli ohhlicruruncnlc: il Rou:x
liS:l 1111 lui>o da s~gg-io ~JJa pariC Sllperiore de! qu:l]c e fisso
1.1u tubo clH~ Jllcdiantc nn ~istema :1 duc rnhiuelti <! in conHl-
nicazionc con un gencr~tlorc di idrogcno c una pompa :lspi-
rnnle: si !':1 per <Jncsla vi:~ il ,·uoln c vi si sosliluiscc l'idro-
g·cno, tucnlrc il liquido di collur:l C m:tntcnulo in cbullizionc
a bngno 1nnria; quindi il lllezzo vicn fatio solidificr~rc in modo
ohlicpw, (~d immcllcndo nnn lll~lg~ior quanlilit di g:1s !-iÍ !ronca
rapirlamcnlc l'cslrCillil:i dclln br:~nea vcrticalt: rl'ondc l'idrngcDO
srug:gc con violenza c JH~I' la qualc si praticn l'innesto: richiu-
snla di nuovo, si fa nn'ultinw :1spirazionc pcl· Ja hr:UICU ndz~
:~.outalc 1 ehc poi si saldn ;olJa I:1mpnda in corrispondenza dclJa
strozznlura ondt~ <~ lllllllila.
Cn/lnrc sul/r. jW/ole.. - Ad lltl:l CO!llllllC provell:l di notlX per
collurc su pal:tle si unise~ nd :t11golo rctto un lullcllo l:ller~lle
nel trntto nl rli.,otto dclla strozzatnrn, e lo si lllllniscc di nn
hntlnfolo di eotonc. (li~. 52) .
•'i'innc~l.a la p:llata per l'o1·ificio snpniorc, "lo si cldnrk alia
l:tlllpnda: <[llinr!i pc! lnilo lnlcrnlc si fa il VllOIO COil llll:l pOill[Hl
c a sua ,·olta lo si chiudc p11rC.
SuillljJfJo del/c co/L11rc. - Pr:llicnto l'inneslo sin dcg'li acrohi
che dcg-li :\Jl:lcrnhi, lc cullure Y:mno porl;llc in tcrllloslato.
11 lclllpo pct· qu:1lc lc collurc V:lllllO lao,;eiatc nci lel"lllOstnli
ô vario. A 37° i gcnni pato~nni ~wrohi si sviluppano in un
tcn1po nssni hrc,·e, 12-:W ore; invcec gli nnncrobi hnnno bi-
sogno dj un tempo tnag;giorc (.JS ore e piú). (~uando sia ncccs·
sario solo di riprorlurrc la spccic, dopo qneslo lcmpo rli coi-
Lure si tolgono clal termostato per tncllcrle ucl viv:~io. Se h1vccc
oceorrc stndi:ne i prodotli dei microhi: il tempo ncl qn:1le si
]ascinno uel lcr!llostaln eleve aumentare nnche fino n 5-10
giorni e pill. Lc collurc in gelntina v.anno lnseinlc in tcrulo:)!at.o
per tl-X giorni flllneno. Se si <leve :-;tudiare il quantilntivo di
gcrn1 i contcnuto in dato UlC7.í'.O~ ê ncccssario lasei:1rc Jc piastrc
che si sono scmin;.liC ue1 tennoslalo per ahncno t; gi01·ni 1 es-
scudovi nlc11ui gcrJni, specblmeutc snproHli: chc l:trdnno a
sviluppn1·si.
Toltc dnl lcrn1oslalo, dopo ~viluppatc, lc collurc vanno nlCsse
ncl vivaio~ sia eol loro sen1plicc tnppo di colonc, sia dopo
nvcr coperlo qucsto con e:tppuccio di gouuna c di il\"Cl' llnlcl-
lalo l::t pal"lc snpedorc del lnppo di cotonc con duc goccc di
so1uzinnc di sublimato per itnpcdirc la f'ormnzionc di muffc
sul loppo.
Jl uiuaio ô nu riposliglio dovc Jc coi1111·e possono slal' ripa-
rale <lalln lucc, d:tlln poh·crc c dallc scossc, ;lll:I tempcrntura
dcll'alllhicnle. N<:l vh·aio la nwssimn parlt: dcllc colturc si
manliene ai pil! per ·1:) o LO giorni sc11za chc esse pcrdnno dei
loro carnttcri hiologici, nw: dopo ta1c te111po: nllo seopo cli
c.onscrvarlc: C nccessario :lllc~lirc nnovc eulturc Jncdiautc il
t1·asporto dcllc :mtichc in nuovi IC.lTCili.
57-
Fillru:ioni a scopo /lal!t~riologico. -- Nclla prnticn hntleriolo-
gica occnlTC spesso di dover separare i hattcri dni liquidi, nei
quali si tro\'ano sospcsi, o alio scopo di stcrilizzarc il liquido
scnza csporlo atl ngcnli lisici o chimici, oppurc per studiare i
prodolli dei 1nicroorganismi nelle colture o Ie soslanzc chc conl·
pongono i microorg;.tnismi stcssi. 11 primo cnso si hn spceial-
mcntc JlCI' la slcl'ilizzazionc dcll' acqua potabilc c ncl modo
che a Lulli oran1~\i puú dirsi hcn noto. 11 sccondo c;.tso ê in-
vccc proprio deJJe riccrchc di Jaboratorio e scrv(~ jn pr:1lil'a
nclla prcp:nnzione dei ,·nccini e ~ieri.
Tnlc scpnrazionc pnú csscrc falla col lllCzzo di potcntissitlll'.
ccntrifughc clcllrichc, nta con pit"1 sicurczz::t .si pratica mc-
di:ultc Jn filtrr~:ionr..
Oucsl:l si ra :lltr~tverso n carta da fillro o cotone. od a slrali
poTYcrnlenti di carbonc \'Cgettlle od anima !e o di lerra d'infu-
sorii, o pc1· Jllczzo di lillri di porccllann porosa o di p:lsla di
terra d'infusorii.
La carta cd il cotonl' idrofilo dc,·ono trovar~i in grosso strato
e Jnantenuti comprcssi in apposi!i ~1ppnrccchi) chc si lrovano
in commcrcio, sopra dischi forali, sul fonclo di imhuti o ci-
lindri mctallici.
Le sostanz<~ pulverulcnlc devono pure cssere compresc su
rcti mclnJliche finissinle.
A qucsti cluc n1ctodi di liitrnzionc C heuc ricorrcrc solo
quando la uccessitú lo .impo11ga perchC non danno sicurczza
di rinscila ed inoHre i liltri con facililú si altcr;HlO produccndo
penlita di tempo c talvolla di mntcrialc.
Piú pratichc c piú utili sono jn\'ecc Jc fillrazioni attravcrso
n candclc di porccllann porosa CIIAOIBEHI.A"D o di terra d"in·
fusori (JlEHKEFELD).
In commcrcio si tro,·ano \"ar i ti pi cli !ali liltri chc sono prC·
fcrili dall"uno o clall"ailro laiJoralorio.
Lc filtrazioni si fanno scnza pi·essione se si lrntl:l di poco
liquido c facilmente filtrabilü. J\la piú comuncmcnle nei l:tho-
ralnri si in1piega la nllrazione per aspirazione: per la (!Uale si
produec il \'IIO!o ncl recipiente dcstinnlo n ntccogliere i I liquido
fiJtruto, produceudo in tal modo una difl'crcnza cli pressione
c pcrciú ttn passnggio piú rapicio ed intensivo dei liquido stcsso
alll'nvcrso il Jnatcrialc flllranle. Per produrre il vuolo ci si
puú servire d' unn Jn:tcl'hina JHleutn:1tica o r;.namente d' unn
pOillp:t a cadula di mcrcurio; o, nei casi com uni, lc pompc
aspiranti ad acqua dimostrnlc nei dnc n1odclli dellc figure
53 e 5 1.
1

I rccipienti da filtrazionc sono di forme varinlc: posso no


consisterc in tt11:\ cnmtliH! hc\'nla conica :1\'ctlle un tubo late-
rale per l':tspirnzionc, ovvero in un pallonc robusto. n lu11go
collo con lui>o d'aspirazione, cd un nitro tubo nl'f11ato c sal-
dato per tra\"asarc illi•Juitlo (pallonc P.ISTEUil) o piú scn1plicc·
- :;s-
mente nncora in una grossa hnlla muniln di lre lnhi, uno per
l'inucslo dclla <:auclcla. J'allro pe1· J'aspirazione, il lcrzo af'li-
Jalo e sald:tlo per svuotarnc il liquido Jiltralo (i'vL\HTJN). Qucsli
n1odclli possono variare all'inlinilo ed ognnnn nei lahornlorii
:-;ccgJier:l qucllo c.l1c piú gli e:1drú nppol"luno.
La cnndcla Iillr:lntc jn ulcttni casi si tissn cnlro il recipiente
per 1111 tappo di gomm:l: iu nltr.i :-:i raccorda ad cs~o per nu:zzo
di tu!Ji di ~omn1n a ~rossc parcli delli luf,f n fJJ't~ssiOIIC.
Prcp:uato l'appan~cehio esso dcv'esscrc slcrilizznlo all'auto-

Fig. 53.

cl:J\'C. i\'lonlalolo poi alia pompa la fillr:>zi<flle si cll'cttu:l pro-


duccndo J'nspir:tzionc, ehc da prineipio ckvc csscre pnich<! in
enso conlrn.rio si corre j} rischio di produrrc un iula!-:i31llenlo
r:q>iclo de! filtro.
D<!i divcrsi motlclli di cnndclc sono g'CIH'ralmcnte prel"criti
quclli iu eui la lillnlz;ionc av,·icnc d:1ll'cstcrno :1U'intcrno, per-
ch<.! piú facilmente ripulihili.
Dopo clJc lc can<lclc hanno servilo si possono ri!7enerare
per mezzo di v:ui nnlisetlici. 11 ntctodo Inig-liorc pcrc', specic
per le CIIA:'-II:EHLANn, e di port:n·lc ai cn.lot· rosso o in un forno
o ai C:liiiiCIIo.
-- 5D -

Inncsli. - Dopo avcr isolato nn microrg::ttJismo: di nvcrnc


studiala la forme e di a\'erne conoscittlc lc proprielú cultnrnli
in tulli i mczzi nutritid cile a!Jbiamo n uostra disposizione: e
nccessario sludinrnc l"nzione patogena e Ja sua vindcnza.
Siccomc t:1lc studio non si puú seguire usaudo sempre nni-
!llali della slcssa speeie di <judia da cui si e isolalo Ull dalo
Jnicrorgnnisn1o, ciO chc sr~rebhc l'OJifimuiJ1: vi si ri para usando
di specic per quanto C possibilc nffini. Per gl' inncsti piú co-
nlttni si impicgano ·pcrú qtH:gJi nninwli che sono di f:lcilc alk-
vmncnto c clie nello slcsso lclllpo corrispondono bcnc 1 per la
facilitú colla quale si posso no innestarc c sono: i conigli, lc
cavic, i topi, i rntli. Qttesti sono di uso tnnto frequente da se.r·
vire perfi no nelln dcscrizione n1ctodica dei Inicrorgnnismi come
termine diagnostico. Si usnno pai :lllclic i cani, i gntti, po11i 1
i piccioni, e inf1nc qucgli :u1imali di grande Inale chc nl cnso
si rcndcsscro nccessari.
1n qncsto studio hisogna seguire unn rcgo1a fond:nncnt:llc,
chc C quclla <.li far penetrare nci tcssuli di un dato nnimale
sano un dato mierorg:utismo da solo ed Ítl <1ucllc condizioni
ncllc IJUnli voglinno elic csso si tro,·i.
l~ qnindi neccssn.rio. per prima cosa, di disporrc gli utcnsili
che si impicgano in modo da opcrnrc melollicwucnfc in con-
clizioni di nsepsi.
Lc sirinyhe ela iuocnlnrsi possono csscrc qucllc clclln fonna
dcllc comtttti Pn.AYAZ di vnric dilnensioni, a seconcln dei bisogni
con stuntn!To di a1nianlo da potcrsi fnci1menlc cambi:lrC: c
smonlabili in tnlle lc J>ill'li (fig. 5!í),
Sonvenc purc alcutti 111odclli piú sempJici, scnzn arm:1turn
melnllicn, con lo slanlnlfo formato di una bacehctla di Yclro
a supcrflcic finnmcnte sinerig1inta.
Qucstc siringhe si slcrilizznno o mellinntc l:l bollil111'n o nd-
l'nntoclnYc a 112° per 1nczz'orn, e si conscrv[Jno o nell'inlerno
di una can1pana di 1\och su di un soslcgno slcrile entro a
pro\'cttoni stcrili chiusi dn ovatta.
Jn lialia sono assai llSUie lc siringhc Tt:nsi:<I, clcllc qnali si
tro\'ano in con1mcrcio \':td moclelli.
Constano in generc di un tubo gradttalo: aYentc unn slroz-
zntura a circn duc tcrzi llella lttnghczza sul la qnnlc si nppoggia
un battufo}o di ovatta c terminante per 1o piú cou un porlr..~
gomma. Tra il porlognmmu c la strozzalura si trova un pie-
colo foro chc durante il mnneggio si chiudc col dito·; nll'allra
estrcmilô si fissa rago o nllu fiammn o per mezzo di ttn bcc-
cuccio a s1neriglio su cu i si innestn la bocc.hcttn dell'ngo. ~Icdi~11ltc
H portngotnmn lu siringn si congiungc con una pera <li gomma
o con nnn piccola pontpa a stanlulfo Jc quali 'crvono nlla
-tiO-

~tspir!1ziouc ocl alia inie,.jonc dei rnalerialc dclJ:1 siringa quando

1-
"'zo
~

il foro l:dl'rnlc sia c.:hiuso. (~~uestc siringhc si possono auchc


CO:ilruire in lahoratorio e si stc:rilizzauo tucdi~tnlc il calor
- Gl-
sccco c il cnlor umido ~ 112'\ clictro dei tubi da snggio, al collo
dei quali si lissano con dei cotonc.
flli :-~ghi stcrilizznti n sccco dentro dei tuhi (li clcbhono con-
scn·arc ali' ascintlo c qnclli solloposli alia hollitura, entro ad
un recipiente con alcool assoluto.
11 materinlc chc si usa pc1· inoculare si dcYe tnnntencrc
setnprc al copcrto c quindi se si de,·c vcrsnrc si usnno clclle
scntolc di l'clri stcrili o ,·ctrini da orologio stcrilizzali c co-
pcrli da una can1pa1H1 cli vetro.
Ncgli innesti dcgli animftli 1 nelle autopsie, come YCcll'cmo in
seguito,c pc!:Jnolti nllri usi hnctcriologici, sonn cii grnncic utilitú
1e }Jipe/Ir. di PAsTEen (fig. ;>0)~ cli c11i og:1i lnbor:1lorio dc,·c csscrc
fornito C che SOSliltliSCOJl0&:1SS:li bCllC l'ansa di pJ:1tino <Jll:llldü
si ahbia moita cura ncll:~ loro stcrilizzazionc c ncl !oro liSO.
Esse possono fahbric:1rsí corrcnlctnentc in lahoratodo. con
tuhi di vctro n. piccolo calibro~ di vnric lunghczzc] tirnU alln
lnmpndn a lungn puntn, la qu:1lc \':1 chius:l: I'nltra estrcmi!ú
si tntlllisce di cotone, quincli tultn Ja pipctta si stcriJjzzn :dln
lnmpadn slcssn. AI momento di usaria si stcrilizz:1 ln supcr-
ficic dclln pipclta alia fiumnl:l. c con Hll<l pinzn :HTO\'Cnlnta
se nc spczzn In punt:t c la si immcrge nel licJltido da usnre
aspil'nndo in essa sino all'nliezza volnla
In molli lahol'alol'i si prcl'eriscc i!l\'CCC di nsal'c una similc
pipctla scrna clriusnrn de!! a punia ma slerilizznta e conscrvata
in tuhi :1lln stcssa guisa dcllc. siringhc.
Ql!andÓ si dc,·c far·c l'inoculazione, si lega :11 lcwolino dei
qunlc ''~riauo i modclli n sceoncln <lcgli nnimali chc si adopc-
rano con1e quúllo dimostrnto dalle fig. 57 1 58, che serve per en-
vie, conigli ccc. o qucllo <lclln flg. 5q chc sct·,·ono ~pccinlmcntc
per cani; pc1· i topi si adopera il piccolo ta,·olino dei 1\ita-
snto di fncilc i1npic~o c Jnobilc in tutti i scnsi (ng. GO) A qucsti
si 11ssn l'nnimale prcscelto c si procede a un'accnrntn disin-
ft:zionc dei campo in corrispondenza dei qualc nnoculazionc
vctTÚ pralicflta. A tr~l uopo si Javr~no lc parti con su!Jlimnto,
previn rasura dei pcli e lnvn~gio con acqua c ~nponc, quindi
si toglierú il sublima to con dell' nlcool c qucsto con ctcre.
mantencndo la snpcrf1cic cosi disinfcttala prolctta dai genni
dell'al'ia con una carnp:ma di vetro sostcnuta ai clisop!'a di essa.
Il lllnlcrialc da inoeulnrc e piú general mente liquido: ·"(! ~~
solido, lo si st.cmpcra in liquidi slcrili, quando la n:liur:~ di
esso lo consenta - cornc, nd cse1npio~ lc cultnrc su 1nezzi so-
lidl cllC si raschiano con una spntoln di plntino stcrHizzal~l c
si diluiscono in hrodo sterilc.
Si ponc sotto una cnmpnnn di \·ctt·o un vctrino da orologio
sterilizznto o un hicchicrino :1 c:1Jicc pul'c stcrilizz::do e dco·
perto di carta, tolto dalla cnmpnna <li 1\ocu con pinzc nrro-
vcutntc, e vi .si trnsportn il liquido per mczzo di uua pipclln
PAsTnun: <la csso lo si nspirn con una dcllc sidnghc stcrilizzntc,
1a qualc poí si Jnonta con l'ngo. ·
-· H2-

f.c vic tli ÍllocuJar.ionn


CIIIatll•ll si 1;, pinlllatlt/o la
~o11o
siri".~"
p:l!·<:ccllic:T.'inomlu~ilinc soflo-
'>Oflo gli slrafi tlclln <.:ulc.

Per l'inocu!a~i;llc Ct!dnuc~IOsrt si sceglic In "CIIfl giug-ulnrc o


una
la dcl!cJ·ivolla
Jlllnla I'Crso:n·u,
I'Cllc degli la si i,ola c vi si imlllcllc 1':1go con
il ClloJ·e.
!i3

Nel coniglio 1'inot~tllnzione si p1·nlicn llClla Yctw m:nginale


dcl/' orcechio, chc scn·c ~1ssai hcnt~ :11l' unpo.
Neli' init~zionc intraJH:ritoHCale o inlroplcllrica l'~lg:o si pinnln.
ohhliquamcnte, in modo dn IHlll Jcdcrc g;Ji organi ca\'il:n·i.

d.
'"

Si prnlicano purc, n scconda dei casi, dcllc inoculazioni ncllo


:;trato dt•rmico, ncl tcssuto tnttscolnn.:, nclla cltlllcrrr anleriorc
dcll'occhio, ncl /cs.•atlo subriHralc prcda craniotomhl.
Qunndo sin. ncccssario inncslarc dei matcrinlc solido, lo si
pnrl:l in silo, n1cdianlc opporlunc sraHillurc od inl'isioni, con
nn ·ans:t o cnn un;l spaloliu:l di plalino stcrili%/.:lla, oppurc
mrdi:1ntc In lnparotomia, se il mal('rinle va inlrodotlo ncl pc-
rilonco.
T:tlnra, per stu:liarc alcuni cnr:tlkl"i hio1o.!...{id dei Iniero-
g-r:lllllllÍ. tor11a cli grande ulilit:'t di inlrodudi ncl pcrilonco
dc:,!;li nnimali cHlro i luf,i di col/odit~ll usali d~1 S.\:-;AHEI.l.l (1891)
e :\IonPtrnc:o <: Tnu~r.u (lb!I:!J.

Qtwsti. si prcparnno iJlllllC"rgt~ndo Hll:l. iloecclln cli vctro. dei


diamclro di ent. O,S e bngnaln di aleool assoluto. entro dclla
n·.lioidina sciolta in :llcool cd clcrc: c . . trall:thl. la ~i fa ruot:1rc
sul proprio as..,c, sino a chc la cclloidina si sia solidilicnta in
stt·nto unil'onne: ~i ha eosl 1111 lttbrllo c!Jc ~i cslr~lt'. fadlmcnlc
dalla bacehclta di Yt.'l1·o iJntneq~cndo':t ndr :1cqun lwJicntc.
Nl'l perjtonco si iulroduec nllora uua scntob ehiusa formala
-65-
da due di <ftiCsti luhi, di diversa climcnsione, ricntrnnti !'uno
dentro all'::tltro.
nopo prnticnto J'inncsto, si ripurn la soluzione di continuo
f:1ttn o con una leggcra causlic:lzioue, se essa C piccola, o con
dei collodio c anchc con snluro;, se Ia f'eriln é grande.
Dopo usnti, gli stnuncnli si stcrilizzano ncll'acqua bollenle
mnntenutn in un recipiente
chc <leve csser nll:1 porl:ll:t
di nutno dcll'opcratore.
Qualche volta il matc-
riale si deve inoculare per
lc vi c nnlur~lli: sin rotccndo

Fíg. CH. Fig. G3.

precedere una spcciale prcparazionc di f!llCStc, sia :-;enza prcpfl.-


r:1zione nlcunn.
Cosl si pratica l'innia:ione di n1nlcric solto forma di poh·crc
linissima cllc si fa rcspirnrc nd un flnimalc, o rncttcndolo in
un piccolo ambiente do\'e qucsta poh·crc vicu sollc\'ala, o
nchulizzandn illi(ruido ínfctto coll'npp~1rcechio di Duc:nxEn t~ol
quaJc si pol\'crizza il liquido contenuto ncll'interno di uun
provcttn (fi:::. til).
Oppurc si ra fnrc l'ingrs.li•>IIC di malcriale ('.oi g-r.rnli, IIH!SCO-
To;\Zlli c n''"T·"·
-li!i-

]andolo :ti e.ihi. o introduccndolo dírcttruncntc ncllo slon1ncn


nlC{li:tnl':! un:1 .sonda <:sqt'ag('!L 1-1 lulJo inlcstinalc dcYC ta\Yolla
esscre prl!Yi:ltlwntc prcp:tr:lln, enlllC Ycdrento i11 scguito.
Inlinc l'illfroclu:::iont•. dd tJJ:ltcrinlc iurdtanle si ptu\ L11·c pcl'
l;l vi:t dC!l rclln, pt~r )a ,·agin:1~ per l'urclra.
Dl'gli :1tlimali opc1·ati si no\ano il pcso 1 i1 scsso 1 lc note cl1c
li contrn.ddisliuguono c nll'uopo si Liug·c il ]oro pelo co11 colori
di :lnilinn. opp1n·c si muniscono <li uunH·rL c si pong:ono in

Fi;;. IH.

g:1hbil! scpnrntc. al riparo d:1llc inco-:;lnnzc dcl climr1, osscr·


vantloli tliClotlicnmcnlc.
Lc slnllc ucllc qunli si Jnanlcngono gli :uüm!lli inoculnli tlc-
Yotlo csserc risenl<lnlc: \'Cnlilnte c hen illuminatc, con pavi-
mento impermr:ahih~ fallo in tnoclo chc i liquidi \·engnno
allonlanati rapidamt:.nle per una fognnlurn muni In. di chiusnrn
idrnulica. L<~ pnn:ti itnpcl'lncahili dcnHIO csscre nnitc fra di
Joro c col pavimento) :Hl angoli Stnussi.
{lli nnimali grossi si conscn·nno in g~1bf>k ntCI:llliehc vcrni-
c.ial<~ C f'acilmcnle disin!'cllahili (fig.fi2c fi:~) 1 i lopi in \'aSi di \'elro
el•i11si sup,~rionn1~1tk da 1111 c.nperchio n rclc tnetallicn (lir;:{.fi4).
- Gi-

AUTOl'SlE
l/~tllopsi~ de,·· csscr rattn ai piit presto possiiJilc clopo la
morte ddl'animalc.
Per css:1 non sono su l'ficicnli !c norn1c sccondo lc CJ na li si f<lllno
gcncr:llnwnte lc onlinnric sczioni cnda,·erichc inquanlochl·
oltrc il t·ilic,·o tlci cnrtlliCl'i tlegli org.'lni inlerni, C intercssnute
'li raccog·Ucre c colliv:Hc iltnatcrialc chc si tro,·a entro di cssi.
impcd(•ndo nc1lo stesso tcn1po chc nllro mnterinlc vcnga nd
cssere introllotto dnll' cstcrno col rnczzo dcgli !'itrumcnti chc
noi adopcdnmo o in nllro tnodo.
Dislcso supino l'nnimnle, si rnrlc c disin!'cttn In snpcrficic
ove pnsscrú l'incisionc )[l\'llllrlo prbna con saponc . poi con su-
l>limato e per allontnn~r qnesto, con alcool c con clere.
Quintli, adopcrando rcrri slerilizzati al calorc, si nprc la ca-
Yilit nclclominalc c se ne :1spira i! liqniclo. che si clislrihniscc
poi sui mezzi nutrilivi, con una pipettn PASTEUn o nltre pipclte
qunlsiasi con,-cnienlcmentc preparalc c sterilizzale. Se il li-
quido C tnlmentc scnrso <In non pcnnctlcrc l'nspirnzio11C, s'im-
plcgn un'a.ns:l di platina piultosto larga., con ln qualc poi si
inquinano i mczzi.
Parimcnti con l'ansn di pbtino si prclcYn il mntcrinlc dngli
altri orgnni. fcgnlo n1ilzn, rcni previa slcrilizznzione dclla su~
1

pcrficic sullo qu:1le si pl'atichcr:'t unn piccola incisionc c.on


unn lnmn nrro,·cnlnta. 1l contcnuto gastrico c inlcstinalc si
cstrae allmverso incisioni pralicale nellc parcli clcllo slomaco
c dcgli lnteslini.
Si apre quindi la C!ldh1 loracicn c ela qncsta c d:tl s:tcco
pcric!lrclico si aspim il liqtticlo con la pipelt!l, oYnro se nc
inrcttano i mcai nttlritivi con 1"<1nsa cli platina e lo stcsso si ra
per i polmoni.
Il sangue si cstrnc dal cuorc, tcncn<lo qucslo', fisso con unn
pinzn arro,·entatn, Sll~rilizzandonc una pnrtc di supcrficic con
una lama UtTovcntnta~ iucidcndo é in11nergcndovi una pipctln
PASTEUH con la qnnlc il Sangue s'aspirn, n\'endn cura ehc du-
rante l'nspintzionc non pcnclri nclla pipctta tlcll'nria. O\'YCro
si nprc il Ycntricolo destro con nn colpo di forhicc :liTO\'CIJI:ltn
c si rnccoglic il sangue o con UIJtl nnsa o con una pipctta stcrile.
Dei liquidi orgnniei raccnlti si fnnno, sccondo lc so]itc normc,
clci prcparali microscopici semplid o colorali c le collnre in
tutti i mczzi nutritlvi. c qtHllHlo occorra csan1in:uc i tcssnli,
cssi si induriscono, si sezionnno c si colorano, sccontl0 lc
norn1c date d:tlla tccnira aualomo-pntologica 1 cui rimnndiamo
il lctlorc. Se i! caso lo l"ichicde, si procede all"inneslo t!cgli
or~ani es:.1minati jn allri ani:nali.
Come rcgol:1 gt~ncr:tlc d'in<laginc ó hcnc di \cncr calcolo,
.<::.rHIJWC' c in O(lui coso, di lutli i dati c di lullc lc o~scrvnzioni
in appositi prolocolli.
- GS-

~ :;. - I microbi patogeni.


Ncllo slurlio dei singoli microhi pntogeni, noi ci limitcrcmo
n Lrallare di quclli di eni la co!losccllza ,; intlispcnsahile nl·
I'Uf"fíeinle s:milnrio, pcn·.lli! sono cnusn di mnlaLLic inl'clliYC che
inlcrc:ssnno il noslro p:1t~sc, in cui esse possono svilupparsi o
Yenire import:tlc c tw1 fnr ciO ::1.\TCillO di 111ira la Jnaggior
brcvitú chc, coJla chiarczza sar:'i eompntihilc.

BACIL.LO DEL CAHHONCHIO EMATICO


Fin c1nl ·tS50 HAYEH c DAVAir\E HYCV:II\O osscr,·ato dei bnston-
eclli nd sangue di un nJonlouc tnorto di infczionc cnrbOII-
chios:l, scn1.a· cnmprcndcrnc per() J"irnpnrtauza c COJJOsccrnc la
natura. Ncl 1fi:l:"> Pou.ENnr-:n li riYidc. alrermú anehe di :tvcrli
gi:'t osscrvati ncgli :tnimnli c:u·ilonchiosi fin dal 18-H) c nc
rieounhilc In natura vcgd:llc, poncndo nclto i] quesito se l:lli
hnsloncelli l'osscro In YCrn cansa dei cnrllllllt:hio. Qucslo ai'·
fCI'lliÔ il DAV:\INE ncl uw:~ dopo gli stutli dcl 'PASTEUIL
ln :-:cguilo il haeillo dcl cnrhotH:hio fu quasi {~onlentporn­
llf!:llllClliC eoJtivnlo llCÍ lllCZZi arlifiei:tli da PASTEIJH C da 1\0CII
il qunlc per printo hcne ne osscrvil c studi,·) In sporificazionc
;!,'ih nc\1Sfl0 intrn,·isln dai DELAPo;-.;os.
TI PASTEUH i11oltrc lr,)vú chc la colturn pura di qucsto tni-
'~robio nwnticnc In virulc11za in tulli i pa~snggi conscculi\'i,
dimnst1·ando cosi coll' cspcrilncnlo la \'(~rit:'t dcll:t supposi-
zinnc di PoLJ .. ENDEll c dclln nJfcrmnzione di DAVAJNE.
li hncillo de! cn.rbonchio cmnlico (bacillus autllrads) i: 1111
grosso hastonecllo ad cslrcmitú arrotond:tlc, lungo 3-Hl t'·'
largo dn:a 1,5 /'·' H <JU:llc ll1ülliplicnntlosi nci comuni mczzi
1:nllnr:1li d:'t luogo alJa f'onnazionc di lunghi Hlnmcnti. assai
JlllllH!rosi cd intrcecintl- tncntre svilup-
panclosi nell' org-nuislllo formn dei fila-
menti hrcvi composti di duc o trc adi-
coli dirilli, ciascuno dei qunJi prcscnla,
in quest,o cnso, Ic cstrcmilú qunsi rcltnn-
golari come si vede nclln fig. G;j nclln
qnalc l: rnpprcscutnta ]n milz:J di un topo
n1orlo di carhonchio ossen·nta :li nticro-
scopio.
Osservnti in goccia pendente, i liln-
tncnli appaiono quasi omogcnci in tulln
la Joro lunghczza, e per vcdcrnc i singoli
dcmcn\i e ncecssnrio impicg~ne unn dcholc quantilú di Ince.
Sono jnllnobili c quando J'ossern1zionc vcnga portnla su mn-
tcri~lle lolto dn una cnltura ohliqnn in a:.;ar di qu:tlclle gim·no,
pc~l'llll'llc di sc.orgcrc. nciJ' interno dei protopl:tSIII:t nlicrohieo,
- GO -
dei corpiccioli ovoi<lnli, splcndcnti, chc sonc lc SJ>orc (fig. GG).
Qucslo microrganismo si colora facilmente con tutti i mczzi
solili c resiste nlla colornzionc dcl GILH!. Prcparnnrlolo dai
sangue o ela un nitro sueco di organo infetto, se si colora con
una solnzionc i<lronlcoolic~ di fuxinn, o mcglio cou fuxin~ lc-
nica o col liquido di E<<nLICII e successivnmentc si dceol"rn
per pochi sccondi in nlcool a 00°, si puà osservnrc il hncillo
circondalo dn nna C\'idcntissinw capsula che fu per In prima
volln osscn-nln <lnl SEH,\FIXI ncl JSSS. 11 bncillo si riproduec
per scissionc e per sporifieazionc. Qucsl'ullilna ha luogo solo
in prcscnzn. di una gntndc qunntit:'t cli ossig:eno nd una tem-

Fig. GG.

pcratura <li 16° a ô8°, onde per otlcnerln devonsi colth·nrc. i


microrganisn1i sui mezzi nutritivi distcsi in supcrficic, eomc
l'ngnr ohliquo, la pntale ccc.
Nel brodo si sviluppn in fiocchi filamentosi, chc con piccolc
scosse si possono fnr c~Hlcrc :1\ rondo n cui, anche in riposo~
<lisccndono poco u poco dopo qur~lchc lctnpo, l~sclnndu chiara
-il brodo.
Sullc piaslre sia d'uonr ehc di gelatina prcscnta colonic
carallcristichc, chii1.mnle testa di J11erlflsa, aYcnti un nuclco ccn-
trr~lc da cui pnrtono rnnllissimi filamcnti illtrccciantisi a guisa
<li cnpelli ondulnti come é di;nostrato dalln fig. G7.
:-lelln gelalin<t per infissione, lungo il lralto rlcll"ago si dipnr-
tono numcrosi, sottili c dclicati filamenti orizzontnli che danno
alla cnltnra l'nspctto di nn albero di Sa.lurno. Dopo qualchc
tempo, qucsto vienc graclatnmenle clistrutto dnlla rusione dclla
gelatina chc comincia dnlla superficic (íig. GSJ ..
·- 70 --
~ull"a!J"'"
ol>liqllll clil una pdlicola sp,ssa la qnalc si slacca
per tt·nlli ahbastnnza cstesi.
Snllc patnlc: si s\'iluppa rigoglioso, con l'ormnzionc di mollc
spore c inYccchiando assume un coloriln licvctucntc hrunaslro.
Ncl /alie si sviluppa coa!(ul;llHlolo.
Anehc lnlli ~li al!ri mc,.zi nult·ili,·i pcrmcllono lo sviluppo
di queslo microhio.
Soltracn<lo rossigcno dai mczzi cultHrnii non si SYiluppn
1

all"allo, onde e 'lrcllamcnle aerohio.


J~ parnssila l'ncoltnlivo gütcche vi\'c nl
cliruori clcl1'nrg:1nísmo tn·c pcnclrn n pro-
dur\'i I'iurezione spr.t:iJica, S\'i\uppnntlosi

Fig. (;7. Fig. tiS.

ncl sangue, O\'(~ trova l' ossigcno IH:ccssnrio, c mai nci pnrcn-
chimi, se non i11 scguilo nd enlotT:tgic vnsnli.
1~: patogeno per i conigli Ir..: C:1vic, i topl hinnchi, per i bo-
1

vini, gli ovini gl.i cquini c per l'uon1o ucl c1ualc produce la
1

cosidclla pnsto/a nutli(!ua.


11 eanc C a<l esso rcsislcntissinto: i1 n1nialc C rcfratlndo c
cosi purc lo sono :llcuni Inonloni d'Algr.rla .
.ln gcncrc l'inncsto snb-culanco d'u11a piccola qu:tnlit:\ di
cnllnra virnlcnla, proclncc la morte in un tempo variante ela
.~~li
ore !1 ··l-5 giorui. Quc!;ta a\'\'ieuc per scllicocnlia. ·~'-
- í! --
L' aufOJISitt rh·cln una zonrt d'cdcnw gclntinoso nltorno ai
punto d'inncsto, in cui si riscontra il hacillo spccifleo. Si no~
tnno forti ,·crs<.uncnti cmorr~gic.i nclle gr:11Hii caYilü, i\ cuore
C ripieno tli s:tn~tJC Iwraslro. il feg:1to cougcsto. la milzn lur-
gida c spnppolahile. li sangue c i suechi dei dh·crsi organi
sono invasi dai !Jacilli, d'oudc si possono Inetterl! in C\·idcuzn
col mctotlo cullurnlc " con J'ossl'!'\'!\Zionc lllieroscopicn. sc-
gueudo le 1·cg-olc e h~ enntcle dcserittc.
Ln \'i:J principnlc di pcnclrnzione nell' organiSlllO :(· crnclln
nttraverso soluzioni di continuo dclla cute c dc!Jc tnucose.
Neli' i:.t.it11to d'J:;icnc di Padova si conscr\'nnn dei prl'pnrali
dimostrnuti conte .il c:1rbonchio possa pcnetr:nc anche per In
,·i:l dei polmoni c p:ts:-.are .ncl snn~uc, pur last.:iando inlaltn
l'epitclio dcgli nlvcoli. Sono sczioni di polinnnc di topo cui
s'crnno fnttu inr~lan: dcllc sporc di carhonchio: in esse si nota
chc H conncltiYO clnslico chc circoncla Ja mucosa l>ronchialc
c<l alvcolare C lr)fillrato dai bnci1li caratteristici, n1cntre la mu~
cosa stcssa non prcsenla :Jilcrazioni inliammnlorie npprczzai>ili,
nê lesioni di continuo.
ll cnnalc gnslro-cnlcrico rnpprt•scnla pn1·c nnn \'in <li pCilC-
lrazionc tlel germe <1cl earbonchio, csscndosi nolnti ntolti casi
in cni <legli nnili1nli acquisirono la m~latlin senza scgni <li
lcsioni csternc, paseolnndo in tcrrcni riscontraii inJ'etli.
}\clruonlo l'inJ'cziouc da cm·honchio nv\'ienc speciainlt:nl<'
per l:J ente cd nllorn ai ptlltlo cl'inncslo l'ormnsi la pnslnla
1nalignn: nll' autopsia si riscontrnno nnchc uell'uomo ll! earnl~
lcristichc lcsioni dcscrillc piú :tddlctro.
TI hncillo dei carhonchio si attcllna per nzionc di akuni an-
liscltici, ele! la Ince, clelln prcs•ionc c clcll' :Jlla lcmpcralllrn:
csposto per pnrccchic g;elll'rnioni a ·10". il i>acillo perde la
proprietú di sporHlcnrc e si trnsformn in una ,·nrietú cite si
1nolliplica c Yivc nclle stcssC'. condizioni di attenunzione: essa
nllora non rilornn aila primiti\·a virulcnzn se non dopo ripe-
tuti pnssaggi in nnimali rccettivi, incomincinndo da quclli piú
sensibiiL come i lopolini nconali.
Approfiltanclo <li laJe proprielú c dei falln chc il carhonchio
non C una. malattia rccidh·ante. il PASTEun trasse il uaccino
wllicarbonchioso. ~lcdiante una csposiziotH~ neila slut'a a 42".
di una hrodoculturn, cgll ottcntiC un Yirtts fisso c di nttenua-
:donc ,·arin sccondo il tempo di esposizione. Ú qucsto il con-
ceito f'ondamcnlnlc dell'otlierna vnccinazione nntic:trhonl'hhsa.
Oggi \''hanno in comuH.:rcio (luc spccic di vnccino, uno {orle c
l':lltro clclJoll!. Qttcsla secondn (tllnlilú, o primo unecino! si inoculn
d~lpprimn L: (lopo dieci o dodici giorni si inocula la qunlitú
piú forte o secoucln uaccirw: alcuni giorni dopo quesl"ultima
vnccinnzionc, l'inlinunitú ô slnhilita pet· 2 u 3 nnni.
Scgn<:ndo lc cspcric11zc <li BEJnu:o-.G, lo SCLA\'O, 11 ~IAHCIIOI'X
c i! SonEnXI\I:Dl -hanuo preparato dei sieri dcl sauguc di nni-
.- 72 ·--

mali v:1tcinnti eon il mcloclo l'ASTEUn i qnnli }H'J'(\ nonnstnnlc


nlt.:uni risullati f:tYOI'C\'oli chc pare se uc siauo nllenuli, ancora
non de.scono :1 pcnetrnrc trionfatmenlc nclln :.;randc praticn
Lerapculit".a e profil:.lltic:l.
]j J"iCO/loSeilllCII!CJ (}'tlll c.nSO di C:l1'h0llChiO e_ facile nJ h::tCIC-
I'iologo: h:tslando rcsnmc clcl sangue o dei sncco spknico, co-
lornto o mcno. a dar la eertczza di din~uo~i: quando ogni
duhhio non si:~ gi:'l sl:1to loilo clallc lcsioni anatomichc carnt·
tcristiche.
Se per(·) si trntt:1 di csamiunrc un mnlcrinlc sospetlo ntd
qua!e sin g-i:'t iuizinln la ptttn:fazionc, polcu;lo in~encrnrc cou-
fnsiouc 1n prcscnza dcl IJacillo sollilc o di quak.hc prott·o, al-
l'csamc microscopico ú ncecss:trio nggi11ngcrc la pro,·a cultu-
ralc e 1:1 inocnbzioue ncg"li :1nimnli.
La }Jl'ojilassi dei c:1rh;~1H:hio si hasn sullc conosccnzc biolo-
~iche dei mkrohio c del tnodo con Gtti csso infclln i tct-rcni.
in questi l'infczionc ú daln dai cada\'Cl'l ivi scpolli di soggctti
carhonchiosi: secando P.\STEllH lc sporc dei gcr111c sono portntc
nlla superfície dclla krra per l'azionc dei vermi; c inJ'atli lc
ditnostró nlla sHpcrli<:ie d'un terreno sollo il qunle da 12 anni
crn statn scpolla un!l vncca carhonclliosn. Da ciô risulla pre-
cisa l'indicnzionc prol1lallicn di :1hl>rnciarc i cnd:~vcri carbon-
chiosi, o di Sl~ppc11irli ravYolgcndoJi con grande quanlit:l. di
calce \'i\·n.
l.>cnnncialo il caso, si prov,·edn :111:~ disinl'czionc dclln slalla
che :11.:cog-lieva l'anilnnlc~ con una soluzionc di suhlimato nl
:~-5 °/ 00 c alia comiHISiionc dcgli oggclli di poco Yrtlorc contcnuU,
lllCtteuclo poi in osserY:lziotH~ gli nllri nnimnli. Se l'nnimaJc
morlo nppm·tcne\·a :Hl una n1a;Hirin, pu(, riuscirc utilc ricor-
rcrc per gli nltri :tlln Yaceina;r.innc nnticarhonchiosa, la Cjualc,
se hen pratical:1, put'> il11pcdirc un'nltcriorc <lilfusiouc dcll'in-
fezionc frn Jc allrc mandrie c in lnoghi inununi o poco ntlnccati.
~ci casi di pnstola 1naligna dcll' uomo, oltrc alia cura anti-
sellica loc;1lc, si puô ricorrcre a uno dei proposti sieri anti-
cnrbon cll i os i.
La rcsislcuzn dcllc 'JlOl'C di c~rhonchio, chc si puó rilcncre
la mag-giore di lullc (lliCile degli nllri microrganismi, e la raci-
!it:\ con la quale cssi si possono ottcncrc, fa si che i hactcrio-
logi se uc servano per saggiarc l'cflicacia dei tnczzi di dislru-
:donc dei microhi, cioC dei disin{ctlnuti o degli apfutrccclli di
disin{c:ioue.
Per rn.ecoglicrc l:lli sporc, si fa sviluppnrc Stt agar ohliquo
o su p~1tatc, a :~7'': unn eultura di cnl'honchio di provatn viru-
lcnza. Di essa si t'a una emulsione in :ICfJtln stcriliz;~;nta pcl
saggio dei disillfcllanti li(Jttidi, oppurc di quesl:\ si fanuo il~l­
hcvcre dei fi/i di selCl chiJnicnmcntc pud c slcrilizzati, lngliali
nlb luughczza di l em. o dcllc lislct·cllc di c~l'ia d:~ filtro o
dclle J!Crlc <li Boclllia. Qucsli prepar:~li, cssiccnli :t!la slul'a a
- n ·-
::;o cu. si espongono nll'azionc dei disinfettnnlc dopo dcll"
qual c si (~samina la ,·ilalitú c la ''h'ulcnzn dellc sporc i 111-
picgntc. ParJando dclln prova dcg1i apparecchi di disin rczionc.
dcscrivcrctno il modo di usare qucslc sporc.

JL\CILLO DEL C.\HilO:\C!IIO SI:\Tll:IL\TJCO

Il cnrbonehio siulumalico l· onn nwlnltia cite colpi::.ee spc-


cialmcnle i hoYini.
In v<~d punti dei corpo rli essi c spccialmenle Ill'llc p;n·ti dm·e
sono spessi gli str:tti Jnuscolnri, si S\'iluppnno rnpidamcntc c
con produzione digas. dei tu-
mori circoudati da cdctnn. I
muscoli sotloslanti YCngono
disseccati dai gns, c i linratici
si tumefnnno ed infillrano lli
lic1uiclo sicro-sanguigno.
:\ci lcssuti c uei prorlolti
dei tumori si pull isolare !'a-
gente specifico (bacil/11s Chcw-
uoei).
I! bacillo rlcl carhonchio
sintomntico !-iÍ prcsenta come
Hn basloncello a forma di
claYa, clcterminnta. dn una
spora tcrminalc (fig. W); essa
C ntobile e provvisto di ciglia Fig. 69.
lllllllCI'OSC.
~ell'essndato pcritoncaic prcsr.nta f'orn1c hacillnri, clircttc,
corte, isolatc, o n cntcuclh.•, o a gruppi.
Si colora con i comuni mczzi c non col 1nctodo di (lru;u.
OsscrYnto in goccia pcnclenlc si ,·ede chc In sua Jnobilitú
1

pr~sto nrrcstata, per prcscnza dcll'ossigello.


E anacrobio, onde si puó co\tivnrc solo ncl ,·noto o in pt·e-
senza di gas indiffcrcnli.
Si coltiva henc ncl brodo cHi si sia aggiunto 1'1 °/u di gelatina
c giHcosio e ncl siero liquido dilui lo con rlell'acqHn.
Sn piaslrc di gelatina prcscnta dellc colonic rotondeggianti
che fondonn rapidamente.
In <lffrlt per ill/is,,ioHc tl:"t svil11ppo n hollc di [::tS.
Sono recellivi ai carbonchio sinlomatico i hovini e ~li O\'illi c,
tra gli nni1nali ela 1nhoratorio, la cavin.
Il coniglio (_~ qunsi refrnttnrio, a n1cno chc non \'enga inocu~
lato i1 tnicrohio insicmc n cullut·c cl'altri tnicrorganismi, come
i piogcni, i p1·oki, ccc. o con trimctilanunina o sol11zio11c al
5 °/ 0 di aciclo lallico (1\0GC,R).
"'cll'asino, ncl cav:~llo, ncl rallo bianco l'inoculnzionc pro-
dHce solo accidenli locali di poca cntilú.
-- í I --

~(HlUrC'frnttari l'uomo, il c:tJJt', i! g·allo, iJ maiaiP, g!i uccclli.


\J:Ltn:.;!;: Coli:\1·.\'IX e Tuo.n.\s h:t11no fnilbril'nt~· dcllc polvcri
v:tcc.iuanti triturando i Ltunori, dissct~c.andoli dopo :-:taceiati, per
pui poiYerizz:lrli.
Lc pnlveri I! anuo duc Yirulenzt: div(•r:.;e u s~·couda dcll:t lem-
pcralura eui sono st>tiOJHh(l'. Con (~ssc "i inocul~luo, nll'cstrcntil:'t
dclla cuda, i l10vini. eolllinciando eon il malct·inlc llJCilO drn·
lento.
BACILLO Ill;u; EllE~I.\ ~L\UG;.;o

(hH•sto 111icrohio . . . i riil"o\'a in quei proct·<.;Si eilc \':tnno sotto


il IHllll<~ di [!llll(ji"('Jlll (J;iS.\'OS(f, St'IIÍCI'Illill !)tlllfJI'r.11oS((, CCt'., C ill

Fig-. /0. Fig. 71.

cssi fn scopcrlo ucl 1377 <In ] 1,\STJ:l'H . .JovnEnT c Cu.urnr-:nL,\~1>,


cllc ~li dicdcro il !lOJIIC di oilJrionr sc!lico.
lJ:1 };t forn~a d{ hiiS(OllCClli }ungJii r>-1;-) .''· COII esfrClllilit a1··
rolondat<' (: pit'1 sottili di (Jl!CIIi dei carboucloio sintouwtico co11
i qunli Ycnncro lalor:l confusi (lig. iO)
Esso C mobile. pro,·visto di ci.!...;li:l, spodg<~no cd an<·orohio.
Ln spora si trova nella md:"t della ltlllg'lie~za <kl hncillo dovc
determina un rigonfi~11nento dando :11 bacillo ~~c~so la fonuo.
di nna spola (closlridio).
:\'el ~anguc c nci lcssnli nssunH.~ la forma di lunghi c lor-
tuosi Jilanw11li (lig. 7ll. :\cgli cssudali presenla deJic forme lllO-
hili c di configura~ioue assai v;tri:lla.
Si l'Oiora con i eomuni mctodi c 11011 SC!IIJH'<~ resiste nl
GH.\:\1.
:Xel brodd si s\'iluppa eopios:unenlc, iulorhiclnndolo c dando
luop;n a gas di odorc ltnllscanlc.
Su piustrc di at'lalilw si formano dcllc piecolc colonic JJian-
- 75-
chiccic, irregolnri, fonclcnti rt1pida1ncntc e che osscn·t1le a
huon ingrnn<limcnlo si mostrono formate di molii fllamcnli
intreccinntisi e n1obili.
Nellc in{issioni i11 ge/olin11 si formano dellc i>ol!icine chc
presto GonllLdscono per la fusionc dei mczzo nutrili\·o.
Nellc infissioui in rt{)rtr i gas che si sYiluppnno, fcndono il
tnezz.o in varie dirczionL
:;o no rcccllivi ai l>aeillo dell' edema maligno I' uon10 e gli
animnli di laboratorio, lra i quali pcró il cane al<Jnanlo rc- c
sislcnlc.
Jl c:n·allo . l'nsino, gli ovini, il gallo sono poco scnsihili.
Gli uccelli sono qunsi rerrallnri.
Il vibrionc sellico é molio diO'uso in natura alio slalo di
SjlOl'U, llClia pOI\'Cl"C Slradalc, ncll' izWlUIS, CCC., C }' illfCZÍOilC
nnturnlc nvvienc per la pen.ctrnzione di csso nclr orgnnismo
per soluzioni di continuo.
Le sporc risc~ldnte ad 80° o invccchintc, non uecidotJO gli
r~nimali se non inoculnte insiemc nd ncitlo latlico o a microhi
saprofili conw il buci!lus prodigiosus.

llACTLLO DELLA DIFTEHITE U~fANA

Qucsto microho 1'11 osservnto nellc pscudo·nlcmhrnnc dil'lc-


rie!Ie dai l\LEHS ncl lRS::, isolalo ela LoEFFI.IoH ncllSSJ, sludi~to
complctamcnlc da llot;x c YEHSIN nel ·1838.
Nclle cnlture rrcschc c negli essudati difle1·ici colornli. i lJa-
cilli si p1·cscnlano co111e sottili f,asloncclli, diritli o licvclllentc
ctu\·j, con lc cstrcmilú arrotondnte, clisposti (1unsi a pnlizznla,
cioc l'uno pnrollclo nll':Iltro c qunlchc volta n <lue di scguito
(lig. i2), avcnti lnlora dellc inkrruzioni carallcrislichc ncl senso

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Fig. 72. l'ig. í3.

tlella lunghczzn in Inodo da assnmcrc l'flspctto di c:llencllc


com poste <li bncilli corlissimi !fig-. 73). Nellc culturc vecchic cd
nnchc ncgli cssudati prcscnlano dclle forn1c di involuúouc, a
- iG-

clavn, n doppia clava, o piril'onni: con gr:1n111i polari che si


colornno piú intensamente. Non sono sporig:cni.
Sono sprOYvistí di ciglia c pcrciú inunnhili con unn Iun-
1

gllczzn pei rrcschi di 1)-2 i'· 0. per gli inYolnli di 2:5 ,fi. per O,fi l'·
di 1~1rghezza,
Si colornno con i mczzi solili c rcsistono nl rnctodo clcl
Gt~Ai\I. Comutwnwntc si usano per csso le spe:cj:tli color:1zioni
chc dcscrl"crcmo pit't sol lo nclla pnrlc chc riguardn In dingnosi
c.li tnle iurczionc.
Qucsto lJ[ICilln C nc,·ohio, c1l in al{~Ltni lcrrcni nntrilivi h:1
sdluppo cnratlcrislico. Ncl brudo prodttee un lif'YC intorbida-
Incnto dato dn piceo1i grnnuli spccialmcnlc aden~nti ~lilc pa·
reli chc poco a poco cn<lono ai fondo lasciando il brodo Jim-
pido; unn parte di cs~;i rimanc alia supcrfidc forman<lovi una
pellicnlct sol\ile chc flnisce poi per cnderc anch' essa al fondo.
lo noleYolc chc il hrodo, appcna i\ bacillo comincia a svilup-
JWrsi, divcnta spiccat:uucnie ncido 1 per rilorn:1rc poi alcalino
dopo qnalche lempo, nlc:llinitil clle é donlla :llla formazione
dellct tossinn c nc é l'indizio.
Nclln gelatina per infissionc si fonnano lungo illrallo dcll'ago
dclle colonie a grnnnli slnccnti.
Sulla supcrflcie dcll' ct!]ar gliccrinnlo si nola uno scnrso svi-
ltlppo litnitnlo nlla zona di slriscinn1cnto, composto di piccolc
colouic grnnulnri, i.solatc o con1lucuti, hiaucnstrc c lucenti, In
Clli parte CCntrnJe e piÚ SpCSS:l c:d opaca. Quando il hnciJJO Si
e ndntlalo ~llJn Yita saprofilica lo S\'Huppo Sll :_1g:ll' C piú rigo·
glioso ed ha form:t di patina biancastra.
Snll'Ctl)<lr comnnc si s,·ilnpp:l assai stenlntamcnlc.
Sul siCI'O so/irli{ic<l/0, SWlj>licc o glicerina/o, lo S\'ilnppo e piú
rapidn chc sngli :1liri mczzi; Jc colonie ví app:liono gi:l dopo
15-20 ore, punteggiatc, grigiaslre, colla pnl'lc ccntralc opaca
cd in:;ialliscono col tempo.
Si svilnppa scnrsamentc sn gc/alilla al JG 0 / 0 n 2•1".
Ncl laflc si sdluppa scnzn con~ulnrlo.
Sullc patntc lo sviluppo C moltÕ stcntnlo.
Ln rliaunosi hncteriolooica dclla diftc1·itc si hnsa sui cc:lratlcrj
morfologici e cullurati de] n1icrobio.
La raccolla de! uwtcrialc a scopo dingno~tico si pratica stnc-
eando la falsa memhrann o qunlunquc sccrezionc sospclta co]
mczzo <li nn hcttull'olo di cotonc fissnto a una hacchclta di vc-
tro o di lcgno, slcrilizzala ai \':lporc a 100" per mczz' ora,
tlopo :wcrhl intro<lotla col baitlfl'olo in nnn provctt:l, nl collo
<lcllc. qualc si fissa con dei colonc. Appwa raccolta In mcm-
hr:utu, si inlrotlucc il baluiTolo nclla pro,·ct.la chc si chiu<lc
c.:.ou un cappuccio di gotnma forato ncl 1nczzo pel passaggio
<lcll:l b:lcehcl!a; si lrnsporla quintlí il tntto ín lahoralorio .
.TI VAr.AGtJss.\ consiglia l' uso di balulfoli di cotonc idrofilo
slcri1izzali imhevuli dei terreno di cultura di ScuLOPFEH (agur
1
- ií

pcptonizznto ai 2 °/,. 2 parti - urina stcdtizznln 1 pnrlc, cu i si


aggiungc il t> 0 / 0 di gliceJ·ina), o in agar gliccrinn.lo. Dopo la
!'Gccolln, i baluiToli si portano alia slul'n a :no pet· 12 ore e
quindi SC 11C ra l'esamc lllicroscopieo C Clllillrnlc.
L'csclli/C microscopicfl si pratica sfregalldn liC\'Clllcntl: il h:t-
tnffnlo infello su un Yetrino ovc si distencle ilmntcrinlc. nssan-
<lolo posei a c colorandolo con il ntclodo di Gn.u1 o con tlllO dei
sc~uenli:
1ifclotlo tli LoEFFLEn. -- Consiste nclla cnlorazionc dcl prcpn-
ralo con il blett di Locf'1lcr che conosciamo.
lUetorlo di H.ou:s:. - Si usatiO lc saluzioni scgucnti:

A) \'ioletto di lhhlia ~r.


Alcool e. (', lll
Acqua tlistill:lta e. c. !lO
B) Vcrclc di meti te gr. 1
Alcool a noo c. c. ]()
Acqun tlistillata c. c. !JO

Si mcscolano clnc parti <lclla soluzionc A con nnn della so-


luzionc B c con qncslo miscuglio si colora un \'Cirino su cni
ú stata <lislcsn c fissnla una pnrticclla di mcmh1·ann cliftel'icn,
teuctHioYelo immcrso per un minuto. Qucsta colora . . io11C si
r.onserva a lungo.
},1etotlo di \VEIGEHT. -- ct) lmJncrsionc dei prepnrnlo ncl \'ÍO-
Ictto di Ennucn per 1/ 2 mi11uto;
b) lmmersione nel liquido di Lur.OL pc1· 2 minuti;
c) ltnniersionc per mezzo n1inuto nelln 11\iscela di \Vm-
<.EnT, composta d' unn pnrlc di xilolo c <lue pat·li d' olio di
anilina;
<I) 1\ischiaramcnlo in xilolo;
c) Inclusinuc in l>aisamo dcl C:lltnd:'J.
Qucsto n1etodo ha il Yantnggio di colornt·c nnchc In fihrina
dcllc pseudo-membrnnc.
1\fc!odo !li 1'\EJSSt~n. - ()ucsli fondandosi snll:-~ prop,·icl:'t t•.hf~
hnnno i hncilli diftcrici di prcsent:n·e i eosidctli gr:lntlli po-
lnri chc giú nhbinmo descritto, usn il scgucntc melado di cn-
lorazione:
Hisognn nvcrc anzitutlo dcllc culturc frese h c in sicro <1 i s:ln-
guc di J0-2·1 ore n 3:1°. Quindi si prcpnrano lc dtH! seguenti so-
luzioni:
i\) Blcu <li mctilenc gr.
Acqu:l
Alcool
A c i rlo accLico
B) Vcsuvin:-t
Acqun dislillnla
Solu .... ionc l'all:l n r.aldo P. filtrntn.
-78-
llis10.so i! malcrialc sul Yelrino c lissatolo, lo si mclle pe1· 2
secondi a conlnllo colln solnzione " e per •J-15 secondi colhi
sol11zionc b. N{d taso di hac.illi dil'krici si \'cdranno i gr~Hlu1i
polari colorati inlensalllcnte in blen ed i! corpo bncillarc in
bruuo pallidn.
Pu)Ili~OWSI\.1 iuYcce ehc ncl lJ!l~ll ra:ido imntcrg-e il prcparalo ncl
hlcu uicnlillo di Locf'jlcr passando per n1czzo minulo :tlln fiam-
mn~ quindi scolora con :1lcool acido per acido acclico nl
:; 0fn e enlorn i11fi11c il {:orpo i>:lcillarc con soluzione ncquosn
di eosina til 1 llfo per ·tn :.;ccondi.
T:de color:tzinrH! riesec con bncilli eollivn!i in qn~tlunqne
lcrrCI"Lf} nutrilivo c non oeeorn~ ehc la lcmperalnra durante lo
svi1uppo si~l ritnasla e.nstaulc a:~;)().
Lc enlturc u sCOJlO diuutwslico~ si pralicano psc:Jusivamcnle su
sier0 solidilieato. Si p1·elc\·;t dai li:lluJTolo inlriso, Ulla particella
dcl mnlcriale cnn un'ansa di pl:1lino c la ~i ~trisdn xu la su~
pcrficic di un pri111n tu!Jo di sicro c pni: scnza reinfclt:trc
l'nnsa eon un nuo\·o Jll:tleriale~ la si p:1s~a !-illcecssiv:uncntc in
:1Jtri r, O (i tubi. Qncsti si lllCIIOJJO lH.•.JJa ~I11J'a a :~íQ C si CS:lllli-
nann dopo 2·1 ore; se csistono cnlonic <lif'lcriehc. esse snra11no
giit nppnrsc c spt~cialmcnlc nell' nltimo luho piú isolnte c cli·
stinlc, uwntrc gli nltri lllicrorp:nnisnli. chc fossc~ro per avYcn-
lnrn nssociati, non a\'ranno rt\'uto nncorn S\'iJuppo, o tullo nl
píú sí snrnnno S\'iluppat(~ dellc colonic: di cocchi, sulic rJll<lli
rcsnme micrnseopi<:o toglic ogni duhbio.
Alio scopo di detcnllinarc il grndo di \'irulenza di un ha-
cillo ddla diftcrile: se nc fn una cttlllll':l in hrodo c .quindi,
clopo svilupp~tta, se uc inocula solto In eu te di ttnn radice un c. c.
Un l>adllo di forte \'irulell7.a uccidc In ca,·ia in l'ircil õ\0 ore;
se h:-t virulcnza mcdi:l, ln uccidc in 2 a 5 giorni; se la viru-
Jcnzfl C pocn) la ntorle ~n·yicnc solo dopo 7·10 g.iorni.
Il hncillo in nalttrn ô virulento solo pt~r 1' nomo, in cu i de-
tcrminn le .lcsioni ca.rat!cristiehe clc\Ja dirt,crite, accotnpngnnlc
dn] quadro clci fenoJncni gcuernli che sonn <JllCI1i dcgli av\'clc-
nnmcnli aculi. Nei casi di cliftcritc scarlattinosa vcnnc trovalo
in associ:Jzionc alio slrcptococco.
Si puú riprod11rrc spcrimcntaJtuente la malattia nellc envie,
nci conigli, nci piccioni, nci gntti, nci ca\:alli, I lopi c i ratli "<
souo rcl'rallari.
Nellc Htucosc dcllc envie si possono ollcnerc lcsioni locnli
dd lnllo simili a quclk dcll'uomo; canslicaudo, per cscmpio,
l:t vulva d'tma cavja c soll'rcgnndo I' escara con una eullura vi-
rulenta dcl haci11o, si producono dcllc l'nlse ntcmhranc in eui
si possotto nsscn·arc i hncilli r:1ggruppali, colllc per I' uomo~
ncl modo earallcristieo deseritlo. Jnoeul:tnrlo unn hroclneul-
lllr:l Yiruknt.:l solto la eule di una C:l\'i:l, ollrc ntl un cdCHl[l
cslcsn lne:de, si producono (lnpo ))I'C\'C lcmpo dei falli gcnc-
r:J!i~ lr:1 c.ui la par:disi del treno posl~:riorc c la pnr:1lisi c\cllc "'·'
-70-
· cor<le voc~li, rivcl~tn dn nn ::;rido pnrticotMe che In enYi:t
cincttc qtHHHlo Ycngn toccnta. Tnli fnlti sono do\'uli: come i
fenotncni g-eneral i ncll' nomn, alln pcnC'lr:1zionc in cireolo clcl
velenn spccifico cl:>ho:·ato dnl microhio - la /O.>'ilw diflr.rir<t,
messa in ed<knza la primn volla dnl 11ot.:x..
Il HEIIH!S<T, seguendo la proprict:l che llnnno gli org:111i"n1i
fli :Jhittwrsi anche rti Yclcni auimnli - lllifritlati.'w1n - imm11~
11izzú poco a poco con dosi crcsccnti di toxina dirtcricn dcgli
nnimali, per trarrc dnl snngnc di qttt~sti un .sicro profi\attico c
curt1ti \'O conlcncnle un'allfiloa:ina formatnsi ne\1'orgnnismD per
n.zione dclln toxina introdoitnvi a scopo <l'immunizzazionc.
Scnzn disculcrc l'efficada di CJUCslo sicro. onnni entr:lto nclln
pratica comunc con tlOIC\'Ok vnntnggio: riconlinmo clH~ csso
dC\'C CSSCt'C llCIIC r:ll'll1:1CÍC l'ÍilllOYnfo ogni (i-lllCSi al111e110 C
chc nct \'Olnmc di !1-10 e. c. dc\'C conlenerc 1000 a :íiiiJII U. l.
(llllilú illlllllllli::anli). L' unil:'1 illllllllllizznnte ê In (ft1~1nlilú di
:1ntiloxinn contcnu\:1 in une. e. di sicro di Sflngue cnpncc di
nr.tranlizz:lrc 100 dclk piú piccole dosi di toxina haslanli :111
nccidcre un:t cavin de] peso cli 250 grammi (tlosi mi11i1nc 111or.
tu/i). Onde un e. c. di siero di sangue cnpncc di nctrnulizzilrc
100 dosi minime morlnli diccsi siero normulc cd l: di(lercnlc
dai sicro dei con11nercio chc possicdc in gcncrc 100 o 1ij0 U. T.
per c. c.; e pc1·ció inoculnndonc 10 c. c. si ulilizzano 1000 o
l!iOO U. J.
La t'rofi/ussi <!dia <liflerite consiste ncll' isolnn•cnto dcll' mn-
lll:llnto c neila disinrezionc di lulto ciO chc vicnc con csso ;1
conlntto.
B,\CTLLT PSEUDO-DIF'I'El'.ICI E J1ACILL1
COSlDETTI llELLA XEI\OSIS
La clingnosi b:ttleriologica della dif'lcr·itc dclle f:tuei r. deth
eongiuntiva C resn dii'Jicilc dnlla prcscnzn dei hacllli pseudo~
clifterici e dei h:1cillo cosidctlo della xc1·osis nc1 sceondn e:1so,
tlci qunli prrciô (\ ucccssnrio parlare.
li !J(Icil/o JISCt/flodij'tcrico cllc Ycnr1c per la prillln ,-olt:l d(!·
scritlo da liOFF:'.IAX:\", si prcscnt:l per molli c:n·;l' tt.!ri identico n
qucllo diflcricol dal qualc si puô dirc ehc difl'edsca solo per
la nHlncn:JZa di Yirulcnzn, tanto chc sccoudo nlcuni non sa·
rchbc chc un bacillo diflerico :n·irulento.
Nmss~-:n ha pcrô dimostrnlo chc il bacillo pscuclodiflcrico si
SYiluppn hcnc nclln gclatinn n 1f)O c rigogliosnrnenlc ncll' ngnr
glicerinalo. ~cl hroclo poi darebbe tnogo ad un intorbiclamenlo
persistente.
Quesli cnr:1llcri cnlturnli non si riscontrano gcnerillmcnlc
ncl hncillo dil'lcrico.
11. bacillo tlclla .rr.ro.'\is 11011 nppnrc oggi come spccifko di t:1lc
r11a1:lllia lro\":tlldosi :1nchc in nltrc forme morhosc ne11l:ni r~
eomuncmcnle ncl seho ddtc ghínnclolc dei i'vleihotnio.
-~o-

.Esso ú morfolo~ienmentc idenlico :--~1 fliftc'..rico e dHferiscc clal


pscucliflerico }Wrt.:lte si sviluppa solo nd siero di snnguc n :-n".
1 crileri che dc,·ono g-nidare il ricerc.:llore nella dhlgnosi <li
diftcrilo sono i scgucnli:
a) La llisposi:ione a fi1'11JlJ>Í a V o a L cilc ô piú frcquenle
nei ilacilli diflcrici.
h) U< colturc irr sicro nel <pral" il hacillo spr.cifico si sYi-
lnppa rapidnmcnlc, l:llYoll:\ dopo 6-S ore c <!:'i luogo a colonic
piulloslo grandi.
r) La coloruzionc dei (ll'fllllfli polul'i secando il Inelodo
NEJSSI·~n chc pcnl ,·~ sicnrn solo quando Jc collurc sicno jn sicro
co:lgnlato a 100° e rin1a~tc solo 1fl ore ncl tcrmoslnlo n ~i 0 .
Jnoltrc H contallo collc :-;ostnnzc colornuti 11011 deve supcrnrc
il tempo indicalo dall'uutorc. Anche il h:1ci1lo pscudodiftedeo
e queiJo <lclla xcrosis possono presenl:n·e i gr:1.nuli polnri
quando 11011 si sicno :1.\'lllc Je pree:tuzioni dcscdttc.
d) T.a re{('::ionc ddlc cullttrt! in brotlo chc quando si lrntti
di h. vjr11lcnto nrriva dopo 2rJ-.JO ore ad uu grr~do di acidil:'t
!ale da r.guagli:trc per· lO e. c. di hrodocollura, 0,5-1 c. c. di so-
·
l uz•onc N
li) <1·1 ac.r<
. 1o so lfonco.
. Lc co I Jure <1·r I '· pe,ctr< I o< l i J' Jerico
l'ÍJn:tngono nculrc o diYCillrtiiO lcggcrntcnlc alealine. <)ucllc
clcJ bneillo delta X<'rosis nsstunono nua lcggcrissima nddil:.i.
. e)// inoculurione nrgli auimali scnsihili (envie, coniglio).
1·: dn nola1·c chc lalvoHn da 1111 c~sudato diflcrieo si pM:iSOIJo
:1vcrc colonic di l>:tcilli virulcnti cd allre di hac.i!Ji :;;pngli di
qnalsinsi virulcnzn. Per cui ncl fnrc qtH·.sl~t prov:t c\ nec.cssnrio
11011 limitare 1:1 ÍltOC.tJln.ziollc ocl 1111:1 sola colonia ma inoeu-
lnrc il prodotlo di ph'1 di una a vnri nnim:lli..

Jl,\OLLO DELLA TUnEIH:Or~OS!

c:cl 1SG~ il \'rLLEolll< dimoslraV;\ per In prÍlll:\ vnlln la il·n-


smissihilit:'t dc1l:1 tisi polmon:ll'{! tiproduccndo in Yad :1nimali
lc lcsioni e:n;lltcristichc nwdi:tHlc J'inoculaziouc in cssi di pro-
do! ti luhcrcolo:)i,
Ani\tAN:\'1 ncl 1Si2 confc.:rmava cou C!;pcricnzc pii'l nclle, chc
loglic\'ano ogni dniJhio, la spcdficilú c la lrasJnissihilitú clclla
tubcrcolosi all'crnlahl da '.'Iu.EJ1J;.J inoenlando nclla coruen di
conigli, ntinime e (jll:tsi indsihili pnrticdlc di prodotli cnseosi
di c11i crn intrisn 1:1 puula di un Jinissiulo ago d' necinio, colh1
qunle praticava punturc o sc.arHieazioni, sulln superticic dcl-
rorg-nno stesso. Egli cosl pote di111ostrarc chc coll'jnoc~!l~lzionc
di lali Jllillimc rfwtntitú di sostnuza cnseosn, dopo un certo JJC-
riodo di iuculmziollc si avev:lno f:1tli loca li e gt'llCrali:za:.ione dd
processo luhcrcolart~ alia n1ilzn, nl poltuone; 1Hini111c fJllUlllilú 1

itll!llhw:ionc e !JCill'rali:~u:iotlt' dtc fonnano la pictra ;111gol:lrc


-SI -

su cui si bas:1 il solido Cllifk.io clella natura infetth·n dclla 111:1·


latlia.
Ncl 187í ·qucslc espcrienzc oltencvano nuova confcrJna dngli
studi di Co"lllmi c S,ILO)[Oc-;sl;,; i quali pmtica\"ano !c inocu-
lazioni nella ca111era antcriorc dcll'occhio Ílli'CCC chc nella cor-
nen come :l\'C:l falto AtnrA~l\'1.
Nell885 1\ocu pubblicaYa la scopcrta da I ui falta delmicrohio
specifico, ch'egli era riuscito ad isolare e eolliv:1rc.
Il lwcillo de/la tubercolosi nei prepnrnli colora li C Jungo 2-H V
c spesso 0:3·0/, !'-· PuU csserc diritto o curvo a una lcggera S o
· :td uncino; j! suo proloplaslll<L puà prcscntarsi omogcnco o a
granu1í clctenninati da piccoli spnzi chiari ehc non si r.oiornno
conlpJetnmcntc c chc da nlcuni s0no nou giustnmcntc rilc-
nuti per dellc sporc, 1ncntrc i piú
li considcrano dei scJnplici \'a~
cuoli.
Ncgli sputi c nci tcssuti tllbcr-
cohtri, i bacilli si prcsculano o
n gruppi, disponcndosi p::1rnlleli
J'uno all'altro o incrociali in \"al"in
guisfl o raramente :l filamcnli (fi-
1

gura í<l). AJcuiJc fonne l':lmincate.


grossc, con estrcmitú rigonnc cd
altrc forntc di cortissimi bacilli
che si riscontrano tah·olla ncllc
culturc cd anchc negli SJHIIL sono
rilcnulc come forme in,·oluti\'t:
mcntre allri Je ritengo11o con in-
dizia chc il n di J\oc!l appar- Fig. 7,1.
lenga allc slc;>totric:ee.
1 bncilli della tubercolnsi, tnnto ncgli spuli cliP. llcl!c cuilurc.
si coior;tno con metodi specinli di cui orn dici:11110:
Mclodo I(OCII··I·:""ucl.f. ·- Si dislelldc il ""'tcrialc lolln d:J
una cultura o dai gnnni ~i:lllognoli di tJllO spnto, sehinccinn-
doJo tnl dllt~ ,·ctrini in modo (ht :1Ycrsi tiU sottil(~ stralo OJllo-
gcnco c si fissa i! prcpar:llo ;dla fiamllln..
Lo si imnu·rgc po.sei:1 ncl liquido di EBHLJCH~ giú da noi dc-
scritto, lasci:tuduvclo 2-1 ore n freei do:<: per 5 o G minuti a caldo,
tencndolo cir·C sopra un:t fli11nn1a nll'nltczza di 30 o ·10 em. fino
a chc se ne S\'Oignno dei \'npori OV\'cro sulln J'laline r.hauf-
fanle di lllnJassy.
Si pnssa poi per nlcuni sccondi in una soluzionc d'nciclo ni-
trico ai o:J "lo·
Si lava in nlcool comunc fino a dceolornzione completn.
~i colora con un colore di contrnslo in soluzionc acquosa.
~l lavn, si :tsciugn C si 1nonla.
Afloperando il liqnido <li EunucH con fucsina c scHcnrlosi
rlcll'ncido picrieo per Ja colorazionc dei rondo, SEJLIF!i\'1 h:l po-
TONZICi (~ ~'U,\'1'.-\. ()
- X~ -

luto ollcnel'C prcparnti non solo ehinri-.;'iim; ma durafuri. In-


fatli anchc dtlpo 1G anni rp1csli l:onser\'ano illoro eolore Jncn-
lt·e altri fatli conlcltlporaucamcnte, Ct)llt: solitc c.olorazioni dei
fondo: i>cnchú rouser\'ali ncll' Llcntic.o Jnodo: ~i sono dn pn-
rccehi anni allcr:lli.
Jlcloclo ZIElii.-G"\l~nET. - 1·: oggi il pill tlS~Ito, pcrclu\ assni
rnpitlo.
Si t·olor<l <1 caldo il prcparalo per,, o li minnli nclln J'uxin:>
di ZIEIIL, di l'Iti s'C p:trlato.
Si itnllll~rgc del liquido c! i (;.\J~l:ET:
aequa . p r,o
:licool p. ~o
acido solroricn . p. 20
bleu di JI1Cliler11: fino :1 s::ltttl·azionc
per 15-:~o sccoudi, finchi: il prt~paralo 1lopo l~n·;tlo ahhia nssnnto
un colore hlctt. Quc~.;to liquido hn \:1 propricl:·l di dccolornrc
per Ltcido solrnrico e I' :llcool tullc lc parti ehc non sinno i
bacilli, ed iusicmc di dare lltlH eolorazione di contrasto per il
hlcu di mclilt'nc.
Dopo l:n·ato: s'asciuga c si nton!a.
La (liagnosi bacleriulogica dclla tubcrcolosi si fn in gcncrale
dagli sputi, in cni per(, uon C sempre fucilc spccic se i .hncilli vi
1

sono scnrsi. Sono JH'Ci'crihlli gli sputi es('rcati almnttino. Come


dicctnnto, ncgli sputi dcvouo possibilnu·nlt~ sceglicrsi i frnm-
tncuti gia1lastri dc1le ntassc nummulnri, cotnc (lttclli chc sono
piú dcchi di hacilli. <Juando gli spuli nc eonlcngano pochi, a
L)-20 e. c. di c."si si :1gginngono :~0-'10 c. c. di acqua c uua (lllan-
litú di soluzionc di soda caustica all'l: HU bast:1ntc a discio·
glierc lo spulo nu~sso a hollire in una capsula di porc.clJ::um:
quan(lo lutta In massa ü divcnlata omogcnca, si nggiungono
ancora 2 vohllni di acqua c In si ahhnndoua per 118 ore iu un
hirchiere a calicc, si decanta c si cs:tlllill:t il :-;cdiancnlo nd
solito n1o<lo. Ovvero, per la maggiorc sollccitudinc, si pnü ri-
COITCI'{~ :dl:t ccnlrifugazione de] liftUido cosi ntlen11to.
Dopo un e:-;amc ncg:tliY,l deg·Ii spuli, 11011 hisogna cscludcrc
l:l prescnza in <·ssi dei IJadllo .spe<;ilko: si pratica :di ora l'ino-
cnl:lzionc ncll<~ cadc sollu la cutc e m:1i ncJ pcriloneo, ad
cdlarc pcri!onili seltil'hc n1orlali, per gli :11lri naicrohi chc
possono altrcsi lro\·:n·si ncgli ~puti. Se lo sputo <·~ tuhcrt'o-
lnrc, la cavia prcscnlcrú pit'l o Incuo presto i siulotni dcllu
mal:dlia.
11 pus dcgli nsc.essi lu!Jcr..;olari conticnc gcncralmcntc pochi
hadlli, otulc lu rü.:crca in csso uc C dil'ficilc c \':.11 IIH.:g1io ri-
correre ~lllor~\ all'inoc.ulnzione IH:lle ca\'ie.
Per slnhilire )a prt~senza dei h:1eilli ddla luhcrcolosi ncl se·
dimcnlo dcll'oritw. dO\'C di solilo sono scnrsissimi, dovendo!:ii
~?,·il:arc di ('Onl'ondérli coi /Jur.illi dcllu siJU'(J/JI(/ che ~i Ctlinporlano
- s:~-

e
jdcntiCf\I1lClliC <li fronlc nl mclodo di Colorf\zionc. HCCCSSili'ÍO
J·accoglicrc 1' m·jnfl possihilmcnlc estralta co lia si.ring[l sterilc!
in V[!Si skrili cd inoculare il rondo ottennto colla sedimenln-
zinne in luogo fresco, o colla ccnlrifugazione: sotto b. cutc o
ncl pcrilonco di c a de.
llESSE ha ltllimamcnlc proposto un mdodo <li dingnosi di
[ll"I!SCnza dd h. dclln luhcrcolosi, ncgli spuli dovc cssi sono in
s":1rso numero, chc \'!\ riconbto. Egli prepara nn rnezzo nn-
trilh·o cosi composto:
,\lhnminosi di HEYJJE;o.; (:\'iilrrs/.J/)'J. gr.
Clormo di ,o.lio
Glicerina . 20
Agar. 10
Soluzionc normalc di soda c. c.
Ac<[lla Liislillnln. c. c . lOCO
.Dopo sciolln b soslanzn rli l-JEYJJE" in pochi c. c. di ncqua
si ~1g;giugc 1:-t rc~tante ~\cqun c qnindi si sc.iolgono lc allre :-.r.-
stanze. 11 lntlo si fn cuocere diretlnmcntc sulla fiammn sorve-
glinndo l'ehollizionc c quindi si filtra dcntr·o :t!l'nutoclnYc.
Per l'uso si rn solidifknre tnlc agar slcrilizznto Sll nlltllerose
provcttc a l.>ccco rli clarino o in pi:~strc c si distcnrlc sttll:. su-
perfieic un grnnulo di mnco preso da uno spulo fresco <lcscri-
vcndo coll'ausa UI! giro conccntdco. L' agar si mcltc poi :1 37u
CYitando 1' cvapor:Ji'.ionc co\ colloc:nc Ic pi:lstrc entro nd unn.
cmnera um ida di Tn\D.\.LL, oppure chiudcndo i tuhi come per lc
collurc di h. Lnbcrcolarc. Dopo Gore c di G in Gore in scguito, si
osser,·nno lc coltnrc cd in ca~o posiliYo si Ycdrú chc i haciJii di
1\.ocn si sono s\'ilnppati c si IUOSL!·ano piú lunghi c piú grossi
di quclli sYiluppati ordinariamente ncllc colturc solitc. Pare
che tnli for111e non sicno 1ncno \'irulcnte dcllc oltrc.
Qncslo Inctodo rende supcrfina Ja pro"u sugli :-tnintali cd e
stato approvato da molli autori) cd og-gidi tende a passare nclln
pra:ica.
Ncllr: fosse nasal i dei sani i: sinta dirnoslrala In prcscnza dei
bacilli delln tubercolosi. Per rnc1·nglierli si ndopc •.. un lwtnf-
folo di cotonc idrofilo slcrHizz!llo sn una hncehella di \'Clro
che si sf'rcgn sullc pnrl.!li delle ca\'ilit nasnli.
L' iso/cuJICJIIO .dei bacilli delta tubercolosi é piuttosto dil'ficilc
cd C pratica to dn 1\.ocu ncl scgucntc modo:
.Inocula la solto cu te una envia con mnterialc tnhcrcol:-trc.I:1 ~i
nccidc dopo duc o tre scttimane: se ne rnccoglic un pó· di
polpa splcnica c la si distri!Juiscc sulla supcrficic 0hliqnn di
diversc pro\'cltc di siero, cht: si pongono ncl l<·nnnstnto :l :nu.
Dopo 15 giorni app~iono dcllc colonie finclllcnlc granula ri, chc
:\ discreto ing-randimcnto si prcsenlano con1postc di piceoli
amn1assi lincnri, inlreccinli c sinuosi. Lc colonic in segui to au-
mcnlnno c prendono nn aspctto sccco, irrcgolnrc) a se:-~g-lic. I
~- 8·1 -
trapianli son dapprima scar:-.i 1 IHH dopo Ia i):~ o la G'1 Y01ta lo
~viluppo si fa piú ~thl>ondanlc c rcgolarc, a supcrfidc sccca c
vcrrucosa. Si possono allora rar dei trapianti nnche su allri
mczzi.
~cl brodo !JlliCO.'>Iflo c ylieeri11afo - ehc si inucsta portando
dclic:ltnmcnlc :tll:l ~upcrficic di csso e in n1odo chc non :1Il"ondi
(nppogi:1ndoln magnrí su di 1111 pczzcllino di sughcro prima
mcsso ncl liqnido) un frn.mmc11to di colturn dn. ~tgar o da siero
1

-si s\'iluppa dopo circa <luc sclliluauc una pcllicola che in se·
~nito si ins~lcssisec c si prop:1ga lungo lc parcti per n11 ccnti-
Jnctro: oppure si s\·iluppa a fiocchetU~ in a1nbi i cnsi rima~
ncJulo limpido il hrodo.
Suii'uaar st•.mplice.. il hilcillo dclL1 tuhcrcolosi non si S\'iluppa.
Sull'agur y!icc.rinuto in tuhi ohlifJtli produce dcllc piccole co-
lo:lic g-r:tnulose, <l squamdte rilcvnte, a nmrgini fr!1stagliali con
supcrfleie ondnlat:1, di colore hinuchiccio.
Sull'agar gliccrillulo iu piastrc 1 prcscnta ddlc clcgnnti eo]onic
di filamcnli intrccci:lli :1 S, simili n qttcllc dcsedllc pcl siero.
Sullc pnln/e- tenutc in ghi:lcciaia per 2 giorui in un reci-
piculc, inuncrsc in nnn soluzione ncquosa di glicerirw nl ~5°i 0
c poi messc nei tuhi di Houx c slerilizz;\lc --- le cullurc si svi-
luppano dopo ciren duc sdlilll~lllC, in una pellicola spcssa, \'Cr-
rucosn c pieghcltatn chc s'cstellclc rigogliosa.
Oltrc J'uomo, sono st~nsihili nlln 1uhcrcolosi 1e c:t\'ie, i conigli 1

gli O\'ini, gli cquini, lc sdmn1ic.


1noeulando solto lu c11!t! dclla coscia d'un<l c.nYin una piccoln
qtt:lnlitú di an:ltcd:lle infello: dopo 15-20 giorni appaiono in-
grossn.ti i gangli inguinuli c l'nnimnlr, in tempo piú o tncno
brc,·c, vicnc a ntortc. All'autopsia si riscontr:-tno gcncrnlmcntc ]a
cnscosi cli mollissime ddlc glnndolt! linf'atidH: lunJcfatte. tubcr-
colosi dcll:l milza e dc1 regato c noduli tubcrcolari nci polmoni.
Dai ·noduli incisi con una Jama stcrilizzala si pul.l c.oltivare il
hacillo della tuhcrcolosi, p1·clcvando cou un'ansa una piccola
quanlittt di malcrialc c :-.lrisdaudoln su di\'ersi tubi di sicro o
di ngar gliccriuato, chc vanno trnttnti nel tnodo dcscritto pel
tnetodo originnle di 1\oclt.
J;inoculazionc tu•ritonr.ale c illfratwlmonarc dú rapidmncnlc
In tuhcrcolosi agli ani111ali, cllC all'autopsia uc prcscntano luttc
le lesioni spccilichc.
Parimcnli C f:tcile prO\'ocarc la tuhercolosi ucgli aninw.li, tanto
per iualu:ionc, quanto per inycstione.
Lc clllillre di badllo dclla ltlbcrcolosi in hrodo gliccrinalo
r.onecntrntc a bngno maria a un dccimo dei !oro volume e lil-
trnlc sn earla danno la cosidclla lubercolina chc i1 1\.ocu ottennc
per !a prima \'Olla, atlrihnendole nn vnlore cnr::tth·o. Fnllitn
qncsta spernnza, 1n tubcrcolina di 1\0CH ,·iene utilizzata con1c
melodo diagnostico, speciallncntc ncgli nninwli lnltifcri, ntiliz-
zando la proprictú per la qn:\le g-li orgnnismi nffctti di tubcr-
- X-3 --
colosi rengisc.ono nll"iniczionc dclla tuhcrcolinn. L:.1 proYa si
eseguisce inoculnndo !)Otlo la cute all'animalc- di cni si C Ini-
surata in prcccdcnza Jn tclnpcrnlura per:{ giorni di scguito-
una parte di tubcrcolina diluila in 10 pnrti di solur.ionc d'ncido
fcnico ai 5: 1000 e se nc inoculnno 3-4 cc. Se l'animnlc é tuhcr-
coloso, dopo 12-15 ore prcscnta un'elcvazioue lermica di 1°-3•.
Se l'elcl'ar.ionc i> slala di 1'·1.5 gracli dopo 1 mcse d'intcrvallo si
ripetc la pro1·a con dosi piú forli.
La tubcrco!ina di 1\ocu app'll'licnc ai gntppo ddlc Jn·oteinc;
TI ~L\l\AGLIAXO cd allri nutori annnnciarono di :1vcr ottcnuto
rlalle colltu·c gli cslralli nC(juOsi d'un allro ,·elcno tnbercolarc,
apparlencnlc alie tossi all>lllllille, produccnle ipolermia o dia-
foresi.
Dai cavalii vaccinnti durante sei mcsi con !ali tosso-alhnmine
c colla proteina, il l\lAHAGLJAXO trassc nn sicro che, secando
Fonon e BEBIHNG, non e l>nllericidn, mn solnmcnlc cnpnce di
ncutrfllizzare la dose 1ninima 1nortnle di tubcrcolinn c sfornito
di azione imn1unizzan1c. Per tnli ragíoni, ed anche pcrchú i1
Fonon pote col sicro dei comrncrcio accelerare anz.icllú rifar-
dare In n1ortc di r~nimali inoculati cal ,·cJcno tubcrcolnrc, la
sierotcr~pia antitubercolare non hn ancora corrisposlo alie spc-
ranzc che nveva fntto conccpirc.
Avulo rigunrdo all'nlta infclii\·itit dei prodotti tnbercolosi, la
pro{i/11ssi della tubcrcolosi ha per norma principalc la Ioro nc-
cnrntn distl'uz.ione c quindi b nccurntn disinfezionc dcgli :1.111-
hicnti do,·c visse il mnl:1lo c degli oggctli con cu i ,·cnnP. a eon-
tntto. Lc altrc importnntissimc norme di prof1lassi pnbhlica,
escono dai limili chc ci siamo prcfissi.
nualismo dei bacilli del/a lllbercolosi lliJI(l/l(l c dcgli anima/i
clomestici. - Posteriormente nllc ricerche sperilnentnli ctl cpi-
demiologiche cscguitc i11 qucsto Islituto d'Igiene ela uno di noi
(To:<ziG), che tolse1·o molla dcll'iutportnnza prim~ altribnita a!
luttc Oi "·ncca nella diffusio11c dell<t tubercolosi dai bovini nl-
l'uomo cd a1Jn sncccssivn relazione del 1\.ocu al Congresso di
Lonch·a, che alrermava csislcrc una diffcrcnr.a Ira la lnllerco-
losi umana e In bovina! si sono iniziatc da vari sp<>rinlcntntori
innumcrevoli riccrche in proposito.
Qucsle riuscivano·vcramente a stahilire un duali~mo nci h:l~
ci!li della lullercolosi essenrlo ouelli <lelln tnbercolosi nmana
alquanto dh·ersi da q nelli rlel!Ú bovina.
1\.ossEL, \Vr.nER cd HEuss nssai recenlemcnle: isolando nnntc~
rosissin1i ccppi colturali da forme svnrialissimc di tnhcrcolosi
tunnna e bovina sono venuti alia conclusiouc chc:
a) Ollrc ai tipo avinrio si debbano. distingnere i bacilli
delln tubercolosi a lipo umano dn quclli tipo bovino.
b) li bacillo tipo aviorio anchc con lungo sog11iorno nel
corpo dei mnrnmiferi, non si trnsfonnn nel tipo di qtH.·sli.
c) li bacillo tipo umano anchc passando attravcrso ai co-
-- Sü -
niglio, caprn l: buC non si trnsl'orma in qucllo lipo hovino.
1

d) La tul>crcolosi aviaria (: data cl:ll bacillo tipo aviario,


quell:t clc:i bovini solo cl:ll b"cilln tipo bovino, quclla clcll'llolllO
quasi csclusi\'atncnlc dnl hncillo tipo umano. lu cnsi rarissitni
di tullc:·c:olosi intc~tinalc dn.l hacillo tipo bovino. La tubcrcolosi
dei utaiali ~~ data d:l haeilli lipo bovino.

ll,\CILLO DELL,\ LEI'HA


li 1nicrohio spcdfico di qucsln. m~1L1ttin. fn scopcrto, ncl 1X7!1,
<ln liANSEN nei tcssuti clci lcprnsi, ovc si sviluppn in grandís-
sima t[Unntilú.
I~ "" bacillo chc rnssomi-
glia a qllcllo clclla tllhcrcolosi,
i u ngo :1-G p.) spesso lcggenncnlc
curvo (fig. 7:l). Si colora r.on Ic
soluzioni acquosc di nnilinn,
con i mctotli impiegnli per
i! JJ:Jcillo cli 1\ocu c resiste a!
(.iHA;'If.
Si colti\'a con grande diffi.
coltú c lcnlczzn ncl!n g:d~'tina,
ncll':1gar c ncl siero gliccri-
n,to. prcsclltnn<lo <lclle picco-
le c.olonic hiancnstrc, rolou-
dcgginnli.
Esso puü trasmcltc:rc la ma-
Fig. 75. latlia soltanlo ncll'uomo, mcn-
trc lc inoculaz;ioui ncgli ~uü~
mnli nou hnnno rnai dnto nlcun risu}lato.
Ln J1I'O{il"ssi c!-J\Ia lchhra consiste ucll'isolan>cnto dcll'amma-
lnto c nclla disinrcziouc.

B.-\CILLO DELLA i\IOHVA


La IIWI'lHt cd il [arcino souo dati ela Jocnlizzaz.ioni ncllc mu-
cose ncl prinlo caso c uelln c.utc ncl sccondo, dcllo stcsso IHi-
Cl'oho: il bacilllfs uwllci, scopcrto ncl 1XH2 da LiiFFLEH E Scui;Tz.
Esso e llll po' piú corto e piú tozzo di (jllCllo ddla tuhen:o-
losi. a\'cndo 2-:-: p. (li lu11~hczzn per O f> t'· cli spcssorc (fig. 7U).
lla lc cstrcmitú nrrotondnte e t~lYolta, prcscnta ncl sno corpo
dclle lacune. l·: immohilc ecl asporigcno.
Si colora facilmente eon lc c.onHllli soslanzc colornnt i, mn.
peró si dccolom enn rncilit:'>; pcrciú per la colnmziollC ele! ba-
cillo ut:i tcssuti e da preferire la l'uxina di Zit.dli c~ltla~ dcr.o-
lorando con nc.:qua clistillata scmplicc o acidificatn con ncido
cloridrieo ( 1 goccia in 50 c. c. di acqun).
Uu lllClOdo tnigliurc ancora e <JllCllo cli 1\ÜHNE-NIC.OLLE: j
- Hi-

vclr'ino si colura con il bleu di K011:-.:t:: 1 lo si la,·a e lo si poue


a contntto per 10 secon<li con nna soluzionc l'rcsca ai :! "lo di
tannino, si disidratn {'Oll aleoo1 si rbc.hiara con xilolo c si
1

monta.
:\on rc-;islc al GnA\L
ln hrodo si S\'iluppa in!orbi<.lnndolo C formnndo sul fondo
un piccolo scditncnlo tnttcoso.
In gclntinn lo s\'iluppo ô .\lentnto; pc;· iufissionc lun~o il
1

trallo d·inne~to !-.ii h3nno colonic piccolc, rotondeggi;l.nti.


In agar per slrisciante<1lo si ronn[l. unn p:1lin:1 l>innea!'llra poco
spcssn e nniCO<.;:l..
Sullc pinstrc di ng:1r c di g-vlalina le colonic son poco carntle-
ristichc c rassomigliano a qucllc
de! coli!Jacilln, chc tkscriYc-
rcmo.
Stllla supcrficic dclle patatc lo
S\'iluppo ü piú cnratlcristico 1
a.vcndosi la formnzionc di una
pnlinn iuccntc t~ un poco rile-
vata, la qualc e d~1pprimn di
calor ginllo chiaro, llll:ntrc nti
giorni succcssid dalla linca me-
dinna ver='~o la JH:riferia ~i \'a
formando unu pigmcnt:Lzionc
giallo-scura chc innHimo di ven-
ta <JllUSi !"OSSO- hnll IH.
Qucst:1 colornziouc nclle pa-
tatcc data anchc dali" colonic
di bw.:illlls j)!JOC'ioneus e dai [Jw:.il- Fig. íG.
[11,, ll!Jl{I'U[illifliS j'IISCIIS de] S,\,_A-
HELLI il qunle per distiugttcrlc fa cndcrc sopra lc culturc su
pntnte, gi:'t hcnc ~\'iluppalc, alcunc goccic <li una soluzionc :lc-
qnosa cnnccntr:lln di suhlimato corrosivo: i\ colar bruno dclle
cnlturc llHJn·osc ~i tr:ts!'onnn allorn in giallo-anrco, quclln dcllc
culture piodnllil'hc in nzzun-c-,·erdastro, c qncllo dcl\c colturc
del bacillns hydro}Jhilll.<> {llscus in bianco-roseo.
( Il hacillo dcl\a mon·a si sviluppa ntl una temperatura ehc va
dni 2:> 0 ni :}S', l'optim11111 ê perU di :!ío. Sul!a supcrliric dcll'agar
gliccrinalo si sviluppn anclu: nlla temperatura dcll'iunhicnlc.
Ollre chc per gli cquini nci quali clú lnogo :11 1" •ttnlallia ca.
rattcristica coH rormazionc di lubcrcoli. silnili a quelli dclh:.
tuhcrl'olosi, sullc: nluco:oic cd iugross:tmcnto dcllc glandnlc lin-
fatichc prossim:ori, i\ ilncillo <':. patogeno nnchc per ruo mo, per
ln cavia, pcl topo di C[ltllpngna c per il gatto. J,a cavin Hl::tschio
re:1giscc :1\la mon·a in modo caraltcristico, ~i:tccl!C in essa si hn
lo 5Viluppo d'un'orchilc mor\'ü"i:l, con form:1zionc (li llOtluli cd
ulcernúoni cnr:lllcri~licilc nclln vn;:jinale dei testicolo. Quest:1
lcsionc cilc si mnnif'esta all'cstcrno con ingrossmncnlo di uuo
o di :nnhi i tcsticoli g-i:\ dopo 2 o i; g-iOJ·ni dall"inl"ezione, serve
per dcddcrc della di:lgnosi di lllOJ"\":t quando i sintônli" c1inid
non ~~i(·.no :-ntnJcicnli. Si ollicnc con I" inoculazione ncl pcl'i~
tonco dclln c.aYia, f:llt-a lllcdinnle un:\ sirin~a slcrilizzatn, d'un:t
piccola quanlilil di scolo nasalc ti<'ll"nniln:llc sospello.
L'inoenlnzione solloculnncn produce l"ulccrnzione de1la locn~
litú d"iuncsto con difl"usionc dcll"infezione pci Y:.tsi linfatiei, gon~
fi:UllCJllO C StiJlptll':lZÍOilC dcJle glnndo}c C fiun]mcntc fOl'lll:.l-
ZiOllC di noduli morYosi ncl polmonc c nclla n1iJza. Trnnne chc
nci lopi di campngnn. nci quaH 1' infc:r.ione decorre rapida-
tncntc~ nPgli altri auimn!i In morte aYYienc in gencrnlc dopo
nlcunc scllimnnc.
Ncll'uomo In mni:lt!in si svilnppa in fonun ncuta dclla dural<l
di ·to a 15 giorni con ipcrcmia dellc nlucose fonunzínnc di no-
1

duli e ulcc.r:Ddoni, i11gorgo dei vnsi linl"alki c dellc glandolc e


morte. I .a ror ma c.ronie:\ pr<·scnta ingorgo dei gnngli come nn11a
serofolnsi. L'infczione ncll'uomo pare chc sia n,·vcnula qualchc
volla st•nza lesionc dclln ente e dl'lle lllliCOSC.
P<:r isolare il ilacillo dclln morvn si inocula una cn\"ia lll~l·
1

schio con malerialc in fel lo, qnincli dopo prodolla l' a'rchilc si
nprc la v:1ginalc dei tcslicolo c con lc c~lulelc dovulc si fnnno
te cullurc dai liquido in c~'in contcnutn.
La diu(!nosi crun matcriale sospctto di morva si fa purc per
ntc;r,zo de lia iuoculazionc di csso ncl pcritonco d' una c:1via
tnascllio: se si sviJuppn l'orchitc, e se Ic culture sn pntntc J'attc
dnll'cssudato de11a va).{innlc danno lo S\'iluppo dcscritto . In ·dhl-
gllnSi di n1orva C ru.:ccrtalr~.
llallc cctllllrC di c!lon·a, in brodo glicerina lo, con 11n processo
aualo~o a (jl!ello eon nai si cstrac IG lul>crcolin:l: si eslrne In
IJIIll/f.'illll, Jn qualc llOil !\\'l!lldO lllfiBifestaiO J' t~fficnein eurnlÍV;I
che se ne spcra\":ll oggi sen·c sohunentc per la (lingnosi dei casi
sospetti. A t:tle ~copo l:1 malleina si inocnla ndla proporzione
di 1ft. di e. (:. dilui!o in 2 c. c. d'acqua rcnieatn; se IG succcssivn
clc\':Jzionc tcnnic:l snrpnssn i 2u, si puú dlcncrc chc r nnimnk
sia rcalnwnte lllOJ'VOSO. Se ÍTl\'<:<:C l'CI!.!Vazionc tcrmicn e Ira l.EY)
c 2" si 6 sicnri delln dingnosi solo quando persista per olt.rc
21 ore. Finalmente se l'clcvnzione tcn11ica t: al disollo di l 0 t
l"nnin1alc si puú ritencrc co1nc non jnfctto. F-
i .a JH'ofilassi de lia lllOI'\':t l'Onsiste ndl'acccrtan1en to dei la d in-
g-nosi e nclla dennncia del caso anchc so:::pcllo; neJl' ahhntti-
mcnio dcll'anitnnlc rieonosciuto JllOrYoso c nell' isolnmcnto cd
osscn';lzionc di quelli che vcnncro con csso a cotJla\lo. Ln cnr-
t~nss:J si seppcllisee prol'ondnmcntc c si c.oprc di calce. Lc pa-
rcli dclla st;\lla \'anuo disinfclt:llc con snlnzio!le di suhlimalo
nl !i "/00 con acido <:l•n·idrico nl 5 •/ 00 cd iml,i:cncale co11 !ali"
di ealec; gli oggclti di minar pn•r.zo Y!llllln hruciali, gli allri
~!isinfellali n ,·npnrc o immcrsi in suhlimnto. ·
- sa-
B:\CILLO DELLA FEBBilE TIFOIDE.-1
li Prof. A. TIC:m, dcll'Uni,·ersità di Siena clescriveva f\n da! JSii:l
dei ballcrl riscontrnti nel sangue di qunttro individni morli per
J'cbbre tifo ide~. (Sul/' infusorio dei generc /WIIL'l'illlll lrooalo
ncl Sclll(JllC umano. Nota dei Dott. A. TtfiHI professare cU ana-
tomin umniHt nclla Universitú di Sicna. Eslratto dngli Alli dclla
Accadcmia pontiftcia dei Nu o \"i Lincci Sessione 1" dei G diccin-
hre JSG:>. Tomo XVII). Sebbene non si possa csscr sicnri chc il
Laltcrio visto da! TtGHI sin il bncillo dei tifo, tanto piü chc lo
riscontrô nnehe in un cnso di morte in segui to a lesionc tnlu-
nlntic:t', tnttavia Ja sua afi'crmat:ionc ha slori~amente una gr~IIHle
importanz.n perchC fin <Pnllora afl'ermó ncttamentc csser la causa
tlcl iil'o, 1111 microorganismo ddln spccic lwllerium. ll baciilo
dei tiro f11 in segui to ossct'''ato nel i872 dnli'En1mTH solto ai cu i
nome spcsso ora C indicn.to c precisamente ut:i tcssuti degli
indivi{lui Inorti per talc infezionc. Da quando poi GAFFCKY Jo
isoló c colii,·ó :trlifieialmcnlc ncl 1884, essa ha ncquislnto tuiln
l'iinporl:luzn chc ora ha.
11 ba.cillus lyphosus ncll'organismo si prcscnta solto forma di
un corlo hastoncello pinllosto tozz.o lungo da 1 a :) /'·, qualcilc
volta rinnilo in corli filamenli colllposti di d11c o trc indi·
vi<lui (tig. 77).
Ncllc cullurc ínveec i hnstonccllí sono un po' plú lunghi c
piú sotlili: lnh·oltn rigonfl ncl centro, iso1ati o riunili a fil:J.
menti piullosto lunghi.

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7',..::::\
I ~:,.

Fig. 77.

lia movimento aJqt~anlo vivncc, dovnto a11a prcsenzn di ciglia


lnicrali (fig. 78). Lungo il corpo de! bacillo si 11otnno clc1~ii spazi
chc 11011 si colorano, mn chc non posscclendo i carallcri hio-
logici dellc spore, non possouo considcrarsi tnli.
Si colora l'acillnenle con i soliti n1czzi colornnli c non rcsislc
nl Gram .
.Nci con1utli n1ezzi nulr.itivi non hrt uno sviluppo 1nolto ca-
ralll!rist i co.
-\lO--

Ncl brodo scmJ>Iit:r: d ha HU inlorhidamcnto chc nclle cu11urc


VCt;CltÍC tlú lt!Og"O a llil Jl'g"gi<~I'O SCdilliCII(O.
1\on fcrmcnt:1 il hrorlo /ulfosulo.
Non dú la l't'rtziont: ddl'ituiolo.
Si sviluppa ·ucl lullt! scnz:1 congtll:lrlo.
In g·cJatin:l per infissio11c d:'l l110go a un so!tilc naslro lttngo
il percorso dcll'ngo, ('Slendcndosi alln superficic lihcr:1 jn 11n
sotlilissinlo str:1lo b!anco-lraspari~lliC 1 c non la ll1tidilica.
Pili car:ltlcrisliclic sono lt! colonic Sll gelatina in pi:tslre;
qi!dlc supcrfidali hnnno dapprinw Ull aspctlo rotondcg~i:l~llc
:1ttoruo n etti si ,.n poco a poco fnrmnndo 1111 alo1w chiaro gJ"i-
gio-trasparcnte c.oi nwrgini irrr.gol:1ri eomc una Coglia <,li vi !e; :'
lc coJouic profondc sono iuvccc ;1 conlorni uclli, o\'alari, nl-
lungatc c gialliccic.
Uno .sYilnppo prcss'a poco idcntil'o si lla ncl1":1g:11· )h~r infis-
sionc c in piastrc. Neli' :1g"n1· per slrisciatncnlo si fornw uun
patinn dilfusa, grigio-eiliar:1, lucenlc.
Snllc pntnlc n re~lzio11c dcholmcntc :ll'idn. rormn uwt sottilc
pcllil'ola IJianeaslra, trasp:1rr.nlissima c!Jc~ spcsso si riYeln sobt-
IIICilk gtlnl'dandola ohliqunnlCnte; Jll:t se la rcnzio11c dcllc pa-
l:lle c\ francamente alcalinn pttô ínvcce avcrsi una pcllil:ola
similt~ a quclla chc dcscrin!rcmo llCl h. co/i.
Si s\·iluppn hcnc nnelll! alia tcmpcr::~lura dcll' :tmhit·ntc) ma
il . . uo Oflli/1111111 t\.dn ;{0"' a :JS•). ~Iuorc a Gon in pocili minnti.
V'hn chi alrcrma d":1vcdo riseontrato cd isolato l'uori dcll'or-
g-nnismo, ncll'nc(run o nei tcrre11i iní'ellali cou dciczinni di mn~
lnti di liro: mn per isolnrlo con sicurczz:t dc,·csi rieorrerc nlln.
tuilzn d'un endaYer<~ di tiro~o. Dopo :J,·crJrt cstr:llln dai corpo,
si :l\'volge in 1111 panno imhentto <li soluzione di sublimalo
c.orrosiYo c si ntcllc ncl tcnnostnto a bassa temperatura (20°-
L;j0) per 12 o 2-1 ore: quindi ,.i si pratica nnn prim:-t incisionc
cnu un roltclln :n-ro,·cnl:do e $Lict.'c:~si\·nntcnlt! uua secondn ad
essa pt~l'Jll~lldicolare. ));!} rondo di qucsl'ullinJ:J si :1sporta llll
poeo di polpa con l':tiiS<I di platiuo stcrilizz:tla c si scmina in
Ynri tubi di brodo o di np;ar ohliquo, ehe si porlano snl ler-
ntoslnto a :nn.
N'd cada,·cri dei lifosi il !Jncillo sj puü os~crvarc con oppnr-
tuni mclodi di colorazione cd isol:1re ollr(~ dw <hd!a Illilza,
dalle macchie di ro!-;col:"l, dai rcni, dai fl'galo. dalln j,ile e dal-
l'oriua, ü dnl S:lllg'tll'. In \"!ll"Í cnsi si e potulo isolare dallc reei.
·Ncgli nmmalati di fchhrc tifoidc:1 il hn.cillo puú t!sscrc tal-
volta isolalo dnl sangue (CASTELL,\Xl) c coslnntemcntc dalla
JHilza, dopo il dcdmo gioruo di malallia (r.I:CATEJ.Lo). Pl:rciú si
sono eonsigliati, per la di:1gnosi clinic:a dei tifo. l'csnnlc halk-
riologico dd sangue e dclla nlilza. <Jttesto sccoudo rit:scc pcri-
coloso per l'amlllal:llo a e:tusa dclle propril~l~·~ pio~cuclil:hc dcl
.bacillo lilico cllc dnlla puutura ptiÚ p:t:-:;s:ll'C ncl pcritonco. I/i~
submcnto dai sangue si pralic.a cslracudo cou Inclodi rigorosi
- 91-
di asepsi: dnc cc. di snnguc dnlla \'CIHl mediana c nH:scolan-
dolo n 300 cc. di brado. Per riconosceme la prescnza ncll'orina,
C invcce necessnrio r:Jccogliet·e quesla in vnso slcrilc~ dopo Ja-
vntnra del ·glnndc ne!J'uomo c col1a siringnzionc nel1:1 donna.
Si lnscia dcposil'li'C il liquido·o si ccntril'uga c co! l'ondo si
fanno scminngioni in piastrc.
Fin dnll~SG ill3nlEGEn dnlle collurc di hn<:illo deltil'o nella pol-
Liglia di cnrnc cli hne~ isolô 1111:.1 tossi na la cu i con1posizionc sa-
rehbe c7 llli' N22· Ncl 189~ SA?\AHELU Í110Ct!l3!1do collurc di 1>'0.·
cillo dei tifo slcrilizz:lle: ottcncva j sintomi dclln. febhrc tifoidcn
e riusc.h·a anchc a vacein:u·c nnimnli snsceltihili a tnlc inJ'cz.ione.
Nello stesso c.orpo hatlericol oltrcehê ncl liquido dcllc eol!un::
si contengono sost~1nze tossichc che H. PI . EIFFEil. prepnr:1 ucci-
dendo col clorofonnin o col c:dnrc a :)6° per un·ora lc collurc
in ~1gnr di 2·1 ore c inoculandolc negli anjm:lli.
lnsieme alie lcsioni caratleristiche n cnrico dei tubo intesti-
nnle o dei vnri orgnni de li' :uldomc, i! i.Jncillo di EIJcrth puú
produnc inlianllnn,ioni delle vnrie sicrose dei corpo ed nscessi
in quasi tulli i lessuli.
Si puü ottcncrc 1:1 morte dcgli anin1ali da cspcrimcuto ildct-
lando solto la cute o nel pcritoneo una buona <jtl<.lntilú cli cul-
tura, scnzn ~l\·crc pcrô un <Ittadro pnlognomonico cnratteri:dico
della malnllia come si ha nell'uomo.

SlEHODLI.GNOSI DELLA FEilllBE TIFOIDEA


li \Vnl.lr. npplicõ per In prima volta nel lSDij alia dialinosi
dclln infL'zione tifosn il fcnomcno stndi:llo <In GucinEn c lkllllAM,
per il <Jnnle nJetl~IHio in contntlo una brodo-cullnrn di hncillo
tifico di 24-48 ore co] sicro <li "'ngue di llll nmlll:llato di tifo,
si osscrvn dopo poco tempo solto il microscopia che i ilneilli
a poco a poco pcnlono il loro movin1cntn c si riuniscono in
anunassi cnr:1tlcristici "co1nc gli isololti ri i tlll arcipclngo Se
)l.

si nggiu11ge nlla hrodo-cultnra nella pro\'clla il sicro di s:1ng11e


dei til'oso~ i br~cHii pt·ccipilnno poco :1 poco rnggrunwndosi in
fon<lo nl tuho in modo ehc i] brado rimnne quasi lilnpido. Gli
studi ulteriormente fnlti d:l 1110lti nulori. hnnno lolla nwlla
dcll'imporlnuz~l aUrii>uH:1 dnl \VJDAJ~ a q~tesla pro,·a. chc Ya
solto il suo nome 1 dgunrdo nll;t diagnosi clinica c a c1ucllr hnc-
teriologie-a. Oggidi O st;do Uimostrato chc il siero di s:tugue d't111
tifoso ricscc n.d ngglutinare :-~nchc nltri baeilli che 11011 siano
quc1li di EnEHTH come l':-~gglntinamenlo tli ,·nri 111krorg:u1iSnli
1

si avYcr~l nnchc col sicro di ntnmalali di allre tnnlnttie. PerU


se si mette a contallo un dato volume di hrodo-cultum di ba-
cillo lifico e di certi altri ]);lcilli, come queiJo dclla psittacosi,
con una quantitú sempre decrescente di sjcro di sangue d' un
lifoso noi Yediamo chc l"ngglutinamcnto cessa prima per i L:1-
1

cilli dclla psitl:~eosi, mentrc per il bacillo lifico continua a ,·c-


- !12 --
rificnrsi lino a una proporziono mino1·c di 1/Hl di c. c. di sicro
in 10-12 , .. c. cij hrodo cultura. Pare altresi chc la rcazione
ricscn sctnprc piú pronla cd cYiclcnle pcl hndllo dei tifo.
Hi~uardo nlla di:tg'nosi elinicn setnhrn og-gi di mostra to che la
rcazionc dei \VJDAL non sia chc un cocf'licicntc, clo,·cndo essa
,·cnirc aecomp:1g'nata da lulti gli nllri sintomj, ll CouiUIO;\/T,
dopo mottc ossena7.ioni, ha voluto rncttcre in rapporto il potcrc
:l~gtutinanle dei sicro eon la prognosi della n1alnltia ed atfcrrnô
di{', falte lc debite cccczioni in -..~asi di complicnzioni c d'infc-
zio!li scconcl:1rie. doYc il potcrc agglulinnntc C piú alto la pro-
gnosi e fansla. T:lle an·crmazionc ô oggi ÍI1\'CCC messa in duhbio.
11rl' f'l'lllicarr. lu JlroPa dei \Fida/ 1 uon hiso~nn aeeonlcntnJ·si
<li ossen·nrc !-~C :n·,·icnc l'ngglulill:llncnto dei h:Jcilli, ncl n1odo
dcllo piú sopra: ma ~~ ucccss:n·io rieonosccrc fino n qual pro-
porzione il .si<·ro di .sangue lia :1zio!l1~ ~ttlla hrodocollurn.
Bisogna :mzilutto a\'crc :l disposjzione uua hrodo cnltu1·a
fresca di 21 ore o mr.no n :n•J. nell:i qu:dc l'esamc 1nicroscopico
:tbhin csclusn la prcseuza di :tggruppnmcnti di IJ~H..:iJli (pscudo-
gruppi).
Quando si ahhia l'opportnniti• cli :l\'erc una discreta quantitil
di sangue rnccolto ascllicantcnlc d:t una \'Cnn, si pu(, mettcrc
a contatto colta brodo-cottura il sicro scparatosi nclla propor-
:donc \'Olutal per \'cdcrc se ncl cnso posilivo il brodo dh·entn
Jimpido.
Qur.sto mctodo per(, t·~ poeo a1111:1hHc per la quantitú di san~ue
chc richicde ecl nllora si ri corre nl metodo seguei! te: Dopo di
aYCr prnticnta l:1 mctoclica ast'psi dei polpastrcllo di 1111 dito) lo si
punge e si f:t snlirc pct· t'apillaritil il sangue in un tuhicino di
vctro chc si chiudc alie dut• cstrcmitú qunndo si <leve conser-
vare per qualchc tempo. :\eltuhicillo pr<'slo si separe r~·~ il sicro
dd qunlc si fa cad1:re una gocein in una prove! ta. A qucstn si
:-.ggiungcranno poi, co11 una pipclla stcrile :.W-30-·10 goccc di h rodo
collttrn. cs:uninando di tanto ta llliscela solto ai microscopia,
in goecia pcndenl<:. Se si \'ll01 spingcrc di pjú la cliiTcn~nza dei
l':lpporli si puú prendere 1111 volume dclln tnisccla per diluiria
in D volunli di hrodo-cnltnra ~'ll'l'Í\'nndo cosi a proporzioni di
1
/~oo· 1/:Jn"' 1 /~. 00 , ollre lc qual i la riccrt:a f! supcrllna ncll:1. pratica.
Per oltcncrc l'C'snltn proporzionc tra sicro c eolturn, si usano
in alcuni laho1·atori divcrsi apparcechi; per(, il !llCloclo piú
pr:Jtico r quello iudicnto d:-illo stcsso \\'idal. Un luho di \'Ciro
de} dm. di ·1·5 lliHl. C chiliSO :11le duc estrcmilil GOll piccoli
tappi di o\·atta c ::;tcrilizznto. Per l'uso si produce nlln liammu
una slrozz:tturn verso la mctú e si tnglia in (luc in modo da
a\·crc duc piccolc pipctlc ad cslrcmit:'l r.gu:1lc. Con una di quc-
slc si misura una goccia di skro, c coll'nllro k ~occc di coJ-
lttra o succcssi\'Htnenlc (dopo steriUzz:1zione alia fianH11n) di
tnisccla di sic!'o c cultura.
L'nso dcl sangue t':tccollo da una pnnlur:.t cd cssicealo su carta:
- 9~-

con1e venne nltrc volte indicato. per qunnto nbhiamo dctlo nci
riguardi delle proporzio1li tra sicro c collura, non C oggidi pil1
r:lccoman<lnhilc.
La profilassi dclla fcb!Jre lifoitlca si riassnmc n"lla rigorosa
disinJ'czione t!cllc fcci c dcllc orinc, nonché di lnlli gli dTclli
vcnuti a contatto col Jllfllalo. Il risunamcnto dell'ambicnlc c la
sorvcgHnuza clell'annona vanno purc noverati frn i mcz:d prc-
vcntivi contra questa. infczionc.

COLIBACILLO E 13:\.CILLI TIFOSDIIL!


11 colibncillo (b<:clerilllll co/i commuJu•) \'Cnnc dcscrilto dn
EscnEHICH ncl 1885 ncllc fcci dd hamhini lattnnti.
Esso ê dilrusissimo in natura; si trova ordinariamente ncl-
l'intestino dcll'nomo sano - d'ondc jj suo nome - cd (!causa
dei piú s,·nriali proccssi p~ltologici, apparlencndo csso alia classe
dei piogcni j'acollalivi.
E un h::tcillo un poco piú corto c piú tozzo ....
c~cl ti fico! 1ungo jn media:) ;1.! circa (fi~./\)).
E mobile. essendo provvisto cli ciglia in nu- ,..'I
mero diO'crl'nte secando Jc varict:'t
Si colora facilmcnk cogli ordinari !l1Ctocli 1

c non resiste ai Gn,\;\t nclle conclizioni abi-


tuali di cnl111ra; pare chc \"i rcsistn in,·eee 1
se colth·ato in tcrrcni uutritivi conlcncuti
dei grassi. Fig. 79 .
.ln broci0 si sviluppa rapidamente intorhi-
1

dalldolo, formando qualchc volla una pciJicola, c S\"olgcndo nn


adore <li fcci.
Nei lubi d' agar e di gelatina lo svilnppo é similc a <picllo dei
b~cillo lilíco.
Nclle pinslre in gelatina lc colonie superficial i hanno l'islessa
forma chc quelle dei tifo. mn ncl n1nggior numero dei cnsi sono
piú spcssc c di colorito piú carico, mentrc i margini sono l"rn-
slaglinli come in quclla dei !Jacillo li fico lnnlo chc anch' esse
furono rassoJniglintc a montagne di ghiaccio. Lc colonic pro-
ronde sono poco carattedstichc (1vnli e giallastre.
Coagula il lnttc decontponcndo il lattosio c svilupJwndo ncido
ncctico, formico c lattico. Questo carntlcre C uno dei piú intpor~
tnnti per distingncrc i! hncillo del colou dei hacillo tilico ..:hc
non coagula illntle in ucssun cn.so.
Ncll"istcsso modo il b. co/i dú luogo a fenncntnzione clcl hrodo
contencnte glucosio o Jattosio, e tale fcnomeno si n1anifestn con
sdluppo di hollicinc di gns e ncl hrodo lntto-fcnolftalcinico di
ABBA con rnpida dccolorazionc <lcl mczzo.
Nei diversi snhstrnti nutrivi csso producc S\"iluppo di idro-
gcno solforato c di inclolo, 1nentrc cià non nv\·icnc pel hnc:i1lo
di EBEil1"Jt. Ecco come si proc.1!dC per la ri cerca dcll' inrlolo: :1
-DI--
10 cc. di hrodn collura di 21 ore a 37° si nggiungono 1 cc. cli
solnzionc di nilrHo potassicn nl 0.02°/0 e unn g-oc.cia di acido
solJ'orieo eoncentrnto purissimo. lu prcsenza dell'indolo il hrodo
:lsSttmcrú una t,iuln piú o mcun roscn. {J\rr,\SATO).
Lc fortuc palogcuctichc date dul colillacillo sono svndntis-
simc: pcl suo earalter-c di ~)iogcnc f:tc.oltnti,·o puô produrrc
ltttlc lc forme suppurali\'C c d:-~re dcllc iurczioni gcncrnli. Jn-
fa!li1 inoculnlo solto Ja culc di una t<.lYi:J~ geuer:1 tal yoJta un
:lsGesso loc.:llc, tal'allr:l una sctlicocnli:L
Oltrc ai colil>acillo or" dcscrillo. furollo isolati sin da Jll'O-
ccssi infcllivi, sia dall':ltnhicnle: pnrcc<~hic uuriclú di l>ncilli ellc
per carnllcri culturali, morrolo~iei c talvoitn palogcnici, si a\'-
\'ieinnno ora piú al colih~1cillo ora ai b:tdl]o dei tifo. QI!C.Sii
v:tuno solto H no11w di haciJii coli{urnll· i primi c U{osimili o
panrtijic.i i sccondi.

CAI'.ATTEIH DISTINTIVI THA !L B. DEL TIFO ED IL Jl. COLJ.


Da quanto nbhinmn iinora <leUo risuH:1. ehc pnehi sono i ea-
rntlcri distintivi sicuri frn i1 bacillo titico c il b. co li; cssi sono
i .scguc111i:
1.0 La formazione r:lpid:t di indolo nellc collurc di brodo
di carne, posilivn pd ll. dei colon, neg:~li\'a pc1· queiJo de] tifo.
2 o Ln coagulazione dei lnttc la qualc, mcntrc non si av\'cra
cal hacillo dcl tifo, si for~na rapidnmcnlc ncllc c.ollurc di h.
co li.
Ln fcrmentazionc dei brodo la/tow/o, posili\'a per ii coli IIC-
gali\'a per il b. lijico.
Vcngono poi earnllcri di importauza sccondarÜl i qunli pos-
sono conc.orrcrc a 111Citcre il rjcerc:ltorc sulla via di distinzionc
dei duc Injcroor~nnismi e qucsli sono:
1. 0 La JliOhiJitú chc e piú llolcvolc pcl b:tdllo di EBEI\TII e,
secando nlcuni osscr\':"llori qunsi cnr:lllcrislic:l.
2. 0 Il numero dc!Jc ciglia lllflg"giore pel hftcillo dei tiro ellc
non pcl h. eoli.
:to Lc eoJiure !:;li palate, <·.he pcrú. eonlC dicemmo,sono tal-
voilu idculichc pci due JJ~cilli.
1!. 0 Lc coloÍJic su pi:1strc in gelalin~l, chc di solilo sono, coJnc

abhia111o dsto piú l•·asparenli e pit'I delicntc pcl b. lilico.


'.!'ali dil"licoilú di dislinzione dell'uno d~II' nlii'O mier<lOI-gn-
nismn coi mezzi ordinal'i: indusscro gli studiosi a c.ercurc dei
tnczzi spccinli coi qu:lli si polcssc arrh·nrc rapidamente nlla
sicurn diagnosi di prescnza dei h. dcJ tifo nci JllalcrinU ricchi
di allri p;crmi.
Scnza dcscri\'Crc lulti i 111czzi finora proposti, ciú chc ci con-
durchhc ruo ri dcl noslro prn~t·an1mn, f:1.cciamo un rapido ccnno
dei piú imporlanli.
Ln proprict:\ chc '"' il bacillo dei li!'o di sviluppn,-si n lcn1-
-a;;-·
pcrnlln·c poco fnvorc,·oli nlln ,:iln di nllri soprofili c quclb rli
crescCJ'C in mczzi nuldli\'i n1cscolati ;t sost:1nzc nnli~ettiche.
non sctTC alio scopn proposlosi cl:1gli aulori chc la tniscro ir~
cddcnza (CilAN'l'E;\IESSE, \VlDALl VJ:SCE:'\T~ PAHIETTI) flopochC ru
din•ostmto chc il h. eoli ed nllri bncilli simili, possono nssn-
merln.
llor.7. p:·oposc un IIIC7.ZO nutriti,·o spcci.llc: f'ormnto dnlla gc-
lntiun nclln qu:1lc nl!'inJ'nso di carne Yicn sostilllilo qucllo di
prllate grattugialc ncll' istess:1 proporzionc. ELS:\EH nggitl!JSC a
tal<> gelatina l'ioduro di potnssio ncll:: proporciotw dcll' 1 °/,,.
In qucsti mcui nlltrilivi si SYilnppcrcbbcro solo il b. coli c
queiJo r\d tifo, i! primo dopo 12-21 ore col!c solitc eo!onic, il
secando solo dopo •18 ore c piú formando colonic piccolissimc
e traspnrcnti. sitnili n goccc di acqun..
Allri autori (1\iJGGEHATH, UFFEL~'""", ILHIO:<o) proposero
l'uso di tnczzi nutritiYi colorn.ti con Ynric sostanze, sui quali il
b. coli dctcrm.incrrbhc ln rflpida scolllparsa dei colore, e non
nvrchbc nzione H h. dcJ lifo, ciô chc fu dinwstrato non nvrc-
rnrsi in tutti i casi. Annlogo a queslo é ilmctorlo propo>~O dai
LEVY basnlo sull'uso di llnrhahictolc rossc, chc si prcparnno
come lc patatc. ll h. coli fa assumcre n qucste un colore oli·
Ynstro cupo.
Vn ri cordato oggi ]'ngar Jnttosnto alia Jacamun·n, proposto dn
DnYGAI.SIU e Co>:HAIH, it <JUalc ha dato finora ottimi risultati c
perció ê passnto nell'"u~o di JHolti lniJorntori di vigilanzn igie.
nicn tr:l cui qttcllo di Patlo,·a.
Pcptone gr. 10
Nutrosio 10
Cloruro sodico 5
Agar 30
Si fn hollit·c per 3 ore c si decania In parte límpida.
Si nggiung-ono a 130 cc. di una soluzione ncquosa di lacnmttlfn
gr. 15 di laltosio ptn·o c si r~lll!10 JJollirc pt:r 15 mintdi.
Si :tgginngc Ia solui'.ionc lattosata di l:a:c.:llllllmt c:llcla nll'.:-tg::n·
liquido c si nniscono 3 c c. di solnc. di sodn pmn :1!1' alcool ai
10°/0 c 10 cc <li una soluz. slcrik di 1\rystnlJ-,·íolctto B (1-liichsl)
a! 1 °/ 0 •
11 u1czzo nntrith·o si distrilJuiscc in capsulc di Pctri sulle
quali si semL1a i! mntcrirllc sospcllo. Le colonit.! dei colihncillo
nsstnnono :1spctto r·osso ,·i,-o. li hacillo dei tifo si sviluppa fn.
cillnentc pcl nulrosio .nggiunto.Ill\ryslall violetto impcdiscc Jo
sviluppo dçi sap•·ofiti.
Vengono dopo i rnetodi chc si fonclavnno sulruso "di sostanzc
vcgetnli Yaric c vnrü.uncntc tratlutc i quali si sono presto di-
Inosl!·nti insurficic-nti.
L'istcssa sorte e toccatn a! metorlo proposto <la! CA~IHIEI\ i!
qunle si fondava sul fatio dai llrFFI dimostrato non costnntc
-· an-
chc i! b. dcl tifo passl!rci>hc co11 piú r.tpitlilil che non <JliCIIo
dei {:olon atll·a\'erso a filtri di porecllaua poros;L
ll i.'IOHKOWSKY l1a proposto tlll lliClodo, chC: COillC gli ,n}lri, ogg-i
si riticnc 11011 :-iicuro. Egli :-il:lllina ]c fcci snspcltc s11 di un
ntczzo nulritivo t:Olllposlo di ot·iu:l rcsa nlcalina pl'l" la.fcnncn~
lazionc c di pcptonc e gdnlinn. Lc colonic ti!ic.he lc quali si
s\'ilnppano su pi~lstre di tnl mc:.r.zo, si disUuguono da ~~uclle
dcl eolon, rol onde, grnnnlosc, giallo·hrunc a eontorni nctti, pm·
un nspcttn fnscicol:lto, tr:u;pnrenlc con nuntcrose rnm!Jicazioni
llngelliformi. e una clisposizione raggial:1.
In ullimo dobhi:uno :tc.c.cnnare n dcgli Sllldi giú ratli o chc
si stanno f:tccndo, dirclti a dimostrarc cite l:tlvolln il coliba-
cillo, tcnuto in condizioni di lcn1pcratura poeo ra\'orc,·oli, as-
snme caralteri l~tli da non polerlo piú disling-w~re dal tilico c
che gli animnli inllllllllizznti contro l'uuo lo sono altresl contro
l'allro. Qucsli ;-,ltuli condnrrebhcro a concludct·c cl11: il haeilJo
dei tifo e il colibacillo siano uno st(~sso hacillo in dh·crso stndio
di virulcnza.
Dw•quanln abhiamo eleito, chi:u·amcnle ri:-.ult:t qu:mto sia in-
ccrl:l ridentiflcnz.ionc dei bacillo lifico cli fronte o11Jc spccic
simili huci!li rbl'rlhiformi! purulijici, panu:rdi, ele. c dtc quindi
si dchha con moita ('autcln prestare una tidul'ia ai risultati di
qucgli osscn·atori chc hauno asscrilo di avcrlo risco11trnto ncl-
l'nmbicule.
IL\Cfi.LO DEL TI·:T.\).10
La prova chc il lcl:tJIO fnssc 11!1:1 lll:tlalli:t inf'elliva ru data
la prima ,·olt:l~ ncl I~S.J) da CAHLE e HATTO:s-E. i qnnli ritJscirouo
a lrasmc:!lerc ai conigli la Jnnlattin) inoeulandnli {~on dcl Jna-
lcria]e d'tnul pnstola di acne chc era st:llo il )Hl!llo d"ingrcsso
dcll'infczionc nclrorganis111o.
:\el 18B5 il ~JCOJ.\.TEH dcscrissc il b:1cillo tct:1nico da Jui ol-
lcnulo in collurc inipu,·e c l':~nno dopo HnsE~BACH Jo colti~
vn\'rt c lo dcscrivcnl esatl:unente, pu r nou riusccudo ad avcrJo
puro.
FinaiJncntc, nd 1S~O. i\tTASATO, Jlle(li:.tnte un riscaldnnJCnlo a
H0° chc uccideva lnlti i micrnq.~·:-utistni niCllo lc sporc dei haw
cillo tclnnieo, polú colth·!Hlo in cullnr:1 pura.
li hacillo tclanieo ê un baslonccllo sottiJc, Jungo 2-:J ,11. c Jar)..!;o
0:5·1 ,.,., :l\'Cnic l'aspctto di hacchctln. di lnmburo o di cnpocchin
di spillo, qnando e fomilo di 1111:1 spora tcrlllinnlc (fig. 80).
Ncl pus dclle piaghc tclaniehc) i hacilli nnn spo1·trJati hanno
l'nspctlo di sl!lolc ovvero si prcsenlano solto forma di lunghi
filamenti (lig. 81); nn1bcdue <JLICste forme posscggono nn Jicvc
Inovimcnlo serpcgg·ianlc, cn1ue i hacilli spornlali. i quali purc
si tro,·auo ncl pus.
Nellc cullurc la sporul:l:.r.ionc :-tvvicnc dopo ;{G-1S ore: nl de~
c.itno giorno tulti i h:1cilli sono sporulrdi.
-- 07-
li !Jncillo tctnnico si colora con Je com uni solnzioni e resiste
ai GH.\:'\L
Sehbcnc si a anncrohio! Jllli'C soppol"la la presenzn d'unn
certa CJll:llltiiÚ di ossigeuo.

i' 'o
---\#. ~/
''~-
'o c-
\ ,o
D
o-
\
o 'o
~ti \I //
ó ,../- \
Fig. SO. Fig. 81.

Si S\'iluppn in brado inlorl>id:tndolo, con produzione di gns


fclidi cite si raccolgono in bollicinc all:1 sua SllpCrJicic: dopn
circn 15 giorni lutta la Yegetazionc prcdpita nlfnudo lnsciando
il broclo li!npido.
1\dln. yduli11o }Jel' infissione si sdluppano lungn il lrnllo clclM
l'ngo dei fiocchctli d:t cui p:lrlono a<l angolo rctto dcllc csili
r:unHicazioni; <lopo una dceina (li giorni la gelatina \'ÍCIIC nui-
dificala.
Nella gelatiua a J>iaslrc lo S\'iluppo ha luogo in líoc.chctti ra-
mi!icnti contornati da bollicinc cli gas, sino a che la gelatina
vien fusa dopo 12-1.-J giorni.
Ncll'u;JHI' per in[issione lo s\'iluppo non ê mo1to earaltcrislico
ccl C accompagnato da forinazionc di gns chc J'entlono iJ 1nczzo
n11trili\'O.
Lo sdluppo nel !nlle e nbhondantc c scnza coagulnzionc.
Sul siero c snllc P"latc lc culture nulla hanno di carallcri·
stico. ·
Lo S\'iluppo non ha luogo ai disollo di 150 c ~11 disopra di
1j50; \'oplillll/11 C ;J(jO-;lSO.
Oltrc nll'uomo, sono n1olto scnsibili nll'iufczionc tclnnica i
lopolini hianchi, i ratti, i conigli c lc c:t,·ie: sono piutlosto rc-
sistcnli i cnni; gll uecclli sono quasi refrnttnri.
11 hacillo dei tctano si tro,·a, ollrc che ncllc pbghc lclanicJ.e
c loro prodolli, nella pol\'erc <lcllc strndc, dei ,·ecchi muri, dei
pa\'imcnli, ncllc stallc, ncll'htulllls, ncllc fcci tlcgli an;:nali . .lc
adunque un microhio di nolc,·olc uhiquil::l.
Per il suo isolamento si adotta il meto do di 1\n-ASATO: si in-
quina con dei matcrialc in feito un luho di IJrodo c lo si lascia
sviluppnrc~ in condizioni di anncrobiosi, per qnatlro o cinquc
giorni. Quindi si aspira 1111 poco dcl liquido in un tubicino
di vctro; chc si salda nllc duc cstrcmilú c si poria per un
paio di minuti in un bagno111aria a 100°. Si scmina di llUO\·o
ToxzJt; c DllATA.
·- !JS ·--

il liquido C()Si lr:lll:tto e si ript~le l'oper:1zinrw sir1n :1 ehc il


lllicrohio si ollenga in cullur:l pura. Se ciú non :1\'\'icnc dopo
ripeluli pass;1gg-i) lo si jsola ncllc cullurc a pi;lslra in asscnza
di os:->ig"cno.
La diaynosi l1uc/l;riulouic.u dt~l lcl:1no si J'a preJc,·ando dallc
rerilc o dallc pinMhc dei cadaveri dciHl;lleri:de chc si esalllilla
ai rnicroseopio: si collivn, o\'\'CI"o s'inncsl!l. •
Ncl s:1ngne c ncgli organi inlcrni i\ bac.illo non :-;i tro\'a mai
a rncno cilc non se ne !'liauo falto copiose :noeulaziorli cndo-
venosc o periloncali.
Ciú di mostra chc iii,:H.:iJln tclanieo si svillrpp;t solo al\:t poria
d'ingre.s~o: o\'t'. clahorn dellc soslanzc r.ll<' 1 pcnclralc ucll'org:J-
rtisrno: Vi prodllt:Oilll i rc!IOJIH..:lli C~lrnllcristil:i.
InJ'atli vennc i:-;olata d<~llc culturc una lossintt. proiJnhilmeule
di ualttl'fl. di:tslasic:l, capacc di pro,·ot::trc . se inoeulala ncgli
aninwli, il quadro lipien dcll:l lll:llalli:l.
11 sicro dcgli ani111:tli \':tccin:lli o eon cu11nrc dcl bac.illo tc-
l:tttico c1 <~nn Ia tnssioe di csso, aequisl~t 1111 nol(!\'Ole polcrc
antitossico: su qttcsl:l proprict:'t si fonda la sit:roh:rHJÚU c.onlro
il !etano.

BACII.I.O l)EI.LA !'ESTie llUI)JlO~ICA

NeJI'epidcmia di JH:sk a\'n~nula a Hon~-1\ong~ ncl lS0-1,


YEust~ c l\t1'ASATo isol:irono cia.•-a.:uHo un nlicrohin eilc rn ri.
lcnulo l"ngcnlc spccifico dclln pcslc.
I duc microhi prescnla\·ann perú alcune dirrcrenzc lllOrl'nlo-
gichc l~ eulltlrali chc indussero qualr.hc conl'usione nella dc-
scriziotlC dcl bueillfls pcslis.
f~li studi ultcriori di AOYA:'IIA dimoslraronn chc il hncillo di
YEnSI1\', predomi11:tntc twi huhhnni. t\ il microi>io spcci!ic.o del-
l"inl"czionc pcslosa. mcnlrc chc il !Jacillo di 1\i"L\S.\TO. il qn:llc
prcdOII1Íil:l llCI Sangue dcJJc fOI'IllC Selti<:L!Illit.:lle, Ô scmpJÍCC·
tnentc un microhio cocsislcnlc in tali J'ol'!uc.
Qttcste \'Cdulc furou eonl'cnuntc dnl 1\!TAS.\TO stcsso, durante
]'epidemia di 1\ol>c nel 1~8!>, in 1111n puhblica:r.ionc in cui con·
duclt~va per In specHkith tld haeillo di Y~o:tt~t:-..·, atlrihucndn nl
proprio hacilln sol:1lllelile '1 una ini111Cili'.a spcci:llc per pro.
\'OCfll'C lc ::;clliccmic, ncllc forme pcslosc.
e
11 lmcilltlS peslis di YEHSI:\" 1111 hastonccllo ~rio c lo1.ZO, ad
cstrclllilit arrolO!Hialc, immohilc ed nsporigcno; ha la proprielú
di' colorm·sí piú rat·.i)IJH~ntc :.~llc duc cstn.:nlilú! Jasciando nel
centro l\1\0 spnzio ineolorc. (Colora::ionc /lipo/an!) (fig. ~2).
Ncl liquido dei huhhoni freseo in Clli e tnlmcnlc ahhon-
danlc chc cs.so \'t:llltC p:uagoualo da YEHSIN a t111n purée di ha-
cilli, prcsenl:.l l'asp(~tto morfolo~ico orrt dcscrilto.
Ncllc eullurc invccc ê assai pleon1orfo: in h rodo si <Usponc
jn ealcucllc come gli slrcplococchi (íig. 83), in ngn1· assunH.:
- !)!) -

l'nspctlo r1i lunglli haslonce1li. Va facilmente so~gctto a forme


di involuzione.
Si eolora eon lutli i n1czzi ~oJnuui: non si colora con il
GnA;\I.

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o 00 ~rf <:::>C::.aoOC)
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<a. ~

Fig. 82.
'" o ~

Fig. s·· ,),

Si sviluppn in brotlo in J'ot'lllU di liocchclli chc presto si dc-


positano sul J'ondo, lasciando limpi<lo i! mczzo.
Un oltimo Ínczzo di eulturn, indicnlo da YEHSINl e llll:l soltt-
zioue alcalina di pcplouc con l'l o 2 Oj 0 di gclnUna.
In gelatina n pi!lstrc lc colonic si possono osscrvarc dopo 2-f
o 48 ore c non rnggiungono unn grnndezza (naggiore di quclla
d'nna lc!:ila di spillo. {\on fondo11o la gelalinn. - A1 microsco~
pio esse si prcsenlnno da prima grigic ed in scguito brune,
con aspcllo granuloso nl centro conlornatc da un dclicalo nlonc
1

chinro: omogerico, coi margini dentellati.


Ncgli allri tcrreni nulrili\'i non si ha sviluppo mollo caral-
teristieo.
Ncl !alie si sviluppa scnza coagulnl'lo.
1:; acrobio c si s,·ilupp~ lra 20° c 40' con l'opli11111111 a :JT'. Una
temperatura di so• lo uccitlc.
r;li nninutli sensibili sono il topo, il galto~ la c:l\'ia: il eoni-
glio o In mosca come YEHSlx ha polt!IO ~limoslr:trc collivttndo
il hacHlo dal corpo di JnoschC trova te In orle nel suo In hora-
1

lodo.
Basta inoculare una piceob :<1unntitú di cullurn ,·irulcnta
solto lu pelle çli un topo per osscr\'a.rc il qundro caratteri-
stico) con forma?.ionc rapida di cdcn1a al punto di inoculazioue
e nel secando giorno prostrar..ionc gencralc dcll"anim:llc, chc
concluce suhito alia morte coi fcnon1cni anatomo-patologici
dcllc sctliccmj.e. Ncl sangue e nci gnngli linfalici ::;i puô osser-
vnrc il bacillo. Le c:t\"ÍC e<l i conigli nnwiono in 3-6 giorni
cogli stessi fcnotncni.
I ga.tli non sono scnsihili c possono 1nnngiare impunetncnte
anche carni infctte, 111:1 lc loro fcci contengono in qucsto cnso
il bacillo nllo stato (li virulcnzn; ció che appnrve suhilo iin-
portanlis~:dmo nei 1·igunr<li della cpiden1iologin. I· suini cd i
bovini pare si lrovino nclln categoria dcgli animn1i imrnuni.
La diag11osi deJln peste bubbonicn quando i sinto1ni clinici
1
-100-

c lc nole epidcmiologiehe pnssnno nmmcllcrc dei <luhhi, si [,1


coll'osscrvnzione n'licroscopicn dei contcnuln 1lci hnhhoni an-
chP. prima cllc qucsli sicno :-;pontancamentc aperli: o dcl sc-
erclo hronelii<llc quando ,; lralii di I''"'"moniic pcsiosn. Colla
scmplicc colornzionc si nsser\'crnnno i hacilli quasi ü1 colturn
pttril: csscndn spccic ntd C:\')0 dei httbhoui, Ira di essi r:1ri
altri Jllierorganismi c p;li elcmculi ccllulari. Ncl sa11guc, saJ\'O
nci cusi ~r:tvi c lctnli a l'orma sclticemi:t in cu i sono in discreto
nuntcro. Ín\'Ccc si Ye.drnnno Je forme carallcristichc in quan-
lilú nwlto scnrsn. L:.t suceessi'\·a inoculaziouc ní'gli nni111a1i scn-
sil.Jili baslerit in quaJehc gitJrno a COIJI"crmnrc 1a dingnosi. Nellc
cavic hasta ~rrl~g:n·c 1111 poco di nwlc,·inlc inf'cttn sull:t su-
pcr1icie dclla cutc rnsatn dei pcli. I g-ang1i liufnlici prossimiori
rcngiseono dopo poco tempo.
Lc eoliurc in hrodo dei i>acillo prcscninno il fc!IOIIJCIIO dcl-
l'agglllliJI:uncnto, se mcso..;c a eontallo eol sicro di snugnc cli un
pcslo!:O,
Come nhhiamo giú <iello il haeilln di Yersiu i: :ilqunnio di-
,·crso dn qudlo di Kiins:llo cd i priu<Oipali '"'rallcri i'"'" •·ui se.
ne dill'c.rcnzia sono i sr.~u(~ttli:
1. 0 Si eolnra co! meiodo di Gr:11n.
2. 0 E mohile.
3.o Intorhida f'orlcmentc il hrodo.
4.° Co:t~llla il latlc.
La ]Jrofilassi dclln peste, dopo scoppiala in una loc~llilú, ri-
guarda l'isolanu..:nlo dcgli ammnlati lu disinfl•zionc de] tnatc-
rialc infcllo e In pratica dclJa ,·a~.;dn:tzionc :nlfipcslosa.
Qucsln si ra col vncciuo HAFFtuxE ehe pare al>hia d:tlo sod-
disracenli risttltntí in moltc cpidemie, colltprcsa quclJa· di Nu-
poli dei 10ll.1 (SANTOLIQUil>O). '!'ale Y:le.ciiiO (: llll csirnllo de!
corpo dei bm:illi pcsiosi e si puô preparare stcrilizzando le
collurc iu brodo a ü0•-7õ 0 • Di csso se ne inocnlnno sollo cnic
2-:í cc. sccondo l'clú ddl'indiYiduo .
..\. scopo prolilallico 111a eon minore suecesS0 si ricorrc da
1

talurd ~tnchc nlla sieroternpia, la q11:tle pen) ,·iene nd csscrc


ndopernla piú a seopo tcrnpcutico. 11 sicro clic si us:l :1 <ptcslo
scopo, C qncJlo di cavallo iu1ruunizzato con co11Hr·e dr·ulcnlc
di peste o collc pt·olclllc IJ:tdllnri (YEHsJx-LesTJr.). 'J'alc pnttien
uon deve csscrc confusa <.;Oila \'HCeinazionc, chc pl"im:t al.>bia-
mo descr·il1a.
A pn~vcnir·c perU l'cpidcnlia di peste occorrc lcucr prcscnti
bcn allrc condizioni rigwtrdnnti il r·istnwnl(~uto dei luo~lti ilhi-
tali ctl il Jnigliorn.mcnto dellc eoudir.ioni ddle popolnzioni.
Quando qucstc sat·artno altuatc coucot-rcr;tllllO valid:uncnlc iu-
sicmc allc nlisurc prolilaltiehe intcnJ:tzionnli elte pcrô ntcntrc
ostncolano il commcrcio t~ dintinuiscouo lc fonti di ricciJCZ7.a
dei popoli, <la sole hanno dato !iuora :ts~ai disculi!Jili van-
Lnggi.
101-
Vuolsi :mchc ~cccnnnrc nl falto clellc forti cpiclemic scop-
pintc frn clinrsc specic di topi e rnlti i <JtWli perció, costi-
tncndo Hll grnvc veicolo diO~nsivo, deYono csscrc piú che si
puo distnttti nc!lc nrcc sospcltc ocl infctlc con og11i mezzo op-
porltlll01 eonw }'a,,·,·clcnnll!cnto pct· mczzo di gar. irrcspirahili.
D:t quanto diccmmo: ri~uarclo nl g;lttol nou ê consiglinhilc ri-
correre :td csso per la distruzionc dei lopj, anz.i e ncccssnrio
c!iminnrlo potcndo es.so per tncz.z.o <lcllc unghic, sporchc da
fcci illfetl0:,,1l'US!llCliCrC J'agenle infC\fiYO flli't1011l0.

13ACILI.O DELLA FEBlliU~ GJAI.LA


Ncl tSOl il S.\>:,u:ELI.I isolo dngli nmmnlnti di l'ci>i>t·c ~ialln
ttll l>nc:illo chc SIH.'ccssi\·:uncntc ê stnto isolalo - c solo in ta!i
,·asi - da nllri aulori in tutli i paesi <lo,·c rcgnn talc infezionc.
Egli lo denomino !'Ct·ció b"':illu rle/lu fc/>lirr giuliu o bacil/us
lrlcroides c lo studiú in modo complrto.

Fig. S·l.

Jl i>ndllo idcroidc ó 1111 hn~toncino :1 cstrcmilú nrroloiidale 1


lu11go 2-·1 :'·c larg-o due o Ire YOIIe meno (ligg. Xl e 8:-lJ.
1·: as . . ni plcnmorfo (fig. 8G).
1·: mollo mobile c possicde .J.S lunghc ciglia.
l·: :.1n:wrohio facoll:tli\·o.
Si c.olora hcnc con i lllCZzi solili c non .rcsislc ai Gn,\~1.
-102-

~{'i lwodo l'Omttnc si sdlupp:1 l'Oll li<~n~ iulorhid:uncntn non


rcnnt~lll:l il hrotlo Ju/losulo.

:\'ella (/('/alillll a pb-strn forma dl'lJC eo]onk rolund<·~ggianti,


lr:tsp:trcnti, e g-ranulos<'. ed llanno l':tspctln di lcncociti lq.~. 87}:
dopo dtH' o tr.· ~inr11i Li gr~!lltl·
lazioth' si !'a pil1 lllarcala c si
J'ormn ge11ernlllll~llle 1111 llt!dco.
c.t•nlr:dc o pvrift'l'ko. ele I lt1tln
opaco: piú ollre I' inler:t <'tllonia
dh·crlln cOillpletanH~Ilk opnl'U {fi-
gura FS1.
Stt Ja gclntinn per striscia!llento
l'idc..:roidc prcs<·nta dclJc minulc
colo11it~. simili a goceiolinc di
In til'.
lu ayur ohliiJlla lo S\'iluppo C
dill't·n•tilc a sccondn dclln tem-
Fig. SG. pcratura. A :no inratli 1c cnlonic
sono rotouclcggi:lnli \ griginstre ~
cun sup~rricie c~ tnnrg-ini rc~olari; a :wo.:l~o in\'<'t:C assutnono
l':lspctto di ~occe di !::tllc, rllevatc, con ritlcssi nw.clraperlacci;
10ô --
in scguito si form:1 nl centro 1111 nuclco pinno c lrnspnrcnlc 1
(:on 1111 :llonc periferico OJHlCO: che dú :dia co1oni:1 l'aspi~llo

Fig .. 87 .

.,

Fig. SS.

di un sigil/o <li ccralacca (Ogg. 8() c DO). Qucsto spceinle com-


portamento dcll'icteroide, chc si mnnil'esln in gcncrc dopo 24
on~, C uno tlei migliori crilcri dingnoslicl di csso.
1(11-

'cl lul!c ...,i . . viluppa "iP!lz:l coa!!ubr1o.


")u . . i.-ro di Stf/llflfC' solidifk:tln, lo ...,yjJuppn e illlpCrt'Clli!JiJc.
'\ou d,·, la rt'!lt.ionc tl,·lrindo/o

Olln~ chc per liWIIIO. il !J:tcillo ÍL'kroitlc 0 patogt·no per qua:-:.i


lnlli ~li :Jtlitn:di dnllll'~líci.
eccide i lopolllli hi:llll'hi, pre . . enl:liltln in es~i llll:l sl'llil'!'llli:l
difru ... :L
:'\clle t'a\·ie d:'t 1111a lllillallia c i dica a tipo l'eld11'ih~ L' h<~ lt'l"lllill:l
cun la ntorlc dopo K-l~ giorui.
- lO.S-
Anchc ncl coniglio inocll1<11o con l'ü:ternidc. si ha ttna mnlal-
tia cíclica chc conducc a morte dopo 4-5giorni 1 diclro un'ino-
culazione suhculanca, dopo 2 giorni per inoculazionc cndo-
venosa.
Piú d'on·ni altro animalc, il cnnc prcsentn i sintomi tipici
dclln fcbhrc ginlln tllllftna, v:dc a dirc vomito, cntcrorrngin
alhnminflrin cd anurjn. chc precede di poco In 1nortc. All'au-
top.sin si riscontrn un:1 forte gnstro-clllcritc emorr:1gicn lun~o
tutto il cnnalc digcrentc e In stentosi <lei fcgnto cnrnttcristicn
dclln fcbbrc ginlln: nnchc il J'CI1e vn soggetto a una dcgcnera-
zionc ncliposn c<l C sede d'nn'inlensa nefrilc pnrenchimal('.
Dal sangue dcgli nninwli c dalla 1nilzn si puú isobrc il hn-
dllo icteroidc>~ il qunlc ,.i si lt·oya in mr~ggiorc o ntinor qunn-
titil, ma q11asi sempre alio stalo di pnrezzn: ncl c:1nc perU
csso e laholla ~ssocinlo ai colihncillo c alio slrcptococco.
L'isolnnH'nlo dei c:ld:l\'Crc umnno prcscnl:t inYccc dif'fit:c.ltú
tn~tgginri. dovutc nl!'in,·asionc chc ha Juog-o ~!d un Cl·rlo punlo
dclla mnl~lttin, di micrahi d'inJ'cz.ioui sccondaric clJc sopra!l'nnno
l'iclcrolde.
Acl m:llato, si pu<'> con rt~l:tth·n facilit:'t isolnrr. l'iclt•roidc
,·crso la linc (h:l cido morhuso iu cui c:)SO nc inYadc in gr;1n
copia il s:tngu~.
li h:1cillo ic.lct:oidc <·laborn ncll'organismn \111 ntth·issimo ,·c-
Jcno - !assina amaril!icu - a cui si deve la Yiolcnr.a dei ~in­
tomi che r~ccotnp:1:;nano di solito In ntnlnltin.
La dia[J/IOSi bul'!eriolouica dclla fchbrc ~ial!a si rondn, St:cnndo
Snn:n·clli, nnzilnllo nel C<lratlerc spcci;de prcscnlnlo d:dlc cul-
ltll't~ in :1g;tr delriclcroiclc: gi:'t dcscritto. Esso si puú rc11derc
c,·idenlc in tnodo rapidn csponCJHio dn prima lc cultun~ a :no.
per l'l·lfi ore, t! posci~1 JlCl' nllrc 12-lG ore a 20u-22o o ;dia ten1·
pct·ntma cll'll'nmhicnle, Dopo ~f.:JO ore !c cnlonie prcscnlnno
il enrnlterislico nspc-t!o dd siuiflo di crra/ncctt.
Sccondo S.\.:'\-.\BELLI ed n!tri, il siero degli :tll1Jll;llati di fehbrc
gialla a,·cndo 1111 polct·c a!jg"l!dinanlc spccilico pc1· lc coltnrc
di icteroidc in modo che si puó nYerc l'ngglulinazione tantn
col sangue l'rt'sco diluilo acl 1:-10 q11nnlo cott quellu disSC('.l':tlo
<la settimnne, 1111 nitro ntezzo diagnostico cli gr:-tn v;dorc sarcilhc
CfliCilo basato nclln sicrorcazione.

Poslcrionncnle alie riccrche di SA"AI\ELLt altri sperimcnln-


tori, ni qunli non crn riuseHo di isolare d:tl s::m~uc dcgli in-
fclli da 'fcbbrc ~inll:1 i! bilcillo icleroid<', ni! qnnlsinsi altro
microrg:1nismo visihile cogli altuaii mcr.z.i ollid hanno not:Jio
chc l~l]e s:lngne app~rcnli.'mcntc amicrohico, tollo dall':unma-
lnto fino <l:li primi giorni, cd inocula lu in individui s:llli,ripro-
dut.;C la Jll<tlallia.
- 10G-

Osr.;t~n·arnno
inoltre c.hc i\ si<·r·o dd sangue di qucsli am-
malali1 diluilo e liltralo allrttVerso a l'[llldcla l~crl.;.cfeld di
terra d'infusori, conserv;l\':1 la ~tta \'Írulcnz:L Ondt: c.ouchiu-
sero chc il \'ero agcnlc d<dia f'chhre gialla fosse un nlicroor-
ganisnto ullr:"l.lllicroseopico.
Gli espcrinwnlatori cite· pat·l~·::o:giano pt~r !:li<! leot·i~ cn~clono
poi di :t\·cr~..: dimoslraln I"!H! l:t ft~hbre gi:llla Ycnga dill'usa per
tnczzo di una z:ntznr:•, la slrgomuu j{tseiula apparlencntc nl ;.!;c-
ncn: cn/C'.t·. (.}ucsl:t, sceondo \'edrcmo per !'ttiiOJJhl'/es twlln ma-
lnria, :t~irt·i>he J>li11/4CIIdo l'ttOtliO inl'clln t~ Stteec'\sh·nnH!nlc il
il sano ncl qua\1~ colla sali\'a in<H:ul:t il get'tllC Sll('l'hi:tlo d:tl
s:tuguc dcl prinw.
lla cit', ne t'~ dc:rh·:lla la 1101'111:1 profilalliea che con grande di-
spc·ndio, in mnlli luo~lli \'il-11 llless:l in pralicil, mcrcl: ];l prole·
ziotH~ dclle parti st·.operlc dei corpo dalle pnnlurc di tnlc insclto.
<' mcn:C !:1 lolla conlro di <:sso c lc sue l:tn·c ehc hnnno un
ltuhilol UlOito Y:lslo. comJll't~so anl'he lc :leque dei rccipicnli
domcstid dintcnlicalc ndle mc.no frcquenlalc purli ddl'ahi-
I:Jzionc.
!•'i no a qn:u1<lo pcn\ sull'ctio!ogin de! la fcl>hrc gialla 11011 snrú
deita l'ullinw paro la, c non sar:'t pnssnlo <JliC!>dO pcriodo di .im-
pori:HIIi rieerehc í'ra !oro contr~ulitlnric, lc normc proril::llticl!r.
di isol:tmcnto. disinfcziollt', rnpi<lo :lllonl:tll:llllCillo dcllc nn\'i
dni luog-hi inl'clli verso zo1H~ :1 lcmJWratura piú hnssn, risnnn-
lllCUio dcJlt~ loc:l}ÍIÚ dO\'C la rcbhl't! dominn C miglioralllClltO
i)!,ienico dclle :thil:lzioni,non dchhono csser1~ poslc in sccnnda
lincn. conw hcn f'nnno nlcuni pacsi chc ;lilo S\'illlppo tldla epi-
tlt~mi:l di fehhrc gialln sono esposti.

VlllHT0'-:1, llEL COLEIU ASL\TICO

Che l'infczinnc co)('rica J'oss(~ data dn 1111 nlicrorg:lnismo,


Vt~IIIIC dimostr:llo rino dai IK-li dal Jll'Oi'. P,\I~INI 1 di Fir·cni".C 1 il
q11alc osscn·t'l nel tubo g':lslro.cnler·ico dei colcrosi~ ttll vi-
brione cht~ v:1 rileuulo per ·qttcllo spceifico, dnJie descrizíoni chc
!'Ct'l~ dcJie )CSÍOili ChC vi J>l'OdllC.C 1 C dei Cilrfllkri lllOI'foJogici Sltl-
di:lti in prcpnrnli microscOlJici (1Rí!l).
\;el lXX:~ il 1\ocu polê isol:u·lo c :llllpi:unetdc sludi:trlo e eol-
li,·arlo. ~r:1zie nll<l lCCtlica haclct·inlo~ien ela lni pcl"l'czionnl~l.
li 11ibrionc colerigeno, o conllllft-/J(Icillo o /l(lcillo-uir(IDla. hn ln
lunghczzil di poeo piil di 2 ,.,. e lo spcssorc di ()·;-) .. }.; e incurvnto
lungo il suo asse, c qu:dchc volta nel eonlcnuto intc~tinalt!,
riu11ito in lilamcnti composli da di\'crsi individui, r.lrc, per ]a
ronn:l tlcgli ckmcn1i~ nssunwno l'aspclto di spirilli (fig. !Jl);
qu.csl.i prcvnlgonn ncllc culture \'Ccchic.
E lllohilissimn, tanto chc 1111:1 goceia di culturn l're~cn in
hrodo, osscrvata co! microscopio, lascia ,·cdcrc ncl stto interno
- 107-
un lllO\'itHcnto pnragonahilc a quclln d'uno sciamc di mo~ccp
rini; e la mohilitú ,; doYuta :dia prescm.a d'un lungn riglio
posto alia Slla cstrcmitú (fig. 92); in qualchc va!'iet:'t di Yihrionc.
come per cs. f]llello isolato in llll:l epidemia <li colem a ,,.,,_
saun, inYCCC~ furon tnessc in evidcnza duc o piú cigli;-..
Si colora i'acilmenll', spccie se di fresco proveniente dn mn-
lati di co lera: nell<; culturc ,·.,cchie si colora con <lii'Jicoltú. 11
miglior lllCZZO per eolnrnrlo (: In ru:dnn di Zll~ll!. diluit:l ill .J
o 5 pat·li d'aequa.

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Fig. !11. Fig. :12.

:\'oil si colora con il GIL<\~1.


11 vihrione ~olerico C acrobio c si S\'ilupp:l fra 12° c 3S 0.
Ncl llrotlo cotnunc o in unn soluzionc acquosa di JlejJlone c
c1orut·o sodi"t'O n\1'1 Of 0, d:'1 formazionc ad una pellicol:1 supcrtl-
cinlc piú o nlcno ~pess:l: In qualc si mnnifcstn dopo circn
24 ore.
In gelafill<tjJerin/iss.iorw dú luogo a uno sviluppo c:Jrrtllcrislieo
sotto rorma d'nn imhnto; poiehú nella porte ,superiorc dei c:a-
llnle (l'innesto, O\'C comi11cia la liqucfaziont'. dclla p;el:1tina 1 si
forma nnn cndt:"1 imbutiformc da pt·imn picnn delln gclnlinn
fusn: qucstn poi per I'C\':lporm:ionc lascia una cavilú n guisa di
holla d'aria; nella parte in[eriorc dei canalc di inncsto si <':lC-
coglie 1111 an11nasso filarnP.ntoso spir!formc.
1·: czinndio cnrnllcristico lo S\'ilttppo sn Jliclslrc in gelatina in
cni: n.lln tcmperalurn di circa 200: dopo 2·1 ore appaiono alia
superficic dei puntiui i>inJH.:o-ginllnstri IucentL chel nsscn·ati
a -dcholc ingr:tndimenlo. furo110 rassomiglinti a Cllllltlii di
polvcrc di vclro. Qucslc minutc colonic si \'<lllJIO poco :1 poco
ingrandcndo e i11f'os.s:uulosi ncll~t gelntiu·a chc lluidi!ic:tno: per
fan·isi centro di eaviL'I imhntiformi Jc qnali danno alln supcr-
ficic dclla pinstrn un aspello crillnto,
Sull'ugnr per slrisciumenlo lo sviluppo C poco cnrattcristico
cd ha forma di una pclliculn. bianco-gt'igiastrn piutt0sto nhbon-
tlnntc.
Sulle }Htlulc si J'ormn una pcllicoln rilsYaln, da prima bian-
cnstrn Ja qunlc grad;llamcntc si fa piú oscura fino a ric0r-
dare <!uella pro<lolta dai i>acillo dclla morYn, di eui allbi:uno
paria lo.
- to~

?\'Pl !alie si svilupr:t sct1z:1 coagulndo.


11 vii>rione dei colera dit luo~,;o alia pt·odu,iouc dell'indoln c
alia ridnr.ione in nilrili dei Jlilrnli i, qunli facilmente si lro-
V:lll01 tll:lgari in tr:tccie, ncl pcptonc o nelLt gc1ntin:1.
Tnlc rcazione si manircsl:l con unn color:1ziollc roscn. piü o
mcno iukns:t (rosso coh~rico) aggiung:cndo afctJJIC got:cic d'a-
c.ido solforico, pri,·o cl'ncido nilrosn a unn hrodo-eulturn di
1

2·! nrc. Si illcllc cosi in li!Jerl:'i l'aeidn nitroso dei nilrjji il qunle
in prcscnz:l dell'indolo p1·odotto:-.i nel hroclo per nzionc de!
vihrionc coierigcno, dú luogo ::11ln eolontzióne snddclla.
Jl \'ihrionc dd colcra ô patog-cno per l'uomo c in condizioui
spccinli :111che per gli animaii da lal>or:lLOrio prepnrnli IJCtl-
1

lraJizzando l'~1cidilú dei lnro sncco g:tslrico. :\IETCIIi'\11\0FF h:1


dimoslr;do che l:l dirlicollil di riprodurrc uq~li nni11wJi l'infc-
;donc, dipcndc d:lll:l. prcscnza nel loro inlcslino dei Jnic:rohi
nnlngonisli, cJ1c nc impt:discono lo sviluppo: OIHIC c~;li hn con-
siglialo di adopcrnrc :llln scopo i conigli ueonati nei cp1:1ii l:t
flor:l hflc!Crica intcslin:1JC e SC!l.l'Sis:.;imn. E poich:; il vihrionc
cokrico si sviluppa ncll'org:n1ismo in condi:r.ionc di :-iilll!Jiosi
('.On aJ[ri micro!Ji, il :\ft·:·n:JJ~IKOFF s(CSSO riliSd :1 produrre nu-
fczinne eo}crica inic!landolo ncl pcritonco con :lltri miL:ror-
gnni!-)Jili,
Si cldlcro pni casi cli illf'{~zioJii spcrimcnlnli o :ll'l'iclcnl~lli
ndl' 1\0UlO, d:lli d~lll' ingc~linne. di genni col<!l'ic;i artiticinl-
lllCnlc colth·ali; c qucsli rnpprCSl'lll:lno un notcn>IC conlribulo
nlln dimoslrnzionc chc i! Yihrionc descri! to sia rcnllnl'nlc il Jni-
('rohtn clcl eolcrn asiatico.
La dia(IIIOSi hackriologica 1kl colcra si J'a qunlcht: ,·o11a Jlli-
Groscnpic:nnenlc. Jll:l per Jo pilt dc,·c csscr conrennala daJic
pron~ cnllurali. Tral!nndo!-i di fcci sospclle, si eslrac da esse
.uno dei piccoli fioechi di n1neo cht: si trov:1110; lo si disl<·ndc
su di 1111 vctrino e dopo d'avcrlo cs::;icc~\lo c lissato, si colora
con la soluzioJH~ di ZIEIIL diitlil:l. Si puú c-;.•.;cr <JII:Isi ccl'li della
di:1gnnsi, CJII:llldo si vcdranno innumcrc,·oli vihrioni cnr:tllcri-
sliei, spPcinlmcnlc se ri11niti eon1c a sci~mi, n scarsissin1i gli
nllri mierorgnnismi. Per 1ncglio suffr;Jgnrln ll!Cdinnle la prova
culturnle si ricorre ai lllCiodo ScrJOTTEI.WS J'accndo dclle cv/-
/ure.JJJ'CJWI'alori(: con 100-200gJ'. di deit;zioni in altrctl:lnlo !>rodo
conknuto i11 rceipie111i a forHlo I~n~o o mcglio si JH'ep:tr:lno
sclle od ollo pnlloncini EuLEN:'IIEYI~u conlcncnti ciascuno circa
100 c. c. di soluzione all' l 0 / 0 di pcptonc c clorttro sodico ucn-
lrnlizznl~l, fi:llr:lln c s!l.:rilizzntn, c in ciascuno di cssi si mcllc
un flm.·.chclt,o di muco ddlc fcci.
Se lrnllasi di colcra dopo 12-1:) ore. si f'orJIICr:'l ncll'uno c
1

ncll':lllro caso, nlla superlkk. dei liquido una pciiicoln hianea~


~Ira t·hc, cs:unin:1tn ai mir.roscnpio, si IIIOslrl'r:·, costiluita di
vihrioni rnrnltcrislici. P1~r :H'l·.crlarsi pni che qucsli :-;in no i vcri
vibriuni dcl colcra asialko, se 11c farauuo cullurc d'isotunculo
- 1on-
in piaslrc di gelatina, qnin<li <lcllc cnllurc in tubi di g<:lalinn
c in brodo, c si pro\'Crú la rcnzione dcll'indolo ulln qnaie giú
aJJbi;uno nccennnlo.
e
~lolt~ piú <lil'fidlt: I"i<olarc il dbrionc colcrigcno dalle ac-
quc sospclte. 11 FLÜ<i<;E aggiungc 10 cc. di solnzionc al JO "lo
di pcptonc e clornro di sodio aiJ'acqua infctia, ch'cgli disiri-
huisce nci paiioncini E~<r.EO'<;IE>En ncilu qnaniii:'l di 100 cc. csa-
minan<lo poscia Ia pcllicoin !(llnndo siasi s1·ilnppatn.
Per la stcssa riCCI'C:t i: ollinlo il mctodo proposio dai S"""-
HELt.I che prepara il terreno nttlrilh·o ~cguclllc:
JJe}JIOJIC SCCCO gl·. ]()
c/oruru sodico. 10
gclulirw 20
w:qua clisfílhtlu fino a 100
Si dislrihuisec qucsta gclnli1tn c.onccllll'<lla n.•i tuhi di s:t.~­
gio, nelln quantitú di 10 c. e ; il contcnuto d'ogni tubo scn·e
poi per i'cs:llllC di 100 c.c. d'acqua ""JlCila,
<Jttcsta si r~1rcoglie in \'Hd mntracei sterilizznli, nPlla qt1:t11~
til:'t \'Olutn. c vi si \'Crsa un tui>o di gclatinn giú Jluidiric:tla. per
ogni 100 c. c.
Da 10 12 ore. qu:liorn. I' ::tl'flll::t eontcng:t H Yibrionc colcrico\
appariril :!lia supcdicic la pciiicola rarattcri,lica li l"'''l'"rato
Jnicroscopico c Ic succcssh·c cullure jn gelatina ser,·irnnno a
confermare la diagnosi.
Qucstn C rCSfl diflfci!c Si:J. da :-tlcllllC \'ariadoni e!1C si riscou~
lrnno uclla Jllorrologia c nci colrHllcri hiologici dei dbrione
speciflco) sin dall'csistcuza di Yibrioni i qunli furono tnn·nti
nell'nmhicntc c clic per assomig1inre n1 vihrionc colcrico. fu~
rouo detti colera-silJiili.
Lc varietú morfologiehc dei vibrioni colcrigcni rignanlnno Io
spessorc, la Junghezza c il vario llllmero dcllc ciglin.
I carnttcri culturnli rig-uardano In r:1pidilú con eui hn luogo
Ia licplcfazionc -della gelatina c lo spcssore c la consisicnza
dclia pellicola che si fcll'llla nella culiura in in·oclo: percii>
nei lnhor:tlori hnclcriologici ~i colli,·ano \·arie spccic di \'i-
hrioni, come qt~clli isolali ncllc di,·crsc cpidcmic di Pnt·igi. di
i\1nssntw, di Calcuttn) di Am!Juq.;o, di Gaslcllnmm·c, ccc_:.
1 uibrioni colcra-.">'iJJli/i sono lllllllerosi. Uno dei primi nd cs-
scrc nolato~ c dei piú cclcbri, ú quello cllc FJ:\'KLI!.I! c PHIOI:
isolnrono in un caso di colcrn llOstras) ritcuc_:udolo l' a~~cnle
spcciflco di csso, menlrc oggi si sa che Lt mnlattia puú e~scrc
prodottn da \'tlri microrgnni~mi e spccialmt'ntc d:d coliJ,aciiio
reso virulento in pnrtieolnri co11dizi01li.
Quello chc DENECKE isolú dnl rorm:lggio gua ... to c chc mor-
folog·icamcnte ha moi i i c:n·:lllcl·i simili n qucllo dcl cole1·n asin-
lico) queiJo cllc iJ (~A.\1.\I.E.I.\ isolO in un' epidemia colerif'ormc
dei colotnbi. c che passn sotto jJ nome di nibriont~ di :JIE·rui-
- 1111 ..
:'\II.::OFF, t' prescnl:1 mollo <'vidente 1:1 rrazione ros~a dl'l colcra
c altri \'ihrioni l:olc·ra-simifi, h:lll!lO in g:cnrralc la proprietú
di produrre la liqucf~tzionc dt·lla gci:1Lina piú rnpiclan..wnlC'. t:
nou prcse.ntano l'OIIIenqwr:IJH':IIIleiiiC tu!ti qucj c:"ll'alleri cultu
rali hioehimici e pnlogl'ni, e! te :dJhinmo indkalo ne! YCro \'i-
hriont~ colcricn.
Oltre :1 qtlcsli dbrioni c.:olcra-simili nwl!i :dlri ne sono st<lti
indit':l!i iu quesl' ulti1no clcrcnnio t' di spcdalc in1porl:lllza
quelli trov;lti nelit' :a·.quc. Cosi ahbi:nno i] uibrio w·rJllftlilis di
(;i:\'TIIEI:, il t 1 ibrio danuhic:w; di irEir>En, 1111 \"iln·ione troYalo dn
\VEII:I·:l. in !lll ac:qna di pn:.:t.o a :\lonaco, ii 11r1f·il/us c/10/tu·uitll'S
v. (.' ~. di nl',/,\ltP, i! ui/Jrio hcru!illt~ll~is di Hlr!::\'[·1:, il uibrio
l)t'xi:~\I{, il uihrio 'J'uurinc11sis di BoHno:-.:J UFJ'I:Eill'ZZI, i 5 vi-
hrioni isol:tli d:t i\1.\ssn:-.:E ncllc ~H:.quc dei porto di (icno,·a, i
11ihrioni idri1·i isolnti dai SAi\'AJ',I·:I.I.I ucllc ;H·.que di \'crsaillcs c
di P:trigi, dei CJilali nlcuni palugeni per gli animali.
Tulli qttcsli vil>rio11i h:tllllO pil1 o 1ncno dd cnrnttcri dei
,·ibriouc enlcrigcno, dai qu:tli si riescc dill'crcnziarlo Ill<l lal-
n>ll:t con dil'ticolt:'l.
SA\'.'.I!EJ.LJ ila inoltrc din1o~lrato clic dei vibrioni snprofili
csislcnti nornwlmeulc liCll' intestino dcJJe cnYic (nnaloghi a
quclli chc con g-ra11dc frcqucnza si 11·ovano ncll'inlcslino degli
HDIIIilli saui) si puú esall:lrP, eon Jnczzi ~ulalli, la allivH:'t hio-
logic:l in modo ch'cssi divcngono simili ai Yibrioni colcrici in
lntlc lc loro propricti1.
Qucsti fatLi dimoslr:tHO chinrnmcnlc co111C si dchhn procedere
gu:u·dinglli ncll' nccingct·si nlln diag-no-.;i battcriologiea dcl co-
ler:' e come per (~ssc1·e sicuri, spcc.ialinentc nel caso di cs;unc
dell'actlll:l, dcl suolo o dcll'Hinhicnle in gcnere c non cli feci
sospetlc, sia ncccssnrío ric(·t-carc c vagliarc tulti i earallcri
JH'opri dcl vihrioiH: specifico. ·
La /II'Ofil"ssi dei cokra - oltre !c praliehe slahilitc dalle di-
,·ersc ronferenzc sn11itaric. iulern~1zion:di chc sono sl:lle :tl-
l'uopo l<!llllle. rigu:1rdanti il lr;lll:uncnto dcllc n:l\·i provcniculi
dai luoghi infelti chc pas-.;ano pel cnnalr. di Suez ~i c.oJnpcndia
nc11o impedire Ia disper<.;ione dei mntcdaic infdto Uallc deie-
zioni inlcslinnli c dai \'Oillilo dcgli a11illWH: quando l'cpidc-
lllin C :-;coppi:lla ~ c, per JH'c,·cuin~ qucsla, ncl ri!'lruwmcnlo rn-
%.ionale dei 1uogl!i nbii:.Úi, nell:1 vigilnnza de! eummcrcio ali-
lllenlarc, e ncl llliglioramcnlo dcllc condizioni igicniche gene~
raH dcllc popolnzioni.

Vcnnc scopcrlo da IL PFEIFFEn negli spuli dei lllnlali di in-·


ilnenzn c quasi conlcmporancanwnlc in ltalin, H BnuscuETTii'\'I
:lfl'crmava di avcrlo isolnto dai sunguc nel qunle vcnnnenlc il
IJndllo <li l'fcill'cr 'i riscontra ns,ai di r:ulo c!l in numero sem·-
·- 111
si:..;simo. E siccomc il h:1eilln clc:J Bruschctlini p!'cscntn dei cn-
rnllcri cnl!ur~1ti o patogenelici :ilquauto dissinlili da quelli del
lwcillo di Pfcilfcr, cosi ú Jccito supporrc c!Ic i duc non siCIIO
ülc~ntiei.
li hacillo isol<IIO da Pfcilfer é dclln lung-hczza di circo 1 .''·
per 0,3-0,•J di lnrgilczzn <! immobile si prcscula isolalo o dispo-
oln a calcnellc (lig. 0:1).
Si colora hcnc con la fuxina ZIEHL diluila i11 10-20 ,·otlc di
aequa dislillata: gli ilHlh·idui dcllc vcceldc cullttrc invccc
prcudonn il colore solo alie duc eslrcmitú. Nou si colora con
jJ (]JLUI.
.1~ stJ·cttamcnle acrohio cd asporigcnco c si_sviluppn ad un OJ1-
tinll111l di temperatura di
:nu. Nou si sdluppa <jttHsi
afiatlo nci comutJi 111cz:d
nutrilivi, ed il terreno pc1·
esso nddatlo C il cosidetlo
UrJlll' .•wn;tuc. -~~ucsto ::;i pre-
para distellcleodo sull':lg:lr
in piastrc o in tu h i ohliqui
un po' di sangtw ulnano
o di coloill])o o di co1dglio~
lascin11do poi per 2,1 Me
in termostato :1 :no il ma~
tcriale cosi prcpnrnto per
ussicurarsi dclla stcrilitú.
Si pnú anch preparare
]' agar cmoglobinalo :1~~
giunge.ndo acl un tubo di
agar rlisciolto O, 5~1 e. c. Fig. D3.
di soluzionc potnssica di
Clllnglohina I-lo~tMEt.s. Su qucsti terreni il hncillo dú luogo n
piecolc colonir, dell'aspcllo di chiare gocciolinc di rugi:Hia 11011
contlucnli chc p·ossono ra,r;giungcrc la grandczza di una tcs:a
di spillo Per la diagnosi battcrioJogit:a ocr.orre anzilttlto stem-
perarc in hroclo ocl in :Jcq11a slcrilizzal;nlll po· dcll"espctlornlo
o dcl contcnuto broucliialc c quincli farnc 7-8 trasporli ncl-
1'agar s[!ngt~e.
11 hacillo dcll'inllucnzn 11011 C p:1togc11o per i comuni ani-
mali <ln cspcrimento.
PI,.EIFFEn ~olo C duscito nd inl'ctlnrc lc scimmic <:h c muoiono
in 7 giorni con fcnomeni di polmonitc. CA~TO:'\"t (Junior} ha
tnttavin ottcnulo In n1ortc <lei conigli jn 2o-:;o ore con in')ctda·
zione subdurnle di colturc vh·e o n1orte e col velcno che si
forma nclle collnrc.
-112-

11 nlicrorganisllll> specifieo delb JHIC~lllllOililc flhdnosn fu os-


scrvnlo d:.t PASTt·:l;n ucl 1SR! nc:Jia hocca di un h:1ml>ino morto
di_-·rahhi~; :l.\'cndolo lr·O\':IIO p:tlngcno, lo denominO microhio
della sclliccmia s:dh·arc. Ncl lSS2 'l'ALAi\10,\' lo eoHh·ú dall'cssu-
datn polinon:n:c, 111:1 solo dopo gli studi pilJ eomplcti di A.
Fn:·:xl\EL i~sso YCJIIlC rknJloscíulo come il germe spccillco <lclb
pncumonile e.ronp:lh~ ~·cnuiu:l o primitiYa. onde Yicnc !lllc1H~
indic:tlo enl nome di J111CIIIllrH'CJ(:co di TAL:Urox-Fn:\J'i\EL anchc
per dislingucrln dn 1111 ~litro germe il JmCtliiiObacillu di FnlED-
L;.~~uw:, che !'ii LI'OYa tah·olta ncllo spulo pncunJonico.
Jl pncu!lloeocco ]la uuu forllla ornlc, ú
spesso Janccolntn e per lo pit'1 unilo n duc
ele!llcnti c.: pcrci<'1 \'iene onliu:trÜllliCiltC chi:l-
uwtn dijdor:occo lam:eolutu (fi~~· ~J.J) .
.i~ inunohilc. si colora fneiilliC!llc c resiste

1\cgli spnli, ncgli cssndnli, ncl sangue c nci


tessuli, gli indi\'idui :1ppniati sono gcucr~l­
mentc ein:ondnli di! una cnpsula. lú qualc
Fig. H4. si IlJCitc in cddenz~l (kcnlo1·:-nulo il prcpa-
rato con 1111:1 dcholc soluzionc d' aci<lo l:lt-
tko :<11'1 'lo o eoll'alcool a !lO'.
1:: dif'flcilc isolarlo diretl:llncnlc dall'cspcttornto, c anchc daiio
slcsso cssudalo polmonarc. Per ollencrlo in cullurn pura eon una
certa L1cilil:\ C hcne aflidarne l'isohuucnlo a!J'orgnnismo dcgli
unimnli r.hc nd essa sono piil seusihili. cioi! il topo o il coui-
glh>. Siccon1c quesli soceoinhono con una gr:t\'C fonna selli-
cocmicn c quiudi ncl Joro sangue si risconl1·a in quanlilú. ha-
sta seminarc queslo nell'~gar: ncl siCJ·o di S:lllg'IIC o ncl hrodo.
SpccialinCnlc durante lc prime cullurc: cioC flno a qunuclo an-
cora non si ahitua alia vila snprofilica, non si .s\'iluppa in ge-
latin:l: pcrchC csso hn hisogno di UJI:t fcmpcrlur:t supcriorc n
:~0°. Sul la ~upcrflc.ic dc1 sic1:0 o dcll';lgnr g1iccdnnlo cresce for-
nlando (~olonicllc piccolissiJIIC1 lrasparcnli CO!IlC goccic.: d'acqun
ehe mall'. si osscrYano ad oechio nudo
Ncl brodo si svilupp~l Jcggcrmcutc intorhid:tndolo.
Ln clit'rkoltú cli :J\'CI']O nclln l'itn s~p!'oliticn rende neccssnrie
nleunc cautdc per polr.rlo stu<liare, come quclla dcl lrapinnlo
ogni ;~ o 4 giorni in tncz~i di nulrizjonc frcschi; c siccomc fa-
dlmcntc nclla Yila saprofilicn perde In ,·irulcuza, cosi occozTC
il frequente passaggio nel corpo di animali scnsibiH, ;d qunli
come .1' espcttoralo c I' cssudnlo polmonalc~ le cnllurc s' iuocu-
Jano solto euk.
Queslo microrgnnismo plH) dai' luogo anche n tncningili
aeule c pJeuriti pl'illlilivc e eonsccuti"c c polmoniti, (d:l nl-
-113-

cnni casi di plcnritc primilivn fibrino-purulcntn lo isolú per


Jn prima ,·oi! a StUL\FJxr nel "1888) pcricarditi. a pct·itoniti •c nd
oliti c tal volta proclqcc I' inliammazionc di tuttc o qn<~si tnttc
lc sierose.
Nelln Incningitc cen.:bro-spin:llc cpidC!micn fu iso1:11a J;Cl 1887
dn Fo.\ c Bonoo:--:r UFFIWDUzzr che pcrciú lo chiamnrono :1nellc
nlcningo-cnc.eo.
JJ:IIlc c.nllnre di pncnmococco si possono isol~rc dcllc to:!'inc
le quali, innculate ncg-li nnimali~ COJifcriscono loro l'i!llllHinil:·l
come lc cullurc 111cdcsimc.

i\l!CHOCOCCO DELLA GONOilHEA


L':1gcntc ~pccifico della blcnorragin fu scopcrto, nel 1870: da
NEtSSEH nellc cellulc di pus dello scolo hlcnorrn~ico.
TI fiOJwcocco si prcscnla in grossc forme rotondl'ggianli, de!
di::t!liCiro di O,í-0,8 ,.L. rinnili a
_. ... -
duc a duc ed appíallili nr.Jln sn-
pcrficie di contalto: in tnodo da
prender l'nspetlo di un chicco di
cafTe (Og. 1Jõ).
11 gonococcn si colora facilmente
c si 1nette assai l.lene in evidl!!lZa.
I~elle C.i•.tlu~e clcl pus lllenorrngico
fissnndo: il pus disleso in istrato
sotlilc, slriscimHlo cli!C vctrini
J'uno sull'allro o sutla fi~1mma o
mcglio coll' itnmcr.sione ndl' nl-
coo1 nssoluto per 15-20 minuti,
colorando il prcparn.to con il blcu
alcalino di L()rn.. EH: j g-onococchi Fig. !J5.
spiccher<lllUO in colore !>leu scuro. .
In,·ccc dclhlen di LiiFFLEn si pno usare la scgucntc s0lu-
zionc:
Tioninn. . gr. 1
Soluzionc fcnica a] :; 0/
0 • " 100

Per Jn doppi<~ colorazionc 6 assai inclil;ato ;1 melodo di ScnUTz.


prepnrali si colornno per i od S minuli nel hJeu 1\Üii:'\E a
freddo, si }U\':1110 con Ucqua si in1mergono per pochi secondi
_in aequa nceUca (i) goccc d' acir!o acctico in 20 c. c. d' acqna
distillnta) si l:t\'nno di Jlltovo h1 ncquu e si color~tno in 11na
soluzione diluiln di snl'rnninn pet· ci1·c:\ un lllinuln.] gonoc.oc·
chl spiccheranno ü1 blctt in mczzo ngli allri ch•Jncnti colorati
dalla safranina.
Oppurc si usa i! mctodo seguente:
Si colora prima a r.aldo per qn:~lche minuto con nna soln-
TONZ!G c HUAT,\. s
.-
-11<1

zione nlcoolícn di cosi na ai 0.5 °/o c quindi. dnpo tollo l'ccccsso


di colorP, lo si trnttn con 1111:1 soluzione aC<[uosa snlurn. di bleu
di Inetilcne.
1 gonncocchi cd i nuclci risulteranno color::di in hleu, il pro-
toplasma ccllul::tre in rosso.
Non si colora eol metodo di fiHA:'\1.
ll gonococco si coltiva difflcilmculc 1 e solo se nc possono
nvcrc collurc sul sicro di sangnc um;ltlo clw onlinarinmcnle si
rka\'!l dnl s;uiguc placcntnrc, oppurc nel siero di sangue uma no
ruisto al 2 °/0 di agar. o inlinc id· una misccla <li 2 parti ~1gnr al
2 u/o ed una di urina stcrilc. Si ollengouo a11cilc <lclle huonc
,·,nlture su ngar colllHlH'. obliquo sulla supcrticit: de! qualc si
sia prima lnscinta c:Hlei·c unn g-occi;l di sangue ntu::n1o (lollo
da t111 dito) dislendendovcla.
Lc eolonie sono piccole, trnsparcuti, rnssomigli:lnti a goccio-
1i tH~ di rugi ndn..
Lc inoculaúoni nPgli nniauali sono rimaste sempre scnza
cll'clli spccifici.
Lc inocu]:lzioni ncll'nrctrn nmnna riproducono Íll\'Cce il qua-
dro cnrnttcdstico <lclla gonorrca.
Ln diagnosi si fn con J'csnme 1nicroscopico de I pus, Jncdiantc
una dellc colornzioni nccennate.
La diagnosi t:-~lvoHa puó esser resn inct~rln da altrc forn1c
<liplocoecichc, chc pure si tro,·ano nell' uretra: qucste perU si
colorano con il CiHA:\1 c si collivnno nci comuni mczzi nu-
lrilivi.
Ollrc dell' urelrilc il gonococco pnó ,]n,·e dclle cistiti, dcllc
J'ielollc[rili, dellt: conniuntiuili e dcllc ofili. Puú nnehc loca-
Jizzarsi nellc sicrose artic.olari, dando dcllc urlrili spcciJichc.
L:t prolilassi pubhlít'a delln gnnorrca consiste ucll' applica.
zionc de!Jo spedalc rcgolanwnlo sul merctricio.

BAClLLO DELL'ULCEHA VENEHEA


Ftt osservnlo nellSSQ ncllc ulccri molli <lnl DucnEY chc lo stn-
diú acc.urntnmcute.
ll bncillo dell'ulecrn vcncren ,; un hnstonccllo Jnn~o 1-2 t'· c
largo 0,5 !'·, n estreJnitú nrrotnndatc e lievcmenle piú grosse
cilc nclla parte median:l, in ntodo da prcscntarc la forma di
nn 8: C isolato o riuuilo jn catcnclle.
Si colora eon i com uni n1ezzi, piú intcnsruncute allc eslremit:\
che ncl centro.
Non prende il t~nA:.r.
Si cnlUvu su agar-san~uc, a ;no. c vi si s\'iluppa in 48 ore in
coloric salicnli c hrillnut.i, chc poi div<~ngono grigie cd opache.
Si .sviluppa andw su siero di coniglio non cvaguhtlo.
E ínoculahile alia scimmia c da scinunia a seim1nia (sen1no-
pitcco c ccn:.opitcco) in 1.ali producc l'ulccro caralteristico. Se
-115-
nc rinforzn la sitnlcnza inoculandolo in cultura, insicmc n una
soluzionc d'acido lntlico nel pcritonco dellt~ envie, chc muoiono
di sctticoeinin. Di pnssaggio in passnggio, climinncndo sempre
la dose rl.'acido lattico si finisce per ottcnerc u11a cultura chc
uccide da sola.
La diagnosi dcll' ulcera vcnP.rca si fa raccogliendo con una
spatolinn un po' di mntcrialc dalln piagn, dopo averla dctcrsa,
e lo si 1ascin cssicare disteso su di un vetrino copcrto da una
campana. Si fissa qnindi il preparalo in aleool cd clerc a
pnrti t'gu~1li, c lo ::;i colora per un minuto nclla segnentc so-
luzionc:
l'iolcllo cli (il'Il:icuw gr.
Alcool assolulo. 10
Acq11a di uni fina. c. c. 100
cu i si :1ggiungc
Acçw llislillulu c. c. 100
Si l:lvn c si monta in acqua; il hncillo di DL'CilEY si prcsenta
colornto in violctto.

~liCHOCOCCHl PIOGE:-.:I
Sotto queslo nome si comprcndono quci microrganismi chc
piú conHincmenle danno luogo alia formazionc dc~;li asces:;i
!lCllti c di altrc fonnc suppurntive. Essi non possono r>erciô \'C-
nuncnte clirsi ngenli spccifid ncllo strello senso della p:u·ola,
1

delic dh·ersc l'or11H: dei processo suppurali,·o, ncllc quali si


trova no.
Appnrtcngono qunsi tutti ai cocchi e si distinguono in due
forme fondntncntnli. gli slu{ilocchi e gli slreptococchi.
Slalifilocchi. - HosE:-.BACII nc descrissc lc cii\'crsc \'::trietú chc
si posson rac~ogliere nci segucnti :i grnppi prin-
cipal i:
Stapll!JlococClls pyogenes aurws ···~
...,
albus
cifrem;

ll piú COillllilC C il prÍJllO.


Esso e un cocco rotondeggiantc, dcl diamct.ro
di 0.7-1 p. c si prcscnta in arnlllassi irregolari
chc cnrallerizzano la cosidctla forma a .</ufilcocco
(fig. 9G).
Si colorn con i Jnezzi solili c con H GHA:"oi.
Si S\'iluppa rapidamente in brado, intorhidnndolo c dando dcl
sedimento d:1pprin1n hiancnsu·o c poi gi:din.stro.
Nclle piastre di gelatina nppniouo ddlc piccole colonie binu~
- l!G-

chiccic, chc poi volgono al ginllo-oro e finiscouo col fluidificnre


il n1czzn.
Nella ae.lafina ad infissionc, il mczzo \'iCn fuso c lo sdluppo
dapprima hi:lnc:tslro dopo nlcuni giorni si eolora in Mhlllo.
In naar lc co1onic llan purc il calor ginllo-orn ehc nci primi
giorni si rinl'orzn grad:lt~1mcnte nlla Jucc c chc poi diminuisce
COJI l'i1l\'CCchinml'IIIO.
Jn pct/a/r. si forma nnn pntin:1 spkcalnmenlc aurnln.
Ncl lcllle si sdluppa coagulandolo.
1~ an:wrohio fncoltntivo: .pcrú il pigmento gia11osi forma solo
nl conlallo dell'ossig1:tHl atmosrr.rico.
Gli st:llilocehi rtlbo c ci/rt!O si dislin;;nono dall' nHrl'ol percln~
'ii pigmento dei primo,; lli:~nco-Iallco c qnciio dei sccolldo ginllo
cilrino.
Si s,·iinppano alia lCIIlJlCl'alnra dt:!I'a:nllicnle, 111a l'oplilliiiiii
ê a ;~Í •
0

Neli' uomo c ncgli animnli rip1·oducono i Yarii proccssi sup-


pt!r:ltivi.
Dnllo stafilococco anrcn (•. si alo isolnlo un Ycleno. clH~ hn i c:l-
r:lltcri d'un fermento, In lf'llt:ocitlina la qualc ha la proprictú di
distruggen: i leucnciti (V,\:"' nE '.VELDE). Lo slcs"o micrnrgnni-
SlllO producc :1nehc dcll1~ toxi11c con lc qu:tli si possOno im-
Jnnnizz:lre gli nnimnli conlro lc inrezioni a sl:l.filoeocco,quando
sicno riscnJdnte n G0° per distn1gg-crc In leucocidinn ad esse
nssociata.
ll sit~rn di tali :1nimnli ha propdetú antilossiche.
Gli stafilncocchi sono dif1'nsissi111i in natura.
Slreplococco. - Le nnmcrnsc v:1rid:l di strcptococ.chi~ descrille
d:l[!li aulori) scmbrauo in rcnl!:·l :tppnrlcncrc tutle a nn'unica
fornW 1 la qllnlc puú indill'crcntc produrre nsccssi 1 llcmmoni
crcsipclc. g:1ngrC11e cd inl'czioui g(~-
ncralL
Lo stn·ptncncen si prcscnta in cntcw
ncllc di cocchi, piú o n1cno luughc,
imtllnhili (Iig. H71.
(
Si colora f'ncilmcnte con i comuni
n1czzi c prende il GnAM .
:~):::::::·<.·~-·i
.. . . Nt!l /Jrodo si s,·iluppa n piccoli fioc-
·.. / chi~ lungo lc pnrcti, chc poi si dcpow
sil:111o al l'o11do. Iasciando Iimpido il
ntezzo.
Nclla gelntina pc1· iufissioue si svi-
Iuppa slcnlal:l!llcnlc in fonna di bol-
licinc lungo il trntto d'inucsto, scnza lluidillcnrc il terreno nu-
tril h· o.
lu auar per iufissiotll! si sviluppa a piccoli granuli spesso
c.onlltlcnli.
Su sil'ro solidifil:alo la ,·cgctnzionc C pínltosto rigogliosa.
- !!í-

Coagula - 1na 11011 sempre - i! lalle.


Si sviluppa frn 18? c •10°, ma l'oJ!Iimllm ú ::t 3í 0 .
Le propriet:i pntogcne verso gli animali vnriano a seconda
dclla vit·uicnza chc puó csserc allissimn o nulla, come ncllc
culture, dopo ripctuli passaggi.
ln cssi si possono riprociurre tulli i dill'ercnli proccssi Jnor-
hosi che alio .strcplococco son dovuli.
Lo S\l'l~plocot:co si pnú lro,·arc, oltre chc in lrlli proecssi, in
allrc alrezioni, nssocinto ai rispettid gcrmi spccifici, compli-
cnndoJe c nggranuulole.
Vacdnando gli anim;.1}i con cu11Hrc di streptococco di unn
sola varietú (~1.\IDIOHEK) o di piú varict:·l contemporanenmente
(\VAN" DE \VELDE), cssi ri111nngono immunizznti e il !oro sicro
hn proprielú nlllilossichc piit o meno spiccale . .Ih queslo fatio
si ú cen.::liO di tr:llT<: pnrlilo pCl' la sieroleni[Jitt anlisfre['IOI~Oc­
ciw (erisipela. senrlallinn, febbrc puerpcrnlc). I rioullali clinici
non sono perú nncora sicnri.
Jlficrococco tctraqe11o. - Si diJrercnzia d:1gli stafllococchi, di
cui ha le propricl:'l, per cssere disposto in grnppi di qu::tllro
cocchi.

ACTINOMYCES
L'actinomicmosi. proprin dei ho\'ini, osscr\'nla qu[llelic volta
anche nclrnonlo, t\ prodotta da uu microrgnuismo che si trova
in abbondanza ncl tulllorc speeifico, l'acfiii0111!JCcs. Si trattt1 di
uu micropnrassit;t ('.he nci tcssuii ha una J'nrma a clnva lfllvolla
isolalo e tnl'allra riunito nd nmmnssi con l'ingrossamc1do ri-
volto alia periferia in o1odo da prcscnlnre l"aspcllo di una lllar-
ghcritú (fig. IJS).

Fig. f)~J.

Esso si eolli\·:1, 11011 scn1prc facilmente, ncl sicro di sangue. o


sulrngar a ;nu. 1~ acrol.Jio facolUtth·o, c nclle colturc assutne
- 118-

forme :1ss:li clill'ercnti chP, in nnturn, Jlloslr:tndosi come fila~


menti piú o menn lung"lti c qualchc volta r:unificali: i quuli
protlncono nc~li animali la malattia ({lg. !)~).
Lc enllurc si hanno colla l'ormazionc slenlata di piccoli am-
Innssi di nspctto secco, ndercnti nl nH·zzo nutritivo, con solcn-
turc longiludin;lli.
Ln di 1giiOSi delln Bl:'ilnllia si ra s chiaeciando cautnmcnte frn
1

il vctrino portn-og-gdli c qucllo copri-oggcttj uno dei grnnuli


colar giallo zolfo chc la fauno sospcllare, c osscrvaúdo ad in-
granditncnlo di 400-500 dianictri, n. dial'raJillllU ristrclto.

PAI\ASSITA i\'L\LAHTCO

La malaria non C dovutn a uno schizOJnicetc, 1na ncl un pa-


rassita nppartcnentc ai prolozoi c spccialmcnte all'orrline rlcgli
sporozoi c sotlordinc dcgli e11wsporidii; di esso si hnnno di-
Yerse specic, a scconda se trnltisi dclln malaria <lei halraci c
reltili, <li quella dc~li l!Ccelli, di qllr.lla dei n1ammil'cri e di
qllell:t dell'llOnlO. In qt~esln l'n scopcrlo c slt!tliato dai LAVEHAN
ncl ISSO c dopo di l.lli in ispccial modo dai :I'IAHCillAFAVA, da!
CELLI c da! GoLr.T. E un pnrassila cndoglobularc: csso pcnctrn
doô ncl corpuscolo rosso dei sangue O\'C si svilupp<l in un
le111p0 dctcnuinato cite corrispondc all'inkrvallo dcc.:orrciiiC
frn un nccesso fchhrilc e l'altro delle divcrsc forme di mala-
ria. 11 suo ciclo di vita ncl sangue umnno (! pcrô puramente
nsc"nalc (fig. 100 dalln A alia 11); inl'atli it parnssita ha nn se-
cando ciclo vit:dc, sessualc, ucl corpo di nlcuni insctli chc
ll<'l <.:~so dcll'uonlo sono lc divcrse V<lriel:'l dclla zanz.ara ano-
phcles (fig. 100 dnlla J alia U). Esislono inf"lli nd sangllc, ollre
alie forme C!ldoglohHlnri: dclle forme I ihcrC 1 gumefi: di c ui :ti-
•· une sono maschili, ai Ire fcmminili (fig. 100 da lia I alia 0): la
forma tnaschile. wicrogcrmctocilo, crncllc dcgli spcciali llagclli,
microuamcti, i qunli vanno a fccondarc la forma femiuiuHc o
nwerO!JOmetc, nccollnndosi c poi pcnelrnndo in essa. La zanzara
chc succhia íl sangue d'un n1alarico assu1ne anchc qucstc forme
scssuali e nel suo stomaco nvvicne Ja dcscrilla fccolldaziouc
da cu i risulia 1111 IHIO\'O corpo, lo ::iyote (rig. 100 dalla P alla S),
ehe si impinnta nclla parcte ga~lricn ovc :;i con\'crlc in cisti.
J.t protoplasma di qucstc si divide in tanti corpi l'alcil'ormi gli
sporo:oili (fig. 100 TeU), chcsono In l'orma la quale, daltc glau-
dolc sali\'ari ovc il parassila ó passalo dopo rolta la cisti, in-
fcltcrc't di nuovo l'nomo per mczzo de lia punlura de\ la zanzara:
poiciH~ gli spornzoHi pcnctrcr:1nno ncgU critrociti c iddarnnno
lung:o di nnovo ai ciclo cnclnglohularc ascssualc.
ll p:1rassita tnnlarico ha JllO\'imcnti nmcboidi, allcr:l píú o
H1CIH) il glohnlo rosso. prod11CCndo llll pigm<~nto ill'llllO. Ia nu~­
luuiJHt: chc 1.: uua modilica1.ioue dc\la Clll~"·globiu~l: c la sua
-119-
strutturn C ccllularc. Neli' uorno si distinguono Ire vnrictú
principoli <li porassili, corrispondcnti nlle forme piú comnni
di 1nolaria, la quartnna e terzana prima,·erile, che sono bc-
nigne, la estivo-aulullnale o terzana grave. chc puó dnrc le
pcrniciosc. Il parnssita comincia come una piccola cellnla chc
si va ingrr~ndenclo poco n poco c fortnando dei pign1cnto fino

/·Cf:ri:J
HuMAN PHASE-

THE:

MOSQU \TO PHASE

EXOCiE:NOUS

Fig. 100. - (/iCII l'rocliliancr. J/orc/1, 190/).

a snddi\'idcrsi in tantc nllrc ccllulc cllc si liberano dal cor-


pusco1o rosso e ehc alia loro volta nggrediscono :1ltrc en1azie
in cui l'icomincinno il !oro e.iclo, mcntre nlenne forn1c rima!:itc
libere nel snngue, i gamdi, snrn11no destiu~liC ai mantenilncnto
dclla specie ncl n1odo giú dcscrilto.
Lc difTcrcnze morfologichc dei pnrassiti ncile di\'crsc forme
di malnrin ranuo oggi :unmctlere l'esistcnza di 3 .specic cli pa-
rnssiti c sono I c segucnti:
- 120-
1° Q11artaua.- li ciclo i: rli í2 ore: J'crilrocila non é alie-
rato cd C quasi intcnnnentc in\'aso dai parassila; i 1110vimcnti
amcboi<li di qu(~slo sono.Jcnti: il suo pigmento ô a granuli
grossol:lni (J>fa:w1orlium nwlariae). (Tav. I 1 lig. 1).
2° TP.rzantt JH'iiJiauerile. - 11 ciclo C di ,JS ore: l'critrocita
ingrandilo c scolornto: i moYimenli amcboidi sono vi"nci~ il
pigmento C a granuli flni (P/asuwdillm oiuax). (Tav. I~ fig. 2).
3° 1'er:ttnu c.c;/ioo-tlltltulnulc. - 11 ciclo C pn1·c di :JS ore. Jl
pru·nssita ê :1ssai piú piccolo dei prcccdcnli ha vivacissimi
1

Jnovimcnli :unchoidi cd i] pigmento ó :) granuli qunsi impcy-


cCUjhili (LWJCI'aHia malariue). (l'nv. I. fig. 3).
Vi s.ono i'onne mnlarichc quoticlianc: dsu1tanlc con1llllCJ1lentc
dnllo sviluppo sncccssh·o di dtte o piú generazioni llPllo slesso
individuo, ad escmpio una CJllartnnn doppin orl una tcrznna
tripb 2 in ctti l'acccsso fehhrilc avviene pcrciô ogni gim·no.
L'csnmc ele! snnguc 1 alio scopo di diagnosticare una for1nn
di mnlarin si puó fare n fresco, o n sccco in prcparnto co-
lot·alo.
L'csamc a fresco si pratica pnngcn<lo, dopo una opportnna
disinfc,ionc, il Jobnlo dcll'orccchio o il polpaslrello d'nn dilo
del pazicntc c r:lccoglicndo Ja scconda goccia sn di un copri-
oggctti chc si comprime poi per n1ezzo d'un pnnno sul portn-
oggelti .. in modo da ottcnerc uno stralo sottilissimo ed csmni-
nanclo quindi con In lente :1rl in11llersionc ad un huon ingran-
1

climcnlo. Per mcttcrc ma:;giormcnte in cvideuzn i p:nnssiti si


puõ ricorrcrc ulln colornzioue di cssi nllo sinto di vit.a. A tnle
uopo. dopo dislcso ncll'istcsso 1nodo il snnguc fresco, si tncttc
ni lati dei vctrino, facendoln entrare per capillaritú, un goccia
di blen di llll!lilene sciolta nel liqtlido :1scilico (CEI.LT c GuAn-
NIEHI) o nclla soluzioue fisiologicn di cloruro sorlico (NE.VEAU-
LE;-.I.HHE) o di rucsina mo1to diluitn (GHASSJ). Devcsi avverlire
che il preparato. n f'rcsco vn osservato possihil!nentc subHo
(entro mczz'ora o un'ora) poiclH! il sauguc iu hrcYe si altera.
Ciô 11011 potendosi fare, il sangue tirato sui vctrini in istrato
sottilissimo si fiss:t per 1:1-20 1ninuti in :1Ieool :1ssolulo c jn se-
~uilo si colora. Non bisog11n lr<lscurare ma i la n1assima pulizia
dei vclrini.
Per la colorazione si impicga il nH~lodo HO:'\JA~owstu-ZII~i\IAN
per i1 qnnlc sono uecess:nic lc due soluzio11i scgucnti:
A. Blcu di metilcnc tncdicinalc di llõchst, soluzionc acquosa
satut·n tnnuta per 3 g-iorni a 25°-:wo.
B. Eosina bromica Jlüchst, soluúonc ncqth)Sa 1 °/0 .
Lc (luc soluzioni si fi)trano entro due burellc. gr:tdunte da
cu i al momento dclla colorazione si prcndono, per mcscolnrle,
proporzio11i \'ariahili: per il hlcu da 2 n 3 parti c pc1· l'cosina
da 3 ad S par li; onde i: d'uopo con alcuni saggi trovnre la
proporzio1le esatla. Neli a 1niscela si in1mcrg(~ H vctrino, lascian-
dovclo per 20 a 30 minuli, lJHindi si lant, si asciHgn e si montn:
-121-

Tavola T.
-122-
l'critrocita si colorn in rosa 1 l'cmosporirlio in blcu:ln cromatina
in violetto.
\VnJGHT proposc nltimruncnte un lllCiotlo di color:1zione ra-
pido ehc si pralica I)I'Cparnndo una soslanza colornnlc unica
ncl modo scgnenle:
A(l una soluzionc di blcn <li Inctilenc nll'1 n/o in soluzionc di
bicarbonato ~odico ai 0,5 °/0 dopo hnlliturn per l ora a hngno·
tllarin, si aggiunge a poco n poeo una .soluzione di cosinn nl-
1'1 (1/00 fino ad :1\'Crc una colorazione hlunstra con schiun1n
giallaslrn. Si otticnc cosi un prccipitalo ncro fin<.llllcnte grnntt-

Fig. 101.

Ioso ehe s.i es~icn sn lillro c per l'uso si sdoglic nclln propor-
zinnc dei 0,25 "/0 in alcool assolulo, si fi lira c si ad<liziona i125 °/ 0
di alcool.
Per cnlornrc sul snngue (!isteso cd nsciugato nll'aria si :lg-
giungono goccc di soslnnzc color:lnle, c dopo qunlche minuto
dell'acllll:l li no a chc il prepara lo di\·cnta lrasparenle; dopo
2 o;~ nlinuti si h\\·n fino a chc il pn~pnralo assume coloregini-
Jnstro.
GJi critrociti snrunno colornli in rosso, ii protoplasma dei
linfocili in hlcn chiara, i nuclci cd i pnrassili tnalarici in blcu, i
grnnuli dei leucodti in rossiccio, la cronHllill:l. <lei parnssili in
rossiccio scuro, quasi HC!rO. Annloghi ai melado orn dcscrilto,
oggi nllri tnelodi sono cntruti nclla pratica e prcfcriti daÜ'uno
o dull'allro riccrcalorc.
- 12~-

li parassila <lelln malaria umana compic il suo ciclo di Yiln


sessunle ncll'inleslino dclla :~.nnzarn auopheles, hl qualc din~c­
l'isce dnlle conHtnl zanzarc (culex) in ispecinl 1nodo pel' avcrc
i palpi lunghi quanto la proboscide (fig. 101)! mentrc nel cule.-,;
son piú corli (fig. 102), e per lc nli con Inacchiettc ncrc che
nell'auopheles clovigt!r sono in numero '1, di,spostc a chiavc o
n T \fig. 10:l): di piú l"anopheles si posa lcncndo !'eslrcmilit in-
fcriorc del corpo bcn discosta dalla supcrficie o,·~ poggia
(lig. 104), n1cnlre i! c111ex In !iene ad essn aderente (fig. 105):
finalmente lc l:1n·e dcll'nnOJJ/wles vi\'ono in ncque stng-nanti o

Fig. 102. Fig. 103.


poco correnti ma ehi::trc c assumouo col loro corpo uua posi-
:t.ionc orizzontalc (lig. 10GL perchC lungo l'addomc sboccano gli
organi respiratod; Jncntrc quelle di culex vivono pure in :1cquc
stagnnnti: n1n gcncrn.lJTlCnk sporchc o putride e si dispongoHo
obliqu::uncntc a testa in b:-1sso nvendo lo shocco dcll'oi:gnno
rcspirntorio in una uppcndicc nll'esln..:nlo infcriore dd corpo
cn:.:. lOí).
Per csaminarc se lc zanznre sicno infeltc o mcno, si f~u:no
penetrare in una provelta di cui si imbe\'C il lappo con uJt
po' di benzina o di cloroformio per uccidcrlc con i \'apori di
qucstc sostanze. Quando l'unophcles C Jnortn, si cstrae dnlla
provctta c se ue slrappano le ali c lc zampe; ln si posa su di
un porta-oggdti imJnergendone il corpo in una goccia di so~
luzione fisiologica di cloruro di sadio e tcnendola !'erma con
un ago <la rlissezionc per l'cstremitô nntPriorc dcl corpo, si
cscreita con uu nitro ngo o con un coltcllino istologico una
·- 1~-1

·· ......

Fig. 101.

Fig. IO!i.

Fig. 107.
- 12;)-

liC\'C e enntitHtn trnzionc :tll'cstremilú posterion·: il cnrpo si


divide nllora c nc l'norlcscono alcuni sottilissimi lllamenli
bianl'hi. i l'hilif'eri, seguiti da un filmnctllo tnag-giorc. purc
csso binnc.o, e rigonlio Jl('l mezzo chc C l'inlcstino. Estrntlo
questo in tntta la sna inll'gritú, lo si coprc, s('mprc lasriandolo
nt'lln go<:t·i:t <li cloruro di sodio, con un copri-oggctti, C\'ilando
di schinccinrlo e si csnmina nl microscopio 1 prima a pi<'colo
ingrnvdimelliO poi nd inunersione con ingrnndimento piul-
tosto forte.
Dopo estrallo !'intestino, lo si pnà fissarc lnscinndolo per
10 minuti nella soluzione di clontro di sndio, pnss:111dolo quin<li
in nlcool iodnto O\'C si rnn11tienc per 12 ore, e da qucslo ncgli
altri nlcool pe1· pni includerlo in paraflinn e sezionarlo.
Volcndosi colorarc: !'intestino, dopo d'a,·erlo cstratlo, lo si
lavn in a<~fJlla distillata c si pane pai per 12 ore in ph:ro-e:u·-
minio: dopo di ciO il preparato si coprc con uu copri-oggelto
solto nl quale per c<1pill"ritú si sostituisce poco a poco il picro-
carrninio con glicerina, Hno n che resta il solo intestino co-
Im·ato. C.ió ratto' i) prcparato si chiudc 3Í h ardi COil pn-
rnffina.
Oltre che !'intestino, si po,sono pure csnminarc le glandolc
snlivnri dclla zanr.:u·;1, cstrncndolc con n1olta cautela.
I parnssiti nclla zanzara sono dapprima Juccnti e pigmentai i
e in segui to srguitn si circondnno d'unn. crq>'->tlla Jn qunle. n un
certo punto si rompe dnndo csilo agli sporozoiti che si rnc-
colgono nell<J g1anduic salh·ari.
La projilrtssi della Jll:ll:tria, secondo le ultime~ scopertc bio]o-
gichc, consiste nnzitutto nella cura mctodira dPi co1piti, in
lllt)do dn. impedire il piú possibile lc rccidh·c chc nclla nuo\·a
stagioue rlar.anno luogo n nuo\·e infcz;joni p<;r lc nuo\·e zan-
zare che pnngcranno i\ ma lato: c possibilmente, per la nledc-
siJna rngione, d'impcdire chc altre z:lll7.:lre s'infcllino c propa-
ghino cosi la mnlnttin, t>d infinc n('ll'isolfllncnto dei Jnalnlo. Si
de\'C cerl':1r di proteggcrc le nbilnzion i con rcliccllc metallichc
alie finPstrc. porte e camini, cl3ll'invasionc dclle znnznrc, c far
si chc gli nbitanti si ritirino in casa primn dei trnmonto usccn-
done solo dopo i! le,·,n· de! sole, nel quale tempo spccinlm.,nte
pttngnno ·te anophdrs: oppure uscirnc solo co! cnpo prolcllo
da, vcli ftlti, e lc mani da grossi gunnli.
Si tcntrr in fine In distruzione dellc htr\·c ncllc acque c degli
insetti ala ti nclle ca>:e: pel primo scopn senono alcnn infnsi
vegctali, dd colori d':tnilinn e i! pclrolio; ma stnntc le molte-
plici difficolttl, i! nwzzo non é finora mnllo pratico: pel se-
. conde scopo si impicg3no con qunlche vantaggio alcnnc spe-
cinli polvcri vcgetnli.
Siccome, come cause indirette di nutlaria si possono consi·
rlcrare lc acque stngnanti o poco correnti, poichl! sono esse il
nido ove lc zanr.are pongon le U0\":1 1 con Ie bonifichc verr:-tnno
- 12G-

sistemnle in modo da impedire chc i tnalcfk.i insetti \'i possa no


vivere la loro vitn lnrvale. 1~ purc di grande importanza di·li-
mit:ll·c o sollrarrc l'artlllsso dcll'arin clalla st~pcrficie O\'C •·ssi
\'ivono, Cll anchc qucslo si otlienc con lc IJOIIifichc (coltnalc ccc.
e spcei:dmcnle la huona }lH\'illJculnzionc).

E~IA'I'OZO.\Ill I>EGLI ,\:-\Dl.\Ll

~t·l s~1nguc di nlcuni animali si sono risconlrali (ll-gli cma-


tozoari dclla stcssa SJH'c.:ic cli queiJo dclla Inalaria. c noi lrala-
sciando la dcscri:donc di cp.1clli degli uecclli, c dei ,·crtcbrati
a sangue frcddo che. per lo sc.opo no~tro non possono interes-
sare :u.·eL·nncrcmo solo ad akttui di essi, quelli pilt noli.
lAt {cbhre rlel 1'c.1·us ehc !-;i manif'esl:l nci bvdni con notevolc
jnnalzantento dclln temperatura, emog-lohinurin: :1nore~sia, ta-
lora delírio, rapido <linwgrntncnto c morle, <~ dclcnuinnla dal
jdl'OSOI/lll o ]lit'OJ!lc1Sillll hi!]Nllilllllll (tig-. lOX).

Fig. 108.

Talc parnssitn, dcscrilto per ln prima volta da SCII:'IIIDT c 1\n.-


Bou;-.·g c con rt•.rnlnto dn LA \'E liA:\' c :\JCOLI.E, e l'!Hlog:lobularc
e si prcscnla solto l'aspctlo di un piccolo corpo sfcril:o od O\'O-
lnre con un cariosonw rotondegginntc, collocato \'crso ln ped-
f<·ri<J. Iu una fase ulkriorc dopo la suddivisionc del cnriosoma
il protoplasma si dividt.: in duc clcnH!ttli piril'ormi, dnpprima
necolluti l'nno nll'allro c pni lihcri nell'isl<:sso crilrocilo e mu-
ni li di nuclco, de11a lunghczza di 2,5 -:{,:.i /J..
Per lu dioguosi quando non <'~ possihile osscn·nrc ]a polpa
splcnka dove i pnrassiti sono uumcro.sissitni, si osscrva H san-
gue sia n l't'CSL'.o sia coloralo col ntclodo Homanowscki o C<?ll
un'allro dei n1etodi dcscritli p(~J' il parn.ssita d<·lla lll:llnrin. ·
Un'allro parassita analogo C il PiroplasJJlU ouis dcscrilto purc
-· 127-
da LAVEI1A>: c KICOI.LE in ttna cpizoozia di monloni nclla qnnle
gli nnimnli presenta,·ano fcbhrc, dinrrcn, edema sottomascel~
lare c qualche volia, morte.

TRII'ANOSOm
I ll·ipnnosomi osserv:1ti per ln pritnn volta da VALE!'1'IN di
Berna nel l}),Jl nel sungnc di trotn, sono microorgnnismi dclln
clnssc dei protozoi nppnrlencnti all' ordinc dei 11agc11<lli. E!'SÍ
Yivoúo ncl sangue <lei \'ertcbrati nci quali producono malaltic
che sono inllicate in gcncrc col non1e triJ'llHosomiusi.

1.

Fig. !OQ.

Si trnUa di orgnnisrni gcncrnltncntc fusif'ormi dell:l lun-


ghczzn di circn '10·80 .''·: lilrghi tnh·olla solo l-2 f'· nllrc ,·olte
tnnto lunghi che lnrghi. ~cl pritno caso lc cslrctnitú sono nf-
filate ncl sccondo nrrolondatc. [t'ra qucs!i due f!Sircmi trovnsi
un'infinitú di ftnmc me<lic (lig. lO!lL L.'cstremil:i ~1ntcriore ú per
lo piú nssolligliata c munita di un ei(llio, quella posteriorc C
sempre piú ~rossa e snsccltihilc di camiJi:ne aspctlo.
ll proloplusnw llOll si tinge OlllOp;cneamente co} hlen di 111C·
tilcnc tua tnoslra molte grnnLllazioni cd aknni Yacuoli.
-- 12S -
:\ell'inlcrno di c~<.,o, gctwralnicnle ,·crso la tnd:i lunghezzn.,
nota:-.i una grossa massa, i! noclt•o. (n) (•d una 111:tssa piü pie-
cola Ycrso l't>!dJ·cmil:'t posterion! clctla centro:;oma (c).
Lungo uno dei lnli d..J corpo dei lripanosollli si dislcndc
COlllC una cresla In IHCIIIbrruw oru/ulante UH). ,\d unn cstremitú
de! corpo i: lissalo 1111 luugo fluycl/o (/) il qualc rarnlllcnle
ll\:lll<"<-1 e talvolta e J'alllificalo.
I Lripanosn111i sono dotati di uwuiJilt'Jilo dovuto nJJn IllGlll·
brnn:t ondulante, nl Jlng-cllo od n contrar.ionc dcl protoplasma
(n1ovimcnli :unchoidi).
Essi vi~:ono c si riprodueono ncl corpo tldl' nnimnle o dcl-
l'uomo e la riproclnzionc ('Oindde col llJOYimento fehlnilc.
La riprudn:::ionc :-.i inizia col cnmhiatJH~ttlo dclla forma dei
parnssita la qunle din~nta :unehoide, i ll:1gelii c la 11H'Inhr:lna
si ritrnggono ed il parassit:1 si arrotonda c si segmenta in cor-
piccioli sft>.rici cite asstllliOrto poi la forlll:l ddl'org;tnismo ndullo.
Altrc \'ollc ~i h a la divisio!IC in senso longitudinale, previu di-
visionc dei nucJco.
J lripanosnmi prescntnno i! J'ciiOillcno ddJ<l agylll!hw:ionc ~
t:J.l\'ol!a cioi· nci sangue si unisf:ono fra di loro p(~l' la cslremit:l.
poslcriore. restando libl'ra quclla :llJI<.>riore eiglinl:t, la qunlc
CO!ISCI'\';t i} solito lllO\'illll'IIIO.
Si possono :tnrlw colli,·arc in \'itl'o IH'.I sanhuc dcflhrinato
tolto o rlell':utinwlc dn cui furonn isnl:di. nlhtng-nto con solu-
:.-.ioth~ tisinlog-icn di cloruro di sodio. ,\Jctl!H' spcde (Tripano-
soJna Lcwjsi,1 furouo nnche eo1li\'alc in a;.!,:n· ~~~ quale ~in no sl3li
rtggiunlo 2 o:$ voltlllli di s;lnguc dclihrin:liO. In qucsto n1czzo
nuldtivo si ~vi]upp:tno rigoglios:tmente all;t tempcratur~l di :-no
cd anehc a <Jll<'ila dei lahoratorio.
L:1 rice.rnt dei Lripanosomi si pratica o nel sangue fresco o
Jncd i;mtc colorazionc.
Per praticarla ncl s:ntgut· freseo i: nec.C"'!-iarin incJudcre llll:l
goccin di s~lllguc fr;J duc \'Cirini. 1\llorn a pic.colo ingr:nHI i meu to
{lO() diam<'lri). t! ncl caso positivo, si JHH·, \'Cdcrc chc i lripa-
no-;omi imprimouo un JIIO\'ÍillCIIIo allo cmazic ,·icinc; guiclati
da <f!ICsto, !-ii osscrva ad un ingran<limenln nwggiorc. i·: ncccs-
sario tal volta ripelere l'csamc in piü pr(•pnr:1ti per trovndi.
1\.ltrc \'olte si riccrcano i tl'ipn11osonli ncJlc sierosit:l o nel
llquitlo ccfalo-r<1ehidiano ed allorrt <·· nlilc procedere nll<1 ccn-
trHugazione deJ liquido in <'samc. Si possono ancllc f;Jre osscr-
vazioni in goccia pendente jncJusa in par~lffina o vrtsellina.
Per rieonosccrc la slruttura iulitna dei tripanosomiCpiú ntile
I'ÍCOlTf'l'C :li prcpnr:1lo colorato pel qualc si us:1 il metodo Ho-
mannwscld gi:'t indicato per l'cmatozoario della nwl:n·ia ovvero
lllclndi !:-:pcci:lli qual i il (~JIDISA, il LEJ~JI:'IIA:-::--.:, il L.\ \'EH.\~ c so-
pr:Jtntto iJ IIH'IOdO di ;\J.\HI:\'0 (blcll .\1.\JUXO <~<1 f'<JSillct) di tutti
il piú SC1Uplicc, rapido c sicuro. In c.omn1ercio si tro,·a giit
preparato il b/eu S[Jccificu Jlarino ehe ê un Iniscuglio di hlcu
- 12n --
di melilcne, nzzurro, earbonalo di soda ccl cosina (M. ~1.\LBE­
QUI - Pnrigi). Questo si scioglie nclla proporzione di gr. O..tO in
20 °/0 cli akool asso luto, e conlcmpornneamcnte si discioglie
l'cosinn in proporzionc di gr. 0.05 ü1 1 litro d'acqua.
Disleso il S:lng"ne sul ,·clrino si vcrsnno su esso 4 goceic di
hleu c si fanno agire per :1 minufi precisi, quincli se nc YCrsa
l'cccesso~ si 1":111110 enclerc X-10 gocce della soJuzionc di cosina
e si lnsciano in conl!ltto 2 miuuti. Si lnvn! si nsciqga c si monta
in halsamo.
I tripnnoson1i sl cnlorernnno in blen e gli cl"itroci ín ros.so.
Alcnni lripanoson1i come qnelli dcgli uccr.lli c dei pesei si
colornno 1neno fncilrncntc ed allora COil\'ienc f:tr agire la ~o­
st~nza colnrantc piú a Jnngo mcttendoln anchc in un tcrmo-
slaln n ~6°.

(/
...
.

Fig. 110.

1./inoculn:ionc tlr:oli (IIIÍIIWli (la lahoratorio dú luogo nllo ~\'i­


luppo dei trip:Hiosomi nel sangue dopo un período di 2t ore, si a
chc vcnga pr:1ticnta sotto cutc o nel pcrltonco.
Tra i Lripnnosomi intcressn qudlo che produce in Inoltl :lni-
Tn:lli la Nauwzú o nwlallin dclln mosca tse-tse, c chc i~ il tripa-
nosoma di HrHJCE (fig. 110).
Qncst~ malallia africana C inr~vilnhihnenle n1ol'lrtlc pel ca,·allo
per l'asino .; pcl cane, tnentrc con una leggern pcl·ccntnalc i
huoi guariscono. L'uomo e rcfraltario.
Tutti gli animali dn lnborntorio sono sensihili in gr:ulo piú
o mcno cleYnto.
L'nulopsin tleg1~ nnilnnli tnorti per tnle Jnnl:lttia di1nostrn i
fenomoni anatomo-pntologici piú svnri:lti, frn cni sono costanti
il tun1ore delta milzn~ l'nnemia e gli edcmi clellc sicrose.
Il TripanosOJIIIL di BnucE assume nspelli clillercnli a seconda
dclle specie di"ertõc da cui ó tolto cd C inoculnto ncgli animali
<1~1lln mosca TsC-tsC (Glossi11a nzorsitans) che v iene nciJc 1·egioni
To~z1n e HuATA. fi
-130-
africanc cd C uu poco piú grande della nostrn JHWica domestica.
Un'allrn mnlatlin proclolla in :llcnni clislrclli dell'lndosl:lll clai
tripnnosomi (·: la Surra, caratlcrizzala da una cachcssia pro-
ronda e fchhrc ehc tlurano !11 massimo duc mcsi, dopo l:l qualc
i cavalli ecl i cnmelli mnoiono scnza n1oslrnre all'anlopsia lc-
sioni rilc\'abili.
11 hnc indiano resiste.
Essa C <lovula ai TriJJttuosoma tli EvANs ehc dilrcrisce tanto
poeo dn qnclln Bnt~CE chc a prima dsta l! quasi impossihile
diiTcrcnziarlo. All'csamc dcl sangue fresco si dinot.a pcrú una
mnggiorc mobilit:'l.
La malattia C propaga!:\ spccinlJnenle dal1c JllOsehc dei riso,
mn si sono avvct·ali casi di infczioni di cani chc :t\·cvano hc-
vuto iJ sangue di anitnali morli dalln mnl:lllin.
Altre malnltic dovule :ti tripanoson1í sono:
La Carlcros o jlugcllosi cleoli t~q11ini che! si veriricn nell' Amcricn
1lel sud, clovn!a nl TriJWnosoma cquiuum di VO!iES, e caratlc-
rizznla da dimagrnmcnln rapido e notcvole, fel>hrc :llta c morte
in un periodo di circn ;{ mcsi.
La il11rilllt o ma/c de/ coilo, cosidctla pcrchi: si ll':l5nH:tlc 11Ci ca-
,·alli cou t:lle fnnúone vitnlc, c si verifica in unn gran parte
deli'Europa: coJnc ncll:l Spagnn 1 Gcnnazlin.Svizzcnt, Austria-Lln-
ghcria, Hussia, 'l'nrchia 1 r:n·amcnte in Franda, rd in alcunc rcgion i
deii'Al'rica. deli'Asia c dcll'Amcrica. Essa c dO\'llln nl Tripano-
soma equiperdum. Si n1anircsta con un edema inizinlc nl prc-
puzio o<l alia vnl\'a che si vn cstcndcn{lo alie rP-gioni vicinc.
Dopo .J-5 scllilll:IIH: :1ppariscono sollo la peite dcllc spnlle, dcll:l
groppa c dcllc coscie, dclle placche piú o Incno gran<li ehe
durano solo 1nl\'olta da nwne n :-;era allre vollc mH.:hc R giorni
di sc~uilo. Dopo un per iodo di progressivo di1nngr:uncnto c di
nncmia chc puú durare a lungo l'nniln:dc vieue :1 morte.
La Gulsieklt~ dn nlcuni nnchc delta nwlariu dei htwi, lllalallia
c
<leii'A !'rica dei Su<l, <lovula ai TriJ>"nosoma :J'heilcri, cnralleriz-
zaln da acccssi febbrili ~li qunli segue una gra\'C :IIH!ntia. Ncl
12.5 OJ 0 dei cnsi si ha In nlOI·tc. L'agenlt~ patngeno C fusil'onnc
ed cstrcm:uncnlc Jnohilc. La propagazionc dclla n1alallia av-
vicnc per opera <li di"ersc llloschc c speci:dn1cnlc <lclla llip-
}JObosctt rufiJJCs as::mi comune ncll'Africa dei Suei.
JUulallia de/. so11no. DopochC cr::tno slati dcscritti n1olti gcrn1i
con1c agcnti specilici di tale tnalnttía che allact~a l'uomo lungo
In costa occidcntnle deli'Africn, nd lDOI per opera specinlznentc
<lcl nostro CASTEI.LANI, c poi di altri, vcnne riconoseiuto co1ne
ngcntc spccifico di csso il Tripauosoma aumbit!nse, o tlf!ttdcnse
detto anchc di CASTEJ..LA:-..'L
Qucsto si risconlracostanlcincnteucl Jlquido e(•falo.r:lchidinno
dcgli amnwlati.
La malattia chc colpisce gli indigeni o g-li sll'anicri dopo un
t:erto pcriodo <li sog~iorno in qtlelle rcgioni. comincia colla
-131-
npparsa di fehb1:j intcrmillcnti lcggere, non preccrlntc da bri-
vido c tcrminalc cal sudorc, nccompagnatc qllalchc volta da
edenli locali, c da tu more splenico.
Dopo "" periodo di lln anno c piú, sen7.a allri sintomi plló
nvvcnirc In Inorle.
In un secondo pcriodo la febhre prende un dccorso subco!l-
tinuo con elc\·nzioni termichC scroti11e e<l e accompagnnlo da
ccfalca soprr10rhilalc illsistente c camhiame!llo c!' tllnot·e de!
malnto. Uno stato di apatia lo ill\'lHlc ed e manifcstata chiara-
mente dalla sua fisonomin la qnalc perde Ia ahitnalc esprcs-
sionc;sopraYYcngono trcmiti flhrillari dclla lingua c tremi! i allc
mani. Piú tnrdi lo sl:llO sonnolcnto si nggrnva cd C accompn-
gn:-llo da jpostenin dei tno\'imcnti e da un dimngrnmenlo gene-
rale finchC prcccduta dai comn, sopragiunge la Jnorlc.
Alrautopsia notnsi ingrossmncnto dei gangli linf'atici, Lumorc
splcnico, prescnza eostnnlc de! Tripanosoma ncl liquido cefn-
lo-rnchidiano.
ll Tripnnocoma gamhiense é palogeno per l:t seimmia, il ca-
vallo, I'nsinn. la cnpra, il monlone e<l i conwni :mimali da Ia-
horalorin, c<l é 1111 protozoo rusiforme IHngo circa lí.30 .''· c
largo lS.õ I'·· Alia cstrcmilú anteriore porta un flagello di medi:1
gr:1ndezza.
La propngazionc di csso pare dovuta :1lla (i/ossinct /)Cl/palis,
111osca ass!li conutne nci pncsi dovc predomina Ja nwlallin.
La diagnosi si bnsa suil'csame dei sangue, nel primo pc-
riodo, c dei liquido ccfalo-rachidiano nel sccondo. La pro-
vcnicnza dell'nn1111niato, il decorso clclln fehbre, che non cede
nll'uso dei chinino ed i sintomi cnrnl\eristici <lcl secando pc-
riodo) fadhncntc condur.ono nl sospclto.
Lapro{ilnssi consiste nell'impedirc chc l'nmmnlato vengn p11nto
d:tllc mosche c nclla <listr11zione di quesle.
Altl'i tripanosomi si riscontrnno negli ltccelli: nci pesei e nci
batraci, ma per la Ioro poca in1portanza non credimno di fante
nltedore n1cnzionc.

SPIHOCJ-!ETE PALLIDA DELLA SJFJI.lDE


Dopo gli ultimi studi del Fn:\~CKEL C necessnrio qui f::tr pn-
rola dei risultati deJle ricerche di SCHAUJ>J:\~ c HOFF~IAN~ sul la
prcscnz.a di uno spccialc spirochclc nci proctotti sifilitici, di mo-
strai o oggi cost:nllc in tultc le forme di si111ide non csclusa la
tcrz.inria.
Questo microorganismo si prcscnlcrchhe in <lu c forme: una
grossa, spessn chc si colora con facilitú cd c cnrnlteristicn rlcl
concliloma ncuminato, I' nltra piccoln, soltile che si colora dif-
ficilmenle cd C cnstnnlc lanlo ncgli strali supcrficirdi chc in
quelli profoncli della ulcera specifica.
Schnudin ammclle che in allri prodolli non sifilitici si pos-
-Ji\2-

snno troYnre v:u·ic t'ormc di spiroeheli ma cpit~llo specifico h:1


tlll carnllcrc csscnzinlc chc (': qucllo di po~scden! nd nn:1 cslrc-
nlil:'l un ciglio e talvolla due. Gli :litri spirochcli :l\Tchlwro in-
\'(~ec una nH:mhrana ondul:1nle.
Gli autori adoper:tno per la <~olorazionc la 1.<:osina di Gietnsa
i1 quale us:t la tnisccla scgncnte:
Az11r ll Eosina gr. :~,00
Aznr ll . O,RO
Glicerina ptll'a 2õ0,00
Alcoo] Illelilico puro 250,00
Si fissino i prepara! i in :1leool assoluto per 1~ mitntti, 'luindi
si m;cingnuo con c:u·tn hihuln, c si colorano con poehc goccc
dclla soh17.ione coloranlc cliluitn iu 1111 c.c. d'nequa per 1:""> mi-
nuti. Si lava, si asei11ga c si Jnonln in hnls:uno. Ju qucsta solu-
zionc eolornnte nclln- qunlc i gcrmi hannli ~non posso no SYi-
Juppnrsi, gJi :-;pirochcti n~sumouo nn:1 Unta vioklln-t·ossiccin.
Lo spirochcta rapprcscnlerchhc uno st:ldio 1ld lriJUII!OSomn
Zie.llwnni, chc si trasmettcrchhe appttnto scnza ospile intcr-
nledio, <la Hnmo ad uomo analogantenfc a qnanto avvicnc pcl
lritJOIIOSOIJH1. cquiperdum, ehc :d)biamo descrillo a proposilo ~
dd mate rfel coilv nci c:l\·alli.
ll ~lclcllllico!I ha lrovalo <lclle spiroehcte ncllc lcsioni siflli-
tiche riprodollc nei scitnpanú:.
Tullc questc riccrche chc scgnano un passo imporlantissiJno
ucl eampo dcg1i stndi sulla sililidc, rurono ennl'erm:tlc co1ne
acecnnammo ~lalln aulorilú dcl Frünkel c da molti allri riccr-
catori.

VlHUS DELLA HABBIA


J... a rahhia t': dovnla a
llll viru.'> di nnlnra ancora ignota.
La lrasmissibililit di qncsln maLillia fll per la prima volln
dilnoslrata dai Hossr, ncl lXOt, il quale rinsci :1 passnrln da cnnc
a canc, c tutli gli osscJ·vntori vcnnti di poi la cont'erm:nono.
Ncl 188,1 il Paslcnr iniziô i suoi studi sulln r:tbbin, i qunli
do,·e,·ano condurlo nlla scopcrla <lei Jnclodo curativo chc da
lni p1·cndc il no1nc.
Non ô nostro co1npilo J'oceu parei d ilfus:unen te <li esso: n schia-
riJncnto dei n1cLodi lccnici, di eui clirerno, valgano tultnvin :d-
cunc hrcvi nozioni.
li P,\STEUH dimoslr(, chc il pirus rahieo si p;l(, inocufnrc non
solamentc e.on la saliva. 1nn altrcsJ iunestnndo frnmmenti dei
vari organi dcgli animali infetti . .Esso peró non si ·trova ncl
snng;un circolanlc e <Jttindi ncppurc nclrur.ina c nd lalle <lcgli
nnimali i<lrofohi. (Ullilluuncnlc A. NEGHI bn risconlrnlo ncl si-
slclna nervoso llegli anima li rubi< li. a fresco alcnne l'onnc chc
cgli riticnc parasSiLarie e spccificÍtc \dclla Innlattia. Queslc
- 133-
av1·ehhero <liineusioni sYari~tissiiilC c: forma roton<leggi<ll)le
(O\'alc, piriformc: clitlicn, ecc.) Contengono nel loro inlt'l'llO
piccoli corpicciuoli che si colorano in turchino 1ncntrc il rcslo
si colora in rosa, se l1·attati come i protozoi).
Vcnne inoltrc dali o stcsso aut·orc stnhilito cllc il uirus colpiscc
SpccinilllCillC iJ CCl'\'UllO, cd in fctla jllll'C i! Jllido!Jo spinnJc C i
nen·i; c la ghiar~dula salivare: piú che un cn1untorio) Y:t consi-
dcr:tla come una sc~de O\'C si localizr.a il uin1s nl pnr.i chc ncl
sistema ner,·oso ccn!ralc c pcriferico.
L'iiH)Culazione dcl vin1s rabico si puú fure negli nnimali in
dh·ersi n1otli:
L'iiWClllu:ione Sllfulllrale, previa crnniotomia, c l"iuocu/u:iolle
inlrauculare d'un'cn1ulsionc d'alcune pn.rliccJie di sostanzn ner-
,·osn, Ü1 hrodo diluito con acqua stcrilizzntn, dúnno sicurn-
mcntc la tnalattia entro 20 giorni.
L'ii:ocula:ioHe enrlouc/loscl, inlrapcriloncalc c uei nerui dúnno
quasi sempre 1:1 rahbial lll:l. il pCl·iodo di incuhlzionc e gcnc-
rn1mcntc protrnllo.
L'inoculn=iouc sul>culancrc h a tHl período (l' inculnzionc assai
lungo, e hcn <li rudo trasn1ettc la rnbbia ..
L'inyeslionc, quando l'appnralo digcrcnlc IJOn ha soluzioni di
continuo dú resultnto ncg:tlivo.
1

Della rnbbia si hanno Ire forme, la f111·iosa, In parai i lira c la


CO\lSlllllÍ\'<1.
La fnnna f'urios:1 ô la pilt frequente e la piú f';~ci\c a dingllO-
stic:lrsi per i sintomi di notevole cccilazione, e ipercstesia.
La fornHt pnralitica ê caratterizzntn da pnrnlisi prima dr.gli
arti posteriori poi degli arti atltcl'io!'i del cane, chc si manlicne
rclali\'amenle tranquillo; ma se cccitnto puú auche ntordere.
La l'orrna consuntiva chc ú la piú rara, l: caratterizznta dai
1

grnnde dintngrmncnlo chc giunge fino al 111arnsmn dei canC 1

che tuttavtn ma11gia e be,·c Jino all'ulli111o c solo se irritato puô


1nordt~re.
L'incubazionc ddln rnbhia Yarin dn 14 giorni a !5 mcsi, ma
per lo piú C in lnt·dia di ·10-50 giorni.
:Ncl cnnc si di~linguono due oirus quello di strada c qucllo
1

csaltato: il printo. quando si IH':l.licano ncl coniglio inoeulnzioni


de! bulbo de! cane idrofobo, producc la forma pn1·alilica
dcJia rnhhia dopo Hi-24 gior11i: il secondo solo dopo fJ-8 giorni.
IJill!JliOSi tlclla rab/Jicc - Dn quanto si e deltol l'isulta chc il
111alcriale tli scclta per diagnosticnrc se un nnimnlc (~ colpilo o
rneno dn rabhia 1 C rappresentnto dalla sost~u1zn ner\·osal prc-
lc,·atn prcfcribilmentc dai ccl'vcllo.
Quautlo non si possa far subito l'csamc, o qucsto dcbha cs-
serc deferi to: per mancanzn dei ntezzi ncccssari nd allro Labo-
1

ratorio, Jn sostanzn cercbrale vn mcssn in un recipiente contc-


ncnte dc\la glicerina neutra c in csso conscrvatn o spcdila.
Per l'csame si prepnra uu'cmulsione dclla sostanza rnccoltn,
l:J·l-
in acqun stcrilizzaln, in soluzionc di dontro di sodio nl 0.7f> 0
/
0

o in hrodo stcrilizz:lto, :tvcudo cura di opcr:.nt.: in rondizioui


tli ascpsi. Cou l'eutubioll<! cosi pn·paral:t si fn, per ntczzo di
ll!l:l siring:l slcrilizzaln rínOl'lll:lzionc Sllhdu•·nk. La cranioto-
Jnfa, eiH! deve IH'Ct'Cdt~rt' qucstn opcr;lzinnc, si pr;llicn in corri~
spondenza dcll'o!-iSO froulalc dei coniglio. clH.! ú I' animalc (li
sccll:o.
Se il materi:dc inoctdnlo cr:\ n·;dmcntc infello, il coniglio
ntnrir:'t entro circa :w ~iond.
La diagnosi ddla rabi>in si pnú f:trc anchc sul l'f'JH'l'lo ann-
lomo-pato1ogi(·o d<'ll':luinl:.tll'. sospcllo. flim:nuliamo perdi> il
lcllorc :dia lecnicn dt·.~li opportuni prepar:1ti islolo~ici, la cui
dest:rizione t'SorhiiCrl'hiH· d;li limili dei uoslro la\'oro.
Poit:lu~ il oirtts rahico si eonscn·n nllh·o pt·r pa,·ceehic selli-
'lWIIC. ncl t:cn·cllo c nel Jllidollo spinnle dcgli :ltlilll~di giú sol-
lcrrali, si polr:'! di cssi farc la djngnosi, quando sia ncccss<Jrio,
con gli ~lcssi procl'dimcuti clw lesti! abbiamo indicali.
l1 oirus r:thico t·~ di.strutto in poehi minuti da una lcmper[l-
lura n fi0 11 ; pari111cnti tloll resiste nll'[lziouc dei ~uiJlimalo all'l 0 / 0
c dcll':~t'ido J'enico :ti ;> 0 / 11 • J."alcoollo ucutralizz:t !'1llro lc 2·t ore,
onde 11011 (~ consigliahile di conscn·nrc in csso il matcrinlc chc
dcb!Ja ~er\'ire a inoculazioni. AI graduale essicc:.llllCIIIO nlln tCill-
pcralura di :!1° resiste 1·1-18 giorni \'encndosi grndat:ullente ~ll­
lenunzione nclla virulenza.
()Jirc dcll'lloll!O C de! C31lC, SOIIO SIISCC!Iii>ili alia 1·abbin il
g:alto. il Jupo, la \'Oipc, il eavallo, i lwvini, gli 0\'ini, i dai11i c
i cervi. i maiali, i polli e lutti ~li animali di lnhoralol"io.
lAI Jll'o{ilassi conlro la rn!Jhia consiste ncll'uccisiouc o l'isola-
Jnenlo dcgli auimali colpiti <: sospeiti; uclla clisinfezione di
quanto co11 cssi o con i tnorsicati ê. \'euuto a coutallo e ncl~
l'~tdcgualo tratlamcuto dei Inorsicnti.
<Juesto si fa inocuJnudo soLio la cutc dei ventre 1 cm 3 di mi-
dollo di coni~]io nwrto per I·nhhin, tcnuto dn 1 a 1:1 giorui alln
tcntpcratura di 21 sospcso in tlll recipiente contcncnle potassa
caustica a fine di oltcncn.· la gradualc attenu:-~zinnc dcl v.:rtt.'i
alia <jll:dc piú sopra ahiJinmo acccnuato. IJ midollo si tritur:l
in un !Jicchiere skrilizznlo n coperchin snH:rig-Jialo e si cnlltl-
siona in solnzioiH! lisiologica stcrile, che poi \'ÍCJIC inoculnln
con siringa cg:ualmcnte slcrilizzntn. l.a cura si eomineia dai mí-
dollo ehc hn subi to 12 o nwgnri 1·1 giorni di cssic~llliCnlo: c con
inoculaY.ioni giornalierc si arr.i\'a succ<~ssi,·:uncnte ~~~ midollo
c.lw era in cssiccamcnto ela 2 gim· ui: quindi si r.iprcndc dalmi-
dollo di 6-X giorni c si :li'l'i\'a .nuo,·amcnlc a queiJo di 2 c nla-
guri di 1 gim·no, se il caso C gra\'c; e in fine si ricomila·ia dul
ulidollo di ·1 p;iorni c si :.1rriv~1 a que.Jrla di 1. Cosi la cura dura
iu media 22·2·1 giorni.
§ li. -- Esame bacterioscopico dell'acqua.
L'csame haclcriosc.:opico dell'acqua si pratica allo scopo di
riconoscere i! numero c Ja qualitú dei gcnni chc in essn so11o
conl1:nuti.
:\ no i non spctt~1 il discutcrc dei vnlore chc qucslo csamc ha
rigunrdo :li giudizio sulla potrthilitú di un'ttcqu:l: 1na solo cti-
ciumo che "e h a pcrd uta parte t!cll"importanza per un critcrio
decisivo, JHtre cssn ê scm}>l'<: uote\'olc süt pcrchi·. puà n1ctterc
il1 cvidcnza germi p::tlogcni o sospctti tali, sb pcrche rappre-
St!nln l'indizio piU prezioso sul modo di f'unzionnrc degli appn-
recchi di Jiltrazionc. Essa quindi nwi dc\'C mancnre fra i cri-
feri <la lcncrsi JHCS('llti ncl giudizio dclla pot:tbilitú deii't.H.:qun.
La rcgob l'.he deve servir di guida in talc esame si e (jttella
di f:n· S\'iluppnrc in colonic lulti i gcnni che si trovnno in un
dato nwmenlu in ru(acrJflfl, scmi11andone un!l dctcrmlnntn qunn-
titú nci Jnezzi nutrili\'i di cui si disponc. Quindi, per cssere si-
curi dei prnprio opcrato, de,·esi unzitutto impedire la penetra.
zione di germi dn11" CSlci·no ncll' acqua stcssn ed, in secando
luogo, chc tnli genni nou abbiano a subire Y::triazioni tanto nel
numtro quanto nella qu~litit durante !e opcrnioni: ed infine
occOlTt~ Inctlcrsi in condi:doni tali dn potcrli IHimcrare 1 n
completo sviluppo, e "tudinrne i cnr~tteri hiologici c mor-
foJogici.
Per seguire qucsk norme, devesi :1nzilutto studinre il modo
col quale si fa il ]Jrelevumento rlei campioni.
I campioni d'ncqu:1 vnnno rncrolti in rccipienli di velro sfc-
rili. Possono scr\'ire alio scopo de.lla piccole hottiglic E.HLE~-
_. :'ltEYEH (fig. 28) chiuse con tappi di cotonc e sterilizz:1tc a cnlorc
"ccco di 150", oppure deite hottiglie dn 150-200 c. c. di vctro di
Boemia con tappo smcriglínto piatto -- chc ''n co perto con cap-
puccio di cotonc a fine di facilitnrne il mancgg:io al moment.n
dclla rnccolta - pur esse stcl"ilizr.ntc. Qtwndo sia neccssnrio
raccoglierc dd c:nnpioni da lrnsportarc a qualchc distanza. per
cui lungo íl ''inggio possano csserc soggctti a scossc o n mo\'i-
mcnli che lc possau rovesci~1rc. e lllC!4Iio rnceoglierc il mate-
riale in picC?li recipienti slerilizz~ti c d1iusi alln fian1n1:1 dopo
nver riscaldata l'aria in cssi contenuta in 111ndo da oltcnerc una
pressione ncg-atinL la quale, quando si flprc iJ collo dei reci-
piente solto il liquido da es:uninare, ra si chc esso \'Í pcnctri in
qunntit:'L suflicientc. 11 collo dei rccipientP, dopo l:1 raccolta si1

chiutle di nuovo alln fi:unn1a.


Queste precauzioni ine1·cnti alia ~cella dei recipiente vanno
unitc ncl altrc che riguarda11o il modo cli rllccolla.
De,·esi n11zitullo prender nota delle co11dizioni loc:1li dell':lc-
qun da esamin!1re, cioê della sun posizionc relali\'nmcntc a
possibili cnqsc; d'inquinamçnto v~cinc, coJ~le terreni concirn:Jti 1
- J3(j-

fogne 1 Jetamai. stalJc, J:l\'nndc,·ie ccc.: si dcvono ~1Jtrcsi notare,


qu:.lll<lo si lralli d'nequa ciH! gi:'J scr\'C per I' ~lnlllcntazione, Je
c:oudizinui in cni cs:;a Yienc rnccoll;.~~ <~ eiot! se da J>Oí'.zo :1perto
o chjusn: se d;1 condulllll':l sen1plice o a pressione e, per racqu;~
c~orrcnln superficinlc, :1 qnali scopi Y<~ngn adihiln H HIOiliC dd
Juogo di pl·csn. Pc~r i pozzi dcvesi infine uotat·<~ i11 (jtt::ll u1odo
e~si sieno dHesi dali' inquinnnlcnlo pel c.in.:osi:111IC terreno. Ja
]Jrofnnditú dcll'ucqua c l'allczzn della úild:J :H:quca dJc: aJimenht
il]wzzo.Jn ogni caso var•no a~sttule lc infor-
lll:tzioni il pit't possihillll<!IIIC CS<tltc suHe
coudizioni g-eo!og·ichc~ dcJ lciTeno donde
J'nequa provi<~ne o in cui si racco~lic. Citl
f:illo, c d' uopo Jli'CIIrierc Ja ICIIljieraltu·a
dcii' nequa e dell' atmosfera ai !llnrncllio
dcll:~ r:lccolla. Per la lcmr><:raltlr:t ddl':•c<Jila
di po~zi o raecolle profondc, si usano o
tcnnomt~lrl a nwssi111a od a!tri mollo scn-
sihili. :H·cnli j] hulho entro ad un p.iccoJo
recipiente do\·c si raccoglic dcll'ncq11a che
Juanticnc l<l lclnpendura, <Jnaudo si faccia
rapidnmcntc Ja Icttura deltcrmomclro, dopo
cslrullolo da! pozzo (ilg. 111) .
.Dopo qucsli prclinJinari si procede alln
raccolla dell'acqua negli appositi rccipicnti.
SC'. dcYcsi csnminarc l'acqtl:l di un poz:r.o
npcrlo hisogna c,·itarc di r:~ceoglicn: qucl1:1
dC'Ila supcrricie pcrchC puú contcucrc i gcrmi
che coutinuanwntc c:.ulono dall':tri~! c pcrciO
si r1corrc cou V:lllf:lgg'io ~td upparecclli spc-
ciali i <Juali vcngono :td nprirsi Jllt!dianlc
:Hiatti congcgni ad una voluta profoudilú. Vi
cp1esli vl sono p:1recchi Jllndclli lulti piú o
mcno husuti sul pi'Íncipio di inlr·oclttJTC Jlcl-
Fig. 1J L 1'acqua. mcrcC un pc:;o clw vi (! congiuuto,
un recipie11tc di vclro in eui si ê praticalo
il vuoto col calore e .s'C chiuso alJa fi:llllllla, iJ cúllo <lei
quale poi viene aperto o per strappo o per la cuduln di un
peso chc scivola lungo la fune. T../acqtw jnvadc cosi il rccipicnto
c quando <Juesto poi si eslrac se nc asciuga il coJJo con un po'
di carta hihttla e quin<li si richiude coJI una fiamnw ad alcooJ.
Quando si tratti invr.ce di un pozzoclliuso c HltiUito di po111pa,
si deve prima rendere stcrile la hocca de11a fHHnp:.l riscaldan- 1

dola cnn una Jinnuna ad nlcool e qnindi fur ngirc In po1np:1 in


1110do da vuolnrc complelameutc j tul>i cd esscre sicuri cosi di
raccoglicrc l'nc.t[lla chc provicue direita mente dal pozzo. Al1orn
il gello si immcllcrú ncl recipiente slcrile~ il cu i coJio sarú) per
Jll<lg·gior prccaur.inuc p:lSS:llo :dla tlnmma ad :d<:ooJ nl:lld(:nen~
1

(lçdo in IIIHl posiziouc p~ú chc ê pos.sihjJc \'jc.inn alla ori~-


137-
zonlale. Quindi, raccolln 1:1 qunnlilú d" acqua IICC!'Ssarin, lo
!li chiudc~r:\ rapid~uncntc col lappo che si a\'r:·, nvutu cura di
uon inquinare.
Se si trnlta (li :-H:Cjll:l JH'o'·enicntc dn una condullura si ngiscc
ncllo stesso Inodo c.IJC per iJ gello di nn:-t po111pa.
L' acqw1 di fiumc hisognn che sinraccolin n cirea 15 ccntin1ctri
sotto la superlicic c Iont:1na dalle rivc. Pcrció: se il finmc C
grnnc~c, C <Jluopo rce:~rsi sn una barca nel 1nczzo di csso, risa-
lcndo 1:1 corrcnfc!. Qui\'i la rnccoltn si fn o co I HIC;~.zo dcgli ap··
parecchi chc pii1 sopra aiJbiamo dcscrill.i pcl caso di un pozzo
npcrlo o seJnpliccmcnlc: immergc11do alia prorondH:i di 15 o ·~o
cenlitnetri unn bottigliclla sleriic n1antcnulo con la JlWilo qunsi
orizzonlalc c col rondo conlro la corrente dcll'ncqua. Quando c
pieun, si cstr;lc rapidnmcnte c :-;i ehiudc.
Per cnsi spcdnli di nH:col!:J di ncqnn in bacÍlli di filtrn1.ionc
c siJni!i, l>isogna sCillpre cvHnrc di raccogiicrJn nii:1 supcl·-
ficie I! di produrre, col/c mt1110\TC, aJtcruzioui 11cllo stato dcJ.
I' nequa.
Dopo raccolta I' :lt:lJtl:l, i Y;Jri c~:nnpjoni \·~uHJO dislinli con
npposila eliGhclln~ sulla rpwlc si serivono lc iudie:l%ioni ueccs-
suric a riconosccrli, c c.ompJctnre c a richiamare Je. note chc si
dchbono fare ju apposito regü;tro.
Qunndo ~j pos!'a clisporrc di un luogo co perto c ripnralo daJin
poh·crc ed nvt!IHlo seco il n1aleri:llc neccssario, ó opportuno di
fare dclle collllt"C coll'acq11a nppcna raccolla, secondo i n1etodi
che descrivereuiO piú ollre. In cpwlunque caso peró i campioni
devonsi 11·asporlare nel laboralorio per fnre con pii1 comodilil
cd csallczza nllre coll11re.
Nel lruspor/o dei calli}Jiolli hisogna far si che~ durnlltt! il viag-
gio, non solo essi non \'eng·ano ad esscre inquinali, 111:\ eziandio
chc, per Jc Jltutatc condizioni di ambiente e di tempc.-:tiUJ'il,
J'acqna dei c:tmpioni non \·cnga 3.d aller:1rsi nei suoi cnrnltcJ·i
Jllicrohiologici. Onde si lrasportano in modo che rimang:1no
chiusi e riparati dnlla lucc nwntcncndoli a unn lemperaturn
n1olto hassn.
Si usano pcrció n1cunc casscltc o rcdpienli spcciu1i rivr.stili
di so.,IMJZ<: enllivc condullrici de! calore lc qunli, essendo a
doppin parcte, conkngono fra esse una discreta <Irtnnlil:'t di
gldaccio mescoJato n st•g-ntura di Jegno.
Giunti nel tempo piú hi·crc possiiJile inl:illornlorio, si procede
alia scminaoionc dcll'ucqu{t nei oarii lcrreui Jlltlrilioi.
Per fare ciO, e neceSS::\I'ÍO nverc prontc :dcttne pipcttc ,·nri;t-
JllCilfC graduntc c skrilizz:1tc ai calare 'secco a 150° per mcz-
z' ora (rig-. ·112). L e pipcltc, dopo di U\"Cl"IH! chiusa eon Illl pie-
colo lt:lppo di colo11C la esll'cmilú superiore, si s!erilizzano in
appositc cus!odjl! mel:tllichc di cu i ognUJw dc\·c contencrc uun
sola pipclln, oppure si inlroduce la loro eslrcmit:i infel'iorc in
una rohusla provcllu ;.tlla tJllale si lissauo mediaulc (<IJ'JIO cli
cotone.
Nel caso in cui si <khh:l esnmin:n·c <lcll'ncqtl.'l il coutenuto
battcrico dclln qu:de sia assolul:l!IICUtc ignoto, 6 nccessndo
n.vcrc a propria disposizione dl!i p:dloncini contcncnti una
quanfitú esatl::lillCiliC misnrala di acqua dislillala c slcrilizzata.
lnollrc l>isogua avcr pronlc vnric scatolc di PETIU slcriUzzntc e
Jllllnitc di ctichctln sul marginc.
Si po:-;sono impicgarc vari tcrrcni nulrilivi 1 111::1 piú

r 1
comtiJlCllJCiliC sono us:lli la gelntina c J'ngar.


Qucsli si fHilJIO fondCI'C nJJa lcmperatura YOJU(fl C
si lasciano quindi in b:q.~no a :!0° P«~r la ge/aUna ed
n :JOO per J"ngnr. l1 ,.:lnlaggio dcll'uso delJ'ng-ar di pende
dai falto chc i 1nicrorganisnli fondcnli 11011 impe-
discono h1 cnumf'rnziorw dei g"CJ'JilÍ~ ma. n qnesto si
oppone rallrn eonclizioue chc Ju lemper~lltlra piul-
lo~lo altn aiin qu:1lc hisogna operare, puõ f:1dJmentc
JH'(Id!lrrc la n1orlc di nJcuuo dei 111icrn!>i poco rc~i~
!')icnti.
ComtttHpte, in quesli uwlcri:di c.osi fusi si scmin:t
la dula <JUanlilú di :H~qun. <)tlcslu varia a scconda
dei c:1si tna dcn~ esserc esnttnmcntc nli.surilta collc
,. 'lt.
~J~
pipcllc e 11011 superare n1:li l cc.
AJirc scutinag-inni si fauno colla slessa acqu:1 di-
o :- luil:t in acqua sterilizz:ll:l :1 dcknninnto volume (per
<,~~~ cs. ~ 'J/o). Fnllo poi solidificare rnpidalllcnlc il rnczzo
: uull'iliYO su piano orizzonlalc, si espo11gouo lc coJ-
,~~· t11re :lll:t lcmpcralur!l IH~ee.ssnria pct· lo sdluppo,
~ tc11endo quc11c! in :1g:1r a :no c qucl1e in gclnlina n 2ú0 •
f Qunudo vi si:l i! sospelto chc nclJ' acqllü cs:uni-
t:i nata esisl:lno Illicrorg:tnismi patogcni. si de,·e pro-
t
Fig. 112. ~~:.\~:·j~ ~~lJI:·~j\\~ II;:IT~ei~~~G::JI:I~:l 1~\~Cfl;~l~l ~!))C~~~ lt; c:·lt~~~IÍI ~~!
enllura cl1c rilit:nsi pilt utilt~ per il riconoscimcnto
di dnli g-cr11li, co!lle :1bhiamo tlcseritto trall;indo dei singoli mi-
cror~:Jnismi.
Og-ni giorno bisogun pr:llic:nc !:1 osSCI'\·nzioue clcllc piastrc
per rcndersi c.snlto conto cld modo di sdluppo dc1Jc \'aric co-
]oniC', c qll!lllcio si ,.!~d:1no dei g-cnni fondcnli chc \'ill"li10 invn- I
!!!lo
dendo i1 enmpo ddla pi:1slt·a si coul:tno lccolonic c ~i studhtno
subito qudk chc sono in perh:olo di csserc soprnfalle.
P<lssali nlnlCilo 8 giorui, si procede nl coulr(lyio delle co/onic.
A I:1Ie scopo C ulilc ·disporrc di una sttperflcic osc11rn c di una
bianca .str1le cpwli Stlccessh·nmcnle si collncn ];1 piastra alio
scopo di dislingucrc qucllc colonic il cu i coJOn! potrchbc lrnrrc
in in~anno qualora si ,·o1cssc ossen·arle solo per lr:ISpnrf!nz:l.
Se si lratta di pochc eo]onie (10-20) per ogni piaslra, il contcg-
gio si ra senz' a11ro: ma se iuYccc /c colonie sono in numero
maggiorc, si rieorn:. ai eontncolonic di \VoLFFIIÜGEI~ (fig. JJ3).
con Jn guicl:l dcJ <1unlc il coutegglo, pc1· n1c:t.zo dei quadl'ati, J'ic ...
scc piú facilc.
-130-
Se flnnlmcntc il nnnwro cli co!onic é lanto ~rande da rcn-
derne imposs.ibiJ" il coutcggio ad una nd nnn anchc colla g-nidn
dei quadrnli! si ri corre <li n1eto<lo segnente: Si numer:1no Je
colonic chc si lrovano in un quaclralo (c a !ale scopo molti clci
qundrnti dei <'ünla-colonie sono suddi\'isi in nltrcttnnli piccoli
qundraltini): succes.siYmnentc lo stesso si fn per altri G o 7 qua-
drati. Qnindi fnlta ]a u1edia dei numero cli colonic per ogni
qundrato, lo si Jnolliplica per il nun1ero dei qundrati occupati
daiJ' inlicra piaslra, chc sl contn11o ce!·cmHio di compcn~;~trc
1' nno con 1' nHro Jc frnzioni chc resta no in corrispondcnzn ai
n1nrgini.
Cosi si ha approssimath·amcnlc il numero clellc colonic del-
I' intiera piastra. Conosciuto qucsto, si lien conto clel1:1 qnnntilú

di ncqua scmin:Jia snll:l piastra e si fa il calcolo scmJli'C dpor-


tando nd 1 cc. Qn:11or:1 non si poso;;;a f:-trc il contcggjo dellc co-
lonic anchc col!'ullimo mdodo dcseritto, ~i dichinra che l~sse
sotiO inuumcrevoli.
Ln cnum~razlonc dei gcnni conlcnuli in l cc. <H rtcqua non
basta per la dingnosi dclln qunlilú di cssn nei rigunrdi deiln
potnbilitú. Occorrc procedere poi all'esamc qunlitatiuo dei gcnni
contcnuti. Questo si fn co i metodi sol i li di riccrcn dei carattcri
n1orfolog:ici c hiologi dei mlcrorganismi sviluppafi in colouie:
quincli, es~minala attcnlamenle la forma ed il modo di sviluppo
di qncste. si osscn·ano i microrganisn1i contenuti c poi per ogni
caso dullbio si procede nllo sludio dei carattcri cnlturali c pa-
togcnici di ci:1seuno di cssL
L'csame microl>iologico dclle acqnc potahili si fn non solo
prinHI chc esse siano adihitc :1i di\·crsi usi, 111a si rle,·e ripctcre
nnche metoclicnmentc per sor,·egliare se i loro cnrattcri ,·cn-
gono ud nltc~rarsi, oppure nel caso di filtrazloni in grande o
-140-
con1lutlurc, se queslc funzionino henc; onde vn fn1to nci cli-
versi pnnli dei baeini di Jillraúonc c nci fonlaniui alimcntatl
dalla rele dei luiJi dell'acqucdolto. In 'lucsti easi si deve tcncr
eonlo, volta in Yolt:t, dei ntllllCro c della qu;.llil<'t dei germi
per vcnir rapidamente :1 eonosccrc gli inquinatuenli cllc C\'Cn-
lllnlnlcnlc polcsscro xtH·.ccdcrl'.
l'11 huou mclodo per studiarc il poterc di Iiltrazionc di un
tcrl'<'tlo soprastantc o l'ÍtT.ustanlc o pozú o g-alleric di acquc-
clotti. c quindi per aggindicnrc la posxibilil~·~ di inquinnntcnto
dclla falda aequc:1 chc li <dimcnla, ê qudlo iudicato dn SEHA-
FIXJ e CEI.I.I ndla Ioro mcmoria S11/!}acqua de/lu coitilolla di
Torino (1801). l·:sso iuf'alli ê slato npplicnto cou suec<·sso da
:\J~nA, 0HLA~IH <~ Ho~l>ELLI ucl lODG! in riecrche f:lttc per dc-
tcnninarc il polerc di filtrnzionc dei terreno soprastanlc c cir~
coslank ~lile gnlledc dcll'aequcdollo Toriucse, pd Cjualc SEHA-
FI:'\1 e CEt..l.l lo a\'evauo indic~llo.
T:tle mctodo consiste ncll'nllag:.n(: In supcrficie dei terreno
da stwliarc con una gr:lll((C qu:JIIlit:'t di :wqua, i:1 qualc con-
lcn:.p in sospensionc Illicroorgauisllli cromogcni 110\l prcesi-
stenli. arlificiallncnlc agg-iunti c 11011 comuui uell'acqua dd
pozzi o dciJc gnllcric, e si a st:ll:t colorata co11 so~tanze coloranti
clic, eomc l'unulino e la nll!lileosinu, hnnno il poterc di nllra-
vct·sarc anchc i terrcni snhhiosi. Es:uninnndo t.plindi l'acqua
dei pozzi o delle gnlleric ad inlcr\'nlli dcternlinati p. es. di ora
in or~l, si nola dopo quanto tempo l'acqun apparc r.olor:tta c
conlpnri<;c~uio jn essa i nlieroor:{nni!'>llli adopcrali. 11 cnlorc
indichcrit CJtl:llltlo J'accpw versala alia superficie ha rag-giunto
i pozzi o Je gallcrit!, ed il lcntpo oecupalo, e Ja C\'CIIlll:lle coJH-
pars;t .:lei gcrnli, il potcrc Jillranle piú o 1ncno !)piccalo de]
krrcno.

fi i. -- Esame bacterioscotJico dell'aria.


J.:aria contícnc nno scarso uunH~ro di gcnni C dalle rieerehc
1

finora falte. risulta elle cssi h:tutto ttna :1::;sai dbeulihile im-
porlanza per J'jgicnisla. Per l't:sanH' 1 IJ;Isl:l csporrc nll':tria 11!1:.1
piaslrn su cui sia distcsa un poco di gdatinn o un po' di ag:u·
pcr vedcrc poi su di qucsta s\·ilnpparsi i g;crnti in gra11 nu-
Jncro, npparlencnli alie In~ c:ttegnric dcgli !-:icllizon.J.iccU, degli
il'omiccti c dei blaslollliceiL
llivcrsi :1ulori si sono induslr:lli a costruirc apparccchi adalti
per studiarc (lllt'Sli gel'llli qtwlllilati\·amculc.
Cn ... i il 1\ot.:ll dapprima csponcva una :-;crie di hicdticri :1
diall!l'lro dalo, nd ~.:ui rondo si lr·o\'a\'a una pi:1slr~1 sn cui era
tlisteso il malcriale l!ttlrili\'o,
:\(IQUEL ra passare J'nria :tllr;t\'CJ'SO :Hl llll llliJo t:Oil(C'IlClliC
1.lello zuechero di ea11na !:>Cet.:o e slt·rilizzato a tO-HJIJO gr:.-tdi ~l
-141-

sccco o <lei solfuto di so<l:i. Qucsti llltri soluhili. nttraverso ní


qual i passa una detcrminata <Jt<antita di a ria, in un dato tempo,
vengono poi disciolti in qunntit:\ di acqua misnrala c di qucsln
si fn l'csnmc hnclcriologico.
[/[·lEsSE fa passare lentamente l'nria allrnvcrso rli tlll largo
tnho sul cni interno é distcsa la gelatina.
PETnr la filtra con llllri· di snbhia sterilc,
mellcndo poi la snbbia in acqua sterile c
pralicanrlonc l'esamc baclcrioscopico.
Un rnctoclo nssni u~ato e qnello di STHAtJSS
c \VünTz j qunli ndopcrano un grosso pro-
Ycttonc ncl cui fondo piú ristrctto C n1nnlc-
nntn liquidn. pe1· mczzo di un bagno-rnnJ"''ia:
una piccob <Jtlanlilil di gelatina (lig. 1141. Una
pipella che chinde a smeriglio i! collo dd
pnwcllonc, disccncle fino nl fondo di esso
c fino a quando J'npparccchio non fnnziona,
ê <~hinsa ali~ sna eslremilft supcriore cd
cstcrna con ovnlla. Lalcrnlmenlc i! provcl-
tonc ha Hn tubirino eon lcggcro strozza-
mcnlo purc chinso con l:~ppo d'ovalln. Tnllo
qucslo npparccchio vicnc sterilizzalo a v:1.
pore e nl momento dcll'esnn1c, si eong"ittng;c
con un nspirnlorc comune nH:rcó il piccolo
tubo laterale. L'nrin penetra IH~r rcsirctnitú
snpcriorc dclla pipctln. d'on<lc s'é tollo il
tnppo d'ovattn, e gorgog\iando ntlrnvcrso la
gelatina in eui lnscia i gcrmi, fnori escc pcl
t.uhicino con~iunto all'nspirnlorc. Per eYitarc
l'innalzamenlo dclln bolln <li ;;elatinn, s'é
nvulo cura di ngginngerc :1 questa. prhn~
dclln slcrilizzazionc dell· npparccchio, una
goccin <l' olio. 1\llorquando C: passa la unn
qunntitú dclcrminntn d'adn. che victH! nli- Fig. 11-1.
surata o con contatori n gns oYvero dall'nequn
dclluiln dr!ll'aspiratorc, si nspirn enlln slessn pipclln: a cui s'ú
riposto il tappn d'o\':-tlln mnntenuto nl copcrln dnll'inquinn~
nlcnto, la gcl:1tiua dcl JH'O\'ellonc per dislcndcrl:t su piasllT. c
quel1:1 chc vi rimrme si [;I nderh·e alln supcrficic inlcrll:l clí
csso, co! mciodo dclle culinrc nrrotoLlle.
Quindi si 1nscinno S\'ilupparc lc culturc: cosi fnllc c JWI con-
tcggio e i<l<:ntificazionc dei gcnni, si procede ncl modo tcsll:
indic.nlo per l'nc'tlln.
Tranne i mícrorgauismi (lelln suppurnzionc. non si sono ri-
sconlrali 11ell'aria nllri germi patogcni~ a tncno chc non si
trfltli di nmhicnti inl'c·tli nci qu:tli sin sinta sollc,·:lln molln
poh·crc. Pcrciú l'nnalisi hnetcriologica de1l'adn hn pcrduta
tuttn qttclln imporlnnza clw :1 principio si crcdc,·n nvcssc:
per<> ciô non toglic ehc rne<~IHIO<~i cssn scoprire in un dato
nmhicnte gran !HllllCro di germi, ci vcng-a a indicare c.hc il
pul\'iscolo C nhhoncl:lnte c cite quindi puú riuscirc pcricoloso
per i gcrrni chc vi pnssan csistcrc.

~ S. - Esame bacterioscopico del suolo.


Po<'.hi .sono i g-crmi che finor;l sono slali. in modo 11011 dnh-
hio, r·iseonlnlli ncl tcrn:uo con i mctodi di riCI!rca di cui ng·
gidi si disponc. Essi sono il h:leillo dd tela no. d<'ll'cdcma mn-
ligno c del earhondlio cmnlil'o 1 lo streplococ.eo scllic.o c qunl-
chc allro. YEnsJx uci lno~lli inYasi dalla p<~stc ha potuto
ris<:onlrarc ncl krn:no il hacillo spccifieo da Iul stesso sco·
perto.
Per pr:llie:1rc l"arutlisi lmclrrioloyica cld sunlo. il llh:Lodo deve
csscr tale da prcsl:n una skurczzn assolntn <~hc il terreno sia
rnecolto senza :dlcrnrne, dnrante l1: mnuo,·rc, i ear:1ttcl"i nJiero-
hiologici; onde e iiHHspcnsahik usarcsc111prc strumenli slerili.
La rnceoll:1 dcl terreno S11pcrlieinle si fa eon il cucc:hiaino di
Fn:\..:1\EL t(ig. 115), di plal!no c dcll:l cnpaeitú di 111ezzo ccnli-
JUClro t~uho c.hc si slcrHizzn nl calorc prima di usarlo. Doven-
dosi rnccoglierc il terreno deg-li strnti prof"ondi, si puô pra-
ticare una fossa a parcti ,·crticali, ovc con un:1 Iama stcrUiz-
zala si mdlc :lllo seopcrln una ccrla supcrlicic dalla qualc il
terreno si prcleYa col cucchiaino pn:dettn.
Per gli strnti profondi pcrú, serve assni mcglio, la !riuella di
FnX:o.:KEL{fig.116): <jues.lu si conlJHlllC dclla tri\'dla propriamente
delta, c d"un nwnico cilind1·ico di ferro picno.lliviso h1 flue pnrli
chc si possono riuuirc :1 haion<~tla sccn11dO la profondil:l ela
raggin11gere, o fornilo di Innnubrio a T. Ln lrivcll:t consta di
una porzionc cilindrica munil:t di una pnuta o dCun"clica pt!r-
foratl·icc. Talc porz.ionc c.ilindrica i:. chiu!":in da 1111 coperellio
girc,·olc. il qualc hn un lnhbro ripic~aln Ycrso I'esterno. Con-
ficcalldo la lri\·cJI:.l ncl tcrren0 In cnYil:\ l"im:nJC ehiusa dai
1

coperchio fino a che ilmovimcnto di vite si f;~ ncl senso della


chinsura: gj1·anclo poi la lrivclla 1wt senso contrario: qu:.1ndo
si C giunti alia profonditú voluta: i1 copcrchio si :qne o H ter-
reno JlC!IICira. Un nitro giro ncl senso di prima richiudcr:'1 il
copcrchio c la ll"ivelln si cstrnc. Naturalmente~ prima dcll'opc-
razione. essa vn stcrilizzata nrrovenlandola nlla fi:unma.
11 lr.rre!IO cosi r:tccolto si scn1ina sui divcrsi mczzi nulritivi.
Per l"esamc dctla quantit:"! di microrg:anismi in csso conlenula,
oggi si prckriscc di snspcnclcrnc una certa qu~1ntit~t in un de-
tcrminatn volume di n.cqua, c quintli praticar l'cs:unc secando
i melodi gi:"1 <lcserilli. Qu:1ndo si del>ha dcercnre il hncillo dei
tetano - spcdc per scopo tncdko-teg:-tli - !"i inocul,a H ter-
reno sollo la c.nte di un uninlalc scnsibile, osscrvando poi se
- 1<13-
in queslo svilnppansi sittloJni cnrattcstíci. Ovvcro si pnô ri-

Fig. 115.

correre nl mclodo di 1\ITASATO,


gi:i descri !lo n proposito di que-
sto Inicrorganisrno. Un tubo di
broclo si jnocnla con una par-
ticella di terreno sospello e lo
si espone altn stu fa a 87' per
48 ore. Quindi si procede .su cs-
so nll'isolnn1cnto: nel !Hodo giú
in<licnlo, nel relntivo pnrngrafo.
PerU questo 1netodo non C sctn-
pre sicnro, perche nel terreno Fig. 116.
possono esistere sporc di nltri
microbi, piú resistenti ancora di quellc de! hacilto ele! !etano
r:API'J'OLO JJ.
Microscopia.

!i l. -- Arin.
p, r l'cs~tllH! miel'nscnpic~o dcll':lrin. c.io,·: d1d plllvist~nlo ntmo~
sfer ('O, hnsta espOlTC ad css:t per qu:lleht~ tempo un porln-:l~­
gcll s11 (:tli si:t sl:.-1!:1 disles:l 1111:1 picl:oln qtr:llliilil di ~liecrin:1,
0\'C i! Jlllh'ÍSI~o.lo \'kiiC :1 deposil:trsi: C(ljH't'IO quindi i! jll'Cpa-

Fig. 117.

rato <'.on un eopri-ogg-ctli, si oss<!J"\'tL Si pw·, anchc ndopcrnrc


l'uao.'COJlÍO rli Miquel (lig. 117), il qu:>le consta rli 1111 piccolo
illllmto n in eui si f:l penclrnr l'nria pt~r Jnezzo cli 1111 nspira-
lorc A pel' fnrla passare sul la supedicie di nn eopriog-gclti ovc
t\ dislcsa dclla glieerina, c poscia osscrv:1ndo.
-14:í-
~el puh·iscolo cosi csatninnlo si potrnnno riscontrarc S\'ilri::tti
corpi, di cu i l'imporlnnza l; rclnlivn, cioê fibrc, ~rnnuli rl'.unido.
dctriti anímali ccc. La composizione <lei pnlvis:colo poi <\ sog-
gelln n nolevoli variazioni secando i diversi nmhienli, come.
per esempio: ncgli. slahi!ímcnti indtt~lrinli in ciascnno dei qunli
C ov\·io cite csso as.;;umn speciali cnrnlleri.
Per il t·onlentdo haclerico ê henc prcl'erire :!1 Jnicrose.opírn
l'esnmc hnclcriologico d('fl'nrin, giú da noi descritto.

§ ::!. -- Acqua.

1'\on pochP. impurilú <lcll'ncqun sono ri\·e1aic <la\l'csnrnc mi-


croscopico: il quale coslituh:ce un prczioso niuto nll' esamc
c.himkn e baclcriologico per poler dnrc un eriterio dc\1:1 po-
lnbililit di un•acqua, spccinlmcnlc se quesla c di pozzo.
L'cs:llllC microscopiro si pr:tticn: qnnndo racqun 11011 sin
111011<1 lorbida, sul scdittH:nln. il quale s'nlliene JasciaJHlo pe1·
qualehe ICill(lO racqttn in \\11 bicchiere a enlice o per lliCZZO
del\a Cl'nlrirngnzinrH'.od infinc liltrnndo l'ncqnn peralcun tempo
ntlra,·crso ll!ia t':l!Hlcla Chambcrland c r:1ecogliendo ]a palin:t
c.ill•. su quc~ta rimnnc. Cnn una p::lrlie~lln dd sedimento cosi
oltt•nulo si f:t un prcpnr:llo sclllplicc oppnrc cssn, dopo lnscinUt
essicc:lrC, si colora con 1111 qn::tlunque colore d'anilina . .Al1ni~
croscopio si poss0110 osscrY:11·e c.ristnlli e a\1rc sostanzc Ininc-
rnli, In riccrcn delle quali speila piullnslo :tll:t chi111ien, ou<lc
hnnnn poco interesse per I'índ:1gine rnicroscopicn. Si not~tno
pure s,·ariatis-:;imi dctriti orgnnici, frnstoli. fihre. ccl nllrc in1pu~
ritú piú o mcno nttmcrosc a seconda clella mnggiorc o 1ninor
facilitit con cu i l'ncqua si inquinn. Si possono inf'ine osscrvnrc
vnri csscri Yivcnti, sicnn ,·egetnli o nnimnli.
Ln riccrcn dei micror;<nnismi clelle ncqt1e si ra specinlmcnlc
co i mctodi hnclcdologici di cu i abbinrno giú parlnto. f"rn gli altri.
IH! riconliamo nJcuni del gcnerc clarloi!tri:c (fig. 118): crenulrix
c l>cygiulon (fig. 119) le <Jttali furon cottsiclernte col\le hncleri ccl
orn sono in,·ece rilcnutc nlghe pri,·e di clorofilln. Esse hflnno ra-
!"petto di grnndi rilam<'nli n varia dimensione, forniti rl'unn mem-
hrana contcncnlc dcl protoplnsmn. Ln cladolhrix e ln crcuothrix
hnnno la pt·oprict:'t d'intacearc profondnmcnlc i lnhi di ghisa
clcllc condutture si da rcn<lerli inscrvibili.
Gli csscri animali che si posson trovnre nell'ncqun sono nu-
lnerosi. Ne citiamo i piú importnnli:
Dei protozoi sono :1hhonclnnli Je rnnche: trn cui l'amoelw. coli
consistente in un corpiciattolo a formn di cisti, rotondo od
o\·ale, con proloplns111a granuloso (il qnnle cambia spesso di
forma come é dimoslralo nelln fig. 120 ove A H C e IJ sono i
Yari nspelli ehc pnó nssnmere una nmeha in pocl!i 111innli).
T0:<7.fG c ~!)ATA. 10
-HG --

Qucst'mucha ncll'inlcslino umano produce spcs.so grnvi forme


cntcrie.hc.

/
pjp;, 118. Fig. 110.

Fig. 120.

Allri protozoi sono i1 cerconlona.<:> lwminis c il nu~gnsloma en-


/cricum (flg. 121). sporozo11ri appurlcncnli alia ehlssc <lei fluge/-
laii, piriformi) rnuniti di flngclli, i (jttali purc sono capnd di
- Hi-
svilupparc dcllc nfrczioni inlcstin:1li ncll'ltolliO e chc, nd ogni
lllodo! mettono sull·a,·,·iso che l'acqua in es~unc ú stntr~ ínqui-
nafn con ddczioni intcstinali.
~elracqna si possono risconlrnre numcrosi in{usorii di tipi
t·strcnJntJicnte Yari:lli dei qttu!i sono piú comuni Jc oorticdlt· 1
t'lw girntw rnpidameiltC su sê stcssc CJITCndo qua c lú ncl cr~mpo
de} lllilTtlSCOpio.
l YPrmi possono cssen! Jnrgnmcnlc rnpprc~cntali uc11'nt~qua 1
doYc si tro,·;~no per lo piú :1llo st:1to di uo,·a.
J.c uo,·a dclla /orniu solitun sono rolondc~·­
gianli ed :1\'t:nti c.irca :10 ;'· di dhunctro. cou
gusdo gia1laslro. strintc c conlencnti llll clll-
hrinne con G uncjni, ehe si \'t!de ll";ltlnndo
le uova con solttz.ionc ai :~;{"In di polas.sn
cnuslic~L Quclie deiJa tenia ccllinococco :-;ono
in\'cee nllungnlc: con guscio grnnuloso Jncno
spcsso di qucl1o tlclle pn:ccdcnli, hannn una

Fig. 121.

o
00 fig. 122.

dimensione di :10:1. circ:1 nci dinllldro n1:1ggiorc c ~;, /)· in qucllo


tninorc (lig. 1:~~).
II holhrioceplwlus lu!11s hn !IO\'fl o,·aJi o ellilficllc eon H guseio
fornilo d'un opcrcoln ed un cmhrionc a segmento. Dell'unchi-
lostoma r/11ode.na!c~ si lroY:tno purc ncll'acqun lc uo\'n lc qunli
S011o molto grnndi da 55 a ô5 I'· di lunghezz:l per 30-40 di lar-
ghcn:n.
Hanno 1111 guscio molto esilc, sono scgmcntntc c tah·olla ncl
!oro interno si puó osscrvnre l'cmhrionc. Si tro1·nno frcqncn·
temente nell'ncqun uo,·a di nscaridi, molto grandi, 75 ,u. eirca 1
a supcrficie rilevata chc dit ad esse l"nspctto dl more; lwnno
·- 1~S-

un doppin eontorno c l'in,·oltuTo C"ilerno t~ pil1 spcsso dcl-


l'intcrno (lig. c~:~)-
l)j :lllre un,·n c di :11\ri or~:tnisnli animnli i qunli coslilniscono
la f;Htna dcllc ncqtlt' c possnno Yivcrc nnehc p:trlc dclla loro
vitn ndl'nr~ani-;mo lli C'iSt~ri stlpt•.riori. lrnlnscinmn di par1nrc,
pokhó ciú nscir<'hhc d:ti limiti e!Jc ei siam:l proposti, c rin-
Yiamo il iel\orc~ :\ lrallali :-.pcei:tJi. rra j Cfll:lli a:.;sai ('.0111plc(O
qncllo dd ;\IEz (~IEz, ~Uif:l·oscOfJiscfw H'assf'ranulist·).

Es ..:;Pndo sog:~cll:t :1 I':H•.ilt~ nllcrazinnr: !:1 carrH' 1 qu:-tltiiHJiiC nc


sin L1 pro,·cnicn;:a, ,.a cs:tlllinal:l possiili!ntcnle suhito; eiú non
polendosi. ê ncct·ssario ennscn·:!rla in ghi:HTÍO :~ti C\'ÍI:lrc: giu-
di·J.:i 1 iTonci IICII"ulkriorc an:llio..;i.
!Jtt:dunqlle earnc vcnga sotloposla all'csnnlinatore dc\·e da
fjliCSio essen: considt~rnla come ean1c in!'etln, JH~t· non nndarc
incontro :1 possihili ineon\'e.nieuli; pcrcit') \'a sc111pre nwucg-
giala <:on pinzc c kn11tn coperla per impedirtiC che \'(~nga loe-
eata da ;lllri o ehc lt: moschc possono posarsi su !'SS<I.
Sullc ~_·.:n·ni si pratica J'csamc mieJ:·os~..-:opico per dclermin:nc
a qualc :1nitn:1le co..;se :lJ>pnrlcn~nno, in qual c slalo di l'Oil!-:Cn·:t-
zionc esse sicno. se pro\·cng:liJO tla nnimnli iul'clti c se sit:no
i!tYasc da p:n:tssiti :1nim:tli.
L:1 dilrcrcnzinziollc ddlc carni sccotHlo l'anim:llt~ dn cui proM
Ycngnno 11011 prcsnnla ai tnicroseopio dei c.nratlcri molto nclli
c sk11ri.
I:(~same \'Crie sullc !ihr.~ nHtscol:lri stri:-ttc, t: s:tllc fihrc adi-
pose. l.e cnrni houinc pos-;cggono m0lli nudei C<l hnnno un:t
fine slrialura: le c:nni s11inc hanno pochi nuclci c una slrinlura
piú g-rossa: lc CCJlline oltrc alla pon~rtil dei nudci . hnnno una
slriatura :tnchc nt:tg'giorc. l.c ecllnlc :ui i pose dellc carni cquinc
souo piccolc, tnilggiori t1uellc dei suini: mcnlre lt•. pill grnndi son
propric dei ho,·ini.
L(~ carui di animnli troppo ~iovnni 11011 possono csscrc mcssn
itt commcn:io pcrdu! esscndo ril'chc di acqua sono pocn nuM
ll'it•nti {! racilllll~tiiC nllerahili. Si l'ÍCOIHlS('.OilO per illoro aspetln
gelatinoso t~d, :11 nlierosl:opio. per Jn csilit:'t ckllc lihrc e per la
scnrsit:·t dei tntdci. lnoltt·c la stri:-tlura trns,·crs:llc ô :tppcnn
visihik. li horcln di questc earni tr:tllnlo con soluzionc acqnosn
di iodio si t·.olorn intcnsameulc in rnsso.
l.o si alo di l'O!tserv:J:t.innc clclle c.aT'lli t: dato d:tlle condizioni
dclk fihrc muscolari. Si 1:1g\ian dei JH~i'.zetli di c:1rnc e si dis-
soeiano sopra llll pnrl:t-oggclli ncl SCil"O clcllc Jihn~, eon dcgli
aghi da islolo~~i3} entro pÚchc goccil! di soluzionc :d 0,7fi 0 / 0 di
dornro <li sodio, scn:t.n lacer:n·k: posnlo\·i posei a 11n copri-
og~ctti, si csaminano. L3 c:trni l'rcschc si dissociano fadlmcnk
t! m:u1lcngono l't·ln~.;lit.:ilil: lt~ fibrc son lraspnrenli. i 1111clci
chiaramcnk visibili c poco npparisccnli le slrialure. l...e carni
lllaecll<.~lc da lctnpo sono poco dissuci:dJili c puco cl:tslidtr
onde si spezzcU:t!HJ cnn 111olta fnc:Jit:'t; il loro protoplasma ~··
opaco. pult:Icco cd i nnelei pnco visihili: qucsli carallt:ri ,·;uHltl
acecntuandosi <pl:lttto piú s'avnnza la pulrcfazionl'.
L'csetmc lllicroscopico dcllc carni di a11inlilli inl'dli ~i pra-
tica spccialtnentc co I !'1:\ll;.jUC di esse. A tal uopo eo11 ttn' :1nsa
di plalino sterilizzaln si rnccoglic una gocci:1 di snnguc dai v:1si
!llllstolari, dal cuorc, dalla n1ilza o dnl rcgnlo la si schiaecia
1

Ira due vclrini per csaminarla suiJilo u f'rcsco, oppure la ~i


colora con un colore di anilina e si osst~rvn.
(2uando si dclJha csaminarc ttll lllttscolo chc !'Í sospctli de·
rh·are da 1111 animnlc cnr!Jonchioso: scnza che la prcscnza dcgli
allri visecri collu Jesiotti :tnatomo-pnlologiche caraltcristichc
vnlg-n a IOMiiere ogni dubhin, e neccssario ol!rc che ::dia colo-
nu.ione scmplicc) ossen·are a fresco la mohi!il:'t clt-i mierohi
eilc vi sicno prest~nti, eolorarli con il metodo di (;r:.lm: f~ll'IH:
dcl\e cultnrc su piaslre, c inoculare solto In cu te d'un animaie
il materinlc so.spctto.
CiO JWr dirTcrenzinrc il hncillo <lei c:Jrbonchio dai bacíllo
sottilc c dai proki chc ncllc pttlrel'nzioni intcn·cn!{()llO.
Se in,·eee si trat1:1 di carbo11driu sinlomalicu. di cdenul mu-
liuno o di sclficoe/Jiit: risnllcraiino c'tidenli i cn'ratleri dill'crcn-
zinli dei micrnrganis111i specilid chc ahl>ia111o gi:'t dcserillo.
Anc.hc in qucsti casi per0 1 dopo l'csantc mkroscnpico c'• hcnc
proccdc:re nllc Jn·ove hneterioscopiché: ntedianle lc cuHurc c
l'inoculazionc ncgli nnimali cli lnhornlorio.
TI b(((:illo ddla !ttberculosi, tnediantc la colorazionc spcdlic:t 1
va ric:.crcato uci noduli dei poltnoni o dei gangli o nel secreto
hronc!Iinle. I noduli vengono taglinli con un histnri stcrHizznto~
c il materialc, chc \'CITÚ nsportato con uu ngo di plnlino o con
la punia dei bisturi, si cli~tcnde sul vclrino o su (!llCSln si
schincd[l c quindi si procede alia color:tzionc.
l...'acNtwmuces c il IJacillo dclln morufi pun~ si ricercano nPllc
lesionl caraltcristichc. Alio scopo di dingttosticnre \'w:lillOlll!JCrs
si dilacera sopra un ,·ctrino porta-og-gelti uno dl'i corpil'ciuoli
chc truvansi 11ci focolai suppurnlivi dcl tumorcl tenendolo im-
nH:rso in una ~occia di soluzionc d'al'ido ncelico ai ;; 0 / 0 , c
posei a si esaminn n lngrnnrlimento di 300--100 di:tmctri. Lc forme
carattcrislichc .si prcscntano per lo piú eonl'ormntc n clava . iso-
late o n ccspuglin eon1e ó indicnto a png. 117 di qncslo 1nanualc.
AI lwcil/IIS prodiyiusus e do\'ulo LHTO~SUlllCiliO chc l:d\'C)lt;l
nvdeuc dc!lc cand. spccic ~c l~ollc. Essendn qua~i sempre as-
sociato ad nltri mic1·ohi! l'idl•lltificazionc nl tnkrnscopio 11011
nc C racilc, onde hisognn ricoiTCI't: nllc Jn·ovc cullurali.
La carne di suiui all'dti da mui rosso si esnmina JH·clcvnndo
da uno dei vascllini in essa rccisi 1 o d:llln n1ilza o dnl regato
-- 15ll -···
O d:d lllÍdniJo dCIIC OSS:l, 1111:\ g'Ot:t:i:l tik,SallgtH! di etiÍ si ran110
prcp:tl'ati: in qucsti si scorgc l'agculc spccilico che ú tlll tcnue
hac.illn. isola lo o riunilo :1 coppic; anche i11 <illt:sto caso i! henc
r.icor;·crt~ all:1 inocul.tzionc 11edi :tni111:lli c :tlle etillnr(~. dellc
qu:di qunllc in gelatina :1 pias:'tJ·e, prescntano colonic 1~iecolu
ehc tn:·tudano da 1111 punto ccntr:dc dclk li11issimc cspnnsio11i;
quclle per inlissionc 1:tsci:1tJO YCdcn~ lungo il c~uwlc d'inncsto,
prima chc abhia Iuogo 1:1 rusionc chc lcnlrtlllt:IliC tl\'\'ÍCilt!l llll

Fjg. 12-1.

intnrhidauwnto costiluilo tla finissime h:trbnlinc orizznnl:1li c


ra,·vidlla\c !'una all'nllr:1, originanlisi IH:I ca11alc d'inneslo.
J)o\'CIHlosi praticare lc r~cercht: dcscrillc IICIIC e:1rni conscr-
Yalc, hisogna spappolnrc t111:1 parlieclla di esse in soluzionc cli
doruro di sodio cd cs:unin:1rlc poi direttanu~nlc.
1 JHu·usxiti aninwli che piú comuncmcnlc i1llac.cano lc cnrni
da lllacclln sono il cisliccrells houis (ll~. ~~~) per lc carni pnni-
c.:lle dei hovini, i\ cistiecn:fls ccllulosac (fig. 125) ptT que11c dei
:::;uini. In il'icllizw, l'cchiuocoec:o .
.11 dsliccn:us lmtJis e il cis/icercus ccllulosttc rnpprescntano ri-
spclti,·amcntc lo !-j\;~lo l:n·v:llc dl!lla l<wuiu nwdiocallellala c
- 151-
dcl\n /aeJJin solifllll c eonsistono in vcscíc.nlc o\·ali 1 l>i!ntchiccic,
dclla grossczza cü·ca (l'nn grau o <forzo (fig. 126); essi impartono
nllc carni qncll'aspcllo spccialc chc si chiama panicaltlra.
L'esanw si fa su 1111a di qucsle cisti l:tccrandolle l:1 membrana
cslt!l'IHI e schiaecinndoln dclicntmncntc per s,·nginnrc la testa
dei pnrnssitn: osscr,·:lndo poi ai tnicroscopio n un ingrnndi-
monlo di 50-100 dinmctri, se nc vede la testa (scolicc) con quattro
vcntnsc nclla taenia mcdiocancllula, mcntrc la tcstn della !Cicniu
solium (Jig. 127), oltrc dellc qunltro vcnlosc, ü purc Jllnnitn di
una doppia carona d'uuchti.

Fig. 12G.

Fig. 125. Fig. 3:!i.

La lrichi11a C tlll ncmntodc che nllo stato di lnn·n Ítl\·adc i


muscoli di parccchi nuimali da nwccllo o\·e forllla dellc pic-
cok dsti punlifor111i visibili ad occhio nuclo solo qHando sicno
calei lic:1 I c (li i(. 1 2S c 12~).
Per l'c,.:unc microscopico si osservnno dei pczzctli di Hluscoli
<lisscceali ncl senso clcllc fibre cnl1·o soluzionc di clorll!'o di
sodio; lt~ngo di esse nppaiono I e eis ti contcnt~nti la lrichina,
solto forma d'un piceolo verme disposto a spirn !fig. J:)O): se
lc cisti sono cnlciflcate, C d·uopo trnllnrle prima con una solu-
zionc cl'acido clorídrico o solforico al 2-5 °/w
l..'echiliOC<.:O C rivclato nelle cm·ni dnllc cisti c::ratteris\iche
contcncnli {lei liquido, se non hanno sublto dcgencrnzionc
casco:-:;a o calcarca. ed l~ la larva cfclla lt~nia ct:hillot:oc:co (tig. 1:11).
Ncl cont!~HIIlo dcÜ(: cbdi cs:uninalo :ll n1icroscopio: si \'Cdono
lc tcslc dcll"cchinncoct~o con unciui pil1 o Ineno numcrosi !e
qua!i pos!)t>llo cssl:rc in\·aginalc r.omc ndla lig-. 1:12 otl estcr11e
l'.OilH! nella lig·. J:l:J. Si h:tllno dellc ~;rnssc cisti, il liquido tlcllc
quali 11011 colllicne tutla\·i:l :tleilll:l lc:-;ta.

ll regato dei bodni od O\'ini puú eonlcncre dPi rlislomi, c


cioC il di.~!Otllll. CJwtico c il huiGcolct!O. 11 prinlO ú piai/o, Janct:o-
Jato, Juug;o fino a :.io 111111. c largo 10-1~ llllll.; :llla hitsc dclle
dnc facdc son situatc due vcnlose.. una dcllc quu!i dú t~silo :li
LniJo digcrcntc, ramilicnlo. Il sceondo. non supera i 10-12 Illlll.
di lunghczz:1, l~ ratto a losnnga c possicdc due vculosc un:l dcllc
Cjtlilli si continua con l'apparato digcrcntc costituilo da due
cao:tli paralleli nou r:.uuilicati.
- lG:l-

Fig. 12!1.
L<: l:arni conscrvale possono es~1:rc adt!lll:ralc cou sostanzc
estranc~·, c pilt spccial!ncnlc con :unido. Qucslo ~i rieonoscc
J'nci!mcntc tH~IJn raschi:llnra dcJlc carni pci caratleri piú oHrc
descritli. ud cnpiloln {:li e rig11a~·tla l;1 lllieroscopia dcllc farinc.
ncc.l!lllelliCtl!C da Utl{l di noi {TO:-.:ztli) (! stnto lllCSSO in evi-
dl'lli'.:l cotnc JH:llc e:1rni insaceatc frcsehc possa cssere conte-
nulo il gcr!lle della ltthcrcolosi.

§ 4. - Latte.
Per :1pprezzarc i! \'fl.lorc alimentare dei lntlc c per riccrcnrc
se Yi csislnno clcmcnti morfologici, sostanzc eterogcncc, genni ~
chc 11c allcrino in clualsiasi modo la costiluzlonc normalc, si
ricorrc :dl'csanlc nticroscopico c nll'analisi chimicn. IUscrhan-
doci a dir di qucst:1 nclln lr;.lllazionc spccüde delle indagini
chilllit:hc applicatc nll'igienc, csponiamo or<l i mctodi di ana-
lisi microscopica chc puô per ccrli scopi hastarc da sola, con1e

nclla rieercn dclle sostnm.e sospese ncl lntle (lordurc) c de!


cnnlenuto dei gcnni o di sostanzc nggiu11tc per frodc, con1e
!':unido, In polpa di ecn-cllo, ccc.
l\'Iicroscopic:unenlc i! valore alimentare <lei lnlle si desutne
dai nu1nero dei globuli di grasso che csso contienc. Si ponc
pcrciô unn gocda di lntle non hollilo sop1·:1 un porta-oggetti
e sovrappostovi senza con1primcr1!, il copri-oggctti, dopo al-
1

cuni IHinuti s'csnJniua a un i.ugrnndimcnto di tJOO-;'JOOdimnclri.


1 globuli di grnsso nppniono con1e tnnli corpieiattoli isolnti,
sl'crici incolori, a horc.li netti c rinfrnngenli (fig. 134): Ie dimen-
1

sioni di cssi variano da 2 a 12 t'J. 1 onde se nc dislinguono di


piccoli, medi e grandi. l.a maggior o 1ninor ricchczza spccin1-
mcntc dei medi c dei piccoli olfre il crilcrio dei valore nutri-
tivo <ld lalle es:11ninalo.
--- 15:, --
Se il lalle e hollilo. si \"Cdt·anno purc dcg·ii :llnmassi di cri·
stnlli d'aeidi grassi (tJutrauriHa) teu ui, acic.olari c dispo:-.ti a r<tg·
gicra (fig. 13:11.
Ln prescuza dcl co/oslro - proprio ele] latlc di mnllluicllr.
l"LIIIZic\llaHli da )lOCO [CIIIlJO- depone COII[I'O la bon[Ú de) Jntle.
Esso ,·iene rivclato, ;d nlicrosc.opio, dn grandi t'CJI ulc rolon·
dl'ggianti od oval!, nudcatc, conte11cnti dclle piccolc gocciolinc
giallognolc splencleuti, tnl\'olta co~i numcrosl! da nnsconclc1·e
1

H nuclco; da ccllulc sinlili nllc prcccdenti ma piú grnndi, in


cu i sono inglohali dei corpuscoli di grasso; da lcucociti gnt-
nulo.si in vario numero l!<l in fino dai glohull cli grasso che uon
sono isolati come ncl lntte normnle, nHt bcnsi disposti nil ::lln-
Inassi di.vnrin irnndczza: vi si possono purc \·cderc (llHllchc
,·oltn dcllc ccllulc di cpilclio pn,·imcnlos~

Fig. 135.

:\cl lnllc si possono lrovarc <lellc soslan:e cslrancc. per poca


pulizia ncl mnngcrlo o dei rccipicntl in cu i Yenne r:1ccolto:
oppurc per csservi stale nggiunte a scopo di frodc. L'csnmc si
fa allor::t snl sccUmento chc si hn !:1seiant!o 1n riposo i! Iattc
per nlcnue ore in un bicchicrc a ealicc, o celltrirttg:uHioJo.
Dopo decantato i1 sovrnstantc liquido, con una pipetta si cstrae
nn:l piccoJn parte dei sctlimr.nlo o sucliciumc chc si distribui~
scc in islrnto sntlile su un porta~nggctli; su csso si posa il co~
pri-oggclti c si csnminn. Lc impurH:i. si osscrn1no in forma di
delriti c frustoli di \'arin natura, Cellule vcgct:lli, peli~ ccc.
Se ncl sudiciumc si riscontrano infusorii, nlghr, diatomec
cd nltri orgnnismi propri dellc ncquc, si hn un crilel"io per
stahilire chc nl lntlc ê slaln nggiuntn clell'acqun. Lc nova <li
elminli invece poss()no ginngcrc ncl lalle dall'intestino dell'n·
nimalc, O\'Vcro per m:mcala o scnrsa pulilnrn dei cnpezzoli o
dellc 1nanj di chi lllll!l~~c.
Lc qnantilil <li sndiciume dei lalle si puóllosnrcdistril>uendo
-1Sii---

un liln1 dj l:lllc in 5 cilindri mollo alli cfl :-tg~iung-cndo in


oguuuo d{:ILu.:.qua dislillat:1. IJopo llll po' di ripo!lo, Si aspira
con nna grossa pipdla In pari e sttpct·.iorc e si aggiungt! di nUO\'O
<lt:([ll:l ripcleudo qucsla operazione per dut~ o Ire volte. Quindi
i !.'cdinwuli si liltrano alli':I\"Cr:-;o .:ui un filtro lnr:tto t: si jH.!S:l.
(l~E:-\t\:). Per osst~n·nrli, si distt!ndc il filtro fr.1 duc Iaslrc c si
es:u11ina :d !llit'.rost.;opio a di::;cn:lo ing·rnnditlH~n!o.
[,e sostaJr:c~ u!]yitll/{t! a scu}IO di f'roch: sono gcucralrnenlc l':l-
iuido c de\1(: Clllttlsioni di so:-.lnnza cerc:hrale. L";tlllido (; l'iYc-
lalo uel seditnettlo, esaminalo tlcllo slessn nHnln: dai granuli
di diversa fontJ:l. clw dcserivi:llliLl lrntlando dclle l":tritH.:. Se !i-
nalmcnk il htltc V('lllle :Hlu1teralo cn11 soslnnz:1 eercln·ah•, si
~t'tHgouo le eclluil! di let:;sulo !l('l'\"oso car:lllcrislichc {ti~;. l:lli) .

Un numero cceessivo tU len~:ocili, la pre:.;c~nza di crilrol'ili c


di corpusco\i Jllori{ormi, clcnH!nli rotondi simili u quelli clcl
r~olostro, SlilllllO a dintoSirarc chc l:lJn:lllllllClla da Ct1i fu lllllltlO
il !alie ú sede di proccssi inflnJHill:llori piú o llleno :1\':lllZ:tli.
li laflc puô conlencre moi! i Jllit.:.roryruli.•oni, c:tp:u:i di :lilcrarnc
la costituzionc, o di prodnrrc varie inl'czioui quando \·cng:t
.ingeri lo.
Parcechi ,·íbrioni, i coJnuni slafilococehi ping-cni, il colibn-
eillo, alcuni blnsiOJniceti hünno In propriclú di coog11/C1re illallc;
qut~slo pcrl1 <': piú eonJllllCIItculc coag-nl:llo d:tl baci1/t1s acicli
lucfic:i (HUEPPE) eorlo hastou.cello. iuunohile e !-iporigcno, il
(IU:lk uei soliti ntczzi Jllllrilivi si sviluppa in Jllü(lo símile ai
h:1eillo dei eolon c ddla rchhrc li roide.
Possono co/orare il l:\11<..: in rosso; i! Jllicrococcus JH·odiyioslls,
Ia sardnu r11hra. i1 /Jucil/us ludis erylroycnÍts cd :til ri; i 11 giallo:
H bucil/us janlhintts, la surc:ill(( lu/c(( e1::c.; in I> leu; il bacillus
C!J({liO!f('tiCS,
- JSi-
La cnnsisfe11::a uiscosa chc ao;;sun1e lah·oltn. i1 lalle C dovntn
pure nll'azionc di speciali cocchi e hacilli.
Tttlti questi Inicrorg;lnismi si possono Sl~oprirc nel lntlc col
scmplicc esnme micro~o;cnpico. Volcndoli stndinrc. per<), ó d'uopo
isol:lrli scenndo le nonnc date nelln p:1rlc bacteriologica dei
pt'c'icntc manuale.
Scarsis-.;imi c pcrciil difflciilncntedi:lgnosticahilí !1lmicrosro-
pin sono gl'JH~rnlmcnte i microrgnnismí pntogcni nel lnllc. Per
In riecrcn cli cssi occorrc trnllnrc il sedimento ron clerc o elo~
rofonnio JL~r diseiogJicrc il grassn c quiudi farne d('i prep~rali
semplieí, o colora li nel segncntc moclo: Distcsn: c falta C\':1.po-
rnrc una goccin di latte o mPglio dei sedimento di csso, su un
vetrino eopri·oggclti. b si f1ssa alia finm1na quindi s'immcrg-e
in dcre o clororormio. c in fine si procctlc alla color:1zionc
cal Jnetodn opportuno pcl germe chc si riccrc:1. L'idcntifica-
zionc di questo non presenta pcró, cosi falla una gr:uHie cer-
1

tczzn, onde e nccessnrio, Yolendo npproi'otHlirc l'}'rgomt·nto, ri-


correre all'inoculazione .ncgli animnli e nllo sludio dei carnt-
tcri spcciali dei gl~rmi. E possihile nl101·a riconoscerc se crnn
presenli nel I alie il hacillo de! cn!'l>onchio, il hacillo dei I ifo
c dei colon. il \'ihrionc dei culera <: il bnrillo dclln luherco-
losi. Qucsl't;llimo <! spesso si mulato nellattc da un l>ncillo psrudo-
IHbercolarc, i i qualc h a rarntleri morfologici idcntici~ assume la
color:1zionc spccificn l' prodnce Icsioni nou dissimili n qnellc
date dnl baciJJo di Koch: non pcrõ lrnsmissibili da animnlc nd
nnimnle; inollrc il hacillo pscu<lo·tubercolare si coltin1 con
facililit.
Alta snpcrOcie tlel !alie lnscialo all'nrin si sviluppn una spc-
cinlc n111ff:1, l'oidium Iuclis, chc si p1·escnta in fonnn di filn·
me11ti micelici, rnmificnti ed incolori.
11 /alie di donna si esnmina :d microscopia nllo scopo rli ri-
conosccrnc la richczza in globuli grassi~ per nvcre 11n erilcrio
clclla hont:'t di esso, c per ricercnre se v'hn colostro.
Estrallo nn po· <li lnlte con '"' tiralulle o semplicemcnlc
sprcmcndone nlcunc gocce cblln mammelln dopo di aYerln falta
aleun poco funzionarc. si procede per l'csrunc nclmodo intli('.nto
in nntecedcnza. H ,·nlnrc nutriente ú pari menti dato d:dl:l rie-
ehczzn dei glohuii di grasso~ speeinlmcntc i medi e i piccoli: H
coloo;;tro <! ri,·claln dalln prc~cnzn degli elclllenli giú dcserilti.
Si comprcndc racilulCnlc cnmc col solo csamc nlicroscopieo
il giudizio nnJI possa :t\·crc cite un fon<lanH~tllo approssimath·o
sulla bontú dei !alie.

§ f>.-- Burro e fot·maggio.

Valgono in massi111:1 per <Jllesti dne derivnti dcl ]alie, le


norme date per l'esamc microscopico ele! ln!le medesimo.
- l!iS
L'csnmc si pralka sdliacc.i:t11do Ira lrn d11c ,·ctrini una par~
tiedL1 dcl lllalerialc o p11rc slc111pcrnndout! un pnco jn acqua
di~tillala ecl cs:llllÍil<IIHlo <Iuindi il prcparato frc~co o colornto
con un colore di auilina.
AI ntieroscopinJ ncl hnrro, si vcdr;1nno i gran11ii (li nmido o
i detriti di di\'cr::;a n:tturn agginnti pct· fro<h:. L'tq{giunta di
urussi anímuli (\ rh·cinla dn cristalli di ncidi grnssi. o da ei·i-
slnlli di tllttrgurina ehc si prcscntnno in qnr::-.lo caso eomc n<·lla
lig-. 1::7 in ..1; uclla stcss•t in 11 sono inv1:cc r~IJ>pl·cscntnli i erj-
slalli di aeidi grnssi che si os-
scrvano ncl lllu-ro rancido. i\la
per rh~olloscere lnlc l'rode, 1: e-
same Jlliel'OSCOj)ÍCO jlCI' lo ph't Ü
insufticicnte. onde hiso~n:l in-
Vt!CC affid:1rsi speci:dmcule nll'c-
s:nnc dJimico o lisic.o per nH!zzo
dei ref'r!lllomdri.
L'cs:-nne rlcl fot·nwg-gio mcllc in
cvidcnz:1, in cgunl Jllodo! le so-
slallzc nggitlllle per I' ad ullera-
zionc. lc uov:l d' insclli c gli a~
e:1ri. Trattando il prcpnrato con
t< clert: c dorofornlio per scioglicrc
J.J i grnssi, si posso no osscrv;1rc mo]-
lcplici e S\"arinlc forme haetcri-
che, pe1· sludiar ]c <]llllli si pro-
Fig. 137. cede nclla guisa gi:'l acccnllaln
pC!" iJ ]:l li c.
TI burro n1:u·gal'inn, c non di .t·ndo i! hnrro nnlur:-tle, YCngono
colorali per conferire nd es-si Faspello chc <: proprio di nlcuni
ollirni hurri dcl commcrcio. Se Jn eolornzione ú fntta con cur-
cuma o eolln carotn :-;i vcdrr~uno faciln1cnlc nl micro:->copio Jc
1

ccJinlo. i parcnchitni e lc fibrc di qucsli vcgclali.

§ G.- Vino.
Il vino si csnmina al microseopio per riccrcnrc gli ngcnli
dellc di\'ersc all<~r;tzioni cu i ptu'> audar sog·gctto.
L'es:tme si pr:tlica agilnudo il redpieuto conlcnen!c ii Yino,
p011endonc una goccia fra d11c vell'iui c posci;t OSS(!l'\'nndo a
nn in~r:utdimculo di f>00-800 dinrnclri. Vi si possono YCdcre dei
cristnlli ncicolnri di bitarlrnto di enleio, dcgli nn1mns!-ii di vnria
forma di soslnnza colorantc e dei tnicrÜbi c.hc pil't spccinl-
nwnlc intcrcssano per lc modificazloni chc, ~ccondo la spccie,
possono indnrre ncl vino.
La fiorella dei vino, cioú qnclla pcllicola biancastr:~, rugosa
chc compare alia supcrlicic dei viu o, C dovuta ttl succlwromyces
- 1sn-
mycotlerma, hlaston1iccic a grandi ccllulc ovnli c cilindriclle
che si prcscntn isolato od :tnltnnssato (flg. 13:3).
L'accscenza dei vino, C purc rivelalil da unn pellico)a snpcr-
ficialc di calor vinoso cd C cansatn dai bacterilllll accti, il qualc
consta di indi\'idui o\·:tlnri disposli a coppie ccl a cntena: ov-
vero ammassnti in zooglcc (fig·. 130).
L'incel'CDlliincnlo consiste ncl mutamcnto cli colore da rosso
a. hlunslro rncntrc il ,·i no diYienc :.:tnche spnmante. Questn nHt-

Fi;;. ns.

Fig. nn. ·

Fig. 1·11.

lutlin é prodottn da tt11 sottilc hactcrio filamentoso, di nrin


lunghez7.n, il qnnlc si osscrva spcc.ialmente hcnc lasciand.o a
riposo il vino in un hicchicre a calice ed csanliniludo lc ul-
linle gaccic che sono rimaste sul fondo, dopo decanta to il \'i no
(fig. 140).
Jl sapore amaro C dnlo nl vino da grossi hncilli riunili nd
a.ngolo in lunghi fila1nenti.
li vino diventa {ilan/c per ra,,ione cli uno specinlc strcpto-
cocco, lc cu i catendlc sono n.;;sni bcne \'isihili ncl \'in o cosi nl·
terato (llg. 141).
- 1t.O --

§ 7. -- Birra.
L:1 hirrn norm:llc non deve mostrare ai 1nieroscopio, in un
pn~parnlo [;tllo cOJIIC! per il vino. ~l: unn poclw ccllulc nYnli
o rotoncll:ggi<ulli, misnranli H-D .'1. c~ cnnleJH~nli due o Ire v~H·.uoli
c.hiari, :tppariCil('llli :1l sucdwroulfJc:t's Ct'l'I'IJisi!u•.
Anehe 1:1 hirr:I 1 spe:cie :-;c povcr:l di akool, pur.) cs~c1·c~ nttne~
cala dnlln riordla simllc a qtJcll:l dcl Yillo c dnlcrmin:1tn da un
analogo hlasi0111íede.
Essn puú :lltr.· .... l :tS$111lJCrc 1111 cnlorc Ycrdaslro, opnlcsccntc
C llil guslo \'ÍilO"ôO per iJ SflCCfttfl'llJJl!fl't;S l'.Tf!j1111S lllÍStll':llllC2.Sl'-
1

pCr ;, /:-. Pnf, c.olliCncre i\ fcrnH~JIIo l:lltic.o, cnrlo bnsloneciio


immnldle. i~;ül:t!o o :1 cnppie. clw inclue<: io esso la J\·rmcnl:l·
zintH~ la\licn. Pu(, inline ronlcnerc gli :dtri gcrmi gi:·l dcscl'itli
nel vino.

s 8. --- Aceto.
Alll'll(~ I':teelo si l"S:lminn Tll'l modo descritto pcl Yino. In
c...;so si p1til nsSCt'\':11'1: il /Jctdcrilt111 uC'di c gli altri g:-rllli eon-
lenuti pttn: ncl vino. L';tcclo puú inoltrc eoniC!l('I'C J'anglfillttla
auli <'-IH": si JltiÚ :tnchc \'CdCJ"t! :td ocC"hio nudo: :-.c vi\':1. essa
d1~110.l:t che }' acido :tcclieo (·~ in proporzionc inferi ore nl '1 Of0 c
cl':tllr:t pnrlc che l'aecto c"n1nin:llo non conlicnc allri ncidi ng-
giuuli per l'rodc, .in eui htnguilluia non pnlrcll!Je vivere.

§ D. - Farine.
Coll'esnmc lllir.roscopico clcllc !'arinc JJOi possi:uno renderei
esallo cnnto dcll;l !oro spc:<:ie JHlll solo~ 111:1 anehc conos~..:crc
:.;e, :1 S('.opo di J'nHic. si:t sl:1l:1 :HI esse mcscnlnl:l f:trin:l di minnr
prczzo. ocl niii'C soslanzc chc v:,lg:1no ncl altcrnr1n. Tnlc gitHii7.io
1! piú ehc tulln hasalo sulln l'oru\a dd grnnuli cli nmido,. In
qunlc \'~ll·in nci divc1·si c.cn:ali. Possiantn jnfinc l'iconosccrc se
la f:1rina sin inqtlinaln da par:Jssili. n dannosa per prcsenzn di
semi noci\'i.
r;esnme si pratica rimcsenlancfo in 1111 morlaio una cerln
qu:1nlilú di farina per polcr :n·cre solto i1 c:1mpo dd micro-
seopio fulli i dh·crsi elcmcnti di eni t\ t'omposta. Si sospcnde
quindi parte di css:\ in acqua COilllliiC cd una g-occi~1 se nc
csaminn :11 Jllicrnscopio nd iugr:tndinwnto di 200-BOO dinmclri,
:\ poe:l lucc. Tnlvolla C d'uopo cornplctarc l'cs:une con J':lppn-
reeeltio di polariz?.:lzionc chc va n~gilllllo ai microscopio c co}
tjU::tle si ollienc una rc[razionr. dei raggi Jnminosi pnssanli n.
trnvcrso dei :.;-rnnuli di amido, in ntodo da dare ad essi vnri
nspclli c:tr:lllcri~lici dov.uli ail' apparizione di linec chiare ed
- H\1 -·
oscurc. sccondo ehc la osscn':lzionc ô fatia in campo ose11ro
ovv{~l'o c h in r O.
NclJe f:nine st:-~cciatc stucliamo i gntnuli di nmido. il retíeo)o
che li includc ncl grasso di ciascun ccrc:dc. e i pcli. Nellc fn-
rinc non slacciate si studi:l anchc Ia rxuscn di cni purkremo :1
parte.
FrttiHelllo. -- 1 g-ranuli di :1mido sono lcnlieolnri, di grnn-
dezz:l Yarinhilc da :;j) a 50 ''·· con ilo e slrialnr:t corH.'.Pnlriea
poco ,·isihilc. rengcnli :llla· .lucc polari:t..z:1tn solo in campo
oscuro (fig-. J-12).
li rctkolo nmilifero t\ forn1:1lo da mnglic ovali o rolondc.
I pcli !J:u1no In lunghczzn di 120-:>00 v.
Seguire - I gr;tnuli di nmidÓ sono di forma gloiHlf:io-lcnlico-
l:u·c, di graJHlezza ela 50-70 v! c.on strinturn conceulricn poro

Fig. H:J. Fig. 144.

Yisibilc) con ilo ccntrnlc slellnto n ntuncro vario di raggi) rcn-


gcnti alln lucc polariz7.nln in campo oscuro (fig. 1-1:~).
Le Jnaglie de! I'Ciicolo aJnilifcro hnnno fonna qunsi qun-
drnngnl:lrc.
I pC1i sono piü col'li di quc11o di frumcnto, dc1la 1unghczza
di 50-,JIJO I'··
Or::o. - I grnnuli d'nmido hnnno formn rolnndn schiacci:ltn.
qunlchc rara \·oJtn rcllnngol~rc, con grnndczza di 20-:~n l'··
111nlti
nnr.hc piú pil:coli c solo alcuuo a dinmetro piil gr:1nde; la
stri:lll\1':1 llOil e \'ÍSi!JiJc; 1' i lo puntiforlllc O Jincare llOTl ê lllHÍ
stdlato; ren.~.,:-iseono ai polariscopio in c:1mpo oscuro.
11 rcticolo amilifcro h:t i c:n-attcri di qncllo dei rrunwntn .
.1 pcii hnnno la lunghczzn di G0-2:i0 11•.
Jlfuis. - l granuli di amido sono policdrici; hnnno la ~ran­
<lezza di 1.-,-30 !'·; sono riunili per lo piú a grumi c moslrauo
talvolt:t un i lo puntiformc (rig. 1·14). Hengiscono ai polariscopio
in cnmpo oseuro.
Lc mnglic del rctieo1o hanno ror1na policdricn.
Aucna. - .I gr:ltlltli d' nmido sono glohosi-poli\~drici: annn:lS-
Tn~z,c; c Hc,\T,\, 11
-· 102

s~li, dclln grnndc,,z~ di ·10-f.O f'·: non hnnno i lo Yisihilc, '"' rc~­
g-iscnno nlln Ince polarizzal:t.
Lc Jnnglic dcl rctit:olo sono policdriche.
I pP.Ii sono lunghi X00-1000 .''··
Niso. ·- I grani d'nmido nssomi~linno a q11cili di mais ma
sono piú pieeoJi: rag-:.dttngendo nppen:l i 5-10 i'· (rig. 1·15. L'ilo
nou c': vi~iiJilc; 11011 rcngiscono alia lucc polarizzala .

o~

o
-~ ~
o

Lc Jnnglic dcl rclicoln sono policclriehc.


A qucsl0 litolo di grnnuli d' amido vannn rif<'riti que! li di
rllll'H c !JI'lti!O .•wnH't•Jio, pneo usati nellc nosiT't! rcgioni.
J>atalr~. ·- I grauuli <l':lmido h:111110 form~ :.;lolwsn 1 ovnl:trc
o piriforme; l:t gr::nulczza c~ di X0-1il0 ,tJ.; sono dsihili 1:1. slrin-
lura c~onc(:nlrica cd 1111 ilo nclla pade piú ristrctta (flg-. I·J6).
Alla ltH:P. pol:trizzala rcagiseouo in ea111po chiaro c jn c:uupo
oset11·o (li:~. 1~17).
Lc h•[Jt1111inost' in gcuere h:tllllO ~~·an11li d' :1m ido amodl, v:1Ie
-- 16:~-

n dire llOll sono nppinllili o ,.cgolarmenlc cilinrll"ici o polic-


dt·iei mn .:nvoicli o rcniformi e rnris~imnmcnle rotondi. --
lfnnno l'iJo moJto visihi1c 1 per lo piú lint~are, co11 sfrangialut·e.
lalcrnli. lle:lgisc.ono aJia lt!CC polarjz;.-:ill:l in can1po chi:trO C Íll
t'alllpO OSCll/'0.
I grnnnli d'amido dcllc casta_qnc c di spcci<lli ::tntid:tcei. e.so-
lici, come la IHpioca, l'urrow-rool. il snau~ ccc. hanno gr.Jlt'r~ll-

Fig. 146.

tncnlc una for1n:1 irregol:-~rc, qunsi nrrolondaln. con 1111 nppcn-


dice latcrnlc, oppurc pirirormi~ di varia grnndezzn {llg. H:':
c 149). H:1nno una dcholc slt·inlura conc{~nldca c unHo Uneare
poco visihilc.
L'esnmc dcllc di\'crsc <~rusclle puô interessare SJWcialmcntc
quando qttcste sicnn oggelto di 'contro\'Crsia pt!l' scopi com-
merdnli, onde nc credi:11110 supcrlltta una lr:lllnzionc pnrlieo-
Jnn~ggjnLn1 poiche possono eapitnrc sollo In noslrn osscrvn-
ziónc solo quando sicno nrcseolntc ni divcrsi nmjdi chc gi:'1
·- 11;1 -
c.onoscinmo; c :1llora puú il riconoscimcnto di esse riuscirc
ulilc in enso cli diagnosi duhhin. Ln difl'crcnzin7.ion.p tlcllc di-

Fig.1"7.

Fig. 148.

verse crnsche si hnsn sui car:llkd dcllc c:triossitli da eui pro-


vcn:.{ono: l'csnme si pralie.a per xnczzo di sczioni trasversnli
dcllc sc:t~licttc dclb erH:-;ca. t'n1k eol lllierocomo, prc\'in inelu-
sionc in gelatina gliccrinat:{ {DI VESTE;\).
- lü5-

1\'Iolto interessa ali' igicnisln il riconoscere ~c nrl una fm·ina


siano mescolati degli elcmenti elerogcnei, aggiunli a scopo di
frode o dipcnc!cnli da gcrmi parassilnri sviluppalisi nella ra-
rina o ::;ui ccrcalc prima del1a madnntura.
I scguenti veg·ct:di p0ssono trovarsi mescolnti allc fat·ine spe-
einlnleutc per trnscuratn depurnzionc e si riconoscono dai ri-
spctliYi grnnuli di amido.
f,u/io.- Granuli d' amido policdrici, isolai i od ammassali,
della grandczza di 2-10 11..

ê .
.

Fig. 140.

!l.felampiro. - Grnnuli di amido piccoli, Juccnti.


AgroslcmnHt. - Grnnuli rl' mnicto rolondeggianti, finissinti,
rinniti in amn1nssi o pirifonni.
Sa[!()ina. - Piccoli granuli d'amido policc.lrici.
Laliro. - Granuli d'nmitlo tutti eguali di 2:), 30: tJO Jl..
NcÜn parte chiinica vcngono descritti i Jncto<li dei Vor.L c di
PHATESI·DJ VHSTEA che scrvbno n lllCltCrC in cvidCllza, lllC·
dinnte rcazioni chimichc spctinli, fnrine estrance e sostanze atl
esse mcscolntc
Qun1chc volta ncllc farinc si riscontr:t. la prcscnza di acari:
di cui il pit't frc<JUCIIlC é il fl/roylyhus f"urinac clw si scoprc
dai piccoli sollevameuli c dai solchi prodotti da qucsto ac:1ro
-- tGii-
"~on i ::;uoi ntovimcnti, nella f:lrina distesa unil'ornlctncnlc in
un piatlo o .su 1111 fng-lio di car:a; un csamc nccuralo cou 1111:1
lente f:t seoprire il para!:i:-\ila.
Un setnpliec cs:unc mkroscopico JH~rmcttc cli far riconoscct·c
se nclla f:1rina csistano i cotnuni diltcri c colcolterl chc abi-
tano i granni.
Puú ,;sistcrc nclla rarina <lclla sen{l/e COJ'/1/1/a (clnuiceps Jllll'-

Fig. t!iO.

pllreu) chc C un p:\rnssila vcgetalc dcll:l scgaln. La sua prc-


senza é rive!ata dalla colorazianc violctta persistente chc com-
pare sulla rnrina distcsa in istralo sollilc etl umeltata con una
.soluz.ionc di potassa al 10-20 °{0 •
De~li altd parnssiti vcgctnli, le mnfl'e si scoprono dalla prc-
scnzn dei vari i li c sporangi descritrli nella parte gcneralc dclln
Inicrohiologia; l"flsliluyo ca.rbo dn c01·pi rotondi a contorni li sei
di calor marronc picColi dcl di:unetro Ui circa 8-10 fl- (fig. 150);
1'11slilayo nwytiis, proprin del Innis da corpi purc rotondi a con-
torni spinosi; la Lillelia carics, da corpi rolo!H.lcggianti, n c~u-
lli7 -

torni ondulali (iifi. 1r>1); le pucci11iac da corpi oYali, di calor


rugginoso, lllltnite o n1eno di picciuolo a snperflcin liscin o ir-
regolnre. CJucsti pnrnssili pr·oducono rispctth·:"tntcnte quclle
alternzioui chinmntc carbone, carie e rugginc.
Lc polueri lllincrali non po~sono csscre delerJninatc con il
scmplicc cs:1me n1icroscopico. Se nc fa la ricerc:n 1nettcndo in
una grossa proYcttn una piecol:l quantitú di faritUl: aggiungen-
dovi poi 10-15 c. c. di cloroformio. Si agita c quindi si lnscia in

Fig. 151.

ri poso.: Se lnli poiYcri csislono, si dcposilano nl fon<io, mcnlrc


lo strato supcriorc C fonnnto dai grnnuli d' amido gallcggianti
alia superfieic. Dccanlnto il Hquido, con I' nggiunta di goccic
cl' acido solforico si S\'iluppernnuo dclle hollicinc di gns, qua-
lorn csistnno cnrbonati, od ~li 1nicroscopio si potranno vedcre
i cristnlli nghiforrni di solfato di cnlcc c di nwgnesia. Altre
polveri n1incrnli si ricunosccr:tnno, osservnndo tnl ·deposito n]
n1icroscopio; c in caso di dubbio, la prova con la tintura di
iodio ci nssicurcrú se non trallasi in ogni n1odo di granuli di
amido a forma policclrica chc preéipilano nl fondo.
- liil'i .-

Iljwnc c lc paste si osscrvnno ai !llicrosc.opio in aecpw di~


.stilhti:1 dopo di avcrnc pcstalo in un morlaio unn piccola
parlc . .Del pa1H! l>isogna a\'el· cur:l d'impicgare In parte interna
dclla mollica chc (~ la IIICIIO cot.ta. In essi si osscrv~ll)O gli
elemcnli c lc alterazioui chc giit souo stalc descrillc per Je
farinc.

Fig. 152.

s 10. - Ca1fe.
Se il call'ê l! in chicchi pnó esserc soJisticato eoll':1ggiudta <li
gr:1ni falti con poi\'Cri miuc1·all c poi colorati in vario modo.
Quesli non gnllcggi<~llO c si sciolgono nell' :H..:qua.
Jl calk in polvere si riconosce per la prescnza di ccllulc a!-
luugatc unite fra di 1oro in Jnodo du fonnn.rc uu tessuto lllCJn-
lu·ano:--o cd, oltrc :1 qucslt:, di ee11ule policdrichc contencnti
Iuinuti granuli lnccnti, oleosi (ng. 152).
Le falt:iificmdoni dei call'ê in pol\'err. sono date dalln ag-giuula
(li vad \'cgcl:lli lorrefatli c quindi polvcrizzolli. ]n qucsto caso
si rü:onoscerú la presenza di grauuli di ~unido, di tra~.;hcc di
- J(j!l-

vasi latlicircri ecc. (fig. 1S3). Per chiarirnc la prr.senza basta ver-
sare un po' di poh·ere di cnff{~ ndl':lcqua cúnll!nuta i11 un hic-
chicrc a calic·e, ave si vcdranno andare rnpidnmcnlc nl fondo
gli clemcnti estrnnei, n1cntrc il cnfrC per qnalche tcn1po gal-
lcggia.
La pol\·crc <li cnfl'C si csan1ina sospcsn in acqua, oppttre In-

Fig. 153.

vat:l prinHl in ctcrc per discioglierc i grassi, a ingr:1ndimcnlo


tli 200-300 dhunclri.

§ 11. - Cacao e cioccolatte.


Ncila poh·erc di qucsti si devono notnre gli ekmcnli dei
l\JrrscuEnL'lCH che sono corpiccinoli pirifonni a ,·aric ccllulc
· c di colorito giallastro. Inollrc granuli di amido hilohati scnz.a
strialura nC ilo visi!Jili e cellulc polkclrichc conkncnli nna
1

sostanza vinletta, oltrc nd nllri elculeuli di 1ninore impor-


tanza (fig. l5·l).
- 170 ~-

§ 1:2. -~ Zucchero.
S.i ('samilla il sedimento chc si pu(> fi\'Crc lllcilcndo a scio-
glicre un po' di Zlll~ciiCro in ~tcqua entro una pro\·etta. In esso
si possono riscontrarc i g'l':lllllli di amido :1ggiunto per f'r·ode e
lc soslt111ze ntillt!rali, l'csamc delle cJuali si pralica nwglio con
l'indaginc cllilnicn.

.....'

Fig. 15'1.

§ 13. - Droghe.
Cannelln. - Si risconlrauo normalmente uella polvcrc <li
qucsta alcu11c cclluJc fttsifonni mollo nllungntc, dcllc ccllulc
policdriehc contcnenli eorpuscnli di amido, ctl alcunc c!:llule
grnndi policdrichc con una slriatura rng-giaLl verso la peri-
feria (lig. 155).
J>ew. :_ Sono c:1rat!erislichc dclle grossc cellnle poligon:1ri
con granuli d'amido, cd altrc ovoiclali con slriatura ragginla e
con minulissimc goeciolinc d'olio. Vcrlonsi inollrc ccllule ~"'11-
lungalc fusil'ormi somiglinnti :1. quelle clcl can·ô. li pepc ncro
conl il':llC :tuchc ecllulc poliedriehc e cootenuto g-iallaslro (ri~.15G).
/.uj}Crauo. - Sono in csso cnrnllcristiche dclle ccltulc dliu-
drir.llc o fusifonni contcucnli granuli di un rosso vh·o o rosso
bruno.
líl-
- 172-

Per J'esarnc tnieroseopico dcllc drog-he hasta nlclternc un


poco in :lC<(tla coJHllllC cd esamin:~rc con ingrau<limcnlo di 200-
300 tliamr.lri. Per dclcl'lllinnrnc piú csall:uncnle i ear:~lleri mor-
foJogit:i, se ne mettc H11a piccoJa quaulil:'t neJJ'clcrc, chc poi si
decania per osscrv::trc in ncquu.
Ncllc drogh<:, n scopo di fnlsificn;donc, si :1gginngono amidi
vuri chc fadlmcutc si riconoseono, o poh·crc di hucce, di semi
o di corlcccic di spccinli nlhcd, <lei quali si furú la dinguosi di
presenz:l per csclusione.

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f
..... ~11·' (;
I' r
:I
:j, f li r~l. \
'·11,
I

a b. c. d. e.
Fig. 157.

§ 14. - Tessuti.
Jn quesli si puô slnhilirc nl microscopia la qualil:i dei lo fibrc
chc li con1pongono. Per csanlillarli, :-ii dilacera il tes!:aJlo iu
1110do da uJcttcre in li!Jcrtú alcuuc lihre chc poi !';i osscrvano
in una goccia di glieerina. Se i lessuti sono colornti, per lihe-
nu·li dnl colore si fnnno hollirc iu un:t soluzionc debolc di
ncido clorídrico ;li :> 0 f0 o di cnrhonnto polas~ico, per alcuni
tninuli, c quindi ~j lava no cou -ctcrc J>rima di osscr\·arli.
/..c fibre di líuw si riconoscono per l:.t presenza di minulc
squamclle chc li rh·cstouo e cli uno slralo di fihrillc corticale
(lig. 1:>7) (11).
I.c! fibre di sc:la sono compostc di duc soltilissime fJiaillc riu-
nitc lungo l'asst~, chc cosi prende 1' a~pclto di una linca nera
uugo la libra (a),
- 173-

l-c fibre di colonc sono schinccinlc c picgnle n nnstro piú


volte (d).
l"e fibrc di lino si rkonoscono perchc hanno di lnnlo in lnnln
ingrossamcnti o nodo (c).
Lc {if11·c di caJwpc sono spcssr., con ingrossnmenti si'J·nngíati
Jll:l ]lOCO C\"i<lcnti (C).
T..t! fibre di illlo somiglinno n quclle di lino mn sono unile :-1
cluc o a lrc. con cslrcmiiü arrotontlntc.

CAPI'l'OLO lll.
Chimica.

§ 1.. --- G e n e r a I i t à.
Prima <l'cnlrarc nclla ll':llln,.ionc 'J>Cl'.ialc di qncsln parte, l'i
scmhra opportuno di dcsc.rivcn: hrevcnH'nlc gJi slruntcnli di
uso g:encrnlc ehe :fimpicgnno nci lnhoratori di chimií":t appli-
cntn nll'igiene, riscri>:lndoci di pnl"l:nc di qttclli ehc sono clc-
slinnti n dccrchc pnrlicolari \'olla n voll:t, scen11do chc se nc
prcscnlcril l'oecasionc.
1 mnlerlali chc sono oggclto di rkcn::t dcvono csserc lcnuti
in hottiJ.4lie o va~i prevcnliv:uncnle lav:lli ill guisa da esser rcsi
ehimic~uncutc puri: onde si lavnno primn eon solnzioni neidc
o n1ealiuc n diversa conecnlrnzionc. poscia ('.on flGqua comnnc,
finallnente co11 acqu::t dislillatn. Tali rcc.ipienli .-;ono :thilual-
mcnlc~ di vclro ineoloro, o enlornto qunndo queslo serva nd
impedire il passaggio a raggi luminosi eapaei d'rtllcrarc i Jna-
leriali conlcnulivi; tal volta sono di mclallo o di porccllnna a
s111allo. La chiusnra deve csscrc l~rn1clicn 1 eon lappi smcrigliati
o, in mauc:1nz:1 di cssi c pc~r easi spcciali eon tappi di su:-;hcro n
di gomma. I Lappi di sughcro devono t~sscrc cli huona qualitú,
tagliali a 111ano c 110n n mncchinn. c prima dcll'nso eomprcssi
con app:1rccchio npposito, holliti, lav:lli c talnna vo]t:l p:lrafli·
nati. Pci tnppi d.i gomma hasta 1111 ahhnndnntc l:-1va~gio. Nclln
ehiusura cl'alcuni rc!cipicnti in cui sicno eonlcnule sostanzc ca·
pal"i d'inlaecan: H vctro o d':tltcrnrsi. prt:dpilnndo per aziouc
dl'll'nria, f~ ncccssario chc il tnppo non ndcrist·n ai collo dei
vctro: a tal uopo lo si spnltna d'un sollilc st.r:1lo di vas<:Jinu o
lo si l'i\'CSl<l <l'un nncllo di gomma di facilc G frCCJliCillC l'i·
c:.nnhio.
l."esa11w chimil"o dei divcrsi malcriali, pronli per esscrc nnn·
lizzali. si pratica in tuhi di saggio di vetro iJH·oloro in hic-
- 175-
chicri (fig-. 15S), in hotti~lic conichc {f1g. Hll c HJO) -- br.mitc di
ErlcnmC)'Cr - o in capsnlc <li porccllana (fig, lGl c Hi2),
t T:1lvolla pcrú i matcrinli saranno prima frantumati in lllOr-
taio di vetro 1 di porc.cllana o <li porfido, o disciolli mediante
opporluui soluenti. Ptul czinndio occorrere di solto porre il lna-
teriale n riscaldalllento o bollitura, nci I'Ccipicnli anzidclli,
esponendolo alia fiamm'1 <lirettamente o coll'interposir.ione di
una rclicclla mdallica o d'nn cartonc <li amianto o sopra uno
~trato di sabhia finissiJna n1nntcnntn in un recipiente di me-
tnllo (l>ag11o di sulJbia). Per cvilare il pericolo cli scoppi o per

Fi.~. H,n.

- ---~-------.!- -
Fig. lôl. Fig. Hi2.

non nltcrnn; H matcJ·i:llc, si in1picgn illw{lnO 111Clria per il qualc


il rc(.'.ipienlc vicnc e.sposlo al vapore cl'nequa hollcntc o ,·iene
in qucsta direttamcnte innncrso. S'ndopcrnuo perciú <lei rc-
cipienli' per lo pilt di rnme, di forma emisrericn. n divc1·sn
cnpacilú, il eoperchio dei quali e snrlcliviso in tn11li ccrchi con-
centrici in modo da scn·irc nnche da sostegno ai recipiente
chc si espane (fig. 1Ga). Se C neccssnrio cspon·e n ba~no tnnria
dei materialc per un lnngo periodo <li tempo, durante il qnnlc
puó cvnporarsi tutta l'acqua tlclln cnldaia c :wer cosi l'a7.ionc
dcl calor s<>cco, il qual" altera il corpo in es::une c la cnldaia
slcssn, si :1clopcrano i bagno mnria a li\'cllo costnntc. Qucsti
C.Oil\UIIi<';lllO lllCdinntc 1111 luho Orizzontnlc Salda to :1lloro rondo,
- 176-

'~
·:1/ml'll~~

Fjg. 163.
-177-
con un piccnlo recipiente imhutiformc c rilindrico (fig. 16-1) JHd1

qunlc l'acqua·che penetra derivando da unn condnttnrn o da


· un recipiente di depo•.;ilo, ú m 1ntennta nd un dato Jh·ello da
un tubo di cffln..;so, chc é .situnto lungo l':tssc dei rccipicnle, c
~i aprc ad una data altczzn.. In alcuni bngno mnria talc nllezza
si puil fnr Yariarc a volont:i alzando cd ahhassnnrlo il lllbo di
efllnsso.

Flg. lüli.

Se il Jll:Jtcriale da esaminarc e slato sutloposto alln C\'ftpOI'il·


zionc, per eliminare LIC({tl3 o le sost-anzc volalili pu<l occor-
rcre di eonlplcl~lrc J'open.li'.ÍOnc csponeodolo ai colol' sccco in
stufe spcci~1Ji (sluj'c ct scccu) che sono o Jnctallichc OY\"Cro di
porccllana rivcstilc di nlelallo (fig. JGj c lGG), ucll'intcrno dcllc
quali Ja tcntpcratura ú rnnntcnuta co~tante per mezzo di tcr-
rnorcgolatori analoghi a quclli che abhiamo descritto nclla
parte gcuernle clclln bnctcriolo~ia, costruiti pcrú in n1odo da
scr\'ire :1nchc pct· nllc te111pcralure. Si usnno anche Jc sturc cli
Tn~ZH.õ C Ht',\T.\, J~
ramc :1. pnrclc doppia JH;l ('.ui spnzio si fa .hollirc ncqua dislil-
latn. o acqun t! gliccrin~.· o glieerinn pura, n. Sl:corula de lia lcm-
pcratur·n ehe si vuol avcrc ueli' inl<:t'no della !-ituJ'a. Mediante
un tubo laler·~1lc di ricnd11ln st olliellc ·la cnJult~Hsazionc dei
vnporc chc si sv.olge durante l'd1o1lizinne (lip;. H>í).

Fi~. Hi7.

Ln cssienzione nclle stufc vn. eompletnt:1 con Ia cssie:ndouc


chimica in cssi<.:alori= clw sono vasi Jarghi dh·hd in clne con
una :-;lrozzalura o con altro 1nczzo c uella eui parte iurcriorc
vicnc contcnnl:t unn soslanza nvida di umiditú tnciclo solJ'ori<..:o,
clot·uro di caldo, prcfcrihilnicnle fuso, 11risecla di ncido soJ-
forico c l'osl'orieo, ccc.) (li:.-;. HiS).
Se J'alla lclllpcr:tlura. alln qu:llt~ si do,TehJ,c t·:-~porrc il ma~
- 179 --
terinle lo pnô alterare notcvolmcnte, oppnre nllontannrne al-
cunc deite sostanze r.he interessa di calcolarc nel residuo, In
essicazione si fa ncl \·uoto ponendo il Inntcriale solto la cam-
pana di una tnncchina pneumntica ctovc l'arin vien 1·arcfatta
Incdinntc u11a aspirazione. Oppure~ se si trntta di un matcriale
non susccllibile di altcrazioni per fermcntazionc, lo si espane
durante un 1ungo pc;-iodo di tempo in uno degli cssicatori de-

f-, \f
scrilti

I ";~,,
Fig. HiS. Fig. 171.

Fig. 1G9.

Qnnndo occorre r~ccogHcrc Je sostanzc che si separano colla


C\'nporazionc, si pratica In distilln~ione; e ei<H\ il mnterirlic !'i
espone a<l nna dnta temperatura entro n stnrtc od a palloncini
di \'Ctro nJCssi per il collo in comunic~udonc cotl un tuho re-
frigerante a spiralc (serpentincJ) o rctto, tcnuto illllncrso t1CI-
1'acqua O(l in una Jnisccla fdgorifera che fa condcusare i vn-
pori svolgcntcsi ncl p~ltone (lig. 160).
Se invc,:c si Yogliono separare da nn Jic{uido sostanzc indi-
sciolte esso. vicn soltoposto alln flltra:ione o nJla decaufazione.
La fillraziolle si praticn faccndo pnssnre il matcrinle aUra-·
verso a liJtri o di carta, o di colone idrofilo, o di earhont~ ani-
ma1C1 o di lnna di antinnlo, o di vclro a scconda dei hisogni.
Per tnlc opcrazlonc si adoperano imhuti di varia g,·andczza
c fonna (lig. 170 c 171) sni qn~li si colloca opport<lllOilll'ntc il
nwlt:rinle fillraulc o distcso lungo Jc pareli o raccollo nclln
-ISO-

parte piú ristrclla dcl cono. Per ollcocrc una piú rapida fillra-
zione i fi'ltri di carta si picgano piú \'Ollc in ntodo chc la su-
pcrCide liltrnnte vienc :ui :Huncnlarc.
La rlecauta::ionc si usn nel caso in eu i le sostanzc da separare
sieno pii1 pcsanti dei liquido. il <ltwlc allor:t si Jncttc in Ull
\':lso alto, coniGo o ciJindrico, c \'i si lasein in riposo per llll
tcntpo pit'l o mcno lungo, fino a che lult:t la soslanza da sepn-
rarc si sia deposili.lla ai fondo. Ciir ollcnuto, si nllontana il li-
quido limpido sopl'astanlc o vcrsandolo cant:uncntc o nspiran-
dolo con uun pipclta.
Dopo la fillrazioue, quando sin ncccssnrio cii nllontanaJ·c conl-
plct:uncntc l'aequa dai mntcriali rbuas:i nei fillri, qnesti \'Cil-
gono esposti ai calorc llt~i hngno maria o ndlc stufc npposilc
Dopo essicalo il IIJ:IIerialc xc si dchhano sludiarc lc soslnnzc
ntinerali inc.o!llbuslihili ehc csso eonlienc: ú d'uopo soltoporlo

Fig. 172. Fig. 17:1.

alrincr.ucrinzento c ciú si fa poncnclolo in crogio/i di poreclJnll:1 1


di terra rcfrattal"in o di platino (fig. 172). I crogioli sono nHiniti
di copcrchio chc serve lalora nnchc per r iucencrimcnto di
qunlchc parte dclmakrialc (fig. 173). L'inecncrimcnlo si fa cspo-
ncndo i cro;.{ioli n1la fiamma Hunscn oppttrc niJa lia1nma di
un:"l sorticrin nlc<Uantc so~tcgni lrinugolad di ferro ri\'cslilo
di terra rcfraltaria.
Per i crogioli di platino, come JH:r tulli gli oggclli di qucslo
Htelallo chc si IIS:tuo nci Jaboratori, hisognn avcre :llcunc :lV-
vcrLeuzc ehc qui riassullliamo.
Non de,·ousi fondcrc in cssi soslanzc chc svolgano cloro 1 ni-
trati ccl idrati alcalitli, cianud 1 sol ruri mctallici 1 composti ar~
scnicali e altrc soslan;r.c chc allaccano i I plalino, ue si dC\'OllO
appoggi:lrc a sostcgni di ferro o di ramc ed csporH a hruschi
c:unbiameuli di tcmpcrnlttr:l c alia tiamma luminosn, per evi-
tare chc si fonni il c;1rhuro di plntlno.
Le soslauzc che si soltopongt)llO :ui csa111C \'fttlno qualcllc
volln pcsalc in IJi\ande seusihiJi lino ai 1/u, di nlilligl';lltllllO
{llg. 174). (Jucstc sono ddlc biluncie di precisione c costi·uitc in
modo elw il gingo porlanlc i duc pialli J'imang"a in hilico solo
- 181-
quando si nhhassino i soslegni nH'.diantc. una ~1pposita \'ite. Il
giogo ecl i duc pi:1lti sono nppoggio.ti .s11 prhmi di <tcd;_lio. L:t

bilancin e lllllllita di una pesiern) i cui pcsi fino ai gl'ammo


sono dorati c quc1li solto ai grammo~ fino ai mi1li~rum111o,
sono di pJaliuo; tulli vanno nHlncggiali con una :tpposita
piuz.u a puutc di annio per i1upcdire che essi vcngnno iulnc·
- 182-
enti (! quindi allcrali dalle soslnnzc d1c possono lrovnrsi ade-
rcnti nlk ntaui dcll'opcrntorc o n pinzc comuni. Lc pcsate ai
di sntto di un milligrannno si f:tnno Iuedianlc lo spost:nncnto
di un filo di platino piP;.;;alo a A (caualit'rt!) lungo uno dei
hracci dei giogo chc l: gradn:llo c diviso in dieci parti (mi1li-
granuni) c ~1ueslc in clccimi (dcc:imilli~l':llllmi). I pilt piccoli
movimcnti clcl giogn \'Cn~ono r<~si cvidenti mediante un lungo
indiCl! fissalo :td esso pcrpcndieolarnH:nlc chc si JllliOVt! lungo
Hll:t ph1slra di :n·orio silual:t alia b:tsc dclla colonn:\ dclla hi-
Jancin.
La hilnncia e COllSCl'\':II:J. in custodin di lllOg'UllO n vctri, lc
c11i pareti anll!riod si possono nprirc in tnodo cl;1 non dnr scossc
alio stru1ncnto, e n1unitn di Ire picdi. di cni i dne nntcriori
a vitc ehe pcrmcllono di col1oc~rc Ia hilnncin in posir.ione
perfeitamente orizzonl:!lc mcdinnlc Hna holln collocala ncll'in-
tcrJio dclln custodin ..I piccoli squilihri dd gingo van11o lolti
mediante lo sposlnmcnto di <iuc piccolc ,-ili a passo breve chc
si trovano nlla sua cslrcmit(L
l...'~lpJwrecchio sensihiic hn bisogno <li cure spcciali, da non
orneltcrsi 1nai e cile cnumcrinmo. Esso va collot.:alo iu luogo
aseiulto, tranqnillo, lonlano da v;:1pori addi c da repcntini
squilibri di tcn1pcratnra. La custodia durante il riposo, va te-
nula co perta cou una tela irnperrneahilc e ncll'iutcrno di essa
deve slnrc sempre un vaso contenentc calce viva chc .si ri-
cambia spesso, in nHHlo chc ogni Jniniina qlfantitú di \'Hpore
accJllCO ,·cnga presto nssorbila. Quando si Javor:l, la custodia si
apre solo per brcvi istanti, chiu<lendola Iosto ogni volln chc si
ossen-i l'cqnilibrio clclla hilancia. Sui piatti non si collocnno
Jnai lc soslanze ehe si pcsnno, scnza l'intcnuezzo di capsule di
,-ctro o di porcellnna o di platino. Qneste clcvono cssere plllile
c nsciutte perfettmnellle e perciô si mantcngono prima in un
cssicntorc o<l :tnchc ncll'interno della custodia clclla bilnncia.
Prima c dopo l'operazione, i piatli c 1a custodia intcrn:llncntc
si puliscono con un Inorbirlo pennello di vaio per toglierc la
polvere o le bricciole di sostanzc 111aneggiate. Il cambiatnentu
dei pcsi si fn solo qu~ 11do H sostcgno dei giogo e dei piatti e
rialr.ato~ cioô C{llalldo la bilancia e in C0111plcto ri poso. Per pc-
sare .si cominciano a Jncttere sempre i pcsi mnggiori, diini-
nuendo gradntan1cnte fino a travare il peso giusto.
La pesata si puú fnrc in llue mocli e doC o dircttnmcntc col-
Jocanclo in un piatto la sostnt1za d~1 pcsnre c neJl'allro i pcsi
ehe fanno eqnilibrio, o per cliil'{!rcnza o sostilar.ionc collocalldo
in uno dei pintli 1111 primo peso c ncll'<lllro In sostnnzn da pc-
sare, :1ggiugcndo 'i pesi ncecssnri nd otlcuerc 1'eqnilihrio. La
dificrcuzn tr:l il primo peso ed i pcsi ag-giunti alln so:-.lanza
ncll altro piatto dar:\ il peso csntto ele] corpo chc si ccrcn.
1

<,1uando di uua data snstanza si vuol nvcrc una quaulil:'l de-


tcrminata in peso, nllora in uno dei piatli si pune un vclro da
- 183 -

orologio aseiutto su cni si mettc li peso chc ~i \'uol :1\'trc, c


poscia nl'll':tltro co11 nltri pcsi si otlicnc J'equilibrio. Quincli.
tolti i pcsi ela! ,·ctrino da orologio. si sostituiscoco eolln so-
slnnr.a chc si vuol pesare. Qucsto mctoclo -,.icn detlo anche
dclln d()jJjlill j>CSUICI.
Lc sostnnzc liquide si mlsurano co I mczzo di cilindri grnrluali
(fig. 175) o di l"'llo11i n collo lungo c snttilc o di pipellc n di ba-
relle yracluale. Tutti qucsti strumenti sono gradua ti per liquidi
nd una dctcnninata ll!wpernturn (di solito a 15° C chc C la tem-
peratura piú frC(!llCnte' aci aversi nci Jahorutori dei nostri clind):
e in caso diYcrso hisogua o nlodifi-
carnc la temperatura o furnc lc de-
bite conezioni. Neli' uso di cssi bi-
sogna portare i! litjlliclo fino nlln
graduazionc volutu, tanto che il suo

_;;,._
1.7tli>!2
I ~

('~_(
} ::: I
;-;. . ..,_-==;;;i?. '

~~il~~~ii~~-===1:~
Fig. 1i5. Fig. líG.

piano orizzontnle sia t:1ngentc :11 menisco per i liqnidi trnspn-


renti o alia base di essa, per j liqt~idi colornti. L' osscr\':lzione
dcll'allezz:1. dd nH.•nisco si fa coJlocnndosi colJ'occhio all';ll-
tezzn tli ulln Jinea o1·izzontnle tangente nl 1nenisco stcsso per
evitare gli crrori di pnrallassc.
I cilincll'i gratluati scn·ono per wisuraz.ioni grossolanc (fi-
gura li:>).
I palloní lal'llli si us:>no per misurc csnttissimc tli \'Olumi di
liquido pintlosto gr:llldi (lig. líG).
Lepipette SCr\'OIIO per misurc di volumi Ininori (fig. líi) c con-
slnno di un luugo tubo eon puntn affilnla <~ con ingrossnmento
nlla HH:tú. Sono per sol i lo Iara te a lempcrnlura data c per svuo-
tntncuto, c.iot': falte in ntotlo chc pCI' misurare uu liquido se 11c
aspira prima in eccesso c (jUindi si Iascia sgocciolarc In quau-
tilú uccessaria per fnr ahhnssar il nwnisco supcriorc fino nl
segno. 1n nlcune .si deve l"are lo svuol:tnlcnlo fincht! i11nenisco
nrriYa acl un scguo inciso nella parte ir1fcriore; in :dlrc inYcce
il liquido si lasei:1 caden; in lolnlitit l"at:I!IHlo sgoedolarc queiJo
c h c per capillnrili> rimanc ndcrcn!c alia pnnl:l a 1'/ilala chi u<lcndo
J'eslrerno supcriore c riscald:11Hio lcg-;.;-er-
lllCnte 1:J pipCtla COil !:1 JIIUilO j_'}C/" di1a-
lare I' a ria eonh•JllJta L' :u;pir:lzionc dei
liquido nciJn pipctta si fa IIJC!Icudo il
rlito iudicc in prossitnilú aii:t npcrtlll"a
snperiorc di essa c chiudendol3 to:-oloehú
H liquido si ü alzalo cpwlchc ccnlilll(:lro
sopr:l il scgno della lul"a. Alcunc pipctte

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o~l~· !(
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"!'
Fig. 177. Fig-. 178.

portano una grndunzionc chc puó and;n·c da I cn1:1 a lf 10 o 1f:!n


di cm 3 •
Lc (mrt'/lc grHdtlHic (fig. :t7S) sono lnhi di vetro di vari lllO-
modelli c di varin (::tpacil:i.. <)uellc <:i1c piú frcqucnlcnH~tdc si
usnno eonlcug-ono :lO em3 e sono gr:tdu;~le fino nl dceimo di
em: 1• llallllO inf"erionnenle od 1111 rcslringilncnlo munilo di
rohiucllo di ''clro o<l ttua appcudiec, su cui si i11rwsta un
tubo di gonnua conlinttaulesi cou una c:J.JJBttccin di vctro
- ts:,-
lirata a puntn. In {jllt:!llo sccondo caso la chiusura va falta con
una pinza n pressione. I.c hurcttc si cmpioun dnlla parte su-
pcriorc col n1czzo di un piecolo jiJlhuto dn toglicre n1 mon1cnto
dcll'opcrazionc e, dopo mcsso il liquido, qucsto si porta alio
zc.ro ilprendo bruscamente il robhwllo o la pinza per seaccinrc
t'arin chc JHIÚ farc da embolo ed indurrc ad crrori ncl!a mi-
surar.iollc. Alcune di laJi burctte hanno la pnrte postcriore
hi;Jnca segnala dn unn linca :1zzurTn che nppnrc stro7.z.ata in
COITispondcnzn ai mcui:-co. facilitando cos! la leitura. Bisog11n
a\'CJ'C J"nv\·erlenza, prilll:t di fare la Jdtura, di aspetlare clre ii
liquido rim:tsto ach:renlc alJe pnrcti a11'a.bbassarsi dciln colonna
lrquida si rnccolga SLt di essa dctcrntiuandovi u11a JnodifiL:a-
ziouc uelt'altezza dei li\·eJio.
I rr.ogenli che si usnno cotnunemente si dcvono n1antcnere
sempre chiusi ed in hottiglie adattc, eollocntc in apposito scaf-
fn]c n vctri. Vau no mnncggiati con cura pcrchC non si nltcJ·illo
cd i rccipicnti devono csscre n1antcnuti clliusi nnchc nci piú
piccoli intcnalli del Joro uso.
Per Ja dclcrminaziouc di quantità di sostanzc conlennte in
\'Olumi noti di liquido si usano frequentemente i rengcnti c1i-
scio1ti nella uuitú di \'olumc in peso csallamentc noto. (~ueslc
sono le solu:ioni filolHle c si dicono nonnoli (N) se ncl!a unitú
di \'t)hune ê stato clisciolto j) peso molcc.olarc in grar1111li ri-
pol'lato acl un equiva'!cnte di idrogcno; c se gli equi,·:dcnli dei
corpo da scio~liere sono duc, il peso nlolccolr~rc csprcsso in
grammi va riclolto alia tllclú, se lrc alia lcrza parte, ccc.
Cosi, per cs<~lllpiot ,·o1ci~elo fare una solnzionc titolnla nor-
lnale di idrnto sodico la c11i formola chimica c Na /1 O. consi.
dcrando chc i1 peso tnolecolarc di queslo composto <··. 5fi, se nn
scioglicrnnno :)(i grnmmi iu 1111 litro di ncqua~ 1111~ntrc per il
solfato di potassio (1(~ SO.;), uel qual e il polassio (li~) sostilnisc:•"
2 utomi husici di idrogeno {!-/ 2) bisogncrú scioglicre in 1 lilro
d':1cqua la nlcl:'i dd peso molceol:lre. La soluzionc ~i fa Inct-
tcndo in un p~lllone tar~tto da uu litro, il peso C!-.alto dei corpo
c sc.ioglieudolo prima in poca acqun per :1ggiungernc qui11di
lnnta da !llTivarc nl scgno di tara, dopo esscrsi assiGurati chc
la lclnpcrntura dclla soluzi()IJC e di ló° C. (alia qu<dc !:)0110 per
lo piú tnrati i pnlloni gradunti).
Quando si nhbinno a fare soluzioni lilolnte di corpi j quaJi
o non sicno fadli a Inanl'gginrsi~ o chc durante Ia pes:1tn si
alterino per azionc dcll'aria o dcll'umi<litú, lc soluzioni titolale
di essi si fanno scioglicndn iu 1111 litro di ncqua una quantit:'t
superiorc :1l peso Jnolccolarc e quindi, n soluzione completa:
mcclinntc la soluzione titolata di un altro corpo cnmbinabile
a} prilll0 dclt:J'IliÍJlando ill <Jll!l} vollllllC di nequa (! disdolta
1

la q11antitú conispondelliC al peso molecolarc dei corpo stcsso.


Allorn versato cs:Itlail\CJI[c qucslo voluinc in 1111 pnllonc da
un litro si ng-giunge :1equa .:listillata tino ai scgno di t~u·n:
sc1nprc mautcuçndo il ~tttto a 1:)° C,
-- lSG-

Secando poi ehc clell:1 qu::Httit:'1 da scioglicrc per a,·crc 1n .so-


htzionc nor1nalc s.i prc11dc la nJct:'t, o Ia cju:nt:l o la tlccima o
. . <l.ICOilSJ. mc.z:ononualL. ( T
Ia ccntcsimn parte, I c so l ur.1onJ N)
rJllllt/Oll0rtJ1{1 Il. ( -N)
:( l i t!ClllOTIJl(l
. w-
I"l ( N ) .
GC11fll101"111Cl Ii N ).
( jO(j"
Se invccc in una unil:l di volume ô stnto clisciolto il peso tno-
lecolnrc di nn corpo in gt·anlmi corrispondcnlc nd unn unitú
in peso di un dctcrmin:tla sostanzn, lc soluzioni titolate si di-
cano ClllJ1iricile od llllifttrie.
Le soluzioni lilolatc vanno conscrYntc 1onlanc <l:tlla Ince ~
bcn chiusc. pcrchê il lilolo non si nllcri sia pe1· evaporazione,

Fig. 1/D.

sin per precipilazione dclln soSl!lnzn clisciolln, sia per introdu-


zionc di sostnnzc cslrnnec.
Le soluzioni alcalinc dcvonsi conservare in recipienli spc-
ciali nei quali l'aria atmosferica non puó penetrare se non
pas~ando nttr:l\'Crso sost:u1ze cilc la spogli:lno dell'acido c.nrho-
nico capnce di nltcrnrc il lilolo dclle .soluzinni slcssc.
A lnle scopo sc,rve ottirnnmcnlc l'appnrccchio falto coslruirc
<lnl SEHAFJNI per i lnboralori di chiinic:1 dcll']sliluto d'IgiCIIC di
di P:.ulova. Tratlasi <li una serie cli hottiglic a 3 colli, dclla ca-
pncil:l <li 5 litri! lc quaH contcngono per ogni nppnrccchio ri-
spcllivamcnlc lc soluzioni N . ..!!._ l !!__, _!'!__ di sadio o di patas-
. ~ 4 Hl
sio (Jl~. 17\l). i\lcdialllc i dnc c.olli lllcdiano (M) c poslcriorc (/')
muniti di tappi di g-omnw :Hl nn foro c di tuhi di vetro lc hot-
liglic COII\Ulli<:auo rm di !oro. Allravcrso il collo nulcriorc (,l)
- 187-

sempre Jnun.ito 'li un lnppo di gon1n1a od un forn, pcnelrn nn


tubo <li Yclro chc vn r. no in fone! o alia hotliglia c chc clnll'allra
eslren1ilil C in congiunzione per Inczzo <li un tubo di gonltll:l
con una hurctla che poria in hnsso nn tnbicino lalerale. Un
collo dclla prima bolliglin, sempre a t!•Huta, con1unlca con un
tubo acl U ripieno di calce sodala (miscuglio di calce c soda
:•ssorhenlc l'umidit:i c l'acido carbonico). Lc cslremilú snperiori
dcllc burdlc sono clliusc da tappi <li gonuna :1 dnc fori e ccn

Fig. ISO.

luhi di ,·clro c rli gommn sono in comunicnzione fra cli loro


c con un secando tubo ad U contenente l'istcsso n1iscuglio ns-
sorhcntc.
Per far funzioJwrc l'nppnrccchio, ó ncccssnrio ehindcrc con
pinze a pressione i tuhi <li comunicnzionc fra lc hotliglic c
lc hurctte laseianclo aperto solo qucllo corl'ispondcnlc ali:~ so-
htzionc chc si ntol usare. Allora, con una pera di gomma (G)
uttravcrso il primo luho ad U si fa penetrare ncll'apparccchio
dell'aria la qualc J'ar:'1 salirc la solnzionc nclla bnrctla fino ai
livcllo \'Oiulo,dovc si rcrmerú chiudcnclo la pinza. Dopo !'uso,
tKS -
apcrl!l 1:1 pinza, il rcsidno di solu:t.ione si fnrú ricntrarc nclla
botUglia c cosi il lnho di ~Oilllll:l. resta vuoto.
In qucsto appat·el·.chio lc soluzioni si cOil.Scrvano pcrfella~
Jncntc, co1ne ú dimostralo da] [;Jtlo chc qncllc ora mantcnutc
ncgli apparccchi dcll'lstituto sono inaltcrate lin da! 1898.
Qn::~lche volta come rcagcnli si usnno gas, chc si fnnno svol-
gcrc o da,;li apparecchi automatici di 1\ipp (chc! abbiumo de-
scritlo nclla parte haclcrioJogka) o da gasometri speciali di
vnria forma c costrnzione, coi qunli i1 g:1s ,·iene Cli!Jservato e
HJanegginln tncdi;lnlc una colonua d'c1eipt:1 o di altro liquido
chc scr\'c allu chiusur:t \fig. ISO).
Una opcrazionc chc ncco1TC spcsso nella chin1ica si ú la dew
!crminazionc dclln dcnsilú di Jiqnidi o di solnzioni di corpi.
Qucsto si fa per mczzo dei dcnsimetri o <latia bil:mcia di \Vcst-
plwl o (lei picnotnctri.
I df!llsimctri o areomctri sono cilin<lri di vctro gallcggianli
pcrchê vuoti, i quali portano nclla loro cslrctnitú infcriore
un peso, detto zavorra, dato dn tnercurio oppurc da una
certa qu:1ntitú di pallini da cnccia. Nella parte supcriorc por-
lauo una ~raduazionc che parte da uno zero corrispondcntc
ai punto di nrfior:unento dcllo strumento ncll'ncqua <listillatn
a ·1° C. <Juindi uc vienc che bisor;nerú disporrc di <luc specic
di densinlclri, ulla eou scala discendcnte pe•· i liquidi piú pc-
santi dell'acqua clistillata, c una scaln asGeudcntc per i ti<Jllidi
di essa piú lcgg-cri. Tale sc::tla puú csscrc ceutcsimalc ovvcro a
gradi hasati sul confronto con soluzioni <ll ti lo li noto. ·
Alcuni densimctri Gostruiti per spcciati Jiqui<li possono :1\'Crc
una scnla con grnduazionc empírica, cioü cOITispondcnlc a Yarie
con<lizioni: iu cui ordinari:lincntc il liquido stesso si tro\'a.
Cosi si hn.nno gli nlcooioJnclri chc dctcnniuano il grndo del-
i' akool e i latlodcnsimelri, dei qual i parlcJ·cmo a suo tc1npo.
Con la bilancia di Wcstpl!al (fig. 181), si puu dctcnninnrc csat-
tanH~ntc il peso spccifico di un liquido. Essa ê unu bilanda
idrostatica in cui é noto il peso cd i! ,·ol11mc rlel corpo da
immcrg·cre in ttn 1iquido, c ne11a qua]c si !lg"giu11gono dcter-
lllinati pcsi per otlcnerc l'cquilihrio de! corpo stesso nci vari
liquidi.
Consta di 1111 sostcgno chc si puó n1zurC ocl ahbassarc a YO-
lontú. c sul fJUnlc poggin un giogo di bilancia portante da una
parte un peso fisso e dall'nllra uno JnohiJc,.chc ordinnrüuncntc
C un ('ilindro nel cui interno stn un tcnuometro allaccnlo IHC-
dinntc un sotliJc filo di platina o di oro.
Ncll'arin il lcrmomctro fa pcrfetto cquilihrio nl peso fisso
nll'allra estrCmitú (lei giogo, nwntre per nvcrc l'cquilihrio quan-
do il corpo ê innncrso nell'acqua clistillata a 4° C, ô necessal"io
ag·giuugerc allo stcsso un peso cgualc n qnello del volun1c di
ae<(lla spostnto. 11 hraccio dclla hitancia nll'csli'C<llit:'t de! qnalc
sta attucc.ato il corpo da juuncrgerc C diviso iu tlicci parli c~
- 180-
gunli, mcntrc si hn a disposir.ione una serie graduntn di qunt-
tro o cinque pcsi, ciascuno dei qnnli C un decimo clcl peso su-
periore cd il piú grnnde pesn qunnlo qncllo che si nggíuu~c
nll'estremit'\ dei ))rnccio per ottenerc J'equilibrio nell'acqun di-
stillata.
Si capisce l'acilmente come coi \'ari pcsi c colln varia posi-
zione di cssi nella scalu dei brnccio della bilancia, si possa
determinare in numero clecimalc il rapporlo tra il peso dei
volume di un liquido spostato da! cilindro di vetro e queiJo

dcllo stcsso volume di acqua dislillata, cioi: il peso specifico


di csso.
Quando si abbia da r·are con liquidi piú leggcri dell'acqua
si usa in bilancia toglicndo il peso che si aggiungc per fnrc
cquilihrio ncll'acqua distillata e portando sulla scala i relativi
pesi chc sa1·anno ncccssar-1 per stabilire J'c<tuilibrio.
Per usare la bilancia, <lopo csscrci nssicurnli dell'cquilihrio
ncll'aria c ndl'acqun disliJiata, si imn1crge il corpo di vclro
nel liquido in csa1nc contenuto in un apposito cilindro e si
aggiungono i pcsi voluli nclla scala dcl braccio fino a che si
ottienc rcquilihrio.
Per leggcn:, si calcoln l'unilú ncl caso di liquidi di peso su·
- 1no-
pc1·iorc all'acqun c ng-giungcndo 11cl poslo dei dceinti, cenlc-
simi. Inillcsimi CL'C., i nulllcri dclla graduazionc dclln scala oc-
cupali ri...;pelth·:unt~ntn dal peso pit't gros~o e d:tl suo rispcttivo
dccimo, ecntesimo c lllillcsilno. Quando lrattisi di liqnido mcno
denso dell'acqun: in eui si dehl>a lralnsciarc di porre ai suo
posto !Isso il peso clu! serve a ristabilirc 1'cquiliht·in nel1'ac-
qua distill;tU.l, ai posto dcll'unil:l si scrh·c zero proccclcndo jn
scg-uilo come nel pri111o caso.
La dctcrminmdonc dei peso spccifico cl'un corpo si puú rarc
<'.oi JÚCllOIIH~Iro, pit:(~o1o recipiente di vctro a J'orllln di hottiglia .
per lo pit'1 a due colli. Uno di qucsli lia il tnppo SlltCriglialo,
tal ora munilo d'un termo melro; IIIC!ltrc il secou do porl:l in
akuni picnometri nn sc·gno inciso. in :lllri inveec termina in
llll luho a punia anilala\ e cic'1 pcrchú si
possn \'CI's:nc ncl rceipicnlc una quanlil:'1
di Jiquido esaU:uncnlc misuraln sia fino
:ll scg-no, sia fino a chc sfiori la puuta nf-
filnla. Allorcht! il eollo ú unico, il scgno
cireolarc si trov:1 in csso (fig. 1S2). I picno-
Juell'i - dopo di averli pcrfcttamente a-
sciugnli - si pcsano, e quindi, ricmpilili
di acqna distillatn fino nl Sl'gno suddclto,
.si 1·ipcsano per a\·crc il valore di qucl
<lato volume di essa. Sosliluen<lo poi nl-
racqna clislillala illiqui<lo <li cu i inlcressi
eonosccrc H peso spedfico, si pesa an~
- cora, soltraendo dai nuovo ,·alore queiJo
<lella Iara dei velro. 11 rnppnrlo Ira il peso
Fig. 182. dd volume <lei I' aeqna dislillala c <JnCllo
dei li<Jtlido, dú il valorc ccrcalo.
l..n dcnsil:'l di un coq>O varia col varinrc dcl!:t temperatura
e percic'1 nclla dctcrminazione dei peso ~(H:cifico hisogna lencr
culcolo di <Jneslo l'allorc.
Per lo piú lc dclcrminnzioni del peso spccifico si fnnno [1
15°1 csscudo tnle la temperatura pii1 frcquenle dei noslrí an1~
hicnli; pcrciú gli :l!'COHH!tri sono gradua ti n <JIH'Sia lelnperalur:-~
crl in caso diverso hisogna J'are le opporlunc corrczinni.
Cíc'1 si puú fnrc mediante calcoli c tahcllc, nta d'onlinario si
prt~fel'i~cc di portnrne 1ncdi:lntc addallo hngno il liquido in
csanH~, nlln teulpcralnr:l volula. Vcdrcmo iu ~cg-uilo chc per
densimdri speciali (ulcoon1dro, enobaromdro, latlodensimclro)
si fanno correzioni indicalc dagli autori llledi:.tnlc :q>posilc! ta-
hclle.
(juan<lo invccc si voglia ridurrc la dl:llsit:'t di uu· Ji<JUido a
qucllo chc li liquido slesso :.t\'l'ehbc a + 4° C(tcmpcratura nclla
qunlc l'accpw di.stillala hn il minimo volu1nc) hasta diYi<lcre la
<lcnsit:"l riscontrata per il l'altorc clcJia S'.!gucntc tabclJa dd
DEsPnEz, corrispondcnle nl grndo di lcmpc1·:llura dcl liquido
- 1~1-

in csnmc, e che rnppresenta b densitit che J'acqua distiltata ha


quella temperatura:

'rem- llcnsit:t Tem- DensiUL


'rem- Dcnsit;t.
per:ttura perat.nra per:ttura.
------ -------
o 0.099873 10 O.~D!l7Jl 20 O.!HJS21:1
I tl:~nHm~7 ll O,!l!l~G•IO 21 O,!J'JSOll-1
2 o:\l\l9%ti 12 o.un~;m 22 0.\1\17784
~ O.!l!ID!l!l!l ];-; 0.999414 2:1 o:nn7:.t;n
1,00011110 J.l O,!ID!I28ií 21 0.\1972!17
!i o,D~J!1!l~JD 15 O.D\1!112é> 2;') o:n\1707S
G 0.\199!1(,9 Hi O.!l!IS97!J 2!; 0,\l!HiOOO
7 O.O!l!l!l2!l 17 o !l!l87!1·1 '27 O.D!IG562
s O,!l!lH87R IR O,!l!l8612 28 O.!l!l0274
!l O,!l0DS1~ 19 O,D!l8<122 2D O,!l!lõ!lSG

Escmpio: Un lirtuido a 17° ha la dcnsit:i 1,003, per rirlurlo o


4° si dividcrú:
I ,OD:l : 0,0~8794.

§ 2. - Acqua.
L'csanlC chimico clell'ncqua per seopo Jglcnico e dcstinnto :l
far conoseere qnei cnrnttcri pci quali essa si puc'l rilenerc po-
lahilc o lllCrJO, e pcrciô ya distinto dnll'nnalisi C011lpleta, che
lliCllc in cvidcnzn, per qunlitú e quanlilú, lnlti i componcnli.
d'un'ncqua c \'iene in ispecial modo pratieata per lc acquc I·e-
putalc Incclicinali o per iscopl gcologici.
:1) Racco/Ja tlel catlljlioue.
Come per rcsaJnC hactcriologico, cosi per l'cs::unc ehimico
vanno osscr\'~lle cleterminalc cnnlcle ncll:l rnccolta dell';tc<ptn,
c pri1na di prclevnre il campionc, C d' uopo riconosccrc i
dali riguanlanti l'nhicazionc delln sorgcnlc o dcl pozzo, la na-
tura gcologica dcl LCI'I"!!IIO dn CliÍ racqua dcriv:ll le condizioni
dei terreno circoslnntc (prcsenza di stallc: latrinc, lavatoi, leta-
IIW.i, fognc, (!CC:.), lo stalo dcllc conduttni·e c il tnnlerinlc onde
esse sono costruile, cd in fine iJ modo :.;on il qnalc l'acqun \'ÍI!IIC
altinla nel caso dj pozzi nperti; trallan<losi ill\'CCC di un'acqun
di fiumc, hisogna verificare lc coudir.ioni di e!=:SO: a monte
dei luogo di raccolln, dcllc nbitudini dcgli nhilanti alln ri\·:t,
dcgli aflluenli, clcll'inlmissionc di rifiuli da cittú op.ifici, lavan-1

cfcric, ecc.
~eil:t rnccoltn, hisog-na cscludcrc qttcllc contlizioni chc pos-
sono dctcrmintul: tlll·:lltcrazionc ur.lla composizionc chimicn
d(~lracqu:l c pt:rc.ili clilllinar,~ quella chc 1"11 a 11111go a cnnlallo
con conthtllurc mclallichc o qut~lla cllc trn,·:ulf{nsi in supcrlicic
scopcrLc, puc·, a,·erc assnnlc pol\'l'I"C o soslanzc org:tnicile cadu-
lc,·i. Onde, nd caso di colululltlrt~. si J':u:'t de!lu'1n' pri111n tnnitn
acqua; ncl easo di pozzi o scrhatoi, i Yasi eon <:11i l'ael(lla si
altiuge (cite possouo csscr :tnchc dei com uni scec.hi hcn lantli)
Yanno immcr·si ai di.sollo dclla supcrricie; e ncl caso di fituni,
i1 reeipicnlc di raceolta si inHncr;..{c con l'apcrturn a :~o c111.
di profonditit c quindi se nc rivolgc la hoeca in senso cOIIInu·io.
A11chc per qucslo cs:unc il CtlJHpiouc clc\'C cs~erc r:tccoHo in
modo da imp1~dirc la pcnclrazjouc d'ogni lii:t!criale cstranco 1:
<jll~llsi:-asi inquiuamcnto di esso nci recipiculi. C)ucsti percil'l
d,:,·oJHl csscrc di vctro e dclla c.npac.itú di r.irca 'cinque lilri,
pnssihHment{~ uuod e Javnti in modo da nYcrli chimic:uncutc
puri, pos.sibilmcntc con t:lppo smcriglialo o qunnto lllCIIO cou
un tappo di ~~~~hero nuovo, tnglialo u mauo, Jayafo, bollilo <~
pnrnl'fin:lto. E ~cmprc hCIIC ch'essi sinno nnchc ripcltll:unCntc
Jayati con l'acqua da csaminarc ucl 1nomcnto stcsso dclla presa
dei en111pionc.
(_,..... AllorchC si f:1 un:l rnccolta d'ncqua a scopn d'nnali!-d chirnicn,
, si deve, COIJIC anchc ndJ' nualisi baclcriolog-icn, riconosccrc
l l:1 tcmper:lllu·n de11' 3cqtl~l c dcll' :u·ia ucl monH.:nto dcl1:1
presa c scgnaritt con gli allri dnti della r:tccoltn iu uno spc~
cinlc verhalc. o alnlcno su uu c:lrlcllo dn all:tcc;~rc ai rccipicnll·,
La dcternlinaziOIH· dclla lcmpernlura dell'ncqu:1, no! caso di
condutture si cseguc faccndu dclluin~ l'nl'qua allrnYcrso nna
1

hoccia di \'Ciro a lrc coliL ccingiuula eon In c.ondult11r~t, in uno


dei l{1Wii s'iutrodnce 1111 tcrmomclro eon lappo a tcnnta. e ncl
caso di scrhaloi, pozzi o liumi, per nu·zzo di un lcrmoJnctro a
custodi:1 mctaiJh:a, lcrtllill<ltO inferioriiiCntc con una :-iC:.ttola
za,·orrata, a tine cli facilitan.! J'immcr.sionc. c supcrionucntc
pcd'orala onde possa pcnclr:trvi l'ac.qna il.l c:-.a111C chc impc-
1

dir:'t, nd lliOHlcnlo dclla lcllura, ai Lerlllolllclro di riscntirc


l'iuJJuc~uza ddJa tcnipcr:tturu dcll'aria. In <ptcsto caso il termo~
InciJ·o <! pet· lo pi1'1 poco pronto, cioC a bulbo grOsso, e si licnc
per akun tempo illllllCrso ucll'ncqua; ncl caso pcrú chc non si
dispou~a di un similc appnrccchio~ si allingcrú dcll'aC<JII<I eon
uu sccchio piultoslo grande e vi si inuncrgcrú uu lcrnJOIIICiro
mollo pronto, pcrdtc la pronlczza di esso e il nolc\·olc volume
d'aellll:\ cslralla valgono a impedire qu;d:-;ia~i inlhtCUZ<.I della
lt~niJICralura alJnosfl:rica.
Contrariamente a quanto si pralic.a per l'cs::IJllC bactcrjoJogico,
pcl quall! la rac.c.olla ed il lrasporto dd1hono csscr falli sem-
pre dallo slcsso au:llizzatorc o da pcrson,~di StJ:l picna fidllclH,
per l'es:unc ehintieo il c~llllpione si p11i1 spedirc scuz'allt·o ai
lahoratorio·, ac.c.o111pagu:uulolo con i dali di raccolta, dopo c~-
scrd assirttrali clw il l:tppo t· a pt•rrctta tenttla c dtl(lO :t,<·rlo
sigill:llo a lilli!Jro.

i>l E:wmr. fh:icO-(Jl'!JifllOirJiico.


car:tlteri lisko-ot·gnnoll'lliei dn P.samiunrc sono: colorr., trn-
sp:trenza~ odore 1 sapor<'. c temperatura.
I.o sludio dclla lt'111JJCtrtlllrCl si fa uel luogo t! ncl JIIOJilCHlo
dtdln raccolta c eol mcto<lo g-iú indie:tlo, (! in lniJoratorio si ri-
pdc soJo per l'in!~uenz:t chc la tempcrnturn de11'nccp1fl, nc!Juo-
nwnlo dcll'analisi, pw\ spkgarc su altri risultati nunlitici, c.hP-
\":111110 pcrc.il'> cotTCiti in rapporto con essa. Tale dcterminnzionc
si f'a immer~cndovi un coJnunc lermoml'lro Illolto pronto e
hc11 pulilo.
Per l'e:-.amc 1lcl eolorc. c delln lrusparen:a, si vcrsn 1111:1 certa
qu:nJlit:'t d'al'qu:t in :tpposilo c.ilintlro di vclro incoloro. :1lto
'lll-iiO cm. 1 con fondo lr;~sparcrlle: in idenlkn eiliudro si n·rsa
l'g-tl;ll qllHillil:\ d':tL<jiJ:l dislillata C Si !'a i! ('OJlJ'l'O!lfO fl':t j duc
liquidi posnndo i cilindl"i su nn!l supl'rricic hi:1nca c gunrdnndo
nel senso dPII'asse longiluclin:llC.
L·o,Jorc si riJc,·n appcnn npcrlo il recipiente di rncl'olln o
mc;..;lio. \'t't'Sandonc ~.')() CIIH'. in una !JcVIIla. risc:tlclando :1 111ilc
e:tlore c agila!Hio: in qucsto Jnodo si mctlono in t•,·idcnz:-t odori
allri111Cnli nnn :lpJH·•·zzahili. Per 1·iscontrnrc in In! ~ui..;a la prc-
scnza di idrogcnn sol!'nraln 1 hisogna ncidirJcnrc il liquido, pri-
lll:l dei rist~nldnmenlo 1 con qunlchc gocci;;1 <l'ncido acclil'o.
IJ !WJ>Ol't', se (~sistc. si rih:,·a scnza alcuna preparazinllC. ass:tg-
ginnclo l'acqun: se cs'la ha pcrô il snpore fl'('SI'O proprio dC'I-
l'acidn l':lrhonico, den!si riscald:nla n •10° per climinarlo. f11
ngni mndn (·, consiglial>ilc, prima dcl snggin, d'nulllr.nl:trr. la
scn:-.ihilitil ~11:-..lalh·a dclla lllt!cosa oralc, 1:1\·ando la hocca co11
1111:1 solnzione diluila di aleool.s.
Anche il rilít~\'O di qucslí due cnrntleri dc\'(·si f'nrc sempre
c·ont'ronlo COII nc.qua clislillata o con rtltrc acquc ~.:onoseiutc~
pc1· polcr con piú faciJit:'1 rilc\'are nnchc lc mini111C difrercnzc.
liun huon'accp1:t potalJilc dc\'C esscre ineolora, i11odor;1. insn-
pora o a\'crc soltnuto il <'.o:-.l dcllo saporc frrscn dip!'.ntlenle
dalla quantitit dl ncido carhonico in essa cliscinllo; c ciC\'C
llll:l lcmperaturn qua:-.i coslnnk, osci1Inntc fr:l 8°-1·1°.

c) :ltutlis.i quulitctlioa.
I:ra:ione. - Si saggi:1 con cttrlr. di tnrnasole ros:-;o r. a::tlt'J'a
scnsihili, immergendolc cinscun:t in un rccipknle di\'crso -
enpsula o mollo mcglio cilindro ti lappo smcrigliato - c rilc-
vnndn lc JlltHlil1e3zioni chc subiscono. Per :ll'CCrlnrci se~ la rea-
zione alcalina dcrivi da anHU.Otlinca 1 c q1H·lla :lt'ida da nciclo
carbonico: si l'isealtla per alcuu lcmpo l'arqtw c quindi si ri·
pele il s!lggio. Se Ja rca:t.io1w (•rn dnvtll:l a t:ilc soslnnzn dopo
il riscald:tlllcntn' non si \'t'rifiea piú.
To~t.IC; c 1:1'.\T.\.
--!DI-

(~u:tndo si oi I iene !:1 rcazionc :dealin:t alia <'.arl:l di tornasolc


c non r.olla JHO\':t clella renolf!:llcina c nl'll':~t·qua manca J':un·
mnni:1ca: In re:tzio11c slt·ss:J t'· dn\·nt:t :t earhnnali :dcalini. ~~
di(':;tti, co1\'chnllizione l':1c:ido t·arhonico semic.OJllhin:llo cite
impedisr.e la rc:lzioJJC cnlla r~~nolrt:dcin:l: scomp:trirú.
l:n(:ido curhonit·o liht·ro ~i rironnst'f' agginngt~ndo :lll';lcqna
:ilt'lllli c. c. di tlll:l soln:iOIIf' nlconficll tfi uc:ir/1) roso{ico, cilc: ac-
quisl:t 1111 ('olor gi:Jllo i11 prcscnz:l dc!racido c:n·honico JjJ,crn:
qtlt!slo inollrc f:t st·.olor:tl'C l:l :-;oluzionc rossa dtt: si lia :tg_!..!illll-
gclldo :1 ;,o em. di lft:f{lll/ di Ctiln· Jt) g'tHTe di solu:ionf' alcnolinr
e/i fi·nofj'luftoina. l)nt•:-.la riccrca perú i11 gPtlei'P si lr:l'\ctll'<l, c pet·
ln piú si rilc\·ano insienw l'aeido c.:trhoni<·.o libero e qtH:llo :-;c-
lllÍC'Oillhinalo t'i1H·~ qut•llo JH~r cui i c:u·hon:di lcrrosi ''<•ngonn
[rrtsi"O!'Ill:lli in hlc:nhollali c lc~l!tlli dbdo!li.
A tnl uopo. nll':ll'qtta UJlfltWu rarcollu in Jlll:t holliglin :1 lappo
snwt·igli:Jlo c!Jc si cmpit~ a circ:1 q11:illro qt1inli. si ngginn~c Jin
1

qt1asi a eomplelo riclllpim~:nlo <kll'aequa di calce o di }l:ll'ik


da nti si li:1 1111 prct:ipitalo dcrh·:!lo dalln II."S:li'.ionc dcll'idr:1lo
di h:1rio c.ol/"adclo cnrhonicn libero e se1ni-eomhinnlo, rormnn-
dosi <':n·honato di caldo c rnrhonnlo cli bario.
Coll'c·hollizionc prolttn.:...;:lt:l d~·ll":tcqu:t, l':tdclo c.~nhonic.o flss:lln
:t JlH•.i;'l dei l>ir.arhoH:lli all':11ini e tcrrnsi vicnc IIH'SSo in lihcrl:'1:
n:sl:tiiO cosi dri monocarhonali dei qn:lli gli alcnlini rc"tnno
discio1li t! qnclli lcrrosi prcc.ipilano. Aggiung<!JJClo :d prcdpilnlo
q11nld1c g:oc.L'ia di acitln doridrico qucslo dú lungo nd cfl'<~n·p­
sct~Hza. cd il gaz clle si svi1uppn de\'l' jutorhidarc l'acqua di
,·alce.
:1rido clorirlrico. -· Si trova ncll'actpln in forma cli elonrri.
r:1rissim:unenk libero, c si melk in cddcnza con l'nggiunla
di quah:IH~ ~or,cia di sofu:ionc ttf :> /,, di ni/ru/o tl'ttrqr.nlo. dopo
0

ncitlincnta J'arqua con acido ni,rit·o diluilo nl lcrzo, per illlpc-


dirc t·hc H nilr:Jto d'urgcnlo si l'Oinhini c.on i enrhon:lli. Si
i'onu:l 1111 prceipilalo tiot:l:Onoso. pcs:llllt', hinnco, ~oluhile h1
nnlmoniac;l, di elortlrO d'aq;en\o.
Acido sofj"orit'O. ·- 111 rorma di solf'nli. Si palcs:l l'OJl l'ng-giuul:l
di 1111:1 solw::ionc al 10 11 / 0 di donu·o o nitrato di ht~rio, prcvin
addilic:lzionc cnn w:ido cloridrico dilui/o oi /t'l":n, fm·mandnsi
1111 prccipil:lln hiallt'O, lt•!!;g-cro~ insoluililc in lulli i rcalli\'i. di
soll'ato di hnrio.
Af'ido 11itrico. - Sn\lo formrt di nitrali. Si seiolgono .in nleunc
gncc.ie di w:ido :w;j'orit·o llllO o clt!(: cristallini di difeoifum-
lllil/11; ag~ittn,._•,CtHio t:tle snluzionc con t·antda e raccnclola seor-
l'<'l'e Iungo la parele dclin provclta knuta it~t·.linal:l. :1 1111 p<H'n
d':tequ:l. ncl punlo di t:olll:tllo si 1!:1 1111 :utello l11rchino pit'l o
meno iulcnsn. :1 sc<:nnda dclla q11antilú dei uilrali dovuti :dl:1
fon11azione di p:ln!ct•hi t·ompn~li. lnv(~t·c cl:dla cUJ"cnil:11lllllÍil:J 1
si ptlt·, :ulopcr:n·e una :wl11:iollr uctJIIo.•w di bntcina, I:t qu:llc
l"oll"ari.ln soli'l)l'il'O dú, t'OII aggitiJll:t di pt)chi c·.c. di :IC~CJII:l, in
- 1~)5-

prcscnza dei nilrnti. 1111 fttgncc color rosso. Pnche goccic tlcl!:t
soluziotH~ si ngg"i1111gono :lll'aeqna ill unn cnpsula di pntTcllan:l.
c quintli a goc.eia a g-occia d ~i :1ggiungc anellc dell'acido std-
f'prÍ<:o. -· lle\·c~i pcn\ ncdarc c.lw le rc:lzioni propos!c pei ní-
irali sono \nlk collltllli andw :li nilriti (' cplÍtldi hiso,!~nn, dopn
rieonnscinla I:. prest•tJza di que-;! i, f':n· hnllirc l"ncqn:t JH'I' hca~·­
ci:trli: pre,·ia 1'~1:-!;~itll~la di ncido ncctico, il qu:llc salinc:JJHio ... i
c~on !e hnsi dei llilrili in~tahili 1 lnt'lk i11 lil>er\:"1 1':1cido llilt·o~n .
. tcido nilro:m. - Sol!o f'onna di 11ifrifi. Si illlpieg-a I'01lii11Je.
n1C1dc i! mcfodo di (i !I li s, pcl quale si aeidifk:1110 100 t·c. d':11·-
q11a t'Oil uf'/dl) snl{oric:o. dilnito :dln seopo di fare spt·igion:tn•
l'fldd!) nítrico dei uitrati; s':tggitlllg"C poi \Jil cc. di snlu::iunr
(/('tft10su di acido :wlj'11nilieo c qui!!di. dc~po agitazion<' e llll pn·
di J'ipos(1 un cc. di un•t soluzione :tl'(jUOsn di fJ, tut/lifunnllina.
l.a l'!~:'lí".Ínnc si fa in 11!1 eilindrn di \'Clrn :1 l:lj>J>O Sllleriglialn;
andH: lllininte qtl:llllit:'t di nitriti sono rileqtle da unn color:l-
zionc rnsc~a \'fll'i:lllH'Illl! ÍlllCilSH ChC J":t('l(llH \';1 g'l'adal:llllCllle
nssuntcttdu. Tale rcazioue do\'llla nlla f"onll:lzionc cl'nn solf'<1to
di dia:r.ohcnzol-cr. nartil:tmmin!l. ó scnsihilc aneht~ ai eeulinli-
lioJtC.SiltlO.
,\ssai Jllcno scnsi!Jile t': la scguenle n•a.done di TIIO.\ISIHli~FI··:
a 100 ce. d'acqna ncidilic.:ata con Hrirlo so/r1rit·o r'oncrrlfrato~ ~i
uggituig-c un cc. di ,~o;ufdu rl'alllido iotlnro/41. In prt•sen7.a dei ni-
lrili si prodnce una l'Oiorazinnt! azzurrin:1 piú o 1\ICtJo intensa
data cl:11la formazione dj ioduro d'amido con lo iudio lllt'SSO in
Iihcrlú dl'II':teido nit1·oso sprigion;llcsi lh~l' opera dell'~cidn sol-
forir.n.
tlcidu losf'orico. ·- Sollo l'orm" di losfáli c spccialm••nlc fo-
s!'nto lricakico. St~ 11~ fa In rit.~ercn: {!\':lpnrnndo circa ;,no ce. di
ac.qn:1, ln c:1psula di pl:ditJO o cii porccll:J1l<l, sino a ridurli :t
poehi cc. ()ucsli si al"idifll'ano c·on ('t.".~I'S"'o di uritlo nilrico e ~i
nggittng-c ad cssi, pllrc i11 rt·c,·ssn, dclla .•mlu:iollc di mo/ifq/u!n
d"ummonio In prcs•~nz:l dei fo-;fnti. si 1!:1 la f'onn:D'.Íonc di 1111
Jll't~eipilato gi:1llo di l"nsl'olllolihdnto di ai!IJilonio. Oc·cm·n· 1:1
kmpl~ratnra di 40° c spes ... o la rcaziolll'. 11011 s·a\'\"CI":I cllt~ dopo
Hlnltc: ore.
:\ciclo solfidrico. - Se liiJC'ro. si rieonnscf'. comt· allhi:1mo tle!ld
illll:liJZi, coll'odorc (1\'\"t•ro sospcndcndo T1Plla hottigli:1 1:1ppal:1
in c11i t\ t'OlliC!llll:l l'acqnn in es:J111C, una carlilla lllllidct ctlf"lll't'-
ldlo rli piorl1ho. Se in\·cce \'Í si lro\·a eonthin:llo solto f'ornL:l di
soHuro 1 hisogn:l prilll;l spostarlo CO!! l':1gg-iuntn di quakhe go<··
dn di arirlo clurirlrico.
Calct•.- Solto forllla di bicrtrbonato. solj"d{O, fos{rt!o c clnruro.
Si prccipiln in os.s:tl:tlo di l':det~ l'OI1 l'aggiunla di os.wtlulu di
ctiHIIWIIio. :\ 100-150 ccc. di acqua conlcnutn in un~ he\'IJla o
111cglio in un lliechicrc a calin~, si :lggiungc prima qtwlchc
gnceia di urirlo clorirlrin> per spo.slare l'nddo t·arhonico dei cnr-
honnli: <fiiÍIIdi ~j :lit-;liiiJiZZ:l COil llll ('('l'(.'SSO di (/11/1//111/ilfl'l(.
-l!J(j

percll(~ l:1 slldclcll:l pr<'cipilaziont· nnn s':lv\·crn cllc in nn1hicnlc


:deali:J(). fn[iiiC si :t;..:gi1111gC i11 et't't'SSO dt•l[:\ so/w:iOIW o/ r1 °,10 tfi
ossulti!O ,r<llll/111!/lio. Sccondo la qllnlllil:·l di t::dcc prcsculc, si
l1a llll lnlorhicl:llncnlo hianrhiccio o 1111 prcc.ipilato bianco, ehc
YÍl'IW facilil:llo dall'agil:lzionc .
.1fuynt•siu. ··- Si ndopcra l:1 ~les~a aeqn!"l Sl'r\·jln per la riccrcn
della c.:dce: dopo :n·('rl:l liHer:lln eo11 la filtrazione dall"ossa1ato
di caldo prceipilaln, ,. dopn csscrci :ls:-.icur<~li con I'nggiunla di
:dlrn os . . :dalo d':llllmonio c·.lu~ lutlaln ealee t-..sdol1:1 e prt>cipilntn.
AI lillr:lto co~;i ollcnulo si ng-gi11:1gc fll11111nrriaca, solll':ionr. ol
li) n,r,, di clor11r0 rl'tllll/liOitio t' stJ/w:ionc a/ 10 ,/ 0 di j'o.<>j'u(t> .wuliLo.
c: si :1~it:1. Si nllicnc 1111 pri'CÍJ•il:llo hianco. di J'osl'aln :lllllllO-
nico-utagnesi;tco, dtc ril:1rd:t :1:ctlll tempo quando la 111:1gncsia
~~ scnrsa 'l'ak prccipilaln, . . . dlnhilc ncgli :1cidi nJincrali. ~~dl'n­
t'ido cat·hnni<:o <) ncii·:H'.clico, c·· insol11hil1l in :lllllllnninl':l.
.·\t/111/0lliut'rt.- Si :1dopcra il rcolliPo di :\'EssJ.I·:n. il qunlf',
per la prese.nza in csso dl'll'iclrnlo pol:ls ... ieo precipita anellc i
t':ll'hon:lli nlc:diui c lerrosi dcll'acqll:t 1 c pPreh·l <·~ nert~ssario di
prer.ipilnrli primn, nggiung<~ndo :1 100 ce. di nrqua 1 <'e. di solll-
:ionc· a! 10 °/ 0 di idru/o t!i J!Oiassio C'. 2 c.t: di sulu:ioliP ui '!fJ 0 /" di
t•ar/lOIHtlo r/i JH>Ittssio. l>npo s!'dimenlnto. nl liquido dct':lnlalo
si aggi1111gC 1 n:. di rcalli\·o di :\~-:s..;s.~-:n, l'.flll ii IJtlnlc si otlic·nc
in JHP.senza di ammoniacn. 1111 colori lo t:hc \':1 dai ginllo pn~lin
ai girillo m:~ttonc, sccondo la qu:nllil:·, del\':unnloniaea prcst:lliC,
c t·hc l: dontl~) alia !'onn:1zinnc di 1111 ioduro dnppio di HH~I'­
t'llrio c ammoniae:t.
Snsfll/1'::(' oraouichr. --· Si dc·h_hono dt~lr.nninnrc sempre <rnnn-
lilalivnm<'nlc (V. in seg'niloJ; ma Yolcncloscne farc la sclllplicc~
l'ÍCl'l'l'il fjll:tliinli\·n, si acidifit'a racqtt:t GOII qn:ddlt: goc.l.'Í:t di
Hrido :wlj'orko e dopo :1\·cr J'allo lwllin~ c~ r:tll'reddare. :1 ;,on~r,oo,
si :t~giungc g·occi:t a goccia una soluziOilC tlchole di pcrmnn-
;J.:lll:lio di potassio, il qualc iu prcscnza di soslanzc org-nniehc
si scolora .
.1/t'lu/li. -- Per dclerlllillnrc la pn·scnzn dei 11/t'lalli ndlc :te-
qtH'. ,-. ncccss:1rio far evaporare n hngno Juaria l'irl'!l :; litri di
:lc'qll:t sino :1 ridt1rli n 100 cc .. :1\'PIHlo ctli':l di ng~iungcrc nl-
t'llllC ~nccic di :H:ido nitl'ien COIH'Clllrato~ nllorchú si i! vieini a
ragg-inng-cre talc concenlrazionc. Sttl liquido cosi cnnecntralo
il jrrro si rh·ela eon l':1ggiunta di :tlcttnc goct.:Íf' di /tTrocialluro
tfi Jlofussio in solu-:iouc a/ 10 °/0 . JHC\'ia :lcidifknzinnt~ con arido
11ifri1·o tliluilo. Si ha In fonnazionc di un prccipilnlo azzutTo,
pit'1 o meno e:lrico, il rptalc Yo1ge ::11 \'crdc, Sf! il ferro C prc-
• •
0
sente ~o lo in pil-.eolc qu:tnlit:·l.
~.f'-:. ·Per la ricc~rca dd f'iotnl'o e dcl ramr. l'ncqun co~l conc.cnlrnl:l
> i~ si porta in un h,icchiere c quindi :-.i l'a allran·rsarc per lO mi-
.. t llltli tl:1 1111:1 cnrrclllC di iclroyt·no soljorato. Si f'orma 1111 prcc.i-
~.\ t pilato nero rhe C dnlo o da pio111i>O o tln r:unc. Per difl't'rCn-
~~ . t zi:trli. si lasci:t sediincntar,· i~ prc~t·ipilulo, lo si Jiltrn c la si lnvn
-- l!Jí
....
cou aeqna conkuenk idrogt~no solforalo, c pl'rforalo il lilln1.
lt> !5i ra cadcrc in un recipicnlt! solloslnntc. Si sdo;..:lic quintli
in ucido 11ilrico tliiuilu caldo e si li lira IltlO\'<lllH'Ille Lt soluzioJH.'.
Al lillr:.-tlo si nggiuugono aktnw goccic di w;ido solj'orico: ~c vi
resta il piombo, questo ü rh·clato da un prccipitato hiancu
pcsanlc di solfalo di pion11>o.
Fillratn anl:ora H liquido! lo si addiziona con una soluzíonc
di ferrocia.nut·o di jJOlassio. p{'r il qua1e il rallle 1 se vi c·sistc·, si
rivela con un prccipitato lioccllso, rosso Jnattonc di fcrrocia-
1

nuro di ramc. Jlranll~ puú riLcrcarsi auchc aggiungendu i11\'eet.;


~ti liquido alcunc goccie di atllt110lliuca! la qtwlc dari1 Jungo a
un prt~cipitato :tzztJITO soluhile in 1111 Ct'CI'S~o clcl rcatli\'O.
Se l~acqua conccntl·a\:1. come innauzi al>hi:uno deito, dar:'1
alia corrente di addo solfiddco 1111 prccipilalo hianco, ,·. scg"tlo
clw conticne lo -:inco, c il prccipilalo cosi olknulo C 1111 soll'uro
di zinco.

d) Anu/isi IJlllllliiluliou.
Soslaw:r soSJJese.- !J.ualoralorni utilc di delcrnlinarle in pcsn,
si lillr:1 una quantil:'! noln di nc.quu atlraYerso d'un 1iltro laralo
(dcl qualc ciot': sia sl:do delenuinato, il peso dopo a,·~·rlo Lt-
scialo in 1111 essicalort~ fino a scccllezza eontplt'la•. Fa~.;eutlo
quindi CS"iin::trc di llHO\'O il lillro, lo si pesa c la ditl'erenza Ira
lc dnc pcsale ci durú il valorc ccrc:tlo. Cutl llll:t sc111plicc pro-
porzionc si put'l dare a !ale \'alorL: l't·sprcs...,ione rclali,·:t a 100.000.
(lll1 ccnligr:unmo su 100 cc di :tLtJlW), O\'\'CI'CI :-.i <·sprimc in
lllilligramn1a su uuJitro. {L'or:l deito \'alg:t anehc per l'csprcs-
sione di Lnlli gli alll'i v;llul'i au;lli\il'i). Ln ualu,·a dcllc sostanzc
spcst: si dctcrmin:l poi tncdi:HIIc J'csnmc mit:roscopico.
i{e~ir/110 .'ii'Ct:o. - f·: dato da {llltO <JllflliiO rimallt: da!J:1 eo111~
plcta c,·aporazionc dt~li';J~.;qtt;l. Per dctcrminarnc la qnatllil:·l,
~i misura in apposilo pallonc taralo a lappo smeri.~Iiato, i>cn
1<1\':t(O e rist:iaequnln cou un poco dcll'acqua da tsaminare. tlll
dt!lerminnto \'ohunc di qncsla (per lo piú 100 cc.), riempirndolo
csnlt:~mcntc sino ai ~eg-110 di Iara. r.:ncqua inoltre tiC\'C (!Sst·re
portala :dla temperatura a cu i Ia tara dcl pallonc ,·. staln fall:1,
c che C onliuariamcute di 1;/' se non e su di es-;o di\'Cl'!'WilJC;Jle
iudicato. Si prcp::1ra poscin una capsula di plati11o: o di Ilichelio.
o di porccllana conlplct:uncntc \'Crnicia\<.1, lc qnali si la\·ano
enn addo clóridrico: si nsciugnno, si <lrro,·entauo alia liumllla,
Jnsc.htndolc pni rn!Trcddarc in 1111 cssiccalore ad :tcido solforit·o.
A freddo si pcsano esntlameutc alia hilnneia di prcdsionc.
avendo cul'a di mancg~inrlc .. scmprc con Ult:l pinza a puntc di
plalino o <li nichclio (nel cnso <li enpsulc di plalino). l'rcparala
cosi Ja eapsula 1 si ponc nd lw~no-mnria a li\·cllo coslanlc: :li di-
soprn dei qn:lk uno't-:pc,·iale imhuto :1 honli ric11trauli \'ÍCtiC fi~­
s~tlo con l'apict~ dei cono i ti :11\o. per :llllll!'Jdarc l'cYapur:Jí'.iouc
lliCdiautc la corrente d'aria da t·s~o cldenninatn e ncl nlcdc~iJno
lt'JliJ>O e pill SJH~t·i:d1JH'tlie 1 :1d Ílli(H'dÍrC J:ll":I<IIII:J dt'l puJ,·i:-.co}t)
:J!JJIO!"Ít~o I' IH! ptu·, cs-. .. ~1' catiS:l di crrorc. :\lcss<1 :t pu~ln sul ba~no­
IJJ:trin J:t l':lpStd;t, .-.i \'tT:-,:1 Íll t':-.S:l f':H'Ijlltl, r:hTIIdt)Yel:t C:tdCrC
pt·r Jlll:Zi':o dt·l lappo :t :-.JJH'l"iglio iu Jltodtl l'il<' !IC ...,SliiJ:I g-occi:l
~e lll: ptTda: di volta in Yolta se nc versa 1111:1 piccol:t quanlit:'t
P<'f r:ll' si clle il resíduo si r:lt'col;..:a possillilnH·Ille uel rondo
d{'ll:t l'apstti:J. qualora _:-.i debha11u stl cs-;o pratienr dclle ri-
cerda!.
Se si lia una capsula di stJI'ticit·nk t·:tp:H'ii:·J, vi si pt11'1
\Crs:ll't! J"~H'I{ll:l lulla Íll Ulla \·oJia i11 :l!II!Jedue j C:ISÍ, dopo
\·uo!alo il p:tllolll'. laralo. hiso,!. pta riscincqnarlo t'OJI acqua di-
:-.lillata chc ptd :-.i ,·crsa uell:l capsul;t. .\ti e\·:1porat.ione (.'OIIJ~
plda. la c:q>-.;111:1, lenuta eon ttna pinz~1. :-.i porl:1 nell;1 slu.J'a a
"l~rco :t IUU'', vi :-;i lasda p<·r dtte urt~ e quindi la :-.i ponc :t ral'-
l"rt·dd:lrc in llll es.o..,icc:alore. Si pesa di JlliO\'o la cnpsula e la
differc111.a fra k dll<' pesale t:i d:'! il \';dure dd rcsiduo seceo
per il YOittllle nulo d':lcqna, ,·;dore c.he poi .o..,i t·.:llcol;t in rnp-
porto Sll Hl0.0!J\) parti, o\'\'Cl'O COIII<! lllilligi'!Hllllli di 1111 lilro.
J>i ~olilo il l't~siduo ro . . . i ollenulo·si port:1 in 1111:1 sl11f:l :1 1XO''
::irc:1 e si pesa di 11110\'0. ,\llor:l si ha il resíduo senz<1 i sali
:lllHIIOiliucali. ~~ le sosl:1nzt~ organichc chc a qtH·lla letnpcralnr:t
\'(d:llilit.z<ttJO. lrl[inc si ~llTO\'t·nla alia fi:lrlllll:t :lZZ!IJTa la c1psula
col rc..,idut) e si nol:1 se qtlt·sto, per pres(.•JJza di llléllcrie orga-
nirht·, di\'{:td;t II<..:ro t•d Clll:JII!l odon~ di eOI'IJO hrllt'.ialo.
C:/IJf'O. - l.a <l ;lcl'min:tziouc dei la quar11i1:·1 di cloro coutc-
llttL:I in un':~t·tp!a si pratica di solito cotJ il tnclodt> volutnc-
lrit'n, nlisurando il YOIIIIIIC tl'una solttziolle titolillil di llilr:tlo
tl'arg-t•nto ncl'cssario :t lrasfortuarc i doruri di 1111 dato Yolume
d'aequa in ('loruro d'arg"<~ulo.
ltllpi{ocr:llHLl il ml'lodo di :\ltllll~: :-;i adopcra llll:l soluzionc cli
. ~. .\'
ltl/l'lf{O tf lll'{]l'lllo J(l·,
S . . (I I .. I
Ji)(j, U\'H!J'O 1111:1 tiiiii:il'l:t a C CIOt: C H:
t'l'. di t'SS:I corrispottda a I llliiligr. di cloro).
1111
L'~ prime duc si prepararto mcllcndo ir1 un p:d/one laralo
da 1111 litro 1f 10 o di 'íwn dt·l peso llltdecol:trt• deJ nitr:tln d':u·.
geuto (170r e :q.~~iliiH~t·lltlo :H:.qu:t distillal:1, :1\'I!IJie la lernpcra-
lura di 1.-, .. , siuo :li JHudo di lar:t. La soluziouc unit:1rh.t si
prepara in sc.•guilo ai c:llc~·lo St'gllt'!lle:
t'na molccol<.t di t!Íiralo d':trgento cP.111 . . : 170) ~i <:o!ltitin:J
co11 tlll :do!IIO di doro (l'. :1.-=::.-,;,l. o111k le soluzioni nul'/1/(f/i
si ('tlt'l'ispolltiCI':tiJIIO \'oltllliC ;I \'OIIIIIH~: iii\TI.T JH'I' la soiiiZÍOIJC
l'lltpirk:l di ctli 1 1'C. ron·ispolld:t :1 I 111illi~r. di I' foro c quindi
I litro ad 1 gratlllllO: :t\"J'CJIIO:
170; :::J.il ;:.-; .l': 1

onde .r:::::. ., _
17
~ == 1 1 ~H~;
ol;l,d

C)t1i11di st"ioglii'Jttlo gran1111i ·1,7XS i11 1111 litro di arqua avrc111o


:t ~tdlltitJtiC \'llltrl:i.
1!1!1

Per l'uso, ~i \'(~rsa In soluzione ~trg·entka in lltl~l hurcll:l gr:l-


du:tla :1 1/ 10 di ec., con rnhi11CIIo di \'elro: purl:tndola fino :dln
zero. r..~uindi t'On llll:l pipcll:l l~trata si YCrsatlo in lltl !Jit:-
chicn: 100 tT. di :a:q11:1 dn csnmin:.~rc, no11 addilic:.ala. Se l:t
pro,·:t qualitnth·:\ falia in prct.:cdcnzn lia r·ivc~lnto un prcdpi-
tato ragg:u~ll'dC\'cde. l~ uti[c nlJungarc racqua in CS:UllC C!lll
:wqu:t di:-,tiJlata. per rcrul<'r piú sen-;ibilc In n:aziotll': e in l:t!
caso sl prendo no 2;) cc. o nnt.:hc lO cc. dcll'ucqurt da csatuinnr<!
c si diluiscono li no a 100 cO ti ncqua distillatn: si :tggiungono
quindi poehc goccie cli solt1zione ai 10 °/ 0 di c·rnuutlo di }JO-
lussio fino ~Hf :1\'Cl' l"acqu:l liC\'CI)ICfllC coJornta in giallo; il
cromHt.n di pot~ssio 1r:lsl'onnandosi ncl rosso ~romalo d':lr-
gcnlo a1lorehG tulto il cloro dell'::tequa e stulo Jissato da!Lu·-
gcnto, runzioun da indicutorc. Dopo di csscrci assicurali chc il
rohindlo di r.hiusura UOJI conticnc aria c dopo d';n·crc nolala
J'altczzn cu i arrh·a il tnctdsco dc1l:1 soluzionc, se per t.::lso uon
G allo Z.Cl'O, SÍ f:l cfldCrC <fllCSl:~ 1 g'OCCÍ:l a goccia IIJCSCOl:llldO
contempornnenmcnlc con 1111 hnstonci11o di vetru. J)a prill-
eipio. ncl ogni goccia cllc cade si fonna nn prceipilalo hi~uu.:o
di clol'ttro d'argc11IO: chc m:1no a mano intorbida il li{tllido :.
poi ncl puuto do\'c la goccia cnde, si forma il russo cromato
d'argcnto, chc subito scomparc con J'a~ita:r.ioiH', \'Cnendosi u
combinare ai cloro clcllc allre parti delliquido:infinc, quando
tutto il cloro sia sialo precipit3lo~ i1 c.romato argcntieo pit't 11011
!;i dceompone e in sc:.{uito all'agita;-;ionc. il colore giallo del
liquido nssttlllC lltl (0110 }'()S.'WS/rq. CiiJ e indiz.io clle ncll'ac([lla
non v't'.. piú cloro. Si nota allora il numero dei cc. impicguti.
Se \'Cnuc adopcrat~1 la so!uziouc empirica: qucslí corrispondc-
ranno ai 111illigr. di cloro eontcnuli nclla quanlitú d'acqua csa-
tninata. Se i11n~ce ,·cnuc adopcrnta In soltti'.ionc (li~dnol·tu:llc o
la ccnlinornwlc~ si do\'rÚ moltiplic::.are iJ Jllllllcro dei cc. ~do­
JWr:lli per OlOO:Ji">.Í O per 0.0QQ;J5;) cJw rnpprcsentano in grallllllÍ
1a quaulitú di clot·o corrispondcnti rispelti,·nmcntc ad 1 cc.
dc11c ~oluzioni argcntil:hc: cssl~lldosi co~i otlcnutn la quanlitú
csistcnte 11d YOllllllC di acc1ua adopcralo 1 la si riporta :ui uu
lilro.
li mctodo di ololtr rn nccnsnto di non tropp:t cs:tll<!""' per
i! f:1llo chc ll0\1 clinlitl<llHio i C<l1'1Hlll:tli, qucsli pn::cipilallo con
j dontri.
Pereiú alcuni rilengouo ph't csnllo il mclodo di VOLIIAI'.I> eon
il qunle si ngisee dopo nddificaz.ione dei 1iq11ido con aeülo
nitrico pc1· manlt!BCI'C di!:lciolli i cnr!Jonati. Con quüslo nlc-
todo1 dopo di :n·ct· ,·crsato, itl ttJI paHone t~1rato da 2!j0 cc.,
25 ce. di aequa d:1 cs:1minarc, si acidificano eon uno o <lut.: cc.
di acirlo nitric:o in soluzionc nl lcrz.o c quindi ~i ug~iungono
10 cc. di solu:ionc aryenlicll decinormalc. Si comhin:tno cosl
t11lti i cloruri c rcster:'1 1111 ccce.ssso di soluzionc ar~eutien. In
scguito si poria i! liquido <lei palionc con nc<JII:l <lhlillata nl
. ~110

p11ulo di l:1ra l', n :-.i lao..;da riposarc O\'\'Cro :-.i lil!ra :lllr:l\'l'l'SO
~1n lillro privo di doro. Si prende '!lliudi una p:ll'lc aliquol:l
di quc:-)lo liftllído fillralo o lasciato in riposo ·-- per cscmpio
2:-, LT. - e dnpo di a,·,·r acidilicato con :tcido uilrico, yj si ag-~
gillllgOIIO llllO O d11e l'l'. d'111W SOillzÍOilC salllf;l :1 frcddo d'\111
-"HIC ft•JTieO (:dltlillC di ferro). Ji S!lJC di rl"l"I"O si aggillll~C pt~l"­
C]l<·. dando la color:Jzionc ross:tslrn, di cu i suhi!o di remo, scn·c
da iudicttlon•; e l'ag-giunla di :1cido nilrico ,·~ nccessaria per 1";11·
scon1padn~ il colore d1e J':H:qua, pt·r 1::111Sa di !ale salc. Vil'nc
ad :tssumcrc. <)1ti11di con una .soluziouc dcciHnnllalc di rodo-
JIItlu d'aJJUJ/OIIiO (SOl foci:luttro d'nilllllOJJÍO), la qualc corrispondl!
vohttllC :t volutll(' nlla solut.iont: :trg:c11lica :ulnpt'ral;\ 1 ~i delcr·
nli11:1 l'ecn~~;;so di nilralo d'nrgPnlo conlcnulo nclla parte ali-
qttoJ:t dcl liquido lillralo. f~H:cndo eadt're da llll:t hurelln In Ho-
luzionc ;..;oceia a goecia linchl: si olle11ga uu eolor ro~so pcr-
lllancnlc di rod:nwlo fen·ico. La quanti!:'t in L"t'. JH.:ecssaria dclla
solu"l.ioJH! di rodnnnlo indica l'cen•sso in <.:c ddlil solt1zionc
:ll"gt•nlie:l conte-nulo tJt:lla pa1·1c ;diqnolit di 1iqtlitlo ;tdopcr~tl:t;
riporl:uHlo qucslo con un:t Jllolliplic~~ :~I \"fdllllH! inlicro di :lJU cc.,
c sottrncndo qucslo ri..,ullalo dalla quanlil:"t lolale di soluziouc
:ll'f.WIIIÍt:a Si h:t qn:tlll:t SC IIC t': COJI!'i([JII:Jia pl'l' J>l't'l"Ípilart•, j)
cloro dtdl"at~qua in csa1111.:. Ciú sapuln si e:lieol:1 la quaulilú d('l
cloro <'omc nbbiamu \'hlo pel mclodo di :\Ioln·. lnfill<'. cntw-
scinlo il cloro conlenuln nclla <fll:l!liilú d'acqn:t i1npieg:tla per
l'csallll'. si cakol:1 faeilnH·nle lfllt'llo contenulo in I lilt·o.
Suslrlll'Z.I~ oruuniclw. lLtln Ia 11:tltll':l compkssa ~~ non bcn
tldPnllilt:lla dcllt~ so:-;l:tiiZC organicllc t:onlcnuk ttcll":lcqu:l, la
dclennim.lúntll~ dclla !oro quanlilú si f:t [lt"l" da indirell:t, c;d-
eol;utdole dnlla lJII:tnlilil di ossigeno ueccss:tri:t :ui ossidarle.
'J';lle quantilú si puc'l conost:crc mcdiault: una soluzinnr. di pt·r-
mangaualo di polao..;sio.
Si pralic:t ordinariamente qucsl:1 dclcrJilitl:tl.ionc con il nu.:-
totlo di 1\lllll·:t.-'J'Jt·.~IA:-.il'\, per if IJII!lfe OCCOJ"J"OIIO:
l 0 l:na soluzioue di JWI'IJlttllf/11/ltl[o di Jlo/ossio a tilolo
noto;
:1'' Una soluzionc d'acido (1.'\.'>u/ko lilolata in tuodo chc
un ce., di essa corrisponda ad una uola quantilú di os~
SiHC!IO'
. n :;o Úna solu;~.ionc d'ueido .'\olj"urico allerzo.
l.c soluzioni di permanganato di polassio c di acido ossalico
sono litolalc in base :11 cakoln scgucnlc:
t:ua molccoh1 di ac.ido ossnlico tP.Ju . . . .:. I:IfiJ si ossida con 1111
:do111o di ossigcno (1'. a. - IGJ c ciot\ l~li p:trli di aeitlo os:-:.a-
licu ~i comhinano eou J(j parti in peso di ossige11o. Per faci-
lii~lzionc di c;tlcolo ~i fa un:l soluziottc di :1ddo oss:dico laJe
che un cc. di essa corrisponda a ntills-r. 0,1 di ossigeno,
quindi:
- ~111-

c pt~I'L'iÚ
12:>xll.l _ .--
--Jij -=ll,JKJ,>:

si :1\'r:·, doi: la soluzionc \'olula .sciogliendo 111 un lilro d'ac<Jlla


~~·. O,f~iS di acido oss:dico.
Parimcnli 1 csscndü il peso di due molecolt~ di permanganato
di polassio ::w c ah!Jandou:lnclo qucslt~ nclla c.omhinazioue con
l"aciclo ossalit:o,G:\LOilli di ossigcno (tGx;j == t>O) per Ia suluziunc
pl'rmang:.ulica si park dai calco lo:
:>Hi:SO=x:O.I

__ :illiXO.I_ .,. .
. t - · · · ~u-- _o:"·L>

PcrcicJ si dc\·ono sdo~lierc ~r. o.:~~J:) di pt·rnJall~:uJ;IIo po-


la:;sico i11 n11 litro d'aeq11a pct· ollt.!nerc la soluzionc ,·olula.
Esseudo pcn·) tliffit'ilc: d'c,·itnrc cilc o l'acqua o i rccipicuti
adnpcrati llflll conlcng;JIJO traccc di sosl;lTJZC org:tllic.lH', chc
allcrino i! lilolo dclla soluzionc, si sciolgono :1bitu:tlmcnt<: !lel-
l'aequa gr. 0.1 di pertnanganato.
Pn:parak cosi le dtle !'oluzioni nnn si <': sicuri che corri-
:-:;poudano \'Oit!JllC a ,·oJumc c Cj11i11di occ.orrt: litolarlc r ou prc-
cisiOIIC. e a t:de scopo si vc:rsano in acqua clisliilata c:lida c
priva di sostnnzc orgauic.he~ 10 cr. deiJn soluzionc di :teido os-
snlieo c f1 cc. dcll'acido soll'orico :ti tcrzo. Quindi da un:t hu-
retla si f'a defltlil'l: goeci:t a goecin ln soluzione di pcrnJ:tllga-
n~llo lino :1 qu:uHin J':H.:qua nssumc un colore lcggcrmenlc ro-
sca perlllnucutc. I cc. adoperali corrispondono :1 10 ce. dclla
soluzionc di ~H;ido oss~dico, onde ccdono 1 tngr. di ossigeno.
I.;operazione pn~ csscr fnlta iu una capsula di pon:ellan:t
dciJa capaeit:i. di circa 200 cc. ovvero in una bcvuln dcll:l stcssa
e.ap:ldl:'t Jn qunlc ú prcfcritn da lllOIIí. pcrcllú con essa mcglio
si cvitnno gli crrori dipcndcnti da11a pcnetrazioue di pttlvi-
scolo almosfcrico. I recipicnti ehc si nsauo dc\'ono esscrc
privi di soslnnzc org:tnichc cd ~l !ale scopo ,.i .<.;i fa bollirc: prima
dcll'arqua aeidificnla con acido so11'orico a eul sicno statc :Jg-
gittnll: delle gcccie di permanganato pota-;.sicn sino n chc il
colorito riJnanga rosco.
Dcll'acqua in csntne si ,·crsauo nd recipiente prepa1·ato
100 cc. c vi si :tg-giungono 5 ec. dclla soluzione di acido soll'o-
rico. c 10 cc. dl queiL1 di permanganato; !--i la pnscia bollire i!
llliscnglio pe1· 10 .minnli c qnindi vi si J'anno Ctldcre da una
buretta 10 cc. delta soluziouc oss~llica. ~~omparirú complcta-
lliCnle H eolorito ros"o dei 'nliscuglio :t,·cudosi llll ccces-;o di
acido ossalico~ i/ fJllltlf: con isjJOlld<!;.ti.. ui/(( fjuaafilú di solu:io11t
pcrmllll!JCllliea cite lw Ct!dlf!o f'ossigeno alie suslutl:::c orgunichc c·on-
lenulc ucl(acquu. E111piric:uucnlc :-;i rilicuc cilt• il penuauganalu
os~idi tanta makri;~ orhanic:t llgtt:d1: a;, volle i! proprio peso.
Onde tnolliplicando i! IIIIIlll'I"O 1!<-i l'.. c.. di JH!rlll:llqt.:tnalo pc.·r ;,
\'cdle íl peso dello ~lesso clle ,·~ di~~·iollo i11 10 c.·. c. dclla solu-
zíone JH'nn:tugauica si ollienl' 1 eon1e dt'ti'l"lllitJ:J:do~JC Clltpiriea,
j} peso 1h•lla :-;osl:tnza org:tnka l'Otllenula nell':a:qua in c:-.amc.
Allora con la solu:.r.ÍOIH~ di JH.:nnaugaunlo pota~·dco si o~sida
!ale ccccsso. laseinndola cadcr1: d:dla burclla g-occia a goceia
liuo ad 1111 liCYC eolorito l'OS\..'0 pcrmaucnle. Cil'l r~ltlo, l;t <Jil:\11-
lil:'t di os,iig-l!llO neccssal'io :ul ossidarc lc sost:llll.l: org:tnkhc
contetttiiC nci 100 cc. di ac.:qua esn1nin:dn .si otkrrú soltraendo
d:Jii:l IJII:lllliiÚ IOI:de di JH~I'Ill:\t\g<tll:lfO JII'ÍIIl~l t' dopo l'acido
o ... salico, quclla dtt~ ald>iallln dcsunto dall:t titoi<J7.ionc corri-
sponderc ad 1 Jllg"r. di ns::-;i~cno e eiut·· :1 10 n·. di soluz. ossa-
lic:l. 11 rcsiduo !\arit la quantilú di pennang-a11alo chc h~t ossi-
dale le sosl:1nzc org:u1irllc COillcnutc nell'acqu:1.
,\llora cnn un:t scmplil'c proporzione !r:1 quc~.;la qu:nllitú e
qlll'il:l chc cmTispondt• :ui 1 mgr. si avr:'t la qunutilú di ossi-
:~cno t·onst!lll:\la nl'i i.OO lT. di acqua in dccinli di nlilli~ranuno,
l:t qunlc poi si riporla ai Jllilligr. coult'llllli in llll litro di
:tcqtt:l.
Jo:o..,ctllpio. - Pet· ossid:•n~ 10 Ct'. dt·lln soluz. oss:dil'n 1 siCIIO
11eet•ssad cc. ~1.8 ddla soludonc di pcniWJ'gan:do.
I 100 t:e. di :u.;qua at'idilic:lla coll'nt.:ido soHori~·o c !Jollita
dopo l'agg·iunla di 10 ct". di soluzionc JH!r•nang":llli<.:a, si st·o\o-
r:UJo colnpletanwnte con l'aggiutJla di lO Ct'. di !')OIIIzionc os-
s:llk:t.
Per oltcnerc :111\."'0l'a il t"o}orito ro...,en si dt·.hb:tno aggiu11·
gt:re cc. ·l.li di sol11~:ione di pi'l'lll:lllgan:lln.
,\llor:~

I !i-\- f,f> CC.: t.f,f>,


c quindi
1 1,() !l,S ·1,:-:.
onde

c Jll'l'dú
.f, X
.r,.-,.-- !I :x m~r.O.l~!l.

Con la lllOdilit-nzionc addoltn d:dln Sc!l!'l:rr.E :1 qut'~lo llli'-


lotlol si fa l>oJJirc l'<lt'.CJll:l Íll 1111 11\('i'.ZO :lica(ÍilCl insÍ<!!llC :iJla
:-;o\uzionc pcrnwu:..t;:lllit·a: c pcrci() Yi si aggiungono 2 l:C. di so-
l117.io11e di idralo pol:1ssico. Dopo ralfrcdd:!lo n ti0° 1 si :Jg-giut~g'e
tlt-ll'al'i({o st)lrorko fino a ll<"lla rcazionc a('.ida 1 operando in St'-
gnito C0111c pn~cctlente abhiamn d<"ito. C:it> pcrciH·~ :-~lcnnc so-
.slanzc organirhc ~i ossidano in naczzo nkaliuo cd a !Ire illmt·zzo
acido.
:!O::

/JtJn•::u. l.a dure/.i'.a di tttt':tcqtt:t t., d;~!a dnll:t prc•s,·llt.a ill


ess;t di ...;:di ak:dini o !erros i diseiolli 1 o sl c~pri11tc in gradi fran~
ccsi, ingJcsi o tetlesclti.
11 grado {nlliC<'Se corrispondc :1 llll centigrantllia di carbonato
di cnll:t• in 1111 litrn <l'~tequ:l.
li grndo inyles(~ eorris:>otulc a un ccntigrumma di carbonato
di eaJcc su íOO cc. di :tcqua.
ll grado /ctlcscu corrispondc n. un ccntigt·a-ntlll:\ di ossido di
c;dcio disciollo in 1111 litro d'acqun.
Per i rapporli tra il peso molccolare di cgwsti di\'Crsi corpi si
lia a.dunquc:
1 Grado di dnn·zza f'rnnccsc -= Ü.;)G lcdcsco- 0.7 inglcsc.
1 Gr:Hlo di durczz:t in:{lesc = O.R tedcsco = lA:: francesc.
1 Grado di durezi'.:t tcdesco--= 1.'2::> inglcsc = 1.i~l francl'se.
l..n dttrczz:l dell'ncqua va dislinla in tulalC'1 JUT111a11C'ltll' c ft'Jil-
J'orul!ctt, riguarclo ai modo di comportarsi dei sal i ah:alillo-lcr-
rosi dell'ncclltn con H riscaldanH!nlo. I11fatli l'acido carbonico
dei hicarhnr~ati 1 o acido carbonico scmi-coml;inaln 1 si sposta
cd i carbonati precipila1to solto fonna di mouocarlwnali.
La dur{·zza tol<1le t·~ c1uclla che si ha ncll'acqua nou ancora
l';tlla hollire: pcrmcutclllc~ (.! C(llclla chc rim:tne dopo l:l cl,ol-
liziouc: la lcJH}JUrauca C da la dalln dilfcrcuza dcl1c duc pre-
ccdcutL
11 lllCto<lo pili COllllliiCmcntc u"nto per valutan.: la durezza
clcll'ncqun ô queiJo itlrolimclrico 1 poichi: ú cli f:tdle attuaziuuc
c d:'l dei risullnti prntici assai attcndibili.
Per ricct'clte piú c~alte si ricorrc nl mclndo po11derak cn11 il
qual c~ si dctet·Jnina in peso 1~1 cnlcc sotlo forma d'ossidu di c:dcio
c la m:tgncsia come piroi'osl'ato di tnu~ucsi:l.
fi principio Sll cui si !'onda il ml'todo idrolitliClrico Ú qnc\lo
(;hc jJ snponc (salc di soda c potassa con un acido grassoJ in
prcscuz:t dclla calce o dei la magncsin a!Jiwudona, l'acido gr:1sso
chc si comllina con c"so formando ttn pn~cipilnlo insoluhilc
c pcrciú 11011 d:'t spum:l. Iu,·C'cc il sapouc nc1l'nc.qtta clislillala
d;\ lnogo anche in piccola qu:tntilú alia fonnazionc di llll~l
spuma piú o nH!IlO pcrsislentt~; e quindi conlinu:ntdo :ul ng-
g-iun:{erc una soluzionc di saponc ad una soluzionc di snli lcr-
rosi, la spum:t si formcrú solo dopo chc Lutti i sal i si sono combi-
nali con il sapone.
Per il mdudo iclrrJfimclrico di BoUTHON-Hüt:!JET, chc l! il piú
usnto: si impicgano:
1" Una soluzione alcoolk:t di s~1ponc titolnla:
2° Una l>urclta, dctla idrotimelro (llg . .183l, gradua ta con dttC
scale: una corrispondc ai gradi di durczí'.a franccsc c l'allra t:
divhm a cleciani di cc.
Lo zero <klla scala dei gradi si lro,·n. ;l livcllo delta secondn
didsionc dclla scnla in dccimi di cc., pcrehú la soluzione di sn-
ponc COIIICIIllt~l frala primuclivisionc ela sct..:onda t·apprcscnta
l:1 qttantitú tH!C1:ssaria per'ddcrtliÍil;H't~ in·IO ec. di aequ:t dislil-
l:ll:l Hna spur11:l dcll':\ltcz:t.:l di l enL e pcrtuancnle per G JJIÍ-
nuti c quindi 11011 }HH.l esscre rifcri1:1 alia qu:tulilil di sol11zion.:~
saponosn dH.! \'Í<.:rre impicgata per la prccipii:Jzionc dei sali
ll:rrosi.
La divisionc ~2° corrisponde :ti scgno di 2,·1 ec. per la ragionc
chc pil! inunn...:i dircnto.
;~o Una l>occclta :t lappo snwl'i·
~liato (fi~. IS.l) su cui sono inc.Isc 4
gr:uluazioni ehe inclic:tno rispclli\':t-
11\etllc i! \'OIIIIllt~ di 10, 20, ;{() e ·lO cc.
La soluzion<! di sapnttC si pn:p:tr:.t
st:iogliendo :1 1:.:Jido in 1700 gr. di :d-
cool :1 !10°~ 101 ) f.!''· di saponc puro di
:\l:.trsiglin, qnindi si lillt·:t c :ti fillralo
~i ~~g·g-iuugono J{)O!J ce. di :u:qua di-
,lill:ila.

Fig. JS·L

La :wluzionc qniudi ~i
tilol:t per nH:zzo di una soluziouc di·
g·r. o,~;) di doruro di enleio iit llll lilro d'acqua dislillala, 1~1
quale C cqni\'alc:nle :t una soluzionc di gr. 0:22 di t·.arhonalo di
calcio in IIIJ lill'o, e pct'c.i/) a 22 gradi l'ranccsi. l.a soluzionc
akot>lit-a di sapo11c tk\'c esserc Jll'l:parala in tnodo cl!c üO cc.
di essa dcvono prccipilarc lulla la calee conlt~nutn nclln clcll:t
soln:t.iouc tli cloruro di calcio. Sicco111C pcrú pcl vol!1mc da im-
picgan'.1 sarcbhc 11o11 cotHodo uú ceonotuico lavorarc eon üO cc.
- 20:í-
di solnzionc di snponc~ c 1 litro d'ncq11n~ eosi si riíltH·ono am-
bcduc ai minimi tcrmini mcrt(! il mnssimo COillllllC di\'isore
chc t': 2;). E c:osi si hanno tiO'cc. di soluzione di eloruro cli c:lldo
c cc. 2,4 di solnzionc di snponc.
Quclii si mcltono nclln hoccclln c qucsli ncll' idrolimdro
donde si faranno cad<'.rC goccia a goccia.
Se In soluzionc sapo11osa risulta troppo dcbolc, si fn C\':1-
pornrc lentamente a bngno tnaria c quincli si tilnln di ntlO\'O;
se ú lroppo concelllrnla vi si ng;giunge ncqua dislill:lln ncll!l
proporzione di 1/ 17 dei suo peso, per og11i didsionc in nH~no­
segttnla dall'iclrolirnetro.
Siecomc 2,·14 c.e. si eomportnno con i :10 cc. <li soluzionc di
cloruro di enleio come con una solui'.ione eontencnte tanto
carbonato di calcio drt em-ri·
spontlcrc a 22 gradi frnnccsi,
cosi lo spnzio ela cs!-;i oceupalo
ncll'idrolimclro Yicnc diYiso
in ~2 parti. In pri111n dcllc qttnli
si trova nl di solto clcllo zero
d(:]l'idrotimelrn~ c ei:lSt.:IJnn di
qucsle parti indicn 1nt
g-rndo rranccsc. <)ucsln
Suddi\'isionc conlinun-
la )WI riutarn~nle del-
I' id rol inteiro. cosi i111 i-
sec In scnla idrotilliC·
!rica clclln bttrclta di
B<:~ulron-Houdet.
Quando si dcbhn proccdet·e :llln opcrnzione nnalilie:1 de\.
l':lC(jlla in csamr 1 si pt·~tlicn unn prO\':\ prcliminat·c con In qunlr.
si liloln pt·css'a pocn la durczza dC'll':lcqun ela csami11nrc; se
essa risulla nssni forte (c in lal caso si hn suhilo una fonnn-
zionc come <li sqnamellc alia supcrficic) hisngncr:'l diluirc
1':1cqua COJI cgualc quantit:'t di acqna distillata o COJI il triplo.
ossia mellenclo nclla hoccclln idrctimctrka l'ncqua fino n
1net:i o fino ai scgno 10 c portnndoln sino ai tiO con J'ac(pl:l di-
stillata.
Per In titolazionc csnltn~ (lopo di n.vcr riscincqtwla l:1 hoc-
eclln cnn l'aeqna dn csaminnrc, si vcrsn quesla fino ai segno
voluto! aggiungcndo o meno l'ncqua dislillatn.
Ciú fatio, si ricn1pic l'idrolimctro fino allo zero con In solu-
zione saponosu e da c>sso In si lascin caderc nclln hoccclln
goccia n goccia (íig. 18:1), curando che non se nc pcl'(ln (a L:1k
scopo si spnl111a l'eslcrno dei hccco <lell"i(lrotimclro con clclln
vaselina). Di Yolla in ,·oltn si chiucle In hoccetta con i1 tappo e
si scuotc fnrtcnlCnic per un minlllo; eiô si ri pele sino n ctuniHlo
-- cssendo prceipilnti lulti i snE - si l"nrm:l unn schium!l :1
pie(:ole hnllr., persistente lungamcnlc. Si Icgg1: allorn ncll'idro·
~()() ·-

fimctro, sulla sealn <ki gradi. il nunu•ro t·hc rorrisponde :li


g-radi di dnrezza l'r~tncesi ddl'acqn~l t~saminala. C).uesl:t ope·
r:ll'.ione v:1 ri pd 111:1 d nc \'oi!(', per C\'i tarc ('rrori, c di css1: si pren·
de la nH.•di:l.
Pt•r dl~tcrlllin:n·c In durczz:t di nn'aequa eon mag-g·ior csnl~
kí'.za si ric.oi'I'C' a{ tlostllllt'lllo dt•lltt l'a{t'C (' ddla lllllf!llt'Sio in
~.;s:I conlenule opcrnndo snl ntodo sc.~u''llle:
2. lilri di ~u~q11:1 si ntidilic:tno con n('ido dfJridrico f!tii'O c si
f'anno C\':lpor:n·e rinn a sel:t·lwzzn in llll:l <.'npsu)a di porecl-
lana. 11 resíduo si :H·.idiJica 2 o :; \'nllt• Cllll ncido dorid1·ico,
f:1cendo di Jl\10\'ll ('\';IJ)()I"an•, cd in!illP. si riprcnde r.nn acqn:1
acidnl:lla per :lt·ido cloridrko. Si ha la f"ormazione di un pn·-
cipilalo d:tlo dalln si/i('(' chc si ptl~·, ral'coglicrc :-.u filtro a pt·So
di ecncri noto. iiH'.en~·rirc c pesare.
11 liquido lillr:tlo si riscalcla ;tll'rJ,olliziorl<! c si :!lealini:~.zn
<'1'11 :unmoniac:l. JH'I' !l.~giun~erc poi ussrt/(1/o di fllllllWnio in
"oluzionc ai Hl 0 /o fino n cornplcla precipilazione dcll'ossalalo
di c:llt·c c.hc si forma.
Dopo riposo, c\'ilnndo accuratamcnlc lc perdik, il prC'eipi-
lnlo si r:tceoglic su filtro n ecucri note cd :1sciut1o, lo si l:í\':l
hcnc t•on ncqua c:llda lo si :t'iciu~a nelln stura n 100", lo si
hrur.ia tcncndolo c.nn ur1 ago di platino sul la fiilfllllla oscunl c
si ranno caderc le cencri in un r.rog-iuolo di plnli11o tnrnlo ehc
si :lrroveula dnpprima a pkc.ola fiarllllla c poi :tliamnra g-rande.
Si Ira la J'ormazionc• di ossirlo di calce elrc si pesa ucl <'rogiuolo
cnll'olando il pe.so di queslo. l~ lc ceneri dcl Cillro.
11 liquido tillralo si nddi?.ioua eon ceer.sso di U111111olliaca c
vi ~i :rggiun~e soluzionc di j'osj'ctfo sodi~·o. Si J'ormn 1111 )>l't•dw
pita to che \'icn r:H'(·ollo pure stt fillro a c·cneri note. bv:t!o eon
acqu:\ :llllllHlliiacale 1 ascillgato, hrtH:i:1to ineincrilo in c-roR
giuolo di plntinn, (!ntln COII)C per Ja ealcc: c. pc:-.:lln. Si ha nel
erogitiOJO Ja J'ol"lll:lZÍOIIC di Jlil'Oj'osfu/o r/i IIHI!JIII'Sifl jJ (jll:iiC sj
l':dcnl:r in os~ddo di wuyttr . . iu moltiplirnndo il :-.llo peso per il
J';\llnJ·c O.:wo:~. :\loJtip}kando pOSL'ia il risull:tlo pt'l' 1..1 :-.i cal-
r.nJa l'ossido di nragncsia in ossido di cakio, cllc addizionnlo
:l qncllo ollcntrlo dircll:uncntc d:'t in gracli tcdeschi la dtln•.;.za
<JI')!'at'Cfl1:1.
Solj'uli.- Si 1·i~~·nld:1no all'chollizionc di 2."')0 cc·.. cli :tcqua ncidi-
fknla con addo dori,Jric·o c vi si aggiun~onn 2-:"') c·c.. di soluzionc
diluila di c/oruro di barin, c dopo poco altrasoluzionccli donrro
di h:ll'in tllCrln diluila ( _ )· Si ln..;ci:t d(~posilare p1·r 1-2 ore
1
;10
c q11i11di :-.i liltr:t pPr filtro a ccneri note, f':rccndn lwllirc per
:! ;; ndte il predpit:~to ncl hil'dricrc cort :~e.·qua di.stillata. (Juindi
il liltro si :lSt'ÍII.~:t. ~i incCrH·.riscc~ in t'I'01~illn1o di pl:tlinn <~ si
1-.":-.:r delraendo il lH!SO d<'l erog-iuolo c qucllo dellt~ ccn<:ri dcl
filiro.
ll JH'So clu-.. <~dato da snlrato di h:tdn si c.:tkol:t <'Oillt~ uni~
tlrirlt• solj'orit'H lllOIIiplkandolo pt'l l'odlor<~ 0,:~1::::.
·- 207 -
Nilrufi.- Se ín casi spccinli oecorrc dcterminnrc uell':1equ:1
la qnanlit:'t di nifrali ennlcnul:t si rieorrr. nJ mclodo cli Scnur.TZE
ntoclific:llo d~tl TJE:\1.\:\'i':. Si c,·npor:tno ~:;n cc. tH acqua in 1111:1
capsuln cli porccllnnn~ li no :1 GO ce. circa. 11 resíduo si Ycrsn i11
1111 pn11ondno tl~1 circa 2.:)0cr.. insil:mcall":tequ:l di lavaggio dclla
capsnln.
Il p:lilonc·inn vien llllllliln di un lnppo di gnmm:a n 2 fnri

Fi;;. JKG.

pci ffll:lli pass!1nO clur. luhi di vctro. nno prolungnntcsi p<~r 2


o :~ C<~ntim. sotlo nl tr~pp1> c l':lll!'O terminante nclln parte in-
feriorc (lig. 1Rü). 1 duc tuhi sono pir.gali :1 si fone: tagli:11i :tmcl:'t
~~ rinniti con d11c pczzi di tubi di gomma ni qunli sono :ulnl-
tnle dttc pinzc a \"i te. 11 tuho ehc tt•rmina subi in sotlo nl tappo
nlla sna cslrcnlitú lihcrn ó ripit>gato 1111':1ltr:t ,·oiia per pene·
lrnrc solto t111:1 cnmpanclln chc e ripicna di soluzionc di po-
lnssa :1! :t~ "/, hollitn. Di qucsta c\ ]Hil'c~ picna una Y:lS<'IH:tt:l
sotlosl:lnlc ncJia qnalc pesea la <'!tlllpanclla.
Sollo ai p:dlotJcino <'Oiti<'IH'Ille i! rcsid11o dell':H'qll:l xi nc-
('l'l!de una /ianJllW ,..\i J';J hPllire tino :1 ridurre il \'flltlllll' di
quC'sio :1 JO cc'!' drc:1. Allor:l si dliud<~ r:tpid:~tncnlc l:t pinz:1
dt'l luhn comunican!P. toJI',~Iulinmclrn. (' pt'l' il nwlo forma·
lo:-.i dur~lJJic 1'usdl:l de/ ,·aporc I:1 solnzin111' di poi:H:sa snlirú
nel lul>o (]no all:t pi11za. Conlinunnrlo inlanlo J'el,olli/.iouc. iJ
\':q>ore dellllir;·, p.·.r l'nllro tubo il qnalc :lllora sl inuuergc in
1111:1 solnziono di dornro fcrric.o <'OIH'Cillrala in addo clod-
dl"ico purissi111o. Dopo poeo .si chilldt~ :1nche In pinza di qu<~!-i/0
luho cd allor:l il clortJro l'crrico salirú fino :llla mel:\ di csso
j)l'r l'islesso fcnomcno chc ndl'allro.
\ll<n·a si allnnl:1na i:< lalll pada e nel p:1lloncino pt•l ralrred-
tlam,•nlo ~i f'<H'JJH.:r:·, una prt~ssio11c n<'gnth·n ta quatc 1'ar:'1 ae-
t':lsl'iarc i luhi di gollllll;l. (~11nndo qucsli sono lH•.JJC schi:w-
ci:Jii dnJ/a prc·ssione esltT/1:1, si :q>rc Ia pinzn dd tubo Pd jJ
clnl'tii"O fcrrieo s:tlir;"l r~lpid:llncni'~ p011Pit·[!ndo JJ(') p;dlone dO\'C
si lta uno !-idluppo di gns :H:ido c:trhouieo. Si t'/Jiude 1:1 pinza
prima ciJC lullo il liq11ido dcl hil'chien::-.ia s:llilo,pcriniJH'.dire
In penelrazionc di ari:1.
:\'e I p:dlone nnl'ora si IJ:1 r·:lll'r·cddanlc.nln c pr·t•ssionc ncgnth·a .
. \lJorn si ris~:llda lllCliC':ndo a posto l:l li:lllllll:l c cpl;liHio i tu!Ji
di gomn1a si sono ri~onliali. si apn: la pinz~1 dcl tuho tt e a
poco a poro si inizi:1 l'cbollir.iollc c si h:1 la fnoriuscila del
ga" hiossldo di nzolo il qnale si rat·co~lie nPII'eudiornelro.
C)uando si c~ ::;i<-nri che IIOJl ..,j ::;yoJge pit'l g-:ts (non \'l'dcndo
pi1"r salirc• te hollidn<'l. SJH'Ill:r la li:Jilllll:l, si chilldc· rnl polp;l-
slrt'Jio dell'intlic<', l'cudionH!Iro nella su:1 p:lrlf' inl'eriorc c lo
~i lrn"porla cosi in 11n bagno d':ll'qlla culro :1CIII11 alio cilindro
di n~lro. (~IIÍ\'i lo si Ja...;ci:l per 2 01'1'. cd :dlor:1 si nota:
1° fi '·oftJIIIC dcJ ~~~"' ciH: si lcg-gc alr.andn con 1111:1 pinza
l'cudiomelro Jinl'lh·~ il liYe!lo del liquido c.oni<~Jilllo ar-ri,·i ;tl-
I'allczz:J dcll':u·qua dei ,·aso;
"J.0 1.:-t temperatura dcJI'acqna clt-1 l>:1gno:
;{' f.:l Jll'CSSÍOIW h:JI'OIIICII'ÍC.:t che Si I'ÍdUC<~ :J 0° (:011\C SÍ
vede ne/Ja parlc di cpJc•slo lllrtllllalc dove si tr:lil:t del/a fisic:1
applie:il:l :
·1° f .;1 lcn . . innc dei Yaporc :l('qtlcO alia lt'lliJIC'.I':ilu1':J dei bagno
d'·dut:cudola dnllc npposilc I:H·ofe iVcdi tn,·ole di Haumann).
Con quesli dali si lia In qu:tnlitil di :tllidridc uilt·ica su 1
li!J·o d'ncqn;l call'ol:rndolo sc~ondo L1 /'or·n11rb sc~ll<'lllc~:
10110: :~.ll:ixo:<il>,, "1"1
+
~-;x 'i!ili :--<. 1I I X fi.' O::tili

do\'e b11 ~·~ la pr<"ssiOilt~ ),nronJt'II'Ít:a ridoll:l nfY'


0
/ la kmpcratura dd hng-no
P il YollllllC clc~l g·as letlo
'f la lt~nsiouc dei ,·apor :lt·tptco ~ tn
11 il ,·olume d'al'qua :ulopt·ralo.
- ~0!1-

Quesla riccrca \':l Cs('guila con moita canleh1 pcrehú puú pre-
senfare il pericolo di seoppio dcl palloncino. Atl ogni lllodo i:
henc l\1111lire gli occhi cli ()(·chi:11i con rclii'Clln.
Acido carhonico.- Pt:r ln dctcrminr~zionc dcll"acido carhonicn
conlennln uciJ':~e.qua si usa il 1nclodo di PETTE:o-;I;:OFEB lllOdi-
ficnto da Tmr.uC:IJ.
Occ.orrono:
1(} Una soluzione di idrnlo di bario lito1ala c chc pu(, cs-
scre qucll:l slcSS:l chc dcserh·i:uno pil1 :1\':lllli a proposito dei
mctodo t:1:1ssieo di PETTE:"\KOFFEII per la ddcrminazionc dd-
l'aeido carhonico ddl'nri:·1:
2" Una soluzione di cloruro di ilario. :li l: !O;
~o Una solnzionc di :lcido clnridrico tilol:lla in modo ehc
ogni cc. corrispond:1 a gr. 0,001 dj nddo cnr!Jonico.
1 soluzionc :tlc:oolicn neutra di rcnolflnlcin~ ed unn di coe-
ciuiglin.
L'acido cnrhonh:o eonlenulo ncll':lcqna JHIÍl csserc riccrcnto
nci v:1rii snoi stati.
Acitlo carbonico cO,'llJ1lc/amci!IC {issalo.- S'n 100 ec. di.ncqun
colnrati con qualche goccia di tintura di cocciniglia, si fn ea-
dcrc n gocc.in a goccia la soluzionc clori<lrien finclH~ H colore as-
sunto da roseo si foi ginllo.
Acido carhonico libero e acido carhouico fis:wtn J>l'l' melá.- ]n
nn cilindro n tappo smeri~liato delln cnpncil:'t di circn 200 ec.
si \'Crsnno JOO ec. di !lcqun nclln qu:llc si ê giú detcnninata la
n1ng·ncsia, 5 cc. delln soluzionc di cloruro di hnrio c ·15 ec.
dclla soluzion(! di harilc. si agitn hen hcnc dopo di !'I ver chiuso
col tnppo, c si lnscia in riposo per 12 ore. 11 c1oruro di hnrio
chc si· nggiungc S1~p~1ra l'nciclo cnrbonico dai hkarhonali c
I' nddo carhonico lihcralosi precipita coJne carbonato cU
hnrio.
Jn pnri letnpo pcrc'l prccipiln In mngncsin come idrnlo ed il
corhoualo di enleio che Yr\ono ~HI numcnt:ue il prccipit:llo.
Allora si versa sn •J;) cc. di hnritc arro~s:-tlr con qualche
gocci:-t <li J\~nortalt:in:-t ln ~olu7.ione cloridriea fincl11.! l'arrossa-
lncnto sen111parc, c si nota il unmcro c\i c. c. ncccssari c.Ite
supponinmo a.
Si prcndono ollorn :;o cc. dei liquido dei cilindro c si lilo.
Iono colla rncdesirno soluzionc cloridricn. Si ripclc I~ proY:t
c.on ali ri 50 ec. 11 numero di cc. elte occorre n seolorarc qucstn
soh1zíonc sia /l.
AI! ora si ri corre nlln fornntln scgucnte:
( a - 3G -1, t x m) 10 ac. c.nrhonico in milligr. per litro d'acqua
in CllÍ lJJ 6 }a <Jll:111til:'t cli lllilgiiCSÍU in rnil/i(]l'. COJllCllt\(O in
101) cc. di ncqun ecl 1.1 il rapporto Ira la magncsi:1 c l'acillo car-
honieo rispclto nll'idrato di hn.rio.
Acido carbonieo lotulc. - Si nrrossano i :10 cc. rimnsli ucJ
biechiere con 1 cc. di tintura di coccinigli:l, c qnincli si fnnno
To~ztG c HU,\TA. 1•1
- :!10-

cadt·rc !tlcuni n:. de· lia so]uzionc· t'loridrir:t, si cldudc c.ollnppn


c si llH~'it'nl:t e cosi si fa fincl~t'• il liquido sia di\'PIIialo linl-
pidn t' ahhi:t assunto 1111 colorito ~·iallo JH~r~isll'nlc per JO llli-
nuli. Sttpponialllo ehc per qucslo sit·nc> ~tnli n:·cc·ssari c cc. di
soluzionc .
. \!!ora ]:1 ronnula
r,· I• - 1.1 '"I>: to
dar:'• in tngr. l:t qtJanlil:'t di ncido t~arbonico lnlalc t'Oillc'nuln
in 1 litro d'acqua .
.Acitlo t'arho11ico lillf'ro. -· La sn:t .ptantit:'• c·ntTispondc esat-
l:unl'lll<! :tll:t dilft~l'l!ll/'.:1 rr:l raddo c:n·honico lol:dlll{'UIC t'Olll-
hinato P la sonltll:t ddr:u·ido c.n·honieo liiH~ro insl<~tllt' a queiJo
s<·nticont!Jinalo. cssc·ttrlo l'<"qlli\·alenlc· dell"acitlo cnrho11ÍC.O Ji-
lwro c~11:de ad uno di :trido ,.:,rhouit·.n \Cillit·omhinalo nei hi-
f
carl,nllati.

~ :;. - Aria.

I
:11 ColllJiosi::iollc' chiiiiint.
(.a I'OIIIji(Jsi:iullf' cilill1if'rf dell":ll ia. :til o sf:ll o Tlfll'lll:dc, ~··in \·o~
111111(' l:t sc~ut•nle:
~\/.o I o par I i íS.Ilfi
Chsigcno
.-\ l'g"flll
~I
O,(J;", ',l
In peso i <'OIIIJlOIH'llli dt·ll'arin ~i lro\·:uJo nell0. SC'gllvltli pro~
porzioni:
( >ssi~e11o parti :!::,1::
..\znlo ed ,\rgon Í(),i\7

In co11di/.ioni ordiuaric pcrú I'aria conliellC allt·i cnrpi i qn:tli


pron·ngono da sorgcnli n:llur:tli, co11H', C\':tpor:lziotte di rae~
eoli(: d'a"q11:1 e feuomeni \'lllcnnki, dngli ~c:unhi dl'gli org-a~
nis1lli vivcniL d:.tlla trasformnzinnc clelle snstant:t~ organkhe,
da prodotti di fall!t~·idtc. da fugiu• di g-as illuminaulc, dalla
t·omhuslionc di JllalcriaJi Itcce:-;sari alia illluniuazionc od ai
risc:tldaJncnto di luoghi ahilali ccc. Cosi ndl'aria si riscontra <":
selnJ)I'C 1111a piceola quantit:'l di nc.idn cnrhonieo c di vnpor
:lt'qucn c si tro\'illlO qu:dche voila traccc d'an1moniae:1, di idrow
~Ciltl snlforalo. di nssido di carho11io, cce.
(}tle'-ili ullinli componenti ddl'aria sono o~l-!,ello tU riccrchc
da parte dcll'if,!;ielli'-ila, e5st:ndo nJcuni di C'ssi d:n111osi nl!a vil:t
:nldlt' in minilnc proporzioni. :tltl"i, come I':H;ido earhonico po~
k1ulo esscre ollt'C<.'.ht\ lossiei nnchc indici. in propor/.inni llli-
nori, di ~lllri inqui11:uncuti dcll'aria.
h) /~SIIIIIC dJimico.
l)c\\a f!f'lt•l'tllillfl::io!ll~ t/1'/ 1)(/}IIIJ'C :H'fjll\'0 1 C0111C t'· Stlf'fkiCIIIC -ê'--
-211-

ehc sia falla ncl 1naggior numero clci cac;i clnll'igienisl:1, lr:lt-
tcrcmo ncllc riccrche di 1isica appliea1a all'igiene.

L'ncido car/>IJJiico (C:O,) si troYa ncl1'nria ndln propnrzione


de! 0,04 per cento c ricsr,c uociYO <Jnnnclo snperi la propor7.ionc
dt!l 7 :ui S per cento.
Tn quc:-;tn p:ulc dei nostro manualc c i limíli:llnO ntl csporrc~.
per qunutn rignnrda l'acido e.nrhonico (lcll":u·ia~ il lllOdo cnl
qualc csso si determina, risen·aJHloci di dire della importnnz:t
ehc ta\c dcternlÜUlzionc nssumc nello sludio dclln \'CntilnzinJH~
dcgli nmhicnti ahil:lli, quando ci occupcn~JliO dclle rkcrehe
clll: sul la \'Ctllilazíonc stcssa possono csscrc !'alie dalJ'igicnist:L
ll mctotlo chc ... i usa piú comuncmcnle per la dr.lfrlninn:ionc
de] co~~ ú quelln YOhltlletrieo dei P!~TTE:-.:I\.017FJ.:H, chc «': !Jasnlo
xu\Jn prnprict:\ eilc h a <ptcsto gas di comhinarsi nll' idr:tio
di hnrio dnndo luogo alln formnzio!le di 1111 c.nrlloualo i11SO·
!llhil~.
P(:r la op(~razio11e ú nceess:trin nnzitutlo f'l'clenare i! ('{llllj)iOJI('
dc!raria. A lnlc scopo e neeessnrio UYPl'C unn bottiglia dell:t
c:lp:tcit:'l di ciren cinquc lit.ri. nopo lan\tn con snluzionc acidn
r! r.p1indi con :1cqun dislill:d~1 Jino n renzinne nculrn 1 In hol·
tiglia si pc!-in picna di acqua distillata n •fl1 C, quindi: s~olnl:t
l'ncqun, si laseia nsciugare c si ripesn. L:1 diffcrc:nza dei due
pcsi dnr:'t la e~1pacitú precisn de) la bottiglin. l.a bolliglin, com-
pletamente nsciuttn, si chiucle c.on un cnppuedo di gommn c
si porta nelluogo <lovc si deve prclevarc i! c::unpionc.
Quivi, lolto il cappuccio: si J'a caJniJiarc l'nria in essa ennlc!·
uuta IllC(lianlc un soflictto da focolnrc, rtlln cui cstrcmiiú si
fissu un tubo di gommn. ehc si inlroduce fino :11 rondo dcll:1
hotlig1ia. 'Bastano circn 100 colpi di sofnctto per cssere sieuri
di a\·cr Íllli'OilOllO llella hottiglia. raria dcJI"alllhienic', fJtl:lJH]O
si ahbia avulo cura di tcnerc il foro <li cnlrntn dcl sorticlln
lonl~lno il piú possibile cl:tl proprio corpo per evitare eh.c \'i
pcnclri l'arin espirntn. Falto ciô, si chiudc il collo dclln hottiglia
col cappnccio di gommn.
Per ]a conternporanca rnccolla dclJ'aria a di\'~rsc nltl',..zc in
uno stcsso ntnbientc 1' o per rnccoglicrc r:1pidamcnlc l'ari:t di
un locnlc, da un a!tro gio\'a I' apparecchio falto coslruirc
1

dal SJ<:HAFI!'I pct· alcunc sue riccrchc sulla vcnlilazionc. Quc-


sto consta di una cnssdtn a lcnutn d' nrin lc cu i pnreti lnle-
rali <ldlc rlimcnsioni di HJx:lOsono rornte c muni1c di tuhi rli
vctro <lclla lttn~hczza di circn. 5 em .. a qucsti Y:HliiO illBt'Sinli
dei tubi di gommn lc cui estrcmit:'l. tncdianle un sostcgno si
porta no a di verse allczz1~. o\·,·cro si fau110 pcnclrnn: per ndatti
fori ncli'nmhicntc. di cu i si ,·uolc d:d <li ruo ri raec.oglien~ l"ari:1.
Sulla parcte 5upcriorc dclln cassctln c 1issntn 1111 sol'licllo
colla vah·ol:t ndnttat:l a tenntn Sll di un foro corrispornlcnlc
nclla parte supcriore dclln cnsscltn. Qucsla ô fi~sata su di ur1
- 212-

rohttslo soslP.gno iJ qualc puú prt:Sclilnrc 1111 :1ppoggio pd


piedi di elJi lllllO\'C rapid:t111Cil(e iJ sof(ictlo Í!l JUOdo da potcr
lcncrla fissa.
Nella cassctl:l :n·,·icn(~ il miscllglio di :nin la qnnlc poi pc-
lH:Ira nel boeeiOil<! r.omc ahl>iamo sopr:1 dcsrrillo.
Si<TOilH~ l"ncido c:nhonico Y:l cako/nlo ll('ll'af'i:l :llla pressione
di íliO llllll. <~d nlla lempcrrtlur:t di 0° C, 1: qttindi hisogna ri-
du!T(: :1 que.ste condizio11i iJ Yolumc di nri:l prclcvalo, oecorrc
notare. ncJ momento de! la presa de! campiouc clcll'arin, nnehc
lrt lempernlura dcll';tmhiculc c la pressione harnmctricn a 0°
grndi come si puú v1:dcrc ncll:l parlc di cpJCslo \·oJumc chc
riguanla lc riccrchc di lisic:t :tpplie:ll;t ;~ll"igicnc.
Si ~a (~hc il volume dei g·as sla in 1·ngionc direita dclla ll'fllpc-
r:tlllrn, cd in rn~ionc inn!rsa deiia p1·cssionc.
l'er clrctto eio<! clctl"anmcnto clclla l"mperatnra, i gas si cli-
Jalano di una quantitú ehe, esscndo eostanle per og-nj grado
di lcmpcralura e pc1· I utti i g:ls 1 si cl ice cocjjic('lllt~ di dilctla::ionr
cd t\ di volnmi o,oo::nr;.
Cosi, csscndo a ou il Yolu1nc egnnlc nd l, a /" f~sso sarú cgualc
acl 1 +/ 0
X0,00.1(ifi.
Se si eonose1~ il volume a 1'\ per J•idnrlo a O" si dovr:'1 quindi
risol\'crc l;t sc~tH~nlc proporzionc:

l't: l',.-· l-1 txO,IlO:llif.:

. "'·
\·,.7:::1+/xO,-ilf;:-ilifj·

\·ollltliC dt'i ;.;ns subiscc v:~riazioni nnc~hc per cll'ctto


:\·foi il
dclla pressione, eio~·· (~sso t: minon~ quanto 111:1~~iore I· In prcs-
siouc~ ossin sl:t in ra~io11c iu\·crsn di quesln. Co:-.i I volume di
ari:l alia pressione di 1 atmosfcrn dh·cnta 'I: :llla pressione di
quallro almnsl'<'.rc. <~~uindi chintnando F11 il vol11111<~ di :tri:l. alia
preSsione /> st•g-nnln dai hnronH~tro c 1'7 úo lo sl«!s~n ridolto :tii:J
pressione di 71i0 Ullll. clc:lla colonna di mt:rnlrio ~i puú stnhilirt:
la S«·~ucntc proporzioJH::

E l'isoh·cndo !)C!" jl lennilll' 1'; 1; 0 si hn:

1'7 r,(J = F';/;~~ f•.


P<'r allln·cvian·, colln rnrlllnl:t ~C:,(ltCiliC risllltalllt~ tl:tllc dnc
:lnlt·«·t·•lenli
. ~I:~

si :1\T:l il ,·olumc tl':1ria ~~ (J''


cíliO. 111111. di prvssiOIIt', C"!u.: :-.i
voleva ollenerc.
Vi sono dellc tavole (BAI;.\IAN~J: in cni l:di ,·a~oJ'i sono cnll'O-
Iali per lnlli i casi, ehc pcrciu rcndono pit'r J':rcile c sicnro i!
c"Jcolo 'JlCci"Je.
Per Ja csccuzíone de! mctodo e neecssario :1\·erc a propria
disposiziouc una solrtz.ioue lilolnta di idruto di /Jw·io. Tnlc so-
luziow.: uon si puú ollcnere pesando deito co1·po esnltamcutc
e disciog!icndo ncll'acqua fino a ,·olume dclcrminato, perchl:
l'acido carbonicn dcll'at·ia e queiJo che si puô C\'Cntualmcnle
lrovarc clisciolto ncll'ncqua distillala, inducono a facilt.o: crrore
dctcrminanclo un abha~stHncnto dei tilolo della soluzione. Bi-
sogna pc1 ciO nsnrc per confronto de lia sol•Jzionc tilolata di lltl
composto cliÍinico il qunle uon subisc:t nzione (l:Jgli :1gcnli
cstcrní, c qucsto e l'acído ossalico. Con una soluzionc notn di
'l"cslo si lilola la soluzionc di i<lralo di hario J'aila i11 modo
o.lpprossimath·o, riduccndoln qttindi ~11 lilolo ,·oluto. •
Si ha cllc una molccola di u.cido oss:Ilíco si combina con nua
di idrato di har.io, ucll'h;tcsso modo cl!c un:1 molccola di idralo
di hnrio si comhiun coa una di acido c:lrhonieo. Ci(l(·: racido
~arbonico il cui peso nlolccoJa,·e e 4·1 c l'acido nssalko il cui
peso n1olecolarc C 1~1), ri.spclfo nll'idrnlo di IJario si ecplh·nl-
gono c possono cssere ~ostituili 1'11110 ali' :dtro.
Pet· facilitú di calcolo si suol preparare la soluzione di ncido
ossalico in Hlorlo chc un cc. di essa eorrispouda a cc 0.2;) di
acido carbonico, doe si colllporl i di fronte alhl soluziOIH! di idr~do
h:ll'ÍO come CC. 0,~~~ cli (;()'.!. Orn, 1 lllillig. di acido C:lr!Jouieo a
O" c í60 mJJI. di pressione, ha il \'olume di c<:. 0,~)001 e quindi
4.4 milligr. sarauuo cguali a cc. :!2,KmJ!i: r acido carbonil'o. in
qucsto volume equi\'arrú a milligr. 12ü di ncido ossalico. Quindi
si ]Htú ::;tal>ilirc la scguc11IC proporzionc:
1:!ü : :!2,:~G~G ; :e : 0 :!5
1

E risoh·cndo :

IJunque Ia <JII:Intit:"t JHilligL 1,-IOS di acido ossalit:o disdolla


in 1 cc. di acqua corri~poudc a cc. 0 :l[J di acido earhonko di-
1

sciolto ncll' islt'sso voiiiiHt:. Jn un Jilro ~cioglicrcmo pcrciú


grammi 1,.105 di aeido ossalieo. L':u:ido oss:dico \'a pt·!mlo dopo
asciugato con carta da lillro dull'acqtl:l dcposilata :;u di csso.
La soluzionc si eonscr\'a in Jwtliglíu oscura a tappo ~IIICri-
gliato. ·
La :>olu:lune di idrolo di bnrio o a~qtta di barile si prepara
adnnquc titolaudola eou qttdln di acido os~alico. Si disciolgono
pcreiõ gr. :).5 di jdrato di h:nio puro ed c.scnk dn alcali in 1
litro di ac<Jtla distillala c hollita aggiuugcndo per ogui litro
~li-

:2 ec. di solnzinnc di doruro di !>a rio ai 10 "/, JWr far pn~t:l}ll­


l:tre gli ;dcali t:l1C per easo pnlcsscro t!SSt·rc mcsco)nli all'idr;Jfo
di h:trio. La so!uzionc d1c si ollit:lle tH>Il t:orrispontlcrú :1 qttcll:t
di acido ossalico o :1 qucll:1 idcale di aeino carbonico, volume
a volume. tlla solo i11 Juoc~o :tpprossimalivo cd a'-r:'1 nu litolo
1111 jlOCO pi(l ror!C O :lii<..:IJC piú dt:I>OJC, SCCOJido Ja purilit dcJ
t.'Olllposlo adoperaln c la c,·cntu:dc prcsCIIí'::l di ncido carho-
nit·o ncll'aequa o JJcll'aria <ll'lla lwtliglia in eui si pr:tlica Ja
:-;o!IIZi<Hlt:.
t}tlindi Ot:eorrc lilol:trln colla soluzione di :1cido o.ssalico, e
a lalt: scopo si dc,·c riscontr:n·e qnnnli <'<~.di sol11zione oss:t-
lic:l ot•t:OtTano Jh'l' !IClllralizzare I t:c. 11\'\·crn pit't pralic:tiHCIIlC
~~ n:. dell:t .soluziout: d'idr:tlo di hario. :lllrilllcllli delta andw
ac;fjllel di b.trite.
Talc soluziont· f':u·.iltncnle si a\lera 1 per f'ontl:lz;nnc di e:n-
hon:tlo c quindi hi~:ogna t'ottSt'.r\'al'la in una boltiglia spceiale
ód riparo dell':tl'in ellittsa da tlll lappn lisso. L':H:qtt:t si eslrae
n~edi:tnl(' un sii'OtH'. fis..;o ai l:tppo e qtt:tndo qut~slo funziona
l'aria pt:nelra nclla hotligli:l :lllraverso 1111 luiHJ :Hl U chc con-
:Ít'IIC o (':Jke soclaln od 1111 :llcnli cap:tcc di assorhire l':u:ido
c:trbOII ko dell';1 r in.
,\ll'eslcruo il sil'one porln 1111 luho di gomm:t :tll:t cui eslrc-
tnil:'• si inseriscc la pipell:t qttando si nwl cslr~rr<.: la soluziouc,
c cite ordin:tri:tnteute !-ii I iene cltiuso da 1111:1 pinza.
Bisogtl!l linullllcnlc ii\'CI'C uua so/u:ifJIIf! fii rtll illrlic(l{on· e
onlinari:un:>ulc si adopt:ra unn soluzinnc :dcoulil'a neutra di
r,~tloll'lnleinn~ Ja qualc ú ineolora in tttezzo aeido o neutro c
divcnla rossa in tiH!zzn alcalino.
J·:d CCCO COIIH~ Si J>I'Occde:
Cou nua pipfdla tnraLa si :tspirnun 100 c.:c. dclla .soluziouc di
IJ:trile e si vcrsano nclla bolliglia che conticnc ii ca111pionc di
:tri:t. had:tndo :1 tcnerla npcrl:l il mino1· lcntpo possibilc. Qttindi
la hotlig"lia chinsa si ngita lcnl:llttt.:nlc co11 1111 1110\'ÍilH:ttlo diva
~~ vicni per cin:a quindici 111ittllli.
.:\llora il liquido intorbidalo si YCrs:l in una hollig-lia a lappo
Sllltriglialo, dclla cap:tcit:'t di poeo pilt di 100 ct:. 1 chimienmcnlc
pur:t 1 a"iciulla c L"hc si <': csposla per llll po' tli tempo :1pcrta
:lll'aria cstcnw. Clliusalu, si J:tscia d1;positarc il liquido per
t·iuqnc o sei ore.
lntpnlo . .se gi:'i non si i! falto in prc(:cdPIJZ:t 1 si lilola la solu-
zionc di baritc ,.c,·s:11Hlonc 2:-> ce. in una bcnila :1seiuttn c.:on
':q.~giunla di 1111n o duc got.:ec di ft:noll'ta1cina, la qu:!lc nn·os-
seril la soluzione. Allora ,·crs;Jia in una hurelta la soluziouc di
al'idn n~salieo c riporlal:ll;l ai !-;C;,!;IIO O. t'olle pr~~c:lltzioni cltc
gi:\ ahhi:llllO dcsl'ri.tlo, la si lasci:1 c:ukrc a ;..;oecia s11lln solu:t.iouc
arrossal;l liuo all:1 pcrtll~lllCnte sc.olttp:trsa deJ eolorc.
Si licn cn1llo tlella q11:tnlit:'t di sol11zionc ossalir:.l nct.:cssaria
:1 tu.:utralii'.í'.an; i :E> t:r, d'1 soluzionc barilica 11011 csposla :11-
1' a ria.
- :llf,-

Quindi si l'a la stc~sa opcrazionc coll':tl'(jlla di IJarilc ndnpc-


rala per la ril'crcn dc..•l caso spccialc, dnll:1 quale si l\ prccipi·
tala una parte 1li idrnto di JJario ~otlo forllla cli carbonato.
prendendo anchc di essa !'.c. 23. cioio la <.Jll:tl'l:t parte dGi 100 ec.
:uloperati.
La quantit:·l di soluzionc oss~lic.;n adopcrata in lllCllO in que-
s!o sc<~Oiltlo caso d dkc quanto acido c:n·lwnko e stuto fis~:llu
dnll'idralo di hariu, gi~H.:eh1'-, per qucllo dclto innanzi, ogni cc.
di csso ú l:quh·nlcnle a cc.. 0:25 di acido c..:arhonil'o. :.Iollip!i~
cando quindi per 0;:!.) il IHlmCro clci cc. di soluzionc ossalica
:ulopcrata in lllCilO, si ha la quantitú di acidn c~nhoniro /is-
sata uei ~:; ce. di at:({tl:l di harilc cs;llnin:tla. Siccol!lc qucsla ~-~
la flll:lrla p:n·te di lutla qudla adopcrata per fi,sarc l'addo
c:trl)()llico l~onteuuto ncl \'OitllllC d' ::ria es:uninal:1 . ..,j nwl-
liplica per ·I c si !Ja la quanlilú di qncsto :1cido earhnnicu.
Hidotlo pni a 0° e /fiO il ,-olume d' nria c~:uninato. ~i a,·r(t
t~satl;utH·ntc la qtJanlil;'t di ;lcidu e~\rbouico pt:l' nlillc ,-o]llllti
d'aria. mt·.rcú quc:-ta scmplicc proporzione:
!:()" trov;ilo: \'oi. d'aria csarn. ~ .r: 1000

lltYt·cc chc usare dei bolliglione per la racl·olla dei I' a ria. !'-oi
ptH.J f:.Hne gorgogliare ttn ddt·nninato Yolumc (l'ill: si misura
mediante un gazomctro) nllravcr~o l"acqua di ll:1ritc 1 IHI'S:;a i11
un luho picg:1lo (fig. tSí) dov~ le hollc d'ari<1~ pas:-.auclo ttn;t di
scguilo all':dtn1, ~i spnl-{liano dcll'acido cnrbonic.o. Su quc~l'ac.·
{jlla di hnrile si fa poi la snlit:t <lctcrmin:lziouc.
íJtte . . to sccondo metodo di analisi perú 11011 e <tdtlpt~rabilc
<ftltllldO si voglia COIIOSCCI'C In qunntilú di (;0~ presente IICl-
l'aria in un duto monJcnlo, 111a per altri scopi. o quando si ,-o-
hlia conosccrc la quanlitú di co2 clw e stata presente in media
uell'nria durante un dato pcriodo di tempo.
Corr il lllcloclu cli li. 1\'u/pcrtla dctermina"ionc dcll':lcirlo earho-
nico dcll'aria si fa in JlHHlo piú fat.:ile, nw niCIJo cs:tllo. Per
eseguirlo C ncccssario averc i'appnsito apparccchio chc consta
di un cilindro di \'Ciro con,·cnicnlcmentc grnduato, ncl cui
fondo si ,-crsa una sohtzionc titolnta di carhonnlo di .sotl:o
liuta in rosso da una o due got.:cic di f"l'nolftalcin:t. :\el cilin-
dro penetra uno slanlull"o di mclnlJo il cui nt~l!Jic.o l'Onstn di
un tuho di \"Clrd capil1~1rc elliuso all'~·stremitú eou nn L'.:q>puc-
do di gomn1:1. Dopo di :1\'Cr vcrsnti JJel cilindro ~ cc. di solu-
ziouc di c~lrl>OIJalo: si toglic dai tuho cnpillnrl'. dello slantutro
i! cnppuccio di gomma c s'inlromellc lo slanltt(l"t) ncl dlindro
li no :1 ehe la supcr!icic.; infl•riorc di csso lol·ca la supcrfkic de!
liquido. Cosi. ri1ncs"o a posto il c:lppucl"io J'app!l.i't•c.c!Jio ~i
porta ncll'anthit!llk do\'C si trova l':1ria da csa1nilwrc. l)uindi
tollu lltlO\":llllCillt: il t':tppuecio. ~i alza 11i 1111 poco e kntalllcnle
In !')lanlulfo c. quindi si :1gila. Di nuo,·o si al;:a e si :1gila ancora
!:lino a chu la soluziolll! t;i scolori pcrnlUJH.:ntcmculc.
- 1/(i-

· AJiora si lcggc ~llllt: tflll: .sc:llc cllc sonn indst.! l:ll<:r·:l1tuenle


:11 cilindro, nd punlo do,·e t! giunla Ja fac<.:ia inferiort~ ddlo
.slanlull"o. Una di lali scnlc ,·: e111pi1·ie:t c lt: risp<.:llivc didsioni
.scg-nano: orhc huollrl, u/lb,ts/flll~lf IJ/tollll, culliuu: wul/o caltiua,

::.0
'"-'

[.wssilllo;l'tlltr·a i11vcec indil;a i ce. ~kiJ'aria penei rata ud ci-


lindro pt'l tuho cnpillarc dcllo ~l:nlltdro. l)jyidt:ndo per ~H i cc.
d'arin pcnclrnli, si ha l:t ctuanlil:'t di ac.ido ..:;lrbonico ucll'al'ia
esprcs~:a in rnpporto per 111il1C'.
ln <JU:llchc moclcllo di qucsto npparcechio trovasi una tcrzn
seala chc indic;.l la quantit:'t di acido c:trhonico colllcnulo ncl-
l'nt·ia cs:uninala.
- 217-
J,a rh:etTa tldl'ossidn :ti curbonio~ CO, dcll'a_ri:l inlcn.'!5Sa ass:1i
J'igicnista csscndo qucsto gas dannoso alfa ylfa umana auci1C
nclla 1ninirna proporzionc dei 0 1 ~0 °/110 , pt·rchC sposta l'os:-.igc.nu
da! la ossiemo;;lobinu dnndo luogo alln forma;donc della t:(lr/Jo.o;-
sicnwy!ohinct, la qunlc impediscc l'ullcriorc assorhimcnto di
ossigcno da p<1rlc dei sangue. L'ossido di carbonio puO giun-
gcrc nell'aria co I gas ilJumi nantc 11011 Jn·ucialo o per ineom~
1

pleta comlrustionc rlcl nwtcrinlc da riscnldnmcnto, in caso di


eondutture di gas difcttosc o di slufc o c::unini con insuftkieutc
liraggio.
La prcscuza dcll'o~sido di cnrlwnio si riconoscc o co11 una
una :;;oluzione di durHro di jJa/ladio o co! Sllll[lllC dcfibrinHlo.
Se si l"a passare l'uria contcncntc traccia .. di ossido di carbo·
nio :1ttravcrso una soluzionc nl 2 °/00 di cloruro di palladio,
si \'Cclrú fonn:.1rsi un prccipil:~to nero donlto nl pall:ulio rhc si
libera da! cloro colla formazione di acido cnrbonico libero ed
acido doddric.o .. Si possouo imbcverc colln stessa soluzio11e
dclle striscic di c:n·ta bibula c quindi cssicarlc all'nria libera.
Se si í'spongono in tlll mnbicnlc contcncntc ossido di carbonio
si ,·cdrnnuo annerirc.
Altri gns, perU ri<lttcono cgualmcnle il cloruro di pai! adio, e
pcrciú per esse r c pi 1.1 sicuri, C IIICglio, secou do Fouon, di tis-
sare. come suhiln din!lll0 1 l'ossido di carhonio col sangue de~
fihriwllo: c qui ndi J'arlo poi da qucslo spl'igionan~ cou azionc
dei cal ore: senzn o con l'nggiunla di llll po' d' :Jcido ucclico;
~dlora per JllCZZO cli una corrente d'ada, elh'. s.i otlcrrú co11
aspirazione attni\'CI"So unn scrie di tubi d'assorbimcnto coor-
dinati con Ia hoccellu contcncnlc il sa1q~~uc, si farú giungerc in
cortlalto eol cloruro di pnlladio. Nei tuhi di :Jssorhilncnto chc
pr-cccdouo quclJo cou\l:ncnlc i1 cloruro di palladio si llleltcrú
dcll'acido solforicn diluilissimo c una soluzionc di acetato di
pio111bo per Jissar\'i rispettinu11cule. 1' :nntnoninca c 1' idro-
gcno solfornto c:hc polrcbhcro purc ridurrc il cloruro di pai-
Judio.
Per ricen.:a1·c la prcsenzn dcl CO col snngue dcfihrinalo (lllc-
todo del Vu1;E.L) hasl;t versare 10 cc. di sangue dcflhrinalo e·JO
di ~1cqua distillala ucl boltiglione contcnentc il cHilljiÍOIIC di
aria e c1niudi ngitarc hen bcne. Aliara si osscn·a alio spcllro-
scopio i1 sangue t:osi esposto iu confronto tl'una cgunlc dilu-
zionc di sangue normalc. i\Icutrc ncl sccondo si \'Cdrnnuo tr·u
lc lince f) cri li. di FH.U'Z..:IIOFEH lc duc lince di as-:;or!Jimcnto
JHOJHic tlell'ossicniogJobiua, nd prin1o, quando si sia formala
la carhossicJnoglobina, Je due Iiucc sono piú sfumate o rav\'i-
ciu;ttc l'una nll'altra quasi d:1 confondcrsi in unn. Nci casi
duhhi. si trnlta il .sangue con una o due goccc di soluz.ione di
solfuro di nmmonio l:t qualc riducc l'ossicinoglobina in ClllO·
globinn fac1'JHio sj chc Ia su:1 inllnagin~ spl'.flralc npp:u·isca
con una sola linca, llH.:ntrc ciú uou ::t\'\'iene per lo spcltro dclla
- ~IX-

earl10ssicmog"lohina cllc rilnane in:tlleralo. <)neslo 111clndo ti:'!


risultali allc.ndihili quando 1:1 qnnrlliliÍ di ossido di c:u·honio
nt·.ll"aria supera i li111ili tlclla lossit-.itú; mt~tllrc qucllo dei clo-
l'llro di paii:ulio, spPdalrnenle rou prcvio :ts:-.orbirtH.:uto <lei CU
eol san~uc, C nJollo piú scusibilc c quindi da prcferirsi in ri-
ccrchc a scopo igit·nko.
l.a ddr'r111i11a:iunc tfttulllilt:liua di quc . . to Mas per lo pilr norr
si est:gue a qucst'ultilllo scopo, ~i;tccl!t': e
llolo cite basta rilc~
\·~u·uc piccole lrat:cic per díc!liararc t~n'nria iuquiuatn.

l..'ucirlo solfidrico si riccr·c:t t'Oil una soluzionc di acetato di


piomho, c.olln qunlc ~·inrhc\'ono dellc scriscic di t~arl:r cllc si
l'hiudouo per lllcl:'r,lra duc portao;.q.~clli c si espongono per 2
o :~ ore :ill'arin dopo a\'t•rJc 1111lCIIalt: con aequa dislill:lla. Col
gas :-;ollidrico anehc in n1inimc lracce si :lllllerir~lllliO.

l:ullulluttiw:a si ri"ela esponcndo all':nia carliltt! arros~:lle


di toruasok scnsihili umcltalc, colnprcndorld.onc mel:'! fra
ti11C \'cii"Í portao.~gctti. Coll'íiiiiiiiOlliac:t di\'C'J't'~\llllo :lZZUITe.
Oppurc !>i ra pas . . arc llll deknlliilalo \'OIIIIIH~ di :ll'Ül (:mwJO
y
litri) :lltra\'crso una solu:t.ione ~Ú di acido soHorit.:o chc si rili-
Lola subilo dopo cou liiiH soJuzione cquiv:tlenlc di soda o di
pol:~ss:l. llalla difr.,,·cllt.a dei tilolo dcll:~ soluziouc acidn dopo
cite l'aria \'Í ha gorg-ogli:do, si cail:oln la quaulit:i. assoluta d'am-
llloni:u:a clic \'Í si C fissala t.'.OiliC solt'alo d':llllntoni:IL'a. Se, JH'I'
csempio. nclla rilitolazionc si SOJJO Ílllpic~ali S cc. ddJa solu-
ziouc di pola~s:l, vuol dire cllc una quanlitil di addo solfo-
dco C slllta Jissala dnll':lllllJioniac;l. Ora la ljttalllilú di potassa
che lrovasi in 1 c.c. di soluziolll' 1.V di potassa eorrispondc a
lO
amlliOIIÍ:.lca: C quindi r,xO,OOl'i Ô la quaulilú di
gr. O,ílrll'i tli
,·Jtc si trova ncll':n·ia ndoporala. l)ucsla iplautilil
:lllliiWIIÍ:Il':l
<l~soluta poi. conoseC"ndo il volUIIlC d'aria adnpt·rato pe1· la ri-
cen·a C ridollo)o :t 0° C íli() 111111. Si t~SJH'iiiiC COille pl'r il CO~,
cuu rupporlo pe.rccllllla)e. o per Jllille.
L'acido nilrico ~~ J'ucido nilroso si riccr,·ano ndl'acqua di
pioggia col lllelodo indic;llo ucll':malisi doiLtcqua poi:Jbile.

~ 1. - Determinazione dei componeni:i le sostanze alimentari.

lh;:-.criviamo IJI't~vcmente i 111clodi piú usati pl'r la dell!rmi-


nazionc 1lei componenti le sost:liiZC alinH.:11Iari, risen·n11doci
di esporrc nci rclali\'i t·apiloli. qudlc rkcrcht~ speciali che si
fauno uci vari alimeuli alio scopo di sor\'C~lianza igienil'a.
il) .-\Ct[llfl.
(.a fJlWII/iJÚ tfUCfJfl(l :o:;Í dClel'lllin:t, J'at:ClldO C\':l}lOl'arC in CH(>Silla
21!1 -

larala di porcell:illa o di platino o di nkhel. unn data qu:tntitú,


in pc~o, di sost:mza alim(•nl~1re, bcn l:tglittzzala o franlttm:tla
l' rimescolala, priln:t u hagno mnria c quindi in una stura a
::;ccco :t 100°-110° per~-:~ ore Jino a peso costantc.
b) (.'('l/CrÊ.
l.c c'cllcri ~i dctcnninano esponcndo ~u urra fi:tmma gnnsen
clw :~radualmenlc si alllllCilla, 11na parh: t·,attantcnlc pcsala
ddla sosl:tuza ~ccca. entro :ul un erogiuolo di platino o di ni-
chel o di porecl1:11t:t tino :1 che il t·csiduo di\'Crdi di color
hiauc:o, c quindi di IlliO\'O pesando, dopo rall'redda!lll'lllo in un
cs~icalorc.
l' J .\:c do t' tlfluunina.
/JI'Icrminct:ioJH' clell'a:ufo. Pl:r qucsto si usa il lllelodo tli
1\.IEIIT.I>AI. con quakhe ](;r-;~cra moclificaziollc. Talc tuctodo L:
basalo .sulla scompo.sizionc dellc soslanzc azol:ile rnccli:Htlc
acido ::;olforko anidro a caldo, per l'llÍ si ha fol'lnnzionc di
arnuwni:1ca che vienc lissatn come some solf:do di ammonio.
D:t queo..;to sal~~, lrnsportato in un lllCZzo :dl'aiino, si distilla
l'amnlnni:ll'a. ]a qualc si do:-;a fis~arrdola in una suluzione di
addo sol!'orico a lilolo noto.
L'acido ~oHoril'o da usare deve csserc priYo di :tzolo cd nnidro:
e :ui csso si ngg-innge il10 új 0 di anidride t'osJ'orica.Si ttS:I inolirc
di doruru di plaliuo ai 111 "/o In <]L!ale condi uva raziOIIC ddl'a-
cido sol ror i co.
C]ui11di ~i deve :t\'i.'l'C a disposizionc urra soluzionc di ~oda o
di pot:1ssa 1:2 di ncqua, hollita pl'r ai !HeliO 1 or:.1.
Sono Jl('l'Cs~ark iuline una soluzioue tilolata di :tcido solfo-
rico cd una di soda o di pota~sa corrispondenti yoh1111e a. \'O·
lume.
Pel prnccdimcuto si dC\'C a\·erc la sostanza in csamc alio
Slrt{O di SCl'ChCz7.a C qnindi SC CS~a 11011 C laJe, Ü lll'l'CSS:.ll'Íil SOl·
loporla prima :dl'e,·apornzinnc a l>agno maria c poi :dla stur~~
a sccco per I o 2 ore. La sostanza cosi prcpanlla si p.;dvcl'izza
c se r1c pesa una <lata qunJIIil:'t esatlantcnte. p. e. gramrni 0,:1.
()ll<'Sla si versa SCI!Z:t akuna perdi la in un :tpposilo p:dloncino
di \'Ciro a collo lungo c Yi si :tggiungono :!O cc. circn dclla
lllÍ'\t'd:t tli ~1eido soJ!'orit.:o COII <lllidridc fo~fnrk;t, a,~giungCll­
dO\'C nnche 2 o :; goccc dt·lla soluzÍOilC di cloruro di platirltl.
Dopo di :tYCrlo lascialo ~~ ore ;t frcd<lo, il pallotll:ino si esponc
a pircoln liarnrua ~u rctc mdalliea rircond:tlo da lann di
allli:n!lo (' 111esso obliqu:uncnle in modo che i\ pulviscolo :tl-
lllO,f'erico rton pos-;a )H'nclrarc d;tl collo c che gli spntzzi dt·l
liquido hollcnlc ricadnuo ucl pnllonciuo.
l>opo poco si alt.a la namlllil c si fa hollil'(' il liquido finchl:
assume uu colore lll<ln;:nla o diveutn iru.;olorc 1 clol: per circn
0-10 ore.
A qneslo punto spenta la Jianunn. si Yersa i1 liquido acido
a.ssic111e alie acquc di la\':.lggio in una IJcvutu della e:.qwcitú di
-- :l:.W

circ:t 500 ee. ~\llora si alcaliniu·.a colla liseivia pêllassil:n o .sow


diea. Per ricounsl'.t:I'O quando si ahbia raggiuutn ln alc:llinitú,
l: indic:1lo di aggi1111g'erc ai liquido quakltc go<:d:l di fcnolfta-
ldna l:t qualc eolla comp:trsn dcl color ros!)n pcrsiskulc .scr-
d,·:'t di i11dice.
Allora la hcvuta si clliutle COIJ 1111 lappo di gOJlllll<t rorato ('d
atlr~\'t~rsalo ela tlll tuho a bolla pi<'g-ato a squadra e cnngiunlo
ad un refrigerante (lig. lXX). All'cslrcmil:'l poi dcl rcl'rigc1·:ude ú
1111ito un nitro luho pu1·c picgato a .squ:ulr<t, nutnilo di una
hol1a 1 I' cslrcnlil:'l dcl qn:tlc si :tll'onda in un hC\'llliua conlc-
ncnlc la soluzionc lilolata di :1cid() .soll'orieo in vultttllC csalln-
rncnlc lllisttr:llo, p c.~:-> cc.

Fig. lRS.

l ..'aggittnla ddla liSC..:Í\'ia sodica ai liquido ;teido d:'i luogo a


sviluppo di c:tlore il qualc ptlt) metlcre in Jihertú unn certa
quanlilit di :lllllllnui;tea ehc eo!'l Ya penluta; per cu i (; hulj-
eato opcr:trc rapidauwnlc c solto :ui 1111 ~l:llo d'~tCfJIIH J'redd:1.
Ciú 110n ostante si ó sempre in pcl'icolo di an:1·e qualchc pcr-
tlitú. e pcl' cvit:u·c eiil S~o:t:AFINI cons:igli:-~: nellc sue ,-iccrcltc
sull':tlilll!:lllazione dclln .slndcnlc uuivcrsil:trio di PadoYa {lXD;J),
di lllunirc la b<.:\'ula da 500 cc. dopo :1\'l:rd ,·crs:-~lo il liquido
ac.itlo, di 1111 tnppo a duc fori, attra\'(•rso a uno dei qua1i passa
il lttho eougiunto ai dislillntorc, e :tllraversn ali" nltro penctl'a
l'cstremitil soUilc di un pieeo]o iJubuto n clliavctta chc serve
per ''crsarc il liquido nlcalino dopochô .si (! giú stabiJita la co-
Jnunic:lzionc col distillatorc e si C 1ncssn a posto la !)oluzionc
acidn Lilolaln. Dclla soluzionc alcn1iua una piccnht parte rc-
stcrú ncl lnho dcll'ilnhuto quando si chindc la chia,·clta c J"aril
eomc da chiusura idraulica impedcudo chc l'~tlllmotliaca pcuctri
nel lul>o stcsso.
Mcsso a posto l":lpparccchio eoll"inlcrmczzo di '"' pia!lo di
amianto, si scülda dappriJJla lcnlanlcntc i] 111iseuglio c qllindi a
maggior li:unana li110 a raggiungcre l'cbollizione chc deve <!S·
st•rc l't~golare per evilnrc gli scoppii. Per qucsto anzi alcuuj
t'fHlsigli:lno di nggiu11gere al liqttido. dopo llll:ssa 1:1 soda,
f{tt:lll'hl'. pczzcllo di zineo o di potukc l'r:uJtumalo chc !')l:l'\'<H1o
a rcgolnrc l'dJoltizionc.
. -221-
L"ehollizione lh!\"C esser.: eoutinuatn fino a ehc tnlla I" anl·
n1nniaca si <·~ separata, c JWr ussicurarsi di ciô alcuni cnnsi-
gliano di .sagg-iare enlmezzn di llllfl cnrln
ro">sa di tornnsolc hngnnlr~, In rcnzionc
dei \'apol'i nll' e~lr;:~mHú dd tubo, nltri
di reg-olarsi dai piccoli scoppii ehc :1\'-
\'Cilg'ono nclln be\'ula a distiJiazionc com-
piula. ,\llorn, prima di SJ>I'(IIICI"e lu {illm-
ma, si allonlnna la hc\'ula colln soluzione
titolntn. e quindi, spcnla la finmma, .si
Jn,·a il tuho refrigerante eon acqun di-
xtillata che xi nrsa nclla hevuta.
AIIOra colla soluzionc nlcalin:-~ <li soda
"di potassa titolata e corrispondcnle :dia
solnzione solforica 1 si determina quanli
cc. di qncstn sono st:di neulralizzati del-
l":nnmoniacn s,·oltasi ncl pallonc.
~cl caso in cu i si ahhia ndoperata una

soluzionc fo:-,· di aciclo solforico ogni cl'.


di essa rotTispondc a g1·. 0,0017 di nm~
JllOni:tcn e quindi a gr. O.OOJ.J di ;lzoto. Si
molliplicn questn scconcln cif'ra per il
numero di cc. di soln;.-;ionc solforit:!l con-
suma ti dnll'nntmoninca e si nvrú In quan~
tilit di :17.oto in grnmmi contcnutn nc1
peso tli so~ln11zn sccca ndoperalo. Per
nn~re poi 1:1 quanlilit di nlhumirw r.or~
rispnncientc basta nloliiplicnrc il risul·
tato JH'I" G.2~l.
·d) Grosso.
!Jelermino:ione dei nrusso. - Un dato
peso di soslnnza in csanH~ Hceuralnmcnte
rin1c~c.olat;1 vicnc ('ssic:1to n hngno maria
c poi in una slttf<l :1 sccco JH'I' 1-2 ore.
Jl resíduo si ntclle in una c:tpsuln cli
!-.l:tgnola forntn ]alcrnlm<'.nlc o in un 111-
lro di carta falto nppositnmcnlc n clil:lle,
l'he si coJiocn ncll'e~trnttore di SoxuLET
(lig. JS!J).
Questo ,; formato di 1111 grosso cilin-
dro di Yetro ehiuso inferiormente; nl
suo fondo porta uu tubo piegnto a si-
fone. il tp1nlc pcnclra in un secondo Fig. 1:-\D
tnho fissato lungo l' asse dei cilindro
nelln parle infcl'iorc. Un ter:.r.o tubo Jncllc iu comunicazionc
fJUCSto ultimo tubo coll:t parte superion: dcl c:ilin<lro. Per far
fnnz.ionarc 1' :-~ppnrccehio dopo di ave r mcssr. il cnrloc·cio nd
- 222-
c~ilindro si Jlssa alluhn inf'crinre 1:ou un hnon lnppo di sughero
for:llo. llll palloneino :1 t~ollo largo, lnralo, dopo essie:1zionc in
ttn csskalorc. La p:trlc "upcriore del eilindro c~lr;lttorc dcnc
tnc=--srt in conutnienziot\1! enn 1111 refrig·cranle ehc ordinarin-
Jttcnlc t~ qucllo a doppin sfcra di SoxnLET.
Allorn si Ycrs:t nel cilindro tanto elcrc ':lilico o di pclrolio
d:t :nri\':lrc SOJH'n dc~l lh·cllo clt'l ripicg·anH·nto Sttpcriorc clcd
lnhn ,, sifonc. AIJorn !lV\'CtT:'I J'ndc~SC:llllCiliO dcl sif'OIIC c: retere
verr:'t cosi tr:-~sporl::llo ncl pnl1oncino sollostanlc. f)ucslo si im-
nwrge in un h:tgno d'acqua ehc si poria :1 70°-XOo c:osieiH~ J'c:lcrc
cv:q>orando p:1sserú pcl tubo ti c ccrchcrú di sfuggirc! dnlla
p:trlc s11periorc de! cililldt·o do,·c vetT:'t condcnsalo da] ref"t·i-
gct·:lnlc chc In rarú ric:tderc: go<:ei:l n g-necia sul malcrinle
conknulo ncl earloccio. l)11i si rnec:oglieJ·:'t finchc': nrri,·:llo alia
sO!li!Jlil:i ele! sifonc \'CtTÚ di nuOYo trasporlalo rnpidnnwltle
nel p:llloncino.
L'dcrc ehc vicnc a conl:tllo co! matcrialc ncl (':trloceio di
volla in voll:l clisciog-lie il grnsso conknnlo c lo porln ncl p:li-
Jnncino, nH!IIIre queiJo ehe cv:1pont d:d palloncino nll:l lclllpc-
ralur:l di 'JUu_goo ú :tssolttl:ltnCnlc pri,·o di gr:1sso.
Dopo circa 1/ 2 ora o piú, lullo il gptssn sn•·:'t sinto cslratto dnl
m:1lcrinle c lrnsportnto ncl palloncino •ncst:olalo :tll'clcrc. Di-
slillnndo in ultinto l'clen~ dai p:1llondno rim:uT:'l in qucslo il
gr:1sso, In cui <Jllnutitt't snr:'t rivclaln drdi':HlnH:nlo in pesn dei
p:tlloucino stcsso. Per :u~sieurnrsi che J'c~trnzionc <! stat:1 corn-
•piutn h:1s[;1 mcllcrc solto all'cstrnllorc 1111 sccondo p:lllOIICino
t:n·nto, far fnnzionnrc J'app:treecltio 11el tllodo suddcllo, cvapo~
r:~t·c c ripcsúrc pr.r vcdt~re se il .secando p:tlloneino h:1 numen-
l:ilo di Jl"SO.

§ :\ - Latte.
ct) Composi:ione. - l i lati e<! un liquido hiancnstro tendente
le:.;~ennente ai giallo, op:1co per la prcsenza di qllt'i llll!ncrosi
gloh111i di grnsso ehe dcscrivcnnno nnlla lr:lll:lzionc dclla
,~nict·oscopia, n1cntre. se C sercmnto, il suo colore lc11dc nll'nz-
zurro pcrlaceo. Ha sapore dnlcc c oclorc caratkdstico chc dif-
f'cr.iscc lcgger!llcnlc nci din!rsi nwn1mif<~ri. La sua cotnposi-
zionc chitnica, v:u·innte dn nnimalc <.Hl anilnalc, oscilln entro
ccrti limili c Jc oscillazioni dipcn<lono da svnrinte circoslanzc
come la quaJi1:'1 clcl puscolo, il Iavo,-o dcll'animalc, l'orn dclln
nntng:Hnrn cd i1 pcriotlo della slcss:1. 11 lalte c1P.Jla sera infalti i~
piú rieeo di grasso e cli soslanzc albuminoidi cd H lnltc dellc
prime li!·alc c\ piú povcro in gr:1sso ccl in sal i e.hc non qucJlo
dcllc ultime. La composizione chimic:t dei lallc, inollrc, pu<'>
variare alquanlo da pacsC n. pnesc sia per In rnzzn ele) rispcttivo
nnimalc l:lllifero: sia per la qualitit dcl pascolo, onde prima di
sl:ihilire se un l:tltc~ c': ~oftslil:ato o no, piú chc avv:tlcnd di cifre
- 22~-

clntc ela trnttnli ~eiH~rali 1 l'igicnistn <lC\'C :-tcccT·tnrsi clcll:\ com-


posizione nor~llnle ele! !:llle dclla rispelli\'n lnt'alil:\ lltcdianlc
la cosi dctl~l proua di slallu.
Ad ogni lllodo per i mammil'cri il cui lalk scn·p jH'.r :Jlilllcn-
lnzionc dell'uomo si nccellano oggi le sc~gucnli cifre mcdic:
-------------------------- ----
J
-~---

~~-U-~)1-l~P:R'l'l IJonna Vac('.a Pecara Cnprn A~ina

---- - - - I----- -
:\c11tta . ~il o S/.f.2 R~(i.5 ~n!1,:\ !110.2
l•::strattn ~ecco. 12!1,11 J~õ.ll 1::ru lliO.I X~ I:/
21.~
j
2~:~ :~:~.~~ I
Cas.cina . ;):~,:~ 20.1
Alhumina•.
<; rasso
I
:m.o
12.!1 i
:1G:5 <13) !i~.D 12.:l
·J~atto:::io 611,0 •18:1 111,0 ·lll.'l :,7)0
Sali. 4,!1 í,J ,-
(j') o:s

CntliC si Yedc dnll:t lnbclla, il Jatte <li donnn ô J>lll ricco cli
zucchcro cd nnehc nlquanto di grasso (li quello di vacca, ncl
Cfll:l.)C in\'CCC si lrovano in mnggior quantilú lc sostnnzc azol:\le.
1 sali si lroYano, in qnello di donna, in propo1·zioni minori c
prc,·algono i clornri di potnssio c <li sodio, mentre in tjuello di
vn~cn preq1Jgono i J'osfati.
E a notare inollt·e c:hc la cnsei11n dei Jatte di donnn c:ongul:l
in :;rnni flnissimi, n difl'crenzn di quella dei lnttc di v:tccn, cite
coagula jn g-rnni grossi c compntli.
b) Bswllc chimico.- :\clfJJ'elevumenlo dei cnm[lione dei lalte
hisogn:1 distinguerc se si dcbba esnminarc il lattc di piazzn OY-
n~ro proecdcrc alia pro,·n di slal1a. i\cl primo caso e ncccssario
mcscolarc henc il latle conteuutn ncl recipiente c, racco11anc
la qunntitú Yoluta in \'ao.;i ht>n puliti, procedere tosto nll'esaJne.
Per la pro,·n di slalla in,·el:C hisogna procedere con ;dlrc
precauzioni c cio<! raccoglicrc illatle di clh·crsc vacchc ncll'islcss:l
stalln c ncllc varie ore d,·lla mungiturn. mcscolarlo ~\ssicmc c
clnl Jlliscuglio toglicre il campioue. T~111tn. ncll'unn che nell'altro
caso, pritna di procedere all'csame, ú IJccessnrin scuolcrc enu-
lnmcnle il recipiente per rend<~re i\ contcnuto omogenco S<~nz:t
dar luogo :llln l'nrmnJ.ionc di schiuma; c siccome il In!tc col
ri poso aumenta nlqu:lnlo di peso specilico, chc divil.!nC eoslanle
dopo 2·1 ore :1lla temperatura dcll"nmbknt<', o 2 o ~ n qu<·.lla
de) ghiaecio, COSi e 0pp01'\lll10 flj fCIIeJ'e prr qtteS\0 período il
l:lllc iu ghiaccinia prh11a di procedere nll'csnmc dei campionc
raccolto nella stall:1.
Ln rcn::ionc dd lulle va s:1ggiatn colJe c.nrtf! S<~nsibili di tor-
nnsolc. Essa <': gcncr:tlmenlc a11jOit~rrt rio(: rcngiscc conlcmpo~
rnucanH!ntc acida cd !llcnJiua.
- 221 --

/Jf'iermiua:ionr de/ JH'so spt•cifico dr/ lttlle. ·-(i li clr.menE che


hnnno inllucnzn sul peso sp<~ciHeo dl•l latlc sonn lo zuccllero,
gli albuJuinoidi! i sali disciolti cd il gtnssn <·Jnulsionnto. Pcrú
ntcntrc i priJui int111iseono faeet1dolo numc.nlare, il grasso lo
fa dilllinuirc c quindi il peso spccifico <'!-isendo in dipcndenzn
dclla <fll:llllit:'l di CJtWSIC difi'ercnli SOSI:111ZC 1 ptu'l subire llOIC\'OJi
\'rtriazioni.
Cosi la sercmalurn porta un anmcnln ckl p('SO spccifico meu-
Ire l'nnn;lcqll:tllll'lliO ]o ra dinlinuirc. !·:eco come hisogll:l stnr
nllcnli nd llll:l ddlc f"rocli ph'1 <:Ollltllli, c.IJC <': qnc!Jo dcil:t ~ere­
lll:l!UI':l c dei sneccssivo misur:tto nnnar.qu:liiiCnlo, che non
vicuc ntT:1lfo rivelnto dalln dclcnninnzione dcJ peso spccitico
co111e dcue fntta colllll!ICillCntc ncJin vigil~lllZ:l jgicnica dei
JllCJ'CiltO.
11 peso spccilico rlcl lntlc d•·lenninoto alia temperatura di
1:>oc oscilla trn 1020 c 10:~:l~ pcriJ per lt· ra~ioui innnnzi neecn-
nale puú \'ilriarc da Juogo n luogo. Cosi a P:lcfo,·a i! peso spc-
('.i[icn dei Jattc normale ~cconclo lc riecrchc esc~nilc neli'Jsliluto
d'I~ienc della H. Unh·<·.rsitú (C:APPET.LETTI) per lc ~l:11le lll'hane,
oscilln dai 111assimo di 10:!5 nl 111inimo di lo:IO coll" n1ecli:~ di
10:1:1 c per quelle de! "'hurhio "" cl:ll nw"imo di 11!~7 nl mi-
TlilllO di to:m eolla media di 10:12.
Jl pcc;;;o SJH~ciflco dd lnttcl ollrceht~ coi comuni densimclri, o
coll:-t hilancin di \V,.:STJ>liAL, si dclcrJnin:1 il pit'i dellc \'Ollt! con
apposili dcnsimctri a gnllcggiHnlc nl'i quali In grnduazion~ ~··
falta nci limili Ira i quali il peso spccirico del Iatte puú v~l­
riarc: {lallo-df'llsiwdro dcl QuJ·:VE:'\:"'1·:). 'l'aJi densintctri ~o no per
lo pil! gr:uluali per In temperatura di F> 0 c sono llltlltiti di un:1
npposita l:thclln nclla qualc per ogni ~~·ndo di tcntperntura dif-
fen~nle si leggc l:l ridnzioliC dn fnrc alia gr:-~clunzionc scgnatn
dnl dcnsin1etro. Per ogni gl'ndo eentigrado di lcnlpcrnlurn, Ja
varinzione nclb scnla dei dcnsimclro 1\ di drcn 0.2 di mille·
si111o. quindi. se non s'ahhia :1ppositn lnhelln. si put'J f'ncilmcnlc
corregg-crc moltiplicnndo per 0,:? la diJl'c•·crJt.:t fr::t la temperatura
di l:l 0 e quclla cleJ lallc in csamc~ addizionnndo il prodolln ncl
<:nso ehc la lcmpcrnturn sia snperiorc a I f)'' c sollracndolo ncl
~~nso opposto.
L:1 tcntpcratura dt·l laltc si prcndt;:! con un c.ornunc lcr·mo-
lllClro pronto c scnsihilc chc si in11ncrgc insicntc nl dcnsi-
Jl)(:lro.
Akuni Jnllo-dcnsimclri btvt~cc ltnnno la1oro zavnrrn fnlln dnl
hnliH1 di 1111 tcnnomclro la cu i scala si trovn :llla csll·cJnil:'t su-
pcriorc dcllo slrunH~nlo, in ntodo chc si JHIÔ con lo slcsso
islrttmcnlo dctCJ'Jninarc ronte1nporanc:-tmcnlc il peso specifico
e la tcmpcrnturn (lig;. 1!JO).
Olln~ :11la seala dcnsimelricn, akuni I:Jllo-dcllsimclri pnrl:tnn
lateralmente allre dt11~ sr.:llc, 1111:1 su fonclo ginllo cd llll:l su
fnndo :IZZlllTn, t·olori c'OlTispondPIIIÍ a qnclln clPI latlc ini<'J'O~
i! primo, c a qncllo de! lallc scrcmalo, il scconilo. In lali scalc
sccnndaric Yienc indicata in dccimi la qunntitú d'ar.qua :q~­
giuntn nl lattc; c sieconJC il peso dcl lnttc scrcmnto non anna-
cqttnlo, U mnggiorc <lei l:lttc intcro, si ha chc cia-
scun gr~Hlo dclla se:lln nzzurra non si tro\'(~r:'t ~ll­
l"islcsso livclln di qnclli dclla scal:1 gi:dla ma hcnsl
corrispondcr:l n uno su pcriorc.
lu nlcuni dcl lattn-dcnsimclri cli Qucvr.unc ú [tfl-
dirillura sopprC.':iS:fl l:1 st:~lla dei 111illcsimi c sui co-
lori dill'crcnli si tro,·nno solo lc a11re (lttc s·ealc
stnhilite cmpiricnmcnlc.
Ecco come si proecde ncll' 11so rir/ lullo-tlellsi-
,r.lro: 1. 0 c.s:-;o deve c..-::-:crc hcnc :lScintlo c pu li to
c va immcrso ncl lntte hadnndo chc non tocc.hi
le parcli <lei Yaso ehc lo e.onticue (di so!ilo C 11n
nppnsito cilindro di velro):ocl illerlllomclro quando
({tiCSio sin indipcndcntc; ~o dopo immcrsr. si d:'l all:l
su~ <~strenlitú sup-eriorc tln piccolo eolpclln in modo
d:1 f':11·]0 afl'ülld:ll'C SCilZ:l ehe vnda :1. (OC.C:\l"C~ iJ rondo;
:~o qunndn il dcnsimctro si ú me~so in cquilihrio.
h leitura si f:l ncl punto cli ,·cro nniornmcuto. ehc
1\ alquanlo nl di solto dcl grudo indicato dai mnt·-
giui del mcni!-;~.:n saliente lu11go I' :'lsla dcll'blnt-
lliCnto; :1° nppcnn Iinilo di us:nc: come lulli gli
sii'Limculi chc si ndop<•rnno pt~r il l:lllc, il dcnsi-
nH:II'O ,.a Ja,·ato pri111n con ncqua corrente. qt1indi
c:on :1equa dislillntn c finnlmcntc bcuc ast'iug-nto.
Sia per hcn inlt~rJHt·l:nc il \'alare dcl pt:so spe-
cillco1 c:onsidt•rnndo Jn inllucnza c.llc su di csso
spicgn il di\'Crso contcnuto di gr:1sso ncl lallf', sin
per conosccrc qucsto conlcnuto p:·r sú stcsso: allo
scopo di esse1·e si cu ri chc ill:lllc non si a sinto spo-
gli:tlo di cptcsln l:1nln impoJ·tnnlc sostnnz:l nlimeu-
tnrc. oecorrc far sempre la clctc!rminnzionc dclla
quantilú di grasso del lnllc .in <:.snmc.
Ln ddermina:ioiH! tlel grassu ncl lnllc si fn <'Oll
mctodo csallo e con lllC!odo npprossi111:11ivo per
mczzo di alc.uni istrnmenli ehe ~0110 !==:pceí~lllllenlc
:ulopcrati ne\la polizin sanilnria per Jc prime in-
dngini, nlcuni dei quali innanzi tu! lo descrivinmo.
· 11 cJ·cmotJH:Iro di CllEV.\I.II·:n (íig. 1~11) ê uu cilindro
<lelln cnp:>cilú cli poco piú di 100 cc. c ele! dia-
metro <li citT.n ,, Cl~. Esso porta una scnln g:ra-
cluntn cmpirieamcnte c scgn:lla in rnsso. Si versa in Fig. 1~10.
csso illall(\ l'accndolo seorrcrc lungo lc p:n·eti fino
ai segno stnhilito c quindi si ln~ci.1 in ri poso pc~r 2·1 OI'C. f.n crcmn
~i raeeoglie :111:1 super!ieie c l'allezzn clel SilO strnto, inun l:lllc
nnrmnlr, dovn~hhc ncc11pnrc !l-12 cli\'isinni dclla senl:l. Se si
To:-.:zl(; c l~tJ,\'1'.\, l!l
- 227-
r1nc:hú si \'Cdranno seo111parirc i margini dcila tiamm:t. Allor:1
si c.onfronla il numero dt!lla graduazio11c rhc coiuddc colla
l'rcecia, colla apposiln tahel\a anness:t nllo slrtlllH~IIIO per eo-
nosc.crc la quantitú di grnsso contcnuta 11Cl lattc.

Q.i:A:>i'l'lT.~ DI GnASSO
r:Oitll.JSI'ONDI,NTic AI (;H.MH DI>L LA'I'TOSCOPlO DEL DMiNi·:

o ~.~ Q.~

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20 •I:'> ::2
.,., :-t~ ·1·1 2::.:)
21 ·14 ,,, ;~2 ,,,-, :z:~
~2 .J:! ;{ti :n 41i 22.:l
2il ·12 ;{;) :w •!i 21.:)
24 •11 :Jn 2H -IX 21
2:l •10 :n 2R •1!1 20,:1
21i ;~!) ;}X '2í !Jil 211
2í :!8 ::!l ::w

I·~ facilc com prendere come In strumcuto si prcsli :ui apprcz-


znmcnli vnri sccondo l'acutc;~.za visiva dcgli O!:iscn·atori e come
H suo uso non possn pcrcià esscre sknro.

Fig. 103.

Jllu//oscoJ'io <lei F'"'"' (o:,: 191) ô nn cilin<lro di ,·etro rislrello nel


lralto ini"C'rion~ in modo dn clnr luogo :11111 tuhir.ino l:lrgo em. 2,
di,·ido il lllllllCro di flh·isioui neeupalc per ::,tx si lln prcsso a
poi'.O la qttalil:'t pereenl11ale dei g'l':tsso eoniCIIll\o ncl l:ltlc in
CSt1111C.
lJ lulloscojlÍO dd J)n,-.u,u:: (íig-.1!12) si hasa SlliiO slcsso pdndpio
sucui ú fOJJdnto il cromncitolllelro nsato nclla diniea. Consta
cioi: di due cilindri di ol!onc chc lllCdianlc llll passo di Yitc
cnlr:nJO l'uuo uell'altro. (~ucl1o cslcrno porl:1 :td una cslrclllilú
1111 diafr:nnma: purc d' ollon,·, nd
cni foro t! lissa una laslrina di \'C-
Iro. 11 l:ilindro Üllcrno <~ lllllllilo alia
base di una .lastra di \'dro clie resta
eosi p:11·allcla ;dia prim:1. ?vlcdi:tnle
una ~lpcrtur:t 11el cilindro cslcrno,
lllllnila di 1111 pkcolo imhuto, si f'a

Fig. 1~1. Fig. tn~.

pcnetrnrc nello spa:r.io comprcso fra lc dnc lastrinc lln::t piew


cola quantit:'i cli lattc. in n1odo chc di essa si possa fon.n:H<!
uno str:tlo pil1 o mcuo spcssu a sct:onda ehc per JllC'.zzo del
paSSO di vite i1 fondo de] cilindro inkrnn ViCIIC a)]OIII:.Jil:lÍO Od
:lv\·iciunfo a qnello dell'csterno. Talc st1·:llo cosi si tt·o,·a l'ra lt~
duc l:tslrc indicale. L'uppnrccchio t! munito di 1111 lll:\1dt:o col
qualc lo si pol'l:l :lll'occhio per polcrc o~ser,·:-n·c allrnvcrso lo
slralo di l:tlle, in una cnmcn1 oseura, la finn1111:1 di tina com une
candeia. Snlla f:lcda cstcnw dei cilindro csle1·uo l~ scgn:lla nnn
l'rccda, in eorrispondcnza alia qualc eoineidc lo zer·o di una
graduazionc segnala sul cilindro intento, qn:tudo qucslo ü lo-
lalnwnlc ;,lvv.itato. Per operare, si versa una piccola qnaulil:'!
di l:tllc 1Jel1'ituhnlo, ~~si svila lcnt:lmcntc osscn·ando nllra,·crso
lo slraln di lallc la ca11dda posta alia dislanza di 1111 nlclro
- 22!1-
in volumo il grasso cnntcuuto nei 10 cc. di l;lltc soltopnsli
all'csperilncnto; ov\'cro si rirorrcrú a una lahclla :111!leSsa al-
l'islnlnlento1 uella quak di rrontc ~ll numero dei gr:uli oceu~
p::lli dal1o stz·ato di gr:tssn e indicato in parti prccculua!i il
cuulcnulo di qucsto nel htltc in csamc.

'l'AVOLA ])! F. SClDllDT


l'EJ:. LL LA'L''I'OI!U1'1HJW:-1ET!l0 lll ~L\H,CILAND.

-··-------·=o··:.c....o.:=-==;,c= --
I
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fJ?cimi
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Gramr~li di
gr;t:-5~0 111 tOrt
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D~c.illli
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Ui ~ra~so cc. di lati c li i g-1·a::;so cc. di Lat-tc di gra::.so c.t;. di lat.tc
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::!1:1;)\l :o,:; ,,;:J!J!)
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2.tiG;) ,;::, <1.7!1~ ~7.:1 ~J.1:li
~.in? .o •I,D~>(i 2X.<J !l,:)O(i
:!,R(l!l '.:) ;): 11!) 28/) !1;7:):"')
:!.D71 l! 1,0 ;,_;JOii 1D,0 111.1101
:~_07:~ 1! 1,5 :i.•lx:; 2!!,:) }0,2:):~
i-L17S ~I l,O ;,:Gim :;o.o 1o,:,o2
~<227 201,5 5,037
I -

AI mclo<lo <lei ~l.\IIC<LI:>:D ci<c i: lllOILo usalo pt:r la sua co-


moditú c disen:ta prct'isione, \'l:uucro falte alcuue utodiíknzioni
di poca imporl:lnza Ira lc qunli qui ricordi:llllO solo qtH•l!n di
Lo;..:(;!! r che invcee di usare il tubo di ,·ctro u cgnnlc di:1mctro
in lulta la :;ua lunglwzza. nc usa uno piú gro:--s() inlerrolto d:1
un collo sollilc ri gato in :~zzux-ro e o me I e bun~tlc di YCiro (li;..l,. 1~);)).
Dopo di aYct·c :dcaliniz:t.alo il lallc: lo eolnrn eon I o 2 g-occc
di soluzionc ail:oolica di t·orcinu 11. 11 grassn e!Jc si separa dopo
l'opl·r:lzionc, dislingucndosi hc11c dallo slralo colornln, si rae~
coglic lungo il collo ri:-;lrcllo do,·c !c gradazioni sono piú di-
slnnti rendendo piú facilc Ia Ietlurn.
Uu altro llll:lodo usa to fre<rueulCillenlt: nci labor;dori (· qudlo
:~e lun.!.!O em. f>. In <'sso si jtlllcsl:l 1111 c.ilindro di porccllnnn
<.'.IW pc>l"la"scgnnle in nero 7 g-radrtzioni. i\Icdi:liiiC npposita pi-
pella si \'CI'S:lno ncl ej[iudro •1 ce. di lallc c qnindi si ng·giung-c
a po<~o a JHH'O acqua cli"tillal~l :1gilando Jino a mcscolanzn com-
pll'l:t. Lo slrnlo di liquido in principio dcll'cspcrimcnto far:'!
scomparirc lo g-r:uluazioni <lei ciJindt·o di porcellnnn, 1c quali
app:1rir:1nun solo quando il lnlte snrú sui"Jic.icnlcnwnlc djtuito.
()lt::ndo k gradtt:\zÍOIIi si vcdono si dislinl:llliCiliC da potPrlc
•·onlan·. si sospend<~ l'cspt·rimcul•) e si lcg-gc il niiiHCro scg-nalo
in :tppn"iiln scala IICI eilind1·o di ,·ctro all'altC'zz:l alln qualc ar-
rh·:l il liq11ido. Esso indich('r;'t la perr.t·n-
luale di ~~·asso. C)ucslo slrllntcllln ha gli
slc . . . si clif'ctli dcl prcccdenlc. dipcndcnti
d:lll'aeuit'zza visiva dell'ossc~r,·atorc.
11 lallo-hllfirrowi-lro d..t M.\1\<:IIA:\'D (ri-
:...!111':\ I!H). <·· uulun~o c slrello tubo di vdrn
ehiuso ad 1111:1 cslremil:'t c porlanlc 1111:1
gra,: uazionc cht· pi i't oi I rc dcs<.·.rivia til o.
Per <kh·nninarc <:on t'!-\<.;O il grnsso l'nn-
l<:nnlo Íll llll J:llli! ,·~ IH~I'C~"i:ll'io :J\'Cl'C :1
propria disposizionc:
1° Akool C'lilico n !lO"-!)~":
~" El•·rc dPlln dcnsi l:'t 0,72~>:
:\'' t:nn soluzio11C :tlcalina di sodn o
pol:tssa ai :W 0 ' 0 :
.fo lin cilindro mclallico moJio alto:
in 1110dn chc~ lllllo il tuho o piit ltlhi ('.Oil-
lcmporancanwnle pnssnno esscn·i im-
lll•·rsi) da :-.cr\'irc per hagnomnria.
Per I' opt~razionc. si Ycrsa ncl luho il
lnlk da I'S:llninarc, fino ad 1111:1 prima g-ra-
Fig. l!J.f.. cltwziOlll! sc;,!"nat:t eolla lt·lli'rn -1lf1 e 2 o R
~oecc dcl1:1 soluzionc nlc:1finn.
Qnindi si vcrsn l'ckre fino alia ~radunzionc srgnnla COJI E.
Si dtindc l'cslremil:l supcriorc clcl eilindro cnn un npposilo
lappo di g·omma c si agita fortemente. In ultimo si Ycrsa l'nl-
coo~ lino :11 scg-no A c si torn:1 ad agitnrc \'iolcntcmcnlc dopo
l"ltiuso il tubo r.nl l:tppo. (jttcstc Ire qu:1ntil:\ sono einscuna di L"l
10 ('C. <Juindi dopo di nvcr I:Jsciato il tubo in posizionc qnasi
orizzontnlc per circa ~O mintdi~ lo . . . i in1mcrgc ncl hagnnm~nin.
risl'alcL1lo a •10 e \'C lo ~i lascia per lO minuli c posl'i:t lo si
11

passa per aHreltanti in 1111 h:lJ.-;\110 a 20'). Si vcdrú scp:narsi nclla


parte s11pcriorc dclln so1uzinnc aleoolic:t·l'lcrca uno slrnlo di
gr:1ssn c (H'opriamcnlc in ('Orri.spondcnz:l :ul una pkcoln scala
a hrc\"i graduazioni inci-.;l sullo stcsso ,·ctro. Si Hlolliplica il
lltlmcro dcllc grndunzioni nccup:llc dali o slrnlo di ~r:1sso per il
f:lllore o,o:.n:~ ed ai prodnllo si aggiun~c 0.121)(qtJ:.tntit:'J di gr:tsso
.('.hc resta disrioll:1 ndl:l soluzionc :tlcoolico-clerc:l) per avcrc
fa cin:olarc tlcll'acqu:-t a li 11 r:. Ncl tubo pilt interno put1 penc·-
lrare uno SJWCialc :n·cnmr•tr·o C :1nncsso all'nppnn:echio. 11 :·d-
slcma di dt1c tuhi t': porl;liO da un sostc;.;-no a i1·e picdi llltlllili
di ,·ili, cd (·: mol>ilc :-;u di 1111 pcrno in modo ehc si puú in

Fi~. lflG.

qnnlntH[llC poslo, l'ar nssnlllcrc n<l esso In poStzJonc pcrl'clln-


rnenle \'(!l'lic:tk nccc~saria pcrel!C l'arcolllelro non tocehi le
parcti dei tuho, qtlii!Hlo galleggia. All';lppnrccdJio sono inollrc
annessc, una serk di bolliglie t:onic.hc }) n grossc parcli c Ire
pipcllc. una da 200 cc.~ uun dn (iO cc. c1luna da lO cc.
Per ropCl';li'.iOill! si \'CJ'Slll',f,) nclla bulliglia ~00 l'.C. di lallc c

-~
~:w --
dclla sep:~razinnc dei grasso col)';leido hutirronwlro di (~EHllEH
originale OYvero JI11Hiifieato dai TIJiil:~l~g.
l'<'r CSt'~llirc i\ mctodo mndili1~:110 dal Tlli)nNEI: hisognn
un·re a disposiziotH; !:1 potente CCillrif11ga :q>po:-.itn cd i ln),j
spcf'i:lli cilindl'iei con collo rislrt'lln. lttngo circ;l la lllc!Ú de!
lobo. Nd collo sono seg-nalc tj grnd:1zinni divi!';C in dccin~j
e la p:.~rte superiorc di csso linisce cou t1n:1 hnll:l apcrt:1.
l'cr opcrnn~ si f:11111o entrare neiJa p:trlc iul'cl'iorc dei tubo
lO l'c. clcl Llllc in cs:uue, nJ<:dinnlc "'"' pipella a punia so!lilc,
cd 1 c.e. di soluzionc di potassa eauslica (SUO g-r. in 1 litro di
acqti:IJ. Allora si agita cat!l:lllleliiC gir:.llHio iltuho lcuulo <lll:.tsi
orizzontnlmcnlc attorno :11 proprio :1ssc: quindi lo
si IIICIIc a l>ng·no ntaria ucll' aequa hollcntc per ~
o:: mi11tlli finchú il !alie fi.SSttiiH! un colorilo hruno
pit't o mcno 111arcato. :\ qucslo pttnlo cstrntlnlo dai
bag-no si fa pcnetr:u·c goccia :1 goeei:1 1 ce. di nddo
acelko glaeinlc. Si :1gita di IHIOVO ndl'istessn ntodo
c qui11tli scnq>rc a goceia a gncc.i:1 c cnu una sottilc
pipclla si ag·giungc allro :1chlo acclico finchC il li-
\'clJo tld liquido nn·iva quasi :li scgno O della scah1,
ehc si lnn·a uclln parte piú h:1sS:1.
Il tubo ~i porta di uuo,·o nel IJ:1g1to di acqun hol-
lcnlc per 1 Illinulo c qui11di lo si Jncllc a ccntril'n-
~ar-c pt·r :.:-! miuuti colla velocilú di 110 :{iri di ntanu-
JH·io nl tuinulo: c cosi il ~r~lsso si .separa nclla parte
~uperion~.
Per la leitura. si ri111ctlc iJ tnbo ucl hagno hollcnk
per porlarc lo stralo di gras~o :dia lclllpcraltil'U di
100° c si nsserva il 1111111Cro di divisioni occupollo
1:1:;. !!)~'- da csso. Ogni dh'isione dt'.lln sc:1l:t rapprcscnln 1/JII
di grasso per 100 di l:tllc. In :w lllirlllli. av<"ndo una
cculrifuga l:nll :-; ltthi si possor1o csaminarc H caln-
pioni di Jalle con 1110IIa prcdsionc.
t>it'l esallo di ltrlli i p1·cecde11ti (! ii mctodo arColllcfl·ieo di
Sosr.HET 1 il qunlc si eseg-nbcc c.slrat·nclo l:oll'dcrc il ~rasso
dcl I:Jitc :tlcalinjzz:tlo eou poln:-.sa. L'clcrc :-~equislcrú. per jJ
gl':ls"io disciolto, una dcnsit:'l dill'en·nlc:. la qualc :1 pari!:'! di
cundizioni pul.J darei tlll crilcrio clc1la qnantilú di grnsso chc L:
eonli'IIttlo.
Per l'opcr:1ziorw C necessarin dispoiTt! di una soluzione di
pol:~ss:1 dei peso spcci!ico 1.2!i (·1'10 ~··· di pol:JsS:J in 1 litro di
:tequal: c di ctcre soll'oricn nssolulo dc1ln dcnsil:·l 0.722 satnrnto
di acqun: r.iot!, shallnto in lllla hnttiglin con !.!llõl piccob qunn-
titú di acqua c laseiato separare.
lnollre ú nccessario disporrc dcll'npp:lrccchio .o..;cgnato nel1a
lig·ur:l 19li1 il qu:dc consta di cluc parti pri11cipali. Di 1111 tuho .'1
lungo l'n.s~e dd qualc t\ lis:mlo 11n scc.ontlo lnl>o n, assottiglinto
iufcriunuculc. Tr:1 i lul>i si forma c.o:-.i 11110 spazio ucl qaulc !:ii
Latte magro. Latte grasso.
'I , - . 1 • :

'/I Grado! O ~ 0.1 . 0.2 l U,3 i 0.4 i o,:, i O.G 0.1 o.s o.n
I ' ' ' I ' I
10 l'l'. dclla solttz.iouc di polas~a, si cld11dc l'On 1111 htwn tnppo
di ::;ughel'O c :-.i agita IJCII henc. (~uindi si aggillllgOIIO no CC. di
<'krc ;~cquoso (' si rindtittde :q4itantlo a11cora fortcnH~nic. per
Jllczzo utinuto eirc:1. ,\Jior:t ~i tttctlc la botligli:t in un hrtgno
:t lí° C c JH!l' 1111 qu:trln d'ora, ogui tnezzo tuinuto si drtnno
dclk pir.eolc seosse in S(~nso Yertic:dt•. La . . ei~nHio in l'iposo op-
purc t'L'l_llrifugando si ,·cc!ril scpararsi nell:t parte :-,llpcriore
dclla holtigli:t uno slr:llo di clt·rc rol g-r:_tsso di.,.ciolto. ;\ cp.tcsto
plltdo pc1· far cnll':li'C l'clcn~ ucll':qlpnrccchio !-:ii tlllllliscc la l>ot·
tiglia de! lappo 1~ :1 ~ J'ori per 11110 dei qual i JH'JJelra 1111 tubo t!
cite. liniscc snhito ;li dholltl (kl lappo c per J'allro lli\O piú
lungo u ehe si puú :1pprofondirc a ,-olontú. Il primo ú in eo-
tllllllicnzione eon 1111a pi<.:('o]a jlOlllJl!l a JH'I'O, cd il ~l~cnndo eol
tnho j1JICl'IJO clcll'apparct·cldo. Fareudo JlrCs:-.ionc coll:t polllp:t
l'clcrc salir;·, lungo il Juho ll 11<'1 tubo 11 clave f';lr:'t gallq.~gi:li'C
il dCil:-.imclro; :di ora t'Oil 1111:1 pinza :1 pres:-.iont· ~.i cliinde il
tnhn ll 1 si colloc.::\ l'apparcc.l'l!io i11 po:-.izioll(' YCrlit·:tlc e ~i le;..rgc
i! grado dcl dcusilllelro, eorrj:-:pnndcntc :ti pttnlo di af'!ior:l!tH'Illo,
dopo di l!S'\CI'Si n~sicur:lli che b il'rnpcratura detracqu:~ del
lllilJiicollo c.:he t'Íl'('Oild:l j] lt!IJo l·. a .lí" C.
L'<lpp:lrcechio l~ enrrcda!o di dt!C dt•.nSitllPiri dei quali uno
ha la se:tln du; Ya da -1:: a Gü per il I alie ~~·:1sso e J':~ltro da ~~
n -t:: JH'I' il Ialle po,·cro di gr~sso.
J:íportiamo lc taiH'.llc chc :-,ouo unile all'app:n·ecch;o neJle
quali sono scgn:lli nell:1 coiOIIII:l \TI'Iirale a si11islr:1 g:li intieri
cd in quclln ol'izzonlalc i dccitni di gr:Hin. :\e! punto cOITi-
spondenle :1IJ'incoulro di qucste due (·~ S{·gnala Ia Cjuan!H:"!
)H'n:cntualc in peso di grasso conll'nltla nd ]alie.
Se jJ lnltc t': lllOIIo mngrn, Lt scparazionc dd gr:1sso aYvicnc
ror1 tlif'Jieoll:·l c pt'r f:.lcililarla condP.ac :1ggiun;.:.crc :d latlc
dopo la potassa, 1 c.c. di 1111:1 soluz.ionc di sapnuc clu: si pre-
para sl'io~licudo a hag:uo nJaria 1;) gr. di slcnriua con 25 ce. di
ah-ool e i">Ü c:e. dclla soluziouc di pot:1ssn uc·ccssaria pc1· I'ap-
p:necchio c diluendo il ltlllo liuo ad un lilnL
L:t tlc!erminuziollC de! !JI'USS(} ('{)/ IllCiodo jHJIIflt:l'lflC !':>i ra eoi-
J'app:n·ecchio eslrallorc di SoXI.III·.T come per tutlc lc ~litJ·c
sost:tnzc ncJ Jnodo chc abhi:llllo clcscrilto.
Per a\'erc il rc~iduo sccco uccessario 1 si fanno cvapor:trc a
hngno maria, ncll'illlerno di nn:1 capsnl:t di ~lagnola da hol-
ligli:11 JO cc. di latlc che !)i fanno jmbevcrc da akuni pic.:coli
pezzi di spugna prima laYali con elcrc. o d:1 s:1bhia pura la-
vala, o da JWZI.ctti di pon1icc D.npo di :l\'t~rla for:llt1 1 la e:lpslll:l
si llll'i(c HC)l'cstr~tl!Ol'C i! <{Ua)e si J'a f'llllZiOB:ll'C JJP.l 1110do ill-
dic:tlo.
Jl rc~sid1w secto dei latlc si dekrnlina f:tccndo eYnporare :J
hagno maria 111 cc. di lallc iu c~psul:i larala assie111e a piccoli
pezzetli di ponlicc o ad una cer-U;_ quantilú di sabhia, i tp:aU
hnnno l'uflkio di dislribuirc iJ Jati.: ~~~ di una l:ug~1 supcrlicic
una c<~psula una certa qunntitú di )alie fino a sccchczz:1 etl
inccnercndo il resíduo. ~Juindi qucslo si ri prende eon qualchc
goccia di ncido solforico conccnlrato, si agg.iuugc una piccoln
quantit:'L di nlcool c :-;i :1cccndc. In prescnzn di ncido hnrico i
horcli <lella fiamma s:~ranno ,·crcli. ,Oppurc, dopo ripreso il
residttél con acido clorídrico al lcrzo, si imhevc u11a cart~1 di
curcumnla qualc per l'acido horico nssnmcrú col riscald;1nlcnto
un colore rosso sangue, che diventn olh·aslro coll'aggiunla di
:11nmoniacn.
Per la ricercn dclla [orllwldeide, la quale pttrc si nggiungc a
scopo nntiscltico nl latte~ si puô usare ilmetodn scgucntc: '' ec.
di Jaltt: si nddizionano in una provcttn c.on altretl:ulla acqun
c su di cssi si fnnno cadcrc 2 o :~ cc. di acido solrorico <:On-
1
.'f
ceutrnto chc nndrú :11 rondo. Nclla zona cli contallo ai di sotto ·'i
dclla cnscina coagulntn per :1zionc dcll'acido, si formcr:'t rapi-
d~illlCntc un nncllo :1zzurro, Jncntrc la stcssa prOY:t f:tttn ncl H
Jnttc puro dú luogo :1\la formnzionc di nn anel lo ,·cnlastro so- 'I
pra ad uno rosso violctlo. Oppnre si fanno dislillare 100 cc. di ~
la li c sospello e<l il distillato addizionalo con una o d nc gocce '!·
di soluzione allungnlissima di fcnolo si fa cadcrc sull'ncido sol-
1
;
forico conccntrnlo. Neli~ zona di contnllo si formcrú un andlo
rosso cremisi piú o rneno marcato.
li car/Jon(f/o di soda Yicne nggiunlo :-ti lallc per mascllcr:trc
la ncidil:i data dall'acido lallico sviluppnlosi per la fcrmcn-
l:lzionc.
Se l'aggiunta e in llOICVOlc qunntitúl c sufl1cicntc In reazionc
collc cnrlc di toruaso!c. Se invccc lc st~c propnrzioni sono lni-
llori, si ri,·ela ng~iungcn<lo una o <luc goccc di acido rosnlico
chc dh•crrú rossn. Amenochú In prcscnzn dei carhonati non sia
nolc\'oic, non C hcnc ricorrere alia fcnolftalcina Ja qunlc com-
hiunndosi cogli nlbuminoidi induce acl errori.
I...'umido pu() esscre nggiunlo per ridnrc al !attc H colore ca-
rr~ltcristico e la dcnsil:'t dopo la scrcmaturn. OltrechC al mit:ro-
:-;copio, si riconoscc cllimicumcnlc aggiungcndo n poco lallc 1
o 2 goccc di soluzionc ncquos3 di jodio. Per racilft~rc Li rcn-
:dnnc si se:dda il lntlc fino nl prodursi clclla salda di nmido e
quindi si lascia ralfrcddnrc lH~r ng;.;iungcre la soluzione iodica.
Si :1\TÚ, iu prescnza dell'amido, un coloro nzzulTO d:llo d:dla
l'onnazionc dí ioduro di ami<lo chc scolllpnrc col riscalda·
lllCiliO.
La dr.strinn si riconoscc sul siero otknuto c.olln prccipiln-
r.iolle Jnc<Unnlc acido acetieo. scrvendosi drll' jstcss<l rcazionc
dclla tintura di iodio chc in 'tnl caso farú nssnmcrc ai liquido
llll colore rosso.
La adulicrnzionc con cmul:;ioni di semi o!eosi (con1e p. e. nwn~
dorlc) si scoprc <lggiu11gcndo nl Jatte nleuni crislallini di amig-
d:llina, la quaie in pn~sc11za dcii'cmulsin:t si seindc in aldcidc
hcnzoica, glncosio ed :tcido cloriclrico~ rivelandosi la prima
col suo spccialc odorc di mnudorlc nmare.
ccl .impPdirc la fornwzione ddla pcllicola. Dopn cssic:tlo il n~­
siduo nclln stufa n sccco c rafrreddnlo in 1111 cssiealorc nd acido
solforko, si ripcsa la c:q>stda c l:t difl'crenza di peso dar:'! la
qu:uJiilo't di soslanza sccea nci 10 ee.
C)11csln si puc·, ~nH:hc detcrtninarc colln forn1ula .seguculc di
fiALI.Ei\"1\E c MüESSLINGEH:

'1 ' ·) ltl


I= ( ·5--t-/ x-~-•fo

dovc fJ (! i1 peso spceifico (g-l'nclo (1uc,·cnnc)


f'= i1 peso pcrccnlualc di grasso s<:1.:ondo Snxi.IIET.
Oltrc :1 qucsle riccrchc chc si l'anno ncl Jalle nll'uopo di dc-
lennillarnc il \'ai ore nlintcnt:nc~ allre talvolla se IH! dcvono coln-
pícJ'C per deonosccrc se il lnttc C stnto :1llm·ato per rcuderJo
piú l'aeilmcnle conscn·ahile o pct· mnschcrarc la illcipicul<:
nllerazionC o per dai'C :ul csso un :t.spello chc rc:llmcntc non
1

H\'rchhe o per nggiuntn di ncqua.


Per rcudcrc il l~1tle piú facilnlcnlc conscrv::thile si p1alic:t
lah·olla la l>ollil11n< la <jtl:llc si puó riconosccrc coi mclodi sc-
gucnti:
Il Inclodo S-roncu chc si escguc aggiu11geu<lo :ul una piccola
qu:lntilú di latlc une goccin di pt.:rossido d'idrogcno e duc goc-
cic tli solnzio11c !lCI!Uosa di parnft:nildi:unin:L
Se i! 1!\tlc h·.1 sttpcrnla la tenqH:ralura di S0° non mula co-
lorc1 ncl enso contrario assume un colorilo hlen.
Un allro Jnclndo C basato sul falto chc la casci11a coa~ula Sl:
íl laltc Yiene ~aturalo di cloruro sodico alln tcmpcrnlurn di
:wo-4oo~ menlrC la lnttoallnuninn, ehe ê qucll:t chc fonna la
nota pcllicola coagula 1:ol enlorc a 100°. Per e.scguirc il rnctodo
si agginnge ai latt.c lanlo sale finc:hú dopo agil:tí'.innc una pnrlc
111~ dmanc indiscioltn~ quiudi si risenlda a 300-.JQU c si filtra. Il
filtralo si poria nll'cholliziouc. Se il lnllc 11011 era st:1lo hollilo
la latloallnunin:l co:1gula in piccoli llocchi.
L'(l(;it/o sulil:i/i,:o ed il S(l/icilalv di .'\1H/1t \'Cllg:ono :1gginuti nl
Jallc per intpctlirnc i processi fcrmentativi. Per rivdal'li si fa
cong-ttlarc 1111:1 piccola qu:1ntit:i di lattc mediante nkurw goecc
di :H:ido solrorico conccntrato. Quindi si lillrn cd il fillralo si
agiln eon ctcrc in un tubo a dccantnzionc ncl quak poi si sc-
pnra l't!lcrc dai siero. Oppurc si puó fal' sgoeciolarc it siero da
un imhulo in un eilinclro eo"nlencnle dell'clcrc. Nell'uno e ncl-
raltro easo qucsto si ra poi cvnpornrc a hng;no mnria in una
cnpsu1n <li porccllann.
Si riprcn<le il rcsiduo eon qualehc goceia di acqua c si ag-
~iuur;:c pcrcloruro di rcrro col f[llak si :l\'rÚ per- l'neido snliei-
lico, un colore violcllo inknso.
Anchc l'uc:idn /)orico vieuc :tg-giunlo ai l:lllc per L1 slcs"a ra-
gionc che l'nddo salicilico. Si mdle in c\'idcllí'.:l ('.\':tporaudo in
- ~:l7-

Acqua G-lgOfo
Cascinn O.!><tr> u/o
<Jrasso i!l-~l;i Ufo
f.altosio cd acido l:.tllico. . O,[J-0 G 0 /o
Clo.-u,·o di sndio o-li •r..
Ccnel"i .• traccie .

Il colore dei burro \";Iria tlal hianco in in\'Cl'llO ai ginllo pn-


glierino-(·.hi:no in csl:llc l! puú suhin! qualehc ,·nrinzionc :1 se-
condu dei ror~ggio nssnnlo dall"aniJnalc da cui il 1:-dll~ prn-
vcnivn.
L'odore cd il SOJH>re sono spcciali: gra<lt~voli: cnrnfteristici.
L::t reazinne e nculra.
Ln SllJJcrjieie di lng;lio t! liscin, s.:nzn granulazioni.
La lcliiJlCratura r!( fusione v a dai B0°-:{;,o c quella di solidifi-
cazionc ô di 22o.
Il burro ú composl') di divcrsi gliccridi (olcina, pnlmitin:1,
stcnrinn) dei qunli gli ncidi grnssi nssi t·apprcseutano l'S5-fl0 Cf0
ccl il rc~lo i! dato da nc.idi grnssi vo}ntili.
L'irrruu:idime.ulo dei hun·o <\ do\'ulo alia scissionc dei gr:1ssi
chc mctle in libert:'t gli acidi grnssi c chc ô fa\·oriln clalla tem-
peratura nlla, (laiJ'ossigeuo e dalla lucr::·C quindi nc \'iene che
il hmro deve csscrc eonscrn1lo nl freseo cd :dl'omhra c possi-
hilmenle immerso ndl'ncqun.
La s11~ssa scissionc rt\'\'icnc per il rnpido riscaldnmcnto i:
q uindi il h urro nelln cueinn de\'c <~sscrc fuso lenlamcntc JWr-
ehü úon Ye11ga giudiento r:n1cido il burro cllc non ern tnlc.
JJ {ll'USSO t/i /!tlt'/"0 (che Íll aJcttni ittoghi Si 11'0\':t in C!Oill!liCI'-
eio) t! il htn·ro porlalo icnlamente ;!lia lclllpcralttra di fttsione
c saturnlo di s:ll di ctteina. Con qucsto precipita quel po' di
easeina contr.nula c \'it:nc sotlrntla \ttlla l'ncqun. Alcuni dúnno
qucslo nome nnt~hl~ alia pnrle supcriorc c li111picln dei hnrro
fnso a G0°.
Burro rnlificirtlt~ o olio di IIWl'l)lll"Ína o /ll(/1'[/lll·inn o f,ufirrimr.
- Sotlo qucsl:l denominazionc vcngono consicl('r:tlc da lia lcggc
snnitnrin qucllc matcric grassc S0111iglianti nl burro c dcslinalc
alio stesso liSO di <JliCslo, lc quali, qllallln<plC sia In !oro ori-
gine c eomposizinnc 1 non :1h!Jiano la eselush·n proYcnicnza dai
l:llle genuíno o da lia crema genuína dei lnltc; <plindi co i mc-
<ll~Sillli nomi devo no <l(~sign:1rsi nnche le misccle dcl lnnTo con
gr:Issi <·strnnci, in qualsinsi proporzionc.
Con piú frequcnza per Ja confczionc dei hurro arlillcialc si
u-.a il ~rnsso di huc ehc si tJ·ntla ncl rnodo scguentc:
Si l'rantuma il grasso in ntczzo a forli cilindri per rompere
lc lllCJnbr:lnclle dei glohuli. Si porta a .J;)o mcscolando idr:1to
di polassn c stonwc-o di maialc chc compiono l'opcra dei ci-
lindri. Si lasdn rnffreddare a 25 11 per scparnrc la sle:trinn. chc
si solidifica c si raceoglie la pnrle ulilc, la qunlc si meseol:t
Per riconosccre sP. il lnllc l~ slalo Ullllllt'tJIWfo nllrcehú dnl1a
considet·azionc d<:i risullati c-tlt·nuti eollt~ rkerellc che sou o de-
scri I te nclla prima pf\rte di qucslo cnpitolo ciH: riguardn jJ
peso specilico dei Ja!lc,. mcssi in giuslo confronto colic notizic
di prccedcntí r.icerl!he~ chc clevono esscrc guid:t ncllo studio
de! I:dlc dcllc varie rcgioui, si puU operare :tnche nci modi
scgut:nli:
Si scpnra i! sicro dd laltc eonguLuulo gli nlhuminoidi colln
aggiunla di 1 cc di !lddo ncclicf.,, a ~00 cc. di laltc o col d-
scaldamcnto n IJagno.,JlWria a 70°-R0°. Si filtra e rilillra p('r co-
lnnc e JH'r carta fino a chc si otlicnc skro Jimpido. Di llliO\"O
si csponc in nu hiccliierc a bagno nwria per qualehc 1niuulo
e si fillra.
ll pt·so spccilico dcl siero cosi ollenu\o chc (! una soluziOIH~
di lallosio e sali, non deve disccnderc per i uOslri pncsi al di
sotto di 1027 1 nó varia no di 1110llo 1 nonH:dntt'l11c esscndo co~lautc
la pcrccnlnalc di lallosio c di sali ncl lalle.
Se J"aequa ag-g:iunla contcncva nitrali in quanlilú apprczza-
hilc, la scoperla dcll"adultcrazione c piú racilc perchú qucsti
uon si lrovnno mai llCI latlc c co11 facilitú si riconoscono ncl
:-.icro praticando la reazionc colla soluzione solforica di difc-
nilamina coJne ab!Jiamo dcscriltn per l'acqn:L
Dalla soslnnza cil:l contcnulo di snli e di lnllosio nel Jnlle,
si puú sta!Jilirc che la quautitú di residuo seceo ci oll"rc un cri-
terio per stabiJjrc qua11t.t at:IJU:l sia sinta ad esso aggiuutn.
Conosduto il residuo sccco o p<~r pcsata o per nwzzo dcllc
formule ehc a suo luogo nhhiamo citale, si rOIII'ronta colla
<pta11litit di rt~siduo scceo cht>. il laUc normaluwntc dovrchbc
averc uclla localitú c colla formola scguenlc ~i conosce l'au-
nac<lllanwnlo:

U . .)'. normale: N. ,",". riscontralo:: 100: .1·


100-.r==qu:llllitú p~rccntuulc di acqua ~1ggiunta.

s G. - Deriva ti de I latte.

:\) /Jllrro.
li burro e i) gr:\SSO de! Iallc misto ;\ piecola quautit:'t dl"gli
allri ~.:omponcnti dei Jntte cioü acqua, s:tli, a)huminoidi e so-
slanze nlitH-rali.
Si prepara faccndo separare la jJCIJIIICt dai laltc o eolla scdi-
mentazionc o colla Ct!ntrifugaziont~ c sh:1ttcndola in npposili
rccipicuti tletli .z.ungoft', allo scopo di rompere la lllCnlhranclla
chc a\"\"olg-t~ i glohuli gr:1ssi c for111arc una mas~a compntta
OlliO_g-t:nt~a. La co1t1posizione 1ncdia de\ hurro chc eosi risulta
ê la sc;;ucutc:
ZEiss~~roi.I.NY (lig. 1D7) chc c.onsla di un luho ondarc r; portrdo
da uno :-;l:llivo c c...:ou~ittntn uldl\:strclllo inl'eriorc ad un dado

Fig 1!!7.

JnetnlJico di\'iso in duc nJcl:'l di:1gonnlmenk in modo chC ne


risultauo duc cnssctlc pris111atit:. hc A c n arlicolnte frh di toro e
J\Clla cui raccia iutCrna sono lissnti tlnc prismi cli vctro.
a sic~:·o di la! te per dare 1111 po' di odore di burro c si color:1
quiudi o con z:drcrano o co11 lerrn di druina o colla cnreuma
o con un colort! rlerivato dal catramc il cru:1lc non sia uno di
<Jlwlli proihiti chc vedrcmo a proposito dcllc paste ali-
tncnlari.
Vi si ag~iungc ittfine qunlche goccia cli snslanzn attn a con·
l'erire 1111 grato odore :n·omntico. Il hnrro nl'lifldnlc cosi ol-
lcnnlo 11011 l! dnnnoso, put'> sostiluirc hcnissimo ncll'aliinenta-
zionc, spncie per In colturn dei cil>i, il hurro n:tlurnlc) c SCI'\'C
:1d impedire Jc rHlultcrazioni lalvolta ilunuose ~ld burro nntn-
ralc, costnn<lo molto mcno di qucsto.
La Ie~gc sanitnria nc pcrinettc la vcn(líl:l, pnrchú sui puni <li
burro :trtificinlc :lpparisea e.hiaraniCntc l:t scrilla u maruurinu l'l
c cosi .sulla (~arln eolla qualc va involto o nci vasi c.hc lo con-
lcng-ono.
L'opera clcl perito si limita adunqtu: :1 riconosccrc se si~
nvvcnttln una frodc eolla soslilttzionc dei hurro artiíiciale :t
quello piú coslo!:'iO, nalurnle.
Varii sono i 111t>zzi proposli c Lra i primi In dctcrminazionc
dei punlo di f'usionc chc per il burro t.': di :wn.:t·)'', nlcntrc: per
1:1 mn1·~nrina supera cli poco i 40°, tnn 1:-tlc pro,·a ha pcrduto
oggi il valorc, csscudo !'requente la :ulultcrnJ.ioue dcll:t mar}{n-
riua con aggiunla di olii di cotonc c di scsan1o. i qttali fanuo
:tequistnn: nlla mi-.:ce\:1 unn lempcrnlura di í'usionc mollo in~
feriorc ai -:~oo.
llanuo purc pocn importanza altri mclodi ehimici o risici di
rapid.n c facilc csccnzionc. i quali spccialmcntc per i llliscugli
dei dnc hnrri o per !c aclnllcrnzioni sono stnti dimostrnti
inflei i.
11 pit'l sicuro, secando la pratica dei nostro lnborntorio, e
quello di tratlarc llll uranuno del hurra fuso c Hltralo COII cin.:a
il cc. <li acido fenieo puro ddlc fnrmncit~ c mcscolarc in uua
proveito. Se si trnltn di burro naturalc si vcdrú chc csso si
seioglic conlplctamc•JIC c ln misccla ritunne Jimpida mcntrc
ciO nou a\·vicne per la tunrgnl'inn.
Hanno un discreto valorc c sono molto pralici nlcnni mctodi
che clircnlO popolari e che si hasano sul riliC\'O clcll'odore ca-
r:tlterislico, gradito dei burro in confronto con qucllo non
gradito dei sego. Basta fondcrc in un eapsuln od in ttn te~a­
tnino e<l o<lorarc faccndo mngari il confronlo con hnrro na tu-
rale riconosciuto lnle, per scnlin! suhito la distinzione acc('n-
nata. Oppurc anchc ung:crc con burro dcgli stoppini di cotonc,
ncccndcrli c spcgncrli p(:r sentire dai fu1no, ncl caso di nwr-
gnrina, svolgcrsi l'oclorc di sego hruciato.
'l'ulli qnC'sti n1clodi perú ecl :litri cni uon ::tl'CCntlinmo per
brC\'il:'l, non possono inclurre nella ccl'lt·zza c pcrcic\ il perito
deve assicurnrsi enn uno dei meto<li chc ora dcscrivinmo.
11 metodo fisico per il q11n1c serve il /JtliTD-rl'j'rt~llotllt'lro di
-- 211-

.~;-,o .JI,!i :lX 0 ·13,:1 :~to ·Jn,2


•I I" ·12,0 :i7o 4õ.fl :l0° ·I!J.X
4'") tJ2,(i :1fi 0 •I fiA ~!lo :>o.::
•/1" ·I:U ;;;)o ·17.0 2S" r)o;M
'4·1 n 4:l.7 :~~JO 'n.:-> '27" ól,4
.jl)" ;/ /,~ :~:10 •IR, I :lli'' !il,!l
:~!Jil ·l·i,X :;'2" •IS,6 2:->'' :>'2:;)

Per risr·arllliarc l'IISO di l:de lahella, \\'()J.J.:-<1' hn rorllilo il


stto rcrrallotnclro di 1111 sccondo tcrmomctro a senla empírica
c:lie indica (jllfllc do,·rch!L1 <·sscre il grado rng·l-{iunto clnlla linc:t
di ""'narenione ndl:l sc;d:l dl'l campo ocnlare, se alln lelllpe-
r:tl urn de! momento dell:t osscn·nr.ione si lro,·n Ira i pris111i~
dei burro naturnlc.
Se il gr:ldo occ.up<tlo neJln sealn oc.ul:nc l~OrTispondc a qu,·IJo
d(•l tcrmomclro o c~ inf"ericHi', il hurra in e!';.lnlc c\ nnlttr:llc se
supcriorc C S<,fi~licalo. Tal c te.rmomctro, elw si co!lncn 11('11.-np-
parccchio ai posto di quc•IJo c.OtiiLLilC, poria cltw scnJc. t11W snlto
J: c l'allr:l solto ,'J', la primn per il httrrn: l:t scconda pt'r i!
grnsso di mnialc.
Pc~r usare qncslo slrtllllCJ1to ú ncccs!"ario anzilullo lllellcrc
l'apparcccllio riscald:IIIIC in rapporlo co! rcr,·allon!elro !Jada11do
di IW/l ctjJi•JTflrt! Jllui lo ~ftii111Cilfo Jlrl tubo oculun: per nnn pro-
durre sposlarnenti dcli"Hssc di 'fileMo.
(~~u!ndi s! ra rondcn·. a lcnuc fiammrt in una enpsulin:1 'Od in
uu Yt:lriuo dn orologio. nna pic.col:t qunntilú di hurro ellc si
f:t fillrarc atlt'.I\'Crsu ad un imhutino di carta, c si mctlono 2
goec.;c dcl flllralo sulla facda iutern:l di un prisma distcndcn-
dolc ju rnodo da non proclurrl~ hollc di nria. Jufinc si chiudc
Jo sp:t'zio l•·n i prismi mcltcndo a posto 1'a1trn casseUn e dopo
di :H·ct· raecoltn la lttcc collo spr.r.chio si fala lcflura dcll:t sc:lin
oeut:Jrc nspcllnndo 1 minulo JH't·chê la 1iiH'a di" dcm:1rc:tzionc
nt:.quisti una slnhilc posizione SCl'Ondo la tcn1pcrnlura.
Finiln l'osscn·nzionel i prismi si pnliscono prima con un po'
d'akool e poi eo11 clen:.
Un altro lllCio<lo <li esnme 1l<:lla rpwlili1 de! bnrro si hasa
suJJn dctcrntinnzionc dclla qunnlilú di ~lcitH gl'nssi \'Olntili, cl1c
nd burro ll:l!nrnlc supcl'n. con1c nhhinmo Yistol il 10-15 °/0 mcn-
frc ncgJi nltd burri non nrri\'a ai 5 °/ 0 .
Qucsto nwlodo chc si JHtô .sienrnmcnlc <lirc H piú csnlto C.
slalo fo11da!o da HE!Cili·:I:T-~IEISSL.
Per J'opcrnzionc si fnnno fendere circ::1 10 g1·:unmi di hnrro
n t;oo c si filtrnnu. ().ui11di in un palionc da :wo c1~. se nc pc-
TO:\'Ziti c nli.\TA. H>
- ~10-

J~c due e:lssctlc sono in eomttrlicnziotl<~ per mczzo di un lttl)t)


di gomma c sull:t f"acei:t oppost:t di ci:l.'\Cil!la sono fi.,.si duc por-
tagomnt:t }) cd 1~ sni qnali si fiss:lnn duc tuhi pure di e:.lout~
chouc elw scn·o'"' 11110 (!)) per l'nflln"o c l'nllro (!:) per il
deflusso dd)'aeqna :ui ttn;l clelernlinatn lcmper<llllrn, in modo
d1c ncllc dtlc c.nsseUe si ila tln:.t tculper:ttnra cgua.lc c co~
stanlc sr~nal:l d:l ttn lt>rnlomclro ch1: sj lissu a vite nclla
enssctln superiorc. L'ncqna chc circola aeqtlista Ju lcmpcrntura
volula tno,·cnctHlo d:dla condullura o nlcg'lio da 1111 :-;erbatoio
e passando allra,·erso :.td uno spccialc apparccchio chc vienc
fondto d:.tllo stcssn coslrllllorc, o ehc Jllll·, csscrc soslituito da
1111 reeipiCI1(l! (jtlillllllqllC a tloppio fondo, :lVCiliC tlll luho cli
:d'l111sso, ed unn di <!I'Ilusso, ~~ riscaldalo da 1111:1 llanlllla :1 ~ds
la <'lli :1llczz:1 ~~ rcg-ola!a da un lennoJ't~golalorc.
I duc prismi di vclro, i11n:1nzi :leecunnli. ~ono :111 :lllissima
rillcssionc c colloe:lli in modo cl!c lnll:lla Ince pro\'Cnicnlc da !lo
:-;pee<'hio .f sollostantc. \'ÍCllC riflr.ssn d:tl pri111o pri."llt:t clw Íll-
c.ontra; cosicdu! il cnmpo ehc si osS<'l'\':l dnll'o('lll:nc npp:n·c
o.snn·o, c l'imanc laJe finchl: tr:l l'uno c l'nll1·o prismn si lro\·i
1111:1 soslnnzn r.on índice di rel'raziouc inferi ore ad 1.·12. Se iu\'e,·c
si iutcrpone un:l so.slanz:l eo11 ilulicc superiorc :ui :1.·17 lullo il
e:11npo npp:1rir:l chi:u·o. Per Jc so~lnnze il cui indicc di rcfrn-
zionc si troYi lrn qucsli duc limiti, i1 campo s:ll':·l di\'iso i duc
parti: una cllinrn a sinistra ccl unn oscura :1 dcslr:t, scpnralc
da unn liiiP.tl rcttn incoJora o eolornla in nzznrro se lr:lii:Jsi di
hurro :ntilicinlc. Una seaJa ehc altra\'ers:l il c.a111po <'d <~ di-
\·isa in 100 p:lrli.indil~a la posizione di quesla liuen di <kmnr-
t';lzionc.
Orn il burro naluralc c quello :1rlifiei:de li:lll!IO 1111 illclicc di
refrazionc c.hc t1·ovnsi :1pp11nlo Ira i suddelli21illlili dimiuucnJo
la parte osr.ura dei e:unpo pe1· il hurro Jll:lq.;arina COillC 1\ ill-
dkalo dalla seguentc l:lb1·.1Ja nella qualc nccanlo ngl.i indici di
rc1'1·:lzionc lrO\':IIlsi i gradi dclla scala in l'-lli c\ di\'iso il campo
clcJI'o<'llian\ stahilili a 2su C.

1!111To n:lluralc. 1,ü0-1,<1i2 Crad i d1·lla seal:1 .f!),!).fltJ,5


?.I:u·g:~rinn . l,•lli.-,-l,liO :lS:G·Cifi;l
;\fiseul-{lio 1,'1():!-l:·H;!) ;,.J,0-0-1,8

I limili stnbiliti vnrinno col vnriarc clclia tempcr:litu·:l. Nelln


scguculc tahclln ncc:u1to ni ~rndi cli tcmpcr:Jiura (d:1 250 n 11!"> 0 )
sono sl'gnutc lc ~-;roHlnzioni dclla scnJn che pns~ono t•sscrc rng-
giunlc dalla 1inca di clcmarc.aziorw ucl easo di hurro nnlurnlc.
c ollrc lc qua\i si dC\'C rilcncrc ehc il bun·o sia slalo nc1ultc~
rnln con nHri gt·:tssi.
Si otticne cosi un ,·olnmc di formnggio per 1-1 o 1;-J ,·olumi
di Jattc. L:-t m:1ssn si lllctle ad nseiugare pdma in un luogo ,·vn~
tilatn c qu·111di ad una temperatura piú bassn c cosi dopo .J-r,
scllimnnc il fonnnggio l'.: maluru.
1l (JifSio vnl'io <lt:f Connaggi C dn.to dalla formn:done di :-.o·
stnnzc divcrsc n scconda dclln dcrh·nzione da 1:dlc di :lh·cnd
p:.lCSi C ddJc differcnt! fermcntazionj eon Jc quali fu oliCIIll!O.
Per la composizionc si possono distin~uerc i for1n:q.~gi :t Si~­
eonda ChC per formarJi SÍ (! tlS;JtO Jatk sgrass:IIO 0 IIC) cd :1
COlHia chc il grasso si ú lihcrato dai c.on.~ulo in minore o m:1.~·~
giorc (ruaulitú.
Si fonn;,1no cosi I(~ qual11·o spceic:

Giunc.nl:l Funn. gr:-~sso Sclll igr:-~sso :\l:1gro


Acqn:l fiO.:~ ;];,,., ·lli.X IS.il
Sostanzn scc:cn :~!>.i ü·U :):·~.2 !J2.0
J\ll>lllllill:l 2·1.8 27.2 27.() :~n.n
c;rasso 7.:-: :10.11 20G 8,.1
Zncchcro :ts 2..=. :LO li.S
Ceucri 4.0 '1 1 .s.o ,f.'!

Lc ndrlltera:t.ioni dei formag-g-io non sono frcqucnli c si limi-


lnno pilt spt~cinlmenlc all';lg::-!,innl:-t di grassn di rn:-~rgnrinn dopo
di nvcrc sco]mato il lnllc, ma i1 form:1g~io chc nc risulla si
ricono~H:t~ sullilo per il suo otlorc e saporc sp(~ci:lli. Volt'ndn
farc In riccn::l chimicn si procede colme!odo Ht·:tCtiEHT 7\lt-:rs~l.
cnmc ]Wl burro.
Tnh·oltn ai fonnaggio. per f'nrnc :uuncntnre il peso, ~i a~girtn­
g-ono sost:tllzc tninr.r:11i le qunlí si dveiano ddcrminando le
cencri il eu i qunntitati,·o snr:'t nolcvolmcntc ~l\lmcnlalo.
L'awitlo si riconoscc coll'aggiunta di 1intur:1 di iodio ai f'or-
m:Jggio mcscolnlo coll'acqua in modo ela f\n·nc un:1 pol!igJia o
meglio, esamin:1nclo nl microscopio.
La co/orCir.ione arlijiciulc: si riYcla lt·:~tlan<lo il form:1ggio eol-
rakool sul qualc iJ colore m·tificialc passen't f'aciilllCIIIt•.
li colore chc si :1ggi11ngc :lllo scopo di dan~ :ll form<~;.:gio qucl-
l':lspclto partieolare d1c lo fa cl:lssilienrc l'OlllC jorHillfl!Jio ur.rrf,:.
c cht! do\'l'ühl>c t~S!Wrc dato ela ifomit:cli, si ricnnoscc :1! nliern~
seopio per la tnancanza di q~tcsl'ullimi. Pe1· ricottoseere se In so·
stnnza color:l!IIc nggiunta si:1 tlttn. di qucllc prnihiU: dali a }(:g;,.:t'
sanitari:1~ l>isognnricorrt·rc ai proecsso spt·t·i;llc cite de~('rida111n
:1 proposito dcll:1 eolorazionc dellc pnsle nlilllCillnri.

~ 7. -- Carne.
Dal punlo cli vista IJromalolog-ico poco n:sla all'~l!lalisi chi-
mic:J1 per 1:! t':ll'llt'. qu:tndo si~·~ l':tlto di essa l'csn11JC. nliern-
scopien.
- ~~~-

snno csall:llll('llle :1 :.{I':JIIlllli :1i qn:Iii si ng.~itlngnno 10 rr. lli


soi:n·.iotJt~ :liealin:\ di polass:t f:!ll ~t·. di pol;1-..sa iu 100 Cl'. <li al-
cool :11 íll 0 /,,L
Si csponc nl vnpon~ di 1111 hngno nwri:l per qnakhe tempo
findJ(· lnllo il graso,;o si snponilka. (~ttindi f:n:t•ndo pa!-:isnrc una
COI'l't'llk di :Iria co} lllt'ZZ.O di 1111 lnl>o f>IIC pc~ca lino a\ fondo
dcl lnalrat:eit>, si cspclle l":Jleool. 1\idnlto eo•d quasi n scc-
chczt.a i\ sapone 1 si a~giungouo .100 cc. di :ll'(jlla dislillaln, tc-
nendn il pallonc in 1111 hngno nwria per fneililare la !-ioluzionc .
. \llorn si rnnnn sPparnre gli :tt·.idi gras..,i dall:1 polnssa eoll'ng.
gi1111la di ·10 ce. di una soluzionc di nddo solrorico (l: 10 in
Yoil!lllC).
I I pallone qnindi ,·icnt~ JIH~sso in l':lJlpnrlo con 1111 n·.l'rigc-
rank ed csposio alln liamma, dopo di :1n:rc ng~ittnlo qualelw
pczzcllo di pnmic1·. ptT illlpl·.dirc l'chullizionc tumultuosa dcl
liquido Cosi si dislill:uJo 110 cc. di liquido in boccetla larntn c
di qucslí dopo filtrazioJH~ per filtro :lst:iullo se· ne prcndono10ee.
IH qucsli se nc dclenninn l' nciditú t'Oila sol11zione dcci-
nonnalc di sodn usando come indk:tiOI't~ la f'cllolftalcinn. ;\·Jol-
liplknndo il l'isullalo per 11 cio<., riporlnndo a 110 ec. di di•-dil-
lalo, si h a quanti ce. di soluzioue s:n-chbcro nt·<·cssat·i :1 IH'll-
lr:dizz:u·li lulli. CJuesti cosliluist·nno l:l cifra di 1:~-:Jt:IIEIIT-;\lt-:IS~I.
:-..·
f.'ht• ~~ :ulunque il nttltH•ro di ce. <li :-,olnzionc -To-
di socla, ttc-
<·cssarí a IH.!tlll'alizzarc \':lCidit:l pcl' :lcidi gr:1ssi Yolalili chc si
lw in 110 c.c. di distillnlo da:--) g-r. di burro.
t)nt'sla t·.il'l';l, sccondo i lecleschi. per il hurro n:tlurale sarchiH~
di 2fi: se inf'l·.rinre indich('.rchi>c h11rro :ulnllt~rato con :tllri
grassi i qn:lii ha11110 1111:t eirra nss:li inl't~rion~ (O,Ii-:,OO) cecclto il
~1':'1'-iSO di cnt·t·o il qunlc nrriv:1 a 7,00 .
.\lcuni anlot·i ilalinni h:utno JH:rú polnto dimoslrnrc chc il
gent'l"t~ di J'ora/.{gio da lo ali' :ulitnnlc puú 1':11·la notcvolmentu
diminuil·c ;tnchc ncl hnrro naturalc c st~cndcre in nlt.'uni c.nsi
fino :1 20, c quindi il regolamcnto per· !:1 nppli.-azione delln
lt~g·~~~ sul C0111111C1Tio dei hutTi consiclcrn come: !fl!llllilli i ht1lTÍ
t·on lilolo superion! :t ::!li, :wfisliotli sollo al 20 c sOSJWili quclli
tra :w c :.w. ·
IJ) }/tJJ'JIIIl!f(liO,
11 ronnaggio ú tlll nitro dcrivato dai latic, ehe 11:1 unn gran-
tlissintn ímporlnnza inqllalltfH:lit\ oltrcclH'! come eondimcnto
sen·c lalvolla t:omc 1111 vcro e pt'OJHio alinu~nlo.
Si nlliene mcs<·.olando ai lnttc ilJH'I'Stt/111'ilquale (~una dh1stasi
oll<:uuta dallo ~lollt:wo dei \'Íiclli ehc ha la pn)pricl:'t di fnr c·on-
;.!.lllan~ In c.aseinn. 1\g-giun~·cnclo ai lnllc u11a et~l·l:l quanlitú cli
es~o e l'isl':ddando :1 -10--I:J•\ l:t c.ascin:l si separa d:1l sicro e d:il
g-r:t~so di ('lli per~\ ll':lsl·in:·l una h11onn parte.
Per l'aeilil:ln· qut·stn scparazionc si sprCIIIC rortemcnlc H coa-
Mnlo (! quindi ,.i si aggiungc il ~.~~ per 100 di s:tl di t'IICÍII:t.
sic~lrt! la farina ctllro :ui llll ,.~lsl'ltn di ,·clro ~cmpre lur:.llo d1e
si puc"J clliuderc :1 lenuta con un lnppo smcriglíalo :tppcua li-
nHa I'cssit;nzionu, per fnrlo r~dfrcddare ucll"c:ssícatore.
Lc I'Cncri ptn·c si ddt·nniJWJIO co! melado descrillo.
Jl gllfli/l(~ si otticnc impnslando con poen acqua un d:tlo pt·so
di farin:1 c quindi :l\'Volgt~tH!o la pastn in un pannolinP, la si
coJloe:t per qua!chc tentpo solto ad un sotlilc g<.:lto di :ICfpJa i/
<pwlc asportcrú lnllo l';llllido. Dopo ciú: il glulinc ottcttulo si
pesa oppurc si fa cssit'!ll't~ c si pesa :tllo st:1lo sccco.
1l gluliue di cui C pi(J utiJc l':ll't: lo sludio ó qucllo de!l:t l'ari1w
di frttllH~Jlln t~ssendo esso uuo dei fal\nri prinl'ipali dcll~1
panificazionc. C1ío,·a conoscerc il potcre di dilalazionc clelLI
mnss:1 di giuliJW qu:-tnclo ''C11ga csposto alia leliiJlL'ralura di t;,o
csst'IHio tale proprict:'! le.~:da ai polcrc di :l.S-;orbiJIICIJIO dc]-
l'acqu:l, alia lcnac.il:'t cd omogcncitú. Talc polcre si sludia col-
l'cdcuro1111'1ro di noi..\UU Ja CltÍ cicscriziOilt! llO\l riCilil a !te]
IIOSiro t'Oilq>ilo.
Lc l'arilH~ posso110 andare i11conlro nd ullcrw:ioni dontlc: IJ('I'
lo pit'1 al cnlth·o IHC!odo di cotlsen·nziollc c clie si ri\'(!la11o al-
l'odorc spct.:ialc 1li inacídimenlo c lai,·olla :1\ microseopio.
Lc sojislicw:iuni c.onsi~:;lono ndl'ngginnln di farinc di minor
prczzo ovvcro nllo scopo di atllllCnLlr!lC il peso, nclla ag~ittlll:l
di soslntlZC JttincrnJi {gesso solf:lln di i>ario, fosf'alo calc.in,
1

cnrbonaln di calein).
r.c prime si rü·onoscO!lO mcglio colJa osscn·azinnc ndcrnsco-
pica: com1~ abbiamo visto ncl relali\'O capitolo; per \c scconde
hasl:l lllellerc 1 grammn circa di f:trina in tt!la pi'O\'C!l:t t'OlliC-
IICilfe ;J cc. di cloroformio. La rarina g:tllcggcrú mcntrc le so-
slanzc minerali prccipitcranuo ai rondo, r. si rieonosl'<:r:JiliiO
lll1:glio poi a!Juicroscopio ~~ggiungcndo· qualehc goeda di addo
soll'orico, dopo decantazioltC, da cui si ha la forn1~lzionc di
cdstalli aghifornli di solf'ati.
ll solj'alo <li rame chc l:tlvolt~l ,·iene agginnlo aJ g-ra11o per
corrcggn·nc l'aspetto nvariato, c ehc pcrciú si pu,) ln1\':lrt:
anche udle farine, si rh·cla ncilc t:Ctteri coi n:allh·i spcei:-lli di
qucsto Jlldalto chc ahbi:uuo ri1:ordati ncJ c:1pitolo ddJ':1wllisi
chimica dcll'aequa.
Una ]li"O\"H illlJlOl'lal'itc per !e analisi dcllc rarinc é quclla
Jnicro-chimica col mclodo dei VoroL: il qualc s'adopra 1111 li-
<Jttido composto di f"> parti d'acido doridrico .conccntralu con
100 p.arti di akool a 70°.
Con qucslo si spruzr.a uno strnlo sottilc d1 f:11·inn di:-.lcso :-.u
sn di piatto pel· nlczzo d'un carlollcino, qttindi si scalda fino
a che compaiano dei n1porL Cotnparirnnno allol'a snll:1 l'nrina
dei puuli colornli; i p11111i ncri indicano ln prt·~t~n,..a di :l~ro­
slcmnw o ,·cccia; quclli ;1zzurri, rossi, ,·crdi o ,·io(clli~ Ir~ pre-
Sf'tna di s~Jggitt:l, lolio~ laliro, tnclampin>: fagiuoli, scgalc eor-
nuta.
. - :>.I!

í ,a rl'u::ioni tlt! rJiico!J''/11' I' h c~ si cred,·,·a decisi\':t P~'l' ricnnosc.crc


LI I'.II'IIC Ctplill:l \'~1 pt·rdt•ndo O~lli ~iornn ll!Oiln dei SilO \'!llOl'C
c lll!O di noi tTP''t.H:l h:1 dilllf!SII'aio ciH! :tllt'ht• c:n·ni di aiii·i
:tlli111:di di pn·gio stlpl'riorc: :1 qJJ('I\c cqttinc possono conkncrc
!:1!~ sn~lanz:1 spl•eic~ ~e gli :utimali slcssi solto st:l!i solloposli
pri111a :ui alimnJiazion'~ ricc:1 di idr:tli di enrhnuin, c quindi
la J't':lt.ion<·. tu•.i snl:ttui 11011 inclic:t l:t Jll'CSCIJza cli <·arni inf'criori
:t 11c :~nine
1.:1 l"~':ll'.inne si pr:llit'a\·:t enoccndo l:tl':tl"llC in illezzn :dcalin•),
(' ll';il[:llliiO il hrod11 :l rreddo coll:t sOillzÍn!lC ::cqllOS:t cli ÍP-
dio, !:1 q11:d,~ in pn•senz:1 di glit·n~('IW tl:'1 1111 c·o!orC 1 ros ... o
/Jtlrth'!l:r.:· o \'Ínkllo inll'ltSo.
~ciic c·arni Ílls:lt'C:lk o]lrt•. :d t.!,'lit·og·t•JJ:· i\ q11:tle si rist~on­
lr:J •.:J!o Jl('] pl·itno kllljlO dopn l:1 l':thhric·:Jt.iclllt' 1 si pnt'l rir.c·r-
c:u·t• i':t!llidt:. l!l t'lli pre~:cnz:1 IIIPglio I• dt·lt~rlnin:lia n1 Jllkro-
:-,,·npio.

~ :'. ·- Farinr,.
I.P f:n·i11c cilc pi:'1 l'i ittlt-ressa tli sludi:Jn' .-.onn df'rh·:ulli d:li
cc·n·ali sollnpn~li :dia tn:lt:in:Ii:inne.
l·:sst~ cnulen:.::ono ~o . . l;ul;.-.t· u:oluf,• e jJt'o/l'icll(· (:1\hulnitw '' gltl-
liilt~) snslull:t• idrrH:I(r/lonult• {:llnido ccc.1 sos/un::r urci.'>SI! (olio) c·
S!!S(0/1':(' Jllint'f'ltfi t·tl fl!'fJifft.

l.a qu:tnlil:·l di qucsle soslanzc• s11hist'C t!PIIe \':lri:Izioni n se-


cunda de\1:1 Jll'O\'etlietlza di 1111:1 !'arina <::me si pu!> vcckrc
d:dl:1 ~;q~tH'!llc lahe\!:1, Ilell:t qll:tic I ale qnanlii:'J t·· dclcl'lliinnln sn
lOO p:lt li di Sllsl::rl/.:1 S<!l'l':l.

Amido I (ilntine I ~lalt'ri;; IIJL"rnn~o l;,:,~,;""l~:~;~a=~


:,::r:I~:;e ·n filnco~in lllll\Cl'alt
- . -------
l'rumPlltO durn li::! ~I
~(}lllicllll'll 70 1:-J
\c'tll\1'0 7fi 1:1 ~ li
:··\t-~·:11(~ (i~ 1:! :! 12
()1'7.0 ()fi 1:: :-) 10
~\ Vt·na li1
.\li~iz (i7 , ..
1·1 7 !I
·I
i:i~n X!J I

·-· ---- ·-
Pt•r detcrmin:1re l:1 quunlitri di ol'rttW! l'iw si pw\ c:dr.olarc
llc·lle Ynrit~ !'a1·inc. d:1 J() :1 1.) 0/1" si us.-1 In stcs ... o tnclodo ehc
:1h!li:llllfl allro\'c dt·sc·.rillo per !e sosl:lut.C :llitnCillnri in gctii'I'C.
~o lo lraii:IIIdosi cli lll<tlcriale molto ig-rosenpico, (·: ncccssario cs-
-2-17-

purc grato, la mo!lica den.! esscrc on1ogcnc~t, la cro:;ta luccn\e


c lcggernH'ntc oseur:1. 1.a lllollica c la c.rosla dc,·orio <'.~sere
rra !oro ;Hlercnli. Da uoi si usa fure i! pane anclle coll:l r:lriua
di srgala.
Su 100 parti :l.IJIJiamo in tncdia uc..:l pane di grano la !-5q~ucntc
CU!nposizione:

Acqua :Jõ,õ\1
Soslnnze azolalc í.OG
Soslanzc grassc. O,'Hi
Zucchcro ·1,02
Arnido . . r/2,5G
Cellulosn o):-~2
Ccncri. . 1,0!!

li pane nrclinnrio conticnc una maggior quantit[t cli acqua.


Ncl pane si dc,·c riccrcare:
1° l.a rJtwnlitá tli ac'JII<l col n1clodo gencralc dcscritlo.
::_o La Jli'Cscn:::H cli sos/(ltl:c wincrali nggiuule n scopo di
frodc, chc si ri\'cla coll'aulllento dei qlwutilati,·o di ccut·.rc
Tra lc soslanzc miner:tli che si aggiungono si tro\'a lnh·olta
J'ailume che si pnú riccrcurc oltn:chC. ncllc cencri anchc tlirel-
lamcnlc coJia lintu1·a di cn1npcggio chc ~1ssunw in prcsl~nz.a di
a!Jul)le unn colorazionc dolncc~l.
;~o L'ccygiil11fa di [ari11c esfra11ec chc si puü ri\'clnrc al mi-
croscopia imp;tstando con acqua la parte dcl pane piú ccntralc
do,·e per la coltura minore i grani di :-unido ha11110 suhilo una
ulinore altcnv.ionc.
La seg-nla cornula si puú riconoscere lraltando J'eslralln al-
coolico dei pane con uua soluzionc di ac.ido solf"orieo ai l: :.
chc f'a assumcre ai Uqttido, in prcscuza della segala U11:1 coln-
razionc rossn piú u mcno inlcnsn.

§ 10. - Paste alimentari.

Dcllc paste :dimentnri o da miueslra occorrc auzitullo prati-


care l'e!-l:lll1C fisico-organolcllico, il qualc ha una graude iii!J>Or-
tanza percilC spcsso puú mcllcrc rnpidanH·ntc iu grado di giu-
dic~rc della hontú o mcno dei cnmpionc in esame.
l/odorc della pasta hnoua C eouosciuto gencrnimentc, c 11011
pu(> csscre coul'u<.;o con fJUCllo di 1nulfe u di fcrmcutazionc
ncidn.
Il snporc l': queiJo di pnsla eru<la c ncll'assaggio di essa fa-
cilmente si puô notare lu preseuza di mininte traccic di aci-
dilil.
11 lliClntlo Pt:\TI·:st-lh VESTI·:.\ non c·~ che llll:t tnoditicai'.ionc
del pr~·e.cdcute. Si pralk:t nH\ duc liquidi: l'uuo composto di
f• I""'! i di poi:JSS.l al 10 ''.'o e 11111 i""·Ji <li alcool u íll 0 , c l'allro
:li :> parti di aeitl\• soll'nril·o <· 700 p;.trli JHII"l' d'alcnol a 70°. Con
cssi si spruzzarw duc pi:tlli su cui {· distesa In r~nina ncl modo
sopr:r dctlo. Si nolcr:IIJIIO dalla diYcrs:t •:olora;-;inne a-.;sunla
qn:lli dernenli ahl>iano re:r~itn. Si preudono aJiora trilO :uluno
c·. dopo mcssili fra dtw n~lriui in una goccia d':IL'CIU:l di~li1lata,
s'osscn·:tuo :d lllicr·oscnpio a dclwlc ingrandimcnlo. 1\d un
J:.lio dcl <·opri-o~gclti si pone 1111 pet.zo di carla JJibula c dal-
l'allrn si lascia cndcre una gocda di potassa nl lO 0 / 0 o d'aeido
·~ol!'orko. ;\\'\'iCilC llll:l t'ork <'OiOJ':\ZiOil(! che L:Í iudica ]a SpC-
riC dcil\:lcurcuto ciH· si osscr,·a. Ec.co lc di\'<~rse cnlorazioni
che si producono, sccondo le 1:\\'ole puhblicnlc da Pralcsi-Di
\'esL·a. per gli clt·mcnli chc possouo inquinarc piú cunni!IC·
1\lP!Ilt~ !c J'ari I! C :
I! lolio, si color:l con la pol:ls-.,a in Yerde, cnt1 l'al'ido soll'o·
ric:o in rosa o rosso.
Jl rafano, C.oll la poi:tssa in giallu-rossastro, eon l'ncido soll'o~
ftll'ÍL'tl in gi:rllo-Ycnla:-;lro.
li rinanto~ t:on In polassa in giallo aranci:do, 11011 t·cag-iscc
c·on l'addo :-;olfurico.
11 l:lliro, con l:t poLI~Sil in azztll'i'O o \'Crdc, nou pt•r.-.,islcnl<';
L'Uil l'aeido solf'orieo in rosso vinoso o rosso violello.
La \'<:ceia, cou la potassa b1 lll~IITOilt: c giallo cou tn:tcchic
Yiola, non r<::t~iscc cou 1':tdtlo solJ'orico.
li sorgo, cnn la potassa in rosso gialla:-,Lro chc dh·cn\:l rosso
pi\t ln·i}l:tnle COII l":u_·ido ~oJJ'orito.
li l':t.~ittolo, con la !•ol:tssa in vcnle chiara t'ltt: e:tiiJIJi:t in ~IZ­
I.IIt'I'O. ro!l l'acido !jOII'or:co iu ro:-.!-.0 eanninio clll.: ~i convl'rle
Íll lll;JJ'I'OIJC.

§ !J. Pane.
II pau c(·: Ia farina i;upaslala con ncqua e eo\1:1 per produrre
la rolllll':t tl<-gli ÍllYolucri dei gr:111i di :nnido e la lrasf'onna~ c
~·.io11<: di qucsto iu Lolla c dcslrin:-., cit', <'1lc lo f<1 diYt'lllarc pil1
dir\<'rihill~. Skcolllc perú ne dcriverebhc in t~d modo un:1 nrassa
t'tJlllpatla t~ pcrri{·, anchc di dil'lil'ilc digcstionc. cosi alia pasta
si ng~i1111gc prí111n dcl!a c:ollttl':l 1 il lie,·ifo il qnalt: :llla tcrupe-
ratura di 20''<)0° protlucc una fertllCIII:tziolw c:lte d:'t lungo a
:-.dlt!ppo :wido l':trhonic.o c: ra rignnli:lrc la pasta ellc poi colln,
di\'ic•nc: p()!'Os:l C sptlgiiOS:J, Cit'l c.IJc IH~ f'aeiJila Ja digeslione.
T:llvolta nl lievito :-.i sostiluiscono ~ali mincrali, ehe si scin-
dnrlo n{'\l' interno dclla pa.sla dando cgu:duwnlc luogo a syj.
l11ppo di :1ddn l'H!'honÍL'o. J
Jl pane dcn~ HYcre tlll odor·c caratlcrislko grato, un sapore
-·- 21D

Con que~;[o lrall:uucnto tnciodico, si lia ia .sq.~t1e11le dill"erenz:t


fra i q11:1ltro ~uddelli colori ginlli cilc sono proiiJiti:

---~~-~-~-~--==~--~-=--=-=--~-=-=-~-~-=-~-~--=-=-=-7--==-~-=--~-~·===-7~------

fii:tllo
:>!ar[.iu;
I Giallo
Vittori:L
Gia.\lo
jJctanile
Aeido
Picrieo
- ----------- ·-------------·-----~--

\.
0
A:.:,·g-iunta. 8i scolora. Bi scolont .r\s~umc co- 1\on ~i mo-
di ac. ~.;loridrico incompleta.- !ore ros:so difica.
alli1Jllit1o fi! trato. mente. ,·inoso.

2.° Comport.a.- Non 6i co- Si t.inbe in ~i tin~:c in Si tinge in


lltcnt.o dell' ai- !ora. a.ranciato. aranci:l.lo ea- g:iallo \'l!r-
cool anlilico. ric(). doc;nolo.

::y A;;:;iunU~ 1/alcoo! as- Non ~i mo- :\on si 1110- l\on ::;i mo-
di ~occ.c di amo- sumo !I co-~ tlJitca di!ica. difiea.
ni:tca. lote gt.tllu

-l.u Acqua a.~-­ (',""on a~;"")umc Non a.-.:-.untc ;~j r.olnr:L Hi c-olora
giurt ta all';dcool. colore chc eo]11re c!Je dL:holi:-;;-;ima- rapidameniL'.
dopP luJJg-a. dopo ag-- 111cntc e len-
ag-il:l~ion.c. giunta ll'a.m- tamente.
-molli:tca.

s 1.1. -- Vino.
a; l:om}WSiziot/1'.
I·~ qucslo il liquido chc risulla dai la fenllt'ltlazione dei mosto,
prodo!la per nzionc cli .spcciali blaslomiceli (succornmuccs cliJJ-
soideus c S<H'CrtrolllfJccs liJiiculu/us). 11 mosto conlicne g:luc.osio,
acido tarlarico libero~ ed in massima parte comhiuato colle
hasi soda e polaS'\:1 1 :teido lllalico\ acido lanuico (ci1C provieuc
dalla bucda dcgli neini c d:li graspi) acidi g-rassi, soslanzc azo-
Late, s:lli. Ad una lCill peratur<l ad:~tta, cioú dai 10n ai ;)0°_. nv-
vicnc Ja renn(!nlazione dei moslo 1 Ia qualc produce la trastor-
mazionc dei glucnsio i11 alcoul ecl addo cal'i>onico. J microrg-n-
nismi chc la producono sono :Hicrcnti alia huccia dl·gli adni
ed ni gra-..pi. Quando la qtta1tlitú di :dcnol t~ arri,·ata ad una
'certa quanlit:'l, al 1:) 0 / 0 in peso, la fcrnlCittazione si arrcsl;\ cd
il glucosio chc rimnnc <.·onf"ct"isec ai vino il sapore tlokc. La
fermcutazionc cessa jHtr{; alia lc1nperatura di :~.JI'. 1-:~sa dura
dai .J ai ;, giorni a sccontla ddla <jll:lntil:·l di ;:ucchcro eolltc-
nula nci vino. La tcmpc1·atur:t n eui avvicnc b fcnnenlnzionc
c l:l \':lriclú dei rcrnwllli c.oul'cri.scono nl vino quatitit speciali,
e di L'iú lragg·ouo pro!iltq g·li cnotct..:Jtici. Ultrt; ~lll'alt-nol etilico,
~-IS --

!.:1 <..;upl'rlkie dei \':lri pn·.zi di p:t~l:l de\'(' c:-."1'n~ liscia, quasi
luccnle c 11011 dt~\"t' :1\('t't' solcaltlrt' regolari I'IH· SIIIIO dntc d;li
lctrlo. ~ell'inkrllo ch•l!c p:1slc 11011 si dc\'ono lroYarc nl: pui-
\'CI'l', Hl· ragn:tlelt•, nt'· insdli di sori:L
La supcrlic.ic di J'rallura tle\'e esserc lt~g~t~nlH~Hle gr:lllltlarc e
luccnlt·.
11 ctdore dcllc pa~k t~ ;~e!H'r;illiiCille hi:tJJt'O o hianeiliecio,
ratta Ct"<.'.('ZiOtJC dcllc pa~IL' lllt'~col:tlt~ insie!IIC :d!t: ll0\'a 1 Ie qu:di
:ll'qnislnno piú o llleno il colon~ dei l11orln.
11 rl'gol:tlliCillo :liiiii'Sso alia il' 1'-!.~t: sanil:tria JH't"IIH'IIC la colo-
razionc ddlc paste :tlilnt•nlari l'.lHI snsl:lnze illllol"tlt' din:r.·.<:
dai rnsso tl'uo\·o, pu!Tilt~ 11011 siauo conkmpl:1le d:dl't•lc·nt·o dei
co~ori twdvi anncs:-;o ~dia le~~.;t . . anilaria c plll'l'lii·. la loro qua-
lít:'t sia diclliarala ai con1pralon·.
<)nindi C uc·ress:trio, ttel ca:-.o di p:1slc Cll!or:lic, f':trc l:t t·icerc:t
dl'i enlori adoperali. Tra lc :-.usl:ltlZC ,·egelnli u ... atc: si ha lo
zatr(~r:tllo, clle si rico!to.•H'l' sttbilo pe1· l'o:lorl' :-.pt·L·iak, c la cnr-
t'lltll~l. <J.Hesla si rinHIOSt'C rist·aldando a lllilt' t·:dtl!T 1111 po' di
nkool rhe conleng:t dt·i JlCí';t(•lli di pa..,l:l in L'S:IIIll'. llopo qll:d-
c!Jc 01':1 si 1':1 C\':ljHll':II'C l':Jicoof in tlllêl l':tpSUJa t•d jJ l'l'Siduo
~i lralla colia soluzione di soda o di pol;ts:-.a rl!e c.oll~t l'llr-
t:tltll:l d:l!IIIO 1111 colore I'O~SO QSI'Iil'O.
I colori deri,·ati da! t':tlr:tiiiC tls:tli JH'r cLII·t·. :!I In pa:-,la J':t...,pdto
di pu ...,lcr u/l'nuoo sono i ~~i:dli e Ira que:-.! i so!lo proihili:
u) (;iallo .\larliu-.; (-.;inonillli: dinilro 11, giallo na !'tolo.
gi:dlo :\l:uH.:lacsl<:t·, gi::llo ual'l:tlina, gi:dlo zall'erano, giallo di
01'0):
b) (;i:dlo \'illot·ia :sinoninli: dillilro-eresolo, :-;urrugalo di
;•an·cr:Ino, ol'ange \'i!toria. oranJ!.t: :uJilina, ~i alto inglesc) ·,
f') (li:tllo IIICI:lllilc (sinon.: I'allt'Íalo J/.\', lurpcolitl:l 1;);
rfJ . \eido pil'rico (Sinon.: ll'iuilro l'<:nolo.l.
Per rkonosecrli. si I':IIIJIO hollirc i~tsiL'IlJe per lO lllillllli. in J
1111:1 he\'ttl:t akttni l'ranJilH_'IJii di pa ... ta ccl :llclllli [ili di lana 1
1

.s.!~rnss:lla in :Jcqu:J acidnl:lia l'OJJ :1ddo cloridri •.:o. l lili qnindi i


si e~lraggono t: ..,j l:t\':tllo bcu hcnc con acqua. Sl! i11 essi <~ 1
liss:do ll;l rulurc d<'ri\'anle dal c:tlr;ulle, n•slano t·olorali iui
giallo. !
.\Oora per slaililir<' se si lralli di utJO dei colori pruihiti, h1
..,j t· .... lrae d~illa lann colorata fac,·tHlolo l1ollirc in Jll l't'.. di ac-
qua lt·ggcniH'Jtle ak:tlinizz:ila con :tllllllOIIi:t~.;a per dttc ruinuli,
;lllonlan:lltdo quindi la la1t<\ di\'t'tlllla Ílll'olor:t. I I liquido cosi ol-
lelllllo si liltr:1 iu una gros-.;n JH'o\'cii:J <..: si aridilica con aktllll!
~<H'('l.: di :tc..:ido doridrko ai lt•rzo. :\d e~so si aggiutq.;ouo lO ce.
di :lirnol amilil'o e !'li :1git:1 L'.:Jlllalllt'lllc. f~~11i11di si 1:~..,da in ri~
poso, si OSSL'I'\'H il colon: dcllo stralo akoolico L' poi lo ~i dc-
t':\llla i11 una pro\'t'll:t do\'e si \'er~auo ino,;it•tlll: lO tT. di anpw
e •tllaklw gol·tia di :\llltliOili:tc:t. Si :1gita nt~<·ora l·aulalllC!IlC
Jll'l' 11011 prO\'O(';Ire l't:lllulsione dl'll'tdeool c si la:-;da in ri poso.
-~51-

scgno col qualc 111isurato ii vino si :-:;ospcntle la dislill:n.io11e


si{·~ 1

c si a~ginngc :H.:qua dislillata si110 :1 eompl<:lnre ii voln1ne pri-


mitivo. Allora si imnH~rgc uel liquido l':licoolntnctro cd i! ler~
mo melro di cui l'apparccchio C Jllllllilo.

Fig. 108.

Nc\ln segucntc tnhclln sono indicntc Ic corrczioni da rare


a1ln ·indicazione dcll'alcoolometro ncl caso chc la IC!Ilpcralura
sia di!l\;rcnll; ela 1:> 0 . corrl'zioni chc sono scguate al\'incroeio
deite lince corrispor~dcnti alla lClllperntura câ ni gr:uli scguali
ddralcoololliCtro.
per w:iullc dcl processo rl·nucnlalivo ~i \":111110 fortll:l!ldo ~11-
CIIJli c !cri, tra i qual i l"t:oanlico, cite prodt1cono 1111 saporc grn-
devolc ~Jwdalc:.
;\ fel"llll'IIIaziollC Cfliii[lillla i! YillO n•si:J COilljlOSIO dclic S<!-
gul!nti ~OS(:JIIZe:
0
] Sosi11Il":C' nclllre. - Aefp.t:l, :lknoi clilko in prev:dc:Jií'.a
amilicn. bulilieo c propiouien, i qu:di h:lnno peso JlJoJccol:trc
piú ekvalo dcll'clilico. tr:tcce di aldcidi. glucosio, glicerinn,
olii essenziali: eleri, dcsll'ina. m:!llina, pcpsina, Jn:tnnik. so-
~lanzc azolatc color:tzlli
2" Sos/Hll:l~ ae'ide. ·- r\ciclo cnrhonico. addo lartal'it·o (in
p;11·!c libero cd in parlc, comhiu:Jio), acitlo 1nalico, :teido sue-
cinico, acido net:licn, :u.:iclo lllCl:lJH:c.:lico.
;~o .'-ios/Hll::c suliuc.- T:nlr~lli di pol:tssio. calei o, magucsio;
clnruri, solfali, uilrati, JJroJliUri, iodu1·i, cec, di polassio, .sodio,
magncsio.
h) E'ictllJ(~ fisico Ol"f]tliJOlcllieo r: r.himíco.
11 J'rclruulllf'lllo dd cuWjJione dc,·c csserc l'nllo in holli-
gJia aecuralamcule hn·;~la ed a"cintta, dcJia cnpncilú di circa
CC, iíUO.
I:c:.;uJJlC oryano/c!llico L· nssni i111porlanlc, in (jllflnloclll': {: g-uida
alie ulkriori riccrcl!c c scr"c [I pt~rsonc pratiehc per classifi-
care il vino.
Co~1 esso si determina i) t~olore. la limpiclczz~t, l'odorC', l:1
SJllllll:l chc C~SO f:t colJa :lg-itazionc (j) colore di qucsla C l:l St1:1
ln::tggiorc o minore pcrsistenz:l) il g-uslo pil1 u u1eno ahhoccalo,
ncido t•ec.
(,1nindi si pas~n alia Pd[H/fl:ionc de/ gnu/o Hlcoo/ico. l.e \'aric
soslanzc che compongono il \'iuo inlpcclisl'.ono di polt'r dctcr-
miuare il suo gnHlo alcoolicc> mediante la de1crmin:1zionc dei
peso spcc.ilico come si JH>lrehbl! praticare per una tnisccla di
:1lcool c di aequa.
Pf'r cliluinarlc, si distilla I'alcool contcnulo in unn (jUantiL;.'t
cli Yino 1nedianlc l'Alambicco rle/ .S.\LLI·:nox (fig. lU~;. Qucsto ap-
pnrcccliio tro\'asi in eotnmCITio. cd i: di uso comutw presso gli
cnolccniei. Consta di un piceolo tnalraccio di vetro o di nlc-
la\lo H il cui ~:ollo si clti1Hk con un tappo a pcrf'clla lcnuta,
ntunito di un tubo J) chc cotnunica con un serpentina C. 11
ntalrnccio si colloca Stt di 1111 l'orncllo ad nlcooJ 1\ cll in e~so
si Ycrsa la c111:lnlil:"l di ,·iuo in csamc chc Yi\•.nc tnh;urala da
Hn :1pposHo cilindro L chC" poria on sCg"IIO spceialc a. Si laYa
quintli :l cilindro con :ll'.qua llistiJinta la qunlc pure si Ycrsa
nella c:llcln.ia, t~ lo si pone solto l'apcrtura jnJ'criorc dei ser-
pentina per raccoglien: in csso l'alcool l'hc nel serpentina si
condcusa. Si at:ct'tHic il forncllo n liamma hnssa in Jl!Odo chc
il vino conlcnulo nel nwlraccio non arrivi nll'cho!Jizione, pcr-
ch<·~ t,<llt'ool distilln :ul una tctnpcralura di í8U. quando ucl ci-
lindro culldlorc il liquido distitlato arri\':l :ilt'al!eua di 'h da!
Gradi dell' alcoolometro.

' i.r
Tc:np IG 17 18 19 20 I 21 22 23 24 25 26 27 28 1 29 30 j.emp.
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I
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Gradi alcoolicj.
-----··
Temp. 2 3 4 5 8 lO li 12 13 I~ 15 T c:np.
------------ -----
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li 1. :1 2..f :~.-! 4.-1 5.-1 lU IA ~--1 D.-l 105 11.6 12/i I :).Ü 1-L'i J:;.S li
12 l.:l :l.:J "., -1.3 ;),,') G.:; 1 .. ) s.:l u.:-: IIJ..l !Li L~-~ ] ;{ ,) 1Hi 1.J.Ii 12
"·" ,1..::!
13 1.2 ~-~ 3.2 -I:! ;l,~ 6~ 7.2 ~ l.:l 103 11.-1 1~.-l 1 :~ -t 1-1-l 1'>.·1 13
:u 4.1 :,,j GI 1 11.~ ] :~ 2 1-1.1 I~
14 1.1 2.!
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17 0.8 lS 2.8 i :1.~ -lK 'iS ü.S í.S 8.8 n lU.~ 117 1:!.7 1ô.7 l·l í 17
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~) 'j 10 i ;J(j 12 ..") 13.5 11.5 18 c•
19 O.G !G 2.G :16 4-5 :1.5 G.5 I.=) tL-> 9~ 10.5 11.1 12.-1 1:~ :.; U.3 19 '"
20 05 L) 24 5..! 4 -! 5.-l liA } .. ) s :: D.3 10.:} 11.2 1:.! 2 1:~.1 1-l 20

21 0.4 1.-1 2.~ "" n ~-2 ll.2 1.1 S. I 0.1 10.1 ]!_I 11.!1 12.-" 1:1.7 21
22 O:J I
" 2.2 :~ :~ -I.! .;,,] li. I 7 !J su ~J.n li>.;; 11.7 12.G 13.::. 22
23 (1.1 I. I
' 2.1 :n <I -1.9 ;J.!l üS 7.8 s7 !)7 10.U J 1.5 1 ::! -~ 1:1.:1 23
24 0.0 1.0 l.!J 2.;'-: :3S <!.S 5.8 li7 7.G g.J u..i 11J..l 11.:1 12.~ 13.1 9~
25 0.0 o.s LI ~:; :u .J.G 5..) G-
,J 7--l ~.:J u.:) IÜ.~ 11.1 1~ 12 8 25

26 0.0 O.í 1.G 2.6 35 .j.j ;).4 ô.:1 7.2 ~-I 9 !J. ~) lOS 1!.7 1~ G 26
27 0.0 i 0.5 l.S 2.-1 ····' .(:! ;~).2 (; I i /.!J s.s ~l./ !O li ll.Õ 12.3 27
28 00 o.:~ 1.3 2.2 :; 1 -!.1 ;) ;:,n o.s SG n.-, Ju.:.; 11.2 1:! 28
29 OIJ 0.1 1.1 2 2 ~) :i o 46 3./ li.G /,.)
- ., S.-I ~}.2 1LI 1 11 11.1 29
30 0.0 u.o I 0.9 1.9 2.8 3./ 4.3 5.5 C.-1 '•O t->.1 u !),;) 10.1 11.5 30
alio temperatura di chollizionc <lcll'acqun c la cui i(rn<luozionc
vn jn senso iuYcrso nlb en\nuna. Qucsla gT:ulunzionc (-. s!;l-
hilita empiricnmcntc <: scgnn nppunlo i gradi di alcool dei vino
in csamc.
La caldaia C a chinsnra cnne-
tica c sul coperchio C tissatn un
serpentina R per COIHlens:lrc i va-
pori dcl líqui<lo hotlcnte e farli
rienrlcrc nclla caldnia alio scopo D
<li non alteraroe il \'Olumc. Per
operare. si versa lH~lla cnldaia la
quanlitú tli ocrJlW <lislillnta cllc
vienc 1nisurata da un cilindro (li
\'Ciro di CllÍ I' nppnrccchio e lllll·
nito. Si ncccndc qnindi il for-
ncllo c qn:>ndo i':lC<JlW ê cntrnln
in chollizionc, si rcgola la scala
n1ohill~ in modo chc lo zero di
essa coinci<la collc estremilú de \la
colonn.1 lcnnomeh·il:a. nel punto
dove essa si ô ferm:1in. Dopo eiô
si spcgne il forncllo, si nllontann
I' acqua conlcnntn nella calda ia
<: si lnvn col vino in csamc il ci~
lindro <li vctro misuralorc c con
questn, fino nl scguo ílulicato, chc
si trova superiormente n quclln
<lcll'acqna, si misuro I~ quantitit
di vino nccessnria chc si versa
nell:l enld~ia llH:IICildO a posto il
n~rrigernnte H. Acccsn in Hllitno
il l'ornello, si melle a posto i! sci··
pentino c si porta il vi no all'ebol-
Jizione.
11 grado !lleoolico dei vi no sarú
quello scgnato dclln st~ala chc cor-
rispondc ali' estremitú delln co-
lonnn termomctrica.
1/ ebulliowetro dd S.\I.LEI~O~ (fi-
~ura 200) dill'criscc di poco da <]ttcl- Fi :o(. 200.
lo Ulllccetlclllcmenlc dcscrilto. la
queslo il tcrlllOilH:Iro T é rctto
a seala centigradn <lidsn in dcci111i c da situnrsi pcrpcndic.olflr-
mcnte. Ancllc in (tnesto co1nc ncll"anlcectlcntt: vi I: il cilindro
111isurntor<~ dcll'aecpw c clcl vino. ·Messa In qunnlil:\ di ncqu:1.
\·oluln la si f:l cnlr:Jrc in cholli:donc c si leggl\ il grnclo scgn!lln
dai lcnnoJ_nctro. Quindi si allontann l'acqua ·c si vet·sa i\ \'i no;
'(tl:lndo nell'chollizione 1n eolonn:1 di merc~urio resta rcnna per
Ehtlllis('llJJiO tlt:l i\l.\l.f.lfi.\0D o f'!Jit!finlllf'f~·o. 1·: qtH·.slo tlll :lp-
p:~rer.chio rond:lln snlln prnJH'il·l:·, d1e ha 1111:1 miseel:l eonlt~­
zwnlc :deonl di /)f)llirc :H I una kmpt~r:llur:l l:lnlo lllinorc, fJII!IIliO
rn:1g~inre i~ Ia <JIIanlil:'l di :llt'.Ot)f conlC!lllft) (l'alcool holfc :1

c T

Fig. J~m.

ígu). fi ;\'L,LUC:.\7\'H t~oslrns~c il suo app:1rccdlio (rig. I!)!J) chc


consl:l di una ealdai:t 1: il cui rondo eollHllliea <:On nn rcd-
piclllino s, elu~ si ponc Stl di 1111!1 lamp:td:l ad ~dcool r.. Nclhl
cald:dn penetra il hulho di 1111 tcrmoztlclro '1' colla t•.nlonna
orizzontale e t:on una sealn mohik /~ H cui zero t:ordspontk
-257-
qualc con flggiunln <li ncqnn distillnta portn nl primilh·o \"O-
lume i\ resíduo della <lislillnzionc dcl vino :uloper:~to pnr In
delerminozinnc <le\1' :J\cool. c colla hilancia <li \VEsTPIIAL
o col picno111elro ne determina il peso specifico. Conosciulo
qucslo, !';i rkorre alla t:n·nla <li ~CllliLTJ:t~ nclln qnnlc in corri-
spondenzn nl punto di inconlro tra la lint:<l dclle unit;\ c quella
dcl dccimi del pt!SO spccilico si ha la quantitú <li t:~t:rnllo secc.o
in gramrni contcnulo in 100 cc.. di vino.
Questa tahclln sc1·ve per i Yini ascíulti, mcntrc per i Yini do lei
nc ô ncccssaria un'alti'rt.

llc<:imi.
=;=:=::==='i'---------------

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__ _ __1 __ l__l ~.lL~l~-
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G 1 57 l.(jll 1 G3 1.65 l.GS 1 70 1.i3 1.7S 1.78 1 so
7 1.8!) 1.8'> 1.R8 l.!l! 1 D~ J.(JG l.\lX 2 02 2.<H 2,07
8 2.0!1 2.12 2.14 2.17 2.19 2.:22 2.2.) 2 27 2.30 2.:·~2
!l 2.:15 2.~7 2.40 2 4:-) 2Aõ 2.'W 2.~0 2.õ:l :!.;);) 2 !)9
~ 1010 2.lil 2.G-I 2.G7 I 2.G!l 2.72 2 7-1 2.77
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~
L'acidilâ dd uino compren<lc la son1mn <lcgli ncidi lis.o.;i e
volnlili in esso conlcnnti. 111:1 si c.alc.ola di snlilo eOlHC fosse
lnlta do\·ula a<l ncido lnr.t:nico. Si (letcl'minn !'acendo ('.adere
da una lnn·tdln su lO ec. di dno n goccia a goccin. llttn solu-

~
ziont~ ~/ 10 di snd:'l o di potas!:i:1. Si sospcude. <Jtl:lndo il vino ú
divcntnto neutro ,o enmincin n divcnirc alenli11o. ()ue.slo si eo-
noscc per il ,·ino binneo~ ag,~iungcndo ai 10 cc. un~ o tlue
~ . goccc di snlttzione ~dcoolic.a di rcnolll~leinn. c per qur.llo rosso
osscrv:1ndo il suo colorito ehc ai hordi clh·cnln h\.uaslro: op-

i pu1·c port:tndo eon un :1ss~1~giatorc una :.{oecia dei Yino in


contntlo co11 una cnrt:1 rossn rli tm·nasolc fincl1C dh·cnln flz~
zurra. Ogni ec. clclln sollD:ionc ndoperaln corrisponth-.. n gr:un-
tni 0,007;) di rH•.ido l~rlarico c cruindi molliplic~uHlo per qucsto
. Tn:'\7.JG c Hu.\TA. 17
duc ntinttli si 1<'~~:~~ i! g-r~1do eorrispondenlc. I :npp:lt.ecchio porln
~·on st': uno spcdalt: reg·oJo ch1· h:t su tlfl:t fat·da :~ scalc di t:.11i doe
fio.,-;:· l'11c Sl'gll!lilll, 1111<1 i g1·adi akoolki sl:lllilili dai ~T.\I.LH;,\XII
e l':dl!'~' quelli in uso nella dogana francese rgr~Hli le~:tlil: Ira
qtwslc duc sc:dt~ ln)\·no,;e!lc t111:1 tcn~n di..-isn i11 gradi cenli:.;radi
clw corrisponde a qtJe/l:t lt'l'IIIOHH'Irica c {'lie jHIÚ seoJTCl'C !l
ri:tllt'.o dt>ll<~ duc prime. Per usarlo, ~i l':t eoincidc!rt~ lo zero
dcll:l ;-..1":11:1 tki gt·:1di t·nn qucl gTado cc11tigrado :1! qn:dc l'nc-
qtl:l ~.·~ enlrnl:t in ehollizioue. <~~llint!i, !"alto hollire il \"i11o, si
osscn·:1 il f.!. I":! do dell:t Sl":!la clt<' t·orri:.;pond<· :11 gr:Hio C(~nligrnclo
:ti qtt:tlc il \ inn ha lwllilo. li gr:ulo de! lu :dlrc dtw se:de fisst~.
ciH~ :-;i lroY:l nclla ~ll's'-i:t JitH•.a ori:t.zonl;d<•. i~tdÍC':I il g·r-ado al-
l'oolic.n dr.!l YÍ!Jo.
f.',·slruf/o .'ir'f'l'o dd ui11o si ,-nlul:t f':H'('IIdo ('\':tpnrare in c:tp-
sula di plalino o di uiciJd 1:11':11:1. lO t:e. di ,-ino fi11o a consi-
...,lcnza sciroppn:--.:1. C)uindi si C:lsint in 1111 p..;:--.i<'l':dore :1d :tc.ido
soll'n1·ico c si pesa. La dill"l'n~llza J'ra il JH~so ddl:1 <'.:1psul:1 e
'fllt:llo ddl:t slessa cnlll<~llcnk il residtw llllllliplít·:lln pc·r :o
d:lr:'t la qll:tnlil:'l pel'(~enlu:dc di re"iduo sc<:<'o dl•l ,·i no iu csarnc.
l,a cv:q>ol':l7.innc vicn f:illa con pit't C'-':tll<"zZ:t nel \'!lolo, JH!I'I'IH'•
,·oil'c\':tpor:lzionc a I>:Jgno-mari:l c\ l"al'iJe clic \';uf;t percl111a 1111:1
c•cJ·I :1 p:ulc dell:t glieeri 11:1.
Coll't•llohurtJI111'1ro di llot·n.\r:T (dei qu;dc di:nno qui solo 1111:1
idea t·Ssi·Jido l'istruJllentn s<'mprc :tCl"Ol!lJI:Iguato da spceiak
islruzinne) si JHlf.) c.al<:ol:trt· il rcsidt1n seceo dl'l d11o scnz:l
radn C\"!lj)OI':li'C. Tnlc app:ll'CCI'hio {'OilS(:I di 1111 densinlCII"O
rol qu:de !-ii dclcrrniua il peso spl'cifko de! Yinn. Con lfii~'Sia
dl"r:~. c coll:1 <·onos<·enz:1 de! grado :llroolico, conJ"rontando
appo~ila I:J!H•Il:l anncs~a alln slrtllllt'nlo, si ,·.onosec il residuo
sen·o.
f.n indicazionc dl'l dC'nsimctr·o si t·orrcgg-e pri111:1 in :dlre In·
helle :IIIJICS...,,~ :1 sec.onda cklla krupernl11ra dd \'ino e dei suo
gr:1do :dl'ooJko.
,\II"cnohnn>mt~lnl di llnt·n\HT mo!li cnolng-hi italiani pn~f'e­
l'isconn qul'lln di C:\1:1'1·::--.-1:. l)ueslo t'• 11110 speeinlt: arcomclro di
1-'\llnl·::\lll·:l"r, c.IH·. porl:1 s11ll'asla nclfe f':~e·t'i,·. opposlc tlllf! lislc-
l't•llc ncz·,: clie parlendo d:IIJ'islessa :illczza si dirig"ollo una in
:dto cd 1111:1 in hasso. I.a !inca do\·e lc Jor:J <'slt·etnil:·, partono
,·. qtlPII:l dcll"a!fioi'IUIIt'JI/o dl'll'islrunit'IIICJ nf'lf'ol'tfllll tlislillrtlu
,, 1:1° C ..\kllcndo l"islnlllH'Ilin IICI \i no hiso~na ripodarlo alia
litw:t di :~ffioramcnlo :lggiungcndo (lei picroli pesi (dcl'inli
l'<'lliCsinli c lllillcsillli di gt·:tmmo) Slll pi:tltcllo po~lo all'l~sln~­
lllil:'l superiore dell'asi:L :\Iofliplieando i pesi pcJ l'ntlon·. 21Hl.2 si
h:1 la <fll:lnlilit pcrccnln:llc dcll'cslrallo.
'LIIJto H mctodn llnlill\!:T clle d<'1 cil"rr. troppo rdlc, come
qttt•llo C.\1:1'1·::'-.l·: chc lc d:"1 lroppn bas..;e. Sl'l'\'tHJO n ric.crc.lw
Psalle c lfll:llldo non si possa o ltllll si voglia ril'orrt·I·C'. ai me-
Indo per pc . . . alol. t·. dn pl"l'fcri1·si il nwlndo cli I~EJ.I.I~c; (".') i!
si porta :11! "" vollllnc noto (quello dei vino :Hlopcr:1to o il
doppio) Qucsto si ,·crs~ in unn hurctln gr:ulunt:l e si fn c~dcrc
su lO cc. di liquido di FEHLI>~G dilui to e porlnlo :ül'cho!lizione.
Jinchi' tnllo ii ramc disciolto é iH'ccipitnto. l'e1· csscrc sieui'Í
di ciú si pw\ prendere una goccin ~deJ liquido di Ft·:HU:\'c; c
c lrnttnrln L'on un rC:.llti,to de! rnme, llla per detcnnin:1ziolli
csatte si (h;vl! f<tre pritna precedere una pro,·a di assnggio,
per non a vere errori dovuti a consumo ccccssiYo delrealt.iYo in
<jliCSIÍ flSS;1ggi .
.li numero di cc. dei li<jtticlo rlcrivantc rlnl ,·ino ocl aclopcralo
per ln precipita:done dcl rnme contcnuto nci 10 cc. di rcaltivo,
corrísponclo11o ü gr· 0,051 di glucosio.
Snpponian1o N questo numero. Allorn si l'a la scgucnte pro-
porzionc:
s: o,o:,~ = l': x
e
In cni v '' il volume a cni si portal" i! rcsirlno dopo l'c,·a-
porazionc. La qnnntHú x s:Jrú il glucosio contcnuto ncl volttnH~
cli vilto at!operalo.

Oltre a qucste riccrchn chc rigunrdrwo carnllerl nnlurnli dei


vino, altre spcsso sono necess:-trie per scoprire aclnltcrazio11i
ehe veugono prnticale alio scopo di rendere i] vino piú facii-
Jnente conscn·ahilc o per correggerc akuni suo i carnt ter i che
gli farehbero attrihnirc un vnlore cotniHCrcinle basso.
Fra qnestc la piú rrcquentcl spccle per i vini dcl1e l'Cf~ioni
mcricliona\i dcli'Jtnlia, dclla Francia e clclb Sp:<gna, é la grs-
s::tfuru. Qucstn opernzionc viene fattn ftggiungcndo ::d P10sto ~~
ai \'Í!lO stesso nnn !mona quanlitit cli gt•sso(solfalo <li cnlc:io
dei com:nercio), per far si chc il vino divcnti límpido e possa
rcsisterc a lunghc conscn·uzinni od n lnnghi vinggi. 11 soiJ'alo
di calcio cal tartrato di pot:lSsio dú luogo a sol fato di po\assio
c 1artrato dj calcio, IJll~nlre liiH\ parte di acido tar!nrico rcsi:1
libera. Il tnrtn1to di enleio jusoluhilc precipila trasporlando
eon sC qnclle sostnnze c.hc inlorhidano il \'i no.
Cosi resta il solfato di potassio dcl qualc i nostri rc~ohl­
Inenti sanitnri non tollcrano nel Yino una quantilú supel'i<H·e
nl 2 Ofoo
Come abhiamo visto acccnnando- -nclla parte che rigu:.1rd::1
alln con1posi1.ione del vino, uun picCo!a qua11titú di ~olfato di
potassio vi si trova anchc normalmente, ma ginn1111ai r:lg-
giungc il 2 °{00 . Il cotnpito .dell'igienistn qnindi, nclln ricerea
delln gcssatura, C circoscrilln n conosccre se illimi\c !issnto dai la
leggc si a sorpassn to.
Si usa per talc scopo una snlnzionc 'di clon1ro <li~h:nio, i!
<rualc col solfalo potassico in lttl tnczzo acido per ucidu clori-
-- 25~-

f:illore il nuJncro clt:i t:t·. di ~oluzionc nlC'oolit'a adopcrati, e


quindi i! prndolto per 10, si anil la pcrccnlualc di acidilú dcl
Yi nn jn :u:ido tart:nico.
Qunndo si Yuol dclcnninarc quant:1 di quctd~ addilú :-;in do-
\'UI:t :td ncidi fi!:isÍ (ctciditú {issa) c qua11la ad addi YOlali]i (aci-
cli!ri oolulilc~l .si J';lllllO C\';qwr:lrc in llll l>ie.chit•re 10 cc. di vino
Ono :t con..;islcnza sdrnppos:1 c quindi si ri prendo no con ncqua.
Del iiquido cosi nllt'lliJlo: l'OI JIH;lodo sopra descrillo si dcter-
miu:t I';H!iditú ehc i· quclla lissa. La dill't•r<!ltzu ê dovula nd aei-
dil:·, ,·ol:1tilc.
La uticeriutt dC\'(! lro\'arsi ucl \'ÍIIO nciJn proporziorlll di 1 :7-1-J
di akool.
f,a Stla deiCrndll:lZ.ÍOili~ Si f':t lrnlt::tndo l{){) t:C.. di YillO COtl
1allc di calce in ,·.ct:csso cd nu po' di sahhia. CJuindi si C\'aporn
a sccc:o e si :1g-giungono :,o l.'.l'. di akool a ~mo. Si porta per
cpwlchc minuto all'chollizione c quindi si fillrn in nu pallon·
eino da :mo l:e. a collo corlo, l~n·ando a piú riprcse con nlcool
fino :1 r~1ggittugcrc il volnlllC di ein:a li>O er. Si dislilla l'alcnol
Iino :1 consistcnza sl'iropposa ag-giHngcndonc quindi :1llri 20 ce.
ccl :1~ii:mclo 1 e pni :Hl cc. di ckre c di tJII0\'0 agit:tll(lo.
Si chindc qnindi il palloncino 1: si l:1seia iu riposo, si liltra
l:l\':uulll il lillro cou aleool cd c!crc, c r;H:coglitondo i liqnidi in
p:llJon1:ino lnralo\ dai qu:lli si l'anno eYapor:Jn'. L'allllWlllO di
peso dcl palloucino indica. 1:1 quaulii:'J di glh;crina.
Per i ,·ini ntoHo dolci, bisogna nggiHngcrc a;)() ce. di vino,
lll:tggiol' q11nntit:'1 di l:1llc di cake c sahhia cd ev:1porarc qunsi
a sceco per riprt~ndcrc con :lleool a Hf)0 . C}uindi si la:-;eia ele porre
e si filtra altra\'crso UI! fillrn ast.:iutto, la,·a11do <H nuovo con
:ll('.ool a !)(i 0 c rar.eo:~licndo i Jiqnidi i11 c~tpsnl:i di porct'.lla:1a c
iraii:IIHioJi Ítl seguilo /.'.l)lllt.~ f'OSSt'!'C \'ÍilO COilltlllÜ.
!.:1 tJilfWlilú r/i ylttC'Osio conlcnula ncl vino si delcnuina per
Yia rhimit:n !1:~:-:andosi sulla propriet:'1 che lia qu<'slo eorpo
di lras1'onnart~ in ossidulo ti i r:unc l'ossido ramcico ln ~oluzionc
nknlina.
I .~l solnzione di os~ ido r:nneico si prepara Sl'ingliendo gr:.uu-
nli :;1.(;.-, di so1f'ato di nune puro t;d asciutlo in f)()Occ. di :1cqu:1.
Si prcpa1·:1 qnindi nn'nltrn sol;1ziouc di gT. 17:1 di larlrato sn·
dko polassko (snle cli SEHfi'\I·:TTE) gr. ;;o di idrato sodi..:o in GOO cc
di aer111:L L{· cluc .soluzioni si t:on<;cn·ano separ:llamcnl.e c ~i
riuuiscono a VtJlnmi t':.?;ll:lli :1l tnomcuto di servirscnc c l'onnano
assic111e il reattiyo di FEuuxc;.
l'cr l'opcrazionc si dl'colontno con acetato basico di piotn-
lw 10-:!0<..WO cc. di vi no (n sceoncla (lclla su:t prvsunla ricchezza
in ~ltll'.osill), Si lill.ra la,·nndn il liltro l'Oll acqtta distillala enlda
e l'<ll't'o:~llcudo i liqnidi. ;\ qucsti si n:~giun~~~ un eel·.cssn di
e:trhnllalo di :-lOdio per elilldnnrc il piombo. J)j JJllO\'O si filtra e si
1:1\·n t'flll :1cqua cald:1.
Si !'a C\'aporare tino a eon:-;islcnza s~,.·iroppost~ cd il n~sitluo
- 2GJ-
sohtzibuc di soda o di potassft: quindi con sol11zinnc di ncidD
cJoridrico, cd in fine dopo chc ~i ú prosciugata csaurcndola con
cterc e benzina. ll ,·ino colla l:ma si ra i>ollire per 10 o 15 mi~
nnti nssicurandoei eoll"oH~!lto chc nci '"~1pori chc si s,·olgono
all"ullimo 11on ,; coriiCilulo piú ~lcool. Allora cstrutti e la\'::tli
in acqu;l i !ili di la na. uno di cssi si ponc in una c.apsula con-
leuelliC anp1a acidifk:lla con ncido clorídrico c un altro in
allra t..:on :tequn contcnculc :uHmoniacn. Si ::1.\Tnnno cosi lc di-
vcr.sc rc:1zioni, riassuutc, cu! rispctth·o signilicalo, ncl sl'gt~«·n!c
spccchil'llo:

l!1111JCI'siolle iu ClCfJIICL con ucido clorirlrico.

Scolornzionc o quasi Sostauze vegclnlil comprcse qucllc dei


Yiuo
Pcrmancnza delln co- J)eri\'::tli <la! catr:unc.
loraziouc

illl11H'l'SÊOHC in CfCr]lfCL COH (ll1l1110lliUca.

Cnlo1 i !J.JSici c solfoconiugnti


Scolorazionc

Pcrmancn. dcl colore


ISolfofnsina
C1 jsoiduH\
S:tllrnnina
(Si r icolorano tratlan<lo con acidi)
Azoici (chc non sono decolorali dagli
~1lcali tna souo solubili nell"nlcool
amilico.
Col~11j: 1 ~~~-~1l~. tendente Colorj vcgctali norma H o arlificinli.
-------- -·--· ---····~·-
Se H Yino e slato colorato colla (ucsinu la quale c llll c.lori-
drnln di rosanilina. basla trall:1rc il \'ÍilO eon una base !'orle,
per csempio l'nmm.oniaca, la qttalc sposta la ros:111ilina dall'a-
ciclo. Aliara questo si cstrnc coll'ctcre! mescolaudo insicmc al
vino nella pro,·ctla "" po' rli eterc. La soluzione ctcrca di ro-
sanilinn C juc:olora~ c :-;;i eolnrn qn:1ndo la si porti in conlatlo
cnn una soluzione dilt!ila di nr..:.ido :welico. Cosi purc se si
fanuo ilnbC\'Cl"l~ coJJa soluzionc cterca nkuui fili di l3n:1, i
<1unli poi si cspongono in n1ndo chc l'elcre CYapori~ la rosaui·
li na si ckpositcr:'t sui fili nclla sua f'ormn <.'.ristnllina assnmcudn
il eolol"ito rossn cal'attcri!llko.
La jclenlilieazionc ddlc :litrc soslanzc c.olornnti aggi11ntc ú
un po' piú dirlicile c non nceessaria per Jo Reopo <lcli"Ufficialc
saniturio al quale ê sufflcienic constularc se il \"iuo ê nrlificial-
lllCllle colorato.
Un nitro melodo per riconosccrc la color:1zione artifici:llc dei
\'iuo con soslanze derh·anli dnl calr:l1nc ê queiJo chc si hasa
sulln scparazione dclla matcria coloranl.c del vino come pre-
- 2GO-
dr.ico fnrnw, co111c n1lrove vcdcn11no. nn prcr.ipilnto <li solr;t!o
<li h:U'io insolnhile. Sciog1iendo gr. 2.:-\ di elornro di hario in
f>O cc. di ncido t.:loridrico c portando eon aequa al vohtlllC di
un litro, si ollicne una !';Ohtzionc tnlc ehe uu dato volunw di
essa J'a prccipil:trc tullo il sotrato di polassio contenuto in
un egual volume di vino la cui ges!'lalur:l sia csatt:HtH:nte
dei ~ "foo·
Per opcrnrc, si nJcscolann con :)O c<~. di rino acidifkato con
nciclo clorídrico~ :iO tlella sohtzintH~ di dornro h:trilieo: .">i l":t
JJoliin! e quindi si l:lscin rnll'rcddare e depo~ilare per tlll:l o
due ore, oppurc si _filtra. Per verificare st~ ncl viuo crn conte-
nula una quanlit:'t nwggiorc dd:! 0 / 00 hasta ngg-iungcre al Jil-
truto una nuovn Cjuantit:'t di soluúonc h:1rilie.n. ~cl caso chc
lulto .il solfnto non fosse sloto precipil:tlo, si rnTÚ nncora in-
torhidruncnto. c ciú quindi siguifiea ch.~ il Yillo coutencva una
quanlit:'t snpcriorc alia lollcrata. Quando si \'oksse spingcrc la
ri cerca li no a cotJosecre eon approssimazionc Jn. qli:Jntitú di sol-
fato potassico contellnlo ncl vino in csamc. si ri pele la ricercn
:.1ggiungcndo se111prc :1\Jo slesso \'nhtnlC di \'i no, il 1/-2. l'l, 1 1/ 2,
2, 2 1 /~ ce.c. 1 di soluzinne di clonno di hru·in c notando entro
qtwli 1imili 1 opcrnnclo ncl modo ora deserilln~ si cll'cttui an-
GOrfl Ia JH'CCipil:t~iOIW nel vino se.parato t·on la fillrnzlonc dai
primo precipitalo. Per lo slcsso scopo si pos..,ono :lHchc usare
soluzioui di cloruro <li bar i o di li tolo diverso dali a p•·cc:c<lcnte.
Cosi e anchc in uso spccialmente quclla dcll:t qu:tlt! tlll \'Olumc
corrispondc ai ,1 °/00 di soll'nto potassíco, c.qnindi di essa si usa
1nct:.'l <lcl voh1nH~ dei ''ino.
Quando si sospclli in qnalc.hc vino dokc l:t ng-giuutn di sac-
cnro:-:io (il <pwlc n dilfercnza dcl glucosio 11011 producc Ja ri-
duzionc dclrossi<lo ramcieo) si proecdc alia detcnniuazionc dei
glucosio col mctocio desc.r.itlo, prima c dopo J':1g"gi11nta :1! vi no
di qttalchc gnccin di ~tcido soHorico o elnri(h·ieo dilnili i quali 1

trnsfonnano il saecnrosio in lc\·tJlosio chc ha invccc potcrc ri-


dutlorc. La dill'ercnz:l fra i duc riwllati dar:i la quanlitú di
snecarosio conlcnnta 1 tcncndo conto chc gr. :, di glucosio cqui-
vnlg-ono a 417S di s:tecarosio.
Per frodc \·engono nggi11nlc lah·olt:l :ti vi no nutlcrie <~nloranti
cstruncr. chc possono esscrc \'egetali, ma il piú dt~llc volte sono
dcrivnlc dai entra1nc. Ncl primo c:uw se uc rieouoscc assai difii-
cihnculc ln prcscn:r.a.
La ricCl·ca dcllc soslanzr. Cd/oranli d1·riualt· rla/ culrftlllr cd
:11-{giunlc ai vlno si f a co11 ,·a ri ntclodi e lrn qucsl i il piú usa to.
pcrchC piú f:tcile e piú SÍCIII'O, 6 f{llCllo colla la na sgrassala. 1~
1 fondato sulln prnprict~'t chc hanno i colori di auiJiua di lissnrsi
sullc soslnnzc anilnali.
Per l'opl~razionc si :tcidificano con acido doriclrico :11 lcrzo
:~o er. dd vino in csmnc c si inuncrgc in csso qnalchc fil(J di lnnn
hinuca sgrnssala, d1c si prepara lrallandoln pri111a a caldo con
a O,OOG di a~.:ido acelico. Tenendo conlo della diluizionc fnlfi1 1
si h~l la qu:1nlit:i di arido contcnul:1 in 100 l'C. di aceto multi-
plicando per 100 il prociollo di O,OOü pcl nutncro di Cl'. dclla
solu7.ionc aknlinn aclopcrnti.
Se all'nc,.to sono st;lli ng-giunti acidi minera/i. se t!t~ rknnoscc
la prcscuz:1 con una soluzionc dcbole (1 °/0 ) di ,·ioldto di mr·-
lile. Q11csto jn presenza di al'ido ncclico non tnul:t il colore e
quindi ntescoi:tlo :dl':ll'cto di\'ern\ meno i!llcnsn :n1a rc~lcr:·l
sen1pre \'ioll'lto. Se in\·ecc nell'aecto fnrnno ~~g-~iuuti acidi mi-
ncrnli !\i :.1\T;'t un colore \'Crde piú o 111cno nctto.
Per riconosc..:.'re se i'aeido aggiunlo sin <H:idL' solrorieo. si
e\·npor:t una cet·tn 1111antitú di aceto fino a consistenza sdrop·
pos:1, quindi si ripri'tHle il rcsiduo con :1ll'ool, si filtra e :-.i
cY:.1pora il filtrato per ri prendere il st·condo re'->iduo con :lcq11:1.
ll residuo si l"iprende con :lleool perch\', qucslo scioglie l'~!cido
solforico libero c THlH i solfnti i {Jttali anc.:he norn-:.a1lllentc
possono lro\·arsi nell'aceto. Sull:1 soluzionc dcl sccondo n:-
si{luo si ricerca l'addo snll"orico libero co!l nnn solttl.intw di
c1oruro di hario, pt·e\·ia acidilic:lzionc con n.cido cloridrko: si
avrú un precipitalo se tnlc neido (:• prcsenlc.
Per riccrcare l'acidl) duridrico (: nr.ccssnrio distilhn·,• un dnlo
volume di aceto c sul <lisli\lato fare la rcazioue co! uilraln di
argcnto. l.:a.cido nitrico si riconosce oper:t.iHio coll'nccto d,·co-
lorato come si opera eo1l':1cqu:1 qu:.1ndo in ~~ssa si \'Uol ricono~
sccrc la prt:scnza di lalc acído per n1czzo dclia rcnzionc dclla
difcni!atlllllÍll::l (YCdi llC!JIIU). f:ocirfCJ ossn[ico ÍnliiiC agi-{Íllll~l'IHiO
a lU cc. di :tcclo nl.:.:uuc goccie di una soluzionc di cloruro di
calei o; Utl prceipit:tlo hint1co {ossnlato di caldo) índiclicrú l:l
presenza di dctto addo.

s J:l. - Alcools, acquaviti, liquori alcoolici.


In qncsli si rícercauo la dcnsil:l. il conlcnuto in :~lcool. gli
zuccheri. il resilluo sccco. lc cencri. le acidilú, lc maleric eo-
lornnli coi mctodi che abbiumo clcscrillo a proposito clt'l
\'ino.
OHrc a cii.> pni> inlercssarc dl cODOSt'erc st~ l'alcool in ('Ssi
conlcnulo si:l puro, \':de a dirc non conlenga j cosidclli Jll'O-
dolli rli codu (alcool. butilico! propílico, amilieoJ chc con le al-
deidi cd il furfurol f'onnnno 1111 assienw. di i1npurit:"t che nt
solto il nome di fiiseliil. il l'.ui primo c piú lossico cotnponcnte
l! l':.licool :nnilico. l)l'l' ricollosccre se l':dennl ú impuro IJasta
vcrsnrnc nclla palma della n1nno alcUTH' gnccc, stroiinare cd
adorare. l'impn!'itú \'ÍCIIC rh·l'lnta dall'oclorc carattcristico dcl-
l'alcool amilico.
Se poi si \'llOI dclc~rmin:trnc la qllanlitú nei licptidi alcoolici
si ricorrc ai Jncio(Ju di l:1is~-:.
dpilalo ill!>Olubilc, ntcdianlc l'a('elalo di mcreurio in solttzionc
nl 20 (l!v o eoll'~tgg·innla dí poehi t:rislallini di quc!'llo salc! quindi
dopo agilazionc, Jlllt·:mdfl. 1\'el Yino nnnnnlc il fiitrnto dcYc
csscre int·.oloro ed ill segt1ito ad addilic.azione non si eolor3,
mentre dtc i vinj colora ti con deriva li dai c.nlranw o si scolo-
rauo. o scn!or:11i eolJ':Jggiunla di 1111 acido, si rieoloruno.
; lnlioe per riconO!)CCre la prcsenza di sost:u1zc coloran1i llC·
1 rh·anti tlal •·alr<1111C, si puc\ :Jlealinizz:lr<' il ,·ino <:011 potassa, o

~~~·..~~';'' :.·::'i'l':, :';:;";,,~~:,,:;;::~::;c··~~~~~"';;~~;:;;; ,','.',',i ~;; ,',''it''; 1 ~~~;~~~~~~~;z,.;:


1

; cnior:llo tl:1i colori de] c:tlr:11ne
Pct· l:t conser\':tzinnc~ dd dno o per \·inct·t·e alcunc m:tlallic
di c~;so. <k.scriltc ncll;: lr:tllazione dclln nliero~eopi!\ vcngonn
~tggiuutc :deune snslHJtZ\~ anlisetlichc cotue ~1cido s:dicilico o
IJOríco o fnrrnali11:1, la <·.ui ric.erca si csc~uisec neli' idcutico
Illtl!lo chc per il laltc. Per l'cslrnzionc dcll'acido snlicilko perü
si preferiset:, iti qucslo c:1so, :lll'dcn· il dorofonnio. c per la
riccrca dcli:I rormalitJ:t hisogn:t aggiuug<•re ale ti IH' ~;occe di 1111:1
soluziotw di peptone. o di l:ttlc puro.

~ 1:2. -- Aceto.
~~ Jiq!Jido a h:ISC di nddo ~H'Clieo prodnilo g·t'liCrnlmcnkdall:t
fermcnl:tzionc ncdicn. dcl \'ino 1 dovnl:l ai 111iC1Hfcnnu acdico.
~.f\fcdbntc lalc fcrutclllaziouc inf'atli, l' :deooJ YiCIIC ossi1latn
lr:tsl"ormandosi in :1citln acdi1:o: :~~ p:H·Ii di nleool d:\11110 (i/,5
parti di addo acclico. 111 comntercin si lrovauo nccli provc-
nicnli dn vi11o l>hu1cn o rosso, da hirr:t. da sidrn, e finniincnlc
a:eli arlirieiali. <Juindi, :t :-.ccond:l della Jor,1 provcnienza i Y:lr'i
:tedi h~tnno carallcri org:tnolellid vnri clu~ dipendnno dall:\
\'Ut·iclú <lcllc snsl:lnzc c0Jorauti: :Jrorn:ttidH·." cec. chc eon-
lcngolJO.
La h~ggc ~lahiliscl~
ch<: l'nt:clo dclJba ;l\'Cl'C unn ~tcidit:'t di
nlmütlo '' 0
/n
111a non dela l:t vc:ndila di acr.lo urlifirial~·. fntto
do,·~ en11 miscug-lio in drterminnle proporzioni di acqun cd
acido ae{'tico co!or:1lo arlif.Ici:dntf'lll<' 1 pureiu\ lalc qualit:'t sia
dieliiarnla ai entnpralnre.
Per (letcnnin:tre l'llcidiltl ddl'ncclo, lu si rillra inn:tu:d lutlo
JW.r earbooc .:tnirn:ll<: puro nllo st·opo di decolorarlo. <.)nindi si
tlilniset~ \'Crsandone <~~atlamculc 10 cc. in un pallone lm·alo
da 1tHI ee. <: a~giung'<:ndo acqua lino ai segno di Iara. l>l'ii:J. di-
lllziouc.: si mcltono to ce. in una hC\'Itl:l, eoll'nggittnla di tlB:l
~ocda di soluzionc aJcoo]j<~a di feuolf'talcjna c su di cssn si fa

cadcrc gncfia n g:oeeia da una hun:tta 1\tl;\. so]n,..ionc .~ di


.sodn o di potassa tino a chc il liquido nsSlllllõl una colorazionc
rossa. :\llorn ogui cc. della soluziotw illlpicgnl:t :-.:~r:'t cgu:dc
- 26õ-

--· ------· ·--- --------- ·------------------ _____ _


_\

-;~(alio~--.~!:~~--~-G1 n~tlo •! A~1~'" 1 G;-ado A~;,"" 1


G nulo ; Acqua.
a~~~~- i ag:t;·inn- a~~~~- aggitlll· a 1 f~g- n~g·inn- alcoo-~
lico
da.
a;;giun-
1 ~;ero i g-ere gl:'rc scrc
1
-- -- -~--- ··------------
]111) 11 178 õ lt;)_;)
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DG '2'27.1 ~~ j 64.1 GO 101.8
!};) 22L1 77 lüO.Ii 50 !JS:;
!I-! :!20.5 7() 157.1 i'">cl 0-LH
!IX ~1().!) 75 1:)3_ü 57 91.4
!)2 2J:i.•l 74 1ô0.2 õli 88.0
\11 200 s 7:1 l·JG.í 5j ~-Ui
!111 '2Q(j :; 72 14~.2 õ-1 81.2
S!l 202.7 71 J:l!J1 5:1 í7.7
XR lD\J 2 70 J:;li.:} 52 í4.:-;
X7 • 1!):).() (j ~) J:l2.X 51 7il.D
~(j 1!121 GS Uli-1 50 ü7.õ
:-;;) 1SS li r,/ 1~5.U 40 li-LI
R·! lS~ .•~ (i ti 12!1.! 48 lill.í
s:~ 1Sl ü ();) jl(j_l) -17 S7.:J
==========~~=-=-=-==========~=~=-~-=---

Per l'opcrnzionc si verS:l.llO in 2 dei tubi dcscritti, cs~tlta­


nleulc, :W ct~. di clororormio il quale rnedianlc npposito bagno
sia stato portato nlln tcmpcratnra di 15°.
AffirH.:hú il clorof'orm.io nau adcrisr.a aile pnrcti rlel tuho ri-
strcllo, (: opportuno YCl'Srtl'IO COil llll:l pipetta speciale [l puntn
mollo sotlile.
I tnbi eol cloroforruio si indtono quiudi in tl!l bagno spc-
ciale (cilíndrico e fodcrato di grosso feltro) di cui C !Hunito
l'apparccchio. Quittdi in uno dei tuiJi si Yersano 100 cc. dcl-
l'alcoo] puri!:isimo c ncll'altro l'istesso \'Olum.c di qucllo in
cs:unc. 1n::tnteunli prilll:l nel bngno a 15° C. A cinscun tubo si
si aggiungc 1 ce. di acido solforico detln densilú 1.'2~i1í per
rendere piú fncilc la sepflrnzione dei doroformio. Si rimct-
Lono i tubi U!!l bngno a 1:) 0 per 10 minuti e qui111li si ~llindono
col tappo smcl'igiialo c facendo entrare il liquido nell:1 parte
sfcricn dei tuho, si agita energicamente per 1 minuto, per ri-
porlo quindi .nel bagno a F> 0 dando dclle pit.:eolc scos~e pcr-
chê le goecicJc cli cloroformio disccnd;tno nl rondo. ;\[ante-
nendo i tubi ncl hugno colla parte inferinrc~ si )cggc la difl'c-
rcnza dei ,·olume <li dorol'onnio nelle duc prove. La tavnla
di SE1.L chc scgtte dú t1 quantitú di impuritú clH~ corrispondc
1

ad ogui t;"rndo occupalo dn11a cillfereuza dei ,·o!untc di cloro-


fornlio~ contcnuto nci ~:;o vulumi dt alcool :u1opcr~tli.
. 2().[

C)ucslo si hnsa snl f'allo clH~ il dorot'Ol'lllio sdoglic lc impu-


ri!ú cnnlcoulc nl'll':dl'ool c quindi agilnntlo J'alcoo! c iJ do-
rofonllio <lllt:sln aumenta di \'olul!le. La lcgg·e sanitari:t h a sla-
hHilo 1111 limilc di toll(:rnnza di ques!c i111prrrilú chc possono
csscrc contcnulc Bt'll':llcoül, limite t·.lrc i.: stalo lissalo ucl 2 °/0 (,
r.alt'olalo iu akool amilico co! rrH..:todt• di f:i",s~-:. Pl'I'Ú ú neces-
sm·io notare ehe :llcools puri di hcn nPia pro\'Cnicnza \r:tnuo
:)liJH.!ralo Lal limilc <! dlt!- <jll:llldo si raceia ]:1 delt'rmiii:IZionc
uel Yino, neqn:1Vile. coguac: rlllilll ctl altre bcquHk spirilose
che StHlO lrattale con csscnzc 1 zuechcri ccc., il ]imite di 2 °/,} 0
t': ineYilahilmcnlc :-;upcr~tlo. C)uindi ilJnclodn di ltils~-: iu qucsti
c.asi non d:'t pr:1lit'i (~ sieuri risullali e J)isogna !'lClllpre rar pre-
cedere l:1 dislillm·.ioue dcf vino o liquorc, c la ri<lislillazione
dcl di:->lillalo in prescnz~1 !li polns:m. L~\ distillazioue di suffi-
cicnk (lllantitú p. l'S. ~00 ec . .si f:.1 fino a "h dei volunlC nclo-
pcrato.
Per escguit·c il mcfodo di J~ü~E ú neecssarin disporrc di
spcci<1li ltthi chc Jwnno 2 rigoufinnH:nll dei qnali l'infcrioL·I:
a cilindro cd il supcriorc !1 pnlla chiuso d:.t uu l:tppo_ a snlc-
riglio. JJ rig-onli:uucnlo inft'J'iorc 1:onlienc eirc:1 :.W ec. in tnodo
che il scp;no corrispoud,~ulc ;l lak. 111isura si trovu un poco
piú in !-:ill dcl rcslring·i,nculo: cd il tuho inlt.'rlllcdio deve
('Sscrc g-radualo i11 1110do da l:lsd:1rc npprezzarc i ccttfc-
sitni di ce. Ciú si puú a,·crc o eou luhi ~radnali al eentcsimo,
i <pwli perU per ta !oro sovcrchi:t lnngltczza sono !lOeo ptalid
o eon luhi della cap:u·.it:'r di t) ee. <~ gr:ulunli ai YC!llcxinlo di cc.
che pernu:tlürto di apprczzarc eon aceuraln os!'lCr\':tzio!le anclw
vari:lzioni minori.
f).nindi i>isog-na av(:l'e dei dnroformio purh;simo privo di
;dcool c dcll'akool dn sen·ire di conrronlo as~ntutnmcolc privo
di soslanzc cstr:ulCe.
L'alcool iu l'S:t:nc de\·C csscrc pun: a ::0° ccntesintali c :-;c
nou l~ lnlt·. dopo :1vcrnt~ delenni11:tlo csaltanl<'lll<· il :;rado al-
coolil.'o o eon llll :dcoulorlll'lro scnsibilissilllo o t~nu ta hilnnl!ia
di \VE.'\TI'IlAL c lc npposilc ta,·ole, si riduce ~' :;oo 11rcdiautc )a
sPg-Hente tahclla tli l~r:rx nell:t q11:dn i: indkala Ia quantilú di
acqtl:\ dn :1ggiungcre a 100 ec. di uu akool per ri({nrlo n 31ju
a sccondn dcl grado alcoolico dderntiualo.
- 2G7-
dolcissimn, chc scaldata sdluppa adore di Jllandorle amnrc.
La poiYcrc trattata a caldo con acido solf'o,·ico conc<'nlt·nto c
con rcsordna d:l [uogo alia formnzionc di lluorcscinn la cui
lluorc"cenz:1 si rende evidente tr;.ttlando 11 liquido con cc-
ecsso di n1cn}i.
' • • ' 1 •
Alln poh·cre s1 pu o 1nvccc aggn1ngcre . g1·. ch potassa enu-
2
slien. c si fn fo11derc ali:\ finm111:1 in n1oclo chc si ·lln forma-
zionc di ~aliciJnto. Si sr.ioglic in 30-GO cc. di acqun dislillnl:l, si
acidifie~l con neido solforico c di JlUOYO si cstrae con ctcrc du~
evnpornto Jascia un rcsidno scccn il qunlc trnltalo con qunkhe
gocci:1 <li ncqna e c.;on cloruro ferrico In 10 °{0 dar:\ Ia nota
re:1zionc ,·iolcUa ddl'adrlo salici1ico: se In saec:Jrill:l era prc-
seulc.
La dttlcinu o sncroio C: un nllro deriYalo cbl cnlrnmc di uso

i nnalog-n :dln snc.cariJJ:l. l'cr ricercarla dopo lr:lltaia l:t soslanzn


col 20 °/0 di car!Jonnlo di piomho si cvaporn a con:-;islenzn sei~
roppos:t. 11 rcslduo si c~rllll'Í!5t~e eon elcrc ctilic.o il qtt~il;:! C'Y:t-
.~ pornto . Jnsein evnH~ residuo In dulc.in:l chc si rkonosce ai gttsto.
f 1

:llla poca solnhilitú ncll"nc<Jll:l frecldn, alln soluhilit:'t JJ<:tl'alcool


': ccl etcre. Se si scnlda con :-teido solforico concentrato c addo
fcnino !-!ino n colnr:-tzione lJrunn; ~tggiungcndo acqt!n e n11l-
J110ni:tca: uclla zonn di conlatto si forma una colornzionc
violelta.

); J', - Ricerca de! piombo nelle stoviglie.


Per rcndcrt: impcnneabili ]c stoviglic di tcrracotla o per co-
prire I:! superficic cli stoviglic ill ft:JTOJ si l\!'i:JllO dai rahhri-
canli dcllc n:rnici chc conkngono piontho. Inoitrc gli slagn:-t-
tori, nlolte volte nggittngono alio stngno chc applicano ngli
oggctti in rnme od in l"e.rro, una parte di piotnbo.
Per riconoscere In prcsenza del piombo nelle ucrnici hnsta
fnt· bollil'e per mezz'ora uell:t stoviglin puca acqua aeiclificatn
COJl ncido ncctico ar 5°/o circ:l. Dopo Jascinlo raiTrecld<lrC, si
trai la il liquido con una soluzione di ioduro polossicn il qualc
col piombo . tlarú un prccipilato giallo di ioduro di piombo, o <li
cromato polassko, chc d;n·ú un pn:c.ipilitlo purc giallo.
Se ill\'ece si Yttol rieercare il pio111bo nr..lle .o;taauature C l!C~
cessar in f:n· boJlirc in acido nítrico .a caldo un poeo dei ma-
Lcrinlc rasehiato. Lo stngno si ossida c divcnln in~oluhilc mcnlre
il piomhn si sdnglic ~..:omc nitrato di piombo. Fil!r:lndo e·trat~
t:'l.ndo H fillr:1to t·.on ncido solforico, si ronucr~'t un prceipitato
bianco di soll':~lo di pi0111bo.

~ l!i. -- Ricerca dell'nrsenico.


Tnl\'olta occotTt: fHrc In rie<'rca di questo Jndallo sia in cor-
-- 2GG-

''~~-~
:; m-~ I ~ ã) -~
"O:=· .8'dÊ
_lmpuritiL g fi~ 1 lnql!lri!it ~ ~~! Jmp11ritil lmpnrit:'1
3E ~ 1 °/ ~ § -~
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0.0 I 11.1121i~ (I~ I 0.1 o! I:! O :;S 11,2;,211 o.:,·l 11.::5~ I
o.os o o:.tu 0.22 o 14:-~o o :m o.2.lXIi 0.5:) o.:-mlí
o.Oii o.o::'lx 0.2:: o ~.-,s o.-10 o.2G.-,:J o.:>li o.:m:;
0117 OOJii-1 0.2• ru;,!ll 0,.11 1!.271!1 O:í7 0::780
o.o~ o.o;,:m o.2s 0.1 n;,x o.-1:! o.27Xií o.;lg o.:IS-Hi
o.o!l u.lló!l7 o.2n o 1n1 ,,_.~:; 0.2~.-., o'''' '' :>,nt2
()_J O O.Oiili:: IUí lU 7!10 0.4-1 IJ 2!1 I X il.lill 0.397!1
0.11 0.0729 02X O 1~:>7 0.-1:, il.:!!IS•I O(il 11-10•15
11.12 0.07!1() IJ 2!1 0.1 !12:: O.<I li o.:HJ:L> IW:l 0.·111 '1
11.1:1 0.0XIi2 !UO II.I!IS!I 0.47 !Ul/7 O.G:: 0.4171>
II.J.I O.OD2S O.Bl 0.:20;,:; IIAil IUJX:l ll.li•l 0.42•1,1
11.1:,
n 1n O.O!J%
1110nt 0.::2
o.:n o0.2122
2111~ o0.<1!1
:;o O R24'_.l_ll
1J.:I3lli O.lió --0.<-J,-'JIO
o.t7 o.Jt27 Oo-1 0.2255
------------------------------ ----

La quanlilú di in1puril:'t chc cosi si ollicnc si molliplica


per :l:U:l e si h:1 la quanlilú per 1 Jilro di nkonl assolnln.
Nci liquicli alcoolici ehc cnntengono un:l qunnll1:'t di alconl
minore ({el :·!0° hisogna aggin11gere alcool nssoluto finche .tal(~
pcrccnlualc si:l rnggiunla.

~ LI. - Ricerca della saccarina e della dulcina.


Nci vini dolei, nd liquori, nclle pasliccel'it~ c confclli e nclfo
zucchcro stcsso~ vcng-ono tnh·olla a scnpo di f1·odc ngginnle o
la snccarina o la dulc.iua iJ cui snpore cslrcmamcnte clolcc, c!-:.
~:wrve a sostituin! o nd :-ttnncntare ({Ucllo clJc Ia soslanza do ..
vrchbe avcrc dnllo zncehcro.
La saecarina i: un derh·ato dal entnlllH~ c 1n sua :'zionc ncl-
l'organismo f! dubbia sicchl~ :1ll'igicnisl:l deve intc.rcssnrc di
ricerc:nla.
La snn riccrcn si pr:tlica cssieando la soslanza in cs:ltllc a
hrtgno 1naria c trntlandola c.on cterc etílico. elcre di petrolio
o clororormio in 1111 .scparnlorc n robincllo. Quindi ~i decanta
l'cll'.rc c si lascia c\·npornre in 11na capsnla.
La saec:1rin~1 si dcposit:l in polYcrc tninuiissima biancaslrrt,
- 2G!l-
formnrsi vicino a llastrozzalnra nn anello ncro do·cuto nll'nr-
senico mctallico che ivi si deposita.
La prova si ]Hli> !'are anche in modo piú sempiicc appli-
cando i~d nna prn\'C'lla uclla qnnle. si l~ ntcss~ la snl11zionc <li
acido solforico cd un przzetto di zinco insiemc ali~ maleri:l.
in esamc. un tnppn di gonuna ad un foro nlunito di un tubj·.
cino di yclro tirnto a puuta. Avvicinando alla punia dei tuhi-
cino un~l c:1rta da liltro imbcvula di Utln soluziont~ salura <li
nitrato d'nq;ento, in prcsenza di nrsenico si fonuerú unn Ill:tc-
chin gialla piú o mcno iutcusa.

s 17. - Formulario.
Hcag·cn1.i 11 C('.Css;u·i i lJCI' cscgn it·c !c au a Ii si dcsc~ri t t c ucl vrer.c-
tlt\lltc capitolo.

Acido cloridrico cnnccnlralo.


/ri. Iti. tlilniln a] '/:1·
Acitlo sol{orico eoncc!llr:lfo.
Jd. Tt!. tlilHilo :11 '/ 10 •
Jti. Jd. ctiluilo ai '/:,.
Jd. nitrico conecntrato (in bottiglia oseur::t),
ld. ld. tliluito nl 'i:~·
,~\cirlo acetico puro.
lill'fiiO di sodio (in sniuz. :~110 °/ 0 ).
F<ls[<tlo di sodio (soluz. al lO 0 / 0 ).
Carbonato di so<lio (sale rlisitlral:~lo soluz. al 20 ".'0 ) : o:~k cri-
stall izzalo soluz. a! 40 °{0 !.
Idralo di J>ol<tssio (in soiuz. nl lO "/ 0 ).
Joduro di l'Oiassio (soluz. nl 10 ''/ 0 ).
Cromato di ])()/a.><io lsoluz.. aliO 0 / 0 ).
Ferrieianuro r/i J>Olassio !SOluz. nl 10 °{0 ).
Ferrocia111tro di ]JO!a..s.r.:.io (soluz. nl 10 °}.,).
AmiHOniaca.
Clonu·o di (l/lllllOllio (soluz. nl 10 °/0 ).
Solj'uro <li cuHmonio tsnluz.. :'H.:qnosa).
Solfor.ianuro dt Ammonio.
Cnrbonutn di al}ltiiOlliO (l pnrtc di snle in 4 pnrli di ncqua n
cui si ag:..;iungc I parte di rtJnmolliaca <lei p. sp. O.D2).
Ossnlato di {liJl/llOllio (soluz. nl r) 0 /o).
:Uoli/)(/ato di ummonio (15 ~r. di s;dc si sciolgono in 100 cc. di
aet]U:l e la soiuz. si ,·ersn in 100 cc. di acido ni ll'ico dei p.
sp. 1.~).
Jlcqruz di wlce I Aequ:1 2·' di calee c!clln Fannacopea l.if'li-
cinlc).
(;loruro di />a rio (soluz. al lO "/0 ).
1\'ilmlo di bario (soiuz. al 10 "/ 0 ).
- 2il-
.-lcido rosolico - 1 gr. di acido rosolico !-ii scioglie in 500 cc. di
~Ieool n S0°. Qnindi si ncutralizza colla soluzionc di idrnto
di hario lino a chc il colorilo nrriYi ai confi11i frn il glallo
cd il rosso.
Soluzioni lilolfl/C: il Inetodo di prepnrnzionc di <.pH:Sle: e dc-
scritto nel testo. Esse de,·ono csscrc consen·nk in bottiglie
n \nppo smeri;.:lia\n oscnro o no. a seeo11da che la sostanza
diseiolta lo richicgga. c vanno di lnnto in tanto con-
\rollntc.
2(iX-

sia in carlc da lappt!zz<~ria o in sloll\~ o in giocalloli od


l1H'J 1
in allro nwlcríale quaJunquc, dove 1~1 sua pre~~·nzn ptt/J riusdrc
dannos:t alia salute.
Si pui> rare cou uua parlc dei lll:tlerialc snspelto In proYa
Jlio-riliJtliea mell<.'ndolo sn pal~1te pn•p:-tralc in lnhi, r.otnc tH:r
Je <'OllliiiiÍ cult11rc c precisumcnlc introdnc(·tulolo in uua f<·.s~
sura in esse pralkala nella Jl3l'IC infcriorc. llopn la slerilizzn-
zionc si semina sulla pnl:lln il JH'Ilidlluw brt•(Jinculr~ il ([ll:llc,
sviluppandosi dú luogo nlln fonnazionc di un g:n:; :n·senicnle
c.IH: si •·i,·r!la col cnratlcrislico odort~ agli:ll't.!o (Clos10).

Fig. :!lll.

i\1:1 )a pl'O\'a ehi1nica d'uso pil1 <:OillltiH' l·. qnr1Ja c:l11~ si fa


coll'appan:cchio di :\L\t:su. <)tH~!;In ennsl:1 di ui1a piccol:t hot-
tigli~l a d!H' colli di eui IIJIO dtiu:;o dn un l:tppo a lcnnl:t ehc 1

porta llll tnho lc·rn-:iuanle ad indHtlu c chc aJI'cslrcntilil infe-


riorc Ya :l LOL'C.:lrt~ il rondo delta holliglia. All'altro collo. pure
Illcdiautc 1111 !;tppo~ c·~ tiss:110 nn tubo picg-:tto nd angoln rello
chc c:oi!lllllic:t cou un cssice:tlorc a doruro di caldo, di solito
ciliuclrieo ed orjzzolll:\1<.', il quale alla ~ua ,·oJI:l si c.vnti11uu
con un tuho di ,·ctro dil'ndlmt:ntc fnsihilc, ecl h:~ una slrozza-
lur:l. :1 cire.a dttc t_~~rzi ddla ltlnght•zz~l
)..!dla bntliglin si mdlono !"lleuui pcz;r.dtini di :~.it1co pdvo di
:ll'scnko e si :1g-giung{'. :!ciclo c1oridrico dilnilo :111 1/;,. Per fnei-
litat'{' lo :...\·oi~illJCnlo ciclJ'id ro~cno si ,·ersa anche qualche goc-
da di :--oluzinne di .solfnto di ramc. :\'ella hotligli:1 si Incite
pure la sostnnza in es:llllC. i\[csso a posto l'apparccchio c as-
sicural:t la pcrl'ctta knuta dei tappi, si a:-,p<'lln cirea mezz'ora
artinclil· l'idro~eno nascente sracci lutta 1':1ria c.nnl<'llllta nel-
l'appan;cchio. Allorn si colloca unn Jianuua larga solto al tubo
di Y('lro. Yicino alia slroz;.-.:ltura, verso la l>ottig-1ia. S<! l'arseuico
c~iskxa ndla sosl:utza in csame, si vcdr:'t dopo qunJchc tempo
- 2i?,-
ricon·e nll'ipsomctro (fig. 202) o. in Ino,lo piú sempJicc, si fa pns-
snrc lntlo il termo metro fin quasi al100 4l graclo altran~rso un foro
di tappo foralo ~l doppio di cni raltro foro (·~ lllllllilo di 1111:1
cnnnnla cli vetro per J"uscitn del vnporc: con qucslo fnppo si
chiudc un p:J!lone di vdro contenente una certa c{twnlitú di
acqun, chc sj porta nd chollizionc. Bisogna tencr cnlcolo in
lalc conlrollo clclla pressione hnmmdrica e :1\·er presente In
lavola ele i pnnli <li cbollizionc clcll' ncqna in rnpporlo alia
pressione.

A
I

JJ

Fig. 202.

La dislnnza fra qncsli <lnc pnnli fotHlamcnlnli <! <livcrsnmcnlc


divisa secondo le scnlc <li CEJ.SIUS, di ]h::AUMliR c di FAIIHE~­
nr-:rr; e per conlrollnrc i gr:uli iutenncdi occorrc :\\'Cr tlll tcr-
mometro cnmpione o normolc, con il qunlc pnrngonnrc il ter-
rnomctro da controllare immcrgcndolo in ncqun, la c~li tcm-
pcrntnrn vn gn.Hlatntnctdc dinlinue.ntlo o aumentando.
La prima di lali scnlc divide lo spazio fra i dne punli fon·
d:-uncolali in 100 parti c perciô si chinmn ccllligrwla.
Ln seco!ldrt in 80 p:1rli. c pen:iú si chinma ollunlignula.
Tnfine~ secando la terzn, 1a fnsionc dcl ghi:1t~cio si a\'vcrn al
Tosz1t; c nti.\TA. JS
- 270-
0
Sol{HlfJ di magnrsio {soluz. :11 tO /).

Solfulo di zim:v.
Bidoruro di JJWJ'CflriO (soluz. ai() 11 / 0 ).
Solj'ufo di 1'11///C (solllr.. ai 10 °/o!·
Nilrufo ll'urgc111o (soluz. al f> r>/ 0 ).
1\'ilrato di pioinbo
1icetulo di [liolllho (sol11z. ai :; 0 / 0 ).
CloT'l/1'0 ferrho (soluz. ai lO nÍ 0 ).
C!oruro di JHtllrulio (soluz. ai 2 per milh:J.
Solll:iolle nctJllOSll di iorlio iotluntlu (~1·. !>di iodio c g-1·. ;, di io-
duro polassico vcngono seiolli in 100 ClliG. di acqua e poi il
l11llo pnrl;>lo ad 1111 lilro).
Tilllllra di iodio '(secundo la Fnrm:1copca U.).
Akool clilieo (assululo o rcllificnlo).
Etere solforico.
Alconl Hillilico.
Cloro{oriJlio.
Jl.icre tli pelrolio.

H.cntt.ivi <:ho sCt'I'OIIO JICt' riect·~:hc SJIC<:iali.

JJifenilaininina -- in er.ist[llli od in soluzionc al2-:1 °/n ncll'acido


soHorico couccnlrato.
u~. NufliltuJuninu - 1 gr. di CL. nnrtilatutnina in prcscnza di ncido
soHorico diJuito con pocn acqua c il lutto diluito fino nd
1 litro.
Ac.:ido sol{anilieo- ,jg·r. di o.cido sol fanilico in 1 litro (_li acqua
dislillnta. .
SHlda tFa11lido iotl11rniH - G gt·. di nmido si agil;tliO vi\·ntnentc
in nua bcvutn da 1 lilro con GO ee. di :1cqua distillata; si
agg:ungono 50 cc. di solnzionc di pol~tssa causlicn nl :1:3 °/0
si :lg'iln. fnl'lc c si aggi11ngono ancora 2 gr. di iodttro di po-
tas!:iio puro seio li i in .')00 gr. di nequa. Si scalda all'chollizionc,
si diluisc1~ fiuo ad l litro e si fillrn.
neallivo di Nf'sSlt'l' -50 gr. di ioduro potassito ,·cng-ono sciolti
in :JO ec. di acqua dislillata calda cd il Iicptido si addizioun
eon .solttzione coneculraln c:ddn di sui>litnnto corrosivo li no
a tantn chc il precipilatn di jodurio di tnercurio, chc in
prindpio si sdo~lic. resta persistente {vengono a sdo-
gliersi cire:1 20·2:-l g-r. di sublintalo). Al liquido 1ilti·:tto si
ngginngc un:t soluzione di 150 gr. di idralo potn~~ico in
~mo c~. di acqua; si diJuiscc fi110 ad un litro c si ;~ggiun­
;jono nncora ;> cc. di soJuzione di ::;uhlimato. Si l:tsein in
ri poso c si dl'.c.nnla il ·liqujdo limpido iu 1111a hotliglascura
a tnppo smcri~.!)i:tlo chc rcsti contplet:uucntc piena.
lutlicatori.
Ft•Jiol{lalcina. - soluúouc alcoolic.a ai :~,:: 0 / 0 .
- 2í5-
Per lc ossen·:1zioni dl!lln tcmpcrnturn <lcll'arin cl:1 f<lrsi in
n1odo eonlinuali\'O c per perio<li di tempo piultoslo 1unghi.
sono in uso dei tcrmometri spcei:-~li chc scgnano di IllOIIWnto
in momento In ten1pcraturn e si clieono tt~rmo!fruji o lc!l'lllOlllt:-
Lri reyistnrlori. Se in\·ccc si vuolc so11anto eo11osecrc i liinili
trn i quali ha oscillnlo la lcmpcrntura in un dato periodo di
le1npo si nsnno i termomelri a mussimo c :1 mi11imo.
Il krmomelro a Jll:lSSimo C n mercurio c hn ncll'i11tcrno dei
l!ulho 11110 stitello di vctro clie pnrtendo dnl rondo di csso,
penetra ncll'estremit:'t hnlbnre dei tubo cnpillare in modo da
limitfl.l'lle IWlC\'tlllllClllC il lttlllC; 0\'\'C\'0 piÚ r.!OillllllCillCiliC in
tnle punto i! lume dei tnho é nlqnanto rislrello. Qnello ncl
qnnle In colonna e spezzata presso l'estrendlit ed interroll:t da
nun hre,·e colonna d'ari~: non C piú in uso.
Qnando il mercurio pet· azione de! c:tlore si dilata, vincc fa-
cilmente In diflicollit opposla nl suo passnggio dnllo slilclto di

Fig. 203.

vetro o <lnl t•cslríngimcnto dei lume: qunn<lo poi scglle il rnl'-


frcddamcHio, il n1crcurio non ricscc a vincere Ül In\ JHtlllO il
m:tggiore :til rito: la colonn:-t quindi .si spczzn e In p;u·le rim:t-
sln nel tubo scgnn con ln sun esll'emitú supcriorc illimite mns-
simo clctla scaln rnggiunto per nr.ione dei culorc. La l'Olnnn:l
si riporla a posto con piccoli colpi con1e si fn coi lcrinotnelri
clinici n massbno.
11 tcrmomctro :1 mini mo C invccc nd a\cool: c a\l'cstrcmitú
dclla colonnn liquida possicdc un gallcgginnte di \'Ciro termi-
nante n mo' di capocchia sea.\'ala. Dilatando.:oi: J'nlcool sorpassa
il gnllcggianlc senz.a spostarlo, tnentrc invcr.c quando si ritir:t,
per eiTetlo tlella adcsionc capillare data da! menisco, trne cou
SC il gaJlcggiantc, il qunlc COS.i si ferma ncl punlo OYC }a C0-
1011113 vicnc a tro\·arsi al nlotncnto della tcrnpcratura minima.
La lcttura dcl grado su la scaln si fa dalln parte dcl rigonfia-
Jnento dei gallcggiantc. Per rlpol'tarlo in posto si inclina il
tcnnon1ctro fino a cite il gallcgginnle r:1ggiunge nuov:1n1cntc
il lllCilÍSCO.
CAPlTOLO JV.
Ricerche di fisica applicata all'igiene.

Hinssnminmo brevemente in <Jucsto cnpilolo qucllc ricerehc


di llsie:1 ehc possono inlcn~ssnre l'uflicialc sanilnrio, lilnitan-
dnct a!l'csposizione di quei metodi chc sono di uso piú comnnc
nej nostri Jabor:1tori.

"' l. Aria atmosferica


n) /)etermina:ionr. r/e/la lt!JIIJU'rulurn ddl'aria.

A lnlc scopo scrvono i termonutri. Si usano in gcncrc i co-


llllllli lermomclri a ntcrcnrio c per i climi norclici, dovc la tcm-
pcr:llura dcll'aria fliiÚ giungc1·c al disollo di - 8f1°, Cltlelli :Hi
a! alcool.
11 tcrmotnetro si d ice sensibile, al1orchC puõ segn:1rc Ia nli-
nima differenza di tempcr:1turn, co1ne quando 1:-t sua scnln ê
divisa in decitni di gradi.
11 tcrntomet.ro pronto i1n·ccc ê quello chc scgna la dill'erenzn
<li lemperalurn con r:lpidil:i, ció chc si ha <junn<lo il hulho c
nssni piccolo e possie(le relativ:unenle una grande supcrfieie.
Si possono nvcrc tcr1nomctri pronli e Sí~nsibili co11 un bulbo
piccolo~ e con una colonnn di mcrcnrio assai soltilc t: eon una
senta divisa ia dccimi di grndo.
l~ facilc chc i tcrmo1nct;·i cnl tempo poss:1110 perdere la loro
csattezza <! quincli Yanuo controilnti. Dai llsiei sono stati fissati
<luc J11lnli /ondamcl!lali per la ~radnazione dei tcnno1ne1r1:
runo corrispoudc :lila temperatura (li fusionc dei ghinccio (0°)
e J'allro alia tcmpcralnrn di cbollir.ionc clell'acqun dístillnta
nUa pressione di 7ü0 mm. (100°).
Per controllarc ncl lcrmoJnetro il primo di qucsli clne punli
fnndam,:ntali l; ncecssario c~hc vcng;l immcrso ne1 ghiaecio in
1

rusionc, tullo i1 hulho. Per controll:u·(~ invcce il sceondo o si


- ':277-
J'alcool percll'cllo <lell'aumcnlo clclla lempcr:llllrn, cklermiucr:o
una dcl'ormazio1w ncltubo faccndo nv\'iciuarc l'assc curvn :tlla
rcllu. C)ucsto JnoYimcnlo, 1l1Ctliautc un semplicc sistema di Jc\·t·.
vil~nc trasmcs~o tHl nn indlre ehc por_lu all'cstremitú un:t pcuua
scri\'Cnlc a scrhatoio. ln corl'ispoiHl<:n%a di q11csl:t glr:t sul suo
a~se, 1ncdinnte un Jno,·.imcnlo di orologcl'ia, un tanJbtiro s11
cu i ó fissala una enrtn gnuluatu; su questa lc nscissc segnano
i gim·ni c lc orc 1 c lc or<linatc i gr~uli di temperatura. ·
In tal 111odo, Jnellcntlo in nzionc _l'appare~chio! si :t\'r~\ ]:1
forJnazinne cli nn cliagrattiJna per ]e varie tcmperalure nci
vari gionti ed ore <li una scllimnntt.
Per Jnisttr[lrc il calorc rngginnte, cotnc bll\'oltn occ.oiTC per i
rng~i ;Solrtri: si puú, fr:t gli altri ndopcr:trc ttll tct'Jnomclro spe-

Fig, 204.

t:.ialc, il qun.lc e coslrttito in tnnclo <1:1 csscrc inscnsihilc ai ea·


lorico <lo\'ltlo nlln conduzione dn parte dcll':tri;L Consln 1li un
eoJnunc Icnnomctro scnsihilc, il (jUalc si lront ncll' interno di
un grosso tubo di \'Ciro: iu ~~ui ü stato pra!icalo i! \'IIOln 1 pe1·
sopprimere <lualun(lt\C mczzo rli lrnsmissionc~ c e li c h a il bulbo
rh·csli\o tli Ht:l'O rlllll(\ CS::iCn<lo. CO!IlC si S~l, il llCI"O flllnO j}
cotpo di ma~·;giore capnciti't nssorbcntc c1l Clllissh·a tlcl cnlore
ragginntc. Qucslo tcrJnmllt!lrn,, per csal!c clclenttin:-tzinui 1 Ya
t~sposto in posizio11e orízzonfalc in un luo~o lonlano da .supcr-
Jicic rilldlcnli e cpt:tnclo si oludia l'i,T:tclí:tzionc solare >ulla sn-
pcrlicie lei'J'('Slre, vn collocato sopra uno .slratn erhoso.
La esposi:ío11c dei cOtliHiJi lcrr11omctri per sludl 1neteorolo~
gici dcn: e.sserc fall:l rtl rip:lro th:i .t.1ggi $nlari e clelln pioggia.
Si ntlnpcrann percit\ g:thbie di Jeg11o colle part'li :1 persiana c
collocatc pos.;ihilmcnlc a 0;"nr1l dcgU cdilid: in modo che si
h·oviuo toslanlcmenle all'otllhra (lig-. '20.í).
La temperatura di ~unbicuti chinsi si rílevn. eollocando il
- 274-
:12° ~rndo di c~sa c il punln di choliizinnc dcll'acqurt scgnn 212~'~.
Pcn:.iú In di~l::tnza fra i dtw pnuli fondamcntali suddclti <.\ di
~\2"- o2"= \RO".
Dovendosi ridnrrc In temperatura segn:lla ela una scala in
quella sego ata cln un'nllra, si I ien conto dd rnpporlo scgucnl<~:
100 C: 80 1\: 180 F.
Dividendo qncsli valori per illoro ntassimo colllllllC dh·isorc
:w si !la
õ:•t:!l.
Con qncsli nHliiCri Ja riduzionc da scala a se:dn {~ f:tcilissimn,
lcncndo ealcolo dei B2" dcll:l sc:lla di FAIIIIH:\ttl·:rr ehc bisogner:"t
:1ggiun~<~re o log-lkrc a seconda dei casi.
Cosi per paSSflt'C ~\Í gT:Hli Ct-:I.Sil1S dai gradi n,:;At!;\lllJL si h:l:
c: ll ='•:•!
e perdú

E \'i~nv(~r:w pc~l" passare :ti gr:uli Ht;:Aur-.tun dai :.;rndi CEI.SJUS 1


si h a:
ll: c: •J: 5
onde

11= f~S2.
"
C)unnto nl passn:,!.'gio d;1Jl:1 ~cala F,\IIIU"-::-.rrrErT :1 quclla Cr·:LSJlls
O :11\a nr::A\1.\Itll\, hisOg"lla SOtlrarrC illl1:l11Zi JuliO:~~·· dnJ IJlllllCI"O
d<·i gr-ndi F, e poi sl:thilirc la proporziorH~ t·ispellh·a (".osi:

C:(F-:l2)=:'í:!l

1\:(F --· :l2)=<1 :n


onde

P;1'\Sando invecc (l:llla scnla c:. o n. :rll:l F. hisog-ria ng~iun­


g;crc :~2" nl lllllllCJ'O dei gratli Fl e qnindi si hil:
. Cx!l
1·=-- ·,,· + ..., 2
F=!/-~-~+ :Q.
- 270-
Se \'cslrcmit:'t libera dclla colonnn di mcrcurio termina jn
un rigonfiamcnto del1fl cnnnn di vetro, dopo chc qucstn ô pic-
~ata acl l\ si h:t il l'aromclro a pera. Se la cannn haromclrica
dalla estremitú aperta c~ immcrsa in un recipiente contcncntc
mercurio, si ha il baromctro a ]'oz:ello. Se infinc In canna di
vctro C egunle in tutln la sua lunghezza c picgatn :ui V nella
cstrctuilú infcriorc si hn il barometro a sifonr.
AI Jiyc]]o ele! marc la altczza delln colonna di mrrcurio
cnlcolala clalla "'P'"·ficie libera di essa (punto 0> é di mil-
limctri íGO. Si de,·e considerare che nci bnrometri flnorn dc-
scritti di1ninucndo l'nltezza dclln colonnn bnromctricn, si alza
i1 livc1lo dei mcrcurio a conlalto dell'ari.t e flnindi si .ha una
vnrinzionc dei punto zero.
Nclla costrnzion.e dei hnromctri, pet e,·itare qncsta causa di
crrorc si n1eltono in pratica vari mczzi: cosi il hnromctro a
pera si costrnisce co! diametro detla pera molto grancle in
modo che le varinioni tlellivello della superfície libera, sicno
trnscurnhili. Lo stesso si fa per i bnromctri a pozzctto, nei qual i
!alvolta qucs!o é cos!rnilo in modo da terminare a largo im-
bulo, entro il qunle il mercurio si espande pinl!ostochê innal-
zarsi.
Oppure ,·iene C\'itata tale cansa di errare nel baromcfro de/
Fortin. iJ quale ha il pozzello col fontlo di pelle tli camoscio,
che si innalza o si nhhassn tncrcê una vile lcrminntn n cnpoc-
chia. Nclla parte snpcriore clcl pozzclto ó fissn una punla cti
avario la cui cstremitú infcriore ca{lc sul piano sul qunlc si
trova lo z<!ro della sc:ala baromclrica. Quando si fa l"osscrva-
zionc, ê neccssnrio portnrc la superficie del n1ercurio, innal-
zando od :thhassando il fonclo de! pozzctto, fino a conta!!o
cotln pnnla <li a,·01·io.
Nci baromctri a sifone J"crrore viene evi!nto sia cnlln costru-
zionc di una sc:~la mobile, il cni zero si porta di volta in volta
in corrispondenzn nl mcuisco dei braccio infcriorc. sia col
penneltere un ccr~o sposlamenlo r1lla colonnn harotnetrica, fino
n portare In supcrficie dei 1nercurio ncl brnccio corto nllo zero
della scnla.
Un nitro n1odo per evitare l'errore <lipcndcntc cLl11o spostn-
Jncnto dcllo zero dclln scnl:l, C la riduzioue (lella scnln sP.condo
il rapporto tra il diamctro della colonnn bm·omelrica e <.íl1Cilo
della superficic occupnln dnl tncrcurio r1lla eslrcmil:l. libera,
Ncl caso pil! scmplicc dei baro.n1clri a sifone, nd ogni spo-
slamento della colonnn bnrometrjca corrisponde un cgnnlc
spostnmen!o delta eslremitú libe.-a dei mcrcurio, in modo
"ehe lo zero dei In scnla ~i innnlzn di tanto di quanto si ahbnssa
In colonnn, cosichê il renlc spostnmento dclln colonna C in
qnesto caso doppio di qncllo che nppnre. Cojii si coslrniscono
dei haromctri n Scala ridotta nclla qunlc le gradnzioni rnpprc-
scntnno il doppio ddln dislnnza segnnta. '\'cl caso di lmrome-
-- ~/(i-·

.\mhcclt!C qu<•.~.;ti tcrntOill<'lri dt:hhnuo esscrc tcuuli in posi-


zinnc• orizi'.Oill~llc, c t'tlllltlll<'tllt~lllt•. si :uhlll:lno s11 1111 tclnio
nH~Iallil'n o di h~guo, ncl qu:t!e i inilhi rilll:lll.~otto liheri (Jig.2o:;J.
Sr~ c H~-:1.1.\:-11 hanno c.oslruito un piecolo :tpp:trcechio l<·rmo-
111dril'O nel qnnlc \'it'l\1.' scgna\o i! nwssi1110 t•d il minimo dclla
lctll}lt'l':tltll':l. Jo:-.;sn con~la di tlll ICI'Jllolllclro atl ~tkool In cui
eolo1111:t iiquid:t ha l'esll'cll)i\:'t iu cnnlalto eo11 1111:1 Iunga co-
Jnnna di !lH'l'c!lrin, dtf! la scpnr:t da uu'altra colonna di :11conJ
krntinnntc in 1111 picl'olo scrhat·oio non cotnplclnmcutc ripi1:no,
dnn~ i \':lj)OI'i nkoolici in tcn~iouc piú o tncno !'orle, secondo
1':1llt•zza ddla temperatura. l'uuzinn:lllo come cnseinello ela-
stko. ll vcro lcrmomelro <·~ r:tpprcs•.!nlaln d:dla prillln c.olonna •
d'nleonl c dai rispelth·o huliHl, lllcnlre In <·olonna inlcrmcdin
di 1nercurio unn r:lpprcscnta chc un lun~o indice, la cu i r.stre-
nlit:'l, in dipcntlcnza dei Jnodmcnli ddla colunna nleoolien
ckl lel'lliOJttdro. Sl•gna i gradi in una scconda scnln tcrmnmc·
trica. Cosi, qu:tudo, per :liiiHCIIl:lla lcnlpcr~llura. la prima co-
lonn:J d'alcool si nllung~1 1 spin~c in ava1tli la colonna di nlcr-
curio, cilc nlla sua vol!a sospingc verso il serl>atoio l'alroo]
delln sccouda colonnn. (J.u:tndo, poi, per ahbass:tntcnlo dclln
tcmpPraturn. l:t pri1na colonnn nlc.oolica si rat:corçin, la colonna
cli mercurio vicne rt•spinta in diclro e mnntcnula a c.onlatlo
di essa dnlla f'o1·za <:laslka dei \':tpori dei s<:rhaloio cllc nci essa
si tr:lSIIl<'tlC JWl' mczzo dcll:t scconda colonna di ;1h:nol.
li tubo di velro cilc l'ornw que:::; lo :tpparccchio t\ ripicg:tto a<l
li cd t': fissalo stt una !:n·oklla, cnn Ja picgatw·a in hnsso c cnl
luho tcrmomelrit:o a sinistra. c col scrhaloio scnti-picno n de-
stra. In tal 111otlo la eolouna di mcrcurio si trovn nclla pi<~ga.
tu r:: dcl tubo c Ulla d{·llo srale. tJllt'll:t a sinistra,<\ discC'ndPnlc
qudl:t :1 de:::; Ira, aset•ndentc; c 1fllindi, anchc per qun.nlo in-
Tt:tnzi si (-. de\10 1 qnella a sinistra scg-na. c.ou lo spost:tmcnto di
1111 intlice in alto. 1:1 Ít'lltpcratura n1inima quf'lln a destra. la
IClllperaltii':l mnssilll:t. La lcmpcr:-ttut·a d:1l llJOmcnto clcll'osscr-
Y:Izionc Yienc in<lic;tt:t cgualmenlc in umhcduc le .scale dng1i
c'>lrcttli tlclla colonna di llll~l·curio.
l.n cn!onna di ntCI'Ctlt'io poi con i suni lllO\'illlcnli puú J11110-
,·crC' dut· piccoli indici di acd;tio i qnali sono imnwrsi ncll'al-
t'OO! :t lt·ggcro sJ'rcg:utH~nlo conlro lc p:lr<'li dl'l enpillarc. <Juc·
sti . . i l'ermcr:wno da una parlc ai puuto (l\'C 1n colnuua di
nlf'l'Cttrio t~ st<1l:1 spinla ai monH~lllo dcl massi111o di trmpera-
lttra e da l':tllra do\·e ai mininlf), In co]Ollll:l si ~~ ritil':tl;t; la
h.•l\tlr:t Si l'a St'lllJll'C all'c.s(relllifÚ de!l'jndice, ChC gll:ll'd:1Jn dctfa.
colou na. Tali indici di aeci:lin, r~d oSSl'l'\':lZione et)mpiula, vcn-
gono rkondolli in posto. eiol: a contnllo cou j rispcltid C!-ilrcmi
dt'lla eolonna di llH~I'I.'tJri0 1 per 111ezzo di una ealamil:t.
Tcl'/lliJ/III'll'o reois[l'll/oJ'(', - 11 corpo krlllnlll<'lrieo di qnestn
<'.. costituito lla uu tnlw mdnllico a .seziouc cllittic:t, ripicgato
lungo i\ !::iliO nssc c ripil'IIO di :deool (fig. ~0-t). La diJa!:tzioue <lcl-
-281-
nlirwndo la {'receia dei nwuist:o formal:l clalln colonua di mer-
curin e eerca11rlo quindi in apposita tahclla l';iltczza da sot-
trarrc a qucll;l lctta, ~iacchú l'azione dclla capillaritú l'a salire
talc colonna alquauto di piú chc 11011 salga per ctretlo delta
scmplicc pressione :\lmosfcric::l.
La dclenninazinnc dclle l'rnioni di millimelro si fa cnl
lllt'/.7.0 dei nonio, il qu:dc consiste in una scab dclla lnngllczza
·.~i noYe dceÍini d<.~lta scala !Jaromcntrica: didsa in dicci parli.

Fig. 20G.

Per In Jctturn, si ra coincidere ]o zero dei nouio eoll"altcz.za


dcl mcni~co dei Jllercurio, e si nota qualc graclo dclla scaJa
dei nouio eoincida cou uno dclla scnla h:u·on1clrica. Qucsto
gr·:tdo rnpprcsentcr~·• i dccimi di Jlliliilllclro da aggiungerc a
quellc inticro occupato d:1l n1enisco. ·
Usando il nonio, si determina la frcc.cia dei nlCnisco, prima
mctteudolo all'npicc ddln co11ycssilú c fnccndo In Jctturn c
quindi puntnn<lolo alia bnse di esso e ripctendo la leitura: In
cljffcrenza fra Jn prillln e sccon<ln lcttura iudicher:'t la frcccifl.
L':dlro tipo di h:Jromctro in liSO e qnello melal/ico od anc-
roidc. Qucslo consta di una scntola di Jamin::t 1netallica di
forma diseoidca o ciJ.indrica: nel cui interno (·: pralienlo il
vuoto (lig. 20C.). La pressione nlmosl'ericn deforma la scatoln cd i
-- 278 -

lcrmnulclro ncl eenlrn dclln slanzn a duc nJclri d:d suolo, op-
pllt'e IIS:tlldO 1111 fl'T"/JIÔ/1/r./J'o rt {iolldll flssato <.;iO<': all'cstrcmiiÚ
<ti tlila corclict:!la e falto .~·ir:Jre l.~OIIIC nna fionda per dicci mi-
unli cirea. La temperatura dei li<Illidi si studia immergendo il
tcrmomctro in modo ehc non Yenga n coutat!o colln pnretc
dd l'ecipíenle n\'t~ il liquido si <!Onlicnc; e qnella dei solidi 1
po~~t:ndo a cnntallo di ~:ssi il bulbo lcrmomcfrico~ in modo ehc
,.i rimanga Ja mínima qu:lnlil:'l d'aria possibHc frn 1:1 parclc
de! hulbo e il corpo solido.
Ln lc/ltlrH dd lcrmomclri deYC 0.sscrc falta sollct:itamcutc
per impedire cite li e.:dorico radinlo clai IIOSlri corpi induca in

c:·t·orc: c per misurc csattissimc cssn si fa col eatctomctro o


eon 1111 lutou cannocehialt! da lcllurn. L'ncchio dell'osscn·atorc
in ognl modo dc\'C lro\'nrsi nd piano oriY.zontale lan~C11Ic al
tncnisco de lia colonna LcrmotllClrica affine di cvil:1rc gli erro ri
di pnr:all:lssc.
h) l'alula::ionc de/la }Jl'cssioue utmos[ericet.

A lnlc scopo si usnnn i brtnHHl'iri. Di qucsli csistono duc lipi


priueiprtli, qucllo n mer~nrio c queiJo ancroidt~.
Nci /Juromelri a lll<~l'l!tll'io la pressione ntmosf'crica ô misu-
rat:t d:1 H lia cnJonna di mcrcnrio ehc si trova IICII' interno di
una <::llllla <li Yclro chinsn ad una cstrcmilú c tnanlcnuta jn
posizio11e \'erticnlc eoll'c.strcmilil :1pcrla immcrsn ncllncrcui·io,
11 pl~so dell':tria ncllc supcrflcic libera de! mere.llrio pc~r man-
lcncn. ~ l'cquilii>rlo, farú inalzarc {,d ahhassarc la colouua.
-~:l-

chc, data la tcn1pernturn dd mon1ento, essa potrchhc conlcnerc;


c quelln che conticne di fatto dicesi Llmiclilci assolttla. Se tnlc
umirlitú si csprimc in rnpporto pcrcentunlc con J'acqun chc
·solto forma di vnporc .1':1ria potrebbc contcncre :li 1nassimo
alia tcnqicratura rlcl momento, si ha J'umidilá rclulill(l.
La <lilfcrenza inllnc fra l'nmirlilit assolula cd il massimo di
sn.lnrazione dicesi dcji,;il di srlinrazione.

l'ig :l õ.

Per clctcrminnr l'umiclitú dcll'aria con mczzo fisici c;j ser-


víamo dcgli igromelri, i ({llali possouo csserc a condensazionc,
ad nssorhimento dei Yaporc o rHl cvnporazionc dcll'acqua;
qucsti ttllimi diconsi specialmcute psicromc~lri. ·
Gli iyrowelri a conclc~ww:::iolle scgnano la lt;mpcratura a cui
la quantilú di vaporc contenuta ncll'nria precipita sotto fonne
di ,·npore, in una supcl'flcic lcvignta, chc \'iene grndatnntcnlc
r:liTrc·tJuata. ·
- :!SO --
lri a pozzctto od a pera, il Incrcurio nl'lla t~~ln•ntitú lihcra
oc.cupa unn snpcrficil: a diamdrn ma;.;-giore che qttello ddl:t
colouna e quindi per rcspansiOIH! in superlicie, In zero dclla
sc:lla si sposlcrú solo dclla quantitú t·~ualc ~I r;q>porto Ira 11
díamclro dclla colonna IJarolllclrica e qul'!lo dclla superlicie
libera Quindi la sc:lla de\'" e"cre ridolla i11 Lalc qu:111Lilú.
L:t c.olonna barolllcll'ica per cfrctto dclla lciiiJ>Cratura !->Uhiscc
uclla lttnl-{hczza una Y:trhtt.inuc chc dipcudc dal fcncHncno fi-
sic-o ddl:t dilalazionc <ki eorpi. Pcl mcrctnio il eol'/ficicnll: di
dilttla:iollc (qtwlla qu:Hllitú di cui si dihlta tlll coqw per l'in~
n:t]z:tlllt'lllo di 1 grado di lclllpt·ralttra) C di 0,0001:-): quindi og-ni
nllllimclro si <lilnla di 0,0001~ dclla sua Juu.!.~ht·zza; c pcrciú
Lu tia la eolonna cli nlcrcurio si dilatcrú di I ante \'Olll' 0,0001X di
quautu C i11 111illimctri la .sua JuughcYJ.a. Ci1'1 per la dilrcrcuza
di I ccntigrado: se Ja dill"l-r<"IIZtl di le!11per~ltura ~·~ lll:l!-H~iore
o rnii!Ol'l', hisog-11a nllllliplicarc il prilllo prodotlo per i gradi
1J l'razioni dJ g'rtHio di lcmpcr<tllll':l :tlliiiCIIILll:l.
La prL•ssionc h:1romclrica si c.~Jit·.ola senrpre :1 (J" di ICII!pcra-
tur:t l' quiudi bi:-.ogna fare la ridllY.ÍOIIC ddl•1 l1t11gllezza della
colo1111a a qucsla telllpcraltira Perl'iú allato ai b:trotnelri ~i
tro\'il Sl'lllprc llll teriiJOIIldrl' l'IH' deve lt-g~crsi suhilo appcna
;.n·,·icin:dj~i alio strumento. Se la lenlpcratllr:t ~·· superior~~ H
zero, si deve sollr:trrl! lLdla ~lllezza hal·onJI'Irica lelt:1 ull;l IC!Il-
pcr;dura dcl tcrnloJllclro. il prodotlo dd cocf'lit'icnlc di dilata-
zioJII: dei lllCrcurio pi!l' i g-r:Hli di ll'mperatura c per la Jun-
~-;IH·zza dclJn colonua, cio{·:

/> 0 == /> 1 - /> 1 ,<I X 11,011111~.

Se invcl'.('. lu tcmpcrntura i: inl'crion~ :tllo zero, bisog-na chc


talc prodolto sia aggiunto per ollcncrc b dilnlaY.iouc :1 0"1 c
pcrriú:
/> 0 ·c'-' 1>, ·:- 1>, X I X II,IIOOIX.

Sono stalc coslruifc nppositc taiJclle n<'lle qunli si p111'1 JH'r


ogui gr:tdo di lcmpcraltn·a c pcl' og-ni e(•JIIilllclro di allt·zt.a
dclla ~ulonna rilcvarc il prodollo
bt X I X O,OOOLS.

Allrc correzioni riguardnno l'crrorc di c:1pillaril:'l chl~ <.\ma~­


giorc qunnlo piú piccolo l~ il dia melro dei tuho haronwlrico, c
l'crrorc stnunenlnil', d(~riv;!JJie d:illa dif'lkoll:'t di segn:n·c con
prccisionc lo Z('l'O dclla scala.(.,~ucslo pc1· lo pit't \'iene iudicato
dallo sksso c:ostruttorc c si scoprc co! controllarc Jnc.lodica-~
lliCUlc il proprio haronwtro con un campionc 1 cioC ag~iun­
p;t.·ndo o sottraendo all'altczza lclla qnakhc dccizno di Jllilli-
lllelro. fi primo, chr si p11i1 lra-;cur:Jr nei haro111elri la cui
t:anua ahbia uu t.lhJmdro ~upcriorc a 1:1 lllUL, :-;j calcula delcr-
- 285-
Quando si an·crlc la rormazionc <lPlla rngindn, la lcmpna-
lura segnala da\ Lerruomclro snrú di qualche poco infcriorc
di qnclla alln qnale ha C<llllincialo l"nppannamcnlo. Allorn pc1·
CYit:uc 1'crrore. si sospcndc l'aspirn.zioue c, n1enll·c il ditalc di
IHIO\'O si riscnl<ln, si noln n qualc temperatura J'nppnnn:unenlo
C scompnrso. Si fn In tncdin di qucste due tcmperalurc cd nl~
lnrn eollc tabel1c igromctriche nlln rnano\ si potrú faeihne11k
dcdurrc \'umiclilú assolutn dcll'aria chc l! il tnn~simo di salll-
razionc n11n tcmpernturn scgnntn dnltcnnomclro dcl recipiente
falto raifl·eddarc, menlre i! lermomclro chc lroYasi ncll"allro
dilalc ci indica la lempcrnlnra dell'ambienlc. Cosi, conosccndo
l'llmidilú assolufa c In temperatura dcll'::uubicntc, e vcnendoci
dallc tnbclle igrutnclrichc indicnto il llHtssimo di salura:io11c a
qucsln corrispondcnlc lcmpcrnlnra, possiamo racilmcnle cal-
colare il deficil di sulflru:ionc e l'umiditú rcltlfivn COillC piú solto
indichercnto. SebbCIH! qucsto igrometro sia molto csntlo, purc
lnscin cnn1po ad apprczznmcnti personali, e quincli puô indurrc
ncl crrori.
L'umidilú dell'nria viene detern1inata anche per 1nczzo degli
igron1ctri ntl C\'nporazione, cioê gli psicromctri (fig. 20:1). Questi
constano di <lue termo1netri gcJneHí e sensihili dei qunli, uno
scr\'c a segnnre la temperalun dell'atnbientc (lcrmomctro asciutfo)
e l'allro ha il bulbo U\'vollQ da una mussola lcggcra chc si ba-
gna, allo scopo di produne una evaporazione chc ra!l'rcdda il
tcrmometro '"'\'Oiio in essa (lcrmomelro bagrwlo).
Per rngioni, che ]a hrevitú di questo manualc cssenzialincnlc
prnlico non ci consente di svilnpparc e che. lrovansi csposlc
nei nlanllnli di fisica, l'evnporazione cessa ad un dato lllO-
nlento, c cessa piú o meno rapidamente quanto tnaggiore o
tninore C l'umiclittl dclrarla.
L'e\'apornzionc procede un po' diversamente secando il grado
<li JllO\'imento dell'arin; ecco pcrchC n1olti metcorologisU, per
evitare similt~ ClTOl't\ fauno si chc o il tern1ometro si muo\'a
nell'nria con un:1 certa velocitú. oYvero chc ela piccoli ventila~
lori nutonul.tici l'nria ~in tnossa innnnzi nd cssi con una data
\'Clocitú (fig. 210). In qucsli casi per ogni gr~do di lcmperalura
ele} tcnnomelro bngnatO <! slato Sl:tbililo llll cnerricÍCiliC Cil('
per le tcmpcrnlurc supc~riori a 0° e O,G;> c per le lempernturc
sotto zero C 0,5G.
Con la l'ormol:l

J/ =n1 + cll
Si detcrminn in C[llCSIO istrnlllCillO rulllirfi/Ú lfSSOfflf({, dalJa
qunle, conosce11dosi dal lcnnomelro asciutto h temperatura
dell'atnhicnlc! si calcoln l'umiclitá relativa col dc[icil di satura-
::::ionc, come coll'igromctro precedente.
In ttucsta l'ormola, .ll C rtuantit:'t nota, ciol: ô li nwssimo <li
- 2X2-
movi menti di un:l <lelle SllfH!rficic pi:1nc vcngono trnsmcssi me-
diante un congcgno di ingr:1nnggi ed un indicc: ad lln qua-
drante grn<ltwio col controllo di nn hnromctro a mc,·curio.
Símile s.trumcnlo ha il clifclto di non csscre lroppo csatto c di
gua~l:nsi facillncnlc. mn p{'r la snn !'ncilc tr:l.sport:lbi1itú. si usa
spct..:inlmcntc per determinare in rnpporto alla pressione almo-
srcrien. le divcrse allitndini snl livello de! marc.
li baromclro rcgislralore consta di unn scntola melnllicn, com-
posta di R dischi, ncl cui intcrnn, GOillC in ·qucllo nueroiclc, e
prnlicalo il vnolo. Lc dcformnzioni rlel lnbo per cll'cllo della
pressione ntmosfcrica, sono rcgislrntc con un sistctll:l di leve
chc tcrminnno cou una pcnna a scrhatoio scrivcnlc sulln carta

Fig. 207.

distcsa su di un tnmhnro gircvolc, nnnlogn n quclln dei tcr-


n1omctro rcgistrnlorc chc abbinmo dcscritto (fig. 20í).

e) IJI'Ienuillll'ZiOllf! dcll'umitlifri dell'aria.

Qticy.;ln interessa molto l'igienisln; c ~i pnú determinare con


n1ctodo chimico, cioê per assorhirue11to dcl ,·apare nccJuco da
parte di sostnnzc ehe nc son uvidc, col mczzo di con~ecutivc
pcsntc, ovvcro con mczzi f1sici.
L'arin ntn1osferica conticne sempre v:1porc ncquco, c tanto
piú nc puú conlcnerc <tuanto piú la sua temperatura ê clevata.
A nna qunlsiasi data tcmpcrntura 1 pcró, essa non pnil cun-
lcnerc piú di nnn dctcr1ninota quantitú di nr..:qun. La qunn-
til<'l d':u:qun che solto fonnn di vnporc pu(J csscrc conlenula
al 1nnssimo ndl'arin a una datn IClllpcl·ntura si dicc lllassimo
cli sofurazione c la temperatura in cui talc vnpore comiucin a
1

condcns:lrsi sui corpi csposli diccsi pun/o di l'll(Jiacla. ·


l..'aria pcn\ ncl massimo dei casi, uon conlicne tutta l'ücqua
- 2Sí-
snturnionc nlln lcmpcrnlur:t n eui é sccso il tcrmomctro bn-
gnat~, C si trova llCllC laYolc igromctrichc; C C i) StHldetto COCf-
Jicicnlc; lJ é la di(l'cn!nza frn i 1luc termomctri, e qnindi solo
lll cioe l'umidi/ti assoluln, C ineo-
1
·
gnita. Onde

111 =J1f- r.<l


Conosciutn l'llmitlilú ussoluln si 1

clclermina la relativa riccrcnn<lo


nclle labcllc il mussi:no rli scl/ll-
ro=ionc eorrispondenlc f'\lla tem·
pera.lura dcll' ambiente segnaln
dnl krmometro sccco c si stahi-
liscc la scgncnte propori'.ionc:
Uu: M= l.ir: 100

Fr=Uax100
111

11 tlcficit di satnra:ionc si lw sol-


tracndo 1' tllnidilit nssolutn cl~l
tnassilno di S:1lurnzione lctto ncl-
la tabclln, per la tcmpc•·ntnrn sc-
scgnatn dai tcnnon1clro.
Gli iyrnmulri aci assorbiiJIClllD
sono fondnti snlln proprictú che
hnnno i corpi di allung[lrsi per
cll"elto dcll' nmidii;\ e r! i rcstrin-
gcrsi colla secchezzn. Sn qnesto
principio c fondnto ngronletro a
capcllo di SAUSSUHE (lig. 211), c
Cjllello di Eor>P, chc e una tnodi{i~
cnxione cli csso, coi qunli si deter-
tnina innanzi tulto l'umiditú reln-
tiuu direttnmcntc. Un cappcllo
sgrassnto, di donnn, biondo e aline-
calo ncl nn sostegno c poria nclla
cslrcmitú inferi ore, chc si avvolgc
n una cnrrucoln n duc g"olc, nn pie-
colo peso chc sen·e a tenerlo sem- Fig. ~li.
prc teso. A t"le carrucola é !isso
un intlicc i cui 1110\'imenti sonó scgnati da uu quadrante grn-
<lnato. Qncslo si grad<Ia mettcndo l'appnrccchio solto nua cam-
pana nc\la qnnlc con soslanz.e nvitlc di umiditú si producc la
secchczza assoluta. Dovc I' intlicc si fcrnw nel (jttadrnntc, si
scgna o~.
Quin<.li, ~.ingnando la pnrtc interna dcl1:1 campann, si ra pro-
··• ~R4 ••

l.'i~p·onlclro di 1\EI;\',\UI.T 111: t: il lipo (fig.20~)- Essn cnusl:t di


due n:cipicnli di \'Ciro chiusi in lwsso con dtlt: ditali d'argeulo
a SHJH.::rlicic~pecuhtrc. Ciascuno dei duc rceipic1lli ê chiuso da 1\ll
tappo di gomma fol':tlo, atlraYcrso j) qualc p;1ssa llll krmOIIlC-

Fig. 20!l.

lt•o Wll i] httlho illl111CI'SO in C]CI'C. !11 11110 dt:i di1C l'Cc.ipiCI1ii
eoll'aspiraziOilC f:tlla per tlll luho Jakl·nll~, si ra CV<.lpOrC l'c(Cl'C
iu modo da a\'·crsi un progrcssiYo ahlwssamcnto di tempera·
lura. Giunta la tcutpcralura al punl.o di ruginda corríspondcntc
alia quantit:\ di Y:tpore che si tro\'a ncll'arin, lu supcrlkic spe-
cularc th:l dilalc si :tpp:\nucrú. '
- 2sn-
In questo modo nel recipiente cilinddco si rnccoglic tuttn In
pio~gia che cndc stllln superficic rappresentnln dnll' npt:rtnra
dcll'imbuto. (lii<'Stn qu:mtit:'l si misura in mitlimctri di attczza,
chc sulla superfície stcssa a\'l'chhe assunto l'acqua.

Fig. 213. Fig. ~14.

Di solito h supct·ficic rn pprescnlnta dall'apcrtttra dell'imhulo


é !ale che un litro cli pioggin su di cssn assumerchhe l'allczza
di .10 111m. CJuindi raccoglicn<lo nlCtliantc nn rohinelto chc si
lroYa nel rondo, l'aC({lt:1 contenuta nel plnviomctro, in un tubo
cilin<lrico da un litro grrulualo) con fncililú si puô conoscerc
l'altczzn dclln pipggin, snpcndo chc ogni 100 cc. rnpprcsentnno
1 111111. in nllczza. ..
TONZir; c HLiATA. 19
Fig. :!!O.
-201-
P(!l'i> hisognn tcncr conto ddln. rcsiskuzn oppostn dnlJo stru-
mento1 alb corrente, per l'ine1'7.in dei sistema e per l"atlrilo
<legli ingrnnoggi t: dei pcrni. Qucsli l'allori si detcrmi11auo me-
diante l'apparccchio di controllo di Vorr e si da11no per ogui
SlrlllllCiliO solto fOI'IIl:l di dnc cocrficienli, " (coefficien!C cl"i-
ncrzia) e li (cocfficicnlc cl'allrilo), i qual i nella formula se:incnlc,
sommali. c molliplicati pel nnn1cro dei giri dclla rnol:t, da-
rannn In vclocilú dei vento in uu secando: tnisuraln coluumcro
di nwlri percorsi.

Fig. 21:1.

L'osscrvazionc dura per ]o piú un minuto primo c quindi


1'=a+(~Xn).

Es: In 1 minuto primo giri 1200 onde in un scc.ondo si hnnno


20 giri, cd csseudo

a = o,G5 c b =o,l'io
1' = 0,65 + (O,OS X 20) = li L 2,2é,,
Di altri anclllomclri i•. innlile qui parlnrc pcc·chi: prcsso a
poeo si hasnno sul principio di <JIICili dcscrilti. Per misur:lzioni
- 2~S-

durn~ 11na c,·apornzionc ta/e dn saturare l'arin eonlcnula c nel


punlo dov<~ l'indiet~ si l'crmn, si scgna 100, dividendo succcssi-
\';Hilt~llle lo spazio jn dcd111i e cenksimi.
.\llri igromclri ~u1 :l"sorl>imcnto <.'.OIJStano di una spiralc di
soslanza :l!Ji111:1lc l:l cpr:l1t: poria un índice Je~gcro c.lw si !1HIO\'C
fung-o 1111 quadr:1nlc grndualo coll'i:-;lc~so lll('ioclo. m:t sono mcno
I'S;llli c si g'll:lslano pit't racilnH.::tliC Ui~. 212).
Corwsciuta con t:lli igrollH'.Iri l'umiditti relalioo, skeomc 1':111-
llP.Sso lf'r·momt'lro ci indicn ln h~mpcnrlur:t d,·ll" :tmhicnli', si
put·, ('aleolarc l'umidilil ns'>olntn Infatli riseoulntlo 1Jt•l1a lnvoln
igrO!llclricn iJ 1Uassimo di :-;:llura:r.ion('. J/ cor·~·ispoudcnlc n
tnlc lclllpcrr~ltll':l.,l'tlllliditit :1ssoluln si
rieav;1_ c.on tpu·sl:l proporziouc in eu i
Ur significa lllllidii:·I r,·Jali\·~ c l'o umi-
ditil assolntn

Ur: 100 = l'u: .1/

onde

,\Yttln cosi I' l!IIIidil:"t as,.n]ul~, si c !li-


cola ntcilmcnk il tl('jicil di sulllrll:ionr
Fig ~1:!.
sollrnendo lale umidilú assolula dd
rna.ssimo di sniUI':tzionc aiJa lcJnpcrn-
tura dcll':unhiente.
Ollrc a~1'igron1rlri nbhi:uno gli iuroscojJi, slrumcnli di uso
f'omunc che scr\'ono :t dn1·c nnn idca nppro.s.,.imntivn dr.IJa
lllllidilil dcll'nrirt. Si h:ts:lno snlr assorhiiiiCnlo dt:ll':tequ:t da
p:u·k di certi corpi ehc o :lllungandosi ranno muo,·err. ccrl(~
figurine (lig 21:{), oppurc <'alllhi!liJO di c.olorc. Co~i j snli di co-
balto nsciulti sono H/.7.1liTi c l1:tgu:~li di\'cnl:nto rosci. Coloraudo
cofl c.s:-.i \'c.slitini di haml>ole o fiori di lt·la, si hnnno qu~gli
igroscopi tanto popolarnn·nlc noli.

d) JfiSIII"fl della (jllllllli{Ú di fJÍO!J!JÍU.

Qucstn si f:t co) mczzo dei phn·iomdri, i qu:di c.onsl:1no <li


nn recipicnlc cilindrico, stqwriormcntc chinso cl:lun coperchio
imbulil'onnc c munito di un hordo qualche volta i11cnnato
\'erso il cli l'nori !fi;;. 2H).
La l"ormn n.d ilnhuto scn·c a Ir~scinr p:lssarc la pioggi:l ncl
rceipicnll: C(l impedire ncllo ~dcsso tempo l'cvapornzione cd il
rimbalzo dell·acqu:t, il bordo nd impedire In penclraziotw clcllc
goecioline che b:lltcnclo sull'cstcrno dciJ'islrumento potrchhcro
YCnir proicllnlc ul cli ckntro. ·
- 2U3-
Del terreno cosi asciogHio !'i detcrminn In grr;ssc::u dei gr1111i_
Jncdinnlc Jo slnecio di 1\~oPI' (lig. 2IG). iJ qnnlc consta di una scrit!
di 3 ~l:lt~ei íissi uno sopra l'nltro~ cd i cul J'ori mistrraun rispetli-
vnmeule da! supcriorc all"inrcriore n1nt. 7-·J<~-o,:~ di di:llllclro
in modo che colloeando nelln stuccio superiorc 1 1\g. di suo!(;
c stacei:ll!dn cautnntcutc per 1ft. d'or:1 circa, tro\·erC'rllo !lCi sin-
goli sln.cci cd jn una scntola nssa solto
a1l'tdtinto i ~rani p:Jssati attra,·erso
ai fori dcllo staccin superiore. Cosi
pesando il suolo cqntC:nuto nel1c ,·a-
rie sezioni c fncendo il rapporto su
1000 si ha la grossczza dei grnni dei
tern:no ed illoro rapporto. Per lo slu-
clio dei gnlni a diamctro infr..riorc u
0.3 mm. ·che ~i rnccolgono nclln sca-
toln iufel'iorc, si ricorrc :t mclodi piú
dclicati di Javaggio che qni nnn tro-
viamo opportuno descriverc pcrclH~
piú inlcrcss;lnli 1' agricoltura che 1'i-
gicne. I grnni di suolo che :-;i dislri-
buiscouo nei Y~\ri slacci Yt~llllO ri-
spclli\'amcnlc dlstinti coi no1ni di:
yhiuiet (/I'USSU 1 (/ 111Ctfin 1 0· jfllU: Subbia
grossa, s. media_, s. jinu.
Porositá.- J.:a1!1·o faltare della ~lrut­
tura mcccanit:a tlcl terreno C Ia poro-
silú . cioe J"jnsil~mc clcgli spar.i conlJH'{~­
:-;i [t·n l'uuo c l'allro gr:1110 dd terreno
chc diconsi pori. '·
Qucsti iusic!l!c ai gr:tni concorrono
a fornwrc i! i!OIIIJJIC CIJIJilfrenlc de! ter-
reno, tl:t dislingucrsi d:1!uo/uwe real e
i! qualc é dato d:lila "'"'"Ia dei \'o-
lumi dei sin~oli grani.
La dill'eretlz:l tra· il YOil!mc ~pp:1-
renlt~ ed i i vnllull~! rcalc dú iluoltllllC Fig. 21ü.
tOlllft! dei flOri O jiOI'OSi(Ú..
Per dctcnni11arc pralic.~lli1CiliC 1a porositú lolalt'. si ptdl ri-
correre al JflCiodo di HE~K. Si misura un cL1to ,·oJunw di Ier-
reno asc.iugalo all'aria: p. (!. 500 cc. pct· rnczzo di 1111 cilindro
mclallico di c.:IJHtcil:'t nota, ncl rJuale il t<.:rn:no :-;i ,·cr!:)a :1 poco~
a poco haltcudo le p:n·cti eon uu martcllo di lcgnn per disporJo
quasi alio stato naturalc. Iudi lo !:ii ,·crsa in un rcdpicntc qua-
dnnto da nn litro conlcncntc 500 (T. di aequ:1, haclando a dan~
continuamente dcUc scossc per jmpcdire cl!c lrn i grani possa
rimanere i111prigionata dcll'al'i:-t. 1.::\uJJwnto di u,·cllo dcl li-
quido s<'gner:'t il uolume ret~le dcl terreno. La difl"crcnza Ira
qucsto \"O]umc cd il vnl 11nw dei terreno n1isurato prinw (uolumc:
apJHli'ClllL~! darú il volunw dei JiOI'i.
- ~\1(1-

Atl ogni n1odo qu:llc chc si:t la snpPrlidc dcll'inthulo l'n.l-


kzza si ha divi\lcndo il volttlllc dell'acqua raceolta JH'r LaJe su-
pcrlicic chc deve C!jSCn: nota. P. cs .. Acqua raceolta 1000 cc. ~u­
pcrlieic dell'illlhnlo f>OO ccnlim. 2 Allczza dclla pioggia 1000 cc.
Si h a qnindi
1 00
Y ~ 2 cenlim. cioi· ~o 111111.
,,{)[)

Il pluviomdro dcvt: cs·sci'C csposlo Jontauo da n1uri chc pos-


sano f'ar ritnhalznrc le g-occe di pioggia chc cnclono su cssi o
in1pc!lire c.hc pc1· la direzionc dd Ycnto, qucsta non d g-iunga
reg-olarmcnlt~. c l'oss<•.rvazionc va fatia ogni n1:1tlina nonnal-
ntcntc c suhito dO!lO lc grandi piog-gic.

e} /Jire~ione e vclocilú dt•l pentn.


La dire:ionc dcl Yento si deh't·ntina lllcdiantc gli tllll'IJ10scoJJi~
i qual i ;>ossono csscrc di svariatissilne forme. come handcrunlc
di Jnetallo o cli tela, si atue, ccc. <.)ucsli si cspongono sul la c:ima
di lord, c..:ampanili, alhcri d<~IIL~ na\'i o comignoli dei telli in
modo che no11 possono subire l'inlluL~nza di correnti di riflcs-
sione.
La ur.locitá dcl vento si tnisurn cogli lfll<'lliOIIJdri, ehc sono
t·ostiluiti da una crocc 111tlllita di 1 aleite disposk in 1nodo che
la eorrcnte clel vento fa girare la crocc in un sol senso; In
vclocil:"t ele i giri, eio(~ il numero di giri fatli ncll'uuii:'t di lc1npo,
(·~ segnaln da un eong-cgno sotloslauto. li pil! COIIIllllC ú l'nnc-
lllOtllCII'O di Hum:o-:sox ncl qual e 1c nlcttc tcrntinano a emisfera.
il centro tleJln qH:llc in un giro, pcrcot-rc csattamcnle la di-
slanza <lei metro. Coll'osscrvazionc ddl'upparccchio contatorc
sottnslanlc 1 si pHÚ vt•.dcrc il numero dei giri fntti dnllc aletle
dnnlltle il periodo trascot·so dall'nltima osscrYaY.ionc.
Tale osser\';:lzionc va falta onlinnriantentc ogni :',ore, c divi-
tlcudo lo spnzio pcrcorso tlcl vento in questo frattcmpo si ha
In 111edia uelocitti oraria. Qucslo é l'aiiCillOillelro chc si adopcra
per lc riccn.·.he nlclercologichc.
L'atwiJlomctro di Cow/Jes (lig. 215) invccc, chc ê piú scnsihilc,
.sen·c, c:mnc vcdrcnto, per ]c rieerche sul la vcnlilazionc dcgli n.tn·
hicnli. Consta di una ruota munila di S aleite di n1ica) poste
frn di loro con1c lc nli tli un clicc. Qucstc .nH sono in posi-
zione vcrticalc c protcttc da un ccrchio n1ctallico. Il n1~yimcnto
dcllt~ ali t': Lr:1smcsso ad un sistema di ntole i cui giri sono sc-
gnnli da quadronti~ che S(~gnano rispctlivnzncute lc unitÔ 1 lc
dccinc, lc cenlinaia c le n1igliaia cli gid.
Per poter slndiarc la velocitú di una corrente di arkt in un
<hllo tempo, l'apparecchio C tllll11ito di uu congcgno di arresto
chc toglie il pcrno dclla ruola alala dall'ing-ranaggio <lcllc altrc
ruotc c ncllo stcsso leJnpo fcrm.a il Jo,·o nloviJnt:nto. Cosi si
put'l far agire una corrente di vento sull'nncmomt:tro per un
tempo \'Oluto e ben detcrminalo.
- 205 ·-
La cnp:H.:it:, minima si csprimc in rapporto pcrccntualc alia
porositú.
Si determina rietnpicndo un cilindro Inetnllico di peso not.o
col suolo da studiUrc. nsciugnto nH':u·jn." tts::tndo lc stcsse prc-
cauzioni descri ttc a proposito de! la porosit:'1. 11 fondo dei ci-
lincll·o ú munito di una re.tc metallica a maglie molto ristrctte
che trnttiene il suolo. Quindi dopo rli avel'io pesa to asciutlo si
versa a poco a póco dell'acqun nclla parte superiore linche
qucsla fuoriesce da quclln inferiore.
Si nspetta 11no a quando hn cessato ~
di sgoccio]arc il liquido c si ripesn.
L'anmento di peso csprcsso in ccn- ·
timctri cnhici in rapporto nl YOlmne j ,.
to:alc dei por i dei la capacitei per l'ac-
qua. .
Pn/crc <li wpil/ari/à. - E la pro-
pdetú che hn un suolo di nssorbírc ~ ~ f\
U~
e condn•·•·e l'acqua per capillal'itil.
Si 1nisura con nnn pro,·n di con-
fronto tra vari snoli coi quali si ricnl-
piono alcuni tnbi di ,·etro a diame-
lro cguale di circn 20 mm. chinsi in-
fcriorrneutccon un diafrnmmn di Inus-
sola. Si inllncrgc quindi la parte in-
fcriorc di cssi in una hncinella di ve-
lro conienente dell'ac<JIIa (lig. 21í). ·,;
Si vedril tosto l'ncqun salire nello
strato di suo lo, c si potr:l notare co·
me essa si inna1zcrú di piú nel suo lo
a piccoli grani Incnlre appcna si in-
nalr.et·à ncl suolo clave i grani sono
piú g·rossi, essendo essn in rngionc
inversa nl Yolun1e dei gr·ani e quindi
dei pori. Fig. 217.
Permenbilitú per l'acqrw. - Essa si
compor!:\ in massima come quella per J'aria. csscndo in rnp-
porto col voh11nc purziule c non col ,·olumc tola/e dei port,
quüHfi plll' rimnnendo <JU<!SÍO cguale, essa L! lnOlto im::tggiore
ncl suoli a grnni grossi~ qnindi nd ampi pori! chc in <jttCIIi a
grani fini Cll a pari piccoli. Stnnlc pcrú i filoni chc si possono
slahi1lre ucl suolo artiflcinlmcntc composto nel cilindro! per i
quali l'aeqna scorre piú I:npid:l!nenle chc nc1 resto delJa se-
zione, non ê possibile. farnc una dctcnnillazione cosi csatta,
cotnc de1ln pcrn1cnbilitú all'nria. Anehc cssn don·cbhe csserc
calcolatn tcncndo presente chc il ,-olumc pnssato ncll'unilú di
tempo C diretlmne11tc proporzionalc alia supcrfide di sezionc
cd :llla prcçsionc ccl inYcrsanH~niC alio spcssorc.
U111iditú dcl terreno. - L lu quuntitú di acqua chc essa con-
o
- 2!)2-
della vclodt:'1 di COlTf'llli 1khofissimc si tts:t il mnnomctro dif-
fcrcn7.i:llc di nEI:JJ:\.\401·:1. Ja <.'Ui dt•StTiZÍOllC pCl' hi'C\'il:'t OlllCf-
li:l1110, pcrc.ht'~ t· uno slrunwnlo <'hc clil'licilnwotc tl'O\'asi :llla
porlal:t dell'ufliciale snnit<trio.

~ '2. - Suolo.

:ll fJreftuaJJH'IIIo r/C'I rurHJÚonr di l1~rrrno .

.. \ ~<·conda dcgii slr:tli di tcn·cno e.lw si ,·ogliono r:lceo~lit·rc


,·. din•rsn ii modo di procedere 111'11:1 rnc.colt:t pC'.i' !'t"s:ltllc Jisico.
Cosi per gli :-.Ira li snpcrlidali n messi :lllo :'icopcrlo int·diante lo
scn\·o di fosse, hnsta 1111 badi]c qualunqne co] <JU:lic il tcn·cuo
si rnn·og-Jic c dopo di U\'f'rnc :1'\JHH'I:tti i gr:tni piú ~rossolani
c 1e pi:mliccllc. sj mel te o in un ·:nso a lnpp0 sme!'i~lialo od
h1 liWl Sl':tlol:l di l\ocu. Le lri\'cllc scn·ono inYccc per rnccoJte
di terreno pil'1 profoudc c si us:1110 per ln pill JH'l' pl'('lC\'ill'C
cnmpioni per t'iCl'rrhc gcolng-ichc o chimicl1e sul Sttfdo. Pttú
S1·rYirc l!eni:-;simo qucli:l di Fn'\:.:KEI. ehe nhhiamo dcsc.ritto
nclla p~1rlc di qut~sto tn:lnnale cite riguarda la llnUerioscopia
de] snolo :1 p~lgirw u:~.

I>) Strufluru nwrcanica.

Qu:utdn si \'oglinno f:li'C sul lt'tTcno slndi Sjll't.'iali sc~nza f:lr


perder<~ ai suoi Yn.l'ii COIII{HIIIcllli il rapporlo dte h:1nno nntu-
r:ll!nenlt', si pre]c,·a il ca1npíonc eol cilindt·o di FLÜ<~f~E. il
qn:de c..~ un grosso tubo nwtallico dcll:t capncil:'J di 1.':1 od 1 litro
alie t·.ui eslt'CIIlil:'!, ntcdinnle ttn pnsso di Yite si possnno flssarc~
n ,·olont:i o un hordo laglicntc da una parlc ecl llll eopt•rchio
fornlo dall'nlfr:l n dnc eoperclli lllHiliti di 1111 luho. f)unndo si
vuol prcl<''·:n-c il c:nnpionc ron quesln :tpp:il't:cchin lo si nlltni-
scc dei copt~rchio foratn c dcl bordo lagli<~nlc c secll:.1 una Jo-
calit:·t ncl9:1 qunlc non vi si(~no g-rossi s:tssi. con colpi rcg-obri
di un m:Irtcllo di lcgno lo si 1':1 nfl'ondarc ncl snoln fincJu~ il
terreno~ scaccinn<lo J'aria per i fori del eoperchio, ,.a a riem~
pirc iJ cilindro.
A Hora si sc::tva la lcrrn <l':ltlOI'IlO c si cslr:tc il eilindro picno;
con un coltcllo si toglic il lerTl'!IO dw supcr:1 i honli c si so-
slituiscono j due copt!rchi col luho.
N'cd terreno raccollo si cscg-uc prima J'csnmc dl!lln slrutlura
lllf'ct.anicu, cioU deJla g-ro.'\St~zzn dei siugoli g·raui che lo cniHpon-
gono ~~ dclla porosil:'l derivnntt~ d:ll rispellh·o stalo di ng-grc~
gnzione.
Tnn:lnl".i lulto hisogna essic:1rc il f<:rrcno all':1rin~ csponcnclolo
a quesla per qw1lc.hc tempo in 1111 luogo \'Cnlil:llo; opp11re fa·
~~endo pass!'lrc una corrente d'aria nltrnverso il eilindro di
FLiic;(;F. lncdianlc una pompn aspii·nnlc cougiuntn nd uno dei
lul>i dei <·opcrd1i.
- ~V7-

Condllcil>ililti fn·mi<'u dei terreno. - Essa dipcn1le da c:ttlSt:


s\·ariatc come la struttura IIJCCl'aiJica, 1:.~ prescnza di aC({liH, l:1
prescn~a di :1ria. Si studia compnratiJnentc coll'apparecehio di
1\IAXFnEDI e SEnAFI:'\1 (fig 218), il quale consta di una scatola
clove per mczzo di due tuhi, uno di afllusso (b cd uno di ci'-
Jlusso c) circola il Yapore a 100.° Kella parte snpcriorc sono
nssate due scntolc F c 1:1 iu cui si mctlc il terreno da stutliarc.
Lc seatolc si chiudono con llll copcrchio chc porta un tcnuo-
mctro G i! cui hui!Jo penetra ncl suolo contcnuto rlallc scatolc.
Si nota i! tempo che é impicgato dai termomctri per portarsi
ad una tlctcrminata tCillpcratura. Si vcdril chc i suoli com-
pntti che contengo11o poca aria sono Jnig1iori conduccnti i
calare chc non <JUC!Ii nH·no compatli e ricchi d' aria. Tra duc

Fig. :!18.

suoli deJia stessa compatlczza quello piú umido conduct~ di


pil! il c:llorc .
.UiSIII'll de/la Lcwperultll'(( dcl SWllo. - T<tlc riccrca si pratica
coi aeolcrmoJllelri, i 11Uali sono tcrmomctri scusihili c poeo
pronti.
Una serie di qunllro lcrtllOIIlClri sono fissali acl un rcgolo di
leguo chc penetra quasi a lenuta d':lrin entro aclun tuho pttrc
di legno clw si all'onda ncl terreno.
I tct·motnetri si tro\':mo 11110 'oito !'nitro alia distanza di 50
ccntituctri. Per fadlitnrc la lcttura, il rego lo ú sollc\·ato da una
corda chc pasSa sopra acluna carrucola nssa ad uu paio, piun-
tnto ucl terreno. Cosi i geotcrmon1ctri si solle,·ano con rapiditú
c facUitú, per poter cou egtwle rapiclitú farnc la lcttura di
nwuo in 1nnno chc dascun tentloJneLro appare alia sn-
perlicic.
- 2!)1-

C:n11 una semp1kc p1·opnn:ionc si pw\ esprimcrc la porositti


jn qunnlil:'a percenlu:del c doC la poro.sitú sta nl volume nppa.
n:nfe ('OI !I C .l": 100.
JJl~rnlcubililú. - {: la proprielú clic l1a 1111 terreno di l:tsdar
pnssarc liquidi c gas altr:l\'('rso la sua Jllassn. l·:s~a c..·~ in rap-
porlo :11 oolllJJ/l'. dc•i .'iÍ!l(Joli JWri Ina 11011 alia porosit:'l dcl ter-
reno cio(: ai /Jolunw luta/e dei JWri.
Per dclcrminnre la permcahililú di llll terreno all'nda c sla-
hilirc quindi ii rclath·o eocflicicntc, si fa JHISS:an~ :tllr:tYcrso ad
11110 str~1lo di csso n1esso ncl cilindro di Fr.Ü(:<:E un dato \'Olume
di ari:t misurata co11 un contntorc da gast cd essicatn da! pns-
saggio altraYcrso ad un tnho a cloruro di caldo. 11 tubo :uldul- c:
tore de,·c csscrc in COIIlllllil'azionc cou ltll lll:lnomclrn chc iu-
dka la pres..,ionc colla 'lllale l'aria pas..,:l. l;n orulogio segu:.1
iJ ~l'lllpo impi<'gato dnJraria pel pa;:isa;.;gio.
Si rit"orre allora all:t f'onnula
I'[,
c=T>S
nella qtwk l' (· il voltllliC' di aria pas:->alo nellc llllil:'t di tempo 1
f. lo spcs"orc dello slr:llo del ~.;unto o Iungllczza dt'l cilindro
adO!H'l'alo. ,\' la superfiek di sezioltC cfpJ cilindro ~·ilesso. 1' la
pn.!ssione, c i! t:oenil'ienlc cereal o cioú il co!'jjicit•Jl/t' di JH'l'Illeu-
hi/ilú quando 1., I' e S sieno e~11:1li acl 1. C:deolando jJ c con
gli :-;t{'ssi fallori di Jllisura per divcrsi. lcrrcni. cs.so rapprc.scnta
JH'I' c.iascun terreno l:t l"ispcttiva pcrmeahilitú spccifil:a.
l'er l'operaziouc, tuesso il terreno nd dliudro, si congiunge
questo ddla parte per eui deve cnlrnre l'<lria o con llll tuho a
cloruro o co11 liiJ:t hotliglia ad acido soll'nrico Hltnn·crso il
quak si f'a gorgog-Ji:u·c I':JI·ia. (.~uindi nel caso chc si voglia far
passare (' !ll'i:l per aspiraziOilC: si congiungc l' :l)(!·a l'Siremitú
dei <'.Ílindro di FLiic;GE eon un conlatore ad aria c cou una
po111pa aspi1·nnte; Ira il coulntorc cd i! tni>o ,.a interposto 1111
manontclro a Illcrcur·io. Si tien nota dei v<?lnme di nrin pas-
sato, dclla pressione c dei 1Pn1po ilnpiPg;ato.
Se in,·cce l'al"ia si fa passare per JH't~:.isione, si riem pie d'arin
1111 ~:Jsnmclro dai qunlc la si fa passare attran·rso ai coni:Jiorc,
d;t qucslo ai manomelro cd infi11c ai eilindro conlcnculc jJ
suolo.
Cl }(ttJ1J10rti dei tcrrC'IIO coll'acrJllll.
Cll/'ileitú JH~l' (ttnJIW.. -
E"sa ú la proprict:'t ('hc ha il suolo di
lraltcuerC', quando \'cnga hagnato, 1111:1 certa qnanlit(t d'ncq11a
per ade:-.ionc capillan· c pcl potcrc igroscopieo dei ('.OlllJII)IlCllli
de] sunlo. (.).nesta {·~ proprianH·Illc la CltJmdlú 111inimu cl!c si
distin~ne d:llla t'll}Jacitti nw.'>simu elH: {·. tulta l'acqu:l chc un
krrcno puú eonlt'IH!rc e chc occupa ii vollllllC dei pori od {!
as.sorl>ila dai graui.
- 299-
un'nsln mctallka la qn:lle pol'ln ,-a de capsnlinc rlistanti I centi-
mctro una <lnll'nltra. Calata l'asln ncl pozzo, si <lctrae dnlla mi-
sura scgnat.a sul nnslrn metrico nel punto fisso locale, il nun1cro
dellc "nschctlc occnpatc dall'ncqna.
1 puleomclri fissi sono coslruiti in modo chc i tnovimenti di
un galleggiante 1ncsso sul1n supcrficic de1l'ncqun di un pozzo~
vengono lrasn1essi acl un .indice fissalo alia cslrcnlitú di una
corda chc passa al di sopra di una puleggin. I n1ovimcnti dcl-
J'indicc sono scguati da una scala rnctrica lissa al sostcgno dclla
pulcggia, cosiL.chê si puô apprezzarJí con facilitú, anche a di-
.stnnzn
I 111ovimenli oriz:ou/ali dclla falda ncqnca si
stucliano sempre cal Inl·zzo di pozzi scavali ncl
terreno e YCrsando in uno di essi <le1\e sostanze
lc quali non pret•sistendo nclla falda acquca o
tro\'andosi in quantit:'l hen nota sieno capaci di
passare attraverso i pori dei terreno come il
clornro di sodio 1 l'urnnino, la rnelicolsina. Si esa-
ndna f'acqua uci pozzi circoslanti per notare in
quali di cssi nppariscono o Je sostanze coloranti
o il cloruro di sodio, di cni si ra la detcnnina-
zionc qunntitaliva per vedere se ê aumenlnta l:!
prce.sistentc quantitú dcducendo cosl la dircziouc
e la ''elocitú <lella corrente sotterranen.
I pozzi chc dcvono servire a queste osser\'a-
zioni dcvono nnn essere usufruiti da qualchc
tempo, nê dcvono r.isentire l'::tzionc di eslrazion i
d'acqua vicinc, nC cli Ino,·imenti notevoli nel Ji.
vello di lltuni: lnghi o canali.
La falda ncquea chc ora abbiamo considernto
v iene inclicntn con ''nrii nomi con1e quelli di ac-
qun. di centro, acqua di liuello, di aues, faldH frca-
lica, prima falda acqHea sotlerranca, falda (iC-
lJilCCL sollcrranca super{iciale, per distingucrla da
fnl<le piú profon<le rnccolle sopra strati impcr- Fig. :nu.
nlcabiH .inferiori, le qu~Ji hanno· qunsi sempre
origine lonlann. c chc si chiamn.no j'aldc acqlleeprofonrlc o fui de
ur/csinnc.
Ncl suolo Ira la falda freatica c la superfície di essa é inclusa
drll'uria che occupa la parte dei pori. libera. '!'ale :1ria si puú
sludiarc eOJne quella nlmosfcricn, dctcrminandonc l"llmidifú:
In CO!iiJIOSizioue chi111ic:a, il contenulo Jwttcrico.
La raccoltn <lcll'arin tcllnrica si J'n introducendo ncl suolo a
dilfcrenti profondit:'< dei tubi di fen·o lcrminati a punia di
acciaio fornla Jnlcrnlmentc, oppurc introtlucendo una tri\'e1ln
di Fn:\:'\'KEI. j) cui 1nn.nicv C sostiluito dn unn cnnn:1 di ferro,
col Inetodo che nhbinmo descritto nclln parte batteriologicn.
Ciascuno di questi tuhi o la cannn della trivclla si mellono
- :!!Hi-

!iene per imhibizionc d:t p:trle dd pnri c per :tssori>imento


dcJ!c sostanzc igroscopichc.
Per <letcrminnrl:t !-.Í pcs:t in cnpsu]n tnrnla una ccrtn quan-
litú di terreno c quindi lo si csponc pri111a a bagno mnria poi
in una slufa n secco p<~r 2 ore ed in ultimo in un C!'~~icatoi·c
fino n .r:dfrcddamenlo. La diJl'crcuzn di peso ci darú h1 quun-
titú di acqun. Per dblingnerc poi l'at.:qua di imi>ibiz;ionc da
quclla il-{roscoplca, si csponc 1111 peso noto di terreno in slrato
non piú nlto di 2 mn1. in unn slanza ,·cnlilata, loutnno d:ti raggi
solari. Dopo dtw giorni si ripcsa c la difTcrcnza di pc!-lo darú
l'acqua di intbihi%ionc. La difl'crcuza fra qne:-.tu c racqua to-
l:tlc ó l'acqna conlcnuta per igroscopicilú clw si l'Sprinle iu a
rnppor:o percentuale.
()ucsta riccrca no11 puú dare nn sicuro cdtcrio per giudicn.rc
l'umiditú di gra.ndi cslcnsioni di terreno, cotHe qucllo di una
grnudc cittú~ di una centrada. In tal c:1~o la umiditú si dcsumc
daJJo Slalo dclla raJda :l<.:!jliCU sollen:lllC:I, daJJa <jll<llllil:l di
pioggia chc annualtncnlc vi cndc, dallc condi;doni di Jh·cllo
dc1Ja superficic dei suolo, daJla pcl'lncahilitú di quc~to.
0\'V<!ro si pu(J r.icorrcrc nl lisinlefro chc qui non dcscriviamo,
11011 CSSCIHlO 1.1Sato pCI'1C l'iCl!l'ChC di igit·uc:
11 JWit•re ussorbe11Le di un terreno per l'ncqua si dctcnuina
espo1H~1Hlo ~O gr. di terreno in un sollilc str:do, su un piallclJo
cli zitH'O, in uua c:unera umida c ciol· solto una camp:nta iu-
sleJnc ad un rcdpientc d'acqtta a laq~a supcrficie c ad 1111 allro
identico piattcllo di zinco. Ogni ~-1 ore circa si pcsano i dtte
piallclli per notare la qual!lilil di ncqua cite vienc o'sol'i>ila
dnllo slrato cli terreno, calcolandola d:llla diiTcrenza di peso
dei duc piallelli.
11 pulcrc di t•vaporuziolw, chc di pende da tuolti complcssi fnl-
tori si dckru1in:1, cnl Htclodo di \\'oLF, in conl'ronlo Ira varii
tcrrcni. mcttt•.ndo il terreno in \'Uric SL':tlolet!e cuhichc di
ü cnL di lato, colle pareli cosliluilc di fina rclc n1ctallica cd
aperte ~upel'ionnentc . .:\clla parte interna dcllc part:li, le sca-
lolette sono muuilc di carta da fiJtro. IUcmpilc di terreno cs-
sicnlo all'aria, si intntcr;..!:ono in acqua distillala fincliô lutlo il
terreno risulta h:.1gnalo e quindi, n~ciugalc l'Slcrnamcntc. :-oi
pesano. Po!'lcia si sospcndouo tlll'aria per ripesarle dopo 12 ore ~
e cosi di scguilo ogni 12 ore di inlcn·allo finciH! il terrcuo :1bhi:l
ripreso il suo primilh·o stalo di sccchezza.
tl) UCI]JJ!Orli de/ s11olo co/ mlore.
l)olcJ·c assorbcnic cd t!lllissiuo de/ lei'l't!Jio pel calare. - Le ri-
ccrche tinora Jatte in proposito, hanno slahililo chc, salvo
cpmlchc tnodilicazionc, dovula alie varie quantilú dei lcrrcni,
il polere assorbenlc cd emissivo di <Jitcsli, si ~n·viciu:l a lJHCIIo
dcl nct·o fnn1o . .1-:sso varia dallo slato Jli sccche:t.za a qucllo di
tuniditú esscudo maggiorc ncl ~ccoudo caso per H colorl! oscuro
chc il terreno a~sumc.
-:lO!-

minr~rc ]'una r. l'nl!r~ C.f)lltempornnCtllllCllll'. quando si nhhi:l


cur:.l di operare a 4° C. li mctndo chc si usa t': la <lctcrmina-
zionc dclla difrerenzn <li peso dw un nwtcrialc ha, JH'ima c
dopo chc i suoi pori Si!'lnO ripieni di acqua.
SEitAFI:-:1 cousiglin di pesare prima i! lllatcrinlc hagnato o poi
nscintto per e,·itare i possibili crrori ehc si possono a vere clnllo
sgrctolamento superfidalc chc in alcuni matcrhlli si nvcvn
quanclo da asciu!li si itnmcrgono ncll':tcqna, ccl inol!re di ado-
pcrnrc per In pro\'a pezzi di matcrialc mollo piecoli. non su-
pcriori a 2··1 cc. Quesli pczzclti vengono prima cssicati n 100°
per ~ ore circa. e quindi vcngono inunersi da una cstrctnit:'t
in nn hnsso strnto di :tcqna distillatn calda, la qualc salit·:'t nei
pori per cnpill:>ritit scncciando !':>ria da solto in sopra. (.]uincli
si va a~giun~endo a po..:o a1tra acqun finchú tulto il n1ntcrirlle
C inllUCrSO, hadnndo a \'Crsarlo solo dopo chc sulla supcrflcic
clcJ mnteria}C L! :lpparsa Ja ZOna dill11)Slt"antc J'acqurt :lSSOrhita.
Dopo chc il materialc si ê cosi raffreddnto insieme nll'ac<Jlt:l,
lo si cslrnc c lo si nsciuga cstcrnnmt•nte con carta hilnila c su-
lJilo se nc dctenniua il volume. CiO si fa, secando SEn.u:J~I 1
inltncr~cntlo il malcriak in una hurctln gnulnntn ai dccimo c
contcncntc una dcterminnla qu:1nlit:l. di acqua c1i.'\til1atn n 4°.
Dallo spostnmcnto dei li\'cllo dei liquido nclla buretta, si cnl-
cola il volll\liC dei mn!crialc. lli llliO\'O si cstrae il mnteriale.
lo si nsciuga c si pesa entro un pcsnfiltro. Quindi si nsci11g·n in
lln:t S!lll'a n 100° c si ripcsn. La dill'crcnza di JH'so dnrit i! ,·o-
lume dei pol'i c ncll'istcs'o tempo la capaci!it per r acijlta. !c
quali si c:tlcol:tno in r:tpporto :ti Yoluntc 't!el ma!cri;tlc in p:tr!i
percentual i.
La de!ermin:tzionc <lei volume dei. mn!crialc si fa anchc colla
hilnncin idrostatica quando il matcrialc sia voluminoso o n
forma irr,•golarc. Si appcndc con un filo sotlilc il materinle acl
uno .ele i pintti dclla bilauci:t c nell"altro si 1ncllono tanli pcsi
qnnn!i occorrono per far cqnilibrio. Qnindi i! mnteriale es!ra!lo
dnll'ncqnn ccl nsciugato con cm·ln l>ihuln, si illll11Crge in acqun
clistillntn a 4° C. Per i! noto principio di Arc.himcdc i! matc-
rialc perder:'! !nn!o dei suo peso, quanto ,; il YO!nmc di :tcqnn
spostalo; per stahilire 1' eqnilihrio hisognC'ri't aggiun::;crc ncl
piatto solto nl qu:lle si tro,·n il mntcl"ialc un crrto nunH:ro di
pesi chc <larannn il Yolnntc dcll':tcqnn spos!a!a se qncsla ê :t
·1°, cd altrhncnti bisng:nn J"nrc la riduzionc. secando In tnhclln
che d:'t i \'nlori dei peso spcciílco dcll'ncqna alie Yarie tentpe-
ralttre, di\'idendo i! peso o!lcnn!o per i! peso spccilico a que !la
temperatura.
Qualora non si ahhin a disposiz.ione una hilnncia iclrosta·
ticn, si pnó Jn·ovvcdcrc ncl segucnte modo. Iltnatcrinlc bagnato,
si :1ppendc con un filo sottile al di sopra il pintto <li una co-
tnunc bilancia su cu i si ~~ mcsso un I'ecipicntc conlcncnte ncqun
distillata a 4° C. :\ell'altrn pintto si mcttono !anti pesi linche si
- 2QX-

:\llri gcolcrmomclri lrasporlahili,. ennsl:1110 di una eann:t,


mnnila di una punia di ferro rorala lalcraln1Cnlc. In essa c
conlenuto un tcrmomelro a colonna molto lung-n, il cui bulbo
si lrov:t netl'inlcmo rlclla pnnla c la gr:trlnnione clella scala
eontincia mollo in alto, cd C visibilc da 1111a fl!SSura pralicala
ne11n cnnna stessn. Tnli tcrmoJnctri sono lunghi in t11odo che
si possono arroudnrc anchc I melro od 1 1nclro e 1nczzo ncl
:-:;nolo, rimancndo ai di fuori la parte dovc la scala e visihilc,
pot<:ndosi cosi pralicarc in qualutHJllC Jl10il1C!llo la lcltur~l.

:": :3. ·- Acqua ed aria sotterranea.


l.'<•cqna chc ca<le sul snolo, in parte scorre snlla superfície
di esso c vicnc .in varjo modo tnodo convogliata pilt o 1ncno
loulttno: cd in parte vi pcnelr:L <,~ll<~lla che 11011 si cv~pora c
JIOil vicnc Lraltcnuta JH.::i primi slrati, per Ja cap:teitú nlinllna
dcl suolo per l'acqna, si ~tpprnfonda fino a r~1g-giungcrC uno
:-;tr:tto itnpcnncahilc~ do,·c forma una rnccoll<l dclla comune-
mentc j'a/da acq11ea sollcrranea.
<Juesla adunqnc C t'ormal:l dnll'acqun chc pcnclr:l nc] ter-
reno od in senso verlkale dnlln supc•·licic," oi>l>liqunmcnlc <la
Iuoghi lontani c chc si rneeog·Jic per l{l·:wHú ncllc parti pro-
fonde, al di sopra di uno stralo i111pcrmcahilc cd in llH~zzo nllo
stralo pcrn1cahilc dei <ptalc riem pie i pori cotuplct:uncntc.
La pro{onrl.ilú della faldn c la dislanza vcrticale dalla supc•·-
licic di essa a quella <lei snolo. L'ulle:'" ddla falda, lo spcs-
sorc della falda in un dato punto.
Per causa dcl soprnggiungerc di IIUOvn :1cqua o per diminu-
zione de! suo ,·ohnne in quulchc parte, dovula alia cvapora-
zione od alia capillarili• degli strali so,Tastanli, la ralda acquca
tentando di mcttersi in cquilihrio, com pie dei movi menti in
senso verticnlc cd in scuso orizzoulale.
Per !lpprezzare tali JllO\'imcnti, si ng:isec in ntodo diverso a
~cconda chc si tratti dcll'un:t o ucll'altrn <lirezione.
Per i n1ovilnenli \'Crticnli dclla falda aC<JuCa oceorrc nnzi-
tntlo scavnt·e pnrecchi pozú ín 1111a zona piú o n1cno cstesn
di teJTCIIO, e per ognuno stn.bi1i1·c un punto Jisso locclle chc
dC\'C servire di partenza per ogni misur:t dcll'altezzn dclln fnldn
nello "lcs"o pozzo. <Jucsto deve trovarsi o aila supcrficic dd
Sltolo! o a nota dist:1nza df1 essa. Quincli occorrc a\·crc nn ca-
JlO'!dtlo di nota :litimclria sul I iYCIIo dcl mar c, dai quale poler
calcolarc l'allimctrja dd varj punti fissi locali, necessnria per
1nclterc in rdnzionc l'ra loro le osscrvazioni J'attc nci divcrsi
pozzi cd csprinH!rle in rnpporto ad nn solo pinuo orizzontalc.
La di,lanza ddla supel'ficie clella J';dda :~cqu~a dai punlo fisso,
si misur:t o con un gnllcggianle fissalo nll CSiremitú di nn na.-
1

stro n1ctrko o col pntcometro di PETTE:\'KOFFEH (fig. 219), chc C


nu nastro mclrico lc cui graduazioni jufcriori sono !:iOStiluitc da
- ;;u:;-

nitro maslicc impcrmeabile che ptlli esserc composto da pccc,


ceraYer~ine e scngliola iinissilna.
Quindi il mntcrialc si mettc in comunicnzione con nn nppa-
recchio eguaie a qucllo che si '' dcscrillo :t proposilo dello
sttHlio dei ia permcabililit dei suolo nl!'aria ed il cocfficcntc di
pcnneahilil:i si trova colla stcssa formula in que! punto in-
dicnta.
c) Conducibililú al cctlorc.

Si studia, come ahbinmo visto pel suolo, coll'appnrccchio cli


~L\NFHEDI c SEHAFIXI, licvcmcnlc Jnodificnlo da qncst'nltin1o
collo sostituirc alle scatole cilindrichc c!ttc blocchi pnrallcli-
pipc.di dei matcrialc (fig. 218) colla base cgualc a 20 ccntim. 2
c ·i'altczza c! i 10 ccntim. Essi sono fissati alia scatoln da ttll
bordo rc!!an~oiarc •'li In !In dcll' al!ezza di 1 ccntim. c sono ri-
,·eslili dn stn~lli di Onttclla. 1\lla loro parte supcriorc con lltt
lrapano si pratica un !'oro <lcl!a profonclitú di 2 ccntim. In
queslo si inlroclucc un termometro in modo chc la sua csire-
Jnili~ hulhnre si trovi n S t:cntim di distnnza dalla snperficic
dclla cassetta. La fosse! la do,•c si tnctl.c il tcrmometro p1H'1 es-
sc,·c ric1npila con mercul'io per far si chc trn il bulbo e lc pa-
rcti non si imprigioni aria la qualc inducc <Hl crrori.
Con1e abhiatno dctto pel suolo anchc <JHÍ I e COIICiusioni sono
sempre rclaliv(! tra i divcrsí· nHltcriali o ad uno mcsso come
termine <li confronto.
Il SEHAFI1'I nelle sue riccrche adopera cotne termine di cou-
froulo il sughcro c il tufo rossaslro che sono pessimi condut-
tori dei cnlore, e dail'nitra porte i! marmo.

cl) RapJ>Orlo coi j()icrorganis)()i.


Sebhcnc questn non sin una riccrca cE fisic:1, per il Stto cnrnt-
lere speciale, riteni:uno di doverln collocnre in questa parte
clcl rnnnualc. SEHAFJ~I ha ditnost1·ato chc nttraverso ai nwk-
riali da coslrn:done ela ]ui studinti, 1101·1 passano i tnicrorgn-
nisJni tr:tsportnti dali' aria c quindf si puó ritencrc qucsta ri-
cerca cotne superflna. Pcrü se si rHenesse necessnrio di faria.
si dO\Tchbe rivestire un pczzo di mnltonc cuhico <lcllo spes-
sore cli :1-'l ccntim. con un doppio imbnto eguaie a qnciio che
si usa per lo stndio della permeahilitú all'arin, e snlclato ncllc
sne parti n fuoco (fig. 220 a). Qncsto pezzo si slcrilizza ai ca-
lorc n JG0° e qnindi si rivestc la supc1·ficic libera dei materiale
con parnffina c si n1ettc dn una parte in con1unicazione con
una pompa a pressione di acq11n dopo di :1vcr interposto
un apparcccldo rli STnAUSS e \Vün.Tz_b: un eontatore t, cd un
n1anomctro· da mcrcnrio. Quindi nella gelatina contenula ncl-
}.'apparecchio si fauno riccrche ucllo slesso modo chc abbi:uno
visto a proposito dell'nnnlisi batterjoJogicn dcll'aria, a pag. 141.
- :100-
iu r:tpporto con un :tspir;llorc di capncil:\ nota o l'urnito di uu
coulalorc dei gas, dovcudo i I'isullali csscrc l'Sprcssi üt rcla-
ziouc ad unn dclcnninal:l qnantitú di :tria. Tra l'a-;piralon~ cd
l tuhi si collocano collc do\'lllc uormc c prcennzioni o i tnbi
di Strnuss e Viirtz, ncl caso di cs:une Jwttcrioscopit:o, o i tuili
ad nssorhimcnlo eo1n·cnicnti. ncl caso di anali:·.i chilllica. Per
cpwsl' ullima chc si limita IWI' lo pill :111' ncido c:trhonico. ~d~
l'ammoniaca e nll' acido soJforico c per i 1uo~hi :iltnlvcrsali
da gas lucc, nll' ossido di carhoniu, si JHIÚ nlcdinlllc lunghi
tuhi, flssali a <JllCJlo di raccolla, lrnsporla1·c J" :Jrin de! suo!o
adcliriluru in laborGlorio, don~ si trov:1 l':t!-.piralon•..
La uwiditd si dctcrtnina c:ll:tndo in fundo :1d uno ddic rnnne -a
di rac.colla iufi~se ncl terreno. llll tubo ripicno di t~loruro di
caldo e fissatn, a unn estrcmitú ad un tuho di g-omm:1, chc
fuoriesce d:dla canua cd ú unito nd un o1spiratnre di capadtú
nota col qualc si puô misurarc l'aria che passa allraverso al
clonu·o di c:dcio. Ln. clill"crcnza di peso di qucst'ultimo dú l'tl-
Jilidil:'t dcll"aria. In qucsla espericn1.:.1 si de,·c impedire ehc ncl
tuho di raecolta pcnetri arja atmosft·riea dnr:1nle la uspi1::1zionc
e perció il tuho di gonuna dc\'c nlringrcsso uclla canua csscre
lissalo nd nu c:IIJJtc1lo di Yclro che passa nltr:H·erso ;Hluu lnppo
tfj gomnta, c:he chiudC J'CS(I'!~IIlifÚ dclfa Cilllllft ~lessn.
I mouimwti <lcll"nria tcllnrica chc sono pro<lolti <lallc varia-
zioni di li,·ello clclla falda rrcatica, cl:dlc \'ariazioni clella pres-
sione harolllclrka, dall:l tcnlpcralura clcll'aria, dalla pcnctra-
;donc di acqua ncl suolo, dallc difl'ercnzc di lellljH!I'alur:t dd
suolo, dai vcnli, ed inlinc dai fcn01ncni di dilru"ionc dl'i ~as,
!'ii mett0110 in cddcnza lliiCIIdO l'esii'CIIlit:'l cJcJ tubo di 1':\Ct:O}I:l
atl Hn llHlnomelro Hlollo scusii>ilc, qualc qnc!lo di. BJ-:{:1\:;..:.\I;EI.
l)I"CCC{lCIIICilll!lllC rit.:ordato.

,; ·1. -· Matcriali da costruzione,


Da1 punlo di vista dcll'lgicne, si sludi~nao uci n1:llcriali da
costruzioaw Je scg-ncnli proprietú pcn:hl~ possono piLl o lliCilO
inlluirc sulht s~alul>rit;'l chc vicuc a rrea1·si l'uo1no colla :Ihi-
taziouc: ~~
1. Ln t'apacit:'l lolalc per J':acqua c rispcltiY:atllcnlc H volunae
lol:lle d(•i pnri.
2. r,a permc;tlJilitil per l'nria.
a. La cou<ludbilitú ai calorc.
-1. ll l'!lpporlo cui mierorga11is111i.

a) Cajwcilú. per l'ucqua.


Talt~proprictú C sln~ttnnlcnlc in rappoa·to :dia poro~ilú dcl
malcriale o uolwnc tola/c dd }Jori, in modo ehc l'attc raris:-.imc
cccezioni, chc ah.:un1 autori llon amulctlouo, ~i lWSSUHO dcle.r-
dC!finitivo o secando G1.:\ssE~ o colle JllOdifica.?.ioni dcl LEII:'\IANX
c Nussn.\UM o dei TunSJ:-;J c dell' EmlEnJCII dei qnnle dcscrh·e-
rcmo poi I' nppnrecchio. '
Ln ricercn igromclricn si puõ praticare o coll' igl'Oll1Ctro o
col psicronH.:Iro sceg;Iiendo ad ogni n1odo una giornntn :tsciultn.
La ricerca si fn ne11':trht ambiente suhilo dopo chc nc sicno
state hen clliuse lc porte e I c fineslre e bcn ta ppntc I e ressm<'.,
I! si ri pele dopo 2~1 ore per ,·cdc1·c se l' u1nidit:l ú aumcntnta
o no e lo slnto igromctrico sia n1olto clevnto supcrnndp il 70-
RO 0/ 01 scr11prc confrontando coll'aria estcrnn.
Pel mctodo per pcsnl:l occonc prendere il campionc dclla
1nalta la ctnale inclicn benc le condb:ioni di umiditú dei nturi_.
pcrchi: per essn si C\'flpora I' acqun contcnutn ncll' interno di
qnesti. V o lendo pcró csscre piú sicuri ô moglio prendere ancl1c
il campionc ncll'intcrno dei mnri servendosi a lnlc scopo <ldla
lrivella di Tuns1:<1, In qnale <\una grossa lrivella rivcslita dn 1111
manicollo mclnllico, che ha lateralmente una apcrlura sulla
quale a tc11uln si puô ndallare 1111 vaso di ,·ctro a lnppo a
smeriglio. Girando il mnnico tlclla lrivella qucsla si afl'o11dn
sc:tvando il n1uro ed il mnlcJ·inlc spostalo vicnc rcspinlo verso
l'npcrtnrn dcl manicotto, scnza n:11ire in conta tio del1' a ria. I
cnmpioni in hotliglic co11 tappo sen1prc n pcrfctla tcnntn si por-
ta no in lnhoratorio conservnncloli n bnssa temperatura e pro-
cedendo toslo nll'annlisi, dopo di nvcrli frnntumali e rhncs-
colati accural:unente in un morlaio asciutlo.
Fcr cscgnirc il rnelodo originalc dei Gr.XssEN, occo1're versare
20 gr. dei lllnteriale in una unilra clt Lli~BJG, fnrlo nseiug:ne
come vcclrcmo c ripesarc, c calcolalo il peso· dcll'anilra cspri-
mcrc b difTcrenza i11 rapporlo pcrccnlualc. Secando (;1.:\ss..:N
qucslo non dovrebbe superare I' 1 °/0 , mn si puo lollerarc anche

il Nd
2 "'··procedere all'opcrazionc di proscingamento, ocCOITOllO
spcdali precnu;,ioni quando 'ii tratti cii cnmpione di sola nwltn
1

o contcnentc malta, giacchC l'idr:ttn cli enleio chc quesla con-


ticnc quasi sempre c specialmcnte se nuo\·a, per SO!'Iiluzionc
<iell':~cirlo carhonico all'acqun, si lrasforma in carbonato di
caldo piú pcsnntc. Per c ui l'aria che passa ncll'interno clcJl' n-
nitr:11-.per facilitare l'cnlpOrazionc, deve csscre spogli::tln non
solo dcll' acqun, ma nnchc dcll' :-~ciclo carbonico, clisponendo
l'npparecchio ncl segucnlc modo da sinistra a destra:
1° Un tubo dn essica1nento con a ciclo solforico;
2° Un tubo idenlico con potassa c:-~usticn;
3° L'anilra di LIEBIG sostenuta da una rele melnllica c ri-
scaldala da una fiamma a gas:
4° On aspiralore.
Cosl col riscaldamcnlo c venlilnzione per piú di 2 ore si
Yiene ad cliluinarc l'acqun di imbihbdonc In cu i quantitil si co-
nasce colln pesata chc si fnrú dopo raffrcddamcnto dcll'nnitrn
TO:o\ZJG c HUA'L\, 20
- :su~-

slabiliscc l'cquilihrío. Quindi si fa immergcre jJ malcrinlc ncl-


l'acqun, c si vcdr;'1 turhalo rc,Iuilihrio, c per rinverlo sarú ne-
ccssario agginngcrc ncll'allro pintlo, Lanli. pcsi chc corrispon-
dcranno al volume di acqua sposlato

co
b) }Jt~l'lllcnbilitü per l'aria.
Si dctcnninn con csattczr.a tagliando dei pcr.r.i cuhici di tnn-
tcriale di f> cenlilll. di lalo. (Juesli si includono frn duc itnhuli
ntclallici (fig. 220), Ia l'.lli apcrtura di forma quadrnla contlwda
csaltanH!Illc colln supcrlicic dcl malerialc. Qudla parte di essa
ehe resta li hera fra i duc ilnhuli si coprc con pnrarnna o con un
-:107-
calcio ed uno atl ncitlo solforico, oppurc con uno n eloruro tli
enleio cd un nppnrecchio di J\Jpp protluttorc di acido enrbo-
nico lllClllrc il tubo G' si IllCllc in con1unicnzionc con llll ~lspi-

ratorc. Per 1:1 dctcrminazionc dell'acqun dclln 111nlta si procede


nnchc qui come pcl n1clodo di C1.XssE:-;.

;:: G. - Temperatura degli ambienti.


Si determina col J11Ci'.ZO dei tcrmomctri 1 i qu:lií dt!YOno cs-
scre collocnti nel centro delln stanza nll'nliezza di 2 metd tlnl
suolo c Jontaui da sture c da :q>parccchi di illnminnzionc.
Si puô <letcrminarln nnchc col tnezz:o dei t.<~rmomclri a {iondn
- 309-
Gc.rm::min si usa In t:lllJdela normcde tctlesca di pandTina soltt-
hHc n 55° con un di:nnelro di 20 Bllll. con uno stoppino di
2•1 fili e con u11:t fiarnma alia :)0 nlln. Ln cnndclu normale di
JlfOllW:O, usata speciali11CtlfC Íil BU\'ÍCr3.~ ê di Ste:lrÍilU tOII llll:l
finnuna di :)0 nun. c con uu consumo di gr. 10.2 di stcarina !ll·
l'ora. La laJJifllllla JJefner Al/cneck rtcl ace/u/o di a111ilc lw una
linmma di ·10 mm. di nllezza data da uno stoppino dcl diamc-
tro trasverso di 8 mm. c con un consumo <li acetato di nmile
di gr. !J.(j atrorn. Inlinc In cnnt!ela dcciouc/e é 1 /~ 0 dclla tpwntilit
di Juce cn1cssn in dirczionc nonnale da 1 ccntim.2 di platiuo
w-rovealulo fino alia fusione. Q11csta quat~tiiÚ é dctla uni/á Fio/li'
ussol11la (\'. tabclla a pagina scgucute).
Co11e unitú di misura fiuorn dcscrilte non e possihilc deter-

Fjg. 223.

1ninnrc Ja quautilú <li luce che cade su di un;t superficic d:1


una sorgcntc luminosa a dislGnzn 11011 conosciutn o posta ai·
rinfinito conw la YOlta celeste. Per quesln detcrmin:1zione
\VHnEn proposc la ca11dda-nlclro In qualc ó la (jlfClltlilci di fuce
dw ur'J'iva in direzionc rwrnlalc ela una cundclH uornutle };Q.')/a
alia disioJL::a di uu JJlclro. Ln quantitil di Ince si Hlisura coi
j'olOIJIC/ri dei quali 50110 piú in USO qneJlo di Bu~~EX C (jtiCIIO
di \VEBEH.
Folomelro di BliNSE:"." (fig. 22:{). U11n macehia d'olio sn una c:.u·ta
binncn illuminnltl da una sorgenteluminosa, nppariscc chiarasu
fondo scuro, se gnanlata Jh!l' trasparcnzn, escura su rondo chiara
se guarcinta per rincssionc, lnsciando essa passnrc i raggi lumi-
nosi. Se la carta e egunln1cntc illtuninata sullc dt1c raccc, la
-~IM-

Per stndiarc i] pnssihilc pnssng~io dei microrgnnismi so-


spr.si in n1czzi licjttidi, lo slesso nutort! 1~:1 indicnlo di ser,·irsi
di un pczzo di mnltn11c co lia hnsc di 25 centi1112. c l' nllezza
di 15. !11 una clcllc J':~ccc qn:ulr:llc si sca,·a una l'osscttn di duc
cclltiln. di proJ'ondit:-. c dcl!a capacitil di circn 20 cc. Il mntc-
rin.le quindi si sferHizzn a secco a Hi0° per 5 ore c si melte
nell'inlCI'no di nn bicchicrc a c.nliec cli ~n1ph1 capacit~·, (~ pnrc
stcrilizz:11o c copcrtn di""" laslm a perfeita tcnuta (lig. 22!).Evi-
tnnclo~li incptinamculi <lcJI'arhl. si versa nclla fossdln il1i<Jllido
nel qn:dc sir.no sospesi i n1icrorgnnismi tr:1 cui SEHAF/~1 ha
prcseelio di bnc.illo rosso dclle nequc per Ja facililú con cui
si r·iconosce.
()llalldO la pl'ima quantil:.. di liquido é assorbita, sn 11c ng-
giungc clell'n11r~1, curando chc i1 liquido si manlcnga ncJin fos-
se lia sempre alio stcsso lí\'cllo, per :l\'crc lc
stcssc con<lizioni di prc·ssinnc. Qnanclo il li-
qnido comincía a sgoceiolm·c dnlla parte
npposla, se nc J'a coH eoltnrc l'c.<amc haltcrio-
logico e dopo nkuui giorni il pezzo Yienc
spnccalo con unn scurc sterilizznln c luugo i!
suo asse nlt~di:lno si rnccogliel con un collcllo
slcrilc, dei mnteriak per J'anw <lcllc coltnrc.
S~-:rtAFli\1 hn visto che nci rnaltoni :1 n1ano ]a
perme:lhililú dei microrganisu1i sospcsi nP.i
liquidi ú mollo pil1 !-ipiccnl:l {12-1B ccntinL)
Fj~· 2:!1 c.hc nci fufi litoidi cfcii'A~1·o rornnno uci cfu:lJi
i 111icroorg:ulismi pos~ono rnggiungcrc una
profo11dil:'1 di soJi 6 ccnlilll. :1lla pressione cscreitatn dalla co-
lnnna d':~cqna raccolla ncll:l J'ossella.

~ 5. ·- Abitabilità deyli am!Jienti


rispetto ali' umidità delle mura.
Pt:rcht~ un cdHicio possa csscre ahilato, occorrc chc ~ia pro-
sciugato clnll'nmidit:'i, h1 qual c puú cssc:rc nnchr.unn clclle. cause
per lc qnali gii ediftci vcc.chi sono dichi:trnli in:1bilnhiJi.
Bi~ognn qnindi procedere nll'cs::llnc dcll:l n1niditit dcllc nhi-
lnzioni. l\'JoltcpUci sono i tnctodi per qucsto es:1n1e proposti,
ci<'J chc din1oslra che nessuno rispondc vernmcntc a1lo scopo,
c ptu', soslitn_irc Clllello vernmeute. scicnlifico per pesnln propo-
sto ela! GLilssE" per consiglio tli I'ETTENJ<OFEH. 'l'HIIi gli nllri
Jnclodi t\On prescnlnno maggior sicurczza del1n scn1plicc ri-
cerca igrometdcn deJrnria contenntn nell'ambientc, che !'i vuolc
lalvolln prnticnrc. Per l'inlporlanzn econon1ica chc il gindizio
dcl perito pni> "''CI'C nell'abit:~hilitú di una casa, 11(ji credíamo
chc nc>11 ,.i sia da preoccuparsi del tempo c delta diflicoli:\ del
rnctodo pc1· IWS:tla e si dnhba ricorrcrc a c.JUC~to, pcl giudizio
-311-
mncchin spnrisce e si confonde col resto dd fog-lio. Sn qnesto
principio e hnsnlo i! fotometro di BuNSE~, il qunlc consta di
uno schermo ]) di carta binnca colla mncchia cl'olio nella parte
medin.11a e Inohile lungo un regalo gradua to A B. Dn una pnrtc
di csso, nd 11na distanzn dntn, C fissata ]a lnn1pada chc corri-
sponde a l'unitú di Ince L ed all'eslremilú del re~olo si col-
loca In finmma C dn esaminare. Ncl lato clcllo schcrmo op-
poslo a! pnnto dovc si co !loca r occhio dei i' ossen·atorc, si
trovano dlle spccchi Jl e q 1nessi frn Ioro in un nngolo di 1[,": 1

in modo chc in cssi conlenlpornnemnclllc si possono osscrvnrc


lc duc fnccc rlel foglio. Si n1uove il regolo lungo la guida Iin-
chC nci duc spccchi non si \·cclc piú la Jnacchia di unto.
Allora csscndo Ic quantilú di Ince Q c (} 1 c h c :n-ri,·ano rispd-
tivnmcnlc da lia sorgentc luminosn corrispondcnlc alPunitú ~~da
ctuella in csnmc, 1:gunli fra di !oro, e conoscendo dalla Jcggc
~lnnnnc.i:lta che esse ~tnnno in rngionc in,·ersa del qnadrato
dclla dislnnza cl ccl 1f 1 chiaman<lo i cd i 1 la inlcnsitú dellc
duc sorg~·uti si avrú

() ~ __!._._ ~ () =_i,_
- ,,, ,.j ct,'

ccl csscnclo i= I
. 1112
11...:::({2

E quin<li per avcrc I' inknsil:'t luminosa dcll:l sorgenlc in


cs:.unc, si divide ilquadrnlo delln distan1.n di essa dnllo schermo
pcl quadrnlo dclla clislanza claila unilit cli lucc clallo slcsso.
Fotomelro tli \VEBEIL Con qucslo ollrcchC misurarc la inlcn-
sil:\ luminosa di una sorgenlc, si pnó nnche <lctcnninarc ]a
quantitú di luce che rln una sorgenlc posta a clistnnza uon
uola o clnlla Yolla celeste arrh·a sn cli nna snpcrficic, espri-
lllCIHlola in carulele-111elro.
Consln cli rlnc lnhi cli c11i uno fisso A (fig. 224) c J'nlll·o mobile IJ
in senso normnlc all'nssc dcl primo, alio scopo di poter fnr assu-
mcrc ncl esso qunlnnquc po~izione. Acl una estremitú de] tubo
!isso si troYn la lucc campione data da una lampada la allezza
dclJn cui fin1nmn si puõ eon f<~cilitú regolnrc: osscr\'andoln Ül
uno !'pccehio rnunito cli nnn scaln 1nillimetrntn c posto dietro
a{l essa.· La luce cnmpionc illuminn unn lastr:1 opaca 1n c ui
diSI:lllZ<l dnlla finmma Si p11Ô vnrinrc medin.nlC 1111:1 \'itC /' C
vicnc scgnala da un inclice 1 chc scorrc lungo nua scala di\'iso.
in CCilli111CI.ri.
- 30G-:-

in uu cssiccatorc tHl n<:ido solforico. Oltrc nll'ac<jua di imhihi-


zione si detcnnina pni auchc l'acqua cli idratazionc riporlnncto
J'anitra nell'app:nccchio da! qualc si elimina il tubo di assor-
l>inlCnlo dell'aci<lo carbonico, cd in su:1 vccc si pone un nppa-
rcc(~hio gcncratorc di dclto gas. Hipcsnndo si tro"a ntuneuto
<li peso per csscrsi sostiluilo all'idralo di calcio i! carhonalo, c
dall'anmcnto si caleola l'ac<pi:< di idralazionc ncl modo se-
~ncntc. A<l una Jnolceoln di ncqna <lcl peso nlolccolnn: di lN si
,; sostituila nna di acido carhonico de! peso molecolarc 44 c
quindi ad ogni 2r, grnnuni di aumento corrispondono lB grnmn1 i
di ncqua pr..rdut:1. In qualc si puô caleolarc eolln scgucntc SCIIl·
plicc proporzionc, csscn<lo J>d In <liJl'crcuza di peso:

2G: li:>:: l'd: :r

Alio scopo di evitare !'inconveniente de! la faeile roltnra del-


ranilr:l C qudla di dovcr Us!lrc~ piccole qnanlilú di mntcrialc C
di pratic.arc un csamc chc c~igc nwllo tcn1po o. per v:tri cam·
pioni, rimpinnlo di piú npp:trccchi, r E;\1:\lEHTCII llS:l llll appa-
recchio spceialc clw noi dcscridnnlo ucll'ullitna formn dntag-li
dnll'invcntorc {fi~. ::!~2). Con questo si possono farc coutempo-
raucamcntc a o ·1 dclnrminnzioni cd usare, a m:tggior csnl-
tczza di risultnlo, per ognunn di e~se 100-1SO gt·. di Jnalta o d.i
fnUllluni di nlnro.
Pe\· l'nso di qucsto slt·nmcnlo, si raccolgono i campioni <li
m:1Ha con uno slampo di ferro .~1 ntunito di un bordo taglicntc.
Qncsto slantpo si nppoggia col bordo snlla SUJh!rficic <lcln1uro
e si <1:1nno dei colpi cli martello sul mnnico flnchê si tnglia la
tnalta. Bn.ltendo sulla supcrficic dei nnu·o all'jntorno, la ntalla
si stncca rinwncnrlo ttcllo stan1po e la quanlil:'t raccoltn si n1ette
in c:lpsulc discoidi di nichelio U, nlltnit(~ di un coperchio a te-
unta e taralc, entro nlle quali si trasporta in laboralorio. Quivi
lc capsulc si eollocrtliO tncdianlc il rispcllivo soslcgno por-
tacapsule nell'npparccchio cssicalorc.
Qne~ilo consta di 1111 vaso cilindric:o (; di rame a doppin pa-
rctc. Una caldaia IJ sollnstnnte prnducc il vapo1·c che circola
nello spazio comprcso fra !c due pareti. 11 tubo I:: fa comu-
nicare la cnldaia e lo spnzio fra lc duc pnrcli con un refrige-
rante di SOXI.ETII a p:dln: in n1odo cite H Ynporc chc si svolgc
si cnnde11sa c ricndc. La p:trlc supcriorc dei nwnicotto si puõ
chiudcre a perl'ctla lennta mediante nn coperchio pcsantc di
oltone F.
Con1e pcl Jnctodo di GL;\ssE;\", ~u1chc qui ó neccss:uio far
passare ncll'apparccchio prima l'aria scccn c spogliata di acido
carhonico per dctcnninarc l'acqun. di imhihi;done cd in se·
guito l'aria sccca, caric.a di :u~ido carhonico per clctcnninnre
invccc l'aequn di i<lrntazionc. A talc scopo, il nwnicolto pu{,
comunicare IH'r mczzo dcl tubo (; o co11 un tubo a cloruro cli
posilo mirino) ad una clclcrminala distnnza dal/a lustra hi:111ca
messa nella cassctla. Quinr!i posto l'occhio all'ocularc, si allon-
tnnn o si :lV\'icina In Jastra dcl tuho fisso, a1la sorgcntc cam-
pionc, Hnchê in figura lun1inosa clissoiclc appare cgnnlmcnlr.!
illuminnla nclla parte ccntrnle ed in quclln pcrifcrica. Allorn
si divide pcl quadr~llo dellu distanza scgnnta nclla scnln dei
tubo fisso, il quadrnto dclla distanza dclla lucc in es:nne, cfl.jJ
quoziente si moltiplica per li coerr:centc clella lastra ddla
cnsscltn.
Se lnvece si \'Uol dctcrminnrc la quantitú di Jucc chc nrriYn
su di una supcdicie: :-;i colloca lo stnuncnto in modo clw la
supcrflcic <lclla lastra dclla cassetla si troYi nel piano da csa-
mlnarc. e si rego/a la distanzn della fiam ma per aYcrc la ligma
elissoidc eguithnente illunlinata.
A!lcn·a si suppone 100 la dislanza dclla sorgcnte luminosa c
si di,·icte i! quadrato di qucsto numero pel qnadrnto dclla di-
slanza dclla lastm de! luho fisso dclla fi:nnma eampione, mol-
liplicanclo ancora i1 proclotto per il coefficenle della Jas!ra
ntt~ssa nclla c:tssetla.
Per shtcliare l'intensitú luminosa di una sorg:ente luminosa
di colore difl'ercntc d;1 qucJla c~mpione in corrispondcnz.a al-
rocularc si lronl llll dinfrnmmn il qunle porta tlll:l laslra gialltl,
una rossn c\l una verde le qunli si possano collocnrc nella vi-
suale . procedendo come per il rcslo con1e nbbinino dcseritto e
scrvcndosi cldlc speciali ta\'ole di cu i il l'olomctro é munito.
11 fo/OIIIefro di WEilEil clie ora ahbiamo cle;critlo '' lo stru-
nlcnto nl qualc C nccessnrio ricorrcrc per studi csatlissbni; per
Je <"Sigcnzc dcllu prnlicn sono stati indicali altri mezzi avcnli
di mira la nwggiore cs~1ttczzn insic1nc alia 1nnggiorc facilitú e
sollccitndinc dei !oro uso.
GnAZI:\XI in qucsto Jstituto cl' Jgicnc ha compiuto uno sludio
comparativo di essi ed hn concluso che tra i ntolteplici 1nczzi
propnsti, queiJo che Ineglio corrisponde solto tutli i rigua.nli
<! ii fotoscopio di \VINGE~ chc dcscri\'inmo (fig 225).
T::liC strumcnto e una sempliflcaziouc dcl foto metro di \YEUEl:
gincchC si hasn suilo stesso principio ed indica in Jucc rossa
se un posto c il!uminnto da meno di 10 cantlcle melro (linlilc
n1iniino toiit~rahilc secondo Cüfl).') o da piú di 50 candclc melro
{limite IHininto rnzionnlc).
Talc rilieYo si fa conrrontando la luce estcrua con una lucc
interna alio strumento data da una lainpadina L, similc a <Jucll:i
de! fotomdro cli \VEnEI:, a fi:>Inma facilmeutc rcgolahilc. Per
talc scopo csislc una scala 1' fissa a<l uria parclc interna ddla
cassetla che compone lo slruruenlo c graduala da 10 a 50, c
chc si pnô osscrvnrc altraverso uno. Iincstrn G csistcntc nell:1
parcle oppostn. 1.:> detcrminazionc dclla altczza dclla fiamma
si olticnc fnccndo pnssure la visualc sn di un piano ncl qualc
si dc,·ouo tro,·arc una Jinea fissa Jlf scguata sul fincstrino, la
-::os·-
i qnnli sono lt~rmomctri COIIJlllli fiS~i:lli :lll'cslrcmit:'l di un filo
che si fanno gi1·are come una fiondn P<'l" cirea 10 minuli, leg·
gcnclo irnJncdinlallH'.tllc dopo_ In. ten1pcrntur:t.
<~uak.hc volla per scopi spcciali la lt·nqw.rntura fll'gli am-
hienli si de,·c determinare per tlll tempo t:onlinunlivo mediante
i termoJnclri rcgislrnlori clw ahhi:uno ckscrifto opptll'C coi tcr-
llJOilleld a tnassimo cd n minimo.

,; 7. - Cubatura degli ambienti.


Si determina con f:tcilllú nci eomuni nmhienti a forma pa-
rallclopipcd:t misur:lndo Je clue dimcnsioni dd pavimento c
Jllolliplicnndone il proclollo per J'altczz:.l. (ili amhicnti hrcp;o·
l:1ri si dc\'OIHl prim:l suddividere in tnnlc porzioni virtunli rc-
~o1nri, dellc qnali scparntnmcnlc !'i cic1Prlllinn il volume, sonl-
111:1nclone i risultali.
Hisogna pni kncr eonto dei grnssi ntohili o del1c eolonnc cht~
PSi!'·ilono 1Hdl'inler11o per cictrarne i1 volume dalla cuhatura
dell":un!Jienl<·, " dei ,·nni dellc lincslrc " dcllc porte dei <JUali
!:1 rapac.it:'t si clc\'C ~lggiungCrc :1 quclln dell':llnbientc slc5so.

>i ~. - Ouantità di luce dcgli amllienti.


Prcmclli:uno n qttc'>lo cnpilolo akunc nozioni gcTH'rnli lc
qunli sono ucccssaric per hcn <'.cnnprcnderc i tllclodi cllc scr-
vouo alia dctcrminnzionc dclln CJU:lulitú di lucc clcg-li nmhicnti
:tbil:tti.
}Jolc~rc illu111ina11/r <·~ la qunntit:"t di l11ec in,•ial~l ela unn sor-
genlc 1tuninosn, in dirczionc normalc,Sttll:lunilú di supcrficie,
dalla unitú di distanza.
StJlciulort~, t! la quantitú di lucc inYiatn in dirczionc uormnlc,
cl:llla unit:'t di supcrficic, clclln sorgcnlc lulllinnsn.
[ , 1 1 inlensilci di fuce riceuula uorlllctl11Jenlc da trllll unitti di su-
i'''r{i!'ie i! in rnginnc ÍllYCrs:t dd qnndr<!IO dclla clistn.nr.a dclJ:l
supt~rlil'ic dnlln sorg-cntc luminosa.
Cinfl•nsilú di lnct' S/1 di 111/ll SIIJH'rfide ilh1minata t'~ proporzio-
nata ai .seno tlcll'nng-o1o di cleYazionc.
Ln dctt~rminazionc d<'lla intcnsitú di lucc proveniente da una
~OI'gCIIIe luminosa si f"a CO] Jllezzo dei {ul0111CII'i C prendendo
<'OillC hnsc l'unilcl di fuce.
f.'nnitú di luc:c varia dn pncsc n pacsc n somiglinnza di quanto
avYicne pc1· nHre unit:l~ per cscmpio CJtlella Jnonetari:l. Cosi in
Inghillcrrn si usa l:t cnndeln di spermrrccfi con una finmma di
lO JHilL di allezzn cd un cousumo ornrio di gr. 7,H77 di sostanza
mt·utrc in Franein r:d in JtnJia ~~ pilt usntn la 1flll1JHHlll Careci
in <'lli hruciano ·12 gr. ali' ora cli olio di colza c In fiam ma cl:lta
da 11no sloppino di dimcn<;ioui stahilitc, <'~ nlla 7-R cenlim. In
- il!5-

cslerno corrisponda al pi:lllo sul qnnlc si ,·uol deicrminnrc la


quanlit:'t di lucc che \'Í arrlvn, si regala la íinmmn Ül modo
ehe i due earloncini sicno egualmente illuminati c si Jcggc
nclln sc:1la In nllczza clelln flamma In qualc dnrú in cnndclc
metro ro:;sc la illumin:1zione dei carloncini.
Per 1nisurare con piú fac.ilil:'t 111:1 con 1ninor precisionc ln
CJllanlit:l. di lucc chc nrriva dalln volta celeste in un dato punto
di 1111 ambiente si puà usat'e il misuralol'e tlell'anaoln s[ur:ialc
di \VEUJ·:n (fig. 22G). La rninor prccisione di qucsto strunwnlo di~
pende dnl fnllo che csso Inisura solo la CJll:tlitú di Ince che arrh·a
dalla volta celeste, senza tener conto di qnella ehe proviene

Fig. 22G.

per rincssione dalle pareli c!clle case di fronte c c!nllc pnrcli o


da! sofnllo clello stesso ambiente.
Essa consta di una l:.t\'oletla G li\'cllnllilc n1cdinnlc trc picdi
a.vite cll unn bolln !J. Su di cssn C lllOhilc sn di un angolo di
~)() 0 una scconda tn\·olctta P i cui movimenli sono sc~nali dn
nn rcgolo ad arco diviso in gradi B. Sulln tavolctta mohilc ü
fisso un'asla dgidn T di\'is:1 in n1illimetri su cui scorrc, mc-
diantr. appositO soslcr;no, u11a lente, il centro ottico dclla quill<~
trovasi lnngo una línen norm:-tlc ai centro dclln laYolctt:~ ed H
fuoco principaie a !la dislanzn di mm. 114.G. Una sfcra i! cui rag-
gio si a di mm. ll~I,G ha i gnu/i qtwclrali cguali a :1 mm.2. (ll grado
qtta<!rnto ê il quadra to dei grado dei ccrchio chc snppianw cs-
~~O r -;~i:J(~-
2
scrc c quindi : e r:-tpprcsentn ln (412r,2,nG2) 1n2 parte
dclla supcrficic sfedc.a). Sul la tavoiclla mobile, é fissa una carta C
divisa in tnuti qundrati ognuno dei quali hu 2 mm. di lato c
ftAGGü.\f:,Ll•) DELLE C:\l.T;Ic I)[ L CCF. f;.F.:\f::R.\f,JlE2'TF. CSATE

i
Candeia stcarica
-" .s~ -o I
I -
~~ ~~ ~~ ~~
o::;'.)
I
i-:toilt! I
·~~
~i :~---------1
-::::::
un;tú di luce ;:·:; ;.~ J~~ ;"3 : d.1 5 I da ti I
--
;: >
c·~ ~- ::...;:- 8.-!: : <1l pacco al p-lCCO ~--=---
----! ! I
I I
C:.11Hiela decimnlc 0,10-l O,SG 0,78 O.G7G 0)7 O,i9 0.05

Lnmpacla Carccl 9.62 1,00 8:27 7:50 6,50 7}8 7,GO 0.-181
II
C::~ndela Inglcsc. LiG 0.121 ,1,0(1 o,~t 9.70 0.89 0,92 0,058

Tedesca 1,2S I 0,133 1,09 1,00 O,iG 0,97 1,03 O.OG~


I
I
di ~lo naco 1.48 11,151 1,2G 1,:31 1,01 l,O+ 1.04 0.074

ttoile daõogni pncco 1.30 0.135 0,12:J 1,03 1,00 LOO 1;035 O,OGõ

6 L2G 0,131 0,08i 0,98 0,978 0.9i8 1,00 0,063

Campionc \'iollc. 20 2,08 17,20 1é>,G5 15,40 l~AO 15,8 1,00


-317-

,;: 9. - Ventilazione.

Qunlc é i! metodo migliore per giuclicnre della snhtbritú dcl-


l'a,·ia <li un ambiente'! Dei tnnti flnorn proposti piú o meno
lcoricnnlcntc esalti 1 nw chc in prnticn ttrlnno con <lifficolt:l di
vnrio gcncrc (r.ome ln dcterminazione dcllc snstnnzc org:llliCIH~.
dclla umiditú c dclln tcmpc1·atura dell'arin) ncssuno ha polulo
finara sostiluirc quello proposto fin dnl 1850 dai PJ~TTE~IZIIFI-:1:,
cio<! ln detcrtHinnziollC dcll'nciclo cnrbonico contenuto nell'nrirt.
Tnle deternlinnzionc non si fa seguenclo il critcrio chc esso:
nclla qunntil:\ in cui comuncmcntc si puú lrOYarc ncgli .nm-
hicnti ahitati, ri(>scn tossico o lct:l]c. rna ca1colnndolo come nn
indicc dei co1nplesso inquiunmento ~himico c dclln nllernzionc
ehe 1' n.ria subisce per In prcscnzn dell'uonlo in nn runi>ientc
chiuso. lnfatti il l'I·:TTE"""FFEn ha flssato il !illlilc di lolkr:IIJZH
rli tnlc gns ncll'nria nll'l 0 / 00 (ncl caso di ospcdali O,i 0 { 00 ) mcntrc
chc . per spicgare ciTelti tossici bisog:1n nrrivarc a proporzlo11i
de! (;.s 0 / 0 " lctnli ai 1f>-20 ''lo· 11 limite nclutHJIIC dcll' :tc·.idn c:tr-
honico nclJ';lrin Ú di 1 Ofoo e ]n dctcrminazione di CSSO Si f'n
coi 111dodi indicnli in 'qucsto Jnanuale, chc rigunrdnno 1:1
chimica npplicnln n11'igienc.
Ciú posto, cmnc si <':llcola la qunntitú di r~rin neccss::nin: per·
chê, mercê la vcntilazionc qucsto limite non possa csscrc sn-
pcrnto?
Ln fnrmuln piú sctnplicc, n cu i !lei resto, mcllono c.npo anchc
lc nltrc ronnule ê qnesta:
A= _r_~_
c, c
nel la qual c A ô la qn:tntitit di nria da conosccrc, L (: In <JIH!Il-
lit:'t di ncido carhonico procloltn in ogni ora dali' uomo '"'
cspn~sso in litri, e (! la qunntitú di acido c:1rhonico ncll' nrin
1ihcrn, 1n qunle deve penetrare ucll'runbienle c chc in n1cdia
si riticnc dei 0 14 ofoo: c c 1 C il litnitc 1 °/c.o stabilito, o 0:7 °/00 in
nlcuni casi spcciali.
La qunntitfl L pct• l'ndu\to in riposo e in Inedin di lilri 22.;1,
j:'>cr qucllo in la\'oro C di litr.i ~G. Per i fanciulli si riticnc in
tne<lia <H litri 10, per i giovnnetti di litri 17, ma per calcolarln
tneglio i~ proporzionc nll' ctú, si ricorrc alia fonnula sc-
gucntc de!
L= 7 + (n 0,5)
in cni 7 é J'ncido carhonico prodolto d:tl hambino nel primo
a uno di"Yitn, H ~~ il numero degli anni e o.:) ô la qnnntit:\ di eu i
per ogni anno cresce la jll"O(luzione dell'ncido carhonico. Orn
p. c. co11 un fnnciulln di hnnni S si ha
L = 7 + (R :-:: 0,'•) = 11

..
11 luho !llOI>ilc porta nd una estrcmit:l una enssclla rT nclln
qu:tlc si c.ollocnno una o pilt lastrc di opaeit:'t gradttnlmcnlc
progrcssivc c scgnatc con nnmeri corrispondcnli a quelli di
una tahclln <lovc e indiealo il cotrticicnlc di ciuscuna lustra
dei qualc si <l<:ve lencr eonto ncl calcolo 1 come \'Cdrcino. Al-
l'~ilti·a cslrcmilit si trova un ocnlare.
Ncl tubo tnoiJile in eorrispondc11zn ai punto d'incolllro co!

Fig. 22.4.

lul>o !isso, trovnsi nu sistema <li duc prismi. collocati fra di


!oro in tnodo chc dall'oculare si vede uua figura luminosa eli-
coidalc Ja cui parte ccntralc t! dnta d:tlla lucc eheatTh'a lungo
rassc dei tubo mobile e Ia parte perire,·icn dclln lucc riOcss:t
proveniente dnlla lampadin!t dcllo strunicnto. Per l'uso rego-
1

lata la liannna dellft lnmpada catnpiottc, se si vuol ddcrminarc


l'intensilú luminoso~ di una sorgenlt·~ la si colloca in dirc~donc
dell':1s~c dcl luho Inobilc {dô chc s_i fa rcgolandosi con uu ap-
- R!fl-

ca.rhonico riscontrntn, si dc<lucr.. con specinli formule la quan-


titú di nrin penet-ra ta <lnll'estcrno. Se, durante l'esperimcnto, chi
opera ha avuto cura di non fermnrsi neJLuniJicnte eccctlo chc
per lo stretto tempo nccessa•·io per In raccolta dcll'aria, c non
si e avuta ultcriore procluzione di acido cari>onico, ,; surti-
ciente In formula ,egucntc stabilitn dai SE< DEL:

:e == 2 :303
1 111. log. ~=-!!.
P2- a
nclia qualc P indica la quatllilú di acitlo carbonico dclln prima
<lctcrminazionc, P 2 qucllo della scconda, a la quantilú di a ciclo
cnrbonico dei!' a ria lihcrn. m la cnbaturn dcll'ambicnlc. ~: la
quantitú rli a ria penetra ta· rlnll'estcrno, Per evitare Je canse di
errare protlotte dnlla pcnetrnzionc dcll"osscrvalore uclla stanza
C: prcfedbile fnre la rnccolta dell' aria dali' cstcrno mediante
1' appa•·ecchio di SEnAFI>"I descri !to a proposito dell' nnalisi
chimica rlcil'aria faccudo penetrare gli nppositi tubi atlravcrso
un foro dei muro o clella porta.
Se durante l'espcrimenio, per la prcsenza dcll'csperimentn-
tore nclla crunera, si hn continua produzioue cii acido carbo-
nico, bisognn ricorrerc acl allre formule clelle rJ<Inli ,; prcfc•·i-
biie lJUCIJa clelJ'HA"GEIJACII, modificata dai 1\ECIIK.\GEL:

('i- c--, I
v
[';l - c

dove ct 6 la proporzionc di ncido cnrhouico al ])l·incipio dcl-


l'esperimentn, c la proporzionc ncl!'nria che cntrn 1 l la quan~
titú di ncido cnrbonico chc si producc in un'ora, \'la qunntitú
di nria che cntr:1, I il tempo dell'csperimento, c 2 ]a quantitil di
acido carbonico dei la scconrla dcicrminozione. Per l'i•.Hlolc dei
nostro nwnunlc noi non possiamo qui dilungnrci sulln ciiscus-
sionc di questa formnla per la qunle rinwndi:nno il iettorc o
ai ln\'oro originn1c dcl Ht·:CH?\"A<;Er.. o al lavoro dei SEn.\Fii\:1 1
sul Htri pcrforati di Appert (Annali d' Ig. Sper. Voi. V. fase. 111)
ncl qnalc si hn per lo scopo una gnidn pnrlicolarcggintn cd
csnttn.
-- BH-
punia dctla fian1m:l cd il ~r:ulo delta sc:da ehc ô slalo prc-
scc11o.
Seeondo ehc s'in11~1lza la finmmn alie ~ra<lnzioni scgnntc cotl
10-:W-:)1)-·JO-f>Ü si h:t Íll llll •:ariOllCÍIIO interno aJio slrtllllClllO C"

una illuminnzione eorrispondcnte nd altrcttnnlc c:uulc1c 1nctro.


All'eslcrno dclla eassclta trovnsi un altro carloneino C' il qual<!
coutcmpornncamenlc a qucllo interno, .si puú osscr,·nre nltrn-
vcrso nd nu oeularc H munito di 1111 vetro rosso.
Per ruso eolloeato lo slrumculo in Jnodo chc .il cnrtoncino
1
- :i21-
fognntura che trnsp:wli i tnalcriali di rlfinto nd una cnnnlizzn-
zionc spccinle o qnclla cittndinn genernle, ottima ncrenzionc
specialmcnte nclle suJe <li mallnzionc, nclln trippcr!n, nclle
pcbn<lc e nelle stnlle.
Per qucste rngioni gli igicnisti preferiscono per i locnli di
mattnr.ionc il sistema n gnlleria a qucllo cellularc c ciô spe-
cinlmcntc rignnrdo nlln son·eglianzn.
I sislcmi di nurcella:ione oggidl in uso sono i ·segucnli:
1° llccisione rle1 Jnirlol/o nl/ungnlo co/lo sli/c, sistema qucslo
che, secondo noi, ,·, il migliorc cd i! piú sicuro, csscndo faci-
lissimo a mano esperta far penetrare lo stilc fra l'occipitc c
!'atlante;
2° Colpo cli ma::za sul erauio . col qnnle 1' operntorc ricscc
n stordirc rnnimalc che poi vien subito ucciso col <lissangun-
Incnto;
3° Uso dclla IIIUsclwra dei Bnui"EAti, chc consiste in nnn
cuffin di cuoio chc si :.~pplicn sulln fronte dclranimnlc. Ess:1
porta nclla parte ccntralc una gnaina, altrnvcrso In <JUnlc con
nn eolpo (li piccol[l mazzn il mr~ccllnio fa pcnclrn,·e nel crnuio
per :) o G ceutim. uno scalpello che [ll"O<Iucc la mot·te istantanca
<lcll'animalc;
4• Uso dclla pistola di TIEHH. Qucsta consta di uno zoccolo
cilindrico di ottonc chc si applica sulla fronte dclla vittim:t e
c.hc c :tttravcrsalo dalla canna di una pistola pcrforata nll':t-
ll1Cricnnn c munitn c1i un npparecchio cli chiusura n percussionc
ccntrale. Talc apparccchio c molto Jodato <la nJcuni, ma pare
chc ahbia dato luogo a ctisgrnzie di perso11e e quindi non sem·
hra da raccmnnndarc;
5° Dissnn.rJ!Iamento. Qucslo deve seguire rapidamente lnlli i
mcto<li fi nora dcscl'itli per dare alia carne grato snporc, e fnrlc
ncquistarc 1nigliori proprict:\ nutrienti oltrcchC meno disposi-
zionc alla putrefaziouc. Gil isrneliti usano il dissnnguamenlo
anche per i grossi animali senza farlo precedere dall'abhatti-
rncnlo coi 1netocli dccritti, ed essa poi C universaln1cntc usnto
per gli animali di piccolo taglio.

§ 2. - Distinzione delle carni.


L'ispczionc dclle carni chc sen·ono alln alilncnlnzionc <lcYC
cssere iniziala mcntrc J'animalc dcstinalo a roruirlc e aneorn
vivo per l'i\evnrc se csso <lin1ostd nell'andnturn o aclla supcr-
ficie dei corpo scgni di lcsioni inten1e o<l esterue imporlanli.
Non si trascurcranno quindi i sintomi chc possnno csscre di
gnicla sullo stato. di elfl, di nutrizionc, di sanitil o di Jnalattia
dcl\'animalc .
. Tosto ai>l>atluto 1':1ni nwlc dcvcsi ri volgcre l'allcnzio.nc a \In
npcrlura dc:llc grnndi eavil:'t plcurica c pl~riloncalc, :1i visc1~ri
Tm;w; c illi.\T.\. ~I
corrisporHlC cio<·~ ~i gradi qu:Hirnli dcll:t sfcr:1 c!Je ald>in per
e.enlro il centro ollico della lente, il rJualc si trovi a mm. 11-1.6
dist:mlc dalla cnrl:L
Ora dato ehc si voglia dclcrmin:tre i! fnscio di rnggi lumi-
nosi chc atlrnvcrso di una lineslra nrri\'ano in uu dato punlo
di 1111:1 stanzn, rlalla volta celeste, il 'fll<lle fas<:io rla \V~-:n~-:n
v iene eilinmato (lfll]Olo spa:iale, se qucsti :nrivnuo in senso nor-
JlHllc :dia carta fissa sulla taYolctta, bnsta eonl:trc iJ numero cli
qu:Hlrati ocettpali clall'ilnmaginc pt·oclolla dnlln l..::ute c ripro-
dur.Cillc il trnllo di volln ccJcsle chc da quel puni o C visii>ilc.
i\L.1 se in\'ccc la lucc cadc cou nn angolo ohhliquo 1 <~ntra in
giuoeo l';lltra lcggt~ di J'ololllCiri:t, cio<":: J..."inlcnsilú l11minosa di
una clulll SlfjJCr{icit~ t~ protwr::.ionulc ai seno dcll"unyolo di illci-
dcn:u o ui co~·cno tlclf'anuolo di deiJu:ione. Quindi dopo di nvcr
c:llcolato rnngolo spazialc llltllcndo la tavolelln lllübílc in di-
n~zione nornwle ai rnggi (ullgolo .'i}1fl:.ialt! 11011 ridotlo), lo si mol-
liplica pel ~cno dcll'angolo formato rlnlla tnvolcll:l colln pcr-
pcndieolarc, i! (jualc ú cgualc all"angolo di inddenzn dei rag~i
cd l! scgnalo dall':u·co di cm·chio gradunlo J1 di eui <.! lllliiJitO
lo slrumcnto, oltenendosi cosi l'aii(JO!o SfJa:iale rido/lo.
Secando il Con:\ questo non do,Tchl>c csscrc minore a !)()
quadrdti dC'1Ia cart.:l per i ragl!.i in dircz.ionc uorn1~1lC c pcn:ii1
per ahhrcd~trc il c:tlcolo, aJio strumcnlo ê flllllCSSa llll:l la-
vola la qttnle, corrispondcutcmcnte a queslo dato: fa conosccrc
il numero di quadrdlí clw dovrchhcro almcno csscrc copcr!i
dalla volla celcslc per ogni cle\'azionc dei rag~i 1luni110Si. Noi
qui la riproduciumo loglicudola d;!l)avoro dc!l'ing. SJ>.\.1".\I:o chc ·
J'lla COSil'llila,

==~====~=-=-=-========~,====~:====

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----1·-·--·- - - - - - -
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:>7-1 IN 1!i2 :12 !i+
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7 <110 20 I'IG :~li s:-)
s ;):"">!) 21 IX!l :IS XI
!I ~2(l 22 t:iJ <Jil
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10 2HH :!:~ 12X T.!..
11 ~ti2 2·1 12:1 <IH ()7
12 2·tn 2;) tlX '>0 GS
1:1 :2:!2 ~G 114 ;,{) (jiJ
1,1 ~07 27 !til (i5 fó
I~ l!J:l 28 107 70 f>:~
lG JRt 2~1 J(J:-: Hli :11
17 171 ;w 1011 !lO 511
qunlc sen·,~IHlo a scopo cornmcrcinlc nc incliea ancllc il Ynlorc
alimentare.
Innnnzi tntlo .si dislin~nono lc duc metei e<l i quarli: quelli
nnlcriori e quclli postcriori. A quesl::t prirl1:l divi~·donc grosso·
lana segnc (da noi in 1lalia) uJia sceonda ilr C(ffcgorie o tagli
foncbta snllo spessorc mr~ggiore o 1ninorc <1(~1lo stralo mnseo-
Jarc, .s11lla nwggior o JHinor ricchezz:l di f;.lscic c tendini: c sul
lnvoro compiuto <lLI!"~lnte la vila dai varii gruppi muscolari (fi-
gura 227).
Nd primo taglio (fig. 227, 1°) vanno compresi i n1nscoli ddln
coscia c <(Ue]li dei lombi e de! tratto posteriorc dctln colonna
vertebral c; ncl seco H <lo tnglio (fig. 227, 2°) i muscoli dei! a rndiec
de! colln, delln spalla e dei lianchi, ncl ter=o· taglio (lig. 227, :\ 0 )
il resto chc comprenrle i muscoli dei collo, cle!la testa, <i<'gli
arti, 'Iuelli coslali inferiori, dcllo stcrno e ticlin parctc ncldo-
Jninalc. .
Ollrc a qucstn distinzionc dcllc cnrni <loYnta alia provcuicnz:-t
d"': 1Hnscoll d:.llle varie pnrti dell'organisnio, una sccon<la tiC
c:-.. ... ~ secondn dcll'nnimale da cui la carne pro\'icne.
l . . a carne tli 1n qualilá ú quclla chc deriva da Jntoi gio\'ani
castr[lti ncJla prima ctú, o da vnccile giov:tni chc nou abhi:uw
piú volte partorito o da vitclli della etit da '1 sctlimanc n 2 mcsi.
Vanno pure :JScritlc a qucsta le carni di nllrí animal i macc!lati
giovnni~ non dcfatig:ati cd opportun~unenlc aliillCntali: conte
montoni, maiali c caYalli. Qucsta carne ha un aspctto e colo-
rito spcciale rosso e nclla superficiq di ·'''~lio ha una grau:~
clovula nllo spo•·i;ere dcllc abbonclanli fib nii!Scolari Ira le
poche tnaglie dcl counellivo, dove il grasso C discretamente
a!Jbond:Jnlc. Essa é soda ai latto c di odorc gradc,·olc. Quella
di vitcJio c di montonc ha un colorito rosca c quclla di porco
un aspelto untuoso sp,~cinlc.
La carne tli 2·\ qualitú provicnc da buoi \'Ccchi, sollopo.sli :1
lungo Ja,·oro, o ela vacehe gradde o da tori od in fine dn nton-
toni, tnaiali~ ca\·alli, n1uli i qnali non sieno nellc con<lizjoni di
riposn e di ctú vo\ule. Essn h::t JHli'C un colot·ito rosso, tna H
grnsso C scarso ele fibre connelliYc sono piú numcrose in modo
chc la sttperflcic di taglío ha una grana piú grossolana. AI la! lo
e tneno soda.
La carne di.):\ qualitú in\·ccc pro\'icnc <In nnim:1Ii stanehi c
logorali da lunghi l[!YOI'i o dalla riprodur.ionc dclla spccic\ o
dn vacchc l:itlil"crc vccchic. Essa é molle, ncquosn, nicntc ela-
stica, all'al'i:t si asciuga cd annerisce facillllcntc. L:t grnnn 4':
ínolto grossolann, i\ coundth·o ahhond~llliP..
- ~IS-

Quindi valendo cnlco]nrc l'aria ncccssnrin per un uotno aclnl!o


in riposo, in un ambiente comunc si ha
')')i ')')' - :!
A = -o,Ü(lf:·~,oool =- -~~.~;;;,;- = "'·~' '"
in 1111 osp"<lnlc;

A ::.. :: ---~?_2__ = _]~~ =: iil" 7;;


o,ooo7 - o,ooo-1 o,ooo:;
Pt~r f'aneiulli di S nnni in nnn scuoln:
11