Sei sulla pagina 1di 8
Mt. 5, 37: a a cid che Ma il vostro pia parla vien dal sia maligno. Ubi Veritas et lustitia, ibi Caritas [ivelasione « Rligione Attumione © Infrmarlone - Disamina - Responsabilta Anno XI- n. 13 (Ouindicinale Catolico « ANTIMODERNISTA « Fondetore: Sc. Francesco Putt Diretra: S20. Emmanuel de Tavers Luglio 1985 ‘COLLASORAZIONE APEATA A TUTTE LE = PENNE PERO NOW VOLER SAPERE CHI UWA DETTO MA PONI MENTE A CIO CHE DENO™ im Gr IL VESCOVO DI CHARTRES E LA RESURREZIONE DI GESU’ Incredibile affermazione Un ragazzo del terzo anno di cate- chesi domanda a Mons Michel Kuehn, Vescovo di Chartres: «Che cosa pensa della: Risurrezione?». eGli ho domandato — serive il nostro Vescovo — perché mi facesse questa domanda.... Ho compreso, infatt, che era un modo per esprimere Tinterrogativo, che ai cateckisti accade speso a sentve e che 8 fondamentale Cio® “che significa risuscitare?”, ma are che: “e vero che Cristo #risorto?”e “Lei ci erede?”, Aleuni sondaggi, effettuati tra un campionario rappresentativo — conti- nua il Vescovo Kuehn — rivelano che un‘aliquota non disprezzabile di cristiani afferma di non credere alla Risurrezione li Gesie ‘Mi sembra che per molti sia un modo a dive che ls Risrresions 2 eile ad- immaginare, a spiegare... Mat ben vero [ecco Tineredibile afermazione del Vex scovo di Chartres!] che la Risurre- zione di Gesit non si dimostra, si erede. Gli Apostoli alla Pentecoste, han proclamato: “Questo Gesit che voi avete crocifisso ® vivo, noi ne siamo testimoni”. E la folla che li ascoltava ha creduto “sulla parola” sotto Vazione dello Spirito Santo...» E’ quel che fa anche ogg la Chiesa, conclude il Vescovo di Chartres, Eh no! Non & questo che la Chiesa Cattolica Romana ha sempre insegnato ed insegna e che gli Apostoli ei hanno 80, con la loro testimonianza, Demolizione ab imis F, Spadafora ne La resurresione di Rovigo (Ist. Padano Arti Grafiche) 8 serive: «Da aleuni anni, la Risurrezione di Gesit tra i cattolici @ alUordine del gio no; ne scrivono un po" tutti, presentand in genere, come actuisito, che Ia Risur- rezione di Gesis, nel nuoto senso ora inventato_(risurresione=esaltazione), 2 ppartire dal Coneitio Vaticano I, * liei” dichiaran ela “storicita” del gr to, fondamento del C sso non pud essere dimostrato né documentato [..del dogma cattolico rimane soltanto il nome: Gesu che “risom ® Gesit che “tive” tuttora nei suoi Fotol, per ta eredula conuniti det suol Seguact: quasi come per noi superstiti “rivono” i nostri cari defunti» (pp. 5 +8). Con molta chiarezza denuncia la de- viazione anche Raymond E. Brown, pro- fessore di esegesi a New York in La concezione verginale ¢ la. risurrezione corporea di Ges (trad. it: Brescia 1977; originale del 1973) e con molta evidenza cumenta dai testi evangelici e dalle ‘an Paolo, in particolare | C la Risurrezione corpor sempre insegnata dalla Chiesa, Borla Francia, segnaliame Taricolo i A. Feuillet, professore all Istituto Cate tolico di Parigi ed esimio esegeta Le ‘apparizioni di Cristo Risorto furono pur Mnente interiors we Owerratare Ror ‘mano, 12 marzo 1972, p.2. Articolo che concerne direttamente il nostro tema: i testi evangelici le lettere di San Paolo, gli Ati degli Apostoli sono documenti stor di Gest, rici che dimostrano la realta storica della Risurresione corporea di Gesit. Il prof. Spadafora uel Wr citato,ripora in (pp. 191-199), insieme con sti ¢ per intera, Tarticolo del let, con Taltro articolo del mede= imo autore I Pellegrini di Emmaus (L’Osservatore Romano 28 aprile 1972, P. 3). Lo stesso volume del prof. Spa dafora t rivolto a confutare la negazione della Risurrezione corporea di Gesit, ad opera del gesuita X. LéomDufour nel libro Résurrection de Jésus et message pascal ed, du Seuil, Paris 1971, ¢ a 1, con Tesegesi wo che Gesis e risorto (¥. pp. 1 x: Neo vangeli eque parati a leggende fantastiche) ano nn, 196 tice La fonte dell'incredulita HL Feuillet (art. cit. 1972, p.2) serives A. Feuillet nello studio sulla storicith della Risurrezione corporea di Gesit La Découverte du tombeau vide en Jean 20, S11 et la foi aux Christ Ressusc Esprit et Vie 87 (1977) 257-268 ¢ 27 284, serive: «Ai nostri giomi, @ divenuta cosa corrente proclamare che la Risum resione di Ges, fondamento del erst nesimo, non appartiene in alcun modo ‘lla storia e Hon potrebbe essere junta che mediante la fede» (p. 279). Jopo di che il Feuillet dimostra il con- E noi alla sua Hae tad dace iy Hee ee tele teste) a tae Set Beh “ varie ae Seat gre ie Ph Sora cilreeie. glares Pee searayvemie ee tram ote Spaiafor le pogine 1992, 11 Tir git cate dh Cambio della guardia Nella direzione de La Civilta Cattolica al Padre Bartolomeo Sorge inviato a dirigere un «Cem tro Studi sociali» in Sici bentra il confratello Padre Gian Paolo Salvini. Aleuni organi di stampa han- no visto nellavvicendamento ¢ nell’ «esilio» siciliano del Padre Bartolo-Mao un paso sulla vita della «restaurazione», di cui ha parlato il Card. Ratzinger, no: ché un effetto dell’ «integrali- smo», da cui sarebbe affetto Pa- a Wojtyla. Ma au Il Tempo, faribas, Jeggiam: «Padre Salvini % un gesuita giovane (non ancora cinquanten- ne), esperto di economia e dei problemi dell’America Latina, faligltta, icino al cand Carlo M. Martini, apertor. Se ¢ vero, non si @ chiusa una falla: a un demolitore ne? suben- trato un altro, ¢ forse peggiore., _ Anno XI n. 13 DA NAPOLI riceviamo e pubblichiamo Gentmo Direttore, non Le avrei mai seritto se, a distanza di pochi giori, non mi fox sero capitati tra le mani due «frutti» della Pontificia Facolta Teologica della mia citta, Di uno ormai sono in parecchi a parlame, ed anche voi: mi riferisco a quanto abbondantemente avete scritto sul n8 di si @ no no a roposito di Brung Forte, astro na- scente della teologia italiana. Dell'al- tro «frutto» napoletano si 2 preoccur ato di parlame Alfredo Marranzini. Questi, hon so ae a nome o solo col consenso de L’Osservatore Romano, ha scritto un articolo dal titolo «Teolo- gic filosofi in ascolto della storia». La mia sorpresa quando ho notato che sono ancora filosofi e teologi napol= tani a.. colpire! Questa volta si sono ‘messi in gruppo per cantare inni alla storia. Gli autor’ trattati non hanno o meglio non avevano, ai tempi, niente a che fare con la teologi« Hegel, del quale scrive C. GRECO, Marx osannato da D.PIZZUTI, Gx damer utilizzato da F. DONADIO per lace male della jatalsign eee Aeeffer celebrator oltre che da Ne GALANTINO, anche da L’Osservato- re Romano che gli ha dedicato una foto. Sono questi i quattro autori dei saggi raccolti nel volume Pensiero e Sworicitn della Morceliiana e applau- diti da A. Marranzini su L'Osservatore Romano (13 aprile 1985, p. 3). ‘Quest teologi napoletani devono essere proprio degli innovator furiosi. Non sarebbe meglio che, invece di mettersi in ascolto della storia, ascok tassero di pitt la gerarchia e recitasse- ro qualche rosario in pit? Nessuno sottolinea il pericolo di quello che viene seritto, ¢ penso anche insegna- to, da chi, come fa Galantino (almeno stando a quel che riporta L’Osservato- re Romano) continua a dire che «Bon- hoeffer ha il merito di aver offerto un notevole contributo per una conce zione della storia come locus theologi- cus». Non go proprio se augurare a que- sti teologi moderni un poco di lavoro tra la povera gente della nostra citta 0 invece lasciare che se ne stiano nelle loro biblioteche a scrivere pagine, che farebbero meno danno se non ci fosse L’Osservatore Romano ad applaudirli attraverso il cantore di turno. Amicus gratus Anno XI n. 13 si si_-no no A SINISTRA RISPONDE UNO SQUILLO Una nostra veechia conoscenza Abbiamo avuto oceasione di interes: sarci ripetutamente di Mons. Luigi S tori, Non solo steologos, ma presidente delP ATI; non la compagnia aerea bientepopodimens che sT Ascociarione dei Teologi italiani! Tremi il povero volgo ignorante. E non si scherza: si veda, ad esempi MSegno, mensile della Diocesi di Milano, dicembre 1984, ultima ps della speranza, titolo a gran Mons. Sartori La teologia itali intende, sotto Favallo di quel card. Martini, che ia stampa italiana laicista preconizza futuro pontefi «Sequire — alferma Sartori — il modello scientifico disegnato dalla teolo- ia tedesea [intendi K. Rahner ed H. King dei quail Sartor ammiratore ¢ accolito}...non ® segno di dipendenza ieee domo mad Attingere [rico piare] anche dall’America Latina fa. ine trodurre freschezza [teorie sociorpoli che, marxisms fresel teologia E teologia italiana (praticamente dopo il Cometic) sone ancora pockin Sempre cod: il Concilio come spar Saeque. Darvro un segno deitempt di questo posteoncilio, di questi anni di Grint, ore denunciats dal" card. Joseph Ratzinger. Benché Il Segno della Diocesi di Milano di nulla si avveda, immerso com’? nella... nebbia. Il presidente dei teologi moral eT'Humanae Vitae Al presidente dei teologi italiani fa eco il presidente ei teolgi morals ian: un aggettivo in piu® Tunica diffe Di Don Giannino Piana — si trat rio di Ini — abbiamo presente Ti sta a vita trentina (16 sett. 1984, p. Humanae Vitae e coscienza.Titolo ativo: i due termini secondo il Piana, come peri contestatorisinistr del imo momento, non possono concorda re sonoin opposzione Eda umarnac Vitae, la dottrina della Chiesa proposta autorevolmente da Paolo VI, che deve, secondo il Piana, soccombere, adatta dosi, trasformandosi in una «normatis Che sia rato di una experiensaeclesale obale, di un'esperienza ecclesiale del 7 ite! wit! convoch la comunitt cristianas. Ane iana raccoglie le firme lebiscito lumanae Vitae sancisce: «In con- {formitas con questi capisaldi della visione umana ¢ eristiana del matrimonio, dob- biamo ancora una volta dichiarare che > assolutamente da escludere, come via ta per la regolazione delle nascite, Tintertusione dieita del procesto gene: rativo. E” altresi edusa ogni azione che, 0 inprevisione dell atto coniugale o nel suo compimento 0 nello sviluppo delle sue conseguense natural i proponga, come bile fa procreaso i La Chiesa, infatti, nom pud avere altra condotta verso gli uomini ee quella del Redentore:conos ad insegnare la legge che, in reall quella propria di una vita umana restitui- ta nella sua verita originaria e condotia allo Spirito di Dio» Ai Sacerdotiricorda: «ll vostro pri- mo compito® guita Tinsegnamento della CI tal mateimonta, Sate prin fivece pensate un po. il presidente dei teolo mnorlie talon’ smbranca con i fom tat a dare Pexempio dun leae oe io, interno ed esterno, al Magistero della Chiesa, Non eminuire in walla i Cristo ® em® nente forma di carith verso le ani- E ai Vescovi: «Con i Sacerdoti, vostri cooperatori, ¢ i vostri fedeli lavorate con adore e senza soota alla salvaguardia © alla santita del matrimonio, Considerate ‘questa missione come una delle vostre pis turgenti responsabilita del tempo presen tes Nelf'enciclica il Papa manifesta e spressamente la volonta di proporre a tutta la Chiesa la dotrine i Nosto st Cristo, in vith dell autor . di Vieario di Cristo: sin virtu del mandato da Cristo @ noi affidato» (n. 6). Dungue, f Humanae Vi a infalibile del Magistero watio (aprile no 1968) Farticolo in corsive: «ll Magi Stero ordinario infallible, del card. Gite seppe Siri ef, anche Hilarius: errori deviazioni post-conciliari, ed. Civilta Brescia 1969, pp. 265-282. 321-337. Su L'Osservatore Romano del 19 ottobre 1968 p. 3 il card. Feliei precisae va: cana verita pud essere sicura ¢ certa e, quindi, obbligare, anche senza il crisma della definizione ex cathedra, come, in realta, aviene nella enciclica Humanae Vitae, nek Ia quale il Papa, Supremo Maestro della Chiesa, enunzia una verita, che & stata costantemente insegnata dal Magistero, ed @ rispondente ai dettami della Rivelaziones. Mail Pia- na, presidente dei teologi moralst italia- ni, preferisce attenersi all'infelicisima ed indebita dichiarazione rilasciata da Mons. Lambruschini (che il Signore lo abbia in gloria!) in oceasione della pre= sentazione della Humanae Vitae nella conferenza stampa del 30 luglio 1968. “Quando cit Fumie Ve — dice, infatti a sua giustficazione e sostegno il Piana — lo stesso presentato- re Mons. Lambruschin di fonte a una precisa domanda di questo tipo [x ive giudizio dato dalla S. Sede, sulf uso dei contraccettivi definito moralmente inac- cettabile, & un giudizio irreformabile). rispondeva che si tratta di un documento di magistero ordinario e come tale di sua ‘natura non infallibile ¢ non irreformabi- les ' " vero che si tratta div magistero ordiaria ¢ non di definzione solenne, Ma il di pit, cio® la conclusione trattane da Mons, Lambruschini, ¢ errata, Allora lepidamente fu commentato: —L'enci- clica ha marcato visita e il presentatore Tha dichiarata «rivedibile». te flat! La dotting rguarday te il dogma ¢ la morale, proposta solen- remente dal Magietero Gupremo, anche senza la forma della definizione, eselude Terrore la possibilita che col volgere del tempo venga cambiata Un linguaggio indegno di un teologo moralista Il Piana afferma che bisogna «tener conto [nel trattare il problema attinente la materia delfenciclical della necessita di mediazioni pastorali, della necessita so protiatio di attenzione alla diversita deb situazioni e del peso rilevante che ‘hanno talora alcune situazioni di conflie to di valori, nelle quali non sempre & facile riuscire ad ‘adeguars in maniera totale a cid’ che U'Humanae Vitae pro- at ranks sous cs te ete guaggio degno di un teologo, e di un eee eta Te professore alldngelicum. demolendo — fi almente — il funereo K. Rahner, Pido- teologiche italiane: «Notiamo ansitutto che una tale riduttiva’, questa deve esse sresuppone che ildato cultu- rale di una determinata epoca (“la situa- sione attuale dello spirito”) sia un dato 4 Anno XI n. 13 intangibile al quale si deve per forza adeguare: la gente pensa cos, bisogna adattarsi! Ma avanzare una tale proposi- zione, cos’ altro se non voler incatenare la Parola di Dio, sottometterla alla sa- pienza di questo mondo e al potere del demonia, che & padre non solo del male ‘che fanno gli womini, ma, pitt profor dariente dll ideloge ere he on rofessano? Non mi pare che gli apostoli, ur premurandosi di esser Giudei con i Giudei e Gentili con i Gentili(cfr. 1 Co9, adattareil 20-21), sisiano preoccupa messaggi erstano della er dalo periGi 1, 23)— alla “situazione dello spirito della loro epoca! Né allora, né oggi, la Chia pd modificare iso messaggi in one delle idee dell ambiente: ¢l'am- biente che deve (se necessario) cambiare le proprie idee per aderire al Vangelo: metanoia_ prima che “conversione dei costumi” significa “cambiamento di pene siero"; ¢ la metanoia ® la prima cosa richiesta a chi vuol essere salvato (tad es, Atti, 2, 38). Lassoluto non ® “la situazione attuale delo prt Fasole todil messaggio evangelica, ed alla luce ai quest ultimo che dev'esere giudicato tutto il resto, ivi compresa la cultura contemporaneas. Lo stesso discorso vale per la morale cattoliea Sono prineipi P ear, ovvi anche per un pre Ilo studio della teologia. Tanto pitt dovrebbero esserlo per il presidente dei teologi moralist italiani. Natanaele Un acceso progressista alla Lateranense ROMANO PENNA I prot, Romano Penna, che insegna da due anni esegesi del Nuovo Testamen- to alla Pontificia Universiti Lateranew se, il 25 aprile us. in una tomata o simposio teologico (1), organizzato alla PUL ineollaberaione con Aorist ne Teologi Italiani, ha negato sic et simpliciter Tautenticita paolina della let- tera agli Efesini, definendola «post-pao- demolitrice che shalom eco dei suoi compagni di cio Tota Biblio. fat Rinaldo Fabris nel vol. Hl de Le letere di Paolo a cura di Barbaglio-Fabris, (che Romano Penna ha recensito elogiando su L’Osservatore Romano), alle pp. 189 s. 200-202 fa sua Tipotesi di 0. Kuss (1974), che rimanda alf80 dC. la composizione della lettera agli Efesi ‘a lettera— seriveil Fabris non stata scritta da Paolo, ma da uno che vive © si ispira alla sua tradizione 0 scuolav. E! Tipotesictesi delf'acattolico Charles Masson (Comm. du N. T. IX, Neuchatek Paris 1953, nelle Conclusions, pp. 226- 228), il quale, tuttavia, riconosce che Vepitre aux Ephésiens est paulinienne de langue et de penser Tat protestanti rite ettera che dei negatori, Juan Leal 8. J. Carta a los Efesios (La Sagrada Exeritura), N. T. TL BAC 211, Madrid 1962, pp. 603-065, serive: «Muchos criticos consideran Ef. co- ‘mo obra de un discipulo de fines del siglo T(Dibelius, Charles Masson, J. Moffat. A © King). La autenticidad paulina es admitida A. Deissmann, C. Feine-J. Behm, A. larnack,F. J. Hort, her, E. Perey Th H. Robinson, BF. Wescott y ta unanimitad de todos los criticos ca- tolicos. Riassume, quindi, la tratta- zione di H. Sclier. Esamina:«) lingua b) €) eantenato @) somigfiansa com la letera ai Calosest (2). In Heinrich r, Lettera EB fesini,Paideia Brescia 1963, ta te pps 18-26 IMLed Dusseldorf 1962) apag 19 twa Li legge LSautentcta paotina 8 ‘eonotcuta oltre che dai commenter tori tattolici (8) e da una serie di dotti inglesi, come J. B. Lightfoot, B. F. West cot, F. J. A. Hort, TK. Abbot, J. A. Robinson, W. Sanday, A. C. Headlam, E. F. Scott, anche da E. Reuss, A. Sabatier, B. Weiss, Th. Zahn, E. Haupt, G. Wohlen- berg, A’ Deissman W. Mchaelis, J. de Zuaan(N. A. Dahl)». Vedi anche Tl Mew aggio della salvezza, 5, Torino 1968: Pietro DacquinessLatribusione a Pao: lo delle epistole ai Colossesie agli Efesini 2 tutiore tra | won eattolich oggeta a Contesfsione. La tdiione pit antca (Irenea: fram. Murtorians lo stesso farcione) 8 perd unanime nell attribuire all Apostolo anche queste due missive». Alla ‘voce Efesini (lett agli) di J Gonzales Ruiz in Encicl: della Bibbia, vol 2, Torino 1969, col 1141 si legge: «De Wette in Germania (1826) inau- gurd la critica negatrice dell autenticita della letera agli Ffesina Da allora non si sono apportati nuovi argomenti a favore di tale negariones Lo sleso Michaelis riconosce che “la relazione tra Col ed Ef, che costituisce la principale obiezione all’autenticita, @ tale che lig tesdellauteticitaditute edue lettre Tancora ta slasione autor. ich ora il lettor della supeef> cialita di questi ex alunni sfornati relati~ Samente di fresco dal Pontfici ltituto Biblien Dal 1983, da quel calderone che ® la Segreteria Stato, Romano Penna & pazcato all ta del Laterana, per presentazione.e vlont del nuovo Rete Mons. Rossano, suo concittadino. La «pieta del natio loco» ha mosso Mons. Rossano, a vincere ogni difficolta e a conculcare ogni sentimento di giustizia. Infatti nel luglio 1982alla cattedra ora oceupata dal Penna era stato eletto dal Consiglio di Facolta don Giovanni Deia- nna, da anni assistente di Mons. C Zedda, titolare della cattedra di esegesi del Nuovo Testamento; lo stesso Mons. Zedda, sul punto di andare in pensione lo siglo Ja sua doverosa scelta. Ma nel inci 983 ‘appena un anno dopo cio, il nuovo Rettore declassd il prof Deiana a professore di Lingue Bibliche, per affidare eredita del prof. Zedda al suo concittadino, che laseit la Segreteria di Stato per insediarsi al Late~ rane. Coa da settembre 1983, incr minciata quest altra opera di demolizio~ ney che tucea Tesegetie Tintrodusione del Nuovo Testamento, Nessuna meravi- lia: i compagni di corso, nel gergo Istituto Biblica, definiseono do nna assai espinto», pits degli altri. Perché, per loro, si tratta di cla mo visto defini Barth, erazi us, pe 2). La corresponsabilita di Mons. Rosse no’ innegabile: egli ben conoscevail suo pupillo, col quale aveva collaborato al Corso complet dist bibl. Message io di salvezza. Le critiche si sono sof fermate a suo tempo particolarmente sul vol L introdusione generale delTallora P. Carlo M. Martini S. J, sul vol IV, introduzione ai Vangeli, dello stesso ge- anita ed infne sal Sago cule Peologa > (2 8 nono, 30 aprile del Nuovo Testamento, parte sesta del volume, 1143-1311, a firma appunto 0 Penna Vedi Palestra del mn. 22 © 23 del 1969, di cui offriamo al lettore qualche saggio: «A proposito di questa “teologia” nel Anno XI n. 13. sisi no no 5 N, T. 'Autore [Romano Penna] precisa che parte (“la formgeschichtliche Me- tode ei obbliga a partire” p. 1152) dalla wimitiva comunita ecclesiale, dalla su fede, dal suo Kerigma, considerando la storia di Gest, non tanto come parte, quanto come fondamento della teolo fepoata nel NT. Quind, college pit strettamente che non faccia Bultmann Finterpretazione con Tavvenimento: “contemporaneamente scopriamo che il messaggio di Gesit® come colorato dalla visuale teologica dei singoli evangelisti [non solo Giovanni, come finora gli acat- {olicisilimitavano ad asserire], ma anche tic [+ questo il progresso, sta tutto qui— enon? poco—: nella colorazione teologica; non pitt uno solo, Giovanni, ma quattro colori: uno per redattore seun evangelo] ed ® come tale [vive toltanto eolorato} che esso pub far parte i una teologia neotestamentaria. Partiremo dal Kerigma della prime tiva comunita..: in un secondo tempo saliremo alla storia di Gesis, mediante Vesame teologico, sia globale che singolo, dei sinott F — seguirt: la teologia delle lettere ines — ali scritti giovannei avranno una parte a sé; — infine concluderemo con gli altri teologi scrittori del Nuovo Testamento, hunni! Dopo aver letto— se wienza— testi e note, fino a pag, 13} 1, apprenderanno a proprie spe- fevconn wa “ln confusione teologiea™ 0 ancor meglio “la teologia della confusio- Ire, i brevi cen infe- Tieissima): i Sembra che i collaboratori di questo “Corso completo” non conoseano altri autori che i moderni seguaci della For mgeschichte: e che suppongano che la seienza biblica sia cominciata soltanto contale sistema (fine I guerra mondiale) ¢ nga alle ricostruzioni ipotetiche e ‘esso! [E cosa dira adesso R. Penna della teologia di J. Robinson, J Carmignae, C. Tresmontant, che mandaa gambe levate i ciarpami della Formen- geschichte?). Coa la versione retrospettiva della reona di Gesit(p. 1179-1202) ritorna a TeomDafour, Let bvangiles et Thistaire de Jésus, Paris 1963 e don Penna poteva citare per gli italiani, Ia traduzione post- cconciliare regalataci da Mons, Piero Ros sano nelle edizioni paoline![..] Invece di “Teologia” del Nuovo Te- stamento, invece di esegesi degli evange- Ii, invece di far comprendere ciot ai completo di. studi bibli titolo prescelto “I messaggio della sak vezza’, presentando al suo posto una “summula divulgativa” delle tiche formulate da alcuni santoni della Formgeschichte, Non il testo, ma i por stulati di un sistema, git soppiantato dalla Redaktionsgeschichte. Non Tesegesi cat- tolica, ma una serie di ipotest, cara teristica del libero esame, del “critici- smo” biblieo. h Non Termeneutica che regge Fesegesi cattolica, ma Tassolta mesea al hando del Magister, del “consenso unanime dei Padri”, del principio dogmatico: “Tesegeta cattolico deve attenersi al sen- so quem tenuit ac tenet Sancta Mater Ecclesia, cui spetta Finderogabile dirtto i dare Finterpretazione autentica della Sacra Serittura nei brani che con ale demolitore introduceva ne Yerita del Papa E le Sacre Cony mnpeter- 4? In particolare la Sacra Congregazi per 'Educazione cattolica, 0 per meglio lire ilfactotum Mons. Franceseo Marchi- sano, fa 0 lascia fare a suo piacimento, imile a un congegno invisible che muo- ve le pedine. Dopo che papa Montini tselise Mone. Antonio Pislnts dl suo ulffizio di Rettore Magnifieo, si avvit colutamente [Universita del Laterano al decline alimpoveimento in at sem la perdita di ogni prestigio, di ogni dignita. Paulus (1) Un Seminario dela Carita — Cant Ole cents stadent prov Seminar M ole apfseman 37 emi ira dveutt Tegra, Preparers ) 9H Hiseppt a trodaci pecals NT, V ed, Napole Roan 1969, 1 Lorenso Turrada dtibla Comentads, Vi, BAC 243, Madrid 1965. pp. 360 au: carta iralat Prat Lagrange, Wi eeiott, Benoit Lea. fH. HoepfPA Metsinger Inroducto specials in NT. ed Napoloms 1949, < Cerlave Ine bls Bible (A Robert A MLN T, Pane 1950, pp 509-513, 4) Bpive aux Bphisions. ( (1963), pp. 404-007, CANADA LArcivescovado di Sherbrooke ha diramato il seguente comunicato: «I se guaci di Mons. Marcel Lefebvre hanno ‘acquistato una piccola chiesa all’ angolo delle vie Mc Manamy e Fairmount. Mons, Lefebvre ® venuto’ personalmente ad inaugurarvi if culto lunedi 13 maggio 1985. Tutti sanno che Mons. Lefebore ¢ i on Sua Santi Giovanni Paolo Tl nécon TAreivescove di Sherbrooke. Senza giudicare le intenzioni ¢ la coscienza delle persone in causa, UArci vescovado tiene ad avvertie ifedeli che il culto cattolico romano non vi ® autorize zato, che i Sacerdoti non hanno la giuré= sdizione per celebrarvi la Messa, pred= carvi e amministrarvi i Sacraments. Il medesimo Arcivescovado, perd, non si faceva serupoli di ospitare nella cattedrale di Si Michel, chiesa madre della Divcesi di Sherbrooke, una cer monia acattolica, nel corso della quale dieci studenti in Teologia della C! uunita del Canada venivano nominati p stor. «Formata 60 anni fa dallunione di metodisti, presbiteriani e congregazio- nisti — si leggeva sulla stampa che dava notizia della ospitalita ecumeniea gene rosamente accordata — la Chiesa unita ale te donne al sacerdosio[inesistente in quelle sette] ed & percid che, dei dieci studenti che diventeranno pastori marte- i, sei sono donne». Osserviamo: 1) che Mons, Lefebvre non sia in cominione con PAreivescovo di Sher Drooke ndubitabile, ma no bio che F Ar % in comunione con la 2) quanto alla comunione Lefebyre con Sua Santita Giovanni Paolo I, PArcivescovo di Sherbrooke eviden temente ne sa pitr dello stesso Papa e pereid emana dalla sua Diocesi sentenze che Roma non ha mai emanato; 3) ammesso, ¢ non concesso, che TAreivescovo di Sherbrooke sia in co rmunione con la Chiesa cattolicae Mons Lefebvre no, all Arcivescovo di Sher brooke resterebbe sempre da spiegare il perche ‘del mio ecumeninmo a senso unico, Ma tant! A Renzo, il quale voleva sapere sche ragioni ha dette quel cane [don Rodrigo}, ier, sostenere che la mia sposa non levessere la mia sposa, il Manzoni fa rispondere dal Padre Cestoforo (Pro- ‘messi Sposi, cap. VI) che,se coloro che commettono ingiustizie fossero sempre obbligatia spiegare le loro ragionie cose non adretrs come vn Sioe male. Perci neppure noi mo di sapere perche I Arciveseo- to di Sherbrooke fuliinajeuoicomunt cati contro Mons. Lefebvre ¢ i su seguaci, che non sarebbero in comuni né con Sua Santita Giovanni Paolo II con lui, ma spalanea le porte della catte- drale ad una cerimonia dinvestitura di tori della Chiesa unita del Canada, tra quali sei donne, che certamente non ono in comunione con la Chiesa catto- oo Anno XI n. 13 As nono _ MPER INFIDELES os Gan 2 ee rp pel Italia la diana della ribellione al evlogo some neumoncant ea pyres. tradisione e modernitin oo opponendo pubblicamente il prop ‘Avvenire del 21-5°'85 ci offre in @ Venezia au Gente Veneta (27 glusto ed immotivato gi sintesi le tesi dei vari relator, trai quali il prot Pietro Scoppola dll Universit di ma del quale sono nti rppert con Mons. Rossano, Sorvoliamo sul eclima da stato d’assedio» attribuito al pontificato «di Pio XI (quoque tu! afflitto da manta di persecuzione, come San Pio X) ¢ aul retrivo «modello cultuale-sacramentale, decisamente tridentino € carolino» di rete, al quale si ispirava in quei tempi la Fermatione sacerlutale: ugg lo stato assedioe sit risslto con ta rosa della Cattolicita al mondo e il modello sacer dotale dei tempi nuovi i il prete in rmaglietta e ealzoncini. E yeniamo all ae- ensa mossa a Pio XI di aver realizzato durante il suo pontifieato «il massimo accentramento ¢ il massimo verticismos: «Specialmente alloray e «soprattutto in alia i Vescovi sono rimasti lungamente in una ine paragonabile a quella dei prefer in uno Stato modernoanaiché i successori degli apostoli per diritto divino [..] Vasse portante del cattolice simo italiano risultava estremamente par pales. Lo stesso padre Lombardi puntava suuna «mentalita cattolica pit che dioce- sana». In tanto acceeamento, unico pror feta dei tempi nuovi G. B. Montini, eArcivescovo di Milano, vagamente in esilio che smussa parecchie punte e fin dal 1955, nt run aoe pt dec dei Vescovi italiani. La storia suecessiva glidari ragione {per forza! il nuovo corso ecclesiale ® stato da lui inaugurato ed imposto con ogni mezzo ¢ ad ogni co Insomma, fino al Vaticano II, «non si pud parlare di una Chiesa d'Italia, come ‘i potuto sempre fare, per esempio, per ta Chia di Prancias A grattare appena la superficie di questo Convegno «storicos, appare chiax ro che sostanzialmente é servito a ripro- porre la vecchia eresia episcopalista, che pretende restringere il potee pupae a fvore di quello dei Vescovk eres cor rente nella storia della Chiesa, particolar mente in Francia con il gallicanesimo Condannato da Innocenzo Nd dro VIII, e riemergen fe Alessam nte nell ultimo Cone Avvenire, organo ufficioso dell ep scopato italiano, diffonde (21m: us}, senza cenno di dissenso, le tesi dei conegnist di Bari, Ora chi non dissent mnte. E se i Vescovi italiani avver- tono un complesso d'inferiorth riapetto alla «Chiesadi Francia», segno’ che sono scesi ben in basso e che suona ben alta aprile °85) un articolo a firma di don Antonio Moro, nostra veechia conoscen- 24 dal titolo «Teologia della liberazione: eresia ¢ profesa Superfan dire che per il Mora di Venezia la risposta % Pda ache a Diocesi del eard. Ce ha eretto il suo contraltare al documento della Sacra Congregazione per la Dot twina della Fede su aleuni aspetti della teologia della iberazione. Né ce da me- ravigliarsene, © Lione 29 maggio 1985: Institut Catholique conferisce la laurea in teor logia con la massima menzione (tres honorable) al prete peruviano Gutierrez, pice dela steologin della iberasiones Ja laurea & conseguita sur travaus, cioe sulla presentazione delle opere gia pub cats alle quali va quindi la sudetta menzione di fode. Peranto non ® ered bile il decano della facolta teologica di well Institut, quando asserisce al card itzinger che quel dottorato non & «un atte polemico controle rcenti messe in ‘guardia sulla teologia della liberaziones. Retiore dell Institut Catholique % uel Gerard Defois gin Sepretari del ‘onsiglio permanente dell Episcopato frameesey if quale, in favore della aurea al Gatierez hs dichiarat: La Chiesa 2 tun luogo di libertis. Ma basta vedere ome veste questo pret noncht Mon nore per capire che dice «liberta» ed intende libertinaggio. Quanto al card. Decourtray, che, in quanto Arcivescov di Lione, & anche Cancelliere dell Inst- tut Catholique, © da dire che, nella protezione graziosamente accordata al Gutierrez, ha seguito Tesempio romano del Cancelliere dell Universita del Papa, card. Poletti, protettore di professor, palesemente eretici, come M. Bordoni ¢ Molinaro. Non resta che ritrovare il Vescovo di Lione, a capo della Conferen- zaepiscopale francese, cost come oggi r+ troviamo Poletti a capo della © 20 giugno us: il Capitolo Gene rale dei Frati Minori, che, contro la volonta del Santo Padre significata da Mons, Fagiolo, ha ri TOrdine il padre Vaughn, ha inviato una lettera di solidarieti al «caro fratello» Boff, libero-teologo, condannato dall’ex Sant Uffizio ad un anno di ssilenzio» per meditare sulle proprie eresie, segnata- mente in campo ecclesiologico. «ll tuo Ministero e il tuo lavoro come al gi della Sacra Congregazione per la Dot- tring della Feder " Mentre Roma, e segnatamente la Sax cera Congregazione per i Religiosi, come le stelle, stanno a guardare. © Verona, giugno u. s: nelle Infor mnasont poor & Comnisamne b cesana per Tecumenismo e il dialogo suggerisee degli espunti per una sottor iineatraecumenica nelle celebrasione della Pentecoste>. Vi leggiamo tra Fatro: Lo Spirito guida la Chiesa verso la serve wit tntera”: ruck dive cho 1a ies? ancora in cammino verso la pienezza della veritt, che non la possiede totalmente e definitive. mente (cfr: DV 8). Il mistero di Cristo otra essere compreso sempre meglio nella ricchessa della comanione di diver si'e non nella contrapposizione che d- ride. Nessuno di noi @ possessore della veritt, ma tuti siamo, chi pit e chi meno, posseduti dalla Veriti che ® Cristo Se nore. Nel cammino della veritt ognuno fia quindi un dono da dare ¢ un dono da ricevere; noi credenti dobbiamo scoprire 1a meravigliosa azione dello Spirito che opera anche al di la e al di fuori non solo della Chiesa cattolica, ma an- che di tutte le chiese cristiane, anche tra i pagani>. Niente affatal Lo Spirito Santo ® stato promesso. per spiegare, non per completa, In Rivelantone: De meo ac Cipiet et annuntiabit vos» (Ge. 16, 12+ 15). Quanto a contenuto oggettivo, dune is ls Chiesa cataien et sola pose le totalmente e definitivamente la pie- nezza della veriti: la Rivelazione ha raggiunto in Cristo la perfezione ultima e si ® chiusa con la morte delfultimo Apostolos la Chiesa, per quanto assistita dallo Spirito Santo, non ha il potere né il diritto di aggiungere o togliere aleunché al depositum fidet che hail compito di spiegare e cuistodire fedelmente (Denz. 1800). Invece, secondo la Commissione diocesana veronese perTecumenismoeiil dialogo, che ad arte confonde contenuto ‘oggettivo e comprensione soggettiva, la Rivelazione? ancora tutta da completare, €— incredibile auditu — eon il contre bute ce solo dei eristiani eretici, ma Tews ome il Vescovo di Verona Mons. Amari, svende allecumenismo la fede della sua Diocesi sisi_no no Anno XI n, 13 NUOVO CODICE DI DIRITTO CANONICO ESPOSIZIONE E RILIEVI ec. 959—1253 ’. B. Le sevitte in neretto sono nostre osservazioni Simutazione: Finterno consenso della volont (meglio che: animé: con am che nel c. 1086 del 1917) si prestune cconforme alle parole ed ai segni espressi nella celebrazione del matrimonio. Peri se una parte o tutte ¢ due eseludano con alto positivo della volonta To stesso ma- nento essenziale ualehe proprieth ale ono nullo (es 1101). Osservazione: come detto elvecchio c. 1013 §2 del 1917 due sono le proprieta del matrimonio: Condizione: non si validamente il matrimon one del futuro (es.: se non mi fara figli entro tre anni, rompo il matri- monic, Questa intensione > contro la ). Contratto sotto condi- tlone del passatoo del prevent, val ‘ na, secondo che quanto & posto sotto ta oppure ner per® que- xe onl (del paasato del presente) non si possono apporre (lec tament) 4 non col permet dell e tatio locale, rilasciato per iscritto (e. 1102). rm Timore: invalido ® il matrimonio con tratto per forza o timor grave, ineusso da for nce faconautennte per liberar si dal quale uno debba sottostare al matrimonio (e. 1103). Per contrarre matrimonio valido & necessario che i contr pre insieme, di persona o per procuratore, (che) gli sposi manifestino il consenso con parole, o, se non possono parlare. enn ‘eqn equivalent. 104}, Bereontrar re validamente matrimonio mediante procuratore oecorre: 1) che abbia il man- dats speciale per contrarre con persona cert: 2) che df procuratore sa designate dallo’ stesso mandantee che lo assolva personalmente; 3) perché il mandato valga, dev'esser sottoscritto dal mandan- te, nonché dal parroco o dall Ordinario locale del mandante, o dal sacerdote delegato dalf uno o dalf'altro, o almeno da due testi o che sia rilasciato tramite documento autentico (procura) a norma del dint civil (0 del diritto canon co, cio® mediante notaio di Curia col timbro). Se il mandante non sa scrivere, lo si dichiari nello stesso mandato, ¢ tale mandato sia sottoscritto da altro teste sebbene non lo sappiano né il procurator re né Taltra parte (e. 1105). Si pu contrarre matrimonio per interprete, il parraco non vi seciata se non gh consti della ) delFinterprete (c. 1106). me: occorre il permesso della Curia. Sebbene il ma trimonio sia contratto invalidamente, per causa impedimento o difetto di forma. sip che il consenso espresso peri fine! ea (e. 1107). Della forma della celebrazione del matrimonio: ce. 1108-1123 Sono validi solo qu atti (dai atrimoni, che alfassistente (ecclesiastico): rie. locale o parroco 0 sacerdote o diaeon delegato dalf uno o dalf altro, alla presen it dh due test, secondo per Ke none (meglio che regulas), espresse nei ca int che veguoniy salvo le eccetioa precisate nei canoni 144, 1112 §1. N16, 1127 § §2-3. Per (ministro) assistente al matrinwe niv sintende soltanto eolui, che. presen te. richieve ai contraenti di manifestare i loro consensa, e lo riceve a nome della esa (e- 1108). L’Ordinario locale oi il viearin), che non sia parroce (nanch scomunieato etlo 0 sosp hiarato con sente: ‘io nelfambito della rispetiva Dinces parrocchia (meglio che: intra ambi- tum sui territorii) ai sole lei propri fedeli (meglio che subdito- rum), ma anche degl altri, purché us dei due sia di rito latino (e. 1109), LOrdinario ed il parroco personale in forza del (suo) ufficio assiste ciascuno validamente ai matrimoni di color dei ‘quali almeno uno sia fedele (meglio che Mubditua ent imi della tices zione (personale, meglio che di tone, come il cappellano militare) (c. puntata LXXI L’Ordinario locale ed il parroco (nom ché il vicario) finché sono nel legittimo onsen del fro officio (meglio che wamdiu valide officio ur). Possono delegare la estate gene di assistere ai matrimoni, a sacerdoti iconi. Perché tale delega sia valida, dev'esser data espressamente a perso determinata: la speciale (& data) per matrimonio (o due o tre); quella generale va data (a liceita) in iscritto (e. 1111). Osservazion: capisce ils moni € sono anche delegare. Ove einchino sacerdoti e diaconi, il Vescovo pud autorizzare (meglio che delegare, verbo che suppone Ord ne) aici, ad assistere : nantes revio parere (meglio che roto, fatto superth itroreole dle Com ferenaa episcopate ed autorizzazione da ottenersi dalla S. Sede. Si scelga un laico ienes ctoace impair ot indiriazo (epiituale) agli spo ed ato a compiere {Chita matrinoniae(quind' anche benedire gli anelli) (c. 1112). Prima d'impartire la delega speciale, si proweda ansituto a quanto sabilioce a1 Hintto per documentate lo stato bers dei contraenti (e. 1113). Cea, net si parla di delega speciale quar By coisa docemtecclioass teow ta, non solo da parte della parroc- chia, ma anche da parte della Curia vescovile, Ia quale rilascia al parro- co il nil obstat alla celebrazione del matrimonio: pertanto, ritornare ssullo stato libero, vuol dire qualif- carsi degli ineeperti inopportua, Chi assiate al ratrimonto agice lle citamente, se nom gli conti dello stato libero dei contraenti a norma di diritto, e, te pomibile, della qullors vi ssstta generale (c. 1114). Osserv frente raccomandazioni riflettono [a responsabilita del parroco e vica- rio, nonché della Curia, non d'un sacerdote amico, invitato dagli sposi a benedire il loro matrimonio, col consenso del parroce, I matrimoni si celebrino nella oie -chiale (meglio che: in paroecia), Hove uno dei due contraentiha domicii ‘quasi domicilio, ola permanenza di un 8 mete, o, se sitratti di vaghi, nella parroc- chia dove attualmenteabitans (ot) pu esser celebrato anche altrove col permess 0 del pioprio Ordinario o del parroco (cs 1115). Osservazione: il luogo, anzi, Ia chiesa, dove celebrare il matri- monio, Ia scelgono proprio gli senza richiedere il permesso di no; il canone quindi non solo inutile, ma fuori della vita. Coloro, che intendono contrarre vero matrimonio ¢ daltronde non possono avere senza grave ineomodoun assistente competente.a norma di dirito, possono contrarre validamente e legittimamente il ‘matrimonio alla presenza di soli due test: 1) in pericolo di morte; 2) fuori di tale pericolo, qualora si preveda con prudem za. che tale assenza (dell assistente) si protrar’t per un mese. (Per®) in tali casi, se vi sia qualche sacerdote, o diacono, che possa assistervi, dev esser invitato a liceita, affinché (@ superfluamente precisato) assista coi testi alla celebrar zione del matrimonio, salva a validita del io coi soli testi (c. 1116). pra stabilita (di poter contrarre matrimonio alla presenza dei soli due testi) va osservata, se almeno Tuno o Faltra contraente & battezzato nella chiesa cattolica, o ammesso in essa e da essa non separatosi con atto formale, salvo quanto stabilito nel e. 1127 §2(a proposito del cattolico, che contrae con un non cattolico di rito orienta- le, perché in questo caso la forma & richiesta a lieeita, maa validita ® richiesta la presenza d’un mi saero) (c. 1117). Tl matrimonio tra cattoliei o tra un cattolico e Faltro non cattolico battezza- to, si celebri nella chiesa parrocchiale; TOrtinario locale (pert) od il parroeo possono permetterlo in altra chiesa od oratorio, od anche in altro lnogo conver jo tracattolieoe parte jebrare in chiesa sagrest contempla due tipi di contraenti: un battezaato cattolico con battezzato non cattolicamente, un cattolico con si no no miscredente, comunista, massone, cece. Poiché di tutti si permette la celebrazione in chiesa, la distinzio- ne non ha ragione di essere. Fuori del easo di necessiti il matri- monio va celebrato secondo il rito pre- seritto dai testi liturgici, approvati dalla Chiesa (con Messa pro sponsis) 0 indotti da legitima consuetudine (e. 1119), La Conferenza episcopate ha la facolta su approvarione della Sede Apostolica, di redigere (meglio che exarandi) un rita proprio del matrimonio, che si conf agli tusi dei luoghi e dei popoli, armonizzati con lo spirito cristiano, fermo perd il festazione del consenso dei contraenti (cs 1120). Celebrato il matrimonio, il par roco del luogo della celebrazione o Fine caricato (qui eius vices gerit, superfluo: etsi neuter adsisterit) nel libro (non regeatis) dei matrimoni (e Wi scrva) nomi det contraent, del ass stente e dei testi, col luogo e giorno della celebrazione, secondo il modo preseritto dalla conferenza episcopale o dal Veseor vo diocesano (i moduli sono gi 1121 §1). Ogniqualvolta siasicontratto. matri- ioanorma dele. 1116 (davantiai sol due testi ¢, ad abundantiam, eventuale rministro) il sacerdote o il diacono ever Uualmente presente (quanto mene) i folio devono quanta prima cor teat in a tet vvenuto maten smettere di_ uff monio all'autorith ecclesiastica competente) (c. 1121 §2) Quando sia stato contratto matrimonio con dispensa dalla forma, T Ordinario provveda che sia press not della concert dispense dala forma nel libro dei matrimoni sia della uria che della parrocchia propria della cattolica, il eui parroco ha fatto esta dello stato libera: il eoniuge ico ® tenuto’ ad informare 1a del matrimonio celebrato lo stesso rio ed il parroco, indicando anche 41 luogo della telebrazione e la forma pubblica osservata (¢. 1121 §3). Ow servazione: queste pratiche yanno Ordinario loca- Anno XI n. 13 vescovili, con trasmissione di copia conforme. I matrimonio va indicato anche nell atto di battesimo dei contraenti(e. 1122 §1). Se il matrimonio non ® stato con-, tratto nella parrocchia di battesimo, il parroco del luogo di celebrazione trax smetta quanto prima la comunicazione delavvenuto matrimonio al parroco del uogo ove’ stato conferito il battesimo (e. 1132 §2). Ogni qualvoltail matrimonio viene convalifato. pel foro eterno, 0 dichiarato nullo, 0 si scioglie legittima ‘mente fuori deleaso di morte (per dispem- Sia rato et consummata) se ne deve informare il parroco del lnogo, ov'e stato ccelebrato il matrimonio per la rispettiva annotazione nel libro dei matrimoni ¢ nelfatto di battesimo della parte (e. 1123). Matrimoni mi E> proibito il matrimonio, senza pre via dispensa della competente autorit tra due persone battezzate, una nella Chiesa cattolica o accoltavi né distacear Traltra iscrita a chiesa o comunita eccle~ avente piena comunione con la attolica (e. 1124). Da questa proibizione TOrdinario locale pud_di- spéiisaré pier glastare-ragi asa, (perd) non dispensi se non siano adem piute le seguenti condizioni: 1) la parte cattolica dichiari di essere pronta a ri muovere ipericoli(innati) di venir meno nella fede e dia sincera promessa di restarsi, per quanto pt affinché tutta la prole sia’ batterzata ed. educata nella ties eaten, 2) di queste sue prov esse sia tempestivamente informata T altra parte, coal che consti che essa & a della promessa (ora al singola- re) © delfobbligo (eso pure innato) della parte cattoliea 3) tutte e due le parti siano edotte dei fini e delle proprieta ‘essenziali del matrimonio, che non devor no essere escluse né dall uno né dalf altro ccontraente (e. 1125). uno non battezzato, quindi anche sbrigate di ufficio dalle cancellerie fustus ! ‘ped, Abb, Post. Gr l= 70% falletino deg saz a como’ Catan Sud Atmodenist SOLIDARIETA’ ORANTE Perseveriamo nel dedicare il Rosario del Venerdi a quest'uni. ca intenzione : che il Signore salvi la Chiesa dalle conseguen- ze delle colpe degli uomi la Chiesa. ‘ALUATTENZIONE DEGLI UFFICI POSTAL: In caso di mancato vecaito 0. respinto RINVIARE ALL UFFIGIO POSTALE Toney VELLETRI Tassa a earco dt al sno ne San Po X Via dela Consuta'1/8 - 1° ‘uted Homa Yel (8) 4624 i 1 lunedt de dale 16 alla "1830" 9) an ‘Quota dl adesion teisimo 1.2000 annua (anche In francobol) xfer» in Anree:aggungere spese postll “Corto corr posts n. eB 226008 fntetato 2 ‘Aut Teb. Roma 18709 / 5124978 ‘Stampeto Jn proprio