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Mt. 5, 37: Ma it vostro parlare a a ain pia vien dal Ubi Veritas et lustitia, ibi Caritas iveasione © Religions Attuscione « Iformasion® - Disamina Anno XV- n. 18 ‘Ovindicinale Catolico « ANTIMODERNISTA « Fondatore: Sc. Francesco Put Dieettore: Sac. Emmanuel de Taveas cid che Aesponsabiita 31 Ottobre 1989 (COUABORATIONE APERTA A TUTTE LE = PENNE PEROT NON VOLER SAPERE GH LWA DETTO MA FONT MENTE A GIO GHE DEVO (im Gr MOTIVO DI SPERANZA O DI RIMPROVERO Il 21 settembre u. s. sua ece.za mons. Lefebvre ha compiuto sessant” anni di Sacerdozio. Sessant’anni tra- scorsi fino al 1960 in Africa, prima quale semplice missionario, poi come Vescovo e Vicario Apostolico di Dakar (Senegal), poi ancora come Delegato Apostolico dell’ Africa francofona e in- fine, allorché grazie alla sua attivita apostolica, Roma poté istituire la ge- rarchia cattolica nell’ Africa francofo- nna, come Arcivescovo di Dakar. Quan- do nel 1962 sua ece.za mons. Lefebvre lascia ad un Vescovo africano, da lui formato, la Sede di Dakar, sembra che la sua missione sia compitita. In realt& ‘una nuova missione lo attende. Gia dal 1960 mons. Lefebvre fa parte della Commissione Centrale Preparatoria del Concilio Vaticano TI: sta per met- tersi in moto lingranaggio che fara di lui un caso: il «caso Lefebvren. Si, perché per poter continuare adire «sin alla Chiesa cattolica sua ece.za mons. Lefebvre dovra dire «no» ad alcuni testi del Vaticano II ¢ al nuovo corso ecclesiale informato dallo «spirito» (li- beral-ecumenico) del Concilio ; dovra dire «no», in ultima analisi, ‘ad un Papa, Paolo V1, che, appassionato del- le utopie del peggior Maritain pid che della Verita cattolica, favorira dall’alto della sua sublime dignita di Vicario di Cristo la demolizione della Chiesa ad opera dei neomodernistie, affidando a questi i posti-chiave nella Chiesa, pro curera il protarsi del loro predominio anche oltre la sua morte. Di quell’« proposte romene sul pismo pratico scaricheronno su di lui la respon: Sabilta della future rottura, che 8 invece anzitutto sul piano dotrinale; e questo sia. che eglrifiat di trottare sia che, nel corso delle tratative, rifuti compromessi inac- cettabilt cosa che non ? difficile preve dere. Fattosta che le successive trattative alimentano 1 ccemente, mentre non & cosi la questione dottrinale, tuttora risolte, condi cessariamente ogni trattativa sul piano pratico, 8 Spero che saranno logici, ma... ‘«Quale sard il risultato della vista del card. Gagnon — dice il 13 dicembre 1987 sua ece.2a mons. Lefebvre in un'omelia — mi é molto difficile dirlo |] a Roma, constatando i beneficidi questa resistensae della conservazione dela fede cattolica nei cuori e nelle menti, dovrebbero di logica conseguenza aiutarei a conservare questa fede catolica, {..] To spero che e ‘saranno logiel /.. Ma non ne sono affutto eerta A motivo de peso atiuale in tutta la Chiesa modernizzata e modernista di queste teorie che avvelenano i lor spirit, io non sarei affatto sorpreso ch vssi cerchino con tutii mezzi di farsi che noi ei avviciniamo a loro e allo spirito del Coneitio» (Fidelter gennaio-febbraio 88) ‘Lo svolgimento delle trattative , poi Vesplicita dichiarazione del card. Gagnon confermano che appunto questa la «t conciliazione» perseguita da Roma e che ppercid nessuna riconeiliazione sara possi bile, finché non ser affrontata la que stione dottrinale. «Non si trata di noi stessi» A trattative fallite, il card. Ratzinger parla alla televisione italiana di una diffi denza «traumatica» di sua ece.2a mons. Lefebvre. No. E una diffidenza lucida e logice: I'unita di comunione nella Chiesa si fonda sull'unita di Fede (cfr. Leone XII Satis Cognitum). Quando quest’unita di Fede non c’é in tutto o anche in parte, non ud darsi nessuna unitd di comunione. «Non si pud dare — diceva mons, Lefebvre nel settembre successivo ai Se- minaristi di Ecéne—la mano ai demolitori della Chiesa che impugnano nellaltra ma- rnoil martello per demolirla! Bisogna sapere id che si vuole: 0 noi vogliamo veramente edificare la Chiesa oppure vogliamo de- ‘molirla, Se noi ci mettiamo con idemolitori, se ci adagiamo sulla loro autorité, noi per id stesso approviamo, indiretiamente, se rngn esplicitamente, anche la distruzione della Chiesa. Noi non possiamo dire che tutto érisolto tra noi. Sarebbe deplorevolen. E, alludendo a coloro che hanno gettato la spugna, contentandosi di cogliere qualche profitto dall’ennesimo sacrificio di mons. Lefebvre, continua: «Noi soffriamo dell’ abbandono di quanti si sono stancati di trovarsi da tanto tempo in na situazione delicata, difficile, dura e penosa. Ma non : Si si_no no na stancarsi perché non si tratta di noi stessi, ma della Fede, della Trad zione, della continuita e dell'accrescimen- to della Chiesa. Percid non abbiamo il dirito di dire: sono stanco di lottare, ora desidero sottometterm:all‘autorité. No, non sta bene abbandonare la Fede-e sottometter- siall'autorité, quando autorité non difen de la Fede |e collabora a demolirial Stato di necesita se sciagure della Chiesa, ormai eu dent a tuts note ..] non potranno che ‘ggravarsi fitentoché coloro che sono al fimone della Chiesa. non ritroveranno T arientamento enon riprenderanno Ta rota ai sempren ba seit 26 febbraio 1978 ‘mons. Lefebvre al card. Seper, ei fatt gl hanno dato ragione. Ora, le trattative con Roma hanno fatto eadere ognisperanza di tna cessazione a breve termine della cri nella Chiesa, Non resto che provedere anche per il futuro alle anime in stato di hecessits,finché al timone della Chiesa non sari impresso il salutare raddrizea mento Tea teologia morale insegns: 1) che pud darsi uno stato di necessita non soltanto per corp nei beni di ordine materiale, ma anche per le anime nei beni diordine spiritune 2) che in tal caso si tenuti a soccor rere le anime in stato di grave necessit, che atrimenticioe verrebbero a trovarsi prive dei mezzi necessari alla salverzo Sterna, anche con proprio grave incomodo €. sei dovere del proprio uffcio lo richie da, anche a costo della vita (fr. Robert Palazrini Disionaroditeologia morale, ed Studium, Rema, voce necesita). er soccorree allo stato di necesita delle anime sua ece 28 mons. Lefebvre sit fh esposto ad un’ingiusta quanto invalida ospensione a divinis. Come Vescove, pub fare un'ultima cosa: trasmettere la sola potesta d'ordine (le potesta di giursd lone esula dai suot poter) « persone di fiducia, che continuino la sua opers. col suo stesso amore a Roma e al Papato e nella tessa resistenza a tutto cio. che demolisce dllinterno la Chiesa cattolica Per fare ci, mons, Lefebvre deve contra venire alle leggi che attaalmente displ nano Tesercizio del potere dordine dei Vescovi, ma In teologin morale insegna anche che lo stato di necesita delle ani- ‘me, amaggior ragione dello stato dineces itd det corp, & eauna scusante dallosser 31 ottobre 1989 vanza della legge; cid una cizcostanzain forza della quale, in determinate cizco- stanze, per un determinato soggetto viene a cessare il dovere di osservare la legge, djualunque questa sia: naturale precipien: te, divino-positiva, umana, eccettuata la legge naturale proibente, perché viet gl i intrinsicamente cattivi (cf. op. cit Woei necessité e eausa seusante). ‘Ci sono dei casi estremi — diceva il grande Vescovo di Poitiers, card. Pie — nei quali le norme disciplinari perdono talore dinanai alla legge divina. Che dico? Ci sono dei casi, anche ordinari — Gest Cristo me ne garante— nei qual Inlegge divina si eclissa dinanzi al diritto na turale "Chi di vo, diceva i divin Maestro, sell bue 0 Vasino del suo vicino cade in un fosso, non fo tirerd fuori subito, anche in fiorno di sabato” (Le. 15, 5). Ora, se una legge cede per una tale ragione, che di- remo noi quando si tratta non di sal- we la vita d'una figlia di Abramo, ma ‘soccorrere, in un estremo pericolo, Ta madre comune di tutti gli uomi spose di Cristo, la Chiesa di Dio’ Hane autem filiam Abrahae non oportuit soli? (Le. 13, 16)» (Discorso per la recezione delle reliquie di Sant'Emiliano 8 novem bre_ 1859, Oewores 3, p. 504). E cosi sua ece.za mons. Lefebvre, sprendendo consiglio dal suo buon senso come dalla sua fede e dal suo coraggion (discorso citato), procede alle preannun ciate consacrazioni episcopal Oggi. @ distanza’di oltre un anno, appare assodato che egli non ha fondato tuna nuova «Chiesa, con una nuova gerar chia, in opposizione alla Chiesa cattolica romana: he semplicemente assicurato alle fanime in stato’ di necessita § mezzi di salvezza, propri della Chiesa catolica, in attesa che questa congiuntura gravissima della storia. della Chiesa. sia supera Quando la ersicenserd, sardresa giustzia anche alla retttudine delle sue intenzioni € del suo operato. Un anno fa, pero, le consacrazioni episcopali fecero si che da ‘sscismatico» in peetare mons. Lefebvre si trovasse dichiarato uffcialmente «scisma- ticon. Senza che lex Sant Uffizio si fosse mai preso la pena di pronunciarsi sulla Guestione dottrinae, che da anni eli era andeto ponendo e dalla quale ® nato To stato dinecessita per le anime e quindi per Jui. Cosi il weaso Lefebvren, sempre scor rettamente affrontato,@ stato ufficialmen: te chiuso in modo ancora pit seorrtto Hilario SOLIDARIETA’ ORANTE Perseveriamo nel dedicare il Rosario del Venerdi a quest‘uni- ca Intenzione: che il Signore salvi la Chiesa dalle conseguen- ze delle colpe degli uomini del- la Chiesa. ‘ped. Abb. Post. Gr. I= TO% “RIVATTENZIONE DEG UFFICI POSTAL: caso di mancsto recaite 0 30 rept |” RIN ARE. ALL 310 POSTALE oot? VELLET Taaon a earico dal no no ‘Associat si!'Uione Stampa Periodic Halione rrr Boletng degi ssaocst al contr Catolico Stud Antimoderist ‘Sen Plo X Vie dell Consuite ‘antee oma 2 plano int. 5 re fae 16 ile 0a let ln, zson: ARecapho Postale: Vin Madonna ogi” Angel mente Ceuta sect dl" Apia Muove al Kim_27500) 0008 Vellott = tl (00) e358. ‘irene: Sac. Emmanuel de Tavesu Direttore Responsable: Maria Caso ‘Quota di adesione al « Cento = minima 1200 anne (anche In rencobol) ator e Vie Anroc’ appungere spese postal ‘Como corr post: n.60226008 Intsiato ‘at 0 00 ‘Aut_Trb, Roma 18700 /542:1974 Stampato i prepron