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Mt. 5, 37: cld che Ma il ein vostro parlare vien dal sia maligno. Aivelasione # Religions Atuaslone « Informezione Anno XV - n. 17 Ubi Veritas et lustitia, ibi Caritas ‘vinlcnale Cattle « ANTIMODERKISTA « Fondetore: Sac. Francesco Put Direttore: See. Emmanuel de Tn Disamina Responsable 15 Ottobre 1989 COUARORATIONE ABERTA A TUTTE LE TRON VOLER SAPERE CHI LWA GETTO WA PONT MENTE A GIO NE OETTO™ tm co «Un problema di scottante attua- lita visto alla luce della Bibbia: “GLORIA” DEL SUICIDIO» La gloria del suicidio I nostri lettori, stupiti, leggeranno increduli questo titolo. Per un attimo soltanto, perché capiranno ben presto che nessun colpo di sole ha stravolto la mente di qualche nostro collaboratore. Si tratta di una «stravagante saccen- teria» (per non dir di peggio), uno dei tanti «frutti di tosco» del Pontificio Istituto Biblico «nuovo corso». B, quel- lo che abbiamo fatto nostro, il titolo di un articolo pubblicato da Missione sa- lute, bimestrale dei Padri camilliani di Roma, luglio-agosto 1989. L'autore «Gianfranco Ravasi, Milano, ha fre- quentato il Biblico 1966-1969, candi- dato al dottorato, professore al Semi- nario Arcivescovile Teologico Milanese, Saronno (Varese) {Ia nebbia della Pis. nura Padana evidentemente pud fare brutti scherzi, come quello di anneb- biare i cervellil» (cfr. elenco degli ex alunni del Pontificio Istituto Biblico dal 1909 al 1984, edito dallo stesso istituto). Sotto protezione cardinalizia Gianfranco Ravasi @ stato presen tato ai nostri lettori da si si no no, XII (1986), 15 marzo (n. 5), pp. 4-6 sotto i titolo Conosciamo la Bibbia (si parlava dell'omonima rubrica de I! Segno, men- sile dell’Arcidiocesi milanese). Rileg giamo: «Superficialmente, il Ravasigiu- ddica e condanna la dottrina della Chiesa [circa il rapporto tra Vecchio e Nuovo ‘Testamento... 8. Agostino, B, Pascal]e nei suoi tre massicei volumi “Il libro dei Salmi”, edizioni naturalmente] deho niiane, ‘Bologna 1981, dé la risposta pratica al problema su accennato, sear tando sia l'interpretazione neote- stamentaria del Vecchio Testa- mento che nessuna profezia messi Ma «la prefazione del Cardinale di Milano, Carlo Maria Martini S. J, all'inizio del [volume elogia 'opera det Ravasi ed avalla i! razionalismo im- erante nei tre spropositati volumi, che — indebitamente— scorrazzano in tutti i campi, dalla letteratura profana d’ ogni tempo e colore alle... composizioni musicali, ma ignorano affatto le ric- chezze della patristica e cestinano Vesegesi cattolicay. Potrebbe sorprendere che, Rava: esegeta palesemente non cattolico, go: da della protezione del suo cardinale. Ma basta ricordare che gia fautore della critica razionalista, da Rettore del Pontificio Istituto Biblico, il padre Martini 8. J. continua anche da car- dinale a proteggere e ad incoraggiare Fesegesi «non cattolica», demolitrice della Fede Cattolica. Marasma di, nistrazione ordinaria ammi- Cid premesso, la «gloria» del sui- cidio, della quale vaneggia il Ravasi sul periodico dei Camilliani, rientra nella «normalita» di questo marasma, che & ormai di «ordinaria amministrazione» in questo infausto posteoncilio. L Chiesa, «colonna e sostegno della ve- rita», «una» per dottrina e disciplina, pid non si riconosce. In particolare, questo modo di abu- sare della Sacra Scrittura, Vecchio e Nuovo Testamento, per avallare ogni ‘«invenzione del proprio cervello» @ il veechio, ammutffito strumento del pro- testantesimo, che ha partorito centi- naia di sette. A ruota libera Liesegeta cattolico, nel suo lavoro, ® guidato, premunito da un principio dogmatico, espresso gia da Sant’ Ago- stino e formulato dai due sommi Con- cili di Trento e Vaticano I: «in rebus fidei et morum», nei testi concernenti il dogma e la morale, il senso della Sacra Serittura @ autenticamente precisato dal magistero della Chiesa: @ il senso quem tenuit ac tenet Sancta Mater Ecclesia. Il che significa che, nel no- stro caso, l'esegeta deve conoscere la dottrina della Chiesa sul suicidio, sul comandamento del Decalogo: «non ammazzare», prima di dare l'esegesi dei testi biblici in esame. G. Ravasi, invece, procede a... rw0- ta libera. Bun tipico esemplare di cesegeta» della nouvelle vague, che disprezza il Magistero della Chiesa, ignora Iesegesi cattolica, non sicura di studiare, prima di scrivere, quanto sul testo in esame hanno precisato ed illustrato i grandi_esegeti, per non parlare dei grandi Padri greci e latini. L’esegesi é la regina delle discipli- ne sacre, l'anima della teologia; esige Yosservanza rigorosa delle norme che regolano il lavoro scientifico e ilrispet- to della caratteristica propria della Sacra Scrittura, fonte della rivelazione, preceduta ed illuminata dalla Tradi- ione apostolica, Zz Equivoco e confusione Ore, nell'articolo di G. Ravasi, pub- blicato'su Missione salute, al grosso titolo a sensazione, La “gloria” del suicidio, segue, in formato minore: «Ri- nunciare alla propria vita per farne donoa Dio eai frateli pud essere un atto di, particolare grandezza. La Sacra Scrittura propone diversi esempi di “donazione", da Sansone ai fratelli Maccabei, Eleazaro e Razis». Equi- ‘voco e confusione. Tanto pitt che perla sua tesiil Ravasi, dopo aver riportato il suicidio di Razis, «he si getta dal muro di cinta, schiacciandosi al suolo; ma respirando ancora, bollente di sdegno.. sali ritto su un masso... si strappd le viscere... e le scaglid sulla folla, e, pre- ‘gando Colui, che @ padrone della vitae dello spirito, di volergliele resttuire, a questo modo spiré», cos _prosegu «L’annotazione finale 2 significativa erché apre un orizzonte disperanza. E, ‘perd, soprattutto nel Nuovo Testamento che questo orizzonte é pienamente in luce. Lo @ attraverso quelle parole a prima vista strane e provocatorie che Gesiz pronunzia opponendosi ad una visione della vita come possesso e- goistico...». E seguono lacitazione di ‘Me. 8, 35: «Chi vorré salvare la propria vita, la perderd; ma chi perderd la propria vita per causa mia e dell'evan- ‘gel0 la salveré» e di Gv. 12, 25: «Chi ‘ama la sua vita la perde, ma chi odia la sua vita in questo mondo la conserverd per la vita eterna». «Frase — com menta il Ravasi — che é illustrata concretamente da quelle celebri parole di Gest... “Non ¢'8 amore pit grande di questo: dare la vita peri propri amici” Giov. 15, 13 E, oltre lesempio del padre Kolbe, e della «sua morte-oblazione nel lager nazista», il Ravasi porta come esempio anche I'«olocausto» di Jan Palach e dei bonzi vietnamiti suicidi. Bi esposia con précisione, eradh zione e chiarezza da A. Michel v. suicide nel Dictionnaire de Théologie Catholique (vol. XIV, 2, Paris, Letou- zey et Ané, 1941, coli. 2739-2749, con scelta bibliografia). Seguendo il me- todo di San Tommaso d’ Aquino Sum- ‘ma Theol 2a 2ae q. 64 a. 5 egli espone all'ini2io (dopo la netta definizione di «suicidio» e la distinzione tra suicidio diretto, perseguito ed attuato volute. mente, e suicidio «indiretto»), le ra gioni invocate per legittimare il sui Cidio e gli esempi addotti a tale scopo. Tra le ragioni per legittimare il sui- cidio: la nobilta di un atto compiuto da tun soldato coraggioso, che va incontro alla morte per sfuggire al disonore o si si_no no- per trascinare con 86 alla morte un nemico da sconfiggere. Tra gli esempi, tratti dalla Sacra Scrittura per soste- nore Ia legittimita del suicidio: e tamente quelli addotti dal Ravasi: San- sone (Giud. 16, 22-30); Saul che uecide se stesso, dopo la sconfitta a Gelboe (I Sam. 31, 2-6); il suicidio del deluso Achitofel (II Sam. 17, 23); Eleazaro che si lascia schiacciare dall’elefante da lui trafitto per uccidere il re nemico Antioco Eupatore (1Mac. 6, 46); e il caso di Razis, che si dona una morte crudele per sfuggire ai temuti oltraggi dei nemici (2 Mac. 14, 41-46)... Segue l'esposizione della dottrina della Chiesa, Principale argomento per la condanna del suicidio ® il precetto divino: «Non ammazzare» (Esodo 20, 13). I precetto é formale e generale: tu non ucciderai nessuno, né un altro, né te stesso (Sant’Agostino, De civitate Dei, lib. I, ¢. 20: PL 41, 35; San ‘Tommaso ne riporta il testo nel Sed contra). Tiprecetto divino poggia sulla legge divina naturale. La vita che @ un dono che Dio fa all'uomo, ma che rimane sottomesso al potere di «Colui che fa vivere e moriren ® questo il fondamento pit solido per stabilire la malizia in- trinseca del suicidio. Cf. Rom. 14, 7-8: «Nessuno di noi vive per se stesso, € rnessuno muore per se stesso; ma sia che viviamo, viviamo per il Signore; sia che moriamo, moriamo per il Signore. A- dunque sia che viviamo, sia che mo- riamo, siamo del Signoren. Vengono infine sciolte le difficolta. Gli esempi biblici Per gli esempi biblici addotti, ripor- terd qui il commento del padre Vac cari, ne La Sacra Bibbia, ed. Adriano Salani, Firenze 1961, il pitt bel dono dato dal grande Maestro all'Italia, Per episodio di Sansone, a p. 371 il com mento a Giud. 16, 29: «Sansone col suo gesto wuole diret- tamente la morte dei Filistei, nemici del popolo di Dio, ¢ solo indiretta- mente {a propria, perché inevitabil- ‘mente congiunta con quella; percié non commette suicidio il caso di tutti coloro che per la salvezza della patria, bisognando, si espongono a morte certa, come fece, per es. Pietro Miccan. Lo stesso vale per Eleazaro, fratello mi- nore di Giuda Maccabeo. E per I episodio di Razis 2 Mac. 14, 37-46: «La presentazione del personaggio € il titolo che gli dava il popolo mostrano che egli era un sacerdote. Razis fece ‘quanto narrato da v. 42 in poi solo per Fapprensione di dover certo morire. Il fatto in sostanza é che egli siuccise. Era opinione diffusa che una vita onorata rnon dovesse concludersi con una morte obbrobriosa(cf. 1 Sam. 31, 4), comeper 15 ottobre 1989 ‘mano deinemici. Tale opinione come principio @ da disapprovarsi. La morale riconosce che in vista di un bene maggiore si pud andare in- contro alla morte: icasi di Sansone di Eleazaro; @ il caso di un atto cui seguono due effetti, uno buono, ‘uno cattivo, di cui il primo voluto, Valtro permesso; ¢ Razis poteva tro- varsi in questa condizione... C'é la diff- colté che Razis si infligge la morte direttamente; ma bisogna pur sempre dire che egli 2 in buona fede come ‘mostra la preghiera finale (v.46; anche se basata su un errore (S. Agostino, Contro Gaudenzio, lib. 1, 31). lt suicida nel v. 42 non ¢ lodato per il suo gesto; Tagiografo riferisce soltanto quello che Razis voleva fare Egli non parla da casista, ma da storico» (pp. 838 ss.). E Veco della esegesi dei Padri: cf. Cor- nelii a Lapide, Commentaria in S.S., ‘Neapoli, 1854, Tom. Il, p. 148 s. Dun- ‘que: la rinuncia diretta alla propria vita sia pure «per farne dono a Dio e ai {fratelli» non pud mai essere «un atto di particolare grandezza», come scrive irresponsabilmente — bisogna dirlo— Yex alunno del Pontificio Istituto Bi- mai lecito, che nessuna ragione pud giustificare. Quanto al testo del Nuovo ‘Testamento: «Chi fa risparmio della sua vita la perdera; che ne fa getto per cagion mia la ritroveré», col suicidio non ha nulla a che vedere. UL padre Lagrange scrive: «eco una di quelle sentenze mirabili, comprensive, tutte roprie del divino Maestro, che sotto tuna forma apparentemente contraddit- toria racchiudono delle grandi veritd. It senso chiaro: "Chi cerca ora la felicita nelle cose del mondo e vuol godere la vita, compromette la salvezza dell’a- nima sua, Ia perdera”, chi invece segue la dottrina di Gest che é la dottrina della croce, agli occhi del mondo perde Ia vita, in realta si assicura la salvezza eterna. I veri i sono i valori eterni. L’ant tesi sta tra la vita temporale ¢ la ita eterna». Elo stesso senso in Gu. 12, 25: «Chi ama la propria vita, la perde; e chi odia la propria vita in questo mondo, la serberd per la vita eterna» (ivi p. 1795). Néc da prolun- garsi oltre. Né ignoranza né stoltezza I Dizionario di teologia morale, F. Roberti-P. Palazzini, ed. Studium, Ro- ma, serive: ‘ll suicidio @ un atto intrinseca- mente cattivo [...] £ un peccato mor- tale perché si tratta di una cosa di grande valore (la vita); anzi é un pec-~ cato gravissimo e ornbile, anche perché il suicidio consumato non I 15 ottobre 1989 sibilita di pentimento /... Tl suicidio é prineipalmente un pee- ato contro se stesso. Inoltre é un'in- Biuria verso Dio che, solo, hail diritto di disporre della vita dell'uomo. In terzo Tuogo @ un danno ingiurioso recato alla societd, della quale ogni uomo sempre ‘ud e deve essere un membro buono ed utile, compiendo il suo dovere di buon cittadino, Soltanto ignoranza o stol tezza fanno esaltare un atto di sist no no suicidio, come lo fanno talvolta Libri e giornali». Owvero come fa oggi Ravasi e compagni «progressisti», per i quali, non potendosi parlare di fignoranza 6 stoltezza, si deve pariare di malafede ‘Una domanda ai Camilliani Non resta che domandare ai Padri Camilliani della rivista Missione salute 3 ‘come ritengano di poter conciliare I'ar- ticolo del Ravasi: 1) con la dottrina della chiesa; 2) con|a loro missione e lo sscopo della loro rivista; 3) con il rique- dro che accompagna l’articolo del Re- wvasi ed offre le statistiche dei suicidi nel mondo sotto il titolo: It triste pri- ‘mato spetta all'Ungheria: se & un «tri- ste primaton, perché permettono al Ravasi diinneggiare dalle loro paginea «la gloria del suicidion? Paulus ANTIEVANGELO CON PREFAZIONE CARDINALIZIA Cuore Amico & un periodico «mi sionarion che si stampa in Diocesi di Brescia sotto la direzione di quel don Mario Pasini, che ha rivelato un de- bole per i 63 «teologi» ribeli italian. Nel numero di luglio u. s., sotto il titolo Una rabbia illuminata dall'amo- re, don Pasini presenta il libro di un cappuccino milanese, P. Fausto Marinetti, «uno dei missionar pitt cari a “Cuore Amico”, uno degli ac- cusatori-testimoni pit coraggiosi della miseria dell’America Latina, uno dei “profeti” che hanno dato voce a chi non hha voce. I libro del «profeta» esce con «!” autorevole presentazione» del card. Carlo Maria Martini 8. J. , Arci- vescovo di Milano. «Anon pochi — scrive il Pasini —la denuncia di P. Marinetti sembra ecces- sivamente arrabbiata e violenta, quasi ispiratrice di odio e di disperazione. ‘Nell'autorevole e coraggiosa prefazione ‘con la quale il Card. Martini presenta il libro, l'Arcivescovo di Milano giustifica questa rabbia». Su questa giustificazione cardine- lizia si dilunga Cuore Amico. Sulla rabbia del Marinetti ci informa, inve- ce, Panorama, 18 giugno u. s., sotto il titolo: «Missionari/Gli esplosivi diari di Padre Marinetti— Mail Vangelononci sfama — Sei anni tra i derelitti brasi- liani- Patendo fame, malattie e soprusi. Risultato: un libro che accusa la Chiesa di Roma. Con la benedizione di Carlo Maria Martini», Segue il servizio, la cui lettura toglie ogni dubbio che il cappuccino, per il quale Cuore Amico sollecita of- fertee peril cuilibroil card. Martiniha steso la sua prefazione, annunzia ben altro Vangelo che quello di, Nostro Signore Gesit Cristo. Beati i poveri 1 Vangelo subordina rigorosamen- te la vita temporale alla vita eterna: il fine ultimo dell'uomo non & naturale € temporale, ma trascendente ed etern unum est necessarium, una sola cosa ® necessaria: il Regno di Dio. Percid Gest non parla della ricchezza e della overt per spronare i poveri a miglio- rare la loro condizione socio-econo- mica, ancor meno, per aizzarli contro ‘cchi. Al contrario, ne parla per proclamare la beatitudine dei poveri, che «sono tali nell’animo», cio che accettano il loro stato, benché penoso ed umile, dalle mani di Dio e per dire «Guai ai ricchi», che «han gid ricevuto 1a loro consolazione», cio’ che, assor- biti dai piaceri che conlalororicchezza possono procurarsi, non si curano del Regno di Dio (padre Lagrange). Ricchezza e poverta, dunque, sono viste dal Vangelo in un’ottica esclu- sivamente soprannaturale, in quanto possono rispettivamente impedire € facilitare I'accesso al Regno dei Cieli, onde chi non & povero effettivamente deve esserlo almeno affettivamente e chi lo 2 effettivamente deve esserlo anche affettivamente: l’amore al be- nessere materiale, ostacolo al Regno dei Ciel, pud coesistere benissimo con la poverta effettiva e il povero che, pur non possedendo niente, brama di ave- re la sua consolezione in terra e, nella misura in cui gli 2 possibile, se la procura, dimenticando il suo fine so rannaturale, 2, rispetto al Regno di Dio, nella stessa condizione sfavore- vole del ricco, che «ha gid ricevuto la sua consolazione» in terra. Con eid il Vangelo non proibisce al, povero dirivendicare i propr diritti se conculcati, né di aspirare a migliorare la propria condizione economica ¢ so- ciale, ma esige che cid sia fatto con mezzi legittimi, per non offendere la siustizia, senza risentimento o livore er nessuno, per non offendere la carita, e soprattutto non anteponendo mai i propri interessi terreni e tempo- rali ai propri interessi soprannaturali ed eterni: Unum est necessarium. Beati i ricchi Anche per il cappuccino Marinetti unum est necessarium, ma questo uni- co necessario @ il benessere socio- economico. Capovolgendo, percid, il Vangelo, egli orienta le cose del Cielo alla terra, e inculca il suo nuovo «van- gelo» ai poveri «indios» — veramente poveri nelle sue mani — attraverso gesti uprofetici» come questo: «Un giorno, scosso dalla contrad- dizione tra la liturgia riconciliativa e i fii spinati che riducevano il villaggio ad ‘Auschwitz, interrompe la messa ‘‘im- possibile” e chiede ai contadinidi fare lungo il filo spinato una Via crucis: “Celebrare la messaé celebrare la vita’ spiega alla gente. “Che vita é quella dei nostri figli costretti a vivere dietro un reticolato? Qui siamo in pieno Venerdi Santo, La vita @ crocifissan. Certo, la Messa @ “‘impossibile” per chi, come il cappuccino Marine ha dimenticato che le «vita» celebrate turale nasce dal Sacrificio e dalla mor- te di Cristo, si, ma anche dell'uomo. Avendo ridotto la Sdnta Messa alla celebrazione della vita terrena e tem- Zz. sisi nono 15 ottobre 1989 porale dell'uomo, avendo perduto to- talmente di vista il Regno di Dio, il ‘Marinetti, cappuccino e missionario, non pud predicare la beatitudine dei poveri. Ed infatti predica la beatitu- dine deiricchi. Ma, per annunziare agli indios le beatitudini del mondo, non era davvero necessario farsi né’cap- puceino né missionario, La via della Croce 1 Vangelo, lungi dal liberarci dalle croci terrene, esige il nostro consenso alle croci tanto temporali quanto spi- rituali: «Chi mi vuol seguire prenda ogni giorno la sua croce e mi segua». della redenzione dell'umanita dal d minio di satana attraverso la Croce Nostro Signore Gest Cristo e nostra; non illieto annunzio della redenzione del!'umanita dalla sofferenza nelle sue innumerevoli forme, tra le quali, rien- tra anche la poverta estrema. Bisogna accettare di essere fatti conformi al Cristo del dolore per partecipare alla gloria della sua Resurrezione. Ed in- fatti il capovolgimento di situazione tra il ricco ¢ il povero, al quale ci fa assistere le parabola del ricco Epulone (Le. 16, 19-31) avviene solonell aldila, enon perché Epulone sia statoriceoe Lazzaro povero, ma perché il primo ha chiuso il suo cuore alla carita e il secondo he accettato senzaunlamento € senza risentimenti Ia sua misera sorte. La via della lotta di classe Il cappuccino Marinetti, invece, «reagisce all'idea di predicare un Cri- sto soave e che porge Valtra guancia, il cui messaggio d'amore si riduce a “fian- cheggiare sistemi assassini che usano le armi della fame e della malattia”. Certamente. Quando il Vangelo & travisato nel «lieto annunzion della redenzione dalla poverta e dalla di- suguaglianza sociale, le Croce @ uno «scandalo» ed una «follian. Pid effi- ace, pid adatta allo scopo ia lotta di classe e al cappuccino Marinetti non resta che imboccarne la strade:«Per- sino principi e metodi della non violenza — leggiamo — non gli sembrano in questa situazione adeguativ. Anzitutto il Regno di Dio e il resto in sovrappiti Poiché unum necessarium @ il Regno di Dio e poiché ad esso accede per la via della Croce, il Van- gelo si muove unicamente a livello del soprannaturale: conversione del cuore e vita di grazie. ‘Nostro Signore Gesi Cristo ha gua- rito anche i corpi, ma al fine di conqui- stare le anime ¢ dare il segno irrefuta- bile della sua natura divina. Due volte ha moltiplicato anche i pani, ma per confermare che Dio da «il resto in sovrappiti» a coloro che, come i suoi ascoltatori diallora, cercano «anzitutto, il Regno di Dio ela sua giustiziay. Fuori dicid, Gesti ha chiaramente parlato ed agito in modo da togliere ogni illusione a coloro che pensavano che Egli fosse venuto per sfamare i corpi ed instau- rare un nuovo ordine sociale e politico. ‘A coloro che lo cercano, dopo la moltiplicazione dei pani, Gesi, pur sapendo che li deluderde liallontanera Sé, dice senza riguardi: «Voi mi cereate perché siete stati sfamati. Cer- cate non il cibo che perisce, ma il cibo che dura per la vita eterna» (Gu. 16, 33), E appunto per aver deluso le speranze di liberazione politica e di prosperita materiale, concepite su un’ interpretazione temporale e mondana delle profezie messianiche, Egli sara rigettato dal suo popolo e crocifisso, Anzitutto il resto, a costo del Regno di Dio Il cappuccino Marinett, invece, si ‘muove unicamente a livello di rivolu- zione socio-economica. «L 'uomo —egli dice — introduce, prepara il cristiano e non viceversa» ed aggiunge: «Le Chiese [plurale ecumenico] deb- bono riscoprire quel Cristo che, prima di insegnare le orazioni ai popoli denutriti, insegna a coniugare i nuovi verbi: giustizia e libertén. E lesatto copovolgimento del Van- gelo: «Anzitutto il resto» e, dato che a Questo resto si tende per la via della violenza e dell'ingiustizia, anzitutto resto, anche a costo di perdere i Regno di Dio. Il comunismo «cattolico» Punto di partenza per ottenere questo «reston, infatti, @ l'abolizione della proprieta privata. E per inculcare ‘questo «dogma» proprio del comuni- ‘smo in qualsivoglia sistema il cappuc- cino ricorre ancora a gesti «profeticin: «Un'altra volta raccoglie la terra, insanguinata dai caduti nella lotta con. tro latifondi, e chiede a tutti, seduti in cerchio, che giurino su quella terra, raccolta in un'urna, di non farne pitt Gesu ti preservi dalla corruzione del mondo Padre Pio Capp. oggetto di vendita, di usarla per aggregare l'intero villaggio in una nuova unita popolare, unica risposta possibile alla violenza dei pitt fort. Comincia cost il “progetto comu- nitario” che forma il nuovo contenuto “evangelico” della missione di Mari- nett». Come stravolgere la Sacra Scrittura Per il suo «progetto comunitarion eli si appella alle abusate «pratiche del Cristianesimo primitivo» testimo- niiate in Atti Ma proprio in Atti 5, 1-12 San Pietro afferma il carattere assolute- mente volontario e libero di quelle pratiche, con le quali i ferventi cri- stiani di Gerusalemme, oltre che at: tuare i consigli evangelici, sovvenive- no alle necessit& dei convertiti che, nella societa ebraica, specie se sacer- doti o leviti, restavano privi di ogni Infatti San Pietro cosi rimprovera Anania che ha mentito sul prezzo ri- cavato dalla vendita dei beni: “Anania, come mai satana tha riempito il cuore, che tu cerchi d'in- gannare lo Spirito Santo e di tenerti Parte del prezzo del podere? Se non lo vendevi, non restava tuo? E se lo vendevi non eri padrone del de- naro?».. San Pietro riconosce, dunque, che non c’era nessun obbligo di vendere i propri beni e, vendutili, di privarsi del loro ricavato. E lesplicita afferma- zione del diritto di proprieta, che il ‘Marinetti nega, affermando che la Chie- sa (all'atto stesso in cui veniva fon- data) sarebbe «affondata» in una «ve- ra e propria eresia» (eccetto, s'inter de, la comunita di Gerusalemme finché furono in vigore quelle famose «pra- tiche) Come stravolgere la teologia morale Il Marinetti si domanda: «ln altri tempi la teologia ha elaborato il prin- cipio dottrinale “in estrema necessita tutte le cose diventano comuni”. E oggi, che si tratta di popoli interi del sud in estrema necessita, che cosa elaborere- ‘mot. La sua risposta naturalmente &: comunismo «cattolicon. Ma la teologia cattolica non ha affatto elaborato il prineipio dottrinale cosi come il Ma- rinetti l'intende. Anzitutto la «neces- sité estrema» @ di chi & in pericolo di vita, certo ed incombente, e la «co- munanza» dei beni riguarda solo i beni ordinari, il loro uso e non la loro proprieta perpetua e solo per quel tanto che @ necessario a scampare dal 15 ottobre 1989 sisi nono & pericolo: «Chi si trova in estrema necessita ud usare ed anche appropriarsi quel tanto di bene altrui che gli é necessario er sottrarsi all'imminente pericolo, a ‘meno che anche il padrone di tali beni ne abbia bisogno per scampare da egua- le pericolo, Bisogna perd che si trati di ‘mezzi ordinari; inoltre, superata la ne- cessita se la cosa sussiste, va restituita al padrone» (Graneris in Dizionario di teologia morale diretto da Roberti: Pelazzini). La teologia cattolics, quella vera, non dimentica che il Vangelo comands la giustizia e Ia carita tanto ai ricchi ‘quanto ai poveri, ognuno nel suo stato nessun fatto esente. Il povero che desidera la roba altrui, che odia coloro che conculeano i suoi diritti o sem- plicemente si trovano in condizioni sociali ed economiche migliori delle sue, che maledice la propria sorte e ricerca il suo miglioramento materiale dimenticando il Cielo, non @ meno ech di Dio del ricco, che conculea i diritti altrui, che chiude gli acehi ai bisogni del prossimo, che ripone la propria consolazione nelle sue ricchezze. «Marinetti — leggiamo — fa par lare le cifre: 185 per cento delle terre sono nelle mani dei latfondist, 1a loro organizzazione paramilitare, forte di 55 mila membri, ha fatto 222 morti nel 1985, 261 nei 1986 e via aumentando a causa dei conflitti di terra». L'86 per cento delle terre sono nelle mani dei latifondisti. Vi sono ingiustamente? Non tutte le ricchezze sono frutto di rapina e d'ingiustizia, come vorrebbe Marx. L'egualitarismo socio-economico, oltre che un'utopia, ® anche un'ingiustizia, Se le esigenze del bene comune richiedono in Brasile una riforma agraria, che favorisea la piecola proprieta, spetta allo Stato provvedervi e con giustizia verso tutti, anche verso i ricchi; non spetta ai singoli individui. Ancor meno & com- pito del missionario prowvedervi, e con i sistemi iniqui della lotta di classe. Il Marinetti non dice, ma traspare dalla sua relazione in cifre, che in America Latina i proprietari sono costretti a mantenere a proprie spese un'organiz zazione paramilitare appunto per di- fendere le loro terre dagli assalti dei contadini, che vorrebbero impadronir- sene con la violenza, aizzati e mandati allo sbaraglio da mestatori socio-poli- tici_senza scrupoli, in prima linea, purtroppo, a partire dal Vaticano I, diversi «missionarin cattolici I «quinto Vangelo» ovvero I’ antievangelo di satana Nessuna meraviglia che il Vangelo non soddisfi il «missionario» cappue- ccino: il Vangelo non sfama. & vero. Lo scopo del Vangelo non @ di sfamare i corpi; anche se, quale effetto secon- dario il Vangelo ha sfamato pid corpi che tutti is socio-economici- filantropici messi insieme. 1 Marinetti farnetica, percid, diun « (Il Tempo 9 maggio u. s.). Che tipo di «esercizi spirituali» ce lo dice The Sun, quotidiano di Port ‘Louis (Isola Maurizio) 5 agosto u. s. In prima pagina: «Conferenze pubbli che del Padre Sonet - Vivere la ses- sualita in tutte le sue dimensioni. Una foto ci mostra l'infervorato conferenziere affianceto dal cardina- le di Port-Louis, sua em.za Jean Margéot, mentre V'articolista ci in- forma: «ll messaggio del Padre Sonet ai giovani, che s'inquadra anche nella preparazione della visita di pap: Giovanni Paolo II a Maurizio, é di vivere la sessualita in tutte le sue di- Sped. Abb. © 70% “RIVATTENZIONE DEGUT UFFICI POSTAL In 6890 di mancato recapito 9 2¢ regpinto TRINVIARE ALL'UFFIIO POSTALE, oad VELLETAI Tossa a earco al sl no no Stampa Peviodice Denis Sonet, del CLER francese, scende ai particolari: omosessualita? «Won ¢ un idealen; la prostituzione? «Pus darsi in certi casi, ma io [sic!] sono contrario al vagabondaggio sessuale». ud bastare per confermare la no- stra gia fondata convinzione che quan- to gli episcopati riferiscono al Papa circa la preparazione ei fruttidelle sue visite ? una spudoratissima menzogna. © Diocesi di Aversa Il Tempo 29 agosto u. s.: «Villa Literno - Jerry Essan Masslo, il suda- fricano che ha trovato a Villa Literno la ‘morte per mano di balordi assassini, riceve funerali religiosi col rito eatto- Tico nella Messa officiata dal vescovo di Aversa Giovanni Gazza, parole di suffragio tratte dalla Bibbia (Jerry era di rito Cristiano Battista) pronunciate dal reverendo Ken Lowosan, delia Co- munita Battista di Roma, e infine anche esequie islamiche». Cosi quella tragedia umana finiva in un’ecumenica farsa. L'ucciso era un uomo di colore: per Villa Literno si trattava di riscattare il proprio onore dall’accuse di... .razzismo. A tal fine ‘mons. Giovanni Gazza non esitava a umiliare il Divin Sacrificio della M a livello di una manifestazione antir zista. Sull’ecumenica ammucchiata non era d'accordo il presidente dell’ Unio- ne battista di Italia, che con telegram- ma al Vescovo di Aversa, al card. Poletti e ad altri membri della CEL protestava «ivamente contro decisione celebrazione funerale cattolico Jerry Es- san Masslo notoriamente di fede bat- tista» (I Tempo 30 agosto u. s.). Siamo ridotti a questo: a dover do, di tanto in tanto, si incaricano di richiamare i membri della nostra ge- rarchia ad_un po’ di coerenza. Bollettine deg aesociat al ‘cont Cattolica Stud Antimodermist Sen Pio X Vio della Consute 1/8 - 1 plano ‘ates oma Yet, (8) Wa2.8e itt hanedi del mero, ale 16 gl alot glen, pross: Recapto Postale: Via" Masanns dog Angel met (aula desta Via Appia Nuova al im '27500) 00089 Vellot = tel Oe) 635868, Diretoe: Sie. Emmanuel de. Toveau Direttore Responsable: Maria Caso ‘Quote di adesiona sl « Cento = minima L300 srnue (anche in frencoboll) Extor « Vin Aor’ sgplngere spese postal ‘Conte earn post: a. 60226006 intstato © Aut Trib. Roma 15708 / 512.1974 Stampate iv proprio